Una scappatella

Stampa questo copione

UNA SCAPPATELLA

Di

Giuseppe Toscano

COMMEDIA BRILLANTE

DUE SCENE

LINGUA ITALIANA

Personaggi

CONCETTA            anni 45   moglie di PASQUALE

PASQUALE             anni 48   marito di CONCETTA

CARMELA              anni 45   moglie di PEPPINO

PEPPINO                  anni 48   marito di CARMELA

NUCCIA                   anni 22    figlia di CONCETTA e PASQUALE

LUIGINO                  anni 22   figlio di CARMELA e PEPPINO

TERESA                    anni 55   portiera dell’albergo e cameriera a casa

CONCETTA 2          anni 23   innamorata di PASQUALE, è la stessa CONCETTA, da giovane, successivamente moglie di PASQUALE.

PASQUALE 2             anni 26  innamorato di CONCETTA, è lo stesso PASQUALE, da giovane, successivamente marito di CONCETTA.

CARMELA 2            anni 23   innamorata di PEPPINO, è la stessa CARMELA, da giovane, successivamente  moglie di PEPPINO.

PEPPINO 2                 anni 26   innamorato di CARMELA, è lo stesso PEPPINO, da giovane, successivamente marito di CARMELA.

      

 

      Personaggi: 6 donne – 5 uomini

         Ambientazione: anni 70

             Le caratteristiche

CONCETTA      può essere di corporatura appesantita.

PASQUALE       può essere di corporatura appesantita, un poco imbranato.      

CARMELA        può essere di corporatura appesantita.      

PEPPINO            può essere di corporatura appesantita, un poco imbranato.            

NUCCIA          figlia di Concetta e Pasquale, brava ragazza, solare, innamorata di Luigino, fa il possibile per non dispiacere i genitori

LUIGINO    figlio di Carmela e Peppino, bravo ragazzo, solare, innamorato di Nuccia, fa il possibile per non dispiacere i genitori

TERESA             E’ la stessa che si vede nei due momenti, quando è cameriera, ha un                      grembiule, quando è portiera si toglie il grembiule e inoltre, qualche segno distintivo: i capelli pettinati diversamente nei due momenti, pettinatura semplice che deve modificare ad ogni cambio scena, oppure qualche altra cosa. Questi cambiamenti: sia di mobilia che di aspetto, devono avvenire con tutta calma anche a scena aperta e durante l’azione.

CONCETTA 2    giovane, impertinente, spensierata, fidanzata di Pasquale 2, è importante  che la sua altezza e corporatura siano simili a quelle di Carmela 2

PASQUALE 2      giovane, impertinente, spensierato, fidanzato di Concetta 2, è importante  che la sua altezza e corporatura siano simili a quelle di Peppino 2. 

CARMELA 2      giovane, impertinente, spensierato, fidanzata di Peppino 2, è importante  che la sua altezza e corporatura siano simili a quelle di Concetta 2.

PEPPINO 2           giovane, impertinente, spensierato, fidanzato di Carmela 2, è importante  che la  sua altezza e corporatura, siano simili a quelle di Pasquale 2.

SCENOGRAFIA

                                Elementi indispensabili comuni ai due ambienti sono tre porte: a fondo parete, una unica porta quale accesso alla casa e all’albergo. Nell’ambiente albergo, una porta sulla destra indica l'accesso ad alcune stanze e una porta sulla sinistra indica l'accesso alle altre stanze.    Nell’ambiente casa, le tre porte sono delle comuni porte di una comune abitazione, ma la porta a sinistra non sarà utilizzata. Sul lato destro del proscenio due divanetti posti a V e diagonalmente al pubblico, mentre sul lato sinistro,  un mobiletto, che funge da recepsion quando la scena è volta ad albergo e funge da credenza quando  la scena è volta ad abitazione, sarà compito di Teresa di adornare il detto mobiletto con dei fiori e qualche suppellettile, quando l’ambiente è adattato a casa e di nasconderli dietro lo stesso, per la scena “albergo”, sarà inoltre compito di Peppino e Pasquale di portare una sedia ciascuno che saranno poste davanti alla credenza e di riportarle via al cambio scena, bene in vista un grande orologio da parete, l'arredamento generale, essenziale e in "stile", completeranno la scenografia dell’albergo e della casa, che tutti assieme abitano.

                        Tra un cambio di scena e l’altra, la luce si attenuerà e riprenderà di intensità subito dopo mentre una musichetta acompagnerà questa operazione.

                       

E' implicita l'autorizzazione per la eventuale rappresentazione in pubblico

Questa opera è protetta dalla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori)

ATTO 1°

         L’apertura del sipario trova l’ambiente è adattato a “casa” di Concetta e Pasquale, Carmela e Peppino – in scena solo Teresa intenta a governare, sposta sedie, canticchia -   la porta centrale sarà l’accesso dall’esterno e la porta sulla destra sarà l’accesso alle  stanze, la porta sulla sinistra non sarà usata.

TERESA (spolvera e rassetta in giro)

LUIGINO (entra dalla porta centrale, ha in mano una valigia di cartone, chiama) Teresa!

TERESA (piacevolmente sorpresa) Signorino Luigino… sei qua?... E quando sei arrivato?

LUIGINO Sono arrivato poco fa, ancora non lo sa nessuno che son venuto, non lo sa mia madre e mio padre e… non lo sanno mia zia Concetta  e mio zio Pasquale.

TERESA Ma che bella sorpresa che ci hai fatto, ma… non avevi da studiare?

LUIGINO  (ignora la domanda) Teresa, dimmi una cosa… Nuccia si è vista? E’ qua?

TERESA Ma Nuccia è a Messina… può stare qua? Non lo sai che studia a Messina.

LUIGINO E come no! Non lo so che studia a Messina?  (piccato) a lei l’hanno mandata a studiare a Messina e a me mi hanno mandato a studiare a Trapani … sembra che l’abbiano fatto apposta per farci stare lontani… da un capo all’altro della Sicilia!

TERESA E certo che è strana questa cosa, ma che ti posso dire… qualche volta mi ci sono provata a chiedere spiegazioni… mi si sono rivoltati contro come cani arrabbiati, tanto che ho rinunciato a chiedere motivazioni… ammesso che ce ne siano!

LUIGINO Mah!... però ora non ci voglio pensare… proprio ora che deve venire Nuccia, (confidenziale) ci siamo accordati… per via di lettera, di trovarci oggi qua!… qua che siamo a metà strada, tra Trapani e Messina! Dobbiamo trovarci tra oggi e domani, perciò se non è ancora arrivata… arriverà presto o tardi, e io… (gioioso) non vedo l’ora che arrivi, così ci possiamo vedere, che mi sembra un secolo che non la vedo.

TERESA (gioiosa, prende una grossa pagnotta rotonda dalla credenza, se la appoggia al petto, ne taglia una fetta con un lungo coltello, si prende in braccio a Luigino) chissà che fame che hai, dopo tutto questo viaggio così lungo, (prende ad imboccarlo, mentre lui cerca di divincolarsi) teh! Avanti, mangiati un poco di pane fresco, l’ho fatto io.

LUIGINO (con la bocca piena) ma lasciami stare! Che mi imbocchi! ho vent’anni passati e ancora mi imbocchi… lasciami stare!

TERESA Mangia gioia mia, tu per me sei sempre un bambino… ma lo sai tu quanti pannolini t’ho cambiato e quanta pomata ti ho strofinata… in mezzo alla gambe, (indica le parti basse).

LUIGINO Avanti… (riesce a divincolarsi e alzarsi) mi fai sentire in imbarazzo.

TERESA Ma quale imbarazzo che ti ho visto crescere e ti ho cresciuto piu io di tua madre e di tua zia Concetta.

LUIGINO Teresa! (irritato) Ti prego! Non mi fare diventare scortese, non sono cose che si dicono così…  a questa età… (marcato) nessuno più mi può mettere in braccio.

CARMELA (entra, sorpresa urla) Luigino! Figlio mio bello… ma che sorpresa che mi hai fatto venendo oggi, (lo bacia e lo abbraccia con molto calore, se lo pone in braccio) ma come sei sciupato, Teresa… non ti sembra pallido?

TERESA (ironica, al pubblico) Nessuno più se lo può mettere in braccio!

LUIGINO ma che pallido Mammà, sono solo stanco di questo viaggio così lungo, che ci vuole un  giorno intero per venire da Trapani fino quà.

CARMELA (al pubblico) Meglio! Piu lontano è… meglio è, (ammicca al pubblico).

LUIGINO Che cosa dici mammà!

CARMELA No, niente! Teh! Mangiati un pezzetto di pane fresco che lo ha fatto Teresa (lo coccola, lo imbocca, lo bacia)

LUIGINO (si divincola, si alza) Avah! Mammà, che  mi imbocchi! Sono ancora un bambino?

CARMELA Tu per me sei sempre un bambino e ora che sei venuto a casa… ora che sei venuto da Trapani fino quà, tu dici che io… tua madre, non dovrei essere contenta? Io per mio figlio farei carte false! per farti contento, per darti il meglio che si può avere nelle faccia della terra.

LUIGINO Ma ora io vorrei sapere perché debbo andare fino a Trapani per studiare? Non ce ne sono di altri posti più vicini? Avanti di questo passo… con Nuccia non ci potremo vedere quasi mai!

CARMELA (fortemente alterata) Ah!... Ti ho detto cento e cento volte che non la voglio neanche sentire nominare, è una poco di buono e non è adatta a te, tu ti meriti una donna che deve essere una vera femmina e non una poco di buono come quella.

LUIGINO Mammà!  Guarda che mi fai montare la rabbia quando parli così e lo fai ogni volta che vengo… io voglio bene a Nuccia! e non ci sarà mai nessuno che mi farà cambiare idea, Mammà… vedi che cosa ti dico… mi fai pentire di essere venuto a casa. Ma… non capisco… è figlia di tua comare Concetta… abitiamo tutti nella stessa casa, mio padre e suo padre sono tanto amici, tu stessa sei amica della zia Concetta… dovreste essere contenti che io e Nuccia ci vogliamo bene e invece ogni volta che ti parlo di Nuccia… ogni volta che parlo di Nuccia alla zia Concetta, che è sua figlia!… sembra avere la rabbia... tutti! Sembrate avere la rabbia.

CARMELA (risoluta) E così deve essere perché non è cosa tua! E non voglio sentirne parlare più, va bene?

LUIGINO (abbattuto) Ma ora può essere che sia così? Ogni volta che vengo a casa! Arrivo con tanto piacere e me ne vado distrutto dal dispiacere, Teresa… ma lo vedi tu che cosa? ma perché fa cosi?

TERESA Ma che ti posso dire gioia mia… tante volte anche io non li capisco.

CARMELA (a Teresa, irata) E niente devi capire tu!... tu! devi farti solo i fatti tuoi senza immischiarti nei fatti degli altri, va bene? E’ abbastanza chiaro il discorso?... (marcato) Ma chiaro preciso?... (esce).

TERESA (Rassegnata) Niente!... Teste così non si possono aprire! (esce).

CONCETTA (entra,gioiosa) Luigino! Nipote mio! Tu sei il mio orgoglio, qua sei? Oh! Che gioia!

LUIGINO Ciao zia Concetta!

CONCETTA  Teh! Mangia gioia mia, (prende il pane lasciato sulla credenza, comincia a imboccarlo) vedi come sei sciupato, ma perche?  Hai mangiato poco a Trapani?...

LUIGINO (scatta) Ma zia lascia perdere! Sei peggio di… mia madre, non mi fate neanche respirare con tutti questi salamelecchi che mi fate. Io ogni volta che vengo qua, vi vorrei parlare di Nuccia…

CONCETTA  (infuriata) Ah! Non nominare quella debosciata di mia figlia! Che ne combina una ogni giorno…

LUIGINO Io vorrei sapere perchè… l’hai mandata a studiare a Messina, sembra che tu l’abbia fatto apposta, tu e mia madre…  uno a Trapani e una a Messina, che ogni volta che dobbiamo venire qua, ci vuole una giornata intera… Non potremmo studiare tutti e due   nello stesso posto?... o Trapani o Messina?

CONCETTA Assolutamente mai, finchè vivo, questo non capiterà mai! (accomodante) noi lo facciamo per te… che sei un bravo ragazzo… invece lei è una… bah! Non me lo fare dire perchè è mia figlia e la debbo difendere … ma quando è troppo è troppo!

LUIGINO (alterato) Ma è troppo che?... Ma Nuccia è una ragazza d’oro, come fate a parlare così!

CONCETTA Un giorno mi ringrazierai, perchè anche se è figlia mia, te lo devo dire, è una ragazza un poco… leggera, e anche se io come madre la dovrei difendere… a te che ti voglio bene come un figlio, non ti posso nascondere le cose, sentimi a me, lasciala perdere, non è cosa tua.

PEPPINO (entra) Luigino! Figlio mio! Qua sei? Ma quando sei arrivato?

LUIGINO Ciao papà! Sono arrivato poco fa… giusto in tempo che la mamma prima e…  la zia dopo mi hanno imboccato come se fossi stato a digiuno e… cume è giusto che sia mi hanno parlato male di Nuccia.

CONCETTA (cambia discorso)  E gli studi che dicono? Ti hanno dato qualche bel voto?... che ne so… qualche dieci… undici…

PEPPINO Comare Concetta, a mio figlio che gli possono significare qualche dieci o qualche undici… sono sicuro che mio figlio,  si sarà preso qualche dodici o qualche tredici.

LUIGINO Ma la volete finire di dire queste stupidaggini tutti e due?

PEPPINO Comare Concetta, vi dispiace se parlo un pochetto con mio figlio?... cose di uomini…

CONCETTA  Si si, cose di uomini… parlate, parlate (esce).

PEPPINO Ti vedo sciupatino… (complice) che c’è… qualche femmina? Ne hai conosciuta qualcuna?

LUIGINO (irritato) Ma quale sciupatino papà! Lo sai che sono innamorato di Nuccia, la figlia della zia Concetta!

PEPPINO (su tutte le furie) Di chi???...

LUIGINO (alterato a sua volta) Di Nuccia! Di Nuccia! Ma come ve lo devo dire a tutti! Sono innamorato di Nuccia, la figlia di tua comare Concetta e del marito, Pasquale, tuo compare, ooh!

PEPPINO (accomodante) Ma senti qua figlio mio… tu non ti puoi innamorare di Nuccia.

LUIGINO Avanti attacca anche tu ora: non è per te, quella non ti merita, tu hai un altro avvenire davanti, è una ragazza leggera, tu sei un bel ragazzo…

PEPPINO (annuiva alle affermazioni del figlio, lo guarda in silenzio, si  prepara come a volere sbottare, poi) Mi hai tolto le parole di bocca… e che è colpa mia se  le cose stanno proprio così, lei è… (mina come se gli facesse schifo) così! e tu sei… (mima come se fosse il massimo) così!

LUIGINO Io non ci capisco niente… ma può essere che ogni volta che vengo… (marcato) vi dovete mettere a denigrare a Nuccia come se fosse una povera disgraziata e a me, che mi vorreste portare alla stelle. Ma può essere che ce l’avete con quella povera ragazza… ma che cosa vi ha fatto per odiarla così. Ma perchè tutti, ce l’avete con lei e… dicendo tutti… dico proprio tutti! perchè ora arriva anche tuo compare Pasquale, mio zio, nonché suo padre e… attacca anche lui con la tiritera…

PASQUALE (entra) Luigino! Bello mio, (lo abbraccia con foga) nipote mio, ma quanto sei bello… compare Peppino! ogni volta che vedo tuo figlio mi sembra sempre più… uomo!

LUIGINO (ironico) ecco! qua c’è l’altro e meno male che mi vede uomo. 

PASQUALE Compare  Peppino, glielo avete dato qualche cosa da mangiare a Luigino… non vorrei mai che fosse a digiuno…

LUIGINO Ho mangiato! O mi vuoi imboccare anche tu? E mi vuoi mettere in braccio anche tu?

PEPPINO Niente compare Pasquale… stavamo parlando di cose inutili… il ragazzo si ci trova bene a Trapani… una bella città, piena di… distrazioni, ve lo ricordate voi compare, quella volta che ci siamo andati, quante belle femmine che c’erano per strada a Trapani, ma femmine che facevano rinvenire i morti…

PASQUALE E come no!... femmine con certi fianchi… (mima) tanto così.

PEPPINO E poi… certi colpi d’anca che andavano da questa punta a quella punta.

LUIGINO Ma la volete finire di dire queste fesserie, ve le ripassate di notte? Sono stufo di parlare con voi.

PEPPINO Niente compare mio, non c’è verso di farlo ragionare, vedete un po’ voi se lo potete fare rinsavire perché io non riesco più! (esce).

PASQUALE Ma nipote mio benedetto, non lo vedi come si avviliscono tuo padre e tua madre, ma perché ti sei intestardito con Nuccia… è mia figlia, io dovrei difenderla, ma non me la sento, io la conosco, non è cosa per te… (risoluto) gli voglio dare a un altro uomo!

LUIGINO (scatta, urla) Basta! Basta!... non ne posso più! Non vi posso più sentire parlare!

PEPPINO – CONCETTA – CARMELA (entrano allarmati, a soggetto) Che c’è?... che succede?... Santa madre che succede?... Aah!... si stanno picchiando…

PASQUALE Niente, non è niente…

CARMELA Mamma che sto morendo… cado, cado… (scivola per terra, svenuta, nessuno si muove).

LUIGINO Mammà! Ti puoi alzare lo sappiamo tutti che è una finta.

CARMELA (si rialza lentamente)

LUIGINO (seguendo un suo pensiero, al pubblico) mio padre ne parla male, mia madre ne parla male e… seppure è odiosa la cosa, si potrebbe con tanto sforzo, anche passarci sopra, ma sua madre… la madre di Nuccia e suo padre… il padre di Nuccia… come possono anche loro odiare così la loro figlia.

PEPPINO e PASQUALE (con gli occhi bassi, evitano di guardare gli altri).

CARMELA e CONCETTA (con le lacrime agli occhi, non osano guardarsi)

LUIGINO (continua) Odiare Nuccia… non è possibile!… non è possibile, una creatura così fragile, così delicata, ma come fate… come fate… (a testa bassa esce, tutti, caduti sulle sedie e sui divani, restano immobili, schiacciati da un peso enorme)

                            (dopo parecchio tempo in cui nessuno trova la forza di reagire)

TERESA (entra trafelata, agitatissima) Mamma santissima…  l’ho vista...  per strada… sta arrivando…

PEPPINO (stanco abbattuto) Ma chi è che sta arrivando, stai calma.

PASQUALE (stanco abbattuto) Chi sta venendo il pescivendolo o il becchino?

CONCETTA (stanca abbattuta) che ci può essere di peggio di quello che abbiamo avuto.

CARMELA (stanca abbattuta) Ma insomma chi è che sta arrivando?

TERESA (nel frattempo, ha cercato sempre di parlare ma gli è sempre mancata la voce) Sta arrivando… sta arrivando… (urla) Nuccia!

TUTTI (un attimo di gelo, poi tutti scattano, corrono all’impazzata, succede una baraonda infernale, Carmela sviene e cade per terra, cerca di riprendersi, la fanno cadere ancora,  la scavalcano correndo nella baraonda, tutti gridano)

PEPPINO (trafelato) Io me ne vado da là, nell’altra stanza e cerco di riprendermi un pochino, (esce).

PASQUALE (trafelato) Io non posso stare qua, mi manca l’aria, vengo piu tardi! (esce).

CARMELA (trafelata) Mamma santa… che guaio… che guaio… (a teresa) Teresa, pensaci tu un momento, (esce).

CONCETTA (mentre si alza da terra) Si si! Teresa, quanto ci riprendiamo tutti… pensaci tu, che almeno hai la mente serena, (esce).

TERESA Ma si! Andatevene… che ci  penso io (ironica) che ho la mente serena. (si riprende, fa finta di spolverare, nervosamente ma con la coda dell’occhio guarda sempre la porta).

NUCCIA (entra, gioiosa, ha in mano una valiglia di cartone) Teresa! Sono io!... Nuccia!

TERESA (commossa) Nuccia! Gioia mia bella, che sorpresa che ci hai fatto, (la bacia e l’abbraccia con vero affetto) mo! Fatti vedere… ma sei un fiore, un’amore! Fatti vedere… gira!

NUCCIA (esegue, fa un giro lasciandosi ammirare) Sempre quella sono Teresa! però tu mi conosci e non c’è bisogno che mi devi guardare.

TERESA Ma ti vedo stanca… e certo… tutto questo viaggio lungo… da Messina fino qua, ma… hai mangiato qualche cosa? (estrae dalla credenza la grossa pagnotta  rotonda di prima, se la appoggia al petto, ne taglia una fetta con un lungo coltello, prende a imboccarla) teh! Assaggia questo!

NUCCIA (mangia) Umh! Buono! Scommetto che l’hai fatto tu.

TERESA E chi lo fa il pane? solo io faccio il pane in questa casa, gli altri sono buoni solo a mangiare.

NUCCIA Teresa, lo sai perché sono venuta oggi?... vediamo se indovini! Tu dovresti saperlo!

TERESA Aspetta, lasciami pensare… sei venuta perché la scuola ha chiuso che ci hanno messo una bomba!

NUCCIA Acqua! Acqua! Dinne un’altra!

TERESA Sei venuta perché è la ricorrenza del centenario di… (cerca un nome) Garibaldi!

NUCCIA (si alza) Sono venuta perché ci siamo accordati con Luigino, per via lettera, che oggi ci saremmo visti tutti e due qua, visto che non possiamo vederci mai…

TERESA (con  finto ed esagerato stupore) Nooo!!! Per questo sei venuta? Mamma santa che non me lo sarei neanche sognata una cosa di questa.

NUCCIA Piuttosto, ancora non si è visto? Non è arrivato ancora?

TERESA E… che ne so! Con tutto il lavoro che ho in questa casa, e poi… col via vai che c’è, neanche me ne sono accorta.

CONCETTA (entra) Sento odore di rose e fiori! Scommettiamo che c’è la mia adorata figlia Nuccia?

NUCCIA Mamma! Sono qua, finalmente sono a casa! (si abbracciano e si baciano con molto calore)

CONCETTA (siede, si mette Nuccia in braccio, gli accarezza il viso con sincere amore) Nuccia! Figlia mia, amore mio! Non puoi sapere quanto ti vorrei tenere sempre con me… se questo disgraziato destino non dicesse il contrario… (con apprensione) ma che c’è? Perche sei venuta oggi?... E’ successo qualche cosa? non farmi stare in pena.

TERESA Una cosa è certa,non pensate che faccia gli anni Garibaldi, che non è vero!

NUCCIA Ma no, mammà! Ma perchè? Deve esserci sempre qualche motivo per venire a casa? Sono venuta perché avevo nostalgia e volevo vedere tutti voialtri e… anche… Luigino!

CONCETTA Aah! (si alza di scatto, Nuccia rotola per terra) Lo sapevo che dovevi parlare di Luigino! Ti ho detto che non ne voglio sentire parlare! Lui non è adatto a te! Tu! Mia figlia! non ti prenderai mai a uno come Luigino, che non ha ne arte ne parte! è somaro a scuola e… non ha nessun avvenire, invece tu figlia mia… sei così bella che sembri una regina, perciò, (alterata) non voglio mai più sentire parlare di quel topo di fogna! (si avvia per uscire mentre Pasquale entra, si scontrano, tentano di scansarsi, ora da qua, ora da la, ma riescono solamente, a fare un giro completo su se stessi). E tu che vuoi? (sbuffa, esce).

PASQUALE (fa ancora un giro su se stesso, ubriaco) Quanta pazienza ci vuole! Nuccia! Figlia mia bella! Meno male che ci sei tu… avevo un pensiero da quanto tempo è che non venivi, (abbraccia e bacia la figlia).

NUCCIA Papà! (abbraccia e bacia il padre) Papà mio, senti, almeno tu! Non mi dire che non posso vedere a Luigino…

PASQUALE (comincia ad alterarsi, trema tutto) Senti quà Nuccia! Nuccia senti quà! Tu lo sai che io ti voglio bene più dell’anima mia… ma se ti sento nominare ancora a Luigino… io non so come me la posso pensare… che poi… Luigino!… perché Luigino, uno di quella specie, che è più bestia che essere umano, si potrebbe chiamare scimmia… maiale… qualunque cosa ma non Luigino che mi fa venire da vomitare solamente a guardarlo, tu figlia mia devi aspirare più in alto, ma non lo vedi quanto sei bella e quanto è brutto lui?

NUCCIA (in lacrime) Ma perché siete tutti così, io sono innamorata di Luigino… (decisa) Ora senti quello che ti dico papà: o mi marito con lui o non mi marito proprio!

PASQUALE E allora senti quello che ti dico io: (deciso) Se non  ti levi dalla testa quel piscialetto… posso arrivare anche a rinchiuderti in convento.

NUCCIA E allora… (decisa) puoi cominciare a parlare alla madre superiore!

PASQUALE Ci parlo!... ci parlo… anzi ci vado a parlare! (esce)

NUCCIA Teresa! Ma perchè… ma perchè… dammi aiuto… ma sono solo io?... che lo vedo buono d’animo… affettuoso… il miglior uomo della terra? (gli si rifugia tra le braccia)

TERESA Nuccia gioia mia! Anche io lo vedo così! Ma non capisco quale motivo ci possa essere che vi deve tenere lontani l’uno dall’altra…

CARMELA (irrompe, urla) Teresa! Ti ho detto centomila volte di non immischiarti nei fatti nostri!

TERESA (giustificandosi) Io non sto facendo niente di male… stavo solamente consolando questa povera ragazza.

PEPPINO (entra, a Teresa) E ci ribatte a coppe!... ma come te lo debbono dire che tu non ti ci devi immischiare! Ma come te lo debbono dire che tu ti devi fare solamente i tuoi lavori e, anzi… mi sembra che sono rimasti un poco… indietro… (allude a che vada via).

TERESA  Si! Si! Mi faccio i fatti miei… voi fatevi i vostri, che li sapete fare molto bene, (esce).

CARMELA E’ una intrigante… che non si deve fare mai i fatti suoi! (cambia tono) Nuccia! Gioia mia, (la abbraccia e bacia con molto affetto, Nuccia subisce passivamente)

PEPPINO Mo! Lasciamene un pochino anche a me, (la abbraccia e bacia con molto affetto, Nuccia subisce passivamente). Ogni volta che ti vedo Nuccia, mi sento piu giovane, signori miei… ho sempre davanti agli occhi quando ti tenevo in braccio per darti il latte o per farti giocare…

CARMELA (a Peppino) E levati da qua!... dargli il latte… a una ragazza così gli parli di latte… ora ha l’età del fidanzato… avanti diglielo a zia Carmela tua… (speranzosa) c’è qualche bel ragazzo che ti piace a Messina dove studi?...

PEPPINO (a Carmela) Ma cosa dici!… un ragazzo!… chissà quanti ce ne sono di ragazzi che gli girano attorno, una bella ragazza così è come un fiore e tutti i calabroni gli ronzano intorno… vero Nuccia?

NUCCIA (alterata) Ma quali fiori e calabroni, io sono innamorata di vostro figlio Luigino! Di vostro figlio! Avete capito? ma perchè siete tutti così… pechè ce l’avete con Luigino, ma che cosa vi ha fatto quel povero ragazzo.

PEPPINO (dopo un lungo silenzio) Senti qua Nuccia! Tu sei nostra nipote e lo sai quanto ti vogliamo bene, ma… vedi io te lo devo dire che Luigino non è cosa per  te… donnaiolo… maleducato… (non si accorge che è entrato Luigino).

LUIGINO (entra, resta interdetto per quello che sente, non osa parlare).

NUCCIA (vede Luigino, resta interdetta)

CARMELA (non si accorge della presenza di Luigino, per rafforzare il discorso di Peppino) la sera rientra sempre tardi… Si ubriaca e diventa violento…è un voltagabbana senza parola, completamente!

CONCETTA e PASQUALE (entrano, lentamente in silenzio, le lacrime agli occhi, guardano tutti, non osano parlare)

CARMELA (non si accorge di loro) Ma lo sai che sporcaccione che è?... Lo sai l’altra volta che non ha trovato da bere che cosa mi ha fatto? Che cosa ha fatto a sua madre?... Mi ha preso per un braccio…

TERESA (entra, chiama, con voce pietosa) signora Carmela!...

CARMELA (la ignora, infastidita) Mi ha preso per un braccio…

TERESA (chiama sempre più con voce pietosa) signora Carmela!

CARMELA (infastidita, si gira) Ma che vuoi?!!... (nel girarsi vede tutti, vede Luigino, incapace a muoversi, le lacrime agli occhi, cade in ginocchio, singhiozzando, nessuno osa muoversi).

CONCETTA (lentamente gli si avvicina, si inginocchia assieme a lei, abbracciate singhiozzano assieme)

PEPPINO e PASQUALE (dopo un pesante e lungo silenzio si avvicinano alle rispettive mogli, le tirano su, le fanno sedere).

TERESA (singhiozza anche lei, dopo un lungo silenzio) Sto piangendo anche io, ma non so perchè… Almeno si può sapere perché stiamo piangendo?

NUCCIA Anche io vorrei sapere che cosa sta succedendo… che mi state facendo uscire pazza!

LUIGINO E anche io lo vorrei sapere che sta succedendo… che ogni volta che ci azzardiamo a venire a casa, ci fate pentire anche di essere nati in queste famiglie!

CARMELA No! Figlio mio, non parlare così! Noi ti vogliamo bene più della nostra vita!

CONCETTA E anche tu Nuccia, figlia mia, gioia mia… tu sei la cosa piu importante della nostra vita.

NUCCIA Ma allora… perchè fate così… perchè ci state avvelenando la vita?...

LUIGINO Perché state avvelenando la vita dei vostri figli?

CARMELA (dopo essersi scambiata cenni di assenso con Concetta, avvilita) Volete sapere quale inferno abbiamo in questa casa?...

CONCETTA (aggrappata a Carmela, avvilita) Doveva essere comare… o prima o dopo, questo doveva essere il nostro destino! Io non so più a quale santo votarmi.

CARMELA Un santo solo non basta… chissà quanti ce ne vorrebbero!

CONCETTA Ma che inferno… ma che inferno che abbiamo… abbiamo il fuoco acceso che ci divora.

CARMELA Ora dico io… chi ce lo ha fatto fare… quello che abbiamo fatto.

CONCETTA forse è arrivato il momento… Tutto questo peso non lo possiamo reggere più solamente noi due.

CARMELA Vero è  comare mia, e ora… è il momento che anche voi dovete sapere…

CONCETTA l’abbiamo nascosto finchè abbiamo potuto…

CARMELA (a Teresa dopo dei lunghi sospironi) Teresa!... Te lo ricordi dove lavoravi tu, ventitre anni fà?

TERESA E certo che me lo ricordo dove lavoravo ventitré anni addietro… lavoravo in un’albergo…  (al pubblico)  dove una sera di ventitré anni fa, siete arrivati voi quattro, per divertirvi… tutti spacconi… tutti che ridevate… a me non mi fece né caldo né freddo, perché ne venivano tanti come voi, tutti che andavano cercando un poco di… tranquillità!... bel lavoro che avevo, non facevo niente dalla mattina alla sera, ma si sa che le cose belle durano poco… di fatto, neanche  un mese passò che l’albergo fece fallimento perché già stava aperto per miracolo e… poi chiuse definitivamente, il padrone mi licenziò e rimasi in mezzo a una strada… un paio di mesi dopo, voi che avevate deciso di abitare tutti e quattro assieme, nella stessa casa… cosa che ancora oggi non ne ho capito il motivo… mi avete chiesto di venire a darvi una mano, insomma a fare la cameriera… ed è quello che ancora oggi faccio… però non capisco che cosa c’entra tutta questa storia, di più di vent’anni addietro, con quello che sta capitando ora…

CONCETTA C’entra Teresa c’entra…

CARMELA Ora vi  raccontiamo il fatto così com’è successo… ma prima che ve la raccontiamo, dovete sapere che abbiamo bisogno di tutta la vostra comprensione…

CONCETTA Voi non avete neanche l’idea di quanto ci è costato parlare male dei nostri figli!

CARMELA E ogni volta inventare storie nuove, apparentemente senza alcun motivo valido, per non farvi incontrare, per tenervi lontani l’uno dall’altra…

CONCETTA E invece il motivo lo avevamo, eccome… tutto cominciò ventitré anni  fa… eravamo giovani… chi ci pensava a quello che facevamo, ridevamo, come dice Teresa… ci divertivamo… avevamo il mondo davanti.

CARMELA Pensavamo solo a spassarcela… mi ricordo che quella sera, per l’occasione, mi ero messa il vestitino nuovo, quello rosa, tutto di scifon…

CONCETTA Quanto eravamo belli quella sera… io avevo l’abito verde, quello di taffetà!

CARMELA E come mi batteva forte il cuore…

CONCETTA A voi comare mia?… dovevate sentire il mio di cuore… tanto che avevo paura che il “tum tum” si potesse sentire anche da lontano…

CARMELA E certo… era la prima volta che facevamo una cosa così… che non si può nominare…

           Mentre  parlano, lentamente, tutti si immobilizzano, si alza la musica e si abbassano le luci.

                     

FINE PRIMO ATTO

 

                                                                        

ATTO SECONDO

L’apertura del sipario trova, nella scenografia volta ad albergo, due coppie di ragazzi, Concetta 2 e Pasquale 2, seduti sul divanetto a sinistra – Peppino 2 e Carmela 2, seduti sull’altro divanetto, giovani che si corteggiano, bevono un aperitivo, fanno gli spacconi, ridono, Carmela 2 ha un abito rosa, Concetta 2 ha un abito verde, Peppino 2 ha una camicia molto vistosa, tipo rigoni verticali o altro, Pasquale 2 ha una camicia molto vistosa ma completamente diversa da quella di Peppino 2, tipo rigoni orizzontali o altro.

PASQUALE 2 Amici miei! Ve lo debbo dire… questa è la più bella serata di tutta la vita mia, (ride e beve).

PEPPINO 2 Io veramente… (con aria sfottente verso la fidanzata) vorrei dirvi che questa non è certo la prima serata che passo cosi…

CARMELA 2 Che cosa stai dicendo?... (ridendo gli salta in braccio, lo solletica) ripetilo se hai il coraggio, (lo solletica, ride).

PEPPINO 2 Mi arrendo… (ride) stavo scherzando… stavo scherzando…

CARMELA 2 Così va meglio, (smette il solletico, ride) e fai molta attenzione che ti sto tenendo d’occhio. Concetta!... Che hai? Ti vedo troppo silenziosa, non ti senti bene?

CONCETTA 2 Sapete che c’è?... c’è che ho bevuto troppo vino, assai assai… e ora mi sento come se stesse venendomi da vomitare, anzi… mi sta venendo su, (mima come se avesse dei conati di  vomito) aiuto, non lo posso tenere più… dove lo faccio?... (non riesce a trattenere i conati di vomito che mima esageratamente).

PASQUALE 2 (contrariato) E dai!... proprio stasera dovevi ubriacarti? E che schifo! Vattene a vomitare nel cesso vah!

CONCETTA 2 (conati di vomito sempre più esagerati) Non ce la faccio… mi scappa… mi scappa… dove lo faccio?... (afferra Pasquale come se volesse vomitargli dal collo dentro la maglietta, finge di vomitare) Uauhh…

PASQUALE 2 (urla) Aahh! Che schifo!... (Peppino 2 e Carmela 2 ridono, capisce che era una finta) Ah! è così eh? Ora ti faccio vedere io, (prende a solleticarla, si rotolano per terra, ridono, ridono tutti).

TERESA  (entra, li guarda severa)

CARMELA 2 Avah! ragazzi! (confidenzialmente) non facciamo gli scostumati, c’è la portiera che va avanti e indietro e ora ci sta guardando.

TERESA (li guarda truce)

TUTTI (colti in flagrante, si trattengono dal ridere, si guardano, non riescono a trattenere il sorriso, scoppiano in una sonora risata, si ricompongono)

TERESA (porge una chiave a Pasquale) Vi sto dando la chiave della stanza cento uno. (porge una chiave a Peppino) e a voi, vi do la chiave della stanza cento tre!

PASQUALE 2 Ma, ci voglia scusare… cento uno, cento tre… in quest’ albergo ci sono più di cento stanze?

TERESA Ma quale!... in questo grande albergo ci sono solo tre stanze… la uno la due e la tre, gli abbiamo messo il cento per farlo sembrare più grande! c’è quella che ho dato a voi due, quella che ho dato a loro e quella dove dormo io.

CONCETTA 2 (ironica, a Peppino) avete scelto il migliore albergo che c’era!...

PEPPINO 2 La verità è che questo… è quello che costa meno!

CARMELA 2 Certo è che per una volta che ci invitate fuori casa… lo potevate scegliere più pulito.

TERESA No signorina! Questo  non lo potete dire, per pulito è pulito, ve lo posso garantire…  poiché non faccio niente dalla mattina alla sera… un po’ per passare il tempo, un po’ per non addormentarmi, per tutto il giorno: pulisco… pulisco e pulisco.

PASQUALE 2 Ma poi che ci interessa… l’importante è che ci vogliamo bene! (si abbraccia con Concetta 2)

PEPPINO 2 Questo è quello che conta! (beve con Concetta 2 incrociandosi le braccia, da innamorati)

TERESA Ora però non fate gli sporcaccioni davanti a me… (ironica) che mi vergogno! (a Peppino 2 e Carmela 2, poi simile ad una tiritera) allora la cento tre è là, (indica a destra) ricordatevi che dovete salire un gradino, (a Pasquale 2 e Concetta 2) la cento uno, è là, (indica a sinistra) ricordatevi che dovete scendere uno scalino.

PASQUALE 2 Aspetti un momento… salire un gradino… scendere un gradino… io non ci ho capito niente.

PEPPINO 2 Pasquà! Sei proprio un somaro preciso… che ci vuole… voialtri dovete salire e noialtri dobbiamo scendere.

TERESA Nossignore… è proprio l’esatto contrario e… vi conviene ricordarvelo perché altrimenti ci inciampate e potete anche cadere, non sareste i primi, io non voglio responsabilità. Ogni camera ha il suo bagnetto… se vi volete ritirare… io stò un altro poco e poi mi ritiro anch’io.

CONCETTA 2 (confidenzialmente a Carmela 2) Carmela!... io veramente… questa scappatella che stiamo facendo… mi sta lasciando un poco stordita.

CARMELA 2 (confidenzialmente a Concetta 2) Concetta... non me ne parlare che sto sudando freddo… una cosa così non avrei neanche mai potuto sognarmela…

CONCETTA 2 E se ce ne andiamo e li lasciamo quà?... (con l’intenzione di farsi udire) come due fichi sfatti?

PASQUALE 2 Oramai è tardi per pentirsi, via si và… l’amore ci attende… (ridono, prende per mano Concetta 2 e la tira a se, escono a sinistra, mima uno scherzo: si affaccia, metà fuori e le braccia dietro le quinte e finge che ci sia qualcuno che lo tira, grida) No! Aiuto!... non ci voglio venire!... Concetta! Lasciami andare… Aiutooo!…

CONCETTA 2 (entra, a braccia conserte, lo guarda mentre lui che non si è accorto di lei, continua lo show)

PASQUALE 2 Aiuto… tenetemi… Concetta mi vuole violentare… aiuto… aiut… (si accorge di Concetta 2 che lo guarda burbera, si riprende, finge un aggiustamento al nodo della cravatta, anche se non ha cravatta e con grande dignità esce).

CONCETTA 2 (lo segue con un gesto come dire “ma vai a quel paese”, esce).

TERESA Ricordatevi che c’è da scendere lo scalino!

PEPPINO 2 (ridendo, prende a inseguirla tipo fantasma) Uuuhh!... Carmelaaa!... Carmelaaa!...

CARMELA 2 (ridendo Scappa in tondo nella stanza)

PEPPINO 2 (ridendo, la insegue) T’acchiappooo… non puoi sfuggirmiii… uuuhh…

CARMELA 2 (ridendo scappa fuori a destra, esce) Tanto non mi prendi, non mi prendi…

PEPPINO 2 E invece siiii… (ridendo la insegue, esce a destra)

TERESA Ricordatevi che c’è da salire lo scalino! Sih! A me stanno a sentire…(tra se) che ora è? (guarda l’orologio appeso, che segna le dieci e quarantacinque) Sono le undici meno un quarto, sto ancora un poco e poi vado a coricarmi anche io, (prende un registro, scrive, gli viene sonno sbadiglia, scrive ancora, si addormenta sopra il registro, dopo un poco, si desta, sbadiglia) chissà che ora è! (guarda l’orologio che segna le undici e quarantacinque) Ah! Le dodici meno un quarto…  come passa il tempo! Sono stata un’ora addormentata sopra questo registro, sarà per questo che ho la schiena tutta indolenzita… (si stiracchia) Ora mi vado a coricare anche io, a quest’ora quelli si stanno divertendo e io qua… che tengo la candela, mah! (si avvia, abbassa la luce) Bonanotti a tutti, (esce).

                                          (scena vuota, dopo qualche momento)

CARMELA 2 (fa capolino dalla porta a destra, chiama a bassa voce) Concetta!... (entra)

CONCETTA 2 (fa capolino dalla porta a sinistra, risponde) Carmela!... sono quà (entra, sorridendo invita l’amica a sedersi) allora cosa mi racconti?... ti sei divertita?

CARMELA 2 Ma insomma, così così… Peppino, non è quel grande amatore che diceva di essere…

CONCETTA 2 Non me ne parlare… anche Pasquale… poi si è addormentato… e ora l’ho lasciato che dorme!

CARMELA 2 Anche Peppino sta dormendo… sono tutti bla bla… ma quando è ora dei fatti… sono più le chiacchiere!

CONCETTA 2 Pensa che Pasquale, era partito con tanto di preamboli… io ho pensato… dico tra me e me… questo è pericoloso… Lo sai che ti dico? A stento ha fatto il minimo del suo dovere!

CARMELA 2 Senti non me ne parlare… una delusione precisa, esattamente come te…  (dopo un lungo silenzio) Concetta!... ma tu che intenzione hai col tuo fidanzato, Pasquale… hai intenzione di continuare la storia?

CONCETTA 2 Ma che dici Carmela! No! Ma che… va bene per divertirsi una sera… magari due sere, ma poi basta, questa è una storia tanto per dire, (pausa lunga) e… tu?... hai intenzione di continuare col tuo fidanzato Peppino? Insomma è vero amore?

CARMELA 2 Ma no che non è cosa!… io voglio essere libera, mica voglio legami stretti in questo modo… anche per me una sera va bene, ma… poi basta!

CONCETTA 2 (ridono a bassa voce, con complicità) ci assomigliamo troppo noi due… (battono cinque con intesa) ci piace troppo divertirci… (restano in silenzio, si guardano furbescamente di sottecchi, tentennano, accennano qualche leggero sorriso, ammiccano, sbotta) e se poi se ne accorgono?...

CARMELA 2 Se ci scambiamo? Che tu te ne vai dal mio fidanzato e io me ne vado dal tuo, fidanzato?... Tu dici che se ne possono accorgere? E come se ne possono accorgere, imbranati come sono? Specialmente se lasciamo la luce spenta e gli lasciamo credere che hanno avuto sempre la stessa fidanzata… solo noi due sappiamo che per qualche momento, ci siamo scambiati il partner.

CONCETTA 2 Ma davvero tu pensi che ci possiamo scambiare il posto senza che loro se ne accorgono, e… perché dovremmo farlo?... Beh! (sorride) il motivo ci sarebbe veramente.

CARMELA 2 Aspetta… piano… non corriamo… studiamola bene la cosa… punto primo, non se ne possono accorgere perché noi due siamo più furbe di loro due, punto secondo… che ne so… (non gli viene in mente niente) non ce ne sono più altri punti, ma… non ti stuzzica l’idea di provare un altro uomo nella stessa sera? (sorride).

CONCETTA 2 Sei una stronza a fare queste domande! Lo sai benissimo che mi piace l’idea… è una cosa così strana e… guarda quà, mi si stanno drizzando tutti i peli delle braccia…

CARMELA 2 Allora è deciso! Ti devi ricordare di non dargli pizzicotti nella pancia, a Pasquale, che soffre il solletico.

CONCETTA 2 E tu a Peppino! Lui soffre il solletico sotto le ascelle… Cambiamoci l’abito, (mentre si scambiano gli abiti ridono) piuttosto , dobbiamo prestare attenzione a non parlare, perché dal tono della nostra voce se ne possono accorgere.

CARMELA 2 E certo che dobbiamo stare zitte, bocca serrata… almeno per le parole, (ridono) Ma siamo proprio pazze!... dobbiamo essere due volpi! Guai se dovessero anche solo sospettare, del nostro scambio!

CONCETTA 2 Loro non se ne possono accorgere… lo sappiamo solo noi… quanto vediamo che cosa sono capace di fare questi due… (ironica) stalloni, (ridono sottovoce).

CARMELA 2 Stalloni?... a me sembra che siano due somari azzoppati, (ridono sottovoce).

CONCETTA 2 Allora Carmela, guarda che dobbiamo fare le cose precise come un orologio svizzero… non solo loro non si debbono accorgere che noi due ci stiamo scambiando il posto e quindi che hanno un’altra donna nel loro letto… ma dobbiamo riprendere il nostro posto prima che possano sospettare qualche cosa.

CARMELA 2 Certo che siamo “diaboliche”… secondo te quanto tempo ci vuole per fargli… riprendere le forze?... un paio d’ore?

CONCETTA 2 Due ore?... io direi che… un’ora gli basta e avanza.

CARMELA 2 Senti quà, allora… facciamo mezz’ora e non se ne parla più!

CONCETTA 2 Si si! Va bene mezz’ora, sbrighiamoci che ho sentito un rumore, non sia mai che qualcuno di loro vada nel bagno.

CARMELA 2 Allora… (guarda l’orologio appeso alla parete, segna le undici e cinquanta cinque) è mezzanotte meno cinque minuti, ci rivediamo quà… fra mezz’ora precisa… che vuol dire a mezzanotte e venticinque minuti.

CONCETTA 2 Cerchiamo di essire precisi, facciamo attenzione a non sbagliare orario… pensa che guaio se dovessero accorgersene. Allora tu a sinistra e io a destra.

CARMELA 2 A mezzanotte e venticinque minuti precisi ci rivediamo quà… ci scambiamo gli abiti e non se ne accorge nessuno, (sempre ridendo) andiamo… (si avvia a passi felpati, un ultimo cenno di assenso, esce a sinistra).

CONCETTA 2 Un gesto come dire “va bene”, esce a destra). 

            (scena vuota, le luci si attenuano, la musica si alza, entra Teresa, sistema i fiori e le suppellettili nella credenza, entrano Carmela e Concetta, si posizionano, entrano Peppino e Pasquale si portano dietro le proprie sedie, siedono al proprio posto, entrano Nuccia e Luigino che riprendono il proprio posto, le luci si alzano, la musica smette, un greve silenzio)

CARMELA ( scuote la testa in segno di pentimento, dopo un lungo silenzio) E così andò… a mezzanotte e venticinque precise ci siamo ritrovati nuovamente là, nell’androne dell’albergo…

CONCETTA (scuote la testa in segno di pentimento, dopo un lungo silenzio) Ridevamo che avevamo imbrogliato i nostri fidanzati…  che eravamo stati prima con uno e poi con un’altro…

PEPPINO (comincia a realizzare quello che è successo, si altera) Che cosa avete fatto???...

PASQUALE (alterato a Concetta) Ma tu mi hai fatto cornuto?... ma io t’ammazzo! (vorrebbe andare verso Concetta, irrigidito,teso, come dire: tenetemi che faccio una strage) non mi tenete che la voglio ammazzare!… (c’è solo Teresa che si frappone, senza tanta convinzione ma lui continua come se a trattenerlo ci fosse molta gente)

CONCETTA (con la testa bassa) Perdonami Pasquà… eravamo ragazzi…

CARMELA (con la testa bassa)PerdonamiPeppì non ci interessava niente… eravamo ragazzi…

CONCETTA (pietosa) Stupide!...

CARMELA (pietosa) Stupide e incoscenti…

PASQUALE (alza il braccio come per colpire)  aahh!... si morde la mano).

PEPPINO (aveva cominciato durante il precedente dialogo a darsi schiaffi) Teh!... pezzo di mulo!… pigliati questo… (si schiaffeggia ripetutamente) Teh! Cornutone!… pigliati quest’altro…

CARMELA Peppino! Avah!... non fare così… che ne sapevamo che il destino aveva deciso diversamente… allora non eri niente per me! Dovevamo lasciarci!…

CONCETTA era solo un’avventura la nostra… la storia di una sera, un’avventura innocente!

TERESA un’avventura innocente, questo era allora il grande mistero, un’avventura innocente… meno male che era innocente… perché sennò!...

CONCETTA Diciamo che fu una brutta avventura! E… li sarebbe finita se non fosse che a un certo punto ci siamo accorte che… eravamo rimaste incinta… che aspettavamo un bambino, tutte due!

CARMELA Ci siamo disperate… ci siamo coperte di brutte parole, ma… chi ci poteva aiutare? Che potevamo fare?  Ci siamo sposate… senza avere detto mai ai nostri mariti che eravamo stati amanti anche dell’altro…

CARMELA E ora dobbiamo chiedergli perdono… brave persone che non hanno saputo mai che li abbiamo imbrogliati, e… (a Nuccia e Luigino) dobbiamo chiedere perdono a voi due per la situazione dove vi abbiamo fatto trovare…

CONCETTA (a Nuccia e Luigino che guardano stupiti) Non lo capite?... “potreste essere fratello e sorella”!... (lungo silenzio gelido, prosegue) le madri lo sappiamo chi sono! (a Nuccia, quasi a supplicare) tu sei mia figlia!

CARMELA ( a Luigino, quasi a supplicare) tu sei mio figlio!

TERESA Praticamente dopo questa ammucchiata, il padre potrebbe essere lo stesso per tutti e due!

NUCCIA Ma allora, mio padre chi è?... (urla) chi è mio padre?

LUIGINO (urla) E il mio, chi è mio padre? Che porcherie avete combinato?

TERESA  il padre ve lo potete scegliere… quello che vi piace di più… e questo è il male minore, il male peggiore è che potreste essere fratello e sorella.

NUCCIA (esterrefatta, guarda Luigino, allontanandosi) Mio fratello?... Luigino… mio fratello?... ditemi che non è vero! (piange).

LUIGINO (esterrefatto, guarda Nuccia) E tu! mia sorella?... non ci posso credere… non ci posso credere…

NUCCIA Ma perché avete combinato tutto questo imbroglio… o almeno non potevate abitare una famiglia in un paese e un’altra famiglia in un altro paese? Così non ci saremmo mai conosciuti e non ci saremmo innamorati.

LUIGINO ci avete fatto crescere assieme… (urla) dovevate pensarlo che avremmo anche potuto innamorarci!

NUCCIA E ora ci venite a dire che potremmo essere fratello e sorella… Ora!... ce lo dite?! (affranta)

CONCETTA Ma figli benedetti, come facevamo a tenervi separati? Perchè… chiunque sia di loro due, (indica Pasquale e Peppino) puo’ essere tuo padre! (a Nuccia) o tuo! (a Luigino).

CARMELA Non abbiamo mai avuto il coraggio di separare il padre dai figli, e… così abbiamo deciso, noi due, (indica Concetta) di abitare tutti nella stessa casa.

(Un lungo silenzio in cui tutti sono assorti nei propri pensieri)

PASQUALE ( seduti, sconsolati, assorti nei propri pensieri) Peppino! Ma lo sai che questa storia mi ricorda qualche cosa… ma non  ricordo cosa!

PEPPINO Anche a me Pasquale!… anche a me, mi ricorda qualche cosa… ma… aspetta un momento…

PASQUALE Ma in questo albergo… c’eravamo anche noi?

PEPPINO Eh!... forse si!...

PASQUALE  ora me lo sto ricordando…

PEPPINO (come fosse una scoperta) E certo che c’eravamo anche noi Pasquà!

CARMELA Poveri rimbambiti!... certo che c’eravate anche voi!

CONCETTA Dovevamo andarci da sole? Coppia di rincoglioniti che siete!

PASQUALE eehh!... hanno ragione…

PEPPINO Hanno ragione e… ora mi sta venendo in mente… (scandisce) ecco che cosa è successo…

                (le luci si attenuano, la musica si alza, escono tutti quelli del primo atto portandosi dietro ognuno la propria sedia,  Teresa adatta la sala ad albergo poi esce, le luci riprendono, la musica cessa, l’orologio segna le dodici e cinque)

PASQUALE 2 (fa capolino con la testa a sinistra, entra, chiama) Peppino!... Peppino!...

PEPPINO 2 (fa capolino con la testa a destra, entra) sono qua Pasquale!… (sodisfatto, si accende una sigaretta, ne porge una a Pasquale 2, si butta sul divano, si vanta) Ah!... sono sodisfatto… Pasquà! Una prestazione come non se ne vedono facilmente… e a te… (lo guarda con sufficienza) come ti è andata?

PASQUALE 2 (porge a Peppino 2 una gomma da masticare) Teh!... (si vanta) Ma che ti posso dire Peppì… tu lo sai che quando mi scateno divento una bestia… siamo arrivati al punto che lei ha cominciato a dire basta… basta, non ce la faccio più! (silenzio in cui i due si beano) Ma… lei, la tua fidanzata Concetta… che tipo è?... insomma ci va bene?

PEPPINO 2 Va vah! quasi come una gatta morta… non è di quelle… (indica “eccezionale”)  ma neanche di quelle… (indica “scarsa”) e la tua fidanzata, Carmela, com’è? a vederla sembrerebbe una di quelle che si tirano un aratro assieme ai buoi.

PASQUALE 2 Ma quale aratro e quali buoi… quando parlavi della tua fidanzata… mi sembrava che tu avessi fatto una fotocopia… precisa della mia… (compassionevole) una ragazza come ce ne sono tante… ne meglio ne peggio… (restano in silenzio)

PEPPINO 2 Pasquà!... ma dimmi una cosa… ma tu che intenzioni hai con la tua fidanzata? È una storia destinata a durare, o… è una storia lunga quanto oggi e domani?

PASQUALE 2 Ma quale durare Peppì! e io che sono tipo che si incatena prima del tempo? Quello che ha avuto questa notte gli basta e gli avanza… (spaccone) domani è nuovamente ora di andare a cercare altrove… E tu Peppì?... che intenzione hai con la tua fidanzata? è un amore che  porterai avanti?

PEPPINO 2 Ma non lo dire neanche per scherzo!... amore!... non è neanche brodo caldo! ma per chi mi hai preso? Ti sembro uno che si lascia incatenare dalla prima che capita?... Per questa notte  va bene… gli ho dato tutta la soddisfazione che ha voluto, ma ora basta, eh!

             (restano in silenzio, compiaciuti, fanno i cerchi col fumo delle sigarette, si guardano, ammiccano, tentennano, mimano lo scambio di coppie, immaginano il seguito e sorridono compiaciuti).

PASQUALE 2 Certo se dovessimo farlo veramente… sarebbe una cosa che nessuno sulla faccia della terra si sarebbe mai sognato di fare.

PEPPINO 2 sicuro che loro non se lo potrebbero aspettare mai e poi mai… che invece del fidanzato se ne presenta un’altro! e… perché non dovremmo farlo?… basta solo che non sospettano alcunché e il gioco è fatto.

PEPPINO 2 accidenti se mi sta piacendo questa storia… dove si trovano altri due furbi come noi, (ride).

PASQUALE 2 Quando la racconteremo ai nostri amici… non ci potrà credere nessuno!

PEPPINO 2 Ma siamo sicuri?... No dico… pensiamoci bene… uno scambio di coppie non è uno scherzo.

PASQUALE 2 E proprio perché non è uno scherzo che solo noi due possiamo riuscire a fare, solo noi e nessun altro sulla faccia della terra!… eh!… piglia e trovi altri due come noi?

PEPPINO 2 Quello che è giusto è giusto… scambiamoci la camicia, (si toglie la camicia e la scambia con quella di Pasquale 2, la indossa).

PASQUALE 2 Questo è il minimo… (si toglie la camicia e la scambia con quello di Peppino 2, la indossa) guarda che dobbiamo essere furbi come volpi per non fargliene accorgere.

PEPPINO 2 Teniamo le luci spente per tutto il tempo…

PASQUALE 2 Restiamo in silenzio per tutto il tempo… che alle volte dal tono della voce possono accorgersene, piuttosto… posso passare per te? Ti assomiglio?

PEPPINO 2 Pasquale!… sei un Peppino preciso! al buio poi come potrebbero accorgersene e… io ti assomiglio?... Senti quà, guarda che c’è Carmela che ha… (si guarda attorno con circospezione, gli sussurra qualcosa all’orecchio, ridono)

PASQUALE 2 A si?... e Concetta allora (si guarda attorno con circospezione, gli sussurra qualcosa all’orecchio, ridono) va beh! Non ha importanza! Noi stiamo attenti… Perciò,  restiamo a un’orario per quando dobbiamo rivederci nuovamente quà, ci rimettiamo ognuno la nostra camicia e il gioco è fatto.

PEPPINO 2 Dimmi una cosa Pasquà, tu!... quanto tempo ti serve per… espletare…

PASQUALE 2 Peppì, (spaccone) tu lo sai chi sono io e sai che quando mi scateno non mi tiene più nessuno… vogliamo fare… un paio d’ore?

PEPPINO 2 (spaccone) Io potrei andare avanti anche quattro ore, ma… un paio d’ore bastano… però ho il timore che loro!… le donne, non vorrei… che non ce la facessere a reggere il ritmo… chissà se facessimo un’ora?

PASQUALE 2 Ma si… un’ora buona è! Gli basta e gliene avanza, ma… ugualmente non vorrei che si mettessero a fare storie… senti quà! E se facessimo mezz’ora?...

PEPPINO 2 Sempre per fare un favore a loro!… mezz’ora meglio è!… Perciò, attento… ora è mezzanotte e cinque…(l’orologio a parete segna mezzanotte e cinque) ci rivediamo qua a mezzanotte e trentacinque precisi.

PASQUALE 2 Perfetto! è un piano bellissimo… non può fallire… andiamo! Sbrighiamoci… poi te lo racconto!

PEPPINO 2 Anche io!... Facciamoci onore! alta la bandiera! (ridono, si avvia gattonando, esce a sinistra)

PASQUALE 2 Allora a mezzanotte e trentacinque minuti precisi! (ride, si avvia gattonando, esce a destra)

            (le luci si attenuano, la musica si alza, entrano tutti quelli del primo atto portandosi dietro ognuno la propria sedia, Teresa adatta la scenografia, si posizionano al posto occupato in precedenza, le luci riprendono, la musica cessa, un greve silenzio)

PEPPINO E così facemmo… a mezzannotte e trentacinque precisi ci siamo ritrovati nuovamente là, nell’androne dell’albergo…

PASQUALE Ridevamo che avevamo imbrogliato le nostre fidanzate…  che avevamo giaciuto prima con una e poi con un’altra…

CONCETTA (con un crescendo di ferocia col respiro accelerato, contemporaneamente a Carmela, urla) Ahhh!... ridevate che avevate imbrogliato le vostre fidanzate?... (si leva una scarpa e si scaglia verso Pasquale)

CARMELA (con un crescendo di ferocia col respiro accelerato, contemporaneamente a Concetta, urla) Uhhh!... E si facevano tenere!... (si leva una scarpa e si scaglia verso Peppino)

                     (succede un finimondo, le due donne inseguono i due uomini, urlano, Teresa si trova in mezzo e cerca di separare i litiganti, i figli si trovano in mezzo quanto basta per creare confusione, Carmela sviene e stramazza a terra, si rialza, viene nuovamente spinta a terra, si rialza, crollano a sedere sulle sedie, stanchi, dopo un lungo e pesante silenzio).

PEPPINO (cercando una giustificazione) Quanto siamo stati stupidi… non ci interessava niente… eravamo ragazzi…

PASQUALE (cercando una giustificazione) ragazzi e stupidi!

PEPPINO Stupidi e ragazzi… ci interessava solo di imbrogliare le nostre fidanzate.

PASQUALE Era solo una goliardata… erano storie che dovevano finire…

PEPPINO Era una storia che dovevamo scordare l’indomani mattina, e… ce la siamo dimentica! Fino a che…

PASQUALE Fino a che ci dissero che aspettavano un bambino, tutte due!… abbiamo fatto il nostro dovere, le abbiamo sposate… senza avere detto mai alle nostre fidanzate che eravamo stati prima con una e poi con un’altra.

PEPPINO E ora dobbiamo chiedere perdono alle nostre mogli… brave donne che non hanno saputo mai che le abbiamo imbrogliate, e… (a Nuccia e Luigino) dobbiamo chiedere perdono a voi due per la situazione dove vi abbiamo condotto…

PASQUALE Per questo abbiamo cercato di tenervi sempre lontani l’uno dall’altra.

PEPPINO E anche se il cuore ci diceva un’altra cosa… dovevamo fare per forza una parte che non era la nostra!

PASQUALE (a Nuccia e Luigino che guardano stupiti e increduli) Non lo capite?... (furbo, urla) potreste essere “fratello e sorella”!… anzi due volte “fratello e sorella”, (orgoglioso di quello che dice) una volta per colpa delle vostre madri e una volta per colpa dei vostri padri!

PEPPINO Eh!...(accondiscende a quello che dice Pasquale).

TERESA (dopo un lungo silenzio in cui tutti si guardano senza riuscire a parlare, ebeti) Ma… fatemi capire… allora lei, signora Carmela, era nella camera cento tre… dove c’è lo scalino a salire! giusto?

CARMELA Beh! Si!

TERESA E poi a mezzanotte meno cinque, se n’è andata nella camera cento uno, dove c’è lo scalino a scendere?

CARMELA E si Teresa… infatti con quel salire e scendere, sono anche inciampata ed è mancato poco che non cadevo.

TERESA E lei, signora Concetta, era nella camera cento uno… dove c’è lo scalino a scendere! giusto?

CONCETTA Beh! Si!

TERESA E poi a mezzanotte meno cinque se n’è andata nella camera cento tre deve c’è lo scalino a salire?

CONCETTA E si Teresa… infatti con quello scalino a salire, sono inciampata ed è mancato poco che cadevo per terra.

TERESA E  lei don Peppino, era nella camera cento tre… dove c’è lo scalino a salire, giusto?

PEPPINO Beh! Si!

TERESA E poi a mezzanotte e cinque è andato nella camera cento uno, dove c’è lo scalino a scendere?

PEPPINO E si Terè… infatti con quello scalino a scendere, sono inciampato e a momenti finivo lungo disteso a terra.

TERESA E lei don Pasquale, era nella camera cento uno… dove c’è lo scalino a scendere, giusto?

PEPPINO Beh! Si!

TERESA E poi a mezzanotte e cinque è andato nella camera cento tre, dove c’è lo scalino a salire?

PEPPINO E si Terè… infatti con quello scalino a salire, sono inciampato e a momenti finivo lungo disteso a terra.

TERESA (dei gesti come dire “avete visto che sono dei tonti”?  “avete visto che è tutto sistemato”,  restano sempre interdetti, si guardano, si interrogano con gli sguardi) Ma non lo capite?... lei donna Carmela e lei don Peppino, che eravate tutti e due nella camera cento tre, dove c’è lo scalino a salire, ve ne siete andati tutti e due nella camera cento uno, dove  c’è lo scalino a scendere, dove ci avete inciampato ambedue.

CARMELA e PEPPINO  (restano interdetti).

TERESA E lei donna Concetta e lei don Pasquale, che eravate tutti due nella camera cento uno, dove c’è lo scalino a scendere, ve ne siete andati tutti due nella camera cento tre, dove  c’è lo scalino a salire e dove ci avete inciampato ambedue.

CONCETTA e PASQUALE (restano interdetti)

NUCCIA Ma allora tu! (a Concetta) Mammà, sei andata a letto con lui! (a Pasquale) tuo marito nonché mio padre!  Prima nella stanza cento uno e … poi, piu tardi… senza riconoscervi, sei andata a letto sempre con lui nella stanza cento tre!

CARMELA Mamma santa!

PASQUALE Ma io me n’ero accorto… che fa mi poteva imbrogliare questo fatto?

LUIGINO E tu! (a Carmela) Mammà, sei andata a letto con lui! (a Peppino) tuo marito nonché mio padre!  Prima nella stanza cento tre e … poi, piu tardi… senza riconoscervi, sei andata a letto sempre con lui nella stanza cento uno!  

CONCETTA Mamma santa!

PEPPINO Ma vedete un po’ voi come mi è andata a finire… un’avventura sola ho avuto in tutta la mia vita e ora… neanche quella!

CARMELA Un miracolo!... ma questo è un miracolo… ma ci posso credere? Ma si possono aggiustare così tutte le cose?... (a Luigino) Figlio mio… ora hai una madre… ma anche un padre! (invita Peppino a unirsi a loro e si abbracciano tutti e tre).

PASQUALE (a Nuccia) Nuccia, figlia mia, qua c’è tua madre e tuo padre. (la abbraccia, invita Concetta ad avvicinarsi a loro due)

CONCETTA (si avvicina ai due, si abbracciano)

LUIGINO (guarda da lontano Nuccia, senza osare di avvicinarsi)

NUCCIA (guarda da lontano Luigino, senza osare di avvicinarsi)

TERESA Ragazzi!... è tutto sistemato! Non siete fratello e sorella… Tu! Nuccia, sei figlia di loro due… (indica Concetta e Pasquale) di donna Concetta e di don Pasquale e… Tu Luigino sei figlio di loro due… (indica Peppino e Carmela) donna Carmela e don Peppino… non c’è piu bisogno che state lontani… (prende per mano Nuccia, la conduce da Luigino).

LUIGINO e NUCCIA (si prendono le mani, si guardano innamorati)

TERESA capisco che lo spavento è stato forte, ma sono sicura che per loro, (indica i genitori) è stato piu forte ancora…

LUIGINO Per questo, allora, ogni volta che ci vedevamo, a me… mi parlavano male di te!

NUCCIA E a me di te!

CONCETTA E certo! Come potevamo fare diversamente… il fatto è che non avevamo la possibilità di fare una scelta… abbiamo dovuto sempre subire… è una vita intera che subiamo, (lentamente va a fondo parete col viso rivolto al pubblico, immobile).

CARMELA Finchè eravate ragazzi, andava tutto bene, ma quando siete cresciuti… per evitare guai piu grossi vi abbiamo mandato a studiare lontani l’uno dall’altra… a te! Luigino a Trapani e a te! Nuccia a Messina… (lentamente, va a fondo parete col viso al pubblico, immobile)

PEPPINO E noi due, (indica Pasquale) quante riunioni segrete che abbiamo fatto…

PASQUALE Cosa facciamo con i ragazzi?...

PEPPINO Come facciamo con le nostre mogli?...

PASQUALE O già!... Sembravamo come i carbonelli, che si vedevano di notte e di nascosto!

LUIGINO (ride) Si dicono carbonari, papà, ed erano dei rivoluzionari di tanto tempo fa, (assieme a Nuccia, lentamente, vanno a fondo parete col viso al pubblico, immobili)

PEPPINO Ma ora dico… di tutti questi spaventi che ci siamo presi, non è rimasto niente…

PASQUALE Me lo stai dicendo a me?... Fino ad oggi ho pensato che avevo conosciuto mia moglie, ma… anche tua moglie!

PEPPINO E io che ogni tanto mi avvicinavo a tua moglie… con rispetto parlando… dico… tanto gia la conosco… e ora vengo a sapere che Concetta è una perfetta sconosciuta, (assieme a Pasquale, lentamente, vanno a fondo parete, col viso al pubblico, immobili)

TERESA (la musica si alza in sottofondo, al pubblico)  L’avete capito che cosa è successo?... un bel giorno di ventidue anni fà, arrivano nell’albergo, dove io ne ero la la portiera, quattro ragazzi, due maschi e due femmine… (mentre parla sistema l’ambiente albergo, si acconcia lei stessa, quando l’ambiente è pronto entrano Carmela 2 e Peppino 2, Concetta 2 e Pasquale 2,  rumorosi, indelicati, ridendo) erano tutti spacconi… sbruffoni… ma si vergognavano come i ladri per farsi dare un paio di camere…  

PASQUALE 2 (conduce per mano Concetta 2 che cerca in tutti i modi di nascondersi il viso per la vergogna) Scusi signorina, è lei la portinaia?

TERESA (marcato) Sono io! la portiera! Che vi serve?

PEPPINO 2 (conduce per mano Carmela 2 che cerca in tutti i modi di nascondersi il viso per la vergogna) Ecco… sa… noi veramente avremmo bisogno…

PASQUALE 2  (confidenziale) Un paio di camere, sah! è che… dobbiamo festeggiare…

PEPPINO 2  (confidenziale) compiamo gli anni… non io!… lui!… (indica Pasquale 2, si immobilizza).

PASQUALE 2 (nega a gesti) non io! loro… (indica le ragazze, (si immobilizza).

TERESA (ad alta voce) Non c’è bisogno che vi vergognate in quel modo, sapete quanti ne vengono di ragazzi come voi? Tutti che vogliono una camera per potere amoreggiare… (ironica,  scrive nel registro) allora chi è che compie gli anni?

CARMELA 2 e CONCETTA 2 (assieme, timide) Io!… (si riprendono, assieme) lei!… (si riprendono, assieme) noi!... (si immobilizzano nelle posizioni predeterminate).

TERESA (al pubblico) ma poi… pensandoci bene…  mi facevano una pena… erano così teneri questi quattro ragazzi che stavano scoprendo l’amore, che ne potevo sapere io, che ne sarebbe venuto fuori tutto questo pandemonio… poi venne per me un momento difficile, quando l’albergo chiuse i battenti e restai senza lavoro… meno male che ebbero la buona pensata di prendermi a fargli da cameriera! Loro!… (a Concetta 2 e Carmela 2) erano tutti e due con il pancione e io li potevo lasciare soli? E così rimasi qua a crescere i ragazzi e… mentre loro crescevano, io invecchiavo… (indica Luigino e Nuccia che intanto si sono avvicinati nelle posizioni predeterminate) ora… fintanto che erano piccoli, bisticciavano, si tiravano i capelli e giocavano, poi crescendo…  cominciarono a piacersi… i genitori, rendendosi conto, cercarono di salvare il salvabile e li mandarono a studiare prima in collegio, lui! e dalle suore, lei!... poi ancora, da adulti nelle scuole pubbliche, ma sempre lontani l’uno dall’altra, lui a Trapani e lei a Messina e… piu li allontanavano e piu loro si innamoravano! Quelli che veramente hanno patito questa situazione sono stati proprio questi due poveri ragazzi… Nuccia e Luigino, trattati male nella cosa piu bella che avevano… l’amore! ma ora, meno male che possono recuperare il tempo perduto e amarsi anche con la benedizione dei genitori, ma… vi sembra che solo loro hanno patito? E io? Vi sembro niente?... sono piu di vent’anni che cresco questi ragazzi, senza pensare, neanche per un attimo, che potevano essere fratello e sorella e… anzi li ho incoraggiati a volersi bene perché l’avevo visto che erano fatti l’uno per l’altra: puliti, giudiziosi e… quando vedevo che la madre e il padre li trattavano in quel modo, a me!... mi si arricciavano le budella, senza sapere quanto anche loro stavano soffrendo,  ma loro… pensate… (Pasquale e Peppino si avvicinano, portano con loro le sedie dove Concetta e Carmela, avvicinatesi, si siedono a formare una posa per una vecchia foto ricordo) gli sembrava di avere fatto una cosa straordinaria, pensavano che nessuno a questo mondo poteva concepire una farsa così astuta, ognuno di loro, pensava di avere vissuto una doppia avventura… con due uomini diversi e con due femmine diverse, certo che è strano il destino, per come vanno le cose… tutti quattro, fino ad oggi, anche se pur nella sofferenza… hanno guardato il mondo dall’alto in basso… loro! Furbi, che avevano trasgredito a tutte le regole, che avevano fatto una cosa che non si può neanche immaginare e… invece hanno scoperto che alla fine hanno vissuto una storia d’amore come tutte le altre… con una scappatella! (si immobilizza, la musica si alza, il sipario si chiude, le luci si spengono).

FINE

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 2 volte nell' ultima settimana
  • 4 volte nell' ultimo mese
  • 8 volte nell' arco di un'anno