Una lettera d’amore di Lord Byron

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Un atto

di Tennessee WILLIAMS

Titolo originale dell'opera:   « Lord Byron's Love Letter »

Versione italiana di Gigi Cane

da IL DRAMMA n. 85 del 15 Maggio 1949

LE PERSONE

LA ZITELLA

LA VECCHIA

LA MATRONA

IL MARITO

* Tutti i diritti sono riservati all'Autore.

* Dopo gli atti unici di Williams già da noi pubblicati, questa Lettera d'amore di Lord Byron giunge come un'ulteriore precisazione dì quella ch'è l'atmosfera personalissima del giovane e fortunato drammaturgo americano. Rivela cioè all'ori­gine l'essenza delle notazioni umoristiche che ricorrono nelle opere sue di più ampio respiro: inclinazioni satiriche corrette da un gusto del grottesco puro che possiede la medesima conturbante suscettibilità comica di certe antiche figurazioni atzeche.

Il salotto d'una vecchia casa polverosa nel quar­tiere francese di New Orleans durante gli ultimi anni del secolo scorso (1800). Dalle porte sbarrate della stanze che dànno direttamente sul marciapiede della strada filtra debolmente il brusio della festi­vità di Martedì Grasso. L'interno è piuttosto in ombra.

(Accanto a una lampada col paralume rosa sta la Zitella - sui quarant'anni - intenta ad un lavoro di cucito. All'angolo opposto assolutamente immo­bile, siede la Vecchia vestita di seta nera. Si sente suonare il campanello alla porta).

La Zitella      (levandosi in piedi)   Probabilmente è qualcuno che viene per vedere la lettera.

La Vecchia    (si alza, appoggiandosi al bastone)  Aspetta che me ne esca io.

(Si porta con faticosa lentezza a raggiungere la tenda di fondo dietro cui si nasconde. Rimane però visibile di lei una mano artigliata che tiene la tenda leggermente scostata in modo che si possa scorgere il visitatore. La Zitella apre la porta ed entra una donna di mezza età, la Matrona).

La Zitella     Si accomodi.

La Matrona             Grazie.

La Zitella     Lei non è di qui, vero?

La Matrona              Oh no, siamo di Milwaukee. Siamo venuti qui per il Martedì Grasso, mio marito e io.  

(Scopre improvvisamente che c'è un canarino impagliato nella sua gabbietta rosa e avorio) 

Oh, il povero uccellino in quella gabbiettina così stretta! È  troppo piccola per  tenerci un canarino dentro!

La Zitella     Non è un canarino vivo.

La Vecchia    (di dietro la tenda)   No. È impagliato.

La Matrona             Oh! (Quasi senza rendersene conto alza la mano a toccare un uccello impagliato che ha sul cappello)  Winston è fuori in strada che va su e giù, perché ha paura di perdere la sfilata. La sfilata comincia di qui, non è vero?

La Zitella      Sì, disgraziatamente sì.

La Matrona             Ho letto quel vostro cartellino sulla porta.  È vero che avete una delle lettere d'amore di Lord Byron?

La Zitella     Sì.

La Matrona             Quant'è interessante! E com'è che l'avete avuta?

La Zitella     È stata scritta a mia nonna, Irénée Marguerite de Poitevent.

La Matrona             Quant'è interessante! E dov'è che aveva conosciuto Lord Byron?

La Zitella     Ad Atene, sui gradini dell'Acropoli.

La Matrona             Ma quanto, quanto è interes­sante! Proprio non sapevo che Lord Byron fosse stato in Grecia.

La Zitella     Lord Byron trascorse in Grecia gli ultimi anni della sua vita turbolenta.

La Vecchia    (sempre di dietro la tenda)    Esule dall'Inghilterra.

La Zitella     Sì, vi si era recato dall'Inghilterra, in volontario esilio.

La Vecchia   A causa dei pettegolezzi scan­dalistici che si facevano a Corte sul conto suo.

La Zitella     Sicuro, e sul conto della sua sorellastra.

La Vecchia   Ed erano falsi...  assolutamente falsi.

La Zitella     Non hanno mai avuto conferma.

La Vecchia   Era un uomo passionale, ma non cattivo.                                            

La Zitella     La morale è sempre una faccenda scabrosa, secondo me.                                     

La MatronaE la signora dietro la tenda non entra?

La Zitella      Dovete scusarla. Preferisce star di fuori.

La Matrona              (a disagio)    Oh! Capisco. E che cosa faceva Lord Byron in Grecia, se posso permettermi...?

La Vecchia    (fieramente)   « Combatteva per la libertà! ».

La Zitella     Sì, Lord Byron andò in  Grecia a raggiungere le forze che combattevano contro gli infedeli.

La Vecchia                Sacrificò la sua vita in difesa dell'eterna causa della libertà!

La Matrona             Cos'è che ha detto, pardon?

La Zitella      (ripetendo automaticamente)   Sacrificò la sua vita in difesa dell'eterna causa della libertà.

La Matrona             Oh, ma quant'è interessante!

La Vecchia   E passò anche  l'Ellesponto a nuoto.

La Zitella     Sì.

La Vecchia   E depose sul rogo la salma del poeta Shelley ch'era annegato nel Mediterraneo durante una tempesta, con un volume di Keats in tasca.

La Matrona(in tono incredulo)   Pardon?

La Zitella      (ripetendo)   E depose sul rogo la salma  del poeta Shelley ch'era annegato nel Mediterraneo durante una tempesta, con un volume di Keats in tasca.

La Matrona             Oh! Ma quanto,  quanto è in­teressante! Davvero. Avrei  proprio piacere che sentisse anche mio marito. Vi fa niente se vado fuori un momento a chiamarlo?

La Zitella     Prego.

(La Matrona esce rapidamente,  chiamando:  « Winston?  Winston? »).

La Vecchia    (sporgendo la testa un attimo dalla tenda)  Stacci bene attenta! Non perderli d'occhio un momento!

La Zitella     Sì. Stai tranquilla.

(La Matrona torna col marito  che appare bevuto e  ha il capo coperto da un berrettino buffo cosparso di coriandoli).

La Matrona             Winston, togliti quel cappello. Siediti sul sofà. Queste signore ci faranno vedere una lettera d'amore di Lord Byron.

La Zitella     Posso andare avanti?

La Matrona              Oh, certo. Questo... ehm... è mio marito... mister Tutwiler.

La Zitella      (freddamente)   Come sta?

La Matrona             E io sono « mistress » Tutwiler.

La Zitella     Si capisce. Si accomodino, prego.

La Matrona              (nervosamente)  Ha fatto... un po' di festa.

La Vecchia    (scostando la tenda che la nasconde)   Gli dica che stia attento con quel sigaro, per piacere.                                                             

La Zitella     Oh, sicuro: per la cenere potete usare questa coppetta qui, ecco.

La Vecchia   Quella di fumare è un'abitudine così superflua!

Il Marito      Uh?

La Matrona             La signora stava raccontando come fu che sua nonna conobbe Lord Byron. Fu in Italia, non è vero?

La Zitella     No.

La Vecchia    (perentoriamente)   In Grecia, ad Atene, sui gradini dell'Acropoli! Questa è la seconda volta che lo dico, salvo errore. Ariadne, prima potresti leggere loro un brano del diario.

La Zitella     Sì.

La Vecchia   Ma stai bene attenta a quello che scegli, ti prego.

(La Zitella ha preso intanto da uno scaffaletto un volume legato in tela e tenuto insieme da un nastro).

La Zitella     Come molte altro fanciulle ame­ricane d'allora e d'oggi, mia nonna fece un viaggio in Europa.

La Vecchia   L'anno seguente doveva essere presentata in  società!

La Matrona             Quanti anni aveva?

La Vecchia   Sedici!  Sedici non ancora com­piuti! Ed era molto bella! Fagli vedere il ritratto, fai vedere il ritratto a questa gente! È nel diario.

(La Zitella prende il ritratto  dal  libro e lo porge alla  Matrona).

La Matrona(dandogli un'occhiata) Che bella ragazza! (Passandolo al marito) Non ti sembra che somigli un po' ad Agnese?

Il Marito      Uh...

La Vecchia   Stai attenta!  Ariadne, bisogna che tu stia « attenta » a  quell'uomo.  Credo che abbia bevuto. Credo che sia stato...

Il Marito       (minaccioso)   Cosa? Cosa sta dicendo quella, là dietro?

La Matrona(posandogli una mano sul braccio, in tono d'ammonimento)   Winston! Stai     « calmo ».

Il Marito      Uh?

La Zitella      (rapidamente)   Verso la fine del suo viaggio, mia nonna accompagnata da sua zia si recò in Grecia allo scopo di studiarvi le classiche vestigia della più antica civiltà.

La Vecchia    (precisando)   Della più antica civiltà « europea ».

La Zitella      All'alba  d'una giornata  d'aprile dell'anno  milleottocento  e...

La Vecchia   Ventisette!

La Zitella     Sì. Nel suo diario, mia nonna parla...

La Vecchia   Leggilo, leggilo, « leggilo ».

La Matrona             Sì, « per piacere, » ce lo legga.

La Zitella     Un momento di pazienza, che sto cercando la pagina.

La Matrona  Oh certo, mi scusi. (Infligge una gomitata punitiva al marito che minaccia di assopirsi)   Winston!

La Zitella     Ah, ecco qui.

La Vecchia                « Attenta! ». Ricordati dove ti devi « fermare » Ariadne!

La Zitella     Sttt! (Si aggiusta gli occhiali sul naso e si mette a sedere in buona luce sotto la lampada) 

« L'altra mattina ci siamo alzate molto per tempo per visitare le rovine dell'Acropoli. Credo che non dimenticherò più la straordinaria purezza di quell'alba. Sembrava che il mondo non vecchio fosse, ma molto, molto nuovo, sembrava che il mondo fosse stato appena creato. Nell'aria c'era un sapore dì pulizia, un senso di freschezza che mi esilarava i sensi e mi esaltava lo spirito. Come potrò mai dirti, o mio diario, l'aspetto del cielo in quel mattino? Come avessi immerso la punta della penna in una brocca di latte, tanto deli­cato era l'azzurro nell'alto dei cieli. Il sole era sorto appena, una brezza lievissima giocava con la frangia della mia sciarpa, con le piume del meraviglioso cappellino che ho comprato a Parigi e che mi fa fremere di gioia tutte le volte che specchiandomi, lo rivedo. I giornali di quella mattina - che avevamo letto in albergo, pren­dendo il caffè - parlavano della possibilità di una guerra, ma ciò sembrava più che improbabile, irreale: e niente, in verità era reale tranne l'incanto delle dorate vestigia e il romanzo color rosa-antico che veniva spirando da quella città di sogno ».

La Vecchia                Salta le descrizioni!  Leggi da quando l'ha incontrato!

La Zitella     Sì... (Volta alcune pagine e con­tinua a leggere)  « Espresse dagli antichi, le liriche voci di poeti delle età più remote che inseguivano il loro sogno di un mondo ideale, che conser­vavano in cuore l'immagine pura e assoluta... ».

La Vecchia   Salta tutto! Leggi dove...

La Zitella     Sì. « Ecco, qui! ». E lasciami leggere in pace senza interrompere ad ogni momento! «La carrozza si fermò ai piedi della collina e la zia, non sentendosi troppo bene... ».

La Vecchia   Quel mattino aveva un po' di mal di gola.

La Zitella     « ...preferì restare col cocchiere mentre io, a piedi, cominciavo la salita. Come fu giunta alla fine della lunga ed erta stradetta rotta da antichi gradini di pietra... ».

La Vecchia   Sì, sì, il posto ora proprio quello! (La Zitella alza gli occhi con aria seccata. La Vec­chia, di dietro la tenda, batte impazientemente col bastone)  « Avanti », Ariadne!

La Zitella     «...non potei faro a meno di fissare lo sguardo su un uomo che, davanti a me, cam­minava con passo leggermente claudicante... ».

La Vecchia    (con voce soffocante e reverente)   Sì... Lord Byron!

La Zitella      «...voltando di qua e di là il capo ad ammirare l'incantevole panorama... ».

La Vecchia    Veramente, si voltava a guardare la fanciulla che gli stava alle spalle!

La Zitella      (aspramente)   Vuoi lasciarmi finire, « per piacere? ».

(La Vecchia non risponde e la Zitella seguita a leggere) 

« Fui irresistibilmente colpita dall'insolita nobiltà, dall'estrema raffinatezza dei suoi lineamenti!... ». (Volta la pagina).

La Vecchia   Era il più bell'uomo che mai abbia camminato in terra! (Dà forza all'affer-mazione con tre colpi di bastone picchiati sul pavimento con educata fierezza).

La Zitella      (leggendo velocemente)  « La forza non disgiunta da grazia del suo collo, simile  a quello d'una statua, la classica espressività del suo profilo, le labbra sensuali e le mani legger­mene dilatate, la massa nera dei capelli che gli si arricciolavano sulla  fronte a somiglianza di... ».

La Vecchia    (battendo concitati colpetti di bastone)  Salta tutto: ce ne sono pagine!

La Zitella      « ...Com'ebbe  raggiunto la som­mità dell'Acropoli allargò le braccia in un ampio magnifico gesto che lo rese simile a un giovane iddio. Era come se lo stesso Apollo, in abiti mo­derni,  fosse sceso in terra ».

La Vecchia   Salta, salta. Leggi di quando « si incontrano ».

La Zitella     « Nel timore di rompere il poetico incantesimo da cui era tenuto io rallentai il passo fingendo di indugiare ad osservare il paesaggio. E tenevo gli occhi distolti dalla sua figura finché la strettezza del sentierino mi costrinse a farmi vicina a lui ».

La Vecchia   Naturalmente, lui fingeva di non accorgersi che lei stava sopraggiungendo!

La Zitella     « E infine mi arrestai di fronte a lui ».

La Vecchia   Sì!

La Zitella     « I nostri occhi s'incontrarono! ».

La Vecchia     Sì! Sì! Questo è il punto!

La Zitella     « Un qualcosa che io non riesco a definire s'era venuto a stabilire fra noi due, un impeto - come quando due persone si rico­noscono  d'improvviso - ci possedette entrambi, Tutto il mio essere si soffuse di... ».

La Vecchia   Sì... Sì, questo è il punto!

La Zitella     « Scusate, egli disse, vi è caduto un guanto! ». E in verità, con mia grande sorpresa, mi accorsi che m'era effettiva niente caduto e, com'egli me lo porse, le sue dita indugiarono un attimo premendomi leggermente sulla palma ».

La Vecchia    (con voce rauca)   Sì! (Le sue dita ossute artigliano la tenda in alto, scostandola leggermente).

La Zitella      « Credi, mio amato diario: d'un subito mi sentii debole e come senza fiato e mi parve che non avrei più potuto proseguire la mia passeggiata solitaria lungo le rovine. Forse inciampai, forse cercai di muovere qualche passo malfermo. Mi appoggiai per un attimo al fianco di una colonna. Mi pareva che il sole brillasse d'inimmaginabile splendore, al punto che i miei occhi n'erano offesi. Dietro di me, vicinissima, intesi di nuovo la sua voce. Mi parve che il suo respiro s'unisse al mio... ».

La Vecchia   Fermati « qui »! Così può bastare

(La Zitella chiude il diario).

La Matrona             Oh: tutto qui?

La Vecchia   C'è molto di più, che non si può leggere alla gente.

La Matrona             Oh!

La Zitella     Mi spiace. Ora vi laccio veder la lettera.

La Matrona             Che bellezza! Ho una voglia matta di vederla! Winston! Stai seduto dritto!

(Il marito è pressoché acciocchito dal sonno e oscilla pericolosamente sulla sedia. La Zitella estrae dallo scaffaletto un altro piccolo pacco che comincia a svolgere. In esso è contenuta la lettera che porge alla Matrona la quale la spiega avanti a sé).

La Vecchia   Attenzione, attenzione: quella donna non può « aprire » la lettera!

La Zitella     No, no, per piacere, lei non deve. Il contenuto della lettera è strettamente per­sonale. Gliela terrò io a giusta distanza perché possiate vedere la scrittura.

La Vecchia   Non troppo vicino. Dille che si metta gli occhiali.

(La Matrona inalbera velocemente una lorgnette).

La Zitella     Proprio poco tempo prima che Byron fosse ucciso.

La Matrona             E come morì?

La Vecchia    Fu ucciso in combattimento, mentre difendeva la causa della libertà.

(È tale il tono onde son pronunziate queste parole che il marito fa un sobbalzo sulla sedia).

La Zitella      Quando mia nonna ricevette notizia della morte in combattimento di Lord Byron si ritirò dal mondo e rimase in stretta clausura per tutto il resto della sua vita.

La Matrona             Tch-tch-tch! Che cosa tremenda! Però non mi pare che sia stata una soluzione molto astuta.

(Oltre la tenda si sente il picchiettio furioso del bastone).

La Zitella     Lei non capisce. Quando una vita è giunta al suo colmo, la si dovrebbe troncare. È come un sonetto. Quando sì è giunti a scrivere l'ultimo verso, perché proseguire? Non si otter­rebbe altro che di distruggere la parte già scritta.

La Vecchia   Leggigli la poesia, il sonetto che tua nonna scrisse in memoria di Lord Byron.

La Zitella     Le interessa, signora?

La Matrona             Noi adoriamo i sonetti... davvero!

La Zitella     È  intitolato  « Incantesimo ».

La Matrona(assumendo un'espressione estasiata)   Aahhh!

La Zitella      (recitando) 

« Une saison enchantée! Io meditavo.

Ingannato sembrava il Tempo stesso,

i suoi trascorrenti modi di vita per breve lasso scordati,

come avvolti in una rete d'eterni giorni di azzurro e d'oro! »...

La Vecchia  Non « d'azzurro e d'oro... », « d'oro e d'azzurro! ».

La Zitella     « ...d'oro e d'azzurro ».

« Ma io non conoscevo il sottile splendore

del Tempo e di Te, così usato all'andare ».

(La Vecchia accompagna le parole della Zitella con una specie di mugolio soffocato. Dall'esterno giunge l eco di una musica festosa).

« Che ti potevi sciogliere al tocco

d'un raggio di luna d'autunno

come in un incantamento notturno! ».

La Vecchia    (intervenendo appassionatamente in tono alto e querulo che copre la voce della Zitella) 

« Credi Tu che l'amor mio sia scritto nell'anima

con parole di gesso che dileguano?

E allora non sai come lentamente ho percorso

l'aspra strada di quegli anni d'inverno...

Breve intermezzo è la mia vita, una pausa

Fra il primo bacio di Te... e l'ultimo addio! ».

(La musica della banda che apre la sfilata si avvi­cina facendosi sempre più alta e forte. Il marito, emergendo dall'assopimento che lo teneva balza in piedi e s'avvia verso la porta).

La Matrona             Cosa c'è, cosa c'è? È la « sfilata? ».

(Il marito si calca in capo il suo berrettino buffo e si  precipita fuori).

Il Marito       (sulla soglia)   Vieni, mamma, che stai perdendo il più bello!

La Zitella      (rapidamente)   Noi di solito accet­tiamo... capite, non è vero?... una piccola somma in denaro, proprio quel tanto che ognuno crede di voler dare.

La Vecchia   Fermalo! Bada che è già uscito!

(Il marito è rotolato in strada. La musica si vien facendo sempre più clamorosa).

La Zitella      (allungando una mano)   Per favore... « un dollaro... ».

La Vecchia   « Mezzo dollaro! ».

La Zitella     O « un quarto di dollaro! ».

La Matrona(senza dar loro ascolto)  Oh, Signore!...  « Winston »!   È sparito in mezzo alla folla!  Winston...  Winston! Scusatemi!  (Va verso la porta)  Winston! Oh, buon Dio, eccolo che s'è perduto di nuovo!

La Zitella      (rapidamente)   Per far vedere la lettera, di solito accettiamo una piccola offerta in danaro. Quel poco che ognuno crede di voler dare. Perché bisogna bene che « ci viviamo » in qualche modo!

La Vecchia    (con voce sorda)   Un dollaro!

La Zitella     Mezzo...  un quarto!

La Matrona              (senza badare a loro, accanto alla porta)   Winston! Winston! Che tempi. Addio! (Si precipita in strada. La Zitella la segue fin sulla porta, ammiccando con gli occhi nella luce improv­visa mentre cerca fra la folla la Matrona. Un lancio di coriandoli la coglie in pieno viso. Si sentono squillare le trombe. La Zitella chiude la porta facendola sbattere con  un tonfo).

La Zitella     « Canaille »!... « Canaille »!

La Vecchia    Andata via?  Senza pagare? Ci ha truffate? (Scosta la tenda).

La Zitella      Sì...   la  « canaille ».  

(Si toglie i coriandoli dal viso con  gesti irritati. LaVecchia riemerge dalla tenda, irrigidita dalla collera).

La Vecchia   Ariadne, la lettera! Hai lasciato cadere la lettera! La lettera di tuo nonno è caduta in terra.

F I N E

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