Un rimedio per ogni male

UN RIMEDIO PER OGNI MALE

S.I.A.E.

TEATRO COMICO NAPOLETANO

UN RIMEDIO PER OGNI MALE

2004

Commedia in due atti

di

Colomba Rosaria ANDOLFI

Tutti i diritti dellopera sono riservati. Non sono consentiti adattamenti, n modifiche del testo, n variazioni del titolo.

Leventuale traduzione del testo in altre lingue o in dialetti di antica tradizione teatrale deve essere autorizzata per iscritto dallautrice.

I diritti dautore S.I.A.E. sono quelli minimi consentiti.

Questa commedia nasce nel 1993 come atto unico col titolo O cippo e guaje, atto unico che viene portato in scena fino al 2001. Successivamente, nel 2004, il testo viene incrementato e diventa la commedia in due atti Un rimedio per ogni male, messa in scena nel 2005 dalla Compagnia Il Guazzabuglio che ne conserva lesclusiva SIAE per la rappresentazione fino a tutto marzo 2011.

Tutelata dalla S.I.A.E.

TEATRO COMICO NAPOLETANO

UN RIMEDIO PER OGNI MALE

2004

Commedia in due atti

di

Colomba Rosaria ANDOLFI

PERSONAGGI

Saverio Plice

Matilde, sua moglie

Adelina, domestica a ore

Cav. Pregadio, vicino di casa

Sig.na Romilda, dama di carit

Sig.na Adalgisa, dama di carit

Gloria, amica e vicina di casa di Matilde

Sig.ra Cardicchia, inquilina del piano di sopra

Fattorino

Uomo vestito di scuro

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Il regista, che intendesse realizzare questa commedia, pu richiedere il dettagliato bozzetto di scena (utile gi per le prove), scrivendo allindirizzo di posta elettronica corandolfi@libero.it. Per riceverlo baster indicare il numero di fax al quale effettuare linvio.

A chi volesse apprendere lidioma partenopeo o approfondirne la conoscenza mi sento di consigliare la mia grammatica Facile facile. Impariamo la lingua napoletana (Ed. Kairos), che possibile ordinare anche su InternetBookshop.it e su Unilibro.it.

Caratteristiche dei personaggi

Saverio Plice: capo di casa. Uomo di mezza et, ipocondriaco, egoista e apatico. Pur di non lavorare si accontentato di vivere con la piccola rendita di un negozio lasciatogli dal padre. Le lamentele della moglie lo lasciano completamente indifferente. Preoccupato soltanto della sua salute, diventato un esperto di farmaci al punto che viene interpellato dai vicini di casa per consigli sulla cura di ogni piccolo malanno.

Matilde: moglie insoddisfatta di Saverio Plice, uomo freddo sul quale non ha mai potuto contare. Anche il cognome di lui, che significa pulce, non le aggrada. Stanca di accudire il marito e di sopportare i suoi malanni e le sue fisime, cercher di prendersi una rivincita. Personaggio simpaticamente sarcastico.

Adelina: giovane domestica a ore, molto affidabile. Spesso si prende qualche licenza, ironizzando sullo stato di salute di Don Saverio. protagonista di momenti di grande comicit e anche il tramite per innescare un divertente equivoco.

Cav. Pregadio: vicino di casa attempato; vive con lanziana madre. Parla in perfetta dizione italiana, perch succubo di pregiudizi e fisime materne. Impiegato allENEL, possiede anche dei terreni in campagna. A Don Saverio, esperto di malanni, ricorre soltanto per avere qualche consiglio sui medicinali da usare per piccoli disturbi.

Sig.na Romilda: donna di mezza et con cappotto scuro e cappello. Fa la dama di carit, provvedendo a fare collette per i poveri della parrocchia. Ha laria svanita perch soffre di piccole amnese e cerca sempre supporto nellamica Adalgisa che laccompagna.

Sig.na Adalgisa: dama di carit, anchessa di mezza et con cappotto e foulard in testa, annodato alla gola. affetta da un tic, tipo singhiozzo, per cui preferisce cedere la parola a Romilda, intervenendo con i suggerimenti, quando lamica si blocca, perch questa possa continuare il discorso.

Sig.ra Gloria: vicina di casa e amica di Matilde. Talvolta, ricorre a Saverio per avere qualche consiglio in campo farmaceutico. Scontenta del suo menage, si lascer convincere da Matilde a superare un tab per vendicarsi insieme dei rispettivi mariti.

Sig.ra Cardicchia: ucrana di mezza et. Parla un italiano quasi incomprensibile con una voce gutturale. Il suo modo di parlare e la sua andatura la rendono un po goffa. Ha sposato un vecchio professore al quale faceva da badante, ma, pur vivendo in Italia da anni, non riuscita a imparare la nostra lingua. Amaramente sola, cerca di rendersi gradita ai suoi vicini di casa. La sua difficolt di esprimersi scatena divertenti equivoci.

Fattorino: giovane simpatico e lavoratore, ha la sfortuna di imbattersi in un tipo come Saverio. Dallincontro scaturisce una situazione tragi-comica.

Uomo vestito di scuro: uomo di mezza et, con una borsa nera. La postura, la sicumera e il suo frasario fanno subito presa su Saverio, alimentando un grosso equivoco.

UN RIMEDIO PER OGNI MALE

ATTO PRIMO

La vicenda si svolge a Napoli nella camera da pranzo di Saverio e di sua moglie Matilde, in una mattinata dinverno.

Il fondale, guardando il palcoscenico, presenta due varchi: uno sulla destra, che d nellingresso e laltro sulla sinistra che d nella zona notte, dove c il bagno e la camera da letto. Al centro di questi due varchi c un mobiletto basso con antine e cassetti su cui sono poggiati un vaso vuoto e una scatola di cartone colorata (tipo quella delle scarpe). Sulla parete di destra (sempre guardando il palcoscenico), fra due sedie, c un altro mobiletto basso con antine e cassetti con sopra una radio e un cordless sulla base. Sulla parete di sinistra, partendo dal proscenio, c un mobiletto incassato con un vano a giorno centrale e con unantina superiore e unantina inferiore che si aprono da destra verso sinistra; accanto una porta sempre aperta sul vano cucina.

Quasi al centro della scena, intorno a un tavolo tondo con piede centrale, sono disposte tre sedie. Quadri alle pareti, un piccolo vassoio sul vano a giorno del mobiletto incassato e, eventualmente, una pianta da interno completano larredamento decoroso, ma non sfarzoso.

Scena prima

Adelina, Saverio e Matilde

Sulla sedia che sta in prossimit della comune c la borsa di Adelina.

Adelina (in jeans e pullover, con un grembiule annodato in vita, spruzza un po di spray antistatico sullo strofinaccio e toglie la polvere sul mobiletto che situato fra i due varchi frontali, cantando): E ccapisce comm bella a citt e Pulecenella (Lascia lo strofinaccio sul mobile e, guardandosi allo specchio, stringe la bomboletta mangiapolvere come fosse un microfono) Comm bella, comm bella a citt e Pulecenella Comm bella, comm bella a citt e Pulecenella

Saverio (entra in scena un po zoppicante dalla zona notte in pigiama, giacca da camera invernale e pantofole con una sciarpa al collo e un fazzoletto bianco sulla fronte, annodato dietro la nuca): Zitta, zitta! (Si ferma e si tappa le orecchie con le mani) Che stunamiento! (Va verso il tavolo) Zitta! Fatica e statte zitta!... Tengo nu male e capa ca nun me fa arragiun.

Adelina (a bassa voce): E che nuvit! (riprende a togliere la polvere sul mobiletto, seguendo mentalmente il ritmo della canzone - solleva la scatola che sul mobile).

Saverio (si gira verso Adelina): Che faje! (Le si avvicina e prende la scatola) Tu chesta scatola nun lh a tucc!... H capito?! (poggia la scatola sul tavolo e si siede sulla sedia centrale).

Adelina: E chi a tocca... Vuje ce tenite chesta collezione!...

Saverio (apre la scatola): Chesta nun na collezione... Chesta meglio e nenciclopedia medica... Ma tu cierti ccose nun e ppu cap (Inforca gli occhiali che ha nella tasca della giacca da camera e tira fuori dalla scatola alcuni bugiardini - ne prende uno) Guarda cc! Ncoppa stu fuglietto ce st scritto a che serve sta pumata, quanta vote s ha da mettere e pure comme s ha da mettere... (Ne prende un altro) Chesta invece a cartuscella e nantibiotico (Si gira verso Adelina, facendo cadere, distrattamente, un bugiardino ripiegato sul pavimento) So nutizie importanti ca uno sha da leggere buono pecch na medicina p f bene pe na cosa e po f male pe nata E accuss p succedere ca uno, invece e st meglio, fernesce che st cchi peggio.

Adelina: E figurammece!... Ce mancasse sulo chesto.

Saverio: Perci meglio ca sti fogli nun se perdono (Tono minaccioso) H capito?!... (ripone i bugiardini che ha preso nella scatola).

Adelina: E chi e pperde! (spruzza un po di antistatico sul panno e continua a togliere la polvere).

Saverio (a parte): Si e miedece, primma e d na medicina, se liggessero sti ccarte, se salvassero a mmit de malate E, invece, loro, paccuntent o rappresentante e quacche ditta ca lle proje (mima il danaro con le dita) viagge, regale, segnano pure e priparate ca nun servono e uno schiatta.

Adelina (alle sue spalle, sospira un finalmente): Ahh!

Saverio (reggendosi la fronte): Mamma mia che giramento e capa! (Chiude gli occhi) Nun pozzo nemmanco ten lluocchie apierte... Adel, vide muglirema add ha miso e ppillole p o male e capa... Fa ampressa! (toglie gli occhiali).

Matilde (in vestaglia da notte e pantofole invernali, entra in scena dalla cucina - con aria di sufficienza guarda il marito): Ah, Sav, tu staje cc?... Adel, aggio miso nu sacchetto cu e bbutteglie for a porta

Adelina (la interrompe): S, laggio visto e laggio pure purtato abbascio.

Matilde (raccoglie da terra il foglietto ripiegato e poggiandolo sul tavolo - tono ironico): Statte accorto!...M perdive nu piezzo d a collezione!

Adelina (per innescare la miccia): Sign, Don Saverio v na pillola p o male e capa... Dice ca nun se fide...

Matilde: Overo!?... E v na pillola sulamente?... Tene quacche preferenza?... Tanto nuje e mmedicine e ppigliammo allingrosso. A gente d o palazzo nun se piglia nemmanco cchi o scommodo e j in farmacia, pecch se serve addu nuje e pure gratsse Signo, vuje tenite certamente na pillola p o male e panza.... Signo, me date pe piacere na pillola p o male e stommaco... Me mprestate chella pumata pe dulure. Oramaie o ssape tutt o quartiere ca pe mezzo e mariteme (guarda Saverio con disgusto) sta casa addeventata a succursale d o Spitale A pace!

Saverio (alzandosi a fatica): E io che tavess a risponnere... Io ero un fiore e tu o ssaje e si me songo arridotto accuss... (Si tocca una tempia) Ah, che dulore! (Sedendosi) Famme assett.... Adel, puorteme nu poco e caf e nu bicchiere dacqua... (rimette i bugiardini nella scatola).

Adelina (sbuffando, esce di scena per andare in cucina): Sissignore...

Saverio: Chis a pillola quanno arriva

Matilde (dirigendosi verso la zona notte): Ogge, a giurnata accumminciata cu o male e capa... (esce di scena).

Saverio (si tocca la gola): Me fa male pure nganno, tenarraggio arrussato (Inforca gli occhiali, prende uno specchietto dalla scatola, apre la bocca, tira fuori la lingua e si guarda in gola) Aaaah Me ce vulesse propio nu bravo miedeco... (Ripone lo specchietto nella scatola e leva gli occhiali) E chi t o d?Si o trovo tengo gi pronta na lista e domande a ce fa. (Toglie la benda dalla fronte per stringerla meglio) M a voglio astregnere forte.

Adelina (entrando col vassoio in mano, si blocca): A chi?!...

Saverio: A scolla... P essere ca se calma nu poco stu male e capa.... (si riannoda il fazzoletto piegato sulla fronte).

Adelina (a parte): Ah, vulevo dicere...

Saverio: E te vuo movere!

Adelina (si avvicina, poggia il vassoio sul tavolo e ne commenta, lentamente, il contenuto): Ecco servito!... O ccaf ve laggio scarfato nu poco... lacqua d a funtana, pecch si fredda ve se gela o stommaco... Cc ce st lostia, si no a pillola ve se ferma nganno e chesta a caramella, chis cu tutta lostia vavess a rumman a vocca amara... (Falsamente gentile) Maggio arricurdato tutte cose?... Dicite si nun so meglio e na nfermra... Si vassisto natu ppoco me danno direttamente o diploma e duttore.

Saverio (risentito): Nh, ma tu me vulisse sfottere!?

Adelina: Ma che dicite!?... Io sfottere a vvuje ca tenite tutte sti malanne!... Io me prioccupo sulamente.

Matilde (torna in scena e schiudendo la mano mette nel vassoio un confettino colorato): Cc st a pillola.

Saverio (prende quel confettino e osservandolo): E che pillola ?

Matilde: Piglia, piglia!... Me pare che va bona.

Saverio: Ma pecch nun h purtato o scatulino?

Matilde: Pecch doppo me sfasteriavo d o j a pus.... Ma tu e che te prioccupe?... Facimmo ca stu pinnolo fosse p o male e panza o p o male e rine... Emb? T o truove pigliato... tanto o ssaje ca primma e stasera sti malanne te veneno.

Adelina reprime una risata.

Saverio: E gi tu s bona sulamente a cuffi e staje nfettanno pure a chestata... Maje na vota che tavesse vista prioccupata comme avess a essere na mugliera ca tne o marito in queste condizioni... (bagna lostia nel bicchiere, la poggia nel palmo della mano, vi avvolge il confettino e lo ingoia con un sorso dacqua - comincia a tossire).

Adelina (gli d subito una pacca dietro le spalle): scesa?

Saverio, tossendo, lallontana con la mano.

Matilde (guardandolo): Me pare o ciuccio e Fechella nuvantanove piaghe e pure a coda fraceta

Saverio (con voce roca, rivolto ad Adelina): M me sfunnave e rine

Adelina: Va a f bene Io vaggio aiutato pecch ve stiveve affucanno

Saverio: E pe maiut me stive accedenno

Matilde (esausta): Io nun ne pozzo cchi... Io m aggi a truv quaccosa a f pe me nasc nu poco a dint a sta casa... Naggio parlato gi cu Don Arcangelo, dummeneca, dopp a Messa... Che ssaccio, putesse f cumpagnia a na signora, a putesse accumpagn add o parrucchiere, a f na gita, a guard dduje negozie... Int a zona io songo cunusciuta...

Saverio: E comme no!... Tu te faje sempe cunoscere... (sorseggia il caff).

Matilde: Hai ragione... Int a farmacia me fanno addirittura pass nnanze Pe tutte e rricette ca spedisco e pe luoglio e vasellina caccatto se penzano ca tengo na casa e cura... Pe chesto, aggio deciso voglio f a dama e cumpagnia, accuss me guadagno pure quaccosa e srde E po a me me piace e parl... O ddiceva sempe Camillo (Vedendo lespressione interrogativa di Adelina) Era nu guaglione ca steva e casa e rimpetto a me, "Mat, quanno tu parle...

Saverio: Me stuone (finisce di sorseggiare il caff e poggia la tazzina nel vassoio).

Matilde (incurante - aria nostalgica): Mat, quanno tu parle io nun pozzo cumpetere (Rivolta ad Adelina) Chillo pe me ce teneva assaje, ma io ero piccerella tenevo sulo quattuordice anne Allammore nun ce penzavo propio.

Adelina, poco interessata, porta il vassoio in cucina, uscendo di scena.

Saverio: Accuss Camillo se salvaje Biato a isso! (si toglie la benda dalla fronte per non rimetterci nel confronto col vecchio spasimante della moglie).

Matilde (nostalgica): Camillo Festa Pure o cugnomme era bello (Lo guarda con disprezzo) Invece, doppo cunuscette a te, Saverio Plice.

Saverio: E si o cugnomme mio nun te piaceva, m o pputive dicere, accuss me salvavo i pure.

Adelina (torna in scena, infilandosi un guanto di gomma colorato): Don Sav, o ssapite, a Signora Cardicchia, a furastra d o piano e coppa, st propio bbona A coscia nun le tira cchi Dice ca o miedeco c ha truvato troppo bravo... un illuminato...

Saverio: Illuminato!?... E che d nu lampione?...

Adelina: No, ma ce assumiglia... (Pensosa) Forse ha ditto luminario... Fatto st ca a Signora Cardicchia io laggio vista e st meglio assaje.

Matilde: E chi st meglio dessa!Chella venette in Italia a f a badante e chillu chiochiaro d o prufessore, pe s a ten int a casa, se l pure spusata E m lucrana, cu e sorde disso, fa a signora Vide che furtuna!

Saverio (distoglie lo sguardo dai foglietti): Povera crista, chis che vita e stiente aveva fatto o paese sujo! Forse o Pateterno lha vuluta premi

Matilde (nervosa): E a me mha vuluto castig quanno me facette ncuntr a te Se vede ca tenevo quacche peccato a scunt e nata vita.

Adelina: Io vulesse propio sap o Prufessore Cardicchia che ce ha truvato inta chella femmena

Matilde: E chi o ssape?! Pover ommo me fa na pena Se fa sempe cchi sicco Se vede cha perzo propio o gusto d o mmangi... Cierti mmatine, quanno maffaccio, isso a coppa cu na sigaretta mmano Scommetto che state prepando i ceci ne sento lodore Buono! Veramente buono! Po essa a dinto o chiamma Oruonzo, tove sei!? E Oronzo se ne trase Che brutta fine ca lle steva astipata! Cu tutt e srde ca tene, campa cu a voglia e nu piatto e ccere nu piatto e faslle nu poco e rra

Adelina: E lle st buono! Nata vota nun se spusava a na furastra Mamm mia vedova a nove anne e cucina sapurto assajeA puteva truv essa sta scirta!

Matilde: Ma cc trovano sciorta sulo e ffemmene straniereE cchi bruttarlle trovano marito e e cchi belle se sistemano int a televisione.

Adelina: Pure si parlano tutto struppiato (ritorna in cucina, uscendo di scena).

Saverio (commenta - tono sempre pacato): Na ragione ce ha da st

Matilde (ironica): Overo?

Saverio: Forse quistione e carattere Se vede ca, rispetto e ffemmene e cc, lloro sngo cchi aggraziate

Matilde (nervosa): Eh gi!

Saverio (fa una smorfia di dolore): Starr cagnanno o tiempo Comme me tira sta coscia!

Bussata di porta (campanello)

Scena seconda

Matilde, Adelina, Saverio e Cavalier Pregadio

Matilde: Adel! Adel, va a ved chi !... Sarr sicuramente pe nu pronto soccorso... Chesta na farmacia sempe aperta, notte e ghiuorno...

Adelina (seccata, rientra in scena dalla cucina): E io vaco annanze e arto (sfilandosi il guanto di gomma, va verso lingresso, uscendo di scena) Uff!

Saverio (tono ironico): Taviss a stanc?

Matilde (gli si avvicina): Menumale ca nun tha ntiso Chella ave raggione, pecch a gente d o palazzo vne sulamente a ce scucci, senza ten maje nattenzione pe nnuje

Cav. Pregadio (fermo sotto larco della comune, fa un leggero colpo di tosse per farsi notare): Posso?

Matilde (si volta e cerca di nascondere limbarazzo per quanto ha appena detto): O Cavaliere Pregado Che piacere!

Saverio (si gira leggermente sulla sedia): Prego, cavali, trasite

Adelina rientra dallingresso e si ferma ad ascoltare con la scusa di infilarsi il guanto di gomma.

Cav. Pregadio (avanza di qualche passo): Volevo domandarvi se vi piacciono le mele annurche, perch me le ha portate ieri il mio colono dalla campagna

Matilde (mentendo): Ma pecch ve vulite disturb?

Saverio (la interrompe): Si o cavaliere Pregadio se v mettere in cerimonie pecch o ssape ca e mmele cotte fanno bene a chi st malato comm a me.

Cav. Pregadio (avvicinandosi a Saverio): Ma sopratutto perch questa volta sono veramente belle Anzi vi consiglio di consumarle fresche.

Saverio: Fresche!?

Adelina: Eh fresche Accuss ce e mmangiammo nuje (va in cucina, uscendo di scena).

Cav. Pregadio (indicando la comune e spostandosi leggermente in quella direzione): Ho notato la porta a soffietto che avete messo nellingresso

Saverio: S, pe nun sentere cchi a mia moglie M, pure si me scordo a porta aperta d o bagno o d a cammera e lietto, chi trase nun vede.

Cav. Pregadio (riavvicinandosi a Saverio, sorride, ammiccando): E cos salva la vostra intimit

Matilde (ironica): E nnuje propio pe lintimit lavimmo fatto (Guarda il marito) ov, Sav?... (si allontana un po - a parte) Sh, sh

Saverio (si tocca la fronte e rivolto al cavaliere): Cavali, forse meglio si vassettate (gli indica la sedia alla sua sinistra).

Cav. Pregadio: Se lo preferite (si siede).

Saverio: S, pecch tengo nu dulore dinte ttempie E pe forza! O camion d a munnezza mha scetato a dinto suonno e ccinche stammatina

Matilde: Si pe chesto ha scetato pure a me

Cav. Pregadio: Ha fatto un frastuono esagerato Io mi sono spaventato perch, assonnato comero, ho pensato che stesse precipitando un aereo.

Matilde (si avvicina al tavolo): E invece erano, come si dice, gli operatori ecologici ca vulevano f sap a tutt o vicinato ca lloro steveno faticanno.

Cav. Pregadio (sorride): Gi! Un po come fa il nostro portiere, in prossimit di Pasqua e Natale, quando lava i vetri dei finestroni e pulisce le scale Secchi che si rovesciano, mazze che cadono Insomma tanto fracasso per far salire la mancia.

Matilde: Propio accuss.

Saverio (rivolto al cavaliere): Eh, ma io a Luigino ce laggio ditto ca sha da st accorto, pecch a cammera e lietto nosta st propio attaccata cu a tromba d e scale Per m savess a f nu reclamo a chi di dovere pe stu camion d a munnezza ca a notte f tutto stu rummore

Matilde: E chille gli operatori ecologici chesto vnno, accuss nun veneno cchi e nuje affucammo int a munnezza Chille gi faticano assaje M nun aizano nemmanco cchi e bidune a terra Fa tuttecose a machina; lloro guardano sulamente Nuje, invece, doppo ca pavammo chelli tasse p a munnezza, ce avimm a pigli pure o fastidio d a spartere.

Adelina, con in mano la paletta e la scopa, entra in scena dalla cucina e si trattiene ad ascoltare con la scusa di avvitare bene il manico della scopa.

Cav. Pregadio: Gi per la raccolta differenziata Una cosa veramente utile.

Matilde: Utile o no, pecch nun a fanno lloro sta spartenza? Lloro se sparagnano e a nnuje ce danno o ntrattieno cu a munnezza.

Saverio: Io dico sulo ca si a cucina piccerella e uno ce mette nterra nu sacchetto p a plastica, nato p e cartune, nato pe e bbutteglie fernesce ca nu povero cristo p pure nciampec io tengo gi e ssofferenze mie

Adelina: E ssofferenze so e mmie caggi a scennere pe gh a vutt nu sacchetto a cc, nato a ll e nato pure o marciappiede e rimpetto Nun abbastava nu sacchetto sulamente!(esce di scena per andare nella zona notte).

Cav. Pregadio: Il progresso richiede spesso sacrifizi.

Matilde: Scusate, Cavali, ma vuje nun site e Napule ov?

Cav. Pregadio: Altroch! Sono nato e cresciuto a Napoli Diciamo che non ho dimestichezza con il napoletano Lo capisco abbastanza, ma non riesco a parlarlo Sapete, mamm

Matilde (lo interrompe): E chella a mamma vosta me pare na tuscana I primma a ncuntravo sempe

Saverio (per cambiare discorso): Cavali, che si dice allEnel?

Cav. Pregadio (rivolto a entrambi): Oggi il mondo del lavoro diventato frenetico Corsi di formazione, corsi di aggiornamento... non si parla daltro Adesso, dovr fare un corso di inglese Per fortuna dura tre mesi soltanto... Ma anche per il mio lavoro c lesigenza che io impari linglese

Matilde (sorride): Cavali, e che speranza tenite?! Si vuje, campanno cc da na vita, nun site riuscite a ve mpar o nnapulitano, comme v o mparate linglese inta tre mmise!? (imbarazzata per la gaffe che ha fatto, va verso il mobiletto che sul fondo e finge di cercare qualcosa in un cassetto).

Saverio (per correre ai ripari): E p essere ca o cavaliere pe linglese c cchi purtato

Cav. Pregadio (disorientato): Eh gi (Si avvicina con la sedia a Saverio) Scusate, Don Saverio, dal momento che mi trovo qui, potreste consigliarmi qualche pillola per il prurito?

Matilde (richiude il cassetto e si gira - tono ironico e allusivo): Nun credo Chillo mio marito da tantu tiempo ca nun tene prurite Permesso nu mumento (se ne va in cucina, uscendo di scena).

Cav. Pregadio (mentre Saverio rovista fra i tanti foglietti raccolti nella scatola): Sapete da qualche giorno che mi prende un prurito a questo braccio (si gratta da sopra la giacca).

Saverio: Forse nallergia Ma vuje, Cavali, ve site pigliato quacche medicinale, ultimamente? Perch potrebbe trattarsi di un effetto collaterale.

Adelina, con la scopa e la paletta, esce dalla zona notte e va in cucina.

Cav. Pregadio (pensoso): S, ho preso delle bustine per lascesso a un molare

Saverio: Forse un antinfiammatorio?

Cav: Pregadio. S, s proprio cos.

Saverio: E allora quasi certamente sarr stato lantinfiammatorio a ve fa ven stallergia Liggiteve e controindicazioni dint o fuglietto Chille e miedece scrivono, scrivono e nuje accattammo, accattammo e doppo va a fern ca e tutta na scatola nausammo s e no ddoje pillole.

Matilde entra in scena con una zuppiera vuota in mano e la ripone nel piano inferiore del mobile vicino alla cucina

Cav. Pregadio: proprio vero Lo scorso anno ho usato un antinfiammatorio che non mi ha creato nessun problema E pensare che ne ho ancora delle pillole Ora mi legger sempre il bugiardino.

Matilde (si gira senza chiudere lantina): Bugiardino? (Si avvicina al tavolo e guarda il cavaliere con aria interrogativa) E che d?

Cav. Pregadio: il foglietto con le indicazioni che sta nella confezione di ogni farmaco (Ne prende uno dalla scatola e mostrandoglielo) Questo un bugiardino (Sorride) cos che lo chiamano anche i medici.

Saverio: E chille o chiammano accuss, propio a dicere Nun o liggite stu fuglietto, so tutte fessare State a sntere sulo a nnuje Cavali, a me, cchi de e mmalatie, me fanno paura e miedece Chille ce pnno accidere e nun passano niente O guajo ca, ogge, nisciuno studia comme avess a studi.

Matilde: Isso, invece, addeventato nu scenziato a furia e se studi tutte sti ccartuscelle. (A parte - ironica) E che scenziato! (va a chiudere lantina del mobile).

Saverio (inforca gli occhiali - con aria professionale spiega un foglietto e gli d velocemente una scorsa): Chisto nantistaminico. propio chillo ca ce v pe vvuje Mat, avvicinate! Nun me f strill ca me fa male a capa

Matilde (avvicinandosi): Allora?

Saverio: Int o mobiletto d o bagno, a terza menzola, ncopp o lato sinistro, ce avess a st na scatola e Zirtk

Matilde: Cavali, v a piglio sbbeto (va nella zona notte, uscendo di scena).

Saverio (prende un piccolo notes dalla scatola e riflette a voce alta): Sicuramente e pillole nun so scadute, pecch lallergia alle fragole laggio avuta dduje anne fa. (Compiaciuto, indica un appunto che ha trovato scritto nel notes) E come infatti

Adelina entra in scena, prende il cellulare dalla borsa che sta sulla sedia e guarda se vi sono messaggi. Delusa, rimette il cellulare in borsa.

Cav. Pregadio (ammirato, guarda Saverio): Che organizzazione! Scusate, Don Saverio, mamm ha una piaga da decubito proprio allosso sacro Sar perch paralizzata nel letto da tanto...

Matilde (che rientrata in scena sulla penultima battuta, lo interrompe): Eh no, Cavali, a chesto nun ce simmo arrivate ancora e prego a Dio ca nun ce arrivammo maje (gli porge la scatola con le pillole).

Adelina (a parte): Si no io me ne vaco

Cav. Pregadio (impacciato, mette le pillole in tasca e si alza): Allora grazie infinite Tolgo il disturbo Buona giornata! (Uscendo di scena, si ferma e si volta) Pi tardi vi porto un sacchetto di mele annurche.

Saverio (toglie gli occhiali): S, ma poche; sulo pe lassaggi Adel, accumpagna o cavaliere!..

Adelina (seccata): S, s

Cav. Pregadio: Arrivederci (esce di scena).

Matilde (alzando il tono di voce): Arrivederci, Cavali!

Adelina (lo segue nellingresso - voce fuori campo): Arrivederci.

Matilde (rivolta a Saverio) Tu h a parl sempe a vacante (Gli fa il verso) Cavali, poche sulo pe lassaggi O ssaje ca e mmele annurche me piaceno

Adelina (rientrando in scena): Pure a me me piaceno assaje (si gratta sul dorso della mano).

Saverio: Chesta guagliona st sempe ntrdece Biata a essa ca nun tene niente a f! (riprende a riordinare i foglietti).

Adelina (risentita): Io fatico io.

Saverio: E io, invece, so arrivato a net ca me pozzo pure arrepus (si rimette il fazzoletto ripiegato, tipo benda, sulla fronte e lo riannoda dietro la nuca).

Matilde: Tu te s sempe arrepusato, tanto h tenuto a me

Adelina continua a grattarsi sul dorso della mano.

Matilde (guardandola): Adel, ma che tiene?

Adelina: Na fetente e zanzara aieressera mha pugnuta E comme me prre!.. (Rivolta a Don Saverio) M ce st pure a zanzara tigreChella terribile(Continua a grattarsi) A me chesta stagione mhanno fatto martire

Matilde: A chi o ddice! A isso invece o schifano propio!

Adelina: Don Sav, me sapisseve cunzigli quacche pumata p e muorze e zanzara?

Saverio (si finge pensoso): Na pumata bbona p e muorze e zanzara avess a essere forse (Prende tempo) Asp

Matilde e Adelina (interessate): S?

Saverio: S, me pare ca ce ne steva una (Dispettoso, le guarda) Ma po lhanno misa fore cummercio.

Matilde (nervosa): Eh gi.

Adelina: O ssapevo.

Bussata di porta (campanello)

Scena terza

Matilde, Saverio, Adelina, Sig.na Romilda e Sig.na Adalgisa

Matilde: Adel, va! Chesta nata giurnata.

Adelina (andando nellingresso): Uff! (esce di scena).

Matilde (osserva il marito che sta sistemando i vari foglietti e con tono ironico): O scenziato st facenno o lavoro e cuncetto.

Voce femminile (fuori campo): Cerchiamo la Signora Matilde qua?

Adelina (voce fuori campo): S, trasite

Matilde (si ravvia i capelli con le mani): E chi sarr?

Adelina (entra in scena, seguita da due donne di mezza et): Donna Mat, sti ssignore vonno parl cu vvuje.

Sig.na Romilda (aria svanita, vestita di scuro con cappello e borsetta): Permesso? (Sorride a Adelina) Grazie figliuola...

Matilde (si sistema la vestaglia): Scusate, ma io nun aspettavo a nisciuno....

Sig.na Romilda (rivolta allamica): Parlo io, Adalgisa?...

Sig.na Adalgisa (vestita in modo castigato, con un foulard in testa annodato alla gola e la borsa infilata nel braccio, stringe fra le mani un libro di preghiere): S, parla tu, Romilda (tic - Il tic le causa un forte singhiozzo con movimento allindietro del capo e del braccio).

Saverio sobbalza. Adelina, divertita, osserva la scena.

Sig.na Romilda (avanzando un po): Noi siamo venute perch... perch (amnesia - si guarda intorno con aria smarrita).

Sig.na Adalgisa (le si avvicina per suggerire): Don Arcangeloci ha (tic).

Sig.na Romilda: Gi, Don Arcangelo ci ha parlato di voi... Dico bene, Adalgisa?

Sig.na Adalgisa: Dici bene, Romilda (tic).

Adelina si tappa la bocca per frenare la risata. Saverio si finge distratto.

Matilde (premurosa): Ah, s, Don Arcangelo Prego Ma pecch nun vaccomodate?... (fa per prendere la sedia in proscenio per s).

Sig.na Romilda (guarda lamica): Che ne pensi Adalgisa?...

Sig.na Adalgisa: Vedi tu, Romilda (tic)Per abbiamo fretta (tic).

Sig.na Romilda (rivolta a Matilde): Veramente abbiamo fretta perch... (amnesia) perch... (smarrita, guarda Adalgisa che le mostra dei foglietti colorati, custoditi nel libro delle preghiere) perch dobbiamo distribuire gli inviti (Prende un foglietto che lamica le porge) Anzi, se volete... (aria svanita).

Matilde (lascia la sedia dove era e le si avvicina sorridente): Grazie Di che si tratta?...

Saverio si finge distratto.

Sig.na Adalgisa (suggerisce a Romilda): Psca di beneficenza (tic).

Sig.na Romilda (consegna il foglietto a Donna Matilde): una pesca di beneficenza... (Guarda Adalgisa che le sorride per incoraggiarla) Una festicciuola per i ragazzi della zona... Dico bene, Adalgisa?

Sig.na Adalgisa: Dici bene, Romilda (tic).

Adelina si gira per ridere.

Matilde (perplessa, guarda il foglietto): Ma io...

Romilda si guarda intorno con aria svanita.

Sig.na Adalgisa (la scuote con la mano e suggerisce): I parrocchiani (tic).

Sig.na Romilda: I parrocchiani, quelli pi devoti fanno...fanno (amnesia - sguardo perso nel vuoto) fanno

Sig.na Adalgisa (stanca): Offerte per comprare (tic).

Sig.na Romilda: Fanno offerte per comprare i doni per la pesca... Dico bene, Adalgisa?...

Sig.na Adalgisa (annuisce col capo e suggerisce): E portano dolci e bibite (tic).

Sig.na Romilda: E portano dolci e bibite per la festa.

Matilde (delusa, mette il foglietto nella tasca della vestaglia): Ah, vuje pe chesto site venute!?...

Sig.na Adalgisa (suggerisce allamica): Caso pietoso (tic).

Sig.na Romilda (fraintende e guarda Saverio): S, proprio un caso pietoso...

Adelina guarda la scena, divertita.

Matilde: A chi o ddicite!... Guardatelo! Pare nu viecchio decrepito... (Nervosa) O guajo ca nun se decide a mur.

Sig.na Romilda (sconcertata, solleva le braccia): Sia fatta la volont di Dio!... (con le mani giunte, abbassa la testa in segno di raccoglimento e rimane cos).

Sig.na Adalgisa (fa un leggero inchino col capo, stringendo al seno il libro delle preghiere): Oggi e sempre (Suggerisce allamica) La vecchia... (tic).

Saverio: Mat, ce lhanno cu te...

Matilde: Qua vecchia!...

Adelina si allontana verso la porta della cucina per ridere.

Sig.na Adalgisa (scuote Romilda con una leggera gomitata e suggerisce il discorso preparato): Caso pietoso Vecchia sola (tic).

Sig.na Romilda (solleva il capo): S, un caso veramente pietoso... Si tratta di una vecchia novantenne, sola e tanto povera... (amnesia - si guarda intorno con aria svanita) tanto povera (incrocia lo sguardo di Adalgisa).

Sig.na Adalgisa (un po spazientita, suggerisce): Paralizzata da... (tic).

Sig.na Romilda: Paralizzata da molti anni... Dico bene, Adalgisa?

Sig.na Adalgisa: Dici bene, Romilda (tic).

Sig.na Romilda: La nostra, grazie al Signore...

Sig.na Adalgisa: sempre sia lodato... (porta le mani giunte al mento - tic).

Romilda, smarrita, guarda lamica.

Sig.na Adalgisa (suggerisce): Associazione di volontari... (tic).

Sig.na Romilda: La nostra unassociazione di volontari e ci fa piacere trovare delle persone disposte a... (si guarda intorno con aria svanita) disposte a

Saverio (a parte): a f marcia areto.

Sig.na Adalgisa (suggerisce): a sacrificare il proprio tempo... (tic).

Sig.na Romilda (sorride a Donna Matilde): disposte a sacrificare il proprio tempo per aiutare i pi bisognosi...

Saverio (a bassa voce): Sh, sh

Matilde: E ma io nun tengo tiempo M, vedite, tengo a f ancora a spesa e po cucino, lavo, stiro... Arrivo a sera distrutta... Io tengo na casa e nu marito ncopp e spalle!

Saverio (a parte): E gi, me porta a cacecauoglio.

Sig.na Romilda: Ma a noi Don Arcangelo ha detto... vero, Adalgisa?

Sig.na Adalgisa: Proprio cos, Romilda (tic).

Matilde: Me dispiace Se vede ca ha capito malamente.

Sig.na Romilda (avvicinandosi a Saverio): Voi siete il marito?

Saverio (solleva gli occhi al cielo): S, Saverio martire.

Sig.na Romilda (rivolta all'amica): Andiamo, Adalgisa?!

Sig.na Adalgisa: S, andiamo Romilda (tic). Buongiorno (si avvia verso la comune e si ferma ad aspettarla).

Matilde (nervosa): Buongiorno... Salutatemi a Don Arcangelo(Tono deciso) Adel, accumpagna e ssignore...

Adelina (scimmiottando le due bigotte, fa un leggero inchino con le mani giunte): Sissignora.

Sig.na Romilda (si abbassa sulla spalla di Saverio e lo guarda): Poveruomo!... Ha il volto della sofferenza... (Rivolta a Matilde) Fatelo curare... Fatelo curare

Saverio (ironico, indicando Matilde): Grazie ce penza mia moglie... Arrivederci.

Romilda: Arrivederci (con aria smarrita, va verso la zona notte).

Adelina (la blocca, indicandole la comune):No, no Sesce a chella parte.

Romilda va verso Adalgisa. Insieme, escono di scena, seguite da Adelina.

Saverio (si toglie il fazzoletto bianco dalla fronte e massaggiandosi una spalla) Pe stu dulore me ce vulesse nu bellu massaggio cu o spirito canforato... Mat, m ntiso?

Matilde: E comme no! T aggio ntiso, t aggio ntiso (Sarcastica) Ma, invece d o spirito canforato i te cunziglio o spirito e patane... Tu ne tiene tanto... ov, Saverio martire?!

Saverio (a parte): M figurammece che litania maggi a scerupp! (poggia il gomito sul tavolo e si regge la fronte).

Scena quarta

Matilde, Gloria, Saverio e Adelina

Gloria (entra timidamente in scena): Permesso?

Matilde (le va incontro): Gu, Gloria!

Gloria (per giustificarsi): A porta steva aperta pecch Adelina st parlanno mmiez e scale cu

Matilde (sorride): Ddoje bizzoche Viene! Trase!

Gloria (entra in scena in gonna, pullover e pantofole chiuse con una rivista in mano - voce lamentosa): Mat, vulesse parl nu minuto cu Saverio possibile?

Matilde: E comme no! St ll Per parla chiano chiano Ogge tene male e capa.

Gloria (si avvicina a Saverio): Sav, me dispiace, ma

Saverio (le sorride): Gu, Gloria, assettete! Propio m stevo penzanno a tuo figlio Luciano. (Si massaggia di nuovo la spalla) Me ce vulesse nu bellu massaggio a sta spalla

Gloria (sedendosi): Ma Luciano st a Bologna pe chillu corso e ce restarr ancora pe dduje mise

Saverio: Eh, pacienza! Salutammillo quanno o siente e dincello ca facesse ampressa a turn F sempe commodo ten nu fisioterapista int o palazzo

Gloria (tira s col naso - voce lamentosa): Dio suloo ssape quanto me manca chillu figlio mio, spicialmente m (Apre la rivista dove ha fatto una piegatura e gli mostra un articolo - tono deciso) Sav, tu mh a aiut A quanno Agostino ha letto sta rivista io nun trovo cchi pace

Matilde: Pecch, e che se tratta? (si siede alla destra di Saverio).

Gloria (apre la rivista): Cc ncoppa st scritto ca cierte scienziate americane hanno scuperto ca pe nommo nu starnuto comme si fosse (Imbarazzata) Inzomma, comme si fosse o massimo e nu piacere sessuale

Saverio (interessato): Overo!!!

Matilde: Ma sentite che scemenza!

Adelina torna in scena dalla comune e va direttamente in cucina.

Gloria: chello caggio ditto pur io; per Agostino dice ca si sta cosa lhanno pubblicata pecch sicuramente stato accertato Io nun ce a faccio cchi! So notte e notte ca nun dormo.

Matilde: E pecch?

Gloria: Pecch chillo asciuto pazzo S mmiso nu piattino cu o pepe ncopp a culunnetta e ogni tanto ne fiuta nu pizzeco Fa starnute tutt a notte Dice ca o piacere gruosso assaje

Matilde: So ccose a nun credere!

Gloria: Io aggio penzato e me spartere, ma forse tu Sav, che tiene a cura pe tutt e malanne, lle pu luv sta fissazione.

Matilde: Chillo e ttene tutte e malanne! Quanno a televisione ha ditto ca steva arrivanno a cinese, isso gi teneva sta freva a tre ghiuorne.

Gloria (implorante): Sav, vide che pu f

Saverio: E tu lassame a rivista (Avvicina a s la rivista e sbirciando larticolo) Io starticolo m o voglio leggere bbuono

Gloria: Sav, tarracumanno Agostino, sicuramente, venarr a taddimann quacche cunziglio, pecch tene lluocchie tutte arrussate.

Saverio: E pe forza! O ppepe fa male, porta irritazione alluocchie e o naso O starnuto p essere pure nu piacere, ma ha da ven naturale o, che saccio, cu nu cellechiamiento

Matilde (si alza - ironica): E chi to d o cellechiamiento?

Gloria: Grazie, Sav si tu ce parle p essere ca o cunvince (si alza) M me ne scengo pecch tengo o sugo ncoppo ffuoco Grazie assaje Ciao, Mat! (esce di scena verso l ingresso).

Matilde: Statte bbona (laccompagna fuori scena).

Saverio (inforca gli occhiali): Io starticolo me laggi a leggere bbuono.

Matilde (rientrando in scena): Povera Gloria! (Allusiva) Ognuno inta casa tene na croce!

Adelina (entra in scena dalla cucina e avvicinandosi a Saverio prende un foglio stampato dalla tasca del grembiule): Don Sav, una e chelli ddoje bizzche mha dato sta carta pe vvuje... (Glielo porge). Ce st nu nummero e telefono pe chiamm nu miedeco ampressa ampressa.... Ha ditto che p serv pe nemerigenza.

Saverio (vi d una scorsa): E va b Nun pozza maje serv! (Poggia il foglio nella scatola) Doppo lappengo aret a porta.

Matilde (ironica): Eh s, m appennimmo pure e fugliette d e mmedicine, accuss sparagnammo e quadre!

Adelina (ride): Ato che quadre! (Indica la scatola) Vuje cu e fugliette d e mmedicine putite mettere o parato pe tutt a casa

Saverio (togliendosi gli occhiali): Ma tu guarda quanta confidenza ca se piglia sta guagliona!

Matilde (sorride): Chella ha fatto na battuta... Quanno o spirito o fanno llate, nun te piace, ov?... Adel, aviss a scennere a f nu poco e spesa. S ha da accatt o ppane e a muzzarella... E panne e stire quanno tuorne...

Adelina: Ma pecch? Nun scennite vuje?

Matilde: Io?!

Adelina: E vvuje accuss avite ditto, quanno ce steveno chelle ddoje d a cchiesa...

Matilde: Ma io aggio ditto accuss tanto pe dicere, pe lle f cap ca...

Saverio (chiude la rivista): Nun puteva f a dama e carit (si alza e lentamente va a riporla sul mobile).

Adelina prende il telefonino dalla borsa, controlla se vi sono messaggi, lo rimette in borsa e va in cucina.

Matilde: Propio accuss... Biato a chi ce f a carit a nnuje! Oramaje nun abbastano srde p e malanne ca tiene.

Saverio (si volta): Ma pecch so sorde tuoje?... Pap mha lassato o negozio... Te lh scurdato?!.

Matilde: E chi s o scorda! Per sarra stato meglio si tavesse lassato a voglia e fatic, accuss int o negozio ce stive tu e putevemo camp meglio Ma comme, dico io, cu chello ca si fireno e guadagn e commerciante, tu te si accuntentato e camp cu chilli quatto centesime ca Don Pascale ce passa pe laffitto!

Saverio (si avvicina al tavolo): E srde abbastano, si uno e ssape spennere... E gi parlo propio cu te ca vuliste pe forza accatt sta casa... Ma comme uno saccatta na casa o terzo piano, senza ascensore! Comme si io schiattasse e salute (si siede e si rimette la benda sulla fronte).

Matilde: Tu nun schiatte... tu faje schiatt.

Bussata di porta (campanello)

Scena quinta

Matilde, Saverio, Adelina e Signora Cardicchia

Matilde: Adel, a porta.

Adelina (esce dalla cucina e andando ad aprire): Uff! (esce di scena).

Matilde: Chis m chi ato ? (va verso la comune).

Adelina (voce fuori campo): S, s, trasite... (entra in scena, seguita dalla signora Cardicchia e si trattiene).

Sig.ra Cardicchia (ucraina di mezza et con cappotto, cappello, borsa e ombrello - accento straniero): Permescio? Buonciuorno! (va alla destra di Saverio).

Matilde: Buongiorno (Sottovoce) Seh, seh!... Ogge s cumbinata ancora meglio... (Alzando il tono di voce) Sign, prego, accomodatevi!

Saverio (senza enfasi): un piacere Vi vedo proprio in forma.

Sig.ra Cardicchia: Tu ancuora suonno?

Matilde (rivolta al marito): Eh, m p a f cap, ce spicciammo dimane...

Saverio (accompagnandosi con i gesti): Vedo che state proprio bene

Sig.ra Cardicchia (muovendo di qua e di l lombrello): D, beneCrazie a doctore Latomba, luminario che fatto rifiorare me, io uora bene Vetere me? (Cammina due volte davanti al tavolo con i piedi un po a papera) Vetere?

Saverio: S, veco (A parte) E comme se move!... Me f gir lluocchie... Povera capa mia!

Sig.ra Cardicchia (gli si avvicina): Si tu vuolere io fare te appuntamiento co doctore Latomba D?...

Saverio (frastornato): D? S, s

Matilde (a parte): Eh chella a tomba e e lumine ce vulsseno pe stu campusanto!

Sig.ra Cardicchia (guarda Saverio con compassione): Tu uora male Ma no prioccpa... Latomba essere bravo doctore Tu vetere me? (Si mette in posa) Io uora sientire cuomo ciovana racazza vientanni.

Matilde (a parte): Figurammoce si se senteva na quarantenne! (Rivolta a Adelina, che osserva divertita la scena) Adel, va! Nun perdere tiempo!.

Adelina, malvolentieri, va in cucina.

Sig.ra Cardicchia: Doctore Latomba essere luminario Tu parlare, suolo parlare Luio capiscio.

Saverio (Rivolto a Matilde): Io e ddumande e ttengo gi appriparate Me laggio scritte. (Rivolto alla Sig.ra Cardicchia) Allora me lo consigliate?..

Sig.ra Cardicchia: D, ciertamente Doctore Latomba essere bravo e motestio Non fa arie.

Matilde (allusiva): Nun fa arie E menumale!

Signora Cardicchia: Doctore Latomba essere tiverso Como dire voio, tiverso?.. (pensosa, si ravvia con la mano i capelli sull orecchio).

Matilde (sorride): Ah, aggio capito nu poco (si tocca lorecchio e guarda Saverio - ironica) Allora quanno te vede p essere ca sannammora e te.

Saverio (rivolto alla Signora Cardicchia): No, no! Si diverso, lasciammo st.

Signora Cardicchia (seccata): Tu no capire Doctore Latomba no tiverso luio Metizina essere tiversa essere metizina piante (Compiaciuta) Luio fatto rifiorare me Uora lo culo pi no sierve me.

Saverio: Che? Ma che lengua parla?

Matilde (sorride): Io aggio capito sulo ca m o culo nun lle serve cchi.

Saverio: E che v dicere?

Sig.ra Cardicchia (si sforza di essere pi chiara): Io cuomprato (Si corregge)... No no Io uordinato lo culo

Matilde (ripete, senza capire): Lo culo?

Sig.ra Cardicchia: D, lo culo loclo simiterio.

Matilde (traduce): Ah, ha ditto ca s urdinata a nicchia o cimitero.

Sig.ra Cardicchia: Ma uora io bene me no sierve.

Matilde (traduce): Ma m st bona e a nicchia nun lle serve cchi Forse t a v pass a te.

Saverio: Eh gi, te piacesse!.

Signora Cardicchia: Io uora bbene (Triste) Oruonzo mio marrto, uora male

Matilde (traduce): Ah vabbu, nun te prioccup! A nicchia m ce a passa o marito.

Sig.ra Cardicchia (voce lamentosa): Oruonzo, puovero Oruonzo!

Adelina ritorna in scena per riporre il cestino portapane nellantina inferiore del mobile, che accanto alla porta della cucina, e si trattiene ad ascoltare.

Matilde (batte pi volte la mano sulla spalla di Saverio): H capito? Povero Oruonzo!

Sig.ra Cardicchia (guarda Saverio): Io vetere tu suoffre Uora antare (Gli sorride) Io mantare te doctore Latomba (Fa per uscire di scena, si ferma, torna indietro e tira fuori dalla borsa un opuscolo di erboristeria) Essere per te (Glielo porge con un sorriso) Essere piante metizine.

Saverio (interessato, prende lopuscolo): Grazie, grazie assaje... (Le sorride) Doppo m o leggo Buongiorno.

Sig.ra Cardicchia (contenta): Uora antare Buonciuorno.

Matilde: Bongiorno (Rivolta ad Adelina) Adel, accumpagna a signora e po scinne a f a spesa... S ha da accatt o ppane e a muzzarella.

Adelina (esce di scena con la signora Cardicchia - voce fuori campo): Arrivederci Buongiorno

Saverio: Si sicura ca a muzzarella nun me fa piso? Llata vota m rimasta ncopp o stommaco.

Adelina torna in scena dalla comune e, andando in cucina, si toglie il grembiule.

Matilde: E quanno vene o duttore ce o spie a isso.

Saverio (inforca gli occhiali): meglio ca m o ssegno dint a lista d e dumande ca ce aggi a f... (Tira fuori dalla tasca della giacca da camera una penna biro a scatto e un foglio piegato pi volte; spiega il foglio).

Matilde (ride): E sulo p a leggere sta lista, ce vonno dduje juorne!

Saverio: E gi, m ce faccio o riassunto! (Scrive, scandendo) Muzzarella ncopp o stommaco.

Scena sesta

Matilde, Saverio e Adelina

Adelina (torna in scena dalla cucina, senza il grembiule): Don Sav, allora chillu cappiello ve laggi a accatt?

Saverio (sbrigativo per la presenza della moglie): S, s셒E sorde t e ppiglie a copp a spesa.

Adelina (insiste volutamente per dispetto): E fino a quanto pozzo spennere p o cappiello?

Matilde (incuriosita): Ma e quale cappiello state parlanno?

Adelina (rivolta a Matilde): Don Saverio va truvanno nu cappiello ca lle cummoglie pure e rrecchie Dice ca lle serve p a notte.

Matilde (ironica, rivolta al marito): Overo? Pecch te vuo trasfer a Roccaraso?

Saverio (per tagliare corto): Adel, f na cosa, addimanne sulamente quanto costa.

Adelina: Allora, sign, io vaco... Quanta muzzarella aggi a pigli?...

Matilde: Tu dice treciento gramme, accuss chillo te ne d quattuciento e piglia pure nu bellu sfilatino e pane

Adelina: Faccio sign ncopp o cunto?

Matilde: S e dincello ca, si a muzzarella nun bona, i nun ce a pavo... Asp! (Apre il borsellino che ha in tasca e dandole una moneta da due euro) Ti, accatta pure o detersivo p e piatte e viene ampressa.

Adelina: S, va b (esce di scena).

Matilde: Adel, lassa a porta appannata... (Rivolta a Saverio) Accuss me vaco a lav e tu sparagne e te ssere... (va verso la zona notte).

Saverio (sempre con la benda sulla fronte): E va va! Va te lave!

Matilde (ci ripensa e torna indietro): Ma io vulesse propio sap pecch m t venuta a fissazione e te cummigli e recchie a notte

Saverio: Pecch!! (Si toglie gli occhiali) Pecch io a notte vulesse durm mpace e nun me vulesse acchiapp notite catarrale pe mezza toja Tu, Mat, a notte abbuffe (mimica) e me sciusce dint e rrecchie.

Matilde: Ma sentite che curaggio! Tu tire nu runfo ca me pare norchestra (Mentre va nella zona notte, si gira) Sav si nun te sputo dint a nuocchio pecch si no te vene pure lorzaiuolo (esce di scena).

Saverio (si massaggia un occhio): Chillo overo stuocchio me lacrema Quase quase, quanno vene o miedeco (Inforca gli occhiali, senza togliersi la benda, stira con la mano la lista di domande e scrive, scandendo) Uocchio lacremuso M avess a mmesur nata vota a vista P essere ca sti llente nun vanno cchi bbone (Piega il foglio e lo rimette in tasca insieme con la penna; prende lopuscolo dal tavolo e inizia a sfogliarlo).

Adelina (rientra in scena con indosso un giubbino e andando verso la sedia): Me so scurdata o telefonino (cerca il telefonino nella borsa).

Saverio: E a che te serve?

Adelina: Me serve, me serve (prende il telefonino e, guardando se vi sono messaggi, fa per uscire) Quase quase, bevo pure (frettolosamente va in cucina).

Saverio: E passa chiano chiano Nun f viento! (Sfoglia lopuscolo) E chi o ssapeva ca llerbe putevano serv pe tanta malatie! Chisto opuscolo me laggi a leggere cu calma (chiude lopuscolo e lo lascia sul tavolo).

Adelina (passa, conversando a telefonino): S, Mar, o ssaccio Ce laggio ditto i pure (esce di scena dalla comune).

Saverio (la segue con lo sguardo): O cellulare addeventato na moda pe tutte quante, giuvene, gruosse e piccerille E gruosse, per, fanno a parte faticata a me me serve p o lavoro Epo s o cagnano cchi spisso d e scarpe, quanno esce nu modello nuovo Pure mia moglie se n accattato uno Spiancello a che lle serve?! (Avvicina a s la scatola) M meglio ca me sistemo sti fugliette.

Scena settima

Saverio, Fattorino e Matilde

Fattorino (voce fuori campo): Permesso? (entra in scena, reggendo un pacco pesante) Carfone cc?

Saverio (senza alzare lo sguardo): Pecch st scritto Carfone fore a porta?...

Fattorino: No

Saverio: E allora nun cc (prende un bugiardino dalla scatola).

Fattorino: Veramente, fore a porta nun ce st scritto niente.

Saverio (sempre con la benda): Ma nun cc... (d una scorsa al foglietto).

Fattorino: E a che piano st?... Tengo a cunzign stu pacco.

Saverio: Io nun faccio o purtiere... Comunque st a llurdemo piano.

Fattorino: E sarebbe?

Saverio: O quinto piano... (Alza un attimo lo sguardo - ironico) Vu sap pur a porta?...

Fattorino (allontanandosi): O quinto piano Che sciorta!... Pacienza! Forse mabbusco na bella mazzetta... (esce di scena).

Saverio: Chisto p o stommaco e v cc (Unisce il bugiardino ad altri con una pinzetta e pone il primo gruppetto di bugiardini sul tavolo) Ecc stanno tutte chille p o stommaco. (Ne prende altri gi spillati insieme e vi d una scorsa) Chiste, invece, so p o male e capa (Pone questaltro gruppo di foglietti accanto al primo) E e mettimmo cc (Tira fuori dalla scatola altri bugiardini, uniti insieme da una spilletta) Chiste so p a freva (li poggia sul tavolo). Ce navess a st pure nato (cerca nella scatola).

Matilde (entra in scena, vestita, ravviandosi i capelli con le mani): Primma taggio ntiso e parl... venuto quaccheduno?...

Saverio (senza sollevare lo sguardo): No, era uno ca vuleva a Carfone nu miezo scemo.

Latrato di un cane, in lontananza

Fattorino (voce fuori campo): Ahi!Madonna mia! Madonna mia! (Entra in scena, ansimando, col pantalone a brandelli) Si o ghiate a cunt, a gente nun o ccrede! (Adirato, poggia pesantemente il pacco sulla sedia alla sinistra di Don Saverio) Si nun tenisseve sta scolla ncapo e sta faccia janca, ve facesse ved io! Ges, ma pecch nun m avite avvertito ca all urdemo piano ce st nu piezzo e cane attaccato for a porta?!

Matilde (osservando quel pantalone a brandelli): Guarda ll, povero giovane!

Fattorino (prende fiato e rivolto a Donna Matilde): Io stevo saglienno chiano chiano, pecch o pacco pesante (indica il pacco) e pe me distraere cuntavo e scaline, quanno chillu piezzo e bestione primma m zumpato ncuollo e po s mmiso a abbai....Vuje capite!... M zumpato ncuollo, senza nemmanco nu preavviso.

Saverio: E gi, m te deve o preavviso!... Chillo nu cane e guardia.

Fattorino: Chillo a guardia a sape f, ma vuje a vocca pe parl nun a tenite?!

Saverio (lo guarda da sopra gli occhiali): Nu mumento... Tu mh spiato sulamente a che piano steva Carfone.... Si mavisse addimandato si teneva o cane, io te putevo essere preciso.

Fattorino: E mavisseve pure ditto ca o teneva fore a porta?

Saverio: Si me lavisse spiato... (inizia a sistemate i gruppi di foglietti nella scatola).

Fattorino (rivolto a Donna Matilde): Ma vuje o sentite?!

Matilde: E comme, nun o sento!

Fattorino: E m e danne a me chi m e pava?... O cazone era propio nuovo, accattato quatte anne f p o matrimmonio 'e na sora mia!....

Saverio: Ha ditto ajere...

Fattorino (avvicinandosi a Don Saverio con aria minacciosa): Gu, Tit, comme ve permettite!... Si ve dico ca era nuovo mavit a credere.

Saverio: E vabbu, comme dice tu... Ma o cane che tha muzzecato nun o mio, perci saglie ncoppa e parla cu o padrone.

Fattorino: E gi!... Avess a essere sulo pazzo a sagl nata vota cu chillu bestione for a porta!... Invece, vuje m me date nu cazone d o vuosto, tanto parrangi e po vedimmo chi mha da pav o risarcimento.

Saverio (tono ironico): Mh a dicere per e che culore o vuo...

Fattorino (rivolgendosi a entrambi): Si nun o tenite comm a chisto, va buono pure e natu culore.

Saverio: Vulisse pure na cravatta?...

Matilde stringe con la mano la spalla di Saverio per indurlo a tacere.

Fattorino: Vuje penzate ca io pazzo... (Prende la sedia che sta verso il proscenio e la gira un po verso il pubblico) M massetto cc e vedimmo... (si siede).

Matilde (ironica): E magne cu nnuie salmone e caviale!... M te piglio nu bicchiere dacqua p a paura ca h fatto...(esce di scena per andare in cucina).

Saverio (senza scomporsi, continua a sistemare i foglietti dei farmaci nella scatola - ne trova uno sfuso e vi d una scorsa ): Ma vedite comme scrivono piccerillo! (Prende la lente di ingrandimento dalla scatola e legge) Ah, chisto chillo p a freva ca nun truvavo (tira fuori un gruppetto di bugiardini dalla scatola e ve lo acclude; finita loperazione, chiude la scatola) M stanno tutte a posto.

Fattorino (seduto, guarda il suo pantalone a brandelli): Io nce putevo arruman stecchito Me s squagliato o sanghe ncuorpo..

Matilde (entra sulla battuta con il bicchiere dacqua e un pantalone sul braccio): M nun ce penz!... Bive nu poco!... Doppo ammesurate stu cazone... O tenevo int a cucina pecch lavev a stir Penzo ca te p gh... (Indica il marito) Tanto isso nun esce quase cchi.

Saverio (rivolto alla moglie): E chi te lha ditto?... E po o cazone o mio e nisciuno tha dato o permesso... (prende lopuscolo delle erbe medicinali, avuto dalla Sig.ra Cardicchia e lo sfoglia distrattamente).

Matilde: E ce pozzo maje d na vesta d a mia!?... Tu pienze a salute... Nu cazone se p sempe accatt...

Fattorino (sorseggia un poco dacqua): Io stevo accuss cuntento... (Rivolto a Donna Matilde) Ajeressera aggio saputo ca muglierema incinta Ancora nun ce pozzo credere ca fra sette-otto mise nu criaturo me chiammarr pap

Saverio: E allostetrica ce dice pure e tabelline.

Fattorino (adirato per quella battuta, si alza e gli si avvicina): Ma vuje me vulisseve sfottere!?

Matilde (fermandolo): Chillo spiritoso... Nun ce f caso.

Fattorino (nervoso, prende il pantalone): Sign, add m o pozzo pruv?...

Matilde (facendogli strada verso la comune) : Pruvatillo cc derto Ce st pure o specchio... (mentre il giovane indossa il pantalone) Allora te s spusato giovane giovane?

Saverio (continua a sfogliare lopuscolo - a parte): Gi da chesto se vede ca scemo.

Fattorino (voce duori campo): Dint a famiglia mia ce spusammo ampressa Pap mio s spusato a diciottanne cu mamm ca ne teneva sidece... Io songo o quarto e nove figli.

Saverio (a parte): Peggio d e cuniglie.

Matilde: Comme so belle e ffamiglie grosse! Ce st sempe ammuina.

Saverio: Saje che male e capa!

Fattorino (voce fuori campo): E vvuje, sign, quanta figli tenite?

Matilde (tono rassegnato): Nisciuno Nun ne so arrivate.

Fattorino: E certamente nun sarr stata colpa vosta!

Matilde (interrompendolo): Comme v?... V bbuono?...

Il fattorino esce, sistemandosi il pantalone e fa qualche passo per provarlo.

Matilde (Guardando quel pantalone che gli calza male): Me dispiace Th a accuntent

Fattorino (col pantalone a brandelli sul braccio): E va b, pe' m pzzo arrangi... (Guarda lorologio sul polso) Comm tarde! (Si avvia allingresso - torna indietro) M me scurdavo o pacco! (Sbuffando, prende il pacco) Ma sta storia nun fernesce accuss. (Rivolto a Don Saverio) Dico a vvuie!... (Uscendo di scena) E po vedimmo.

Saverio: S, s... Statte bbuono

Matilde : Bona giurnata! Tirete a porta!... (Rivolta al marito) propio nu bravo giovane... (Gli si avvicina) T ghiuta bona... Nato tavesse vattuto e santa ragione.

Scena ottava

Saverio, Matilde, Cav. Pregadio, indi Adelina

Saverio (trattiene la moglie per un braccio, mentre starnutisce): Ehehecccci! Mat, proprio overo (Con aria lasciva la guarda negli occhi) Ah, che suddisfazione!

Bussata di porta (campanello)

Matilde (ironica): Ma vedite che masculone! (Si libera dalla stretta) Statte accorto! . Nun te stanc cu o starnuto.

Seconda bussata di porta (campanello)

Matilde (esce di scena per andare ad aprire): Vengo! Vengo! (Voce fuori campo - tono gentile) Ah, Cavali! Ma prego! (si ferma sotto la comune).

Cav. Pregadio (sotto la comune): Ecco come promesso (le porge un sacchetto trasparente pieno di mele annurche).

Matilde (sotto la comune): Grazie assaje! (Ammirandole) So overamente belle

Cav. Pregadio (si congeda - voce fuori campo): Vi auguro una buona giornata

Matilde (lo accompagna - voce fuori campo): Grazie e buona giurnata pure a voi.

Saverio (assorto nella lettura, continua a sfogliare lopuscolo): Ma guarda cc, vide e ppiante che ponno f!E chi o ssapeva! (Va sulla pagina di copertina) overamente interessante sta Fitoterapia

Matilde (ritorna in scena con il sacchetto di mele in mano e si dirige in cucina): O cavaliere Pregadio ha purtato e mmele (esce di scena).

Saverio (assorto nella lettura, commenta): O rosmarino jesse propio buono pe me E pure laglio...

Bussata di porta (campanello)

Matilde (ritorna in scena ancora con il sacchetto delle mele in mano - ironica, rivolta a Saverio): Tu taviss a sosere? (Andando ad aprire) Vengo, vengo!

Saverio (pensoso): Chella, nerboristeria st propio cc allangolo Quase quase, dimane ce arrivo nu mumento (ripone lopuscolo nella scatola).

Matilde (entra in scena seguita da Adelina che porta la busta con la spesa): H fatto sign ncopp o cunto?

Adelina (si ferma in prossimit della sedia e conservando il cellulare in borsa): E pe forza! Chi me e ddva e srde? Ce aggio ditto ca po passate vuje (Guarda il sacchetto con le mele) Comme so belle sti mele!

Saverio: Cirche e nun te e mmangi tutte quante!

Adelina (risentita): Io quando me piglio na cosa cerco sempe o permesso a signora.

Matilde: Jammo, Adel Jammo a f ampressa (Si avvia in cucina con in mano il sacchetto di mele, seguita da Adelina che porta la spesa) Sta matenata vulata! (escono di scena).

Saverio (guarda lorologio): Overo vulata Maggi a ancora lav (Chiude la scatola, si alza lentamente e la ripone sul mobile al solito posto prima di andare nella zona notte).

Cala il sipario

Fine Atto Primo

UN RIMEDIO PER OGNI MALE

ATTO SECONDO

Stessa scena. Tre giorni dopo - tarda mattinata. Sul mobiletto, sotto la scatola, alcuni opuscoli di erboristeria.

Saverio, gi vestito (con indosso anche un pesante cardigan di lana) e con gli occhiali inforcati, seduto al tavolo, immerso nella lettura di un altro opuscolo di erbe medicinali.

Scena prima

Saverio, Matilde e Adelina

Saverio (gira una pagina dellopuscolo e vi trova una bustina, leggermente incollata): Ah, cc ce st pure nu campione! (Stacca la bustina e legge la scritta) Iperico E che d? (Legge sullopuscolo a voce alta) Iprico, dal latino Hypericum, una pianta appartenente alla famiglia delle Guttifere di cui gi gli antichi ne apprezzavano le propriet, usando le sommit fiorite di colore gialloAggio capito se fa nu decotto (Riprende a leggere)Liperico un trattamento naturale, efficace, soprattutto, nella cura di stati depressivi. Riesce, infatti, a ridonare vigore, perch

Matilde (voce fuori campo): Chis o scenziato che st facenno?

Saverio (nasconde la bustina in tasca): St cc Che te serve?

Matilde (entra in scena dalla cucina, vestita per casa in maniera diversa - stesse pantofole): E a te che me po serv? Vulevo sulo sap add stive pecch me serve o bagno M saccio che staje cc (Tono ironico) Staje studianno

Saverio (con lopuscolo in mano): E facisse buono a studi pure tu, accuss capisse quaccosa Tu, invece nun liegge Scummetto ca nun saje nemmanco che d la medicina alternativa

Matilde: No, nun o ssaccio, pecch io lalternativa nun laggio avuta A diciottanne cunuscette a te, te spusaje e ll fernette a vita mia.

Saverio: E o viaggio e nozze a Parigi t o s scurdato?

Matilde: E chi s o scorda! Parigi se p dicere ca laggio vista sulamente a coppa allaeroplano A primma notte te stancaste e doppo durmiste sempe Tarricuorde?

Saverio (sfogliando distrattamente lopuscolo): S sempe esagerata Pecch nun scennevemo maje?

Matilde: Sulo pe gh a mangi Ma pe ll attuorno, pecch o tass custava troppo E chella fuje Parigi pe me.

Adelina (con un grembiule diverso, entra in scena dalla zona notte, parlando al cellulare): S, mamm, me ne vengo nu poco primma (Chiude la conversazione) Che bellezza! Comme so cuntenta!

Matilde: Cuntenta e che?

Adelina (si avvicina, stringendo ancora il cellulare): A nonna morta Finalmente a putimmo atterr

Saverio (scandalizzato): Siente si, sti giuvene dogge!

Matilde: Adel, ma che staje dicenno! S cuntenta ca a nonna morta?!

Adelina: Certo che no E po chella nun morta ogge So sulo cuntenta ca a putimmo atterr.

Saverio (ironico): Pecch se nera fujuta a dinto cimitero?

Adelina: E seh! O fatto ca a nonna morta tre ghiuorne fa

Matilde (incredula): Tre ghiuorne fa! (si siede).

Adelina: S, a Torre del Greco Era juta a truv a na sra succieso a tavola, mentre steveno mangianno (si blocca).

Matilde: E allora?

Adelina (vincendo la reticenza): E allora e pariente penzajeno subbeto d a purt a Napule (Mimica) A sistemajeno longa longa dint a na cascia d a biancheria (Per giustificarli) Chella a nonna era curtulella e a mettetteno dint a machina.

Saverio (a parte): Menumale ca nun a vuttajeno dint a munnezza!

Matilde (interessata a sentire il seguito): E po?

Adelina: Po se fermajeno ncopp a tangenziale, pe se pigli nu caf e, quanno asctteno fre, era scumparsa a machina cu tutt a nonna.

Don Saverio: Ah!

Matilde (ride): E mariuole truvajeno chella surpresa!

Adelina (sorride): E gi! E intanto nuje nun putevemo dicere a nisciuno ca a puverella era morta Zi Ciro e Carmeniello nun putetteno nemmanco denunzi o furto d a machina, pecch si no passavano nu guajo.

Saverio: E certamente Chillo era occultamento di cadavere

Adelina: Propio accuss M pe furtuna sta tutto a posto; finalmente a putimmo atterr.

Saverio: Menumale! (si alza, ripone lopuscolo sul ripiano del mobile e ne sceglie un altro).

Adelina (si siede al suo posto e continua il racconto a Matilde): Mamm ha gi parlato cu o parroco e cu uno d e ppompe funebre Fra poco a metteno int o tavuto e a portano inta chiesa, accuss dimane, dopp a benedizione, facimmo o funerale.

Matilde: Ma comme avite fatto a truvarla?

Saverio, con in mano un altro opuscolo di Fitoterapia torna a sedersi.

Adelina (si alza per cedergli la sedia e continua a parlare, rivolta a Matilde): Chille tutte e pariente se so fatte a tangenziale annanze e areto e stammatina, finalmente, hanno truvato a machina abbandunata dint a na campagna A cascia d a biancheria steva nterra.

Matilde (si alza, ridendo): E mariuole hanno avuto a lezione che sammeretavano (apre il cassetto di un mobile e prende un piccolo notes, una penna, una busta gi aperta e un catalogo di elettrodomestici).

Adelina (rivolta a Matilde): Chis channo ditto, quanno hanno aperto a cascia? (conserva il cellulare nella borsa che, come al solito, sta sulla sedia).

Saverio (sfogliando lopuscolo): Chille hanno truvato chillu tesoro!

Adelina (guarda lorologio sul polso): Sign, ogge me ne vulesse j na mezora primma Vuje a nota d a spesa lavite fatta?

Matilde (avvicinandosi al tavolo): No, m a faccio Aggi a f pure o cunto e cierti bullette che shann a pav (si siede).Tu, pe tramente, fernisce e arricett a cammera e lietto

Adelina: Va be (va nella zona notte, uscendo di scena).

Matilde (tira fuori dalla busta tre bollette dattiloscritte): Cc ce stanno tre bullette arretrate d o condominio. E cheste shann a pav, si no che figura ce facimmo (scrive sul blocchetto 79,80 x 3 e tira una linea sotto per fare la moltiplicazione - a voce alta) tre per otto vintiquatto (scrive 4 e, nervosa, guarda il marito che legge) nce mettesse o tricchetracche tre per nove vintisette (con gli occhi al cielo) Ges mio, che guaio facette! Cu o riporto vintinove (scrive nove) se so rotte propio llove! Tre per sette fa vintuno (Indicando Saverio) Nh, vedite che furtuna! Cu o riporto vintitre (segna 23) Comm bello a st cu te! (Stacca il foglietto dal notes e lo inserisce nella busta insieme con le bollette).

Saverio (che ha finto di non sentire quella litania, poggia lopuscolo sul tavolo e solleva il collo del cardigan): Che currente! Chella scema e guagliona avr aperto o balcone (toglie gli occhiali).

Matilde: E che vuo?! Quanno se pulezza a casa, nun se p st chiuse a dinto (Apre il catalogo degli elettrodomestici, dove c una pagina piegata) Comm bella sta lavastoviglie! (Pensosa) So sei rate e uttantasei eure lluna E quanto vne a f? (scrive sul notes 86 x 6, tira la linea e fa la moltiplicazione a voce alta) sei per sei trentasei

Saverio (infreddolito): S araputo o Colosseo.

Matilde (incurante, scrive 6 e a voce alta): Sei per otto quarantotto

Saverio (massaggiandosi le braccia): Cc me vnno ved muorto.

Matilde (scrive 51 e commenta a voce alta): Cincuciento e dispare eure No, nun cunviene propio! (richiude il catalogo).

Adelina (rientra in scena dalla zona notte con lo strofinaccio e lo spray mangiapolvere in mano): Sign, allora?

Saverio: Lh chiuso o balcone?

Adelina: S, laggio chiuso (Avvicinandosi a Matilde) pronta a nota d a spesa?

Matilde (gira il foglio del notes e pensosa, con la penna in mano): E ogge che vulimmo mangi?

Saverio: O ttenimmo o rosmarino?

Adelina: E comme no!Ce st a pianta fore o balcone

Matilde: Adel, allora piglia tre cuscette e pollo Accuss e ffacimmo o furno cu o rosmarino.

Adelina: Buono!

Saverio: Mat, ma che h capito!? Chillo o rosmarino me serve pe me f nu decotto Chillo buono p o male e capa e pure comme diuretico e io

Matilde (nervosa): E tu Famme st zitta! (si alza).

Adelina: E allora?

Matilde: E allora ce arrangiammo (prende il notes, il catalogo ecc. dal tavolo e va a riporre il tutto nuovamente nel cassetto) Cc oramaie se parla sulmente derbe.

Adelina: Pure mamm, p o male e stommaco, se st piglianno na medicina fatta cu llerba Don Sav, a frateme Maurizio lle so asciute tutte vrusciole nfaccia Pecch nun lle date quacche cunziglio? (Rammaricata) Chillo tene diciottanne

Saverio (minimizzando): Ah, e chillo fuoco e giuvent

Adelina: E allora?

Matilde (richiude il cassetto): E allora nun lle p d nisciunu cunziglio (Ironica) Isso ha tenuto sulamente o ffuoco e SantAntonio Adel, a cammera e lietto fatta?

Adelina: S, saggio pure chiuso a tenda.

Matilde (passa un dito sul mobile): Allora lieve nu poco e povere cc e doppo lava e llastre int a cucina e int o bagno (va nella zona notte, uscendo di scena).

Adelina: S, s (spruzza lo spray sullo strofinaccio e inizia a spolverare): Va a fern ca propio ogge faccio cchi tarde

Saverio (guarda lopuscolo sul tavolo e parlando fra s): Io penzo ca liprico p f sulo bene

Adelina (fraintende per lassonanza con la volgare parola napoletana che significa peto - scandalizzata): Don Sav, che dicite!..

Saverio: Chello caggio ditto iprico Anze, fallo tu ampressa ampressa e fallo forte.

Adelina (incredula): Io?!

Saverio (fruga nella tasca): Eh s, tu (Tira la bustina dalla tasca e porgendogliela) Ti, cc st a bustina Mittela sana sana int a mmiezu bicchiere dacqua vullente E caspiette!?

Adelina (con lo strofinaccio e lo spray in una mano e la bustina nellaltra, va in cucina): S, vaco (esce di scena).

Saverio (si alza lentamente): Forse meglio che vaco purio, si no va a fern ca o ff lasco (la segue, portando con s lopuscolo).

Bussata di porta (campanello)

Scena seconda

Matilde e Gloria

Matilde (entra in scena dalla zona notte, si guarda intorno): Che fine hanno fatto? (Andando ad aprire) Chis chi ato (Voce fuori campo) Gu, Gloria! Trase (Entra in scena seguita da Gloria e guardandola) Comme staje bella! Staje ascenno o staje turnanno?

Gloria (nervosa, poggia la borsa sul tavolo e resta in piedi, dando le spalle alla cucina): St turnanno e avesse fatto meglio a nun asc propio Cara m custata chesta asciuta!

Matilde: E pecch?

Gloria: Aggio lasciato a machina in sosta cinche minute pe ritir sta ricetta add o duttore (tira fuori dalla borsa la ricetta per un attimo) e quanno so scesa aggio truvata sta bella sfugliatella (Tira fuori dalla tasca del giaccone la contravvenzione e mostrandola a Matilde) Guarda cc che multa, pe lass a machina cinche minute sulamente!

Matilde (sbircia limporto): Che curaggio! Si e fforze e llordine fosseno accuss pronte pure pe pezzec e mariuole, finalmente campassemo mpace.

Gloria (con la contravvenzione in mano): Invece ato che fanno metteno e mmulte ncopp e mmachine E nun sarreposano maje! Ma add vanno a fern tutte sti srde ca pavammo?

Matilde: Secondo me, ce azzecca o pallone.

Gloria: O pallone!?

Matilde: S, o pallone Se vede ca o Comune, pe e f fatic cchi assaje, ce ha prummiso e bigliette d e ppartite d o Napule

Gloria (rimette in tasca la contravvenzione - voce lamentosa): E m chi ce o ddice d multa a chillu ntussecuso dAgostino?! (Tira su col naso) Si tu sapisse!

Matilde: E nun f accuss Jammo, assettate nu poco

Gloria (si siede, dando le spalle alla cucina): S, aggio propio bisogno e me sfug, si no esco pazza.

Matilde: A chi o ddice! (le siede accanto sulla sedia frontale).

Gloria: Io nun o supporto cchi E ca io lle dico Agost, pecch nun ghiammo a nu cinema? Pecch nun scennimmo a f dduje passe? Niente V st sempe dint o lietto o nnanze a televisione comm a nu viecchio e cientanne

Matilde: Ah, comme te capisco! Io pe marito tengo a chella funa fraceta tutt o ritratto d a mamma (Sorride) Chella purtava a maglia e lana pure o mese e austo..

Gloria: E penz ca gioved che vvene putevemo j a Parigi, tutto spesato, per quattro giorni

Matilde: Overo!?

Gloria (tono confidenziale): S pecch a Rosetta mia o viaggio ce lha regalato lagenzia add essa fatica, ma o marito m nun se p proprio movere pecch int a fabbrica e ccose nun vanno Hanno gi licenziato a cinquanta e lloro

Matilde: E allora a Parigi ce putite j tu e essa.

Gloria: Seh, chillo o marito accuss ha ditto! Chillo geluso Si io tenesse na cumpagnia forse ce jesse pe me distraere nu poco Nun so ghiuta maje a nisciuna parte Avevo penzato a te Ma tu comme faje cu Saverio? E po tu a Parigi ce si gi stata.

Matilde (si alza): Gi, p o viaggio e nozze (Sospira) Parigi! Se po dicere ca nun aggio visto niente Comme me piacesse e nce turn! (Pensosa) Putesse dicere a Adelina e ven tutte e mmatine Tanto so sulo quatto giorne Chis si a guagliona sape cucen?

Adelina (entra in scena dalla cucina): Sign, allora caggi a accatt? Don Saverio ha vuluto na tisana (Ride) Na tisanacu o preco M st int a cucina assettato nu poco legge e nu poco beve.

Matilde (rivolta a Gloria): E chillo m s fissato cu nata cosa Se st curanno con le erbe

Gloria: Adel, ma tu saje cucen?

Adelina (intravedendo la possibilit di un ulteriore lavoro): E che ce v!? (Sorride a Gloria) E po io tre matine a settimana, quando nun vengo cc, st libera.

Matilde: Adel, a nota d a spesa nun laggio fatta (prende una banconota da cinque euro da un cassetto) Tiaccatte sulamente na vaschetta e margarina, nu sfilatino e pane e na cunfezione dove fresche Va e fa ampressa

Adelina (esce dalla comune): S, s (Rientra, infilandosi un giacchino e guardando Gloria): Io vaco, ma vengo subbeto (esce di scena).

Matilde (a voce alta): Adel, tirete a porta!(Si siede e rivolta allamica) H ntiso?Ha ditto che ssape cucen Allora p appripar quaccosa pure pAgostino tuio (Contenta) Parigi! Che bellezza! Allora nun ce stanno probleme.

Gloria (timidamente): Veramente nu problema ce st

Matilde: E quale?..

Gloria: Io, Mat, me metto paura e vul.

Matilde: Paura e che!? Sapisse comm bello! Nun se sente propio niente

Gloria (incredula): E seh!

Matilde: Asp (Si alza) Fa na cosagira nu poco a seggia

Gloria (perplessa, gira la sedia a favore del pubblico): E pecch?

Matilde: Fidete e me (Si mette dietro Gloria e le poggia le mani sulle spalle) E m chiude lluocchie e f cunto e st gi ncopp allaeroplano

Gloria (perplessa, si gira sulla sedia e guarda lamica): Che ccosa?!

Matilde: Fa comme te dico io (Le gira la testa in avanti) H chiuso lluocchie?

Gloria (chiude gli occhi): S, s.

Matilde (stessa posizione): Tu staje assettata vicino o fenestiello O cumandante st gi scarfanno o mutore Mbruuun mbruuun mbruuun Din donBenvenuti a bordo - a voce e nhostss - Signore e Signori, nu mumento dattenzione! Sotto a ogni sedile ce st nu salvagente

Gloria (apre gli occhi e voltandosi verso lamica): Ma pecch stammo a mmare?

Matilde (le gira, di nuovo, la testa in avanti): No, no Ma, facimmo ca laeroplano cadesse a mare, nuje

Gloria (spaventata, fa per alzarsi): Nooo, nun fa propio pe me !

Matilde (costringendola a stare seduta): Asp, chiude lluocchie M ce spiegano comme se nfila o giubbotto.

Gloria (con gli occhi chiusi): Pecch fa friddo?

Matilde (minimizzando): No, no nu giubbotto tipo salvagente ca uno sha da nfil si laereo cade a mmare.

Gloria (terrorizzata): E chi a tene a forza!?

Matilde: E chella te vene Ja, sientete nu poco e musica

Gloria: E add a piglo a radio? Chella s rotta.

Matilde: Ma io dico a cuffia che st vicino o sedile (le pone le mani a conchiglia sulle orecchie) Siente comm bello! (Accenna sottovoce il motivo di una canzone) Partir la nave partir, dove arriver questo non si sa Sar come larca di No

Gloria (sempre con gli occhi chiusi): E llva sti mmane! Che calore!

Matilde: E si siente calore nun ce stanno probleme pu appicci laria condizionata T a pu regol comme vuo tu (Finge di orientare il getto daria e le soffia sulla nuca) V bbuono accuss?

Gloria (sposta la testa in avanti): No, no me se gela o cuollo!

Matilde (le soffia dolcemente sui capelli): Ecco fatto! Din don Siente? Chisto o cumandante.

Gloria (sempre con gli occhi chiusi): E che v?!

Matilde (imita una voce maschile): Signore e signori, il comandante che vi parla Statevenne assettate e poste vuoste e attaccateve ncopp e ssegge cu e cinture Fra poco ce aizammo a terra! Si ce st maletiempo nun ve mettite appaura Buon viaggio! Ecco qua ce stammo aizanno sempe e cchi, sempe e cchi

Gloria (tremante, si aggrappa ai polsi di Matilde, restando con gli occhi chiusi): Mamma mia, che paura! Ma io nun sento niente.

Matilde: H visto?Nun se sente niente M stammo saglienno ancora

Gloria: Ma saglimmo sempe? (spaventata, porta la testa allindietro e le mani aperte in avanti).

Matilde: Pecch tavota a capa? .

Gloria (celando la paura): No, no

Matilde: E che tavevo ditto? Uh, comm bello! Stammo passanno ncoppa na muntagna! Comm grossa! Ecco, gi simmo passate.

Gloria (con gli occhi chiusi, solleva le mani e con voce tremula): Menumale!

Matilde: M nun se vede niente Stammo ncopp a na nuvola

Gloria: Uh, Mad!

Matilde: Asp, asp! St arrivanno nhostssa bionda ce sta purtanno e ciucculatine

Gloria: Overo!? (tende la mano destra).

Matilde (le d uno schiaffetto sulla mano): Tiene lluocchie chiuse! Te e ppiglio io (Quasi nellorecchio di Gloria) Din don

Gloria (sobbalza): Uh!

Matilde (imitando la voce maschile) Signore e signori il comandante che vi parla

Gloria si ravvia i capelli con le mani, restando con gli occhi chiusi.

Matilde (continua, imitando la voce maschile): Stateve assettate e allacciateve e ccinture e sicurezza per latterraggio Asp, a cintura t a chiudo io M stammo scennenno sempe e cchi, sempe e cchi, sempe e cchi

Gloria (con gli occhi chiusi, si massaggia la pancia e si porta con il busto in avanti): Mamma mia, che paura!.. M venuto male e panza Aggi a j

Matilde: No, no, trattienete!

Gloria (con gli occhi chiusi, busto in avanti e le mani sulla pancia voce lamentosa): Ma io

Matilde (tono dolce): M nun o mumento Nun h ntiso o cumandante? Nun te pu ssere (Imita il rumore di un tonfo) Pppum!

Gloria (sempre con gli occhi chiusi, sobbalza):Ch stato?!

Matilde (minimizzando): Niente, niente o carrello cu e rrote ca asciuto fre

Gloria (voce tremula): E pecch asciuto fore?

Matilde: Patterr ncoppa pista

Gloria (apre gli occhi): Allora simmo arrivate! Lassa f a Dio!

Matilde (imitando latterraggio): Ploft Ecco qua (Le toglie le mani dalle spalle) H visto? Nun se sente propio niente.

Gloria (si alza): S (Massaggiandosi la pancia) Per meglio che vaco (Prende la borsa) Mat, ce vedimmo (si dirige verso la comune).

Matilde (accompagnandola fuori scena): E certamente! (Voce fuori campo) Ciao Allora, famme sap (Contenta, rientra in scena e sistema meglio le sedie intorno al tavolo) Parigi, che bellezza! Quatto juorne luntano a cc!

Scena terza

Saverio, Matilde, Adelina, indi Uomo vestito di scuro.

Saverio (entra in scena dalla cucina con un opuscolo in mano): Mat, o ssapive ca a liquirizia fa bbene o stommaco? Me laggi a accatt

Matilde (disgustata): Ma t h mangiato laglio?

Saverio: S nu spicchio sano Chillo laglio serve p o colesterolo (si siede).

Matilde (tono drammatico): Io vulesse sap tu a me a che me sierve Comme ommo, comme cumpagno, comme marito tu nun me sierve a niente A niente, nemmanco pe scagn na parola, pecch tu saje parl sulo e malanne Nun saje parl dato Nun te ne mporta ca io, a furia e f sta vita e niente, me so scurdata comme se campa Maje nu cinema, maje nu divertimento, maje na passiggiata, maje na pizza, nu gelato, na rosa Maje niente!(Tono crescente) E chi so io pe te? Nun so nisciuna Affianco a te me so stutata, pecch tu nun mh guardata maje comme nommo sape guard a na femmena p a f sent cchi femmena Me so scurdata che d nu cumplimento, nu vaso, na carezza Ce aggio miso na vita pe cap ca tu nun me pu d niente Na vita, Sav E so anne ca nun tornano cchi Ma e sta vita caggio jettata, ne voglio salv almeno quatto juorne quatto juorne, luntano a te (si dirige verso la cucina e esce di scena).

Saverio (solleva la testa dallopuscolo): S sfucata Se vede ca ogge tene a luna e traverso (Perplesso) Noo E add jesse? Lha ditto tanto pe dicere (Sfoglia lopuscolo e continua a leggere) Znzero No, forse meglio lortca ca pure depurativa (Pensoso, alza lo sguardo) Per chella stata precisa ha ditto quatto juorne Mah!? (Si tocca la fronte) Me st scuppianno nata vota o male e capa

Squillo del telefono

Saverio (si alza e prende il cordless dalla base): Pronto? Gu, Agost!A partita? No, no, nun ma st vedenno.. (si siede sulla sedia che in proscenio) Che me ne mporta a me d a Salernitana? Io a televisione a veco poco e niente Noo, pure a Matilde a televisione nun le piace cchi Lha misa int a cammera e lietto lappiccia sulo pe pigli suonno. Ma qua disturbo! Dimme (Sorride) S, Agost, o starnuto darr pure piacere, per ha da ven naturaleO ppepe fa male, pe chesto m tiene lluocchie arrussate Che te pozzo dicere? Pe tramente, miettete na goccia e collirio; po te faccio sap si te pu f nimpacco cu quacche pianta medicinale M ce st na medicina naturalese chiamma fitoterapia.. Ah, st accummincianno o sicondo tempo? (Si alza) E va, vatte a ved a partita Ce sentimmo dimane (ripone il cordless sulla base e torna a sedersi al tavolo).

Bussata di porta (campanello)

Matilde (entra in scena dalla cucina e andando ad aprire): Vengo, vengo!

Adelina (voce fuori campo): Jammo, site arrivate Prego, trasite... (Entra in scena col sacchetto della spesa, seguita da Matilde e da un uomo vestito di scuro che regge una borsa, tipo valigetta - rivolta a Matilde) Laggio ncuntrato p e scale Appena aggio ntiso la tomba me songo arricurdata ca o stiveve aspettanno...

Saverio (premuroso, si alza e gli va incontro): Dott, prego, accomodatevi (gli indica il tavolo).

Adelina (si sfila il giacchino e lo poggia sulla sedia - rivolta a Matilde): Sign, allora i vaco a ll (va in cucina col sacchetto della spesa, uscendo di scena).

Saverio (alzando il tono di voce): Adel, appripara nu bellu caf p o duttore... (fa una smorfia di dolore, toccandosi la fronte).

Uomo vestito di scuro (si siede sulla sedia centrale, poggia la borsa sul pavimento alla sua sinistra e si apre il soprabito scuro): E grazie

Saverio (si siede alla sinistra delluomo): Eccoci qua (Tira fuori un foglio piegato dalla tasca) Dott, vedete, mi sono segnato qualche domanda...

Matilde (ironica): Qualche (si avvicina al tavolo dal lato della cucina).

Uomo vestito di scuro (solleva la mano): Non ditemi nulla... Dovete fidarvi... La gente prepara una sfilza di domande, ma io, che ho anni di esperienza, queste domande le conosco gi Spesso si tratta di fisime, di cose di nessuna importanza...

Matilde: ov, dott... Dicitencello pure vuje (si siede alla destra delluomo, volgendo le spalle alla cucina).

Uomo vestito di scuro: Ma certamente! Io consiglio essenzialmente aria, sole e tranquillit... Due vasi colmi di fiori per dare un tocco di gaiezza allambiente e non una luce fioca, ma pi lampade.

Matilde: Dott, parlate bello vuje, ma a luce costa...

Uomo vestito di scuro: Signora mia, vi sono circostanze in cui non bisogna lesinare.

Saverio: Dott, sapete, me piglia spisso nu male e capa ca nun me f arragiun...

Uomo vestito di scuro: Per pura combinazione ho con me delle pillole (cerca nella tasca della giacca e tira fuori un flaconcino di plastica) che vengono direttamente dalla Svizzera... Ecco, il flaconcino proprio nuovo (Lo poggia sul tavolo) Ne basta una e immediatamente il mal di capo se ne va... Io ve le consiglio anche per la pesantezza di stomaco e per mantenere pulito lintestino... Come dice la pubblicit Son davvero un toccasana per risolvere ogni male. Son rimedi naturali, in sostanza vegetali, che ogni pianta ci regala.

Saverio (contento, prende il flaconcino): E sta pillola m a pozzo pigli pure subito?... (rimette il foglio con le domande in tasca).

Uomo vestito di scuro: Sicuramente Non vi sono controindicazioni e si pu prendere sia a digiuno sia a stomaco pieno.

Saverio (a voce alta): Adel, puorteme nu bicchiere dacqua! (Apre il flaconcino, prende un confettino e osservandolo) E vuje dicite ca nu cunfettiello, accuss piccerillo, p f miracule...

Uomo vestito di scuro: Proprio cos.

Matilde (a parte): E chillo nu miraculo ce vulesse!

Adelina (entra in scena con un vassoio nel quale c una tazzina di caff con piattino e un bicchiere dacqua): Ecco servito! (poggia il vassoio sul tavolo e si trattiene vicino alla porta della cucina).

Matilde porge la tazzina col piattino allospite.

Saverio (mette il confettino in bocca): M o pruvammo... (beve un sorso dacqua per ingoiarlo).

Uomo vestito di scuro (sorseggia il caff): Veramente ottimo... (Guarda lorologio) Sapete, per venire qui ho rinviato un altro appuntamento.

Saverio: Dott, ma chesti pillole se trovano in farmacia?

Uomo vestito di scuro: Al momento no, ma tra qualche mese si venderanno anche qui da noi.

Matilde: E allora vuje fernite e camp?...

Uomo vestito di scuro (sorride): E no, cara signora Per me il lavoro ci sar sempre.

Saverio: Dott, sapete, io gi mi sento meglio...

Uomo vestito di scuro: Che vi avevo detto? Ora, per dovrei andare Il tempo prezioso, perch le chiamate sono tante A voi far un trattamento proprio di favore, tenuto conto che nuovo e che nel prezzo compreso anche il viaggio

Saverio (tocca distrattamente il flaconcino): E va b, ditemi quanto vi devo...

Uomo vestito di scuro: Trecento euro subito e duemila euro, a vostro comodo, entro sei mesi.

Matilde: Uh, me sento male! (si porta una mano al petto e reclina la testa allindietro).

Luomo vestito di scuro si alza e le si avvicina per sorreggerla

Saverio (si alza): Mat! (Rivolto a Adelina) Va! Piglia na butteglia dacto! Fa ampressa!

Adelina si precipita in cucina.

Saverio: Mat! (Fa per avvicinarsi) M cadevo (solleva la valigetta da terra, la poggia sulla sedia centrale e si ferma accanto alluomo).

Uomo vestito di scuro (rivolto a Saverio): Cera da aspettarselo.

Saverio: E pe forza

Adelina (torna in scena con la bottiglia d'aceto): Ecco, tenite Laggio pure aperta.

Uomo vestito di scuro (passa la bottiglia daceto sotto il naso di Matilde): Poverina! (Rivolto a Saverio) Avete fatto bene a pensarci.

Adelina (con le mani sulle spalle di Matilde, voce lamentosa): Sign, rispunnite!

Matilde, con gli occhi ancora chiusi, si porta una mano alla gola.

Uomo vestito di scuro (restituisce la bottiglia a Adelina): Questa non serve pi (Rivolto a Saverio) Ho visto subito che aveva una brutta faccia...

Matilde (lo guarda): A tene bell isso!... (si raddrizza sulla sedia).

Uomo vestito di scuro (le pone una mano sulla spalla): Sign, state calma... Non accelerate i tempi.

Matilde (verso il pubblico): Ges, io nun ce pozzo credere! Chillo, pe na pillola, se v f pav o viaggio d a Svizzera, lalbergo e a cumpagnia E vv ccanno e miedece Taccideno gi quando te presentano o cunto.

Uomo vestito di scuro (perplesso, guarda Saverio): Ma cu chi ce lave?

Saverio: Cu vvuje Voi non siete medico?

Uomo vestito di scuro: Ma qua medico!... Io sono un incaricato della Congrega del Santo Riposo Sono venuto per il loculo Inzomma p a nicchia e vostra moglie...

Matilde: A chi!... Io schiatto e salute!... (Si alza) Chillo mariteme che st cchi a ll ca a cc.

Uomo vestito di scuro (frastornato): Ma questa non casa Cardicchia?...

Saverio: No Cardicchia st o piano e coppa.

Uomo vestito di scuro (spazientito): Ges, Giuseppe, SantAnna e Maria! Vedite io quantu tiempo aggio perzo (indica Adelina che rimasta con la bottiglia daceto in mano) pe colpa e chella scema c aggio ncuntrata p e scale!

Adelina: Scema a chi?!... Vuje affannaveve e io aggio avuto pena.

Uomo vestito di scuro: Io affannavo pecch maggi avut a f e scale a ppre (Rivolto a Saverio - tono confidenziale) Saglienno saglienno, aggio ditto "M me vene ninfarto Va a fern ca a tomba ce v pe me, quanno chesta guagliona, rispunnenno mmiez e penziere mieje, s avutata dicenno "Jammo ca site arrivato Trasite!"

Adelina: E che colpa ne tenghio si o miedeco c ha da ven se chiamma Latomba!... Pe chesto, sentenno stu nomme, vaggio ditto e tras... (nervosa va in cucina, uscendo di scena).

Matilde: Pe tutto stu mbruoglio avimm a ringrazi a stu cippo e guaje e mariteme.

Saverio: Io!?... Io me sento gi meglio Chillu pinnolo stato lacqua ncopp o ffuoco

Matilde (ride): O vv? Se vede ca pe te ce vuleva o schiattamuorte (indica luomo).

Uomo vestito di scuro (adirato): meglio ca me ne vaco (prende la borsa dalla sedia, fa per andar via, ci ripensa, recupera il flaconcino con le pillole e uscendo dalla comune) Vedite quantu tiempo caggio perduto!

Matilde (ironica): Nun varraggiate ca ve fa male! Penzate a salute

Squillo del telefono

Matilde (prende il cordless dalla base): Pronto! Ah, mamm s tu? E io o cellulare o tengo stutato; lappiccio sulo quann esco Ah, me fa piacere, salutammella S, s doppo te chiammo io Ciao (ripone il cordless sulla base e va in cucina - voce fuori campo) Adel, che staje facenno?

Saverio: Starr perdenno tiempo (prende lopuscolo dal tavolo e va nella zona notte, uscendo di scena).

BUIO (passaggio del tempo)

LUCI (dieci giorni dopo)

Stessa scena. Su uno dei mobiletti, poggiati sopra la scatola, ci sono vari opuscoli di erboristeria

Scena quarta

Saverio, Adelina, indi Sig.ra Cardicchia

Saverio (dopo essersi sfilato il cappotto, entra in scena, con aria stanca, in giacca e cravatta; in mano ha un fascio di garofani, legati con lo spago e avvolti in un foglio di giornale):Che umidit ca ce sta ogge! (Poggia i fiori sul tavolo e si tocca la schiena con una smorfia di dolore) Tengo o friddo ncuollo Sperammo ca nun me vne a freva!

Squillo del telefono

Saverio (si tocca la schiena con viso dolorante - prende il cordless dalla base): Pronto? No, Agost, a me nun mha chiammato S o ssaccio ca tornano ogge Ah, tu h accattate e dolce? No, io aggio pigliato e fiore Penzo ca a Matilde lle farranno piacere.. S, va b Statte bbuono (ripone il cordless sulla base - A voce alta) Adel!

Adelina (entra in scena dalla zona notte, senza grembiule): Mavite chiammata? Uh, avite accattato e garofane! A che servono? (Tira a indovinare) Ah, forse servono a luv o male e capa?

Saverio: Servono a luv o vizio e dicere busce Io vulesse sap pecch h ditto ca sapive cucen (toglie il foglio di giornale che avvolge i fiori).

Adelina: E che ne saccio?! Io aggio ditto accuss tanto pe dicere Che ne sapevo ca a signora me pigliava mparola! Avesse fatto bbuono a me st zitta!

Saverio: E no, tu aviv a parl, ma aviv a dicere a verit Uno, primma e parl, ha da penz (appallottola il foglio di giornale).

Adelina: Comma vvuje ca penzate, penzate e po nun parlate maje

Saverio: E m te faccio ved comme parlo Voglio parl e voglio pure magn Me voglio f na panza tanta Pe quatto juorne me so abbuffato sulo e tisane!

Adelina: E chelle e ttisane fanno beneVuje o ddicite sempe

Saverio: Certo che fanno bene Fanno bene pe luv a pesantezza e stommaco, p o colesterolo, p addiger Ma io che tenevo a addiger si stevo diuno (Nervoso) Tu nun si stata capacee f nemmanco nu piatto e pasta scaldata Va! Pigliate sta carta e puorte nu poco dacqua pe sti fiore

Adelina (dirigendosi in cucina): Sssignore (esce di scena)

Saverio (mentre sistema i garofani nel vaso): Pure si so rose, a Matilde lle piaciarranno M ce v nu poco e musica (Accende la radio gi sintonizzata su una stazione che trasmette musica e abbassa il volume) Me pare ca accuss va buono. (Si stringe il nodo della cravatta) Mah?!

Bussata di porta (campanello)

Scena quinta

Saverio, Adelina e Signora Cardicchia

Adelina (esce dalla cucina e andando ad aprire): Che bellezza! Sarr a signora Matilde (A voce alta - fuori campo) a signora Cardicchia.

Saverio (spegne la radio): Uff, chesta m nun ce vuleva proprio!

Adelina (le fa strada): Trasite, trasite

Signora Cardicchia (entra in scena seguita da Adelina): Buonciuorno! Io vienuta timantare tu cuomo stare (Lo guarda ammirata) Ma tu bello, bello, bello

Adelina, frena una risata e torna in cucina, uscendo di scena.

Saverio (con garbo): S, grazie, sto meglio (Si tocca la schiena) Tengo solamente qualche dolore (Sorride) Se sape ca lumidit fa male.

Sig.ra Cardicchia (contenta): Io puomata erbe (Mima con la mano un massaggio) Io uora dare te Da?

Saverio: No, no uora no

Sig.ra Cardicchia: Tu suolo?Ancuora suolo?

Saverio: No, Matilde st pe turn a st aspettanno

Sig.ra Cardicchia: Ah tuorna?!.. (Ammira i fiori) Belli! Tu cuomprati per muollie?

Saverio (timidamente): S, s

Sig.ra Cardicchia: Belli (Si rattrista) Oruonzo, mio marrito, mai fiori me Oruonzo mai parlare me Io suola, siempre suola Io lavare, stairare, scuopare Oruonzo liegge, liegge siempre Io pienzare e piangre Io Ucrana pi nissuno patro no, matra no, suorella no (Tira su col naso) finiti (si avvicina a Saverio quasi a cercare conforto).

Saverio (imbarazzato, per risollevare latmosfera): No, no Che d sta tristezza!? (Apre lantina superiore del mobile che accanto al vano cucina e tira fuori una bottiglia di rosolio) Sto rusolio lha fatto mia moglie (prende il vassoio dal vano a giorno e poggia tutto sul tavolo).

Sig.ra Cardicchia: Ruosollio?

Saverio: S, rosolio un liquore fatto in casa (Prende due bicchierini dal mobile e richiude lantina) Sarrsicuramente buono (Poggia i bicchierini sul vassoio, li riempie e ne porge uno alla signora Cardicchia) Prego

Sig.ra Cardicchia (sorride): Crazie.

Saverio: Accuss me scarfo nu poco (ne beve un sorso).

Sig.ra Cardicchia (beve tutto dun fiato): Da, da Bbuono! (poggia il bicchierino vuoto nel vassoio).

Saverio (a parte): Ma che tene o cannarone damianto! (Sorseggia ancora): Overo buono E dicere ca nun lavevo maje assaggiato! (finisce di bere e poggia il suo bicchierino nel vassoio).

Signora Cardicchia: Tu caro tu buono marrto (Mestamente) Io suola Uora antare (Sorride) Duomane puortare te puomata Da? (Si avvia verso la comune) Uora antare

Saverio: S, grazie, grazie assai (la accompagna nellingresso - voce fuori campo) Arrivederci (Ritorna in scena): Ah, finalmente! Uora antare, uora antare e nun se ne jeva maie (Riaccende la radio a basso volume e, guardandosi di nuovo allo specchio, si sistema il nodo della cravatta).

Bussata di porta

Scena sesta

Adelina, Matilde e Saverio

Adelina (contenta, esce dalla cucina): Vengo, vengo! Chesta sicuramente a signora. (Voce fuori campo) Sign, site turnata! Comme state bella!

Matilde (si ferma nellingresso): Tie Adel, sta valigia puortela int a cammera e lietto Asp pigliate pure o cappotto(se lo sfila e glielo porge) V stesso a cc (le indica il corridoio - porta scorrevole non visibile)

Adelina: S, s (dal varco della zona notte si intravede Adelina che passa per portare la valigia e il cappotto di Matilde in camera da letto).

Saverio (le va incontro, accennando un sorriso): Gu, Mat!

Matilde (entra in scena con tailleur, cappello, guanti e borsetta - tono distaccato): Ciao, Sav! (Si avvicina al tavolo, dando le spalle alla radio e si sfila lentamente i guanti) Comme staje?

Saverio (si ferma accanto ai fiori per farglieli notare): E comme aggi a st? St buono So cuntento ca si turnata

Matilde (con indifferenza): Me fa piacere pe te ca staje buono. (Guarda la bottiglia di rosolio e i bicchierini sul tavolo) Se vede ca a luntananza mia te fa bene Te pu pure bere o lliquore.

Adelina (entra in scena dalla zona notte e ammirandola): Sign, comme ve st bello stu cappiello!

Matilde (compiaciuta, mostra i guanti): Laggio pigliato a Parigi nzieme e guante (Presta orecchio) Ma che d sta musica? Adel stuta chella radio! Forse lh appicciata, luvanno a povere.

Adelina (perplessa, mentre va a spegnerla): P essere

Saverio (le si avvicina, impacciato): Mat

Matilde (con distacco): Sav, st stanca Me vaco a arrepus nu poco

Saverio (premuroso): E nun te mange niente?

Matilde: No, aggio mangiato ncopp a llaereo St accuss sazia ca quase quase stasera me piglio na tisana purio

Adelina: Sign, si vulite, ve vaco a accatt quaccosa Io me pozzo tratten (prende il vassoio con i due bicchierini e la bottiglia).

Matilde: No, grazie, Adel Ce vedimmo dimane (esce di scena, andando nella zona notte).

Saverio (fa per seguirla, ma si blocca): Mah! Nun ha visto nemmanco e fiore

Adelina (reggendo il vassoio e la bottiglia): St stancaO viaggio se sape che stanca (va in cucina, uscendo di scena).

Saverio (si siede): Pare nata perzona Nestranea (Rimane a guardare nel vuoto) E ddicere ca io a stevo aspettanno cu a speranza che mappriparava quaccosa a mangi...

Adelina: Don Sav, io vaco Dint o frigorifero ce st nu poco e furmaggio ca avanzato ajere (Prende gli opuscoli dellerboristeria dal ripiano del mobile e poggiandoli sul tavolo) Chiste ve e mmetto cc (Prende la borsa dalla sedia) Allora ce vedimmmo dimane

Saverio (ripete distratto): S, dimane. (Infreddolito, si massaggia le braccia) Primma e te ne j, piglieme a sciarpa che st ncopp a lattaccapanne.

Adelina (seccata): Sissignore (Va nellingresso e rientra, portandogli la sciarpa) Ecco qua Arrivederci.

Saverio: Tirete buono a porta! (Si avvolge la sciarpa intorno al collo e toccandosi la nuca) Che dulore! E chesta a cervicale Chi me lha fatto f e scennere Chella e fiore nun lha manco guardate (Prende un opuscolo di Fitoterapia, lo apre distrattamente - Pensoso) Mah, se vede ca tene ancora a capa a Parigi S, va bu, po dimane lle passa (Inizia a leggere) Il Biancospino indicato come cardioattivo per lazione benefica che ha sul cuore E chi o ssapeva!

Il sipario inizia a calare,

con leggero abbassamento di luci, gi sulla penultima battuta.

FINE

Per altre informazioni e per leventuale richiesta di note di traduzione in italiano di parole e espressioni idiomatiche napoletane, presenti nel testo (in ordine di lettura), possibile contattare lautrice, scrivendo allindirizzo di posta elettronica: corandolfi@libero.it

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