Un tale chiamato Giuda

 


Tre atti

di Claude-Andr Puget e Pierre Bost

Titolo originale "Un nomm Juda"

Versione Italiana di Icilio Ripamonti

da IL DRAMMA n. 233 - Febbraio 1956

LE PERSONE

GIUDA

BARTOLOMEO, fabbro

GIACOMO, falegname

TADDEO, droghiere

FILIPPO, carovaniere

ANDREA, appaltatore di pescherie

MATTEO, doganiere

SIMONE, calzolaio

TOMMASO, contadino

IL POLIZIOTTO

MARCO, tredici anni, garzone di Bartolomeo

LEA

GIOVANNA, madre di Marco.

Nessun intervallo deve esserci tra il secondo e il terzo atto


ATTO PRIMO

Una sala dai muri nudi intonacati a calce. In fondo, una porta su alcuni gradini dalla quale si intravede un piccolo cortile. Una finestra pi larga che alta, con un'invetriata fissa, translucida. Di fianco, un'altra porta. Un camino. Un'incudine. Un bancone. Un letto di cinghie di cuoio intrecciate. Alcuni sgabelli. E' una bottega modesta, ma miserabile. All'aprirsi del sipario, Lea seduta sul letto, con i gomiti sulle ginocchia e il capo chino. In un angolo il piccolo Marco sta preparando un fagotto. Ogni tanto sorbe col naso come se stesse per scoppiare in pianto da un momento all'altro. Bartolomeo - ci troviamo nella sua bottega - Giacomo, Taddeo e Filippo sono impegnati in una vivace conversazione. Durante questo inizio di scena, Lea, che non perde una parola della conversazione, serba l'atteggiamento di chi tutt'altro che d'accordo. Di tanto in tanto ella getta a quelli che parlano uno sguardo nient'affatto benigno, oppure d in certe scrollatine di spalle.

Bartolomeo(con la pi dichiarata incredulit) Ma andiamo!... Via!

Giacomo Come, andiamo!

Bartolomeo E smettiamola con le frottole.

Taddeo(rivolgendosi agli altri come per chiamarli a testimoni) Sono frottole, secondo voi?

Bartolomeo(alzando le spalle) Sopra a un asino, poi!

Giacomo Sopra un asino, sopra un asino!

Bartolomeo (bruscamente) Voi mi volete sfottere.

Taddeo(piccato) D'accordo. Come ti pare!

Bartolomeo Ma insomma, non vorrete farmi credere che per la sua entrata ufficiale...

Taddeo Come ti pare, come ti pare, ti ho detto!

Bartolomeo...egli si sarebbe messo sopra un asino! Un asino, dico! Come... come dire... come... come un asino, insomma!

Filippo(rettificando) Ah, un momento!

Giacomo(spalleggiando Filippo) Un momento!

Taddeo Eh gi, sentite il resto!

Giacomo Noi non abbiamo detto un asino... come un asino!

Filippo Ci sono asini e asini. E quello l...

Giacomo Era grande! Bello.

Filippo Ben nutrito. Dal pelo rilucente.

Taddeo Un asino da signoroni.

Giacomo Grigio.

Taddeo(precisando) Grigio tendente al bluette.

Filippo Cio del tipo pi raro.

Giacomo(approvando suo malgrado) E pi caro.

Filippo Esattamente!

Taddeo Vedi bene!... (Riprendendo il discorso) E non aveva minimamente paura, nonostante tutta quella gente che pure faceva un gran baccano.

Filippo Nonostante i tafani che pungevano forte.

Taddeo E baldanzoso, soprattutto. Ecco baldanzoso.

Giacomo Baldanzoso, come se avesse capito.

Taddeo(confermando, dolcemente) Ma... esso aveva capito.

(Segue una pausa).

Bartolomeo(cominciando a cedere) S... evidentemente, cos la cosa mi piace di pi.

(Lea guarda Bartolomeo con un sorrisetto ironico. Questi un po' imbarazzato e non sostiene lo sguardo di Lea che riprende immediatamente la sua posizione di assente . Bartolomeo avvicinandosi agli altri)

C' sempre il fatto, per, che io insomma avrei preso un cavallo.

Taddeo Certo: tu!

Giacomo Appunto. Non lui.

Bartolomeo In che senso?

Taddeo Ti dir! Dunque...

Bartolomeo(a Taddeo) Per, io non riesco a capire! (Agli altri) Ma voi, non potevate procurargli un cavallo?

Taddeo Certo, che potevamo. E infatti anche noi, s, anche noi, come te, in un primo tempo avevamo pensato a un cavallo. L'avevamo pensato, proprio come l'hai pensato tu e come l'avrebbe pensato qualsiasi altro imbecille...

(Risolino di Lea. Taddeo s'interrompe; riprende quindi il discorso, dopo aver guardato Lea)

Volevo intendere: come avrebbero pensato tutti. Ma il fatto che noi, eh, s a noi... nessuno ci ha chiesto un parere.

Bartolomeo Ah!

Filippo Se lui ce lo avesse domandato, noi gli avremmo detto: un cavallo, s'intende.

Taddeo Invece ci ha detto soltanto: un asino .

Filippo Ecco!

Giacomo E quando ha visto che noi restavamo come dei... come te, insomma...

Filippo ...che alcuni di noi avevano intenzione di discutere sulla faccenda...

Taddeo Come te...

Giacomo E questo lui lo avverte immediatamente e non gli piace affatto... Allora, per evitare ogni storia, ci ha spiegato che l'asino era nelle Scritture...

Taddeo ... e ci ha detto dove si sarebbe trovato...

Bartolomeo Nelle Scritture?

Taddeo Come sarebbe a dire nelle Scritture ? Ah!... No! Ci ha indicato il luogo in cui si sarebbe trovato l'asino. Noi siamo andati e abbiamo trovato l'asino.

Bartolomeo Davvero!... (Resta colpito dalle parole di Taddeo. Guarda verso Lea, che non si scompone e scotendo la testa dice fra s, ma un po' rivolto anche alla donna) C'era l'asino...

Filippo C'era. Allora noi, di colpo, capisci...

Giacomo In un batter d'occhio...

Bartolomeo Prendete l'asino...

Filippo Prendiamo l'asino...

Taddeo Lui vi monta sopra...

Giacomo(estasiato) E allora...

Filippo E allora, a partire da quel momento, Bartolomeo, vecchio mio, tu che continui a parlare di asini, di asini non ce n'era pi, tu mi capisci!

Giacomo Quello non era pi un asino!

Taddeo No. Era... un'altra bestia. Una... una cavalcatura...

Giacomo Regale.

Taddeo E neanche! Neanche una bestia, direi! Piuttosto un... un trono, t!... Un trono... che veniva avanti su piccoli piedi equini, nel sole!...

Giacomo Noi intanto avevamo tagliato alcuni rami di palma...

Filippo Di olivo... di oleandro...

Taddeo Ed anche gli amici.

Bartolomeo Quali amici?

Filippo Quelli di Galilea...

Giacomo Che erano discesi per la Pasqua...

Filippo E che si sono messi a gridare a squarciagola appena lo hanno riconosciuto.

Taddeo Bisognava vederli!

Giacomo S. Infatti essi avevano bevuto tutta la notte!...

Filippo In breve, egli ha fatto una di quelle entrate!

Taddeo Che spaccava tutto. Perch, inoltre, quelli che non avevano pi voce, indovina che hanno fatto? Si affrettano a prendere i mantelli, gli scialli, le sciarpe della domenica, e l, per terra, un vero tappeto sotto i piedi dell'asino...

Bartolomeo(estasiato) Sotto i piedi del trono!

Taddeo(ridendo di piacere) Sotto i piedi del trono, dici bene...

Filippo E, immediatamente, quelli ricominciano a urlare pi che mai... E che cosa urlavano? Indovina!

Bartolomeo(gridando) Viva Ges !

Filippo Meglio ancora. Stai attento. A urlare: Evviva il nostro Re!

(Pausa. Tutti sono a un tempo estasiati ed inquieti. Lea presta maggiore attenzione).

Bartolomeo Viva il nostro Re ?

Filippo Proprio cos!... Domandalo a Giacomo.

Giacomo S... E l'interessante - seguimi bene - l'interessante non sta tanto nel fatto che essi abbiano gridato: Viva il nostro Re ... Nota bene che questo procura gi moltissimo piacere. Ma sta nel fatto che lui li abbia lasciati fare. Non ha detto nulla.

Bartolomeo(che a tutta prima non comprende) Ah, s?... perch...

Taddeo(trionfante) Ma tutto qui, vecchio mio! Tutto ci indica che questa volta ci siamo: Lui accetta! Vuol dire che l'ora venuta! E ne prova il fatto che dell'asino si parlava nelle Scritture. Che cosa mi vuoi ancora obbiettare? Oh, mio vecchio Bartolomeo? (Pausa).

Bartolomeo(umiliato) Non potr mai perdonarvi tutto ci.

Giacomo(sorpreso) Che vuoi intendere, quando dici ci? .

Bartolomeo Ecco, voglio intendere ci . Di aver preso parte a tutto ci senza di me. Da quando ci conosciamo, ce ne sono state senz'altro di cose che voi avrete visto senza di me. Ma quella l avrei potuto vederla anch'io. Perch non mi avete chiamato? Tutto avvenuto a soli cinquecento passi da qui. E a voi non stato possibile avvertirmi?

Filippo(duramente) Non abbiamo avvertito nessuno. Tutti sono venuti l da soli. Bisognava che ti decidessi in tempo. Sono sei mesi che ci conosci. Se tu ti fossi preoccupato in tempo di venire con noi...

Taddeo(a Filippo) Non te la prendere, Filippo. (A Bartolomeo) L'importante che siamo qui e che abbiamo pensato di lasciare gli altri per venire da te e portarti con noi. E quanto al fatto che tu desideri vedere queste cose, sta' tranquillo che ne vedrai altre. Senti! Conosci la storia dei vignaioli che lui racconta? Quelli che arrivano al lavoro per ultimi possono guadagnare quanto i primi .

Bartolomeo Ah, s?

Giacomo Certo. Del resto pi o meno giusto che sia cos.

Taddeo(a Bartolomeo) Giusto o non giusto, approfittane.

Filippo(a Bartolomeo) Scusami, ma in fondo perch hai esitato tanto? Di che avevi paura? Di lui, forse? Di noi? Parla!

Bartolomeo Macch! Paura di me, piuttosto, un po', s. Non mi sentivo abbastanza sicuro di me. Ma adesso...

Lea(freddissima, intervenendo) Ma adesso eccoti qua sicuro di te, di lui, e tutto ringalluzzito solo perch una banda di ignoranti ha gridato: Evviva il nostro Re ! (Agli altri) E voi lo stesso, tutti ringalluzziti, nevvero?

(L'uscita di Lea ha gettato turbamento. Una breve pausa).

Giacomo(cortese, ma deciso) Ma s, signora. Ci sentiamo fieri.

Lea E anche lui? Il... il... Re? .

Taddeo(con semplicit) Oh, no. Egli non ... fiero o non fiero. Egli quello che .

Lea Accidenti! Non ha paura?... Evviva il Re , cos! La polizia non vi ha messo dentro voi e il vostro re?

Filippo Ascoltate...

Lea Siete fortunati. Ne hanno schiaffati dentro per molto meno.

Filippo Esatto. Lo vedete voi stessa: ma lui, no.

Giacomo Oh, ci sono stati, s, due o tre attaccabrighe che ci volevano far tacere. Ma sapete che cosa ha detto loro Ges? E con questo gli ha chiuso il becco. Dovevate vederli! Ha sempre di queste uscite. E chiss dove le va a pescare.

Taddeo Ha detto loro, due punti: Se quegli uomini tacessero, sarebbero le pietre a gridare .

Lea(apprezzando, ironicamente) Ooh! Ma che bravo!

Filippo D'altra parte, vero che esse hanno gridato.

Lea Chi? Le pietre?

Taddeo S, alla fine... le pietre dei muri... (Garbatamente) Oh, una semplice eco, forse... Badate bene... non che io voglia insistere su questo punto.

Filippo Un'eco... Un'eco... Perch non avrebbero dovuto gridare le pietre? Ne abbiamo viste di ben pi belle!

Giacomo Quanto a questo, s.

Filippo E ne vedremo di ancora pi belle, come ben diceva Taddeo adesso che iniziato il vero inizio di tutto.

Lea Il vero inizio di che?

Taddeo(con dolcezza) Ma l'inizio di... L'inizio della felicit, signora.

LeaDella felicit? Non mi fate morir dal ridere. (S'intende una risatina artefatta di Marco, una specie di singhiozzo).

Bartolomeo(fa un vivace gesto verso Marco, come per dargli uno schiaffo) Che cos'hai da ridire, tu!

Lea Ah no, eh! Tu a lui di gi abbastanza dispiaceri cos. Figuriamoci se lo picchiassi! Non che ci mi riguardi. Ma lo stesso...

Bartolomeo(sconcertato, ma piuttosto propenso a parlar d'altro) Io? Io gli d dei dispiaceri?

Lea Non vedi che triste perch te ne vai?

Bartolomeo Triste, triste... A quell'et non si tristi ...

Lea A quell'et non si osa dirlo. Ecco tutto.

Marco Mica vero, signora Lea. Non sono triste.

Bartolomeo Perbacco! Marco s, che un uomo.

Lea Non ancora, per fortuna.

Bartolomeo Ma come no! Vero, che sei un uomo, Marco? E che ci siamo spiegati noi due e che trovi che ho ragione di partire?

Marco No.

Lea L! Sentito?

Bartolomeo Fa lo spavaldo perch ci sei tu. Aspetto solo che conosca Ges. Ed anche lui lo amer.

Marco No.

Bartolomeo(infuriato) Ti dico che lo amerai! Hai capito?

Marco No.

Taddeo(intervenendo, con dolcezza) Ma s, comprenderai...

Lea E se non vuole comprendere? Lo costringerete?

Taddeo Costringere... No... Non si costringe la gente a comprendere. L'umanit comprende, ecco tutto. Stare attenta... Vi faccio un esempio: Un monello vuole giocare con il fuoco. Egli rovista nel camino prende un tizzone, si brucia, grida. Che cosa gli si dice allora? Gli si dice: Ecco qua. Capisci, adesso? . Ecco... quando una cosa veramente vera, si comprende immediatamente. Con lui, la tessa cosa.

Giacomo(ridendo) Stai facendo delle parabole, tu pure?

(Ridono tutti, discretamente, tranne Lea e Marco).

Taddeo (unpo' confuso) Dicevo cos, tanto per farmi capire dal ragazzo...

Giacomo Nessuno ti rimprovera nulla.

Taddeo(a Lea) Finch non l'avrete visto, non potete giudicare. Anche per noi fu cos.Datemi ascolto... E' una cosa che non si pu capire se non s' visto di persona. Avevo appena messo su bottega... Erano dieci anni che attendevo ci... E' il momento in cui occorre lavorare di pi nella vita... Ero felice con mia moglie. E come no! Dopo quattro anni di matrimonio!... Due figli: un ragazzo e una ragazza. Tutto bene, insomma. Una drogheria, buona clientela, buona salute... La testa sulle spalle... In una parola: tutto. Dalle mie parti si diceva: Se Taddeo - sono io - fa qualche cosa, puoi star certo che si regge in piedi . Ed vero. Ebbene, io, signora, il giorno che egli passato dalle nostre parti, la sera stessa, ero sulla via, dietro a lui. E non l'ho pi abbandonato da tre anni. Riconosco che avevo lasciato i miei affari in regola, ma quand'anche...

Bartolomeo La rimpiangi la tua bottega?

Taddeo No. Non la parola esatta. Sicuro, ci penso spesso. La rivedo. Con mia moglie che cerca di cavarsela da sola... E' un lavoro pesante, capite bene, per una donna. Gli affari sono difficili e, in un certo senso, una sfortuna aprire un negozio quando si costretti ad assentarsene. Ma non rimpiango niente... No... (Tace... Pensa un istante... poi) E' strano, ma cos.

Lea(ironica) Un incantatore!...

Taddeo(un po' sconcertato) Come?... Se volete... Strana l'espressione... Non abbiamo mai visto la cosa sotto questo aspetto...

Filippo(vivacemente) No. D'altra parte, definite tutto ci come vi piace; ma la pura realt. Io non ho nessuna bottega, io, n moglie n bambini. Facevo il carovaniere. Quando si viaggia, in groppa al cammello, o quando si cammina a fianco a lui, non si ha nulla da fare, allora, si dorme, o si pensa. Ma c' che io non sapevo a che cosa pensare e non pensavo a niente e mi annoiavo. E' vero che ci sono i miraggi, che costituiscono un indubbio elemento di distrazione. Si ha sete. Si crede d'essere l l per bere. Vatti a far fottere, invece!... Poi, un giorno, l'ho visto. A Cafarnao, era. L'anno scorso. Parlava... Questo fatto allora mi ha fornito un argomento per pensare, e, per capire meglio, mi sono messo a camminare dietro a lui, insieme agli altri. Era un miraggio vero. Quella volta, ho bevuto. Capite che cosa voglio dire?

Lea Siete un fortunato, voi.

Filippo Eh, s. E' quel che dico io.

Taddeo(insiste) Vedrete. Vedrete. Incontrammo un tale, una volta, che era fuori dei gangheri perch eravamo passati attraverso il suo campo. In verit bisogna confessare che avevamo rubacchiato qualche spiga... Quel tipo ci stava aspettando dall'altra parte del campo con delle pietre. Bene. Attraversiamo. L'uomo vede Ges, Ges gli parla, l'uomo non poteva pi gettare il suo sasso... Egli lo guardava nella mano, il sasso, insomma... Non sapeva pi che cosa farne... Rideva... E' venuto con noi. Si chiama Tommaso.

Bartolomeo(rapito, rivolto a Lea e Marco) Ecco... Vedete?...

(Lea scuote le spalle).

Marco (insolente) Io non vedo assolutamente niente.

Bartolomeo(adirandosi) Vuoi fare la persona educata una buona volta? E' questo il modo di parlare?... Un ragazzo di bottega?

Marco Io non sono pi il vostro ragazzo di bottega, dato che chiudete bottega e mi rimandate a casa.

Bartolomeo Ma porca miseria! Dammi retta. Sono tre anni che ti sto insegnando il mestiere, no? Sono il tuo principale e tu mi vuoi bene. Se ti avessi detto: Vieni, si va a lavorare in un'altro posto , non avresti risposto n " a " n " ba ", e saresti venuto. Non vero?

Marco Per forza!

Bartolomeo Ebbene! Io sono il garzone di Ges, cerca di capire, Egli mi ha detto di seguirlo. Non me lo ha domandato . Mi segui? . Me lo ha detto. Per fare il mestiere che ha inventato lui. E quando io avr imparato quel mestiere, verr a insegnarlo a te.

(Bartolomeo pone la mano sulla testa di Marco, che non osa sottrarsi).

Marco Io preferisco il vostro, di mestiere.

Bartolomeo Figurati! Lattoniere!

Lea Non sei lattoniere, diglielo. Sei fabbro.

Marco Armaiolo, persino!

Bartolomeo Come vi pare. Non importa. C' di pi bello nel mondo da fare.

Filippo S!

Giacomo S! (a Marco). Anch'io ero come te. Credevo che nulla vi fosse di meglio del mio banco da falegname. E nota bene che io ho rinunziato al mio lavoro in maniera ancor pi singolare che gli altri. Perch il mestiere, sono stato io a insegnarlo a Ges. Per cos dire, Ges era il mio piccolo Marco. Lo dirigevo, lo correggevo. Poi, un giorno, egli ha parlato, ed io ho piantato tutto in asso per seguirlo. Pertanto, posso giurarti che nel mestiere di falegname egli si mostr tutt'altro che miracoloso. S. Tutt'altro che miracoloso. Sia in falegnameria, sia in qualsiasi altra cosa ordinaria...

(Si apre bruscamente la porta. Nel riquadro della porta appare il poliziotto verso il quale si volgono tutti).

Bartolomeo(allarmato) Che succede? (Riconosce il poliziotto) Ah... Bene... Che cosa vuole, la polizia?

Il PoliziottoUn tale chiamato Giuda, qui?

Bartolomeo Dipende. Quale Giuda? Quello che in prigione? Che altro c'? Perch credo che lo abbiano liberato stamattina!

Il PoliziottoE' stato messo in libert. S. Parlo di lui, infatti. Abita presso di voi?

Bartolomeo S.

Il PoliziottoE' in casa adesso?

Bartolomeo No. Lo stiamo aspettando. Non lo abbiamo ancora visto.

Il Poliziotto Strano! In genere quando si esce di gattabuia si torna a casa.

Bartolomeo Infatti. Ma si tratta d'un individuo che non agisce mai come gli altri.

Il Poliziotto(diffidente) In conclusione, non qui?

Bartolomeo Ve l'ho detto, no. Guardate pure in giro, se volete. (Fa un gesto verso la porta di destra) La sua camera l.

(Il poliziotto si muove verso la camera, poi torna indietro).

Lea Ma innanzi tutto, si pu sapere che cosa volete da lui? Ha scontato la prigione. Non potreste lasciarlo in pace?

Il PoliziottoCome? Ah! Ma sei tu! la mia bella Lea! La cara piccina della Via Bassa... A proposito, molto tempo che non ti si vede pi, nella via Bassa. Che cosa ci stai a fare qui?

Lea Sto aspettando Giuda.

Il PoliziottoE' il tuo amante?

Lea Vi riguarda forse?

Il Poliziotto Tutto mi riguarda, anche te, come il resto. Dov' che abiti?

Lea Qui a lato. In via dei Tessitori.

Il PoliziottoHai fatto la dovuta dichiarazione?

Lea Quale dichiarazione?

Il Poliziotto(ridendo volgarmente) Non la dichiarazione d'amore, pollastrina mia. Ma quella di cambiamento di abitazione.

(Lea accenna di no col capo)

Sai bene che cosa ti pu costare. In altri posti che non il tuo quartiere non ti permesso... esercitare .

Lea Io non esercito pi.

Il Poliziotto Anche questo, in tal caso, bisognava dichiarare. E come vivi ora?

Lea Sono affari miei.

Il PoliziottoLo dici tu! Vedremo in seguito. Per il momento, quando avrete visto il sunnominato Giuda ditegli di presentarsi al posto di polizia.

Lea Per fare che cosa?

Il PoliziottoNulla. Perch si abbia il piacere di rivederlo. Per fare quattro chiacchiere. In due anni di vita comune, abbiamo avuto il tempo di fare amicizia. Ed ora non bene perderci di vista, no...

Lea Credete che sia una pecorella?

Il PoliziottoNo, no, no. Non t'arrabbiare. Due anni di prigione, capisci bene, possono cambiare un uomo.

Lea Non lui.

Il PoliziottoCambier in seguito, allora, se lo voglio.

Lea Mi sbalordirebbe. Giuda ha le sue idee.

Il PoliziottoE io le mie.

Lea Voi delle idee? Non fatemi ridere...

(Il poliziotto si mostra divertito).

Bartolomeo(intervenendo, timidamente) Suvvia! Suvvia!... E' nervosa... (A Lea) E tu calmati, Lea...

Lea(modificando i suoi toni, a malincuore) Io a lui non sto chiedendo niente. Perch lui si occupa di me?

(Pausa. Il poliziotto, brav'uomo, annusa in aria, e dice per rompere lo stato d'imbarazzo).

Il Poliziotto C' un buon odore. Sei tu che fai cucina qui?

Lea Al momento, s. Per il momento sono venuta a fare la cuoca.

Il PoliziottoIn onore al signor Giuda?

Lea In onore a lui.

Il PoliziottoUn cosciotto di castrato! Vi trattate bene!

BartolomeoVi piace?

Il Poliziotto Si capisce!

Lea E' per Giuda. Per nessun altro.

Il PoliziottoGrazie egualmente. (Pausa) Costa caro, il cosciotto di castrato.

Bartolomeo(calmo) S. Piuttosto. Gli affari vanno bene.

Il Poliziotto(guardandosi in giro) Non si direbbe. E' piuttosto squallido qui.

Bartolomeo Ho sospeso tutte le ordinazioni. Sono in procinto di partire.

Il PoliziottoPer dove?

Bartolomeo Avete finito di interrogare?

Il PoliziottoNo. La sola cosa seccante del mio mestiere sta nel fatto che si costretti a interrogare ogni momento. E che nessuno ponga domande a noi. E ne sentiamo un po' la mancanza. Conosco gente che non osa domandarmi neanche: Come stai? . Dunque, altra domanda: Chi sono questi signori? .

Bartolomeo Amici.

Il Poliziotto(ghignando) Provinciali?

BartolomeoProprio cos.

Filippo(vivacemente) Della Galilea.

Il PoliziottoSenti, senti!

Giacomo Perch: senti, senti ?

Il PoliziottoPoco tempo fa non eravate vicino alla Porta d'Oro?

Giacomo No. Perch?

Il Poliziotto No? Proprio no, no?

Taddeo Proprio no-no. Perch?

Il PoliziottoPerch c' un tipo delle vostre parti, a proposito: proprio della Galilea... che se ne arrivato su un asinello, insieme a un certo numero di brava gente, anche di Galilea, per l'appunto... che hanno creduto opportuno fargli fare un'entrata trionfale... Una gazzarra, sapeste... Non avete sentito parlare di questa faccenda?

Filippo No.

Il PoliziottoNo? Devono essere un po' duri d'udito quelli di Galilea. E un po' bugiardi... Ma questo affar vostro. Io non vi posso impedire di entrare nella citt, Pasqua. Ma... Ma se doveste ancora incontrarlo quel vostro paesano... come si chiama, gi... Qualcuno me lo ha detto... Ah!... Giosu... No... Giusu... Ma che, neanche questo... Insomma, qualcosa del genere.

Lea Ges.

Il PoliziottoGes! Ecco! (Pausa) Come lo sai, tu?

(Tutti volgono verso Lea. Una pausa brevissima).

Lea Le puttane conoscono tutti.

Il PoliziottoBen detto. (Agli altri) Se doveste incontrarlo, a volte, per puro caso, dato che voi non lo conoscete, ditegli da parte mia, che una volta ci si pu passar sopra, alla sua piccola manifestazione regionalista; per una volta ci si passa sopra al fatto che si fa ventilare con grandi foglie di palma da una marmaglia che grida cose che non si devono assolutamente dire!... Ma, siccome c' stato un po' di disordine, e dei mercanti si sono lamentati del fatto, sar meglio evitare che l'incidente si ripeta. Eh? Vi dico questo nell'interesse suo, di quel vostro coso l, s, Ges, come dice la signora... perch faccia attenzione. Se l'amore per certe cose rientra nel suo carattere, ditegli che la gente con manie di grandezza, di questi tempi, non vista di buon'occhio... Ecco, dunque. Cercate di farglielo ben capire, se possibile... E con ci, salve! E mi raccomando di mandarmi il signor Giuda, eh? (Va verso la porta).

Lea Non lo vedrete.

Il PoliziottoChe divertimento, le ragazze! Passano la vita a dire no e a fare s ... Ma, in definitiva, tu sei fortunata, visto che stamattina sono di buonumore. (Esce)

(Una pausa)

Bartolomeo E meno male che lui non dei peggiori soggetti. (Una breve pausa)

Lea Di', che cosa vogliono ancora da Giuda? Che cosa bolle in pentola?

Bartolomeo Eh! Non ne so pi di te! Se non ci vuole andare, Giuda, non ci andr.

Lea Comodo, certo! Oh, ma ci penser io a scoprire la faccenda.

Bartolomeo Ah, no! Te ne prego, Lea. Non complichiamo le cose. Fatti i fatti tuoi.

Lea(risoluta) Giuda mi riguarda.

(Pausa)

Bartolomeo(messo a disagio, si volge ai compagni e dice senza convinzione) Non avete un po' di fame, per caso?

(Gli altri tre si guardano fra loro. Non osano dire di s)

Filippo Bene... noi...

(Bartolomeo guarda Lea)

Lea No... Mi dispiace. L'ho messo al fuoco per Giuda. Non lo toccher nessuno prima di lui. (Pausa; poi, ironica) Ma voi, non vi nutrite solo di buone parole?

Gli altri (imbarazzati, ma garbati) Nessuno ha chiesto nulla. Perch v'inquietate? No. D'altra parte non si pu dire che io abbia proprio fame.

Taddeo(gentile) Non bisogna volercene... Lea Io non ve ne voglio. Io ne voglio a Giuda.

Bartolomeo Sono due anni che lo attendi. Che cosa son due ore di pi!

Lea(violenta) Non capisci niente. Un uomo in prigione non si attende. E' solo quando ne uscito che si comincia ad attendere. E' solo da questa mattina che lo attendo. In quanto solo adesso io mi chiedo dove si trovi. Questo, vuol dire attendere.

Bartolomeo Ascolta, ragiona...

Lea Ragionare? Va bene, parliamone. E tu? E voi? (Pausa) Voi vi credete ragionevoli forse, con il vostro buon Dio sul suo asinello? E la polizia intanto che gira intorno...

Filippo Oh! La polizia, la polizia... La polizia gira sempre intorno a ogni cosa. Si tratta solo di arrivare prima che arrivi lei.

Bartolomeo S. Disgraziatamente, ci sono i romani che ce la spingono alle calcagna.

Taddeo S? Come sono i romani da queste parti?

Bartolomeo Corretti. Troppo. Ma permalosi.

Lea(in tono perentorio) I romani, tutto quello che vogliono la pace. Solo quando c' della gazzarra all'interno, fra di noi, questo solo non amano. Allora pestano. Guardate Giuda. E se aveste due soldi di buon senso, non vi muovereste.

Taddeo Che aveva fatto Giuda?

Lea Proprio niente.

Bartolomeo(vuole rettificare) Per...

Lea Ma no, dico: proprio niente, questo il brutto! (Agli altri) Giuda cesellatore d'oro. Un mestiere onesto, lo sapete: domandatelo a Bartolomeo! (Muta approvazione di questi) A parte il lavoro, il suo unico divertimento consisteva nel riunirsi di sera con qualcun altro, per conversare... Volevano cambiare il mondo!.. Badate che io lo trovavo imprudente... Ma in definitiva illudersi di pensare al benessere dell'umanit, non proibito, no?

Bartolomeo Per quel che te ne importa!

Lea(molto vivacemente) Non erano pericolosi, perch non facevano niente. Parlavano!

Bartolomeo Ciononostante li hanno messi tutti dentro!

Lea(scandendo le parole) E' appunto quel che sto dicendo. (Indicando Taddeo) Lui mi domanda che cosa ha fatto Giuda, io rispondo: niente! E ne prova il fatto che sono stati costretti a rilasciarlo.

Bartolomeo Dopo due anni.

Lea Ebbene! S! Perch viviamo in un letamaio! Ecco qual la morale d'oggi: essere arrestati anche senza prove a carico, gi un delitto: se ne ha per due anni. Figuriamoci voi...

(In questo preciso momento, Giuda si sagoma nel riquadro della porta che rimasta aperta. Lea lo vede e balza verso di lui in un grido di gioia)

Giuda!

(Ella gli getta le braccia al collo. Giuda appare molto stanco, ed ha un atteggiamento assente. Anche lui abbraccia Lea, ma senza troppo calore, come se volesse ridurre al minimo gli entusiasmi per il suo ritorno. Ha una corda intorno alla vita. Anche Bartolomeo si mosso verso Giuda, con viso sorridente, tendendo le braccia. Marco, pieno di gioia, guarda Giuda senza osare di avvicinarsi. Gli altri rimangono ai loro posti, con discrezione)

Bartolomeo Finalmente!... Era ora! Cominciavamo a stare in pena... (Indicando Lea) Guardala, poveretta!

Lea Non vero. Io non ero in pena. Non questo.

(Giuda va verso Marco. Gli pone la mano sul capo, scotendolo un po', affettuosamente. Infine sembra acquietare la sua tensione)

Giuda Sei cresciuto, vedo.

Marco(felice, timidamente) S...

Giuda Hai imparato bene a lavorare?

Bartolomeo(bonariamente) Se la cava.

(Pausa)

Lea Come mai sei venuto cos tardi?

Giuda(con indifferenza) Ho gironzolato.

Lea Sei stanco?

Giuda Non so.

Lea Hai appetito?

Giuda(vivacemente) Oh no. Questo no. Non ho appetito.

(Pausa. Tutti sono un po' imbarazzati dall'indifferenza di Giuda. E' dunque lui a riprendere la conversazione sforzandosi di apparire gentile)

Cos? Tutti voi... durante questo tempo?...

Bartolomeo Bene. Noi... Siamo qui, ecco. Tu, piuttosto...

Giuda Bene anch'io... Come vedi... Nulla da dire... Rieccomi qua, ecco tutto...

(Pausa)

Bartolomeo(goffamente) Non sei cambiato affatto.

Giuda(secco) No, infatti.

Bartolomeo Almeno, l'aspetto buono.

Giuda(con un sogghigno) E' una pacchia!

Bartolomeo Volevo dire...

Giuda Non volevi dire niente, tu.

(Lea venuta vicino a Giuda, che si seduto. Pone la mano su quella di Giuda. Ma questi la ritrae; subito dopo riprende la mano di Lea e la mette ancora sulla sua, come stava prima)

Scusami.

Bartolomeo(un po' seccato) Il sergente di polizia venuto a chiedere di te.

Lea(vivacemente) Non c' fretta. Lascialo tranquillo, ora.

Giuda E che vuole da me?

Bartolomeo Bah! Non saprei esattamente... Vederti, ha detto...

Giuda(aspramente) Gi, mantenere i contatti! Sai che ti dicono quando si esce di prigione? Arrivederci , ti dicono.

Bartolomeo Che vacche!

Giuda Infine, dicono bene. In prigione, ci si ritorna sempre. Questa una delle cose che ho imparato laggi. (A tutti) Sempre, ci si ritorna. A meno che... (Giocherella nervosamente con la corda che gli fa da cintura)

Lea A meno che... che cosa?

Giuda(sorridendo lievemente) Nulla, Lea. Nulla. Sto parlando con me stesso. E' un'abitudine che mi devo togliere.

(Si alza. Guarda Filippo, Giacomo e Taddeo, come se li scorgesse solo adesso. Rivolge loro un piccolo cenno di saluto, al quale i tre rispondono)

Bartolomeo(con un vago gesto di presentazione) Amici... Stiamo per intraprendere un viaggetto...

Giuda Buono! E per dove?

Marco(immediatamente) Vengono dalla Galilea.

Giuda E due! E' la giornata!

Bartolomeo Come?

Giuda Niente, niente. Dicevo cos perch stamattina, appena uscito, ne ho visto un altro, di Galilea... L, alla Porta d'Oro... Mi ha fatto paura... Per lui, dico; non per me. Veniva avanti su un asino, in mezzo a una specie di carnevale. E tutt'intorno gridavano...

Lea(aggressiva) S. Gridavano: Evviva il nostro Re! .

Giuda L'hai detto. Sembravano tutti contenti, e lui pi degli altri. (A Bartolomeo) Questo mi ha fatto pena. E' proprio a causa di costoro che io sono arrivato cos tardi. Sai... Io... Uscivo appena di prigione. E lui l, capivo che ci andava, dritto come una freccia. (Gli altri si muovono con inquietudine sulle loro sedie) E' stato allora che ho capito che ero libero, forse; ma che non si pu essere liberi tutti insieme. Sulle prime, questo mi faceva ringiovanire di dieci anni, lo ammetto. Mi aveva dato un senso di soddisfazione. Cos io anche, mi sono messo a gesticolare e a ballare, ed ho gridato: Benvenuto, Signore! , perch cos mi sembrava di rimettermi in esercizio, e un po' mi divertiva prenderli in giro. Ma poi, tutt'a un tratto, no... L'ho visto, lui, con una tale aria di pensare d'essere arrivato... Un piccolo provinciale, n bello, n brutto... Sulla trentina... E che filava dritto verso la prigione, senza saperlo... La cosa mi ha profondamente disgustato, allora me la son battuta, devi credermi, mentre egli se ne andava trotterellando, io trovavo la faccenda talmente triste che sono andato in un cantone e ho vomitato. (Lunga pausa)

Giacomo(dolcemente) Era Ges.

Giuda Prego?

Giacomo Ho detto che colui che avete visto, si chiama Ges. Noi siamo con lui.

Giuda Davvero? Complimenti!

Taddeo(indicando Bartolomeo) E con noi viene il vostro amico.

Filippo S.

Giuda(un po' aggressivo, a Bartolomeo) Tu?

Bartolomeo(alzandosi in piedi) Proprio cos.

Giuda Mica perch ti biasimi.

Bartolomeo Ne hai l'aria.

Giuda(seccamente) E allora, s. (Pausa) Era questo, il tuo viaggio?

Bartolomeo S. E se tu volessi prestarmi un po' d'ascolto... (Si ferma, un po' indeciso)

Giuda Continua, continua... Ti ascolto.

BartolomeoEcco, allora... Quando essi sono venuti, sei mesi fa ormai... (Si arresta ancora una volta)

Giuda Continua, continua... Ti hanno detto: vendi la tua bottega e vieni con noi. Cos, non vero?

Bartolomeo Cos.

Giuda(indicando Marco) E il ragazzo?

Bartolomeo Giovanna, sua madre, sa tutto ed e d'accordo.

Lea Stranissimo!

Bartolomeo(vivacemente, rivolto a Lea) Ho detto che d'accordo.

Marco No. Non completamente d'accordo.

Giuda(a Marco, severamente) Non si contraddicono i grandi. Capito? (A Bartolomeo) Profeta, se non sbaglio, eh?

Lea Pensa un po'. Non crederai che questo signore si scomoderebbe per un profeta!

Giuda Ah, ah! E' ancora pi di un profeta?

Bartolomeo(molto dolce, molto convincente) E' un Dio, Giuda. (Breve pausa. I discepoli guardano Bartolomeo con gratitudine. Bartolomeo fiero)

Giuda(guarda a sua volta Bartolomeo scotendo il capo) Dunque, cos. C' un Dio che se ne va a zonzo per il mondo. E a dorso di un asino.

Marco(comprimendo le risate) S.

Giuda Dicevo bene...

Bartolomeo(diffidente) Che? Che che dicevi?

Giuda Io? Mi domandavo perch tutto cos vomitevole, perch a niente valga la pena di attaccarsi, perch gli uomini non sono che pidocchi, perch si deve ricevere male, male, male, sempre male, come se il mondo esistesse a bella posta per questo, come se fosse bene ricevere male... (Ironicamente estasiato) Ed ecco che tutto infine si spiega, brava gente, che tutto diventa chiaro: c' un Dio che disceso fra di noi! Uno di pi. Ed ecco che gli si va dietro, Viva Dio . (Furioso) Poveri scemi! Progenie di morti! Ma non capirete mai nulla, dunque? E non una cosa complicata, infine, benedetta gente! Non lo sapete ancora, eh? Non sapete ancora che gli Dei ne hanno avuto abbastanza di azzuffarsi fra di loro, di farsi la guerra, di rubarsi le mogli l'un con l'altro, di sgozzarsi i figli a vicenda? Che essi si conoscono troppo bene, che le beghe di famiglia ormai non sono pi divertenti, quando ci si fatto tutto quello che si poteva fare? E che allora gli Dei hanno creato gli uomini per poter avere qualcun altro a cui rompere le scatole? E che infatti ce le rompono. E che quando, per caso, ci hanno lasciato tirare il fiato per un po' di tempo, subito ti mandano uno di loro per fare un'ispezione? Ebbene! ci siamo: il Dio ispettore che arrivato. Mettetevi in fila, voi quattro! Petto in fuori!

(Cambia bruscamente tono, e si affloscia, abbattuto)

Morale: gli uomini sono abbrutiti come due anni fa. (Rivolto ai discepoli) Scusatemi, non dicevo per voi... (Subito dopo) E invece, s! Lo dico per tutti!

(Filippo, Giacomo e Taddeo, alzatisi dalle loro sedie ed allontanatisi, non sanno come fare a prendere congedo. Lea facilita loro il compito)

Lea(avvicinandosi ai tre) Ma andatevene, dunque! Non vedete che non ne pu pi?

Giuda No. Veramente, non ne posso pi. Bartolomeo, di' loro di levarsi dai piedi.

Bartolomeo(andando verso i tre, e sospingendoli dolcemente) Lasciate andare, suvvia, che ci volete fare!...

(I tre se ne vanno goffamente)

Taddeo(a Bartolomeo) A prestissimo, eh?

Bartolomeo(immediatamente, di rimando) S, s, sta' tranquillo.

(I tre sono usciti. Bartolomeo torna verso Giuda, che Lea e Marco guardano in ansia senza avere il coraggio di rivolgergli la parola. Una lunga pausa)

Giuda Scusami. Mi sono comportato male, no?

BartolomeoMa no, no... Sei a terra, naturale. Dopo quel che hai passato avrai pure il diritto...

Giuda La prigione non d nessun diritto.

BartolomeoMa...

Giuda E' cos. (Gravemente) Una cosa soltanto, so, sulla prigione: che non bisogna tornarci Ingegnati di non andarci, Bartolomeo. Ingegnati Non bisogna. Non buona, la prigione...

Bartolomeo Tu intanto te la sei andata a cercare. Non ti pare?

Giuda Ed ho avuto torto. Per il fatto stesso che se sei in prigione, una volta che ci sei, non puoi pi considerarti un innocente.

Bartolomeo Non ci stai certo tranquillizzando.

Giuda(secco) Non ho nessuna intenzione di tranquillizzarvi.

(Una lunga pausa. Si capisce che Bartolomeo vorrebbe riprendere con Giuda una conversazione pi cordiale. Cerca dunque di dirgli qualche cosa, ma non trova le parole. Si rivolge allora a Marco)

Bartolomeo Ehi, Marco. Andiamo.

Marco Non posso restare?

Bartolomeo Tua madre ti attende. Le ho promesso di condurti.

Marco(a Giuda) Potrei restare?

Giuda(gentilmente) No, no... vai con lui... (A Bartolomeo) Dove vai?

Bartolomeo Al Tempio.

Giuda Ci avrei scommesso. (Sorride un poco, d una manata sul sedere di Marco e lo spinge verso Bartolomeo) Andate, andate al Tempio!...

(Bartolomeo si tira appresso Marco che guarda ancora Giuda. I due escono. Giuda e Lea restano soli. Sono un po' a disagio. Si guardano l'un l'altro furtivamente. Due volte incrociano gli sguardi, ma distolgono subito la testa. Giuda giocherella con la corda che gli serve di cintura. Si siede bruscamente, stanco ma ancora nervoso)

Giuda Uff!

Lea(facendoglisi subito vicina) Non stai bene?

Giuda(sforzandosi di scherzare) Io ho detto: uff , non ahi ! (Ridendo improvvisamente)

Erano almeno due anni che non dicevo uff. Infatti questa non una parola da detenuti. Bisogna rassegnarsi a credere che io sia ormai libero, Lea... (Nel dire queste parole ha disfatto il nodo alla corda) Libero di fare di me quello che voglio.

Lea(inquieta) Che cos' questa corda? (Gliela strappa di mano)

Giuda L'ho comprata poco fa. Quando si esce di prigione viene dato un po' di denaro. Il peculio , lo chiamano.

Lea E a che serve?

Giuda Non so. E' divertente... Avere una corda, proprio un desiderio da detenuto... A un detenuto si d il necessario... Allora, egli pensa a piccole cose divertenti: una corda, un pezzo di legno, un fil di ferro, un chiodo... A che cosa non pensa un detenuto!... Si cammina con gli sguardi in terra, perch in terra che si possono trovare piccoli arnesi che possono servire... Una corda... Una corda... A che cosa pu servire una corda?... A evadere, naturalmente...

Lea Ma dato che tu eri gi libero...

Giuda Infatti, infatti... Non so... Quando sono passato dinanzi al cordaio, ho avuto voglia di questa corda, ecco tutto.

Lea(mostrando il nodo scorsoio col quale la corda termina) L'hai fatto tu questo nodo? Giuda(brutalmente) Lascia stare!

Lea(comprendendo, con violenza) Porco! Tu hai pensato di...

Giuda Lascia stare, ho detto.

Lea(sconvolta) Se tu t'impicchi, io... t'ammazzo.

Giuda(sorridendo) E' un po' idiota quello che stai dicendo. (Pausa) Quando l'ho comprata, l per l, s forse ho pensato... Ma adesso non si tratta pi di questo. E' forse peggio, ma non si tratta pi di questo.

Lea(a voce bassa) Lo scopo della vita non la morte.

Giuda Sono due ore che sono uscito, e va gi meglio. Anzi va persino bene. Sai perch? Per una ragione spaventevole. Io mi aspettavo di ritrovare il mondo bello, o brutto. Qualche cosa, insomma. Interessante. E che cos' che ho visto, invece? Niente. Sai com', il mondo? Volgare... ecco. Allora, se veramente cos... (la guarda come sperando un'obiezione, ma ella si guarda bene dal parlare; e conclude in tono feroce) ...se veramente cos, perch non dovrei essere cos anch'io, dopo tutto? Eh? Siamo volgari, Lea, come gli altri.

(Ella si avvicina a lui quasi offrendoglisi, come se avesse inteso che essere volgari significava far l'amore. Egli la abbraccia. Poi, gravemente)

No. Esser volgari non significa far l'amore. E poi, io ne ho troppa voglia.

(Lea si stringe contro di lui. Egli dopo un po' si scosta e dice con molta semplicit)

Ho fame, Lea.

Lea Ti ho preparato dell'arrosto. Ma adesso bruciato.

Giuda(immediatamente) Tanto meglio. Niente arrosto. Laggi, tutti quanti dicevano: quando uscir, mi far cuocere uno di quei cosciotti di castrato!... Ubriaconi! Bestie!... No, io ho soltanto fame. Dammi del pane, una cipolla, qualsiasi cosa. (Lea gli d da mangiare) S. Essi parlavano continuamente di nutrimento. O di altre cose, non pi interessanti. (Pausa) E questo mi rendeva malinconico. S, a me, Lea, questo mi rendeva malinconico. Ho capito allora che non li amavo pi. S, io (riprende a giocherellare con la corda) ho capito che cosa erano gli uomini... Ti ricordi le mie prediche? L'uomo qua, l'uomo l.... E le frasi sul tipo: La vita non ha pi ragione se non c' amore verso il proprio prossimo , e ancora: Il male forte. Ma bisogna essere pi forti del male... . Tu mi dicevi: Lascia andare; non c' senso . Avevi ragione tu.

Lea(inquieta) Ma no. Forse no.

Giuda S, s. Sbagliavo. Mi arrabbiavo. Ci arrabbiavamo tanto. Una volta ti ho persino battuta.

Lea Non molto forte.

Giuda Non molto forte, vero. Certe cose non mi piacevano, allora. (Pausa)

Lea(con profonda mestizia) Molto infelice, vero?

Giuda Cos avrei detto anch'io, prima. Adesso...

(Si alza) Ad ogni modo penso che non sar infelice ancora per molto tempo.

Lea (spaventata) Ah, no! Non ricominciamo con questa storia.

Giuda(stancamente) Non gridare. Non gridare. Non detto nulla. Non so quel che far.

(Pausa)

Ci sarebbe un'altra via: essere ricchi. (Lea lo guarda sorpresa) Voglio dire: ricco, ma non come il povero che diventa ricco; no. Veramente ricco, voglio dire. Tanto ricco che non si capisca pi che cosa voglia dire essere povero; che non si riesca a capire pi che ve ne siano. E poi, soprattutto, essere natol dentro. Ah, l, s, si pu vivere. I ricchi, Lea, ne hanno capite di cose! Non tanto cretino un ricco. (Pausa) Queste cose non le dicevo due anni fa, intesi. Il contrario, dicevo. Dicevo, allora: I poveri hanno sempre ragione. Ebbene, non vero. Hanno torto, i poveri. Tanto peggio per loro. Fatto che ci toglie la voglia di vivere. Quanto a me, Lea, ci mi impedisce di respirare. (Pausa)

Lea (con durezza) Guardami, Giuda. Non perch tu sei andato in prigione che il mondo cambiato. Ha continuato a girare, il mondo, lo sai bene. Ed a girare come prima, mettitelo in testa. (Pausa) Sei tu che sei cambiato.

Giuda Pu darsi.

Lea Io dico la verit.

Giuda Press'a poco.

Lea Sei cambiato. (Pausa) E non in meglio.

Giuda Sei cattiva.

Lea Dico la verit.

Giuda Se cos ti sembra, Lea... Ma non esattamente cos... Piuttosto, io ho perso l'abitudine a vivere.

Lea(freddamente) S, lo vedo.

Giuda Cerca di comprendere. Vivere, un'abitudine. In prigione, si dei morti. Ed io credevo che, uscendo, avrei ritrovato gli uomini vivi. Ebbene, no! Siete tutti dei morti. Voi pure. Ma qui, ancora peggio. Perch voi, non volete riconoscerlo.

Lea Insomma, rimpiangi dunque la prigione?

Giuda(carezzando i capelli di Lea) Non sei stupida, cara Lea.

Lea(scostandosi, garbatamente) Non sono mai stata stupida. (Pausa) Dammi retta, Giuda... E' meraviglioso amare qualcuno. Amarlo completamente. Dormire con lui e... non dormire con lui... Ascoltare le sue stupidaggini senza accorgersi che sono stupidaggini, o accorgendosene e non soffrirne... Volere un figlio, e, se figli non ci sono, essere contenti che non ce ne siano... E sapere che ce se ne infischia di tutto. Di tutto, persino del fatto che si ama. Io me ne infischio, Giuda, di amarti. La cosa non ha pi alcuna importanza a forza di averne. E' la stessa cosa che avere due occhi, un naso, una bocca. Non ci si pensa.

(Breve pausa. Molto semplicemente, ma gaiamente, ella conclude)

Insomma, salvo errore, io ti amo.

(Lea molto vicina a Giuda, ma non fa alcun movimento verso di lui)

Giuda (camuffandola la sua emozione sotto un piccolo sorriso) E' spaventoso.

Lea E' spaventoso. Vedi bene che, a volte, pu essere persino facile vivere.

Giuda Sarebbe facile se non si avesse un cuore.

Lea(sorpresa) Perch dici questo? Al contrario.

Giuda Voglio dire: se si avessero occhi capaci di non vedere quel che passa attraverso gli occhi degli altri, degli orecchi che non udissero tutte queste urla, queste urla attraverso il mondo; se si potesse mangiare - senti! - semplicemente mangiare a saziet davanti a uno che ha fame e infischiarsene; se si potesse non ricordare nulla... (Lea gli stringe le mani; ma egli le ritrae energicamente) Ah, no! Lascia andare le mie mani.

Lea(turbata, intimidita) Perch? Ti ho fatto paura?

Giuda No.

Lea E' cos, invece. Perch hai avuto paura? Perch, le mani?...

Giuda(si guarda le mani) Non si vede. Ma io lo vedo.

Lea Che cosa? Che cosa hanno fatto alle tue mani?

Giuda Niente. Sono le mie mani che hanno fatto qualche cosa.

Lea Le tue mani? A te stesso?

Giuda S. Un giorno, essi sono venuti. Ne hanno prelevato dieci nel mucchio. Avveniva spesso cos: per farci fare alcuni lavori. Si and al lavoro. L, sai che cosa era il lavoro? Un'esecuzione.

Lea Come? Quale esecuzione?

Giuda(a bassa voce) Ci hanno costretto a crocifiggere un uomo. Io l'ho fatto. Un povero diavolo, quasi un vecchio.

Lea Che cosa aveva fatto?

Giuda Rubato. Aveva derubato il suo padrone, dicevano. E questo sembrava loro assai grave. Ma uno schiavo chi pu derubare? Il padrone naturalmente. Non conosce nessun altro, uno schiavo. S, io ho fatto questo. L'ho messo in croce, questo vecchio. Non gridava neanche. L'ho crocefisso, questo vecchio. Aveva l'aria di trovare che la cosa fosse fatta a ragione, lui stesso.

(Lea fa verso di lui un movimento, come se volesse profferire qualcosa)

No, io non ho picchiato sui chiodi. No, io no. (Pausa) E allora? Che cambia, questo? Diciamo pure che ho picchiato sui chiodi. E' lo stesso.

Lea Povero diavolo...

Giuda Oh, non questo...

Lea Perch?

Giuda La sua morte, la mia... La morte, non ho n paura n voglia della morte... In ogni caso, non ne ho pi paura... Potrei parlarti della morte data a me stesso, ora, allo stesso modo in cui potrei dirti: poco fa, nella strada ho assistito a un incidente, il poveretto morto.

Lea Stai mentendo.

Giuda(onestamente) Un poco. Ma non troppo. Da quando ho saputo che la mia morte a mia disposizione, mi sento pi tranquillo.

Lea(tranquillissima) Parli di morte come uno scribacchino che immagina di amare i viaggi. Rifletti: tu non hai saputo fare nulla da solo, mio povero Giuda. Arrivando nell'altro mondo tu non sapresti neanche fare il morto, e, mi rimpiangeresti immediatamente...

Giuda Pensa, forse, un morto?...

Lea(pi intenta) S, pensa, pensa, pensa continuamente, un morto. Non avrebbe altro da fare. Allora? Riesci a vederti morto, Giuda? Parla. (Con il pianto nella voce) Ma infine non vuoi capire che io mi trovo qui per impedirti di essere morto? E che non esiste che questa verit: non essere morti?

Giuda(scettico e duro) Credi questo?

Lea(violenta, con convinzione) Lo credo, s! (Pausa; poi, con altro tono) Perch non vuoi provarti, con me? Qui o altrove. Possiamo rimanere, partire...

Giuda(ironico) Con Bartolomeo e compagnia, magari!...

Lea Per me questo indifferente. Come vuoi tu. Sei tu che decidi. Tu sei l'uomo. (Pausa) Ah, s! Quando si esce di prigione occorre riabituarsi a decidere.

Giuda(disperato) Ma che cosa decidere? Dove andare? Per fare che cosa? Non vedi dunque quello che son diventato? La prigione, Lea, se lo divora un uomo. E' carne pregiata. E che cosa non ne fa! (Una pausa molto imbarazzante)

Lea(in un ultimo tentativo) E se fossero loro ad aver ragione, Giuda?

Giuda Loro chi?

Lea Bartolomeo... E i suoi compagni... Se quello loro non fosse un Dio come gli altri?

Giuda Oh, per carit!...

Lea Se fosse vero che non sia cattivo, anzi che sia buonissimo, e che voglia cambiare tutto...

Giuda Cambiare tutto? E come si comporter? Che sa di noi? Beh, ammettiamo... Ammettiamo che sia diverso... Diciamo un Dio vero, un Dio come se ne ha bisogno, disceso in terra... E perch disceso proprio nel nostro cantuccio? mah! Bene, bene, bene... Io non voglio cavillare sui particolari. E' disceso proprio a due passi da casa. Ottimamente. E chi che si sceglie per guida in questo paese? Te? Me? Perch gente come me e te avrebbe saputo bene che cosa fargli vedere, no? Invece, niente. Assolutamente niente. Gli Dei, quando sono di passaggio, compreso quello l, chi vogliono per guida? Preti! Sempre preti! Non c' altra alternativa. Perch i preti hanno delle influenze. E lui, quello l... il loro Dio, dov' che se n' andato? Al Tempio, vecchia mia, come tutti gli altri. E' questo che gli si vuol mostrare. Dei templi. E lui sar soddisfatto. E ne uscir dicendo, lui, anche: Grazie. E' ben tenuto, il Tempio. Tutto procede a meraviglia. La minestra buona . (Si alza, pesantemente) Non ne parliamo pi. (Comincia a tremare)

Lea(allarmata) Che cos'hai?

Giuda Nulla.

Lea Batti i denti.

Giuda No.

Lea(gettandosi su di lui e abbracciandolo) Giuda! Non fare cos. Non te ne andare. Non mi lasciare. Ti supplico.

Giuda(si libera dalla donna e la respinge) Oh, lasciami, Lea. Io sono rovinato. E lasciami crepare una buona volta. Se vero che mi ami, lasciami crepare.

(Silenzio. Lea ha fra le mani la corda di Giuda)

Lea Sta bene. Io non potrei dirti pi nulla. (Tira su la corda, con rabbia) E' solida. Ho fatto tutto quel che ho potuto. (Getta la corda a Giuda che la prende a volo. Si guardano)

Giuda Vattene.

(Lea resta immobile. Ancora una breve pausa. In questo momento si eleva, dal di fuori, un rumore che cresce rapidamente. S'intendono quindi delle grida, un suono di passi di corsa, voci)

Che succede nella strada?

(Bruscamente la porta si apre. Marco con sua madre Giovanna, trafelati, entrano in scena)

Giovanna(a Marco) Chiudi la porta. Presto!

Giuda Che succede?

Giovanna Si danno botte!

Giuda Ma chi?

Giovanna Egli , ha picchiato sodo.

Lea Chi Egli ?

Giovanna Il loro Ges.

Lea Che?

Giuda E chi ha picchiato?

Giovanna I mercanti del Tempio.

Lea(esclama incredula, sorpresa) Del Tempio?

Marco(esultante) S! S' preparato con delle stoppie una frusta, e patapn, patapn!

Giuda I mercanti!

Marcoe

Giovanna S.

Giuda Possibile?

Marcoe

Giovanna S.

Giuda E gli dava? Gli dava forte?

Marco(estasiato) Ah, dovevate vederlo!

Giovanna (sbigottita) Vedi di star zitto, tu!

GiudaLui s'arrabbia! Pesta! E non sui poveri diavoli... Ma sui pezzi grossi. Sui mercanti.

Lea Ma guarda!

Giuda Questo cambia ogni cosa.

Giovanna Che? Che cos' che cambia?

Giuda Tutto. Perch se fa cos, Giovanna, comprendete, non soltanto un Dio...

Giovanna E che?

Giuda(riannodandosi la corda oda vita) E' un uomo. E in questo caso io sono dalla sua parte. Un Dio e un uomo insieme! Che cosa potrei pretendere di pi? (A Marco) Dove si trova adesso questo Ges? Mostrami la via.

(Giuda esce immediatamente insieme a Marco. Le due donne si guardano)

Lea(si lascia andare su una sedia e mormora col volto illuminato dalla gioia, mentre cala il sipario)

Sia resa grazia... a Lui!

ATTO SECONDO

Nella casa di Giovanna, la madre del piccolo Marco. Una seda assai semplice, al pian terreno, il cui mobile principale un tavolo lungo e stretto con ancora gli avanzi della cena che Ges ha da poco consumato insieme ai discepoli. Ci sono: Giuda, Bartolomeo il fabbro, Taddeo il droghiere, Giacomo il falegname, Filippo il carovaniere, e il piccolo Marco: tutte persone che gi conosciamo; inoltre ci sono altri quattro individui, nuovi per noi: Matteo il doganiere, Tommaso il contadino, Simone il calzolaio e Andrea l'appaltatore di pescherie. All'aprirsi del sipario, alcuni di costoro sono ancora seduti dinanzi al tavolo, altri sono in piedi, altri si alzano nel momento; ma tutti stupefatti, sconvolti, guardano verso la porta, rimasta aperta, per la quale Ges appena uscito seguito da Pietro, Giacomo il Maggiore e Giovanni. Filippo dinanzi alla porta, presentando le spalle al pubblico; guarda fuori, oltre la porta. Ha ancora l'atteggiamento di chi abbia tentato di trattenere uno in procinto di andarsene. Silenzio. Poi, Filippo torna verso gli altri. Si capisce che soffocato dalla meraviglia, che ha la gola serrata.

Filippo Questa poi!...

(Pausa. Guarda gli altri che sono disorientati quanto lui. Esita, poi per rompere il silenzio)

Senza dire neanche buona sera!...

(Grave stato di imbarazzo. Uno si stuzzica i denti; un altro vuota il bicchiere; un altro ancora rialza uno sgabello rovesciato. Nel frattempo Giuda va rapidamente verso Marco e gli parla a voce bassa traendolo seco verso la porta. Marco esce di corsa. Filippo, nervoso)

Beh, insomma!... Dite qualche cosa!...

Andrea Che cosa vuoi che si dica?...

Simone Siamo rimasti tutti senza fiato.

Tommaso Ce n' ben ragione, no?

Filippo Appunto per questo bisogna cercare di trovare una giustificazione.

Bartolomeo Uno di voi mi tradir ... vacci a capire qualche cosa.

Matteo Abbiamo fatto male a lasciarlo partire senza chiedergli una spiegazione.

Tommaso Pietro, Giacomo quell'altro, e Giovanni, loro, almeno, gli sono andati dietro.

Taddeo Per chiederglielo, dici?

Matteo Perbacco! e perch altro se no?

Bartolomeo Per proteggerlo.

Giacomo S, pu darsi anche questo. S, certo.

Filippo In tal caso ci conviene seguirlo anche noi.

Matteo Se Egli avesse avuto bisogno d'essere seguito lo avrebbe detto.

Filippo E a quei tre l'ha detto, forse?

Andrea(amaro) Quelli l, figurati!...

Tommaso Si credono tutto permesso.

Filippo Fate come vi pare. Quanto a me, vado.

Giuda(calmo) E dove andrai?

Filippo Eh?

Giuda Lo sai dov' adesso? (Silenzio) Io ho mandato il ragazzo, appunto per saperlo. Attendiamolo dunque.

Filippo(che non riesce a darsi quiete) Attendere! Attendere!... Con parole di quella sorta sullo stomaco... (Pausa) Uno di voi mi tradir . E chi? (Ad Andrea) Tu?

Andrea(sobbalzando) Perch proprio io?

Filippo Io non voglio intendere: proprio tu. Allo stesso modo potrei dire... Tommaso... Simone... Matteo... ome stesso. S, perch non potrei essere io, tanto che ci siamo? Ebbene, no! La cosa non mi pu riguardare! (A Bartolomeo) E tu? Vorresti tradirlo, tu?

Bartolomeo Stai diventando matto? (Pausa)

Giacomo(tentando una spiegazione) E se era soltanto una parabola?

Giuda No. Quando si tratta di una parabola lo capiamo ancor prima che cominci a dirla. Sorride. E nello stesso tempo fa sempre un piccolo gesto. Hai notato? Si passa un dito dietro l'orecchio... Cos...

Giacomo Gi, un tic... L'ha sempre avuto.

Giuda Questa sera non l'ha fatto. D'altronde non ha sorriso neanche una volta durante la cena.

Taddeo No. Era triste.

Giuda Pi che triste.

Bartolomeo Scoraggiato, si sarebbe detto.

Giuda Pi che scoraggiato.

Tommaso E ci che si notava soprattutto che aveva paura.

Filippo Non di noi, spero.

Giacomo Pare di s, invece. (Degli oh di protesta, da parte degli altri) Ah, e avete notato come ha detto seriamente quella frase?

Giuda S. Con molta seriet.

(Pausa. Grave stato di imbarazzo)

Andrea(all'improvviso, con veemenza) A ogni modo non sono io. (Gli altri lo guardano con stupore) Lo giuro.

Simone Nessuno ti accusa.

Andrea(smarrito, tormentato) Vi dico che questa faccenda non mi pu riguardare. Ve lo giuro. Non pu essere. (Ansima) Bisogna che la cosa non mi riguardi; sarebbe troppo ingiusto. (Pausa) Perch mi guardate cos?

Filippo(irritato) Non ti riguarda. Ma lasciaci un po' in pace!

(In questo momento si distingue, veniente da fuori, assai lontano un suono di passi cadenzati che si fa via via pi vicino; suono di armi che si urtano, di comandi militari)

Taddeo(in un soffio di voce) Ssst!... Sentite?

(Tutti rimangono immobili tendendo le orecchie)

Simone I Romani?

Giacomo La Guardia del Tempio, piuttosto.

Bartolomeo Non verranno mica per noi?

Filippo Come fanno a sapere che siamo qui?

Andrea Ci avranno fatto pedinare.

Taddeo Credi?

Tommaso Si avvicinano.

Simone Si fermano davanti alla porta.

Filippo Siamo fritti!

(Angoscia generale. Si sente la pattuglia passare nella strada e allontanarsi)

Giuda(nettamente) No.

Matteo Questa volta l'abbiamo scampata.

Taddeo Ho sudato freddo!

(Una brevissima pausa)

Andrea(gridando improvvisamente) Ne ho abbastanza, voglio andarmene! Avete capito che voglio andarmene?

Gli altri Andare dove? Che ti salta? Ma via, Andrea! Sei pazzo? Non il momento di perdere la testa, ti assicuro!

Andrea(preso dal panico) Bisogna che non ci acchiappino. Se mi malmenano, non rispondo di me, mi conosco. Parlerei, direi qualsiasi cosa purch non mi battano! E sar io a tradire...

Giuda(duramente) E sta' zitto!

Andrea(sempre sconvolto) Non pu aver mentito, lui! Allora, bisogna pure che ce ne sia uno. Sar io, vi dico... In verit io ve lo dico!... In verit io ve lo dico...

Giuda Adesso la pianti, eh! Non sei accusato pi degli altri. E non meno. (Pausa) Non ti vergogni? (Una pausa. Andrea riesce a dominarsi)

Andrea Vi chiedo scusa.

Giuda Invece di scalmanarci, cerchiamo di vederci chiaro, sar meglio. Quello che ha detto, l'ha detto: Uno di voi mi tradir ... Ebbene, uno di voi ... preciso: significa che uno tra noi, compreso Pietro, l'altro Giacomo e Giovanni...

Giacomo Bada che spesso egli dice voi e noi ... e non poi cos preciso. Pu voler dire: qualcuno, un uomo , gli uomini ...

Giuda Forse, ma non credo. Mi tradir ... vale a dire mi consegner alla polizia, ai Romani ... Solo che, mentre evidente l'interesse di quelli, non vedo perch uno di noi debba intendersela con loro. Per soldi, forse? Nessuno di noi sarebbe capace d'una porcheria simile. (Mormorii d'approvazione) E allora, per che motivo?

Andrea(esplodendo) E poi, in fondo, se vogliono prenderlo, sanno dove andarlo a trovare, non hanno bisogno d'una spia!

(Pausa. Questa osservazione ha colpito tutti)

Ma allora, perch va a inventare cose simili? E' abominevole!

Tommaso(incalzante) Certo! Per addolorarci?

Matteo Bada che non poi cos vero che sappiano sempre dove trovarlo. Toh! Ammettete che vogliano arrestarlo stasera: nessuno sa dov', nemmeno noi.

(Pausa)

Giacomo Ascoltate, ho un'altra idea... (Esita, sotto lo sguardo attento degli altri) E se stavolta si fosse semplicemente sbagliato...?

(Lunga pausa)

Simone(lentamente) Ah, ma anche questo sarebbe molto grave.

Giuda Quasi peggio, direi.

Tommaso Egli non ha il diritto di sbagliare.

Andrea Ci farebbe dubitare di tutto quanto.

Giacomo Non necessariamente. E' stanco. E' inquieto. Forse colpa nostra. E se fosse stato solo un modo di rimproverarci?

Taddeo Riconosci che sarebbe un po' eccessivo.

Giacomo S, ma non siamo stati sempre perfetti.

Simone D'accordo. Ma lui, allora? Capisci, se almeno lui perfetto, allora le cose cambiano.

Giuda (timidamente) Pu darsi che siano cambiate.

Filippo Come?

Bartolomeo Cosa intendi dire?

Giuda Voglio dire... Sto cercando... Un momento fa mi avete fatto perdete il filo ma..

(E' bruscamente interrotto dall'irruzione di Giovanna, la madre di Marco, proveniente dall'interno della casa)

Giovanna Dov' Marco? (Tutti la guardano interdetti, senza comprendere. Giovanna, spiegando) Vi parlo di Marco, il mio ragazzo. Gli avevo detto di andare a letto. Non in camera sua. Dove me l'avete mandato, ancora?

Giuda Gli ho chiesto di seguire Ges, per sapere dove andava.

Giovanna(esasperata) Cosa?

Giuda Non pu tardare molto, ora.

Giovanna(furiosa) Ma non potete lasciarlo in pace? O credete di immischiarci il ragazzo in tutte queste storie? Ho fatto un bel guadagno ad ospitarvi!

Bartolomeo Non avresti voluto lasciarci fuori proprio per la Pasqua, Giovanna?

Giovanna Eh, s! L'ho fatto per te, altrimenti... E dove volete che me lo cerchi mio figlio, adesso?

Taddeo Non il caso di preoccuparsi, non corre nessun rischio.

Giovanna E che ne sapete, voi? Me lo mandate di notte per le strade... Supponete che succeda una rissa da qualche parte, con quel vostro Ges, e che mi tomi a casa conciato... Matteo Ma no, no...

Giovanna Come, no? Non capite che da queste parti ne hanno abbastanza di tutte le vostre manie? E che qualsiasi cosa buona, per mettervi dentro come dei malfattori? Che aspettano solo un'occasione? E che, se non si presenta, la inventeranno? Se avete gli occhi e le orecchie tappati, affare vostro, ma non voglio che ne vada di mezzo il mio ragazzo, capito? Perch vi ripeto, bambini o no, questa faccenda va a finir male. (Esce sbattendo la porta)

(Lunga pausa)

BartolomeoMettiamoci bene in testa questo: le cose stanno gi mettendosi male. (Scoraggiato)

Sono capitato in un brutto momento.

Filippo(brutalmente) Per l'ultima volta: dovevi arrivare prima, o startene a casa come tutti!

Bartolomeo Perch, ti d fastidio che ci sia anch'io?

Filippo Mi d fastidio che tu sia venuto con l'idea che avevamo gi levato noi le castagne dal fuoco e che non arrischiavi pi di scottarti.

Bartolomeo Tanto vale dire che sono venuto per profittare di voi?

Filippo In un certo senso, s.

Bartolomeo Vuoi prenderti un pugno?

Giacomo(frapponendosi) Questo poi! State diventando matti tutti e due?

Matteo E' stupido bisticciarsi cos. Capisco... Siamo un po' nervosi con quello che sta succedendo... Non ci sentiamo a posto, stasera. Ma questa non una ragione per dirsi delle cose che non si pensano. (Un silenzio)

Simone E' colpa mia, se capita questo.

Tommaso Colpa tua?

Simone Non avrei dovuto venire con voi. Ogni volta che partecipo a un'impresa, fallisce.

Matteo Cosa vai a pensare?

Simone S, s. E' sempre stato cos: porto sfortuna.

Bartolomeo(scherzoso) Bisognava avvisarci, diamine!

Simone Dopotutto, un modo di tradire come un altro, forse di me che parlava.

Filippo Ma no, tu non c'entri.

Giacomo Se andr male, non c'entra nessuno.

Bartolomeo Salvo lui.

Giuda Lui chi?

Bartolomeo Lui, Ges. Perch tutto dipendeva da lui.

Giuda E da voi.

Tommaso Noi non facciamo che seguire.

Bartolomeo E ben condotto, quest'affare non avrebbe dovuto fallire.

Giuda Cosa intendi per ben condotto ?

Taddeo Ragionevolmente. (a Bartolomeo) No?

Bartolomeo Esatto.

Taddeo Se vuoi un esempio, eccotelo: la storia del tempio... l che ha cominciato... L'entrata con Viva il nostro Re era gi... Ma la faccenda del Tempio, poi!...

Filippo Erano tre anni che aspettavamo di passare ai fatti. Di' piuttosto che avevamo atteso troppo!

Taddeo Vedi a che punto conduce, questo modo di fare.

Tommaso O, caso mai, avremmo dovuto attendere di essere adeguatamente forti e preparati.

Bartolomeo Senn, ecco il risultato: abbiamo la polizia alle costole.

Filippo Voi vedete poliziotti dappertutto.

Bartolomeo Ma perch vero che ce ne sono dappertutto, caro mio!

Giuda Conclusione?

Taddeo Conclusione: non il momento di fare i rivoluzionari e di provocare le autorit.

Filippo Cosa mi tocca sentire!... Poco ci manca di gridare Viva la polizia! .

Taddeo(che si riscalda) Se la prendi cos, allora, io, commerciante, sposato, padre di famiglia e compagno di Ges, proprio come te, non esito a dirtene una buona, se vuoi sentirmi: che la polizia ci vuole.

Giuda A questo sei arrivato, eh?

(Un silenzio)

Matteo(a Taddeo) Perch non vai a dir questo a Ges?

Taddeo Io, pensi che non sarei capace?

Giacomo Glielo diresti?

Andrea Ma certo. Ges non necessariamente contrario al buon ordine. Ricordi quel giorno in cui ha detto che bisognava pagare le imposte? E non solo i ricchi. Tutti. Anche i poveri. E quel giorno che ha guarito il servo del centurione?... del centurione romano? E quel giorno in cui andato a mangiare da Zaccheo... certo proprio Zaccheo, l'esattore... E' perch d'accordo, no?

Giacomo(contrariato) Non dico di no, ma bisogna vedere con che animo ha fatto tutto questo.

Taddeo Ci non toglie che l'abbia fatto!

Simone Anche se non ne abbiamo capito nulla.

Tommaso Nulla, proprio.

Andrea Certo, perch su questo punto non c' da discutere: o si per una cosa, o si contro.

BartolomeoDa quello che mi avete detto, gli capita spesso di essere ora a favore e ora contro la stessa cosa.

Taddeo Ci sono dei momenti in cui ci si chiede persino se sa ancora esattamente da che parte va, e allora...

Giacomo(disgustato) Oh, sentite...

Andrea S, che cosa?

Giacomo Sapete che io non gli d sempre ragione, ma francamente... stasera... vi trovo... (Esita)

Giuda(incoraggiandolo a dire) Avanti, parla! (Giacomo lo guarda esitando) Diglielo, loro non sanno!...

Giacomo Io trovo... in fondo..., non tutti, d'altra parte, ma diversi... S, voi... Vi trovo (a bassa voce, come se si vergognasse per loro) ...rivoltanti.

(Un silenzio)

Taddeo No, Giacomo, sei ingiusto... ci siamo spiegati male... Volevamo dire: tutto quello che lui ha fatto in quel senso, il centurione, l'esattore e il resto, io pensavo... pensavamo che fosse... come dire?... una preparazione, una specie di tattica sua. Ma che in seguito si comprenderebbe. E che un bel mattino, bum! scoppierebbe, che sarebbe Re.

Giuda Lo sar.

Taddeo(sinceramente triste) Ebbene, vedi, non pi cos certo... (Pausa) Allora, vero, ci si domanda cosa capiter adesso... (A Giuda) Tu sei appena arrivato tra di noi, ma...

Giuda E' forse per questo che ci vedo pi chiaro e che ho il diritto di parlare. E anche perch io non sono arrivato come voi, per caso.

(Mormorii di protesta)

No, esatto: non per caso. Via, confessiamolo: quello che vi successo, voi lo avete un po' dimenticato. Me l'avete raccontato voi: E' passato dalle nostre parti, ha parlato, mi piaciuto e l'ho seguito.... Certo, ma c'era qualcosa di pi importante, ricordatevene: ne andava di tutta la vostra vita e di quella degli altri. Ecco quello che non bisogna mai dimenticare, n voi, n io. Ecco quello che bisogna continuare a volere. Questo o nulla. Altrimenti finita. Taddeo Ma vedi bene che non pi possibile: guarda come ci tratta... Tradirlo, dice... Non possiamo sentirci accusare cos dopo quello che abbiamo fatto per lui.

Giuda E cos' che avete fatto per lui?

Filippo Ah, no! A questo punto non posso permetterti d'andare avanti!

Matteo Esatto!

Andrea Bartolomeo lo ha appena detto: per lui abbiamo lasciato tutto.

Taddeo E non da ieri, noi, ma gi da tre anni.

Giacomo Non l'abbiamo mai lasciato solo.

Tommaso Abbiamo parlato in suo favore.

Simone L'abbiamo sostenuto.

Matteo E abbiamo sempre condiviso la sua sorte.

Filippo Gli abbiamo obbedito.

Andrea Ciecamente.

Tommaso Persino troppo, a volte.

Taddeo Cosa non abbiamo fatto per lui? Lo abbiamo difeso, dappertutto, e spesso in situazioni pericolose.

Giuda(sorridendo) L'avete amato, insomma?

Tutti (calorosamente) S.

Giuda Ecco, ed appunto questo che gli rinfacciate.

(Un silenzio. Tutti sono stupefatti, colpiti)

Giacomo Non parlare leggermente, Giuda. Io sono stato molto severo con loro, ma ora sei tu che sbagli. Non gli rinfacciamo la nostra amicizia, anzi. Ma sappi che da quando noi lo conosciamo, molto cambiato.

Andrea Completamente.

Taddeo(triste, a Giuda) Lui stessose ne rende conto, va. Non pi lo stesso. Non ha pi fiducia.

Giuda E ne sei meravigliato?

Giacomo(grave, corregge) Ma, no. Giuda. Non hapi fiducia in se stesso. E' una cosa che non puoi sapere, tu...

Tommaso(approvando, rivolto a Giuda) Tu non l'hai conosciuto prima, non puoi ricordarti... il suo modo di tirarci dietro, piccolo gregge che eravamo...

Filippo E lui, avanti, tutto tranquillo. Nemmeno aveva l'aria di camminare, Scivolare, ecco, se vuoi...

Taddeo Eppure, non si direbbe, ma va in fretta. Io ansimavo, a volte.

Matteo E poi il suo modo di parlare... Quel che diceva, naturalmente, ma anche come lo diceva.

Filippo Anche quando non capivamo eravamo felici.

Taddeo(precisando) Nemmeno felici, esattamente, ma era come se non avessimo bisogno della felicit.

Matteo(approvando) Ecco, s, con lui tutto era diverso.

Andrea E non c'erano paure: di nulla, di nessuno...

Simone Tutto facile.

Filippo E interessante.

Giacomo E poi, allora... la bont!

Taddeo Ah, era una cosa meravigliosa! Quando parlava della bont di suo Padre, era...

Tommaso E la sua allegria anche... Soprattutto!... E la sua gentilezza. Come se accarezzasse la gente. Ah, per la miseria!... E nel medesimo tempo sapeva quel che voleva... E confermava in tutti la volont.

Andrea Ci si sentiva sei tu che l'hai detto un giorno, no? ci si sentiva come bambini ben guidati.

Giacomo E in vacanza!

Filippo Non eravamo pi gli stessi, insomma!

Matteo Non che fossimo pi intelligenti...

Tommaso No, e nemmeno migliori...

Taddeo Certo, potrebbe essere... insomma, eravamo... ci trovavamo meglio .

Filippo Ah, ti garantisco che era gi qualcosa...

Simone(terminando, con gesto grandioso) ... di immenso!

Andrea Non ce ne rendevamo forse sempre conto, ma, se ci penso, com'era bello! (Sospira) (Pausa. Tutti sono immersi nei loro ricordi)

Taddeo Prova a raccontare questo agli altri! Impossibile: non trovi le parole. Saremmo stati solo noi...

Andrea Ed ecco!... Tutto ci per...

Tommaso(abbattuto) S, non avrei mai creduto...

Simone Nemmeno io.

Matteo(franco) Eppure, non colpa nostra, no?

Giuda(dubbioso) Credi?

Taddeo Ah, decisamente no, senti... Noi avremmo ben continuato, ma hai sentito Lui: non parlo della faccenda del tradimento, no, di questo non parliamone pi perch troppo triste, ma cosa ha in testa quando dice: E' l'ultimo pasto che prendo con voi? . (Pausa) Cosa vuol dire, se non per darci gli otto giorni? (Silenzio)

Tommaso Proprio cos! E' finita... Finisce in un modo strano...

Giuda(trasalendo) Ma non finita! Non finito niente! Allora tutto quello che siete capaci di fare di seguirlo, quando ogni cosa va bene? E quando vi si domanda un piccolo sforzo, quando vi si chiede di far lavorare i vostri cervellini, hop, pi nessuno! Si ritorna a casa, eh? Ma il pi strano che non vi rendete nemmeno conto di quel che siete, di quello che noi siamo diventati. Di quello che egli ha fatto di noi, di noi poveri diavoli. Ne ha fatto qualcosa di diverso dagli altri. E in pi, ci ha trasformati in una cosa sola. Non si tratta pi di te, di me o di lui... Si tratta di noi . E questo voi lo vorreste disfare? Egli ha fatto di noi del pane e voi vorreste tornar farina? Avanti, provatevi! Non ci riuscireste nemmeno!

(Pausa)

Niente storie, amici, si continua! Quelli che hanno paura, alla mia sinistra. Quelli che non ne hanno, a destra.

(Dopo un attimo di esitazione, Matteo va a mettersi alla destra di Giuda)

Sentite... A forza di guardarvi e di ascoltarvi, ho finito per capire cosa voleva dire... (Movimento) S.. Non c' da fare gli offesi... avete dimenticato l'essenziale. Non starebbe a me il ricordarvelo, ma bisogna pure che lo faccia, visto che non avete l'aria di ricordarvene voi. Siete cosi abituati a vederlo uomo che vi siete dimenticati che egli innanzi tutto un dio... Ecco... (Pausa) Siete sempre d'accordo su questo punto, vero?

(Mormorii d'approvazione)

Allora? Ma allora perch non fate niente per partecipare a questo fatto: che egli un dio? Si direbbe che non vogliate pi saperne. Voi vi trascinate per terra, e non sarebbe ancora niente, ma vi aggrappate a lui per trascinare a terra anche lui... Ebbene, questo che si chiama tradire, nient'altro. Voi lo tirate per la sottana. Continuate, e diventer un uomo come voi e me e arriver a non essere pi dio del tutto. E voi avrete compiuto questa bella impresa: che un pugno d'uomini, uomini coraggiosi, avr impedito a un dio di essere un dio! Complimenti!

(Giacomo e Filippo vanno a mettersi a destra)

Egli troppo buono con noi. Uno di voi mi tradir ? Non uno solo, siamo tutti a tradirlo, noi dodici! (Si ferma e si corregge) No, undici solo. Perch io, Giuda, no: io non lo tradir. Ho capito. Adesso fate quello che volete. La porta aperta. Provate ad andarvene. Forse ha voluto solo spaventarci per vedere quale di noi sarebbe restato. E' come se avesse detto: Uno di voi non mi tradir . Ebbene, quello che non lo tradir sar io. Ecco.

(Pausa)

Matteo Il solo a non tradirlo, se permetti...

Filippo S...

Giuda Sono pronto a ritirare quel che ho detto.

Bartolomeo Farai bene, perch... Abbiamo forse trasceso, poco fa...

Andrea Ma non siamo dei vigliacchi per questo!

Matteo Allora, facciamo come se non fosse successo nulla? E quelli che son d'accordo si mettono alla sua destra.

(Pausa. Taddeo e Andrea si muovono verso Giuda. In questo momento la porta si apre ed entra Lea. Essa indovina, dai loro atteggiamenti e dall'atmosfera tesa, che qualcosa successo)

Lea E, che musi lunghi avete!

Matteo Noi, perch... No...

Lea Oh, ma guardatevi! Cosa c'?

Giuda Niente, si discuteva.

Lea Lasciate insieme gli uomini dopo il pranzo, e li troverete o ubriachi o in lite. Perch litigavate?

Taddeo Non litigavamo.

Bartolomeo Eravamo solo scontenti.

Lea Perch? (Pausa) La storia del tradimento, scommetto!

Giuda Come lo sai?

Lea Ah, ecco!...

Giuda(brutalmente) Come lo sai?

Lea Li ho incontrati venendo qui. E' Giovanni che me lo ha detto.

Bartolomeo E a Ges, gli hai parlato?

Lea No, ho fatto finta di andarmene. E poi li ho seguiti, Ges e i tre, senza farmi vedere. Sono agli Ulivi.

Matteo E allora?

Lea E allora, ero incuriosita... e poi sapevo bene che quel fatto doveva tormentarvi... Mi sono nascosta e li ho ascoltati... Erano seduti tutti e quattro sulle pietre...

Filippo E Ges, parlava?

Lea Certo. Non prendetevela pi, su!

Giuda Perch, cosa diceva?

Andrea Com'era?

Lea(mentendo, abbastanza palesemente) Molto calmo, tutto contento. No, aspettate... salvo che... non era contento del tutto a causa di quella frase che aveva detto qui. Ci lo disturbava, perch pensava di avervi fatto dispiacere.

Taddeo Credo bene!

Gli altri Zitto!

Lea(continuando) Voleva persino tornare indietro per spiegarvi. (Esita)

Giuda E ha spiegato?

Lea S... Ecco... Voleva cominciare una parabola, e poi non ha trovato le parole. Aveva perso il filo; insomma: ha visto che la sua frase vi spiaceva, che la prendevate sul serio, non ha saputo come cavarsela e se ne andato, ecco tutto... Ma a parte questo, egli era molto sereno. Molto pi che in questi ultimi giorni. Ha proposto agli altri tre di giocare alle biglie con delle piccole pietre. Parlavano tra di loro dolcemente. E lui diceva: Spero che gli altri non siano arrabbiati, che verranno qui, ho bisogno di loro, che mi raggiungeranno... . Ha detto cos.

(E' arrivata in fondo alla sua menzogna coraggiosamente. Ma si capisce che al limite del suo sforzo. Ciononostante finisce con un buon sorriso)

Ecco, va meglio ora?... S, avete gi un'altra faccia.

(Il viso degli uomini si un po' rischiarato. Si sogguardano, rasserenati ma ancora imbarazzati per le loro precedenti reazioni, un po' vergognosi)

Simone Uff!... Veramente ci sentiamo meglio!

Giacomo Lo dicevo, io, che era una parabola!

Matteo Gi, press'a poco.

Filippo(estasiato e indignato) E dire che ci spremevamo il cervello a cercare chiss che!... Ed era una cosa cos da poco!

Bartolomeo Bisogna per ammettere che non stato chiaro.

Filippo Questa la prova che siamo degli idioti. Nemmeno capire quello che dice.

Tommaso(piccato) Idioti... idioti... Filippo Infine, non abbiamo certo di che vantarci!

Lea Ah, no! Non vorrete ricominciare!

(Si calmano, ridono un poco. Lea ansiosa di vederli andar via) E vi aspetta. (Mormoni d'assenso. Si affrettano alla porta. Giuda non ha seguito il movimento generale)

Simone(che se ne accorge) Tu vieni?

Andrea Non vieni?

Lea(ancora una volta si domina e dice gentilmente e semplicemente avvicinandosi a Giuda) Lasciatemelo un momentino... Non ci vediamo mai...

Taddeo Certo, certo... (A Giuda) Ti aspettiamo agli Ulivi.

(Sono usciti tutti. Il viso di Lea cambiato. Si siede lentamente, come sfinita)

Giuda Che c'?

Lea(con voce atona) Torna a casa, Giuda, e prepara il sacco.

Giuda Perch? Cosa accade?

Lea Prepara il sacco. Se non hai capito, sei ottuso come gli altri.

Giuda(violento) Ma parla, perdio!

Lea Non ce n' bisogno. Ho raccontato qualcosa tanto per spedirli via. Andiamocene noi, fa' il tuo sacco.

Giuda Sei pazza?

Lea(stancamente) Oh, dio, no...

Giuda L'hanno preso?

Lea(scuotendo il capo, tristemente) No, peggio. Si torce per terra e piange e si lamenta, e chiama suo padre... (Poi, brutale) E suo padre. io non l'ho visto arrivare!

Giuda(spaventato) Ma perch faceva cos?

Lea Perch ha fifa.

Giuda No!

Lea Io l'ho visto e so quel che dico!

Giuda E gli altri tre, allora?

Lea(con tono sferzante) Dormivano.

(Giuda ha un movimento verso la porta. Ma Lea si alza rapidamente e lo ferma)

Lascia perdere. Nemmeno lui vorrebbe pi, nello stato in cui si trova. Lascia... Non pu pi sostenere la sua parte. Ci siamo sbagliati, ecco tutto. Solo che adesso le cose si mettono male... Allora io che ho buon senso ti dico: bisogna che ce ne andiamo.

Giuda No.

Lea Non hai una buona ragione, non una sola, per stare con lui.

Giuda Ma, e tu stessa, Lea?

Lea S, anch'io, vero: ci avevo creduto e mi spiace... (Decisa) Ma infine! Bisogna essere ragionevoli, no? Poich non c' pi nessuno! Poich piange! Capisci cosa vuoi dire una cosa simile? Piange. Dice: Se possibile, Padre mio, sistemate la faccenda . E gli altri, a dormire. E voi tutti qui a litigare. Cosa vuoi di pi (Giuda tenta di scostarla per uscire, ma ella lo trattiene) No. Quando sei uscito di prigione tu te lo sei gi dimenticato, ma io me lo ricordo volevi ucciderti, giocavi con la corda, allora, e mi faceva male. Poi arrivato Lui, e tu gli hai creduto subito, non sono mai riuscita a capire perch... Era come se tu avessi avuto paura di morire, di colpo, e ti fossi aggrappato a una cosa qualsiasi... E allora l'ho seguito anch'io, si capisce. E poi vero che ho cominciato anch'io ad amarlo, ma solo per riflesso: perch ti aveva impedito di morire. (Teneramente) Capisci questo, Giuda: io amer sempre le persone che ti impediranno di morire: sia un medico, sia lui, sia persino un'altra donna... Vedi dunque... Non posso spiegarmi meglio... Giuda Non si tratta di me, Lea. Lui piange ed infelice.

Lea E che posso farci? E tu stesso, che puoi farci?

Giuda Qualcosa. Anche tu puoi fare qualcosa. Prova solo a ripeterti quello che hai appena finito di dire: Piange, infelice, solo, e allora lo abbandoniamo... .

Lea Quando si vuol comandare agli altri, bisogna sentirsi forti. Se tu l'avessi visto, ti giuro: no, no, no, no! Non pi nulla. Un uomo che piange! Io me ne vado. E non voglio che tu ti faccia metter dentro per lui. Ci sei stato gi una volta, dentro; e basta.

Giuda E' molto meschino quello che dici.

Lea Forse; ma dentro un'altra volta, non ci vai. Mi ci metter di mezzo io. Preferirei consegnarlo io stessa, guarda! (Giuda la osserva molto severamente. Breve pausa) A che pensi? (Egli non risponde) A Uno di voi mi tradir? Ma infine!... Sarebbe comodo per tutti. Una puttana fatta per consegnare la gente alla polizia... (Una pausa. Ella soggiunge, triste) O almeno tutti lo credono.

Giuda(dolcemente) Vedi bene che hai vergogna e sei disgustata di te stessa... Perch, effettivamente, se Ges fallisce, se tutti lo abbandonano, se noi ce ne andiamo, io e te, se quelli che dovrebbero proteggerlo hanno paura o dormono nel loro angolo, se egli solo, se lo imprigionano, se lo distruggono, se ha fatto per niente tutto quello che ha fatto, allora? Mia povera Lea, niente sar cambiato. Il mondo andr sempre male. La miseria e le vigliaccherie continueranno come prima, e, appunto, tra l'altro... ci saranno sempre le puttane. Io non voglio. Lui nemmeno.

Lea(stanca) Se un dio, le ha create lui, le puttane, con il resto. Io non gliene voglio, bada. Un dio, non pu sapere tutto. E' troppo occupato a creare per avere il tempo di occuparsi poi della vita delle sue creature. Ci sono uomini, cos, che fanno un mucchio di figli, e non se ne occupano mai. Solo che io, non gioco pi a riparare gli errori degli altri. Se solo un uomo, spacciato. E se un dio, dopotutto posso ammetterlo, si arranger da solo, non ha bisogno di nessuno.

Giuda Che ne sai tu?

Lea Ah, ti prego! Riconosciamo pure che ha fatto tutto quello che ha potuto. Noi adesso dobbiamo soprattutto cercare di salvarci. Da soli, con i nostri poveri mezzi. Non c' pi tempo da perdere, andiamo!

Giuda No!

Lea Ma ti arresteranno ancora!

Giuda(ironico) No, nemmeno questo avverr.

Lea(spaventata) Giuda, che vuoi fare?

(Egli non risponde subito. Lea si getta su di lui e lo stringe tra le braccia. Egli non la respinge n l'accoglie. E' glaciale. Riflette: poi)

Giuda Non so ancora, ma far sicuramente qualcosa, perch hai un bel dire, ma sono sicuro che hai bisogno di me.

(In questo momento Giovanna seguita dal poliziotto entra nella stanza)

Giovanna E' tornato?

Giuda Chi?

Il PoliziottoIl ragazzo. Di chi volete che parli?

Giuda No.

Lea Quale ragazzo? Marco? Non andato a letto? A quest'ora?

Giovanna No, pensate! Se l' svignata, dio sa dove. (Indicando Giuda) Per colpa di quel signore l... (disperata) Ah. avete fatto una bella cosa, voi!...

Il Poliziotto Certo, dite un po', cosa vi salta in mente di mandare un ragazzino di dodici anni a scorazzare di notte senza avvertire la madre?

Giuda Un incarico per un amico. Non potevo sapere... Mi rincresce...

Il PoliziottoSperabile! Non sono cose da fare. Beh, non ha importanza. Non c' di che spaventarsi.

Giovanna Ma no, no, c' di che preoccuparsi.

Il PoliziottoSapete com': a quell'et non si possono pi trattenere. E poi una sera di festa: non mancano certo le occasioni per distrarsi. Detto ci, appunto il tempo della mia ronda, vi garantisco che ve lo scover presto io, e che ve lo riconduco all'istante a sculacciate nel sedere. Nel frattempo, fatemi il piacere di andare a letto tranquilla.

Giovanna Come se potessi dormire!

Il PoliziottoCominciate col mettervi a letto, poi vedrete. (La spinge verso la porta) Andiamo, datemi retta, perbacco! So cosa dico. Sono padre di famiglia anch'io.

(Giovanna esce, Lea tornata vicino a Giuda)

Lea(sottovoce) Allora?

Giuda Allora lasciami, Lea. Lasciami e parti, se vuoi partire.

Lea Non partir senza di te.

Giuda Allora non partirai. (Pensa) Va a tener compagnia a Giovanna, ecco, e aspettami.

Il Poliziotto(osservandoli) Sempre innamorati, eh, vedo...

Lea(uscendo) Imbecille! (Esce rapidamente)

(Giuda, teso, l'ha guardata partire. Il poliziotto sorpreso, ride bonariamente: non capisce)

Il Poliziotto Cos'ha? Non le ho detto niente di male!

Giuda Oh, una storia complicata... (Pausa. Riflette. Ha l'aria assente, poi si riprende e dice quasi amichevolmente, indicando la tavola) Non volete mangiar qualcosa?

Il PoliziottoPerch no? (Si accomoda, di buon umore. Giuda gli d da mangiare e da bere, molto gentilmente) Grazie. (Comincia a mangiare. Giuda passeggia lentamente, a passi esitanti fermandosi ogni tanto, immerso nei propri pensieri)

Giuda Non vi capita mai di parvi delle domande?

Il PoliziottoCerto... come tutti.

Giuda Voglio dire: delle domande a cui non c' risposta?

Il PoliziottoPermettete... Se non c' risposta, non possono pi chiamarsi domande...

Giuda(seccamente) S, invece. (Volge la schiena al poliziotto che continua a mangiare, poi con un certo disprezzo) Insomma, non posso far affidamento su di voi... (Pausa) ... Sono solo. (Riprende a camminare in su e in gi) ... Sei solo, vecchio mio... Lui che piange, laggi... Gli altri tre che russano... Gli altri che non capiscono niente di niente... Lea che vuole andarsene... E quello l che mangia...

Il PoliziottoChi, io?

Giuda(sussultando) Come? (Pausa) S, voi. Non state mangiando?

Il PoliziottoBeh, s. Io mangio, ebbene? Voi mi date da mangiare e io mangio.

(Giuda va verso di lui, gli avvicina un piatto poi una brocca)

Giuda Prendete... Era buono, mi pare... E un sorso di vino.

Il PoliziottoGrazie. Avete bevuto, che parlate da solo?

Giuda S. Abbiamo bevuto. Abbiamo bevuto... bevuto sangue. (Versa da bere al poliziotto che lo guarda sorpreso e un po' diffidente) Ne resta.... Bevete. Questo il mio sangue ...

Il Poliziotto(meravigliato, ma indulgente) Questa poi! Dite un po', avete uno strano modo di parlare, nella vostra banda!... (Beve poi si asciuga la bocca con il dorso della mano. Giuda riprende la sua lenta passeggiata)

Giuda (dopo una pausa) Lea non ha ragione. Non dio che ha fatto le puttane. Dio non ha potuto creare il male; l'uomo che ha creato il male... E siccome il male governa il mondo, si potrebbe arrivare a dire... che l'uomo che ha fatto il mondo... S, o almeno il mondo cos com'. (Pausa) Aspetta, aspetta, si tratta di non smarrirsi... (Pi vivacemente) Non mi sbaglio... La prova; quando Dio ha visto che l'uomo aveva ricreato tutto questo... e non bene... ne ha avuto dispiacere, dio... ne ha sofferto... Allora s' detto: mi far uomo per aggiustare le cose... cio: per disfare quello che gli uomini hanno fatto... (Pausa, poi, approvandosi) S... Mi far uomo (tornando verso il poliziotto) E si fatto uomo...

Il Poliziotto(a bocca piena) Eh?

Giuda(senza occuparsi di lui) Soltanto, non facile essere uomo. E' cos poco facile che per sino un dio non arriva a cavarsela, nel mestiere d'uomo.

Il PoliziottoMa di cosa state parlando?

Giuda Di voi... di me... degli dei... Gli dei... Ne ho il diritto?

Il Poliziotto(rispettoso, ma un po' reticente) Sicuro, ma...

Giuda(sempre passeggiando) Penso un'altra cosa... (girandosi improvvisamente verso il poliziotto) Voi sapete cos' un'uniforme?

Il Poliziotto(che comincia a essere un po' seccato) Ah, sentite, voi mi rompete le scatole: siete fortunato di aver bevuto.

Giuda Non ho bevuto.

Il Poliziotto(ironico) Gi, vero... Soltanto un po' di sangue.

Giuda Mettete un'uniforme sulle spalle di un tale, ed eccolo che diventa subito un soldato. O un poliziotto. O un carcerato. E pensa da soldato, da poliziotto, da prigioniero. Quando ci si traveste come se si piglia un'altra pelle. E la pelle, stinge... (Pausa) Ecco!... Un dio si traveste da uomo, e la pelle di uomo gli lascia il colore. (E' felice di aver trovato. Ha un gesto di gioia, tornando verso il poliziotto) Ecco... Si fatto uomo, e questo gli ha lasciato il colore! (Si siede non lontano dal poliziotto)

Il PoliziottoIl che significa...?

Giuda(senza rispondere, seguendo la sua idea) Ecco, ci sono... Io brucio... (Guarda il poliziotto e spinge verso di lui una bottiglia, distratto, ma felice) Caro amico, servitevi... La citt era tranquilla, stasera?

Il Poliziotto(a disagio, servendosi e fissando Giuda) S, abbastanza. Quello che mi preoccupa quel ragazzo che non rientra.

Giuda Marco? E' un bravo ragazzo, Marco.

Il Poliziotto Sua madre se la prende a cuore.

Giuda E' simpatica, Giovanna, eh?

Il Poliziotto Giovanna? S, perch?

Giuda Oh, niente... il sobborgo pure?

Il Poliziotto Cosa?

Giuda Il sobborgo pure tranquillo?

Il Poliziotto(diffidente) S, perch? Sapete qualcosa?

Giuda Di che?

Il PoliziottoEh, non so, io... Avete un'aria strana...

Giuda Io? No. (Si allontana dal tavolo) Io penso sempre a quello che vi dicevo: le domande che non hanno risposta.

(Adesso il poliziotto decisamente all'erta. Lo osserva con vivo interesse. i loro sguardi si incrociano. Il poliziotto prende e tira a se un altro piatto, e si mette a mangiare, ma senza smettere di spiare Giuda)

Ha lasciato il colore... ed eccolo diventato un uomo... (occhiata al poliziotto) ... come lui e me... (si anima) Ed per questo che l'ho seguito. Perch era tutte e due le cose. Infine, ecco, che cosa egli tentava. Ma se anche questo va in fumo, cosa resta? Niente. Niente di niente.

(Breve pausa; poi violentemente)

Ebbene, no! Io voglio che continui.

(Un silenzio. Si versa un bicchiere di vino, lo vuota d'un sorso e continua)

Bisogna aiutarlo... spiegargli che nel suo miscuglio di dio e uomo ci ha lasciato entrare troppo l'uomo. La condizione umana fa marcire tutto... anche lui, spaventoso!... E' diventato troppo umano... e allora eccolo l che piange, che ha paura, che chiama aiuto... Aiuto , a chi? Aiuto, Padre mio! Aiuto, Dio! Domanda aiuto a se stesso, e come volete che senta, poich dimentica sempre pi di essere dio, talmente diventato uomo? (Un soprassalto di rivolta. Torna verso il poliziotto e d una manata sulla tavola, come, se se la prendesse con lui personalmente)

Ebbene, no! Io voglio che continui!

Il Poliziotto(ha finalmente capito. Molto calmo) Bene, bene... Non basta volere, notate... Ma ammettiamo...

Giuda(insistente) Io voglio che continui. (Esaltandosi) E allora questa volta, s, questa volta gli uomini saranno salvi.

Il Poliziotto S? Gli uomini saranno salvi?

Giuda Non ci saranno pi infelici. Pi cattivi.

Il Poliziotto(che entrato nel gioco) Oh, questo!... (furbesco) E' meno sicuro... Se non ci saranno pi cattivi come si riconosceranno i buoni?... (trionfante) Eh?

Giuda(rapito, un po' pazzo) Da niente. Tutti saranno felici. Non ci saranno pi puttane, pi ladri. Gli schiavi saranno ricchi quanto i loro padroni. E i briganti andranno per i sentieri a raccogliere e a curare i lebbrosi. (Riprendendosi) Ma cosa dico? Non ci saranno nemmeno pi lebbrosi!

Il Poliziotto(gioviale) Allora? Cosa faranno i briganti?

Giuda(ridendo nervosamente) Arresteranno i poliziotti.

Il PoliziottoEh, l!

Giuda E voi stesso, grosso buon uomo, balordo e brutto come siete, voi stesso, amico mio, parteciperete alla gloria di dio, sarete un po' dio, mi capite?... (Pausa) Non meraviglioso?

Il PoliziottoNon potrebbe esserlo di pi. (Pausa) E per tutto questo, dicevate?...

Giuda(deciso) Bisogna aiutarlo.

Il PoliziottoAllora trovate un sistema, amico mio , come dite voi. Perch devo informarvi che le cose per lui, in questo momento, non vanno precisamente bene...

Giuda Ah, bene! Ho capito. Ma allora bisogna far presto. Bisogna, vero? Bisogna che ridiventi Dio. Bisogna mettere alle strette la sua divinit. Talmente alle strette che egli non possa pi sottrarsi e che non abbia altra soluzione che di mostrare il dio che in lui. L'uomo si cancella, ed ecco che Dio. (Batte sulla tavola) E' questo che si deve fare.

Il PoliziottoMi sembra molto facile.

Giuda S, molto semplice. Ci vuole un miracolo.

Il PoliziottoE' quel che dicevo io.

Giuda E non un miracolo comune.

Il PoliziottoPerbacco, no!

Giuda Il miracolo dei miracoli. Quello che nessuno pu discutere. Afferrate?

Il PoliziottoPerfettamente.

Giuda E avremo vinto, perch il dio di tutti sar uno solo. (Pausa. Poi, triste) Bisogna che il mio amico Ges sparisca... Ed ecco che la cosa riguarda me, ora... E' duro.

(Un silenzio. Il poliziotto si alza e va verso la porta)

Ve ne andate?

Il Poliziotto S. Cenato ottimamente, grazie. (Pausa: si dirige ancora verso la porta. Poi, voltandosi bruscamente) Dunque?

Giuda Eh?

Il PoliziottoDov'? (Nessuna risposta) Lo sapete, voi?...

Giuda S.

Il PoliziottoQuanto? (Giuda alza le spalle) Bene, vi metterete d'accordo coi capi. Dopotutto questo non di mia competenza. (Una pausa. Si spazientisce) Ebbene, vogliamo andare?

(Un lungo silenzio. Giuda alza lentamente la testa verso il poliziotto. Si sente che dopo quest'ultima lotta inferiore, si finalmente deciso. Si alza in piedi e dice calmo, freddo, risoluto)

Giuda Andiamo.


ATTO TERZO

In casa di Bartolomeo. Stessa scena del primo atto, ma la luce quella dell'alba. All'alzarsi del sipario, Giuda solo in scena. Va e viene come un orso in gabbia. Ha il viso di chi non ha dormito. La porta si apre bruscamente. Lea appare sulla soglia. Ha un'aria allucinata, come fuori di s. Domina a stento una specie di rabbia selvaggia.

Lea(attacca con ferocia) Hai vinto!

Giuda(interpretando male, con un grido di speranza) Fatto?

Lea S.

Giuda E che cosa? Che cosa ha fatto?

Lea Lui, niente.

Giuda(deluso) Ah!

Lea(rinchiude violentemente la porta dietro di s, poi) Lo stanno torturando.

Giuda(come se avesse ricevuto un pugno nello stomaco) Ah!

Lea Un lavoro ben fatto!

Giuda(sottovoce) Le verghe?

Lea Oh! Non cercar di barare, va bene? No, non le verghe, la frusta. Le fruste. E sanguina, te lo dico io. Strano miracolo!

Giuda(irrigidendosi) Aspetta! Bisogna aspettare!

Lea E' come volevi, no?

Giuda S.

Lea Allora, ne sei fiero?

Giuda S, sono fiero.

Lea Ce n' di che! (Pausa) E gridava forte, sai?

Giuda(urlando) Taci! (Cambia tono: moderandosi).. No, racconta...

Lea Ah, ti diverte, per di pi?

Giuda(calmo) Ascolta, bisogna che sia anch'io.

Lea Prima di tutto l'hanno legato ben bene al palo. Mi meraviglierebbe di vederlo volarsene via, come tu vai sognando. Si danno i turni, due alla volta. Uno ha la frusta di cuoio con le palline di piombo in fondo... La conosci, no? E l'altro la frusta con le catenelle di ferro. Fa meno buchi ma pi solchi. Quando picchiano, la pelle si taglia per lungo, di colpo... Lui, si torce come un verme. Ha cercato di essere coraggioso, in principio: ma una parola! Mettiti al suo posto.

Giuda Ci sono.

Lea Ah, no, prego! Troppo facile. Le lacrime di sangue, io so cosa sono, adesso! Non vengono dagli occhi, le lacrime di sangue. Vengono dalla pelle. (Brevissima pausa) Sempre contento?

Giuda Sempre: bisogna che soffra come un uomo, prima.

Lea E' quello che sta facendo, rassicurati.

(Pausa. Ella lo guarda. Poi, pi grave, quasi ammirata malgrado se stessa)

Complimenti! Vedo che sostieni la tua parte. Molto bene!

Giuda Non fingo, Lea. Per l'ultima volta, aspetto perch so , perch sono sicuro... Ti ho gi spiegato...

Lea Non capisco le cose che si spiegano, io!

Giuda(un po' irritato) Tu non capisci che far un miracolo perch, non pu farne a meno, perch obbligato a farlo adesso, se non vuole che crolli tutto?

Lea Allora, digli di farlo subito. Se continua cos al ritmo con cui lo picchiano, non ne avr per un'ora; e infine se come dici tu, per rivelare un dio... no, grazie! Io preferisco liberare un uomo. Scusami, ma quando vedo un uomo tra le mani dei carnefici, io, Lea, puttana, il miracolo che voglio, di vederlo liberato.

Giuda In questo momento, io lo libero.

Lea Facendolo crepare? Ma chi ti ha cacciato in testa queste cose? Come fatto il sangue di un dio, di'? Vuoi che te lo dica io? E' un sangue d'uomo, laggi, che zampilla da ogni parte.

Giuda No. E'...

Lea(gridando) Ah, non parlarmi di questo. Le tue buone ragioni non mi interessano. Non c' una ragione, non ce ne sar mai una, da ora alla fine del mondo, che giustifichi il tuo atto: aver consegnato un uomo alla polizia. E io non so se bisogna che quello l soffra. Me ne frego di quello che bisogna. Non voglio saperlo. Io so quello che ho visto. E mi basta per darmi una sola voglia: portarlo via di l. E anche se dopo il tuo Ges se la prendesse con me, tanto peggio, mi farebbe piacere, a me. Almeno gli avrei fatto del bene, a lui, lui, lui.... E l'essere maledetta per aver fatto del bene a un uomo, ha anche il significato, no? (Pausa. Ella si riprende. Poi pi calma, con una sfumatura di ironia verso se stessa)

Che vuoi... io sono fatta per amare gli uomini... Non siamo uguali, ecco tutto.

Giuda Il pi difficile sapere amare come bisogna.

Lea Bisogna!... bisogna ... Ancora bisogna ...

Giuda S.

Lea(pi dolcemente) C'era una cosa che non bisognava, ad ogni modo. (Pausa) Perch mi hai raccontato che l'avevi consegnato?... Se qualcuno fosse venuto a dirmi questo di te, io gli avrei rotto la testa. E, vedi, in questo momento, se tu mi dicessi che non vero, ho talmente bisogno di crederti, che forse lo crederei...

Giuda Eppure l'ho fatto, Lea, e sai perch.

Lea(sarcastica) Per la felicit della gente?

Giuda Per la felicit della gente.

Lea(triste, senza collera) Io, ero meno complicata. Volevo che fossimo felici in due. Per questo, non ci vuole un miracolo, ti assicuro: basta saper contare fino a due. Ma eccolo, lui, che si mette a pensare alla felicit della gente... La felicit della gente... Ah, come me ne frego...

(Silenzio. Ella lo guarda come se aspettasse qualcosa da lui. Quasi supplichevole)

Di' qualcosa, almeno!...

(Giuda scuote la testa, negativamente, poi le si avvicina, goffo. Ella grida)

Non toccarmi!...

(Giuda si ferma agghiacciato. Lea riprende)

Hai giocato male, Giuda. Hai guastato tutto. Da quando l'hai conosciuto, Ges, non ami pi me, ami lui. Sono stata paziente. Lo si fa, per l'uomo che si ama. E poi, tu lo denunci. Allora, questo veramente non lo dovevi fare. Se ti comportassi cos con una donna, io prenderei le sue parti. Il miracolo, sei tu che l'hai fatto, Giuda; e il miracolo che non ti amo pi.

(Egli tenta un movimento verso di lei)

No. Non muoverti. Dopotutto, pu darsi che ti ami ancora, mio malgrado. Ma se anche fosse, cosa pu importarmi? Cosa rimane? Non c' pi niente. Non voglio pi amarti. Non mi importa pi. (Pausa) Conclusione: siamo in due a star male. E in questo momento lui sanguina!... Ah, s, Hai vinto, ti dico... hai vinto su tutta la linea! (Pausa) Se non ti amo pi, Giuda, non perch ti sei allontanato da me. E' perch con tutte le tue prediche e le tue storie sul buon dio, ai miei occhi adesso non sei che un delatore. E allora, capiscimi bene... potrei amare un assassino, un ladro, chiunque... potrei amare un generale romano, una donna, persino un poliziotto, forse... (violenta) ma mai potrei andare a letto con una spia. Ecco.

(Un silenzio pesante, poi:)

Giuda Lo hai detto, agli altri?

Lea Che l'avevi denunziato?

Giuda S.

Lea(ridiventando crudele, quasi sadica) Indovina. (Pausa) Vorresti sapere quello che ti faranno, eh? (Giuda alza le spalle) ... Vediamo, l'ho detto o non l'ho detto?...

Giuda(lentamente, profondamente) S... s... Lea, va... continua... fammi del male, se questo ti fa piacere... giusto, non hai torto... Certo, non ne avevo proprio bisogno, ma, dopo tutto, tu parli come ti senti di parlare. (Pausa) Eppure...

Lea Eppure?...

Giuda Eppure anch'io, Lea, avrei voluto che ci fosse permesso d'essere felici in due...

Lea Bugiardo!

Giuda Ma non era pi possibile, non ne avevamo pi il diritto.

Lea Bugiardo, sporco bugiardo!

Giuda Come vuoi... (Pausa) Perder anche te. Questo, devo dire che non me l'aspettavo. Ma, senza dubbio, era necessario. Quando si salva tutto, si ben costretti a perdere tutto il resto. E anche me stesso. Sono io che pago per rutti. Tanto peggio. Tanto meglio. Solo, duro, sai. E' un fardello pesante. (Pausa) Ma non fa nulla; porter io tutto: e il male che mi fai, e quello che gli faccio. E la mia felicit ne ho una, Lea, una felicit terribile che non si vede la mia felicit, di soffrire insieme con lui, d'aver anch'io un carnefice. E se questo carnefice sei tu, allora meraviglioso. Questo pure mi avvicina a lui: un carnefice che vi ama. Nessuno pu capire. Ma aspetta... aspetta... Quello che conta, la sola cosa che conter, il momento che si avvicina... E vedrai come ho avuto ragione... Vedrete tutti... Adesso verr presto.

(La porta si apre. E' il poliziotto. Si ferma. La presenza di Lea lo disturba)

Il Poliziotto Ah, scusate, vi disturbo...

Giuda No. Lei sa tutto.

Il Poliziotto(molto sorpreso e scontento) Ah!

Lea(bruscamente) Allora, a che punto siamo?

Il Poliziotto(con fastidio. Non ha alcuna voglia di parlare sull'argomento) Beh, sono in strada.

Lea Lui, com'?

Il PoliziottoOh, sapete, un'esecuzione non mai molto piacevole.

Lea Come! L'hanno condannato a morte?

Il PoliziottoNon lo sapevate?

Giuda(contraendosi) Ma perch a morte?

Lea(esasperata) Oh, tu! Sarai soddisfatto, adesso. (Al poliziotto) Che morte?

Il Poliziotto(sempre imbarazzato) La croce.

Giuda(in un sussulto di rivolta) No, non su la croce...

Lea Avevi forse delle preferenze?

Il PoliziottoPer il momento vi sotto, alla croce; anzi non ancora: non neanche capace di portare la sua croce... Va bene che pesa, siamo giusti... Abbiamo dovuto reclutare un tale... Bisogna dire che l'hanno sciupato un poco, il vostro amico... Ma in definitiva cos soffrir meno a lungo. (Cambiando tono) Bene, non sono venuto qui per raccontarvi degli orrori... e poich la signora al corrente... (Prende dalla sua tasca una borsa che posa sulla tavola).. Ecco. (Va verso la porta) Al piacere di rivedervi. (A Lea) E tu discrezione, eh? (Esce)

(Una pausa. Lea e Giuda guardano la borsa. Lea, soffoca, non pu parlare subito. Poi riesce a dire, sarcastica)

Lea Ma guarda! Questo mi piace ancora di pi!

Giuda Che cosa?

Lea Quando mi raccontavi le tue belle ragioni, io mi dicevo: Non possibile, c' qualcosa che mi sfugge; pu darsi che sia io a sbagliarmi... . Ma adesso... rassicurati, mia piccola Lea... tutto si spiega... Per dei soldi!... E' un porco in piena regola... Bravo! Mi garba di pi!

Giuda(molto semplice) Continui a non capire. I soldi, cosa cambiano? Non ne volevo. Questo sembrato loro poco chiaro. Mi sono reso conto allora che tutto poteva fallire. Allora, ho accettato... (Lea prende la borsa, la vuota sul tavolo e conta le monete)

Lea Non costi caro! Ed con questo luridume che ho fatto l'amore. (Con un gesto violento spazza via i soldi) Tre anni che lo amo! Due anni che m'illudo mi ami anche lui! Ah! io mi faccio schifo ancora pi di te, ecco! Non oser pi passare le mani sul mio corpo, per la paura di ritrovarci il tuo odore. Non oser nemmeno pi vendermi, sono marcia anch'io!

Giuda Fai attenzione, Lea. Fai attenzione. Ho bisogno di tutte le forze che mi restano. E non sono molte. Non rompere tutto, proprio prima di quell'istante...

Lea Ah, s, giusto! Ci sar quella specie di miracolo. Lo dimenticavo. Benissimo, io mi seggo. (Si siede sull'angolo del tavolo. Gli getta uno sguardo di sfida) Allora, questo miracolo? La croce sulle spalle, questo povero diavolo gi mezzo morto, che non pu pi trascinarsi! Allora questo miracolo arriva o no?

Giuda Vattene, lasciami, me ne hai dette abbastanza.

Lea O no, invece. Ho diritto allo spettacolo. Ne ho pagato il prezzo. (Pausa) Se ti vedessi! Non ci credi nemmeno pi.

Giuda(gridando, violentemente) Basta! (E si affloscia in terra come un mucchio di stracci; la testa tra le braccia ripiegate. Una pausa, poi, disperatamente) E' troppo lungo, troppo lungo, Dio mio non ne posso pi. Vi ho seguito, vi ho aiutato fino a volere la vostra sofferenza, ma troppo, sono io adesso che non posso pi sopportarla, la vostra sofferenza. Andate troppo oltre. Fermatevi. Smettete di soffrire, non ne posso pi! O allora ditemi se sono il pi ignobile degli uomini, e se questa donna che amo...

Lea(volgarmente) Non preoccuparti per lei, ha un buon mestiere in mano. (Ride amaramente)

Giuda(alzandosi) Tu credi di odiarmi, lo credi tanto che diventato vero. Ma lui no, lui non pu odiarmi.

Lea Ecco, te lo dicevo che t'interessa solo lui.

Giuda(riprendendosi e ragionando) ...E se ci mette tanto tempo, prima di agire, forse perch non ha capito subito... S... Bisognava che questo entrasse in Lui, che salisse, a mano a mano che il mio tradimento riusciva... A mano a mano egli si rif Dio... (Rassicurato) Ma egli ci arriva da lontano... Questo prova che ho visto bene... Ed per questo che dura di pi di quel che credevo. (Sollevato) E' per questo... adesso sto meglio. (Si calma, in una specie di tranquillo delirio) Vedi, Lea il mio regno non di questo mondo come dice lui... Ebbene, anch'io, il mio regno non di questo mondo. E ho il diritto di dirlo, perch, da ieri sera, sono diventato tutto come Ges. Proprio di fianco a lui e con lui. Non ci lasciamo pi, lui ed io. Lui ed io, lo stesso. Siamo due mani che si ricoprono. (Mette le sue numi una sopra l'altra) La destra e la sinistra... Due mani giunte, uguali e contrarie... Io sono la sinistra... (Con un rapido gesto nasconde la sua mano sinistra dietro la schiena) Nasconditi, il tuo lavoro fatto... (Poi solleva lentamente la mano destra guardandola con amore, e dice con un sorriso d'illuminato) Lui... Guardatelo che sale... Come volete che io abbia paura, allora? (Ripete) Guardatelo che sale...

Lea(duramente) E' bello da vedere!

Giuda(sempre pi ardente e convinto, come se vedesse quello che racconta) E' bello. Nemmeno io avevo capito. Un miracolo, Lea, non si fa in fondo a una galera, davanti a dieci persone. No. Lo si fa ben eretti in piedi in un luogo molto pi in alto. Molta gente intorno; e lui, diritto sulla collina. D'altronde l'ha detto: Quando sar stato alzato da terra, attirer tutto intorno a me . Ecco... Egli viene alzato da terra, e tutti sono l che lo guardano. E adesso arriva. C'!... I chiodi cadranno dalle sue mani e spunteranno poi dalla terra, come fiori. Non ci sono pi spine sulla sua fronte, sono rubini. Ed egli scende dalla croce senza aver pi dolore da nessuna parte, come un uccello, molto dolcemente. E tutta quella gente l, nemmeno spaventata, perch ora sa che era questo ci che doveva accadere. E lui prende la mano dell'uomo che accanto a lui, e l'uomo prende la mano dell'altro, e l'altro prende la mano d'una vecchia donna, e la vecchia donna quella di un bambino, e il bambino quella di un soldato romano... (Ride) S, s, d'un romano, perch no, adesso? Ed ecco, cos, che di mano in mano, dalla croce fino al tempio, rutta la citt, nota la nazione, il mondo intero, forma una ghirlanda sempre pi grande (Trionfante) E questa ghirlanda l'avr intrecciata io; e io stringer la tua mano, Lea. Allora ti renderai conto che mi ami ancora!

(La porta si apre. Marco appare sulla soglia, livido. Si appoggia con la spalla allo stipite. Trema. Giuda e Lea interdetti si sono avanzati insieme verso di lui. Chiedono contemporaneamente)

Lea Da dove vieni?

Giuda Che c'? (Un breve silenzio. Marco si scosta dalla porta, guarda Giuda e Lea. Quindi si getta su Giuda e lo stringe a s, appassionatamente)

Marco. E' morto.

Lea(scostandosi, glaciale) Vinto!

Giuda Cosa dici, di chi parli. Marco? Cosa dici?

Marco L'ho visto, non avrei dorato andarci, ma c'erano gli altri... E quando ci sono stato, non so perch restavo l, non potevo andarmene... Eppure! C'erano quelli che ridevano, figuratevi... Persino dei bambini... Uno che conosco gridava: Scendi di l, visto che sei cos furbo! A Ges lo diceva... Non ho osato picchiarlo, ma subito dopo gli ho fatto uno sgambetto... I meno mascalzoni erano forse i soldati. Ce n' uno che gli ha dato da bere quando ha detto di aver sete... E' tutto quello che ha detto, in fondo, o quasi... Non ho sentito tutto, non ero abbastanza vicino... Ma un momento dopo ha detto ancora: Dio mio, perch mi hai abbandonato? . E poi, un momento dopo, morto. Allora gli hanno dato un colpo di lancia per essere sicuri, e allora hanno detto che era morto, che si poteva andar via... Era diventato quasi scuro, e ho avuto quasi paura. Ho anche gridato, a un certo punto, come quando si sogna, sapete? Ma l'altro ragazzo era tornato indietro a rendermi lo sgambetto e sono cascato in terra, e allora mi sono accorto che non dormivo. Ah, vi giuro, non lo dimenticher mai. E nello stesso tempo, sapete, strano a dirsi, ero... infine... non felice, naturalmente, ma contento di essere stato l.

Giuda(molto calmo, accarezza macchinalmente i capelli di Marco che sempre stretto a lui) Bisogna andare a dormire, Marco... (Lo scosta dolcemente)

Marco Non posso restare qui con voi?

Lea(violentemente) Marco!

Giuda(spaventato) Cosa vuoi dirgli?

Lea Ad ogni modo si sapr, sai.

Giuda(supplichevole) S, ma non ora.

(Lea ha piet di Giuda o di Marco. Rinuncia a quello che stava per dire)

Lea(fingendosi calma) Bene. (Prende Marco per mano e lo conduce verso la porta) Su, andiamo, tua madre ti cerca da ieri.

Marco(riaggrappandosi a Giuda, che lo scosta) Mi picchier!

Lea(dolcemente) Sono qua io.

Giuda Va', Marco... Ha ragione... (A Lea) Grazie, Lea.

Marco Ma ti vedr stasera?

Giuda Stasera?... Certo... Questa sera...

Lea(facendo uscire Marco davanti a lei) Va', vengo subito.

(Marco esce. Lea torna verso Giuda, e si pianta davanti a lui) Giuda?

Giuda Giuda!

Lea Porgi la guancia.

Giuda Cosa?

Lea(ferocemente) Porgi la guancia.

(Giuda resta immobile, senza capire. Lea lo bacia sulla guancia) Anch'io do un bacio, prima .

(Giuda terrorizzato indietreggia, ma ella avanza verso di lui e con molta calma gli sputa in faccia; poi va verso la porta, chiamando) Marco!

(Lea esce. Giuda resta solo inchiodato al suo posto, senza un gesto. La luce che si era progressivamente abbassata gi da un certo tempo, si ravviva a poco a poco indicando simbolicamente che la notte passata)

Giuda Ed ecco... finita, mio povero Ges... Sei morto. Il sole non si fermato. E' stata una notte come tutte le altre notti sul sonno delle genti che possono ancora dormire. E adesso il giorno, di nuovo. Il che vuol dire che sei ben finito e che somigli a tutti gli altri morti. Il cielo non si strappato; ben cucito come al solito; rischiara una croce di pi e un cadavere che non fa paura a nessuno. Che non meraviglia nemmeno. E' tanto se i passanti ti gettano uno sguardo. E' la vita. Per il momento non c' che la mia povera Lea, sempre pazza, che asciuga il sangue dei tuoi piedi coi suoi capelli. Ed io trovo questo molto bello... E' corsa da te a chiederti perdono perch io ti ho ucciso. E crede, se tu gli perdoni, che forse sar perdonato.

(La luce si abbassa di nuovo. E' la fine del secondo giorno)

E' una nuova notte che comincia. Mi piace la notte, adesso. Mi nasconde. Non che io abbia vergogna; ma sono infelice... (Pi aspro) Non di perdono che ho bisogno. Sono imperdonabile. Che cosa mi ero messo in testa? Un uomo eri, Ges. Ma il solo che abbia mai meritato questo nome. Con te si poteva tentare la vita, s. Si sarebbe potuto vivere. Quelli della polizia, loro, non si sono sbagliati. Mi hanno dato trenta denari perch fosse ben chiaro che vendevo un uomo; che vendevo il mio amico migliore. Lea pure ha visto chiaro, e mi ha sputato in faccia. Morir, con quello sputo sulla pelle, come un marchio. Da questo mi riconoscerai.

(Il giorno risorge. E' il terzo giorno)

Ed ecco ancora un mattino. Il mattino del terzo giorno. Ges... Sei gi un morto vecchio... Come passa in fretta il tempo! Guarda tutti gli altri... Sono gi lontani... Hanno disertato da bravi. Si sono rifugiati in un angolino di campagna. Chiacchierano con il calzolaio, il mugnaio... La vita tranquilla ha il suo lato buono. Non c' di meglio, in fondo, che la brava gente che non cerca guai. Ed ecco, tu sei morto, mio povero Ges. Ed io sto per uccidermi. Che cosa mi resta d'altro?... Imperdonabile!... Imperdonabile ma colpevole, questo no. Soltanto: chi capir? Faranno di me uno spauracchio. Tu solo potevi e non porrai mai comprendermi. Se per caso c' un paradiso da qualche parte, ci sei arrivato, ora. Allora laggi se trovi qualcuno con cui parlare, metti una buona parola per me... E' l'ultima cosa che ti domando ancora, io che ti ho chiesto tutto.

(Il giorno decresce. E' la fine del terzo. Giuda ha sciolto la corda che gli stringeva la vita. Apre la porta di destra ed esce chiudendola dietro di s. Pausa. Il giorno rinasce, poi si sente, proveniente da lontano, la voce di Lea che grida)

LeaGiuda! (Una breve pausa, e poi di nuovo, pi vicino) Giuda!.. Giuda!...

(La porta si apre, Lea appare, grida)

Giuda!... Sei tu che avevi ragione, Giuda: risuscitato!

(Lea si preoccupa del silenzio, bruscamente. Presa dal!'angoscia corre verso la porta di destra, che apre, e quello che scorge, e che noi non vediamo ma che indoviniamo: il corpo di Giuda, appeso alla corda, la fa cadere in ginocchio; ed ella dice)

Ma non giusto...

(mentre si chiude il sipario)

F I N E

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