Giambattista Spampinato
UNA FANCIULLA
CHIAMATA SPLENDORE
ovvero
(CHI TROPPO VUOLE, NULLA STRINGE)
Un atto da Luigi Capuana
UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
PERSONAGGI:
DON FERRANTE, ricco mercante
DONNA GAETANA, sua moglie
CUNEGONDA, detta SPLENDORE, sua figlia
IL RE BAFFE BAFFE
LA FATA TURCHESE
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
ATTO UNICO
La corte di una ricca abitazione: allalzarsi del sipario, alla ribalta si presentano tutti i personaggi della favola, schierandosi nel seguente ordine, a cominciare dalla destra degli spettatori: donna Gaetana, don Ferrante, Splendore, il Re baff baff e la Fata Turchese.
Don Ferrante, che il pi anziano dei personaggi, fa un passo avanti per iniziare il racconto della favola.
FERRANTE Miei cari(viene interrotto dagli altri personaggi che, una parolaciascuno, completano il saluto)
GAETANA - ragazzi e bambini,
SPLENDORE - signori insegnanti
IL RE - e cari genitori,
FATA - buongiorno!
FERRANTE E uscita la Messa cantata! Vogliamo parlare ad uno ad uno per farcicapire meglio? (Cerca di ricominciare il discorso, ma viene nuovamente interrotto) Miei cari
FATA - bambini e ragazzi,
IL RE - signori insegnanti
SPLENDORE e cari genitori,
GAETANA - buon giorno!
FERRANTE La volete smettere? Il saluto labbiamo gi fatto; anzi, lavete gifatto; non occorre ripetere quello che gi stato detto.
IL RE Ripetita juvant!.
GAETANA ( Che non ha sentito perch sorda)Come avete detto?
IL RE (Ripete)Ripetita juvant!.
GAETANA Ah! E che vuol dire?
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
IL RE La ripetizione serve ed molto utile.
FERRANTE Va bene, ma ora lasciatemi parlare.(Tossicchia per darsi uncontegno, indi incomincia) Siamo qui per raccontarvi (Viene interrotto nuovamente)
GAETANA - tutti insieme
SPLENDORE - una bellissima favola
IL RE - con una morale
FATA - istruttiva ed utile
IL RE - dal titolo
SPLENDORE - Una fanciulla chiamata Splendore!
GAETANA - ovvero
FATA - Chi troppo vuole,
IL RE - nulla stringe!.
FERRANTE Avete finito? Posso dare inizio al racconto senza essere piinterrotto?
IL RE Perch mai dovete farlo proprio voi?
GAETANA Gi, perch vi fate avanti sempre voi?
IL RE Tocca a me che sono la pi alta autorit della favola!
LA FATA No, a me che rappresento locculto!
SPLENDORE Io sono, invece, la protagonista della favola!
GAETANA Io sarei, dunque, lultima ruota del carro?
FERRANTE Lo volete capire che siamo tutti Pupi? Marionette in carne ed ossa,manovrate dai fili del regista, costretto anche lui a rispettare il testo della favola che ci accingiamo a raccontare?
IL RE Almeno vogliate prima presentarci per fare capire che Pupi siamo!
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FERRANTE Visto che avete tanta voglia di mettervi in mostra, fatelo da voi. Anzi,ognuno lo faccia per conto proprio. (Al Re) E cominciate voi che siete la pi alta autorit della favola.
IL RE (Facendo un passo avanti)Io sono il Re
baff baff
biscotto a min;
di don Ferrante sposer la figlia,
baffiglia, baffiglia,
biscotto a miniglia;
e saremo felici e contenti
nella regia di Girgenti!.
FATA (C.s.) Io sono la Fata Turchese,
e son maestra dincantesimi,
ne inciucio ventinove al mese,
e tutti per pochi centesimi.
Trasformo elefanti in uccelli,
gli uomini brutti li faccio belli;
una magia vi costa un tornese.
Io sono la Fata Turchese!.
SPLENDORE (C.s.)Di don Ferrante son la figlia
e del Re la sua baffiglia;
sar vittima di un incantesimo
nel giorno del mio battesimo.
Mi chiamo Cunegonda,
sono casta e sono monda,
sono bella come un fiore,
tutti mi chiamano Splendore!.
GAETANA (C.s.)Io mi chiamo Gaetana,
di mia figlia son la madre,
sorda come una campana
per le urla di suo padre.
Ero giovane e assai piacente
quando Ferrante mimpalm,
ma sconvolse la mia mente
e il sorriso mi manc!.
FERRANTE (C.s.)Io sono don Ferrante,
uomo ricco e assai potente,
di mestiere faccio il mercante
ed ho il sangue molto caliente;
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
ogni cosa la pretendo allistante,
e non tralascio mai niente;
delle cose belle io son amante
e coi soldi apro ogni battente!.
IL RE Benissimo, ora che abbiamo fatto le presentazioni, scusatemi, ma devoandare a preparare una legge che tartassi tutti i mercanti che si sono arricchiti alle spalle della povera gente. (Via)
FERRANTE Come al solito, se la prendono sempre con i poveri mercanti!
FATA Io vado a preparare un filtro magico per far decidere il nostro Re a prendermoglie. Con permesso. (Via)
SPLENDORE Io vado a ricamare la biancheria della mia dote nuziale.(Via)
FERRANTE (Alla moglie che resta immobile e impassibile)E tu che fai?
GAETANA Che ho? Non ho niente. Che mi vedete?
FERRANTE Addio, dimenticavo che questa sorda come una campana!
(Parlando pi forte) Cerca di smammare!
GAETANA Perch mi devo calmare se sono la calma personificata?
FERRANTE (Urlando)Te ne devi andare! In casa sento puzza di bruciato!
GAETANA No, oggi niente stufato; si mangia pasta asciutta e carne lessa.
FERRANTE Santa pazienza, sta bruciando qualcosa!
GAETANA Mi regalate una rosa? Oh, grazie!
FERRANTE Ti regalo un cavolo!
GAETANA Lavete messa sul tavolo? Ora la sistemo in un vaso con lacqua.
FERRANTE (Perdendo la pazienza)Non ne posso pi con questa sorda!(Forte)Ti ho detto che sento puzza di bruciato. Che cosa hai dimenticato sul fuoco?
GAETANA (Finalmente, dopo aver annusato laria, capisce)Madonna Santa, vero, si sta bruciando la salsa! (Via di corsa)
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
FERRANTE Tu sei sorda, non solo nelle orecchie, ma anche nel naso! Oh,finalmente sono rimasto solo e posso dare inizio al racconto della nostra favola! Miei cari, state bene attenti perch il racconto molto interessante.
Cera una volta un vecchio mercante, che si chiamava don Ferrante, il quale si era arricchito con i suoi loschi traffici e aveva messo superbia. Era convinto che col denaro potesse comprare tutto, anche la felicit. Aveva preso in moglie la pi bella ragazza del paese, quantunque fosse figlia di un povero contadino e molto pi giovane di lui. Dopo un anno di matrimonio nacque una bambina. E chi la vedeva, esclamava: sar pi bella della madre! Il mercante non stava nei suoi panni per la contentezza e passava intere giornate a covare con gli occhi la bimba. Al mattino si levava dal letto molto presto per accudire ai suoi affari. Una mattina, si era appena alzato quando
GAETANA (Arrivando di corsa)Don Ferrante, don Ferrante La nostra bambinapiange a dirotto!
FERRANTE Avr fame; falla mangiare!
GAETANA Proprio cos, non si vuole calmare!
FERRANTE Ho detto: falla mangiare, attaccala al seno!
GAETANA S, il tempo sereno, ma io vi sto parlando di nostra figlia che piangee si dispera senza alcun motivo!
FERRANTE Santo Iddio, come faccio a farmi capire da questa sorda?(Parlandolepi forte) Forse Cunegonda ha fame; dalle il seno!
GAETANA Lho gi fatto, ma non vuole ciucciare.
FERRANTE Prendila in braccio e falla passeggiare.
GAETANA S, s, ve lho detto: non si vuole calmare!
FERRANTE (Sempre pi forte)Gaetana, guardami nelle labbra e cerca didecifrare quello che io ti dico!
GAETANA Perch mi maledite? Che male vi ho fatto?
FERRANTE (Perdendo la pazienza)Non ti maledico! Semmai maledico il giornoin cui ti ho incontrata! Ho detto di prenderla in braccio e di passeggiarla; pu darsi che si calmi.
GAETANA Anche questo ho fatto, ma continua a piangere.
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FERRANTE Tutto ci molto strano; non era mai successo prima.(Improvvisamente il pianto della bimba cessa come per incanto) Ha smesso; nonpiange pi.
GAETANA C una gru?! Ma che dite?
FERRANTE (Forte)Cunegonda ha smesso di piangere: vai a vedere.(Gaetanavia, mentre don Ferrante continua il racconto alla ribalta)
La piccina si era effettivamente calmata come dincanto. Ma la notte successiva don Ferrante e donna Gaetana si svegliarono di soprassalto. Avevano sentito qualcosa di strano, di soprannaturale che li aveva fatto atterrire. Ed ecco che la bambina torn a lamentarsi e a piangere a dirotto. Ma, da l a poco, si calm e si riaddorment. Ma i due coniugi non riuscirono a chiudere occhio. La notte seguente la misero a dormire nel letto grande, in mezzo a loro; ma ad ora inoltrata il fenomeno si ripet. Donna Gaetana, atterrita pi del solito, prese la figlioletta tra le braccia, quasi volesse difenderla da chi tentava di farle del male, mentre don Ferrante si aggirava per la stanza come un automa in cerca di qualcuno o di qualcosa che avesse turbato la bambina, ma non vide niente. Ogni cosa era al suo posto e non cera niente di insolito. Da quella notte in poi non udirono pi niente. Cunegonda, intanto, cresceva bellissima, tanto che tutti cominciarono a chiamarla con un nome pi bello di quello datole alla nascita: Splendore!.
GAETANA (Arrivando)Don Ferrante, dovete chiamare un medico, ma di quelligrossi e bravi: un luminare della scienza.
FERRANTE E perch dovrei chiamarlo?
GAETANA Splendore non parla.
FERRANTE E ancora troppo piccola per parlare.
GAETANA Come? Che avete detto?
FERRANTE (Pi forte)Splendore piccolina per parlare.
GAETANA A tre anni si deve parlare e Splendore non riesce a pronunciare unasola sillaba.
FERRANTE Sei sicura di quello che dici? Gaetana, la tua affermazione moltograve! Lo capisci?
GAETANA Sicuro che mi stupisco. Ho sempre tentato di insegnarle qualche parolacome: mamma, pap, ma mi guarda fissamente, si mette a ridere e mugugna qualcosa che non ha alcun significato. E quel che peggio, quando la chiamo per nome o le
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
batto le mani per farla voltare, Splendore rimane immobile, indifferente e mi guarda con lespressione di stupidit, come se non fosse presente. Evidentemente non percepisce il rumore.
FERRANTE (Sbigottito)Muta e sorda?
GAETANA Non balorda. Io credo che sia muta e sorda.
FERRANTE Perch, io che cosa ho detto?
GAETANA Ve ne andate a letto? Io vi parlo di cose serie e gravi e voi voleteandare a letto? Meglio che me ne vada; con voi non si pu discutere. Anzi, vado a consultare il medico. (Via)
FERRANTE (Continuando il racconto)Donna Gaetana port la bimba dalmedico di famiglia che conferm la diagnosi: Splendore era sorda e muta! In seguito, man mano che la bimba cresceva, consultarono tanti altri medici, professoroni, luminari della scienza i quali, dopo aver visitato Cunegonda, tentennavano il capo e allargavano le braccia. Don Ferrante era convinto che, per mezzo dei suoi soldi, prima o poi, la sua figliuola potesse riacquistare ludito e la parola, ma aveva speso una ricchezza inutilmente. Splendore, intanto, aveva compiuto i ventanni det ed era diventata una bellissima ragazza: alta, magra, i capelli li aveva di un biondo dorato e gli occhi azzurri come il cielo, ma comunicare con lei era un problema.
SPLENDORE (Entra, seguita dalla madre e si rivolge a don Ferrantemugugnando e facendo gesti come se volesse dire qualcosa)
FERRANTE Che mi vuoi dire, gioia mia?
SPLENDORE (Ripete i mugugni e i gesti disperandosi sempre di pi)
FERRANTE Vuoi dirmi che ti vuoi fare una passeggiata?
SPLENDORE (Vedendo che il padre non la comprende, si mette a piangere e apestare i piedi sul pavimento)
FERRANTE (Alla moglie)Io non capisco quel che mi vuole dire. Tu la capisci?
GAETANA Nemmeno io.
FERRANTE Non so quel che darei per poterla capire e farmi capire da lei!
GAETANA Ho saputo che nel nostro paese arrivata una maga o fata che sia;dicono che opera miracoli con i suoi unguenti.
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FERRANTE Una maga? Ne sei certa?
GAETANA Non si chiama Berta. Si fa chiamare Fata Turchese.
FERRANTE Non minteressa come si fa chiamare. Se come dici, io le darei metdi quel che possiedo se riuscisse a guarire la nostra Splendore.
GAETANA Dicono che ai poveri lunguento lo d gratis, ma dai ricchi vuoleessere strapagata.
FERRANTE Sono disposto a darle tutto ci che mi chiede.
GAETANA Chiede grano in cambio della sua prestazione.
FERRANTE Ho i magazzini pieni; gliene d quanto ne vuole.
GAETANA Ma no, il grano non devessere grano!
FERRANTE Come sarebbe a dire? Oltre che sorda sei diventata anche scema? Ilgrano grano!
GAETANA Per Fata Turchese, invece, il grano non devessere grano.
FERRANTE Devessere farina, forse?
GAETANA Com che non capite niente?!
FERRANTE (Alterandosi)Ah, io non capisco? Robba da matti! Che cosa sar maicodesto benedetto grano? O farina, o crusca, o pane, o pasta! Queste cose si fanno con il grano!
GAETANA Nel gergo delle fate, per grano sintendono i soldi, ma non quelli dirame o di vile metallo: le monete doro.
FERRANTE Va bene, le dar monete doro se riuscir a guarire la nostraSplendore.
GAETANA Dovete dirle, per, che in cambio le date un pugno di grano. Miraccomando, cercate di non scordarlo.
FERRANTE Va bene, non lo scorder. La vado a cercare.
GAETANA Non occorre; eccola che arriva.
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FATA (Arriva maestosa ed altera. Il mercante e la moglie sinchinano a pi nonposso, mentre la ragazza ride come un ebete)
Il bene sgorghi come una fontana!
Gioia e felicit in ogni istante
per la mite donna Gaetana
e un po meno per don Ferrante;
per la bella Cunegonda,
che tutti chiamano Splendore,
dai suoi mali sia monda
e circondata da tanto amore!
FERRANTE (Meravigliato)Conoscete i nostri nomi?
FATA Non solo, conosco anche quel che vorreste chiedermi.
Io sono una grande Fata,
ricercata dalla gente,
premio i buoni e sono amata;
i cattivi li riduco in niente!
GAETANA Buona Fata, voi che siete piena di bont, aiutate la nostra figliuola.
FERRANTE Voi gi sapete qual il suo male, datele il rimedio.
FATA Voi siete un uomo ricco, ma tanto avaro, perci dovete pagare se volete cheio aiuti la vostra figliuola.
FERRANTE Avete ragione, vi dar
GAETANA (Dandogli una gomitata)Attento! Ricordatevi quello che vi ho detto.
FERRANTE Che cosa?
GAETANA (Piano)Non nominate i soldi.
FERRANTE Ah, s Lavevo gi dimenticato! Buona Fata, vogliate gradirequesto pugno di grano per compensare il vostro disturbo. (Le porge una borsa con monete doro)
FATA (Prende la borsa)Di che grano si tratta? Duro, tenero, chiaro o scuro?
FERRANTE Chiaro, anzi biondo come loro.
FATA (Intascando la borsa)Bene, proprio quello che io preferisco. Ora fatesilenzio e fatemi concentrare per trovare il rimedio al male di vostra figlia. (Chiude
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gli occhi per qualche istante, mentre con le braccia tese verso lalto sembra grattare il cielo con le unghia. Quindi riapre gli occhi come se si fosse svegliata in quellistante; da una borsa prende un piccolo barattolo, lo apre e ne estrae un pizzico di unguento) Avvicinatemi la ragazza. (Gaetana esegue) Allontanatele icapelli dalle orecchie. (Gaetana esegue) Io spalmer un pizzico di questo miracoloso unguento dietro le orecchie e Cunegonda sar guarita immantinente. (Cattedratica) Unguento miracoloso,
io ti spalmo con un dito,
che tu sia portentoso!
Su, ridalle ludito!
Uno, due e tre,
ecco ludito a te!
SPLENDORE (Avverte immediatamente che le tornato ludito; e reagiscefelicemente battendo le mani)
FERRANTE Figliuola, come ti senti?
GAETANA Amore mio, sei guarita?
SPLENDORE (Salta e balla per la gioia di aver sentito la voce dei genitori edemette suoni gutturali di felicit)
FERRANTE Grazie, buona Fata, per averle dato ludito, ma ora datele anche laparola. Ecco qui un altro pugno di grano biondo.
FATA Ricordate che chi parla, falla!.
FERRANTE Non importa. Vi prego, date la parola alla mia Cunegonda.
FATA Badate che il silenzio doro e la parola di ferro!.
FERRANTE Non importa.
FATA Come volete, ma ora non posso farlo. Torner fra un anno, un mese e ungiorno e, se siete sempre dello stesso avviso, Cunegonda avr anche la parola. Voi, intanto, preparate il grano; ce ne vorr almeno il doppio, ma non dovete pi dire: un pugno di grano, ma un chicco di grano. (Pronunciando queste parole, la fata scompare, mentre Cunegonda, seguita dalla madre, rientra in casa ballando felice per la gioia di sentire i suoni tuttintorno)
FERRANTE (Si avvicina alla ribalta per continuare il racconto)La fanciulla erafelice: sentiva che attorno a lei la vita pullulava di ogni manifestazione della natura. Udiva il canto degli uccelli e non si saziava mai di stare ad ascoltarlo. Le parole non
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le procuravano tanta delizia quanto i cinguettii e i gorgheggi di quei piccoli volatili. Una mattina aveva scoperto la musica, udita suonare da un pastore che portava il gregge al pascolo. Egli suonava uno strano strumento fatto di canne vuote legate insieme. E al ritmo di quella melodia aveva intrecciato una danza. (Si ode suonare improvvisamente una musica dolcissima) Ecco la musica che piace alla miaSplendore. Volete scommettere che arriver danzando? (Arriva effettivamente Splendore che, danzando, fa un giro sul palco ed esce nuovamente) Che vi dicevo?Avete notato il suo sguardo pieno di beatitudine? Peccato che non riesca ad esprimere con le parole quello che prova con i sentimenti!
Finalmente, lanno, il mese e il giorno, stabiliti dalla fata, trascorsero ed ecco che la fata si presenta, come aveva promesso.
FATA (Apparendo)Quel che io prometto, mantengo sempre. Don Ferrante, sietedellavviso che vostra figlia acquisti la favella?
FERRANTE S, mia buona Fata Turchese; voglio sentirla parlare.
FATA Voglio voglio Lerba voglio non cresce nel mio giardino! Voi sareteun uomo ricco e potente, ma non potete pretendere tutto ci che desiderate n potete comprare con le vostre ricchezze la felicit!
FERRANTE Scusate, signora Fata, volevo dire che mi piacerebbe sentirla parlare.
Sono certo che avr una vocina melodiosa al pari della sua bellezza.
FATA Non tutti i suoni riescono gradevoli ad ascoltare.
FERRANTE Dalla sua boccuccia non possono uscire che suoni armoniosi. Nesono certo.
FATA Vi ripeto che Chi parla, falla!.
FERRANTE Ed io vi ripeto che non importa. Tutti possiamo sbagliare.
FATA Badate che Il silenzio doro e la parola di ferro!.
FERRANTE (Per tagliar corto, le porge una borsa piena di monete doro)Eccotanti bei chicchi di grano; di quelli che piacciono a voi. Ridate la parola a mia figlia.
FATA Contento voi! Fatela venire al mio cospetto.
FERRANTE La chiamo subito.(Si porta allingresso della casa e chiama)Splendore, dolce Splendore, vieni fuori; tornata la buona Fata Turchese per darti la parola.
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SPLENDORE (Viene fuori giuliva, seguita dalla madre. Fa un bellinchino allaFata e le si accosta)
GAETANA Ben tornata , mia buona fata. Eravamo molto impazienti nellattesa delvostro arrivo.
FATA Come ho gi detto al vostro sposo, io mantengo sempre le mie promesse.
Avevo detto un anno, un mese e un giorno ed eccomi qui alla stessa ora precisa.
GAETANA Non so come ringraziarvi.
FATA Lha gi fatto vostro marito nella misura giusta.
GAETANA Darete la parola alla nostra figliuola, vero?
FATA Poich lo desiderate, esaudir il vostro desiderio.
GAETANA Voi siete tanto buona.
FERRANTE (Impaziente)Vi prego, buona fata, vogliate procedere al rito dellaguarigione di nostra figlia.
FATA Splendore, avvicinati; chiudi gli occhi e resta immobile.(La ragazzaesegue) Voi, don Ferrante e donna Gaetana, non fiatate; ho bisogno di concentrarmiper individuare lunguento che devo usare. (Come aveva gi fatto precedentemente per ludito, ripete il rito; poi da una borsa tira fuori un barattolino, lo apre, prende un pizzico di un unguento giallastro e lo strofina sotto il mento della ragazza, allaltezza dellugola, pronunciando la formula magica)
A te che sei tanto bella,
io ti d la favella;
se ne farai buon uso,
non farai storcere il muso.
Uno, due e tre,
ecco la favella a te!
SPLENDORE (Parlando con voce stridula e sgradevole)Porco cane, sto parlandoe sento le mie parole! Oh, che bel giorno questa sera! Sono tanto felice, alla faccia degli invidiosi!
FATA Forse, certi sordi dovrebbero restar sordi e certi muti, muti! Mi dareteragione. Addio! (E scompare)
FERRANTE Che voleva dire Fata Turchese?
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GAETANA Ma che dite mai? Splendore non parler per un solo mese; parler persempre.
FERRANTE La fata ha pronunciato una frase che non ho capito bene.
GAETANA Certo che parler bene; vedrete, appena si sar abituata.
FERRANTE Gaetana, sturati bene le orecchie quando io ti parlo!
GAETANA Volete ballare? Per la contentezza, scommetto! Balliamo, pure!
FERRANTE Oh, Madonna santa! Cerca di capirmi se non vuoi che io perda lapazienza!
GAETANA Ma io vi ho capito. Volete ballare con me? Balliamo, sono pronta.
FERRANTE (Sempre pi irritato)Io non voglio affatto ballare; non ne ho nessunavoglia. Ho detto che non ho capito che frase ha pronunciato la fata!
GAETANA Ah, questo volevate sapere? Ha detto che la nostra Splendore parlerper sempre e parler bene.
FERRANTE Tu sei sorda pi di una campana!
GAETANA Perch fate discorsi sconclusionati? Che centra la fontana?
FERRANTE S, addio!(Ripete forte)Fata Turchese ha pronciato una frase che nonmi piaciuta affatto.
GAETANA E non gridate che ho sentito! Che frase ha pronunciato?
FERRANTE Che i sordi dovrebbero restare sordi e
GAETANA Forse si riferiva a me che sono un po sorda.
FERRANTE Solo un po? Non si riferiva a te che non sei anche muta. Tu parli; equanto parli!
SPLENDORE (Che per tutto il tempo era rimasta a guardare per aria)Padre,come si chiama quella palla gialla che c in aria?
FERRANTE Si chiama luna, ma non una palla; una grossa stella, pi vicinaalla terra di quanto non lo siano le altre stelle.
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
SPLENDORE E dove va quando corre dietro alle nuvole?
FERRANTE Torna a casa sua perch ha freddo.
SPLENDORE E come pu correre se non ha gambe?
FERRANTE Si fa ruzzolare.
SPLENDORE E chi la ruzzola?
FERRANTE Il vento.
GAETANA Perch le raccontate tutte queste scemenze? Parlatele seriamente.
FERRANTE Avevo iniziato a farlo, ma solo ora ho capito il significato della frasepronunciata da Fata Turchese: Certi sordi dovrebbero restar sordi e certi muti devono restare muti!. E aveva ragione. La nostra Splendore anche un po tocca.
SPLENDORE Padre, una focaccia la luna?
FERRANTE Non una focaccia.
SPLENDORE S che una focaccia ed io ne voglio una fetta.
FERRANTE Ma non una focaccia. Ti ho detto che una stella.
SPLENDORE Voi dite cos perch non me la volete dare. Siete cattivo e brutto! Iola voglio, la voglio e la voglio! (E batte i piedi e piange a dirotto)
GAETANA Non piangere, gioia mia, che appena si avvicina alla terra, laprendiamo e te ne taglio una bella fetta.
SPLENDORE Voi, s, che siete buona! Mio padre, invece, cattivo e non mi vuolemai accontentare.
GAETANA No, gioia mia, non ti vuole sculacciare. Tuo padre fatto cos. Abbaia,ma non morde.
SPLENDORE Mizzica, siete proprio sorda! Ho detto che non mi accontenta mai!
GAETANA Chi nei guai? Io sono nei guai, e che razza di guai!
SPLENDORE Nei guai ci sono io perch nessuno mi capisce.
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
GAETANA Che hai detto?
SPLENDORE E inutile parlare con voi; voi siete sorda!
GAETANA Vuoi una corda? Che ci devi fare con la corda?
SPLENDORE Non voglio la corda. Voglio piangere perch sono infelice!(Viapiangendo e pestando i piedi per terra)
GAETANA Ma che le ho detto per farla piangere a quel modo? Non lo capisco!
FERRANTE Valle dietro e vigila su di lei prima che combini una sciocchezza.
GAETANA Voleva fatta una carezza? Se solo questo, laccontento subito.(Via)
FERRANTE (Si avvicina alla ribalta per continuare il racconto)Andaronoavanti disperandosi a vicenda. Splendore cambiava continuamente umore: dal riso passava al pianto senza alcun motivo. Gaetana rideva e piangeva appresso a lei o si metteva a gridare credendo che gli altri fossero sordi come lei. Don Ferrante si disperava pi di tutti perch si sentiva impotente di fronte ai guai della sua famiglia. Pensava: era assai meglio prima quando Slendore non udiva e non parlava. Decise di rivolgersi ancora a Fata Turchese.
FATA (Apparendo)Don Ferrante, mi avete fatto chiamare?
FERRANTE S, buona Fata, dovete aiutarmi.
FATA A suo tempo vi avevo avvisato.
FERRANTE Avete ragione, ma voi comprendete che un padre desidera che la suaunica figliuola sia perfetta e goda di ottima salute.
FATA Che cosa posso fare per voi?
FERRANTE Ecco qui due pugni e due chicchi di grano: togliete ludito e la parolaalla mia figliuola. Era meglio prima quando non sentiva e non parlava.
FATA Ludito e la favella che ho dato alla vostra Splendore non appartenevano alei, sono stati rimediati. Ludito vero di vostra figlia e la sua favella sono in possesso di una fata cattiva che venne a toglierli di notte quando Splendore era piccolina.
FERRANTE E vero, ora ricordo! E successo in tre notti consecutive a partire daquella dopo il battesimo di Splendore. La bambina piangeva, piangeva, e noi non capivamo perch.
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
FATA La prima notte le ha rubato ludito, la seconda notte la favella e la terza sportata via anche il senno.
FERRANTE E noi, l, impotenti senza poter fare niente!
FATA E stata tutta colpa vostra.
FERRANTE Mia?! Che cosa ho mai fatto di male?
FATA Per arricchirvi, avete fatto di ogni erba un fascio. Avete condannato amorire di fatica e di fame servitori ed impiegati. Vi siete appropriato del denaro e della roba degli altri con ogni sotterfugio. Centinaia di vecchi, di donne e di bambini hanno sofferto e pianto per la durezza del vostro cuore!
FERRANTE Ho fatto quello che hanno fatto gli altri.
FATA Ognuno avr il suo castigo, non dubitate.
FERRANTE Ma la mia creatura che centra?
FATA Lalbero pecca e il ramo riceve!
FERRANTE Ma non giusto. Semmai avrei dovuto essere punito io.
FATA E questa non vi sembra una punizione?
FERRANTE Ma non potete fare proprio niente per avere indietro dalla fata cattivaludito e la favella di Splendore? Sono disposto a dare tutta la mia fortuna.
FATA Ecco, non sapete parlare altro che di soldi! Soldi! Sempre soldi!
FERRANTE Ditemi, allora, quello che devo fare; sono disposto a tutto.
FATA Intanto mi riprendo indietro ludito e la parola fittizii che avevo dato avostra figlia; poi, a seconda di come vi comportate in futuro, vedr il da farsi. Ricordatevi che dipende solo da voi. Ed ora chiamate la vostra figliuola.
FERRANTE (Entra in casa e torna subito dopo con Splendore. Gaetana li seguecome un cagnolino)
FATA (Fa il gesto di riprendere qualcosa dal corpo di Splendore e la ragazzatorna ad essere sorda e muta) E fatta! Mi raccomando, mercante: fate del bene! Ericordatevi che non col denaro, specialmente se mal guadagnato, che si pu comprare tutto! (Via)
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
(A questo punto si odono squilli di tromba; appare il Re che, ignorando Ferrante, Gaetana e Splendore, si avvicina alla ribalta per emanare un bando)
IL RE Popolo di Bafferia, da questo momento il vostro Re baff baff, biscotto amin, emana il seguente bando reale. Prestate orecchio alla mie parole!
Oggi, Sua Maest il Re baff baff, biscotto a min, che poi sarei io, ha deciso di prendere moglie; e vuole sposare una ragazza che sia bellissima, sordomuta e sciocca. Padri e madri, se avete una figlia baffiglia baffiglia, biscotto a miniglia, che possiede tali requisiti, portatemela a Corte e presentatemela. Siete avvisati!. (Via)
FERRANTE (Giulivo)Nostra figlia sar regina!
GAETANA Biscotti regina? Io li preferisco al cioccolato.
FERRANTE Per una volta tanto, sturati le orecchie, sordania che non sei altro, edascolta! La nostra Splendore sar regina! Il Re vuole sposare una bella ragazza sordomuta e sciocca.
GAETANA Chi sa perch?
FERRANTE Capriccio di re!
GAETANA E voi pensate che sceglier Splendore?
FERRANTE Chi pi bella, pi sorda, pi muta e pi sciocca di lei?
GAETANA (Alla ragazza)Splendore mia, tu sarai regina!
SPLENDORE (Che non ha capito niente, batte le mani felice)
GAETANA Vieni, figliuola, che ti preparo per presentarti al Re.(Via insieme allaragazza)
FERRANTE (Alla ribalta, continua il racconto)Molte ragazze furono presentateal Re. Chi era sciocca e muta, ma non sorda; chi sorda e sciocca, ma non muta; chi sorda e muta, ma non sciocca. Pareva che il bando fosse fatto apposta per Splendore. Il Re venne a sapere di lei da Fata Turchese, che era diventata, intanto, la sua consigliera e si present in casa del mercante, accompagnato dalla Fata. (Squilli di tromba)
IL RE Mercante, ho saputo che avete una figlia bella, sorda, muta e sciocca. Comemai non me lavete portata a corte per presentarmela? Non avete udito il mio bando reale?
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
FERRANTE S, Maest, lho udito e stavamo per venire.
IL RE Presentatemela subito!
FERRANTE Obbedisco, Maest. Vado a chiamarla.(Esce e rientra subito dopocon Splendore per mano, e con donna Gaetana che, alla vista del re, sinchina profondamente, mentre la ragazza gli ride in faccia) Sire, una moglie pi bella, pisorda, pi muta e pi sciocca di questa, Vostra Maest non potr mai trovarla.
IL RE (Squadrandola ben bene)S, di mio gradimento. Sar la regina di Bafferia!
FATA (Si avvicina a Splendore e le soffia nelle orecchie; la ragazza trasalisce; poilaccarezza nella gola e ancora la ragazza trasalisce; indi la bacia sulla fronte e, per la terza volta, la ragazza trasalisce. Ha riacquistato il suo vero udito, la sua vera favella e il senno) Sii felice!
SPLENDORE (Sinchina al cospetto della fata, porta alle labbra un lembo dellasua veste e lo bacia. Poi sinchina profondamente davanti al Re e con voce dolcissima gli dice) Maest, sono lumile vostra serva!
IL RE Tu parli?! Mercante, vostra figlia parla?! Mi volevate ingannare?
FERRANTE Perdonate, Maest! Dar tutti i miei averi ai pi poveri delreame Andr in giro a chiedere lelemosina ma io non volevo ingannarvi. Mia figlia era sorda, muta e sciocca per davvero!
IL RE Voi siete un gran bugiardo! Avete osato ingannare il vostro Re! Per il gravereato che avete commesso io vi condanno a morte!
FERRANTE Vi giuro, Maest, non vi ho ingannato!
SPLENDORE (Inginocchiandosi)Grazia, Maest! Grazia!
IL RE Anche voi mi avete ingannato fingendovi sorda, muta e sciocca!
GAETANA Buona Fata, ditelo voi a Sua Maest che Splendore non parlava, nonsentiva ed era tocca!
FATA E proprio vero, Maest. Quandera piccolina una fata cattiva le tolseludito, la parola e il senno. Io sono riuscita ad impossessarmene di nuovo e glielho ridati per voi.
IL RE Quando lavete fatto, o mia buona consigliera?
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
FATA Quando le ho soffiato nelle orecchie, lho accarezzata nella gola e lhobaciata in fronte. Non ve ne siete accorto?
IL RE E vero; ora ricordo, ma non ci avevo fatto caso.
FATA Splendore, tuo padre, per egoismo, ti volle di nuovo muta; lo perdoni?
SPLENDORE Oh, s!
FATA E ti volle anche sorda; lo perdoni?
SPLENDORE S, mio padre!
FATA Tu sei molto buona. Perdonatela anche voi, Maest. La Regina Splendoresar la fortuna del vostro regno!
IL RE (A don Ferrante)Voi, uomo senza coscienza, per un anno, un mese e ungiorno dovrete vivere di elemosina, lontano da qui. E tu, Splendore, sarai davvero la fortuna e la gioia del mio regno. Non te la prendere per il castigo che ho dato a tuo padre, me ne ringrazierete tutti e due tra un anno, un mese e un giorno.
SPLENDORE Come ordinate voi, Maest, ben fatto sia. Io sono la vostra umileserva.
IL RE No, tu sei la mia regina, come Fata Turchese la mia buona consigliera. Aproposito, buona fata, come fa la vecchia canzone che volevate insegnarmi?
FATA (Canta)Vi dir la buona nuova:
Chi fa bene bene trova;
chi fa male, sale sale,
ma poi ruzzola dalle scale!.
IL RE E proprio vero: Chi troppo vuole, nulla stringe!.
FATA Voi, Maest, avete capito perfettamente lessenza delluomo giusto perchtale vi siete comportato. Regnerete a lungo accanto alla vostra Splendore e sarete amato e rispettato dai vostri sudditi. Anche don Ferrante, dopo aver vissuto di elemosina per un anno, un mese e un giorno, capir che la gioia, la felicit e il benessere non si comprano: si conquistano, giorno dopo giorno, con molti sacrifici e tante rinunce, ma senza recare danno al prossimo che ha il diritto di vivere la propria vita lavorando a testa alta, non servendo a capo chino, perch luomo sovrano e non pu essere schiavo di un altro uomo.
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
IL RE Ben detto, Fata Turchese. Le vostre parole sono chiare e giuste come ilVangelo, non per niente vi ho scelta come consigliera. Accanto a voi, sono certo, regner con giustizia e parsimonia.
SPLENDORE Maest, mio padre oggi stesso andr per il mondo a chiederelelemosina per un anno, un mese e un giorno come avete comandato voi; durante tutto questo tempo mi concedete di tenere vicina la mia buona e cara madre che, sorda com, non pu restare sola?
IL RE S, o mia Splendore, tua madre non potr restare sola, verr a vivere con noial palazzo reale.
SPLENDORE Grazie, o mio Sire; grazie per la vostra generosit. Madre, da oggiverrete a vivere al palazzo.
GAETANA C un cane pazzo? Dov? Io ho paura dei cani!(E si nasconde dietroal marito)
FERRANTE Ma dov il cane pazzo? Non c nessun cane pazzo!
SPLENDORE Non abbiate paura, o madre, non c nessun cane pazzo.
GAETANA Lhai detto tu!(La fata le si avvicina e le soffia nelle orecchie)
SPLENDORE Io non ho parlato n di cani n di gatti. Vi ho detto che da oggiverrete a vivere qui con me, al palazzo.
GAETANA (Con un grido di gioia)Ci sento! Ci sento bene! Ho uditochiaramente quello che mi hai detto, mia cara Splendore!
FERRANTE Lei dice sempre che ci sente, ma poi sorda come una campana.
GAETANA Lho sentito quello che avete detto, don Ferrante. Non sono pi sorda,ci sento benissimo!
SPLENDORE Ringraziate, allora, la buona Fata Turchese che vi ha ridato ludito.
GAETANA (Baciandole le mani)Grazie, buona fata, ve ne sar per sempre grata!
FATA Lho fatto perch siete una donna buona e mite.
GAETANA Ora che ci sento benissimo, mi dispiace solo di non poter udire per unanno, un mese e un giorno le urla di mio marito e rispondergli per le rime!
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
FATA Lo farete al suo ritorno. Ed ora passiamo al clou della favola: la morale!(Tutti si schierano come allinizio della favola e, man mano che recitano la morale, fanno un passo avanti per tornare subito dopo al proprio posto dopo averla conclusa)
Or che giunti siamo al gran finale
della favola che racconta di Splendore,
duopo imbastire una morale che insegni a tutti con fervore che la vita va vissuta assai normale
con un pizzico di gioia e molto ardore. E se vogliamo che non resti tale e quale, mettiamoci dentro tanto e tanto amore!.
SPLENDORE E se saper volete la buona nuova,
chi fa bene nella vita, bene trova;
chi, invece, fa solo male, sale sale
ma, alla fine, ruzzola dalle scale!.
GAETANA -Io ero sorda e assai infelice,
e confondevo i fiaschi per fischi,
la mia mitezza mi ha reso felice
e di sbagliare non corro pi rischi!.
IL RE -Or che il racconto abbiamo concluso,
della morale facciamone buon uso;
prendete tutto per oro colato
ed apprezzate il nostro dettato.
Voi, invece, caro don Ferrante,
per il mondo andate a far lerrante,
chiedendo a tutti la buona carit
per acquistare la vera felicit!.
FERRANTE -Ubbidisco prontamente, Maest, e parto tosto come un pellegrino a chiedere umilmente la carit, con riverenza e a capo chino.
Fra un anno, un mese e un giorno,
spero di essere da tutti perdonato;
rivedere i miei cari attorno
ed essere da loro riamato!.
(Si stacca dal gruppo e va in giro per la sala a chiedere lelemosina
Fate la carit! Fate la carit ad un povero vecchio! Dategli un pezzetto di pane ch da ieri che non mangia! Vi prego: fate la carit!
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UNA FANCIULLA CHIAMATA SPLENDORE Un atto di Giambattista Spampinato
(Mentre tutti gli altri si schierano per i ringraziamenti, lui rientra, riprende il suo posto e, tutti insieme, ringraziano)
S I P A R I O
Baia Serena (Augusta), 28 luglio 1998.
Giambattista Spampinato
Via Orto Limoni, 60 90125 CATANIA
Tel. 095.436657 Cell. 338.6374574
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