UNA LUNA PER I BASTARDI
Titolo originale: A moon for the misbegotten
Dramma in quattro atti
di EUGENE ONEILL
Traduzione di Amleto Nicozzi
PERSONAGGI
JOSIE HOGAN
Il padre, PHIL HOGAN
Il fratello, MIKE HOGAN
JAMES TYRONE jr.
T. STEDMAN HARDER
L'azione si svolge nel Connecticut, davanti alla casa del fattore Phil Hogan, nel tempo che corre tra il meriggio di uno dei primi di settembre del 1923 e lo spuntare del giorno successivo. La casa non , per dirlo con propriet, il migliore esempio di quell'architettura della nuova Inghilterra, che sa conformarsi talmente al paesaggio circostante da sembrarne un armonioso elemento naturale. Al contrario, sembra quasi che essa affronti il luogo dove si trova. E' una specie di vecchio capannone per ripararsi dall'acqua, con il tetto di legno e un camino di mattoni, e circondato per oltre mezzo metro da terra da un rinforzo di tronchi. Il lato della casa, che vediamo di fronte, ha due finestre al piano pi basso ed una a quello superiore. Non vi sono n persiane, n scuri o tendine, a ciascuna finestra manca perlomeno un vetro e un riquadro di cartone ne prende il posto. I muri della casa, che una volta erano di un giallo che saltava agli occhi con rifiniture marrone, sono diventati di un annerito colore grigio qua e l imbrattato da striature giallastre. A sinistra, proprio all'angolo della casa, una rampa di gradini conduce alla porta principale. Sulla destra, come per peggiorare le cose, stato aggiunto un casotto che prolunga il piano inferiore di quattro metri per due di altezza. Questa propaggine costituisce la camera da letto di Josie Hogan, e si vede che stata costruita con mezzi propri. Ha mura e tetto ricoperti di carta catramata di un bigio stinto. La porta, preceduta da tre rudimentali gradini, rasente al grosso della casa su cui la stanza poggia. A destra della porta c' la finestrella della camera. Un viottolo parte da questi scalini e, girando intorno a un vecchio pero, attraversa, a destra, verso il fondo, un campo di fieno falciato, per poi raggiungere una macchia d'alberi. Lo stesso sentiero a sinistra passa davanti alla casa e confluisce in una stradaccia polverosa che dalla porta principale arriva (cento metri pi a sinistra) alla via maestra. Dal portone della casa la stradaccia torna indietro e, sempre sulla sinistra, passando per uno sparso frutteto, conduce al fienile. A ridosso della casa, sotto la finestra pi vicina alla camera di Josie, c' una grossa pietra dalla superficie appiattita.
ATTO PRIMO
Manca poco a mezzogiorno. La giornata calda e luminosa. La porta della stanza di Josie si apre e lei ne esce chinando il capo per non batterlo. E' una donna vigorosa dal viso d pretta marca irlandese: non un viso grazioso, ma grandi occhi azzurri e un brillante sorriso lo rendono attraente. Indossa un abituccio di cotone azzurro senza maniche. Va a piedi nudi e le sue piante sporche di terra sono pi dure del cuoio. Scende gli scalini e si dirige a sinistra, all'angolo della casa, per far capolino in direzione del fienile. Poi va lesta verso la destra della casa guardandosi indietro.
Josie - Ah, grazie a Dio. (Torna sui gradini mentre il fratello Mike compare frettoloso dal viottolo a destra. Mike Hogan ha ventanni, pi basso della sorella di una decina di centimetri. E' di robusta costituzione, ma davanti a lei sembra quasi minuto. Ha in comune con la sorella un viso da irlandese su cui si possono leggere espressioni di broncio, di furba ipocrisia o di un'affettata rettitudine. Egli non dimentica mai di essere un cattolico osservante, ovvero un membro dell'avanguardia d Dio onnipotente in un mondo d peccatori, costituito da protestanti e da cattivi cattolici. In altre parole, Mike un rigido cattolico irlandese della Nuova Inghilterra, in pi estremamente fastidioso per la sua giovinezza. Mike indossa un paio d calzoni sporchi e una camicia marrone bagnata di sudore. Ha in mano un tridente) Accidenti alla tua lentezza. Non t'avevo detto alle undici e mezza?
Mike - Come potevo squagliarmela prima se lui non faceva che spiarmi? Sai come fa, dall'angolo del fienile guardava ogni tanto per vedere se mi riposavo un momento! Ho aspettato fino a che non andato al porcile. (Aggiunge maliziosamente) Ci vive, il vecchio porco! (Josie con una rapidissima mossa lo colpisce sulla guancia. Per lei semplicemente un ceffone, ma il capo del ragazzo s' piegato e lui inciampa, facendosi sfuggire il tridente d mano, e la prega umilmente) Non battermi, Josie! Non farlo proprio adesso!
Josie - (calma) Allora tieni la lingua a posto. E' mio padre e gli voglio bene, anche se tu non lo puoi vedere.
Mike - (lontano da lei, imbronciato) Siete tutt'e d'una razza, e d'una brutta razza.
Josie - (ben disposta) Se lui ti scopre mentre scappi te ne dar da morire. Va' a pigliarti la roba, adesso! L'ho preparata. Sta nella mia stanza, coperta dalla tua giacca. Su, sbrigati. Intanto io guardo quello che fa. (Corre a far capolino all'angolo della casa a sinistra. Lu sale i gradini, entra nella stanza e ne riesce con una vecchia giacca e un sacchetto rigonfio. Lei torna indietro) Non si vede. (Mike posa in terra il sacchetto e s infila la giacca) Ci ho messo tutto. Il vestito buono, che lo puoi mettere alla stazione o addirittura in treno, sta nella scatola. Non scordare di lavarti la faccia. So che non vuoi scomparire davanti a nostro fratello Thomas. (Con aria canzonatoria) Lui un uomo arrivato, l'illustre sergente della polizia di Bridgeport. Pu darsi che ti prenda con lui. Gli assomigli. Mi pare di vederti mentre cacci in guardina gli ubriachi con una bella predica sulla temperanza. Se Thomas non pu trovarti da lavorare, ti mander da nostro fratello John, l'altro illustre barista di Meriden. John ti insegnerebbe il suo mestiere. Lo faresti benone. Non t'approfitteresti n d'un soldo n d'una sorsata. E diresti ai clienti che hanno bevuto abbastanza e che ora che tornino a casa proprio quando cominciano a stare allegri. (Sospira malinconicamente) Eh, Mike, sei nato baciapile, e non c' rimedio.
Mike - Brava, brava! Continua a canzonarmi perch voglio essere onesto.
Josie - Tu sei peggio che onesto. Sei casto.
Mike - Certo, una cosa che nessuno pu dire di... (S interrompe, un po' per vergogna, ma soprattutto per il terrore di finire).
Josie - (divertita) Di me, vuoi dire? Oh, no, proprio non si pu. (Sorride derisoriamente) So quanto stato duro per te, Mike, avere una sorella che lo scandalo del vicinato.
Mike - Tu lo dici, non io. Io non faccio giudizi temerari. Ma solo prego per te.
Josie - (con rudezza) Oh, al diavolo le tue preghiere!
Mike - (si irrigidisce) Me ne vado. (Solleva il sacchetto da terra).
Josie - (conciliante) Aspetta. (Gli si avvicina) Non far caso a quello che dico, Mike. Mi dispiace che te ne vai, ma il meglio che puoi fare. Per questo t'aiuto, come ho aiutato Thomas e John. Tu non puoi restare qui col vecchio pi di quello che fecero loro. Il vecchio diavolo ti terrebbe sempre come uno schiavo. Ti auguro ogni felicit, Mike. So che ti farai strada... Dio ti benedica. (La sua voce s' addolcita; trattiene le lacrime. Lo bacia, poi rovista nella sua tasca, ne estrae un dollaro arrotolato e glielo mette nelle mani) Eccoti un regalino, oltre ai soldi per il treno. L'ho preso dal suo sacco verde; spero che non s'arrabbi quando se ne accorger. Ma tanto lui me lo rigiro come voglio.
Mike - (con un espressione d'invidia) Gi solo tu lo puoi fare. (In un fugace moto d gratitudine) Grazie, Josie. Hai buon cuore. (Quindi assumendo un'aria virtuosa) Ma non voglio prendere denaro rubato.
Josie - Via, piantala per una volta di fare il somaro! Di' alla tua coscienza che una minima parte di tutte le paghe che non t'ha mai dato.
Mike - Questo vero, Josie. E' nel pieno diritto. (Ripone il dollaro in tasca).
Josie - E adesso vattene, senn perdi il treno. E non scordarti di scendere a Bridgeport. Salutami tanto Thomas e John, Anzi, no, non farlo. Sono anni che non mi scrivono. Dagli piuttosto un bel calcione nel sedere da parte mia.
Mike - Bel modo di parlare per una ragazza. Sei sboccata come il vecchio.
Josie - (impaziente) Su, non metterti anche a predicare adesso, altrimenti non parti pi.
Mike - Sei quasi perfida come lui. T'ha influenzato. Lui non fa altro che progetti per imbrogliare la gente, per appioppargli un decrepito ronzino o una vacca ammalata o un maiale che cerca di far sembrare sano per un giorno o due. Non una cosa tanto diversa dal rubare. E tu l'aiuti.
Josie - Sicuro che lo faccio. Ed un vero spasso.
Mike - Dovresti maritarti piuttosto, e avere una casa tutta tua, fuori di qui. E dovresti piantarla con le tue maniere scostumate con gli uomini. (Non senza morale soddisfazione, aggiunge) Ma ti sar difficile trovare una persona rispettabile che ti voglia, adesso.
Josie - Non mi servono le persone rispettabili; grazie. Non mi divertono. Sono tutte lagne come te. E non sposerei il migliore uomo della terra, per legarmi a lui solo.
Mike - (le d un'occhiata maliziosa) Nemmeno Jim Tyrone? (Lei lo fissa) I soldi ti piacciono, lo so; e lui sar ricco quando divideranno il patrimonio della madre. (Con sarcasmo) Non ci hai mai pensato, vero? Non dirmelo. T'ho visto io fargli gli occhi da pecora.
Josie - (sprezzante) Cos, secondo te, starei manovrandomi Jim perch mi sposi, non vero?
Mike - Certo, difficile, ma forse tu speri che prendendolo da solo, quando ubriaco fradicio... Ad ogni modo, di' quello che ti pare, io scommetto che stai gi preparandogli la trappola, e che il vecchio ti istruisce. Forse pensa che se t'acchiappasse insieme a Jim col fucile per spaventarlo e con qualche testimonio...
Josie - (reprimendo la collera) Tu ne pensi troppe. Fossi in te, non mi spremerei tanto il cervello.
Mike - Sar, ma io non lo presterei davvero al vecchio, il mio cervello, perch ci studi i suoi imbrogli. E nemmeno lo presterei a te, che Dio ti perdoni. Non ti sei mai preoccupata del tuo onore, n degli uomini che frequentavi. Hai sempre avuto una gran faccia di bronzo, come se fossi orgogliosa della tua vergogna. Non negarlo, Josie.
Josie - Non lo nego. (Poi come ammonendolo) E adesso faresti meglio a piantarla. Mi sono trattenuta perch ci dicevamo addio, (Si alza in piedi) Ma ora sto perdendo la pazienza.
Mike - (parlando in fretta) Fammi finire, Josie, e non sarai pi cos arrabbiata con me. Stavo per dire che mi piacerebbe che la tua furberia servisse per una volta a farti felice. Odio la sfrontatezza di Jim Tyrone e tutte le sue citazioni latine; quella sua educazione da scelto collegio gesuita gli d l'aria di uno che va ringraziato se non ti pulisce le scarpe addosso, e invece non che un parassita, un ubriacone che non ha fatto mai niente, tranne che una volta, e per finta, quando il padre era vivo e gli passava il lavoro. (Con accento di ripicco) Pregher perch tu lo agguanti, Josie, e lo spelli fino all'ultimo centesimo.
Josie - (fa un gesto minaccioso verso di lui) Di' ancora una parola e... (Poi sprezzante) Sei uno sporco pidocchio e meriteresti proprio che io ti facessi ciarlare finch non arriva pap, cos te le darebbe fino a farti diventare marmellata. Ma non lo faccio; anch'io non vedo l'ora che tu te ne vada. (Rude) Vattene, adesso, pettegolo rincitrullito! Non penserai che lui resti sempre dai maiali!? (Va a fare capolino all'angolo a sinistra della casa con aria vivamente preoccupata) Eccolo, sta andando nel fienile. (Mike atterrito, afferra il sacchetto e se la batte di corsa oltrepassando l'angolo di destra e scomparendo lungo il sentiero che va, in fondo, nel bosco. Lei, per osservare i movimenti del padre, non s'accorge della partenza di Mike) Adesso guarda verso il prato. S' accorto che non sei a lavorare... e corre l. Poi si precipiter qui. E' meglio che tu scappi di corsa, per la tua salvezza! (Si volta e vede che se n' andato. Con sprezzo) Dovevo immaginarmelo. Che razza di coniglio! Adesso star gi lontano un chilometro! (Fa di nuovo capolino all'angolo con uno sguardo di compiaciuta ammirazione) Guarda quel povero vecchio di mio padre che gli d la caccia. Con quelle sue gambone corte, pi svelto di un puledro. Sembra un toro infuriato! (Ride e torna sui suoi passi a guardare lungo il sentiero verso il bosco) E cos, Mike, questa l'ultima volta che ti vedo, per fortuna. E' per il ragazzino che eri una volta, che ho rubato i soldi... gli facevo da madre. Non l'ho fatto per te. (Fa il gesto di chi si sbarazza di qualche pensiero triste. E sospira) Pap sar qui tra un minuto. E' meglio che mi prepari. (Raggiunge la porta della sua stanza e prende il manico di scopa tagliato) Non che mi serva, ma pu salvargli l'amor proprio, a lui. (Siede sui gradini e posa il manico di scopa tenendolo a portata di mano. Un momento dopo il padre, Phil Hogan, arriva da sinistra correndo e raggiunge l'angolo della casa. Agita le braccia, stringe i pugni e il suo viso mostra una furia battagliera. Hogan ha 55 anni ed alto un po' meno di un metro e 70. Ha un collo taurino, spalle pendenti e il tronco che assomiglia a un barile. Le sue gambe sono tozze, dai piedi grossi; le sue braccia, corte e muscolose, con grandi mani pelose. Ha radi e fulvi capelli sulla testa rotonda. Nel suo viso grasso si distingue un naso a patata, un lungo labbro superiore, una bocca larga e piccoli occhietti azzurri sormontati da cigli e sopraccigli bianchicci che fanno pensare un' po' al grugno di un maialetto rosa. Scarponacci pesanti, sporchi calzoni da lavoro e una sudicia canottiera costituiscono il suo abbigliamento. Il viso e le braccia sono arrossate dal sole. In testa porta un vecchio cappello di paglia grezza a larghe tese, che starebbe meglio ad un cavallo. La sua voce acuta ha un pronunciato accento irlandese).
Hogan - (nel voltare l'angolo la vede e si ferma. E' furioso) Dove sta? s' nascosto dentro? gli far leccare tutta la casa a quel bastardo indolente! (Rivolgendo la collera contro di lei) E tu, hai perso la lingua, tu, maledetta strega?
Josie - (con irritante calma) E tu non insultare, vecchio calabrone scatenato. Su, mettiti a sedere e calmati. I vecchi non dovrebbero sbracciarsi tanto con questa canicola. Ti prenderai un colpo di sole.
Hogan - Al diavolo i colpi di sole! L'hai visto?
Josie - Chi?
Hogan - Mike! E chi altro se no, il Papa? Stava nel prato... ho voltato la schiena un minuto e lui se l' svignata. (Vede il tridente) Toh, ecco il suo forcone! La pianterai adesso di raccontar frottole?
Josie - Mica ho detto che non l'ho visto.
Hogan - E allora non aiutarlo a nascondersi, oppure io... Dove s' ficcato? ,
Josie - In un posto dove proprio non lo puoi trovare.
Hogan - Ah, s! La vedremo, e subito! Scommetto che s' infilato sotto il tuo letto, quel pezzo di fifone! (Va verso i tre gradini).
Josie - No, l non c'. Se n' andato, stavolta, come Thomas e John. S' scrollato di dosso il tuo giogo anche lui.
Hogan - (la osserva incredulo) Vuoi dire che andato a far fortuna altrove?
Josie - Proprio cos. E adesso riflettici sopra e mettiti a sedere.
Hogan - (sconcertato, si mette a sedere sul sasso e si leva il cappello per grattarsi la testa. Con una punta di deferenza) Mai avrei sognato che avesse tanto fegato. (La sua collera riprende il sopravvento) Eppure io so maledettamente bene che lui non ce l'aveva il fegato per farlo! Solo tu poi averglielo dato, da quella pietosa stupidona che sei.
Josie - Via, pap, non arrabbiarti un'altra volta!
Hogan - (fremente) E per darlo a lui avrai preso anche il mio sacchetto, no? Come facesti con Thomas e John.
Josie - Se ricordi bene, quel sacchetto era anche mio. Chi ti aiut a vendere il cavallo ai Crowley, quando ti facesti dare, per buona misura, pure il sacchetto? Io tutta la notte restai alzata per curargli le zampe, a quel ronzino della malora! E non fu per niente facile farlo reggere in piedi fino a che i Crowley non se lo fossero preso.
Hogan - (al ricordo, la collera lo abbandona e sogghigna) Con le bestie, sei proprio formidabile, che Dio ti benedica. E ricordi, quando i due Crowley tornarono per darmele, come li strapazzai?
Josie - (con tono adulatorio) Me lo ricordo. Sei un lottatore formidabile. Perfino Jack Dempsey potresti far ballare tu, e senza sforzo.
Hogan - (sospettosamente) S, s, potrei, ma tu non cercare di cambiare argomento, con le tue chiacchiere. (Infuriato) Sei una ladra! M'hai rubato quel bel sacchetto per darlo a quel babbeo! E ci scommetto, che ancora non tutto! Scommetto che tu, come quando se la filarono Thomas e John, tu... (S'alza dal grosso sasso minacciosamente) Senti, Josie, se tu hai scoperto pure il nascondiglio del sacchetto verde, e ci hai levato dei soldi per darli a quel pidocchioso chierichetto, io...
Josie - (alzandosi) S, ho fatto anche questo.
Hogan - (tira fuori dalla tasca una pipa d'argilla, del tabacco e un coltello. Taglia il tabacco e ne riempie la pipa. Sul suo volto non c' pi traccia di rancore) Quanto hai preso?
Josie - Soltanto sei dollari.
Hogan - Soltanto! E Dio permette che i soldi di una persona per bene servano a far viaggiare quel papero spaventato! (Brontolando) Non per i soldi, Josie...
Josie - Sicuro! Che t'importa dei soldi a te? Daresti l'ultimo centesimo al primo mendicante che passa... se ti puntasse un fucile al petto!
Hogan - Piantala. Sai quello che voglio dire. Non mi va gi che quel baciapile abbia i miei dollari. Non glieli avrei mai dati per la paura che la domenica dopo finissero nel bussolotto della chiesa!
Josie - Lo sapevo che appena calmato avresti considerato meglio la faccenda. Non vale forse la pena di esserselo levato dai piedi per sei dollari?
Hogan - (finisce di riempire la pipa) Chiss, pu darsi. A dire la verit non m' mai piaciuto. (Sfrega un fiammifero sul fondo dei calzoni e accende la pipa) E non mi sono mai piaciuti Thomas e John, nemmeno.
Josie - (divertita) Coi figli sei disgraziato, proprio come me coi fratelli.
Hogan - (sbuffando, come chi riflette) Hanno preso tutti e tre dalla famiglia di tua madre. In quella famiglia lei era la sola di carattere, che Dio l'abbia in gloria. Gli altri erano un ammasso di taccagni bigotti che non avrebbero toccato cibo senza pregare. Avevano troppo da fare a predicare l'astinenza, per avere il tempo di bere anche loro. E tutto il tempo che mettevano a confessarsi i peccati, non gli dava modo di farli. (Sputa con disgusto) Schiuma della terra! Grazie a Dio, tu rassomigli a me e a tua madre.
Josie - Devo proprio ringraziare Dio per assomigliarti? Dicono tutti che sei un vecchio e ostinato imbroglione.
Hogan - Lo so, lo so. Sono una massa di invidiosi, che Dio li perdoni. (Ridacchiano ambedue e lui, riflettendo, aspira una boccata dalla pipa) Non si sar mica sprecato a ringraziarti, il nostro Mike?
Josie - Oh, anzi, mi ha ringraziato con garbo. E poi s' messo a predicare sui miei peccati... e sui tuoi.
Hogan - Ah, s, eh!? (Esplodendo) Per amor di Dio, ma perch non l'hai tenuto' finch non gli dessi la paterna benedizione? Un bel calcione non glielo levava nessuno!
Josie - Stavo per darglielo io.
Hogan - Se penso che la tua povera madre mor per metterlo al mondo, quel bel vitello! (Con aria vendicativa) Non ho pi messo piede in chiesa d'allora, e mai pi ce lo metter. (Pausa. Quindi riprende a parlare con una triste, insolita gentilezza) Una donna adorabile. Te la ricordi, Josie? Quando mor, tu eri solo una cosettina.
Josie - La ricordo bene. (Con un sorriso forzatamente scherzoso ma triste) Era l'unica che ti faceva stare al tuo posto quando tornavi ubriaco e volevi divertirti a buttar gi la casa.
Hogan - (con accenti di ammirata stima) S, lei poteva farlo, Dio la benedica. Solo una volta alzai le mani su di lei... uno schiaffo soltanto, perch voleva che la piantassi di cantare... era l'alba. Il momento dopo stavo steso per terra come se m'avesse caricato un mulo. (Ridacchia) Da quando sei diventata grande tu, un'altra volta lo stesso guaio. Non sono libero dentro casa mia.
Josie - E cos deve essere... Altrimenti non sarebbe una casa.
Hogan - (dopo una pausa per dare una tirata alla pipa) Che t'ha detto, quel somaro di Mike?
Josie - Oh, le solite cose... che sono lo scandalo del paese, perch vado con gli uomini senza certificato di matrimonio.
Hogan - (le lancia uno sguardo imbarazzato e poi volge gli occhi altrove. Durante il seguente dialogo non la guarder mai. I suoi atteggiamenti sono casuali) Il diavolo gli scortichi l'anima, per avertelo detto. Per abbastanza vero.
Josie - S, vero. E allora? Non me ne importa un accidente degli scandali.
Hogan - Beh, fa' come ti pare, e al diavolo tutti quanti.
Josie - Naturale! E questo vale anche per te, se sei mio padre. E allora non metterti a predicare pure tu.
Hogan - A predicare io? Il diavolo creperebbe dalle risate. Ma non farmi parlare di queste cose. Da quando sei libera di fare il comodo tuo, ho imparato bene che cosa significa la mancanza di uno che ti controlli.
Josie - Io lavoro e mi guadagno la vita, perci ho diritto di avere la mia libert.
Hogan - Non te l'ho mai negata.
Josie - No, vero, non me l'hai mai negata. Anzi, spesso mi domando perch un attaccabrighe come te non ha mai approfittato della mia cattiva fama per gonfiare il muso a qualcuno.
Hogan - Non mi va di far la figura del matto da legare. Lo sanno tutti che se qualcuno s'azzarda a prendersi un po' di libert con te... senza il tuo consenso, lo spedisci subito all'ospedale. E poi, hai avuto troppi innamorati. Non ho mica voglia di lottare contro un esercito.
Josie - (scuote il capo, tracotante) E' che mi stancano presto, e allora li rimando da dove sono venuti.
Hogan - Ho paura che tu sia una incorreggibile farfallona. Per, per dirti la verit, per me vai benone cos come sei. Non sarebbe una cosa da dirsi proprio a te, ma certo se tu fossi di quelle rispettabili, chiss gi da quanto tempo ti saresti sposata con qualche babbeo, e io non avrei pi la tua compagnia, e nemmeno il tuo aiuto nella fattoria.
Josie - (con un filo di amarezza) Questi sono solo affari tuoi.
Hogan - (aspira una boccata di fumo) E che altro ti ha detto, quel mio simpatico figliolo?
Josie - Oh, una quantit di stupidaggini. Lo conosci. Mi ha dato pure il buon consiglio...
Hogan - (con un sogghigno) Gentile per! Chi sa che buon consiglio...
Josie - ...di sposarmi e di sistemarmi... con qualche persona per bene che mi voglia. Ma lui sicuro che non mi vogliono.
Hogan - (cominciando a fremere) Senti, Josie, dovevo proprio dargliela l'ultima bella lezione. Non mi riesce di mandarla gi!
Josie - E cos la soia speranza, secondo lui, che io dia la caccia a qualche tipaccio che abbia i suoi bravi soldi, cos me li godo.
Hogan - (le d una rapida sbirciata scrutatrice) Alludeva a Jim Tyrone?
Josie - Gi. E quel pidocchio ci ha accusato di macchinare qualche astuzia per intrappolarlo. Io dovrei restare da sola con Jim quando ubriaco da morire, per costringerlo a sposarmi. (Con un tono intrepido e sprezzante aggiunge) Come se il sistema, poi, funzionasse sempre. Certo, tutte le belle bambolette di Broadway lo devono conoscere, e a quanto pare, in genere, va bene.
Hogan - (sbirciandola di nuovo, fuggevolmente) Ah, s, certo. Ma questo pu succedere in citt... lui l diffidente. Ma non si pu mai indovinare come reagirebbe qui, in paese, dove non se l'aspetta, e con la luna che lo riempie di poesia e un litro di cattiva acquavite nel ventre.
Josie - (voltandosi verso di lui incollerita) Stai prendendo sul serio l'idea di Mike, eh, vecchio caprone?
Hogan - No. Credevo soltanto che volessi il mio parere. (Lo guarda con sospetto, ma la faccia d lui non esprime nulla, come pensasse solo a godersi la pipa).
Josie - (volgendosi altrove) E se questo non funziona, Mike dice che ne abbiamo pronto un altro. Io mi farei trovare a letto insieme a Jim, e tu gli metti paura col fucile.
Hogan - Il mio caro figlioletto non ha certo imparato queste cose sul libro della messa! Un sepolcro imbiancato, ecco quello che !
Josie - Quel pidocchio!
Hogan - Non chiamarlo pidocchio. Non mi piacciono i pidocchi, ma bisogna essere giusti con loro. Tra tutti quelli che m'ero levato finora non ce n'era nessuno che fosse ipocrita.
Josie - Arrivare ad accusarci di un trucco come questo!
Hogan - (come avesse frainteso) S, un trucco vecchio come il cucco. Lo conoscono tutti. Per di quelli che funzionano sempre, e io dico che certe volte un vecchio trucco meglio, proprio perch a nessuno verrebbe in mente che lo usi.
Josie - (osservandolo risentita) Adesso finiscila, pap. Quando fai quella grinta non riesco a capire se fai sul serio o no. Ma sono stanca di ascoltarti.
Hogan - (con dolcezza) Credevo che volessi la mia opinione spassionata sulle idee di Mike.
Josie - Piantala! Va bene? Capisco solamente che mi stai canzonando. Jim t' simpatico, e non gli faresti mai un imbroglio cos sporco, nemmeno se te lo chiedessi io.
Hogan - Questo vero... A meno che lui non lo voglia fare a me.
Josie - Non lo farebbe mai.
Hogan - Non voglio pensarlo. Ma la mia massima questa: non fidarti troppo di nessuno, neanche di te stesso.
Josie - Per quello che riguarda te stesso, hai proprio ragione. Spesso mi viene in mente che di notte tu sgusci dal letto per andare a rubare nelle tue stesse tasche.
Hogan - Secondo me, non mi pare una cosa tanto sporca farlo sposare a te.
Josie - (esasperata) Dio buono! Ci rifai?
Hogan - E' che mi hai messo in testa il matrimonio, e io non posso fare a meno di considerare gli aspetti della questione, come si dice. Certo, siete tutt'e due d'una razza: due belle facce di bronzo; e questo t'aiuterebbe a fare un matrimonio felice, percli nessuno dei due farebbe da padrone.
Josie - Jim potrebbe non pensarla cos.
Hogan - Cio, penserebbe di essere da pi di te? E' un maledetto presuntuoso, se la pensa cos. Il suo vecchio cominci dal niente per diventare ricco e famoso, e non glie n' importato mai un accidente della posizione. Non lo vedevo, io, che sgobbava con certi stracci che io non metterei nemmeno allo spaventa-passeri? Se ne infischiava, della gente, lui. (Con accento di affettuosa ammirazione) Dio l'abbia in gloria, era un vero signore irlandese.
Josie - S, lo era. Ma tu non hai imbrogliato anche lui, servendoti di me? Me lo ricordo, anche se ero appena una ragazzetta. T'aveva scritto una lettera perch da un anno non pagavi l'affitto, e diceva che sarebbe morto piuttosto che tollerare la cosa un altro po', e che sarebbe venuto qui per regolarla subito. Tu allora mi facesti vestire bene e con un nastro sui capelli pettinati mi lasciasti l, per intenerirgli il cuore prima che ti vedesse. Io corsi sul sentiero per incontrarlo, sfoggiando le pi belle maniere, e gli tenni a lungo la mano e gli strizzavo l'occhio per portarlo a casa. E a casa gli offrii quel buon whisky che tu ti bevi di nascosto, e guardandolo a bocca aperta gli dissi che era il pi bell'uomo del mondo. Te la ricorderai la faccia feroce che fece perch tu te ne andasti via?
Hogan - (ridacchia) Fosti magnifica. Avresti dovuto fare l'attrice.
Josie - (seccamente) S, quello che mi disse anche lui. Poi si cerc in tasca mezzo dollaro e me lo dette, domandandomi se eri stato tu a mettermi su apposta per lui. E io dissi di s, che eri stato tu.
Hogan - (con aria triste) Mai saputo che fossi una cos falsa traditrice, gi da piccola.
Josie - In quel momento tu rientrasti. E prima che lui aprisse bocca, ti mettesti a dirgli che te ne saresti andato se non abbassava l'affitto e non faceva dipingere la casa.
Hogan - Diavolo! Era per distrarlo dalle sue intenzioni.
Josie - Per non lo distraesti a tal punto dall'esi-mersi di dirti che eri il pi dannato briccone venuto d'Irlanda.
Hogan - - Lo disse con ammirazione. Tant' vero che poi ci mettemmo a bere e raccontammo storielle e cantammo insieme, e fino all'ora che se ne and fummo troppo occupati a stramaledire l'Inghilterra per annoiarci con l'affitto. (Sogghigna affettuosamente) Eh s, era proprio un grand'uomo.
Josie - Lo era. Scopriva tutti i tuoi imbrogli.
Hogan - Forse che io non lo sapevo, che li scopriva? Lo sapevo benissimo. Ma a me bastava che si divertisse a scoprirli, cos si commuoveva; ed era questo il vero imbroglio.
Josie - (fissandolo) Tu, vecchio diavolaccio, hai sempre un trucco di riserva; e se qualcuno ti scopre, la scusa bella e pronta.
Hogan - Non essere cos diffidente. Mi conosci troppo bene. Ma andiamo fuori binario. E' di Jim che dobbiamo discutere, non del padre. Ti dicevo... non vedo niente di male che tu lo sposi.
Josie - (esasperata) Hai preso qualche cornata in testa, stamattina?
Hogan - Vedi, non ci avrei mai pensato, ma so che hai un debole per lui.
Josie - (risentita) Ma nemmeno per sogno! M' simpatico, ecco tutto, ma solo per parlarci, perch bene educato e tranquillo, e perch delicato anche quando ubriaco.
Hogan - Se tu sapessi come ti si accendono gli occhi quando ti fa i complimenti...
Josie - (sprezzante) Tra un po' dirai addirittura che ne sono cotta!
Hogan - (come non avesse sentito) L'altra cosa buona che tu gli piaci.
Josie - Gi, perch quando capita qui, la notte, stufo di ubriacarsi alla locanda. E poi viene pi per scherzare con te, non con me.
Hogan - Ascolta, io penso alla tua felicit, se ti raccomando di far la furba e di acchiappartelo, se ci riesci.
Josie - (beffarda) Se ci riesco!
Hogan - Chi sa? Con tutti gli uomini che hai conosciuto, ce l'avrai pure un modo di intrappolarlo.
Josie - (con millanteria) Potrebbe anche darsi. Ma con questo...
Hogan - Se tu lo prendi da solo, stasera... con una bella luna che lo riempie di poesia e di solitudine, tu...
Josie - Questo sempre uno degli sporchi trucchi di Mike.
Hogan - Mike sia maledetto! Questo il trucco di ogni donna da quando fu creata la terra! Senza questo trucco addio popolazione! (Suadente) Dopo tutto, che male ci sarebbe a tentare?
Josie - E che profitto ci sarebbe? Nessuno. (Con amarezza) Oh, pap, non fare il somaro con me. Jim, appena avr la sua eredit, potr prendersi tutte le pi belle e pitturate ragazze di Broadway che vuole, perfino le ballerine. Ed questo il tipo di donna che lui preferisce.
Hogan - Per quanto risulta a me, di quelle non se n' sposata nessuna. E potrebbe darsi che invece gli piaccia, se non altro per cambiare, una bella donna, forte e con begli occhi e capelli, e con un bel sorriso.
Josie - I tuoi complimenti mi commuovono.
Hogan - Se pensi che Jim non sia incantato dalle tue qualit, sei proprio una sempliciona.
Josie - Lo hai notato tu, forse? (Infuriandosi improvvisamente) Piantala di dir frottole!
Hogan - Non arrabbiarti. Tutto quello che dico per vedere se c' il modo di farti star meglio.
Josie - (sprezzante) Farmi star meglio con uno che ubriaco tutti i giorni della sua vita? No, ti ringrazio!
Hogan - Sei abbastanza energica per cambiargli le abitudini.
Josie - (seria) Ah, certo, se fossi sua moglie, lo guarirei da quel veleno che lo porta alla tomba, a costo di ammazzarlo. (Poi con astio) Oh, le tue chiacchiere senza capo n coda m'hanno sfinito. Lasciami sola, adesso.
Hogan - E se guardassimo la cosa da un altro lato? Non dirmi che non ti piacerebbe la sua eredit.
Josie - (risentita) E gi, non forse a quella che miro? Infatti l'ha detto Mike. Ci siamo arrivati finalmente! Era ora, dopo tutte le ciance su lui che piace a me e io che piaccio a lui! (Cambia modo, insolente) Benissimo, dunque. Io amo il denaro. Ma, del resto, chi non l'amerebbe? E allora perch non ne approfitto anch'io, se posso? Dopo tutto, a Jim, prima o poi qualcuno lo dovr incantare. Torner nel suo paradiso, a Broadway, e l, tra graziose donnine, scrocconi dei bar, allibratori e praticoni delle corse, rimarr pulito pulito. Io non sono una santa, Dio lo sa, ma sono passabile ed anche seria al confronto di quei rifiuti.
Hogan - (premuroso) Per Dio, adesso s che usi la tua testa! e dove c' volont, c' la strada. Se io e te mettiamo assieme il nostro cervello, non ci vincer nessuno. Ecco, io intanto mi metto a pensarci, e tu fa' lo stesso.
Josie - (cow ira illogica) No, non voglio! E tienti per te i tuoi pazzi imbrogli. Non voglio pi sentire.
Hogan - (fingendosi adirato anche lui) Come vuoi. E che il diavolo ti porti. E' tutto quello che sentirai da me. (Fa una pausa, poi con aria di gran seriet, rivolgendosi a lei) Tranne una cosa... (Mentre lei fa il gesto di chiudergli la bocca, lu con accortezza) Parlo seriamente e fai meglio ad ascoltare, si tratta di questa fattoria, che la nostra.
Josie - (sorpresa, fissandolo) Che c' sulla fattoria?
Hogan - Non scordare che, pur avendo vissuto qui sopra per venti anni, noi siamo soltanto fattori, e possiamo esser gettati sul lastrico ad ogni momento. (Svelto) Sentimi bene, io non dico che Jim lo farebbe, con o senza l'affitto, o che lo lasci fare agli esecutori del testamento; del resto anche se questi volessero, non potrebbero mai farlo, dato che non possibile trovare un altro fattore...
Josie - E allora di che ti preoccupi?
Hogan - Di questo. Ultimamente ho avuto paura che appena l'eredit verr divisa, Jim venda la fattoria.
Josie - (esasperata) Ma sicuro che lo far. Non t'ha forse promesso di vendertela a rate e al prezzo pi basso che gli offrivi!?
Hogan - Jim quando gonfio di whisky ti promette quello che vuoi, ma quando normalmente sbronzo potrebbe scordare la promessa con la stessa facilit.
Josie - (indignata) Non lo farebbe mai! E, caso mai, chi la vorrebbe? In tutti questi anni nessuno...
Hogan - Ultimamente qualcuno c' stato. Il sensale il mese scorso ha fatto un'offerta pi grossa della mia. Me l'ha detto Jim.
Josie - Oh, a Jim gli piace farti irritare. Era uno scherzo.
Hogan - Non era uno scherzo, te l'assicuro. Mi inform d'aver risposto al sensale che il posto non era in vendita.
Josie - Certo che l'ha fatto. Ti ha detto chi aveva avanzato l'offerta?
Hogan - Non lo sapeva. Era un sensale di terreni che non ha voluto dire il nome del cliente. Ho cercato di indovinarlo, ma non riesco a pensare a nessuno tanto matto da fare una cosa del genere. A meno che non si tratti di qualche maledetto scemo di milionario che vuole ingrandire la propriet; come gi prov a fare qualche anno fa il nostro distinto vicino Harder, quel ladrone della Standard Oil. (Con amaro fervore aggiunge) Che arrostisca all'inferno adesso, e il suo amministratore inglese con lui!
Josie - E cos sia. (Poi con disprezzo) Questo sterpalo per ingrandire la sua propriet? Ad ogni modo, se c' stata un'offerta, Jim l'ha rifiutata, e tutto come prima. Altre offerte non le accetter, ci ha dato la sua parola.
Hogan - Ha detto che non lo farebbe... ma puoi dire qual il suo vero pensiero? Temo che potrebbe arrivare a farlo durante una di quelle sue sbornie antipatiche, quando parla come uno sfrontato birbante di Broadway, e dice che il denaro la sola cosa al mondo, e che tutto e tutti si possono comprare con i soldi. L'hai sentito anche tu.
Josie - S. Ma a me non m'incantano quelle sue storie. Finge solamente. Fa il duro e lo sfrontato per tirarsi su dopo essersi tormentato a pensare a... Chi non lo farebbe? (Lui le d una strana e rapida occhiata che lei non avverte).
Hogan - O prendi quell'altro genere di sbornia, quando diventa tutt'a un tratto strano e triste, senza che noi se ne veda una ragione, quando fissa sopra pensiero davanti a s, come se avesse dentro qualche fantasma che lo affligge, e...
Josie - Credo di saperlo che cos'ha, quando gli succede cos. E' il ricordo della madre e il dolore per la sua morte. (Pietosamente) Povero Jim.
Hogan - (come ignorando queste parole) ...e il whisky sembra che non gli faccia effetto, come l'acqua sulle piume dell'anitra. E da come si comporta giureresti che non ci ha nessuna sbornia, ma il giorno dopo capisci che il cervello gli si era cos intorpidito che non si ricorda pi di niente. Quando in quelle condizioni pu fare le pi grosse balordaggini, e poi se ne pente.
Josie - (sprezzante) Ogni genere di sbornie si preso, s, ma non ha mai... (Risentita) Non puoi diffidare di Jim senza motivo...
Hogan - Non diffido di Jim. Ma quando uno si piglia sbornie cos curiose, non capisce pi quello che fa; e noi saremo dei fenomenali babbei se non ci mettiamo subito ad allontanare il pericolo, grande o piccolo che sia.
Josie - E' un pericolo che non esiste. Ma se ci fosse, come lo allontani?
Hogan - Beh, intanto, tu potresti essere un po' pi carina con lui.
Josie - E che significa per te un po' pi carina?
Hogan - Mah, dovresti saperlo. Ma ecco, te ne dico una: ho fatto caso che quando parli da zoticona e da sfrontata come fai con gli altri, Jim ride come loro, s, ma lo fa solo per buona creanza, e si capisce che non gli piaci quando fai cos. Perci, intanto, cerca di parlare meglio.
Josie - (scuotendo il capo con aria insolente) Parlo come mi fa comodo. Se a lui non va, non deve fare tanti complimenti! (Sprezzante) Vorresti che facessi la santarella, vero? lui ci cascherebbe subito, no? Come se alla locanda non potesse ascoltare tutto quello che dicono di me! (Si alza in piedi, cambiando improvvisamente argomento) Ci roviniamo la giornata a forza di dir sciocchezze. (Il volto le s'indurisce) Fosse uno che non mantiene la parola, ubriaco o no, t'aiuterei in tutti gli imbrogli che facessi contro di lui, puliti e sporchi. (Con astio) Ma soltanto una tua frenesia, e io non ci creder mai. (Va a raccogliere il tridente) Vado nel prato a finire il lavoro di Mike. Non avere paura, alla fattoria non mancher il suo aiuto.
Hogan - Accidenti al suo aiuto! Uno slombato scansafatiche che aveva l'appetito di una mandria di porci affamati! (Mentre lei si volta per andarsene, improvvisamente battagliero) Te ne vai, adesso? Oggi non si mangia, eh? Dove sta il mio pranzo?
Josie - In cucina c' lo stufato per te. Entra e fa' da solo. Io non ho fame. Le tue chiacchiere mi hanno avvelenato. A sgobbare un po' sotto questo sole, pu darsi che mi disintossico (S'avvia a destra verso il fondo).
Hogan - (guardando in direzione della strada, a sinistra) E' meglio che aspetti. Al cancello c' una visita... Se non mi sbaglio, proprio la luce dei tuoi occhi.
Josie - (con ira) Sta' zitto! (Guarda anche lei. Il volto le si addolcisce e assume un'espressione pietosa) Guarda, ha gli occhi bassi, pensa che nessuno lo aspetti. Sembra uno che segue lentamente il proprio funerale. (Poi rudemente) E' ancora sotto l'effetto dell'ultima sbornia. Ecco, ci ha visto. Guarda che impegno ci mette a tenersi dritto e a sogghignare. (Risentita) Non lo voglio incontrare. Fate pure tra voi i soliti scherzi attorno a una bottiglia, dato che per tutti e due questa l'allegria. Lui ci viene apposta. (Si volta di nuovo per andarsene).
Hogan - Lo sfuggi? E gi, temi di esserne innamorata, (Josie si ferma di colpo e lo guarda con insolenza. Egli continua) Va' a casa adesso, lavati la faccia, rassettati il vestito e pettinati. Diventa presentabile.
Josie - (rabbiosa) Vado in casa, s, ma solo per vedere se non s' bruciato lo stufato. Spero che sarai tanto furbo da chiedergli di mangiare con noi, visto che vuoi entrare nelle sue grazie.
Hogan - E perch no? tanto, di cos primo mattino lui non ha mai appetito, ma solo sete.
Josie - Oh! Mi dai la nausea: per come sei tirchio e maligno! (Entra passando per la sua stanza da letto e sbattendo la porta dietro di s. Hogan sta riempiendo la pipa, e finge di non notare l'avvicinarsi di Tyrone, ma i suoi occhi rivelano un'allegra attesa. Jim Tyrone, proveniente dalla via maestra, entra dalla stradaccia a sinistra. Tyrone non ha superato d molto la quarantina, ma una vita dissipata ha reso il suo corpo, un tempo robusto e slanciato, flaccido e piuttosto pingue. Tuttavia, malgrado le borse sotto gli occhi e la malsana grassezza, il suo viso ancora piacente. I radi capelli neri sono accuratamente pettinati all'indietro in modo da coprire la calvizie. Gli occhi, dalle pupille castane, sono congestionati e giallastri. Il grosso naso aquilino d al suo volto una certa aria diabolica, accentuata dall'atteggiamento beffardo che gli abituale. Quando per sorride senza sarcasmo, ricompare l'immagine, un po' sbiadita, di quelle che furono le sue attrattive di giovent, quelle cio di un romantico, spensierato Don Giovanni irlandese. Sono queste attrattive insieme al suo pungente umorismo, a valergli il favore delle donne e la simpatia degli uomini come ideale compagno di bagordi. Indossa un vestito marrone scuro di ottima e costosa fattura, scarpe su misura dello stesso colore, calze di seta, camicia bianca di seta, fazzoletto di seta nel taschino e cravatta scura. Il suo modo di abbigliarsi rientra evidentemente nello stile di quei bei pasciuti maneggioni di Broadway che non disdegnano di venire scambiati per affaristi di Wall Street. Ha gi ingollato un buon numero di stimolanti per vincere la nausea dei suoi consueti risvegli e per riattivare i nervi. Durante il seguente dialogo lui e Hogan si comportano come due giocatori che ripetono da tanto tempo una partita sempre uguale, in cui l'uno sa in anticipo le mosse dell'altro ma ci si diverte ancora).
Tyrone - (si avvicina a Hogan e lo guarda con sardonico divertimento. Hogan, facendo finta d non vederlo, sfrega un fiammifero sul retro dei calzoni e accende la pipa. Tyrone declama con enfasi) Fortunate senex, ergo tua ruca manebunt, et tibi magna satis, quamvis lapis omnia nudus.
Hogan - (borbotta) Ci risiamo! E' il padrone un'altra volta, e io non ho nemmeno il fucile sotto mano. (Si volta verso Tyrone) Reciti la Messa, Jim? Il latino lo capisco a orecchio. Che diavolo... di insulti significa?
Tyrone - Tradotto molto liberamente in angloirlandese, qualche cosa di questo genere: (Imitando l'accento di Hogan) Tu, vecchio bastardo, non ce l'hai la fortuna di possedere questa bella fattoria, anche se piena di sassi.
Hogan - Su quello che dici dei, sassi, sono d'accordo. Se le vacche potessero mangiarli, questo posto diventerebbe la centrale del latte. (Sputa) Si vede che sei stato istruito in un collegio di lusso. Eh, certo, dev'esserti di un bell'aiuto' per discorrere con le sgualdrine e i baristi.
Tyrone - Altroch! E' una capacit assai apprezzata dappertutto. Infatti una volta m'avevano offerto un impiego... senonch, dopo, s'accorsero che non potevano darmelo perch mi mancava il titolo di studio. Sai, proprio prima di laurearmi c'era stato un piccolo incidente.
Hogan - Tra te e i preti del collegio, ci giuro!
Tyrone - C'era in mezzo una scommessa. Sarebbe venuta a farmi visita nell'istituto, una di quelle donnine dell'Haymarket, sai, e io dovevo presentarla ai padri assistenti come mia sorella... con tutto quel che segue.
Hogan - E non ci riuscisti?
Tyrone - Non del tutto. Quel giorno rimarr memorabile nella storia del collegio. Tutti gli studenti stavano' al gioco, e mi seguivano a distanza, mentre io facevo fare a mia sorella il giro dei locali, accompagnato da uno dei padri assistenti. Sulle prime il padre fu un po' sospettoso, ma Dutch Maisie - la ragazza si faceva chiamare cos nella professione - Dutch Maisie, dico, recit tanto bene la sua parte che i sospetti svanirono. Sembrava una santa, vestita tutta di nero, senza trucco. E prima d'entrare aveva masticato una quantit di menta perch l'alito non gli puzzasse di gin... (Fa una pausa) S, ci sarebbero cascati benone, ma lei era una perfida birbona e volle concludere lo scherzo a modo suo. Aveva gi baciato' la mano al padre Fuller, che se ne usc candida candida a dirgli: Perdio, reverendo, qui s che ci si sta bene! Altro che dove sto io, con tutti quegli uomini che ti mangiano viva! Porco diavolo, se mi piacerebbe restarci! . (Con sarcasmo) Ma non ci rest. E nemmeno io potetti pi restarci.
Hogan - (ridacchia divertito) Sfido io! Benedetta Dutch Maisie! L'avrei conosciuta proprio volentieri.
Tyrone - (si siede sui gradini cambiando tono) Come sta il nostro duca di Dublino in questa bella giornata?
Hogan - Oh, di star meglio non capita mai.
Tyrone - Sgobbi come al solito, eh? S s, lo vedo.
Hogan - -Un poveruomo non pu neppure riposare all'ora di pranzo, senza che il suo ricco padrone lo maltratti.
Tyrone - Ricco. Hai detto bene. Sarei proprio ricco, se mi pagassi gli affitti arretrati.
Hogan - Sei tu che dovresti pagarmi, per custodirti questo mucchio di sassi soprannominato fattoria. (Ammiccando furbescamente con gli occhi) Ho delle belle notizie da darti sul prossimo raccolto. Le ortiche e la zizzania attecchiscono che un piacere, e non ho mai visto le erbacce del latte crescere cos rigogliose. (Tyrone ride. Josie, senza che i due la notino, appare dietro Tyrone sulla soglia della porta. Si pettinata con cura, guarda Jim con un'espressione dolce, contenta di vederlo allegro, e sorride).
Tyrone - M'hai convinto. Dove sta, Josie, Phil? L'avevo vista qui...
Hogan - E' corsa dentro a farsi bella per te.
Josie - (interviene con rudezza) Sei un bugiardo. (Si rivolge familiarmente a Tyrone) Ciao, Jim.
Tyrone - (fa per alzarsi) Ciao, Josie.
Josie - (gli mette una mano sulla spalla e lo trattiene gi) Non alzarti. Non sono mica una signora, lo sai. (Si siede sul gradino pi alto. Con aria canzonatoria) Come sta il mio bel Jim in questa magnifica giornata? Non sembri poi tanto a terra.
Tyrone - Mah. Sono stato anche peggio. (La guarda sardonico) E come sta la mia vergine regina d'Irlanda?
Josie - Tua da quando? E non chiamarmi vergine, altrimenti mi rovini la reputazione. (Ride mentre Tyrone la fissa. Lei prosegue in fretta) Come mai in giro cos presto? Non dormi forse fino al pomeriggio?
Tyrone - Non riuscivo a prender sonno. Ho passato una di quelle notti d'incubo in cui la sbornia ti tiene sveglio invece di... (Si accorge di lei che lo guarda con aria compassionevole. Irritato) Ma che importa!
Josie - Sar forse perch, tanto per cambiare, stanotte sei andato a letto da solo. Dev'essere terribile rompere una vecchia abitudine.
Tyrone - (scrollando le spalle) Mah. Forse.
Josie - Scommetto che le tue amichette nuova-yorkesi non te lo lascerebbero fare. Ci tengono, quelle, ai loro affari.
Tyrone - (fingendo di sbadigliare, annoiato) Forse. (Si irrita) Finiscila Josie. E' ancora presto per parlare di queste cose.
Hogan - (senza dare a vedere ha ascoltato tutto) T'avevo avvertito di non seccare il nostro gentiluomo con le tue sgarberie.
Josie - Oh, oh! Cercavo solo di farlo sentire come a casa sua. Un ospite cos di riguardo!
Tyrone - (fissandola di nuovo) Come mai, Josie ti interessano tanto quelle donne:
Josie - M' venuta l'idea di far societ con loro E' meno faticosa quella vita che coltivare la terra ne sono convinta. (Poi, con risentimento) Pensi che io ci farei la fame, vero? Gi, tu sei di quelli a cui piacciono le bambolette delicate... Agli altri uomini per...
Tyrone - (assumendo di colpo un volto disgustato) Per l'amor di Dio, Josie, piantala con questi discorsi! Sembra che lo dici sul serio.
Josie - (lo guarda e trasale, poi risentita) Ah, s? Sembra, eh? (Cow un forzato sorriso di sprezzo) Cos ti avrei meravigliata, no? (Hogan fingendo di occuparsi solo della sua pipa segue attento con la coda dell'occhio tutte le loro mosse).
Tyrone - (alquanto imbarazzato e nello stesso tempo seccato con se stesso per essersi lasciato andare in quell'argomento, scrolla le spalle) No, affatto. Lascia perdere. (Con tono canzonatorio, sorridendo) Ad ogni modo chi te l'ha detto che io pendo per le bambole delicate? E' tutta acqua passata. Adesso mi piacciono le donne forti e appassionate, quelle che hanno un bel petto. (Lei arrossisce confusa e si arrabbia con se stessa perch non vorrebbe farlo vedere).
Hogan - Cara la mia Josie, qui si parla di te. Pi chiaro di cos si muore.
Josie - (ricomponendosi) Si muore davvero. (Accarezza la testa di Tyrone. Gaia) Sei un bugiardo adulatore, Jim, ma ti ringrazio lo stesso. (Tyrone rivolge la sua attenzione a Hogan e, ammiccando a Josie con aria d'intesa, prende a parlargli).
Tyrone - Non ha torto, signor Hogan, di prendersela comoda con questo gran caldo.
Hogan - (senza guardarlo. Gli sorridono gli occhi) Caldo? Ma se io ho freddo!? Si tolga la giacca, signor Tyrone, se ha caldo.
Tyrone - C' un'afa cos pesante che ti soffoca, non vero, Josie?
Josie - (sorride) Ah, tremendo. Stai quasi per morire.
Hogan - A me non soffoca un accidente.
Tyrone - Sbagli. Ti si seccher la gola.
Hogan - Non preoccuparti di me. La mia gola sta bene. Se la tua secca, signor Tyrone, qua dietro c' una bella vasca piena d'acqua.
Tyrone - Acqua, hai detto? Qualche cosa con cui ci si lava la gente, no? Oh, scusa, volevo dire certa gente.
Hogan - S, l'ho sentito anch'io. Ma sar vero? Certo, una sporca usanza. Devono essere stranieri.
Tyrone - Come ti dicevo, ho la gola secca, signor Hogan, dopo aver camminato per tanto tempo in mezzo alla polvere solo per il piacere di essere vostro ospite.
Hogan - Non ricordo di averti invitato. Ma la strada lustra come uno specchio senza un granello di polvere. Eppoi ci vogliono solo cinque minuti dalla locanda a qui.
Tyrone - Non ho bevuto alla locanda. Aspettavo di vederti, sapendo che tu...
Hogan - Sapendo che io che cosa?
Tyrone - La tua reputazione di generoso anfitrione...
Hogan - Il mondo pieno di bugiardi. Cos non hai bevuto alla locanda, eh? Allora sar l'aria che puzza di whisky. Per non me n'ero accorto prima che arrivassi tu. Sei diventato astemio, vero? Ah, hai fatto proprio bene! Bravo! E scusami se ti avevo giudicato male.
Tyrone - E' da venticinque anni che faccio di tutto per essere astemio, ma i dottori mi si sono sempre raccomandati: Non lo faccia, non lo faccia. Sarebbe fatale... data la sua debolezza di cuore.
Hogan - Sicch sei debole di cuore? Be', meno male! M'era venuto il sospetto che fosse debole il cervello. Sono contento che me l'hai detto. Stavo per offrirti da bere, ma il whisky proprio il meno adatto...
Tyrone - I medici dicono, invece, che questione di vita o di morte: devo mandar gi uno stimolante... un bel bicchierone per lo meno, quando il cuore si affatica specie dopo una camminata al sole.
Hogan - Allora bisogner che torni alla locanda, cos ti affatichi bene bene e di bicchieri te ne paghi non uno, ma due, e di quelli grossi.
Josie - (ridendo) Burattini che non siete altro! Vi ripetete sempre le stesse cose contenti come una pasqua!
Tyrone - Diglielo, Josie! Come se non si sapesse che, prima o poi, il nostro Phil dovr mollare!?
Josie - Dovresti saperlo tu, Jim. Se non ti paghi da bere da solo ti far crepare di sete.
Tyrone - Be', stavolta scommetto che paga lui.
Hogan - Perdiana, accetto la scommessa!
Tyrone - Ho una di quelle notizie... che quando te l'avr detta sarai cos contento che ti vergognerai di non aver gi messo qua la bottiglia.
Hogan - Dovrei essere proprio contento da morire.
Josie - (incuriosita) Zitto, pap. Di che si tratta, Jim?
Tyrone - Fra poco capiter da voi un pezzo grosso.
Hogan - Lo sceriffo un'altra volta. Lo vedo dal muso che fai.
Tyrone - No. Stavolta non lui. (Resta zitto per farli stare sulle spine).
Josie - Su, accidenti, dicci chi !
Tyrone - E' un pezzo pi grosso dello sceriffo... (Sardonico) Uno degli aristocratici che dirigono questa Libera Democrazia di Arricchiti. A lui tutti gli leccano i piedi... E' uno dei Re della nostra Repubblica. Erede Rimbecillito per Divina Volont della Refurtiva Paterna. Insomma parlo della creatura pi stupida della Standard Oil, del vostro buon vicino T; Stedman Harder che vi tanto simpatico. (All'annuncio, Hogam e Josie restano immobili cogli occhi sbarrati dalla meraviglia. Cos di colpo, non riescono a credere alla loro fortuna).
Hogan - (con un bisbiglio di meraviglia) Cio Harder verrebbe qui da noi a pregarci, Jim?
Josie - E' troppo bello per essere vero.
Tyrone - (se li rimira divertito) Scherzi a parte, Sua Maest Harder in persona, di ritorno dalla sua cavalcata mattutina, si fermer qui da voi prima di andare a pranzo.
Josie - E tu come lo sai?
Tyrone - Me l'ha detto Simpson. L'ho incontrato alla locanda.
Hogan - Quella schiuma d'amministratore!
Tyrone - Se la rideva solo ad immaginarsela, la scena. Gliel'ha suggerito lui a Harder... Gli ha detto che se si degnava di venire in persona da voi, sareste morti dalla paura.
Hogan - Forse morti un po' troppo. Non ti pare, Josie'?
Josie - Eh s, pap, mi pare davvero un po' troppo.
Tyrone - Una volta tanto, Simpson sta dalla vostra parte. S' stancato del padrone. S'augura che l'ammazziate.
Hogan - Me ne infischio degli auguri di quell'inglese. Mi piacerebbe vederli qua tutt'e due, insieme.
Josie - Ma non si pu pretendere tutto in una volta. (A Tyrone) Come mai il distinto signor Harder s' deciso ad avvicinare due umili rifiuti come noi?
Tyrone - (sogghignando) Hai detto giusto, Josie. Siate umili. Egli si aspetta da voi che manteniate le dovute distanze.
Hogan - (sarcastico) Ah, s! Be' non ha tutti i torti. (Con un profondo sospiro di soddisfazione) Sar una gran bella giornata.
Josie - Ma, Jim, perch Harder viene da noi?
Tyrone - Ecco. Pare che nei suoi possedimenti vi sia un grazioso laghetto ben curato e ghiacciato artificialmente.
Hogan - Ah, ma per questo!
Tyrone - Appunto. Harder vuole rimetter in piedi le buone usanze degli antichi castellani. E' affezionato al suo laghetto di ghiaccio... e il tuo porcile non poi tanto lontano da quel laghetto.
Hogan - Dio mio! Giusto per una passeggiatina dei maiali, mica di pi!
Tyrone - Vedi. E' che da quella parte lo steccato di Harden viene rotto continuamente.
Hogan - E gi! Vatti a fidare degli steccati!
Tyrone - Simpson dice che lo ha fatto riparare una dozzina di volte e che ogni volta lo ha trovato di nuovo rotto.
Josie - Oh, ma lo sai che strano? Saranno state le streghe. E chi altrimenti? Che ne dici, pap?
Hogan - Non riesco proprio a immaginarmelo.
Tyrone - Simpson invece lo immagina. Sa che siete stati voi e l'ha detto al padrone.
Hogan - Ecco, padrone la parola. Gli inglesi non sanno vivere se non hanno un sedere da baciare, sono nati servi.
Tyrone - Ad ogni rottura dello steccato corrisponde - come tu con tanta grazia ti sei espresso - una passeggiatina dei tuoi maiali fino alla riva del laghetto, dove vanno a rotolarsi allegramente.
Hogan - E perch no? Sono ambiziosi maiali americani, che non si lasciano scappare nessuna buona occasione. Assomigliano al padre di Harder, che fece i soldi per lui.
Tyrone - D'accordo, ma per qualche strana ragione, al nostro Harder i maiali in ghiaccio non gli garbano.
Hogan - Che Dio sia benedetto! Sono anni che cerco di fare quattro chiacchiere con il caro signor Harder. L'amministratore mi perseguita sempre con le sue lagne, ma sua maest lo vedo solo quando ti sfreccia davanti con quel macchinone luccicante. Ah, ma ci penser io a riceverlo.
Josie - E' meglio che dici: Ci penseremo noi a riceverlo. Lo sai che anch'io gli voglio bene.
Hogan - Jim, per questa bella notizia ti bacerei, ma sei troppo brutto. Al posto mio lo far Josie, lei ha uno stomaco forte.
Josie - S, lo bacio io! Se l' guadagnato. (Piega allindietro il capo di Tyrone e ridendo lo bacia sulla bocca. Ma trasale, confusa e spaventata, con un forzato riso di sprezzo) Oh, ma non hai pi niente dentro? Mi pareva di baciare un cadavere.
Tyrone - (la guarda in modo strano, sorpreso, in tono canzonatorio) S? (Voltandosi a Hogan) Beh, come la mettiamo con quella bevuta, Phil? Se non ti decidi, ci penser Josie.
Hogan - No, Josie meglio di no. E' innamorata. Ti favorirebbe.
Josie - (adirandosi) Zitto, tu, vecchio bugiardo! (Subito pentendosi, con un riso forzato) Non dire scemenze, pap, per non pagargli da bere.
Hogan - (sospirando) E va bene. Va' a prendere la bottiglia e un bicchierino, Josie, se no non la finir pi di tormentarmi. Io volto la schiena. Non posso soffrire la vista di uno sbafatore. (Josie ridendo s alza ed entra in casa, Hogan si volta a guardare a sinistra verso la strada) Si ferma da noi prima di andare a pranzo. Ha detto cos, vero? Allora ci siamo... (Guarda con aria fervida il cielo) San Giuseppe benedetto, fa' che quel bastardo non cambi idea!
Tyrone - (con un'espressione di rimorso) Senti, Phil. Secondo me, non dovresti essere tanto contento. Lui da queste parti conta molto e pu farti soffrire le pene dell'inferno se ti lascerai andare a picchiarlo.
Hogan - Oh, non sono mica scemo. (Josie torna con una bottiglia e un bicchiere) Senti questa, Josie. Ci raccomanda di non mettergli le mani addosso, a Harder... come se ce le avessimo sporche.
Josie - Stai tranquillo, Jim, faremo solo quattro chiacchiere con lui.
Hogan - Solo quattro chiacchiere, con calma. Da vicino a vicino.
Josie - (porge a Tyrone la bottiglia e il bicchiere) Ecco, Jim. Non fare complimenti.
Hogan - (con aria di deplorazione) Ma che brava figliola! Ti dico un bicchierino e tu gli porti un secchio! (Tyrone si mesce una buona quantit d whisky, sogghignando verso d lu. Hogan gli volta le spalle fingendo d scandalizzarsi) E' un bicchiere da cinquanta dollari, se non da pi.
Tyrone - Alla tua, Phil.
Hogan - Annegaci dentro. (Tyrone beve e fa una smorfia).
Tyrone - Ma che ? medicina per i polli?
Hogan - Bella gratitudine! Qua, passami la bottiglia. Devo prepararmi per l'arrivo di sua maest. (S'attacca alla bottiglia e beve a lungo).
Josie - (sta guardando verso sinistra) Dalla strada vengono due cavalieri!
Hogan - Dio sia lodato. E' lui con lo staffiere. (Posa la bottiglia sul sasso).
Josie - Lo staffiere McCabe. (Volge a Tyrone uno sguardo di sfida). Una delle mie vecchie fiamme. (Assume d'un tratto un'aria preoccupata) Tu entra in casa Jim. Se Harden ti vedesse, darebbe tutta la colpa a te.
Tyrone - Mi dispiace, Josie, ma io la scenetta non la voglio perdere.
Josie - Ma se te ne stai dentro seduto, vedrai tutto lo stesso dalla finestra. Via, non fare il testardo con me. (Gli mette le mani sotto le ascelle e lo solleva come se fosse un bambino, canzonandolo) Su, entra nella mia bella stanza. E' proprio il posto adatto per te.
Tyrone - (sarcastico) Infatti, Josie, da un po' di tempo che ci penso.
Josie - (arrogante) Non me n'ero mai accorta. Ma se stasera vieni, faremo gli smorfiosi al chiaro di luna e mi racconterai tutto quello che pensi.
Tyrone - Ti prendo in parola. Allora ricorda, a stasera.
Josie - Sei tu che lo scorderai. Entra, adesso. Sta arrivando. (Lo spinge nell'interno chiudendogli dietro la porta).
Hogan - (sta seguendo le mosse del prossimo visitatore) Eccolo che smonta... con la grazia d'uno spaventapasseri... Quel povero cavallo non sa come fare per dargli un calcio. Guarda McCabe che se la ride. Mettiti a sedere, Josie. (Ella si siede sui gradini, lui sul sasso) Fa' finta di non vederlo. (T. Stendman Harder compare da sinistra. Si avanza come se loro non si fossero accorti d lui. Hogan batte la pipa sul palmo della mano. Harder ha circa trentacinque anni, ma ne dimostra di meno. Il suo viso quello di uno che conosce troppo poco anche le pi comuni difficolt della vita. Gli anni pi significativi per lui resteranno sempre quelli passati all'universit, e la sua pi grande fatica la fondazione di un'associazione goliardica all'universit di Ivy, alla quale suo padre aveva elargito milioni. Da allora non ha pi avuto altre ambizioni, se non quella di custodirsi l'eredit e di condurre la vita d'un ricco signore di campagna che s'interessa senza trasmodare, del resto, di cavalli da corsa e di macchine fuori serie. Egli non appartiene alla categoria d quei ricchi fannulloni che ogni tanto riempiono delle loro chiassate le prime pagine dei giornali. Non va a caccia di attrici. Le feste che organizza non vanno mai oltre la misura del lecito. Non beve molto e l'unica eccezione a questa regola la fa quando riunisce, una volta all'anno, in prima vera, i vecchi compagni d scuola. E' anche un ma rito soddisfatto e padre di tre bambini. Non in verit una persona spiacevole, ma anzi affabile, di, bell'aspetto, malgrado una pancetta incipiente. Spira salute da tutti i pori; solo un uomo immaturo, un po' tardo per forza di cose. L'essersi sempre trovato nella bambagia privo di qualsiasi preoccupazione a causa della sua ricchezza, gli fa assumere di solito un atteggiamento di superiorit che per vien meno, si tramuta in un atteggiamento esitante, quando costretto a trattare con gente fuori iella sua cerchia. Indossa un'elegante giacca: sportiva, calzoni da cavallo e lucidatissimi stivali con speroni; ha un frustino in mano. difficile trovare qualcuno pi indifeso di Harder di fronte ai due Hogan. Egli sinora non ha mai avuto a che fare con tipi come loro. Harder parla lento, capisce con altrettanta lentezza ed totalmente privo del senso dell'umor. Gli Hogan invece sono esperti nell'arte del battibecco, vanno subito all'offensiva e cercano in tutti i modi d'impedire il contrattacco del sempre pi sconcertato avversario, in pi agiscono in perfetta intesa, alternandosi l'un l'altro, esagerando l'accento dialettale, mutando di colpo tono col passare delle invettive ad alta voce agli insulti sussurrati in confidenza).
Harder - (si dirige da Hogan, con aria sostenuta) Buongiorno. Voglio vedere chi conduce questa fattoria.
Hogan - (se lo contempla con tutta calma. 1 suoi occhietti porcini brillano di malizia) Ah, lo vuoi vedere? Beh, l'hai gi visto. E adesso filatela subito subito sul tuo cavallo, e lasciami in pace. (Si volta verso Josie. Lei sta fissando Harder con l'espressione di chi ha scoperto una mosca nel brodo) Lo vedi anche tu, Josie? perdiana, chi ce l'avr portato fino a qui?
Harder - (deciso a farsi rispettare, autoritario) Siete voi Hogan?
Hogan - (con contegno insultante) Il signor Phil Hogan... per tua norma.
Josie - (fissa Harder negli occhi) Ehi, tu, fantino dalle gambe storte, dove l'hai imparata l'educazione? T'hanno allevato in scuderia?
Harder - (non discute con le donne e in particolar modo con quella donna, ignorandola) Mi chiamo Harder. (Crede di averli impressionati. Si aspetta le loro scuse).
Hogan - (sprezzante) Chi ti ha chiesto come ti chiami?
Josie - Giusto! A chi diavolo vuoi che importi?
Hogan - Dio mio, se ti comporti con buona creanza, noi possiamo pure ricambiarti la parola. Ecco, se permetti ti presento a mia figlia... Harder... la signorina Josephine Hogan.
Josie - (petulante) No, non voglio conoscerlo, pap. Ha un muso da pecora... Eppoi non sono mai stata con un fantino. Ci scommetto che con le donne non buono a far niente. (Si ode uno scoppio di risa provenire dall'interno della casa. A tale rivelazione, Harder rimane di stucco. Comincia a sentirsi estremamente malsicuro).
Hogan - Secondo me, non un fantino. Gli assomiglia, perch porta quei ridicoli pantaloni. Ma se chiedi al suo cavallo, vedrai ti dir che non neppure un guardiano di vacche. (A Harder, con sarcasmo) Su, dolcezza mia, a noi puoi dirla la verit. E' vero che ogni volta che monti a cavallo, baci la bestia e ti ci raccomandi: cavalluccio mio, se oggi non mi scavalchi ti d una razione in pi di biada. (Scoppia a ridere in un modo ostentatamente sguaiato, dandosi manate sulle cosce. Josie si unisce alle risa e ambedue si mettono a osservare l'effetto sconcertante che ha su Harder questa smodata allegra).
Harder - (comincia a perdere la pazienza) Ascoltate, Hogan! Non sono venuto qui... (Vorrebbe aggiungere: per ascoltare i vostri scherzi della malora o roba simile; ma Hogan lo fa ammutolire).
Hogan - (urlando) Che cosa? Che hai detto? (Contempla lo stordito Harder con ironico stupore, come se non potesse credere alle sue orecchie) Non sei venuto qui? (Si volta verso Josie, sussurra) Hai sentito, Josie? Non venuto qui. (Si leva il cappellone e si gratta la testa con finto sgomento) Forse ci sottopone un indovinello, un enigma. Secondo te, in che modo venuto qui?
Josie - Ce l'avr portato la cicogna, ma l'ha fatto cascare proprio malamente! (Altra risata di Tyrone).
Harder - (non sa pi a che santo votarsi. Riesce solo a ripetere irosamente) Ho detto che non sono venuto qui...
Hogan - (urlando) Ma basta, basta! (Minaccioso) Adesso siamo stufi. Dillo un'altra volta, cos mia figlia telefona al manicomio.
Harder - (dimenticando di essere un gentiluomo) Andate in malora! Sono io ad essere stufo!...
Josie - (gridando) Tieni a posto la lingua! Non tollero che in mia presenza si parli sboccato.
Hogan - Non farci caso, Josie. E' arrivato a dire che non lui quello che adesso sta qui. (Guarda Harder con compassione sdegnosa) Povera creatura, ammattire a quell'et. Vorresti darci da bere che sei il tuo fantasma, eh?
Harder - (porge attenzione per la prima volta alla bottiglia sul sasso; con un tono di condiscendenza sprezzante, forzando un sorriso) Ah, ora capisco. Siete ubriaco. Ritorner in un'occasione pi propizia... o mander Simpson... (Si volta e s'avvia verso il cavallo, felice della scappatoia che ha escogitato per prendere congedo).
Josie - (lo sorpassa con un balzo e gli si para dinanzi minacciosa) Eh, no! Cos no! Prima farai le tue brave scuse per aver insultato una donna... insinuando che fossi ubriaca di prima mattina... O preferisci che te le insegni io le belle maniere?
Harder - (spaventato) Non ho... non ho detto niente su di voi...
Hogan - (si alza e s'intromette tra i due) Calmati, Josie. Non voleva offenderci. E' un povero tanghero, non sa nemmeno che significa. (A Harder, con aria di piet) Va', vattene a casa in buona compagnia, prima che venga a prelevarti il guardiano dei matti.
Harder - (in fretta) Buongiorno. (Si dirige con impazienza a sinistra verso la strada, ma d'un tratto Hogan lo prende per una spalla e lo costringe a rivoltarsi. Quindi gli lascia libera la spalla e lo afferra per la falda della giacca).
Hogan - (ghignante) Che fretta, ragazzo mio. Ho ancora una parolina da dirti, se non ti dispiace. Comincio a vederci chiaro. Se non mi sbaglio, tu hai nominato Simpson, quel bastardo d'un inglese, vero? Lo so adesso chi sei.
Harder - (oltraggiato) Mettete gi le mani! Pezzo d'un ubriaco! (Alza il frustino).
Josie - (gli strappa il frustino dalle mani e lo torce con energia, spezzandolo, adirata) Vigliacco, volevi frustare mio padre, un povero malato, eh?
Harder - (invocando aiuto) MacCabe!
Hogan - MacCabe non ti sentir, anche se ti sfiati. Lui lo sa che possiamo atterrarlo con una mano. (Brusco) Josie, sta' attenta al cancello! (Josie va a mettersi all'incrocio tra il sentiero e la strada. Volta per un momento le spalle, scossa dalle risa che trattiene a fatica, e agita la mano in direzione di MacCabe. Poi si volta di nuovo verso i due. Hogan leva la mano dalla giacca di Harder) Ecco. E adesso non cercare di squagliartela. (Prima che Harder possa dire una parola riprende, sogghignando) Allora tu saresti quel furfante di miliardario che ha la propriet accanto alla nostra? Dico bene? Ecco, vedi, io avevo una mezza idea di capitare da te, tiranno sanguinario, per una certa cosa da discutere. Ma mi mancava il coraggio di mettere piede su una terra comprata coi quattrini della Standard Oil, quattrini rubati alla povera gente, bagnati dalle lacrime di vedove e di orfani affamati... (Cambiando di colpo questo tono oratorio con uno calmo e oggettivo) Ma questa acqua passata. Non voglio sprecare il fiato per raddrizzare quello che nato storto. (Arcigno, mettendo la sua faccia ispida d barba quasi a contatto di quella di Harder) Voglio sapere piuttosto che diavolo ti sei messo in testa con quell'ignobile sotterfugio di buttar gi continuamente il tuo steccato! Vorresti che i miei poveri porci annegassero tutti nel tuo laghetto, eh? Dillo, dillo francamente. (Una fragorosa risata scroscia nella stanza di Josie, e Josie vi fa eco reggendosi i fianchi. Quelle accuse assurde hanno sbalordito Harder al punto che non pu pi nemmeno balbettare. Ma Hogan non gli d tregua) Non mentire, adesso! Se appena tenti di tirar fuori una di quelle tue scusette da Standard Oil, giuro che ti spezzo in due! Come se non l'avessi riparato io, lo steccato, tutte le mattine, e non avessi visto le orme di voialtri che venivate di notte a buttarlo gi! Dillo tu, Josie, quante volte l'ho rimesso a posto?
Josie - Non parlarmene, pap.
Hogan - Ascoltami bene, mio giovane Creso. Io sono un uomo pacifico, tranquillo, che vive e lascia vivere, e fino a che i furfanti del vicinato vanno a far danno altrove, io non ho niente da dire. Ma quando vengono qui, a curiosare e a divertirsi sui miei poveri porci assassinati a tradimento uno dopo l'altro... Josie! Quanti maiali ci sono morti di polmonite a causa di quel suo maledetto lago di ghiaccio?
Josie - Dieci, pap. E altri dieci sono morti di colera per aver bevuto in quel sudicio stagno.
Hogan - E tutte bestie da premio. M'avevano offerto duecento dollari per ciascuno di loro. Venti maiali per duecento, fa quattromila. Metticene un altro migliaio per curare quelli malati e per i funerali dei morti. Beh, facciamo che me ne devi solo quattromila. (Furioso) E me li pagherai, se no ti! faccio causa e sar quel che sar! Ti far scacciare da tutte le fattorie della terra! Vedrai il tuo brutto muso su tutti i giornali come un tiranno seviziatore di porci! Prima che io l'abbia finita con te, passer un bel po' di tempo. (Assume improvvisamente un tono carezzevole di confidenza) Senti, avrai pure i tuoi bravi motivi per provare tutto questo rancore contro i maiali. A me puoi dirlo. Beh, certo, a meno che non sia un segreto. Ad ogni modo, dammi retta, non sta bene che uno della Standard Oil odii tanto i porci.
Harder - (cerca di finirla) Ne ho abbastanza...
Hogan - (con sarcasmo) Ci credo, perdiana! (Muta atteggiamento e gli afferra di nuovo con violenza la falda della, giacca) Non agitarti! Sta' al tuo posto e parla da persona beneducata! Non sei mica nella tua lussuosa automobile, adesso, che puoi arricciai il naso per non sentire la puzza della povera gente. (Lo scuote) T'ho avvertito. Uomo avvisato mezzo: salvato. Io ho gi i miei guai con questo mucchio di sassi che qualche mattacchione chiama fattoria. Devo sopportare un padrone crudele e spilorcio che mi truffa perfino l'ultima goccia di whisky. Debbo combattere con le erbacce velenose, coi pidocchi delle patate, e poi ci sono le serpi e le volpi... Ma, I perdiana, che io sia dannato se permetter a uno della Standard Oil di passare i miei confini! Capito? E allora per favore vattene all'inferno da solo prima che ti ci mandi io di corsa. (D una spinta a Harder) Fila via! (Harder fa per ritirarsi cercando di salvare il possibile del suo sdegno e del suo decoro. Ma si imbatte in Josie).
Josie - (fa la svenevole) Oh! Te ne vai cos, carino, senza una paroletta d'addio? Non devi disprezzarmi solo perch porti i calzoni da fantino. (In un bisbiglio) Ci vediamo stanotte, come al solito, davanti al porcile. (La ritirata di Harder diventa una rotta. Scompare a sinistra. Un seconda pi tardi I si sente la sua voce tremante di odio e carica di minaccia).
Harder - Toccate un'altra volta lo steccato, e metter la faccenda in mano alla polizia!
Hogan - (gli urla dietro derisoriamente) E io lai metter in mano all'avvocato e ai giornali! (Si piega su se stesso dalla contentezza) Guarda come scappa sul suo ronzino, e come sperona quella povera bestia! E guarda McCabe! Quasi casca di sella dal gran ridere! (Si batte la coscia con la mano) Ges Ges! Che gran giornata per i poveri oppressi! Oggi non lavoro pi! Me ne vado alla locanda ad ubriacarmi come Mos!
Josie - Non un gran peccato, per uno come te. Ma te lo sei meritato. Prima per vieni a mangiare, cos non berrai a digiuno. Andiamo. (S'avviano. Dalla casa giungono le risa di Tyrone. Josie sorride) Jim ha ancora i dolori. Fa piacere sentirlo tanto allegro. (Tyrone compare sulla soglia della stanza di lei).
Tyrone - Mio Dio, non ce la faccio pi. (Ridono tutti insieme; egli li raggiunge sull'angolo della casa a sinistra).
Josie - E' ora di mangiare. Favorisci un boccone con noi, Jim? Ti friggo delle uova.
Hogan - Ma perch gli nomini le uova? Lo sai, l'unica cosa che mangia! Beh, non fa niente. Per oggi passo sopra a tutto. (Prende la bottiglia di whisky) Entra, Jim. Mentre Josie prepara, ci faremo una bevuta. (Stanno per entrare dalla porta principale, Hogan in testa).
Tyrone - (ad un tratto con divertito sarcasmo) Aspetta un momento. Diamo almeno un'occhiata a questa terra miracolosa. Non ti sei accorto del cambiamento, Phil? Ogni sasso diventato oro.
Hogan - Ma che diavolo? Il mio whisky t'ha fatto venire il delirium tremens?
Tyrone - No, non si tratta del tuo whisky. Questa fattoria diventata improvvisamente una miniera d'oro. Sai di quell'offerta che ti dissi, no? Ebbene, ho saputo dal sensale che era stata fatta da Harder. Non che gli serva questo posto maledetto, ma gli dai fastidio tu, come vicino, e pensa che la strada migliore per disfarsi di te sia quella di diventare tuo padrone.
Hogan - Che serpe! Mi dispiace di non avergliele suonate.
Tyrone - Sono del tuo parere. Avresti fatto aumentare l'offerta ancora di pi. Ma cos come hai fatto, sei stato grande. Harder raddoppier o triplicher la cifra, perlomeno. Ormai questo buco non ha prezzo.
Hogan - (scambia uno sguardo significativo con la figlia) Capisco il tuo punto di vista! D'altra parte, noi siamo tranquilli, dopo la tua promessa di darci la fattoria al prezzo che volevamo.
Tyrone - Promessa? che promessa? Senti quello che scrive Kipling. (Parafrasa da una delle ballate soldatesche) Nessuna promessa umana o divina pu competere con diecimila bigliettoni.
Hogan - (con seriet) Capito, Josie? Vatti a fidare.
Josie - Oh, lo sai che scherza.
Hogan - Mah! Ho i miei dubbi.
Tyrone - (c' una traccia di amarezza nella sua aria divertita) Saggio consiglio, Phil. Dagli amici mi guardi Iddio... Fossi in te mi preoccuperei veramente. Sapessi da quanto desidero possedere una miniera d'oro... E questa la strada buona.
Josie - (inveendo) Vuoi smetterla con quella tua aria da Broadway! Non la posso soffrire!
Tyrone - (la guarda sorpreso) Come? Cos irritata, Josie? Non hai appena detto al tuo indegno genitore che scherzavo? (A Hogan) Dopotutto, dovrei tirartele io le orecchie, Phil. Vorrei sapere quando ti deciderai a pagarmi gli arretrati dell'affitto.
Hogan - (brontolando) Proprietario di terre e ricattatore! Santo Iddio, ecco il mio prossimo. (Josie sorride ora sollevata).
Tyrone - E tu, Josie, rammenta che stasera, quando contempleremo insieme il chiaro di luna, dovrai essere molto, ma molto arrendevole e compiacente.
Josie - (con spavalderia) Oh, non sarai certo tu a ricattarmi. Ci penserei io, in una simile occasione.
Hogan - Faccia di bronzo. Seduce l'unica figlia in presenza del padre. (Poi, co-w aria rassegnata) Che posso farci, d'altronde? Me ne star alla locanda ubriaco e senza poter muovere un dito. (Sale i gradini) Su, per amor di Dio, andiamo a mangiare. Sono affamato. (Entra).
Josie - (con un gesto di gaio imbarazzo, prende Tyrone per mano) Andiamo, Jim.
Tyrone - (sorride con aria canzonatoria) Hai paura di perdermi? Un bel partito come me! (I suoi occhi sono rivolti al seno di lei, sinceramente) Hai il pi bel petto del mondo, lo sai, Josie?
Josie - (compiaciuta e insieme turbata) No... Ma sono contenta se pensi... (Poi, in fretta) Ma adesso non ho tempo di ascoltare le tue bugie. Quel vecchio matto di mio padre aspetta il pranzo. Su, entra. (Lo tira per la mano ed egli la segue su per la scala. Lei, con preoccupata sollecitudine) Prometti che mangerai qualche cosa, Jim. Hai bisogno di nutrirti. Non puoi continuare a bere a quel modo senza mangiare a sufficienza. Ti ammazzerai.
Tyrone - (sardonico) E' giusto, Josie. Ha proprio ragione la cara mammina.
Josie - (autoritaria) Ti far mangiare io. Per te, ci vuole qualcuno che ti tenga d'occhio. (Entrano in casa).
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
La stessa scena, tranne che la parete davanti alla stanza d soggiorno stata rimossa per rendere visibile l'interno. E' una calda notte di luna, verso le undici. Josie sta seduta sui gradini dell'ingresso principale. Indossa il vestito da festa: un abito di cotonina blu scuro, calze nere e scarpe. S' pettinata con cura e s' infilata tra i capelli un fiore bianco come ornamento. Sta curva, con i gomiti sulle ginocchia e il mento tra le mani. E' la prima volta che scorgiamo sul suo viso un'espressione come questa, di tristezza e di avvilita solitudine. Si alza sospirando e con gesti lenti si sgranchisce le membra indolenzite dalla prolungata positura. Entra nella stanza di soggiorno, cerca a tastoni la scatola di fiammiferi e accende la lampada a petrolio che sul tavolo. Il soggiorno piccolo, col soffitto basso, la carta da parati stinta e macchiata, e il pavimento di nude assi. Il mobilio, sistemato sciattamente, sembra scampato da un incendio: un tavolo e una poltrona sgangherata in mezzo alla stanza; due rozze credenze, una sulla parete di sinistra, l'altra su quella di destra in fondo; vicino all'ingresso una sedia a dondolo verde, sfondata; una scrivania appoggiata al muro d fronte. Due sedie ai lati della porta che d sulla cucina. Sopra la scrivania, una sveglia segna le undici e cinque. A destra s vede la porta della stanza di Josie.
Josie - (guarda la sveglia, triste) Le undici e cinque e doveva essere qui alle nove. (In uno scatto di rabbia improvvisa si strappa il fiore dai capelli e lo getta in un angolo) Accidenti a te, Jim Tyrone! (Un canto malinconico e gridato, proveniente dalla strada, rompe intanto il silenzio della notte. E' la inconfondibile voce di Hogan che canta una vecchia nenia irlandese con tutto il fiato che ha in gola. Josie fa per andare verso la strada, poi si ferma aggrottando le ciglia) Perch torna cos presto? La locanda chiude fra un'ora. Dovrebbe essersi proprio sborniato come non l'ho mai visto. (Tende l'orecchio, astiosa) Ah, torni a casa adesso, eh? E con una bella cotta! Te lo dar io il benvenuto, se mi affliggi! Stavolta non ho nessuna voglia di litigare con te. (li canto si fa pi forte man mano che Hogan si avvicina. Egli non fa che ripetere i pochi versi che ricorda della canzone).
Hogan - Sol patate patatine
piccoline crescon qui
Le cogliamo il luned.
Le mangiamo il marted.
E la buccia gli altri d.
Sol patate patatine
Piccoline crescon qui. (Giunge, vacillando, da sinistra. Sta un po' sul chi vive. Non ubriaco come sembra. O meglio, di quelli che possono bere in gran quantit e sembrare ubriachi fradici se gli fa comodo, ma che nello stesso tempo sono abbastanza lucidi di mente e in grado di rimettersi subito in sesto. Adesso, appunto, egli si lascia andare e ne prova una grande soddisfazione. Si ferma urlando bellicosamente verso casa) Urr! Abbasso i tiranni, maschi e femmine! L'Inghilterra alla malora, e Dio stramaledica la Standard Oil!
Josie - (urla di rimando) Chiudi il becco, tu, vecchio caprone.
Hogan - (offeso e afflitto) Ma che cara figliola! Che bella accoglienza a casa mia, alla fine della giornata! (Cominciando a fremere) Vecchio caprone! E' cos che mi rispetti! (Con ira, salendo la scala) Vecchio caprone a tuo padre! Perdiana, te l'insegno io l'educazione! (Batte la porta col pugno) Apri la porta. Apri questa porta, dico, prima che la rompa a calci! (D un calcio alla porta).
Josie - Aprila da solo! Non chiusa!
Hogan - (gira la maniglia ed entra scalpitando) E' questa la maniera di ricevere il padre?
Josie - Oh, no. Ci vorrebbe di peggio.
Hogan - E' ora che ti dia una bella lezione! Ges, ti metto sulle ginocchia e ti sculaccio! (Si j lascia cadere sulla poltrona sgangherata).
Josie - Eva bene. Ricominciamo la solita storia. (Corrucciata) Ascolta, pap. Io non ho pazienza d'avanzo, perci alzati da quella poltrona e vattene nella tua stanza a dormire.
Hogan - (sembra ancor pi ubriaco, la testa pesante, barbuglia qualche cosa) Bene, bene... Maltrattami pure... Mia figlia non ha nessun sentimento... Come se non mi bastasse quello che m' successo stasera.
Josie - (rabbiosa) Oh, non cercare di... (Poi con curiosit) Che t' successo? Certo strano vederti tornare cos presto, prima che chiuda la locanda. Ma pensavo che per una volta ti fossi ubriacato da ? non farcela pi. (Risentita) Ma non mi incanti, se ? non ti fossi riempito come una zucca, saresti ancora l.
Hogan - S, s, canzonami. Canzona il tuo vecchio genitore! Ma non saresti tanto spiritosa se... (S'interrompe borbottando tra s).
Josie - Se che cosa?
Hogan - Niente niente. Non sono venuto a casa per litigare, ma a cercare il tuo conforto. E se per la strada cantavo, era solo perch certe volte bisogna cantare per non piangere.
Josie - Sentilo! Riuscir a vederti piangere?
Hogan - S. E piangerai anche tu quando... (Si interrompe di nuovo borbottando).
Josie - Quando che cosa? (Esasperata) Piantala di fare il rimbambito e parla chiaro!
Hogan - (barbugliando) Non importa, non importa. Lasciami solo.
Josie - (con ira) E' un buon consiglio. Va' all'inferno! Ti conosco. Non successo un bel niente. Tutto quello che vuoi che io stia qua a sentire i ( tuoi rimbrotti. Vattene nella tua stanza, e subito, prima che...
Hogan - Non mi va. Non potrei dormire con questi pensieri che mi tormentano. Rester qui, I in poltrona. Tu va' pure nella tua stanza e lasciami stare.
Josie - (sbuffando) Cos fra un po' ti metterai a cantare a squarciagola e a sfasciare i mobili...
Hogan - A cantare, eh? Seguita a canzonarmi. Mi metterei piuttosto a ululare di dolore alla luna come un vecchio cane rognoso, se potessi. Ma non posso. Sta' tranquilla, non mi sentirai nemmeno respirare. Va', vattene pure. (Si lamenta da ubriaco) Ma che brava figliola! Un estraneo saprebbe confortarmi meglio.
Josie - Per l'amore di Dio, piantala. Sta' seduto al buio quanto vuoi, allora. Ma non ti lascer la lampada perch la rovesci e bruci la casa. (Fa per spegnere il lume).
Hogan - (barbuglia) Lascia che bruci. Non me ne importa una cicca.
Josie - (mentre sta per spegnere la lampada si ferma a guardarlo, esitante) Non t'ho mai sentito parlare cos, neanche quando eri ubriaco da non reggerti in piedi. (Suadente mormora) Che t' successo, pap?
Hogan - (amaro) Ah, sono pap adesso, non sono pi il vecchio caprone? Be', ringraziamo Iddio. (Con grave sarcasmo) Oh, non m' successo niente. Giusto una sciocchezza. Ma non voglio che sprechi il tuo tempo prezioso, visto che vuoi andartene a letto cos in fretta.
Josie - (si adira) Oh tu, vecchio tanghero, sono stufa! Ci dormir sopra finch non ti sarai deciso. (Rimette le mani sul lume).
Hogan - Dormirci sopra? Vedremo se ci riesci quando saprai... (La sua voce si abbassa fino a un incomprensibile mormorio da avvinazzato).
Josie - (mettendosi a guardarlo di nuovo) Quando sapr che cosa, pap?
Hogan - (borbotta) Quel figlio di cane!
Josie - (sforzandosi di essere cordiale) Ce ne sono parecchi qua intorno. Di chi parli? Di Harder?
Hogan - (barbugliando) Oh, quello uno, e buono anche, ma non parlo di lui. Da Harder sai quello che dobbiamo aspettarci. Ma lui non un lupo travestito da pecora, un traditore, un serpente nascosto che ti pugnala alla schiena con un coltello...
Josie - (preoccupata tenta di prenderla in burla) Hai trovato un serpente con un coltello? Potresti fare un mucchio di soldi in un circo!
Hogan - (con amarezza) Scherza, scherza, che Dio ti perdoni! Fra poco piangerai. (Borbotta) Fingere di esserci amico! Bastardo mentitore!
Josie - (s'irrigidisce, risentita) E' di Jim Tyrone che parli cos male?
Hogan - Proprio. E tu difendilo, ingenua che sei. Quant' vero Dio, non ho mai visto citrulle come te! Hai avuto la bella idea di credergli, aspettando ore e ore tutta messa in ghingheri senza il minimo amor proprio...
Josie - (punta sul vivo) Sta' zitto! L'ho chiamato bastardo e mentitore da sola, prima che tu venissi, e mi sono promessa di non parlargli pi. Dovevo aspettarmelo. Una volta ubriaco, si sarebbe dimenticato l'appuntamento.
Hogan - Non ubriaco da dimenticare i suoi affari, per.
Josie - (come non avesse sentito, spavalda) Ad ogni modo io volevo godermi la luna da sola e ho passato una magnifica serata lo stesso.
Hogan - (cow greve sarcasmo) Col vestito della domenica, vero? Chiss la contentezza della luna!
Josie - (s'adira) Finiscila di parlare male di Jim. So dove vuoi arrivare con i tuoi misteri e le tue calunnie, ma se pensi che io ci creda... (Tenta di mostrarsi sicura) Posso dirti quello che successo come se ci fossi stata. Jim s' accorto che avevi bevuto pi del solito e che poteva farti un bello scherzo, e t'ha fatto rimanere come un imbecille!
Hogan - (amaramente) Insulta, insulta. (S'alza dalla poltrona sulle gambe malferme, facendo l'offeso) E sia. Non parler pi. Non c' modo di dire le cose come stanno a una donna innamorata.
Josie - Innamorata un accidente! Lo odio!
Hogan - Perdiana, mi metti in imbarazzo. Una sfacciata come te che viene a dirmi che ha perso la fiducia in un uomo, solo perch le ha detto una bugia!
Josie - (minacciosa) Se devi andare in camera tua, meglio che ci vai subito!
Hogan - (si ferma sulla porta e guarda la figlia negli occhi, sostenuto) Ci vado, s... e parler tra me, cos sono sicuro di parlare a una persona ragionevole. Buona notte, signorina Hogan. (Si avvia, scarta a sinistra, prova a rimettersi in direzione, ma sbanda a destra andando a sbattere addosso a Josie che aveva teso il braccio, e lui vi si afferra).
Josie - Se cerchi di salire adesso, finirai in cantina.
Hogan - (appoggiandosi al braccio e alla spalla di lei, piagnucola in tono affettuoso) Hai ragione. Non ascoltarmi. Non devo tormentarti ancora. Sei gi abbastanza addolorata per tuo conto, stasera. Dormi bene finch puoi, cara Josie... e buona notte. Che Dio ti benedica. (Fa per baciarla, ma lei lo respinge e lo porta verso la poltrona).
Josie - Mettiti a sedere, prima di cascare in pezzi per terra. (Lo spinge nella poltrona e lui vi piomba di peso, col mento sul petto).
Hogan - (con aria ebete) E' troppo tardi. E' tutto' sistemato. Non c' pi speranza.
Josie - (vivamente preoccupata) Che cosa tutto sistemato? Se tu non hai pi speranza, io s. (Poi, siccome lui non parla, con sdegno) E' la prima volta che ammetti di essere stato buscherato. Ed la prima volta da quando ti conosco che non riesci a, snebbiarti il cervello dall'alcool. Ti sei sempre vantato di poter tornare in sentimenti quando volevi... e adesso guarda l, che borbotti e ti disperi come un idiota.
Hogan - (si alza, iracondo) Basta con gli insulti! Perdiana, posso ridiventare lucido come e quando voglio! (Agita la testa con violenza) L. E' lucida! Posso raccontarti per filo e per segno tutto quello che successo questa sera, come se non avessi bevuto nemmeno un goccio, se ti va di ascoltare senza darmi del bugiardo.
Josie - T'ascolto. Vedo che ti sei rimesso in sesto.
Hogan - Bene, allora. Comincio dal principio, da quando lui ed io ce ne andammo da qui. Tu gli avevi fatto un dolce sorriso ed eri stata a sculettare, a contemplartelo con quei tuoi begli occhi. E gli dicesti: Jim, non scordarti del nostro bel chiaro di luna.
Josie - (cercando di reprimere l'ira) Io non ho mai...
Hogan - E lui rispose: Te lo giuro, Josie.
Josie - Bugiardo impostore!
Hogan - (abbassando gradualmente la voce, in tono dolente) Arrivammo alla locanda e cominciammo a bere. E io mi ubriacai.
Josie - Questo lo sapevo! E che si ubriac pure Jim. Ma poi-
Hogan - Mah! Chiss quanto lo era lui? Aveva una di quelle curiose sbronze che non puoi capire. Sai, di quelle che ti dissi stamane, quando ragiona come un birbante di Broadway capace di vendersi l'anima per il denaro, e sembra che abbia un demone dentro, e si diverte a punzecchiare la gente con parole dure che scorticano la pelle, e fa scherzi maligni. (In uno scoppio d'ira improvvisa) Che Dio lo maledica! Scommetto che adesso se la ride tra s, pensando che lo scherzo pi bello del mondo quello d'averci minchionati. Te specialmente. Perdiana, io almeno i miei sospetti li avevo, ma tu, con la tua testa piena di romanticherie e d'amore.
Josie - (adirandosi) Basta con questa menzogna del mio amore! Ci penso io a minchionarlo stavolta, e poi s che rider se...
Hogan - (ripiombando in una posa afflitta da ubriaco) E' troppo tardi. Non dovevi lasciarlo andare alla locanda. Se restava qui e lo avessi fatto ubriacare abbastanza, allora forse... (Dondola la testa e batte le palpebre, barbuglia) Ma non il caso di parlarne, ormai... non il caso per niente... non il caso...
Josie - (lo scuote) Piantala di balbettare e racconta con calma come andata!
Hogan - Vender la fattoria, ecco di che si tratta! Simpson venuto da lui alla locanda con una nuova offerta di Harder. Diecimila, in contanti.
Josie - (allibita) Diecimila! Ma se non ne vale pi di tre! E due gliene avevi offerti tu, e lui promise...
Hogan - Che cos' il denaro per Harder? Dop quello che gli abbiamo fatto vuole solo vendicarsi. Ed qui che Harder furbo. Simpson l'avr informato che Jim non sa vivere col piccolo assegno che gli danno adesso, e che non vede l'ora di tornarsene a Broadway dalle sue donnacce. Jim, del resto, non vuole aspettare fino a quando divideranno l'eredit per avere i suoi soldi. Ora Harder gli offre cinque mila in contanti come prestito sull'eredit, e il saldo a vendita effettuata. E cos Jim pu prendere il' primo treno per New York.
Josie - (in preda all'ansia, sta quasi per piangere) E Jim ha accettato:1 Non ci credo!
Hogan - E non crederci. Ma, perdiana, te ne accorgerai domani! Harder ha proposto di incontrarsi con Jim e con gli esecutori testamentari domattina, per sistemare la cosa. E Jim ha promesso ai Simpson che sarebbe andato.
Josie - (struggendosi) Si ubriacher tanto che non se ne ricorder pi...
Hogan - No. Harder verr a prenderlo in automobile, per maggior sicurezza. Ad ogni modo, non credere che si fosse dimenticato di te... che intanto ti rodevi il fegato al chiaro di luna... Per cinque mila dollari, e per tutte le belle bambole di Broadway che pu comprarci, poteva pure trascurare un appuntamento.
Josie - (assorta) Ora finiscila! (S'adira) E tu dov'eri quando questo avvenne? Non potevi far nien-| te per impedirlo, eh, vecchio ubriacone?
Hogan - No. Simpson si mise a sedere al nostro tavolo...
Josie - E tu ce l'hai lasciato!
Hogan - L'aveva invitato Jim. E io volevo vedere che razza d'imbroglio aveva preparato, e come avrebbe risposto Jim. Quando fu fatto tutto, mi alzai in piedi e allungai una sventola a Simpson, mar non lo presi. (Con tristezza da ubriaco) Ero troppo ubriaco... troppo ubriaco... troppo... non l'ho preso! Dio mi perdoni! (II mento gli ricade sul petto. Resta ad occhi chiusi).
Josie - (Lo riscuote) Perdiana, ti prendo io sei non ti tieni sveglio!
Hogan - Mollai pure una sventola a Jim . ma non presi nemmeno lui. Ero troppo addolorato. Gli! volevo bene come a un figlio... come a un vero figlio... che prendesse il posto di quel somaro di Mike, e di quegli altri due.
Josie - (a disagio, con amarezza) Mike era l'unica persona ragionevole in questa casa.
Hogan - Ero troppo addolorato per il voltafaccia! di Jim... Gli urlai sul muso che era un traditore velenoso e bastardo, e gli voltai la schiena e me ne andai. Per la strada mi misi a cantare per far vedere a lui e a tutti quelli della locanda che non me ne importava una cicca di niente.
Josie - (inveendo) Non eri certo tu l'eroe! Alla malora tutti i soldi che...
Hogan - Eh! Be', era una tentazione troppo forte. E lui debole, e ha gi un piede nella tomba per tutto l'alcool che manda gi. Forse non dobbiamo dargli torto.
Josie - (ha gli occhi che mandano fiamme) Non dobbiamo? Io gli d torto, e come! E che Dio lo stramaledica! Cerchi di giustificarlo tu, vecchio grullo?
Hogan - Oh, no! E' una lurida vipera! Cercavo solo di immaginarmi quello che avrei fatto al suo posto. Tu che avresti fatto per cinquemila dollari in contanti?
Josie - (il suo volto si fa duro. Parla con accento damarezza) Non avrei potuto tradirlo per nessuna cosa al mondo! Cio, prima non avrei potuto. Adesso non c' nessuna cosa al mondo che non possa fare. (Hogan prende a ridacchiare) Pensi che ti mentisca? Dammene l'occasione e vedrai...
Hogan - Stavo pensando a una cosa. (Ride come un ubriaco) Diavolo, Josie, con tutto il suo fascino sulle donne di Broadway, tu l'hai raggirato magnificamente, e questa, almeno, una bella soddisfazione!
Josie - (sgomenta) Che vuoi dire?
Hogan - E, non ci crederai come non ci credevo nemmeno io, ma dopo che l'ho visto, debbo dire che cos.
Josie - Cosi che cosa?
Hogan - Fu quando era gi diventato curioso... Simpson non era ancora arrivato. Si mise a parlare di te, come se fosse innamorato... Mi venne in mente che sarebbe stato davvero facile realizzare il tranello di Mike, di prenderlo da solo di notte, perch non faceva altro che dire un gran bene di te.
Josie - Quel bugiardo!
Hogan - Diceva che solo lui era capace di vedere tutta la bellezza che c' in te.
Josie - (agitandosi) Non raccontar frottole.
Hogan - Sei una donna forte e altera, ha detto... E molto buona, ha aggiunto. Ma questa la soddisfazione! Ecco dove lui cascato come un asino! (Le d uno sguardo affettuoso da ubriaco) Adesso ascoltami, cara, e non svenire dalla meraviglia. (Si china verso di lei, a bassa voce) Crede che tu sia vergine! Josie si irrigidisce come se fosse stata insultata. Hogan prosegue) Sul serio! Lo pensa, quel povero scemo! Ti crede innocente! Dice che la tua tutta spavalderia e che ti dai solo le arie di donna vissuta.
Josie - (furiosa) Basta, basta! Che sporco bugiardo! Cos mi darei solo le arie, eh?
Hogan - Oh, a me puoi fare a meno di dirlo. (La osserva sospeso, con fare da ubriaco) La prendi come un'offesa? Perch diavolo non te la ridi? Perdiana, se vedessi come l'hai ridotto!
Josie - (forza un sorriso) E' comica davvero.
Hogan - (ridacchiando) Oh, perdiana! Mi scordavo un'altra cosa, Josie. Sai perch non venuto all'appuntamento con te? Non se l'era mica dimenticato. Anzi se lo ricordava benissimo.
Josie - Vorresti dire che in piena coscienza, sapendo che io stavo ad aspettare... (Rabbiosa) Che Dio lo stramaledica!
Hogan - No, me ne ha spiegato il motivo, bench non potesse essere troppo esplicito, dato che io sono poi tuo padre. Era tormentato dagli scrupoli. Vuole partire senza rivederti... per il tuo bene... perch innamorato di te. (Ridacchia).
Josie - (colpita e sgomenta. Osserva il padre, con voce tremante) Innamorato di me? Te lo inventi.
Hogan - No, no. So che buffo, ma...
Josie - Che voleva dire parlando del mio bene?
Hogan - Non capisci? Per lui sei, s, come una santa; per, oltre alla tua anima candida, gli piacciono pure i tuoi bei capelli, i tuoi begli occhi...
Josie - Finiscila, pap!
Hogan - (conte se non l'avesse intesa) E vuole tenersi lontano dalla tentazione perch ha paura di non comportarsi bene... insomma, scappa per non mettersi sulla coscienza il peccato di averti sedotta. (Ride) Se questo non fa ridere, perdiana!...
Josie - (con voce tremante) Cos, era per quel motivo che... (Poi, adirandosi) E lui pensa che basti muova un dito perch io gli caschi tra le braccia? Che fanatico birbante!
Hogan - (ridendo) Ges! Era la cosa pi buffa del mondo! Lui tutto infervorato a dir bene di te... e di l, al bar, in bella vista, c'erano due delle tue vecchie fiamme a bere assieme, il giardiniere di Smith's e Regan e l'autista dei Driggs!
Josie - (sorridendo a fior di labbra) Buffo1 davvero. Mi sarebbe piaciuto godermi la scena. (Adirandosi) Ma che c'entrano tutte queste frottole che t'ha raccontato con la faccenda della fattoria?
Hogan - (ridiventando di colpo afflitto) Non c'entrano niente. Pensavo solo che non ti dispiacesse sapere la bella vendetta che hai ottenuto.
Josie - Bella d'Egitto! Ben altra vendetta mi prender su di lui... o almeno ci prover. Non sono mica come te, che ti adatti come un coniglio e t'ubriachi senza speranza! (Lo scuote) Ritorna in te e rispondi: Simpson gli ha fatto firmare qualche carta?
Hogan - No, ma con questo? Domattina firmer tutto quello che gli metteranno davanti.
Josie - E' gi qualche cosa. Vuol dire che c' ancora una speranza. O per lo meno, ce l'ho io.
Hogan - Che speranza? Lo pregherai di aver piet di noi?
Josie - S, sta fresco, se s'aspetta questo da me. No. C' un'altra speranza. Ma mi serve il tuo aiuto. (Lo osserva, adirandosi) Guardati l, col cervello pieno di whisky! Che me ne faccio di uno cos?
Hogan - (si riprende) Se c' qualche speranza, conta su di me. Perdiana, divento lucido sui due piedi, per te, come un avvocato. (Poi, afflitto di nuovo) Ma, mia cara, che cosa puoi fare? Non neppure venuto qui. E adesso se ne sta alla locanda, solo soletto, a bere e a sognare le allegre donnine che domani sera, a Broadway, gli terranno compagnia.
Josie - Far in modo che venga! Passo sopra al mio amor proprio e vado da lui, alla locanda. E se non vuole venire so la maniera per costringerlo. Gli faccio una scenata. Finger d'essere arrabbiata perch non venuto. L01 tormenter finch, pur di farmela smettere, sar contento di venir via con me. Conosco il suo punto debole. E' vanitoso con le donne.
Hogan - No, Josie. Parlava seriamente. Ma non pensiamoci pi, adesso. Stavi dicendo che l'avresti portato qua. E dopo?
Josie - Stamani t'avevo detto che, caso mai lui non avesse mantenuto le promesse, avrei fatto qualunque cosa, sia pure disonesta. E la far! Tu dovrai solo venire all'alba con dei testimoni a scoprirci, mentre... (Esito).
Hogan - Mentre state a letto, no? Questa una delle idee di Mike.
Josie - T'ho detto che non m'importa che sporco tranello sia... (C' una traccia di amarezza nel suo sorriso forzato) Pi sporco , meglio .
Hogan - Ma come farai?
Josie - Lo far ubriacare finch non s'addormenta, e poi lo trasporter dentro il letto.
Hogan - Cos bisogna fare! Perdiana! Ma prima devi mandargli gi un bidone di whisky. E non ci riuscirai mai se non sarai socievole con lui.
Josie - Ho detto che avrei fatto di tutto! (Poi, turbata) Quello che volevo dire era che non giusto che un padre insegni alla figlia il modo di... (Adirandosi) Non mi servono i tuoi consigli. Forse che gli uomini non me li sono sempre trovati da me?
Hogan - Sia ringraziato Dio! Cos s che sei naturale! Perdiana, credevo ti mettessi a fare la verginella pure con me, dopo essertelo sentito dire da quello scimunito.
Josie - (furiosa) Sta zitto! Io non mi metto a fare niente. Non preoccuparti di me.
Hogan - Cos si parla! Ma mettiamo le cose bene in chiaro. Io vengo all'alba coi testimoni. Tu hai dimenticato di chiudere la porta. Noi entriamo. Vi troviamo a letto. Io faccio uno scandalo e lo minaccio che se non ti sposa...
Josie - - Sposarlo? Dopo quello che ci ha fatto? Non lo sposerei nemmeno se mi si inginocchiassedavanti! Tutto quello che voglio ora una cartai firmata di fronte ai testimoni che vender la fattoria a te al prezzo che offrirai, e non a Harder.
Hogan - Be', questo giusto, ma poco. Pensavo che volessi far pagare a quello sporco bastardo-anche il nero tradimento che ci ha fatto!
Josie - Certo! (Di nuovo lo guarda con amami risentimento) Pensi all'eredit, vero? Veditela da solo! (Ma aggiunge in fretta) Be', ci penso anch'io.; Mi piacerebbe ficcarci le unghie! (Assumendo una forzata aria spavalda) Perdiana, se devo fingermi una di quelle, bisogner che mi paghi! Gli faremo -firmare una carta con cui si impegna a lasciarmi diecimila dollari quando sar divisa l'eredit. (Ride) Che te ne pare? Scommetto che nessuna delle sue amichette di Broadway c' mai riuscita, per quanto; furba e affascinante possa essere. (Ride di nuovo) Gli servir di. lezione, e il bello questo, che pagher per un bel niente! Lo metter a letto ma non mi toccher.
Hogan - (con sguardo ammirato) Ges buono, Josie, questa proprio la maniera migliore! (Si picchia sulla coscia entusiasta) Cos imparer a imbrogliare gli amici! Gli faremo vedere che cosa siamo capaci di fare! E lui ti crede una innocentina. Domattina bisogner che mi incolli le labbra per non scoppiare dal ridere quando vedr la sua faccia! (Scoppia t una fragorosa risata).
Josie - (risentita) Finiscila di ridere! Stai perdendo il controllo un'altra volta. (Assumendo con difficolt un'aria d'affari) Abbiamo parlato abbastanza Adesso muoviamoci...
Hogan - Aspetta. Un'altra cosa. Quando vi avrai scoperto, di che cosa lo minaccio? Che lo cito in tribunale per oltraggio al pudore? Il suo avvocato farebbe testimoniare tutti i tuoi vecchi spasimanti e la giuria penserebbe che sei stata fedele a tutti i maschi d'America... E allora di che lo minaccio Qualunque cosa inventiamo, ci riderebbe dietro come un matto.
Josie - (riflettendo) Hai torto. Vuoi che ti ripeta qual la sua debolezza? E' vanitoso con le donne? E in pi c' il punto d'onore del nuovayorchese che si crede tanto furbo che nessuna lo pu abbindolare. E io lo svergogner proprio nella sua vanit approfittando del capriccio... momentaneo che ha per me... (E' titubante, ma si fa forza e prosegue Il mio muso sar messo vicino' al suo su tutti i giornali... pure quelli di New York... e tutta Broadway creper dalle risate... e lui ci dar tutto quello che vorremo pur di tenerci buoni. Te lo dico io. Lo conosco! Perci non preoccuparti... (Conclude, trattenendo le lacrime di umiliazione).
Hogan - (senza guardarla, ripreso dall'entusiasmo) Perdiana, hai ragione!
Josie - (gli lancia un'occhiata amara, con ira) E allora muoviti da quella poltrona e cominciamo! (Egli si alza. Lei lo tiene d'occhio indispettita) Stai sulle spine, eh, vecchio imbroglione? Senti l'odore dei dollari! (In fretta) Ma sono contenta. So che ora posso contare su di te. Verrai alla locanda con me e ti nasconderai di fuori, finch non mi vedrai uscire insieme a lui. Allora sguscerai anche tu nella locanda e cercherai i testimoni. Ma bada di non ubriacarti ancora, e di non lasciar sborniare troppo neppure loro!
Hogan - Ci penso io. Giuro! (Le batte una mano sulla spalla con aria di approvazione) Perdiana, sei intrepida come una tigre! Mi fai vergognare della mia debolezza. Mi vado proprio convincendo che tutto questo tuo entusiasmo proviene da quel motivo.
Josie - (accigliandosi) Di che motivo parli?
Hogan - Di fargli vedere che con te nessuno capace di prendere il meglio...
Josie - Glielo far proprio vedere! (Improvvisamente, fa per uscire) Andiamo. Non c' tempo da perdere. (Ma raggiunta la porta principale, a sinistra, esita; appare timida, parla frettolosamente) Un momento. E' meglio che mi dia un'occhiata allo specchio. (Spavalda) In un lavoro del genere, bisogna sembrare il meno brutte possibile. (Torna precipitosamente indietro, attraversa il soggiorno, entra nella sua stanza chiudendosi dietro la porta. Hogan la segue con lo sguardo. Appena lei fuori di carneo, cessa di avere l'aria dell'ubriaco che si tiene su a fatica. Egli, s, ha bevuto moltissimo, ma ancora lucido di mente ed ha il pieno controllo di s).
Hogan - (guarda la fessura illuminata sotto la porta di Josie e parla tra s, scuotendo la testa in atteggiamento di compassione) Un'occhiata allo specchio, e si dimentica di accendere il lume! (Con aria di rimorso) Che Dio mi perdoni, una medicina assai amara. Eppure la sola possibilit che mi resta. (La porta di Josie si apre. Subito egli torna cernie prima. Lei viene fuori dalla sua stanza con un sorrisetto appiccicato, a testa alta, l'espressione del viso spavalda, ma evidentemente ha pianto).
Josie - (smargiassa) Ecco. Ci siamo. Me li meriter pure diecimila dollari da un ubriacone, non ti pare?
Hogan - Tu ne meriti un milione, mia cara!
Josie - (va alla porta di casa e la apre con decisione) Allora andiamo. (Esce e lui la segue. Si ferma improvvisamente sul primo gradino, trasalendo) Guarda! C' qualcuno sulla strada...
Hogan - (scende i gradini sorpassandola, volge lo sguardo a sinistra con spavento, come se lo dicesse forte a se stesso) Perdiana, lui! Chi l'avrebbe mai pensato...
Josie - (ad alta voce, come parlando tra s) Allora non s' dimenticato...
Hogan - (parlando in fretta) Ecco, questo dimostra che non pu stare lontano. Ti sar pi facile... (Poi, adirato) Bastardo imbroglione! Che faccia tosta! Se la viene lemme lemme, dopo averti fatto aspettare per ore e ore... e sicuro che tu non sappia niente di quello che nel frattempo ci ha combinato. Oh, se veniva poco fa, si sarebbe divertito un mondo a farti i complimenti sotto la luna, e tu ci avresti creduto a bocca aperta.
Josie - (punta sul vivo) Basta! Gli insegner io a fare il furbo! Non sospetter mai che tu m'abbia detto qualche cosa...
Hogan - S, s. Non lasciarglielo sospettare, altrimenti ti infinocchier. Capirebbe che vuoi vendicarti. Ma adesso pu vedermi. Io non posso andarmene di qui senza che lui sospetti. Bisogna studiare subito qualche cosa perch io possa svignarmela...
Josie - (parla in fretta) Lo so io. Fa finta d'essere ubriaco come quando sei arrivato qui. Fagli credere di esserti sbronzato al punto da non ricordarti di quello che successo. Cos non immaginer mai che me l'hai detto.
Hogan - D'accordo. Perdiana, Josie, ch'io vada in malora se lui non cos ubriaco da essersi dimenticato tutto, se no certo non verrebbe proprio qui.
Josie - Pi sborniato , meglio ! (Abbassa la voce parlando svelta) E' arrivato al cancello, ci pu sentire. Facciamo finta di litigare, e che io ti caccio fuori di casa finch non tornerai in sentimenti. Tu devi dire che stanotte non torni pi. Cos sar sicuro di stare solo tutta la notte con me. Dai, comincia a litigare.
Hogan - (si comporta immediatamente da ubriaco delirante, urla) Ah, sei tu che mi cacci di casa, tu, sfacciata disobbediente?
Josie - Non ci sono scuse. Non voglio ubriaconi in casa che urlino tutta la notte. Tornatene alla locanda.
Hogan - Ci torno. E mi comprer due grosse bottiglie e mi sbornier come pare e piace a me!
Josie - Va, vacci di corsa! E non tornare finch non ci avrai dormito sopra, o altrimenti ti concio io per le feste! (Da sinistra compare Tyrone. Non sembra brillo, o, meglio, non si notano in lui i segni dell'ubriachezza. All'aspetto quasi lo stesso del primo atto, tranne che in tutto il suo atteggiamento - sguardo voce gesti - traspare un che di svagato, come se fosse assente e soprappensiero).
Tyrone - (con voce atona) Giusto in tempo per il grande Derby. O siete gi all'ultimo round?
Hogan - (va a sbattergli addosso vacillando) Ma che diavolo... (Lo guarda) Ah, sei tu, proprio tu?
Tyrone - Che bell'idea t' venuta, Phil, di piantarmi alla locanda in quel modo?
Hogan - Piantarti in quel modo? Ges, mi fai ricordare che ho da darti un ceffone sul muso per qualche cosa. Per che cosa? Perdiana, sono troppo a terra per ricordarmelo. Ma qualche cosa era. (Si volta barcollando verso Tyrone e gli lancia un pugno. Manca per il bersaglio di almeno mezzo metro e cade. Tyrone lo osserva appena meravigliato).
Josie - E' ora di finirla, vecchio scimunito. Vattene di qui!
Hogan - Sei tu che porti i calzoni in questa casa? Diavolo di una figlia! (Si rialza con dignit da ebbro) No, stanotte non mi vedrai pi, signorina Hogan... e nemmeno domani, forse. Sfoga pure i tuoi nervi sul tuo innamorato, eccolo qua. (Imbocca la strada, a sinistra, gridando dietro le sfalle) Che il diavolo vi porti, a tutti e due! (Scompare. Un momento dopo si sente che urla la sua nenia irlandese) Sol patate patatine - piccoline crescon qui ecc. (Durante il seguente dialogo la canzone continuer a sentirsi per un po' a intervalli, e si spegner man mano che Hogan si avvicina alla locanda).
Josie - Grazie a Dio, me ne sono liberata. (Va verso Tyrone il quale, perplesso, sta seguendo con gli occhi il percorso di Hogan).
Tyrone - Non l'avevo mai visto cos rincitrullito. Gli avr fatto effetto tutto insieme. Non mi sembrava tanto cotto alla locanda; ma forse non ci avevo fatto caso.
Josie - (con una forzata aria scherzosa) Se tu fossi una persona veramente per bene, per prima cosa saresti corso da me a scusarti, invece di preoccuparti di lui. Sono due ore e mezzo che t'aspetto. Lo sai? Se io avessi tanto cos d'amor proprio, non dovrei rivolgerti la parola.
Tyrone - (la osserva con curiosit) Ce n'hai da vendere, d'amor proprio, Josie. Ecco il guaio.
Josie - E con questo che cosa vorresti dire, Jim?
Tyrone - (scrollando le spalle) Niente. Non pensarci. E scusami, Josie. Davvero. Mi dispiace maledettamente. Non ho la minima giustificazione, e non posso inventarne. (Osservandola unaltra volta incuriosito) Veramente, ora che ci penso, ne avrei una, e buona, ma... (Scrolla le spalle) Sciocchezze. Non pensarci.
Josie - Ges benedetto! Quanti indovinelli, stasera! Be', non ho bisogno di scuse. Visto che sei venuto, ti perdono. (Gli prende una mano, scherzosa) E adesso cominciamo. Mettiamoci a sedere sugli scalini della mia stanza e facciamo i sentimentali al chiaro di luna, come avevamo detto. (Lei lo conduce. Egli si muove come se capisse solo a met ci che sta facendo. Lei siede sull'ultimo gradino e fa sedere Tyrone su quello sottostante. C' una pausa. Lui guarda lontano, soprappensiero. Josie si china a scrutarlo angosciata).
Tyrone - (ad un certo punto prende a parlare, in modo atono) Non resistevo pi in quella dannata locanda. Stavo solo come un cane. I soliti incubi. Cos sono venuto qui, da te. (Si interrompe. Poi aggiunge con un inatteso accento di sincerit) Josie, sono seriamente innamorato di te.
Josie - (ha una reazione immediata, amara) Ai s? E te ne sei accorto stanotte, vero? (Riprende subito in tono scherzoso. Parla in fretta) Ma lasciamo stare. Ormai, del ritardo t'ho gi perdonato. Sui continua a parlarmi d'amore. Sono tutta orecchi,
Tyrone - (come se non l'avesse ascoltata) Pensavo che fossi andata a dormire, infischiandotene. Avevo una mezza idea di venire a letto con te... solo per riposare con il capo sul tuo seno.
Josie - (fa un gesto di disappunto, ma subito riprende il tono spavaldo e scherzoso) Mah! Forse te lo lascer fare... (Affrettatamente) Pi tardi, per! E' ancora presto. Ne abbiamo, di tempo, davanti al noi. (Di nuovo spavalda) Eccoti intanto un assaggio. (Lo cinge con le braccia e lo tira indietro fino a ' fargli poggiare il capo sul suo seno) Cos.
Tyrone - (s abbandona, con espressione semplicemente e grata) Ti ringrazio, Josie. (Chiude gli occhi per un momento lei dimentica tutto e lo guarda con viva, appassionata tenerezza. C' una pausa. Di lontano, nel silenzio della notte, s'ode la cantilena Hogan che s'avvicina alla locanda: Sol patate pm fatine - piccoline crescon qui-. Tyrone si alza e sii sgranchisce. E' imbarazzato, come chi d'un tratto si rende conto di comportarsi male. Sardonico) Sentilo come canta quel fringuello d'Irlanda! Oli di vino volatile, non nato per la morte!. Ehi, Josie, Phil non conosce altro che quel maledetto requiem? (Lei non risponde. Lui continua con parole oscure) Eppure... questa notte sembra... nel chiaro di luna... o nel mio cervello... (Recita con profondo sentimento) Adesso pi che mai bello morire, spegnersi a mezzanotte senza pena al bacio della luna! . (Poi sogghignando) Ode dedicata a Phil, l'usignolo irlandese! Dio buono! Devo avere il delirium tremens.
Josie - (il suo viso si fa amaro) Forse solo la I coscienza sporca.
Tyrone - (si volta a guardarla, diffidente) Chi te l'ha messo in testa? Coscienza sporca, perch?
Josie - (affrettatamente) Che ne posso sapere, sei non lo sai tu? (Riassumendo a fatica l'atteggiamento scherzoso) Forse per il desiderio di venire a letto con me.
Tyrone - (stranamente sollevato) Oh. (Un po' vergognoso) Dimentica quella storia, Josie. Ero mezzo rimbecillito quando mi venne quell'idea.
Josie - (con amarezza) Ti scusi come se ora te ne vergognassi... (S domina).
Tyrone - (osservandola di sfuggita) Mah, se tu non sei arrabbiata... non c' bisogno che mi scusi. Temevo che la tua modestia...
Josie - (arrogante) La mia modestia? Perdiana, non sapevo di avercela ancora.
Tyrone - (si scosta da lei irritato) No, Josie. Piantala con queste maniere, almeno stasera. (Parlando lentamente, aggiunge) Vorrei che questa notte fosse diversa...
Josie - Diversa da che? (Lui non risponde. Lei tenta un tono leggero) D'accordo. Sar diversa come desideri.
Tyrone - (con semplicit) Ti ringrazio, Josie. Cerea solo di essere te stessa. (Di nuovo come se si vergognasse o temesse di essersi dimostrato debole, con familiarit) Dopotutto, stare qui all'aria aperta, sotto la luna, invece che in quella locanda pidocchiosa, non una balorda idea. Non lo so mica perch sono andato a cacciarmi in quella trappola malinconica. Il fatto che i buoni alberghi di questa citt provinciale mi rattristano ancora di pi.
Josie - (cercando di studiarlo senza farsi vedere) Ma tanto fra poco sarai a Broadway, no?
Tyrone - Me l'auguro.
Josie - Be', allora non avrai tempo di essere triste, con tutte le tue belle amichette di l.
Tyrone - Oh, ancora la solita minestra, Josie! Avevi promesso di piantarla per stasera.
Josie - (senza controllarsi) Sentilo, chi parla di promesse!
Tyrone - (con un tono leggermente sorpreso) Che vuoi dire? Sei ancora irritata per il ritardo?
Josie - (in fretta) No, no. Ti canzonavo. E per provarti che non sono pi irritata, ci berremo sopra. Ti va? Ma sono proprio stupida a chiedere se ti va. (Si alza) Prender una bottiglia di quello che tiene nascosto.
Tyrone - (atono) Bella idea. Cos spero di smuovermi un po'. Quello che ho bevuto alla locanda non m'ha fatto effetto.
Josie - Ci penso io. Vedrai. (Va nella sua stanza. Lui si siede sullo scalino, curvo, e fissa il vuoto. Sullo stipite della porta lei si volta a guardarlo. L'espressione della sua faccia si addolcisce. Resta ancora un secondo a guardarlo, in preda a sentimenti contrari. Infine entra, lasciando aperto l'uscio. Vediamo che, oltrepassa la sua stanza, attraversa il soggiorno ancora illuminato dalla lampada a petrolio e scompare in cucina, dalla quale deve passare e scendere in cantina. La porta tra il soggiorno e la sua camera rimasta spalancata e la luce della lampada ci mostra una parte di questa. Possiamo vedere i piedi di un letto che occupa quasi tutta la stanza, e una parete costruita con assi di pino non dipinte. Tyrone continua a fissare il vuoto, ma comincia ad agitarsi. Stringe i pugni e contrae le labbra).
Tyrone - (con profondo, improvviso disprezzo) Tu, putrido bastardo! (Balza in piedi, cerca nelle tasche le sigarette, accende un fiammifero. Sul suo viso, rischiarato dalla fiammella, si legge ora una espressione di doloroso rimorso. Gli trema la mano con tanta violenza che non riesce ad accendere la sigaretta. Buio. La scena rimasta al buio un istante. Praticamente non trascorso tempo, poich Tyrone - appena si riaccende la luce - sta ancora cercando di accendere la sigaretta con lo stesso fiammifero. Finalmente ci riesce, aspira una lunga boccata e fa alcuni passi su e gi assorto nei suoi pensieri. Impreca tra s, senza ira) Alla malora. Te ne pentirai amaramente. (Sogghignando, si mette a canticchiare due versi d'una lacrimosa canzone della fine del secolo) E il pianto dei beb non pu destarla, - ormai gi distesa e pi non parla . (Il ghigno si trasforma in uno sguardo di ansioso rimorso e di dolore) Cielo! Cielo! (Sta per scoppiare in singhiozzi, ma s contiene) Bisogna finirla, finirla, scemo d'un ubriacone che non sei altro! (Vede attraverso la finestra Josie che torna dalla cucina. Si volta con un'espressione di sollievo) Grazie a Dio! (Siede sul sasso in attesa. Josie va al tavolo del soggiorno per abbassare la luce del lume fino a una piccola fiammella. Reca sotto il braccio una bottiglia di whisky e nelle inani una brocca d'acqua e due bicchieri. Entra nella sua stanza e riappare subito dopo in cima alla scaletta. Tyrone si alza) Ah, finalmente si beve! (Le prende la brocca e i bicchieri dalle mani mentre lei scende i gradini).
Josie - (fa un sorriso d'occasione) Pensavi che fossi scappata, eh? Eppure non sembravi cos ansioso di bere.
Tyrone - (famigliarmente scherzando) Di te, ero ansioso. Morivo di solitudine...
Josie - Morirai a forza di bugie, un giorno o l'altro. Sono contenta che sei ancora vivo. Prima di scendere in cantina avevo davvero paura che mi morissi addosso.
Tyrone - Magari ottenessi questa grazia.
Josie - Oh, non parlare cos. Beviamo, piuttosto. Il sasso far da bancone e io da barista. (Lui posa la brocca e i bicchieri sul sasso. Lei stura la bottiglia. Lo sbircia, trasalendo) Che ti prende, Jim! Sembra come tu vedessi un fantasma.
Tyrone - (cambiando espressione, con voce atona) L'ho visto, infatti. Sono io il fantasma. Una compagnia che non ti consiglio.
Josie - (scherzosa) Oh, vero. Che non lo so?! Tieni, mettici questo al posto del tuo fantasma. (Versa mezzo bicchiere di whisky e glielo porge) Ecco. Ma aspetta, brindiamo insieme. (Versa una uguale quantit per s).
Tyrone - (sorpreso) Ehi! Credevo che non avessi mai bevuto!
Josie - (frivola) Mah, dipende. Ora bevo, per esempio. Non voglio essere scartata proprio del tutto dai festeggiamenti per la vittoria su Harder. (Lo scruta a lungo, accigliata, poi incontra i suoi occhi che la guardano con perplessit e finge un sorriso) Non guardarmi come se fossi un fenomeno vivente. Un bicchiere o due mi daranno, pi allegria per godermi con te la nostra notte di luna. Alla salute. (Toccano i bicchieri).
Tyrone - (scrollando le spalle) E sia. Alla salute. (Bevono. Lei ingoia tutto il suo whisky e poi tossisce. Lui le versa acqua nel bicchiere. Dopo avergliela fatta bere, posa la brocca e il bicchiere sul sasso osservandola con un cipiglio meravigliato).
Josie - Mi andato di traverso.
Tyrone - Lo vedo. Quello era un beveraggio, non un sorso. Non questo il modo di bere. Josie, E' la prima volta che ti sento reclamare per una bevuta troppo abbondante.
Tyrone - Per te era troppo abbondante.
Josie - Sono la figlia di mio padre, del resto. L'alcool lo reggo. Non preoccuparti, che non dovrai portarmi a letto svenuta. (Fa una risatina ardita) Comunque bene a sapersi che tu mi vuoi anche...
Tyrone - (irritato) Basta con questa storia, Josie. Ricorda che mi hai detto...
Josie - (in tono canzonatorio, ma non privo di risentimento) Che sarei diversa, vero? Gi, m'ero dimenticata che per stanotte mi volevi vergine e innocente.
Tyrone - (con una strana espressione lievemente ammonitrice) Se non stai attenta, ci cascherai, Josie. (La fissa a lungo con- uno sguardo volutamente sensuale) Mi piaci, e tu lo sai. Lo sai, vero;1
Josie - (spavalda) Non lo so affatto. E' solo la tua immaginazione.
o
Tyrone - (la prende tra le braccia, con vera passione) Josie! (Poi, d'un tratto, lasciandola) Niente. Finiamola. (Cambia espressione. Sul volto di lei si scorge un conflitto di passione, paura, gioia e di amaro risentimento. Lui prosegue con temo mutato) Allora a quando un altro bicchiere? Questo Borbon genuino. Come diavolo fa Phil ad avercelo?
Josie - Gliene lasci una cassa Tom Lombardo, il contrabbandiere, perch la polizia gli dava la caccia e pap gliene fece nascondere un carico nel fienile. Lombardo lo aveva preso con dei permessi falsi, in un magazzino. (Mentre parla versa da bere. Mezzo bicchiere per lu e meno per s) A te. (Gli porge il bicchiere. L'alcool comincia a farle effetto. Sorride in modo piuttosto sciocco e accentua la sua aria smargiassa) Con questo bel chiaro di luna bisogna star seduti. Faremo i sentimentali. (Lo prende per un braccio e lo porta fino ai gradini della sua stanza. Lei s siede sull'ultimo gradino e spinge lui su quello sottostante, accanto a s. Sollevando il bicchiere) Speriamo che prima di domattina ti deciderai a baciarmi.
Tyrone - (aggrotta le ciglia, poi canzonatorio) Te lo prometto. Ol. (Tracanna d'un fiato il suo whisky, Lei sorbisce solo met di quello che si versato. Egli mette il bicchiere sullo scalino, a portata di mano. Una pausa. Josie lo osserva cercando di non farsi, notare. Lui sembra di nuovo sopra pensiero, ora, assente).
Josie - Su, adesso non sognare ad occhi aperti, come un momento fa.
Tyrone - (frettolosamente) Non sogno pi. Ho avuto l'ultimo incubo poco fa, prima che tu tornassi. Per questa notte non ne avr altri. (Comincia anche lu a subire l'effetto del whisky. Aggiunge un po' brillo) Il passato passato, ormai.
Josie - Cos devi parlare. Esistiamo solo noi, lai luna, la notte... e questo Bourbon stravecchio. Mandane gi un altro goccio, stavolta senza di me.
Tyrone - No, grazie. Ancora un momento. Me ne dai uno dopo l'altro. (La guarda con una strafa' espressione tra cinica e divertita) Cerchi di farmi sborniare, Josie?
Josie - (fa un gesto contrariato, ricomponendosi in fretta) Che idea! E' solo per tenerti allegro. Cosi scordi la malinconia.
Tyrone - (canzonatorio) Potrei scordarmi anche le buone intenzioni. Sta attenta.
Josie - Io ci sto, attenta... ma voglio proprio che! tu scordi le buone intenzioni... cos non dimentichi il bacio che m'hai promesso. E se pensi che voglio ingannarti... Be', allora ecco. (Beve quanto le rimasto nel bicchiere) Fatto. Inganno anche me, mi sbornio da sola.
Tyrone - Forse gi lo sei.
Josie - Se lo fossi, ti sentiresti nel tuo elemento. Che forse le belle bambolette di Broadway non alzano il gomito insieme a te?
Tyrone - (irritato) Sempre la solita canzone!
Josie - Eva bene! Non ne parler pi! (Ridendo a forza) I] fatto che mi fanno rodere dalla gelosia?
Tyrone - Non devi. Non lo meritano.
Josie - Io invece lo merito?
Tyrone - S, tu lo meriti.
Josie - Soltanto per questa notte?
Tyrone - Abbiamo promesso cos... dovremo passare una notte diversa da ogni altra... tutti e due,!
Josie - (beffarda) Speriamo bene. Far finta di! non invidiarle le tue fate di Broadway. Ma sar difficile. Me le immagino graziose e delicate, men-1 tre io non sono che una brutta caricatura di donna.
Tyrone - Taci! Tu sei bella.
Josie - (beffarda, ma con voce tremante) Dio abbia piet dei ciechi!
Tyrone - Per me sei bella.
Josie - Dipender dal Bourbon...
Tyrone - No. Tu sei sana, limpida, e forte. Davvero. E bella. E sei anche gentile, affettuosa...
Josie - Insomma sarei un'anima eccezionale. questo che vuoi dire?
Tyrone - Be', l'anima delle donne non la conosco abbastanza... (Le prende una mano) Ma che sei bella, lo so. (Le bacia la mano) E ti amo sul serio, e molto... a modo mio.
Josie - (balbetta) Jim... (Riprende maldestramente il suo tono scherzoso) Sei un adulatore formidabile quando ti ci metti. E adesso tocca a me. Bisogner che anch'io finga di essere, lusingata. (Gli piega il capo all'indietro e lo bacia sulle labbra. Un bacio timido e fugace) Questo va nel conto dell'anima bella.
Tyrone - (il bacio stimola il suo desiderio. Le abbassa il capo fissandola negli occhi) Hai anche un bel corpo, Josie... E gli occhi, belli, e i capelli, e un sorriso stupendo e un bel petto caldo. (La bacia sulle labbra. Lei si schermisce spaventata, ma solo per un attimo, poi gli rende il bacio. D'improvviso Tyrone si stacca da lei, in un tono di irritato pentimento) Basta, basta! Non far la stupida, Josie. Non provocarmi, contro il tuo interesse.
Josie - (trionfante) Ah, l'hai detto finalmente! Sapevo che era per questo! (Poi con amaro risentimento, sgarbata) Perdiana, vero, sono proprio stupida a dimenticarmi con che razza di bugiardo ho a che fare! (Ma aggiunge rapida, abbozzando un sorriso) Con che razza di burlone, volevo dire. Ma su, ora di bagnarci il becco un'altra volta.
Tyrone - (ha lo sguardo assente) Non sarei un bell'acquisto per te, Josie. Tu non sai... e spero che tu non sappia mai...
Josie - (amara, lasciandoselo sfuggire di bocca) Forse ne so pi di quanto non immagini.
Tyrone - (come se lei non avesse detto nulla) Sono sempre le conseguenze che ti avvelenano1. E io non voglio avvelenarti...
Josie - Saprai tu di che diavolo stai cianciando...
Tyrone - E neppure voglio avvelenarmi da me... un'altra volta... almeno non insieme a te. (Si interrompe, poi ripiglia a variare con voce sempre pi lenta e bassa) Ne ho passate troppe di quelle notti... e di quelle mattine. Questa dovr essere diversa. Voglio... (Non s distingue pi quello che dice. Infine tace. C' una pausa di silenzio).
Josie - (con un'espressione d disagio, scrutandolo) - Via, non cominciare il solito discorso strampalato, adesso. (Lo scuote per una spalla, con aria di forzata gaiezza) Non lo sai neanche tu che cosa vuoi, a meno che non si tratti di un altro bicchiere. Ecco, quello s che lo vuoi, ne sono sicura. E io ti faccio compagnia.
Tyrone - (riprendendosi) Bella idea. (Si alza e va accanto al sasso dov' posata la bottiglia. Solleva il bicchiere e si mesce un'abbondante quantit di liquore. Josie sta porgendogli il bicchiere ma lui non s' accorto).
Josie - Bel maleducato! Io non ci sono?
Tyrone - Ho detto che era una bella idea... ma non per te. Salta il giro, stavolta.
Josie - (risentita) Ah, s! Me lo ordini?
Tyrone - S. Al suo posto fatti una lunga sorsata di luna.
Josie - (adirata) Jim Tyrone! Dammene per favore anche a me e subito, se non vuoi che io...
Tyrone - (la osserva, poi scrolla le spalle) Fa' pure, Josie, se la prendi su questo tono. Ma il tuo funerale. (Le versa da bere).
Josie - (vergognosa ma sprezzante, con affettazione) Ti ringrazio gentilmente. (Alza il bicchiere, beffarda) Alla nostra notte! (Tyrone la guarda con strano disgusto. Ad un tratto la colpisce sulla mano mandandole il bicchiere in terra).
Tyrone - (aspro) Ne ho gi passate abbastanza di notti con donne ubriache!
Josie - (lo guarda, imbarazzata e sottomessa. Le trema la voce mentre dice con sorprendente umilt)Va bene, Jim, se tu non vuoi...
Tyrone - (ora sgomento dell'accaduto) Mi dispiace, Josie. Non so mai dove mi porta questo alcool maledetto. (Raccoglie il bicchiere da terra) Te ne verso un altro.
Josie - (sempre sottomessa) No, grazie. Questo giro lo salto. (Rimette il bicchiere in terra) Ma bevi tu.
Tyrone - Grazie. (Manda gi d'un fiato il contenuto del bicchiere. Automaticamente, come se non sapesse quello che fa, lo riempie di nuovo. D'improvviso, parlando tra s, con espressione disgustata) Quel biondo maiale del treno... la feci sborniare! Ecco perch... (Si interrompe in atteggiamento colpevole).
Josie - (a disagio) Di che parli? Quale treno?
Tyrone - Nessun treno. Non farci caso. (Tracanna il suo whisky e si versa un altro bicchiere con la stessa aria incosciente) Te lo dir forse... ma pi tardi, quando io... cos ti guarir... e per sempre! (D'un tratto si rende conto di quello che dice. Scrolla le spalle, cinicamente) Sciocchezze! Il nuovayorchese non si smentisce. Devo essermi proprio cotto... la classica sbronza. (Sordamente) E' meglio che vada alla locanda, a letto; mi sfogher l, senza seccarti pi, Josie.
Josie - (impietosita, malgrado l'apparenza arrogante)Be', non sar' certo io a trattenerti. Ma adesso, su, prendi il bicchiere e rimettiti a sedere. (Lui ob bedisce. Lei gli accarezza la guancia, con falsa gaiezza) Ma guarda che bravo ragazzo. Ti prometto che non berr pi. Tanto, per quello che volevo, mi ha gi fatto effetto. Adesso non esiste niente altro... che i nostri sogni sotto questo bel chiaro di luna... le mie fantasie... e le tue. (Fa una risatina. Poi aggiunge, un po' triste) E io intanto dimentico quello che dovrei ricordare, e cerco di convincermi che solo una bugia. Sono proprio una stupida.
Tyrone - Stupida perch?
Josie - Lascia stare. (Con un riso forzato) Pensavo a mio padre. Se quel povero vecchio t'avesse visto sbattere in terra il suo whisky preferito... santo Dio, gli sarebbe venuto un accidente.
Tyrone - (ridacchia) Me lo immagino. (S'interrompe, in tono affettuoso e divertito) Per tutta una messinscena. Ci piglia gusto a fare l'avaro, ma a quelli che gli vanno in simpatia darebbe la camicia. E' un vecchio in gamba, Josie. (Con aria un po' da brillo) Il solo amico vero che lascio... dopo di te. Ho una grande ammirazione per lui.
Josie - (freme, nauseata dalla sua ipocrisia) Oh, per amor di Dio!...
Tyrone - (scrolla le spalle) Gi, sembro un lamento da ubriaco. Ma la penso cos.
Josie - Be', tientelo per te. Non ho bisogno che mi descriva le virt di mio padre.
Tyrone - Dovresti tenertelo caro. Ti adora, ti metterebbe su un altare... e ti conosce pi di quello che credi. (Si volta verso di lei con un sorriso imbarazzato) Come ti conosco io...
Josie - (incerta) Non molto allora... Me l'immagino quello che credi di conoscere... (Ridendo con affettazione) E se quello che penso io, Dio abbia piet di te, perch sei uno stupido colossale.
Tyrone - (meravigliato) Se che cosa? Io non ho parlato.
Josie - Ed meglio che non parli. Mi faresti crepare dal ridere. (Cambiando argomento) Ma perch non bevi? Mi d fastidio vederti con quel bicchiere in mano come se non sapessi che l.
Tyrone - (beve) Infatti non me lo ricordavo.
Josie - E bevine un altro.
Tyrone - (un po' ubriaco) Il lupo perder il pelo? I fiumi vanno al mare. Bourbon genuino e stagionato. Il mio piatto forte. (Va verso il sasso dov' la bottiglia. Cammina come se non avesse bevuto affatto).
Josie - (in un tono frivolo) Portati dietro la bottiglia. Soffri troppo ad allontanarti da me ogni volta.
Tyrone - (torna con la bottiglia; le sorride cinicamente) Cerchi ancora di farmi sborniare, eh, Josie!
Josie - Non sono tanto scema... Sai farlo da solo.
Tyrone - Sta' attenta ai passi falsi. Potrebbe farmi quell'effetto che dico io... e allora pensa a come ti sentiresti disgustata dopo. Io disteso accanto a te, che dormo e magari russo, e tu che conti i minuti in attesa dell'alba. Tu non sai...
Josie - (sprezzante) Un accidente, non so! E che cosa avrei fatto, allora, con tutti gli altri?
Tyrone - (ignorando le sue parole, amaramente) Ma io te lo posso dire, io lo so. Ho passato troppe mattine maledette da Dio. Le ho viste venire lente e grigie da troppe sporche finestre.
Josie - (senza ascoltarlo, beffarda) Ma certo, con te sarebbe diverso. Lo renderebbe diverso l'amore, E difatti sono tutta scombussolata dall'amore da quando hai detto che ti piace la mia anima bella. (Anche ora sembra che lui non l'ascolti. Con accento risentito) Non star l come un allocco a rimasticare il passato. Versati un altro bicchiere e rimettiti seduto.
Tyrone - (guarda la bottiglia e il bicchiere che ha. nelle mani come se li avesse dimenticati. Soprappensiero) Bourbon genuino, stagionato. Me nei intendo io. Se avessi un dollaro per ogni bicchiere, che ne ho bevuto prima del proibizionismo, quel vostro simpaticone di Harder lo prenderei come valletto. (La faccia di lei si fa dura. Tyrone si versai da bere e posa in terra la bottiglia. Guarda improvvisamente Josie negli occhi, minaccioso) T'ho detto. che hai un bel corpo, Josie. Faresti bene a ricordartelo.
Josie - Lo ricordo, Jim. (Si prova a fare la provocante) Vieni a sederti vicino e ti far poggiare. la testa...
Tyrone - No. Se tu sei senza cervello, dovr averlo io. (Si siede senza appoggiare la testa) E io non avrei la scusa della sbornia. Perch sono sempre cosciente di tutto quello che faccio. Anche se t ho bevuto una damigiana di whisky. O perlomeno c' sempre una parte di me che resta cosciente, Questo il guaio. (S'interrompe; poi in un mokstrano) E' meglio che stai attenta, Josie. Lei ci rimase scottata con la sua idea di farmi sbronzare, Voleva infinocchiarmi. Non rimase tanto scottata l per l... ma pi tardi.
Josie - Chi questa lei? (Lui non risponde. Lei tenta un tono scherzoso) Non penserai ch'io ti voi glia infinocchiare?
Tyrone - (soprappensiero) Come? (Comprendendo, indignato) No davvero! Ma che dici mai? Grazie al cielo, non sei mica di quelle!
Josie - (sgarbata) Oh, no. Ma di quelle stupide,! s. Io vengo solo di riserva.
Tyrone - (irosamente) La solita canzone, eh? Sei i una bugiarda. Ti prego, finiscila una buona volta!
Josie - (offesa) Senti, Jim. Ubriaco o no, non parlarmi in quel modo se non vuoi...
Tyrone - Ma se tu non hai fatto che ripetere I quell'antipatico ritornello sulle donne di Broadway! Eppure avevi promesso di non farlo, di essere tu stessa. (S'interrompe, con aria assente) Ma non sei te stessa, Josie. Vedi, lei era uno di quei maiali parlanti pi sudici che avessi mai sentito.
Josie - Che lei? La bionda de] treno?
Tyrone - Treno? Chi te l'ha detto? (Affrettatamente) Gi... vero... l'ho detto io... (Assente) Quale bionda? Che differenza porta? Tornando dalla Costa. Tanto tempo fa. Ma sembra stanotte. Non esiste presente o futuro... adesso... ma solo il passato che accade di nuovo e ancora di nuovo... Non se ne esce. (Di colpo) Sciocchezze. Accidenti a queste idee.
Josie - Tu sei tornato dalla Costa circa un anno fa, dopo che... (Si trattiene).
Tyrone - (sordamente) Si. Dopo la morte di mia madre. (Affrettatamente) Ma sono stato alla Costa un mucchio di volte durante la mia carriera di commediante di terzo ordine. Non ricordo gran che di quel periodo, tranne che una volta rimasi per tutti i quattro giorni del viaggio chiuso nel mio scompartimento letto, a ubriacarmi. (Cambia tono) Di che stavo parlando? Ah! Di quella macchietta di Phil. Dovresti tenertelo da conto un padre di quel genere. Il mio era un vecchio bastardo.
Josie - Non vero! Era una bravissima persona, uno degli uomini gi gentili che siano mai esistiti.
Tyrone - (sogghigna) Fuori di casa, s. Con me era un pidocchioso bastardo.
Josie - (scandalizzata) Dovresti vergognarti!
Tyrone - Di parlare male dei morti? Sciocchezze! Non mi sente. Comunque sa che lo detestavo... quanto lui detestava me. Sono contento che sia morto. E lui pure. O almeno dovrebbe. Tutti dovremmo essere contenti di morire, se fossimo persone serie. Trovar pace. Via da questo imbroglio d'ogni giorno. (Scrolla le spalle) Sciocchezze! E con questo?
Josie - (tesa) No, Jim. Ti odio quando parli cos. (In un tono forzatamente gaio) Spogli la nostra bella luna di tutto l'incanto. Non dirmi pi niente delle tue fiamme del treno o di terra. Sono gelosa.
Tyrone - (con brivido di disgusto) Di quel maiale? (Beve il suo whisky sciacquandosi la bocca come a mandar via un cattivo sapore, poi prende una mano di Josie tra le sue, con semplicit) Sei stupida ad essere gelosa, Josie. Tu sei la sola, l'unica donna che m'interessi veramente.
Josie - (non sa nascondere una profonda emozione; con voce tremante) Jim, tu non... (Si sforza di ridere, ma ci riesce a malapena) Va bene, vedr di crederci... per questa notte.
Tyrone - Grazie, Josie. (Pausa. In un tono d involontaria curiosit) Perch prima hai detto che sarei partito presto per New York?
Josie - (irrigidendosi, con espressione dura) Perch? Non vero, forse? (Istintivamente fa per togliere la sua mano da quelle di lui).
Tyrone - Perch ritiri la mano?
Josie - (si ferma) Io? (Sforzandosi d sorridere) Mah. Ho paura che ti vergogni tenere con tanta tenerezza la mia brutta zampa. Ma te lo faccio lare volentieri, se ti fa piacere.
Tyrone - Mi fa piacere. E' una mano forte e affettuosa... come sei tu. (Bacia la mano).
Josie - (dura) Oh, per amor di Dio... (Strappa via la mano, ma cerca di riprendere immediatamente un atteggiamento scherzoso) Vai a sprecare i tuoi baci su questa mano! Anche la luna s' messa a ridere.
Tyrone - Me ne infischio della luna! (Prende le sigarette dalla tasca e ne accende una).
Josie - (scruta ansiosa la sua faccia illuminata dal fiammifero) Be', tanto, domani sera sarai gi in viaggio per la tua cara Broadway. Non vero?
Tyrone - (ancora col fiammifero acceso in mano, la guarda sorpreso) Domani sera? Chi te l'ha detto?
Josie - Un asinello che volava.
Tyrone - (smorza il fiammifero con un soffio di fumo) Avrebbe fatto meglio a ragliare. La data esatta sabato. Phil ti ha dato i numeri per il lotto.
Josie - (parlando svelta) Non stato lui a dirmelo. Era troppo ubriaco per ricordarsi queste cose.
Tyrone - Quando gli ho parlato io non lo era per niente. Appena arrivati alla locanda, ho chiamato per telefono gli esecutori testamentari, ed ho saputo che l'eredit sarebbe stata divisa tra pochi giorni. Diedi subito la bella notizia a Phil e pagai da bere a tutti parecchie volte. Fu un vero e proprio festeggiamento. Strano, Phil dovrebbe ricordarselo.
Josie - (sgomenta, non sa a che cosa credere) S, ... strano.
Tyrone - (scrolla le spalle) Be', si vede che la sbornia gli sar arrivata fino alle orecchie. La sbornia spiega tutto. (Poi, con uno strano accento) Qualche volta, per, non spiega proprio niente.
Josie - Vero... Qualche volta non spiega proprio niente.
Tyrone - (parla senza foga, come se commentasse con la voce un suo filo d pensieri) Phil deve avere la coda di paglia, stasera... Non aveva fatto nemmeno il gesto alla locanda, di darmi un ceffone... e qui invece mi si scagliato contro. Che diavolo ruminer nel cervello?
Josie - (tesa) Che posso saperne, se non lo sai tu?
Tyrone - Oh, non lo so proprio. Ma ecco... Ricordo di avergli fatto uno scherzo. Simpson venne a sedersi con noialtri. Harder l'aveva mandato da me. Rammenti che quando Harder se ne and da qui, vi dissi che avevate fatto diventare questo posto una miniera d'oro? Dicevo per burla, ma il calcolo era giusto: indovina quanto m'ha offerto Simpson? Dieci bigliettoni! E' la verit, Josie.
Josie - (tesa) E tu hai accettato?
Tyrone - Ho fatto dire a Harder di s: il modo per intrappolarlo meglio. Cos domattina, quando verr a prendermi per portarmi dagli esecutori testamentari, gli spiatteller in faccia tutto quello che penso di lui, dei suoi soldi e delle sue autobotti di benzina.
Josie - (sa che dice la verit. Per il sollievo che ne prova riesce solo a balbettare) Cos questa... la verit.
Tyrone - (sorride) Naturalmente l'avevo fatto anche per prendere in giro Phil. Stava l come un palo ad ascoltare; non si lasciava sfuggire una parola. Ma sono sicuro che non se l' bevuta.
Josie - (con un filo di voce) Per una volta gliel'hai fatta bere, forse. Ma non ci giurerei.
Tyrone - Ah, pensi che sia per questo che mi ha tirato quella sventola? (Ride, ma nel suo riso v' una nota falsa) E' vero, sarebbe proprio una presa in giro da fargli venire la febbre. (Amaro) Ma non c' niente di cambiato, Josie. La parola la mantengo. Gli ho promesso che non avrei venduto ad altri questo posto. Chi diavolo pensa che io sia? Non l'imbroglierei neppure per dieci milioni, dovrebbe saperlo!
Josie - (dando infine libero sfogo al sollievo e alla gioia) Oh, caro Jim! (Lo abbraccia appassionatamente e lo bacia sulle labbra) Lo sapevo che tu... Glielo avevo detto... (Lo bacia di nuovo) Oh, ti amo, Jim.
Tyrone - (con semplice gratitudine) Grazie, Josie. Grazie per non credermi un lurido verme. Tutti lo pensano... io compreso... e non hanno tutti i torti. (Cambia d'improvviso argomento) Questa storia di Phil per non mi va gi. Sar stupido, ma... vedi, adesso ricordo... Gli avevo detto anche che avrei scritto a mio fratello perch acconsentisse a vendergli la fattoria. E Phil mi aveva ringraziato. M'era parso pure commosso. Pensi che se ne sia gi dimenticato?
Josie - (con uno sguardo cupo) Oh no. Dovr spiegarmi parecchie cose quando domani... (Si corregge in fretta) quando torner. (S'interrompe, poi inveendo) Quel vecchio imbroglione, glielo insegner io a... (Si corregge nuovamente) a fare lo stupido.
Tyrone - (sorridendo) Che fanfarona che sei, Josie... Te e tutti i tuoi amanti. Messalina! E invece non hai mai...
Josie - (non riesce ad essere sprezzante quanto vorrebbe) Non raccontar storie.
Tyrone - E' l'orgoglio il peccato per cui gli angeli caddero. Vuoi che ti succeda lo stesso... con me?
Josie - (con un filo di voce) Lo so. Pensi che non l'ho mai fatto perch non piaccio a nessuno... perch sono brutta e sgraziata come...
Tyrone - (gentile) Sciocchezze! Potevi averli tutti ai tuoi piedi, solo che ti fossi decisa. Sei tu che li hai portati per il naso finch sei stata sicura che ti volevano. Era questo che t'interessava, E appena mostravano di spingersi un po' pi in l, li hai lasciati a bocca aperta e con i segni sul viso. Ma dovevi convincerti...
Josie - (tormentata) Basta, Jim.
Tyrone - No, Josie. Tu sei in grado di ascoltare la verit... se te la dico io. Perch noi siamo della medesima razza: possiamo ingannare il, mondo intero, ma non possiamo imbrogliare noi stessi, come fa in un modo o nell'altro la maggior parte della gente... La coscienza sporca ci rimorderebbe da qualsiasi parte fuggissimo. Sia nel fondo di una bottiglia di Bourbon, sia in un'isola lontana, ritroveremo sempre il nostro fantasma che ci aspettai insonne, con i pallidi occhi del ricordo. (Sogghigna tra s) La solita sbronza poetica! Tutte frottole! (Cambiando tono) Non m'hai chiesto, Josie, come ho fatto a scoprire i tuoi altarini. Tu sei troppo fanfarona. Come loro. Me li sono ascoltati, alla locanda. Non fanno che mentirsi l'uno con l'altro, Nessuno di loro vuole ammettere che tutto quello) che hanno ottenuto da te uno schiaffo sul muso! Nessuno vuole abbassarsi di fronte alle spacconate; degli altri. D'altronde, tu come li potresti svergognare? Sanno che te ne infischi delle loro smargiassate. E allora...
Josie - Per amor di Dio, Jim, finiscila!
Tyrone - Phil, naturalmente, il tuo degno padre. Non avrebbe mai ammesso una cosa simile, malgrado avesse capito che io sapevo. Ma stasera ce l'ho costretto.
Josie - (trasalendo, con sguardo vendicativo) E cos lo ha ammesso? Ah, ma capiter tra le mie; grinfie!
Tyrone - Non verr davvero a dirtelo. Ha paura I di offenderti.
Josie - Ha paura? Be'... (Irruente) Adesso basta! Piantala di parlare di lui!
Tyrone - (la guarda sorpreso, poi scrolla le spalle) Come vuoi. Volevo chiarire le cose, tutto qua... Per il bene tuo e di Phil. Dopo tutto hai il diritto di essere suscettibile quanto ti pare. E' il solo diritto I che non dovrebbe esistere... Ma non capisci in che ridicola posizione lo hai messo col tuo comportamento da sfrontata?
Josie - (tesa) No. Non gliene importa niente di me. Gli faccio comodo soltanto quando ha da imbrogliare la gente. Lui...
Tyrone - Piantala di fare la stupida. Gli importa, e come, di te. E anche a me. (Si volta verso I di lei e attirandola a s la bacia sulla bocca) A me importa, Josie. Importa tanto, perch ti amo.
Josie - (con commovente desiderio) Mi ami, Jim? Davvero? (Sorride debolmente, con voce lieve) Allora ti dir la verit. Mi sono comportata da stupida... Sono vergine. (Scoppia in singhiozzi abbandonandovisi senza vergogna) Ma adesso, con te.., Ti voglio come non l'ho mai desiderato... perch dopo quanto accaduto io ti amo come non ho mai sentito... (Improvvisamente lo bacia con passione) Ma tu lo farai. Ti costringer. Al diavolo tutti i: tuoi scrupoli! Tu mi desideri! Non potevo crederci fino a stanotte... ma adesso lo so. Lo sento nei tuoi baci! (Lo bacia di nuovo, con tenerezza ansiosa) Oh, che stupido sei! Come se m'importasse qualche cosa di quello che accadr! Cos avr da ricordare questa notte e il tuo amore per tutto il resto della vita! (Lo bacia ancora) Oh, caro Jim, non hai detto tu che c'era solo questa notte? (Struggendosi, sussurra) Vieni. Vieni con me. (Si alza in -piedi, gli prende il braccio e quasi tra s, con lieve sarcasmo) Ma dovrai andar via prima che sorga il sole. Non devi dimenticarlo.
Tyrone - (uno strano cambiamento avvenuto sul suo volto. La guarda con cupidigia sogghignando al suo modo cinico) Naturale, cara. Per che diavolo pensi ch'io sia venuto? (Le si mette accanto e la cinge col braccio fremendole contro il suo corpo) Sei di mia propriet, bellezza. E' da un pezzo che ti voglio! L'amore? Sciocchezze! Te lo far vedere io che cos' l'amore. Lo so quello che cerchi, bambola. (Lei lo guarda spaventata, addirittura con terrore. Lui la bacia rudemente) Vieni, bamboletta. (La sfinge per i fianchi verso la porta).
Josie - (con voce strozzata) Jim! no! (Si libera del suo braccio con tanta violenza che lui vacilla all'indietro e sta quasi per cadere dalla scaletta. Ma lei lo afferra in tempo, e Tyrone cade appena su di un ginocchio. Lei sul punto di svenire. Grida) Jim! Non sono una di quelle.
Tyrone - ( rimasto in ginocchio su una gamba, Sbalordito, come cadesse dalle nuvole) Che stato? Ho tentato di sedurti, Josie? Scordatene. Sono ubriaco... irresponsabile. (Si alza vacillando e scende gli scalini).
Josie - (si copre il volto con le mani) Oh, Jim! (Singhiozza).
Tyrone - (in atteggiamento assente, con una nota di compassione) Non piangere. Il danno non c' stato. Me l'hai impedito, no? (Lei continua a singhiozzare. Lui mormora quasi sopra pensiero, tra s) Avr perso il lume degli occhi... storie... Basta con le scuse! Sapevo benissimo quello che facevo. (Lentamente, fissando avanti a s) Che strano! Capivo tutto. E' questa la verit, Josie. Ho pensato per un momento che tu fossi quella grassa bionda... (Aggiunge in fretta) I soliti incubi. C' un solo rimedio per loro. (Si cerca intorno la bottiglia e il bicchiere) Ne bevo un altro goccio...
Josie - (si toglie le mani dal viso, sdegnata) Ingoia tutta la bottiglia, se ti va! Basta che non mi parli! (Si copre di nuovo la faccia con le mani e singhiozza).
Tyrone - (avvilito e insieme offeso, con voce sorda) Non ti riesce di perdonarmi, eh? Eppure dovresti. Dovresti ringraziarmi che ti faccio vedere... (Si interrompe, in attesa di una risposta; ma Josie rimane silenziosa. Lui scrolla le spalle e con gesto automatico si versa una grossa quantit di whisky nel bicchiere) A noi, adesso. (Beve. Poi posa in terra la bottiglia e bicchiere. Sordamente) L'ultimo bicchiere. Il bicchiere della staffa. Il nostro idillio al chiaro di luna stato un fallimento, Josie. E' meglio che me ne vada.
Josie - (cupa) S, meglio. Buonanotte.
Tyrone - Non buonanotte, Josie. Addio.
Josie - (solleva il capo) Addio?
Tyrone - ' S, addio. Non devo pi rivederti, prima di partire per New York. Sono stato stupido a venire. Speravo... Ma tu non hai capito. Del resto, come avresti potuto? Ma meglio cos... (Scrolla le spalle senza speranza e si incammina verso la strada).
Josie - Jim!
Tyrone - (si rivolta, con tono di amara accusa) Una di quelle? Chi ti ha detto che sei una di quelle? Ti avevo avvertito di stare attenta... E allora perch m'hai chiesto di andare a letto? Io non sono venuto per questo. E tu avevi promesso di essere diversa. Perch diavolo prometterlo, se vuoi solo quello che vogliono tutte le altre, se questo che l'amore significa per te? (Poi pentito) Accidenti, Josie, non credere che io la pensi cos. So bene che cosa provi in questo momento. Oh, se potessi farti felice... Ma non sono capace. Non mi conosci abbastanza. Avvelenerei l'esistenza a tutti e due. La mia lo gi, avvelenata, ma dopo sarebbe mille volte peggio... Per quanto possa cercare di evitarlo, farei come tutte le altre notti... E tu resteresti l, dopo, ad aspettare sveglia e disgustata l'alba, mentre io, sotto l'effetto della sbornia, continuerei a biascicare poesie e darei l'ultimo bacio sulla tua bocca rossa da spagnola! (Sghignazza).
Josie - (addolorata) Oh, Jim, no! Ti prego, no!
Tyrone - Odieresti me e te stessa... e non per un giorno o due, per tutto il tempo che ti resta da vivere. (Beffardo e tracotante, con una punta di vendetta nella voce) Dammi retta, bellezza: se io pungo, si rimane avvelenati!
Josie - (con sorda amarezza) Addio, Jim.
Tyrone - (per un secondo addolorato e avvilito, implora) Josie! (Scrolla le spalle, poi, con semplicit) Addio. (Si volta verso la strada, con amarezza) Anche per me sar difficile perdonare. Ero venuto a elemosinare un po' d'amore... soltanto per questa notte. Pensavo che mi amassi. (Cupamente) Sciocchezze. Accidenti a questa storia. (Si avvia).
Josie - (lo segue con gli occhi lottando dentro di s contro l'amore che, malgrado i suoi sforzi, risponde all'invocazione di lui. Quindi gli si lancia dietro, con tenerezza affettuosa, appena sostenuta) Torna qui, stupidone, e piantala di cianciare in quella maniera. Non ho niente da odiare e niente da perdonare, io. Cercavo solo di farti felice, certo, perch ti voglio bene. Mi dispiace... Sono stata tanto stupida da non capire... Ma adesso ho capito e, vedrai, sapr darti tutto l'amore di cui hai bisogno. (Lo abbraccia e lo bacia. C' trasporto in quel bacio, ma materno, di protezione, e Tyrone vi si abbandona con piena fiducia).
Tyrone - (con semplicit) Ti ringrazio, Josie. Sei bella. Ti voglio bene. Lo sapevo che avresti capito.
Josie - Dovevo capire. (Gli cinge la vita col braccio).
Tyrone - Lo sai, non volevo andarmene.
Josie - Lo so, lo so. Ma vieni. Mettiamoci a sedere. (Si siede sul gradino pi alto e fa in modo che lui si metta su quello sottostante) Cos... col braccio attorno alla vita. Adesso poggia il capo sul mio petto., nel modo che volevi... (Tyrone posa il capo sul petto di lei che lo abbraccia) Ecco... E ora dimentica quanto sono stata stupida e perdona... (Le trema la voce, ma prosegue ugualmente, decisa) Perdona il mio egoismo. Non penso che a me. Ma dopo tutte le mie menzogne e il tentativo di ingannarti, questa notte a tutti i costi riuscir a darti l'amore di cui hai bisogno. Sar questo il mio vero orgoglio, la mia felicit... (Cerca d assumere il tono scherzoso, ma la voce le trema sempre) Dopo tutto, non mi difficile... posso fornirti tutti i generi d'amore che vuoi... ma forse questo il pi grande di tutti... perch costa tanto. (S'interrompe mentre lo guarda. Tyrone ha chiuso gli occhi e alla luce della luna il suo viso disfatto, da vizioso, sembra la squallida maschera di un cadavere. Lei si spaventa) Jim! Non stare cos!
Tyrone - (apre gli occhi, con aria assente) Cos, come?
Josie - (svelta) E' la luna che ti fa cos pallido. E poi, con gli occhi chiusi...
Tyrone - (con tono indifferente) Sembravo un morto?
Josie - No! Era come se dormissi.
Tyrone - (parla in tono stanco, come se fosse costretto a spiegarle contro voglia qualche cosa che non gli interessi) Ascolta. Ti racconto una piccola storia, Josie. Durante tutta la mia vita ho avuto solo un amore: le corse dei cavalli. Le amai fin da ragazzo. Pensavo fossero quanto di pi bello ci fosse al mondo. Mi piaceva anche scommettere. La mia grande aspirazione era di studiare un sistema sicuro di scommettere sui favoriti, una volta che avessi avuto i soldi per farlo. D'inverno, avrei seguito i cavalli al sud, per tornare al nord insieme a loro in primavera... E insomma per starci sempre dietro. Credevo che potesse essere la vita ideale per me. (S'interrompe).
Josie - Ma puoi farlo quando vuoi.
Tyrone - No, Josie, non posso. E' questa la disgrazia. Feci dei tentativi, prima di ritornare da queste parti. Mi anticiparono dei soldi sulla mia quota d'eredit, e partii dietro le corse. Ma la cosa non funzion. Mi misi a sperimentare quel mio sistema; ma non m'interessava n di vincere n di perdere. S, i cavalli erano belli, ma la loro bellezza non mi diceva pi nulla. Alla fine della giornata, quando l'ultima corsa era finita, tiravo uni sospiro di sollievo perch potevo tornarmene in albergo... dalla mia bottiglia. (Si interrompe e coni tempia la luna con occhi erranti).
Josie - (imbarazzata) Perch mi dici queste cose!
Tyrone - (nello stesso tono svogliato) Avevi detto che sembravo un morto, Be', lo sono.
Josie - Non vero. (Lo abbraccia come a proteggerlo) Non parlare cos!
Tyrone - Lo sono da quando mor mia madre...,
Josie - (profondamente commossa) Lo so che quel dolore ti ha reso... (Si interrompe, gentile) Forse ti farebbe bene parlarne con me. Chiss come soffochi tutto dentro di te, senza sfogarti mai...
Tyrone - (in uno strano tono ammonitore) E meglio che la lasci stare, Josie.
Josie - Perch?
Tyrone - (assumendo a forza, questa volta, il sua cinico sorriso) Potrei mettermi a piangere tutt'a un tratto, per la sbornia... e singhiozzarti sul petto.
Josie - (gentile) Puoi farlo.
Tyrone - Non incoraggiarmi. Te ne pentiresti, (Mostra nella voce e nello sguardo un profondo conflitto interiore. Resta un attimo incerto e poi, forzatamente, prosegue) Ma visto che ti piace tanto... in fondo, pi tardi te l'avrei raccontato. Te l'avevo detto, no?
Josie - (meravigliata) Hai detto che mi avresti! raccontato della bionda del treno.
Tyrone - Quella non tutta la storia. (Si interrompe, dopo un secondo, come se gli sfuggissi dentro, sogghignando) Se te la racconto non di crederai. E se anche ci credessi, non potresti court prendere, n perdonare... (Riprendendosi, in fretta) Ma no, tu puoi. Sei l'unica che pu perch mi ami veramente. Sei la sola persona che possa capire le sciocchezze che pu fare un uomo quando incosciente e fradicio di whisky... specialmente quando le commette perch pazzo di dolore.
Josie - (lo abbraccia teneramente) Vedrai, caro Jim, ti capir e ti perdoner.
Tyrone - (contempla la luna, con aspro accento il rimorso) Ma non ero incosciente. Volevo diventarlo, ma non lo ero. Quello che bevvi ne avrebbe messo fuori combattimento dieci. Ma su me non ebbe effetto. Capivo tutto quello che facevo. (Si interrompe, sordamente) No, Josie, non posso raccontarlo. Ti farei schifo, e avresti ragione.
Josie - No! Ti amer ugualmente, qualunque cosa...
Tyrone - (con strana, accigliata aria d trionfo) -E va bene! Ricorda che ho la tua parola! (Si interrompe. Fa per parlare, ma s'interrompe di nuovo).
Josie - (compassionevole) Non dirmi nulla, Jim, se deve farti soffrire.
Tyrone - Adesso vorresti passarla liscia, eh? Troppo tardi. Ormai mi ci hai trascinato. Non vuoi che io soffra? Perdiana, dovrei proprio soffrire invece. (Si interrompe. Chiude gli occhi. Sembra che abbia bisogno, per cominciare, di nascondersi alla vista. Il suo volto diventa inespressivo, la voce impersonale, distaccata, come se dicesse cose riguardanti uno da lu conosciuto, ma con il quale non ha nulla in comune. E' questa l'unica maniera con cui pu accingersi a narrare la sua storia) Quando mamma mor, erano gi due anni che non bevevo nemmeno un bicchiere di birra. Devi crederci. E avrei potuto anche continuare. Per lei. Mamma non aveva che me. Il vecchio era morto. Mio fratello sposato... con un figlio... aveva la sua vita da vivere. Lei lo aveva perduto, ormai. Ero rimasto io solo a guardare le sue cose, e a custodirla. Non poteva vedermi bere. E cos la smisi, lieto di farlo per lei. Perch era tutto quello che mi restava, tutto ci che mi interessava ancora... L'amavo. (Si interrompe per un attimo) Nessuno ci crederebbe adesso, di quelli che videro... Ma l'amavo.
Josie - (gentile) So quanto le volevi bene.
Tyrone - Partimmo. Per andare alla Costa. Volevamo vendere un terreno che il vecchio aveva comperato qualche anno prima. E l un giorno mia madre si ammal. Peggior rapidamente ed entr in coma per un tumore al cervello. Nessuna speranza, dissero i dottori. Non avrebbe pi ripreso i sensi. Diventai matto. Non potevo rassegnarmi a perderla. Ritornai al vecchio vizio. Mi ubriacai e rimasi ubriaco. Allora cominciai a sperare che non uscisse pi di coma, perch non mi vedesse in quello stato. Era anche la mia scusa... speravo che non venisse mai a saperlo. E infatti non lo seppe mai. (S'interrompe poi, sogghignando) Macch! Mi prendo in giro da solo. So maledettamente bene che mi vide. Proprio prima di morire. Mi vide ubriaco... Chiuse gli occhi per non vedere di pi, contenta di morire! (Apre gli occhi e fissa la luna come se fissasse l'immagine della madre appena morta).
Josie - (con dolcezza) Ssst. Non dire questo Jim. E' il bere che ti fa credere colpevole e che ti fa pensare a certe cose.
Tyrone - (come non avesse udito, chiudendo di nuovo gli occhi) Allora mi ubriacai a tal punto che restai incosciente sul serio la pi parte del tempo. Per fortuna nessuno cap quanto fossi ubriaco... facevo tutti i gesti necessari... (Pausa) Ma certe cose non posso dimenticarle... I necrofori... Il suo corpo nella bara con la faccia imbellettata dai funzionari del servizio funebre. Vedi, questo, uno dei peggiori usi che hanno da noi. Mostruoso. Eppure nessuno s'accorge del dileggio. Riuscii appena a riconoscerla. Sembrava giovane e bella, come una persona che ricordavo di avere incontrato tanto tempo prima. Praticamente una sconosciuta, alla quale ero straniero anch'io. Freddo e indifferente, senza preoccuparmi neppure di me stesso, mi sentivo libero, finalmente libero da ogni responsabilit. Da ogni pena. Da me. Mentre stavo cos, a guardarla, mi accorsi che dentro di me accadeva qualche cosa. Avrei dovuto sentirmi addolorato. Invece non riuscivo a provare nessun sentimento. Sembravo morto. Anch'io. A me stesso. Sapevo che avrei dovuto piangere. Se la sbornia fosse riuscita a farmi piangere sarebbe stato meglio di quel restare l senza far nulla. Ma non potevo piangere. Imprecai dentro di me. Lurido bastardo, tua madre. L'amavi. Adesso morta. Se n' andata via per sempre da te. E mai mai pi... . Ma non mi mossi. Cercai disperatamente di giustificarmi. E' morta - mi dissi - che le importa adesso se piango o no, o quello che faccio? Non gliene importa un accidente. E' invece contenta di stare dove non posso pi tormentarla. Finalmente s' liberata di me. Per l'amor di Dio, vedi di lasciarla in pace almeno adesso!. (S'in-terrompe, poi sarcastico) Ma c'era molta gente l intorno. Aspettavano che facessi qualche cosa. E recitai la commedia. Mi buttai in ginocchio con la faccia tra le mani e fingendo di singhiozzare urlai, Mamma! Mamma! Cara madre mia!. E dentro di me dicevo: Sporco commediante maledetto da Dio! Non passer un minuto che ti metterai a sghignazzare! . (Apre gli occhi e fissando la luna, prorompe in una risata sardonica, straziante).
Josie - (terrorizzata, ma ancora profondamente commossa) Jim, no! Questo appartiene al passato! Ti sei gi castigato abbastanza. E poi eri ubriaco. Tu non volevi...
Tyrone - (richiude gli occhi) Dovevo portare la salma all'Est, perch fosse seppellita accanto a quella del vecchio. Presi uno scompartimento-letto e mi rinchiusi l con una cassetta di whisky. Lei era stata sistemata nello stesso treno. Per quanto mi fossi ubriacato, mi ritornava sempre in mente. Non ero capace di restar solo nello scompartimento. L'angoscia m'attanagliava e mi faceva impazzire. Uscii. Percorsi in su e in gi tutto il treno in cerca di compagnia. Dopo un po' ero diventato lo scandalo dei viaggiatori, e il controllore minacci di chiudermi nello scompartimento se non la smettevo. Ma io avevo gi adocchiato il mio tipo, una donna che dall'aria doveva intendersene di bevute. Si trattava solo di pagare. Il mestiere che faceva lo portava scritto in fronte. Una sgualdrina bionda e grassa che sembrava un gigante. Lanciava a destra e a sinistra certi sorrisi invitanti che mettevano paura. Diedi al facchino una mancia perch le portasse un messaggio, e lei quella notte s'infil nel mio scompartimento. Andava a New York anche lei. E cos tutte le notti... per quante ne dur il viaggio... a cinquanta dollari per notte... (Apre gli occhi e fissa la luna con uno sguardo' tormentato, come se vi vedesse quello scompartimento).
Josie - (profondamente disgustata, balbettando) Oh... come bai potuto! (Istintivamente cerca di sottrarsi a lui togliendosi le braccia dalla vita).
Tyrone - Come ho potuto? Non so. Ma lo feci. Forse pensavo cos di dimenticare... che accompagnavo mia madre.
Josie - Oh no! (Si tira ancora pi indietro cos che Tyrone deve sollevare il capo dal suo seno. Ma lui non sembra accorgersene).
Tyrone - No, non stato per quello. Non era per dimenticare. Era piuttosto come dovessi portare a termine una mia macchinazione. La bionda... non m'importava. Rappresentava solo uno strumento della mia macchinazione. Era come se volessi vendicarmi... per essere stato abbandonato... Sapevo di essere perduto., senza pi nessuna speranza... e che tutto quello che mi rimaneva da fare era bere, bere fino ad ammazzarmi, perch ormai non c'era rimasto nessuno che potesse aiutarmi. (Un'espressione di dolorosa vendetta gli si dipinge sul volto, con tono di crudele compiacimento) Ma non dimenticavo nulla; mi ronzavano continuamente nelle orecchie gli ultimi due versi di una canzonetta piagnucolosa che avevo ascoltato da ragazzo. E il pianto dei beb non pu destarla - nella bara distesa e pi non parla .
Josie - (fortemente turbata) Jim!
Tyrone - Non riuscivo a levarmelo. dalla testa, quel motivo. Non volevo!
Josie - Jim, ti prego. Non ti ascolto pi!
Tyrone - (dopo una pausa, cupamente) Be', questo tutto... se aggiungi che ero troppo ubriaco per andare dietro al funerale.
Josie - Oh! (S' staccata man mano da lui quel tanto che ha potuto senza doversi alzare. Egli se ne accorge appena ora e s volta indietro a guardarla).
Tyrone - (con voce sorda) Non hai pi il coraggio di toccarmi, adesso. Vero? (Scrolla le spalle nel modo automatico che gli abituale) Dolente. Sono un maledetto stupido. Non avrei dovuto raccontartelo.
Josie - (il suo atteggiamento si trasforma: il terrore scompare e al suo posto torna l'amorosa, materna tenerezza. Gli si avvicina, timidamente) No, Jim. Non dire... che non voglio pi toccarti. E' una bugia. (Gli posa una mano sulla spalla).
Tyrone - (come se non avesse sentito, con un impulso sconsolato) Fossero vere le favole degli spiritualisti! Almeno me lo spiegherei che lo feci perch mi manc troppo, perch non riuscivo i convincermi di averla perduta.
Josie - Jim, per amor di Dio!
Tyrone - (senza far caso a quello che lei ha detta... e lei capirebbe e mi scuserebbe, non credi) L'aveva fatto sempre. Era tanto semplice e buona Ed era bella. Tu sei sensibile come lei. Per questo! ti ho raccontato la mia storia. Credevo... (Di colpi assume un'aria di scherno, duramente) Ho sbagliato. Sciocchezze! Scordatene. E' ora che me ne vada. Mi sta sullo stomaco quella tua luna della! malora, Josie. Fa pensare a quello che non torni; pi. (Fa un gesto come per alzarsi) Salter sii l'ultimo autobus che va in citt. Un bar aperto e qualche ubriacone di buon umore lo trover sempre. Ho bisogno di ridere un po'. (Si alza).
Josie - (si tende per rimettergli le braccia attorni alla vita, e lo fa sedere di. nuovo, ansiosa) NI Non ci vai! Te lo impedir! (Lo abbraccia stretti-mente e gli parla con dolcezza) Caro, Jim, io capisco adesso. E sono orgogliosa di essere l'unica donna al mondo che ti vuole bene e che ti pul comprendere e perdonare... E io ti perdono!
Tyrone - (abbandona la testa sul suo petto, con semplicit) Grazie, Josie, lo sapevo che tu...
Josie - Ti perdono come lei ti ha perdonato.
Tyrone - (sincero) S, lo so... lei... (Non riesci a continuare).
Josie - (si piega su di lui con suadente, materna sollecitudine) E' cos. E per questo sei qui Non sono le sghignazzate di quattro ubriachi ali bar che tu cerchi, Jim caro. Tu hai bisogno, tu vorresti piangere di rimorso sul suo petto, vorrei sentire la voce di lei che ti perdona. (Il viso di Tyrone scosso dai singhiozzi, ho nasconde sul petto di lei e d sfogo ad un pianto amaro, convulso. Lei lo abbraccia pi strettamente e parla con dolcezza, con lo sguardo alla luna) Lei ti ascolta. Mi pare di vederla nel chiarore della luna! La sua anima avvolta da quel bagliore come un manto d'argento, e sento, so che comprende e perdona anche me, e la sua benedizione scende stili mio capo. (Una pausa. Tyrone singhiozza ancora ma debolmente, esausto. Lei si china a guardarla e gli parla dolcemente come ad un bambino) Nonpiangere pi, adesso. (Lui la smette. Lei continua adesso in un tono affettuosamente scanzonato) Sei un bel maleducato, ad andartene proprio mentre sta per cominciare la notte che ci eravamo promessa. Sar una notte veramente diversa da tutte lei altre, e quando l'alba verr noi non staremo ad aspettarla dietro le persiane, ma qui, a cielo aperto e scender come un segno della pace divina sulle nostre anime inquiete. (S ferma e sorride con aria alquanto divertita) Devi ascoltarmi, Jim! Mi sento poetessa. Chi lo avrebbe mai detto? Buon Dio, l'amore fa degli scherzi magnifici! (Pausa. Si china a guardarlo). Tyrone ha chiuso gli occhi. Il suo viso, posato sul grembo di lei, ancora pi disfatto e pallido alla luce della luna. Riposa ed ha l'aspetto stanco, esausto di un morto. Lei ne spaventata, ma subito capisce e con dolcezza bisbiglia) Dorme. (E sussurrando amorevolmente, come per accompagnare il sonno) Ecco, cos, mio caro. Dormi tranquillo. (Poi cedendo a un impulso improvviso) Oh, Jim! Jim, se tu volessi, forse il mio amore potrebbe ancora salvarti. (Scuotendo la testa) No, impossibile. (Leva gli occhi da lui e guarda in alto, nel cielo. Il suo volto triste e avvilito. Si sforza d sorridere, parlando tra s, in tono di penosa canzonatura) Che Iddio mi perdoni. Un bel finale per tutti i miei raggiri. Eccomi qua, seduta, con un corpo morto sul petto, e la luna che se la ride. Un bel risultato davvero!
ATTO QUARTO
La stessa scena del terzo atto. E' l'alba. Nel cielo di levante - a sinistra - compaiono le prime vaghe striature di colore che annunciano il sorgere del sole. Josie seduta sui gradini nella stessa posizione di prima, come non si fosse mossa, con le braccia attorno alla vita di Tyrone. Egli ancora addormentato col capo sul grembo di lei e nel medesimo atteggiamento di riposo. La faccia intorpidita di Josie esprime una rassegnata tristezza: il suo corpo spossato per le lunghe ore passate con il peso di Tyrone addosso nel timore di destarlo. Nella pallida luce dell'alba, i due formano un quadro tragicamente grottesco: questa donna affranta che tiene quasi in braccio, come fosse il suo bambino malato, uno smorto ubriacone d mezza et. Intanto sul fondo, a sinistra, appare Hogan proveniente dal fienile. Raggiunge furtivo, in punta di piedi, l'angolo della casa. Fili di fieno sono attaccati al suo vestito e ha la faccia gonfia di sonno, ma i suoi occhietti porcini sono gi lucidi e desti. Va capolino oltre l'angolo e s avanza di due o tre passi. Scorge Josie e la scruta a lungo in distanza.
Josie - (accigliata, a voce bassa) E' inutile nascondersi, pap. Ti ho sentito. (Egli supera l'angolo e si mostra in atteggiamento umile. Lei seguita a bassa voce in tono di comando) Vieni qua, senza far rumore. (Lui obbedisce con aria sottomessa e s avvicina silenziosamente fermandosi all'altezza del sasso; cerca con gli occhi la faccia di lei, e nel vedere il triste spettacolo di quell'abbraccio il suo sguardo si fa colpevole e colmo di commiserazione. Essa continua nello stesso tono, senza guardarlo) Parla piano, adesso. Non voglio che si svegli... (Con uno strano accento aggiunge) ... finch la luce del giorno non render tutto pi reale.
Hogan - (con aria preoccupata) Come? (Decide che per ora meglio non chiedere nulla. Lo sguardo gli cade sul volto di Tyrone; non riesce a nascondere il suo stupore. Bisbiglia timoroso e reverente) Perdiana, sembra morto.
Josie - (con lo strano accento di prima) Certo che lo sembra, lo .
Hogan - Morto?
Josie - Stanco morto. Non fare lo stupido. Vedi che respira. Non stare l ad occhi spalancati. Mettiti a sedere. (Egli si siede sul sasso con sottomissione. Sulla sua faccia s legge la preoccupazione per ci che sta per accadere. C' un intervallo d silenzio, durante il quale, senza che ella lo guardi, Hogan la osserva e il suo stato di disagio si accentua sempre di pi. Lei con tono di amaro risentimento gli domanda) Dove sono i tuoi testimoni?
Hogan - (in atteggiamento colpevole) Testimoni? (Poi, cercando di essere scherzoso) Perdiana, questa si che bella! M'ero talmente sborniato alla locanda che, diavolo! scordai tutto quello che avevamo combinato e me ne venni a casa a dormire nel fienile.
Josie - (con sorda amarezza) Sei un bugiardo.
Hogan - Mi sono appena svegliato. Guarda, ho ancora il fieno addosso. Non ti convince?
Josie - Non dico questo, lo sai bene. (Amara) Cos ti saresti appena svegliato... Vero?... E poi sei strisciato fino a qui per controllare se il trucco che avevi montato su con tutti gli altri piccoli trucchi aveva funzionato, no?
Hogan - (con aria colpevole) Non so di che stai parlando.
Josie - Non seguitare a mentire, pap. Questa volta l'hai fatta grossa. (Egli sta per replicare, ma lo sguardo d lei gli fa cambiare idea e rimane cos in silenzio, a disagio. Una pausa).
Hogan - (non sa pi trattenersi) Anche se avessi portato i testimoni, non avrebbero avuto niente da testimoniare, visto...
Josie - No. In questo hai ragione. Non avrebbero avuto niente da testimoniare. Proprio niente. (Sorride in modo strano) Tranne un miracolo al quale non crederebbero mai. E nemmeno tu.
Hogan - Di che miracolo parli?
Josie - D'una vergine che tiene in braccio tutta la notte un bambino morto e all'alba ancora vergine. Se non un miracolo questo...
Hogan - (a disagio) Finiscila di parlare in quella maniera curiosa. Mi vengono i brividi.
Josie - Piantala di dire bugie, pap. Ti ho gi avvertito.
Hogan - Bugiardo perch? (Si fa preoccupato e la guarda. Lei sta zitta, come se lui non ci fosse, e fissa il cielo che va man mano schiarendosi per la luce del giorno).
Josie - (come tra s) Fra poco qui sar pi bello e lo sveglier.
Hogan - (incapace di contenere oltre la sua ansia) Josie cara, per l'amor di Dio, dimmi cosa ti successo!
Josie - (con sorda amarezza) Te l'ho gi. detto. Niente.
Hogan - Niente? Ma se te lo leggo in faccia...
Josie - Quale donna non addolorata se morto l'uomo che ama? Ma in me c' anche dell'orgoglio insoddisfatto.
Hogan - (tormentato) Finiscila di parlare cos, Josie, sembri impazzita! (Alza la voce, con aria adirata e vendicatrice) Senti, se Jim Tyrone ti ha fatto soffrire in qualche modo... (Tyrone si agita gemendo nel sonno e freme la faccia contro il grembo di lei come a cercare protezione. Lei lo guarda e lo stringe a s).
Josie - (sussurra dolcemente) Ancora un momento, mio caro. Riposa ancora un poco. (Si volta verso il padre mormorando rabbiosa) T'avevo detto di parlar piano! (S'interrompe, poi con calma) Non mi ha fatto soffrire in nessun modo. E' stata solo colpa mia. Credevo ci fosse ancora speranza. Non sapevo che era gi morto... che era una povera anima dannata che ricorreva a me per confessarsi e farsi perdonare... e trovar pace per una notte...
Hogan - Josie! Finiscila!
Josie - (dopo una pausa, sordamente) Non mi avrebbe mai torto un capello. Lo sai. (Quasi tra s, come a canzonarsi) Oh certo, mi ha pure detto che sono bella e che a modo suo mi ama. (Poi, in tono oggettivo) Tutto quello che successo questo. Si ubriacato ed ha dormito tutta la notte come lo vedi adesso. (Con ostentata asprezza) Ma ora la notte finita, finalmente. Sono mezza morta di stanchezza e di sonno. Ecco quello che leggi sulla mia faccia; altro che dolore.
Hogan - Non sono tanto stupido, Josie. Io...
Josie - (con sorda, risentita amarezza) Oh no. Non sei tu lo stupido, ma io, che ho creduto a tutte le tue menzogne. Volevi mettere le tue zampacce sui suoi soldi e io ti servivo da specchietto per le allodole!
Hogan - No! Ti giuro su tutti i santi...
Josie - Giureresti sulla Bibbia tu, e nel momento che rubi! (Risentita) Senti, pap, non t'ho mai chiamato per interrogarti sulle tue sporche faccende, ma per dirti che tutte le bugie che mi hai fatto credere ieri sera... (Mentre lui sta per ribattere) Zitto! Parlo io, adesso. Tu non eri ubriaco: facevi finta di esserlo per meglio mascherare i tuoi trucchi...
Hogan - (calmo) Non ero ubriaco, no. Lo ammetto, Josie. Ma ne avevo bevuto di diverse qualit, e questo mi deve aver confuso. Altrimenti non mi sarei messo a fare quei sogni pazzeschi...
Josie - (con sdegnosa ironia) Sogni li chiami, vero? L'unico tuo sogno di agguantare un pugno di sporchi dollari senza curarti di chi fai piangere e a chi li rubi!
Hogan - (indietreggia, con aria invocante) Josie!
Josie - Sta zitto! Sono sicura che hai gi pronta! tutta una serie di nuove bugie e giustificazioni. Sei furbo, tu, ma puoi risparmiarti il fiato. Non mi ingannerai mai pi. Sono rimasta scottata una volta per tutte, ormai! (Lui la guarda spaventato. Lei continua nella sua aspra requisitoria) Piai mentitot dicendo che Jim vendeva la fattoria, sapevi che scherzava. E sapevi che l'eredit sarebbe stata divisa fra giorni, e che lui se ne sarebbe tornato a Broadway. E cos ti sei messo subito all'opera. Eni l'ultima occasione che ti si presentava per piantate! le tue unghie sul suo denaro.
Hogan - (implorante) Non cos, Josie.
Josie - Io ero offesa ed arrabbiata perch non era: venuto all'appuntamento e tu ne hai approfittato. E hai approfittato anche del fatto che l'amavo, e di tutte le mie debolezze... Oh, sei stato abile davvero! Vanne pure orgoglioso! Avevi messo le cose! tanto bene che per mandare a termine tutto l'imbroglio bastavo io, da sola... Tu lo prevedevi che avrei scoperto da Jim come stava la faccenda della! fattoria, ma dopo che la tua menzogna avesse ottenuto il suo effetto. Farlo ubriacare, cio, ed ubriacarmi anch'io, cos non mi sarei vergognata... di nulla... Pensavi che tanto, quando la verit fosse venuta a galla, io gli avrei voluto ancora pi bene! e che una volta svergognata, sarei stata pi decisa! di prima... Non venirmi a dire che non era questo, il tuo scopo, sei troppo scaltro perch possa crederti. E nel caso che fossi stata sua, non contavi forse sull'amore che mi portava, per obbligarlo al sposarmi? Lui non si sarebbe opposto, non pensa? Per non avrebbe potuto vivere con me da marito, se ne sarebbe andato lo stesso a Broadway, senza vedermi mai pi. Certo! Ma che importava? Intanto una mano sul gruzzolo c'era e il giorno in cui gli stravizi l'avessero portato alla tomba, io sarei stata la sua vedova, l'erede legittima di quello che gli fosse rimasto.
Hogan - (implorante) No! Non cos.
Josie - Vale forse la pena di discutere? E' tutta finito ormai. E a te ho da dire soltanto questo, pap: me ne vado via, come i miei fratelli, oggi stesso. D'ora in avanti dovrai pensarci da solo ai tuoi imbrogli.
Hogan - (dopo un lungo silenzio, lentamente) Lo sapevo che mi avresti rimproverato, Josie. Mi io speravo di farti cos felice da passar sopra a...
Josie - (non lo ascolta. Guarda in cielo, verso levante, dove sta spuntando la luce del giorno) Ecco, ora bello. Devo svegliarlo. (A Hogan) Entra in casa e restaci finch non se n' andato. Non ti voglio intorno, ho paura dei tuoi raggiri. (Lui la guarda implorante, fa per parlare, ma ci rinuncia e le ubbidisce con aria umile. Sale la scaletta in punta di piedi passandole alle spalle e si chiude dietro la porta. Lei si china, maternamente, ad osservare Tyrone. Con voce triste) Caro Jim, doloroso svegliarti, riportarti alla tua vita. Fossi morto nel sonno... E' il tuo desiderio, vero? (Lo scuote delicatamente) Svegliati, Jim. (Egli si lamenta nel sonno e muove il capo sul petto di lei come a cercare un rifugio pi sicuro. Lei lo fissa in viso) Buon Dio, fagli ricordare questo soltanto. E che dimentichi il resto. Non ti chiedo altro. (Gli d una scossa pi energica) Jim, svegliati! Mi senti? E' ora.
Tyrone - (a met desto, cogli occhi chiusi, borbotta) Che diavolo? (Avverte confusamente di trovarsi con una donna) Ci risiamo, eh? La solita zuppa. Chi accidenti sei, bellezza? (Seccato) Bella idea t' venuta, di svegliarmi. Che ora ?
Josie - L'alba.
Tyrone - L'alba sempre grigia. Dormi, bambola... e fammi dormire. (Si riaddormenta).
Josie - (ansiosa) Questa non grigia, Jim. E' diversa da tutte le altre... (Si accorge che si riaddormentato. Risentita) Hai gi dimenticato tutto? Per lui sono la sgualdrina del treno, adesso, e non... (Improvvisamente lo stacca da s scuotendolo violentemente) Svegliati! Ehi! Ti ho sopportato abbastanza...
Tyrone - (non ancora desto) Ohe, bambola, vuoi piantarla? Che c'? (Si svegliato, batte le palpebre stupito) Josie!
Josie - S, Josie! E non una delle tue bambole della malora! (Lo allontana da s) Alzati ora, cos non t'addormenti un'altra volta. (Lui si alza con difficolt. E ancora assonnato ed ha il corpo indolenzito. Lei domina la sua ira e riprende il solito tono familiare e scherzoso. Fino alla fine star attenta a tutto ci che Jim andr man mano ricordando della sera precedente) Sei tutto1 indolenzito, certo. Non una scoperta. Se ti serve da consolazione, io sto peggio di te, perch t'ho tenuto tra le braccia. (Si muove anche lei e si soffrega le braccia intorbidite, brontolando scherzosamente) San Giuseppe mio, sono una rovina. Non mi raddrizzer mai pi. (Lo sbircia) Scommetto che non ricordi pi niente e che non sai nemmeno dove ti trovi.
Tyrone - (fa dei timidi movimenti con le braccia e con le gambe, insonnolito) Prima devo assicurarmi se sono ancora vivo.
Josie - Ti ci vuole uno stimolante. (Solleva la Poltiglia e il bicchiere e gli versa da bere) Ecco qua.
Tyrone - (prende il bicchiere automaticamente) Grazie, Josie. (Va a sedersi sul sasso, tenendo il bicchiere come se non sapesse che farne).
Josie - (seguendolo attentamente con gli occhi) Bevi, o ti riaddormenterai un'altra volta.
Tyrone - No. Ormai sono sveglio, Josie. Strano, non mi va di bere. Ma guarda, la testa gi a posto. E senza incubi... finora.
Josie - Cos va bene. Dev'essere una novit piacevole per te...
Tyrone - Certo. E' un risveglio piacevole e tranquillo, una volta tanto... Come se avessi fatto una bella dormita senza brutti sogni.
Josie - E l'hai fatto. Al diavolo i brutti sogni. Io te lo posso dire. Ti ho tenuto tra le braccia appunto per tenerli lontani i tuoi brutti sogni.
Tyrone - Questo vorrebbe dire che tu... (Di colpo) Aspetta un momento. Adesso ricordo che stavo alla locanda, da solo, e che improvvisamente provai il desiderio di vederti. Ecco perch mi sono svegliato tra le tue braccia. (Vergognandosi) E tu mi ci hai lasciato? Che ingenua, Josie. Chiss come ero ubriaco!
Josie - Non ti reggevi in piedi.
Tyrone - E allora perch non mi hai mandato via a calci?
Josie - Perch avrei dovuto farlo? Ti faceva piacere.
Tyrone - Dio mio! E per quanto tempo' mi hai sopportato in quella posizione?
Josie - Oh, solo poche ore.
Tyrone - Dio! Mi dispiace, Josie, hai fatto male a lasciarmi...
Josie - Non preoccuparti. E' stata una buona occasione per godermi la luna,
Tyrone - Era una bella notte. Lo ricordo.
Josie - Ricordi che era bella, Jim? Allora l'hai goduta anche tu, qui, seduto vicino a me, prima di addormentarti.
Tyrone - Chiss come t'avr seccato con le mie balordaggini da ubriaco.
Josie - Non tanto. Solo un po'. Mi hai fatto una quantit di complimenti, dicevi che ero bella e cose del genere.
Tyrone - (premuroso) Queste non sono balordaggini, Josie. E' la pura verit. Tu sei bella. E lo sarai sempre.
Josie - Sei straordinario, Jim, con le donne. Non ti fermi neppure davanti a me che sembro uno spaventapasseri certamente.
Tyrone - (impaziente) Tu non sei stupida, e sai benissimo che non ti prendo in giro.
Josie - (scanzonata) E va bene, allora. Sono bella e tu mi ami... a modo tuo.
Tyrone - A mio modo, eh!? E naturalmente avr recitato poesie. Non ti saranno piaciute anche quelle, spero?
Josie - E perch no? La notte era incantevole, la luna ancora di pi. Insomma, mi piaciuto tutto.
Tyrone - Era nel nostro programma, del resto. E' stata una notte veramente bella. Non la dimenticher mai.
Josie - Ne sono contenta, Jim.
Tyrone - Ma devo essere stato detestabile. Chiss quante sciocchezze ho detto.
Josie - Poche. Eri tranquillo e un po' triste... te ne stavi l incantato, come se invece di whisky ti fossi ubriacato di luna.
Tyrone - Non t'avr raccontato, spero, la storia della mia vita, bagnandoti il seno di lacrime.
Josie - No. L'unica cosa che hai detto parecchie volte era che desideravi passare con me una notte differente da tutte le altre che avevi passato con donne.
Tyrone - (con repulsione) Dio, non farmi pensare a quelle sgualdrine! (Poi, con schietto sentimento di gratitudine) Oh, stata diversa, Josie! Non rammento tutto, ancora, ma so che stata diversa dal modo in cui mi sento ora. Questo non uno dei miei soliti risvegli... quando ti assale il rimorso e preferiresti essere morto nel sonno per non affrontare le cose che temi di aver detto o fatto la notte avanti.
Josie - Non devi vergognarti di nulla di quello che hai detto e che hai fatto ieri sera, Jim. Ti d la mia parola.
Tyrone - (come non avesse sentito, lentamente) E' difficile descrivere come mi sento: un'impressione nuova. Sembra come se avessi concluso una tregua con me stesso e con la mia vita, come se mi fossero stati perdonati tutti i peccati... (Diventa consapevole) Che sciocchezze con questa storia dei peccati! Ma sai quello che voglio' dire.
Josie - (tesa) Lo so e sono contenta che ti senti cos, Jim. (Pausa, prosegue) Mi hai anche detto che avevi visto venire troppe mattine in compagnia di donne che russavano...
Tyrone - (indietreggia) Sii buona. Non ricordarmi queste cose proprio adesso, Josie. (Pausa, Lei lo segue attenta. Egli volta adagio la faccia, dove ora spunta il sole. Si annuncia una giornata luminosa, stupenda. Contempla il cielo, commosso, respira profondamente, ma subito riprende la sua aria cinica) Il Padreterno sta mettendo su uno scenario coi fiocchi. Ma io preferisco il Grand-Guignol: si alza il sipario e la tragedia incomincia. (Lo sguardo di Josie si fa amaro e offeso, ma lui aggiunge immediatamente, con stizza) Maledizione! Perch essere cos? (Il volto gli si schiarisce, con sincero e profondo sentimento) Come bello, Josie. E io non lo dimenticher mai. Qui... insieme a te.
Josie - (rasserenata, con semplicit) Sono contenta, Jim. S, bello... ero convinta che l'avresti detto... Doveva essere una prova...
Tyrone - (contempla il sole che spunta, soprapensiero) Prova di che?
Josie - Oh, nulla. Una prova per me che... Ma non ci far caso. Non so pi che cosa volevo dire (Cambia argomento) Non crederai mica che ti ho svegliato solo per ammirare il sole che spunta? Stai in una fattoria non a Broadway, e per me noni ora di dormire ma di cominciare a lavorare. (Si alzi e si sgranchisce le membra intorpidite. Dietro i siti gesti disinvolti si nota una tensione crescente) Noi posso farti sempre compagnia, Jim. Tornatene alla locanda, l qualcuno troverai. Non avertela a mail Lo capisci, perch debbo andare a lavorare, noi perch mi sia stancata di stare con te. (Ostenta il sorriso).
Tyrone - (si alza) Certo, capisco. (S'interrompi Poi non si trattiene dal chiederle, con aria di colpa) Ancora una domanda, Josie. Sei sicura che stai notte io non sia andato fuori binario... e non mi sii comportato male?
Josie - Non hai fatto nulla di male. Abbiamo scherzato. Io ti canzonavo, e tu mi rispondevi al tono. Tutto qui.
Tyrone - Sia ringraziato Dio. Non me lo sari mai perdonato... te l'ho chiesto perch, vedi, cali volte, quando a forza di bere divento incoscienti commetto molte stupidaggini. (Si rammenta del bicchiere che ha in mano) B, questo intanto me IH bevo. Il bar della locanda apre troppo tardi. (Beve Poi, piacevolmente sorpreso) Accidenti! Ma questi non la putrida broda di Phil! E' Bourbon genuino, stravecchio! Dove diavolo... (Resta un momento assorto e infine ricorda tutto. Josie se ne accorge. Una espressione angosciata, di colpa e di vergogna si disegna sul viso. Getta via il bicchiere, istintivamente. E' la sua prima reazione, la ripugnanza verso l'alcool che lo riporta indietro con la memoria. Ma sente Josie che lo osserva e combatte disperatamente perch la voce e lo sguardo non tradiscano i sentimenti che prova) Vero Bourbon, Sii ricordo che me l'hai detto. Lo lasci a Phil un contrabbandiere. B, ora me la filo e ti lascio al tuo lavoro. A pi tardi, Josie. (Si volta verso la strada)
Josie - (sgomenta) No, Jim! Non andartene cos! Tu non mi vedrai pi tardi. Tu non mi vedrai mai pi! So che meglio per tutti e due, ma non posso sopportare che tu fugga via cos, pieno di vergognai Tu che volevi che il mio amore calmasse la tua pena... Ed io che sono tanto orgogliosa di poterlo fare, di essere l'unica... (implorante) Speravo, pel il tuo bene, che non ricordassi. Ma ora che ricordi voglio che ricordi che il mio amore ha saputo coni cederti un po' di pace!
Tyrone - (la guarda combattendo dentro di s. Esitante) Non so di che parli. Non ricordo che cosa...
Josie - (accasciata) Va bene, Jim. Nemmeno io ricordo. Allora addio. E che Dio ti benedica. (Si volta per andare verso casa).
Tyrone - (sempre esitante) Aspetta, Josie! (Mentre si muove per raggiungerla) Sono un bugiardo ed uno stupido! Perdonami, Josie. S, ricordo! Sono contento di ricordare! Non dimenticher mai il tuo amore! (La bacia sulle labbra) Mai! (La bacia di nuovo) Mai! Ascolta! Ti amer sempre Josie! (La bacia ancora) Addio... Iddio ti benedica! (Si volta e s'avvia rapidamente gi verso la strada a sinistra, senza volgersi indietro. Lei sta ferma per un momento seguendolo con gli occhi, poi si copre il viso con le mani. A capo chino, scoppia in singhiozzi. Hogan esce dalla stanza di lei e resta sul primo gradino. Guarda verso Tyrone con una faccia addolorata e fremente d'ira).
Josie - (avvertendo la sua presenza cessa d piangere e solleva il capo. Cupamente) Vado a prepararti la colazione, pap.
Hogan - Al diavolo la colazione! Credi che io pensi solo a mangiare? (Implorante) Figliola mia, ascoltami. Tutto ci che hai detto delle mie menzogne e dei miei imbrogli e di quello che speravo succedesse, vero. Ma non era per il suo denaro, Josie. Vidi che era l'ultima occasione... l'unica rimasta per costringervi tutti e due a piantarla con le vostre finzioni... e a riconoscere finalmente che vi volevate bene, che vi amavate. Volevo che tu trovassi la felicit... onestamente o no, in un modo o nell'altro. Che m'importava come? E volevo salvare lui... speravo vedesse che solo col tuo amore avrebbe potuto... Era la sua esaltazione di te, della tua bellezza che mi dette speranza... ero sicuro che non sarebbe mai andato a letto con te, anche se tu lo avessi lasciato fare, salvo che non ti avesse sposata. E se pensai anche ai soldi che aveva, fu proprio l'ultimo pensiero, e perch tu potessi condurre una vita pi cristiana, come meriti, invece dell'esistenza pidocchiosa di questa fattoria, dove sgobbi per me. (Si interrompe. Con dolorosa umilt) Credi che ti dica ancora delle menzogne, Josie? Sei sempre arrabbiata con me?
Josie - (i suoi occhi seguono ancora Tyrone. Gentile) So che la verit, pap. Adesso non sono pi arrabbiata. Non temere, non ti lascer. L'ho detto solo per castigarti... un poco.
Hogan - (con umile gratitudine) Buon Dio, ti ringrazio, cara.
Josie - (riprende un po' a forza le sue maniere scherzose e spavalde) Ma guardalo l, un vecchio caprone che vuol fare il Cupido che lancia le frecce d'amore!
Hogan - (la faccia gli si illumina di gioia. E' quasi di nuovo se stesso. In atteggiamento d colpa) M'avevi dato un bel castigo, te l'assicuro. Una volta che te ne fossi andata, pensavo di annegarmi nel laghetto di ghiaccio. Almeno una soddisfazione l'avrei avuta. Quel bastardo di Harder non avrebbe pi toccato un pezzetto di ghiaccio senza ricordarsi di me. (Lei non lo ascolta, ora. E' triste e preoccupata. I suoi pensieri inseguono d nuovo l'uomo che si allontanato. Hogan la osserva, premuroso) Figliola mia, non devi prendertela cos. (Poi, siccome lei seguita a non ascoltarlo, riprende col suo vecchio tono collerico) Ehi! Resta ancora l incantata! Vuoi farmi allungare il collo come una giraffa?
Josie - (gentile) Non preoccuparti di me, pap. Adesso finito tutto. No, non me la prendo. Sono soltanto triste per lui.
Hogan - Per lui? (In un accesso d'ira) Che la pi nera bestemmia del pi profondo abisso dell'inferno...
Josie - (con un grido angosciato) Ho no pap, Io lo amo!
Hogan - (si trattiene. Il suo viso appare sofferente e invecchiato. Con voce sorda) Non intendevo dire quello che pensi. Qualunque cosa sia successa stanotte, so che nessun danno pu essertene venuto. Era alla vita che bestemmiavo... (Con una parvenza delle sue maniere naturali) Ma perdiana, tutto fiato sprecato! Non ne vale la pena. (Ma poich lei resta zitta, con aria avvilita) Contro di me dovrei bestemmiare, piuttosto. A quello stupido intrigante che sono.
Josie - (si volta verso di lui con forzata aria di scherzo) Lascia perdere, pap. Possiamo dire amen a tutta questa storia. (Con gentile sollecitudine) Non essere triste, pap. Io sto bene... e sono contenta di rimanere con te. (Riassumendo l'atteggiamento scherzoso) Si sa, a stare con te mi tocca rinunciare a tutti gli altri uomini. Ma certo nessuno sa divertirmi pi di te!
Hogan - Io ti diverto? Ma smetter se non mi darai subito da mangiare. Vedrai!
Josie - (anche lei tenta di tornare al suo abituale comportamento altero) Non fare il prepotente, tu, vecchio smanioso. E adesso entra, se vuoi che ti prepari quella colazione della malora!
Hogan - Cos si parla! (Entra in casa dalla stanza di lei. Lei lo segue fin sull'uscio, quindi si volta a dare un ultimo sguardo alla strada).
Josie - (il suo volto mesto, commosso. Parla con dolcezza) Possa realizzarsi presto, caro Jim, il tuo desiderio di morire nel sonno. Possa tu riposare per sempre nel perdono e nella pace. (S volta lentamente ed entra in casa).
FINE


