Una strana signora

Bonjour Madame la Mort

Una strana Signora

di

Annamaria Guzzio


Il Teatro il luogo delle illusioni,

possiede la grande magia di far nascere delle vite e delle storie

che muoiono nel momento in cui si chiude il sipario

Anna Marchesini

Buio . a partire dallingresso del luogo dove si svolge la rappresentazione e poi in scena ci saranno tanti teli e indumenti bianchi appesi come evocazioni di altre vite e momenti . Sul palcoscenico su un lato tre tende di velo bianco avvolgono i Musici e davanti a loro leggii e strumenti; di fianco un cesto con tre animali di peluche.

Al centro un baule su cui si intravede una figura (Gelsomina) accovacciata che dorme coperta da un altro velo bianco. La luce a poco a poco sale e Gelsomina si stiracchia e poi si alza canticchiando. Poi va dai musici e li esorta ad uscire allo scoperto

GELSOMINA:

E ALLORA? FORZA! E IL MOMENTO NOSTRO! SU, SVEGLI! IMMAGINAZIONE !

Scena I:

(i Musici si animano prendono gli strumenti e iniziano a suonare mentre Gelsomina danza interagendo con il telo)

GELSOMINA:

sempre sempre polverela polvere del tempo

si accumulae trasforma gli oggettitutti quanti

Li incipriali imbellettali rende senza scampo

Fantasmi inamidati e figurati incanti

quanti anni son passati? E boh chi si ricorda

vabb ma cosa importa? Un giorno, cento, mille

e tutto gi passatoun che di vita ingorda

finisce e come niente saccende e va in scintille!

Adesso qui il presentee fra un istante andato

che buffo e antico gioconiente dura, tutto va(interagisce con il telo bianco piccolo)

e mentre luomo corre, ansante ed insensato

nulla potr arrestare questa caducit!

e certuni si pongono il problema di ammazzare il tempoche sciocchicome se il tempo non finisse con lammazzare noiprima o poi!

A volte mi chiedoquando verr la morte, chiss che aspetto avr, se sapr riconoscerlaboh!

(prendendo dal baule lo specchio) Oh, ecco lo specchio magico della fiaba di Lambertodevo stare attenta, potrebbe rompersie ALLORACHISS CHE DISGRAZIE!avanti amici, secondo voi, qual la cosa peggiore che potrebbe capitare a titpi come noi? Su, rispondete! Ma QUELLA DI PERDERE LA VOGLIA DI SOGNARE!!!! (prende i musici e li trascina in scena)

SOGNAREgiocareFANTASTICARE(ai musici) EH, AMICI MIEI, COSA SAREBBE LA NOSTRA VITA FUORI DA QUESTO VECCHIO TEATRO ABBANDONATO? UNA, NOIOSISSIMA SEQUELA DI GIORNI TUTTI EGUALILAVORO, CASA, CASA, LAVORO, CIASCUNO TRAFITTO DAI PROPRI PENSIERI COME INSETTI IN UN MUSEO ZAC!

E INVECENOI QUA, RESPIRIAMO ARIA FAVOLOSA!

(prende il telo bianco e lo alza con laiuto degli amici) SIAMO QUA, COME AGLI ORLI DELLA VITAGLI ORLI AD UN COMANDO SI DISTACCANO( entrano sotto il telo) VAPORANO I FANTASMIE COSA NATURALEQUI DENTRO AVVIENE Ci CHE DI SOLITO NEL SOGNO

TUTTO LINFINITO CH NEGLI UOMINI SI TROVADENTRO A QUESTO LUOGO(si scoprono)

Qua NON BISOGNA Pi RAGIONAREQUI VIVIAMO DI QUESTO, PRIVI DI TUTTO, MA CON TUTTO IL TEMPO PER NOI!SOLO QUANDO NON HAI Pi NIENTE TUTTO IL MONDO DIVENTA TUOE SEI TUTTO

OSVALDO: e sei niente

GUSTAVO: e sei niente

PIERPAOLO: e sei tutto!

GELSOMINA:

E POI ci sono i ricordi e qui, in questo vecchio teatro abbandonato certo non mancano( si rivolge a Gustavo, Pierpaolo e Osvaldo, vero, Osv Aldo? E tu GustAvo, che ne dici? E Pier/Paolo tu perch non dici niente?

(apre il baule e inizia a tirar fuori la marionetta, poi la maschera e li sistema sul piano verticale)

Ah tutta la vita qui ci abbiamo passatovoi con la vostra orchestrina ed io sempre qui, a rassettare i costumi, pulire il palcoscenico, tenere in ordine i camerini..e quanto mi piaceva, quando gli attori provavano, starmene qui a rattoppare i costumi dietro il fondale (mima utilizzando il telo bianco piccolo). sentivo tuttoe imparavo le parti a memoriapoi, quando tutti se ne erano andatimentre mettevo in ordine la scenasola solarecitavo le varie parti (la luce cambia e Gelsomina prende dal baule un cappello con la piuma e si trasforma in Cyrano)

Cyrano! (i musici fanno percussioni con la voce)

Non qui seduto, non del tutto domo. Niun mi regga!... (si palesa dal pubblico una strana signora)INSEGUIPERSONA

Ella viene. I miei piedi gi son di marmo. Gi ho di piombo le mani.

Ma poi ch' per la strada, voglio aspettarla in piedi.... (Tirando fuori dal baule la spada.)

E con in man la spada! Ella guarda... Mi pare...

che ardisca il mio naso guardare! (Levando la spada.)

Che dite?... vana... so... la resistenza adesso,

ma non si pugna solo nella speranza del successo!

Forse pi bello battersi quando si sa che vano.

Sapete che mi avete sempre allettato invano

vecchi nemici miei, siete tutti col! (al pubblico)

Menzogna, compromesso, pregiudizio, vilt ,

Stoltezza! so che alla fine sar da voi disfatto;

ma non importa: io mi batto, io mi batto, fino alla Morte io mi batto!

Scena II:

SIGNORA: Mi ha chiamata? Eccomi. (entrando, i musici si nascondono dietro i veli)

GELSOMINA: Io? NoAh forse perch mi ha sentitano, non ci faccia casopensavo di essere solae questo il mio passatempoma prego, si accomodi (la Signora avanza sulla scena) lei una turista? Straniera?

SIGNORA: stranierasivengo dallaltro mondo

GELSOMINA: ah, dallaltra parte del mondosar stanca, (tirando fuori dal baule uno sgabello)si vuole sedere? No? BEH, COME PREFERISCEANCHE A ME PIACEVIAGGIARE signora mia, E LO FACCIO OGNI GIORNO, ANCHE SE SONO TANTI ANNI CHE NON ESCO DA QUI DENTROcome? Ma con la fantasia! E poi, A FURIA DI IMPARARE COPIONI HO IMPARATO PURE LA GEOGRAFIAMA, MI SCUSI, lei viaggia da sola?

SIGNORA: e chi volete che si accompagni a me? Pi che solaisolatasempre

GELSOMINA: oh, poverina, mi dispiacema, visto che capitata qui si segga un pochino (la Signora si siede) , ci facciamo compagnia RIESCE A VEDERE I MIEI AMICI? EBBENE CON LORO IO MINGEGNO DI SFUMARE, SOTTO DIFFUSI CHIARORI, LA REALT DI FUORI, VERSANDO, COME IN FIOCCHI DI NUBI COLORATE, LANIMA, DENTRO ALLA NOTTE CHE SOGNA!

OSV-ALDO: COME UN FUOCO DARTIFIZIO!

GUST-AVO: SI, MA SENZA SPARI!

PIERPAOLO: INCANTI SILENZIOSI!

GELSOMINA: La gente sciocca ne ha paurae si tiene lontana, ma lei invece qui, e dunque(fa cenno ai musici di uscire dai veli, sinchinano) Benvenuta in teatro, Signora! (la gira intorno da dietro) ma, complimentilei ha un bellabito da sera, certamente pensava che oggi ci sarebbe stato spettacolo, invece sono tanti anni che abbiamo chiusomi dispiacesi, per senza cappottova bene leleganza machiss che freddo ha sentito per stradanevica(toccandole le mani) ma lei gelidapoverina!

SIGNORA: io sono sempre gelida

GELSOMINA:comprendola circolazione capita anche a me, soprattutto la sera quando mi corico per fortuna c Poppy! (la signora guarda incuriosita in direzione dello sguardo di Gelsomina mentre Gustavo le lancia lorsetto di peluche) il mio orso Fuffi ha labitudine di dormire sui miei piedi (nel frattempo tira fuori dal baule uno scialletto) e cosma tenga, questo lo scialle di Bernarda Alba, tiene caldo, sa, lo prendase lo metta sulle spalle(glielo appoggia sulle spalle)

SIGNORAL (intensamente) Antonio Maria Benavides, il secondo marito di Bernarda Alba, morto, ieri, nellora della calura, non attraverser pi a grandi passi le stanze n andr pei campi a bastonare i coloni

GELSOMINA: (basita) Ah, ma lei allora unattrice? Ecco perch ha quello strano bastone! E unattrice!

SIGNORA: noio faccio sempre sul serio(butta lo scialle e Gelsomina lo raccoglie e lo appoggia sul lato sinistro del baule)

GELSOMINA: eh certo, il teatro un gioco serio, vero? e dunque chiss quante parti conosce a memoria, farse, commedie

SIGNORA: tragedie, soprattutto tragedie!

GELSOMINA:eh, la signora si che se ne intende!(prendendo un drappo rosso dal baule) Facciamo un giocoVediamo se riconosce questa qui: muoiono i figli nel grembo delle madri... (agevola il paggio del drappo alla Signora che va in diagonale fino in proscenio)

SIGNORA: Il dio che porta la febbre, la terribile peste, lo colpisce e lo tormenta, questo paese, vuotando le case; e lAde, dimora dei morti, si arricchisce di gemiti e di pianti.(recita in proscenio interagendo col telo rosso, poi lo abbandona)

GELSOMINA: Ah lEdipo! Quanta bellezza in quelle parole(sospensione) (raccogliendo il telo) Eh per che allegria! Beh, forse il caso di cambiare generemagari una bella commedia? (fa segno allorchestrina a parte un allegro stacchetto)

SIGNORA: per carit, che insulsaggini!

GELSOMINA: si vabb, ma ce n di tanto carine( prendendo un ventaglio , fa segno allorchestrina a parte un allegro stacchetto)

un vaudeville?

SIGNORA: noooo!

GELSOMINA Lprendendo un cilindro e c.s.) cabaret? Musicalvabb ho capito, la Signora di cultura classica, quantunquema, mi scusi, Signora, lei conosceva questo teatroprima? (riponendo tutti gli oggetti sul baule, il cilindro a destra e il ventaglio a sinistra)

SIGNORA: questo e tanti altri ancora, tutti i teatri del mondo conoscoladdove mi si evoca io mi presento!

GELSOMINA:eh, comprendosono tempi magri e pur di lavorare(chinandosi come a rassettare ripone una sciarpa bianca vicino lo specchio)

SIGNORA: se per questo a me il lavoro non manca mai(piccata)

GELSOMINA:ah! AlloraLei devessere molto famosa(inchinandosi e scivolando avanti) onorata! e chiss quanti ammiratori ha! Quante persone che la amano!

SIGNORA:a me? Tuttaltro no, si sbaglianessuno mi ama

GELSOMINA:oh, mi dispiace,(chinandosi verso la Signora) non dica cos, so bene, lambiente del Teatro pessimo ! e dire che lei una cos bella signoraa me piace molto

SIGNORA:dicedavvero?

GELSOMINA:si, ED IO QUI ne ho visto PASSARE di bellezzecerto, magari un po pallidina, forse il viaggioun po di trucco non le guasterebbedevo avere ancora la valigia con i trucchi di scenapotrei darle una ravvivatina(cerca e trova il flacone del fondotinta)

si, giusto un po di cerone, per colorarla un poah no ma questo non va bene, troppo scuro il cerone di Otello il moro(confrontandosi con i musici)

SIGNORA

chi quelluomo che pu tenere in pugno il suo destino?

GELSOMINANon io ora.

SIGNORA: non temere, se pur mi vedi con unarma in mano.

GELSOMINA: Il mio viaggio finito; qui la meta e lapprodo dellultima mia vela. (Gelsomina d le spalle alla Signora che alza la falce per colpirla ma la manca)

beh, certo che questo signor Shakespeare ci sapeva fare con le parole, eh?...che meraviglia(fa un balzo in avanti e schiva il colpo, poi tira fuori da dentro il baule un libriccino>)

Questo qui invece un libro di poesie scritto da una signora che si chiamava Szymborska. L ho trovato in camerino subito dopo che pass di qui un famoso regista poveraccio, mor subito dopo la prima del suo spettacolo quidavanti questo teatro, ascolti( in proscenio avanti>)

Chi ne afferma lonnipotenza

lui stesso la prova vivente

che essa onnipotente non .

Non c vita

che almeno per un attimo

non sia immortale.

La morte

sempre in ritardo di quellattimo.

Invano scuote la maniglia

duna porta invisibile.

A nessuno pu sottrarre

il tempo raggiunto.

SIGNORALcercando di colpirla con la falce) A nessuno pu sottrarre

il tempo raggiunto , maio devo fare il mio lavoro!

GELSOMINA (crede che la Signora voglia danzare con lei e fa segno ai musici di attaccare a suonare):

ah s? Dice davvero? Oh che felicit?

Recitare insieme a lei in questo luogo qua

qualcosa che mi onora e davvero assai mi piace

Quasi quasi dopo questo posso andarmene in pace

SIGNORA:

appunto, mia signora, per questo son venuta

arrivato il momentoson proprio dispiaciuta

GELSOMINA:

ma come, vuole andare? Adesso? In un momento?

Non sente che tempaccio, che pioggia e che gran vento! (piccola danza tra le due signore)

SIGNORA:

e lei cara signora ora con me verr.

GELSOMINA:

con lei? Non possibile! E dove mi porter?

SIGNORA:

lasci tutto alle spalle e mi segua prontamente(attirandola a s)

GELSOMINA:

Ma lei signora mia, CI HA PENSATO attentamente?

SIGNORA:

appunto lora giunta proprio necessario.

Son finite le pagine del suo calendario.

GELSOMINA:

no, no, io la ringrazio della sua gentilezza,

ma NON NE HO PROPRIO VOGLIAPERDONI LA FRANCHEZZA..

SIGNORA:

dove la porter non esiste la fatica

sar di nuovo giovane ed ogni cosa le sar amica

GELSOMINA:

non VOGLIO, mia signoracoltivo un orticello

e poi ho un cane, un orso e pure un somarello (si scioglie)

SIGNORA:

ma proprio necessario che lei venga con me!

GELSOMINA:

ma no, grazie signora, e poi perch?

Cosa mi manca qui? Ho tutto quello che mi serve, lei piuttosto, perch non si ferma un po ancora qui con me? Siamo state bene, no? E poi non le ho ancora fatto visitare il teatrovenga, venga, mi segua, ma stia attenta, non c la corrente elettrica, dovremo farci luce con questa lanterna(tira fuori dal baule una lanternina)

SIGNORA: non si preoccupisono abituata alle tenebre

GELSOMINA:e va bene, mi segua, dunque(escono una dietro allaltra) e voi musici accompagnateci con le vostre dolci note! ( i musici iniziano a suonare)

(Cambio luci, inseguipersone su Arlecchino che entra dal pubblico)

SCENA III

ARLECCHINO: (entrando furtivamente dal pubblico canticchia)

zitto zitto, piano piano, senza strepito o rumore,

Quatto quatto, adagio adagio, con legittimo furore!

Sottovoce, a mezzo tono, in estrema confidenza,

vi confesso da tre giorni sono in crisi di astinenza

senza un goccio di buon vino, senza cacio n pagnotta

mi trascino per la via in completa bancarotta!

(sale sulla scena)

guarda un poco, guarda un poco dove sono capitato

in un luogo assai bizzarro e a dir poco(scopre il baule con grande meraviglia) esagerato! LUCE SUL BAULE

(prende il cilindro, lo indossa e fa una piroetta)

Per un guitto, un saltimbanco, questo un bagno di fortuna! (ripone il cilindro nel baule, poi indossa il cappello con la piuma e punta la spada in diagonale avanti)

Come andare per lAstolfo, dritto dritto sulla Luna!

Ricche vesti( si pone il drappo grande sulla spalla, poi lo ripone nel baule),

copricapi (ripone il cappello piumato nel baule),

marionette, (prende la marionetta con la DX)

maglieria (prende lo scialle con la SN e lo ripone nel baule)

Ogni cosa pu spuntare quasi come per magia!(prende la maschera con la mano SN)

Ma che luogo fantasioso(prende il telo elastico), che magnifico maniero (lo agita davanti il volto, poi lo ripone nel baule)

Questo posto affascinante(prende lo specchio con la SN), colorato(con la destra afferra un lembo della stoffa rossa) e menzognero (mette il volto dentro lovale dello specchio mostrando che finto, poi si abbatte fino a scomparire dietro il coperchio della cassa e ne riappare con in mano ventaglio e pugnale)

Ogni cosa qui per finta( si nasconde dietro il ventaglio in torsione del busto) ma nessuna contraffatta (lancia il ventaglio dentro la cassa, poi brandisce il pugnale con la SN come se fosse la mano di un estraneo che vuole aggredirlo e con laltra fa una presa di polso)

Questa unorgia di pensiero, ogni idea qui dentro astratta.(getta il pugnale dentro al baule)

(cambiando voce come un topino ritira con le dita il drappo rosso)

Prender giusto qualcosa, non sar spropositato

Che mi serva sul lavoro, sono proprio( piangendo e soffiandosi il naso nella stoffa rossa) disperato!(finisce sul coperchio della cassa come fosse alla gogna)

Non ho veste (il braccio DX gli parte quasi in autonomia e prende la stoffa piccola bianca)

n mantello (si mette la stoffa sulle spalle) e di pezze son vestito

un digiuno di tre giorni ( si mette la stoffa sul capo come una vecchietta) or mi ha proprio esaurito

(anche i musici piangono rumorosamente)

ma qui dentro (si toglie la stoffa dal capo con la mano DX) c un tesoro e ci affonder le mani (esegue brandendo con la mano SN la stoffa rossa)

la mia vita cambier se non oggi gi domani!(agita le stoffe ancora in ginocchio)

la mia vita cambier se non oggi gi domani ( si alza felice con le due stoffe in mano allargando le braccia in piroetta)

GELSOMINA (entrando): ehi ehi, fermo! Giovanotto! (cambio luci)

Ma non dico a te!...a lui!! (Gustavo si ferma pensando che dica a lui ma, rassicurato riprende a suonare)

Metti gi la mani da quel baule!

ARLECCHINO:

Oh bella e voi chi siete e cosa mai volete? (fa per riporre le stoffe dentro il baule ma Gelsomina cerca di rassettarne il contenuto)

Che vedono i miei occhi, cosa desiderate?

Perch mi infastidite mentre sto lavorando?

Non vorrei proprio offendervi ma state disturbando! (la allontana )

GELSOMINA:

ma guarda guarda guarda che tipo originale(ai musici)

state parlando in versi? Vi sentitespeciale? (avanza minacciosa verso Arlecchino)

Non sapete che anche io sono della famiglia? (lo guarda fisso provocandolo)

Ho vissuto una vita in mezzo a sto parapiglia (Arlecchino indietreggia facendo il giro della cassa incalzato)

So riconoscere a un miglio lodore di un attore.

Dunque, ( prendendolo per il petto) oltre ad esser ladro, sei pure un impostore! (lo spinge e ritorna alla cassa)

ARLECCHINO:

ma senti un po LA PAZZA come mi parla in rima (contrastandola)

vuoi forse un vero applauso, richiedi la mia stima?

Perch non ti decidi e ti togli dai piedi?

Forzaariaviaaspetto che ti congedi! (le d una pedata e Gelsomina barcolla, poi si riprende e lo affronta di petto)

Ma sei un po sorda o cosa? (Gelsomina gli fa un gestaccio)

Potresti per favore esser meno scontrosa? (lui le prende una mano e le fa forzatamente fare una piroetta)

Questo baule raro proprio io lho trovato

Fai conto che fra poco me lo sar portato! (chiude il baule ma Gelsomina lo afferra dallaltro lato e fanno un giro)

GELSOMINA:

ma tu sei proprio scemo! Anzi direi suonato!

Tutto ci che qui dentro non pu esser rubato!

Semplicemente per il fatto assai palese (si mette a cavallo sulla cassa)

Che questa casa mia! Vattene a quel paese!

ARLECCHINO:

ora basta, CORNACCHIA, finiamo sta commedia,

e togliti dai piedi o finisce in tragedia! (prendendo Gelsomina per una gamba cerca di farla scendere dalla cassa)

SIGNORA (entrando)

Qualcuno mi ha chiamato? Sono stata evocata?

ARLECCHINO (facendo un balzo allindietro)

Ihhh ! Ma chi questa qui? Sembra un poco acciaccata!

Che colore di faccia, che occhiaie profonde e scure

Sembra, pi che una donna, una porta-sventure

(in proscenio al pubblico)

Nellincertezza io tocco il fondo dei calzoni

Cosnon si sa maisperiamo che funzioni

(Gelsomina intanto si portata, passando dietro la Signora, dietro Arlecchino e gli d dei pizzicotti)

Madama nobilissima, vi faccio riverenza

E vi chiedo il favore della vostra pazienza.

Sapete chi costei e perch mi tormenta?

A qual titolo strilla ed assai si lamenta?

GELSOMINA:

oh, basta, mascalzone, io mi sono stufata!

ora di finire con questa mascherata! (va da Arlecchino e gli toglie la maschera e il randello)

ARLECCHINO:

ohhh, ma come ti permetti?? Ridammi la maschera, vecchia strega!

GELSOMINA:

vecchia strega a me? Prendi questa! (gli d una randellata sulla testa)

SIGNORA:

oh oh, qui si trascende!

ARLECCHINO: (scappando dietro la cassa)

ma sei fuori di testa? Sono io che do le randellate!

GELSOMINA:

Dove? Sul palcoscenico! Ma qui comando io!!! (continua a dargli randellate)

SIGNORA:

Hai capito la SIGNORA? Forte, per se esagera questo malcapitato ci rimette le penne ed io non permetto a nessuno di rubarmi il lavoro! Ferma, signora, si calmi

ARLECCHINO:

signora? Ci vuole coraggio! Ahi ahi, mi stava ammazzando!

SIGNORA:

cosa dici giovanotto, non sai di cosa parliavanti calmiamoci e proviamo a discuterecosa fai qui?

(nel frattempo Gelsomina si recata al baule e vi ha messo la maschera di Arlecchino)

ARLECCHINO:

cosa faccio? Mi sto onestamente procurando gli attrezzi per il mio lavoro!

GELSOMINA Hai dettoonestamente?

Ma tu sei scemo proprio, anzi direi fetente!

Rubare in casa mia! ma sei proprio sciagurato!

Ed ora esci da qui o finirai accoppato!

Potrei per rabbia prendere di Cyrano la spada (prende dal baule la spada)

E farti a pezzettini! dunque l c la strada!

ARLECCHINO: Oh, ferma, ma che fai? Abbassa sto fioretto (Gelsomina minaccia con il fioretto Arlecchino che salta di qua e di l)

SIGNORA:

ma questa qui fa sul serio! Necessita una mediazione o stasera mi toccher fare uno straordinario! Ferma, ferma, cara signora, vediamo di ragionare, mi dia la spada. (la Signora si pone tra i due contendenti dando le spalle ad Arlecchino)

(Gelsomina gliela da ma nel frattempo Arlecchino si impadronito della falce della Signora e la sta brandendo)

ARLECCHINO:

ma questa falce magnifica! Fa proprio al caso mio!

SIGNORA: Giovanotto, gi le mani! Non scherzare col fuoco!

ARLECCHINO: ma bellissima, pare vera! (rotea pericolosamente)

SIGNORA:non parefermo, fermo!

ARLECCHINO:

la voglio, assolutamente! Sto mettendo in scena un canovaccio della commedia dellarte che si chiama Arlecchino si fa beffe della morte e questa proprio la falce che mi serve! Precisa!

(rotea fino a mettere in pericolo la Signora)

SIGNORA:

fermo ti ho detto, giovanotto, questa qui la mia parte! (Gelsomina applaude entusiasta)

ARLECCHINO:

Parte? Ma allora sei una collega! Ecco perch questo trucco! Perfetto! Ma pensa tu che sto cercando qualcuno che faccia la parte della Morte!

SIGNORA: impossibile! Inimitabile!

ARLECCHINO: be, certo non sei proprio un esempio di modestia! Ma ritorno a farti la mia offerta: (avanzano col busto tutte tre)vieni con me? Potremmo fare insieme compagnia! E poi basterebbe questa gran falce per avere un grandissimo successo, tutte le piazze sarebbero nostre!

Cambio luci (rosse?)

Tangomacabro

GELSOMINA: fermi! ( cambio luce mentre i musici smettono di suonare)

fermi tutti! E davvero ora di finirla, sono stanca! (ad Arlecchino) ma che maniera questa, sei un gran cafone, ora che ho finalmente trovato unamica vuoi portarmela via? Ma neanche per sognoportati via tutto il baule, semmai, ma lasciami la mia amica( le fa una carezza)sono tanti anni che me ne sto da sola in questo teatro a parlare con le ombree lo so che questa non casa mia e questi costumi non mi appartengono, ma per me sono stati tutta la mia vita finchfinch non arrivata lei la mia Signora( le si accosta) ed ho capito che la cosa che desidero di pi finire i miei giorni in compagnia di un essere umano con cui sorridere, ridere, parlaretieni, qui c il baule per il quale sei entrato a rubare porta tutto viae non farti vedere mai pi(indietreggia per salutare il baule mentre Arlecchino cede la falce alla Signora e porta via il baule, cambio luce )

Scena IV

GELSOMINA: (guardandosi intorno in stato confusionario)nientenon rimasto nientenon uno straccio di costumee neppure una maschera tutta la mia vitaffffffvolata viain un soffio ed io sento stranatroppo fragile per vivere, ma troppo viva per moriresento che qualcosa qui (indica la sua testa) si rotta qualcosa (si alza come per ritirarsi)

SIGNORA: mi dispiacese non mi fossi distrattaquel giovanotto non avrebbe preso la mia falce

GELSOMINA: ah? calce? Si, vero ci vorrebbe una bella intonacataqui tutto un po scalcinatoma

SIGNORA: no, volevo dire che ho capito limportanza del suo gesto

GELSOMINA: ah? sidisonestoproprio disonesto!

SIGNORA: evorrei dirle che le sono molto grata

GELSOMINA:affamata? Beh, anche io ho un po di appetitomapossiamo fare un brodo di carote, le ho raccolte proprio ieri nellortole piacciono?

SIGNORA: ma io veramentenon ho appetiti umani

VECCHINA: ah? si vuole lavare le mani? Ce lho lacqua sae pure il catino e la brocca Ora la riscaldo un poco, accendo il fornelletto, con permesso(esce)

SIGNORA: ma guarda che situazionee chi poteva immaginarlodoveva essere un servizio rapidoe inveceeccomi quama cosa mi sta succedendoforse sto invecchiando anche iodistacco, cara mia, distacco! Lo so, un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farloo no? Si ma questa SIGNORA qui irresistibileEd oracome uscirne?

GELSOMINA (fuori campo): Signora, venga, si accomodi, il brodo di carote servito!

SIGNORA: arrivoarrivo(esce)

Scena V

FILIPPO, AGENTE PIGNORATORE: permesso Gelsomina? (entra) si guarda intorno) Gelsomina!

GELSOMINA: ah? Chi mi chiama? Ah sei tu Filippodi nuovo? macome mai

FILIPPO: come mai? eh, Gelsomina, non saI che devo fare il mio lavoro?

GELSOMINA: ah si, vero, sei proprio un tesoro !

FILIPPO: grazie, troppo buona, ma non sai quanto mi dispiace

GELSOMINA: ti piace? Cosa? il brodo di carote? Caldo caldo, guarda lho appena fatto, vado a prenderlo(va verso la quinta di sn mentre Filippo girando inverte la posizione)

FILIPPO: ma no, signora Gelsomina, non proprio il caso

GELSOMINA: torcere il naso? No, e perch, ha un odore buonissimo, sono carote del mio orticello!

FILIPPO: lo so, lo so, maio ho gi cenatonon preoccuparti, siediti qua, vicino a me e parliamo un poco ( la prende per la mano e la fa sedere)

GELSOMINA:un pocoun poco

FILIPPO (estraendo delle carte) ho preferito venire di sera, cos , per non dare nellocchioascoltami bene: sono venuto anche stavolta per eseguire lo sfratto

Gelsomina, guarda qua ci sono le carte. C scritto che devi lasciare questo immobile che occupi abusivamente e raggiungere la casa di riposo comunale

GELSOMINA: ospedale

FILIPPO: ma no,Gelsomina, non un ospedale, tu stai bene per fortuna, ma sei troppo sola, hai bisogno di qualcuno che ti assista con gentilezza

GELSOMINA: tristezza tristezza

FILIPPO: oh, ti prego, non rendere pi difficile il mio compitoma vediamo di fare come le volte precedentiche cosa posso pignorare? ( comincia a cercare in giro) Arredi?

GELSOMINA: certo, sono ancora sui miei piedi, ma

FILIPPO: costumi?

GELSOMINA: eh gi, tutto in frantumi

FILIPPO: ma qui non c pi nientema dov il baule che stava in questo posto?

GELSOMINA: lo so, lo so che sei un sottopostonon tua la colpa

FILIPPO: no, per ho un cuore che soffre a fare questo

GELSOMINA: perch sei un uomo onesto

FILIPPO: daltronde pensarti qui da solaforse chiss magari sarai in buona compagnia

GELSOMINA: eh capirai, che allegria! Tutti vecchi bacucchi un po rincoglioniti

FILIPPO: ma non puoi stare da sola e poi non saranno tutti cos si mangia bene, la casa ha un bel giardino, una dimora antica

GELSOMINA: aspetta aspetta, hai detto da sola? Ma io non sono da sola! Amica , amica mia! chiama la Signora)

SIGNORA: prego? Gelsomina, mi hai chiamata?

GELSOMINA: Si, amica mia, vieni, voglio presentarti Filippo, il signor agente pignoratore e questa qui una mia amica venuta da tanto lontano, dallaltro mondo per stare con me! Hai visto che non sono da sola!

FILIPPO: piacerematutto a posto? State bene?

SIGNORA: si grazie, io sto eternamente bene.

FILIPPO: ah, buon per lei, ne sono contento, quindi lei unamica della signora Gelsomina?

GELSOMINA: coinquilina, esatto, abita con me!

SIGNORA: beh

FILIPPO: per il momento?

GELSOMINA: no, non un travestimentola Signora in abito da sera

FILIPPO: cio mi faccia capire: lei abita con la signora Gelsomina? Quindi anche lei una occupante abusiva?

GELSOMINA: eh si, molto creativa, unartista!

SIGNORA: si faccio un lavoro creativoposso infatti raggiungere il mio obiettivo in tanti modi

(Gelsomina si isola nel suo mondo, parla da sola, canticchia)

FILIPPO: daccordo ma qui il problema serio: la signora Gelsomina da anni ormai riceve periodicamente unordinanza di sfratto per occupazione abusiva di questo immobile; finora sono riuscito a farla sfuggire allesecuzione dello sfratto pignorando tutto quello che cera in questo vecchio teatro abbandonato, oggetti, arredi, gioielli finti, perfino scene e costumi ma adesso limmobile vuotonon c pi nulla da portare via

SIGNORA: e quindi

FILIPPO: e quindi la signora Gelsomina dovr necessariamente lasciare questo posto e raggiungere la casa di riposo comunale dove potr ricevere lassistenza necessaria, sa una dimora molto signorile

GELSOMINA: morte civile!

SIGNORA: ma questa proprio una crudelt, la signora ne avrebbe il cuore trafitto

FILIPPO: lo so, queste spesso sono leggi immorali!

SIGNORA: manon possiamo fare nulla per lasciarla ancora qui?capisce che non ne avr per molto

GELSOMINA: eh si, il mondo capovolto!

FILIPPO: se solo ci fosse qualcosa da poter pignorareun oggetto di valore(posa gli occhi sulla falce della morte)

SIGNORA: ehm ehmc giusto questa

FILIPPO: si, un bellesemplare, un attrezzo a dir poco da antiquario

SIGNORA: sono un poco stravoltami lasci un po pensarequesta perdita per me sarebbe un po comemorire

FILIPPO: signora, non so che valore per lei abbia questo utensile, ma vedo sul suo volto un gran pallore

SIGNORA: non importa, sarebbe per me la prima e lunica occasione per dimostrare di non essere colei che mi si credetenete (fa per porgere la falce a Filippo, in quellistante entra Arlecchino spingendo il baule)

GELSOMINA. Ah, Pirandello!

Scena VI

ARLECCHINO: fado music

Dannato baule,(primo passo avanti) se l avessi saputo (secondo passo avanti)

Che appena fuor di qui io mi sarei pentito (avanti con fatica)

E sarei stato proprio dispiaciuto

Di aver portato via sto coso arrugginito

Potevo risparmiarmi la grande sfacchinata

E rinunciare subito a questa bella impresa.

E dopo aver compiuto questa grande asinata

Eccomi qui a scusarmi per larrecata offesa. (Inchinandosi)

Signoraehm ehmmadama, spero che mi perdoni

Se le ho portato via gli abiti di scena

Meglio per me tenermi questi vecchi calzoni (toccandosi i calzoni)

E fare il saltimbanco (salta sullo sgabello) per rimediar la cena.

Piuttosto che rubare ai pi poveri di me (indicando Gelsomina)

Preferisco restare sulla piazza (salta gi) ed in strada,

Far capriole (esegue)come uno scimpanz (esegue)

E mangiare con gli asini soltanto un po di biada.

Dunque prendeteli, ve li restituisco (va verso la vecchia )

Con voi (le prende le mani) staranno meglio perch certo li amate (al centro)

Io giro i tacchi e subito sparisco

Prima di continuare a dir cose insensate.(apre le braccia)

Dunque prendeteli, ve li restituisco

Con voi (le prende le mani) staranno meglio perch certo li amate (al centro)

Io giro i tacchi e subito sparisco

Prima di continuare a dir cose insensate

GELSOMINA: Fermo giovanotto!

il mio baule?...non ci posso pensare!!!

Gli abiti, vecchi e nuovi, i gioielli per finta, il mantello, il pastrano e perfino la corona! Questo un giorno speciale , dobbiamo festeggiare, venite giovanotto, non so come ringraziarvi per aver ritrovato il mio baulecredevo di averlo perso per sempreanche la mia testa stava per abbandonarmi, ma ora, grazie allonest di questo bel figliolo, sono di nuovo felice e piena di energie!

FILIPPO:

Gelsomina, si vero, avete ritrovato il vostro baule e ne siamo tutti felici perch sar proprio questo baule a permettervi di restare ancora qui in questo vecchio teatro che tanto amate. Potr pignorarlo e ancora una volta evitarvi lo sfratto, ma per far questo bisogner che io lo porti via

GELSOMINA: portarlo viaaaaa? E cosa ci avr guadagnato? Tanto valeva lasciarlo al giovane spiantato! No no no e ancora proprio no! Qui dentro c la mia vita, i miei affetti, i miei ricordima se proprio necessario che questo baule vada via, alloraandr via con lui! (si chiude dentro il baule) E buonanotte al secchio! (i musici attaccano a suonare)

FILIPPO: Gelsomina, ma che fa, la prego, apra! Per favore, per favore! (alla Signora) Signora, mi aiuti per favore, la persuada lei!

SIGNORA: Gelsomina sia gentile, apra questo baule!

ARLECCHINO: waltz musette

questa PERSONA super, speciale

ama il teatro, unartista geniale

se fosse giovane e meno stordita

faremmo coppia per la vita!

Andremmo felici di paese in paese

A prendere applausi davanti le chiese

A recitar tragedie e commedie

E andare in scena tutte le sere

GELSOMINA apre il baule

GELSOMINA

Che stai dicendo? vuoi prendermi in giro?

SONO UN PO MATTA, per non deliro

tengo a memoria tanti copioni

Dunque finiscila, hai rotto i ..!(richiude il coperchio)

FILIPPO

Giovanotto sta attento, Gelsomina preziosa

E conosce assai bene il teatro di prosa

E ci ha passato tutta la vita

Con questo scherzo dunque ora falla finita

ARLECCHINO

Ma io non scherzo sono sincero

Sono un giullare e dico il vero (a Gelsomina)

Amo il tuo brio, la tua bella energia

Insegnami larte, per cortesia!

(Gelsomina si solleva dal baule, colpita e fa segno ai musici di smettere di suonare)

SIGNORA

Tu sei sincero, io so leggere il cuore

E non sei certo un adulatore

Gelsomina, coraggio, giunta loccasione

Di far vedere a tutti la tua grande passione!

Dunque si appresti il palco, si disponga la scena

Si accenda la lanterna, si faccia luce piena,

si dia inizio alla storia, cominci la commedia,

Gli attori si preparino e ( a Filippo) tu porta una sedia.

Cambio luce

Scena VII

(si fa quel particolare silenzio che segue al chi di scena, Filippo fa accomodare la Signora su una sedia e si dispone a far da pubblico)

Rullo di tamburi

VFC: questa la storia di come un povero saltimbanco, un giorno di un tempo lontano in un luogo lontano, si fece beffa della Morte

GELSOMINA CHE FA LA PARTE DELLA MORTE:

Ecco, mi presento,

Io son la Morte, terrore delle creature

uomo o fanciulla, vecchio o infante

tutti conduco alle proprie sepolture

stretti in un abbraccio soffocante!

Non faccio sconti, non faccio eccezioni

Invito ognuno alla danza mortale

Prendo con me servi e padroni

E li trascino nel corteo trionfale.

Venite, oh dunque, voi che siete al mondo,

di qualsiasi stato e condizione siate

insieme danzeremo in girotondo

ogni pensiero, ogni cura abbandonate!

In questo vorticoso macabro danzare

Convien lasciare a me condurre il saltarello

E linvito cortese presto accettare

Senza opporsi ma cantando il ritornello!

(GELSOMINA con la falce della Signora la fa roteare pericolosamente)

ARLECCHINO: (dalla fontana INSEGUIPERSONA)

Sorella morte! Vi prego ascoltate il mio parlare!

C un passo nella vostra mortale tarantella

Che assai mi piace ma.. non lo so fare!

Potreste per favore esser mia damigella?

E per bene insegnarmi il passo faticoso

Tenendomi per mano con pazienza ed affetto

Affinch io possa, come fossi un amoroso,

Imparare a danzare quale vostro valletto?

MORTE

Chi sei tu o sfrontato giovinastro

Che interrompi il mio usuale officio

E mi distrai col tuo parlar furbastro

Se ti ascoltoquale sar il mio beneficio?

ARLECCHINO (salendo sul palco)

Oh Madonna bellissima, siate la benvenuta!

Sono Arlecchino, giullare e saltimbanco.

Confesso che mi siete sempre piaciuta

e non mi par vero dessere al vostro fianco!

Permettete chio vi abbracci e con voi danzi

e vi stringa al cuore come fossi il vostro amante.

Sar del tutto vostro dora innanzi

per respirare il vostro profumo inebriante.

MORTE (in disparte)

Ma guarda guarda che insolita occasione?

Dovera messa questa gran fortuna?

Convien che accetti e dia dimostrazione

al giovane senza incertezza alcuna!

Quando mai infatti accaduto che un essere vivente

voglia danzar con me con tanto ardore!

Perch non cedere appassionatamente

e godere di un attimo di amore?

Venite dunque, Arlecchino, prendete la mia mano

e con laltra cingetemi alla vita

ARLECCHINO

Tutte due le mani datemi e danziamo (le afferra la mano e le toglie la falce che la Signora acchiappa al volo)

Per giocar meglio la nostra partita! (iniziano a danzare ma la morte voltandosi si rende conto che ha perduto la falce )

MORTE:

oh sfortuna, oh disgrazia, oh gran disdetta!

Ceder alle lusinghe ed allincanto!

Per guadagnare unalma maledetta

Ho perso la mia falce e il mio potere intanto!

Ora tu mi hai tradito fingendoti innamorato

ed io stupida ho creduto alle tue umane adulazioni!

Con la tua furbizia mi hai accecato

ed ora crudelmente mi abbandoni.

Senza la falce io perdo ogni potere

E finisce qualsiasi mia funzione

Cos la Vita senza il gran giustiziere?

Cos la Morte senza continuazione?

Dunque cos finisce il gran teatro del mondo

Quando Eros e Thanatos si scambiano le parti

Nellabisso sconfinato ,vinta, io sprofondo

E tu stolto uomo ora vaisenza voltarti!

Cali il silenzio e scenda la notte sempiterna

Su questo cosmo nato come dono divino

Se luomo spezza la regola che lo governa

Spezza anche la sua vita e il suo destino.

Applausi da parte del pubblico, ringraziamenti da parte di Arlecchino e Gelsomina

Cambio luce

Scena VIII

ARLECCHINO:

grazie a questo numeroso pubblico in questa splendida serata

anche questa rappresentazione oggi si consumata

ora quindi per noi di festeggiare lo splendido successo

e lasciarci un po andare a qualche innocente eccesso

ecco una bottiglia di buon vino dannata

spero non vi dispiaccia per se lhorubata!

FILIPPO

Stasera tutto lecito e viene perdonato

Perch la vostra arte ci ha proprio incantato

Passami la bottiglia adesso manigoldo

Sappiamo bene che sei sempre senza un soldo

Ma dentro il cuore hai tanta ricchezza

E sai cogliere di ogni cosa la bellezza!

GELSOMINA

Amica mia scusa perch resti muta?

Forse questa scena non ti proprio piaciuta?

Sar perch non conosciamo larte

Che tu sei triste e rimani in disparte?

Vieni qui, ti preghiamo dicci qualcosa

Il tuo viso ha una smorfia spaventosa

SIGNORA:

Gelsomina, Arlecchino, perdonate il mio umore

Ma ci che adesso provo una specie di languore

Ma che forza ha questo gioco antico e strano

che ti rapisce lanima e ti porta lontano?

GELSOMINA

Questo il Teatro una strana mala

una droga, un tornado, quasi unanestesia

ARLECCHINO
ti perdi e ti ritrovi senza sapere come

in un mondo incantato, un sogno senza nome

FILIPPO

E poi quando finita la rappresentazione

Vorresti continuasse quella strana illusione

E invece ti ritrovi ahim coi piedi a terra

E una morsa sottile che il cuore ti rinserra

ARLECCHINO

Allora in questi casi c un rimedio sicuro

Per superar di colpo ogni momento oscuro

Levare in alto i calici e negli occhi guardarsi

Un desiderio esprimere, promettere di amarsi

TUTTI E 4:

Brindiamo alla salute, alla calma , allallegria

A chi stasera solo e a chi in compagnia,

ai ricchi e ai poverelli, ai brutti ed anche ai belli

ai giovani e ai vecchietti, ai sani e ai mezzi matti

a tutto luniverso perch ritrovi pace,

al mattino radioso e alla notte che tace.

GELSOMINA:

Si, daccordo, brindiamo, mala bottiglia? (tutti cercano la bottiglia e si accorgono che i musici lhanno vuotata)

Ah, amici miei, pensate se, nella vita si potesse tornare indietroalmeno per una voltaallora

OSVALDO: Allora sarebbe tutta unaltra musica!

(scala con la fisarmonica, tutti girano su se stessi e poi ripartono cantando, vanno tra il pubblico, sullultima strofa Gelsomina si rimette sul baule esattamente come quando cominciata la commedia, i compagni si accostano a lei)

Cambio luce. Sottofondo di chitarra

Scena IX

FILIPPO: Gelsomina stasera sei stata per noi la grande artista che per tutta la Vita hai sognato, grazie di cuore!

ARLECCHINO: porter sempre con me la passione che mi hai insegnato, Maestragrazie

SIGNORA: Gelsomina grazieper tutti i sogni che abbiamo condiviso

GELSOMINA: Sono proprio felice cos bello volersi bene

(GELSOMINA si abbandona sul baule mentre la musica e la luce a poco a poco si spengono)

FINE

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