Una visita in paradiso

UNA VISITA IN PARADISO

LA TRAMA

UNA VISITA IN PARADISO

di Dante Taddia

Un impresario teatrale ingaggia due musicisti romani, per tenere un concerto in una casa patrizia, e altrettanto fa per due musicisti napoletani.

Per un caso fortuito i quattro musicisti, cercando il posto del concerto, si trovano ad entrare in Paradiso pur essendo ancora in vita.

San Pietro nel trovarseli in quel luogo disperato e si rivolge a Dio per sapere cosa fare.

Laiuto viene dai Santi: intervengono per i romani, Santa Francesca Romana e per i napoletani San Gennaro.

Essendo i santi gli intermediari fra gli uomini e Dio il problema si dovrebbe facilmente risolvere.

Ma il Signore dice che i musicisti ormai resteranno in Paradiso e che solo in un caso molto particolare, facendo uneccezione alle regole del luogo, potranno nuovamente scendere in terra: dovranno riferire agli uomini com il Paradiso e che un luogo ben preciso, dove si sta bene.

Dato che per questa loro opera dinformazione si dovranno fare capire da tutti, anche se i dialetti romanesco e napoletano sono ben conosciuti e il napoletano soprattutto gi una lingua universale,dovranno fare ricorso alla vera lingua universale compresa da tutti che la musica, insegnandola e divulgandola e con essa la pace e larmonia fra gli uomini.

Il lavoro che i quattro fanno in terra pregevole facendo molti proseliti tanto che, sulle ali della musica e con laiuto di tutti i beati, molti uomini potranno entrare in quel posto bellissimo che il Paradiso.

La commedia stata rappresentata al Teatro Armando Cafaro di Latina nella stagione F.I.T.A. 2005/2006 con successo.

E regolarmente depositata presso la SIAE e lautore Dante Taddia iscritto con numero posizione 146486.


UNA VISITA IN PARADISO

Commedia in due tempi
di
Dante Taddia
PERSONAGGI IN ORDINE DI APPARIZIONE

San Pietro = S.P.

Voce del Signore = Voce

Remo = RE

Romolo = RO

Santa Francesca Romana = FR

Gennaro = GE

Totonno = TO

San Gennaro = S.G.

NOTA:

VENGONO RIPORTATI MOLTISSIMI PUNTINI DI SOSPENSIONE ...

PER INDICARE LE PAUSE DI RECITAZIONE

PARTE PRIMA
Scena Prima

INTERNO Giorno: illuminazione solare

La scena si apre su spazio pieno.

A sx una porta con scritto Terra .A dx una porta con scritto Capo.

Una finestra fra le due porte.

Sopra la finestra, di fronte al pubblico, c una gran luce (spot) coperta da schermo bianco per dare maggiore luminescenza diffusa.

Su una specie di cavalletto c una rete messa a cavalcioni.

Allangolo una bella canna da pesca daltura con mulinello.

Un personaggio:Vestito con una lunga tunica, chiara, ha la cinta costituita da un pezzo di rete da pesca arrotolata che si articola anche a bandoliera.

Bella barba bianca /sale e pepe. Due grandi chiavi pendono dalla cinta di cuoio sotto la rete. E San Pietro (S.P.)Ha in mano la navetta con refe per riparare la rete.

Si avvicina alla rete,tende il filo con uno strappo per testarne la bont :

S.P. - Vojo proppio vede se anche stavolta se strappa.E filo doppio, rintorto.

Prende la rete in mano e con gesti misurati e accurati inizia a fare nodi per rammendare le maglie della rete.E molto attento e concentrato su quanto sta facendo.

Voce - (Molto dolcemente) Luce spot inizia a pulsare contemporaneamente alle parole che verranno dette

Pietro...

S.P. - (continuando a rammendare la rete) Sii,

Voce - (Molto pi decisa)

Pietro, la rete! No, non quella rete.

(scandendo le parole, e in modo deciso) Non quel -la re - te.

S.P. - Siii, Signore. Cosa?Ah, la rete.Quale rete...?

(tenta di raccogliere tutto per nasconderla. Lappallottola. Si guarda in giro per trovare un nascondiglio. Guarda ancora,deluso. Non trova niente.

Prende la pallottola fatta con la rete e se la mette sotto la tunica, tipo una grande pancia e se lassesta con dei colpetti.Si guarda attorno, guarda verso lalto, verso la luce) Ah..., s..., cio... ah... la rete.

Etanto per passare il tempo... giusto per tenermi... in esercizio...oggi ...dopo mangiato...

Voce - Devi stare attento nel mangiare, perch spesso troppo cibo risulta indigesto...

come un peso

S.P. - Eh..., s, vero. Ho mangiato forse un po troppo e sento un certo peso...

Voce - Pietro, ma possibile!?Toglietela di dosso quella rete.

e... sullo stomaco lumidit fa male.

E poi ricordalo Pietro. Pescatore danime,tho fatto no di lattarini...

La luce finisce di pulsare. S.P. si deterge il sudore e tira un sospiro di sollievo.

Solleva la tunica e si toglie la rete dallo stomaco. Se lo massaggia.

Prende la rete e la rimette ad asciugare sopra il cavalletto.Si avvicina alla canna da pesca . La prende e frusta laria con quella.

Guarda verso lalto, verso la luce. Tutto tranquillo. Prende la canna e lancia con due mani. Attende qualche attimo. Mima di aver preso un pesce allamo. Recupera. Gira la manovella. Mima un grande sforzo di recupero.Lo mette nel sacchetto.

S.P. -

(Muto socchiude la bocca e fa cenno di no con il capo.Piccolo sospiro e senso di caldo) Per, fa proprio caldo...

Quasi quasi apro un po la porta e cos me rinfresco, cor ponentino...

(Va verso la porta con scritto Terra e lapre. Una folata daria gli arruffa i capelli. Espressione beata.In punta di piedi, e guardando verso la luce, si avvicina alla porta con scritto Capo e la socchiude. Prende una sedia e la sposta proprio verso la corrente. Prende un giornale e si mette a leggere con un gran senso di beatitudine).

S.P. - Ah, ponentino, ponentino. Fresco, pulito, ristoratore.

Anzi ristorante... da cena ar fresco, dda fori porta... (sorridendo per la battuta)

Voce Pietro.Le correnti daria fanno male...

e poi quella porta non pu stare aperta invano.

Chiudila. E anche la mia ! Stai facendo volare tutte le carte dal mio tavolo.

Questo tuo dialetto romanesco proprio brutto!

S.P. - (Scandendo la sillabazione italiana)

Daccordo Signore, andr immantinente a chiudere entrambi gli usci,

onde evitare che un moto turbolento dellaria faccia contrasto fra i due.

Voce - Mmmh, esagerato!

(per assentire e si spegne la luce)

S.P. - Va per chiudere luscio con scritto Capo e quello con scritto Terra. Ma una refola daria riapre quello del Capo ; allora lascia quello terra per andare per chiudere bene quello del Capo ma quello Terra resta socchiuso, involontariamente, anche se Pietro era convinto di averlo ben serrato.

Pietro si mette a fare qualcosa, riordina, controlla la rete se asciutta, la rigira,la riallarga,la rimette sul cavalletto.Guarda la canna. Guarda il sacchetto dove aveva messo il pesce. Sorride.

La luce di scena si spegne pian piano e si illumina uno spazio antistante la porta Terra ma dalla parte esterna alla stanza dove era Pietro.

Scena Seconda

INTERNO - Giorno: illuminazione solare.

Pianerottolo antistante la porta con scritto Terra

Lo spazio illuminato costituito da un finale di scala, un pianerottolo.

La porta allesterno reca la scritta Portiere - Campanello.

Due personaggi. Uno con una chitarra e laltro con un mandolino.

Abbigliamento decoroso, attuale. Mimano fiatone e le loro parole sono intercalate dal fiato grosso(fg). Sono due romani veraci. Si chiamano Romolo (RO) e Remo (RE).

RO - Ah, r primo palazzo... (fg) nd er porchiere st n cima a e scale... (fg)

nvece che...n guardiola, a lingresso.

Ammazzate che... (fg) sfacchinata a sali fino quass.

RE - Io, (fg) tavio detto de pija la scenzore.

RO - Ma che scenzore (fg). Nhai visto chera fori servizzio! (fg)

RE - No, nera fori servizzio. Cera scritto (fg) chera Infermo.

RO - Nun cera scritto Infermo, cera solo a freccia co infermo.

RE - E poi cera puro la freccia pe r secondo piano,

quella che cera scritto Per Gatorio.

Perch nun ce semo iti?Dde sicuro ce staveno anche lantri musicanti.

RO- Lantri musicanti?

RE- Ehhhh.Perch ar gatorio ce vanno li musicanti a studia...

Per gatorio, na forma ridotta.A freccia piccola,

nun centrava tutta a parola Per il consergatorio

Quindi doveva da esse l er concerto.Perch nun ce sei voluto anna. Perch?

RO - Perch,perch... Uno che se chiama Gatorio nun me piace tanto.

Nun po fa er musicante...Cha er nome straniero...Gatorio,

e se d puro importanza da mettesea freccia pp cconto suo.

RE - E ppe quello te sei voluto fa tutte ste scale? Fino quass?

RO - Ppe ven a cerca er porchiere, armeno co dice lui nd dovemo anna.

RE - Ma tu doppo sta scarpinata che mhai fatto fa,

lo sai ndo poi anna?

RO -Ndove?

RE -Devi danna.. Devi danna a fa

( si guarda in giro , il palazzo,le scale,la porta signorile...)

a ffa...tte nantro ggiro, devi danna.

RO -...E nun se famo cconosce subbito e famo puro brutta figura!

Senti, m chiamamo er porchiere e jaadimannamo nd sta er tizzio dder concerto.

(suonano alla porta dove c scritto Portiere, appena un trillo.Nessuna risposta. Bussano allora alluscio socchiuso )

RO - C nisuno?E conpermesso?Porchiereee... Porchiere... Signoraaa...

RE - (ribussando pi fortee urlando) Scusi... a sor come te chiami...

RO - Ma possibile, sempre er buro devi da fa.

Scena terza

INTERNO - Giorno: illuminazione solare.

Parte della scena nel pianerottolo esterno e parte allinterno dove c S.P.

I due RO e RE bussano insieme alla porta. La scena sillumina nuovamente nella stanza dove era Pietro. S.P. ancora intento a sistemare le varie cose.

Sente bussare alluscio e...

S.P. -...Arrivo, arrivo.

(Prende un piccolo registro dalla sua tasca, la penna e si avvicina alla porta.

Fa per aprirla e la vede socchiusa. Si dispera. Si mette le mani nei capelli.

Rif le stesse azioni di quando ha chiuso. Va verso la porta Capo e la chiude, quindi ritorna verso la porta terra e la chiude.

Ritorna verso la porta capo e la chiude. Guarda la porta terra e rif lazione, si ferma di fronte alla porta Terra. Si mette le mani nei capelli.Mormora: )

S.P. - rimasta aperta, la refola di vento...

(La chiude con uno scatto.La riapre di colpo. Vede i due davanti alla porta.

La richiude e si appoggia con le spalle alluscio.Guarda verso la luce. Guarda la porta Capo. Ansima. Corre verso la porta Capo.E chiusa.

Ritorna verso la porta Terra e la socchiude lentamente, aprendola. Vede i due.

Li tocca. Si mette ancora una volta le mani nei capelli. Li ritocca. Richiude la porta.

La riapre, si passa le mani sul viso, disperato. Scuote la testa)

S.P. -...Certo, proprio cos. E mo chi glielo dice? E mo chi glielo dice?

(mormora tra s e s girando per la stanza .I due RO e RE si guardano, si toccano reciprocamente. Fanno la faccia interrogativa.

RE - Ngiorno. Scusi lei il porchiere?

Perch, si...cio...siccome...ci hanno mannato a chiama quelli der concerto....

RO - Ma possibile che nun te fai mai capicome che se deve?

S.P. (li guarda angosciato ed esterrefatto. Apre bocca, vuole cercare di parlare ma non riesce a fare uscire la voce. Articola parole ma escono solo dei suoni muti),poi un poco pi forte e finalmente):

S.P. -...Voi...voi siete viventi?

RE - No. Noi semo romani. Io s Remo e lui Romolo...

S.P. (Li guarda entrambi a lungo. Allunga la mano quasi per toccarli. Entrambi si ritraggono e si guardano fra loro con espressione allusiva. RO guarda RE e si sfiora lorecchio, come si fa a Roma per indicare chi dallaltra sponda).

Ma voi siete viventi ?

RE - Sei puro de coccio. So tre ore che cce stai a tocca e a gguarda.

Tamo detto che semo romani, ddue e no nventi.

S.P. - Ma come siete arrivati quass?

RO - A porchie... ma semo saliti.

(RE lo guarda con occhiataccia)pe scale, a pedagna,perch a scenzore era infermo.

RE -E a prima vorta che ce capita n palazzo

nd panna a trova er porchiere thai da fa dducentomila scalini.

Er porchiere deve da sta ggi. In guardiola.

(mette la mano destra con il dorso allangolo sinistro della bocca)

Er regolamento o conoscemo...

RO -E poi nartra cosa. Si nun sapete dove che se deve da anna,

inutile che ce mettete a freccia co Li mb.Mejio gnente.

(Cambia tono ed espressione)

Bello qui per.N ber palazzo, abbastanza signorile.

C nascenzore solo, ma signorile.Ce stanno puro li stranieri...

Amo visto, er piano dder sor Gatorio...Cha nindicazzione solo pp lui.

Ingresso a parte, pochi scalini...

RE - E mettete li cartelli chiari : Fori servizzio,no infermo.

Ascenzore infermo te da lidea dde na disgrazzia.

S.P. - Ah, io nun so proprio come divvelo...

RE - Ah mo se capimo n po.Dde che bborgata sei?

A me me pari buro.No de Roma Roma.

Nun sei come noi, che semo lui de Borgopio

e io de Santamariaintrastevere.

No, dico, nun so si hai capito.

Bor -go Pio e San -ta - Ma -ria - in - Tra -ste -vere.

Amo detto tutto. Amo detto Roma, che pi Roma nun se po

RO - Senza offenne.Ma me pari n po romano fasullo...

(guarda RE e dice)

Ho capito RE :

nun devo manco parla, nun me devo fa riconosce, nu ho da fatte fa brutta figura...

(espressione come rassegnata dato che la tiritera la conosce)

Ma a me, me sa che...

S.P.- Ci avete raggione.

Nun so de Roma, ma n sacco de tempo che ce abbito.

Pure io propio vicino... sto a Borgo Pio...

RO - Ho capito... anche tu sei uno de quelli che vvie dde fori Roma.

Che sei olivaro o fusajiaro?

Perch porchettaro dde li castelli, no dde sicuro,

pizzicarolo de Norcia nun me pari...

Quinti olive o ffusajie...

S.P. - (dimenticando per un momento langoscia...)

No. Pescatore.Ero pescatore, der sudde...

RE - Eri no spadaro de Sicijia.Mo che vedo puro... a rete.

E dillo! Che male c. Sei uno cha vita se l guadambiata.

Per a parlata de Sicijia se sente poco, ma propio poco.

Cco a parlata romana jammolli. Te sarvi.

RO - E dimme n po, er portierato... com...

chi che tha fatta... a riccomannazzione?

Perch pesse bello n ber palazzo, ggente bbona,

Per cui...no dico, ner caso che... si fosse possibbile...

Che ne so, lamico che tha dato sta sistemata...a me pure...

ne potemo parla, e si poi ce da ringrazzia a quarcuno...

RE - A Ro, ma possibbile...

RO- (mimica con dita 1-2-3)

S.P. - Io ve devo di quello ch successo. Magari n po ppe vorta...a rate .

RE - Nun parla dde rate. E come e corde a casa dimpiccato.

RO-Camo tutti e due e rate da paga a fine mese e nun sapemo d sbatte.

Ma puro tu, nun che stai mejo. Si devi fa e rate puro ppe parla...

S.P. No, lasciateme parla, senza interrompe:

voi siete vivi,questo il Paradiso, io sono San Pietro e...

tutto successo perch rimasta socchiusa la porta.

(tira un sospiro per aver finito il discorso)

RE - A Pi, mo che chai detto er cognome, Sanpietro

come er pesce, mo che hai parlato itajiano,

se semo propio convinti che nun sei de Roma.

E si tte piace n goccetto e to fai puro la matina, a diggiuno, so fatti tua.

Ma vojio aggiunge che fra da fasse n goccetto,

a fa la scoperta che semo vivi,

che a porta stava socchiusa,

che qui er Paradiso e che magara tu sei pure San Pietro,

beh, me pare propio che stai a pijiacce ppe r culo!

RO - (guardando RE molto meravigliato, sta quasi per aprire bocca..)

RE -... E quanno ce vo ce vo!!

S.P. - Ma che goccetto e goccetto.

Quella porta una porta particolare: mette in comunicazione diretta col piano...terra...

RE-Ahhh, sicch mette in comunicazione...

magari senza manco fa le scale! Busciardo!

SP-E la porta che gli angeli adoperano per uscire.

Solo che quando resta aperta serve anche per entrare...

RO - Ha fatto a scoperta che a porta serve ppe sci e puro ppe entra...

Me lo scrivo!

RE - (gli fa cenno di tacere e di stare a sentire per non contrariare Pietro, sfiorando leggermente la testa con indice della destra come per indicare che un poco bevuto e tocco)

E sicch hai lasciato operta la porta... busciardo ddu vorte.

Noi amo bussato ppe ntra.

Si era operta saressimo entrati senza probblema...

e poi a porta del porchiere deve da sta o -p -e -rta...

S.P. -...Ma perch non volete capire, proprio cosi.

Quella porta serve anche per entrare qui dentro, ma non tutti possono farlo.

RO -A R, qui er discorzo se fa serio.

Sto poromo nun probblema de goccetto, er sole e er mare jha dato n testa.

RE -( dice RE a RO a mezza bocca per non farsi sentire da S.P.)

E...che o matto o ce sta a ppijia ppe...micchi

S.P. - Ho capito quello che state dicendo, ma proprio cosi.

Serve per fare entrare coloro che non ci sono pi,

chi non pi vivo...insomma e voi siete vivi...

RO - A Pi, ma che t successo ?

Stai a parla itajiano e dici puroe fregnacce in itajiano!Ma parla come magni !

S.P. (cambiando voce e modi )

Bbene!Mo vve chiamo quarcuno che ce po dda na mano...

e cosi annate da quello der concerto.

(Tira fuori il telefono) allora 339... no, mmejo

chiamalla a casa... risparmiamo... telefonata dufficio!06 - 679...

(RE e RO si guardano interrogativi)

S.P. - Pronto! France, si so io... no..., gneeeente che ce stanno

ddu paesani tua qui da me...nooo nun propio cosi...

na cosa diversa... Che ppoi scenne?

RO - Ma dimme n po chi che hai chiamato?

S.P. - Namica... Santafra... si, cio Francesca Romana.

E una dellUrbe. Mica una bura...figurate che cha a cchiesa...

RE -Che cha sta Francesca ? Ci ha la che?

S.P. - No, dico che cha ce lha chiesto n sacco de vrte...

de damme na mano qui quanno ce so li paesani sua.

RE - Ahhh, vabb, perch mera sembrato dave capito nartra cosa.

S.P. - Sta dde casa propio vicino ar Colosseo. A strada che porta a Piazza Venezzia.

RO - Ah ma allora dde Monti...

RE - Campitelli, vorrai di..

RO - Monti...

RE - Campitelli...

Scena Quarta

INTERNO Giorno: illuminazione solare

Allestimento mostra i due Romani e S.P. che stanno finendo di parlare,

ripetendo ancora il piccolo battibecco su Monti e Campitelli e circa lUrbe.

Parole mezze smozzicate di cui si sente solo la finale ...onti ....telli ...Urbe...

centro de Roma... Colosseo

S.P. si da occhiata in giro per vedere che tutto chiuso e in ordine.

Tocca le poche cose che sono presenti per dare impressione che tutto a posto

Allangolo una bella canna da pesca daltura con mulinello.

Un personaggio entra dalle quinte.

Vestito con una lunga tunica, chiara,e una mezza cuffietta che tiene i capelli

Bella donna , giovane.Si avvicina ai tre:

FR - Ecchime.Ho sentito quello che stavate a ddi.

Ma er fatto davecce a chie...

(S.P. la interrompe tossicchiando e le fa cenno di non dire la parola chiesa e alludendo ai due, e strabuzza gli occhi)

vojo di a casa ner rione der centro nun v ddi ggnente!

E nd uno che nasce che conta! E io so nata a Trastevere.

RO - A Trastevere ?

FR - A Trastevere. A Trastevere...

Dde nome faccio Bussa...Francesca Romana Bussa...

RO - Ma allora te se dice Ceccolella!

FR - Propio cosi.
Si, me chiameno Ceccolella... dde sopranome... Finch ce stavo.

Doppo, de Trastevere semo iti... a... Tor de Specchi...

ma lamichi me ce chiameno o stesso, Ceccolella!

RO - E io? Io,s dde santamariaintrastevere.

Faccio Panzironi, Romolo Panzironi, so er nipote de Checco, er fruttarolo...

RE - A RO,eh... lassa perde, no!

Solo che sta rigazza apre bbocca... e senti a musica de Roma,

er Tevere...li pini,le fontane...Tutto se poteva da penza ma...

dde trova na vera trasteverina...

RO - Ah,ma a proposito de musica... noi stamo qui a chiacchiera

e se semo scordati de quello che dovevamo da sape!

Er concerto!Dunque, sra Francesca...

FR - Ma perch, se vede?

RO -Se vede che?

FR - Che s sra...

RE - Beh certo, er vestito dde na signora...

e quinti tamo da chiama sra Francesca... una che ita de casa a Tor de Specchi...

FR - Lassa perde, credevo che volevi di nantra sra...

ma semo dde Roma,trasteverini...parlamo come ce lo dice er core,e...

Chiamateme Francesca...

RO - A Franc... dunque, a noi channo chiamato quelli dder concerto...

perch noi semo specialisti, semo musicanti de concertino...

FR - Davero?Musicanti de concertino? Musicanti che sonate...

RE e RO -(rispondono allunisono)

E te credo!D resto amo portato puro li strumenti.

RO - Io er mandolino

RE - ...E io a chitara

FR - (Si avvicina a SP e quasi in tono confidenziale)

A Pie guarda che questi... stanno a ddi er vero.

D resto... li strumenti ce lhanno, s veraci de Roma e nun dicheno buscie...loro...

( fa un cenno verso Pietro appoggiando sulla parola buscie).

SP-A France, ma io... solo una vorta!

FR-Perch,vedi Pie, a ggente dde Roma, quelli veri...

e buscie nu le di -che -no...Mmai...

Manco si li galli canteno trenta vorte, no solo tre...loro nun dicheno buscie... loro...

S.P. - France e sempre sto fatto! Ma... successo solo qua vorta ...

Io tho chiamato... perch stiamici tua...

so venuti quass da loro...A piedi!So viventi !

FR - Pietro,(lo prende sottobraccio e con fare serio e preoccupato)

A Pi,er probblema ce sta...ma... er tuo...io te voijio pure da na mano ma...

Eh,che dici si je dimannamo de facce senti quarcosa?

(fa cenno di occhiolino a S.P.)No,cosi vedemo, anzi sentimo...

FR -Aho... stateme a senti (rivolta ai due RE e RO)

stavamo a di co Pietro che... je farebbe piacere dde senti quarche cosa,

robbetta de fino, sintende...quello che sapete fa,inzomma...

Che dite,je famo senti come se canta a Roma?

RO e RE - Aho e noi stamio qua... e manna...

(arpeggio di chitarra. FR guarda co occhi desiderosi la chitarra e non si trattiene)

FR- Eh...a chitara... sempre a chitara e quanno voi senti Roma...

devi da sona...io ...a me....a me la musica... me piace...e anche tanto

(accarezza la chitarra di Remo...)

Scena Quinta

S.P. e FR si mettono in disparte e vanno a prendere due sedie sulle quali si mettono comodi di tre quarti alla scena,verso la porta dove c scritto Capo: i due musicisti al centro scena.RE e RO tirano fuori gli strumenti dalle custodie, accordano gli strumenti con corista, il la, piccolo arpeggio di chitarra, note di violino...

La luce di scena si affievolisce .Sui due un occhio di bue a luce diffusa e due iniziano:

RE+RO-(Annunciano)Quanto sei bella Roma

(...la scena buia alle parole dello stornello con riferimento di collocazione si vede una cartolina illuminata con Tevere,una Cupolone di S.Pietro,laltra il Campidoglio)

FR -(rivolta a S.P.) Bella eh ?

S.P. - Bella, veramente una bella canzone.Hanno detto solo er titolo!

FR - Ah,Pi ma che canzone. Sto a ddi dde Roma... so bbravi,eh?

S.P. - Bravi, propio bravi.Ma ancora namo sentito gnente!

FR-E io ve lo devo da di , e io...io nun me tengo pi... io devo...

RE- Eh ...lo capimo, annate, annate puro, lemozzione certe vorte fa steffetto...

FR- Ma che avete capito?

Non dico quello...dico che nun me reggo pi e ho da canta covoi , si lo permettete...

RO- Permettemo ?O devi da fa e bbasta.

FR- Ehhh, ma allora...se deve canta:Quanto sei bella Roma,

e... fateme canta ppe prima...

RO-Maaa...allora te mpresto a chitara mia!

FR- Grazie, ma qui semo organizzati

(dalle quinte arriva chitarra.Fa due accordi e cominciano suonare Quanto sei bella Roma a prima seera...e gli altri seguono e in coro continuano...er tevere te serve...ecc)

S.P. - Bravi, bravi. France, ppe la musica avemo risolto.

Ma er probblema resta per laltra cosa.

Qui...loro...(rivolto ai due RE e RO)...voi non ce potete sta...

Dunque, adesso scite. Scennete le scale e subbito trovate quello che cercate,

facile, nun ve potete sbaglia.Sulla porta ce sta scritto...

Mejo che annate n momento co lei...France che li poi porta intanto ne la saletta?

Io preparo er modulo duscita!

FR- Allora Pie,li porto intanto li

SP- Eee, s..sii. O porto subbito!

Scena Sesta

La luce di scena si affievolisce fino quasi al buio e l occhio di bue a luce diffusa si spegne.

Si illumina allimprovviso il pianerottolo dalla parte esterna della porta con scritto Terra e ci sono davanti due persone che bussano. I due sul pianerottolo hanno in mano chitarra e mandolino. Vestiti decorosamente attuali. Sono Gennaro (GE) e Totonno (TO) Accento Napoletano.

Mimano fiatone e le loro parole sono intercalate dal fiato grosso (fg)

GE - Scusato, (fg) (fg) permesso?Possiamo(fg) trasire?

TO - Nata faticata(fg) e chessa manera(fg) e tengo bisogno

i un anne i repose(fg)

GE-Ma quanne mmaije...ultimo piano(fg)

TO-Scusato, siccome che(fg) la porta steva aperta...

noi siamo trasiti perch ci necessita... (fg) uninfo(fg) rmazione.

S.P. (E rimasto verso il centro scena e stava dirigendosi verso la porta con scritto Capo.Sente la refola daria,si volge verso la porta e vede i due.

Li guarda attonito, esterrefatto, a bocca aperta, si guarda intorno,fa per parlare,si avvicina a loro e li tocca leggermente dicendo Che volete?)

GE - (Ansima ancora leggermente e si scansa infastidito)

E cche ssu tocche tocche?Salutamme a cumpagnia

TO - Ehhh, (fg) e ci sta puro na bella uagliona.

(Si da un contegno da sportivo, senza ansimare...)

Buon giorno, signuri.Un piccolo esercizio di sagliute ve mantene ggiuvene e n salute

(sorridendo e dandosi atteggiamento da viveur e tutto sciolto e molleggiato)

(Poi,rivolto a S.P.) E vostra figlia? Na bella, giovine...complimenti...

S.P. - (riesce ad articolare a stento) Oh Signore Iddio...

Voce - (La luce si accende e la voce inizia a pulsare)

Pietro, mi hai chiamato?Cosa sta succedendo?

S.P. - (guarda tutti e fa cenno loro di stare zitti)

No, Signore, niente. Siccome...ho esternato a voce alta il mio pensiero...

per quello mi avete sentito...

Voce - Sei sicuro che non sta succedendo niente?Posso stare tranquillo?

S.P. - Si... cio, no.. volevo dire che non succede niente...e s,

che potete stare tranquillo.

Voce - Se cosi... (si spegne la luce)

S.P. (mima una grande paura e si asciuga il sudore dalla fronte)

Tira un sospiro di sollievo. Si rivolge agli astanti e guardando verso lalto e dando di gomito):...E il Capo!Ma... anche voi siete viventi!

GE - Ah,bbraave. Simme tutte e ddujie i Napule...

Mi sembrato di capire che voi siete il custode del palazzo, il subalterno.

Il portiere insomma, e che vi chiamate Pietro.

Me fa piacere. Lui Totonno e ije so Gennaro

TO -(gli stende la mano)...E noi ggiusto du portiere tenevamo bisogno.

N, Pietro, scusate se mi piglie nu poche e confidenza...

vvu ddiche ccu u core... mastu fatte che inta stu palazze u portiere sta...

allurteme piane, me pare propio na strun...

(si guarda attorno, gli altri lo guardano,GE fa unocchiataccia)

na stranezza !

GE - Dunque noi vorremmo uninformazione: chille ddu concerte addo stanne?

Perch vedete Pietro, a noi ci hanno detto di venire qui, o tierze piane,...

S.P. - Oh Ges, Ges...

Voce -(Si accende e pulsa)

Pietro che c? Cosa vuoi da Nazareno?Ora te lo chiamo...

S.P. - No, no, s... cio... Signore mio...

(sta sullorlo della disperazione e si mette mani nei capelli e nella barba che rigira)

Signore mio qui sta...(sottovoce)Franc,che poi veni a damme na mano?

Voce - Siii, dimmi Pietro che cosa sta...?

FR - (Entra e avanza verso S.P. e gli fa cenno di parlare adagio e di stare calmo)

La porta,digli della porta.Lo deve sapere.

S.P. - No, perch ...cio ...

GE - Dunque noi vorremmo uninformazione:

TO-Chille ddu concerte add stanne?

Voce - Sii,dimmi Pietro che cosa sta...?

FR - (fa cenno a S.P. di stare calmo e sussurra)

La porta,digli della porta.Lo deve sapere.

Voce - Siii,dimmi Pietro, cio che cosa...?

GE - Dunque noi vorremmo uninformazione:

TO-Chille ddu concerte add stanne?

Voce - Sii,dimmi Pietro, cio che cosa...?

FR - (fa cenno a S.P. di stare calmo e sussurra)La porta,digli della porta...

S.P.- (Esasperato)E nun parlate tutti assieme!

Cio ... Signore. Sta...sta facendo piuttosto caldo

e allora avevo pensato, ma solo pensato

e sempre che voi siete daccordo, che se potevo...

( fa cenno a tutti i presenti di tacere e di stare fermi immobili)

se potevo...ire un poco la porta...quella, ma tengo chiusa la vostra...

Voce - ...ire ? Ripeti!Non ho capito cosa hai detto Pietro.

S.P. - Ho detto ... se potevo a...ire un po la porta...

Voce - Ahhh, aprire un po la porta...!

Ma tu lo sai benissimo a cosa serve quella porta.

Quindi mi raccomando Pietro, e... rinfrescate cco sto ponentino!

(ridendo, chiude la conversazione)

S.P. Certo, Signore,...

(rivolto agli astanti tira un sospiro di sollievo e, si frega le manie rivolto a FR)

...e cosi adesso lo sa che la porta socchiusa...

Quindi quello che succedesso... quello che assecede...

quello che successo adesso pi plausibile...

FR- Ma allora adesso me ne posso andare?Questi so amici de Gennaro!

SP- Si, poi anda

GE - Ohi Tatoo, a faccia dda pizze! U vvide,quannenu palazze ddi signure...

tenimme puro laiuto portiere. Sta u cape...(guardando in alto)

cio u portiere cape (guarda S.P.) e laiuto portiere, u vice.

Uagli, cca nun se scherze.

SP- Dunque Gennaro, adesso vi chiamo qualcuno che ne sa pi di me.

(Tira fuori il cellulare. Gennaro... 081... rumore amplificato di serie di numeri al telefono)Pronto!... Genna qui da me... ce stanno ddu paesani tua che...

Pronto, pronto...

(rivolgendosi a Gennaro e coprendo con la mano il telefono)

Non c pi campo o deve essere caduta la linea.

(si sposta e guarda le tacche del telefonino.Mormora ...cinque tacche)

...pronto Genna, me senti?Gennarooo!(Alzando la voce)

SG - Ohi Pi, e nun alluccare.

(Arriva San Gennaro (SG) mentre S.P. sta chiamando al telefono)

Te sente bbuone, ije, stonghe cca..

SP-(guarda alternativamente SG e il telefono con fare interrogativo)

SG - Neh Pie tu devi capire che una rarita di questo genere...

due paesani miei che trasene insieme cca dinte...

tu capisce ca nun pozzo perde manche nu seconde...

Non mi sono neanche finito di fare la barba...

Debbo vedere che faccia tengono.

Mica salgono tutti i journe,a ddue per vota cca n par...

S.P. (lo guarda e fa accenno alla porta socchiusa e mettendo le labbra a boccuccia mina silenzio e cenno di intesa)

SG - In parlatorio.

TO -(rivolto al pubblico e agli astanti per accentuare maggiormente la battuta)

Aspite, pure u parlatorie.Sedie, tavolo...E tutta sta mmoine ppe ninformazzione!

(SG esce per togliersi schiuma barba e rientra subito)

(Rivolto a SG) mi sembra di avere capite che anche voi vi chiamate Gennaro...

(ridacchiando e rivolgendosi allamico)

Genna, vene acca, cce sta natu 19 i settembre!

GE- Scusatelo signor Capo portiere.

Ma nu poco ggnoranto. Non ha fatto i scole.

Io, invece modestamento, agge fatte i scole, ije.

TO - Siii, i scole chai fatte tu i ccanusche purio.

A scola i madama arraffa e chella i mo ttu ppiglie...

(accompagna le parole col cenno della mano ruotando le dita per indicare che rubacchiava)...

GE - Tato, ma possibile che tu te a fa conoscere...

Nun lo date retta. Ije agge fatte a scola Tanto a Lighieri,

e ppuro cchella i Torquatto Tazza...

TO - Eh si, e puro chella i Ciccille Piattino

(ride e da di gomito al suo vicino)

GE - Ije stave dicenne,

sempre priima cha stu scassambrella mi venisse a interrompere...

che ije agge fatte i scole e puro chella di Ugo Fosco

e del grande mastro Giuvanne Pi Scale...!

TO - Voi non gli dovete credere, a scola i Ugo Fosco lui, non lha fatta...

E stata limpresa di Cicce u Frasconare che lha fatta.

La sua impresa,chella scola non gliela hanno fatta fare perch...

perch vedete, ije voglio essere circonciso e vvu ddiche in poche parole...

Voi dovete sapere che nel 1940, Cicce u Frasconaro

jeva ppi ccampagne a raccoglie i frascune...

(si guarda introrno in cerca di assensi ma vede solo facce stupite e interrogative, Gennaro lamico gli fa occhiatacce, SP sornione con faccia rassegnata, SG bofonchia e si trattiene le risa nascondendosi la bocca)

...i frascune... le frasche, i rami secchi..Quindi come dicevo nel 1940 Cicce...

Genna che dice, forse non tanto breva...

Tu dice che mmeglie si i me sto zitte!

GE - (con voce calma e conciliante)

Io non lho detto, Tato,ma come se io avessi parlato, anzi

(la voce aumenta di tono e volume)

anzi, come si io avesse alluccato!Anzi,

(la voce aumenta di tono e volume) comme si avesse stralluccate

ppe - tte - ffa - sta zi -tte!Tu, ttea sta zitte!

Hai capite ? ?Tagge a scrive?Tu virgola te a sta, nata virgola...

a capo... zitte. Punto scremativo!

A questa riverita compagnia nun ce fotte nientei Ciccille...,

TO-Scostumato ci sta a signurina....

GE-Ehm,volevo dicere che nun ce passa manche ppa capa i sape chille chai fatte tu,

Ciccille u frasconare, Totonno u procidane, e manco Salvatore voccastorta...

(prende per lavambraccio TO e sottovoce)

Chiste nu palazze signorile, e tu... te ne vieni fora ccu sti fesserie.

Vidiamo di fare presto e jammoncenne a ssu caspite i cuncierte.

Statte zitte, e fai parlare solo a me!

(a voce pi alta e rivolgendosi a SG)

Signor capo portiere, a noi ci serve di sapere dove

sta il quartino ppu concierte, volevo dire lappartamento...dove si tiene il concertino...

SG - Neh, uaglio... i me chiamme Gennare comme a te...

diciannove i settembre...comme a te...

E stu nome e sta data nun te dice niente?

Gennare...,u diciannove settembre..., Napule...

GE- Agge capite, voi siete...

SG-Ahhh! Stai realizzanne?

E tu a me, me vene a dicere che u quartierino... Ma, stamme pazzianne?

Ma nel caso che avessi fatte a traduzzione per gli stranieri, qui presenti...

allora, nata cosa. Delicatezza, che io approvo.

Ma in caso contrario vuije penzate chi songhe venute da voi,

ppu sfizzie e no pecch ho sentito che site i Napule, comme a me!

TO - Paisa,i Napule...Napule?

SG - ...azze... a Santa Chiara!

(Si apre vestaglia e mostra maglietta del Napoli Maradona)

TO - Ije songhe i porta Capuana...

GE -...E ije, motestamento i For -cel -le

TO - Ha parlate a signuria!

SG - Allora paisa e che ci fate quass?

TO - Ehh, e che ci facciamo? Comme abbiamo gia ditte al portiere qui presente noi,

ci hanno convocato per un concerto, al terzo piano. Siccome per...

Dato che mi trovo volesse accatta maglietta, sciarpa... ecc?

(tira fuori sciarpe, Maradona ecc)

GE - Tato, (con voce calma e conciliante)

Ma che vai facendo?Ma tu, sta lengua, un poco di giorni di riposo

non pensi proprio di poterli ottenere dalla Mutua?

Basta che li chiedi, chilli tti danne... Tu te a sta zitte!

GE - (come se non ci fosse stata linterruzione della sua sparata nei confronti di TO) Come stava cercando di dire lamico... Totonno

(sinterrompe e con lindice puntato).

vorremmo sapere dove si trova lappartamento in cui si tiene il concerto?

Ah, grazziaddie, bello,chiare, limpide,agge ditte chelle cave a dicere!

A dimanna chiara...Risposta chiara!

SG - (li guarda, guarda Gennaro, guarda S.P. e molto ironico 🙂

Genna, amico caro, quanne che une ha fatte i scole si sente per.

Come parlate bbene!Vagge per a chiarire nu pare i cose:

Primme:Ije non so portiere,

seconne: Ije non so capo portiere, n portiere capo...Jie so sulamente nu san...

(SP gli da unocchiataccia tagliandogli la parola in bocca)

S.P. - Un inquilino di questo grande palazzo...

SG - (fa cenno verso S.P.)

Lui... lui il solo e unico portiere,il capo portiere,

e... (Guardando la luce in alto) il vice capo...

Neh, ma ije u veche ammo ca tenite pure strumenti musicali,

e dato che vi trovate, che sacce,due note...robba i casa...

TO - Genna?

GE - Tato?

TO- Io ho portato la tastiera... ma la debbo montare...

SG- Nooo,noi qui siamo molto organizzati(appare tastiera montata su carrello)

TO- E nu paesane...

( arpeggio melodiosodi chitarra con inizio delicato e sussurrato. Iniziano a cantare )

Ricuordate lu journe ca....

S.G.-Bello,belle, ohi Pi u ssiente comme se canta a Napule...

Prego ripetere per favore...dallinizio...

(SG segue la musica e sovrappone le sue parole a quelle cantate sussurrando).

...Trase fetente assettate, steveme scarze a chiaveche...

GE - (interrompendo la sua voce lascia in primo piano quella di SG)

Tato, chesta aria i casa. Pure a verzione popolare...!

SG -Scusate, mi sono lasciato andare...un poco di nostalgia...

Faciteme u favore sunamme na cosa allegra...

(Attaccano U surdate nnammurate...Si sente il suono di un mandolino...)

TO - Neh Genna, ha ntise?

A me m parze nu manduline... e anche bbuono...

RE - Ce dovete da scusa.Io so Remo e lui Romolo.

Puro noi semo venuti ppe r concerto.

Amo sentito quello cate detto a Pietro e poi ve sete messi a sona...

RO -... E siccome puro noi famo o stesso mestiere ...nun amo retto.

So canzoni che puro noi famo ner repertorio nostro...

Certo, no come voi...per jammollamo...e sonamo!

FR- (Entrando)Ahhh, ma sento parla de musica! E io so pronta allora...

S.P. - E se suonate un pezzo insieme prima... di andarvene?

TO - Sempre a esposizione...

GE - Che tonalit fai...?

RE - Do maggiore...

RO - Ddu strofe e er ritornello?

GE - Dduije strofe e u ritornello...

TO - Ma attaccamme ddu ritornello?

RE - Attaccamo dar ritornello...batto quattro...

RO- Ma de che?Er nome der pezzo?

TO-Er nome der pezzo?Ma u canuscene tutti. Ja

(Si sente battere il tempo e tutti e quattro intonano: Jamme Jamme.... iniziano prima sotto voce e poi sempre pi forte lasciandosi trasportare dalla musica. Alla piccola pausa del funiculaaa,prima del rientro del finale con Jamme n coppa jaa...si sente

Voce -( entra in anticipo )e jamme n coppa...ja

(e la luce che pulsa molto viva)

S.P. (Guarda tutti e fa cenno loro di tacere. La voce resta da sola e continua...

Voce - E allora Pietro, perch vi siete fermati? Era cosi bella!

S.P. -Come dite, Signore? Fermati di che?

Voce - Ma Pietro, tu pensi che con tutto il chiasso che avete fatto,

non mi sia accorto di cosa sta succedendo?

E che la porta era socchiusa, prima di dirmelo! Ah Pietro, Pietro...

E voi tutti... quella bocca aperta, tipo Sciosciammocca... chiudetela.

prima che... ci entrino le mosche!Stavolta batto io quattro e cominciamo da capo...

( Si sente battere il tempo e la luce pulsa in accordo con la musica e il ritmo e partono tutti con il coro: Jamme... Jamme...)

RO -RE -GE -TO (si rivolgono a turno a S.P.)

TO - Ma? (guardando verso la luce con espressione interrogativa)

S.P. - S.

GE - Veramente dici? Lui?

S.P. -S, proprio lui!

RE - Proprio LUI?

S.P.- Proprio Lui

RO - Ma allora tu...tu...tu...

RE - Tu?Proprio tu?

S.P. - Proprio io..

TO - Ea maglietta i Maradona allora?

S.P. - Proprio isse, come dici tu!

TO - Genna hai capite u fatte? Isse... ( rivolto a SG) isse u 19 i settembre...

GE -... E tuttintero.E non, sulamente chille pucarielle che sta dinta butteglia.

TO - Tutto!Completo !

(Rivolto a S.P.)Scusate ma allora adesso come vi dobbiamo chiamare?

RE - No, perch finch uno lavoratore, portiere, pescatore,

quello che ve pare, vabb...

RO- Ma adesso, no, nun te potemo chiama a Pie...a Genna... nun me ce aritrovo.

TO -E che ti sei perso?

RE-Viemme appresso che taritrovi...

RO -A Re tiemme, che sinn me pijia no sturbo.

Nun so si hai capito nd stamo...

Chi sto signore cco la bbarba bianca...

RE- Ho capitooo.Stamo allospizzio...

RO- E nun fa lo scemo! Dico, ce lo sai chi che ha parlato...

RE-Si, er direttore...cor microfeno...

RO-Dico, ma tte rendi conto?Quanno che lariccontamo, chi che ce crede...

RE - To figuri? Gi,allosteria der Sor Cesare er velletrano,

dimo io...so ito...

RO - (interrompendolo)No, nun lo poi racconta. Te pijeno ppe quello che sei.

RE -E che vo di?

RO-Che te pijeno pe scemo...

TO Proprio accussi...cio che non ci crede nisciune...

GE - Non lo potete raccontare perch... allosteria voi non ci potete andare...

RE- E chi ce lo prebbisce?

GE-No,perch allosteria ci vanno solo...i vivi(sillabando)solo i vi -vi.

E siccome nujie quatte stamme cca... nun facimme cchi parte i chella categoria...

TO - Genna, ma tu veramente dici?Tu pienze allora che tutto quanto...

perch noi simme... comme se dice... nuije simme tra i pi...

(cenno con due dita di trapassato)E quanne succiesse ?

RO- E famme capi,quanno abbiamo trapassato?

TO- Ehhh,ije nun marricuorde niente !U vi che bellamiche ca si !

Ije trapasso e tu, niente.Niente dici e niente fai...

Non minformi, mi lasci nellignoranza...

Sta tranquillo che quando trapassi tu... anchio facce a stessissima cosa...

RE - (rivolto a TO) A sor coso, sorcometechiami. Ma datte na guardata!

Hai mai visto uno che ddi...pi e che soneno e canteno?

No!E... allora? Te sbajii e dde tanto. Nun lhai capito...?

So quelli der concerto channo organizzato no spettacolo...

ddar vivo, come se dice...live...

RO - (incalzando)Propio cosi, so qqui spettacoli che uno canta e sona,

dde persona e che nu lo sa che de persona, e che poi loro te dicheno,

ah ah amo fatto la candicammera...

RE - Propio... qui spettacoli che tu parli, e fai poi quello che devi da fa.

O fai,e fai sembra che nun co sai che o fai perch o sai, ma o fai

Ate capito sicch robba!

GE Uaglio, non ti voglio fare troppi complimenti ma pure tu...

si nu campione i chiarezza...Fortuna che ce lo hai detto

altrimenti tenevamo propio u penziere i te dimanna...Ma aattenne...

RO (rivolto a GE)A sorcocimelova,

quello che sta a di lamico mio vero, e senza che cce fai a ronia...

O vedi? (rivolto ai presenti)Loro channo puro li vestiti de scena!

Adesso se opre er sipario e noi....noi stamo ggi ar concerto,

e nne a sala ce sta er pubblico, questi so li figuranti ppe li coretti,

Propio bello!Nate visto? Puro prima, cera er faretto ca luce...

Tutto organizzato... tutto preciso...ammazza che robba...

TO E scusate, chi che ha organizato allora?

RE - Americani!Thanno organizzato tutto a americani.

RO-Hai capito dde che se tratta:A me ri ca niii.Er musical loro o sanno fa

RE-E mo voi nun ce lo sapete, mo escheno puro le ballerine

e li ballerini cor fracche....Propio cosi, li bboi e le ggirle...

S.P. - Figlioli, fratelli... vedete, io... un po difficile dirlo,

ma...se non ci provo lo ancora di pi! Voi, siete viventi...

RE RO TO GE (allunisono) Noo semo romani... Noo, napuletane

( si guardano e facendo cenno di: prego, prima voi )

RE e RO (facendo mezzo passetto avanti )

Tamo ggia detto noi semo Ro ma ni

(ricambiando la cortesia e il cenno verso gli altri due che fanno la stessa cosa)

GE e TO- Nnujie u dicimme ammo, e vale ppe tutta a serata.

Nnuije simme e Napule!

S.P. Daccordo, daccordo, siete Romani (rivolto agli uni)

e siete di Napoli (rivolto agli altri)

ma siete viventi, cio per ora, ancora in vita...

(tutti e quattro si mettono le mani nelle tasche con chiaro gesto scaramantico.

S.P. continuando)...e quass... quello non conta

(indicando le mani in tasca)

Voi siete in vita... e ( parla un poco a stento data la difficolta dellargomento)

siete potuti venire quass solo... perch le ali ve le ha date la musica

(Pietro si ormai sbloccato e le sue parole corrono veloci)

Perch questa lunico linguaggio universale che permette a tutti

di capirsi e di elevarsi al cospetto di LUI...

TUTTI - A musica?

RE-Tsk!Ma pe elevasse nun c lascensore?

RO- Ma nun hai visto che era fori sevizzio!

SP- La musica,sissignori,

la musica lunico linguaggio che con solo sette piccoli segni,

su cinque righe solamente riesce a far comunicare tutti gli uomini,

per farli elevare, salire in alto, ed entrare in Paradiso...

E mo vado...

TO- A suonare?

SP- No, a bbeve...

RE- A Ro e che tavevo detto. Va a fasse nartro litro...

SP- Non quello che penzi tu, vado a beve un po dacqua che ci ho la gola secca!

TO - (Il tono della seguente conversazione dei due come se parlassero solo tra loro e sempre dellidea che tutto fatto come in uno spettacolo dal vivo, motivo per cui tengono il gioco)Genna hai capite allora?

Quanne a bonanema ddu maestre i museca co ddiceva i fa i scale...

a questo serviva, ppe sagliere a coppa...

E quanne che diceva che dovevamo mettere le ali ai ddete...

GE - Tato comme vvero,

isse u ssapeva che a questo servivano i sercizzi scalari...

Eh eh eh. Stipa, stipa, ca po tu truove...

Voce - (si accende la luce, molto pi forte, e pulsa)

Figlioli, quello che ha detto Pietro verissimo,

e siete potuti venire quass grazie alle vostre capacita di musicisti.

E ora che siete quass... rimarrete con gioia fra noi...

Ai miei diletti figli Romani voglio dire per che la porta

che hanno visto in basso non era quella per lascensore.

Leggete bene i cartelli.Lo potete fare anche da qui.

(RE e RO leggono a stento)

RE - In - fe -rmo...

RO-I -nfe -rno. Inferno! Inferno?Quello... di inferno?

(facendo cenno con le dita verso il basso)Quello laggi?

Voce - Si,quello laggi! E anche laltro cartello.Leggete bene.

RE e RO - Li, -mb...

Voce -No, li -mb.

Qui, in questo palazzo siamo molto organizzati

e sappiamo benissimo dove si arriva... in quella direzione...

RE+RO-Limbo

Voce-E poi Gatorio non non ha un piano tutto per lui. Leggete bene laltro cartello...

RE e RO - Puurrr -gaaa -too -riiooo. Purgatorio.Purgatorio!Purgatorio?

Quello che, che...quello ndose sta meglio de...

(guardano verso il basso) ma peggio de... (guardano verso lalto)

Voce - Si, Purgatorio.

RE+RO- E allora qui?

Voce- Proprio quello...er mejio:Il Paradiso... e buon soggiorno fra noi..

(la luce si spegne)

RE - RO , ammazza che cu... (si copre la bocca con la mano)

ammazza che fortuna che camo avuto.C ggente che pe veni quass ...ce mo -re

(ride compiaciuto della battuta) nun so si hai capito? Ce mo -re

(cenno di alternato con pollice e indice )

Ce more ner senso che ce more e ce more ner senzo che ce more ...

Hai capito er senzo doppio?Chiaro ? No?

E noi invece...(si strofina le mani) Evvai cor tango, noi ce stamo e nun semo morti...

semo ddi ppi... ma famo parte ddi meno.

Ecchice qua e qui restemo...So n poeta so...n po...

RO- Nun sei poeta, sei no sfacelo, sei .

Ma che vvo ddi restemo? A casa mia se dice restamo, no restemo.

RE - Ahhh,o vedi che sei tu che non capisci, restemo alicenza.

Noi poveti adoperamo spesso a alicenza ...

RO - Voi poveti, come che dichi tu, potete adopera a alicenza... pp falle sotto sale.

Licenza poetica se dice, no alicenza !

TO -(Entrando) La cosa mi ha un poco scosso...

RO - Che, a licenza oppuro alicenza?

TO - Nooo, quellata cosa...U fatte i resta...No, perch ije, doppo u concertine...

ije tenesse i che fa,avrei cose urgenti da fare e allora ....

GE - Tato tu, ti devi sempre fare conoscere da tutti, quindi non fai testo ...

TO - Nun o vere... Ije u teste u facce.

Laltro ggiorno, me lho fatto il testo alla Muta. Dunque, dovete sapere...

RE+RO- (Uscendo) A me lalicenza mha messo sete ! Annamo a beve!

GE - Tato tu me vo fa muri i collasso cardio circolatore...

Statte zitte! Te ne esci ccu sti fesserie :

Laltro ggiorno, me lho fatto il testo alla Muta.

Puro puro avessi dette Mutua u pozze capi... ma si chelle muta,

chella comme tarrisponne?

TO - E quanne succiesse?

GE - Che cosa?

TO -Che diventata muta...

GE - Ma chi? ...

TO A muta... poverella...

Ammo agge capite pecch issa a nuije non ci risponde mai...

Signora muta si deve dire.

GE- Signora muta?

TO- E ppenu poche i rispiette... Perch tu alla Muta che ci fai, ci dai del tu?

Tu non la conosci la Muta e non ci puoi dare il tu.

Che fai trasi inta llufficio e te mitte a dicere Neh, Muta, siente nu poche

Tu la devi trattare con un poco di stacco... come chelle chessa tene ppe nnujie...


GE - Chella nun tene distacco ppe nnujie! Chella se ne fotte proprie ....

(mette la mano sotto il mento e la lascia scappare via con gesto classico per il disinteresse) Ma sti ccose nun sanne a dicere ...

(facendo cenno con le dita di chiudere la bocca e cambaindo tono e atteggiamento)

(Entra SP)

GE-Neh, Pietro ma sti dduije belle chiave... chelle ca tenite a cinta,

nun u putite da na nserrata a vocca i chisse scassambrella?

Ahhhh!E accussi nujie stiamo bene perch non lo sentiamo,

e iisse sta meglie, perch fa anche nu poche i dieta...

e chella caspita di panza che ttene la fa diminuire...

TO - E s perch ha parlato linea -uomo -sono -come -tu mi -vuoi!

Tu tieni a panza

GE-E sicch ije tenghe a panza! E tu che ttiene...?

TO - Stommico. U mie stommico...

GE - Aattenne...

Il CAPO, e scusate i che capo stamme parlando ti dice che ci puoi stare,

(fa cenno a TO verso lalto sempre con lidea che sia tutto una farsa)

che lui contento perch magari ogni tanto ce facimme na cantata e na sunate,

e tu... ( rifacendogli il verso ) No vedete capo, ije nun pozze perch tenghei che ffa

Tato, ma queste occasioni che hai avuto,tu lo sai come si chiamano...?Chisse so...

TO - (interrompendolo)...Miracoli. U sacce chisse so miracoli, u sacce...

GE - Nooo, chisse s grazzie senza fine.U miracole chell i fatte sta zitte.

Il doppio miracolo chille ca nun te fa dicere fesserie,

ma chisse nu poco cchi difficile,

perch anche quanne per un caso fortuito te stesse zitte,

i fesserie i ppienze ppe poi i ddicere! E siccome io a te, te canusce bene assaie,

ije basta ca te uarde, ije u sacce chai penzate i dicere na fessaria.

TO - (si rivolge a Pietro e mimando alfabeto muto con mimica di accompagno fa capire che) Ho fame!

RE (Entrando) - A riga amo capito tutto. Quello che ha detto Tato ggiusto.

Cha raggione.Io puro cavrebbe quarche necessita... alla quale si potrebbe ovviare...con...

Voce-Pietro, questi nostri figlioli hanno ragione.

Loro... debbono pur fare quello che fanno gli umani.

Fammi un piccolo elenco e ...sara fatto.

RO-A Pi, ma er Capo dice pe davero?Ma sicuro?

Che noi famo a lista e poi ...lui...

S.P. - Certo. Non vorrete mica dubitare...

RO - Pe carita ! No, ma sai, mejio organizzasse...

Ar concertino,amo pattuito che ce daveno puro a cena e da beve...

RE - Io dico che anche dd spaghetti, ppe tutti, vanno sempre bene...

TO - ... Tutto dipende dalla salsa. Si facimme na salsa i pummarole...

e allora fosse meglie dduje belle candele...

RE+ RO E che robba ?

TO-E pasta, formato candela,u diche per gli stranieri... i che sogno...

Perch voi dovete sapere che i cannele, chille ca se spezzene con le mani,

a lunghezza irregolare...E quanndo voi le spezzate, si fanno quelle sbriciolature i pasta che vanno cotte tutte assieme,

RE+RO- Ma poi si attaccano?

TO-E vero che si sazzeccheno, si attaccano nu poche sul fondo,

e poi quanne che ci mettete la salsa,chella ce penza issa a scollarle...

e poi si riazzecca tutto... cannele spezzate... e ccu nu sacche i salsa...

e formagge grattuggiate...

GE - (lo guarda, a lungo, lo riguarda, riguarda gli altri)

Neh, ma tu non eri diventato momentaneamente muto ?

Tato, ije ti perdono perch ...primo nun ce sta niente a fa,

secondo perch nun ce sta niente a fa.Tierze pecch nun ce sta niente a fa

quarte, sule pecch stai parlanne... i cannele... spezzate ccuii mmane,

condite assaije con salsa i rau e formagge ancora i cchi.

Ije so poeta e no tu (Guardando i romani)

Modestamento chessa rima...baciata e abbracciata... Beh, solo per questo ti perdono...

TO - Perch senno altrimenti ...


GE - No, niente, ije mi ucciderei sulamente, e marriposasse nu poche i recchie... Ahhh...Ma la mia dipartita ti provocherebbe un tale pianto...

che non avresti pi il tempo di parlare... ma sule i chiagnere.

TO - Non o vere.

GE - Comme nu o vere, tu nun chiagnesse ?

TO - Si chille o vere, sule che a me mi dispiacesse se tu taccidesse.

Ije a sule non ci posso stare. Ije tenghe a ppaura! E tu si comme a nu frate...

GE - Tato, a te se non ci fossi ti dovessero inventare!

(lo abbraccia e si avviano in disparte).

RO -RE (si sono seduti a tavola e hanno lista e stanno confabulando e gesticolano, su un rotolo tipo modulo continuo.Lo porgono a Gennaro invitandolo a consegnarlo a SP)

GE - Neh, Pie qui noi abbiamo,di comune accordo sintende,

e co qualche conziglie... amme fatte una piccola lista...

delle prime necessit alimentari. Robba i fesserie...

RE - ... Generi di conforto di primissima necessit...


TO - ... Ma anche di seconda e terza ...Pecch voi dovete sapere che nel 19...

(guarda GE, si tappa la bocca e con la mimica fa capire che stara zitto, almeno per un po)

SG - Uagli, ma nun tenite scuorne!E che caspite, nu poche i ritegne.

Ciavimme sempre i fa riconoscere...!

TO - Non vi preoccupate nuije tenimme a carte dindennita

e cosi ci potete conoscere...ogni qualsivolta volete

SG - Neh?!, Tato, ma allora io debbo proprio dare raggione allamico toije,

al mio omonimo...

TO - Eh u sacce chisse u minime, ma che vulite nuije amme passate a uerra,

e nu poche i fame ce steva, per quello che non abbiamo ingrandito abbastantemente...

E isse ha rimaste u minime... Di pi nu puteva.

SG - Tato, e statte zitte nu poche! E che caspite. Agge ditte o -mo -ni -mo,

no o minime :omonimo, chelle che ttene o stesse nomme mie.

TO - Ah , scusate, e date che me lo avete chiesto vuije di tacere,

ije me stonghe nu poche zitte, nun parle chi... non proferir pi verbo alcuno...

GE - Neh,Tato stai bene? Per caso tenisse nnu poche i freve?

Che sacce un attacco delirante di sraggionamente...

E che s ssi pparole pompose? Ma quanne maije...

SG - (Con tono di rimprovero e facendo cenno di smetterla e di lasciar stare la discussione con TO) Omonimo!...E ma allore!

GE - (lo guarda interrogativo e un poco offeso e fa cenno verso il pubblico interrogativo) Io?

SG - Siii, tu che tteni u nomme mije, Genna...

GE - Ahhhh, ije...

SG - Eh,e ppure tu te ce miette.

E allora tu vai cercanne a morte ppe riposo.Non lo sfrugugliare a Tatonno...

Chille nu brave uaglione e poi non si sa mai...

un attacco i tonsillite con conseguente afasia totale e prolungata...

pu sempre capitare... Ca ce sta aria... fina e fresca... quass. Non si sa mai...

Piuttosto me pare cavite fatte na lista nu poco abbondante.

Non bisogna esagerare... il necessario... innanzi tutto.

E poi se possibile, ma propie allurteme, un poco di superfluo...

(la scorre srotolando e leggendo e accompagnando con le espressioni del viso approvazione e senso di beatitudine al leggere i nomi... Arriva alla fine e rigira il rotolo, lo riguarda dallinizio molto velocemente. Tutto il rotolo svolto e guarda alla fine...) Neh ma... dduije roccoc...? non li avete scritti?

e dduije susamielle, li avete omessi? e i mostacciuoli addo stanne riportate?

RO - Ce stanno, ce stanno. Quelli napoletani e puro quelli romani.

Camo messo pure li tozzetti, quelli co le mannole

e le pupazze cco ttre zinne de Frascati ...quelle co lacino dorzo pe locchi...

FR- (Entrando)Chi parla dde Frascati?

RE - Noi. Namo lassato ggnente, namo .

Sia de voi che dde noi, seconno er conzijio,nevvero Franc?

FR - E te credo, li conziji o se danno bbene o nun se danno ppe ggnente.

E de resto io na certa pratica de quello che piace de dorce ce lho...

co sei fiji... nho fatta de pratica!

GE - Comme, scusate signuri, vuije tenite sei figlie ... ma site ancora na signurinella...

FR -(un poco vezzosa)Eche me so sposata giovane...

SG - Ah vabb, allora nun ce manca ggnente!

GE - (guardandolo molto meravigliato )

Scusate, omonimo e 19 i settembre, ma sta parlature daddo vene?

SG - Uaglioo, nagge cagnate niente, inta parlatura.Stai tranquillo.

E che se oggi non parlate almeno nu pare i lengue straniere..

(ride di cuore accompagnando le parole)

Agge fatte nu piccolo scherze,agge parlate in plaibacco.

E Francesca che mi doppiava... comme a tivvusione,

quanne che fanne a mmoine i canta e nun u fanne...

Ma qui diverzo, i veche ggente i core,

ggente che a musica nun a fa i finte, a fa i vere...

E cosa di meglio per esprimere la ggioia ca tenimme n pietto che canta ...?

A u cape ce piace a museca e allora...

(Iniziano a cantare Ohi vita,ohi vita mia... con accenno di piccoli passi di tarantella...arriva un carrello imbandito di cibo... applausi e battiti di mani...)

RO - Am -maz -zete chorga -niz -za -zio -ne!

RE - Si permetti... , er capo (guardando verso lalto)

er CAPO...a lamericani der musical je ne pija na pista...

GE - Eh, la classe nun acqua...Tato tu che pienze?

TO - (Prende uno spizzico dal carrello, furtivamente lo mette in bocca. Articola qualche movimento di masticazione, tutti lo guardano. Mette il boccone da una parte della bocca)

Ije sto zitte ! Nun parle... Perch...voi dovete sapere

che io sono una persona ducata.

E con la bocca piena ije nun parle. E quistione di ducazzione...

(Ingoia il boccone che aveva in bocca)

Ma per rispondere allamico Gennaro, vorrei esternare il mio

penziero per questa piacevole occasione. Sar molto condensato:

amici cari... in tale occasione mi gradito porgere il mio sentito ringraziamento

con una mia piccola composizione di poesia in ...lingua napolitaliana...

CANZONE POESIA DA TOTONNO


Se voi siete permettente

questo pasto divino...

se io sono impertinente

non mi trattate da burino.

Mio lanimo d artista

che mi porta a dire questo

ma la pancia vuota e trista

nun accetta che io sia mesto

che senza uguali la bonta

le mie scuse per gli astanti

se or mi metto a decanta

le portate ccho davanti

Sart,pasta con galletto

tordo e quaglia con pilotto

bieta,verza e broccoletto

nu cazone, e u panzerotto

Chisse so piatti salati

mma i dorce che mettimme?

Baba e a riccia che so amati


e novi novi ce facimme!


(cadono svenuti tutti accasciandosi sul tavolo)

Si rialzano e in coro.

A Tato ...e statte zitte!

FINE PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

Scena Prima

INTERNO - Giorno: illuminazione solare

La scena si apre su spazio pieno.

E la stessa della chiusura della scena precedente.

C un tavolo con varie sedie.

Un carrello portavivande, vuoto da una parte.

I personaggi sono tutti presenti e mostrano un generale senso di goduria e benessere.

Gli amici musicisti mostrano di aver trascorso diverso tempo in Paradiso, e fanno sfoggio di una rotondita alla pancia che indica buone mangiate e bevute.

S.P. e SG, e gli altri sono contenti e felici, e tutto va per il meglio.

Ma....

GE - Quann che ha ditte... (fa cenno verso lalto)

che ci facciamo il secondo concertino?

TO - Primme e mo

GE - E quanne sarebbe primme mo?

TO - Quasi subbete...

GE - E stu quase subbete?

TO - Quanne bbulimme

GE - E nnuije quanne bulimme?

TO - ... Primme mo !

GE - Tato, quante si scucciante!Non lo so propio che meglie...

Quanne che staije zitte o quanne che nun parle proprie.

TO - E sara comme dici tu...

RE - A Ro, ma li vedi? Robba che pareno cane e gatto.

GE - Cerchiamo di non fare le cose comunitarie e soprattutto...

TO - ... E senza mbrojio!Oh, guardate bbene, nun mica Francesca

che me doppia, nun sto mica in plaibbacche...

RO-Si, hai raggione.Tutta robba in origginale, tuttolive...(grande risata generale)

RE - Sii, tutteolive e ppuro le fusaje ...Sse dice tutto li-ve, ddar vivo...

RO - ... E perch, nun ho detto tuttolive?

RE - No, hai detto tuttolive. Tutt apostrofo olive.

Invece devi da di tutto pausa live, lingua

ngrese, che vo ddi che o sonamo e cantamo dar vivo de perzona!

RO - Ammazzete come se strutto. Tutta qua robba cco na parola sola.

S.P. - Amici, qui ci stanno un paio di richieste

per cui non facciamo torto a nessuno se evadiamo...

RO - A Pi, noi semo ggente modesta si, ma brava e lavoratora...

Nun amo mai fatto male a nisuno e ar gabbio nun camo mai andati.

E anche lamici napoletani so ggente brava e lavoratora...

E nun c er bisogno devade... su e riquestue.

E na cosa ggiusta, io ho sempre dato e nu ho mai evaduto...

S.P. - Certo, certo, ma che vai pensando... Voglio dire che evadiamo le richieste,

de quello che channo chiesto de senti, li accontetamo...e je sonamo li pezzi...

RE - Ahhh,o vedi Pi che sei tu che nun te fai capi?

Nun poi parla pomposo! Tu parla come magni e noi se capimo.

Stai a ddi devade, stai ... ...e mica stamo a Reggina Coeli...

A proposito canzone Barcarolo o Mantellate

Scena seconda

Illuminazione soffusa sulla scena. Iniziano a coro muto le prime note del ritornello.

Suonano Barcarolo... Alla fine applausi generali da tutti.

La scena si illumina completamente come prima di esibizione.

S.P. - Bene, bravi, gni nota che sonate me riporta sempre Roma,

sta citta mia, senzoffesa ppe vojantri, sarvognuno, chiaro... ma...

che vvho dda ddi... a me laria de Roma me confa, me sconvolge tutto, me fa vive...

TO - Neh, Genna, io non voglie dicere niente.
Ma laria i Roma non mi sembra che lo fa vivere, a Pietro anzi...

A me pare che allurteme volta che Pietro stato a Roma

nun che channo cantatena canzone i benarrivato...

e nun hanne chieste u permesse i fa...hanne mise n coppa na croce...

(ridacchia della battuta) a capa abbasce e i ppere in alto, o mi sbaglio?

GE - Oh, don Pietro, e voi lo dovete scusare.

Isse,chelle ca tene n piette, tene inta vocca...

Certo ca si tenesse inta vocca chelle che tene n capa fosse meglie assai...

TO - E pecch fosse meglie assai. Eh?

GE - Fosse meglie perch inta capa nnu tene niente.

E se niente tenesse nta vocca, tu... te stesse zitte! lo puoi fare stu servize i statte zitte... I fesserie tienetelle inta sacca...

TO - Genna, se per quello ije i fesserie inta sacca ccii ttenghe,

ma la colpa non mia se, a causa di una passeggiera indiggenza,

i sacche tenghene cchi pertuse che tessute...

(mostra le dita che fuoriescono dalle tasche rivoltate dei pantaloni).

La musica nun tene pertuse Canta Reginella

Scena Terza

Illuminazione soffusa sulla scena. Si vedono i quattro musicisti

RO (Alzandosi dal tavolo)Nun ppe favve i comprimenti ma

a canta cosi come... come... parla cor core...

E come... come parla come magni...inzomma

TO - Scusate ma ho sentito una parola che ...

Io non vorrei essere scostumato, ma mi farebbe

piacere assai se potessi muovere tutto lapparato

boccale, si, a vocche... dato tutto stu periodo lagge tenuta chiusa.

RE- A sicch sei stato zitto?Che faccia tosta.

TO Nooo.Stavo dicendo che vorrei muovere la bocca,

perch io temo che savisse a in chi losare.

Cio in chi lo sa se poi riesco a muoverla ancora per... masticare qualcosa... masticare...(con molta ironia nelle ultime parole)

GE - Tato, tu, sempe ccu classe ...In tutti ccose ttoije a classe sempe classe!

S.P. - Ma no, ma no, ha ragione: che ci siamo un poco distratti,

ma si provvede subito...Tanto la nota ce labbiamo e quindi...

si sa benissimo di cosa c bisogno.E prontoEccolo che arriva...

(e il carrello delle vivande arriva pieno di buone cose)

Scena quarta

La scena illuminata a luce solare e da dietro le quinte. Come se si muovesse da solo, appare il carrello portavivande.

Attivita di tutti per risistemare le sedie e il tavolo per mangiare.Le sedie sono messe intorno al tavolo ma a una certa distanza da esso.

TO - Ecco il grande carrello!

e cosi vi facciamo anche la trasmissione in diretta. Dalla casa...

TUTTI -

(Guardano TO con occhiataccia e mettendo le labbra tra indice e pollice fanno cenno di chiudere la bocca)

GE - Amici, mi sembra doveroso innanzi tutto ringraziare chi tanto fa

(guarda verso lalto)e chi tanto distribuisce (guarda verso S.P.)

RE, RO, TO, GE - Grazie, grazie assai...evviva... mmmh, ...bbono...

Scena quinta

Tutti si avvicinano al tavolo e alle sedie ma con un po di ritrosia, guardano il carrello e la tavola.

E apparecchiata solo con tovaglia, le posate sono messe tutte insieme sul carrello.

I Santi li invitano alla tavola. Si avvicinano tutti trascinando le sedie con loro sopra un passo per volta, facendo rumore.

Scena di allegra mangiata, prendendo con le mani, distribuendo posate, infilzando le pietanze con le forchette.

Totonno con molta calma si accomoda la sedia vicino al tavolo e, presa una delle due zuppiere dal carrello, inizia a mangiare tranquillamente seduto al tavolo con un gran tovagliolo annodato al collo.

A un tratto si toglie questo tovagliolo e stesolo sul tavolo davanti a s lo comincia a riempire di cibo.

GE Tato, ma che stai facenne?

TO - Ije? Niente. Non sto dicenne niente.

GE - Tato, ije tagge addimannate chelle che stai facenne. Nun agge ditte ddicenne!

TO - E io ti ho arrisponduto in modo molto correttamento:

ije nun stonghe dicenne niente.Jie sto zitte!Si ttu ca me fai parla!

E lo sai che non buona ducazzione i parla quando che si mangia.

RE- Allora fallo parla che noi magnamo

GE Tato (irritato )

Taat (ancora pi irritato)Sta sarviette i tavola lhai ridotta na mappina!

Neh, ma tu niente niente te stai facenne nu paccotte?

TO - Genna...

(lo guarda molto meravigliato continuando lentamente a mettere il cibo nel tovagliolo)

Ma che stai dicendo ?

Tu mi stai chiedendo se io per caso sto preparandomi un paccotto?

Tu, ... a me, ... tu, al tuo pi caro amico... tu questo mi chiedi?Tu , a me...

GE - (facendo cenno agli astanti mentre TO continua a parlare )

E partuta a machinetta... Nata vota partute...

(fa cenno di assenso rassegnato alle parole di TO, mostra espressione come di dover stare a sentire il resto. Gli altri continuano a mangiare)

RO- Falla cammina . Che tanto noi magnamo

TO - (continuando come se non ci fosse stata la voce di GE a sovrapporsi e ad essere frammista alla sua) Potrei tenere una conferenza,

che diche, nu seminarie, un corso universitario biennale,

sui sentimenti che ci legano da lungo tempo,dallamicizzia, alla devozzione, allammirazzione, allabnegazione... alla stazzione...

GE - (fa cenno di assentire accompagando con la mimica come fosse un colpo ogni parola in... zione che sta dicendo.

Alla parola stazione fa cenno di grande sorpresa e con fare interrogayivo si volge verso TO per sentire meglio)

RE+RO- Alla che?

TO - (seguitando nel suo elenco )

... Si.Perch Genna, io ti ammiro, ti sono amico, ti sono devoto...

ti ho salvato una volta che ti stavi abnegando sotto a Pusilleche,

quanno hai sciuliate di ritorno da un concertino,

e tagge purtate a stazzione i Porta Garibbalde...

ncoppa a canna dda bicirette...

Perch Genna io ti ... io...e anche assai... molto di pi...

RE- Ma che di pi?

TO-Io... per te... Gennava buo non me lo ricordo quante altre cose,

ma so assaije, e ije i tenghe tutte ppe i tuoi confronti!

Ma voglio essere doppio concentrato e non dilungarmi oltre modo...:

RO S vabbe: Pomodoro pelato!

TO Genna...La mia risposta alla tua allusiva domanda : Si!

Ije me stonghe preparanne u paccotte!

GE- Ma tu si pazze!

TO-Non si sa mai...Che sacce, unimprovvisata necessita alimentare

per un abbassamento di glice mia, eh... e magari anche di glice tua,

RE E noi ?

TO - Anche voi , anche se ognuno tiene la glice sua,

Genna, io a te ti penso sempre, nel momento del bisogno corporale...del mangiare!

la dispensa potrebbe essere temporaneamente chiusa...

SG- Tato acca a dispensa non chiude maije

GE Tato, tu si a dannazzione mia.E cosi se nessuno se nera accorto...

adesso lo hanno visto tutti che ti stavi a fare il paccotto.

TO - E che male c a farsi il paccotto?

Voi vi avete mangiato tutto abboffandovi,

perch siete cannaruti e scostumati, e mangiate pure svelti.

Io invece mangio lentamento.Chiano a chiane. A me mi sfizzia i cchi!

Ma debbo tenere il paro con voi...U bbilance deve essere uguale.

GE E no ,a bbilancia tojie truccata

TO- Nun o vero!Nel tempo che io mi faccio un piattino di maccarune...

voi ve ne avete strafugate na scafarea...

Allora si u bbilance deve essere mantenuto ije cagge a fa?

Eh dimmello, cagge a fa?Tu spieghe ije...Ije debbo rincorrere a la rimetica...

RE- Rinco che?

TO-Rincorrere...

GE Ricorrere. Ti serve un pezzo di carta? La penna?

TO- Ehhh. Scrivo

Una scafarea i maccarune meno il piattino che io lentamente,

ma molto lentamente, mi sono mangiato alternando ad ogni strato i maccarune salsa,

e formaggio grattuggiato... uguale a... la ferenza...

RO -La fere che?

GE- La differenza...

TO Ehhh.La ferenza, chella chije mette intu paccotto.

Cosi ci abbiamo apparato tutti...Una scafarea a vvuije, una scafarea a me...

sempre meno il piattino che mi ho mangiato.Giusto?

GE - Il ragionamento non ci fa una piega .

Sule che ddi ddoije scafaree che stanno a tavola.una ppe nnuije,

tutte nzieme e lata ppe te, a sule.

O nummere ce sta, uno e uno, ma il torno non conta!

TO Eppure la rimetica chiara.

E chille cagge ditte: Una tutta ppe vvuije e una... ppe mme...

sempre meno il piattino che mi ho mangiato!

(Gli altri durante il dialogo dei due continuano a mangiare lentamente, assentendo o dissentendo solo con la testa e con mugugni, dato che hanno la bocca piena. Gesticolano come per una conversazione normale a tavola. SG spostando la sua sedia per meglio attirare lattenzione...)

SG Uaglio, a bbulimme fern?

A nuije napuletane a ticchetta channo mise da nusacco i tiempe,

e ce la dobbiamo tenere: maccarune, salsa, Pulecenella,a famme,u paccotte ...

Ma possibile... E che caspite siempre a penza a u mangia.

E vidimme i cagna nu poche:dove lo mettiamo lo spirito...

TO - Genna...u spirite...

SG - Siii Tato.

TO - No voi,non mi permetterei mai! Dicevo a quellatu Gennare...

a quello terrestre.Voi siete il diciannove settembre, quello di Napule

GE -E, io? E pecch jie no 19 settembre...,no i Napule? E gia, io songhe i Treviso ?

TO - Noo, siii, tu sei al diciannove settembre e pure i Napule ma io...io invece dico...

Genna, dico Gennaro... santo, SanGennaro dico, eh?

GE -Ah,isse nu sante, e io, ije che cummatte ccu tte che so?

Senza offesa, Sangenna...

SG - Anche a te , anche a te te fanne sante e mmartire...

pecch tu stai a commbatte con lamico tuo.

A me, a seguito della vostra presenza mi fanno doppio...

perch stongo a ccummatte ccu vvuije... Dicevo lo spirito...

TO - U spirite... sangenna...no, a me lo spirito sopra il taglio mi brucia

Meglio che ci mettiamo lacqua insiggenata,

Chella che fa una bella saponatina bianca, e non brucia niente...

SG - Ho capito, tempo perso ...Namme ditte niente... Jaa...

(con fare rassegnato si rimette al posto al tavolo)

S.P. Ma caro Gennaro...( Gennaro lo guarda e sta per rispondere...)

No, laltro,Gennaro, il...mio collega, perch la vuoi cambiare la tua gente...

Quille sso belli perch sso accusi ...

SG - Ohi Pi. Dopo che hai massacrato il dialetto romanesco,

facendo rivoltare Belli, Trilussa e Pascarella int u taute,

RE+RO -Tauto?E che ?

SG- La cassa da morto. La bara.

Ti metti pure ad assassinare sta povera llengua nuoste!

RO - ...Scusate SG nun ho capito perch ppe noi dialetto e ppe voi nvece lingua?

SG - Romani dovete sapere che il napoletano,non dialetto.

Per voi c litaliano, e come appoggio er dialetto romano.Dialetto.

Perch c una lingua madre.

Per noi c la lingua napoletana, la lingua madre, e poi come appoggio u napuletane,

la lingua figlia. Il napoletano la lingua universale.E la conoscono tutti.

Ela lingua pi immediata e la pi sintetica...Ti faccio subito un esempio.

Vujie a Roma come dicite quanne chi ccose nun e sapite?

RE - Dimo ...dimo... nun lo so

RO -...Potemo anche di ppi corto: boh

SG - Troppo lungo. Noi a Napoli. Scarziamme e cumparimme.

Risparmiamo lavoro e facciamo bella figura. Diciamo...

(fa il classico atteggiamento della testa e bocca alla napoletana per negare, alzando leggermente il capo,chiudendo gli occhi e piegando la bocca in basso)

RE e RO - Gajiardo per!Mejo de n collegamento in tempo reale!

SG - E adesso faciteme finire quello che stavo dicendo al collega Pietro.

Vedi Pietro, a lengua napulitane... Comunque hai raggione,a ggente mia...

(guarda verso lo spot della Voce) a ggente nuoste,

meglio che resti chella che , ggente i core...che ha provveduto...

RE+RO escono

TO e GE -( si danno di gomito) ...modestamente

SG - La ggente... tutta la ggente, ha provveduto...

S.P. Lo sappiamo, lo sappiamo...

SG - Che sapite?

S.P. Che ha provveduto ...

Laltro giorno mettendo a posto le carte sulla scrivania del ...

( fa cenno verso lalto con gli occhi e lo sguardo )

ho visto uno strano pacchetto legato con un nastrino rosso...

Cerano dei calendari...Sembra che fossero...un poco taroccati...

TO, GE - Li avete visti allora?No, perch noi abbiamo pregato...gentilmente,

quelli della tipografia di apportare qualche piccola modifica...di personalizzarli...

TO - Famme parla a mme ca tu nun u sape chelle che stato fatto...

A tipografia steva a Napule...e tu si i Trevise...

GE - De add songhije ?

TO - I Trevise. Lo hai detto poco fa: Io sono di Treviso...

Stavo... (guardando GE)stavamo dicendo che ai calendariografi

abbiamo chiesto di fare un nuovo calendario...

GE - Tato, famme parla...anche sije songhe i Trevise...

addu calendografe, si u tipografo ddi calennarie ce so gghiute ije...

Dunque noi gli abbiamo chiesto di...

TO -... Ci amme mise sule trecentosessantacinque diciannove settembre,

e tutti in rosso...

(stringe la mano a GE per compiacersi di quanto fatto e si sta dirigendo verso SG per fare altrettanto. Resta con la mano tesa mentre SG risponde)

SG - Tato , e m agge mparate purije. Statte zitte!

E soprattutto statte ferme, statte quiete ...non penzare...non fare ...

Fortunatamente che lamico Pietro riuscito...

a intercettare il pacchettino col nastrino rosso ... e sta ancora li.

TO Ma comme ? Sta l. Non li hanno distribuiti?

SG-Ma dico, Tato tra una fesseria che fai e laltra che pensi,

ti sei chiesto come facevo ccu 365 feste...in rosso...agge a itta u sanghe...

Gia cco dduije vote lanne tenghe i che fa... ma tutte juorne...

mi debbo liquefare tutti i giorni ?

TO - Scusate, nujie amme penzate ...

SG - Tato, famme u piacere, nun penza!Fammello stu favore,agge pazienza!

TO - ...Aspite. Se me lo chiedete voi, e io vi debbo ubbidire...

GE-Noi avevamo pensato...di fare bene...

TO - Ehhh! Isse tene raggione, doppia raggione

(rivolgendosi a SG)

Ora star zitte. Perch agge promesse e siccome gni promessa debbito ...

RO - A more, stamme a senti, quass nun se parla de debbiti.

Pi di che chi na promessa obblia...

(Entra in quel momento FR e rispondono in coro FR, RE)

...ha detto na buscia...Questo o poi di.

FR - ...per cui qui le buscie nun se dicheno...

e siccome pp ddi le buscie abbigna apri a bbocca,

basta che la tieni chiusa...e stamo a ppace, quindi ...

Statte zzitto.E quanno lo dici lo devi puro da fa.

(grande risata generale)

TO - (Serra le labbra un attimo. Guarda gli altri,prende fiato,richiude la bocca e...)

(a bocca chiusa esegue canticchiando le note di Silenzio cantatore)

GE - Neh Tato, ma che stai facendo ?

TO - Sto cantanne Silenzio, cantatore

Scena sesta

(I quattro amici non rispondono subito, si separano un poco dagli altri e sembrano parlottare.

Hanno sempre gli strumenti in mano.Si guardano fra loro e guardano verso i Santi che sono in disparte , sempre di tre quarti sulla scena verso il tavolo.Sono seduti sulle sedie.

Iquattro guardano verso lo spot della Voce,si guardano ancora tra loro.Battono quattro per lattacco della canzone e...):

GE -Vedi di cantare questaltra canzone

GE+RE+RO -Partono i bastimenti per terre assai luntane

TO-Ma tene voglia i se nanna, i romannapuletane...

S.P., SG

(si guardano e fanno finta di nulla e canticchiano appresso alla musica.

I quattro si danno di gomito e si spingono a vicenda. Sottovoce scandendo i reciproci inviti a farlo :

QUATTRO MUSICISTI - No, tu, noooo ... tu... noooo, isse... tu...

GE - Don Pietre, noi abbiamo fatto un piccolo consiglio di fabbrica,

ma cha caspita mi facete dicere...si, cio... volevo dire un consiglioi categoria ...

Don Pi, premesso che ca nuije stamme bbuone, buone assaije...

anzi pi che bbuone...

(si massaggia la pancia per sottolineare le sue parole)
Voi capite che ...Sangenna, e come glielo debbo dire...

S.P. - Siii, dire che?

GE - Voi... dato che vi trovate ... voi non potete...Il percorso anche pi breve...

SG - Agge capite .E cceu diche ije.Ohi Pie
(quasi tutto di un fiato)questi nostri amici vorrebbero fare capire,

col dovuto rispetto sintende che desidererebbero...(accenna col movimento del viso andare gi in Terra)

S.P. -Ho capito...

( fa cenno di tentennamento col capo e volgendo i due indici verso il suo petto per sottolineare che lui... scuote la testa e i due indici per negare, per impossibilita a fare e volge lo sguardo verso lalto... indica con lindice e accompagna con mimica del viso che Lui pu decidere)

SG - Amici lincombenza non la posso portare a termine io.

La dovete fare voi, la richiesta...direttamente a LUI...

( La luce dello spot si accende fissa e resta accesa mentre GE parla)

GE - Ma ije tenghe scuorne. Come?!!

Uno arriva, sta nta casa soija, LUI ti ospita,

ti da pure nu belle pranze ...tutte journe... e poi tu...tu, a nu cierte punte, tu che fai?

TO Che fai Genna? Che fai?

TO -Ije parle e tu te ha sta zitte!

Che fai? Gli parli direttamnete e gli dici :

Buon giorno Capo, scusate, siccome che nnuije...

nuije tenimme nu poche i nustalgia dda casa nuoste,

avremmo penzato, col vostro permesso, di congedarci...

Vi ringraziamo di quello che avete fatto...a buon rendere...

Aizammen cuolle e ce ne jamme...

Sangenna, un discorzo con LUI te lo devi preparare, e mica lo puoi fare cosi.

E se ppoi tintoppi ? i che figura i mme... i fesse che fai!

S.P. e SG

(fanno occhiate allusive verso lalto per fare capire che la luce accesa e che LUI ha sentito tutto)

RO - A Genna, a me me pare che chai raggione. Er discorzo to devi da prepara.

RE - E si, mo se mettemo a fa le prove...

Io nun so daccordo, io dico che bbigna parlajje cor core nmano,

come quanno che je fai na preghiera...da famijare...

devi da parlaje, dda fiji...

E dd resto puro LUI ce lha n fijio

e a noi ce tratta da fijji, e lo dovemo da tratta da padre ...

E che quanno chiedi na cosa a tu padre fai le prove?

Jia dici...e bbasta.

Ah, ma tu padre... jia dici...

Scena Settima

(La luce sulla scena si affievolisce e tutti restano in penombre . In sottofondo una melodia molto dolce e appena udibile di archi e e cori celesti)

Voce-

(la luce inizia pulsare ad ogni parola detta)

Figlioli cari. Ho sentito tutto, e dico che avete tutti ragione.

E la pi bella preghiera che mi arrivata quass dagli umani.

RO,RE,TO,GE - (si guardano interrogativi)

E quando che noi abbiamo pregato?

Voce - Ogni parola che avete detto...

Per ognuno pregare parlare con me,

anche senza aprire bocca, anche solo col pensiero.

E quel povero Tato...E stato zitto.

Ma mi ha parlato poco fa in modo dolce e convincente.

Voi siete potuti salire quass perch vi ci ha portato la musica

Insegnate a tutti ad amare la musica...Perch la musica larmonia delluniverso.

E questa armonia che viene direttamente da me vi aiutera sempre.

... io sar sempre con voi... e la musica pure.

Ed ora andate...Ora meritate la terra... e sapete cosa dovete fare.

RE+RO+TO+GE- Annamo, andiamo,grazie,grazie di tutto...

Voce- Un momento! Non ho ancora finito!

Comunque...per ogni eventualita, dato che qualche volta...

le mie parole non sono sempre ascoltate... dagli uomini,

lho gia sperimentato che meglio scriverle...

e quello che dovete fare sta scritto tutto in questi bigliettini...

E... Tato, ...portatello u paccotte,nun te piglia scuorne e...

...statte zitte, quacche vta!

(la luce finisce di pulsare e cadono bigliettini di carta a forma di stelle argentate)

Scena ottava

S.P. (entra mimando un sollievo che accompagna con un sonoro pfuiii, si asciuga il sudore. Guarda tutti gli altri. Si da contegno,si liscia la barba come per trarsi dimpaccio...)

SG -Ohi Pi, mi sbaglio,

oppure ogni volta che il Signore parla tu ti fai un poco sotto?

S.P. - Genna, sentimi buone. Quanto sei scucciante.

Quille che io... quille ... rispietto...

SG - Neh Pi, e che ti ho detto pochi minuti fa?

Tu la mia lingua non la devi assassinare...

ti potrebbero pure condannare per un napulilinguicidio...e a pena severa!

Si deve dire :

Nh, Genna, ssienteme bbuone -fai una bella pausa di sospenzione -

Quante si scucciant - la e finale non si deve quasi sentire.

Pausona lunga: Cchille - pausa - rispiette!

S.P. - Vva bbe, vva bbe. Nu rompe.

SG -Ecco, vai col romanesco. Ti pi consono.

S.P. - Allora sti bbagaji li volemo prepara?

RO - E cche cce vo.

RE -Io so ggia pronto... annamo!

S.P. La calma.

Non credete mica sia cosi semplice scendere in Terra.

Vi dovete preparare tutti e quattro,e poi deve essere chiaro quello che dovete fare.

Dovete...

(Piovono dallalto di bigliettini che S.P. indica)

GE (raccogliendoli) Qui ci stanno sei bigliettini, e stanno pure intestati

(li distribuisce ai tre amici, tiene il suo e a voce alta...)

SanPietro,Remo,Romolo, Totonno, e Gennaro...

(ognuno lo prende e comincia a leggere quanto scritto)

SG - Genna ... chille che ttene nte mane....E u bigliette mio.

GE - ...Ma veramente dite? Noo, perch jie agge lette,

e mi sembrava che era quello che dovevo propio fare io ...

E stata una svista, e voi lo dovete capire, teniamo lo stesso nome...

SG - ... Ma nun tenimme u stesse cognome... e poi... nun facimme u stesse mestiere...

spero non vorrai confondere cantero con arciula...

RE - Ma che sta a ddi? Che cantro e arciula?

RO - Vo di er cotone co la seta, ecco che vo ddi

RE - Cantero vo di er cotone co la seta?

RO - No cantero vo di ...so de notte, e larciula la brocca ppe lacqua...

RE - Emb er cotone n do sta, e la seta a seta doriente...

RO - A R nun cosa ppe te, lassa perde,

te lo spiego nantra vorta mo dovemo da anna...

RE - Ma perch cotone ne la lingua loro se dice cantero e a seta se dice arciula?

RO - Te lho detto er cantero ...ddaje lor de notte.

RE - Gajiardoo.Questa me la devo da ricorda.

E a bbrocca dellacqua... de notte... lor de notte allora?

RO - E perch che tavio detto ?

RE - No, io me credevo che dicevi lora de notte, ppanna via.

SG - Bene, quando lor signori avranno finito,

vorrei recuperare il mio biglietto,

e senza sentire troppi commenti su canteri e arciule, cotoni e sete, orienti e...

RE - No, ma facile, nun te devi da orienta ,

o tieni cco la mano e collantra fai... semplice ...

(RE sta per mimare gesto con la mano per meglio spiegare loggetto tondo di ceramica che serve per mingere,ma lo sguardo di SG lo fa desistere)

GE - Eccovi il biglietto vostro...Peccate...

No, perch a me chelle che steva scritte mi piaceva assai...

lavoro di supervisione e controllo e con... grandi mezzi a disposizione...

TO - Ihhh,ihhh, nta u bbigliette mie ce sta scritte Resta sempre quello che sei

GE - ... e cosi ha menate a jastemmia.Nooo, ppe ccarita, senza offesa.

Scassambrella eri e tali devi rimanere.Figurati a te chi te cagna...

Comunque Tato tu u ssai chelle chai a fa

TO - u sacce , u sacce... nagge a cagna... magge a sta zitte!

GE - Nooo, na vota tanto non quello che volevo dire.

Dicevo che adesso tu sai quello che devi fare, qual il tuo incarico ...

Adesso leggo il mio...Tu devi stargli vicino...

( espressione interrogativa, sorpresa,di dubbio e sconcertata...)

guarda il biglietto, lo rigira e legge

Gen -na -ro...(guarda SG) ...E proprio il mio biglietto!

Per era meglie u bbigliette vuoste...

Se questo quello che devo fare ...ije u facce...

vicino... per vicino mica vo dicere cagge a sta appriesse,appriesse...

SG - (lo guarda e col capo fa cenno di si)

GE (ripetendo il cenno di assenso)Siii?

SG - (ripete come prima il cenno di assenso)

GE - ... E vva bbuo...

RE - A me, sur mio ce sta scritto La tera la tua citta

RO - Tera ? Ma forse c scritto tera cco ddu ere sinno erore...

RE - E io cho detto Tera... Solo che nu ho capito che la citta...

RO - Citta, Remo, citt. Vvo ddi ndo vivi. LUrbe.

RE - Allora nun ppe me. Io sto a Roma mica a Urbe

RO - A RE, urbe vvo ddi Roma...

RE - Ahhh, la mia tera Roma... allora vabb, me credevo nantra cosa....E sur tuo?

RO - La musica la tua lingua

RE - Famme vede ...

RO - (mostra il biglietto)

RE - No er bijetto , o vedo. A lingua, famme vede a lingua...

RO A Re te devi sempre da fa conosce. Me dici a che te serve a lingua?

RE - No, vojo vede ndo stanno e note... dda musica...

RO - Ma vattene!Sei sempre er solito, certe figure...

S.P. - Allora per voi tutto chiaro?

GE - Per me tutto chiarissime. Primma mureve appriesse a isse,

a mmo agge a mmuri appriesse a stu cntere...

TO - Non sono daccordo e mi permetto di dissentire...

Mi sembrato che poco fa la locuzione di cntero

era stata adoperata per indicare la confusione

fra due oggetti che possono avere la stessa forma... ma...

non... lo stesso uso e contenuto, quindi... al massimo

possiamo fare che ije putesse esse narciula ...e tu chellata cosa.

SG Uaglio... e vviate a vvujie ca tenite a capa fresca...

Ci vogliamo dare da fare o restamme a se zonzonia? Vogliamo lavorare... ,

GE,TO - (allunisono)

Beh allora la cosa non ci riguarda proprio. Nujie simme napuletane ...

Vi siete errato, il lavoro nun ppe nnujie...

RE e RO - e noi Romani, ppe cui ... Ci ha da esse no sbajio...Lavora... tsk...

RO- Ar solo penziero de la parola lavora so gi stanco e me vado a riposa.(Escono)

GE - Tato, sempre avendo rispetto della tua privaci,

nun fusse meglie si mmo ddicesse chelle ca te sei impeganto a fare?

Con LUI?

TO - Noooo, chelle cosa i niente, fesseria... na cusarella ...

SG - Tato nun staccocchia palle...Intu bigliette mie sta tutto scritto...

TO - Nooo, sii, cio... ije...ho detto che...

noi ci impegnavamo a fare conoscere al mondo intero la musica, che noi facciamo...

Isse,dato che ci ho conversato, mi ha detto allora che dovevamo creare...

un bel conversatorio...

GE - Isse, ti ha detto di fare un conversatorio?

TO - Eh!

GE - ...E in questo conversatorio chi ci sta?

Solo tu, ppe chiacchiaria oppure anche qualche altro ppe risponne?

TO - Siiii, ije sule, nooo ppe chiacchiaria, anche gli altri, ma ppe suna.

GE - NuConservatorio,Tato, no u conversatorio!

TO - Eh. Ma comunque io ci ho detto che potevamo fare una cosa,

per stipare la musica che noi facciamo, un Napolitorio...

(si guarda attorno, vede i Romani cheentrando lo guardano con occhiataccia di rimprovero e aggiunge di seguito...)

TO-Ma anche un Romanorio, fosse meglie nu Musicorio,

anzi dato che ci siamo ho detto che facevamo un Concertinorio!

Propie chisse, facimme nu concertinorio ...cosi se lo imparano tutti...u concertino.

GE - Tato tu ssi pazze!

Ma ti rendi di conto di quello che hai detto?

U musicorio , u concertinorio. E poi chi ti ha detto di parlare per tutti noi?

TO - Ma io non lho detto, non ho parlato, lho penzato solo, col cuore!

Per mi vergogno un poco.Perch... ije agge mbrugliate, jie ho barato un poco...

GE - Sangenna ma voi sentite?

Chisse pazze sha mise a barare puro cco LUI? No, diche... barare con LUI!

SG - ...Eh u sacce,u sacce.Sta scritto anche questo ntu bbigliette...

GE - ... E su che hai mbru....ehm barato Tato?

TO - ...Noooo, solo nu poche n coppi parole, ho barato.

GE - Ma che stai accocchianne? ma che caspite vai dicendo. Come si bara sulle parole?

TO - ...Io ho detto la musica che facciamo...

GE - E allora? Va bene, hai detto la musica che facciamo...e ddo sta a baratura?

TO - Genna noi che musica facciamo...

GE - Chiste ha scite propie sceme. Come che musica facciamo?E che musica facciamo ? Concertino!...di musica napoletana...

RE+ RO -

(allunisono)... E romana..., ppe piacere dato char mucchio ciate messo puro a noi (escono)

GE - E vabbe napoletana e romana

TO - ...E la musica romana e napoletana conosciuta?

GE - Sono...

TO - U sacce purije ...

GE - Che che sai puro tu?

TO - Ca sone...Non me lo devi dire...

GE - E quando lho detto?

TO - Adesso, hai detto ije sono...

GE - No, ije nagge ditte ije sono.Agge ditte sono.

Voce del verbo essero, non del verbo snere...

Sono perch musica romana e napoletana plurale, quindi sono... plurale

TO - Si u dice tu ... Pecch ije ia musica napoletana plurale, non lho mai suonata!

GE - Allora vide nu poche i spiega meglie limpegno...

TO - Niente.Ije agge ditte che facevamo un concertinorio, e isse ha acconsentito...

U lavoro scite fatte. Noi giochiamo sul sicuro.

E anche i nostri amici stanno sul sicuro.Noi questo abbiamo sempre fatto, quindi...namme a fa niente!Amme jucate a carte conosciute...

GE - Ma ti rendi conto a chi si jiute a mbruglia,

con chi hai barato ...sulle parole? Concertinorio?

TO - Si, u sacce,ma gli ho anche chiesto subito scusa...

SG-(mostrando il suo biglietto) E vero, vero, sta scritto tutto qui...

Sta pure scritto che LUI ha accettato la proposta di Tato.

GE - Neh, sangenna ma chille nelenche telefoniche... nun nu bbigliette...,

E quanne che per errore, sintende, io lavevo inavvertitamente scambiato con il mio,

non i tteneva tutte sti cose scritte...

SG - ...E chella a differenza i professione fra me e te.

Tu sone e ije... beh , vedi che facce!

GE- Vedo, vedo la moltiplicazione delle parole!

SG-Per sta anche scritto che i parole so parole:

conservatorio,concertinorio ...musicorio, vanne sempre bbuone,

solo che per fare conoscere occorre anche insegnare quindi... Tato e a fa...

Tu, lo devi fare...e a lavura!

(volgendosi verso lalto) Tato u cape cape.

Io debbo controllarti sempre.Ije far la supervisione del prodotto.

Il controllo tecnico qualita...Voi mi dovete dare il prodotto finito...chiavi in mano...

Questo sta scritte! Prodotto finito ...chiavi in mano

RE e RO (entrando)Li mo...

FR - Aho, che state a ddi?

RO - Nooo , stavemo a di ... li mo...li momenti pi brutti so passati e che

noi ce la semo sarvata...

FR (Entrando)Io nun direbbe...

RE - Come sarebbe?

FR - Che puro io cho er bijetto co le struzzioni ppe vojantri...

per cui io ve tengo docchio, anzi ve tenemo docchio a tutti e quattro...

Famo li turni ma ve tenemo docchio su ventiquattrore...

RO - A France, io nun ho capito che vvo di?

FR - Che ve tenemo docchio ? Vo di che ve tenemo docchio...

RE - No, quello s.

Nun ho capito questo(mostra il biglietto) a tera che centra co Roma?

FR - Centra.Mo tto spiego. Dunque tu a Roma je voi bbene...?

RE - E te credo ! Guai a chi dice mezza parola storta.

FR - E tu Ro, a Roma che fai?

RO - E che ci ho da fa ? Ce abbito.Ce vado a spasso. Ce sno,

(guardando RE si corregge) ce snamo, io e lui... inzomma ce vivo...

(si guarda attorno. Guarda gli altri)S , cio ...ce vivevo...

FR - A RO nun sta a fa lo scemo...Mo ce torni...

RE-Ma si nun la convinci camo capito tutti e ddue,

noi quass ce stamo fino alle cannele greche...

RO - Le cannele greche ?

RE - Eh e cannele greche , un modo di dire romano,

dde ggentestruita che v di che noi stamo qui fino che...

fino che la cannela greca... se consuma...

e de solito ste cannele ce metteno n sacco de tempo...

FR - No, vo di che si continuate a fa li scemi qui ce famo notte ...

RE - (si strofina le mani)Gajardo, che stamo qui...

RO - A Re ma datte na mossa. Ciamo er compito che ciattenne...

e cosi se nannamo presto e se levamo da le pa... levamo de torno.

FR- Grazzie Ro, ho sempre detto che sei chiaro e convincente.

E poi er tatto nun te manca!

Ma si me stai a interompe gni momento io quanno finisco?

RO - Scusate scusate...

S.P. (Entrando)

Oh Signore mio...

FR-Venite con me che ve spiego. A Pi io vado un momento de la.

Nun so proprio come fa co loro...

S.P. Oh Signore,Signore...

Voce -Sii,Pietro, mi hai chiamato? Che c?

(voce gaia e allegra) C qualche problema,Pietro?

S.P. - N..n..oo...S, cio s.

Guardate, guardate pure voi...Con loro...(rivolto verso la saletta)

So capoccioni!Francesca fa lo straordinario per fargli capire le cose!

Voce - Pietro , e questo lo chiami un problema?Loro sono cos.
Perch, li vorresti cambiare?Non hai dettoQuille so belli perch so accussi

(entra SG) Non ti sembra giusto Gennaro che anche io...?

SG-Pi che ggiusto ....Voi... voi siete il Capo...potete anche dire in napoletano.

Noi siamo solo...degli esecutori...

Voce - ...non sempre Gennaro, non sempre...

Spesso fate e tanto e anche secondo...a capa vuoste!

SG - ...beh, veramente...voi dovete sapere...ije songhe nu poco confuso...

Voce -Certo , certo lo so che sei un poco confuso...

Per mi sembra che i tuoi paesani spesso esagerano...

in tutte le manifestazioni daffetto nei tuoi riguardi...

SG - Nooo, Signo che dite mai?Chelle pecch ggente i core...

Voce -Ahh, e non che un p esagerano ...?

E gente di cuore... E i calendari napoletani... ?

365 diciannove settembre...tutti in rosso, festivo?

SG - Nooo, sss..iii... S.

Chelle perche mi vogliono bene e mi chiamano spesso...

Lo fanno questo lavoro, sempre.

A me, me fa piacere che i paesane mijie mi ricordano,

se mi permettete la battuta... me siente sciogliere tutto u sanghe!

Voce- Gennaro, i paesani tuoi che lavorano sempre...

Quello mi sembra un poco strano...

SG - E tutta una diceria che i paesane miiei nun tengono voglia di lavorare.

Fanne chille che vogliene... a lloro...ma u fanne..

Voce - Lo so, lo so.Sono sempre molto impegnati ...a chiederti il modo per non farlo...

(si sente voce registrata)

Sangenna...famme vince a lutteria... accussi non lavoro cchi ,

nu belle terne, sangenna... solo 13 segni mi servono,

non chiedo molto...

Eccole le richieste di lavoro dei tuoi paesani.

(ride ancora e ridono anche gli astanti)

SG - (guardando verso la luce )

E vere Signore , vero , per vi posso garantire...

chu lavore i accatta u bigliette dda lotteria u fanne !

E anche quello di compilarla la schedina...

(ridono ancora gli astanti)

Neh , Signore ma tutta chesta ggente sta ridenne!

Allora hanno capite tutto quello che abbiamo detto?I che figura i n....

Voce - Gennaro (con voce calma e suadente) tu mi chiedi se hanno capito ?

Ma se abbiamo parlato un linguaggio universale...

Lo hai detto tu che il Napoletano lingua internazionale,

e lo hai spiegato cosi bene a Remo e Romolo!

Entra FR con RE e RO

FR - Allora come stavo a ditte, pe Roma ...

Ecco devi da fa la stessa cosa ppe la Tera...

RE - N momento , annamo carmi.Io a Roma a conosco.

So n do anna, ndo stanno li mercati generali, er mattatoio,

a trattoria de Cesare er Velletrano, losteria ddii buzziconi...

FR - E che centrano ?

RE - Ggnente ppe ditte che io a Roma a conosco

Ma a Tera nun lho mai ncontrata.

FR - A RE e sii serio, famme parla che tte spiego.

RE - ...Sto a scherza, sto ...

Nun lo so si carivo a fa capi a ognuno che la Tera come la citt ndo ce vive.

Che la deve da rispetta e la deve da fa rispetta senza fa ghippi, n casini...

(mettendo le mani avanti alla bocca quasi a fermare la parola...)

qui se po di casini ...?

FR - Beh, propio propio no, ma er Capo ce lo sa che vvoi di...

RE -...beh, nun mica facile. Ma io ce provo o stesso

E sso sicuro che si maiuteno pure l amici de Napoli,

er compito sara pi facile ...e ce potemo riesci a rispetta puro lambiente...

FR - ...E bravo Remo. Bravo .

Nun me lo credevo propio che eri cosi...cosi... ecologico

RE - Eco ...che?

FR - Ecologico

RE - A France cco tutto er rispetto... io a sta parola...

Si ce mettemo puro la colloggia... io ndo vado? Ppe tetti?

RO - Ma no, ma no,...Mo to spiego io che vvo ddi.

Vvo di che siccome Francesca ha visto che a te le cose...

te le devono da di nsacco de vorte,

allora ha penzato che sei eco logico; cio uno che loggico si je se ripete le parole.

E na parola nova, composta da ddu parole vecchie:

Eco, quello o conosci e ce o sai che vvo ddi:quello che ripete e parole

e logico, e puro questo o conosci, uno che logico. Hai capito allora?

FR - A RO ma allora Tato te sta a attacca a malatia.

Statte zitto e famme parla a me.

Zzitto e mosca e sta a senti...

RO - Ammazzete me pari na maestra...

FR - No na maestra, ma na madre dde sei fiji...

che janno fatto mette li capelli bbianchi...si.

Vvojio vede si hai capito quello che devi da fa?

Leggi, leggi... er bijetto.

RO - Guarda che ho capito e ce lo so quello che devo da fa... e mo to spiego ...

C scritto che la musica ... s ...cio... che la musica...

FR - Leggi bbene er fojetto e nun sta a mbroja...

RE - A Franc, ma Romolo legge solo si stampatello,

e si nun cha lli bbernardoni nun ce sborgna a vvede...

e li bbernardoni lha lassati a casa...

FR - Ma che stai a ddi?

Prima lha letto er fojio...anche senza locchiali...

RE - Ma prima era prima e adesso mo

RO - Io faccio finta de nun ave sentito ggnente, mmejio... e nun vojio commenta...

FR -Allora sor sotuttoio me spieghi cche ce sta scritto sur fojetto tuo, e si lhai capito?

RO - (scandendo le parole e quasi tutto dun fiato)

C scritto cho - da - famme - capi da - tutti - parlanno -n linguaggio -universale.

Anzi sonanno!

(Fa una bella risata allusiva verso FR)

E si nu lo capischeno c sempre er tortore pe jo fa capi...

FR - (guardando il suo biglietto e rigirandolo)

Proprio cosi.Lo dice cosi chiaro er bijietto ...!

RO - Ah, lo vedi che c sta scritto puro li dder tortore!

FR - No. Nossignore qua nun ce sta scritto der tortore ...

C scritto: Elemento pallonaro e smargiasso, di grande estro inventivo,

buon musicista, e persona molto affidabile...

Per cui fa quello che devi da fa, come sta scritto.

RO - E io cho detto? Mica ci ho messo altro.

FR - Eh no, tu chai messo er tortore, ce stanno pure li testimoni.

Tu hai detto tortore!

RO - Io ho detto tortore?

FR - Siiii, hai detto tortore...

RO - Ah, allora vo ddi che stato un lapise. M scappato ...

Siccome stavo a penza a la bacchetta der direttore dorchestra...

a bacchetta dde legno ...bacchetta come n bastone ...

er direttore ... so scite e parole ammischiate... e m scito tortore...

FR - S, s altro che inventiva...

la qualifica scritta se dovrebbe da corregge e completa,

co nventiva e scilinguagnolo ad alto livello...Allora le idee so chiare?

RE - Non solo chiare...

(guardando verso lalto dove c la luce e gustando la battuta...)

...so il - lu - mi - na - te....ah,ah,ah.Questa bbona....

SG (entrando con i due )Neh uaglio ma siete sicuri di avere capito tutto?

Tato,Genna tutto chiaro?

Ma chiaro chiaro oppure nu poco scuro che ddoventa chiaro scuro?

TO - Per me chiaro,chiaro assai, per quello che debbo fare.

Spero che pure a Gennaro sia tutto chiaro limpido e luccicante.

SG - (cela a malapena un po di commozione )

Allora se per me ...si...cio ....inzomma.

Jatevenne a casa... e bbona fortuna...

Salutate Napoli e il Vesuvio e

chelle piezze i fetiente ddi paesane nuoste,

Ije i voglie bbene e ci penzo sempre a loro...

Dicitencelle...

TO - Sangenna... fosse meglie ...

(canticchiando e parodiando)dicetencelle a sta cumpagnia vuoste ....

S.P. - Appena aprir la porta, dovete uscire velocemente altrimenti ...

Poi... poi tutto. Vi ritrovate dove stavate, in terra prima di venire quass.

Buon viaggio e buona fortuna.Ed ora andate...

(rivolto a RE e RO) E puro voi, salutateme sta citta... e quelle grandi lenze de labbitanti sui...

(strette di mano, pacche sulle spalle, mani sulla testa per benedirli. I quattro in coro)

RE-RO-GE-TO Aho, li strumenti, e che famio senza strumenti?

(Li vanno a prendere)

S.P. - E tenete presente che non siete soli, LUI vi guarda sempre.

Voce - Grazie Pietro per averlo ricordato.

Fa sempre bene ricordare le cose agli uomini.

Glielo hai spiegato bene che per compiere la loro missione non sarano soli.

Tutto questo lo hai detto ai nostri amici?E loro lo hanno capito? Sono sicuro!

S.P. - Beh , si. Cio... non proprio tutto tutto come avete detto Voi...

ma lo hanno capito...certo ....sicuro...spero!

Voce- Sei sicuro quindi di avere detto tutto?Posso stare tranquillo allora?

(la luce pulsante si spegne)

Scena nona

S.P. (apre la porta.La luce illumina vivida la scena e anche la luce del pianerottolo solare.I quattro si guardano, guardano la scena coi santi e la porta con scritto Terra.

Si sente battere quattro per lo stacco e insieme attaccano a suonare e a cantare...)

Jamme, jamme, jamme a vasce ja...

S.P. - Amici , fratelli un momento.

( Pietro si asciuga il sudore e simula un grande affanno .Vuole rimediare e dire tutto prima che i quattro vadano via)

Volevo aggiungere ...dato che ho parlato con Lui...volevo informarvi...

(la musica copre le parole e si vede che Pietro parla muovendo la bocca e gesticolando per sottolineare i momenti pi importanti dellincarico avuto. Nel momento della pausa della musica ,dello Jamme prima dellacuto ,si sente la voce chiara di Pietro 🙂

...e noi poi,vi saluteremo dalla finestra,

per controllare che la discesa avvenga nel modo migliore...

RE - A Pie ma che stai a ddi? Nun sento bbene.

S.P. - Ho detto, che se mettemo tutti a vvede...

che gni cosa vadi come che deve da anna.

Si, inzomma si fila tutto liscio come loijo...

RO - Ahhh, mo si che tariconosco e amo capito tutto quello chai detto!

S.P. - E na cosa importante: lurtimo... se tiri a porta!

( I quattro ricominciano a suonare ed escono piano piano, allegri da una parte e un poco tristi dallaltra.

La musica si affievolisce ma la luce pulsa debolmente a tempo di musica.

Lultimo ad uscire Tato.

Sta per chiudere la porta.

Si guarda indietro.

Fa cenno di saluto prolungato con una mano mentre laltra stringe il suo biglietto.

I santi si precipitano alla finestra per vederli andare via

Tato tocca la porta e con molta maestria infila il suo biglietto nella serratura dove c il battente per impedirne la chiusura a scatto.

Si sente chiudere la porta,ma non lo scatto.

La guarda, la sfiora...guarda verso lalto ...mormora...

Signore mio...scusate...per la piccola baratura!

(rivolto verso lalto.La voce di Totonno come se venisse da dentro di lui)

...io... per me non dico niente, vorrei fare presente... con il dovuto rispetto...

che anche gli altri tre amici ...noi faremo sicuramente un bel lavoro e poi...tutti quanti ... e allora...

Come dite?Il biglietto?Signore, dite il biglietto? E lo prender... n ata vota...

(ad ogni parola di TO la luce che pulsa si affievolisce sempre di pi per simulare uno snervamento da logorroico cronico quale TO .Si sta spegnendo...

Allimprovviso riprende forza ed ha un guizzo, luce fortissima)

Voce - Tato... ije te vulesse dicere...bbrave...

Tu ssi nu bbrave uaglione...

Ma arreposate nu pochesta lengua

e facce arreposa i rrecchie: statte zitte!!!!!!!!

(tutti continuano a suonare e cantare e si avviano alla porta per scendere e tornare sulla terra: Jamme. Jamme. Jamme n terra Ja...

I santi restano in disparte verso le quinte)

TO -

(resta sulla scena, illuminato con spot solo lui e si guarda intorno. Si avvia alla porta, esce, li guarda e li saluta con le due mani)

...e penzare che sta vota nagge propie aperto bocca ...Ho sule penzate...(esce)

Voce- Pietro... la porta...

(S.P. si avvicina alla porta per verificare che sia tutto in ordine e fa per chiuderla,vede il biglietto...)

Voce - S,Pietro... lo so...la porta...Puoi lasciarla cos... socchiusa!

F I N E

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