Una giornata come tante

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Primo atto

Stanza da letto .  Letto matrimoniale, due comodini , tavolo da pranzo e quatto sedie. Vari traguardi a dx ed a sx simulano il bagno, la cucina e le camere dei ragazzi.  Si intravedono due sagome nel letto.  Suono sveglia cinese che dice in lingua cinese di svegliarsi.

....driin...............driin.............driin + voce cinese

Il protagonista appare in scena.

....driin...............driin.............driin + voce cinese

Leo:                  Quei due che sono a letto sono io….anzi no…. io sono quello a letto con la mia signora.

....driin...............driin.............driin + voce cinese

Leo:                  Maledetta sveglia, ora ti distruggo, ti smonto vite per vite sino all’ultimo dei tuoi transistors!

....driin...............driin.............driin + voce cinese

Leo:                  Io dico che se fossimo stati creati per schizzare fuori dal letto appena svegli, ci avrebbero messi a dormire nel tostapane.

Drin…drin….drin…drin…continuato.

Quello nel letto butta la sveglia fuori scena, che viene afferrata dal nostro protagonista.

Leo:                  Ahhahah….. e basta! Ma non si ferma più, porco cane. Cerco come ogni mattina l’interruttore con gli occhi chiusi. Macchè, non riesco a trovarlo. Lo stillicidio di questo rumore stridulo, ultimo ritrovato tecnologico di una sveglia concepita dal cervello sado-maso di qualche cinese,  mi provoca lo stesso effetto di un “cazzotto” allo stomaco.

....driin.....driin.....driin....... + voce che si incavola in cinese e gli risponde. ( Trapela la parola stronz…)

Leo:                  Pure!! Cerco e ricerco il minuscolo interruttore nascosto chissà da quale parte ed alla fine eccolo qui che si materializza tra le mie dita.

Voce fc:            CLIK

Il protagonista si infila a letto . La controfigura che era nel letto nel frattempo e andata via.

Leo:                  (Butta la sveglia da una parte) Tiè…moriammazzata! Ma oramai l’incantesimo è bello che rotto! Lo stato d’incoscienza che accompagna la fase “rem, cioè quel mondo ovattato in cui torni minuscolo embrione che galleggia nel liquido amniotico del grembo materno, all’improvviso scompare.

Si sdraia e si gira di qua e di la. La moglie Valeria che è sdraiata di spalle, senza degnarlo.

Valeria:             Amore, la smetti di grigliarti come un pollo allo spiedo? E non c’è pace…..

Leo:                  Mia moglie Valeria.  Lei la sveglia non la sente proprio, tanto ci sono io. Amore ti svegli?

Valeria:             Dormi un altro po’! E dai…c’è tempo.

Leo:                  Seh….. che voi dormi?

Leo si mette seduto

Leo:                  Ti pare facile riprendere  sonno?  Che io vorrei riacciuffarlo quel dolce momento, trattenerlo tra le mie braccia amorevoli, cullarlo, ma non posso! Sono inesorabilmente proiettato verso l’atroce realtà del risveglio. Cosa aspetto? Colazione a parte….. qualche nubifragio, terremoti, guerre stellari e perché no? La caduta del governo Renzi…. o Berlusconi? Vabbè che tanto so’ tutti uguali ! Niente, manco oggi! Nessun rumore sospetto! La mia metà , cioè quella del PIACERE,  vorrebbe rimanere ancora a letto, ma l’altra….quella del DOVERE gli risponde che non è possibile….

Voce fc:            CLIC> PLAY > CONTACT

Leo:                  Amore te voi  sveglià?

La moglie che è sdraiata al suo fianco, sbadigliando si gira e lo guarda.

Valeria:             Ho un’idea! Perché non chiami in ufficio ti inventi qualcosa e te ne stai a casa, che  così me ne sto’ un altro pochino a letto?

Leo:                  E sai che m’invento a quest’ora….

Valeria:             Come sa inventare un impiegato,  non lo sa fa’ nessuno.

Leo:                  Ora stai offendendo…

Valeria:             Mo’ s’offende! Hai sentito di tutti quelli che si facevano timbrare il cartellino per andare a fare shopping o altro? Uno l’ hanno pure beccato che timbrava in mutande. Ma dico io…in ufficio quello ci dormiva? Che facciamo come i cinesi che hanno la branda vicino alla catena di montaggio….tanto per non perdere tempo?

Leo:                  Casa e bottega

Valeria:             E i vigili urbani che si sono dati tutti malati a capodanno?

Leo:                  E allora. Che facciamo di tutta un’erba un fascio?

Valeria:             Questa è l’Italia…

Leo:                  Senti, io sono italiano, ma mica so’ balordo come loro! Anche se all’ultima riunione sindacale  per discutere sulla piaga dell’assenteismo, i colleghi miei erano tutti assenti. Li morta…..

Valeria:             Cosa volevi , che si facessero karakiri? E poi…per un giorno che sarà?! Dici che stai male! (Lo guarda) Che poi magari sarà pure vero. Guarda che faccia che hai!

Leo:                  Mo che ha la mia faccia?

Valeria:             Fa impressione! Hai due bisacce sotto gli occhi! Fidati di me…tu sei stanco…ma tanto…

 Leo:                 Ma che me stai a corrompe?

Valeria:             Chi io? Mai!

Leo:                  Che poi, sonno a parte,  sono sano come un pesce!

Valeria:             Lesso

Leo:                  E poi non posso ! Metterei nei guai l’ufficio….. i colleghi a cui devo dare il cambio….

Valeria:             E tanto, sai a quelli quanto gliene frega di te…

Leo guarda il pubblico

Leo:                  In effetti non è che ha tutti i torti! Ma la professionalità, l’etica, dico io, dove la  mettiamo?

Valeria:             Vuoi che ti indico il posto giusto?

Valeria si gira e ritorna a dormire

Leo:                  Così, mentre aspetto ulteriori tentativi di corruzione da parte del mio subconscio ( fa segno alla moglie), lo sportello del cervello che corrisponde alla  “COSCIENZA PROFESSIONALE” si spalanca inesorabilmente. Il dovere è dovere ? AMORE DAI CI ALZIAMO?

Valeria:             Vai avanti tu…..

Leo:                  E dai ….. che così poi te li becchi tu tutti i complimenti...

Valeria:             Da chi?

Leo:                  Da me… chiaro!

Valeria:             Ma manco ti rispondo….

Leo sbadiglia in modo sonoro. Valeria si rigira verso di lui indispettita e sbadiglia.

Valeria:             Non potresti sbadigliare un po’ più piano? E sei contagioso!!!

Leo:                  Dice che sbadigliare fa bene,  serve ad ossigenare il cervello

Valeria:             Sì, ma se continui così,  a fine giornata avrai i capelli biondi.

Leo:                  (La guarda schifato) Che devo fa? E’ il mio destino! Devo morì così !!!! Pensa invece  se nascevo un piccolo milionario.

Valeria:             Mi sta bene il milionario…… ma piccolo che mi rappresenta???

Leo:                  Perché la vera felicità sta nelle piccole cose:  Un piccolo yacht, una piccola villa, una piccola fortuna...

Valeria:             Che matto! Dormi....sta’ buonino....dormi...…(Si rigira a domire)

Leo:                  Che ne sai tu? Magari  ero pure figlio di un personaggio importante.

Valeria:             (Canta) Illusione dolce chimera….

Leo:                  Perchè no ?! Che mi manca qualcosa?

Valeria si gira di nuovo e lo guarda

Valeria:             Bello mio, te manca tutto!

Leo:                  Che ne sai?! E intanto, se ero figlio di un personaggio importante, a quest’ora non avevo il problema di alzarmi, ma  solo quello di organizzarmi la giornata. Mattina a letto sino a tardi , pranzo ad un circolo V.I.P, pomeriggio in palestra o in piscina o a tennis… (accenno canzone Arbore “ Quelli della notte” )….ma la notte…ma la notte….

Valeria:             (Gli fa il verso) Ma….la notte ?

Leo:                  Ma la notte tutta vita e rock&roll.

Valeria:             Ma quale rock&roll…. che non sai dove sta il ballo! Come ti vengono ‘ste pensate….

Leo:                  Beh....che c’è di male? Sognare non costa nulla.

Valeria:             Infatti! Questa notte ho sognato che mi regalavi un anello con un brillante grosso così.

Leo:                  Infatti, non mi costa nulla!

Valeria:             E poi di chi vorresti essere figlio....sentiamo!?

Leo:                  Che ne so? Tronchetti Provera, Marchionne…. Briatore.

Valeria:             Berlusconi…

Leo:                  Naaaaa! Che ne dici della Merkel?

Valeria:             La Merkel?

Leo:                  Sì.....anche se mi sta  leggermente sulle palle.

Valeria:             Ahhha…se è per questo, sta sulle palle  a mezzo mondo. E poi perché proprio lei, scusa ?

Leo:                  Perché ho letto su una rivista che l’ ANGELINA di figli non ne ha.

Valeria:             E certo! Con quella faccia  da rottweiler chi vuoi se la fila…l’ ANGELINA?

Leo:                  (Voce sfottente) Invece qualcuno se l’è filata…l’ ANGELINA !  Pare che abbia un marito…

Valeria:             Marito!!!!! Falla finita! Sarà sicuramente un bassotto tedesco da tenere al guizaglio. Te lo dico io……quella è un uomo mancato…

Leo:                  Per forza! Vorrei vedere te guidare la locomotiva d’Europa, bastonare gli stati irrequieti, portarli fuori  dalla crisi economica.  Hai visto che gran mazzo gli ha fatto ai Greci solo perché hanno provato a darle torto? Amore mio, ‘sti tedeschi, sono come gli zombies, puoi ammazzarli, farli a pezzi, ma resuscitano sempre…..

Valeria:             Il problema è che quando resuscitano, poi ti fottono! Eccome se ti fottono!

Leo:                  Che poi , pensandoci meglio, non credo sarebbe tanto conveniente  essere il figlio della donna più cazzuta d’Europa…..

Valeria:             Ci hai già ripensato?

Leo:                  Perchè sicuramente mi troverei a crescere con qualche baby sitter di nome Waldegund o Ildegrand. Insomma, ha presente quelle teutoniche bastarde che quando parlano,  pare che gli rode sempre? E poi non mi ci vedo proprio a fare colazione con wurstel e crauti. Co’ sta gastrite mi tornerebero su tutta la giornata.

Valeria:             A wurstel!!! Su dormi un altro pochino….. che ci fai un’attimino pace col cervello!

Leo:                  Non posso! Se mi rimetto giù ......poi non mi rialzo più….

Valeria:             Per forza! Dagli e dagli a  guardà il  televisore sino alle due di mattina! E poi per vedere cosa?

Leo:                  Hai ragione, sempre la  stessa roba. Prendi per esempio il programma di Marzullo!

Valeria:             Ma chi se lo fila per niente…. Marzullo !!

Leo:                  E pure io!  Al massimo gli do un’occhiata “en passant”! Però mi chiedo: “ Che esiste a fa, sto programma?”.

Valeria:             Secondo te  perché il programma si chiama“ Mezzanotte e dintorni”? Come dice lui: “Fatti una domanda e datti un risposta”.

Leo:                  Perché?

Valeria:             Ma perché mezzanotte è più o meno l’ora giusta per andare a nanna  e  Marzullo quando parla ti fa calare la palpebra ! L’hanno messo li apposta pe’ fa venì sonno alla gente.

Leo:                  Hai ragione...è meglio della camomilla. Che poi succede che lui me fa venì  sonno, ma se  cambio canale e c’è qualche  trasmissione politica, m’incazzo come una bestia e “addio core”.

Valeria:             E tanto di tribune politiche ne fanno una ogni pigiata di telecomando!

Leo:                  Che  poi l’hai visti? Stanno sempre a litigà.

Valeria:             Perché esistono solo se alzano la voce e, se andiamo a guardare, la maggior parte di loro sono degli incapaci…..

Leo:                  …..ed i restanti so’ capaci di tutto! Tutti parlano, ma pochi hanno veramente qualcosa da dire. Chi senti-senti, ha sempre ragione e la colpa è di quell’altro che c’era prima di lui. E poi venitemi a raccontare che il varietà è morto.

Valeria:             Certo che questo mondo va proprio a rotoli ….

Leo:                  ….disse l’inventore della carta igienica! Un mio amico chirurgo plastico un giorno per scherzare mi domanda: “Secondo te quali sono in chirurgia i pazienti più facili da operare?” E che ne so , gli rispondo io? Sono i politici, dice. Quelli non hanno cuore, ne cervello e manco la colonna vertebrale, ma in compenso  hanno la faccia ed il culo intercambiabili.

Valeria:             Vagli a dare torto!

Leo:                  Senti invece che farei  io! Una bella trasmissione tipo il Grande Fratello dove  dentro una casa ci schiafferei tutta la classe politica per cinque-sei mesi. Te l’immagini che roba?

Valeria:             A fa cosa?

Leo:                  E quelli s’ammazzerebbero l’uno con l’altro! E in poco tempo, sai che bella ripulita al Parlamento? ‘ Na botta e via!

Valeria:             E mo’…. perché me voi rovinà il Grande Fratello con la politica?

Leo:                  A rovinà?!! Quello è un programma che è già bello e rovinato di suo. Una cosa più di demenziale  non esiste. Che come cacchio fa a piacerti, lo sai solo te!

Valeria:             Non ti sto dicendo che mi fa impazzire, però m’ intriga con tutti quei casini che combinano.

Leo:                  E che c’è di tanto intrigante in una ventina di imbecilli chiusi in una casa per tre mesi a prendersi a parolacce, a sguazzare in un idromassaggio ed a grattarsi le……..se ce l’hanno! Il bello è che chi vince si porta a casa pure un montepremi di non so quanti euro.

Valeria:             Vacci tu. Magari vinci pure....

Leo:                  Me stai a da’ del deficiente?

Valeria:             No, perché?!

Leo:                  Allora sono bello e inteligente?

Valeria:             Diciamo che mi accontento…..

Leo:                  Simpatica! Che Invece basterebbe solo rinnovarsi….

Valeria:             Che ti vuoi rinnovare….oramai!!!!

Leo:                  Non io scema!  Il format .

Valeria:             Ah….credevo!

Leo:                  Senti che idea: “ Grande fratello al  servizio pubblico ”.

Valeria:             Pubblico chi?

Leo:                  A.M.A

Valeria:             Chi è che ama?!

Leo:                  A.M.Aper dire “ Azienda Municipalizzata Ambiente”

Valeria:             La nettezza urbana.

Leo:                  Yes. Dunque, si prendono i concorrenti, si caricano su un pullman sgangherato e sei mesi ad aiutare l’ A.M.A a togliere i rifiuti da Napoli che sono come i topi a Roma. Una cosa infinita. A forza de magnà nella monnezza so’ diventati più grossi dei gatti.

Valeria:             Che schifo… dai!

Leo:                  Raccolta, trasporto e smaltimento. Tutto sotto l’occhio vigile delle telecamere. Un Grande Fratello socialmente utile per dare finalmente un senso al reality più “stronzo” della storia della Tv.

Valeria:             Ed io che te sto’ pure a da retta......

Valeria gli gira le spalle e si tira addosso il lenzuolo

Leo:                  Su, alzati che faccio tardi.

Valeria:             Dai Leo, lasciami ancora  altri due minuti di respiro, due minuti ancora ti prego.

Leo:                  Vabbè...solo due ...

Valeria si gira a guardarlo con la faccia alterata

Valeria:             Senti, però che palle! Perché non te la prepari da solo la colazione?

Leo:                  E che t’ho sposato a fa?

Valeria:             Che cafone!  (Si gira dall’altra parte).

Leo:                  E poi ho sete….

Valeria:             E beviti l’acqua che ti fa bene…

Leo:                  Io con l’ acqua al massimo ci faccio il caffè!

Valeria:             Il problema delle menti chiuse è che hanno sempre la bocca aperta.

Leo:                  (Canta) Buonanotte buonanotte fiorellino....

Valeria:             E se continui a cantare non schiodo più e la colazione veramente te la prepari da solo.

Leo:                  Ingrata! Tante volte non ti sopporto.

Valeria:             Dillo a me. Che nei tempi antichi ci facevano i sacrifici sull’altare, ma per me,  dal giorno che ci sono salito con te, ‘sto sacrificio  è diventato una consuetudine.

Leo:                  Seh…beato chi ti sente! Che poi sarà il periodo, ma non sopporto più niente! Pure la televisione che tanto mi piaceva, ora mi deprime .

Valeria:             Ma che te l’ha ordinato il dottore di guardarla?!

Leo:                  Senti,  io pago il canone, quindi ho il sacrosanto diritto di lamentarmi…

Valeria:             Sì….ma così angosci….

Leo:                  Che poi c’è stato il  tempo in cui il canone TV si pagava a gennaio. Lo comunicavano le annunciatrici e nessuno ne parlava più.  Poi c’è stato il tempo che con una piccola sovrattassa si poteva  pagare anche a febbraio. Lo comunicavano le annunciatrici e nessuno ne parlava più. Oggi invece il canone TV lo dobbiamo paghiamo pagare a rate sulla bolletta della luce.

Valeria:             E ce lo comunicano le annunciatrici!

Leo:                  Sì, ma da gennaio fino a dicembre. Un martellamento continuo….che dopo la condanna al pagamento coatto, non meritavamo l’ aggravio di pena della rottura di palle . E poi per vedere cosa ?! Io non ne posso più di fiction che durano vent’anni,  di opinionisti, di poliziotte e di carabiniere, di ispettori e di commissari Montalbano, che non ne bastava uno…mo’ ce ne stanno pure due! Il giovane ed il vecchio! Pe’ nun fasse mancà niente! Di medici belli, buoni, bravi….. e pure brutti. Metti il dottor House per esempio. Zoppo, vecchio, denutrito , pure perennemente incazzato, ma con una fila di ragazzine fuori della porta che gli sbavano addosso. Ti pare una cosa possibile?

Valeria:             E’ possibile sì! Io lo trovo tanto affascinante!!!

Leo:                  Allora, moglie mia,  hai proprio gli occhi foderati di prosciutto !

Valeria:             Se no come facevo a sposarti?

Leo:                  Seh….ha parlato Belen Rodriguez.

Valeria:             Guarda che con quella FARFALLINA SULL’INGUINE non mi ci cambierei proprio.

Leo:                  Io invece ti ci cambierei  eccome!

Valeria:             Cafone.

Leo:                  E poi non ne posso più, di marescialli , di preti che giocano a fare i detective.

Valeria:             Pure don Matteo?!

Leo:                  Senza pure! Solo lui c’è! Va a cavallo, in monopattino,  in bicicletta! Speriamo che gliela fregano! E  poi dove lo mettono a fare il prete- detective? A Gubbio! Un paesino di appena tremila abitanti e che ora invece ha la più alta percentuale di omicidi. Peggio di Chinatown….della Siria…dell’ Isis…

Valeria:             Povero don Matteo.

Leo:                  Povero de’ che? Sono dieci anni di puntate…. che ce li frantuma. Non c’è bastata tutta la serie con Bud Spencer. Quello ci si compra a tutti quanti. E poi l’hai visto bene in faccia? Pare imbalsamato! Ma con che cosa lo truccano?

Valeria:             Pennello,  cazzuola e calce viva…

Leo:                  E quei presentatori tipo Fazio, Giletti, Santoro, Mentana che piano piano è trasformato in Emilio  Fede, Del Debbio che pare sta dalla parte del popolo ed invece si capisce bene che lo fa solo per fa salì l’audience . Che po l’hai visti? Si fanno fuori uno con l’altro e passano da un canale all’altro? 

Valeria:             Un po’ di qua ed un po’ di la e dove stanno nessuno lo sa.

Leo:                  E che ci mandano servizi sulle famiglie che vivono con la pensione della nonna a 500 euro al mese,  mentre loro guadagnano milioni per venircelo a raccontare? Che qualche giorno,  a forza di sentirli, mi ritrovo mamma impiccata al cordone della tenda. E Insinna con quei pacchi, che ci fa du’ pacchi così! E la D'Urso, che dal basso delle sue tette strizzate a mestiere, si finge addolorata, quando si capisce che gode come una porca? E la Clerici…che fa ancora la bambina ed ha sessant’anni ? La Carrà….che impressione…

Valeria:             Oramai è da chirurgo plastico! Giusto Japino.

Leo:                  E Carlo Conti che se si fa le lampade e pare un “vucumprà”, Bruno Vespa che si tinge il cranio col lucido delle scarpe marrone come Berlusconi, Jerry Scotti che secerne grasso come se move, Bonolis che gli sudano le ascelle a fontanella….

Valeria:             E dai ! Che schifo ! Io dico che li dovrebbero fare tutti biodegradabili , così si autodistruggono nel tempo.

Leo:                  E Maria De Filippi che sta da tutte le parti? “ La posta di Maria” , “Gli uomini e donne di Maria”, ovvero la falsificazione di tutto il falsificabile.

Valeria:             Non mi toccare Maria…

Leo:                  E poi senti,  te lo devo proprio dire: Non  sopporto AMICI , una trasmissione che più demeziale di questa non si può…

Valeria:             Ahò…. non mi toccare AMICI…. che non ti preparo la colazione a vita.

Leo:                  Senti, se la trasmissione AMICI vuol dire essere amici, voglio crepà di solitudine davanti al TG ECONOMIA . Anzi, lo sai che ti didico? Che mo’ mi alzo e me ne vado a fa colazione al bar.

Valeria:             E va, che aspetti!

Leo:                  Te piacerebbe.

Valeria si rigira dispettosa e fa finta di rimettersi a dormire.

Leo:                  Non sopporto “Chi l'ha visto” dove c’è un poveretto che, magari sta per i cazzi suoi, decide di sparire da casa e di rifarsi una vita tagliando i ponti con tutti, per poi ritrovarsi ignaro sui teleschermi di tutta l'Italia impazzita che lo cerca ansiosa di telefonare in diretta e poter finalmente dire: IO L’HO VISTO.

Valeria:             Che palle….e dormi?

Leo:                  Sono questi i momenti in cui un povero Cristo come me, si butterebbe a terra in ginocchio e strappandosi tutti i capelli e i vestiti di dosso urlerebbe: ''Perchè Dio sei così crudele? Non ti è bastato mandarci il Diluvio Universale, la peste, l’euro, la recessione, il crollo dello spread? Che già m’ hai mandato lei ( fa segno alla moglie )…ti pare poco? Amore che hai deciso oggi? Ti alzi ? Amoreeeeeeeee........

Strilla nell’orecchio della moglie.

Valeria:             Ma sei scemo?

Leo:                  E se non strillo non ci senti da quell’orecchia !

Valeria:             Voglio il divorzio……

Leo:                  Te lo firmo….dopo colazione.

Valeria  si alza come un automa ed esce sbuffando

Valeria:             Un tormento.....ma chi me l’avesse detto!

Leo:                  Dillo a me!

Valeria:             Che quando ti ho detto quel SI non è stata una semplice affermazione, ma una condanna a morte.

Leo:                  E’ andata! Che bella notizia! Ecco ora si sentirà lo sciaquone del bagno

Rumore scarico

Leo:                  Ora accenderà il televisore

Si sente il suono della pubblicità

Voce fc :           Divorzio lampo! STUDIO LEGALE FURBINI. Dacci 24 ore, ti facciamo tornare single ed in caso di insoddisfazione ti restituiamo il coniuge.

Leo:                 Come si dice: Soddisfatti o rimborsati.

Voce fc:            Nozze d’oro? La nuova confezione di “BACI GIUSEPPINA”, un regalo per le coppie consolidate nel tempo.

Leo:                  Così dentro ci troviamo  bigliettini con frasi tipo "Ricordati di togliere la dentiera prima di andare a letto ”, “ Controlla il pace-maker” ,  "Cambiati il pannolone". Ma dico io, dove vogliamo arrivare pe’ vende un po’ due cioccolatini…

Voce fc:            Perché piangere due volte? “CREMAZIONI INDOLOR ” e questa volta vostro marito non potrà dirvi di no.” 

Leo:                  Senti che roba! E  portano pure iella. La pubblicità è diventata invadente, dilagante, ammorbante.  Accendi la tv o la radio e ti sfida , guardi un muro od un cartellone per strada e vedi un culo griffato, che un giorno per guardarlo ho rischiato pure la vita , apri la cassetta delle lettere e trovi carta a non finire , suona il telefono e ti da il colpo di grazia.

Voce fc:            Pancia  gonfia, mangi come un maiale, sei intasato? Usa il prestigioso “GASTROKAL” il  lassativo che ti stura come un lavandino.

Leo:                  Tiè becca! Questi sulle nostre fobie ci costruiscono imperi finananziari. Che poi  le medicine andrebbero calmierate e non pubblicizzate senza ritegno. E che cavolo! Anche una piccola supposta ha la sua dignità, qualunque sia il suo raggio d’azione. E la publicità delle sigarette?  Ma come fa un fumatore a gustarsi la sua sigaretta in santa pace dopo aver letto sul pacchetto: "Il fumo nuoce gravemente alla salute e fa più morti degli incidenti stradali “  Ma come si fa! Sarebbe come scrivere sulla confezione dei profilattici: "Usateli pure, ma tanto ve la  beccate ugualmente l’Aids ".  A mio padre  buonanima una volta gli hanno detto: "Il fumo è una morte lenta" e lui ha risposto : " E tanto non ho fretta".  (Rivolto al pubblico) Ora mia moglie prenderà le tazze.

Rumore di tazze rotte

Voce Valeria:    Amore si sono rotte le  tazze del servizio.

Leo:                  Ma va? Quante ‘sta volta?

Voce Valeria:    Tutte   

Leo:                  E pure il servizio da dodici di mamma è bello che andato .  Dentro ‘sta’ casa oramai di servizio c’è rimasto solo il cesso. Crolla tutto! Peggio della borsa di Milano.

Entra Valeria col vassoio della colazione, lo poggia sul tavolo.

Leo:                  Quanto ti amo……

Valeria:             Venduto.

Valeria esce. Leo infila una ciabatta, guarda per terra cercando l’altra. Tasta con gli alluci sotto il letto

Leo:                  Amoreeee? Mi manca una ciabatta, dov’ èeeee…..?

Voce Valeria:    Se non lo sai tu…..

Leo:                  Se te lo sto chiedendo, vuol dire che non lo so.

Voce Valeria:    E se non lo sai tu , chi può saperlo? Mica ci sei arrivato scalzo a letto!

Leo:                  Oddio! Non è che ha tutti i torti! Ma dove sarà finita? Amoreeeee….

Voce Valeria:    Dai un’occhiata sotto il letto. Vedrai che sta li.

Si mette in posizione carponi sulle ginocchia. Guarda sotto il letto. Tira la testa fuori.

Leo:                  E dove poteva essere? Al centro della rete, sulla linea di nessuno ! Qualcuno, sicuramente mia moglie , passando al buio, l’ ha scaraventata dove per chiunque è difficile arrivare!  A meno che abbia dimensioni da pechinese.

Si allunga come una biscia sotto la rete del letto. Entra Valeria e guarda la scena.

Valeria:             E’ lui che le lancia  sotto il letto quando si sveglia di notte per andare in bagno. Ci va scalzo per non fare rumore e non svegliarmi! E  invece accende la luce che è peggio . Perché dico io? Per vedere cosa? Quando i piedi gli toccano terra o hai visto mai che il letto durante la notte sia cresciuto o il pavimento si sia allontanato o le gambe gli si siano accorciate?!

Si sente un’imprecazione. Esce con la ciabatta in mano e si tocca la testa

Leo:                 Che tranvata!

Valeria:             L’hai presa amore?

Leo:                  Di testa….

Leo imprecando a mezza bocca si mette seduto, prende la tazza e comincia a bere. Valeria comincia a rifare il letto. Leo dopo qualche secondo lascia la tazza.

Leo:                  Non capisco quelle persone che appena scendono dal letto sono pieni di energia per fare tante cose.

Valeria:             Ce l’hai con me?

Leo:                  A te l’importante è riuscire a farti alzare, perché poi vai come un treno.  Che dici, che tempo farà oggi!

Valeria:             A me lo chiedi?

Leo:                  E che le senti a fa le previsioni del tempo?

Valeria:             Le sento di sfuggita, tanto a me o bello o brutto…. le faccende di casa le devo fare uguale.

Leo:                  Ed io pure devo andare a lavorare uguale.  Vabbè che tanto ste previsioni non ci prendono mai! So’ diventate lo show dei record: freddo record , caldo record , pioggia record. D’inverno è troppo freddo, d’estate è troppo caldo, quand’è autunno piove  e piove pure in primavera . Questo lo sanno pure i muri, ma non basta! Bisogna aggiungerci la parola record. Fa più audience.

Valeria:             Da quello che hanno detto ieri , pare che oggi ci sarà tempo bello su tutta la penisola e dintorni!

Leo:                  Crediamoci, anche perché è giugno, la gente va al mare, anch’io quando posso, cioè quasi mai.  Maledetto lavoro da turnista! Turnista, come dire giorno,  poi di nuovo giorno,  poi notte ed infine  due giorni di riposo a casa.  Non c’è tregua! E allora? Direbbe un mio amico che lavora al ministero!  Pensa a quei poveri disgraziati come me che devono aspettare la domenica per godersi una giornata di relax !  A me lo dici, che lavoro pure di domenica? E lui insiste: “ Hai due giorni liberi dopo ogni notte! Ti sembrano poco due giorni di libertà ogni tre giorni di lavoro? Hai voglia a fare mare! Se poi ti casca di feriale, c’è pure meno casino sulla spiaggia !”. Ammazza quanto sei intelligente, caro il mio ministeriale. Brutto scemo, provaci tu ad organizzare qualcosa di buono dopo una notte passata tutta in bianco! Prova deficiente!

In quel momento entra il figlio Lillo vestito solo con un asciugamani a mo’ di gonnellino, che gli fa ciao con la manina e fa un passo di danza ( musica del movimento sexy).

Leo:                  Ma sei scemo?

Lillo:                 Non ti piace la danza,  vecchio mio?

Leo:                  Senti non cominciare col vecchio di prima mattina che m’incazzo subito.

Lillo:                 Ok….vecc…cioè papà…

Lillo:                 Ecco bravo.

Lillo va via danzando. Leo lo segue con lo sguardo disgustato.

Leo:                  Io tendenzialmente mi sveglio bene, ma sono alcune persone che mi rovinano le giornate. Mio figlio Lillo è una di queste ! Si chiamerebbe Antonello, ma in famiglia lo chiamiamo Lillo. Sì, si…come il cane. Insomma, tornando a noi,  se decidi d’andare al mare d’estate, praticamente ti ritrovi come un ebete a dormire, russare e  rosolarti sotto il sole cocente come un pollo allo spiedo, svegliato ogni due minuti tra bambini che tirano sabbia o tra un vu cumprà che ti si ferma davanti con lo zaino colmo delle solite stronzate di cui non ti frega niente!  (Fa voce vucumpra) “Tu biace, guarda che bell’ occhiale”. (Voce sua) “Non mi serve, c’è n’ho già uno sugli occhi…ma che sei cieco?”.  Che poi, fateci caso, avete mai notato un vucumprà con gli occhiali da vista? Beh…io mai. (Voce vu cumprà) “Gombrare, mio occhiale più bello, tu guarda….guarda … legante…legante”. (Voce sua)” Mo te lego io ….se non te ne vai”. Ma non se ne va, anzi si mette seduto come un fachiro, soltanto che invece che il tappeto di chiodi,  sotto le chiappe ha la sabbia bollente, che più o meno è la stessa cosa. Che ad un uno normale uscirebbero le emorroidi, ma per loro è come stare seduti su un cubo di ghiaccio. Che se decidi di comprare qualcosa ti sparano cifre esorbitanti per la loro merce. Peggio di equitalia! E poi te la porti via a meno della metà. Ma dimmelo subito quanto vuoi, così stronzeggiamo di meno….no?

Rientra Lillo  che rifà un accenno del movimento sexy.

Leo:                  Cretinetti! E mettiti qualcosa addosso che non stiamo sulla spiaggia di Haiti a ballare il tamurè!

Lillo:                 Che è un nuovo ballo? Dimme papà…

Leo:                  Ma che ne poi sapè te.

Lillo:                 Io li so fa tutti i balli da spiaggia. Sono il meglio tacco di Fregene e dintorni.

Leo:                  Ma vatte a fa una bella camminata! E’ roba che non sai manco come te chiami!

Lillo:                 Ci siamo alzati col piede sbagliato,  vecchio mio?

Leo:                  E dagli ! Senti, cancella ‘sta parola dal tuo vocabolario o ti prendo a calci a due a due finchè diventano dispari. Intesi?

Lillo:                 Papà e sto’ a scherzà!

Leo:                  Ed io no! Specialmente appena sveglio, che mi ci vuole minimo- minimo un’oretta buona per fa pace con la vita. Che poi guardati!

Lillo:                 Che c’è?

Leo:                  Ma di chi hai preso? Io proprio non lo so.

Lillo:                 Da te papi.

Leo:                  Da me?

Lillo:                 Così dicono!

Leoo:                Ed io mica sono tanto d’accordo !

Lillo:                 Perché, non sono bello?

Leo:                  Come Amanda Lear!

Lillo:                 Ma se sono bello pure dentro!

Leo:                  Che tu sia bello dentro , interessa solo al tuo verme solitario.

Lillo esce

Leo:                  Vabbè, anch’io alla sua età non ero un granchè!  In faccia avevo una una fabbrica di brufoli! Sai come dicono? Un uomo deve fare il suo percorso ed io di percorsi solitari ne facevo pure tanti! Dalla mattina alla sera! Anni di solitudine! Ricordo che ad una certa, dopo che ci avevo provato con tutte le donne che mi passavano davanti, andando sempre in bianco, chiesi a mia madre, donna di grande esperienza e saggezza: “ Mamma come si fa a conquistare le donne?”. “ Per conquistare le donne, figlio mio, bisogna essere molto belli o molto interessanti. Tu, dai retta a mamma tua…… buttati sull’interessante ”. Feci così  e cominciai a rimorchiare qualche racchia che faceva tappezzeria alla feste. Un giorno non ce l' ho fatta più, ho preso la racchia di turno  e le ho detto: "Cara, io sto con te perché mi accontento". E lei mi ha risposto: “Io invece non mi accontento! Infatti sto pure con un altro". Zoccola! Però dopo mi sono rifatto! In tutti i sensi! Mi sono aggiustato, niente più percorsi solitari, niente brufoli ed ho cominciato a rimorchiare ragazze carruccette. La terza zoc…cioè caruccetta che ho conosciuto è quella che mi ha preparato questa colazione.

Passa la figlia in pigiama con passo assonnato.

Leo:                  Mia figlia, Giada!

Giada:              Ciao papi.

Leo:                  Ciao amore, dormito bene?

Giada:              Yes papi.

Giada esce.

Leo:                  Ci vado pazzo pe’ sta figlia ! Non ha il ragazzo, va all’università e non mi da preoccupazioni.

Ripassa Lillo in bermuda.

Leo:                  Senti….. come mai stamattina ti sei svegliato così presto?

Lillo:                 Devo accompagnare Giada all’università, così poi sgancia la macchina, che ho una partita a calcetto in culo alla luna.

Leo:                  Giada l’ha detto! Hai mai pensato che io posso non essere d’accordo allo sgancio?

Lillo:                 La macchina è di mamma.

Leo:                  Ma le rate le pago io,  la benzina ce la metto io…. e pure le multe le pago io….e  non le prendo io!

Lillo:                 Ma la condivisione con il prossimo del più a favore del meno, rende l’uomo felice.

Leo:                  A felice? Ma  perché non ti trovi un minimo di occupazione invece di dire cazzate?

Lillo:                 (Piagnucolando a voce alta) Ma perché mi attacchi così? Non è colpa mia se la tua generazione ha fallito.

Leo:                  La mia ?!

Lillo:                 Si la tua ! Se la globalizzazione ci ha tradito, se il costo della vita è raddoppiato in meno di dieci anni e se per noi giovani non c’è più un futuro!

Leo:                  Senti , a no-global, ma non ti rendi conto che con queste scuse,   non fai una minchia dalla mattina alla sera?

Lillo:                 Non voglio che un lavoro orrendo distrugga i miei anni più belli!

Leo:                  Ma quando finiranno, questi tuoi anni più belli?  

Lillo:                 Io sono come un diesel! Ho solo  bisogno di un po’ più di tempo per carburare.

Leo:                  E quanti pieni ti occorrono, fammi sentire?

Lillo:                 Non lo so! Anche perché non sono mai stato uno stakanovista !

Leo:                  Infatti sei  un gran menefreghista!

Lillo:                 Perché io non vivo per lavorare, ma lavoro per vivere….

Leo:                  Ma con il lavoro si pagano i giochi della play station, la discoteca, le multe e tutti i casini che combini! Se vuoi ho un amico che gestisce un call-center…ci parlo….

Lillo:                 Io non mi ci vedo proprio dentro un call-center.

Leo:                  Però ti ci vedi davanti alla play station!

Lillo:                 E’ proprio vero! Gli adulti non riescono più a comunicare con noi.

Leo:                  Se ti riferisci al nostro caso specifico, penso che io e te saremo perenneme incomunicabili.

Lillo:                 Ho capito, stamattina non è aria.

Leo:                  Appunto…..(fa segno) aria!

Lillo fa per andare, ma si ferma e si rigira a guardare il padre con la faccia perfida

Lillo.                 (Voce acida) Guarda, ti anticipo che la macchina di mamma ha i freni mezzi bruciati. (Tra se) Becca!

Leo:                  Come….come ? Io pensavo che avesse solo la frizione… mezza bruciata!

Lillo:                 E ora pure i freni. (Tra se) Aribecca!

Leo:                  Che poi mezzi, che vuol dìre?

Lillo:                 A papà ? E che vol dì ?!!! Che tra un par de’ giorni tocca frenà coi piedi de fori…

Leo:                  Ma se ho cambiato le pasticche sei mesi fa.

Lillo:                 E mamma se l’è mangiate ! Si è fatta casa- supermercato col freno a mano tirato, anzi mi ha pure chiamato al cellulare perché sentiva puzza di pollo bruciato. Io le ho detto di fermarsi, ma ha proseguito dritta sino a destinazione. Quasi cinque chilometri…tra andata e ritorno.

Leo:                  Ma come si fa!

Lillo:                 Bisogna che lo domandi a lei. Ora toccherà portarla dal meccanico.

Leo:                  Con quello che ci combinate con quella benedetta macchina, oramai è da sfasciacarrozze.

Lillo:                 Prenditela con le donne, perchè il sottoscritto  la porta meglio di Shumacher.

Leo:                  Infatti, te fai  Shumacher in mezzo al traffico e io pago le multe.

Lillo:                 Qualche multarella, che sarà? Ti rimborso tutto te lo prometto. Certo quando comincio a lavorà!

Leo:                  Allora posso pure morì tranquillo.

Lillo:                 Non ti preoccupare vecchio mio, si sistema tutto…

Leo:                  A vecchio! E mo’m’ hai rotto! (Fa per alzarsi)

Lillo scappa. Leo comincia ad imburrare una fetta di pane.

Leo:                  Sto’ deficiente! Ha un cervello così piccolo che quando i suoi unici due pensieri si incontrano, devono fa’ manovra. E  pure i freni andati. Altri soldi! Ve lo dico io, matrimonio riduce a metà i tuoi diritti , ma a conti fatti,  raddoppia i doveri. Comunque una volta tanto Lillo ha ragione! Le donne e le auto sono due mondi incomunicabili. Poi Valeria è particolare assai! Ha una stranissima e del tutto personale idea del funzionamento delle automobili. Il cambio, per esempio,  è un apparato di cui lei non comprende il corretto fine. Credo che gli sia pure antipatica quella leva che ingombra. Secondo la sua concezione, un’automobile deve essere in grado di partire quale sia la marcia inserita; quelle che riescono nell'impresa, sono le uniche degne di chiamarsi tali. Infatti, frizione bruciata! Per lei il quadro elettrico potrebbe essere un dipinto d’autore e quando parcheggia va a sbattere con i cerchioni sul marciapiede , ma la colpa non è mai la sua, ma del marciapiede che è  storto. L’ultima sua domanda in fatto di meccanica? In quale parte si trova il crik? Come se fosse importante!  Anche perché per cambiare una ruota lei non ha bisogno di comperare una vocale, tanto c’è il sottoscritto che da qualunque parte della città si trova, deve raggiungerla e cambiarla al posto suo. E potrei andare avanti…

Passa Valeria.

Valeria:             Amore, sbrigati. E’ solo una fetta di pane da imburrare, non una tela di Raffaello.

Leo:                  C’è tempo!

Valeria:             Fino a venti minuti fa me stavi a da’ il cordoglio. Sbrigati di qua, sbrigati di la….

Leo:                  Perché ti conosco. Se non ti metto in moto mezz’ora prima, il motore non carbùra.

Valeria:             A proposito di motori, te l’ha detto Lillo dei freni della macchina?

Leo:                  Mi ha raccontato del pollo bruciato….

Valeria:             Secondo me è la leva del freno a mano che non scende bene…

Leo:                  Amore non stiamo parlando di un camion. Quanta forza ci vuole per mettere giù la levetta di una Panda?

Valeria:             Io la metto giù, ma lei mi fa resistenza e rimane a mezz’aria.

Leo:                  Che dispettosa!

Valeria:             Pare che mi voglia prendere in giro. Più lo mando giù e più si tira su….

Leo:                  Come il caffè! E tu vai avanti lo stesso, che ti frega?

Valeria:             Cosa dovevo fare, prenderla a martellate?

Leo:                  Io mi sono sempre chiesto come fanno a dare la patente a voi donne. Voi e le auto siete incompatibili!

Valeria:             Non sarà perche tutti gli istruttori di guida sono uomini?

Leo:                  Classica logica femminista…

Valeria:             E comunque la mia è diventata una macchina pericolosa senza freni e frizione…

Leo:                  No….. sei tu che sei pericolosa! Ti potrei comprare un carrarmato, ma distruggeresti pure quello! Terminator ti voglio chiamare.

Valeria:             Pericolosa pure per i ragazzi.    

Leo:                  Quindi???

Valeria:             Bisogna che ne prendiamo un’altra.

Leo:                  E la ti volevo!

Valeria:             Magari automatica….

Leo:                  Questa è una buona idea

Valeria:             E così mi levo l’impiccio della frizione…

Leo:                  E magari ne troviamo una pure senza quella ingombrante leva del freno. Che ne dici? Ti piace l’idea?

Valeria:             Ma dai! Esiste?

Leo:                  E…non ce la posso fa.

Valeria:             Ho detto qualcosa che non va?

Occhiata misericordiosa. Entra Lillo.

Lillo:                 Mamma che hai visto la mia camicia gialla a quadri che non la trovo più?

Valeria:             No.

Leo:                  Perché non provi a cercare in mezzo alla roba ammonticchiata sulla sedia in camera tua. In tutto quel groviglio informe, una cosa gialla a quadri spicca di sicuro.

Lillo:                 (Rivolto alla madre) Stamattina gli è presa brutta con me.

Valeria:             Beh…. stavolta non ha torto. Sei troppo disordinato.

Leo:                  Lui è tutto disordinato, cervello compreso ! I neuroni gli girano col navigatore.

Lillo:                 Lo vedi mamma?

Valeria:             Dai scherza!

Leo:                  No dico sul serio.

Valeria:             Dai andiamo a cercarla.

Lillo e Valeria vanno in camera

Leo:                  Lillo ha una camera, una scrivania,  una sedia ed un armadio quattro stagioni, ma l’armadio è vuoto , la sedia è piena di roba e la sua scrivania è come un banco di Porta Portese.  Che stavamo dicendo?  Ah...la spiaggia. Tornando alla spiaggia, hai presente il film Blad Runner? Ho visto cose che voi umani non potreste mai immaginare!  A parte le pallonate che ti arrivano da ogni parte, ci sono i maledetti racchettoni! Ma santo dio, una volta c’erano le tamburelle. Ve le ricordate quelle belle tamburelline con la pallina di gomma che pure se ti colpiva, occhio a parte, ti salvavi? Ora no. Ora c’è una palla da tennis sparata da racchette di legno grosse quanto una prateria, che se per caso colpiscono dove ad un uomo generalmente  fa più male, vai a far parte del coro delle voci bianche! Chi è….dico chi è stato quel bastardo che l’ha inventate?

Ripassa Lillo con una camicia in mano.

Lillo:                 Trovata!!!

Leo:                  Bravo! Ora dalla a tua madre così ci spolvera i mobili.

Lillo:                 Papi, tu proprio non capisci la moda.

Leo:                  Che moda?

Lillo:                 Queste camicie vanno portate tutte stropicciate….

Leo:                  E perché santo dio….

Lillo:                 Perchè fa trendy…

Leo:                  Allora invece di fartela stirare, la prossima volta mettila nel frullatore così si stropicciano di pìù sono più trendy.

Lillo gli fa una la faccia disgustata ed esce.

Leo:                  E vogliamo parlare di quello che vende cocco-bello e noccioline provvisto di diabolico megafono?

Voce con accento napoletano  fuori scena voce che declama noccioline e cocco bello.

Voce:               Se in salute tu vuoi stare cocco bello devi accattare. Per i belli e per i brutti questo cocco fa per tutti. Se la moglie assai ti scassa glielo compri e poi gli passa, se la donna è attraente mette il cocco sotto il dente, se la donna è affascinante coccobello rinfrescante, per la donna in gravidanza coccobello in abbondanza. Coccobello al suo bambino che gli cresce il pistolino. Se per il cocco non vai pazzo, vuè guagliò attaccate ao….

Leo:                  E giù di li con tutti i versi in rima più triviali che un orecchio umano possa sopportare. D’estate è così, ma d’inverno? D’inverno?!!! Ma d’inverno è ancora peggio. Con le giornate grigie, il brutto tempo e l’ora legale, non fai nemmeno in tempo ad aprire la porta di casa, che gli occhi ti si chiudono a saracinesca, ma non riuscirai a dormire, perchè cominceranno a tambureggiarti il cervello le solite martellate di qualche condomino del tuo palazzo che fa lavori di restauro,  da qualche mamma che strilla al figlio perché non vuole alzarsi per andare a scuola o per esempio il  vicino  che di mattina immancabilmente sente il televisore ad alto volume.

Leo mette il dito sull’orecchio. Rumore televisore con voci fuori campo ( in fiorentino)

Leo:                  Possiamo abbassare questo volume ?

Voceuomo:       E chillè? Maremma maiala impestata….chillè?

Leo:                  Quelli di lato. Una coppia di anziani rompiballe. La colpa è di questa casa che ha le pareti di cartone e dal salone si sente pure quando uno respira!

Voce donna:      Chillè chillè, lo sai chillè!

Voce uomo:      M’importa una sega di chillè..

Voce donna:      L’è il Leoccino che si vede si è alzato prestino.

Voce uomo:      Prestino o non prestino  il Leuccino l’è un rompihoglioni….

Voce donna:      Sta bonino o nini…sta bonino..che ti sente sino alle hascine….

Voce uomo:      E che la mi senta …. quel gran bischero. Pure Romanista, maremma hane……

Leo:                  Il vecchio balordo è tifoso sfegatato della Fiorentina. Qua mi sta! Ogni volta che vince appende una bandiera al balcone grossa quando un lenzuolo matrimoniale per sfottermi. Qualche volta va a finì che gliela brucio.

Vocedonna:       Viè via e spegni quella tv,  che il latte ti si haccia…

Voce uomo:      Io un spengo una sega. La tv a casa mia la si sente al volume che m’aggrada, Maremma maiala impestata hane e pure ladra….

Leo:                  Povera Maremma! In linea di massima l ’anziano è quella persona in là con gli anni, che  di cose ne ha viste, di esperienza ne ha fatta e quindi dovrebbe essere felice ed appagato. Invece questi di sopra sono due vecchi appassiti. Lui specialmente, sta  sempre incazzato. Al ruolo del nonno preferisce quello del bastardo del villaggio. Anziché raccontare storie che incantano i bambini, urla che nel cortile è vietato giocare a pallone.Se prende la macchina suona il clacson a prescindere e poi bestemmia come l’ultimo dei butteri.Insomma è uno di quelli che se ti passa davanti al supermercato o alle poste, che voglio sapere tutta questa fretta dove deve annà, se può lamentarsi lo fa, se può criticare lo fa, se può rimuginare, a se lo fa! Spero da vecchio di non diventare più stronzo di lui…..

Guarda l’orologio

Leo:                  Porca miseria ladra, sono le sette, accidenti, bisogna che sveltisca la manovra!

Si avvicina al traguardo bagno

Leo:                  Quindi passo alla fase tre: vado in bagno, accendo la radio ed espleto tutte le manovre che un uomo può espletare,  barba, doccia...... e tutto il resto, non senza aver prima valutato davanti allo specchio sulla mia faccia e sulla pancetta i segni inesorabili del tempo che passa.

Si mette di profilo e si guarda la pancia. Si mette le mani tra I capelli e guarda la mano.

Leo:                  Tiè! Guarda te che desolazione!!! Questo lavoro prima o poi mi ucciderà!

Spinge la pancia in dentro

Leo:                  Ecco! Tirando su il diaframma , pare già va un pò meglio. Pure  la “pancetta” sembra molto meno visibile….e poi….. basta fingere che quelli nel lavandino non siano i miei capelli…

Passa Valeria

Valeria:             Respira amore, respira!

Leo:                  E’ che mi vedo un po’ grasso e la cosa mi manda ai pazzi.

Valeria:             Allora abbassa le luci.

Leo:                  Che poi….. se vogliamo…… ho solo un po’ di maniglie dell’amore!

Valeria:             Il tuo problema non sono le maniglie dell’amore, ma quelle del frigo.

Leo:                  Dovrei provare la dieta a zona, dicono che funziona.

Valeria:             Ma sei la fai tutti i giorni!!!

Leo:                  Ah sì!

Valeria:             Pensaci! La mattina mangi in camera da letto, a pranzo in cucina , la cena in salone davanti alla tv. Più zona di così!!!

Leo:                  Ma finiscila! Dio mio, dio mio…

Valeria si precipita

Valeria:             Che c’è? Ti è caduto di nuovo lo spazzolino da denti nel water?

Leo:                  Macchè! Da un’occhiata qui !!!

Valeria:             Dove?!

Leo:                  Qui, sotto gli occhi. Non vedi che palpebre?

Valeria:             Le vedo da vent’anni.

Leo:                  Non ti sembra che siano calate?

Valera:              Si certo, come sempre.

Leo:                  Tu cosa fai per le palpebre calanti e la pappagorgia sotto il mento? Non ci metti niente?

Valeria:             Io non ho la pappagorgia sotto il mento e tanto meno le palpebre calanti. Sta ancora tutto su che è una meraviglia.

Leo:                  Per forza, con tutto il trucco che vi mettete voi donne, non si vede un tubo.

Valeria:             Allora comincia a truccarti pure tu.

Leo:                  Scherza sa. Io mi farei un bel lifting…

Valeria:             Che faresti tu?

Leo:                  Tirarmi. Sono tutto allentato.

Valeria:             E dove?

Leo:                  Dove c’è da tirare. Anche il mio amico Antonio l’ha fatto. Non l’hai notato?

Valeria:             Come no? Ne parlavo con la moglie l’ultima volta che sono stati a casa nostra. Mi dice che ora  gli sembra finto e le mette pure paura quando dorme.

Leo:                  Paura di che?

Valeria:             Se chiude troppo gli occhi gli si apre la bocca, se  chiude troppo la bocca si sveglia. Se sbadiglia c’è pericolo che casca tutto l’ambaradam.

Leo:                  Però nel complesso non è venuto malaccio.

Valeria:             La moglie poi ha aggiunto: “E’ come quando rifai il cesso. Le piastrelle si cambiano, ma il cesso rimane”.

Leo:                  Mammamia! E che ci avete dentro il veleno incorporato.

Valeria:             Che c’entra ! Io non ti voglio tirato, mi accontento di come sei.  

Leo:                  Anche perché, chi s’accontenta gode.

Valeria:             ‘Na volta,  mo’ è come fa un terno al lotto.

Leo:                  Invece se mi ci metto, ritorno un figurino e pure pimpante.

Valeria:             Hai un ottimo senso dell'umorismo, sia quando ti specchi che quando parli.

Leo:                  Ma guarda….amore mio che gli anni passano pure per te

Valeria:             Però tu ti sei preso le pagine piu' belle della mia vita.

Leo:                  Ma in compenso  ti ho dato le pagine piu' belle del mio libretto di assegni! Secondo te, perchè quando camminiamo ti tengo sempre per mano?

Valeria:             Forse perché hai paura di perdermi?

Leo:                  Perché se ti mollo n’attimo cominci a fare shopping e mi bruci lo stipendio. Ah, cosa avrebbe fatto una donna senza un uomo accanto

Valeria:             Avrebbe addomesticato un altro animale.

Leo:                  Tu sei proprio  il tipo di donna che si incontra solo una volta nella vita. Se sei sfortunato, due.

Valeria:             E comunque ti amerò sino alla morte!

Leo:                  Di chi?

Valeria:             Ora basta scherzare! Piuttosto cerca di fare attenzione che  le tue non sono lavate, ma disastri naturali che poi tocca chiedere lo stato di calamità.

Leo:                  Ok amore!

Valeria:             E non mi lasciare il lavandino pieno di peli !

Leo:                  Ok amore

Valeria:             E cerca di usare un solo asciugamano insieme all’accappatoio, invece di metter mano a tutti quelli impilati nel mobiletto e  lasciarmeli tutti inzuppati per terra come se un’intera squadra di calcio  si fosse venuta ad asciugare con te.

Leo:                  Dagli! Senti, fai un promemoria di tutti i tuoi comandamenti, che ci faccio un quadro, l’incornicio e l’attacco allo sciacquone.

Valeria:             Amore, ti sto solo chiedendo di stare un po’ più accorto!

Leo:                  Sbaglio o anche tu frequenti il meraviglioso mondo di “epiland” ?

Valeria:             Ma io faccio la ceretta.

Leo:                  Sì, però sapessi che brutto rumore fai quando te li strappi.

Valeria:             La prossima volta mi do fuoco come un bonzo, così evitiamo il frastuono!

Leo prende in mano un dentifricio

Leo:                  Ed  io non ti dico mai niente quando schiacci il tubo del dentifricio come fosse un brufolo.

Valeria:             Una deve pure  schiacciare da qualche parte!

Leo:                  E’ ch tu lo avviti pure.

Valeria:             Che palle.

Leo:                  Ed il più delle volte  lasci cadere il tappo nel lavandino, ben sapendo che Il diametro del foro del lavandino è sempre maggiore del diametro del tappo del dentifricio.

Valeria:             Ed io non ti dico niente quando ti tagli le unghie dei piedi e le trovo pure in mezzo al sapone. Perché amore quando tagli, le tue unghie partono a razzo. Qualche giorno va a finire che mi sfregio come un aborrigena.

Leo:                  Davvero?

Valeria:             E non ti dico niente quando tiri fuori tutte le scarpe dalla scarpiera quando ti vesti.

Leo:                  Le dovrò pure vedere?

Valeria:             Però poi le lasci  spaiate nel bagno ed a me tocca riaccoppiarle e rimetterle a posto.

Leo:                  Che palle.

Valeria:             E non ti dico niente quando sfili una cravatta dal portacravatte attaccato sullo sportello dell’armadio e le fai cadere tutte sul pavimento.

Leo:                 Perché sguisciano.

Valeria:             A te sguisciano ed a me ogni giorno tocca raccattare una fricassea di cravatte e riappenderle una per una.

Leo  va in camera da letto, si mette seduto, infila i calzini, poi  una camicia.

Leo:                  Tesoro, manca.

Valeria:             Cosa manca

Leo:                  Il bottone

Valeria:             E tu mettine un’altra.

Leo:                  Non posso, questa fa pendant con il pantaloni . Perchè non me lo riattacchi?

Valeria:             E dove l’hai messo?

Leo:                  Io? Dove l’hai messo tu...scusa...

Valeria:             Non vorrai mica insinuare che mi diverto a nascondere i bottoni delle tue camicie? Fai il bravo,  mettine un’altra così lo ritrovo e te l’attacco con comodo. Se poi  tu stessi attento a non perderli quando ciondolano.

Leo:                  Ma ti assicuro che questo non ha mai ciondolato, se no me ne sarei accorto e te l’avrei detto. E poi, scusa, tu stiri le camicie con gli occhi bendati? Come fai a non accorgerti quando manca un bottone?

Valeria:             Cos’è stamattina ti è presa col censimento dei bottoni?

Leo:                  Ma non posso portare una camicia senza i bottoni. Un giorno manca quello al collo, un altro quello sulla pancia.

Valeria:             Non sarà perchè sei un attimino ingrassato ed i bottoni ti scoppiano durante la giornata?

Leo:                  Ma non sarà invece che le lavi male e si ritirano ?

Valeria esce indignata.

Leo:                  Che fai? Vai a prendere ago e filo?

Valeria:             No vado a prendere un’altra camicia.

Entra con un’altra camicia in mano. Leo la prende, la osserva sul collo.

Leo:                  Questa è quella dell’altro giorno.

Valeria:             E allora?

Leo:                  E pure a questa manca il bottone che  tu  non hai ancora attaccato.

Valeria:             Ahhhaha! Senti stamattina non è aria. Mettiti la polo e non rompere.

Leo:                  Ma l’ho messa pure ieri.

Valeria:             Allora rifallo, cavolo, rifallo!

Leo:                  Ma ha una macchia che si vede in controluce. Con che cosa l’hai lavata?

Valeria:             E con che cosa vuoi che l’ho lavata? Con la lavatrice.

Leo:                  Allora bisogna che cambi detergente.

Valeria:             Senti, non sarà che le tue camicie attraggono il sugo e la macchia non va via? E poi se non ti piace come lavo la tua roba,  portala in lavanderia o da tua madre che è tanto brava.

Leo:                  Lascia stare mia madre..che qualche volta se mi prende la botta da matti ci ritorno pure.

Valeria:             TAXI ?

Leo:                  Perché se proprio ne vogliamo parlare, per tutti gli anni che ho vissuto con lei non ho mai trovato una camicia senza bottone o una maglietta con le macchie.

Valeria:             Che brava lavandaia!

Leo:                  E stranamente i bottoni sono cominciati a sparire dalle mie camicie da quando ti ho sposata.

Valeria:             Perché me li vendo i tuoi bottoni. Me li pagano bene sai!

Leo:                  Così come hanno fatto la sospetta apparizione anche i buchi dei calzini puliti. Ecco guarda qui! (Gli fa vedere il calzino che ha al piede) Questo è un accenno di un buchino che tra po’ diverrà una voragine come le buche di Roma. Che tante volte trovo calzini attorno ad un buco. Con mia madre ti assicuro non succedeva. Eh…..donne d’altri tempi quelle!

Valeria:             Quando si parla di tua madre ti sprociutti tutto .

Leo:                  Veramente sei tu che l’hai nominata. E sei pure un’ingrata. Che ci ha tenuto senza fiatare i nostri ragazzi tutti i sabato sera sino a quando sono diventati grandi, solo  per lasciarci liberi.

Valeria:             Beh, in compenso io mi tengo il suo tutta la vita.

Leo:                  Che cretina.

Valeria:             Anzi a proposito, ricordati che martedì viene da noi.

Leo:                  No! Ho la pizza con i miei vecchi compagni di scuola .

Valeria:             Ha preso appuntamento per l’ecografia e bisogna accompagnarla. Ha lasciato un messaggio sulla segreteria telefonica. A proposito, glielo puoi spiegare che la segreteria telefonica non è una persona?Tua madre ci parla.

Leo:                  La segreteria telefonica è fatta apposta per parlare.

Valeria:             No, è fatta per lasciare un messaggio e non per attendere una risposta. L’ultimo suo messaggio? Allora passo domani alle otto, hai capito? Leo hai capito? Leo pronto? E finiva con una serie infinita di pronto ed hai capito e un: “Ma come si fa, come si fa”.

Leo:                  Le darò  ripetizioni di segreteria.

Valeria:             Bravo. E visto che ci sei,  insegnale  ad accendere il computer ed usare la videocamera, così risparmiamo sulla bolletta del telefono.

Leo:                  E magari do’ lezioni pure alla tua, così risparmiamo due volte.

Valeria:             Aspetta tu ad avere ottanta anni e poi ne parliamo.

Leo:                  No a me non succederà. Quando mi renderò conto che è arrivato il momento, saluterò tutti, andrò in mezzo a un  bosco, mi metterò una coperta in testa come i sioux ed aspetterò che  Manitù mi chiami.

Valeria:             Fosse vero!

Leo:                  E quando sarà mi farò cremare e spargere le ceneri in mare.

Valeria:             Ma se hai sempre avuto il terrore di essere cremato .

Leo:                  Ci ho ripensato perché l’ultima volta che ho discusso con la tua di madre, ha giurato che un giorno ballerà sulla mia tomba.

Valeria:             Ed invece mia mamma balla lo stesso e non sul tuo cadavere, ma nel centro anziani dove fa anche fa tornei di carte e gioca al bingo.

Leo:                  Così da i numeri pure lì.

Valeria:             E se le parli dei sioux ti dice pure dove te li puoi schiaffare.

Leo:                  Senti,  mia madre ne vale tre della tua.

Valeria:             Allora tu e le altre tre, vi prendete sottobraccio e ve ne andate da sole  dall’ ecografista.

Valeria esce, Leo si rivolge al pubblico

Leo:                  Lei non l’ammette, ma è poco pratica delle faccende domestiche. Un giorno le ho chiesto  dove voleva andare per l’anniversario. “In qualche posto dove non vado da molto tempo” ha risposto. Io le sugeriìi di andare in cucina. Perché lei cucina un po’ così, cuce un po’ così, pulisce un po’ così. Insomma fa tutto un po’ così, ma in compenso lucida le carte di credito che è una meraviglia e se le perde che è una meraviglia. L’ultima volta che se l’è persa la notizia non mi ha sconvolto per niente. Ne ero già al corrente, ma non avevo fatto la denuncia perché mi ero accorto che il ladro spendeva molto meno di lei. Ragazzi miei, dovete sapere che esiste un modo di trasferire i soldi più rapido delle transazioni bancarie: si chiama matrimonio.Amore hai qualche soldo spiccio per la macchinetta del caffè?

Voce fc:            Non lo so! Fruga nella mia borsa

Leo:                  E qua il panico. Avete presente le borse delle donne? Sono come l’iperspazio o come il cilindro di un mago. Contengono di tutto e di più : portafoglio, documenti, kit di sopravvivenza, un cambio “che non si sa mai”, soldi spicci, libri, assorbenti, medicinali, generi alimentari, sigarette spezzate, ago e filo, roba da trucco istantaneo, mezze caramelle, chewing-gum, cellulare che quando squilla non riusciranno mai a trovare. L’unica cosa che non dovrebbe mai mancare è la penna, ma una penna non c’è mai, perché sicuramente si è persa nella fodera strappata. Aprendo certe borse, si potrebbero trovare altre forme di vita, oltre alla nostra, ma nessuno osa farlo. Io al massimo riesco a trovare qualche euro dentro una delle infinite tasche con cerniere di cui è provvista . Dicono che le donne in genere vivono più degli uomini, peccato che passino la maggior parte del tempo a cercare le chiavi nella borsa.

Valeria:             (Rientra) Li hai trovati un po’ di spiccetti?

Leo:                  Stavano sul fondo, ma insieme a loro c’era una cicca masticata, che ora ho tutta incollata sulle mani.

Valeria:             Ma l’avevo messa nella carta.

Leo:                  Che fai…ricicli i chewing-gum?

Valeria:             Macchè….. stavo in banca e non sapevo dove gettarla…

Leo:                  Il problema è che ora si è liquefatta col calore della borsa e si è attaccata alle mie dita compresi i soldi spicci. (Mentre cerca di togliersi la cicca dalle dita) Sei proprio un dramma!!!

Valeria:             E che palle, prima le camicie, dopo i calzini, ora i soldi spicci. Ma io che devo fare? Con te è difficile fare la moglie

Leo:                  Si perché pensi che sia facile fare il marito con te?

Brano musicale che chiude il finale primo tempo.

Secondo atto

Secondo atto

La scena si apre su  Leo che rientra in casa. Valeria è intenta a chattare non lo nota.

Leo:                             Stupenda la metro ed il suo viaggio claustrofobico!  Passa più tempo sottoterra una persona in una metro che una talpa nel bosco. In dieci minuti sottoterra da casa  al  lavoro, poi dal lavoro in dieci minuti sei a casa e sempre sottoterra; poi da casa in dieci minuti sottoterra e sei in centro.  Chiuso in un budello di terra un treno corre veloce e, quando le porte si aprono, il ritorno tra l'umanità ha pensieri visibili. Invece ti piace che ti sfiorino, che ti accarezzino, che ti palpino, che ti facciano sudare? Ti piace che ti respirino sulla nuca o sul viso? Ti piace adottare nuove posizioni, arrivare sino in fondo? Ti piace entrare ed uscire, salire e scendere? Cominciare freddi e finire tutti caldi e sudati? Bene, allora prendi l’autobus: “Il trasporto pubblico renderà reali tutte le tue fantasie”.  USA LA MACCHINA…MI DICI?  Peggio! Odio il traffico, odio quei momenti quando sei costretto a fare attenzione alle auto che ti sfrecciano davanti, odio i motororini che fanno la gimcana e ti strappano gli specchietti laterali, odio i vecchietti ed i bambini che guardano senza attraversare, odio fare attenzione ai cani, ai gatti, i piccioni, che a forza di trovare cassonetti strabordandi di rifiuti da beccare, sono diventati talmente grossi che sembrano tacchini ripieni e, se per disgrazia ti capita di investirli,  è come prendere in pieno un palo e se te la mollano sul parabbrezza  è come finire sotto un secchio di calce viva . Odio le strade di Roma che cambiano senso di marcia ad ogni girata d’orologio ed odio i lavori di manutenzione che sono diventati una comica. Prima rifanno l’asfalto, dopo due settimane passa qualche ditta che ci scava sopra buche chilometriche, arriva un’altra ditta che ci mette la toppa, la toppa dopo qualche giorno diventa gobba ed infine la gobba  scoppia riformando la buca che se piove e ci finisci dentro, rischi pure di annegare. E’ come un cane che si morde la coda. Ma dico io, caro consiglio comunale, decidete tutti insieme prima di mettere mano ad una strada qualsiasi. Chessò, chiamatevi, telefonatevi, scrivetevi, fatevi i segnali di fumo! Ma de che? E noi paghiamo  la tassa di circolazione pure per le buche. Come le vuoi ? Un metro per due, due metri per quattro ? Ce ne sono per tutti i gusti . Vogliamo parlare degli alberi? Stendiamo un velo pietoso su quelli che cadono e che ogni tanto ammazzano qualcuno, ora quando va giù un albero, che basta un alito di vento, si portano via il tronco e  lasciano il buco per terra. A Roma è un bel po’ che va di moda il fai da te. Ognuno si pianta il proprio alberello sotto casa e se lo cura come se fosse suo. Ho visto vecchiette che ci hanno fatto l’orticello. Ci piantano gli asparagi ed i pomodorini. Da non crederci! Dice…Roma caput mundi! Insomma, tornando al traffico,  odio quando ti ritrovilì , fermo in mezzo allo smog tra palazzi altissimi ed alberi e non passa neanche un raggio di sole e tu guardi il mondo come attraverso una lente opaca. Io poi la macchina preferisco prenderla solo quando non ne posso fare a meno,  perchè abito in una strada dove non c’è un minimo di parcheggio. Mi considero a ragion veduta uno dei tanti rincoglioniti che gira a vuoto per il suo quartiere, magari  con un telecomando sonoro in mano cercando la propria vettura mimetizzata in mezzo a tante altre, parcheggiate l’una attaccata all’altra per dritto e per sbieco come tante scatole di sardine, naturalmente dopo aver girato a vuoto la sera prima alla ricerca di un improbabile parcheggio ed infine averla parcheggiata a due chilometri da casa. Allora quando vado a lavorare opto  per il male minore. E secondo voi quale sarebbe? Andare a piedi…..

Guarda Valeria che sta chattando col cellulare.

Leo:                  …ed infine rientrare in casa e sapere che tua moglie ti accoglierà felice  sulla porta di casa e ti dica…..

Valeria è intenta a chattare col cellulare

Valeria:             Già stai qua?

Leo:                  Ecco…..appunto!

Valeria:             Oggi hai fatto presto!

Leo:                  C’è stata un’agitazione sindacale e mi è saltato il  pomeriggio, straordinari compresi. ‘Sto mese il conto della spesa lo mando al sindacato….

Valeria:             Bene, così mi accompagni all’Ikea.

Leo:                  All’Ikea

Valeria:             Ci serve un armadio più grande in camera da letto!

Leo:                 Ma perché, non ne abbiamo già uno ?!

Valeria:             Che è sempre strapieno di abiti e non so più dove metterli?

Leo:                  Forse perché ti compri sempre un sacco di roba?

Valeria:             Ma  che ne sai tu di quanta roba ho io? Per essere accompagnata a fare un po’ di shopping, mi devo mettere in lista d’attesa come se stessi chiedendo una risonanza magnetica all’ ASL di Roma.

Leo:                  Su questo ha perfettamente ragione! C'è chi ama fare shopping e chi no. Io appartengo alla seconda categoria.

Valeria:             Quella dei menefreghisti.

Leo:                  Quello che ti pare. Se c’è una cosa che odio con tutto il mio cuore sfarfalleggiare da una vetrina ad una cabina di prova.

Valeria:             Sono come la maggior parte delle donne.

Leo:                  No…tu di più…molto di più. Tu sei particolare….

Valeria:             Ma che stai a di!

Leo:                  Fatti un esame di coscienza! Sei  così esperta nell'arte dello shopping che riesci a provarti una giacca o un maglione solo con lo sguardo. Sono sicuro che hai la vista a raggi x come Superman. Butti lì occhio esperto e in mezzo minuto, sai già tutto sulla lunghezza delle maniche, il girovita, la circonferenza del collo e mille altri trucchi che umilierebbero un sarto, fino a farlo sembrare il più coglione dei dilettanti. Per te, la prova del vestito è solo un dettaglio nella liturgia degli acquisti. L’unica cosa che non ti piace indovinare è il prezzo. Quello a te interessa poco e niente. Hai il bankomat….

Valeria:             Non posso vestirmi come una stracciona….

Leo:                  Ed io invece devo rientrare di quello che spendi tu.

Valeria:             Esagerato

Leo:                  (Guarda il pubblico)  Se vedete un tizio girare per le vie di Roma con gli stessi vestiti di due anni fa, andategli incontro e salutatelo con trasporto. Sicuramente sono io.

Valeria posa il cellulare indispettita.

Valeria:             E poi anche se fosse che ho un sacco di roba ? Aspettiamo che la roba si autodistrugga nel tempo o ne prendiamo uno più capiente?

Leo:                 All’  IKEA?

Valeria:             Sì ! Fanno una svendita eccezionale.

Leo:                 Ma è una grande cazzata comprare armadi all’ IKEA.

Valeria:             Ma se li compra un sacco di gente!

Leo:                 E sono masochisti!  Parliamo di armadi fatti di pasta frolla. Un paio di cappotti in più e implodono come i palazzi di Roma.

Valeria:             Ma costano di meno…

Leo:                 E vorrei vedere pure che costano di più. E’ tutta roba da assemblare.

Valeria:             E allora?

Leo:                 Ti ricordi la libreria Tundra che ho tentato di montare durante il ponte festivo?

Valeria:             E chi se la scorda?

Leo.                 Ci ho messo tre infiniti giorni solo per trovare le viti ed altri due per montarla. Le istruzioni mezze in svedese e mezze in italiano. Poi alla fine…..

Valeria              Alla fine….cosa?  E’ roba che sembrava che quella libreria fosse passata in mezzo ad un tornado. Forse te lo sei scordato, ma  ti sono avanzati pure una marea di pezzi che quasi quasi ne potevi costruire un’altra.

Leo:                 Nessuno è perfetto….

Valeria:             Guarda amore, qua non si tratta di perfezione…… è che tu sei unico nel tuo genere.

Leo:                 (Smorfia) Senti, se proprio ti piace uno di quegli armadi lo compriamo in un negozio di mobili…. che ce lo monta pure. Non bado a spese! Basta che mi eviti questa insana faccenda dell’Ikea,

Valeria:             Quindi,  problema risolto.

Leo:                 E’ più semplice no?

Valeria:             Il  tuo atteggiamento mi manda fuori di testa.

Leo:                 Ma se aggiusto sempre tutto in questa casa.

Valeria:             Ma che stai a di? A te piace solo fare  collezione di utensili. Martelli, chiodi, seghette, tenaglie, pinze e cacciaviti. Li compri di tutte le misure. Sono questi i tuoi talismani della felicità. Potresti fare a meno  di una  una camicia, di un pantalone,  ma  quando entri in una ferramenta compri di tutto e di più ! Quando esci sembri un bambino a cui hanno appena dato il giocattolo nuovo. Hai una cassetta ultimo grido , talmente piena di roba , che ci potresti aggiustare  un palazzo. E poi guai a chi te li tocca. Ti ricordi ogni chiodino, ogni piccola vitarella, ogni minuscolo bulloncino.

Leo:                 E’ tutta roba che serve.

Valeria:             Ma quando mai !

Leo:                 Sono previdente! Mi  attrezzo per ogni evenienza.

Valeria:             No amore mio! Tu ce l’hai gli attrezzi, ma sono più nuovi di quando l’hai comprati. Secondo me  ti alzi la notte per lucidarli.  Quando  c’è da attaccare un chiodo alla parete sei capace di metterti in malattia o di  prenderti una settimana di ferie. Guai se una presa di corrente da segni di labile funzionamento! Ti ci fiondi sopra con tutto l’ambaradam e ci passi sopra ore ed ore.

Leo:                 Che è un difetto.

Valeria:             No, è un guaio. Tu non aggiusti! Tu sfasci! Vuoi fare solo il piccolo meccano, ma poi mi lasci tutto gli attrezzi sparsi per casa nel raggio di quattro metri, una marea di viti e chiodi che sembra di stare in un cantiere e poi, hai voglia a pulire! E’ roba che  dobbiamo girare in casa con gli scarponi da sci una settimana…… per non bucarci i piedi.

Leo:                 Esagerata!  

Valeria:             A Giada un chiodo grosso così sotto la ciabattina. Ricordi? Pronto soccorso tutta la notte,  antitetanica e ti sono venuti puri i sensi di colpa.

Leo:                 Perché era così piccola e mi si è stretto il cuore….

Valeria:             Questo che vuol dire, che ora che siamo cresciuti possiamo trivellarci i piedi con una punta da trapano da venti ?

Leo:                 Cerco solo di risparmiare sulla mano d’opera.

 Valeria:            Ma quale risparmio! Te la ricordi l’ ultima volta che hai cercato di aggiustare la presa di accensione del lampadario del salone? Hai detto:” Il guasto è nel filo che è troppo corto”. Quindi hai cominciato a tirare e tirare  sino a quando si è staccato il lampadario dal soffitto e dovemmo chiamare  l’elettricista.

Leo:                 Ah si?! E tu che quando hai visto che la presa siemens del battitappeto che non entrava nei buchi, ci hai battuto sopra col martello per farla entrare?

Valeria:             Però è entrata….

Leo:                 Si, ma  il battitappeto abbiamo dovuto lasciarlo li  per colpa della spina che non esce più dai buchi.

Valeria:             Tanto quello è il posto suo. E poi non sei tu quello più adatto a parlare di buchi. Ti sei comprato un trapano che sembra un kalashnicov. Quando c’è da piazzare un paio di stop, non te lo fai ripetere due volte , arrivi col tuo bel trapanone e trrrrrrrrrrrrrrrrrrr. L’ultima volta che lo hai usato  per appendere un quadro cinquanta per cinquanta, che bastavano pure un paio di chiodini, sei riuscito a  trapassare una parete da parte a parte .

Leo:                 Mi si era incantata la percussione!

Valeria:             Ed hai fatto due buchi grossi così, da una parte e dall’altra della parete . Io dissi chiamiamo il muratore e tu: “Sei pazza? Faccio io ! Presto prendi cazzuola, secchio, gesso e stucco!” E stucca di qua e stucca di la, alla fine dovemmo chiamare il muratore.

Leo:                 Ma senti chi parla! A te non riesce niente, nemmeno la cosa più semplice: “ Svitare i tappi delle bottiglie di plastica”. Per cui, quando non ci sono io,  usi  le mie pinze appena lucidate.

Valeria prende il cellulare e cominca a chattare

Valeria:             Le tue pinze lucidate. Vabbè va, finiamola qui che è meglio!

Leo:                  Che fai, ricominci a chattare?

Valeria:             Che te do fastidio?

Leo:                  Ma ti pare che all’età tua una debba perdere tempo a chattare?

Valeria:             E dov’è il problema?

Leo:                  Prima se uno tornava all’improvviso bisognava nascondere l’amante nell’armadio….ora uno  deve nasconderci il cellulare. E poi….come fai?

Valeria:             Che cosa?

Leo:                  Con quelle tastiere così piccole!

Valeria:             Ho le unghie !

Leo:                  Non ti sguerci? Non ti prende il nervoso a cercare i tasti?

Valeria:             Uso il T9.

Leo:                  Che è ‘na medicina?

Valeria:             E’ il sistema più rapido per trovare le parole. 

Leo:                  E stai tutta ingobbita che ti verrà la cervicale.

Valeria:             No, mi verrà il mal di testa a forza di sentirti dire stronzate.

Valeria continua a chattare

Leo:                  Chi mai avrebbe creduto che qualcuno potesse inventare questi aggeggi?

Valeria:             Quest’aggeggio ha un nome: “  Progresso!”

Leo:                  (Guarda il pubblico) Sarà pure progresso, ma io per principio non ho il cellulare. Cioè me l’ hanno regalato, ma lo uso pochissimo, quasi niente. Sono sano di mente io! Non ho tablet, nè smartphone, nessun dispositivo mobile insomma. Però ho un orologio, ho una bicicletta, la mia vita ed i miei attrezzi da lavoro. Ti pare poco? Piuttosto tu, guardati intorno!

Valeria:             E cosa devo vedere?

Leo:                  C’è un esercito di persone di tutte le età che passano la loro vita completamente assorte sul cellulare, che non si capisce cosa stiano leggendo, scrivendo od osservando. Alcuni pure con l'aggiunta degli auricolari per potersi isolare totalmente dalla realtà. Mi fanno sorridere con quelle teste sempre chine pure quando prendono il cappuccino al bar che  se qualche volta  si sbagliano lo inzuppano nel latte al posto del cornetto.  L’altro giorno un collega chattava in una pausa di lavpro. Digitava con una mano  e con l'altra mangiava, oppure interrompeva il flusso delle idee per bere e il flusso dell' ingerire per digitare. Alla fine gli è andata di traverso la coca cola e ha fatto la doccia al collega di fronte. Se so menati ! Ed i  ragazzi che hanno trovato il modo di incastrare il cellulare sotto il casco mentre portano il motorino?  Il problema è che ce devi sta pure attento con la macchina. Sono così distratti a chiacchierare che non sentono niente e tante  li mettono giù come birilli. Ogni tanto poi si vedono in giro certe comiche! Ho visto due persone con il cellulare in mano che parlavano fitto fitto e sono riuscite a scontrarsi.  L’ altro giorno poi  c’era  un tizio in strada che pareva  parlasse da solo  come i matti ed invece litigava con qualcuno . Ad un certo punto gli è scappata una STRONZA che a momenti fa a botte con un altro di passaggio perchè credeva ce l’avesse con la moglie al suo fianco che per sbaglio gli aveva dato una bottarella al braccio. Mollatelo un po'. Si vive bene anche tenendolo spento per un paio di ore. Vabbè che oggi pure gli immigrati sui barconi hanno il cellulare. Forse perché attraversare il deserto del Sudan e della Libia senza telefonino e navigatore, equivale a votarsi al suicidio! Se poi a costo del loro telefonino ci aggiungiamo anche quello della traversata , non ci vuole molto a capire da dove prendono i soldi quelli delI’ISIS . Ieri mi sono fermato a parlare con un uomo che chiedeva l'elemosina. Se ne stava per strada con un cartello che diceva: "Ho fame, non ho soldi, aiutatemi. Con una mano chiedeva l’elemosina e nell’altra stringeva il cellulare. Mi sono chiesto come mai uno che non ha soldi possa permettersi un abbonamento telefonico. Puri i lavavetri ai semafori! Uguale. Con una mano ti lavano il parabrezza e con l’altra rispondono al cellulare. E ci rompono le palle con quella spugna zozza sul vetro.

Valeria:             E comunque oggi vivere senza è pericoloso

Leo:                  Pericoloso de che?

Valeria:             Ma metti che ti perdi in un bosco ed hai bisogno d’aiuto?

Leo:                  E quand'è che dovrei perdermi in un bosco? Ci sono boschi qui in città? Va bene che oggi vivere in città è come stare in una giungla.

Valeria scuota la testa in segno di disapprovazione.

Valeria:             Era per fare un esempio. Senti amore, tu non te ne accorgi, ma come cervello stai ancora all’età della pietra…..

Leo:                  Io sto all’età della pietra, ma a te la pietra ti ha colpito in testa. Ma perché ti infastidisce tanto  il fatto che io non sia uno cellulare-dipendente?

Valeria:             E perché rifiuti ogni tipo di innovazione tecnologica. Stai ancora agli anni 80’.

Lo:                   Non è che rifiuto, cerco solo di non farmi condizionare dal progresso. Se stiamo appresso alla tecnologia  dovremmo cambiare un cellulare ogni mese . Appena ne mettono in commercio uno, già pensano come possono rifregarti e fanno in modo che quello che hai in mano non vale più niente. E la gente ci fa pure le rate per stare al passo….

Valeria:             Però metti che ti devo chiamare all’improvviso….che ti devo dire una cosa…..

Leo:                  Ma io mi domando,  prima come facevamo? Non c’erano i cellulari , a casa avevamo il telefono in duplex e quindi  dovevamo aspettare che il vicino ce lo liberasse per fare la nostra telefonata. Mia madre ci metteva pure il lucchetto per risparmiare sulla bolletta che io mi ero industriato a scassinarlo con la chiave della Simmenthal, si quella della carne in scatola. Miracolosa quella chiave, ci mettevo in moto  pure la cinquecento di papà per andarmi a fare un giretto. Che tempi ! Ti industriavi. Siamo stati quello del telefono a gettoni che li usavi pure come soldi spicci, dei telegrammi invece che le mail, della posta celere e dei telegrammi,  invece che i fax. Anni fa nessuno avrebbe mai osato credere che qualcuno potesse inventare delle scatolette in grado di condizionarci la vita. Dove sono quelle bellissime sere di una volta, quando bastava andare in piazza per incontrare gli amici; che non era necessario farsi tante telefonate o darsi un appuntamento con un sms. Se qualche volta non ti facevi vedere, tutti si preoccupavano e ti venivano a cercare. "Come mai non si è fatto vedere? Sarà malato ? Si sarà sentito male?" . Siamo andati in bicicletta senza casco,  né protezioni per le ginocchia e gomiti. E siamo sopravvissuti.  Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato . Mangiavamo nespole e ciliegie direttamente dall’ albero e non ci siamo mai presi un'enterecolite. Abbiamo avuto la fortuna di crescere come bambini e diventare grandi senza troppe pretese, ma liberi. Ed ora invece siamo diventati  schiavi di un cellulare. Da quell’aggeggio ora ci spiano, sanno tutti i nostri movimenti. Ci localizzano ovunque andiamo. Quando ce l’ho in mano,  mi  sento come quando qualcuno fruga nei tuoi cassetti personali senza l’ autorizzazione. Ahò….siamo circondati!

Valeria:             Però con questa scatolletta  ci vai su internet,  ci accendi il televisore, le luci di casa….vai sul tuo conto corrente bancario….c’è  la rubrica telefonica.

Leo:                  Bona quella.  Ad un conoscente gli è presa una malattia  perché si l’ era perso  il cellulare con tutti i numeri di telefono. Ha messo l’annuncio sul giornale. Ve lo ricompro nuovo, vi pago  la taglia, purchè me lo ridate con tutta la mia rubrichetta. Sono convinto che la prima causa delle malattie cardiovascolari non è più il fumo o il diabete, ma la perdita del cellulare.

Valeria:             Esagerato!

Leo:                  Esagerato dici? Un altro amico senza  cellulare mi ha raccontato che l’altro giorno è stato fermato da una collega che gli ha chiesto se poteva prestarle il telefono per una chiamata rapidissima e quando le ha  risposto  che non aveva un telefono  l’ha guardato sconvolta come se avesse visto un Ufo e gli ha chiesto se stava  bene. Noi fra poco col cellulare ci faremo pure il caffè e ci andremo al bagno!

Valeria:             Perché no?

Leo:                  Che ha questo punto mi domando che fine farà il buon vecchio, caro e rassicurante cesso , si quello con asse e il pulsantone o la corda per lo scarico?! Vedrai che in un prossimo futuro ce lo venderanno con una webcam incorporata. Dove stiamo andando…. dove?! Diceva mio padre buonanima: “Di questo passo, figlio mio, la luce che vedremo in fondo al tunnel sarà solo il treno che ci viene addosso!”

Valeria nel frattempo si fa un selfie

Leo:                  Dagli…. pure il selfie!

Valeria:             Voglio far vedere alla mia amica Francesca come mi sta il maglione nuovo che mi sono comprata.

Leo:                  E ti fai l’autoscatto.

Valeria:             Selfie…amore…selfie..

Leo:                  Che sempre autoscatto è! Come la colf. Non la puoi chiamare donna delle pulizie, ma colf. Che cambia? Sempre le pulizie deve fa! Che poi è un lavoro come un altro. E pure il selfie ha invaso le nostre esistenze. Un’epidemia. Gente che si fa selfie alle feste, ai ristoranti, allo specchio, in macchina,  mentre guida, mentre si ispeziona il naso. Ragazze che ti sorridono e ti fanno le labbrucce, che si fanno un selfie mentre baciano un ragazzo…che  pure lui si sta facendo un selfe mentre bacia lei. Si auto-selfano! Così, tanto per farci vedere che loro sono tanto felici. Smettiamola di falsificarci più di quanto già lo siamo.

Valeria:             Il mondo va avanti caro mio….

Leo:                  Ed io non ce la faccio a stargli appresso….ho il fiatone……l’ansia da prestazione. Sono entrato in crisi esistenziale

Valeria:             Che poi  oggi il cellulare lo sanno usare pure i bambini.

Leo:                  Bambini li chiami?  Piccoli mostri ! Che io, santa pazienza,  mi impicco pure a leggere le istruzioni. Capisci? Mi viene da vomitare, perché non ci capisco un cazzo. Invece loro l’accendono e partono come razzi . Vanno a senso, perchè loro hanno il terzo occhio come i monaci tibetani. Che una volta i bambini giocavano col pupazzetto , gli caricavi il carillon sul lettino per  conciliargli il sonno,  oggi  si scaricano  la ninna nanna col cellulare,  direttamente da you-tube. Fanno paura.

Valeria:             Vivono la loro epoca.

Leo:                  E noi la subiamo. Che tu ti vergogni a chiedere ad uno come te come si usa , allora chiedi al bambino, perché pensi che lui abbia la logica più elementare. Gli dici spiegami questo tasto, quest’altra funzione. E loro un attimo, due manovre e ZAC. E tu gli fai: “ Vai piano, non correre, ti prego, che mi sale la pressione, mi lacrimano gli occhi, mi si mescolano le idee”. E loro ti guardano con una faccia compassionevole come se ti volessero dire: ”Ma come fai ad essere così cretino?”.Perché loro lo fanno apposta a farti fare la figura del cretino. Perché loro sono piccoli e vogliono prendersi le loro piccole rivincite sugli adulti , perchè capiscono nella loro cattiveria adolescenziale, che tu in confonto a loro sei niente.

Valeria:             Perché ti rifiuti di applicarti. Non ti ci metti….

Leo:                  Non ci riesco. E’ più forte di me. L’altro giorno ho assistito alla scena di mio nipote che spiegava a suo figlio come era nato.  Allora, fai attenzione gli dice: “ Il papà conobbe tua mamma in una CHAT di FACEBOOK , gli scrisse LIKE , e dopo qualche tempo decisero di CONDIVIDERE ed aprire un BLOG. Spesso papà e mamma facevano DOWNLOAD, quando papà era pronto per l’UPLOAD. Un giorno che mamma si scordò di mettere l’ANTIVIRUS e papà accese il DESKTOP, si aprì il FIREWALL e purtroppo era già tardi per premere ELIMINA e fare il BACKUP. Dopo che qualche tempo mamma non aveva più l’UPDATE, prese un JOYSTICK che riconobbe il BLASTER WORM . Così abbiamo premuto il tasto ENTER e alla mamma si è aperta una finestra con la comunicazione “TEMPO PREVISTO PER IL DOWNLOAD: NOVE MESI!”. E poi sei nato tu.

Valeria:             Io lo trovo molto geniale.

In quel momento entra Lillo scalzo e con le scarpe in mano.

Leo:                             A proposito di genialità…. ecco. tuo figlio. Se quella sera avessero fatto un bel thriller in tv,  non avremmo concepito uno che si  presenta in casa scalzo come un monaco tibetano.  

Valeria:             Lillo che ti è successo?

Lillo:                 Le mie Nike nuove di pacca. L’ho lasciate fuori per non inquinare.

Leo:                  Mica siamo in Giappone.

Lillo:                 Macchè Giappone e Giappone! L’ho centrata in pieno.

Leo:                  (Guarda il pubblico) E stavolta non ha colpa. Il guaio è che abitiamo in una casa adiacente ad un grande prato e quindi abbiamo un problema molto serio.

Valeria:             Le cacche dei cani.

Leo:                  Io amo gli animali. Per capirci, sono uno di quelli che se va alla corrida fa il tifo sfrenato per il toro, sognando di vedere un torero portato via dall’arena con un cappio legato ai testicoli e tante banderillas infilate sulle chiappe come puntaspilli. Però, santodio, mi fanno enormemente incazzare quei padroni di cani enormi, i molossi, i San Bernardo e via dicendo, insomma  di  quelli che scodellano mega bisogni e succede che il più delle volte ci finisci sopra.  Praticamente quello che è successo a Lillo.

Lillo:                 Infatti!  Torno a casa dopo una stupenda partita di calcetto e va  tutto bene finchè ad un certo punto la mia retina riproduce, in ogni minimo dettaglio, l’immagine del mio piede nell’atto di pestare qualcosa proprio davanti al portone, quando ormaiil peso è scaricato sul piede enon c’è più nessun modo per fermarlo.

Leo:                  Dopo varie sconfitte sul campo di battaglia ho escogitato qualche tattica. Tattica numero 1: “ Se ha piovuto da poco c'è sempre da sfruttare la combinazione pozzanghera-erba-bordo del marciapiede che è la cosa più pratica.

Lillo:                 A papà….nemmeno un goccio d’acqua.

Leo:                  Tattica numero 2: “ Strisciare i piedi sul marciapiede e sull’asfalto camminando come un robot”.

Lillo:                 Così ci  rovini solo le scarpe e riesci ad eliminare al massimo lo strato superficiale.

Leo:                  Tattica numero 3: “Saltellare qua e la sperando che la forza di gravità faccia cadere sull’asfalto quei rimasugli rimasti inevitabilmente fra le insenature della suola della tua di scarpa”.

Lillo:                 Non vale se porti le scarpe col carrarmato come le mie.

Leo:                  Tattica numero 4: “ Buttarsi in un prato e strisciare copiosamente le scarpe sull’erba”. E questa è una tattica che ha sempre funzionato.

Lillo:                 Ma l’unico prato disponibile è frequentato da altri cani, per cui l’ho pestata pure con l’altra scarpa rimasta pulita.  Qui so’ finite le tattiche….

Leo:                  Allora è riamasta la Tattica numero 5…

Lillo:                 E quante ce ne hai?

Leo:                  Questa sta tra le note a margine

Lillo:                 Cioè?

Leo:                  Invece di guadare per aria come un coglione, guarda per terra.

In quel momento entra anche Giada piagnucolando e scalza

Valeria:             I miei bei zatteroni tacco 16 di tela bianca….l’ho dovuti buttare direttamente nel cassonetto. Irrecuperabili….

Piangendo se ne va in camera

Valeria:             In coppia l’hanno centrata.

Leo:                  Che volevi che fossero diversi?

Valeria:             Comunque dev’essere stato un un cavallo travestito da cane.

Leo:                  A quanto pare!

Lillo:                 Ma io le mie Nike non le butto mica.

Leo:                  Speriamo almeno che ti porti fortuna. Hai visto mai che nella sfiga tu riesca a trovarti un lavoro?

Lillo:                 Peccato che l’ho pestata con il piede destro e quello che porta fortuna dicono tutti che è il sinistro.

Leo:                  Fantastico! Sei  riuscito a trovare il peggio anche nella sfiga.

Valeria:             E tanto ci sono io sono diventata un’esperta a ripulire i terreni minati di tutta la mia famiglia perchè tutti si schifano e delegano me. Una volta dovetti cimentarmi in un misto con chewingum  che è quanto di più devastante si possa appiccicare sotto uno schifo di scarpa. Non mi chiedete come sono sopravvissuta . Oggi ne ho un vago ricordo e sono diventata più forte.

Leo:                  Queste sono esperienze che temprano!!

Valeria:             Ma vammoriammazzato!

Leo:                  Poi ci sono quei cani a cui piace fare pipì sulle catene attaccate alle ruote delle moto e, quando non lo sai ti trovi le mani impiastricciate e verosimilmente proprio in quel momento hai la sigaretta attaccata alle labbra e più tenti di liberartene e più quella non ne vuole sapere di mollare l’angolo della bocca. Magari quando si decide di farlo o hai già il labbro ustionato oppure proprio in quel momento ti va di grattarti la testa o ti prude il naso e ti fa leggermente schifo grattarti con le mani sporche di pipì. Poi ci sono i cani moderni che invece degli alberi fanno la pipì sulle ruote della macchine. Se ti capita di bucare…..vi risparmio i particolari!!!!

Rientra Giada piagnucolando

Giada:              Mamma ora come faccio?

Leo:                  Lo dovresti chiedere a me, dato che sono io che ora te le dovrei ricomprare.

Giada:              Mi hai letto nel pensiero papi?

Leo:                  Come faccio a non immaginare che quelle scarpe facevano pendant con la borsa?

Giada:              Tu riesce sempre a leggere nell’animo di una donna.

Valeria:             Molte volte tuo padre mi stupisce…..

Leo:                  Figlia mia, non bisogna precipitare le cose, in fondo c’è un rimedio a tutto ….tranne che alle battutacce di tua madre. Vabbè, visto che oggi ho il pomeriggio libero vado di la a farmi un ricco panino e poi mi spalmo davanti al televisore. Ho comprato una salamella strepitosa ed un formaggetto  stagionato! Qualche olivetta, un paio di fette di casareccio e vai col mambo….

Lillo:                 No, vai col colesterolo.

Leo:                  Ma fatti gli affaracci tuoi!

Giada:              Invece ha ragione lui, papà !

Leo:                  Ragione o no, io la salamella me la mangio…e ..e…pure il formaggio…le olive posso pure…

Giada:              Il  grasso animale ci sta uccidendo tutti...

Leo:                  E porca miseria…mi fate passare la voglia di fare merenda!

Lillo:                 La leggi mai la pagina dei necrologi?

Leo:                  Di solito preferisco la pagina sportiva.

Lillo:                 E' agghiacciante! E' piena di gente che muore.

Leo:                  E  io voglio morire mangiando la  salamella.

Giada:              Ed ingrassi…

Leo:                  Che poi, io cerco di perdere peso... ma lui continua a trovarmi!

Lillo:                 Ma si muore sempre "dopo grandi sofferenze" e non ci si spegne mai "serenamente"...vecchio mio….

Leo:                  Mo ti faccio un impacco di schiaffi sulla faccia…..

Giada:              Ti sta dicendo la verità  papà.

Leo:                  Vecchio di che? Ma mi posso far dare del vecchio da un soggetto  che  sta più fulminato di una lampadina?

Giada:              Mi riferisco al cibo,  non al vecchio!

Leo:                  Allora!

Giada:              Perché vuoi soffrire papà?

Leo:                  Perché si vede che sono masochista. La verità, figlietti belli  è che a forza di sentire tutte le stronzate che tirano fuori i vostri amici nutrizionisti, siete diventati un’ossessione! Mi sa che portate pure jella! Ho visto un filmato l’altro giorno che parlava di  un prossimo futuro in cui ci mangeremo gli insetti fritti in padella. All’ Expo di Milano ci hanno fatto pure la fila per andarsi a gustare gli spiedini di larve….di cavallette….di formiche…di mosche che non sai dove si sono appoggiate. Vuoi mettere una bella impepata di cozze?

Giada:              Che pure quelle! E poi,  se vogliamo, gli insetti sono ricchi di proteine.

Leo:                  Mi sta pure  bene che l'uomo, fin dalla notte dei tempi, posto in condizioni estreme, si cibasse di bacarozzi e quant'altro;  oppure, che di tanto in tanto, per eccesso di logorrea, distrazione o sonno a fauci spalancate, uno possa casualmente ingoiarsi una mosca, ma se il futuro sarà  pane e cavallette, io penso che mi lascerò morire di fame.......altro che dieta…

Giada:              Papà, tu mangi troppo e male.

Leo:                  Ma se salto quasi sempre il pranzo. Al massimo un cappuccino! Almeno a merenda fateme sfogà!

Entra Valeria

Valeria:             Non dire cavolate.

Leo:                  Che te sei persa tu?

Valeria:             Ogni volta che appendo i pantaloni  ti cascano dalle tasche montagne di scontrini del Mac Donald’s…..

Leo:                  Vabbè,  ogni tanto mangio cheese-burger e patatine.

Valeria:             Tutti i giorni…trovo scontrini…

Leo:                  A te il Kgb ti fa un baffo. E poi  che sarà mai? Tu pure mangi un sacco di cioccolatini!

Valeria:             Dicono che  quando una mangia cioccolato è perché sta in carenza d’affetto.

Leo:                  Però poi non  ti  lamentare se ti fa male lo stomaco ed ingrassi.

Valeria:             (Rivolta ai figli) Voi mi vedete ingrassata?

Giada:              Stai benissimo

Lillo:                 Un’alicetta.

Valeria esce

Leo:                  Seh..sott’olio! Ammazza che solidarietà ! (Guarda il figlio) Da te poi….figlio…. maschio…seh! Come si dice:  Il meglio lo puoi cercare solo dentro di te…

Lillo:                 O in frigorifero…

Leo:                  Infatti, nessuno mi ama come lui : ogni volta che l’ apro, mi  si illumina d’immenso!

Giada:              Papà, devi capire che con tutto quello che mangiamo  oggi….. non sai mai se quello che ti spacciano per biologico lo sia veramente.

Leo:                  Ma a me la roba che mangiate voi, mi fa vomitare. Figurati che  le gallette di riso che comprate, quelle tonde per capirsi,  io le uso come sottobicchieri.

Giada:              L’ alimentazione vegetariana è un valido mezzo di prevenzione per molte malattie.

Leo:                  E così impediamo alla gente di morire di morte naturale. Facciamoci un po’ di cazzetti nostri…no?

Giada:              E smettila papà!

Leo:                  Senti, se la pancetta crescesse sugli alberi, sarei anch'io un vegetariano. Pensa che ho scoperto che la tisana tibetana dimagrante che mi hai portato ultimamente, con pane e Nutella ci va a nozze…

Giada:              Sei proprio incorregibile.

Leo:                  Io sono convinto che  “vegano” dev’essere stato l’ antico nome tribale dell'idiota del villaggio che non sapeva né cacciare, né pescare, né accendere fuochi. Allora s’è messo a magnà le foglie….

Giada:              Invece dovresti pensare di più  al tuo futuro.

Leo:                  Io vivo l’attimo.

Lillo:                 Seh….carpe diem.

Leo:                  Tu di vivere l’ attimo ne sai qualcosa…solo che in mezzo a tutte le stronzate che combini e dici, il tuo attimo si perde nell’infinito……

Lillo:                 Tutto questo…. solo perché ti stiamo dicendo di dimagrire

Leo:                  No,  perché sei un martello pneumatico. Scavi….scavi.  E poi guardati,  non sei mica Swazneggher…

Lillo:                 Non m’interessano i dopati. Uso solo integratori naturali.  Senti qua che addominali…

Leo:                  Non voglio sentì niente. E poi è inutile avere una tartaruga sulla pancia, se nella testa hai un criceto in prognosi riservata.

Lillo:                 ….e non  mangio a quattro ganasse come te…

Leo:                  Perché il tuo cervello non ha bisogno di calorie. Campa d’aria!

Giada:              Smettila papà, tu dovresti mangiare cibo pesato.

Leo:                  E no….e no!  Non ricominciamo con 80 grammi di pane, 80 grammi di pasta. E’ roba che mia nonna 80 grammi di pasta li dava al canarino. Ci ho provato pure a scrivere la parola dieta sul mio computer, ma ho dovuto disattivare immediatamente  il correttore automatico perchè
ogni volta che scrivevo "dieta" lui correggeva in "ahahahah". Per un certo periodo ne ho seguito una, ma poi lei mi ha denunciata per stalking e allora ho lasciato perdere.

Giada:              Papà!!!

Leo:                  Ora faccio la dieta dissociata, nel senso che, quando si tratta di mangiare di meno, io mi dissocio., ma se volete posso fare anche la dieta mediterranea, nel senso che mi siedo difronte al mare e mangio.

Giada:              Però almeno cerca di evitare le cose che ti fanno ingrassare.

Leo:                  Va bene,  da oggi cercherò di evitare bilancia, specchi e fotografie

Giada:              Sei incorregibile. Almeno fa un po’ di ginnastica. Guardati, hai messo su una pancia incredibile!

Lillo:                 Fra un pò lo vedemo volà come la “ Donna cannone”!

Leo:                  Perché te devo ammazza’…perché ?

Lillo:                 A papà…e te rode sempre.

Leo:                  Scusa, ma se il mio umore fa su e giù, non vale come attività fisica?

Giada:              Non vale

Leo:                  E poi nella vita arriva un momento in cui bisogna decidere : o la magrezza o la felicità.(Fa faccia allegra e si tocca la pancia) Indovinate cosa ho scelto?

Giada:              Papà dovresti fare outing!         

Leo:                  Hai ragione dovrei.

Lillo:                 Fare outing?

Leo:                  No, stronzetto…..ginnastica…

Giada:              Infatti la ginnastica tonifica… e dimagrisce....    

Leo:                  E gli spaghetti nutrono…

Lillo:                 E ingrassano...

Giada:              Pensa se tu  avessi un fisico asciutto…

Lillo:                 Gli regaliamo un bell’asciugamano di spugna. Hai voglia ad asciugà.

Leo:                  Senti, tu mi hai stufato.

Lillo:                 ‘Na battuta…

Leo:                  (Gli fa il verso) Una battuta! Sai che ti dico? Che il fisico  lo faccio asciugare a te, ma senza accappatoio. Da oggi sane e lunghe passeggiate a piedi. Sole e tacchi e guarda dove metti i piedi! La macchina te la puoi scordare…..mo’ mi capisci?

Lillo:                 E che non lo sapevo?

Giada:              Dai papà, non fare il bambino.

Leo:                  No, faccio il vecchio del villaggio. Come vostro nonno buonanima, il padre di vostra madre,  che era tre pinze ed una tenaglia.

Giada:              Ora che c’entra il nonno.

Leo:                  Ve lo ricordate cosa vi regalava al compleanno? Du  pastarelle…..

Giada;              Era un po’ tirato.

Leo:                  Aveva il braccetto corto come i canguri.  Che…tua madre , per la legge dei contrari, il braccio ce l’ha lungo come una proboscide!

Lillo:                 Tanto stai tranquillo, ti ridarò tutto con gli interessi….certo quando comincio a lavorare…

Leo:                  ( Canta) Just illusion a a….

Giada:              Dai papà…..vieni a correre con noi.

Leo:                  Perché no? Se mi portate a spalla!

Giada:              Papà!

Leo:                  Avevo una mezza idea di mettermi la tuta ed andare a correre, ma poi ha vinto inesorabilmente l'altra metà.

Lillo:                 Quella della salamella

Giada:              Lillo smettila…

Leo:                  Va bene, domani mattina vengo con te a fare  footing ......

Giada:              Si, ma non fare come l’ultima volta che alle cinque e mezza di mattina sei partito subito come un razzo fregandotene dei miei consigli . Te la ricordi che giornata?

Leo guarda il pubblico

Leo:                  Quel fatidico giorno, alle cinque di mattina,  mi armai di buona volontà , misi una tuta  e andai a correre. Presi fiato ed  iniziai piano piano. Andamento lento,  come direbbe Tullio D’ Episcopo, ma dopo cinquecento metri era già come scalare una montagna. I miei polmoni si trasformarono subito in due palloncini tipo quelli  della fiera. Avevo fatto si e no un chilometro che sentìi  i polpacci appallottolarsi e le coordinate incrociarsi. Avete presente  una “X”, un puntino che si muoveva nell'iperspazio? Ero io. Un chilometro e mezzo ed il quadricipite mi doleva, le ginocchia scricchiolavano e  respiravo male. Cominciai a schiacciare il respiro contro il diaframma, ma lui si ribellava e mi restituiva un fischio ansioso. Ma io non mi arresi ed insistetti. Due chilometri circa, così mi sembrava! La schiena era diventata una tavola, le spalle rigide come legno e mi muovevo come Pinocchio. Cercavo di far scivolare il pensiero fra le scapole, ma il pensiero oramai aveva marcato visita. E quello fu il punto di non ritorno. Arrendersi o continuare? Mai ! Altri cinquecento metri e fu la fine!  Col respiro asmatico, i polmoni  appiccicati alla cassa toracica e  la sensazione del  cuore che si stava spostando, decisi di arrendermi. Mi girai ed a passo da zombie  ripresi la strada di casa, aprìi a fatica la porta …

Giada:              Ed alle sei  collassasti sul divano del soggiorno in preda ad un attacco di iper- respirazione…….che dovemmo chiamare di corsa un’ ambulanza.

Lillo:                 E stavamo quasi per  diventare orfani….

Leo:                  ( Fa le corna) Tiè!

Lillo:                 A papà te al massimo, puoi fare lunghe e sane passeggiate…

Leo:                  Quello che devi fare te. La macchina nisba…a piedi…pedagna…autostop…

Lillo:                 Certo che sei più vendicativo di uno della banda della Magliana.

Leo:                  Lo sai che quando chiudo una porta, non ne apro un’altra

Lillo:                 Se non quella del frigorifero

Leo:                  E dagli! Non capisci che mi devi lasciare in pace? Con te nun me piace scherzà!

Lillo:                 Io e te proprio non stiamo in sintonia.

Leo:                  Proprio te parli di sintonia! E’ roba che  per sintonizzarti col cervello tuo  ci sono le fasce orarie o bisogna comporre un numero verde.

Giada:              E basta voi due. Papà devi solo andare piano…

Leo:                  Questa volta ci andrò con i piedi di piombo.

Lillo:                 Tanto quelli ce li hai di natura. Fanno pendant con la panza…vecchio mio!

Leo:                  Ecco lo vedi? Provoca!

Giada:              Basta Lillo.

Leo:                  Alcune persone sono vive solo perchè uccidere è illegale. E poi ti ho detto di…

Lillo:                 …non chiamarti vecchio mio. Vabbè ho capito, vado di la! Vecchio mio !!!

Lillo esce . Leo fa smorfie e dice parolacce sotto voce. Entra Valeria e fa qualche azione.

Lillo:                 A piedi vai…. (rivolto a Giada) e  guai a voi se gli sganciate la macchina.Ve la sequestro..

Valeria:             Seh…vabbè…

Giada:              Papà, lo sai che Lillo ha la battuta facile. Perdonalo..

Leo:                  Perdonare è bello, ma vendicarsi è  fottutamente divino. E poi co’ sto vecchio…. me l’ha fatti a peperini.

Valeria:             Sei troppo suscettibile

Leo:                  No, io sono troppo fragile e quindi mi rompo subito le palle

Valeria:             E poi tuo figlio cerca solo di spronarti.

Leo:                  Senti amore….ci sono persone destinate a migliorare la nostra vita, ma ci sono quelle persone che vanno mandate subito a fanculo .  Anche queste migliorano la nostra vita.

Giada:              E poi ti sentiamo di notte quando tossisci sai ! E  fai pure il fischio.

Leo:                  E che so…. ‘na locomotiva?

Giada:              Di più! Ed a fischiare sono i tuoi polmoni.

Leo:                  Si vede che gli piace la musica…..

Giada:              Non fare lo spiritoso papà .

Leo:                  Ma non sarà colpa dello smog?

Giada:              Smettila

Leo:                  Dicono che buco dell’ozono s’allarga sempre di più e se  tra qualche decennio non ci inventiamo qualcosa, dovremo camminare con una bombola attaccata alla spalla come i sub.

Giada:              Intanto comincia a fumare  di meno, che il fumo contribuisce.

Leo:                  La fai facile...

Giada:              Che ci vuole? Basta solo un pò di forza di volontà!  Vabbè…ora mi vado a preparare. Stasera vado al ristorante cinese con degli amici.

Leo:                  Stai attenta ai ristoranti cinesi. Non sai mai quello che ti mangi. Vabbè che oramai cinesi  ci hanno circondato. Prima i ristoranti, poi i vestiti, poi i casalinghi e piano piano ci hanno fregato tutti i mestieri. Fanno quello che noi non vogliamo fare più. Sono furbi i cinesi. Dici, mi compro un paio di jeans firmati, vai a guardare l’etichetta ed è made in China, una camicia ed è uguale,  le scarpe…e pure quelle.  Allora apri l’armadio e dici: Hai visto mai che trovo qualcosa di diverso ? Ma de che? E’ tutta marcata da loro. Ora pure la roba da mangiare ci arriva dalla Cina. Che non si sa con che la fanno….pure quella copiata…. 

Giada:              Tanto al cinese mangio solo verdure …al massimo gli involtini di primavera…

Leo:                  Ma bisogna vedere di quale primavera. Magari è quella  di dieci anni fa. Che ne sai tu? Te li portano così imbalsamati nel piatto che se fai due buchi sopra ci puoi suonare il piffero.

Valeria:             Io preferisco il  giapponese.

Leo:                  Cinese o giappponese che cambia ? A me poi il pesce crudo mi fa senso! I sushi sono talmente stoppacciosi che quando l’ho assaggiati pare che in bocca avevo un accappatoio. I giapponesi si mangiano pure l’alghe!

Giada:              Sono buone papà.

Leo:                  Ma de che?  Io è roba che se vado al mare e vedo un’alga  dentro l’acqua, nun ci metto manco il ditone del piede…

Valeria:             Però è una cucina leggera.

Leo:                  Tutta roba cruda. Moglie mia, i giapponesi la cucina non sanno manco che cos’è. E’ roba che nei ristoranti  hanno il fornello dipinto sul muro. Conosco una trattoria che fa un cacio e pepe….

Giada:              Papà, lo sai,  io mangio solo vegano..

Leo:                  Allora mi arrendo! Ma non mangiare troppa verdura che mi diventi una rapa….

Giada:              E tu ricordati di non mangiare troppa carne che mi diventi un vitello.

Giada esce.  Leo si alza .

Leo:                  Perchè tua figlia non ha fatto medicina invece che giurisprudenza? Sempre ad attaccarmi con la storia della pancia, il colesterolo, le sigarette…

Valeria:             Lo dice per il tuo bene.

Leo:                  Lo so ed ha ragione! Dovrei smettere di mangiare troppo e di fumare! Lo so, così non posso più continuare. Ho sempre il fiatone pure se faccio un piano di scale.

Valeria:             Che vuoi fare, siamo tutti appesi ad un filo.

Leo:                  Ed io sto pure in sovrappeso!!!!

Valeria:             Infatti, più che filo ti ci vorrebbe la cima di una nave…

Leo:                  Seh…scherza…scherza….ma va a fini che prima o poi mi prende un infarto.....

Valeria:             Allora fai il favore! Aspetta un’altra decina d’anni che , ora come ora, con la tua reversibile ho fatto un po' di conti e in base al tuo reddito attuale, se tu andassi in pensione oggi potremmo vivere  molto confortevolmente fino al dieci del mese.

Leo:                  Hai capito di che te preoccupi! Ma che hai al posto del cuore, una calcolatrice? Aveva ragione un amico mio quando diceva:” Se un giorno ti venisse in mente di amare qualcuno... sta bono, siedite, pensace e aspetta che te passa”. Infatti non si è mai sposato e sta come una Pasqua

Valeria:             Dagli il tempo di diventare vecchio e decrepito. A lui gli servirà la badante, te invece ce l’ hai gratis. Dicono che un marito in pensione è lavoro a tempo pieno per una moglie.

Leo:                  Che ne sai, magari faccio io il badante a te e così è come se non avessi smesso di lavorare. Vabbè che tanto,  per come ce la raccontano,  andrà in pensione solo chi ha capito come si fa e se riesce a capire quando ci andrà. Ogni anno si allunga di quattro mesi. Hanno alzato talmente tanto l’età pensionabile che per andare in pensione non ti basta la terza età, ma ci vuole  la reincarnazione!

Valeria:             Esagerato!

Leo:                       Dagli e dagli, tra non molto i soldi della liquidazione serviranno per il funerale. Dalle casse mutua alla cassa funebre. Dicono che questo è  il momento dei sacrifici estremi. E se per farli felici andassimo in pensione un anno dopo essere defunti? Hai voglia a parlare, oggi  si salvano  solo gli strozzini delle banche! Loro sì che hanno il diritto di andare in pensione dopo pochi anni di servizio.

Valeria:             E perché?

Leo:                  Perché oggi sono gli unici che fanno un lavoro veramente usurante.

Valeria:             Che scemo!

Leo:                  E  nel frattempo bisogna che smetto di fumare. Anzi cominci da subito e mi metto pure a dieta. Tanto, e' un po' di tempo che mi frulla quest’ idea per la testa...

Valeria:             Tanto già lo so che questa  tua idea morira' di solitudine.

Leo:                  Sei molto invogliante….

Valeria:             Perché non è una novità. Ci provi un giorno si e l’altro pure….

Leo:                  Se tu mi aiutassi…

Valeria:             Sto qua apposta…

Leo:                  Perchè un uomo che smette di fumare va aiutato come...come...

Valeria:             .....come un bambino che deve imparare a camminare da solo...

Leo:                  Brava...proprio così. Ma come hai fatto ad indovinare?

Valeria:             Cambia frase ogni tanto!

Leo:                  Vabbè!  Ecco prendi questo pacchetto...ci provo da subito...

Valeria  prende il pacchetto e ne tira fuori una sigaretta.

Leo:                  (Attacco di tosse stizzosa) Ma come, io ti scongiuro di aiutarmi e tu avresti la faccia di bronzo di mettererti a spippettare davanti a me un attimo dopo che ho deciso di smettere....

Valeria:             Yes

Leo:                  E di fumarti  le mie sigarette?

Valeria:             Yes.

Leo:                  Risposta sintetica ed essenziale: Yes

Valeria:             Tanto  non ti servono  più. (Si accende una sigaretta)

Leo:                  Così, senza pietà?

Valeria:             Yes.

Leo:                  Ma che ti si è incantato il disco?

Valeria:             Senti Leo, se cerchi vicinanza morale, posso dartene quanta ne vuoi e ti posso pure commiserare, ma se tu pretendi che io smetta di fumare ogni volta che smetti tu, non ci contare per niente. Anzi, fai il favore,  quando vedi che mi accendo una sigaretta sparisci e non rompere….

Leo:                  Ma non capisci che la sola puzza di tabacco….

Valeria:             Puzza?! Ma non era profumo sino a dieci minuti fa?

Leo:                  Che c’entra? Dieci minuti fa non avevo deciso.

Valeria:             E quindi ora pretenderesti che me ne andassi a fumare nel bagno.

Leo:                  No nel bagno no!  In terrazzo all’aria aperta. Perché in bagno ci vado spesso e non potrei mai sentire odore di sigaretta. Capisci che  mi verrebbe voglia e mi scapperebbe lo stimolo?

Entra Lillo con i capelli pieni di gel e sparati in alto ed un pacchetto di biscotti in mano che mangia avidamente

Lillo:                 Mi offri una sigaretta mamy?

Valeria:             Yes

Valeria gli passa il pacchetto.

Leo:                  Yes un caciocavallo! E così mo’ siete in due a fumarmi davanti. 

Lillo:                 (Rivolto alla madre mentre mastica) Perché, il vecchio  ha deciso di smettere di nuovo?

Valeria:             Yes

Lillo:                 Mi mancava il vecchio…. e lo yes. Ma insomma, ora devo rendere conto a voi di quello che faccio?

Lillo:                 Papà, fatti capace, tu ci metti tutta la buona volontà,  ma è solo che dopo un paio di giorni che stai senza fumare, mi vai in crisi d’astinenza.

Leo:                  Ti vado? Mo te lo dico io dove devi andare!

Valeria:             E si fuma due pacchetti…..uno appresso all’altro.

Lillo:                 Pure tre…

Leo:                  E pure spia.

Valeria:             Perciò evitaci queste sceneggiate. Se vuoi smettere smetti, se non ce la fai non rompere e cedi alla tentazione.

Valeria esce indispettita

Leo:                  Si va che è meglio…

Lillo:                 Ha ragione la  mamma.

Leo:                  Vedo che siete tutti e due belli coesi! Tanto con voi non è possibile salvarsi. Bisogna affondare.  Anzi, lo sai che vi dico? Ora mi sono pure innervosito e….

Lillo:                 E sommetto che ti  è venuta voglia di fumare.

Leo:                  Lo vedi? Ogni tanto il cervello ti si rimette in moto.(Strappa il suo pacchetto di sigarette dalle mani del figlio) Ridammi le sigarette mie….e smettila di ruminare. Mangi e fumi insieme…che se non ci stai attento, qualche volta è capace che ti fumi il biscotto e ti mangi la sigaretta.

Rientra Valeria

Valeria:             Lillo, hai usato tu il bagno di la?

Lillo:                 Sì perché ?

Valeria:             Non si può entrare. Che cavolo ti sei mangiato?            

Lillo:                 Quello che mangio sempre. Questi!  Biscotti alla crusca. Lo sai se non metto qualcosa sotto i denti, mi prende il nervoso e mi mangio le unghie.

Leo si alza e glieli sfila dalle mani.

Leo:                  A quanto pare ti  fanno male….e tanto…

Lillo:                 Cosa dici? Io ho uno stomaco di ferro, digerisco tutto!

Leo:                  Infatti te ne digerisci una scatola al giorno. Due euro. Mangiati le unghie, che quelle  non incidono sul bilancio familiare.

In quel momento entra Giada.

Giada:              Mamma, da oggi a Lillo solo riso in bianco… STRINGE!!!

Valeria:             Anche tu hai provato ad entrare in bagno?

Giada:              Mi è mancato il coraggio!  Mi truccherò in macchina. Ora scappo via se no faccio tardi

Giada saluta ed esce. Leo la guarda andare via.

Leo:                  Bella de papà…

Lillo:                 Allora visto che al bagno non ci va nessuno ci vado io.

Leo:                  Dal produttore al consumatore…

Lillo:                 Mi devo fare la barba che ho una puntata . ( Tira fuori un rasoio dal taschino e ci  fa il segno di Zorro)

Lo sguardo di Leo segue rasoio che ha in mano Lillo.

Leo:                  Fe…fermo lì! Ma....ma…quello cos’è?! 

Lillo si guarda la mano e guarda Leo. Fa il segno di Zorro

Lillo:                 Il segno di Zorro….

Leo:                  Cretino, quello che hai in mano…

Lillo:                 Ma papà sei conesso? E’ un semplice rasoio….

Leo:                  Sono connesso e quello non  è un rasoio qualunque! E’ IL MIO RASOIO QUADRILAMA .

Lillo:                 Stava nell’ armadietto

Leo:                  IL MIO ARMADIETTO. Ora ho capito perché lo trovo sempre con la lama sporca ed ho dato la colpa a quella poveraccia di tua sorella . Pensavo che ci si depilasse!

Lillo:                 Vecchio mio ti do’ un consiglio. Compra quelli usa e getta, sono molto più pratici. Questo taglia di brutto, pare di farsi la barba con un piragna…

Leo:                  Primo: Ti ho detto che non mi devi chiamare vecchio. Secondo: odio i rasoi usa e getta. Terzo: non ti permettere di usare il mio rasoio.

Lillo:                 Questo non è solo un rasoio.

Leo:                  Ah sì? E come lo chiami?

Lillo:                 Quest’oggetto dall’apparenza insignificante rappresenta, in linea teorico-pratica,  il simbolo della condivisione umana.

Leo                   Senti….a filosofo?! Il mio rasoio non lo condivido manco col padreterno. Ora tu vai di la e lo metti dove l’hai preso…….. se no….. altro che piragna sulla faccia….

Lillo:                 Papà, riflettici un attimo! L’indebolimento della solidarietà sociale è una drammatica realtà.

Leo:                  Ma davvero?

Lillo:                 E  ciascuno percepisce in maniera agnostica il proprio io…..

Leo:                  Agnostica? Ma che ti sei mangiato il vocabolario?

Lillo:                 Stava sulle parole crociate. Mi piaceva la parola…

Leo:                  Dicevo.

Lillo:                 E tu non vorrai mica perdere la percezione globale e intraprendere un percorso strettamente individualista? Sarebbe un errore di prospettiva.

Leo:                  Pure sta frase sulle parole crociate?

Lillo:                 L’ho letto su un post di facebook. Un gruppo di no-global.  Fa effetto no?

Leo:                  No, te la dico io una cosa che fa effetto. Tuo padre ora sta per abbracciare una dottrina strettamente materialista !

Lillo:                 Scusa…spiega papi…

Leo:                  Che se tocchi un’altra volta i mio rasoio, esso diventerà, in linea strettamente pratica, l’arma di un delitto efferato che verrà consumato in questa casa.

Lillo:                 E cioè ?

Lillo:                 Te sparo col bazooca!

Lillo:                 E mò’ m’ hai  messo paura.

Leo:                  Allora cambio! Ti piglio a calci in culo da subito.( Fa l’atto)

Lillo:                 Calmo….lo rimetto a posto…

Leo:                  E vedi di lasciar perdere il mio dopobarba.

Lillo:                 Stai proprio ad esagerà……

Leo:                  Una boccia a settimana! Te ne metti talmente tanto che il buco dell’ozono si allarga come il Colosseo…

Lillo:                 A papà, sei diventato talmente tirchio che c’ hai il portafoglio con le istruzioni . Sei proprio patetico.

Leo:                  Io patetico? Ma guardati allo specchio…..

Lillo:                 Che ho?

Leo:                  Hai fatto lo schapoo al viagra o hai messo il dito nella presa della corrente?

Lillo:                 Spiritoso. Li ho asciugati così. Si usa…

Leo:                  Ma tu  hai usato  la carta della pizza….

Lillo:                 Stai denigrando un’opera d’arte.

Leo:                  Allora non farla vedere a Raffaello, se no si ingelosisce tutto...

Lillo:                 Raffaello quello delle tartarughe Ninja?

Leo:                  Che deficiente....

Lillo:                 Vabbè, ora mi vado a preparare  che ho una puntata con una ragazza bellissima che ho rimorchiato: “ Jessica”.

Leo:                  Bel nome, di classe. Che, andate dallo stesso parrucchiere?

Lillo:                 No, l’ ho beccata su facebook

Leo:                  E come si fa a rimorchiare una ragazza con un computer? Che generazione….

Lillo:                 A papà,  ma tu come hai rimorchiato mamma?

Leo:                  Ai mie tempi il computer non esisteva. Si andava alle feste e poi al massimo ci scrivevamo bigliettini…lettere

Lillo:                 E noi invece andiamo sul computer e ci scriviamo i messaggi.

Leo:                  Amore telematico

Lillo:                 Dovessi credere che è tanto facile.

Leo:                  …trovare una Jessica .

Lillo:                 C’è tutta una strategia.

Leo:                  Impressionante!

Lillo:                 Bisogna fare prima una ricerca sui profili ….

Leo:                  Di facebook  

Lillo:                 Certo! Si chiede l’amicizia a 10 ragazze  carine e senza impegno, sperando che tre quattro abbocchino.

Leo:                  E abboccano?

Lillo:                 Dipende dalla foto che hai messo sul tuo profilo.

Leo:                  Io spero che tu non ci abbia messo quella con sti capelli.

Lillo:                 Sti capelli acchiappano una cifra.

Leo:                  Le Jessiche!

Lillo:                 Le Jessiche, le Samanthe, le Naomi, le Selvagge. Hai voglia! Io scelgo quelle che accettano l’amicizia, guardo le  foto per sapere con chi se la fanno,  scopro  i loro hobby , se vanno al mare o se escono la sera. Poi cerco di trovare  le foto che non hanno commento..che oggi trovare ragazze senza commenti è difficile…

Leo:                  C’è l’inflazione.

Lillo:                 Quindi scrivo sotto la foto un bel pensiero tipo: “ Sei uscita benissimo nella foto che hai appena pubblicato” o “Se questo è un sogno mi dovete svegliare”

Leo:                  Che uno non ci dorme la notte a pensarle….. frasi del genere.

Lillo:                 Non è facile fare trovare le parole che fanno effetto.

Leo:                  Come la purga.

Lillo:                 E così  se una ci mette sotto un bel like, vuol dire che hanno fatto effetto.

Leo:                  Like?!!!

Lillo:                 “Mi piace”, in inglese. Quindi passo alla fase botta e risposta in pubblico, che è una palla perchè si intromette un sacco di gente e, quando ho fatto un po’ di conoscenza,  aspetto il momento giusto per chiederle di passare in chat che è più intimo. Così  ci appartiamo solo io e lei.

Leo:                  Ai tempi miei, ci appartavamo durante le feste.

Lillo:                 E tra un chattata e l’altra scelgo la maniera giusta per dirle che mi piacerebbe tanto parlare con lei e che vorrei sentire la sua voce live e se lei mi manda il numero di cellulare ho fatto bingo. La invito a bere qualcosa insieme e e se non mi piace arrivederci e grazie.

Leo:                  E sta cosa funziona?

Lillo:                 Su facebook ne trovi quante ne vuoi. (Prende il cellulare) Guarda un po’ qua? Questa è Selvaggia

Lillo prende il cellulare, digita. Fa vedere al padre

Leo:                  Più che Selvaggia,  rifatta…

Lillo:                 Infatti nun se poì guardà manco co n’occhio de vetro. Questa pure, Samantha,  non mi sembra…

Leo:                  No…no…guarda che capelli! Vabbè che pure i tuoi….

Lillo:                 Questa qui perché no? Guarda un po’…..guarda un pò?

Leo:                  Figlio bello bisogna che ti rifai la convergenza alle pupille!

LIllo:                 Guarda un po’ quest’altra…..

Leo:                  Ecco questa è caruccia. Oddio un po’ troppo appariscente…ma…..

Lillo:                 Jessica

Leo:                  Jessica…

Lillo:                 A papà ti piace tanto questo nome?

Leo:                  Me manna ai pazzi !

Lillo:                 Pure a me. Mo mi vado a preparare.

Leo:                  Va bene. Io mi sbraco sul divano e mi faccio una gran bella pennichella. Stai tranquilla che la salamella non la tocco.

Lillo:                 Bravo papà, tu lo sai io ti prendo in giro, scherzo, ma  ti voglio bene e ci tengo molto alla tua salute.

Leo:                  Lo so! Ora vatti a divertire con Jessica.

Lillo:                 Posso prendere la macchina di mamma?

Leo:                  No,  prendi la mia che con quella tua madre non sto tranquillo. Sta senza freni.

Lillo:                 Sei un grande…vecchio…

Leo:                  Ahahhahhah

Lillo:                 Papà…

Leo:                  Mi ripiglio la macchina

Leo si gira e va verso il divano. Lillo fa il segno di vittoria ed esce. Leo si sbraca sul divano, si mette le mani dietro la nuca. In quel momento si sente la pubblicità dell’arrotino.

Publicità:          È arrivato l’arrotino. Donne, è arrivato l’arrotino Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto! Donne, è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l’ombrellaio, donne! Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le vostre cucine a gas. Se avete perdite di gas, noi le aggiustiamo; se la cucina fa fumo, noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas. Lavoro subito, immediato. È arrivato l’arrotino!

Leo:                  E te pareva. Questo prima che si gira e rigira  tutte le strade limitrofe con l’altoparlante a tutto volume, ci vuole un’altra mezz’ora. E poi dici riposati. De che?!!! Che  qua ci sarebbe da scrivere un romanzo. Dico ragazzi, ma vi siete mai soffermati ad analizzare le stronzate che dice? È arrivato l’arrotino. E sino a qua non ci piove ! Noi lo stavamo aspettando con ansia e quindi ora ci fa sapere a tutto volume che è  a nostra completa disposizione. Arrota forbici, forbicine, forbici da seta ! Parte dalle più generiche, alle più specifiche! Non se ne scorda una. Peggio di un chirurgo di sala operatoria. Donne! L’ombrellaio donne! Gli uomini non li considera proprio, perché lui ha deciso che quando diluvia gli uomini si devono bagnare. Le donne no. Le donne sono privilegiate. E poi  riparano cucine se hanno perdite di gas! Lui arriva prima dei pompieri e ti risolve il  problema .

Suono camion immondizia

Leo:                  Ed il camion della nettezza urbana, ne vogliamo parlare? Senti che roba! Cosa ha al posto del motore, un turbo-jet?

Suono scarico vetri

Leo:                  Questo invece è il contenitore per vetri. Tiè… sembra la colonna sonora dell’ Esorcista! Eh… caro il  mio lei, si fa presto a parlare! Roma  vive e scaturisce energia da tutti i pori dall’alba al tramonto, che se dormi qualche oretta è “grasso che cola”; se poi  riesci a schiacciare un pisolino, non è che quando ti svegli stìa molto meglio! Lo stato di rincoglionimento totale ti perseguiterà per tutta la giornata. Vabbè pare che abbiamo finito.

Leo mette le mani dietro alla testa e chiude gli occhi. Entra Valeria in abito succinto e gli si avvicina in un modo sinuoso. Leo apre gli occhi.

Leo:                 Che c’è

Valeria:             Niente

Leo:                  Come mai vestita così?

Valeria:             Fa così caldo… ho pensato di mettermi un completino più leggero. Il primo che mi è capitato.

Leo:                  Lo sai che quando ti vedo così non riesco a resistere. Questo profumo non è quello che ti ho regalato per il nostro anniversario?

Valeria:             In un certo senso.

Leo:                  Cioè?

Valeria:             E’ il profumo che ho cambiato con quello che mi hai regalato per l’anniversario. Che ti do fastidio?

Leo:                  No..no..

Valeria:             Pensavo che…visto che oggi non hai lavorato ed i ragazzi sono usciti….potremmo…insomma. Dici che non una bella pensata?

Leo:                  No..no, è una gran bella pensata! So già pronto!

Valeria:             Allora andiamocene in camera da letto.

Leo:                  No perchè?  Rimaniamo qui, è più bello…

Valeria:             Non se ne parla proprio.  Dall’altra parte ci sono i vecchi che ci sentono e questa casa ha le pareti di cartone. L’altra sera, quando abbiamo discusso, la mattina la vecchia  è venuta di qua con una scusa. Sapeva tutto e mi ha dato pure dei consigli per far pace.

Leo:                 Vabbè che sentano pure, così si ricordano dei bei tempi andati….

Valeria:             E così ci si ringalluzzisce il vecchio, sveglia la moglie e sono dolori!

Leo:                 Imbavagliamoci…..così lo facciamo in stile sado-maso… e se vuoi mi faccio pure legare. Lavoreranno solo i sensi…

Valeria:             Ma quali sensi,

Leo:                  Facciamolo strano. Sulla lavatrice?  La metto in centrifuga….o sulla moquette che è sintetica! Se la velocità è quella giusta, facciamo faville .

Valeria:             Non qui,  ti ho detto che ci sentono

Leo:                  E se accendo il televisore? A quest’ora c’è il tg regionale. Capisci che anche se ci scappa qualche lamento,  penseranno che ci stiamo rompendo le palle.

Valeria:             Nooooo?

Si sente una voce fuori campo

Voce uomo:      Mi sa che il Leoccino stasera ci ha l’idee stranine….

Voce donna:      Almeno lui ce l’ha…. tu oramai col quel ciccinnino, manco un miraholo….

Voce uomo:      E la si prova pure noi , la si prova…..hai visto mai…

Voce donna:      Dormi fa il buonino…dormi…

Voce uomo:      Capita a tutti, maremma maiala,  che ogni tanto la si ha le batterie un po’ sbrahate.

Voce donna:     Icchè te tu dici, icchè t ti gingilli  ! So hanni che te tu cel’hai sbrahate…..

Voce uomo:      Eh….che quando l’ero ne i mi cenci , sartavo i fossi pe’ i lungo!

Voce donna:     Ora un sarti nemmeno dal letto. O Beppe, senza lilleri ‘un se lallera!Su dormi che l’è meglio…

Leo prende Valeria per mano e vanno veso la camera da letto.

Canzone:         Nonostante tutto ci vogliamo bene

Fine canzone si siedono letto

Leo:                  A questo punto, scusa un attimo tu lassù…..si tu alle luci….dico a te.

Voce f.c:           Dica.

Leo:                  Se ci dai un ‘attimo di intimità.

Buio.

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