Un grosso imbroglio

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UN GROSSO IMBROGLIO (sottotitolo: “Chi la fa…l’aspetti!)

Commedia brillante-riflessiva (6-7 donne-5uomini-scena unica)

Di Pasquale Calvino(Posizione Siae n.180531)

Può essere realizzato come  un lungo atto unico intervallato da dissolvenze incrociate di  chiusura e riapertura luci oppure due o tre atti secondo le preferenze del regista.

Parole 16.500 circa-pagine 38- Durata complessiva circa due ore.

Si concedono autorizzazioni alla messinscena anche alle  versioni non in lingua italiana(vernacolo, lingue straniere). Si possono avere copioni con numero maggiore o minore di interpreti scrivendo a:

calvinopasquale@gmail.com     cell. 347-6622400

SINOSSI- Un ricco imprenditore ha simpatia e stima per un giovane povero che è innamorato di una donna il cui ricco padre non ha intenzione di darla in moglie a lui perché non ricco. L’imprenditore aiuta  il giovane povero a sposare la ragazza dandogli anche del danaro…  ma il finale è differente dall’originale di Goldoni)


PERSONAGGI

1m- DON FILIBERTO-ricco imprenditore over 50

1f- GIANNINA-  figlia di Don Roberto over 20

2m-DON RICCARDO DE ESPOSTI- ricco commerciante over 50

2f- COSTANZA- figlia di Don Riccardo over 30

3m-CARLO COTTACARNE(COTTERIE)- nobile povero, innamorato di Giannina over 30

3f- MARIANNA- cameriera personale di Giannina over 20

4m- GILDO GUASCOGNA- amico del cuore di Carlo e innamorato di Marianna over 30

4f- CUOCA di casa

5f- GIANNA- zia di Giannina, sorella di Filiberto over 40

6f- BICE- zia di Costanza(eliminabile) over 40

5m- AUTISTA

7f- CAMERIERA GOVERNANTE DI CASA

La scena unica rappresenta il soggiorno della casa di Don Filiberto, in Napoli.


L’età dei personaggi possono essere modificate dal regista. Il linguaggio è stato tenuto, tra  gli innamorati,  un poco aulico per sottolineare la poesia dell’amore ma se il regista lo  ritenesse utile può essere trasformato in un linguaggio più usuale, realistico, meno poetico…Così pure qualche frase può essere costruita diversamente con qualche sinonimo più usuale, più facile…Qualche battuta non gradita può essere eliminata o sostituita.

Per acuire la comicità, Filiberto può essere interpretato, a volte, specialmente quando si innervosisce, come balbuziente o viceversa balbuziente quando è molto calmo… oppure sempre normale;  inoltre gli si può attribuire qualche strano comportamento, abbigliamento…La balbuzie di Filiberto, sul copione è appena accennata, sarà il regista e l’attore a inserirla se credono e dove meglio ritengono opportuno.

 

ATTO   PRIMO

SCENOGRAFIA-(scena unica)

Soggiorno di casa: tavolo con sedie, poltrone, divano…è una delle stanze dove si riunisce la famiglia tra di loro e con gli amici…tutto secondo la fantasia del regista e dello scenografo.

SCENA PRIMA

(Soggiorno in casa di  Filiberto.)

GUASCOGNA , poi MARIANNA.

CAMERIERA-(spolverando)- In questa casa ci sono troppe spese…due ospiti fissi, menù giornalieri come se fosse sempre festa…è vero che il signor Filiberto è ricchissimo ma mangiare molto fa male…ora sembra che gli ospiti Carlo e Gildo vadano via…sono brave persone ma il lavoro aumenta con la loro presenza…si devono lavare più piatti…Io credo che tra Carlo e la figlia del padrone vi sia del tenero…anche Marianna, la cameriera personale della padroncina, credo che se la intenda con Gildo…l’altro ospite…amico del cuore di Carl…(entra la cuoca)

CUOCA- Buon giorno Anna, ti han detto cosa vogliono mangiare oggi i signori?

CAMERIERA- Ieri hai fatto il ragù alla bolognese…oggi potresti fare un bel sartù di riso alla napoletana… 

CUOCA- Ma per te o per i padroni? L’han detto loro o tu? Per fare il sartù ci vuole molto tempo…

CAMERIERA-A me piace molto il sartù ma io mangio pochissimo…assaggio solo! Non voglio ingrassare! I piatti che mi piacciono: lasagne, cannelloni, pastiera, tortano, gateau di patate…cioè la pizza di patate e tutte le altre buone pizze  contengono molte calorie e fanno ingrassare…io ne mangio poco…una mezza porzione…noo neanche un quarto di porzione…un assaggino…non posso ingrassare e per motivi estetici e perché come cameriera governante tuttofare(la cuoca fa segno di no) di questa casa…si eccetto la cucina di cui ti occupi tu ma i piatti, le pentole… le lavo io…e eccetto il giardino di cui si occupa l’autista…ma il mio lavoro è troppo e se ingrasso mi licenziano…devo essere agile…atletica…mi piace mangiare ma senza ingrassare…devo scopare, cioè spazzare, lavare, stirare, spolverare, pulire, mettere ordine…troppe cose devo fare…tu fai solo la spesa e cucini…puoi ingrassare…io non posso aumentare nemmeno di un solo kilo…

CUOCA- Per non ingrassare devi mangiare pesce, brodini con 50 grammi di pastina, frutta non dolce: molte :mele, pere…qualche banana e molta verdura: zucchine, melenzane, cavoli, carote…ma il cibo che fa più bene è il pesce: alici, sarde, sgombri…salumi, formaggi e dolci una volta al mese… (entra Gildo)…Signor Gildo a voi piace il sartù di riso alla napoletana?

GILDO- A me piace molto ma non dovete chiedere a me ma a Don Filiberto, padrone di casa…io poi sicuramente partirò prima di mezzogiorno…

CUOCA-  Ci dispiace molto…potevate restare ospiti ancora un poco assieme al vostro amico Carlo…siete entrambi delle belle persone…Cmq…è giusto, andrò io a chiedere a Don Filiberto cosa vuol mangiare oggi(esce seguita dalla cameriera )…(sottovoce) Se vanno via ci sarà meno da lavorare… meno da cucinare per me e meno piatti da lavare per te…meno fatica per noi!

GILDO-(da solo mentre guarda le valigie)) “Panta rei…tutto scorre, muta, cambia…tutto finisce ma i giorni belli volano via subito mentre in quelli tristi, noiosi, deprimenti…le ore non passano mai…ora verranno i giorni brutti…(entra Marianna)

MARIANNA- (ironica)Buon giorno Gildo…posso augurarti una felice giornata! Sì può dare il buon giorno al caro  Gildo…?

GUASCOGNA Sì, cara Marianna, da te mi è molto caro il buon giorno, ma(allusivo e sorridente) mi sarebbe molto più cara la buona notte….ora dovrò lasciare questa bella casa…

MARIANNA –Allora  dovrò darti il buon viaggio.

GUASCOGNA Ah! cara la mia Marianna, a una dolorosa e triste partenza non può che succedere un viaggio dìsgraziatissimo e giorni orrendi…

MARIANNA   Allora ti dispiace partire…

GUASCOGNA Lo metteresti in dubbio? Dopo sei mesi che io godo della tua squisita e amabilissima compagnia, posso io par­tire senza disperarmi?

MARIANNA E chi ti obbliga a fare una cosa che ti dispiace?

GUASCOGNA   Non lo sai? L’affetto mio per Carlo…mio grande e unico amico…il padre me lo raccomandò in punto di morte…io gli promisi che non lo avrei mai abbandonato…gli sarei stato sempre vicino, sempre disponibile sia nella buona sorte che in quella cattiva…

MARIANNA Tu, di sicuro, tieni più all’amico tuo che a me…

GUASCOGNA I giuramenti fatti in punto di morte si rispettano…poi dovrei abbandonarlo proprio ora che ha problemi d’amore e di salute? Inoltre Carlo è persona squisita che si fa voler bene da tutti…

 MARIANNA  Tu parli da persona altruista e di grande bontà…  ma io non posso nascondere il mio affetto per te che sei… il mio amore… la mia passione.

GUASCOGNA Cara Marianna, sono triste come e più di te…. Ma ho la speranza anzi la sicurezza di rivederti e, in migliori condizioni, dichiarare pubblicamente il mio amore per te e …essere tuo per sempre se mi vorrai… !!!

MARIANNA  Ma che fretta ha di par­tire  Carlo? Il mio  padrone lo vede assai volentieri, e credo che la figlia, Giannina,  lo veda più  volentieri del padre.

GUASCOGNA Sì, anche lui, purtroppo è  innamorato…purtroppo;  ecco il motivo della sua partenza...un amore impossibile… Vive un conflitto intollerabile…l’amore per Giannina e la riconoscenza verso Don Filiberto, padre di Giannina, che ha  grande affetto e stima nei suoi confronti ma che non potrebbe tollerare l’amore verso sua figlia da parte di un nullatenente…Carlo sa che ogni giorno che passa, questo reciproco amore aumenta, e non potendo più nasconderlo, teme per se stesso, e pe Giannina. Il tuo padrone è assai ricco, ed il mio è assai povero. Il signor Filiberto ha quest'unica figliuola e certamente non vorrà darla ad uno che, sposato,  dovrebbe vi­vere con la dote della moglie. Il mio amico è certamente povero, ma è sicuramente un galantuomo. Rispetta l'ospitalità, l'amicizia, la fiducia…. Teme che amore lo faccia impazzire.. Per ciò, facendo forza a se stesso per onestà… sacrifica il cuore…, ed ha deciso di partire.

MARIANNA Bell'eroismo. Ma se dipendesse da me, non sarei capace di assecondarlo.

GUASCOGNA    Eppure è meglio separarsi.

MARIANNA    Tu lo farai più facilmente di me.

GUASCOGNA Veramente noi  uomini abbiamo il cuore più forte…

MARIANNA Eh! no, dici piuttosto, che il vostro affet­to è più debole.

GUASCOGNA In quanto a me, mi fai torto se la pensi così ...

MARIANNA   Io credo ai fatti, non alle parole.

GUASCOGNA Che dovrei fare, per assicurarti del mio amore ?

MARTANNA  Dovresti saperlo…

GUASCOGNA    Vorresti che prima di partir ti sposassi?

MARIANNA Questo sarebbe un fatto da me… molto apprezzato.

GUASCOGNA    Ma poi converrebbe che ci lasciassimo.

MARIANNA    E avresti  il cuore  di lasciarmi?

GUASCOGNA    Allora verresti via con me?.

MARIANNA    Logico.

GUASCOGNA    Ma a star male.

MARIANNA   Vivere con l’amor mio sarebbe la mia gioia…in qualunque condizione di vita…(Gildo le prende la mano tra le sue)

GUASCOGNA    Se ci fermassimo  qui,  ti andrebbe?

MARIANNA    Assai.

GUASCOGNA    Per quanto tempo?

MARIANNA   Per  sempre ma se non fosse possibile… per un anno almeno.

GUASCOGNA   E dopo un anno, mi lasceresti partire?

MARIANNA Dopo un anno di matrimonio... si potrebbe poi decidere

GUASCOGNA Viene qualcuno…. Ne parleremo con più comodo.

MARIANNA Ah Gildo! Il ragionamento di ora ha finito di deprimermi…. Fai di tutto... Mi raccomando... (davvero, non so quel che mi dico). (Parte).

SCENA SECONDA

GUASCOGNA, poi Monsieur de  la COTTERIE.

GUASCOGNA    Carlo,  le valigie sono pronte ...possiamo partire..

COTTERIE    Ah!  Gildo, son disperato.

GUASCOGNA   Oimè!   Che ti è accaduto di brutto?

COTTERIE    Il peggio che mi potesse accadere.

GUASCOGNA Le disgrazie non vengono mai sole.

COTTERIE La mia disgrazia è una sola, ma è così grande, che non ho la forza di sopportarla.

GUASCOGNA M'immagino, che si parli del tuo amore.

COTTERIE Sì, ma la sventurasi è accresciuta talmente, che non vi è forza e virtù che basti per superarla.

GUASCOGNA La disgrazia è che la tua bella è indifferente alla nostra partenza e tu pensi che non ti ami come credevi di esser amato?

COTTERIE Al contrario. Non è stata mai più tenera, mai più amo­rosa. Oh Dio! senti fin dove giunge la mia disperazio­ne. L'ho perfino vista  piangere per me…

GUASCOGNA   Oh!  E’ grave …   ma credevo di peggio.

COTTERIE Sei Disumano! insensato!  Puoi immaginare di peggio al mondo oltre le lacrime di una tenera dolcissima donna, che mi rimprovera la mia crudeltà, che indebolisce la mia co­stanza, che mette in forse il mio onore, la mia one­stà, la mia fede? Sei disumano, il tuo animo è vile, plebeo

GUASCOGNA –Bravissimo…Io non credevo di meritarmi rimproveri così ingiuriosi. Dopo tanti anni di grande amicizia… il mio affetto non è mol­to bene ricompensato…ma il mio motto è: “Fai bene e scordati! Fai male e pentiti!”

COTTERIE  Scusami ma mettiti, se puoi, nei miei panni, e condannami, se credi…. Le mie ferite, il mio sangue, la ristrettezza delle mie tasche… tutto mi pare talmente insignificante… poco, nei confronti dell’amore che mi fece innamorare… Il buon costume della fanciulla non giunse mai ad assicurarmi del possesso del suo cuo­re…. E…e impazzisco nell’amore mentre la ragion mi abbandona,

GUASCOGNA Prendi tempo, amico mio. Di qui non ci scaccia nessuno Don Filiberto è il miglior galantuomo di questo mondo. L'ospitalità a Napoli è il pregio specialissimo del luogo, qui vale il detto: ”L’ospite… non è come il pesce…che dopo tre giorni puzza!”

 e quest'uomo generoso e altruista si interessa amorevolmente per te e per la tua salute. Non sei ancora perfettamente guarito, e questo è un ragione­vole pretesto per trattenerti qui a Napoli….

COTTERIE Pensa bene ai consigli che tu mi dai. Po­co basta a farmi restare

GUASCOGNA   Per me, con tua buona licenza, non ci metto niente a vuotare le valigie.. .

COTTERIE Che diranno di me, s'io resto, dopo di es­sermi congedato?

No! no, se rimango, l’amore…il desiderio aumenta…

GUASCOGNA Oh, il tempo è galantuomo… accomoda tutto!

COTTERIE No…no…Sbrigati  prima che puoi che a mezzogiorno  dobbiamo partire...

GUASCOGNA   E le lacrime di Giannina?

COTTERIE    Sei cattivo…!   Vuoi tormentarmi?

GUASCOGNA   Povero amico mio!

COTTERIE (placidamente)     Oh potessi partire senza più rivederla!.

AUTISTA- Signori l’auto è pronta…il treno parte alle dodici…noi per raggiungere la stazione di Napoli …dobbiamo andar via tra un’oretta… verso le undici…Forse devo poi prelevare la signora Gianna…la zia di Giannina, unica sorella di Don Filiberto…la signora Gianna sta preparando dei cibi che deve portare qui…oggi mangia con il fratello e la nipote e farà impazzire la cuoca…ma è una donna per me dolcissima…ne sono innamorato molto  innamorato…ma non oso farmi avanti…sono un povero autista-giardiniere e la signora Gianna è molto ricca…oh scusate tutte queste chiacchiere…mi lascio trascinare dall’amore…Va bene per voi partire verso le 11?

COTTIERE- Va benissimo…per le 11 saremo pronti!

AUTISTA- Bene signori, vi aspetterò sul piazzale della villa in auto…(vedendo le valigie)No verrò su per  prendere le valigie…

COTTIERE- Gentilissimo…grazie!

GUASCOGNA (guardando fra le scene) (Oimè, povero Carlo!  cosa vedo!),

COTTERIE –Dio mio! Ecco Giannina! che incon­tro è questo? Che mi consigli di fare?

GUASCOGNA    Non saprei. Ogni consiglio è pericoloso.

COTTERIE    Non  abbandonarmi.

GUASCOGNA    Non  vado via?.

COTTERIE    Vado via  io.

GUASCOGNA   Fai quel che ti pare e piace.

COTTERIE    Non posso.

GUASCOGNA    Ti compatisco.

COTTERIE    Perché si ferma  ? perché non viene?

GUASCOGNA    Avrà paura d'inquietarti.

COTTERIE    No, avrà soggezione di te.

GUASCOGNA (in atto di partire) Io gliela levo immediatamente.

COTTERIS    Fermati.

GUASCOGNA    Sto  qui.

COTTERIE    Hai una sigaretta?

GUASCOGNA   Non ne ho...

COTTERIE   Neanche conforto nel fumo…!?

GUASCOGNA Corro a prenderle. (Parte correndo).

SCENA  TERZA

Monsieur de la COTTERIE, poi  Madamigella  GIANNINA.

COTTERIE    . Dove vai? Povero me! Gildo ritorna presto!

GIANNINA    Come stai Carlo ?Hai bisogno di qualcosa?

COTTERIE Compatiscimi… Ho bisogno del mio amico. È necessario  per la partenza…

GIANNINA Hai paura di perdere il treno? Se l'a­ria di questo luogo non ti è più tollerabile , o per meglio dire, se il soggiorno di questa ca­sa ti annoia,  ti aiuto io ad affrettare la partenza….

COTTERIE Giannina, amore mio…perdonami… Non mi amareggiare di più…son triste e depresso…

GIANNINA Se io sapessi da che cosa è procurata questa tua depressione, tristezza, amarezza…cercherei di moderarla.

COTTERIE Cerca la ragione dentro te stessa, e non avrai  necessità di rinnovare il mio dolore….

GIANNINA    Parti dunque per me?

COTTERIE Sì, per te son costretto a sollecitare la mia partenza.

GIANNINA Così odiosa sono divenuta ai tuoi occhi?

COTTERIE No… Ogni giorno che passa mi sei apparsa sempre più bella, dolce, gentile, sorridente, allegra, amabile… Mai così tanto mi ferirono più dolcemente gli occhi tuoi …la tua persona…come in questo momento…

GIANNINA Ah! se ciò fosse vero, non ti vedrei affrettarti alla partenza.

COTTERIE S'io amassi soltanto la bellezza della tua persona e la dolcezza del tuo carattere…  cederei al violento amore che mi stimola a ri­manere. Amo la tua bellezza virtuosa… vedo in pericolo la tua e la mia quiete, e intendo  ricompensare l’affetto che mi hai dato tu e tuo padre, sacrificando le più belle speranze del mio amor per te.

GIANNINA Io non credo che tu non possa  essere superiore a qualunque passione; ed è un torto che fai alla mia virtù, se mi credi incapace di resistere alle inclinazioni del cuore. Ti ho amato finora, senza arrossire dell'amor mio. Di questo amore  potrei compromettermi per tutta mia vita…. Posso amarti, senza pericolo. Tu volendo partire così violentemente, vai in cerca di una felice tranquillità, mostrando più che l'amore, l'intolleranza, l’avversione ai problemi e alle responsabilità…insomma tu cerchi la tranquillità. Si dice che la speran­za sia il conforto di chi desidera. Chi si allontana mostra curarsi poco del fine, e tu, fuggendo, ma­nifesti o una debolezza spregevole, o una deprecabile indiffe­renza. Qualunque sia lo scopo della tua partenza .. sei di una crudeltà senza pari.

COTTERIE Ah! no, Giannina, non mi colpevolizzare d'in­gratitudine, non mi addossare la crudeltà. Credo di far cosa giusta partendo; se m'inganno, perdonami ma se lo desideri…, io resto.

GIANNINA No, non vorrò mai che un mio comando ti sfiori: devi seguire  i desideri, gli stimoli, i comandi del tuo cuore.

COTTERIE    Il cuor mi dice di restare….

GIANNINA Obbedisci a lui  senza paura…e  assicurati il mio amore ...

COTTERIE Che dirà tuo padre del cambiamento dei miei piani… del mio pensiero?

GTANNTNA Egli era molto dispiaciuto della tua partenza . Non è contento della tua salute,  infatti i medici non ti credono ristabilito e sembra al mio genitore molto affrettata la tua partenza. Egli ti vuol bene  e ti stima, e sarà contentissimo se rimarrai qui.

COTTERIE Ma tuo padre ha mai capito che io abbia dell’affetto per te, e che tu l'abbia per me?

GIANNINA La nostra condotta non gli diede motivo di sospettare.

COTTERIE Possibile che mai gli sia passato per la  men­te, che un uomo libero possa accen­dersi della beltà e del merito della sua figliuola?

GIANNINA Un uomo dal carattere di mio padre facil­mente si persuade dell'altrui onestà. Il cuore aperto con cui ti accolse ospite in sua casa, lo assicura di tutta la fede di un uomo onesto  ed il conoscere i miei costumi lo mantiene in placidissima quie­te….sereno, tranquillo. Non s'ingannò egli né rispetto a te, né riguardo a me. Nacque nei nostri cuori la dolce fiamma dell’amore, ma è rispettata da noi la virtù

COTTERIE E non è sperabile, che la sua bontà si pie­ghi ad acconsentire alle nostre nozze?

GIANNINA Questo è quello ch'io voglio sperare... Le difficoltà non dipendono solo  dall'interesse, ma maggiormente da un certo legame al costume del luogo. Se tu fossi un buon commerciante, avresti a quest'ora ottenuta non solo la mia mano, ma oltre un milione di dote e un appartamento in questa grande villa. Il tuo partito, pur se nobile, lui lo re­puta  per un partito disperato, e se mio padre decidesse di accordarlo, si farebbe una soggezione mortale dei parenti, degli amici e della città medesima perché non sei un imprenditore, un industriale o un grande commerciante…

COTTERIE Ma io non posso lusingarmi di migliorare la mia condizione economica.

GIANNINA Potrebbero combinarsi col tempo delle circostanze a noi favorevoli.

COTTERIE    Poni fra queste anche la morte di tuo padre?

GIANNINA Il ciel la tenga lontana; ma in tal caso sarei padrona di me medesima.

COTTERIE E vuoi ch'io resti in casa sua fin che vive?

GIANNINA No, devi starci fin che la conve­nienza lo voglia. Ma non ti mostrare ansioso d'an-dartene, quando hai delle ottime ragioni per rima­nere. Io non spero minimamente che la mia felicità sia condizionata dalla morte del mio genitore, ma ho motivo di lusingarmi dell'amor suo. Quest'amore convien coltivarlo, ed ogni opera esige tempo.

COTTERIE Adorata Giannina,  son legato alla tua bontà! Disponi di me, decidi per me… Non partirò, se tu medesima non mi dirai di partire. Persuadi tuo padre a trattenermi, e sappi, che nessuna situazione al mondo può essermi più favorevole e più gradita.

GIANNINA   Di una sola cosa  ti prego…Compatisci un mio difetto, che non è stra­no in chi ama. Ti supplico di non volermi dare motivi di gelosia.

COTTERIE Sarebbe mai possibile, ch'io cadessi in una simile trascuratezza?

GIANNINA Ti dirò:  Costanza frequenta più del solito da qualche tempo la nostra casa… ti guarda assai di buon occhio, e ti compassiona un po' troppo. Tu sei  per educazione gentile, ed io qual­che volta, confesso la verità, ci soffro…divento gelosa…

COTTERIE Userò in avvenire le più rigorose cautele, perché Costanza non si lusinghi, e perché tu non soffra…

GIANNINA Ma regolati in modo che non appaia né la mia gelosia, né il tuo affetto per me.

COTTERIE Ah! voglia il cielo, amore mio, che si esca un giorno da queste sofferenze…

GIANNINA Bisogna soffrire per meritarsi i doni della fortuna!

COTTERIE Sì, cara, soffrirò tutto per una così lieta speranza. Permettimi di cercare Gildo per sospendere il viaggio.

GIANNINA   Era  già  organizzato?

COTTERIE    Sì certamente.

GIANNINA    Ingrato!

COTTERIE   Compatiscimi…perdonami!...

GIANNINA Vai subito, prima che il mio genitore lo sappia.

COTTERIE Oh mia speranza! oh mia consolazione! Il cielo assecondi i nostri desideri, e ci dia il premio del vero amore.  (Parte).

SCENA  QUARTA

Madamigella GIANNINA, poi Monsieur FILIBERTO.

GIANNINA Non avrei mai creduto di dovermi ridurre ad un simile passo. Impiegar io le parole ed i mezzi per trattenerlo? Ma senza di ciò,  Carlo sarebbe partito oggi stesso  ed io sarei morta poco dopo la sua parten­za. Ecco mio padre... Convien  fingere di esser lieta.

FILIBERTO  (potrebbe iniziare- a volte-quando il regista lo riterrà opportuno- il discorso da balbuziente ma poi spesso Filiberto parla normalmente, svelto, magari innervosendosi oppure è balbuziente quando si innervosisce e normale quando è sereno. Potrebbe anche essere sempre balbuziente. Tutto secondo la visione del regista e le caratteristiche dell’attore che interpreta il personaggio di Filiberto.)

 Fi..fi… Figlia mia, che fai qui?

GIANNINA    Papà…caro… la curiosità mi ci ha spinta.

FILIBERTO    Di…di  di cosa sei  tu ccu cu curiosa?

GIANNINA Di vedere  due uomini organizzare  molto male una partenza.

FILIBERTO    Sa, sa sai tu…qua qua…quando Ca ca..Carlo partirà?

GIANNINA Voleva partire   stamani; ma nel muoversi per la stanza si reggeva molto male sulle gambe e iniziò a temere di non resistere al viaggio.

FILIBERTO Io pe pe…penso che la malattia di cui soffre  sia originata da una fe fe…ferita molto  pro pro profonda.

GIANNINA Finora i medici gli hanno scoperto solo un esaurimento nervoso…niente di organico..

FILIBERTO Oh! si danno degli esaurimenti che son peggiori delle malattie come le febbri, tosse… Gli esaurimenti sono delle armi che colpiscono per di dentro…si diventa tristi, astenici, abulici…senza forze e senza volontà…

GIANNINA    In verità, papà, non ti capisco.

FILIBERTO    Avrei piacere che non mi capissi.

GIANNINA    Mi credi maliziosa?

FILIBERTO No, ti credo una brava ragazza, saggia, prudente, che conosce la malattia… il male di Carlo… e che fa finta di non conoscerlo…

GIANNINA (Questo modo suo di par­lare mi mette in agitazione).

F1LIBERTO Giannina, mi pare che sei diventata  un po' rossa.

GIANNINA Papà tu dici cose che mi fanno neces­sariamente arrossire. Comincio ora a comprendere le misteriose ferite di cui parli. Comunque … io non conosco né il suo male, né il possibile rimedio.

FILIBERTO Figliuola mia,  parliamoci  chiaro. Carlo era risanato quasi perfetta­mente un mese dopo il suo arrivo… Stava bene, mangiava bene, iniziava a riacquistare bene le sue forze, aveva un buon colorito, ed era il piacere della mia ta­vola e della nostra conversazione. A poco a poco co­minciò a diventar triste, depresso…, perdette l'appetito, divenne pensieroso. Io sono un  poco  filosofo…poi ritengo di avere un sesto senso…   e per parlarti ancora più chia­ramente, io lo ritengo innamorato.

GIANNINA …Può essere che la cosa sia come dici. Ma penso poi, che se fosse qui innamorato, non cerche­rebbe d'allontanarsi.

FILIBERTO Oh! anche sopra di ciò la filosofia som­ministra delle ragioni. Se mai per avventura quella che lo ha innamorato fosse ricca, dipendesse dal pa­dre, e non potesse accordargli alcuna buona speran­za, non sarebbe fuor di proposito, che la disperazione gli consigliasse a partire.

GIANNINA    (Pare che egli sappia ogni cosa),

FILIBERTO E il tremore nelle gambe sopravvenutogli poco prima della partenza, dico io fi fi filosofìcamente pen­sando, non potrebbe  derivare dal combattimento delle due contrarie passioni?.. Fin qui m'interessa la benevolenza che io gli professo, l'ospitalità a cui sono di buon cuore in­clinato e l'umanità stessa che mi fa operare  per il bene del prossimo; ma non vorrei che nella sua  malattia vi fosse frammischiata la persona della mia figliuola.

GIANNINA Oh! sì, che or mi fai rider davvero. Pa­re a te ch'io sia smunta, pallida, lagrimante? Che dice la tua filosofia sui segni esterni del mio volto e della mia ilarità?

FILIBERTO Mi tiene fra due giudizi sospeso. O che tu abbia avuta la virtù di resistere, o che abbia quel­la di saper fingere…di recitare con me…

GIANNINA Papà hai mai potuto pensare che io sia bugiarda…?

FILIBERTO No, non l'ho mai pensato, e per questo che vorrei capire come stanno le cose…i fatti….

GIANNINA Che tu abbia pensato che Carlo sia innamorato, può darsi; ma io non sono l'unica donna sopra di cui possa cadere il sospetto delle sue fiamme…del suo amore…

FILIBERTO Siccome il signor Carlo esce tanto poco di casa, è ragionevole sospettare che qui sia nato il suo male.

GIANNINA Vi sono delle donne, che ven­gono qui da noi, e che potrebbero averlo acceso.

FILIEERTO Anche questo potrebbe darsi, e tu che non manchi di spirito d’osservazione…dovresti saperlo, e sapendolo, faresti bene a informarmi….

GIANNINA Veramente…veramente  io avevo promesso di non parlare.

FILIBERTO Il padre deve essere escluso da simili promesse…. Via dunque, figlia cara, parla.

GIANNINA (Una bugia a fin di bene!). Devi sapere papà, che il povero Carlo è innamorato di  Costanza.

FILIBERTO    La figlia di Don Riccardo, arricchitosi con il commercio della biancheria?

GIANNINA    Sì, quello appunto.

FILIBERTO    Costanza gli corrisponde ?

GIANNINA    Colla maggior tenerezza di questo mondo.

FILIBERTO E quali difficoltà si frappongono al  loro amore?

GIANNINA Io credo che il padre della fanciulla non acconsenta di darla ad un nullatenente…nobile decaduto che ha scarso mo­do di far soldi...

FILIBERTO Bella fantasia davvero! E chi è egli il signor Riccardo… che  concepisce  delle leggi così rigorose? Vorrebbe egli mettersi in gara coi grandi imprenditori napoletani? Vorrebbe credersi mio pari…Le nozze di un nobile onore­rebbero la sua figliuola, e non avrebbe mai speso me­glio i suoi danari…

GIANNINA    Per quel ch'io sento, se fossi tu nei suoi panni gli negheresti tua figlia.

 FILIBERTO    No certamente…I suoi panni sono molto più modesti dei miei…lui è solo un ricco commerciante…io ora sono un grande e ricchissimo imprenditore…ho iniziato come commerciante…ma son salito su…molto su… Ma voglio interessarmi a favore di Carlo che è un gran signore e che stimo molto…gli voglio quasi bene come un figlio…lo voglio aiutare!

GIANNINA   In che modo, papà?

FILIBERTO Persuadendo Riccardo ad accordargli la sua figliuola.

GIANNINA Non ti consiglio di immischiarti  in questa faccenda.

FILIBERTO    Sentiamo che cosa dice Carlo.          

GIANNINA   Sì, sentilo. (È necessario ch'io lo avverta).

FILIBERTO- Non credo ch'egli volesse partir per ora.

GIANNINA- So per altro che Carlo aveva predisposto il viaggio.

FI LIBERTO Andiamo subito a vedere.

GIANNINA   Andrò io, papà. (Non vorrei per far bene aver fatto peggio). (Esce).

SCENA QUINTA

 FILIBERTO solo, poi cameriera e zia Gianna

Mi è sembrato di aver fatto un grave torto alla mia figliuo­la, dubitando di lei. Ho piacere di essermi meglio accertato della sua trasparenza, onestà e bontà…. E’ vero, che fra le sue parole si potrebbe nascondere la menzogna; ma non la posso credere bugiarda... E'figliuola di un padre che ama la verità, che non sa fingere nemmeno per gioco... Tutte le cose che Giannina  mi ha detto, sono as­sai giuste. Carlo si sarà invaghito di Costanza. Quel superbaccio di suo padre non lo crederà partito sufficiente per contentare lasua smodata va­nità, ed io, se posso, voglio essere mediatore di que­ste nozze…voglio aiutare questa brava persona…si perché Carlo mi è simpatico, è dolce, leale, onesto, trasparente, umile, poi è un nobile… Da una parte un poco di nobiltà sfortuna­ta… decaduta, dall'altra un poco di ricchezza accumulata con fortuna, mi sembra che si bilancino fra di loro, e che ciascheduno ci abbia da ritrovare il suo conto.

CAMERIERA- Don Filiberto…c’è vostra sorella Gianna, posso farla entrare?

FILIBERTO- Certamente, Gianna è la mia dolce e amatissima sorella...falla accomodare

CAMERIERA- Subito…ha portato un sacco di roba da mangiare…l’automobile è piena…mettiamo ciò che ha portato in cucina…La cuoca sta male quando viene vostra sorella…non la sopporta…la comanda a bacchetta, come se fosse una squattera e non una cuoca…

FILIBERTO- Mia sorella è la vera cuoca sopraffina e mi porta sempre cose buonissime da mangiare…(entra Gianna)

GIANNA- Ciao fratellone…come stai? Ti vedo bene…ti ho portato dei salamini cacciatore fatti con le mie mani…profumatissimi…una vera squisitezza…sono al punto giusto di maturazione(Filiberto vorrebbe parlare, alza il dito ma Gianna continua)…stai zitto…fammi finire…ti ho portato anche un gateau, un pasticcio di patate al faccio solo io e qualche santo nel paradiso…poi ti ho portato pastiera napoletana, io la faccio sempre…cannoli e cassata siciliana…oggi cucino io a casa tua…L’autista è venuto prima perché mi ha detto che gli ospiti tuoi non partono più…ho dovuto fare in fretta…non ero pronta…la il tuo autista è paziente, buono, tranquillo…mi piace! Perché non si sposa? Sarebbe un buon marito! Volevi parlare? Parla ti è concesso…ma sii sintetico!

FILIBERTO-Non non non..

GIANNA- Nonna nonna vuoi fare? Vuoi dormire?

FILIBERTO- Tu tu…Non..non ti sei sposata perché parli troppo…ti voglio bene ma mi fai venire il mal di testa…sei logorroica…

GIANNA- Se logorroica è una cattiva parola sei logorroico tu e tutta la tua razza…esclusa tua sorella Gianna…che è sintetica…ama la sintesi…non la prolissità…tu sei prolisso e leucorroico…cioè logorroico…

FILIBERTO- Non mi interrompere perché oggi c’è un grosso problema da risolvere…zitta! Costanza ama riamata il conte Carlo…io…noi  dobbiamo operare per far acconsentire quel borioso, ignorante, saccente, antipatico, presuntuoso…Don Riccardo, don?…il don si dà solo alle persone sapienti, sagge… importanti…,don  si fa per dire…Riccardo, padre di Costanza deve accettare come genero Carlo che è nobile ma non ha una lira…

GIANNA- Io non voglio sapere niente…mi occuperò di matrimoni solo quando la mia nipote Giannina, figlia tua, a cui hai dato il nome della nostra cara madre che è anche il mio nome…solo quando, dicevo, Giannina si sposerà…allora mi occuperò di lei e del suo sposo…ora ti saluto, vado in cucina che devo impartire ordini alla cuoca…ciao ciao…..ci vediamo più tardi! (va via a passo svelto)

FILIBERTO-  Se se se…sei sempre la stessa…ti occupi solo di cucina e di viaggi…ma ti voglio be…be…bene lo stesso…(esce Gianna e entra la cameriera Marianna)

ELIMINABILE

CAMERIERA-Don Filiberto, c’è la signora Bice posso farla passare?

FILIBERTO-Certamente!

BICE-Buon giorno Don Filiberto…come state?

FILIBERTO- Be…be…Bene, grazie e voi? (le bacia la mano)

BICE- Benissimo…le ho portato una cesta di fichi dei miei alberi…sono primizie…buonissimi, dolcissimi e saporitissimi…so che vi piacciono! Non li ho fatti cogliere dal giardiniere ma li ho voluti cogliere io personalmente…

FILIBERTO- Grazie Bice, non dovevate disturbarvi per me!

BICE- Voi sapete che vi stimo e vi voglio bene…che quello che penso dico e sapete pure che sono un poco innamorata di voi…son libera e se voi vorreste potremmo unire le nostre solitudini…

FILIBERTO- Io ammiro la vostra trasparenza…vi stimo anche io molto e vi voglio bene ma ci sono alcuni problemi: Prima cosa dovrò sposare convenientemente mia figlia…Secondo problema: Voi siete molto più giovane di me e non so col tempo ciò cosa potrebbe comportare…

BICE- Per me il marito deve avere all’incirca l’età del padre della sposa…non mi sono mai sposata perché i miei pretendenti avevano sempre all’incirca la mia età e a volte erano anche molto più piccoli…per il problema di sistemare Giannina con un bravo marito potremmo pensarci insieme…sapete quanto voglio bene anche alla vostra figliuola…

FILIBERTO- Vostro fratello Don Riccardo non vedrebbe di buon occhio questa unione…

BICE- Io non dipendo da mio fratello…ebbi, come credo saprete, la fortuna di essere la factotum della principessa Dentice che lasciò a me tutto il suo grande patrimonio per cui sono molto più ricca di mio fratello e non vado con lui molto d’accordo…voglio bene invece a Costanza, figlia di mio fratello Riccardo e unica mia nipotina…dovrò lasciarvi presto perché Costanza ha promesso di venirmi a fare visita questa mattina e di pranzare con me…Vi devo purtroppo lasciare Don Filiberto…pensate alla mia proposta di unire le nostre solitudini!

FILIBERTO- Certamente…spesso penso a questa soluzione…un giorno spero di decidermi(le ribacia la mano)

BICE- Speriamo(sorridendo) che non diventi troppo vecchia mentre voi decidete…

FILIBERTO- Anche tra qualche anno sarete sempre giovanissima, bellissima, dolcissima…(Bice esce e dopo qualche secondo entra Marianna)

SCENA   SESTA

MARIANNA e detto.

MARIANNA Don Filiberto, non è più qui la signorina Giannina, la mia padroncina?

FILIBERTO   No…è… è andata via da poco…sa…sa  sarà nella sua stanza!

MARIANNA /fa  atto  di partire)    Con vostra licenza.

FILIBERTO   Do..do dove vai così di fretta…?

MARIANNA A tro tro…trovare  la padrona…Mi avete contagiato la balbuzia… 

FILIBERTO   Non fa fa..fare la cretina…Hai qualche cosa di premuroso da dirle?

MARIANNA C è una sua amica  che la vuole...l’ho fatta accomodare nel salotto!

FILIBERTO   E chi  è?

MARIANNA La signorina Costanza.

FILIBERTO    Oh!   è qui  Costanza?

MARIANNA Sì, signore, e giudico, venendo a que­st'ora insolita, che qualche cosa di urgente la spinga….

FILIBERTO (ridendo)Hai fatto benissimo… Eh! lo so io l'urgente mo­vente. Dici a  Costanza che, prima di andare da mia figlia, favorisca, se si contenta, di venir qui da me…

MARIANNA    Sarete servito.

FILIBERTO    Ehi!   Carlo è in casa?

MARIANNA   Non signore, è uscito.

FILIBERTO Non appena ritorna , mandalo qui da me.

MARIANNA Sì, signore. Pensate che  il signor Carlo parta oggi ?

FILIBERTO    Sono persuaso di no.

MARIANNA In fatti ha sì poca salute, che, se si  mette in viaggio, peggiorerà sicuramente.

FILIBERTO    Resterà e guarirà,

MARIANNA Per quanto ne sappia… vuole anda­re …

FILIBERTO   Non andrà…re re…. Resterà;   re re…resterà e guarirà.

MARIANNA Caro signor padrone, voi solo gli potreste ridare la sua salute.

FILIBERTO Io eh? La sai tu pure la malattia di Carlo?

MARIANNA    Io la so;  e voi, signor, la sapete?

FILIBERTO    So tutto.

MARIANNA   Chi ve l'ha detto?

FILIBERTO    Mia  figlia.

MARIANNA (meravigliandosi)    Davvero?

FILIBERTO Che me me...meraviglia ti fai? La figlia non ha da partecipare la verità a suo padre?

MARIANNA   Anzi ha fatto benissimo.

FILIBERTO    Co…co così si può rimediare.

MARIANNA   Finalmente è un amore onesto.

FILIBERTO    Onestissimo.

MARIANNA    Carlo è  un gran signore…una persona squisita, buona, dolce, nobile…

FILIBERTO    E’ bravissimo…

MARIANNA    C’è solo un male…che …che non ha soldi…, che non è ricco.

FILIBERTO Una bu bu..bu.buona dote può migliorare la sua condizione.

MARIANNA Quando il padre è contento, contento lui contenti tutti… non c'è più che dire.

FILIBERTO Un pa pa padre, che non ha altri al mondo che questa sola fanciulla, trovando da collocarla decente­mente, nonpuò negare di soddisfarla….di farla fe fe felice…

MARIANNA Che siate benedetto. Non credevo che la pensaste così…Vi fa onore! Queste sono massi­me veramente da quel grand'uomo che siete. Sono felicissima per parte del giovane e della fanciulla. (Ma molto più per me stessa, se con me resta il mio adorato Gildo).  (esce ed entra la cuoca).

CUOCA- Don Filiberto, vostra sorella Gianna è insopportabile…vuole comandare nella mia cucina: questo si fa così quello colì…questo perché manca? Non dovrebbe mai mancare in una buona cucina…son costretta a ritornare a casa per prendere la roba che qui non c’è…Non la sopporto più…se non la smette …prendo un permesso e vado via…così fa tutto da sola…

FILIBERTO- Va bene fai come vuoi…qui ci sono problemi più importanti del cibo…( esce…mentre entra Costanza)

SCENA SETTIMA

Monsieur FILIBERTO, poi Madamigella COSTANZA.

COSTANZA   Signore, sono ai vostri comandi.

FILIBERTO Oh!  Costanza, ti vedo molto volentieri.

COSTANZA   Grazie Don Filiberto…anche io ho molto piacere di vedervi…

FILIBERTO    Son molto contento che sei buona amica della mia figliuola.

COSTANZA Giannina merita molto, ed io le voglio bene come una sorella… con tutto il cuore..

FILIBERTO Oh! non dire con tutto il cuore; non sta bene  dire delle bugie.

COSTANZA    Credete voi ch'io non le voglia bene sinceramente?

FILIBERTO Sinceramente lo credo, ma con tutto il cuore non credo.

COSTANZA   Da dove proviene, se è lecito,  un tal dubbio?

FILIBERTO Perché se tu amassi mia figlia con tutto il cuore, non vi resterebbe cuore per altri.

COSTANZA    Mi fate ridere. Per chi altri? Per i miei parenti?

FILIBERTO   No… Furbetta! Ci siam capiti.

COSTANZA   Davvero non vi capisco.

FILIBERTO Oh via! Po po poniamo la signora  modestia da un canto, e si faccia avanti la signora sincerità.

COSTANZA (Io non so a che tenda un simile ragionamento).

FILIBERTO  Se se sei ora venuta per far visita a mia figlia?

COSTANZA   Sì, signore.

FILIBERTO   No signore…Nossignore!

COSTANZA   E perché dunque?

FILIBERTO Devi sapere Costanza, che io ho il sesto senso…che io sono un poco astro­logo; ho uno spiritello, un fantasma, che mi dice ogni cosa, e mi dice lo spiritello in questo momento: Costanza, non è venuta per visitare chi resta, ma per salutare affettuosamente chi parte.

COSTANZA ( che sia vero che qualche demonio gli parli)…. Vi risponderò francamente, che se fossi anche venuta per educazione nei confronti di un vo­stro ospite, non meriterei di essere rimproverata.

FILIBERTO Rimproverata mai? Lodata, applaudita.si Gli at­ti di civile educazione  si devono lodare…, molto più poi quando la civile educazione è animata da un poco di tenerezza.

COSTANZA    Voi avete  uno strano spirito  comico…una bella volontà di ridere questa mattina.??

FILIBERTO E tu, mi pare, avresti volontà di pian­gere;  ma io  rallegro gli spiriti?

COSTANZA    Davvero?

FILIBERTO   Sì certo.

COSTANZA    E  come?

FILIBERTO    Con due parole.

COSTANZA    E quali sono queste belle parole?

FILIBERTO Senti. Vieni qui, accostati. Il signor Carlo non parte più. Ah! che dici? Ti senti brillare il cuore a quest'annunzio non aspettato?

COSTANZA Di grazia, Don Filiberto, mi credete voi innamorata?

FILIBERTO    Dici di no, se puoi

COSTANZA    Signor no;   l'ho detto.

FILIBERTO    Giuralo.

COSTANZA    Oh! non si giura per così poco,

FILIBERTO   Tu vuoi   nascondermi  la  verità.  Comese io volessi farti del male e non potessi farti del bene, e non potessi consolarti  e  consolare quel povero addolorato e aiutare entrambi a coronare il vostro sogno d’amore…Credi che non si vede chiaro l'amor che Carlo ha per te? Che  vuol partir per disperazione?

COSTANZA    Disperazione di che?

FILIBBRTO   Di quel citrullo, cretino, saccente, vanaglorioso di tuo  padre, che non acconsentirebbe di darti a lui, per superbia, per avarizia… Eh, figliuola mia, si sa tutto.

COSTANZA    Sapete più di me, a quel ch'io sento.

FILIBERTO Tu sai e non vuoi dire…. Comprendo la timidezza…ti fa onore!: ma quando un galantuomo come me ti par­la, quando un uomo del mio carattere si esibisce in tuo favore devi  lasciar andar la vergogna, e spalancare… aprire il cuore liberamente,

COSTANZA Io resto sorpresa e mi manca­no le parole.

FILTBERTO Concludiamo il discorso. Dimmi la verità da quella onesta giovane che sei: ami tu Carlo?

COSTANZA Mi obbligate in modo che non lo posso più   negare.

FILIBERTO Sia ringraziato il cielo! (Eh, mia figlia non sa mentire). Ed egli ti ama con pari affetto?

COSTANZA    Questo poi non loso, signore.

FILIBERTO Se non lo sai tu te lo dirò io: ti ama perdutamente.

COSTANZA (Possibile che non me ne sia mai accorta?!!!).

FILIBERTO Ed io mi impegno a persuadere quel cretino e imbecille di tuo padre….a farlo riflettere…per farti felice con un onesto e squisito gentiluomo…

COSTANZA Ma lo sa miopadre, che io amo Carlo?

FILIBERTO    Lo dovrà  sapere  il più presto possibile

COSTANZA   A me non ha fatto parola alcuna.

FILIBERTO Oh sì, tuo padre verrà a dialogare con me su questo fatto !In somma, se io mi interesso, sarai contenta?

COSTANZA    Contentissima.

FILIBERTO Brava, così mi piaci; la verità non si deve nascondere; e poi “cui prodest” , a chi   gioverebbe il negar colle labbra ciò che manifestano ì tuoi occhi? Ti si vede in volto il fuoco che ti infiamma… il cuore.

COSTANZA    Sapete penetrare bene! Avete la vista molto penetrante.

FILTBERTO    Pe pe penetro bene si…penetro benissimo nelle pieghe, negli anfratti, nei recessi…della psiche…! Oh!   ecco  qui Carlo.

COSTANZA    Con licenza, signore.

FILIBERTO    Dove  vai?

COSTANZA    Da  Giannina.

FILIBERTO    Resta  qui,  se  vuoi.

COSTANZA    Oh! non ci resto, signore; compatitemi.  (Son fuori di me. Non so in che mondo mi trovi…(si pizzica) Sogno o son desta!).  (Parte).

SCENA  OTTAVA

Monsieur FILIBERTO, poi Monsieur de la COTTERIE.

FILIBERTO Son pur vaghe queste fanciulle. Hanno una certa possibilità di ardire e da altra parte  si vergognano… è un piacere ascoltarle… sentirle! Ecco l'innamorato…Se mi riuscirà di consolarlo…

COTTERIE Signore Filiberto, mi hanno detto che mi cercate.

FILIBERTO   Carlo hai  visto  Giannina?

COTTERIE    Non l'ho veduta.

FILIBERTO    Ma io non ti voglio veder così malinconico, triste, depresso…

COTTERIE Quando manca la salute, è difficile…non si può essere allegri…

FILIBERTO Non sai tu ch'io son quasi medico e che ho l'abilità di guarirti?

COTTERIE Non ho mai saputo, che fra le altre vostre virtù possediate anche questa.

FILIBERTO Eh, amico, la virtù qualche volta sta dove meno te l’aspetti…  dove meno si crede.

COTTERIE Ma perché finora non vi siete adoperato per la mia guarigione?

FILIBERTO Perché prima non conoscevo la causa… quella vera del tuo male.

COTTERIE   Ed ora credete di conoscerla?

FILIBERTO    Sì certo, perfettamente.

COTTERIE Signore, se siete dotto nell'arte medica, saprete meglio di me che la medicina non è una scienza esatta…ma  poco certa,  e quanto incerte siano le congetture, che conducono a rilevare le cause del male,

FILIBERTO I presupposti, le cause che ho della tua malat­tia, hanno un tal fondamento di verità, per cui son sicuro di non ingannarmi; e  se vorrai  fidarti della mia competenza e amicizia, tra non molto… ti troverai contento…anzi felice…

COTTERIE    E come intendereste voi di curarmi?

FILIBERTO La prima prescrizione ch'io ti faccio, è ab­bandonare sicuramente per ora  il disegno di andartene e profittare  di quest'aria napoletana di sole e mare, che può esser per te salutare…. Parliamo senza metafora. Il tuo male è origi­nato da una passione amorosa; l'allontanartene pare a te una medicine ed è invece un veleno…una disperazione. Porteresti con te da per tutto la spina nel cuore, e se vorrai guarir dav­vero, è necessario che quella mano che te l'ha  conficcata, te la ritragga….ti tolga la spina dal cuore…

COTTERIE Signor Filiberto, un simile ragionamento mi giunge nuovo.

FILIBERTO Non far finta di non capire. Stai parlando con unamico che ti stima molto e ti vuol bene…, e che è inte­ressato al tuo futuro, come lo sarebbe per un fi­gliuolo. Considera, che dalla tua simulazione può dipendere la perdita della tua salute. Oltre l'a­ffetto e il piacere, che ha in me suscitato la tua persona…, ho il dispiacere  che in casa mia si sia creata  l'infermità del tuo cuore…ora  velocemente m'impegno a risanare tutto…

COTTERIE Caro amico, e donde avete voi rilevata la causa della mia infermità…delle  mie afflizioni?

FILIBERTO Vuoi che ti dica la verità? Me l’ ha assicurato mia figlia.

COTTERIE Oh cieli! Giannina ha avuto il coraggio di dirlo?

FILIBERTO Sì, certo. Si è fatta un poco pregare, poi me l'ha detto…a un padre si dice tutto!

COTTERIE  Per quell'amore di cui vi compiacete degnarmi, perdonate la mia passione.

FILIBERTO - Conosco al pari di te l'u­mana fragilità e le violenze d'amore.

COTTERIE So ch'io non doveva alimentar questo amore,  senza parteciparlo alla vostra  cara amicizia.

FILIBERTO Di ciò appunto unicamente mi lamento. Non hai usata con me quella lealtà… confidenza, che mi credevo di meritare.

COTTERIE    Mi è  mancato il coraggio.

FILIBERTO O via, lode al cielo, siamo ancora in tem­po. So che la fanciulla ti ama; me lo ha confessato ella stessa.

COTTERIE    E che dite voi, signore?

FILIBERTO Io dico, che un tal matrimonio non deve dispiacere…anzi…

COTTERIE   Vi son grato…vi ringrazio… Voi  mi  rendete felice…mi consolate  di tutti i miei mali….

FILIBERTO Io sono quel bravo medico che ha conosciuto il male e sa trovare la medicina?

COTTERIE Non so persuadermi di una sì grande felicità.

FILIBERTO  E perché?

COTTERIE  Penavo per insuperabile la mia povertà…  la ristrettezza delle mie fortune,

FILIBERTO Il tuo sangue ed il tuo merito pos­sono valere più di molti soldi…

COTTERIE  Vi ringrazio…  Voi avete per me una bontà senza pari!

FILIBERTO L'amor mio non ha ancora fatto niente per te. Prendo ora l'impegno di adoperarmi a creare la tua felicità.

COTTERIE Questa non può dipendere che dal vostro buon  cuore.

FILIBERTO Ho dovuto studiare il modo per superare le difficoltà.

COTTERIE    E quali sono, signore?

FILIBERTO   Le convenienze del padre della fanciulla.

COTTERIE Amico mio, non vorrei che vi prendeste gioco di me. Dal modo con cui mi avete parlato finora, cre­devo ogni difficoltà superata.

FILIBERTO    Io  ancora non gli ho parlato.

COTTERIE    A chi non avete parlato?

FILIBERTO   Al padre della fanciulla.

COTTERIE    Oh cieli!  E chi è il  padre della fanciulla?

FILIBBRTO Oh bella! Non lo conosci? Non sai che ilpadre di Costanza è quell'au­stero, selvatico, odioso Don Riccardo, che s'arricchì per mezzo del commercio dell’abbigliamento… e non conosce altro idolo che la moneta?

COTTERIE (Son fuor di me. Sono precipitate le mie speranze).

FILIBERTO Riccardo non viene mai da noi. Tu esci po­co di casa, non è strano che non lo conosca…

COTTERIE (Ah! son forzato a recitare, per non mostrare il mio fuoco).

FILIBERTO Ma come sai, che il padre non ac­consenta a darti la figlia, se non lo conosci?

COTTERIE Ho delle ragioni per crederlo  contra­rio…la mia povertà… la mia disperazione non ha rimedio,

FILIBERTO    Non son io il tuo medico?

COTTERIE    Saranno inutili tutte  le  vostre medicine e attenzioni.

FILIBERTO Lasciami operare…!! Stamani parlerò con Riccardo, e credo di poter aggiustare le cose....

COTTERIE    No, signore, fermatevi.

FILIBERTO Carlo…Non vorrei che la contentezza ti facesse impazzire... Poc'anzi mi sei parso  lietissimo. Perché ora questo cambiamento?

COTTERIE    Son certo di dover essere sfortunato.

FILIBERTO Una tale viltà è indegna di te, e sarebbe indegna anche di me.

COTTERIE Non vi esponete a far maggiore la mia disgrazia.

FILIBERTO Temi che il padre sia irremovibilmente contrario? Lasciami provare….devi aver fede nella mia intelligenza…astuzia!

COTTERIE    No , per parte mia non voglio più...

FILIBERTO   Ed io per parte mia lo voglio fare.

COTTERIE    Partirò…;  partirò sul momento.

FILIBERTO    Non mi userai una simile inciviltà.

SCENA NONA

Madamigella GIANNINA e detti.

GIANNINA  Che sono, signori miei, questi paroloni… contrasti??

FILIBERTO Il signor Conte Carlo de la Cottacarne mi usa dell'ingra­titudine che mi umilia…

GIANNINA  Possibile che egli sia così cattivo?

COTTERIE Ah! Signorina Giannina, io sono un povero sfor­tunato.

FILIBERTO Starei per dire, che Carlo non sa quello che vuole. Confessa la sua passione, si raccomanda per­ché lo si aiuti, e allorché mi premuro di fargli ottenere in moglie Costanza, si innervosisce e minaccia di al­lontanarsi.

GIANNINA Mi meraviglia che Carlo parli ancor di partire.

COTTERIE (a Giannina, ironicamente) Mi consiglieresti tu di restare, in grazia di una così bella situazione?

GIANNINA Devi restare per chi ti ama. Con licenza del mio genitore, senti ciò che mi ha detto ora di te  Costanza.

FILIBERTO (a Giannina)    Non posso sentire io?

GIANNINA -Compatiscimi papà... L'amica mi ha incaricato di dirlo a lui solamente.

GIANNINA (piano a Carlo) (Una mia astuzia  ha fat­to credere al genitore, che sei innamorato di Costanza . Fingiti tale, se mi ami, e non parlare più di partire).

FILIBERTO    E bene! Persisti…ti ostini ancora?

COTTERIE Ah no, signore, stando così le cose…ma non posso riferirle… mi raccomando alla vostra bontà.

FILIBERTO   Vuoi, ti fa piacere che io parli a Don Riccardo...al signor Riccardo…, si fa per dire,…né Don e né signore…a quell’odioso Riccardo?

COTTERIE    Fate quel che vi aggrada.

FILIBERTO    Dirai più di voler partire?

COTTERIE    Vi prometto di trattenermi.

FILIBERTO (Quali prodigiose parole hanno fatto mai un simile miracolo…un così subitaneo cambiamento? Son curiosissimo di saperle).

COTTERIE    Scusate, vi supplico…per  le mie stravaganze.

FILIBERTO Eh sì, gl'innamorati ne fan di peggio.  Giannina,  Costanza è  andata via?

GIANNINA    No papà. Mi aspetta nella mia camera.

FILIBERTO  Carlo, vai a tenerle un poco di compagnia.

COTTERIE    Ma non vorrei, signore...

GIANNINA  Vai, vai…. Senti (piano a Carlo) (Aspettatemi nell'anticamera, che ora vengo).

COTTERIE   Vado subito, per obbedire…  (Parte).

SCENA DECIMA

Monsieur  FILIBERTO  e  Madamigella  GIANNINA.

FILIBERTO     (A Giannina) E che cosa gli hai detto?

GIANNINA Che vada, che la sua cara lo aspetta.

FILIBERTO    Che gli hai detto da sola a solo…??

GIANNINA    Che Costanza ha delle buone speranze di convincere suo padre.

FILIBERTO    Non glielo potevi dire facendo sentire anche a me ?

GIANNINA    Qualche volta le cose che sì dicono in via di segreto, fanno più impressione.

FILIBERTO    Non dici male figlia mia.

 GIANNINA   Con permesso papà!

FILIBERTO    Dove vai?

GIANNINA   Ad incoraggiare l’incredulo…

 FILIBERTO    Sì, fallo. .

GIANNINA   Non   dubitare, lo incoraggerò. (Parte).

FILIBERTO   Mia figlia è di buon cuore, ed io lo sono al pari di lei.  …Buon sangue non mente!

TELEFONATA ELIMINABILE

(squilla il telefono)Telefono…rispondete…Tanta servitù e nessuno risponde al telefono…devo rispondere? Pr.pr..pronto chi parla?

BICE- Sono Bice, la zia di Costanza…Chi parla? Don Filiberto in persona?

FILIBERTO- Si sono io in persona, Donna Bice quale onore sentirvi dopo avervi vista da poco?

BICE-Volevo ricordarvi di non dire a Costanza che stamani ero da voi…L’ho vista in salotto quando sono andata via ma lei non mi ha visto…e di non trattenerla molto altrimenti non viene qui a casa mia…ora Costanza è ancora da voi?

FILIBERTO-Si Costanza è qui…da mia figlia Giannina……ma voi sapevate che Costanza è innamorata?

BICE-Io non so molto ma voi cosa sapete?

FILIBERTO- E’ innamorata del conte Carlo…è riamata ma ha paura che vostro fratello non accetti Carlo come genero perché non è ricco…dovremmo intervenire voi ed io…dovremmo parlarne da vicino…fare un piano…siete d’accordo con me?

BICE- Se si tratta di una brava persona e se è per far felice mia nipote Costanza sono d’accordo…vuol dire che dobbiamo rivederci da vicino…magari facessimo un unico matrimonio…Costanza e Carlo e io e voi!

FILIBERTO- Si vedrà…si vedrà…quel che Iddio vorrà per noi! (entra Gianna e la cuoca)

CUOCA-Don Filiberto vostra sorella non la smette di tormentarmi…si lamenta ancora che in questa casa non ci sono tutte le cose che servono a lei per cucinare…vuole rinviare il pranzo a stasera e andare a casa sua per prendere le cose che mancano…

GIANNA-Noi stiamo cucinando ma in questa casa manca tutto…non ci sono i vini che servono…non ci sono liquori di rabarbaro, china…insomma amari ma non ci sono nemmeno i formaggi che mi occorrono e nemmeno gli utensili da cucina appropriati…come si può cucinare bene…benissimo senza tutto l’occorrente…vuol dire che io ora vado a casa, con l’autista, mia prendo l’occorrente e ritorno poi, sempre con l’auto e l’autista, nel primo pomeriggio…si mangia stasera alle ore 8…chi ha fame può farsi uno spuntino: pane e salumi o altro…Gino… l’autista farà uno spuntino a casa mia con qualche fetta di tortano…li ho fatti logicamente anche per me…si mantengono buoni per molti giorni…

FILIBERTO- Tu pensi solo a mangiare…vivi per mangiare non mangi per vivere…qui ci sono problemi più importanti del cibo e solo io posso risolverli…va bene…mangiamo alle otto…quando vuoi tu…fate quello che volete…possiamo fare anche un giorno di digiuno…fa bene! (tela o dissolvenza)

ATTO   SECONDO

 o  PROSECUZIONE DEL PRIMO DOPO DISSOLVENZA INCROCIATA DI LUCE.

SCENA PRIMA(STESSA SCENA DEL PRIMO ATTO)

 

Madamigella COSTANZA .

COSTANZA-( cammina avanti e indietro)Chi avrebbe mai potuto pensare, che Carlo  avesse tanta inclinazione per me… tanto affetto verso di me? E’ vero, che mi ha sempre usato delle gentilezze, e volentieri parlava con me; ma segni di grand'amore non posso dire d'averne avuti. Io sì l'ho amato sempre, e non ho avu­to coraggio di manifestare la mia passione. Dunque, per la stessa ragione, posso lusingarmi che egli Carlo al pari di me mi amasse , fosse innamorato…. Veramente un settentrionale vergognoso è una cosa strana … (si sente parlare)Eccolo qui il timido e vezzoso mio amore... Ma è con lui Giannina che  non ha mai permesso che io sia sola con Carlo nemmeno per un momento. Sospetto ch'ella possa essere mia rivale.(entra Giannina e Carlo)

SCENA SECONDA

Madamigella  GIANNINA,  Monsieur de la COTTERIE, e detta che si alza.

GIANNINA Accomodati Costanza….o vogliamo andare in camera mia?

COSTANZA- No qui stiamo benone…

GIANNINA- Scusami se ho dovuto per un  poco lasciarti sola. So che sei assai buona per compatirmi, e poi (accennando a Carlo) c’è qui una   persona che saprà ricompensare il tuo perdono.

COSTANZA Non devi prenderti sog­gezione di una vera amica. Mi è cara… molto cara la tua amicizia e compa­gnia….Il conte Carlo de la Cottacarne è in una casa che fa onore alla nostra bella Campania, e s'egli ama le donne di spi­rito, di qui non può distaccarsi….

GIANNINA Non disputiamo del nostro merito. Lascia­mo giudicare Carlo.

COTTERIE Se aveste bisogno di una sentenza, vi con-siglierei di scegliere un giudice di miglior valore.

GIANNINA -Al nord le prime attenzioni si usa­no alle forestiere. (A Carlo) Non è vero?

COTTERIE – Tutto il mondo è paese! Il Sud non è molto diverso dal mio paese nordico!

COSTANZA Al nord si premia  chi più merita….Al sud “Nemo profeta in patria”

COTTERIE   Purtroppo anche al nord non sempre avviene che chi più merita venga premiato..(Questa conversazione vuole imbrogliarmi).

COSTANZA   Con il vostro permesso dovrei andar via…

GIANNINA   Vuoi andartene così presto?

COSTANZA Sono attesa da mia zia…zia Bice, sorella di mio padre… Le ho promesso di pranzare oggi con lei, e anticipar non è male.

GIANNINA   E’ ancora  presto per pranzare..

COTTERIE (piano a Giannina) (Non impedirle di andar via…che se ne vada).

COSTANZA  (a Giannina)    Che dice  Carlo?

GIANXINA    Mi sollecita, perché io ti trattenga.

COSTANZA (inchinandosi) Mi confonde la sua gentilezza.

COTTERIE    (Ha piacere di tormentarmi).

GIANNINA   Che dici, amica mia, non son io di buon cuore?

COSTANZA Non posso che lodarti per la tua leale amicizia….Ma… Cara amica, giacché hai tanta bontà per me, e tanto interesse  per lui, permettimi di par­lare liberamente, il tuo amabile genitore mi ha det­te delle cose che mi hanno colmata di gioia e di meraviglia. Se tutto è vero quel che mi ha detto tuo padre, prega tu  Carlo, che si compiaccia di assicurarmene.

GIANNINA Ma il ra­gionamento non può esser breve. C’è la zia che  ti aspetta, e i chiarimenti, la spiegazione di tutto… si possono differire a un altro incontro.

COTTERIE (Voglia il cielo che non mi metta in maggiori guai).

COSTANZA   Poche parole bastano per quello che io vorrei sapere…

GIANNINA Via, Carlo, pensi di poterle dire tutto in poco tempo, in poche parole?

COTTERIE    Purtroppo no…La cosa è lunga…non so neanche da dove iniziare…son molto timido…

GIANNINA No, amica mia, non è possibile dire in breve le tante cose ch'egli ha da dirti.

COSTANZA   Bastai ch'egli me ne dica una sola.

GIANNINA    E che vorresti che  ti dicesse?

COSTANZA    Se veramente mi ama.

GIANNINA Compatiscilo…Costanza… (Accenna se me­desima) È troppo onesto Carlo per parlar d'amore al mio cospetto…in mia presenza…  (in atto di partire) Posso bensì, andar via io  per facilitare il vostro colloquio…

COTTERIE    Non andar via Giannina….

COSTANZA Sì, fermati... Posso assicurarti  che non avrei voluto parlar di ciò se tu non me ne avessi dato il motivo. Non arrivo però a comprendere la situazione… Vedo delle stranezze; ma comunque attende­rò di sapere come stanno le cose…  la verità… e  ora permettetemi di andare dalla zia Bice….

GIANNINA Cara amica, compatiscimi… Sei padrona di andartene o di restare,  come preferisci….

SCENA  TERZA

Monsieur FILIBERTO e detti.

FILIBERTO Bellissima compagnia! Ma perché in pie­di? Perché non vi accomodate?

GIANNINA    Costanza sta per partire.

FILIBERTO (a Costanza)    Perché così presto?

GIANNINA   Ha la zia che l'aspetta.

FILIBERTO No, , fammi il piacer di restare. Possiamo aver bisogno di te…, e in questi affari i mo­menti sono preziosi. Ho mandato ad avvisar tuo pa­dre, che devo  parlargli di cose di grande importanza…. Son certo che egli verrà. Gli parlerò a quattrocchi; ma niente nien­te ch'io lo trovassi favorevole, non vorrei che cambiasse parere… . Vi chiamerei entrambi , e si potrebbe subito concluderà la cosa.

COTTERIE    (Ah, sempre più il caso nostro peggiora!).

FILIBERTO (a Carlo) Che vuol dire…mi sembri agitato?

GIANNINA  (a Filiberto)    E’ l'eccesso  della gioia…la grande speranza..

FILIBERTO (a madamigella Costanza) E in te che effetto fa la speranza?

COSTANZA    È combattuta da più timori….

FILIBERTO (a  Costanza). Intanto contentati di rimanere  qui, e sicco­me non può sapersi l'ora precisa in cui verrà tuo padre, resta  con noi….cucina mia sorella che è una cuoca squisita…anche se si mangerà tardi…molto tardi…avremo tutto il tempo per sbrigare le nostre cose…

GIANNINA (a Filiberto)    Non ci può restare, papà…

FILIBERTO   E perché?

GIANNINA Perché ha promesso ad sua zia di es­sere da lei stamane.

FILIBERTO (a madamigella Costanza) Questa zia che ti aspetta, è la sorella di tuo padre?

COSTANZA   Per l'appunto.

FILIBERTO La conosco, è Bice, una mia amica. La­sciate fare a me…l’avviserò io stesso della situazione…  e se non venisse, Don Riccardo, il tuo papà qui da noi prima di pranzo, farò sapere a lui stesso che sei qui, che sei con noi… e non vi sarà  niente da dire

COSTANZA Son grata del gentile interessamento di Don  Filiberto.  Permettetemi allora  ch'io  vada  per un  momento a visitare la zia e poi ritorni subito a profittare della vostra squisita compagnia!

FILIBERTO    Giusto…Brava: torna presto.

COTTERIE (Come mai mi riuscirà di trarmi dall’imbroglio?).

COSTANZA    Permettetemi. A presto …a fra poco!

GIANNINA A presto!. (E se più non torni, mi farai un favore).

FILIBERTO A tra poco, gioia bella. Conte, per essere un settentrionale, sembri avere  poca disinvoltura…sei forse  timido?

COTTERIE    Perché mi dite questo, Don Filiberto?

FILIBERTO Lasci partire Costanza senza nemmeno salutarla? Senza dirle due gentilezze?

COSTANZA    Per verità, me ne ha dette pochissime.

COTTERIE (a Filiberto) Non devo abusare  della libertà che mi concedete.

FILIBERTO (Ho capito) (La chiama) Giannina, senti­  una parola.

GIANNINA (si accosta a Filiberto) Che mi comandi papà?

FILIBERTO (piano a Giannina) (Non sta bene che una fanciulla si trattenga in mezzo a due innamorati. Per causa tua non si possono… dire due paroline…capisci???!!! ).

GIANNINA (piano a Filiberto) (Oh! se ne hanno det­te tante).

FILIBERTO (piano a Giannina) (E tu le hai sentite?).

GIANNINA (piano a Filiberto) (Hanno però parlato sottovoce…).

FILIBERTO (a Carlo Vai, se hai qualche cosa da dirle.

COTTERIE    Non mancherà tempo…

COSTANZA (piano a Carlo) (Assicuratemi almeno dell'affetto vostro).

COTTERIE (piano a Costanza) (Compatitemi, son molto timido...).

GIANNINA    (Tossisce forte).

COTTERIE    (Sono imbarazzatissimo).

COSTANZA (forte, che tutti sentono) Possibile ch'io non possa sentire un sì, ti amo?

GIANNINA (a Costanza, con sdegno)    Quante volte vuoi che te lo dica? Non lo ha confermato in mia presenza ?

FILIBERTO (a Giannina, con sdegno) Non ti intromettere…

COSTANZA Non ti arrabbiare Giannina… Tra non molto tutto si chiarirà….. Arrivederci…a tra poco!   (Ha  soggezione  di  quest'importuna).   (Parte).

SCENA  QUARTA

Madamigella GIANNINA, Monsieur de la COTTERIE, e Monsieur FILIBERTO.

FILIBERTO (a Giannina) Non mi piace come ti sei comportata!

GIANNINA Ma, caro papà, lasciami un po' divertire. Io che sono lontanissima da questi amori, ho piacere qualche volta a far disperar gli innamorati…più son disperati, contrastati… più si amano Sono io stata quella che ha scoperto il loro amore… e devono a me la loro prossi­ma  felicità. Possono ben perdonarmi, se qualche volta li prendo un poco in  gioco...

FILIBERTO Siete diavoli voi altre donne. Ma verrà il tempo, figliuola, che conoscerai anche tu  quanto co­stino a quei che si amano queste piccole impertinen­ze. Sei negli anni della maturità e… al primo buon partito che mi capita per le mani… preparati a sposarti. Che dici, Carlo, parlo bene?

COTTERIE    Benissimo.

GIANNINA (a Cotterie) Signor Benissimo, non tocca a te decidere, tocca a me.

FILIBERTO (a Giannina) E non ti vuoi maritare?

GIANNINA Se potessi sperare di ritrovar un marito di mio gusto...

FILIBERTO Desidero che lo trovi anche di tuo piacere…. Ma prima deve piacere a me…deve essere di mio gradimento. La dote che ti darò, potrà  farti degna di uno dei migliori partiti di Napoli…vorrei fosse come me un industriale…ma poiché son partito come commerciante e son diventato poi industriale…mi accontenterei anche di un bravo commerciante…logicamente ricco …molto ricco…

GIANNINA Lo stesso può dire il padre di  Costanza.

FILIBERTO Vorresti mettere Riccardo a confronto mio? Vorresti  paragonarti alla figliuola di un semplice anche se fortunato commerciante come Riccardo? Mi fai imbestialire con questi assurdi paragoni… uscir dai gangheri. Non voglio sentire altre cretinate…tu devi aspirare al miglior partito napoletano…anzi campano…forse italiano…. Mi piacerebbe un Agnelli…

GIANNINA   (mentre ride) A me basterebbe... Anche un capretto…un torello…ma un asino ignorante non lo voglio! Amo la cultura…(ridendo) gli artisti…

FILIBERTO    Non mi prendere in giro…Non voglio sentire altre scemenze…  (Parte).

SCENA QUINTA

Madamigella GIANNINA  e Monsieur de la COTTERIE.

COTTERIE Ah! Giannina mia, stiamo andando sempre di male in peggio…. Sarebbe stato meglio non fare il pas­so che abbiamo fatto!

GIANNINA Chi mai poteva prevedere che mio padre si volesse impegnare così per farti felice… con Costanza!?

COTTERIE- Mi farebbe felice dandomi sua figlia…ma non è possibile e non vedo altro rimedio se non  un mio im­provviso allontanamento.

GIANNINA   Questa viltà non me l'aspettavo.

COTTERIE Ho da sposare Costanza?

GIANNINA   Fallo,  se  hai cuore di farlo.

COTTERIE    O vuoi che si manifesti l'inganno, l’imbroglio?

GIANNINA Sarebbe un'azione indegna l'espormi al rossore della mia…della nostra menzogna.

COTTERIE    Suggerisci qualche altra cosa.

GIANNINA Quello ch'io posso dirti, è questo:… Allon­tanarti, no certo…. Sposarti a Costanza, nemmeno. Sco­prir l'inganno, mai (ironica) Pensa allora tu a salvare l'amore, la riputazione e la convenienza…Ci sarà pure una soluzione al problema! (Parte).

COTTERIE (ironico)Ottimi suggerimenti, che mi aprono la via a semplici soluzioni! Fra tanti no, qual sì mi resta da medita­re? Non mi restai che una grande disperazione. (Parte).

SCENA SESTA

(Altra camera.)

Monsieur FILIBERTO, poi MARIANNA.

F1LIBERTO Non credo che Don Riccardo rifiuti di venire da me. Sa chi sono, e sa che non sa­rebbe di suo interesse  inimicarsi uno che può fargli  del bene, e  potrebbe anche, se volesse, fargli del male. Si ricorde­rà ch'io gli ho prestati centomila lire, quando entrò nel commercio , cosa che non volle fare la sorella Bice… Benché  i benefici si scordano facilmente e quando gli uomini non hanno più di biso­gno, spesso  non guardano più in faccia i loro benefattori…

MARIANNA Signor padrone, se non vi reco disturbo, vi vorrei parlar d'una cosa che mi sta a cuore…

FILIBERTO    Sì, dimmi ora non ho niente da fare…devo aspettare…

MARIANNA   Vorrei parlarvi  di  un  affare mio.

FILIBERTO    Ma sbrigati, perché aspetto gente,

MARIANNA In due parole mi spiccio. Signore, con vo­stra buona licenza, io vorrei maritarmi.

FILIBERTO   Maritati, auguri…molti auguri…spero che tu sia felice!

MARIANNA Ma, signore, non basta. Sono una povera figlia, sono dieci anni che servo in questa casa con 'amore e fedeltà e vi chiedo, non per obbligo, ma per grazia, un qualche piccolo aiuto...

FILIBERTO Bene, qualche cosa farò per ricompensare il  tuo buon servizio. Lo hai trovato lo sposo?

MARIANNA    Sì, signore.

FILIBERTO Brava, Me ne rallegro. …e… vieni a dirmelo a cose fatte?

MARIANNA Compatite, signore. Io non ci avrei pensa­to, se il dover abitare  nella stessa casa con un giovane per parecchi mesi, non me ne avesse data occasione.

FILIBERTO  Ti sei innamorata di Gildo… l’amico di Carlo ?

MARIANNA    Per l'appunto,  signore.

FILIBERTO E non hai difficoltà di andar con lui al Nord ?

MARIANNA Io mi lusingo che resti qui. Se il suo amico del cuore si sposa qui… egli pure, resterà….

FILIBERTO    Sì, è facile che Carlo si sposi qui…

MARIANNA    Nessuno lo può sapere meglio di voi.

FILIBERTO    Io sono impegnatissimo per accontentarlo.

MARIANNA Quando siete contento voi…son contenti loro… la cosa è bell'e fatta!

FILIBERTO Vi possono essere delle difficoltà, ma spero di superarle.

MARIANNA    Per parte della fanciulla non ve ne sono…

FILIBERTO    No, anzi è innamoratissima.

MARIANNA   Certamente…

FILIBERTO E tu, quando pensi di voler fare il tuo matrimonio?

MARIANNA Se permettete, lo farò anch'io, quando si sposerà la padrona.

FILIBERTO    Qual  padrona?

MARIANNA   La mia padrona, vostra figlia.

FILIBERTO    Quand'è così, vi è tempo dunque…molto tempo…

MARIANNA Pensate voi che si abbiano a rimandare lun­gamente le sue nozze?

FILIBERTO Certamente! Non si può parlar di nozze, prima di trovarle lo sposo?

MARIANNA  Ma, non c'è lo sposo?

FILIBERTO   Lo sposo? Io dovrei saperlo?

MARIANNA    Non lo sapete?

FILIBERTO Povero me! non so niente io. Dimmi tu quel che sai, non mi nascondere la verità.

MARIANNA  Giannina non deve sposarsi con  Carlo de la Cottacarne? Non mi ave­te detto che lo sapete, e che ne siete contento?

FILIBERTO Sciocca! Pare a te che io volessi dare mia figlia ad un uomo povero anche se brava persona…ad uno che non avrebbe il modo di mantenerla com'ella è abituata?

MARIANNA Non mi avete detto che Carlo si sposa? E che siete impegnatissimo per renderlo felice?

FILIBERTO    L'ho detto certo.

MARIANNA E chi deve essere la sposa, se non  Giannina?

FILIBERTO  Non vi sono sotto il Vesuvio altre fanciulle che lei?

MARIANNA   Egli non pratica in altre case.

FILIBERTO    E qui non ci vien nessuno?

MARIANNA Io  so che egli non usa le sue attenzioni se non alla padrona.

FILIBERTO Non sai nulla di Costanza? Quali confidenze ti ha fatto la mia figliuola?

MARIANNA Mi ha sempre parlato con grande stima di Carlo, e si è espressa che ha della stima per lui.

FILIBERTO E tu hai creduto che la stima fosse passione.

MARIANNA    Io sì.

FILIBERTO    Cretina!

MARIANNA E so di più, che Carlo voleva partire per disperazione.

FILIBERTO    Bene.

MARIANNA    Temendo che il padre non acconsentisse alle nozze..

FILIBERTO    Benissimo.

MARIANNA   E non siete voi il padre?

FILIBERTO    E non ci sono altri padri oltre me?

MARIANNA    Voi mi volete dare ad intendere.

FILIBERTO    Mi meraviglio  della tua  ostinazione.

MARIANNA Ci scommetterei la testa, che quel ch'io dico è la verità.

FILIBERTO Impara meglio a conoscere ed a rispettare la tua padrona.

MARIANNA    E’ un amore onesto...

FILIBERTO    Va' via da qui.

MARIANNA   Io non ci vedo questo gran male.

FILIBERTO Vien gente; ecco Don Riccardo. Va' via di qui cretina

MARIANNA   (Vedremo chi sarà più cretino…)

   (Parte).

SCENA SETTIMA

Monsieur FILIBERTO, poi Monsieur RICCARDO.

FILIBERTO – (gridando)..Pensar così male di mia fi­glia?

CAMERIERA- Don Filiberto, c’è Don Riccardo che chiede di voi…faccio passare?

FILIBERTO_ Certamente…fai accomodare Don Riccardo…(Esce la cameriera e entra Riccardo)

RICCARDO    Buon giorno Don Filiberto.

FILIBERTO Buon giorno, Don Riccardo. Scusatemi, se vi ho incomodato.

RICCARDO    Che cosa mi comandate?

FILIBERTO    Preghiere…mai comandi!...Ho da parlarvi. Accomodatevi.

RICCARDO    Mi piacerebbe fare una bella chiacchierata con voi…magari si potrebbe fare qualche affare insieme…ma purtroppo ho poco tempo per trattenermi.

FILIBERTO   Siete molto impegnato oggi?

RICCARDO (parla molto, spesso senza logica)Sì, certo. Fra le altre cose sono tormentato per causa di un commercio finito… una camiceria che non vuole dare più a me le sue camicie…ha trovato chi gli paga di più la sua merce…poi ho tanti problemi di salute: sono iperteso e molto nervoso…ansioso; mi piace molto mangiare e fare l’amore…l’amore fisico ma il mio medico mi consiglia di essere molto parco con entrambe le cose…mio padre fino a novant’anni aveva bisogno di fare l’amore due volte a settimana…poi fu operato alla prostata e non ne ebbe più bisogno e mi disse, ricordo ancora le sue parole: “Che bello figlio mio…non avere più urgenza di fare all’amore…io non sono stato ancora operato…non ne ho bisogno e spero di non averne mai… e quindi devo cercare anche, mi capite???…non avendo più la mia cara moglie…poi ho mia figlia da maritare e tanti altri problemi……ma non pensiamoci…  Ditemi quel che mi avete da dire?

FILIBERTO Monsieur Riccardo, voi giustamente avete detto di avere una figliuola da marito?

RICCARDO    Purtroppo si…

FILIBERTO   V'incomoda il tenerla in casa?

RICCARDO   No; m'incomoda il dover pensare al matrimonio… alla dote.

FILIBERTO (Cattivo principio). Ma vi sarà indispensabile il sposarla…anche per avere qualche nipotino…

RICCARDO Lo farò, sono costretto a doverlo fare, ma con una di queste due condizioni: senza dote, se si marita a modo suo; buona dote, se  si marita a modo mio.

FILIBERTO   Se permettete…Avrei una proposta da farvi…un marito…un nobile per vostra figlia…

RICCARDO    L'ascolterò volentieri…

FILIEERTO Conoscete voi il conte Carlo che è ospite in casa mia?

RICCARDO    Me lo proporreste voi per mia figlia?

FILI SERTO Se ve lo proponessi,  avreste delle difficoltà?

RICCARDO Conte Carlo? Né con dote, né senza dote.

FILIBERTO Avete  dell'avversione per la nobiltà?

RICCARDO No se è alta nobiltà…con molti castelli, immobili, terreni e logicamente molte rendite…ma so che non è il caso del vostro ospite…

FILIBERTO  Il Conte Carlo di cui vi parlo, è onest'uomo:  non ha difetti, e poi è di sangue nobile.

RICCARDO    È ricco?

FILIBERTO    È cadetto.

RICCARDO Se non èricco, stimo poco la sua nobiltà…non mi interessano né i cadetti né (ironico) i cadrò…perché non voglio che mia figlia cada nella miseria…

FILIBERTO Caro amico, parliamo fra voi e me, che nessuno ci senta. Un uomo come voi, beneficato dalla fortuna, spenderebbe male qualche milioncino di lire per avere una figlia felice e contessa…?

RICCARDO Né per contessa, né per baronessa e nemmeno principessa…mi interessa solo la ricchezza…Per essere nobile non spenderei nemmeno dieci lire.

FILIBERTO   A chi volete  dare la vostra figlia?

RICCARDO Se ho da privarmi di qualche somma, la voglio mettere in una delle migliori case napoletane…voglio vedere con i miei occhi centinaia o meglio migliaia di ettari produttivi, ville, castelli, aziende agrarie e non…una famiglia dove entrino tanti, tanti, tantissimi soldi…perché i soldi non sono mai troppi…

FILIBERTO    Non è vero…I soldi non fanno la felicità…La buona salute, il buon comportamento, la ricchezza d’animo, la dolcezza, la sensibilità,  la gentilezza, l’onestà, l’altruismo, la trasparenza…rendono la vita bella…Poi voi non potete entrare in quelle famiglie di cui parlate…Non ci riuscirete…ci posso scommettere…non è pane per i vostri denti…non ci riuscirete!

RICCARDO    Non ci riuscirò?

FILIBERTO    Non ci riuscirete.

RICCARDO    Perché non ci riuscirò?

FILIBERTO Perché le buone e ricche famiglie napoletane non han­no interesse di imparentarsi con voi …

RICCARDO   Perché cosa c’è da dire sul mio casato…

FILIBERTO-  Ma quale casato? Se vi chiamate Riccardo De Esposti?

RICCARDO- E non sapete che i doppi cognomi sono di discendenza nobile…il De appartiene ai nobili…

FILIBERTO- Ma fatemi il favore…Esposti sapete che significa? E’ meglio che non parli…

RICCARDO- Ma vi preme tanto questo galantuomo?

FILIBERTO    Sì, mi preme assaissimo.

RICCARDO   Perché non gli date la figlia vostra?

FILIBERTO    Perché...   perché non gliela voglio dare.

RICCARDO   Ed io non gli voglio dare la mia.

FILIBERTO   Fra voi e me vi è una bella differenza.

RICCARDO   Io non la so vedere questa differenza.

FILIBERTO    Si sanno i vostri commerci….

RICCARDO    E di voi non si può sapere cosa versate allo Stato…si dice che siate un…un grande evasore…

FILIBERTO    Non vi permetto…Siete troppo presuntuoso e  arrogante.

RICCARDO    Se non fossi in casa vostra; direi di peggio.

FILIBERTO   Vi farò vedere chi sono.

RICCARDO    Non ho paura né soggezione di voi.

FILIBERTO   Andate via…quella è la porta!.

RICCARDO Sì, vado via con piacere… la vostra presenza mi è intollerabile!. (Parte).

SCENA OTTAVA

Monsieur FILIBERTO, poi Monsieur de la COTTERIE.

FILIBERTO (passeggiando) Villano, zotico, incivile, ignorante, mentecatto, maleducato… impertinente.

COTTERIE ( per fortuna, penso che  non gli abbia dato il consenso ).

FILIBERTO (Non finisce qui Riccardo dei miei stivali…Ti farò pentire del tuo folle comportamento).

COTTERIE  (a Filiberto)    Signore...

FILIBERTO   Burbero, animalaccio...

COTTERIE    Viene a me il complimento?

FILIBERTO   Perdonami Carlo…. La collera mi fa impazzire

COTTERIE    Con chi siete  adirato?

FILIBERTO Con quel animale maleducato e vanaglorioso di  Riccardo.

COTTERIE  Forse non vuole  acconsentire allo sposalizi della sua figliuola con me?

FILIBERTO (Mi dispiace di dover dare al povero Carlo  questa notizia).

COTTERIE (Sia ringraziato il cielo! La fortuna vuole aiutarmi).

FILIBERTO Figliuolo mio, non fare che la bile ti guasti il sangue…che il fegato si ingrossi…non diventare EPATOMEGALICO…

COTTERIE    Ditemi la verità. Ha egli mi ha rifiutato ?

FILIBERTO Gli uomini di mondo, i saggi. I filosofi… devono essere preparati a tutto.

COTTERIE    Io sono impaziente di sapere la verità.

FILIBERTO    (Oh!  se gliela dico, mi muore qui…Eppure conviene che lo sappia).

COTTERIE (In atto di partire) Signore, con vostra buona licenza.

FILIBERTO Fermatevi. (Non vorrei che si andasse ad affogare, a suicidare… per disperazione).

COTTERIE    Ci vuol tanto a dirmi quel che vi ha detto?

FILIBERTO Non vi alterate, figliuolo, non vi disperate per questo,  perché se un padre avido, presuntuoso, igno­rante, nega di collocare decentemente la figlia, ci può sempre esser modo di averla a dispetto suo.

COTTERIE No, signore. Quando il padre non accon­sente, non è giusto che io persista a volerla sposare…

FILIBERTO   E che penseresti di fare?

COTTERIE Andarmene lontano da qui… sacrificare gli affetti miei all'onestà, al dovere ed alla quiete comune.

FILIBERTO Ed avresti il coraggio, il cuore di abbandonare una fan­ciulla che ti ama? Di lasciarla in preda alla disperazio­ne, per attendere quanto prima la trista notizia della sua infermità, o della sua morte?

COTTERIE Ah! Signor Filiberto, voi mi uccidete, così parlando. Se conosceste il peso di queste vostre parole, vi guardereste bene dal pronunciarle…feriscono più di una spada…mi uccidono…

FILIBERTO Le mie parole tendono al tuo bene, al­la tua pace, alla vostra felicità.

COTTERIE Ah! no, dite piuttosto alla mia confusione, alla mia pazzia…

FILIBERTO Mi meraviglio, che un uomo di spirito co­me te, sia così poco capace di darsi animo.

COTTERIE    Se sapeste il mio caso, non parlereste così.

FILIBERTO Lo so benissimo; ma io non lo prendo per disperato. La fanciulla ti ama, tu l’ami tenera­mente. Non sarebbe questo il primo matrimonio fra due giovani onesti, senza il consenso del padre della sposa?

COTTERIE Approvereste voi ch'io sposassi una giovane donna, senza il consenso del genitore?

FILIBERTO Sì, nel caso in cui siamo, esaminando le circostanze, l'approverei. Se il padre è ricco, voi siete nobile e onesto; voi onorate la sua famiglia colla nobiltà e l’onestà, egli accomoda gl'interessi vostri colla sua dote.

COTTERIE Ma! signore, come potrei io sperare nella do­te, sposandola in questo modo? Il padre irritato neghe­rà di darle aiuto.

FILIBERTO Quando è fatta, è fatta. Riccardo non ha che un'unica figlia. Gli durerà la collera qualche giorno, e poi farà come hanno fatto tanti altri. Ti ac­cetterà per genero, e forse… forse ti farà anche padrone di casa.

COTTERIE    Tutto questo potrei sperare?

FILIBERTO    Sì, ma ci vuole coraggio.

COTTERIE Del coraggio non me ne manca…

FILIBERTO Senti quello che sto pensando  … Costanza de­v'essere ancora dalla zia. Fai quel ch'io ti dico…vai a trovarla. Se ella ti ama davvero, ti deve dare prova del suo amore con i fat­ti.  Possiamo sperare che la zia sia favorevole…non è in buoni rapporti con il fratello… e se Bice è favorevole sposa subito Costanza.

COTTERIE E se il genitore sdegnato minacciasse la mia libertà?

FILIBERTO    Te la porti al nord con te….

COTTERIE    Con quali mezzi? con quale danaro?

FILIBERTO    Aspetta. (Va ad aprire un cassetto),

COTTERIE (Dio mio! Filiberto non s'avvede che mi spinge ad una intrapresa che potrà danneggiarlo irrimediabilmente).

FILIBERTO Tieni; eccoti son cinquecento mila lire…. Accettatele dalla mia grande amicizia e affetto Penserò io a farmele resti­tuire dai padre della fanciulla e con i dovuti interessi…

COTTERIE    Signore, io sono pieno di confusione...

FILIBERTO Che confusione? Mi meraviglio di te. Ci vuoi spirito, ci vuol coraggio. Vai subito… e non perdere altro tempo. Io intanto andrò ad osser­vare i movimenti di Riccardo, e se potrò temere che venga a sorprendervi prima del matrimonio, troverò persone che lo tratterranno.… Caro amico, mi pare di vederti già consolato. Son felice per te ... Addio. La fortuna ti sia propizia. (Non vedo l'ora di veder fremere, di vedere  disperarsi Riccardo. Ah, mi sono vendicato della sua saccenteria…maleducazione…). (Va a chiudere il cassetto).

COTTERIE (Mi dà il consiglio, e mi dà anche  i danari per eseguirlo? Che risolvo, che penso? Prendo  la fortu­na per i capelli o mi fermo considerando che Filiberto

 organizzando un danno ad altri, crea a se stesso il danno e la derisione). (Parte).

SCENA NONA

Monsieur FILIBERTO solo.

Veramente mi morde la coscienza per un sì fatto suggerimento. Penso che ho ancor io una figliuola, e non vorrei mi venisse fatto un simile torto; e insegna la natura, e comanda la legge, che ad altri non si pro­curi ciò che a se medesimo non piacerebbe: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” e inoltre: “Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te”…Ma sono spinto violentemente da più ragioni. Una certa tene­rezza di cuore, incline all'ospitalità, all'amicizia…  mi trasporta ad amare ed a favorire Carlo, e ad inte­ressarmi per lui come se fosse del mio medesimo sangue. Il matrimonio mi pare assai conveniente, e tro­vo ingiusta la resistenza di Riccardo… tirannica la sua austerità per la figlia. Aggiungerei  a tutto ciò il trattamento incivile che ho da lui ricevuto, e la brama di vendicarmi, e il piacere di vedere avvilito il superbo. Sì, a costo di perdere le cinque­cento mila lire, ho piacere di veder contento l'amico, e mortificato Riccardo.(medita)….Inoltre sacrifico un maleducato antipatico e faccio del bene a due brave persone che si amano…Prendo le parti dell’amore!

SCENA DECIMA

Madamigella COSTANZA e detto.

COSTANZA    Eccomi a voi, signore.

FILIBERTO (con inquietudine)    Che fai qui?

COSTANZA    Non mi avete invitata?

FILIBERTO   (come sopra)  Hai visto  Carlo ?

COSTANZA   Non l'ho visto..avrei dovuto? Mi ha cercata?.

FILIBERTO  (come  sopra)    Ritorna subito da tua zia.

COSTANZA    Mi scacciate di casa vostra?

FILIBERTO   Non ti scaccio;  ti consiglio, ti prego. Vai lì subito…da tua zia!

COSTANZA   Vorrei saper la ragione...

FILIBERTO   La saprai, quando sarai da tua zia.

COSTANZA    Novità ve ne sono?

FILIBERTO    Sì, ve ne sono.

COSTANZA   Ditemele dunque.

FILIBERTO    Te le dirà Carlo .

COSTANZA    Dove?

FILIBERTO    Da tua zia.

COSTANZA    Carlo non ci è mai stato.

FILIBERTO    Ci è andato in questo momento.

COSTANZA   A far che?

FILIBERTO    Vai lì e lo saprai…

COSTANZA   Avete parlato a mio padre?

FILIBERTO    Sì, domandalo al tuo sposo.

COSTANZA    Al  mio  sposo?

FILIBERTO   Al tuo sposo.

COSTANZA   A  Carlo ?

FILIBERTO    A Carlo si.

COSTANZA    Posso  crederlo?

FILIBERTO   Vai subito da tua zia Bice… subito da tua zia.

COSTANZA    Ditemi qualche cosa per carità.

FILIBERTO    Il tempo è prezioso. Se perdi il tempo, perdi lo sposo.

COSTANZA    Oimè! corro subito. Vorrei avere le ali  ai piedi…  (corre via).

SCENA   UNDICESIMA

Monsieur  FILIBERTO,  poi  Madamigella  GIANNINA.

FILIBERTO  Serviranno più due parole di Carlo, che diecimila delle mie ragioni.

GIANNINA  Papà, è vero quel che mi ha detto Carlo? 

FILIBERTO    E che cosa ti ha detto?

GIANNINA L'hai consigliato a sposare Costanza  senza l’autorizzazione del padre?

FILIBERTO   Ti ha fatto lui  la confidenza?

GIANNINA    Sì, papà.

FILIBERTO    (Quest'imprudenza mi spiace).

GIANNINA E gli hai dato cinquecento mila lire per realizzare il piano …?

FILIBERTO    (Incauto! Mi pento quasi d'averlo fatto).

GIANNTNA    Chi tace, conferma;  è la verità dunque.

FILIBERTO    Che vorresti dire con ciò?

GIANNINA Niente, papà; mi basta di aver saputo che ciò sia vero.

FILIBERTO    Dove vai?

GIANNINA    A consolarmi.

FILIBERTO    Di che?

GIANNINA    Delle nozze di Carlo…    Si spera che succederanno fra poco.

FILIBERTO   Non parlar di ciò con nessuno.

GIANNINA Non vi è pericolo. Si sapranno solo dopo che sa­ranno state fatte. E tu avrai il merito di averle permesse, facendo felici due innamorati… ed io sarò contentissima che siano avvenute queste nozze tra Carlo e… e la sua amata…  (Parte).

FILIBERTO Non vorrei che si formalizzasse del mal esempio. Ma non vi è dubbio. È una buona fanciulla; sa distinguere, quanto me, i casi e le convenienze. E poi so come l'ho educata, e sotto la mia vigilanza non vi è pericolo che mi accadano di tali disastri. (Parte)


CONTINUAZIONE SECONDO ATTO

O ATTO   TERZO ( STESSA SCENA)

SCENA   PRIMA

 FILIBERTO  e  MARIANNA.

MARIANNA Signor padrone, scusate se torno ad importunarvi.

FILIBERTO   Verrai a dirmi qualche nuova bestialità?

MARIANNA Io spererei che non mi definirete più  cretina…sciocca

FILIBERTO Basta che non  dirai più  sciocchezze.

MARIANNA Io altro non dirò, se non che voglio maritarmi, e mi raccomando alla grazia vostra.

FILIBERTO    Hai risoluto di farlo prima della padrona?

MARIANNA No, signore. S'ella lo fa oggi, io lo farò domani.

FILIBERTO   E non vuoi ch'io ti dica sciocca e cretina?

MARIANNA    Ancora me lo volete tener nascosto?

FILIBERTO    Che cosa?

MARIANNA    Il matrimonio della mia padrona.

FILIBERTO    Sciocchissima e cretinissima.

MARIANNA Per farvi vedere che non sono scioc­ca, m'accuserò d'una mancanza commessa per curio­sità. Sono stata dietro la portiera a udir parlare Carlo colla mia padrona, ed ho sentito che si è stabilito di far le nozze segretissime, e che voi avete sborsato ben cinquecento mila lire a conto di dote.

FILIBERTO  (ridendo)    A conto didote?

MARIANNA Io credo a conto di dote. I soldi li  ho veduti con questi occhi.

FILIBERTO Sì, sciocca, e poi sciocca,  tre volte sciocca e sei volte cretina.

MARIANNA (Mi fa una rabbia….che per soli  tre mesi di carcere lo ammazzerei colle mie proprie mani).

FILIBERTO (Carlo per altro ha agito assai male. Non doveva parlare di ciò con mia figlia, e molto meno col pericolo d'esser sentito).

MARIANNA Se volete celarmi il fatto, temendo che da me si sappia, fate torto alla mia capacità di tenere un segreto…

FILIBERTO Bell'onestà! andar di soppiatto ad ascoltar i fatti altrui ! Poi… capire  male, e poi dire anche delle sciocchezze! Tremende sciocchezze!

MARIANNA È vero, non dovevo ascoltare; ma circa al capire, io so che ho inteso la verità.

FILIBERTO Tu vuoi trarmi di bocca, o di mano(prende un libro per scagliarglielo ma poi lo ripone), qual­che cosa che ti dispiaccia.

MARIANNA Oh porco diavolo! dove è andata poco fa la padrona?

FILIBERTO    Dove è andata?

MARIANNA    Non è andata con  Carlo ?

FILIBERTO    Dove?

MARIANNA Dissero, che andavano da zia Gianna.

FILIBERTO    Da mia sorella?

MARIANNA    Per l'appunto.

FILIBERTO    Ci sarà andata Giannina, non Carlo.

MARIANNA   Io so che sono andati insieme.

FILIBERTO Carlo l'avrà accompagnata. Mia so­rella sta poco lontano dal luogo dove egli doveva anda­re. Mia figlia avrà piacere di esser più vicina, per sa­per le nuove. So tutto, va tutto bene, e tu sei  sempre e rimani una  tre volte sciocca e sei volte cretina…

MARIANNA    (Mi si gonfia il fegato-Sento proprio di perdere le staffe e…il bene dell’intelletto…).

FILIBERTO    Guarda chi c'è in sala.  Ho sentito gente.

MARIANNA (Oh, la sarebbe bella che il vecchio rima­nesse gabbato! Ma mi pare ancora impossibile). (Parte).

SCENA SECONDA

Monsieur FILIBERTO e poi GUASCOGNA.

GUASCOGNA    Servitore di Don Filiberto.

FILIBERTO    Buon giorno Gildo, amico mio. Che c'è di nuovo? Dov'è Carlo? Che fa? Che dice? Come son andate le cose? Tutto bene?

GUASCOGNA Credo che da questo biglietto potrete es­sere interamente informato.

FILIBERTO    Sentiamo…  (Apre  il biglietto).

GUASCOGNA (Se non mi dice d'andarmene, ho volon­tà di restare).

FILIBERTO Vi è dentro una carta, il cui carattere mi par di mia figlia. Sentiamo prima, che cosa dice l'amico Carlo

GUASCOGNA (Marianna ascolta dalla porta. Non è meno curiosa di me).

FILIBERTO CARO Signor Filiberto,. (legge il biglietto)I vostri consigli m'hanno portato ad un passo, che io non avrei mai avuto coraggio d'in­traprendere pur con tutte le sollecitazioni dell'amor mio…della mia passione.Sì, certo, egli non aveva coraggio. Ho condotto la ragazza in luogo onesto e sicuro, vale a dire in casa della  sua zia paterna.Dice di averla condotta! Avrà incon­trata per via madamigella Costanza, e sì sarà accom­pagnato con lei. Ho fatto bene io a sollecitarla che andasse subito. Tutta opera mia questo matrimonio. Le lacrime della fanciulla hanno intenerito la buona signora  ed ella ha accondi­sceso alle nostre nozze.Ottimo, ottimo,, non poteva an­dar meglio. Tutto come previsto…(riprende a leggere) Si è mandato a chiamare un prete  ed alla presenza di due testimoni abbiamo celebrato il matrimonio.Benissimo, son contento…tutto è andato bene…non poteva andare meglio! Non posso per altro esprimervi i miei ringraziamenti  per il consiglio  che mi avete dato  … vi informerà meglio il biglietto i  di vostra  figlia, alla quale perdonerete  for­se  più  facilmente,  vi bacio le mani e vi ringrazio ancora…”.Che cosa devo perdonare a mia figlia…cosa mai vuole da me, che non ha coraggio di chiedermi, e si vale di mia figlia per ottenerlo? Forse ci sono problemi per riavere i miei soldi Leggiamo il biglietto di Giannina…

 Che dice la mia figliuola? Carissimo papà.Scrive assai bene, ha un bella grafia, un carattere di scrittura molto chiaro. Gran brava fanciulla! Il cielo me la benedica.(riprende a leggere) Permettimi papà caro che per mezzo di questo foglio mi getti ai tuoi  piedi e ti chieda  perdono.Oh cieli! che cosa ha fatto? Assicurata da te stesso del consiglio che hai dato a  CARLO e dal danaro concesso per la realizzazione del piano, mi sono abbandonata alla mia passione, ed ho sposato CARLO, il mio amore!.Ah indegna! Ah mentitore! Traditori, ribaldi, mi hanno assassinato….(trema tutto)

GUASCOGNA   Che c'è,  signore?

SCENA  TERZA

MARIANNA e detti.

MARIANNA   Che cosa è stato, signor padrone? Vi sentite male?

F1LIBERTO Aiutatemi, sostenetemi. Non mi abbandonate per carità.

MARIANNA  Che cosa può far per voi una sciocca?

FILIBERTO Hai ragione. Beffami, prendimi in giro, schiaffeggiami, basto­nami . Io lo merito, e ti do licenza di farlo.

MARIANNA  No, anzi vi ora compatisco….

F1LIBERT0   Non merito di essere compatito.

GUASCOGNA Signore, non vi abbandonate alla dispe­razione. Il mio padrone è persona onesta, è persona nobile.

FILIBERTO Ha rovinato mia figlia, ha annullato le mie speranze,

MARIANNA   Voi avete il modo di dargli un futuro…

FILIBERTO   E dovrei gettare i miei beni  in questo modo? Darli a due traditori!

GUASCOGNA Perdonatemi, signore, con quelle stesse ragioni, con cui volevate convincere un padre cioè signor Riccardo, procurate di persuadere un altro padre…voi stesso….

FILIBERTO (a Guascogna) Ah maledetto! tu mi rim­proveri con malizia.

MARIANNA (a Filiberto, con caldo) Parla bene Gildo Gua-scogna, e voi non l'avete da rimproverare.

FILIBERTO    Sì, insultami, disgraziata.

MARIANNA   Vi compatisco, perché il vostro fegato è triplicato di volume…la bile vi accieca.

GUASCOGNA Rimproverate a voi stesso il frutto di un cattivo consiglio.

FILIBERTO Perché ingannarmi? Perché farmi crede­re che gli amori di Carlo tendessero a madamigella Costanza?

GUASCOGNA Perché amore è ingegnoso, e insegna agli amanti di nascondere  le fiamme per procurare la propria felicità.

FILIBERTO Insomma mi hanno tradito, mi hanno in­gannato. Mia figlia è una perfida, Carlo  è uno scellerato.

GUASCOGNA    Parlate, signore… di  una persona squisita e a me molto cara…un conte.. Il mio amico non ha così barbari senti­menti. Verrà a domandarvi perdono.

FILIBERTO    Non lo voglio vedere.

GUASCOGNA Verrà per lui vostra figlia.

FILIBERTO   Non me la state più a nominare…non ho nessuna figlia!

MARIANNA    Il vostro sangue, signore,

FILIBERTO Ingrata! Era l'amor mio, la mia unica consolazione.

GUASCOGNA    Al fatto non vi è rimedio.

FILIBERTO    Lo so, insolente, lo so pur troppo.

GUASCOGNA   Non vi riscaldate con me.

MARIANNA Compatitelo. La passione l'opprime. Pove­ro il mio padrone!Sperava di maritare a piacer suo la figliuola, ed averla sempre vicina, e veder nascere i nipotini, e consolarsi nell'abbracciarli e nell'allevarli egli stesso.

FILIBERTO Mie perdute speranze! Mie perdute consolazioni!

GUASCOGNA Credete voi, signore, che un genero come il conte Carlo non voglia regalarvi dei nipotini?

MARIANNA Non passerà un anno, che vi vedrete giocherellare d'intorno il più bel nipotino del mondo.

FILIBERTO L'odio per il  padre mi farebbe odiare anche il figlio.

MARIANNA Eh il sangue, signore, fa dimenticare ogni cosa.

GUASCOGNA Avete un'unica figliuola al mondo, e avreste cuore di abbandonarla…non vederla mai più?

FILIBERTO Ho tale angustia di animo, che mi sento morire,

MARIANNA    Gildo Guascogna. (Si copre la faccia colle mani).

GUASCOGNA   Che dici?

MARIANNA  (gli fa cenno che vada)  Mi hai capito?

GUASCOGNA    Ho inteso.

MARIANNA    Ora è il momento.

GUASCOGNA    Si può provare.

FILIBERTO    Che cosa dite?

MARIANNA Dico a Gildo Guascogna che se ne vada, che non v'inquieti e che non si abusi della vostra bontà.

FILIBERTO    Sì,  lasciatemi solo.

GUASCOGNA Vi riverisco, signore. Se più non vi rive­dessi, vi ringrazio di tutta la vostra bontà e mi scuso per i miei errori. Carlo, per quel ch'io vedo, sarà forzato a partire… a condurre vostra figlia Giannina dai suoi parenti su al Nord . Non mi dite nulla da dire alla vostra povera figlia?

FILIBERTO (a Guascogna) Carlo vuole  partire così presto?

GUASCOGNA Mi disse, che se voi avreste avuto la bontà di perdonarlo avendo agito solo per un grande e onesto  amore egli sarebbe venuto con molto piacere qui  a chiedervi umilmente perdono e  dispostissimo con molto piacere ad aiutarvi nelle vostre cose come comanderete assieme a vostra figlia ma se… se non avesse avuto da voi qual­che buona risposta, avrei dovuto subito prepararmi per la partenza e partirebbe con me anche Marianna che io amo essendone riamato…Amor che ha nullo amato amar perdona…dice Dante! Ma anche voi non potete perdonare?…

MARIANNA Gran dolore per un padre il dire: non vedrò mai più la mia figlia!

FILIBERTO Vedete,  il vostro padrone è un barba­ro, è un ingrato? Potevo io fare per lui più di quello che ho fatto? Ed egli mi ha procurato un irrimediabile dolore gravissimo…Ho fatto del bene e ho ricevuto del male…malissimo…Non lo credevo così cattivo? Strapparmi dal cuore la figlia, senza che io la possa nemmeno vedere?

GUASCOGNA Io credo Carlo ve la condurrebbe dinanzi assai volentieri, se non temesse le vostre ira… gli sdegni vostri.

FILIBERTO Perfido! Ho da lodarlo per sì bell'azione? Ho da ringraziarlo del suo tradimento? Sfugge i rim­proveri di un padre offeso. Gli scotta il sentirsi dire: TRADITORE, traditore 10 volte…

GUASCOGNA Ho capito. (In atto di partire) Con permesso...preparo la partenza

FILIBERTO Non gli dite di venirmi a salutare …. Io non li voglio vedere, io non li desidero…non li conosco!

GUASCOGNA Ho capito benissimo.  (Parte).

SCENA  QUARTA

Monsieur FILIBERTO  e  MARIANNA.

FILIBERTO    (Colpa mia!. Mi sta bene!).

MARIANNA Signore, per svagarvi un poco, posso ora parlarvi degli affari miei?

FILIBERTO Non ci mancherebbe altro per inquietarmi, che tu mi parlassi del tuo matrimonio. Odio questo nome fatale, non ne voglio sentir parlare fin ch'io vivo.

MARIANNA Voi vorreste, a quel ch'io sento, che finisse il mondo.

FILIBERTO    Per me è finito.

MARIANNA Povero padrone! A chi andranno le vostre cose…, le vostre ricchezze?

FILIBERTO    Il diavolo se le porti…non mi interessano più nemmeno le mie ricchezza!

MARIANNA Voi morirete ricco, e la vostra figliuola e i vostri nipoti vivranno nella miseria…avranno fame…moriranno per la fame oppure  per nutrirsi diventeranno ladri, criminali, assassini…Quando si ha fame tutto diventa possibile…vostra figlia morirà dal dolore.

FILIBERTO   Povera disgraziata!

MARIANNA E vorrete campar con quest'odio, e morire con questo rimorso? L’amore e il perdono sono le cose più belle al mondo… Solo voi potreste salvare vostra figlia da una fine orrenda!

FILIBERTO Ma taci, demonio, taci. Non tormentarmi di più.

SCENA QUINTA

Madamigella COSTANZA e detti.

COSTANZA Signor Filiberto, vi prendete gioco di me?

FILIBERTO    (Ci mancava solo Costanza ).

COSTANZA Son due ore che io ho aspettato da mia zia Bice… e non si è visto comparire nessuno.

FILIBERTO    (Io non so che rispondere).

COSTANZA Non mi invitaste voi a ritornar dalla zia, dicendo che colà avrei trovato Carlo ?

MARIANNA Vi dirò io come è andata la faccen­da. Carlo doveva andar dalla zia, e dalla zia è andato…. Ma il povero galantuomo ha sbagliata la casa. In luogo di portarsi dalla vostra zia Bice, si è trovato dalla zia Gianna, zia di Giannina, e invece di sposare Costanza, ha sposato Giannina.

COSTANZA Come! Sono stata beffata a tal segno, in questo modo orrendo? Parlate voi, signor Filiberto; sinceratemi su questo fatto, e non mi crediate così vile da tollerare un'ingiuria così grave.

FILIBERTO Oh Diavolo maledetto…Porca loca… se la tollero io, la devi tollerare anche tu.

COSTANZA    E  voi che cosa dovete  tollerare?

FILIBERTO Per aiutare te a realizzare il tuo sogno d’amore…, ho contribuito alla rovina mia e della mia figliuola.

COSTANZA    Per causa mia?

FILIBERTO Sì, per te  si è creata una situazione, che si è poi scaraventata sulle mie spalle colpendomi a sangue…uccidendomi…

MARIANNA   Fortuna che il padrone  ha buon lato b…buona schiena…

COSTANZA    Io di tutto ciò non ho capito niente.

FILIBERTO Ti dirò io netta e chiara com'è la cosa. Sappi dunque...(la prende sottobraccio e inizia a spiegare tutto non sentito dagli spettatori  ma quasi subito entra Riccardo)

SCENA SESTA

Monsieur RICCARDO e detti.

RICCARDO (a Costanza)    Che fai tu qui?

COSTANZA Papà,  non mi hai mai vietato  di frequentar questa casa.

RICCARDO Inizio ora a vietartelo. So perché ci vieni. So gli amori tuoi col forestiero, e so che qui si tendono insidie al tuo decoro  ed alla mia autorità.

FILIBERTO (A Riccardo, con sdegno) Voi non sapete nulla, e se sapeste quel che so io, non parlereste così.

RICCARDO Fondo il discorso mio su quel che mi avete detto, e non è poco, e mi  basta per obbligare mia figlia a non venire più in questa casa.

MARIANNA Avete  paura che ve la maritino a dispetto vostro?

RTCCARDO  Posso temere anche questo.

MARIANNA Sentite. Se non sposa il padrone, qui non c'è altri.

RICCARDO    Dov'è l’ospite? Dov'è Carlo?

MARIANNA (a Filiberto) Signore, permettete ch'io glielo dica?

FILIBERTO    Ah!  pur troppo deve sapere.

MARIANNA Sappiate dunque, che il signor conte Carlo ha da poco sposato la mia padrona.

RICCARDO  (con stupore)    Eh!

FILIBERTO  -Purtroppo!

COSTANZA - Papà , vendicami! Vendica  l'insulto che mi è stato fatto. Si sono valsi di me per mascherare i loro traffici; mi hanno lusingata per dileggiarmi, prendermi in giro… e l'affronto che è stato fatto a me, viene ad offendere la nostra casa.

RICCARDO Sì, vendicherò l'offesa che ci vien fatta. Tu Costanza sarai chiusa  chiusa fra quattro mura, in convento di clausura e  Filiberto mi pagherà l'insulto.

FILIBERTO    (Mi sta bene. Merito peggio).

COSTANZA (Meschina me! A questo mi ha con­dotto l’amore… la passione…

FILIBERTO Caro amico, perdonatemi di ciò che ho fatto. Conosco l'ingiustizia ch'io vi volevo fare e giustamente il cielo mi ha punito per le mie cattive intenzioni. Ah! Don Riccardo, ho perduta la mia figliuola, ed io me­desimo ho procurato la mia disgrazia.

RICCARDO Perduta? Se è maritata, non è interamente perduta….Ho piacere che siete stato burlato, preso in giro come uno stupido…uno sciocco cretino e imbecille…Volevate prendere in giro me…e avete gabbato, burlato voi stesso…CHE PIACERE! CHI LA FA L’ASPETTI…dice il proverbio! Ma vostra figlia non è perduta…esiste e la potrete sempre riabbracciare, frequentare, vedere…

FILIBERTO (angosciato o anche piangendo)Non la potrò vedere mai più. Ora quel cane bastardo  me la porterà lontano? Io stesso, con queste mani, gli ho dato cinquecento mila lire per portarmi via il cuore. La mia figlia, la mia unica figlia, l'amor mio, l'unica mia passione. Ah! potessi abbracciarla una vol­ta almeno. Voglio saper se è partita, voglio ve­derla. Se è già partita, mi voglio uccidere colle mie ma­ni.   (Andando  via voltandosi  s'incontra  alla figliuola).

SCENA  ULTIMA

Madamigella GIANNINA e detti; poi Monsieur de la COTTERIE.

GIANNINA   Caro padre!

FILIBERTO   Ah ingratissima figlia!

GIANNINA   Perdonami, per carità.   (S'inginocchia).

FILIBERTO   Non meriti ch'io ti perdoni.

GIANNINA   È giustissimo il tuo sdegno.

FILIBERTO    (Mi sento morire).

RICCARDO    (Il caso è compassionevole per tutti e due).

COSTANZA (Sarei contenta…vendicata, se il padre non la perdonasse).

FILIBERTO    Alzati.

GIANNINA   Non mi alzerò senza il tuo perdono….    Ah papà, il tuo consiglio...

FILIBERTO Taci, non mi tormentar di più. Non mi parlare mai più della mia scemenza, ignoranza, della mia de­bolezza. Alzati, Ti…ti… ti perdono!

GIANNINA    Oh amorosissimo genitore!  (S'alza).

COSTANZA    (Le  costa  poco  il  suo pentimento).

GIANNINA  Finalmente possiamo parlar d’altro…

FILIBERTO    Non mi parlare di tuo marito.

GIANNINA Accetta anche Gildo col tuo buon cuore… sono amici inseparabili…l’han giurato alla morte del papà di Carlo…

FILIBERTO (Oh dura legge di un padre! Ma mi sta bene, merito peggio).

RICCARDO Amico, la cosa è fatta, non vi è rimedio. Vi consiglio ad accomodarvi, prima che sappia la città del grosso imbroglio che vi è accaduto…ma che avete cercato…ve lo siete meritato…perché volevate fare del male a me…Mio nonno diceva: ”Chi la fa, l’aspetti”…Chi fa bene a me riceva il bene moltiplicato almeno tre volte ma…Chi fa il male a me  riceva il male moltiplicato molto più di tre volte!

FILIBERTO (a Riccardo)Si…si è giusto! (a tutti)Mi raccomando a tutti  voi, mi raccomando a Costanza che non si sappia, per  il mio onore, per il mio rispetto. (A Marianna) Tu non parlare. (A Giannina) Figlia mia, non lo dire a nessuno…Mi posso raccomandare anche a voi Don Riccardo…(Riccardo fa cenno di si)

GIANNINA No, per amor del cielo, che non si sappia in giro... Presto, caro sposo, vieni  innanzi, gettati ai piedi del mio caro padre, chiedigli perdono, baciagli la mano. Papà ti ha sempre stimato, ti vuole bene(Filiberto fa segno di no)… e ti perdona(fa segno di si), ti accetta per genero e per figliuolo(fa segno come per dire: ”Son costretto”). Presto, e zitti, che nessuno lo sappia.

FILIBERTO    (Sono stordito, non so chi sono).

COSTANZA (Non ho coraggio di resistere alla vista di quell'ingrato!). (Parte).

COTTERIE (a Filiberto) Signore, mi avete voi perdonato?

FILIBERTO    Pare a voi  di meritare  ch'io vi perdoni?

GIANNINA Per amor del cielo, non parliamo più oltre. Badate a non far sapere a nessuno quel che è acca­duto. Preme a mio padre di salvar il decoro della fa­miglia, e soprattutto Carlo ti avverto, non ricordare mai, per tua giustificazione, che mio padre ti ha consi­gliato a un tal passo, e che ti ha dato perfino cinquecento mila lire per  il matrimonio…

FILIBERTO (a Giannina, con sdegno) Ti ho detto di non parlarne più…

GIANNINA Non ho fatto che ricordare  al mio sposo il tuo comando.

RICCARDO E bene, Don Filiberto, siete pacificato?

FILIBERTO Che volete ch'io faccia? Sono costretto dal­la necessità, dall'amore, dalla mia cretineria a pa­cificarmi. Non so che dire. Siete sposi, siete in casa, stateci, che il cielo vi benedica….Forse potrete essermi anche utili…speriamo! Don Riccardo, perdonatemi ora voi del male che volevo farvi…

RICCARDO- Mettiamoci una pietra sopra il passato è passato…ora conta solo il futuro…Voi Don Filiberto potreste anche aiutarmi un pochino…la camiceria…una vostra parola…(Filiberto fa cenno di acconsentire)

GIANNINA    Oh consolazione perfetta!

COTTER1E Signore, spero…anzi son sicuro che non avrete a pentirvi di avermi perdonato, compatito e beneficato.(entrano zia Gianna e l’autista)

GIANNA- Anche noi ci sposiamo…facciamo un unico viaggio di nozze con Carlo e Giannina!

FILIBERTO- Ma siete tutti impazziti…e io rimango sempre solo?

RICCARDO- Potreste sposare mia sorella Bice…vi darei sicuramente il permesso!

FILIBERTO- Per ora non voglio altri problemi…poi si vedrà…Bice non mi dispiace!

MARIANNA - Vi è un'altra piccola cosa  da stabilire. Gildo Guascogna ha da esser mio marito. Con licenza di lor signori.

FILIBERTO- Dove si fa trenta si può fare anche trentuno!

MARIANNA   Zitti tutti e che nessuno lo sappia….(a voce alta)ZITTI TUTTI E CHE NESSUN LO SAPPIA!

GIANNINA Di questo tuo matrimonio non vi è niente che dire. Del mio si potrebbe criticare, mormorare… confesso di aver superato ogni limite, mancando del dovuto rispetto a mio padre, ed esponendo al pericolo il decoro mio ed il buon nome della fami­glia…l’amore mi ha resa cieca! Il mondo, che ora mi vede contenta, e non puni­ta,  si guardi bene dal prendere cattivo esempio. Si può dire forse  che il cielo ha voluto mortificare il padre che non comprende gli interessi, gli amori dei figli…Ma ciò che è accaduto … non mi esenta dai rimorsi…ho dovuto combattere tra due amori…e son stata fortunata per goderli ora ancora entrambi…. Umanissimi spettatori, sia il frutto di questa nostra rappresenta­zione la buona e amorevole logica nelle famiglie e il non considerare il danaro  come l’unico bene supremo…

FILIBERTO- Si è giustissimo…io da parte mia ho capito inoltre  che quando si vuol bene bisogna rispettare le scelte delle persone amate  e… SOPRATTUTTO… MAI DARE CONSIGLI SE NON RICHIESTI!!!  Se il nostro lavoro teatrale è stato di vostro gradimento vi preghiamo di spargere la voce…invitate i vostri amici a chiederci una replica…Se per caso non vi fosse piaciuto: ZITTI TUTTI E CHE NESSUN LO SAPPIA! Come dice Marianna…GRAZIE A TUTTI DI ESSERE STATI QUI CON NOI!    COMPLIMENTI PER AVERCI PREFERITI, direbbe    Michele Mirabella

                    (FINE DELLA COMMEDIA)

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