Una notte di Salomè

UNA NOTTE DI SALOME'

UNA NOTTE DI SALOME

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ATTO UNICO

di EMANUELE VACCHETTO

Dep. SIAE

evacchetto@libero.it

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(La SCENA rappresenta un angolo di bar di periferia. Tavolini di frmica e sedie di plastica. Dalle veneziane semiabbassate proviene un ritmico lampeggiare di luci dai colori sfacciati. Fuori notte.

A destra, una tenda di fili metallici divide la zona bar dal retro, dove si suppone ci sia la cucina. Dalla radio proviene un ininterrotto fluire di cool-jazz anni 60.

A uno dei tavolini, seduto, c un uomo. E probabilmente ubriaco, addormentato com sul tavolo. Ha difronte una bottiglia vuota. Porta in testa un cappello da cow-boy calato sugli occhi.

Fuori piove a dirotto. Ogni tanto un tuono...

Poi la porta del bar si apre con un DING DONG elettrico.

Entra una donna sui 25-30 anni. Ha un impermeabile e un ombrello

fradici.

DAISY - (alluomo addormentato) Oi, te! Sono le cinque del mattino e linsegna ancora accesa. Ho gi pagato quattro multe sto mese! Ehi, Bufalo Bill, dico a te!

Luomo le risponde con un pi sonoro russare.

DAISY - (con stanco tono di disprezzo) Guardalo l... Bicchiere vuoto... bottiglia vuota... Ehi! Sono i clienti che devono bere, non tu!... Ma che clienti... I clienti si ubriacano, ma non vogliono vedere il barista ubriaco dal mattino alla sera... E tu bevi, bevi, bevi... fai schifo. Sei un fenomeno della natura. A sentire il medico dovresti avere il fegato come unanguria! Come si chiamava pi quel medico? Tre mesi di vita, ti ha dato. Sono passati tre anni e guarda dove sei, stravaccato su una sedia e ubriaco fradicio! Non che la tua sia una gran vita, comunque. Se morivi quando te lo diceva il medico nessuno ci perdeva niente. Fammi togliere un po di roba, va. Questo bar un cesso.

(Si tolta limpermeabile e ha indossato un grembiule lardellato di macchie dunto. Dal retro ha preso un secchio e una scopa. Toglie i bicchieri sporchi dai tavoli. Fa scorrere lacqua nel lavello. Gesti energici, arrabbiati...)

DAISY -To, stavolta non vedo scarafaggi. Si vede che fai schifo anche a loro...

(Si avvicinata alla radio. Schiaccia un tasto e la musica cambia)

DAISY - Basta con sta musica.

(Improvviso cambio musica. Dal soffice cool-jazz americano... al Preludio di CARMEN di Bizet, ritmatissimo e quasi bandistico).

DAISY - Ecco! Almeno stare allegri, se proprio tocca lavorare...

(Un RUSSARE INFASTIDITO delluomo la reazione allimprovviso cambio musica)

DAISY - Attento che caschi dalla sedia. Che poi io su non ti ci

tiro di certo... E neppure ti riporto a casa, stasera. Ti lascio l a ronfare, chiudo il bar e ti recupero domani. Anzi, ci mando quella stronza della tua mamma, a riprenderti...

(DINDON, due tocchi di campanella. La porta del bar si apre.

Daisy emette una specie di ruggito, senza neppure alzare la testa)

DAISY - E chiuso!!

(Nello squallido bar entrata una donna sui 30 anni, bellissima. Indossa uno stupendo abito da sera bianco carico di paillettes. Sulle spalle una pelliccia evidentemente di gran prezzo. In testa un largo cappello, molto originale. Invece della borsetta adatta, regge una sporta di paglia, di quelle da mare, con un gran polipo blu disegnato sopra.

E bagnata fradicia, ma ha comunque laria di unapparizione magica.) .

VERONICA - Ma no, aperto! Non si disturbi

(La voce di Veronica calda, roca. Contrasta con la voce di Daisy, dura, decisa, come provata dalla vita. )

DAISY - E invece chiuso! Lo sa che ora ?

VERONICA - Oh, sar tardissimo no? Dio che diluvio! Dove metto la pelliccia?... Qui va bene. La borsa si tutta bagnata.

DAISY - E il minimo.

VERONICA - Prego?

DAISY - Dico, uscire la notte con una borsa di paglia sotto la pioggia... Chiaro che si bagna.

VERONICA - Mah la pi grande che ho trovato. La metto qua, ma faccia attenzione che non cada. E mi porti un martini secco, anzi no, un wisky liscio.

DAISY - Le ho detto che stiamo chiudendo!

VERONICA - Ragione di pi per sbrigarsi. Quelluomo ubriaco... Bene, mi siedo qui, con gli ubriachi non si sa mai... Questa sedia rotta... Per cortesia, pulisca il tavolo, c del bagnaticcio... Non si metta a gridare subito.

DAISY - (quasi sul punto di gridare) E perch dovrei gridare?

VERONICA - Ha uno scarafaggio sulla scarpa.

DAISY - (GRIDA)

VERONICA - Allora me lo porta questo wisky? E per favore cambi stazione. Questa musica mi d sui nervi.

(Daisy con aria seccata, quasi di sfida, pigia un altro bottone della radio. La musica di sottofondo torna a essere jazz freddo)

DAISY - (sibilando) Le va bene questa.

VERONICA - E meglio, grazie. Dio come si ridotto questo cappello. Bah, un vecchio Balenciaga...Si fida a stare chiusa in questo posto di notte con un ubriaco?

DAISY - (sbotta) E mio marito.

VERONICA Oh, scusi, mi spiace.

DAISY - Senti bella, fatti gli affaracci tuoi! E se non ti piace il posto alza le chiappe. Ma dimmi te se con tutti i guai che ho deve arrivarmi sta stronza... (cambia tono) Ma... ma lei ... la Lopez! Veronica Lopez! Io lho vista. Domenica pomeriggio. A teatro. Salom. Ero in loggione... le ho anche tirato un garofano... Lei lo ha preso e mi ha sorriso, si ricorda?

VERONICA - Veramente no, mi spiace. Se mi tirava un rapanello era lo stesso. Sa, sono miope come una talpa.

DAISY - Oh dio, mi scusi. Non lavevo riconosciuta... Con quel cappellaccio in testa. Gi che voi attori famosi vi travestite sempre! Oddo, sono cos emozionata!

VERONICA - Bene, ti ho emozionata. Adesso tu emoziona me: dammelo doppio quel wisky.

DAISY - Certo, certo. Mi scusi...

(Daisy va al banco, prende la bottiglia e un bicchiere e li porta al tavolo.)

DAISY - Ecco qua. Mi dispiace, non c ghiaccio.

VERONICA - Io lo bevo senza. E tutto dun fiato. Mi ha insegnato mio padre. Diceva che allungare il wisky non da uomini, poco virile insomma.

DAISY - (ridendo) Ma lei non deve essere virile!

VERONICA - Lo dici tu... (beve) Pua! Ma dove lo comperate il wisky, a Forcella? Fa schifo.

DAISY - Mi dispiace. Gli acquisti per il bar li fa lui.

VERONICA - Si deve essere bevuto la met dei tuoi acquisti, a vederlo cos. Com che ha un cappello da cow-boy in testa?

DAISY - Una volta andato a caccia con gli amici e ha sparato a una mucca. Abbiamo dovuto ripagarla, per lui si tenuto le corna. Sono quelle appese lass... Allora i suoi amici hanno cominciato a chiamarlo Bufalo Bill, cos per scherzo. Al principio si arrabbiava, poi... entrato in parte, come dite voi attori. Si comperato quel cappello da cow-boy e il cinturone con le pistole a salve. Sa, in un bar un po di colore ci sta bene, attira la gente.

(Un sonoro RUSSARE proveniente dal tavolo vicino sembra commentare le parole di Daisy)

VERONICA - Peccato. Gli copre la testa. Deve avere una bella testa sotto quel cappello...

DAISY - Per essere bella bella. Solo che vuota.

VERONICA - Mmm, gi. Povere donne, ci tocca avere due palle cos per andare avanti. Anchio sai? ... Dammi un altro po di wishy va... Chi credi sia andata il mese passato a parlare coi Gargiulo per quella storia della coca di Max? Io, ci sono andata! E quella l gente che mica scherza. Prima spara poi discute. Max moriva di fifa, il granduomo!...

DAISY - Vuole dire Max Gruber, suo marito?

VERONICA - Gi. il geniale regista. La sera della prima ha offerto un tiro di coca al sindaco. Ancora un po lo risbattono in Austria, lui e tutto il suo genio!

DAISY - Peccato, cos bello. Almeno sui giornali. Fate una bella coppia...

VERONICA - Mai sposare uomini belli. Credono che tutto gli sia dovuto. E in genere, prima di sposare te, hanno trovato gente di tutti i colori che gli ha regalato una barca di roba senza che muovessero un dito. Poi arrivi tu, l per l sembra che tutto funzioni, poi ti accorgi che lui ti ha sposata perch era in crisi, la crisi gli passata, e tu sei nella merda.

DAISY - Lui qui, era bello. Adesso, a forza di bere... Ma una volta era il pi bello del quartiere.

VERONICA - Oh, vecchia storia. Tu che sbaragli tutte le concorrenti, compresa la figlia del sindaco, e ti sposi il bellone macho e strafigo. E magari trascuri il piccoletto con gli occhiali che ti sbava dietro e ti scrive poesie damore sul diario di scuola. E qualche anno dopo il macho strafigo diventato un cesso di ubriacone fetente, e il tappo con gli occhiali presidente di una multinazionale. Tutto un dj-vu...

DAISY - (Con ammirazione) Madonna, tutto vero!

VERONICA - Bah, non ci pensare. Prenditi un bicchiere anche tu, vai! A bere da soli si diventa pazzi.

(Daisy si prende un bicchiere)

DAISY - Giusto un dito. Per farle compagnia... (Veronica versa) Ehi, piano... Io non ho molta tenuta allalcol...

VERONICA - Bevi che fa bene. E dammi del tu.

DAISY - Okay...allora... (timidamente) Ciao, Veronica...

VERONICA - Ciao... Gi, come ti chiami?

DAISY - Daisy.

VERONICA - (ridacchia) Com, Daisy ?

DAISY -Sta per Desiderata. Sono nata dopo diciassette anni di matrimonio.

VERONICA - (ride sguaiata, gi un po sbronza) Chiss se hanno provato a scopare in tutti quegli anni... Oh, scusa, scusa, non volevo offenderti. E che certe volte le battute perfide mi vengono cos, senza cattiveria.

DAISY - (placida) Beata te. A me le cattiverie vengono male. Oppure in ritardo. Quando non servono pi. Questione di cultura, credo.

VERONICA - Non credo. Pere esempio io sono ignorante. Per sono anche cattiva.

DAISY - Non ci credo. Hai laria buona.

VERONICA - Sono solo ubriaca. Versami un altro poco... Ecco che sono sbronza. A dirtela tutta sono sempre sbronza, io. Prima, durante e dopo lo spettacolo. In genere nessuno se ne accorge. (ride) Ho raffinato la tecnica. Oppure la coca, va a sapere...

DAISY - Credo che perch sei brava. Cosa centra la coca?

VERONICA Te lo insegnano allaccademia. E una tecnica. Quando sai il testo bene a memoria, puoi anche staccare la spina con la mente. E in scena tutto va avanti da solo, tu non ci sei pi. Puoi anche essere ubriaca fradicia e nessuno se ne accorge il pi delle volte. Tu sei qua sotto ubriaca (fa un gesto allaltezza del tavolo) e il personaggio quass (stesso gesto sopra la testa) che parla, parla Poi lo spettacolo finisce, il rumore degli applausi ti riporta gi, dentro sorridi, ringrazi, ma sai che sei di nuovo nella merda

DAISY (dopo un momento, assorta) Mi sarebbe tanto piaciuto fare laccademia. Fare lattrice. Per questo adesso vado a teatro appena posso. Mamma lavevo quasi convinta. Alla recita del circolo di pap - pap era ferroviere - avevo avuto molto successo. Il dramma si chiamava Lultima notte, non ricordo pi lautore. Lo conosci?

VERONICA Mai sentito.

DAISY - Avevo un monologo bellissimo nel finale, me lo ricordo ancora. Ho anche avuto un minuto intero di applausi, alla fine. Tutti i ferrovieri e i capi ferrovieri e le loro mogli che mi applaudivano! E stata la gioia pi grande della mia vita. Tutti dicevano che dovevo fare lattrice Ma pap non ha voluto pap ragionava a suon di schiaffi e poi cerano pochi soldi, era meglio se mi sposavo presto

VERONICA Con Bufalo Bill qui?

DAISY Un bar rende insomma, ci si campa.

VERONICA E dici che te lo ricordi ancora, il monologo?

DAISY Tutto. A volte quando sono triste me lo recito da sola, e sento di nuovo gli applausi, come quella sera

VERONICA Dai, recitalo?

DAISY Adesso?

VERONICA Perch no?, tanto non che abbiamo molto da fare.

DAISY Davanti a te mi vergogno

VERONICA Ma se si vede lontano un miglio che non aspetti altro! Di attacca! Ma non aspettarti un minuto di applausi, eh? Ho le mani delicate

(Daisy fa qualche passo verso il proscenio con aria emozionata)

DAISY Vado? Vado eh?

Il fatto che noi, tutta lUmanit, nei secoli passati e nei secoli che verranno, non siamo che una compagnia di guitti. Una compagnia di attori che recita volta a volta, nei secoli dei secoli, secondo le esigenze del Grande Committente. Chi oggi fa il Re, nella commedia di ieri faceva il Primo Amoroso, chi fa il Cattivo oggi, ieri era il Padre Nobile. La Fanciulla innocente del dramma di oggi, era la Perfida Sorella del dramma di ieri, e forse sar la Malafemmina del dramma di domani. Il barista che ti fa il caff al bar la mattina, in un altro dramma, in unaltra vita, forse il chirurgo che ha operato tuo figlio.

Finch dura la commedia della vita lattore deve restare in parte, non deve neppure per un momento pensare a chi davvero, il suo vero nome e cognome, o se qualcuno lo aspetta a casa. E infatti non lo fa: qualcosa dentro di lui lo tiene, lo obbliga a rimanere nel ruolo, o comincerebbe a dimenticare le batture, a farsi prendere dal panico. Per tutta la recita lattore deve essere il personaggio. Siamo attori, tutti, e il nostro abito di scena non fatto solo di stoffa e parrucca di capelli finti, ma di carne e sangue, di nervi muscoli e ossa, di cellule che nascono, si riproducono e muoiono continuamente nel corso della recita. Un costume vivente, che come tutti i costumi si deteriora col passare del tempo e viene abbandonato in una cassa alla fine della tourne. Allora lattore, nudo come unanima, pu finalmente tornare ad essere il vero se stesso, pu tornare a casa sua e aspettare che gli propongano un nuovo contratto, un nuovo ruolo, ripetendo a se stesso che non esistono cattivi ruoli, ma solo cattivi attori.

(Pausa. Poi Veronica applaude elegantemente)

VERONICA Quindi niente accademia Peccato, hai talento. Sai, allaccademia si imparano un sacco di cose divertenti. Giochi (continua a guardare luomo) Cera un gioco che si chiamava guarda e descrivi. Per stimolare lo spirito di osservazione, dicevano. Una cosa che fanno i bambini americani allasilo.

DAISY (interessata) Ah... guarda e descrivi...

VERONICA - Guarda e Descrivi. Guarda cosa faccio

DAISY (divertita) Guardo.

VERONICA - Descrivi...

DAISY - Ti alzi dalla sedia... Ti avvicini a mio marito... Gli togli il cappello...Gli apri la camicia... Gli prendi un capezzolo fra le unghie. Glielo strizzi...

(Veronica ha in effetti fatto ci che Daisy ha descritto. Un GEMITO delluomo ubriaco...)

DAISY - (ride) Si lamenta.

VERONICA - (ride anche lei) Fanno sempre cos. Se poi c un po di coca

DAISY - Cosa centra la coca?

VERONICA - Stimola laggressivit.

DAISY - Ecco perch sua madre, mia suocera sai, sempre cos arrabbiata. Ne beve a litri.

VERONICA - Sciocca. Non la Cocacola. La cocaina.

DAISY - (spaventata) Oddo! La cocaina? Tu...ti...droghi?

VERONICA - (sbrigativa) Ma che droghi e droghi!...Cos, qualche volta. Per tirarmi su...

DAISY - Ma una cosa pericolosa!

VERONICA - Ma va l... Prendi i Maya del Per: erano strafatti dalla mattina alla sera eppure hanno tirato su delle piramidi da paura... T...

(Nel frattempo Veronica ha estratto un astuccio . Lo ha aperto e ha fatto cadere un po di polvere bianca sul tavolo. Lha destramente divisa in due strisce. Quindi con una cannuccia dorata ne aspira una con un colpo secco).

DAISY - ( inquieta) Che... che cos?... E...?

(Veronica ha chiuso gli occhi con aria beata).

DAISY - (inquieta) Co... come stai, Veronica?

VERONICA - (con un gran sospiro) Aaahhh... Mai stata meglio... (porge la cannuccia a Daisy) Tieni...Questa pista qua tua...

DAISY Pista? Ma io non... No no, guarda

VERONICA - Di, su... Non farmi stare qui tre ore con sta cosa in mano.

DAISY - (prende la cannuccia ) Ehi, ma doro!... Sicura che non mi fa male?

VERONICA - Senti, fa quel che ti pare.

DAISY - Va be va...

(Daisy aspira la polvere, come ha visto fare a Veronica. Resta un po sospesa, col naso in aria, come in attesa. Passa qualche istante...)

VERONICA - (come scimmiottando, in contemporanea con...)

DAISY - (INSIEME) Io non sento niente...

VERONICA - (scoppia a ridere) Ah, ah! Lo sapevo. E un classico

della prima volta. Succede anche con lamore.

DAISY - (dopo una pausa, dimprovviso ridacchia) Ah ah ah ah... pizzica il naso

VERONICA - (come un a parte) Eccola l.

(Veronica si alza...)

DAISY - Ih Ih... Dove vai?

VERONICA - Niente, faccio due passi, dove vuoi che vada con sta pioggia. Giusto un giro del bar.

(Luomo addormentato RUSSA FORTE)

VERONICA - Ma fa cos tutte le notti?

DAISY - (sconsolata) Eh s...

VERONICA - Il mio almeno non russa. Per delle volte vomita...

Sai, ha una bella testa tuo marito! Con questi capelli lunghi lunghi...Ti spiace se glieli tocco?

DAISY - Fa pure

(Veronica dietro luomo. Gli toglie il cappello da cow-boy. Gli accarezza i capelli)

DAISY - Sai, ha provato a fare lattore del cinema, ma stato un fallimento. Credo che puntasse sul fatto che il regista era finocchio, ma quello non lo ha neppure guardato in faccia. E da l che ha cominciato a bere, anche se alla fine tutte le scuse sono buone.

VERONICA - Chi era il regista?

DAISY - Bah, non ricordo. E passato tanto tempo. Un certo Bertoni, Bertocci, una cosa cos...

VERONICA - Mariolino! Lo conosco benissimo! Certo che finocchio, ma gli piacciono solo di periferia, sporchi e possibilmente ladri.

DAISY - No. Lui lavarsi si lava i capelli la cosa che si lava di pi. E vuole lo shampo giusto, e il balsamo effetto seta, una fissazione. Ho un marito depresso e alcolizzato, ma coi capelli effetto seta, dimmi te

VERONICA S, ha i capelli morbidi morbidi...

DAISY - (strascicando appena la voce) Mi reciti qualcosa?

VERONICA - Ma s, perch no. Tanto qui continua a piovere Dunque... (guarda il bicchiere che ha in mano controluce) Com bello guardare la luna! Sembra una piccola moneta. Si direbbe un piccolissimo fiore dargento. E fredda ed casta, la luna.... (Esce di parte) Qui Max voleva che io avessi un piccolo mancamento, come sopraffatta da tanta bellezza, cos il paggio poteva venire in proscenio a sorreggermi. Lui glielo aveva promesso, al paggio. Credo quel giorno che li ho scoperti in camerino. Comunque io niente, nessun mancamento, diritta come una quercia a guardare la luna!... (rientra in parte) E fredda e casta, la luna. Sono sicura che vergine. E bella come una vergine... S vergine. Non si mai contaminata. Non si mai data agli uomini come le altre dee... va be, basta

DAISY - (applaude) Brava!

VERONICA - Macch brava. E una guittata... (guarda Daisy, assorta) Tu, tu s che sei vergine.

DAISY - (scoppia a ridere un po eccessivamente) Io? Oh madonna... Ma se non lo ero neanche quando mi sono sposata!... (improvvisamente seria) Lui lo sapeva. Credo che in fondo mi disprezzava un po...

VERONICA - Qualunque imbecille pu disprezzare gli altri. E in genere gli imbecilli lo fanno... Ci vuole pi coraggio a disprezzare se stessi. Abbiamo un successo, ci crediamo per un istante sulla cresta dellonda... quello il momento in cui, se abbiamo fegato, dobbiamo cominciare a disprezzarci.

Posso toccargli le tette?

DAISY - Se vuoi... A me la voglia passata da un pezzo. Anzi (ride) facciamo uno scambio. Io te lo faccio toccare e tu mi reciti un altro po di Salom.

VERONICA - Mia cara Daisy, tu mi piaci. Poche donne scambierebbero il marito per un po di arte. Allora, ti faccio la scena e facciamo finta che lui Iokanaan. Aspetta che metto via sto cappello da cow-boy che non centra niente (gli fa volare via il cappello)... E anche la camicia, va (gli toglie la camicia)... Ecco, cos pi profeta. Magari lo accarezzo anche un po, eh che dici?, cos per la scena.

DAISY - Fai, fai...

VERONICA - Dunque, com che comincia pi?... Ah!

(recita, accarezzando il corpo delluomo addormentato).

Iokanaan! Io sono innamorata del tuo corpo. Il tuo corpo bianco come i gigli di un prato che il falciatore non ha mai falciato. Il tuo corpo bianco come le nevi che dormono sulle montagne di Giudea e scendono nella vallata. Le rose del giardino della regina dArabia non sono bianche come il tuo corpo. N le rose del giardino della regina dArabia, n i piedi dellaurora che premono sulle fogl...

(Un RUTTO sonorissimo e profondo delluomo addormentato, proprio da ubriaco, interrompe la declamazione di Veronica)

DAISY - (scoppia a ridere) Voglio vedere la faccia che fa domani a sapere che ha ruttato in faccia a Veronica Lopez. A parte che se glielo racconto non ci crede.

VERONICA - ( divertita) Comunque non era un segno di disprezzo. Si anche eccitato. Lho sentito mentre lo chiamavo Iokanaan qui Iokanaan l...

DAISY - Oh, se per questo gli succede in continuazione. Credo che sia un maniaco.

VERONICA - E brava! Eri tu quella che non sa dire le cattiverie!

DAISY - Non volevo mica dire che tu non sei sensuale!

VERONICA - Va bene, va bene. La mia tutta invidia. A Max non succede da anni.

DAISY - Vuoi dire che non fate lamore?

VERONICA - Mai. Almeno con me... Una volta s. Una volta ci amavamo. Ma tutto cos lontano nel tempo che mi sembra sia capitato a unaltra persona. Eravamo ambiziosi, volevamo il successo, e lui mi amava... Poi, poco per volta, non so neppure io perch, lamore si trasformato in odio. Lui me lo ha detto quando ha cominciato a odiarmi, siss. Ha molti vizi, praticamente tutti, per non si pu dire che non sia sincero, fino alla cattiveria Il giorno che morta mia madre. Un altro bel tipo, quella. Sul letto di morte mi dice che vuole restare sola con me. Pensavo dovesse dirmi chissach. Non so, un consiglio, una raccomandazione, una frase profonda e definitiva, una preghiera, che so... Invece mi chiede: a te come ti piaccioni gli uomini? Gi dava i numeri. Io le stringevo la mano, e anche lei, sempre pi debolmente. Rispondo : mah, grandi, forti, protettivi, anche un po mascalzoni fa lo stesso... E pensavo: sta a vedere che finalmente mi vuole un po bene, finalmente diventa un poco mia complice, lei che per tutta la vita sempre stata distaccata, moralista, criticona, sempre complice degli altri. E invece sai che mi dice? Povera scema, mi dice. E muore. Capito? Povera scema, e muore l, mentre le tengo la mano Il primario era entrato in quel momento. Io, con tutto il magone che avevo, e la voglia di piangere e tutto il resto, non so neanche perch le ho detto forte :Stronza! Ma sarai stronza?... Una vergogna...

DAISY - (la voce un po vacillante per lalcol e la droga) Eri rimasta a quando lui ha cominciato a odiarti.

VERONICA - Ah, gi. Scusa, ho tendenza a divagare... Bene, la sera che morta mia madre lui per consolarmi in qualche modo, mi porta a cena nel miglior ristorante. E l sembra che ho fatto lerrore fatale.

DAISY - Cosa hai fatto?

VERONICA - Ho fatto zzzt-zzzt (risucchia laria fra un dente e laltro).

DAISY - Cosa hai fatto?!

VERONICA - Avevo un semino fra i denti e ho fatto zzzt-zzzt.

DAISY - E allora?

VERONICA - Dice che stata la classica goccia. La cena la pass a bere un wisky via laltro, poi anche a casa. E anche io. Verso le due di notte eravamo cotti e incazzati neri. Lui mi dice qualcosa che neanche ricordo. Io gli tiro un bicchiere. Lui mi molla un calcio nella pancia... Cos ho perso il bambino.

DAISY - Il bambino?

VERONICA - Ha proprio una bella testa, tuo marito. E anche una bella bocca... Posso dargli un bacio mentre dorme?

DAISY - Se te la senti... In genere a questo stadio la bocca gli puzza come una cantina sociale scavata in una fogna.

VERONICA - Io bacer la tua bocca, Iokanaan... (Bacia luomo sulla bocca, poi si stacca) Fogna la parola giusta.

DAISY - Allora quale bambino?

VERONICA - (che ormai sembra seguire una logica tutta sua) Perfino sul letto di morte riuscita a affibbiarmi un senso di colpa in pi. Sono piena come un uovo di sensi di colpa. Ormai mi aspetto un fulmine sulla testa da un momento allaltro. Signore, vorrei un fulmine sulla testa! E prendi bene la mira, non nel wisky!

DAISY - Dicevi che hai perso il bambino.

VERONICA - Io non ho bambini. Cio uno lavevo, dentro. Si muoveva anche... Comunque per me era una bambina, Caterina. Come Katherine Mansfield... Gli unici racconti che sono riuscita mai a leggere. Solo che il bastardo mi ha dato un calcio nella pancia, e Katherine Mansfield mi scivolata fuori insieme a tutto quel sangue... La clinica non era male. Le monache gentili, anche se me ne accorgevo appena. Ero pi di l che di qua. I primi giorni venivano tanti amici, poi pi nessuno... Ti d un consiglio: se vuoi amicizie lunghe cerca di avere disgrazie brevi...

DAISY - E terribile.

VERONICA - Per questo odio Max. Mica per uno zzzt-zzzt qualunque. Per lo amo anche. Ogni tanto sogno di ucciderlo. Lo amo, ma se mi tocca mi vengono i brividi. Ogni tanto ci prova, in genere quando ubriaco. Dice che potremmo averne un altro, di figlio. Ma con lui non posso mica pi. Tutto il suo corpo mi fa orrore... Tutto proprio tutto no, a dire la verit. Mi piace la testa, ecco. La testa.

(Il RUSSARE delluomo ha unimpennata decisa, poi si trasforma in un rantolo, poi una specie di borbotto come di suoni smozzicati e rumori con la bocca.)

VERONICA - Ehi principessa, il tuo cow-boy si sta svegliando. Guarda, mi guarda. Buongiorno! Un po di congiuntivite, eh?

DAISY - Secondo me ti guarda ma non ti vede. Sveglia, balordo!

VERONICA - Ha laria di non sapere neanche chi sei. Ti guarda strano.

DAISY - Su bestia, svegliati che andiamo a casa!

VERONICA - Mi sa di no. Ecco, ha richiuso gli occhi

DAISY - Giuro che se casca dalla sedia lo lascio per terra.

VERONICA - No, scivola avanti... Se non si ferma sbatte la testa sul tavolo.

(Luomo ha fatto tutto ci che le due donne hanno descritto. Ora sbatte la testa sul tavolo.)

VERONICA - ... Lha sbattuta.

DAISY - Se la fosse spaccata!

(Il RUSSARE PROFONDO delluomo al tavolino riprende)

VERONICA - Lha presa tosta eh?

Una tragedia!

DAISY - Una commedia! E stasera pi del solito. Certo che fra il mio e il tuo siamo messe bene!

VERONICA - Almeno il tuo funziona anche quando dorme. Ehi, ho unidea. Perch non me lo presti uno di questi giorni? Potrei farlo con lui il bambino, visto che con Max non se ne parla. Poi te lo restituisco, giuro! E cos io me ne vado via col mio bambino nuovo. Io e lui, da soli. Non ho pi voglia di fare Salom. E neanche Desdemona e Maria Stuarda. Voglio andare via, lontano. In Russia. Posso fare la creatrice di moda, che dici. Alta moda per la nuova mafia russa. Di vestiti ne ho avuti tanti, qualcosa mi sar pure rimasto in mente! Se no posso sempre rifilargli qualche vecchio Chanel. Oppure invento lOptical, tanto in Russia cosa ne sanno. Se ha avuto successo da noi quarantanni fa, da loro adesso far furore di certo. Te le immagini tutte quelle contadine russe coi gamboni vestite a scacchi bianchi e neri? Allora me lo presti il tuo cow-boy? Ti metto madrina del bambino, eh?

DAISY - Io per me te lo regalo pure, il cow-boy. Per quel che serve...

VERONICA - Che vuol dire per quel che serve?

DAISY - (dopo un lungo sospiro) Siamo stati dal medico, qualche settimana fa. Sai, siamo sposati da cinque anni ormai, e figli niente. Un bambino importante per una donna. Ti fa compagnia. Lui diceva che era colpa mia, e che per questo beveva. Tutte le scuse sono buone, ma io stavo proprio male. Mi sentivo in colpa.

Cinque anni di calvario. Mi picchiava, anche. Che moglie sei? Neppure capace di fare figli!, urlava di continuo, e beveva. E pi beveva pi urlava... Per non parlare di sua madre. Quella mi ha sempre odiata. Una volta mi ha detto che da qualche parte, non so pi dove, le mogli sterili le lapidavano. Lavr letto sulla Bibbia, va a sapere. Ah, perch era sempre in chiesa, no? Sempre Ges e la Madonna e Nostro Signore in bocca. E naturalmente anche lui in chiesa con mamma, la domenica mattina. Il sabato sera a sbronzarsi con gli amici fino alle tre di notte, e la mattina dopo in chiesa. Delle volte non tornava neanche a casa a dormire. Tirava mattina e andava diretto in chiesa e faceva la comunione insieme a mamma, con un alito che se vero che cera Cristo in quellostia rimpiangeva la Passione. Insomma un inferno. E io non potevo mica dire una parola! Io ero la sterile, la segnata da Dio, la peccatrice. Poi finalmente la liberazione, esattamente tre settimane fa. Siamo andati dal medico. Abbiamo fatto le analisi, le controanalisi e tutto. B, sai cosa ha detto il medico? Ha detto che lui, lui che non pu avere figli. Dovevi vedere la faccia di sua madre! Perch naturalmente ci venuta anche lei dal medico! Ho cominciato a ridere, ma a ridere come una pazza. Ridevo che non potevo pi smettere. Ridevo tanto che me la sono fatta addosso l, sulla poltrona del medico. Lei lo ha preso per un braccio e lo ha tirato via, e sono usciti tutti e due sbattendo la porta, il medico che non sapeva pi cosa fare e io che continuavo a ridere come una cretina. Da allora la madre non lho pi vista, e lui arrivato a una bottiglia di wisky al giorno.

VERONICA - Sicch, con quel coso sempre ritto, neanche uno straccio di bambino! Poi si dice la natura...

DAISY - Neanche uno straccio di bambino. Non uno spermatozoo a cercarlo col lanternino.

VERONICA - Perch non lo pianti, allora? Per quel che serve...

DAISY (Sbottando) Scherzi? Per cinque anni mi hanno messo in croce, lui e quella stronza di sua madre con la sua Bibbia e le sue comunioni. Il Signore sa come punire i peccatori!. Ah, non ti ho detto: perch la prima cosa che ha ha fatto lui, stato di dire a mamma che non ero vergine! Beh, io sar pure una peccatrice, ma il Signore, nella sua saggezza, ha punito lui. Di figli non ne avr, ma almeno mi sono tolta una bella soddisfazione. Vuoi mica che me ne vada proprio adesso, che mi posso godere le loro facce di merda, con tutto il loro mondo di merda che gli crollato addosso! Adesso litigano tutti i giorni. Ieri le ha mollato un ceffone. A sua madre. E vuoi che me ne vada proprio adesso che comincio a divertirmi?

VERONICA - Aspetta, voglio vedere come sta col mio cappello Balenciaga... (recupera il cappello con cui entrata e lo mette in testa alluomo) Su con la testa, bello... Mmm, no, sembra un travestito. Peccato testolone mio. Tu niente spermatozoi, io niente bambino, niente prt--porter per la mafia russa, pazienza... (Veronica fa altre due strisce di cocaina sul tavolo ) Vuoi ancora?

DAISY - Perch no...

(Eseguono)

DAISY - Oddio, non ho mai parlato tanto in vita mia. Sar il wisky. Io non bevo mai.

VERONICA - Certo che come mariti ci andata mica bene.

Come mi irritano questi uomini! Sono stupidi. Sono completamente stupidi!.

DAISY - Tu dici?

VARONICA - Mah, una battuta di Oscar Wilde. La dice Erodiade in Salom. E proprio scritta cos... (pausa) Poi io faccio la danza dei sette veli e danzo cos bene ma cos bene che il Tetrarca mi chiede cosa voglio. E mi vuole dare un mucchio di roba, oro, argento, una quintalata di pietre preziose.

DAISY - (ridacchia) Io le avrei prese.

VERONICA - Perch sei materiale! Io invece gli ho chiesto la testa di Iokanaan. Che ha una bella testa, con i capelli lunghi e morbidi morbidi. Un po come quelli del tuo cow-boy qui. Una mania che mi ha messo su quella stronza di mia madre. Figurati che prima di morire mi ha detto... Ah, te lho gi raccontato.

Comunque, madre o non madre, prima ho danzato la danza dei sette veli poi gli ho chiesto la testa di Iokanaan in un bacile dargento... Accidenti!

DAISY - Cosa c?

VERONICA - Hai mica un bacile dargento?

DAISY - Un bacile dargento? No che non ce lho...

VERONICA - (agitata) Dio mio dove ho la testa. Ecco perch sono uscita stasera! E unora che sto qui a chiacchierare e dimenticavo la cosa pi importante... Cio, non che sia proprio la pi importante, ma le indicazioni dellautore bisogna rispettarle. Se in scena ognuno fa quello che vuole, lo spettacolo va a farsi fottere. E pensare che avevo studiato tutto cos per bene...

DAISY - Calmati, che ti succede? Se vuoi un vassoio, di l in cucina c pieno. Prenditene uno...

VERONICA - Figurati! Qui si parla di smeraldi, diamanti e pavoni bianchi! Siamo alla corte di Erode, mica in un bar di periferia!

DAISY - Questo un bar di periferia... Sei completamente pazza. (ride) Hai guardato troppo la luna, come Salom.

VERONICA - Hai ragione, ora che ci penso. Ho guardato molto la luna stasera. Dopo lo spettacolo sono tornata a casa. Stavo in giardino e guardavo la luna. Pensavo alla recita, che era stata un disastro. Forse avevo un po esagerato col wisky. Nella danza dei sette veli sembravo una mentecatta col morbo di Parkinson. E terribile sentire che stai recitando male. Lo dice anche Nina nel Gabbiano... Mamma si sarebbe arrabbiata molto, e il tetrarca mi avrebbe dato un calcio nella pancia, altro che la testa di Iokanaan. Persino mia figlia si sarebbe vergognata di me... Poi invece tutto filato liscio. Mia madre non ha fatto commenti e il tetrarca mi ha dato la testa del profeta. B, stavo in giardino l che guardavo la luna e pensavo a questo e ad altro, quando arrivato Max. Ubriaco come un alpino. Pensavo fosse arrabbiato con me, per come avevo recitato male, e forse mi avrebbe dato un calcio nella pancia. Invece era gentile. Ubriaco ma gentile. Ci siamo, mi sono detta. Adesso ricomincia con la storia del figlio. Infatti si siede vicino a me, mi guarda. Parla. Io non lo sento neanche. Guardo la sua testa con tutti quei riccioli neri, il suo viso cos bello, gli occhi cupi, profondi. Io bacer la tua bocca, Iokanaan, ho detto, e lho baciato. Allora lui, lui ha cominciato, ha cominciato a fare delle cose, delle cose del tutto fuori copione. Mi dice che mi ama, che il paggio era un ricattatore e lha cacciato, mi abbraccia, cerca di spogliarmi e di fare lamore con me, l, sotto la luna, che vergine e non si mai contaminata come le altre dee. Mi tocca con quelle mani, mi stringe. Non mi piace quando mi tocca, non mi piace, non mi piace. (pausa) Allora gli ho dato una spinta. E caduto. Ha battuto la testa sulle pietre della fontana e non si pi mosso... Tutta roba che sul copione non c, giuro, non c sul copione. Oscar Wilde non lha scritta mai quella roba l. Insomma, una di quelle recite dove tutto comincia a andare storto fin dallinizio. Mi aspettavo i fischi del pubblico da un momento allaltro. Allora ho cercato di continuare la recita, di rimediare come potevo...

La voce di Daisy stanca, impastata di sonno e di alcol. Da limpressione di aver seguito Veronica piuttosto distrattamente.)

DAISY - Eri rimasta al bacile dargento...

(Il RUMORE DI PIOGGIA che ha accompagnato fin qui il dialogo dissolve lentamente. Resta solo, di sottofondo, il cool-jazz che proviene dalla radio. )

DAISY - Ehi, guarda l fuori. Ha smesso di piovere. E abbiamo fatto mattina.

VERONICA - Gi. Il bacile dargento, certo. Sono uscita per comprarlo ma era tutto chiuso. Adesso per staranno aprendo...

(si alza ) Dove ho messo la borsa? E qui sotto. E ancora bagnata. Questa lho comprata a Minorca, bella eh?

DAISY - (stancamente) Bella, s.

VERONICA - (mette la borsa sul tavolo) Tienimela qui. Io faccio un salto in centro e torno. Ho la macchina qui fuori. Attenta che non cada per terra.

DAISY - Io veramente sarei un po stanca. Mi ci vuole proprio un letto, adesso. Non possiamo fare oggi pomeriggio?

VERONICA - Su, per favore, venti minuti vado e torno. Poi diamo sipario e magari ce ne andiamo in Russia io e te... Aspettami, eh...

DAISY - Daccordo, venti minuti, ma fai veloce.

VERONICA - Corro. Ciao...

(DING DONG il campanello della porta. Veronica esce. La musica jazz continua in sottofondo. )

DAISY - (tra s) Bah... vediamo di fare un po di ordine qua dentro... Ehi, Bufalo Bill, mi hai rotto le scatole. Vedi di svegliarti e dammi una mano... Su, svegliati! E svegliati, accidenti!

(Scuote luomo, che ripiomba in avanti, addormentato sul tavolo.

Nel frattempo, alla radio, il jazz finito ed partita la sigla del Giornale Radio. Lo speaker sta parlando. La rega potr inserire la VOCE SPEAKER allinterno di un recente e autentico Giornale Radio registrato. I tempi saranno calcolati in modo da ottenere nel finale il maggior effetto drammatico.

Daisy lascia perdere luomo con un sospiro di rassegnazione. Guarda la vistosa borsa di paglia rimasta sul tavolo. La apre e ne osserva linterno.)

DAISY - Ma cos sta roba?... (sgomenta) Oh Dio mio...

SPEAKER RADIO ...Ultime notizie. Il cadavere del famoso regista Max Gruber stato trovato questa mattina nel patio della sua villa, vittima di un agghiacciante delitto. La cameriera lo ha trovato riverso sul bordo della piscina. Luomo era decapitato. La testa di Max Gruber stata portata via dallassassino. La moglie del regista, la celebre attrice Veronica Lopez, scomparsa, forse rapita dagli stessi killer del marito. Si pensa a unatroce vendetta mafiosa collegata al traffico di cocaina .

(Daisy ha infilato la mano nella borsa. Ne ha estratto un sacchetto di cellofan, attraverso il quale si vede chiaramente, pesta e insanguinata, la testa di un uomo. Lascia ricadere il sacchetto con gesto di orrore, coprendosi la bocca a soffocare un urlo.)

LA TESTA CADE A TERRA CON UN TONFO.

Sul gemito di orrore di Daisy

BUIO.

UNA NOTTE DI SALOME - FINE