Un tempo era così

Un tempo era cos

di Vincenzo Rosario Perrella Esposito

(detto Ezio)

10/08/2015

Personaggi: 10

Carlo IV Borbone

Maria Luisa di Borbone-Parma

Filippo Antonio Gennaro Pasquale Francesco di Paola di Napoli e di Sicilia fratello Carlo

Jos Moino y Redondo, conte di Floridablanca

Il contadino Gaetano

Manuel Francisco Domingo Godoy, amante di Maria Luisa

Rosa la cortigiana

Caterina la nobile sconosciuta

Julio il servo

Il pidocchioso avaro Masino

Portici nellanno 1777, ai tempi in cui i Borbone vi regnavano. Carlo IV sta per ottenere il trono, visto che suo fratello Filippo ha problemi mentali e sarebbe incapace di regnare. Alla morte di suo padre, Carlo, insieme a sua moglie Maria Luisa, prende possesso della reggia sita nel comune che si trova a pochi passi da Napoli. Non facile la vita da sovrano, specialmente se alle spalle si annidano tradimenti, complotti, persecuzioni. Quelli sono gli anni della guerra, per la Spagna. Ma Carlo si trover coinvoltoin una guerra che avviene direttamente nel proprio giardino, ci a causa di una notizia sbagliata riportatagli da un ambasciatore improvvisato. Lo stesso Carlo dovr subire i tradimenti della consorte, non troppo innamorata del suo uomo, ma fin troppo affascinata da altre presenze comunque di rango. Da nondimenticare che c anche il popolo, rappresentato da un contadino, da una donna che si definisce nobile ma che in realt non si capisce di quale casato sia, e da un uomo avaro allinverosimile.

Numero posizione SIAE 233047

Per contatti Ezio Perrella 3485514070 ezioperrella@libero.it

Reggia di Portici (NA), anno 1777. Alla lussuosa sala si accede da una comune centrale. Una porta a destra conduce a cucina e numerose altre stanze. Una porta a sinistra conduce in camera da letto e numerose altre stanze. Nella sala, sulla destra, vi sono eleganti sedie posizionate in cerchio e un divanetto stile 800 con tavolino, mobili e quadri.

ATTO PRIMO

1. [Gaetano, Masino e Julio. Poi Carlo IV di Borbone]

Al centro, Gaetano (contadino analfabeta) e Masino (tipo spilorcio) si stanno

sfidando a duello. I due non hanno armi, ma un bastone di legno a testa che

utilizzano come spade. Dietro di loro, c il servo Julio che tifa per entrambi.

Julio: Va, Gait, si o cchi forte! Va, Mas, accidi a stu scemo!

Gaetano: Taggia fa magn stu bastone che tengo nmana!

Masino: E invece o bastone mio to scasso ncapa!

Julio: Mas, digli che un marrano!

Masino: (Nella concitazione non capisce) Eh?

Julio: Digli che un marrano!

Masino: Sei un marrone!

Julio: Ma si surdo? Aggio ditto marrano!

Masino: Un momento!

Smette di combattere e fa lo stesso pure Gaetano. Poi Masino chiede a Julio.

E che vvo dicere?

Julio: E che ne saccio?Vabbu, riprendete a combattere!

I due cos fanno. Cos stavolta Julio suggerisce a Gaetano.

Gait, dincello ch nu pusillanime.

Gaetano: (Nella concitazone non capisce) Eh?

Julio: Un pusillanime.

Gaetano: Sei un pisellanime!

Masino: (Si ferma) Un?

Gaetano: (Fa altrettanto) Un pisellanime!

Masino: E che d?

Gaetano: Che cacchio ne saccio? Lha ditto stu scemo!

E riprendono a combattere col tifo scalmanato delle due. Ad un tratto, da destra,

giunge Carlo IV di Borbone. Nota la scena e gli grida contro.

Carlo IV: Ooooh!

Ma i due proseguono e non lo calcolano. Lui allora insiste.

Uh!

Ma i due proseguono e non lo calcolano. Lui allora va tra i loro.

Basta!

E riceve una bastonata addosso da tutti e due e ne resta dolorante.

Aaaaah!

Julio: Oddio, il re!Addenucchimmece! (trad.: Inginocchiamoci!)*

I tre si inginocchiano.

Carlo IV: Allanema e chi v vivo! Ma che state cumbinanno?

Gaetano: Maest, aggio ragione io.

Masino: No, io.

Gaetano: No, io.

Carlo IV: Ma possos saperes quellos che successos veramentes?

Masino: (A Julio) Nh, ma pecch parle accuss, chisto?

Julio: E pecch e origine spagniuola!

Gaetano: Signor maest, io faccio o contadino. Me chiammo Gaetano. Stu tizio che sta

vicino a vuje, stanotte trasuto inta terra mia e s arrubbato e pastenche!

Carlo IV: (Non ha capito) Che cosa ha rubato?

Gaetano: E pastenche. Fossene chelli verdure e culore cucozza!

Carlo IV: Cucozza? Ma che cosa sono?

Masino: Sarebbero le carote.

Gaetano: E se vuleva arrubb pure e cresmmole, e svere pelose, a vasinicola!

Masino: Sarebbero le albicocche, i corbezzoli e il basilico.

Gaetano: Io stevo priparanno e palluotte!

Masino: Sarebbero le castagne bollite con la buccia.

Carlo IV: Ma che me ne interessa, a me?Scusate, ma perch stavate rubando queste cose?

Gaetano: Pecch puricchiuso!

Masino: Ma nun o data retta, a stu zabbarrone!

Carlo IV: Ora cominciate pure voi ad usare termini difficili? Che cos questo zabbarrone?

Julio: Significa che rozzo.

Gaetano: A me? Stu piezzo e cannapierto, gliogliaro e leccasalemme!

Carlo IV: Basta! Insomma, perch hai rubato i prodotti del campo di Gaetano?

Masino: Maest, io mi chiamo Masino. E nun maggio arrubbato niente. Sulamente cha

frutta costa assaje, a verdura costa assaje, tutto cose costa assaje. E le tasse che

mettete voi sono troppo alte. Chest.

Carlo IV: Ma insomma, basta. Tu hai rubato. Io ti dovrei far tagliare la mano.

Gaetano: Ben detto!E si nun abbasta, lavmma fa tagli pure a capa!

Carlo IV: (Inconsapevolmente) Giusto! (Poi fa subito mente locale) Ma che me faje dicere?

Jatevenne momm tutte dduje! Fora!

I due escono litigando.

Masino: He visto? Turzo e carcioffola!

Gaetano: Scorza e purtuallo!

Una volta usciti, Carlo IV si dedica a Julio.

Carlo IV: E tu invece che ci fai qua?

Julio: Veramente, io parteggiavo una volta per Gaetano e una volta per Masino.

Carlo IV: Ma vavattnne momm! Vai subito in cucina. E non ne uscire fin quando non

sar tutto pronto.

Julio: Ma io

Carlo IV: Via!

Julio fugge via a destra.Carlo allora commenta.

Ma chiste che shanne mise ncapa? Entrano nella dimora del re, mio padre, e

fanno tutto il fracasso che vogliono. Senza ritegno. Senza vergogna. Porcheria!

Esce via a destra, scuotendo il capo.

2. [Maria Luisa e Rosa. Poi Jos Moino]

Da sinistra ecco Maria Luisa (con accento romagnolo) e la cortigiana Rosa.

Maria Luisa: (Accento emiliano) Mia fedele Rosa,come sono felice oggi. Non vedo lora

di ricevere il mio quotidiano fascio di rose.

Rosa: Che bello vedervi allegra, mentre aspettate il vostro sposo Carlo di Borbone.

Maria Luisa: Ma chi? Quello non mi manderebbe nemmeno un fiore di prato. Invece

chiss chi il mio misterioso ammiratore? Se lo scopro, giuro che lo bacio!

Rosa: Scusate, mia signora, se domando, ma voi siete sposata con Carlo di

Borbone. E non da lui che dovreste aspettarvi candide attenzioni?

Maria Luisa: Ma quali attenzioni? Quando ci siamo sposati, mi ha condotta qui a Portici.

(Sognante) Ma io ho sempre preferito la Spagna: Madrid, Barcellona, Bilbao,

Siviglia!

Rosa: Chi sono? Uomini?

Maria Luisa: No, citt!

Intanto, dalla comune entra Jos Moino (che quando parla, sputaccha).

Non notato, da dietro si avvicina a Rosa e le pone le mani sugli occhi.

Rosa: (Compiaciuta) Oddio, chi ?

Jos: Ma como, querida, soy Jos Moino y Redondo eccetera eccetera!

Maria Luisa: Ma cosa fate, conte di Floridablanca?

Jos: Fate silenzio, voi. Io sono qui per la futura sovrana Maria Luisa.

Maria Luisa: Ma no, caro, io sono qui. Lei la mia cortigiana Rosa.

Jos: (Toglie le mani) Oh, poffarbaccos! (Poi guarda le due una per volta) Beh,

per me gusta di pi Rosa che voi! Comunque, scusame lequivoco.

Rosa: (Compiaciuta, si pulisce uno zigomo) Prego, prego! Si me vulte mettere

nata vota e mmane ncoppa alluocchie prego, favorite pure!

Jos: Como?

Maria Luisa: No niente, non fateci caso. (A Rosa con tono dispregiativo) Vai, Rosa, mettiti

alla porta e vedi se viene mio marito.

Rosa: Subito!

Va sulla porta a sinistra, sempre guardando Jos.

Maria Luisa: (Dolce) Conte, ma cosa ci fate qui?

Jos: Ho deciso di dirve toda la verit.

Maria Luisa: Dite, dite pure. Tanto, io non la so.

Jos: (Parlando, sputacchia) Querida, basta con questo voi. Yo estoy aqui

unicamente para usted!

Maria Luisa: (Si asciuga il viso) Ma cosa dite? Voi siete lex primo ministro di Spagna.

Jos: E intendo esserlo anche quando diverr sovrano vostro marito, Carlo IV. Voi

sareste disposta ad aiutarmi?

Maria Luisa: Io?

Jos: Ho capito, adesso vi bacio sulle labbra.

Maria Luisa: Ma ma voi potreste essere mio padre.

Jos: Padre? Sono io che vi mando fiori tutte le mattine.

Maria Luisa: Che cosa? E allora devo baciarvi per forza. Lho promesso!

Mentre stanno per baciarsi, Rosa accorre subito ad interromperli.

Rosa: Sta arrivando, sta arrivando!

Maria Luisa: Oddio, Jos, nasconditi!

Jos: Donde?

Rosa: Ah?

Maria Luisa: Vuole sapere dove. E che ne so? Presto, esci per la finestra, di l.

Jos: A chi?

Maria Luisa: Ti faccio preparare il cavallo da Rosa. Su, Rosa, prendi il cavallo del conte.

Rosa: E dove sta?

Maria Luisa: Jos, donde esta el caballo?

Jos: (Parlando, sputacchia) In giardino. Sta mangiando un poco de piante e fiori.

Maria Luisa: (Asciugandosi il viso) Hai sentito, Rosa?

Rosa: (Innamorata) S, aggio ntiso!

Maria Luisa: E muoviti, vallo a prendere.

Rosa: S, ma come si prende?

Maria Luisa: Vaaaai!

Rosa: Subito, subito!

Rosa esce subito al centro.

Maria Luisa: Conte anzi, Jos, hai fatto unimprudenza a venire qui.

Jos: Non ho paura de nada!

Maria Luisa: (Asciugandosi per lennesima volta i viso) Peccato che quando parli, bagni un

po la gente. Per va bene lo stesso. Su, andiamo di l. (Indica a destra)

Ormai il cavallo el caballo dovrebbe essere pronto!

Jos: Va bene, ma torner. E quando torno, ho deciso: a tuo marito lo mato!

Maria Luisa: Ma sei mato? Ehm ma sei matto? Mica puoi uccidere mio marito? (Ci fa

un pensierino) Va bene, basta cos. Lascio fare a te. Andiamo.

I due escono mano nella mano nella porta di destra.

3. [Carlo IV e Julio. Poi Masino]

Da sinistra torna Carlo IV, seguito dal servo Julio.

Carlo IV: No, ma io te faccio scemo, a te. Tu sei scemo! Ormai ne sono convinto.

Julio: (Costernato) Ma perch, futura maest? Chaggio fatto e male?

Carlo IV: E me lo domandi pure, Julio? Tu ti sei messo a tagliare le cipolle. E come le

hai tagliate? Con la mia spada?

Julio: E per forza.

Carlo IV: Perch?

Julio: Ho lavato i coltelli e mi dispiaceva sporcarli con la puzza delle cipolle.

Carlo IV: E come ci vado in guerra? Con la spada che puzza di cipolla?

Julio: E certamente, cos fate piangere il nemico!

Carlo IV: No, ma io te faccio scemo, a te. Tu sei scemo! Ormai ne sono convinto.

Julio: No, no, io sono furbo. Con la spada vostra, sapete che cosho fatto pure? Ho

tagliato la carne e i peperoni.

Carlo IV: E s, he fatto o spiedino! No, ma io te faccio scemo, a te. Tu sei scemo!

Ormai ne sono convinto. E sai io che cosa ci faccio con gli scemi? Li mando

alla gogna!

Julio: No, maest, piet!

Carlo IV: Guarda, ti salvo la vita, giusto perch sei il servitore fedele di mio padre da

tanti anni. Dove sei nato tu?

Julio: A Portici, ma mio padre e mia madre erano spagnoli. Perci mi chiamo Julio.

Carlo IV: Quando sono venuto a trovare questa reggia, tu gi ceri. In pratica, ti hanno

costruito insieme alla reggia! E perci, resterai per sempre mio servitore.

Julio: Grazie, maest. Come posso ricambiare il vostro atto di magnanimit?

Carlo IV: Tenendo docchio la mia consorte.

Julio: Ma pecch, maest, ve mette e ccorne?

Carlo IV: Nh, ma quanta cunferenza?No, ma io te faccio scemo, a te. Tu sei scemo!

Ormai ne sono convinto. (Poi lo osserva) Ebbene s, forse tengo e ccorne.

Julio: Maest, io tengo una medicina contro queste cose.

Carlo IV: No, io non posso prendere medicine. Mi portano il mal di stomaco.

Julio: Ma non una medicina da speziale. Io parlo di un rimedio: mio fratello tiene una

moglie che gli fa le stesse cose che vostra moglie fa a voi. E sapete come risolve

il problema? Labboffa e mazzate!

Carlo IV: E io dovrei picchiare una donna? E soprattutto, la mia donna?

Julio: Maest, e allora tenteve e ccorne e stateve zitto!

Carlo IV: Come osi? Pensa a spiare mia moglie. Capito?

Julio: Agli ordini!

Carlo IV: Ed ora vai a spaccare la legna per il camino. E dopo lava quella spada!

Julio: State tranquillo, sarete contento di me. Come al solito, del resto!

Ed esce via al centro, marciando come un soldato.

Carlo IV: No, ma chist scemo. Julio scemo! Ormai ne sono convinto.

Dal centro entra Masino che va direttamente dal re.

Masino: Sire! (E gli si inginocchia davanti)

Carlo IV: Di nuovo tu? Non mostrarti genuflesso!

Masino: Comme?

Carlo IV: Genuflesso!

Masino: No, ma io nun songo fesso!

Carlo IV: Cretino, azete allerto!

Masino: (Rialzandosi) S, s, subito!

Carlo IV: Come hai fatto a superare i miei soldati?

Masino: Uguale a prima. Maest, quando Masino vuole, si intrufola dappertutto!

Carlo IV: Aggio capito, devo mettere in punizione i miei soldati. Dormono troppo! E allora

cosa ti conduce qua?

Masino: Maest, con tutto il rispetto, oggi venuto da me un tizio mandato da voi. Niente

di meno si permesso di chiedermi di pagare le tasse!

Carlo IV: E con ci? Quello era il mio messo.

Masino: Ah, era nu preveto?

Carlo IV: No!

Masino: E allora comme fa a dicere a messa?

Carlo IV: Ma quala messa? Va bene, insomma che cosaltro devi dirmi?

Masino: Maest, questo mese le tasse erano pi costose del mese precedente.

Carlo IV: Niente di meno? Si trattato di un ducato in pi. Ah, ho capito. Mi hanno gi
parlato di te. Tu sei il pi spilorcio di Portici. Sei sordido!

Masino: No, no, io ce sento buono!

Carlo IV: Ho detto sordido! Avaro! Taccagno! Tieni la mano tirata. Hai capito, adesso?

Masino: Maest, ma io non che tengo la mano tirata. Io penso al futuro. Qua che ne

sappiamo come va a finire? Ogni giorno rischiamo di entrare in guerra. Voi la

conoscete la Francia?

Carlo IV: S!

Masino: E quella pericolosa. Allora, se fa qualche pensata strana, io devo tenere qualche

soldo per scappare altrove e vivere bene.

Carlo IV: Aspetta un momento, ma tu che ne sai della Francia? Voi del popolo non dovete

sapere queste cose. Allora vuol dire che tu sei una spia.

Masino: No, per vengo a sapere certe cose che vi potrebbero essere utili. Capitemi!

Carlo IV: E come fai?

Masino: Maest, io mi chiamo Masino, diminutivo di Tommasino, derivante da San

Tommaso. E per nome e per carattere, devo sapere tutto. Tengo i miei segreti.

Carlo IV: Masino, vieni un poco con me. Spiegami qualcosa di questo Napoleone.

Masino: (Infido) Maest, le informazioni di guerra sono difficili da ottenere. O ssapite?

Carlo IV: Va bene, questo mese tu non riceverai laumento delle tasse.

Masino: Grazie! (Infido) A proposito, qualche notizia pure sulla vostra familia, la volete?

Carlo IV: Va bene, tu non riceverai aumento di tasse per tutta la parte restante dellanno.

Masino: Grazie! (Infido) Qualche notizia suvostro fratello? Quello malato di mente.

Carlo IV: Va bene, tu non pagherai tasse fino a quando vuoi tu.

Masino: Grazie! (Infido) Qualche notizia suvostra moglie?

Carlo IV: Aggio capito: te pavo io a te!

Masino: Affare fatto!

Carlo IV: Jammuncenne, jamme!

Masino: Subito!

I due escono a sinistra celermente.

4. [Gaetano e Rosa. Poi Jos]

Dal centro entrano Gaetano e Rosa.

Rosa: Nh, Gait, ma che ce si turnato a ffa, cc ddinto?

Gaetano: Uff, Rosa, ma tu staje sempe appriesso a me?

Rosa: E certo. Io taggia controll. O si no o futuro re Carlo IV sa piglia cu me.

Gaetano: (Ironico) Comm bella, me parea scigna ncoppo rucchiello!

Rosa: A me? Stu cepullaro!

Gaetano: Cepullaro a me? Sta pirchipetola!

Rosa: Pirchipetola a me? Stu vrennajuolo!

Gaetano: Vrennajuolo a me? Sta quaquarchia!

Rosa: No, quaquarchia a me nun mo puo dicere, pecch io nun songo brutta!

Gaetano: Ma te si guardata o specchio?

Intanto dalla comune entra Jos, tutto indolenzito alla schiena, zoppicando.

Va in disparte. I due lo notano e smettono di litigare. Jos non li nota e parla

da solo.

Jos: Devo parlare assolutamente con Julio, il servo del re. Ma donde estas?

Gaetano: Nh, ma chi , chisto? (A Jos) Scusate, signore, vi serve qualche cosa?

Jos: Yo soy spagnolo. Prima estavo sulla finestra perch dovevo andare sul caballo,

per Rosa ha sbagliato la finestra e il caballo andato altrove, ma io pensavo che

il caballo estava di sotto, cos mi sono gettato, ma il cavallo non cera. E allora

(Nota due molto perplessi) Che c? Perch mi guardate cos?

Gaetano: Scusate, ma noi non parliamo lo spagnolo. Voi ci avete detto tutte quelle cose

nella vostra lengua e noi non vi abbiamo capisciato!

Rosa: Ma forse voi state qua per il re?

Jos: Ehm no, no.

Rosa: Allora per la regina?

Jos: Per carit! Yo soy aqui paraJulio*. *(Si legge para culio)

Gaetano: Comme?

Jos: Para Julio! *(Si legge para culio)

Gaetano: A me? Ma m te sputo in occhio!

Rosa: Clmate, clmate, Gait!

Gaetano: Ma tu he ntiso comme mha chiammato? Ma chi se penza e essere?

Rosa: No, no, non lo offendere. Tu non lo hai riconosciuto.

Jos: Io sono don Jos Moino, ex primo ministro di Spagna, conte di Floridablanca!

I due subito v si inginocchiano al cospetto, a capo chino.

Signori, qualcosa non va?

Gaetano: Scusate, ma io non sapevo chi eravate. Perci, se volete, maltrattatemi pure!

Jos: (Sedendosi su una delle sedie) Ma no, rialzatevi.

Rosa: (Si rialza, poi nota che Gaetano non fa altrettanto) Oh, e te vuo aiz?

Gaetano: (Si rialza) Eh, vabbu! (Poi a Jos) Conte, ma vi siete fatto male?

Jos: Certo. Come dite voi in italiano? Sono caduto. A proposito, hai trovato il caballo?

Rosa: Ehm no.

Gaetano: Che cosa gli hai trovato?

Rosa: Niente, niente, fatte e fatte tuoje. Devi sapere che lui sta scappando da qua

dentro dove entrato di nascosto. E sai perch? Non deve farsi scoprire che ha

incontrato la futura sovrana Maria Luisa!

Jos: Ma cosa dici?

Rosa: E vabb, che ci sta di male? Si vede chiaro che voi siete una persona perbene.

Gaetano: Nh, ma pecch nun te faje e fatte tuoje? Ma pecch te miette a ffa e jacuvelle?

Chiuttosto, va a pigli na mmmera dacqua pe fa bevere o conte.

Jos: (Si alza subito in piedi) No, no, sto benissimo. Muchas gracias. Io volevo solo

parlare col servitore Julio. Lo conoscete?

Gaetano: S!

Jos: E lo potete chiamare?

Gaetano: E vabb. Io devo incontrare il re. Appena lo vedo, chiedo a lui.

Jos: No, no, per carit!Me lo trovo da solo. Con permesso.

Esce via centralmente, zoppicando.

Rosa: Meglio accuss. Siente, Gait, ma pecch vuo parl cu o rre?

Gaetano: Pecch o servitore suojo sha accattato a frutta mia ma ancora nun lha pavata!

Rosa: Julio? E chillo fa sempe accuss.

Gaetano: Per aggia fa ambresso, pecch cchi tarde ha da ven larrocchiapampena.

Rosa: Ah, chillo che te porta e foglie secche pe dinta stalla? E allora va muvete.

(Interessata) Ma bellillo?!

Gaetano: Ma stattu zitta, janra! Famme cerc o rre, ch meglio!

Escono a destra.

5. [Carlo IV e Masino. Poi Maria Luisa. Poi Rosa]

Da sinistra tornano Carlo IV e Masino.

Masino: Avete capito, maest?

Carlo IV: Fammi capire bene: i francesi si sono messi daccordo con i Sumeri e con gli

uomini primitivi per muovere guerra a Napoli?

Masino: No, mica i francesi? Io parlo di Gaetano il contadino! Vuole fare una rivolta.

Carlo IV: (Dubbioso) Masino, ma sei sicuro di quello che stai affermando?

Masino: Sire, se voi mi credete, bene, altrimenti fate quello che volete voi.

Carlo IV: E allora mi toccher scrivere una lettera da inviare in Spagna. Speriamo che

arrivi presto. E per quel che riguarda mio fratello, che cosa sai?

Masino: Sire, vostro fratello morto.

Carlo IV: Meglio cos. Quello teneva un ritardo mentale. Non avrei saputo come

aiutarlo. Pace allanima sua. E su mia moglie?

Masino: Maest, vostra moglie una donna fedele al massimo, anche se una volta

stava per avere una tresca amorosa.

Carlo IV: E con chi?

Masino: Voi non ci crederete mai: il contadino Gaetano.

Carlo IV: Ma dai, impossibile. Mia moglie avrebbe tresche solo con uomini danarosi.

Masino: Sire, se voi mi credete, bene, altrimenti fate quello che volete voi.

Carlo IV: Va bene, ti credo. Tanto, le ho messo una spia alle calcagna. In quanto a te,

manterr la parola data: non pagherai mai pi tasse finch ci sar io a Portici.

Masino: Grazie, maest. Non ve ne pentirete.

Carlo IV: Ed ora va, torna a casa.

Masino: Con piacere. Sempre ai vostri comandi.

Fa linchino ed esce via celermente, fregandosi le mani. Carlo pensieroso.

Carlo IV: Devo prima difendere il regno oppure devo prima pensare a mia moglie? (Si

siede su una delle sedie) Questo un pensiero difficile.

Carlo IV si siede a riflettere. Da destra torna e si ferma Maria Luisa,

preoccupata (non nota la presenza di suo marito).

Maria Luisa: Accidenti, dov finito il conte? Devo trovarlo assolutament (Ma quando

va per andare a sinistra, simbatte in Carlo IV e si spaventa) Mamma mia!

Carlo IV: (Si alza in piedi) Moglie cara, cosa accade? Perch sei cos preoccupata?

Maria Luisa: No, niente, Jos

Carlo IV: Jos?

Maria Luisa: (Sorride finta) Ma no, cosa dici? Cercavo Rosa. E tu?

Carlo IV: Niente, io ho ricevuto importanti novit sulla politica e sulla guerra.

Maria Luisa: Ah, s? Ma io non ho visto alcun generale presentarsi qui.

Carlo IV: Mi ha riferito tutto un uomo del popolo.

Maria Luisa: Davvero?

Carlo IV: E s. Un tale Masino.

Maria Luisa: Quello spilorcio taccagno? Ma cosa vuoi che sappia della guerra, quel tipo l?

Carlo IV: A volte conosce pi cose la gente comune che militari graduati.

Maria Luisa: Ma calmati, caro. Non ascoltare le prime cose che ti si dicono. Accomodati.

Carlo IV: (Si siede, stranito) E perch mi hai fatto accomodare?

Maria Luisa: Perch sei un po stressato.

Carlo IV: A proposito, lo sai che quel Masino sapeva molte cose anche sul tuo conto?

Maria Luisa: Lo far squartare vivo!

Carlo IV: Come?

Maria Luisa: No, nulla! Dicevo che quel cialtrone avrebbe da ridire pure su di te.

Carlo IV: Dici?

Maria Luisa: E certo.

Carlo IV: E allora gli dar retta solo sulla guerra.

Maria Luisa: Bravo! Io ora vado.

Da destra entra Rosa, parlando a Maria Luisa ad alta voce come nulla fosse.

Rosa: Il cavallo di don Jos non si trovato!

Carlo IV: Eh?

Maria Luisa: No, nulla! Non darle retta. Lei ama i cavalli. Pensa, si fidanzerebbe molto

volentieri con un cavallo. Ma la cosa non possibile!

Rosa: E gi!

Maria Luisa: Bene, Rosa, ti aspetto nella mia stanza. Raggiungimi subito. A dopo, caro!

Esce via a sinistra.

Carlo IV: Rosa, prima che tu raggiunga la signora nella sua stanza, ho una domanda da

porti. Per carit, non voglio entrare nelle tue cose, per mi interessa sapere.

Rosa: (Timorosa) E e cosa?

Carlo IV: Tu e Julio che rapporto avete?

Rosa: Nessuno in particolare.

Carlo IV: E la signora mi sempre fedele?

Rosa: Ma certo!

Carlo IV: Saresti pronta a giurarlo?

Rosa: Ehm volete sapere se sono pronta a giurarlo? Cio, volete saperlo proprio?

Carlo IV: S, voglio saperlo.

Rosa: S!

Carlo IV: Meglio cos! (E si tranquillizza) Ora puoi andare.

Rosa: Grazie.

Fa linchino e savvia a sinistra, facendosi il Segno della Croce.

Che il Signore mi perdoni!

Ed esce via.

Carlo IV: Ora che sono tranquillo con mia moglie, posso andare pure a dissetarmi. (Si

alza in piedi) Emb, preferisco perdere una guerra, piuttosto che la dignit!

Esce via a destra.

6. [Julio e Jos. Poi Carlo IV e Filippo]

Dal centro, entra Jos che minaccia Julio.

Jos: Disgraziato, ma donde estas il mio caballo?

Julio: Signor Jos, ma io non lo so.

Jos: Io non sono il signor Jos. Sono Jos Moino eccetera eccetera!

Julio: Gi, per sempre Jos vi chiamate.

Jos: Ma sono un conte, non sono un signore. E allora, il mio caballo?

Julio: Ma io non mi sono preso nessun caballo. Che cos questo caballo?

Jos: Quello che tiene quattro zampe, la coda e le orecchie.

Julio: Il cane?

Jos: No, molto pi grande.

Julio: Il ciuccio?

Jos: Secondo te io vado in groppa ad un somaro?

Julio: Allora il cavallo?

Jos: Esatto!

Julio: Non lo so, io non lho visto. Per qua fuori ho visto un bel cavallo bianco.

Jos: E che ne hai fatto?

Julio: Sta in cucina.

Jos: Sta mangiando?

Julio: No,sta cuocendo!

Jos: Che cosa? (Frenetico) Ma io ti dovrei tagliare la lingua, le orecchie e le mani!

Julio: Nientedimeno? Pe nu cavallo?Scusate, ma con tutto il rispetto, che ve ne

mporta e stu cavallo? Gli siete parente?

Jos: (Gli afferra il bavero della giacca) Era il mio!

Julio: Ah, era vostro? Complimenti!

Jos: Perch? Era bello?

Julio: No, lho assaggiato: saporito!

Jos: Ignorante, adesso trova un altro animale che io posso cavalcare per tornare a casa.

Capito? E non tornare a mani vuote.

Julio: Ma io devo cucinare.

Jos: Vai fuori!

Lo spinge via fuori casa, poi torna al centro e si lamenta.

Deficiente! Ora come faccio ad andare via di qua? I soldati gi mi hanno

osservato troppo tempo, qui dentro.

Nel mentre, dal centro, entra Filippo, fratello di Carlo IV, con gli occhi sgranati,

da pazzo, che da dietro si avvicina lemme a Jos, il quale intanto prosegue.

Per fortuna che sono il conte Jos Moino Francisco Domingo lvarez de Faria

Ros Snchez Zarzosa.

Filippo: (Gli si appaia e gli fa una pernacchia) Pzzzz!

Jos: (Lo osserva perplesso) Che cos questo suono con la bocca?

Filippo: Si chiama pernacchia. Lhanno inventata i sanniti nella battaglia di Caudium!

Jos: E che cosa vuol dire?

Filippo: Che te stongo sfuttenno!

Jos: A me? Ma tu chi sei?

Filippo: No, per favore, non mi fate domande troppo complicate. Se no mi imbroglio e

sbaglio. E dopo sono guai!

Jos: Ma io ho chiesto solo como te llamas. Cio, come ti chiami.

Filippo: Filippo Antonio Gennaro Pasquale Francesco di Paola di Napoli e di Sicilia.

Jos: Tutti questi nomi?

Filippo: Siente chi parle!

Jos: Ma cosa vuoi da qui dentro?

Filippo: E a te che te ne mporta? Io sono il futuro re!

Jos: Ma non farmi ridere.

Filippo: S? E domanda a mio fratello.

Jos: E chi tuo fratello?

Filippo: Carlo IV!

Jos: Che? Il fratello di Carlo IV? Quello ritardato mentalmente?

Filippo: No, io non sono in ritardo. Sono in anticipo mentalmente!

Jos: (Gli parla in viso e sputacchia) Per carit! Si dice che tu fai perdere la testa a tutti.

Filippo: (Asciugandosi il viso) Mamma mia, mhe fatto o bagno!

Jos: Basta, adesso vado via.

Filippo: E non puoi andartene, perch non tieni il cavallo!

Jos: E allora sai che ti dico? Me ne vado a piedi! Adis!

Ed esce via per il centro. Filippo allora si siede e parla da solo.

Filippo: Dicono che io non sono mentalmente allaltezza di guidare un regno. Ma chi ve

lha ditto? Io so bene quello che faccio. Ho ucciso solo qualche cugino, qualche

moglie, qualche fidanzata, qualche antipatico Insomma, non ho mai fatto male

a una mosca. Solo agli esseri umani! Per non farei mai del male a mio fratello.

E s, quello mi vuole bene. Anche se mi strilla sempre perch scappo spesso da

un luogo chiuso dove ci stanno dei signori che mi guardano. Chiss cosa

vogliono. Quasi, quasi, la prossima volta li uccido!

Da destra torna Carlo IV. Non nota Filippo.

Carlo IV: Ah, che bella bevuta di vino mi sono fatto. Ecco che cos la felicit! Ora vado a

prendere la mia cara mogliettina e la porto a passeggio con me.

Si volta per andare a sinistra, ma nota Filippo e grida dallo spavento.

Aaaaah!

Filippo: (Gli parla senza guardarlo) Fratello caro, ogni volta che mi vedi, fai sempre

questo grido. Ma come mai?

Carlo IV: Ehm fratello Filippo e s, questo un grido di gioia! (E va da lui)

Filippo: E allora devi essere proprio felice di vedermi.

Carlo IV: Uff! Senti, ma come mai stai qui? Ah, ho capito: sei scappato unaltra volta dal

tuo nascondigl ehm dalla casetta che ho comprato per te.

Filippo: Non mi piace, buia, senza finestre.E non ci sono donne. Io voglio le donne.

Carlo IV: E che te ne devi fare, delle donne?

Filippo: Fratello Carlo, che si fa con le donne? Io sono in astinenza.

Carlo IV: Ma non si dicono queste cose. Tu sei puro e casto.

Filippo: E tu perch non sei puro e casto?

Carlo IV: Che centra? Io sono il futuro re.

Filippo: Ma allora anchio quando sar re, non sar pi puro e casto?

Carlo IV: E certamente.Ma adesso ci sono io. Ed io sto bene. Non sono ancora morto.

Filippo: (Lo guarda male) Sei sicuro?

Carlo IV: Ehm Filippo, non guardarmi cos. Io sono tuo fratello e ti voglio tanto bene.

Filippo: (Volge lo sguardo altrove) Io, qualche volta, non ti voglio bene.

Carlo IV: Ma tu fusse cretino? Che discorsi sono questi? Rispondi!

Filippo non risponde. Allora Carlo lo osserva per un po, poi chiede ancora.

Vabb, lascia stare. A proposito, ma quanta gente ti ha visto arrivare qui?

Filippo non risponde. Allora Carlo lo osserva per un po, poi chiede ancora.

No, dico, quanta gente ti ha visto arrivare qui? Dieci persone? Venti? Trenta?

Filippo non risponde. Allora Carlo lo osserva per un po, poi sentenzia.

Maledizione, iniziata la crisi. Adesso, quando uno gli far una domanda, lui

risponder dopo diversi secondi. Ma come devo fare, con questo? Filippo,

svegliati, svegliati! E vabbu, m ce vaco a pigli nu bicchiere dacqua.

Corre via a destra. Dal centro entra Julio, pensando di trovare Jos.

Julio: Conte Jos, conte Jos, ho trovat (Nota che non c) Ma add gghiuto? Io gli

devo dire che ho trovato un animale da cavalcare. (Nota Filippo) E chisto chi ,

m? (Gli si avvicina)Scusate,state cercando a qualcuno?

Filippo non risponde. Allora Julio lo osserva per un po, poi chiede ancora.

Ma perch non rispondete?

Filippo: Deficiente sarai tu!

Julio: Io? E chi ve lha ditto?

Filippo: Dieci persone. Ma forse pure venti. Anzi, trenta!

Julio: Ma io nun o capisco, a chisto!

Filippo: No, Filippo non ha alcuna crisi.E se non mi tieni con te (Gridando) Io me

metto a allucc!

Julio: Puozze pass niente, ma che cacchio ha passato, chisto?

Filippo: (Gridando) No, io non sto cercando a nessunoooo!

Julio: Lo devo portare via di qua. Subito!

Lo prende per mano e lo indirizza verso sinistra. Intanto Filippo prosegue.

Filippo: (Gridando) Ma tu a chi vuoiiii?

Julio: Stattu zitto!

Ed escono a sinistra.

7. [Caterina e Maria Luisa. Poi Masino e Gaetano]

Dal centro, entra la nobildonna Caterina. E una donna molto presuntuosa.

Caterina: Signore e signori, ma come? Nessuno mi accoglie? Solo questi soldatacci

rozzi e ripetitivi. Ogni volta che mi vedono, mi domandano io chi sono. E c

bisogno di domandarlo ancora? Una nobildonna come me. Ma fatemi il

piacere! (Si guarda intorno in stanza) Com tenuta male, questa casa! Non

c che dire: se ne fossi la padrona io, sarebbe moooolto molto meglio!

Da sinistra torna Maria Luisa, chiamando qualcuno.

Maria Luisa: Caro! (Nota Caterina) E questa chi ?

Caterina: (Nota Maria Luisa e le si avvicina, festante) Tesoro, ma tu staje cc?

Maria Luisa:(Fredda) Non ho lonore di conoscervi.

Caterina: Uh, e che sso sti ccose? Adesso mi dai del voi?

Maria Luisa: Ma quando ci siamo conosciute?

Caterina: Allultima festa che abbiamo fatto nella villa di Maria Luisa di Borbone.

Maria Luisa: Ma perch, ceravate anche voi?

Caterina: E certamente.

Maria Luisa: Chiedo venia, ma non potreste ricordarmi chi siete?

Caterina: Sono la nobildonna Caterina.

Maria Luisa: Nobildonna per cosa? Che titolo avete?

Caterina: Sono principessa, duchessa e contessa!

Maria Luisa: S, ma di cosa?

Caterina: Di niente. Songo chello che songo!

Maria Luisa: Va bene, non vi arrabbiate. Io volevo soltanto ricordarmi chi siete. A

proposito, come mai siete passata qui a palazzo reale?

Caterina: Per venirti a trovare e fare quattro chiacchiere.

Maria Luisa: Ma prima dovevate annunciarvi a me.

Caterina: A te? E mica sei gi la regina? Tu sei unabusiva, qua dentro.

Maria Luisa: Ma come vi permettete? Io sono sposata col futuro re Carlo IV dal 1765.

Caterina: S, s, vabbu, inutile che me m me vuo cunt a storia toja. Gi a

saccio: stai piena di figli e non vedi lora che il re Carlo III schiatta, cos tu e

tuo marito vivete per sempre qua.

Maria Luisa: Non vi permetto simili illazioni.

Caterina: (Deridendo il suo viso arrabbiato) Uh, guardate quanta s fatta brutta! E che

tarraggie ffa? Io mica solo la duchessa di Osuna oppure tua cognata Maria

Carolina? Lo so benissimo che tu le schifi, a quelle due. E inutile che neghi.

Maria Luisa: Signora, io non ho nulla di cui darvi conto. Per cui, uscite subito da qui.

Caterina: S, s, vabbu. Famme ved a casa toja. Anzi, la futura casa tua.

Maria Luisa: Che?

Caterina: (Indica destra) Famme ved acc che ce sta.

Maria Luisa: Chiamo le guardie!

Caterina: Ma a chi vuo chiamm? Nun fa a scema! Viene cu me.

Se la prende sottobraccio e se la tira a sinisra. Maria Luisa protesta.

Maria Luisa: No, non voglio venire. Non voglio venire.

Escono via a destra. Dal centro, entrano Gaetano e Masino, litigando.

Gaetano: Tu si o scuorno de ggente.

Masino: Ma mittete scuorno da faccia toja!

Gaetano: M aggio capito add taggio visto a te: tu faje omuzzunare. Taggio visto

e purt o tabbacco annanzo e areto pe tutta Puortice!
Masino: No, he sbagliato.

Gaetano: Ah, gi, m marricordo chi si tu. E s, tu si o capill! Ogni gghiuorno te

sento e allucc: Nh, capill, chi me chiamma? e tacctte e

capille de femmene pe fabbric e parrucche.

Masino: He sbagliato nata vota!

Gaetano: E allora faje o carnacuttaro.

Masino: Niente,he sbagliato ancora. E ppo che te ne mporta che mestiere faccio.

Gaetano: He raggione, a me me ne mporta sulo che tu tarruobbe a frutta mia. E

allora saje che faccio? Vaco a scet o rre e ce o ddico.

Masino: No, m vaco io addo rre.

Gaetano: No, laggio ditto primmio.

Masino: Ma io tengo a cunferenza cu o figlio do rre. Ha ditto che nun me fa pav

cchi e ttasse.

Gaetano: E allora io me piglio a cunferenza cu o pato. E m te faccio avved.

Masino: E famme ved, buff!

Escono a sinistra, sempre discutendo con frasi incomprensibili.

8. [Carlo IV e Jos. Poi Julio e Filippo. Infine Rosa]

Da destra torna Carlo IV con un bicchiere dacqua.

Carlo IV: Fil, taggio purtato o bicchiere (Non lo nota pi presente) dacqua! E

dov andato, adesso, questo? Accidenti, non posso perderlo docchio, se no

mio fratello combina guai dappertutto. (Lo chiama) Ehi, Filippo!
Esce a sinistra. Dal centro torna Jos, di corsa.

Jos: Mamma mia, le guardie mi stanno cercando. Mi hanno visto qua intorno e si

sono insospettite. Appena ho detto che yo soy Jos Monino Francisco

Domingo mi hanno fermato e mi volevano fare domande. E io che

rispondevo, che sono qui per Maria Luisa? Ma che fine ha fatto Julio?

(Chiama) Ehi, Julio!

Va verso sinistra, da dove esce Carlo IV col bicchiere in mano, spingendo

Julio e Filippo che abbracciano Jos.

Carlo IV: Dentro!

Jos: Para la miseria!Este vestido es nuevo. Mira, es arruinado!

Carlo IV: Eh, e che ti arrabbi a fare? Mica ti volevo colpire? Ma poi, scusami, che cosa

ci fai ancora qui?

Jos: Ehm Julio, mi occorre Julio.

Carlo IV: E che cosa cerchi dal mio servo?

Jos: Ha preso il mio cavallo ed io non posso tornare a casa.

Julio: Ma io non sapevo che quel cavallo era vostro.

Carlo IV: Ma cosa ci dovresti fare con quel cavall? (Poi fa mente locale) Ah, ora

capisco quale carne di cavallo stai cucinando.

Jos: Como? Tu quieres comer mi caballo?

Carlo IV: No, io non voglio mangiare il tuo cavallo. Io voglio Ma lascia perdere. Io ho

ritrovato Filippo.

Jos: E che me ne faccio di Filippo? Mica posso cavalcare Filippo?

Filippo: Scusa, non ho capito la domanda!

Jos: Quale domanda?

Filippo: Quella che hai appena fatto.

Jos: Io ti ho fatto una domanda?

Carlo IV: Insomma basta! E a te, Filippo, prenditi questacqua. (Gli cede il bicchiere) Bevi

e siediti!

Filippo: (Fa le due cose insieme, lacqua gli va di traverso e tossisce) Uhm uhm!

Carlo IV: E non ti strozzare!

Carlo IV gli picchia sulla schiena, Jos gli tiene la testa su e Julio gli toglie il

bicchiere di mano. Filippo si riprende e rimane fisso, immobile.

Filippo, tu non devi fare le cose affrettate. Hai capito? Devi ragionare.

Filippo non risponde e fissa un punto.

Julio: Nh, ma pecch nun risponne?

Jos: E star rifettendo.

Carlo IV: No, per favore, non gli fate nessun genere di domanda. Sarebbe peggio.

Jos: Peggio per cosa? Una persona educata risponde alle domande che gli si fanno.

Mica un cretino come Julio?

Julio: Signore, con tutto il rispetto, io non sono un cretino. Infatti vi ho trovato un

animale che vi trasporter via di qua.

Jos: E dov?

Julio: Qui fuori.

Jos: E che aspetti a dirmelo? Allora, Carlo IV, io ti saluto e vado via. E saluto anche

tuo fratello Filippo.

Filippo non risponde e fissa un punto.

Forse un po maleducato ! Andiamo, Julio.

I due escono al centro. Carlo osserva Filippo.

Carlo IV: Fil, ma te vuo scet o no?

Da sinistra accorre tutta affannata Rosa.

Rosa: Mio signore, mio signore!

Carlo IV: Cos successo, Rosa? Perch ti rechi verso di me tanto ansimante?

Rosa: Due signori strani stanno entrando nella stanza dove riposa vostro padre.

Carlo IV: Ma come osano? Adesso gliela faccio vedere io! Filippo, hai sentito? Resta l e

non ti muovere!

Esce a sinistra. Filippo resta l, fermo, immobile. Rosa, maliziosa, gli parla.

Rosa: Don Filippo! Oggi non mi avete salutata? Io so benissimo ce vi piacciono le

donne. Ma io, pur essendo una serva, potrei piacervi? (Non riceve risposta e

allora insiste) Sono una bella donna? (Non riceve risposta) Mah! Chisto nun

risponne. E meglio che me ne vaco, va.

Esce via a sinistra.

9. [Filippo, Maria Luisa e Caterina. Infine Jos e Julio, Carlo IV, Masino e Gaetano]

Da destra entrano Maria Luisa e Caterina. Hanno fatto amicizia.

Maria Luisa: Ma davvero stai dicendo? Mia cara mia cara mia cara

Caterina: Caterina!

Maria Luisa: Caterina, appunto! Dunque, tu ritieni che mia cugina abbia un amante.

Caterina: Certo, come te.

Maria Luisa: Io? Ehm ma mica io ho un amante? Cosa dici?

Caterina: Ma dai, Maria Luisa, che c di male ad ammetterlo? Sapessi quanti ne ho io!

E poi adesso siamo qui da sole.

Maria Luisa: (Si guarda intorno) Altro che da sole. C pure quello l.

Caterina: E chi ?

Maria Luisa: Filippo, il fratello di mio marito.

Caterina: Uh, allora facciamo finta di niente.

Maria Luisa: Meglio! (Gli si avvicina con fare gentile) Ehm carissimo Filippo, come

stai? Adesso ti presento una persona, unamica d famiglia. Vieni, Caterina.

Caterina: (Si avvicina con fare gentile) Buongiorno, don Filippo!

Maria Luisa: Hai visto che bella donna? Si chiama Caterina.

Filippo: Nun me piace proprio!

Le due: (Sorprese) Eh?

Filippo: Tu nun si na bella donna. Quanto si brutta! Fai la serva e resta al tuo posto!

Caterina: Serva a me?

Maria Luisa: (Imbarazzata) Ehm ma no, forse ti ha confuso con Rosa.

Filippo: Brava, meglio che te ne vaje!

Caterina: E me ne vado s! Voglio vedere il resto della reggia.

Maria Luisa: Oh, no, ma non il cas

Caterina: E invece s. Andiamo!

Volta la faccia a Filippo e si tira via a sinistra Maria Luisa. Filippo, rimasto

solo, si riprende. Si alza in piedi e si guarda intorno, andando verso destra.

Filippo: Nh, ma pecch so rimasto io sulo? Io ho paura della solitudine. Quasi,

quasi, vado da pap! Speriamo solo che non sta riposando, se no si arrabbia!

Ma da sinistra ecco di corsa, spaventati: Carlo IV, Masino, Maria Luisa,

Jos, Julio, Caterina, Rosa e Gaetano. Dalla porta aperta si sente solo la

voce di Carlo III.

Carlo III: (Gridando) Uh, massa e fetiente, mavte scetato a dinto suonno!

Jos: E va bene, sire, come siete rabbioso.

Carlo III: (Gridando) A sreta!

Maria Luisa: Cosha detto? Non capisco il napoletano.

Gli altri: (Additandola) A sreta!

Maria Luisa: Ah, va bene!

Tutti la guardano, perplessi.

FINE ATTO PRIMO

E il 1800. Sono passati 23 anni.

ATTO SECONDO

PROLOGO [Carlo IV]

Seduto al centro, Carlo IV. Spiega qualcosa.

Carlo IV: E il 1800. Da 22 anni sono divenuto re Carlo IV, successore di re Carlo III di

Borbone. A dire il vero, avrebbe dovuto succedergli mio fratello Filippo. Ma egli

era incapace di intendere e di volere. E 23 anni fa trov la morte a causa del

vaiolo. Da allora tante cose sono cambiate. Per esempio Francia e Spagna sono

in pace e siam potuti tornare a Portici. (Si alza in piedi) Prometto solennemente

di regnare al meglio possibile, con la mia fedele sposa Maria Luisa e i miei figli!

Ed esce via a sinistra.

1. [Manuel Godoy e Rosa. Poi Julio e Jos con Maria Luisa]

Dal centro entrano Manuel Godoy e Rosa. Il primo pare misterioso.

Rosa: La mia sovrana sta ancora riposando, mentre re Carlo si alzato molto presto

stamattina. Avr avuto qualche affare da sbrigare. E voi, signor Manuel?

Manuel: (Mette una moneta nelle mani di Rosa) Io non sono mai entrato qui.

Rosa: Ma ci mancherebbe, don Manuel.

Manuel: Ora vado a svegliare dolcemente la mia bella regina.

Rosa: Beata lei! Don Manuel, devo chiedervi una cosa.

Manuel: Sii veloce.

Rosa: Non avete un bel fusto come voi che pu venirmi a svegliare la mattina?

Manuel: Ma fammi il piacere! (Si avvia a sinistra, poi torna da Rosa) La prossima volta

fammi entrare dal retro. Non mi va di giustificare ai soldati la mia presenza qui.

Rosa: Ora vediamo.

Manuel: Ho capito.(Mette una moneta nelle mani di Rosa)

Rosa: Adesso che ci penso, si pu entrare dal giardino. L ci sono meno guardie.

Manuel: Grazie! (Avviandosi a sinistra) Adesso vado a svegliare la mia Maria Luisa con

un bacio sul collo!

Esce via a sinistra. Rosa esce a destra, sospirando. Dal centro entrano Julio e

Jos. Il primo pare misterioso.

Julio: La mia sovrana sta ancora riposando, mentre re Carlo si alzato molto presto

stamattina. Avr avuto qualche affare da sbrigare. E voi, conte Jos?

Jos: (Mette una moneta nelle mani di Julio) Io non sono mai entrato qui.

Julio: Ma ci mancherebbe, don Jos.

Jos: Ora vado a svegliare dolcemente la mia bella regina.

Julio: Don Jos, devo chiedervi una cosa.

Jos: Sii veloce.

Julio: Non avete una bella cavallona come la regina che venga a svegliarmi la mattina?

Jos: Ma fammi il piacere! (Si avvia a sinistra, poi torna da Julio) La prossima volta

fammi entrare dal retro. Non mi va di giustificare ai soldati la mia presenza qui.

Julio: Ora vediamo.

Jos: Ho capito.(Mette una moneta nelle mani di Julio)

Julio: Adesso che ci penso, si pu entrare dal giardino. L ci sono meno guardie.

Jos: Grazie! (Avviandosi a sinistra) Adesso vado a svegliare la mia Maria Luisa

con un bacio sul collo!

Esce via a sinistra. Julio esce a destra, sospirando. Da sinistra si sentono

della grida. Da l entrano di corsa Manuel e Jos, duellando con spade, e

Maria Luisa (spaventata. E in vestaglia, scalza, ha orecchini lunghi).

Maria Luisa: Per favore, non vi fate male!

Jos: Combatti, infame!

Manuel: Infame a me? Adesso ti faccio a fette!

Jos: No, vi prego!

Ad un tratto, due cessano di combattere e si osservano.

Manuel:Ma tu sei Jos Moino y Redondo, conte di Floridablanca.

Jos: E tu sei ManuelGodoy eccetera, eccetera!

Maria Luisa: Scusate, perch avete smesso di combattere?

Jos: Perch lui un importante esponente della politica espaol.

Manuel: E lui lex primo ministro dEspaa, condannato per appropriazione indebita

di denaro.

Jos: Aggiungerei ingiustamente!

Maria Luisa: Peccato che non combattiate pi per me. Ma in fondo bene cos. Se vi fate

male, mi sporcate il pavimento di sangue. E mio marito il re scopre tutto.

(Poi chiama) Rosa!

Da destra accorre Rosa.

Rosa: S, mia regina.

Maria Luisa: Per favore, corri nella mia stanza a prendermi le pantofole.

Rosa: (Guarda in terra) Mia regina, stamattina ho lavato il pavimento. Non lasciate

le pedate a terra!

Maria Luisa: Il pavimento mio e ci faccio quel che voglio! Corri!

Rosa fa linchino ed esce a sinistra.

Manuel: (A Jos) E cos, voi siete spasimantedella regina Maria Luisa.

Jos: E a quanto pare, anche voi lo siete. (Indica a terra) E vi ho anche ferito.

Manuel: No, guardate, che ho ferito io voi. Quella macchia rossa sangue vostro.

Jos: No, vostro.

Manuel: Ma neanche per sogno.

Jos: Un momento, ma se non sangue mio e non vostro allora di chi ?

I due guardano Maria Luisa.

Maria Luisa: Devessere mio. (Si guarda il gomito) E infatti il mio. (Chiama) Julio!

Da destra accorre Julio. Mangia un pezzo di pane.

Julio: (Masticando) Agli ordini ganm gnam mia regina gnam gnam!

Maria Luisa: Smettila di mangiare e pulisci quella macchia di sangue in terra.

Julio si getta su pavimento e pulisce. Poi ri rialza.

Julio: Ecco fatto!

Maria Luisa: E adesso portami qualche benda per medicarmi il gomito.

Julio: Subito!

Va a sinistra e quasi si scontra con Rosa che porta le pantofole della regina.

Rosa: E statte attiento nu poco!

Julio: Sta addurmuta!

Julio esce a sinistra mentre Rosa corre a mettere le pantofole (e poi si mette

da parte) a Maria Luisa che richiama i due contendenti.

Maria Luisa: Signori, ma voi vi rendete conto di cosa state facendo?

Jos: Io s. Lui no.

Manuel: Guarda, bello, che cero prima io.

Jos: Ma che modo di parlare, questo? Non degno della vostra presenza.

Manuel: Sapete che c di nuovo? Adesso vado via. Ma il mio non un abbandono. E

solo una ritirata strategica.

Bacia la mano a Maria Luisa e poi esce via al centro.

Jos: E pure la mia una ritirata strategica.

Bacia la mano a Maria Luisa e poi esce via al centro.

Rosa: E pure la mia una ritirata strategica.

Bacia la mano a Maria Luisa, poi esce a destra. La regina si siede al tavolo.

Maria Luisa: Ma come posso vivere tranquilla?

Da sinistra torna Julio: mangia ancora il pane e con uno straccio in mano.

Julio: Maest, rieccomi.

Maria Luisa: S, s, dammi.

Julio le d il pezzo di pane.

Ma non il pane. Io voglio la benda.

Julio le d lo straccio e lei lo osserva.

E questa sarebbe la benda per coprirmi la ferita? Ho capito, faccio da sola.

Si alza ed esce a destra. Julio la guarda perplessa.

Julio: E intanto sha purtato o piezzo e pane mio! Roba da matti!

Esce via al centro.

2. [Carlo IV e Gaetano. Poi Masino. Infine Filippo]

Da destra torna Carlo IV. Appare depresso.

Carlo IV: Maledetta politica!Mi fa solo perdere la testa.Devo ritornare assolutamente

in patria.Basta, la vacanza finita. (Si siede sul divanetto) E intanto avrei

bisogno di un medico.

Da sinistra, arretrando, entra Gaetano: ha cambiato vestito, ha un cappello e

una barba finta. Ha in mano un antico vaso. Carlo lo nota, si alza e gli a

dietro. Gaetano lo urta e si ferma. Poi si volta e lo osserva.

Gaetano: Buongiorno, maest!

Carlo IV: (Cordiale) Ah, buongiorno! Ma che cosa mi fate dire? Chi siete, voi?

Gaetano: Ah, ehm chi sono io? Chi sono io?

Carlo IV: Se siete un medico, vi do il benvenuto nella mia dimora.

Gaetano: Allora sono un medico?

Carlo IV: E io che ne so?

Gaetano: S, sono un medico.

Carlo IV: Voi sareste un medico?

Gaetano: E certamente.

Carlo IV: E cosa ci fate con quel vaso in mano?

Gaetano: (Glielo offre) Questo un regalo per voi!

Carlo IV: Uh, che bello, grazie! E pensare che avevo una coppia di questi vasi, ma uno

mi si proprio rotto. Adesso lo vado a mettere accanto allaltro!

Gaetano: No, no, aspettate, add jate? Volevo dire, non il caso. Lo fate dopo.

Carlo IV: Avete ragione. Adesso sapete cosa facciamo? Ci sediamo e mi curate.

Gaetano: Io?

Carlo IV: S. (Posa il vaso sul tavolo) Voi sete un medico.

Gaetano: Aggio fatto o guajo!

Carlo IV: E come mai eravate nella mia dimora?

Gaetano: Ehm perch mi sono detto: secondo me il re ha bisogno di essere curato!

Carlo IV: Bravissimo! Voi sarete il mio medico ufficiale!

Gaetano: Pure?

Carlo IV: A proposito, ma gli strumenti per curarmi?

Gaetano: E gi, non li ho portati. Che peccato. Io dovevo portarmi gli strumenti tipici per

curare le malattie: o triccabballacche, o putip, o scetavajasse e o calascione!

Carlo IV: Che strani strumenti. Non ne capisco, non li conosco.

Gaetano: Eh, caro sire, questi sono strumenti che portano lallegria alla gente. E voi ne

avete bisogno.

Carlo IV: Voi dite?

Gaetano: E certamente. Io vi proporrei un bel viaggio.

Carlo IV: E dove?

Gaetano: In Spagna!

Carlo IV: In Spagna? Ma lloco ce stongo e casa!

Gaetano: E io saccio sti fatte? (Si alza in piedi) E adesso scusatemi, sire. Io devo tornare

nella mia terra. Cio, a casa mia. Aggia a cur e cucuzzielle e e ceveze!

Carlo IV: Eh?

Gaetano: No, niente, me capisco io, na cosa mia. Ultimamente sta facnno nu cavero

schifoso. E che maccara!

Carlo IV: Maccara?

Gaetano: E il cavero! Fa troppo cavero! Arrivederci, maest. Statevi bene!

Gaetano esce via frettolosamente. Carlo IV interdetto.

Carlo IV: Questo medico parla come quel contadino. Come si chiama? Ah, s, Gaetano.

Da sinistra, arretrando, entra Masino: ha cambiato vestito, ha un cappello e una

barba finta. Ha in mano un antico vaso. Carlo lo nota, si alza e gli a dietro.

Masino lo urta e si ferma. Poi si volta e lo osserva.

Masino: Buongiorno, maest!

Carlo IV: E voi chi siete? Un altro medico?

Masino: Io? S, s, sono un medico. Per non mi occupo del corpo, ma della testa.

Carlo IV: E questo vaso?

Masino: (Glielo offre) E un regalo per voi.

Carlo IV: Uh, che bello, grazie! E pensare che avevo una coppia di questi vasi, ma uno mi

si proprio rotto. Strano, poco fa mi successa una cosa simile con un altro

vaso. Ma accomodiamoci.

Posa il vaso sul tavolo e cos i due si siedono sul divanetto.

Masino: E allora, maest, che si dice?

Carlo IV: Male, male, molto male. Non dormo di notte. Sento la voce di mio fratello, che

morto, nelle orecchie.

Masino: E morto nelle orecchie?

Carlo IV: No, morto, ma lo sento nelle orecchie.

Masino: Uh, scusate, avevo capito male. Emb, e se vostro fratello morto, come fate a

sentirlo ancora nelle orecchie?

Carlo IV: Ma io non che lo sento proprio nelle orecchie. Lo sento nellanima.

Filippo: (Voce doltretomba da un luogo indefinito) Fratello mio!

Carlo IV: Ecco, lo sentite?

Masino: No!

Carlo IV: E io lo sento. E come se sentissi il rimorso per non aver potuto curare la sua

malattia mentale. Peccato non avervi conosciuto quando lui era invita.

Masino: Ma pecch, o si no leva cur io?

Carlo IV: E certamente. Cos come curerete me. Ma voi lo sapete che ogni tanto sento

come se lui mi avesse trasmesso i suoi problemi mentali?

Filippo: (Voce doltretomba da un luogo indefinito) Ma nun dicere palle!

Carlo IV: (Gli risponde) No, no, fratello mio, lasciati pregare. Tu mi hai mischiato la tua

malattia mentale. (Poi a Masino) E allora, caro dottore, curatemi prima che io

parta per la Spagna.

Filippo: (Voce doltretomba da un luogo indefinito) Ma qualu duttore? Chillo

sulamente nu mbruglione!

Carlo IV: E come ti permetti di offendere il dottore? Chiedigli subito scusa!

Masino: (Impressionato) Gies, ma chisto sta ascenno pazzo? (Si alza in piedi) Ehm

maest, io vi proporrei un bel viaggio.

Carlo IV: E dove?

Masino: In Spagna!

Carlo IV: Pure vuje?

Masino: Ma perch? Ci sta qualche guerra?

Carlo IV: Contro lInghilterra. Per non riguarda direttamente la Spagna, ma la Francia.

Masino: E Napoleone? Non lo conoscete? E a Gioacchino Murat?

Carlo IV: Certo che li conosco. Sono alleati nostri.

Masino: Fingono di essere alleati! Non vi fidate. Napoleone corto corto ma fino fino.

E nel regno ci sta una persona che una spia francese: il contadino Gaetano!

Carlo IV: Cosa? Accidenti! Non lo avrei mai sospettato. Lo far arrestare quanto prima.

Carlo IV si distrae, cosi Masino con una mossa repentina ruba i due vasi dal

tavolo ed esce via fugacemente. Intanto Carlo IV si alza e parla da solo.

Caro padre, caro fratello, far onore alla vostra anima e vincer ogni guerra.

(Cerca Masino) Dottore, grazie per (Non lo nota pi) E add sta?

Filippo: Fratello, ma si proprio fesso? Quandero vivo io, non capivo quello che

facevo. Ma adesso che sono morto, vedo tante cose che prima non vedevo.

Carlo IV: Fratello caro, non parlare.

Filippo: No, ma io

Carlo IV: Zitto, zitto!

Ed esce via a sinistra.

Filippo: (Voce doltretomba da un luogo indefinito)Nun ce sta niente a fa: capatosta

era e capatosta rimarr pe sempe!

3. [Maria Luisa e Caterina. Poi Manuel]

Da destra torna Maria Luisa con un braccio fasciato.

Maria Luisa: Ma guarda un poco questo braccio. E appena lo vedr Carlo, cosa gli

racconter? (Poi, romantica) Se solo anche lui combattesse per me! E se solo

anche lui morisse per me! Che romanticismo!

Dalla comune entra Caterina. Va da lei.

Caterina: Carissima Maria Luisa!

Maria Luisa: Oh, nobildonna Caterina!

Caterina: (Le bacia le guance, senza toccarle) Come stai?

Maria Luisa: Non c male. E tu?

Caterina: Io sto benissimo. Possiamo accomodarci sei minuti?

Maria Luisa: Sei minuti? E va bene.

Si siedono sul divano. Caterino nota le pantofole col piumino della regina.

Caterina: Ma che belle pantofole!

Maria Luisa: Ti piacciono?

Caterina: S! Me le regali?

Maria Luisa: E io cosa metto? Mica posso rimanere a piedi nudi?

Caterina: E che fa? Tu sei la regina. Sai quante puoi comprarne?!

Maria Luisa: Va bene, te le regalo. Insomma, sei qui per le mie pantofole?

Caterina: No, per parlarti francamente. Ormai io e te siamo diventate amiche. E tra

amiche ci si pu parlare anche di cose molto personali. E tra le cose personali

ci sono i problemi economici: mio marito.

Maria Luisa: Cosha?

Caterina: E un mercante darte molto conosciuto, ma anche molto indebitato.

Specialmente per le tasse. Ma io lo so benissimo: tu lo risolleverai.

Maria Luisa: (Guarda altrove, fredda) Lamicizia una cosa, le tasse ne sono unaltra.

Caterina: E va bene, non ti preoccupare. Io sono una brava donna. Quando il re, tuo

marito, mi ha chiesto se avevi un amante, io ho sempre negato. Maggio fatto

e fatte mie! Speriamo soltanto che non me lo chiede unaltra volta!

Maria Luisa: Che vuoi dire? Saresti pronta a tradirmi?

Caterina: Ma allora vuoi dire che veramente tieni lamante?

Maria Luisa: Non ho detto questo. Ho solo chiesto se saresti pronta a tradirmi.

Caterina: Ma scherzi? Io sono una donna seria.

Maria Luisa: Bene, ti far sapere.

Caterina: Grazie, io non ti ho chiesto niente. Tanto, io non conosco i tuoi amanti

Manuel Godoy e il conte Jos di Floridablanca. Per ci metto poco a

conoscerli! E allora grazie per le pantofole! (Gliele toglie dai piedi) A presto.

Si alza in piedi ed esce via. Maria Luisa, infastidita, trama qualcosa.

Maria Luisa: Tanto che ha fatto, si portata via le mie pantofole! Credo che sia arrivato il

momento di mettere in atto il piano mio e di Manuel. Carlo non deve regnare.

Proprio Manuel entra da destra, carponi e va verso di lei.

Manuel: (Bisbigliando) Ehi, Maria Luisa!

Maria Luisa: Oddio! Sei ancora qui?

Manuel: Non mi ha visto nessuno. (Resta dietro il divano e sporge solo la testa

quando deve parlare) Allora, giunto il nostro momento?

Maria Luisa: Sei pazzo? Non possiamo ancora entrare in azione.

Manuel: E invece s. Este es el momento de confusin che stavamo aspettando.

Maria Luisa: Benissimo!

Manuel: Tra poche ore rovesceremo il trono di tuo marito.

Maria Luisa: S, lo rovesceremo, cos lui finir in terra!

Manuel: Non in quel senso. Bueno, senti, perch non fuggiamo via?

Maria Luisa: Non ancora il momento. E poi mi hanno portato via le pantofole!

Manuel: Maria Luisa, io organizzo tutto. Fatti trovare pronta. Capito?

Maria Luisa: Certo, mi amor!

Manuel: Un beso!

Manuel lancia un bacio a Maria Luisa e poi esce via a destra, carponi.

Maria Luisa: (Raggiante) Finalmente si avverer il sogno della mia vita. Camminer a

testa alta in tutto il regno. Solo che per camminare devo mettere le scarpe!

Esce via a sinistra, felice.

4. [Rosa e Julio. Poi Carlo IV e Carlo. Infine Jos]

Dal centro torna Julio, tutto arrabbiato.

Julio: Quel maledetto cane del contadino Gaetano! Come si chiama? Ah, gi, si

chiama Napoleone. S fissato che ha da ven into giardino imperiale a ffa

o pip!Io non glielo dico pi a Gaetano. Gli avveleno il cane e cos sia!

Da destra torna Rosa.

Rosa: Julio, pecch staje alluccanno?

Julio: Niente, Rosa, lsseme sta npace. Quando uno tiene una bestia, deve starci

attento. Non deve lasciarla andare in giro a fare danni.

Rosa: Ma di chi stai parlando?

Julio: Napoleone!

Rosa: E lascia stare quel povero cane. Tu me pare che ce llhaje a morte cu isso.

Julio: Ma quello mi distrugge sempre le rose e i cactus. Ma nun riesco a cap, cu

tutte chelli spine, chillo nun se pogne?! Ma ch fatto, e metallo?!

Rosa: E allora meglio che nun te dico o riesto. Oltre al cane Napoleone, nel

nostro giardino ci sta pure un altro animale che appartiene a Gaetano il

contadino: il galletto Gioacchino!

Rosa: Pure? Emb, accomme veco a Gaetano, llaggia fa na faccia tanta!

Dal centro, qualcuno spinge in stanza Gaetano (senza finta barba).

Gaetano: Eh, ma che maniere! Sti surdate nun cunscene nu minimo deducazione!

Julio: Ah, o vi lloco, o vi! (Va da lui e gli afferra il bavero della giacca e lo

conduce da Rosa) Finalmente taggio acchiappato!

Rosa: Nun o fa male. Scmmele sulo nu poco e sango!

Gaetano: Ma io nun aggio fatto niente e male!

Julio: Ah, no? E che mi dici del cane Napoleone? E del galletto Gioacchino?

Gaetano: E che taggia dicere? Quelli mi scappano sempre. Specialmente Napoleone.

Ho scoperto che sta appresso a una cagnetta. Si chiama Regina!

Dal centro giunge Carlo IV.

Carlo IV: Fermi l!

I tre si mettono sugli attenti. Carlo va da loro.

Che state facendo? Il contadino Gaetano stato arrestato in quanto io lo

debbo interrogare. Per cui, Rosa e Julio, sparite!

Julio e Rosa fanno linchino ed escono a destra. Carlo si rivolge a Gaetano.

E a te, siediti sul divano.

Gaetano: (Esegue, giustificandosi) Maest, ma che cosa ho fatto di male? Ah, ho

capito: avete scoperto che io volevo rubare i vostri vasi vestito da medico!

Carlo IV: Cosa?

Gaetano: Ma io ho bisogno di soldi, perch qua si pagano troppe tasse.

Carlo IV: Di questo poi parleremo in un altro momento. Invece ti ho fatto arrestare per

parlarti di Napoleone! Dal tuo volto, vedo che hai gi capito di che cosa parlo.

Gaetano: Maest, ma io glielo dico sempre a quello scellerato. Chillo nu gabbamunno!

Carlo IV: (Estrae la spada e gliela punta sotto il naso) Non usare parole difficili con me.

Fatti capire!

Gaetano: E nu gabbamunno, nel senso ch nu figlio e ntrocchia! (Osserva da vicino la

spada di Carlo) Maest, tente a spada senza a ponta.

Carlo IV: Effettivamente, ha perso anche il taglio.

Gaetano: Nun ve prioccupate, ve lacconcio io. Quannero guaglione, facevo

lammolafuorfece. Aggiustavo le lame.

Carlo IV: Ah, facevi larrotino. Ma non cambiare discorso. Che cosa mi dici di Napoleone?

E di Gioacchino?

Gaetano: E che vaggia dicere? Gioacchino va sempe appriesso a Napoleone. So amicie!

Carlo IV: No, non sono amici. Sono cognati!

Gaetano: Addirittura? (E comm, o cane mio fa ammore cu na gallina?!). Maest,

secondo me ci sta un equivoco. Napoleone si fissato con unaltra creatura di

Dio: sto parlando di Regina!

Carlo IV: Che cosa? (Quel porco vuole mia moglie?!). Gaetano, ma sei sicuro di quello che

stai dicendo? Sei pronto a giurarmelo?

Gaetano: E comme! Io laggio vattuto pure! Cu a currea! Con la cinta!

Carlo IV: Hai picchiato Napoleone?

Gaetano: E certamente. Chillo fa chello che dichio! (Fiero) Napoleone obbedisce a me!

Carlo IV: E io ti far condannare allimpiccagione.

Gaetano: A me? E pecch?

Carlo IV: Perch aveva ragione Masino. Tu sai troppe cose. E nel mio regno non un fatto

positivo. Per cui, mi dispiace, ma sarai condannato a morte. E subito!

Gaetano: Io?

Carlo IV: S! (Va alla comune e chiama chi di fuori) Soldati! Ehi, soldati, venite qua.

Comandante Perez! Soldato Gonzales! (Torna da Gaetano) Ma che miseria,

chiste, quanno e cchiamme, nun vnene maje. Se sanne pigli sulo e sorde!

(Chiama) Julio!

Da destra torna Julio.

Julio: Ai vostri comandi!

Carlo IV: Conduci Gaetano dai soldati. Devono impiccarlo immediatamente.

Julio: (Sorpreso) Impiccarlo? Ma

Carlo IV: Niente ma! Obbedisci, se no faccio impiccare pure te.

Julio: (Prende sottobraccio Gaetano e lo fa alzare in piedi) E io te lavevo detto pure:

per colpa di quel Napoleone, tu avresti passato i guai tuoi! Jammuncenne!

Julio conduce via Gaetano (perplesso).

Carlo IV: Bene, ho eliminato uno dei pi acerrimi nemici della democrazia spagnola.

Adesso giunta lora di prepararsi a partire.

Dal centro entra Jos che va da Carlo.

Jos: Mio sovrano!

Carlo IV: Cosa? Lex primo ministro Jos Moino? Cosa fate qui?

Jos: Aspettate, sire, prima di rimproverarmi, voglio chiedervi una cosa: io sono stato

sostituito nel mio incarico. Ma non meritavo una simile umiliazione.

Carlo IV: Conte, questo non il momento per parlarne. Nel nostro paese incombe una

grave crisi e grande pericolo.

Jos: Quale pericolo?

Carlo IV: I francesi stanno tentando di invaderci. Napoleone ha tradito.

Jos: Eh?

Carlo IV: Poco fa ho interrogato e mandato a morte una spia francese. Ha confessato tutto.

Jos: Accidenti!Allora partir subito per la Spagna.

Carlo IV: Un momento, non avete ancora risposto alla mia domanda. Cosa ci fate qui?

Jos: Ah, io ehm qui a Portici passavo da voi per avvisarvi che i francesi

vogliono invadere la Spagna.

Carlo IV: Ma se lo avete saputo da me.

Jos: S, per io gi lo sapevo che voi lo sapevate. Ma volevo sapere se lo sapevate che

io lo sapevo che voi lo sapevate.E infatti lo sapete! Lo sapete?

Carlo IV: Conte, voi state diventando vecchio! Venite con me, ho un piano.

I due escono a destra.

5. [Masino e Caterina. Poi Maria Luisa]

Dal centro entra Masino (tornato in abbigliamento abituale), sconvolto.

Masino: Mio Dio, chaggio fatto? I soldati stanno preparando il patibolo per impiccare

Gaetano. E tutta colpa mia. E m comme faccio? Se io spiego al re tutta la

verit, quello impicca a me. Ma se non gliela dico, sar impiccato Gaetano.

Insomma, sempre un morto ci scappa! E fammi pensare cosa fare.

Si mette a riflettere, mentre entra Caterina.

Caterina: Bene, bene, adesso vediamo se Maria Luisa mi pu regalare anche

I due si ritrovano uno accanto allaltro e si osservano.

Masino: Buongiorno!

Caterina: Buongiorno!

Masino: Scusate, ma vuje tente na faccia cunusciuta.

Caterina: (Si volta un po per non farsi vedere bene) Io? Ma vi sbagliate!

Masino: M aggio capito tu chi si! Ma certamente. Tu si Caterina a mbrugliessa!

Caterina: Stattu zitto, nun allucc!

Masino: E s, io te cunosco. Tarricuorde e me? So Masino.

Caterina: Te cunosco, tu si Masino o puricchiuso. Ma taggio ditto nun allucc.

Masino: Dice a verit, cocche affare staje cumbinanno a chesti pparte. E accuss?

Caterina: Ma cosa dici? Ti sbagli. Io sono venuta dalla regina a cercare a cercare nu

poco e prutusino!

Masino: Ma pecch, a regina usa o prutusino?

Caterina: E certamente. Na regina nun po us o prutusino?

Masino: S, ma nun sarr o stesso prutusino chusamme nuje. Secondo me prutusino

regale. E cchi prufumato do nuosto!

Caterina: E tu che staje cumbinanno, invece, cc.

Masino: Io? No, niente, io sono venuto dal re a cercare a cercare na capa daglio.

Caterina: Ma pecch, o rre usa llaglio?

Masino: E certamente. Nu rre nun po us llaglio?

Caterina: Ah, m capisco tutto cose: io cerco o prutusino e tu llaglio.

Masino: A chistu punto, io dicsse: facmmece fatte nuoste tutte dduje!

Da sinistra entra (con passo regale) Maria Luisa che ha smesso la vestaglia

ed indossato mantella e scarpe (tenendo sempre gli orecchini lunghi).

Maria Luisa: Oh, finalmente ho tralasciato labbigliamento da riposo.

Caterina: Uh, comm bella, a regina!

Masino: Me pare a Maronna e llArco!

Caterina: Cara regina! Non mi inginocchio, se no vengo meno nelle gambe e vado a

faccia a terra!

Maria Luisa: Ah, sei di nuovo qui? Mi hai riportato le pantofole?

Caterina: E pecch? Chelle so belle. (Nota gli orecchini) Uh, che belli sciucquaglie!

Maria Luisa: Prego?

Caterina: Comm chiamme, tu? E ricchine!

Maria Luisa: Ah, gli orecchini? Ho dimenticato di cambiarli. Con questi ci dormo la notte.

Masino: Ma comme, maest, vuje durmite cu e ricchine? E nun ve fanne male?

Maria Luisa: Devo dar conto a voi? Su, forza, Caterina, di cosa mi vuoi parlare?

Caterina: Beh, io ero tornata per parlarti per parlarti di un fatto che mi sta a cuore.

Maria Luisa: Ah, s? E cosa?

Masino: O prutusino!

Caterina: (Ripete inconsapevolmente) O prutusino!

Maria Luisa: Cosa?

Masino: Sarebbe il prezzemolo!

Caterina: No, ma quale prezzemolo? Si tratta di quel fatto di mio marito. Facciamo

cos, adiamo a parlarne dentro.

Maria Luisa: No, ma veramente

Caterina: Ti aspetto l. Nel frattempo, parla con Masino. Quello voleva chiedere una

cosa a tuo marito: na capa daglio!

Ed esce via a sinistra.

Maria Luisa: No, ma dove vai? Mannaggia, gi andata.Quella donna terribile. (Poi a

Masino) E voi cosa volete? Come posso esservi utile? Volete dellaglio?

Masino: No, quale aglio? Io ho detto cos a Caterina a mbrugliess cio, alla

signora Caterina. Ma lho fatto per non far sapere i fatti miei. Maest, io mi

chiamo Masino. E devo dire la verit su una cosa.

Maria Luisa: Vi ascolto.

Masino: Fuori al giardino stanno per impiccare un uomo: il contadino Gaetano.

Maria Luisa: Lho notato dal mio balcone. E allora?

Masino: Quello un povero disgraziato. Io lho calunniato perch sono suo nemico.

Per quello non centra niente con Napoleone.

Maria Luisa: Sentite, spiegatevi alla svelta che non ho tempo.

Masino: E una parola a spiegarsi in poco tempo. Lunico Napoleone che centra con

Gaetano, sta in giardino insieme a Gioacchino.

Maria Luisa: (Sconvolta) Mio Dio, cosa dite? Napoleone e Gioacchino Murat qui?

Masino: Non lo so se Gioacchino si gratta. Per sta facendo la pip con Napoleone!

Maria Luisa: Ma allora devo avvisare subito mio marito.

Masino: No, aspettate, io non ho finito. Ci sta un equivoco.

Maria Luisa: Zitto, basta cos! Per la notizia che mi avete dato, io vi premier. Addio!

Masino: No, ma

Maria Luisa esce a sinistra e Masino rimane perturbato.

Uh, mamma mia! Che cacchio ha capito, chesta? Devo trovare subito il re.

Esce via a destra.

6. [Manuel e Julio. Poi Carlo IV, Filippo e Maria Luisa]

Da sinistra torna Julio. Asciuga le lacrime con un enorme fazzoletto.

Julio: (Commosso) Comme me dispiace pe chillu poveru Gaitano. E io nun pozzo fa

niente pe laiut.

Mentre piange e asciuga le lacrime, da dietro entra Manuel che si avvicina a lui.

Manuel: Psss psss!

Julio: Chi ?

Manuel: Psss psss!

Julio: (Guarda a terra) Ma che d? E trasuto nu serpente?

Manuel: No, sono io!

Julio: Ah, don Manuel.

Manuel: Julio, mi sono arrampicato dal balcone della regina ed ho notato che sta parlando

con una signora.Se io te regalo 50 ducati, tu devi andare dalla regina e farla

venire qui da me con una scusa. Capito?

Julio: Guardate, don Manuel, non voglio essere pagato neppure un soldo. Per vi cerco

un piacere enorme: salvate la vita al contadino Gaetano. Stanno per impiccarlo.

Manuel: Mi dispiace, ma non so chi sia.

Julio: Per voi avete molta influenza sulla regina.

Manuel: Julio, io non posso far niente. Mi dispiace. Accontentati dei 50 ducati. (Glieli d)

Julio: E va bene. Faccio finta che me li ha dati lui per dirmi: Non colpa tua. Io vado

dalla regina. Voi aspettate qua.

Manuel: Presto, vai subito!

Julio corre via a sinistra. Manuel sembra nervoso. Da destra torna Carlo IV.

Carlo IV: O conte s addurmuto ncoppa a seggia! Cose da pazz! (Si volta e si ritrova

faccia a faccia con Manuel)Don Manuel Godoy e tutto o riesto appriesso!

Come mai da queste parti?

Manuel: Ah, ehm sono appena arrivato dalla Spagna per dirvi per dirvi che in

Spagna tutto tranquillo.

Carlo IV: Ma come? Io e il primo ministro stiamo discutendo dellascesa de francesi in

territorio spagnolo. Ho acchiappato perfino una spia francese. Ne ho ordinato

pure limpiccagione!

Manuel: Interessante! Bene, allora occorre rinforzare il muro difensivo dei nostri soldati.

Carlo IV: Ecco, bravo. Tornate in Spagna subito. Avete fatto una venuta inutile!

Manuel: Daccordo, io precedo la vostra regale persona. Ci si rivede in Spagna.

Carlo IV: Stteve buono!

Manuel: Aarrivederci.

Esce via al centro, ma in realt si apposta alla comune e spia.

Carlo IV: Quant antipatico, chisto! Sta sempe nmiezo! (Poi si guarda intorno, in alto)

Fratello mio! Se sei in ascolto, dimmi cosa fare. Io ho paura. Dovrei riposare in

quanto stanco, ma non mi possibile. Che cosa mi dici?

Filippo: (Voce doltretomba da un luogo indefinito) Fratello, stavo riposando in pace.

Carlo IV: E cosa m consigli di fare?

Filippo: (Voce doltretomba da un luogo indefinito) Vatte a cucc!

Carlo IV: Ti ho detto che non posso.Ha visto che sta succedendo in Spagna?

Filippo: (Voce doltretomba da un luogo indefinito) No! Che sta succedendo?

Carlo IV: Ma come? Tu dovresti gi saperlo prima di noi.La tua anima vola in alto.

Filippo: (Voce doltretomba da un luogo indefinito) E che mhe pigliato pe

nauciello? Io posso solo dirti che tu ti stai fidando delle persone sbagliate.

Carlo IV: Ah, s? E quali? (Non riceve risposta) Fratello, ti ho chiesto quali. (Non

riceve risposta) Oh, no, si bloccato! Proprio adesso doveva farlo.

Mannaggia, adesso risponder al mio quesito dopo diversi minuti. Ma io non

ho tempo. Devo cercare subito Maria Luisa.

Da sinistra giunge proprio Maria Luisa (senza notare chi c in stanza).

Maria Luisa: Amore!

Carlo IV: S?

Maria Luisa: Ah, ma ci sei tu?

Carlo IV: Certo che ci sono io. Un momento, tu non mi hai mai chiamato amore.

Maria Luisa: Ehm hai ragione. Per avrei dovuto pur farlo.

Carlo IV: E allora bisogna subito partire.La Francia invader la Spagna.

Maria Luisa: Cosa? Ma magnifico! No, cio, terribile!

Carlo IV: (Indica destra) In quella stanza c lex primo ministro. Andremo subito in

Spagna, prima che sia troppo tardi.

Maria Luisa: Ma io non posso aspettarti qui?

Carlo IV: Tu sei mia moglie e devi stare dove mi trovo io.Per cui, prepara i bagagli.

Maria Luisa: Ascolta caro, ma sei sicuro di quello che sta succedendo?

Carlo IV: I miei soldati stanno impiccando una spia dei francesi. Lui mi ha rivelato

tutto: Napoleone e Gioacchino Murat hanno tradito la Spagna, con la scusa di

allearsi con noi per lottare insieme contro lInghilterra. Ed ora stanno

invadendo il mio paese.

Maria Luisa: Non possibile. Io ho saputo da unaltra persona che Napoleone e

Gioacchino, in questo momento, si trovano nel nostro giardino.

Carlo IV: Overamente staje dicenno?

Maria Luisa: Precisamente!

Carlo IV: E che stanno a fare?

Maria Luisa: Impellenze fisiologiche.

Carlo IV: Stanne facnno o pip into giardino mio? Ma inaudito! Adesso capisco

tutto: Napoleone e suo cognato ambiscono al trono di Napoli.

Maria Luisa: Ed ora cosa intendi fare?

Carlo IV: Devo svegliare subito il conte Jos, avvisarlo di ci che mi hai detto e poi

insieme a lui correre dai soldati a ricevere Napoleone e Gioacchino come si

conviene: li combatteremo nel giardino di casa nostra!

Maria Luisa: E poi?

Carlo IV: E poi ripartiremo per la Spagna con la testa tagliata di Napoleone, falso

alleato! Vedrai, passeremo alla storia!

Maria Luisa: (Falsa felicit) Che bello!

Carlo IV: Vai a preparare subito i bagagli. Lora della gloria e della battaglia giunta!

Maria Luisa: Certo.

Carlo IV corre via a destra. Maria Luisa, confusa, si avvia a sinistra, ma

viene fermata da Manuel che subito (dal centro) accorre da lei.

Manuel: Mi amor, non ho capito una mazza di quel che ha detto tuo marito!

Maria Luisa: Dobbiamo subito mettere in atto il nostro piano, approfittando della guerra

che sta per cominciare con Napoleone. Egli in giardino.

Manuel: Cosa? Ma allora ho capito bene.

Maria Luisa: Vieni con me nella mia stanza e ti spiego tutto.

Manuel: Ma c quella signora che sta parlando con te.

Maria Luisa: Ah, gi, Caterina.

Manuel: Sai cosa faccio? La getto gi al balcone! Vamonos!

Maria Luisa e Manuel escono a sinistra.

7. [Rosa e Jos. Poi Carlo IV]

Da destra entrano Rosa e Jos.

Jos: Scusa, tu devi essere la cameriera.

Rosa: No!

Jos: La schiava!

Rosa: No!

Jos: La domestica!

Rosa: No, sono la serva.

Jos: E non la stessa cosa? Puerca vaca!

Rosa: E perch dite le parolacce?

Jos: Io sono lex primo ministro di Spagna e faccio quel che voglio. Capito? Ora

dimmi dov finito re Carlo.

Rosa: Non lo so. Scusate la domanda: ma voi, se non siete pi il primo ministro,

che ci fate qua dentro?

Jos: Devo dar conto a te?Presto, chiama subito il re.

Rosa: Non so dove sta.

Jos: Cercalo.

Rosa: Il palazzo reale enorme.

Jos: Ho capito, ho capito. (Mette mano alla tasca e regala una moneta a Rosa)

Rosa: Lo cerco subito!

Da destra torna Carlo IV.

Carlo IV: Non importa, sono qui.

Jos: E allora restituiscimi la moneta che ti ho dato!

Rosa: No, non voglio!

Jos: E invece s!

Carlo IV: Don Jos, lasciate stare le monete.

Rosa: Appunto! (E si guarda la moneta in controluce)

Carlo IV: Don Jos, quel traditore di Napoleone giunto insieme a Gioacchino Murat

nel giardino imperiale. Non so dove egli si sia nascosto.

Jos: Vi consiglio di avvisare i vostri soldati.

Carlo IV: No, occorrerebbe troppo tempo. C una persona che invece pu aiutarci.

Jos: E gi, la spia dei francesi che avete scoperto poco fa.

Carlo IV: S, ma io lo sto facendo impiccare. Facciamo cos: dopo impiccato, gli faccio

due domande.

Jos: Maest, io non vi voglio mortificare. Ma se voi lo impiccate (Si arrabbia)

come fate a fargli le domande?!

Carlo IV: Bravo, don Jos, giusta osservazione. Allora bisogna subito impedire ai

soldati miei di impiccare la spia dei francesi.

Carlo IV corre alla comune seguito da Jos e grida fuori.

Soldati, aspettate, non ammazzate quelluomo! Mi serveeee!

E cos Carlo IV e Jos corrono subito fuori. Rosa guarda ancora la moneta.

Rosa: (Nota qualcosa di strano) Ma ma chesta fveza! Che imbroglione

duomo. Adesso ho capito perch stato condannato!

Esce via a destra, scuotendo la testa.

8. [Masino e Julio. Poi Carlo IV, Gaetano e Jos]

Da sinistra torna Julio.

Julio: Ah, finalmente un poco di pace!

Ma da destra torna Masino, tutto frenetico. Si ferma appena entrato.

Masino: Ma add gghiuto stu rre? Io lo debbo avvisare.

Julio: (Va da lui) Nh, ma ch stato? Che ci facevi tu, l dentro?

Masino: Cercavo il re.

Julio: E a che ti serve?

Masino: Ho mandato a morte il povero Gaetano.

Julio: Tu? Si stato tu? Cio, tu hai dato lordine ai soldati di impiccarlo?

Masino: Io? E stato il re a dare lordine. Io per laggio cuntato nu sacco e palle.

Julio: A Gaetano?

Masino: No, al re. Perci lo sta mandando a morte.

Julio: Mannaggia a capa toja! Io tavssa rompere a capa!

Masino: Che peccato che Gaitano muorto!

Julio: Pace allanima sua!

Ad un tratto, dal centro, qualcuno spinge in stanza Gaetano.

Gaetano: Eh, ma che maniere! So tutte quante scustumate, inta stu palazzo riale!

Julio: Ah, o vi lloco, o vi!

Masino: Gait, ma allora si vivo! Menu male, accuss nun te tengo ncoppa a cuscienza!

Gaetano: Ah, ma allora stata colpa toja? Tu si proprio nu canestraro, cardalana,

mellunaro, mpagliaseggie e pettenessaro!

Masino: Bello, come me piace e to sent e dicere! Offendimi ancora!

Gaetano: Mastuggiorge, cevezaro, cutecaro, calonze e soprattutto ricuttaroooo!

Dalla comune entra Carlo IV.
Carlo IV: Dove sta? Dove sta? (Nota Gaetano e va da lui) Ah, eccolo qua. Julio, Masino,
sparite. Devo interrogare questa spia francese.

Masino: No, aspettate, sire.

Carlo IV: Silenzio!

Julio: Posso parlare io?

Carlo IV: Silenzio pure tu! (Gli lascia una pergamena in mano) Questa la dichiarazione

di guerra che porterai personalmente al governo francese a Parigi.

Julio: Ma io

Carlo IV: Basta, fuori!

Julio e Masino escono subito, senza fiatare.

E a te, spia francese, voglio sapere tutto: devi condurre me e i miei soldati da

Napoleone e Gioacchino che sono nascosti nel mio giardino.

Gaetano: Maest, chiedo perdono io per loro.

Carlo IV: Non ti ho chiesto clemenza per quei due traditori. Quelli vogliono invadere la

Spagna e il regno di Napoli. Non vuoi salvare la tua gente?

Gaetano: Cio, fatemi capire, quelle due bestie vogliono fare quello che state dicendo?

Carlo IV: Esatto!

Gaetano: Emb, accomme lacchiappo, laggia struppi cu a currea a tutte dduje!

Maest, venite cu me. M ve faccio cattur io a Napulione e a Gioacchino!

Carlo IV: Ah, bene! Andiamo!

Escono celermente al centro.

Scena Ultima. [Maria Luisa e Manuel. Poi Carlo IV, Jos, Masino, Gaetano e Caterina]

Da sinistra tornano Maria Luisa e Manuel con un vessillo spagnolo con

effige borbonica.

Maria Luisa: E arrivato il mio giorno!

Manuel: Il nostro giorno!

Maria Luisa: Ah, gi, il nostro giorno. Io e te domineremo il regno di Spagna e di Napoli.

E s, muoveremo guerra a quella antipatica della Francia e perfino

allInghilterra. E queste guerre le farai tu!

Manuel: Aspetta un momento, perch tu devi governare e io devo fare le guerre?

Maria Luisa: E tanto, combatteranno i soldati.

Manuel: Giusto! E allora sono daccordo con te!

Maria Luisa: Andiamo!

Manuel: Vamonos!

I due escono tenendo alta la bandiera. Ma ad un tratto si sente un cane

(Napoleone, il cane di Gaetano) abbaiare.

Cane: Bu-bu-bu!

Cos pochi secondi dopo, dalla comune, spaventati, entrano di corsa Maria

Luisa e Manuel (che si mettono nellestrema sinistra della stanza, abbracciati

sotto la bandiera spagnola); poi Carlo IV, Jos Moino, Masino e Gaetano.

Luisa&Man: (Gridando spaventati) Aaah!

Carlo IV: (Gridando spaventato) Aiuto!

Jos: Ma che cosa voleva quel cane da noi?

Carlo IV: Don Jos, voi vi siete spaventato per il cane? Io mi sono spaventato per il

galletto! Ua, e comme pizzicava, chillu cusariello!

Gaetano: Scusate, nun ce facte caso. Quegli animali sono i miei.

Carlo IV: Gaetano, abbi pazienza, ma dove stanno Napoleone e Gioacchino?

Gaetano: E li avete visti. Napoleone ha abbaiato contro i soldati e il galletto vi ha dato

i pizzichi sul vostro regale culetto!

Carlo IV: Come, come? Ma io cerco Napoleone e Gioacchino esseri umani.

Gaetano: E e gghiate truvanno a me?

Carlo IV: Ma aspetta, tu non sei una spia dei francesi? Me lo ha detto Masino.

Masino: Maest, colpa mia. Io volevo mettere in cattiva luce a lui e mi sono

inventato questa storia. Per non immaginavo che succedeva tutto questo.

Carlo IV: E tu hai ottenuto la cancellazione delle tasse a tuo carico ingannandomi?

Masino: No, io non vi volevo ingannare. Volevo solo la cancellazione delle tasse, in

quanto io sono pidocchioso, avaro. Come dite voi.

Carlo IV: E allora la situazione questa: Gaetano, tu sei libero.

Gaetano: Grazie, maest! Vuje site nu nzuvarato!

Carlo IV: Nu nzevato?

Masino: No, nzuvarato vuol dire gustoso.

Carlo IV: Grazie per la traduzione, ma questo non ti risparmier la pena capitale. Tu

sarai impiccato al posto di Gaetano.

Gaetano: No, aspettate, non uccidete il mio nemico preferito.

Carlo IV: Ma come, quello mi stava facendo dichiarare guerra a degli alleati.

Gaetano: E che fa? In fondo, maest, siamo tutti vivi. E vogliamoci bene come fratelli.

Jos: Beh, maest

Carlo IV: Ho capito. E va bene, andate pure. Ma non vi fate vedere mai pi davanti ai

miei occhi, altrimenti vi faccio squartare vivi. Intesi?

Mas&Gaet: Sissignore!

Carlo IV: E a voi, Gaetano, portatevi via quel cane e quel galletto, altrimenti li

ammazzo e li faccio cucinare per pranzo domani!

Gaetano: Va bene.

Carlo IV: E ora fuori!

Mas&Gaet: Arrivederci!

Masino e Gaetano, di corsa, escono per il centro.

Carlo IV: Ma voi avete capito, don Jos? Io stavo per dichiarare guerra ad un alleato.

Avrei distrutto un trattato di pace ottenuto grazie a Manuel Godoy.

Jos: Grazie a Manuel Godoy?

Jos indica a Carlo IV proprio Manuel che ancora insieme a Maria Luisa.

Carlo IV: (Sorpreso di vederli insieme) Cosa fate voi due?

Jos: Secondo voi cosa fanno, maest? E pensare che io sono stato condannato a

tre anni di carcere per appropriazione indebita di denaro. E il mio

accusatore era quelluomo l. Gi, quello stesso uomo che ordiva alle vostre

spalle insieme alla regina.

Maria Luisa: Non vi permetto!

Carlo IV: Taci!

Jos: Maest, voi credevate di essere un uomo felice. Ma non cos. E sapete

perch? Voi avevate una serpe in seno: vostra moglie.

Carlo IV: Mia moglie tiene una serpe nel seno? (Va da lei) Maria Luisa, fammi vedere

il seno. Voglio vedere la serpe!

Jos: No, non mi avete capito. E un modo di dire.

Manuel: Io e la regina stavamo ordendo contro il re? Maest, come fate a credere a

quellindividuo? Sta cercando di imbrogliarvi per ritrovare un ruolo politico.

Jos: E allora volete negare anche di essere lamante della regina Maria Luisa?

Maria Luisa: No, Carlo, non vero.

Manuel: Ma non temere, mia sovrana. Quello un pazzo.

Jos: E quel vessillo della Spagna? Cosa ci dovevate fare?

Manuel: Insomma basta, vecchio cane. Tu non puoi dimostrare niente di quello che

affermi. Non hai nessun testimone. Io non sono mai stato nella camera da

letto della regina.

Dalla comune entra Caterina, zoppicante, tutta arrabbiata. Va da Manuel.

Caterina: Nh, uh, coso brutto! Tu si trasuto inta stanza e lietto da regina e

mhe ittato abbascio pa fenesta. Vulveve fa e ccose sporche e nascosto?

Carlo IV: Ah, bene, ecco la testimonianza che vi inchioda. Ora capisco tutto. Vi ho

smascherati grazie alla signora alla signora

Caterina: Maest, nun songo nisciuna signora, o baronessa, o contessa. Songo Caterina a

mbrugliessa e tengo a mio marito inte guaje pe colpa de tasse. Nun ma

putte da na mana?

Carlo IV: Grazie allaiuto che mi avete dato, vostro marito sar esentato dalle tasse, vita

natural durante.

Caterina: Grazie, maest! Puzzate av tantu bene! Bona jurnata a tutte quante!

Esce via felice e zoppicante.

Carlo IV: Maria Luisa, dopo mi darai una spiegazione plausibile. Ma giacch non ne hai,

come io penso, tu potresti essere condannata a morte per alto tradimento. Mentre

per don Manuel Godoy ci sono le galere a vita coi lavori forzati. Voi vi chiamate

Manuel Godoy? E ora voglio godoy pure io!

Manuel: Ricordatevi che io sono il fautore della pace tra Francia e Spagna. E sono stato

insignito del titolo di Principe de la paz!

Carlo IV: E chillo giusto chella paz e muglirema me puteva trad cu vuje! E non me ne

importa niente che avete garantito la pace tra Francia e (Realizza) Oddio, ho

messo nelle mani di Julio la dichiarazione di guerra alla Francia. Se la leggono i

francesi succede o fuja fuja!

Jos: Bisogna raggiungere subito Julio e fermarlo!

Carlo IV: (Chiama) Julioooo Julioooo!

Carlo IV esce via di corsa al centro, seguito dagli altri.

FINE DELLA COMMEDIA

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