Un nordista fra i latini


o IL NASTRO VIOLETTO

Tre atti

di Cecilia Scolari Fedele

Personaggi in ordine di entrata:

SERGIO, pittore

DIEGO, suo amico

ANNINA, sorella di Sergio

VON SCHUTZ, ingegnere

LUISA, moglie di Sergio

PATRIZIO, poliziotto

PAMELA, amica di Odile

ODILE, moglie di Diego

MICHEL, fratello di Odile


PRIMO ATTO

La scena una rustica stanza da soggiorno. Sergio e Diego sono seduti al tavolo davanti a bicchieri e due fiaschi di vino vuoti. Sono lanciati in una discussione che il vino bevuto rende pi calorosa.

Diego A me, stava benissimo fare il contadino, capisci? E finir per farlo tutta la vita. Son nato contadino come tu sei nato pittore...

Sergio Nooo!! appunto qui che ti sbagli: nessuno nasce quello che ma lo diventa per le circostanze, per il carattere, forse per quel famoso destino sul quale tanto si discute e ridiscute. Ma quello che mi interessa sapere e che non mi hai ancora detto come sei finito qui. Cosa ci fai tu qui, un nato contadino per usare le tue parole, fra i costruttori di un ponte.

Diego Il contadino guadagna appena per mangiare e non andare in giro nudo lui e la famiglia. Capisci? Con il lavoro del ponte, guadagno venti volte di pi, capisci?

Sergio No. Tutto questo non mi spiega ancora cosa ti ha spinto improvvisamente ad abbandonare la famiglia e i tuoi campi per voler guadagnare di pi.

Diego Gi.

Sergio Gi non una risposta. (Scuotendo il fiasco vuoto che ha davanti) Non c' pi vino?

Diego Gi.

Sergio Oh! Ti rendi conto? Parla tu che parlo anch'io e abbiamo finito anche il secondo fiasco.

Diego Gi.

Sergio Mi sembri un disco che si inceppato sul gi . Cosa dicevamo?

Diego Che non c' pi vino.

Sergio No. Prima.

Diego Non ricordo...

Sergio Ah s! Come sei finito in questa vallata alla costruzione del ponte.

Diego Una domenica, all'ostera del mio paese, ho incontrato l'ingegnere...

Sergio Quale, della mezza dozzina che gravitano attorno al ponte?

Diego Il tedesco...

Sergio Ma quale: son quasi tutti tedeschi sti figli...

Diego Non ricordo mai come si chiama... ma dev'essere il responsabile... l'unico che parla italiano... con un accento terribile, ma almeno lo parla, Sergio Von Schutz. Bene. L'hai incontrato all'osteria. Poi?

Diego Poi niente. Mi ha proposto di venire a lavorare qui. Hai capito stavolta?

Sergio Eh come no! Von Schutz entrato all'osteria, ti ha visto e si detto: Ma quarta quarta che pel contatino che non ha pi foglia ti fare il contatino! perch non lo portiamo supito alla costruzione tei ponte? E opl, detto-fatto ti ha sbarcato qui. (Un tempo) Senti Diego: d'accordo che abbiamo asciugato due fiaschi di vino e forse le idee non son pi molto chiare, d'accordo che io, sotto molti aspetti, posso anche sembrare un deficiente, ma non puoi permetterti di pensare che lo sono.

Diego (Vivamente) Io non lo penso proprio e non l'ho mai pensato, soltanto...

Sergio ... soltanto non vuoi parlare perch come tutti contadini sei maledettamente diffidente. Ma allora mi devi dire: Caro Sergio io, i fatti miei non li racconto a nessuno e la faccenda chiusa.

Diego No... non proprio cos... perch vedi: tu, per me, non che sei nessuno ...

Sergio Meno male! Tante grazie.

Diego Ci conosciamo ormai da un anno: tu mi hai portato gi da tua moglie... mi hai fatto vedere i tuoi figli... i tuoi quadri. Quando arrivano qui i tuoi amici mi chiami... Noi due abbiamo tanto parlato insieme...

Sergio ... bevuto insieme. Lo so, ma non vuol dir niente. Non devi fartene nessun scrupolo. Uno o si sente o non si sente d parlare. Forse, non ancora venuto il tuo momento.

Diego Sai... mi dispiace..

Sergio E di che? Mica siamo obbligati a confessarci gli uni agli altri. Anche io, per esempio, non ti ho mai detto perch, dopo le mie giornate di insegnamento a quella banda di tarlati, salgo qui in valle tutte le sere invece di tornarmene tranquillamente in famiglia

Diego Ma... guarda che me lo hai detto...

Sergio Ah te l'ho detto? E te lo ricordi, tu. questo perch?

Diego Certo che me lo ricordo!

Sergio Bravo. Tienilo bene a mente, importante: perch io me Io sono completamente dimenticato.

Diego Non farmi ridere.

Sergio Ridi pure ma cos.

Diego per quella storia della casa... Non possibile che non ti ricordi!

Sergio Quale casa?

Diego La vecchia... cio, la nuova... insomma: tutto quel casino di quando vi hanno buttati fuori da quella vecchia casa a tre piani che era tutta per voi e siete dovuti andare in quell'appartamento...

Sergio Appartamento me lo chiami? Cuccia, caro, cuccia cuccia: una bella cuccia per babbo, mammina e cucciolini, con cucinino americano, saletta, camerette, bagnetto e gabinetto, separato, naturalmente. Attenzione: vi anche un giardinetto dove i cucciolini possono perfino fare la loro pisciatina clandestina! E ti tendi conto che festa d'estate? Tutti nel giardinetto a ruzzolare un po' per celia, un po' per non morire soffocati in cuccia. E all'ora dei pasti: - Bub bub mammina, dacci oggi la nostra zuppa quotidiana!

Diego Veramente, a me, quell'appartamento... non sembrato poi cos... cos...

Sergio Cos cuccia ?

Diego Ecco: no.

Sergio E sei proprio tu a dirmelo? Tu, abituato ai campi e cresciuto negli spazi delle fattorie?

Diego Comunque... tua moglie...

Sergio Comunque mia moglie stoica o scema e allora, sia nell'uno che nell'altro caso, io non sono obbligato a seguirla.

Diego Ma i figli...

Sergio I figli li mantengo, caro mio, e per farlo insegno la tecnica del disegno per otto ore al giorno a un branco di pecore. Non ti sembra che basti?

Diego No. I figli hanno bisogno di un padre come di una madre.

Sergio Ah s!? E io ho bisogno d'aria. Aria! Aria! Il diritto all'aria fa parte del diritto delle genti. Mia moglie, se vuole che i nostri figli abbiano un padre, non ha che da venire a vivere qui. In questa casa ci si vive comodamente in dieci. Ma non accetta, naturalmente, perch non c' l'acqua calda, perch siamo a un'ora di corriera dalla citt, perch di l il camino le ricorda un incendio della sua infanzia: non accetta soprattutto perch non c' telefono. E dunque che se ne stia gi, nella cuccia, coi pargoletti e che si arrangi. Del resto, tu, non hai fatto la stessa cosa?

Diego Ma vedi, le mie ragioni, sono molto diverse... E credi... vorrei proprio potertele spiegare, ma cos difficile! Gi mi sempre stato difficile spiegare le cose semplici, figurati le cose grosse che ti pesano sul cuore e che ti mettono la vita sottosopra...

Sergio Ti ho gi detto che se non ti senti di dirmele, queste ragioni, non importante per la nostra amicizia.

Diego Ma adesso mi sentirei e credo che venuto quel momento che dicevi prima, soltanto, ecco... mi ci vorrebbe un altro po' di vino...

Sergio (Alzandosi) Buona idea! (Prende un fiasco pieno da un armadio) Questo l'ultimo infiascato ma i suoi compagni vuoti, se ne stanno gi belli allineati in cantina: infiascher domani che sabato, santo giorno di riposo. (Risiede e riempie i due bicchieri)

Diego (Dopo aver bevuto) Sai, io non ho sposato una contadina e, per finire, credo che tutto il dramma incominci da qui.

Sergio Non mi dire che hai sposato una prostituta e non mi dire soprattutto che questo il dramma.

Diego Ma no! Che prostituta; Mia moglie era la figlia di un deputato.

Sergio Ah s? (un tempo) Nota che avrebbe potuto essere benissimo prostituta e figlia di un deputato, anzi! Ma perch era? morta?

Diego (Facendo gli scongiuri) No per grazia di Dio! Dico era perch ormai da anni il padre e lei non si sono pi rivisti ed come se non si fossero mai conosciuti.

Sergio Scusa, ma tu, come ci sei entrato in questo bel quadretto familiare?

Diego Io ero il palafreniere...

Sergio ... del deputato e gli hai cavalcato la figlia...

Diego Ti sbagli! Io non ho proprio cavalcato un bel niente... Almeno, finch il deputato ci ha buttati fuori di casa,

Sergio S insomma: solo una questione di tempo.

Diego Ma importantissimo!

Sergio Certo caro, certo: importantissimo per un puro come te, non aver profanato il tetto parlamentare. Vai avanti.

Diego Son tornato dai miei che erano contadini e ci siamo sposati. Tu sapessi quanto mi fa bene parlare!

Sergio E anche a me sentirti. S'incontrano cos raramente esseri umani come te! Bevi e continua.

Diego Come puoi immaginarti, mia moglie non era fatta per fare la contadina e infatti son riuscito a impedirglielo finch c'erano i miei. Ma dopo la morte dei miei s' messa in testa d'aiutarmi. E tante di quelle cose s' messa in testa quella poveretta a cominciare che io da solo non ce la facevo nei campi e che sarei morto di fatica: insomma ho dovuto lasciarla fare.

Sergio Direi che hai fatto benissimo. Una buona esperienza agricola, per la figlia di un deputato, non pu esser stata che positiva.

Diego Ma tu scherzi! La prima volta che ha visto un lombrico muoversi nella terra, rimasta svenuta per dieci minuti!

Sergio (Restando) Ah, e ha continuato a volerti aiutare?

Diego Tu non la conosci: si inzuccata anche di pi. Voleva zappare, raccogliere patate, strappare erba e ne faceva di tutti i colori. Una volta, si tirata una tremenda zappata in uno stinco: ho dovuto portarla d'urgenza all'ospedale ed era anche incinta!

Sergio Cristo!

Diego Non bestemmiare. Se non ho bestemmiato io quella volta...

Sergio Cristo non una bestemmia: un'esclamazione molto umana e quasi sempre spontanea. Continua.

Diego Un'altra volta ha voluto fare come fanno le contadine quando, dopo aver scosso ben bene il paiuolo, rovesciano la polenta d'un sol colpo sul piatto di legno...

Sergio Oh Dio!

Diego E io a dirle: Guarda che non facile! Bisogna essere abituati per farlo d'un colpo sicuro! E lei niente: Lo fanno le contadine, devo saperlo fare anch'io e si rovesciata tutta la polenta sulle mani. E pensare che anche quella volta era incinta!

Sergio Scusa ma quanti figli hai?

Diego Ne abbiamo avuti tre ma uno morto.

Sergio Per fortuna.

Diego Come per fortuna ?

Sergio Per fortuna, dico, ne morto solo uno... con una madre simile...

Diego Ma piena di buona volont sai!

Sergio A lo credo!

Diego E come madre, bisogna lasciarla stare.

Sergio Ma dimmi una cosa: dev'essere comunque migliorata se puoi lasciarla sola con due figli.

Diego No, non migliorata, cio: migliorata si come contadina, e i figli ormai sono grandicelli...

Sergio Dunque non dovrebbero esserci pi problemi.

Diego Gi, ma ci sono eccome! Perch adesso si ammalata. E molto, sai, molto!

Sergio E cosa diavolo ha adesso?

Diego Non lo so bene, ma si direbbe proprio una malattia dove c'entra il diavolo. I dottori, perch ne ha pi d uno, la chiamano con uno strano nome. Per questo son dovuto partire: perch per curarla ci vogliono un sacco di soldi e la cassa malati non paga nemmeno per la met.

Sergio Diego: dimmi cosa posso fare per te.

Diego Ascoltarmi. Non ho mai raccontato questa storia a nessuno ed come liberarmi da un peso enorme.

Sergio Ma se tua moglie in ospedale, chi si occupa dei figli?

Diego Se ne occupa una sua amica che non s sposata e che l'unica persona che le rimasta amica dopo la storia col padre. Questa donna poi, si occupa anche di mia moglie che non in ospedale ma a casa.

Sergio Ogni tanto, al mondo, s'incontrano anche donne meravigliose!

Diego Eh s, puoi dirlo, perch ti giuro che curare mia moglie in quelle condizioni non uno scherzo. Figurati che da quasi due anni bisogna lottare come pazzi per farla mangiare. Se la si lascia fare, muore di fame.

Sergio Anoressia .

Diego Bravo! Dicono proprio cos i medici.

Sergio Ma anoressia di che genere? Pu derivare da un male fisico come da un trauma psichico.

Diego I medici parlano sempre di anoressia mentale .

Sergio Allora deriva da un trauma psichico.

Diego Ma che cos'? Io non ho mai osato chiederlo ai medici.

Sergio uno choc. Uno spavento. Qualcosa che lacera, che rompe, un fatto accaduto che non riuscita mentalmente a dominare.

Diego Ma... ma allora vuoi vedere che stato quel famoso lombrico?

Sergio Non lo so Diego. Penso che nel caso di tua moglie, le cause possono essere state diverse a cominciare dalla sua rottura col padre.

Diego vero... ma tu credi che guarir?

Sergio Certo, per tu devi essere il primo a crederlo. Bisogna sforzarsi ad andare incontro ai problemi con la massima fiducia: aiuta a risolverli. Intanto, siccome non possiamo far altro, brindiamo alla sua guarigione.

(Si fa il buio per qualche minuto e quando si riaccende, la scena vuota, poi, quasi di corsa dall'entrata esterna, entra Annina: vestita classicamente da sposa con velo e mazzolino di fiori d'arancio in mano. Chiama nervosamente Sergio come se potesse trovarlo nascosto dietro un mobile o sotto il tavolo. Scompare da quella che si suppone l'uscita comunicante con tutto il resto della casa. La si sentir che continua a chiamare dai diversi punti: ora lontani, ora vicini)

Annina (Rientrando) Dunque: da come me la ricordo, questa casa ha sette stanze: (posa i fiori sul tavolo e comincia a contare sulle dita) questa, quella in cui si impiccato il proprietario, quella in cui ci entrato il fulmine, quella col balcone di legno pericolante, quella col camino che fa fumo, quella col buco nel pavimento e quella delle ultime croste . S, le ho fatte tutte e il disgraziato non c' da nessuna parte. sabato, il suo santo giorno di riposo : - Non mi muovo mai - dice... (Scopre i fiaschi vuoti rimasti sul tavolo) Ah ecco! in cantina a infiascare. (Si precipita fuori di nuovo chiamando)

Von Schutz (Da fuori l'entrata esterna) Permesso... C' nessuno qui?...

(Entra. Inequivocabilmente tedesco ma l'attore dovr stare attentissimo a che il personaggio non diventi una caricatura ma resti sempre caratteristico nel senso di tipico, particolare .)

Von Schutz C' nessuno?... Tisturpo?

Annina (Rientra) E non c' neanche in cantina... (Si ferma vedendo Von Schutz) Salve!

Von Schutz Puonciorno signora. Mi scusi ti essere entrato cos, ma non c' campanello e la porta era aperta.

Annina Qui la porta sempre aperta e il campanello non c' mai stato.

Von Schutz Spero ti non spagliarmi. pen questa la casa tel signor Sercio Tifoli, il pittore.

Annina questa questa, stia tranquillo. Ma lei chi ?

Von Schutz Oh parton ! Io Von Schutz. Ingegnere Von Schutz. (Le d una energica stretta di mano)

Annina (Ritirando e massaggiandosi la mano) Piacere Annina.

Von Schutz Preco?

Annina (Pi forte) Annina.

Von Schutz Questo essere un nome o un cognome?

Annina un nome.

Von Schutz Ah: io mai sentito!

Annina Diavolo: ma da dove viene lei? Anna, 26 luglio, St. Anna; quella che ne vuol tre nella fontana , forse perch di luglio si annega pi facilmente. Annina, un derivato. La cameriera della Traviata .

Von Schutz (Senza capire) La Trafiata?

Annina Ma s. La Traviata , Dei miei bollenti spiriti , Amami Alfredo ...

Von Schutz (Illuminandosi) Ah s! Amami Alfreto , pellissima musica ti Wagner.

Annina Che Wagner oh! Corromperci a suon di quattrini per i terreni e le case, va bene, ma adesso anche i musicisti volete fregarci?

Von Schutz Oh s, parton : Ferti. Ma io confontere sempre perch ta noi si tice che Wagner essere Ferti tedesco.

Annina Da noi invece si dice che Verdi il Wagner italiano. Comunque sar meglio dare a Cesare quel che di Cesare.

Von Schutz Giustissimo. (La guarda un attimo, poi) Miei complimenti. Pellissimo festito ta sposa!

Annina (Guardandosi dubbiosa) Dice? B, tanto, per quel che mi servito...

Von Schutz Lei essersi ci sposata o sposarsi tra poco?

Annina Le sembrer strano, ma non mi sono ancora sposata e credo proprio che non mi sposer n tra poco n mai.

Von Schutz (Che non capisce pi niente) Ah... macari lei essere sposa tel signor Tifoli e vi sposate occi?

Annina S; non ci mancherebbe che un bell'incesto nella famiglia Tivoli.

Von Schutz In... incesto?! Cosa essere incesto?

Annina Coito fra consanguinei.

Von Schutz Parton ?

Annina (Tra s) Buona notte: questo capisce solo col plenilunio! (Forte) Coito, amplesso, fare l'amore. Consanguinei: i fratelli, i figli, le sorelle. Incesto: far l'amore in famiglia, i Borgia, i Cenci... rendo l'idea?

Von Schutz Ah capito!

Annina Meno male!

Von Schutz Lei tunque essere sorella tel signor Tifoli.

Annina Bravo: stavolta ha azzeccato!

Von Schutz Ma quello che io non capire, perch lei festita ta sposa in casa ti suo fratello, senza sposo, testimoni, infitati, prete.

Annina Vede, signor Von Strumpf...

Von Schutz Von Schutz, preco: incegnere Von Schutz.

Annina Ecco, vede ingegnere: una storia un po' complicatina, mavisto che stiamo aspettando entrambi la stessa persona, tanto per ingannare il tempo, potrei anche raccontargliela.

Von Schutz Con molto piacere!

Annina Ma si accomodi.

Von Schutz Topo ti lei.

Annina (Sedendo) Ecco fatto.

Von Schutz (Inchino appena accennato) Grazie. (E si siede)

Annina Un bicchier di vino?

Von Schutz Ah no, crazie. Io astemio.

Annina (Servendosi da bere) Io no. Noi siamo cresciuti in mezzo alle vigne. Mio padre diceva che il pi gran scienziato, non solo dell'Antico Testamento, ma di tutti i secoli stato No perch ha inventato la prima sbronza.

Von Schutz (Felice di capire) A sicuro, No: cenitore ti Sem, Cam, Jafet.

Annina Ecco: proprio quello. Ma cosa le stavo dicendo?

Von Schutz Perch lei qui, festita ta sposa, senza sposo.

Annina Gi. Prima di tutto bisogna che le spieghi, signor Von Fritz...

Von Schutz (Sorridendo) Lei tire solamente incegnere, preco.

Annina Sa, io i nomi, li ho sempre confusi. Dicevo, bisogna che le spieghi ingegnere, quale strano amore mi lega a mio fratello e lega lui a me. Fin da bambini, forse anche perch siam stati sempre noi due soli e con pochi anni di differenza, ci siam voluti un bene pazzo. Io non ricordo nemmeno un contrasto, mai, nemmeno quelle liti normali tra bambini. L'unico grave inconveniente fra noi, sempre stata la competizione.

Von Schutz Ma questo non essere crafe. Questo essere in tutti i pampini.

Annina S ma vede, ingegnere, la nostra non mai stata una competizione d'uso corrente. Le spiegher con un esempio. La prima volta che ci hanno portati al mare, eravamo bambinetti sa, (segna l'altezza d'un bambino di sei sette anni) appena imparato a nuotare sott'acqua, abbiamo fatto la gara a chi resisteva pi a lungo. Bene. Il bagnino ha dovuto ripescarci tutti e due. Ci hanno salvati per un pelo.

Von Schutz Oh questo essere molto raro tra pampini!

Annina Vede? Gliel'ho detto che siamo un caso speciale. Un'altra volta, abbiamo fatto la gara a chi mangiava pi uva. Quando mio padre arrivato nella vigna, ha dovuto portarci d'urgenza all'ospedale per una lavatura gastrica.

Von Schutz Ma pisognafa farfi capire che queste essere cose troppo pericolose!

Annina Gi: lo sapeva anche quello che portava la brenta. I nostri genitori infatti, non hanno fatto altro che tentare, sia con le buone che con le brusche, di farcelo capire. Poi siamo diventati adulti e abbiamo smesso.

Von Schutz Ah pene, molto pene, prafi!

Annina S, diciamo che abbiamo smesso fino a quando nessuna occasione, una occasione da adulti, beninteso, non si presentata.

Von Schutz E questa occasione sarebbe?

Annina Il mio matrimonio, appunto. Questa mattina, io dovevo sposarmi con un uomo al quale voglio molto bene. Diciamo pure senza falsi pudori che il classico folle amore d'ambo le parti. Sembra incredibile ai tempi nostri, ma capita ancora. La cosa per pi incredibile che io mi sia innamorata di un poliziotto e fin qui, capisco il panico di Sergio.

Von Schutz Ma perch? Poliziotti persone molto molto rispettabili: cran senso tell'ortine e tella tisciplina...

Annina S s d'accordo ingegnere. Ma vede, noi latini, l'ordine nonIo interpretiamo come voi nordisti e della disciplina abbiamo tutta un'altra concezione. Sicch Sergio, questo mio amore, non me lo ha mai perdonato. Quando ha saputo che facevo sul serio arrivata la sfida: Padronissima di sposartelo ma non contare di vedermi al tuo matrimonio . Lei capir, non potevo essergli di meno e risposi: Se non ti vedo al mio matrimonio non mi sposo dovessi gi ritrovarmi all'altare. Naturalmente stamattina ho sperato fino all'ultimo momento che arrivasse: Mi conosce pensavo tutta sconvolta, non sar tanto maiale da mandarmi in vacca il matrimonio! Ma quando il prete m'ha fatto la domanda e avevo ormai la prova che Sergio aveva mantenuta la sua promessa, come potevo non mantenere la mia? Ed eccomi qui.

Von Schutz (Sbalordito) Oh mein Gott! lo mai fista storia tel cenere neanche in Kino! Lei essere tunque scappata talla chiesa e lasciato sposo con prete e tutti infitati?!

Annina S, ho preso la macchina e son filata. E dove potevo andare se non qui, da questo mio animale di fratello?

Von Sckutz (c.s.) Oh mein Gott, mein Gott!

Annina (Togliendosi il velo e le scarpe) Lei permette? Ho un mal di testa e un mal di piedi... (se li massaggia)

Von Schutz (La guarda immobile: rimasto senza parole, salvo per quella sua esclamazione) Oh mein Gott!

(Sull'entrata comunicante con l'esterno, apparso Sergio. Si ferma a guardare i due che non lo vedono)

Annina Intanto vorrei sapere dove si cacciato. Strombazza sempre ai quattro venti che il sabato non si muove mai. Spero che lei non ne abbia un bisogno urgente.

Von Schutz Mein Gott! Io non ricortare quasi pi nemmeno perch fenuto a cercare Herr Tifoli...

Sergio (Avanzando con la mano tesa come se Annina fosse invisibile) Caro ingegnere! Qual buon vento?

(Qui la scena pu essere rapidissima come pu svolgersi au ralenti . Annina scatta in piedi afferrando il fiasco mezzo vuoto e si precipita incontro al fratello nella chiara intenzione di romperglielo sulla testa. La destra di Sergio, destinata a stringere quella di Von Schutz, gli servir naturalmente con l'altra mano ad afferrare il polso di Annina tentando di farle mollate il fiasco. Von Schutz, scattato in piedi a sua volta con la mano tesa a Sergio, non sa pi cosa fare e tenta dei goffi movimenti attorno ai due che lottano per un buon momento)

Von Schutz No... no... per fafore... signori Tifoli... state calmi... questo non pello tra fratello e sorella... per fafore..

Sergio (Finalmente riuscito ad afferrare il fiasco, posarlo per terra e a immobilizzare Annina tenendola per i polsi) Brava Annina! Sei rimasta quella di allora!

Annina (Scoppiando a piangere) Ma gli voglio bene! Gli voglio bene! La vuoi capire che gli voglio un bene pazzo, disgraziato che sei!

Sergio (Abbracciandola improvvisamente) Lo so. E lo avrai, il tuo gendarme, te lo prometto e stavolta verr al tuo matrimonio. Sei stata brava in questa prova, anzi, bravissima: pi di quando eravamo bambini,

Annina (Incominciando a sorridere) Siam rimasti bambini, Sergio, ti rendi conto?

Sergio Certo Annina: siam rimasti bambini. Ti ricordi... ti ricordi quel girotondo che avevamo inventato?

(Si afferrano per le mani e cominciano a cantilenare girando piano, sempre pi in crescendo)

Annina e

Sergio Giro giro tondo, casca tutto il mondo, casca la terra, abbasso la guerra, casca anche il bisavolo, Sergio e Annina van sul tavolo!

(Alla fine della filastrocca saran saliti sul tavolo e si abbracceranno ridendo come pazzi)

Sergio (Accorgendosi di Von Schutz, rimasto a guardarli senza aver pi nemmeno il fiato di ripetere il suo mein Gott ) Lei vorr scusarci, ingegnere.

(Solo a questo momento si scioglier dall'abbraccio della sorella e i due scenderanno dal tavolo)

Von Schutz (Stringendogli finalmente la mano) Preco. Sono io a scusarmi ti essere proprio capitato in un momento familiare cos... cos... intimo...

Sergio E va bene, scusiamoci a vicenda ma io bisogna comunque che le spieghi quale amore particolare ci lega. Deve sapere ingegnere... che, da bambini...

Annina Guarda caro che gli ho gi spiegato tutto io.

Sergio Anche di quella volta che ci hanno ripescati?

Von Schutz S s: anche ti quella folta tell'ufa. Mi sempra proprio ti essere stato con foi nella fostra infanzia.

Annina Bene. Vi lascio fra uomini. Io vado a prendere la valigia. (E si avvia)

Sergio Scusa. Quale valigia?

Annina Chiss quale valigia! La mia. Quella che avrebbe dovuto servirmi per il viaggio di nozze.

Sergio Ah!

Annina Perch fai quella faccia?

Sergio Io? Nessuna faccia. Vorrei solo sapere cosa conti di fare.

Annina T'informo, visto che sembri cadere dalla luna, quando un matrimonio va a monte, va a monte anche il viaggio di nozze. La ditta, mi paga tre settimane di vacanze e dove vuoi che le passi queste vacanze: tutta sola nel mio appartamento da nubile a lanciarti le pi svariate maledizioni dieci volte al giorno, oppure vuoi che segua, pur senza lo sposo, l'itinerario del viaggio di nozze?

Sergio E vorresti passarle qui, queste tue vacanze?!

Annina Tu l'hai detto , fratello.

Sergio S ma tu sei matta, sorella, matta da legare! Figurati che anch'io, da luned, comincio le mie vacanze e conto finalmente di godermi la casa anche durante il giorno.

Annina E chi te lo proibisce?

Sergio No, dicevo, conto di godermela in piena solitudine.

Annina Ecco: hai sbagliato il conto.

Sergio Piantala! Sai benissimo che questa casa non abitabile: umida e cade a pezzi.

Annina Ho portato impermeabile e ombrello. Sta tranquillo. Io non sono come tua moglie: dell'acqua calda me ne frego e il camino non mi ricorda nessun incendio della mia infanzia. (Sull'uscita si ferma) Ah, ti dispiace se prendo la camera col balcone?

Sergio (Marcato) Fai pure! Cerca di appoggiarti ben bene alla ringhiera e avrai l'emozione immediata di ritrovarti nel fondo valle.

Annina Grazie fratellino. La tua premura mi commuove! (Esce)

Sergio Dunque, caro ingegnere, mi dica cosa posso fare per lei.

Von Schutz (Stentando a riaversi) Ah ci! Io fenuto ta lei per tue raduni: per comperare un suo quatro fisto in sua ultima mostra e per proporle ti orcanizzare tutta nostra cran Festa per inaugura-zione tel ponte.

Sergio Per il quadro non vi sono problemi, naturalmente se non gi stato venduto. Mi dica di quale quadro si tratta.

Von Schutz un lunchissimo quatro, forse cinque metri per tue, rappresentante un terreno non coltifato tutto confinante con cran cielo nufoloso. Nel mezzo tel terreno...

Sergio Un cartello con la scritta: TERRENO DA VENDERE.

Von Schutz Esattamente. ci stato fentuto?

Sergio (Lo guarda un attimo) Ma lei, vuoi comperare il quadro o il terreno?

Von Schutz Ma... il quatro, naturalmente.

Sergio Mi scusi, ingegnere, se insisto con un'altra domanda indiscreta: perch vuol comperare quel quadro?

Von Schutz (Sorridendo) Per una racione molto sottile: timostrare che esistono teteschi capaci ti comperare terreni anche solo tipinti.

Sergio Complimenti ingegnere. Se lei mi avesse detto che vuole quel quadro perch bello, glielo avrei negato, ma la sua ragione veramente sottile e merita il mio consenso. Il quadro suo.

Von Schutz Io felicissimo Herr Tifoli. Molte crazie! Quanto costa?

Sergio Niente.

Von Schutz Come niente ?

Sergio Niente. Glielo regalo.

Von Schutz Ma lei scherza! Io ricorto che alla mostra il prezzo era molto alto.

Sergio Infatti. Ma quella stata e rimarr la mia ultima mostra. I miei quadri nonhanno pi prezzo perch apoco a poco o li brucio o li regalo. Tutti. Tutti i rimasti, chiaro.

Von Schutz Lei fuol tire che non tipince pi?

Sergio Gi. Mai pi.

Von Schutz Ma perch?

Sergio Purtroppo ingegnere, io non ho ragioni sottili come le sue da esporre. La mia una ragione banale e comune in quasi tutti gli imbrattatele: il mio discorso con la pittura arrivato alla fine. Passiamo alla sua seconda domanda. Che cosa dovrei fare di preciso per l'inaugurazione del ponte?

(A questo punto Annina riattraversa la scena con una grossa valigia, raccogli e il velo e i fiori rimasti sul tavolo e sparisce dall'uscita opposta)

Von Schutz Lei tofreppe orcanizzare tutta nostra cran Festa. Appiamo in procramma: fuochi artificio, carri fiori, mascarate, ciochi, palli...

Sergio Ho capito: una specie di Carnevale di Rio. E dove dovrebbe svolgersi questa Festa?

Von Schutz Al ti l tel ponte, sull'altro fersante della falle. Il prossimo totici acosto, secondo miei calcoli, il ponte tofreppe essere terminato. E a partire tal tretici, che un sapato, faremo tre ciorni ti festa perch lunet quintici essere Matonna Assunta e ancora festa.

Sergio (Consultando il suo orologio da polso) Il tutto fra un mese circa. Va bene: accetto. Sapr almeno come utilizzare le mie vacanze.

Von Schutz (Stringendogli di nuovo la mano calorosamente) On Herr Tifoli, io non sapere feramente come rincraziarla e anche per quatro...

Annina (Mettendo dentro solo la testa) Scusatemi. Sergio: si pu sapere cosa t' saltato in testa di mettere nella camera del balcone quell'orrore di quadro che tiene tutta la parete di fondo? Non potevi metterlo con gli altri nella stanza delle ultime croste a pianterreno?

Sergio (Come se Annina non fosse intervenuta) A proposito del quadro, ingegnere, l'avverto che l'unico mezzo per trasportarlo calarlo dal balcone come stato l'unico mezzo per farlo salire. A meno che mia sorella, da quel genio che , abbia un'altra idea.

Annina (Entrando decisamente in scena) Certo che ce l'ho un'altra idea! Scommettiamo che io il quadro te lo faccio passare per le scale?

Von Schutz (Vivamente) No no signori Tifoli preco! Non fate pi scommesse preco! Io far fenire supito supito camioncino con operai per far trasportare il quatro!

(E si precipita fuori mentre le luci si spengono)


SECONDO ATTO

Stessa stanza da soggiorno. Sergio e Diego sono di nuovo in scena, seduti al tavolo davanti a fiaschi e bicchieri. Sono le prime ore di un pomeriggio di sabato. Diego sta leggendo una lettera a Sergio.

Diego ... Adesso ti vuole. Mentre prima era apatica a tutto, adesso s'interessa ai bambini e chiede di te dieci volte al giorno. Insomma, da questo lato fa grandi progressi. Per quanto concerne nutrizione, invece, ancora peggiorata nel senso che ora si mette anche in mente che cibi e bevande sono avvelenati e non ne vuol pi sapere del tutto. I medici continuano a dire che se vuole vederti bisogna assolutamente accontentarla, anzi, che urge un cambiamento d'aria e d'ambiente. I bambini li ho mandati ieri in colonia al mare per un mese. Tu mi scrivi che nei dintorni del tuo cantiere non esistono n pensioni, n alberghetti, ma... (S'interrompe e guarda l'amico)

Sergio B? Vai avanti.

Diego Credimi: non ne ho il coraggio...

Sergio E allora dammi che continuo io. (Prende la lettera) Mmm... bella calligrafia... un po' infantile... donna con una gran forza di carattere ma limpida come l'aria... Dove sei rimasto?... I bambini li ho... no, questo l'hai letto... Ah qui: ... Tu mi scrivi che nei dintorni del tuo cantiere non esistono n pensioni n alberghetti, ma mi parli sempre di quel tuo amico cos gentile che ha una gran casa. Non potresti chiedergli...

Diego (Riprendendo la lettera e intascandola) Lascia stare. Gi ci sta tua sorella, sono le tue vacanze; l'unico periodo che puoi goderti la casa ventiquattro ore su ventiquattro: in coscienza, non possiamo chiederti questo...

Sergio Oh Dio, si pu discuterne. Non ti nascondo che preferirei starmene da solo. Ma, per finire, Annina non mi d fastidio. Passa il tempo al telefono pubblico col poliziotto e quando non gli telefona si chiude in camera a scrivergli o a leggere le lettere che lui le manda giornalmente. Tra parentesi, mi domando come un uomo possa scrivere tante lettere. Anzi, non un uomo: un poliziotto, che, di solito, sono come analfabeti quando non lo sono veramente.

Diego Ora esageri!

Sergio Forse. Ma lasciamo perdere Annina e il suo gendarme e torniamo alle tue donne. Che altro dice la lettera?

Diego Che i medici insistono soprattutto perch si distragga e che la Festa d'inaugurazione del ponte, sai, non sono stato solo io a parlargliene ma hanno cominciato a far chiasso anche sui giornali; che la Festa, ti dicevo, per castrarla, sarebbe l'ideale. Ma ti ripeto, in coscienza, non posso ne voglio chiederti questo.

Sergio Aspetta. Forse solo questione d'organizzarci. Tanto io, a causa della Festa, dovr starmene in paese quasi tutto il giorno: ho ancora da organizzare la cuccagna e il ballo mascherato. Questa... come si chiama?

Diego Chi?

Sergio L'amica di tua moglie.

Diego Pamela.

Sergio S dico, questa Pamela, com'?

Diego ... ... non so: io le donne le vedo sempre belle... forse perch quelle brutte non le vedo.

Sergio No dicevo, com' di carattere. Credi che possa andar d'accordo con Annina? Lo so lo so che la tua Pamela un angelo ma anche gli angeli si sono ribellati ed il caratterino della sorellina che mi preoccupa.

Diego Sai, Pamela ha sempre talmente da fare con mia moglie che non so proprio dove troverebbe il tempo per beccarsi con Annina.

Sergio (Alzandosi) E allora fila subito a telefonare a Pamela che faccia le valigie, A partire da domani possono salire. Rammentale che vi una corriera che sale al mattino presto e che porti solo delle lenzuola. Qui ve ne sono ma temo siano ammuffite per l'umidit. Che ne dici di sistemarle nella camera dell'impiccato? l'unica che ha due letti, la pi grande e la pi allegra,

Diego Sergio, veramente, non so come ringraziarti...

Sergio Per l'amor di Dio non farlo! I ringraziamenti mi hanno sempre annoiato a morte. Vai subito. (Accompagnandolo all'uscita) Guarda che al telefono pubblico deve starci ancora Annina. Son solo tre quarti d'ora ch' partita e le conversazioni col gendarme durano sempre pi di un'ora. Sbattila fuori senza complimenti.

(Diego tenta ancora di ringraziare, ma Sergio quasi lo spinge fuori. Poi torna al tavolo dove stanno dei fogli da disegno. Prende il lapis e comincia a disegnare brontolando da solo) Sicch, vediamo un po': qui l'albero della cuccagna... qui il gran padiglione per il ballo mascherato... qui in questo spazio... gi, ma non ci stanno. (Tira una riga) Niente da fare: giochi e fuochi d'artificio bisogner organizzarli lungo il fiume, checch ne dica quella zucca di Von Schutz.

(Luisa entra con una valigia, ma accorgendosi che Sergio non la vede, posa la valigia a terra e va a mettersi in punta di piedi alle spalle del marito. Dopo aver curiosato un attimo sui disegni, gli metter scherzosamente le mani sugli occhi)

Sergio (Sussultando) E brava! Un giorno mi farai morire d'infarto con queste tue trovate cretine. (Continua a disegnare) Ma se hai voglia di scherzare significa che oggi, la telefonata con lo sbirro stata soddisfacente.

Luisa (Durante l'ultima battuta gli avr liberati gli occhi, standosene per immobile e silenziosa)

Sergio (Sempre senza voltarsi) E tra l'altro, come mai sei stata cos rapida? Non hai incontrato Diego? Lui pure aveva urgenza di telefonare. Ti annuncio che vi saranno ospiti gi forse a partire da domani. Due, e femminili ma penso che non ti daranno fastidio. Diciamo meglio: spero che non vi darete fastidio. La casa abbastanza grande e volendo si pu evitare perfino d'incontrarsi. Dico: ti caduta la lingua nel telefono? (E si volta restando senza parole. Durante tutta la scena seguente, continuer a disegnare e solo a tratti s'interromper, a seconda delle battute, per guardare la moglie)

Luisa Ciao Tivoli.

Sergio Che cosa dice un marito in questi casi?

Luisa Lo chiedi a me?

Sergio No. Lo chiedo a me.

Luisa Provati a dire: Luisa, amore mio ,

Sergio gi troppo sfruttato nei telefilms, specialmente quelli americani. Che ne diresti di: Quale accidente ti porta , oppure: Dove diavolo hai lasciato la prole ?

Luisa Direi che troppo casalingo.

Sergio Magari. Ma molto realistico. E del resto, tu, ti sei sempre vantata di essere una casalinga no?

Luisa Lo ero. Ho deciso di cambiar vita.

Sergio Udite udite! Bisogna metterlo subito a verbale, anche se nessuno ti crede.

Luisa Eppure, il fatto che io sa qui e con una valigia, ne gi una prova.

Sergio Devo cominciare a preoccuparmi?

Luisa Dipende se tutti i tuoi discorsi per convincermi a vivere qui, erano sinceri o meno.

Sergio Vuoi dire che saresti disposta a pensarci?

Luisa Voglio dire che vi ho gi pensato al punto di aver mandato per raccomandata la disdetta dell'appartamento... pardon : della cuccia . (Parlando avr estratto una lettera dalla borsetta) Eccone la copia.

Sergio (Prendendo la lettera e scorrendola appena) Ma come! Fino a ieri, a sentirti, questa casa era un cesso, non l'avresti abitata nemmeno morta e io ero un incosciente anche solo a proportela. Non farmici mai nemmeno il ritratto, Sergio , parole tue: perch me ne scapperei anche dalla cornice! E cos, d'un tratto...

Luisa No no, che d'un tratto , sai bene che non sono mai stata un'impulsiva. Sono mesi che ci penso.

Sergio Potevi almeno accennarmene.

Luisa E quando? Durante quelle telefonate d'una volta alla settimana? (Lo imita con un immaginario telefono alla mano) Ciao. Come stanno i bambini? E tu? Bene. Anch'io. Scusa: non ho pi moneta. Ti richiamo la settimana prossima.

Sergio In questi ultimi tempi sono anche stato a casa un paio di volte...

Luisa S, sempre di corsa e con quell'Ugo.

Sergio Si chiama Diego. Sei la solita pressapochista.

Luisa Insomma, se capisco giusto, non ti fa piacere che mi sia decisa.

Sergio Sono sorpreso, permetterai.

Luisa O contrariato?

Sergio Anche. E perplesso, perch le cose non s possono fare cos di punto in bianco. Non siamo pi bambini. Invecchiando diventi come mia sorella,

Luisa A proposito: dov' la cara sorellina Annina?

Sergio Al telefono.

Luisa Con il piantato sposo, suppongo.

Sergio Scusa, ma a te, cosa te ne frega?

Luisa Niente. Figurati. In quel grandioso giorno, la madre dello sposo mi caduta svenuta fra le braccia, il padre, che come si sa un isterico nato, mi ha urlato in faccia che siamo una famiglia di porci; i bambini strillavano come pazzi vedendo sfumata la torta degli sposi, il prete mi ha tenuto qualcosa tra un sermone e un interrogatorio sulla strana condotta di mia cognata e in municipio, dove ho dovuto correre per spiegare la faccenda, mi hanno fatto pagare tutte le spese. Ma chiaro che a me, cosa me ne frega ? Cosa c'entro io, povera stronza, con fratello e sorella Tivoli. Dico bene e ripeto: fratello e sorella Tivoli. Oh mica si scherza: unici al mondo. Le ho fatte io, in tenera et, le gare subacquee e le indigestioni d'uva? E, pi tardi, le fughe plateali dagli altari? No! E allora, come oso anche solo parlare di questi due campioni. Ma che dico campioni ! Questi due istrioni, questi due Ercoli della competizione, questi due eroi del braccio di ferro moderno, questi due Popeye, all'ultimo grido! Venghino venghino signore e signori: ammirarli in codesta gabbia un privilegio senza fine !

Sergio Hai finito di sbandierare?

Luisa No. Ora sta a sentire il programmino per il futuro. I bambini han voluto andate in montagna con i figli della portinaia. Vi rimangono le prossime tre settimane e io me ne star qui. Poi scendo e mi occupo di tutto il resto. A settembre torno qui definitivamente, coi bambini. Costruito il ponte, il paese si svilupper in un attimo come il paese delle meraviglie : scuole, negozi, perfino un cinema. Del resto, tu, devi esserne pi informato di me siccome sei l'artefice della Festa di Ferragosto. tutto. (Andando a riprendersi la valigia) libera la camera col balcone?

Sergio No.

Luisa Ci dormi tu?

Sergio Ci dorme Annina.

Luisa Pardon . Non ho detto niente. Vado in quella dell'impiccato. Se ricordo bene, l'unica con due letti, nel caso ti venisse qualche attacco notturno d nostalgia coniugale.

Sergio La camera dell'impiccato scordatela: non sar pi libera da domani. Arrivano le due donne di Diego.

Luisa Ah! bigamo?

Sergio Non dire scemenze.

(A questo punto, all'entrata, apparso Von Schutz)

Von Schutz Parton Herr Tifoli. Non sapefo lei afesse fisite. Torno pi tardi.

Sergio (Alzandosi) No no, venga ingegnere! Le presento un'altra Tivoli. Luisa: l'ingegnere Von Schutz.

Von Schutz (Stringendole la mano con la consueta energia) Tanto piacere! Lei essere una seconda sorella?

Sergio Per carit, ne ho solo una e ce n' d'avanzo. Questa mia moglie.

Von Schutz Oh ma io afer avuta proprio incretipile telepatia! Fenifo appunto per farle una proposta ricuartante Frau Tifoli.

Luisa Una proposta a me?

Sergio No. A me. Ha detto bene riguardante te. Dunque, tu, ci sei solo per riflesso. Dica ingegnere.

Von Schutz Io pensato stanotte ti eleccere una recina tella Festa. Una recina fafolosamente festita che aprir la sfilata tei carri, presenzier a tutte manifestazioni e pattezzer il ponte con Champagne .

Sergio E bravo ingegnere! Accetto l'idea. Costruiremo il primo carro con un gran trono di fiori posto in cima a una gradinata, sulla quale piazzeremo gli operai del ponte con moglie e figli.

Von Schutz Molto pene: i suttiti.

Sergio Ah no ingegnere: tutti regnanti quel giorno e soprattutto gli operai! Li vestiamo tutti da re e da principi. E la regina, in alto sul suo trono, sar solo simbolica, rappresentando l'uguaglianza in un mondo finalmente di ricchezze e di benessere.

Von Schutz T'accorto. Come fetreppe lei, questo primo carro tella recina?

Sergio (Andando a riprendere il lapis) Vede, per esempio, una cosa di questo genere.

Luisa (Riprendendo la sua valigia) Arrivederci.

Sergio E dove vai?

Luisa Ho deciso per la camera col buco nel pavimento. Nella stanza delle ultime croste trover ancora un quadro grande abbastanza da ricoprirlo.

Sergio Non c' pi.

La ha Cosa? La camera?

Sergio No. Il buco. L'ingegnere me l'ha fatto riparare.

Luisa Tanto meglio. Ingegnere: omaggi.

Von Schutz Ma signora Tifoli: lei non ci ha ancora tetto se, come spero, accetta mia proposta.

Luisa No grazie ingegnere. Non accetto. Giri la proposta a mia cognata. Vendemmie orgiastiche, troni e altari: lei addirittura fatta a pennello per queste cose. Il qui presente fratello glielo pu testimoniare.

(Buio e pausa piuttosto lunga con un eventuale intermezzo musicale per staccare la scena. Dovrebbe essere passato qualche giorno. notte. Dopo la pausa, rumore e luci di un tremendo temporale e la scena si illuminer quel tanto da distinguere appena personaggi, mentre il temporale continuer in sottofondo. Sergio seduto al tavolo davanti ai suoi fogli)

Sergio Merda! Anche la luce se n' andata. Dovevano esserci delle candele da qualche parte...

(Si alza e le ritrova in un cassetto frugando a tentoni. Accende la candela, risiede e continua a disegnare. A un tratto la luce di un fulmine che deve supporsi vicinissimo, squarcia quella semi oscurit seguita da un tuono fortissimo)

Sergio Ma va all'inferno!

Patrizio (Entrando dopo un attimo dall'entrata interna, in pigiama e piuttosto sconvolto) Scusi, lei Sergio, vero? Non ce l'avrebbe per caso un po' di Cognac?

Sergio Scusi ma lei, chi diavolo e cosa accidente fa in casa mia?!

Patrizio Ecco... io sono... Sono Patrizio.

Sergio Tanto piacere ma ne so quanto prima.

Patrizio Annina non le ha mai detto che mi chiamo Patrizio?

Sergio Ah ma dunque lei il gendarme! No. Annina non mi ha mai detto che, oltre a essere uno sbirro, lei si chiama anche Patrizio. Ingomma: il destino le proprio stato avverso!

Patrizio Senta. Rimandiamo le ironie a pi tardi, perch anch'io, sa, ne avrei di frecce da tirarle e tante! Ce l'ha questo po' di Cognac? Mi passato quel maledetto fulmine a un palmo dal letto e ho il cuore che mi sembra impazzito.

Sergio (Andando a cercare Cognac e bicchiere) Ce l'ho, ce l'ho il Cognac. Eccolo. Ma se non sono troppo indiscreto, desidererei che lei mi spiegasse come mai si trova in casa mia senza che io ne sia al corrente. (Gli porge il Cognac)

Patrizio (Dopo aver bevuto) Data la sua avversit nei miei riguardi, abbiamo pensato di semplificare evitando l'incontro.

Sergio Ma senti senti che nella frase! Oh: mettiamo subito le cose in chiaro. Primo: io non sono mai stato avverso a lei, e come potevo se non avevo l'onore di conoscerla? Io sono stato sempre avverso alla sua professione e lo sar sempre.

Patrizio Scusi e perch? La mia una professione come un'altra e guai se noi non ci fossimo!

Sergio Se voi non ci foste, sarebbe molto pi diffuso il senso dell'auto coscienza e dell'auto controllo, ma questa solo una mia teoria personale e pu anche non essere importante.

Patrizio E dunque, che cosa importante, secondo lei?

Sergio Glielo spiego subito con un esempio. Vede: io non ho mai letto il Vangelo, ma so che vi una frase di questo genere: Gli scandali devono esistere ma guai a coloro che li provocano! A parte il fatto che la frase manca di una certa logica, perfettamente applicabile nel nostro caso: Gli sbirri devono esistere, ma guai a frequentarli! .

Patrizio Lei ha letto Voltaire?

Sergio Gi.

Patrizio E lo stima?

Sergio Molto.

Patrizio Io invece, non so nemmeno chi , ma so che ha scritto una frase di questo genere: Non sono d'accordo con le vostre idee, ma son disposto a lottare come un pazzo affinch possiate farle valere.

Sergio E con questo?

Patrizio E con questo mi sembra che lei, anche se stima Voltaire, lo stima solo teoricamente.

Sergio Che ne direbbe di arrivare al nocciolo? Qual la sua precisa accusa?

Patrizio Di non essere venuto al matrimonio, ben conoscendone le conseguenze.

Sergio Mi ascolti bene egregio (inarcato) Patrizio. Io ho una moglie che amo molto. importante, per un uomo, non le sembra? Bene. Io non ho mai permesso nemmeno a mia moglie di interferire nei miei rapporti con Annina. Io e Annina siamo io e Annina, come in un circolo chiuso, un mondo in cui nessuno mai potuto entrare.

Patrizio Infatti questo io l'ho capito quando l'ho vista scappare dall'altare, ma lei, si mai chiesto se aveva il diritto di un'azione simile?

Sergio Ma lei, si mai chiesto se aveva il diritto di dormire in casa mia senza che io nemmeno la conoscessi? Questa violazione di domicilio, caro mio, dovrebbe saperlo lei che si arma e indossa giornalmente una divisa per far rispettare la legge!

Patrizio Mi conceder che vi una certa differenza...

Sergio Sicuro, a mio vantaggio per: perch mentre io, non intervenendo al matrimonio di mia sorella, non ho commesso nessunissimo reato, lei, lo ha commesso.

Patrizio Lei sapr comunque, che esistono delitti morali non contemplati dalla legge.

Sergio Bravo. Finalmente un punto sul quale siamo perfettamente d'accordo.

Patrizio Posso prendere un altro po' di Cognac?

Sergio Faccia pure.

Patrizio (Servendosi) Lei non ne vuole?

Sergio Preferisco il vino.

Patrizio Di solito, anch'io. Ma quel fulmine mi ha veramente sconvolto.

Sergio Ma mi faccia capire; lei non dorme nella camera del balcone?

Patrizio No. Annina dice di non aver mai sopportato nessuno nel suo letto.

Sergio Gi. Anche in questo ci assomigliamo. Ma allora, lei, dove diavolo dorme?

Patrizio In quella camera dove gi una volta entrato il fulmine. Veramente, stasera, visto il temporale, Annina non voleva che vi dormissi; ma io ho insistito assicurandola di non aver paura. Chi va a pensare, porca miseria, che il fulmine ci rientra proprio questa notte?

Sergio (Incominciando a ridere) Ma lei, si pu sapere da che parte arrivato in casa?

Patrizio B... sono salito... dal balcone...

Sergio (Ridendo decisamente) Dal balcone: come Romeo! (Si fa serio di colpo) Come dal balcone , disgraziato, con quella ringhiera!?

Patrizio Annina l'ha fatta riparare..

Sergio E da chi?

Patrizio Non so... da quel tedesco... credo...

Sergio Von Schutz. E tutto alle mie spalle: che brutti animali!

Pamela (Entra in camicia da notte) Signor Sergio: posso prendere del pane?

Sergio Si capisce: tutto il pane che vuole, Pamela.

Pamela Non per me, sa, per lei, Pensi: quasi due anni che non mi chiede da mangiare! Si svegliata con il temporale e mi ha detto: - Pamela, ho una gran voglia di pane. - (Pausa) Chi questo signore?

Sergio Ah s, mi scusi. Patrizio... e questa Pamela.

Pamela (Tirandosi sul naso gli occhiali che ha in testa) Ma gi, Patrizio; il pompiere.

Patrizio Il pompiere ?! Guardi signora, che lei si sbaglia.

Pamela No che non mi sbaglio, specialmente se ho gli occhiali. Non lei che sale ogni notte dal balcone?

Patrizio B... s..

Pamela E dunque lei il pompiere come l'abbiamo battezzata Odile e io: - Vieni a vedere che sale il pompiere. - gi arrivato il pompiere ? - S - Allora dev'essere tardi! - No, non ancora salito stanotte: che gli sia successo qualcosa? - Sono i nostri discorsi di ogni sera. Vede un po' se non la conosco!

Sergio (Ridendo come un matto) Il pompiere... il pompiere... .

Odile (Entra, lei pure in camicia, da prima timida, poi, sempre pi aggressiva) Pamela, sei qui?

Pamela (Accorrendo) Sono qui cara. Hai sempre fame, vero?

Odile S. Una fame... una fame da lupo...

Pamela Santo cielo! Non mi sembra vero. Ripetilo.

Odile Ho una fame da lupo.

Pamela Non ho sentito bene.

Odile (Fortissimo) Ho una fame da lupo. Dammi del pane!

Annina (Entra in pigiama, a piedi nudi, stravolta) Il fulmine!... Ho sognato che il fulmine entrato ancora in quella camera... e lui non c'... Patrizio... Patrizio... (e fa per precipitarsi all'uscita esterna passando davanti a Patrizio senza vederlo)

Patrizio (Fermandola) Ma dove vai, pazza! Sono qui...

Annina (Abbracciandolo) Dio, che incubo!

Sergio Tutto bene quel che finisce bene.

Odile Pamela: arriva questo pane s o no? Vuoi vedermi crepar di fame?

Pamela Ma ti pare? (Lo prende da un armadio) Eccolo cara. Eccolo.

Odile (Lo prende e se lo porr avidamente alla bocca, ma di colpo, si ferma e lo annusa poi dice decisamente) No.

Pamela Come no? Non dirmi che non hai pi fame!

Odile (Continuando ad annusare il pane) S che ho ancora fame... ma questo pane ha un odore strano...

Pamela Che odore?

Odile (c.s.) Un odore di... di acido fenico...

Pamela Senti: non cominciare! Adesso se non lo mangi, parola d'onore, t'ingozzo come fanno con le oche!

Odile (c.s.) ...o acido fenico... o... tintura di jodio... s s: un odore cos. Tieni. Non lo voglio.

Pamela (Prendendo il pane e facendolo annusare a tutti i presenti) Ma mi dicano loro, se questo pane, ha altro odore se non di pane!

Tutti (Salvo Patrizio che non capisce niente) Ma certo. soltanto odor di pane!

Odile E allora mangiatevelo voi.

Pamela D'accordo. Noi lo mangiamo se ne mangi anche tu.

Odile E va bene. Ma prima voi.

Pamela (Distribuendo il pane) Ecco, un po' a tutti. Ma attenzione: il pezzo pi grosso toccher a te.

Patrizio (Rifiutando) Io no grazie. Chi ha voglia di mangiar pane a quest'ora?

Odile (Subito) Ecco! Il pompiere ha capito: anche lui sente lo strano odore!

Annina (Dando una gomitata a Patrizio, gli dir a denti stretti) Mangia subito quel pane, non fare il cretino, poi ti spiego.

Patrizio (Mangiando il pane come se lo sputasse) Buono!

Pamela (Mangiando anche lei) Vero? Vero signori che questo pane delizioso?

Tutti (Mangiando) Delizioso! Magnifico! Buonissimo!

Odile (Comincia a mangiare lentissimamente: un boccone e annusa, un altro boccone e annusa, dicendo mentre annusa) ...eppure ...eppure sa di acido fenico...

Buio.


TERZO ATTO

Scenario identico. Odile in piedi su di un basso sgabello: porta un lungo abito regale al quale Pamela sta dando l'ultimo ritocco, per esempio, aggiungendo una cintura o un colletto. Da ultimo, porr sulla testa di Odile una corona.

Pamela (Si abbassa sul naso gli occhiali che teneva sulla testa e gira attorno all'amica) Si mai vista una regina pi bella?

Odile Ma perch devo essere proprio io a fare la regina? A me le regine non piacciono. Sono tutte puttane.

Pamela Ma cosa diavolo dici! Che puttane d'Egitto.

Odile Giusto. Anche l'Egitto, con Cleopatra, ha avuto la sua regina puttana.

Pamela Finiscila e vai su in camera a guardarti nello specchio.

Luna (Entra con una rivista in mano) Uh ma che bella regina! (Si siede e comincia a sfogliare la rivista)

Pamela Vero? Glielo stavo proprio dicendo,

Luisa La nostra Odile non mi sembra convinta.

Odile A me le regine non piacciono.

Luisa A no? E perch?

Pamela Perch dice che sono di facili costumi.

Odile Cosa!? Non ho proprio parlato di costumi n facili n difficili: ho detto che sono tutte puttane. (Salta gi dallo sgabello) Non voglio fare la regina. (E tenta di svestirsi)

Pamela (Saltandole addosso con un'energia imprevista e bloccandola) Adesso basta eh, capito? Hai detto che l'avresti fatta e la fai. L'abito stato confezionato su misura per te, la corona pure, c' mancato poco che ti prendessero le misure del sedere anche per il trono. Sono gi saliti fin qui giornalisti e fotografi: cos' sto tira e molla? Ti credi all'asilo infantile?

Odile Perch non la fanno Annina o Luisa la regina?

Pamela Te lo hanno gi spiegato venti volte perch non hanno accettato.

Odile E allora falla tu. Gi. Perch non la fai tu?

Pamela Io devo gi fare Colombina al ballo mascherato e adesso ti d due sberle se non fili subito in camera a guardarti nello specchio, fissandoti bene in quella tua testa matta che nessun'altra far la regina all'infuori di te.

Luisa (Mostrando una pagina della rivista) Eh s cara Odile: ti devi proprio rassegnare! Eccoti qui bell'e fotografata in grande. E in una delle riviste pi serie e pi diffuse, (Pamela e Odile accorrono. Luisa, leggendo) Questa bella signora, della quale ci hanno voluto dire solo il nome, Odile, sar la regina della Festa . Segue tutto un articolo sull'ingegnere Von Schutz, che in stretta collaborazione con il pittore Sergio Tivoli, ci promette tre giorni d Festa favolosi in occasione dell'inaugurazione del ponte .

Pamela (Prendendo la rivista) Ma guarda guarda quanto sei bella!

Odile Non vero. Sono anche strabica.

Pamela Non strabismo: lo sguardo della Venere. Comunque sarai la regina.

Odile (Rimontando sul suo sgabello) E allora voglio fare il discorso. (Mettendosi in posa) Contadini: ...

Pamela L'ingegnere ti ha gi detto che non il caso.

Odile Quell'ingegnere l, non capisce un accidente di regine! un anarchico calzato e vestitosi vede a colpo d'occhio.

Luisa (Ridendo) Oh no! Quello sembra tutto salvo un anarchico.

Annina (Entra portando sulle braccia il suo vestito da sposa) Salve gente! Pamela, lei mi aveva promesso di darmi dei consigli per la trasformazione del mio vestito. Eccolo. Cosa ne facciamo? Ci ha pensato?

Pamela Certo che ci ho pensato. Lei dovr farsi un trucco pallidissimo e mettersi una parrucca azzurra. Quanto al vestito, deve lasciarlo tale e quale perch un vestito da sposa, non pu che restare un vestito da sposa.

Annina Capisco. Ma perch il trucco pallidissimo e la parrucca azzurra?

Pamela Per rappresentare la bella fata dai capelli turchini, tutta vestita di bianco e pallida come una morta .

Luisa (Che sta sempre sfogliando la sua rivista) A questo punto, se si mette un cappuccio bianco in testa in modo da lasciar liberi solo gli occhi, potrebbe rappresentare il fantasma del padre di Amleto.

Annina Divertente. State facendo una gara a prendermi in giro?

Odile (Sempre immobile sul suo sgabello) Insomma, lo volete sentire s o no questo discorso?

Pamela No!

Annina Quale discorso?

Luisa Odile vuol fare il discorso della regina...

Pamela ... ma le abbiamo gi detto che non il caso.

Odile Pamela: tu, se non vuoi sentirlo, chiudi le orecchie ma soprattutto il becco. Lo terr solo per le due cognate.

Pamela (Alle due) Abbiate pazienza: facciamoglielo fare questo discorso altrimenti non la finisce pi!

Odile Prima di tutto sedetevi.

(Pamela e Annina si siedono accanto a Luisa. Odile, si rimette in posa da oratrice)

Contadini: da questo trono, sul quale mi hanno incastrata mio malgrado, vi grido il seguente appello. Affondate le mani nella vostra terra e non mollatela mai. Mai! Siate una cosa sola con lei. Diventino le vostre mani le radici stesse della vostra terra. Fino alla morte. Amen.

(Salta gi dallo sgabello) tutto.

Pamela Bel discorso, anche perch breve.

Odile breve perch non un discorso: un appello.

Luisa Comunque, brava! un appello molto significativo.

Annina Evviva la regina! L'ho detto io che Odile era la pi adatta di noi.

Pamela Bene. Adesso va su a cambiarti, poi scendi che andiamo fino al cantiere a trovare Diego: cos facciamo una bella passeggiata e ti vien fame.

Odile Pamela: non cominciare a rompere. Ho gi mangiato ieri. Ci siam messe d'accordo per un giorno s e due no. Oggi e domani mi devi lasciare in pace. L'hai promesso.

Pamela E va bene, ti lascer in pace, ma ora fai quel che ti ho detto.

Odile (Prima d'uscire si ferma) Ma quel Bakunin delle mie ciabatte, me lo lascer fare il mio appello?

Pamela Senz'altro!

Luisa Sta tranquilla. Lo convinceremo noi.

Odile Annina non ha detto niente...

Annina (Che stava contemplando il suo vestito da sposa) S s, come no! Io parlo come a un padre a quello. Farai il tuo appello.

Odile Lo so benissimo che mi credete svitata, ma state attenti, perch se mi fregate, volo gi dal trono senza nemmeno lasciarvi il tempo di pensare se vi piomba addosso una montagna oun castigo di Dio. (Esce)

Pamela (Braccia al cielo) Santo Dio chi me lo fa fare!

Annina Dunque Pamela: di questo vestito non ne facciamo proprio niente?

Pamela Direi di no. Inoltre pensavo che sarebbe anche peccato rovinarlo. Un giorno o l'altro dovr pure rimetterselo, o sbaglio?

(Vi una breve pausa d'imbarazzo perch Annina non sa cosa rispondere)

Lussa Ma sentite questa: (legge) Quando siete in imbarazzo, sorridete e l'imbarazzo cadr: ma cadr soltanto se sorridete Splendor. Ricordate: il dentifricio Splendor... eccetera eccetera. Roba da matti ste rclames! (Ad Annina) Tu, che dentifricio usi?

Annina (Marcato) Io vado di sopra a riportare il mio vestito. (Esce)

Pamela Strana coppia. Io, devo ancora decidere se mi fa pi pena lei o il "pompiere". Ma non capisco perch quella stupida storia, debba impedire ancora che si sposino.

Luisa Questioni di orgoglio, Pamela cara, soprattutto da parte del "pompiere". Non deve ancora aver digerito che la sposa, gi sull'altare lo abbia piantato per sostenere la sfida col fratello.

Pamela Ma! Cavoli loro.

Luisa quel che dico anch'io. (Pausa)

Pamela E il suo costume pronto?

Luisa Prontissimo: sar una splendida Penelope .

Pamela E il "pompiere", come si maschera?

Luisa Da Moro di Venezia ... mi sembra.

Pamela Ma perch dunque Annina non fa Desdemona? .

Sergio (Entra piuttosto nervoso dall'entrata esterna) Si pu sapere che razza di fine ha fatto il colabrodo? tutta la mattina che lo sto cercando! E ne ho un bisogno piuttosto urgente.

Pamela Con permesso. Salgo a vedere cosa combina quella benedetta figliuola. Le garantisco, signor Sergio, che io il suo colabrodo non l'ho nemmeno visto. (Esce)

Sergio Naturalmente anche tu non l'avrai nemmeno visto, figuriamoci mia sorella e quell'altra matta! Conclusione: le spese del vostro disordine le faccio sempre io.

Luisa (Si alza e esce dalla parte in cui si suppone vi sia la cucina, rientra subito con un colabrodo) E questo cos'?

Sergio Brava. Quello lo vedeva anche un cieco. Mica voglio farvi gli spaghetti.

Luisa appunto quello che mi stavo chiedendo: quale colabrodo cerchi e cosa cavolo vuoi farci.

Sergio Ti sarai accorta, nonostante la tua distrazione congenita, che dal tetto scendono fin quasi a terra dei larghi nastri colorati.

Luisa Infatti. Ma vorrei sapere cosa c'entrano con il colabrodo.

Sergio Quei nastri, all'origine, erano in tela grezza. Io li ho bolliti di l sul camino, in coloranti speciali, usando alla fine, per scolarli, il famoso colabrodo. Ci arrivi?

Luisa Altroch. Dove non arrivo ancora e a capire lo scopo di questi nastri svolazzanti attorno ai muri della casa.

Sergio Tu stendi i panni a che scopo?

Luisa S, fin l ci sono arrivata. Volevo dire a che cosa servono.

Sergio A farli svolazzare sotto il ponte nei giorni della Festa. Ma torniamo al colabrodo. Mi sta bollendo l'ultimo nastro. Color violetto. Il colore pi delicato. Se non ritrovo subito quella vacca di colabrodo, il nastro mi diventa nero.

Luisa Non credi che potresti averlo lasciato sul tetto quando sei andato a stendere il tuo ultimo bucato?

Sergio Di solito lo riporto gi.

Michel (Entrando) Permesso. Buongiorno. Scusino. La porta era aperta e non c' campanello. Siete... siete i signori Tivoli?

Sergio Buongiorno. Gi. Siamo i signori Tivoli.

Luisa Almeno, quello che crediamo di essere.

Sergio Non mi dica che lei un altro giornalista altrimenti le rispondo subito che non ho pi niente da dire, in quanto tutto gi stato detto, ridetto e stradetto fino alla nausea.

Michel No no. Io sono il fratello di Odile, la donna che sar la regina della Festa. Permettono? (Stringe la mano ai due) Michel.

Sergio Ma come! Odile ha un fratello!?

Luisa Per quanto ne sappiamo, aveva solo un padre.

Michel ... che vive ancora.

Sergio Mi congratulo. Ma il padre che la manda?

Michel Assolutamente no. Io son partito giovanissimo per la Cina. Anche le partenze dei giovani subiscono la loro moda. I nostri nonni andavano in America. Io, in Cina, ci sono stato ventanni e son tornato la scorsa settimana.

Luisa E si detto: Strani luoghi! Se ben ricordo, da queste parti, dovevo averci una sorella. Chiss dove cacchio andata a finire. Ha cominciato subito le ricerche ed eccola qui!

Michel (A Sergio) Perch la signora fa dell'ironia?

Luisa Perch trovo che le storie di fratello e sorella si assomigliano tutte come le ciliegie, come le ciliegie una tira l'altra e, naturalmente, finiscono tutte per annoiare. Perci, con il vostro permesso, vi lascio tra fratelli a consolarvi sulle sorelle. (Esce)

Michel Veramente... non capisco...

Sergio Ah perch lei pretende di capire le donne? Magari in Cina, sar facile.

Michel Non tanto sa: le donne, restan donne dappertutto... Comunque io tento sempre di capirle.

Sergio Scusi l'interruzione e vada avanti. Dunque lei vorrebbe rivedere Odile. Ma mi dica: non vi siete mai scritti durame questi vent'anni? Voglio dire pi precisamente: che cosa sa lei di Odile?

Michel Niente. O quasi. Mio padre, circa due mesi dopo la mia partenza, mi ha mandato un telegramma che diceva press'a poco: Tua sorella, sposa oggi un uomo che non riconoscer mai come genero. Non chiedermi mai pi di lei. Per me morta. E non c' pi stato verso di smuoverlo. Le lettere in cui chiedevo di Odile, ogni volta, me le rimandava. Tornando, speravo di trovarlo cambiato o che almeno qualcuno della servit rimasta sapesse darmi delle indicazioni. Per qualche tempo ho scritto anche a Pamela che era un'amica intima di Odile e mia. Tra l'altro, l'unica vera amica che lasciavo in Europa. Ma anche Pamela non mi ha mai risposto e non sono ancora riuscito a rintracciarla come se si fosse volatilizzata con Odile.

Sergio Bene. Adesso si sieda. Beva un bel bicchier di vino e mi dica come ha fatto ad arrivare fin qui. (Serve il vino e si siede)

Michel (Sedendo) Grazie, Lei sapr che i giornali, in questi giorni, parlano molto della Festa per l'inaugurazione del ponte...

Sergio E a chi lo dice!

Michel Ho visto su di una rivista la foto di Odile, regina della Festa e ho pensato che lei, del quale si parla tanto, poteva essere una pista giusta.

Sergio Capisco. Ma chi le ha indicato questa casa?

Michel Nessuno. Ho visto tutti quei nastri che scendono dal tetto e...

Sergio (Balzando in piedi) Perdio il mio color violetto! Scusi un attimo. (Prima di uscire) Devo almeno toglierlo dal fuoco in attesa di ritrovare quel maledetto colabrodo. (Esce)

Michel (Resta perplesso) Ma! Sar perch non sono pi abituato agli europei... (Beve)

Diego (Entra dall'esterno. tipicamente vestito da muratore) Buongiorno.

Michel Buongiorno.

Diego Sa se il signor Tivoli in casa?

Michel andato di l un momento.

Diego Allora lo aspetto. (Pausa) Buon vino, vero?

Michel Ottimo. (Altra pausa)

Diego Anche il salame molto buono da queste parti...

Michel Lo credo. (Pausa)

Diego Sa, i maiali, qui, vengono su alla buona con i resti di cucina, tutta roba nostrana e in autunno gli danno molte castagne.

Michel Capisco. (Pausa)

Diego La stessa cosa vale per i polli...

Michel Ah qui danno le castagne anche ai polli?

Diego No, volevo dire: qui, i polli, tutti ruspanti, di quelli veri e non di quelli che tengono in cattivit nutrendoli a base di porcherie chimiche.

Michel Interessante.

Diego A lei piacciono i polli?

Michel Dice: vivi o cucinati?

Diego B... cos, in generale...

Michel "Veramente, non mi sono mai posto la domanda.

Diego Gi. Nella vita vi sono cose molto pi importanti.

Michel Infatti. (Dopo un'altra pausa)

Diego Io son di fretta e me ne vado. Vuol dire per favore al signor Tivoli che stato qui Diego?

Michel Va bene. Glielo dir.

Diego Gli dica anche che non urgente e che torner pi tardi. Grazie. Arrivederci.

Michel Arrivederci. (Diego esce. Michel sempre pi perplesso, beve e poi dice posando il bicchiere) Ma! Dev'essere proprio perch non sono pi abituato agli europei.

Sergio (Da fuori) Porcaccia la bestia... ogni volta mi scotto... con questa bastarda... di pentola... (Entra dopo un attimo succhiandosi un indice) Scusi sa... Accidenti che scottata! E tocca sempre allo stesso dito.

Michel E' stato qui un signore, un muratore, credo... ha detto che torner e che non importante. Diego, mi pare che abbia detto di chiamarsi.

Sergio Diego! stato qui Diego!? Ah questa s che forte! E vi siete parlati?

Michel Lui, specialmente, ha parlato: di polli, di maiali... Non so: mi sembrato un tipo strano.

Sergio Ma gi perch Diego come fa a immaginare che lei... esattamente come lei non pu immaginare che lui... Insomma, tutto il casino.

Michel Scusi. Quale casino?

Sergio Gi. Quale casino lei mi chiede. Ma caro signore, lei non deve credere di potersene stare vent'anni in Cina e poi, tornando, di ritrovare tutto come quando se n' andato, sa? Cerchi di immaginare quante cose possono subentrare in vent'anni! Per esempio, una sorella, in vent'anni, pu cambiare... pu diventare quasi un'altra, dimagrire... che ne so... non parlare pi allo stesso modo, ecco. Capisce?

Michel Non molto. Odile, sulla foto, quasi tale e quale tant' vero che l'ho riconosciuta subito. Lei, se lo sa, dovrebbe dirmi soltanto dove posso ritrovarla. tutto ci che le chiedo.

Sergio B... qui, mia ospite, con Pamela...

Michel (Alzandosi) Pamela!!! Anche Pamela e qui?! Lei non sa quale gioia...

Von Schutz (Entra con un colabrodo di plastica che sembra una tavolozza) Puonciorno. Io quasi ricefuto questo arnese sulla testa. Il fento lo ha fatto folar ci tal tetto.

Sergio (Prendendolo) A grazie ingegnere! tutta la mattina che lo sto cercando.

Von Schutz Lei afefa pisogno ti me?

Sergio No, non di lei: del colabrodo. Le presento il signor Michel. Signor Michel: l'ingegnere Von Schutz.

Michel (Stringendo la mano che Von Schutz gli tende) Molto lieto.

Von Schutz Molto lieto anche ta parte mia.

Sergio (A Michel) Senta: cosa facciamo? Vado ad avvisare oppure preferisce fare una sorpresa? A momenti dovrebbero scendere. quasi l'ora che escono per una passeggiata.

Michel Son pi tentato per la sorpresa. Se non le dispiace resto qui ad attenderle.

Sergio Ma prego! Resti, beva, faccia come a casa sua.

Michel (Risedendo) Grazie.

Sergio (A Von Schutz) Non mi dir ingegnere, che venuto solo per riportarmi il colabrodo.

Von Schutz (Ridendo) Oh no! Io fenuto per sapere quanto saranno pronti suoi nastri. Suoi nastri molto pelli e faranno crande effetto sotto il ponte!

Sergio Sono quasi pronti ingegnere. Me ne manca ancora uno, poi glieli consegno. Mi manca il violetto.

Von Schutz Fioletto? Porta sfortuna.

Sergio Non lo sapevo. Ma io non sono superstizioso.

Von Schutz Oh neanche io! Ticefo cos... Attori ti teatro non portano mai il fioletto in scena.

Sergio B hanno torto. Io trovo che un colore meraviglioso.

(Dalle scale interne della casa, si sentono le voci di Pamela e Odile)

Sergio (A Michel) Arrivano! (A Von Schutz) Venga di l ingegnere. Le mostrer l'ultimo trattamento del nastro violetto.

Von Schuiz Folentieri!

(Escono)

Odile (Entrando) Sei pazza, Pamela, a farmi uscire con un vento simile!

Pamela (Precedendola decisa) Vento o non vento usciamo. Il vento solo aria che si arrabbia ma resta sempre aria e non pu che far bene alla salute.

(Stanno per uscire e non si sono accorte di Michel)

Michel (Si alzato lentamente come ipnotizzato alla vista delle donne, ma non osa chiamarle per nome e dice) Scusino...

(Le due donne si fermano e si voltano)

Pamela Oh eccone un altro! (Pi forte) Buongiorno. Per le interviste, rivolgersi al signor Tivoli. Era qui un momento fa. Lo aspetti: non pu tardare.

Odile (Riconosce il fratello e si porta di scatto un braccio ripiegato davanti al viso, come colpita da una luce insopportabile) Va via! Va via! Non voglio vederti!

Pamela (Con la solita mossa si assesta gli occhiali sul naso e guarda) Santo cielo! Michel!

Michel (Impressionato, fissando la sorella) Pamela: cos'ha Odile?

Pamela (Mettendosi un dito sulle labbra e facendo un segno per dire poi ti spiego ) Niente... soltanto sorpresa... capirai: dopo tanti anni! E anch'io, del resto... non meno di lei!

Michel (Tentando di fare abbassare il braccio che Odile si tiene ostinatamente davanti al viso) Odile... Odile; ma perch non vuoi vedermi?

Odile (Scansandosi con uno scatto e girandogli la schiena, parlando da questo momento come una persona normale) Non mi toccare! Non mi toccare o impazzir davvero! Perch non voglio vederti , mi chiedi. Lo so. Da bambini abbiamo giocato tanto insieme con la terra e da adolescenti ci siamo voluti un gran bene. Ma poi si aperto l'abisso. Ora tu vieni da un altro mondo e mi costringi a voltarmi e a guardare nel baratro. Non posso Michel! Non posso! Ormai soffro di vertigini. Non posso! Non posso! Non posso! (All'ultima esclamazione si sar chiusa il viso fra le mani scoppiando in pianto.)

(Buio e pausa abbastanza lunga. Poi si sentir il sibilo di un gran vento e la scena si illuminer piano piano. Dovrebbe rendere l'idea della luce dell'alba, mentre un gallo canter ripetutamente. Sergio in scena seduto al tavolo tra i suoi fogli da disegno. Si addormentato con le braccia ripiegate sul tavolo e la testa sulle braccia.)

Diego (Entra, cammina e si comporta come uno che ha appena visto una catastrofe. Si siede di fronte a Sergio e lo guarda con occhi allucinati, senza una parola)

Sergio (Dopo un attimo si risveglia, solleva lentamente la testa, si stira, sia per sbadigliare e si blocca vedendo Diego) Diego!! Ma cosa fai qui alle (guarda il suo orologio da polso) alle quattro del mattino?! Diego! Rispondimi! Cos' sta faccia da cadavere che mi fai?

Diego Il ponte... il ponte... crollato: questa notte.

Sergio (Scattando in piedi) Cosa!?

Diego L'altro giorno... ero venuto per dirti che avevo notato delle crepe strane... ma non pensavo che... che... (si prende la testa fra le mani)

Sergio (Si risiede di colpo) Dio Dio Dio santo! (E dopo un attimo scatta) Von Schutz! Von Schutz quell'imbecille ha sbagliato i calcoli! Roba da impiccarlo!

Diego Lo ha gi fatto da s. L'unico capitello e l'unico nastro che hanno resistito al crollo... Un nastro violetto... Von Schutz la, nel vuoto.

FINE

Brevi note sul testo

La storia scritta in chiave simbolica. La Valle un luogo neutro, una specie di Limbo umano in cui si ritrovano degli esseri che si dibattono nei loro problemi senza saperli risolvere. La Festa, rappresenta la Liberazione, la soluzione di questi problemi. Il Ponte crollato, non , come si potrebbe credere, la caduta delle Speranze, ma il Ponte in se stesso rappresenta semplicemente la fine, il trapasso dalla Vita alla Morte e il suo crollo fa parte soltanto della storia del testo. I personaggi, mi sembrano abbastanza a fuoco. Sergio e Annina, sono l'Amore Fraterno, pur molto particolare. Vogliono anche rappresentare la schiettezza d'una educazione contadina che viene sottolineata per esempio da certe espressioni di Annina, quali: Lo sa anche quello che porta la brenta. Diego, un personaggio che mi stato suggerito dalle beatitudini: un puro di cuore. Von Schutz, un tedesco che sente tutto il problema della sua razza odiata, basta pensare al motivo per cui vuol comperarsi il quadro. Poi, da bravo tedesco, non esiter a punirsi per il suo errore. Luisa e Patrizio hanno capito che l'Amore vale pi dell'Orgoglio e agiscono di conseguenza. Pamela l'Amicizia vera che si traveste da missionaria e la sua missione si chiama Odile. Odile vive il suo dramma nel subconscio fino all'arrivo di Michel, che concretizzer questo suodramma senza saperlo. Ma al tempo stesso Michel, porta alla sorella la guarigione, quasi come un arcangelo che viene da un altro mondo. Michel infatti, non ha niente a che vedere con gli altri personaggi. E' tagliato fuori, staccato, come un personaggio astratto.

N.d.a.

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