Un mondo meraviglioso

Un mondo meraviglioso

di Vincenzo Rosario Perrella Esposito

(detto Ezio)

24/07/2015

Personaggi: 10

Guido Obbolide

Michele Tanga

Il netturbino Primo Inniente

La signora Scassabolle

La signorina Allegra Capezzuto

Mohammed

Mustafa

La musulmana Asma

La lucciola Luna

Il clochard Tobia

Napoli, siamo in strada, nei pressi della villa comunale. Anno 2015. La vita riserva migliaia di sfaccettature diverse. Ma soprattutto, ci sono due lati che emergono: la vita com e la vita come la vorremmo. Proprio questa storia mette in evidenza questi due lati, raccontati dai vari personaggi, che prima indicano la vita com, evidenziandone la parte negativa, i vizi e gli atteggiamenti in tutte le cose. Poi indicano le stesse cose, ma cos come vorremmo che fossero (o come dovrebbero essere). Questa duplice visione una fotografia del mondo moderno, indicativamente intorno allanno 2015, ma che potrebbe essere di qualunque periodo ed in qualunque luogo del mondo, anche se lambientazione nella citt partenopea.

Numero posizione SIAE 233047

Per contatti Ezio Perrella 3485514070 ezioperrella@libero.it

Napoli, siamo in strada, nei pressi della villa comunale. Ci sono due panchine ai lati ed un lampione verso destra.

ATTO PRIMO

1. [Primo Inniente. Poi Tobia]

Loperatore ecologico Primo Inniente spazza in terra. Nel mentre, commenta.

Primo: Eh, nun ce sta niente a fa: si nun fosse pe me, sti strade fssene talmente

sporche, ma talmente sporche, che se piglissene tutte malatie possibile. Del

resto, la strada rappresenta il mondo che sporco assai. E nisciuno o pulezza.

Nisciuno tene interesse, pecch nisciuno se vo pigli e responsabilit. Detto tra

noi, manchio me voglio pigli! Ieri mattina ho visto un signore che si mangiava

caramelle e buttava le carte per terra. Allora io mi sono avvicinato e gli ho chiesto:

Signore, scusate, ma non avete visto che ci sta il cestino per gettare le carte delle

caramelle? e isso mha risposto S, laggio visto, per nun o voglio spurc!.

Ma si chillo gi spuorco e chino e carte! Niente, non ci sta niente da fare.

Lessere umano sporco di natura.

Spazza, mentre da destra giunge il clochard Tobia.

Tobia: Uh, Primo!

Primo: Buongiorno, Tub!

Tobia: Nun ce sta niente a fa: ogni mattina sei sempre il primo ad arrivare in questa

strada. Fai onore al tuo nome!

Primo: Tub, lasciamo stare. Io mi chiamo Primo di nome. Ma di cognome lo sai come mi

chiamo? Inniente. E cos sono Primo Inniente, di nome e di fatto! Ed appunto per

questo che mi ritrovo a fare questo mestiere. E pensare che io sognavo di fare il

geometra! Per nun aggio mai capito niente e geometria!

Tobia: E allora te si miso a spazz pe terra pe me fa dispietto a me.

Primo: E pecch?

Tobia: Perch io dormo per terra. E mi piace dove ci sta lo sporco. Ma tu, stu pavimento,

mo faje truv sempe pulito!

Primo: E te dispiace? Dovresti ringraziarmi.Gi, nel mondo ci sta troppa ingratitudine. O

ddiceva pure o nonno mio. E pensareche ai suoi tempi era meglio.

Tobia: Vabbu, ma mica o munno accuss malamente?

Primo: Si o munno fosse buono, tu nun stisse cumbinato accuss.

Tobia: Haje raggione. Per io nun me pozzo lament do munno. Maggia lament e me

stesso. Io nun aggio maje cumbattuto pe niente. E pe forza campo nmiezo a via.

Primo: E gi. Tub, tu che campe nmiezo a via, me saje dicere comm fatto o munno?

Tobia: E certamente. E fatto tale e quale a chesti strade sporche.

Primo: Bravo, purio o stevo dicenno!

Tobia: Vieni, facmmece quatte passe. Accuss ce accattamme nu gelato e te racconto.

Primo: Ce accattamme nu gelato? Ma uoffre tu?

Tobia: No, tu! Io non tengo monete.

Primo: Ah, gi. Tu non tieni monete.

Tobia: E infatte. Io tengo sulo soldi e carta! E nun vale a pena de cagn paccatt nu

gelato. LEuro na moneta che se spenne troppo facilmente.

Primo: E nun te prioccup, toffro io o gelato. Commo vuo?

Tobia: Piccerillo, piccerillo: a cioccolato, stracciatella, melone, fragola, bacio e panna!

Primo: Azz, ma nun o vulve piccerillo?

Tobia: Appunto: uno piccerillo a cioccolato, uno piccerillo a stracciatella, uno piccerillo

a melone, uno piccerillo a fragola, uno piccerillo a bacio e uno piccerillo a panna!

Primo: Vabbu. Jammece a pigli stu gelato.

Tobia: Vedi, devi sapere che

E si avviano a destra.

2. [Allegra Capezzuto, Michele Tanga e Guido Obbolide. Infine Tobia e Primo]

Da sinistra giunge Guido Obbolide. Va a sedersi sulla panchina di destra. Apre

un quotidiano e legge. Sempre da sinistra, giunge Allegra Capezzuto, zitella. E

vestita tutta di nero ed ha occhiaie vistose. Parla al telefono con una amica.

Allegra: Ermenegilda! Ciao, sono Allegra. Scusami se ti disturbo a lavoro. Sai, sono

rimasta zitella. Leoluca mi ha lasciata! Ma io non dispero: trover luomo della

mia vita. Va bene? Grazie cara, sei sempre preziosissima con me. Un bacio.

Riaggancia, nota Guido, si d una sistematina ai capelli, poi prende un fazzoletto

dalla borsa, passa davanti a Guido e lascia cadere il fazzoletto davanti. Poi va a

sedersi sullaltra panchina e fa finta di nulla. Guido nota il fazzoletto, osserva per

un attimo Allegra, poi si alza in piedi, ripiega il quotidiano, prende il fazzoletto e

si avvicina ad Allegra in maniera non invadente.

Guido: Buongiorno, chiedo scusa.

Allegra: S?

Guido: Le caduto questo fazzoletto.

Allegra: Oh, che sbadata che sono.

Guido: (Glielo porge con educazione) Prego!

Allegra: (Lo prende) Grazie. (E lo ripone in borsa)

Guido: Permette che mi accomodi accanto a lei?

Allegra: Ma certamente.

Guido: Grazie. (Cos fa) Ed ora permette che mi presenti? Guido Obbolide.

Allegra: Allegra Capezzuto.

Guido: Ma lo sa che lei molto, molto, simpatica?

Allegra: Ma grazie!

Guido: Speriamo che nessuno interrompa questa bella atmosfera, la nostra conoscenza.

(Squilla il suo cellulare) Oh, mi scusi tanto. Il cellulare.

Si apparta a rispondere. Intanto Allegra estrae uno specchietto dalla borsa e vi si

guarda dentro. Da sinistra giunge Michele Tanga. Nota Allegra e vi si avvicina.

Lascia cadere il fazzoletto davanti a lei e poi vi si distanzia. Allegra lo raccoglie e

lo porta a Michele.

Allegra: Chiedo scusa, signore, le caduto questo.

Michele: (Lo prende) Oh, grazie tante. Permette? Michele Tanga.

Allegra: Allegra Capezzuto!

Michele: Sembra quasi un film degli anni 60: per fatalit cade un fazzoletto, una persona lo

raccoglie e fa amicizia con la propria anima gemella: voce del verbo gemellare!

Allegra: E gi, sono cose che possono succedere.

Guido: (Smette di parlare al cellulare e va dai due) Chiedo scusa, signore!

Michele: S?

Guido: Guardi che questa ragazza lho vista prima io.

Michele: E dovera, lei?

Guido: Mi sono assentato un momento a parlare al cellulare.

Michele: Uh, allora mi scusi tanto. Permette? Michele Tanga!

Guido: Guido Obbolide!

Michele: E dunque, vi auguro tutto il bene possibile: voce del verbo possibilare!

Allegra: Grazie!

Michele: Arrivederci!

Michele va via a destra.

Guido: Bene, allora andiamo a prendere un gelato?

Allegra: Ma certo, grazie.

I due si mettono sottobraccio e vanno via a sinistra. Da destra tornano Tobia e

Primo (che pare intenerito dalla scena appena vista).

Primo: Che bella scena. Bella assaje! (E bacia per sbaglio il manico della propria scopa)

Mannaggia a miseria! Maggio vasato a scopa!

Tobia: E secondo te, o munno chillo che he visto poco fa? Fosse o Dio e fosse

accuss. E invece no. O munno addiventato tutto o cuntrario. O munno

addiventato scustumato.

Primo: E gi, o vero. Me vuo fa ved comm addiventato?

Tobia: E pe forza, tanto, io nun tengo niente a fa! Vieni cu me.

Primo: Vabbu.

Tobia e Primo escono via a destra.

3. [Allegra Capezzuto, Michele Tanga e Guido Obbolide. Infine Tobia e Primo]

Da sinistra giunge Guido Obbolide. Va a sedersi sulla panchina di destra. Apre

un quotidiano e legge. Sempre da sinistra, giunge Allegra Capezzuto. Parla al

telefono con la solita amica.

Allegra: Ermenegilda! Ciao, sono Allegra. Senti, scusami se ti chiamo a lavoro, ma volevo

dirti una cosa: sono molto triste e spaventata. Non riesco a trovare un uomo. Ma

secondo te, mica divento suora, io?! Non lo sai? E che aiuto mi stai dando, allora?

(Nota Guido seduto) Bene, non importa. Forse ho gi trovato. Nu vaso, ciao.

Riaggancia, si d una sistematina ai capelli, poi prende un fazzoletto dalla borsa,

passa davanti a Guido e lascia cadere il fazzoletto davanti. Poi va a sedersi

sullaltra panchina e fa finta di nulla. Guido nota il fazzoletto, osserva per un

attimo Allegra, poi prende il fazzoletto e ci si soffia il naso. Allegra perplessa.

Ah, s?

Si alza, va da lui e gli si siede accanto.

Ciao, piacere di conoscerti, sono Allegra Capezzuto!

Guido: (Ironico) Ma si sicura che ssi allegra?!

Allegra: In che senso?

Guido: Tu me pare nincrocio tra Mroticia Addams e Crudelia Demon!

Allegra: Simpatico! E come ti chiami, tu?

Guido: Guido Obbolide.

Allegra: Davvero? Fai il pilota?

Guido: No, faccio o panettiere!

Allegra: Ah, fai il panettiere? Che bello! E guadagni molto?

Guido: Nh, ma aggia da cunto a te? Guaragno millecinqueciento Euro o mese. Vabb?

Allegra: Uh, che bello! E che macchina tieni?

Guido: O Maggiolino!

Allegra: Uh, che bello! Senti, ma sei fidanzato?

Guido: S!

Allegra: Uh, che peccato! Senti, ma vi sposate?

Guido: A chi? Io nun ce vaco proprio daccordo, cu a nnammurata mia!

Allegra: Uh, che bello! E allora se vi lasciate, questo il mio numero di cellulare. (Dalla

borsetta tira fuori un bigliettino da visita) Tieni!

Guido: (Lo riceve disinteressato) S, s, vabbu.(Squilla il suo cellulare) Ah, a vi lloco,

a vi! M a vaco a risponnere e ce dico nu paro e male parole!

Si apparta a rispondere. Intanto Allegra estrae uno specchietto dalla borsa e vi si

guarda dentro. Da sinistra giunge Michele Tanga. Nota Allegra e e si siede sulla

panchina opposta, facendosi gli affari propri. Allegra lo nota e va da lui.

Ciao, piacere di conoscerti, sono Allegra Capezzuto!

Michele: (Ironica) E a chi o vvuo?!

Allegra: E tu come ti chiami?

Michele: Michele Tanga! Che vaje truvanno? Amma fa sesso nmiezo e frasche?!

Allegra: No, ancora presto. Dobbiamo prima conoscerci. A proposito, che lavoro fai?

Michele: O disoccupato!

Allegra: Ah, sei disoccupato? Che bello! E guadagni molto?

Michele: Piglio lassegno e disoccupazione!

Allegra: Uh, che bello! E che macchina tieni?

Michele: Tengo a Vespa!

Allegra: Uh, che bello! Senti, ma sei fidanzato?

Michele: No!

Allegra: E che aspetti? Tu sei single, io sono single facciamo una bella unione!

Michele: Vabbu, po vedimme. Ma m amma areto a frasca?

Allegra: Aspetta, non essere impaziente! Questo il mio numero di cellulare. (Dalla

borsetta tira fuori un bigliettino da visita) Tieni!

Michele: (Lo riceve e lo legge) Ma che me naggia fa?

Guido: (Smette di parlare al cellulare e va dai due) Scusate!

Michele: S?

Guido: A signurina qua presente laggio vista primmio!

Michele: E con ci?

Guido: Io maggio alluntanato nu mumento pe parl cu o cellulare mi sono pure

lasciato con la fidanzata e belle buono aggio truvato a vuje vicino a essa.

Michele: Ma pecch, tu tieni lesclusiva? Voce del verbo esclusivare!

Guido: Ah, me staje parlanno cu o tu? E allora, quanno accuss, te parlo purio cu o

tu. Famme sent, comme te chiamme?

Michele: Michele Tanga!

Guido: Guido Obbolide!

Michele: (Lo deride) Guido Obbolide? Ahahahahah! Guido Obbolide, miette in moto o

bolide e vatte a men a mare!

Guido: Comme te chiamme tu? Michele Tanga? (Ad alta voce) Tangaaaa, tieni o

nomme da mutanda!

Michele: A me?

Guido: S, a te. E si nun te ne vaje, abbusche pure!

Michele: E famme ved comme me vatte!

Allegra: Uh, che bello, una scenata di gelosia! Adesso si picchiano per me.

Guido: M te struppeo!

Michele: No, te struppeo io!

I due si afferrano, ma poi notano una bella donna verso destra e si placano.

Guido: Oh, comm bona chella!

Michele: Mamma mia, comme me piace! M vaco add essa.

Guido: No, ce vaco io!

I due vanno via a destra. Allegra ci resta male.

Allegra: Ecco qua, io o ssapevo! Invece e se vattere, mhanne lassata a me sola. E m?

(Nota verso sinistra un uomo) Uh, guarde a chillo comm bellillo! (Ad alta

voce) Senti, scusa, sei fidanzato? Aspettami!

Esce via a sinistra. Da destra tornano Tobia e Primo.

Tobia: He visto comme funziona o munno, o nun si cunvinto ancora?

Primo: E gi, o vero. Ma mica tutte ccose funzionano accuss? Ce stanne pure e

ccose belle. (Nota qualcosa di sgradevole a terra) Uh, aspi, nun te mvere!

Tobia: (Impressionato) Ch succieso? Ce sta cocche serpente velenoso?

Primo: No, ce sta o bisogno e nu cane!

Tobia: Ah, chest?

Primo: Mannaggia ai cani!

Tobia: E no, Primo, qua ti sbagli. Nun ta puo pigli cu e cane, ma cu e padrune.

So lloro che mparene scustumate. E cane so comme criature.

Primo: E gi, giusto. Ma quanta genta scustumata ce sta ncoppa a faccia da terra.

Tobia: Vieni cu me, e mentre spazzi o bisogno do cane, te conto nata cosa brutta

e antipatica:la slealt.

Tobia e Primo (spazzando il bisogno del cane) escono via a destra.

4. [Luna, la signora Scassabolle e Asma. Poi Primo e Tobia]

Da sinistra giunge la lucciola Luna, vestita in abiti scuri, succinti, e borsetta.

Luna: Uh, chi me vo? Io stongo cc!

Si siede accavallando le gambe sulla panchina di destra. Da sinistra giunge la

signora Scassabolle, una donna con una pessima vista.

Scassabolle: Io non riesco a capire dove si trovi il market! Dopo tanti anni vissuti negli

U.S.A., sono tornata a vivere a Napoli e non trovo pi le cose. Tengo pure una

pessima vista. (Strizzando gli occhi, osserva Luna seduta) M domando a

chella vigilessa! (Le si avvicina) Signora vigilessa!

Luna prima la osserva perplessa, poi si guarda intorno. Scassabolle insiste.

Signora vigilessa!

Luna: Io?

Scassabolle: S, stongo parlanno cu vuje.Scusate, sapete dove sta il market?

Luna: Signora, guardi che si sbaglia.

Scassabolle: Ah, ha chiuso il market?

Luna: No, io non sono una vigilessa.

Scassabolle: Ah, no?Uh, perdonatemi! (Poi, dubbiosa) Scusate, ma voi siete cos bassa?

Luna: No, io sono solo seduta.

Scassabolle: State aspettando a qualcuno?

Luna: (Con un sorrisino ironico) No, stongo aspettanno o treno da Vesuviana!

Scassabolle: E m o piglio purio!Signur, mi aiutate ad attraversare la strada?

Luna: Ma certo!

Sbuffando, Luna si alza e prende sottobraccio la signora Scassabolle.

Signora, dove dobbiamo andare?

Scassabolle: (Strizzando gli occhi, si guarda intorno. Poi indica a destra) All!

Luna: E andiamo.

Con difficolt, le due camminano. Escono a destra e tornano a sinistra.

Scassabolle: Siamo arrivate?

Luna: Boh! A me me pare che stamme o stesso posto e primma!

Scassabolle: Ah, perfetto. Allora grazie, siete gentilissima.

Luna: Prego, prego. (Torna a sedersi sulla panchina di prima)

Scassabolle: Menu male, va. M me piglio stu treno e me ne torno a casa. (Si siede

sullaltra panchina, a tentoni)Ecco qua!

Da sinistra giunge Asma, immigrata marocchina, con un velo sulla testa.

Asma: Mamma mia, come essere stanca. In questo periodo stare osservando pure il

Ramadan. Ma con laiuto di Allah, ce la far. Ora per mi riposare prima.

Si siede sulla panchina accanto a Luna. Le due si guardano, cos Asma si alza

e va verso la signora Scassabolle.

Scassabolle: Scusate, vuje site o controllore? Guardate, io tengo labbonamento. Per lo

dovete pigliare voi dalla mia borsa, perch io non ci vedo bene.

Asma: Ma

Scassabolle: Permettete? Amalia Scassabolle.

Asma: Signora, ma io non essere controllore.

Scassabolle: Ah, no? E chi site?

Asma: Asma Kabul!

Scassabolle: Ah, tenete lasma bronchiale?

Asma: No, Asma Kabul essere io. Essere musulmana.

Scassabolle: Aggio capito.

Asma le siede accanto.

Scusate, signur,stu treno va a San Giorgio?

Asma: Quale treno?

Scassabolle: Chistu cc add stamme assettate nuje.

Asma: Ma questo non essere treno. Essere panchina.

Scassabolle: Overamente? E o treno add sta?

Asma: Di l.

Scassabolle: Ah, aggio capito: all!

Asma: Come?

Scassabolle: All!

Asma: Oh, madre mia, essere anche voi una fedele? Venire, inginocchiare e pregare.

La prende per mano e la costringe ad inginocchiarsi a terra.

Scassabolle: Uh, uh, ma che state facenno?

Asma: Su, pregare!

Scassabolle: Aggia preg? E vabbu. Ave Maria, piena di grazia!

Asma: No, dobbiamo pregare ad Allah! Voi dovere dire le preghiere in arabo.

Scassabolle: Io? Ma io saccio parl sulo napulitano e italiano. E sono cattolica. Scusate,

signur, pecch nun maccumpagnate a pigli o treno da Vesuviana?

Luna, seccata, si alza e va dalla signora Scassabolle. La aiuta a rialzarsi.

Luna: Venite, signora, vi accompagno io.

Scassabolle: (Osserva da vicino Luna) Ah, finalmente na vigilessa urbana!

Luna: No sono sempre Luna, quella di prima.

Scassabolle: Ma cc nun ce sta na vigilessa urbana manco a pavarla. Sanno mettere

sulamente e multe!

Asma: (Rialzandosi) Signora, venire, vi accompagnare io.

Luna: No, la accompagno io.

Asma: Ma io essere una brava persona.

Luna: E io sono pi brava di te. Signora, andiamo!

Asma: No, signora andiamo lo dire io. Signora, andiamo!

Le due si mettono sottobraccio alla sigora Scassabolle e la trascinano via a

sinistra. Da destra totnano Primo e Tobia.

Primo: Cio, guarda che altruismo tengono delle due tizie. Hanno accompagnato alla

signora a prendere il treno e non hanno chiesto niente in cambio.

Tobia: Aspi, Primo, tu he visto comme avssena essere e ccose. Ma ammagari

fssene accuss. M te faccio ved comme songhe overamente.

Primo: No, ma io dicsse che nun o caso. A brava gente ce sta overamente.

Tobia: S, ma io te voglio fa ved comm gghiuta a fern overamente a chella

povera signora Scassabolle.

Primo: (Rassegnato) E famme ved. M aggio capito pecch se chiamma Scassabolle

e cugnomme, chella tizia!

I due escono a destra.

5. [Luna, la signora Scassabolle e Asma. Poi Primo e Tobia]

Da sinistra giunge la lucciola Luna, ciondolando una borsa con tracolla.

Luna: Uh, chi me vo? Io stongo cc! Una volta si facevano e marchette. Che

peccato che hanno chiuso le case chiuse!

Si siede accavallando le gambe sulla panchina di destra. Da sinistra giunge la

signora Scassabolle, con una pessima vista.

Scassabolle: Ma io nun riesco a cap add sta o markt! Io nun ce veco buono.

(Strizzando gli occhi, osserva Luna seduta) M domando a chella vigilessa!

(Le si avvicina) Signora vigilessa!

Luna prima la osserva perplessa, poi si guarda intorno. Scassabolle insiste.

Signora vigilessa!

Luna: (Acida)Ma quala vigilessa? Sign, jate a sfottere a coccheduno ato.

Scassabolle: Mamma mia, comme site antipatica. E pecch varaggiate? Io vulevo sap sulo

add sta o markt*? *( con laccento sulla e)

Luna: (Sorpresa, tra s e s) (A signora vo fa e marchette? A chestet?).

Scassabolle: Signur, si nun me vulte risponnere, io vaco a cerc o markt a nata parte.

Luna: No, no, aspettate. (Si alza in piedi)Ma vuje site proprio convinta e stu fatto

de marchette?

Scassabolle: E certamente. Io aggio campato a New York fine a semmana passata. E

nun marricordo cchi comm fatta Napule. E vuje che facite inta vita?

Luna: A vita!

Scassabolle: E io invece faccio a pensionata. Per me sfastidio e sta a casa. Allora cerco

e pass o tiempo into markt!

Luna: (Perplessa) (Nun se capisce cchi niente!). Sign, se volete, vi aiuto io.

Scassabolle: Ma pecch, vuje site esperta e markt?

Luna: S, songo esperta e marchette! Se volete fare strada in questo campo, vi

dovete mettere appostata ad aspettare le persone che scendono dallautobus.

Scassabolle: (Tra s e s) Ah, ecco: pe gghi into markt, aggia aspett o pullmann!

Luna: Allora, andatevi a mettere al vostro posto.

Scassabolle: E add? Io nun ce veco buono.

Luna: Aspettatte, vi accompagno io.

Con difficolt, le due camminano verso la panchina di sinistra. Vi giungono.

Scassabolle: Siamo arrivate?

Luna: S, eccoci qua.

Scassabolle: Ah, perfetto. Allora grazie, siete gentilissima. Un poco antipatica, per gentile!

Luna: Prego, prego. (Torna a sedersi sulla panchina di prima)

Scassabolle: Menu male, va. M me piglio o filobus e me ne vaco o markt! (Si siede

sullaltra panchina, a tentoni)Ecco qua!

Da sinistra giunge Asma, immigrata marocchina, con un velo sulla testa.

Asma: Mamma mia, come essere stanca. In questo periodo stare osservando pure il

Ramadan. Ma con laiuto di Allah, ce la far. Ora per mi riposare prima.

Si siede sulla panchina accanto a Luna. Le due si guardano, cos Asma si alza

e va verso la signora Scassabolle.

Scassabolle: Vuje site o controllore? Guardate, io tengo labbonamento. Songo abbunata!

Asma: E si vede!

Scassabolle: Permettete? Amalia Scassabolle.

Asma: Signora, ma io non essere controllore.

Scassabolle: Ah, no? E chi site?

Asma: Asma Kabul! Essere musulmana.Permettere che mi sedere vicino a voi?

Scassabolle: Facte, facte!

Asma le siede accanto. Scassabolle le domanda.

Pure vuje state aspetanno o pullmann?

Asma: No, io stare per pregare. Volete pregare insieme a me?

Scassabolle: Vulmme fa nu bellu Eterno riposo?

Asma: No, dovere pregare Allah!

Scassabolle: Ah, aggio capito. (Si alza in piedi e si avvia a sinistra)

Asma: (Ne richiama lattenzione) Ma dove andare?

Scassabolle: (Si ferma) E comme, vuje ate ditto chamma preg all!

Asma: Ma no Allah nel senso di di l, Allah nel senso di Dio!

Luna, seccata, si alza e va dalla signora Scassabolle.

Luna: Signora, guardate l, c un signore anziano con la macchina che s fermato.

Scassabolle: (Osserva dappertutto) Io nun o veco. Ma chaggia fa cu stu signore?

Luna: E voi mi avete parlato di marchette.

Scassabolle: Ah, chillu signore sape add sta o markt? Menu male, va! Aspettate, m ve

regalo na diece Euro po disturbo. (Scava nella borsa)

Luna: No, signora, ma non il caso. Tra di noi ci dobbiamo venire incontro.

Scassabolle: (Tira fuori dalla borsa cento Euro) No, e pecch? Vuje site tantu brava. E

allora eccovi 10 Euro.

Luna: (Li prende e li osserva) (10 Euro? Chiste so cientEuro!). (Li ripone in seno)

Ma grazie, signora, siete gentilissima. Prego, prego, andate di l! Presto!

Scassabolle: Va bene, arrivederci.

Esce via a tentoni a destra. Asma si alza e si avvicina a Luna.

Asma: Guardare, io avere visto benissimo: quella donna non ti avere dato 10 Euro,

ma si essere sbagliata e te ne avere dati 100.

Luna: E con ci?

Asma: Andare da lei, dire che si essere sbagliata e restituire i soldi.

Luna: Ma chi? Che me ne mporta, a me? S sbagliata essa, mica io?! E ppo chella

m guaragna cchi assaje e cientEuro. Io lho messa sulla strada giusta!

Asma: Ma non essere onesto.

Luna: Ma fatte e ttoje!

Esce via a sinistra, scansandola.

Asma: Aspettare, non fuggire via!

Da destra tornano Primo e Tobia.

Primo: E che mbrugliona, chella tizia! Sha fatta cientEuro.

Tobia: E non solo: pe colpa e nequivoco, a signora Scassabolle m se trova pure

inta nu guajo!

Primo: Basta, nun voglio ved niente cchi.

Tobia: E tu te vuo perdere proprio o meglio. M te faccio ved natu fatto ancora.

Primo: (Rassegnato) E famme ved. Ma nun me putvo sta zitto, primma?

I due escono a destra.

6. [Guido, Michele e poi Primo. Infine Tobia]

Da sinistra giunge Guido. Si ferma, estrae il cellulare dalla tasca della

giacca (da cui gli cade il portafogli, ma lui non se ne accorge). Formula il

numero telefonico di qualcuno, poi parla.

Guido: Pronto, Omero, sto giungendo al tuo capezzale per completare il nostro

affare. Ti raccomando, attendimi.

Spegne il cellulare, lo ripone in tasca e s avvia a destra. Da sinistra giunge

Michele che torva il portafogli a terra e richiama lattenzione di Guido

(ormai andato via).

Michele: Scusi, signore!

Guido torna indietro, da Michele.

Guido: S?

Michele: Guardi, ha smarrito il portafogli.

Guido: Oh, grazie. (Lo prende) Lei gentilissimo. Ma mi pare che gi ci conosciamo.

Michele: Certo. Ma anche se non ci conoscessimo, io le avrei restituito ugualmente il

portafogli. Sa com, io sono una persona molto magnanima: voce del verbo

magnanimare!

Guido: Capisco. Bene, grazie ancora, devo andar

Michele: Vede, il mio gesto di restituirle il portafogli non lo farebbero tutti.

Guido: Bene, grazie ancora, devo andar

Michele: Guardi, io meriterei il premio Nobel per quello che ho fatto adesso.

Guido: Bene, grazie ancora, devo andar

Michele: Non la prima volta che lo faccio. Uomini come me andrebbero fatti santi.

Guido: Bene, grazie ancora, devo andar

Michele: Se vuole, mi inviti pure a cena, oppure mi faccia un bel regalo in soldoni, ma io

non accetter mai, perch ho lanimo nobile.

Guido: Bene, grazie ancora, devo andar

Michele: Io sono un uomo da sposare. Pertanto, se ha una sorella o una conoscente libera,

me la faccia conoscere pure. Io lo merito.

Guido: (Seccato) Signore, signore, io devo andare. Grazie ancora del suo gesto e che Dio

la benedica. Arrivederci.

E va via a destra. Michele pieno di orgoglio.

Michele: Ah, come mi piace fare buone azioni. E come mi piace quando tutto il mondo me

lo riconosce! (Va a sedersi sulla panchina di sinistra) Ma dove esiste sulla faccia

della terra uno come me? Dove?

Da destra entra Primo (con la scopa in mano). Si ferma al centro, estrae un

fazzoletto dalla tasca della giacca (da cui gli cade il portafogli, ma lui non se ne

accorge). Si soffia il naso, poi esce via a sinistra. Michele si alza in piedi,

raccoglie il portafogli e richiama lattenzione di Primo.

Scusi, signore!

Primo torna indietro, da Michele.

Primo: S?

Michele: Guardi, ha smarrito il portafogli.

Primo: (Lo osserva) No, ma chisto nun o mio.

Michele: Ma come? Io lho visto cadere dalla sua tasca.

Primo: Mah! E vabbu, si proprio mo vulte da, datammllo.

Michele: Ma se non il suo, lo consegno a qualche poverello che pu beneficiarne.

Primo: Guardate prima se ci sono soldi, dentro.

Michele: Non mi permetterei mai. Io sono una persona educata.

Primo: E allora guardo io. Io songo na perzona scustumata! (Prende il portafogli ed

osserva) Ah, s, chisto o mio. Per vuoto. E allora vo putte pigli. (Glielo

restituisce) Stteve buono!

Primo esce via a sinistra, spazzando. Michele resta perplesso.

Michele: Mah! Ora sai cosa faccio? E cosa buona e giusta far del bene al prossimo. (Dalla

tasca estrae 10 Euro e li pone nel portafogli) Ecco qua! (Lo posa a terra) Appena

vedo qualche poverello, glielo faccio raccogliere.

Torna a sedersi sulla panchina e fa finta di niente. Da destra giunge Tobia. Passa

accanto al portafogli ma non lo nota e se ne va a sinistra. Michele si alza in piedi,

raccoglie il portafogli e richiama lattenzione di Tobia.

Scusi, signore!

Tobia torna indietro, da Michele.

Tobia: S?

Michele: Guardi, ha smarrito il portafogli.

Tobia: (Lo osserva) Uh, grazie! (Lo prende)

Michele: La prego, controlli se tutto in ordine al suo interno.

Tobia: Io non vorrei controllare, per se proprio insistete. (Vi guarda dentro e fa una

pessima faccia) Ce mnchene quarantEuro!

Michele: Come?

Tobia: Ce stvene cinquantEuro, per ce stanne sulo diecEuro: 50 10 fanno 40!

Michele: Ma non possibile. Quei 10 Euro ce li ho messi io.

Tobia: Allora vulte dicere ca io songo nu mbruglione? E io chiammo a polizia.

Michele: No, no, aspetti

Tobia: (Chiama) Polizia, polizia!

Michele: Sssst! Aspetti, per distrazione mi ritrovo i suoi 40 Euro in tasca mia. (Li prende e

glieli cede) Ha visto come sono onesto? Voce del verbo onestare! Arrivederci!

Esce via a destra. Da sinisra giunge Primo che si avvicina a Tobia.

Primo: Tub, ma tu he fatto fesso a chillu cristiano accuss onesto. Pecch?

Tobia: Pecch taggio vuluto dimostr comm facile a ffa fesso e ggente oneste. Chi

troppo onesto, per paura di mostrarsi disonesto, finisce per farsi fregare.

Primo: Aggio capito.

Tobia: No, nun he capito.

Primo: E pecch?

Tobia: E pecch nun he capito. M te faccio ved che vvo dicere a disonest.

Primo: E famme ved, fa.

I due escono a sinistra.

7. [Guido, Michele e poi Primo. Infine Tobia]

Da destra giunge Guido. Si ferma, estrae il cellulare dalla tasca della giacca (da

cui gli cade il portafogli, ma lui non se ne accorge). Formula il numero

telefonico di qualcuno, poi parla.

Guido: Pronto, Pasc, sto vennno add te. Amma a pisc e cozzeche pe vennere

nmiezo a via. Tarraccummanno, aspitteme.

Spegne il cellulare, lo ripone in tasca e va a destra. Da sinistra giunge Michele

che torva il potafogli a terra, lo prende e se lo mette in tasca. Torna Guido.

Signore, signore!

Michele: S?

Guido: Avete trovato per caso un portafogli?

Michele: Io? Ma che, io nun aggio truvato niente.

Guido: Ma comme, vuje ve late miso inta sacca. Io vaggio visto cu lluocchie mie.

Michele: (Tira dalla propria tasca il portafogli) Ah, ma vuje state parlanno e chistu

portafogli? Io nun avevo capito!

Guido: Eh, s. Emb, e m mo vulte da?

Michele: E pecch?

Guido: E pecch chillo o mio.

Michele: E che ce azzecca? Non la conoscete la legge della strada? Chi trova una cosa che

un altro ha smarrito, diventa di sua propriet.

Guido: Ma nun dicte scimmit. Mettite cc o portafogli mio.

Michele: E che cos questa violenza e questa arroganza? Voce del verbo arronzare!

Guido: Ma quala violenza? Chi vha tuccato?

Michele: E vabbu, m ve dongo, o portafogli. (Glielo consegna) Tente.

Guido: Oh, finalmente. E m voglio controll si dinto ce sta tutto cose o posto suojo.

Michele: E no, e m mi offendete. Allora non vi fidate di me?

Guido: Fidarsi bene, ma non fidarsi (Perplesso) E e sorde add stanne?

Michele: Quali sorde?

Guido: E sorde mie. Cc ddinto ce stvene trecientEuro!

Michele: A faccia do baccal! No, ma te staje sbaglianno.

Guido: Uh, voglio ved inte ssacche toje.

Michele: No!

Guido cerca di frugare nelle tasche di Michele che si oppone. Accorrono

Tobia e Primo da sinistra.

Tobia: Nh, uh, cc se stanne appiccecanno.

Primo: Spartmmele, spartmmele!

Si uniscono anche loro alla contesa. Ne nasce un groviglio impressionante.

Poi per i quattro si distaccano.

Tobia: E basta! M arrivato o mumento da fern. Avte capito? (Si fruga

addosso) E sparito o portafoglio che maggio arrubbato poco fa!

Primo: Tub, ma comme fa a spar nu portafoglio? (Si fruga addosso) Uh, sparito

pure o mio!

Michele: (Si fruga addosso) E sparito pure o portafoglio mio anzi, o suojo! (Indica

Guido) E pure e sorde! Ma chi se lha pigliate, m?

I tre guardano insospettiti Guido.

Primo: Amico, viene nu sicondo cc, tamma dicere nu mumento na cosa.

Guido: Chi? A me? Nun o casoooo!

Fugge via a destra, inseguito dagli altri tre.

8. [Mohammed, Mustafa ed Asma. Poi Scassabolle]

Da sinistra giunge Mustaf. Si mette ad aspettare che passi qualcuno che gli

faccia lelemosina, col berretto in mano. Da destra giunge Mohammed che fa

altrettanto. I due si guardano con sospetto. Poi

Mohammed: (Accento africano)Ehi, Mustafa, avere fatto qualche moneta, oggi?

Mustafa: (Accento africano) S, Mohammed. Per avere fatto meno monete di te. Tu

quanti Euri avere?

Mohammed: Io meno di te.

Mustafa: Non possibile, io meno di te, tu pi di me.

Mohammed: Tu volere scommettere tutte monete che avere in berretto tuo che avere pi

monete di me?

Mustafa: Accettare.

I due si incontrano al centro.

Mohammed: Ora fare vedere me tuo berretto.

Mustafa: (Glielo esibisce, fiero) Visto? Mio berretto essere vuoto. Ora vedere tuo.

Mohammed: (Glielo esibisce, fiero) Anche mio berretto essere vuoto. Allora non avere

vinto nessuno di noi due scommessa.

Tornano ai rispettivi posti ed attendono. Da destra giunge Asma (con borsa a

tracolla). Mustafa, appena la nota, le para subito davanti il proprio berretto.

Mustafa: Sorella, tu dare me moneta. Su, forza, sorella, una piccola monetina.

Asma: Uff!

Lo scansa e va verso sinistra, ma si imbatte in Mohammed che le si para

davanti col suo berretto.

Mohammed: Sorella, tu dare me moneta. Su, forza, sorella, una piccola monetina.

Asma: Uff!

Lo scansa e si mette al centro. Dalla borsa estrae un berretto e lo esibisce,

ammonendo i due.

Anche io cercare moneta. Chiaro?

Da destra giunge la signora Scassabolle (sempre con una pessima vista).

Mustafa, appena la nota, le para subito davanti il proprio berretto.

Mustafa: Sorella, tu dare me moneta. Su, forza, sorella, una piccola monetina.

Scassabolle: Ma quala sorella? Mhe pigliato pe sreta?

Lo scansa e va verso il centro, ma si imbatte in Asma che le si para davanti

col suo berretto.

Asma: Sorella, tu dare me moneta. Su, forza, sorella, una piccola monetina.

Scassabolle: Uff!

Lo scansa e va verso sinistra, ma si imbatte in Mohammed che le si para

davanti col suo berretto.

Mohammed: Sorella, tu dare me moneta. Su, forza, sorella, una piccola monetina.

Scassabolle: Mamma mia, me parite e mosche: ne caccie una e ne corre nata. Uff!

Mohammed: Sorella, ma io piangere. (Finge di piangere)

Scassabolle: (Interdetta) Ma staje chiagnenno overamente?

Mohammed: (Finge di piangere) S!

Scassabolle: (Dalla borsa prende una moneta) Ti, te dongo nEuro!

Mohammed: (Felice) Grazie, sorella, grazie!

Asma: (Seccata) Ah, s? (Va da Scassabolle) Sorella, pure io piangere. (Cos fa)

Scassabolle: (Interdetta) Ma staje chiagnenno overamente?

Asma: (Finge di piangere) S!

Scassabolle: (Dalla borsa prende una moneta) Ti, te dongo nEuro!

Asma: (Felice) Grazie, sorella, grazie!

Mustafa: (Seccato) Ah, s? (Va da Scassabolle) Sorella, pure io piangere. (Cos fa)

Scassabolle: (Interdetta) Ma staje chiagnenno overamente?

Mustafa: (Finge di piangere) S!

Scassabolle: Aggio capito, pigiteve a penziona mia e spartitavlla. Sta inta borza. Ti!

La cede ad Asma e va via. Gli altri due vi si avvicinano mentre le la apre.

Asma: Guardare, ci essere veramente soldini!

Mohammed: (Pentito) Per io essere dispiaciuto per signora.

Mustafa: Pure io. Noi avere preso tutti i soldi di signora. Ma lei ora essere andata via.

Scassabolle torna dai tre.

Scassabolle: Fratelli, scusate!

I tre: S?

Scassabolle: Aggia pigli a Vesuviana. Pe caso tensseve na monetina e duje Euro?

I tre: S!

I tre africani si mettono sottobraccio alla Scassabolle e vanno via a sinistra.

9. [Mohammed, Mustafa ed Asma. Poi Scassabolle]

Da destra tornano Primo e Tobia.

Tobia: E che marjuole che songhe e ggente.

Primo: Vabb, ma quei tre devono pure sfamarsi facendo la carit.

Tobia: Ma io nun stevo parlanno e chilli tre. E comuque m te faccio ved chilli tre

che so capace e fa overamente.

Primo: Ancora? E gghiamme, famme ved. Per, Tub, po basta, nu poco e riposo.

Tobia: E vabbu. Sta tiranno a zappa, chisto!

Escono a destra. Da sinistra entrano i tre marocchini di prima, ma stavolta

versione vu cumpr: hanno casse capovolte su cui pongono CD e DVD di

contrabbando. Si dispongono distanti luno dallaltro qualche metro. A destra

c Asma. Al centro Mustaf. A sinistra Mohammed.

Asma: (Canticchiando) Tsamina mina eh eh Waka Waka eh eh Tsamina mina!

Ad un tratto da destra arriva la Scassabolle (sempre pessima vista). Si

avvicina alla mini bancarella di Asma. Lei fa gesti di esultanza per prendere

in giro gli altri due che la guardano male.

Scassabolle: (Strizzando gli occhi) Ci, sorella, tieni lultimo album di Gianluca Capozzi?

Asma: Gianluca Capozzi. Aspettare, io vedere. (Raccoglie i CD e cerca)

Scassabolle: E di dove sei tu?

Asma: Marocco.

Scassabolle: Io mi chiamo Amalia Scassabolle. E tu? (Sforza gli occhi) Non ti vedo bene.

Asma: Asma. Ecco, ho trovato Gianluca Capozzi. Tieni.

Scassabolle: (Prede il CD) E quanto vuoi?

Asma: Vai Amalia, solo 10 Euro e ti porti CD a casa!

Scassabolle: Dieci Euro? No, dammelo per 7 Euro.

Asma: No, 10, 10!

Scassabolle: Dai, facciamo 7!

Asma: Facciamo 9,50!

Scassabolle: E che mi hai tolto, solo 50 centesimi? Dai, facciamo 7 e non lo dico a nessuno.

Asma: Allora facciamo 9 e io non dico a nessuno!

Scassabolle: No, facciamo 7 e non ne parliamo pi.

Asma: Dai, dammi 9!

Scassabolle: E allora sai che ti dico? (Le restituisce il CD) Vado da un altro.

Asma: Vai, dammi 8 Euro.

Scassabolle: No, facciamo 7 e non ne parliamo pi.

Asma: No, 8.

Scassabolle: E allora lasciamo stare. Ciao.

La Scassabolle si sposta verso Mustafa che appena la vede, fa finta di niente.

Mustafa: Che ti serve, sorella?

Scassabolle: Ci, fratello, tieni lultimo album di Gianluca Capozzi?

Mustafa: Gianluca Capozzi. Aspettare, io vedere. (Raccoglie i CD e cerca)

Scassabolle: E di dove sei tu?

Mustafa: Tunisia.

Scassabolle: Io mi chiamo Amalia Scassabolle. E tu?

Mustafa: Mustafa. Ecco, ho trovato Gianluca Capozzi. Tieni.

Scassabolle: (Prende il CD) E quanto vuoi?

Mustafa: Vai Amalia, solo 20 Euro!

Scassabolle: Eh, 20 Euro? Addirittura? E perch?

Mustafa: Perch questo si sente meglio di quello di Asma.

Asma: Non vero, non vero!

Mustafa: Invece vero! Dai, Amalia, 20 Euro!

Scassabolle: Ma no, facciamo 15.

Mustafa: No, no, 20 Euro.

Scassabolle: No, no, 15 Euro.

Mustafa: Va bene, dammi 18.

Scassabolle: No, no, 15 Euro.

Mustafa: Va bene, allora dammi 17.

Scassabolle: Ma no, facciamo 15 e non dico niente a nessuno.

Mustafa: No, facciamo 16 e io non dico a nessuno!

Scassabolle: No, no, facciamo 15 e non ne parliamo pi.

Mustafa: No, 16 Euro.

Scassabolle: E allora sai che ti dico? (Gli restituisce il CD) Vado da un altro.

Mustafa: Vai, dammi 15 Euro.

Scassabolle: No, ho cambiato idea: facciamo 14.

Mustafa: No, 15.

Scassabolle: E allora lasciamo stare. Ciao.

Mustafa: Ciao.

La Scassabolle si avvicina dalle parti di Mohammed chle fa finta di niente.

Mohammed: Che ti serve, sorella?

Scassabolle: Ci, fratello, tieni lultimo album di Gianluca Capozzi?

Mohammed: Gianluca Capozzi. Aspettare, io vedere. (Raccoglie i CD e cerca)

Scassabolle: E di dove sei tu?

Mohammed: Libia.

Scassabolle: E come ti chiami?

Mohammed: Mohammed.

Scassabolle: Io Amalia Scassabolle.

Mohammed: Ecco, ho trovato Gianluca Capozzi. Tieni.

Scassabolle: (Prede il CD) E quanto vuoi?

Mohammed: Amalia, dammi solo 100 Euro!

Scassabolle: Cento Euro? E perch da te costa di pi?

Mohammed: Perch si sente meglio di quei altri due.

Asm&Must: Non vero, non vero!

Mohammed: Fate silenzio, voi due! E vero.

Scassabolle: Senti, ma 100 Euro sono troppi.

Mohammed: Non ti preoccupare, 100 Euro, si sente bene.

Scassabolle: No, no, 100 Euro no.

Mohammed: Allora facciamo cos: dammi 90 Euro.

Scassabolle: Novanta? E va bene. (Prende i 90 Euro e glieli d)

Mohammed: Grazie, sorella. (Li intasca)

Scassabolle: Grazie, fratello. (Poi a Asma e Mustafa) Avete visto? Lho fregato: lui mi ha

fatto 10 Euro di sconto!

E va via soddisfatta. I tre vu cumpr la osservano andare via, poi si portano

al centro. Mohammed tira fuori dalla tasca i 90, fa cenno di silenzio agli

altri due, poi spartisce i soldi ai suoi amici.

Mohammed: Trenta Euro a te e trenta Euro a te!

Asma: Bene, ora cambiamo posto.

I tre africani prendono le loro cose e si spostano via a destra.

FINE ATTO PRIMO

Napoli, pressi della villa comunale: il giorno dopo.

ATTO SECONDO

1. [Tobia e Primo. Poi Allegra, Michele e Guido]

Da sinistra giunge Primo che spazza. Canticchia.

Primo: Comm bella, comm bella a citt e Pullecenella!

Da sinistra giunge Tobia che gli si avvicina.

Tobia: Primo, ma tu staje spazzanno puroggie?

Primo: Eh, caro Tobia, o mestiere mio chisto.

Tobia: E nun te lament sempe. Ce sta gente che pavsse e sacca soja pe ffa o

mestiere tuojo. (Comincia a grattarsi addosso) Chiuttosto, taggia da na nutizia.

Primo: (Comincia a grattarsi anche lui) Chesta fosse a nutizia che mhe da? Te staje

rattanno ncuollo e me staje facenno ratt pure a me!

Tobia: (Smette di grattarsi addosso) No, no, nun chesta a nutizia. Volevo mostrarti

come stanno andando a finire le cose con Allegra Capezzuto.

Primo: Ancora? Ma lha truvato stu nnammurato?

Tobia: No, per ha truvato ati ccose. Vieni con me e te faccio avved.

Primo: Tob, ma io aggia spazz.

Tobia: Ma che te ne mporta? A strada nun se ne fuje a cc. Rilassati e respira!

Primo: E vabbu.(Esegue in maniera ridicola) So pronto. Jammuncenne.

Vanno a destra. Da sinistra, giunge Allegra. Parla al telefono con la solita amica.

Allegra: Ermenegilda, so sempe io, Allegra. Lo sai, ho conosciuto un uomo. Dopo tanti

anni di iscrizione a Facebook, a Instagram e a Twitter, finalmente ce lho fatta.

Lho conosciuto su Facebook. Ed ora ho appuntamento con lui qui alla villa

comunale. Nun te prioccup, po te faccio sap. Ci, bella, ci! (Si siede sulla

panchina, chiude il cellulare) E va bene, rendiamoci pi presentabili.

Si d una sistematina ai capelli, poi prende uno specchietto dalla borsa e vi si

guarda. Da sinistra giunge Guido. Chiama al cellulare qualcuno.

Guido: Mich Mich e vvuo risponnere!

Michele: E nu mumento, me daje o tiempo e dicere pronto?

Guido: Mich, curre subito cc.

Michele: Cc add?

Guido: Alla villa comunale. Vieni ambresso. Ma nun puo pass pe dinto telefono?

Michele: Ma comme faccio a pass pe dinto telefono? Aspiette, momm arrivo add te.

Guido: E allora taspetto. Ci.

Michele: Ci.

I due riagganciano i risettivi cellulari, cosicch subito giunge da sinistra Michele.

Eccomi qua.

Guido: A faccia do baccal, Mich! E add stive?

Michele: Vicino a te.

Guido: E nun mo putve dicere? Mhe fatto sprec na telefonata.

Michele: Non essere avaro. Per gli amici si sprecano tutte le telefonate di questo mondo.

Guido: S, vabbu, m per stamme a sent. Ho conosciuto una ragazza su Facciobuk.

Michele: Ma che Facciobuk? Facebook. (Indica Allegra) E chella?

Guido: Uh, s, chella. Ua tale e quale a comme sta ncoppa a Facciobuk!

Michele: Facebook! E va, va add essa e vatte a present. Dove hai messo i fiori?

Guido: Quali fiori?

Michele: Ma come, ti presenti da lei senza nemmeno un fascio di fiori?

Guido: Hai ragione.Aspetta un momento, torno subito.

Esce a sinistra e dopo 5 secondi torna con un fascio di fiori.

Ecco i fiori.

Michele: Uh anema da miseria! E chi si, Flash?!

Guido: Ora vado da lei e glieli porto.

Michele: S, io intanto mannasconno areto e frasche! Ti raccomando, non fallire.

Michele va via a destra. Guido intanto si avvicina timidamente ad Allegra che lo

nota e fa finta di nulla (ma in fondo non vede lora che lui la approcci).

Guido: Ehm ciao. (Le siede accanto sulla parte estrema della panchina) Oggi fa caldo!

Allegra: E gi, fa proprio caldo.

Guido: Ecco!

E poi cala il silenzio. Per qualche secondo nessuno parla. Poi irrompe Allegra.

Allegra: E allora sei proprio tu?

Guido: Io s. E tu sei tu?

Allegra: E certamente.

Guido: E allora acchiappa questi fiori! (Glieli cede rozzamente)

Allegra: Grazie, come sono belli! Senti, ma lo sai che da vicino sei proprio uguale a come

sei su Facebook?

Guido: E tu lo sai che da vicino sei proprio uguale a come sei su Facebook?

Allegra: Grazie. E dimmi una cosa: sei sposato?

Guido: No!

Allegra: Fidanzato?

Guido: No!

Allegra: Vedovo?

Guido: No! Per diventer vedovo quando mi sposer!

Allegra: Non il caso, io direi. E beh, allora, visto che sei single, io direi che possiamo

anche frequentarci. Non credi?

Guido: Ma certo. E volendo, secondo te, possiamo pure fare un pochino di sesso? Ma

cos, una cosa molto semplice e naturale: in macchina mia!

Allegra: E si capisce. E pensare che una volta non esisteva Facebook. La gente si

conosceva cos, per strada.

Guido: E gi. Meglio un tempo. Per oggi pure non male. Senti, lo vuoi un gelato?

Allegra: Ma certo. (Si alza in piedi) Volentieri!

Guido: (Si alza in piedi) E allora mi fa piacere averti incontrato, Maria!

Allegra: Un momento, ma che Maria? Io mi chiamo Allegra. Allora tu non sei Giuseppe?

Guido: No, mi chiamo Guido. Allora tu non sei tu.

Allegra: E neanche tu. Insomma, io non sono Maria e tu non sei Giuseppe.

Guido: Amme rischiato e fa Maria e Giuseppe!

Allegra: Emb, e allora come si fa?

Guido: E come si fa? (Si riprende i fiori) Prima di tutto mi riprendo questi, poi vado a

cercare a Maria. Eppure ti somiglia molto su Facebook.

Allegra: E pure tu su Facebook somigli a Giuseppe!

Guido: Bene, allora addio per sempre!

Va via a sinistra.

Allegra: (Grida) Un momento, ma se eventualmente non incontro a Giuseppe, tu non sei

disponibile con me? (Si avvia a sinistra) Non sei nemmeno sposato! Ehi!

Esce a sinistra, seguendo Guido. Da destra tornano Tobia e Primo.

Tobia: He visto, Primo?

Primo: Emb? E che succeso di male? Un semplice equivoco.

Tobia: Aspiette, tu he visto sulo a scena si fosse normale. Ma adesso guarda che cosa

succede nella realt.

Primo: Pure? E vedmme.

Tobia e Primo escono via a destra.

2. [Allegra Capezzuto, Michele Tanga e Guido Obbolide. Infine Tobia e Primo]

Da sinistra, giunge Michele. Si siede sulla panchina destra e legge un quotidiano.

Da sinistra giunge Guido. Chiama al cellulare qualcuno.

Guido: All All e vvuo risponnere!

Allegra giunge da sinistra e gli picchietta sulla spalla da dietro. Lui si volta e

parla inconsapevolmente con Allegra.

Nu mumento, m nun te pozzo da retta. Aggia parl cu te a telefono!

Allegra: Cretino, io stongo cc! Parlamme a vicino, ch meglio.

Guido: (Posando il cellulare, arrabbiato) Uh, granda vasciaiola! Io te stongo aspettnno

a mezora! E tu m tappresinte?

Allegra: E che vvuo a me? Io stevo add llestetista. Me stevo facnno lev e pile a

coppa e ccosce! Jamme, che vaje truvnno?

Guido: Aggio fatto amicizia cu na guagliona ncoppa a Facciobuk.

Allegra: Ma che Facciobuk? Se chiamma Facebook. Emb, add sta chesta femmena?

Guido: Se chiamma Maria.Per ancora ha da ven.

Allegra: Meglio, accuss vaco a rimorchi a chillu tizio assettato ncoppa a panchina!

Guido: E intanto nun riesco a cap add sta. Ha ditto chera precisa!

Allegra: Siente, ma comm fatta fisicamente?

Guido: Nun o ssaccio, pecch ncoppa a Facciobuk, chella tene o ritratto e Barbie!

Allegra: Essa per sape comme si fatto tu?

Guido: No!

Allegra: E pecch?

Guido: Pecch ncoppa a Facciobuk aggio miso o ritratto e Ken, o fidanzato e Barbie!

Allegra: Aggio capito. Ma allora nun tiene manco o nummero e cellulare suojo?

Guido: (Illuminato) E gi, he raggione. O tengo!

Allegra: E allora chimmele ncoppa o cellulare. (Osservando Michele) E ffa ambresso,

pecch chillo ncoppa a panchina troppo bellillo!

Guido: E nu mumento, m faccio o nummero.

Mentre Guido compone il numero, squilla il cellualre di Michele che si alza in

piedi e risponde.

Michele: Pronto! Uh, come stai?

Allegra: (Indicando Michele a Guido) Uh, he ntiso, sta parlanno a telefono.

Guido: (Col cellulare allorecchio, in attesa di risposta) E gi, sta parlanno cu Uh!

Allegra: Nh, ma sta Maria che he cunusciuto ncoppa a Facebook risponne?

Guido: Nun raggiungibile.

Allegra: Forse sta chiammanno essa a te. Vabbu, allora aspetmme a Maria. (Poi,

innamorata) Intanto famme guard nu poco a chillo!

Michele: Va bene, carissima. Ci sentiamo dopo. (Si siede di nuovo sulla panchina, ma

squilla di nuovo il cellulare. Cos si rialza e risponde) Pronto! Uh, ci ci!

Guido: (Indicando Michele ad Allegra) He ntiso? M sta parlanno cu Ci ci!

Primma steva parlanno cu Uh! A chisto le picene e ffemmene straniere!

Allegra: (Ingelosita) Ah, s?

Va da Michele, gli spegne il cellulare, glielo restituisce

Nun a da retta a sta granda zantraglia e Ci ci!

E torna da Guido. Michele la osserv, interdetto, e si risiede sulla panchina.

Guido: Ma che he cumbinato?

Allegra: Niente, ho salvato la mia preda da unaltra predatrice! E gghiamme, m chiamme

nata vota a chesta Maria.

Guido: S, s, m a chiammo subito. (Esegue) Me lo sento, adesso mi risponde di certo.

Ne sono sicuro. Al 100% (Poi, deluso) Niente, nun raggiungibile!

Allegra: Emb, e guarda sul tuo telefonino se sta su Facebook.

Guido: Brava, ma tu si nu genio! (Prende il cellulare e naviga in Internet)

Allegra: Staje naviganno? Staje naviganno?

Guido: No, stongo cu o cellulare nmana!

Allegra: Io dico su Internet.

Guido: S, s. (Felice) Eccola qua, sta su Facebook. Adesso le scrivo che mi trovo qua e

che la sto aspettando. (Legge ad alta voce il messaggio mentre lo digita) Cara

Maria, sono il tuo Guido. Ti sto aspettando in villa comunale. Non vedo lora di

vedere la tua femminilit e la tua bellezza! Ecco qua, ora vediamo cosa risponde.

Michele si alza e a dai due. Si rivolge a Guido, voltandogli il viso verso di lui.

Michele: Ciao, sono io Maria!

Guido ed Allegra sono sconvolti.

Guido: Ehm bona jurnata!

Scappa via a sinistra.

Allegra: Stteve buono!

Corre via a sinistra, seguendo Guido.

Michele: Aspettatemi, ma perch scappate via?

Li segue. Da destra tornano Tobia e Primo.

Tobia: He visto, Primo? Ecco che cosa pu succedere quando si conosce la gente

sopra a Facebook o sopra a mezzi elettronici simili.

Primo: Gi. Pienze, ce stanne nu miliardo e iscritti into munno! Secondo te o vero?

Tobia: E mica laggio cuntate?

Primo: Appunto!Vieni, Tub, assettmmece duje minute.

Tobia e Primo si siedono sulla panchina di sinistra.

3. [Tobia e Primo. Poi Mohammed, Mustafa, Asma, Luna e Scassabolle. Infine Guido]

Tobia e Primo sono seduti sulla panchina di sinistra. Entrando da sinistra, giunge

e si ferma verso estrema destra Mohammed. Poi da destra verso sinistra giunge

Mustafa e si ferma in fila dietro a Mohammed. Poi da destra verso sinistra giunge

Asma e si ferma in fila dietro Mustafa e Mohammed. Poi la volta di Luna (in

abiti non da prostituta) fare altrettanto. Al che Primo interroga Tobia.

Primo: Tub, ma che sta succeddenno? Pecch chella gente sta lloco?

Tobia: Ma nun ce vide? Lloco ce sta a posta. Stanno facendo la fila.

Primo: Azz, arriva fine acc bascio?

Tobia: E certo. E non finita qua. Ogni fila destinata a allungarsi sempre di pi.

Da destra verso sinistra giunge Scassabolle dove sono Mustafa, Asma,

Mohammed e si ferma dietro Luna.

Scassabolle: (Strizza gli occhi per la pessima vista) Scusate, giuvin!

Luna: Signora, ma che giuvin? Io sono una donna.

Scassabolle: Uh, allora scusate, giovinotta! Ma che sta succedenno cc?

Luna: Questo lufficio postale.

Scassabolle: Uh, maggio sbagliata. Sapete com, io non ci vedo bene. Pensavo di stare

dal panettiere. Ma giacch mi trovo qua, allora approfitto per pagare le bollette

e per prendere la pensione.

Luna: Signora, se volete, potete passare davanti a me?

Scassabolle: No, ma io non mi permetterei mai. Io sono una donna che rispetta le file.

Luna: E che ci sta di male? Io vi cedo il mio posto volentieri.

Scassabolle: Ma overamente facte?

Luna: E certamente. Mica faccio apposta? Su, prego passate davanti a me.

Scassabolle: Grazie, grazie, Gies Cristo vha da da tantu bene!

Luna: Ma prego, figuratevi.

Le due si cambiano di posto. Scassabolle si troa dietro Asma. Le parla.

Scassabolle: (Strizza gli occhi per la pessima vista) Scusate, giuvin!

Asma: Signora, ma che giuvin? Io no maschio. Io essere Asma. Essere donna.

Scassabolle: E pecch, io no? Scusate, ma sa da pigli o nummero?

Asma: No, macchinetta di numero si scassata. Noi entrare senza numero.

Scassabolle: Meglio accuss. Io devo pagare le bollette e devo pigliare pure la pensione.

Asma: Signora, se volere, voi passare davanti a me.

Scassabolle: Io?Noooo, ma io non mi permetterei mai. Non mai successo che io sono

passata davanti ad una persona in fila. Io sono una donna che rispetta le file.

Asma: E che ci essere di male? Io vi cedere il mio posto volentieri.

Scassabolle: Ma overamente facte?

Asma: E certamente. Mica faccio apposta? Su, prego passare davanti a me.

Scassabolle: Grazie, grazie, Gies Cristo vha da da tantu bene!

Asma: No, io essere musulmana.

Scassabolle: E allora in chi credete? In Budda?

Asma: No, Allah! Prego, prego, passare.

Le due si cambiano di posto. Scassabolle si trova dietro Mustafa. Gli parla.

Scassabolle: (Strizza gli occhi per la pessima vista) Scusate, sign!

Mustafa: Ma che sign? Io essere giuvin!

Scassabolle: Uh, scusate! Sapete com io tengo la vista leggermente annebbiata.

Mustafa: E io mi essere accorto di questo!

Scassabolle: E va bene, allora aspettiamo che cammina la fila. Io per songo vicchiarella.

Mustafa: Signora, se volere, voi passare davanti a me.

Scassabolle: Io?Noooo, ma io non mi permetterei mai. Non mai successo che io sono

passata davanti ad una persona in fila. Io sono una donna che rispetta le file.

Mustafa: E che ci essere di male? Io vi cedere il mio posto volentieri.

Scassabolle: Ma overamente facte?

Mustafa: E certamente. Mica faccio apposta? Su, prego passare davanti a me.

Scassabolle: Grazie, grazie, Gies Cristo vha da da tantu bene!

Mustafa: No, io essere musulmano.

Scassabolle: Pure vuje?

Mustafa: Prego, prego, passare.

I due si cambiano di posto. Scassabolle si trova dietro Mohammed. Gli parla.

Scassabolle: (Strizza gli occhi per la pessima vista) Scusate, amico!

Mohammed: (Leggermente effeminato)Ma che amico? Io essere signorina!

Scassabolle: Oh, navesse ncarrato uno!Scusatemi tanto, ma io tengo un poco di miopia

dovuta alla vecchiaia.

Mohammed: Mi dispiacere.

Scassabolle: E tengo pure e ccosce che me fanne male. Sapete com, tengo le vene

varicose che semrano corde di violino. Non posso stare in piedi molto tempo.

Mohammed: Signora, voi sedere qui a terra!

Scassabolle: E che mavte pigliata pe nu cane? Piuttosto, posso passare davanti a voi?

Mohammed: No!

Scassabolle: Grazie! (E gli passa davanti)

Mohammed: Ma ma

Scassabolle: Voi siete musulmano?

Mohammed: S, io essere musulmano.

Scassabolle: Emb, Allah vha da regal tantu bene.

Mohammed: Ma io non capire. Roba da matti!

Scassabolle si trova davanti a tutta la fila. Ma si sente gli altri lamentarsi.

Gli altri: Oh, noooo!

Scassabolle: Nh, scusate, ma ch succieso?

Luna: Sign, ha chiuso a posta.

Mustafa: I lavoratori essere in scopero!

Scassabolle: Scopero?

Mohammed: Lui volere dire sciopero.

Luna: Fanne sempe chesto, sti parassiti!

Asma: Anche ieri avere scioperato a questora.

Mustafa: Io andare via.

Mohammed: E pure io.

Asma: E io pure.

I tre nordafricani vanno via a sinistra. Restano solo Luna e Scassabolle.

Luna: Sign, ma pecch nun ve ne jate pure vuje?

Scassabolle: S, me ne vaco, per me putte accupagn sotto o raccio? Sapete com,

tengo la vista legermente inguaiata.

Luna: E lo dite pure? Venite, venite, andiamo. (Le si mette sottobraccio)

Scassabolle: Grazie, molto gentile. Che lavoro fate? Lassistente sociale?

Luna: No, a prostituta!

Ed escono via a sinistra sottobraccio.

4. [Tobia e Primo. Poi Mohammed, Mustafa, Asma, Luna e Scassabolle. Infine Guido]

Tobia e Primo sono seduti sulla panchina di sinistra. Commetano quanto

visto poco prima.

Primo: Tub, per di solito davanti alla posta non si pu proprio stare. Invece quei

quattro di prima sono stati educati con la signora Rompiballe.

Tobia: Scassabolle! Primo, ma allora nun he capito ancora niente. I fatti che vedi

per la prima volta sono come dovrebbero succedere nel mondo. M te faccio

ved invece comme va a fern.

Primo: E famme ved. Me pare e sta o cinema allaperto!

Ad un tratto, da sinistra verso destra giunge e si ferma quasi alla fine della

destra Mohammed. Poi poco dopo da destra verso sinistra giunge Mustafa e

si ferma dietro a Mohammed. Poi poco dopo da destra verso sinistra giunge

Asma e si ferma in fila a Mustafa e Mohammed. Poi la volta di Luna (in

abiti non da prostituta) fare altrettanto. Al che Primo interroga Tobia.

E a signora Scassapalle?

Tobia: Scassabolle! Sta arrivanno, a vi lloco.

Da destra verso sinistra giunge Scassabolle

Scassabolle: Mannaggia, aggio fatto tarde. Chi o sente a Gigino?! E fammaccatt o

prusutto e a murtadella, va!

Si ferma in fila, dietro Luna. Strizza gli occhi per la pessima vista.

Scusate, giuvin!

Luna: Signora, ma che giuvin? Io sono sempre una donna.

Scassabolle: Uh, allora scusate, signora donna! Ma comm che ce sta tutta sta folla?

Luna: Eh, beh, oggi luned.

Scassabolle: Ma sti ggente nun tnene niente a fa? Io invece tengo assai da fare. (Finge

commozione) Io devo fare sempre tutto da sola. Da quando morto Gigino!

Luna: Siete vedova?

Scassabolle: S, sono vedova. (Si me sente Gigino, me scassa a capa!). Io tengo da fare.

Sentite, non che mi fate passare avanti?

Luna: Ma certamente. Io vi cedo il mio posto volentieri.

Scassabolle: Ma overamente facte?

Luna: E mica faccio apposta? Su, prego passate davanti a me.

Scassabolle: Grazie, grazie, Gies Cristo vha da da tantu bene!

Luna: Ma prego, figuratevi.

Le due si cambiano di posto. Scassabolle si trova dietro Asma. Le parla.

Scassabolle: (Strizza gli occhi per la pessima vista) Scusate, giuvin!

Asma: Signora, ma che giuvin? Io non essere maschio. Io essere Asma.

Scassabolle: E purio tengo llasma. E per questo, io non posso stare troppo tempo in fila.

Mi evo andare a misurare pure la pressione. MI sa che qua si fa tardi.

Asma: Signora, se volere, voi passare davanti a me.

Scassabolle: Io?Noooo grazie!

Asma: Prego!

Scassabolle: Gies Cristo vha da da tantu bene!

Asma: No, io essere musulmana.

Scassabolle: Brava, brava! Nun saccio che vvo dicere, per brava!

Le due si cambiano di posto. Scassabolle si trova dietro Mustafa. Gli parla.

(Strizza gli occhi per la pessima vista) Scusate, voi siete maschio o femmina?

Mustafa: Io essere maschione moro e con occhi neri!

Scassabolle: Complimenti! Sapete com io tengo la vista leggermente annebbiata.

Mustafa: E io mi essere accorto di questo!

Scassabolle: E va bene, allora aspettiamo che si smaltisce la fila. (Porta una mano alla

testa) Uh, mamma mia, mi sento scoppiare la testa! Io non sopporto le file.

Mustafa: Signora, se volere, voi passare davanti a me.

Scassabolle: (Finge commozione) Grazie, grazie, mai nessuno mi ha fatto passare davanti

in una fila. Voi andrete in Paradiso! (Seccata) E me vulte fa pass, s o no?!

Mustafa: E certamente. Prego passare davanti a me.

Scassabolle: Grazie, grazie, Gies Cristo e Allah vhanna da tantu bene!

I due si cambiano di posto. Scassabolle si trova dietro Mohammed. Gli parla.

(Strizza gli occhi per la pessima vista) Scusate, amico!

Mohammed: Ma che amico? Chi conoscere voi?

Scassabolle: No,dico, non che mi potete far passare davanti a voi?

Mohammed: E perch?

Scassabolle: E perch io sono vecchierella. In genere, per educazione, si fanno passare gli

anziani avanti.

Mohammed: Io fare passare voi, se voi regalare me qualche moneta da 50 Euri!

Scassabolle: Ma a moneta e cinquantEuro nun esiste!

Mohammed: E voi dare me tutte in moneta.

Scassabolle: Mamma mia, comme site venale! Vuje nun ghiate nParaviso, vo ddico io.

Allah ve sta guardanno e ve sta giudicanno!

Mohammed: Grazie, grazie. Voi andare avanti, io aspettare qui!

Scassabolle: Grazie, come siete gentile!

I due si cambiano di posto. Scassabolle si trova davanti a tutta la fila. Ma

dalla posta si sentono spari e grida.

Gli altri: Oh, noooo!

Scassabolle: Nh, scusate, ma ch succieso?

Luna: Sign, una rapina!

Scassabolle: Uh, mamma mia, stanne rapinanno a Pascale o salumiere?

Mohammed: Ma quale Pasquale il salumiere? Qui non essere Pasquale il salumiere.

Mustafa: Qui essere posta!

Asma: Presto, scappare via, scappare via!

Scassabolle: Un momento, un momento, scusate! Mi fate passare davanti? Cos scappo

prima di voi? Sapete com, ci sta mio marito Gigino che mi sta aspettando.

O si no o scemo sarraggia!

Luna: Sign, scusate, ma voi non eravate vedova?

Scassabolle: E no, mi sono ricordata che mio marito ancora vivo! Scusate, con permesso.

Ed esce via a sinistra, sotto lo sguardo perlesso degli altri, che poi vanno via

ugualmente a sinistra.

5. [Primo, Tobia, Guido e Michele]

Seduti sulla panchina di sinistra, Primo e Tobia cambiano argomento.

Primo: Tub, io pi ti ascolto e pi mi viene angoscia.

Tobia: Che te sta venenno?

Primo: Langoscia.

Tobia: Te sta vennnolangoscia ncoppa a coscia?

Primo: Ma quala a coscia? Langoscia se chiamma angoscia, per vene vene ncapa!

Primo: No, se chiamma angoscia, per nun ce azzecca a coscia.

Tobia: Sarr, comunque, ci stanno altri argomenti che dimostrano quanto questo sia un

mondo malato. Per esempio, ti piace il calcio?

Primo: S, io sono juventino!

Tobia: E allora non ti piace il calcio.

Primo: Perch?

Tobia: Perch io non ho mi visto uno scopatore juventino in vita mia! Uno scopatore

napoletano umile come te deve tifare solo per il Napoli.

Primo: Prima di tutto io non scopo. SpazzoMa po chaggia fa? Io tifo pa Juve.

Tobia: E vabbu, fa comme vuo tu. Che me ne mporta a me? Nel mondo ci sono due

categorie di calciofili.

Primo: Doje categorie e carcioffole?!

Tobia: Calciofili. Che ce azzeccano e carcioffole? Le due categorie di amanti del calcio

sono: quelli che giocano alle scommesse e quelli che litigano per la propria

squadra. Onestamente, non so chi peggio. Per, se vieni con me, te lo racconto.

Primo: Famme sent, fa!

I due si alzano in piedi, escono a sinistra. Da destra giungono Michele e Guido.

Si siedono alla panchina di destra. Il primo estrae un quotidiano e legge. Il

secondo ascolta.

Michele: Allora ascoltami bene, Guido: la vittoria dellEmpoli a Torino quotata a 10. Se

giochiamo pure la vittoria dellAtalanta in casa dellInter e la vittoria del Napoli

sul Milan, ci ettiamo 10 Euro sopra e vinciamo 600 Euro! Te piace a faccenda?

Guido: Nun aggio capito, ma pecch aggia mettere a sconfitta al mio Milan contro il tuo

Napoli? Tu sei sicuro che domenica ci battete?

Michele: E certamente che vi battiamo. Questo sicuro. Voce del verbo sicurare!

Guido: E non mi far ridere. Tuttalpi potete sperare in un pareggio. Perci, io direi,

giochiamoci la X.

Michele: Beh, del resto paga pure di pi. Solo che se voi areggiate a Napoli, noi non

andiamo pi in Champions League.

Guido: Per, se noi perdiamo, siamo noi a non andare pi in Champions League.

Michele: E mica ci dovete andare per forza? Vi riposate un poco. Voce dl verbo pocare!

Guido: E poi domenica prossima noi dobbiamo giocare a Sampdoria.

Michele: E noi giochiamo a Fiorentina, contro le bistecche! Voce del verbo bisteccare!

Guido: Ma io posso capire che tu vuoi mettere la sconfitta della Juve in casa contro

lEmpoli e quella dellInter con lAtalanta, ma quella del Milan a Napoli, no.

Michele: E invece mettiamo l1 del Napoli.

Guido: 2 del Milan!

Michele: 1 del Napoli! (In crescendo)

Guido: 2 del Milan! (In crescendo)

Michele: 1 del Napoli! (In crescendo)

Guido: 2 del Milan! (In crescendo)

I due si alzano in piedi e si afferrano per il collo.

Michele: Taggio ditto chamma metere a vittoria o Napule!

Guido: A vittoria o Milan!

Michele: (Si calma e lascia il collo di Guido) Va bene.

Guido: (Si calma e lascia il collo di Michele) Va bene.

I due gironzolano sottobraccio avanti e indietro per la strada, tranquillamente.

Michele: Ragioniamo!

Guido: In fondo, perch dobbiamo litigare per il pallone?

Michele: Voce del verbo pallonare!

Guido: Appunto! Il calcio bello perch ognuno pu esprimere la propria opinione.

Michele: Esatto. Lo vedi? C bisogno di litigare? Noi siamo amici. E proprio perch siamo

amici, metteremo la vittoria del Milan a Napoli.

Guido: E perch vuoi far vincere il Milan? Noi siamo amici. Metti la vittoria al Napoli.

Michele: Ma che stai dicendo? Una cosa giocarci una bolletta da amici e una cosa la

partita sul campo: voce del verbo campare!

Guido: E che centra? Guarda, dammi il foglio e la penna, cos in nome della nostra

amicizia, metto Napoli-Milan 1!

Michele: Add vaje? In nome della nostra amicizia, Napoli-Milan 2.

Guido: In nome della nostra amicizia, Napoli-Milan 1!

Michele: Napoli-Milan 2! (In crescendo)

Guido: Napoli-Milan1! (In crescendo)

Michele: Napoli-Milan 2! (In crescendo)

Guido: Napoli-Milan1! (In crescendo)

I due si afferrano per il collo.

Michele: Taggio ditto chamma metere a vittoria o Milan!

Guido: A vittoria o Napule!

Accorrono Primo e Tobia a separare i due litiganti.

Primo: Uh, calmi, calmi!

Tobia: Nun ve vattte, nun ve vattte! Lasciatevi il collo.

I due si lasciano il collo ed afferrano il collo di Primo.

Primo: (Sofferente) Uh, lassate sta o cuollo mio! Lassate sta o cuollo mio!

Tobia: Lassate sta o cuollo e chisto!

Lasciano il collo di Primo che se lo massaggia dolorante. Tobia richiama i due.

Ma inzomma, ve pare bello e vappiccec po pallone? Quelli si fregano miliardi

a palate e falsano pure le partite e vuje ve pigliate a mazzate? Vergognatevi! E

andate subito a casa, dalle rispettive famiglie, che vi stanno aspettando. Capito?

I due fanno di s con la testa.

E m jatevnne!

I due fanno una sorta di inchino tipo saluto e poi vanno via a destra a testa bassa.

Cose a pazzi! Nh, Primo, comme te siente?

Primo: Na munnezza!

Tobia: Ma tu ha sentito a quei due? Vince il Napoli! No, vince il Milan! (Ha unidea)

Siente, tensse diecEuro?

Primo: Pe ffa che?

Tobia: Ci giochiamo due bollette: una con l1 del Napoli, una col 2 del Milan!

Primo: S, ma tu, e sorde, quanno me ddaje!

Tobia: Quanno vincmme, te ddongo!

Primo: Giustamente!

Tobia: E adesso andiamo, cos ti faccio vedere laltro risvolto del calcio.

I due escono a sinistra.

6. [Guido e Michele. Poi Primo e Tobia]

Da destra entrano Michele e Guido. Hanno sciarpe del Napoli avvolte alla testa.

Arrivano di corsa e si guardano intorno.

Michele: Guido, si sicuro cha polizia nun ce sta currenno cchi appriesso?

Guido: Che ne saccio? Io stevo currenno appiesso a te!

Michele: Ma comme t venuto e men chella bombacarta ncuollo a polizia?

Guido: Ma io nun llaggio menata ncuollo a polizia, laggio menata ncuollo e tifosi

da Fiorentina! Sulo che me songo sbagliato!

Michele: Ma non si lanciano le cose addosso alla gente.

Guido: E chi te lha ditto? Noi stiamo andando allo stadio.E quando si va allo stadio, si

lanciano gli oggetti contro i tifosi avversari!

Michele: E almeno nun sbagli a mira, sc!

Guido: (Guardandosi intorn freneticamente) Uh, stattu zitto, stattu zitto! Senti una sirena

che sta arrivando verso di noi. Sarr a polizia.

Michele: M vaco a ved.

Va verso destra, si ferma, osserva e poi torna da Guido.

No, nun a polizia. E nambulanza.

Guido: Nambulanza?

Corre a vedere, poi torna da Michele.

No, nun nambulanza.

Michele: E allora che d?

Guido: Sopra ci sta scritto AZNALUMBA!

Michele: Cretino! Voce del verbo cretinare! Aznalubma sarebbe ambulanza scritta al

contrario.

Guido: E pecch sta scritta accuss?

Michele: E perch i conducenti di auto, quando guardano questa parola dallo specchietto

retrovisore, lo leggono nella maniera giusta.

Guido: S, per io nun stongo inta machina. Stongo a pede!

Michele: Stattu zitto, animale! Voce del verbo animalare!

Guido: Mhe ammusciato tu e stu voce del verbo!

Michele: Zitto, sta venendo qualcuno. Presto, nascondiamoci.

I due si appostano a destra, dietro la panchina. Da sinistra giunge Primo con una

scopa in mano (spazza in terra) ed una sciarpa della Juventus avvolta alla fronte.

Primo: (Canticchiando) Siamo noi / siamo noi / i campioni dellItalia siamo noi!

Guido e Michele vengon fuori dal nascondiglio. Vanno da Primo, con gentilezza.

Guido: Chiedo scusa, vorremmo uninformazione.

Primo: S?

Michele: Ma quella che tenete in mano una scopa?

Guido: E nun se vede?

Michele: E allora m ta facmme magn!

Afferrano e bloccano Primo, costringendolo a mordere la mazza di scopa.

Guido: Sei nostro prigioniero!

Primo: (Spaventato) Uh, mamma bella! Ch stato?

Guido: (Gli leva la mazza della scopa dalla bocca) Questa sciarpa bianconera la tua

condanna a morte!

Primo: (Intimorito) Ma m che me vulte fa? Me vulte fa male?

Guido: S, tamma fa suffr, tamma fa chiagnere, tamma fa schiatt!

Michele: Ti faremo pentire di essere nato: voce del verbo natare!

Guido: Nascere!

Michele: S, grazie!

Primo: Ho capito tutto: siete tifosi del Napoli. E avete fatto una colazione contro di me!

Guido: Mich, chisto peggio e te! (Poi a Primo) Abbiamo fatto una coalizione, non

una colazione!

Michele: Basta, stamme perdenno troppo tiempo. Facmmele a piezze e gghiammuncenne!

I due osservano minacciosi Primo.

Primo: Uh, ma che vulte fa? Io faccio o spazzino. E chi maiuta, m a me?

Interviene Tobia da destra.

Tobia: Uh, uh, calmi, calmi! Ma che ve site mise ncapa?

Guido: Fatte e fatte tuoje, o barb!

Tobia: Barb a me?

Michele: Voce del verbo barbonare!

Tobia: Ecco, questa leducazione ricevuta e il rispetto che sapete dare.

Guido: Ma chisto juventino.

Tobia: E con ci? O pallone nu sport, nu juoco, nu spassatiempo. S, vero, ci sta

gente che ingiustamente guadagna miliardi, ma noi siamo tifosi e non ce ne frega

niente. Ognuno deve essere libero di tifare per chi vuole.

Michele: Ma a noi, gli juventini ci odiano. Ci fanno sempre i cori razzisti: vole del verbo

Tobia: Razzistare! Aggio capito. Ma voi non vi dovete abbassare al loro livello. Una

volta pure io andavo allo stadio. Quando tenevo i soldi. Poi per sono contento di

non andarci pi. M passato o genio. E questo per colpa di gente come voi.

Primo: Nh, ma io me ne pozzo ? Tanto, state discutenno gi vuje, io nun ce azzecco

cchi niente!

Tobia: No, tu nun te muove a cc.

Primo: E vabbu, io vulsse sap che male aggio fatto, oggie?!

Tobia: E allora, stavo dicendo che stavo dicendo che maggio scurdato chello che

stevo dicenno. Comunque, basta violenza nel calcio. Basta scontri con la polizia.

Capito? E m io e te jammuncenne!

Primo: Ma comme, gi ce ne jamme? A me me steva piacnno e te sent e parl.

Tobia: Stattu zitto, sc, che taggio salvato a pelle!

Tobia si avvia a sinistra portando con s Primo, al quale cade la scopa in terra.

Primo: Aspi, aggio perzo a scopa.

Tobia: Nun a da retta, ta piglie natu juorno.

I due escono a sinistra. Michele e Guido si guardano, perplessi.

Michele: E m che facmme?

Guido: Jamme annanzo o stadio e ce pigliamme a mazzate cu a tifoseria avversaria e

cu a polizia.

Michele: Ma nun lhe ntiso o barbone? Ha detto che non dobbiamo fare la violenza. Voce

del verbo violenzare!

Guido: Nel calcio, ma non ha detto negli altri sport. Oggi si disputa un campionato di

bocce. E cos, invece della violenza nel calcio, facciamo violenza nelle bocce!

Michele: Giusto! Diamoci alle bocce: voce del verbo bocciare! Jamme, cump!

Vanno via a destra.

7. [Primo e Tobia. Poi Allegra e Luna]

Da sinistra tornano Tobia e Primo, quatti quatti. Si guardano intorno e poi

Tobia: Se nhanne jute chilli duje pazze?

Primo: Pare che nun ce stanne cchi.

Tobia: Ma dichio, comme t venuto e asc cu a bandiera juventina?

Primo: (La esibisce) Nun na bandiera, na sciarpa.

Tobia: (Gliela nasconde addosso) Puose sta cosa momm. Tu me vuo fa abbusc

nzieme a te?!

Primo: (Recupera la scopa che in terra da parte) Piuttosto, voglio sapere com andata a

finire con quella tizia. Come si chiama? Allegra Capezzuto.

Tobia: Giusto. Assettmmece e te faccio sap.

I due si siedono alla panchina di sinitsra.

Vedi, devi sapere che le donne si confrontano molto tra di loro. Ecco perch

nascono invidie e gelosie. Ma ogni tanto nascono pure amicizie che non ti aspetti.

Da destra entrano Allegra e Luna (in maglia e pantalone).

Allegra: Carissima Luna, ma tu sei sposata?

Luna: No!

Allegra: Fidanzata!

Luna: No!

Allegra: E allora che cosa sei?

Luna: Sono single. Purtroppo il mio lavoro mi impedisce di impegnarmi con un uomo. Io

poi lavoro soprattutto di notte.

Allegra: Ah, fai linfermiera! Brava, brava!

Luna: E tu, invece?

Allegra: Io cerco il mio principe azzurro con cui avere un erede al trono!

Luna: Un erede al trono?

Allegra: Nu figlio!

Luna: Ah, ecco.

Allegra: (Triste) Ma purtroppo, credo che un uomo per me, non esista in questa vita.

Luna: Ma chi te lha ditto? Se vuoi, ti porto in un posto dove potrai conoscere tutti gli

uomini di questo mondo!

Allegra: Wow, che bello! Maggia fa na panza tanta di uomini! Tutti per me. Grazie!

Abbraccia Luna. Primo allora si alza in piedi e dice qualcosa a Tobia.

Primo: Tub, io me votto!

Tobia: No, no, ma add vuo ?

Primo: Nun me ferm, io vaco add chella. Ragazze, scusatemi!

Va verso le due lo osservano, perplesse.

Ragazze, io non sono sposato. Sono celebre!

Luna: Ma che celebre? Se dice celibe!

Primo: Appunto. Poco fa ho sentito che qui ci sta una donna che non sposata: mobile!

Luna: Nubile!

Primo: Ua, nun ne ngarro uno! Insomma, qui ci sta una donna senza uomo.

Allegra: (Felice) Bravo, io sono pronta a renderti luomo pi felice del mondo! E

soprattutto, ti render padre. E io sar madre. (Gli si mette sottobraccio) Lo vuoi?

Primo: (La scansa) Ma chi tha cercata, a te? (Indica Luna) Io voglio a chesta!

Luna: (Emozionata) Io? Ma ma ma bellissimo ci che mi stai dicendo.

Primo: Io, dal primo momento che ti ho notata, mi sono innamorato di te.

Luna: Ah, s? E da quanto tempo mi hai notata?

Primo: Momm! Se vieni con me, ti porto in Paradiso!

Luna: E perch no? Ciao, cara!

Si mettono sottobraccio ed escono via a sinistra, beatamente.

Allegra: (Comincia pian piano a piangere) E io o ssapevo. Uffa!

Tobia allora si alza e va da lei.

Tobia: Ma che chiagne a ffa, guagli?

Allegra: (Lo osserva) Tu sei sposato?

Tobia: No!

Allegra: Sei fidanzato?

Tobia: No!

Allegra: Ce lhai un lavoro?

Tobia: No!

Allegra: E allora inutile che staje vicino a me, pecch tu nun me piace proprio!

Allegra esce via a destra, lasciando Tobia interdetto.

Tobia: Menu male che sta storia nun fernesce accuss! (Chiama) Uh, Primo! Add

staje? Tuorne cc, taggia cunt comm gghiuta a fern overamente sta storia!

Esce via a sinistra.

8. [Michele e Guido. Poi Primo e Tobia. Infine Allegra e Luna]

Da destra, giunge Michele. Va a sedersi sulla panchina di sinistra, apre un

quotidiano e legge. Sempre da destra, giunge Guido. Si siede sulla stessa

panchina di Michele. Apre lo stesso quotidiano suo e legge anche lui.

Michele: Cercasi uomo di bella presenza e ottimo lavoro. Sono una donna divorziata e con

due figli. Firmato, Genoveffa! Pe carit!(Poi legge ancora) Cerco uomo della

mia vita. Sono single, vergine, referenziata e far tutto per il mio uomo. Firmato,

Susy! Ah, per! Chesta me piace. Quase, quase, a telefono.

Guido: (Abbassa il giornale e guarda male Michele) No, no, nu mumento, amico!

Chillarticolo o stevo liggenno primmio!

Michele: (Abbassa il giornale e guarda Guido) E con ci?

Guido: A chella femmena laggia telefon io!

Michele: Ma tu fusse pazzo? Voce del verbo pazzare! (Prende il cellulare) Si arrivato

tarde, amico mio!

Guido: Ah, s? (Prende il cellulare) E allora vedmme chi fa cchi ambresso a telefon!

I due si sfidano, digitando velocemente il numero che c sul giornale. Vince

Michele che aspetta l risposta, soddisfatto. Fa gesti deslotanza per irridere

Guido (arrabbiato). Ma risponde una voce maschile.

Voce m.: Pronto!

Michele: (Un po perplesso) Ehm chiedo scusa, ho letto linserzione sul giornale: voce

del verbo giornalare!

Voce: Quale inserzione?

Michele: Quello scritto da una certa Susy!

Voce: (Divertito) Azz, chisto o primmo fesso che c scascato! E mha ricaricato pure

o cellulare! (Riaggancia violentemente)

Guido: (Irride Michele)Nun da retta, liegge o giurnale. Sarai pi fortunato!

I due riprendono a leggere i rispettivi quotodiani.

Da sinistra tornano Tobia e Primo. Il primo tira a s il secondo.

Tobia: Tuorne cc! Add si gghiuto?

Primo: Appriesso a Luna. Pecch mhe purtato nata vota cc?

Tobia: Perch non cos che deve andare la storia.

Primo: Ma a me per me piace si va a fern accuss! E tu pecch a vuo cagn?

Tobia: E mica a voglio cagn io? Ma scondo te, chella piezza e guagliona se mette cu

te? Io invece ti voglio mostrare veramente come vanno certe cose.

Primo: (Seccato) E famme ved. Me stongo accummincianno a sfastri.

Tobia: Vieni, mettiamoci in disparte.

Cos fanno verso destra.

E m guarde a chilli duje ncoppa a panchina.

Primo: Chi so?

Tobia: E m vide.

Da destra entrano Allegra e Luna (in maglia e pantalone).

Allegra: Carissima Luna, ma tu sei sposata?

Luna: No!

Allegra: Fidanzata!

Luna: No!

Allegra: E allora che cosa sei?

Luna: Una lucciola. Io lavoro soprattutto di notte. Vuoi fare anche tu la lucciola?

Allegra: Non ci tengo proprio. Io voglio un marito con un bel lavoro ed una bell macchina,

e tutto sommato pure un figlio.

Luna: Pure nu figlio?Ma chi to ffa fa?

Allegra: Non sai cosa ti perdi. Detto tra noi, il mio potenziale uomo dovr pagare

profumatamente per mantenere me e mio figlio.

Luna: Fa comme vuo tu. Io non voglio palle al piede.

Primo: Tub, io me votto!

Tobia: No, no, ma add vuo ?

Primo: Nun me ferm, io vaco add chella. Ragazze, scusatemi!

Va verso le due lo osservano, perplesse. Sposta via Allegra.

Lvate a miezo, tu!

Allegra: Eh, che maniere!

Primo: (A Luna) Io me voglio mettere a ffa ammore cu te!

Luna: (Contrariata) Cu me? Ma ma ma bruttissimo ci che mi stai dicendo!

Primo: In che senso?

Luna: Ma che me naggia fa e te? Io gi tengo un sacco di uomini. Tra di loro ci sar

certamente un imprenditore, padrone di telvisioni!

Primo: E io?

Luna: Vai a cercarti qualche lucciola sullautostrada.

Allegra: E pecch, tu nun faje a lucciola?

Luna: Ah, gi. E allora saje che te dico? (Indica Allegra a Primo) Arrangiate cu chesta!

E va via a sinistra, sculettante.

Allegra: (Prova a consolarlo) Poverino! Guarda che ci sono anche io come donna.

Primo: No, grazie, non il caso!

Ed esce via a destra. Allegra si avvicina a Tobia.

Allegra:E tu? Ormai ho deciso: mi accontento di te!

Tobia: Amica mia, siente nu cunziglio: fatte suora, ch meglio!

Tobia esce via a destra.

Allegra: Ma che miseria! (Poi nota Guido leggere il giornale) M ce provo cu chillo!

Va da lui che smette di leggere e la osserva.

Ciao caro, ti ricordi di me? Allegra Capezzuto.

Guido: (Si alza in piedi)S, s, marricordo.

Allegra: E perci?

Guido: Siccomme marricordo e te, meglio che me ne vaco!

Esce via a sinistra. Michele allora smette di leggere e si alza in piedi.

Michele: Mi offro volontario!

Allegra: (Ringalluzzita)Veramente? Oh, gioia! Tu sei lo scopo della mia vita.

Michele: Esatto, io sono lo scopo e tu sei la scopa. Voce del verbo

Allegra: No, non lo dire! Piuttosto, dimmi una cosa: fai un bel lavoro?

Michele: No, sono stato appena licenziato, mi hanno tolto la casa e ora mi devo vendere la

macchina per vivere.

Allegra: E non fa niente. Alla fine ti voglio lo stesso. A proposito, lo vuoi un figlio?

Michele: Ah, ecco, ho dimenticato di dirtelo: io non posso avere figli!

Allegra: Oh, no

Michele: Jammuncenne, ammore mio!

Michele porta via con s Allegra a sinistra.

Scena Ultima. [Mustafa e Mohammed e poi tutti gli altri]

Da destra tornano Tobia e Primo.

Tobia: E ora, caro Primo, arrivato il momento dellulima storia.

Primo: Menu male, Tub. Stu munno me sta facnno ven o genio e me suicid!

Tobia: No, nun te suicid ancora. Taggia fa ved ancora na cosa: lonest.

Primo: Aeh, he ditto niente? Cc lonest poca. E na rarit. Nun esiste cchi.

Tobia: E allora assettmmece e guardmme.

I due si siedono sulla panchina di sinistra. Da destra entra Guido con un pacco in

mano. Lo osserva. Lo scarte e nota qualcosa che lo sconvolge.

Guido: Oh mio Dio! Soldi! E chi li avr persi. Devo trovare assolutamente il padrone di

questa fortuna. (Ci pensa su) No, m saje che te dico? (Getta in terra il pacco) Uh,

ho ritrovato il pacco che avevo perso coi miei soldi.

Lo prende ed esce a sinistra.

Primo: Ma che disosesto! Mica o suojo, o pacco!

Tobia: Hai ragione. Non doveva fare questo. Aspiette nu mumento!

Chiama Guido con un fischio. Questltimo torna col pacco tenuto in mano in alto.

Guido: (Gridando pubblicamente)Prima che lo porto alla polizia, qualcuno ha smarrito

questo pacco? A occhio e croce ci sono tra i 10 e i 20.000 Euro!

Primo si alza in piedi e va da Guido.

Primo: Uh, scusate, vi ringrazio di cuore che li avete trovati, i soldi miei.

Guido: Scusate, ma come fate a dire che questi soldi sono vostri?

Primo: Ma io ne sono sicuro. Se volete, vi dico pure come sono fatti!

Guido: E grazie, chesto o ssaccio purio! Ma dove li avete smarriti?

Primo: Ehm a Piazza Plebisicito!

Guido: Risposta sbagliata! Non li ho trovat l.

Primo: Ma io li ho smarriti l, poi pu darsi che si sono spostati per farsi trovare.

Guido: Mi dispiace!

Al che si alza Tobia che va da Guido, spostando Primo.

Tobia: Scusate, ma a verit, questi soldi sono miei. Facitammlle ved, pe favore.

(Li osserva) E s, io li riconosco. Questi sono proprio i miei.

Primo: Ma facteme o piacere. E sorde so tutte eguale. E poi, dove li avreste persi?

Tobia: Veramente, io li ho trovati nel bidone della munnezza che sta davanti alla

stazione di Piazza Garibaldi!

Guido: E allora, non sono i vostri. Mi dispiace!

Da sinistra giungono Mohammed e Mustafa.

Mohammed: Scusare, scusare, quei sordacchielli essere miei!

Mustafa: Non essere vero, essere miei, io avere perduto a mercato di Porta Nolana.

Mohammed: Ma tu cosa dire? Queste essere bugie. Io avere perduto quei soldi.

Mustafa: No, essere miei.

Mohammed: No, miei!

Mustafa: No, miei!

Guido: Sentite, state a sent a me: turnatavenne in Africa!

Da destra giunge Michele. Va accanto a Primo.

Michele: Ma che successo?

Primo: No, niente, hanno rtrovato un pacco con 20.000 Euro.

Michele: (Rapido e deciso) E mio! (A Guido) Caro amico, lho perso io quel pacco:

voce del verbo paccare!

Guido: E dove lo hai perduto?

Michele: In mezzo alla strada.

Guido: Ma famme o piacere!

Da sinistra giunge Allegra.

Allegra: Scusate, ma per caso avete trovato un acco con 20.000 Euro?

Guido: Ma perch, lo avete perso voi?

Allegra: S, lho perso io qua intorno.

Guido: E allora prego, tenete. (Glielo rende)

Allegra: Grazie!

Guido: Ma qualu grazie?! (Lo riprende) Io stevo pazzinno! E s, devo o pacco a

essa! Insomma, si pu sapere di chi questo pacco?

Da destra giunge Luna.

Luna: Non di nessuno. E allora perch non darlo in beneficenza a qualche povero!

Da sinistra giunge la signora Scassabolle che leva il pacco di mano a Guido.

Scassabolle: Grazie, molto gentile!

E se ne va a destra, sulle proteste degli altri (tranne Tobia e Primo).

Gli altri: Uh, add vaje, add vaje?

E la seguono a destra.

Primo: Tub, he visto a chella vecchia?

Tobia: Emb? Jamme pure nuje appriesso a essa.

Primo: Ma quella deve restituire i soldi.

Tobia: E invece no, dobbiamo fare come i politici. Tu he maje visto a nu politico e

restitu e sorde?

Primo: No!

Tobia: E allora jamme pure nuje a ce pigli chilli sorde!

I due escono celermente a destra.

FINE DELLA COMMEDIA

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