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UNO E BASTA

di Adriano Bennicelli e Michele La Ginestra

via G. B. Morgagni 50, Roma

06.4403929 – 338.6543031

adriano@opusincertum.it

www.adrianobennicelli.it


Giocatori: 8

La scena è divisa in due: ai lati, nella parte anteriore ci sono le due postazioni per Agostino e Bianca, e, dietro, il luogo in cui si muoveranno gli spermatozoi. Per semplicità le chiameremo “Ago e Bianca” e “Spermatozoi”.

AGO E BIANCA

Una musica introduce la scena. Agostino è al computer. Dopo un po’ che digita la musica si fa altissima. Agostino dice verso la finestra, prima a bassa voce, poi urlando:

“Volume…. Volume ….VOLUMEEEEE!” La musica si abbassa, lui riprende a digitare.

Agostino: (alza la testa dal computer) Sono un ghostwriter. Detto così sembra una figata. No. Ghostwriter è una parola anglosassone composta. Composta, nella fattispecie da altre due parole: ghost_fantasma, writer_scrittore. Cioè sono, si, uno scrittore, ma sono anche un fantasma, qualcuno che non esiste, che non c’è. E che scrive, avendo talento nel farlo, al posto di qualcun altro che esiste, ma che non può o non sa scrivere. Nel mio caso, a causa di una congiuntura sfavorevole legata alla crisi del settore editoriale e all’influenza negativa di marte nel segno della vergine…il mio, non esiste nemmeno colui per cui io dovrei scrivere, sono cioè uno scrittore fantasma di un fantasma scrittore. In pratica il mio editore, causa ristrettezze economiche, mi ha affidato sul suo rotocalco femminile la cura di una rubrica di posta, “Rottincuore”. Io, sotto pseudonimo, dovrei dare risposte esaurienti a lettrici che vanno dal turbato sentimentale al disturbato mentale, su temi di cui io non so assolutamente niente, e che cominciano tutte allo stesso modo…

Bianca:         (dall’altra parte della scena, davanti ad un computer) Gentile donna Amalia…è la settima email che le scrivo. Nel caso le precedenti fossero andate smarrite, le ricordo brevemente il mio problema. Nell’appartamento di fronte al mio vive un ragazzo. Egli è molto dolce, carino, simpatico, single. Credo sia uno scrittore, perché passa ore ed ore al computer….

Solo che egli sembra non accorgersi di me. Ho escogitato di tutto per renderlo consapevole del turbamento che infligge al mio cuore indifeso. Poiché a tempo perso mi diletto nello scrivere poesie, ho anche scritto per lui duecentosettanta liriche d’amore, e gliele ho gettate nella sua finestra aperta a forma di aereoplanino, con la cerbottana, con la fionda!.. ma egli sembra ignorarle e se mi incontra giù in strada non mi degna di uno sguardo. Gentile Donna Amalia, la prego, mi dica cosa posso fare per incatenare il suo cuore al mio per l’eternità, poiché nel desìo del suo amplesso, la mia voluttà si liquefà… Si lìquefa… Si liqueface. Si squaglia. Sconfortata ’74. Return. Ritorno.

Agostino: (suona il computer) C’è posta per me. (finto) Che bello, che bello, chi sarà che mi scrive? Vediamo immediatamente.  Gentile donna Amalia…È l’ottava volta che le scrivo…. Oddio!

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Questa è quella che scrive le poesie…. (legge) “… 270 liriche ...ma egli si ostina a non

leggerle…non so come attirare la sua attenzione…. Sto pensando di bucare le ruote al suo

motorino…” le ruote…? Ma che sei matta?! qui tocca che le risponda! Cara amica, il tuo problema… mi rimbalza. Canc Canc Canc. (ci pensa su) … il tuo problema …..è molto più

comune di quello che puoi pensare. Ecco, si. E’ molto più comune di quello che puoi pensare. (sconfortato, accende lo stereo) Musica.

SPERMATOZOI

Testost.:     Respirare! (si alza la luce, i movimenti al buio appena accennati diventano esercizi ginnici) Cinc, se, set, ot! Cinc, se, set, ot! Inspirare col naso, espirare con la bocca! Cinc, se, set, ot! Veloci, veloci! Correre, correre!

Antonio:      (staccandosi dal gruppo, boccheggiante) Capo… bello, eh! Perché è bello. Movimento, vita sana, all’aria aperta…. Oddio, aperta! Qua dentro! Però è bello. Si sta in compagnia…

buon spirito cameratesco… tutta bella gente… però, mi chiedevo… ma perché?!

Pamelo:        (si ferma anche lei ansimando, e così, piano piano gli altri) Non si offenda, ma lo sa che mi chiedevo anche io la stessa cosa? So’ 40 giorni che stiamo chiusi qua dentro…. Cioè bel

feeling, sicuramente! Energia positiva! Però… non si potrebbe andare a prende una boccata d’aria?

Gaspara: Eh! Magari solo un oretta! Giusto per vedere fuori come è fatto, una passeggiatina….

correndo! Ecco, un po’ di jogging! E poi, buoni buoni, ce ne torniamo, eh?

Gino:             Si, capo, per favore! Promettiamo che staremo dentro prima di mezzanotte… e niente alcolici! …magari giusto una birretta…. (agli altri) promettiamo, vero? E promettiamo!

Tutti:             Si, si, lo giuro! Me possino cecamme! Un giretto piccolo così!

Testost.:     Un giretto! Tanto per evadere! E magari ora mi chiederete anche le chiavi della macchina….

Antonio:  Va beh, mo’ la macchina…

Pamelo:       Beh, se non le serve…. La benzina però la mettiamo noi, eh!

Testost.:  Deficienti!

Antonio:  Lo sapevo che non la prendeva bene…

Gino:             Ma che ti è saltato in testa!

Testost.:  Ma chi vi credete di essere, i ragazzi del muretto?

Gaspara: (al compagno vicino) Chi so’ i ragazzi del muretto?

Pamelo:       Hai presente un muretto?

Gaspara: No.

Pamelo:       Vattela a pija in saccoccia! Capo…..

Testost.:     Siete degli spermatozoi!! E questo testicolo non è un albergo! Cominciamo proprio bene! Avete idea che fecondare un ovulo sia un gioco per signorine? E la vita? Tutte rose e fiori, vero? Tutte cose belle! Bene, ora ascoltate…la prima cosa che vedrete nascendo è la


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faccia di un ostetrica, tu hai mai visto un’ostetrica bella, 5954?

Pamelo:       Io proprio non ho mai visto un’ostetrica.

Testost.:     Come metti il culo fuori, ti prende per le gambe e ti massacra di sganassoni finché non piangi! E’ la prima umiliazione della tua vita, dopo appena 10 secondi! E sarà così tutta la vita. Siete proprio sicuri di volere andare a fare una passeggiata fuori?

Pamelo:       Beh, magari io rimango ancora un po’ a fare flessioni sulle gambe, giusto per potenziare i quadricipiti…

Testost.:  Brava, 5954! E ora Correre!!! Cinc, se, set, ot! Cinc, se, set, ot!

AGO E BIANCA

Bianca:         (leggendo) Gentile Donna Amalia, è la nona email che le scrivo. (corregge) Che ti scrivo.

Due so’ le cose: o c’è un intasamento repentino del server….Oppure a te de li drammi

miei non te frega niente! Non si spiega altrimenti il tuo silenzio riguardo il mio problema sulle pagine di “Rottincuore”. L’altro giorno, presa dallo sconforto, ho tentato il tutto per tutto: mi sono messa davanti la finestra, ho preso il telefono – non c’era nessuno al telefono, stavo a fa finta – e ho cominciato a strillà “adesso se non la pianti de fa lo stupido con me… esco col primo che capita!” Dopo due secondi hanno suonato … ho aperto la porta… Era il portiere, che m’ha fatto l’occhiolino e ha detto: primo? Perché a noi poetesse non ci capisce nessuno? Amareggiata ‘71

Agostino: Poi ce ne fosse una che si firmi Maria Rossi da Brescia, no! Amareggiata ’74. Distrutta ’77. Sbrindellata ’84. Che a volta stento anche a capire: è nata nell’84 o ci ha proprio 84 anni! Ma si! Sono tutte uguali! Mi scrivono di problematiche per me incomprensibili, drammi di gelosia... problemi ginecologici… a me! brillante laurea in lettere, 110 con lode, alla libera università degli studi la Sapienza, con una tesi sull’esistenzialismo ungherese tra le due guerre! Allora ditelo, me state a pijà per culo! Gentile Donna Amalia… te stamo a pijà per culo!

SPERMATOZOI

Testost.:  Cinc, se, set, ot! Cinc, se, set, ot!

Gino:             Capo, scusi se la domanda può sembrare un pò scema, ma…. Che bisogno c’è di fare

tutte ‘ste corse? ‘Sta cosa non si potrebbe fare con calma?

Testost.:     Ah, ah, ah! Bella questa! La calma! 13015! La calma non è la virtù dei forti, è quella degli ultimi! E noi, qui, ci stiamo addestrando, meticolosamente, per arrivare solo ed

esclusivamente primi!

Gaspara: Eeeh, via capo… come si dice, in fondo l’importante non è vincere, l’importante è…

Testost.:  Taci!

Gino:             E taci!

Testost.:  712, pensi veramente che il nemico userà con te la stessa accortezza? Dopo di lei! Ma no,


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si figuri, prima lei! Lì fuori è una Gomorra!

Gaspara: Oh, che è una Gomorra?

Pamelo:       Eh... E’ come una Sodoma, però meno. Molto meno.

Testost.:  L’unica è correre più del nemico. Non c’è altra possibilità.

Antonio:      Si, va beh, capo… però pure questo nemico… sono 40 giorni che ne sentiamo parlare…”taci che il nemico ti ascolta”… qui sembra di essere nel deserto dei tartari…

Gaspara: Oh, e mo’ che è il deserto dei tartari?

Pamelo:       Hai presente quando uno non si lava i denti?

Gaspara: (annuisce. pausa) No.

Pamelo:       Si sente!

Testost.:     Ricordate tutti queste parole: questa è una scuola, una squadra, qui ci si aiuta tutti gli uni con gli altri, chiaro? (entra 600) Ma bene! Cosa vedo! Un ritardatario!

Antonio:  Ma che hai fatto?

Testost.:  Ci siamo alzati tardi questa mane? Non è suonata la sveglia? Difficoltà di parcheggio?

Falloppio: No, capo. Non è colpa mia. E’ che ieri, durante l’allenamento, ho preso una brutta storta…ho messo un piede in fallo…

Antonio:  Ha messo un piede “in fallo”… c’è un doppio senso! …il piede…il fallo….

Testost.:  Questo non è bene. Non è affatto bene 600.

Falloppio: Beh, capo, la ringrazio della sua preoccupazione ma.. credo proprio che sia un fastidio da nulla. Magari con un po’ di riposo…

Testost.:  Non è bene. Non è proprio niente bene… (se ne va).

Falloppio: Va beh, che esagerazione… ora ci passo un po’ di pomata, magari un calza elastica, e fra sei, sette giorni torno ad allenarmi, no?

Antonio:      600, ma ti sei visto? Lo spermatozoo zoppo! Hai idea di quante barzellette scriveranno su di te?

Falloppio: Oh, e che è ora tutta sta prescia! Se tutto va bene vivremo fino a ottant’anni. In Italia la vita media si è pure allungata… mo’, pure se nasco 10 minuti dopo..

Antonio:  Sei piotte… non lo hai sentito il capo? La vita non è per gli ultimi.

Falloppio: E perché no?

Antonio:  E perché… perché

Gino:             A regà… ma voi lo avete capito il perché di tutta questa corsa? Voglio dire… seicento ha ragione! Qui dentro, chi prima, chi dopo, si nasce tutti… ma che ce danno un premio se arriviamo primi?

Gaspara:     Ma lo sai che non ci avevo mai pensato? Anzi, lo sai che ti dico? Che nascere per ultimi è pure meglio. Lo sanno tutti che i fratelli minori sono i più coccolati…

Gino:             Dicono pure i più intelligenti!

Falloppio: E allora beati gli ultimi! …che dite, una piccola pausa ce la siamo guadagnata? (siede)

Antonio:  Ma che fai?


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Falloppio: Mi riposo. Time out. (sconcerto intorno) Oh, ma che ce stiamo ad allenà pe la champions league?! Un attimo! Poi riprendiamo…

Antonio:  (ancora sconcerto) Va beh… un attimo…. Però se torna il testosterone… ci parli tu, eh?

Quello è un ormone, lo sai come so’ fatti… gli rode subito. (siedono).

Gino:             Eppure c’è qualcosa che mi sfugge… Correre va bene, lo sanno tutti che la corsa fa bene al fisico, così diventiamo tutti bambini belli e sani, pronti per la pubblicità in tv, però ...se fosse vero questo… la cosa presupporrebbe la nascita di soli bimbi belli e sani… e tutti sanno anche che non nascono solo bimbi belli e sani.

Pamelo:       Elementare, Watson. Se non ci fossero casi come quello del qui presente sei piotte….

Uno spermatozoo zoppo e poco allenato che diventerà un bambino cagionevole e sfigato!

Falloppio: Ma ce sarai!

Gino:             Ma il problema non è questo! Ragioniamo: quando arriverà il momento, nuoteremo lungo l’epididimo, finche arrivati al cospetto del grande uovo ci tufferemo tutti al suo interno tenendoci per mano… e tante vite prenderanno forma: chi bello, chi brutto, chi alto, chi basso, ma staremo tutti lassù, no? (gli altri annuiscono) E allora, perché corriamo?

BIANCA

Bianca:         Che poi non è che uno pretende, per carità, gentile donna Amalia. Sembra che uno cerca

il principe azzurro, la passione, l’amore eterno, la storia sognata con l’uomo della finestra

di fronte, come nei film … ma de che? Io me vojo sposà! Io me devo sposà! C’ho

trentun’anni! Ma che non lo so che dopo una certa età la donna è come i sofficini al

supermercato? Scade! Pare che ce l’abbiamo scritto in fronte: da sposare preferibilmente

entro i trent’anni! Ma perché che succede dopo? Puzziamo? Sappiamo de tappo? Io,

preferibilmente, me sarei pure sposata, se qualcuno me lo avesse chiesto. Non me l’hanno

chiesto. Donnamà Io – mi - voglio spo-sa-re. E magari fare pure un figlio. Ho cominciato a

cinque anni a giocare a mamma e figlio…a fare a cazzotti per chi faceva la mamma

…Fanno presto a giudicare i maschi… E’ che le femmine sò più mature da sempre. A

cinque anni hai già la maturità di una di sette. A dodici sembri una sedicenne. A diciotto

vai d’accordo coi ragazzi di venticinque … e sto anticipo aumenta, aumenta … ogni anno

ne guadagni almeno tre. Per esempio: sembra che me roda il culo adesso? Donna Amà,

questa è un’incazzatura del 2016!

SPERMATOZOI (sdraiati, si riposano)

Pamelo:       Bianca…. Bianca!

Gaspara: (si gira cercando qualcuno) Ma che ce l'hai con me?

Pamelo:       Eh! Bianca!

Gaspara: (ride) Carino! Mi piace! …Marco!

Pamelo:       No…


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Gaspara: Perché? E' carino! …Carlo!

Pamelo:       Nooo…

Gaspara: Manco? Bernardo…Bernie, Bianca e Bernie!

Pamelo:       Si… e poi ce mandano a fare i cartoni animati…. Noo! …. Pàmelo!

Antonio:  Pàmelo? Pare il nome di un pornodivo!

Pamelo:       E che ti importa? Stamo a giocà! (rivolto agli altri) Ragazzi! Pensavamo, questo fatto dei numeri…. Sta cosa un po' alienante… perché… così… per gioco…non ci diamo dei nomi

veri!

Falloppio: Nomi veri?!

Pamelo:       Si! Dei nomi che ci piacciono! Così, tanto per prendere dimestichezza con la vita futura.

Antonio:  Io, personalmente… mi prendete un po' alla sprovvista…. Non ci ho mai pensato…

Pamelo:       Beh, pensaci! Tanto prima o poi dovrai nascere caro… Lapo!

Antonio:  No! Lapo no! Casomai qualcosa di più moderno, più al passo coi tempi… Manolo!

Pamelo:       Stamo in Italia…

Antonio:  Johnathan!

Gino:             Stamo in Italia…

Antonio:  Tomas!

Tutti:             Stamo in Italia…

Antonio:  Eeee.. va beh, In Italia, mica in Iran! Che uno non si può chiamare come gli pare?

Falloppio: Ma no, dai… c’ha ragione lei, una mamma in Italia non ti chiamerebbe mai Manolo.

Antonio:  No?

Tutti:             No…Nooo…mica.

Antonio:  Allora…. Antonio!

Gino:             E perché Antonio?

Antonio:  Ma… faceva piacere a mamma… ci si chiamava mio nonno…

Gino:             Ma se neanche lo sai chi è tuo nonno!

Antonio:  Perché, invece so chi è mi’ madre?

Gino:              E manco lo saprai mai se tuo padre qui fuori non si decide a fare quello che deve fare! Hai

capito? T’hai da sbriga’! Voio uscì! Voio uscì!

Gaspara: Dai, calmati! Vedrai che a breve qualcosa succede! Ma poi che dovrai mai fa’?

Gino:             Ma che ne so! (ci pensa)… mi chiude il garage?

AGOSTINO

Agostino: Gentile donna Amalia, frequento il primo liceo scientifico a Roma e vivo la mia pubertà in condizione di estremo disagio, poiché all’età di quindici anni non ho avuto ancora rapporti, esponendomi all’ilarità e al dileggio delle mie amiche. Help me, i pray you. Timida ’88. I pray you? Ma come parli?Allora… cara timida ’88…

a) Pubertà viene da pube. Presuppone un'età contrassegnata da un uso notevole del pube


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stesso. Stai a usà er pube? Me pare de no. Allora chiamiamola in altro modo, è una questione di correttezza idiomatica. Ci tengo.

b)Non avere rapporti a quindici anni non è poi così grave, a quindici anni si gioca con le bambole, a casa mia. Magari a diciotto potresti cominciare a pensare alla tua condizione di illibatezza, pur senza drammatizzare la cosa, visto che è solo a 22, 23 anni è lecito cominciare a stizzirsi. Giusto? A 26, 28 anni si, che sarebbe lecita da parte tua una qualche forma di allarmismo, e da parte delle tue amiche tutto il ludibrio possibile, ciononostante consolati, consolati al pensiero della presenza al mondo di ragazzi nella tua stessa condizione. Ma no a quindici anni! A trentuno! (indicando se stesso) hai capito?!!

c)Ma ‘ste amiche tue che la danno così a pioggia… Ma ‘ndo stavano quando c’avevo 15 anni io?

SPERMATOZOI

Antonio:  E tu, 712?

Pamelo:       avevamo detto Bianca…

Gaspara:     In verità a me piacerebbe un nome che finisse con una consonante esotica, tipo la cappa…. Deborah!

Gino:             Ma che stai a di’? La cappa? Deborah finisce con l’acca!

Pamelo:       si, buonasera! L’acca! Deborah finisce con la “a”… due b e la a finale: Debbora”!

Gaspara: E a me piace con la cappa! Stiamo giocando o no?

Gino:             Deborak! La sorella di Diabolik!

Antonio:  E tu. Seicento?

Falloppio: No.. guardate, questo gioco proprio non fa per me, non ho proprio idea.

Antonio:      Aaah, e squotiti! Fai uno sforzo di fantasia! Violentati! Un nome che ti piace, ce ne sarà uno!

Falloppio: Ma, sapete, io non sono vanitoso … non ho tanti grilli per la testa…

Pamelo:       I grilli?! Sei piotte! Ma tua madre ti dovrà pur chiamare in qualche modo…. Come ti

identifica? Col codice a barre!?

Falloppio: Eeee…

Gaspara: E dai!

Falloppio: Eeeee… un aiutino?

Gino:             Dio, che piattezza!

Falloppio: E vabbeh… almeno come comincia!

Antonio:  Con la C.

Falloppio: Ah, e finisce…?

Antonio:  In “one”

Falloppio: Ciambellone?

Gino:             E dai! Insomma, qualcosa che ti piace, che ti ricorda qualcosa…


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Falloppio: Ci sono! Falloppio!

Antonio:  Come l’inventore delle turbe?

Pamelo:       Si, psichiche! Tube! Tube!

Gaspara: Che poi che so’ ste tube?

Antonio:  Come che so’ le tube… qui negli organi riproduttivi maschili non ci sono i tubi?

Gaspara: Certo, è pieno di tubi.

Antonio:  Eh, e le femmine c’hanno le tube.

Gaspara: E io chissà che mi credevo!

Pamelo:       Però lo sai che è carino Falloppio?

Falloppio: Ti dico!

Gino:             Un po’ lunghetto…

Gaspara: Beh, c’è sempre il diminutivo, che preferisci.. fallo? …no, scontato!

Antonio:  Oppio!

Pamelo:       …che te sei fumato! Andiamo avanti… e tu, 13015?

Gino:             A me? A me piacerebbe tanto….. Ogino!

Gaspara: Ogino? Come quello …del metodo?

Pamelo:       Mi sembra un po’di cattivo gusto…(tutti fanno gli scongiuri)

Gino:             Ma, no… che c’entra… a me piace il suono, così virile! Così fiero! Così maschio! Ogino Knaus!

Pamelo:       Ah, ah, ma sentila! Te possino!

Antonio:  A parte il fatto che Ogino Knaus non è nome e cognome ma so’ due! Ogino e Knaus…

Gaspara: Ma veramente?

Antonio:  So’ due?

Pamelo:       Come Stajo e ojo!

Antonio:  Come Stasky e Hutch … si.

Falloppio: come Gary Cooper!

Gaspara: Ma va…

Antonio:      Ma poi… Ogino è un nome da maschio. Tu… si vede lontano un chilometro che nascerai femmina!

Gino:             (come angosciata) No… Io…Io sarò un bambino!

Antonio:  Si, un bambino! (tutti ridono) Oginetto! Senti… mica si nasce a Firenze …

Falloppio: …o’ Gino! Te t’ha bevuto la ‘oha ‘ola ‘olla ‘annuccia orta, in un bicchiere di carta?

Antonio:      … quindi, se mai, Gino! Ma poi, guardati! Voce delicata, movenze effeminate, spiccata tendenza allo scassamento de palle … nascerai femmina! Gina! Mi sembra evidente!

Gino:             Ma che c’entra l’aspetto esteriore! Il sesso lo determina quello che ti senti dentro! E io dentro sono maschio, ma non lo vedete?

Pamelo:       Ma falla finita! Ogino!

Gino:             Ma no…scusate…


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Falloppio: Ti stai rendendo ridicola, dai smettila!

tutti:               Gina, Gina…

Gino:             Basta! Finitela, ho detto! Dentro dovete guardarmi! Dentro!

Pamelo:       (silenzio) Guarda che stavamo scherzando.

Falloppio: Ma si, dai, si giocava alla vita, no?

Antonio:  Un po’ di razzismo… ma così… pe’ ride!

BIANCA

Bianca:         Gentile Donna Amalia…. (canc canc canc) no, Gentile Amalia… Anzi, gentile de che? Sei

una cafona, che manco me rispondi! Amalia! So’ sempre amareggiata ’74, più che amareggiata, so’ proprio… incazzata! E’ l’undicesima mail che ti scrivo, te fossi degnata di una risposta! Allora sai che ti dico? Faccio di testa mia. Tanto le minchiate di consigli che dai a noi povere amareggiate me li so dà pure da sola. Sto attuando da giorni con la preda una tattica che nemmanco i Vietcong coi prigionieri di guerra: ho rivolto le casse dello stereo contro la palazzina di fronte imprimendo alla performance sonora svariati decibel di potenza, affinché, colpito e affondato nel sistema nervoso, egli rivolga nei confronti delle mie persiane un riscontro di qualsivoglia tipo. Mi basta pure un vaffanculo… basta che si accorga di me. A quel punto scatterà la fase due: l’attacco frontale! Armata del mio sex appeal farò irruzione nella sua casa e nella sua vita. Ed egli sarà impossibilitato moralmente e fisicamente a dirmi di no!

Agostino: (suona il computer) Chi è? Ah c’è posta per me. Amalia…. Egli mi prende l’anima… oddio!

Ancora Amareggiata ’74! A Amareggià e mo’ mi hai stufato! Cara amica.. è il momento di agire. Prendi il diavolo per le corna. Affronta il problema di petto. Ricorda, meglio un giorno da leoni che cento da pecora, fortuna audaces iuvat, non gettare oggetti dal finestri …no, questo non c’entra …Insomma, punta la preda prima che qualcun’altra te lo soffi …Il mondo non è dei secondi! Invio! Ma vaffanculo!

SPERMATOZOI

Gaspara: Tu una volta nata che farai?

Pamelo:       Eh, cosa farò… ce ne sono cosi tante di cose da fare nella vita, come si fa a decidere già da adesso? E tu?

Gaspara: Io? Io le voglio fare tutte le cose! Proprio perché la vita è così piena di cose da fare….

Pamelo:       Va beh… dinne una.

Gaspara: Ma , non so...però la prima cosa che faccio quando nasco è uno strillo.

Pamelo:       Uno strillo?

Gaspara: Si! Ma non uno strillo normale, voglio strillare per tre quarti d’ora di seguito!

Pamelo:       Te diverti con poco! E perché?

Gaspara: Perché così tutti nella sala parto, mamma, papà, l’ostetrica, tutti, si metteranno paura e


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penseranno: sta male, è sofferente, oddio, mia figlia è anormale!

Pamelo:       E fa ride?

Gaspara: Si! Perché ad un certo punto arriverà un dottore, bello, alto, con un camice bianchissimo…

e gettandomi un solo sguardo, diagnosticherà: la bimba è in salute!

Pamelo:       E allora lo strillo?

Gaspara: Zitta. Mi alzerà a due metri da terra e mostrandomi a tutta la sala parto, dirà:

Con questo naso, che può abbracciare

Tutti gli odori dai campi al mare

E milza e fegato in abbondanza

Che per mangiare non basta ‘na panza

E lobi e timpani per ascoltare

Quello che l’ugola riesce a stonare

E con quest’ occhi e queste braccia

Per abbracciare e guardare in faccia

Tutta la gente che può incontrare

A voi non sembra sia il caso di urlare?

(gli altri prestano attenzione)

Con questo stomaco che è sotto al cuore

Ma pulsa più di quello ad ogni umore

Con questa faccia che chiede d’amare

Che vuoi che faccia se non…. URLARE!

(Tutti si guardano, quindi cominciano ad urlare correndo sul posto e riprendendo gli esercizi) Parte musica che sconfina a tutto volume nella scena di Agostino e Bianca

AGOSTINO E BIANCA

Agostino: Volumeeee! Volumeeee! Insomma basta! Qua c’è gente che lavora!

(passa davanti alla finestra) Ma che so’ tutte ste cartacce sempre sotto la finestra! (si affaccia) A regazzi’ la famo finita co? sti aeroplanini? …Signora! Dice ai suoi figli di abbassare lo stereo?

Come non sono i suoi figli? Non diciamo stupidaggini per cortesia! La musica viene proprio dalla sua finestra! Ah, è lei? Embeh, abbassi il volume! Ma come “venga qui ad abbassarlo lei”! Ma io chiamo la polizia! Chiamo l’amministratore! Ma guarda che gente!

Questo non è un condominio è un centro di igiene mentale! Ma ti pare che uno lascia le persiane aperte e qualcuno ti ci scarica la pattumiera! Che è ‘sta roba? (raccogliendo una carta)

“Se questa senza di te è vita, che sarà la morte?”.

Certo, una volta ‘sti baci perugina portavano molto meno sfiga….


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SPERMATOZOI

Testost.:  (entrando ) Brava, 712! E da quando in qua scrivi poesie?

Gaspara: Boh! Da adesso, credo!

Testost.:     Fantastico, uno spermatozoo poeta! E d’altro canto quale arte migliore della poesia per celebrare la grandezza della vita! E da cosa pensi ti derivi tutta questa arte?

Gaspara: Beh, certe cose si ereditano, sa… mamma è poetessa…

Antonio:  Ma de che?

Testost.:  Grande! Una figlia d’arte! E abbiamo qualche altro fine dicitore in questa accolita?

Coraggio! Siete tutti fratelli… ci sarà qualche altro beneficiario dell’arte di mamma, no?

Una poesiola… un pensierino…. Un pensierino su questa mamma!

Falloppio: Ce ne ho uno io!

Testost.:  Sentiamo.

Falloppio: E’ sulle mamme… ma pure un po’ sull’uguaglianza…

Testost.:  Avanti.

Falloppio: Di come al mondo il sentimento di fratellanza unisca i fratelli…

Testost.:  Prego…

Falloppio: Tutti uguali e tutti parimenti…

Testost.:  E annamo!

Falloppio: Si… allora: Ogni scarafone è bello a mamma sogliola!

Testost.:  Sogliola?

Pamelo:       e che vuol dire?!

Falloppio: E che ne so… se ne parlava pocanzi in una gonade…

Antonio:  ma no fa così: …di mamma …ce n’è una sogliola

Pamelo:       sola!

Antonio:  una sogliola sola!

Testost. : bello, bravi…Dante… Petrarca! Chi non ha dedicato almeno una lirica alla mamma! E, d’altro canto anche i poeti sono stati bambini. E prima ancora, sono stati come voi…Beh, sappiate una cosa, la fuori vi aspettano strade recintate di cassonetti!

Gino:             In che senso?

Testost.:  Cassonetti di tutti i tipi, di tutti i colori, miliardi di cassonetti! Ovunque!

Gino:             Beh, mi sembra una soluzione igienica e civile…

Testost.:  Cassonetti differenziati… immondizia, vetro, carta...

Gino:             Si, l’ho sentito, ora va molto il riciclaggio…

Testost.:  Plastica, alluminio… bambini.

Gaspara: Come bambini?!

Testost.:     Vi fa piacere pensare a qualcuno disposto a perdonare qualsiasi marachella siate in grado di fare, vero? Di mamma ce n'è una sola, proprio lei potrà mai condannarvi? E no! Cari miei, di mamma non c'è ne è una sola. Dentro ad ogni madre ce ne sono sempre almeno


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due. Una è quella che compone la folla delle tante icone che voi bambini create per darvi un sostegno nella vostra incerta esistenza, quella per la quale i figli sono piezz’e core. L'altra…. vi odia! Vi considera mostri! Quando sarete capaci di svegliarvi ben undici volte

consecutive nell’arco di una sola notte, avanzando richieste a casaccio pur di attirarla al vostro capezzale: acqua, latte, pipì, popò, papà… la vostra cara mamma, avvilita, affranta, e già sull’orlo del davanzale, meditando l’estremo gesto inconsulto che possa restituirle il sonno, guardando in basso scorgerà tra un auto e l’altra la sagoma rassicurante dell’unica cosa che al mondo potrebbe darle tranquillità. Un cassonetto!

Gaspara: Ma è orribile!

Falloppio: Mia mamma non lo farebbe mai!

Testost.:  Basta il pensiero!

Antonio:  ‘cci sua!

Testost.:     Qui non abbiamo bisogno di poesia! Ma di allenamento! Da un momento all’altro li fuori potrebbe succedere “la cosa”, e tutti voi dovrete correre giù per l’epididimo prima che “la cosa” sia finita! O pensate di recitare qualche poesia nel frangente?

Gino:             Capo…ecco, appunto…a proposito di questa celeberrima “cosa” di cui sentiamo parlare da un bel po’…

Pamelo:       Eh… non ci potrebbe dare un minimo di spiegazione…

Gaspara: Un aiutino….

Testost.:  Ma sentite! Nemmanco siete nati e già avete la curiosità di un bambino di sette anni!

Antonio:  (risata sonora) Ah non era una battuta?

Testost.:     Vabbe’, diciamo …che perché la “cosa” funzioni ci vogliono un uomo e una donna… nella fattispecie la vostra mamma e il vostro papà….

Gaspara: Mamma…

Gino:             Papà…

Testost. : Tanto amore….

Falloppio: L’amore …

Antonio:  L’amore…..

Testost.:  La passione!

Gaspara: Iiii! La passione!

Testost.:  …una cicogna….

Pamelo:       ‘a cicogna??

Testost.:  Ve sto a pijà in giro…. (ride come un idiota)

Pamelo:       Ma è un deficiente!

Antonio:      Capo… io l’avevo capito che stava a scherzà! Infatti prima avevo riso… Questi so’ proprio ingenui! Oserei dire del tutto inadeguati ad un atto virile e determinato come una nascita. ‘A cicogna! Ve possino! Lo sanno tutti che i bambini…. Alla base c’è proprio un discorso di

unione…. Mi corregga, capo… però è proprio un discorso di….no? Voglio dire… io e lei lo


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sappiamo come nascono i bambini.. prendiamo una mamma. Perché una mamma sia gravida… e andiamo su! E’ come il fiore e l’ape, no? Nel senso che… no? ….Eh?

(testosterone esce) …. Oh! E mica te lo dice! E’ peggio di un genitore!

AGOSTINO E BIANCA

Agostino: (Suona il campanello della porta) Ma stasera non si riesce a lavorare! E poi chi è a quest'ora? ...Cioè..."a quest'ora"..... chi è? Punto. Qui non viene mai nessuno! (il

campanello continua. Rivolto alla porta) Arrivo!!

Bianca:         Good Morning!

Agostino: (Occhi stralunati. Fa un cenno di intesa col capo) Uhm, uhm...

Bianca:         Mr. Rizzo?

Agostino: (sorpreso) Yes!

Bianca:         I am Bianca Trombetti, from the British Council for the Emancipation of the young

student! What's your name? How are you?......

Agostino: Rizzo Agostino. Bene grazie.

Bianca:         ...ecco! Se lei non ha capito quello che ho appena detto, noi siamo proprio le persone che

fanno al caso suo, la scuola di inglese giusta per ogni livello di conoscenza....

Agostino: No, no, aspetti scusi... io ho capito perfettamente. Tanto è vero che le ho risposto a tono:

Rizzo Agostino, bene grazie.

Bianca:         Ah…Complimenti! La sua è stata sorteggiata, Mr. Rizzo, nientemeno che tra 1240 domande pervenute nella nostra sede di Cambridge! Ed acquisirà la possibilità di partecipare al prestigioso corso Excellent, completo di soggiorno per 2 persone, della durata di due settimane, semplicemente rispondendo alle seguenti tre domande.....three

questions.

Agostino: Guardi, io non ho spedito alcuna domanda in merito...

Bianca:         Primo! Quanti anni ha?

Agostino: 31, ma….

Bianca:         Secondo! Titolo di studio?

Agostino: Laurea. Lettere. Anche se per lavoro….

Bianca:         Terzo! ....Ce l'ha la fidanzata?

Agostino: La fidanzata… nel senso di donna? …cioè donna sicuramente intende… se no non avrebbe detto fidanzata, ma…

Bianca:         Oops! Ma che ho toccato un tasto indiscreto?

Agostino: (imbarazzato) Noo... ma che tasto.... anzi, non per vantarmi ma io...

Bianca:         Ma guardi che non c'è niente di male a non avere la ragazza a trentuno anni!

Agostino: Ma no guardi... si sbaglia...io...

Bianca:         Insomma, ce l'ha o no?

Agostino: No, ma che centra? Ora perché uno, in un momento particolarmente delicato della sua


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vita, non ha la ragazza, non vuol dire che non l'abbia mai avuta, infatti, nel '91 a

Senigallia...

Bianca:         Mi scusi... non volevo metterla in imbarazzo!

Agostino: Ma no, che imbarazzo...

Bianca:         Guardi che non c'è niente da vergognarsi, persino George Michael...

Agostino: Ma che esempio del cacchio! Che c’entra George Michael!

Bianca:         Ma guardi... (scoppiando in lacrime) ...che il corso costa soltanto seicentosettanta euriii! (si accascia sul divano).

Agostino: (occhi sgranati. imbarazzatissimo) ... pp-poco!

Bianca:         Rateizzabiliiii!

Agostino: Pure! (cercando un argomento per consolarla) E beh... ma allora... lo prendo…lo prendiamo! ...Io e la mia ragazza! (sempre più imbarazzato) Però... mi scusi...io non pensavo di poter....

Bianca:         (finge di asciugarsi le lacrime) Ma no, scusa tu. Solo che è tutto il giorno che tento di vendere un corso a qualcuno! Prima sono incappata in una famiglia di inglesi, poi in un istituto per sordomuti …(ride) Io non sono tagliata per questo lavoro, la mia vera vocazione ...è la poesia!

SPERMATOZOI

Gaspara: Gina, io c’ho paura.

Gino:             De che?

Gaspara: De ‘sta nascita. Dio che stress, che ansia!

Gino:             Ma perché? Tranquilla.

Gaspara: Si, tranquilla… e se si rompe l’incubatrice?

Gino:             Ma perché, già parti con la certezza che finisci in incubatrice? Sei la faccia della salute, sei! Non ci vai.

Gaspara:     E si, dici bene tu… quelle so’ macchine… so’ delicate…con tutti quei fili… e se si scarica la batteria?

Gino:             ci attacchiamo coi morsetti ad un’altra incubatrice parcheggiata … dai!

Gaspara:     No, non scherzare per favore, io c’ho paura. Lo sai quanti scambi in culla avvengono ogni anno in Italia?

Gino:             No. Perché tu si?

Gaspara:     No. Manco io. Però tanti di sicuro! Le ostetriche sono distratte! Uno sta li, tutto contento di essere nato in una famiglia bella, agiata, tutti fratellini simpatici… e si ritrova di punto in bianco in una famiglia con quei genitori brutti, con venti figli urlanti che è tutta una rissa per la supremazia sui giocattoli… no! Io non me la sento, io mi do malata!

Gino:             Ma tu SEI malata! Senti che discorsi che fai! Ma chi l’ha deciso che nascerai in una famiglia ricca? Anzi, sai che ti dico? secondo me tu nasci in una famiglia di immigrati del Burkina Faso! E dovrai ringrazià proprio quella ostetrica che distrattamente avrà


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scambiato la tua culla con quella della figlia dell’ambasciatore di Svezia!

Gaspara:     A Gina, ma che stai a dì, scambiano una ragazzina del Burkina Faso con una svedese e non se ne accorge nessuno?

Gino:             Eee… ma guarda che ste ostetriche so’ distratte forte, sa’ !

Gaspara: Oh, senti, non mi prendere in giro, io c’ho paura!

Gino:             Dai… mo’ basta! E ci hai paura di questo e di quell’altro…e fai la persona seria! Fai l’adulto! Fai…

Gaspara:     Fai cosa? Fai che? Fai… l’uomo? Io non sono un uomo, io sono una bambina. Io! Non sono come te!

Gino:             Perché, come sono io?

Gaspara: Eh, lo so io, lo so!

Gino:             oh… (poggia una mano sulla sua spalla)

Gaspara: E non mi toccare!

Gin:                Non ti tocco. Scusa. (se ne va)

Deb:              Gina.. eh, Gino… oh! Ammazza… difficile, la vita!

AGOSTINO E BIANCA

Agostino: La.....poesia?

Bianca:         Si! Posso farti ascoltare qualche mia creazione, se insisti!

Agostino: Ah. Se insisto!

Bianca:         Allora! (tira fuori un foglietto)

Agostino: ma non ho insistito…!

Bianca:         Questa è sul tempo! "Il passato mi ha deluso, il presente mi tormenta, l'avvenire mi sgomenta"

Agostino: (la faccia parla da sola)

Bianca:         Eh? No, No, senti quest'altra, è sulla vita.

Agostino: Ah, questa è sulla vita?

Bianca:         "Tutti si nasce piangendo, ma nessuno muore ridendo"…Non ti è piaciuta?

Agostino: Allegra!

Bianca:         E' chiaro, io mi presento come venditrice di corsi di inglese, come posso sperare di entrare nella concentrazione per...(di nuovo sull'orlo del pianto)

Agostino: No, no....aspetta! Sei solo un pò scossa, ecco tutto! Ti faccio una camomilla … birra, coca,

caffé Borghetti.....

Bianca:         No, non fa nulla grazie. Forse avrei piuttosto bisogno di una....

Agostino: ...una tisana.....qualcosa di caldo...

Bianca:         Ecco, si! Qualcosa di caldo! Posso fare una doccia?

Agostino: (Agostino sgrana gli occhi, poi, come se fosse la risposta più ovvia del mondo) No!

Bianca:         Perché?


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Agostino:

... perché...

eh perché no! E che io vengo a casa tua a fare il bidè? Scusa...non mi sembra

il caso...

e poi ti dovrei prendere un accappatoio pulito... non ho altro shampoo che il mio

personale...

è uno shampoo medicinale, contro la desquamazione della cute...e quindi

capisci...

con quello che costa...

Bianca:

(ri-scoppia in lacrime sul divano)

Agostino: No, no! E

che problema c'è? Una doccia? Perfetto! tanto lo scaldabagno è elettrico,

quindi...

uno magari non ci sta tanto... (Bianca si calma) l'accappatoio lo prendiamo e lo

shampoo....lo shampoo vorrà dire che ti darò il mio. ma si, che diamine! (guardandole la

testa dall'alto in basso, quasi tra se e se) E poi anche tu mi sembra che abbia problemi di

desquamaz.....

Bianca:

(fa per riscoppiare a piangere)

Agostino:

Bellissimi! hai dei capelli bellissimi! Sani, poi....

Bianca:

Allora posso?

SPERMATOZOI

Gaspara: Gesù, Gesù bambino, che più di ogni Gesù puoi capire le ansie di noi bambini…. Tutto, ti

prego, tutto… ma non farmi nascere in una famiglia… del Burkina Faso. Per carità non per razzismo, anzi, ma… Lascia stare. Dimentica quello quello che ho detto.

Gino:             Io lo so che le preghiere per definizione presuppongono un tono implorante e meno categorico, ma io ho tre richieste ben precise, quindi non fare orecchie da mercante. Primo: voglio nascere maschio. Secondo: voglio assolutamente nascere maschio. Terzo:

...ti prego.

Falloppio: Dio delle cose belle, dammi una notte in cui vedi le stelle, dacci un mondo di sola poesia, liberaci dal denaro, dall’ipocrisia, da prepotenza e volgarità, e se non può essere, lasciami qua.

Antonio:      Caro Babbo Natale, giuro che continuerò a credere a te fino a quarant’anni. Volevo dire, tu o la befana… insomma chi è il creatore a me non importa, è una cosa vostra… ecco, la richiesta è la seguente, ci terrei tantissimo a quel telefonino che fa pure le fotografie… se si potesse fare qualcosa in tal senso….Grazie.

Pamelo:       Dicono che per ognuno di noi da qualche parte ci sia l’anima gemella. E se non lo riconosco? E se sto distratto e quello mi passa accanto e io non me ne accorgo? E se a causa di questa fatalità finisco tutta la vita con uno di cui non me ne frega niente? Ecco, quindi un cenno, si insomma un fischio, un botto, un fulmine, quello che vuoi però facciamo così, quando passa mi avverti…. E io non m’ammazzo.

Gaspara:     Sono claustrofobica. Io dentro i luoghi troppo stretti non ci posso stare, mi sento male, mi prende tutta una cosa strana…sto male, veramente…sto malissimo…Io dentro al cassonetto non ce voio andà, non ce voio andà nel cassonetto, non ce voio andà, io………

Falloppio: Con parole mie… per il giorno della nascita, fa che la mia gamba sia guarita, non voglio che papà pensi che io sia un bambino menomato… ecco… vorrei che fosse contento di


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me, insomma… il pallone, la bicicletta…il tresette… queste cose qui, mica che uno vuole fare l’atleta… giusto per non deludere nessuno, ecco.

Antonio:      Io da grande sarò qualcuno, lo sento! Non mi accontenterò di essere uno qualsiasi, io diventerò qualcuno!

Gino:             Io non voglio essere qualcuno, io voglio essere uno. Uno e basta.

Antonio:  Uno e basta? Ma perché accontentarsi? Anche adesso sei uno! Solo che sei uno dei tanti!

Io voglio emergere, crescere, distinguermi!

Gino:             Ah, adesso sei Uno? E perché allora ti chiami 1815? Sei niente! Sei come i 1814 che ti precedono! Quello ti chiama con un numero perché neanche riesce a distinguerti da tutti gli altri! Visto uno, ci hai visti tutti! Siamo uguali! Identici!

Antonio:  Beh, ora.. identici! Ci assomigliamo… siamo fratelli!

Gino:             Ma che fratelli! …non siamo niente! Perché degli stupidi spermatozoi diventino qualcos’altro ci vogliono un uomo e una donna. Che siano intenzionati a fare qualcosa che non abbiamo capito che è…ma che pare ci vuole…che ci riescano…E forse, solo allora saremo qualcosa che oggi non siamo ma che vorremmo caldamente essere fin dal giorno che siamo diventati qualcosa che siamo e non ci basta!

Antonio:  Che ha detto?

Pamelo:       Oh, stavolta non ho capito neanche io!

Gaspara:     Ma che è ‘sta cosa che dovrebbe succedere e che non succede, per cui noi non si nasce e si rimane stupidi spermatozoi?

Gino:             Sarà una cosa terribile! Se era una cosa bella, ti pare che non sarebbe già successa!

Antonio:  E allora che si fa?

Testost.:  Ve lo dico io cosa si fa! Si torna ad allenarci e si aspetta! Cin, se, set, ot! (escono di corsa)

AGOSTINO E BIANCA

Bianca:         Allora, se trovo tutto in bagno...io andrei…

Agostino: (Ostentando una sicurezza esagerata) Occhei!

(Bianca si avvia verso la porta del bagno, da un'ultima occhiata ad Annibale, ed esce)

Agostino: Come è strana la vita a volte, per trentacinque anni non trovi una donna manco se scrivevi a “chi l’ha visto”, anzi a chi l’ha vista…. E un bel giorno… (Il rumore della chiusura

provoca in lui un piccolo sussulto) Io però ritengo di essere estremamente calmo, eh! In fin dei conti... analizzando serenamente la situazione...cosa ho da temere? Una donna, apparentemente mia coetanea, quindi un essere umano in tutto e per tutto simile a me..... si è introdotta in casa mia, nella mia doccia, per uscirne tra meno di quindici

minuti......speriamo,  perché  con  lo  scaldabagno  elettrico...  mostrandosi  a  me,  con

addosso un accappatoio....che non avrà altro compito che quello di coprire parti fisiche del

tutto simili alle mie. Avrò di fronte un paio di occhi, una bocca e poi…. due (mima

scendendo con lo sguardo) due... ghiandole mammarie! ...perché altro non sono!....un


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ombelico (scende ancora) una

.... (mimica)

...beh, una....

LA! La.....

(non

gli viene la

parola) famosissima! Ma si! Uno, dopo trentacinque anni è pure giusto che.....

( pausa,

poi mima un pianto disperato) ...

Calma! Devo stare calmo. Certo, perché...primo! L'uomo

sono io. Secondo! Ho fatto il

militare nei

vigili del fuoco

e certe

cose...

le ho sentite

raccontare! Terzo!...poi mica è detto che lei non ci ripensi. ...Ma si, ora capisce che irrompere in casa d'altri per fare una doccia è una gran stupidaggine,...che non sai chi puoi incontrare dall'altra parte della tenda…. Ma io dico… I film di Hitchcock non li vede

più nessuno?! (Si illumina il fondale ed in controluce vediamo tutti gli spermatozoi che si stanno facendo la doccia, si alza la musica, buio, sipario)

Fine primo tempo

SECONDO TEMPO

SPERMATOZOI (Testosterone e Falloppio)

Testost.:  (entrando) Spermatozoo numero 600, a rapporto.

Falloppio: Capo….

Testost.: Come va la funzionalità dell’arto inferiore sinistro, seicento?

Falloppio: Beh.. devo dire che tutto sommato…

Testost.: Spero ti sia chiaro che la mancata tonicità atletica dell’arto sta compromettendo la corretta preparazione all’evento della fecondazione ormai imminente.

Falloppio: Lei è carino a preoccuparsi per me, capo ma… veramente non è il caso… la gamba sta molto meglio…mi sento abbastanza motivato… poi oggi ci sono dei prodotti che fanno miracoli..

Testost.: seicento… stai accumulando un ritardo di preparazione che inevitabilmente avrà ripercussioni sull’esito finale della competizione.

Falloppio: Eh, via… ne parlavo pocanzi coi colleghi… a me non dispiacerebbe affatto nascere per ultimo… dicono che i fratellini minori siano i più coccolati… beh, insomma sono cose che … insomma … fanno piacere…

Testost.: Mi stai dicendo che ambisci a essere l’ultimo dei figli? Ma hai capito cosa succede all’ultimo dei nati in una famiglia numerosa o no?

Falloppio: Beh…

Testost.: L’ultimo dei figli non avrà diritto a un nome! Tu desideri avere un nome, vero?

Falloppio: Ssi… avrei pensato a Falloppio.

Testost.: Falloppio? Quello…

Falloppio: Si, quello delle tube.. una cosa mia…

Testost.: Beh, sappi che in una famiglia numerosa, nessuno dei genitori ricorda il nome dell’ultimo dei figli! Dopo aver messo in memoria Marco, luca, matteo, giovanni, sara, mara, chiara, siro, miro e tiro… nessuno avrà più la capacità di ricordare il tuo, giovane falloppio. Sarai


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chiamato con un fischio! Fiuu, fiuuu, sit, sit, a cuccia!

Falloppio: d’accordo.. però avrei anche piccole soddisfazioni, per esempio fare i salti sul lettone di mamma e papà!

Testost.: Il lettone… hai idea di quale sarà il tuo posto? Una camerata. Con altri 10 letti, tutti rigorosamente a castello, nei quali tu occuperai la posizione più bassa raccogliendo esalazioni e rumori di tutti i tuoi fratelli maggiori.. per non parlare dei tonfi agghiaccianti che ti sveglieranno continuamente nel cuore della notte!

Falloppio: Quali tonfi?

Testost.: Quelli dei tuoi fratelli ai piani alti. In una camerata con letti a castello si cade a ripetizione… Per tutta la notte!

Falloppio: E lei cosa farebbe nei miei panni?

Testost.:     Panni? Hai detto panni? Pensi che avrai dei vestiti tutti tuoi, vero? Ah, ragazzo, i tuoi vestiti saranno quelli di tuo fratello Marco, che una volta cresciuto, avrà passato a Luca, e Luca farà la stessa cosa con Matteo e Matteo con Giovanni e poi Sara con Mara e Mara con Chiara e ancora Siro con Miro e Tiro con M…Arco (mimando il gesto del tiro con l’arco)…. Tu non avrai mai dei vestiti tuoi in cui riconoscerti, avrai delle turbe indicibili per

questo, crisi di identità, manie depressive.. e questo solo per aver partecipato alla gara in condizioni di manifesta inferiorità! Pazzo!

Falloppio: Occhei, occhei, ma non c’è fretta. Lei vuole a tutti i costi che io arrivi primo…beh, se è per fare contento lei, facciamo così: io non corro la prima gara, mi rimetto in sesto… ci riprovo la volta successiva… e magari arrivo primo. Così siamo contenti tutti!

Testost.: Allora sei de coccio! Lo vuoi capire o no che non hai nessuna possibilità! In questa gara è previsto un solo vincitore, colui che arriverà per primo! Uno spermatozoo che non raggiunge la meta subito muore in 48 ore! La scienza parla chiaro!

Falloppio: Come muore?

Testost.: Bruciato! Tu quella gara la devi correre per vincere. A tutti i costi. E con ogni mezzo. Lecito o illecito.

Falloppio: Come illecito? No, capo… sono i miei fratellini… non può andare così… e poi, scusi, io ora andrei a riposare un po’. La gamba è tornata a farmi male.

Testost.: Con ogni mezzo, seicento! Con ogni mezzo.

(esce;Test lo segue con lo guardo, fino a incrociare quello di Gino, apparsa in fondo al palco)

AGOSTINO E BIANCA

(Bianca esce, accappatoio e asciugamani a turbante, e avvicinatolo maliziosa, gli punta il phon a mò di "mani in alto". Annibale alza le mani e ride per non piangere) Bianca: Ma che hai fatto? Sei tutto sudato!

Agostino: Vero, eh? Beh, fa un caldo che sembrano due... poi io soffro un pò di pressione alta...

…non so se quel coso (indicando il phon)...sai, le correnti d'aria....


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Bianca:         è spento.

Agostino: è spento.

Bianca:         …vieni con me sul divano?

Agostino: (si allontana terrorizzato) NO!!

SPERMATOZOI

Gaspara: … invece tu l’ovulo come te lo immagini?

Falloppio: L’ovulo?

Gaspara: Eh.

Falloppio: Beh, l’ovulo… non saprei…

Gaspara: Con parole tue.

Falloppio: Devo fare un discorso…?

Pamelo:       Magari un pensierino…

Gino:             Non dirmi che non ci hai mai pensato.

Falloppio: No… è che … sono cose personali…

Pamelo:       E andiamo! Stiamo qui a perdere tempo, che c’hai paura che ti copiamo?

Falloppio: Beh, io l’ovulo me lo immagino come un fascio di luce. Quando arriverà il momento io mi tufferò al suo interno. Ma non sarà come nuotare nell’acqua, cioè… non sarà come qui… tutta questa acqua, questa umidità…. Sarà come nuotare nella luce… nuotare nell’aria… lì

fuori è tutta aria!

Antonio:      Quante idiozie! L’ovulo, un fascio di luce? E allora perché non si chiama fasciulo? Oppure luciolo? Si chiama ovulo perché è a forma di uovo! Non fa una piega!

Falloppio: Ho capito dove vuoi arrivare! L’ovulo è opera di una gallinula!

Pamelo:       A volte io mi chiedo: ma tu sei proprio così… o ce stai a pijà per culo a tutti?

Antonio:      vi spiego io! Innanzitutto l’ovulo è femmina. Infatti sarebbe più puntuale chiamarlo Ovula. In quanto femmina, quando l’ovula mi vedrà arrivare dal fondo dell’epididimo, già ci avrà tutta la pelle d’oca!

Falloppio: Allora lo vedi che c’era il pennuto…

Antonio:  …e appena mi vedrà … me se apre come na cozza! E me dirà… vieni… vieni….

Pamelo:       Vieni avanti cretino! Sei proprio un fanfarone!

Gaspara: Fanfarone e fallocentrico, come tutti gli uomini!

Gino:             Oh, calma eh!

Gaspara: Scusa, intendevo esclusi i presenti.

Antonio:  Ma scusa che? E’ femmina!

Gaspara: Scccc! La mortifichi! Zitto!

Pamelo:       Ma zitto che? Ma che ve siete impazziti tutti? Quello vuole nuotà nell’aria… quest’altro se crede Gary Cooper, questa pensa de esse un omo, questa “bono, la mortifichi” …ma ce ne sta uno aggiustato qui dentro?


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Antonio:      Beh, scusate.. adesso non vorrei apparire superbo… ma io ritengo sinceramente di avere tutte le carte in regola per essere un bambino niente male.

Pamelo:       Tu?

Antonio:  Si.

Pamelo: Ah, e sentiamo… immagino che come tutti i bambini avrai una squadra del cuore.

Antonio: Certo! La Lazio!

Pamelo: Non abbiamo la minima speranza!

AGOSTINO E BIANCA

Bianca:         Perché no?

Agostino: no? Chi ha detto no? Io intendevo dire…Perché no!? Sediamoci e beviamo qualcosa! Vuoi bere qualcosa? Allora chiacchieriamo…oh…ci sono mille argomenti…

Bianca:         ti da fastidio che sia in accappatoio?

Agostino: (sospiro) allora chiacchieriamo: E tu cosa fai nella vita?

Bianca:         Eeee…

Agostino: giusto me l’hai detto...vendi corsi di inglese! se no…non saresti qua! Anche se poi, mi dicevi, ambiresti esprimerti attraverso la prosa…

Bianca:         ...la poesia

Agostino: la poesia! Giusto! Ed io? Cioè, volevo dire… anch’io, sai, scrivo…

Bianca:         Eh, lo so…

Agostino: Lo sai?

Bianca:         No! Cioè, volevo dire…… lo immagino! Hai la faccia da scrittore…

Agostino: Caspita, che spirito di osservazione!

Bianca:         Si, beh… e in particolare di che scrivi?

Agostino: scrivo… sulla donna...problematiche …. Sociali…..si.

Bianca:         Caspita, problematiche importanti!

Agostino: Si…. Problematiche di un certo spessore…

Bianca:         Già…

Agostino: Anche se, pure per me, è un po’ un ripiego, in realtà la mia vera vocazione è la narrativa per bambini.

Bianca:         Ma dai! Tipo?

Agostino: Tipo…. Ecco ora ne sto scrivendo uno molto carino, una storia tenera….. la storia di un

gruppo di pupazzi di neve che stanchi della loro vita sedentaria decidono di avere successo attraverso la musica e così formano un gruppo rock….

Bianca:         Sembra carino!

Agostino: …e riscuotono anche un discreto successo, a livello di settimane bianche … cose così….

Poi un bel giorno, come succede spesso a molte band… proprio quando sembrano sfondare…. Si sciolgono!


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Bianca:         E poi?

Agostino: Niente, finisce così… è giocato sul doppio senso…. I pupazzi di neve….. che si sciolgono…

(imbarazzatissimo) vado in bagno

SPERMATOZOI

Falloppio: E tu invece che nome vorresti avere? Con tutta questa vocazione per la poesia…. Che so’

Saffo…

Antonio:        Si….’n altra!

Gaspara:     No… Saffo non mi dice niente…se proprio dovessi rinunciare a Deborak, mi piacerebbe chiamarmi Gaspara.

Gino:             Gaspara?

Gaspara: Eh! Gaspara! Come Gaspara Stampa!

Pamelo:       E che è?

Antonio:  La so io! E’ una via! Sta a Talenti dopo la G.S. sulla destra …

Gaspara:     E’ la maggiore poetessa del rinascimento italiano… a venticinque anni s’innamorò follemente di un giovane nobile per il quale compose tutti i suoi versi…

Pamelo:       se vuoi dedicarmi una poesia fai pure…

Gaspara: …pensate, per lui si tolse la vita.

Pamelo:       …allora meglio di no, non voglio cadaveri sulla coscienza…

Gaspara: era del seicento...

Antonio:  Siete parenti! (da uno schiaffetto a Falloppio)

Pamelo:       ragazzi immaginatevi le risate che ci faremo quando c’incontreremo li fuori con tutti questi nomi così buffi…

Antonio:  E si, perché i nostri genitori stanno a sentire noi per decidere il nome…

Gino:             Sai le risate, quando ci incontreremo tutti li fuori, eh!

Pamelo:       secondo me ci spanziamo proprio dalle risate: Gaspara, Fallo, Ogino…

Gino:             Perché ci incontriamo fuori, no?

Pamelo:       Eh! Si! Si! Ci incontriamo fuori! Perché non ci dobbiamo incontrare? Che facciamo, quando mettiamo la testa fuori ci giriamo dall’altra parte?

Gaspara: Senti,  a  Sapientino!  ….che  strazio  che  sei!  Sempre  con  questi  dubbi…  con  questo

scetticismo…

Pamelo:       A lungo andare porti pure sfiga, e levate!

Gino:             Ma non avete capito ancora? Tra noi, tra tutti noi…. Uno. Uno solo avrà la possibilità di

andare la fuori. Uno!

Antonio:  Come uno?

Gaspara: Uno?

Pamelo:       Ma non le date retta… è ‘na cazzara! Sta a scherzà! (la guarda) Perché… sei una cazzara. E stai a scherzà! No? (sconcerto fra tutti. Si guardano muti ed interrogativi)


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Gaspara: E tutti gli altri?

Gino:             Niente. Finiti. Bruciati.

Antonio:  Ma come bruciati… e tutto sto mazzo che ci stiamo a fa?

Pamelo:       Tutti i progetti per il futuro….

Gaspara: La mia vocazione…..

Gino:             Bruciata.

Antonio:  Il mio telefonino che fa le foto….

Gino:             Bruciato.

Pamelo:       Bruciato, bruciato! Ma che è, un barbecue?! Stai parlando del nostro futuro! La nostra possibilità di essere bambini, uomini, vecchi! Io ci voglio diventare vecchio! Voglio l’artrosi! L’arterosclerosi! L’incontinenza senile. Si, me voio piscià sotto, va bene? Me voio piscià sotto! Me voio piscià sotto!

Antonio:  E basta! Non abbiamo nessuna prova che le cose stiano veramente così.

Gino:             Purtroppo è così. Falloppio, parla.

Falloppio: (sguardi su di lui) Beh… oddio… così…. Non sono abituato a fare discorsi in pubblico…

Gino:             Seicento, sveglia! Ma ancora non hai capito che, con quella gamba, sarai il primo tu farne le spese? Racconta a questi presuntuosi il discorsetto che ti ha fatto il capo!

Antonio:  (ora sono tutti più attenti) Che ti ha detto il capo, seicé?

Falloppio: Beh… in buona sostanza… cioè, con parole mie… poi sta ad ognuno interpretare secondo…..

Gino:             Lascia stare. Interpreto io per tutti. E’ nella natura delle cose che alla fine della nostra corsa lungo l’epididimo, quando saremo al cospetto del grande uovo, mano nella mano come bravi fratelli, in attesa di entrare…

Gaspara: Eh, lo sappiamo…

Antonio:  Il primo che è arrivato bussa, ci aprono, entriamo… ed è fatta!

Gino:             No.

Gaspara: Come no? (sgomenti)

Pamelo:       Vabbè, può darsi che non sentano…. Noi si ribussa…

Gino:             No.

Antonio:  Si suona il citofo…

Gino:             No.

Antonio:  …no.

Gino:             Sembra che il dio che ci vuole al mondo, o la natura, per i futuri non credenti, abbia congegnato un meccanismo tale che al primo che busserà verrà aperta la porta. Porta che, magicamente, si chiuderà alle sue spalle lasciando tutti gli altri fuori. A nascere sarà uno. Uno e basta.

(silenzio sgomento da parte di tutti)

Pamelo:       E… chi sarebbe questo dio da aver avuto una così bella pensata? Ma non si era parlato di


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un dio buono?

Gino:              Ah, non so, scegli tu… Budda, Allah, Manitù… a me risulta che dicano tutti la stessa cosa a

proposito del mistero della vita: c’è spazio solo per uno.

Antonio:  (incredulo) Pure manitù?!

Gaspara: E quale sarebbe il criterio di selezione?

Antonio:  E già, che si fa? bimbumbamlegiù?

Gino:             Casualità, amici. Casualità. Forse già da ora viene premiato quello che corre più veloce, come nella vita. Non è vero capo? (è comparso in fondo alla sala) E’ questo il motivo di tutto l’allenamento, vero? Correre più degli altri. Non eravamo una squadra? Non eravamo una scuola? Bel primo giorno di scuola! Sacrificare il tuo compagno per arrivare a nascere. Che schifo! Questo nella vita si chiama omicidio!

Testost.:  Qui, no.

Gino:             Ah, no? E come si chiama qui? Io a tre anni avrei voluto giocare con lei…….

Gaspara: E io pure… è mi’ sorella (sguardo di Gino) fratello!

Testost.:     Mi dispiace ragazzi, il gioco non l’ho inventato io. A me tocca solo allenarvi ad esser primi. Qui come nella vita. E lo so solo io quanto mi costa essere imparziale per dare a tutti la stessa opportunità. Qui oggi stiamo preparando il bambino di domani, l’uomo di domani: il più veloce, il più furbo, il più bello, il più ricco. Non è colpa mia, il mondo è dei primi, mi dispiace. (esce)

Pamelo:       La gara? Ma quale gara? E una corrida! Un palio di Siena!

Gaspara: Ma che bastardo …

Antonio:  Complimenti a tutti. Complimenti a chi l’ha pensata e a noi che la subiremo.

Gino:             Quanti siamo qui dentro?

Antonio:  Settanta milioni!

Gino:             Avevo detto omicidio? Sarà una strage. Dichiaro aperta la mattanza! Da questo momento ognuno di noi riprenda il proprio numero originario. Altro che Pamelo, Gaspara, Deborah! Uno solo, signori! Il più veloce. E buona corsa. (tutti cominciano a correre sul posto, per poi uscire)

Falloppio: (si accorge che sono usciti, rincorrendoli zoppicando) A regà… non fate gli stronzi… (musica)

AGOSTINO E BIANCA

Testost.:     (seduto anche lui sul divano accanto ad Agostino) Com’era, com’era ‘sta storia dei pupazzi di neve?

Agostino: ma… a me sembrava carina… rompere il ghiaccio coi pupazzi di neve…e poi pensavo fosse giusto rimanere me stesso…

Testost.:     Allora. Partiamo dal presupposto che se potevi acchiappare rimanendo te stesso, ci saresti riuscito dieci anni fa!


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Agostino: E allora che si fa?

Testost.:     Ah, boh! Scriviamo alla gentile Donna Amalia! Com'è che rispondi quando non sai che dire? Dai ascolto al tuo cuore! Eh, parla col cuore, vediamo se ti aiuta a uscire da questa figura di merda!

Agostino: Non mi sembra il momento di mettermi a parlare col cuore!

Testost.:     E invece ti pare normale metterti a farlo col tuo testosterone! Ma sai, a me non sembra strano tanto il fatto che con una bella frappa in accappatoio sul divano di casa tua, pronta a parteciparti la sua illibatezza, tu stia a parlare col tuo testosterone, no…. È che il

testosterone te risponde!!!! Ancora sto qui a perdere tempo con te dopo che mi hai fatto passare gli ultimi trentun anni al gabbio! Come un ergastolano! Mmmm… non me fa parlà, Per trentuno anni ho allenato i tuoi spermatozoi ad essere competitivi, preparati, a riempirli de cazzate sul senso della vita…per cosa? Per farti rimbecillire da mane a sera davanti ad un computer al punto che ti entra una in casa, in due minuti sta già mezza nuda…e tu le racconti una favola su un complesso di pupazzi di neve che si sciolgono? Ma areggime! Areggime, che oggi so' matto! Faccio 'na strage!

Agostino: Calmati! Calmati, ti prego, non mi far fare grezze! (guarda in basso) Che vergogna!

Bianca:         Ma c'è qualche problema?

Agostino: Nooo! E che problema c'è? (al testosterone) sssttt…faccio da me! Non do ascolto ne a te, ne al cuore, do retta al cervello!

Testost.:  A quale? Al tuo? (si sganascia)

SPERMATOZOI

Falloppio: Io speravo che quella la fuori fosse la mia mamma.

Antonio:  La tua mamma.

Falloppio: La mia, la tua, la mamma di tutti.

Antonio:  Si, bravo. Ma ragiona, siamo settanta milioni! Tu hai mai sentito di una mamma che ha

messo al mondo settanta milioni di gemelli?

Falloppio: No, va beh, mica dicevo tutti insieme… magari a rate…

Antonio:      Ma che rate? A ciccio!? Non ci sarà un'altra occasione! Hai sentito il capo, no? Uno spermatozoo che non raggiunge la meta muore in 48 ore. La scienza parla chiaro.

Falloppio: Dio, che stress!

Antonio:  A meno che….

Falloppio: A meno che?

Antonio:  Ho un piano.

Falloppio: Che piano?

Antonio:  Un piano di evacuazione

Falloppio: E dajé!

Antonio:  Quando  scatterà  l’allarme…  tu  fingerai  uno  svenimento…  gli  altri  si  fermeranno  a


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soccorrerti, e io andrò avanti a fecondare l’uovo… Falloppio: Na ficata!

Antonio:      No, aspetta… tu ti rialzi di scatto… fai una corsa verso l’uovo, dove ci sarò io ad attenderti con la porta aperta, è semplice, li freghiamo a tutti.

Falloppio: E cosa mi dovrebbe far pensare che non fregherai pure me?

Antonio:  Scherzi? Sei mio fratello! (esce)

Falloppio: Ah, già! (si accorge che sta uscendo) Aspetta!

CAMBIO LUCE

Gaspara: Ginetto…

Gino:             Che vuoi…

Gaspara:     No, niente… rispetto a prima… scusami, ma c’è una tensione qui dentro! Quello ci sta mettendo l’uno contro l’altro, io non volevo offenderti, però calcola pure che …. Si,

insomma, tu sembri proprio una femmina, e che cavolo!

Gino:             Ancora!

Gaspara: Però per me…. Non cambia niente. Se tu ti senti maschio per me va bene uguale e se

decidi che le bambole non ti piacciono e vuoi giocare a pallone… vorrà dire che imparerò a giocare a pallone con te.

Gino:             Veramente?

Gaspara:      Ma si! Chi l’ha detto che il calcio non è un gioco per signorine?

Gino:             Allora continuerai a giocare con me? (si abbracciano)

Gaspara: Si. Però…. METTI GIU’ LE MANI BRUTTO MASCHIO PORCO SCIOVINISTA DI MERDA!

aò, sto a scherzà…(uscendo)

AGOSTINO E BIANCA

Testost.:  Senti, Agostino… io mi rendo conto che per te non è facile… la prima volta è sempre la

prima volta…. Però, ragioniamo sugli elementi a nostra disposizione: a) c’è una tipa in

accappatoio sul divano di casa tua; b) è entrata apparentemente per venderti corsi di inglese, però una volta entrata l’ha buttata sulla poesia, e secondo me un motivo c’è..

Agostino: Dice?

Testost.:  c) a costei mi sembra che non je manchi niente….

Agostino: effettivamente…

Testost.:  Potrei continuare per altri 17 punti, ma preferisco saltare direttamente al punto zeta…

Agostino: Dica.

Testost.:     se questa se ne va perché tu devi meditare con calma il gesto tecnico…se ne riparla tra altri trentacinque anni, ce ne avrai settanta!

Agostino: Mi hai convinto, non ne dire altri!

Testost.:  So’ finiti, stamo a zeta!

Agostino: Come devo fare?


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Testost.:  La inviti a prendere un drink a casa tua.

Agostino: Stamo già a casa mia.

Testost.:  Ah, già… che sciocco… va beh, allora una scampagnata.

Agostino: Pe’ campi?

Testost.:     No pe’ mare…

Agostino: Pe’ mare?

Testost.: Una scampagnata! … come usa tra giovani. E soprattutto… non essere te stesso!

SPERMATOZOI

Gaspara: A volte vorrei vivere al contrario, nascere dalla morte, finire in un cesareo!

Pamelo:       Senti… non mi pare il momento.

Falloppio: Perché, non sarebbe meglio se la vita andasse al contrario? Nessuno ti chiede di sacrificare qualcun altro per morire, no? Muori e basta! Non rompi le palle a nessuno! E allora perché per nascere bisogna fare una strage degli altri settanta milioni? Via, cominciamo la vita morendo! Così si muore tutti insieme e nessuno s’arrabbia! E’ la soluzione migliore, datemi retta!

Antonio:      Allora proprio non vuoi capire? Sei uno spermatozoo! Non uno che può decidere! Sei solo uno tra settanta milioni! Chi ti credi di essere, Berlusconi?

Gaspara:       A Pamé, chi è Berlusconi?

Pamelo:       (fa per dire, poi ci ripensa) E’ lunga…

Antonio:      Te lo dico io chi è. E’ uno che di certo per venire al mondo non ha fatto “ma, no, prima lei. Ma la prego, dopo di lei”. Uno che per arrivare primo all’ovulo avrà sgomitato come un giocatore di football con le emorroidi! Uno che il diritto a nascere se lo è meritato! Non come voi …falliti!

Gino:             Sentite… io avrei pensato una cosa.

Pamelo:       Aò mo basta! …non ne di’ altre, non ne di’ altre!

Gino:             No, ascoltate: non siamo nemmeno nati e a me già sembra chiaro il senso della vita.

Gaspara: Cioè?

Gino:             Calpestare gli altri! Mi sembra evidente! Ci fanno allenare solo per questo, solo perché si diventi belli e forti, almeno più belli e più forti di tutti quelli che stanno qua dentro! E’ un progetto meno casuale di quello che sembra. Non è forse l’aspirazione dei genitori quella che il proprio figlio sia il più bravo di tutti, il primo nello studio, il primo nello sport… chi è che ci rimane più male quando un bambino perde una gara di nuoto, il bambino o il papà? Eccoci qua! Siamo nati già primi! Ciao papà, ho vinto, hai visto? Come volevi tu. E no, cari papà e mamma… stavolta non sarà così, stavolta ve lo dovrete sudare il vostro figlio modello, cominciare da zero!

Falloppio: Che vuoi dire?

Gino:             Che non faranno di noi una banda di assassini, questa volta questi settanta milioni di


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sciocchi saranno una banda di eroi!

Pamelo:       eroi, mi piace…continua un po’...

Gino:             Questa volta non si viene al mondo grazie ad un atto infame, ma grazie al sacrificio di un tuo fratello. Anzi, di tutti i tuoi fratelli. Oggi nascerà l’ultimo. (a Falloppio) Preparati!

Antonio:      Ma chi, 600? Ma scherzi? Vuoi che tra tutti noi nasca proprio il più sfigato? Il principe del basso profilo! Lo spermatozoo sbagliato al momento sbagliato! C’ha pure il nome di un’ utilitaria!

AGOSTINO E BIANCA

Agostino: senti …io fra due settimane ho un weekend libero…si potrebbe, che so’... andarcene insieme… a fare una scampagnata

Bianca:         per campi?

Agostino: ma no per mare!

Bianca:         Al mare?

Agostino: Eh!

Bianca:         Ma… a fare il bagno?

Agostino: Eh, magari!

Bianca:         Tra due settimane?

Agostino: Si… perché?

Bianca:         No…. Come faccio, starò col ciclo…..

Agostino: Beh? E che gli fa? Lo lasci legato qua sotto! Io c’ho la Panda! In tre quarti d’ora stiamo a Castelfusano!

Testost.:  (si dispera)

Bianca:         In che senso?

Agostino: In che senso “in che senso”?

Bianca:         C’ho le mie cose…

Agostino: E va beh… sapessi quante ce ne ho io de cose… da qua a due settimane uno si organizza.

Bianca:         (imbarazzata) Ahh… che sagoma!

Agostino: Si? Scusa un secondo. (a T) Questa c’ha le cose sue! Che ci avrà mai da fare?!

Testost.:     Tu ci hai una laurea? La danno a tutti! Ma che te frega di andare a Castelfusano tra due settimane? Con tutto lo spazio che c’hai qui, ora?

Agostino: Qui? Ora?

SPERMATOZOI

Falloppio: Io? Ora?? No, scusate… con tutto il rispetto per me stesso…non mi sembra il caso, cioè… non mi sento pronto… lasciatemi allenare un altro po’….

Gino:             Non credo ci sia tempo, sua maestà il principe sul pisello, potrebbe decidersi da un

momento all’altro a farti uscire...


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Falloppio: va beh, ma così… damblé…. Ex abrupto….

Antonio:      Sei bello te! Senti, a … zoppas! A me già me rode che il prescelto sei te, quando io avrei fatto un figurone….  Sbigate a uscì con le gambe tue… cioè, con la gamba tua, prima che

te ce mando io!

Falloppio: No… scusate… ma non eravamo una squadra? Non mi lasciate solo…

Antonio:  Abituati a stare solo. Sarà così tutta la vita.

Pamelo:       Aoh, ammazza! Tanto per incoraggiarlo! Faccio io. Vai, giovane Falloppio! Vai, vai per la

tua strada, vai senza voltarti, vai, ti prego, vai e saluta per me… Falloppio: Ma chi?

Pamelo:       E che ne so’… dicevo così…. La vita! Tu’ madre! Basta che te ne vai! Vattene! Hai capito

che te ne devi annà! Tela! Sgomma! Schioda! Che se qui ci ripensiamo…

Gaspara: Più che altro, se ci ripensa papy, qua fuori… a me me pare che stiamo perdendo tempo…

Falloppio: Ma che devo fare?

Gaspara: Che devi fa’?… e che ne so… mettiti in posizione!

Falloppio: ….così?

Gino:             Nooo.. di più!

Falloppio: Così?

Gaspara: Nooo! Più aerodinamico!

Falloppio:         (si piega sulle gambe a mò di sciatore) Ora?

Antonio:  bravo! In posizione fecale!

Gino:             fetale!

Pamelo:       Oddio, così sembra de più fecale!

Antonio:  Oblungo! Più oblungo!

Falloppio: oblungo

Gaspara: Sii!

Antonio:  Grande! Sembri Alberto Tomba!... dopo che ha smesso!

Gaspara: Chi è Alberto tomba?

Pamelo:       Uno sciatore.

Gaspara: Ah!

Pamelo:       (al vicino che annuisce) N’ha capito.

Falloppio: E adesso?

Gino:             E adesso aspetti. (TUTTI FERMI)

AGOSTINO E BIANCA

Agostino: (il Testosterone è dietro tipo angelo custode) Senti…

Bianca:         Si?

Agostino: Ti sei mai chiesta… di quanto si è allargato il buco dell’ozono?

Bianca:         No…


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Agostino: Lo immaginavo. E’ una cosa che sottovalutano in molti….

SPERMATOZOI

Gino:             (tutti come prima) Capo… noi siamo pronti. Quando vuole…

Antonio:  si, insomma… ci siamo, no?

Testost.:  Eee… credo che abbiamo un problema.

Gino:             Che problema?

Testost.:  La fuori… papà e mamma… stanno prendendo tempo!

Gaspara: Prendendo tempo? A che pro?

Testost.:  A che pro, dici? A pro che….

Pamelo:       Ma noi qui siamo pronti! C’è sei piotte che so’ due ore che pare che sta ar bagno!

Testost.: Sentite, mettere al mondo un bambino non so’ fiaschi che s’abbottano! Ma che vi siete creduti, che uno schiaccia un bottone e … via, annamo, famo…. e no! Ci vuole il

corteggiamento… l’allusione…il gioco…i preliminari… prima il petting leggero, poi… Gaspara: Capo, lei ci sta ancora nascondendo qualcosa!

Antonio:      aò mo’ io me so rotto! O fai uscì da qui ‘sto poveraccio, che ormai s’è creduto de venì al mondo, oppure te gonfio come ‘na vescica!

Pamelo:       ‘na vescica?

Antonio:  E non me veniva un altro paragone

Testost.: Calma, calma. Posso spiegarvi. Diciamo che…. Usando una sorta di parafrasi, ecco… un

gioco  di  parole,  se  vogliamo,  ma  estremamente  puntuale….  Voi…  ecco…vi  trovate

attualmente nel testicolo….di un coglione!

Pamelo:       Credo di non capire.

Antonio:  Credo di capire.

Gino:             Non usciremo mai di qui… faremo la fine di Silvio Pellico!!!!

Gaspara: A regà, mo’ avete rotto le palle tutti quanti! ….mo chi è Silvio Pellico?!!

Pamelo:       Tu non dovevi fa’ la poetessa?

Antonio:  Senti, a ormone de sto coglione… e qui ho detto tutto….  tu ci hai messo qui dentro e tu

ora ci fai uscire!

Testost.:  Scusate, ma chi…io!?

Gino:             Si, lei! E’ o non è il Testosterone, l’ormone che nell’uomo favorisce lo sviluppo degli organi sessuali?

Testost.: Beh…

Pamelo:       Non è lei che stimola i caratteri sessuali secondari, come i peli?

Testost.:  Si, va beh…

Gino:             Chi è che regola il desiderio sessuale e consente la maturazione psicologica, io?

Testost.:  No, io, io, però…


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Antonio:  Ma però che, però cheee??

Testost.:  Scusate, io… con tutta la buona volontà….. non saprei proprio….

Gino:             Ah, non sapresti come!

Pamelo:       E mo’ te lo dico io come! Ti ricordo anzitutto che il testosterone quando si incazza è la prima causa di gravidanze indesiderate; stupri; guerre.

Gaspara: Eee, mo’ guerre…

Antonio:  Lascia fare, guerre, guerre!

Pamelo:       Capito come?

Testost.:  No! Non c’ho capito niente! Se po’ sapé che devo fa’?!

Pamelo:       Te devi agità! Devi fa’ un tafferuglio! Se no questo qua fuori….ce fa portà le arance dai

parenti!!!

Antonio (poi tutti): Fomento! Fomento!

Testost.:  Aaaagh! Così?

Falloppio: De più! Più fomento!

Testost.:  AAAAAAAAgh!!

Gino:             Grande! Adesso respirare! Cinc, se, set, ot! Cinc, se, set, ot! Inspirare col naso, espirare con la bocca!

Antonio:  Cinc, se, set, ot! Veloce, veloce! Correre, correre!

Gaspara: E il tafferuglio?

Testost.:  AAAAAAgh!

Pamelo:       E il fomento?

Testost.:  AAAAAAAgh!!! (esce)

Pamelo:       (a 600) Tranquillo. Stai in una botte di ferro.

AGOSTINO E BIANCA

Testost.: (entra trafelato) Adesso tu vai lì e la fai tua!

Agostino: No...aspetta! Aspetta un secondo...parliamo...non si parla mai dentro a questa casa.....tu

te lo ricordi Goldrake? C’era Actarus che gli entrava dentro il capoccione e lo muoveva……

Testost.:     Si, Agostì! Me la ricordo! C’abbiamo giocato pure troppo, quando tutti l'altri andavano a donne! Perciò sai ora che fai? Muovi il culo e fai finta per la prima volta in vita tua di essere un uomo!!

Agostino: Non ti rivolgere a me così sai!!

Testost.: Perché, se no che fai? Me lanci i componenti? Ma levate… Forse non hai ben capito chi hai davanti … io sono il tuo testosterone! Qui dentro comando io! Io vengo prima del tuo cervello e del tuo cuore! Perciò ora tu vai sul divano e fai un macello, d’accordo? Tu sei un uomo di trentacinque anni!

Agostino: Si!

Testost.: E dentro …. Sei tutto un fremito ormonale


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Agostino: … ale …

Testost.:  …un tafferuglio

Agostino: … uglio …

Testost.:  … un fomento de passione!

Agostino: … ssione!

testost.:      ...Embeh?

Agostino: mbè…Aahh! Vado! (raggiunge Bianca sul divano)

Agostino: Eccoci qua!

Bianca:         Eccoci qua!

Agostino: Sai, ho pensato molto a noi due in questi ultimi tempi...

Bianca:         Ah. Mentre ero in doccia?

Agostino: Io… avrei dei progetti su noi due...

Bianca:         (non crede ai suoi occhi) Non ti dovevi disturbare...

Agostino: Copuliamo? (test si dispera)

Bianca:         Ah!....beh mi prendi un attimino impreparata... forse dovremmo conoscerci meglio.

Agostino: Bene, conosciamoci! (Si avvicina, polipone)

Bianca:         Ma no...intendevo dire uscendo assieme...come si fa di solito...

Agostino: (Ritraendosi) Ovvio! Si va a fare quattro salti?

Bianca:         (Incredula) In discoteca?!

Agostino: No, in padella! E’ una battuta…certo, in discoteca! Poi si va a prendere due cornetti sul pontile di Ostia, ti va? Guarda, io già scalpito! (Accenna un ballo da fermo)

Bianca:         Alle due del pomeriggio?

Agostino: (Guarda l'orologio) Ah....beh...sai, l'adrenalina....(a test) Come vado?

Testost.:  ‘na chiavica! Primo! Niente mani addosso! Il sesso… è tutta una questione di “sentire”…

Agostino: Sentire…..?

Testost.: Sentire i suoni, le sensazioni, gli odori…. Soprattutto gli odori. Vai!

Agostino: Vado! (a lei) Ti ho mai parlato del mio naso?

Bianca:         …Non credo!

Agostino: Per esempio a me 'sto balsamo... fa sentì…(annusa il collo di Bianca)

Bianca:         (lancia un urlo e si alza spaventata) Ma che fai! Annusi!?

Agostino: (si alza anche lui)...eeeeh lo sai come è il vizio, si comincia con la colla delle figurine......

Bianca:         (girando attorno al divano) Beh..no, aspetta! Io mi aspettavo una cosa più romantica!

Agostino: (inseguendola) Non c'è tempo per il romanticismo!

Bianca:         Aaaah!!! (scappa e si chiude in bagno).

Agostino: Bianca…

Testost.: Bravo! Uguale a George Clooney, un vero seduttore! E ora che facciamo?

Agostino: E a me lo chiedi? Io ce l’ho messa tutta…ma è quella che ci ha un carattere difficile…

Testost.: Tu hai idea quanti spermatozoi ora sono in attesa di un tuo positivo cenno di riscontro?


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Agostino: Centomila?

Testost.: 70 milioni!!

Agostino: Ah, però! Tutti miei?

Bianca:         (Piagnucolando, dietro la porta del bagno) Quanto sono sfortunata! Non me ne va bene una! Mesi e mesi ad allenarmi al lancio condominiale della poesia…

Agostino: (tra se e se) Il lancio di poesia? ….

Bianca: …ora che mi sembrava di aver incontrato un ragazzo carino e simpatico, mi accorgo che è un polipone! …Un maniaco… un porchettaro!

Agostino: Si, va beh, ora non esageriamo…

Bianca:         Io pensavo di avere incontrato un poeta, un intellettuale… mi sono ritrovato tra le grinfie di un cocomeraro in calore!

Testost.:  E c’ha ragione!

Agostino: Ma che vuoi te? Oh! A tutta matta! Ma che cocomeraro?! Mi piombi in casa tentando di appiopparmi dei corsi di inglese per due persone a Cambrige, poi, colta da crisi isterica, non trovi miglior ansiolitico che farti una doccia a casa mia, usando il mio shampoo, asciugandoti col mio phon, poi esci mezza ignuda col mio accappatoio travestita da Moira Orfei e poi il maniaco sarei io?? Ma vattelappianderculo!!!

Bianca:         Iiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!

Agostino: Oddio, che ho detto?

Testost.: (con la testa tra le mani) Quante occasioni ti erano capitate come questa, diciamo… negli ultimi trentacinque anni?

Agostino: (frastornato) ….Eh?

Testost.:  Va beh! Mi ha fatto veramente tanto, tanto piacere…. (gli stringe la mano) …tante cose,

eh! … ah e teniamoci in contatto! Ciao, bellissimo, ciao, ciao, ciao… Agostino: (bussa alla porta)…è…. occupato? (si sente lo scroscio dello scarico)

Bianca:         (apre asciugandosi le lacrime) No… ho fatto. (raccoglie i vestiti e fa per uscire) Senti, scusa… non so cosa mi ha detto la testa… entrare a casa tua con la scusa del corso di inglese…

Agostino: La scusa? Come?

Bianca:         Lascia perdere…una cosa mia… che vergogna.. se ci ripenso.. la doccia a casa tua! Mi sembrava …poetico…mi sembrava…. Senti, dimentica per favore, occhei?

Agostino: No, aspetta…lasciami dire.. io non sono come mi hai conosciuto..sono un ragazzo semplice. ...Anzi, meno di semplice.... nu piezz' e pane! ....nu babbà! ...nu ginz e 'na

majetta! …No, non funziona, tu sei…sei arrabbiatissima..... stai per ricoprirmi di insulti,

stai sicuramente per urlarmi che ti ho trattata come una di quelle, che non dovevo permettermi, che tu sei una brava ragazza e che mai ti era capitato prima d'ora di essere aggredita da un …tellinaro di ostia! E a quel punto sarà perfettamente inutile spiegarti le mie oneste intenzioni, spiegarti che dal primo attimo in cui hai fatto irruzione nella casa e


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nella vita di questo pover' uomo, il pover' uomo in questione ha perso la testa.... ..fino al

punto di immaginare con te il resto della sua vita, finché morte non li separi. Amen. Tu non vorrai più vedermi e te ne andrai. Anzi direi che a questo punto te ne dovevi già essere andata. Meglio così. Ma si, meglio così per tutti...per te...per me... per i figli...Rimarrà il rimpianto di una storia che avrebbe potuto... (Bianca prende la sua faccia tra le mani e lo bacia)

Bianca:         Sono venti anni che ti aspetto Agostino. Venti anni a scriverti poesie mai lette. Venti anni a spiarti dalla finestra… da quando avevi 13 anni e giocavi coi mostri spaziali…già mi piacevi.

Agostino: Mi spiavi mentre giocavo a Goldrake?!

Bianca:         Per venti anni…

Agostino: E non potevi intervenì prima, no?

SPERMATOZOI

Testost.: una bella notizia!

Pamelo:       se è bella come quella di prima dattela in fronte!

Testost.: Non vorrei dire gatto prima che sia nel sacco…ma …gli elementi in mio possesso mi fanno credere…

Gino:             Si?

Testost.: ...sperare… per quanto sia possibile e lecito ancora sperare…

Antonio:  Si?

Testost.: nell’ottica di una speranza come ultima a morire…

Gaspara: ‘mbeh?

Testost.: Ritengo di poter prevedere con buona approssimazione…

Pamelo:       E parla!!!!

Testost.: Grazie al mio magistrale lavoro….si sono creati i presupposti perché la “cosa”…. accada.

Falloppio: No!

Testost.: Si.

Tutti:             Grande! Yuuuu! E vai! Oooo Agostino…. Agostino-Agostino-Agostino Agostino ggo!

Gaspara: Allora sei pronto per questa nuotata?

Antonio: Bella Ciccio è il momento tuo!

Pamelo: Sai trattenere il fiato fino a 100?

Gino:           Fa niente, ti aiutiamo noi. Ciao regazzì…. Fate spazio.

Testo (poi tutti):         (gli passano una maschera da sub, Falloppio la indossa) …. 100, 99, 98 …

(Parte la musica; sul crescendo tutti escono come travolti da una corrente, rimane solo Testosterone che esulta come avesse raggiunto un risultato; buio, luce sulla postazione di Agostino dove ritroviamo Falloppio intento a scrivere al computer, dall’altra parte Ago e Bianca intenti a leggere una lettera)


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Agostino: Gentile Donna Amalia, desidero innanzitutto congratularmi con lei in occasione del ventennale della sua fortunata rubrica, entrata ormai nel quotidiano di tanta gente. Ho solo quindici anni…

Falloppio: … e le scrivo da Roma per sottoporre alla sua attenzione alcune riflessioni. Sapesse quante volte in vita mia ho avuto la sensazione di rivivere alcune situazioni, piacevoli e meno, che il buon Dio sembra averci destinato. La sensazione che quel giorno tanto temuto come l’ultimo a disposizione, possa assomigliare poi incredibilmente al primo, in un gioco di rincorsa tra la nascita e la morte da non scorgerne più una sostanziale differenza. Oppure la sensazione di desiderare a volte una vita vissuta al contrario, che inizi dalla fine e finisca in un cesareo. La sensazione di un corpo del tutto inadatto a tale volo, come se mancasse un'ala, come se mancasse una gamba per tutta questa corsa. E infine, la bella sensazione, in questa vita popolata di gente frenetica, di sentire vicini amici votati alla lentezza, capaci di gesti impopolari che nascondono la risposta al senso della vita. In serate come questa mi viene…. così… mi viene da ringraziare il mio dio per la

fortuna, anzi…

Agostino: …meglio, per il grandissimo culo, di avermi scelto per vivere tutto questo, quando al posto mio, e non so’ perché, ho la sensazione che poteva benissimo esserci qualcun altro.

Cordiali saluti gentile Donna Amalia.

Oppio 2010

FINE


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