Uno più uno fa tre!

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UNO Più UNO

UNO  Più  UNO

FA

 TRE !!!

Commedia inedita

in tre atti

(2001)

Registrato SIAE

di                                                 

                          Raffaele Porfidia

                                               


Uno più uno fa tre !!!

Con ironia, in questa commedia, viene trattato un tema molto delicato: l’aborto!

Anche se legalizzato, nessuno può sostenere che non si tratta di un omicidio!

Nella famiglia protagonista di questa storia, la ragazza, diciassettenne ed ancora dipendente dai genitori, aspetta un bambino. La notizia sconvolge sia la famiglia della ragazza che quella del ragazzo. Tutti vengono a conoscenza della cosa tranne il padre della ragazza. Si decide di non dirgli nulla perché sanno che,  considerando le condizioni economiche delle due famiglie, non certo agiate, e la giovane età della figlia, avrebbe cercato in tutti i modi di non far proseguire la gravidanza.

Questi motivi inducono i protagonisti ad aspettare il tempo necessario affinché l’aborto non sia più legalmente possibile, per poter finalmente dare la notizia al padre della ragazza. Tutti sembrano d’accordo su questo “modus agendi” e si impegnano per non fargli capire nulla. L’impegno  risulta però eccessivo dal momento che si giunge al nono mese e non solo non ha capito nulla, ma nessuno ha avuto ancora il coraggio di comunicarglielo…

Personaggi:

(in ordine di apparizione)

Jonatan: fidanzato di Maria

Filomena: ragazza incinta

Mimì: fidanzato di Filomena

Maria: sorella di Mimì

Titina: madre di Filomena

Rosa: madre di Mimì e Maria

Salvatore: padre di Mimì e Maria

Pasquale: padre di Filomena

Dottore

Professoressa

Avvocato

Maresciallo

Scheda dei Personaggi

Jonatan: E’ un ragazzo che nel rapporto di coppia appare nettamente il più debole! Però, quando parla, assume sempre un’aria di superiorità.

Maria: Ragazza altezzosa, permalosa e vanitosa! Cerca sempre di catalizzare l’attenzione su di sé.

Mimì: E’ un buon ragazzo, di sani principi, ma non ama il lavoro! Risulta simpatico ed ha una profonda soggezione di Pasquale. Non è ancora maturo per fare il padre!

Filomena: Ragazza molto matura per l’età che possiede! Si affida molto alla sua capacità oratoria, sa di riuscire a convincere tutti con i suoi discorsi. E’ consapevole di essere molto amata dai genitori.

Titina: Madre premurosa; è orgogliosa di sua figlia ed è sempre schierata dalla sua parte. Ama suo marito; lo conosce perfettamente e per questo teme le sue reazioni.

Rosa: E’ riuscita a stabilire un ottimo equilibrio nella sua famiglia. Sa farsi apprezzare dal marito e critica spesso i suoi atteggiamenti.

Salvatore: Dotato di tantissima pazienza, è una persona fondamentalmente calma. Deve accadere qualcosa di veramente importante per poterlo scuotere! E’ rassegnato alla sua condizione.

Pasquale: Uomo che si può definire “ruspante”! Poco delicato nei modi, esterna difficilmente i suoi sentimenti. Poco istruito, si illude di essere una persona colta. Molto materialista ed appassionato del suo lavoro. Risulta simpatico.

Dottore: Assume sempre un atteggiamento da playboy e da uomo vissuto.

Professoressa: Persona di chiare origini cinesi. E’ l’esempio dell’integrazione razziale. Generosa

Avvocato: Persona molto indaffarata, nervosa. Vive per il lavoro! Da rappresentare con una marea di fogli fra le mani che guarda continuamente e nervosamente!

Maresciallo: Ha un gran cuore! Conosce perfettamente come funziona la realtà in cui vive; è sempre schierato dalla parte dei deboli.


ATTO PRIMO

La scena si svolge a casa di Pasquale

Casa con arredo semplice, ingresso centrale ,porta che conduce ad altre stanze in avanti a destra, finestra sulla sinistra. Filomena è seduta a destra, Mimì è in piedi accanto a lei; Jonatan e Maria sono sulla sinistra e provano dei passi di latino-americano

Jonatan: Uno, due, tre e quattro…

Filomena: Io penso sia la cosa migliore da fare!

Mimì: Ma siamo sicuri che mammeta non dirà niente a tuo padre?

Filomena: Mimì, quella sa papà comme è fatto,pur di non farsi fare una scenata, nun ce dice niente, nun te preoccupà!                                

Jonatan: Cinque, sei, sette e otto…

Mimì: Filomè, ho capito, ma primma o poi chiste o vene a sapè! Quando vedrà crescere la pancia, che inventerai? O’ faie tanto fesso a patete?!

Jonatan: Uno, due, tre e quattro…

Maria: No, jà ripetimme chesta parte che nun me la ricordo!

Filomena: Mo’ non mi sembra proprio il momento e c’ho dicere! Se quello viene a sapere che sono incinta, uno, in casa succede la terza guerra mondiale, due, cercherà di farmi abortire, tre, se proprio nun ce riesce, mi spara…anzi…ci spara!

Jonatan: Cinque, sei, sette e otto…

Mimì: Abortire, abortire! Noo Filomè, io questo bambino lo voglio! E’ il frutto del nostro amore! Io l’ho fatto da solo e io me lo tengo!

Filomena: Ah lo hai fatto da solo?

Mimì: (ironico) ah pecchè c’eri pure tu?

Filomena: (gli dà un piccolo schiaffo) Mimì, pure io non lo voglio perdere, sono sicura che tutto andrà bene, mò o dicimme a mammà…poi si vedrà comme l’hamma dicere a papà! Ma i tuoi lo sanno?

Jonatan: Uno, due, tre e quattro…

Mimì: No, non c’ho detto niente, ma nun te preoccupà, chille nu dicene niente, lo sanno che ce vulimme bene e tu staje già dinto o’ core lloro! Il solo problema è patete! Chille nun me po vedè! (inizia a passeggiare nervosamente)

Jonatan: Cinque, sei, sette e otto…(iniziano ad avvicinarsi a Mimì e Filomena)

Filomena: Uhh…ma tu ti sei fissato! Quello non lo dimostra ma ti vuole bene! Non lo dice a parole,ma con i fatti…

Jonatan: Uno, due, tre e quattro…

Mimì: eh con i fatti,…con i fatti….con i fatti me fa fa sule figure e niente! Me chiama sempre limone! Davanti a chi se trova!

Jonatan: Cinque, sei, sette e otto…

Filomena: Lo dice così,… in senso affettuoso!

Jonatan: Uno, due, tre e quattro…

Mimì: No, no, chille dice limone pe nu dicere strunzo!

Filomena: (ironica) Vedi? Questo vuol dire che ti vuole bene!Chille te puteva chiammà pure cachisso,…e invece no, ti chiama limone perché è un frutto che si trova tutto l’anno, è un frutto più importante del cachisso, è mediterraneo, pieno di succo, completa il condimento di vari pasti, dà gusto! Per te deve essere un onore, il limone viene utilizzato anche per il limoncello, il limone è…è…è…come posso dire…è giallo ecco!

Jonatan: Cinque, sei, sette e otto…(inizia a dar fastidio a Mimì)

Mimì: Sì, sì pazzea tu…je nu saccie pecchè ogni volta che si parla di te, chille m’adda mettere semp a me n’miezo :<quella, mia figlia, va bene a scuola, speriamo che chillu limone do guaglione nun a fa distrarre!> si po o’ discorse va a fernì n’gopp a dduie che si stanno per sposare e tengono i soldi: <nella vita una deve saper scegliere, no comme a chella mbecille e figliema che si è messa cu nu limone disoccupato!>… E ti ricordi quando siamo andati a Padre Pio? Sul pull-man mancavo solo io perché stavo in bagno e lui…che fa?… lo fa partire lo stesso! Dicette: <ce stanno già tanta limoni e zone nostre,lasciammane qualcheduno ccà!>…mai fatta na figura accussì!

Jonatan: Uno, due, tre e quattro…(infastidisce sempre)

Mimì: (nervoso verso Jonatan) E te ne vai o no? Uno, due, tre…juste dinte a recchia mia te mettere a cuntà? Sape cuntà sule fino a otto!Ma chi ha fatte venì a chiste ccà?

Maria: Mimì, non ti permetto di rivolgerti in questo modo co guaglione mio! Chiedi subito scusa! Mi sta insegnando i passi…

Mimì: Pecchè tu nu saje camminà già?

Maria: Cretino, mi sta insegnando dei passi di latino-americano…ti pare che la ragazza di un insegnante di balli latino-americani non deve conoscere i passi? Jonatan mi sta aiutando, è il mio ragazzo e …siccome sono tua sorella…gli devi portare rispetto!(rivolta a Jonatan che si era rattristato) ..dai pussy pussy, non avere paura,c’è il tuo fiorellino che ti protegge…

Mimì:(al pubblico)Fiorellino?!…chella è na pianta carnivora!

Maria: Non tremare, ora il mio fratellone cattivo,…(a Mimì) stu piez e disgraziato,…(a Jonatan) non è nel pieno delle sue facoltà,…veramente le facoltà non le ha mai avute…

Mimì:(al pubblico) Ha parlato Leonardo da Vinci!

Maria: In questo periodo sta un poco nervoso…è il nervosismo pre-paternità!

Jonatan:(tremante) Ma quello mi sta guardando storto!

Maria: No, pussy, pussy, quello è strabico, non ci vede bene e se ci vede, e  non la finisce, fra poco lo ceco io! Adesso Mimì ti chiederà scusa, pussy pussy! (rivolta a Mimì)…muoviti,chiedi scusa a Jonatan!

Mimì: Scusa…

Maria: Ah, vedi? Jonatan? Ti ha chiesto scusa!

Mimì: No! Dico…scusa ma pecchè nun te ne vai a ballà chiù allà o da n’altra parte?

Maria: Senti, se io e Jonatan siamo qui, è per fare un piacere a voi! Lo sai che la mamma di Filomena non vuole che state da soli! Dovresti ringraziare Jonatan che è tanto gentile!

Mimì: (ci pensa su)…e va bene, scusami, non volevo!…è che sono un po’ nervoso,…è il nervosismo pre-paternità! Scusa Giovanni!

Maria: Jonatan, si chiama Jonatan! Andiamo pussy, spostiamoci da questa parte!Non ti curar di loro, limoni infracetati!

Mimì: (torna verso Filomena)….Jonatan, Jonatan,… quello Giovanni si chiama e io l’aggia chiammà Jonatan!

Filomena: Ma nu fa semp polemiche! E’ un nome più cubano, si adatta ad un insegnante di latino-americano!

Mimì: Pecchè tutti accussì se chiamano e ballerini e latino-americano?

Filomena: E’ certo, devono sudamericanizzare il loro nome per attirare le persone! Giovanni, diventa Jonatan!Gaetano diventa Aitan…

Mimì: Aitan…aitan…aitan-ta paccheri te desse!Me pare  o nomme e nu cane! Allora o’ cane mie se chiame Jordan…putesse fa o’ ballerino e latino-americano! Già me lo immagino o cane mie n’gopp a ddoie coscie che balla a Macarena!(imita il possibile ballo del cane)

Filomena: Sì, sì sfutte, sfutte, intanto quello ha un lavoro e guadagna pure bene!

Mimì: Ah, allora pure a te nun te sta bbuono che sono disoccupato! La pensi come tuo padre! Non son degno di te!

Filomena: (accenna alla canzone) Non ti merito più! Al mondo non esiste nessuno….nun sto dicenne cheste! E’ che se non trovi un lavoro, come manterremo il              bambino?

Mimì: Ci sta sempre tuo padre!

Filomena: (ironica) E io m’ero scurdato che stu criaturo jenne o’ nipote e Agnelli!(cambia tono)…ohè trovate na fatica che a stu criaturo c’hamma pensà nuie….vedimme e nun je a fernì malamente! Si faje accussì mi costringi a dar ragione a mio padre, sarò costretta a non portare a termine la gravidanza pecchè tu si sfaticate!

Mimì: No, no, questo è il frutto del nostro amore, cercherò subito un lavoro,così tuo padre sarà più disponibile…(riflette)…un lavoro…un lavoro…e chi me lo dà il lavoro? (guarda Jonatan)… Pussy, pussy…posso mai fare il ballerino di latino-americano?…dovrei chiamarmi Dominicos!…e se fra due anni non vanno più, se la gente vuole imparare i balli russi?…dovrei chiamarmi…

Jonatan: Domenicovick!

Mimì: Nooo

Maria: Dominicoski!

Mimì: Nooo…e che cagne nomme ogni dduie anni?…ci vuole na fatica chiù sicura!

Filomena: Potresti fare il muratore?

Mimì: Filomè, ma che dici? Io ho le mani delicate,…e poi nun me posso sossere alle sei del mattino, io devo fare colazione alle nove altrimenti si altera il metabolismo!Non è possibile!

Maria: Potresti fare il giardiniere, vai a potare le piante di limone!

Mimì:(arrabbiato va verso Maria) Ma che fai, sfotti? (dà uno schiaffo a Jonatan)

Jonatan: E io che c’entro!

Mimì: Perché lo hai pensato pure tu!

Filomena: (cerca di placare gli animi)Mo vedimme mammà si cunosce  qualcheduno che te po mettere a faticà, tu basta che faje vedè che tieni la buona volontà!…A proposito, ma mia mamma e tua mamma non tornano più? So jute o’ mercato a ddoie ore! (ironica) nun credo che se stanno ad accattà tutto o’ mercato!

Mimì: Quello o fatt è che, voi donne, quante tenite e sord n’mane, subito trovate comme l’hata spendere!…(ironico) io pure per questo nu vache a faticà, così non porto soldi e tu perdi i vizi!

Filomena: Tu me vuò fa perdere pure o vizie e mangià e chillo e campà! Ferniscela e fa o cretino,…mo che viene mia mamma, fai parlare me, bisogna essere delicati, sarà un colpo duro anche per lei! Speriamo nun le vene n’infarto!

Maria: Filomè hai qualcosa da bere? Io e Jonatan siamo sfiniti!

Filomena: Marì, me gira a capa, pigliati i bicchieri, l’acqua sta nel frigorifero!

Jonatan: L’acqua? No, no, grazie! Quand’è così muoio di sete! Io sono abituato a bere bevande tropical dopo il lavoro, ho bisogno di ricaricare, dopo aver speso tanta energia bisogna ricaricare con il tropical!

Filomena: (ironica) Ah, il tropical? Noi dopo aver speso tanto, ricarichiamo con l’acqua per non continuare a spendere!

Jonatan: No, no, quand’è così preferisco morire di sete!

Filomena: E schiatta!…ccà stamme quasi ai piedi di Ponzio Pilato e chille va truanne a me o’ tropical! Ma aggie pacienza!

Mimì: (si dirige verso la finestra) Zitti, zitti, stanno arrivando mia madre e tua madre

Jonatan: Arrivano il trombone e il contrabbasso!

Mimì: Ma comme te permette?(dà uno schiaffo)

Maria: Mimì, ma che ha detto di male? Ha espresso il suo parere, la mamma di Filomena per lui assomiglia ad un trombone e nostra madre…(ci pensa)nostra madre..(a Jonatan)…mia mamma ti sembra un contrabbasso? A sì?(gli dà uno schiaffo)

Mimì …mi raccomando, quando arrivano fate finta di niente, massima calma, massima naturalezza, comportatevi nel modo più naturale possibile, cerchiamo di non dare nell’occhio! Cercammo e ce tenè bbona almeno tua mamma, Filomè!

Filomena: Speriamo!

(bussano alla porta, apre Mimì ed entrano Titina e Rosa portando una busta ciascuno)

Mimì: Signora Titina, buongiorno! Volete una mano? Datemi le buste,… non vi affaticate, sono pesanti, voi siete una donna delicata…pure tu mammà, dammi le buste, nu può fa sforzi! Datemi le buste che sono pesanti!

Titina: Mimì, chelle ddoie buste so’!… E che pesanti e pesanti, io aggie accattate dduie rotoli e carta igienica e mammeta ha accattato e tovagliole po musse! Pe tenè e buste pesanti ce vonno e sord e a forza pe purtà,… nuie nu tenimme né l’une né l’ate!

Mimì: E va bene, datemi qua lo stesso (prende le buste e va a posarle rapidamente) pure vi siete stancate a camminare per due ore, sedetevi,… Maria, prendi due seggie d’acqua e dalli a mammà e alla signora Titina!…forza accomodatevi ngopp e bicchieri! (le fa accomodare)

Rosa: (guardando il comportamento di Mimì) Mimì, bello di mamma, ma non ti senti bene?

Mimì: Certo, mammà, sto pieno di salute!

Rosa: (sospettosa) E come mai tutte queste attenzioni?

Mimì: Ma che attenzioni, questi sono i doveri di un figlio verso una madre ed una suocera stupende! Voi non sapete quanto sono fortunato! Vorrei vedere quale ragazzo ha due madri così belle e premurose, così gentili…

Rosa e Titina: (insieme) Mimì che ti serve? Che hai combinato?

Rosa: E scassate nata vota a centoventisei?…nuie sule chella tenimme! Te vuò fa accidere da tuo padre?

Mimì: Ma che macchina, mammà, chella sta senza benzina da dieci giorni, come la posso prendere?!

Rosa: Te si pigliate e mutande e patete? Lo sai che chille è geloso da roba sua!

Mimì: Ma che dici mammà, chille so tutte bucate!

Titina: Allora che altro guaio e combinato?

Mimì: Ma pecchè dovrei aver combinato un guaio da solo?

Jonatan: Lo hanno combinato in due!

Filomena: (lancia uno sguardo fulminante a Jonatan) Ma che guaio e guaio! Voleva essere solo gentile, ogni tanto i figli si rendono conto dei sacrifici che i genitori hanno fatto per metterli al mondo….per crescerli…ed ogni tanto vogliono ricambiare!

Rosa e Titina: Che avete combinato?

Titina: Filomè vuoi parlare o no? Che guaio avete fatto? Tuo padre vi ha visti da soli in casa?

Filomena: Mammà, ma perché deve essere per forza un guaio? Nu po essere na cosa bbona?

Titina: No,… in questa casa non è possibile!… Mo vuò dicere o no? Me staje a fa innervosì!

Jonatan: Filomena aspetta un bambino!

( Filomena si mette le mani sul volto ed inizia a tremare aspettando una reazione tremenda da parte di Titina, Mimì dà uno schiaffo a Jonatan e in scena cala unsilenzio freddo)

Filomena:(tipo sirena) Ahhhhhhhhh!

Jonatan: Arrivano i pompieri!

Mimì: (sottovoce) Ma tu vide nu poco, chiste era venì da Cuba pe rompere o cacchio a me!

Jonatan: (che lo ha sentito) Sono di Napoli!

Mimì: E vattenne a Cuba, accussì nu faje guaje!

Rosa: (a Filomena) Ma chist che dice?!

Maria: Filomena aspetta un bambino!

(Mimì dà uno schiaffo anche a Maria;dopo un po’ di silenzio)

Titina: (molto contenta) Ma davvero? E pecchè nun me le ditte prima? Ma che emozione, tengo o’ core a trentamila giri!

Mimì: E’ fatto o’ mutore da Ferrari?!

Titina: Ma che gioia! Stong pe diventà nonna,… Rosa,(tutti sorpresi per la reazione,festeggiano) ce pienz,… mia figlia è incinta,… io sarò nonna, mio marito…(ci pensaed inizia a rattristarsi) …mio marito…(tragica)…uh mamma mia, e mo’ chi glielo dice a patete? Chille spara prima a te e po a me!

Mimì: Forse pure a me!

Rosa: No, no, sicuro te  spara, che forse!

Titina: Ma che avete combinato? Ce vulite penzà prima!… E mo chi glielo dice, uh mamma mia,…Maria, damme natu bicchiere d’acqua, s’è fatto o deserto n’ganna!

Rosa: Mo succede a rivoluzione do 15-18!

Maria: Era a guerra, mammà!

Rosa: Eh, brava! Ccà na guerra ce sarà! Morti e feriti da tutte le parti!

Jonatan: Esagerato! Morti e feriti addirittura!

Mimì: Aoooh, te staje nu poche zitte?

Jonatan: va bene, va bene, ... vado a chiamare l’ambulanza per te e Filomena?

Mimì:…ma statte zitto… chiste quante arape a vocca, o conta fino a otto, o dice chelle che nun adda dicere!

Maria: Non ti permettere di rivolgerti così al mio Jonatan! Chiedi subito scusa!

Mimì: oooh, ma vaffanculo tu e Jonatan, cammina!

Maria: Quand’è  così togliamo il disturbo e ce ne andiamo! E la prossima volta non resteremo più a fare le vostre candele quando i genitori di Filomena non ci sono! Da soli vi lasceremo, e se fate qualche guaio non ne vogliamo sapere!(uscendo ) Questo è ringraziamento per avervi fatto da candele!

Rosa: E se vede che chella notte le candele si erano stutate…e hanno fatto il guaio!

Mimì: Ma che guaio e guaio, questo è il frutto del nostro amore ed abbiamo tut l’ intenzione di tenercelo,… lotterò con tutte le mie forze,… hanna passà n’gopp o’ cadavere mie!

Titina: E quello Pasquale non ci mette niente, te combina comme a nu tappetino e te passa pe copp!… Mo che lo viene a sapere…

Filomena: Noi non glielo diciamo!

Rosa: Ma che staie a dicere?… Quello prima o poi se ne accorgerà!

Filomena: Quando se ne accorgerà sarà troppo tardi per farmi abortire e dovrà accettare la realtà!

Titina: Filomè, tu lo conosci tuo padre…quando si innervosisce ce vo’ chille che spara con il fucile i sedativi per addormentare le tigri selvatiche!

Mimì:(al pubblico) Mio suocero è chiù intelligente e Sandocan!

Filomena: Mammà, l’importante è che siamo tutti d’accordo, nessuno deve dire niente a papà…poi in qualche modo risolveremo la questione!

Titina: No Filomè…non possiamo…

Rosa: E’ meglio che rifiutate il bambino…

Mimì: Non ci penso proprio! Piuttosto ce ne scappiamo! Mi trovo un lavoro e ci sposiamo lontano da qua! Andremo a vivere a Mezz’Anarì, in Francia!

Rosa: N’miez a na  vì! N’miez a na via vaje a fernì senza na fatica, ate che Mezz’Anarì, in Francia!

Mimì: Il lavoro lo troverò!

Filomena: Mammà, tu eri così contenta come appena lo hai saputo e mo’….pure voi signora Rosa, così contenta e mo’…pensate alla gioia di essere nonna…è come se aveste un altro figlio, la gioia che avete provato con noi, tornerete a provarla con questo bambino….e ja, forza, mi promettete che papà non saprà niente?

Titina: Ma tu hai solo diciassette anni, sei ancora una bambina, nu può piglià sti decisioni!

Filomena: Mammà, je so chiù matura e na ventenne, so pronta a me piglià e responsabilità mie! Vi chiedo solo di tacere e farmi forza nei momenti difficili!

Titina: I momenti difficili? Qua facciamo nove mesi d’inferno!

Mimì: Poi andiamo in purgatorio!

Rosa: E Pasquale ti manda in paradiso!

Filomena: Non vi preoccupate, non saprà niente!

Titina: (ci pensa su ) …e va bene! D’altronde stu bambino che colpa ne tene!

Rosa: Hai ragione!

Mimì: Grazie mammà, te voglio troppo bene, dove la trovo un’altra mamma così, sei il meglio del meglio…sei super!(le dà tanti baci sulla guancia)

Rosa: Senza piombo!…E ferniscela! E’ inutile che faie o ruffiano, ormai aggie ditto che va bene!…vatte a truà na fatica piuttosto, dovrai mantenere tuo figlio adesso!

Mimì: Vado di corsa mammà, tengo tutta la buona volontà! Ciao Filomè (le dà unbacio sulla guancia), ci vediamo signora Titina! (esce)

Titina: Ma tu uarda nu poco, me so truvate nonna da nu mument a n’ate!…ma comme è succieso…?

Filomena: Stavamo da soli, io e Mimì, quando voi siete andati al matrimonio di zia Nunzia; (si avvicina a Rosa e la abbraccia) faceva freddo,accussì  Mimì ha iniziato ad abbracciarmi e ad accarezzarmi, poi però ho iniziato a sentire caldo, allora mi sono tolta la maglia…(inizia a sbottonare la maglia a Rosa)

Rosa: Ohe? Ma che me vulisse fa fa o’ striptease mo?

Titina: Ohe, ma cheste  che se mise n’gapa? Ce vulisse dicere comme ate fatte o’ criaturo? Caccosa o sapimme pure nuie!…e a prossima vota che siente friddo, appiccie a stufa!

Filomena: Mammà, tu hai detto: <comme è succieso?>

Titina: Ma era accussì, tanto pe dicere che nuie ce truvamme nonna all’improvviso!

(bussano alla porta, va ad aprire Filomena ed entra Salvatore)

Salvatore: Buonasera Filomè, Rosa sta qua?

Filomena: Sì, entrate!

Salvatore: Buonasera Titina,… Rosa ma abbascie addo nuie nun ce sta nisciune?

Rosa: No, tua figlia è uscita con Jonatan e Mimì è andato a cercare lavoro!

Salvatore: A cercare lavoro?!… Ma non si sente bene?

Rosa: Ha deciso di non prendere più esempio da te, vuole portare qualche soldo a casa!

Salvatore: Ma chi, Mimì? Stiamo parlando di nostro figlio? Quello alto, sfaticato e nu poco limone?…come mai vuole lavorare?

Rosa: Poi dopo ti spiego…

Filomena: (è alla finestra,terrorizzata) sta arrivando papà, mi raccomando non dite

niente!

Salvatore: Niente e che cosa?

Rosa: Niente, niente, poi ti spiego, tu non dire niente…

Salvatore: Ma a sì nu saccie niente che c’aggia dicere?

Rosa: Poi ti spiego…poi ti spiego…poi…ti…spiego!

Salvatore: M’aggia spusata a na professoressa: <poi ti spiego, poi ti spiego…>

(bussano alla porta, apre Filomena ed entra Pasquale)

Filomena: Ciao babbo come va?

Pasquale: Uè buonasera! I signori Arzano, quale onore!

Salvatore: Pasquà è inutile che fai il cretino, stiamo tutti i giorni qua e io ti sopporto pure dalla mattina alla sera pecchè lavoriamo vicini!

Pasquale: E va bene, pecchè nun me po fa piacere e te vedè? (si toglie la giacca blu eil cappello da parcheggiatore)…una cosa è quando uno è costretto a vedersi al lavoro e n’ata è quando ci vediamo spontaneamente la sera…vulisse nu bicchiere d’acqua Salvatò?

Salvatore: sì, grazie Pasquà!

Pasquale:(versa l’acqua)…ah…faciteme assettà nu poche, fore a chillu Banco e Napoli,… curre a ccà,… curre allà,… parcheggia a chiste, parcheggia a chille, sposta sta macchina…guarda che acqua,… minerale naturale,…limpida, fresca, dissetante!

Salvatore: Quella acqua è!

Pasquale: Tu nun capisce niente!Questa non è acqua comune, questa viene fatta con…

Salvatore: Con il lievito di birra!…Pasquà, ma perché, l’acqua viene fatta?

Pasquale: Mi sono spremuto male! Questa sgorga da uno dei più alti monti dell’alaska, il monte…il monte…Titina comme se chiamma,il monte?

Titina: Rubinetto!

Pasquale: Brava, il monte rubin…(ci pensa su);vabbuò, pesiamo ad altro, tengo la schiena spezzata!Chillu Parcheggio mi distrugge!

Salvatore: Almeno tu qualcosa la guadagni, io vendo il cocco ma assì nun vene a festa do paese nu guadagno proprio niente!

Pasquale: E’ logico! Tu vendi il cocco pecchè a fatica tosta nun te piace!…io ho sudato sette camicie p’arrivà a fa o’ parcheggiatore fuori al Banco di Napoli!

Salvatore: L’ha ditte comme a si stesse a faticà dinte o ministere re trasport!

Pasquale: Embè! Che ce tenisse a dicere?.. E’ un posto di riguardo che mi permette di dar da mangiare alla mia famiglia!… La tavola è sempre apparecchiata!

Salvatore: Io l’ ho vista sempre senza mesale!

Pasquale:  Vuleve dicere che mangià nun ce ne manca!…volete mangiare con noi?

Salvatore: Uè grazie Pasquà, mi farei proprio una bella carbonara con un bel bicchiere di vino rosso, Titina è possibile?

Pasquale: (ironico) Titina è possibile?… O lo chef consiglia qualche altra specialità dalla cucina?…ma tu guarda nu poco,non solo è ospite, chille ordina pure! (va ad accendere latelevisione)…famme guardà nu poco e televisione…a sera la televisione mi rilassa…è un lassativo!…ma la televisione non funziona?

Filomena: Sono dieci giorni che sta rotta e fai sempre a stessa domanda, ma perché nun accatte chella nova?

Pasquale: Accatte, accatte…e che è stu verbo? Chi te lo ha insegnato? Impara a parlare pulito!…e poi l’hai rotta tu…tu o sai che a sera m’aggia vedè a televisione se no non digerisco!…mo m’aggia immaginà o programma! (si mette di fronte alla TVche resta spenta e fa dei gesti al di sopra del capo x concentrarsi)…

Salvatore: Ma che tieni e pidocchie?

Pasquale: Statte zitto, me sto concentranne! (ripete lo stesso gesto)

Salvatore: Accussì s’ammiscano e pensieri!

Pasquale: Zitto!…che bruttu colorito che tene Bonolis stasera, secondo me non sta bene!

Salvatore: No, no Pasquà, secondo me si tu che non stai bene!…(a Rosa) Chille sta a guardà a televisione stutata!

Pasquale: (indicando la televisione) guarda a chillu scemo, comme se fa a sbaglià chella domanda!…<un lavoro con la elle?>…<Ellettrauto!>… E’ proprio elementare!

Salvatore: Chiste nun è normale!

Pasquale: Salvatò te vuò sta zitte che nun me faie sentì? Non solo sei ospite, dai pure fastidio!

Salvatore: Pasquà ma stai bene?

Pasquale: E no, e no che non sto bene!…Tu nun te stai zitto! Io senza la televisione la sera non posso stare! Mi si chiude lo stomaco…anzi vuoi sapere che c’è di nuovo…stasera non si mangia, me s’è chiuso o  purtone do stommeche!

Salvatore: Se, se,… vabbuò, …ho capito,…. Rosa iammuncenne, se no guastiamo la cena regale del ministro ai trasporti Pasquale Rinalo!…(si dirigono verso laporta)…iamme, iamme, fa  che non lo sappiamo pecchè non vuoi mangiare?!

Titina: Rosa, mi raccomando, acqua in bocca!

Rosa: Titina, mi raccomando, tieni duro!(esce)

(Titina va verso la cucina mentre Pasquale continua a  vedere la TV)

Pasquale: Titì, ma che significa: <Rosa, acqua in bocca! Titina, tieni duro!>

(Filomena si preoccupa)

Titina: …ma tu nu stive a sentì a televisione?…te faie distrarre a chesti cose?…Rosa ha detto che non aveva niente da mangiare, allora le ho detto: <metti l’acqua in bocca che ti passa la fame!> Lei mi ha detto: <tieni duro!> pe dicere:<almeno tu tieni il pane duro per fare le polpette!>

Pasquale: Pecchè hai comprato la carne macinata?

Titina: Nooo, e chi me li dà i soldi?…facciamo le polpette di pane!

Pasquale: (guarda la TV) Ma quanto me piace stu programma, Bonolis è troppo simpatico,… e guarda a Laurenti, sta a fa a bavosa!

Titina: Pasquà, tieni le polpette!

Pasquale: Nun me disturbà, sto guardanne a televisione!

Titina: Nu fa o cretino e mangia!

Pasquale: Ma che vuoi mangiare,… vado a dormire,…. le polpette sono fatte di carne e pane…più carne che pane…carne e pane! Cheste nun so polpette, è pane n’fuso!…non di solo pane vive l’uomo! (esce dalla prima a destra)

Titina: Ma ie vulesse sapè tu a me che vuoi! Porta i soldi e  io accatte a carne!

Pasquale: (da fuori, solo voce) quelli che ti porto non ti bastano mai!

Filomena: Mammà non iniziamo, stiamo calmi!

Titina: Hai ragione, mo me vaco a curcà pure io! Buonanotte (esce dalla prima adestra mentre Filomena si accosta alla tavola per mangiare)

Pasquale: (solo voce) Filomè, tu non vai a dormire? Non mangiare troppo che ti fa male, conservalo per domani! (Filomena guarda nel piatto e fa un gesto di rassegnazione, si alza e va verso la prima a destra quando Pasquale dall’esterno): Filomè non ti dimenticare di spegnere la televisione che la corrente la pago io!

(Altro gesto di rassegnazione di Filomena che poi esce)

Fine I ATTO

ATTO SECONDO

La scena si svolge sul luogo di lavoro di Pasquale e Salvatore

La scenografia rappresenta il Banco di Napoli con una strada nella parte anteriore; avanti a destra c’è il banchetto con il cocco di Salvatore e Pasquale, che fa parcheggiare le macchine, è al centro della scena

(si comunica che siamo al settimo mese di gravidanza)

Salvatore: Cocco bello, cocco, cocco bello, cocco fresco…

Pasquale: Capo, da questa parte, dietro alla tipo…mettite o freno a mano si no a machine a truvamme abbascie o fuosse!

Salvatore: Cocco bello, cocco, cocco bello, cocco fresco…

Pasquale: (si avvicina a Salvatore) Ne Salvatò ma che allucche a fa che nun ce sta nisciune? Invece e alluccà quanne ce sta qualchedune!…invece no…si vene qualcuno te piace e fa chiacchiere e nu pienz a vendere!…e poi, a vuò fernì e dicere fesserie,… <cocco bello, cocco fresco>…so dieci juorne che o tiene n’gopp a bancarella, è tutt muscie e chille continua a dicere <cocco bello, cocco fresco>…si tu dice e fesserie, chi se l’adda accattà? Il cliente deve fidarsi del commerciante, si deve stabilire un rapporto di fiducia altrimenti o cliente nu vene chiù! Si tu le dice e fesserie accussì grosse, chille non compra, e tu resti morto di fame!…dici semplicemente <cocco, cocco, pe piacere pigliateve stu cocco, faciteme o piacere!>

Salvatore: (ironico)…facite a carità!…pe piacere fate la carità!…hai finito di fare la tua analisi economica sulla mia attività?…io me l’ero scordato che avevo un grande esperto di gestioni commerciali che esercita proprio accanto a me!…Io me l’ero scordato che avevo il cugino di Agnelli affianco a me…isso e macchine non le fa,le parcheggia!…ma quante maie e saputo vendere qualcosa?Facisse comme o’ piscatore che vo dà cunsiglie o’ cacciatore?…ma che vuò sapè?

Pasquale: Tu parli accussì perché sei cretino! Il mio lavoro è di gran lunga più difficile del tuo!… Io sono il parcheggiatore del Banco di Napoli! Posso pure nu capì comme se venne o’ cocco, ma il rapporto con il cliente è lo stesso! Guarda i clienti che ho io e quelli che hai tu! A me sono clienti fissi, a te so clienti passeggeri!

Salvatore: Ognuno si sceglie la clientela che vuole! Tu sei per la clientela fissa, io per quella passeggera!

Pasquale: Ma che hai capito Salvatò? La tua clientela è passeggera pecchè nun se ferma proprio!…passa annanze!

Salvatore: Sì vabbuò, sfutte, sfutte…intanto morto di fame sono io e morto di fame sei tu!

Pasquale: Ohè? …Morto di fame non me lo ha mai detto nessuno! Io guadagno quanto basta per far mangiare sei volte al giorno la mia famiglia: colazione, spuntino, pranzo, spuntino,cena e…

Salvatore: ..e spuntino a mezza notte! A vuò fernì e dicere e fesserie!

Pasquale: Si nun so sei, mangiamo cinque volte…

Salvatore: Cala…

Pasquale: Quattro? (Salvatore fa di no con la testa)… Vabbuò, tre volte al giorno!

Salvatore: Sì, sì…tre volte alla settimana! Pasquà, ma tu veramente pienz che io nun saccie tu quanto guadagni?

Pasquale: Aggie capito, aggie capito… tu sai tutti i fatti miei pecchè quella è mia moglie che tene na vocca quant a nu purtone! Adda fa sapè sempe e fatti miei a tutti quanti!… Uno sta attraversando un momento di crisi nell’attività lavorativa, lo devono sapere pure e chiù fesse do’ palazzo!

Salvatore: E che vuoi dire? Che so’ fesso?

Pasquale: Tu lo sai quanto guadagno?

Salvatore: Certo!

Pasquale: Allora si fesso! Se eri uno adderitto te facive e fatti tuoi!…ma nun te preoccupà, mo’ che arapene a Posta ccà vicine, chiste addiventa o parcheggio chiù frequentato della città, e io guadagnerò a tal punto che m’aggia fa costruì na villa co a piscina e dinte c’aggia vuttà e sord e spiccie! M’aggia sossere a matina e ca vestaglia vado a fare breakfast: cornetto, cappuccino, uova, pancetta;…sia all’italiana che all’americana!poi vado scalzo sopra all’erbetta del giardino fino ad arrivare a bordo vasca,tolgo la vestaglia, me metto la maschera e il tubo e m’aggia fa na nuotata dinte e sorde…proprio comme a Paperon de Paperoni!

Salvatore: Abbiamo trasmesso il film “Sognando ad occhi aperti” di Pasquale Rinalo!

Pasquale: Tu sfotti? Poi ti farò vedere che oltre alla piscina farò pure un campo da tennis…è più da signore!

Salvatore:(sottovoce) Lo spero per te e pure po’ bambino! (si rende conto di quelloche ha detto e si copre la bocca sperando che Pasquale non abbia sentito)

Pasquale: O’ bambino? Quale bambino?

Salvatore: O’ bambino? Quale bambino?… E’ venuto qualche bambino che voleva il cocco? …Dove sta? …Non lo vedo! (si mette a cercare sotto al bancone) Sta qua sotto? …Aggia fa nu bancone chiù piccolo, se no non vedo i bambini  e quelli si infilano sotto!

Pasquale: Ma qualu cocco e qualu bancone…tu hai detto:< spero per te e pure po’ bambino!>

Salvatore: Ah, ho capito…no,… Pasquà hai sbagliato a capire, io ho detto:<spero per te pure co’ giardino!> “Giardino” no “bambino”! La villa spero che te la fai pure col giardino bello grande…io putesse venì a fa o giardiniere pe te, lo sai che me piace e curà e piante!

Pasquale: (dubbioso)…Mah, mo è asciuto pure pollice verde!

Salvatore: Mica solo il pollice,…tutta la mano Pasquà, anzi…tutto il braccio!

Pasquale: …sì, sì, l’incredibile Ulck! …tutto verde!…(guarda a sinistra)…dottore buongiorno! Parcheggiate pure dietro alla Punto, mi raccomando il freno a mano!

Salvatore: (sottovoce) Mo steve cumbinanne nu guaje! Ma po essere maie che siamo arrivati al settimo mese e chiste nun se n’è accort e niente?

(Entra il Dottore con classica camminata da playboy;con borsa medica e telefonino nella tasca del pantalone)

Dottore: Mi raccomando, Pasquale! Ti lascio le chiavi perché ho parecchie faccende da sbrigare e ci vuole molto tempo!(si volge al pubblico, si aggiusta i capelli, estrae una boccettina di profumo dal taschino e lo spruzza al collo;)

Pasquale: Sta facenne a disinfestazione!

Salvatore: E’ un medico!

Dottore: C’è molta gente in banca?

Pasquale: Mi dispiace per voi dottò, ma ci sta veramente tanta gente; se mi avvisavate prima che dovevate venire, io un’ora fa iniziavo a dire a tutti quelli che volevano entrare, che la banca era chiusa per una rapina…così avreste trovato meno gente!

Dottore: E tu ti trovavi in galera per le fesserie che dici!…beato te, Pasquà, che hai sempre voglia di scherzare!…comprati (Pasquale si innervosisce perché ha sentito questo verbo) un telefonino così la prossima volta ti chiamo e tu puoi inventarti qualcosa…di meno drammatico però!

Pasquale: (nervoso)Dottò, non lo posso comprare il telefonino… fa male al cervello…chella a capa già nun è bbona!

Dottore: fa male quando lo si usa spesso, se tu hai parecchie amanti,come capita a me, che ti chiamano in continuazione, allora ti può far male!(al pubblico) Modestamente, ho le donne a iosa! Le devo allontanare col DDT! (altra spruzzata di profumo!)

Pasquale: Allora nun è o disinfettante?

Salvatore: Noo, è o flit!E’ per le amanti!

Pasquale: Amanti, amanti,(a Salvatore con le spalle al dottore)ma quali amanti tene chiste!o vide che dice solo fesserie,è nu spaccone!(il dottore tossisce per far capire che ha sentito)…dottò ma che amanti…quali amanti tengo io!!!… una volta ero nu bellu guaglione, mo mi sto facendo vecchio!

Salvatore: N’amme fatte e battaglie!

Pasquale: E l’amme perse tutte quante!

Dottore: Eh, parlate già come un nonno…a proposito: Auguri!

(Salvatore cerca di far capire con i gesti al dottore che Pasquale non sa niente)

Pasquale: Grazie lo stesso dottò, ma oggi non è il mio compleanno!

Dottore: Uh, scusate, avete ragione, il fatto è che… somigliate talmente tanto a mio nonno, che ero convinto di stare a parlare con lui!…oggi è il suo compleanno e mi è venuto spontaneo fare gli auguri! (fa muovere ripetutamente la gamba come se fosse percorsa da un fremito)

Pasquale: Dovete andare in bagno dottò?No,perché dietro a quell’angolo c’è una pianta è la fine del mondo!

Salvatore: Ce sta pure a carta igienica!Ce l’ho messa io!

Dottore: Ma che bagno, è una telefonata, ho il vibracall! (estrae il tel dalla tasca e risponde)…

Salvatore:  (a Pasquale)Che tene? O vibratore?

Pasquale: Forse lui si diverte così!

Dottore:…cara Claudia, sono ad Hollywood, sto prendendo un caffè con Sofia,…sì, Sofia Loren!

Pasquale: Scusate dottò, ma voi avete ancora i nonni?

Dottore: (a Pasquale) Nooo, sono tutti quanti morti! (al telefono) No, tu no, cara, tu non sei morta, tu sei vivissima! Parlavo con il cugino di Sofia, si parlava del più e del meno,…sì, sì, dei morti, qui sembrano tutti morti, un’apatia!

Pasquale: (sottovoce) Ma che o possina appendere sott a nu trave! Chiste me sta a dicere che assumiglie a nu muorte! Tiè, tiè (fa le corna)…e fa pure gli auguri! Tiè, tiè…secondo me porta jella!Mo o’ caccie subito subito!(al dottore) dottò, secondo me è meglio che andate altrimenti trovate parecchia gente! (il dottore,ancora a telefono,  fa per andare quando Pasquale molto ironico) a proposito dottò, fate gli auguri a vostro nonno anche da parte mia mo’ che lo incontrate!

Dottore:…ma quello è mor…(ci pensa su)…vabbè, vabbè, buona giornata! (esce)

Pasquale: Grazie, pure a voi…(a Salvatore) stù duttore è veramente strano…me dice che assumiglie a nu muorte e poi dice che a stu muorte ce fa pure gli auguri po compleanno!

Salvatore: Tu nu capisci niente! Anche quando una persona è morta può ricevere gli auguri il giorno del suo compleanno…

Pasquale: Ah, pecchè hanno messo il fax in Paradiso?…non lo sapevo!

Salvatore: Ma che fax?!…se il dottore ci tiene veramente a suo nonno, può comprare un crisantemo e portarlo sulla tomba del nonno! Si regala il crisantemo il giorno del compleanno! E’ segno d’affetto! Il crisantemo è segno d’affetto!

Pasquale: Ah…ho capito…quando sei nato Salvatò?

Salvatore: Il 26 settembre del ’54, perché?

Pasquale: Te voglio portà nu crisantemo, è segno d’affetto!

Salvatore: Tiè, tiè…(corna a terra)…ma che so muorto?

Pasquale: E pecchè si vivo? Tu non sei mai nato Salvatò! (rivolto all’esterno) Professoressa, da questa parte, fatevi più a destra, ancora, ancora un altro po’…va bene così!

(Entra la Professoressa)

Prof.sa: (molto veloce e con accento cinese)Buongiolno Pasquale,… mi laccomando!

Pasquale: Ah?

Salvatore: Ccà ce vo o’ nterprete!

Pasquale e Salvatore: Saionara!

Prof.sa: (lento) Buongiolno Pasquale,… mi laccomando!

Pasquale: Siete in ottime mani professorè!

Prof.sa: (veloce) Pasquà vuoi che ti paghi adesso o quando tolno?

Salvatore: Ah?

Pasquale: Ccà ce vo a moviola!(a Salvatore)Mò c’ho dico in tedesco: (alla prof)< Prufussurè, parl quoncio…quoncio…noio no parlam cines!>

Salvatore: Manco l’italiano!

Prof.sa: (lento) Pasquà vuoi che ti paghi adesso o quando tolno?

Pasquale: Come volete, basta che prima o poi o’ facite!

Prof.sa: E’ celto che ti pago Pasquale, tu mi lendi un favole ed io mi devo sdebitale! Una mano lava l’altra! Anzi, anzi,anzi,anzi,…ti do qualcosa in più visto che la famiglia sta per aumentale! (dà i soldi a Pasquale)

Pasquale: Quale famiglia?

Prof.sa: E’ inutile che fai il fulbo, lo sanno tutti che sta aumentando…

Salvatore: (sottovoce) Questo è che nun l’era sapè nisciune che Filomena è incinta!? L’unico che nun o’ sape è Pasquale!

Pasquale: Io non voglio fare il furbo, vulesse solo capire chi sta aumentando! (Salvatore fa segno alla prof.sa che Pasquale non sa niente)

Prof.sa: (a Salvatore) Ah, ho capito! (a Pasquale) No, niente Pasquà, forse è una mia implessione ma ho visto che Filomena si è limessa in calne!

Pasquale: Rimessa? No, quella non c’ è mai stata in carne!…comunque, pensandoci bene, avete ragione, pure io la trovo ingrassata,…eppure il menù è sempre lo stesso!Polpette a mattina,polpette o mezzogiorno e polpette a sera!

Prof.sa: No, no,no,no,no Pasquà ma in celti casi non si inglassa pel il menù, sono anche gli olmoni!

Pasquale: Ho capito e avete pienamente ragione; io c’ho dico sempre: <nun te mangià chisti ormoni, sono tutte schifezze,…con tutto quell’olio,…tutta chella rrobba fritta, è quello che fa ingrassare!>

Salvatore: (sottovoce) Ma che ha capito stu scemo! E poi…si gli ormoni erano fritti, isse teneva e sorde pe se accattà!….tene semp o vizie e fa o’ milord ca vocca!

Prof.sa: Pasquale volete …semple scherzare…(ride)ormoni flitti!…Ah, gli olmoni flitti, …con l’olio,… gli olmoni (mentre esce), con l’olio, gli olmoni…Come palli strano!

Pasquale:  (Sottovoce)A parlato o Zanichelli ! (a Salvatore) Ma perché comme se fanno sti ormoni? Al forno?

Salvatore: (ironico) Nooo, si mettono sott’aceto, Pasquà!

Pasquale: E io non li ho mai assaggiati! Chella fetente e figliema pensa solo pe essa!…Chella meno male che sta ingrassando,c’è stato nu periodo, due o tre mesi fa, che me so preoccupato; come appena mangiava, andava a rovesciare…aggie pensate che era alessìa!

Salvatore: Chi?

Pasquale: Filomena, aggie pensate che teneva l’alessìa!

Salvatore: Ma chi è sta Alessìa?

Pasquale: uagliò, leggi i giornali… informati!Estrapolati da questa tua ignorantità!… Alessìa è na malatia, è la malattia delle modelle secche! Quella acchiappa tutte le ragazze che vonno diventà secche, è na malatia che parte dal cervello, loro vonno mangià ma o cervello dice allo stomaco che deve buttare tutto fuori!

Salvatore: A malattia de modelle secche?!….l’ ANORESSIA! Quale Alessìa!…po dice vicino a me leggi i giornali!…(sottovoce) Spero solo che o’ criature nu piglia e isso!

Pasquale: (all’esterno) Prego avvocato, accostatevi un altro po’…più a sinistra…perfetto!

(Entra l’Avvocato)

Avvocato: (parla velocemente) Buongiorno Pasquale, mi raccomando, io mi fido di lei ma non mi fido dei ladri, faccia buona guardia, ci sono tanti ladri in giro perché la giustizia ha un iter lento e laborioso, ma noi avvocati e uomini di legge dovremmo cercare di accelerare le procedure, dovremmo, ma per ora non ci siamo riusciti, ci stiamo sforzando per rendere possibile ciò facendo pressione sulla classe politica: è lei che fa le leggi!(Pasquale e Salvatore si guardano ripetutamente in faccia ma non comprendono quello che dice l’avvocato) Allora Pasquale, dopo questo breve excursus che mi è servito da valvola di sfogo delle tante tensioni accumulate sul lavoro, torniamo a noi,…lei ha agito secondo quanto precedentemente stabilito?

(Pasquale non risponde nulla perché non ha capito)

Avvocato: (veloce) Pasquale, il tempo è denaro, io non ho tempo e non ho denaro, le mie faccende sono cronometrate, per questo le ho chiesto collaborazione, collaborazione che certamente verrà remunerata se tutto procede bene perché è giusto che il lavoro venga ad essere retribuito secondo la qualità,è la qualità che rende competitivi, non la quantità.Più alta è la qualità, più alta sarà la mercede!Allora?

Pasquale: Mercedes? Avete ragione avvocato, all’incrocio la precedenza era la vostra, se quel fetente con la mercedes ha sbagliato, vi deve fare la lettera, non vi arrabbiate, si aggiusterà tutto!

Avvocato: (veloce) Ah, sempre con questa voglia irrefrenabile di scherzare, ironizzare ed alleviare con qualche battuta le pene dei vostri clienti, siete lodevole per questo Pasquale, le auguro lunga vita e tanta prosperità,…ah…a tal proposito sono venuto a conoscenza del lieto evento che fra poco interesserà la sua casata, un evento che fa gioire anche le persone più burbere, l’arrivo di un nuovo componente fa sempre piacere, anche se non bisogna farsi prendere dall’ansia di sentirsi invecchiato, essere nonno è una fase della vita che bisogna affrontare con serenità e con la gioia di chi può insegnare tanto alle nuove generazioni.(lento) Allora, Pasquale, avete preso il biglietto come avevamo stabilito?

Pasquale: (che capisce solo l’ultima parte) il biglietto? Ah,…sì,… avvocà stamattina sono entrato quasi per primo in banca, ho preso il numero per la fila,… anzi ne ho presi due… uno pure più tardi. Se il primo numero già è passato, usate il secondo, se è passato anche questo turno, andate alla cassa numero otto, c’è Giovanni, gli dite che il numero l’ ho preso io stamattina, quello non vi farà perdere tempo!

Avvocato: (veloce) Bravissimo Pasquale, sempre attento al dovere!Le persone così ligie al dovere vanno ricompensate, ecco il vostro compenso (dà i soldi a Pasquale) mi raccomando, ne faccia buon uso soprattutto in vista dell’incremento che subirà la famiglia di qui a qualche mese.Le auguro ogni felicità ed ogni bene sperando che anche in futuro sia sempre disponibile nei confronti di un povero avvocato che non ha tempo e che deve ricorrere a vari stratagemmi e alla disponibilità di persone come lei per poter svolgere tutte le commissioni in tempo!(si arrabbia) Io non capisco perché dobbiamo fare tutto noi avvocati, perché dobbiamo avere una vita così frenetica, possibile che le persone non hanno nulla da fare se non mettersi nei guai con la legge? E chi litiga col vicino, chi con il suocero, chi fa causa al datore di lavoro, chi cerca lavoro,tutti fanno causa!(mentre esce) Solo cause su cause…è un mondo di cause di tutti contro tutti!

Pasquale: (sconvolto) Salvatò?

Salvatore: (sconvolto) Dimmi Pasquà…

Pasquale: Doveva essere un incidente grave! Tu hai visto quello come parlava? Chill’incrocio è troppo pericoloso, succede semp quacche cosa!

Salvatore:….ma io nun aggie capite e quale incrocio parlava!

Pasquale:…manco io,…però a colpa è e chille ca mercedes!

(Entra il Maresciallo dei Carabinieri che ha il tic di mettersi sull’attenti ogni tanto)

Maresciallo: Pasquà tu stai ancora qua? Lo sai che se la Finanza ti trova sempre qua ti arresta?…tu sei abusivo, non puoi rischiare di andare in galera adesso, fallo per quell’anima innocente!(Salvatore gli fa segno di non dire nulla del bambino)

Pasquale: Marescià, ma io che debbo fare? Io devo sfamare la famiglia, io solo o’ parcheggiatore saccie fa; ho chiesto l’autorizzazione al comune ma nun m’hanne fatto sapè ancora niente! Nu posse venì nu juorne sì e uno no! E che faccio? A famiglia a faccie mangià nu juorne sì e uno no?

Salvatore: Chille già se magna assaie dinte e case nostre!

Maresciallo: Tieni ragione Pasquà, io per questo non ti dico niente, per me è meglio che fai o’ parcheggiatore che no o’ mariuole!… (si mette sull’attenti) ma o’ colonnello da Finanza…

Pasquale:(credendo ci sia il colonnello) …fuimme, o colonnello!… (fa per scappare ma è bloccato dal maresciallo)

Maresciallo: Addò vai?… Nun ce sta!…io dicevo che il colonnello è del Nord…

Salvatore: Sta al Nord? Allora stamme tranquilli, fino a quando non viene qua…

Maresciallo: Sta qua, sta qua, quale nord…

Pasquale: Sta qua?! Fuimme… (corre ma viene ripreso dal maresciallo)

Maresciallo: Ma che hai capito, quello è del nord, è, è, è…e nu capisce che significa a s’arrangià!…s’è mise n’gapa che deve sconfiggere l’abusivismo, fra poco o vide e venì, statte accorto!

Pasquale: E vulesse sconfiggere proprio l’abusivismo mio? Pecchè nu va appriesse a chille che costruiscene e palazzi abusivi? Vede a me e i palazzi nun e vede?

Maresciallo: Chille che fanne e palazzi nu so povera gente comme a te, quelli sono potenti e non li può toccare, allora ( si mette sull’attenti) il colonnello…

 

Pasquale: Sta qua, fuimme… (corre ma viene bloccato dal maresciallo)

Maresciallo: Nun ce sta, quello è un tic che ho!

Salvatore: (gridando) Accussì ce facite venì n’ictus però! Nun se fa! Nuie simme deboli e core, simme deboli e tutte cose! Veramente ce vulite fa murì!

Maresciallo: Salvatò, ma come ti permetti? Porta rispetto per la divisa che indosso! Nun è colpa mia si tengo o tic!

Pasquale: Scusatelo maresciallo, è la cacarella che lo fa parlare così!Rilassatevi, fate due tecniche yogurt insieme a me…(tutti e due verso il pubblico con la classica posizione yoga;tutti e due dicono)Ooommmmm…

Pasquale: …e nient!

Maresciallo:(nervoso) chi?

Pasquale: …il colonnello!….Oooommmmmm….e merda!

Maresciallo:(c.s.) chi?

Pasquale:…il colonnello!…vi siete rilassato?

Maresciallo: Sì…stavo dicendo… che pe fa vedè che pure isso fa qualcosa sa piglia cu l’abusivismo tuo e te mette ngalera!

Pasquale: O’ cane mozzeca semp o’ stracciato!…ma non vi preoccupate marescià, quello non può mai capire che io faccio il parcheggiatore,…io posso essere pure una semplice persona che sta passeggiando qui fuori!

Maresciallo: Ah sì? E se quello chiede a qualche proprietario di macchina a chi hanno dato i soldi per il parcheggio e quello indica te?…e poi…<semplice persona che sta passeggiando>… ma te pare che na semplice persona va camminanne co nu cappiello cu n’gopp scritto “Parcheggiatore” e cu na giacca blu ca “P” cusuta n’gopp?

Pasquale: Che c’entra marescià, questo è per la gente, possono pensare che io so abusivo e non mi danno i soldi!

Maresciallo: <possono pensare che so abusivo> …ma pecchè tu che si Pasquà?!

Pasquale:….eh…sto in attesa di regolarizzazione!

(Dall’esterno si sente una sirena)

Maresciallo: …(corre via dicendo)…chist è o colonnello, o colonnello!…(si volta indietro e vede che Salvatore e Pasquale non si muovono, torna da loro dicendo)…fuite,…fuite…. mò ata correre, o colonnello sta ccà! O’ colonnello! (escono)

Fine II ATTO

ATTO  TERZO

La scenografia è la stessa del primo atto; sulla scena sono presenti: Filomena, Titina e Rosa

Filomena: (rivolta a Titina) Mammà, nu putimme aspettà chiù, fra poco il conto finisce! Ma può essere mai che non si è accorto di niente? Non ti ha mai chiesto niente?

Titina: Quello è convinto che stai ingrassando pecchè te mangi gli ormoni sott’aceto! Chillu cretino ce pazzea pure, dice:< tua figlia sta esagerando cu sti ormoni, sta facenne na panza comme a na femmina incinta!>

Rosa: Ma ora ce l’ hamma dicere, si devono preparare le prime cose per il bambino, si devono cacciare i primi soldi!

Titina: E tu chest c’edde dicere pe primma cosa! Chille comme sente che adda caccià e sord se fa piglià dalle crisi epilettiche!….cerchiamo di fare nu passo a vota, dicimmece prima che è succieso

Filomena: Mammà non ti preoccupare, io e Mimì abbiamo già preparato un discorsetto che gli dobbiamo fare per addolcirgli la pillola; quando Mimì finisce di lavorare, viene qua e aspettiamo che papà torna, se lo vediamo calmo, iniziamo a parlare!

Rosa: Filomè, mi raccomando, siate delicati!…ma questo discorso non lo puoi fare solo tu…è meglio che a mio figlio nun o faje parlà…Pasquale nun o tene trop in simpatia!

Filomena: No signora Rosa, vostro figlio deve assumersi le sue responsabilità….

(Bussano alla porta, apre Titina ed entra Mimì claudicante e molto triste )

Mimì: Buonasera!

Filomena: Mimì tu già stai qua? Ma il turno al bar non finiva alle sette e mezza?…e che cos’è quella faccia,… hai incontrato mio padre?

Mimì: No Filomè, per fortuna  tuo padre non l’ho incontrato ma e comme a si me fosse passato nu camion co rimorchio pe cuolle mentre steve attraversanne a via!

Rosa: (tragica) Uh mamma mia,…nu camion pe cuolle…e comme è succieso?…te l’aggie sempe ditto, da quanne eri nu criaturo <quanne attraviers a strada guarda a ccà e a llà!>…e viste? È succieso o guaje!…era pure co rimorchio!…comme staje… che te si fatte?

Mimì: Mammà ma che hai capito…era un modo di dire…un modo per dire che aggie passato nu guaje!

Rosa: Ah, meno male, mo sto più tranquilla!…(ci pensa su e poi di nuovotragica)…nu guaje? …e che guaje?…e fatte nu figlie pure cu qualchedun’altra?

Mimì: Uh, mammà, che so fatte Maradona!… me staje a fa innervosì!…vuò sapè che è succieso?…mi hanno licenziato!

Filomena: (piangendo) Uh mamma mia, e mo come facciamo?…Nun ce va mai niente bbuono! Al bambino chi ci pensa?…a papà chi glielo dice?

Titina: Ma comme è succieso Mimì? E’ già il terzo lavoro che cambi in sei mesi, ma vulisse pruvà tutte e fatiche e chistu mondo?

Mimì: E io che ci posso fare signora Titina, o’ padrone do bar s’è sfasteriato, dice che gli ho rotto un servizio intero di tazzine da caffè di porcellana cinese cu disegni colombiani e rifiniture africane in meno di una settimana…

Titina:(sottovoce) Hanno girat o’ munno sti tazzine!

Mimì:…senza contare i piattini e i bicchieri…allora io gli ho detto:< tenetevi i soldi dal primo stipendio che mi dovete dare!> …e quello subito ha risposto: (balbetta)<ma qua…qua…qua…

Titina:(al pubblico)E’ trasute na papera?(scena di confusione generale)

Mimì: <quale stipendio, cu…cu..cu…cu…

Titina: Pure a cicciuettola?! (c.s.)

Mimì:< cu tutte sti guaje… (guarda la confusione degli altri) Ma che è succieso?

Titina: E’ trasuta primma na papera, po na cicciuettola!…qua,qua,…cu,cu…nun e sentite?!

Mimì: Chille è o padrone do bar che ncacaglia…ha detto:<ma qua…qua…quale stipendio, cu,cu,cu tutte sti guaje che m’hai combinato, mi devi dare tu i soldi a me!>…e m’ha dato nu caucio…ma nu caucio…che nun me posso manco assettà!

Rosa: Chi sa pecchè succedono sempe a te!… tieni e mane fatte e ricotta!…ha scassato nu bar, è logico che te licenzia…(cambia tono)…mo vediamo se al macellaio serve nu guaglione…almeno llà non puoi rompere niente, anzi devi sfasciare!

Filomena: Speriamo bene!Iamme assettati e calmati! (fa sedere Mimì ma Mimì salta perché ha il sedere indolenzito)…. Mi raccomando quando torna papà, se non ti va di parlare, gli faccio io il discorso!

Mimì: Sì, sì, hai ragione, è meglio che gli parli tu, io sto qua ma è meglio che non parlo!…che hai intenzione di dirgli?

Filomena: Allora, statemi a sentire così vediamo se va bene…quando papà viene, subito va a posare la giacca e il cappello e poi si siede per vedere la televisione, prima che si siede io inizio:<Paparino…>

Mimì: Filomè fai la seria, si tu o chiamme già “Paperino” annanze a tutti quanti, chille se n’gazza!

Filomena:…ho detto “Paparino” e no “Paperino”…comunque io dico:<Papà…>

Mimì: Molto meglio!

Filomena: Me vuò fa parlà o no?…allora:< Papà, ogni tanto le buone notizie interessano anche questa casa! La gioia di questo evento ci ha coinvolti tutti e, presi dall’entusiasmo, nessuno ha pensato di avvisarti di quello che era successo!…>

Titina: E no, non va bene, accussì ce fai capì che isso nu conta a niente! Che nu l’hamme calcolato proprie!…quello è permaloso!…devi cambiare Filomè!

Filomena: Hai ragione…ma mica è semplice…

Mimì: Vulisse nu consiglio?

Filomena, Titina e Rosa: Zitto!

Filomena:…allora:<Papà, ogni tanto le buone notizie interessano anche questa casa! La gioia di questo evento ci ha coinvolti tutti, siamo tutti entusiasti ma abbiamo pensato di non dirti niente fino a questo momento perché tu, fra tutti noi, sei la persona più sensibile e quindi, quella che può essere più toccata da questa nuova realtà! In questo modo abbiamo pensato anche di farti una gradita sorpresa! Siamo convinti che sarai un nonno eccezionale, un nonno premuroso e generoso verso il nipotino che sto per darti!>

(I presenti applaudono)

Rosa: M’ha tuccato o’ core!

Mimì: Speriamo che tocca pure chillo do padre!

Titina: Non lo può toccare, quello non ce l’ha!

( Bussano alla porta, apre Mimì ed entra Salvatore)

Salvatore: Buonasera! (a Mimì) Tu non stai al bar?

Mimì: Mi hanno licenziato!

Salvatore: (irato) E io o’ sapeve!… Tu nun si bbuono a niente! Vulesse sapè quante te decide a purtà qualcosa e sord a casa!

Rosa: (ironica) uhhh, chi sa da chi ha preso questo figlio mio!

Salvatore: Io non mi faccio licenziare tre volte in sei mesi!

Rosa: E chi ti deve licenziare? Chillu cocco muscie che vendi?…(ci pensa)…vendi…magari!

Salvatore: Intanto ho avuto la forza di mettermi in proprio! Ho una mia attività!

Rosa:(ironica) Hai la tua attività? E allora assumi anche tuo figlio nella grande attività che tieni!Accussi facite la società “Arzano e Cocco: muorte e famme!” ;tu lo ammonni e figliete o venne!(cambia tono) Ma famme o’ piacere! (a Mimì) Issa piglià esempio a patete? Per tenere la sua attività ccà stamme sempre morti di fame! Mettiti nell’attività di qualcun altro ma fa mangià a famiglia toia!

Titina: Calmiamoci…dobbiamo stare calmi perché fra poco viene Pasquale e dobbiamo dare tutti una mano a Filomena!

Salvatore: Finalmente avete deciso di dirglielo!…(ironico) meno male che nun s’è spasa tropp a voce!…a chillu parcheggio o sapevene tutti quanti!

Titina: Tutti quanti?…e l’hanne ditte pure a Pasquale?

Salvatore:(ironico) No, dall’alto della sua intelligenza non l’ha capito!

Rosa: E chi l’ha ditto? Lo sapevamo solo noi, chi l’ha potuto dire…

Salvatore: Io sicuro no! Aggie cercato e apparà in tutti modi…ma si acchiappe a chille che l’ha ditto!…comunque, chi glielo dice?

Titina: Facciamo parlare a Filomena che tiene nu bello discorso preparato…

(Bussano alla porta, i personaggi sono seduti a semicerchio sulla sinistra della scena)

Filomena: (agitata) Uh mamma mia, me so scurdate tutto chello che doveva dicere, …sto troppo nervosa,…. nun me jescene e parole!

Titina: Stai calma, Filomè, stai calma!

( Bussano di nuovo, nessuno si muove)

Titina: Questo sicuro è Pasquale, speriamo bene!

Rosa: Abbiamo aspettato troppo tempo…

Titina: Filomè vai ad aprire!

Filomena: Mimì, vai tu!

Mimì: Nooo, la casa non è mia!

( Bussano di nuovo in maniera più insistente)

Titina: Rosa, famme a cortesia, apri tu!

Rosa: Troppa cortesia, nu posso!

(Bussano nuovamente e si sente la voce di Maria dall’esterno)

Maria: Signora Titina, mia mamma e mio padre stanno qua?

(Sospiri di sollievo da parte dei personaggi ma Filomena è ancora agitata)

Rosa:….è Maria!

Filomena: (agitatissima) A Madonna! E’ venuta pure a Madonna! Sule Essa me po dà na mano!

Rosa: Ma no, che stai a dicere? E’ Maria, mia figlia!

Filomena:(agitata) E a Madonna nun ce sta?

Rosa: No!

Filomena:(agitata) M’ha lassata a sola! Pure a Madonna se ne è iuta!(tragica)Abbandonata da tutti!

Titina: Ci siamo noi con te!Forza!

Filomena: (li guarda come per prendere coraggio) …ci siete voi?( piange in modo esagerato e comico)

 

Salvatore: Vado ad aprire io, fate fare a me che sono l’uomo!(va ad aprire)

Rosa: L’uomo nun o putive fa pure primma, quanne nu sapeveme chi era?

(Entrano Maria e Jonatan)

Maria: Buonasera!….ma che sono queste facce?

Jonatan: Sembra che avete visto una bestia feroce!

Mimì: L’unica bestia che abbiamo visto sei tu! Sei una bestia rara!

Rosa: Mimì, finiscila!…(a Maria e Jonatan) Stiamo aspettando Pasquale per dirgli che Filomena è incinta, anzi…che sta per partorire!

Jonatan: Ah, finalmente! Non ce la facevo più!

Mimì: (ironico)Ah… pecchè lo hai portato tu per nove mesi o’ criaturo dinte a panza?

Jonatan: No, è che i segreti mi pesano sempre! A quelli che vengono a danza da me, ad esempio: il dottore, la professoressa, l’avvocato, il maresciallo dicevo che Filomena era incinta e perdevo un sacco di tempo a spiegare perché non dovevano dirlo al padre!Mo’ o posso dire tranquillamente!

Salvatore: (Si avvicina lentamente a Jonatan con fare minaccioso) Lo dicevi a tutti quanti?

Jonatan: Solo a quelli che sono a danza!

Salvatore: Mo lo puoi dire tranquillamente?

Jonatan: Finalmente sì!

Salvatore: Prima invece, lo dovevi spiegare che non lo dovevano dire?

Jonatan: Sì, e perdevo un sacco di tempo!

Salvatore:(dà uno schiaffo e poi grida) E allora pecchè ngopp a chillu parcheggio o sapevano tutti quanti?

Jonatan: Forse non lo hanno capito bene!

Salvatore: (gridando) Allora spiegati meglio!…(rivolto ai presenti) m’ha fatto campà sempe con la palpitazione e core!

(Bussano alla porta, si ripete la stessa scena di panico di prima;bussano una seconda volta ma nessuno si alza, restano tutti seduti a semicerchio sulla sinistra)

Filomena: Mimì, vai?

Mimì: Nooo

Titina: Filomè, tu sei la figlia!

Filomena: Arape tu che si a mugliera!

(Bussano la terza volta)

Rosa: Salvatò, sei l’uomo? …e vai ad aprire!

Salvatore: E fatti tuoi nun te fai mai!…(attende un po’)…ho capito, ho capito,…non vi scomodate…vado io!

(Entra Pasquale)

Pasquale: Buonasera! (osserva come sono disposti) Ma che state a guardà o cinema? Guarda comme stanno assettate bellille!…dite la verità, questa televisione pare nu maxischermo!…che film state a vedè?(la TV è sempre spenta)

Salvatore: Pasquà, mo cominci un’altra volta tu e la televisione!

Titina: Qua non siamo fissati come te!

Pasquale: Fissati, fissati! E come ti permetti?… (va verso Jonatan) Giovanni…

Maria:(isterica) Jonatan, si chiama Jonatan!

Pasquale:(a Mimì) Ma mozzica?

Mimì: Quasi sempre!

Pasquale:(a Jonatan) Parlo con te che sei il più intelligente…figuriamoci il resto!…allora…Io sono un uomo di fantasia! Io immagino!…eh, purtroppo è così…sono troppo superiore a loro e quando uno è superiore non viene compreso!

Jonatan: Non penso sia questo il motivo! Lei immagina di vedere la televisione perché per lei la televisione è uno svago, qualcosa che la distrae dalla vita reale, è un’evasione! Essendo rotta in questo periodo, lei si sente orfano, non riesce ad evadere da una realtà che non accetta ma nei confronti della quale non può fare nulla allora, l’unico rimedio, è quello di immaginare! Così facendo lei immagina un mondo tutto suo, che può gestire come le pare e piace!

Pasquale: (meravigliato)….ma tu hai fatto le scuole a Oxford?

Jonatan: Nooo, a Forcella!

Pasquale:…e come so cagniate!… Ai tempi miei si pensava a comme erama scassà a machina o’ professore! (si dirige verso l’attaccapanni)

Titina: (a Filomena sottovoce) o’ vedo calmo, glielo puoi dire!

Mimì: Vai Filomè, inizia! Primma che s’assetta!

(Pasquale perde tempo a sbottonarsi la giacca)

Rosa: Vai, con calma!

Filomena: Paperino…

Mimì: No, che stai a dicere!

Filomena: Papero…

Salvatore: E’ crisciuto?

Filomena: Papà…

Mimì: L’ha ngarrata!Vai!

Filomena: Papà…

Pasquale: (si gira verso Filomena ed ha la giacca in mano) Che c’è Filomè? (si giraper appenderla)

Filomena: (veloce) Papà sono incinta e sto per partorire!

(Pasquale resta bloccato con la giacca in mano nel gesto di appenderla)

Mimì: (sottovoce) E o’ discorso commovente che fine ha fatto?

Salvatore: Si non gli viene un infarto mo, questo campa 200 anni!

Pasquale: (balbetta) Che…che…che…

Salvatore: Altro che papero, quello si è trasformato in una gallina! E come fa brutto!

Pasquale:(balbetta ancora) Che che che hai detto?

Filomena: Sono incinta e sto per partorire!

Salvatore:(al pubblico) E questo fu l’inizio della terza guerra mondiale!

Pasquale: (lascia cadere la giacca a terra e nervosissimo…) Ma chi? Chi è incinta? Che devi partorire? Io voglio sapere chi deve partorire? Che cosa…che vuò partorì?

Filomena: (tremante) Un bambino…

Pasquale: Ah, e mo me credevo che vulive fa na pacca e purtone!…un bambino…ma tu sai che significa nu bambino?….che è fatto a pazziella?…o bambolotto?…chi o mantene stu creature?…ma cu chi l’hai fatto?(assale Filomena)

Titina: (si pone fra i due)…e con chi vuoi che o faceva? Con Mimì!

Pasquale: E tu sapive tut cosa?…nun me ditte niente!…e fatti miei e dici a tutte quante tranne che a nu fess comme a me!…(a Mimì che era rimasto coperto dagli altri,in disparte e seduto) E tu…pare Giuseppe venduto dai fratelli…vieni qua…tu comme te si permise? Faceve bbuono a nun me fidà!… Tu si nu pezzent, comme o mantiene stu creature?

Mimì:…ci potete dare una mano per i primi tempi, fino a quando nu trovo nu lavoro bbuono!

Pasquale: Una mano?!…una mano?!…nu piede, nu piede te dongo!e sai addò?…arete e reni!….E già! …uno più uno fa tre!(indica Filomena, Mimì e il bambino nella pancia)

Salvatore: Pecchè nu fa ddoie?

Pasquale: No, in questa casa fa tre! Figliete sta sempre ccà e mangia cu me,… figliema  mangia ccà… e mo’ ne vene nate che pure ccà vulesse mangià!…uno più uno fa tre!….io vi caccio fuori! Nun ve voglio proprie vedè! Stu criaturo nun adda nascere!…mo’ vedimme chelle che amma fa!

Salvatore: Pasquà ma che dici, stai calmo!

Mimì: Il bambino è il frutto del nostro amore!

Pasquale: O che?…O’ frutto?… E chille sule nu limone po essere!…nu limone peggio e te!

Mimì: E te pareva!

Pasquale: Chille nu tene manche l’uocchie pe chiagnere, fa o figlie, fa…mo’ risolviamo subito, facciamo l’aborto!

Salvatore: Ma stai calmo! Non può più farlo, quella ha quasi finito il conto!

Pasquale: Ha finito il conto? Ha finito il conto?…o conto nu po fernì…i numeri so infiniti!

Titina: Pasquà, ma che dici, statte calmo, quella deve partorire, non può farlo!

Pasquale: Allora ce faccio piglià a pillola del giorno dopo!

Salvatore: Sì, sì, del giorno dopo il parto!…Pasquà quella si prende dopo il rapporto, già so passati nove mesi!

Pasquale: Embè, nove mesi per trenta giorni sono duecentosettanta!…S’adda piglià duecentosettanta pillole del giorno dopo e risolviamo il problema!

Jonatan: Ma che state dicendo? La pillola è come un aborto! Un aborto che viene fatto subito! Chi la usa non sa nemmeno quello che fa!

Rosa: Dobbiamo accettare il bambino!

Pasquale: Ma che “dobbiamo” e “dobbiamo”! Io so chille che ce rimette!…nun esiste proprio, mo faccio succedere qualche incidente a Filomena e risolviamo il problema!

Filomena: (grida) <risolviamo il problema, risolviamo il problema!> Ma je vulesse sapè quando mai un bambino è stato un problema! Tu non hai proprio rispetto per la vita! La vita è un dono di Dio! Dio ha fatto questo dono al nostro bambino e tu non sei nessuno per togliercelo! Un bambino non è un problema ma è una gioia! Non si può pensare sempre ai soldi; non vivrà nella ricchezza ma vivrà, vivrà come tutti noi!

Non ci sono soldi allora si elimina il bambino? Cosa ne sai di cosa c’è nel destino di questo bambino? Chi ti ha detto che io e Mimì non riusciremo a farlo crescere bene? L’importante è che si senta amato, non è importante che abbia un conto in banca; l’affetto di una mamma e di un padre sono, per un figlio, le cose più importanti! Io amo questo bambino, lo amiamo e quindi ha tutto quello di cui ha bisogno! Vuol dire che gli mancherà solo l’affetto di un nonno, ma di certo non è colpa del bambino se il nonno pensa più ai soldi che alla vita del nipote!

Pasquale: (visibilmente scosso dalle parole di Filomena, si va a sedere con molta calma e riflette)….E’ maschio?

Filomena: (sorride) Sì!

Pasquale: Allora lo chiamiamo Pasquale se no viene nu limone comme o’ padre!

Filomena: Ti voglio bene papà!

(momento di gioia generale)

Salvatore: Oh, io ero convinto che andasse a finire tutto bene! Diventare nonno è sempre una gioia!

Pasquale: Pecchè pure tu sei nonno?

Salvatore: E’ certo! Guarda che il bambino è un Arzano junior!

Pasquale: Povero criaturo! Speriamo che nu piglia ne do padre ne do nonno paterno!

Salvatore: Pasquà, immagina quando cammineremo tutti e due per la piazzetta e tu gli andrai a comprare il gelato!

Pasquale: (nervoso) Comprare…comprare…nun te preoccupà,nun c’ho accatte!…Quello  è piccolo, gli può far venire la diarrea!

Maria: (a Salvatore) Papà me fa piacere che sei contento per il nipotino, a questo proposito volevo…

Jonatan: Sì, sì, diciamoglielo: Maria è incinta!

Mimì:(guardando il cielo) Fagli tirare il filo della lingua!

Salvatore: (resta bloccato)

Pasquale:(lo guarda) E’ una parentesi!

Titina:  Che  ci azzecca la parentesi?

Pasquale: Non si muove, è ghiacciato, gli è venuta una parentesi!

Jonatan: Una PARALISI!

Mimì: Esatto, chella che adda venì a te!

Salvatore:(dopo che è stato aiutato a sbloccarsi da Pasquale, dice a Maria) Che hai detto?

Maria: Aspettiamo un bambino!

Pasquale: Se prende l’intelligenza del tuo guaglione, è una gallina!

Salvatore: (nervoso a Maria) ma chi aspetta? Che vuoi aspettare? Un bambino…natu bambino?

Pasquale: Po dice che in Italia non si fanno e figlie!…la popolazione invecchia!…Chiste nu manche nascene e già fanne e figlie!

Salvatore: nun esiste proprio,…e chi o mantene stu criaturo? Ma tu si asciute pazzo! Uh mamma mia e che guaio! E mo comme facimme?… Nooo, chistu criature nu po nascere…che guaio!

Filomena: <che guaio, che guaio!> je vulesse sapè quando mai un bambino è stato nu guaio! Tu non hai rispetto per la vita! La vita è un dono…

Salvatore: Ho capito, ho capito…Filomè, non c’è bisogno che vai avanti!

Pasquale: Filomè a papà, …hai mai pensato di fare l’avvocato?

Salvatore: (riflessivo) Uno più uno fa tre!

Pasquale: Ah, mo’ nu fa chiù ddoie?

Salvatore: No, Pasquà, pure a casa mia fa tre!

Rosa: Nonna di due nipotini! (abbraccia Filomena e Maria)

Titina: Tanti auguri Rosa! Pure a te Maria!

Salvatore: E da quanto tempo sei incinta?

Maria: Da tre mesi!

Pasquale: E sei fortunato Salvatò, te lo hanno detto subito,… il bambino è ancora piccolo… a me… a si aspettavane a natu poche, me lo facevano sapere quando lo dovevo accompagnare a fare le visite militari!

Salvatore: L’importante è che prima o poi lo venivi a sapere!

Filomena: Mammà tengo nu male e panza tremendo!

Titina: E fai una puzzetta a mammà, non ti preoccupare, sei giustificata!

Filomena: No, mammà, penso che ci siamo,…si stanno per rompere le acque…(agitazione generale)

Pasquale: Quale acqua?Ma che state a dicere, che acqua è?

Jonatan:(correndo via) No, l’acqua no, il tropical, meglio il tropical!

Rosa: Muoviti Pasquà, tua figlia sta per partorire…forza, andiamo!

(momento di confusione nel quale escono tutti, dopo poco tempo torna Pasquale sulla scena)

Pasquale: (va a rovistare in alcuni cassetti e prende dei soldi, poi si rivolge al pubblico) Questi erano i soldi pe accattà a televisione nova…pacienza…vado a comprare a carrozzina più bella d’Italia, deve essere super accessoriata, pure l’idromassaggio deve tenere….ohè quello che sta per nascere è sempre il nipote di Pasquale Rinalo, parcheggiatore del Banco di Napoli!

Fine

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