Un nonnulla preso dall’oblio

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"Un nonnulla perso nell'oblio."

Di Alessandro Basile

6/4/1999

Personaggi:

Primo: autore di tragi-commedie un po' pazzo, strampalato ed incostante (diciamo che ricorda molto Nerone di Peter Ustinov in "Quo Vadis"), detentore del motto: non si fanno le ripetizioni, viva la lingua evoluta e contorta ma semplice al contempo, tende a confondere la vita reale con la finzione scenica; e' l'unico che riesce a capire che e' solo un personaggio mentre gli altri si ostinano a convincerlo del contrario. Vestito un po' da artista, con camiciona con le maniche mezze arrotolate, bianca, aperta e fuori dai pantaloni scuri, con sotto una maglietta grigia, ha delle scarpe da tennis.

Tigellino: servitore marziale e fedele di Primo, ha fatto la guerra (chissa' quale, poi?) ed a volte scambia l'ambiente di casa con quello della caserma o del fronte; vestito da maggiordomo ovviamente.

 

Gilda: la fidanzata di Primo, incontrata per caso ad una festa e poi... si sa' come vanno queste cose. Isterica quanto basta, non vorra' mai ammettere di amare ancora di piu' Primo dopo averlo conosciuto veramente. Frivola e gelosa, cambia vestito continuamente.

Caldina: la madre di Gilda, questa si' che e' isterica e completamente pazza: viaggia in un mondo a  se', ancora proiettato in un fantomatico passato colmo di tradizioni e proverbi strampalati, impone col suo fare autoritario la propria volonta'.

 Astolfo: il migliore amico di Primo, e' fermamente convinto di essere un cane ed ha un cappello con il muso di un cane e la coda tra le gambe.

Laurenzia: Vecchia amica d'infanzia di Gilda. Un po' truzza, spigliata e determinata.

Filippo: anziano amico della famiglia di Primo, economista, cerca sempre di convincere Primo a giocare in borsa proponendogli strambe speculazioni finanziarie. Ha spesso l'aria di aver capito tutto, non avendo capito un bel niente.

(nota: le parole maiuscole sono gridate)

(nota: le entrate e le uscite dovrebbero essere tutte da Destra (dal punto di vista dello spettatore) salvo ulteriori precisazioni contrastanti (vedi ATTO 4))

ATTO 1

-Nello studio di Primo-

(al lato sinistro del palco vi e' una cuccia di cane)

Scena 1

(Primo; entreranno poi: Tigellino e Gilda)

(Sipario aperto e, dopo una breve pausa, entra Primo)

PRIMO- (solenne) Ma perche'? PERCHE'? (cambia tono) noo (e tira fuori dalla tasca della camicia un block notes ed una matita) Due "perche'" di seguito non vanno bene (ed intanto pasticcia sul blocchetto) Forse e' meglio: "Quale destino avverso ha reso cio' POSSIBILE! (grida ma piange al contempo)" Noo, non mi piace, troppo... bha... TIGELLINO, presto, vieni qui! e... SUBITO!

TIGELLINO- (irrompe nella scena fulmineo e si presenta sull'attenti) PRESENTAT-ARM! Comandi signore!

PRIMO- Ma dove siamo? e' scoppiata una guerra?, mi hanno forse fatto improvvisamente Comandante in capo di tutte le divisioni dell'esercito? dittatore come a ROMA? bhe, (a parte) non mi dispiacerebbe un revival storico bellicoso. (forte) Insomma, la guerra e' finita e soprattutto: perche' ti ho assunto se SApevo che non avresti dimenticato... (nostalgico) gia'... dimenticare... (scontento) noo, non va bene (e ricomincia a riscrivere sul blocchetto) forse e' meglio: "gia'...non piu' rimembrare il doloroso passato..." noo, non mi piace. (breve pausa) (supplice) TIGELLINO!

TIGELLINO- (sull'attenti) SIGNORE?

PRIMO- (arrabbiato) Ti ho detto di dim... di scordare i tempi guerreschi e diventare un semplice, (cambia tono) ma servizievole, (riprende il tono di prima) maggiordomo... (breve pausa, volta le spalle al magg. e fa qualche passo dicendo:) riposo. (altra breve pausa) TIGELLINO!

TIGELLINO- Signore? (questa volta supplichevole e preoccupato)

PRIMO- (disperato) AIUTAMI! (corre piangendo gettandosi alle ginocchia del servo) non so piu' che fare... la mia vita non ha piu' senso... soccorri quest'uomo affranto dal dolore! (a parte, pensieroso) si', dolore va bene (e si mette a scrivere sul blocchetto),  mi piace.

TIGELLINO- Ma signore, cosa debbo fare per...

PRIMO- (si rialza serissimo ma con aria di complicita' e con in mano blocchetto e matita) cosa posso mettere qui... bhe, sai... (marziale) ALLORA? (supplice) cosa mi dici?

GILDA- (entra con in mano un cellulare, attraversando tutto il palco) sii', e' proprio cosi'! pensa che proprio ieri e' stato piu' di due ore a fissarmi, mi ha messo una tale soggezione addosso che: quando si e' alzato per chiedermi ulteriori informazioni sul perche' del ritardo del capo, sono saltata sulla sedia e per poco non cadevo. Come? non ti sento! (si muove per migliorare la ricezione) Cosa hai detto? come in che senso? non capisco! bhe, ti richiamo poi io, ci sentiamo, ciao! (emette un sospiro di sollievo) non ne posso piu', ogni giorno e' la stessa storia: quella mi chiama ed io: obbligata come una scema a raccontargli i fatti miei senza tralasciare nessun particolare; certo che se mi si da corda posso andare avanti per ore senza fermarmi, ormai mi conosco bene, basta che qualcuno mi interpelli che... ooops,(si rivolge stupita ai due) scusate, non mi ero accorta che c'eravate anche voi, certo che siete proprio silenziosi... (sospettosa) oppure mi spiavate?

PRIMO- Grazie per esserti accorta di noi, quasi quasi eravamo propensi a lasciarti libera la scena.

TIGELLINO- Gia', certo: tu entri baldanzosa e ti introduci in un'azione cruciale tanto che... non mi ricordo nemmeno il motivo della mia presenza qui. Me ne stavo tanto bene a casa mia, davanti alla TV ed invece... (esce sbracciando)

PRIMO- Ehi! ASPETTA! (fa qualche passo verso l'uscita) e adesso? (rivolgendosi a Gilda)

GILDA- Ma perche' se ne e' andato? proprio non capisco, adesso non si puo' nemmeno vivere?

PRIMO- NO! se questo comporta la perdita di un ottimo consigliere! Guarda! ed ora come faccio senza il suo aiuto. (solenne) Chi potra' salvare questa povera penna afflitta dal dubbio? chi potra' guidarla verso le giuste parole da tracciare? come fara' la gente a rimirare una grandiosa opera d'arte?

E' quindi giunta la fine delle mie piu' grandi produzioni? (afflitto) credo proprio di SI'! (si sedie sulla poltrona girevole dello studio)

GILDA- Non ti credevo cosi' pessimista! sembra che tu stia seguendo il copione di una tragedia! (si avvicina al ragazzo sedendogli in braccio, lui la accoglie con disinvoltura ed un pizzico di noncuranza, come se tutto fosse naturale)

PRIMO- (con lo sguardo perso nel vuoto) infatti e' la versione riveduta e corretta della: "Troiana abbandonata da se stessa". (sospettoso) Adesso che mi ricordo: non mi hanno ancora pagato i diritti d'autore... faro' istanza...

GILDA- senti, se vuoi, posso darti io consigli.

PRIMO- (stupito) TU?

GILDA- certo, non sono forse io colei che ti ispiro': "Vento leggero"? fu un grande successo!

PRIMO- ma se e' andato in scena due mesi fa' e noi stiamo insieme da poco piu' di due settimane. Quando l'ho scritta non ti conoscevo ancora!

GILDA- eppure tu me l'avevi detto!

PRIMO- Quando?

GILDA- (pensierosa) O era stato un altro? (sicura) no, eri proprio tu! me lo ricordo bene, tu me lo dicesti, (tragica) ed io, sciocca, ci cascai in pieno... povera me.

PRIMO- (ci pensa un po') Ah, ora ricordo, dissi che eri identica al personaggio principale femminile: Berenice!

GILDA- Allora lo ammetti! quindi fui io: la musa!

PRIMO- ma che musa! al massimo tu sei la sua drammatica copia.

GILDA- perche' "drammatica"?(si mette in piedi, confusa per la risposta)

PRIMO- Perche' al solo pensiero: mi viene da piangere (disperato si appoggia sulla scrivania nascondendo la testa tra le braccia)

GILDA- (incuriosita) come? da piangere?

PRIMO- (si alza e va al centro del palco) Ebbene si', da urlare, GRIDARE, nascondermi e poi scomparire per sempre, ed il perche':(cambia tono) questo non lo so neanch'io.(breve pausa e se ne va)

Scena 2

(Gilda, poi entrera' Laurenzia)

GILDA- (perplessa) Che mistero! quel ragazzo ha dei problemi (breve pausa) e anche tanti (breve pausa), ma il mondo va proprio al contrario... eppure ha un fascino tutto particolare, tanto particolare che alcune volte, me ne dimentico, ma... (pensierosa per qualche attimo)

(fuori scena si sente il campanello suonare, ma Gilda fa l'indifferente. Un secondo squillo la fa trasalire dal suo pensieroso stato d'animo) bho, nessuno risponde? (un terzo squillo) Ehi, qualcuno vada ad aprire la porta! (un quarto squillo) (contrariata) Ma che cavolo di casa e' mai questa? (un quinto squillo) ma dimmi te! non vanno ad aprire (un sesto squillo) che abbiano i tappi alle orecchie? (un settimo squillo) perche' hanno messo un campanello se poi non lo sentono? (aprono la porta)

Tigellino, chi e'?(rivolgendosi all'uscita) cosa? non capisco! come? ma perche' non scandisci bene le lettere? hai la bocca piena? ma, stavi mangiando? ma che ore sono? pranzate senza di me? (rivolgendosi al pubblico) che maleducati.

LAURENZIA- (entra entusiasta) Gilda!

GILDA- (stupita e felice) Laurenzia! (si abbracciano) Cosa ci fai qui? come hai fatto a trovarmi? (nostalgica) quanto tempo!

LAURENZIA- tua madre mi ha detto che eri venuta qui! ho avuto un attimo di esitazione all'entrata, siccome nessuno mi apriva credevo che fosse tutto abbandonato, (guardandosi attorno) che casa strana!

GILDA- Guarda, non dirlo a me. Ma tu non eri in America?

LAURENZIA- sono scappata! troppi :"OK", "YES", "NO", "MAYBE", una confusione allucinante; non ne potevo piu', credimi.

GILDA- bhe, sono felice che sei venuta. Vieni, sediamoci qui, tanto siamo sole, (si siedono sul bordo del palco con fare disinvolto) a parte un centinaio di persone, ma tanto loro non contano: stanno sempre zitti.

LAURENZIA- quali persone?

GILDA- niente, condizionamenti di Primo.

LAURENZIA- (correggendola) di prima.

GILDA- no no, di Primo!

LAURENZIA- in che senso?

GILDA- nel senso che quel ragazzo e' impazzito! Pensa, e' convinto di vivere in una commedia! (si alza)

LAURENZIA- (stupita, seguendo con lo sguardo l'amica) una commedia?

GILDA- gia', anche se per me sembra una tragedia, non ne posso piu'. E' sempre attento a cio' che dice, come se stesse seguendo un copione, si', ma un copione in tempo reale, tanto che si corregge da solo e poi scrive le note su di un cavolo di block notes che... AARGH! che nervoso.

LAURENZIA- situazione curiosa, mio cugino da piccolo...

GILDA- (la interrompe) si', ma quello e' grande e grosso, l'eta' delle pazzie gli e' gia' passata da un pezzo... almeno credo... e poi non mi sembra proprio il caso.

LAURENZIA- ma ci stai assieme? (l'espressione potra' sembrare un po' truzza, ma non m'importa!)

GILDA- (sconsolata ma non pentita) Siiii', innamorata persa...

LAURENZIA- addirittura?

GILDA- solo a casa sua mi perdo cosi' frequentemente... (breve pausa) troppe stanze.

LAURENZIA- ma, raccontami! dove l'hai incontrato? ad un party? in discoteca? e' entrato improvvisamente nel tuo boungalow al campeggio di Alassio, completamente nudo, mentre tu eri sotto la doccia?

GILDA- no, non e' il tipo.

LAURENZIA- allora era vestito, (breve pausa) bello stupido!

GILDA- aiutami, non so piu' cosa fare: lui e' cosi' impegnato e concentrato nella sua illusione ed io  (disperata) scompaio ai suoi occhi, come se fossi un fantasma trasparente, sono un'anima afflitta!

LAURENZIA- la situazione sta diventando melodrammatica.

GILDA- mi parla, ma la sua voce si perde nel vuoto e non e' rivolta a me. E' un'entita' astratta la padrona del suo cuore ed io... inutile ragazzina che lo segue come una scema e poi, come tutto fosse ovvio...

LAURENZIA- (truzzissima) l'hai detto, sorella!

GILDA- (cade dalle nuvole) quale sorella?

LAURENZIA- nel senso... lascia perdere. Mi hai dato una grande idea!

GILDA- cioe'?

LAURENZIA- per lui tu sei ovvia e doverosa? bene, lascialo!

GILDA- (sarcastica) grande idea!

LAURENZIA- ma no, solo per finta, tu glielo devi solo annunciare, se poi lui ci tiene veramente a te, cerchera' di farti cambiare idea e tu coglierai il momento propizio per ricattarlo ed obbligarlo ad abbandonare definivamente la sua fissazione!

GILDA- e se non mi da ascolto?

LAURENZIA- tu non ti farai sentire per un po' e poi... TAAACK! (e fa un gesto con la mano intendendo qualcosa che ovviamente Gilda non capisce)

GILDA- (confusa) taaack?

LAURENZIA- mi sembra ovvio: TAAACK! (ripete il gesto)

GILDA- (perplessa) ma (sospiro), pero' ti vedo sicura, voglio fidarmi.

Scena 3

(Primo ed Astolfo, Gilda e Laurenzia usciranno subito)

PRIMO- (entra trionfante) AVE A VOI, DONNE!

GILDA e LAURENZIA- AVE A TE, cosa vuoi?

PRIMO- (con lo sguardo verso l'alto in un punto perso nell'infinito, intanto le due donne se ne vanno) io? niente! contemplavo la mia fervida mente, navigavo questi mari e sono approdato casualmente in studio, non so nemmeno io il perche'... (si interrompe e si guarda intorno) ma dove cavolo sono andate? mi hanno lasciato solo? proprio nel momento del mio trionfo? (tira fuori dalla tasca della camiciona bianca il block-notes, sogghignando trionfante) sono riuscito! (baldanzoso) ho finalmente raggiunto il bandolo dell'intricatissima matassa dei miei pensieri e di questi maledetti periodi contorti ed ho concluso... la prima battuta! (pensieroso) di questo passo entro un mese avro' completato la prima scena! (entusiasta) BENE! (esausto) sono esausto! (si siede per terra sul bordo del palco) (piccola pausa e tutto si fa piu' scuro ma non buio, si deve vedere l'intera scena, un riflettore inquadra Primo)

ASTOLFO- (esce a quattro zampe dalla cuccia e, sempre a 4 zampe, si dirige verso Primo e lo fissa in attesa di qualcosa, dopo un po' Primo gli dara' un biscotto per cani piuttosto evidente che teneva nella tasca della camicia. Astolfo lo mangia e torna nella cuccia, ma non entra, si ferma sull'uscio e si gira osservando l'ammutolito amico. Dopo una breve pausa riflessiva Astolfo si dirige vicino alla scrivania e, dopo un'altra breve pausa, si alza in piedi e batte il pugno sulla scrivania urlando) NON TI DEVI ABBATTERE! continua nell'inarrendevolezza!

PRIMO- (sempre con lo sguardo perso nel vuoto e con tono monotono) ma io non sono abbattuto!

ASTOLFO- (sconcertato)(si avvicina a Primo) come? no?

PRIMO- (con lo stesso tono di prima) anzi, mi sento bene.

ASTOLFO- e allora, perche' quello sguardo perso nel vuoto?

PRIMO- contemplo cio' che non riesco a vedere, ma che so che esiste.

ASTOLFO- cioe'?

PRIMO- il pubblico, le luci, quel maledetto riflettore che ci sta accecando.

ASTOLFO- bhe, effettivamente oggi il sole e' fin troppo caldo.

PRIMO- e questo non ti sembra strano? (Astolfo fa "NO" con un cenno della testa) ma se siamo in casa!

ASTOLFO- e con questo?

PRIMO- e poi... non vedi? perche' il resto dello studio non e' illuminato alla stessa maniera?

ASTOLFO- non so... raccomandato?

PRIMO- ma che raccomandato? (si alza e fa qualche passo a destra e il rilettore lo segue) hai visto?(si ferma) il sole si e' mosso!

ASTOLFO- mi sembra ovvio, (prendendolo in giro, gesticolando) il sole si muove.

PRIMO- cosi' repentinamente?

ASTOLFO- bho? non ho visto bene.

PRIMO- ma non capisci, alla fine non importa cio' facciamo, tanto e' tutto gia' precalcolato.

ASTOLFO- (confuso) non ti seguo.

PRIMO- la verita' e che io e te non esistiamo in realta'.

ASTOLFO- in che senso?

PRIMO- nel senso che siamo povere marionette mosse da un burattinaio pazzo che vuole solo giocare con le nostre anime e basta. Noi siamo solo personaggi creati da chissa' quale mente perversa, nulla di cio' che noi pensiamo e' personale, siamo standardizzati in un unico modo di essere.

ASTOLFO- continuo a non seguirti.

PRIMO- facciamo un esempio: perche' sei vestito da cane?

ASTOLFO- perche' io sono un cane!

PRIMO- e... parli?

ASTOLFO- perche' no? ero il piu' intelligente della cucciolata!

PRIMO- e poi, per quale arcano motivo ti tengo in casa mia? e nel mio studio, poi? sono forse cosi' stupido?

ASTOLFO- bhe, non ti ricordi quel giorno, in canile, quando mi adottasti?

PRIMO- Si', e mi leccasti tutta la faccia: uno schifo.

ASTOLFO- questo particolare non lo rimembro.

PRIMO- bhe, io si', e non e' stata una bella esperienza.

ASTOLFO- senti, se questo e' solo un modo SOFT per cacciarmi via, dimmelo subito che salgo in macchina gia' adesso, in attesa che mi scarichi in autostrada, (commosso) come al povero Billy.

PRIMO- (stupito) ma che dici? io stavo solo constatando ...

ASTOLFO- (stracommosso) anche a Billy avevano detto la stessa cosa!

PRIMO- cioe'?

ASTOLFO- (abbattuto) di salire in macchina.

PRIMO- ma io non ti ho... ehi, ma che fai? piangi?

ASTOLFO- (fa NO con la testa, ma intanto scende la lacrimuccia)

PRIMO- che stupido che sei... comunque, questa e' una situazione assurda

ASTOLFO- (serio) GIA', il sole che si muove... (perplesso) ma... per me l'unica cosa assurda e' la tua testa.

PRIMO- (ride di gusto) questa si' che e' buona! Ma non vedi? dici cose senza senso! sono sicuro che non sono parole tue, ma di quel maledetto burattinaio.

ASTOLFO- ne sei sicuro?

PRIMO- certo! io assurdo? sciocchezze. Ma come posso essere assurdo, io... (cambia tono) noo, non va bene... ma come posso essere... paradossale io... si', mi piace... (tono di prima) io: colui che riesce a vedere dove voi non riuscite, io che possiedo la verita', quella che voi non volete ammettere, io sono il solo che si trova nella condizione di intellettuale indipendenza dall'autore di tutto quest'insulso mondo (si incammina per andarsene)

ASTOLFO- (pensoso) non sapevo che lo shock facesse questo effetto.

PRIMO- quale shock?

ASTOLFO- bhe, quello da scaricamento!

PRIMO- e chi sarebbe lo scaricato?

ASTOLFO- tu! Gilda ti vuole lasciare ma, attento, c'e' il trucco!

PRIMO- lasciarmi? Gilda? trucco? ma che stai dicendo?

ASTOLFO- (spaventato) niente, niente! guarda! eccola che arriva, io scappo! ciao. (si rifugia nella cuccia)

Scena 4

(Primo, Gilda e Astolfo nella cuccia)

GILDA- (entra arrabbiata) e cosi' te l'ha detto! (rivolgendosi ad Astolfo) spia!

PRIMO- non capisco piu' niente. Prima quello li' (indicando Astolfo) mi riempe la testa di insulsi pensieri sul fatto che tutto questo e' finzione e qualche altra diavoleria, e poi tu te ne esci con queste novita'.

ASTOLFO- (nella cuccia) guarda che sei stato tu a dire quelle cavolate!

PRIMO- ma si', che differenza puo' fare? tanto e' sempre colpa tua.

ASTOLFO- (incredulo) Mi...mia?

PRIMO- (rivolgendosi a Gilda sconcertato) raccontami tutto... (col cuore il gola) cos'e' che hai fatto?

GILDA- il concetto e' semplice: ti lascio!

PRIMO- (stupito) Cosa?

ASTOLFO- TI LASCIA!

PRIMO- (rivolgendosi sprezzante ad Astolfo, ma senza girarsi) SILENZIO! ho capito!

Scena 5

(Primo, Gilda e poi entrera' Caldina)

PRIMO- (disperato) Ma, pasticcino! (cambia tono) No, non va bene (tira fuori il blocchetto e comincia a pasticciare brontolando:) troppo sdolcinato, forse con...

GILDA- ecco! lo sapevo, sempre a scrivere e a pensare a quella stramaledetta commedia, pensa un po' alla vita reale... Tze, basta! ho deciso... LASCIAMOCI!

PRIMO- Ma, cara... aspetta il mio povero cuore non ancora pronto per tale sconvolgimento! Esso e' come un fiore che attende (a parte:) aspettare, attendere... mi piace! (forte) il sole per sbocciare, e quella stella vitale: sei tu, e lo sai.

GILDA- (sconcertata) Bhe, io... (seria) ho anche altre ragioni.

PRIMO- quali? (preoccupato e serio)

GILDA- dunque... (e comincia a contare con le dita, fino a tre, con tono polemico sul numero due, poi viene interrotta da Primo che dice:)

PRIMO- Lo so! (a parte:) lo sai, lo so... (e diventa pensieroso) (forte) COMPRENDO tutto cio'!

quindi e' il fato che ora ci separa? no, il destino non ci ha mai unito veramente, ci ha solo fatti sfiorate abbandonandoci l'uno nell'altra in una dolce ma caduca carezza per poi farci conoscere il nostro vero futuro, lontani, perche' non c'e' niente di piu' crudele che amare, per poi dimenticare cio' che non si puo'... dimenticare... disse Bruck proprio quando Ellen mise il proprio morbido piedino sul treno in partenza...

GILDA- ma che cavolo stai dicendo? chi e' Bruck e, soprattutto, chi e' questa Ellen?

PRIMO- (distratto) non lo so, sto andando a memoria...

GILDA- allora era tutta una farsa! un passo di chissa' quale romanzo perso in quella tua gigantesca biblioteca! Oppure tu e quella Ellen... SEI UN MOSTRO: BRUCK!

PRIMO- Senti, non e' proprio questo il momento per essere gelose: non dovevamo lasciarci? e poi io non sono BRUCK!

GILDA- Quindi hai usato un nome falso... non ti riconosco piu', dov'e' la tua innocenza dei nostri primi attimi d'amore? pensa a quella poveretta: Ellen, stara' ancora piangendo...

PRIMO- ma che cavolo c'entra Ellen?

GILDA- dunque la conosci!

PRIMO- Non l'ho mai vista!

GILDA- Eppure tu l'hai detto!

PRIMO- Ma non sapevo cio' che dicevo! Credimi, sei tu l'unica...

GILDA- basta! LASCIAMOCI!

PRIMO- (sconcertato oltremodo) Ma se fino ad un attimo fa'...

GILDA- La decisione e' presa, tutti sono d'accordo, nessuno si oppone a questo necessario destino! Sentili! (rivolgendo una mano verso il pubblico) neanche loro si oppongono! E' inevitabile.

PRIMO- Oppone, OPPONGONO! (si dimena girando in tondo) perche' ti ostini a deturpare il copione, basta! sai che io odio le ripetizioni, appesantiscono la struttura e poi, la gente se ne va, anzi, mi sorprendo che non se ne sia andato ancora nessuno, soprattutto dopo averti sentito parlare!

GILDA- guarda che il mio personaggio e' molto amato dal pubblico femminile e poi, sei tu l'antipatico di turno!

PRIMO- COSA?

GILDA- vogliamo fare un referendum?

UNO SPETTATORE- SI' DAI, CHE BELLO!

PRIMO- ma, sei diventata pazza?

GILDA- (sconvolta) mi hai sentito? guarda cosa mi fai dire? io, conscia che tutto questo non sia una finzione, mi faccio ugualmente influenzare da uno sciocco come te.

PRIMO- E adesso io sarei uno sciocco?

CALDINA- (entra trionfante) SI'! UNO SCIOCCO!

PRIMO- O no, ci mancavi solo tu!

CALDINA- gia', io sono la sola che puo' risistemare tutto: soprattutto le cosa tra voi due.

Ma perche' litigate? proprio adesso, a pochi giorni dal matrimonio?

PRIMO e GILDA (insieme preoccupati)- Qu...Quale matrimonio!

CALDINA- ma come? mi sembra ovvio, quello tra voi due!

PRIMO- ma se ci conosciamo solo da due settimane!

CALDINA- e allora? chi ha tempo, non aspetti tempo.

GILDA- ma se lo odio!

CALDINA- e allora? chi disprezza, compra. Ma su, dai, lo sanno tutti che il vostro primo pensiero e' stato quello di unirvi in: MATRIMONIO.

GILDA- (arrossendo) INSOMMA, MAMMA! perche' poi, matrimonio?

PRIMO- Gia'! (disperato) Perche' non: sposalizio, nozze, convivenza forzata, prigione, incatenamento sadico e crudele? perche' sempre e solo MATRIMONIO?

CALDINA- poche storie, questo matrimonio: si fara'! ormai il dado (correggendosi) cioe' il matrimonio... (sentenziosa) e' tratto.

PRIMO- Noo (grido di dolore non troppo acuto e poi cade a terra)

(irrompe un uomo vestito da arbitro che fischia il fallo su Primo, mentre quest'ultimo si dimena a terra accusando un forte dolore al polpaccio)

Voce del telecronista1 fuori campo: ed ecco che l'arbitro interviene dopo l'azione fallosa della madre di Gilda che, dopo aver insistentemente pressato l'avversario, lo ha messo a terra con una battuta al limite del regolamento!

Voce del telecronista2 fuori campo: scusa Guido, ma l'arbitro ha richiesto la barella e forse Primo non riuscira' a concludere la partita.

Voce del telecronista1: e' proprio un peccato, ma sentiamo il nostro inviato sul campo da gioco.

Voce del telecronista3: si', Guido! e' proprio cosi'! qui, accanto alla panchina, e' tutto un fremito e l'allenatore sbraccia continuamente contro il tecnico della squadra avversaria, mentre sugli spalti e in corso un drammattico tafferuglio tra i poliziotti e i tifosi, quest'ultimi venuti qui proprio per vedere il proprio begnamino districarsi tra i difensori giallo-blu ed infilare quel gol tanto atteso, dopo una stagione colma di infortuni. (intanto arrivano due vestiti da infermieri con una barella e portano via Primo)

GILDA- ma mamma, quello era un colpo scorretto.

CALDINA- Tze, (sprezzante) in amore ed in guerra, tutto e' lecito.

(sipario)

ATTO 2

-Nella sala da te'-

Scena 1

(Caldina e Tigellino)

(sipario aperto, sulla scena Caldina e Tigellino che sono gia' indaffarati nei preparativi)

CALDINA- Presto, che tutto sia pronto entro domani! Poiche' e' domani il giorno adatto per...

TIGELLINO- ma signora, e' proprio sicura che quei due si vogliano sposare?

CALDINA- Certamente! e poi, donne e buoi, dei paesi tuoi.

TIGELLINO- veramente...

CALDINA- (isterica) cosa intendi dire? forse perche' Primo dice di essere... sciocchezze, non e' affatto vero! sono solo dicerie che si propagano nella sua famiglia! Tze, sono convinti di essere stranieri... il mondo e' proprio strano.

TIGELLINO- (fa un cenno con la mano come se volesse ribattere)

CALDINA- (minacciosa) Osi forse contraddirmi?

TIGELLINO- mai, signora.

CALDINA- meglio cosi', bene, ora facciamo una breve revisione alla lista delle cose necessarie che ti ho affidato, poiche': "verba volant, scripta manent". Incominciamo con la prima: la piu' importante.

TIGELLINO- Sissignora! (legge la lista) primo: accertarsi della presenza dei futuri coniugi, (sconcertato sempre leggendo) e' fondamentale.

CALDINA- (indifferente) vai avanti.

TIGELLINO- (leggendo) Attenzione: potrebbe esserci un certo qual tipo di resistenza all'arresto dei due: munirsi di randelli e di ogni altro oggetto contundente ed intimidatorio, consigliata una scorta armata di (stupito) 150 ufficiali dell'esercito. (rivolgendosi alla signora) Ma e' sicura?

CALDINA- si', e poi non vedo la difficolta', con le tue conoscenze non dovrebbe essere un problema.

TIGELLINO- (pensandoci sù) bhe, effettivamente...

CALDINA- dai! continuiamo.

TIGELLINO- (ricomincia a leggere) Secondo: Obbligare il prete, dietro lauto pagamento monetario, a celebrare la funzione: poiche' si rifiuta, senza il necessario periodo di preparazione spirituale. Attenzione: in caso di ulteriore rifiuto, passare a mezzi piu' convincenti, i predetti 150 soldati armati potrebbero ritornare utili in certi casi?!

CALDINA- (impaziente) poi, poi.

TIGELLINO- Terzo: comprare "e sei subito sazio" particolare sostanza che ti fa passare immediatamente la fame ed utilizzarlo sugli antipasti. E' un medicinale, leggere attentamente le istruzioni, tenere fuori dalla portata dei bambini, non somministrare ai minori di 12 anni ed (stupito) ai commensali di pranzi di matrimonio?

CALDINA- (noncurante) ma si'... chissa' cosa potra fare? (imperante) bisogna fare economia!

TIGELLINO- Quarto: non accettare gli ospiti che non portano regali (rivolgendosi a Caldina) bhe, questo mi sembra ovvio.

CALDINA- continua a leggere.

TIGELLINO- (continuando a leggere) i regali devono corrispondere necessariamente alla seguente lista di nozze: lavatrice, cucina componibile, frigorifero, televisione, robot da cucina, automobile di lusso, alloggio in centro, villetta in periferia ed ogni qual tipo di oggetto adatto alla vita domestica, compresi particolari e lussuriosi oggetti sado-maso e simili. (rivolgendosi alla signora stupito) Oggetti sado-maso?

CALDINA- (arrampicandosi sui vetri) bhe... si'... ecco... dunque... toglila quella parte.

TIGELLINO- quinto: preparare l'ingresso per accogliere il rinfresco iniziale durante il quale verranno offerti gli antipasti ed intrattenere gli ospiti fino a che, ormai sazi, se ne andranno, lasciandoci finalmete in pace. Attenzione: il coprifuoco verra' attuato alle 16:00 pomeridiane, nell'evenienza utilizzare i soldati con i fumogeni. (stupito) i fumogeni?

CALDINA- c'e' necessita' di disciplina.

TIGELLINO- Sesto: sbrigati scemo, il tempo stringe. (rivolto a Caldina) ma che significa?

CALDINA- secondo te? (marziale) avanti, muoviti, vai ed agisci!

TIGELLINO- sissignora! (batte i tacchi e se ne va di corsa)

Scena 2

(Caldina. Gilda e Primo entrano poi)

CALDINA- (soddisfatta) bene,bene, la cosa si fara' in grande stile: sfarzoso, economico, obbligatorio per i due piccioncini non ancora convinti, ed il tutto entro domani, poiche' il loro futuro e' insieme:

per amore o per FORZA.

GILDA- (si affaccia dal retroscena) (scena idilliaca) Mammina?

CALDINA- si'! cosa c'e' bambina mia?

GILDA- Mammina?

CALDINA- sono qui!

GILDA- Dimmi un po'...

CALDINA- cosa?

GILDA- dimmi un po' perche'...

CALDINA- (stupita) perche', cosa? mia piccola creatura.

GILDA- (cambia tono ed entra in scena) ma perche' devi infierire nel mio destino!

CALDINA- quale destino?

GILDA- basta, smettila con queste domande retoriche. (aggredisce la madre) NON PUOI OBBLIGARMI! NON PUOI COMANDARE A BACCHETTA TUTTI COME SE FOSSERO MARIONETTE! SIAMO ESSERI UMANI, ABBIAMO DEI SENTIMENTI NOI (piagnucolando) ...ecco.

CALDINA- ma non capisco, perche' ti ostini a negare l'evidenza?

GILDA- quale evidenza?

CALDINA- il fatto che, alla fine, io punto a cio' che vuoi tu.

GILDA- cioe' mi aiuti a lasciarlo!

CALDINA- no, a sposarlo.

GILDA- ma allora vedi? (disperata) sei contro di me.

CALDINA- affatto! io curo solo il tuo interesse. Non eri tu quella che si era innamorata pazzamente di 'sto tipo tutto speciale? io non faccio altro che legarlo a te prima che ci ripensi, dato che...

GILDA- cosa intendi dire?

CALDINA- bhe, non e' un segreto il fatto che tu...

GILDA- (in attesa) io...

CALDINA- bhe, che tu... (brevissima pausa) (cambiando tono) insomma, dopo un po' diventi noiosa ed isterica e so che appena iniziano a conoscerti bene... ti mollano senza pensarci su due volte. (sospiro) ...gli uomini...

PRIMO- (entra infuriato) ma quali uomini... voi donne siete tutte PAZZE!

GILDA- (imprecante) diglielo anche tu, caro, che non vogliamo sposarci.

PRIMO- non ti preoccupare cara, vincero' io questa maledetta arpia.

CALDINA- (disorientata) ehi! cos'e'? una cospirazione? (sconvolta) TRAGEDIA! tutti si accaniscono contro di me, ma cosa ho fatto di male per meritarmi questo? vi ho forse obbligato in qualcosa? cos'e' questo? il Bounty?

GILDA e PRIMO- (perplessi) bhe... si'!

CALDINA- (stupita) cosa? il Bounty?

GILDA e PRIMO- no... e' che tu ci obblighi.

CALDINA- ma se voi...

GILDA e PRIMO- noi?

CALDINA- si', voi siete gli artefici di questa situazione cosi' crudele nei miei confronti.

PRIMO- (contrariato) semmai e' il contrario, siamo noi le vittime di questa tua diabolica macchinazione.

GILDA- e' vero, mamma.

CALDINA- (piena di pathos) ma cos'e' la verita', in fin dei conti? una sola parola sussurrata tra suoni immersi in una tempesta di bugie... tutto e' relativo in questo mondo proiettato in una corsa senza tempo...

PRIMO- (rivolto perplesso a Gilda) ma di che cavolo sta parlando?

GILDA- (alza le spalle ignara della risposta) bho?

CALDINA- (continuando il monologo) ed io sono qua, a parlare con questi due figlioli pronti all'unione definitiva, alla conclusione dei loro dolori, finalmente i loro desideri d'amore verranno esauditi... grazie solo a me... loro invece sono cosi' ciechi... cosi' ingrati... cosi'... (se ne va continuando a banfare)

PRIMO- ma guardala! sta straparlando, e' peggio di me nei miei rari momenti di crisi.

GILDA- rari?

PRIMO- si', rari. Perche'? cosa staresti insinuando?

GILDA- io? niente!

PRIMO- no! tu insinui.

GILDA- (quasi isterica) cosa potrei insinuare? la tua fissazione?

PRIMO- (accorgendosi dell'assenza di Caldina, cambiando totalmente discorso) ma dove e' andata quella pazza?

GILDA- oh no, povera mammina, bisogna fare qualcosa, devo aiutarla. (si incammina verso la stessa direzione della madre)

PRIMO- (interrompendola) Ehm... Cara?

GILDA- (dolcissima) Si', cosa c'e' amore?

PRIMO- (premuroso) potrebbe diventare pericolosa, stai attenta.

GILDA- Sei un vero tesoro! (gli manda un bacio con la mano e se ne va)

Scena 3

(Primo ed entrera' Filippo)

PRIMO- (felice e spensierato si volta dalla parte opposta sognando ad occhi aperti, ma improvvisamente si blocca, ci pensa un po' su' e poi, serissimo, rivolgendosi al pubblico) la odio.

(pausa)

FILIPPO- (entra) chi e' che odi?

PRIMO- (parlando girato dalla parte opposta a Filippo) la mia ragazza.

FILIPPO- e perche' mai?

PRIMO- (non sa cosa dire) bhe, perche'...

FILIPPO- (come se Primo avesse gia' risposto) bene, la situazione sta diventando interessante.

PRIMO- aspetta, non ho ancora...

FILIPPO- (lo interrompe, interessatissimo) e poi, e poi... wow, questo non me l'aspettavo... vai avanti.

PRIMO- ecco...

FILIPPO- e no, questo non lo dovevi fare.

PRIMO- (sconcertato)

FILIPPO- ma dai? e lei cosa ha detto?

PRIMO- (senza parole)

FILIPPO- (continua da solo entusiasta, e' un tipo molto strano) e tu? come dici? e' tutta colpa sua? ma dai! non ti credevo cosi' ardimentoso!

PRIMO- (interrompendolo) ma quale ardimentoso! e poi, non ti ho ancora raccontato niente.

FILIPPO- (giustificandosi) bhe, cercavo di capirti... credevo di aver intuito la situazione e... insomma,  cos'e' successo alla fine?

PRIMO- (drammatico) la tragedia e' questa: ero tranquillamente fidanzato in attesa di partorire...

FILIPPO- (interrompendolo) cosa? (correggedolo) partorire lei!

PRIMO- no, partorire io.

FILIPPO- (perplesso) partorire tu? sei un ragazzo strano.

PRIMO- ma che hai capito? partorire nel senso di estrarre dal mio genio una grandissima opera teatrale, ed invece lei decide di lasciarmi e...

FILIPPO- (continuando le parole di Primo) e tu le sei corso dietro.

PRIMO- si', cercavo di convicerla e lei e' saltata fuori con quel matrimonio. (il colmo del dramma)

FILIPPO- ma allora era gia' sposata.

PRIMO- noo! dovevamo sposarci! capisci?

FILIPPO- (non ha ancora capito niente) quindi ha cambiato idea, bravo! sei riuscito a farla innamorare, ma l'ho sempre saputo! sei un vecchio mandrillone!

PRIMO- ma no, lei mi odiava! era la madre che voleva sposarmi.

FILIPPO- ti sei sposato con tua suocera?

PRIMO- noo! (instizzito spiegandosi a gesti come si fa per uno scemo) lei voleva che io e Gilda ci sposassimo.

FILIPPO- ma se vi conoscete da solo due settimane.

PRIMO- (abbattutissimo) e' quello che ho detto io.

FILIPPO- ma se lei ti odiava.

PRIMO- e' quello che ha detto lei.

FILIPPO- la madre? (sempre piu' confuso)

PRIMO- no, la figlia... (si arrabbia) BASTA! non ne posso piu'.

FILIPPO- (capisce sempre meno) che situazione contorta... proprio un intricato ginepraio.

PRIMO- (cadendo dalle nuvole) quale ginepraio?

FILIPPO- lascia perdere. Dai, siediti e prendiamoci un te' in pace, ti calmera', vedrai.

(si siedono al tavolino da te')

FILIPPO- (alzando il braccio) Tigellino! portaci due te' belli caldi.

Scena 4

(Filippo, Primo e Tigellino.)

FILIPPO- vedrai che tutto si sistemera', anche se non ho ancora capito bene cosa sia successo veramente. Cioe': lei ti voleva lasciare e tu non volevi, quindi lei ha chiamato la madre che ti ha costretto a sposarti con la cameriera della cognata che poi...

PRIMO- ma quale cameriera! senti, lascia perdere che e' meglio. Piuttosto: perche' sei venuto a trovarmi?

FILIPPO- non lo so con precisione, non avevo niente da fare quindi...

PRIMO- (lo interrompe parlando a mezza voce) sei venuto a rompere le scatole a me, come sempre del resto!

FILIPPO- (non ha sentito) scusa? cosa hai detto?

PRIMO- niente! ma quando arrivano questi te'? TIGELLINO!

TIGELLINO- (entra con un vassoio sul quale ci sono due tazze e gli appositi contenitori per lo zucchero ed il latte) eccomi.

FILIPPO- era ora.

TIGELLINO- (servendogli) i signori sono serviti. (finisce di servirli) posso congedarmi?

PRIMO- (con aria di sufficienza) si', si', puoi andare... ( TIGELLINO. se ne sta andando quando viene fermato dalle parole di Filippo)

FILIPPO- aspetta! perche' non resti a farci compagnia?

TIGELLINO- (indeciso) ma, veramente non so se...

FILIPPO- ma si', che cosa sara' mai?

TIGELLINO- bhe, si'... pero'...

PRIMO- (rivolgendosi a Tigellino ma senza voltarsi) senti, deciditi! vuoi rimanere oppure no?

TIGELLINO- (sconcertato) io...

PRIMO- (tesissimo) allora? (sbatte la tazza sul tavolino)

FILIPPO- (rivolgendosi a Primo) non fare cosi', lo intimorisci!

PRIMO- chi, io? figuriamoci.

TIGELLINO- non voglio disturbarvi, me ne vado. (se ne va)

FILIPPO- ma no! perche'?

PRIMO- (con aria di sufficienza) ritornera', vedrai. In questa casa sembra che tutti vogliano scocciarmi.

FILIPPO- a proposito, ho qui un affare straordinario!

PRIMO- Quale affare?

FILIPPO- questo! (gli porge un plico di fogli) non hai che da firmare in ogni pagina e...

PRIMO- (prendendo in mano i fogli, stupito) In tutti i fogli? (breve pausa) mi verra' il crampo alla mano!

FILIPPO- (togliendogli i fogli dalle mani) bhe, se questa e' solo una squallida scusa per non accettare il Business che ti sto offrendo...

PRIMO- (riprendendosi i fogli) ma no (ne fa cade un po' per terra) se la metti cosi' li firmo senza esitazione, senza nemmeno leggerli (prende la penna dalla tasca della camicia). Sei sempre il solito, vuoi per forza gettarmi nel mondo degli affari, io sono un artista, non un banchiere. (si mette minuziosamente a leggerli) (silenzio per pochi secondi)

FILIPPO- Ma cosa fai? li leggi?

PRIMO- (volendosi giustificare) no! e che cercavo lo spazio dove scrivere (rimettendosi a leggere) dunque...

FILIPPO- (breve pausa e poi a parte) spero che non veda la posticilla alla fine.

PRIMO- EHI! e questo cosa significa?

FILIPPO- (spaventato) cosa? ma no... non volevo mica imbrogliarti! (breve pausa) come dici? guarda che mi offendo, anzi, mi sono offeso! ma come, io che ti ho seguito fin da quando vendevi sceneggiature a quella radio tedesca... io, che ti ho proiettato nel mondo dello spettacolo. E mi accusi di fregarti? Non fare cosi', eh. Non mi puoi mica trattare cosi'. Non parlero', se non in presenza del mio avvocato.

PRIMO- (sconcertato) ma che cavolo stai dicendo? io volevo solo sapere...

FILIPPO- (terrorizzato) che cosa?

PRIMO- niente, e che... ma, dimmi un po'?(avvicinandosi a lui adocchiandolo in modo sospettoso)

(all'improvviso uno spettatore, ovviamente un attore specializzato in risate, si mette a ridere forte:

"AH AH AH!". Primo lo guarda, breve pausa e ripete la propria battuta. Il tizio ride di nuovo e Primo lo guarda di nuovo.)

PRIMO- (sconcertato) l'hai sentito? (rivolgendosi a Filippo)

FILIPPO- sentito chi?

PRIMO- quel tizio che ha riso.

FILIPPO- ma quale? siamo soli! forse parli del cameriere, aspetta che lo vado a chiamare. (si alza ed fa per andarsene)

PRIMO- Ehi! ma dove vai!

FILIPPO- non ti preoccupare, vado a chiamare Tigellino per sapere se e' stato lui.

PRIMO- ma...

FILIPPO- tu non ti preoccupare. (se ne va)

PRIMO- eppure...

(ed il tizio ride di nuovo con la solita scansione di tre AH!: "AH! AH! AH!"

PRIMO- questa volta l'hai sentito? (rivolgendosi a Filippo, ormai andato via) EHI, Filippo!

(il tizio ride di nuovo)

PRIMO- ma allora lo fai apposta, ma che c'avrai da ridere?

TIGELLINO- (entra con la divisa da comandante ed accento tedesco) ECCOLO! E' LUI! PRENDETELO!

(uno stuolo di soldati catturano Primo e lo portano via)

PRIMO- EHI! NO, ASPETTATE! (ovviamente qui la dinamica e' piuttosto confusa e le parole di Primo si accavallano a quelle dei soldati ed al sipario che si chiude)

(breve pausa, aspettando le eventuali risate (molto eventuali, mi chiedo che c'avranno da ridere, ma la mia intenzione e' quella di fare una commedia, alla fine) degli spettatori; il tizio si rimette a ridere di nuovo)

(Primo esce fuori dal telone solo per meta' busto e dice minaccioso)

PRIMO- dunque sei tu, maledetto! adesso ti prendo!

(ma delle mani militari agguantano Primo riportandolo dentro e finisce il 2° atto)

ATTO 3

-nella prigione dei sotterranei-

(la prigione con le sbarre copre quasi l'intera scena)

Scena 1

(Primo e Gilda sono a terra svenuti, nella cella)

(Astolfo a lato, poi entrera' Tigellino (alias Generale Von Guter))

(pausa di silenzio nella quale Primo si alza scombussolato)

(intanto Astolfo inizia a camminare a quattro zampe avanti ed indietro lungo la prigione, dopo un po' si ferma al lato destro, si siede per terra con le gambe distese e tira fuori un pacchetto di biscotti per cani ed inizia a sgranocchiarseli con fare svogliato)

ASTOLFO- (breve pausa) (parlando mentre mastica, stufo e stanco) Astolfo vai di qua! Astolfo vai di la'! sempre a dare ordini, nemmeno fossi il suo servo... per non parlare poi di quei maledetti soldati, sempre a ridere e a darmi calci: che vita da cani... (cambiando tono) buoni questi biscotti!

PRIMO- (frastornato) ma dove sono? sembra uno scantinato, (trasale) il mio scantinato: quello deLLA MIA CASA! MA CHECCAVOLO E' SUCCESSO!

ASTOLFO- finalmente ti sei svegliato! era ora!

PRIMO- perche'? per quanto ho dormito? (preoccupatissimo) tanto?

ASTOLFO- (inquietante) TROPPO!

PRIMO- troppo... troppo?

ASTOLFO- SI', troppo; TROPPO! ormai e' tardi, tutto e' segnato; (con voce inquietante) attento: la tua vita e' in pericolo!

PRIMO- tardi per cosa? quale pericolo? (breve pausa, cambiando tono) che ore sono?

ASTOLFO- (guardando l'orologio) tardi, troppo tardi, oramai...

PRIMO- si'  ma, che ore sono?

ASTOLFO- perche' tanta insistenza?

PRIMO- (volendosi giustificare) bhe... non so... (cambia tono) insomma, dimmi l'ora.

ASTOLFO- ehm... meno dieci.

PRIMO- meno dieci che?

TIGELLINO- (entra, e' vestito con la divisa da generale delle SS, parlando con accento tedesco) ebbene? dov'e' il prigioniero? rompe forse un po' troppo le scatole? e' insensibile alle nostre direttive? vuole fuggire? non sa che e' impossibile? pretende un rancio simile a del vero cibo? si e' lamentato dell'alloggio? ALLORA?

ASTOLFO- (si alza in piedi stando sull'attenti) nossignore! se ne sta tranquillo nella propria fetida cella!

TIGELLINO- BENE!

PRIMO- Tigellino! cosa fai li'? cosa faccio qui? Perche’ sei vestito in quel modo cosi' tanto minaccioso?

TIGELLINO- (con tono amichevole) bhe... per entrare nella parte.

PRIMO- quale parte?

TIGELLINO- (con tono autoritario) NESSUNA! non si danno confidenze agli sconosciuti! non ve l'ha detto la mamma! (si mette a camminare avanti ed indietro) dunque, lei si chiama...

PRIMO- Primo, signore!

TIGELLINO- ...Primo, bene. Lei e' stato catturato mentre scappava dall'attacco.

PRIMO- veramente...

TIGELLINO- SILENZIO! lei e' un disertore della patria. Come ha osato, e poi venir preso dai nostri... inconcepibile! (breve pausa) Quindi lei...

PRIMO- senta! io sono...

TIGELLINO- (interessato) avanti! me lo dica! chi e' lei?

PRIMO- io sono...

TIGELLINO- senza indugio, non si preoccupi, siamo tutti interessati alla vostra storia.

PRIMO- c'e' stato un errore! io sono un artista! un grande artista! (isterico) forse IL PIU' GRANDE!

TIGELLINO- e... poi?

PRIMO- (concitato) ero nella mia casa... anzi sono ancora a casa mia! mi hanno catturato.

TIGELLINO- quindi lo ammette!

PRIMO- ehm... si'... no... stavo discutendo su di un certo affare quando... mi hanno preso alla sprovvista! io mi dovevo sposare... anzi, mi stavano obbligando a sposarmi e poi... non ci capisco piu' niente.

TIGELLINO- Ho capito tutto io, invece. Lei era una persona comune che, ma si', e' vittima di un, come dite voi... , malinteso? bhe, si', potrebbe anche essere fattibile. (pausa) (aggredendolo) STORIE! LEI E' UNA SPIA! avanti, mi dica i piani segreti che...

PRIMO- ma quali piani segreti?

TIGELLINO- mi dica... che ore sono?

PRIMO- (disperato) non lo so! Prima...

ASTOLFO- (accusando Primo) e' vero! non voleva dirmelo! continuava a chiedermela e poi... ma io non glielo detta! ... colpa sua!

PRIMO- tu menti!

TIGELLINO- (minaccioso) allora, che ore sono?

PRIMO- (sprezzante) meno dieci!

TIGELLINO- meno dieci che?

PRIMO- (disperato) non me l'ha voluto dire: l'infame! (additando Astolfo)

TIGELLINO- (breve pausa) lo credo bene! (si guarda l'orologio da polso) non si deve dire l'ora ai prigionieri. Bravo (rivolgendosi ad Astolfo) hai fatto un buon lavoro. (se ne va)

ASTOLFO- (compiaciuto, ride lievemente e si siede ricominciando a mangiarsi la merenda)

PRIMO- (incomincia a camminare nella cella e poi si rivolge di nuovo ad Astolfo andandogli vicino e parlandogli sottovoce) Astolfo!

ASTOLFO- (a voce alta) cosa c'e'?

PRIMO- Schhh! silenzio! potrebbe sentirti!

ASTOLFO- CHI?

PRIMO- SCHHHH!

ASTOLFO- (sottovoce) avanti, cosa vuoi?

PRIMO- (indugia un po' e poi, ad alta voce) che me ne dai un po'?

ASTOLFO- no! sono miei, uffa.

PRIMO- eDDAi!

ASTOLFO- (seccato) Tieni... (gliene da uno)

PRIMO- (lo mangia e poi, dopo una breve pausa) BUONO!

Scena 2

(Primo e Gilda, con in ombra Astolfo)

PRIMO- (le luci calano e c'e' un po' di silenzio sulla scena, quel tanto per creare l'atmosfera) guardatela! dorme ancora. (si avvicina a Gilda che e' ancora svenuta, con voce soffusa e calma) Non sembra nemmeno vera... quando la vidi per la prima volta: non credetti alle mie pupille. Poi lei mi guardo' con quei due occhi nei quali sprofondai e la mia mente fu annullata in un solo pensiero che ti cattura. Un solo desiderio, un solo atto stai per compiere ed e' difficile fermarti in quei momenti. (breve pausa e si siede accanto a lei) Eravamo vicini, troppo vicini... (cambia tono tirando fuori il blocco degli appunti) forse e' meglio: limitrofi... nooo, che schifo. Ecco: eravamo vicini, (sta scrivendo intanto, mentre parla) persi l'uno nell'altra, mentre le parole non avevano significato e scorrevano veloci indipendenti da ogni qual tipo di titubanza o timidezza: sperduti in un contatto empatico. (si alza sospirando, mettendo il block-notes nel taschino, e si allontana sconfortato) Ho fatto tanto per averla al mio fianco, dopo averla cercata fino in capo al mondo: (cambia tono) cioe', abitava a due isolati da qua, intendiamoci... ma non avrebbe fatto alcuna differenza: forse per una combinazione... (riprende il tono precedente, pieno di pathos) Ed ora sembra finire tutto. Il mondo sta cadendo sotto i miei piedi, sono perduto nella paura di perderla... (breve pausa riflessiva, estrae il blocco e scrive qualcosa) si', mi piace cosi' (sorride compiaciuto mentre sta ancora scarabocchiando e poi nasconde il blocchetto). Raggiante, stupenda, luminosa di una luce che non le sembra propria (che sia il riflettore), la sua anima e' nascosta da quegli atteggiamenti, da quei movimenti, da quei capelli fluenti in un solo dolce gesto. Simpatica, graziosa, a modo, mai volgare, (trasognato) tutta cosi', tutta cosa'...(un po' stupito delle proprie parole) e' un concentrato di virtu'.

GILDA- (si sveglia tutta frastornata) ma cosa e' successo?

PRIMO- (accorrendola) niente, come stai cara?

GILDA- (i due sono abbracciati l'uno nell'altra) Oh... non e' nulla tesoro...

PRIMO- (le passa la mano tra i capelli) ti devo dire una cosa.

GILDA- cosa? (entrambi sono trasognati in un mondo di bambagia)

PRIMO- ecco...

GILDA- (pendendo dalle sue labbra) sii'

PRIMO- io... (ancora piu' persi ed innamorati)

ASTOLFO- (starnutisce, ma senza fare troppo baccano, proprio come fanno i cani)

(breve silenzio e poi)

GILDA- (esce dal sogno) Primo?

PRIMO- (ancora immerso in un idilliaco sentimento) sii'

GILDA- mi hanno strappato il vestito!

PRIMO- (lascia l'abbraccio e si allontana un po')

GILDA- (un po' sconcertata fa due passi indietro)

PRIMO- (duro) vedo che ora stai meglio!

GILDA- (isterica) come vuoi che stia? certo che non mi capita tutti i giorni di subire una violenza del genere! Prima fai casino, poi ci rapiscono ed alla fine mi si e' strappato l'abito: nuovo e firmato... Ma lo sai quanto costa? ARRGH! Ma non potevano rapirmi ieri che non ero cosi' elegante? no! sempre colpa tua! "chi vuoi che ci faccia una cosa del genere?", dicevi. Ma certo: dalle tue parti non si usa rapire la gente. Bisogna stare sempre attenti!

PRIMO- ma scusa, di solito dalle tue parti ti capita spesso?

GILDA- no! ma non per questo non ci penso! (guardando il vestito) ma guarda te: tutto rovinato! e adesso cosa faccio! non so se al negozio ne hanno uno uguale! era un pezzo raro... unico!

(cerca di rammendarlo con le mani) uffa, che figura ci faccio con i sequestratori?

PRIMO- (continuando l'elenco di prima) Isterica, piagnona, insensibile, una rottura di scatole autentica...

GILDA- (non avendo sentito) cosa stai dicendo?

PRIMO- (stufo) niente Gilda, niente.

GILDA- (con tono dolcissimo) ma dove ci troviamo?

PRIMO- nelle segrete della villa.                                                                                                                      

GILDA- (isterica) della tua villa?

PRIMO- (rispondendo a tono) si', della MIA villa!

GILDA- e perche' ha delle segrete... la TUA villa?

PRIMO- perche' c'erano gia' quando l'ho comprata, e poi fa molto chic!

GILDA- certo! con una collezione di scheletri nelle cantine: e' tutta un'altra cosa! altro che la collezione di vini del Conte LeJacque...

PRIMO- Comunque e' inutile il tuo sarcasmo. E poi: dove sono gli scheletri? io non li ho mai visti!

GILDA- (si avvicina un po' timorosa) davvero!

PRIMO- (spavaldo) gia'!

GILDA- (spaventata ma non troppo, con una punta di sarcasmo) e allora quello cos'e'?

(spunta dall'oscurita' un fosforescente scheletro di plastica che ghigna terribilmente)

(i due si spaventano fino all'inverosimile, urlando ed abbracciandosi terrorizzati)

PRIMO- ehm...  eppure... (ripresosi dallo shock) l'avra' messo tua madre! quella donna e' completamente uscita di senno!

Scena 3

(Primo, Gilda e Caldina ed Astolfo nell'ombra)

CALDINA- (entra) uscita di senno o, domani voi due vi sposerete (ghigna terribilmente strofinandosi le mani)

PRIMO- NOO!

GILDA- ma mamma, come puoi farmi un cosa simile?

CALDINA- senti, ne abbiamo gia' discusso: ormai tutto e' gia' preparato, la tavola imbandita, il prete e' stato cattur... ehm... informato e tutti trepidano nell'attesa che queste nozze vengano celebrate.

PRIMO- scusa un po', cara suocera...

CALDINA- cosa c'e'?

PRIMO- ma dove li hai presi i soldi per finanziare tutto cio'?

CALDINA- (presa un po' alla sprovvista) bhe... con i tuoi... ne ho trovati un sacco sotto il tuo materasso.

PRIMO- cosa hai fatto?

CALDINA- ho preso i soldi che...

PRIMO- ARRRGH! ma quella era la mia riserva privata, i fondi per la nuova macchina... la spider dei miei sogni proibiti.

CALDINA- e allora? ti sono serviti per esaudire il tuo secondo sogno proibito.

PRIMO- cioe?

CALDINA- il matrimonio con mia figlia, no? ed ora su', non ti abbattere, vedrai che non te ne pentirai. (se ne va) (poi ritorna indietro) ehi! attenti! (ha uno sguardo inquietante) ritornero' presto. (se ne va)

GILDA- no mamma, aspetta!

PRIMO- tragedia supermegagalatticaarrrgh! (si mette le mani tra i capelli)

GILDA- era bella quella macchina?

PRIMO- (sconvolto) si', fantastica.

GILDA- ah... (vorrebbe confortare Primo, ma non sa cosa dire)

PRIMO- (trasalendo) MA TI RENDI CONTO? quella pazza mi ha privato di un mare di denaro!

GILDA- (isterica) guarda che non te li ho presi mica io, i tuoi soldi.

PRIMO- (stizzito) a no? e di e' stata l'idea di sposarci?

GILDA- non certo mia, io ti odio!

PRIMO- pero' di chi e' stata l'idea di convivere insieme?

GILDA- (sta zitta)

PRIMO- certo, tu volevi (imitando la voce di Gilda) che vivessimo sotto lo stesso tetto. Daiii: mi trasferisco da te, cucciolotto, cosi' finalmente potremo rimanere soli soletti... (riprendendo la propria voce) balle! da quando sei venuta ad abitare qui, non ho avuto mai un momento di pace! prima il maggiordomo con le sue convinzioni post-belliche, poi quel cane ed infine tu... uno strazio. (pausa) Io sono un artista, devo creare, ho bisogno di quiete.

GILDA- e perche'? prima non c'erano il maggiordomo ed il cane?

PRIMO- cosa c'entra questo (cercando di sviare il discorso) e poi c'e' tua madre, e quella vale 5 volte... (breve pausa) (con tono truzzo) cioe': quella donna e' veramente fuori.

Scena 4

(Primo, Gilda, Laurenzia ed Astolfo sempre nell'ombra)

LAURENZIA- (entra baldanzosa ed iper-truzza) senti, non mi devi rubare la terminologia! "FUORI" lo posso dire solo io. Cioe', se io vedo una persona come te (rivolgendosi a Primo) e, vedendoti, dico che: (con tono truzzo) sei fuori, (con il tono di prima) allora rende proprio bene, se lo dice un sfigato come te: viene una schifezza! e' solo un fattore estetico, ma...

PRIMO- (sfidandola) certamente! adesso dire: "sei fuori", e' una tua prerogativa!

LAURENZIA- si', e' una mia prerogativa!

PRIMO- immagino che avrai anche i diritti d'autore su questa espressione.

LAURENZIA- immagini giusto.

PRIMO- (preoccupato) a si'? ma come hai fatto?

LAURENZIA- basta usare le conoscenze giuste che... (cambiando discorso) comunque: sono venuta qui per liberarvi!

GILDA- (supplice) oh, laurenzia, ti prego, salvami da questo mostro d'insensibilita'!

LAURENZIA- non ti preoccupare, ci pensero' io a lui!

PRIMO- Toh! questa e' bella! (stizzito) avanti, provaci!

LAURENZIA- vacci piano, bambino, per adesso cerco di liberare la mia amica, poi forse...

PRIMO- poi forse, che? perche' non dovresti aiutarmi?

LAURENZIA- ehm... (pensandoci su') senti, quando trovero' un motivo valido, allora, forse, ti liberero'.

GILDA- presto, mia madre stara' arrivando!

LAURENZIA- (trafficando con la serratura) e aspetta, non e' mica cosi' facile, avessi almeno le chiavi.

GILDA- ma come? non hai le chiavi?

LAURENZIA- (continuando a trafficare) ehm... no!

GILDA- ma come no?

LAURENZIA- NO! non le ho!

GILDA- ma come conti di aprire la serratura?

LAURENZIA- ci sto' pensando! e dammi tregua!

GILDA- (rivolgendosi al nulla) ma checcavolo di amica mi sono trovata?

LAURENZIA- (truzza) ehi! un po' di camomilla, bimba! Fly down, please.

PRIMO- ma che cosa ha detto?

GILDA- (disperata) non lo so, da quando e' tornata dall'America, e' impazzita!

PRIMO- e tu ti vorresti far salvare da questa pazza? non sei normale.

LAURENZIA- (arrabbiata) sentite un po' voi due, mi serve concentrazione! se non state zitti non ce la faro' mai.

ASTOLFO- (sbadigliando svogliatamente) Non ce la farai mai.

LAURENZIA- (ancora indaffarata) perche'? conti forse di farmi deconcentrare anche tu? guarda che mi sottovaluti.

ASTOLFO- no, tu sottovaluti quel lucchetto.

LAURENZIA- cioe'?

ASTOLFO- (alzandosi svogliatamente) stai per scassinare il noto lucchetto "HARD!". Il lucchetto Hard e' unico nel suo genere. (con tono da venditore, calmo e convincente) Insensibile alle temperature ostili ed al corrosivo avanzare del tempo, il lucchetto Hard non teme alcun tipo di scasso. Comprate il lucchetto Hard, mettete sotto chiave i vostri cari, non usciranno piu'!

LAURENZIA- (triofante) EVVIVA! ci sono riuscita! si e' aperto!

ASTOLFO- COSA? NON E' POSSIBILE, eppure quel tizio alla tele...

LAURENZIA- Bleee!

GILDA- URRA! siamo liberi!

PRIMO- FINALMENTE!

(Gilda, Primo e Laurenzia iniziano a saltellare cantanto "siamo salvi, siamo salvi" girando in tondo mentre disperato Astolfo cerca di bloccare la situazione rimanendo immobile e sconvolto)

ASTOLFO- aspettate! aspettate! non fate cosi', avanti, ritornate nella cella!

GILDA, PRIMO e LAURENZIA- stai fresco!

ASTOLFO- dai, fatelo per me! Caldina mi punira' severamente!

GILDA, PRIMO e LAURENZIA- (ridono di gusto indicando Astolfo) sfiga! sfiga!

ASTOLFO- (sconvolto all'inverosimile) no! non e' vero! non puo' essere successo a me!

GILDA, PRIMO e LAURENZIA- (lo canzonano bambinescamente facendogli versacci) na, na, nana, na! non ci prendi, non ci prendi. (ridono)

(improvvisamente suona la sirena d'allarme e tutti si spaventano)

GILDA- oh no! ma che cos'e'?

LAURENZIA- non lo so!

PRIMO- e' scattato l'allarme! presto! scappiamo!

GILDA e LAURENZIA- ma dove?

PRIMO- venite! conosco un bar qua vicino che e' perfetto!

LAURENZIA- ma scusa? ti sembra un posto dove nasconderci?

PRIMO- no, ma fanno dei croissant favolosi!

GILDA- presto! andiamo caro! (prendendo sotto braccio Primo)

(GILDA PRIMO e LAURENZIA corrono via)

ASTOLFO- (rimasto solo e sconsolato) OH NO! e adesso che faccio?

(voci fuori scena)

PRIMO- DI QUA! DI QUA!

GILDA- PRESTO! PRESTO!

LAURENZIA- ASPETTATE!

PRIMO- NO! DA QUESTA PARTE, VENITE DA QUESTA PARTE!

GILDA e LAURENZIA- DOVE?

PRIMO- DI QUA!

GILDA- LAURENZIA, MA DOVE SIAMO?

PRIMO- ATTENZIONE! LA VECCHIA!

Scena 5

(Astolfo e poi Caldina con Tigellino)

CALDINA- (entra confusa) cos'e'? COS'E'? perche' tutto 'sto baccano! che e' successo!

ASTOLFO- SONO FUGGITI!

CALDINA- COSA! OH NO! e adesso che si fa?

ASTOLFO- (rimane sconvolto e non sa che fare)

CALDINA- bisogna intervenire! TIGELLINO!

TIGELLINO- (entra marziale) COMANDI!

CALDINA- i prigionieri sono scappati! catturali!

TIGELLINO- ai suoi ordini! (uscendo di scena rivolgendosi ai fuggiaschi con accento tedesco) come avete osato fuggire! non andrete lontano, vi prendero'!

CALDINA- (camminando su' e giu' sconvolta perche' non sa cosa fare, borbotta) bisogna fare qualcosa, si', qualcosa... eppure... ma cosa? e adesso dove saranno andati? chi lo sa? sono scappati, SCAPPATI! il mondo e' proprio caduto in fondo.

ASTOLFO- gia', non ci sono piu' le mezze stagioni!

(breve pausa)

CALDINA- (pensandoci su') hai ragione! (rivolgendosi ad Astolfo) forse e' proprio come hai detto tu...

Gia', dovremo cercare al bar qua vicino.

ASTOLFO- ma veramente io ho detto...

CALDINA- ma si', perche' devi essere cosi' modesto.

TIGELLINO- (entra marziale e trionfante) signora:

CALDINA- cosa c'e'? li avete presi?

TIGELLINO- (sorride soddisfatto come volesse dire si', poi improvvisamente si deprime e dice:) no.

CALDINA- come? no? ma avete cercato bene?

TIGELLINO- si', siamo andati subito al bar qua vicino come aveva detto lei, cioe' che alla fine era stato lui (indicando Astolfo) a dirlo per primo.

ASTOLFO- io?

TIGELLINO- si', tu.

ASTOLFO- ma...

CALDINA- insomma, ancora con questa storia? sei stato tu a fare la spia. Avanti, ammettilo.

ASTOLFO- ma...

TIGELLINO- gia', tu ce l'hai detto.

ASTOLFO- ma non e' vero!

TIGELLINO- si' che e' vero!

ASTOLFO- no, non e' vero!

TIGELLINO- ah si'? e allora chi sarebbe stato?

ASTOLFO- certo non io!

TIGELLINO- e gia', adesso...

(intanto TIGELLINO. e ASTOLFO. si sono avvicinati l'uno verso l'altro sfidandosi a parole come due bambini dispettosi)

CALDINA- ok, ok, lasciamo perdere.

TIGELLINO- si', pero'...

ASTOLFO- osi forse ribattere?

CALDINA- basta!

TIGELLINO- (bambinescamente ed un po' piagnuccolando) ma e' stato il cane!

CALDINA- HO DETTO BASTA! avanti, cosa e' successo dopo?

TIGELLINO- (riprendendosi) abbiamo cercato dappertutto ma non c'erano.

CALDINA- (atterrita) dove saranno andati?

ASTOLFO- bhe, probabilmente...

CALDINA- e' vero! come ho fatto a non pensarci prima? hai ragione di nuovo! forse sono ancora in casa. (rivolgendosi a TIGELLINO.) Continua le ricerche. Li troveremo, non ci potranno fuggire per sempre.

TIGELLINO- AGLI ORDINI! (con tono tra il serio e l'ironico) vieni Astolfo, ci serve il tuo fiuto da: segugio! (se ne vanno)

CALDINA- (rimasta sola) e' proprio un bravo cane... lo faro castrare...

(sipario)

ATTO 4

-nel corridoio del primo piano-

(ci sono 4 uscite: 2 ai lati del palcoscenico piu' le scale che portano al piano superiore e le scale che portano al piano inferiore)

Scena 1

(Gilda e Laurenzia, poi Primo, Tigellino ed Astolfo)

GILDA e LAURENZIA- (entrano sperdute)

GILDA- dove e' andato Primo?

LAURENZIA- non lo so, l'ho perso di vista da quando e salito sulle scale dello scantinato.

GILDA- e poi?

LAURENZIA- (spaventata) non lo so! (breve pausa) ci siamo perse!

GILDA- (confortando l'amica) dai, dai, non ti preoccupare! siamo in una casa, no? non siamo mica in un labirinto. Ne usciremo prima o poi.

LAURENZIA- forse se andassimo da questa parte... (indica l'uscita a Sinistra)

GILDA- (pensierosa) non lo so... probabilmente e' la porta della camera per gli ospiti.

LAURENZIA- dai, andiamo!

(escono a sinistra. Si sente un frastuono come se decine di casse cadessero a terra e poi un polverone si solleva vicino all'uscita Sinistra. Sconvolte dall'accaduto, GILDA e LAURENZIA entrano tutte impolverate, un po' sgualcite e frastornate)

GILDA- (lamentandosi) ahia... ma checcavolo e' successo?

LAURENZIA- non lo so, io ho solo visto un migliaio di scatoloni caderci addosso tutti insieme.

GILDA- guarda che finimondo, tutta colpa tua! quello era il ripostiglio.

LAURENZIA- e cosa ne sapevo io!

GILDA- bhe, (non sa cosa dire) ... (decisa indicando l'uscita Sinistra) c'e' scritto!

LAURENZIA- (si volta per guardare la scritta) (breve pausa) non e' vero, dici cosi' solo per prendermi in giro.

GILDA- no! c'e' veramente scritto.

PRIMO- (entra improvvisamente da Destra) ah! siete qua, ma dove eravate finite? perche' siete conciate cosi'?

GILDA e LAURENZIA- lascia perdere.

GILDA- piuttosto, cosa c'e' dietro quella porta? (indicando l'uscita Sinistra)

PRIMO- il ripostiglio.

GILDA- (rivolgendosi a LAURENZIA) visto che c'era scritto?

LAURENZIA- ma...

PRIMO- presto, la vecchiaccia sta arrivando, gia' sento i suoi passi.

LAURENZIA- quale vecchia?

PRIMO- venite, venite. (prende per mano Laurenzia e la trascina via ed escono a Destra)

GILDA- (disorientata) mia madre? ma non e' mica vecchia! (breve pausa) EHI! ma dove sono andati?

(esce dalle scale che portano su')

(da qui l'azione diventa abbastanza concitata, per non dire troppo; il mio scopo e' di confondere gli spettatori, per quanto credo che lo siano gia' abbastanza... perlomeno credo che siano molto perplessi)

TIGELLINO- (entra dalle scale che portano giu', si guarda intorno e dice:) DI QUA! (ed esce da Destra)

ASTOLFO- (entra dalle scale Giu') di qua, dove? forse... (esce a Destra)

PRIMO e LAURENZIA- (entrano dalle scale Su')

PRIMO- e Gilda? dov'e' finita?

LAURENZIA- bho?

(escono dalle scale Giu')

GILDA- (entra da Destra) Primooo, Laurenziaaa.

TIGELLINO- (voce fuori scena) ho sentito una voce! presto!

GILDA- via! (esce dalle scale Su')

TIGELLINO- (entra da Sinistra) ti ho preso! (si guarda intorno e non vede nessuno) ma... Astolfo! vieni qua!

ASTOLFO- (entra da Sinistra precipitandosi) dove? dove?

TIGELLINO- di la'! (escono a Destra)

ASTOLFO- (fuori scena) eccoli!

PRIMO e LAURENZIA- (entrano da Destra correndo ed uscendo a Sinistra) (bhe, e' ovvio che anche prima correvano abbastanza, ma adesso i 2 corrono piu' svelti)

TIGELLINO- (entra da Destra insieme ad Astolfo) vi ho visti, non mi sfuggirete! (corrono ed escono a Sinistra) (un grande frastuono simile a quello precedente si distingue, con la solita nuvola di polvere. TIGELLINO e ASTOLFO entrano sconvolti ed impolverati) stupido! quello era il ripostiglio!

ASTOLFO- eppure loro...

TIGELLINO- di qua! presto! (escono dalle scale Su')

GILDA- (entra dalle scale Giu') ma dove saranno tutti? (sbracciando esce a Destra)

ASTOLFO- (entra da Sinistra) ho visto un ombra! (ed esce dalla stessa parte)

PRIMO- (entra dalle scale Su') cara? dove sei? (esce dalla stessa parte)

GILDA- (entra da Destra) caro? dove sei? (esce dalla stessa parte)

TIGELLINO- (entra da Sinistra) piccioncini? dove siete? (esce dalla stessa parte)

LAURENZIA- (entra dalle scale Giu') ma checcavolo sta' succedendo?

GILDA e PRIMO- (entrano da Destra) eccoti finalmente!

LAURENZIA- la casa pullula di guardie! siamo in trappola!

PRIMO- no! se ci nascondiamo nel ripostiglio, non ci troveranno!

GILDA- (cominciando a nascondersi) presto! che aspettiamo?

(GILDA, PRIMO e LAURENZIA escono a Sinistra)

PRIMO- (fuori scena) urgh! siamo un po' strettini.

GILDA- (fuori scena) qui ci deve essere qualcuno di troppo!

LAURENZIA- (fuori scena) gia', ma chi sara'?

PRIMO- (fuori scena) Gilda! non mettermi i piedi in bocca!

GILDA- (fuori scena) ma non sono io, e' Laurenzia!

LAURENZIA- (fuori scena) AHI! sono scomoda a testa in giu'!

PRIMO- (fuori scena) aspettate! mi e' venuta un'idea.

GILDA- (fuori scena) cioe'?

PRIMO- (fuori scena) questo!

LAURENZIA- (entra da Sinistra scaraventata fuori dal ripostiglio) EHI! non potete lasciarmi qui!

GILDA- (fuori scena) hai sbattuto fuori la mia migliore amica? sei un mostro!

PRIMO- (fuori scena) ma rifletti: prima di tutto lei non corre il rischio di essere imprigionata, (con fare convincente) e poi in questo modo si sta piu' larghi.

GILDA- (fuori scena) Gia', hai ragione.

LAURENZIA- (rivolgendosi disperata ai 2 nel ripostiglio) ma perche'?

TIGELLINO e ASTOLFO- (entrano da Destra) ti abbiamo trovata, finalmente!

TIGELLINO- presto, dicci dove stanno i due futuri coniugi!

ASTOLFO- avanti, diccelo!

LAURENZIA- (balbettando) bhe... io... non so... di la'! (indicando la scala Su')

TIGELLINO- (avvicinandosi a LAURENZIA minacciosamente) ne sei sicura?

LAURENZIA- (annuisce con la testa)

TIGELLINO- ANDIAMO! (fa qualche passo mentre Astolfo e' gia' sulle scale) e tu vieni con noi! (prende LAURENZIA e se ne vanno)

GILDA- (entra da Sinistra) oh no! e adesso che facciamo? (breve pausa) (si gira dalla parte dell'uscita Sinistra) ehi, Primo, dai! esci fuori da li'. (attende una risposta) Primo... ma mi stai ascoltando?

(un frastuono e nuvola di polvere)

PRIMO- (entra da Sinistra tutto impolverato) ahia, ma perche' hai gridato?

GILDA- io non ho affatto gridato.

PRIMO- (riproverandola) a no? e allora perche' mi e' caduto tutto addosso? sei stata tu, con le vibrazioni funeste della tua voce...

GILDA- cosa? non posso sopportare la tua sfrontatezza... basta, me ne vado. (se ne va uscendo a Destra)

Scena 2

(Primo e Filippo)

FILIPPO- (entra da Destra) ma cosa sta succedendo? perche' Gilda e' corsa via piangendo?

PRIMO- ma che ne so! e' impazzita pure lei. (breve pausa) come hai detto? piangendo?

FILIPPO- SI', sighiozzava disperatamente... non ho mai visto piangere in tal modo... mi sono commosso anch'io.

PRIMO- (trasognatissimo) ma allora mi ama ancora... tiene ancora a me...

FILIPPO- piu' o meno.

PRIMO- cosa vuoi dire?

FILIPPO- bhe, ti ha praticamente insultato i 15 lingue differenti.

PRIMO- (rimanendoci male e balbettando) 15, tutte diverse? (breve pausa e poi, riprendendosi improvvisamente) meglio cosi'. La donna e' strana, piu' nega, piu' in realta' vuole affermare con maggiore forza. Dicono di no, ma in realta' e' si'; io le conosco bene: tante storie e poi sono pronte a cadere ai tuoi piedi. Tu dici che mi ha insultato? in verita' voleva infierire sulle mie parole e sul mio atteggiamento, non su di me... Gilda e' la mia ragazza, certamente non mi lascera', quindi... (rivolgendosi a Filippo che un po' annuisce ed un po' nega) e' inutile che fai cosi', tanto e' come ho detto io.

FILIPPO- mah! per me...

PRIMO- e la cosa piu' curiosa e caratteristica di questa situazione e' che noi non possiamo fare altrimenti: siamo costretti a pensare in questo strambo modo, e il perche' ci e' tragicamente ignoto.

Siamo marionette, vuoti fantocci mossi da fili che non vediamo ma che si sentono. La carne sembra bruciare mentre un crudele burattinaio ti obbliga a sbracciare come un scemo e la mente e' vuota in quei momenti, in tutti i nostri momenti; nulla e' originale, tutto standardizzato ad un solo canone bestiale... ma non ti senti male a pensare a tutto cio'? sei forse insensibile pachiderma che segue alla lettera questo maledetto ammaestratore che ti promette quell'allettante zuccherino per poi... cosa? il tuo corpo oppresso non vuole scappare da una morsa alla quale non puoi fuggire?

ma che razza di essere umano sei? (brevissima pausa) ah, gia'! tu sei solo un pupazzo senza coscienza; bhe, del resto cosa posso aspettarmi da te? cosa posso asp... attendere da me stesso? (pausa) sono solo perso nell'oblio di quest'inesistente realta'... le parole si dissolvono tra le mie labbra e la lingua e' troppo stanca per continuare a dire cio' che in realta' non so...

FILIPPO- (che intanto si era assopito) (riprendendosi) SI'! hai totalmente... (Primo lo guarda torvo e lui, chinando il capo e continuando timidamente) ...ragione?

PRIMO- (breve pausa, stizzito) ma quale ragione? scommetto che non hai ascoltato nemmeno una parola.

FILIPPO- non e' vero.

PRIMO- Tze... (si blocca come se si fosse scordato la battuta, Filippo attende la risposta di Primo, ma lui ha un'amnesia momentanea e si guarda in giro, sperduto, cercando un eventuale suggeritore)

FILIPPO- allora?

PRIMO- che cosa curiosa...

Scena 3

(Primo, Filippo e Caldina)

CALDINA- (entra dalle scale Su') chissa' dove saranno finiti... AH! (si accorge di Primo) sei qui! GUARDIE! PRENDETELO! AVANTI! PRESTO! AIUTOOOO!

PRIMO- SSSSSCH! stai zitta... mi e' successa una cosa strana.

CALDINA- COSA? HAI FORSE TROVATO IL TUO CERVELLO?

PRIMO- SSSSSCH! non parlate... mi devo concentrare... stavo per dire...

CALDINA- (rivolgendosi a Filippo) ma, non capisco.

FILIPPO- non guardi me, io meno di voi.

PRIMO- (criptico) silenzio... prima, avevo come... dovevo dire una cosa ma poi, me la sono dimenticata.

CALDINA- secondo me ha dimenticato la testa.

FILIPPO- gia'!

PRIMO- (trasalendo) MA CERTO! E' LA PROVA!

FILIPPO- quale prova?

PRIMO- la prova che non siamo cio' che crediamo. Noi siamo: (breve attimo di suspence) finti.

CALDINA- (a Filippo) ma sta vaneggiando?

FILIPPO- bho? io non ho ancora capito niente!

PRIMO- ma non vedete? e' cosi' ovvio. Perche' prima non ho detto niente?

FILIPPO- (cadendo dalle nuvole) come? non stavo attento.

PRIMO- lascia perdere.

(improvvisamente si sente il telefono che squilla)

FILIPPO- vado io. (esce dalle scale Su')

Scena 4

(Primo, Caldina e Gilda)

GILDA- (entra con il copione in mano e leggendolo) Basta! ho deciso, ti lascio.

PRIMO e CALDINA- come?

GILDA- ehm... (non sa cosa dire)

PRIMO- EHI! ma cosa hai in mano?

GILDA- chi? io?

PRIMO- SI'! tu!

GILDA- niente. (e nasconde il copione dietro la schiena)

PRIMO- ma e' un copione. Dunque tu sei... e sbagli pure le battute, quella che hai detto era del 1°atto.

GILDA- ma... io... (riprendendosi) tu vaneggi! guarda che io non ho nulla in mano.

PRIMO- (avvicinandosi) Ah no? E allora, cos'e' questo?

GILDA- (getta il copione fuori dal palco) cosa? guarda, non ho niente.

PRIMO- ho capito, quindi voi siete tutti d'accordo per...

CALDINA- TIGELLINO! PRESTO, PRESTO! SONO TUTTI E 2 QUI, CATTURALIIII! (esce sbracciando a Destra)

PRIMO- (sconvolto gesticolando) ma, e' completamente impazzita.

GILDA- mammina, ma dove vai?

PRIMO- EHI, TU, non cambiare discorso!

GILDA- quale discorso?

PRIMO- SSSSCH! sento che sta arrivando qualcuno. (tendono l'orecchio) Presto, scappiamo.

(Gilda sta per uscire a Destra ma Primo la prende in tempo) dove vai? DI QUA! (escono dalle scale Giu')

Scena 5

(Laurenzia, Astolfo, Tigellino, Gilda e Primo)

LAURENZIA- (entra da Destra correndo) AIUTOOO! (esce a Sinistra)

ASTOLFO (entra da Destra correndo) ti prendo! (esce a Sinistra)

ASTOLFO- (fuori campo) finalmente ti ho preso!

LAURENZIA- nooo! lasciami, maledetto bruto...

TIGELLINO- (entra da Sinistra tenendo Primo per l'orecchio) EH! EH! EH! non mi potrai piu' sfuggire! ASTOLFO! sei riuscito a prendere l'altra?

ASTOLFO- (entra da Destra tenedo per il braccio Gilda) SI'! eccola!

GILDA- (dimenandosi) e lasciami! (ASTOLFO e GILDA escono a Destra)

TIGELLINO- benissimo, la nostra padrona sara' contenta, ora assisteremo proprio ad un bel matrimonio!

PRIMO- (dimenandosi e liberandosi) NOOO! non potete farmi questo! finalmente ero giunto alla conclusione della mia speculazione esistenziale... ho scoperto tutto! siamo tutti inesistenti! il cane, la battuta, il copione, il matrimonio, sono tutti tasselli sconclusionati che portano ad un'unica soluzione... Lasciatemi, lasciatemi!

TIGELLINO- (interrompe Primo) vieni qui! (prende Primo per il braccio e gli mette le manette)

PRIMO- Tigellino, liberami, ho una missione da compiere: comunicare al mondo la mia scoperta! io, tu, noi, siamo tutti soli; vaghiamo errabondi in una nebbia tanto trasparente da sembrarci inesistente, ma tanto spessa da soffocarci tra le sue accoglienti e crudeli brame... noi tutti siamo niente, siamo solo quel lontano evanescente: "nonnulla perso nell'oblio".

(tutte le luci si spengono e sipario) 

FINE DELLA COMMEDIA.

                                                                                                               Torino 1/6/1999

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