Una trippa da digerire

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una trippa da digerire

versione in italiano de:

“una büsecca da digerì”

commedia dialettale in 3 atti

di

SERGIO CAPPELLETTI

PERSONAGGI 1° ATTO

GIGI                                                                   giovane imbecille astante

TERESA                                                          mamma di Gigi astante

SILVANO                                                       astante

PAOLO                                                             astante

SOFIA

CELESTE                                                       segretaria

BERTO                                                            marito di Sofia

MARTINA                                                     vecchietta astante

PERSONAGGI 2° E 3° ATTO

SOFIA

BERTO                                                           marito di Sofia

ROMEO                                                         loro figlio

SANDRA                                                       loro figlia

DIEGO                                                            fidanzato di Sandra

GINA                                                                cliente osteria

AMALIA                                                        mamma di Diego

DON LINO                                                 parroco

posizione S.I.A.E. 175205

registrazione S.I.A.E. 29/12

indirizzo autore: sergioc1949@gmail.com


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Scenografia:

1° atto:

3 aperture di cui, una sulla parete di fondo non in centro, che porta agli uffici principali, una sulla parete laterale più vicina all'uscita di fondo che porta alle sale del giudizio ed una sulla parete opposta che è l'entrata dei personaggi terreni.

tavolo o scrivania con computer + un librone+ sedia panchine o sedie come sala aspetto+ giornali e riviste pareti spoglie

registrazioni di tuoni, lampi e campane a festa.

2° e 3° atto:

La “sala d'aspetto” si trasforma in una piccola piazza. Le aperture laterali saranno le sue vie di accesso e quella sul fondo sarà l'ingresso dell'osteria chiuso con una tenda tipo “ciniglia”. Su questo ingresso vi sarà la dicitura “osteria” e sulle rimanenti pareti le varie “ reclames”, listino prezzi ed altro che si può trovare all'esterno di una osteria.

In scena 2 o 3 tavolini da bar con tovaglie e sedie adatte. Qualche giornale se utile.

Costumi:

1° atto

Tutti meno Celeste con costume bianco (tipo lenzuolo) scarpe a piacere.

Celeste: vestita con giacca, camicia bianca, cravatta o foulard al collo, gonna o pantaloni, tacchi alti, unghie lunghe pitturate in rosso.

2° e 3° atto

Tutti vestiti a piacere secondo il personaggio rappresentato. (N.B. Tutto si svolge nella stessa giornata).

Occorrente ai personaggi

1° atto

GIGI pacchetto patatine quasi vuoto

TERESA borsa di con pacchetto patine stropicciato

BERTO occhiali

CELESTE pacchetto caramelle

MARTINA stampella

2° atto

BERTO amplifon

SANDRA camicetta slacciata e senza un bottone, vassoio, 3 bicchieri, contenitori di vino da ¼ e da ½, 3 briosch, 1caffè in tazza grande, 1tazzina da caffè e 1 da latte molto simili.

GINA bastone , giornale

DIEGO cartelletta con fogli vari

AMALIA cesta con panini e briosches

ROMEO rivista tipo quattroruote.

3° atto

ROMEO vassoio con bicchiere di vino, tazzina caffè, bottiglia grappa, figurine GINA bicchiere foulard

SOFIA campari e patatine per due.

BERTO amplifon cesto con funghi


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ATTO 1°

(all'aprirsi del sipario sono in scena, seduti vicini Teresa e Gigi e in altri posti Silvano e Paolo)

GIGI Mamma, ho finito le patatine! Svelta, dammene subito in fretta un altro pacchetto.

TERESA In fretta? Ohe, stai quieto ed abbi rispetto per la tua mamma!

GIGI Scusami mammina!

TERESA Per stavolta… ma adesso basta con le patatine! Stai sempre con la bocca in movimento!

GIGI Ma io ho fame!

TERESA Smettila di lamentarti! Lo vuoi capire che non siamo a casa nostra?

GIGI Certo che lo capisco non sono un citrullo! Lo vedo bene che non siamo a casa nostra e che a stare qui è più piacevole! Oh mamma, (abbraccio) come sei bella tutta vestita in bianco!

TERESA Gigetto, ma come sei ruffiano! Quando ti comporti così mi emozioni fino a farmi piangere! (si asciuga le lacrime)

GIGI Mamma, io non voglio farti piangere! Voglio vederti sempre contenta e sorridente!

TERESA Birbante, sei capace di fregarmi eh ? Lo sai bene che per te io mi butterei anche nel fuoco!

GIGI Eh, mamma! Nel fuoco non ci siamo mai gettati, ma dal settimo piano del grattacielo si eh? Però prima di buttarci abbiamo recitato insieme tutte le preghiere, poi abbiamo preso una seggiola e ci siamo arrampicati sul davanzale della finestra, ci siamo tenuti per mano...oh mamma come me la stringevi forte… abbiamo chiuso gli occhi e poi...un, due, tre un saltino e... giù dalla finestra! Che bello volare…l’aria che fischiava dentro le orecchie e poi…splasc mi sono addormentato in un baleno e quando mi sono risvegliato stavo qui ancora insieme a te, ma non più vestiti come sul grattacielo ma tutti vestiti di bianco e … visto che la tua borsa ti è rimasta attaccata al braccio, adesso mammina ci metti dentro una mano e mi prendi un pacchetto di patatine!

TERESA Basta Gigetto non ne ho più.

GIGI Mamma non dire bugie altrimenti vai all'inferno! (tuono) Se guardi bene in fondo alla borsa ce n'è un altro pacchetto!

TERESA Ma la tua bocca non si stanca mai di mangiare?

GIGI Oh mamma… come può stancarsi? Non vedi quanto la tengo in allenamento?

TERESA Ma qualche foruncolo sulla lingua non ti viene mai?


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GIGI No mamma sulla lingua mai, però in quel altro posto che non si può dire, i foruncoli mi vengono molto spesso. Quando mi vengono i foruncoli in mezzo alle chiappe, oh l'ho quasi detto, ho talmente tanto dolore che non riesco nemmeno a sedermi. (pausa). Allora, me lo dai o no questo pacchetto di patatine?

TERESA (esasperata toglie dalla borsetta un pacchetto di patatine tutto stropicciato) Bada bene che questo è l'ultimo e qui non ne vendono.

GIGI ( apre il pacchetto) Mamma... ma queste patatine sono tutte spezzate!

TERESA E non sei contento?

GIGI Perché mamma dovrei essere contento?

TERESA Così dovrai masticare molto meno!

SILVANO (sta leggendo una rivista) Mi scusi, ma questo giovanotto è sempre così ingordo?

GIGI (precedendo Teresa) Non é vero che sono ingordo.

TERESA Impostore! C'è solo una cosa che non non mangia questo zuccone. La minestra di zucca!

GIGI Perché è gialla ed a me quel giallo mi va venire il voltastomaco!

TERESA No, il fatto è che siccome tu sei uno zuccone, non mangi i tuoi simili. Come mai che il risotto giallo, quello con tanto zafferano, lo divori?

GIGI Oh si, mi piace tantissimo! Però lo mangio tenendo gli occhi chiusi per non vedere il giallo.

SOFIA (entrando) Su lasciatemi entrare che sta per cambiare il tempo. E' tutto nuvoloso qui fuori e temo che manchi poco a piovere. (guardandosi intorno) Scusate ma qui dove sono? (pausa) Il mio Berto non l'avete visto? (Gigi sta per rispondere ma è zittito con un calcio da Teresa)

TERESA (a Gigi) Zitto che non l'ha chiesto a te.

GIGI Ma…

TERESA Mangia e taci…

SOFIA Oh dico, parlo con voi! (pausa) Certamente rispondere non è un dovere, ma è cosa educata!… Niente? (guarda bene gli astanti tutti coperti da un lenzuolo bianco) Ah, ecco perché… ho capito dove mi trovo! (come dire in un manicomio) E si, non ci vuole molto per capirlo! E' così elementare che potrebbe riuscirci anche il mio Berto che, come fa di solito,

érimasto indietro. Mi ha chiamata che io già partita, gli ho risposto di muoversi per non rimanere indietro come suo solito. Non mi sarà passato davanti!


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PAOLO (sta leggendo una rivista e con voce grave) Non si può passare davanti agli altri.

Ognuno deve rispettare il proprio turno.

GIGI (cantilenando) E aspettando il proprio turno si possono mangiare le patatine.

TERESA (pedata e mano sulla bocca di Gigi)) Stai zitto! Tieni la bocca chiusa... non disturbare.

SOFIA Il suo turno? Per fare cosa? Per pagare il ticket ?

PAOLO Qui non si paga! Non c'è niente da pagare.

TERESA Qui non si usano i soldi!

GIGI Mamma allora le patatine sono gratis? Che bello…tante patatine e tutte gratis…

TERESA Ma solo se sarai bravo.

GIGI Mamma ma io sono sempre bravo!

SOFIA Ah, allora è gratis anche la visita dal…

SILVANO ( titubante) Capo?

SOFIA Si, è il capo cioè è il primario! Io sono pratica, sono appena uscita dall'ospedale! Ci sono stata per fare i conteggi! (gli astanti non comprendono) Non capite? I calcoli...il più, il meno, il per ed il diviso e per me i dottori hanno scelto la divisione: mi hanno quasi divisa in due!

SILVANO (quasi deridendola) Allora a suo dire il primario sarebbe...

SOFIA (interrompendo immediatamente) Il dottore più importante! Dovete sapere che si fa chiamare così perché è il primo, ma lui non lo sa nemmeno chi tu sei. Quello che invece sta un pochino più sotto di lui è il vice primario, cioè il primario di riserva. Sotto di loro ci sono quelli che si chiamano aiuti ma non si sa chi aiutino ed ancora più in basso ci sono tutti gli altri scagnozzi.

PAOLO (infastidito) Ma non dica stupidaggini! Qui non siamo in un ospedale e qui non ci sono dottori!

SOFIA Ah no?

SILVANO No, nemmeno uno!

SOFIA Per forza: come al solito saranno in sciopero. Ma almeno qualche infermiere c'è?

PAOLO (ironico) No, nessun infermiere.

SOFIA In sciopero anche loro?


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SILVANO C'è solo una segretaria.

SOFIA E per le medicine?

PAOLO (c.s.) Qui non servono medicine.

GIGI (cantilenando) Però, le patatine non devono mai mancare.

TERESA Non sono cose che ti riguardano. Guarda le fotografie!

SOFIA Eh già è vero? .... Le medicine servono agli ammalati…

PAOLO Appunto!

SILVANO E qui adesso non c'è nessuno che abbisogna di medicine.

SOFIA  Ah già, qui tutti sani?     Ma… neanche una pillolina… uno sciroppino… un po' di

vitamine per stare bei allegri... una suppostina nel culetto…una punturina nelle chiappe...

GIGI Mamma (aggrappandosi al collo di Teresa) non voglio fare la puntura! Ho paura!

TERESA Se stai bravo nessuna puntura!

GIGI Sono bravissimo! Guarda mamma non faccio rumore nemmeno a mangiare…

SILVANO Signora, questa non è un’infermeria!

SOFIA Si, l'ho capito che questo è … come dire…un reparto un po’ speciale….

PAOLO Sarebbe a dire?

SOFIA Beh, non so come spiegarmi... dunque: è vero che qui dentro non state legati perché adesso non si usa più, però… questo posto… e siccome non è carnevale… il vestito che indossate…

SILVANO Cos'ha il nostro vestito? E' come il suo!

SOFIA Ma allora oltre che matti siete anche ciechi? (si guarda) Oh diavolo (tuono) e quand'è che ho indossato questa tunica bianca che non è nemmeno della mia misura?

CELESTE (assistente di Pietro entrando) Che parolaccia che ho sentito!! Signor Paolo venga avanti. E’ pronto?

PAOLO (ora timoroso) Tocca proprio a me? Se la vuole posso aspettare ancora.

SOFIA Su vada! Diavolo…(tuono)…un bell'omaccione come lei che ha paura? Su coraggio che per una puntura non è mai morto nessuno… guarda lì che belle chiappotte che ha! (palpa le natiche di Paolo) Son come due bei cosciotti di tacchino! Io al mio Berto ho fatto tante di quelle punture per il suo mal di fegato… una volta invece, appena sposati...era lui che mi punturava tutte le sere ma adesso ormai da qualche anno non lo fa


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più. Gli si è spuntata la siringa!

CELESTE Scusi signora, lei chi è?

SOFIA Io sono la Sofia Galimberti e non riesco a capire perché sto qui. Lei piuttosto chi è?

CELESTE Il mio nome è Celeste ed attualmente sono la responsabile di questo ufficio. Riguardo alla sua presenza qui, non ne conosco la ragione ma attenda un attimo che controllo nel librone perché purtroppo ultimamente i dati spediti via computer non sempre sono corretti. C’è qualche collegamento che non funziona.

SOFIA Cerchi bene perché non capisco dove mi trovo anche se … qualche indizio ce l'ho.

GIGI Mamma, le patatine stanno finendo…

TERESA Gigetto, ti prego, stai buono!

CELESTE Gigetto, hai tanta fame?

GIGI Si tanta... di patatine con il keciap…

CELESTE Devi avere pazienza ancora un po’, poi verrai di là insieme alla tua mamma e se sarai stato bravo ci saranno montagne di patatine! (Gigi fa salti di gioia) Signor Paolo lei intanto si accomodi da quella parte. Lì troverà la Gabriella, l’assistente di turno preposta, che l’attende per espletare tutta la procedura; appena di là cominci subito a spogliarsi.

PAOLO Tutto biotto?

CELESTE Certo, si toglierà la veste e le scarpe.

PAOLO E resto lì biotto davanti all’assistente? Ma io mi vergogno… non posso mettermi almeno un accappatoio?

CELESTE Si metta nudo e non si vergogni che qui siamo solo spirito, tutti uguali. Si accomodi che intanto io controllo la posizione della signora. (Paolo esce)

SOFIA Ma che posizione? Non vede che sono in piedi?

CELESTE Intendevo dire la sua posizione nel librone.

SOFIA Ecco, allora controlli per bene cosa sto qui a fare!

CELESTE Mi dia intanto per cortesia tutte le sue generalità ed il suo indirizzo.

SOFIA Abito in piazza Garibaldi al numero 18, vicino al calzolaio, sopra la mia osteria.

CELESTE Calma signora non facciamo confusione! E’ come all’ufficio anagrafe: prima nome e cognome.

SOFIA Va bene: io sono Sofia Galimberti. Galimberti è il cognome.


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CELESTE (scocciata) L’avevo capito. Dunque, Sofia Galimberti di… SOFIA Come di...? Del Berto, solo del Berto, purtroppo solo del Berto. CELESTE Come sarebbe a dire purtroppo. SOFIA Ma lei l’ha mai visto il mio Berto?

CELESTE Io no, ma il proprio papà non si può scegliere. Quella non è una scelta personale. E’ una scelta divina e bisogna accettare quello che capita.

SOFIA Oh, che la guardi che il Berto non è mio padre, è il mio dormeinsieme. CELESTE Chi è?

SOFIA Dormeinsieme…(accoppia due dita delle mani) io e lui per tanti anni, troppi, abbiamo sempre dormito insieme e non le racconto che sofferenza che è stata per me, specialmente negli ultimi anni…. l’unica cosa che fa adesso è russare, e come lo fa

bene.....

CELESTE Ah, ho capito! Il Berto è suo marito che però non si comporta da marito!

SOFIA No..., cioè lui vorrebbe sempre, anche tutti i giorni. Io invece solo qualche volta perché a fare troppo spesso la moglie... ho paura di sciuparmi!

CELESTE Non ero al corrente che l'unione corporale sciupi, ma lasciamo perdere. Io invece intendevo sapere il nome del suo papà.

SOFIA Ah, il nome del mio papà! Però lui è già morto.

CELESTE Beh, allora diciamo che fu…

SOFIA No, il mio papà non fumava mai!

CELESTE Io intendevo: fu, perché è già defunto. Come si chiamava quando era in vita?

SOFIA Berto.

CELESTE Ma il Berto non è suo marito?

SOFIA Si ma, il Berto Galimberti era il mio papà, invece il Berto Daverio è il mio marito. Ma non sono nemmeno da paragonare! Il mio papà era davvero un uomo ma l'altro, il mio marito è solo un incapace.

CELESTE Allora: fu Alberto Galimberti.

SOFIA No, Alberto! Umberto, come il re.

CELESTE Va bene: Umberto! E…


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SOFIA E…

CELESTE La mamma…

SOFIA Una gran bella donna sa: piccolina, senza un capello grigio, nera come il carbone ma talmente astuta che riusciva a fregare anche il diavolo. (tuono)

CELESTE Che brava! Allora è una benemerita che però immagino anche lei già defunta…

SOFIA Si, anche lei povera donna! Però è stata defunta dopo mio papà!

CELESTE (si sta spazientendo) E che si chiamava…

SOFIA Polverini Anna, ma tutti la chiamavano Annetta.

SILVANO (a Celeste) Mi scusi: manca ancora molto prima che mi chiamino?

CELESTE Non abbia così fretta signor Silvano che tanto qui il tempo non esiste.

SILVANO Però la mia pancia non lo sa e a me scappa propri adesso! Non so se ce la farò a trattenermi ancora per cinque minuti! (arrabbiandosi con sé stesso) Maledizione, nemmeno a farlo apposta, stavo mangiando pasta e fagioli quando mi avete chiamato e adesso temo che i fagioli stiano facendo il loro solito effetto ed ho un borbottio nel ventre… (simula delle coliche)

SOFIA Come la capisco signore! Anche a me la pasta e fagioli... ma quanto mi piace…

CELESTE Con i fagioli è per tutti così, e allora (un po' scocciata) signor Silvano, abbia pazienza che tanto avrà modo di soddisfare tutti i suoi bisogni corporali prima di fare la doccia obbligatoria e la profumazione adeguata e solo poi sarà ricevuto...

SILVANO Ma non si può fare più in fretta? Le guarnizioni non sempre tengono! CELESTE Guardi che qui è tutto programmato e ci sono dei tempi tecnici da rispettare.

SOFIA Ma andiamo...faccia un'eccezione! Diavolo, (tuono) non vede quanto si contorce per il mal di pancia!

CELESTE Veda signora Sofia dal trattenersi di usare certi vocaboli e comunque qui, ove regna la giustizia, non ci sono né eccezioni né tanto meno raccomandazioni. Signor Silvano coraggio! Attenda con pazienza la sua chiamata.

SILVANO Va bene ma per piacere cercate di chiamarmi alla svelta.

GIGI Mamma, mi scappa la pipì. (si alza mostrando impellente bisogno di orinare)

TERESA (guarda nel pacchetto di patatine) Ecco perché gli scappa: ha finito le patatine e allora... gli scappa la pipì! Quando ha la bocca in movimento non gli scappa mai!

CELESTE Gigetto, se vuoi ho una manciata di caramelle al miele celestiale…


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GIGI Sono buone?

CELESTE Buone? Di più…

TERESA Ruffiano! Ogni volta trova la maniera per riempirsi la bocca! GIGI Mamma, allora le mangio? (Teresa allarga le braccia rassegnata)

CELESTE (prende alcune caramelle dalla tasca) Prendi Gigetto, ma senza esagerare! TERESA Adesso che si riempie la bocca, non si ricorda nemmeno più che gli scappa...

CELESTE Signora Teresa si tenga pronta con il Gigetto che manca poco al vostro turno. E ora torniamo a lei: dunque Sofia Galimberti fu Umberto e Anna Polverini. Nata il…

SOFIA 28 febbraio

CELESTE Dell’anno... (Sofia farfuglia una data)     Non comprendo, parli più chiaro….

SOFIA Un anno del millenovecento.

CELESTE Va bene, certo! Ma gli anni di un secolo sono cento! SOFIA Guardi, ne scelga uno lei purché sia un numero alto. CELESTE Signora Galimberti…

SOFIA Beh, non mi ricordo più. Mi è venuto un vuoto di memoria che…

CELESTE Badi che le bugie non depongono a suo favore…va bene…verificherò in seguito. Per il momento soprassediamo.

SOFIA Ecco brava sediamoci sopra ai numeri.

CELESTE Dunque, maritata con Daverio Alberto. Dico bene?

SOFIA Si, giusto. Alberto, scorciato: Berto.

CELESTE Ha figli?

SOFIA Si, due. Una femmina e un maschio.

CELESTE Bene, controlliamo… dunque, lei è nata nel… (Sofia le parla sopra o canta) SOFIA Si , propri quell’anno…

CELESTE Eh già, proprio nell’anno…(Olga le mette una mano sulla bocca) va beh, non diciamolo, ma tanto è qui scritto! Andiamo avanti: capitolo figli, dunque… dunque.

SOFIA Dunque cosa? Non ci crede? Sandra e Romeo Daverio, su, controlli…


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CELESTE Le credo, ma mi dia almeno il tempo per verificare! Ah ecco, due figli … Sandra Camagni e Romeo Daverio…

SOFIA Ma che sta dicendo? Camagni? Io mi sono sposata una sola volta ed i miei figli si chiamano Daverio come il mio marito.

CELESTE Ho ben visto che ha avuto un solo marito, ma ha anche avuto due figli da padri diversi!

SOFIA Ma se sono nati che ero già sposata con il Berto! No, lei mi sta prendendo per il culo.

CELESTE Non comprendo molto bene le parole con le quali si esprime, ma credo di averne capito il senso. Ebbene signora non la sto prendendo per il... in giro. Non sempre il marito è il padre dei figli che alleva! Il librone non sbaglia mai.

SILVANO (petulante) La mamma sei sempre sicuro chi è, ma del papà non c'è la certezza!

(ora spazientito) Allora ce n'è ancora per molto? (colica) Quante storie per un po' di corna!

SOFIA Lei non commenti e si tenga il dolore di pancia!

CELESTE (a Silvano) Abbia pazienza! Ancora un po' e sarà il suo turno.

SOFIA Capito? Un attimo! Diavolo che premura! (tuono)

CELESTE E dai! (spazientita) Ancora? Quello lì, sta ai piani di sotto!

SOFIA Chi è che sta al piano di sotto?

CELESTE Come non lo sa? Catechismo niente?

SILVANO Ma non si può accelerare un po’? Sento che mi sto svuotando.

SOFIA E allora che si svuoti alla svelta ma non qui vicino a me. Vada in un angolo! (a Celeste) Mi scusi ma non ho capito: chi è che sta qui sotto?

CELESTE Dopo il giudizio se le sarà stato sfavorevole se ne accorgerà subito! Ora mi aspetti qui che affido il signor Silvano agli spiriti inservienti. Venga con me signor Silvano è il suo momento.

SILVANO Era ora! Non ne potevo più! (esce a gambe larghe con Celeste)

SOFIA (sola) Dopo il giudizio? Ma che è? Mi pare davvero di essere in un manicomio. Questa qui ne sa un po’ troppo! Ti fa le domande ma c'è già tutto scritto in quel libro! La mia figlia Camagni? Ma come può essere?...(pensa) Non sarà mica… figlia dell'Edoardo? Potrebbe anche essere perché, fino al giorno prima di sposarmi con il Berto, io e l'Edoardo di nascosto e senza mai farci scoprire ci vedevamo e dopo qualche bacio appassionato lui mi faceva capire che aveva certe voglie... certe esigenze ed io... insomma anche a me piaceva, ed allora succedeva che andavamo insieme a Santa Maria in camporella e lì…oh quante orazioni, oh quanti rosari che dicevamo insieme! Vuoi vedere allora che l'Edoardo


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che di cognome faceva Camagni è il vero padre di mia figlia? Difatti la Sandra è nata che non erano ancora passati nove mesi da che mi ero sposata... mancavano ancora un paio di settimane a compiersi i nove mesi... pareva un parto anticipato... invece è perché la Sandra non è figlia del Berto ma...

BERTO (entrando) Come sarebbe a dire che la Sandra non è mia figlia? E de chi sarebbe figlia?

SOFIA (sorpresa) Era ora che arrivassi! Sempre in ritardo come tuo solito! Ti sei fermato ancora a bere? Rispondi!

BERTO Una cosa per volta! Tanto per cominciare: perché sei vestita da fantasma?

SOFIA Perché tu, come sei vestito?

BERTO Porca trota siamo vestiti uguale! Come mai?

SOFIA Sono io che te lo domando: come mai?

BERTO Eh no, la domanda te l'ho fatta prima io.

SOFIA Perché siamo finiti al manicomio!

CELESTE (entrando) Signora Galimberti devo sbrigare altre funzioni e dovrà attendere un po’. Adesso tu Gigetto, insieme alla tua mamma vieni con me che per voi due di là è già tutto pronto. Signora Galimberti guardi che la lascio sola per un po’; si trattenga dal curiosare nel librone!

BERTO Sola? Ed io chi sono?

CELESTE Oh mi scusi, non l’avevo vista! Lei è un nuovo arrivato?

BERTO Arrivato? Dove? Sofia dov'è che sono?

CELESTE Ma vi conoscete?

SOFIA Purtroppo è da tanti anni che ci conosciamo! Troppi!... Lui è il Berto, il mio marito!

CELESTE Chiamati insieme eh?

BERTO A me non mi ha chiamato nessuno.

SOFIA Anche a me non mi ha chiamata nessuno!

CELESTE Se siete qui, vuol dire che siete stati chiamati.

SOFIA Che chiamati e chiamati non ci conti troppe ball…fesserie! Il Berto è un po' sordo ed allora potrebbe non aver sentito, ma io ci sento benissimo e non ho sentito niente.

CELESTE Chiamati per l’eternità! Non capisce? A presto signora Galimberti! Istruisca suo


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marito. Andiamo Gigetto, venga signora. (esce con Gigetto e Teresa)

BERTO A presto! Che vuole dire? Oh, dico a te! Parla!

SOFIA Sono in confusione. Non so dove siamo né perché siamo tutti e due vestiti di bianco come quelli che erano qui prima…

BERTO Ma quella che è andata via adesso, chi è?

SOFIA E' quella che sa tutto! E' come una carabiniera ed ha tutto annotato su quel libro lì!

BERTO In quel libro lì?

SOFIA Si. Prima ti fa le domande come il Mike Buongiorno, ma domande facili, tipo quando sei nato, come ti chiami...poi controlla in quel libro se hai risposto correttamente.

BERTO Vuole sapere anche che mestiere fai?

SOFIA Di quello per il momento non mi ha chiesto niente... ma vuol sapere tutto!

BERTO Demonio! (tuono) Non sarà una della guardia di finanza!

SOFIA Magari!

BERTO Come magari! Tu fai uno scontrino ogni tre o quattro clienti! E tutte le gazzose che compri al supermercato e che poi vendi senza scontrino? Se ci prendono ci requisiscono l'osteria e mi sbattono in galera! Sono io l'intestatario dell'osteria!

SOFIA Ma di che ti preoccupi? Per le gazzose ed i salami ed anche per tutto il resto posso dimostrare che non li acquisto per l'osteria ma per casa nostra. Basta vedere te che sei la fotografia di uno che consuma in eccesso. Guarda lì che giro pancia! No, questa è ben peggio della finanza! Questa qui è perfida e vuole fregare la gente per bene come noi, farci litigare e rovinare una sacra famiglia come la nostra. La controllo io la situazione su quel libro lì. Tu mettiti a far la guardia ed avvisami per tempo se vedi che torna. (lo spinge sull’ingresso) Apri bene gli occhi e fischia prima che arrivi.

BERTO Ma se ha detto che non bisogna guardare, perché tu devi ficcarci il naso dentro?

SOFIA Perché è necessario sapere prima, quello che poi ti domanda!

BERTO Io, a parte le tasse non ho quasi niente da nascondere.

SOFIA Sei proprio sicuro? Qualche bevuta in eccesso? Qualche bestemmia?

BERTO Ma queste non sono cose da nascondere! Le fanno tutti!

SOFIA Le fanno tutti? Tutti chi? Io per esempio non mi sono mai ubriacata: qualche bicchiere se è buono lo bevo volentieri ma senza uscire di melone come capita spesso a te. (cerca gli occhiali) Oh diavolo, (tuono) ho dimenticato in giro i miei occhiali! Dammi i tuoi. (Berto fa per avvicinarsi) No fermo! Tu stai lì di sentinella che vengo io a prenderli.


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(poi torna e controlla il librone) Ma che siano i tuoi occhiali? Qui non c'è scritto proprio niente! E' tutto bianco! Vieni a vedere.

BERTO (va al registro) Fai vedere a me: passami gli occhiali…è vero, non c'è scritto niente! Ma tu sei sicura che questa tizia legge su questo libro?

SOFIA Oh, mi prendi per scema? (riprende gli occhiali,se li rimette e ricontrolla) Ho ben visto che controllava ogni cosa su questo registro! Ma tu cosa fai qui? Torna subito di sentinella! (nel tornare quasi si scontra con Celeste)

CELESTE (entrando e vedendo che porta gli occhiali) Signora Galimberti…

SOFIA Si…, dice a me?

CELESTE Come mai stava curiosando nel registro?

SOFIA Io curiosare? Ma cosa dice? (imbarazzata) Mi ero spostata da questa parte perché da lì tirava un’aria che mi pungeva la cervicale!

CELESTE Sarebbe opportuno signora Galimberti che almeno qui non dicesse bugie!

SOFIA Io non dico mai bugie! Vero Berto che t’ho detto che c'era uno spiffero?

BERTO E quando? Io non ho sentito!

SOFIA (incollerita) Per forza non hai sentito! Non ti sei messo l'amplifon nelle orecchie!

CELESTE Signora Olga, almeno di fronte all'evidenza sarebbe opportuno non mentire!

SOFIA Si è vero: gli ho dato una sbirciata, (additando Berto) ma anche lui ha guardato.

BERTO Sei stata tu che mi ha portato in tentazione!

SOFIA Ma io non ti ho obbligato!

CELESTE Non è cambiato proprio niente. Il genere umano è rimasto tale e quale come ai bei tempi di Adamo ed Eva. E' sempre la donna che domina l'uomo e come Eva lo induce sempre a fare quello che lei desidera. Non mi pare giusta questa palese diseguaglianza. Mi sa che durante la creazione è stato sottovalutato il dominio che la femmina ha sul maschio...(tuoni e lampi, luci intermittenti) Accipicchia temo di aver provocato la suscettibilità di chi sta più sopra. Chiedo umilmente perdono.(si inginocchia e dopo qualche attimo)

SOFIA (battendole la mano sulla spalla) Comunque su quel registro, non c'è scritto niente.

BERTO E' vero, nemmeno un disegno... una fotografia...

CELESTE (alzandosi) Tutto c'è scritto, ma per leggerlo occorre avere gli occhi buoni, puri, non contaminati dalla colpa e invece temo che i vostri siano un po' annebbiati. Signora Galimberti ero tornata per avvertirla che essendo la sua venuta inaspettata, procederemo


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più tardi alle verifiche per cui non abbia fretta. La prego di attendere. (esce) SOFIA Che mistero! Mi pare di essere in un altro mondo, non riesco a capire!

BERTO Anch'io non capisco, però tu una spiegazione me la devi: perché quando sono entrato dicevi che la Sandra non è mia figlia?

SOFIA Io dicevo così? Non dire scemenze! La nostra Sandrina non è tua figlia?

BERTO Oh lo dicevi tu intanto che stavo entrando!

SOFIA Io dicevo così?

BERTO Tu dicevi così.

SOFIA Ma chissà cosa hai sentito! Ce l'hai l’amplifon nelle orecchie?

BERTO Finiscila di prendermi per rimbambito.

SOFIA Difatti non sei rimbambito, sei solo un po' tanto sordo e come al solito avrai capito toma per Roma.

BERTO Non cercare di spennare la gallina senza farla cantare. Parla! Di chi è figlia la Sandra?

SOFIA Mia...

BERTO E…

SOFIA Beh, io sono la sua mamma…

BERTO Ed io …

SOFIA Tu non puoi essere la sua mamma! Di mamma ce n’è una sola e sono io.

BERTO Smetti di muovere la bocca solo per far prendere aria ai denti e rispondi: il papà della Sandra sono io?

SOFIA Tu lo dici.

BERTO E tu lo confermi?

SOFIA Non c'è bisogno che sia io a confermartelo, c'è anche in chiesa sul libro dei battezzati!

BERTO Lascia perdere il battesimo! Il prete scrive quello che tu gli dici. Lui non è presente quando la coppia si... accoppia.

SOFIA E, vorrei ben vedere! Il prete che sta lì a guardare la coppia che..., ma andiamo!


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BERTO Smettila di scantonare che tanto hai capito benissimo. Il registro dei battesimi non può essere ritenuta una prova.

SOFIA Guarda che è scritto anche sulla sua carta d'identità! Figlia della sua mamma che sono io e del suo papà Daverio Alberto che sei tu! Chiaro?

BERTO Chiaro un accidenti! Il sindaco non può sapere se è davvero mia figlia o se invece è la figlia di un corno!

MARTINA (entrando senza guardare nessuno con una stampella in mano e zoppica) E' permesso? Signor san Pietro? Sono qui, sono arrivata finalmente! Era da tanto che aspettavo la chiamata che appena l'ho sentita ho preso la stampella e sono partita di corsa... sono arrivata in tempo? ( guardando i 2 già presenti) Oh Pietro, adesso che ci vediamo direttamente, possiamo darci del tu vero? Io mi sono recata due volte in pellegrinaggio nella tua bella chiesa di Roma... che chiesa grande! La prima volta ci sono andata in treno insieme a quelli della parrocchia di san Luigi e la seconda invece in corriera con quelli dell'azione cattolica... ma lo sai Pietro che ti facevo più vecchio! E lei signora...è la Madonna?...La credevo più giovane ed anche...più bella...( i 2 la guardano come se fosse pazza)

SOFIA Chi è che sono io?

MARTINA Come chi è? Andiamo... Ave Maria gratia plena? …Non si deve nascondere! Il don Mansueto mi ha garantito che in cielo c'è la Madonna ed io ora sono qui davanti a lei. Guardi che io sono sempre stata una brava donna: spettegolare mai, mangiare poco, bere, solo un bicchiere di vino ai pasti, fumare non so nemmeno come si fa, non mi sono mai sposata e lì sono ancora come quando sono nata, gli uomini nudi li ho visti ma solo in fotografia. Solo tante orazioni. Mattino e sera e anche a mezzogiorno, poi il mio rosario prima di andare a letto e tante messe e funerali. Ho partecipato a quasi tutti i funerali del paese, solo al mio...chissà come è stato.... Ma come sono contenta di essere finalmente

arrivata qui...chissà come sarà bello qui tutti insieme mano nella mano tutti vestiti di bianco.... ma come mai non si sente niente?

BERTO Cos'è che bisogna sentire?

MARTINA La musica no? L'organo... i violini...la fisarmonica…

BERTO Io non sento niente!

SOFIA Per forza, sei sordo! Non hai l’amplifon nelle orecchie e pretendi di sentire?

BERTO Perché tu, orecchio fino, cosa senti?

SOFIA Con le orecchie niente ma con un po’ di immaginazione io riesco a sentire anche il Gianni Morandi che canta la fisarmonica e la Rita Pavone che è andata alla partita del pallone!

BERTO Smettila di fare la spiritosa perché anche tu non senti niente! Come al tuo solito non perdi mai l'occasione per rinfacciarmi di sentire un pochino meno di te.


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SOFIA (all’orecchio di Berto) Un pochino? Ma se non senti nemmeno quando tuona!

MARTINA Ma no, cosa fate? Perché litigate? Ma allora lei non è san Pietro e lei non è la Madonna che è tanto buona!.... Oh Signore perdonami.... non sarò mica finita all’inferno!

(tuono)

SOFIA All’inferno (tuono) non c'è lei signora. Ci sono io! Lo vede come mi tratta? E' da quando l'ho sposato che la mia vita è un inferno! (tuono) Me ne ha fatte passare di cotte e di crude! Pensi che noi abbiamo un'osteria e lui che non ne ha abbastanza del vino di casa sua, è sempre in giro ad ubriacarsi, a giocare a carte o a bocce, a seguire la sua squadra di calcio con i suoi compari ed io invece sto sempre a faticare insieme ai nostri figli per mandare avanti l'attività dell'osteria.

BERTO Ma smettila che, siccome mi rappresenti continuamente come un lazzarone davanti a tutta l'osteria, mi tocca trovare fuori altri lavori per non dovere sempre restare a casa a litigare con una rompipalle come te.

SOFIA Finiscila perché adesso me le stai tirando fuori e bisogna proprio che te lo dica... sei solo un imbranato capace solo a fare niente e... (sapendo di mentire) ultimamente ti sei lasciato andare anche come marito.

BERTO Ipocrita, sei tu che non ti lasci più toccare e mi fai perdere la fantasia! “Tieni giù le mani e girati dall'altra parte che sono stanca! Non appoggiarti che pesi! Non cercare di togliermi le mutande! Ma hai in mente solo quello? Pensa alla salute! Stai fermo e lasciami dormire che devo alzarmi presto!” Mi scansi tutte le sere, mai una volta che sei disponibile!

SOFIA (sempre sapendo di mentire ) Per forza, hai l'alito che puzza di vino! E poi, la vuoi capire o no che quando vado a letto sono stanca morta.

BERTO Sei proprio una gran bugiarda: come mai allora che, anche quando non lavori e siamo in ferie per quindici giorni a Rimini alla pensione Adriatica, sei sempre stanca?

SOFIA Perché io a Rimini ci vado per prendere il sole e diventare tanto abbronzata da far morire d'invidia chi è rimasto a casa. Non vado fino a Rimini per fare il sonnellino pomeridiano come vorresti tu perché voglio sfruttare tutto il sole che a quell'ora è più caldo e più abbronzante ed inoltre alla sera devo andare in balera a divertirmi e di conseguenza, quando ritorno in albergo sono ancora più stanca di quando lavoro e così non faccio nemmeno in tempo a toccare il letto che mi addormento.

MARTINA Chissà come è bello ballare... io purtroppo con la mia gamba sciancata...

BERTO Beata lei invece signora che non va a Rimini a ballare! A me tocca andare perché a casa mia comanda mia moglie ed a me tocca solo obbedire. Se sapesse come mi piacerebbe almeno per una volta andare in montagna! Invece sempre al mare e lì, mai che troviamo una giornata di brutto tempo, mai una volta che un pomeriggio piova per poter andare a letto a... stringerci insieme e poi ben stanchi davvero, fare insieme un una bella dormita. Viceversa mai che una sera che la balera fosse chiusa per sciopero in modo da poter andare a letto quando la signora non è ancora stanca...


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SOFIA Non raccontare balle che l'anno passato dopo tre giorni che eravamo lì è diluviato per una giornata intera e quel pomeriggio siamo andati a dormire.

BERTO Guarda caso, propri quel pomeriggio eri talmente scottata, rossa come un pomodoro maturo ed imbrattata completamente di pomate che non potevo nemmeno sfiorarti.

CELESTE Cos’è tutto questo baccano? Per cortesia signori, un po’ di calma! Cercate di abbassare i toni delle conversazioni… se no va a finire che da qualche parte della terra piove.

MARTINA Che spavento! A sentire questi signori che discutono così animati credevo di essere finita all'inferno (tuono) e invece… sono qui davanti all’arcangelo Gabriele! (a Celeste) Lei è l'arcangelo Gabriele?

CELESTE No signora.

MARTINA Allora lei è l’arcangelo… aspetta che ce l’ho qui su la punta della lingua….l’arcangelo Michele.

CELESTE Ma no cara signora!

MARTINA L'arcangelo Serafino vero?

CELESTE Vede signora: anche se qui il sesso delle persone non ha nessuna importanza e nello spirito si è tutti perfettamente uguali, io, come ben vede, ho sembianze e caratteristiche tipicamente femminili. (lasciandosi andare) Non toccatemi ma... guardatemi bene: (sopratutto davanti a Berto) un bel seno florido e sostenuto, un collo altamente sensuale, le mani da pianista vellutate e affusolate, le unghie lunghe, perfette e ben pitturate, i biondi capelli soffici e profumati, gli occhi languidi, le ciglia perfette, le labbra rosse, carnose, seducenti, un bel fondo tinta e un magnifico fondo schiena...insomma un corpo giovane e caldo che freme…

MARTINA Che la mi scusi ma dalla premura ho dimenticato gli occhiali sul comodino e

siccome ha al collo una cravatta la confondevo....

BERTO Un’altra orba! Per fortuna a me la vista funziona bene e questo pezzo di gnocca la vedo benissimo.

CELESTE (rientrando in sé e rivolgendosi a Berto) Ma lei come si permette di pensare a me carnalmente! Non sa che sono un essere celestiale? Non si vergogna ad infoiarsi così?

BERTO No che non mi vergogno!

CELESTE Si ricordi che è ammogliato e che qui c’è sua moglie!

BERTO Mia moglie...bella roba e, visto che con lei non si fa mai...(cerca di abbracciarla)

SOFIA (lo trattiene per le orecchie) Con me non si fa mai cosa?


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BERTO Adesso non ti ricordi nemmeno più cosa bisogna fa tra marito e moglie? E lasciami stare le orecchie!

SOFIA E allora?

BERTO Allora io, questa gnocca la guardo! Eccome se la guardo, è un mio diritto.

MARTINA ( si è avvicinata) Certo che è un suo diritto guardare! (con leggera malizia) Ma si, la guardi e... (mettendosi in mostra) guardi anche me!

SOFIA Ah si! E' un tuo diritto guardarla? E allora dongiovanni da strapazzo, dato che son tua moglie, ti mollo un manrovescio (gli da uno scapaccione che Berto evita ma che colpisce Martina che cade) che ti mando diritto in paradiso. (suono di campane. Berto scappa)

MARTINA San Giuseppe che sberla! Cos'è? E' la penitenza per i miei pochi peccati?

CELESTE Signora cara (aiutandola ad alzarsi) non si intrometta mai tra due persone sposate. Lo sanno tutti che ”tra moglie e marito non bisogna mettere il dito” e questo proverbio è valido ovunque, anche qui.

SOFIA (rincorrendo Berto) Tu vai avanti ancora a fare il galletto che se ti prendo ti cambio i connotati. (si ferma e a Celeste) E tu sfacciata, devi metterti in mostra il culo davanti a mio marito in questo modo? (le molla una sberla che Celeste evita ma che colpisce Martina che era sostenuta da Celeste)

CELESTE Ma insomma basta, dove credete di essere?

MARTINA Ahi che dolore! Ma dove diavolo (tuono) sono capitata?

BERTO Sempre il tuo vizio di muovere le mani! Che colpa ha questa signora per prenderla a schiaffi?

SOFIA Io a te volevo suonarle brutto pelandrone e non a questa signora che non centra niente! (a Martina) Signora mi scusi ma non è lei che volevo prendere a schiaffi ma è che questo depravato al momento giusto si è spostato ed anche quella carampana si è mossa... ma adesso signora per farmi perdonare le do il permesso di restituire le sberle a mio marito con gli interessi. Esageri pure con le botte che se merita tante... lo tengo fermo io. (blocca le mani di Berto)

MARTINA Ma no...questo signore non ha nessuna colpa! Cara signora erano sue le mani che mi hanno schiaffeggiato ma io la perdono perché so che non l'ha fatto apposta. Lei però non deve prendere a schiaffi un uomo così bello! Lo sa che avere un uomo è una grazia del paradiso? (campane)

BERTO Capito Sofia?

CELESTE Bene! Ora signora Galimberti liberi le mani di suo marito. Vedo che tante cose tra voi stanno venendo a galla ed è bene che si risolvano prima del giudizio. Ora, siccome la signora Martina era già attesa qui da tempo e che inoltre si è dimostrata molto


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generosa a perdonare le offese, l'accompagno subito dal leggiadro Roberto che è il celestiale designato alla sua assistenza. Venga signora Martina, lasci pure la stampella e si appoggi a me. E voi due, se dovete chiarire la vostra situazione, fatelo con calma, senza urlare che se no va a finire che da qualche parte piove e poi laggiù come sempre si lamentano. E mi raccomando... a posto con le mani.(esce con Martina)

SOFIA (dopo che Celeste è uscita) Va! Va via baldracca impicciona!

BERTO Tu non cambi mai eh? Devi sempre farti riprendere!

SOFIA Ti pare il caso che questa scostumata, debba mettersi qui davanti a te a palparsi le tette ed a mettersi in mostra il culo?

BERTO E allora?

SOFIA Allora, quando vedi che pensi a certe cose vado in bestia, mi innervosisco e le mani si muovono da sole.

BERTO Se io penso a certe cose è perché mi mancano.

SOFIA Ah, è la polpa giovane che ti manca?

BERTO No, è proprio la polpa che mi manca.

SOFIA Ma perché tu... alla tua età? Ancora?

BERTO Già!

SOFIA Ma solo col pensiero però?

BERTO (avvicinandosi) E allora perché non mi metti alla prova?

SOFIA Ma cosa dici? Non sarai mica matto? E quando? E dove?

BERTO Quando vuoi e dove vuoi. Per me anche subito! (guarda fuori) Dai che adesso non

c'è qui nessuno! Forza che ti aiuto a toglierti il lenzuolo...

SOFIA (lo allontana) Stai lontano e non fare lo scemo che io sotto il lenzuolo sono nuda...

BERTO (si riavvicina) Appunto, anch'io sono nudo e... e già pronto...

SOFIA (si allontana mettendosi le mani nei capelli) Quietati che io quasi non mi ricordo più

nemmeno come si fa e cerca di raffreddarti in fretta altrimenti ti mollo un manrovescio...

BERTO Ma non vedi come sono ridotto? Sempre così! Son qui a chiederti la carità di un contatto e la tua risposta è sempre la stessa: raffreddati!

SOFIA Non aspettarti di fare certe cose con me che ormai abbiamo passato l'età.

BERTO Parla per te. Io mi sento ancora un pivello e se tu mi chiudi sempre la tua porta mi


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toccherà uscire dal tuo giardino e lì fuori c'è tanta di quella frutta disponibile e pronta a

farsi cogliere che....

SOFIA Adesso basta cambia argomento. Lascia perdere le tue mattane perché è ora che cerchiamo di capire in che manicomio siamo capitati.

BERTO Tu sei arrivata prima di me e dovresti saperne di più.

SOFIA Ho capito solo che ti mandano di là e che dopo ci sarà il giudizio che non so cosa sia ma penso che sia solo un sistema per fregarti. Con questo registro quella là... la capa... quella vestita normale... insomma, quella che ti mostrava il culo e si palpava le tette... (Berto capisce) ah, adesso l'hai capita subito! Ecco, quella lì vuole fregarti!

BERTO In che maniera vuole fregarmi?

SOFIA Lei legge su questo libro certe cose sul tuo conto che non sono vere.

BERTO Ma sul libro non c'è scritto niente!

SOFIA Pare a te, ma prima che tu arrivassi mi ha fatto alcune domande. Io rispondevo e lei controllava che la risposta andasse bene altrimenti affermava che la mia risposta non corrispondeva a quanto vi era scritto e dalla pagina che mi riguardava leggeva...

BERTO Cosa leggeva?

SOFIA (con timore) La mia data di nascita, come si chiamava la mia mamma, quando

sono stata battezzata, dove sono nata...quanti figli ho avuto...

BERTO Non mi sembrano domande difficili!

SOFIA No, non sono difficili ma possono metterti in difficoltà.

BERTO Perché tu sei stata in difficoltà a rispondere? Cosa ti ha chiesto di così difficile?

SOFIA No, niente. Comunque è meglio che quella lì non controlli più questo librone.

BERTO Già, ma come facciamo? Lo bruciamo come fanno certi studenti somari che incendiano tutta la scuola pur di bruciare i registri?

SOFIA Bravo Berto, bella idea! Cerchiamo però de bruciare solo il registro. Dai provvedo io. Passami i fiammiferi.

BERTO Ma sei matta? Ci prendono subito! Siamo qui solo noi due!

SOFIA Ma va... lo faremo passare per un circuito corto!

BERTO A te mancano tutti i venerdì di quaresima! Per fortuna di fiammiferi non ne ho!

SOFIA E allora come facciamo?


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BERTO Niente, aspettiamo.

SOFIA Ma se dal registro salta fuori che, una certa faccenda che noi abbiamo sempre pensato, anzi siamo sicuri, che sia avvenuta in un certo modo, è invece completamente differente da come l'abbiamo sempre creduta?

BERTO Ma che discorsi stai facendo? Cerca di spiegarti perché io non ti capisco!

SOFIA Non so come dirtelo...ecco, prima che tu arrivassi, quella lì che controllava lo schedario... il libro.... si proprio quella lì che si palpava le tette, ha messo in dubbio la tua paternità.

BERTO Ecco perché quando che sono arrivato qui tu stavi dicendoti che la Sandra non è mia figlia e... è vero?

SOFIA No che non è vero! Vorrai mica metterlo in dubbio! Non mi credi?

BERTO Voglio crederti, ma siccome adesso ho l'occasione di controllare...dammi gli occhiali che guardo io sul registro.

SOFIA (fa cadere gli occhiali che si rompono) Oh che peccato.. mi sono caduti per terra e si sono rotti!

BERTO Non è che li hai fatti cadere apposta?

SOFIA Ma no, che dici! Mi sono proprio scivolati fuori dalle mani!

BERTO Farò finta di crederti ma provo lo stesso a guardare se vedo qualcosa. (guarda nel libro)

SOFIA Non perdere tempo che tanto le pagine sono tutte bianche e noi non riusciamo a leggerle.

BERTO Ma io devo ben sapere se mi hai fatto o non mi hai fatto le corna...devo saperlo.

SOFIA Ma allora di me non ti fidi più?

BERTO Vorrei fidarmi...ma trattandosi di corna... vado a cercarla e mi faccio dire la verità.

SOFIA (lo trattiene impedendogli il passaggio) Stai qui che di là non si può andare, è proibito.

BERTO Spostati e lasciami passare. (la spinge via ed esce)

SOFIA (disorientata) Oh Madonna santa aiutami! Bertooo... aspettami! (intanto che esce)

Non credere a quello che ti dirà... io ti voglio bene... Bertoooo....

SIPARIO: FINE 1° ATTO


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2° ATTO

SOFIA (uscendo dall'osteria) Che brutta notte che ho passato! Che agitazione! La trippa di ieri sera m'è restata sullo stomaco! Accidenti a me, avrei almeno dovuto farla riscaldare! Invece, ingorda come sono l'ho mangiata fredda e in fretta perché se l'avesse vista il mio Berto se la sarebbe mangiata lui ed io sarei rimasta a bocca asciutta! Che allucinazioni! Eravamo tutti vestiti di bianco come al manicomio e mi sembrava di essere lassù dalle parti di san Pietro e tutto quello che la sua segretaria mi spiattellava era vero! E adesso? Chissà se il mio Berto lo sa che io prima di sposarmi con lui me la intendevo con l'Edoardo?... Ma no che non lo sa! Cosa vuoi che ne sappia quello lì? Ha talmente poco cervello che riesco sempre a fargli fare quello che voglio io. Io dell'Edoardo non ho mai fatto parola con nessuno e lui, l'Edoardo, era un tale galantuomo che non avrebbe parlato nemmeno se l'avessero ammazzato! Tutte le volte che siamo stati insieme in camporella, e sono state tante, non ci mai visto nessuno per cui nessuno può sapere niente...

BERTO (uscendo dall'osteria) Adesso parli anche da sola? Perbacco, borbotti sempre! Anche stanotte sembravi una pentola di fagioli! Russavi talmente tanto che sembravi una sega di qualche mobilificio di Cantù. Continuavi a rigirarti di qui e poi di là, sbruffavi, biascicavi parole e sudavi talmente tanto che io, mosso da compassione con un asciugamano pulito ti ho asciugata dappertutto e tu non ti sei nemmeno accorta!

SOFIA Cos'è che avresti fatto? Che novità è questa? Tu che te me fai qualcosa senza chiedermelo? E con che diritto?

BERTO Perché non ho fatto bene?

SOFIA No che non hai fatto bene! Sporcaccione cosa volevi farmi?

BERTO Non andare a pensare malamente. Io non volevo attuare quello che si deve fare

tra moglie e marito... lo so bene che quello si può fare solo quando...

SOFIA Quando lo decido io.

BERTO Appunto....

SOFIA E allora?

BERTO E allora...niente.. mi facevi compassione e ti ho asciugato il sudore!

SOFIA Impostore! Tu volevi ascoltare quello che dicevo. Cos'è che volevi sentire?

BERTO Sentire? Russavi della quarta....

SOFIA E... non dicevo niente?

BERTO Beh... ogni tanto borbottavi qualche parola ma no se ne capiva quasi il significato.

SOFIA E di questo quasi niente che cosa hai sentito? Parla!

BERTO Respira, fammi pensare...mi pare che dicevi....


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SOFIA Ma l'amplifon ce l'avevi nelle orecchie?

BERTO Eh si. Mi ero dimenticato di toglierlo!

SOFIA Non ne fai mai una giusta! Allora, cos'è che dicevo? Parla!

BERTO Diavolo che fretta...

SOFIA Hai detto diavolo?

BERTO Si perché? Non si può?

SOFIA No, perché poi tuona!

BERTO Come tuona?

SOFIA No, niente, non preoccuparti. Dunque: cos'è che dicevo?

BERTO Me pare di ricordare che dicevi...”.Il mio papà si che era un uomo e la mia mamma era più bassa del mio papà...”

SOFIA Era piccolina ma... scrocca.

BERTO Oh si, hai usato proprie quelle parole!

SOFIA Ma allora accidenti a te, sei stato lì ad ascoltare tutto. Spione!

BERTO Ero lì e...come avrei potuto non ascoltarti? Dovevo tapparmi le orecchie?

SOFIA Si! Spione...

BERTO Ma parlavi tanto malamente che non si capiva niente. Avevi pure la bava alla bocca!

SOFIA Impossibile! Io non sono una lumaca! E d'altro che hai sentito? Parla!

BERTO Ma niente... mi pare il nome di nostra figlia e di nostro figlio... però non sono sicuro. (ora con malizia) Ma perché questo interrogatorio? C'è qualcosa che non devo sapere?

SOFIA Non fare il cretino! Cosa vuoi che abbia io da nascondere? Io sono limpida! Però non è corretto né tanto meno onesto che un marito spii sua moglie intanto che dorme e che invece..., quando dovrebbe davvero ascoltarla, non l'ascolta mai.

BERTO Ma come puoi essere così bugiarda? Son l'uomo più ubbidiente di questa terra e che per non litigare fa sempre quello che tu vuoi.

SOFIA Non esagerare... diciamo... quasi sempre.

BERTO Va bene, anche per questa volta, giusto per non litigare, diciamo “quasi sempre”.


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Ed ora, sempre per non litigare ascolta me: le padelle ed i fornelli sono tutti puliti, i pavimenti e i cessi lavati e ... anche stirati, ho fatto la polvere sulla la credenza ed i vetri sono trasparenti ed allora io adesso vado nel bosco a raccogliere funghi così mi faccio una bella camminata. Tieni d'occhio il Romeo perché stamattina mi sembra fuori di testa più del solito e soprattutto non mandarmelo appresso. Chiaro? Ciao! (fa per uscire)

SOFIA E la Sandrina dov'è?

BERTO Cosa vuoi che ne sappia io. Era lì in saletta con il suo moroso a guardare certe carte. Non pretenderai che seguiti a controllarla ancora adesso che si deve sposare! Ciao! (esce)

SOFIA Speriamo che nel sogno non abbia detto tutto! Mi sembrava di essere in un tribunale e quella là, la Celesta, che de sicuro è una zitella, non me ne faceva scappare nemmeno una. Non potevo raccontare balle perché lei controllava il librone su cui non c'era scritto niente e, se non rispondevo il vero, mi rimbeccava subito. Mi ha persino detto che la Sandra non è figlia di mio marito ma dell'Edoardo e ripensando a quello che a quei tempi facevamo insieme io e l'Edoardo potrebbe essere vero davvero. (percependo ora la gravità della situazione) Diamine, ma se fosse così la Sandra non può sposare il Diegoche è figlio dell'Edoardo! Maledizione sono fratello e sorella! Ed hanno anche deciso di sposarsi... Bisogna trovare il modo di impedire questo matrimonio! Io certo adesso non posso uscire tutta giuliva a dire a tutti, mio marito compreso che la Sandra è figlia di un corno! E a mia figlia cosa racconto? Mi spiace Sandrina ma devi cercare un altro innamorato perché quello che tu vuoi sposare è tuo fratello e la legge e la chiesa non lo permettono. No, nemmeno pensare di farlo sapere! Devo pensare come fare per impedirlo. (pensa) E, ma è facile....basta farli litigare! (chiama) Romeo?... (dopo un po'

urlando) Allora Romeo, arrivi quando ti chiamo o ti devo mandare il messo comunale?ROMEO (da fuori) Arrivo mamma. Cos'hai bisogno? Accidenti che male! SOFIA Cosa ti sei fatto?

ROMEO (entrando, quasi piangendo) Stavo sbucciando le patate come al solito ma mi hai messo premura e così mi sono tagliato un dito! Che male! Guarda mi esce anche il sangue! Tutta colpa tua! Mamma, ma è la maniera di gridare?

SOFIA  Vieni qui, fammi vedere.(guarda) Finiscila di lamentarti che è solo un graffietto.

Mettiti il dito in bocca e succhiatelo che ti guarisce subito.

ROMEO (mettendo il dito in bocca) Così?

SOFIA Giralo sottosopra che farai meno fatica. (Romeo esegue) Ecco bravo così!

ROMEO Hai ragione mamma, così si succhia meglio. Cos'è che vuoi?

SOFIA Ascoltami bene: apri bene le orecchie. Sei contento che tua sorella si sposa con il Diego?

ROMEO (con il dito in bocca) No mamma. Io non voglio che il Diego mi porti via la sorella! Da piccolo mi prendeva sempre in giro perché perdevo sempre il moccolo dal naso e


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anche poi quando siamo diventati più grandi, lui insieme ai suoi amici, mi faceva sempre i dispetti.

SOFIA E adesso te li fa ancora i dispetti?

ROMEO Adesso non più e, da quando è diventato il moroso della Sandra, mi regala sempre le figurine dei calciatori e le macchinine, pensa anche il modellino di una Jaguar del 1969 che è quasi introvabile...

SOFIA E i giornaletti con le fotografie delle donne nude chi è che te li ha dati? ROMEO (quasi piangendo) Il Diego, ma io non li volevo!

SOFIA Se, non li volevi! Impostore! Se non te li avessi sequestrati a quest'ora saresti già cieco talmente ti sforzavi di sporgere all'infuori gli occhi per guardare le fotografie delle donne nude. Ma hai ragione: il Diego fa di tutto per metterti nei guai.

ROMEO E' vero mamma il Diego mi disprezza.

SOFIA Difatti io ho visto che la scorsa settimana ti ha preso a schiaffoni. Vero?

ROMEO No mamma, questo non è vero.

SOFIA Come non è vero? Se te te lo dico io che sono la tua mamma è vero.

ROMEO Mamma, non è che il Diego prendeva a schiaffoni qualcun altro?

SOFIA No, eri proprio tu e piangevi dal dolore.

ROMEO Sei proprio sicura mamma?

SOFIA Certo che son sicura.

ROMEO Allora, è vero?

SOFIA  Certo che è vero e devi dirlo a tutti, sopratutto a tua sorella ed alla mamma del

Diego, a tuo padre non serve dirlo tanto per quello che conta...

ROMEO Io voglio dirlo anche al papà.

SOFIA Va bene se sarà necessario lo dirai anche al papà, però è indispensabile che tu lo dica al don Lino.

ROMEO Al don Lino devo dire una bugia? E poi, quando vado da lui a confessarmi cosa gli dico?

SOFIA Niente. Questa non è una bugia. E' la verità! Fidati della la tua mamma. Adesso basta sbucciare patate, va nella la tua stanza a giocare con la pista delle macchinine e intanto ti prepari a dire a tutti la mia verità sul Diego. Cerca di non imbrogliarmi altrimenti la tua mamma si arrabbia e ti sequestra tutte le macchinine.


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ROMEO Allora appena mi capita litigo con il Diego? (Sofia annuisce) Tu mamma però mi compri la Ferrari testa rossa?

SOFIA Fa per bene tutto quello che ti dico e vedrai che arriverà anche la Ferrari con la testa rossa. Adesso vai. (Romeo esce soddisfatto) E' opportuno che vado alla svelta a parlare con don Lino. Per il momento gli girerò intorno senza dire apertamente che il Diego e la Sandra possono essere fratello e sorella e intanto vedrò di scoprire qualche impedimento al matrimonio. Si potrebbe magari prendere a pretesto che il Diego è un prepotente che prende a sberle un ragazzo ingenuo come il Romeo e allora, è meglio non far sposare certe persone violente e poco affidabili e ...se certi consigli a mia figlia li dà un prete hanno un certo effetto ...e la Sandra potrebbe così cambiare parere sul suo moroso e rompere il fidanzamento. Il Romeo l'ho già istruito a dovere! A quest'ora il don Lino avrà finito la messa ed allora è meglio che mi incammini! (esce e dopo pochi secondi)

SANDRA (entra dall'osteria con Diego e si sta aggiustando i vestiti) Basta Diego, finiscila di starmi addosso e tieni le mani a posto che non voglio che mi vedano a fare certe cose.

DIEGO Dai Sandrina ancora un pochetto! Su dai stammi qui vicino che ti palpeggio ancora un po'...dai almeno una carezza... almeno un bacetto!

SANDRA (lo bacia) Per oggi questo e poi basta! Guarda che è più di mezz'ora che mi tieni ferma appoggiata al bancone strusciandoti addosso!.

DIEGO Ma è perché ti voglio bene e mi piaci tantissimo e...mi pare che anche a te piaccia.

SANDRA Sicuro che mi piace! Però adesso basta! Non è il momento! (si allaccia la camicetta) Guarda che sconsiderato che sei: mi hai slacciato la camicetta, l'hai sbavatatutta ed hai staccato pure un bottone!

GINA (entrando, poggiandosi ad un bastone, avendo visto la scena ) La gioventù è calda ed io sono fredda. Per scaldarmi devo bere. Portatemi un quartino di nero ...(siede ad un tavolino d'angolo dove apre un giornale tutto stropicciato che si era portata)

SANDRA Hai visto Diego? Ci siamo fatti pizzicare!

DIEGO (indicando Gina) Chi è?

SANDRA Come chi è? Chissà quante volte l'hai già vista! E' la Ginetta che andava a scuola insieme alla mia mamma e che spesso e volentieri viene qui.

GINA Allora non c'è nessuno oggi? Sofia... Berto... portatemi questo quartino che sono in riserva ed ho la bocca secca. (pausa) Insomma arriva questo benedetto vino che ho sete?

SANDRA La mamma ed il papà non ci sono. Posso servirla io signora Gina?

GINA Giusto perché ho sete. Però da sola, perché se devi farti aiutare da quel galletto lì...

lì... ciao Peppina, crepo di sete prima che arrivi il vino.

SANDRA Va bene, come vuole. Che vino desidera?


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GINA Nero, quello che mi porta sempre la tua mamma.

SANDRA Si, va bene nero, ma di che tipo? Barbera, manduria o lambrusco?.

GINA Senti giovinotta, non farla troppo difficile e portami qui alla svelta un quartino di barbera bel corposo! (pausa) Mi raccomando che non sia sciacquatura di piatti e che sopratutto costi poco. Poi lo segni sul mio conto.

SANDRA Ho capito, vado. (esce)

DIEGO Aspettami Sandra che vengo anch'io insieme.

GINA (con il bastone lo fa inciampare e cadere) Tu stai qui. Dove vuoi andare? Deve portarmi qui alla svelta il vino, non deve andare di là per farsi palpare ancora! Oggi non l'hai palpata abbastanza?

DIEGO (alzandosi imbarazzato) Ma no, cosa dice? Io....

GINA Tu... tu sei un maiale...e ti piace palpeggiare le ragazze!

DIEGO Ma la Sandra è la mia morosa!

GINA Appunto, è la tua morosa, non tua moglie!

DIEGO Ancora per poco perché presto ci sposiamo!

GINA Ah si? E la Sofia non mi ha detto niente? Eppure la vedo quasi tutti i giorni..

DIEGO (canzonando) Ma anche se lei non lo sa... io e la Sandra ci sposiamo lo stesso!

GINA Ma chi sono i tuoi genitori?

DIEGO Mio padre era l'Edoardo Camagni, quello che faceva il salumiere in piazza san Fedele e la mia mamma è l'Amalia che adesso, insieme a me, manda avanti sia il forno per fare il pane che la nostra ditta la ”Camagni mangia e bevi” specializzata in forniture a bar e ristoranti.

GINA E così tu sei il figlio del povero Edoardo? Io e il tuo papà ci conoscevamo bene perché siamo cresciuti nello stesso cortile. Tua mamma allora è quella donna straniera che l'Edoardo aveva sposato quando era stato all'estero a lavorare!

SANDRA (con vassoio, vino e bicchiere) Ecco signora Gina, spero di avere indovinato la qualità.

GINA Dai svelta, versa che lo assaggio. (beve) E' lui! Forza riempi il bicchiere e portami un mazzo di carte che adesso...lo faccio giocare io il tuo moroso. Con te per oggi ha già giocato abbastanza.

DIEGO Non sono capace di giocare a carte!


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GINA Però a giocare tirare in camicia la morosa si, eh? E anche a giocare a scopa eh?

SANDRA Il mio Diego è un campione a giocare al biliardo! Come muove la stecca lui non lo sa fare nessuno.

GINA Ed io cosa dicevo?

DIEGO Dai Sandrina, non esagerare... un campione...! Si, ogni tanto riesco a vincere....

SANDRA Va là sciocchino! Non fare il modestino che tu vinci sempre! Hai la casa piena di premi e mettono sempre la tua fotografia sul giornale!

DIEGO Vinco anche perché sono fortunato.

GINA Allora giovinotto stai attento perché il proverbio dice che “chi è fortunato nel gioco è

sfortunato in amore” ed i proverbi raramente sbagliano...

DIEGO Che menagramo signora! Ma che dice? La vede o no quanto è bella e brava la mia morosa?

SANDRA Se sapesse quanto ci vogliamo bene!

GINA  Bisogna vedere se anche dopo sposati l'amore resiste...all'inizio è tutto bello, poi...

SANDRA Sarà ancora più bello! Lei signora Gina non si è mai sposata?

GINA Oh si, una volta, tanti anni fa. Avevo pressapoco la tua età e anche lui, quello che avevo sposato sposato mi giurava e spergiurava che mi voleva bene, che ero brava, che ero buona e che...ero talmente bella che non era giusto che solo lui doveva approfittarne di così tanta grazia e che, siccome lui era generoso, anche gli altri pagando però, avrebbero potuto usarmi ed io che gli volevo un bene immenso mi sono lasciata convincere... e così allora mi usavano in tanti... vecchi che perdevano la bava, ragazzotti con ancora il latte sulle labbra, sudicioni che non si lavavano mai e sporcaccioni con certe pretese... ma poi, quando sulla mia pelle si è formata qualche rughetta qui e là, lui il mio marito è scomparso e no l'ho più visto nemmeno in fotografia!

SANDRA Che brutta storia! Hai sentito Diego?

DIEGO (offeso) Ma io non sono come suo marito! Ma lei, per chi mi ha preso? Ma senti cosa va ad insinuare questa qui che, già di prima mattina, si attacca alla bottiglia!

GINA Oh bel giovanotto io non insinuo proprio niente. M'è stata fatta una domanda ed io ho risposto.

SANDRA Su Diego, non arrabbiarti! Povera donna, che vita disperata ha avuto! DIEGO E allora? Devo per questo averla anch'io?

GINA Ti auguro di no ma, bisogna sempre stare in guardia perché le disgrazie prima o dopo arrivano!


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DIEGO E allora che facciamo? Cominciamo a metterci il paltò nel mese di luglio perché poi a Natale farà sicuramente freddo? Ma dai andiamo! Cerchiamo di non piangerci sempre addosso! Vediamo di vivere la vita con un po' d'allegria e non solo in un bicchiere di vino come fa lei! (guarda l'orologio) E' ora che vado a portare tutti i documenti per sposarci in municipio. Mi pare di averli lasciati sul tavolino vicino al bancone. Vado a prenderli. (esce)

GINA Sandra hai scelto proprio uno zuccone. Però è bello!

SANDRA Vero che è bello? (come fosse sulle nuvole) Quanto gli voglio bene!

GINA Oh nina, appena ti svegli, mi porti un altro quartino della stessa qualità?

AMALIA (entra parlando in italo-portoghese e porta un cesto) Ciao Sandrina, ho portato le brioches appena sfornate e i panini imbottiti che ieri ci ha ordinato la tua mamma. Il tuo papà non c'è?

SANDRA No, credo sia uscito a fare una passeggiata.

AMALIA Già uscito!? Accidenti sono in ritardo!

GINA C'è un panino morbido con la pancetta?

AMALIA Como dice non comprendo?

GINA Mi spiego; morbido vuol dire molle e pancetta vuol dire...pancetta!

AMALIA No, con pancetta niente, solo con salame nos... como si dice... no...nostrano! Giusto?

SANDRA Giusto signora Amalia.

AMALIA Allora Sandrina tutto a posto? Si avvicina per te il giorno grande ed io sono tanto contenta! Per me sei già una figlia.

GINA (a Sandra) E' la tua suocera?

AMALIA Io no suocera, io mamma di Sandra.

GINA La mamma è una sola e la sua è la Sofia.

DIEGO Sandra ho trovato tutto! (deposita dei fogli su un tavolino) Oh mamma che fai qui?

SANDRA E' venuta a portare le briches e i panini per l'osteria.

AMALIA Ora devo tornare a casa di corsa. Diego guarda che le consegne di oggi sono già state tutte eseguite. Stamattina ti raccomando di non tornare più in bottega ma, vai in banca, poi dal commercialista, poi dall'assicuratore, poi passa dal carrozziere per il paraurti della macchina ammaccato e poi...


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DIEGO Non so se riesco a fare tutto stamattina! Devo anche andare in municipio...

AMALIA Cerca di fare tutto e se non torni per pranzo, fa niente, meglio. Ma, se torni mi raccomando, avvisami per tempo. Telefonami prima!

.

GINA Oh gente, sono in riserva! Cosa facciamo? Aspettiamo che la macchina si fermi?

SANDRA Provvedo subito! Signora Amalia, posso offrirle un caffè.

AMALIA No grazie, non ho tempo perché adesso devo correre dal Bee...,dal bee..nzinaio che mi sta aspettando per l'olio del motorino!

SANDRA Diego perché poi non ti fermi qui a mangiare con noi?

DIEGO Volentieri. Allora mamma non aspettarmi che non torno a casa per pranzo.

AMALIA Molto bene! Intendevo dire... meglio per te così stai più tempo con la tua innamorata. Ciao a tutti (contenta esce)

ROMEO (entra leggendo un giornale di auto) Mamma è meglio che mi compri anche...

SANDRA La mamma non c'è!

ROMEO E dove è?

SANDRA E' andata in chiesa.

ROMEO A fare cosa in chiesa? Oggi non è domenica vero signora Gina?

SANDRA Romeo lascia stare la signora Gina. Non disturbarla!

GINA No, è meglio che mi disturbi e visto che la tua sorella vuole farmi morire di sete, portami tu alla svelta un quartino di barbera.

SANDRA Stai lì Romeo che vado io. (prende il contenitore ed esce)

DIEGO (carezzandolo Romeo sulla testa) Allora Romeo come va la tua collezione di automobiline?

ROMEO  A te cosa interessa?

DIEGO Tanto mi interessa! A me piacciono i modellini della Ferrari!

ROMEO Impostore, non sai nemmeno di che colore sono le Ferrari! Mi parli così solo per prendermi per il culo! Ma chi ti credi di essere?

DIEGO Ma no, cosa dici? Io non voglio prenderti in giro!

ROMEO Tu sei perfido e prendi tutti per il culo. Anche mia sorella si fa prendere in giro da un fanfarone come te.


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DIEGO Cerca di stare calmino Romeo e piano con le parole. GINA Si stanno scaldando! Mi sa che vola qualche schiaffone!

ROMEO Come sarebbe a dire piano con le parole? Io non posso parlare e tu puoi prendermi a sberle?

DIEGO Io prenderti a sberle? E perché? Quando mai?

ROMEO Perché sei uno sbruffone e un gradasso e appena puoi mi pesti.

DIEGO Ma cosa ti stai inventando?

ROMEO    Io non mi invento niente. Anche mia mamma ha visto che l'altro giorno mi hai

prese a sberle.

DIEGO (irritato) Se continui ad inventare fanfaluche ti mollo davvero due schiaffoni!

ROMEO Prova se ne hai il coraggio! (lo spinge)

DIEGO Non provocarmi altrimenti...(lo spinge)

ROMEO (altro spintone) Non toccarmi altrimenti chiamo la mia mamma. Mammaaa...

DIEGO Stai calmo, stai fermo...(gli tiene le braccia)

ROMEO Aiuto mamma Diego mi picchia!

SANDRA (entrando con il vino che porta a Gina) Diego cosa fai? Lascia stare mio fratello!

GINA Stavolta era meglio se aspettavi ad arrivare. Propri adesso arrivava il bello!

ROMEO Il tuo moroso vuole picchiarmi perché dico la verità. Mollami le braccia sbruffone!

DIEGO (liberando Romeo) Sandra non so cosa gli ha preso a tuo fratello.

SANDRA E a te cosa ha preso che gli tieni le braccia?

GINA (alzando il bicchiere) Alla salute e che vinca il migliore!

ROMEO Sono io il più migliore!

DIEGO Lei si interessi del suo vino senza mettere il suo becco schifoso negli affari altrui.

SANDRA Non offendere la signora Gina che non centra niente.

DIEGO E' tutta mattina che menagramo questa ubriacona.

GINA Giovanotto non scaldarti che tanto non fa freddo e rispondi alla tua morosa. Perché tenevi le mani a quel povero ragazzo? (Diego fa per alzare le mani contro Gina)


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SANDRA (lo va a bloccare) Diego...stai fermo e tieni giù le mani dalla signora Gina! Allora, rispondi: perché tenevi fermo il Romeo?

ROMEO Lo so io il perché: perché è un demonio, vuole sempre picchiarmi.

DIEGO E tu gli credi?

SANDRA  Da quello che ho visto è proprio così.

DIEGO Bella stima che hai di me! Allora, adesso che so come la pensi, ti tolgo il disturbo. (esce poi torna indietro) E sarà meglio che ci riflettiamo bene io e te prima di sposarcivisto la fiducia che mi dimostri. I documenti per il matrimonio li lascio qui a te. Saluti a tutti e due ed anche alla ciocchetera.(esce)

ROMEO Hai visto Sandra come mi tratta il tuo moroso? E' pericoloso, non devi sposarlo!

SANDRA Ma tu cosa gli hai fatto? Non l'ho mai visto così nervoso!

ROMEO Gli ho solo detto quello che gli andava e lui mi ha messo le mani addosso.

SANDRA Lo avrai offeso.

ROMEO Io non ho offeso nessuno. E' lui che è matto! Vado incontro alla mamma e stavolta visto come sono stato bravo sicuramente mi compra il modellino della ghibli maserati. Ciao (esce)

SANDRA E adesso cosa faccio? Io amo il Diego! E se non mi sposa più?

GINA Morto un papa se ne fa un altro. Lasciato un moroso si usa la riserva.

SANDRA Come la riserva? Io non ho il moroso di riserva.

GINA Male ragazza, molto male! Un moroso di riserva bisogna sempre averlo! Oggi tutte ne hanno almeno uno, le ragazze più previdenti due e quelle più furbe almeno quanti una squadra di calcio compresi quelli in panchina.

SANDRA Non è il mio caso. Io amo solo il Diego e voglio sposarlo!

GINA Allora devi avere fiducia. Devi fidarti!

SANDRA Ma l'ho visto con i miei occhi come trattava mio fratello! Deve chiedergli scusa..

GINA Con il carattere che ha non è il tipo da chiedere scusa facilmente.

SANDRA ( tra sé piangendo) Adesso come devo fare?

GINA Lascialo per qualche mese. Poi, se davvero ti vuole bene, torna.

SANDRA Ma non posso lasciarlo proprio adesso!


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GINA Perché adesso no?

SANDRA Perché il Diego è il padre del bambino che aspetto.

GINA Come dire che sei incinta?

SANDRA Già, anche se lui ancora non lo sa! (piange)

GINA E cosa aspetti a dirglielo? Che nasca?

SANDRA Volevo prima prepararlo, tanto dovevamo sposarci tra un mese...

GINA Eh brava la Sandrina! Anche lei per seguire l'andazzo, ha indossato le mutande difettose.

SANDRA Cosa vuole dire signora Gina?

GINA Che le mutande difettose sono quelle che adesso sono più di moda!

SANDRA E come sarebbero queste mutande?

GINA Sono quelle con l'elastico rotto, quelle che scappano giù da sole! Non avresti dovuto seguire la moda perché in certe occasioni quando scappano giù e non si tirano su più che in fretta succede che....

SANDRA Ma è solo perché dovevamo sposarci e allora...prima o dopo doveva succedere.

GINA Era meglio se succedeva dopo... ma ormai è successo ed è inutile mettersi a piangere. Su non scoraggiarti che a tutto c'è un rimedio! Abbi pazienza che tutto si sistemerà. Ora però, va dentro e stavolta me ne porti mezzo litro che faccio un brindisi alla salute del tuo piccolino.

SANDRA Ancora vino Gina? Non è meglio una gazzosa?

GINA Non bestemmiare. Va. (Sandra esce e Gina vuota il bicchiere)

SOFIA (entrando con Romeo) Romeo, adesso però basta! Mi stai facendo una testa quadrata! Stai bravo e vedrai che domani arriva!

ROMEO Io la voglio subito perché sono stato bravo a fare quello che tu volevi.

SOFIA Si è vero, sei stato bravo, ma non è colpa mia se l'Alcide giocattoli non ha in casa questo modellino di macchinetta che vuoi tu!

ROMEO Ma se tu telefoni subito al suo grossista, prima di sera gliela fa avere!

SOFIA Ma una macchinetta non è come una medicina che il farmacista deve provvedere a farla arrivare con urgenza! Insomma, adesso basta, smettila e non preoccuparti che appena arriva, l'Alcide giocattoli mi avvisa subito. Va a giocare con le altre automobiline. (Romeo esce)


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GINA Oh Sofia, come mai non mi hai neanche informata che tua figlia si sposa?

SOFIA (scocciata) Volevo farti una sorpresa.

GINA Prima tua figlia ha litigato con il suo moroso.

SOFIA Lo sapevo già! Cioè, avevo avuto il presentimento che prima o dopo poteva succedere ed è ben per quello che stamattina son stata a cercare don Lino così da metterlo al corrente dei miei sospetti ma lui come al solito non aveva tempo di ascoltarmi perché stavolta doveva andare a visitare i malati. Ma (tragicamente) anch'io sono malata! Ho troppi pensieri che mi spaccano il cervello! Quello spaccamaroni del Romeo, quella croce del Berto e adesso (fingendo) anche la figlia che ha litigato con il moroso...senza contare tutti i problemi e le sofferenze che verranno! Ho un'unghia incarnita che non guarisce, la pensione Adriatica di Rimini che quest'anno ha cambiato gestione e chissà come sarà adesso, questi capelli così crespi che non basta un chilo di lacca per tenerli a posto, il fuoco di sant'Antonio.. no quello no, l'ho avuto l'anno scorso! Ecco, vedi? Più malata di me non c'è nessuno....

DON (entrando) Allora Sofia cosa c'è che sempre ti lamenti? Guarda che a lamentarsi inutilmente si va all'inferno!

GINA E' arrivato...mi toccherà frenarmi nel bere se no incomincia la predica.

SOFIA Se sapesse don Lino quante dispiaceri, quante sventure....ma non credevo che lei

venisse qui!

DON Stavo per fare il giro dei malati ma per fortuna l'Agnese, la mia perpetua, ha fatto in tempo ad avvisarmi che le visite dei malati sono domani e non oggi ed allora, visto che mi pare di capire che hai urgenza di parlarmi, son venuto qui quasi di corsa.

SOFIA Grazie don Lino.... ecco intanto si accomodi! Cosa posso offrirle?

DON (siede) Se propri insisti e se insisti tanto.... considerato che ho già detto messa...

GINA Scommettiamo che ha fame?

SOFIA Ma diamine, certo che insisto... lei si è scomodato a venire fin qui...

DON Ma solo perché insisti eh....tre cannoli, uno con la crema pasticcera, uno con la

crema di cioccolato e uno con la pasta di mandorle poi un caffè triplo in una tazza bella grande con a parte un goccio di latte caldo. A zuccherarlo ci penso io.

GINA Meno male! E' uno di quelli che si accontentano con poco! (a don Lino) Stia attento a non esagerare con lo zucchero se no il polistirolo...!

SANDRA (entrando) Buongiorno don Lino, ciao mamma. ( a Gina) Mi scusi per il ritardo ma ho dovuto rispondere al telefono. Ecco qui il mezzo litro che mi ha ordinato.

GINA Oh ragazza ti sei sbagliata io ti ho chiesto un caffè amaro!


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SANDRA Signora Gina...ma...

GINA Ma, visto che è qui... è un peccato mortale rimetterlo in damigiana! Tanto, tre bicchieri scarsi e non ce n'è più. Un bicchiere per me, uno per la Sofia e uno... mi fa compagnia don Lino? Sandra porta ancora due bicchieri. (si versa da bere) Io comincio a bere perché mi è venuta sete. Salute! (beve tutto in un fiato e Sandra esce)

DON Ma solo per non fare un peccato mortale a rimetterlo in damigiana!

SOFIA (verso l'interno dell'osteria) Sandra il don Lino vuole anche un caffè doppio.

DON No, no, stamattina triplo.

SOFIA Ah già, triplo e (c.s.) poi anche due cannoli.

DON No Sofia, tre.

SOFIA (c.s.) Ah si tre: uno con la crema pasticcera, uno con la crema di cioccolato e uno

con....

DON   La pasta di mandorle!

SANDRA (entrando con 2 bicchieri) Cannoli di mandorle? Non li abbiamo mai avuti!

DON Beh, fa niente. Quand'è così portamene due con il cioccolato ed uno con la crema pasticcera.

SANDRA Sono abbastanza don Lino? (don annuisce) Sicuro? DON Anche un goccio di latte! Di zucchero almeno cinque bustine.

GINA Ricordati di portare anche il mio caffè amaro che altrimenti mi si alza il polistirolo! ( versa nei tre bicchieri e Sandra esce)

SOFIA Ecco don Lino.... è meglio che stringo... dunque...

DON Parla pure che ti ascolto ma prima facciamo un brindisi al matrimonio di tua figlia. Prosit!( il Don e Gina brindano ma Sofia si astiene)

SOFIA E' proprio di quello che le volevo parlare. (deponendo il bicchiere sul tavolo) Io non posso brindare a questo matrimonio perché questo matrimonio non s' ha da fare. Il Diego non è adatto per la mia Sandra perché ci siamo accorti che un violento, vigliacco e prepotente e non vorrei che con il suo comportamento bestiale possa rovinarmi la figlia. E' arrivato al punto di riempire di botte il mio Romeo che, come lei ben sa, è solo un ragazzone un po' limitato. Don Lino lei mi deve aiutare ad impedire questo matrimonio.

DON Ma Sofia, me lo dici solo adesso? Non ti sembra un po' tardi?

SOFIA (declamando) Se qualcuno ha qualcosa da dire lo faccia adesso oppure taccia per sempre. Lei lo dice sull'altare ad ogni matrimonio...io glielo dico addirittura un mese


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prima...

DON Ma cara la mia donna, i tuoi mi sembrano argomentazioni troppo poveri... non sono ragioni validi per impedire un matrimonio.

SANDRA (entrando con il vassoio ) Signora Gina ecco il suo caffè amaro... signor curato ecco tutto quel poco che mi ha ordinato...

GINA ( al pubblico) Cosa mi tocca bere per colpa di quel corvo vestito di nero! Almeno ci fosse un rimorchio! Sandra, vieni qui un attimo. (annusa) Ci hai messo il grappino?

SANDRA No Gina, m'ha detto amaro!

GINA Si senza zucchero, ma no senza grappa! Riportalo indietro, svuoti il caffè e lo riempi di grappa. Vai senza farti accorgere!

DON (trattenendo Sandra che sta uscendo) Intanto che vai di là, guarda che ti sei scordata di portarmi il latte!

SANDRA Mi scusi don Lino, provvedo subito. (esce e il Don incomincia la colazione)

GINA Sofia vado in bagno e la faccenda potrebbe essere lunga ed allora non disturbarti a chiamarmi.(esce)

SOFIA ( interessata) E quali sarebbero gli argomenti necessari per impedire il matrimonio?

DON Ma... adesso...non saprei ... il caffè si fredda, fammi almeno fare colazione...

SOFIA Ma è adesso che devo saperlo.

DON Ecco, per esempio: avere in giro figli illegittimi... non credere nel matrimonio

cristiano...essere imparentati tra di loro...

SOFIA (al pubblico) Ecco che è vero, ma come faccio a dirglielo?

DON Sofia hai detto qualcosa?

SOFIA No niente, vada avanti!

DON Essere già sposati...non volere figli....

SOFIA (sapendo di mentire) Difatti mia figlia di figli non ne vuole neanche uno!

DON Ecco, questa è una valida ragione per impedire un matrimonio. Ma quand'è che la Sandra ha dichiarato che non vuole figli?

SOFIA L'ha sempre detto!

DON Io la conosco da tanti anni e mi sembra una brava cristiana timorata di Dio che sa bene quello che fa ed io mai l'ho sentita dire una cosa del genere.


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SOFIA Eppure... vado a chiamarla così lo sentirà direttamente dalla sua voce ...don Lino non le sto raccontando una barzelletta! (al pubblico) La istruisco per bene e gli dico di rispondere che è vero. (esce)

DON Mi sa tanto di imbroglio. Dalla Sofia ci si può aspettare di tutto. (seguita a mangiare)

SOFIA (poco dopo entra con Sandra che porta una tazzina di latte e una tazzina di caffè. Metterà la tazza del caffè-grappa al Don ed il latte a Gina) Ecco Sandra rispondi al donLino.

DON Mi diceva la tua mamma che ti vuoi sposare ma che non vuoi figli. E' vero?

SOFIA Si che è vero...vero Sandra?

DON Sofia, non forzarla, deve essere lei e la sua coscienza a rispondere!? Allora figliola?

SANDRA (piangendo) Ma io già aspetto un bambino dal Diego!

SOFIA (drammatica) No.... (si lascia andare e sviene)

SANDRA Mamma....

DON (confuso prende la tazzina con la grappa) Tiriamola un po' su... diamole un po' di caffè...

SOFIA (riprendendosi e sputando la grappa) Bestia come è forte! Era abbastanza annusarla per farmi rinvenire! Oh povera me... come devo fare adesso?

GINA (entrando) Cos'è tutto questo scompiglio?

SOFIA Oh Gina che disgrazia! Mia figlia aspetta un bambino dal suo fratello! (piange disperata)

DON Ma cosa dici Sofia? La novità ti fa straparlare? Aspetta un figlio dal suo moroso, non da suo fratello...

SOFIA (rinvenendo) Io ho detto fratello? Si vede che l'emozione di diventare nonna mi ha mandato in confusione E' stato un lapsus. Volevo dire: aspetta un figlio dal suo moroso!

GINA Io sapevo già che la Sandra era incinta ed allora adesso farò un bel brindisi alla Sofia che diventerà nonna di un bel marmocchio o di una bella frugoletta con un buon grappino. (beve il latte e lo sputa) Aiuto, attentato... la grappa si è trasformata in latte... Don Lino...cos'è? Un miracolo o uno scherzo da prete?

SIPARIO: FINE 2° ATTO


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3° ATTO

AMALIA (arrivando ansimante) Sofia....Sofia...

SOFIA (uscendo) Amalia ma cosa c'è? Non stai bene?

AMALIA Hai sentito?

SOFIA Ti sento si, eccome se ti sento. Stai sbraitando come una indemoniata.

AMALIA (angosciata) La tua figlia non vuole più sposare il mio figlio!

SOFIA E allora? Cosa c'è di strano? Avrà cambiato idea! Non può?

AMALIA Ma ti rendi conto di quanto dolore prova mio figlio?

SOFIA Se mia figlia ha cambiato idea avrà bene i suoi validi motivi!

AMALIA Quali motivi? Diego vuole tanto bene a Sandra! E' la tua figlia che è una farfallina: prima si e adesso no, perché?

SOFIA Guarda che ho già le scatole girate per conto mio e non c'è bisogno che tu me le giri ancora. Stai attenta a come parli e misura bene le parole. Mia figlia non è una farfallina come tu pensi, è una ragazza seria! Sei tu piuttosto che sei una farfallona!

AMALIA Io no farfallona, io buona donna che vuole suo figlio felice!

SOFIA (al pubblico) Propri una buona donna! Si sentono in giro certe voci... si mormora che accontenti tanti ometti! (ad Amalia) Oh, di sposarsi deve essere contenta anche mia figlia e non solo quel bellimbusto di tuo figlio e se ora la Sandra non lo vuole più sarà perché gli ha trovato tanti difetti.

AMALIA Difetti mio figlio non ha, e se anche avesse qualche piccola mancanza, solo adesso se ne accorge la tua figlia? Dopo due anni e passa di fidanzamento!

SOFIA Quando ti rendi conto che stai sbagliando, è meglio lasciar perdere prima di combinare disastri!

AMALIA Neanche il Berto è contento di questa situazione.

SOFIA Tanto per quello che conta il Berto....(riflettendo) Ma il Berto come fa a saperlo se

ancora non è rientrato? (indagando) E tu come fai a sapere che il Berto non è contento?

AMALIA Lui me l'ha detto.

SOFIA (c.s.) E quand'è che ti avrebbe confidato il suo pensiero?

AMALIA Appena l'ho avvisato... cioè no! Io volevo dire che certamente anche il tuo marito non è contento di questa nuova situazione: un matrimonio che va in fumo!.


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SOFIA   Non è necessario che lui sia contento! C'è qualcosa però che non mi quadra:

(accusando) tu, hai visto mio marito oggi?

AMALIA (disorientata) Io veduto il tuo marito? Como può io a vedere lui se è andato a funghi?

SOFIA E come fai tu a sapere che è andato per funghi?

AMALIA (confusa) Quando è passato vicino alla mia casa dopo i saluti lui ha detto a me dei funghi.

GINA (entrando) Ecco le due consuocere che stanno organizzandosi per lo sposalizio! Sofia, scusa se ti interrompo la chiacchierata, ma ho una sete... mi porti un bel bicchiere di grignolino?

SOFIA E, come mai oggi non vuoi il grappino con il caffè?

GINA Perché ho letto il listino dei prezzi che hai esposto! Costa troppo!

SOFIA Ma perché tu me lo paghi?

GINA No.

SOFIA Appunto! E allora?

GINA Allora, visto che non te lo pago... insieme al vino, portami anche il grappino con il caffè.

SOFIA Ma non ti sembra di approfittarne esageratamente?

GINA No, io ho tanta fiducia nella tua generosità..

SOFIA (verso l'interno) Romeo vieni qui e tu Amalia siediti che poi mettiamo in chiaro la faccenda!

GINA (dopo che Amalia si è seduta e con tanta malizia) Oh Sofia devo farti una confidenza: stamattina ho guardato il moroso di tua figlia e più lo guardavo, più mi accorgevo che non assomiglia nemmeno un po' al suo povero papà Edoardo.

SOFIA Cos'è che ti fa pensare che non assomigli al povero Edoardo?

GINA Ma perché io l'Edoardo a suo tempo l'ho conosciuto bene! Di viso, di spalle, di sopra e di sotto perché per un po' di tempo sono stata anche la sua morosa.

SOFIA Anca tu sei stata morosa dell'Edoardo?

GINA Eh già! Perché?...Anche tu?

SOFIA     (imbarazzata) Cosa centro io? Ma tu non me lo avevi mai detto che andavi

insieme all'Edoardo... e si che da ragazze ci confidavamo sempre tutto... bell'amica...


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(verso l'interno) Allora Romeo, arrivi o no?

AMALIA ( a Gina) Tu eri morosa di mio povero marito?

ROMEO Mamma sono qui! Che vuoi?

GINA Vieni qui da me, non andare da tua mamma che già è nervosa per suo conto! Portami svelto-svelto un bel bicchiere di grignolino ed un grappino sporco di caffè..

ROMEO Va bene. Niente altro?

GINA Per il momento basta così, poi ci penso. Adesso vai e muoviti!

ROMEO Mamma, cosa faccio?

SOFIA Accontentala ma senza esagerare con la grappa.

GINA Tu invece abbonda che poi facciamo insieme una partita a carte.

ROMEO Giochiamo a carte? (contento) Allora porto tutta la bottiglia della grappa! (esce)

AMALIA (a Gina) Ripeto: tu era morosa di mio povero marito?

GINA Si, anch'io sono stata una delle tante. Eravamo molto giovani...ma non devi essere gelosa solo per per qualche bacio con la lingua in bocca e per qualche palpatina ...perché io, certe volte... non gli permettevo di andare oltre! Doveva fermarsi lì ...ai palpeggiamenti.

SOFIA (con nostalgia) L'Edoardo era proprio bello...beata tu che te lo sei sposato e te lo sei goduto.

AMALIA Oh, Edoardo, no solo bello, ma bravo e buono. A me e a Diego che non è neanche suo figlio di, como se dice... di carne, ha lasciato una fortuna...

SOFIA (incuriosita) Cosa vuol dire neanche suo figlio di carne?

GINA Vuole dire che non è il suo vero papà. E' figlio di un altro uomo.

SOFIA Di un altro uomo? Allora Diego non è figlio dell'Edoardo?

AMALIA Papà vero di Diego è morto in incidente mortale. Edoardo non poteva avere figli e lui ha sposato me quando io già incinta di Diego.

SOFIA Allora il Diego è stato adottato dall'Edoardo?

AMALIA Si, lui tiene nome e dineri di Edoardo.

SOFIA Accipicchia... questa si che è una notizia! E' come aver fatto tredici al totocalcio! Attenzione:(ad Amalia) apri bene le orecchie. Mia figlia sposa tuo figlio appena possibile.

AMALIA Como? Non intiendo.


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SOFIA I nostri figli si sposano!

GINA Guarda Sofia che io prima li ho visti litigare! (entra con fare incerto Romeo con vino e caffè ed una bottiglia di grappa in mano) Domandalo al Romeo se non mi credi! Eccoloqui... (Romeo si spaventa e gli cade il vassoio) accidenti stacci attento! Non si può buttare per terra la manna... per fortuna la grappa si è salvata! (gli strappa la bottiglia di mano ed in seguito berrà a sorsi dalla bottiglia direttamente leggendo il solito giornale stropicciato)

ROMEO (intimidito) Mamma...

SOFIA Non ti spaventare, la Gina è in riserva e non sa cosa dice. Raccogli bicchiere e tazzina.

GINA Il Diego ha litigato con il Romeo! Vero Romeo?

ROMEO (intanto che raccoglie) E' vero, m'ha dato tante botte!

SOFIA Romeo! Non si dicono le bugie!

ROMEO Davvero mamma, tante botte...tante...

AMALIA Mio Diego mai picchiato nessuno.

SOFIA Ma certo è un bravissimo ragazzo: è il marito perfetto per mia figlia!

ROMEO Ma mamma... allora non è vero che il Diego...

SOFIA Non è adatto a tua sorella? Ma cosa ti viene in mente? Se stai zitto che ti compro tutte le macchinine che ti mancano. Vai nella tua stanza a incollare le figurine. (lo spinge fuori)

ROMEO (rientra) Già, ma quand'è che andiamo a comprare le macchinine?

SOFIA Più tardi, adesso vai, saluta tutti e cammina...

ROMEO Saluti a tutti ( fa linguaccia a Gina ed esce)

AMALIA Io no comprendo, prima non si sposano adesso si sposano! Cosa succede?

SOFIA Succede che io e te, nonne diventiamo! La Sandrina aspetta un bambino!

AMALIA Davvero? Che bello! Corro subito ad avvisare il Berto.

GINA (ironica) Perché il Berto è a casa tua?

SOFIA Appunto: dov'è che vedi il mio Berto?

AMALIA (imbarazzata) Io lo aspetto quando passa... quando che torna...

SOFIA Che passa dove?


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GINA Torna da dove?

AMALIA (imbarazzata) Dalla passeggiata nel bosco... la strada passa davanti a casa mia!

SOFIA (da sola) Se il Berto oggi non porta almeno cinque chili di porcini, significa che se

la intende con questa qui e allora se la vedrà con me...

AMALIA Cinque chili sono tanto, non so se riesco... chissà se è riuscito a prenderli!

SOFIA Ma tu, me la racconti giusta? Non è che tra te e mio marito... perché altrimenti...

AMALIA Oh come sono felice! Corro a cercare mio figlio per la bella notizia. Ciao. (esce)

SOFIA Vai carampana, vai! Dunque, il problema più importante che mi tormentava la coscienza è risolto, infatti non sono fratello e sorella e dunque possono sposarsi liberamente e far nascere tutti i bambini che vogliono. Adesso però mi è entrata una pulce nell'orecchio: devo tenere controllata quella sfacciata di consuocera! Sospetto che stia affascinando il mio Berto e lui, poveretto, a causa dell'astinenza, se trova quella che gliela molla volentieri, non si tira indietro... (riaccorgendosi di Gina) Gina, accidenti... un po' di creanza... questo è un pubblico esercizio... non puoi metterti a bere a canna... se capita qui qualche cliente e ti vede così, scappa via di corsa... se nessuno ti porta un bicchiere vai tu a prendertelo che tanto ormai sei più pratica di me...

GINA Scusami hai ragione ma è che ero tutta presa a leggere la quotazione dell'oro che in questi ultimi tempi è sempre aumentato e non mi accorgevo che bevevo a canna.

SOFIA Perché tu?...E quanto oro possiedi?

GINA Dunque ... fammi pensare... la fede di quando ho sposato quel porco di mio marito l'ho impegnata due anni fa perché mi mancavano i soldi per l'affitto... gli orecchini sono di bigiotteria... l'orologio che era della mia mamma l'ho perso a giocare a scopa e la catenina d'oro ce l'ho a casa sotto una tazzina del caffè.

SOFIA Propri tanto oro ...chissà che valore...roba da non dormire di notte. Adesso però per piacere....non bere più dalla bottiglia! Entra a prenderti un bicchiere sulla credenza e usalo

ed io intanto vado a parlare con il don Lino perché il matrimonio di mia figlia dovrà essere fuori dall'ordinario. Gli darò ordine di far venire il vescovo! (esce e poi rientra) Gina, visto che certamente rimani qui, controlla che Romeo non vada in giro da solo.. Ciao (esce)

GINA Deve far venire il vescovo? Già perché il vescovo è là che aspetta proprio lei! Chissà chi crede di essere! Mi tratta come una stracciona e mi accontenta quando ho la voglia o l'esigenza di bere, ma anch'io di nascosto accontento volentieri le voglie di suo marito! Però ha ragione...stare qui a bere dalla bottiglia non faccio una bella reclam all'osteria. E' meglio che vado a prendere un bicchiere. (esce e dopo pochi secondi entra Berto con un cesto e si guarda intorno)

BERTO L'Amalia ha voluto darmi questi funghi che ha comprato dall'ortolano. M'ha detto che sono tutti quelli che ha trovato e di tornare di corsa a casa per non creare sospetti. Non ho capito tutto bene ma l'Amalia mi sembrava allarmata! (si guarda intorno) La Gina per fortuna non è qui se no magari anche lei oggi avrebbe avuto qualche capriccio da


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soddisfare ed avrei dovuto accontentare anche lei! Non sono più un giovanotto sempre arzillo! Per queste cose anche adesso sono disposizione, ma ho bisogno dei miei tempi! Oggi con l'Amalia ho già dato! Oh quella lì è una calda ed a raffreddarla è ci vuole un bell'impegno! La Gina invece è più quieta, si accontenta di una, massimo due volte alla settimana e non è sfrenata come l'Amalia! La Gina però, anche se prima si fa doccia e si lava per bene la dentiera puzza sempre di vino! Per fortuna che non è qui e questo significa che stasera sono di riposo.

GINA (rientrando con il bicchiere) Ah sei arrivato? Era ora! E' da stamattina che sono qui ad aspettarti! Ho dovuto bere come una spugna per non dare nell'occhio!

BERTO Sono andato a funghi, avevi bisogno?

GINA Ho bisogno si! E' più di una settimana che non stiamo insieme!

BERTO Taci che se ti sente mia moglie...

GINA Non preoccuparti che adesso non c'è tua moglie. Ha lasciato qui me a fare la portinaia perché lei doveva andare dal don Lino. Allora: cosa c'è? Non ti vado più bene?

BERTO Ma no... che dici? Con te sto talmente bene da sentirmi ancora un pivello.

GINA Bene, allora stasera mi dimostrerai di essere un pivello! A casa mia o al solito motel?

BERTO Ma... proprio stasera... ho già camminato tanto... non so se posso... forse…

GINA Forse un corno! Stasera, e senza discuterne più, alle nove e mezza a casa mia. Ti preparerò anche uno zabaione. Vado a comperare le uova ed il marsala e poi con la scusa di avere dimenticato qui il foulard torno per avere conferma dell'orario. Tu me lo farai capire senza farti accorgere, se l'orario va bene ti metterai il foulard in tasca e se ci sono cambiamenti lo lascerai in giro. Chiaro? Stai ben attento però a non tirarmi un bidone come tre settimane fa! (lo guarda e lo vede triste) Ma dai... su con la vita! Cos'è quella faccia pietosa? Su dai, fammi un sorriso! Vedrai come ci divertiremo! (gli da un bacetto e dopo esce lasciando il foulard)

BERTO (si sprofonda su una sedia) Dannazione come puzza di alcool! Speriamo che almeno per stasera la Gina abbia un alito meno puzzolente! Mi toccherà fare gli straordinari e speriamo di non fare figuracce! Per fortuna negli ultimi tempi i contatti di letto con mia moglie si sono fatti talmente saltuari che sarà ben difficile che possano capitare proprio stasera! Adesso poi che mia moglie è così presa per il matrimonio di nostra figlia figurarsi se si ricorda che ha anche un marito da accontentare! (entrano Diego e Sandra mano nella mano)

SANDRA Ma che stupida sono stata! Per fortuna t'ho trovato in fretta e dovevo dirtelo che mi sono pentita di come mi sono comportata. Sapessi come ti voglio bene! (bacetto)

DIEGO Anch'io stavo tornando per chiederti scusa. Come sono felice di volerti bene! Sei tutta la mia vita! (si guardano negli occhi e si abbracciano) Però non riesco a capacitarmi del perché tuo fratello si è comportato in questo modo. Io voglio bene a tuo fratello e mi spiace aver alzato le mani su di lui. Non ne avevo nessuna intenzione e voglio che tu mi


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aiuti a chiedergli scusa ed a riguadagnarmi la sua fiducia.

SANDRA E' colpa della signora Gina. Questa ubriacona non ha fatto altro che farti arrabbiare e probabilmente il Romeo in quei momenti si è fatto prendere da un attimo di gelosia perché gli porti via la sorella e tu ti sei lasciato un po' andare. Ma vedrai come sarà contento quando saprà che diventerà zio! (vede Berto) Oh ciao papà, non t'avevo visto!

DIEGO Salve signor Berto, come sta?

BERTO Bene grazie, ma scusate... io per natura non sono curioso né tanto meno mi piace ascoltare di nascosto, però non ho ben capito chi è che diventa zio?

SANDRA Tuo figlio Romeo!

BERTO Il Romeo?

SANDRA Si papà, mio fratello!

BERTO Tuo fratello è mio figlio! Fammi mettere in chiaro il cervello: dunque se nonostante tutte le modernità, certe operazioni tra un uomo e una donna si fanno ancora come si sono sempre fatte, vuol dire che che tu sei incinta! Ma l'uomo che ha provveduto a...

DIEGO Ma signor Berto!? Sono io! Diamine, qualcosina ho fatto anch'io!

SANDRA Sempre modesto il mio Diego. Altro che qualcosina... hai fatto tutto tu birbone!

DIEGO (dolcemente malizioso) Ma anche tu furbetta l'hai fatta bene la tua parte!

BERTO Ma la tua mamma cosa dice che ti sposi incinta?

SANDRA E cosa vuoi che dica? Non sono la prima! Oggi però il comportamento della mamma non riesco a capirlo: prima non voleva che lo sposassi perché diceva che è un prepotente, poi mi consigliato di dire al don Lino, non capisco il perché, che io non voglio figli ed invece non è vero perché io e il Diego ne vogliamo almeno tre. Quando poi le ho detto di essere incinta è svenuta e poi straparlava... diceva che era stato mio fratello! Deve essere andata un po' fuori di testa.

BERTO Anche stanotte straparlava nel sonno! Ma io lo so il perché: ieri sera qui in osteria era avanzato un piatto e mezzo, quasi due, di trippa e la mamma che ne è ingorda, ma sopratutto per fare un dispetto a me che impazzisco per la trippa, se l'è ingoiata giù in fretta senza farsi notare e senza nemmeno farla scaldare. Si vede che ancora non l'ha digerita!

DIEGO E' in osteria adesso la signora Sofia?

BERTO No, è andata dal don Lino.

DIEGO Allora torniamo più tardi. Volevamo farle insieme le felicitazioni perché diventa nonna. A lei signor Berto le facciamo subito.


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SANDRA Contento papà?

BERTO Confesso che sono emozionato e che prima o dopo me lo aspettavo di diventare nonno. Sarei stato più contento se fosse successo dopo il matrimonio... (li abbraccia)

SANDRA Allora Diego non perdiamo più tempo e cominciamo ad informare la tua mamma. Chissà come sarà contenta!

DIEGO Si andiamo prima che lo venga a sapere da qualcun altro. Saluti nonno Berto!

SANDRA Ciao papà, per adesso non dirlo alla mamma che passiamo qui noi più tardi. (escono)

BERTO Anche la Sandra non è stata capace di frenarsi con il moroso. Ormai di questi tempi certe cose le fanno tutti prima di sposarsi e non come me che quando ero moroso della Sofia potevo solo immaginarmi di come fosse sotto i vestiti. Adesso invece quando si sposano come minimo hanno già un figlio se non addirittura due o tre!

ROMEO (entrando con le figurine in mano) Ciao papà sei tornato adesso?

BERTO No, son già dieci minuti! Sono stato a raccogliere funghi, guarda qui che belli!

ROMEO (ironico) Che bravo papà! Dov'è che li hai trovati?

BERTO Nel bosco al solito posto vicino al ponticello sul ruscello.

ROMEO Perché non hai portato anche me?

BERTO Perché.... quando sono partito tu ancora dormivi e mi spiaceva svegliarti.

ROMEO Non è vero che dormivo, io stavo già in cucina a sbucciare le patate. BERTO Ah si?

ROMEO E si! Papà tu dici bugie. Tu non mi hai portato insieme perché come al solito dovevi fermarti dall'Amalia a bere il caffè ed io ti sarei stato d'impiccio. Infatti tutte le volte che ti fermi dall'Amalia mi rifili in mano un pacchetto di caramelle e mi mandi sempre avanti a cercare i funghi o a raccogliere le castagne.

BERTO Lo faccio per non farti annoiare intanto che io bevo il caffè.

ROMEO Ma l'Amalia però (maliziosamente) non ti fa solo il caffè! Ti da anche le brioches

appena sfornate ed anche tanti baci intanto che tu le palpi le chiappe...

BERTO Zitto Romeo abbassa la voce... guarda che te sbagli. Io lì bevo solo il caffè!

ROMEO Eppure papà io ti ho visto più di una volta con le tue mani sul culo dell'Amalia!

BERTO Forse perché c'era una mosca proprio lì e volevo cacciarla via. Ma non è necessario che tu lo dica in giro, tanto meno alla mamma.


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ROMEO Se è per quello io non dico niente però, tu sabato mi porti a guidare il go-kart.

BERTO Sabato non posso, devo andare con la mamma a scegliere il vestito per lo sposalizio.

ROMEO E allora se non mi porti...potrebbe scapparmi fuori qualche parola...

.

BERTO No, non parlare che ti porto. Mi toccherà litigare un'altra volta con la tua mamma!

ROMEO Non preoccuparti papà, glielo dico io alla mamma. Le dico che siccome non mi hai portato con te a cercare i funghi perché dovevi fermarti con l' Amalia...

BERTO E no... questo non devi assolutamente dirglielo!

ROMEO Volevo dire che... non mi hai portato perché tu credevi che io fossi ancora a letto e allora per farti perdonare mi porterai ai go-kart!

BERTO Ecco bravo, così va bene.

ROMEO Dov'è la mamma che glielo dico subito?

BERTO E' andata dal don Lino.

ROMEO Ancora?

BERTO Perché ancora?

ROMEO Perché anche stamattina è andata dal don Lino ma lui non aveva tempo e poi però è venuto lui qui.

BERTO Cos'ha in piedi con il don Lino? Quanti peccati ha da confessare?

ROMEO Non è per lei, è per la Sandrina!

BERTO Si confessa lei per la Sandrina?

ROMEO Ma no papà, una persona non si può confessare al posto di un'altra persona!

BERTO Credo bene! E allora cos'è andata a fare dal prete?

ROMEO Perché la Sandrina si sposa!

BERTO Me ne ero già dimenticato! Per forza oggi ho un casino in testa! E' meglio che entro a farmi un caffè. Vieni con me che ti mangi un gelato.

ROMEO Però stavolta voglio il gelato con il cioccolato non quello solito al limone! (escono e dopo qualche secondo di scena vuota entrano don Lino e Sofia)

DON E no cara la mia donna non si fa così. E' inutile che vieni in canonica o in chiesa a supplicarmi di non prendere in considerazione la vicenda di stamattina! Non si può


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sbeffeggiare la religione e adattarla ai nostri progetti! Io sono solo un prete di campagna all'antica e certe cose non riesco a comprenderle. Prima mi dici che non devo sposarli, poi che devo sposarli in fretta ed in pompa magna anche se la ragazza è incinta. Insomma casa devo fare?

SOFIA Ma don Lino, è lei il prete e non sono io che debbo istruirlo su cosa deve fare un prete. Guardi però don Lino che il matrimonio di mia figlia dovrà esser qualcosa di straordinario che tutti debbono ricordare. Guardi, glielo dico subito: la mia Sandrina indosserà un vestito di raso con dentro il pizzo di Cantù, tutto bianco... lungo...con la coda lunga almeno tre metri e due bambine che la terranno sollevata da terra...una scollatura....

fino qui...va bene? Lo sposo avrà il frac e la bombetta in testa, però in chiesa gliela farò togliere. Ci sarà bisogno dell'organo con la cantoria ma non quella della nostra parrocchia che... è meglio la cantoria della parrocchia di santa Teresa che sono più bravi! A proposito, perché non cambia il maestro di musica che mi pare un impedito? Faremo mettere una passatoia rossa fin giù dei gradini del pasque e la chiesa sarà tutta piena di fiori: gigli bei bianchi ovunque: sull'altare, sulla balaustra, sulle panche e anche in sacrestia. E mi raccomando i chierichetti! Tanti chierichetti ma tutti della stessa altezza né troppo alti né troppo piccini, di un metro e trentacinque vanno bene. E poi tanto incenso e tante candele e se mancasse qualcosa d'altro ci pensi lei. Ah dimenticavo: ecco a celebrare il matrimonio dovrebbe far venire qualche bel monsignore ancora giovane e piacente senza né barba né baffi perché lei don Lino è bravo... è buono... ma in fotografia non viene bene.

DON Basta? Hai finito di lamentarti? E sopratutto hai finito con le pretese?

SOFIA Don Lino, vedrà che pranzo di sposalizio! Lo faremo qui nella nostra osteria con un menù da leccarsi i baffi! Un servizio che...pensi: dodici camerieri professionisti vestiti da pinguino e per la cucina ho ingaggiato quel cuoco che è sempre in televisione... come si chiama...adesso non mi viene in mente. Per la musica ci sarà l'orchestra del signor Casadei, quello della vecchia Romagna e se lui non potrà verrà quella di suo cugino e tutti balleranno. Lei don Lino è ufficialmente invitato insieme all'Agnese, la sua perpetua!

DON Io sono invitato a ballare con l'Agnese?

SOFIA Se l'Agnese non se la sente di ballare, se permette, lo farò io un balletto con lei!

DON Allora son invitato solo per ballare?

SOFIA Ma no che dice? Lei è invitato a mangiare! Una bona forchetta come lei non si può tenere a stecchetto! Ballare non è necessario ma mangiare è indispensabile! Vero?

DON E si che è vero! Allora mi terrò la pancia pronta. Grazie per il generoso invito.

SOFIA (al pubblico) Con lo spavento che mia figlia mi ha fatto prendere stanotte mi sento in dovere di essere generosa! Don Lino, perché stasera non si ferma qui in osteria a mangiare che così chiacchieriamo ancora un po'? Il mio Berto stamattina è andato a funghi, e speriamo solo a funghi, e certamente ne ha raccolti (al pubblico) Chissà se è già tornato? E' tornato si. Guarda quanto è tonto! E' la maniera di lasciare in giro il cestino? Troppa fatica portarlo in cucina! Vediamo quanti ne ha raccolti. (li conta) Quattordici! Un po' pochi per essere stato in giro quasi tutto il giorno! Ecco, allora lei don Lino stasera si fermerà qui in osteria a mangiare un bel risotto con i porcini.


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DON Sofia tu sei un demonio! (Sofia si aspetta che tuoni) Perché mi prendi per la gola? Lo sai bene che per un risotto coi funghi sarei disposto anche a fare un peccato veniale! Ma non posso! L'Agnese avrà già messo a cuocere la pastina con il dado e se non la mangio mi mette in quaresima e va a finire che non mi cucina più nemmeno la pastina!

SOFIA Non vorrà paragonare una pastina col dado ad un buon risotto! Allora facciamo così: telefono io all'Agnese e vedo di inventare qualcosa per tenerla quieta e di fare in modo così di impedire a lei di fare la quaresima anche a ferragosto. Va bene?

DON Sei proprio una donna e come tutte le donne, brava prima a ferire e poi a medicare! Tu saresti capace di raggirare anche il diavolo e anche di fare ingolosire un santo con il tuo risotto! Mi è venuta sete, posso avere un bicchiere d'acqua?

SOFIA No. Per farla ingolosire di più, le preparo un bel campari spruzzato. (don Lino fa un cenno di soddisfazione) Porto in cucina i quattordici funghi, preparo l'aperitivo e telefonoall'Agnese. Ma cosa fa in giro questo foulard magari tutto sporco! (lo raccoglie ed esce)

DON La Sofia oggi non è tanto a posto. E' nervosa e fermenta come un vino novello! Avrà le scalmane! Io per adesso devo assecondarla, poi quando sarà più tranquilla cercherò di riportala in carreggiata. In fondo è una brava donna con idee troppo grandi ma è di cuore buono. Cercherò di spiegarle che non è l'apparenza ciò che conta ma che il bello è essere in pace con la coscienza, che il buono è... anche un buon risotto coi funghi. Mi sta venendo una fame ... ecco intanto che mangiamo il risotto con i funghi ne approfitto e senza farmi intuire le tiro un bel sasso. Siccome tra poco sarà nonna ed i suoi nipotini quando saranno un po' cresciuti avranno bisogno dell'oratorio per giocare ed imparare il catechismo, ora che c'è il nuovo oratorio che però è ancora da pagare, perché non approfittarne con una generosa offerta in maniera di poter guadagnarsi qualche gradino sulla scala del paradiso?

SOFIA (rientrando) Don Lino, sta recitando il rosario? L'Agnese non l'ha presa troppo bene perché la pastina era già pronta, ma l'ho convinta a non buttarla. Per penitenza lei domani la mangerà fredda. Ecco il campari spruzzato e le patatine. Le faccio compagnia, si accomodi. (siedono) Un brindisi al matrimonio di mia figlia!

DON E che quello che nascerà sia un bravo cristiano! Stavo pregando per quello!

SOFIA Bravo! Per fortuna ci sono quelli come lei che pregano! Io non ho mai tempo!

DON Se manca il tempo per le orazioni si può far del bene in tanti altri modi per esempio...

SOFIA A far contenta mia figlia con una bellissima cerimonia! Con lei don Lino siamo già d'accordo su tutto e vedremo più avanti se ci sarà qualche piccola aggiustatina.

DON Si, si, ne parleremo con più calma di tutta la faccenda tra qualche giorno. Prosit!

SOFIA Prosit! Don Lino mi ascolti: io ho una pulce che mi ronza dentro l'orecchio e volevo confidarmi con lei per avere anche un consiglio se fosse necessario.

DON Parla figliola, ti ascolto.


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SOFIA Ecco don Lino: dato lo stato di mia figlia è obbligatorio che si sposi in fretta. Io non posso tenermela in casa ed in osteria poi nemmeno a parlarne, ma lei mi riferisca tutto quello che pensa del Diego... Non è nemmeno figlio di suo padre...ci si può fidare? (guardandosi intorno) Diventerà anche lui come il mio Berto?

DON L'Edoardo ha cresciuto il Diego in modo eccellente anche se non era suo figlio naturale e tu devi esserne contenta perché un giovanotto così in gamba qui in paese è difficile da trovare. Riguardo al Berto non ho capito. Spiegami: come sarebbe diventato?

SOFIA Non mi faccia aprire il libro! E' diventato tranquillo, pacifico, rassegnato...non reagisce più. E' sempre stato un galletto indomabile adesso invece certe volte è come un cane bastonato: fa quello che gli chiedi e non fa quello che gli proibisci. Sa, (circospetta) glielo dico in confidenza che tanto lei è un prete e chissà quante ne ha sentite. Io adesso lo trascuro anche a letto ma lui non insiste più di tanto come una volta, si quieta ed aspetta un'altra occasione. Dalla sua esperienza...

DON Sofia, ma che dici? Io sono un prete con tanti, troppi difetti, ma non quello! Come posso avere esperienze di questo genere?

SOFIA No, non mi fraintenda: io intendevo dalla sua esperienza di prete e di confessore, di uno cioè che ne sente di tutti i colori. Ecco lei pensa che, se al Berto capitasse l'occasione di perdersi con qualche donna, si lascerebbe tentare?

DON Io ti auguro di no ma... la carne è debole...e se fossi in te non mi vanterei per averlo trascurato e di aver mancato ai sacri doveri coniugali che, ricordati, sono sempre validi fino a che sei in vita.

SOFIA Ma don Lino... a una certa età... sempre col Berto... sempre la stessa minestra... diamine c'è anche un termine!

DON No, non c'è termine: “finché morte non vi separi” ricordati! E se tuo marito ha ancora il fuoco della passione, tocca a te spegnerlo per impedire che sia un'altra a farlo! Non si deve rischiare di disgregare una famiglia impedendo il dovere coniugale al coniuge che ne ha diritto e che, da come mi riferiscono lo fanno tutti volentieri. O sbaglio?

SOFIA No, no, non si sbaglia... anzi, con la persona adatta... si fa proprio volentieri....

DON Ma per te, la persona adatta deve essere tuo marito!

SOFIA Appunto....

DON Non è che con tutto questo discorso vuoi farmi capire che tu te la intendi con un altro, magari già ammogliato?

SOFIA Io da che mi sono maritata le corna al Berto non le ho mai fatte e anche quando me n'è capitata l'occasione ho sempre rinunciato. Prima de sposarmi invece... ma quello non conta. Vero?

DON Ti credo. Vai avanti così e non tradirlo mai tuo marito, ma vedi di far si che il tuo dovere di sposa diventi ancora un piacere. Lasciati andare che il Signore benedice sempre


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il vostro matrimonio! Con più starete vicini con più sarà difficile perdersi...

BERTO (entrando) Ecco don Lino, cerchiamo di non perderci in chiacchiere che tra pochi minuti in cucina sarà pronto il risotto. Se vuole accomodarsi le ho preparato il tavolino vicino alla credenza del pane, quello più defilato.

DON A me non piace farmi aspettare dal risotto, preferisco essere io ad aspettarlo. Vado subito in bagno a lavarmi le mani e... (come una richiesta) se ci fosse una bottiglia di sassella insieme al risotto... allora è meglio aprirla per tempo.

BERTO Per il sassella è già stato disposto. Ormai i suoi bisogni da tavola li conosciamo!

DON Che il Signore mi perdoni! (esce)

BERTO E SOFIA Amen! (cantato)

GINA (entrando) Oh Sofia, ho perso il mio foulard. Per caso non l'hai visto in giro? Salve signor Berto, come sta?

BERTO Io bene e lei?

GINA Se ritrovassi il mio foulard a cui sono tanto affezionata starei meglio. Non è che per caso l'ha trovato lei e se lo è messo in tasca?

SOFIA Ma perché il Berto dovrebbe mettersi il tuo foulard in tasca? Se l'hai perso qui e qui fuori non si vede, magari è stato portato dentro. Vado a vedere. (esce)

GINA (a Berto) Allora?

BERTO Allora cosa?

GINA Come cosa? Stasera?

BERTO No... stasera non posso... son troppo stanco... già stamattina con...

GINA Stamattina cosa?

BERTO Dicevo che... già stamattina son andato a funghi ed ho camminato tanto che...

GINA Che se gli argomenti per tirarti indietro sono solo questi, caro il mio Casanova non bastano! Stasera io ho bisogno di soddisfare le mie voglie e allora cerca di non mancare, altrimenti te la farò pagare facendo in modo che lo venga a sapere tua moglie.

BERTO No, no zitta! (rassegnato) E va bene, alle nove e mezza ci sarò.

GINA Ricordati di portare il solito champagne che con una bella bicchierata prima, una bella sorsata intanto... e un bel brindisi dopo, festeggiamo!

SOFIA (entrando) Eccolo qui il tuo foulard... ma cosa c'è da festeggiare?


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GINA C'è che.... ma diamine... il matrimonio di vostra figlia!

SOFIA Se ne hai piacere puoi cominciare a festeggiare già da stasera. C'è quasi pronto un risottino coi funghi che ha raccolto il mio Berto che è una delizia e potrei accompagnartelo con una bottiglietta di bonarda. Che ne dici? Ti fermi?

GINA Volentieri ma propri stasera aspetto a casa mia una persona importante e non posso fargli il bidone. Tengo buono l'invito per un'altra volta. Grazie per il foulard e arrivederci... arrivederci a presto anche a lei signor Berto. (esce, facendo segnali a Berto)

SOFIA Cosa c'è Berto? Mi sembri stanco! (investigando) Hai trovato tanti funghi oggi?

BERTO (ingigantendo) Tanti? Ne ho trovati dappertutto!

SOFIA Ma raccoglierne solo quattordici in tutto il giorno non mi sembrano così tanti...

BERTO (colto in castagna) Effettivamente... quattordici sono un po' pochi.

SOFIA Già, però sono tutti quelli che hai portato. Quelli che mancano dove sono? Parla!

BERTO Non urlare aspetta …(pensando) c'è una spiegazione...

SOFIA Sentiamo?

BERTO C'è che per tornare a casa quando sono uscito dal bosco sono dovuto passare davanti alla casa di Amalia. L'ho vista e...mi sono fermato a salutarla e dopo, come potevo non regalargliene qualcuno? Del resto ormai siamo parenti! Se non mi credi puoi andare a chiederglielo!

SOFIA Ma si che ti credo! Lo so che mi vuoi bene e che mai e poi mai mi faresti un torto! Anch'io ti voglio bene e poiché oggi abbiamo saputo che presto saremo nonni abbiamo il dovere di festeggiare. Però stavolta non festeggeremo solo con lo champagne ma...

BERTO Ma?

SOFIA Ma come non capisci? Stanotte quando tornerai a casa dopo la tua partita a bocce, ti farai una bella doccia calda. Poi, dopo esserti asciugato nell'accappatoio, quello bello azzurrino con il colletto bianco, ti cospargi, dappertutto mi raccomando, il profumo che ti lascerò in bella vista davanti allo specchio e poi tu, in punta di piedi e senza far rumore, aprirai la porta della nostra camera e ti stenderai sulle lenzuola fresche di bucato del nostro letto e ...ed io sarò lì ad aspettarti con addosso solo la sottoveste, per scaldarti ancora come facevamo una volta.... perché Berto, se sapessi....mi è presa ancora una

voglia di.... (Berto cade svenuto)       Berto... Berto... O Madonna santa è svenuto al solo

pensiero di fare l'amore! Per forza povero Berto è da tanto che lo trascuro ed ora non è più abituato! Ma da adesso in avanti ascolterò i consigli del don Lino, gli accenderò il riscaldamento una sera si e.... l'altra anche! (cerca intanto di farlo rinvenire) Dai Berto svegliati... dai Berto svegliati che stasera...

SIPARIO: FINE


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