UNA VITA SCIUPATA
Monologo
di ALDO NICOLAJ
PERSONAGGI
COSTANZA WEBER
Commedia formattata da
COSTANZA WEBER
(Una notissima musica mozartiana tipo Eine Kleine Nachtmusik, che va in sottofondo quando comincia a parlare Costanza, una donna non pi giovane, in una crinolina un po consumata e parrucca depoca. La musica accompagner in sottofondo tutto il monologo)
Perch lho sposato? La mamma. Era terrorizzata che restassi zitella e quando si rese conto che quel giovanotto, capitatoci in casa, mi avrebbe preso anche senza dote, pens che sarebbe stato un delitto lasciarselo scappare. Aveva ideato persino un contratto per fargli pagare 300 fiorini lanno di penale nel caso di mancato matrimonio A me andava bene quella scelta, per lo meno non sposavo un vecchio, come avevo sempre temuto, ma un ragazzo non male anche se un po bassino, biondo e pazzerellone. Il padre ci diede il consenso solo il giorno delle nozze. Per il figlio avrebbe voluto una nuora con una buona dote, per aiutare il bilancio familiare. Aveva sempre dato un grande peso al danaro, per tutta la vita ne era andato a caccia. Mantenere la famiglia gli era costato. Anche se i suoi figli di soldi gliene avevano fatti guadagnare, quanti ne aveva dovuto spendere per il guardaroba, le parrucche, gli strumenti musicali, i viaggi, le locande Ed ora che il figlio guadagnava con la sua musica lo lasciava per sposarsi. Per avere il suo consenso gli aveva scritto che salvava una povera figliola, che pur priva di uno spirito vivace, poteva essere ugualmente una buona sposa ed una brava madre In parole povere, mi aveva fatto passare per cretina. Ma mi voleva bene, era un innamorato tenero e pieno di premure. Certo, a modo suo. Gli artisti sono strani, bisogna prenderli come sono, rinunciando a capirli. Per era un bravo ragazzo, grande lavoratore, pieno di buona volont e di ottimi sentimenti. Aveva, purtroppo, appena lasciato un impiego di prestigio per avere la sua libert e potersi imporre come musicista. Lui era sicuro di farcela ed io lo speravo. Diventando sua moglie, milludevo che avrei avuto una vita brillante Lui a ventisei anni aveva gi girato il mondo, festeggiato ed applaudito da re ed imperatori, abbracciato dalle regine, coccolato dalle dame di corte, acclamato in tutta Europa come bambino prodigio. A sei anni, dopo un concerto nella reggia di Schonbrun, era scivolato ed alla principessina Maria Antonietta, che lo aveva aiutato a rialzarsi, aveva promesso che da grande lavrebbe sposata. Certo per lei non sarebbe stato un grande matrimonio, ma per lo meno non sarebbe finita in Francia a farsi tagliare la testa, povera cristiana. Nei primi anni di matrimonio, lui non guadagnava male componendo, dando concerti, vendendo le sue musiche, andando a suonare nelle grandi case. Era sulla cresta dellonda, i vescovi lo contendevano alle marchese, i principi alle duchesse, i banchieri alle grandi mantenute, tutto il bel mondo lo voleva. Come dubitare del suo futuro? Vanitosa comero, pensavo che sarei stata ricevuta non soltanto in societ, ma persino a corte Certo, non avrei mai fatto parte della nobilt. Ma avrei conosciuto gentildonne e gentiluomini, avrei fatto linchino e loro mi avrebbero perfino rivolto la parola. Come moglie di un musicista affermato, sarebbe stato naturale. Non sarei stata invitata alla loro tavola od alle feste, ma avrei potuto vedere da vicino la loro vita meravigliosa. Non inter pares daccordo, come parte della servit, logico. Ma in posizione privilegiata perch non ero cuoca o sguattera, ma legittima consorte di un musicista affermato Ed ero cos felice nei primi tempi con quel marito pazzerello, che aveva sempre voglia di ridere, di scherzare e di divertirsi un compagno ideale. Ma poco pratico e di uningenuit puerile era cresciuto troppo in fretta, non era mai stato bambino. Sapeva appena reggersi in piedi che gi passava le ore alla spinetta, vocalizzando e solfeggiando conosceva crome e biscrome il padre sempre alle costole per pretendere il massimo, costringendolo a strimpellare e comporre, suonate e suonatine, scherzi, studi, toccate, concerti e concertini Prima ancora dellalfabeto e dellAve Maria aveva imparato le note musicali, diesis e bemolli compresi. Non ha mai voluto ammetterlo, ma credo che il padre sia stato severissimo, facendolo vivere nel terrore di botte e castighi. Chiss quante vergate. Se quando era giovanotto lo aveva preso a calci nel sedere perch voleva lasciare il servizio del principe vescovo di Salisburgo, chiss le botte che gli avr dato da bambino Ed esibendo lui e la sorellina come bambini-prodigio, si era messo in testa che il ragazzo fosse un genio. E che se non lo era, lo sarebbe diventato. Andiamo bravino s, ma per essere un genio ci correva E, poi, se non si nasce, genio non si diventa Ma il padre lo andava proclamando in giro perch tutti se ne convincessero. Io, che non mi sono mai illusa, gli ho sempre detto di star tranquillo, di non montarsi la testa di non esaltarsi con quellidea. Purtroppo oramai avevo belle capito come sarebbe stata la mia vita altro che frequentare la corte e fare riverenze, come speravo. Dovevo sgobbare rompermi la schiena a pulire casa, stare ai fornelli, lavare, stirare, rigovernare e fare figli. Chiss perch venivano al mondo sani e belli, ma subito si ammalavano e mi morivano come mosche. Quattro ne ho perduti, della mezza dozzina che ho partoriti. Lui, come me, dispiaciuto, piangeva e si disperava, ma poi la musica e le note lo distraevano e dei lutti si dimenticava, sempre pi convinto di essere un genio. Ed intanto le nostre finanze peggioravano. Perch da quellingenuo che era si fidava di tutti, consegnava le musiche senza farsele pagare, accettava comandi senza anticipi E non parliamo poi delle somme che doveva dare ai copisti, perch trascrivessero le sue valanghe di note. Il suo momento era passato ed eravamo ormai pieni di debiti. Se non fossi stata io a tenere i conti ed a fare economie, non ce lavremmo fatta a tirare avanti. Io gli volevo bene e perci gli perdonavo tutto: gli errori, i capricci, le impennate, le fantasie, gli scherzi di cattivo gusto, la scurrilit, che era un altro dei suoi difetti Mi seccava vedergli brillare gli occhi di gioia quando poteva parlare di cacca o di pip dire parolacce insistere su termini innominabili una forma di infantilismo Non essendo mai stato bambino, non avendo vissuto il momento delle parolacce, tipico della prima infanzia, quel giuoco, lo scopriva allora Quando si sentiva appagato per avere ottenuto qualcosa a cui teneva, mi abbracciava urlando culo, culo, culo E parole anche pi volgari. E con le mie amiche per toccare loro il sedere, cercava sempre di infilare le mani sotto i vestiti. Fortunatamente la moda delle crinoline frustrava le sue intenzioni, ma il gesto e lindecenza restavano. Gli urlavo di smetterla e, subito correva alla spinetta e gi una valanga di note non la smetteva pi. Suonava e componeva continuamente, di giorno e di notte. Secondo lui era per guadagnare e migliorare le nostre condizioni di vita. Invece lo faceva perch si divertiva, per lui era un giuoco, un modo di passare il tempo. Se, invece di tutte quelle note avesse composto un pezzo di qualit che so io un concertino meglio ancora, una bella cantata che dimostrasse il suo talento, si sarebbe sicuramente imposto. Invece tutte quelle note ripetitive musichetta da niente per piano, per flauto, per tromba, per arpa, trio, quartetti, concerti, concertini, anche carina ma che una volta sentita, svaniva senza lasciare niente. La musica deve passare per le orecchie e restare nel cervello, gli dicevo io. Invece di romperti la testa per tanta musica colta, seria, sacra e no, scrivi qualcosa di facile ma di armonioso in modo che la gente la moduli per strada, la fischino i vetturini, la cantino le cameriste sbattendo i piumini dalle finestre una musica comunicativa, insomma. O una bella marcia. Ma importante. Non una marcetta turca, che nessuna banda militare seria si sognerebbe mai di suonare. Non mi ha mai dato retta. Nemmeno con la musica di chiesa riusciva a sfondare. Sarebbe bastata una bella Ave Maria, un Adoremus un Gloria Macch ! Del resto, il principe-arcivescovo di Salisburgo lo aveva lasciato andar via perch non amava la sua musica n le sue idee anticonformiste Invece di tenersi un posto fisso, che avrebbe garantito la sua vita e quella della sua famiglia, aveva preferito stare fuori dalle regole. Un incarico lo avrebbe anche accettato, ma voleva essere direttore di un grande teatro o maestro di cappella alla corte imperiale, figuriamoci Altro posto fisso neanche parlarne. Ma allora non avrebbe dovuto sposarsi, n mettere al mondo delle creature innocenti Per far lartista e vivere da artista bisogna averne le doti E dire che a Salisburgo avremmo potuto stare bene, essere rispettati e stimati, con vitto ed alloggio assicurato. E non parliamo della sua passione per le opere liriche. Si credeva un Pergolesi, un Cherubini, un Monteverdi Le sue tante opere sono passate tutte inosservate. Per esempio, aveva tanto creduto nel suo Hydomeneo, ma come proporre alla corte la storia di un padre che promette ad un dio di sacrificargli la prima persona che incontra e la prima persona che incontra il suo proprio figlio? La corte ha bisogno di storie allegre, serene, deve ridere, divertirsi, perch pagare un musicista per farsi angosciare? Devo dire per che le sue opere riusciva a mandarle in scena, anche con un certo successo, ma venivano subito dimenticate. Nessun teatro le riprendeva. E non che fossero poi cos brutte, ce nerano di quelle che non erano nemmeno male. Il ratto dal Serraglio, per esempio O Cos fan tutte, che era anche gustosa, ma che nessuno ha mai ripreso Io speravo che facendo scrivere i libretti a quel Da Ponte, che era un italiano che la sapeva lunga, uno specialista nel suo genere, il successo sarebbe arrivato Ma le scelte le scelte, facevano cascare le braccia. Mettere in musica unopera rivoluzionaria come Le nozze di Figaro, andiamo Era stata tanto criticata in Francia quando lavevano fatta a teatro come poteva venire in mente di farne unopera in musica per un paese tradizionalista come il nostro? Anche se cerano delle arie carine come Dove andrai, farfallone amoroso, come pensare di metterla in scena a Vienna? Ed adesso, poi, chi oserebbe riprenderla, dopo che la povera Maria Antonietta stata ghigliottinata? A nessuno pu venire in mente. N oggi, n mai. Morta e sepolta, come non lavesse mai composta Daccordo, non poteva prevedere la rivoluzione francese, ma avrebbe dovuto riflettere, prima di musicare un libretto cos rivoluzionario ed immorale E quel Da Ponte, che glielha proposta per fare scandalo, non ha saputo vedere al di l del proprio naso Meglio il Don Giovanni, che fu accolto bene anche a Praga ma un opera anche quella troppo libertina per una societ come la nostra, anche se finisce con la condanna del seduttore. Senza parlare poi di quel maledetto Flauto magico, che era addirittura dispirazione massonica E lha voluta anche mandare in scena a Vienna in un teatraccio popolare. Sfidando il buon senso ha voluto andare allo sbaraglio Con quegli acuti raccapriccianti della Regina della Notte Non ha avuto fortuna, questo vero, ma bisogna anche dire che ha sempre fatto tutto senza riflettere e senza avere le qualit necessarie A lui non mai interessato cosa musicare, limportante era mettere insieme delle note Come un altro si diverte a giocare a palla o a faraone, lui componeva le sue suonate Invece, larte ha le sue esigenze, bisogna lavorare sulla qualit non sulla quantit Coi debiti che avevamo, lui continuava a comporre, anche se sapeva che nessuno comprava la sua musica Vivevamo di prestiti, che, alla fine, com logico, nessuno ci voleva pi fare. Il panettiere si rifiutava di farci credito, non avevamo legna per scaldarci, i bambini avevano fame, io non stavo in piedi per la debolezza E lui cosa faceva? Suonava, componeva, riempiva la casa di suoni e di note in modo tale che persino i vicini protestavano. Basta coi Mozart urlavano chiudendo le finestre per lo meno un po di silenzio! Altro che vita di corte, miseria nera ed assordante Un giorno, rientrando con un cestino di patate regalatomi da unamica, incontrai il maestro Salieri che mi invit a bere una cioccolata. Un italiano gentilissimo, un vero signore. Ed anche un grandissimo musicista, lui s che era un genio e come tale riconosciuto a corte. Resosi conto della mia disperazione, cerc di consolarmi. Mi spieg che mio marito componeva tutta quella musica per una forma di depressione nervosa, ma la musica, invece di calmarlo, lo eccitava ancora di pi Doveva far riposare i nervi e dormire, solo il sonno gli avrebbe potuto giovare Mi diede lui un calmante A sua insaputa, avrei dovuto versarne ogni mattina qualche goccia nellorzo che beveva. Gli avrebbe fatto bene. Lo ringraziai per la sua gentilezza e la sua comprensione. Tornando a casa, lo trovai eccitatissimo, tutto intento a scrivere una Messa da Requiem che nessuno gli aveva ordinato. Cercai di fargli capire che sarebbe stato meglio, prima di dare inizio ad un lavoro del genere, avere un comando ed incassare un anticipo. Non sent ragioni continu a strimpellare ed a comporre come un ossesso. I giorni seguenti quasi non ci parlammo, ma io nellorzo misi sempre la medicina che mi aveva dato il buon Salieri. Credo che il rimedio sia arrivato troppo tardi, purtroppo, perch mor senza nemmeno aver terminato di comporre la sua Messa. Il buon Salieri, come lo seppe, si precipit a farmi le condoglianze. Lo pregai di intervenire almeno affinch il povero morto non fosse seppellito in una fossa comune. Mi disse di non preoccuparmi perch era meglio cos: visto che non aveva mai avuto nulla in comune coi vivi, almeno ora, lo avrebbe avuto coi morti. Mah! Non ho mai capito cosa avesse voluto dire con quelle parole. Forse, che se fosse stato un genio avrebbe avuto ben altra sepoltura. Ma, purtroppo, genio non lo era non lo mai stato. Infatti non sono passati molti anni dalla sua morte e chi suona pi la sua musica? Nessuno Non ricordano nemmeno pi il suo nome, povero il mio Wolfang Amadeus Una vita sciupata.
FINE
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