Un simpatico presepio

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BENVENUTO GESU’

Un simpatico presepio

Spettacolo di Francesco Trotta

Personaggi: Maria, Giuseppe, lo Sposo Bello, lo Sposo Ricco, lo Sposo Sapiente, un soldato romano e tutti i personaggi del presepio; i Re Magi, il Bue e l'Asino, l'Angelo, pastori, donne rappresentanti di diversi mestieri (pescatore, macellaio, fornaio, ecc.).

Scenografia: L'azione si svolge in un grande presepio, con montagne e casette finte, alberi di cartone, ecc.

(Musica. In scena ci sono tutti i personaggi del presepio per cantare).

CANZONE:       -  PERSONAGGI DEL PRESEPIO

Siamo qui da quasi mille anni

quando Francesco ci inventò.

Siamo personaggi del presepio e ci presentiamo a voi.

Le montagne son di gesso, è dipinto il mare blu,

il cielo è solo un foglio di carta, le pecore stanno giù.

Siamo qui da quasi mille anni...

Siamo donne e pescatori, pastorelli in libertà,

tutti allegri dentro al paesaggio che ogni volta cambierà.

Siamo qui da quasi mille anni...

Quando poi verrà la sera e più buio

 si farà nelle nostre piccole case la cometa brillerà.

Siamo qui da quasi mille anni...

La scena va vista col cuore, col cuore

capirai anche tu che il nostro cammino ci porta a Gesù.

Cammina con noi anche tu, e tu, e voi!

(Dopo la canzone, rimangono in scena solo i personaggi "minori").

1° Pastore:       - (Sgranchendosi le gambe) Eccoci qua, finalmente fuori dalla scatola. Era pro­prio ora! Quest'anno il tempo non passava mai!

2° Pastore:       - Hai proprio ragione, vecchio mio! Mi stavo annoiando tantissimo là dentro. Ci siamo tutti?

1° Pastore:       - Mi sembra proprio di sì. Ehi, Elia, vecchio pescatore, come va?

Pescatore:        - Cosa vuoi, si pesca, si pesca. Ma come sempre, molta acqua e poco pesce.

2° Pastore:       - Guarda come è bella quest'anno la grotta... quanta luce!

1° Pastore:       - E poi eccoli là come sempre Giuseppe e Maria. Maria è sempre così serena... Chissà che bella storia, la sua!

Pescatore:        - Se state zitti la potremo ascoltare... e i miei pesci non scapperanno.

(Entra Maria, che va vicino a due donne).

1° Donna:        - Amiche, vi è mai capitato di pensare al vostro futuro marito?

2° Donna:        - Sì, a me spesso.

1° Donna:        - E a te, Maria?

Maria:              - Qualche volta. Perché, stai forse per sposarti?

1° Donna:        - No, ma ormai ho l'età giusta! E poi ho le idee chiare: il mio sposo dovrà esse­re soprattutto bello, anzi bellissimo!

(Entra in scena lo Sposo Bello),

Sposo Bello:    - Ed eccomi qua! lo sono il più bello di tutti. Infatti mi chiamano Mister Nazaret. Guarda un po' che fisico! (Va via).

2° Donna:       - Ma la bellezza non è tutto!

1° Donna:       - Forse hai ragione... Allora, per prima cosa ci vogliono l'intelligenza e la sapienza!

(Entra lo Sposo Sapiente).

Sposo Sap.:     - Modestamente sono sempre stato un genio! Ho iniziato a parlare quand avevo solo quattro mesi e ad un anno e mezzo già sapevo leggere. A tre anni scrivevo, suonavo il flauto e facevo esperimenti di fisica. Adesso la gente mi chiama "il cervellone". (Va via).

Maria:              - Tu pensi davvero che siano queste le cose importanti in un marito?

1° Donna:        - Certo! Non dirmi che vuoi uno sposo brutto e ignorante!

Maria:              - No, ma ci sono altre cose più importanti...

2° Donna:        - Allora la ricchezza! Tu vuoi uno sposo ricco!

(Entra io Sposo Ricco).

Sposo Ricco:   - Soldi? Vestiti? Gioielli? lo posso comprare tutto! Con tutte le ricchezze che ho, le donne fanno a gara per sposarmi. È per questo che sposerò la più bella, e le donerò tutto quello che vuole: una reggia, tanti servi, anche un cammello superveloce! (Va via).

Maria:              - No, non mi sono spiegata. A me non servono tutte queste cose. E poi, a dire la verità, io sono già promessa.

1° Donna:        - Davvero? E a chi?

Maria:              - A Giuseppe, un giovane buono e bravo,

2° Donna: Giuseppe il falegname? Ma non ha né ricchezze, né cultura, e non è neanche affascinante!

Maria:              - Non importa. L'importante è l'amore.

1° Donna:        - Sai, non ci avevo mai pensato. Che stupida sono! Tu, invece, sei sempre così saggia, Maria!

(Le donne vanno via. Entra l'Angelo).

Angelo:           - Salve, Maria! Tu non mi conosci, ma chi mi ha mandato ti conosce bene.

Maria;              - b tu chi sci?

Angelo:           - lo sono un angelo, un messaggero del Signore. Lui, che vede e conosce tutto, sa che hai tante virtù. È per questo che ha scelto te.

Maria:              - Ha scelto me? E per cosa?

Angelo:           - Per essere la madre del Messia, il suo figlio che viene sulla terra. È una cosa molto importante!

Maria:              - Non è possibile! lo non posso essere madre! Non sono ancora sposata!

Angelo:           - A Dio tutto è possibile. Anche Elisabetta, tua parente, ha concepito un figlio per opera dello Spirito Santo; e tutti pensavano che non potesse avere bambini!

Maria:              - Ma cosa dirà Giuseppe, il mio futuro sposo?

Angelo:           - Non ti preoccupare. Giuseppe è un uomo giusto, e ti sposerà. Il Signore par- lerà al suo cuore. Adesso, però, devi decidere tu. Vuoi essere la madre di Ge­sù, il Figlio di Dio?

Maria:              - Se il Signore ha scelto me, io accetto: sia fatta la sua volontà.

(Inizia la musica della canzone di Maria. Tutti i personaggi del presepio cantano il ritornello).

CANZONE:     -  MARIA, LA PRESCELTA

Con le ragazze di Nazaret sognavamo di sposarci

con un re, fare feste bellissime, invitare

principi e regine lontane. Ma dentro al mio

cuore sentivo che Giuseppe era l'uomo per me.

L'angelo arrivò da te, Maria, la tua vita di colpo

cambiò. La prescelta eri stata tu

per far nascere nel mondo Gesù.

I giorni passavano in serenità,

e Giuseppe mi amava con semplicità.

Venne l'angelo poi da me

che mi disse sarei stata la madre di un re.

Un re della pace di nome Gesù: il Figlio di Dio era lui.

L'angelo arrivò da te, Maria, la tua vita di colpo

cambiò. La prescelta eri stata tu

per far nascere nel mondo Gesù.

Cominciai a chiedermi: come farò? Continuai a

chiedermi: io ci riuscirò? Ma ii mio cuore era

calmo perché io sentivo il Signore qui vicino a me.

E con Giuseppe pregavo di più e intanto aspettavo Gesù.

L'angelo arrivò da te, Maria, la tua vita di colpo

cambiò. La prescelta eri stata tu per

 far nascere nel mondo Gesù.

La prescelta eri stata tu

per far nascere nel mondo Gesù,

(Verso la fine della canzone, viene portata in scena e debitamente posizionata una grande sagoma di cartone raffigurante Maria. La Maria-attrice esce di scena).

            -

1° Pastore:      - Sono proprio rimasto incantato... che bella storia!

2° Pastore:      - Eh, sì, che ragazza speciale!

Fornaio:          - (Entrando in scena) Pane fresco! Pane fresco!

1° Pastore:      - Ezechiele, vecchio fornaio! Da dove vieni fuori? Non ti avevamo visto.

Fornaio:          - Eh, non mi fate parlare. Mi avevano dimenticato nella scatola.

2° Pastore:      - Però, nonostante il ritardo, hai avuto un bel posto.

Fornaio:           - Eh, sì, da qui si vede proprio bene. Guarda Giuseppe: sempre premuroso vici­no a Maria.

1° Pastore:       - Certo che anche lui ne ha fatta di strada, con sua moglie incinta. È stato pro­prio coraggioso!

Fornaio:           - Coraggioso, sì, ma si fidava molto di Dio.

2° Pastore:       - Te la ricordi la sua storia?

(Entrano Giuseppe e Maria).

Giuseppe:        - (Mentre lavora) È proprio una bella culla questa che sto preparando per Gesù, vero Maria?

Maria:              - Sì, Giuseppe, e io so che la stai facendo con grande amore... lo stesso che hai per me.

(Maria e Giuseppe si abbracciano).

Giuseppe:        - Oh, Maria, sperò che vada tutto bene!

Maria:  -           - Vedrai, il Signore ci aiuterà.

(Maria e Giuseppe escono di scena. Entra un soldato romano, che parla ai personaggi pre­senti).

Soldato:           - Per ordine dell'imperatore tutti i cittadini della terra governata dai romani devo­no andare nei propri luoghi di nascita per il grande censimento. (Esce di scena).

Tutti:   -           - Non è giusto!

Giuseppe:        - (Rientrando) Cosa è successo?

1° Person.:       - Il soldato ha detto che noi tutti dobbiamo andare nelle nostre città natali.

2° Person.:       - Per il censimento.

Giuseppe:        - No! Maria sta per partorire e non può affrontare un viaggio così lungo.

3° Person.:       - Hanno detto che è un ordine.

Maria:              - (Rientra anche lei) Cosa è successo, Giuseppe?

Giuseppe:        - Maria, dobbiamo andare a Betlemme per il censimento e tu sei incinta.

Maria:              - Giuseppe, non ti preoccupare per me, stai tranquillo: il Signore ci aiuterà, ne sono sicura.

Giuseppe:        - Ne sonoicuro anch'io. Ma ora andiamo a casa a preparare i bagagli: dobbia­mo partire. (Alzando gli occhi al cielo) Signoro, tu mi hai scelto per questa mis­sione importante; ma ora le cose sono diventate difficili. Aiutaci tu che tutto puoi!

(Inizia la musica della canzono, cantata da Giuseppe e dal coro degli altri personaggi).

CANZONE:   -  SULLA STRADA POLVEROSA

Sulla strada polverosa

un asinello nella notte va:

porta Maria e Giuseppe a Betlemme, piccola città.

Il bagaglio ho preparato già,

così Maria non faticherà.

La strada è lunga davvero per trovare un riparo.

E Betlemme che è lontana

più vicina sembrerà.

Sulla strada polverosa...

Questo viaggio presto finirà, il Signore

ci proteggerà. Guarda il cielo stellato:

ha una luce speciale. E Betlemme

questa notte più splendente apparirà.

Sulla strada polverosa...

(Giuseppe e Maria escono di scena. Viene introdotta e sistemata la sagoma di Giuseppe. I pastori riprendono a parlare).

1° Pastore:      - Quanti animali anche quest'anno!

2° Pastore:      - A proposito, le tue pecore ci sono tutte? Stanno bene?

1° Pastore:       - Abbastanza. Qualcuna è un po' invecchiata, qualcuna è zoppa, ma nel com­plesso non mi posso lamentare. Zitto! Guarda il macellaio come sta ad ascol­tare! Quello quando sente parlare di animali...

Macellaio:       - (Poco distante) Parlavate di lavoro?

2° Pastore:      - (Ironico) Sì, ma tanto tu...

Macellaio:        - Non vi ci mettete anche voi, adesso. Lo so benissimo anch'io che non posso far del male a nessuno. Sono di terracotta!

1° Pastore:       - Lo sappiamo benissimo che tu non faresti male a nessun animale, anche per­ché pure loro hanno importanza nel presepio.

2° Pastore:       - È proprio vero: pecore, tacchini, conigli, galline, tutti hanno la loro storia da rac­contare... ma mai tanto bella come quella del bue e dell'asinelio di Gesù Bam­bino.

(L'attenzione si sposta nella zona della grotta, dove nel frattempo sono arrivati il Bue e l'Asino, che cominciano a dialogare).

Asino:              - Finalmente siamo arrivati, ero stanchissimo! Le salite, le discese... e poi quel fabbricante di tamburi: non hai visto come guardava la mia pelle?

Bue:                 - Sì, è vero, abbiamo fatto un viaggio molto faticoso, ma è per una causa giusta. Tra poco dovrebbero arrivare Giuseppe e Maria e pensa un po': il loro bambi­no nascerà proprio qui.

Asino:              - Ma sei sicuro? Non è che mi stai prendendo in giro?

Bue:                 - Io?! Mi cadessero le corna se dico una bugia.

Asino:              - Senti un po': ma dove lo metteranno il bambino? Qui nella stalla non ci sono culle!

Bue:                 - La mangiatoia mi sembra il posto ideale.

Asino:              - Ma è piena dì fieno, come si fa?

Bue:                 - Basta sistemarla. Mettiamoci al lavoro!

Asino:              - Allora sei proprio sicuro?

Bue;                 - Ti ho detto di sì. Ma adesso fai silenzio: sento dei passi. Prepariamoci a dare aiuto a Maria e Giuseppe.

CANZONE:  DENTRO LA GROTTA

Dentro la grotta, brr, che freddo,

fuori quanta neve viene giù!

Forza, mettiamoci al lavoro per riscaldare il piccolo Gesù.

Asino: - Io prenderò questa paglia,

la mangiatoia asciugherò.
Bue:     - Ed io che sono il più forte

quel gran masso sposterò.

Asino e Bue: E faremo un bel lavoro:

qua la zampa, amico mio!

Dentro la grotta, brr, che freddo..

Asino:Io pulirò quel muretto, questo sgabello va di là.

Bue: Dai, non perdiamo altro tempo: stanno arrivando già.

Asino e Bue: E faremo un bel lavoro: qua la zampa, amico mio!

Dentro la grotta, brr, che freddo..

Asino: Io laverò quel lenzuolo, un fuocherello accenderò,

bue:     - Io proprio non vedo l'ora: quel bambino scalderò.

Asino e Bue: E faremo un bel lavoro: qua la zampa, amico mio!

Dentro la grotta, brr, che freddo...

Forza, mettiamoci al lavoro

per riscaldare il piccolo Gesù,

il piccolo Gesù, il piccolo Gesù, il piccolo Gesù.

(Vengono sistemate le sagome del bue e dell'asinelio, mentre i due attori escono di scena. Dopo la canzone, ricomincia il dialogo dei pastori).

1° Pastore:       - Noi pastori siamo quelli sempre presenti in tutti i presepi del mondo.

2° Pastore:       - Ma ti ricordi come eravamo tristi? Finché...

1° Pastore:       - Finché quella notte, o meglio questa notte, scesero gli angeli a portarci quel­l'importantissima notizia.

2° Pastore:       - Ma te la ricordi quella notte?

(Musica di sottofondo. Si abbassano le luci e i pastori si accovacciano intorno al fuoco).

1° Pastore:       - È possibile che a noi non capiti mai niente?

2° Pastore:       - Non ce la faccio più! È una vita che passo all'aperto e ho tutte le ossa che mi scricchiolano.

3° Pastore:       - Una vita a seguire le pecore, a girare un po' qua un po' là, sempre con la paura dei ladri e dei soldati...

4° Pastore:       - E poi sempre con lo stesso scenario: pecore e montagne, pecore e montagne, pecore e montagne...

1° Pastore:       - Ogni tanto però si cambia.

Pastori:            - (Insieme) E come?

1° Pastore:       - Montagne e pecore...

2° Pastore:       - Sei molto spiritoso. Però domani lo sai che tanto si ricomincia e nessuno si accorgerà di noi.

Pastori:            - (Insieme) Come sempre... Buonanotte.

(Arriva un angelo).

Angelo:           - Forza, svegliatevi, non potete dormire proprio adesso! È successa una cosa importante, proprio come voi speravate.

Pastori:            - Una cosa importante?

Angelo:           - Stanotte a Betlemme è nato il Salvatore, è nato Gesù! Svelti, incamminatevi verso la piccola città. Troverete in una stalla un bambino dentro una mangia­toia.

1 ° Pastore:      - Corriamo, è arrivato il momento tanto atteso!

Pastori:            - Finalmente qualcuno si è ricordato di noi!

(Inizia la musica).

CANZONE:      -  PASTORI DI BETLEMME

Pascola le pecore su per le montagne,

tosale e mungile giù per le campagne;

sempre accampati e poi dormire fuori,

nelle nostre ossa un sacco di dolori.

Pastori di Betlemme, pastori erranti,

attendono qualcuno che di loro si ricorderà.

Una grande luce appare nella notte, l'angelo

gentile indica le grotte, parla di un bambino

nato qui per noi, gloria in cielo e in terra pace a tutti voi!

Pastori di Betlemme, pastori erranti,

attendono qualcuno che di loro si ricorderà.

Corri amico mio, andiamo a quella grotta,

gli regaleremo latte e ricotta.

Semplici doni, ricchezze di pastori

che per questa notte non pensano ai dolori.

Pastori dì Betlemme, pastori erranti,

attendono qualcuno che di loro si ricorderà.

Si ricorderà, sì ricorderà.

(Vengono portate le sagome di alcuni pastori. Dopo la canzone, i pastori riprendono a parla­re).

1° Pastore:       - (Accorgendosi dei Magi che fanno capolino in scena) Guarda guarda: i Re Magi! Che lusso, che regalità!

2° Pastore:       - Ogni anno sono gli stessi, eppure fanno sempre un effetto diverso.

1° Pastore:       - Gaspare, Melchiorre e Baldassarre: ora i loro nomi li conosciamo. Ma ti ricordi quando arrivarono qui la prima volta?

2° Pastore:       - Tutti siamo rimasti affascinati da loro e dal loro seguito.

1° Pastore:       - Ma perché non ce la facciamo raccontare da loro stessi la loro storia?

(Dalla locanda esce l'Oste, che parla con un avventore).

Oste:               - No, non c'è posto. È tutto pieno! (Uavventore va via) Ma valla a capire certa gente che non ha un soldo e cerca alloggio qui, in questa locanda! (Si avvici­nano i Magi) Oh, ma guarda guarda che bei signori... questi sì che sono buoni clienti! Baldassarre: Potete ospitarci per questa notte?

Oste:               - Certamente.

Gaspare:          -  Possiamo stare sicuri?

Oste:               - Sì, sì, l'albergo è vuoto e se volete non farò più entrare nessuno. (Tra sé, sfre gandosi le mani) Voi mi bastate!

Gaspare:          -  Provvedete allora a sistemare i nostri bagagli.

Oste:   -           - Vado subito! (Rientra nella locanda).

Melchiorre:      - Amici, voi pensate che Erode ci stia facendo pedinare? Non mi è piaciuto affatto il tono con il quale ci ha detto di tornare da lui dopo aver trovato il Re bam­bino.

Baldassarre:    - Anche a me ha fatto la stessa impressione, ma penso che il Re che nascerà non si farà certo far male da un tirannello qualunque.

Gaspare:          -  L'astro che lo annuncia non è certo una stella qualunque, quindi...

Baldassarre:    - E anche le sue profezie erano abbastanza chiare. A proposito, dove è finita la stella?

Melchiorre:      - Eccola lassù, proprio qui su questo albergo!

Baldassarre:    - Secondo i nostri calcoli l'evento è ormai prossimo. Non è che l'oste ci nascon­de qualcosa?

Magi:               - (Insieme, dopo essersi guardati) Oste!

Oste:               - (Riapparendo) Eccomi signori. Qualcosa non va?

Gaspare:          - Vedete quella stella?

Oste:   -           - Certo! È bellissima.

Gaspare:          - Quella stella indica che deve accadere qualcosa di straordinario ed è rivolta verso questo albergo.

Oste:               - Ma voi siete straordinari!

Melchiorre:      - Non cerchi di incantarci. Non c'è nessun altro ospite qui?

Oste:               - No, signori, solamente voi... Un poveraccio tempo fa cercava un posto per lui e per sua moglie e raccontava una favola sul figlio che doveva nascere

Baldassarre:    - E ora dov'è?

Oste:               - Dove si merita, forse in una di quelle grotte fuori Betlemme.

Gaspare:          -  Quindi l'avete mandato via?

Oste:               - Corto, non aveva un soldo!

Baldassarre:    - Ma quando impareremo a non giudicare la gente per quello che possiede?

Gaspare:          -  Presto, amici: la stella punta lì proprio fuori Betlemme. L'evento sta per acca­dere!

Melchiorre:      - Infatti la stella sta diventando luminosissima.

Oste:               - Ma come? Non dormite qui questa notte?

Melchiorre:      - È tutta la vita che aspettiamo questo momento e voi ci volete far dormire?

Oste:               - Ma aspettate la luce del giorno per partire!

Gaspare:          - Caro amico, questa sarà la notte più luminosa di tutti i tempi.

Oste:               - (Rientrando nella locanda) Ma cosa sta succedendo stanotte?

(Inizia la musica della canzone, che viene eseguita mentre i Magi si avviano alla grotta).

CANZONE:      -  SAPIENTI D'ORIENTE

Sapienti d'oriente gente importante

sempre in viaggio con fede e coraggio

dietro la stella che li guiderà.

La stella che seguiamo nel cielo brilla già:

nelle Scritture è il segno di un Re che nascerà.

Un Re che attendiamo e tutti noi salverà.

Sapienti d'oriente...

Il bimbo che cerchiamo è nato qui in città ed

anche il re Erode conoscerlo vuol già.

Però del re Erode non ci si può più fidar.

Sapienti d'oriente...

Dei doni che portiamo il senso è questo qua:

l'oro nello scrigno vuol dir regalità,

mirra che è un uomo, l'incenso divinità.

Sapienti d'oriente...

La gioia che proviamo sia dell'umanità,

il nostro lungo viaggio convincervi potrà

che chi con fede cerca qualcosa poi troverà.

Sapienti d'oriente...

(Finita la canzone, vengono sistemate le sagome dei Magi mentre quelli veri vanno via. L'attenzione torna al gruppo dei pastori e altri personaggi del presepio).

1° Pastore:       - Su, prepariamoci ragazzi. Guardate il calendario: è il 24 dicembre ed è quasi mezzanotte! Ci siamo tutti? Elia, ci sei?

Pescatore:        - Sì, sembra che prima o poi qualcosa stia per abboccare.

1° Pastore:       - E tu, Ezechiele?

Fornaio:           - Ecco fatto: pane caldo appena sfornato!

1° Pastore:       - E tu, macellaio?

Macellaio:       -  Mah... devo avere da qualche parte una bistecca di... (tutti lo guardano intimo­riti) zucca!

1° Pastore:       - Fa piacere sentirsi tutti pronti e tutti amici. Tra poco nascerà il bimbo Gesù.

2° Pastore:       - Ma pensi che qualcuno ci abbia sentito? Abbia ascoltato tutte le nostre voci?

1° Pastore:       - Forse sì forse no. Comunque penso che quando qualcuno ci guarda nel pre­sepio si faccia sicuramente delle domande.

2° Pastore:       - E noi stasera gli abbiamo dato, speriamo, delle risposte.

1° Pastore:       - Ma ecco: Gesù sta per nascere. Lui sì che ogni anno dice all'umanità cose importanti! Parlaci, Gesù, non ti stancare. Noi ti ascolteremo sempre. A propo­sito, buon Natale a tutti!

(Inizia la musica della canzone, cantata da tutti i personaggi del presepio. Rientrano i perso­naggi in precedenza usciti per fare da corona al presepio di sagome di cartone che sì è for­mato. Nella grotta, nel frattempo, è comparsa anche la sagoma del Bambinello).

CANZONE:      -  GESÙ BAMBINO È NATO

Gesù bambino è nato in città,

Gesù bambino,ma che felicità!

Gesù bambino, vieni qui fra noi,

Gesù bambino, parla a tutti noi.

Parlaci di pacecon la tua vocina

così ci sveglieremofelici ogni mattina.

Felici in questo mondose presto arriverà

la pace per ognuno, e festa ci sarà.

Gesù bambino è nato in città,

Gesù bambino, ma che felicità!

Gesù bambino, vieni qui fra noi,

Gesù bambino, parla a tutti noi.

Parlaci d'amore col tuo cuoricino

così  noi chiameremo

fratello ogni bambino.

Fratello, cosa importa di che colore è?

L'amore è arcobaleno, più siamo e meglio è.

Gesù bambino è nato in città, Gesù bambino,

 ma che felicità! Gesù bambino, vieni qui fra noi,

Gesù bambino, parla a tutti noi.

Parlaci di gioia con il tuo sorriso,

così noi  spargeremo l'amore su ogni viso.

E a chi si sente triste diremo noi

quaggiù: la gioia è ritornata, è in mezzo a noi Gesù.

Gesù bambino è nato in città,

Gesù bambino, ma che felicità!

Gesù bambino, vieni qui fra noi,

Gesù bambino, parla a tutti noi.

FINE

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