Unn-a valixe pinn-a de vento

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Unn-a valixe pinn-a de vento

     ÛNN-A VALIXE PINN-A DE VENTO

                                   COMMEDIA IN GENOVESE

                                                  TRE ATTI  DI

ENRICO SCARAVELLI

                        PERSONAGGI:

                        Luigi CEVASCO                        - detto Luigin - spedizioné        

                        Rosetta VACCAMORTA            - seu moggé

                        Giovanni CEVASCO                 - o figgio

                        Teresa PARODI                         - detta Texo - vexinn-a de casa

                        Gio Batta CEVASCO                 - detto Baciccia - barba do Luigin

                        Alessandro CHIESA                  - detto Lisciandro - amigo de famiggia

                        Vittoria PITTALUGA                  - detta Vittorinn-a - moggé do Lisciandro

                        Marasciallo                                - Marasciallo di carabiné

                        Carabiné

                        Postìn

                        Duì laddri                            

                       A ZENA INTORNO AI ANNI OTTANTA

                                                ATTO PRIMO

                                    

Tipico salotto moderno con divanetto, due poltrone, tavolo rotondo con quattro sedie . Telefono accanto al divano. Sullo sfondo vetrata con porta che adduce al cucinino. Uno slargo funge da ingresso dalla porta esterna. Attaccapanni, orologio, televisione. Sulla sinistra una porta va alle camere.

SCENA I

(Luigin e Rosetta)

LUIGIN           :- (sui quarant'anni circa, è seduto e legge il giornale. Scuote ogni tanto il capo negativamente alla lettura delle notizie)

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† " Eh.. a va sempre p√ęzo.. aumenta tutto" (legge) "Eu.. la miseria, che prexi"¬† (pausa)"Comme se fa a and√† avanti cosci!"

ROSETTA¬†¬†¬† :- (di poco pi√Ļ giovane del marito, appare sull'uscio del cucinino) "Luigin, ti veu un po' de caff√®?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Sai√† m√ęgio andaghe cian√¨n c√∂ caff√®.. con quello che costa a r√∂ba.. l'aumento da l√Ľxe, do gazzo, do gasolio.-e poi m√¨a, o caff√® o fa anche m√†"

ROSETTA¬†¬†¬† :- "Oua! No sai√† de seg√Ľo √Ľn caff√® in ci√Ľ o in meno co ne mandi√† in rovinn-a" (rientra in cucinino)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "In meno forse no, in ci√Ľ peu d√§se" (legge) "Ma t'hae lez√Ľo in sci√≤ giornale?"

ROSETTA    :- (dal cucinino) "Chi l'è morto?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Chi l'√® morto.. ti pensi sempre a-e desgrassie.. Dixeivo se t'hae letto i pr√ęxi ch'a piggi√≤u a verd√Ľa.. berett√¨n.. l'√® comme accatt√† do filetto..Primma che guagnavo de meno se poeivimo permette anche 'n p√† de scarpe neuve.. de tanto in tanto s'accapisce; Oa che te p√† de guagn√† de ci√Ľ ti t'ei devi tegni ben avvardae se no ti riscc-i de no attrov√† manco ci√Ľ √Ľn caig√† co t'ei ripare comme se deve.. oggi si getta via tutto"

ROSETTA     :- (entra con un vassoio, due tazzine e zuccheriera, che pone sul tavolo. Offre una tazzina di caffè al marito) "A l'è a civiltae do consummo"

LUIGIN         :- (va a sedersi al tavolo e si serve )"Dì, se m'ammaotiscio ti me faiae riparà o ti me scangi con duì zoveni de vint'anni.. tanto pé fa monnèa?"

ROSETTA¬†¬†¬†¬† :- (sedendo e servendosi a sua volta)"Ma no d√¨ scemm√†ie e piggite o caff√®.. co te tia un po' sci√Ľ"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sorseggiando)¬† "Ti fae miga comme quello d√§ televix√≤n che.. pi√Ļ lo mandi gi√Ļ e pi√Ļ ti tira su.. Mi, se ne mando z√Ľ troppo, divento nevrastenico" (beve il caff√®. Dalle camere si sente un assordante rumore di musica moderna, dal ritmo ossessivo)¬†¬†¬†

SCENA II

(Luigin - Rosetta - Giovanni)

GIOVANNI     :- (figlio dei due - diciott'anni circa - entra in scena dimenandosi al ritmo della musica. Ha lo sguardo assente, estasiato e incede, oltre che dimenandosi, ritmando il tempo con lo schiocco delle dita. Senza parlare attraversa la scena ed entra nel cucinino. I genitori, dopo aver comicamente sobbalzato all'inizio del frastuono, seguono increduli con lo sguardo l'andirivieni e le movenze del ragazzo. (Dal cucinino la musica si attenua)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (esterrefatto, alla moglie) "E chi o l'√®a quello l√†"... No!.. No dimme co l'√® mae figgio.. me ref√Ľo!"

ROSETTA¬†¬†¬†¬†¬† :- (cercando di sorvolare) "E chi o l'√® se no?.. A-o Giovanni ghe pi√§xe a m√Ľxica moderna..a no l'√® 'na novitae..Ti gh'√® accatt√≤u finn-a di dischi ti"

LUIGIN           :- "O me pàiva 'n'orangotàn in çerca de banann-e" (Si rialza il tono della musica)

GIOVANNI     :- (esce dal cucinino per avviarsi alle stanze, sempre agitandosi ritmicamente e mordendo un panino imbottito)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) "Salve eh, bello zoveno.. Comme mai da 'ste parti.. semmo andaeti in camb√Ľsa a f√† rifornimento?"(si abbassa il tono della musica)

GIOVANNI     :- (senza degnare di uno sguardo il padre, fa cenno con il pollice e l'indice ad uno <O> a significare <Okey> e sempre dimenandosi, esce dalla scena)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (imita il gesto del figlio con ostentazione) "Okej baby" (alla moglie) "Aggiornite Rosetta.. t'hae visto comme se sal√Ľtta √≤ua?"

ROSETTA¬†¬†¬†¬† :- (sorridendo) "T'√® proppio t√Ľtto da r√¨e"

GIOVANNI    :- (rientra ancora in scena con il forte suono della musica, sempre agitandosi. Va in cucinino seguito dallo sguardo comico del padre. Ne esce quasi subito con un bicchiere o una lattina in mano e sorseggia)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (mentre si attenua il suono) ¬†"Sc√Ľsa se te interrompo o ritmo ma.. no se √Ľsa ci√Ľ mangi√† insemme a t√≤a comme in te famigge che se rispettan?"

GIOVANNI     :- "Devo studiare"

LUIGIN           :- "Con quello bordello de là?"

GIOVANNI     :- "Quello non è chiasso.. è musica"

LUIGIN           :- "Musica?"

GIOVANNI     :- "Musica giovane" (guarda con aria di sufficienza i genitori)

LUIGIN           :- (alla moglie) "Musica giovane?.. E cose veu dì?"

ROSETTA      :- (imbarazzata e cercando di aiutare il figlio) "Eh.. i tempi son cangiae. An- cheu i zoveni gh'han i complessi ROK.. POP, PUNK..(leggi pank)"

LUIGIN          :- (intervenendo)"PUNK " (leggi punk)

ROSETTA     :- (proseguendo) "..e noiätri semmo arrestae inderé"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (rimuginando)"Musica giovane? Se ti dae a mente √§ televix√≤n quando fan da reclamme, no ti senti √§tro che: moda giovane, vesti giovane, la moto giovane, la bibita giovane.. e pe' noi√§tri?.. N'han z√† cacci√īu in ta r√Ľmenta?"

GIOVANNI     :- (uscendo di scena)"Eh.. voi vecchi non potete capirci" (esce)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ¬†"'m√¨a bezugo..che v√ęgio l'√® chi meue" (la musica cala fino a scomparire)

ROSETTA¬†¬†¬†¬†¬† :- "E no te a piggi√†. Pe' i zoveni quelli ch'han ci√Ļ de trent'anni son z√† v√ęgi"

LUIGIN           :- "E dàgghela!"

ROSETTA      :- "Pe' forza.. a pubblicitae a s'innandia verso i zoveni.. son loiätri che accattan"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E semmo noi√§tri che tiemo feua e palanche" (DALLE STANZE SI SENTE ARRIVARE LA MUSICA AD ALTO VOLUME) "Giovanni! Asmorta 'n po' quell'arneize.. armeno che se posse l√ęze o giornale in paxe" (il volume si attenua e scompare. Riprende il giornale e legge)"Oh, berett√¨n da neutte.. Vegne a testa comme 'n ball√≤n"

ROSETTA      :- (si alza, va a riporre le tazzine ed il resto in cucinino)

GIOVANNI     :- (rientra in scena e si avvia ad accendere la televisione. Luigin lo blocca)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) "T'hae za fin√ģo de studi√†?.. Studi giovane?"

GIOVANNI      :- "Faccio un po' di relax.. In TV c'è un programma della serie spaziale <Star Trek.. l'incredibile giustiziere dello spazio>"

LUIGIN         :- (lo guarda con commiserazione) "Mooolto istruttivi.. ti veu mette? Con quelli programmi lì ti peu sta tranquillo che, fra quarche anno ti diventiae..GIOVANNI! L'incredibile cretinetti dell'ospizio!"

GIOVANNI     :- (alza una mano come a dire che il padre rompe) "Ma come la fai grossa"

ROSETTA      :- (rientra dal cucinino con un panno per nettare il tavolo; rivolgendosi al figlio)"Accendi il televisore piccolo di là e tieni basso il volume per piacere.. Ma dopo, vai a studiare, capito?"        

GIOVANNI    :- (si alza per ubbidire)                    

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†:- (blocca il ragazzo agguantandolo per un braccio)"Sc√Ľsa sae? No l'√® pe' fa o basti√†n contr√§io; ma no saieiva m√ęgio and√† primma a studi√† e poi, semmai, ammi√Ęse quelli belli programmi? Prima il dovere e poi il piacere"

GIOVANNI      :- (sbuffa, si avvia al cucino)"Ma come rompi!" (chiude la porta)

SCENA III

(Luigin - Rosetta)

LUIGIN           :- (c'è rimasto male)"T'hae accapìo?" (pausa)"E ti, ti no dixi ninte" (pas-

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† seggia nervoso)"Se ti ghe dai rax√≤n t'√® √Ľn braghe molle, se ti ghe dae torto, non capisci i giovani...se no t'hae o giacc√≤n de pelle t'√® √Ľn meschi- netto.. se no t'hae o motor√¨n, naturalmente giovane, t'√® un scemell√†n e se no ti beivi 'na bibita con tanto gi√†sso da fate vegn√¨ 'na congesti√īn, no t'√® moderno.. Ma noiatri eivimo proppio cosc√¨ abertoellae? E p√Ľre me p√† de ricord√† che manco tanto tempo fa eivimo zoeni anche noi√§tri.." (guarda la moglie)"..o semmo nasci√Ľi z√† v√ęgi?"

ROSETTA¬†¬†¬†¬†¬† :- "I tempi cangian troppo de sprescia rispetto ai anni passae. No se fa in tempo a inquadrase in te 'na neuva mentalitae che s√Ľbito a l'√® s√Ľper√†"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Mah.. sai√†.. Per√≤ quande mae moae, ca no l'ha st√Ľdi√≤ p√© ninte, a me regiava √Ľn lerf√≤n, mi me o tegnivo e stavo sitto.. e p√Ľre l'ho sempre rispett√† e gh'ho vosci√Ľo sempre ben" (ricordando)"Oa accapiscio i sacrifizi ca l'ha faeto pe' famme st√Ľdi√†"

ROSETTA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Foscia l'√® pe' questo che ai nostri figgi ghe demmo √Ľn po' ci√Ľ vinte.. pe no fagghe f√† di sacrifizi anche a loi√§tri"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "√õn po' de sacrifizi per√≤ ghe faieivan ci√Ľ ben che m√Ę"

ROSETTA     :- "O Giovanni però o l'è un bravo figgeu"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No diggo m√Įga de no.. ma se mi¬† avesse d√Įto a mae mamm√† <ma come rompi>, a te m'avieiva regi√≤ √Ľn lerf√≤n che no m'avvieivan attrov√≤u manco ci√Ľ a l'anagrafe" (DALLA TV DEL CUCININO SI SENTE IMPROVVISAMENTE UN URLO AGGHIACCIANTE SEGUITO DA UNA SPARATORIA. LUIGI HA UN SOBBALZO E ROSETTA, SPAVENTATA, SI PORTA LA MANO ALLA GOLA)

LUIGIN          :- (con ironica rassegnazione)"L'han criccòu!"

ROSETTA     :- (apprensiva, apre la porta del cucinino)  "Ma Giovanni, ci fai spaventare!"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"Ci fai prendere dei 'res√Ęti'"

ROSETTA¬†¬†¬† :- (richiude la porta e il frastuono smette; poi, al marito)"Bezeugna accap√ģlo..

o l'è sempre solo.. o no l'ha de amixi e manco amighe.."

LUIGIN         :- "Mi a seu etae.. e amighe ghe l'aveivo.." (cingendo col braccio la moglie)

                        "E se o l'è proppio solo.. demmoghe 'n fraè"

ROSETTA     :- (scrollandosi di dosso il braccio del marito)"Ma ti t'è bello matto. Fallo tì"

LUIGIN          :- "Guagneiva o premmio da reginn-a Vittöia"

ROSETTA¬†¬†¬† :- "Me sa che t'aggi bev√Ľo"

LUIGIN         :- "O l'è o caffè.. mi ha tirato su"

ROSETTA    :- (apre la porta del cucinino)"Giovanni, sarà ora che tu vada a studiare"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No arrunsalo.. manaman o te piggia in parolla..Va z√† ben che ancheu femmo t√Ľtti st√Ľdi√† i figgi, cosc√¨ ri√ęscian m√ęgio, 'na votta diplomae o laure√®, a fa i disoccupae" (siede)

ROSETTA¬†¬†¬† :- "Ma dimme √Ľn po'.. t'hae miga rattell√≤u in scagno con quarche f√§detta che ti te a piggi con mi?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "F√§detta? E chi porta a f√§detta ancheu?.. C'√® la moda giovane.. l'unisex.. ci scambiamo le braghe.."(ironico)".. anche se gh'√® quarchedun co se scan - gia e f√§dette.." (alludendo) .."quelli che.. eh?.. E poi mi, no ho rattell√≤u con nisci√Ľn"

ROSETTA¬†¬†¬†¬† :- "Ben mia.. vaddo a accatt√† quarc√∂sa in b√Ľttega; stas√©ia vegne o Lisciandro con a Vittorinn-a"

LUIGIN          :- "Quelli xattae lì" (gesto di sopportazione)"Ma cöse ghe vegnan a fa de longo chi?"

ROSETTA¬†¬†¬† :- "E vegnan pe' sta un po' in compagnia. A Vittorinn-a ghe piaxe tanto o nostro salottin..Ti o sae che ghe son streiti in casa. √Ą Stefania ghe devan fa o letto in te l'intrata a s√©ia e in te quello moddo no peuan ri√ßeive gente"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E no l'√® corpa mae.. no posso m√Įga d√Įghe ca vegne ch√¨ a dorm√¨ c√∂ Giovanni"

ROSETTA     :- "Ma cöse ti dixi, bravo"

LUIGIN          :- (sornione)"Do resto han a stessa etae"

ROSETTA    :- (sgridandolo)"Ma son sempre di figgeu..e poi no son descorsci da fäse"

                        (pausa)"Va ben, mia.. vaddo chì de sòtta se no me seran" (esce all'esterno)

LUIGIN         :- (sull'uscio)"Piggia anche i pastissìn ch'an o bocchìn delicòu"

SCENA IV

(Luigin - Giovanni)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sulla soglia del cucinino, al figlio)"Ti n'hae ancon guaei de quella r√∂ba l√¨.. T'hae da st√Ľdi√†-a!"

GIOVANNI  :- (dall'interno, con malagrazia) "E ora.. Uffa!"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (scrolla il capo e poi va allo scaffale, o scrivania, prende un registro ed inizia a fare dei conti) "Ammiemose √Ľn po' i conti do sc√†gno"

GIOVANNI  :- (rientra e sbatte alcuni libri sul tavolo, accanto al padre assorto nei conti e gli si siede vicino)

LUIGIN       :- (ha un sobbalzo e guarda severo il figlio)

GIOVANNI  :- "Pà, mi aiuti?.. Così mi sbrigo prima"

LUIGIN       :- "E no ti poeivi commençà primma invece de ammiate quelle belinate a televixòn?" (pausa)"Che ti i fassi da solo.." (ironico) "Fatteli fa da tu moae che.. in quante a conti.."

GIOVANNI¬† :-"Ma per te che sei ragioniere √® pi√Ļ facile"

LUIGIN       :- "Mia, no striscià a verdinn-a"

GIOVANNI  :- "Cos'è?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "O no l'√® 'n complesso rok, o l'√® √Ľn zeugo de carte"

GIOVANNI   :- (alludendo agli esercizi)"Si tratta della partita doppia"

LUIGIN         :- (distratto dai suoi conti)"No, si tratta del tressette"

GIOVANNI    :- "Intendevo dire gli esercizi che devo fare.. io ne vengo dal classico e la ragioneria non mi entra in testa"

LUIGIN         :- (spazientito)"Ti polivi çercate 'n'ätra facoltae!"

GIOVANNI    :- "Il fatto è.. che la partita doppia non l'ho ancora capita bene"

LUIGIN          :- "E te lascio dì.. mia basta che no ti ghe metti che se tratta della partita <Genoa-Sampdoria> e <Sampdoria-Genoa>" (fa il gesto di andata e ritorno

                         sottolineandolo con la parola) ".. andata e ritorno ..partita doppia.. "

GIOVANNI    :- "Ho capito; non lo sai fare"

LUIGIN         :- (ironico)"E vorrià di che me bocciàn.. no me presentiòu ai TEU e   sammi"

GIOVANNI    :- (che non disarma)"Se mai c'è n'è un altro di matematica finanziaria.. lo facciamo?"

LUIGIN          :- "Lo facciamo?.. FAI!"

SCENA V

(Luigin - Giovanni - Rosetta)

ROSETTA   :- (entra)"Ecco faeto" (posa la borsa o il sacchetto di plastica, con la mercanzia e si toglie la giacca o rebecca che appende all'attaccapanni)

LUGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (alla moglie) ¬†"Mia che TEU fuggio o no sa fa manco i compiti da terza media.. √§tro che esammi a l'√Ľniverscitae.."

ROSETTA   :- (prendendo la borsa che aveva posato ed avviandosi al cucinino)" E ti che t'è ragioniere ti porriesci daghe 'na man"

GIOVANNI   :- (muove le mani come a dire che <non fa una grinza>ciò che dice la madre)

LUIGIN        :- "Stesse parolle seu.. stessa scheua!"

ROSETTA   :- "Intanto mi preparo a çenn-a" (entra in cucinino)

LUIGIN        :- (grattandosi la nuca)"E coscì.. cäo Luigin.. t'han brazòu!"

GIOVANNI  :- "Allora papà?"

LUIGIN       :- (rassegnato, si appresta ad aiutare il figlio allontanando da sé il suo registro.

                      Suonano alla porta. Soddisfatto dell'interruzione va ad aprire: è Texo)

SCENA VI

(Luigin - Rosetta - Giovanni - T√ęxo)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (vicina di pianerottolo. Sulla sessantina o poco pi√Ļ) "Scusa Luigin se te desturbo a quest'√∂a.."(entra)

GIOVANNI :- (allarga le braccia significando che non ci voleva questa interruzione)

LUIGI¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma che dest√Ľrbo" (guarda sornione il figlio)"..anzi.. Ma vegn√¨ avanti, Texo, accomodaeve"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No me funzionn-a a l√Ľxe.. sai√† sat√≤u 'na varvola.. mi no me n'accapiscio; ti porriesci dagghe 'n'euggi√† pe' piax√©i?.. Te fai√≤ l√Ľmme con 'na cand√©ja"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (soddisfatto)"Ma senz'√§tro.. no se peu sta senza l√Ľxe.."(guarda il figlio imbronciato ed allarga le braccia a significare..<ci vuole pazienza>)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Combinazi√≤n staseia √§ televix√≤n ghe a novantexima puntata de: <Cuore appassito> e no vorrieiva perdila"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "Eh, accapiscio.. a l'√® quella telenovela ca d√Ľa finn-a a-otreimilla e s'accapisce che senza corrente elettrica no se peu veddila.. tanto ci√Ļ che televixo√¨n che van a legna no l'ha ancon inventae" (versa la moglie in cucina)"Rosetta!"

ROSETTA¬†¬† :- (rientra in scena asciugandosi le mani nel grembiulino)¬†"Scusae T√ęxo.. son appreuvo a prepar√† a √ßenn-a"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No me funzionn-a a l√Ľxe e cosc√¨ son vegn√Ľa a vedde se o Luigin, gentilmente, o me ghe d√† 'n'euggi√†"

LUIGIN        :- (al figlio) "Me sa tanto che ti te devi arrangià da solo"(si affretta intanto ad aprire la porta sul pianerottolo)

ROSETTA¬†¬† :- "(al marito) "T√Ľtte e sc√Ľse son bonn-e.. vanni, vanni.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (uscendo con Luigin) "Bon appetitto" (escono)

ROSETTA   :- (al figlio)"Perché non telefoni alla Stefania? Lei è brava in questa materia"

GIOVANNI   :- "Hai ragione, farò così" (si alza raccogliendo le proprie cose) "Telefono dallo studio di papà"

ROSETTA   :- "Mi raccomando, sbrigati"

GIOVANNI  :- "Farò presto" (esce)

ROSETTA    :-  (sta per andare in cucina quando suonano alla porta, va ad aprire brontolando)

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† "Ghe f√Įsse 'na votta ch'o se porte e ciavi appreuvo" (apre, entra Luigin)

 

SCENA VII

(Rosetta - Luigin - Giovanni)

ROSETTA :- "Z√† fin√ģo? Se o saveivo te lasciavo l'esercizio do figgieu da fa"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ah,¬† ma mi no m'offendo m√Įga.. e oa dovve o l'√®?"

ROSETTA :- "In to teu st√Ľddio"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "..se no l'√©a pe' a T√ęxo.."

ROSETTA  :- (ironica) "E s'accapisce"

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- "A l√Ľxe a funzionn-a ma a televix√≤n a l'ha di guai pe' conto seu e mi no me 'n 'accapiscio.." (pausa) "Ma, no se mangia?"

ROSETTA :-"T'√® arriv√īu con a spr√©scia?..Aggi√Ľttime armeno a mette t√∂a"(va in cucino)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (prende dalla credenza l'occorrente)¬†"Chi, se no fasso tutto m√¨ no se mangia" (intanto che apparecchia continua a parlare con la moglie) "Che brava donna¬† a T√ęxo.. A m'ha visto cresce in questa casa, comme ti sae.¬† Creddo che tra l√© e o barba Baciccia ghe f√Įse do t√®neo a quelli tempi.. primma da guaera"

ROSETTA   :- (dal cucinino, fra il rumore delle pentole) "Lascilo là in America dovve o l'è"

LUIGIN        :- (sempre apprestando il tavolo con piatti, oliera, posate, bottiglie ecc.) "Chis-

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† sa poi perch√© no n'han faeto ci√Ľ ninte"

ROSETTA   :- (entra con i piatti)"Assettite che l'è pronto"

LUIGIN        :- (ad alta voce) "GIOAN.. l'è pronto"

ROSETTA   :- (riprendendolo, seccata)"O l'è Giovanni e no Gioàn"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "N'ho m√Įga d√Įto 'na parol√†ssa"

ROSETTA  :- "Lé o parla italiàn e o seu nomme o l'è Giovanni"

GIOVANNI  :- (entra rapido e prende subito posto a tavola)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con ironia)"Giovanni.. Non te le lavi le manine?.." (redarguendolo)"E vattele a lav√†.. s√Ľcido!"

GIOVANNI  :- (si alza con un gesto di stizza e va)

ROSETTA  :- (al marito)"Che mainea da paisàn!"

LUIGIN       :- (severo)"T'òu duggio mi quello lì.. tsè.. italiano.."

GIOVANNI :- (rientra scuro in volto e prende posto a tavola)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Che lavata sprint!" (sarcastico, al figlio)"Buon appetito caro"(alla moglie) "Ghe l'ho d√Įto in italian"

GIOVANNI  :- (serio)"Buon appetito"

ROSETTA   :- "Grazie, altrettanto" (cenano) "Da chi a 'n'oétta vegne a Vittorinn-a"

LUIGIN        :- "Speremmo ch'aggian çennòu"

GIOVANNI   :- "Viene anche la Stefania?"

ROSETTA   :- "Non credo; non l'hanno detto"

GIOVANNI   :- "Avrà da studiare anche lei"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Me p√† che a Vittorinn-a quande a vegne ch√¨ a cui√ľse 'n po' troppo in g√ģo" (SUONANO ALLA PORTA)

ROSETTA  :- "E chi gh'è a quest'òa?.. No creddo che a Vittorinn-a.."

LUIGIN       :- (scherzando)"E saiàn i carabinè"

GIOVANNI  :- (si alza e va ad aprire. Vede sull'uscio due carabinieri; un maresciallo ed un graduato) "PAPA'!" (li addita e scoppia a ridere strusciandosi contro il muro e tenendosi il ventre)

SCENA VIII

(Luigin - Rosetta - Giovanni - Maresciallo - Carabiniere)

LUIGIN       :- (vedendoli gli va il boccone per traverso. Si alza e si netta col tovagliolo)"I.. i

                      carabiné?"

MARESC:  :- "Possiamo entrare?"

ROSETTA :- (si alza a sua volta, preoccupata, senza profferir parola)

LUIGIN      :- "Prego ma.. pé cose.."

MARESC. :- "Abita qui un certo CEVASCO GIO BATTA?"

ROSETTA:- (seccata)"No" Qui abita Cevasco Luigi"

CARABIN. :- (con accento siciliano)"Questo però è il suo recapito"

LUIGIN      :- "O l'è.. mae barba.. mio zio. Ma lui è in America da quando è finita la guerra"

MARESC. :- "Sappiamo naturalmente che è in America, anche se non ha regolarmente formalizzato il suo espatrio..Comunque non è per questo che siamo venuti"

LUIGIN     :- (con apprensione) "E allora, perché?.. Cose o l'ha faeto?"

ROSETTA:- "E' in California, ha un ristorante e di tanto in tanto, ci scrive" (pausa) "Ma noiätri cose gh'intremmo?"

MARESC. :- "E' solo una formalità burocratica.. una vecchia pratica da sistemare.. da verificare insomma"

CARABIN. : - "Se vi giungesse qualche notizia.. se rientrasse in Italia.."

ROSETTA :- (interrompendo soprappensiero)"Gh'ammanchieiva ätro.."

MARESC:- :- "Nel caso ditegli che si rivolga alla stazione dei carabinieri della vostra zona, da me.. dal maresciallo Caputo"

LUIGIN       :- "Capito"

MARESC. :- "No: Caputo!"

LUIGIN      :- "Capito; Caputo"

MARESC. :- "Desidero sistemare tutte le pratiche che da anni sono in sospeso e fra queste ce n'è una appunto, che riguarda Cevasco Gio Batta"

CARABIN. : - "Siamo intesi, ah?"

MARESC. :- "Scusate del disturbo e dell'ora. Purtroppo noi, non abbiamo mai un orario" (salutano accompagnati alla porta da Giovanni)

LUIGIN       :- (pensieroso)  "Staeve ben"

SCENA IX

(Giovanni - Rosetta - Luigin)

GIOVANNI:- (corre a sedersi a tavola per continuare a cenare)

 ROSETTA   :- (a Luigin mentre siedono a tavola) "Comme ti faxeivi a savei ch'éan i carabiné?"

LUIGIN           :- "Mi? E comme t'eu che o savesse?"

ROSETTA      :- "T'hae dito: <saiàn i carabiné> e.."

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (interrompendo)"Ma o l'√® staeto un c√§xo.. l'ho d√Įto tanto pe' r√ģe"

ROSETTA      :- "Mah.. saià.." (pausa e respingendo via il piatto) "Intanto m'è passòu a   cuae de mangià"

LUIGIN           :- "A mi no!" (riprende a cenare)

GIOVANNI      :- (fantasticando)"Avrà ammazzato qualcuno in America.."(misterioso)       "cosa nostra.. e lo sceriffo lo starà inseguendo"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (scocciato)"Sc√¨, a cavallo de 'n ratto pern√Ľgo.. Ma no di scemm√†ie e mangia.. sceriffo!"

ROSETTA     :- "Giovanni smettila per piacere.. ho già i miei pensieri.."

GIOVANNI     :- (rincarando la dose)"Sarà nel traffico della droga"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (gettando in malo modo il tovagliolo e rivolgendosi seccato al figlio) "Te l'ho d√Įto mi.. a ti t'arrovinn-a a televix√≤n e sc√¨ che no t'√® ci√Ľ √Ľn figgeu"

GIOVANNI    :- (prende il piatto e si alza)"Ho capito.. vado di là a studiare"

LUIGIN         :- (salace)"Cö piäto?!"

GIOVANNI  :- "E anche col bicchiere" (prende il bicchiere ed scese alla sinistra)

ROSETTA    :-(guarda l'orologio)"Oeii, fra poco vegnan quelli duì là" (si alza da tavola)"Intanto commençemmo a levà töa"

LUIGIN         :- "Ma.. no se mangia ätro?.. Mi ho ancòn famme"

ROSETTA¬†¬†¬† :- (levando i piatti o altro) "No. Ancheu pi√§to √Ľnico. Emmo z√† perso do tempo con i carabin√©"

LUIGIN        :- (si alza a sua volta ed aiuta la moglie)"Scì.. l'è megio.. manaman se ne veddan a töa son boìn de fäne compagnia"

ROSETTA   :- "No avei anscietae.. vegnan doppo çenn-a. N'accapiscio perché ti te a piggi tanto cäda"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No me a piggio n√© c√§da n√© freida.. d√Įggo solo che son di xattae" (continua ad aiutare la moglie, a levare il tutto da tavolo in modo disordinato, continuando la conversazione)".. sai√†n anche de brave personn-e.." (con gli

                       occhi al cielo) ".. timorae.." (cambiando tono, ironico)"Han 'na lengua comme i camaleonti.. ma.. son brave personn-e, s'intende"

GIOVANNI   :- (appare sull'uscio col piatto , che posa sul tavolo e con sottile ironia)"Pà.. alla TV c'è: "Operazione antidroga".. ci sarà lo zio Baciccia"

ROSETTA   :- (adirata)"Smettila.. Vai a studiare!"

GIOVANNI   :- "Ma dài, che scherzo" (si ritira)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ti t'√® m√Įga sbagli√† che ti l'hae mandou a st√Ľdi√†'?"

ROSETTA   :- "Mi no accapiscio a chi o l'assomegge TEU FIGGIO"(prosegue a nettare il tavolo, a rimettervi sul il tappeto, posacenere, ecc.)

LUIGIN       :- "Ma dimme un po'.. perché quande o fa o pelandròn o l'è MAE FIGGIO e quande o l'è queto o l'è TEU FIGGIO?"

ROSETTA :- "O l'ha piuggi√≤u da teu razza.. d√§ mae no de seg√Ľo"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma s'accapisce.. t√Ľtti stinchi de santi i teu.. a commen√ß√† da¬† teu c√ľxo o Dria" (si gratta significativamente un orecchio facendo movenze femminili)

ROSETTA :- "O l'assomeggià a teu barba, l'AMERICANO!"

LUIGIN      :- (fa il gesto di rimestare)"Ti gh'è giòu tanto che.. ZAC, a monnà ti l'è tià.. ti basta che ti mogogni e ti te realizzi" (pausa) "Approfitta de mogognà perché se a va avanti coscì mettan a tàscia anche in sciò mogogno e.. semmo belli che arroinae"

ROSETTA :- "Mia, cangemmo discorso"

LUIGIN      :- "Ecco, brava. Commençemmo a fà a pratica in sciò caro-mogogno"

                       (SUONANO ALLA PORTA)

 

SCENA X

(Rosetta - Luigin - Vittorinn-a - Lisciandro)

LUIGIN       :- (ironico)"Arrivan i nostri" (va ad aprire. Entrano Vittorinn-a e Lisciandro)

LISCIANDRO:- (sui quarant'anni circa. Occhiali da miope, giacca scura sotto il soprabito o impermeabile)"Bonn-a séia"

ROSETTA  :- "Ciao Vittorinn-a e.. a Stefania?"

VITTORINN-A:- (di poco pi√Ļ giovane del marito, anch'essa vestita di scuro) "Ciao Rosetta" (pausa)"A l'√® appreuvo a studi√†" (si tolgono soprabito e giacchetta che Lugin appende al porta-abiti)

LISCIANDRO:- (che oltre ad essere miope e anche un po' sprovveduto)"Anche o Giovanni o l'ha i esammi, eh?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- Eh, sc√¨.. o l'√® de de l√† co st√Ľdia.. con e cffie in sci√® oege.. C√∂se o l'accapi√† mai o sa solo l√©.. ma, assettaeve" (accenna con ironia al divano)

                      "A-o vostro solito posto" (eseguono)

LISCIANDRO:- (siede sul bracciolo e aiutato dalla moglie scivola come sul  toboga sul divano)

VITTORINN-A:- (comportamento da santarellina, è mesta in viso come il marito) "E allòa

                        a voiätri comme a va?"

ROSETTA    :- "Comme a- solito"

LUGIN          :- (in piedi, squadrandoli con ironia) "Ma che facce allegre!"

ROSETTA¬†¬†¬† :- "Ve fasso √Ľn caff√®?"

LUIGIN         :- (subitaneo)"Ma te pan domande da fa?"

VITTORINN-A:- (che non ha capito l'antifona)"Sempre gentile o Luigin. Ma, veramente, PRIMMA DE MANGIA'  o me levieiva l'appetitto"

LUIGIN       :- (ha uno scatto incontrollato e, sottovoce, alla moglie) "E te l'ho dito mì!"

VITTORIN.:- (notando l'atteggiamento di Luigi"Pe' quante però o me segge zà passòu"

ROSETTA  :- "Ei ancòn da çennà?"

LISCIANDRO:- "Eh, scì.. Emmo faeto tardi perché semmo andaeti da l'avvocato"

ROSETTA  :- (stupita) "Da l'avvocato?"

LUIGIN       :- (ironico) "Ve separae?.. A Vittorinn-a a s'è faeta l'amigo?"

VITTORINN-A:-(offesa) "Mi de quelle cose lì no ne fasso: l'è peccòu!"

LUGIN        :- "Peccòu.. pe' l'ätro.." (poi, prevenendo la reazione dei due) "Scherzo, scherzo.. t'ou sae che me piaxe scherzà"

LISCIANDRO:- (che tra l'atro ogni tanto balbetta)"Son scherzi che.. che no me piaxan guaei.. A Vittorinn-a a l'√® t√Ľtta ca-casa e G√ęxa..¬† A no l'ha di grilli pe' a testa" ¬†(guarda la moglie cercando conferma)

VITTORINN-A:- (accenna che s√¨, naturalmente √® cos√¨) "Semmo andaeti da l'avvocato perch√© o padr√≤n de casa o n'ha daeto o sfratto.."(col magone)"doppo ci√Ľ de vint'anni.."

ROSETTA   :- "Oh.. comme me despiaxe Vittorinn-a" (le va accanto) "Ma comme mai o v'ha daeto o sfratto?"

LISCIANDRO:- "Eh..o.. o dixe che se sposa seu figgetta..  se sposa"

LUIGIN         :- "Ûn momento; pé quante ne so mi o l'ha 'na figgia ca se doveiva zà sposà vint'anni fa"

VITTORINN-A: "E a l'è sempre quella"

LUIGIN       :- "Baccere! Comme figgetta a l'è un po' stagionà"

VITTORINN-A:- (con aria da vittima)"Se o Segno o ghe tocchesse o cheu"

LUIGIN      :- (malizioso)"E gh'avian toccou.. quarcosa d'ätro ä promissa"

ROSETTA :- "Ma Luigin!"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "√õn po' de coraggio.. a l'√® br√Ľtta comme 'n res√§to"

VITTORINN-A:- "No semmo dovve and√†.. no s'attreuva fa√ßilmente un sc√ģto libero in affitto"

ROSETTA¬† :- (rincuorandola)"Faeve coraggio. Spero proppio che t√Ľtto s'accomodde"

LUIGIN       :- "Peu anche dase che a sposinn-a a s'attreuve  de neuvo.. sedotta e ab - bandonata.. son vint'anni ca ghe tenta"

ROSETTA¬† :- "Ei prov√≤u a digghe che ghe daiesci de ci√Ľ?"

LISCIANDRO:- "A-a l'√® a primma co-c√∂sa ch'emmo faeto.. anche se p√© noi√§tri saieva staeto un sacrifizio nevvea; ma o veu o sc√ģto libero e basta.. no ghe-ghe ninte da fa!"

VITTORINN-A :- "Beati voiätri che no éi de 'sti problemi" (un po' malignetta)"Sei in casa de vostro barba e.."

LISCIANDRO:- (interrompendo)"E lè o l'è in America" (guardando malignamente Luigin)

                       "A meno che o no decidde de ritornà!"

LUIGIN         :- (comicamente si tocca.. ferro.. fa le corna) "Ma che brava personn-a che t'è, Lisciandro"

ROSETTA    :- "Ma s'ei ancon da mangià ve fasso quarcösa ä spedìa"

VITTORINN-A:- (titubante)"Ehm.. no, grazie Rosetta, saieiva troppo dest√Ľrbo"

ROSETTA¬† :- "Ma che dest√Ľrbo.. v√®a Luigin?" (le da una gomitata)

LUIGIN       :- "Ahia!"

ROSETTA  :- "Anche o Luigin o l'insciste.. Vea Luigin che ti inscisti?"

LUIGIN       :- "Eh?.. Ah, scì.. inscisto primma che.."(fa cenno alla moglie della gomitata)

VITTORINN-A:- "Ho sempre d√Įto m√¨ che sei da brava gente.. Spero proppio che no v'accapite comme a noi√§tri"

LUIGIN      :- "E dagghela!"

ROSETTA :- "Ma mi me auguro proppio de no. Emmo z√† speiso tante palanche p√© rimettila a neuvo" (guarda l'ambiente) "Palanche che avieva dov√Ľo spende o padron de casa!"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "E comme no; ti veddi Lisciandro.. noi√§tri in te questa casa ghe stemmo z√† a gratis per√≤.." (salace)"..se o padr√≤n de casa, cio√® mae barba, o ne fesse anche o rimborso, no saieiva m√Įga m√†, te p√†?"

LISCIANDRO:- (ingelosito della buona situazione di Luigin)"Be-beato tì che t'hae cuae de scherzà"

ROSETTA   :- "Intanto e palanche l'emmo speize"

LUIGIN        :- (con sarcasmo) "E scì, e magara o barba o ne manda a dì che o ritorna perché.. perché vuole convolare a giuste nozze" (pausa) "Ormai o l'ha sett'antanni seunnae e lé o stà ben in America dovv'o l'è.. o saià pìn de dollari, miga de bura comme noiätri..  Rosetta.. poemmo ciammàse affortunae con i tempi che cöran.."

VITTORINN-A:- "E mi diggo proppio de scì" (con aria affatto convincente)"Son contenta pe' voiätri" (SUONANO ALLA PORTA)

ROSETTA   :- (avviandosi ad aprire)"E oa chi gh'è?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico)"E sai√† o barba Baciccia co d√Įxe co l'arria" (avviandosi alla porta) "Chi l'√®?"

SCENA XI

(Rosetta - Luigin- Lisciandro - Vittorinn-a - Postino)

POSTINO    :- (da fuori) "Telegramma!"

LUIGIN        :- (apre ed entra un fattorino)

POSTINO   :- (entra) "Buona sera.. o sciò Cevasco Luigi?"

LUIGIN       :- (si avvicina un po' stupito)"Son mì"

POSTINO   :- Telegramma" (porge un piccolo registro, la penna o lo invita a firmare) "Scià firme chi pe' piaxei""

ROSETTA :- (intanto che il marito firma il registro) "√õn telegramma?"

POSTINO :- "Da l'America, scignöa"

LUIGIN     :- (apre il telegramma sotto lo sguardo curioso di tutti)

ROSETTA:- (con noncuranza)"Sai√† m√Įga s√Ľccessa 'na desgrassia a teu barba?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (salace) "No √ęse cosc√¨ addolor√†.. famme l√ęze primma"

POSTINO  :-  (attende la mancia e non si muove)

ROSETTA:- (sottovoce al marito)"Dagghe a mancia"

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- (al postino)"Sei pag√≤u pe' fa o fatt√Ľrin?"

POSTINO :- "E gh'ammanchieva ancòn che no me paghessan"

LUIGIN     :- "Alloa.. se permettei.. saero a porta se donca me scappa o gatto"

LISCIANDRO:- (sorpreso, a Vittorinn-a)"O gatto?.. No l'ho mai visto"

LUIGIN     :- (chiude l'uscio e dà una sbirciata al telegramma)

ROSETTA:- "Spilorcio: Perché no ti gh'è daeto a mancia?"

LUIGIN     :- "Saieiva staeto <corruzione di pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni>" (finisce di leggere il telegramma poi, in silenzio, lo passa alla moglie)

ROSETTA :- (Legge a sua volta mentre Vittorinn-a e Lisciandro, cercano di allungare il collo per vedere. Rosetta, sconsolata, si siede)"Oh, no!"

VITTORINN-A:- (melliflua)"Quarche.. desgrassia?"

ROSETTA¬† :- "P√ęzo!"

LISCIANDRO:- "Ma.. co-cöse l'è sccesso?"

LUIGIN       :- (cercando di minimizzare, fa l'indifferente) "Ma ninte.. ninte de particolare..

                      ARRÎA O BARBA BACICCIA!"

VITTORINN-A:- (cattivella)"E.. o veu o sc√ģto?"

ROSETTA   :- (seccata)"Spero de no! Dove andiescimo noiätri?"

LISCIANDRO :- (pronto) "DA L'AVVOCATO!" (dà un'occhiata espressiva alla moglie)

ROSETTA   :- "E gh'ammanchieiva anche questa"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sconsolato)"O l'avi√† nostalg√Įa de Zena"

ROSETTA¬†¬† :- (nervosa) "Ti, sai√† m√ęgio che no ti fassi ci de previxo√¨n. Primma t'hae dito: <saian i carabin√©> e son arrivae i carabin√©.."

LISC. E VITT.:- (interrompendo e guardandosi)"I carabiné?"

ROSETTA¬† :- "Sc√¨.. i carabin√©.." (continuando) "..Poi t'hae dito: <sai√† o barba Baciccia co d√Įxe co l'arr√ģa> e ti gh'haedaeto torna cianta a-o posto: o telegramma!.. No d√¨ ci√Ľ ninte" (passeggia nervosa)

LISCIANDRO:- "Ti po-porriesci fa o ca-cartomante. Ti guagniesci de belle palanche"

LUIGIN       :- "Ma famme o piaxei.. cartomante.. Son staete de combinazioin"

ROSETTA  :- "Mah! Chi o sa!"

LUIGIN       :- (ironico)"E vorrià di che m'attappiò a bocca"

VITTORINN-A:- (insinuante) "E cosc√¨, doppo ci√Ľ de quarant'anni arriva teu barba Baciccia da l'America"

LUIGIN      :- (salace)"No date despiaxei Vittorinn-a.. S'o l'éa in França o saieiva arrivòu da França"

VITTORINN-A :- "Ve auguro co no l'agge bezeugno do sc√ģto.. v'attroviesci in ta nostra situazi√≤n"

LUIGIN       :- (sottovoce, facendo le corna)"E a ridagghela!" (SUONANO ALLA PORTA)

SCENA XII

(Luigin - Rosetta - Vittorinn-a - Lisciandro - T√ęxo)

LUIGIN       :- (sbottando ) "E oa chi gh'è?"

ROSETTA   :- "Pe' piaxei no di ninte" (va ad aprire)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (vicina di pianerottolo, sui settant'anni circa, vestita a modo per uscire)"Oh,

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Rosetta.. ch'a sc√Ľse ma ho visto o fatt√Ľrin in te 'n'√∂a insolita.. no son m√Įga arrivae de br√Ľtte notizie, spero"

LUIGIN      :- (con finta noncuranza)"No, no.. Arriva solo mae barba Baciccia"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con soddisfazione)"Ah, meno male ca no l'√® 'na notizia gramma"

ROSETTA :- (seccata)  "E perché?.. A ghe pà 'na bella neuva questa?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Oh, mi diae de sc√¨" (rivolta alle persone sedute) "Oh, sci√† Vittorinn-a, sci√≤ Lisciandro.. domando sc√Ľsa se v'ho dest√Ľrb√≤u ma, son in confidenza in te questa casa.. Pensae che o Luigin l'ho visto cresce e me ghe son affezion√†.. ma anche √§ Rosetta, s'intende"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "A T√ęxo a l'√® pe' mi comme 'na lalla. Anzi, da figgeu a ciammavo 'lalla T√ęxo'" (la invita a sedere)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (assorta, si siede)"E cosc√¨ o Baciccia o rientra in Italia.. bene, bene"

ROSETTA :- (agitata) "Fae fito vo√¨ a d√¨: <bene, bene>; ma oltre a-o remescio che porta 'na personn-a de ci√Ľ in casa, me sae d√ģ dovve o mettemmo?" (pausa)"In ta stanzietta ghe dorme o figgeu, in te quella che dormiva mae seuxoa ghe semmo noi√§tri.. in te l'√§tra gh'√® o st√Ľddio de mae m√†io.. mi no so proppio dovve.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (interrompendola)"Ma o l'ha precis√≤u o giorno ch'o vegnieiva e se o l'ha intenzi√≤n de ferm√†se?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (mesto)"O l'ha scr√Įto: <segue lettera>"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con tenerezza)"Quanti anni son passae da o '43.. da quande l'han faeto prexonn√© i americani in Sicilia.." (pausa)"O m'aveiva scr√Įto da l'Algeria co faxeiva o cheugo pe' i atri prexonn√© e poi, quande l'han deport√≤u in America, 'na cartolinna, dovve o dixeiva co l'aveiva deciso de fermase l√†"

VITTORINN-A:- "Ah, ma allòa o ve scriveiva spesso"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "O saveiva scr√Įve!"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Veramente o scriveva de raeo. Arrivava quarche votta 'na cartolinn-a attraverso a croxe rossa e poi.. ci√Ľ ninte" (a Luigin)"Pensa n po' che testa matta teu barba.. Fin√ģo a guaera o voeiva ch'andesse in America anche mi.. che m'amm√Ľggesse e palanche pe' o vi√§gio.."(sospirando)"Ma i dinae no m'abbastavan mai.. me servivan pe' camp√†.. con quella pensci√≤n che m'arriteuvo"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ghe voeivi ben a mae barba, vea T√ęxo?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Eivimo zoveni all√≤a e con tanta cuae de vive, tante speranze.." (immagonata e triste) ".. doppo ttte e peripezie da guaera, no se semmo ci√Ľ visti.. e l'√® an- che nei√ī in sci nostri cavelli.." (fa cenno che lo zio era una birba)"O savi√† l√© cose o l'ha combin√≤u lazz√Ľ"

ROSETTA :- (dura)"Quarc√∂sa o l'avi√† combin√≤u de seg√Ľo, visto che doppo √ßenn-a son vegn√Ļi du√¨ carabin√© a √ßerc√§lo" (salace) "Comme mai no l'√©i visti?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (scrollando le spalle) "Forse no √©o in casa. Anzi, anche oa sci√≤rto, visto che no me fonzionn-a a televix√≤n. Vaddo a fa 'na part√ģa √§ cirulla da mae amiga a Main√¨n.. ma, pe' o Baciccia son seg√Ľa che se tratta de 'n'equivoco .. de 'n sbaglio"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (rinfrancato)"Ma sc√¨.. L'√® quello co d√Įto anche mi. Se da o 1943 o no l'√® ci√Ľ vegn√Ľo in Italia, l'√Ľnica c√∂sa co peu av√©i faeto a l'√® borsa neigra opp√Ľre quarche barzelletta in scio Duce"

VITTORINN-A:- (sibillina)"E.. o l'arriva solo o.. con MOGGE'?"

LISCIANDO:- (rincarando la dose)"Magara anche con di figgi grendi e de colore"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "E comme no?.. Peu d√§se anche con di nevi z√† che ghe semmo" (pausa)"In to telegramma no gh'e ninte de tutto questo. Ghe saieiva vosci√Ľo √Ľn romanzo.Vediamo quando arriver√† la lettera..Vi terr√≤ informati!"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sorridendo)"Oh, quello.. no creddo co se segge spos√≤u"

LUIGIN      :- (scherzando)"Magara.. ogni tanto"

VITTORINN-A:- (scandalizzata)"Ma Luigin!"

ROSETTA :- (dà un'occhiataccia al marito)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (a Vittorinn-a)"E perch√©? Cose gh'√® de m√Ę?.. No ti me diae che ti e o Li - sciandro, in letto gh'andae a d√¨ solo o Ros√†io nevvea?" (a Texo) "Diggo ben T√ęxo?"

TEXO        :-(sorridendo)"No creddo che o Baciccia.. anche so l'éa un birichin"

ROSETTA :- (interrompendo)"E voì comme fae a ese coscì ben informà?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (eludendo la sottigliezza della domanda)"Ou conosceivo abbastanza 'na vot-

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ta .. beh.. ve levo o dest√Ľrbo se no fasso tardi pe' a cirulla" (si alza e si avvia all'uscita. Poi, sulla porta) "Allegri, eh?"(esce mentre Luigin richiude la porta)

LUIGIN      :- "A stradda a conoscei, vea Texo?"

ROSETTA¬† :- (tra s√©)"No veddo cose gh'√® da √ęse allegri"

SCENA XIII

(Luigin - Rosetta - Vittorinn-a - Lisciandro - due ladri)

VITTORINN-A:- (alzandosi seguita da Lisciandro)"Se n'andemmo anche noiätri.. tanto no me sento de mangià ninte e poi.. gh'è a figgeua a casa da sola"

ROSETTA  :- "Ma ormai a Stefania a l'è 'na scignorinn-a. Se v'affermae ve preparo quarcösa voentea"

LISCIANDRO:- (che era pronto ad accettare, a malincuore rinuncia)"Eh.. sei com'a l'√®.. s'a d√Įxe de no"

VITTORINN-A:- (spinge il marito verso l'uscita) "Andemmo"

LISCIANDRO:- "Pazienza.. andemmo" (SUONANO ALLA PORTA)                     

ROSETTA¬†¬† :- "A mae casa a p√† √Ľn convento.. E chi gh'√® a quest'√∂a"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E arvi.. t'hae pu√ģa di laddri?"

ROSETTA  :- (avviandosi)"'n'ätra neuva.. " (suonano ancora.Rosetta, spazientita)  "E vegno.. 'n'assidöro" (apre)

                      (ENTRANO DUE LADRI, PISTOLA IN PUGNO, VISO COPERTO DA UNA CALZA DA DONNA. ROSETTA HA UN GRIDO DI SPAVENTO) "Ah!"(si accascia addosso al marito)(GRAN TRAMBUSTO IN SCENA. VITTORINN-A LANCIA UN GRIDOLINO E SI ACCASCIA SULLA POLTRONA. LISCIANDRO CERCA DI SCAPPARE DALLA PORTA MA VIENE PRESO PER IL COLLETTO E BALBETTA. LUIGIN, CON LE MANI ALZATE, APPARE GOFFO)

LUIGIN      :- "Ma.. ammiae che chì.. non c'è niente.. ve sei sbagliae.. chi.."

UN LADRO: - (gli punta l'arma)

LUIGIN      :- "Beh.. allòa.. staggo sitto"                

FINE ATTO PRIMO

ATTO SECONDO

SCENA I

(Giovanni - Luigin - Rosetta)

(Stessa scena del primo atto)

GIOVANNI¬†¬†¬† :- (entra in scena e sbircia nel cucinino, si guarda attorno. Constatato che √® solo va al telefono e compone un numero)"Pronto.. Stefania?.. S√¨, sono io.. sei sola?" (pausa) "Anch'io. Sono andati dai carabinieri per quel trambusto dell'altra sera con i ladri" (pausa) "No; non ho sentito nulla. Studiavo e in pi√Ļ avevo le cuffie dello stereo perch√© ascoltavo un concerto rok" (pausa) ¬†"Beh, riesco a concentrarmi lo stesso" (pausa)"Mi devi dire una cosa importante?" (pausa)"Allora.. mi hai pensato?" (pausa) "Se lo sapessero i nostri genitori che qualche volta andiamo al Righi anzich√© a lezione, sai che ridere.. Ste, perch√© non fai un salto tu da me?" (pausa)"Te l'ho detto, sono andati dai carabinieri.. almeno cos√¨ hanno detto" (pausa) "No, non so per quanto ne avranno... Allora senti, facciamo cos√¨, vengo io da te." (pausa) "S√¨, subito!" (Si apre la porta esterna ed entrano Rosetta e Luigin.Danno un'oc- chiata al ragazzo e si tolgono le giacche che appendono: Giovanni cambia tono)

                     "D'accordo Mario.. verrò io da te" (posa il ricevitore)

LUIGIN        :- (sornione)" E chi o l'èa?"

ROSETTA   :-"E no t'hae sentìo.. o Mario"

LUIGIN        :- (c.s)"Ah!"

ROSETTA   :- "Perché 'sto ton?"

LUIGIN        :- (guardando il figlio in evidente imbarazzo) "Coscì.. tanto pe' savéi" (va a sedersi prendendo un giornale)"Sciccomme l'ho visto cangià de colore.."

ROSETTA   :- (preoccupata, al figlio)"Ti te senti mà?"

GIOVANNI   :- (seccato)"Ma che male.. sto benissimo"

ROSETTA ¬†¬†¬†:- (al marito)"Pe' mi o st√Ľddia troppo!"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "A mi me p√† che l'eusarimento pe' o troppo st√Ľddio o no ghe vegne"

GIOVANNI   :- (cambiando discorso)"Dove siete stati?"

ROSETTA   :- "Dai carabinieri"

GIOVANNI   :- "E.. c'erano anche il signor Alessandro con la signora Vittorina?"

LUIGIN         :- "Ci stavano andando"

GIOVANNI    :- (soddisfatto)"Che cosa vi hanno chiesto?"

ROSETTA    :- "Se avevamo dei sospetti su qualcuno in particolare dal momento che, a quanto sembra, i ladri sarebbero andati a colpo sicuro" (pausa) " Mi hannopreso anche la spilla che tuo papà mi aveva regalato per il nostro anniversario" (si siede accorata)

LUIGIN       :- (al figlio)"Poscibile che no t'àggi sentìo ninte?"

GIOVANNI :- "Beh, sai avevo le cuffie con la musica un po' su di volume.. e poi nello studio non sono entrati"

LUIGIN       :- "Ah, zà.. ti studiavi con.."(accenna alle cuffie) "Ti doveivi vedde.. stanni a sentì che.."

GIOVANNI  :- (interrompendolo e avviandosi all'uscita)"Pà, me lo dirai un'altra volta: Adesso devo proppio andare"

LUIGIN       :- (sornione)"Da o Mario.."

GIOVANNI :- "Te l'ho detto"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :-¬† (c.s.)".. a st√Ľdi√†"

GIOVANNI:- "Beh, sai.. c'è la sessione degli esami.."

LUIGIN     :- "E va ben.. assettite cinque menuti che te conto de ancheu"

GIOVANNI:- (scocciato)"Ascolto anche in piedi"

LUIGIN       :- (rassegnato) "Ho accapìo mia.. vanni.. vanni da o Mario.. Tanto i carabiné vegnan torna a fäne vixita"

GIOVANNI :- "Allora, vado"

LUIGIN      :- "..da o Mario.."

ROSETTA :- "Ma o te l'ha d√Įto no?" (TRILLA IL TELEFONO E GIOVANNI ANTICIPA IL PADRE CON UNO SCATTO. LUIGIN FA APPENA IN TEMPO AD ALZARSI)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Che f√Ľrmine!"

GIOVANNI :- "Pronto?.. Ah.. sì, si.. stavo uscendo adesso MARIO. Sei.. sempre solo?" (pausa) "Sarò lì fra pochi minuti per quegli appunti.."(pausa) "No.."(guarda i genitori) " Non si può.."

LUIGIN       :- "..non si può..."

GIOVANNI :- "Hai indovinato. Ciao, ci vediamo" (indossa il giubbotto ed apre l'uscio) "Vado"

LUIGIN      :- (bloccandolo con un gesto) "Ma dimme un po'.. i appunti.. te t'è scrivi in te 'na man?"

GIOVANNI:- (preso alla sprovvista)"Beh.. un foglio ce l'avrà anche lei.. cioè ANCHE LUI"  (esce rapidamente)

SCENA II

(Rosetta - Luigin)

LUIGIN      :- "Mah.. Saià..!"

ROSETTA :- "Se penso a l'ätra seia.. che resäto.. No se peu sta tranquilli manco in casa.. Che tempi"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (si alza)"Bezeugna che prepare i conti pe'o scagno. L√Ľned√¨ gh'√® l'assemblea di spedizion√© e ghe son tante de quelle rogne..con l'√§ia che t√Įa in porto" (pensieroso apre un registro) "Chiss√† se ghe sai√† do travaggio.. E ind√Ľ-¬†¬† strie s√ęran.. e navi.. navegan in catt√ģe aegue e noi√§tri.." (mimando)"Andemmo a fondo"

ROSETTA :- "E o figgeu o deve st√Ľdi√†"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "O DEVE o DEVE.. O deve √Ľn bello ninte.. Se no se peu f√§lo st√Ľdi√† o l'andi√† a ti√† a carretta"

ROSETTA :- "E fig√Ľrite se o mae Giovanni o va a ti√† a carretta.."

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "E perch√© no?. Ghe n'√® pe' cosc√¨ di zoveni che se mantegnan ai st√Ľddi faxen- ndo di tappulli, di travaggi qualunque.. St√Ľdi√†.. se a va avanti cosc√¨ st√Ľdi√ęmo t√Ľtti.. pe' vive per√≤" (alla moglie)"Sai√† ben fa de econom√¨e"

ROSETTA :- "Ci√Ľ economie de cosc√¨.. No sciortimmo squaexi mai.. √Ą s√©ia s'acciantemmo davanti a televix√≤n e guai a chi s√¨lla.. T√Ľtto a-o ci√Ļ rattellemmo pe' accaparr√§se o telecomando, cosc√¨ finimmo pe ammi√† un po' de t√Ľtto e no capighe ninte"

LUIGIN       :- "E no fälla cazze da l'aerto.." (pausa)"O so che ti tegni streito..Anche o

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Giovanni, meschinetto, o no va in compagnia di amixi pe' no fa a fig√Ľa do miscio.." (pausa)"O p√† √Ľn po' svamp√¨o ma, o l'accapisce a nostra situazi√≤n"

ROSETTA¬† :- "E gh'ammancava anche che n'arrobessan in casa quello poco √īu ch'aveivimo"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E ben, pazienza .. m√ęgio quello che 'na br√Ľtta malatt√¨a e.. pe' a spilla.." (si avvicina alla moglie ponendolo un braccio sulle spalle)"No te preoccup√†.. Appenn-a porri√≤ andi√≤ torna in via Luccoli¬† e te ne piggi√≤ 'n'√§tra; magara a rate " (pausa)"Ci√Ľttosto.. t'hae visto dovve han infi√≤u a nostra denunzia?"(misura con le mani un ipotetico paio di spanne di documenti)"<La metter√≤ qui in evidenza> - me fa o marasciallo - <In evidenza?> - ghe fasso, e intanto m'ea vegn√Ľo da tosc√¨ pe' a p√Ľa co l'aveiva faeto: <allora possiamo stare tranquilli che non vedremo pi√Ļ un berettino> e quello bez√Ľgo o s'√® offeizo"

ROSETTA   :-"Anche loiätri faiàn quello che porrian. Chissà quante grann-a gh'avian"

                       (SUONANO ALLA PORTA)

SCENA III

(Luigin - Rosetta - Vittorinn-a Lisciandro - T√ęxo)

LUIGIN      :- "Son arrivae. Che rapidi!" (va ad aprire) "Avanti, avanti" (entrano Vitto- rinn-a e Lisciandro)

ROSETTA :- (andando loro incontro) "Comm'a va?.. T√Ľtto ben?"

LISCIANDRO:- (contrito)"Eh.. Semmo chi!"

VITORINN-A:- (ostenta una spilla sul bavero del vestito)"No gh'√® m√Ę" (pausa)"No son ancon arrivae i carabin√©?"

ROSETTA :- "No.. Deve vegn√¨ anche a T√ęxo"

LISCIANDRO: "Ah, scì? E comme mai i carabiné vegnan chì?"

LUIGIN       :- "Vegnan a fa <un sopralluogo in sito>.. Insomma vegnan a dà 'n'euggià in casa pe' rendise conto comme.." (SUONANO ALLA  PORTA)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (alla moglie)"Stanni; vaddo mi" (apre ed entra T√ęxo)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Posso?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Salve T√ęxo. Riunione di famiglia" (sottovoce, con malizia, intravedendo i carabinieri che stanno per entrare) "Con i carabin√©" (entrano e li fa accomodare)

                       

SCENA IV

(Luigin- Rosetta ‚Äď Vittorinn-a ‚Äď Lisciando ‚Äď T√ęxo ‚Äď Maresciallo ‚Äď Carabiniere)

MARESC.:- "E' permesso?" (entra assieme al carabiniere)

LUIGIN    :- "Avanti, c'è posto"

CARABIN.:- "Buongiorno a tutti"

MARESC:.- "Possiamo intanto dare un'occhiata alle stanze?"

ROSETTA:- "Vi faccio strada" (esce con i carabinieri)

VITTORINN-A:- (ostentando la spilla per farla notare)"E cosc√¨.. semmo t√Ľtti chi.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (seguendo i movimenti della mano di Vittorina) "Sempre elegante a sci√† Vittorinn-a.." (a Lisciandro)"E.. Sci√≤ Liscxiandro comm'a va c√∂ sc√ģto?"

LISCIANDRO:- "Eh.. stemmo sempre çe-çercando casa"

                            (RIENTRANO ROSETTA E I CARABINIERI)

ROSETTA   :- "Ecco! La casa è tutta qua"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (offre la sedia a Maresciallo e-a T√ęxo. Indica il divano ai due amici)"Accomodaeve"

MARESC.:- "Grazie" (si siede posando la cartella sul tavolo)

ROSETTA:- "Posso offrive √Ľn liquor√¨n?"

MARESC.:- "No grazie; non in servizio"

LISCIANDRO:- "Mi in servissio no ghe son" (riceve una gomitata dalla moglie)"Ahia!"

MARESC.:- "Dobbiamo sbrigarci perché altre grane sono sul nostro tavolo" (si guarda attorno) "Ci siete tutti?"

ROSETTA :- "Manca mio figlio: E' andato.."

LUIGIN     :- (interrompendola)"Da o Mario.. un suo amico. E' andato a studiare"

MARESC.:- "E' solo un colloquio informale che facciamo e dalle risultanze potrebbero emergere elementi utili, nel qual caso ci indirizzeremo nel modo che riterr√≤ pi√Ļ opportuno" (pausa)"Appare del tutto evidente, visto che non √® stato rovistato quasi per nulla nei cassetti, come i ladri SAPESSERO dove mettere le mani. Ora dico io: <Come mai?>"

TUTTI         :- (fanno scena)

ROSETTA  :-"Sciò marasciallo, se scià no l'ha de bezeugno de mì.. avrei da fare qualcosa di là. Comunque sono sempre in casa.. Posso?"

MARESC.:- "Capisco signora. Faccia pure"

CARABIN.:- "Si tenesse a disposizione, ah?"

ROSETTA:- (accenna di sì e va in cucinino)

MARESC.:- (apre la cartella che aveva posato sul tavolo e ne estrae un fascicolo. Legge e chiama)"La signora PITTALUGA VITTORIA"

VITTORINN-A:- (si alza e con voce tremolante)"Son mi!"

 MARESC.:- "No si agiti signora; non la mangio mica"

LUIGIN     :- "Poi pe' digerila che veu o Fernet!"

MARESC.:- Lancia uno sguardo severo a Luigin che zittisce) "Dunque; Pittaluga Vittoria.."

VITTORINN-A:- "Son sempre mi"

MARESC.:- "..in Chiesa?"

VITTORINN-A:- "T√Ľtte e mattin"

MARESC.:- "Come sarebbe a dire?"

VITTORINN-A:- "Sarebbe a dire che t√Ľtte mattin vaddo in G√ęxa a sentire la Santa Messa"

MARESC.:- (sorridendo) "Ma signora.. cos'ha capito? Intendo dire se si è coniugata in Chiesa"

VITTORINN-A:- (un po' scandalizzata) "E s'accapisce che sono coniugata in chiesa.. m√Įga in municippio.. " (al marito) "E che cerimonia.. vea Lisciandro?"

LISCIANDRO:- (distratto)"Eh?.."

VITTORINN-A:- "A cerimonia.."

LISCIANDRO:- "Ah!.."(affermando) "Eu!"

MARESC.:- (spazientito)"Ma signora!.."

VITTORINN-A:- (impaurita dal tono brusco) "Perché?.. No.. no va ben?"

MARESC.:- "Beh.. lasciamo perdere.. Suo marito, si chiama Chiesa Alessandro?"

VITTTORINN-A:- "Scì, scì. Lisciandro.. ma all'anagrafe è Chiesa Alessandro Adelelmo"

MARESC.:- (trattenendosi calmo)"Ora, con calma, mi racconti i fatti, così come li ricorda lei"

VITTORINN-A:- "Come le avevo già detto in caserma.. stavamo per andare a casa nostra e ci eravamo alzati perché.. dovevamo ancora cenare.."

LISCIANDRO:- (accorato) "Eh, za"

VITTORINN-A:-" ..dovevamo ancora cenare.. pe' via do sfratto.. perché deve sapere, caro Brigadiere.."

MARESC.:- "Maresciallo, prego.. ma vada avanti.. ai fatti"

VITTORINN-A:- "Come dicevo, eravamo pronti per andarcene quando suonano alla porta.. Rosetta va ad aprire e.."

MARESC::- (interrompe) "Fin qui lo sappiamo.. Ma corrisponde al vero che il signor Cevasco abbia detto: <sono i ladri?>"

VITTORINN-A:- (titubante)"Beh.."

MARESC.:- "Beh.. cosa?.. Sì o no?"

VITTORINN-A:- "Sì e no"

MARESC.:- "Santa pazienza!.. Si spieghi meglio"

VITTORINN-A:- "Sciccome la Rosetta diceva: <E chi gh'è ancòn?>.. Allora il Lui- gino ci ha detto: <gh'è staeto i carabiné.. gh'ammanca solo i laddri>"

MARESC.:- (scattando in piedi, severo)"Davvero ha detto così?"

LUIGIN    :- "Ma non ci dia a mente Maresciallo.. Ha gh'ha faeto l'azzunta comme i maxellae"

VITTORINN-A:- (temendo possibili conseguenze)"Ma sa.. pi√Ļ o meno ha detto cos√¨.. Per√≤ il Luigino ci ha indovinato.. E' un INDOVINOSO"

LUIGIN      :- (sarcastico, imitando un'endovenosa)"Scì.. 'na FLEBO!"

VITTORINN-A:- "Sì, sì.. è un indovinoso perché deve sapere, caro Brigadiere.."

MARESC.:- (interrompendo seccato)"..Le ho già detto Maresciallo, prego"

VITTORINN-A:- "... che ci aveva azzeccato anche prima.." (a Luigin)".. me l'ei rifer√ģo voi√§tri, quande o l'ha dito: <sai√† o barba Baciccia ch'o scrive da co l'arr√ģa da l'America>.."

MARESC.: - (guardando Luigin)"Sempre pi√Ļ interessante. Si accomodi pure" (a Luigin) "Signor Cevasco.."

LUIGIN     :- (in piedi, imbarazzato) "Son sempre chì"

MARESC.:- "Che cosa le ha scritto suo zio Cevasco Gio Batta?"

LUIGIN    :- (con un po' di acredine)"Veramente, sarò un INDOVINOSO, come dice quella.. a scià Vittorinn-a ma, sapere quello che ci sarà nella lettera che NON ho ancora ricevuta è un po' difficile"

MARESC.:- "Ma ha scritto sì o no?"

LUIGIN¬†¬†¬† :- "O l'ha mandou √Ľn telegramma co dixeiva, fra l'atro,:<segue lettera>, ma la lettera non √® ancora arrivata"

MARESC.:- "Mi spieghi allora come faceva a sapere che c'erano notizie di suo zio"

LISCIANDRO:- " O.. o l'√® ci√Ľ bravo de 'n ca-cartomante"

LUIGIN¬†¬†¬† :- "Ti t√§xi che l'√® m√ęgio. cartomante" (al maresciallo)"Ma sci√≤ marasciallo.. sci√† me spieghe 'n po'; sci√† l'√® vegn√Ľo chi pe' mae barba o pe' i laddri?" (pausa)"E poi, sci√† sc√Ľse, ma ghe p√† che se f√Įse √Ľn co l'indovinn-a no me faieiva √Ľn bello trezze con a schedinn-a?.. Io ho detto cos√¨ per dire una belin.. una freddura.. pe' scherz√†.." (un po' serio, guardandosi attorno) "Invece semmo t√Ľtti ch√¨ e cuae de scherz√† no ghe l'ha nisci√Ľn"

MARESC.:- (pi√Ļ conciliante)"Non se la prenda signor Cevasco.. non se la prenda"

LUIGIN    :-  "Ehi, scì.. non se la prenda.."

MARESC.:- (guardando il fascicolo)"Chiesa Alessandro"

LISCIANDRO:- (distratto come al solito)"Eh?.. Chi? Chiesa Alessandro?.. Ah, son mi.. pre-presente"

LUIGIN      :- "O l'ha risposto all'appello"

MARESC.:- "Confermate la versione degli altri in merito ai fatti accaduti l'altra sera?"

LISCIANDRO:- (confuso)"Eh, scì.. co-confermo"

MARESC.:- "Saprebbe riconoscere quei tizi?"

LISCIANDRO:- "Con quelle ca-cäsette in sciò muro.."

MARESC.  :- (interrompendo)"E che è 'sto 'muro'.."

LUIGINI:- "La faccia, maresciallo"

MARESC.  :- "Ah."

LISCIANDRO:- ".. sai√† √Ľn po' diffi√ßile.. Paivan du√ģ birilli"

MARESC.:- "Eh, capisco. Si accomodi"

LISCIANDRO:- (siede sul bracciolo e la moglie l'aiuta a sedersi meglio)   

MARESC.:- (legge)"La signora Parodi Teresa"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬† :- (brillante)"Sciscignoro"

MARESC.:- "Allora lei è.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬† :- (interrompendo)"Texo!"

MARESC.:- (legge)"Parodi Teresa, nata a Genova.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬† :- "In Sarz√†n"

MARESC.:- "Non a Genova?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬† :- "S√¨.. Sarzano: noto quartiere di Genova"

MARESC.:- "Ag, sià.. E mi dica signora"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬† :- (sempre incalzante)"Scignorinn-a, prego"

MARESC:.- "Ah!.. Allora, signorina Parodi lei, ieiri sera, era qui, in casa Cevasco"?

T√čXO¬†¬†¬†¬† :- ¬†¬†"In casa Cevasco?"

LUIGIN   :- (a lei; sottovoce) "Ma scì.. chì da mi"

T√čXO¬†¬†¬†¬† :- "Ah, sc√¨.. chi da o Luigin.. Sci√† sa, non sono abituata a sentire dire: <in casa Cevasco>. Cosa vuole ci sono squaxi di longo.. abitiamo sullo stesso ballatorio"

MARESC.:- "Che ora era?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Torna? Ma gliel'avevo gi√† detto, no?"

CARABIN.:- (impettito) "E lei glielo ripetesse ancora, ah!"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Sc√¨, sc√¨'.. pe' a caitae.. tanto non mi costa niente.. Dunque.. mi ci faccia pensare" (riflettendo)"C'era il telegiornale della sera, ma il mio televisore era guasto.. allora erano verso le otto di sera. Poi dovevo andare dalla mia amica Mainin a fare una partita alla cirulla"

MARESC.:- "Ah! E così lei proprio a quell'ora usciva di casa per andare a giocare a carte"

TEXO      :-  (risponde schietta)"E cöse gh'è de mä?.. guardi  Maresciallo.. ho provato a giocare alla cirullla da sola ma.. GUAGNO DE LUNGO"

ROSETTA :- (rientra e posa sul tavolo un cabaret con bicchieri e bottiglia d' acqua minerale

                      che versa)"Signor Maresciallo.. Beva che avrà sete"

MARESC.:- "Grazie, signora; non si disturbi" (a Texo)"Allora lei è andata via un attimo prima che arrivassero i ladri"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Questo non lo so. Quando c'ero io qui in casa c'erano il Luigino, la Rosetta e quei due.." (accorgendosi della gaffe si corregge)"quei due signori li.. Lisciandro e Vittorinn-a"

MARESC.:- "Quando è uscita ha incontrato qualche viso sospetto?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (pronta)"O Salvatore!..Un nostro casigliano, ma quello o l'√® sospetto t√Ľtto l'anno.." (pensando)"Per√≤ c'era l'ascensore guasto e ho visto salire due giovanotti eleganti.. con 'na borsa.." (con aria da intenditrice)"Ma se vedeiva s√Ľbito che quelli ean du√¨ scignori.."

MARESC.:- "Interessante.. Li saprebbe riconoscere?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Sar√† un po' difficile, sa. L'amministratore non ha ancora fatto scambiare le lampadine nelle scale. Son cosc√¨ deboli che no andieivan ben manco a Stagg√®n a-o posto di moccolotti.. se vedde appenn-a l'ombra. A va z√† ben che i schaen i femmo a mem√∂ia"

MARESC.:- "Passi da noi. Le mostreremo alcune foto segnaletiche; chissà che non riconosca quei due.. malgrado le lampadine deboli"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Devo ricordarmi di portarmi le bariccole se no, no veddo manco √Ľn preve in ta neive"

MARESC.:- (nel frattempo beve un bicchiere d'acqua guardando di sottecchi T√ęxo, lo posa)"Bene.." (guarda con ostinazione T√ęxo come a dire:<ora t'arrangio per le feste> gli altri osservano interrogandosi con lo sguardo)"E ora, casa signora.. pard√≤n.. signorina.. c'√® dell'altro.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sulle spine)"De.. de l'atro?" ¬†

MARESC.:- (con tono insidioso)"Intendo parlare di CEVASCO GIO BATTA!"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (si agita sulla sedia)"E.. cose gh'intro mi?.. No son miga 'na seu parente"

MARESC.:- "C'entra signorì.. c'entra.. il CEVASCO GIO BATTA, DETTO BACICCIA, E' IN CASA SUA!"

TEXO         :- "Ma no… no.."

TUTTI      :- (fanno scena)

MARESC.:- "E allora?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬† :-¬† (imbarazzatissima)"Ma .. ma chi ve l'ha dito.. Come fate a saperlo?" (col pianto in gola)"O l'√® sempre staeto attapp√≤u in casa pe' no f√§se vedde.. o no sciort√Įva quaexi mai"

TUTTI      :- (scena, commenti, mormorio)

ROSETTA:- "T'hae accapìo st'aegua cheta.. a ne l'ha ascöso anche a noiätri"

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- (che c'√® rimasto male)"Ma.. ma T√ęxo..coss'a l'√® 'sta st√∂ia?"

MARESC.:- (fa cenno di zittire)"E come mai non è venuto qui, dai suoi nipoti? A quanto ci risulta questa casa è sua e qui ha il recapito"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (confusa, dispiaciuta e imbarazzata) "Ma sa.. le dir√≤ che.."

MARESC.:- (chiama intanto il carabiniere)"Lo Cascio""

CARABIN.:- "Comandi" (si avvicina e il maresciallo gli parla in un orecchio) 

CARABIN.:- "Subbito!" (saluta militarmente ed esce)

MARESC.:- (ai presenti)"Scusate" (a T√ęxo)"..¬† e allora.. vuole spiegare?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (mogia, mogia)"Son trei giorni co l'√® de l√† da m√¨"

TUTTI       :- "Trei giorni?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con lo sguardo alle proprie mani in grembo)"O telegramma.. a lettera.. ghe pensavan di seu amixi lazz√Ľ, in America a spedigheli.. o l'aveiva z√† preparae" (pausa) "Sci√≤ maresciallo.. √® per via dei nipoti.." (guarda imbarazzata Luigin e Rosetta)".. per la casa" (pausa) "Io.. cercavo di preparargli il terre- no.. voleva sapere se sarebbe stato ben accolto" (triste) "O se o doveiva and√† a fin√¨ in te 'n ricovero" (immagonata) "tante votte pe' e personn-e anziann-e no gh'√® posto fra i zoveni.."

TUTTI        :- (parlottano e fanno scena)

CARABIN.:- (rientra. Richiude l'uscio che aveva lasciato socchiuso e riferisce al superiore parlandogli all'orecchio)

MARESC.:- (a T√ęxo)"A quanto pare il signor Cevasco non c'√® di l√†..Sa dov' √® andato?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬† :- (sempre triste)"O sai√† andaeto in g√ģo pe' a seu Zena.. in sci√® e caladde o a ci√†ssa Banchi pe' ritrov√† di seu amixi de alloa.. Appenn-a arriv√≤u o l'√®a contento perch√© o l'aveiva trov√≤u √Ľn seu v√ęgio amigo da o barch√ģ, in ci√†ssa Colombo.."

MARESC.:- "Gli dica che passi da noi appena può.. In caso contrario ritorneremo"(si alza imitato da tutti) "Togliamo il disturbo"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬† :- (col piano in gola)"Posso and√†?"

MARESC.:-  "Vada pure, ma si tenga a disposizione per vedere quelle foto segnaletiche"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬† :-¬† (accorata)"Ciao Luigin.."

LUGIN¬†¬†¬†¬† :- (sorreggendola amorevolmente, l'accompagna alla porta) "Bonn-a neutte, T√ęxo"

T√čXO¬†¬†¬†¬† :- (col magone)"Stave ben gente" (esce)

SCENA V

(Luigin - Rosetta - Vittorinn-a - Lisciandro - Maresciallo - Carabiniere)

    (Il maresciallo col Carabiniere e Luigin, si appartano e fanno crocchio parlottando fra di loro)     

ROSETTA :- (si avvede della spilla che Vittorinn-a ricomincia ad ostentare. Si avvicina) "Ma

                    che bella spilla.. Ti permetti?" (la guarda sul bavero)

VITTORINN-A:-"Bella, vea?.. Me l'ha regalà.."(titubante)"..O Lisciandro!"

LISCIANDRO:- (colto di sorpresa)"Mi.. cöse?" (vedendo che la moglie fa cenno alla spilla)

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† "Ah, a spilla?.. Ehm.. seg√Ľo.. Bella eh?"

ROSETTA :- "Ti me a dae un po' in man?"

VITTORINN-A:- (eseguendo)"Me fa piaxei ca te piaxe"

ROSETTA¬† :- (la osserva con scrupolo e, colta da un sospetto, chiama il marito)"Luigin.. a spilla che ti mae regall√≤u a l'aveiva m√Įga questo difetto?"

LUIGIN       :- (nel frattempo era avvicinato seguito dai due carabinieri)

ROSETTA  :- (porgendo la spilla al marito e indicando)"Chì, ti veddi?"

VITTORINN-A:- (imbarazzatissima, si porta le mani al viso, si dispera, guarda il marito come chiede aiuto. Tutti fanno scena)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (controllando la spilla) "Proppio o maeximoo difetto.. anzi.. ch√¨ gh'√® anche o segno che gh'ho faeto con a pinzetta quande ho √ßerc√≤u de aggi√Ľst√§la.. A no peu √ęse 'n'√§tra spilla‚Ķd√ģeiva che questa a l'√® a teu spilla, quella che t'ho regall√≤u e che t'han arrob√≤u l'√§tra seja!"

MARESC.:- (prende la spilla)"Ne siete proprio sicuri?"

VITTORINN-A:- (con una mano alla gola come se le mancasse il fiato e tenendosi con l'altra alla spalliera del divano o della sedia)"Ma no.. no peu √ęse.. no l'√® poscibile.." (si alza guardando disperata il marito)"Lisciandro.."

LISCIANDRO:- (con comica enfasi)"Ah, no √®?.. Mi no ne so propprioninte. T√¨, ti m'hae misso in to m√ęzo senza che mi ne savesse ninte.. Mi.. me ciammo G√čXA!"

ROSETTA :- (furibonda)"Questa spilla A L'E' A MAE!. Te l'aveivo mostrà in ta mae stanzia tempo fa, quande o Luigin o me l'ha daeta"

CARABIN.:- (si avvicina minaccioso a Vittorinn-a) "Ci volesse dare qualche spiegazione?"

VITTORINN-A:- (con voce tremolante)"Ecco.. mi no me ricordo.." (si siede e singhiozza)

MARESC.:- "Signora, dovrà venire con noi e darci delle spiegazioni. Capirà, le circostanze appaiono abbastanza singolari.."

VITTORINN-A:- (singhiozzando)"Oh, Segn√ī c√§o..¬† chi l'avesse mai d√Įto.."

LISCIANDRO:- (preoccupato e adirato)"Eh, z√†.. Chi l'avesse mai direbbe, ghe diva quello.. Asp√ęto anche mi qua-quarche spiegazi√≤n.. pe' levame d√§ testa √ßerte v√∂xi.. comme quelle che mae mogg√© a l'avesse 'na relazi√≤n.."

VITTORINN-A:- (aumenta comicamente il singhiozzo)

LUIGIN       :- (ironico) "A Vittorinn-a?.. Ma no.. lé QUELLE COSE  a no e fa.. L'E' PECCOU!"

VITTORINN-A:- (altro colpo di singhiozzo)

ROSETTA¬†¬† :- (dispiaciuta per l'amica, le si avvicina)"Sci√Ļ Vittorinn-a, spieghite armeno"

                      (le si siede accanto)"Sfeughite.. conta tutto.."

VITTORINN-A:- (sempre immagonata e tirando su spesso col naso)"Oh, Rosetta che fig√Ľa .. che vergheugna.." (singhiozza) "Ma mi no saveivo.. no credeivo.."

LISCIANDRO:- (serio e offeso) "Allòa?.. Voemmo andà con i carabiné o ti preferisci continuà chì questa bella sceneggiata?"

VITTORINN-A:- "Ti veddi Rosetta mi.. a-o Lisciandro ghe veuggio ben.." (guarda il marito) "..anche se pe' d√¨ a veitae o me trasc√Ľra √Ľn po'.. sempre appreuvo a-o seu travaggio.. a seu figgia.. e cosc√¨ gh'√©a 'n'ommo co me stava ap- preuvo.."(a Lisciandro) "Ma senza fa ninte de m√†.. senza mai √ęse soli"

LISCIANDRO:- (sta per avventarsi sulla moglie e viene trattenuto dal carabiniere)

LUIGIN      :- (dal lato opposto a Vittorina, la mima con comicità)

VITTORINN-A: ".. o parlava cosc√¨ ben.. o l'√©a tanto gentile.. ed√Ľc√≤u.."

MARESC.:- "Continui"

LISCIANDRO:- "Eh, scì.. vanni avanti" (fa cenno con le mani come a dire <ammucchia>)

VITTORINN-A:- "'Na v√ītta o l'ha av√Ľo o muro de mand√§me a casa √Ľn mazzo de reuze con √Ľn biggetto"

LISCIANDRO:- (scattando) "Allòa.. no te l'aveiva mandae a Rosetta!"

VITTORINN-A:- "Oh, Lisciandro.. te domando sc√Ľsa, ma no poeivo m√Įga d√Įte che me l'aveiva mandae √Ľn che manco conoscio e che no so comme o se ci√†mme.. in sci√≤ biggetto gh'ea √Ľn scaraboccio a-o posto da firma che mi no ho accapio.. E ti, no ti m'aviesci cred√Ľo.."

LISCIANDRO:- (adirato e comico)"E sta-stanni a vedde che òa l'è corpa mae" (fremendo e salace)"E poi.. L'HAI CONOSCIUTO PIU' MEGLIO ?"

VITTORINN-A:- "Ûn giorno, in sciò mercòu,  m'accorzo co me vegne appreuvo, poi o s'avvixinn-a e o me fà:.." (singhiozza)"Signora Vittoria.. ho pensato tanto a lei che non ho potuto chiudere occhio.."

LISCIANDRO:- (con sarcasmo)"Meschin.. ghe l'attappieva t√Ľtti du√ģ invece che √Ľn.. e anche a ti.. TANARDA!" (si avvicina malintenzionato alla moglie ma viene trattenuto dal carabiniere )

CARABIN.:- "Si calmasse.. si calmasse.."

MARESC.:- (a Vittorinn-a che stava soffiandosi il naso) "Prosegua, signora.. "

VITTORINN-A:- (equivocando si risoffia il naso)

MARESC.:- "Ma che ha capito.. Forse abbiamo trovato il bandolo della matassa"

TUTTI      :- (interessati, fanno scena. Luigin trattiene a stento la propria ironia)

VITTORINN-A:- "..e coscì o me domandava dovve andavo, cose faxeivo; <così la penso in ogni ora della sua giornata e in ogni suo movimento>,o me diva"

LISCIANDRO:- "T'√® 'na bella bez√Ľga.. 'na tarlcca.. e-ecco co-c√∂se t'√®"

VITTORINN-A:- "O voeiva savei comme a l'éa a casa che frequentavo.. s'a l'ea bella.. comm'éan e stanzie.."(intuendo finalmente) "..Oua me rendo conto.."(singhiozza) "Che gente che gh'è a-o mondo.."

LISCIANDRO:- (nervoso)"E scì.. propprio che gente.. Ti credeivi co fesse o casca- morto pe' a teu bella silouette!.."

CARABIN.:- "Stia bbuono" (lo trattiene)

LISCIANDRO:- "Ma ti t'√® ammi√† in to sp√ęgio?..O se rompe!"

MARESC.:- "Ha ragione suo marito.. o, per carità.. no riguardo alla sua, diciamo <silouette>, ma riguardo alla sua dabbenaggine. Quello, cercava di carpirle delle informazioni.."

LISCIANDRO:- (salace) "..o l'√®a gentile.. ed√Ľc√≤u.."

MARESC.:- "Signora, vuol seguirci per favore?. E' anche lei, signor Chiesa, se crede"

LISCIANDRO:- (allarga le braccia sconsolato)"E andemmo"

LUIGIN       :- "Coraggio Lisciandro"

VITTORINN-A :- (con voce tremolante)"Ma.. sci√† no vorri√† m√Įga mettime in prex√īn, vea?.. Mi no saveivo che.."

MARESC.:- "Tranquilla per adesso. Dovrà firmarmi una deposizione e poi la manderò a casa: Basterà che si tenga a disposizione"

VITTORINN-A :-(come un cane bastonato si avvia lemme, lemme senza salutare nessuno)

MARESC. :- (esce col carabiniere e saluta)  "Arrivederci"

ROSETTA-LUIGIN:- "Arrivederci"

LISCIANDRO:- (mentre si avvia, a Luigin)"Questa a no ghe voeiva.." (esce sconsolato)

SCENA VI

(Rosetta - Luigin - Giovanni)

LUGIN     :- (sconcertato)"T'hae accapio che remescio?"

ROSETTA :- (sorpresa e amareggiata)"A Vittorinn-a.."

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- "E sc√¨..a Vittorinn-a..a no s'√® reiza conto ch'a gh'a faeto da basista, ston- d√§ia comm'a l'√®. Ha l'ha accett√≤u in regallo a spilla da quello.. pensando ca f√Įse pe' a seu bella faccia.. E l√©, ingenua comm'a l'√® a gh'√® cheita com- me 'na p√©ia meuia"

ROSETTA :- "E a T√ęxo con teu barba?"

LUGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E z√†, a Texo.. mae barba de l√†..in scio maeximo ball√≤u e noi√§tri ch√¨, a l√ęze o telegramma, a fa de congett√Ľe.. che ben√§rdi!" (pausa)"Squaexi, squaexi vaddo de l√† a famme d√ģ quande ne arrivi√Ę a l√©ttia da l'America" (preso da un'idea) "Mia, saia ben appende o seu ritraeto, no se sa mai.. so vegne de s√† a vedde ghe fai√† bonn-a impresci√≤n" (va allo studio ed esce di scena)

ROSETTA :- " Ma ammia √Ľn po', con t√Ľtto quello che n'accapita, ghe vegne in mente anche o quaddro.. gh'appendieiva l'originale mi, √§tro che quaddro!..

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ¬†(rientra col ritratto dello zio e rispondendo alla moglie) "Alloa ghe vorrieiva √Ľn gancio ci√Ľ grosso" (sostituendo il quadro) "L'√® ben f√§ghe bonn-a impre- sci√≤n.. no se sa mai.. so l'arr√ģa pin de dollari.."

                     (Suonano alla porta. Rosetta va ad aprire. E' Giovanni)

GIOVANNI :- (blusotto sulle spalle entra serio e non parla, dà un'occhiata ai genitori e poi esce e va allo studio del padre)

 LUIGIN     :- (guarda in silenzio la moglie e poi, ironico)"Ma quello o no l'éa o Giovanni?"

ROSETTA :-  "E chi se no?"

LUIGIN      :- "E zà.. e chi se no?.. Do resto l'oroscopo ö diva.." (siede)"Vi aspetterà una giornata movimentata.. Baccere che movimenti!"

ROSETTA :- (verso la porta dello studio)"Giovanni.. vieni un po qua per favore"

GIOVANNI :- (si affaccia e piano piano, entra in scena, in silenzio, mani in tasca e capo chino)

ROSETTA :- (preoccupata)"Cos'hai?.. Ti senti poco bene?"

GIOVANNI :- (scrolla le spalle e non parla)

LUIGIN      :- "Ma cose t'hae?.. T'hae ratellòu cö.. Mario?.. Mia che de novitae pe' ancheu, emmo zà daeto.."

GIOVANNI :- (irrequieto e imbarazzato)"Ma non ho niente.. niente.."

ROSETTA:- "Sei senza soldi?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- "Semmai semmo in du√ģ"

GIOVANNI :- (titubante) "Si tratta.. di Stefania"

ROSETTA :- (sospettosa)"Stefania?.. E quando l'hai vista?"

GIOVANNI :- (sempre mogio) "Oggi"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma no t'√©i da o Mario a st√Ľdi√†?"

GIOVANNI:- "E'.. è INCINTA!"

LUIGIN      :- "O MARIO?"

ROSETTA :- (sorpresa)"La Stefania ?" (disgustata)"Paegia de seu moae: TALIS MA-TER TALIS FILIA!"

GIOVANNI  :- "E'.. è un bel guaio"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (avvicinandosi al figlio con tenerezza)"Capiscio che ti ghe seggi arrest√≤u m√Ę .. magara ti gh'aveivi finn-a faeto √Ľn pensierin insimma eh?.. Mia.. battitene l'anima.. o mondo o le pin de figgie"

GIOVANNI :- (accorato)"Ma papà.. non posso fregarmene, perché.."

ROSETTA :- (interrompendolo)"Si era già impegnata con te?.. Ma è sempre una ragaz- zina e poi, ormai.. ma, te l'ha detto chi è stato?"

GIOVANNI :- "GIA', me l'ha detto.. ed ora DOVREMO AFFRONTARE LE CONSEGUENZE"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (ha uno scatto)"DOVREMO?.. Ho accap√ģo ben?"

ROSETTA :-  (sperando non sia così)"Giovanni!.. Non mi dirai mica che colpa a te!"

GIOVANNI  :- (amareggiato)"Ma mamma.. non fare finta di non avere capito.. Sono stato io!"

ROSETTA  :- (spaventata delle conseguenze, piagnucolando)"Ma Giovanni.. come hai potuto.. ma come hai fatto?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (con comicit√†)"Ma Rosetta!.. No famme fa de queste fig√Ľe.. se ti ghe dixi <come hai fatto>, mi ghe fasso a fig√Ľa do cioccolat√®.. Ts√®.. come hai fatto.."(al figlio, salace)"E ancon da sae ca dormiva in te l'intrata eh?"

GIOVANNI :- (tentando di giustificarsi) "Io e Stefania ci vogliamo bene. Siamo cresciuti insieme.. da sempre andiamo a scuola assieme e.."

ROSETTA  :- (sedendosi affranta)"Ma siete due ragazzi"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "M√Įga tanto.. visto risultato"

ROSETTA  :- (che non si da pace) "Ma come è successo.. dove.."

GIOVANNI :- (innervosito)"Ma che importa dove, come e quando..E' successo e basta"

ROSETTA  :- (disperata, singhiozza) "E no. Questo non doveva succedere!"

LUIGIN     :- "MA CHE BELLA GIORNATA..! Pe' ancheu a saià finìa o ghe saià o remörchio?"

ROSETTA :-(piangendo)"A Vittorinn-a con a mae spilla..i carabin√©..o Baciccia de l√†, in America e √īua.. a Stefania.. "(sbottando)"Ma mi no ne posso proppio ci√Ľ"

GIOVANNI :- "Cosa c'entra la signora Vittoria con la tua spilla rubata?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (calcando ironicamente) "C'entra, c'entra.. eu se c'entra.."Eh, sc√¨..l'orosco- lpo o gh'ha acciapp√īu in pin"

GIOVANNI :- "Mamma, papà.. aiutatemi voi.. cosa debbo fare?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (pronto)"NINTE! Ninte.. T'hae za faeto anche troppo. Oua piggemmo sci√≤u.. rilassemmose e poi vediemo.. Cappello a cilindro da prestigiat√≤ no n'emmo" (si avvicina con tenerezza al figlio cingendogli le spalle)"Ti veddi Giovanni.. ancheu, in m√ęzo a t√Ľtte queste grann-e che ne son ciuv√Ľe in sci√≤ copp√Ľsso, ti, t'√® diventou √Ľnn'ommo! Ma no perch√© t'hae misso in cant√© √Ľn figgio, ma perch√© ti commen√ßi a domand√† conseggio ai teu" (pausa) "Quarc√∂sa faiemo.. quarc√∂sa de gi√Ľsto e de onesto. No se scappa de fronte a-e propprie responsabilitae.. Quelle, fan divent√† ommi" (pausa)"Ti ghe veu ben a Stefania?"

GIOVANNI :- "Beh.. si"

LUIGIN       :- "E alloa cö tempo scistemiemo anche questa faccenda. Ti, intando, çerca de pigggià 'sta benedetta laurea.."

SCENA VII

( Rosetta - Luigin - Giovanni - Vittorinn-a)

(suonano alla porta, Rosetta va ad aprire ed entra, come una catapulta, Vittorinn-a)

VITTORINN-A:- (a passi da bersagliera verso Giovanni) "C√ĖSE TI GH'HAE FAETO A MAE STEFANIA?"

GIOVANNI  :- (colto di sorpresa, balbetta)"Ma.. signora Vittoria.."

ROSETTA  :- (frapponendosi ai due, salace) "A l'avià imparòu da seu moaè!"

GOVANNI  :- "Signora Vittoria.. Io e Stefania ci vogliamo bene"

VITTORINN-A:- (mani al cielo, accorata)"Che vergheugna, che vergheugna" (si siede accogliendo l'invito di Luigin)"O Lisciandro, meschin.. ci√Ļ 'n po' ghe vegne un corpo!"

LUIGIN       :- (sornione)"Pe' a teu faccenda o pe' a Stefania?"

VITTORINN-A:- (adirata, cambiando voce) "Ti, ti parli coscì perché t'hae 'n mascc-io"

ROSETTA¬† :- (melliflua)"E p√Ľre a Stefania o mae mascc-io o gh'√® piax√Ľo" (squadrando-

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† la con aria di superiorit√†)"Perch√©.. quello co te manda e reuze o no l'√® √Ľn mascc-io?"

VITTORINN-A:- (fazzoletto in mano e singhiozzo facile)"..t√Ľtte a m√¨ me doveivan capit√†..

                       o sfratto.. a spilla.. a Stefania.. ih, ih, Ih.." (piagnucola)

ROSETTA¬†¬† :- (cambiando tono, rincuorandola) "..Oua stanni calma, sci√Ľ"

VITTORINN-A:- "T'hae un bello dì< stanni calma..>"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Me p√† che di guai ghe ne segge pe' tutti. No diggo con questo ch'emmo da √ęse contenti.." (A Vittorinn-a)"Ti pe' 'n verso.. anzi.. femmo pe' TREI versi perch√© oltre a-o sfratto ti gh' in sospeizo a denunzia di carabin√® e.. a Stefania"

VITTORINN-A :- (sospirando comicamente)"Ah.."

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "E noi√§tri pe' dui versi..o Giovanni e mae barba Baciccia " (pausa) "Ghe n'√® abbastansa pe' passase o tempo" (cercando di sorridere) "A faccenda da spilla, pe' noi√§tri a l'√® a posto.. credemmo in ta teu ingenuitae.. e pe' quante riguarda i nostri figgi.. e ben.. √ßerchiemo de mettighe 'na pezza.. Fini√†n i st√Ľddi e poi se √ßerchian √Ľn travaggio" (pausa)"Dovemmo √ßerc√† de aggi√Ľtt√§li√≤ua che n'han de bezeugno.. √ßerc√† de cap√Įli e de perdonali.. T√Ľtti in ta vitta emmo faeto di sbagli.." (allusivo) ".. nevvea Vittorinn-a?.. E no dovemmo rinfacci√§seli..¬† pest√† de lungo l'aegua in to mort√† se donca riscc-emmo de perde quello che voemo tegn√¨ streito" (pausa)"L'am√≤ vero, quello co sa de roz√†, comme quello di nostri figgi, o se perdonn-a. Han sbagliou e ghe mettian riparo"

ROSETTA¬† :- (che al dire del marito annuiva compiaciuta)"T'hae proppio parl√≤u ben.. ti gh'√® proppio rax√īn..." (alla donna) " No fa pecc√≤u chi pecca ma chi no s'ammenda"

LUIGIN¬†¬†¬† ¬†¬†:- (compiaciuto a sua volta, alla moglie)"T'hae parl√≤u ben ti asc√¨" (cercando di rallegrare l'ambiente)"Sci√Ľ.. ninte facce da mort√∂io.. femmose sci√Ľ e maneghe che doman.. l'√® 'n'√§tro giorno!"

FINE DEL SECONDO ATTO

ATTO TERZO

SCENA I

(Giovanni - Texo - Baciccia)

(Stessa scena dei primi due atti)

GIOVANNI¬† :- (dopo l'apertura del sipario entra in scena. Si guarda attorno per accertarsi di essere solo, poi va al telefono e compone un numero)"Stefania?.. sei sola? (pausa) "Mi sembra che i miei abbiano accettato il fatto con filosofia.. e i tuoi?" (pausa)"S√¨, √® vero.. rompono ma in fondo ci danno anche una mano, bisogna riconoscerlo" (pausa)"Certo, ora dobbiamo impegnarci a superare gli esami e poi cercheremo un lavoro, uno qualunque, anche se ogni giorno diventa sempre pi√Ļ difficile per√≤, dobbiamo affrontare le nostre responsabilit√†" (suonano alla porta) "Hanno suonato alla porta. Saranno i miei che hanno dimenticato le chiavi. arrivo il pi√Ļ presto possibile; ciao" (posa il ricevitore e va ad aprire)(SULLA PORTA C'E' T√čXO CON BACICCIA. QUEST'ULTIMO HA IN TESTA UN CAPPELLO A LARGHE TESE ED AL COLLO UNA CRAVATTA SGARGIANTE)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ciao Giovanni.. T'√® solo?"

GIOVANNI:- "I miei sono fuori, ma.. prego, entrate"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (entra con Baciccia)"Giovanni, questo o l'√®.. o barba de teu pap√† e anche teu barba"

GIOVANNI :- (additando)"LO ZIO D'AMERICA!"

BACICCIA  :- (porgendo la mano e sorridendogli)"Oh, yes.. ma forse non nel modo che ti l'intendi tu.. Sono Gio Batta Cevasco, il fratello di tua nonna Adelaide.. o Baciccia insomma, comme m'han sempre ciammòu da piccìn.. e ti t'è dunque o figgio do Luigin.."

GIOVANNI  :- "Esatto. Papà parla spesso di te, e anche la mamma.." (sornione) "Specialmente in questi ultimi tempi.."

BACICCIA  :- "In ben spero.. E.. comme a sta a Rosetta.." (malinconico)"L'ho vista solo in fotografia"

GIOVANNI  :- "Sta bene, grazie ma, accomodatevi.." (porge la sedia)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Veramente devo and√† de l√†.. o Baciccia o peu asp√ętt√† teu poae e teu moae e mi.."(imbarazzata) ".. vaddo a mette in moto a lavatrice e poi.. ho 'n po' da f√†.." (si avvia alla porta) "Ciao Giovanni.. Baciccia.. me raccomando eh?"

¬†BACICCIA :- "O sc√¨ ben.. ho accap√ģo.. vanni tranquilla"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (esce)

GIOVANNI  : "Siedi zio" (Baciccia esegue)"Vorrei tanto parlare con te ma.. devo andare da un mio amico.. a studiare.. Stavo infatti per uscire quando avete suonato"

BACICCIA¬† :- "I'm sorry.. Me despiaxe d√§te do dest√Ľrbo.." (accenna ad alzarsi) "Se mai vaddo d√§ T√ęxo"

GIOVANNI  :- "No, no.. ci mancherebbe altro.. stai pure comodo, anzi.. fammi un favore... quando vengono i miei gli riferisci che sono andato dal mio amico Mario a studiare, eh?"

BACICCIA¬†¬† :- "Va ben.. ma mi posso anche and√† de l√†.. vegn√īu doppo"

GIOVANNI  :- "Ma non è il caso zio.. fa conto di essere IN CASA TUA!"

BACICCIA¬†¬† :- "E all√≤a.. FAI√Ē CONTO!"

GIOVANNI   :- (indossa il giubbotto ed esce) "Ci vediamo.. good bay"

BACICCIA    :- ".. Bay.."

SCENA II

(Baciccia - Maresciallo)

BACICCIA¬†¬† :- (pensieroso)"Me p√§ d'√ęse in prestito" (si alza, si guarda attorno in silenzio)

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†"A mae casa.. quanti ricordi.. che mag√≤n.. " (vede il proprio ritratto)"Che sorpreiza.. o mae ritraeto appeizo in salotto.."(si avvicina a guardarlo) "Me fa proppio piax√©i.."(suonano alla porta)"E chi sai√†?.. Mah.. arvimmo.. quarc√∂sa s√Ľccedi√†" (apre e sulla soglia appare il maresciallo dei carabinieri)

MARESC . :- "Il signor Cevasco Gio Batta?" (entra)

BACICCIA :-  (stupito)"Scì.. ma.."

MARESC.  :- "Posso entrare?"

BACICCIA¬† :-"Veramente sci√† l'√® z√† intr√≤u.. Mae n√ęvo o no gh'√®.. Stavo asp√ęttandolo mi asc√¨"

MARESC.  :-  "Mi ha detto la signorina Parodi che l'avrei trovato qui"

BACICCIA :- "La signorina Parodi?.. Ah, a T√ęxo.. e in che cosa posso esserle utile?"

MARESC.  :- (indicando la sedia presso il tavolo)"Permette?"

BACICCIA  :- "Scià s'accomode"

MARESC.  :- (Estrae dalla borsa una cartella che legge)"Lei è emigrato in America il.."

BACICCIA¬† :- (interrompendo)"Emigrato.. beh.. propprio emigrato direi di no.. FATTO EMIGRARE, semmai.. Insomma m'han emigr√≤u assemme a tanti √§tri p√∂viei meschinetti faeti prexonn√©.." (ricordando con tristezza) "..imbarchae in sci√® 'na Liberty che de ninte a ste stoccava in to m√ęzo.. Semmo staeti anche sil√Ľrae.." (scrollando tristemente il capo)".. e doppo avei visto tanti amixi spar√¨ in m√Ę, semmo arrivae in America e, p√© f√§la breve, doppo a guaera, me son afferm√īu. Ho faeto o camm√©.. o cheugo p√© diversi anni finch√® ho averto √Ľn ristorante mae.." (si siede sospirando)

MARESC.  :- "Signor Cevasco, ho parecchie domande da porle" (cerca nel frattempo fra i suoi incartamenti)"Ecco... c'è un ordine di risarcimento dànni dell'allora Ministero della Guerra, per aver smarrito, durante il periodo bellico, un oggetto di proprietà dello Stato.."

BACICCIA  :- "Eilalà.. e cöse ho perso?"

MARESC.  :- (in imbarazzo)"Una baionetta del fucile '91 in sua dotazione, attorno l'8 luglio 1943"

BACICCIA  :- (saltando sbalordito su dalla sedia)"Eh?.. Cöse.. "

MARESC.  :- "Una baionetta del fucile in sua dotazione"

BACICCI¬†¬†¬† :- "Marasciallo.. sci√† no me di√† m√Įga che sci√† me √ßercava p√© cont√§me 'na barzelletta, vea?"

MARESC.  :- "Mi rendo conto.. Veramente lo cercavamo per un'altra questione che le dirò .." (pausa) "Riguarda questo.. ecco, legga lei stesso" (porge un foglio)

BACICCIA¬† :- (prende il foglio e lo posa sul tavolo)"√õn momento che me puliscio e vedrinn-e" (prende dalla tasca un fazzoletto e si pulisce gli occhiali e intanto parla)"E no saveivo che in Italia i carabin√© f√Įsan diventae cosc√¨ scherzosi" (legge) "All√≤a.. vedemmo..<durante il bombardamento aereo avvenuto sulla costa sud-orientale della Sicilia, la notte fra il 7 e l'8 luglio 1943..>" (al maresciallo) ".. com'√©a zoveno all√≤a.."

MARESC.  :- "A chi lo dice.."

BACICCIA :- (proseguendo)"<..il fante Cevasco Gio Batta..>" (commentando)"Veramente √©a 'fante scelto'... < si ritirava leggermente ferito, smarrendo la propria baionetta. Addebitatagli tale mancanza, il fante Cevasco Gio Batta mi rispondeva con parole scurr.. scurrili..> (guarda il maresciallo e ripete: scurrili) "< dicendo al sottoscritto, suo superiore di andare a DARE DEL.. puntini, puntini.."> (guardando il maresciallo allarga le braccia come a scusarsi)"Cosa vuole.. a volte capita di mandare qualcuno a dare dei.. puntini, puntini"(legge) "Propongo pertanto una punizione adeguata ed il risarcimento della somma di lire 16.. e 45 centesimi per la perdita della suddetta baionetta. Firmato Caporal Maggiore PESCE FILIPPO!> "(guarda stupito il maresciallo) "O FEIPO?" (tra il divertito e l'amareggiato)"Ma maresciallo lo sa che il F√©ipo..il Filippo.."(dispiaciuto) "..e o l'√® ancon zeneize.. quando bombardavano se la faceva sotto?.. Ma guardi che non √® mica un modo di dire sa?.. O l'√®a proppio √Ľn moddo de f√†.."(con amarezza) "T'hae accap√¨o c√∂se o l'aveiva scr√Įto.. ah, ma se l'agguanto.."

MARESC. :- "Non se la prenda, signor Cevasco. Questa pratica è ormai caduta in prescrizione" (riprende il foglio)"Ecco: firmi qua sotto per presa visione in data odierna"

BACICCIA¬† :- (prende la penna che gli viene offerta e firma)".. lire 16 e 45 centesimi..f√Įs- san d√≤llari capieiva ma.. a parte le sedici lire che sarebbe gi√† difficile metterle assieme.. son i quaranti√ßinque citti che me dan fastidio.. ma se li ricorda lei i centesimi?"

MARESC.  :- "Li ricordo, li ricordo.."

BACICCIA  :- " E poi.. scià me fasse accapì.. Ma in scìè eutto milioìn de baionette che gh'ean in to nostro esercito.. gh'ammancava proppio a mae?"

MARESC.  :- (sorride mentre mette in cartella i fogli)"La burocrazia, sa.."

BACICCIA¬† :- (sospettoso)"O no l'√©a m√Įga 'n tr√Ľcco p√© f√§mme mette 'na firma?"

MARESC.  :- (bonario)"Nessun trucco.. stia tranquillo"

BACICCIA¬† :- (con comicit√†)"Sa.. non vorrei che mi addebitassero le spese di guerra.. L'√® v√©a che son staeto in America ma.." (diventando improvvisamente triste) "L'√® anche v√©a che son ritorn√≤u ci√Ľ miscio de primma" (firma)

MARESC.  :- "E adesso permetta che arriviamo alla VERA QUESTIONE per la quale lo stavamo cercando"

BACICCIA  :- (timoroso e impaziente)"Oh, santa pazienza.. gh'è de l'ätro?..E sentimmo"                

MARESC.  :- "Abbiamo ricevuto, tramite il Ministero degli Esteri, un fonogramma del Consolato Italiano da Sacramento, in California, dove lei svolgeva la sua attività. Sappiamo così che lei è stato derubato di tutti i suoi averi, di tutte le sue sostanze"

BACICCIA¬† :- (allarga le braccia sconsolato. E' immagonato)"M'han port√≤u via t√Ľtto.. tanti anni de sacrifizi.. de rinunzie.. Contavo de ritorn√† in ta mae Zena con de palanche e poei vive in moscitae.. e invece.." (sospirando) "Son vegn√Ľo ch√¨ perch√© gh'ho casa mae.."(amareggiato) "..casa mae.. mah!.. Ghe son di problemi anche chi"

MARESC.  :- (comprensivo)"Signor Baciccio.. permette che la chiami così?.."

BACICCIA  :- "Oh, sci.. se Scià me ciamma Baciccia e no Baciccio"

MARESC.  :- (con soddisfazione)"Il Consolato italiano le fa sapere, tramite nostro che hanno acciuffato i ladri e che hanno recuperato quasi per intero tutti i suoi risparmi"

BACICCIA  :- (si alza di scatto; resta un attimo a bocca aperta, sorpreso)"Da.. davvéi?"

MARESC.  :- "DUECENTOMILA DOLLARI CIRCA!"

BACICCIA  :- (sorpresissimo) "Du-du, due.. çentomila dollari..  circa?"

MARESC.  :- "Certo ci vorrà un po' di tempo prima che lei possa averli materialmente, però.."

BACICCIA  :- (entusiasta)"E questa scì ca l'è 'na bella notizia" (pensando)"Marasciallo.. speriamo che la burocrazia a no ghe mette tanto tempo comme pe' a baionetta, eh?"(si siede)

MARESC.¬† :- "Spero che li possa avere al pi√Ļ presto, cos√¨ da trascorrere in Patria, nella sua Genova, il resto della sua vita, in tranquillit√†"

BACICCIA¬† :- "In moscitae.. e senza avei bezeugno de nisci√Ľn.." (quasi incredulo)".. i mae rispami.. d√Ľxentomila dollari..Oh, diggo.. semmo seg√Ľi che con a baionetta semmo a posto?"

MARESC.  :- "Ma sì, stia tranquillo.. SCIO' BACICCIA"

BACICCIA¬† :- ¬†(rialzandosi lentamente)¬†"Sci√≤ marasciallo.. ghe domando 'n piax√©i.. sci√† no digghe ninte e a nisc√Ľn d√ę palanche.. manco ai mae n√ęvi..Sci√† vedde.. son arriv√≤u solo, con 'na valixe pinn-a de vento e de mag√≤n.. veuggio savei se m'accettan p√© quello che son e no p√ę quello che porri√†n avei √Ľn giorno.." (con comica diffidenza)".. sempre se decidi√īu de lasciaghene.."

MARESC.  :- (si alza e posa affettuosamente una mano sulla spalla dell'uomo) "Sarà un segreto fra noi due, va bene?"

BACICCIA :- "Grassie. Quande arriviàn e palanche, pé festezzà,.. la inviterò a mangiare le trenette al pesto.. o scià preferisce i raieu?"

MARESC.  :- "Accetto fin d'ora sciò Baciccia.. quello che vorrà.."

BACICCIA :- (tra sé) " Te pàiva.."

MARESC.  :- (scambiando una stretta di mano)"Ora se ne stia tranquillo. La cercavo soprattutto per quest'ultima questione" (prende la cartella)"Adesso le tolgo il disturbo. Ci vedremo naturalmente appena saprò qualcosa di preciso.. non dubiti. Lei, si tenga in contatto"

BACICCIA¬†¬† :- (avviandosi anch'esso alla porta, con fare birichino) "Sciorto anche m√¨. Forse l'√® m√ęgio che vadde d√§ T√ęxo" (escono. Fuori campo) "Ascensore!..O l'√® guasto"

MARESC.¬† :- "Non importa Vado gi√Ļ a piedi"

SCENA III

(Rosetta - Luigin)

(Poco dopo entrano Rosetta e Luigin e si mettono in libertà. Luigin va a sedersi; prende dal cassetto un brogliaccio)

ROSETTA  :- (chiama verso la porta delle camere)"Giovanni!.."(silenzio)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "A quante pare o no gh'√®. O sai√† andaeto a st√Ľdi√†.."(faceto)"DA O MARIO!"

ROSETTA¬† :- (pensierosa)"Comme faiemmo a scistemm√† t√Ľtto questo baillamme?" (passeggia nervosamente)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Che spostamenti d'√§ia.. ma fermite √Ľn momento.. ti me fae piggi√† 'na costipazi√≤n"

ROSETTA¬† :- "Son preoccup√†, seg√Ľo e fra e tante c√∂se anche p√© o sc√ģto.. Ti, ti te ne stae l√¨, bello tranquillo.."

LUIGIN       :- (ironico)"Bello o son sempre staeto"

ROSETTA¬† :- "Ma ti me sae d√¨ se vegne teu barba dovve o mettemmo?"(pausa) "E se o ne scor√ģsse de casa?"

LUIGIN       :- (con comicità)"Gh'aviescimo a comprensciòn do Lisciandro, da Vittorinn-a e forse.. anche de l'avvocato"

ROSETTA :- "No fammeghe pensà.." (si ferma e, speranzosa)"Intanto o deve andà dai carabiné e con loiätri no se scherza"

LUIGIN      :- "Solo in te barzellette"

ROSETTA :- "..e 'na votta lì, no se sa mai comme a va a finì.. secondo quello co l'ha combinòu"

LUIGIN      :- (sempre arguto)"Peu däse che gh'attreuvan 'na scistemaziòn a Marasci!"

ROSETTA :- "E seggi serio 'na votta!.. Diggo solo che se i carabin√® √īu √ßercan.. <gatta ci cova>. Comunque se vedi√†... doppo t√Ľtto noi√§tri con e seu grann-e no gh'intremmo.. a m√¨ m√¨ m'interessa solo a casa. Ti no ti gh'√® mai pens√≤u a f√§te √Ľn paegua p√© a testa.." (scimmiotta il marito)"Gh'√® quella do barba Baciccia e l√© o l'√® in America.. fig√Ľrite se me vaddo a cacci√† √Ľn muttuo in sci√ę spalle.. E √≤ua.." (fruga nella borsetta ed estrae una lettera che sbandiera sotto il naso del marito)"T'√§ chi a lett√ģa da l'America!.. O faxeiva ci√Ľ f√Įto a dannela a man, visto co l'√® de de l√†!"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "O l'√® staeto de parolla. O l'aveiva d√Įto <segue lettera>.."

ROSETTA:- "Ma t'hae accap√¨o teu barba? O d√Įxe co se veu form√† 'na famiggia.. A SETTANT'ANNI SEUNNAE!"

LUIGIN      :- (sbuffando e salace)"E SE VEDDE CHE L'ARTIGLIERA A GHE SPARA ANCON!"

ROSETTA :- (immagonata) "S'a va ben o sai√† z√† mai√īu e lo l'arriva con a mogg√©"

LUIGIN      :- (rincarando la dose)"Magara de colore!"

ROSETTA :- "In te questa casa.. dovv'ho cresci√Ľo mae figgio"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (comico)"E mi che credeivo co f√Įse anche MAE figgio.."

ROSETTA :- (scattando)"Poscibile che t'àggi de longo cuae de dì de scemmàie mentre mi me devo grattà e rogne?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (sornione)"Che t'avesci a rogna a m'√® neuva.." (si alza e si avvicina alla moglie con tenerezza) "Rosetta.. se me agito anche m√¨ a diventa t√Ľtta 'n'agitazi√≤n e poi ne porta a Quarto e no risolvemmo ninte" (pausa)"Asp√ęttemmo i faeti primma.. no fascemmose a testa primma de romp√ģsela.. calmite, sci√Ľ.." (cercando di farla sorridere)"Pensa 'n po' se te vedesse a Vittorinn-a.." (ironico)"Comme a saieiva despiax√Ľa.." (suonano alla porta)

SCENA IV

(Rosetta - Luigin - T√ęxo - Baciccia)

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- (alla moglie) "Vaddo m√¨" (va ad aprire: √® T√ęxo) "Oh, T√ęxo.. √§tre grann-e?.. Coraggio, intanto che semmo in bollez√Ľmme"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (seria)"No so se saian grann-e.. gh'√® ch√¨.. TEU BARBA BACICCIA!.. se vedemmo doppo" (se ne va)

BACICCIA :- (appare sull'uscio. Ha in testa il cappello a larghe tese e in mano una valigia)

ROSETTA :- (nervosa)"O l'è zà chi!"

LUIGIN      :- (con tenerezza)"Barba.. barba Baciccia.. " (gli va incontro, lo abbraccia e lo conduce dentro )"Vegni.. t'è presento mae moggé"

BACICCIA¬† :- "Finalmete posso conoscite de personn-a.." (posaial valigia e si toglie il cappello)"Dest√Ľrbo?

LUIGIN       :- "Mo no.. Gh'ammanchieiva ätro"

BACICCIA  :- "Okey.. spero proppio che andiemo d'accordio"

ROSETTA¬† :- "No vegn√¨ seg√Ľo da tanto lontan.. DUI' PASSI IN SCIO' BALL√ĒU!"

BACICCIA¬† :- "Eh.. ho accap√¨o.. Ma a T√ęxo a v'ha spieg√≤u.."

ROSETTA  :- (risentita)"A s'è spiegà molto ben!"

LUIGIN       :- "Assettite barba"

BACICCIA¬† :- (esegue) "Son vegn√Ľo chi z√† primma e ho conosci√Ľo o Giovanni"

ROSETTA  :- (stupita)"E quande?"

BACICCIA¬† :- "Primma.. Voi√§tri no gh'eivi e o figgeu.. sc√Ľsae se o ci√†mmo figgeu.."

LUIGIN       :- (quasi tra sé)"Scì.. figgeu .. RAGAZZO-PADRE.. figgeu moderno.. che però o fa i figgi a l'antiga"

BACICCIA¬†¬† :- (a Luigin)"Sc√Ľsa.. ti dixeivi?.. No ho accap√¨o"

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- "Ninte.. ninte.. m'accapiscio da m√¨.. Ma dinni p√Ľre barba"

BACICCIA:- "Ho l'ha d√Įto co doveiva and√† a st√Ľdi√† da 'n certo Mario.. me p√Ę"

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- "E te p√Ę gi√Ľsto.. con quello Mario.. o st√Ľdia √Ľn po' troppo"

ROSETTA:- "E poi o se n'è andaeto?"

BACICCIA:- "Sc√¨.. o Giovanni p√© di a veitae o voeiva che asp√ęttesse chi.. che fesse conto D'√čSE IN CASA MAE!" (guarda con ironia i nipoti)

ROSETTA :- "Ah, scì?"

BACICCIA :- "Che figgeu ed√Ľc√≤u.. gaib√īu.." (pausa) "Ho asp√ętt√≤u √Ľn po' ch√¨ da solo.. ho visto o mae ritraeto.."

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (rapido) "Ehm.. l''emmo misso s√Ľbito appenn-a ti ne l'hae mand√≤u tanti anni fa"

BACICCIA  :- "Me fa proppio piaxéi..E doppo 'n po' ch'éa chì, han seunnòu ä porta.."

ROSETTA  :- "E chi l'éa?"

BACICCIA  :- (con finta noncuranza)"Ûn maresciallo di carabiné"

LUIGIN       :- "Chissà che sorpreiza pé lé attroväte chì"

BACICCIA¬† :- (c.s.) "No creddo perch√© primma o l'√®a andaeto d√§ T√ęxo e l√© a gh'ha d√Įto ch'eo ch√¨.. e cosc√¨ emmo parl√≤u.."

ROSETTA  :- (incuriosita)"E perché ve çercavan?" (si apre la porta ed entra Giovanni)

SCENA V

(Rosetta - Luigi - Baciccia - Giovanni - T√ęxo)

GIOVANNI :- (a Baciccia)"Ciao zione: Allora come va?"

BACICCIA¬† :- "Ben, malgraddo i anni.. e ti.. t'hae st√Ľdi√≤u?

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico)"Da o Mario!.. O st√Ľdia psicologia.." (cambiando discorso)"Barba.. ti veu vedde o sc√ģto?"

GIOVANNI  :- "Ci penso io, pà.."

BACICCIA  :- (si alza)"E allòa, famme stradda zoenotto" (escono)

ROSETTA  :- "E òua?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Prepariemo o divano-letto in to mae st√Ľddio, poi se veddi√†" (suonano alla porta)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (da fuori)"Son T√ęxo, Rosetta"

ROSETTA¬† :- (apre ed entra la vicina)"Salve T√ęxo" (guardandola) "Comme sei t√Ľtta sgargiante.. pagg√©i reci√Ľmm√†"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ¬†(vestita bene e pettinata appare ringiovanita. Si passa una mano sui cappelli)¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† "Eh.. bezeugna tegn√Įse in sci√≤ rep√¨ggio.." (guarda inviso Rosetta)"Ma.. Rosetta.. ve sent√¨ m√§?.. Sei gianca comme 'n lenzeu"

LUIGIN      :- (scherzando)"Ha t'ha faeto <l'esame-finestra>"

ROSETTA :- (immagonata)"Oh, T√ęxo.. andiemo feua de casa.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E comme mai?"

ROSETTA :- "Ah, mi no so!" (indicando con un po' di cattiveria il marito)"Domandaelo a le'!.. a-o n√ęvo DE L'AMERICANO!"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Andiemo sotto a-o ponte de Caign√†n" (sottovoce, ironico e sarcastico)"Perch√® peu d√§se co segge za spos√≤u.. con √Ľnn-a de colore.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ride di gusto)"Ah, ah, ah.. ma.. o l'ha d√Įto l√©?"

ROSETTA¬† :- "Beh.. proppio d√Įto no.. ma se o d√Įxe de form√§se 'na famiggia.." (cogiungendo le mani)"A¬† settant'anni seunnae.. ghe l'√©i testa?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (seccata)"E perch√©?.. 'Na personn-a a settant'anni, sola, a no peu f√§se 'na compagn√¨a? O DEVE TI√ĄSE 'NA SCC-I√õPPETTA'?"

ROSETTA¬†¬† :- (angustiata)"Ma chi no ghe stemmo t√Ľtti.. o sc√ģto o l'√® piccin e no se 'n'attreuva in g√ģo de abbordabili"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Oua no mettemmo o c√§ro davanti ai beu" (pausa) " Oh, gente.. scappo. Ah,¬† m'ascordavo o motivo p√© o quae eo vegn√Ľa.. Son stata dai carabin√© e ho riconosci√Ľo quei zoeni ch'√©an in te sc√§e quella s√©√Įa.." (stupita)"Mah.. a riveddise" (si avvia all'uscio accompagnata da Luigin che le apre la porta)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Staeve ben, T√ęxo" (richiude l'uscio)

SCENA VI

(Baciccia ‚Äď Rosetta - Giovanni - Luigin)

(Baciccia e Giovanni rientrano in salotto)

BACICCIA :- "Veramente ben tegn√Ľo.. brava Rosetta.. A rivedde 'sto sc√ģto son andaeto inder√© c√∂ tempo.. a quande ti, Luigin, t'√©i 'n bagarillo che ti corr√Įvi p√© a casa.. " (A Rosetta)"L'√©i rimodern√≤u" (A Luigin)"T'hae piggi√≤u 'na brava donna"

ROSETTA  :- (imbarazzata)"Ehm.. grassie." (al figlio)"Giovanni vai pure di là a studiare che fra poco si cena"

GIOVANNI   :- (di malavoglia)"E va bene.." (esce)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (allo zio)"Barba, assettite e parlemmo √Ľn po'"

BACICCIA  :- (esegue)

LUIGIN       :- "Quande t'è arrivòu?"

BACICCIA¬†¬† :- (titubante)"A s√ęttemann-a pass√†.. da Londra. Son atter√īu a Sestri"

ROSETTA¬†¬† :- "E.. comme mai sei rientr√≤u in Italia?.. A quante 'n'aveivi scr√Įto aveivi faeto fort√Ľnn-a.." (sfrega pollice ed indice ad indicare soldi) "L√†, circolan e palanche"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico, alla moglie)"Eu, l√†.. a l'√® t√Ľtta 'na circolare"

BACICCIA :- (intristito)"Son rientr√≤u perch√© sentivo o dexideio de veddive.. perch√© i anni passan..¬† Aveivo anche cuae de rivedde a mae Zena. In America, a Sacramento dovve aveivo o ristorante, aveivo fond√≤u o Club Lig√Ľria e se parlava, tra noi√§tri solo o nostro dialetto, pe' conserv√† e nostre tradizio√¨n, o nostro¬† moddo de d√¨. Poi.. o tempo o l'ha commen√ß√≤u a pass√†.. Se me f√Įse faeto 'na famiggia lazz√Ľ, s'avesse av√Ľo di figgi foscia a c√∂sa a l'avieiva piggi√≤u 'n'√§tra andeiua, ma cosc√¨.. solo.."

ROSETTA¬† :- (pi√Ļ sollevata) "All√≤a.. lazz√Ľ.. no √©i de parenti"

BACICCIA  :- (sempre triste)"No"

ROSETTA  :- (tira un sospiro di sollievo)"Capiscio. E coscì.. éi pensòu de ritornà"

BACICCIA¬† :- "Z√†.¬† Ho visto √Ľn po' Zena che no vedeivo da-o tempo de guaera.. Quanti cangiamenti.." (al nipotei)"Ma ti sae che no me gh'attreuvo ci√Ľ?.. A gente a no parla quaexi ci√Ľ zeneize.. a parla itali√†n o.. √§tri dialetti.."

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (con soddisfazione)"Per√≤, quande ho piggi√≤u a sorviaelev√†.. che panoramma!.. A Lanterna, o promont√∂io de Portof√¨n.. o porto.. e case in sc√¨ monti.. P√†iva finn-a che Zena a voesse abbrass√§me.."(pausa)"Per√≤ no ho ci√Ľ visto a Ciapp√©lla[1]. gh'√©a da coscr√Įto.. e Piccapr√ģa.. t√Ľtto spar√¨o.. t√Ľtto ci√Ľ neuvo, l'√® vea ma, parte da Zena da mae zoent√Ľ.. spar√ģa.. a se n'andaeta con i mae ricordi.."(annuendo al suo pensiero)"I t√©iti sc√¨.. quelli son sempre gr√Įxi.. coverti de lavagna"

LUIGIN       :-"I tempi cangian"

ROSETTA  :- "E.. comme pensae de scistemmäve?.. Dovve a l'è a vostra röba?

BACICCIA  :- (triste)"A mae röba?.." (indicaial valigia) "Lì!"

ROSETTA¬†¬† :- "T√Ľtto in te 'na valixe?

BACICCIA   :- (amaramente ironico)"No voeivo igombrave a casa"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con affetto) "Barba.. ti te scistemmiae de l√†..dovve o faeto o mae st√Ľdio p√© √≤ua"

BACICCIA¬†¬† :- "No te dest√Ľrbo troppo, v√©a?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma barba.. c√∂se ti d√Įxi?"

BACICCIA¬†¬† :- "Comunque, grassie" (alzandosi)"Okey.. Me fai√≤u √Ľn bagno, se posso e poi vorriae accoeg√§me.. son stracco"

ROSETTA  :- (con poco garbo) "No çennae?"

BACICCIA¬† :- "No, grassie Rosetta.. Troppe emozio√¨n ancheu e no n'ho ci√Ľ cuae" (si avvia al bagno lasciando la valigia)"Permett√©i?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma c√∂se ti d√Įxi.. gh'ammanchieiva anc√≤n. O bagno t'hae visto dovv'o l'√®, vea?"

BACICCIA   :- "Scì, ho visto" (esce)

SCENA VII

(Rosetta - Luigin - Baciccia)

ROSETTA   :- (agitata)"Me sento mä!"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (pensieroso)"No gh'√©a √§tro che o mae st√Ľddio.. se no dovve o metteivimo?"

ROSETTA   :- "DA O MASSOERO!"

LUIGIN        :- "Ghe porto a valixe de là"(si alza e la soppesa stupito guardando Rosetta)

ROSETTA   :- "Cöse t'hae?"

LUIGIN        :- "A valixe.. a me pä pinn-a.."

ROSETTA  :- (interrompendo) "De cöse?"

LUIGIN      :- "..DE NINTE!"

ROSETTA¬†¬† :- (si avvicina nervosa, soppesa a sua volta la¬† valigia) "√Ątro che <ninte>.. chi no gh'√® manco quello!" (alterandosi)"Stanni a vedde che ne tocchi√† anche de mantegn√Įlo"

LUIGIN      :- (sottovoce) "Stanni calma Rosetta.. parla cianìn.. o ne peu sentì"

ROSETTA : - (adirata)"E mi, co me sente p√Ľre.. dovve son t√Ľtti i seu dollari?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (cercando di calmarla) "Ma.. no saian de seg√Ľo in ta valixe"

BACICCIA :- (appare non visto dai due e sta ad ascoltare)

ROSETTA :- "E c√∂se o n'ha faeto do ristorante? O se l'√® z√Ľg√≤u a Las Vegas?.. Me sa tanto che a st√∂ia di carabin√© o no segge guaei ciaea"

BACICCIA  :- (si rischiara la voce mettendo in imbarazzo i due)

LUIGIN       :- (confuso)"Barba.. stavo.. stavo portandote de là a teu valixe.."

BACICCIA  :- (avvilito)"I carabiné voeivan notificäme 'n'addebito de guaera da parte do Ministero.."

LUIGIN        :- (interrompendo)"'n'addebito de guaera?"

BACICCIA   :- (malinconicamente ironico)"Scì.. pare che àggimo perso a guaera anche perché mì ho perso a mae baionetta"

LUIGIN       :- "Questa poi.."

ROSETTA¬† :- (diffidente)"E son vegn√Ľi finn-a ch√¨.. p√© quello?!"

BACICCIA¬† :- (addolorato ma deciso)"Se vedde che a burocrazia a l'√® ci√Ľ forte che l'affetto de quarche parente!" (prende la valigia ed esce indispettito)

SCENA VIII

(Luigin - Rosetta - Giovanni)

LUIGIN      :- (amareggiato) "Se peu savéi perché ti l'hae trattòu coscì?"

ROSETTA   :- (scrolla le spalle; prende la giacchetta o rebecca dall'attaccapanni e l'indossa)"Lè o no çenn-a e mi no ho cuae de fäne"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma m√¨ ho famme √ī maeximo"

ROSETTA   :- "Ah, scì? E allòa andemmo a-o ristorante!"

LUIGIN        :- "Perché?.. A- ristorante te vegne l'appetitto?"

ROSETTA   :- (accanto alla porta, pronta per uscire)"E allòa?"

LUIGIN        :- (rassegnato) "E allòa, allòa.. chi se se veu mangià.. bezeugna ch'andemmo" (indossa anch'egli la giacca, nervoso) "Ciamma o figgeu"

ROSETTA   :- (verso la porta dello studio)"Giovanni?!

GIOVANNI   :- (entra)"Si?"

ROSETTA   :- Tuo padre vuol portarci fuori a cena"

LUIGIN        :- (comico)"Scì.. no vedeivo l'öa.."

GIOVANNI   :- (prende il suo giubbotto)"Sono pronto"

LUIGIN      :-"Chi paga?"

GIOVANNI         :- "Io no!" (escono)

SCENA IX

(Baciccia - T√ęxo)

BACICCIA¬† :- (poco dopo entra in scena dalle camere. Indossa una vestaglia da camera. Si guarda attorno, in cucinino e chiama)"Luigin?.. Rosetta?.. Giovanni?"(con tristezza)"L'√® 'n catt√ģo naveg√† contro corrente" (suonano alla porta e Baciccia si avvia ad aprire)"Luigin t'√® ti?" (apre. E' T√ęxo) "Oh, T√ęxo.. intra, intra.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (lo osserva)"Comme mai t'√® z√† in vestaglia?.. T'hae √ßenn√īu?

BACICCIA :- (malinconicamente) "No aveivo famme e poi.. son stanco" (siede)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-¬† (avvicinandosi alle spalle e portandosi una mano al petto)¬†"Stanco.. dentro?"(si guarda attorno) "Dovve son?"

BACICCIA :- (allarga sconsolatole braccia)"Spar√ģi"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E dovve son andaeti?"

BACICCIA :-  "No ne so proppio ninte"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con tenerezza)"Vegni de l√† Baciccia. Gh'ho 'n menestr√≤n e do st√Ľff√≤u con √Ľn prof√Ľmmo da perlecc√§se i mustasci"

BACICCIA¬† :- "Grassie T√ęxo ma.. no me sento" (pausa)"Ma assettite.." (scrolla amaramente le spalle) ¬†"Tanto, no gh'√® nisci√Ľn"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (si siede toccandogli con affetto un braccio)"T'asp√ęto doman a disn√†"

BACICCIA  :- (accenna di si col capo)"Parlime ìn po' de loiätri"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (calma)"No son m√Įga grammi sae?.. Forse han pu√ģa d'√ęse cacciae feua de casa, de perde a lseu tranquillitae e seu abit√Ľdini."(ridendo)"pensa √Ľn po' ch'aveivan pu√ģa de veddite arriv√† in casa con 'na mogg√© de colore, ah, ah"

BACICCIA :- "E perché?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "A fantax√ģa a no l'ha de confin e a pu√ģa a fa novanta.. e poi, combinazi√≤n gh'√©a in casa a Vittorinn-a e o Lisciandro, du√ģ deu amixi ch'aveivan appenn-a ri√ßev√Ľo 'n'intimazi√≤n de sfratto quande t'hae faeto sped√¨ o telegramma e s'accapisce che se son allarmae.. e cosc√¨ o teu arrivo, o dexid√ęio de f√§te 'na famiggia.. questa casa ca l'√® a teu.. no aveiva m√Įga t√Ľtti i torti d'√ęse in sci√® spinn-e"

BACICCIA¬† :- (sospirando)"Se f√Įse arriv√īu pin de dollari .. no se saieivan tanto allarmae.T'avesci visto che faccia ch'han faeto quande han ti√īu sci√Ľ a valixe.."

¬†T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Teu n√ęvo o l'√® 'n bravo germ√†n.. o te veu ben.. e anche a Rosetta in fondo.. s'accapisce che son preoccupae. T'arrivi i casa doppo quarant'anni e con i tempi che c√∂ran.. No so comme sai√† in America ma ch√¨ se domandan comme a se metti√Ę"

BACICCIA¬† :- "T√Ľtto o mondo l'√® p√†ise.. San che no gh'ho ninte"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma ti gh'hae questo sc√ģto e ti peu scheuve a pix√≤n e no lasci√†li de lungo a gratis"

BACICCIA¬†¬† :- (guardandosi attorno)"Han tegn√Ľo ben a casa e me e a veddila me p√Ę d'√ęse ritorn√≤u zoveno comme quande m'han reciamm√≤u p√© a guaera.." (sconsolato)"Per√≤ che bello eh?.. Torn√† a casa e savei.. che ti gh'accresci comme l'aegua in to vin" (sospira)"Forse s'annegavo quande n'han sil√Ľr√≤u.. gh'avieiva faeto √Ľn faxeiva¬† piax√©i"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (dolcemente severa) "No d√¨ cosc√¨.." (si alza e posa le mani sulle spalle dell'uomo) "Questo no ti o devi manco pens√†" (pausa)"Oa vanni a ripos√† e doman, te parri√† t√Ľtto meno br√Ľtto"

BACICCIA¬† :- (come colto da un lampo di genio, alzandosi)"T√ęxo.. me serve 'n sacchetto.. 'na fodretta.." (misura con le mani una certa ampiezza)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Mah.. no so.. Gh'amm√ģo.." (stupita) "√Ľn sacchettin o va ben?"

BACICCIA  :- (furbetto)"Scì, scì.. a va ben.. E poi ti gh'hae.. " (le parla in un orecchio)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sempre pi√Ļ sorpresa)"P√© f√§ne c√∂se" (sorridendo) "T'orriae m√Įga straggi√§li?"

BACICCIA  :- "Ti, no ghe pensà.. allòa ti m'éi dae?"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (che non ne comprende la ragione)"Continuo a no cap√¨, comunque provve -¬†

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†d√īu.. lascio averto.." (esce)

BACICCIA  :- (si frega soddisfatto le mani. Poi si sofferma davanti al proprio ritratto e lo squadra)"Però  mae ritraeto l'han miss e questo o me dà 'na certa soddisfaziòn"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (rientra e porge un sacchetto mezzo pieno di.. oggetti tintinnanti) "Ecco chi.." (mostra il contenuto)"O va ben?"

BACICCIA¬† :- (prende il sacchetto, lo soppesa, vi batte l'altra mano per udirne soddisfatto il tintinn√¨o) "Grassie.. o va proppio ben.. oua l'inf√ģo sotto a strapunta"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Accapiscio meno de primma"

BACICCIA :- "T'accapiae, t'accapiae" (accompagna T√ęxo, quasi spingendola, verso l'uscio)

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Va ben, va ben., no arrons√† che me ne vaddo..bonna neutte e.. a doman"

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (sull'uscio, voltandosi)"T'asp√ęto a disn√†"

BACICCIA  :- (dopo aver chiuso la porta si dirige verso le camere)

                     

                     (LE LUCI SI ABBASSANO GRADATAMENTE E FINISCE IL PRIMO QUADRO DEL SECONDO ATTO)

QUADRO SECONDO

SCENA X

(Luigin - Baciccia - Rosetta)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (E' il giorno dopo. E' seduto che legge il giornale e brontola) "Al√©.. √§tro aumento da l√Ľxe e da benzinn-a.. Cassa integrazione.. il porto senza traffico.. a l'√® bura.." (Trilla il telefono. Luigin si alza e risponde di malavoglia) "Pronto?.. A t'√® t√¨ Lisciandro?" (pausa)"No, o barba o le' ch√¨" (pausa)"Ah, a Vittorinn-a a voeiva vegn√¨ da noi√§tri.."(pausa)"Me fa piax√©i che o Pret√ī a v'√†gge daeto a proroga.. armeno gh'√©i √Ľn po' de resp√ģo.. alegri.. se vedemmo, ciao" (posa il ricevitore e torna a sedersi)

BACICCIA  :- (si presenta in scena pronto per uscire. Ha in mano il sacchetto che fa tintinnare e si appresta alla porta)

LUIGIN        :- "Ciao barba.. t'è mattiniero"

BACICCIA¬† :- (facendo il misterioso)"Devo and√† in Banca" (scrolla il sacchetto) "A fa √Ľn depoxito"

LUIGIN       :- "No so comme segge in America, ma chì, o sabbo e banche son serrae"

BACICCIA¬† :- (con noncuranza) "Ah, sc√¨?.. E all√≤a ghe vaddo l√Ľned√¨" (ritorna sornione alle stanze scrollando il sacchetto)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sorpreso, attendendo che lo zio esca di scena)"Mah!.. sai√†n staeti t√Ľtti dollari d'argento.. o d'√∂u?" (riprende a leggere scrollando pensieroso il capo e alzando lo sguardo verso le stanze)

BACICCIA  :- "Mi sciorto.. vaddo a trovà o mae amigo marasciallo"

LUIGIN       :- "O l'è zà diventòu teu amigo?"

BACICCIA  :- (sornione)"Vaddo a vedde se.. ghe son de novitae.. se vedemmo staséia"

LUIGIN       :- "Ma no ti vegni a disnà?"

BACICCIA¬† :- ¬†(torando una frecciata)"No, grassie.. andae p√Ľre a-o ristorante..M√¨, son invit√≤u" (esce sveltamente seguito dallo sguardo di Luigin)

LUIGIN       :- (chiama)"Rosetta!" (silenzio)"O Rosetta!"

ROSETTA¬† :- (entra col fazzoletto in testa, grembiulino, piumino per spolverare)"T'√® nasci√Ľo a-o primmo d√∂?.. C√∂se l'√® che ti veu?"

LUIGIN       :- "Fra poco vegne o Lisciandro cö a Vittorinn-a"

ROSETTA  :- "Ah!.." (guardandosi attorno) "E teu barba dovv'o l'è?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "O l'√® sciort√ģo.. o l'ha d√Įto co no vegne a mangi√† perch√© o l'√® invit√≤u"

ROSETTA  :- "E da chi?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E mi che ne so?.. L√© o no me l'ha d√Įto e mi no ghe l'ho domand√≤u"

ROSETTA¬† :- (alzando la voce)"O no l'avi√† m√Įga piggi√≤u p√© 'n'albergo 'sta casa, vea?" (pausa)"Beh.. mi vaddo de l√† a fin√¨ e stanzie" (esce) (TRILLA IL TELEFONO)

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sbuffa e va a rispondere)"Pronto?.. Oh, marasciallo.." (pausa) "No, √® uscito"(pausa) "No, non so dove.. ah, oa me ricordo.. o l'ha d√Įto: <vaddo da-o mae amigo Marasciallo pe vedde se ghe son de novitae>" (pausa)"Sc√¨.. a meno che o no l'√†gge cangi√≤u idea o dovieiva vegn√¨ da vosci√†" (pausa)"Di niente, si figuri.. arrivederci" (posa il ricevitore)

SCENA XI

(Luigin - Lisciandro - Vittorinn-a )

(SUONANO ALLA PORTA)

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- (che stava per sedersi e leggere il giornale, sbotta)"Ma no se peu qu√ęt√† √Ľn momento" (va ad aprire)"Oeil√†.. semmo staeti rapidi eh?" (entrano Vittorinn-a e Lisciandro)

VITTORINN-A:- "Fin che stemmo a du√¨ passi femmo f√Įto, poi .. se vedi√†" (pausa)"E a Rosetta?"

LUIGIN      :- "Oa a vegne.. a l'è de là" (li guarda con ironia) "Ma assettaeve intanto chì.. A-O VOSTRO SOLITO POSTO!"

VITT. E LISC.:- (eseguono. Lisciandro viene guidato a sedere dalla moglie)

LUIGIN       :- (con comicità, muove l'indice verso di loro facendolo roteare e fermandosi appena parla) "ÛN CAFFE'?!"

VITT. E LISC.:- (rapidi e all'unisono) "SCI GRASSIE!"

LUIGIN    :- (altrettanto rapido nel rispondere)"PREGO!" (con flemma)"Vaddò a fälo.. compermisso"

VITTORINN-A:- "Comodo"

LUIGIN     :- (va, con passo comico, in cucinino)

SCENA XII

(Vittorinn-a Lisciandro - Luigin - Rosetta)

VITTORINN-A:- (sottovoce, al marito) "Ti ghe o d√Įxi t√¨ ch'emmo visto o Baciccia and√† dai carabin√©?"

LISCIANDRO:- (c.s) "Asp√ęttemmo che ghe segge a Rosetta.. femmo ci√Ľ sci√§to"

ROSETTA     :- (rientra in scena dalle camere)"Ciao Vittorinn-a.. ciao Lisciandro.. scusae, stavo riordinando a stanzie e rifaxendo i letti.. m'è arrestòu quello do Baciccia"

VITTORINN-A:- (con malizia)"A propoxito do Baciccia.."(dà una gomitata al marito)"L'emmo visto andà dai carabiné.. cöse gh'è ancòn?"

ROSETTA    :- "Mi no ne so ninte.. forse o Luigin.."(si guarda attorno)

LISCIANDRO:- "O l'è de de là a fa o ca-caffè"

VITTORINN-A:- (c.s) "Allòa.. o se stabilisce chì?

ROSETTA¬†¬† :- (sospirando) "P√© o momento o st√† de l√†.. in to st√Ľddio de mae m√†io"(cambiando discorso)"E voi√§tri con o sfratto?"

LISCIANDRO:- "O Pret√ī o n'ha concesso 'na proroga" (tirando le solite frecciatine)"Noi√§tri no gh'emmo o barba c√∂ sc√ģto"

ROSETTA   :- (scocciata)"E no ghe l'ei manco in casa!.. Comme mai da 'ste parti?"

VITTORINN-A:- (con vocina sottomessa) "Son vegn√Ľa a sc√Ľsame anc√≤n pe' a faccenda da spilla"

ROSETTA¬†¬†¬† :- "Oh, ma no ghe pens√† ci√Ľ" (pausa)"Stanni solo attenta √§ e amicizie e a no guastate quelle bonn-e" (pausa) "Ci√Ľttosto, comme a st√† a Stefania?"

VITTORINN-A :- (c.s.)"P√© √≤ua abbastanza ben.." (piagnucolando) "Per√≤, quande penso che a mae Stefania a l'asp√ęta √Ľn figgio.. cosc√¨ z√≤vena.."

LUIGIN      :- (entra in scena col cabaret e le tazzine di caffè, zucchero, ecc) "E s'accapisce che anche o nostro Giovanni o se preoccupa.. comme noiätri do resto"

ROSETTA :- (al marito)"Han visto teu barba andà dai carabiné.. ti ne sae ninte ti?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (che intanto porge le tazzine)"Ah, sc√¨..o l'andava a trov√† o seu amigo marasciallo" (mentre parla e regge il vassoio con la zuccheriera, guarda Lisciandro che mette alcuni cucchiaini di zucchero nella tazzina. Luigin muove la testa comme assistesse ad una partita di tennis ad ogni passata del cucchiaino, poi sbotta ironico) "E NO SAVEIVO CHE TE PIAXESSE O CAFFE' AM√ĄO!"

LISCIANDRO:- (afflitto)"Cöse ti veu.. devo mettighene poco pé via do diabete" (finalmente smette di inzuccherare il caffè)

LUIGIN     : "No stamme a dì che ti patisci de diabete.."

LISCIANDRO:- "Purtroppo"

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- (salace)"T'hae prov√≤u a f√† a reversa. Invece de mette √Ľn po' de caff√® in to s√Ľcc√†o, comme t'hae faeto √≤ua, mette √Ľn po' de s√Ľcc√†o in to caff√®?

LISCIANDRO:- "E mi c√∂s'ho faeto?.. Ho misso 'n pittin√¨n de s√Ľccao in to caff√®.. e me son trattegn√Ľo"

LUIGIN     :- (ironico)"Anche.."

VITTORINN-A:- (sorseggiando) "E coscì o Baciccia o l'è andaeto dai carabiné..eh.. quande se và là gh'è sempre sotto quarcösa.."

LUIGIN     :- (salace)"Ti l'è provòu a teu speize,  eh?"

VITTORINN-A:- (lo guarda e zittisce di colpo)

ROSETTA :- "Sc√Ľsae, ma vorrieiva fin√¨ de rif√† e stanzie.. scistemmo o divano-letto do Baciccia e poi andi√≤ a-accatt√† perch√© doman l'√® domenega e-e b√Ľtteghe son serrae"¬†¬†¬†

VITTORINN-A:- (posa la tazzina)"Ma andemmo via anche noi√§tri.. semmo solo passae pe' sc√Ľsase anc√≤n e p√© avei notizie de vostro barba.."

ROSETTA  :- (un po' scocciata)"Allòa, e notizie ghe l'éi.. se vedemmo" (va alle camere)

VITT. E LISC.:- "Ciao.."

SCENA XIII

(Luigin - Vittorinn-a - Lisciandro - Rosetta - Baciccia - T√ęxo)

LISCIANDRO: - (vede il quadro di Baciccia)"Ah! E da dovve o sciorte quello quaddro?"

LUIGIN         :- "DA O  QUADRETTA'"

VITTORINN-A:- (maliziosa) "O l'avi√† av√Ľo effetto in sci√≤ Baciccia"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- "S'o gh'√†gge faeto l'effetto do <guttal√†x> no so.. comunque l'aveivo appeizo in to st√Ľddio e l l'ho solo spost√≤u.." (ironico) "Cosc√¨ poei veddilo ben anche voi√§tri"

ROSETTA  :- (entra in scena furibonda. Ha in mano il sacchetto di Baciccia e guarda severamente il marito) "CHI!" (scrolla il sacchetto)

LUIGIN      :- "E ben?.. Cöse t'ha punzeggiòu 'na vespa?" (indica il sacchetto) "E cöse ti ghe fae cö sacchetto de palanche do barba?"

VITT. E LISC. :-(amaramente sorpresi)"Pa-palanche?"   

LUIGIN     :- "T'è andaeta a frugugnà in ta seu röba?"

ROSETTA :- (con voce alterata)"Ghe son andaeta pé rifäghe o letto se ti òu veu savei.. e QUESTE.." (mostra il sacchetto aperto oppure ne rovescia una manciata sul tavolo) "..SON E PALANCHE DE TEU BARBA.. L'AMERICANO!"

LUIGIN      :- (scatta in piedi come una molla)"POMELLI?'"

VITT. E LISC.:- (fanno scena, si danno delle gomitate, si tappano la bocca per frenarne le risa)

ROSETTA¬† :- (esasperata) "SCI'.. POMELLI.. POMELLI" (si siede piangendo, tenendo il viso frale mani)"..Pomelli.. o n'ha pigi√≤u in g√ģo.."

LISCIANDRO:- (sogghignando)"E mi no saveivo CHE I DOLLARI F√ŹSSAN FAETI COSCI'!"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (rispondendo a tono)"Se l'√® p√© quello no ti sae manco comme seggian faeti quelli veri" (addolorato, alla moglie)"Del√Ľsa?"

ROSETTA  :- (si alza piangendo e si avvicina al marito ponendo una mano sulla sua spalla)"Oh, Luigin.. cös'emmo mai faeto.."

LISC. E VITT.:- (sogghignanti e soddisfatti) "Se mai o l'è o Baciccia co l'ha faeto.."

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- ¬†(cerca di consolare Rosetta)"Sci√Ľ qu√ęta..Mia, gh'√® anc√≤n √Ľn po' de caff√®.."

ROSETTA :- (sempre immagonata)"Semmo staeti grammi anche noiätri"

LUIGIN    :- (rimproverandola dolcemente)"Semmo?.."

ROSETTA :- (annuendo)"T'hae rax√≤n.. SON staeta gramma.. ma sensa cattiv√ęia.."

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (BACICCIA E T√čXO APPAIONO SULLA PORTA NON VISTI E SI FERMANO)

ROSETTA :- (continuando) "..√õn p√∂vi'ommo.. √Ľn p√∂vi'ommo co l'ha lott√≤u p√© t√Ľtta a seu vitta co ric√∂re a 'sto tr√Ľcco pensando, con questo, de f√§se tegn√ģ avvard√īu.. p√© invoggi√§ne con e palanche" (accorata)"Ti veddi Luigin.. l'√® com- me s'avesse ri√ßev√Ľo 'na scurri√Ę in to muro.. mettendome de fronte a 'na realtae che √Ľn dom√†n.. s'aviemo a fort√Ľnn-a de camp√†.. a porrieiva √ęse anche a nostra" (pausa)"Quande s'√® z√≤veni no se pensa che √Ľn giorno anche i nostri cavelli diventi√†n √ß√©nnie.." (si accosta al marito) "L'√® comme avesse davanti o film do nostro avvegn√¨ e de colpo.. ho accap√ģo..Te domando sc√Ľsa pe' no √ęse staeta comprensiva.."(si scosta)"I nostri v√ęgi han daeto t√Ľtto.. han s√Ľb√ģo privazio√¨n, ingi√Ľstissie..guaere..han pens√≤u p√© noi√§tri e √≤ua.."(trattenendo il pianto)"..ghe levavimo anche o nostro affetto"

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- (commosso a sua volta)"Rosetta, sci√Ľ.. no fa cosc√¨.. porco¬† mondo ti me veu f√† cianze mi asc√¨?"(si soffia il naso per nascondere la propria emozione)

ROSETTA :- (con tenerezza)"Luigin, se teu barba o l'ha bezeugno do sc√ģto.. lascemmoghelo" (con fierezza)"Ho anc√≤n due brazze bonn-a e te dai√≤u 'na man anche m√¨ p√© avei 'na casa nostra ma, teu barba o deve vive i anni che gh'arrestan, in tranquillitae, senza pensieri e.. con a donna ch'o vorri√†"

SCENA XIV

(Luigin - Rosetta - Vittorinn-a - Lisciandro - Baciccia - T√ęxo - Giovanni)

BACICCIA :- (dopo aver fatto sempre scena con T√ęxo, si avanza commosso)"Rosetta!" (le prende le mani e se le porta con affetto al petto)

ROSETTA :- (sorpesa)"Ma barba.. Dove éivi.. dovve T'EI?"

BACICCIA :- "Ou saveivo che mae n√ęvo o l'aveiva spos√≤u 'na brava figgia.. anche a T√ęxo a me l'ha d√Įto" (guarda T√ęxo con simpatia) "No poeiva √ęse diversamente.. o Luigin in fondo o m'assomeggia.. p√© ninte o l'√® o figgio de mae seu bon'anima ca gh'ha faeto anche da poae.."

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- (composto ma commosso) "Barba.. semmo pronti.. quande ti veu o sc√ģto.. solo o tempo de √ßerc√†"

VITTORINN-A:- (che nel frattempo aveva assistito a tutto quanto, si rivolge a Rosetta sempre con una punta di cattiveria) "Peu däse che attrovae vixin a noiätri"

LUIGIN      :- (sarcastico)"E magara v'accattae o salottìn coscì vegniemo noiätri a piggià o caffè"

BACICCIA¬† :-"Vedei.. bezeugna ricord√§se che in ta vitta nascemmo t√Ľtti a-o maeximo moddo.. vegnimmo a-o mondo con e man serrae" (toglie le mani dalle spalle dei nipoti e le mostra a pugno chiuso) "Come se savescimo ch'em- mo da lott√† pe' f√§se 'na stradda.. ch'emmo da giamin√† pe' f√§se 'na posizion posizi√≤n, p√© avei √Ľn bon travaggio, f√§se 'na famiggia.. e no bezeugna mai ascord√§se che √Ľn giorno.. quande ne tocchi√†.. lascemmo t√Ľttoe.. con e man averte.."(apre le mani)"No porriemo ci√Ľ strenze ninte e lasci√ęmo ogni c√∂sa.."

ROSETTA :- "Barba..no parlà coscì.." (si avvicina)"No saveivo che t'éi anche filosofo"

BACICCI¬†¬†¬† :- "Ma quae filosofo..No gh'e m√ęgio scheua che a vitta, se ne semmo ricav√† insegnamento.. se no a straggemmo e se semmo mette via, quarche v√≤tta, o pres√Ľmin e avei anche √Ľn po' de √Ľmiltae.. se savemmo f√† esperienza de l'esperienza di √§tri" (va verso T√ęxo che ascoltava in silenzio) "Roset-ta, Luigin.. no gh'√® problema p√© o sc√ģto.. ghe poei st√† fin che vorri√©i"

VITTORINN-A:- (alla quale in fondo spiace questa conclusione)"Ma.. comme mai?"

BACICCIA ¬†¬†:- (guardando T√ęxo)"Mi e a T√ęxo emmo deciso de mette sci√Ľ o nostro n√Įo"

LISCIANDRO:- (che non riesce pi√Ļ a reprimere, fa il gesto del..sedere) "CHE¬† C.. AFFORT√õNNAE!" (Con Vittorinn-a da sfogo al suo malumore)

ROSETTA¬† :- (andando verso T√ęxo)"Oh, T√ęxo, son proppio contenta pe' l√©"

VITTORINN-A:- "Ou creddo ca l'è contenta..!"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (d√† un'occhiata a Lisciandro e Vittorinn-a,¬† parlando ai nipoti)"Ve vegno ben comme.. lalla neigra?" (sorridono divertiti tranne Vittorinn-a e Lisciandro)"Ma me gh'√® vosci√Ľo squaexi quarant'anni p√© infi√† in ta n√†ssa questo bello lo√†sso.. " (d√† un buffetto affettuoso sulla guancia di Baciccia)

BACICCIA¬†¬† :- (a T√ęxo, con tenerezza)"E ti, ti m'hae averto a porta anche se a mae valixe a l'√©a solo pinn-a.. de vento"

VITTORINN-A:- (a Lisciandro)"T'hae accpìo che commedia?"

ROSETTA¬†¬† :-(sorridendo a T√ęxo)"Cosc√¨ quande mi pensavo co l'arrivesse con mogg√©.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (interrompendo)"..de colori e con di figgi.."

ROSETTA   :- (con le mani sui fianchi, guarda i due con finto cipiglio)"Sei proppio duì belli ganci.. stae proppio ben accubbiae" (sorride)

BACICCIA   :- "E òua.." (si frega le mani soddisfatto)"..gh'è n'ätra sorpreiza.."

TUTTI         :- (guardano e fanno scena)

BACICCIA¬†¬† :- "Eh, eh.. no v'ho anc√≤n d√Įto c√∂se ho sacci√Ľo da o mae amigo Marasciallo Caputo"(pausa che se la gode)"A mae valixe.. a no l'√® ci√Ľ pinn-a d'√§ia..eh, eh.. son staeti rec√Ľperae quaexi t√Ľtti i mae risparmi ricavae d√§ vendita do ristorante e, quante primma, arrivi√† n'acconto.. picc√¨n.. de solo QUARANTAMILLA DOLLARI ."

LISCIANDRO:- (balbetta)) "Eh?..qua-qua-quarntamilla dollari..

BACICCIA :- "..In sciè DÛXEMTOMILLA CHE MEVEGNAN"

LISCIANDRO:- "D√õ..D√õXENTOMILLA.. ho accappio ben?"

LUIGIN¬†¬†¬†¬† :- "Quande ti veu t'accapisci s√Ľbito"

VITTORINN-A :- (si agita sulla sedia)  Ceuve de lungo in sciò bagnòu!"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (stupita)"Ma m√¨.. no ne saveivo ninte"

BACICCIA :-(a T√ęxo)"O sai√† o regallo do mae matrimonio, anzi..do nostro matrimonio ..anche se gh'√® a sval√Ľtazi√≤n gh'emmo tempo de g√∂dise e nostre fadighe ..tanto gente ca-a, ci√Ľ o tempo o passa e ci√Ľ se sval√Ľtemmo anche noi√§tri"

LISCIANDRO:- (sempre stupefatto, balbetta)"..d√Ľ-d√Ľ√ßento mi-milla dollari.."

LUIGIN        :- "CHE POMELLI EH, LISCIANDRO?"

LISCIANDRO:- (che non sa pi√Ļ come comportarsi)"Pomelli?.. Ah, z√†..pomelli.."(resta a bocca aperta)

LUIGIN       :-  "Saera quella bocca.. manamàn gh'intran e mosche"

LISCIANDRO: "Eh?.. Ah!.. Eu!

BACICCIA¬† :- (ai nipoti)"Staeme a sent√¨.. voi√§tri, se vorriei, poei continu√† a st√† in te questa casa, ch'√©i tegn√Ľo cosc√¨ ben.. e senza anscietae.."(guardando T√ęxo)"No creddo che noi√§tri aviemo di eredi.."

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-¬†"E l'√® corpa mae se ti te ghei appens√≤u solo che quarant'anni?"

GIOVANNI :- (entra in scena dall'esterno e siavvicina a Baciccia)

BACICCIA¬† :- (se ne avvede e rivolto ainipoti)"Per√≤.. c√ľxo o no c√ľxo.. carta canta e vill√†n dorme.. me firmi√©i √Ľn bello contratt√¨n.. e me paghiei a pix√≤n.." (a Giovanni) "E ti, Giovanni, fatte sci√Ľ e maneghe e, con a teu Stefania,.. st√Ľdia √Ľn po' meno.. se semmo accap√ģi. Sei anc√≤n t√Ľtti du√¨ zoveni comme l'aegua.. va ben che l'am√ī o risolve tante c√∂se ma, ricordaeve che l'am√ī, da solo, o l'√® √Ľn po' comme o f√Ľmme.. o no l'√¨mpe a pansa"

LUIGIN¬†¬†¬†¬†¬† :- (rivolgendosi a tutti)"A v√≤tte e c√∂se che p√†n br√Ľtte se reg√ģan pe' o m√ęgio"

ROSETTA:- "Me sa tanto ch'emmo da brindà ai spösi"

T√čXO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Me fae vegn√¨ rossa.. ma son contenta perch√®, anche se no gh'emmo ci√Ľ l'axillo di vint'anni .. gh'emmo d√§ nostra che AM√Ē V√čGIO O NO FA' DE R√õZZE!" (abbraccia commossa Baciccia mentre si chiude il sipario)

F  I  N  E


[1] Chiappella- Ex Ospedale militare distrutto dai bombardamenti

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