UNA SPOSA CONVENIENTE
dal romanzo omonimo di Elsa Chabrol
Adattamento di Sandro Romussi
Personaggi:
La Tavina[1] (101 anni) La padrona di casa
Tersilla (la talpa) (88 anni) Lassetata di sesso
Richeta[2] (68 anni) Badante, vive con una madre scorbutica
Giuspin[3] (47 anni) Il factotum del villaggio
Pero[4] (80 anni) Il piantagrane, fascistoide
Gnasi[5] (Peppone) (82 anni) Il comunista, intellettualoide
La Pinta[6] (83 anni) Moglie del Gust[7], ex commerciante, rincitrullito
I toscani (i terroni):
Ildebrando Menotti (65 anni) Professore
Beatrice (la svampita) (63 anni) Sua moglie
Tatiana (la donnola) (35 anni) La sposa russa
Mirko (il fulminato) (24 anni) Il postino
Angiolina (36 anni) La postina.
ATTO PRIMO
Scena I
Tavina e Tersilla, poi Richeta.
La scena si svolge in casa della Tavina. Sul lato sinistro del palco c una sedia a dondolo, rivolta verso il proscenio dove si immagina la presenza di una porta-finestra che d sulla piazzetta sottostante. Un tavolo, alcune sedie, uno stipetto con sopra un telefono. Sul lato destro una specie di trespolo su cui poggia una lapide da cimitero in marmo con data di nascita (102 anni prima dello spettacolo) ed una di morte (2 anni prima dello spettacolo), e la scritta: Ottavia Scardasso - Fui ci che siete, sarete ci che sono. La lapide deve essere collocata in modo ben visibile e risultare leggibile al pubblico. Sulla parete di fondo un rettangolo bianco, come un grosso quadro, funge da schermo dove via via viene proiettata una data. Allapertura del sipario la data che si legge esattamente un anno e una settimana indietro rispetto la data della rappresentazione. La Tavina entra da destra e attraversa la scena, fino alla sedia a dondolo; cammina aiutandosi con un bastone.
TAVINA: (dice la data che viene proiettata) e ancora viva Anche oggi ho visto lalba Con ogni probabilit, lultima! Se mai dovessi campare ancora una settimana compirei cento e uno anni (si siede) Inconcepibile!
TERSILLA: permesso? (entra dal fondo) Ciao, Tavina! (Tersilla ha 88 anni e pochi denti in bocca, ma porta occhialoni da sole, rossetto color bordeaux sbavato sulle labbra, trucco pesante, abito scollato con orlo che arriva da un lato quasi a terra, ma con uno spacco che lascia emergere la gamba fino alla coscia, calze a rete con giarrettiere e scarpe con tacchi a spillo)
TAVINA: (trasale) Oddio, Tersilla, ma che fai conciata cos, non mica carnevale!
TERSILLA: Ta-tan! Visto che roba? (fa stentatamente un giro su se stessa) Da oggi si cambia, mia cara! Ho deciso di passare alle maniere forti! Capisci bene che a 88 anni non mi rimane molto tempo per ottenere
TAVINA: (interrompendola) Ma quando la smetterai con quella mania!?
TERSILLA: Chiamala pure mania Gi, tu, durante la tua vita te la sei spassata come una gran porca, mentre a me mai niente!
TAVINA: Ma se sei tu che ti sei sempre vantata della tua verginit, dei tuoi ideali: pudore, rigore! Persino conciata a quel modo continui a fare la moralista, ancora mi dai della gran porca per aver vissuto ununica stagione damore nella mia vita, quando tu ancora eri bambina! Sei davvero unoriginale baciapile!
TERSILLA: Per non mi sono sempre comportata come dici tu!
TAVINA: (ironica) Ah no, devo riconoscerlo, solo fino agli ottantanni! Poi, di colpo, hai voltato gabbana. S, di colpo, il caso di dirlo! Hai avuto il tuo bellictus, sei stata in punto di morte, ma poi, chiss come, ti sei, diciamo, ripresa e ti venuta sta fregola Un colpo rispettabile ti avrebbe spedita al creatore e invece il tuo ti ha solo imbucata per Sodoma e Gomorra Ma si pu sapere che cosa hai visto, di grazia?
TERSILLA: Ho visto nellal di l e ho capito.
TAVINA: (c.s.) Gi, ed eccoti conciata cos! Ora ti sei ficcata in testa di perdere la verginit prima di andartene allaltro mondo! Da otto anni non pensi ad altro che al sesso, salti addosso a tutti gli uomini che ti vengono a tiro! Tranne quelli del villaggio, naturalmente, che ti conoscono e girano alla larga!
TERSILLA: (si siede) Macch alla larga! Tieni conto che in tutto sono quattro e poi, Pero impegnato da mattina a sera a litigare con tutti (me compresa); Peppone lui, filosofeggia e, a 82 anni, non potrebbe fare altro; non parliamo nemmeno del Gust, completamente fuori di testa Rimane il Giuspin, ma potrebbe essere mio nipote
TAVINA: (si alza e passa dietro a Tersilla) Gi, qui alla frazione Truc siamo rimasti in dieci Per questo fai scappare a gambe levate venditori ambulanti, commessi viaggiatori, postini Perfino il medico, che chiami continuamente, si rifiuta di entrare in casa tua se non c la badante, la Richeta. Ormai tutti chiamano casa tua il quartiere a luci rosse del villaggio!
TERSILLA: Beh, senti, ciascuno ha la propria vita Tu non sei mica meglio di me! Guarda l, quella lapide, che senso ha? Non potresti almeno fartela portare in cantina?
TAVINA: (camminando si avvicinata alla lapide) Eh, no, mia cara, quella frutto della mia lungimiranza Non volevo che altri lesinassero sulla mia lapide o ci scrivessero chiss cosa, cos sono andata allimpresa di pompe funebri e me la sono ordinata come piaceva a me!
TERSILLA: Per mettertela in casa!
TAVINA: (ridendo) Ma no, scema! Per metterla sul mio loculo nella mia edicola di famiglia. Solo che quello stupido del sindaco non ha voluto farla murare finch dentro la tomba non c nessuno. Cos ho dovuto portarla in casa. (torna verso la sedia a dondolo) Beh, se non altro qui posso mostrarla ai visitatori!
TERSILLA: Ma la data di morte sbagliata
TAVINA: Emb, tra poco potrete farla correggere (si siede) S quando sono andata a ordinarla il commesso era restio, ma io lho rassicurato: Siamo in marzo, giovanotto. Non rischia molto, sa? gi poco probabile che passi la settimana, figuriamoci lanno! E invece Ogni tanto la guardo e ho limpressione di essere morta lanno scorso curioso! (pausa - guarda dalla finestra) C qualcosa di strano, in piazza Il Giuspin l che si guarda in giro come un allocco; non da lui, tutto agitato, va avanti e indietro (pausa) ora se n andato ... (pausa). Ah, la Richeta agitata pure lei! (rivolta in basso) Che succede? Sali! (a Tersilla) Viene su.
RICHETA: (entrando) morta la Vincenzina, la madre del Giuspin
TAVINA: Orpo! Ma quando successo?
RICHETA: Sta notte. Lui questa mattina s alzato e non trovando la colazione pronta come al solito entrato nella camera della madre e lha trovata l, nel letto, senza vita, poveretta!
TAVINA: (si alza, si porta al centro della scena - a parte:) Ottantanni, una ragazza! (pausa) Ricordo bene quand nata! Un momento indimenticabile, quel 10 luglio del (ottantuno anni prima dello spettacolo) (con aria sognante), il giorno, anzi la notte in cui successo! Ci eravamo acquattati tra i cespugli proprio dietro la casa dove la madre della Vincenzina stava per partorire Ah, Jean Claude, quel sorriso che faceva vacillare e quelle mani, possenti e tenerissime nonostante i calli che raspavano impercettibilmente la pelle delle mie cosce Insomma, successo la mia prima volta (una delle poche, Tersilla) Poi sentimmo un vagito la Vincenzina era nata (torna verso la sedia) ora morta, (si siede e, con sollievo:) lei!
TERSILLA: Cos ora siamo rimasti in nove
TAVINA: E ho paura che per noi i guai siano appena cominciati
Buio.
SCENA II
Tavina e Pinota
Ancora in casa della Tavina. Lei in scena, seduta sulla sua sedia a dondolo. Sono passati due giorni, come si deduce dalla data che viene proiettata.
PINOTA (Entrando, ha in mano una borsa con della verdura) Ciao, Tavina. Hai visto che traffico, per il funerale della Vincenzina? (mentre parla posa la borsa sul tavolo).
TAVINA: Gi, Pinota, un po dinvidia Non potr mai averne uno uguale. C stato un vero corteo funebre Eh, con tutta la gente che conosce il Giuspin!
PINOTA: (Avvicinandosi a Tavina) Tu non te la sentivi di andarci?
TAVINA: No, temevo di cadere morta stecchita davanti alla fossa (poi, ridendo:) capisci bene: non avrei voluto rubarle la scena!
PINOTA (Ridendo anche lei, si siede accanto al tavolo) Dici continuamente oggi il mio giorno buono per morire e poi invece non muori mai!
TAVINA D un po, mi stai facendo gli auguri? Piuttosto, vero quel che ho sentito dire, che il Giuspin se ne vuole andare, adesso che sua madre morta?
PINOTA Cos pare, e mi sembra anche ragionevole
TAVINA (Si alza di scatto) Ragionevole un corno: Giuspin il nostro factotum. Se se ne va una tragedia. Nessuno di noi ha la patente; chi ci va in paese a fare la spesa? Noi non ce li sappiamo fare i lavoretti di manutenzione alle case Restiamo in otto, e tutti con pi di ottantanni!
PINOTA No la Richeta ne ha meno di settanta.
TAVINA S, ma se c unimbranata quella proprio lei. iscritta allalbo delle badanti, ma non sa badare neppure a se stessa, (si risiede) poveretta, ridotta alla solitudine, istigata da quella insopportabile scorbutica di sua madre a odiare laltro sesso!
PINOTA: Gi La madre, la tele-visionaria. (Al pubblico) Da quando il marito lha piantata per una ballerina del variet s piantata pure lei: davanti al televisore E da l non s pi mossa, non pi uscita di casa, non ha pi parlato con nessuno e ha trasmesso alla figlia il suo odio per i maschi. (A Tavina) Hai ragione, Tavina, non certo la Richeta che potr sostituire il Giuspin!
TAVINA: Lo dicevo, io, che per noi i guai sono appena cominciati!
Buio.
SCENA III
Tavina, Tersilla, Pinota, Giuspin, Pero, Gnasi, Richeta.
Sempre in casa della Tavina. Sono passati altri cinque giorni, come si deduce dalla data che viene proiettata ( il compleanno della Tavina, un anno esatto prima dello spettacolo). La Tavina sulla sua sedia a dondolo.
RICHETA: (Entrando, con una torta in mano, seguita da tutti gli altri) Cento e uno anni! Evviva! (posa la torta sul tavolo)
TUTTI: Evviva! (battono le mani, cantano Tanti auguri a te)
RICHETA: Adesso lo sappiamo: la nostra Tavina rester con noi per sempre!
TAVINA: Non dite sciocchezze, gi un miracolo se arrivo fino a stasera; con tutta questa confusione mi sento gi male! Che bisogno avevate di piombarmi in casa tutti quanti a questo modo? (Visibilmente commossa: ) Stupidi!
GIUSPIN: Di, Tavina non far finta di essere scorbutica, ti conosciamo! Sei l che te la godi e non vuoi farci intendere che sei commossa (ha in mano una bottiglia di spumante e dei bicchieri di plastica posa il tutto sul tavolo)
GNASI: (si avvicina a Tavina e le appoggia una mano sulla spalla) Ma quale commossa! Lei ha una tempra da vera rivoluzionaria! Ce ne fossero state tante di donne cos! Oggi il sol dellavvenire sarebbe un luminoso presente!
PERO: (sta al lato opposto della scena) Tra noi c un cretino che ogni mattina si dimentica che svegliarsi comunista indice di demenza senile!
GNASI E invece noi dobbiamo continuare a sopportare te, fascistone di merda!
RICHETA: (sta al centro della scena) Voi due, volete smetterla di beccarvi continuamente, almeno oggi?
PERO: Peppone che va subito sul volgare!
GNASI: (si porta vicino a Richeta, mentre Tersilla va ad occuparne il posto vicino a Tavina) Tu non mi chiamare Peppone, hai capito?
PERO: Perch io non posso e gli altri s?
GNASI: Perch io so stare allo scherzo, ma da te non laccetto!
TERSILLA: (a Tavina) Con questi qui meglio se mi tengo la mia verginit!
GIUSPIN: Allora, la vogliamo tagliare questa torta? Guardate, ho portato un bottiglia di spumante e dei bicchieri, chi ne vuole? Io stappo (stappa lo spumante e lo versa nei bicchieri, poi ne porta uno a Tavina, intanto Tersilla si seduta.)
TAVINA: (mentre prende il bicchiere dalle sue mani) D un po, Giuspin, vero che te ne vuoi andare?
GIUSPIN: (mentre risponde guadagna il centro della scena e parla rivolto un po verso il pubblico e un po verso Tavina) Eh, s, Tavina, mi spiace lasciarvi, ma che vuoi, ho 47 anni, se mi sbrigo, forse riesco ancora a farmi una famiglia, una famiglia mia, capisci, una moglie, dei figli Mi piacerebbe ma non facile, ho paura che sia gi tardi e qui non ho prospettive Dove la trovo una donna che voglia trasferirsi al Truc? Devo andare a vivere in citt pertrovare una moglie. Col lavoro non c problema, lo sapete, so fare di tutto; ma non sar facile trovare una donna che voglia vivere con me e darmi dei figli; io saprei volerle bene, ma temo che questa mia urgenza appaiapoco romantica
PINOTA: (gli si avvicina, gli posa una mano sulla spalla) Sei buono e gentile, Giuspin, troverai di sicuro una donna capace di apprezzare le tue doti
TAVINA: (Meditabonda, al Giuspin) Gi, per te la vita, dora in poi, sar un problema e per noi un vero rebus!
GNASI: (a Giuspin) Ma come farai con la casa di tua madre? In citt, prima di una moglie, devi trovare lavoro e casa.
GIUSPIN: Lo so, devo vendere la casa di mia madre, se voglio avere i soldi per realizzare i miei progetti. Ci vorr tempo; anche per questo ho cos fretta Per entro un anno devo trasferirmi in citt. Ce la far. Ora perdonatemi, ma devo proprio andare. Ciao a tutti e, ancora cento di questi giorni, Tavina!
TAVINA: Anche meno! (Giuspin esce) (accertatasi che lui si sia allontanato, con aria cospirativa dice agli altri:) Non dobbiamo lasciarlo andar via!
PINOTA: (si siede, contemporaneamente si siedono anche Richeta e Gnasi) Ah, no? E come facciamo?
GNASI: Via, Tavina, non essere egoista, il ragazzo ha diritto di farsi la sua vita!
PERO: ( lunico rimasto in piedi, si porta dietro a Gnasi) Adesso fai laltruista Per, tra il rubinetto che gocciola, la porta che cigola, il cassetto incastrato, sei sempre l che rompi le balle al povero Giuspin. Se fossimo tutti come te, un Giuspin solo non ci basterebbe nemmeno!
GNASI: perch io ci tengo ad avere la casa in ordine, mica come te che stai in un letamaio che neanche la Richeta vuole pi venirci a fare le pulizie, visto che non saprebbe da che parte cominciare! (lei, seduta accanto a Gnasi, fa un cenno di assenso)
TERSILLA: Non cambiate discorso, Tavina ha ragione: come facciamo noi, alla nostra et, senza il Giuspin? Chi ce la fa la spesa di tutti i giorni in paese, e quella grossa in citt?
RICHETA: Purtroppo avete ragione tutti. Non possiamo fare a meno del Giuspin: giusto. Lui ha diritto a vivere la sua vita secondo i suoi desideri: giusto. Le due cose non vanno daccordo: giusto anche questo. E allora?
TAVINA: Allora dobbiamo organizzare un piano dazione per impedire al Giuspin di andarsene. Trovargli una sposa disposta a vivere al Truc impresa disperata, ma entro lanno dobbiamo trovare una soluzione. Intanto non perdiamo tempo, facciamoci venire delle idee. Fra quindici giorni ci ritroviamo, qui, in casa mia, e sentiamo che cosa ci venuto in mente.
Buio.
SCENA IV
Tavina, il postino Mirko (il fulminato)
Sono passati altri dieci giorni. La Tavina dalla sua sedia a dondolo controlla la vita del paese attraverso la porta-finestra. Si sente il fracasso di una motoretta.
TAVINA: Posta! Arriva Mirko, il fulminato. (cessa il rumore della moto. Lei manda un bacio con la punta delle dita) Ciao, stupidino! (tra s) Catalogo o bolletta? Boh, per me fa lo stesso: dai cataloghi non compro niente e le bollette non le pago tanto, per rispetto della mia veneranda et, non mi hanno mai tolto n acqua, n luce, n telefono! (si sente una assordante musica techno-house)
MIRKO: (entra indossando un casco e camminando scompostamente a suon di musica; ha in mano alcune lettere. Parla urlando) Buongiorno signora Tavina, posso(Tavina gli urla:) Spegni quello scassa orecchie! (lui esegue e poi riprende a parlare, a volume normale) posso lasciarle la posta dei signori Menotti?
TAVINA: Chi?
MIRKO: Sono i nuovi abitanti del Truc, due toscani, arriveranno fra due giorni. Sono un professore e sua moglie; pensionati, scappano dalla citt. Hanno comperato la casa del Bastianon, quel rudere abbandonato
TAVINA: Oh, Madonna
MIRKO: Beh, guardi, hanno incaricato il Giuspin di rimetterlo in sesto. Adesso i lavori sono finiti e ho visto sa? Il Giuspin ha fatto un gran bel lavoro Allora, signora Tavina, se non le spiace, le lascio la posta dei nuovi compaesani (consegna e si avvia per uscire)
TAVINA: (Guarda di cosa si tratta) Ma sono bollette, chi le paga?
MIRKO: Non si preoccupi, sono domiciliate in banca, come le sue.
TAVINA: Sono cosa?
MIRKO: Domiciliate! Ha provveduto il notaio! Per loro come per lei! tutto a posto, tranquilla! Sono domiciliate! Stia bene signora! (uscendo:) Do-mi-ci-liate!
TAVINA: (Tra s) Domiciliate Boh, chi ci capisce? Io comunque queste bollette non le pago di sicuro, non pago neanche le mie, figuriamoci se vado a pagare quelle di sti due terroni! (si alza e guadagna il centro della scena, intanto si sente il rumore della motoretta che si allontana. Parla al pubblico) E poi dico io se questo il modo di venire a sapere le cose! Sono la decana del villaggio, tengo continuamente sotto controllo la situazione (per la sicurezza di tutti, sintende) e adesso arrivano due perfetti estranei, che non potranno mai e poi mai far parte della popolazione locale, due terroni, e io non ne so niente? Nessuno mi informa? Non c pi rispetto per let! Sono indignata, sinceramente e profondamente indignata!
Buio.
SCENA V
Tavina, Tersilla, Gnasi e poi i due terroni
Sono passati altri due giorni. C Gnasi seduto a sinistra del tavolo; sta leggendo una rivista. Tra la sedia su cui siede lui e la sedia a dondolo ci sono, un pochino pi arretrate, altre due sedie ed unaltra ancora sta a destra del tavolo. Da destra entrano Tersilla e Tavina. Stanno chiacchierando:
TERSILLA: Di nuovo il mio orto non sta producendo niente, eppure lo curo tanto
TAVINA: (ridendo) proprio per quello che non produce niente! Da decenni passi giornate intere a martoriarlo!
GNASI: Sai che ho inventato un soprannome per tutti gli abitanti del villaggio compreso me stesso, e per te ho scelto la talpa proprio per la tua abilit nel rovinare lorto, oltre che per la tua vista, non proprio da aquila! (Tersilla si siede allaltro lato del tavolo, mentre Tavina va verso la sua solita sedia a dondolo)
TAVINA: (mentre si siede) Su, Peppone, confessa che con talpa volevi evidenziare la profondit del pensiero di Tersilla! (con la mano indica: sotto terra)
GNASI: (ridendo) No, Tavina, non vero; questo lo stai dicendo tu, ora, perch sei perfida!
TERSILLA: Lascia perdere, Peppone: Tavina ha cento e uno anni: la migliore dimostrazione che la cattiveria conserva!
Ridono. Suona il campanello.
TAVINA: (Sussulta, spaventata) Oddio, che cos?
GNASI: Il campanello di casa tua, Tavina.
TAVINA: Oh, da quanti anni non lo sentivo suonare! Me lero dimenticato. La porta sempre aperta, tutti entrano dicendo permesso quando sono gi dentro. A chi sar venuto in mente di usarlo? (grida) Entrate, aperto!
IL PROF.: (entrando, seguito dalla moglie) Buongiorno a tutti, siamo i coniugi Menotti
Gnasi si alza, si avvicina, stringe la mano al prof. Contemporaneamente anche Tersilla si alza, pare si rivolga a Bea che si diretta dalla sua parte, e, invece, passa dietro al prof. ed osservandolo con interesse si porta accanto a Tersilla
IL PROF.: (rivolgendosi a Tavina) Siamo appena arrivati in questo vostro paradiso; volevamo presentarci e porgere i nostri omaggi alla signora Tavina Il giovane Mirko ci ha detto che lei la massima autorit del villaggio e che ha la nostra posta.
Fermo immagine. Tutti tranne la moglie del prof. sono immobili. Bea nota la lapide, la legge, poi guarda stupita Tavina, scuote il capo e, rivolta al pubblico, esterrefatta:
BEA: Oh, questa poi
Fine del fermo immagine.
TAVINA: Non so di quale paradiso stiate parlando, ma certo questo villaggio una cosa nostra. la prima volta che arrivano qui degli estranei, per di pi meridionali Troverete molte difficolt ad integrarvi nella nostra comunit Ma accomodatevi!
Nel frattempo Gnasi si spostato sullaltro lato del tavolo. Bea, passando davanti al tavolo va ad occupare la sedia precedentemente occupata da Gnasi, il prof. siede accanto a lei, sulla sedia leggermente arretrata e Gnasi siede dove prima era seduta Tersilla. Questa un attimo dopo che tutti sono seduti si precipita sulla sedia accanto al prof.
BEA: Non che sabbia nulla contro i meridionali sa, l solo per la precisione: noi s toscani e siamo certi che ci troveremo benissimo quass.
TAVINA: S, appunto, toscani terroni, insomma. Se siete contenti voi, di stare quass ... Boh, non si pu mai dire A proposito: so che avete conosciuto il Giuspin avete visto quanto bravo eh? Un uomo veramente prezioso Peccato che se ne stia andando via!
IL PROF: No! Davvero se ne va? Che peccato! Lunica persona che conosciamo qui: onesto, lavoratore, generoso, simpatico. Mi spiace proprio che se ne vada Mi dovete scusare ma vi confesso che senza di lui questo posto comincia gi a piacermi un po meno!
GNASI: Dice bene, e noi potremmo dire la stessa cosa, anzi molto di pi, per tanti motivi nato qui, lo conosciamo fin da quando era piccolo.
TAVINA: Non fare tanto il sentimentale! D come stanno le cose: noi non possiamo stare senza di lui perch lui le nostre gambe, braccia, mani, il nostro autista, commesso viaggiatore, factotum: ecco come stanno le cose. (Intanto Tersilla osserva con insistenza la patta dei pantaloni del prof.)
BEA: Mi rendo conto, l un bel guaio
TAVINA: No, non si rende conto, non solo un bel guaio, una vera tragedia! (si alza e passa dietro a tutti, fino ad arrivare, alla fine delle frase, accanto a Gnasi) Noi del villaggio stiamo studiando una strategia per dissuaderlo dallandarsene. Non abbiamo ancora in mente nulla di preciso ma fra tre giorni terremo una riunione per vedere cosa si pu fare
IL PROF.: (Si accorto dellinteresse della Talpa e, imbarazzatissimo, cerca di nascondersi, accavallando le gambe e contorcendosi sulla sedia) (a Tavina) Un brain storming
TAVINA: Ma no, una riunione! Cosha capito? Venite anche voi, cos veramente vi renderete conto
Intanto Gnasi, accortosi della Talpa e dellimbarazzo del Prof. d una gomitata a Tavina, la quale, avendo gi colto la situazione, decide di combinare uno scherzo al Prof.
TAVINA: (a Bea, con tono molto falso) Che bello quel ricamo sulla sua camicetta! (si china, tocca, esamina) Visto che ama queste cose, venga, venga, voglio mostrarle dei lavori al tombolo che ho di l Vieni anche tu, Gnasi, che mi tiri gi lo scatolone!
Escono. Restano in scena il Prof e la Talpa.
TERSILLA: (Mantenendo lo sguardo sulla patta dei pantaloni) Qual il suo nome?
IL PROF.: Ildebrando
TERSILLA: (Guardandolo in faccia, delusa) Pazienza, poco importa, (poi, seducente) io non sono difficile con gli uomini Io sono tanto buona (lunga pausa, poi, con imbarazzo, guardando altrove) Lei (la voce uscita troppo acuta, riparte) Lei non pensa che sia terribile morire vergine?
IL PROF.: Scusi?
TERSILLA: (lo guarda negli occhi e, con ansia) Non ritiene che sia terribile morire vergine?
IL PROF.: Non saprei
TERSILLA: (distoglie lo sguardo) Ovvio. Lei, lei sposato. Io non ho mai avuto marito, non ho nemmeno avuto innamorati. Non uno. E morir presto, sa? (torna a guardarlo) Non mentir sulla mia et, Ilde-coso, ho ottantotto anni! Morir presto, senza che nessuno abbia mai colto il fiore della mia verginit Non terribile? (appoggia la mano su quella del prof.) Sarebbe disposto a fare qualcosa contro questa ingiustizia, Ilde insomma, lei?
IL PROF.: Scusi?
TERSILLA: (Prende con entrambe le mani la mano del prof, si protende verso di lui, offrendogli il viso, mentre, sulla sedia, protende allindietro una gamba che uscir dallo spacco fino alla coscia) Sarebbe pronto a farmi quel favore, Ilde-brando?
IL PROF.: Ma, signora Tersilla
TERSILLA: Ma quale signora: Tersilla, Tersilla! (Si avventa su di lui, che tenta di sottrarsi come pu)
IL PROF.: Tersilla, no (Chiama ad alta voce) Beatrice!
TERSILLA: (Ricomponendosi) Niente eh? Peccato
BEA: (Rientrando, seguita da Tavina e Peppone che ridono sotto i baffi) Mi hai chiamata?
IL PROF.: (Ancora spaventato) Credo sia ora di togliere il disturbo
BEA: Hai ragione, la signora Tavina cos gentile, non finiva pi di mostrarmi autentiche meraviglie realizzate al tombolo. Andiamo; grazie ancora a tutti per la calorosa accoglienza!
TAVINA: (Mentre i terroni escono) Ci vediamo per la riunione, fra tre giorni (poi, appena sono usciti, guardando Peppone con aria complice:) Non immagina nemmeno, cara signora, quanto calorosa sia stata laccoglienza che ha ricevuto il suo maritino!
TERSILLA: (Con aria delusa) Beh, ora che me ne torni a casa anchio!
GNASI: (Prendendola sottobraccio) Vieni, talpa, che ti accompagno.
Buio. Musica
SCENA VI
Tavina, Tersilla, Pinota, Gnasi, Pero, Richeta, il Prof, Bea
Tre giorni dopo, in casa della Tavina. Il tavolo, al centro della scena un po arretrato rispetto alle scene precedenti. Ai lati sono disposte, ad arco le sedie. Dietro al tavolo c la sedia su cui siede Tavina, che presiede la riunione; alla sua destra ci sono tre sedie su cui siedono nellordine, Gnasi (vicino a lei), Pinota e Pero; alla sua sinistra, accanto a lei sono Bea, poi, nellordine, il prof., Tersilla e Richeta.
TAVINA: Sapete tutti perch siamo qui. Sentiamo le vostre pensate. Io non ne produco: dato che fra un anno non ci sar pi, mi limito a giudicare le vostre, visto che ho pi buon senso di tutti voi messi insieme. Chi comincia?
IL PROF.: Se mi permettete
TAVINA: No, non le permettiamo. Voi siete degli estranei: non venga a proporci di sostituire lei il Giuspin. Qui abbiamo bisogno di un tuttofare, non di un professore, di un tutto-dire-e-niente-fare!
IL PROF.: Non intendevo affatto propormi come sostituto del signor Giuspin, tanto pi che sia io che mia moglie ci rifiutiamo di guidare lauto, per rispetto dellambiente Quel che voglio dire che, se il signor Giuspin mettesse a disposizione la sua casa, qualcuno della zona potrebbe decidere di venirci a vivere
BEA: Da queste parti ci sono tanti disoccupati In fin dei conti noi abbiamo scelto di vivere qui senza che nessuno ce lo chiedesse; e la casa labbiamo comprata e ristrutturata
GNASI: Mi permetto di osservare che voi non fate testo. In tutto il circondario non c una sola persona che capisca la vostra scelta.
PINOTA: E poi il Giuspin quella casa ha bisogno di venderla, senn dove li trova i soldi per comprarsene una in citt?
RICHETA: Ma no, guardate, ho parlato io con il Giuspin proprio un gran bravo ragazzo Mi ha detto che lha gi pensato anche lui di mettere a disposizione la casa e di trovarci un suo sostituto Il problema che ha chiesto a dritta e a manca, ma nessuno che potrebbe fare al caso nostro si dichiarato disponibile a venire quass. I disoccupati vogliono tutti trasferirsi in citt.
PERO: Ma quale coglione verrebbe a vivere qui, anche disoccupato senza speranza! Lunica possibilit che ci resta di andare allufficio di collocamento di Torino e vedere se l si trova qualcuno
PINOTA: Per poi trovarci tra i piedi un estraneo? Mai e poi mai!
TERSILLA: Scusate, ma perch il Giuspin vuole andarsene?
IL PROF.: Perch vuole una donna
TERSILLA: (Passando improvvisamente al tu e appoggiando confidenzialmente una mano sulla spalla del prof.) Lo vedi, Ildebrando, lo stesso problema per tutti
BEA: (Meravigliata della confidenza tra la talpa e il marito) Questa poi
Tavina e Peppone si guardano e soffocano una risata.
TERSILLA: La soluzione dunque non trovare un sostituto al Giuspin, ma trovargli una moglie!
PERO: Il discorso che vale per gli uomini vale anche per le donne. Il Giuspin sar anche un tipo interessante, ma
TERSILLA: Se lui si accontentasse io potrei sacrificarmi
TAVINA: Piantala, talpa! Il Giuspin ha bisogno di una donna, mica di una mummia egiziana in maschera! E allora, ci vogliamo provare, a procurargliela?
BEA: Non vedo come
GNASI: Inserzione sui giornali?
RICHETA: Con quali probabilit di successo? E poi: una spesa enorme, soldi buttati al vento.
IL PROF.: Si potrebbe provare con Internet
TUTTI: Cos?
IL PROF.: Il computer ce lho; ho anche un router. Solo che avendo scelto di vivere in isolamento non ho nemmeno fatto domanda di allacciamento al telefono, quindi non posso navigare in rete
TAVINA: Senta, vuole smetterla di parlare quel suo dialetto meridionale e dire cose che anche noi possiamo capire?
IL PROF.: Con Internet si pu comunicare con il mondo intero. Uno lancia un messaggio, ad esempio: voglio una donna e immediatamente quel messaggio lo si vede in tutto il mondo. Ma bisogna collegare il computer alla linea telefonica e ci vuole lADSL.
TAVINA: Ci risiamo col dialetto
IL PROF.: Non dialetto, linguaggio tecnico. Non fatemi spiegare, fidatevi. Bisognerebbe che qualcuno di voi che ha il telefono in casa, facesse domanda per lutilizzo di questo ADSL. Comporta un sovrapprezzo sulla bolletta telefonica, ma non una grossa cifra.
TAVINA: Lo faccio io, tanto io le bollette non le pago. Domani mattina lo dico al fulminato, ma poi?
IL PROF.: Poi, quando fra qualche giorno lavranno autorizzata alluso della rete, io porto qui il computer e tutto il resto, mettiamo in piedi una stazione di lavoro e facciamo il collegamento.
TAVINA: Per lanciare quale messaggio?
IL PROF.: Quello lo decideremo insieme
TAVINA: No, quello lo decider io. Lei faccia il braccio, che in questa operazione ci vuole una mente di esperienza: la mia.
TUTTI: Giusto.
IL PROF.: Daccordo. Se volete cos
TAVINA: Bene, e tanto per cominciare, visto che il Giuspin non deve saperne nulla, per prima cosa nessuno gli dica di questa riunione e secondo, la stazione di lavoro, come la chiama lei, la facciamo di l. Cos il Giuspin, che viene qui spesso, non vedr niente. Lui di l non ci deve mica andare: a lui non interessano i ricami al tombolo! (a Peppone scappa da ridere)
Buio. Musica
SCENA VII
Tavina, Tersilla, Pinota, Gnasi, il Prof, Bea
Sono passati altri quindici giorni, sempre in casa della Tavina. Lei seduta sulla solita sedia a dondolo; intorno al tavolo (tornato al suo posto) ci sono cinque sedie. Quella pi vicina a Tavina libera, poi ci sono Gnasi, Pinota, unaltra sedia libera, e infine Tersilla. Entra il prof. seguito da Bea.
IL PROF.: (Ha in mano dei fogli che sventola mentre si dirige verso Tavina) Come vi avevo promesso, grazie alla tecnologia, ora abbiamo a disposizione unampia scelta di spose da proporre al Giuspin
BEA: (Avvicinandosi al tavolo) formidabile, non vi pare? Abbiamo ricevuto centinaia di risposte, da tutto il mondo
GNASI: Grazie alla tecnologia o grazie alle balle che la Tavina ha preteso di inserire l dentro?
PINOTA: In effetti, non che labbiamo raccontata proprio giusta
TAVINA: Quando si ha qualcosa da vendere si fa pubblicit, mettendo in evidenza i pregi del prodotto, magari con un po di enfasi Lo fanno tutti, non c niente di male
BEA: Beh, francamente, ero anchio un po perplessa: dire del Giuspin Notaio trentenne, milanese, benestante, con alloggio proprio di 300 mq. in zona S. Siro mi sembrava un po esagerato. La foto di Robert Taylor, poi per fortuna nessuno se lo ricorder pi (si siede tra Pinota e Tersilla)
TAVINA: Conta il risultato.
GNASI: Gi, ma vorr vedere quale sar il risultato quando verr a galla che il notaio in realt il factotum-badante di sette vecchietti e al posto del quartiere S. Siro di Milano salter fuori il Truc
TAVINA: Dobbiamo lavorare di psicologia. Tra le centinaia di risposte ricevute dobbiamo sceglierne una da cui si intuisca che linteressata non una che bada a questi dettagli.
Il prof. si siede
PINOTA: Chiamali dettagli
IL PROF.: La signora Tavina non ha tutti i torti. Esaminando le risposte, ne ho viste alcune, provenienti dallestero, di ragazze che, pur di venire a vivere in Italia, accetterebbero qualunque condizione
BEA: Se permettete, vi consiglierei, in particolare, di osservare questa. di una certe Tatiana, residente in un paesino sperduto sugli Urali, in Russia. Questa la sua foto (Mostra una fotografia, la prende Peppone)
GNASI: (Osservando la foto) Sembra una donnola
TAVINA: Bene, Peppone appena lha vista lha battezzata, facendola immediatamente diventare una dei nostri E allora vuol dire che la donnola la nostra sposa per il Giuspin. Come facciamo a dirle di venire qui ad abbracciare il suo amore?
IL PROF.: Adesso le scriviamo subito una E-Mail.
TERSILLA: (si alza, agitata) Ma come? tutto cos semplice? Allora, per favore, chiedete a quella macchina l di trovare qualcuno anche per me
PINOTA: Eh, no, cara talpa, abbiamo esaurito la scorta di balle. (Tersilla si risiede, lentamente) E poi renditi conto che per te bisognerebbe raccontarle cos grosse che in quella macchina l non ci stanno mica Vero professore? Vero che scoppierebbe?
IL PROF.: Beh, in effetti, mi pare difficile
TERSILLA: (si rialza e, rivolta al prof.) Per me una necessit vitale. Me lo cerchi! L dentro ce ne sono a mucchi! Pu essere vecchio, brutto, malato, nero, giallo, rosso, povero gli dica che ho 26.400 Euro alla posta
TAVINA: Tersilla!
TERSILLA: (fa un passo verso il proscenio e parla rivolta al pubblico) No, Tavina, tu te ne infischi perch ormai aspetti solo di morire, sai di essere pronta perch tu quello che dovevi conoscere lhai conosciuto. Io invece, a 88 anni, mi guardo indietro e mi dico che c qualcosa che mi manca. Dunque se non c un uomo che venga a letto con me almeno una volta, penser di aver buttato via la mia vita. Voglio sapere com quando
BEA: Oh, questa poi
TERSILLA: (c.s.) Potete pensare quello che volete, me ne infischio! E tanto peggio se vado allinferno! Voglio un uomo. Perci, dato che qui non ce n uno che si presti, emb, io voglio che me lo prendiate dalla macchina, in qualunque punto del pianeta, costi quel che costi, to! Io pago! (Piange e torna a sedersi)
PINOTA: Tornate a casa, voi, credo che abbiamo bisogno di parlare fra donne!
Imbarazzati, Gnasi e i terroni escono.
PINOTA: (si alza, si avvicina a Tersilla e le mette una mano sulla spalla) Non fare cos, su! Cosa credi di esserti persa eh? Te lo dico io: un bel niente! Che tu mi creda o no, ti dico che per me non mai stato un piacere, in sessantotto anni di matrimonio
TAVINA: Sessantotto Non mi dirai che ancora adesso
PINOTA: S, mie care, il Gust ne ha ancora voglia e ce la fa ancora
TAVINA: Ha tutta sta salute? Beata te!
PINOTA: (avanza verso il proscenio e conquista il centro della scena) Beata un corno! Capirai che bellezza vivere con uno completamente rimbambito! Abbiamo chiuso il negozio diciannove anni fa e lui ancora l alla cassa da mane a sera che batte scontrini e fa il galante con le clienti immaginarie. Se non ci fossi io che a una certa ora me lo porto via, ci resterebbe pure la notte! Ieri laltro ho dovuto chiamare il Giuspin in piena notte perch lo calmasse: voleva uccidere il cane che, secondo lui, aveva mangiato tutti i salami della dispensa.
TAVINA: E invece?
PINOTA: Invece, da quando abbiamo chiuso il negozio in quella dispensa di salami non ce n mai pi stata nemmeno lombra!
TAVINA: E il Giuspin lha calmato? Il cane s salvato?
PINOTA: Ma fammi il piacere, il cane morto dieci anni fa! Comunque, per venire alla vostra curiosit, ebbene s, la zucca non gli funziona pi, ma per il resto Sembra che quel che ha perso di sopra labbia guadagnato di sotto Eppure, niente, mia cara Tersilla! Tutte quelle donne che ti fanno vedere alla TV che fanno Ah, Ooh, S, Ahhh (imita un orgasmo cinematografico): balle!
Le altre due, vedendo la performance della Pinota cominciano a ridere.
PINOTA: (va a sedersi dove prime cera Gnasi) Sento molto di pi quando mi faccio sfregare la testa dal parrucchiere!
TAVINA: Per questo ci vai tutte le settimane!
Ridono tutte tre.
TERSILLA: Per, visto che funziona, potresti prestarmelo?
PINOTA: Cosa?
TERSILLA: Il Gust
PINOTA: Ah, te lo presterei volentieri, per anche se cos fuori di melone, ho paura che si accorgerebbe dellimbroglio
TERSILLA: Peccato
Buio.
SCENA VIII
Tavina, Tersilla, Gnasi e poi il prof.
Il giorno dopo, sempre nello stesso posto. Tersilla e Gnasi sono seduti ai lati del tavolo (dietro al tavolo c una sedia libera), Tavina cammina dietro a loro, si ferma al centro della scena:
TAVINA: Dobbiamo stare attenti: non so come, ma il Giuspin ha subodorato qualcosa. Ieri mi ha detto che secondo lui c qualcosa di strano nellaria, sente come un complotto ai suoi danni
TERSILLA: Lo facessero ai miei danni un complotto del genere!
IL PROF.: (Entrando) Ci sono novit!
TAVINA: Buone o cattive?
IL PROF.: Un po e un po.
TERSILLA: Cominciamo da quelle buone, per favore. (va a sedersi sulla sedia a dondolo)
IL PROF.: La ragazza ha risposto e dice che interessata a venire ad incontrare il notaio.
TAVINA: Bene, e le cattive?
IL PROF.: Si aspetta che sia lui a pagarle il biglietto dellaereo; andata e ritorno.
TERSILLA: Beh, potevamo prevederlo, e poi?
IL PROF.: Mi sono dato da fare: ho fatto un piano per farla arrivare fin qui e due conti per capire quanto dobbiamo spendere, in tutto.
TAVINA: Sentiamo.
IL PROF.: (enfatico, con tono professorale, cammina da un lato allaltro del palco, dietro al tavolo) Allora: innanzitutto facciamo in modo che il Giuspin non sia al Truc quando la ragazza deve arrivare a Malpensa. Ho gi pensato che lo spedisco per due giorni a mie spese alla fiera Restructura di Bologna a documentarsi su materiali e metodi per certi lavori che dovr fare a casa mia. Approfittando della sua assenza, almeno due di noi uomini si recano a ricevere la fanciulla allaeroporto; si presentano come dipendenti del notaio e spiegano che lui non ha potuto andare di persona perch impegnato in una questione di lavoro molto importante. Poi le offriamo un drink di benvenuto, ma sciogliamo nel bicchiere un sonnifero. Lei, appena sale in macchina, si addormenta e quindi non si accorge che la stiamo portando qui, poi (caduta di tono) il resto non lo so.
GNASI: E questo sarebbe un piano! Quella roba l si chiama sequestro di persona! Volete finire tutti in galera? Io non ci sto, non mi immischio in una attivit criminale! E poi, la macchina e lautista dove li prendete?
IL PROF.: (si siede al centro del tavolo) Quello della macchina un problema risolto, fa parte delle buone nuove. So che tutte le settimane il figlio della Pinota la accompagna dalla parrucchiera col suo SUV. una macchina grande ed elegante; credibile come auto di un ricco notaio. Perci ho chiesto alla Pinota di proporre a suo figlio di farci questo servizio, naturalmente pagandolo, e lui si mostrato felice di collaborare alla nostra operazione salva-Truc.
TAVINA: E i due conti?
IL PROF.: Qui vengono le dolenti note: in totale le spese ammontano a 3.382,72 , bisogner fare una colletta
GNASI: Ciumbia! Potete scordarvi di raccogliere qui al Truc una cifra del genere! Senza contare che contribuire alla colletta significherebbe rendersi automaticamente complici del reato di sequestro di persona.
TERSILLA: Voglio partecipare anchio alla spedizione allaeroporto.
TAVINA: No, talpa, non sei credibile come collaboratrice del notaio! La donnola si insospettirebbe, vedendoti.
TERSILLA: Non necessario che mi veda. Mi scaricate nellatrio dellaeroporto, appena arriviamo, e mi riprendete quando lei gi addormentata in macchina. Se mi portate con voi pago io tutte le spese.
TAVINA: Quand cos, non si discute: andrai a Malpensa. E anche tu, Peppone. Dopo 40 anni di partito comunista avrai ben imparato qualcosa di russo, no? Non fare il codardo, farai da interprete. Assumo su di me tutte le responsabilit legali delloperazione donnola!
GNASI: Messa cos, un ordine, non mi resta che dire obbedisco. Per non oso immaginare il casino che scoppier quando la donnola si sveglier e scoprir di essere stata rapita.
TERSILLA: Bisogner vedere come reagir di fronte al fascino del Giuspin
GNASI: Bisogner vedere come reagir il Giuspin, quando scoprir quel che abbiamo combinato!
TAVINA: Si procede per gradi. Ora andiamo avanti e poi vedremo tutto quel che ci sar da vedere!
Sipario
FINE DEL PRIMO ATTO
SECONDO ATTO
Scena IX
Tavina, poi Peppone con il prof., poi la donnola, poi Pero.
La scena la stessa del primo atto. Siamo in pieno inverno, come si deduce dalla data proiettata. Viene proiettata anche lora: 9,30. La Tavina entra in scena da destra, come allinizio, e parla mentre si sta dirigendo verso la sua sedia a dondolo.
TAVINA: Chiss cosa aspettano a riferirmi i dettagli
GNASI: (Entrando, con il prof.) Ciao, Tavina.
IL PROF.: Buongiorno, signora Tavina.
TAVINA: Oh, finalmente! Mi chiedevo che fine aveste fatto, tutti quanti. Allora, ieri era il gran giorno e ho visto che loperazione andata a buon fine. Vi ho visti scaricare la donnola, addormentata. Dov, adesso?
GNASI: A casa della Richeta, che deve badarle
TAVINA: Giusto, fa la badante (si siede) Tutto bene? (fa cenno ai due di sedersi. Loro prendono posto ai due lati del tavolo.)
GNASI: Tutto bene un corno. stato un gran casino, tutto per colpa della talpa. Si fatta portare allaeroporto perch sapeva che l c un gran movimento, specialmente di uomini daffari
TAVINA: S, di uomini! Daffari e non; avevamo ben capito perch voleva venire con voi Vedeva laeroporto come un cacciatore vede una riserva di caccia con tanta selvaggina
GNASI: Infatti, ma non aveva previsto n che la selvaggina fosse cos abbondante, n che fosse cos difficile catturarla con le sue armi spuntate
IL PROF.: Appena siamo stati l si fatta lasciare nellatrio degli arrivi. Noi ci siamo allontanati e labbiamo vista che ha cominciato subito a importunare tutti gli uomini che le venivano a tiro
GNASI: Incontrando beh, ti lascio immaginare le reazioni. Noi facevamo finta di non conoscerla e per un po ci siamo divertiti
IL PROF.: Molti malcapitati, dopo un po si mettevano a ridere e cercavano con la coda dellocchio le cineprese, pensando che si trattasse di una candid camera.
GNASI: Quando poi arrivato laereo della donnola dovevamo pensare alla nostra missione: presentazioni, brindisi, sonnifero, ritorno alla macchina e cos labbiamo persa docchio. Non riuscivamo pi a trovarla.
IL PROF.: Finalmente labbiamo vista che stava sventolando sotto il naso di un viaggiatore una mazzetta di banconote tenute insieme da una molletta del bucato: voleva offrirgliele in cambio di Beh, s, insomma
GNASI: Quello si reso conto che la talpa non ci sta con la testa e si rivolto a un poliziotto. Quando abbiamo visto lagente avvicinarsi ci siamo preoccupati e siamo accorsi l.
IL PROF.: Purtroppo la signora Tersilla non voleva sentir ragioni: diceva che dovevamo lasciarla l, che aveva i soldi per lalbergo, che ci sarebbe rimasta fino a quando non avesse ottenuto quel che cercava e che, alla peggio, sarebbe morta in quel posto l, che le piaceva tanto
GNASI: A questo punto le abbiamo offerto di continuare la discussione davanti a una bibita. Cos si potuto impasticcare anche lei. Quando si addormentata con la testa sul bancone del bar, uno per parte labbiamo trascinata verso il parcheggio, scortati dal poliziotto, troppo gentile
IL PROF.: Con fatica siamo riusciti a convincerlo che poteva lasciarci prima di arrivare alla macchina; se vedeva la donnola, addormentata anche lei, chiss come andavamo a finire
GNASI: Adesso a casa sua e sta ancora dormendo
TAVINA: (si alza e guadagna il centro della scena) Beh, tutto bene quel che finisce bene Anzi, non lamentiamoci: abbiamo una gran fortuna. Avete appena avuto il tempo di arrivare che ha cominciato a nevicare e adesso, come tutti gli anni, il Truc isolato. E, come tutti gli anni, ce ne vorr prima che il Comune si ricordi di noi e mandi a sgomberare la strada! (torna verso il suo angolo) Quindi, per ora, la donnola qui e qui rimane (Guarda gi in strada) Anzi, eccola! Povera piccola, col cappotto, la valigia in mano, i piedi affondati in mezzo metro di neve, piange (Si sporge) Ehi!
TATIANA: (Fuori scena) Signora, aiuto, io rapire! Aiuto! Signora, per piacere!
TAVINA: Vieni su! (Agli altri due) Voi andate di l, che se vi vede si spaventa! (Peppone e il prof. escono verso la stanza)
TATIANA: (Entra, titubante. Vede la lapide ed ancora pi perplessa)
TAVINA: (Nota lo sguardo della donnola) Ah, la mia Bella vero? Siediti, ti faccio un caff? (la donnola si siede ma non risponde). Ti starai chiedendo dove sei, vero? Qui Truc, molto meglio che Milano! Tutto bene, no preoccupare Vedi quanta bella neve, come a casa tua, vero? Fra poco arriva tuo marito, lo conoscerai Non come nella foto, molto meglio: lui abita qui. Capire? (la donnola fa cenno di no) Uffa, questa non capisce niente!
PERO: (Entrando) Permesso? Ah, questa la donnola! Piacere di conoscerla! (le stringe la mano, gentile).
TAVINA: Ciao, Pero, cercavo di spiegarle la situazione ma non capisce un tubo. (poi, rivolta verso la porta della stanza) Venite fuori, voi due, adesso tranquilla!
Peppone e il prof. tornano in scena.
TATIANA: (Vedendoli balza in piedi) Aaagh! Loro papponi! Aiuto!
IL PROF.: No, noi no papponi, no prostituzione! Tranquilla, tutto bene, noi amici: tu volere marito, noi portata qui dove marito arriva, fra poco. Bravo marito, tranquilla!
TATIANA: (Lunga pausa, agitata, poi) Io no vuole marito, no vuole fidanzato, io bisogna Milano, via Montenapoleone
PERO: Perch proprio via Montenapoleone?
TATIANA: (gradualmente aggira il tavolo e si porta in avanscena, al centro) Io mentire con Internet Io volere viaggio Milano per compro cose, belle cose dopo io vendo mio paese e guadagno soldi, voi capire?
IL PROF.: No, spiegati meglio. (Tavina va sedersi al suo solito posto)
TATIANA: Io no Tatiana di Internet, io sola con figlio e mamma. Io no buono lavoro, capire? Io soltanto vedere uomo gentile una settimana in Milano e lui comprare vestiti e profumi! Io no matrimonio, soltanto viaggio e comprare Dopo settimana in Milano e molti regali, dire no a uomo; che non bene, che lui trovare altra fidanzata e io torno Russia. Tu capisce?
TAVINA: Andiamo bene
TATIANA: Io fatto questo gi prima, senza problemi, molto comprare e vendere regali: soldi per mio figlio, mia mamma. Io piccolo lavoro, no basta denaro, io scusa, ma io volere partire. Adesso andare.
PERO: una puttana
TATIANA: Cosa putana?
GNASI: Scluka
TAVINA: Senti, senti, lo insegnano alla scuola del partito?
TATIANA: (Indignata) Niet scluka! Io no putana, io no a letto con uomini, mai! Io fare credere ma mentire, mai a letto!
GNASI: Quante volte lhai fatto, quanti viaggi, quanti fidanzati?
TATIANA: Finora sei, Parigi, Bruxelles, Stoccolma, Ginevra, Amsterdam, Londra. Ma io mai a letto.
PERO: Bugiarda!
TATIANA: Io partire, io scusa partire.
PERO: Abbiamo pagato una puttana 3000 euro! E per di pi ci siamo fatti fregare, perch di norma, ve lo assicuro, per una cifra simile, a letto ci vengono, eccome!
TATIANA: (Arrabbiata) Io no putana! (Si infila il cappotto, afferra la valigia e si avvia alluscita) Da svidania, arrivederci! (Esce sbattendo la porta)
TAVINA: (si alza) Non preoccupatevi, con questa neve non andr lontano Rester qui per un bel po! Ad ogni modo a me piace, ha temperamento!
IL PROF.: (mentre si porta avanti, al centro della scena) Per non possiamo proporla al Giuspin come moglie
GNASI: Gi, soldi buttati Bisogner trovare il coraggio di andarlo a dire alla talpa, che li ha tirati fuori!
PERO: Prof., ci vada lei, a dirglielo!
IL PROF.: No, io no da solo, in casa sua! No, per favore!
Ilarit generale - Buio
SCENA X
Gli stessi pi la talpa
Stesso luogo, stesso giorno, ore 11,30.
TERSILLA: (entrando) Allora, una puttana? Bene! Finalmente una buona notizia! La ospito a casa mia, devo farmi spiegare
TAVINA: (Guarda gi) Oh, ecco il Giuspin, con le ciaspole ai piedi, la valigia della donnola sotto braccio e la fanciulla al fianco. Lha riportata indietro; ora si comincia a ragionare! State pronti, vengono qui direttamente!
GIUSPIN: (Entrando, come una furia, urla) Ho incontrato per strada la signorina Tatiana, qui, che mi ha raccontato quel che avete combinato; alle mie spalle, a mia insaputa! Siete dei pazzi criminali, tutti quanti!
GNASI: Ma no, di, Giuspin! Pensavamo che saresti stato contento, che cos non avresti dovuto cercare altrove
PERO: stato un lavoraccio, sai! Dovevi vedere che roba: la tecnologia di avanguardia del professore pi la sapienza letteraria e lastuzia commerciale della Tavina, tutto al tuo servizio! Mica roba da ridere eh!
GIUSPIN: (Con un mezzo sorriso) Oh, me lo immagino O meglio, immaginavo che avreste tentato qualcosa, ma questo! Non ci sarei mai arrivato! Vi rendete conto che potrebbe denunciarvi per sequestro di persona? Ringraziatela, v ha gi detto che non lo far; in ogni caso chi ha combinato il pasticcio, deve porre rimedio, pagandole il viaggio di ritorno.
IL PROF.: Ha ragione, siamo stati degli scriteriati, ma speravamo di favorire un felice incontro abbiamo agito a fin di bene Ad ogni modo la signorina gi in possesso di un biglietto aereo di andata e ritorno. Il viaggio di rientro per non pu avvenire prima di una settimana Se lei fosse cos gentile da aspettare, risparmieremmo i soldi di un altro biglietto aereo. La ospiteremmo al meglio delle nostre possibilit
TERSILLA: S, s, a casa mia! (Prende la donnola per un braccio e si avvia verso luscita) Venga, venga cara Tatiana! (a Giuspin) Tu vieni con noi e portaci la valigia!
Escono - buio - sipario - musica.
SCENA XI
La talpa e la donnola
A sipario chiuso. Le due agiranno nel proscenio. Si presume che quanto segue avvenga a casa della talpa. Al centro della scena collocato un tavolinetto, che rester a portata di mano dietro ai personaggi.
TATIANA: (Arriva da sinistra, illuminata da un occhio di bue. A parte) Dove sono capitata? Appena caduta un po di neve sono sparite strade, elettricit e telefono! Non ricordo che nel mio paese sugli Urali, dove si raggiungono i 40 gradi destate e i 40 sottozero dinverno, sia mai successo nulla di simile Questo paesino, sotto la neve pittoresco e incantato, ma altro che nazione moderna e civile, culla della cultura europea, campione del lusso e delleleganza Perfino nel cuore della Siberia sono meno arretrati. Insomma, dove sta il terzo mondo? E questa babushka che mi ospita da ieri Mi sembra tanto strana Per devo ammettere che proprio gentile, mi tratta come una principessa (Luci normali).
TERSILLA: (Sbuca dallapertura centrale del sipario. Ha in mano una tazza da t e la offre alla donnola) Tieni, ti ho preparato una tisana
TATIANA: Spassiba, Grazie!
TERSILLA: Senti, ti volevo chiedere un favore!
TATIANA: Hmmm. (Risponde mentre sorseggia il t. Si vede che assorta nei suoi pensieri e non capisce niente di ci che dice la talpa)
TERSILLA: (Infila una mano dietro al sipario e ne estrae un catalogo per vendite per corrispondenza, tipo Postal Market) Guarda, un catalogo: si pu ordinare di tutto ne ho anche altri, di cataloghi, ma per questo genere di articoli qui che trovo la scelta migliore Dunque, (schiaccia il naso sulle pagine) come vedi sono un po miope (la donnola sorseggia la sua tisana, distratta. Parte una musica di sottofondo) Ecco, da principio avevo pensato a questo: il rotante doppio piacere a 79 e 99 euro. Vibrazioni e rotazioni si regolano separatamente. Bisogna inserire due pile. Ve, sembra un cactus! Poi c anche questo: linnervato a 59 e 99 euro, il ricaricabile e il modello lusso, c il delfino, il pinguino, il bruchetto, il Laya, con tre programmi troppo complicato sai, non sono portata per la tecnologia (fine musica) Alla fine ho scelto questo, il prima volta a 23 e 99, pensando che fosse quello che faceva di pi al caso mio Aspetta (Infila la mano col catalogo dietro al sipario e la ritrae con una scatola di forma idonea) Non lho ancora provato, eh, non ho osato E poi non sapevo bene come fare Sicch mi chiedevo se potevi consigliarmi. (la donnola posa la tazza della tisana sul tavolinetto) Posso ancora cambiarlo, non ho ancora inserito le pile (Toglie il coperchio alla scatola e la piazza sotto il naso della donnola).
TATIANA: (Prende la scatola, ne osserva il contenuto e, sbigottita) Aaagh, che cosa questo?
TERSILLA: (Stupita dalla reazione della donnola) Il prima volta a 23 e 99!
TATIANA: (Arrabbiata) Io dico a voi io no putana! Perch voi cattiva? Io no putana! Io me mai a letto! Voi capire?
TERSILLA: Come? Intendi dire che davvero non vai a letto con i tuoi fidanzati sparsi in tutto il pianeta?
TATIANA: (c.s.) Io no a letto! (restituisce la scatola a Tersilla)
TERSILLA: (Richiudendo la scatola) Beh, permettimi di dirti che sei proprio sciocca, ragazza mia! (posa la scatola sul tavolinetto).
TATIANA: (Guarda la talpa con curiosit, mista a complicit e molto divertimento, e scoppia a ridere)
TERSILLA: (Rendendosi conto della comicit della situazione, ride anche lei)
Le due sono prese da una ridarella irrefrenabile
TERSILLA: (Frenando a stento le risa) D, Tatiana, volevo sapere una cosa che mi domando se sia vera Posso farti una domanda sessuale comunque, anche se non sei una specialista?
TATIANA: Okay, vai, domanda.
TERSILLA: Quando si bacia capisci baciare? (la donnola annuisce) vero che si infila la lingua? (Mostra la lingua con un dito)
TATIANA: (Ridendo) S, lingua tocca lingua.
TERSILLA: (Con disgusto) Ma perch?
TATIANA: Perch (cerca la parola) ah: piacevole!
TERSILLA: Puah!
Musica - Riprendono a ridere a crepapelle, finch la talpa, colpita da un nuovo ictus, si accascia a terra. La donnola si mette a urlare:
TATIANA: Signora talpa, signora talpa! Oddio, aiuto, aiuto, signora molto male! Aiutare lei, aiuto!
Esce di scena correndo, da dove era venuta. Buio. Fine della musica - Si riapre il sipario.
SCENA XII
Tavina, Gnasi, Pero; poi Angiolina
Siamo tornati in casa della Tavina, tre giorni dopo. Seduti attorno al tavolo, nellordine, Gnasi, Tavina e Pero
GNASI: Dunque, confermato. stato un nuovo ictus. Lha detto il dottore dopo le ultime analisi. La tengono a casa sua. Sembra meno grave dellaltra volta
PERO: Ma come, se non lhanno nemmeno trasportata allospedale per paura che morisse per strada
GNASI: Subito sembrava peggio E poi, per strada un eufemismo. Tre giorni fa eravamo ancora isolati. Per fortuna avevano gi ripristinato il telefono. Il 118 venuto con lelisoccorso, ma lelicottero non era attrezzato per il trasporto dei malati gravi.
TAVINA: Gi, vedere atterrare un elicottero al Truc Non era mai successo Ancora questa dovevo vedere coi miei occhi Proprio vero che finch non sei morto pu capitarti di tutto A proposito, chiss se alla talpa le passata la sua fissa, dopo il nuovo colpo
PERO: Bisogner aspettare che si riprenda, che riacquisti la parola, per saperlo.
TAVINA: Se si riprender
GNASI: Beh, in casa sua hanno attrezzato una specie di sala di ospedale, con apparecchiature di tutti i tipi, monitor e altre diavolerie. Hanno lasciato qui anche uninfermiera professionale Si alterna con la Richeta per lassistenza ma pronta per qualunque emergenza. Speriamo che con tutte queste attenzioni
Squilla il telefono
TAVINA: (Si alza e si accosta allo stipetto col telefono. Alza la cornetta) Pronto, chi ?
TERSILLA: (Durante tutta la telefonata la talpa parla in un microfono amplificato rimanendo fuori scena. Parla a fatica) Sono Tersilla
TAVINA: Talpa, tu? Eravamo qui a parlare di te pensando che fossi pi di l che di qua, e invece
TERSILLA: E invece avevate proprio ragione Volevo solo farti sapere che non sono ancora del tutto di l. Per non riesco pi a muovere il lato sinistro: il piede, la gamba, il braccio, anche la faccia Rido storto Per fortuna c poco da ridere in questo stato
TAVINA: Almeno ti sarai messa il cuore in pace per quella faccenda sai cosa intendo
TERSILLA: Ma come potrei essermi messa il cuore in pace! Ho sempre meno tempo e meno possibilit! Sono disperata, Tavina! Disperata e incazzata! Che sfortuna! Adesso metto gi, sono stanca
TAVINA: S, ciao, talpa, riposati. Ci risentiamo fra qualche giorno, quando starai meglio. Vedo che ti stai riprendendo in fretta, coraggio! (posa il telefono e torna, lentamente, a sedersi, mentre gli altri due parlano)
PERO: Osso duro, la talpa, per la commare secca! Vedrai che fra un po sar di nuovo qui, con le sue proposte indecenti!
GNASI: evidente che quando si ha un obiettivo preciso da raggiungere, si pi vitali Hai ragione, Tavina, si sta riprendendo in fretta; e hai ragione anche tu, Pero, fra un po ce la ritroveremo fra i piedi
TAVINA: Su, ragazzi, piantiamola l di far finta di credere chiss cosa Lo sappiamo tutti e tre che non ce la pu fare, che le restano pochi giorni
Lungo silenzio, i tre si guardano e mestamente assentono.
TAVINA: Proviamo piuttosto a vedere laltra faccia della medaglia. La donnola si era molto affezionata alla talpa e dopo la disgrazia si sentita una di noi, ha avuto un dispiacere pari al nostro. Ci ha perdonati tutti e inoltre, non potendo pi abitare nella casa della talpa ha accettato di trasferirsi dal Giuspin: ha capito che di lui si pu fidare e cos chiss da cosa nasce cosa
PERO: Scusate, devo andare (Si alza ed esce)
TAVINA: (lo guarda uscire stupita, si alza e poi, a Gnasi:) Cos, di colpo
GNASI: Sai Tavina, da quando la talpa stata male, il Pero cambiato tantissimo; non riesco nemmeno pi a litigare con lui, sto scoprendo un insospettabile lato umano in quellorso
TAVINA: (mentre Gnasi parla Tavina si diretta verso la sua postazione. Guardando in strada:) Infatti guardalo l, partito come un razzo ed andato a trovare la talpa.
Si sente il rumore della motoretta
TAVINA: (continuando a guardare in strada) Posta! Ma non il fulminato! una donna (Fa cenno a qualcuno di salire, poi siede sulla sedia a dondolo)
ANGIOLINA: (entrando) Buongiorno a tutti! Sono la nuova postina.
GNASI: E il fulminato, che fine ha fatto?
ANGIOLINA: Mirko si licenziato. Ha deciso di dedicarsi alla sua passione: la musica. Cos ho preso io il suo posto, molto volentieri, visto che abito gi, al capoluogo, abbastanza vicino.
TAVINA: Ah, s?
ANGIOLINA: Magari non vi ricordate di me ma io vi conosco tutti: naturalmente conosco il Giuspin, che viene in paese tutti i giorni, ma mi ricordo anche di lei, signora Tavina e del signor Pep del signor Gna del signor Ignazio.
GNASI: Peppone, Peppone va benissimo
ANGIOLINA: (vede la lapide) E quella cos?
TAVINA: la mia! Bella vero?
ANGIOLINA: (disorientata) Ah, s, s, bella!
GNASI: Non farci caso, ragazza, presto ci conoscerai meglio e ti stupirai meno ...
ANGIOLINA: (perplessa) Gi, immagino Ma ora scusate, il dovere mi chiama, arrivederci! (esce)
TAVINA: Simpatica ragazza Meno male che ci siamo tolti dai piedi quello scassa orecchie! (guardando fuori). Toh, la Richeta era di turno per lassistenza alla talpa, ma se ne sta andando. La talpa e Pero sono soli
Buio - musica
SCENA XIII
La donnola e il Giuspin
A sipario chiuso. Come nella scena XI, i due agiranno nel proscenio. Si presume che quanto segue avvenga a casa del Giuspin. Anche questa volta un tavolinetto a portata di mano, dietro ai due
GIUSPIN: (Arriva da destra, illuminato da un occhio di bue. Ha in mano una borsa della spesa. A parte): Questa russa, per, carina eh? Alla fin fine sembra una gran brava figliuola, sensibile Guarda come se l presa a cuore per la talpa Poi simpatica: malgrado quel che le sta capitando non per niente musona; anzi in questi tre giorni, da quando abita qui, mi ha fatto morir dal ridere, ripercorrendo in un italiano improbabile, fra un sacco di smorfie, il suo calvario. Grazie a lei mi sono reso conto che qui al Truc siamo dei veri trogloditi: un villaggio da commedia, anzi da farsa Ora, visto che hanno riaperto la strada e sono andato a fare la spesa grossa in citt per tutti, ho portato anche a lei un po di cose buone, cos se vuole se le porta in Russia: salame come surrogato di Armani, formaggio per rimpiazzare Prada, salsiccia per sostituire Gucci; e moscato per Dolce (e Gabbana) (luci normali)
TATIANA: (Sbuca dallapertura centrale del sipario) Ciao, Giuspin, come va?
GIUSPIN: Bene, sono andato a fare la spesa e ti ho portato qualcosa
TATIANA: Oh, grazie! Tu veramente bravo uomo, mio cavaliere salvatore! (prende la borsa) Fa vedere? (Estrae la bottiglia di spumante) Hmm! Buono! Di, facciamo un brindisi! (Posa la borsa sul tavolinetto, ripassa la bottiglia a Giuspin, infila una mano dietro al sipario e la ritrae con due bicchieri. Intanto Giuspin, piacevolmente sorpreso, stappa e versa). Na zdorovie! Alla salute!
GIUSPIN: Salute! (bevono, poi posano i bicchieri sul tavolinetto).
TATIANA: (Riprende la borsa e guarda dentro) Hmm! Formaggi, salami, salsicce! Aspetta un attimo! (Passa la borsa dietro al sipario e ritrae la mano con un vassoio su cui sono collocate tartine con salame, formaggio, salsiccia) Noi ora mangia buone cose italiane! (presenta il vassoio a Giuspin)
GIUSPIN: (sta per servirsi) Ma che brava! Hai fatto tutto in un attimo!
TATIANA: Maga russa! Tu sa? Io maga, io leggo mano! (posa il vassoio sul tavolinetto) D a me sinistra!
Tatiana legge la mano a Giuspin, a lungo, mentre lui la guarda con occhi dolci.
TATIANA: Guarda qui: in tua vita grande fortuna, qui, vede? Tu vita molto lunga, come signora Tavina Tua vita con donna, figli Bello, tua mano!
A questo punto Giuspin, con la mano libera, accarezza il collo della donnola. Lei si irrigidisce, continuando a guardargli il palmo della mano. Parte la musica. Lui, delicatamente, le alza il mento, inducendola a guardarlo negli occhi, mentre le sorride. Lei lo guarda e ricambia il sorriso. Lui le accosta il viso, si baciano; lei gli lascia la mano che stava leggendo e si abbracciano. Intanto la musica gradualmente aumentata di volume. Poi buio. Dopo qualche secondo, silenzio.
SCENA XIV
Tavina, Peppone, Pero, poi, subito, Giuspin e la donnola, poi Richeta
Si riapre il sipario e siamo di nuovo in casa della Tavina. Rispetto alla scena XII passato un giorno. Tavina sulla solita sedia a dondolo, Peppone e Pero in piedi in atto di chiacchierare fra loro, sul lato opposto della scena.
GIUSPIN: (Entrando, con la donnola e dirigendosi verso Tavina) Avete vinto, Tavina! Per fortuna, per mia grande fortuna! Tatiana accetta di sposarmi e di venire a vivere al Truc, con noi.
TAVINA: Pensi ancora che siamo dei pazzi criminali?
GIUSPIN: Fra due giorni Tatiana torna in Russia ma ha promesso che nel giro di sei mesi sar di nuovo qui, definitivamente, con il figlio e la madre, per vivere con me.
TATIANA: Io ringrazia voi perch imparato lezione. Io mai pi bugie. Io mai stata putana ma solo ora io donna veramente onesta!
GNASI: E intanto potete continuare a scrivervi, usando la macchina, di l. Abbiamo fatto bene, Tavina, a non smantellare limpianto
RICHETA: (Entrando, con aria afflitta) Permesso? Brutta notizia: la talpa
PERO: Non ce lha fatta, vero?
RICHETA: Gi Sapevamo tutti che sarebbe finita cos, ma poi, quando succede veramente
TATIANA: Oh, no! Io molto addolorata; io perduto strana ma dolcissima amica
TAVINA: Ci mancher, quella matta
PERO: Almeno, per, prima di morire ha avuto quello che desiderava di pi
Tutti lo guardano sbalorditi.
GNASI: Tu ?!?
PERO: S, che volete Le ho detto che non sapevo cosa sarei stato in grado di fare, ma lei mi ha fatto un sorriso storto dicendo quel che saprai fare andr benissimo e
TUTTI: E?
PERO: E cos avvenuto abbiamo riso molto
Tutti commossi. Peppone mette un braccio attorno alle spalle di Pero, scuotendo desolatamente il capo; Richeta gli si avvicina sullaltro lato, gli afferra lavambraccio, lo guarda comprensiva e fa cenno di s col capo; lui la guarda.
Buio.
SCENA XV
Il sipario aperto ma la scena buia. Musica haevy-metal assordante. Un occhio di bue si accende, alternativamente, ad illuminare un angolo sulla sinistra e poi uno sulla destra del palco dove si alternano, in sequenza i vari attori.
MIRKO: (A sinistra dopo due secondi dallaccensione dellocchio di bue la musica si abbassa e rimane debolmente in sottofondo) Ho smesso di consegnare la posta! Diventer un grande musicista! Milioni di fan accorreranno ai miei concerti, sar lidolo delle giovani generazioni! (Di nuovo musica assordante per pochi secondi; poi sfuma rapidamente)
ANGIOLINA: (A destra) Da quando sono divenuta la postina del villaggio ho incominciato a vedere ogni giorno il Giuspin e ad apprezzare sempre di pi la sua bont e la sua intelligenza. Ci son voluti tre mesi per acchiapparlo, anche perch lui pensava ancora alla sua russa, ma alla fine ce lho fatta ed ora si convive.
GIUSPIN: (A sinistra) Gi, le e-mail funzionano per un po ma poi Mi sono accorto che Tatiana aveva sempre meno voglia di tener fede alla promessa di tornare e cos abbiamo diradato i contatti, e poi Angiolina sembra fatta apposta per me, ed pure contenta di vivere al Truc!
TATIANA: (A destra) Ma s, mi sta bene, mi sta proprio bene. Questi vecchietti mi hanno insegnato a vivere pi di chiunque altro. Non si pu continuare a vivere di inganni anche con il Giuspin! Ora intuisco che si trovato una brava ragazza del posto. E allora, Giuspin, non aspettare pi questa russa cos diversa da voi Ti voglio bene, ti ricorder sempre come il mio cavaliere salvatore, ma ho capito che la mia vita qui, sugli Urali.
PERO: (A sinistra. Ha in testa un cappello da imbianchino fatto con un giornale e in mano un pennello) Le mie attenzioni per la talpa mi hanno rappacificato con tutti. La Richeta ha insistito per venire a fare le pulizie a casa mia e ora, un po alla volta, la sta rendendo quasi abitabile. Ci passa un sacco di ore, cos abbiamo fatto amicizia
RICHETA: (A destra) Eh, s Io e il Pero Mia madre dice sempre che degli uomini non bisogna fidarsi, ma lui diverso Lho perfino convinto a imbiancarsi la casa Ogni tanto ci prendiamo tutti e due una pausa dal lavoro e ci facciamo compagnia: due chiacchiere, si beve qualcosa, giochiamo a Scarabeo Beh, non solo Ridiamo molto
PINOTA: (A sinistra) Quando uno stupido incontra un deficiente possiamo aspettarci guai di ogni genere No, non ce lho col Gust; lui solo matto, completamente svanito, ma innocuo No, lo stupido mio figlio. Pensate che ha raccontato a un suo amico tutta lavventura dellaeroporto sapete: la donnola, la talpa, il sonnifero Ebbene quello, il deficiente, lha trovata cos divertente che ha deciso di scriverci su una commedia. Cos dora in poi tutti quanti rideranno di noi del Truc Eh, mondaccio infame!
GNASI: (A destra) Ho smesso di litigare col Pero e un po mi annoio Allora posso confessarvelo: non sono poi quel gran comunistone, tant vero che ammiro SantAgostino. Lui diceva: Il mondo un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina; riflettendoci ho capito che non mai troppo tardi per arricchire le proprie esperienze; cos ho sentito lurgenza di leggere pagine nuove, di viaggiare, di conoscere il mondo
IL PROF.: (A sinistra distrattamente modella con le dita una pallina di mollica di pane) Gi, il mondo cos bello il mondo! Ma anche cos fragile! Come questa pallina di pane! Possiamo farne quel che vogliamo: gettarla via, schiacciarla o farne un fiore, i cui petali, dal pi grande al pi piccolo, sono uniti e si vogliono bene, creano sogni, utopie Oscar Wilde sosteneva che una mappa del mondo che non comprenda il paese dellutopia indegna finanche di uno sguardo. Ecco, noi due, io e mia moglie, questo paese dellutopia pensiamo di averlo trovato qui, dove accadono cose belle e inattese: ieri, ad esempio, venuto da me Peppone compiendo due gesti imprevedibili: prima di tutto mi ha chiesto di organizzargli, attraverso Internet, un tour culturale della Sicilia, e poi, cosa per noi assai pi importante, (a destra compare Bea) mi ha detto di aver trovato un nomignolo per mia moglie
BEA: Il che, lo sappiamo bene, significa che lintero villaggio ha deciso di considerarci dei loro. come se fosse venuto a consegnarci le chiavi del Truc! Gi Ha detto che dora in poi mi chiameranno la svampita questa poi!
Buio.
SCENA XVI
A casa della Tavina. La lapide non c pi. Viene proiettata la data della rappresentazione, che rimarr accesa fino alla fine dello spettacolo. Dopo pochi secondi luci normali. La Tavina entra in scena da destra come allinizio, parla al pubblico.
TAVINA: Al Truc la vita riprende Ora siamo undici S, anche i terroni ormai sono dei nostri e presto Giuspin e Angiolina faranno ancora aumentare la popolazione (si ferma al centro della scena ed indica la data proiettata) Guarda l, oggi sono cento e due anni giusti giusti. Questa s che sarebbe una bella giornata per morire Ma, in fin dei conti, devo smetterla di avere tutta sta fretta Alla mia et le cose vanno fatte con molta calma, anche crepare: non sono mica pi una giovincella, diamine! (riprende a camminare verso la sua sedia a dondolo) Anche quella lapide lho fatta portare in cantina E poi, lo so gi, (si siede) fra poco arriveranno qui tutti sti scemi con la torta e tutto il resto per festeggiarmi, vuoi mica deluderli?
Entra Richeta con la torta in mano seguita da Giuspin, Angiolina, Pero, Peppone, Pinota, i terroni
RICHETA: Cento e due anni! Evviva!
TUTTI: Evviva! (battono le mani, cantano Tanti auguri a te)
RICHETA: Adesso lo sappiamo: la nostra Tavina rester con noi per sempre!
TAVINA: (al pubblico) Ecco, appunto
Sipario
Musica
FINE
[1] Ottavia, Ottavina
[2] Enrica, Enrichetta
[3] Giuseppe, Giuseppino
[4] Pietro (si pronuncia Peru)
[5] Ignazio
[6] Giuseppina, Pina, Pinuccia
[7] Augusto (con la alla francese)
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