Un po’ del nostro mondo

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Commedia in tre atti

di Arnaldo Boscolo

VENEZIA

Casa Editrice Giuseppe Scarabellin 1933 – XI


PROPRIETÀ LETTERARIA

Copyright by Arnaldo Boscolo.

Riservati tutti i diritti. La rappresentazione e la riproduzione per la stampa sono vietate a termini e sotto le comminatorie delle vigenti leggi. Per ottenere il diritto di rappresentazione, rivolgersi esclusivamente alla Società Italiana degli Autori e Editori - Roma.

Questa commedia venne rappresentata per la prima volta al Politeama di Piacenza dalla Compagnia di Ugo Farulli, la sera dell'8 Ottobre 1917.

Interpreti principali: Ugo Farulli, Fulvio Boari, Ebe Porro Guasti, Ester Zeni, Gina Del Moro, Amelia Signori, Carla Pasquali.

PERSONAGGI

Sul manifesto

Nel Testo

La prima attrice                                  

La prima attrice giovane                      

La seconda donna                               

La signorina di buona famiglia               

L'affittacamere                                   

La cameriera                                      

Il giovane autore                                

Il padre del giovane autore                  

Il mecenate                                       
Il generico utilité con parti d'importanza                                                                                                                                                                            

Il blasonato                                        

Il vecchio giovane di studio                  

Il direttore di scena

ELSA RUINI

LINA RUINI

BRUNA ARDENGHI

ANNA ZANOLI

LA PEVERELLI

BETTINA

LEO VALORI

ALBERTO VALORI

POLDO RAMIOLA
SANDRO MATTEI

Il conte AVADOLA

GIUSEPPE

Il DIRETTORE di SCENA

                                                                                                              

Primo Atto - In una città qualunque, in casa dell'affittacamere Signora Peverelli.

Secondo Atto - A Varese, allo Stabilimento Industriale Valori.

Terzo Atto - Nella città del 1° Atto; in camerino dell'attrice Elsa Ruini.


ATTO PRIMO
LA SCENA

Caratteristico salotto in casa della signora Peverelli; una vedova matura che tiene comici a pensione. Mobili pesanti e di vecchio stile; ampie tende a fiorami sbiaditi; le pareti letteralmente tappezzate di cartoline e fotografie d'ogni foggia e dimensione; tutto il mondo lirico, drammatico, operettistico in costume e senza. Una consolle su cui posa un servizio da caffè in porcellana; un'ottomana; ridosso alle pareti alcuni grossi bauli. Un po' di disordine ovunque; sulle sedie vari indumenti femminili; sul tavolo la macchinetta del caffè, alcune tazze, ecc. Usci alle laterali e al fondo.

SCENA PRIMA.

ELSA - LINA - Signora PEVERELLI

Elsa

ventidue anni, semplice nel vestire, aria un po' stanca; china al tavolo di centro attende alla stiratura d'un vestito.

Lina

vivacemente; dal di fuori.

Elsa! Elsa!... E così Elsa?

Peverelli

appare sull'uscio di sinistra.

Signorina Elsa; non sente sua sorella che la chiama?

Elsa

Lasci strillare. Tanto finché non ho finito...

Peverelli

avanzando.

Abito tailleur stasera, vero?

Elsa

Già; «Disonesti»; serata del commendatore; al secondo atto mi vuole in abito tailleur.

Peverelli

I «Disonesti»; li sentii la bellezza di dieci anni or sono, non mi ricordo più da chi; ma mi ricordo però benissimo la penetrazione... la spontaneità!... Altro che certe attrici isteriche d'oggi, tutte strilli e convulsioni!

a un moto di Elsa.

Scusi; non parlo di lei, signorina Elsa; anzitutto in codesta parte non l'ho ancora sentita e non posso giudicare... e poi lei... lei sa fare per benino davvero; un po' incomposta se vogliamo... un po' acerba come si dice; ma la stoffa c'è. Ha passione... ci mette cuore; e quando nella parte ci si mette cuore si può dire d'essere a cavallo.

Elsa

Ha mai recitato lei, signora Peverelli?

Peverelli

Se ho recitato? Alla filodrammatica dei Coronari, in piazza Stelvio, ho fatto la «Fernanda» e la «Signora dalle Camelie» io!

Elsa

Quando?

Peverelli

Oh santo Cielo! si sa; quando ero ragazza. Non fo per dire, ma ci sarei riuscita; se non mi fossi innamorata del povero Peverelli, chissà... la mia strada l'avrei fatta anch'io meglio di tante altre che son portate oggi in palma di mano!

indicando il servizio da caffè.

Vede questo servizio? È prezioso! Mi fu regalato per serata da un gruppo di ammiratori. E con queste tazze hanno preso il caffè tutte le celebrità che son passate nella mia casa!

Lina

da destra; diciassett'anni, vivacissima, aria civettuola.

Elsa, dico! Mi vuoi far stizzire? A che ora si fa la cesta stamane?

Elsa

Calma, calcia, carina; non casca la casa. Ancora un colpo di ferro a questa manica e ho finito.

Lina

Il portaceste anticipa oggi. E Bruna dov'è?

Peverelli

E piombata in portineria a caccia di corrispondenza; appena udita la voce del postino, giù come una saetta!

Lina

Se fosse venuta ad aiutarmi!... Lo sa che bisogna uscire presto; non c'è più rossetto né smalto per le unghie. Alle undici poi in teatro. Anche la lettura della commedia nuova ci voleva! Chissà che roba!...

Elsa

Se il commendatore l'ha accettata e la mette in scena...

Lina

Già; che il commendatore non ne piglia dei granchi!... Ricordi 1'«Alba radiosa» di Genova? La commedia di quel mediconzolo? Signori; ho la convinzione d'aver scoperto un vero autore e un vero lavoro!» sentenzia il commendatore; e la sera della recita l'«Alba radiosa» si cambiò in tramonto tempestoso.

Elsa

Quella volta però la causa fu proprio del commendatore; volle tagliare il quarto atto di sana pianta!...

Lina

Per me avrebbe fatto bene a tagliare anche il secondo e il terzo, sopprimendo il primo. Già fin dal primo si capiva come andava a finire!...

Elsa

Sei feroce! Hai poche tenerezze tu per gli autori.

Lina

No, poverini; anzi voglio loro un bene dell'anima; specie quando portano in camerino tanti bombons!...

Peverelli

La golosaccia!

Lina

Chi sarà il copionaio che farà lettura stamane? Dio non voglia si tratti d'un giovane autore... con tanto di barba brizzolata!...

Elsa

Non per questo cesserebbe d'essere... giovane autore.

Lina

Come si chiama? Valori, mi pare.

Elsa

Leo Valori.

Lina

Una nullità di sicuro.

Elsa

Come puoi dirlo?

Lina

Perché di solito ci si trova in antitesi col proprio nome. Si chiamasse Ciuchi, Testasecca... probabilmente varrebbe qualche cosa. Si chiama Valori? Dunque vale nulla! Finito?

Elsa

porgendole il vestito stirato.

Ecco.

Lina

Lo zio che abito mette?

Elsa

Il tout de même bleu.

Lina

Chiudo la cesta, cappellino e via.

Peverelli

Vuole che l'aiuti, signorina demonietto?

Lina

Grazie; mi fa piacere.

Peverelli

Qua, qua, do una mano io.

esce con Linaa destra

SCENA SECONDA

ELSA e BRUNA

Bruna

ventiquattro anni; bella, elegante, con una lettera nella mano alzata; dal fondo.

Elsa! Rosa thea!

Elsa

Chi è? Poldo?

Bruna

ponendole la lettera sotto il naso.

Annusa; osserva la soprascritta; non ti par di vederlo? Tutto lindo, profumato?

Elsa

Preciso come al solito.

Bruna

Ti pare? Guai a lui se non fosse così! Lunedì, Giovedì e Sabato. Consulta gli orari ferroviari, s'informa agli uffici postali, tien conto degli eventuali ritardi... ma Lunedì, Giovedì e Sabato, in qualunque piazza ci si trovi, la lettera deve arrivare.

Elsa

Tu però non sei altrettanto puntuale nel rispondere.

Bruna

lo? Ti pare? Quando posso; quando ho voglia. Ora, per esempio, son quasi quindici giorni che non gli scrivo. Chissà come sarà inquieto.

Elsa

meno frivola.

Gli vuoi bene?

Bruna

dopo una breve pausa.

Oh santo cielo!... Sicuro che gliene voglio, povero il mio Poldo!

Elsa

c. s.

Più a lui... o alla posizione che ti offre?

Bruna

Come si fa a dire?... Certo che la villetta di San Remo, il salottino tiepido, la vita che potrò condurre quando sarò sua moglie.... sono cosuccie molto lusinghiere, molto carine!... Di' la verità; non piacerebbe a te pure metterti ferma e godere tutti gli agi d'una vita comoda e serena?

Elsa

Se te l'ho già detto... No. Soltanto all'idea di abbandonare il teatro provo un vivo senso di malinconia.

Bruna

Già; specie quando il teatro serve a suscitare tanto fervore d'ammirazione!...

Elsa

Che vuoi dire?

Bruna

Va là che me ne sono accorta! Prima barcaccia a destra, pepiano.

Elsa

Il contino Avadola? Tu credi?

Bruna

Gli occhi devono pur servire a qualche cosa!....

Elsa

A te servono per vedere troppo lontano, cara la mia Bruna. Mi fu presentato per caso una sera; venne a farmi visita due o tre volte, come tutti gli altri; mandò dei fiori e un regalo per la serata...

Bruna

Ma che po' po' di regalo! Tu non avesti mai un dono simile.

Elsa

È molto ricco e un po' provinciale; volle fare la spacconata. Durante le sue visite in camerino però ebbe un contegno... insignificante; non gli riuscì dirmi nemmeno le solite sciocchezze galanti che dicono tutti...

Bruna

Forse è codesto il segno. E poi... e poi... Passerà qui sotto con la sua vetturetta trenta volte al giorno; a teatro, quando sei in scena, non stacca un istante il binocolo da te. Credilo; o l'ha presa, o sta prendendo la cotta.

Elsa

E se così fosse, buon pro gli faccia; ho la coscienza di non averlo lusingato, io - Non è l'ammirazione dei blasonati che mi fa restare sul palcoscenico. Amo questa vita perché amo l'arte che la determina; mi parrebbe di non poter resistere all'infuori di essa.

Bruna

Io non so comprendere, ecco - Per le belle soddisfazioni che ci si ricavano! Vita randagia come gli zingari...; peggio degli zingari, perché almeno loro una casa... ce l'hanno!... Ambulante, sì, ma ce l'hanno!.. Strapazzate dal direttore che estende la propria ingerenza fino al modo di vestirci e imbellettarci; e gli applausi!... Oh, quelli sì!.. Le approvazioni di quattro scimmiotti sprofondati in poltrona che sorridono, magari, se vi salta la malinconica idea di buttar l'anima nella parte... e si fanno rumorosamente entusiasti se avete la compiacenza di alzare la gonna per mostrare un po' di grazia di Dio!...

Elsa

Come sei amara!

Bruna

Se tu ci trovi gusto...

Elsa

Non l'hai nel sangue, Bruna; e perciò beata te che trovasti un galantuomo che ti porterà lontano. - E così, non leggi?

Bruna

Oh! Non ho troppa curiosità. Metodico in tutto, lui; anche nelle espressioni di amore. Senti

spiega la lettera e legge.

 «Tesoruccio mio». Te l'ho detto? Incomincia sempre così.

leggendo.

 «Ardo per te di un puro e santo amore».

Elsa

Lohengrin !

Bruna

«faccio una scappata. Arrivo domani alle 10.30; se sarete alla stazione...». Dunque oggi?!... Elsa, viene! Preparati pel regalo?...

chiamando.

Lina! Lina! Signora Peverelli!

a Linache appare sull'uscio

Arriva Poldo!

SCENA TERZA

DETTE - LINA - Signora PEVERELLI

Lina

Davvero?

Bruna

Sì, fra mezz'ora. Bisognerà incontrarlo.

alla signora Peverelli che entra dietro a Lina.

Signora Gemma, viene Poldo!

Peverelli

E chi è Poldo?

Elsa

Come, non sa? Il suo fidanzato.

Peverelli

Fidanzato... proprio fidanzato? Di quelli buoni?

Bruna

Ci si sposa a fine Carnevale!...

Peverelli

Bravi. Rallegramenti.

Bruna

Poldo voleva portarmi via subito; era deciso a pagare la penale al commendatore; fui io a non volere. Anzi tutto non c'è fretta. E poi perché fargli buttar via otto biglietti da mille? Dal momento che c'è così poco da attendere... Sarebbe stata un'infamia, le pare?

Peverelli

Giusto, giusto.

Bruna

Meglio darli a me per risolvere il problema. Perché anche quello del corredo era un problema, veh! Non posso mica sposarmi con la roba da scena!

Lina

Quanto mi fa piacere la sua venuta! Vedremo il bel regalo che mi porterà.

Peverelli

Regalo a lei? Scusi; ma con quante fa all'amore codesto benedetto uomo?

Lina

Signora Peverelli... di nome e di fatto! Con Bruna soltanto fa all'amore. Ma Bruna glielo impose. Regalo a tutte e tre, sempre. Non per nulla ci chiamano le indivisibili.

Peverelli

Ma non rimarrete indivisibili mi immagino... il giorno delle nozze!... Sì, dico, sarebbe una situazione imbarazzante per voi due

Lina

Per noi due?!... Pel signor Poldo!

Peverelli

Che fior di birichina è lei!

Bruna

Oh! E adesso bisogna provvedere alla colazione; quando arriva sulla piazza fa sempre colazione con noi; tassativo. La sera poi si va tutti al restaurant. Signora Gemma, che ci fa lei il piacere di completare la spesa?

Peverelli

Volentieri…

stendendo la mano.

quattrini.

Elsa

Lo zio non le diede stamane?...

Peverelli

Giusti giusti quelli che occorrevano. Quando è arrabbiato per la questione delle parti mi diventa perfino tirchio. Io come al solito sono al verde...

Bruna

Elsa, dammi venti franchi.

Elsa

apre il borsellino.

Credo d'arrivarci appena; finché non rientra lo zio...; ma mi ci vogliono per lo smalto e il rossetto.

Bruna

Dà qua; smalto e rossetto li facciamo comperare a Poldo, più tardi, quando s'esce in compagnia.

prende   i   quattrini   e   li porge   alla

signora Peverelli.

A lei, signora Gemma.

Peverelli

E che debbo comperare?

Bruna

Faccia lei. Spenda, spenda.

Lina

A Poldo non piacciono i vermicelli al pomodoro?

Bruna

Ecco; vermicelli.

Peverelli

Va bene; «pirciatella» dome dice il Signor Mattei.

s'avvia.

Bruna

Presto, presto, un po' di toilette.

Elsa

verso il fondo.

Oh, ecco lo zio!

SCENA QUARTA

DETTE e SANDRO

Sandro

dal fondo; cinquant'anni; asciutto, sbarbato; entra serio, serio e porge con largo gesto una cartolina illustrata a Elsa.

Per te!

Elsa

Di, mammà? Oh grazie!.... Cara! Cara! Cara!

Peverelli

Sempre in casa di salute, vero, poverina?

Elsa

Sempre. Povera mammetta!... Se fosse qui con noi

Sandro

quasi tragico

Meglio se fosse qui! Molto meglio!…..

Peverelli

Dio, che nuvoloni!... Signor Mattei, non se l'è ancora lasciata passare?... Basta per Diana!

Sandro

eccitandosi.

Passare?!... Passare?! Ma che mi crede lei?... Un ragazzino?...

Peverelli

Oh no! Ma se mi seguita di questo passo ci fa una malattia!

Sandro

E la dignità, e l'amor proprio, e la riputazione in arte?! Dove me la mette lei?.... Glielo ho gridato su mille toni che quella parte non gliela faccio; che non entra nel mio ruolo; non c'entra neanche a volercela ficcare a forza; che mi discredita agli occhi del pubblico...

Peverelli

Cosa vuole che il pubblico vada a guardare...

Sandro

eccitandosi vieppiù.

Non mi contraddica, sa, lei! Non mi contraddica!

e dà un pugno sulla consolle.

Peverelli

Per carità!!

afferra il servizio da caffè e corre a posarlo sulla tavola.

Elsa

Via zio! Sii buono...

Peverelli

Che maledetto temperamento! Si accende come uno zolfanello!... Eh! Se avessi avuto la disgrazia di essere sua moglie….. avrei saputo ridurmelo ben io ... Dopo un paio di mesi di manipolazione... Ma che dico due mesi!... Quindici giorni... dieci...

Sandro

Si, una settimana!... Non ne posso più!...

una pausa, indi riscaldandosi ancora.

E l'ho sopratutto con voi!

a Elsa e Lina

Con voi due.

Lina

Con noi?!…

Sandro

Sicuro. Tutta colpa vostra!... Senza di voi sarei già sulla vetta. Sempre sacrificato in tutto, io! All'inizio sacrificato dai capocomici che non volevano riconoscere il mio valore; più tardi, allorquando ero riuscito a farmi largo a spintoni e avrei potuto dettar patti, sacrificato dalle nipoti!... Quella gioia poi del nostro capocomico!... Accontenta voi e bistratta me!... E ne approfitta perché sa che non posso piantarvi qui sole, cane!... Perché l'hanno fatto commendatore si crede chissà che celebrità!... Ma se non ce ne sono oggi di celebrità!... Tutti cani. Tutti!

e pesta i pugni sulla tavola; la Peverelli, spaventata, prende il servizio e lo mette in salvo sull'ottomana.

Elsa

Ma via, zio! Calmati. In fondo non ti puoi lagnare...

Lina

Vieni, vieni, esci con noi. Un po' d'aria ti farà bene. Noi due si va alla stazione ad incontrare Poldo.

Sandro

calmandosi un poco

Come? Arriva Poldo?

Bruna

Sì, fra mezz'ora. Non vorrà mica guastarci la giornata con la sua faccia oscura?...

Elsa

Oh bravo, così! Vedi? Sei già più calmo.

Peverelli

Oh meno male! Beh! Io vado per i vermicelli.

Sandro

rasserenandosi ancor più.

Ah già! Piacciono a Poldo...

Lina

E anche a te.

Sandro

Sicuro.

alla Peverelli, grave.

Mi raccomando molta conserva; e buona. E un po' di noce moscata.

Peverelli

Non dubiti.

esce dal fondo.

Sandro

a Elsa.

Sorvegliami bene la cottura; che non passi. Se i vermicelli non sono al dente... valgono un bel niente!...

Peverelli

di fuori.

Di chi domandava?

Lina

osservando all'uscio.

Un signore con la padrona.

Peverelli

entrando.

S'accomodi qui intanto.

Lina e Brunascappano a destra.

SCENA QUINTA

DETTE e LEO

Leo

appare timidamente sull'uscio.

Mi dispiace disturbare... Riverisco.

Peverelli

Il signore chiedeva del segretario della compagnia.

Sandro

Ah!... È alloggiato qui.

Peverelli

Glielo dissi. Ma dorme ancora.

Leo

un po' mortificato.

Doveva venirmi incontro alla stazione... Almeno così mi scrisse il commendatore... Anche loro sono della compagnia?...

Sandro

Sissignore. Scusi..., lei sarebbe?...

Leo

L'autore della commedia di cui si dà lettura oggi.

Elsa

vivamente.

Il signor Valori!

Sandro

stretta di mano.

Ah! Piacere!

Leo

Grazie.

sempre timido, indicando Elsa.

Conosco la signorina... L'ho sentita recitare a Varese... Tanto brava....

Elsa

stendendogli la mano.

Per carità....

Sandro

lo sono lo zio...; lo zio... di mia nipote; Alessandro Mattei, generico utilité con parti d'importanza. Sono, come si suol dire, una spalla forte in compagnia. Modestamente....

avanzando una sedia.

Ma s'accomodi, prego.

Leo

Grazie.... grazie....

Sandro

Dia qua le sue carte.

gliele toglie e le depone sul tavolo.

Elsa

a Lina e Bruna che fanno capolino all'uscio.

Venite, venite. Il signor Leo Valori; l'autore di «Lampada».

Lina e Bruna avanzano; Elsale presenta.

Mia sorella; la signorina Bruna Ardenghi; compagne d'arte entrambe.

Leo

Molto fortunato

Lina

con una leggera punta d'ironia.

Fortunatissime noi. Un autore tanto valoroso... C'è dell'entusiasmo in compagnia per la sua commedia.

Leo

vivamente.

Ah! È già stata letta?

Lina

No... s'aspettava lei.

Elsa

Ma il commendatore ne parlò... in termini così lusinghieri...

Leo

Io spero tanto...

Lina

Speri, speri. Fa bene a sperare. Se lo dice il Commendatore!

Bruna

Si inetta a sedere.

Leo sta per sedere sul servizio da caffè.

Peverelli

Noo!!

afferra il servizio e lo porta nuovamente sulla consolle.

Elsa

presentandola a Leo.

La nostra padrona di casa; la buona signora Peverelli.

Peverelli

Un'amica devota dei comici e degli autori. Non guardi, sa; non guardi. Al mattino un po' di disordine c'è sempre.

Leo

Non si preoccupi signora...

agli altri.

Parrà loro strano ch'io sia capitato qui... Come dissi, il segretario doveva trovarsi alla stazione. Io sono nuovo della città...; non so dove sia il teatro né dove alberghi il commendatore. Ho incontrato a caso un uomo vestito di bianco, con berretto verde che recava scritto «Teatro Ernesto Rossi».

Lina

a Bruna.

Bianco, rosso e verde!

sull'aria della marcia reale.

Bururun! Bururun! Bururun!!...

Leo

M'informò che il segretario alloggia qui... Trovo loro invece, tanto gentili...

Lina

Ci dispiace che siamo sulle mosse per uscire....

Sandro

Ma se lei volesse attendere un pochino.... s'andrebbe poi alla prova insieme.

Leo

Non vorrei recar disturbo...

Elsa

No... no... senza complimenti.

Sandro

 Mia nipote rimane.

Leo

Grazie... Ne approfitto allora.

Peverelli

Faccia conto d'essere in casa sua. Stia seduto, si muova...; guardi qui intorno; riconoscerà tante celebrità; ci sono tutte... Se non le fischieranno la commedia, potrà darmi anche lei il suo ritratto; lo metterò fra gli altri; c'è da tenersi onorati, sa... lo porrò tra Ermete e Ferruccio...

Leo non capisce.

Novelli e Garavaglia. Oh, con Ferruccio, specialmente, eravamo due corpi e un'anima.... Vede? Qui, su questa ottomana mi fece ventidue giorni di malattia... creatura!... Come un figliuolo l'ho assistito. Se fosse al mondo lui? Con una mia parola di raccomandazione, le farebbe passare qualunque porcheria!

guardando la pendola.

Ho fatto tardi, per Diana! Meglio che mandi giù la ragazza.

esce a sinistra.

Sandro

Arrivederci allora.

Sandro, Lina, Bruna escono dal fondo dopo aver stretta la mano a Leo.

SCENA SESTA

ELSA e LEO

Elsa

Bel tipo la nostra padrona di casa; le pare?

Leo

ch'è rimasto un po' male.

Molto allegra….. certo.

Elsa

Non dia peso alle sue parole, sa; è famosa per le sue gaffes...; regala un'insolenza con l'aria e la convinzione di prodigare una cortesia. In fondo è una gran brava donna.

celiando.

Può chiamarsi fortunato d'essere entrato subito nelle sue grazie; altrimenti, addio carriera.

Leo

sullo stesso tono di lei.

Tanto influente la signora?...

Elsa

Crede di esserlo. E com'è ... esuberante nell'esternare avversioni e simpatie! Sa, ad esempio, che per lei D'Annunzio è un pover'uomo indegno di qualsiasi considerazione?

Leo

Davvero?...

ride.

E perché?

Elsa

S'immagini! Il poeta osò negarle la firma su di una cartolina illustrata. Lei, che serba gli autografi di mezzo mondo, ci teneva! Da quel giorno guerra spietata; propaganda antidannunziana!

Leo

È impressionante; un disastro per gli editori!...

Elsa

Povera signora Peverelli !...

Leo ha rivolto lo sguardo ai ritratti delle pareti.

Vede che galleria?

Leo

osservando.

Vedo. Les Omanowski, mondiali acrobati-equilibristi - Mini d'Azzurro, stella anglo -americana.

Elsa

Guardi qui: Franz Krumenissa tenore di grazia - Cav. Salnetti...

Leo

Chi è?

Elsa

Uno dei più grandi interpreti d'Amleto.

Leo

Mai sentito nominare!

Elsa

Appunto per ciò - Miss Levis e i suoi cani sapienti.

Leo

Capocomica anche questa?

Elsa

Di carri a quattro gambe!

indicando.

Paride Quadroni ventriloquio - trasformista. E poi mi si venga a dire che non c'è fratellanza in arte!...

Leo

E questo sarebbe il mio posto; tra i cani sapienti e il mai sentito nominare!

Elsa

Se non le fischieranno la commedia!....

Leo

Non diciamolo nemmeno per ischerzo, però. Ho un sacro terrore dei fischi.

Elsa

Per questo anzi bisogna invocarli! Parlarne tanto, sempre! Per la fortuna della commedia stessa... Ma segga!

Leo

siede; con sincerità cd espansione.

Ho tanta fede, sa, in questa mia «Lampada»; è una commedia sincera. Ciò si può dire senza tema d'apparire presuntuosi, vero? Quando la sentii, la scrissi. Per questo l'offesa che le venisse recata mi darebbe troppo dolore.

Elsa

Stia tranquillo, stia tranquillo. La sua «Lampada» risplenderà.

Leo

Così fosse! Lo desidero ardentemente.... Anzitutto per la mia fede; poi... per la pace di chi attende lassù con ansia...

Elsa

Cuore di donna?....

Leo

Mio padre. Che giorni di trepidazione, povero papà!... E dire che un tempo egli ha tanto ostacolato le mie aspirazioni!...

Elsa

Ostacolato?... Perché?...

Leo

Perché l'arte gli rubava a larghi tratti l'opera mia. Abbiamo lassù a Varese un modesto stabilimento di tessitura meccanica che cammina bene; ma richiede tutta la nostra assiduità. Mio padre non è più giovane, né in buone condizioni di salute; ha riposto ogni fiducia in me; ed io, realmente, ho saputo mostrarmene degno. È naturale ch'egli fosse nemico d'ogni idealità che tendesse a distrarmi dalle nostre ordinarie occupazioni. Ma ora egli ha compresa la mia fede e l'ha fatta sua. È buono e mi vuol tanto bene.

Elsa

Mi levi una curiosità: com'è sorta in lei la passione bel teatro?

Leo

Lei me lo sa dire? Inavvertitamente; fui preso un po' alla volta. Da piccino, recitando coi miei coetanei brevi scene a soggetto; nostro palcoscenico il granaio di casa. Poi sui banchi di scuola; giù ad abborracciar tragedie durante le lezioni di matematica e fisica. Più tardi al teatro della mia città; qualche rapida corsa a Milano... ; alle mattinate, specialmente... Il fuoco è divampato. La vita era così vuota per me, confinato lassù tra macchine e operai. È venuta l'arte a riempirla tutta quanta.

Elsa

con un sorriso d'intenzione.

Tutta? Proprio tutta? Alla sua età? Sia sincero; desidera il successo soltanto per la sua fede….. e per il suo babbo?

Leo

Ebbene, le dirò; anche per una donna desidero il successo.

Elsa

Ah! vede? Il nostro sguardo sa penetrare!

Leo

No; non nel senso che intende lei. Tutt'altro. Per questione d'orgoglio. Per dimostrarle che valgo qualche cosa; che non sono un imbrattacarte, come i maligni s'ingegnarono a farle credere! C'è lassù, come in tutti i paesi di questa terra, del resto, una piccola schiera di fannulloni che impiega il tempo a malignare ed irridere. La mia costanza dava a costoro l'esasperazione; le ripulse dei capocomici li riempivano di gioia. Appena mi veniva respinto un copione, al caffè grande correva la notizia!... «Sapete? Il tessitore l'hanno rifilato; i suoi copioni fanno la spola da un capocomico all'altro; peccato! Sono commedie di così vasta tessitura!...». Le loro frasi mi venivano riferite; ed io giù allora ad accanirmi, tra i rimbrotti di mio padre... e la ognor crescente indifferenza di colei che si sentiva coinvolta nello scherno. La chiamavano «la musa». E avrebbe potuto essere la mia ispiratrice! Speravo che la mia ostinazione l'avesse esaltata, convinta; che avesse sentito, se non il calore dell'arte ché non è di tutti, la nobiltà del mio sforzo per sollevarmi al disopra delle piccole cose di tutti i giorni: - Invece... niente!... Preferì rannicchiarsi nel suo guscio di ricca provinciale e vivere quieta. La lotta non la esaltava. Oh! ma se vincerò...

Elsa

Sarà una sconfitta per quella signorina!

Leo

Certo.

Elsa

E allora? Una volta piegata, convinta della sua forza? Allora?...

Leo

Allora... nulla. Penserei che altre considerazioni avrebbero potuto indurla a ritornare su sé stessa.

cambiando.

Le ho raccontato le piccole avversità del mio spirito, così, come si raccontano ad un amico. Ma mi pare che corra già tra me e lei una viva simpatia intellettuale. Dall'espressione del suo sguardo rilevo la sua capacità a comprendere e sentire. C'è un distacco così netto fra lei e le signorine che uscirono dianzi... Ho questa impressione. Non che le signorine mi siano parse indegne di ammirazione...; simpaticissime anzi; ma in lei c'è qualche cosa di più attraente... di più meritevole... Forse perché non m'è nuova; perché l'ho conosciuta sentendola recitare. La donna traspare sovente attraverso l'attrice dona sempre una parte di sé stessa al personaggio che incarna.

Elsa

È un madrigale?

Leo

No; una constatazione; e, se permette, aggiungerò anche una confessione: che la protagonista di «Lampada» prese contorni definitivi nel mio cervello allorquando sentii lei a recitare. Mi commosse; mi parve che le corde del suo cuore vibrassero delle vibrazioni del mio personaggio, chiusi gli occhi e la vidi creatura semplice e dolorante nella mia commedia; il personaggio era balzato su vivo dallo sfondo grigio della concezione non ancora matura. E tutta la commedia incominciò a muoversi fin d'allora intorno alla figura della giovane protagonista. Ho bisogno perciò della viva collaborazione della attrice che dovrà incarnarla.

Elsa

con ardore

La mia collaborazione? Gliela prometto fin d'ora; per quanto possano valere i mie poveri mezzi. Eppoi la sua commedia dev'essere cosa bella se è pervasa dall'ardore coi cui lei me ne espone l'essenza. Vinceremo vedrà. Ho in me come una sicura percezioni del futuro.

Leo

Grazie, signorina; le sue parole mi fanno tanto bene, vengo ora alla prova con maggiore tranquillità d'animo.

SCENA SETTIMA

DETTI - POLDO - BRUNA - SANDRO - Signora PEVERELLI

Lina

dal di fuori.

Adagio, attento... s'arrischia di rompersi una gamba.

Poldo

di fuori, allegramente.

Accidenti, che buio!

cantando.

Noi da Londra sian venuti!.. Oh yes!

un'ampia risata.

Elsa

Sono già qui.

Poldo

c.s

Donna Elsa!

Elsa

all'uscio di fondo.

Benvenuto, monsignore!

Poldo

Donna Elsuccia!

Elsa

Addio Poldo!

Lina

Entrata con Bruna e Sandro dietro a Poldo

Vedi com'è carico?

Poldo

Per contentarvi tutte, toh!

senza deporre le scatole; porgendole la guancia.

Qua; il proprio dovere.

Elsa lo bacia sulla guancia.

 Lasciarsi guardare; siamo un po' giù. Continua le iniezioni?

Lina

 No. Mi sono stancata io di trafiggerla.

Poldo

Malissimo.

Elsa

Lasciate andare; voi, monsignore, eternamente giovane.

Poldo

Quando mi trovo tra le mie pecorelle!...

Bruna

presentando.

Il signor Valori, autore; Poldo Ramiola, mio fidanzato.

Poldo

Ah ! Bravo, bravo; applaudiremo: sono un famosissimo claquer, io!

levando le scatole e il mazzo di fiori.

Non posso darle la mano, come vede...

Bruna

Vieni qua che ti scarico.

gli toglie gli involti.

Lina

ad Elsa, un po ' in disparte.

Che hai? Sei tutta accesa...

Elsa

Ti pare?

Peverelli

sull'uscio di sinistra.

La minestra è in tavola.

Sandro

Oh, bene!

a Leo.

Se vuol favorire con noi...

Leo

Oh, grazie! Non voglio disturbare...

Sandro

Lei non disturba affatto. Modestamente; un piatto di spaghetti... Sa, noi ci facciamo confezionare l'asciolvere in casa perché la cucina degli alberghi ci rovina lo stomaco.

Peverelli

Passi, passi! Sentirà la mia conserva di pomodoro. Roba da leccarsi le dita!

s'avviano tutti a sinistra

Lina

ad Elsa,che è rimasta in disparte come assorta, mentre gli altri escono.

Elsa, non vieni?

Elsa

Subito. cara.

Lina

le si avvicina.

Povera Elsa! Chissà che barba! Volevo abbreviarti il supplizio, sai; ma non ci fu possibile scovare una carrozza... Che ti disse il copionaio?

Elsa

semplicemente.

Non è un copionaio... Mi parlava con tanto fervore d'artista...

Sipario.


ATTO SECONDO

LA SCENA

A Varese. - Studio d'Amministrazione dello stabilimento tessile di Alberto Valori. Una stanza ampia e bene arredata che non ha l'aspetto solitamente freddo degli studi industriali. - Usci laterali; in fondo la linea della parete, spezzandosi ad angoli ottusi, forma una specie di loggia che apre le sue arcate sulla montagna verdeggiante e soleggiata. Nella loggia un'elegante scrivania ove posano, fra le carte, qualche ninnolo e qualche vaso da fiori; in un vaso un mazzo di viole. - Le arcate della loggia si possono chiudere a vetri. - Avanti, al di qua degli usci, altre due scrivanie ingombre di registri; alle pareti scaffali e cartelliere; sopra un tavolo il copialettere e la macchina da scrivere.

SCENA PRIMA.

ALBERT0 - GIUSEPPE poi LEO

Alberto

sessant'anni; ritto presso la scrivania di sinistra, sta esaminando alcune carte che Giuseppegli pone sott'occhio.

Non c'è male, non c'è male, via....

Giuseppe

occhiali a stanghetta, papalina.

Dobbiamo tenerci soddisfatti per davvero. In sulle prime pareva che questo fallimento dovesse rovinare mezzo mondo. Il sessanta per cento non è un dividendo disprezzabile.

Alberto

Son circa ventottomila franchi che rientrano in cassa.

Giuseppe

A cui s'era già fatto tanto di saldo!

Alberto

Lo sa mio figlio?

Giuseppe

Non credo. Da parte mia no. È stato qui un paio d'ore appena; come metterlo al corrente di tutto? Durante la sua assenza ne son successi dei cambiamenti...

Alberto

Le ha chiesto di me?....

Giuseppe

Sissignore; per rivolgermi questa sua stessa domanda. Era agitato, nervoso... Tornerà fra poco, disse.

additando la scrivania di destra.

Vede? Non ha toccato penna.

Alberto

Lo lasci tranquillo per oggi; avremo campo domani di esporgli la situazione.

Giuseppe

scrollando il capo.

Bravo ragazzo certo; ma quel benedetto teatro....

Alberto

tagliando corto.

Il signor Zanoli s'è visto?

Giuseppe

Mai. Mi scusi, ma quel suo signor socio nei fa un certo effetto... È socio da quindici giorni e non s'è fatto vedere due volte; non s'interessa di nulla... Fa bene del resto; che può intendersi di tessitura quel mercante di caffè a riposo? L'importante si è che inetta fuori quattrini.

Alberto

Già; e che noi à faccia il possibile per impiegarli bene; tanto più doveroso in quanto egli si fida e non esercita controlli.

Giuseppe

Oh ! Il controllo c'è; e frequente. Se non viene il padre si fa vedere la figlia.

campanello elettrico; avviandosi a destra.

Permette?

Alberto

Dove si trova la partita Borghi?

Giuseppe

Di là sulla scrivania grande, sotto il ferma carte di bronzo.

Giuseppe esce a destra in 1.a, Alberto esce a sinistra in 2. a - Poco dopo Giuseppe rientra precedendo Leo.

Lei? È venuto ben presto; bravo.

Leo

non risponde; è accigliato, getta il cappello su di una sedia e va alla scrivania di destra; seccato alla vista del fascio di fatture commerciali che gli sta davanti.

Ancora?

Giuseppe

È il lavoro arretrato di due mesi: il cotonificio d'Albizzate telegrafò anche stamane sollecitando le fatture.

Leo

Si doveva proprio attendere che s'accumulassero così!...

Giuseppe

Scusi, signor Leo; se lei non si fosse assentato...

Leo

Oppure se i signori impiegati a quest'ora fossero allo studio!...

Giuseppe

È pena il tocco, l'orario riprende alle due.

Leo

Lei però è già qui.

Giuseppe

Io... io..., certamente. Non ci fo caso. Ho amore all'azienda; ma i giovani? Se si dice loro di prestarsi mezz'ora di più strillano.

Leo

Si paga lo straordinario.

Giuseppe

Suo padre alzò la voce anche ieri perché le spese sono troppe. E non ha torto; la crisi del cotone ci ammazza.

Alberto

sull'uscio di 2.a a sinistra, serio.

A! sei tu? Ti si può vedere finalmente.

Leo

Sono stato qui anche stamane, babbo...

Giuseppeesce in 2. a a destra.

Alberto

Così... en passant... Dopo le dieci. Venni due volte allo studio: non c'eri. A casa, ieri sera, non ti facesti vedere. Mi parrebbe che, dopo un mese di assenza, avresti potuto ricordarti della tua casa... se non altro per alloggiarvi una notte. Invece, anche per i tuoi, un salutino in fretta...; proprio il quarto d'ora di prammatica.

una pausa.

Ti potrò vedere almeno domani?

Leo

Quando vorrai. Alle otto sarò qui.

Alberto

Devo parlarti... ti dirò io parecchie cose poiché tu mostri di non aver nulla a chiedermi...

Leo

Ah! babbo.., molto avrei a chiederti...

Alberto

Lascia stare ora... Lascia. Stasera hai la recita; serbati tranquillo.

Leo

Verrai tu in teatro?

Alberto

Certo...; non uso rappresaglie con alcuno: tanto meno con mio figlio.

a Giuseppe che rientra dalla 2.a.

Mi raccomando codesti ultimi dati di bilancio.

Giuseppe

 Non dubiti.

Alberto

A stasera. Arrivederci Leo.

Leo

Addio babbo.

Alberto esce per la 2.a di sinistra. Una pausa. - Leoè alla scrivania col capo tra le mani.

SCENA SECONDA

LEO e GIUSEPPE

Giuseppe

dopo averlo osservato, scrolla il capo e gli si avvicina, con dolcezza.

Signor Leo... Mi scusi... Perché tale freddezza con suo padre? Non lo merita, sa, e ne soffre, povero uomo... Eh signor Leo, signor Leo! Io non la riconosco più...

Leo

tristemente.

Sono cambiato. vero !…

Giuseppe

Non è più quello di prima, ecco.

Leo

Lo so, lo so... ha ragione... Anche con lei non avevo usato mai tanta asprezza...

Giuseppe

indulgente.

Oh. per questo!....

Leo

Ma faccio una fatica enorme a mantenermi calmo e mettermi al lavoro.

Giuseppe

Eppure qui ci sarebbe tanto bisogno di lei, della sua calma, delle sue vedute...

Leo

Mi pare, veda, di non essere più in casa mia...; di lavorare qui dentro per il salario; umile scribacchino come tutti gli altri.

Giuseppe

Se lei fosse stato qui allora, suo padre non avrebbe forse stipulato....

Leo

Purtroppo.

Giuseppe

Non si può fargliene colpa, del resto; lei, lei lontano, gli affari a rotoli... Sa, la banca cooperativa aveva rifiutato lo sconto delle cambiali Rasponi; il disastro. L'intervento del signor Zanoli fu provvidenziale. Ora, si sa. bisogna subirne le conseguenze.

Leo

Ma sa lei perché sia intervenuto codesto signor Zanoli? Chi l'abbia fatto intervenire? È questo, comprende, che mi avvilisce; che mi tortura!

Giuseppe

indicando i fiori sulla scrivania di fondo.

Ha visto?

Leo

Già; quando c'è stata?

Giuseppe

Poco dopo mezzogiorno. Anche lei un'aria da padrona...

Leo

sordamente.

Ah, ma si sbaglia, sa!... si sbaglia!... Una volta ero per lei lo scrittorello perdigiorni! Mi derideva come tutti gli altri!... Oggi invece, poiché il mio orizzonte si rischiara, cerca di riprendermi! E ricorre al trucco più ignobile!... Approfittando delle critiche condizioni della nostra azienda, manda suo padre al salvataggio; e crede così di tenermi in pugno come un arnese di fabbrica qualunque!... Vede che miseria?... E mio padre non capisce!...

Giuseppe

Oh! lui, povero uomo, crede di fare pel bene di tutti; pel suo specialmente....

Leo

La colpa principale è mia, lo so; ma saprò mettervi riparo; ne va della mia dignità ora

Giuseppe

Bravo! A sentirlo parlare in cotesto modo mi si allarga il cuore. Un'altra cosa ora...; ora sì trovo forza a chiederla. Le mie donne avrebbero desiderio di assistere stasera alla recita della sua commedia. IL suo trionfo è orgoglio di noi tutti. Lo dicevo sempre a suo padre, quando lei era bambino: Quel figliuolo farà strada!... E avevo ragione. Ma non voglio vederla coi nervi logori, però.

Leo

Grazie, grazie: lei mi ha sempre voluto bene. Poi le scriverò un biglietto per l'amministratore della compagnia.

Giuseppe

Non posti troppo in vista, mi raccomando; su, su in galleria. Ci si diverte di più... e si può picchiar forte senza soggezione.

Leo

Come lei vuole.

SCENA TERZA

DETTI e ANNA

Anna

da sinistra: venticinque anni; elegante, d'una eleganza sfarzosa e di gusto discutibile; mazzo di fiori sul petto, ombrellino

Signor Beppino! Signor Beppino!

fingendosi stupita della presenza di Leo.

Oh Leo? Voi? Così presto allo studio?

Leo

freddo.

Ve ne stupite? C'è da fare signorina.

Anna

Se l'avessi saputo...

Leo

Oh ! non disturbate.

un po' amaro.

Siete in casa vostra.

Anna

Volevo sapere soltanto se papà fosse passato di qui. L'ha visto, lei, signor Beppino?

Giuseppe

Se è a Milano fin da stamane!...

Anna

A Milano?...

Giuseppe

Me lo disse lei un'ora fa...

esce in 2.a a sinistra.

Anna

Oh! guarda... Che distratta!... Vuol dire che andrò a riceverlo alla stazione.

a Leo.

Vedete Leo?... Vo soggetta da tempo a certe amnesie! La primavera, certamente. Ma impressiona, però; farò bene ad ascoltare il consiglio del mio medico. Credete voi, Leo, ai glicerofosfati?

Leo

Non me ne intendo, signorina.

Anna

No?! Strano. Un uomo come voi, che lavora sempre di cervello, non ha mai sentito il bisogno di rimettere del fosforo?

Leo

Me ne dispiace; non ne ho sentito il bisogno.

Anna

Fortunato voi. Gli intellettuali, di solito, soffrono di esaurimenti...

muovendosi per la stanza

Uhm! Che profumo! Entrare nel vostro studio sembra di entrare in una serra!...

Leo Saranno i fiori che tenete sul petto.

Anna

con civetteria.

O quelli che adornano la vostra scrivania?

Leo

Provengono dal medesimo giardino.

Anna

Come lo sapete? Una divinazione?

Leo

Non c'è che il vostro giardiniere che sappia ottenere delle viole di simile sviluppo.

Anna

mordendosi leggermente le labbra.

Ah!... È poco gentile oggi il signor Leo.

Leo

Sono... quello di tutti i giorni.

Anna

Il che vorrebbe dire che la galanteria non è il vostro forte. Una posa come un'altra. Un artista che sa trasfondere nelle proprie creazioni tanta squisitezza di sentimento non può essere un misantropo. Volete sapere perché siete così? Un po' d'apprensione per la recita di stasera. Giustificatissima.

Leo

No, signorina. Niente apprensioni, ve lo assicuro. La commedia è giudicata.

Anna

Sapete che qui contate qualche nemico.

Leo

Non mi spaventavano allorquando li affrontavo solo ed inerme; dovrei temerli oggi che m'accompagna il giudizio lusinghiero di mezzo pubblico italiano?...

Anna

Eppure!... Se si mettessero di picca...

Leo

Bella figura ci farebbero!

cambiando d'improvviso.

Signorina Anna; c'è forse qualche complotto per fischiarmi stasera? Parrebbe quasi che voi ne sapeste qualche cosa!...

Anna

Leo, m'offendete! Voi potreste supporre che io?... Come conoscete poco i miei sentimenti a vostro riguardo... O come volete far credere di non conoscerli!... Dissi così perché so quanti invidiosi ci siano in queste benedette città di provincia...

Leo

E quanto timore v'abbiano incusso un tempo, vero? No, no, non vi sono pericoli, credete. I denigratori d'ieri sono gli adulatori d'oggi. Il mondo è fatto così; non porge mai aiuto a chi s'affanna a salire; pone sugli scudi chi è già arrivato; anche se per arrivare ha dovuto scorticarsi bene i piedi.


Anna

C'è dell'amarezza nelle vostre parole. Avete torto. Si può anche seguire in silenzio colui che combatte l'aspra battaglia; e accendersi dei suoi entusiasmi e sanguinare delle sue ferite.

Leo

Per rivelarsi allorquando la vittoria è conseguita? Non credo. Sarebbe sciocco, per lo meno. La comunanza nella lotta è incitamento, è forza viva; la sola coscienza di ciò dovrebbe indurre prima alla rivelazione. Mutiamo argomento, signorina Anna. O meglio, permettete che riveda questo fardello di carte; c'è della prosa qui.

Anna

Mi licenziate?

Leo

No; vi prego; nell'interesse anche di vostro padre, che è pure il vostro interesse. Non per nulla vostro padre ha investito un ingente capitale in questa azienda.

Anna

Non si può scambiar parola con voi, oggi. Siete d'un nervosismo impossibile. Me ne vado. Assisterete alla recita stasera?

Leo

Non so.

Anna

Come? Minacciate di non farvi vedere?

Leo

Non so, vi ripeto. Ci tengo poco.

Anna

Ci terranno però i vostri collaboratori; anzi, per dir meglio, le vostre collaboratrici. Interessante la signorina Ruini; un'attrice preziosa per voi.

Leo

Molto preziosa.

Anna

Infatti... Lo si dice ovunque.

Leo

Ah sì? Mi fa piacere.

suono di campana; il signor Giuseppeattraversa la scena da sinistra a destra.

Giuseppe

Han suonato alla portineria.

Leo

Non c'è Giacomo?

Giuseppe

L'ho mandato io in città.

va alla loggia.

Leo

Se chiedessero di me, non ci sono.

Giuseppe

Delle signore.

Leo

Signore?

Giuseppe

Due, molto eleganti...

Anna che s'è pure recata alle arcate della loggia.

Le Ruini! La vostra prima donna!

Leo

Ah, che! Impossibile.

Anna

Guardate; c'è un signore con loro. Stranezza del caso! Se ne parlava giusto ora...

Giuseppe

Debbo far entrare?

Leo

Sì, sì.

Giuseppevia in 1.a a destra.

Anna

Mi presenterete, spero.

Leo

Volete rimanere?

Anna

Vi dispiace che abbiano a trovarci noi due soli nel vostro studio?

Leo

No. Fra noi due non esiste relazione alcuna. È palese.

con intenzione.

Lo si dice ovunque.

Anna

Eppure in passato si diceva forse il contrario...

Leo

In passato!...

Lina

di fuori.

Dov'è codesto bel signore?

Leo

recandosi all'uscio.

Eccomi. Che significa? E' una sorpresa. Brave, brave...

SCENA QUARTA

DETTI - ELSA - LINA - POLDO

Elsa

entrando dalla 1.a a destra.

Buon giorno, Leo.

Lina

Guardate chi abbiamo rimorchiato.

Leo

Poldo?AVarese?!

Poldo

Ciao, Valori.

Anna

Fate entrare, Leo, fate entrare.

Leo

presentando a malincuore

La signorina Zanoli, figlia del nostro socio.... Elsa e Lina Ruini...

strette di mano.

Poldo Ramiola.

Anna

Autore anche lei?

Poldo

Io no. Mio padre.

Anna

Ah!...

Poldo

Autore dei miei giorni.

Leo

Burlone!…

Anna

ad Elsa.

Sono una sua fervente ammiratrice, signorina. Lei non avrà osservato, ma anche ieri sera mi sono sbracciata ad applaudire. Palchetto di proscenio, a destra, secondo ordine. Ho fatto uno strappo alle convenienze; immagini dunque quanto sia lieta ora di conoscerla. Penso che senza questa fortunata combinazione...

Elsa

Avrebbe potuto venire in palcoscenico.

Anna

Con quale ardire? La sola persona che avrebbe potuto schiudermene l'accesso sarebbe stato Leo. Ma, a dire il vero, sembrò quasi volesse schivarne l'occasione...

Leo

Io? Quando m'avete chiesto ciò?

Anna

No, non l'ho chiesto... Ma così...; ho intuito che ciò potesse recarvi troppo disturbo... La signorina poi si prodiga tanto nelle parti che la immagino così stanca durante gli «entr'actes»!... Avrà desiderio di rimaner tranquilla.

Elsa

No, no; io amo anzi le visite delle persone veramente amiche.

Anna

Mi pongo allora subito nel numero. E non sarà amicizia passeggiera, creda. Avremo modo di vederci spesso, in parecchie città. Sono un pochino capricciosa; ora m'è venuto l'estro di viaggiare e papà non sa dir di no; sono figlia unica.

Poldo

Beata lei. Io l'ultimo dei cinque. Morti tutti! Quattro tasse di successione ho dovuto pagare!

Anna

ad Elsa.

Mi lusingo fin d'ora che vorrà onorare la mia casa d'una sua visita.

a Lina.

E anche lei, signorina. La villa accanto alla stazione con quel gran parco. Tutto il giardino a loro disposizione. ho delle splendide viole mammole...

indicando  le  viole  che  stanno  sulla scrivania di Leo.

A proposito, guardino; colte stamane; straordinarie, vero?

Elsa

Bellissime.

Anna

Vengano, vengano. Sono tanto curiosa di conoscere le loro vicende; che cosa piacevole dev'essere la vita per loro, non asservite alle esigenze d'un piccolo ambiente; libertà d'azione, di atteggiamenti... di costumi...

Elsa

Lei immagina, signorina, quanto non sussiste; tutto ciò dipende dalle singolari tendenze degli individui. D'una tale libertà si può usufruire dappertutto.

Anna

Non certo in queste meschine città di provincia ove vi contano i passi, vi misurano i gesti... Poche ore di permanenza quassù e ognuno può leggere in voi pensieri. sentimenti. aspirazioni...

Leo

Signorina Anna; non per privarci della vostra piacevole (compagnia ma se dovete ricevere vostro padre alla stazione... mancano pochi minuti.

Anna

Ah già! Grazie Leo; avete fatto bene a ricordarmelo. Le attendo, intesi. - Leo, fate visitare lo stabilimento alle signorine. Troveranno l'ala destra un po' sossopra per l'impianto dei nuovi macchinari. È un'innovazione suggerita da papà allorquando entrò nella Ditta quale socio accomandante. Oh, un po' alla volta, si spera, la nostra industria diverrà una delle prime della regione. Non è vero Leo?

Leo

Se lo spera vostro padre...

Anna

a Leocon intenzione.

Che avete?

apparentemente scherzosa.

Un mese di assenza ed eccovi inselvatichito. Debbo scappare.

strette di mano.

Tanto, tanto lieta. Arrivederci, Leo.

via in 2. a a sinistra.

SCENA QUINTA

DETTI meno ANNA

uscita Anna. Leocorre a spalancare le invetriate.

Poldo

È asfissiante quella figlia di papà!...

Leo

avanzando.

Dunque? Dunque? Che vuol dire? Pare un sogno.

Elsa

Ztt! Zitto! Ti dirò poi.

Leo

a Poldo.

E tu, a Varese?

Elsa

Sai perché è venuto?

Lina

Vuol sposare subito.

Leo

Senza attendere la fine dell'anno comico?

Poldo

Ti fa meraviglia?

Leo

No. Anzi me l'aspettavo. Col tuo ardore!..

Poldo

Almeno uno che esalti le mie virtù.

cambiando.

Guarda; t'ho accompagnato le bimbe; o, per meglio dire, la bimba.

Elsa

L'ho pregato io, sì; devo parlarti. Lo sai... sola non ci sarei venuta. È tanto buono monsignore!...

Poldo

Se i monsignori sono destinati a queste belle funzioni! Oh del resto non posso lamentarmi! Quante volte non mi reggeste il lume voi?

Leo

Una mano lava l'altra.

Poldo

Ti vuol bene, sai, la piccola. 'Orpo!  Se sentissi come parla del suo autorino! Santificetur, qua! Altro che iniezioni di ferro iodato!

Leo

E così? Proprio deciso al matrimonio?

Poldo

Decisissimo. Fra quindici giorni; il tempo per le pubblicazioni. Sono stufo di correr dietro alla compagnia; sembro un commesso viaggiatore! E poi l'appartamento di Roma è così freddo..., la villa di San Remo così vuota!...

Elsa

Bruna è già in daffare per le compere.

Leo

Paghi la penale?

Poldo

Qui sta il bello; la pago ma il commendatore non ne tocca uno. Ha imposto moratoria ai comici per mancanza di fondi? Ora i fondi glieli dò; dunque sborsi! Ossia piano -gli arretrati ai comici li pago io; a lui, come penale, verso le ricevute.

Leo

Un vero benefattore.

Elsa

Lo zio voleva mangiarselo di baci.

Lina

E l'altro mastica amaro.

Poldo

M'hanno affibbiato un nuovo titolo: Mecenate.

a Elsa.

Beh! che dovete dire qua al vostro zolfino? lo non ci tengo mica a sentire, sapete. E tu Lina?

Lina

Oh nemmeno io!

Poldo

Dove ci si può cacciare allora?

Leo

Vi faccio visitare lo stabilimento.

Poldo

Purché non ci accada come l'anno scorso a Varenna!!...

Lina

Allo stabilimento Stellini!... Povero Polduccio!.

Poldo

Vi ricordate?

a Leo.

S'era stati invitati da un amico, l'ingegnere Scellini, a visitare la sua fabbrica di cioccolatto; mentre l'amico sta facendo loro assaggiare i molteplici prodotti, io, attraversando una passerella a vetri, mi metto a giuocherellare con una asticciuola fissata alla parete..., una specie di manovella da organetto...; così, sai..., con l'innocenza d'un fanciullo; distrattamente do un mezzo giro... e svrrrnm!... mi si scatena sotto il terremoto!

Elsa

Il maremoto, vorrete dire! Era l'interruttore elettrico per l'innalzamento delle chiaviche. Tutta l'acqua si era precipitata nel canale di scarico!...

Poldo

E come ballava la passerella! Mi pareva d'essere un ammiraglio sul ponte di comando, col mare in burrasca.

Lina

Se tutti gli ammiragli avessero il vostro coraggio, povera armata! L'aveste visto; le mani ai capelli, urlava, saltava, girava come una trottola!...

Poldo

Sicuro, vah! Non sapevo rendermi ragione dell'accaduto!... - Come prevedere che girando un cosino così piccolo si dovesse alzare un cosone di quella fatta?! - Di codeste sorprese non ce ne sono mica da te?

Leo

che ha suonato.

No, no, stai tranquillo : tornerai sano e salvo.

Poldo

Se non si va a finire tra gli ingranaggi di qualche macchina!....

Leo

a Giuseppeche viene da destra.

Signor Beppino, vuol accompagnare i signori? Faccia vedere lo stabilimento; dia loro spiegazioni molto dettagliate.

Giuseppe

Non dubiti.

Poldo

Ci teniamo, sa.

Leo

Agli impiegati, allorquando verranno, dica di controllare l'ingresso delle operaie.

Giuseppe

ad Elsache non s'è mossa.

Se vuol favorire, signorina...

Poldo

No, no, lei rimane; non la interessa la... filatura meccanica. Arrivederci cari.

esce dall'arcata a sinistra con Lina e Giuseppe.

SCENA SESTA

ELSA e LEO

Leo

mette rapidamente il paletto alla 2. a di sinistra; indi tutto acceso, vibrante

Elsa! Elsuccia mia! Amore!... Qui?! Vicino a me?....

Elsa

Ti dirò....

Leo

No, no, non dir nulla; un pretesto ci deve pur essere... Qui nel mio studio. dove ti ho tanto sognato!?...

Elsa

Mi pare d'essere stata ancora qui dentro; tante, tante volte....

Leo

Perché il tuo spirito vi ha sempre aleggiato, vero? E perché di qui ti sono venute tutte le mie vibrazioni, tutti i miei pensieri più cari.

profondamente.

Te sola! Te sola! Hai sentito colei come ostentava una certa dimestichezza con me? E come sentiva il bisogno di pungerti? Èla prova. Dio! Come ti voglio bene! Come ti voglio bene!... Ma perché non preavvisarmi ieri a sera di questa tua visita?... Ma no, no, hai ragione; meglio, anzi così; volesti darmi la gioia d'una apparizione improvvisa; vero?

Elsa

con dolcezza.

No, mio Leo; avevo giurato di non venire e non sarei venuta. Non che mi mancasse il desiderio di conoscere davvicino il luogo ove ti raccogli e ove mi pensi; ma così... per non avvalorare le chiacchiere. Avvertii fin dall`altr'ieri, appena giunta qui, la diffidenza di cui mi si circondava... È vero; si leggono quassù pensieri, sentimenti, aspirazioni; e si intesse il romanzo... Così deve essere avvenuto per noi due. Non sarei venuta.

Leo

E allora?... Oggi?...

Elsa

Oggi fu appunto per studiare un'intesa con te che mi sono decisa. L'arrivo di Poldo mi fu propizio... Qualche cosa si trama, Leo, a nostro danno. Non so ancora, non so...; ma lo zio pronuncia da qualche giorno delle parole minacciose.... Ho insomma l'impressione che si farà di tutto per dividerci.

Leo

E tu credi possibile questo?...

Elsa

Sarei venuta allora ad invocare il tuo aiuto?

Leo

Oh no, no!

Elsa

Ieri a sera, dopo la recita, lo zio si espresse in forma più chiara e più acre del solito: «È tempo che tu metta giudizio - mi disse - quella relazione ti danneggia».

Leo

Danneggiarti?...

Elsa

«Per salire non servono le svenevolezze d'un giovane autore sospiroso ».

Leo

Così?!...

Elsa

Poi soggiunse: «Sai chi è qui da stamane? - Il contino Avadola. Pensaci».

Leo

Elsa?!... È vero?...

Elsa

Io non l'ho visto. Ma se è arrivato verrà certo in palcoscenico.

ad un moto di Leo.

Puoi dubitare che?...

Leo

Oh no!... Ti conosco troppo ormai.

con improvvisa risoluzione.

Elsa! Vuoi che stasera stessa lo rispediamo alla sua città il contino? Che con una parola sola... con un annuncio tappiamo la bocca a colei che cercava di offenderti e a tutti coloro che malignano?

Elsa

E in qual modo?

Leo

Ti tengo qui con me!

Elsa

Con te?...

Leo

Qui con me, stretta al mio cuore, sempre... Mia moglie. È da tempo sai, che ci penso, che m'esalto a quest'idea; forse dal giorno in cui t'ho conosciuta per l'amore.

dolce, piano.

lo non posso offrirti un palazzo alla capitale, una villa al mare, come Poldo a Bruna. Ma qualche cosa di meno.., e di più. Quella villetta a mezza costa che avrai osservato salendo... col cancello in ferro battuto..., è cosa nostra. Di là si domina tutta la vallata, giù, giù fino al lago... si fa presto a far sloggiare gli inquilini... Questione di volere... Vuoi?

Elsa

È un sogno...

Leo

Che può diventare realtà.

Elsa

Sogno.

Leo

Perché Elsa? Perché?...

Elsa

Oh! come ti sento tutto, tutto stretto a me in questa dolce offerta... nella poesia che irradia dal tuo cuore.. e m'accarezza… e m'avvolge tutta quanta... E come vorrei rendermi convinta della possibilità della cosa...

Leo

Tu dubiti di ciò? Che puoi temere? Che?

Elsa

Tutto, mio Leo; e tu stesso finiresti col riconoscere che un matrimonio tra noi sarebbe errore imperdonabile. Oh, se tu mi avessi conosciuta ed amata, qui, da tranquilla ragazza borghese!... Lo credi? Solo questo invidio... a colei. Ma il nostro amore è fiorito altrove, alimentato da un altro fuoco; i nostri cuori, allorquando s'accesero l'uno per l'altro, erano riarsi da un'altra fiamma... Ricordi come definisti una sera le tavole su cui si vive e ci si esalta? La casa di cristallo...; ove tutte le luci, tutti i valori spirituali si rinfrangono e si moltiplicano. Ebbene, credilo; noi possiamo veramente intenderci soltanto là nella casa di cristallo, ove mi hai conosciuta ed amata... ove atti, pensieri, sentimenti si confondono con quelli dei personaggi che rappresentiamo. Chi può affermare che le virtù per le quali imparasti ad amarmi, siano virtù mie proprie? La donna appare sovente attraverso l'attrice, dicesti; essa dona sempre qualche cosa di sé stessa al personaggio che rappresenta. Ed è vero; ma è altrettanto vero che un'attrice vive un po' della vita delle sue creature di commedia e ne usa gli atteggiamenti, le espressioni….. le parole talvolta! Siamo troppo abituate alle emozioni violente, agli stati d'animo d'eccezione, spinti quasi al parossismo della crisi. Saremmo capaci forse di trovarci pronte per un gesto eroico, ma non per adattarci al sacrificio umile e devoto delle piccole rinuncie. Ed è questo che tu mi chiedi oggi.

Leo

Io ti chiedo l'amore soltanto! Ti chiedo d'essere interamente mia!

Elsa

Provati a pensarmi per un istante fuori della mia vita attuale, sposa e madre; mi vedi? Spoglia di tutte le illusioni della scena? Quante volte nelle inevitabili questioncelle coniugali non sarei sospettata di falsità?... Siamo così abili a fingere sul palcoscenico!...

Leo

Io ti vedo soltanto signora della mia casa, esaltata ora per ora in ogni tuo atto.

Elsa

Mi sono pensata anch'io, sai, tante volte così: e mentre una forza positiva m'incatenava e mi faceva accettare con gioia la mia missione, un'altra forza avvertivo che mi strappava e mi portava lontano; la nostalgia del teatro. Essa mi prenderebbe sicuramente, fatalmente; e sarebbe l'irreparabile. No, no, amiamoci così... custodiamo questo tesoro fatto d'arte e d'amore e difendiamolo contro qualunque offesa. Dimmi solo che m'ami, che saremo l'uno per l'altra la forza che sorregge e sprona...

Leo

Sempre, sempre!... T'amo, mia piccola fata!...

Elsa

Ripetilo, tante. tante volte; la tua parola mi suona come una musica dolce e arcana; fu la tua parola a vincermi; nessun'altra voce ebbe virtù di commuovermi e accendermi...

Leo

Perché le parole degli altri tendevano forse a solleticare l'orgoglio, la vanità che è nel fondo d'ogni cuore femminile; nessuno ha saputo cogliere il fiore del tuo spirito..., accarezzare in te l'ideale!...

Elsa

Vedi? Noi ci amiamo nell'arte.

SCENA SETTIMA

DETTI e ALBERTO

Alberto

di fuori, a destra, scuotendo l'uscio.

Chi c'è qui dentro?

Leo

balzando in piedi.

Mio padre.

Alberto

c. s.

Leo, sei tu?...

Leo

Vengo papà.

Elsa vorrebbe muoversi, nascondersi;

Leola invita a rimanere seduta.

No, rimani. Là.

va ad aprire.

Alberto

sull'uscio.

Perché chiuso?

sorpreso della presenza di Elsa.

Oh!... La signorina Ruini?...

Leo

Sì, papà; non si voleva essere disturbati. Facevo vedere alla signorina gli sbozzi del mio nuovo lavoro. È venuta con la sorella e con l'amico Ramiola. Lo conosci Ramiola?

Alberto

dopo aver stretta la magno ad Elsa,con una certa sostenutezza.

Lo vidi già. Lasciai con loro la signorina Zanoli or ora. La incontrai alla Carraia; mi pregò di accompagnarla su.

Leo

Ah!...

una pausa.

Mi volevi?

Alberto

No. Poiché sono qui prendo le carte del fallimento Airaghi; debbo riferirne più tardi al curatore...

Elsa

Signor Valori, voglia scusare; io raggiungo mia sorella.

Alberto

No, signorina; perché? Sua sorella sarà qui tra breve. Anzi...

un momento di titubanza.

Ma sì; devo considerare come fortunata questa occasione. Debbo dire varie cose a mio figlio ed è bene che possa sentire anche lei. Potrà essermi di prezioso aiuto.

Leo

stupito

D'aiuto?... Lei?

Alberto

a Elsa che è in piedi, imbarazzata.

Prego, prego, stia seduta. Mio figlio non deve avermi dipinto agli occhi suoi come un babau di papà. Ed io, dal mio canto, l'assicuro che non ho preconcetti di sorta. Ma non sono d'altra parte abituato a fingere né a velare il significato delle mie parole. Filo via allo scopo; me ne danno un pochino di diritto e l'età e il senso pratico di cui mi credo dotato. Beh!... Possiamo dunque parlarci chiaro e in confidenza nevvero? Io so che tra voi due, miei cari figliuoli, corre da tempo una stretta relazione.

Leo

Papà!

Elsa

Signor Valori...

Alberto

sempre bonario.

Procurate di capirmi bene; una relazione tutta ideale, s'intende. Conosco lei, signorina, più di quanto ella possa credere; la stimo e l'apprezzo; non ho preconcetti, lo dissi. Ma un fatto è positivo: Mio figlio, un po' per i fumi del lieto successo, un po' per codesta infatuazione sentimentale ha smarrito il senso pratico della vita.

Leo

Ma è proprio necessario, babbo, che per l'efficacia della paternale tu ti rivolga a lei?

Alberto

serio.

Non è una paternale nel senso che tu le vuoi attribuire. E se ho pregato la signorina di rimanere l'ho fatto perché la considero fin d'ora una mia alleata.

Leo

Alleata in che?...

Elsa

Io non saprei...

Alberto

Nell'indurti, figliuolo, a scendere dalle nubi e accostarti un pochino alla umile realtà delle cose. L'altr'ieri, al tuo ritorno, dopo l'assenza di oltre un mese, ti sarai forse accorto di qualche mutamento nella nostra azienda.

Leo

Ah! Infatti babbo...

Alberto

Infatti, mentre tu avevi la mente altrove, io, che fino allora avevo fidato in te. Dovevo ricorrere a mezzi estremi per salvare la situazione. Le novità che trovasti qui al tuo ritorno debbono averti recato grave dolore; sì, poiché l'assunzione di un socio, oltre che suonare offesa al tuo... al nostro orgoglio, rappresenta il segno del disfacimento.

Leo

Babbo, babbo, te ne supplico...

Alberto

Né tu puoi farmi rimprovero alcuno. Nell'accettare questa soluzione posso anche aver intuito il pensiero dei Zanoli nel farsi avanti e aver creduto di cooperare alla tua felicità. Non puoi dimenticare che un giorno il tuo ideale era là. Il loro atto di riparazione giunge tardivo; me ne accorgo; né io voglio forzare l'animo tuo; ti do così la prova della mia piena buona fede. Ma ragione di più perché tu debba riprendere il tuo posto di lavoro.

ad Elsa.

Comprende. signorina, quale sia la cooperazione che le richiedo? Non prendo degli atteggiamenti alla signor di Germont, no; non ci sarei portato... ma guardo in faccia la realtà. E la realtà esige che mio figlio non si distragga al punto da compromettere l'avvenire dell'azienda, che è il suo avvenire..., e che potrebbe essere anche il «suo» signorina.

ad un moto di Elsa.

Certo; poiché, io sarei pronto ad accoglierla qui nella mia casa anche domani, qualora ella volesse metterci piede ... per restarci; vede adunque che non ho preconcetti; ma non posso permettere che mio figlio continui una vita randagia, senza un punto d'appoggio, rattristata dalla coscienza di aver resa inutile l'opera di suo padre e di tutta la sua giovinezza volonterosa. È doloroso, lo so; l'eterna lotta fra le aspirazioni ideali e le necessità della vita; ma né io, né voi, cari figliuoli, abbiamo la virtù di cambiare la faccia al mondo.

Elsa

Scusi, signor Valori... io non potevo supporre che...

Alberto

Oh! lei no, signorina; ma mio figlio sì. Come pure poteva immaginare il mio imbarazzo e la mia pena immeritata.

Leo

con una esplosione di sincerità.

Ebbene, sì, sì; babbo; sono stato forse leggero, ingrato; ma ho pensato a tutto questo, te l'assicuro... ed ho sofferto... E quante volte avrei voluto correre qui, riprendere il mio posto!... Ma poi... la febbre mi riassaliva... È un'esaltazione che prende tutti coloro che sentono il palcoscenico... È un brivido che vi scuote da capo a piedi e vi dice che non potete vivere senza quelle ore di sogno!....

Elsa

È così, è così!...

una pausa.

Alberto

carezzevole, paterno.

Eh, povero figliuolo!... Poveri figliuoli, anzi!... Vi compiango di tutto cuore... Perché sento quanto vi costerà...

Leo

Ebbene, sì, babbo; io riprenderò anche la vita di un giorno; ma così no, così non é possibile!...  Ora vorrebbero fare ammenda, tu dici!... Ci si getta la tavola di salvamento!... Ah no, babbo! Come vuoi ch'io mi ponga nuovamente al lavoro con simili catene ai polsi?

Alberto

Puoi liberartene. Lavorare anzi per liberartene.

Leo

In che modo?

Alberto

Io mi sono riservato pieno diritto di riscattare l'azienda.

Leo

Dici sul serio, babbo?...

Alberto

battendo sulla scrivania.

Il compromesso è qui.

Leo

alzando la testa con gesto energico.

Ah! Lo vorrò, babbo! Vedrai. E saprò compensarti d'ogni tua sofferenza!

Alberto

Ci conto.

in ascolto.

Oh... risalgono. Permetta, signorina... Ho da fare di là…..

via.

SCENA OTTAVA

LEO - ELSA - POLDO - LINA - ANNA.

Poldo

entrando.

Una meraviglia!... Che macchine! Che anche!...

a Leo.

No... scusa... dicevo... confondevo con le tessitrici. Che pezzi di grazia di Dio! - Oh! Valori, rallegramenti; uno stabilimento modello.

Leo

ad Anna.

Non siete andata alla stazione voi ?...

Anna

Stavo per andarci, ma, avendo fatto tardi, risalii con vostro padre. Sono stata inopportuna?... Abbiamo forse interrotto un colloquio d'arte?...

Leo

Già; allorquando faceste venire papà ci si trovava appunto qui, noi due, a parlare d'arte... e di qualche altra cosa...

Anna

Ecco, signorina; rileva il vantaggio? Ciò non sarebbe concesso a noi, povere ragazze che non apparteniamo all'Olimpo dell'Arte... Sa che direbbe il mondo?...

Elsa

Mi sembra, signorina, ch'ella si preoccupi un po' troppo delle voci del mondo, tanto da dare l'impressione ch'ella parli più per sentimento proprio che per giudizio altrui...

Anna

Potrebbe darsi che le voci del mondo trovassero un'eco nell'animo nostro... Non tutti hanno la virtù di rimaner sereni alla visione di ogni eccessiva libertà.

Elsa

leggermente ironica.

Se la causa del suo disappunto dovessi essere io, me ne dorrei profondamente. Ma che vuol farci, signorina; la libertà d'azione, di pensiero, di sentimenti, come lei dice, c'è modo e modo d'intenderla... Com'è diverso in ognuno di noi il senso della vita. -Vede. ad esempio; nel caso attuale lei si turba e ne soffre; noi sapremmo invece uscirne con minor impaccio e con minor dolore... Ci basta così poco... Uno sguardo a un fiore..., a un bimbo... a una stella e la serenità è subito riconquistata!  - Poldo, volete accompagnarmi?

Poldo

Eccomi.

Leo

Scendo anch'io con voi.

Elsa

dolce e seria.

No Leo, rimani; là, là, su quelle carte; per tuo padre, soprattutto, che è buono e che ti vuol tanto bene.

Poldo

stupito.

O che vi piglia?

Elsa

State zitto. Venite.

esce a destra in 1.a con Lina e Poldo.

SCENA NONA

LEO e ANNA

Anna

nascondendo a forza il proprio disappunto.

Bravo signor Leo!... A quanto pare le grazie della Diva non sono proibite, come si vorrebbe far credere!... Vi trattate in confidenza. Me ne congratulo di cuore!....

Leo

Anch'io con voi. Della vostra bella scoperta.

Anna

vorrebbe ribattere, ma non sa; si morde le labbra; la rabbia non sa suggerirle che una parola

Villano!

ed esce rapidamente a sinistra.

Sipario.


ATTO TERZO

LA SCENA

// camerino della prima donna Elsa Ruini; l'uscio a destra riparato da una tenda; alla parete di sinistra una mensola con specchio. Davanti allo specchio due lampade elettriche. Alla parete di fondo, verso sinistra, un altro specchio grande che scende fino al pavimento. Poi, nell'ordine, un divano, molti attaccapanni carichi di indumenti femminili; abiti, cappelli, una pelliccia, ecc. Alcuni bauli. Varie poltroncine. Sulla mensola scatole di cipria e di rossetto, pastelli, lozioni, profumi. Alla parete di fondo, sopra il divano, qualche disegno caricaturale dell'attrice; due bamboline portafortuna appese per la cinta.

SCENA PRIMA

ELSA - AVADOLA - BETTINA - LINA Infine POLDO

Elsa

in elegantissimo abito chiaro da scena, ritta davanti alla mensola si acconcia i capelli; è nervosa, agitata. La cameriera è alle sue spalle. Il conte Avadola, in pelliccia e monocolo, sta adagiato sul divano con aria annoiata.

Le mollette!... Dove sono le altre mollette?...

Bettina

Le ha messe fuori lei, signorina.

Elsa

Se erano qui ora!... Dio, che disordine!.

Bettina

Aspetti, signorina. Forse nel baule...

va a rovistare nel baule.

Elsa

Fai presto, fai presto!...

Avadola

lentamente.

Io non capisco perché ti debba ridurre sempre all'ultimo momento.

Elsa

Perché... perché... uhm! Se non ci fosse qui lei te lo direi io il perché!..

Bettina

Eccole, signorina.

le porge le mollette

Lina

all'uscio; pure in abito da scena.

Elsa, sbrigati; sei di scena.

Elsa

Non ancora.

Lina

Buona sera, Avadola.

Avadola

Ciao Linuccia.

Lina

ad Elsa.

Appena hai finito mandami un momento Bety.

Elsa

Sttz!... Aspetta...

va ad ascoltare all'uscio.

No; c'è ancora in scena Lamouret.

a Lina.

Te la mando anche subito, se vuoi; io ho finito.

a Bettina.

Vai dalla signorina.

Lina

Grazie. Arrivederci Zu-zu.

Avadola

Arrivederci, cara. Non gridar troppo in scena, che ti fa male alla gola.

Lina esce con Bettina.

Elsa

La  vuoi  capire  tu  che  non  tollero   osservazioni  e   specie  in  presenza  della cameriera?!....

Avadola

sempre calmo.

Che t'ho detto infine? Come sei irascibile, santo Iddio! È la tua serata. Se ti agiti così farai fiasco.

Elsa

Oh! Me ne infischio altamente io!

Avadola

Brava; tu te ne infischi... e il pubblico ti fischia.

ha acceso una sigaretta.

Elsa

Spiritoso!... E fuma ora! Appestami il camerino!

Avadola

Anche questo ti urta? Una innocente Westminster; le tue preferite.

Elsa

No, no; qui no. Salgono poi gli amici e non voglio...

Avadola

Ah, è per loro? Ma quelli sono avvezzi alla pipa!

Poldo

d. d.

Sei qui Avadola?

Avadola

 Oh, Poldo! Vieni, vieni.

Poldo

entrando.

T'ho cercato dappertutto.

ad Elsa.

 Ciao, prima donna.

Elsa

brusca.

Buona sera.

Poldo

ad Avadola.

Che le piglia?

Avadola

Nervi.

Poldo

Noo! impossibile!

Elsa

sempre più seccata.

Anche voi? vero?

Avadola

Come tutti i cavalli di buon sangue prima di lanciarsi nell'agone!

Poldo

Attenta ai capitomboli!

Elsa

Stupidi! Stupidi tutti e due!

Poldo

Beh! Questa non è nuova...

Elsa

Avete fatto bene a mettervi insieme. Una bella pariglia!

Poldo

Di somari?

Elsa

No; di oche.

Poldo

Meno male; io non mi lagno...

Avadola

E nemmeno io. Le oche dopo tutto salvarono Roma.

Elsa

Tacete.

corre all'uscio.

 Tocca a me.

gettando  lo  zampino  del  rossetto  a

Poldo.

Mettete lì sopra.

esce;  di dentro s'ode la sua ampia risata e poi la prima battuta che recita

entrando in scena.

Ah ! Ah! Ah! Ma davvero marchese che siete meraviglioso!... te vostre gaffes diventano proverbiali!....

s'ode ancora l'applauso di sortita che il pubblico le tributa e altre voci che si affievoliscono.

SCENA SECONDA

AVADOLA e POLO - poi IL DIRETTORE DI SCENA - infine BRUNA.

Avadola

Lanciata! Mezz'ora di tranquillità; l'oasi di pace. Che vuoi dirmi?

Poldo

Sai, stasera parte l'amministratore; bisogna dargli istruzioni...

Avadola

E dagliele; il capocomico sei tu.

Poldo

Non io solo, bada, non io solo!... Andiamo, intervieni qualche volta!... Interessatene... dici qualche cosa!... Ma che razza di socio sei tu?

Avadola

Lascio fare a te, mio caro. Mi fido.

Poldo

Macché ti fidi! Sai che accumulo bestialità su bestialità!...

Avadola

Ed è per questo che non mi ci metto anch'io; raddoppierebbero!

Poldo

Ma almeno consigliamoci... - Con Parma non debbo allora combinare?...

Avadola

Non combinare.

Poldo

Uffa!

Avadola

E allora combina.

avviandosi.

Scusa sai, io scendo.

Poldo

Che c'è? Hai qualche vista in teatro? Bada che se Elsa se ne accorge!...

Avadola

Oh! Non se ne preoccuperebbe; stasera forse meno del solito. Sai chi c'è giù in platea?

Poldo

Chi?

Avadola

Il suo autoruncolo d'un tempo; il sospiroso.

Poldo

Come l'hai saputo?

Avadola

Ah!... Lo sai anche tu?... E tu non me ne avresti avvertito.

Poldo

imbarazzato.

Capirai...

Avadola

Gli parlasti?

Poldo

Un momentino. È di passaggio; riparte subito. Credo che non salga nemmeno in palcoscenico....

Avadola

Oh! non mi preoccupa... Del resto farebbe male a non venire; dimostrerebbe poco spirito... egli che pretende di prodigarne al prossimo. Ma verrà, verrà... Ed è per questo che me ne vado. Capirai; la figura dell'imbecille non ci tengo a farla. Ci rivedremo a cena.

Poldo

lo  lascia  arrivare  sulla  soglia,   indi accoratamente

Zu-zu! Tu soffri!

Avadola

Macché!

Poldo

Sì; tu sei angustiato!

Avadola

Mi fai ridere!....

Poldo

Sì, che lo sei! E io che non posso veder la gente a soffrire!... Maledetta la volta che mi sono cacciato in questi pasticci!... Tutta colpa di mia moglie!...

Il Direttore di scena

d. d

Permesso?

Poldo

Chi è? Avanti.

Il Direttore di scena

Scusi, signor Ramiola; al terz'atto posso far mettere il lampadario di cristallo?

Poldo

A me lo chiede? Sono il direttore artistico io?

Il Direttore di scena

Lo dissi già al commendatore; ma vuole la sua approvazione; per delicatezza, si capisce...

Poldo

Ma sì, mettete tutto quello che volete!

Il Direttore di scena

Grazie; scusi.

sull'uscio.

Si ricordi che domattina c'è lo svincolo, L'amministratore parte stanotte e...

Poldo

Va bene. Venga alle dieci all'albergo.

Il Direttore di scena

Alle dieci!?... Alle sette; se vogliamo montare lo spettacolo a tempo!...

Poldo

Ma io a quell'ora dormo!

Il Direttore di scena

Capirà; se le esigenze lo impongono... Mi dispiacerà doverla importunare...

Poldo

ad Avadola.

Hai capito?

Bruna

entrando; è in cappello, elegantissima, pellicceria finissima

Ah sei qui Polduccio?

Poldo

Fossi all'inferno, starei meglio!

Bruna

Buona sera, conte. Scappa?

Avadola

Debbo  scendere,   signora.  Buona  sera.  Ciao,  Ramiola;  e buon  divertimento... domattina!

Poldo

lanciandogli lo zampino del rossetto.

E pigliami anche in giro, mascalzone!

SCENA TERZA

POLDO - BRUNA - poi il DIRETTORE di SCENA

Bruna

Che hai? Mi diventi nervoso?

Poldo

E come non diventarlo? Mille trappole, mille storie!... Le piazze, i comici, la piccola velocità, il diavolo che mi porti!...

Bruna

Buono, buono, Poldo; buono...

gli accarezza la guancia sinistra, poi la destra; indi lo bacia sulle labbra.

Così... così... e così.

Poldo

Sì; e fu proprio con codesto sistema che mi facesti fare tutte le sciocchezze immaginabili; ultima e più grossa delle altre: il capocomicato.

Bruna

E il compiacimento di aver lanciato ed imposto Elsa? Dovresti averne il cuore gonfio.

Poldo

Tanto gonfio che quasi scoppia.

Bruna

Non farmi il cattivo, va, che non ci sei tagliato.

Poldo

Ogni qualvolta ci penso...; con tutta la tua fretta di scappare dal palcoscenico volerci ritornare appena due mesi dopo...

Bruna

 Non per recitare, però...

Poldo

Ci mancherebbe altro!... Tu a farti sbaciucchiare dal primo attore ed io… con tutti grattacapi! La luna di miele convertita in luna di fiele.

Bruna

Dove si cena dopo la recita?

Poldo

Dove vuoi tu.

Bruna

Al Finzi allora; conduciamo con noi anche Elsa e Lina?

Poldo

Se ti fa piacere...

Bruna

Anche zio Sandro allora, poveretto.

Poldo

Ma sì! Tutta la compagnia!

Bruna

Si sta più allegri. Ricordi? S'andava al Finzi anche due anni or sono allorquando fummo qui al teatro Rossi. E il giorno in cui facemmo la conoscenza di Leo? Era timido, timido, con una paura fenomenale per l'esito della sua commedia; lo portammo con noi al Finzi e giù «Champagne»! Al terzo bicchiere era più loquace di tutti! Peccato che stasera egli non rimanga! Avrebbe rivissuto quell'ora di emozioni; il suo primo incontro con Elsa... e invece... - Vogliamo provare ad invitarlo?

Poldo

Non ci mancherebbe altro! Con Avadola? Se tu l'avessi visto Avadola qui ora!...

Bruna

Geloso?!

Poldo

Otello! Non ti dico altro. Ha lacerato un fazzoletto coi denti appena seppe che Leo era in teatro... per poco non fracassava ogni cosa!

Bruna

E allora non è prudente!...

Poldo

È quello che dico anch'io.

Il Direttore di scena

d. d.

Permesso?

Poldo

Ancora? Avanti...

Il Direttore di scena

sull'uscio.

Scusino; una signora chiede di loro.

Poldo

Che vuole?

Il Direttore di scena

Il portiere non voleva lasciarla passare...; ma urla, strepita...; dice che è di casa.

Bruna

Chi sarà mai?

Poldo

Vediamo un po'; avanti.

Il Direttore di scena si ritira.

Bruna

all'uscio

Oh! La signora Gemma!

SCENA QUARTA

POLDO - BRUNA - Signora PEVERELLI - poi LEO

Peverelli

entrando; abito vistoso; cappello.

La mia bella sposina!

la bacia.

Bruna

Che piacere, signora Gemma!...

Peverelli

Volevano vietarmi il passo; a me! Oh, ma li compatisco!

osservando Bruna.

Che bellezza! Che freschezza!...

a Poldo.

Tutto merito suo, sa.

stringendogli le mani.

Caro, caro cavaliere!...

Poldo

Veramente... non ancora signora.

Peverelli

Oh! ma lo sarà.

Poldo

Non ci tengo; ne ho abbastanza delle croci.

Peverelli

I mecenati dei comici, cavalieri tutti. - Ed è poco!... - Come sta? Come sta?

Poldo

Io bene; e lei?

Peverelli

Non c'è male, ringraziando il Signore. La mia artrite mi tormenta di quando in quando..., specie se il tempo cambia; ma non ci fo caso. Ma lei, sempre più fresco, sempre più roseo...

Poldo

Ma... scusi un po'; m'ha visto ancora lei?

Peverelli

Se l'ho visto? ! Non mi riconosce? !

Poldo

Io no.

Bruna

Come? La Peverelli!

Peverelli

Ma sì!... - Vermicelli al pomodoro!

Poldo

Ah!...La signora Vermicelli!

Bruna

La nostra padrona di casa di Via Cairoli!

Poldo

Caspita! L'antidannunziana?...

Peverelli

tragica.

Quella; finché avrò respiro.

Poldo

Brava, brava... E come si trova qui? Di passaggio?

Peverelli

Se son trent'anni che abito in questa città!...

Poldo

Ah! Sicuro!... Che vuole? Distrazioni.

Bruna

Mio marito ha tante cose per la testa che...

Poldo

Da qualche mese a questa parte, da quando cioè mi son messo a fare il... comicaio, ho qui una confusione del diavolo.

Peverelli

Si capisce; manca il tirocinio.

a Bruna.

E la nostra prima donna? È di scena? E la biricchina piccola?

Bruna

Poi la vedrà.

Peverelli

Eh già! Ora che si fa parte d'una grande compagnia..., ora che si è lanciati, non ci si degna più di prendere alloggio dalla Peverelli!... Ma la Peverelli non se n'ha a male e viene egualmente a trovare gli amici.

Bruna

No, non è questo, signora Gemma; gli è che l'albergo Nuovo é così comodo per gli artisti...

Leo

sull'uscio.

Scusate... Posso?

Poldo

Oh sei tu, Leo?

Bruna

Venite, venite.

Leo

Non disturbo, vero?

alla Peverelli.

Buona sera, signora.

Poldo

Siedi.

Peverelli

osservandolo.

Ma aspetti un po'... lo la conosco lei!...

a Poldo e Bruna.

No... non ditemelo..., voglio ricordarlo da sola. Eh, con gli anni anche la memoria se ne va... ha trovato. Il meccanico del dentista Provoli!

Bruna

ridendo.

Noo! Fu in casa sua due anni or sono; si rappresentava una sua commedia al Rossi!

Peverelli

Ah già, sicuro! Dicevo io che la sua faccia non mi era nuova! Scusi sa; è un cinematografo la mia casa!... La sua commedia... - Bella! Oh, mi ricordo!... Aspetti… Com'era intitolata? Non me lo dica... Aspetti... Qualche cosa che mi ricordava la mia lucerna a petrolio !...

Leo

Lampada.

Peverelli

Ah, vede se ricordo?!... E che successo!... lo deve in gran parte a me. Sapesse come ho picchiato quella sera!

Leo

Oh, un magnifico successo!... E il giorno dopo i giornali mi hanno detto quasi delle insolenze!...

Peverelli

E lei ci ha fatto caso?... I critici, si sa, poveretti, debbono fare il loro mestiere; mostrare almeno di saper trovare il pelo sull'uovo, come si suol dire... Ma in fondo chi comanda è il pubblico che paga; «l'orbetto», come diciamo noi artisti. A proposito; si ricordi che doveva mandarmi il suo ritratto; il posto è tutt'ora vuoto.

Leo

È inutile signora. Io sono defunto come autore. Non scrivo più.

Peverelli

Ah che! Balle! - Alla sua età?... E con la sua stoffa?...

Bruna

Volerla salutare Lina, signora Gemma?

Peverelli

Ah sì, amore! Compermesso. A più tardi.

esce con Bruna.

SCENA QUINTA

LEO e POLDO

Leo

sedendo.

Scusa sai, se son venuto a cercarti qui; era necessario ti vedessi un momento da solo. Parto fra un'ora; bisogna bene che regoliamo i nostri conti.

Poldo

Quali conti?

Leo

Hai ragione di umiliarmi fingendo di non ricordare. Ho mancato, lo so. Ma a quale scopo scriverti delle lettere inutili? Preferii aspettare... e portarti la somma.

Poldo

La somma?...

Leo

Sì - I ventimila franchi che mi desti.

Poldo

Ah!... Non c'è premura. Tanto gli affari qui vanno benissimo.

Leo

Ah sì? Ne ho piacere.

Poldo

Sì; per questo bel capriccio di mia moglie avevo preventivato una rimessa di centomila franchi. Invece a tutt'oggi, e siamo già quasi alla fine dell'anno comico, ne ho rimesso soltanto ottanta.

Leo

Ah!...

Poldo

Sì; perché trovai un imbecille che volle associarsi a me nella bella speculazione. Dunque vedi che le tue ventimila lire c'entrano ancora nel preventivo.

Leo

No, no; ti pare? Eccoti lo chèque.

Poldo

Anche a te gli affari vanno veramente bene, adunque.

Leo

Ho sposato. Oltre un milione di dote; un suocero che è una potenza nei cotoni. Tre nuovi stabilimenti in Brianza.

Poldo

Caspita!

Leo

Prendi dunque; e scusa.

Poldo

prendendo lo chèque a malincuore.

Avrei preferito che tu non me li avessi mai restituiti, guarda!...

Leo

Perché?...

Poldo

Così... per mia tranquillità...; per maggiore serenità d'animo.... Oh, se tu potessi comprendere senza bisogno che mi spiegassi! Ti sono debitore io, Leo!

Leo

Tu?

Poldo

Sì... un debito morale... Ma che debito!..

Leo

Spiegati.

Poldo

Rispondimi prima; ma con tutta franchezza: Sei guarito?...

Leo

Guarito di che?

Poldo

Lo puoi pensare… di Elsa.

Leo

Oh!... per carità!...

Poldo

No, no, rispondi.

Leo

Ma sì, guarito; guarito perfettamente.

Poldo

Ebbene, quand'è così... raccontami... Come andò allora?... Sì, dico… la rottura con Elsa?...

Leo

Ma quali fantasie ti prendono?

Poldo

Così... siccome non ho mai saputo la verità... Tu non ti facesti più vedere da me...

Leo

Fosti tu a fuggirtene primi!

Poldo

Ah! già. È vero. Racconta.

Leo

A quale scopo ricordare? Fu in un camerino come questo... una sera, durante la recita...; lei era di scena...; trovai sulla sua toilette delle lettere compromettenti...; parole dolci... proteste d'amore... giuramenti di fedeltà eterna...; una relazione che durava da due mesi! Le feci una scenata; lei mi tenne fronte con un cinismo, un'audacia da annichilire...; fuggii la sera stessa... Lì per lì credetti di morire; invece, come vedi, sono ancora qui; e per nulla consunto.

Poldo

E… hai mai saputo chi fosse colui?...

Leo

Colui, chi?

Poldo

Sì, dico, il suo amante.

Leo

Oh!... Non volli curarmene affatto.

Poldo

Certo però che se tu avessi potuto acciuffare quella canaglia...

Leo

Perché canaglia!? Nero!... Uno più scaltro di me. Al momento, sì, l'avrei preso a revolverate...; ma poi, col tempo, in cuor mio sentii quasi quasi d'essergli grato.

Poldo

Cosicché se tu lo incontrassi oggi...

fa cenno che non lo bastonerebbe.

Leo

Ma che ti piglia?

Poldo

Leo! Guardami bene negli occhi... Sono stato io! ! ! !

Leo

sbalordito.

Tu?... A che fare?...

Poldo

A scrivere quelle lettere!

Leo

scoppiando a ridere, dopo un attimo di perplessità.

Macché! Impossibile!

Poldo

Sì! Sì! Io, io; sono stato io. Guai a te se non mi pigli sul serio!

Leo

Tu mio rivale... ed Elsa rivale di Bruna?!...

Poldo

Oh no!... Non c'era mica l'«animus» sai!! Capiscimi, se puoi... Era lei, Elsa, che mi cacciava nelle tasche le minute bell'e pronte... - Questa da Milano, questa da Firenze, quest'altra da Salsomaggiore... Io dovevo ricopiare ed impostare. Mi ha fatto fare persino dei viaggi apposta; minacciava di non andare in scena se non l'avessi servita!.. Capirai; io la prima donna non mi sentivo di farla!

Leo

Ah questa poi!... Ma la ragione di tutta ciò?...

Poldo

E che ne so io?... Non voleva darmi spiegazioni.

con grande espansione.

Leo, amico caro... se tu sapessi quanto ho penato per te!... Perché credi t'abbia offerto i ventimila franchi?... - Per rimorso! Te ne avrei dato trenta, cinquanta...; la camicia t'avrei dato, povero figliuolo!... Dio, che peso qui!... Una specie di cancro che mi rodeva!... Oh ma finalmente me ne sono liberato!

Leo è rimasto muto, pensieroso; Poldo lo osserva; indi

Chissà ora come sarai furente contro di me!...

Leo

scuotendosi.

Chi? io?

Poldo

Sì; ti scruto; in questo momento tu ti domini.

Leo

Ma no, ma no, non temere mio buon amico. Provo invece un'impressione così curiosa... Non so... non so... Mi pare quasi...

decisamente.

Voglio vederla.

Poldo

Dio! !... Le fai una scenata!... Quella non mi recita più al secondo atto!...

Leo

Uh, santo cielo, come ti allarmi!.. Da quando sei diventato così?

Poldo

Da quando mi son messo a fare questo mestiere boia. Ho il sistema nervoso scosso..; tegole da tutte le parti!...

Leo

Stai tranquillo. M'ero prefisso di non vederla che dalla platea; per questo aspettai ch'ella fosse di scena per salire. Ora invece ho cambiato pensiero; voglio vederla. Ecco tutto.

Poldo

Mi prometti che non la farai agitare?

Leo

Te lo prometto.

Poldo

Grazie. Respiro.

SCENA SESTA

DETTI - SANDRO - BRUNA - sig. PEVERELLI

Sandro

entrando; più allampanato dei solito; con voce rauca.

Signor Poldo, vuol darmi le contromarche? Buona sera signor Valori.

Leo

Buona sera, signor Mattei.

Poldo

Vado a prenderle in Direzione. - Leo, m'accompagni?

Leo

Passo un momento in camerino di Lina.

Peverelli

rientrando con Bruna.

Uno zuccherino!... Un vero zuccherino!..

Bruna

Poldo, fai dare una poltrona alla signora Peverelli.

Poldo

Sì.

a Sandro.

Faccia lei, Sandro. Così l'accompagna giù.

Peverelli

Oh, il signor Mattei!.

Sandro

Buona sera, signora Peverelli.

Poldo

Vieni con me, Bruna?

Bruna

Con permesso; a più tardi.

Peverelli

Faccia, faccia pure, sposina; e grazie di tutto.

Bruna esce con Leo e Poldo.

SCENA SETTIMA

SANDRO - Signora PEVERELLI - poi POLDO

Peverelli

 Lei non recita stasera?

Sandro

quasi tragico.

Non recito in nessuna sera.

Peverelli

Come?!...

Sandro

No cara signora. Per la compagnia «Fiamma italica» di Leopoldo Ramiola e Compagno, Alessandro Mattei, l'artista principe di un tempo che fece palpitare migliaia e migliaia di cuori, non vale più un corno! Lo si confina ai biglietti!... Ai biglietti!!...

Peverelli

Ai biglietti?!... Lei?!...

Sandro

Sicuro! Oggi non mi si vuole più nemmeno come generico!... Ci ho la raucedine!... E per un po' di raucedine s'ammazza un attore!... Perché non ho saputo essere abbastanza ciarlatano all'ora buona... giù a far la guardia al bigoncio!

Peverelli

Oh! che mi racconta mai... È inaudito!..

va alla mensola e con lo zampino si passa il rossetto sulle guancie.

Sandro

traendo un lungo respiro.

Ah signora!... Nessuno può capirli certi dolori!...

Peverelli

Nessuno?!... Io, signor Mattei!... Io che ho visto svanire il mio bel sogno d'arte!.... Quando recitavo al Coronari, una sera il nostro direttore, ch'era il povero Tambossi, dopo il quarto atto della «Signora dalle camelie», buttandomi le braccia al collo e baciandomi sulle guancie, profetizzò: - Gemma, tu sarai un astro del teatro italiano! -

con accento lugubre.

E invece sono diventata un di-sastro e ho finito col tener comici a pensione...

Sandro

dopo una pausa.

Mah!...

Peverelli

Mah!...

altra pausa; cambiando.

Oh! Del resto tutto sta nel prendere le cose con una tal quale filosofia... Quando c'è la salute, da mangiare e da bere...

Sandro

Da bere soprattutto... In fondo non ha torto. Qua, mi dia la mano.

Poldo

entrando.

Ecco le contromarche.

alla Peverelli.

E buon divertimento.

Peverelli

Oh, ma ritorno su subito, sa! Voglio salutare Elsa a qualunque costo. E glielo dica a quel coso... a quel cerbero impalato alla porticina del corridoio: - A me non mi si chiude il passo!... O succede il finimondo!

Poldo

Glielo dirò, non dubiti.

Peverelli

Bravo, cavaliere.

Poldo

Lasci stare il cavaliere!...

Peverelli

Se lo merita.

via dal fondo con Sandro

Poldo

E appunto per questo non lo sono!

esce dietro a loro.

SCENA OTTAVA

ELSA - LINA - LEO - BETTINA Alcune VOCI d. d.

giunge d. d. l'eco di applausi insistenti, indi varie voci maschili complimentose

Immensa!.. Meravigliosa !.. Inarrivabile !..

e altre voci, quelle degli apparatori e servi di scena

Largo il passo! Badino Signori!

s'odono   i   colpi   di   martello   degli apparatori che smontano la scena.

Elsa

d. d.

Grazie!.... Grazie!.... Troppo buoni!... Grazie commendatore anche a lei!... Hanno voluto disturbarsi...

sull'uscio,    parlando    sempre    verso l'interno.

Sono dolente di non potervi ricevere... Debbo cambiare vestito...

Una voce

cui manca l'erre.

Oh noi non arrossiamo!... Giuro!...

Elsa

Zitto lei! Insolente!... Dolo questo atto...; venite, sì... Mi farete piacere... Grazie ancora.

entra;   è   raggiante pel  successo;   si abbandona sopra una poltroncina.

Bettina

entrata con lei reggendo un vassoio su cui stanno vari doni.

Quanti fiori, signorina!... Quanti!... E che bellezza!... E questi doni!... Guardi questo anello!... Eh il gusto del signor conte!...

posa il vassoio sulla mensola.

Debbo far portar qui le corbeilles?

Elsa

No, no... Qui è anche troppo impicciato. Quella cestina di gardenie, quella sì; ci sta benissimo lì sopra.

la camerieraesce e rientra subito con la cestina.

Bettina

Guardi come sono belle!...

Elsa

E che profumo !

togliendo  il biglietto che  vi sta appuntato.

Vediamo un po' chi le manda...

con grande stupore.

Valori?!... Leo Valori!?... Qui?!...

Lina

entrando con Leo.

Elsa, guarda chi c'è.

Elsa

vivamente, porgendogli la mano.

Voi. Valori?...

Leo

scrutandola.

Buona sera, signorina.

Elsa

indicando i fiori.

Grazie. Vedete; proprio ora leggevo il vostro nome... e non vi so nascondere il mio stupore... Come siete qui?

Leo

Di passaggio. Riparto fra un'ora.

Elsa

contrariata.

Così?... Subito?...

Lina

ad Elsa.

Sarai contenta eh? Un bel successo!…..

a Leo.

Poi ripassate a salutarmi?

Leo

Sì, signorina.

Linaesce.

Elsa

Non vi vedo allora dopo la recita?

Leo

Impossibile.

Elsa

Quale contrattempo!...

Leo

che capisce.

Dovete cambiarvi, vero?... Vi lascio; mi è bastato vedervi.

Elsa

No...; aspettate. Non posso lasciarvi partire così... Mi rimetto alla vostra discrezione.

Voltando una poltroncina con la spalliera verso lo specchio.

Sedete qui. E non voltatevi.

Leo

Così?...

Elsa

Così. Faccio in un attimo.

alla cameriera.

Aiutami; presto.

aiutata dalla cameriera si cambia d'abito e nel contempo conversa con Leo.

Ebbene Valori, che mi raccontate di bello? - Che fate?... Lavorate?.. Chissà quale capolavoro in gestazione!...

Leo

Vi sbagliate, Elsa. Non ho più preso la penna in mano che per tirar delle somme e scrivere delle lettere commerciali.

Elsa

Via, via, non fatemi il pudibondo...

Leo

No, no, ve lo assicuro. È così.

Elsa

Eppure la vostra «Lampada» era una buona promessa....; mi parlavate allora prima della vostra partenza definitiva...

Leo

Della mia fuga, vorrete dire...

Elsa

Come volete... mi parlavate di una nuova ficelle che andavate elaborando nel cervello...

Leo

Non ricordo...

Elsa

Davvero?

Leo

Si sarà dissolta... come tutte le cose inutili e inconcludenti.

Elsa

Decisamente siete venuto qui per farmi inquietare!...

Leo

Dovrei dirvi delle bugie per farvi piacere?

Elsa

Quando siete arrivato?

Leo

Oggi a mezzogiorno.

Elsa

E non vi faceste vedere? Sapete bene che a quell'ora abitualmente si prova.

Leo

Avevo daffare, signorina. Una grossa partita di cotone.

Elsa

Ah !... Venite da Varese?

Leo

No; da Sondrio.

Elsa

Deve far freddo lassù ora.

Leo

Non c'è male, per chi è abituato.

Elsa

ha finito; alla cameriera.

Vai a metterti di guardia ai fiori. Quei ragazzi mi lasciano le ceste vuote, ne son sicura. Chiunque venisse, non posso ricevere. A quest'altro intermezzo.

la camerieraesce.

SCENA NONA

ELSA - LEO - In fine la voce del DIRETT. di SCENA e la Signora PEVERELLI

Elsa

Ebbene Valori; adesso potete voltarvi. Datemi il vostro cappello.

glielo toglie; si accorge della fascia a lutto.

Oh!... Portate il lutto?... Di chi?

Leo

Mio padre.

Elsa

Noo!.

Leo

Così...

Elsa

Quando?

Leo

Sei mesi or sono. Improvvisamente. Io ero a Roma. Neanche il tempo di dargli l'ultimo bacio.

un silenzio.

Elsa

sinceramente addolorata.

Quale triste notizia mi recate!... Povero signor Alberto! Cosicché ora siete solo!...

Leo

Ho moglie... Mi trovavo appunto in viaggio di nozze quando morì mio padre.

Elsa

colpita.

Ah!....

un silenzio.

Avete sposato... con colei?...

Leo

No; una signorina di Varazze; più buona... e più ricca; fu il modo per liberarmi dalle assiduità dell'altra. Ma ho trovato bene. È buona, mi è molto affezionata... E la mia industria è rifiorita.

un altro silenzio.

Elsa

Perché non mi avete dato partecipazione della disgrazia?

Leo

Scusate. Lo reputavo... allora un inutile atto di convenienza.

Elsa

Avete ragione.

Leo

Se avessi conosciuto invece la verità schietta... allora non mi sarei limitato a darvi partecipazione... ma avrei cercato conforto in voi...

Elsa

La verità?... Quale verità?...

Leo

Quella che appresi stasera. La causa del nostro distacco fu artificiosa; un artificio combinato da voi. Quelle lettere erano apocrife.

Elsa

Leo?! ...

Leo

Me lo disse Poldo or ora, in uno di quei momenti di debolezza espansiva a cui va soggetto?...

Elsa

piegando la testa.

È così.

una pausa.

Leo

E... scusate, posso chiedervene la ragione? Badate... non insisto...

Elsa

Leo; credete che la vostra sventura mi addolori profondamente?

Leo

È possibile.

Elsa

 Dovete ammettere adunque ch'io volessi molto bene a vostro padre...

Leo

Egli vi ricambiava...

Elsa

Ebbene;

con intenzione, marcando le parole.

Io seppi dimostrarglielo il mio bene.

Leo

fissandola.

Che dite?

Elsa

Ricordate la mia corsa a Milano pochi giorni prima del nostro litigo? Corsa ch'io non volli giustificare e che suscitò le vostre ire gelose?

Leo

Un colloquio con mio padre?!...

Elsa

L'ultimo. Dovevo tornarvi a lui guarito... La nostra febbre vi aveva portato nuovamente lontano da lui... Non me ne suggerì il mezzo...; era tanto onesto e così pieno di cuore!... Ma i suoi occhi supplicavano. Promisi. Ma poi... Mi son provata tante volte e non riuscivo... - Ogni premeditata parola acerba si tramutava in parola d'amore al vostro cospetto... Finalmente tentai l'artificio e mi valsi di Poldo... Ecco la spiegazione che vi devo.

lentamente.

Mi volete perdonare Leo?... Mi... vuoi perdonare?...

Leo

con sincera commozione.

Tu mi chiedi perdono?... Perdono di che?.. Sei buona, Elsa... E con quale lietezza ti rivedo ora quale realmente sei!... Per più di un anno un'altra visione di te mi accompagnò...; quella che uccise la passione... e la fede. Tu mi apparivi sempre in quell'atteggiamento di cieca brutalità col quale mi mettesti alla porta in quella sera: «Buoni amici come prima, autore!» mi dicesti; e il suono acre della tua voce rimase vivo in me, mentre mi chiedevo - Possibile?... Possibile che lei tanto dolce, tanto cara, abbia avuto la perfidia di giocarmi?... - E stasera, ripetendomi quella domanda, ero deciso a non metter piede qui. Ma non appena, per un giuoco degli eventi, venni a conoscere la verità, non ebbi che un desiderio: Vederti davvicino, parlarti, discoprire sotto la maschera della tua indifferenza di oggi i segni del patimento di allora; perché mi sei riapparsa ad un tratto davanti in una aureola di bontà e di purezza.

Elsa

con amarezza.

Sai, Leo, che ho un amante?...

Leo

Non importa; ciò non mi riguarda più ormai, poiché la passione è spenta! Può farmi dispiacere, questo sì... ma non può alterare quello che penso ora di te.

Elsa

Grazie, Leo.

Leo

Che tu sia felice, piccola! Forse già lo sei. Io vedo nel lieto successo di stasera la realizzazione del tuo sogno. La mèta, si può dire, è raggiunta.

Elsa

tristemente.

Già... la mèta è raggiunta!... Ma a quale prezzo, Leo? Non mi chiedi a quale prezzo?.. Guardiamoci bene; dov'è la nostra bella fiducia dei primi tempi, non avvilita da alcuna miseria? Non c'era che un bisogno prepotente in noi; lottare e vincere. Per questo, forse, ci siamo subito intesi… - Una baldanza giovanile tutta nostra... -Affrontavamo gli ostacoli ridendo, anche se la veste era logora e poco lauto il desinare!... Oggi invece nel nostro riso c'è una buona dose di amarezza; e allorquando ci s'incontra... ci si parla con questa accorata dolcezza. La mèta è raggiunta, tu dici!... Che cosa non ho lasciato io lungo la strada?... Quali rinunzie non ho dovuto compiere? E tu, povero Leo?... Tu che hai gettato nel turbinio delle tue macchine la parte migliore di te stesso?... La tua palpitante anima d'artista?... E gli altri?... Zio Sandro….. Poldo tutti coloro che ci stanno intorno?... È una legge comune a chi vive la nostra vita di facili sogni... Tutti coi pugni tesi verso il destino!... Non si può qui parlare di felicità, Leo; non si può!...

Leo

No; non dire così; non voglio lasciarti così sfiduciata... Devi anzi ritrarre da questo nostro colloquio un po' di serenità. Anch'io esco da qui con la mia parte di bene... Che so?... Una dolcezza nuova..., e, forse, qualche cosa di più e di meglio... - Ricordi, Elsa?... Là, sul piano della mia scrivania, c'era un giorno il tuo ritratto..., quel bel ritratto con la cornice bruna che mi desti nei primi tempi della nostra relazione. Nelle notti di veglia io lo guardavo... e la tua immagine si animava e allorquando riabbassavo la testa sulle carte sentivo la tua voce sussurrarmi «Avanti, mio Leo; la tua piccola ti è vicina; abbi costanza!...». Da quella sera dolorosa giace nel fondo di un cassetto ... Ritornerà alla luce... e con esso, forse, tornerà la fede... Basta così poco, Elsa, per piegarci a terra..., ma basta anche così poco per farci rimettere in cammino…

si è alzato; una lunga scampanellata di dentro.

Elsa

Il segnale. Addio, Leo... Mi fa pena che tu abbia a porti in treno così di notte...

Leo

Ci sono abituato.

Elsa

Mi prometti che verrai ancora fra non molto?...

Leo

Sì; adesso sì... Addio.

è sull'uscio.

Elsa

ha un pensiero improvviso.

Aspetta...

va alla mensola e toglie alcuni fiori dalla cestina.

Vuoi recarli al tuo povero babbo?...

Leo

le afferra le mani e gliele bacia forte.

Grazie... grazie!...

ed esce. Un'altra scampanellata di dentro. Elsa,che era rimasta come assorta, si scuote e va alla toilette.

Peverelli

mettendo il capo fra le tende.

Ho visto uscire il nostro Valori...; posso finalmente salutarla?

Elsa

Oh! signora Gemma; grazie. Ma sono di prima scena.

Peverelli

Oh, fa niente! L'aspetto qui; giù in platea non mi ci posso vedere; ci ho le fiamme!... Sento che il mio posto sarebbe su queste tavole.

Elsa

Resti, resti pure, signora Gemma.

Il Direttore di scena

di dentro.

Signori! Chi è di scena!!

Elsa si passa rapidamente un po' di cipria e di belletto sul viso e si acconcia la capigliatura. Il direttore di scena appare sull'uscio.

Pronta, signorina Elsa? Possiamo andare? Giù pestano.

Elsa

Eccomi; andiamo pure. A più tardi, signora Gemma.

esce dietro al direttore di scena.

Peverelli

Sì, creatura.

appena uscita Elsa corre a chiudere l'uscio; tira la tenda; va alla mensola, si dà il belletto alle labbra, si passa la cipria sul viso, si accomoda la capigliatura come ha fatto dianzi Elsa.

Il Direttore di scena

di dentro.

Primo!... Secondo!...

Peverelli

davanti allo specchio nell'illusione di trovarsi al cospetto dei pubblico, recita enfaticamente le ultime battute d'una scena del vecchio repertorio: «Armando! Prendi questo fiore!... Me lo riporterai quando sarà appassito... Ma allora forse io non ci sarò più!... Più!... Più!...» Indi si applaude ripetutamente da sola e si profonde in inchini davanti all'ipotetico pubblico, stringendosi al seno un fascio di fiori tolti dalla cestina. Ultima illusione della sua povera anima di ex filodrammatica...

Sipario.

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