Uno strano guappo… di cartone?…

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GUAPPO DI CARTONE

UNO STRANO  GUAPPO…  DI  CARTONE  ?...

           

 Commedia (Divertissement o Zibaldone teatrale) in 2 atti di  Pasquale  Calvino( Viale Belgio,21-72100-BRINDISI- tel. 0831-571108 cell. 347-6622400 ; email :  linocalvino@email.it  )

AVVERTENZE

“Il concetto di testo definitivo appartiene solo alla religione  o alla stanchezza”( Borges)

Questo testo-canovaccio o per meglio dire copione teatrale ( nato da un’ idea di Rosy Sapienza e Domenico Brandi sulla sceneggiata napoletana)  è scritto con lo scopo di poter facilmente essere rappresentato in ogni luogo(teatro, piazza, spazio aperto…) sia da un gruppo di amatori non professionisti, che si avvicinino alla rappresentazione teatrale per puro divertimento( sarà evidenziato l’ aspetto comico testuale della parodia) sia da professionisti(sarà evidenziato dal regista, se crede, oltre la parodia, l’ aspetto realistico,politico, di cronaca, di denuncia, sociale…

Il testo, disponibile, incompleto…( si realizza solo in tante particolari messe in scena) è scritto in italiano, seguendo però la struttura sintattica del napoletano e può quindi facilmente essere rappresentato in questo idioma; ma può essere tradotto in qualsiasi dialetto o lingua; la recitazione può essere multilinguistica(non necessita di un omolinguaggio): tranne pochi personaggi, gli altri possono parlare qualsiasi dialetto o lingua( forestieri). Oltre ad accettare un eterolinguaggio  fonetico ne accetta anche uno poliartistico(teatro, tv,cinema, fotografia,canto, ballo, musica…) e può, la messa in scena, essere multimediale.

Molti personaggi possono essere recitati dallo stesso attore.

Non è una commedia musicale perché l’ azione non viene spezzata dal canto o dal ballo, ma è integrata dalle altre arti,  così come poi normalmente avviene nella vita reale.

La maggior parte delle scene dei due atti è costruita secondo un montaggio ad incastro libero , in modo che se il regista lo ritenesse,o mancasse qualche attore, quella scena potrebbe facilmente essere eliminata o sostituita.

Per la messa in scena amatoriale si consiglia  di usare le tecniche della recitazione improvvisata( a braccio), qualche volte indicata nel testo stesso. Il testo, pur essendo costruito con la struttura della commedia, cerca, forse per la prima volta, di fondere con questa il teatro di varietà,                 l’avanspettacolo e la  parodia della sceneggiata napoletana, generi particolarmente popolari nel sud e permette una grande elasticità di realizzazioni diverse, teatrali ,metateatrali, multimediali…

Qualche turista straniero potrebbe parlare in grammelot( si ricordi Dario Fo quando fa il grammelot del napoletano e di altre lingue-dialetti e Celentano che lo fa dell’ inglese)…

Qualche venditore imbroglione di telefonini, videocamere…potrebbe aggirarsi per la piazza a caccia di clienti…

Qualche attrice potrebbe vestire panni maschili o viceversa.

Il testo, essendo un canovaccio, si adatta a riscritture, modifiche, adattamenti, aggiunte e sottrazioni di parti…

Gli interessati alla messa in scena avranno dall’ autore autorizzazione alle modifiche, i testi dei siparietti…e tutto ciò che sarà possibile fornire loro.

Scenografia

La scena rappresenta una piazza di Napoli(Porta Capuana, Porta Nolana, Piazza Carlo III… o altra  piazza o piazzetta di altra città, con bar,farmacia, transenne o pedana o palco o telone per feste di piazza). Il primo atto inizia alle 6 di mattina e finisce la sera  con l’ inizio della festa di piazza. Nel secondo atto continua la festa di piazza con altri siparietti, poi viene la notte …

La scena può essere realizzata realisticamente oppure con dipinto o foto(la piazza potrebbe essere un dipinto o foto e il bar e la farmacia realizzate realisticamente o dipinte ma con entrata reale).

Quando si presenta l’ occasione , un finto spettatore napoletano, potrebbe inveire contro gli attori o metterli in ridicolo. La festa di piazza potrebbe consistere anche nella  visione cinematografica o televisiva, a grande schermo, delle scenette di rivista e avanspettacolo, registrate in precedenza.

SINOSSI  PRIMO   ATTO

Scena1-Mimì il barista apre il bar e parla con Luciana che è stata  rapinata della borsetta.

Mimì comparirà in seguito all’ inizio e alla fine di quasi tutte le scene prendendo ordinazioni, soldi e facendo commenti vari.

Scena2-I primi clienti del mattino  sono due gendarmi, uno napoletano e l’ altro settentrionale che parlano dei problemi di Napoli e del piano per arrestare alcuni delinquenti della zona.( pagano e vanno via)

Scena3-Compare Don Gennaro, guappo(di cartone) e figlio del famoso guappo: “ Tore, ‘o guappo ‘e fierro” insieme al cugino, Don Ciro, guappariello, piccolo guappo, ma principalmente guaritore e medico abusivo.

Scena3a

- Arriva Rusinella, l’ usuraia, matrigna di Don Gennaro, saluta i due e poi si siede ad un altro tavolino  del bar, chiama il barista, ordina , e poi le si avvicina  il  1° cliente della giornata(Giacomo). Dice al barista di segnare sul conto e va via.

Scena4-Sulla pedana(se esiste, altrimenti lo fanno sul marciapiede) salgono abusivamente: un uomo con mandolino( o altro strumento musicale)e 2 borse e una donna. Sistemano le loro cose e cantano (Lacrime napulitane o altra canzone napoletana)e suonano. Poi scendono dalla pedana per raccogliere i soldi, ma mentre sono nella farmacia,dalle borse

 si sente di nuovo suonare e cantare… i due fuggono via con le imprecazioni degli astanti.

Scena5- Arriva Pinuccia, fidanzata di Don Ciro che parla dei problemi del suo imminente matrimonio, poi va via col fidanzato perché si è presentato un uomo che vuole parlare a quattr’occhi

con Don Gennaro.

Scena5a- Paolo, con grande timore, informa Don Gennaro che non può restituire la somma di 5 mila euro a Rosinella. Don Gennaro prima cerca di fare il guappo, poi sentiti i problemi dell’ uomo , si commuove e dà lui i 5 mila euro affinché possa portarli alla matrigna.

Scena6-Arriva Giulietta, fidanzata di Gennaro, aspirante attrice e gli dice che Don Michele, il convivente della matrigna Rusinella, si è offerto per farle una raccomandazione per un provino che la ragazza deve fare. Gennaro va via e  Giulietta resta a far colazione.

Scana7- Arriva Don Michele che si avvicina a Giulietta , si siede e le dice di voler vedere come recita il pezzo che ha preparato per il saggio(monologo di Mirandolina o altro). La ragazza sale sul palco e recita… Dopo gli applausi, Don Michele le dice che è brava ma che ci sono molte ragazze brave per cui la sua raccomandazione è molto importante. Se Giulietta esaudirà i  suoi desideri erotici, quella parte sarà sua… La ragazza prima si arrabbia…poi gli dice che ci penserà e gli darà una risposta.(e va via turbata)

Scena8-Arriva Don Pasquale, filosofo, chiamato anche il professore perché ha molti libri e dava lezioni private:  si definisce un consigliere, in effetti, dietro ricompense a piacere, consiglia e suggerisce risoluzioni di problemi, è anche un poco psicoterapeuta,  medico naturalista, parapsicologo… Non può vedere Don Ciro e i suoi metodi.

Scena8a-Due ragazzi con passamontagna rapinano la farmacia.

Scena9-E’ sera e vengono occupati tutti i tavolini perchè inizia la festa di piazza. Il presentatore, dopo i ringraziamenti, presenta  il balletto, poi una ragazza\o che declama la poesia: “ Chi ha preso l’ uccello” (o altro pezzo)

Scena10- il secondo siparietto potrebbe essere: “ Chi ve lo dà “ (canzoncina a doppio senso)

SINOSSI  SECONDO   ATTO

Scena1-(continua la festa di piazza)Il siparietto è : “ Dal dentista”

Scena2-La festa è finita, alcuni si alzano e vanno via dal bar, altri rimangono ..

Tre giornalisti che devono fare la critica dello spettacolo discutono tra loro.Poi vanno via.

Scena3-Rosalina che era rimasta con Don Michele viene avvicinata da un forestiero che le chiede un prestito: Rosalina porterà i soldi in un quarto d’ ora al bar e va via.

Scena4-I due gendarmi che erano rimasti a parlare vengono avvicinati da due ragazze che si offrono di accompagnarli.

Scena5-Ritornano Rosalina e Michele con una valigetta, fanno firmare le cambiali ad Aldo, il forestiero.

Scena6- I gendarmi si qualificano e li arrestano.

Scena7- (Scena madre - climax) Rosinella e Michele accusati di avere rovinate molte famiglie prima si difendono poi si accusano vicendevolmente, infine sembrano veramente pentiti.

Scena8-Giulietta confessa a Gennarino che il provino è andato male e tutto il resto,: lei ha deciso di prepararsi per il concorso a cattedra e poi se lo vincerà sposerà Gennarino e potrà anche tentare ancora con la recitazione…Gennarino promette che anche lui si darà da fare per avere un reddito onesto…

Scena9- Un pazzariello annuncia l’ apertura di un negozio e riassume il senso della commedia.

1-Ride, si sapis( Marziale): Ridi se sei saggio;2- Ridentem dicere verum quid vetat ? ( Orazio): Cosa ti vieta di dire il vero ridendo ? 3- “ Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso, contro il quale nessuno nella sua coscienza trova se munito da ogni parte. Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo….( Leopardi: Pensieri)4- Castigat ridendo mores : Critica(corregge, sferza) ridendo i costumi.

Personaggi (molti attori possono esibirsi in doppi o tripli ruoli)

1-Domenico detto Mimì: barista

2-Luciana: prostituta

3-Gendarme napoletano

4-Gendarme settentrionale

5-Donna Rosinella  : usuraia , matrigna di Don Gennarino e convivente di Don Michele.

6-Giacomo: 1° cliente usuraia

7-Don Gennaro: guappo di cartone, balbuziente quando si innervosisce.

8-Don Ciro: cugino di Don Gennaro

9-Don Michele: lenone convivente di Rosinella

10-Musicista ambulante

11-Cantante ambulante

12- Attrici, attori, musicisti e cantanti della festa di piazza

13- Presentatore della festa di piazza

14- Giulietta: fidanzata di Don Gennarino

15- Pinuccia: fidanzata di Don Ciro

16- Paskalos: filosofo

PRIMO ATTO

Scena  Prima

(A sipario ancora chiuso si sente la canzone: “ Guapparia”  oppure altra canzone napoletana, poi la musica pian piano si dissolve e si apre il sipario.La scena mostra il bar aperto e Mimì che aiutato da un uomo muto porta fuori le sedie e i tavolini…si sentono i rintocchi di una campana che suona le 6 , poi si sentono grida femminili, un giovanotto col volto coperto da una sciarpa e con una borsa da donna in mano fugge attraversando il palcoscenico. Lo segue una ragazza vestita da prostituta…Giunta in piazza, la ragazza comprende che il giovane è fuggito chissà dove e scoppia a piangere… e piangendo va a sedersi su una sedia del bar.)

MIMI’- (rivolto al muto) Nicola tu meriteresti un premio per la precisione…Sono due anni che al mattino vieni alle 5,30 e non è mai capitato che venissi prima io….(grida)Hai capito? E io che grido a fare tu oltre a essere muto sei anche un poco… assai…sordo…

MUTO- (a gesti chiede di sapere quando arrivano le sfogliatelle)

MIMI’-Sono 2 anni che chiedi sempre la stessa cosa…(grida) Lo sai che i dolci arrivano sempre dopo le 6 e 15…Certo che quest’ uomo ha inventato una bella dieta… mangia solo dolci e gelati…ed è fortunato perché non gli viene il diabete…( poi lo guarda e capisce di aver detto una cattiveria)Certo fortunato non lo si può chiamare…ma ha una grande qualità…si accontenta di come è e di quello che ha… e spesso sorride pure…( i due uomini vanno nel bar a prendere le ultime sedie e si sentono delle grida di donna; il palcoscenico è attraversato da un giovane dal volto coperto e con una borsa da donna in mano. Esce Mimì e non vede nessuno …poi vede arrivare Luciana che corre piangendo…)

Luciana dove vai? Che è successo?

LUCIANA-( veste da prostituta di strada e sempre piangendo)

Mi hanno rubata la borsetta con tutti i soldi guadagnati…

MIMI’-E dove corri ? Quelli se ti vedono che li insegui ti sparano pure…

GIULIANA-Come faccio a dirlo a Don Michele e Rosalina…Quelli mi uccidono!

MIMI’-Ma chi è stato?

LUCIANA-(sempre piangendo ma sedendo su indicazione di Mimì)Un giovane…si è avvicinato…mi ha detto, con gentilezza,cosa voleva fare…se ero d’ accordo…poi mi ha chiesto il prezzo e quando glielo ho detto, ha risposto che aveva fiducia e mi pagava anticipatamente…ha messo le mani in tasca…ha  estratto una rivoltelle e mi ha detto: “ Dammi la borsetta! Non gridare e non mi seguire altrimenti ti sparo!”

Io sono morta dalla paura…ho fatto come diceva lui…ma dopo pochi attimi, almeno credo, ho pensato di vedere dove andava…ma poi l’ ho perso qui in piazza.

MIMI’- Povera Luciana! Con Don Michele e Rusinella cercherò di parlare io…Ma tu non hai capito che questa non è vita per te? Tu eri una studentessa universitaria! Puoi fare questa vita e correre il rischio di rimetterci la pelle?

LUCIANA-   …Che vita  potevo fare io? I miei genitori morirono in un incidente automobilistico e lasciarono me e mio fratello di 5 anni senza una lira…(arriva un ragazzo con guantiera)

GARZONE- Don Mimì! La pasticceria è pronta! Sfogliatelle…Babà!..Cornetti e dolci vari…tutto per il bar di Don Mimì!

MIMI’-  Qui ci gira la testa…hai finito di prendermi in giro con questo Don!... Se ero Don non stavo qui…Metti tutto dentro e segna…(il ragazzo esegue ed esce dal negozio)

GARZONE- Ma che è successo alla signorina?

MIMI’- Non ti interessare…Non sono cose che ti riguardano….

GARZONE- Se non sono cose che posso sapere…buona giornata e affari d’ oro…

MIMI’-  Buona giornata pure a te…Luciana, invece di fare questa vita…potevi venire a darmi una mano a me al bar…non mangiavi caviale ma sicuramente non avresti fatto la fame tu e il tuo fratellino…

LUCIANA- …Don Michele mi fermò e mi disse che aveva un bilocali che si sfittava… e voleva darlo a me, senza pagare la pigione…perché era commosso per il mio caso…io ci credei…lui mi portò a vedere la casa…mi disse che mi amava…che mi aveva sempre amato…io  ingenuamente fui sua…poi mi portò gli amici…mi plagiò…e sono in questa situazione…

MIMI’- Ma ne puoi ancora uscire, puoi ancora rifarti una vita…(mentre parla si avvicinano due clienti). Non devi avvilirti ! Volli sempre volli, fortissimamente volli…diceva l’ Alfieri…e se si vuole…si può…si può cambiare vita…

Scena seconda

GENDARME nap.-Possiamo prendere un caffè.

MIMI’- Prego accomodatevi…

Gendarme nap.-  Vorremmo godere un poco il fresco del mattino!..Tra poco la temperatura salirà oltre i 30 ° C, come ieri e pure l’ umidità sarà alta…beati quelli che sono in montagna!

MIMI-  Quelli che d’ estate sono sulla neve…Vi servo subito!

GENDARME nap.- Signorina che vi è successo? Non vi sentite bene?

LUCIANA- No, sono stata derubata stamattina mentre andavo a prendere il treno per recarmi a lavorare!

GENDARME nap.- Possiamo aiutarvi?

LUCIANA- E come volete aiutarmi? E’ questa città che non ci aiuta a vivere…

GENDARME sett.-(avvicinandosi al collega e urtandolo col braccio…poi sottovoce:) Siamo in missione…siamo turisti! Non dimenticarti!

GENDARME nap.- (al collega sottovoce) Si , hai ragione! (poi rivolto a Luciana) Comunque fate la denunzia ai carabinieri!

LUCIANA- Si quelli i carabinieri a Napoli hanno proprio il tempo di pensare alla mia borsetta…Comunque grazie, la farò…(entra nel bar)

GENDARME nap.- (dopo essersi seduti al tavolino)

Caro collega Napoli è una città molto affascinante ma piena di grossi problemi …i principali senza dubbio sono la micro e  la macro criminalità, assieme alla penuria di lavoro…quello vero…come diceva il grande Troisi…non  quello nero, né quello  minorile…. LAVORO e basta…

GENDARME sett.-Sicuramente Napoli ha tanti problemi e tante diverse realtà…però io non vorrei più andare via da questa terra  incantevole per il paesaggio, per le atmosfere , per un nonsoché  di molto seducente…  Ieri col colonnello siamo andati con la sua barca da Salerno fino a Napoli , facendo una puntatine a Capri…e cosa ho visto? Il paradiso in terra! Sono stato colpito particolarmente dalla costiera amalfitana e sorrentina…scenari d’ incanto…un mare verde cobalto meraviglioso… non abbiamo visitata la “ grotta dello smeraldo”; speriamo di poterci andare…

(cercando di non farsi sentire)Quando avremo acciuffati questi delinquenti della zona…prendo le ferie e porto la mia famiglia a fare una gita qui, in Campania, debbo visitare il museo e la reggia di Capodimonte, Capri, Ischia e Procida… il museo delle ferrovie a Portici, la prima ferrovia italiana: Napoli- Portici… sai che sono appassionato di treni… e voglio visitare anche il palazzo reale e il bosco di Portici, sede della facoltà di Agraria, gli scavi di Ercolano e di Pompei…tutti quei dipinti erotici…la reggia di Caserta…la Certosa di Padula…

GENDARME nap.- Non ti credere che sia bella solo la Campania, ci sono luoghi in Calabria altrettanto stupendi sia di mare che di monti…Va visitata :La Sila, “il più bel giardino d’ Italia”  come lo definì un importante straniero di cui non ricordo il nome.

Poi le Puglie, il fascino del Gargano e delle isole Tremiti…del Salento…della Basilicata… I massi di Matera…Io conosco bene il Sud, tranne la Sicilia…ma tutti rimangono estasiati da quest’ isola…(continuano improvvisando, a soggetto, secondo le conoscenze degli attori)

GENDARME sett.-Il caffè lo abbiamo preso, sfogliatelle frolle e riccie le abbiamo mangiate ora pago e andiamo in centrale che alle 8 ci aspetta il maresciallo per il piano da concordare…( cerca il portafogli)…

GENDARME nap.- ( prendendo il portafoglio)Non ti permettere, non sia mai detto che un napoletano, a Napoli, si fa offrire le sfogliatelle e il caffè da un milanese…(scherzando)potrei anche spararti per uno sgarro del genere…(il settentrionale si convince e rimette a posto il portafogli) vuol dire che se verrò nella tua città mi offrirai un caffè milanese e una fetta di panettun..

(mette i soldi sul tavolino e va a salutare il barista che poi esce fuori e saluta e ringrazia anche l’ altro cliente. I 2 gendarmi vanno via).

MIMI’-E’ la prima volta che vengono al mio bar, ma il napoletano l’ ho già visto da qualche parte… io sono fisionomista e i volti non li dimentico mai…Chi sa chi è, anzi chi sono…li ho visti un poco misteriosi…ma mi sembrava brava gente…

Scena terza

(Giungono Don Gennaro, vestito da guappo napoletano e Don Ciro, guappettiello della zona di Ponticelli con borsa da medico. Si siedono ad un tavolino…)

MIMI’- Quale onore per me stamani avere la vostra presenza!

GENNARO- Mimì, noi siamo tuoi affezionati clienti perché fai il migliore caffè alla napoletana e tieni le migliori sfogliatelle…riccie e frolle… hai tutto buono e anche tu sei una brava persona…simpatica..

MIMI’- Siete troppo buono, don Gennarì,  e vi ringrazio… Cosa posso servirvi?

GENNARO- Per me la solita colazione mattutina: caffè, sfogliatelle frolle e riccie , qualche babà, qualche fetta di pastiera napoletana…se c’è… vedi tu Mimì, ci fidiamo… per te pure va bene no , Ciro

CIRO- Si va bene, ma io non posso mangiare al mattino tutte le cose che ti pappi tu!(Mimì va nel bar)

GENNARO-Al mattino bisogna mangiare bene, gli inglesi si fanno le uova con la pancetta…Comunque mi stavi dicendo dei tuoi pazienti…

CIRO- Caro Gennarino, io ho tanti pazienti e alcuni di loro sono anche della periferia…Miano, Nola, Baiano, Poggiomarino…, sono cafoni…però brava gente…ora mi stanno contattando i quartieri a rischio: Secondigliano e Scampia, che maggiormente mi fa paura… stamattina devo fare una visita qui nella zona e poi debbo andare a Vico Equense dove c’è una signora ricca…molto ansiosa che solo al vedermi sta meglio…

GENNARO- Ciro, ma come ti è venuta quest’ idea di fare il medico abusivo, non avendo mai frequentato la facoltà di medicina, nemmeno per un giorno?

CIRO- Gennarì, io ho curato a mammà per 8 lunghi anni e venivano medici  e specialisti di ogni tipo…prescrivevano farmaci…parlavano con me di tutto…io prendevo i bugiardini, noi medici chiamiamo così quei foglietti di istruzione per l’ uso dei medicinali, e con tutti i bugiardini mi sono fatto una grande cultura medica…poi compro riviste e libri di medicina…che ti credi! Il medico è una missione e devi studiare sempre…

GENNARO- Ma poi come fai a segnare i medicinali?

CIRO- Potevo farmi fare in tipografia un ricettario col mio nome ma poteva essere considerato male… anche reato…allora io sono amico e parente della centralinista della casa di salute e benessere: “ Villa Salus”, mi sono fatto dare quei ricettari con l’ intestazione della clinica, ci aggiungo il numero del  mio telefono e così firmo le ricette…

GENNARO- E se qualcuno per cercarti  telefona alla clinica…

CIRO- E qui ti volevo…se qualcuno telefona alla clinica…Maria, la centralinista e la sua collega dicono: L’ illustre e Chiarissimo Prof. Ciro Esposito non è in clinica, telefonate sul cellulare e danno il numero del telefonino…( arriva un signore che si siede a un tavolino)

GENNARO- Ho capito il trucco! E per il tuo onorario come fai?

CIRO- Io dico: “ Le solite cento” e loro mi danno 100 euro, faccio 5-6 visite minimo al giorno e posso campare benino…pensa che una signora anziana , in fine di mese, non aveva soldi e sapendo che non mi faccio passare la mosca sul naso…non mi piace essere preso per…fesso, mi disse: Dottore, io non ho le cento, possiamo chiederle in prestito a vostra zia Rusinella? Io poi glieli restituirò con gli interessi…non appena prendo la pensione…

GENNARO- E tu? Cosa facesti?

CIRO- Tu sai che io sono un guappo, come del resto anche tu, della vecchia generazione…Io amo la giustizia e ho un grande cuore…per cui le dissi: “ Signora , non si preoccupi, io ora la visito..le prescrivo i farmaci e quando lei avrà i soldi me li darà…” Non puoi sapere come fu contenta e come parlò bene di me nella sua zona, che ebbi un sacco di chiamate proprio da  Torre del Greco, la città dei coralli…

Scena terza\a ( arriva Rosinella)

ROSA-( giunge agitata) Mimì! Mimì! Dove sei Mimì?(vede Gennarino e Ciro seduti) Ragazzi state bene?

GENNARO e CIRO- Benissimo, buona giornata, donna Rusalina!

MIMI’-Donna Rusalina bella, un secondo stavo sciacquando le tazze…Cosa mi ordinate?…Cosa posso servirvi?

ROSA- Il solito Mimì, una frolla, una riccia e una tazza di latte e caffè….

MIMI’- Vi servo subito, permettete…(Mimì entra nel bar e il signore seduto al tavolino si alza e va vicino a Rosa)

GIACOMO- Signora Rosa, posso parlarvi?( Rosa ha capito di cosa si tratta)

ROSA- E come , si, tutti possiamo parlare…bisogna vedere cosa cerchiamo, cosa vogliamo…

GIACOMO- Posso sedermi?

ROSA- Si, accomodatevi pure, volete un caffè, qualcosa da bere? (arriva Mimì con la guantiera)

GIACOMO- No, grazie , non vi incomodate….Signora Rosa,( aspetta che Mimì si allontani) io mi trovo in una brutta situazione…

ROSA- E cosa vi è capitato, ditemi tutto…

GIACOMO- Signora Rosa, quando morì mia madre mi lasciò una decina di milioni, io lavoravo e mio figlio no, allora con quei soldi e altri risparmi gli aprii un negozio: gli affari andavano bene e mio figlio si volle sposare e comprò una casa con un grosso mutuo, poi la mia ditta fallì ed io ebbi la cassa integrale…ed poi una piccola pensione e mio figlio, bontà sua, mi aiutava…(Rosa mangia avidamente)

Ora le cose di mio figlio sono cambiate: gli affari non vanno più bene…i debiti sono molti…non può pagare il mutuo…non può pagare i fornitori…  le banche…Signora Rosa, se non mi aiutate… la nostra famiglia si deve suicidare…Se voi mi aiutate…mio figlio si toglie i debiti…può pagare i fornitori, avere nuova merce, vendere, guadagnare e restituire i soldi a chi ci ha aiutati…

ROSA- Facciamola breve… vostro figlio possiede una casa con mutuo…Per quanto tempo deve pagare ancora il mutuo?

GIACOMO-Per poco, mancano 6 mesi e la casa è tutta sua.

ROSA-quanto vi occorre ?

GIACOMO-Non meno di 50 000 euro…

ROSA- Amico, e io dove li piglio tutti questi soldi…

GIACOMO- Signora Rosa, mi hanno detto che se Voi volete, potete tutto…

ROSA- E chi vi ha detto queste sciocchezze.?...

GIACOMO- Donna Rosa, non facciamo nomi…ditemi solo se volete aiutarmi…

ROSA- Voi sapete che io sono una… BENEFATTRICE… amo fare del bene alla gente, anche quando sono sconosciuti, come voi…ma per queste cifre io devo ricorrere ad altra gente…che non è altruista come me…vuole degli interessi…voi siete disposto ?…

GIACOMO- E cosa dovremmo pagare?

ROSA- Io debbo pagare a loro il 20% dopo tre mesi…cioè 10 000 euro  più 50  000 prestati

GIACOMO- Donna Rosa, non ho altra scelta….

ROSA- Ve lo dico prima, per evitare equivoci, se poi non ce la fate a restituire i soldi…questi signori aumentano gli interessi…

GIACOMO- Donna Rosa, debbo accettare, a qualsiasi condizione, altrimenti…la casa di mio figlio viene venduta all’ asta e andiamo tutti a buttarci a mare, con una pietra al collo…

ROSA- Va bene, venite stasera verso le 10, portate carta d’ identità vostra e di tutta la famiglia…firmerete qualche cambiale…e avrete i soldi contanti…

GIACOMO- Grazie Donna Rosa, avete salvato una famiglia di brava gente…( le bacia le mani e va via)

Scena  quarta( può essere soppressa-2 falsi musicisti ambulanti suonano e cantano)

Scena quinta (arriva Pinuccia, fidanzata di Don Ciro)

PINUCCIA-( arriva, si guarda intorno, vede Ciro e si avvicina) Ciro ! Tu sempre al bar sei?

CIRO- No, io sono a questo bar, vicino casa tua, perché altrimenti tu dovresti prendere un mezzo pubblico per venire da me…e lo sai come vanno le cose…nei mezzi pubblici ci sono i ladri…quelli che quando vedono una bella ragazza con un belle curve…un bel seno…un bel cu…cuore… fanno la mano morta…

PINUCCIA- Si, si tu hai sempre ragione…(saluta Gennaro e rimane in piedi) Io ti debbo parlare…

CIRO- La ragione si dà ai fessi….comunque va bene stasera, alle 17, quando ci vediamo, come sempre….

PINUCCIA- Ma quale stasera( arrabbiata)….Subito….

CIRO- Allora siediti e parliamo…

PINUCCIA-Sono cose di casa…e i panni sporchi si lavano in famiglia, cioè io e te…

GENNARO- Volete che vada via?

PINUCCIA- Non sia mai detto…è il signorino che si deve alzare dal suo comodo trono…( Ciro si alza) Buona giornata Gennaro!

GENNARO- Buona giornata a voi!( a bassa voce: Ho paura che ci sono brutte notizie…)

PINUCCIA- (prima lo porta al centro della scena e poi lo fa camminare per tutta la piazza )

Ciro! Ha detto mia madre, o meglio i miei genitori che l’ appartamento a Via  Orazio me lo fanno abitare ma non me lo intestano…

CIRO- Sorella mia…e come facciamo…quella…tua madre…col bene che mi vuole…un domani ce ne caccia… e noi dove andiamo ? E poi se non ci troviamo bene….perchè la casa non è molto grande… se la vogliamo vendere per comprarne una più grande… come facciamo ?

PINUCCIA- Ha detto mia madre che tu non sei un buon partito….

CIRO- Come…io non sono un buon partito…un luminare delle scienze mediche… un medico di grande prestigio che ha clienti…pazienti…in tutta Napoli…che dico… in tutta la  Campania

PINUCCIA- (ironica) Che dico…in tutta Italia…Ciro…scendi dalla nuvoletta…metti i piedi a terra…( il dialogo segue improvvisando)

Scena quinta\a ( Paolo dice a Don Gennarino di non avere i soldi…)

(andati via Ciro e Pinuccia, Paolo che si aggirava per la piazza, si avvicina a Gennaro)

PAOLO- Don Gennarì…posso parlarvi a quattrocchi ?

GENNARO- (gentile)Paolo, ma cosa avete di così importante da volermi parlare da solo a solo?...

PAOLO- Don Gennarì, io vi debbo dire una cosa molto brutta ma di cui non sono colpevole…

GENNARO-  ( comprendendo la ragione e prendendo gli atteggiamenti dei guappi) E se siete innocente che me la dite a fare, non mi può interessare…

PAOLO- Purtroppo, vi interessa, don Gennarì, perché riguarda pure voi…la vostra famiglia…

GENNARO- E allora fate presto che io non ho tempo da perdere…per me il tempo è oro, come dicono gli americani..

PAOLO- Tempo is moneta, do iu capire  americano?... Si lo so, ma so pure che avete un cuore grande e giusto…

GENNARO- Non mi fate innervosire, Paolo… Cosa volete, che posso fare per voi? Facciamo presto!

PAOLO- Don Gennarì, Donna Rosinella, vostra benevola matrigna, mi prestò 10 000 euro…io con  i dovuti e sicuramente giusti interessi le ho restituito 45 000 euro…però rimangono ancora 5000 euro che dovrei darle entro oggi…

GENNARO- Embè, e allora…che mi interessa quello che voi dovete dare alla mia matrigna…sono fatti che non mi riguardano…riguardano voi e lei…arrivederci e buone cose!

PAOLO- Don Gennarì io non li ho 5000 euro…mi sono venduto una casa per pochi soldi a Don Michele…per pagare Donna Rosalina…

GENNARO- (innervosendosi e quindi balbettando)Che, che, vo vo volete di dire? Che si si siete sta sta stato truffato? Queste (sempre balbettando) sono insinuazioni che si lavano col sangue…Dove sta la molletta? (mette le mani in ogni tasca, poi finalmente la trova, ma nell’ eccitazione fa scattare la molla e si ferisce la mano) Madonna mia il sangue! Mi sono ucciso!  Mi avete ucciso!( corre Mimì)

MIMI’- Che è successo, che gli avete fatto( rivolto a Paolo) a Don Gennarino ?

PAOLO- Io non ho fatto niente, non sono armato…è lui che si è ferito prendendo qualcosa dalla tasca…

MIMI’- (guardando la mano) Non vi preoccupate Don Gennarì, ora vado a prendere un disinfettante in farmacia…la garza e vi faccio una bella medicazione…

GENNARINO- (tremando) Ma ma ma Madonna mia  sto perdendo sangue, chiamate il farmacista…un medico…un professore…non voglio morire ancora…

MIMI’- (ritorna con l’ occorrente e col farmacista)

FARMACISTA- (vedendo la mano) Non vi siete fatto niente, Don Gennarì quello è solo un graffio…( gli fa la medicazione) Calmatevi, non tremate…è cosa di niente…

Scena sesta ( arriva  Giulietta, fidanzata di Gennarino)

GIULIA- Ma cosa è successo? Hanno ferito a Gennarino? Chi è stato?

FARMACISTA- No, non è stato nessuno, si è fatto male da solo…ha messo la mano in tasca e si è ferito, ma è solo un graffio…

GIULIA-E cosa avevi in tasca per farti uscire tanto sangue? Una lametta da barba? (fruga nelle tasche e trova il coltello a molla) Eccolo, questo tenevi in tasca…e mi avevi promesso che non lo portavi più con te…per forza vuoi essere il figlio di Totore( Salvatore) ‘ o guappo d’ acciaio…per forza vuoi andare contro la legge(piange)…lo sai che è proibito portare queste armi addosso per la strada…com’ era bello quando, invece di fare il guappo, volevi fare anche tu come me, l’ attore…darti al teatro…

GENNARINO- Perdonami , ti giuro che non lo porterò più con me…ma l’ avevo solo come arma di difesa…non ho mai accoltellato nessuno…cosa debbo fare per farmi perdonare… ti giuro che se mi troverai ancora con questo coso in tasca… potrai lasciarmi…tradirmi…

GIULIA- (smettendo di piangere) Va bene… ma ricorda che se ti trovo quell’ affare in tasca…ti tradisco con il primo uomo che vedo…pure se è uno sgorbio e ha cent’ anni…gli faccio io la proposta( c’è un anziano che sente) e poi lo faccio sempre con tutti quelli che me lo chiedono…chiunque siano…

ANZIANO- ( si aggiusta i capelli) Signorina posso presentarmi…sono il Barone Giordano… sono un uomo nobile col sangue blu e con tanta discrezione…Se avete bisogno di me…Sono dolce e abile…tutte le donne…specialmente quelle molto giovani rispetto a me…mi adorano…dicono che come amo io non ama nessuno…

GENNARINO- Barò, la signorina ha detto: FORSE.. un giorno… chi sa quando … se io non mi comporterò bene…ora non abbiamo bisogno di voi…fatemi il piacere…

ANZIANO- Comunque…io per la signorina qui presente sarò sempre a disposizione…ricordatevi: Barone Giordano Brunugo…Corso Garibaldi…ci sono solo io a Napoli a chiamarmi Brunugo…Amatore provetto e con massima discrezione…Signorina telefonatemi, chiamatemi e vi servirò in qualsiasi specialità dell’ amore…

GIULIA-( per far arrabbiare Gennarino)- Molte grazie Barone, sono onorata delle vostre offerte… mi ricorderò che siete stato il primo e che avete il sangue blu…se non si comporterà bene…sarete il primo di una lunga lista…( rivolta a Gennarino) Vedi come incontro presto interessati alla mia persona…perciò vedi quello che devi fare( l’ anziano le bacia la mano e si allontana)…anzi per farmi piacere e per farti un poco perdonare ora mi dovrai recitare , come facevi quando mi corteggiavi…il monologo di Amleto…in inglese o italiano a piacere tuo….

GENNARINO- Affare fatto! Però poi voglio anche le ricompense…amorose…bacetti…carezze…

GIULIA- Stasera vediamo…ora recita e recita bene…altrimenti niente carezze e bacetti…( rivolta al pubblico con ironia)…Ora sentiremo Vittorio Gasman nel monologo di Amleto

GENNARINO-

To be , or not to be, that is the question:

Whether ‘ tis nobler in the mind to soffer

The slings and arrows of outrageous Fortune,

Or to take arms against a sea of troubles,

And by opposing end them. To die,- to sleep,-

No more ; and by a sleep to say we end

The heart-ache, and the thousand natural shocks

That flesh is heir to ! This a consummation

Devoutly to be wish ‘d . To die,- to sleep,-

To sleep ! Perchance to dream! Ay, there ‘s the rub;

For in that sleep of death what dreams may come,

When we have shuffled off this mortal coil,

Must give us pause. There ‘ s the respect

That makes calamity of so long life:

..................

Essere o non essere, questo è il problema:

se è più nobile soffrire nella mente

i sassi e le frecce dell’ oltraggiosa Fortuna,

oppure prendere armi contro un mare di guai,

contrastarli e por fine ad essi. Morire,-dormire,-

Niente altro; e col sonno dar fine

agli affanni del cuore , e alle mille offese naturali

che son l’ eredità della carne! Questa è una conclusione

da desiderare con fermezza. Morire,- dormire,-

Dormire! Forse sognare! Si, qui è  l’ ostacolo;

perché in quel sonno mortale…i sogni che si possan fare,

quando noi saremo privi di questo corpo mortale,

devono farci riflettere. Questo è il fatto

che dà al male di vivere una così lunga vita:

Perché chi sopporterebbe le malattie e la vergogna generati dall’ invecchiare( dal tempo)

Gli errori e le ingiurie degli oppressori, gli oltraggi dei presuntuosi,

le sofferenze dell’ amore non corrisposto, le lungaggini della giustizia,

l’ arroganza dei potenti, e la derisione

che il paziente merito riceve dagli indegni,

quando egli stesso potrebbe fare la sua serenità

con un semplice pugnale? Chi vorrebbe portare pesi,

gemendo e sudando sotto una logorante esistenza,

se non vi fosse la paura di qualcosa dopo la morte,

il luogo sconosciuto dal cui confine

nessun viaggiatore fece mai ritorno, che ci confonde la volontà,

e ci fa sopportare i mali che abbiamo,

piuttosto che volare verso altri che ignoriamo?

Così la coscienza ci rende tutti vigliacchi,

e così il colore originale della risoluzione

è reso malsano dal pallido aspetto del pensiero,

e imprese di grande altezza e importanza

per questo scrupolo deviano le loro correnti

e perdono il nome di azioni.

Scena settima  (arriva  Don Michele e si siede vicino a Giulietta)

MICHELE- Giulia, posso sedermi?

GIULIA- E’ un piacere, Don Michele, accomodatevi…

MICHELE- Mimì !  Mimì dove sei?  (Mimì esce dal bar)

MIMI’- Sono qui, Don Michele illustrissimo, pronto per servirvi…( si inchina)

MICHELE- Mimì, il solito…caffè, cappuccino, sfogliatella riccia e frolla.. e metti sul mio conto quello che consuma la signorina Giulietta…

MIMI’- Sarete servito con urgenza e con riguardo…( si allontana entra nel bar e subito dopo torna con la guantiera)

MICHELE- Giulia, io ho parlato per quella raccomandazione per il tuo provino…mi hanno detto che il provino è pubblico…che devi andare ben preparata…e comunque di non preoccuparmi…perché  …perché nessuno può dire di no a Don Michele…Comunque, per mia sicurezza… e perché tu sai che anche io da giovane ho recitato…nientedimeno che con il cugino del cognato di Mario Merola…e quindi posso dare un giusto parere…insomma Giulietta io vorrei che tu recitasse il pezzo che hai preparato qui , in pubblico…perché il rapporto con il pubblico è importante…

GIULIA- Don Michele, non ci sono problemi, dove volete che mi metta a recitare…

MICHELE- ( a tutti i presenti) Signori, un attimo di attenzione, la signorina Giulia deve sostenere un provino teatrale e ha preparato un pezzo…che vuole recitare alla vostra presenza…se lo farà bene…applaudirete…se lo farà male…fischierete…

ASTANTE- Don Michè…i pernacchi si possono fare ?

MICHELE-( con fare arrogante e mettendosi la mano in tasca come per cacciare il coltello a molletta) Statte  zitto  tu…sinò  so guaie..

ASTANTE-( impaurito) Don Michele, io volevo scherzare…

MICHELE(aspettando un attimo come per calmarsi )Giulietta mettiti qui, ( la fa salire sul palco o su  un posto centrale) e facci sentire…

GIULIA- ( si concentra e recita il monologo di Mirandolina  dalla Locandiera di Goldoni oppure il monologo di Filumena da “ Filumena Marturano “ di Eduardo)

DOPO IL PROVINO

MIMI’- ( uscito per ascoltare batte forte le mani) Brava, bravissima…sei tutti noi…(tutti battono le mani)

MICHELE- (alzandosi) Grazie a tutti per l’ attenzione…(va a prendere la ragazza e la fa accomodare)

GIULIA- Cosa ne pensate, Don Michele, ditemi la verità. ?...

MICHELE-( con una sfogliatella in mano) Si …sei stata bravissima…a Napoli si dice: “ Sei una sfogliata… però cara Giulia, devi considerare che molte ragazze…sono brave e belle…mi ha detto la persona che ho contattato…” Don Michele, se la ragazza è brava, è bella è dolce…accomodante…diciamo ubbidiente…la cosa è fatta”

GIULIA- Che significa, Don Michele ?...

MICHELE- Giulia, a me dispiace dire le cose nude e crude…vorrei che tu capissi…

GIULIA- Ma cosa debbo capire, don Michele ?...

MICHELE- Se tu vuoi che io ti dica le cose nude e crude io te le dico…ma non vorrei che tu ti arrabbiassi…

GIULIA- Dite le cose come stanno…nude e crude,…

MICHELE-( prendendole le mani) Giulia io ti ho sempre amata, io…io non dormo…io ti desidero….

GIULIA- ( prima rimane sconcertata poi sorridendo) Don  Michele…ma voi scherzate?...( ride più forte)

MICHELE-( comprende che la ragazza non è disponibile a incontri erotici con lui)

Si …Giulia…stavo scherzando…stavo recitando…( gli viene un’ idea) ma vedi…stavo scherzando fino a un certo punto…

GIULIA- In che senso, che significa? Parlate chiaro ?

MICHELE- Parlando chiaro, nudo e crudo, come ti avevo promesso, ti dirò tutta la verità..La persona che ho contattato mi ha detto che per essere sicuri…dovremmo recarci dal presidente della commissione che giudicherà le ragazze…che è poi anche l’ impresario dello spettacolo…ha circa 80 anni…io ti dovrei lasciare lì per un paio d’ ore…quest’ uomo anziano non ha più la potenza giovanile…ma gli piace,  nudo e crudo… far eseguire uno spogliarello alle ragazze… mettendo la musica del film della Loren…poi…nudo e crudo gli piace di accarezzare le ragazze…sbaciucchiarle…tu mi capisci?

GIULIA-( alzandosi) Ma che debbo capire ! Gli uomini fanno tutti schifo! E mi meraviglio di voi…

MICHELE( remissivo) Giulia, calmati, nessuno ha detto che lo devi fare per forza…pensaci e poi mi farai sapere…

GIULIA- (sedendosi) Ma che debbo pensare, io queste schifezze…non le faccio…un vecchio ottantenne…ma fatemi il piacere..

MICHELE-( con dolcezza) Pensaci con calma…pensa che chi avrà quella parte certamente sarà una futura star dello spettacolo…vita agiata…molti soldi…molti divertimenti…anche quando si lavora…quando si recita …è un divertimento…altrimenti cosa farai? Andrai a insegnare, se avrai la fortuna e le raccomandazioni per vincere il concorso, in una scuola media a dei ragazzini che non hanno interesse…Poi non è meglio che è anziano…quale fastidio può darti un vecchio impotente?...

GIULIA( finge di calmarsi). Va bene… Don Michele…vuol dire che ci penserò con calma e vi farò sapere domani…( si alza e va via )

MICHELE- (ad alta voce) Ciao…Giulia… Buona giornata!

GIULIA- Buona giornata e grazie tante(ironica)….per la colazione….

Scena ottava(arriva Don Paskalos, detto Lino e un suo cliente)

LINO- Buongiorno a tutti! Mimì dove sei? (si siede a un tavolino)

MIMI’- Comandate, don Lino?

LINO- Mai comandi, sempre cortesie….

MIMI’-Voi siete veramente un signore…Don Paskalòs….(a bassa voce)uno dei pochi che restano…gentile, democratico, colto…

LINO- Troppo buono, Mimì…il mio nome, nel mondo dei piccoli intellettuali è Paskalòs… ma per gli amici  sono Lino…e non mi dare questo Don…io non sono Don  né per essere prete…né per  meriti artistici e culturali…alla buonanima di Benedetto Croce lo chiamavano Don Benedetto…ma io non sono Croce… anche se sto in croce…come Cristo… e non sono Don nemmeno per agiatezza…ricchezza…anche se lo vorrei essere… né sono Don per guapperia…(a voce più bassa)…non lo sono e non vorrei esserlo…

MIMI’- Dicono che avete più libri di Benedetto Croce…E’ vero ?

LINO-Forse è vero ma avere più libri non significa essere più saggi…e in questo mondo conta solo la saggezza…il non fare agli altri quello che non vorresti che gli altri facessero a te( guardandosi intorno)

MIMI’- Troppo giusto ! Ma voi siete troppo modesto…comunque cosa posso servirvi?

LINO- Il solito: un latte macchiato e una sfogliatella frolla…le riccie sono troppo caloriche… Riguardo alla modestia… Socrate era modesto perché diceva di sapere solo di non sapere nulla…io invece sono o credo di essere giusto e dico: “ Io so di sapere molto poco…molti non sanno nemmeno questo…cioè di sapere poco e credono di sapere molto o tutto”

MIMI’- Vi servo subito !

LINO- Voi mi onorate…questo verbo servire con me non lo dovete mai usare…(Mimì entra nel bar)

CLIENTE-( si aggirava per la piazza aspettando che il barista andasse via) Professore posso sedermi ?

LINO- Accomodatevi pure…in che posso esservi utile?

CLIENTE-( sottovoce)Dovreste fare una fattura…

LINO- (a voce normale) Io non faccio né fatture né malefici…faccio solo  BENEFATTURE o GIUSTEFATTURE…le fatture…  le fanno i maghi…io non sono un mago…

CLIENTE- E allora diciamo che dovreste farmi una  GIUSTAFATTURA…

LINO- Va bene ma dovete dirmi le cose come stanno…

CLIENTE- Professore…c’ è una persona che mi ha fatto tanto male… ha rovinato la mia vita e io…purtroppo la odio enormemente… Volete sapere cosa mi ha fatto?

LINO- No…voglio sapere chi è?

CLIENTE- ( sottovoce) E’ mia suocera !

LINO- E’ un classico….l’ odio per la suocera…

CLIENTE- Dite così perché non sapete cosa mi ha fatto…

LINO- Non lo so e non lo posso sapere altrimenti…la giustafattura non riesce…

CLIENTE- Se è così…

LINO- Dunque…alla sera…alle 10 in punto…ore 22… voi dovrete ripetere nella vostra mente… con concentrazione…la seguente frase: “ SIGNORE FA CHE CHI HA FATTO , FA O FARA’ BENE A ME LO RICEVA DA TE MOLTIPLICATO TRE VOLTE E CHI HA FATTO MALE A ME LO RICEVA DA TE MOLTIPLICATO TRE VOLTE E ANCHE DI PIU’ “ (chi fa bene a me ‘ a iss’ x tre, chi fa male a me ‘ iss’ x 3 e chiù de tre)Avete capito? Poi aggiungerete: “ Chi parla bene e me e fa bene a me…a lui moltiplicato 3 volte…chi parla male di me o fa male a me alui x 3 volte e più di tre” Dovete dire queste due frasi ogni sera x 10 volte e per 60 giorni, poi ritornate da me.

CLIENTE- ….Professore, non è troppo poco…non sarebbe meglio darle un sacco di mazzate…una scopa in mezzo alla testa…

LINO- Amico caro, se siete venuto da me dovete accettare i miei metodi…altrimenti andate a Forcella…lì trovate chi ve la uccide…le rompe la testa…tutto quello che volete per pochi soldi…

Però ricordatevi che se vi vengono i sensi di colpa…

CLIENTE- No, scusate…era un momento di odio acerrimo…

 

Scena ottava\a  ( 2 persone con passamontagna rapinano la farmacia)

Scena  nona  ( inizio festa di piazza : “ Chi ha preso l’ uccello?”  Oppure  : “ Tengo ‘ nà moglie bella, vi giuro bella assaie”)

La sera scorsa, un povero uccelletto,

ferito dalla fionda di un maschietto,

tutto tremante, con un ala offesa,

a rifugiarsi venne, in un’ antica chiesa.

Insanguinato e afflitto dal dolore,

cercava aiuto in casa del  Signore!

……………

Scena  decima ( Chi ve lo dà ‘o curaggio ‘e suppurtà  nù marito e chell’ età ? )

SECONDO   ATTO

Scena  prima( dal dentista o altro siparietto di varietà-castigato spogliarello con notazioni quotidiane della spogliarellista: “ Dopo debbo andare a casa a dare il latte al bambino…debbo cucinare a mio marito che esce dalla azienda a mezzanotte….)

Scena  seconda (3 giornalisti devono fare la critica dello spettacolo di piazza)

CRITICO 1- Ma, cosa ne pensate di questo spettacolo?

CRITICO 2-Sono le solite scenette da rivista…manca di poesia!

CRITICO 3-Comunque vi vedevo ridere e se manca di poesia non mancano le atmosfere che provocano il riso, il buonumore, l’ allegria…

CRITICO 2-Ma è recitato anche male…gli attori non hanno naturalezza!

CRITICO 1- Certo non è la comicità di Chaplin o di Totò…

CRITICO 3-Di quella pasta non ne nascono più…comunque io mi sono divertito e credo che questo fosse l’ intento dello spettacolo…

CRITICO 1-E’ comunque una comicità fine a se stessa… doppi sensi…qui pro quo…parolacce pensate e non dette esplicitamente…

CRITICO 2-Sesso sesso e sempre sesso

CRITICO3- Io credo che il fine sia stato raggiunto e consiglierò i miei lettori di vedere lo spettacolo…certo non devono venire pensando di poter assistere a una commedia di Moliere o di Pirandello o di Eduardo né tanto meno di Shakespeare… o  di altri grandi maestri del teatro…poi conta anche la disposizione emotiva dello spettatore…

CRITICO 1- Io darò 2 stellette… che significa discreto..

CRITICO 2- Io nessuna stelletta che significa pessima qualità

CRITICO 3- Io darò 3 stelle…perché sono convinto che far piangere può essere facile ma far ridere è molto difficile e il grande poeta MARZIALE diceva : RIDE, SI SAPIS…Ridi se sei saggio…se sai… se conosci il mondo…

CRITICO 1- Castigat ridendo mores… Critica i costumi ridendo… dicevano gli antichi… ma qui non c’è alcuna critica dei costumi della nostra società

CRITICO 2- Ma Orazio diceva : RIDENTEM DICERE VERUM QUID VETAT…Chi ti vieta di dire la verità ridendo…ma qui di verità non c’è niente…è tutta fantasia…

CRITICO 3- Ma vi siete dimenticati quando dicevamo : LA FANTASIA AL POTERE…

CRITICO 1- Ragazzi qui possiamo discutere fino a domani e ognuno resterà delle proprie idee…quindi andiamo a scrivere l’ articolo…con il computer lo inviamo al giornale e domani sarà un altro giorno…

Scena terza (Rosa e il prestito ad Aldo, il forestiero. Sono presenti ad un tavolino vicino a Rosa i 2 gendarmi)

ALDO-(è claudicante..si avvicina al muto, che sta servendo ai tavolini, per chiedere del barista)

Mi scusi…a chi posso chiedere un’ informazione?

MUTO-( con mimica gestuale gli fa capire che non parla e di entrare nel bar)

ALDO- Ho capito…debbo entrare nel bar…grazie tante…

ROSA-(rivolta al muto e con gesti eloquenti e comici) Un babà…mi porti un babà ?

MUTO-(con gesti altrettanto eloquenti e comici le fa capire di avere inteso che vuole il babà che è maschio e non la sfogliatella che è femmina)

MIMI’- Signore, può chiedere alla Signora Rosa…qui presente…se qualche amica sua può aiutarla…

ALDO- Grazie e… molto lieto di fare la sua conoscenza…Signora Rosa… mi chiamo Aldo

ROSA-(impressionata dal “ lei” non di uso napoletano popolare)

Il piacere è tutto mio di fare la conoscenza vostra…sua…dr. Aldo

ALDO-(con fermezza) No, signora non sono dottore…

ROSA-  LEI…La mi scusi…sa non volevo offendervi…offendere a lei.. in che posso essere utile( contenta) A LEI ?

ALDO- Signora cara, sarò breve…io avrei bisogno con urgenza immediata di una certa somma di soldi in contanti per firmare un contratto di promessa vendita di una villa vesuviana di proprietà dei baroni Orsini di San Giorgio a Cremano…che certamente conoscerete…

ROSA- No…non ho il piacere di conoscere a lei…no volevo dire a lui.. ai baroni…

E di quanto avrebbe bisogno ? E perché così di fretta ?

ALDO- Signora…avrei bisogno di 100 000 euro per l’ anticipo…i baroni Giordano vogliono i soldi contanti e non accettano assegni…per motivi che non hanno voluto dire ma che io capisco: non conoscendomi hanno paura d’ impegnarsi con assegni a vuoto…che li costringerebbero a rifiutare altre offerte….per la villa abbiamo pattuito 4 milioni di euro…e c’è una persona che arriverà domani a Napoli per offrire ai baroni…molti soldi in più…

ROSA- 4 milioni di euri sono già una grossa cifra per una villa…ma quanti soldi in più potrebbe offrire questa persona che arriverà domani ?

ALDO- Da persone informate…ho saputo che questa persona potrà offrire anche un milione di euro in più…e per me sarebbe una tragedia… Se lei sarà così gentile da prestarmi i soldi subito…io domattina con l’ apertura delle banche salderò il mio debito…si tratta di un prestito per poche ore…ed io firmerò tutte le carte che vorrà

ROSA- Egregio signore…io non ho soldi…posso procurarli  A LEI…chiederli a un’ amica…che vorrà una ricompensa…non piccola…data l’ urgenza…Lei  siete disposto?

ALDO- Mi dica quanto dovrò prelevare in banca domattina?

ROSA- Non meno di 200 000 euri…( Aldo non si meraviglia) solo d’ interessi…più le 100 000 di restituzione prestito

ALDO- Non le sembra eccessivo…non si potrebbe…

ROSA- Lei con 200 000 euri risparmiaTe più di un milione di euro …che dovreste  pagare se aspettate domani e quello arriva…offre  5 milioni di euro….lei offrite  5 milioni e 100 000 euri…

ALDO- Va bene Signora…però io ho promesso ai baroni che all’ alba e cioè prima delle 5 del mattino io porterò la caparra e firmerò la promessa di acquisto e di saldo entro 10 giorni dal notaio…

ROSA- Se poi  Lei avreta.. avrete bisogno di altri soldi per il notaio e avrete rispettato i patti senza chiedere  DILAZIONI  …sempre a disposizione…

ALDO- No signora…il mio unico problema è di essere 1000 km. lontano da casa…perché la mia famiglia è ricca…anche noi siamo nobili… Signora io ho bisogno di quei soldi non oltre mezzora…

ROSA- Va bene… Lei mi date il numero del cellulare e io l’ avverto…

ALDO-(le scrive il numero ) Ecco Signora…ma io resterò qui…ho problemi di deambulazione…quando lei mi porterà i soldi…chiamerò un taxi…per andare a San Giorgio..sono solo 4 km. Ma a volte il traffico d’ estate….combina brutti scherzi…

Scena quarta ( i 2 gendarmi vengono avvicinati da 2 ragazze: Rica e Vica )

RICA-Scusate  possiamo sederci?

GEND. Nap.- Accomodatevi belle ragazze…è un piacere per noi avervi al nostro tavolino!

Come vi chiamate?

VICA- Io sono Ludovica…per gli amici…Vica…Lei è Federica…per gli amici…Rica..

GEND. Sett.-(alzandosi e stringendo le mani) Molto piacere… Ludovica e Federica…ma guarda che combinazione…fate entrambe  rima con…

GEND. Nap.- CON PICA…Tina Pica…

GEND. Sett.- E no…con la Tina Pica…no perché la Tina Pica era bravissima…ma noi al nord…la chiamavamo la donna senza la….

GEND. Nap- La MOLLICA…nel senso che era magra…molto magra…senza evidenti attributi femminili…diciamo un poco bruttina e stagionata…

RICA- Ma voi ci trovate brutte ?

GEND. Sett.-FISNIULI…ho scusate…è piacentino…io sono nato a Piacenza…vuol dire…è come se fosse un fischio….si dice: Fisniuli…che bella ragazza… e io dico: Fisniuri…che belle ragazze…tutte curve…

VICA- (tutta leziosa) Ma anche voi siete dei bei ragazzi !...Tutti muscoli…

GEND. Sett.- FISNIULI…questa è buona…il colle….l’ amico mio ha un pancione che non finisce mai…

GEND. Nap-Pensa alla panza…pancia…tua…Ma come se ne và di testa questo vecchio nordista….quando vede la belle ragazze…

RICA-Ma non buttatevi giù…a noi ragazze gli uomini …maturi…con la pancetta da commendatori…piacciono molto….e perché hanno molta esperienza…diciamo così …lo possiamo dire?  Di erotismo…di arte amatoria…poi sono coccoloni…danno tanti bacini…fanno le coccole che a noi piacciono tanto…

VICA- Anche a me piacciono gli uomini maturi….diciamo alla Maurizio Costanzo…vorrei tanto conoscerlo…che portasse me…invece di Maria…nelle stanze dell’ Hotel  San Pietro di Positano…perché non neghiamolo…ma gli uomini maturi…hanno, oltre il fascino della vecchia. Il fascino della maturità psicofisica…anche il fascino della potenzialità economica…nel senso che i giovani…oltre non avere esperienza…in genere…non hanno nemmeno soldi…

RICA-A proposito…voi che mestiere fate ?

GEND.Sett- Il mio amico napoletano è avvocato…Lui è nato a Napoli, al Corso Garibaldi…mi ha detto…verso piazza Carlo III, nello stesso palazzo dove nacque  Leone… che era avvocato ed è stato  presidente della Repubblica Italiana… ma voi siete troppo giovani per sapere queste cose…io sono un commercialista…mi interesso solo di aziende…non di privati cittadini…

GEND. Nap.- Ma chi poteva immaginare che tu avevi tanta favella…lingua…(sottovoce) fantasia…

Che fanno fare le donne…dice bene quel proverbio:  Tira più un pelo di…donna che una mandria si buoi…

GEND. Sett.- Ma che bravo! Componi anche i proverbi… rubando un poco da quelli antichi…Ti ho colto: hai commesso reato di plagio! Ti ho colto in fragranza di reato di plagio…

GEND. Nap.-Ma che sei ubriaco? Si dice FLAGRANZA di reato…la fragranza è un’ aroma intenso…poi non è reato di plagio…perché è un adattamento dell’ opera…del proverbio…e poi sono trascorsi tanti anni…

RICA- Comunque siete ricchi…e allora perché non andiamo a trascorrere la notte in un locale della costiera…Cosa ne dite? Avete l’ auto?

GEND.Sett-  Abbiamo il cellulare dei car…

GEND. Nap.-Il cellulare dei  “Cari Amici” è il telefonino che il nostro circolo regala ai soci…noi abbiamo l’ auto…certamente…è un’ auto d’ epoca…La Lancia Flavia convertibile…carrozzeria Vignale…un’ auto degli anni 60..in perfetto stato…ma non è qui è nel garage dell’ Hotel  Vesuvio…sapete… vale una fortuna e Napoli è famosa per i ladri d’ auto…

Scena quinta (Rosa e Michele tornano con i soldi)

ALDO-(squilla il telefonino) Si…pronto…Signora Rosa…sono sempre al bar…si…siamo nei tempi giusti…faccia presto…l’ aspetto…al bar

GEND. Nap-(rivolto ad Aldo) Scusate, posso guardare un attimo il giornale?

ALDO- Prego…

GEND. Sett- Cosa devi fare col “ MATTINO” ? E’ notte!

GEND. Nap-Voglio chiamare un taxi…per portare queste belle ragazze a cena in un bell’ albergo ristorante…così mangiamo bene e poi tutti a nanna…

VICA- Porcelloni…ma tutti insieme è troppo…

RICA- Ma perché tu vuoi mangiare da sola…

VICA- Va bene…io desidero un bel piatto  di antipasti di terra e di mare: salame napoletano e milanese…formaggi silani, cozze nere di scoglio…io adoro i frutti di mare…quando si apre la valva e vedi quella carne rosea…profumata di mare…e tu con le labbra la succhi…che meraviglia.. un primo di cannelloni…al forno, belli grandi…non quei cannelloni piccoli piccoli dei surgelati…

GEND. Nap- 20 cm. Di lunghezza e 5 di diametro bastano?

RICA- Anche molto più piccoli, l’ importanza non è la grandezza dei cannelloni…ma il sapore…quello si è importante… (arrivano Rosa e Michele con una valigetta)

Scena sesta (il forestiero  prende i soldi e i gendarmi…)

ROSA-( ad Aldo) Le presento mio marito…compagno…si chiama Michele..

ALDO- Dr. Michele…lietissimo di conoscerla…

ROSA- No…lui non è medico…ma non si offende se lo chiamano dottore…

MICHELE-(si siede) Abbiamo dovuto correre per trovare i soldi in fretta e in taglio da 500 euri …Voi avete il libretto degli assegni?

ALDO- Certamente!

MICHELE- E allora per una cifra così grande…oltre le cambiali…dovete firmarci anche gli assegni…

ALDO- E perché mai?

MICHELE- Per sicurezza delle persone che ci hanno prestato i soldi. Non siete d’ accordo?

ALDO- Per me non ci sono problemi…mi interessa solo concludere l’ affare della villa vesuviana del 700…

MICHELE- (prende un gruppo di cambiali) Avete carta d’ identità, patente…

ALDO- Ho tutto con me!

MICHELE- E allora firmate !

Scena settima(Scena madre- Climax: Rosa e Michele vengono arrestati)

GENDARME. Sett.- Scusate ragazze, ma vorrei capire a che gioco stanno giocando questi signori del tavolino accanto( rivolto a Michele) Scusi Signore, è un gioco di borsa quello che state facendo?

MICHELE- Amico, è un gioco di borsa…si chiama…LA BANCA GLOBALE…ma vi consiglio di farvi gli affari vostri e delle signorine che stanno con voi…

GENDARME nap- ( si alza e si avvicina al tavolino) Ci scusi…sa noi andiamo matti per i giochi di gruppo… e vorremmo capire come si gioca…( si collocano uno vicino a Michele e l’ altro vicino a Rosa. Aldo finge di continuare a firmare cambiali) Cosa sta firmando questo signore che gioca con voi?

MICHELE-( si ode lo scatto della classica molletta) Amico..hai sentito questo rumore ?

GEND. Sett.- L’ è bello…c’è anche il rumorino…ma guarda un poco che fantasia….

MICHELE-( sereno) Forse non avete capito! Questo rumore denota l’ uscita di una lama d’ acciaio affilatissimo di oltre 10 cm. da  un coltello a scatto che se non ve ne andate tutti e due penetrerà nella vostra carne…determinando la fuoriuscita di un liquido rosso comunemente detto sangue…

GEND. Sett.- Che divertente ! Ma allora è lo stesso gioco a cui giochiamo noi? Tu lo giochi con la molletta e noi con la pistola…d’ ordinanza( la estrae, Michele si alza…poi si risiede))

GEND. Nap.- ( prende le manette) Mi dispiace, ma l’ avete voluto voi…

ROSA- ( viene ammanettata e piange) Ora andremo in carcere… Michele, che mi hai fatto fare?

MICHELE- Che mi hai fatto fare tu a me?

ROSA-Perché ora è pure colpa mia…Tu volevi la Ferrari…la barca  da 30 metri con 8 posti letto…

MICHELE- Io quando ho conosciuto donna Rosa, la vedova del grande  : Tore, il guappo d’ acciaio, ero un onesto dipendente del comune di Napoli…

ROSA- Facevi l’ operatore ecologico e sapendo che io avevo molti soldi mi hai corteggiata…

MICHELE- Ti ho corteggiato…Tu mi hai violentato….

GEND. Nap.-Ora è inutile rinfacciarvi le colpe e cercare di apparire innocenti…i fatti parlano chiaro… Luciana, che si prostituiva per voi si è suicidata con i barbiturici e sta combattendo tra la vita e la morte…

MICHELE- Luciana si è suicidata! Io , vi giuro non ne sapevo niente( piange)…io le volevo bene come a una figlia…

GEND. Sett.-( in italiano) E Lei le figlie le mette sul marciapiedi a prostituirsi?  Bel padre….ma ci faccia il piacere…tutti e due sperate che il Signore vi perdoni…perché la giustizia degli uomini non può avere pietà di esseri spregevoli come voi…( prende dalla tasca posteriore un foglio) qui abbiamo 42 persone che sono state rovinate dalla vostra criminalità e ingordigia di soldi….e sono solo quelli che sappiamo…poi ce ne sono tanti di cui non sapremo mai…gente che si è data alla droga…allo spaccio…che si è suicidata….

ROSA- Michele, abbiamo sbagliato…abbiamo fatto molto male…e chi fa male…male riceve..come diceva ‘o  professore…

MICHELE- Eravamo drogati anche noi…la nostra droga erano i soldi…ci sentivamo grandi…importanti…ci sentivamo alla pari di un luminare della medicina…di un grande uomo di cultura….perché guadagnavamo più di loro…e se non eravamo alla loro altezza per cultura o meriti personali…eravamo meglio di loro per condizione economica…

ROSA- ( alza le braccia ammanettate e ricomincia a piangere ma questa volta il pianto è autentico…)Guardate( rivolta ai presenti) ! Donna Rosa…Rosa deve pagare..queste lacrime mi fanno bene…perché mi fanno capire tutto il male che ho fatto…ma Rosa non è morta…come alcune sue vittime…ha ancora la speranza…dopo di aver pagato il suo debito con la giustizia degli uomini…di poter essere perdonata da DIO, QUELLO CHE E’ L’ UNICO A CUI ROSA HA FATTO MALE…e Rosa spera di potere fare tanto per gli uomini che perfino DIO dovrà perdonarla…( piange dirottamente mentre si spengono le luci)

Scena ottava( Giulia dice a Gennarino che il provino è andato male)

GIULIA- Gennarino ho 2 notizie una bella e una brutta. Quale vuoi sentire per prima?

GENNARO- Dimmi prima quella brutta?

GIULIA- Ho fatto il provino, ma non mi hanno presa,  hanno preso una ragazza che, secondo me , era raccomandata, non perché non fosse valida, ma perché ho sentito alcune molto più brave di lei, me esclusa…

GENNARO- E la notizia buona qual’ è?

GIULIA-Non ci credo ancora, ma ho vinto il concorso a cattedra per l’ insegnamento nelle scuole statali…

GENNARO- Allora ci sposiamo?

GIULIA- ( lo prende in giro) Ma, non so…debbo capire se ti amo ancora…cosa porti nelle tasche…e tante altre cose…

GENNARO- ( vuota le tasche) Vedi ti ho ascoltato…non porto più mollette…coltelli..niente , solo il fazzoletto…le chiavi di casa…quelle dell’ auto

Mimì e il muto che portano le sedie e i tavolini dentro il bar.

Scena nona( un pazzariello annuncia l’ apertura di un negozio e riassume il senso della commedia)

TOTO’- Siamo arrivati troppo tardi…qui non c’è nessuno…ma noi non possiamo perdere la piazza…vuol dire che li sveglieremo…

(ad alta voce) Gente del luogo, svegliatevi…c’è una comunicazione importante per tutti voi…una comunicazione che può fare la vostra felicità…

DALLA FINESTRA (un uomo si affaccia) Ma cosa volete a quest’ora?

TOTO’- Vi dobbiamo dire che c’è una novità molto importante che può fare la vostra felicità

ALTRE VOCI-  Fate presto che dobbiamo andare a dormire…altrimenti vi buttiamo acqua a tonnellate…il nonno ha anche il pappagallo pieno

TOTO’- No l’ acqua no…vi diciamo tutto subito

Battagliò Scapuricchiò…  E’ asciuto pazzo ‘o padrone…

s’è apierto un nuovo portòne

Si trasite truvate o padrone che vi offre vino buonò e

A prezzo pocò

 Ce stanno pure,… a prezzè ‘e nientè … ‘e salumè  e ‘e formaggè  sapuritè

ACCATTATEVILLE… ( e o vino)VEVITAVILLE( e ‘e salumi e formaggi)  MAGNATEVILLE, dopo aver bevuto vino buono e cibo squisito…se non avete malattie gravi…vi sentirete allegri, romantici…è il momento di appartarvi con la vostra metà e di farvi dare l’ amore e …la fe… fe…felicità. 

OPPURE:

Battagliò…Scapuricchiò… E’ asciuto pazzo ‘ o padrone…

S’è aperto un nuovo portone cha venne carne buone di prima qualità

E pe pavà pavate tre sorde ovvero tre euri

Ve putite accattà : Salcicce e primma qualità… grosse o piccerelle…comme piaceno a vuie e alle vostre signore…Sacicciune, saciccelle, salame, salamune e salamine…

Ve diamo pure la fiorentina e la fesa della mucca fiorentina…

E per coloro che non tengono più tanta voglia di femmene…ma nun stann in questo quartiere… tenimme pure ‘e testicoli di toro…

Ogni 3 kile e carne nù fiasco e vine e….

A carne fa carne…O vino fa sangue…e a fatica fa ittà ‘ o sangh.. perciò

A carne  ACCATTATEVELLA…o vino  VEVITAVILLE e  ‘e salame  …Chia…MAGNATEVILLE…

Dopo che avrete magnato e bevuto…vi sentirete…se non siete malati gravi…allegri…romantici... a questo punto dovrete appartarvi con la vostra signora e di farvi dare l’ amore e la fe…felicità che segue all’ amore.

FINE

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