Un’estate al mare

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(la scena compare: nella parete di destra, c’è l’entrata della casa, con porta

Una estate al mare

Commedia brillante in due atti di:

   Giovanni Allotta

Personaggi

Pietro                                                        Capo famiglia

Enza                                                 moglie di Pietro

Nino                                                 figlio

Rosetta                                            figlia

Peppa                                                        mamma di Enza

Zio Totò                                          

Lina                                                 sorella di Pietro

Angela                                             figlia di Lina

Venditore ambulante di colore

Venditore ambulante di pannocchie

Ragazza americana

Prefazione

Pietro, costretto dallo zio Totò, porta la famiglia al mare, vivendo un susseguirsi di comicità tra venditori ambulanti, americana e suocera bislacca. Nel bel mezzo della giornata in spiaggia, il pianto di una bimba, attira l’attenzione di tutti e così, si viene a scoprire che…

(la scena compare: nella parete di destra, c’è l’entrata della casa, con porta. Nella parete di sinistra, una finestra aperta dei fiori e qualche quadro. Al centro, un tavolino con qualche sedia. A sinistra, una poltrona estiva. Una dondola. Vicino la porta di destra, vi è spaparanzata Enza, donna paffuta con vestaglia. Sbuffa, sfinita dal caldo. Si soffia col ventaglio. Sdraiato a terra, pancia all’insù, vi è il piccolo Nino, di 8 anni. Enza, Prende cellulare dalla tasca, digita numero e attende. Si sente, la voce registrata)

VOCE TELEFONO

(Voce femminile) Il cliente da lei chiamato, non è al momento, raggiungibile! Si prega di riprovare più tardi.

 

ENZA

Non è raggiungibile? Meno male, ch’è andato a cavallo le scarpe! Così veloce va?

NINO

Mamma, te la posso dire una cosa raggiungibile?

ENZA

Per favore Nino, non farmi deconcentrare! Ho la linea del cervello collegata, col ventaglio. Se perdo il filo del vento, mi sudo tutta! (Si ventola ovunque)

NINO

Sento caldo mamma!

ENZA

Quando me lo dici, ne senti di meno? Gioia mia consolati, anche io sento caldo! (Si ventola) porca miseria, ma quando arriva l’inverno!

NINO

Da come sudo, sembro la fontana di Trevi! Me la dai un po’ d’acqua?

ENZA

Più bevi, più sudi. Io, non bevo, ma faccio acqua da tutti i buchi!

NINO

(Lagnante) mi sta salendo la pressione in testa. Messo a terra, non mi scende. Che posso fare? Dai mamma, sento caldo!!!!

ENZA

E che palle! Mettiti il culino a bagnomaria e, ti cala l’atmosfera. Anzi, sai che fai? Vieni (Nino si alza, va da Enza) tieni il ventaglio!

NINO

(Felice) Grazie mamma! (Si sventola, Enza glielo stacca dalle mani)

ENZA

(Sguaiata) ma che grazie, scusi prego e tornerò. A me, devi sventolare!

NINO

Ma il caldo lo sento io!

ENZA

Ma il ventaglio è mio!

NINO

(Si offende e si ritira all’angolo della casa) Tu, non sei una mamma brava!

ENZA

Non sono brava? Per nove mesi, sono stata brava, che ti ho portata sul (Indica pancia) groppone, con aria condizionata e acqua fresca? La colpa è tua, che hai avuto premura di nascere, hai diviso le acque e, sei venuto a sentire caldo qua. (Con dolcezza) Gioia, se ti sventoli tu, di come sei leggero, vai via col vento. Siccome non voglio perderti, meglio se sventoli me! comincia! (Nino sbuffa, e col ventaglio soffia la madre. Enza è spaparanzata sulla sedia) che bello ‘sto ventilatore. Aumenta il volume, non posso volare, perché sono una vacca! (Da uno schiaffo dietro la nuca al piccolo Nino, il quale, aumenta. Grida alla figlia, ch’è fuori)Rosetta, è cominciato biutifuller?

ROSETTA FUORI SCENA

(Giovane ragazza) ancora non è iniziato. Mi sto guardando, cento vetrine. Non disturbarmi!

ENZA

(Al piccolo Nino già stanco, diminuisce la forza) aumenta u volume Nino!

Fammi volare, nel blu dipinto di blu! (Nino riprende con forza. Enza, urla alla figlia)Rosetta ti raccomando, appena finisce cento latrine, metti su biutifulle!

ROSETTA F. S.

(sgarbata) lo so! Le cose, me le ripeti, mille volte! Sembri il grillo parlante!

ENZA

Ueh, sgallinatella! Abbassa la voce con me, se no, se vengo lì, ti faccio diventare brodo vegetale! …Nino, vedi com’è maleducata tua sorella? Meno male, che sei bravo tu! Però, aumenta il volume che non sento niente, dai!

NINO

(Segni di cedimento) Sono stanco Mamma. Mi posso fermare, cinque minuti?

ENZA

Se ti fermi, è peccato! Il prete è in ferie, poi, chi te li toglie i peccati? Io, non l’ho mai fatto!

NINO

Mi voglio fare il bagno. Ci sta l’acqua?

ENZA

Niente! Stamattina, i rubinetti, sono seccati! Se non è morto per strada, tuo padre, sta tornando con l’acqua dal pozzo (Si fa sventolare da Nino) sventolami tutta, che lo chiamo di nuovo. ( Effettua chiamata dal cell)

VOCE TELEFONO

(Voce femminile. Enza è stufa di sentire la solita voce) Il cliente da lei chiamato, non è al momento, raggiungibile! Si prega, di riprovare più tardi.

ENZA

Ma dove cavolo si trova, che non è raggiungibile? Nella luna? Boh!

PEPPA

(Donna anziana. Vestita in modo pesante con maglione a strisce e gonna nera e scialle sulle spalle. Porta piccoli occhiali, appoggiati sul naso. Capelli raccolti dietro. Essendo priva di denti, parlerà male e masticherà sempre. Cammina con gambe divaricate, sorretta da un bastone. Un po’ sorda. Legato ad un laccio intorno la vita, un pappagallo per urinare gli uomini) ammazza, che vento forte! (Gli da uno schiaffo a Nino) spegnisci il ventilatore, se no, mi viene la bronchite al plasma! (Nino si ferma)

ENZA

Nino, perché ti sei spento?

NINO

(Lagnando) è stata la befana che mi ha dato uno schiaffo e, si è staccata la corrente!

ENZA

(Stufata) mamma, perché non ti fai gli affari tuoi. Sto crepando dal caldo, arrivi tu, e spegni Nino! E poi, non senti caldo col maglione. Sembri cenerentola col pannolone! (Gli da uno schiaffo, Nino riparte) non ti permettere di spegnerti, senza la mia messa in moto. (Nota il pappagallo alla cinta di Peppa) mamma, che ci fai con quel coso nella cinta?

PEPPA

Figlia mia, questo è il ricordo de la buonanima di tuo padre. (Lo stacca e lo odora, con piacere) ogni volta che l’odoro, penso a quando tuo padre, se lo metteva nel …(Enza le tappa la bocca e glielo leva dalle mani)

ENZA

Quando apri la bocca, fai sempre danno! Ti devo mettere la museruola anche in casa, così è sicuro che non parli! Tienili per te i ricordi, non farmeli vedere! ( Enza, lo riaggancia alla cinta, ma di davanti. Peppa lo nota e inizia a dare, colpi di bacino, facendolo sbattere su se stessa)

PEPPA

(Ansima di piacere) ch’emozione! Enza, guarda questo movimento sexi. (

Enza si scandalizza) mi fa ricordare, quando tuo padre, mi dava lezioni di musica, con lo strumento!

ENZA

(Furiosa glielo stacca e lo tira fuori scena) il pensiero va sempre là, a suonare! Vedi che ti sale lo zucchero in testa e, ti viene il polistirolo nel sangue. Siediti! (Nota che la madre, cammina con gambe divaricate) che hai che cammini così? Sembri un cammello con le cosce di plastica!

PEPPA

Dal troppo sudore, ho il fiorellino incollato! (Si siede) che sono stanca! Pare che mi sia fatta, la maratona. Enza, c’è acqua ossigenata?

ENZA

No mamma. Che devi fare con l’acqua ossigenata? Ti sei tagliata?

PEPPA

Mi devo fare il bidello. Devo fargli prendere un po’ d’aria, al Fiorello.

NINO

Vero? Ma chi, il bidello della mia scuola?

ENZA

(Gli da uno schiaffo) stai zitto tu e ventilami! Mamma, ti pare giusto che parli così, davanti al piccolo? Se gli blocca la crescita, cresce ritardato.

PEPPA

Come? il bidello è rinviato? No no, me lo devo fare, se no, muoio!

ENZA

(Tra se, con ira) Che le scoppiassero le orecchiette, quando non mi sente! Mamma, evita di parlare, non vorrei che il piccolo capisca fave per ceci!

PEPPA

Enza, prendi l’acqua gassata, almeno mi faccio il bidello, con le bollicine!

ENZA

(Urla alla figlia) Rosetta, è iniziato? (Rosetta le grida di no. parla a Peppa vicino le orecchie) mamma, sta arrivando mio marito con l’acqua, e te lo fai. E poi, si dice bidè, no bidello! Non voglio ripetertelo più!

PEPPA

È lo stesso, importante che mi lavo con acqua, se no, il fiore dalle mille e una notte, si appassisce. (Enza, si alza e guarda dalla porta, verso dentro casa. Quasi a sparire, per la curiosità di guardare la tivù. Nino si ventola)

NINO

Nonna, dove lo tieni il fiore dalle mille e una notte?

PEPPA

Una volta, con un fiore ne prendevo mille in una notte! Facendo mama o non mama, mama o non mama, si è spampanato tutto. prima era come il sole, quando affacciava, affacciava per tutti. ora è come la luna, nessuna lo vuole, nessuna lo dona.

NINO

Sono curioso! Dai, me lo fai vedere?

PEPPA

Però, non devi toccarlo. Dice la mamma rocca, si guarda ma non si tocca. Vieni, ventilami. Appena lo prendo, c’è un po’ di muffa. (Fatica a muoversi da seduta, prova ad alzare la gonna) vieni gioia mia, prendilo tu…

ENZA

(esce, la blocca in tempo) Fermati! Ma dico io, a Nino, lo vuoi far crescere, superscimunito? Ma dove ce l’hai la testa?

PEPPA

Nel comodino, con la dentiera! E poi, perch’è t’incazzi? Perch’è spennacchiato? Non preoccuparti! Ogni fiore è segno di amore!

ENZA

Ma che fiore e amore! Nino è piccolo. Se lo vede ora il fiore, cresce comu un minchione! (Fa faccia buffa, come a voler imitare un futuro figlio scemo)

PEPPA

Il ginecologico, mi ha detto di farmi il bidello tre volte al giorno, prima dei pasti.

ENZA

(Irata) che ti seccasse la lingua. Si dice bidè! Parla pulita davanti al piccolo.

PEPPA

(scatto d’ira) come faccio a parlare pulita, se non mi faccio il bidello? Boh!

ROSETTA

(Ragazza semplice e carina. Entra svogliata ) mamma, la televisione è tutta tua. Te la regalo. Ciao nonna. Ah dimenticavo …è iniziato, beautiful.

ENZA

(Esaltata) Disgraziata! Inizia biutifulle, e  me lo dici, tranquilla?

ROSETTA

La prossima volta, entro con la banda musicale!

ENZA

Rosetta, attenta per la nonna. Mamma, stai tranquilla. vado, guardo e torno.

NINO

(Si ventola) finalmente, mi posso ventilare!

ROSETTA

(Si avvicina a Peppa immobile) ciao nonna. Come stai? …Nino, perchè non parla?

NINO

Non lo sai che la nonna è sorda!

ROSETTA

(le urla nelle orecchie. Le si avvicina quatta quatta e le urla) Nonna!

PEPPA

Aoh, che schifio urli! Mi vuoi far diventare sorda? Buttanazza di tua sorella, che manco è nata!

ROSETTA

Se non mi senti, certo che ti urlo. Come stai? 

PEPPA

Gioia mia, dipende come tira il vento, le parole nelle orecchiette, non mi entrano tutte! Io, starebbe bene, ma non vedo l’ora di farmi, il bidello!

ROSETTA

Nonna, si dice bidè. perché non ti entra bene in testa, questa parola. Bidè!

PEPPA

Appunto! Io, mi voglio fare il bidello, così mi entra l’acqua e, mi rinfresco la zona, genitoriale! (Indica la zona intima)

ROSETTA

Nonna, stai zitta ch’è meglio! (Si siede è accaldata) mi siedo va…mamma mia che caldo! Non se ne può più! le mie amiche, hanno tutti l’aria condizionata. In casa mia, è una vergogna che non teniamo il condizionatore

PEPPA

(Annusa l’aria) minchia, si senti la puzza? È ora di cambiarlo il pannolone? 

ROSETTA

Che cosa nonna? Io, parlavo di condizionatore, no di pannolone!

PEPPA

Scusami gioia. Con il fatto della sordologia, sento le cose, a modo mio! Ho il pannolone sette piani di morbidezza. Mi pareva che, si era allagato il settimo piano e, mi sono spaventata. …senti Rosetta, mi è venuta fame. Mi dai qualche cosa da mangiare?

ROSETTA

Vuoi la merendina? Che gusto, cioccolato o fragola?

PEPPA

Ma quale merendina! Sai che sono diabetologica e, ho bisogno di leccare. Vai a prendermi un gelato nel frigo!

NINO

Io pure, io pure voglio il gelato!

ROSETTA

Me lo prendo pure io e lecchiamo tutti! (Nino è felice) Nino che gusto lo vuoi?

NINO

Cioccolato!

ROSETTA

Nonna, tu che gusto? (Peppa non sente) 

NINO

(Le urla nelle orecchie, Peppa si spaventa) che gusto lo vuoi il gelato?

PEPPA

(si stura le orecchie e minaccia Nino col bastone) sei più cornuto di tuo padre! Le farfalle nella pancia mi hai fatto venire! Rosetta, chiama lottorino largo ladra. mi si sono tappate le orecchie!

ROSETTA

(Stufa del comportamento della nonna) si, ora vado. Come lo vuoi il gelato?

PEPPA

Portamelo gusto…pisellone con la panna! (Rosetta esce. Si arrabbia col nipote. Continua a sturarsi le orecchie con le dita) Nino, vedi se divento sorda per colpa tua, ti darò tanti colpi di bastone che, ti faccio diventare il principe azzurro!

NINO

(Ride) nonna, sei più scimunita di una camminata a piedi!

ENZA F. S.

(Sgrida Nino, adirata) Nino, se esco, ti do legnate! Invece di dire parole a mia madre, valle a dire a tua madre!

NINO

(Si stramazza dalle risate) nonna, tua figlia è più cretina di te!

PEPPA

(Crede che Nino ridesse per lei, che continua a sturarsi le orecchie con le dita)  Invece di ridere, aiutami a stapparmi le orecchiette! (Dalla rabbia, inizia a tremarle la mano destra) vedi? Mi sono incazzolita e, mi è venuto il ticket nella mano!

NINO

Ci penso io nonna! (Esce e rientra con due stura lavandini) tieni nonna, stappati il cervello! (Ride)

PEPPA

Grazie gioia mia! (ne prende uno per braccio e li mette nelle orecchie e inizia a stapparsi le orecchie, tremandole sempre la mano) buttanazza della miseria, non si stappano con questa trapanarella!

NINO

(esce e rientra con un archetto. Nel quale, aggancia i due stura lavandini e crea una buffa cuffia. Si diverte a prendere in giro la nonna) tieni nonna, mettiti ‘sta cuffia e vedi che ti stappi tutta! (Nino crepa dalle risate)

ROSETTA

(Entra coi gelati. Vede la nonna e ride) Nonna, ti sono venuti gli orecchioni? Nino, ma cosa hai fatto?

NINO

(Ride) lei dice che non sente, ed io, le ho fatto la cuffia, per sentire la musica!

ROSETTA

(Ride) sei una cosa incredibile, Nino!…(Guarda la nonna e ride) non si può guardare. Sembra la befana di cappuccetto rosso!

PEPPA

(si toglie la buffa cuffia) io befana? Tu somigli a quella cosce lorde di Biancaneve, che si è venduta i nani! (Rimette la cuffia)

ROSETTA

(Sorpresa) meno male che, non sentiva! (Nino, prende il gelato e lo mangia) 

PEPPA

Un poco, si è stappato il timpano. Dammelo tu a mangiare, Rosetta. Se no, col morbo del pakistan, faccio la frittata di gelato.

ROSETTA

(riesce a farle dare le prime leccate, le squilla il telefono ed ha premura) Nonna tieni, devo andare e il mio moroso. (Le da il cono e scappa)

PEPPA

Aspetta Rosetta! Parla qua col tuo moroso! Quando lecco, sono sorda! Vieni.  Nino, vieni gioia, aiutami a leccare!

NINO

No! Prima finisco il mio, poi ti aiuto!

PEPPA

(Gli sputa a distanza) puh, cornuto! Se piccolo, ma hai le corna più lunghe della torre wafer! Non vi preoccupate, mi lecco sola. Quando avrete bisogno di me, potete morire. (Avendo il tremore, le viene male a leccare e si imbratta di panna tra bocca e naso) aiuto…aiutatemi…(Le manca il respiro come se stesse annegando. Le trema ancor di più la mano) Enza vieni subito, sto morendo impannata.

ENZA

(Entra di corsa) ch’è successo mamma? (vede la madre conciata in quel modo) ma che fai? Stai facendo la maschera di bellezza? (Nino ride)

PEPPA

Aiutami Enza! Non voglio morire sporca, voglio morire col bidello fatto. (Enza procura un panno e le pulisce il viso. Peppa, fa respiri di sollievo)

ENZA

Ti sei ripresa? Tu, invece di aiutare la nonna, fai finta di nulla?

NINO

Se la nonna è cretina, la colpa non è mia!

ENZA

(Lo insegue per le botte) a mia madre dici cretina? (Nino esce per la porta di destra) se ti acchiappo… ti spremo come uva! Vai di là, disgraziato! Appena arriva quel castrato di tuo padre, e non ti da legnate, lo ammazzo io, a lui! Anzi, ma che fine ha fatto? Aspè che lo chiamo (Prende cell e chiama)

VOCE TELEFONO

(Voce femminile) Il cliente da lei chiamato, non è al momento, raggiungibile! Si prega, di NON riprovare più tardi. (Adirata) signora, ma è sorda? Ha da stamattina che le dico che suo marito non è raggiungibile! La smette di chiamarmi? Fra poco, viene mio marito da lavoro, gli devo preparare la pasta. Non mi faccia perdere tempo!

ENZA

Come non le devo far perdere tempo? Lei, che ci sta a fare al telefono, se non riesce a raggiungere mio marito?

VOCE TELEFONO

Signora, lo vuole un consiglio per avere un marito raggiungibile? Se lo tengo stretto, in mezzo le cosce, e non lo faccia uscire. Arrivederci!

ENZA

(Posa cell.) vedi com’è antipatica, ‘sta cagna rabbiosa!  Appena viene quella bestia, glielo do io, un colpo di telefono! (Si asciuga i sudori) sto crepando dal caldo, ma quando nevica? Mamma, finisci di mangiare il gelato, fra poco vengo! (Sta per uscire)

PEPPA

(Le urla come una forsennata) vieni qua! Aiutami a mangiare, se no, rischio di annegare!

ENZA

(Premurosa) ma non sei piccola, che ti strozzi! La pubblicità è quasi finita, c’è biutifulle che mi aspetta in televisione.

PEPPA

Pensi a biutifullo, invece di pensare a tua madre? Dammi il gelato, vieni!

ENZA

(Le da il gelato) mamma, non insistere! Ora c’è a parte della signorina likky, che si accoppia con lo zio, ciokky. Non la posso perdere ‘sta scena. Mangia tranquilla, ti guardo da lontano.

PEPPA

Ti ho detto di no! Se muoio mentre lecco, il tempo che vieni, divento surgelata

ENZA

Meglio, così ti rinfreschi! (Premurosa) Mamma, infilatelo tutto in bocca e finiscilo, che devo entrare!

PEPPA

Aoh! Ti pare che la mia bocca è forno, che arrivi e infili! Piano piano.

ENZA

Ma che piano! Senti, non posso stare più. Io entro! (esce spedita)

PEPPA

Te ne vai? Va bene, vai pure…la mia pensione, la do a tua sorella Maria!

ENZA

(Torna indietro spedita) mih come fai! Manco si può scherzare con te! Telo do io il gelato. Apri ‘sta fognatura, dai! (Le da a mangiare il gelato come lo si fa coi bimbi) in fondo in fondo, non m’interessa biutifulle! (mentre le da il gelato, esce dalla tasca il telecomando e, a distanza alza il volume della tv. Si sente la sigla di Beautiful)

PEPPA

Enza, ma è la canzone di biutifuller? Te lo stai guardando?

ENZA

No mamma. Questa è la canzone di SanRemo. E poi, se sto qua, come me lo vedo? Mi spiace per gli attori che si guardano soli, ma a me, interessi tu! (Con rabbia le infila il gelato in bocca, le viene la tosse) Scusa, mi è scappata l’articolazione (Cerca di intravedere da lontano la tivù, non facendosi vedere da Peppa. Si sente una scena, di attori che si accingono al bacio. Enza orecchia, si distrae e sbaglia la bocca e sporca Peppa sul viso)

PEPPA

(Si lamenta) Manco il buco vedi?

ENZA

Scusa, sono asticchimatica di mano, ognittanto non ci vedo. (Riprende a darle il gelato, continua a seguire il dialogo degli attori, da fuori scena Rosetta, fa casino col phon. Enza è nervosa) Rosetta non fare la stronzetta. spegni il phono!

ROSETTA FUORI SCENA

(si abbassa il volume del phon, rimanendo da sottofondo) mamma, devo asciugarmi i capelli, non posso spegnerlo!

ENZA

(Sforzandosi ad ascoltare e vedere, continua a sporcare la madre, senza guardarla) se non lo spegni subito, ti asciugo il cervello! (Urla) Spegniscilo!

(Rosetta spegne il phon. Si sente lo scricchiolio di una porta, poi la si sente sbattere. Enza è nervosa) che vi seccasse la punta cervicale delle corna, quando fate rumore!

NINO F. S.

Mamma, sto andando in bagno. (Si sente il rumore di quando si fa pipì)

ENZA

Porca miseria, giusto ora devi pisciare? Nino, o pisci col silenziatore o, pisci di lato, importante che non fai rumore! ( si sente tirare lo sciacquone. non c’è più casino, si sente solo la scena degli attori, Enza è così presa che inizia a spalmare il gelato sul viso, capelli a Peppa che cerca di parlare, ma le infila il gelato in bocca, che resta attonita. Ad un tratto, non si sente più la voce degli attori) ch’è successo? (evidenzia il telecomando, come a voler risolvere a distanza) si è staccata la luce?

NINO

(Entra con un filo della luce in mano) Mamma, me lo posso prendere questo filo della televisione, per attaccarlo nel mio computer?

ENZA

(Adirata) Cornuto e fituso! Proprio ora dovevi staccare, nel mezzo dell’accoppiata? T’ammazzo! (lo rincorre fino dentro casa, si sentono urla  e baccano. Peppa rimane sola in scena, si alza come una zombie, rimanendo col cono in bocca e sporca di panna sul viso, cerca di uscire. Entra da fuori Pietro, il marito di Enza, con due bidoni d’acqua in entrambi le mani e, una collana di bidoni al collo)

PIETRO

(uomo cicciotello, possibilmente col pancione. Esausto e ricurvo per la pesantezza dei bidoni)Aiuto, te-le-fo-no casa! Non ce la faccio più. Mi sta venendo l’ernia al disco, masterizzata con la prostata. aiuto! Nessuno mi sente? (si libera di tutto e chiama la suocera che non sente. Le bussa da dietro, appena si gira, Pietro dallo spavento urla e cade a terra, tremando tutto. Le viene la voce asfissiante, non riesce a chiamare Enza)

ENZA

(entra che si lamenta, nervosamente) appena arriva quella pezza cacata di tuo padre, ti faccio dare il secondo tempo, di legnate! (Nota il marito tremante a terra) eccoti! Come? vuoi fare lo straccio? Ma già l’ho fatto…come? lo straccio sei tu? Allora si! t’infilo il bastone e ti faccio il mocio! (Si gira verso la madre) mamma, ch’è successo? (Peppa si gira come una zombie minacciosa, all’impatto si spaventa) aiuto! …  Che ti possa scoppiare la camera d’aria delle corna!

PEPPA

(Si toglie il cono dalla bocca) l’acqua c’è! il bidello, il bidello devo fare!

ENZA

L bidello? Per riprenderti, devi fare una lavanda gastronomica, nel cervello! (Pietro si alza col fiatone) guarda mio marito. L’hai fatto entrare in coma!

PIETRO

No. sono entrato col i bidoni pieni d’acqua!

ENZA

Si può sapere come mai, tutto ‘sto tempo? Tutta la mattinata a chiamarti, sempre irraggiungibile! Per colpa tua, ho fatto incazzare la signorina dell’uccellulare. Dove sei stato a prendere l’acqua, sulla luna?

PIETRO

Hai sentito che hanno trovato l’acqua su Marte? Ed io, sono partito coi bidoncini!

ENZA

Disgraziato! Parti, ti fai i viaggi e a me, mi lasci sempre a casa!

PIETRO

Ma che partire! Marte è un altro pianeta. Un altro mondo!

ENZA

Per questo la signorina non ti poteva trovare? Eri nel terzo mondo! Certo, l’importante è, che faccio la schiava a te, ai tuoi figli(Scuote la madre, che le chiede sempre di fare il bidello) a ‘sta minchiona di mia madre, a biutifulle e tu, viaggi? Mai, che mi fai fare un viaggio! Mai, mi porti in ferie! Mai, che mi porti al mare, mai!

PIETRO

Hai finito di sfogarti? Prima di tutto, la mia era una battuta, che son partito. Poi, che bisogno hai di andare in ferie al mare, se già tu di natura, hai il cervello allagato? Che bisogno hai di viaggiare, se quando sei nata, hai scordato la dignità, in un’area di servizio?

ENZA

La pensi così? (tra i due si accende ira) aveva ragione mia madre, quando mi diceva <<non te lo prendere, non te lo prendere>> vero mamma che me lo dicevi?

PEPPA

(Non avendo capito) si vero, mi devo fare il bidello. Il bidello mi devo fare.

ENZA

(da un bidone a Peppa e la spinge ad uscire) tieni. Esci, fra poco vengo. Non farti il bidello sola, se no, ti allaghi! (Peppa esce sbattendo dappertutto e si lamenta)

PIETRO

(adirato) tu, il giorno del matrimonio, con quel vestito bianco, sembravi una sarda salata, uscita dalla discarica.

ENZA

La colpa è stata del prete, che mi diceva <<digli si, digli si>> e io, per lasciarlo contento, ho detto si, senza guardarti bene in faccia, quanto fai schifo! (Indica spregevolmente verso Pietro9 ma che gli ho visto a ‘sta bestia, corta e grossa!

PIETRO

Io schifo? Guardati tu, hai il culo cinquanta pollici!

ENZA

(Evidenzia pancione) tu, hai la tartaruga coi lardominali scolpiti!

PIETRO

Stai muta gargamella, non hai nulla da femmina. Sei 1, 50 m. di altezza. Per 1, 50 m, di larghezza, con (Indica il seno) i tettorali posteggiati sulla pancia

ENZA

Tu,sei così brutto che non sei il figlio di madre natura, sei una scorreggia di padre fognatura!

PIETRO

Vent’anni fa, quando ero un sechisi simbolo, ti spalancavi gli occhi a guardarmi! Ogni volta che ti fischiavo, ti si drizzava il pelo! Pure i baffi, ti drizzavano, ricordi?

ENZA

Ma tu lo sai che sei famoso? Sei, la scoperta del nuovo profumo di dolce e banana…chanel de la fogne! (Ride prendendolo in giro)

PIETRO

Anche tu, sei famosa. Rocco Finocchio si è ispirato a te col suo nuovo profumo… La fraganz de la merd! (Ride prendendola in giro)

ENZA

L’uccello nella gabbia, o canta per stizza o per rabbia! Tu, sei troppo rabbioso e, non ti considero! Guardati, sei più brutto della morte!

PIETRO

Tu, sembri la sorella della maga circe! Io, sono la bellezza del vero maschio siculo, col fisico bestiale! (Enza lo deride, ridendo)

ENZA

Fisico bestiale? (Ride) hai una pancia, sembri il gabibbo stitico! Poi hai, le cipolle nei piedi, naso a patata, i calli nel culo!

PIETRO

Tu, sei così bella, sembri una cacata di cavallo frocio! (imita uno sculettare di un cavallo, ma con movenze gay. Ride a crepapelle. Enza gli si avvicina come se nulla e lo schiaffeggia. Pietro si ripara con una sedia. Cerca di domarla come si fa al circo, con gli animali feroci) Calmati bestia!

ENZA

Io sono una cacata frocia? (Lo schiaffeggia) Chiedimi scusa, forza! (Bussano. Enza molla) ti sei salvato, perchè bussano! (Apre la porta, con immensa gioia) ciao zio! Che piacere vederti!

ZIO TOTO’

(Uomo maturo, ben vestito. Saluta Enza) cara nipote Enza! Quanto tempo. (Entra, vede Pietro a terra) Pietro! Nipote mio! Che fai a terra?

PIETRO

(Rialzandosi dolorante, indica Enza) diglielo a jack lo squartatore!

ENZA

Se non la smetti di offendermi, ti blocco il cervello con un colpo di sedia nelle corna!

ZIO TOTO’

Ueh ueh! Siete troppo esaltati. Mettetevi il culo ammollo con acqua e sale e, vi calmano le calorie. (Si sventola con la mano) ammazza che caldo che c’è, qua!

ENZA

Zio, io sono calma. È lui, che deve imparare l’educazione. Gli pare che sono una donna di strada? Io, la testa gli stacco! …Chiedimi scusa!

PIETRO

Io? Tu, hai iniziato a sbagliare. Prima tu, devi chiedermi scusa.

ENZA

Manco se mi canti la serenata, con la tromba! Tu, hai cominciato e tu mi chiedi scusa!

PIETRO

Chi sei, che devo chiederti scusa, la fata turchina?

ENZA

Ti ho detto, chiedimi scusa davanti lo zio. Subito!

PIETRO

Ti ho detto di no. chiedimi scusa tu. Porta rispetto a chi ha le ciocche di capelli, bianchi! (I due continuano a dirsene, lo zio si altera e li blocca)

ZIO TOTO’

Piantatela! Ci basta che sto esaurito dal caldo, son venuto per rilassarmi. Se me lo dicevate prima, mi andavo a ricoverare al manicomio, che sentire a voi, che litigate! Sapete che amo la pace? (I due annuiscono) facciamo una cosa, quando si litiga in famiglia, si è tutti colpevoli. Chiedetevi scusa e finiamola. (I due si guardano ed esitano)

PIETRO

Hai ragione zio. Chi sbaglia è sbagliato! Chiedimi scusa, Enza!

ENZA

È Vero, chiedimi scusa Pietro. Quando si perde il lampadario della ragione, si bruciano le lampadine e, si diventa come una macchina senza freni. Scusa anche tu zio, che sei venuto a trovarci, esauriti!

ZIO TOTO’

Ma quale scusa. Io vi capisco, il caldo fa brutti scherzi. Fa bollire la testata (Indica la testa) …e si sballa di capoccia! (Ride)

PIETRO

(Allusivo verso Enza) è vero zio! Comunque, non ci pensiamo più! Salutiamoci. (Si salutano) Ti puoi sedere ora. 

ENZA

(Si siedono tutti e tre) che ci racconti zio. Ha da parecchio tempo che non ti fai vedere in paese. Si vede che, ti sei fatto i soldi. Sei venuto per le ferie? Quando sei arrivato?

ZIO TOTO’

Ferie? In pensione vuoi dire! Finalmente, dopo tanto lavoro al nord, ho la mia buona pensione e, ho deciso di venire al sud, a trovare i miei nipoti!

PIETRO

Zio, ma che sud! La mia casa, si trova a est.

ZIO TOTO’

Ma che schifio dici! Vuoi dire che, casa tua si trova a levante?

ENZA

No zio! Si trova, a mettente in via delle cerbottane! Mio marito è cretino e non si ricorda mai!

ZIO TOTO’

Iniziamo bene! Io dico una cosa, voi, ne intendete un’altra. Comunque, sono arrivato stamattina alle 8, all’aeroporto. Ho preso il taxi, sono andato in hotel. Ho fatto doccia, riposino ed eccomi qua. Ora voglio godermi, qualche settimana, il bel sole della Sicilia, insieme a voi.

PIETRO

Zio! Da come parli, è come se fossimo estranei! Perciò, sai che ci sono io e, ti affitti una camera all’otello? Potevi venire a dormire in casa mia!

ZIO TOTO’

Scherzi? Ma no! a parte che, io voglio le mie comodità, i miei spazi. E poi, non mi sembra giusto, disturbare!

ENZA

Quale disturbo,zio! Al costo che, butto fuori casa mio marito, il letto per te, c’è sempre. (Pietro fa gesti di fastidio) …i tuoi figli, sono scesi anche?

ZIO TOTO’

Si certo. Invece di stare in paese, in montagna con me, si trovano in località di mare. sai come sono i giovani. Amano il mare! chi è a Cefalù, chi a Taormina, chi a Mondello. E poi, hanno tutti i morosi e, non ci si può dir nulla!

ENZA

Beati loro, che almeno il mare lo vedono. Io, solo in cartolina lo vedo! Mio marito, ha paura dell’acqua! (Pietro, con gesti contraddice la moglie)

PIETRO

Io paura dell’acqua? (fa lo spavaldo) zio, quando entro in acqua, talmente sono aggressivo, il tonno quando mi vede, sai che dice? “ non tonno più!” E scappa!  (lo zio, ride. Enza lo prende in giro)

ZIO TOTO’

Allora, quando i pesci ti vedono, sai che dicono? “ siamo fritti!” (Tutti ridono) Bravo mio nipote! allora, non è vero che  non ti piace il mare, vero?

ENZA

Si, gli piace, ma da lontano col binocolo (Ridono. Pietro ci resta male)

PEPPA F. S.

(Esaltata) Enza… Enza, vieni subito! Mi è caduta tutta l’acqua e, mi si sta allagando il Fiorello nel bidello. Vieni!

ENZA

(Disperata) oh, porca paletta! Mi pareva strano che, non mi avesse ancora chiamato! (Grida) arrivo! Fagli prendere aria al Fiorello! …com’è brutta la vecchiaia, zio. Gli dico solo una cosa a Dio, se devo diventare come mia madre, meglio morire prima!

PIETRO

(sottovoce) Speriamo!

ENZA

(Avendo intuito) Cosa hai detto tu?

PIETRO

(Si giustifica) no niente! Stavo facendo una preghiera dal titolo, speriamo!

ENZA

Sono curiosa di ascoltare questa preghiera? Non lo sei anche tu, curioso zio?(Lo zio annuisce)

PIETRO

(Non sa che dire) mih, come fa…pare che io…diciamo…se fossi tu…(Enza lo sgrida per farlo iniziare) sto iniziando, mihche premura! Non vedi l’ora di morire? (Enza gli fa il Tiè)…allora, (Mette le mani giunte, guarda il cielo) Caro Gesù, speriamo che mia moglie, campa sempre più. Se come sua madre diventerà, speriamo prima di sera, madre e figlia, te li porti nell’aldilà. Speriamo! Amen. (Con occhi dolci, verso Enza) Ti amo!

 

ZIO TOTO’

Queste sono belle parole! Si vede che tuo marito, ti ama da impazzire!

PIETRO

Appunto! Sono stato pazzo, a mettermi con lei! (Enza fa viso adirato. Pietro ride) dai, stavo scherzando! Vai da tua madre. Salutami il bidello!

ENZA

(Gli da pizzicotti, con forza. Pietro si fa male) con te, solo io ci posso stare, minchionello mio! Con permesso zio, vado da mia madre! (Esce)

ZIO TOTO’

Vai, liberamente! ( A Pietro sottovoce, che si tocca le guance doloranti) Pietro, tua suocera è ancora viva? Mi pareva fosse già morta.

 

PIETRO

Zio, l’erba cattiva, non muore mai! A quella, manco se le sparano muore!! Speriamo che, quella fava incatramata di mia moglie, secca prima di sua madre.

ZIO TOTO’

Non si dicono ‘ste cose Pietro! Non si desidera la morte a nessuno!

PIETRO

Zio, mica ho desiderato la morte di mia moglie. Le ho solamente augurato di crepare, prima di quella carrozza sfasciata di sua madre!

ZIO TOTO’

Ma no poverina! Ha la sua età, le sue sofferenze. Vedi che, se vogliamo campare, vecchi si deve diventare!

PIETRO

Si, ma no come lei! Si lamenta dalla mattina, alla sera.(Come se parlasse la suocera) << venite, mi devo fare il bidello. Enza, aggiustami il Fiorello. Pietro, portami nel girello. Nino fammi cicciotello>> ed io, le risponderei <<mammà, tu lo sai che, se morissi, il mondo sarebbe più bello?>> (Lo zio ride) tu ridi, c’è da piangere! …Comunque, zio, nulla ti devo offrire? Le faccio fare il caffè, a Rosetta?

ZIO TOTO’

No grazie! A proposito, dov’ è tua figlia? Ha da tanto tempo che non la vedo. Deve esser fatta grande.

PIETRO

Si, una bella signorina. È nella stanza con suo fratello Nino.

ZIO TOTO’

Hai due figli? Allora, è vero ch’è assai che non scendo in paese. Come passa il tempo. Quanti anni ha, il piccolo?

PIETRO

8 anni. Lui e sua sorella, sono rintanati nelle loro stanze. Dicono che qui dentro, c’è caldo.

ZIO TOTO’

Effettivamente, c’è vero caldo! Perch’è non metti un condizionatore?

PIETRO

No! tu lo sai, se mettiamo un condizionatore, si rischia che si resta condizionati, a pagare più luce?

ZIO TOTO’

Pensi la spesa della luce, invece di cercare le comodità per non fare soffrire la tua famiglia dal caldo?! Nella mia casa al nord, ho un condizionatore per stanza. Sala, salotto, cucina, soggiorno, contorno e pure in bagno!

PIETRO

Anche in bagno? Quando pisci, ti escono cubetti di ghiaccio? (Ride)

ZIO TOTO’

Finiscila dai! Piuttosto, vedi di portarli almeno al mare i tuoi figli!

PIETRO

Zio, sinceramente, ho paura del mare! In campagna se cado, mi acchiappo in un ramo e mi salvo. Al mare se cado, dove mi acchiappo, nell’acqua?

ZIO TOTO’

Che sei problematico! Facciamo una cosa, domani mattina, ci vengo pure io e, andiamo tutti al mare. Punto e basta!

PIETRO

No no zio! Dimmi di tutto, ma no al mare! Ci sono troppe spese e io sinceramente…(Fa segnale di non avere soldi)

ZIO TOTO’

Ma pensi ai soldi, invece che fare divertire la tua famiglia? Domani al mare! (Pietro dice no) …ci divertiremo! (Pietro dice no) … farai svagare i bambini? (Pietro dice no) … col sole della Sicilia, fa miracoli! (Pietro dice no) … pago tutto io!!

PIETRO

(Stava per dire no, si riprende subito) …ci veniamo ci veniamo! Quando do la mia parola, è contratto! Contento tu, contenti tutti! Però te lo dico prima, quando sono al mare, non so nuotare.

ZIO TOTO’

E dove sai nuotare?

PIETRO

Nella spiaggia! (Si muove come uno zombie) Mi muovo con gli occhi chiusi!

ZIO TOTO’

(Si alza) Domani t’insegno a nuotare! Guarda ch’è facile…dai, io vado…(Quasi sulla porta) ah senti, sono passato da tua sorella Lina, ho visto tutto chiuso in casa. Ne sai nulla dov’è? La volevo salutare!

PIETRO

Mia sorella Lina? Che ne so io, che fine abbia fatto! Manca dal paese, più di sei sette anni.

ZIO TOTO’

Sette anni? Ammazza, quanto tempo ha che non vengo! Dove sta? Tu, ne sai nulla?

PIETRO

Ti pare che, abbiamo ancora il cordone ombelicale attaccato? Lei per la sua vita, io per la mia!

ZIO TOTO’

Non mi dire che, siete ancora litigati per il fatto dell’eredità dei vostri genitori?

PIETRO

Sempre? Fino alla morte! Zio, non lo dimentico quello che mi ha fatto!

ZIO TOTO’

Ancora ci pensi? metti una pietra sopra il passato e fai pace con tua sorella!

PIETRO

Pace? Manco se mi pagano oro! Ma ti rendi conto che, lei e quell’infame del marito, alla morte di mia madre, si è venduta la villetta di campagna, con piscina e trecento alberi di ulivi, del valore di, due cento mila euro?

ZIO TOTO’

Aspetta fammi capire. La casa, a chi era intestata?

PIETRO

Era intestata a lei, perché quando mi sono sposato, lei era ancora nubile. La buonanima dei miei genitori, pensando che lei restasse in casa sola, le hanno intestato la casa, per non lasciarla fuori. Però, per volere dei genitori, abbiamo fatto un patto di sangue, che la casa era anche mia. Quindi, se un giorno si sarebbe venduta, l’incasso era metà per uno. Dico giusto?

ZIO TOTO’

Dovrebbe essere così! …la casa ce l’hai, la famiglia ce l’hai, fregatene!

PIETRO

No zio! Non posso far finta di nulla! Piccola per com’è, la casa ce l’ho. Il mio è principio! Posso capire che, si è venduta la casa, non dico la metà, ma almeno qualche cosa puoi darmela, per rispetto che siamo fratelli. Non solo ha intascato i soldi, ha abbandonato tutto e, ha fatto perdere le sue tracce. puh!

ZIO TOTO’

(Deluso) Caro Pietro, più si va avanti, più l’umanità va a fondo. L’interesse è sempre ai soldi! Appena ci stanno in mezzo banconote che luccicano, ci fanno brillare gli occhi a tutti e…si rovinano le famiglie! …a te e tua sorella Lina, vi ho visti nascere e crescere. Tutti e due, due paste di angeli! Tua sorella Lina, una santa!  Tutta per la famiglia, per gli affetti cari. (Col sorriso sul viso. Pietro un po’ commosso) quando eravate piccoli, vi stavo portando al parco giochi. Un bambino ti rubò la merenda. Piangevi come un disperato. Non riuscivo a farti calmare. Tua sorella, per tua pietà, mi lasciò la mano, scappò a picchiare quel bambino. Tornò con la merenda e ti faceva gioia, pur di non vederti piangere. Ora, mi colpisce assai sentire questi brutti discorsi che lei ha fatto…mah! Pietro, tu sei sicuro che tua sorella ha fatto questo?

PIETRO

Sicurissimo zio! La villetta, l’acquistata un mio caro amico. Più sicurezza di questa, non esiste!

ZIO TOTO’

(Pensa) …se non mi sbaglio, lei sin dal’inizio, aveva problemi col marito. Ricordo che litigavano sempre, la picchiava e non andavano d’accordo. Vero?

PIETRO

Si, vero! Questa è la colpa dei miei genitori che, le hanno combinato il matrimonio, con quel tizio. Comunque, a me, non sono cose che interessano

ZIO TOTO’

È stato un matrimonio voluto da tuo padre, ma respinto da tua sorella. E i risultati si sono visti, che non era cosa per Lina. (Pausa) Pietro, e se la colpa non fosse di tua sorella della vendita della casa, ma la colpa è di lui?

PIETRO

Zio, o è stato lui o no, la colpa è anche di mia sorella. La firma, anche lei l’ha messa. Se ci teneva a me, non doveva metterla!

ZIO TOTO’

Io sono per la legge di Cristo Gesù, bisogna amare e perdonare. pregherò per te e tua sorella, affinché ritorniate ad amarvi meglio di prima! Se sapessi dove sta, andrei a parlarle e, vedrei se vi potrei farvi fare …

PIETRO

(Lo anticipa) …pace? Manco lo devi pensare! Se vuoi il mio rispetto, fatti gli affari tuoi, zio! Sto bene così! Lei per la sua casa, io per la mia!

ZIO TOTO’

( dispiaciuto) come vuoi. vabbè, io vado Pietro. Salutami tua moglie e i ragazzi.

ROSETTA

(Entra ben sistemata, con occhiali da sole, pronta per uscire) Papy, esco con la mia amica. A dopo! (Vede lo zio Totò e lo saluta) Ciao zio! Quanto tempo che non ti vedevo!

ZIO TOTO’

Ciao Rosetta. Che sei fatta bella. Brava, non hai preso nulla da tuo padre!

PIETRO

Aspetta merry poppins! (Rosetta sbuffa) prima mi devi dire dove vai con la tua amica, che dovete fare, con chi vi dovete vedere e, di cosa dovete parlare

ZIO TOTO’

Pietro, a che ci sei, fatti dare da tua figlia, il codice fiscale, della sua amica.

ROSETTA

Uffa papà! La conosci la mia amica, dai! Sei troppo primitivo! Sei rimasto ai tempi della pietra! Stiamo andando al centro commerciale, che almeno là, si sta freschi. No come da noi!!!

NINO

(Esce di corsa e si va ad aggrappare alla sorella) mi ci porti anche me! dai, qua sto sciogliendo dal caldo! (Rosetta se lo scrolla di dosso)

 

PIETRO

Tu, non vai in nessun posto che ancora sei piccolo. (Nino fa i capricci) zitto e fai il bravo, se no, ti do un cinque stelle (Evidenzia il palmo della mano) che ti faccio congelare le idee!

ZIO TOTO’

Lascialo stare al bambino! Sente caldo, ed è giusto che si lamenti. (A Nino) vieni qua. Come ti chiami?

NINO

(Con voce piangente)  Nino!

ZIO TOTO’

Sai, mi chiamo Totò e sono lo zio di tuo padre, ed anche il tuo. Se tu non piangi, domani, ti porto al mare. Sei contento?

NINO

(Felice) Vero? (lo abbraccia) sono felice! Grazie grazie! (Corre a dirlo a Enza) mamma mamma…(Esce)

ROSETTA

Zio, porti solo Nino, o anche me?

ZIO TOTO’

Domani, andremo tutta la famiglia al mare!

ROSETTA

(Rosetta è felice e abbraccia lo zio) Grazie zio! …ora vado dalla mia amica. Torno fra poco papy. Stai tranquillo. Ciao a tutti. (esce) 

ZIO TOTO’

Pietro, hai visto? Non ci vuole nulla per far felice la famiglia. Basta solo, la volontà!

PIETRO

Io ti ringrazio di cuore. a me, manca la volontà nel portafoglio. A te, ti canta!

ENZA

(Entra, tirata da Nino) allora, zio. Nino felice, mi ha detto che lo devo portare al mare, domani. Ti raccomando, stagli attento. Lui è irrequieto.

ZIO TOTO’

Se voi volete venire, domani tutti al mare! Ci affittiamo una cabina e stiamo tranquilli.

ENZA

Pure noi? Per me, va bene! Pietro, che ne pensi? Ci andiamo? (Pietro annuisce) finalmente! Mi vado a rilassare un poco, invece di fare sempre pulizie!

PEPPA

(Entra sempre col suo modo di camminare a gambe divaricate) Enza, se vengo al mare pure io, poi là, me lo posso fare il bidello?

PIETRO

Mi dispiace, al mare si può fare il bagnino! (Tutti ridono. Nino dalla gioia prende Enza, zio e Pietro e fanno un giro tondo, attorno la nonna che si lamenta)

Fine primo atto

Secondo atto

(la scena è uno sfondo di cielo sereno, sole alto. Staccionata bianca sullo sfondo. In scena, la cabina si trova sul lato destro col sopra il numero 200 e con una sdraio accanto. Il mare per gli attori che guardano, è la platea. Tutti gli attori, saranno in costume. Da destra, entra lo zio Totò. Guarda il numero sulla cabina)

ZIO TOTO’

(Legge) numero 200. (Urla, guardando dietro) ragazzi, ecco la cabina. L’ho trovata! (Entra Rosetta e Nino. Sono tutti felici di essere al mare. Rosetta con ciabatte, occhiali e costume a due pezzi, coperta da un pareo. Nino, semplice costume. Seguiti da Enza con occhiali e costume intero color nero. in testa, un piccolo cappello di paglia. Peppa, con i soliti occhiali, entra con gambe divaricate, costume colorato intero. Scialle sulle spalle. In testa, un sombrero di paglia)

PEPPA

Enza, dammi un poco di acqua! Ho la lingua sudata. Ma dove mi avete portata, dentro un forno a microonde? (Saltella sui piedi. Prima uno, poi l’altro)

ENZA

Siamo al mare, mamma!

PEPPA

Siamo al mare? E l’acqua dov’ è, se la sono fregata?

ENZA

Per ora, siamo in spiaggia! …Ma che fai che saltelli, il ballo del qua qua?

PEPPA

Mi stanno prendendo fuoco i piedi! Sto facendo, quattro salti in padella!

ZIO TOTO’

Enza, fai mettere tua madre vicino la cabina, che la sabbia è fresca(Enza, porta la madre, nel fianco della cabina, le toglie il sombrero e le sistema per bene la sdraio e la fa distendere. Per ultimo, entra Pietro sfinito con la maschera per andare sott’acqua e lingua di fuori. Ricurvo sulla schiena con le braccia a penzoloni, quasi a sfiorare terra. Intorno la vita, un salvagente. In una mano, porta un congelatore. Nell’altra, un bidone d’acqua. Sulle spalle porta uno zaino, due valigie, tovaglie avvolte, una sedia, ombrellone e in cima, una bandiera d’ Italia)

ENZA

Zio, bella è la cabina. pareva più lontano(Pietro, si lamenta con brontolii)

ZIO TOTO’

Si, vicina! Non me la son sentita fare tutta questa strada sulla spiaggia, per 200 cabine! (Pietro, sbuffa sempre più forte, fino ad attirare l’attenzione di tutti)

PIETRO

(Con poca voce) non vi scordate di scaricare il cammello!

ZIO TOTO’

Ragazzi, aiutatemi a scaricarlo (I ragazzi, aiutano Pietro a liberarsi dal peso, il quale, resta curvo) ancora abbassato stai? Alzati, non hai più nulla sulle spalle

PIETRO

(Dalla stanchezza e asfissiato, e parla sforzatamente) mi si è bloccato, l’osso sacro del gargarozzo! Aiutatemi a sbloccarlo!

ZIO TOTO’

(Lo zio si mette di dietro, gli appoggia le sue braccia, sulla schiena) Pietro, ora ti do un colpo fino in fondo e, ti faccio issare anche i capelli! Preparati!

(Pietro non è d’accordo) uno…due…(Pietro si alza di scatto, facendogli il gesto allo zio, come a dire “ ma sei ricchione?”)

ROSETTA

Mamma, vado a fare un bagno.

NINO

Mamma, ci posso andare a farmi u bagno, pure io? (Zio Totò, apre la cabina. Pietro, beve un bicchiere d’acqua e si riprende. Si siede a terra)

ENZA

Nino, manco il tempo di arrivare? Facci sistemare e, andiamo tutti! (Nino fa i capricci) Rosetta, dai la mano a tuo fratello e lo porti, a fare il bagno.

ROSETTA

Non posso mamma. La spiaggia è piena di ragazzi. Se mi vedono con lui, pensano che sono una pedofila!  (Nino fa i capricci)

ENZA

Se ti chiede qualcuno, dici che sei la sua sorellofila! (da l’acqua a Peppa)

ZIO TOTO’

Rosetta, mettiti un cartello al collo, e scrivi di davanti: “sono ancora signorina. Se non mi credete, ditelo alla mammina” (Ride)

PIETRO

Invece di spalle devi scrivere: “vi raccomando, non mi guardate il mio di dietro, se no, lo dico a mio padre, Pietro!” (Ridono. Nino fa i capricci)

ENZA

(Esaurita) Nino, la smetti? Ti ho detto ora andiamo! Fammi sistemare la nonna, e ti ci porto! Pietro, portalo tu, tuo figlio al mare!

PIETRO

Io? Per me, manco se il mare mi viene a trovare qua, glielo porto!

ZIO TOTO’

Toglilo quel salvagente, sembri un pisellone inciambellato! Che sei ridicolo, Pietro! Andiamo Ninuzzo. Ti porto io, a fare il bagno. Vuoi venire Rosetta? Stai tranquilla, mal che vada, nel cartello scrivi anche: “a questa persona al mio fianco, non fate attenzione. Non è mio nonno, è solo mio zio Totò in pensione” (Escono da sinistra, ridendo)

ENZA

Mamma, stai bene? Come ti senti?  Ti piace stare qua? Senti, che aria fresca?

PEPPA

…Enza, ma che ora è?

ENZA

(Guarda al polso) sono le nove di mattina. Ti devi prendere la pillola?

PEPPA

No, mi devo fare il bidello!

ENZA

Più tardi te lo fai. Guarda il mare quanto è bello!...Pietro, invece di stare seduto, vieni qua, aiutami a sistemare le cose!

PIETRO

(Con sprezzo) che ti mangiassero i cani! Mica ti ho detto, vai a lavare i piatti! Porca miseria! I maschi non siete buoni a far nulla…anzi no, sapete far solo una cosa…

PEPPA

…pisciare al muro!

ENZA

(Ride e le fa l’applauso) Brava mia madre! Non parla mai, una volta che lo fa, colpisce al segno!

PIETRO

Dille alla tua mammina, con la mi proboscide, piscio al muro. Lei col suo Fiorello, si piscia nei piedi!

ENZA

Ora basta! Mi vuoi aiutare? Non facciamo riconoscerci anche dallo zio! Ci ha portati al mare, e dovremmo ringraziarlo, no stressarlo. (aiutata da Pietro, entra in cabina, ne tira fuori altre due sedie a sdraio e due normali per sedere, e due ombrelloni e li situano fuori, vicino la cabina. Enza dallo zaino, ne esce le tovaglie da mare)

PEPPA

(Guarda verso la platea a stento, per mancanza di vista) Enza, vieni qua! (Enza si avvicina. Le fa segnale col dito) che ci fanno quei pesci fuori dall’acqua, col seno di fuori?

ENZA

Non sono pesci, mamma! Sono donne che fanno la dieta. Si stanno prendendo il sole integrale. (Enza, torna a sistemare la cabina, sdraio ect…)

PEPPA

(Si sforza a guardare) Enza vieni! (Enza sbuffa, e va da Peppa) vedi a quello grosso, messo così? (la il gesto di un uomo che si tiene, per fare la pipì) è un maschio che sta pisciando?

ENZA

Ma che dici mamma! ( dallo zaino, prende un paio di occhiali, buffi e neri) quello è un pesce gonfio di acqua e, si sta scaricando, per essere leggero a mare! tieni, mettiti questi occhiali e dormi, invece di guardare! Se guardi troppo, rischi che ti blocca la crescita! (Mette gli occhiali neri, a Peppa)

PEPPA

Ch’è successo? Enza, o si sono fregati il sole, o è già notte. Mischia, come vola il tempo! (Enza è esausta e sbuffa) Prima di andare a nanna, mi devo fare il bidello. Se no, s’incolla il Fiorello e mi viene, la cervicale genitoriale.

ENZA

(le fa la prova del leva e metti degli occhiali) ma che dici, stai zitta! Vedi? Ancora è mattina!  Sono gli occhiali scuri, ma ancora il sole è alto. Ora dormi!

PEPPA

Mi hai detto ch’è mattina, che dormo a fare? Ho capito, più buio di mezzanotte non può fare!

NINO FUORI  SCENA

(Si sente il rumore delle onde) Mamma, papà. Venite a fari il bagno! L’acqua è bellissima.

PIETRO

(Enza e Pietro, guardano verso la platea) Fattelo tu, io l’ho fatto stamattina.

ZIO TOTO’ F. S.

Enza, Pietro venite a fare il bagno. L’acqua è freschissima e limpida.

ENZA

Zio, l’acqua è bagnata?

ZIO TOTO’ F. S.

(Ride) si, è umida! Venite dai!

ENZA

Falla riscaldare un altro pò, e poi vengo. (Pietro, si siede a terra. Enza, si sistema al fianco della madre e si sdraia) dai, mi prendo un poco di sole! 

PEPPA

Enza, dimmi una cosa…con tutta l’acqua che c’è al mare, visto che non si paga, me lo posso fare un abbondante bidello gratis?

PIETRO

A mare, si può fare il bagnino, a pagamento!

ENZA

Che ti venga una trombosi nella lingua, che ti resti dritta così non parli più! …si mamma, te lo puoi fare il bidè gratis al mare. ma no adesso, stasera!

PEPPA

Pensandoci bene, l’acqua del mare, è tanta per farmi un bidello grande. Rischio di affondare. Sai che ti dico? Mi faccio un bagnetto, anzi no, mi faccio un bagnino! (Pietro ride come un matto, Enza lo schiaffeggia)

ENZA

Mamma dormi! Più tardi, ne riparliamo. Ora, prendiamoci un pò di sole, tranquilli! (Nota il marito seduto a terra) senti grande puffo, mettiti sulla poltrona al mio fianco, e  non stare sulla spiaggia che la inquini!

PIETRO

(Ironico) Voglio stare qua! …ma visto che ti preoccupisci per me, mi ci metto. (Si distende sulla sdraio)

ENZA

(Ironica) Caro, non preoccupiscio per te! Ti dico di metterti al mio fianco, che se ti vedo guardare il culino alle donne, ti scippo gli occhi! …ora basta, prendiamoci il sole! (Tutti e tre, stanno distesi a prendere il sole)

PEPPA

Enza, te la posso dire una cosa? …(Enza le risponde con un mugugno) se sto troppo al sole, c’è paura che il mio Fiorello, si sfoglia tutto?

ENZA

No, stai tranquilla! Anzi, il sole fa bene ai fiori. Li fa vivere! Dormi.

PIETRO

Ai fiori fa vivere…no, alla natura morta! (Enza lo schiaffeggia) porca miseria, non si può scherzare mai! Ti pare che sono morto come te? Qualche volta, te li accorcio di due metri, queste braccia!

ENZA

(Parla adirata, guardando Pietro che si prende il sole senza curarsi di lei) devi scherzare con tua madre, no con la mia! Tu, sei la mia rovina! Se non fosse per te, non mi fare il sangue amaro, 400 giorni l’anno! L’unico che fa confusione in casa, sei tu! Lo vuoi un consiglio? Fatti una vacanza lunga una vita e, mi lasci in pace a me, ed i tuoi figli! (Si risistema nella sdraio e pronuncia la parola con disprezzo) stronzo di riace!

PIETRO

(Calmo) Tu, lo vuoi un consiglio? Stai zitta, se no, ti abbronzi pure la lingua

ENZA

(Si alza a guardarlo) Ma va fan culo!! (Si sdraia a prendere il sole. Entra da sinistra un venditore ambulante di colore. Con se, ha un pannello con bracciali, occhiali, cappelli, foulard, orologi, accendini, reggiseno, palle di natale ect…)

VENDITORE AMBULANTE

(Sempre col sorriso sulle labbra. Arriva davanti Pietro e lo chiama) Ciao gugino! Tu volere comprare dal tuo cugino vo’ cumprà? Vuoi occhiale, bacialetto, accendino? Dai gugino, tu vò cumprà? Nun me fare aspettà!

PIETRO

Scusa, ma perché mi chiami cugino? Per caso, sei parente del mio parente che a me, non viene niente? (Venditore dice no) allora, non siamo cugini e, non posso comprare niente!

VENDITORE

Io dire gugino, come dire amigo! Dai, comprare da me quacche cosa. A te serve accendino? Vuoi capello? O volere reggiseno?

PIETRO

Reggiseno io? (Enza ride) e dove devo metterlo? Ah si, forse hai ragione! Quando mia moglie, me li fa arrivare ai piedi (Allude alle parti basse) a quel punto, mi serve per contenere (Allusivo) …le bocce!

VENDITORE

(Sorride) ehi gugino, tu essere moto piritoso!

PIETRO

Grazie, è un mio dono di natura! Ora vai, che mi stai facendo ombra sulle unghia dei piedi!

VENDITORE

(si avvicina a Enza) ehi gugina, ciao ciao! Tu, cosa fare? Prendere sole?

ENZA

No, aspetto che passa l’autobus! …certo che mi prendo il sole! Si viene al mare per questo!

VENDITORE

Tu vò cumprà! Dai gugina! Vò cumprà o vò accattà, importante ca me fai campà! (Sorride) dai gugina, volere comprale cappello pe lo sole? Volere reggiseno?

PIETRO

Gugino, lei non ha di che farsene del reggiseno. Non ha nulla da metterci!

VENDITORE

Non essere problem. Per riempire, mettere palle di natale! (Sorride)

ENZA

Queste servono a mio marito, (Allusiva) per riempire le sue mutande(Pietro la manda a quel paese e si riposiziona)

VENDITORE

Dai gugina, volele foulard, volere  bacialetto?

ENZA

No grazie. A letto già c’è chi mi bacia!

VENDITORE

(Sorridente) ehi gugina, chi baciare a te, tuo marito gugino? (Da una spinta spiritosa a Pietro) bravo gugino, tu essere moto porcaccione! (Pietro si vanta)

ENZA

Ma chi lui? Manco sa di dove si comincia! (Pietro esprime suo disappunto) quando decide di provarci, manco trova la bocca dello stomaco. A letto, mi bacia il mio Ninuzzo. Mi da il bacio della buonanotte, gioia mia!

VENDITORE

Gapito gapito! Comunqui, io diceva bacialetto, questo! (Fa vedere braccialetto. Enza dice di non volerlo) volere altro? Vedi gugina, roba buona. Roba di macca! Dai gugina, vò cumprà, la mia famiglia, vole magnà!

ENZA

Grazie cugino, ma io, non vo cumprà, manco ho soldi per campà! Niente soldi, carestia! Per ora, disoccupation. Se continuiamo così, grazia ai nostri politici, il prossimo anno, mi faccio trenta lampade e anche io (Imita voce di venditore) complale gugino, robba bela, robba fimmata! (Venditore sorride) nienti cugino. Vai pure, il Signore ti aiuti (Venditore saluta, Enza si sdraia)

VENDITORE

(va da Peppa) ciao gugina! A te selvile nente? Cosa complare! (Peppa non le da retta) sentire me, gugina! Ueh gugina, tu essere sodda? (Si avvicina il viso, quasi a sfiorarle il naso. La chiama da vicino e le bussa negli occhiali) Gugina, rispondere. C’è nessuno in casa? (Peppa si spaventa da morire. Fa balzare in aria tutti, anche il venditore che si tocca il cuore) che cazzarola avere successo a gugina. Dallo spavento, mi avere fatto diventare biango!

PEPPA

(Enza, cerca di calmare Peppa, esaltata dallo spavento) Enza, ma chi è ‘sto cornuto colorato?.

ENZA

Calmati, questo è cugino vò cumprà.

PEPPA

Disgraziatissimo cugino. Mi hai fatto venire un colpo di fulmine nel cuore!

VENDITORE

Io, scusare se avere fatto spaventare. Però, io essere troppo ducato. Avere bussato nelle occhiali, ma tu, spaventare!

PEPPA

(Lo guarda per bene) Enza, come mai questo è mio cugino? Nella nostra famiglia, siamo tutti bianchi pallidi. Come mai, questo è tutto bruciato? È nato, di diciotto mesi?

ENZA

Lui è un’altra razza, un altro paese. Per questo ha un altro colore di pelle, rispetto a noi. Lui, sai di chi è figlio? Di Allah (Venditore, condiscende e adora)

PEPPA

No no. so io questo di chi è figlio. È nero, perch’è figlio di butta…(Enza le tappa la bocca)

ENZA

Mamma! …vai cugino. Mia madre non deve comprare niente. (Venditore va via, sorridente) perché prima di dire parole, non me lo dici! Ti pare giusto dire ‘ste cose? Fosse tuo figlio, ti piacerebbe?

PEPPA

Quando ho sperimentato te, caffè nel latte, non glielo mettevo, per farti venire bianca, intera!

PIETRO

La faccia ce l’ha bianca, ma il cervello è nero scremato! (Enza lo schiaffeggia. Entra lo zio Totò, inumidito)

ZIO TOTO’

Ehi, siamo venuti al mare, per stare in acqua, no sulla sabbia! Andiamo! Venite a farvi il bagno e, stiamo tutt’insieme!

ENZA

Zio, per me l’acqua è troppo fredda. Lasciala scaldare ancora un po’ e vengo

ZIO TOTO’

Ma che fredda! Andiamo, che l’acqua è calda! Pietro, vieni con me!

PIETRO

Per me, l’acqua è troppo calda. Lasciala raffreddare. Ho paura, se mi brucio!

ZIO TOTO’

Si, magari ti ustioni! Che siete cretini. Io ritorno in acqua, con i tuoi figli. Nino e Rosetta non vogliono uscire dall’acqua, si stanno divertendo come pazzi. Se volete venire, venite.

PEPPA

Aspetta Totò! Me lo vorrei fare io un bagnetto, di mattina. Più tardi, quando sarò energica, mi faccio il bagnino!

ZIO TOTO’

Silenzio! Se la sente quel ragazzo, ci prende a tutti per maniaci! Andiamo, venga con me e si stia muta! (l’aiuta ad alzarsi)

ENZA

(apprensiva) No mamma, stai qua! più tardi te lo fai con me, il bagno!

ZIO TOTO’

Ce l’ho in custodia io. Tranquilla, non la faccio violentare da nessuno! (Enza gli lancia un sorrisino ironico allo zio. Quasi per uscire) a frappè

ENZA

(Si riposiziona) Pietro, capisco che ti spaventi dell’acqua, però, allo zio, dobbiamo dare il piacere, di entrare in acqua. Giusto? (Nessuna risposta) Pietro, mi senti? (Pietro fa un ronfo, sistemandosi sulla sdraio) dormi la bestia! Bene, mi rilasso pure io! (Si rilassa al sole. Entra una bella ragazza americana, in costume e zaino in spalla. Va da Pietro)

RAGAZZA AMERICANA

Excuse me…mister excuse me! (Pietro come una molla, si rizza a metà, sulla sdraio. La ragazza, quasi si spaventa) excuse me…I’m so sorry!

PIETRO

(Si alza e parla sottovoce) ma quale mia sorella. quella (Indica Enza) è una che cercava parcheggio e si è messa qua. Giuro, non la conosco! (Con dolcezza) in cosa posso essere utile?

ENZA

(Si alza la testa, toglie gli occhiali e le nota) ueh, tu chi sei? Sei testimone di Genova? (Si alza) tu, che ci fai qua, con lei? Accuccia nella sedia! (Gli da uno schiaffo dietro la nuca)

PIETRO

(Si fa male e grida, toccandosi la testa) ahi!

AMERICANA

(Sorridente, saluta) Hi! …scusare me, io pallare poco taliano. Io cercare…come dire…

ENZA

Ma come cazzarola parla? Scusi, tu essere echisiterrestrica? (La ragazza non capisce)

PIETRO

Ma stai zitta! Non capisci nulla di America (Alla ragazza) iou, sei America? (La ragazza sorridente, “Yeah!”) vedi Enza, sono troppo esperto di lingua! La lingua è il mio pezzo forte! (Enza gli da pizzicotti) Allora ragazza, che ti servè? Se mi permettè, iè me presentè. Io song, mister Petrè e questa, essere mia moglier stronzèr! Ora, ripetè che io, non avere capitè! (Si vanta con la moglie)

AMERICANA

Io cercare…and, I’m looking party on the beach! Aiutare me?

PIETRO

Si, ho capito! (Alla moglie) dice, che deve partire con la bici. Ragazzè, mi scusè, dovè vuolè andarè? (Ragazza non capisce. Mima il gesto di andare,ad urlare) Do-ve an-da- re tu-tu?

AMERICANA

Io? America del nord!

PIETRO

Mih, quanta strada!

AMERICANA

Yeah, yeah! Io cercare street per party nella spiaggia!

ENZA

Poverina! Giustamente dice, che la strada per partire dalla spiaggia, è stretta!

PIETRO

(Alla ragazza) non preoccupatoschi, ora ti aiutoschi io. Allora, (Da segnali come ad insegnarle la strada) vai drittoschi, appena esci dalla spiaggioschi, incontri un cartelloschi e prendi, autobusochi che ti porta in centroschi. (Le batte la mano sulla spalla, amichevolmente) ragazzoschi, mi hai  capitoschi?

ENZA

Ma come minchioschi parli!

PIETRO

(Con vanto) parlo, l’americano del nord che si parla in Germania. Il tedescoschi!  Tu sei ignorante e non mi capisci! La signorinoschi, mi ha capitoschi. Veroschi? (La ragazza è perplessa) come mai, non mi capisce? Può essere che l’america del sud? Ora provo…allora guaglion, me so spiegat a strata pe iatevenne, sta llà! (La ragazza dice no, con la testa) non mi capisce ancora? Può essere ch’è una talebana, col corpo da cubana!

 

ENZA

Cretino! Non ti capisce, perché non parli la sua lingua!

PIETRO

Vero! La sua lingua! (Attira l’attenzione della ragazza) attanzion, attanzion. Guarda la mia, linguaccion. E io a te, spiegare la stradon! (Esce la lingua per mostrarlo e parla con la lingua di fuori e non si capisce. La ragazza ride)

ENZA

Scimunito! La lingua di fuori ti sei scordato! E poi, devi parlare americano!!

PIETRO

(Si rientra la lingua, spingendola con le dita) per questo non mi capivo manco io. (Alla ragazza) pardon, mi ero emozionatè e me so scordat la linguaccia all’apert! Ora te parlè franzè e tu, per forz, me devi capitè, se no, me incazzè(Pausa. parlare col proprio dialetto di appartenenza)…esci dalla spiaggia, prendi l’autobus e ti porta alla stazione e, party! (LA ragazza è indecisa) non mi hai capito? Fammi vedere la lingua, può essere che l’abbiamo diversa? (Esce la lingua, la ragazza lo imita. Pietro ammaliato, si avvicina quasi a baciarla. Enza lo tira)

ENZA

Ueh, mi vuoi fare le corna con la turista per caso? Vedi che t’ammazzo, salsiccione imbalsamato!

PIETRO

Vedi perch’è litighiamo sempre? Perché pensi sempre male! Con la turista, non ti volevo fare le corna. Volevo solamente fare una linguaggite, per capire la provenienza!

AMERICANA

Io dire che,  cercare festa nella spiaggia! Ma tu non capire, e io andare!

PIETRO

Ma come andare! Ora che ho capito, la tua inglesia! Io avere caput, che tu essere stranieron, perché avere occhio, da vigiletton!

ENZA

No! tu, hai l’occhio da pesce fituso! Ora vedi come capisce il mio inglese. (in dialetto di appartenenza) senti a me zuppa inglese, vai via che siamo terroni. E quando ci arrabbiamo, ci girano i co…pubblicità! Se mio marito non abbassa gli occhi a terra, lo faccio diventare gay! (Allude al taglio)

AMERICANA

Si si, lei ragione (si ventila con la mano) Today is a cool day! Very very cool

PIETRO

(le guarda ammaliato il sedere) e che cul! Very very cul. (Enza gli da uno schiaffo il quale dice “Ahi”, l’americana invece saluta con “hi”)

ENZA

Signorina, ti lu posso dare un consiglio? Vatinni a fan cul!

AMERICANA

I’not understang! I’not capito! Tu parlare inglish? Tu, speak inglish?

PIETRO

No, lei spicchi fave!

 

AMERICANA

Fave? And…ah yes! Five! One, two, three, four, five! (Sorridente) voi italiani, essere molto divertenti. Sempre scherzio! E poi, palermo is beatiful!

ENZA

(Le si illumina la mente) come hai detto, biutifulle? (Si aggrappa a lei) per favore, dimmi com’è finita la puntata dell’accoppiamento tra crikky e crokky! Purtroppo non l’ho visto, per colpa di quel cornutazzo di mio figlio!

AMERICANA

Crikky and crokky, are the books oh the kitchen? Sono libri da cucina?

ENZA

(Scandalizzata e curiosa) cosa? Si sono baciati in bocca, nella cucina? Che scandalo! E poi, cosa hanno fatto? Hanno fatto la frittata? (Allude all’atto sessuale) sono troppo ansiolitica di scoprirlo!

AMERICANA

Io amo le crikky e crokky. Me le mangio col ketchup! Very good!

ENZA

Ma siete pazze? Crikky crokky, no baciare, ma accoppiare nel letto!

PIETRO

Ma cosa hai capito! Lei parla di patatine! (parla con sensualità) vero che parli, di…patatine? (La ragazza annuisce ridendo) anche a me, piace la patatina! La mangio da mattina a sera, dall’alba al tramonto, prima e dopo i pasti! Le ho assaggiate tutte! (da un morso provocatorio, la ragazza fa gli occhi dolci.  Enza gli da uno schiaffo dietro la nuca) Ahi! (La ragazza saluta “HI”)

AMERICANA

Chi essere questa signora che dare sempre schiaffi?  who you are?

ENZA

Cosa? Voglio giocare? No, mi dispiace! Sono qui, per la tintarella. (La spinge ad andare) se mi fai la cortesia di andare a fare in cul, ti dico grazie! (Pietro la saluta con dolcezza, Enza lo nota e lo schiaffeggia. Lui grida “Ahi” di dolore, la ragazza saluta “Hi”. Mentre l’americana sta per uscire da destra, da sinistra entrano Rosetta, Nino, zio Totò e Peppa. Inumiditi. Quest’ultima è incantata col sorriso sulle labbra) finalmente siete tornati. Un attimo che vi prendo gli tovaglie per asciugarvi.

NINO

Mamma, ho fatto amicizia con Angela e mi ha invitato ad andare a mangiare in spiaggia con lei! Sono troppo contento oggi. Possiamo restare a dormire al mare? Dai, per favore!

ENZA

Dillo a tuo padre, non a me!

PIETRO

Non c’è bisogno che mi dica nulla, perché non può essere. Per state a dormire qua, ci vogliono tanti soldi e, per adesso, non è possibile! E poi, a mangiare con gente estranea, non vai! (Nino fa i capricci) è inutile che ti lamenti, non può essere. Punto e basta! Stasera, ti prende un secchiello di mare e lo porti a casa, e lo metti sotto il letto. Così dirai, di aver dormito al mare.

ROSETTA

(Mentre si asciuga) mamy, che si mangia? La nuotata, mi ha messo fame

ENZA

Ancora è presto per il pranzo. Ti prendo un panettone. (Va a prendere dei panettoni, in cabina) Nino, ne vuoi? (Nino dice si. Enza porta i panettoni a Rosetta e Nino, che si mettono sulla sdraio) Mamma, lo vuoi un panettone? (Peppa è col sorriso sulle labbra) mamma? …ma che hai? Dove ce l’hai la testa? Zio, ma che l’è preso?

ZIO TOTO’

Boh! Da quando son venuto a prenderla, fino a che siam tornati, è stata seduta sulla riva del mare, con l’acqua che le sbatteva in mezzo le gambe. (Peppa, fa un sospiro di piacere)

PIETRO

(Ironico) Può essere che, a forza di entrare acqua, si è allagata la membrana cardioparaculogica? (Enza gli da uno schiaffo dietro la nuca) Ahi!

ENZA

Mamma, ma che hai? Ti senti bene?

PEPPA

(con piacere) Bene, bene mi sento figlia mia! Con l’acqua del mare, mi è venuta la salamoia al Fiorello e, mi ha fatto tornare giovane, quando mi facevo il bidello, con tuo padre. (Sospiri di passione)

ZIO TOTO’

Se, a sua sorella! …Enza, glielo dici a tua madre, di evitare di dire così? Se lo sente il bidello, pensa male!(Enza fa segnale allo zio, di compatirla per problemi di testa)

PEPPA

(Si siede a terra) Enza, siediti con me, ti  spiego la mia emozione. (Enza si siede a terra affianco di Peppa, entrambe divaricano gambe) quando l’acqua mi sbatteva nel Fiorello, mi faceva ricordare tuo padre, quando m’impollinava! È talmente vivo questo ricordo, che lo sento dentro gli occhi e dentro…

ENZA

(Tappa la bocca a Peppa) ho capito! Fammi vedere l’emozione, e non mettere i puntini, sopra la i!

PEPPA

( mima l’acqua che sulla riva si ritrae e poi con foga, sbatte su di essa e ansima ) fallo pure tu, Enza! (Enza per diverse volte, asseconda la madre mimando lo stesso gesto. Poi,si alza di scatto, notando che tutti le guardano)

ENZA

(L’alza da terra) ora basta mamma! Se no, coi troppi ricordi, rischi di diventare cieca! (La sistema sulla sdraio) dormi. Ti chiamo nell’ora di pranzo

PEPPA

Non mi chiamare troppo tardi, perchè devo farmi il bagnino!

ENZA

Non ti è bastata l’acqua del mare, pure il bagnino? Dormi, poi si vedrà(Le mette gli occhiali neri. Pietro ride) chi hai da ridere tu?

PIETRO

Pensavo, quando diventerai come tua madre, per farti provare emozioni forti, ti vengo a buttare al mare e, ogni due novembre, ti porto i fiori! (Ride. Enza gli da uno schiaffo. Si fa male) Ahi! (Adirato) guarda che tu, la devi smettere ad ogni cosa che dico, mi dai schiaffi, dietro la testa! Se lo fai ancora, ti do un pugno che ti stampo sugli scogli e, ti faccio diventare la gioconda scoglionata!

ENZA

Impara a portarmi rispetto! Sempre col tuo scherzo cretino!

ZIO TOTO’

Dai, smettetela! Sembrate due bambini. Sempre a litigare. Basta!

PIETRO

Zio, poco fa, è passata un’americana spiaggiata. ‘sta bufala di mia moglie, talmente è forte, mi dava schiaffi, e del forte eco, si faceva male anche la ragazza.

ZIO TOTO’

Aspetta, che vuoi dire? Non ho capito! Ti dava schiaffi, e si faceva male pure lei?

ENZA

Zio, non credergli a ‘sto bisonte depilato! Non è vero quello che dice!

PIETRO

Non è vero? Zio, ora ti spiego! Lei mi dava schiaffi dietro la testata, io giustamente, mi facevo male e gridavo, ahi! La signorina, si faceva male, mi guardava, mi salutava e diceva, ahi! (Lo zio si mette a ridere)

ROSETTA

che sei ignorante papy! In inglese, HI, significa ciao! No, ahi, di dolore! (Pietro meravigliato e imbarazzato, resta silenzioso. Poi, va dalla moglie, lo invita a colpirlo, che lo accontenta. Grida dal dolore “ Ahi” però, saluta Enza che lo colpisce ripetutamente e Pietro saluta, tutti ridono)

ZIO TOTO’

Moglie e marito, potreste sfruttare la vostra cretinaggine, per far teatro brillante! Almeno, fate svagare la gente, facendola ridere!

PIETRO

Zio, con mia moglie, (Fa segno di legnate) facciamo teatro dalla mattina alla sera, ti assicuro che c’è da piangere (Si tocca la nuca)

ENZA

Invece con te, c’è da ridere. Nino, racconta allo zio, quando l’altro giorno,  papà, ha preso la corrente!

NINO

(Felice, scende dalla sdraio) questo è mio padre: (Fa voce grossa) “ voi siete tutti cretini, la cambio io la lampadina!” (Mima il gesto di cambiare una lampadina, sul lampadario) allunga le mani per cambiare la lampadina e…(fa il gesto di chi prende la corrente e trema tutto. tutti ridono) zio, i capelli gli son diventati tesi tesi e fumavano! (Ride. Pietro fa una smorfia a Nino. Da fuori scena, parte la musica de: “ El pika pika” di, highlander dj. Entra il venditore ambulante di colore, con vestiti cambiati, per non sembrare lo stesso di prima. sorridente che balla, con radio in spalla e una borsa ghiaccio coi gelati, in mano. Nino, Rosetta scendono dalla sdraio e ballano. Lo zio, Enza e Pietro si scatenano. Peppa si alza, balla usando come asta, l’ombrellone. Dopo un po’, il venditore stacca e Peppa, torna a dormire sulla sdraio)

VENDITORE

Ciao gugini! Vedere? Io, portare felicità! Io, amare musica! io amare, vostro paese. Questa terra de lo sole, de lo amore, de la passione de la…

PIETRO

…disoccupazione!!!! (Venditore ride)

ENZA

Avete visto mia madre, come si è scatenata? Mamma, tutto bene? (fa un ronfo) già dorme! Strano che ha fatto così. Tutta colpa di ‘sti medicinali drogati che arrivano dalla, telecinesia!

VENDITORE

Forza cugini! Volele gelato? Io avere coca cola, birra, the. Io avere di tutto! (Rosetta e Nino, si avvicinano al venditore e chiedono dei gelati)

PIETRO

No cugino, non vogliamo nulla! (Rosetta e Nino, lo pregano di comprargli il gelato) E va bene, dai! Gelato per tutti! Enza zio, venite a prendere il gelato. (Va in cabina a prendere portafogli)

ZIO TOTO’

Miracolo! Mio nipote sta spendendo soldi! Non vorrei che poi, ti sentissi male! Scherzo. Pure io, sono comico (Intanto tutti si prendono il loro gelato. Lo zio esce tre sedie dalla cabina per lui, Enza e Pietro che non hanno sdraio. I ragazzi, tornano sulla sdraio)

ENZA

Aspetta, vediamo se ne vuole mia madre. (Va da Peppa) Mamma, (Peppa risponde con un mugugno) lo vuoi un gelato? Prenditelo, ti rinfreschi un pò.

PEPPA

Si, prendilo che mi rinfresco la lingua(Enza prende un gelato e lo da a Peppa)

PIETRO

(Ne prende uno per se) Enza, tienimi il gelato, che pago. quanto pago cicciobello?

VENDITORE

Allora, tu comprare (Conta i gelati che tutti hanno in mano) …sei gelati. Tu dare a me, otto euro!

PIETRO

Quanto, otto euro? Io, per otto euro, devo lavorare una settimana! (Venditore ride) si, tu ridi! Dai, farmi lo sconto. Nei gelati, ci sono i saldi?

VENDITORE

No mi spiace, amigo! Niente sconto! Tu dare a me, otto euro!

PIETRO

Prima di venire eravamo cugini, ora che ti devo pagare, siamo amici! (Forzato) va bene, ti pago. (Sta per dare i soldi) aspetta! Ragazzi, sicuro che il gelato è buono? Se non è buon, non glielo pago! (Tutti dicono si) può essere che vi sbagliate. Sicuro ch’è buono? (Tutti dicono si. Pietro ci resta male) ti pago. Se il mio gelato non è buono, voglio essere ripagato (Lo paga)

VENDITORE

Ok gugino. Soddisfatto o non rimborsato! (Ride. Controlla tasche) gugino, io non avere resto! Senti cosa fare. ( Gli da un altro gelato) tenere questo altro gelato e siamo in pace. Va bene?

PIETRO

Ma che pace! Io faccio la guerra! Mi devi dare il resto. Con due euro, ci mangio due giorni. (Continua a lamentarsi. Enza, gli ficca il suo gelato in bocca)

VENDITORE

Dai gugino, non fare l’incazzuluto! Tu essere bravo. Tu mangiare gelato, io campare famiglia. Ciao gugino! (Riparte con la musica, del pika pika. venditore sorridente balla e si allontana, lentamente. Peppa, torna a ballare come una matta, seguita da Nino e Rosetta. Pietro resta immobile col gelato in bocca, ed uno in mano. Esce venditore e Peppa, torna nella sdraio)

ZIO TOTO’

(Va da Pietro, molto sconsolato) non ci pensare più. Pensa alla salute. Minchione, ma vero tirchio sei! Ti pare che, quando morirai i soldi, te li porti dietro? Sappi, che tutto qua, lascerai! Fregatene e, mangia il gelato!

ENZA

Mangia il gelato, pidocchioso! Nella vita, ci vuole di tutto! è giusto non spendere tanti soldi, ma, privarsi di un gelato, no!

PIETRO

Prima di tutto, non sono pidocchioso, perché il bagno l’ho fatto una settimana fa! E poi, per te è facile dire così, perché i soldi, non li hai mai sudati. Per te, l’importante è che ci sia biutifuller, cento latrine, c’è supposta per te. Poi del resto, penso a tutto io!!!!

ZIO TOTO’

Ora basta! Siam venuti al mare per rilassarci, no per sentire sempre lamentele! Mangiamo il gelato e, rilassiamoci! (Tutti mangiano il gelato in silenzio. Da fuori scena in lontananza, si sente il pianto di una bimba che attira l’attenzione di tutti) 

VOCE DI BIMBA FUORI SCENA

(Piange con strazio) Mamma, dove sei? Mamma…mammina!

ENZA

La sentite questa voce? Mi pare, quella di una bambina! (Si alza, va a sinistra del palco, esce e rientra con una bimba, che piange) vieni gioia! Che hai?

NINO

(tutti vanno dalla piccola a darle il proprio sostegno) Angela! Perché piangi? Mamma, è lei la bambina che mi voleva invitare a mangiare! Che hai?

PIETRO

Rosetta, prendi un bicchiere d’acqua e, lo dai alla bambina che si calma! Senti piccolina, non piangere! Sei tra amici, stai tranquilla!

ENZA

Ti conosci con Nino? (La piccola annuisce) avete giocato in spiaggia? (La piccola annuisce) non piangere, sei in buone mani (Rosetta arriva e le da l’acqua, che la rifiuta) bevi e non piangere.

ANGELA

(Bambina di 6 anni. Con costume. Parla piangendo col singhiozzo) la mamma mi ha detto, che non devo accettare niente dagli estranei!

ENZA

La mamma ha ragione! E fai bene ad ascoltarla. Io, sono la mamma di Nino. Stai tranquilla, bevi un po’ d’acqua, così non piangi più!

ANGELA

(Piange con singhiozzo) ma io voglio la mia mamma! Dov’è la mamma?

ENZA

(l’abbraccia) gioia mia, non piangere! Ora la troviamo la tua mamma!

ROSETTA

Vado dal bagnino e dico che abbiamo trovato una bambina che si è persa!

ZIO TOTO’

Vengo con te, Rosetta! Enza, non la lasciare a nessuno la piccola, ora torniamo!

ENZA

Non preoccuparti. Vai! … lo sai che sei una bella bimba? Che begli occhi! Che bei capelli. Sei piccola e dolce(L’accarezza, tenendola stretta e abbracciata)

PIETRO

Senti Angela. Fai bene a non prendere nulla dagli estranei. Però, mi lasci contento? (Le porge il gelato) prenditi questo gelatino! (La bimba dice no con testa) l’ho comprato per te. Sapevo che dovevi venire da noi e l’ho comprato per te! (Angela si ostina) se non lo prendi (Fa il bambinone che piange) mi viene da piangere! (Angela ride)

NINO

Prendilo Angela, è buono!

ENZA

Lasciatela stare alla bambina! Se non ne voli, senza insistere!

PIETRO

(Piange come un bimbo) no no, Angela se lo deve pigliare, se no, mi pisciolio con le lacrime! (Angela ride) visto che non lo vuoi, lo mangio io! (Lo sta per scartare e, Angela lo prende col sorriso. Pietro fa il bimbo e piange) non è giusto, è mio!

ENZA

(Angela ride) hai visto che scemo mio marito? Pietro, questa è la prima volta, che sono fiera di avere un marito cretino come te. Hai fatto ridere alla bambina! (Le apre il gelato) ora, puoi mangiarlo. Non avere pura, sei in famiglia qua! (Angela mangia il gelato)

ZIO TOTO’

(Entra con Rosetta) apposto! Abbiamo parlato col bagnino e ci ha detto…(Peppa balza in aria, sulla sdraio)

PEPPA

Il bagnino? Enza, è ora di farmelo?

ENZA

Ancora no. dormi! (Si riposiziona a dormire) E allora, che vi ha detto?

ZIO TOTO’

Ha detto che, farà il giro della spiaggia, appena trova la madre della piccola, viene a prenderla. Si è calmata la bambina? Ti piace il gelato? (Angela annuisce) Pietro, non tutti i mali vengono per nuocere, hai visto? Tutto è destino nella vita!

ROSETTA

Quanti anni hai?

ANGELA

Ho 6 anni! Li ho compiuti un mese fa! Vado in prima elementare.

NINO

Io ho 8 anni e vado in terza elementare. Angela, visto che sei qua, mangi con noi? Mamma, la fai mangiare con noi ad Angela?

ENZA

Prima, risolviamo il fatto di trovare la mamma di Angela, e poi si vede. Anche Angela, oggi è nostra ospite! Vero? (Angela, non fa nessun gesto)

VENDITORE DI PANNOCCHIE

(Entra con una cesta e vende le sue pannocchie. Si esprime con poesia e con cantilena) signori e signore, io mi presento. Sono il re delle pannocchie e, me ne vanto. Con la mia rima vi voglio invitare, a mangiare la mia pannocchia e, farmi campare!... Silvio Berlusconi, se assaggi la mia pannocchia, vinci le votazioni. Mario Monti, invece di metter tasse, ti vuoi rilassare? Comprati la mia pannocchia, prima che qualcuno ti venga a sparare. Stefania Sandrelli, comprati la mia pannocchia, e farai film più belli. Francesco Totti, con la mia pannocchia, a letto con Ilary farai i botti. Paolo bonolis, mangiati la mia pannocchia e in televisione, farai anche l’ora pronobis. Ilary di Blasi, vuoi diventare sempre più bella? Mangiati la mia pannocchia, sarai dolce come una caramella. Signora col costume, si mangia la mia pannocchia, e a mare, non le viene il cacarone. Signore coi capelli bianchi, mangiati la mia pannocchia, e a letto, soddisfi tutti quanti. Bambini che mi state ascoltando, fatevi comprare la pannocchia, perché io, non sto campando!

PIETRO

(Con stessa melodia) lei è il re delle pannocchie, la sua poesia è una bella novità. Ma con tutti ‘sti nomi e musicalità, mi ha rotto la mia serenità! (Con gesti, allude alle parti basse. Tutti ridono)

ZIO TOTO’

(Fa partire l’applauso) Complimenti! Mi hai convinto. pannocchie per tutti! (Ognuno prende la sua pannocchia. paga lo zio)

ENZA

(Da la pannocchia ad Angela che non la vuole) dai, mangiala! È buona. Signor lei, ci fa la rima, alla bambina? È triste perché si è persa in spiaggia e, la madre la cerca.

VENDITORE DI PANNOCCHIE

Mia dolce Angelina, mangiai la mia pannocchia, e fra poco, troverai la tua mammina! (Angela ride) serve altro signori? Allora vado! Buongiorno a tutti (tutti salutano. Uscendo riprende con rima) signori e signore, io mi presento. Sono il re de pollanche e, me ne vanto. Con la mia rima vi voglio invitare, a mangiare a me pollanca e, farmi campare!...(Esce)

PIETRO

(Ad Angela) ti piace la pannocchia? (Angela annuisce) brava Angelina mia! Enza, cosa hai portato da mangiare? Mi sta venendo fame. 

ENZA

Ho portato il cibo giusto giusto, per uno spuntino. Ho portato: tre teglie di pasta al forno, dodici fette di cotolette panate. Cinque chili di pane a legna. Due chili di formaggio. Venti arancine. Una teglia di pizza. Due vassoi di dolci. Una cassata siciliana. Tre litri di cafè. Zio scusa, ma per ora, c’è carestia!

ZIO TOTO’

Minc…alla faccia della carestia! Altro che mangiare giusto giusto. Con quello che hai portato, ci possiamo mangiare tutta l’estate!

ENZA

Zio, al nord avete la nebbia agli irti colli. Al sud, abbiamo il mangiare sopra la tavola. Comunque, oggi, la mia piccola Angela, mangia con noi! È Vero? (Silenziosa e triste, mangia la sua pannocchia)

BAGNINO

(Entra con costume con scritta “Bagnino”) signori buongiorno! Ho trovato la madre della piccola. (Angela si drizza ad ascoltare) l’ho trattenuta nella mia postazione, per evitare altri disagi. Dai, datemi la piccola, la porto da lei  (Angela si alza per andare)

ENZA

Aspetta Angela! Signor bagnino, no per non avere fiducia a lei…

PEPPA

(Si drizza e grida) eccomi! Pronta per farmi il bagnino!  Me lo voglio fare, con tutto il costume!

ENZA

(il bagnino si meraviglia) Dormi mamma! Quando è ora, ti chiamo io! (Fa segnale al bagnino, che non le funziona la testa) le stavo dicendo…faccia venire la mamma della piccola, gliela consegno io!

PEPPA

(Si avvicina al bagnino, si mette sottobraccio) Enza, visto che sei impegnata, ci vado con lui. Senta signor lei, la vuole fare un po’ di beneficenza? Mi accompagni dietro gli scogli, mi voglio fare il bagnino, con calma!

BAGNINO

Ma lei è pazza! Mi accontento andare all’inferno, che fare beneficenza a lei! (Esce)

PEPPA

Lei è un cornuto con le corna intrecciate! Invece di aiutarmi a fare il bagnino, mi rifiuta! Enza, vedi questo esemplare in costume, com’è scostumato?

ENZA

Mamma, la smetti! Ora, ti ci accompagno io! Sdraiati nella sedia! (Peppa si sdraia) Pietro, prendi una tovaglia, devo far buttare mia madre, in acqua! (Pietro entra in cabina. Lo zio è distratto. Entra Lina madre di Angela e sorella di Pietro accompagnata dal bagnino, che fugge subito dopo per paura di Peppa)

LINA

(È scossa) Angela, amore mio!

ANGELA

(Vede la madre, scappa dalle braccia di Enza e con braccia aperte, corre dalla madre. Lina e Angela piangono, si baciano e abbracciano, come se non si vedessero da anni) Mamma! Mammina mia…

ROSETTA

(Esclama) Zia Lina!

ENZA

(Molto sorpresa) Lina?

LINA

(Vede uscire lo zio Totò. I loro sguardi, s’intrecciano) Zio Totò?

ZIO TOTO’

(Sorpreso) Lina? Ma tu sei…(Esce Pietro dalla cabina) Pietro guarda chi c’è, tua sorella Lina! (Pietro è sorpreso nel vedere la sorella. Anche Lina lo è. Per un attimo, cala il silenzio in scena. Tutti evitano d’incrociare gli sguardi, tenendoli bassi)

LINA

(Si abbassa per parlare ad Angela) ti avevo detto di non allontanarti! Mi hai fatto prendere un brutto colpo! Ti poteva succedere di tutto. (l’abbraccia)

ANGELA

(Dispiaciuta) Scusa mamma! …Sai, mi sono trovata bene con questi signori. Mi hanno trattato molto bene! (Indica col dito verso Pietro) quel signore, per non farmi piangere, mi ha fatto ridere e mi ha regalato un gelato! La signora, mi ha abbracciato. e poi, ho conosciuto Nino. Abbiamo giocato in spiaggia.

LINA

Nino, che sei fatto grande. Quanto tempo… (Molto dispiaciuta, è commossa nello stesso tempo) non ci sono parole per dirvi, quanto vi sono grata che…vi siete presi cura della mia bambina, pur non sapendo che fosse mia. Io…vi dico grazie di vero cuore! Senza di lei (Stringe a se Angela) la mia vita, non avrebbe senso! Grazie a tutti! (Abbassa la testa) scusate il disturbo…(Sta per uscire, nel silenzio più assoluto)

ZIO TOTO’

Lina aspetta! Ma dove vai? Vuoi rovinare questo bel momento? non è un caso, che io sono sceso dal nord e portare al mare, tuo fratello Pietro. Non è un caso, che si sia persa tua figlia. Non è un caso, fra tanta gente, l’abbiamo trovata noi. Non è un caso che, tua cognata Enza, non l’ha lasciata al bagnino, ma ha voluto consegnartela personalmente, pur non sapendo che fossi tu. Non è nulla al caso. Il caso più grande, sapete qual è? Questa è volontà di DIO! Dio, ha disegnato la nostra storia. Sta a noi, colorarla coi colori dell’amore! Pietro, Lia dovete scordare il passato. Siete fratello e sorella!

PIETRO

(Adirato) zio, rispetto tutto quello che hai detto, ma io non dimentico il passato. Sono felice che, Angela ha ritrovato sua madre, ma sono troppo ferito per non pensare più, al passato. Io, non me lo meritavo di mia sorella! Lei sa, quanto le ho sempre voluto bene.

ENZA

Pietro! Il passato è passato! I soldi, non fanno la felicità. Perdona tua sorella. Tutti possiamo sbagliare nella vita. Lia, anche io sono stata arrabbiata con te, per l’accaduto. Si dice, perdona che sarai perdonato!

ZIO TOTO’

Brava Enza! (Cerca di calmare Pietro, confortandolo) Dai Pietro, sai che ti voglio bene. Io voglio bene a tutti, uno per uno! (le fa una carezza sulla testa) Oggi, nel mio cuore, è entrata anche Angelina!

LINA

Zio, mio fratello ha ragione ad odiarmi. Anche se sono stata costretta a fare ciò che ho fatto, ho sbagliato lo stesso!

PIETRO

Costretta? La firma nel contratto è tua, no mia! Quindi, non sei stata costretta, ma consapevole! Lasciando perdere i soldi, te ne sei fregata di me, che sono tuo fratello!

LIA

(Con tristezza) Si, è vero. La firma è mia. Come tutti sapete, il fidanzamento tra me e Luca, è stato voluto dai genitori, perché credevano che fosse il ragazzo giusto per me. lui, aveva il vizio del gioco, e bevevo, e non lavorava. Spesso si ritirava ubriaco e mi picchiava. Ogni sera mi diceva, che dovevamo vendere il villino dei miei, ma io non volevo! Un bel giorno, scoprii di aspettare questo angelo (Accarezza Angela) quando tornò, glielo dissi felice, ma lui ubriaco, mi picchiò. Spesso, mi diceva di vendere il villino, ma io rifiutavo sempre. Questa storia durò per giorni. Una sera, per paura che mi picchiasse e di perdere la bambina, mi convinsi e accettai di venderlo. Quando gli dissi che te ne avrei parlato per vedere cosa ne pensavi, mi minacciò con un coltello, dicendomi che mi avrebbe uccisa se, ti avessi avvisato. L’indomani, andammo dal notaio, io firmai. Da subito, la casa fu venduta. Lui intascò i soldi e mi lasciò. Dopo giorni, scoprii che mi tradiva da tempo. soffrivo, quando incrociavo il tuo sguardo per strada, anche a distanza. Mi sentivo tanto in colpa! Per questo, andai via dal paese. Da sei anni, vivo in una misera casa affittata col mio angelo. Non ha caso, l’ho chiamata, Angela! Per vivere, lavo scale. (Con voce tremante dalle lacrime) Per quello che può servire Pietro, …ti chiedo perdono! ( silenzio. Pietro commosso non risponde. Dopo qualche secondo, Angela spezza il silenzio)

ANGELA

Mamma, è un estraneo questo signore?

LINA

(con dolcezza, asciuga le lacrime) No amore!  … è tuo zio Pietro. lui è fratello di mamma. E la signora che ti ha abbracciato, è la zia Enza!

ANGELA

(Corre e abbraccia Pietro che la prende in braccio. Enza le si avvicina e l’abbraccia. Angela è felice e li bacia) io me li sentivo che voi non eravate degli estranei, per questo ho mangiato il gelato! 

NINO

(Nino e Rosetta, si avvicinano ad Angela che sta in braccio a Pietro. Anche lo zio, si avvicina alla famiglia. Resta distante dal gruppo, Lia) Angela, io e mia sorella Rosetta, siamo i tuoi cugini!

ANGELA

(Alza le braccia ed esclama con gioia) Sono felice, ho due cuginetti!

ZIO TOTO’

Questo si, ch’è un bellissimo quadro di famiglia! Questa è opera di DIO!

PIETRO

L’orgoglio è una brutta malattia invisibile, che infuoca l’anima e brucia la vita. Oggi, non è un caso che, io che ho paura dell’acqua, mi trovo qua. Non è un caso che la piccola, l’abbiamo trovata noi. Non è un caso, che ci ritroviamo in una spiaggia, a guardarci negli occhi, dopo anni. Non sei tu che sei venuta a cercarmi. Ne io, sono venuto a cercare te! È stato DIO, ch’è venuto a cercare noi! Il Signore, è venuto a cercarci, per ricordarci che siamo peccatori! Però, lui ci ha amati! A me, personalmente, mi ha fatto capire tante cose. Oggi, ho capito che DIO è amore. Con lo stesso amore cara Lia, ti dico…ti voglio bene!

LIA

Anche io ti voglio bene, Pietro! (Si riabbracciano tutti e sono felici)

NINO

Papà, visto che siamo tutti contenti e c’è pure la zia, domani possiamo passare un’altra giornata al mare?

NINO

Ma sei pazzo? Ci vogliono tanti soldi, per venire al mare! e poi, io il cammello non lo faccio più! Mi dispiace, ma per quest’anno, il mare è finito

ZIO TOTO’

Ma quale finito! Il bello, deve ancora iniziare!! Per il piacere di stare tutt’insieme, l’affitto io, una casa al mare!

PIETRO

L’affitti tu? (Lo zio dice si) tutto pagato tuo? (Lo zio dice si) ascoltatemi bene, cara mia famiglia, con immenso piacere, vi dico che passeremo a ridere e scherzare…un’estate al mare…(Con gioia) tanto paga tutto lo zio!! ( parte il ritornello “un’estate al mare” per omaggiare Giuni Russo. Tutti ballano e fanno gioia. Cala sipario)

Fine

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