Uomini senza donne

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Uomini senza donne

Uomini senza donne

di

Angelo Longoni

(Premio Fondi – La Pastora 1988)


Personaggi:

L’UOMO ALTO: ha circa trent’anni, un fisico atletico, si veste in modo curato. Scrive spot pubblicitari e sceneggiature televisive. Pratica pugilato a livello dilettantistico

L’UOMO BASSO: Ha circa trent’anni, è un po’ trascurato nel modo di vestire, fuma molto, soprattutto sigari.È un musicista, suona il sax.Soffre di un fastidioso dolore allo stomaco causato da un eccessivo uso di alcolici.

I due amici non si chiamano mai per nome, non sono abituati. Le didascalie li indicano solo con UOMO ALTO e UOMO BASSO.

AMBIENTE

Tutte le scene si svolgono nel soggiorno della casa dell’UOMO BASSO.

NOTE

La vicenda si svolge, in sei scene. La prima e l’ultima hanno luogo nella stessa notte, le altre si riferiscono al passato.


PRIMA SCENA (notte, tempo presente)

La stanza è illuminata solo dalla luce bianca di una “lampada alogena”.

Dalla finestra penetra la luce intermittente di una scritta al neon.

Dal registratore proviene una musica a tratti interrotta dalla voce di un disc-jockey.

l’UOMO BASSO è alla ricerca di qualcosa che stenta a trovare, è disturbato dall’inutilità della sua ricerca. Guarda nel frigorifero, nell’armadio, in un cassetto, esce di scena, ritorna. Finalmente trova quello che cercava: una bottiglia di brandy quasi vuota.

Versa il poco rimasto in un bicchiere. Fuma nervosamente, beve.

Cerca una cassetta per il registratore, ne infila una a caso, spegne la radio.

Si sente l’inizio di una vecchia canzone dei Doors che subito viene interrotta da una voce maschile registrata (la voce dell’UOMO ALTO).

VOCE:  Scena venticinque, camera da letto. Interno, notte. Il televisore trasmette un video musicale, il volume è basso. Il cane dorme ai piedi del letto. Il respiro della donna è affannato, gli occhi spalancati. Lui si muove sempre più velocemente.

Le unghie della donna gli graffiano i fianchi, alza la testa, lo bacia.

Il profumo di lei è invadente. Lui la guarda mentre…

L’UOMO BASSO interrompe la cassetta.

Si alza, va al telefono, alza il ricevitore, rimane incerto qualche istante poi appende.

E' pensieroso, non sa che fare.(Guarda l’orologio al polso, lo scuote, ci appoggia l’orecchio)

Un piccolo schermo per diapositive è arrotolato in cima a un cavalletto.

L’UOMO BASSO lo srotola, preme il tasto di un proiettore.

Partono alcune diapositive che passano in rapida successione.

Appare l’immagine di un uomo (L’UOMO ALTO) in tenuta da boxe; è una posa buffa, non pugilistica.

L’UOMO BASSO ritorna al telefono, solleva il ricevitore, sembra più convinto.

Guarda ancora l’orologio, lo scuote. Compone il numero lentamente.

Attende qualche istante poi qualcuno risponde.

UOMO BASSO:  Pronto? Sono io. Niente niente… sì, è tardi, lo so. Dormivi? Puoi venire qui per favore? E' importante. No, non lo so che ore sono. Le tre? (Gira le lancette e regola l’orologio) Grazie... No, niente di grave, ti devo parlare. Non per telefono… vieni qui. Fai presto. Ah, senti… portami qualcosa da bere, della birra. Sì, della birra. Ricordati.

L’UOMO BASSO appende, si accende una sigaretta, siede su una sedia.

Vicino a lui c’è la custodia di un sax, l’apre, resta a guardarlo poi lo porta alla bocca.

BUIO


SECONDA SCENA (passato)

Nel buio si sentono le note di un sax. La luce si alza lentamente.

L’UOMO BASSO sta suonando, si interrompe. Riflette, guarda lo strumento.

Riprende a suonare. Alle sue spalle entra l’UOMO ALTO, sta cercando qualcosa che non trova. Urta alcuni libri su cui è posto un portacenere che cadendo produce un prolungato e fastidioso rumore. L’UOMO BASSO si interrompe, si volta a guardare l’amico con disapprovazione. L’UOMO ALTO fa un cenno di scuse.

L’UOMO BASSO si porta la mano allo stomaco, ha un dolore, si piega leggermente in avanti. Sfila di tasca un tubetto di pillole e ne ingoia un paio.

UOMO ALTO : Mi sembrava meglio ieri.

UOMO BASSO Cosa?

UOMO ALTO  Davvero, mi sembrava meglio.

UOMO BASSO   Cosa?

UOMO ALTO   Il pezzo, no?

UOMO BASSO  Ti sembrava meglio ieri? Strano.

UOMO ALTO  Bè, forse mi sbaglio.

UOMO BASSO   A me sembra meglio oggi.

UOMO ALTO  Allora mi sbaglio.

UOMO BASSO   Ci ho lavorato tutto il giorno, non sono nemmeno uscito…

UOMO ALTO  Ci sono dei messaggi nella segreteria.

UOMO BASSO   Ah sì?

UOMO ALTO  Non li hai sentiti?

UOMO BASSO  No...

UOMO ALTO  Cazzo!

L'Uomo Alto va ad attivare nervosamente la segreteria dalla quale provengo alcuni messaggi.

VOCE 1° DONNA  Ciao, sono Giovanna.

UOMO ALTO  E' per me.

VOCE 1° DONNA  Volevo dirti che sono tornata dal Mediterraneé... ho già il mal d’Africa, il Kenya mi manca tantissimo... ma mi sei mancato anche tu. Fatti sentire... voglio raccontarti tutto... baci.

UOMO BASSO (Tra sé) Sì, il mal d’Africa... la malaria!

VOCE 2° DONNA  Ciao, sono Didi.

UOMO ALTO  E' per me.

VOCE 2° DONNA  Ti ricordi? Sì, dai, Didi... l’amica di Ghigo e Chicca... ci siamo conosciuti alla festa di Lallo... ti ricordi, ero con Bea e Ugo... Ugo, il cane di Tato. Ci sei, non ci sei? Non ci sei, ti richiamo... ti voglio vedere.

L'Uomo Basso ha un’espressione schifata.

VOCE 3° DONNA  Pronto? Sono Claudia...

UOMO BASSO  E vai, per me finalmente!

VOCE 3° DONNA  Mi spiace molto ma al concerto di stasera non posso venire. E neanche domani. Il resto della settimana sono presissima e poi... parto, non so se te l’avevo detto...

UOMO BASSO  No che non me l’aveva detto!

VOCE 3° DONNA  A questo punto è inutile che mi cerchi, ti chiamo io... eventualmente.

I messaggi sulla segreteria finiscono con un segnale acustico.

UOMO BASSO Eventualmente... eventualmente!

UOMO ALTO  Andata male, eh?

UOMO BASSO  Cosa te lo fa pensare?

UOMO ALTO  E ieri sera? Al concerto?

UOMO BASSO  (Evasivo) Beh, ce n’era una che mi tampinava... ma è scappata via all’improvviso...doveva andare a farsi la liposuzione... E tu che hai fatto?

UOMO ALTO  Straordinari...

UOMO BASSO  Ancora? Con chi, con la segretaria? Con la centralinista? O con la donna delle pulizie?

UOMO ALTO  No, con l’art director.

UOMO BASSO  Bé fai carriera. Tra un po’ arriverai al consigliere delegato.

UOMO ALTO  Speriamo di no... è un uomo.

UOMO BASSO  Non ti fermerai per così poco, no? Hai letto sul giornale quella storia dello scimmione? Quello dello zoo...

UOMO ALTO  No.

UOMO BASSO  Si scopava tutte le scimmie, grandi, piccole... è entrato un gatto per sbaglio... si è scopato pure quello! Poveretto era un maschio... Insomma, gli hanno asportato un testicolo... allo scimmione... uno solo. Adesso é un'altra persona... ha messo su famiglia, è tranquillo, guarda la tivu, fa la schedina... è sereno.

UOMO ALTO  Beato lui.

UOMO BASSO  Bé, pensaci... magari anche tu... (fa segno con le dita imitando le forbici)

UOMO ALTO  Guarda che non c’è niente in casa.

UOMO BASSO  Come non c’è niente?

UOMO ALTO  Niente, solo birra.

UOMO BASSO  Sì, l’ho comprata io.

UOMO ALTO  Ma come, se hai detto che non sei uscito…

UOMO BASSO  Ieri, l’ho comprata ieri.

UOMO ALTO  Hai comprato solo birra?

UOMO BASSO  Avevo sete.

UOMO ALTO  (guardando nel frigorifero) Birra, vino, whisky. Cazzo, ne avevi tanta di sete, eh? Formaggio?

UOMO BASSO  Come formaggio?

UOMO ALTO  Sì, dico… formaggio, pasta, carne… hai presente? Quelle cose che si mangiano... proteine... vitamine...  per sopravvivere.

UOMO BASSO  Hai fame?

UOMO ALTO  Scusa, ma se sei fuori e prendi la birra puoi comprare anche da mangiare, no?

UOMO BASSO  Erano chiusi i negozi…

UOMO ALTO  Ah, erano chiusi… La birra l’hai comprata però.

UOMO BASSO  Il bar era aperto.

UOMO ALTO  Chiaro, è sempre aperto il bar. (Estraendo un tubetto dal frigorifero) Che cazzo ci fa qui il dentifricio?

UOMO BASSO  Davvero? Era lì dentro?

UOMO ALTO  Guarda! (Mostra il tubetto)

UOMO BASSO  Ah... ecco perché la pasta aveva quello strano sapore...

UOMO ALTO  E allora con cosa ti sei lavato i denti?

UOMO BASSO  Non so... forse con la pasta d'acciughe...

UOMO ALTO  Sei scemo, lo capisci?

L'UOMO ALTO rimette il dentifricio ne frigorifero. L'UOMO BASSO si controlla l'alito. L’UOMO ALTO prende un pacchetto di grissini e va a sedersi al tavolo davanti alla macchina per scrivere. Legge alcuni fogli scritti e mangia nervosamente un grissino dopo l’altro.

UOMO BASSO   Hai fame? Ci deve essere una scatoletta di tonno da qualche parte.

L’UOMO BASSO apre il frigorifero, dà un’occhiata.

UOMO BASSO   Sono sicuro che c’è.

UOMO ALTO  Prova a guardare nel cesso... al posto del sapone.

UOMO BASSO  Ti dico che c’è...

UOMO ALTO  Lascia perdere.

UOMO BASSO  Adesso te la trovo.

L'UOMO BASSO rovista un po' ovunque. L'UOMO ALTO continua a mangiare.

UOMO BASSO:  Va bene, va bene... andiamo a mangiare fuori.

UOMO ALTO:   Lascia perdere t’ho detto, non importa.

UOMO BASSO:   Dai!

UOMO ALTO:   No!

UOMO BASSO:   Offro io.

UOMO ALTO:   Ma cosa vuoi che m’importi, ti ho detto di no.

UOMO BASSO:   L’hai detto tu che hai fame, no?

UOMO ALTO:   Sto mangiando.

UOMO BASSO:   Dammi retta, è colpa mia, andiamo.

UOMO ALTO:   No, non vengo… non posso.

UOMO BASSO:   Come sarebbe: non posso?

UOMO ALTO:   Eh… non posso ti ho detto.

UOMO BASSO:   Non puoi mangiare?

UOMO ALTO: No, non posso uscire.

UOMO BASSO: E perché?

UOMO ALTO: Devo lavorare… e poi aspetto una telefonata.

UOMO BASSO: Come, anche stasera?

UOMO ALTO: Eh…

UOMO BASSO: Perché… ieri?

UOMO ALTO: Ieri cosa?

UOMO BASSO: No, dico, ieri non ha chiamato?

L’UOMO ALTO non risponde.

UOMO BASSO:  Ho capito, non ha chiamato.

Insomma, non chiama mai quella. Non è che le hanno tagliato i fili?

UOMO ALTO: Ah… senti eh?

UOMO BASSO: Ho capito, ho capito, lo dicevo per te, se tu vuoi aspettare… aspetta. Però…

UOMO ALTO: (un po’ aggressivo)  Però cosa?

UOMO BASSO: Niente, aspetta, aspetta.

L’UOMO ALTO inserisce un foglio nella macchina e batte alcune parole.

UOMO BASSO:   Sai come va? Certe telefonate arrivano proprio quando smetti di pensarci... andiamo a mangiare fuori,  smetti di pensarci, e vedrai che quella telefona!

UOMO ALTO: Già, ma se siamo fuori chi risponde?

UOMO BASSO:  C'è la segreteria.

UOMO ALTO:  Lei é una di quelle che non ci parla con le segreterie.

UOMO BASSO: (dopo averci pensato un attimo)Ho capito, é una stronza. Ti cerco il tonno...

UOMO ALTO: Lascia stare.

UOMO BASSO:  No, è che mi sembra assurdo essere nell’atteggiameno mentale di quello che aspetta.

UOMO ALTO:  Atteggiamento mentale? Ma vaffanculo, va.  Io aspetto, va bene? Aspetto!

UOMO BASSO: Va bene, va bene. Lo dicevo per te.

UOMO ALTO: Ecco, non dirlo.

UOMO BASSO: Va bene. Aspetta pure. Per me…

L’UOMO ALTO riprende a battere a macchina. L’UOMO BASSO gli si avvicina, prende uno dei fogli già battuti.

UOMO BASSO: (legge) Il profumo dell’uomo che unisce le essenze più virili: il tabacco, il muschio, e il cuoio… il desiderio sotto la pelle.

I due si guardano.

UOMO ALTO:  Be’, allora? E' una pubblicità.

UOMO BASSO:  Il desiderio sotto la pelle. (ride) Sono sempre quelli innamorati che aspettano. Gli altri fanno aspettare. Se questa non ti facesse aspettare ti passerebbe subito, te lo dico io. A proposito, la sai la storia di quel mandarino?

UOMO ALTO:  Quale mandarino? Non c'è un cazzo in frigorifero.

UOMO BASSO: Ma no un mandarino cinese... la sai?

UOMO ALTO: (infastidito) No.

UOMO BASSO: Te la racconto?

UOMO ALTO: No.

UOMO BASSO: Be’ insomma... questo mandarino cinese si era innamorato di una cortigiana. Questa gli dice che lei lo amerà solo se lui se ne starà cento notti seduto su uno sgabellino sotto la sua finestra ad aspettarla. Be’ questo c’è stato fino alla novantesima, poi ha preso il suo sgabellino e se n’è andato. Capito?

UOMO ALTO: Capito che?

UOMO BASSO: E' rimasto lì finché ha dovuto aspettare.

Poi non gli fregava più niente della tipa... hai capito?

UOMO ALTO:  Ma cosa?

UOMO BASSO: La saggezza orientale...

UOMO ALTO:  Ah sì? E tu la sai la storia di quel mandarino cinese che suonava il sax e beveva come una spugna?

UOMO BASSO: No.

UOMO ALTO: E' morto... di cirrosi.

UOMO BASSO: Ma dai... i cinesi non suonano il sax...

L’UOMO ALTO riprende a battere a macchina.

L’UOMO BASSO si accende un sigaro e si versa da bere una birra.

UOMO ALTO: Che schifo…

UOMO BASSO: E’ tabacco... una delle essenze più virili... il desiderio sopra la pelle.

UOMO ALTO: Sotto... sotto la pelle. Senti ho mal di testa.

UOMO BASSO: Forse dovresti comprarti un cane.

UOMO ALTO: Perché?

UOMO BASSO:  Sì, dico… quando trovi una casa, potresti comprarti un cane, no?

UOMO ALTO: Cosa stai dicendo?

UOMO BASSO: Be’ me l’hai sempre menata con la storia con il cane, che volevi un cane, che non hai mai potuto avere un cane… Per questo che dico…oh, non qui... a me i cani non piacciono, poi sono allergico... ma quando hai una casa tua… forse se ti prendi un cane…

UOMO ALTO: Una casa non l’ho ancora trovata, lo sai.

UOMO BASSO: Lo dico per te, mica voglio mandarti via. Anzi, sei tu che…

UOMO ALTO: Sì, sono io che voglio andare, sono io.

UOMO BASSO: Ecco, appunto dicevo, forse con un cane se ti capitasse di aspettare… (ride)

L’UOMO ALTO non capisce.

UOMO BASSO: Be’, ti fa compagnia, mentre aspetti le telefonate di quella che intanto non chiama... Non chiama!

UOMO ALTO: Senti, lo sai cosa devi fare tu?

UOMO BASSO: Sì, si… ho capito, ho capito.

UOMO ALTO: E domani fai la spesa chiaro? E vai a ritirare tutto in tintoria.

UOMO BASSO: Ah, a proposito... quasi me ne dimenticavo... La signora, quella della tintoria, ha trovato un paio di calze nere di seta… da donna…lunghe.

UOMO ALTO: E allora?

UOMO BASSO: Me le ha date.

UOMO ALTO:  Ah sì? Sono sicuro che ti staranno benissimo. Poi il nero ti slancia. Certo dovresti  farti la ceretta. Ma poi con un bel paio di scarpe col tacco... potresti fare la tua bella figura.

UOMO BASSO: No, scusa… sono per te.

UOMO ALTO: Per me?

UOMO BASSO: Sì, dice che erano nella tua giacca.

UOMO ALTO: Nella mia giacca?

UOMO BASSO: Sì, nella tua.

UOMO ALTO: E cosa ci facevano nella mia giacca?

UOMO BASSO: Be’, forse le volevi lavare.

UOMO ALTO: Le calze di seta? Da donna?

UOMO BASSO: Be’, si sporcano anche quelle.

UOMO ALTO: Guarda c’è un errore.

UOMO BASSO: Macché errore. Sei fortunato.

UOMO ALTO: Io? Fortunato?  E perché?

UOMO BASSO: No, dico, le calze di senta insomma…  Di solito le portano delle belle… capisci?  Per questo dico che sei fortunato.  Vuol dire che ne hai trovata una proprio… poi insomma se le calze erano nella tua giacca, vuol dire che…

UOMO ALTO: Che?

UOMO BASSO: Be’, che se le è tolte… o no?  Sei fortunato, te l’ho detto.

Insomma, quello che non capisco è cosa ci fai lì davanti al telefono se c’è una che quando vuoi tu si toglie le calze di seta e, immagino, tutto il resto.

UOMO ALTO: Ma cosa c’entra, questa è diversa.

UOMO BASSO: Sì, è diversa perché non chiama.

UOMO ALTO: Ma no, non solo per questo.

UOMO BASSO: Perché, questa… calze di seta… zero? Cosa porta... i pedalini? Quelli col tallone consumato? O i gambaletti color carne.

UOMO ALTO: Ma non lo so, non importa.

UOMO BASSO: Be’ un po’ importa. Comunque… com’è?

UOMO ALTO: Chi?

UOMO BASSO: Quella delle calze.

UOMO ALTO: Niente… è una che ho rivisto. Una che ha vissuto un po’ con me prima che mi sfrattassero.

UOMO BASSO: E allora?

UOMO ALTO: E' una nevrotica, insopportabile.

UOMO BASSO: Ah sì? E perché.

UOMO ALTO: Aveva sempre il vizio, così, nelle situazioni più strane, quando non me l’aspettavo, mi guardava e mi diceva: «…raccontami qualcosa».

UOMO BASSO: E tu?

UOMO ALTO: Io non le ho mai raccontato niente.

UOMO BASSO: Perché?

UOMO ALTO: Non mi va. Così, alla sprovvista: «…raccontami qualcosa». Che ne so io?

UOMO BASSO: Insomma... un po' di fantasia... E lei?

UOMO ALTO: Lei allora mi domandava: «… a cosa pensi?».

UOMO BASSO: E tu?

UOMO ALTO: E io niente. «Cosa pensi» è perfino peggio di «raccontami qualcosa». Peggio di un terzo grado.

UOMO BASSO: Poverino...

UOMO ALTO  E poi s'era attaccata... m'assillava “dove sei stato... cos’hai fatto... perché non m’hai chiamata... quando andiamo a vivere insieme... quando facciamo un bambino... quando facciamo un fratellino... ”

UOMO BASSO  Un tormento.

UOMO ALTO  Poi ha cominciato a dire che era stufa di farsi scopare nei ritagli di tempo... che voleva una famiglia... dei figli perché ormai aveva quasi trent'anni.

UOMO BASSO   E tu?

UOMO ALTO  Io le ho detto che di figli non ne volevo... che non ero  ancora pronto... oh... io ho solo trent’anni!

UOMO BASSO  E com’è finita?

UOMO ALTO:  Be’, questa aveva il vizio di farsi l’uovo sbattuto al mattino presto. Quando lei si alzava io stavo a letto, volevo dormire.

UOMO BASSO:  Si vede che ne aveva bisogno... dico... dopo la nottata....

UOMO ALTO:   Mi svegliavo. Non so se hai idea del casino che fa un cucchiaio in una tazza quando si sbatte un uovo. Ero così incazzato che poi non riuscivo più a dormire.

La odiavo. Ero sotto le coperte e me l’immaginavo nella mia cucina a sbattersi il suo uovo del cazzo. Insomma, le ho detto che era finita.

UOMO BASSO: Per  un uovo?

UOMO ALTO: Per l’uovo e per le sue domande.

UOMO BASSO: Sì, però adesso la rivedi?

UOMO ALTO:  Solo ogni tanto…  e a casa sua.

UOMO BASSO: (ride) Ah… a casa sua. A casa sua niente uova?

UOMO ALTO:  No, é che non rimango a dormire... Allora poi te le ha date o no?

UOMO BASSO: Cosa?

UOMO ALTO: Le calze.

UOMO BASSO: Sì, me le ha date, lavate. Le ho rimesse nella tua giacca.

Ma io non capisco, veramente… dovresti essere contento. Io ci ho pensato, sei fortunato.

Te ne stai lì ad aspettare perché sei stupido.

UOMO ALTO: Ah, io sono stupido?

UOMO BASSO: Sì, ce n’è sempre una che esce con te, e tu te ne stai ad aspettare le telefonate proprio di quella che non telefona. Questa non telefona, hai capito?

Non chiama.

UOMO ALTO: Vedrai che chiama.

UOMO BASSO: No, guarda… te lo dico io… sei fortunato.

UOMO ALTO: Eggià. Fortunato rispetto a chi, poi?

UOMO BASSO: Non so rispetto a me per esempio.

UOMO ALTO: Perché, tu non sei fortunato?

UOMO BASSO: Be’, mica tanto. No, perché scusa, ti sembro fortunato io? No, dimmelo.

UOMO ALTO: Be’, insomma.

UOMO BASSO: No, non puoi dire che sono fortunato. Se mi tocco i coglioni mi porto sfiga da solo... devo toccare quelli degli altri.

L'UOMO BASSO strizza le parti basse dell'amico.

UOMO ALTO:  Stai fermo. Secondo me tu stai troppo in casa.

UOMO BASSO: Ecco vedi?

UOMO ALTO: Non esci mai.

UOMO BASSO: Appunto.

UOMO ALTO: Dovresti uscire, darti da fare. Sarebbe diverso.

UOMO BASSO: No, sarei solo un altro sfigato che se ne va in giro di notte nei locali... lì a sbavare a guardare camionate di figa che passa e non ti caga e poi all'alba tornare a casa incazzato come un animale e non dormire e guardare i filmini porno e le vendite a domicilio di cassette hard e altra figa che non te la dà... questa volta in televisione

UOMO ALTO: Invece, sarebbe meglio.

UOMO BASSO: Ma non ne ho voglia.... e poi non ci so fare.

UOMO ALTO  Ma come? Non ti ricordi come ti chiamavano le ragazze a scuola?

UOMO BASSO  No! Non ricominciare con sta storia...

UOMO ALTO  Tutte... ma proprio tutte... ti cercavano... ti coccolavano...

UOMO BASSO  Me ne fossi scopata una...

UOMO ALTO  L'orsacchiotto.

UOMO BASSO  T'ho detto di non ricominciare... non la sopporto questa storia

UOMO ALTO  L'orsacchiotto di tutte le ragazze.

UOMO BASSO

Sì, sì... l'orsacchiotto. Li odio gli orsacchiotti! Quando ero piccolo ne avevo uno, ci dormivo insieme. Solo che mi pisciavo sempre a letto, e alla fine l’orsacchiotto faceva schifo, me l’hanno buttato via di nascosto... mi hanno detto che era morto. Ho avuto un trauma, non ho dormito per un mese e mi pisciavo a letto da sveglio.

UOMO ALTO: Sai qual è il tuo problema? E' che te ne stai sempre qui dentro a suonare il tuo sax.

UOMO BASSO: Cosa c’entra il sax adesso?

UOMO ALTO: Centra. E', come dire, sostitutivo.

UOMO BASSO: Sostitutivo? E di che?

UOMO ALTO: Sì, un surrogato. E' come se… sì, insomma, ti masturbi.

UOMO BASSO: Mi masturbo?

UOMO ALTO: Sì.

UOMO BASSO: Col sax? Oh Cristo, non c’avevo mai pensato.

UOMO ALTO: Pensaci.

UOMO BASSO: Cioè sarebbe come dire che io… insomma… che io non esco perché intanto c’è il sax?

UOMO ALTO: Pensaci un po’.

L’UOMO ALTO riprende a battere a macchina, l’UOMO BASSO rimane pensieroso alcuni istanti. Guarda il sax, poi l’UOMO ALTO. Fa per portare il sax alla bocca, poi ci ripensa. Guarda ancora l’UOMO ALTO.

UOMO BASSO: E Charlie Parker? E Coltrane? O... o Lester Young? Tutti pippaioli secondo te? E poi guarda che non è mica sempre così, sai? Ogni tanto anch’io t’assicuro… nel mio piccolo... insomma per esempio, l’altra sera c’era questo concerto in quel locale, ti ricordi? Te ne ho parlato.

UOMO ALTO: Sì, si… me ne hai parlato.

UOMO BASSO: Be’, c’era questo concerto, no… ecco tra l’altro volevo chiederti, perché non sei venuto?

UOMO ALTO: Non mi ricordo. Ah sì, sono rimasto qui… a lavorare. Dovevo lavorare.

UOMO BASSO: No… perché mi è spiaciuto che non c’eri. Be’, insomma, è andato tutto bene, alla fine esco con gli altri per ringraziare e la gente era contenta, applaudiva.

Allora quelli del locale ci hanno invitati a cena e c’era una tipa con loro, una cantante, una che lavora lì. Carina, veramente. Non grande, insomma, però... dell’altezza giusta, voglio dire... hai presente... come me più o meno

UOMO ALTO: Ho capito, piccola

UOMO BASSO: Va bene, piccola. Ma aveva queste calze nere, con la gonna un po’ corta… delle belle gambe, e anche tutto il resto. Era piccola ma bella… come una donna vera.

UOMO ALTO: E allora?

UOMO BASSO: Be’, questa inizia a guardarmi. Io all’inizio non ci dò peso ma poi questa continua a guardarmi, sorride. Tanto che ho pensato: “Cazzo c’ho in faccia?“... sai, il tipico baffo di sugo... o un dente verde di insalata che sembra marcio.

Non so bene perché ha preso di mira me, insomma non lo so, fatto sta che sorride ancora. Ma c’era altra gente in mezzo, mica era facile parlare.

Mi metto a mangiare ma sento sempre gli occhi della tipetta addosso.

Allora faccio finta di niente, alzo lo sguardo all’improvviso e lei è lì che mi guarda.

Io allora mi sono innervosito… perché poi c’era un deficiente di fianco a me che voleva imparare a suonare il sax, e continuava con sta storia del sax.

Insomma, a un certo punto sto’ cretino rovescia il vino e io mi macchio i pantaloni… e questo a scusarsi che gli dispiaceva, che era mortificato…

UOMO ALTO: E allora?

UOMO BASSO: Aspetta… allora la tipetta che guardava tutto si alza e viene lì.

UOMO ALTO: Ah sì?

UOMO BASSO: Sì, viene lì e mi dice che lei con l’acqua minerale sistema tutto.

Allora prende un tovagliolo, lo bagna con l’acqua minerale e si mette a fregarmi i pantaloni.

UOMO ALTO: (ride) Dove?

UOMO BASSO: (indica il ginocchio) Qui.

UOMO ALTO: Ah. (deluso)

UOMO BASSO: Be’, la macchia non se n’è andata, anzi… si è allargata... però lei si è seduta lì di fianco a me e l’ho conosciuta. Era proprio carina, con dei modi simpatici,  si è messa a raccontarmi un sacco di cose divertenti, mi faceva ridere…

UOMO ALTO: E poi?

UOMO BASSO: Poi abbiamo finito di mangiare e l’ho accompagnata a casa.

UOMO ALTO: Oh, finalmente.

UOMO BASSO: Lei mi ha chiesto se volevo salire.

UOMO ALTO: E tu?

UOMO BASSO: Io le ho detto di sì, è chiaro. Arriviamo davanti all’ascensore e lei dice che abita al settimo piano... brutto segno?

UOMO ALTO  No.

UOMO BASSO  Saliamo sull'ascensore... era stretto... piccolo... io c'avevo pure la custodia del sax... ci tocchiamo... io... ero imbarazzato, ho detto: " meno male che è solo un sax... pensa se suonavo il contrabbasso... " lei si mette a ridere, poi mi viene vicino, si appoggia… insomma a quel punto ero sicuro… allora l’ho baciata.

UOMO ALTO: Baciata baciata?

UOMO BASSO: Baciata, sì...  Ma avevo la salivazione a zero, sai l'emozione... per lei sarà stato un po’ come baciare la moquette, ma intanto io... Inizio a sentire… (fa alcuni segni con le mani). Oh, tutto a posto… tutto piccolo ma a posto. Come una donna vera. Usciamo dall’ascensore, lei apre la porta di casa. Oh, c’era la luce accesa.

Lei dice: "Strano... mi sembrava di averla spenta." E io: "non è niente a me succede sempre col gas."

Improvvisamente sentiamo tossire, un uomo… capisci? C’era un uomo. Un uomo che tossiva Allora questa mi caccia fuori in fretta. Intanto si sente la voce di questo che la chiama. Lei dice che arriva, poi mi fa cenno di andarmene e di telefonarle il giorno dopo… capisci?

UOMO ALTO: (ride) E tu?

UOMO BASSO: Ho preso l’ascensore e sono sceso.

UOMO ALTO: Sei sceso? E il giorno dopo? L’hai chiamata?

UOMO BASSO: No, non l’ho chiamata, non mi andava più.Mi invita da lei, poi scopro che vive con uno con l’enfisema polmonare... Una che fa così… insomma non ci si può fidare, non mi va.

UOMO ALTO: Be’, mica sei tu che ti devi fidare, no? Semmai é...

UOMO BASSO: Ma cosa c’entra, mi era così simpatica. Mi ha deluso capisci?

UOMO ALTO: No, non capisco, adesso chiamala, devi vederla.

Mica per sempre… così qualche volta... giusto per sostituire il sax.

UOMO BASSO: Ma, non so.

UOMO ALTO: Come non so?! Io non ti capisco.

L’UOMO ALTO riprende a battere a macchina. L’UOMO BASSO continua a bere.

UOMO ALTO: Un giorno o l’altro ti si bucherà.

UOMO BASSO: Cosa?

UOMO ALTO: Lo stomaco.

UOMO BASSO: No… non si buca.

UOMO ALTO  A proposito ieri ha telefonato il tuo medico... dice che ha visto le tue lastre...

UOMO BASSO  Ah sì? E cosa ha trovato?

UOMO ALTO  Hamburger, patatine fritte... birra... vodka... profitterolle... Tequila...

L' UOMO BASSO guarda L' UOMO ALTO senza capire.

UOMO ALTO Le lastre si fanno a stomaco vuoto!

UOMO BASSO  E infatti... avevo appena vomitato. (Ripensandoci) O era il giorno prima?

UOMO ALTO  Insomma ha detto che devi rifarle.

UOMO BASSO  Quello é matto... le lastre fanno male.

Suona il telefono. L’UOMO ALTO  risponde.

UOMO ALTO: Pronto? (deluso) Ah… sì un momento. E' per te.

UOMO BASSO: Chi è?

UOMO ALTO: Non so, non l’ha detto, è una donna. (Gli passa il ricevitore)

UOMO BASSO: Pronto? Sì, chi? Ah, sei tu. No, no figurati. Dimmi.

L’UOMO BASSO resta in silenzio ad ascoltare mentre l’amico gli indirizza alcuni gesti interrogativi.

UOMO ALTO: (Sottovoce) Chi è? Oh, guarda che aspetto una telefonata, hai capito?

L’UOMO BASSO non gli risponde, gli volta le spalle e continua a parlare. L'UOMO ALTO inizia un'opera di disturbo prolungata e fastidiosa. Poi prende il sax e, guardando l'amico inizia a compiere azioni pericolose come tenere lo strumento in equilibrio su di un piede e altro. L'UOMO BASSO é terrorizzato e guarda la scena con ptreoccupazione.

UOMO BASSO: Sì, certo… è chiaro che mi dispiace. No, non lo so. Chi era? Tuo padre. Ma dai… No, non è che non ci credo, però… Insomma capisci che…

UOMO ALTO: (continuando la sua opera di disturbo) Oh, ti ho detto di non stare al telefono. Hai capito?

L'UOMO ALTO soffia nel sax producendo una nota indisinta.

UOMO BASSO: No, non è niente... è che ho gli operai in casa. Mi vuoi vedere?

Sul serio? Ma certo… anch’io. Sì, domani... no, no... vengo io… sì, va bene.

Ciao… ciao (appende) (All’amico) No… tu mi devi spiegare perché quando sono io al telefono tu fai sempre così.

UOMO ALTO: Te l’ho detto che aspetto una telefonata.

UOMO BASSO: Cazzo, quella non telefona, non ti telefonerà mai, forse non ce l’ha neanche il telefono... e deve chiamare proprio nei trenta secondi in cui sto parlando io? Vaffanculo.

UOMO ALTO: Chi era?

L’UOMO BASSO non risponde, si versa ancora da bere.

UOMO ALTO: Allora?

UOMO BASSO: Era lei, quella dell’ascensore. Si voleva scusare per l’altra sera.

Dice che vuole vedermi.

UOMO ALTO: Bene!  Be’, perché fai quella faccia? Non sei contento?

UOMO BASSO: Non lo so. Però ha detto che quello in casa era suo padre.

UOMO ALTO: Ah sì?  E tu ci credi?

UOMO BASSO: Non so…

UOMO ALTO: Be’, comunque, che sia o non sia suo padre…

UOMO BASSO: Insomma è diverso.

UOMO ALTO: Allora la vedi?

UOMO BASSO: Sì, domani. Però…

UOMO ALTO: Però cosa?

UOMO BASSO: Non so. Mi sembra l’inizio di un guaio.

UOMO ALTO: Come si chiama?

UOMO BASSO: Anna.

UOMO ALTO: Anna…

BUIO


TERZA SCENA (passato)

L’UOMO ALTO è seduto su una poltrona, a torso nudo. Con uno straccio bagnato si tampona il viso. L’UOMO BASSO entra nella stanza, si avvicina all’amico e sostituisce lo straccio con una borsa del ghiaccio.

UOMO ALTO:  Oh… piano, piano. Ahi!

UOMO BASSO: T’assicuro, era fantatsico. Tutta questa gente che urlava e che batteva le mani e lui che non usciva. Poi finalmente hanno detto il suo nome dai microfoni e lui è arrivato. Tienila su che ti fa bene. Lo hanno accompagnato sul palco perché non ci vedeva. Finalmente ha cominciato a suonare.

L’UOMO BASSO si produce in una perfetta imitazione di Ray Charles. L’UOMO ALTO solleva dal viso la borsa del giacchio e osserva l’amico. L’UOMO BASSO riproduce con la voce il suono di un sax.

UOMO BASSO: Fantastico, t’assicuro. Va meglio con il ghiaccio?

UOMO ALTO: Sì, meglio.

UOMO BASSO: Fa vedere.

UOMO ALTO: E' gonfio?

UOMO BASSO: Un po’. Dovresti metterci una bistecca.

UOMO ALTO: Bistecca? E da quando ci sono bistecche in questa casa?

UOMO BASSO: Ci dev’essere della Simmental... vuoi provare?

UOMO ALTO: Lascia perdere. Ha telefonato qualcuno oggi?

UOMO BASSO: Guarda… io non capisco.

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: Che bisogno c’è di farlo? Andare in palestra va bene, il pugilato però…

UOMO ALTO: Che?

UOMO BASSO: E' una stronzata.

UOMO ALTO: Tu non puoi capire. Ha telefonato qualcuno?

UOMO BASSO: Puoi allenarti, menare un sacco se vuoi… almeno quello non si incazza e non te le ridà indietro...

UOMO ALTO: Insomma me lo dici o no?

UOMO BASSO: No, non ha telefonato nessuno. Fare a pugni con uno bravo, bisogna essere scemi.

UOMO ALTO: Non era mica bravo quello.

UOMO BASSO: A no? Ha un occhio nero anche lui?

UOMO ALTO: No, ma cosa c’entra?

UOMO BASSO: Vuol dire che era più bravo di te, no?

UOMO ALTO: Mica lo sapevo, era un allenamento. Poi scusa, cosa dovrei fare?

Mettermi con quelli che sono peggio?

UOMO BASSO: Perché, scusa, lui cos’ha fatto?

L’UOMO BASSO cerca del ghiaccio per un drink. Non lo trova e lo toglie dalla borsa dell’Uomo Ato. L’UOMO ALTO non risponde, si tampona il viso con la borsa del ghiaccio.

UOMO ALTO: Il pugilato è qualcosa di particolare, devi farlo per capire, devi provare.

Prima bisogna imparare tutta la teoria, la guardia, i movimenti, i passi soprattutto.

Sai qual è la cosa più importante?

UOMO BASSO: No.

UOMO ALTO: Il movimento delle gambe.

UOMO BASSO: Ah sì, scappare... ho presente.

L’UOMO ALTO si alza, lascia la borsa del ghiaccio e assume la posizione di guardia.

UOMO ALTO: E' tutto sulle gambe, guarda. Sinistra avanti, ginocchia un po’ piegate… se hai un buon gioco di gambe ce la puoi sempre fare. Alzati, vieni qui.

UOMO BASSO: No, no… guarda lascia perdere.

UOMO ALTO: No, ti spiego, dai alzati.

L’UOMO ALTO costringe l’amico ad alzarsi e a porsi davnti a lui.

UOMO ALTO: Sinistra avanti, meno, così. Piega le gambe… le ginocchia.

Se vai a sinistra muovi prima la sinistra, se vai a destra prima la destra.

E' per l’equilibrio capisci? Non devi mai incrociare le gambe, è la prima regola.

Ti devi muovere, saltellare, devi essere imprendibile… è fondamentale.

Pensa a Clay

UOMO BASSO: A chi?

UOMO ALTO: A Cassius Clay, no?

UOMO BASSO: Clay? Cosa suona?

UOMO ALTO: Lui ha rivoluzionato tutta la boxe, l’ha resa meno violenta.

Si muoveva sulle gambe in continuazione.

L’UOMO ALTO accenna ad alcuni movimenti.

UOMO ALTO: Si muoveva e scappava, capisci?

Quando l’avversario attaccava, lui gli girava attorno, non cercava mai il corpo a corpo.

Era elegante, colpiva mentre arretrava. Lo attaccavano e lui andava indietro… e poi… zac, d’incontro, capisci? Era grande.

UOMO BASSO: No, guarda, lascia perdere…

UOMO ALTO: Tu prova ad arretrare… prima il destro, io ti vengo addosso e ti sparo dei sinistri così!

UOMO BASSO: Fermo, fermo. La boxe non fa per me...

UOMO ALTO: Tu vai indietro. Ecco così.

UOMO BASSO: Non fa per me, ti dico... mi ci vedi coi mutandoni e il paradenti?

UOMO ALTO: Poi quando sei pronto aspetti che io sia a tiro e… zac, d’incontro.

Hai capito?

L’UOMO ALTO finge un attacco nei confronti dell’amico che, con scarso stile, arretra di un lasso e lascia partire un pugno non molto forte ma che centra l’UOMO ALTO alla bocca dello stomaco. L’UOMO ALTO si piega in due, fatica a respirare.

UOMO BASSO: Oh Cristo… scusa, non volevo. Mi stavi addosso, me l’hai detto tu… d'incontro...

UOMO ALTO: Sì, sì, lascia perdere.

UOMO BASSO: No, davvero, non volevo.

UOMO ALTO: Sì, ho capito. Non importa.

UOMO BASSO: Ti fa male? Non so come ho fatto, non mi sono accorto.

UOMO ALTO: Non è niente, non è niente.

UOMO BASSO: Davvero non so com’è successo, non ho mai fatto a pugni con nessuno.

UOMO ALTO: Sì; sì… ho capito.

L’UOMO ALTO risiede sulla poltrona e riporta la borsa del ghiaccio sull’occhio.

UOMO BASSO: Ti fa male?

UOMO ALTO: No, non mi fa male.

UOMO BASSO: No, dicevo… l’occhio, ti fa male?

UOMO ALTO: Sì, l’occhio sì.

UOMO BASSO: E' una stronzata, te l’ho detto.

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: Il pugilato.

UOMO ALTO: Sei rimasto in casa tutto il giorno?

UOMO BASSO: Sì.

UOMO ALTO: Non sei uscito?

UOMO BASSO: No, non mi sembra.

UOMO ALTO: Come non ti sembra? Non sai se sei uscito?

UOMO BASSO: Mi sembra di no ti ho detto.

L’UOMO BASSO sfila di tasca un tubetto di pillole e ne ingoia due.

UOMO BASSO: Ah sì. Sono uscito mezz’ora, forse nemmeno.

UOMO ALTO: A che ora?

UOMO BASSO: Non saprei, non ricordo.

UOMO ALTO: Forse ha telefonato proprio mentre tu eri fuori.

UOMO BASSO: Avrebbe lasciato un messaggio, no? Ah già... lei non é il tipo di donna che lascia messaggi....  Bé, avrebbe richiamato, no?

UOMO ALTO: Forse non ha potuto.

UOMO BASSO:  Cos'ha i moncherini?

UOMO ALTO: E' una molto impegnata.

UOMO BASSO: Be’, chiamala tu allora.

UOMO ALTO: No… aspetto.

L’UOMO ALTO apre il frigorifero, prende uno yogurt, lo scarta e inizia a mangiare.

UOMO BASSO: Lo sai cosa ti succederà se vai avanti così? Lo sai?

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: Per adesso ti impedisci di uscire di casa, poi ti impedirai di uscire da questa stanza perché c’è il telefono. Poi non vorrai più ricevere telefonate per non tenere il telefono occupato. Così perderai tutti gli amici, resterai solo e senza una lira perché smetterai anche di lavorare. Non andrai più nemmeno al cesso, non ti laverai più, ti ammalerai. Qui dentro non si potrà più entrare, scoppierà un’epidemia e io dovrò chiamare gli ufficiali sanitari che saranno costretti ad abbatterti.

UOMO ALTO: Molto divertente.

UOMO BASSO: Ma il peggio è che quando sarai morto, e qui avranno pulito e disinfettato, finalmente suonerà il telefono e sarà lei che ti cerca. Ma dirà che ha capito che non può più vivere senza di te, che ti desidera e che non ha mai amato nessuno come ora ama te. Allora io dovrò dirle che sei morto e che è arrivata troppo tardi. La consolerò teneramente. Lei si innamorerà di me. Io mi innamorerò di lei. Ci sposeremo, avremo dei bambini bellissimi e la domenica verremo sulla tua tomba a mettere dei fiori. Pochi e che costano poco... anzi... li freghiamo dalla tomba del vicino.

I due restano ad osservarsi qualche istante.

UOMO ALTO: Vuoi un po’ di yogurt?

UOMO BASSO :  Mi fa schifo lo yogurt.

UOMO ALTO: Dovresti mangiarlo, fa bene allo stomaco.

UOMO BASSO: Sì, fa bene allo stomaco, fa bene alla pelle, fa bene all'intestino, fa bene a tutto... me lo dice sempre anche Anna

UOMO ALTO: Dovresti ascoltarla. Non dai mai retta a nessuno tu.

UOMO BASSO: Mi ha detto che vi siete visti?

UOMO ALTO: Chi?

UOMO BASSO: Anna. Ieri, vi siete visti ieri. Non è così?

UOMO ALTO: Ah sì… per caso. Era venuta a cercarti.

UOMO BASSO: Ti piace?

UOMO ALTO: Sì… sì, è carina.

UOMO BASSO: Davvero?

UOMO ALTO: Sì, mi piace, davvero.

UOMO BASSO: A me piace sempre di più.

UOMO ALTO: Bene, no?

UOMO BASSO: Non saprei.

UOMO ALTO: Dovresti essere contento.

L’UOMO BASSO si versa da bere, non risponde e va alla finestra.

UOMO ALTO: Dovresti essere contento e bere meno.

UOMO BASSO: Chissà quando la finiscono?

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: La casa qui davanti. Ormai è un po’ che ci lavorano.

Non ho idea di quanto tempo ci voglia per costruire una casa. Secondo te?

UOMO ALTO: Mai costruito case...

UOMO BASSO: Ma così... a occhio!

UOMO ALTO: Un anno.

UOMO BASSO: Ah sì?

UOMO ALTO: Non lo so, dicevo così per dire. Forse un anno? Che ne so?

UOMO BASSO: Un anno è tanto. Anche per una casa.

UOMO ALTO: Anche?

UOMO BASSO: Secondo me devi lasciar perdere.

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: Aspettare fa male, lascia perdere.

UOMO ALTO: Non è facile.

UOMO BASSO: Però è meglio. C’è una donna che abita nella casa di fianco a quella che stanno costruendo. Ha circa cinquant’anni, è grande e grossa e sta sempre sul balcone.

Non l’hai mai vista?

UOMO ALTO: No, mai.

UOMO BASSO: E matta, completamente. Ci sono dei periodi, magari per un mese intero, che se ne sta sul balcone nascosta dietro una tenda a urlare insulti alla gente. E' strano che tu non l’abbia mai sentita.

UOMO ALTO: No, non l’ho mai sentita.

UOMO BASSO: Non le noti mai queste cose tu. Comunque la sentirai vedrai.

Basta una sciocchezza per scatenarla… un clacson, una moto che passa, un cane che abbaia, dei ragazzi che giocano. Lei corre sul balcone e urla.

Una volta ha tirato una bottiglia su una macchina perché stava suonando un antifurto.

Quando il proprietario è tornato ha trovato un buco sul cofano.

E lei dal balcone gli urlava: «Boia, sei un boia… và a cagare boia». Era molto divertente.

UOMO ALTO: Divertente?

UOMO BASSO: Sì, perché la macchina di quel tizio non ce l’aveva neanche l’antifurto. Era un’altra che suonava.

UOMO ALTO: A te piacciono sempre queste storie… non ti capisco.

UOMO BASSO: E' che mi dispiace.

UOMO ALTO: Di che?

UOMO BASSO: Un giorno verranno e la porteranno via.

UOMO ALTO: E a te dispiace?

UOMO BASSO: Sì, perché quando la incontri in giro, per strada, dal panettiere, è normalissima, saluta, fa finta di niente. Sembra una donna qualsiasi.

Mi piacerebbe sapre che cosa l’ha fatta diventare così. (Pausa) Magari anche lei aspettava una telefonata...

L’UOMO ALTO lascia cadere la borse del ghiaccio.

UOMO ALTO: Si è sciolto il ghiaccio. Non ce n’è più in frigorifero?

UOMO BASSO: No, è finito.

UOMO ALTO: A diciotto anni era meglio.

UOMO BASSO: Che cosa?

UOMO ALTO: Tutto. A diciotto anni non sai ancora bene come stanno le cose, capisci?

UOMO BASSO: No, non capisco.

UOMO ALTO: Adesso ormai sappiamo già come va a finire tutto quanto.

Non ci stupiamo più di niente. Siamo diventati troppo furbi. A diciotto anni era meglio.

UOMO BASSO: Io a diciotto anni  ero solo un coglione... un coglione, con l’acne e la forfora. Meglio adesso t’assicuro. Almeno l'acne é passata.

UOMO ALTO: E' che a trent’anni si è già vissuto troppo per fidarsi ancora degli altri o per sperare che gli altri riescano a fidarsi ancora di noi. Sei sicuro che è finito il ghiaccio?

UOMO BASSO: Sì, è finito. Forse però è meglio se te lo fai vedere da un dottore.

UOMO ALTO: Non è niente. Tu piuttosto sono due mesi che ci devi andare.

UOMO BASSO: E' che mi dimentico.

UOMO ALTO: Un giorno ti troverai con un buco nello stomaco.

UOMO BASSO: No, non si buca. Te lo dico io.

L’UOMO BASSO torna a guardare dalla finestra.

UOMO BASSO: Però forse hai ragione tu… per quella storia dei diciotto anni.

Non capisco perché debbano tirarla tanto per le lunghe.

UOMO ALTO: Chi?

UOMO BASSO: Quelli della casa. Un anno mi sembra tanto.

UOMO ALTO: Ma che fastidio ti dà?

UOMO BASSO: No, no… nessun fastidio. Mi distrae.

UOMO ALTO: Ti distrae?

UOMO BASSO: Quando ero piccolo c’era una vecchia cascina davanti a casa mia, avrà avuto quasi duecento anni. Un giorno l’anno demolita. Ci hanno messo meno di una settimana. Con la gru e un peso in fondo, come nei fumetti. Hai presente?

Sono rimasto alla finestra, immobile, a guardare per tutto il tempo, non mi sono mai moss, mai per una settimana. Capisci?

UOMO ALTO: Sì, capisco... anche da bambino ti divertivi un casino... Esci stasera?

UOMO BASSO: No, non esco.

UOMO ALTO: E Anna?

UOMO BASSO: Non so, ha da fare. Non mi ha detto cosa… io non ho chiesto.

UOMO ALTO: Allora stai in casa?

UOMO BASSO: Sì, credo di sì.

L’UOMO ALTO si alza.

UOMO BASSO: No, senti. Tu mi devi spiegare perché da un po’ di tempo quando io sto in casa tu te ne vai.

UOMO ALTO: Io?

UOMO BASSO: Vedi qualcun altro? Se ti do fastidio dimmelo.

UOMO ALTO: Ma che cosa stai dicendo?

UOMO BASSO: Anche l’altra sera, quando non sono uscito con Anna… ti ricordi,no?  Eri qui che scrivevi e quando ti ho detto che non uscivo te ne sei andato. E' per il sax vero? Vuoi lasciarci da soli... io e il surrogato... Guarda che se devi lavorare basta che lo dici. Io non suono.

UOMO ALTO: No, non devo lavorare.

UOMO BASSO: Non devi lavorare?

UOMO ALTO: No, devo uscire.

UOMO BASSO: Devi vedere qualcuno?

UOMO ALTO: E' chiaro. Se esco…

UOMO BASSO: Ed esci così?

UOMO ALTO: Così come?

UOMO BASSO: Con quell’occhio.

UOMO ALTO: Cos’ha il mio occhio?

UOMO BASSO: E' nero.

UOMO ALTO: E' gonfio? Si vede molto?

UOMO BASSO: Be’, un po’ si vede, è viola... ma non ti sta male, sai? Ti dà un'aria... non so come dire... da pugile suonato... ti dona...

L’UOMO ALTO si guarda nello specchio. Poi apre un armadio, prende un cavalletto, una macchina fotografica e un flash.

UOMO ALTO: Dammi una mano.

UOMO BASSO: Cosa vuoi fare?

UOMO ALTO: Una fotografia.

UOMO BASSO: Adesso?

UOMO ALTO: All’occhio.

AUOMO BASSO: Una fotografia all’occhio?

UOMO ALTO: Sposta le sedie.

Spostano le sedie insieme. L’UOMO ALTO piazza la macchina fotografica sul cavalletto.

UOMO ALTO: La facciamo contro il muro, nell’angolo. Mettiti lì.

UOMO BASSO: Io?

UOMO ALTO: Mentre sistemo l’obiettivo, solo un attimo.

L’UOMO BASSO va a mettersi contro il muro. L’UOMO ALTO guarda nell’obiettivo.

UOMO BASSO: Lo sai che non mi hai mai spiegato cosa sono quei segni che hai sulla schiena?

UOMO ALTO: A no?

UOMO BASSO: No, non me l’hai mai detto. Chi è stata, quella delle calze di seta... ti ha piantato le unghie nella schiena?

UOMO ALTO: No, troppo nevrotica... se le mangiava, lei, le unghie. Spostati a sinistra.

No, meno.

UOMO BASSO: E' strano, ti sei fatto male?

UOMO ALTO: Sì, mi sono fatto male.

UOMO BASSO: Come?

UOMO ALTO: Ne parliamo un’altra volta, va bene? Vieni più avanti. Di più.

Eco, così va bene.

UOMO BASSO: Però potresti dirmelo, no?

UOMO ALTO: Non è una bella storia.

UOMO BASSO: Tu dilla.

UOMO ALTO: Stai fermo lì, vado a prendere i guantoni.

UOMO BASSO: Cosa?

L’UOMO ALTO esce di scena.

UOMO BASSO: Mi dici cosa vuoi fare? Non vorrai fare a cazzotti un'altra volta? Cosa vuoi la rivincita?

L’UOMO ALTO rientra con un paio di guantoni da boxe, li infila. (con un solo guantone)

UOMO ALTO: Ce n’è solo uno... hai visto l’altro?

UOMO BASSO: Ah sì, è sui fornelli... non trovavo più le presine...

UOMO ALTO: Ma sei scemo? Si rovinano.

L’UOMO ALTO recupera il secondo guantone.

UOMO ALTO: E' tutto a posto, devi solo scattare.

UOMO BASSO: Allora me la racconti o no?

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: I segni, sulla schiena...

UOMO ALTO: Mi è capitato da bambino… cinque o sei anni.  Mio padre vendeva articoli per giardini, lo sai, no? Aiutami a stringere i lacci.

UOMO BASSO: E allora?

UOMO ALTO: Be’ un giorno lo chiamano per un lavoro in una villa di un tipo che lui già conosceva, un suo cliente. In campagna… non so bene dove. Sì, ma è una storia del cazzo.

UOMO BASSO: Dai, racconta, poi decido io...

UOMO ALTO: Era primavera, c’era il sole. Mio padre, che non lo vedevo mai, quel giorno lì gli gira di portarmi con lui. Io ero contento. Allora partiamo per questa villa, no?

Adesso mi metto qui al tuo posto e tu scatti.

UOMO BASSO: Vai avanti.

UOMO ALTO: Insomma dopo un po’ arriviamo. Mi ricordo che c’era un muro con l’edera, un cancello grande e uno piccolo. Ci sto tutto dentro?

L’UOMO BASSO guarda nell’obiettivo.

UOMO BASSO: Sì, ci stai, ci stai. Sembri proprio Cassius Clay.

UOMO ALTO: Era negro, Clay...

UOMO BASSO: Beh,  allora basta guardare il negativo... ma vai avanti. Cos’è successo quando siete arrivati alla villa?

UOMO ALTO: Suoniamo e arriva una donna con un cane, un doberman.

Era la moglie di quello della villa, lui non c’era. Questa apre il canello piccolo e ci fa entrare. Dice che suo marito non c’è e che la villa gliela fa vedere lei a mio padre.

Io non capivo ma mi sembrava strano che mio padre e la tipa si davano del tu, capisci?

UOMO BASSO: Si vede che la conosceva.

UOMO ALTO: Si vede di sì. Insomma, scatti o no?

UOMO BASSO: Continui a muoverti.

UOMO ALTO: M’innervosisco. Scatta.

L’UOMO ALTO si mette in posa pugilistica.

UOMO BASSO: Non va il flash.

UOMO ALTO: Ma se è nuovo.

UOMO BASSO: Non va ti dico.

UOMO ALTO: Fammi vedere.

L’UOMO ALTO va alla macchina fotografica.

UOMO ALTO: E' sempre andato.

UOMO BASSO: Vai avanti con la storia. Be’, quella si mette a farmi i complimenti. Che bel bambino… quanti anni hai… le solite stronzate, ma io me ne fregavo, a me piaceva il cane. E allora mi sono messo a giocare col cane. Si è incastrato.

UOMO BASSO: Il cane? Castrato?

UOMO ALTO: Il rullino si é incastrato, è per questo che non va il flash.

UOMO BASSO: Va bene… poi?

UOMO ALTO: Mio padre e la tipa andavano in giro per il giardino e a un certo punto si sono messi a raccogliere le ciliegie, mi hanno chiamato e io sono andato a mangiarle.

UOMO BASSO: Le ciliegie? Ma non era una questione di lavoro?

UOMO ALTO: Sì, infatti… io vedevo che a mio padre non gli fregava niente delle ciliegie e continuava a guardare le gambe della tipa. E lei ci stava. Io allora non capivo, ma adesso lo so. Ecco, dovrebbe andare. Bisogna rimetterla a fuoco. Vai là nell’angolo.

L’UOMO BASSO si rimette nel punto indicato.

UOMO ALTO: Comunque, per fartela breve, mio padre quella se la voleva scopare, e se la voleva scopare subito. Non gli interessava che ero lì anch’io. Ecco fatto, vieni qui.

Non muoverla più.

UOMO BASSO: Insomma, vai avanti.

UOMO ALTO: A un certo punto lei gli dice di entrare nella villa perché doveva fargli vedere una cosa.

UOMO BASSO: E lui?

UOMO ALTO: Lui non se l’è fatto dire due volte, e io fuori col cane a giocare.

Allora comincio a tirare dei sassi al cane, poi dei bastoni.

L’UOMO ALTO e l’UOMO BASSO si scambiano di posto.

L’UOMO BASSO guarda nell’obiettivo della macchina fotografica

UOMO ALTO: E mio padre intanto si stava scopando quella stronza là dentro capisci?

E io a tirare i bastoni al cane, e non lo sapevo che vicino ai bastoni c’erano anche gli ossi del cane. Un bambino mica le sa ste cose. Prendo un osso per tirarlo ma il cane mi è saltato addosso, capito? E mio padre era dentro a scopare.

I due restano un attimo in silenzio.

UOMO BASSO: E poi?

UOMO ALTO: Non mi ricordo, sono stato in mese all’ospedale. Però mio padre deve essersi fatto una bella scopata quella volta lì. Te l’avevo detto che non era bella storia.

L’UOMO BASSO non parla.

UOMO ALTO: Be’, me la fai questa foto o no?

UOMO BASSO: Quello che non capisco è come fanno a piacerti tanto i cani.

UOMO ALTO: Ma cosa c’entra.

UOMO BASSO: Insomma è strano no?

UOMO ALTO: Ma i cani non c’entrano.

UOMO BASSO: (riflettendo) Forse hai ragione… i cani non c’entrano.

L’UOMO ALTO alza i guantoni in una posa pugilistica.

L’UOMO BASSO preme il tasto della macchina fotografica, il flash illumina la stanza.

BUIO


QUARTA SCENA (passato)

Una musica a tutto volume proviene dal televisore.

L’UOMO ALTO è a terra, sta eseguendo degli esercizi di ginnastica per gli addominali, le mani dietro la nuca. Il suo respiro è affannato e accompagna i movimenti con ritimiche emissioni d’aria. Si alza, raccoglie dei pesi ed inizia una nuova serie di esercizi.

Si intuisce il notevole sforzo che si costringe a sostenere.

Appoggia i pesi a terra e subito inizia a sferrare pugni nell’aria con un discreto stile pugilistico. Non visto dall’amico entra nella stanza l’UOMO BASSO.

I pugni dell’UOMO ALTO diventano sempre più forti e scomposti fino a perdere ogni stile e a diventare una convulsa gragnuola disordinata e rabbiosa.

Nella foga l’UOMO ALTO colpisce la custodia del sax che è appoggiata a una sedia.

La custodia cade, L’UOMO BASSO vi si avvicina con evidnte preoccupazione.

L’UOMO ALTO interrompe la sua azione.

UOMO ALTO: Scusa

L’UOMO BASSO non risponde, controlla i danni al sax.

UOMO ALTO: No, davvero… scusa. Non ho fatto apposta.

L’UOMO BASSO sfila il sax dalla custodia e lo esamina accuratamente.

UOMO ALTO: E' rotto?

L’UOMO BASSO suona cautamente qualche nota.

UOMO ALTO: Allora è rotto o no?

L’UOMO BASSO senza rispondere ripone il sax nella custodia.

UOMO ALTO: Non me ne sono accorto, ero nervoso.

L’UOMO BASSO ha come uno sbandamento, si porta una mano allo stomaco.

Poi cerca qualcosa nei cassetti.

UOMO BASSO: Hai visto l’apriscatole?

UOMO ALTO: L’apriscatole? No, non l’ho visto.

UOMO BASSO: L’avevo lasciato qui.

UOMO ALTO: Non l’ho toccato. Ma cos’hai?

UOMO BASSO: Devo mangiare, ho mal di stomaco. Quando ho mal di stomaco devo mangiare.

L’UOMO BASSO prende una scatoletta di fagioli.

UOMO BASSO: Sei sicuro di non averlo visto?

UOMO ALTOi: Perché mangi sempre porcate?

UOMO BASSO: Sono comode… se hai l’apriscatole, però. Dove cazzo è?.

UOMO ALTO: T’ho detto che non l’ho toccato.

UOMO BASSO: Va bene, va bene.

UOMO ALTO: Hai bevuto?

UOMO BASSO: Devo mangiare.

UOMO ALTO: Ha telefonato il tuo medico, ti cercava. Dice che non sei andato all’appuntamento.

UOMO BASSO: Mi sono dimenticato.

UOMO ALTO: Dice che è la terza volta che ti dimentichi.

UOMO BASSO: Ero con Anna.

UOMO ALTO: Ho capito, avete litigato.

L’UOMO BASSO non risponde, cerca di aprire la scatola di fagioli con un coltello.

I suoi gesti sono goffi e nervosi.

UOMO ALTO: Comunque il dottore ha detto che ti ha prenotato un posto in ospedale.

UOMO BASSO: In ospedale? E perché?

UOMO ALTO: Per gli esami. Non m’ha detto quali.

UOMO BASSO: E quanto ci devo stare?

UOMO ALTO: Ha detto due giorni.

UOMO BASSO: Non mi va di dormire in ospedale.

UOMO ALTO: E perché?

UOMO BASSO: Mi fanno schifo gli ospedali.

UOMO ALTO: Dovevi pensarci prima.

UOMO BASSO: Svengo. Se sento quell’odore vado in terra, capisci?

Mi fa impressione tutto… i tubi, gli aghi, le suore. Anche la gente che sta male mi fa impressione. Metti che mi sistemano in un letto e vicino c’è uno che ha una crisi…

UOMO ALTO: Una crisi di che?

UOMO BASSO: Non so, una qualsiasi.

L’UOMO BASSO mangia una forchetta di fagioli.

UOMO ALTO: Perché mangi sempre scatolette?

UOMO BASSO: Sono comode t’ho detto, e poi non sono male.

UOMO ALTO: Fanno schifo.

L’UOMO BASSO prende una birra dal frigorifero.

Al primo sorso si piega in due per un conato di vomito.

UOMO ALTO: Si può sapere cos’hai?

UOMO BASSO: Sto male.

UOMO ALTO: Hai bevuto?

UOMO BASSO: Non riesco a respirare.

UOMO ALTO: Apri la finestra.

UOMO BASSO: Mi gira la testa.

L’UOMO ALTO apre la finestra. L’UOMO BASSO si lascia scivolare su una sedia.

UOMO ALTO: Hai bevuto, vero?

UOMO BASSO: Mi viene da vomitare.

UOMO ALTO: Bevi troppo.

UOMO BASSO: Devono essere stati i fagioli.  Ah... (Toccandosi il ventre) oddio la milza... mi fa male anche la milza.

UOMO ALTO

La milza è a sinistra.

UOMO BASSO

(Allarmato) Allora mi si è spostata. L’hai fatto apposta vero?

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: Il sax, hai fatto apposta a farlo cadere, vero?

UOMO ALTO: Sei pazzo.

UOMO BASSO: Ti dava fastidio? No, non dire che non è vero, t’ho capito, sai? A te dà fastidio tutto quello che faccio io, anche il sax. Disprezzi tutte le mie cose. Le vorresti distruggere come hai fatto prima.

UOMO ALTO: Sei patetico, lo sai? Hai bevuto troppo. Vuoi sapere cosa siete tu e il tuo sax? Hai presente quei souvenirs che fanno schifo? Tipo il Colosseo, il Duomo, le gondole di plastica con la neve che scende, la torre Eiffel… Ecco, tu sei così. Una cosa finta che ce n’è migliaia tutte uguali e che non vale niente.

UOMO BASSO: Lo so che non valgo niente, lo so che c’è pieno di gente come me, non c’è bisogno che me lo dici tu. Ma lo sai perché io non sono velenoso come te?

Eh, lo sai? Perché… perché io so perfettamente di non valere niente e tu no.

Tu non lo sai ancora. Tu ti illudi ancora di essere unico. (si alza, barcolla).Ma un giorno lo troverai anche tu... uno di quei cazzo di souvenir... e dentro la tua faccia da stronzo... in mutande e guantoni sotto la neve! Io so solo suonare il sax e bere.

È vero, non valgo niente, ma non ho mai la necessità di dire cattiverie come fai tu.

L’UOMO BASSO sta per cadere, si aggrappa allo schienale della sedia.

L’UOMO ALTO si avvicina per aiutarlo.

UOMO BASSO: Lasciami stare.

UOMO ALTO: Ti aiuto.

UOMO BASSO: Ho solo bevuto troppo (si risiede). Non è niente, non è niente.

Sai una cosa? Le cose che ci diciamo noi due non sono mai le vere cose di cui stiamo parlando.

UOMO ALTO: Cosa vuoi dire?

UOMO BASSO: È che non siamo abituati. Noi, se dobbiamo dire una cosa, ne diciamo un’altra che non c’entra ma che ci assomiglia.

UOMO ALTO: Stai dicendo che raccontiamo balle?

UOMO BASSO: No, non siamo chiari, è diverso.

UOMO ALTO: Me ne vado, ho trovato una casa.

UOMO BASSO: Te ne vai? E quando?

UOMO ALTO: Non subito. Ci vuole ancora un po’ di tempo.

UOMO BASSO: E' grande?

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: La casa è grande?

UOMO ALTO: Perché me lo chiedi?

UOMO BASSO: Bé, starai comodo, no? Tu e il tuo cane.

UOMO ALTO: Il mio cane?

UOMO BASSO: Non dirmi che non ti prenderai un cane.

UOMO ALTO: E trovarmi tra i coglioni un altro che mangia solo scatolette?  No, grazie...

UOMO BASSO: Lo devi prendere, assolutamente.

Ci deve essere sempre qualcuno da considerare inferiore no?

UOMO ALTO: Hai ragione sai? Forse le cose che vorremmo dirci sono altre.

UOMO BASSO: E' che non siamo abituati.

L’UOMO BASSO si alza di scatto portandosi una mano alla bocca e subito esce di scena.

UOMO ALTO: Cosa c’è, stai male?

L’UOMO ALTO siede al tavolo davanti alla macchina per scrivere.

Sfila il foglio dal rullo, lo legge e poi lo strappa. Raccoglie altri fogli che stanno sul tavolo, li scorre velocemente e li appallottola uno ad uno.

L’UOMO BASSO rientra in scena con il viso bagnato.

Si ferma davanti all’amico seduto, sfila di tasca un orecchino.

UOMO BASSO: La portinaia mi ha detto che tu hai perso questo.

UOMO ALTO: Io? Ho perso un orecchino?

UOMO BASSO: Dice che era sull’ascensore.

UOMO ALTO: Be’, ma io cosa c’entro.

UOMO BASSO: Io le ho detto che per questo ci vogliono i buchi alle orecchie e che non può essere tuo.

UOMO ALTO: Così le hai detto?

UOMO BASSO: Non dovevo?

UOMO ALTO: E lei?

UOMO BASSO: Lei ha detto che sono di una signorina che è salita con te.

UOMO ALTO: No, si è sbagliata, t’assicuro.

UOMO BASSO: Sì; lo so, si è sbagliata. Questo è un orecchino di Anna, glieli ho regalati io.

UOMO ALTO: Ah, glieli hai regalati tu?

UOMO BASSO: Deve averlo perso l’altro giorno quando siamo stati qui.

UOMO ALTO: Sicuramente.

UOMO BASSO: Però è strano.

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: Se una donna perde qualcosa la restituiscono sempre a te.

Non viene in mente mai a nessuno che qualcuna può venire anche con me.

UOMO ALTO: Non ci pensare.

UOMO BASSO: Non mi sono accorto che le mancava un orecchino.

Lei poi non mi ha detto niente, nemmeno di averlo perso.

UOMO ALTO: Non ci si accorge sempre di perdere le cose.

UOMO BASSO: Già, hai ragione, non sempre. Ci si accorge quando ormai è tardi.

L’UOMO ALTO inserisce un foglio nella macchina da scrivere.

UOMO BASSO: Però, se ci pensi, non è mica tanto normale perdere un orecchino in ascensore, no?

UOMO ALTO: Non saprei.

UOMO BASSO: Forse dipende da quello che ci si fa in ascensore. Non trovi?

UOMO ALTO: Probabile.

L’UOMO ALTO batte qualche parola a macchina.

UOMO BASSO: Allora te ne vai.

L’UOMO ALTO sfila di scatto il foglio e lo straccia.

UOMO ALTO: Sì, me ne vado.

UOMO BASSO: Così non sbaglieranno più.

UOMO ALTO: Come?

UOMO BASSO: Sì, dico, sapranno subito a chi restituirli… gli orecchini.

L’UOMO ALTO non risponde, inserisce un altro foglio nella macchina per scrivere.

UOMO BASSO: Quanche giorno fa ho letto una storia strana, strana ma bella.

Mi ha fatto pensare, sai?

UOMO ALTO: Che storia?

UOMO BASSO: Non mi ricordo più dove l’ho letta, ma era proprio bella.

UOMO ALTO: Racconta.

UOMO BASSO: Possibile che non ricordo mai dove leggo le cose che mi piacciono?

UOMO ALTO: Te l’ho detto di bere meno. Insomma, me la racconti o no?

UOMO BASSO: Era la storia di un cavallo, uno stallone che non riusciva ad accoppiarsi con le cavalle. Aveva a disposizione le più belle giumente dell’allevamento capisci?

Ma lui niente, non ne voleva sapere. Gli portarono una cavalla, tutta vogliosa, bella, disponibile… e lui niente. Poi un giorno, non so come è stato, l’hanno trovato che stava montando una cavalla brutta, tutta sporca di fango… forse non era nemmeno una cavalla.

UOMO ALTO: E allora?

UOMO BASSO: Era la cavalla giusta.La sua cavalla.Forse lui si sentiva inferiore a tutte quelle bellezze, capisci?Lo inibivano.

UOMO ALTO: Ma dai…

UOMO BASSO: La cavalla brutta lo aveva fatto sentire su un piano di parità.

Era solo lei che lui voleva, non altre. Solo lei. Hai capito?

L’UOMO ALTO e l’UOMO BASSO restano qualche istante a guardarsi.

L’UOMO ALTO scrolla leggermente il capo, è imbarazzato.

UOMO ALTO: No.

BUIO


QUINTA SCENA (passato)

L’UOMO ALTO sta battendo a macchina.

Al suo fianco c’è un registratore dal quale proviene una tenue musica.

L’UOMO ALTO sfila il foglio dalla macchina, lo unisce ad altri scritti precedentemente.

Interrompe la musica, cambia cassetta e predispone il registratore in modo da poter incidere ciò che dirà. Inizia a leggere.

UOMO ALTO: Scena 25, camera da letto. Interno, notte.

Il televisore trasmette un video musicale, il volume è basso.

Il cane dorme ai piedi del letto.

Il respiro della donna è affannato, gli occhi spalancati.

Lui si muove sempre più velocemente.

Le unghie della donna gli graffiano i fianchi; lei alza su la testa, lo bacia.

Una mano gli scende lungo le gambe.

Il profumo di lei è invadente.

Lui la guarda mentre lei si agita in modo esagerato.

È bello farlo con lei ma si deve pensare sempre ad altro mentre lo si sta facendo.

È meglio non farsi coinvolgere.

Pensare ad altro.

Chissà se il cane ha mangiato.

Bisogna alzarsi presto domani.

Lei sta per urlare, lui la bacia per evitare una delle sue esagerazioni.

Lei lo stringe, gli morde un labbro, spalanca gli occhi.

Lui si concentra, rallenta.

Sente l’onda che sale.

Non sa se fermarsi o continuare.

È troppo tardi, continua.

Lei lo guarda, sorride, lui scivola al suo fianco.

restano ad osservare il vuoto.

Lei gli accarezza i capelli senza accorgersi che ormai lui si è addormentato.

Qualcuno alla canzone canta una canzone d’amore.

L’UOMO ALTO interrompe il registratore.

Dalla poltrona, che ha lo schienale rivolto verso il pubblico, si alza l’UOMO BASSO.

UOMO BASSO: È nuova.

UOMO ALTO: Ah, eri qui? Non t’avevo visto. Sì è nuova, l’ho appena inserita.

La stavo registrando. Che ne dici?

UOMO BASSO: Non male. Sono tue le valigie?

UOMO ALTO: «Non male» … tutto qui?

UOMO BASSO: Sono le tue valigie, no?

UOMO ALTO: Non te ne frega niente, vero?

UOMO BASSO: Di che?

UOMO ALTO: Di tutto. «Non male»… e poi?

UOMO BASSO: E poi cosa?

UOMO ALTO: Parla, dì qualcosa!

UOMO BASSO: Sono due che scopano e non si amano. È normale, no?

UOMO ALTO: Normale? È inutile parlare con te.

UOMO BASSO: Non c’è bisogno di parlare tanto come fai tu, sai?

Io non ci riesco. Guarda, davvero… non capisco come fai ad avere un’idea sempre su tutto. A me sembra tutto vero e falso allo stesso momento… e anche il contrario.

Cosa ci fai con le valigie? Me lo vuoi dire?

UOMO ALTO: Me ne vado.

UOMO BASSO: Oh cristo.

UOMO ALTO: Be’, lo sapevi, no?

UOMO BASSO: Sì, certo, è che… sono in un bel casino. Insomma, avevo detto ad Anna che quando tu te ne andavi lei poteva venire a vivere qui.

UOMO ALTO: Bene, no?

UOMO BASSO: Sì, cioè… se adesso te ne vai c’è il rischio che lei viene qui davvero.

UOMO ALTO: E allora? Non gliel’hai detto tu?

UOMO BASSO: Sì, ma sapevo che tu non trovavi casa, pensavo di avere più tempo.

Io non so so, non l’ho mai fatto, capisci. Vivere insieme, insomma… è un casino.

Cosa dici, quella è capace che si porta tutta la sua roba?

UOMO ALTO: No, usa le tue di mutande!

UOMO BASSO: Sì, vabbè, ma poi mica le posso dire di andare via.

No, dico… metti che le dia fastidio il sax o i sigari, lo sai come vanno queste cose.

Oh, ma sei convinto?

UOMO ALTO: Certo che sono convinto.

UOMO BASSO: Magari poi torni.

UOMO ALTO: No, qui comunque non torno.

UOMO BASSO: Magari ci ripensi e allora io posso dire ad Anna che forse torni, che è meglio aspettare, così guadagno tempo.

UOMO ALTO: Sei un bello stronzo, lo sai? Perché non vuoi vivere con lei?

UOMO BASSO: Ma io voglio vivere con lei... solo non nella stessa casa.

UOMO ALTO: Ma se non hai mai provato?

UOMO ALTO: Ma cosa c’entra?

UOMO BASSO: C’entra, c’è sempre qualcuno che poi se ne va.

UOMO ALTO: Mica ci puoi pensare adesso, no? Chi t’ha detto che se ne andrà?

UOMO BASSO: Mi ricordo che quando sono andato via di casa, a diciotto anni, mia mamma ha dovuto saltare addosso a mio padre per fermarlo perché mi voleva pestare con la bottiglia dell’olio.

UOMO ALTO: Con la bottiglia dell’olio?

UOMO BASSO: Sì, te l’ho detto che non si potevano tenere alcolici in casa, glieli avevano proibiti. E allora l’unica bottiglia che aveva sottomano era quella dell’olio.

UOMO ALTO: E allora?

UOMO BASSO: Mia madre cercava di tenerlo, non so bene se era preoccupata per me o per l’olio... ma lui che era un vero stronzo urlava e l’ha sbattuta in terra, il porco, capisci?

E mi correva dietro e urlava che mi ammazzava piuttosto di lasciarmi andare.

Ma io non mi sono mai fatto prendere, e lui a correre, ma era troppo difficile per lui… se correva ancora un po’ crepava e allora me l’ha tirata.

UOMO ALTO: La bottiglia?

UOMO BASSO: Sì.

UOMO ALTO: E t’ha preso.

UOMO BASSO: No, non m’ha preso.

Però la bottiglia è caduta ed è andato olio da tutte le parti, anche nella mia borsa che era per terra. Sono andato in giro per un mese che sembravo un salumiere. Pantaloni, maglie, mutande, era tutto sporco d’olio e puzzava. E io mica avevo i soldi per lavare tutto quanto.

UOMO ALTO: Be’, ma perché ti vengono in mente queste cose?

UOMO BASSO: E' che mi hai detto che te ne andavi… così mi sono ricordato di quando me ne sono andato io. Ogni volta che se ne va qualcuno mi viene in mente.

Però è strano, quando parto io non mi viene in mente mai.

UOMO ALTO: Sì, è strano.

L’UOMO BASSO va alla finestra.

UOMO BASSO: Hai visto? L’hanno quasi finita. Manca pochissimo.

L’altro giorno l’ho chiesto anche ad Anna. Le ho chiesto quanto tempo ci vuole per costruire una casa. Sai cosa mi ha risposto? Un anno. Davvero, così mi ha detto.

Andreste d’accordo voi due. Dovreste mettere su un’impresa di costruzioni...

I due amici si guardano, l’UOMO ALTO sembra turbato.

UOMO ALTO: Ormai parli soltanto di lei. Te ne sei accorto?

UOMO BASSO: Non l’hai mai sentita cantare? E' fantastica sai? Se tu la sentissi cantare capiresti. Hai ragione, non mi interessa più niente del resto.

UOMO ALTO: Sì, però non vuoi che venga a vivere qui.

UOMO BASSO: Possibile che non capisci? Il fatto è che voglio che ritorni, non che si ripeta.

UOMO ALTO: Scusa?

UOMO BASSO: Io ci ho pensato bene a questa storia. Una cosa che ritorna è come nuova. Una cosa che si ripete no, è sempre la stessa. E' chiaro.

UOMO ALTO: Tutte scuse.

UOMO BASSO: Dice così anche Anna, sai? Strano. Dice che non ho le idee chiare.                  Io non li sopporto quelli con, le idee chiare, quelli con le convinzioni. Non li sopporto.

L’UOMO ALTO raccoglie gli oggetti sparsi sul tavolo, poi si guarda intorno.

UOMO ALTO; C’è ancora della roba dell’armadio. La porto via un altro giorno. Anche i libri, il registratore, le cassette e le fotografie. È arrivata la bolletta del telefono, la pago io.

La macchina per scrivere te la regalo. Ho comprato il computer.

L’UOMO ALTO prende un foglio e scrive qualcosa.

UOMO ALTO: Questo è il numero di telefono. Se chiama qualcuno glielo dai… non perderlo.

UOMO BASSO: No, non lo perdo.

UOMO ALTO: Forse dovresti scriverlo da qualche altra parte.

UOMO BASSO: T’ho detto che non lo perdo.

UOMO ALTO: Ricordati. E segna le telefonate. E fatti dare il numero di tutti quelli che telefonano.Hai capito?

UOMO BASSO: Ho capito!

UOMO ALTO: Be’, cos’hai?

UOMO BASSO: Niente, non ho niente.

UOMO ALTO: Mi sembrava.

UOMO BASSO: Te l’ho detto, mi da fastidio veder partire le persone.

L’UOMO BASSO si infila una giacca.

UOMO BASSO: Ti dispiace se esco?

UOMO ALTO: No, fai come vuoi.

UOMO BASSO: Faccio due passi, poi ci sentiamo.

UOMO ALTO: Lascio le chiavi alla portinaia.

UOMO BASSO: Tienile pure.  Intanto devi tornare, no?

UOMO ALTO: Non so quando.

UOMO BASSO: Quando vuoi.

L’UOMO BASSO esce. L’UOMO ALTO resta solo, infila le sue cose in una borsa, poi va al telefono, compone un numero.

UOMO ALTO: Sono io. Sì, ho finito. No, non tutto, manca ancora qualcosa.

Si, sono solo. No, non molto bene. Già, prevedibile… Non credo… non mi è sembrato.

Sì arrivo.

L’UOMO ALTO appende. Prende la borsa, sta per uscire ma inavvertitamente urta la custodia del sax che cade a terra.

BUIO


SESTA SCENA (notte, tempo presente)

L’UOMO BASSO è seduto su una poltrona, è ancora molto nervoso, al suo fianco il registratore emette una musica lenta, morbida. Il bicchiere che tiene in mano è quasi vuoto. Dalla finestra continuano a provenire le intermittenze di una scritta al neon.

Si sentono passi sulla scale, la porta si apre, è l’UOMO ALTO.

UOMO ALTO: Allora? Cosa c’è?

L’UOMO BASSO non risponde, finisce in un sorso ciò che rimane nel bicchiere.

L’UOMO ALTO insiste.

UOMO ALTO: Me lo vuoi dire o no? Ma hai chiamato tu?

UOMO BASSO: Sì, ti ho chiamato io.

UOMO ALTO: Hai bisogno?

UOMO BASSO: Bisogno? Non so?

UOMO ALTO: Come non so?

UOMO BASSO: Non lo so esattamente.

UOMO ALTO: Esattamente?

UOMO BASSO: Sì, non so bene perché ti ho chiamato. Hai portato la birra?

UOMO ALTO: No, mi sono dimenticato.

UOMO BASSO: (offeso) Ti avevo chiesto di portarmi la birra…

UOMO ALTO: Mi sono dimenticato, lo sai che ora è?

UOMO BASSO: Che ora è?

UOMO ALTO: Non lo so che ora è, è tardi.

UOMO BASSO: Lo so che è tardi, ma che ora è?

UOMO ALTO: Non lo so, non ho fatto in tempo a mettermi l’orologio.

UOMO BASSO: Dormivi?

UOMO ALTO: Si può sapere perché mi hai fatto correre qui a quest’ora?

UOMO BASSO: Stavi dormendo, eh?

UOMO ALTO: Certo che stavo dormendo.

UOMO BASSO: Stavi scopando?

UOMO ALTO: Mi hai fatto venire qui per sapere se stavo scopando?

UOMO BASSO: No, scusa è che ho sete, ci vorrebbe della birra.

UOMO ALTO: Mi spiace, non l’ho portata.

UOMO BASSO: Vabbè, niente birra. Stavi scopando o no?

UOMO ALTO: Guarda mi hai stancato.

L’UOMO ALTO sta per andarsene.

UOMO BASSO: Aspetta… sto male.

UOMO ALTO: Oddio, ancora?

UOMO BASSO: Ho bevuto.

UOMO ALTO: Peggio per te, lo sai che non devi bere.

UOMO BASSO; Hai ragione, non devo bere.  Hai visto? (va alla finestra)

L’hanno finita, non era una casa, era un albergo. Hanno messo anche l’insegna.

Ti ricordi di quella donna di cui t’avevo parlato?

UOMO ALTO: No

UOMO BASSO: Quella che stava alla finestra a urlare, quella matta? Ti ricordi?

UOMO ALTO: E allora?

UOMO BASSO: L’hanno portata via. Una sera è arrivata una lettiga e l’hanno portata via.

Lo sapevo che sarebbe finita così.

UOMO ALTO: Senti, ho sonno.

UOMO BASSO: Non hai sete?

UOMO ALTO: No, ho soltanto sonno.

UOMO BASSO: Non hai mai sete tu… ma come fai? Io ho sempre sete.

Vuoi tornare a casa?

UOMO ALTO: Certo, voglio dormire.

UOMO BASSO: C’è qualcuno?

UOMO ALTO: Dove?

UOMO BASSO: A casa tua.  Voglio dire… a dormire.

UOMO ALTO: Cosa stai dicendo?

UOMO BASSO: Sarai contento o no?

UOMO ALTO: Contento di che?

UOMO BASSO: Be’, che c’è qualcuno.

UOMO ALTO: Qualcuno…chi?

UOMO BASSO: Sì, se non sei solo… insomma è meglio. È meglio non essere soli non credi?

UOMO ALTO: Non so.

UOMO BASSO: È meglio, è meglio, te lo dico io. Almeno credo. E poi a casa magari hai anche la birra.

UOMO ALTO: Ma che ne so?

UOMO BASSO: Come che ne so? Allora non hai nemmeno guardato?

Te l’avevo detto di portarmi la birra.

UOMO ALTO: Ti fa male.

UOMO BASSO: Lo dice sempre anche Anna… dice sempre così… ti fa male… con quel tono lì. E si dimentica sempre di comprarmela.

L’UOMO ALTO non risponde, abbassa lo sguardo.

UOMO BASSO: Lo sai che giorno è oggi?

UOMO ALTO: Che giorno è oggi?

UOMO BASSO: Cioè, ieri.

UOMO ALTO: Oggi o ieri?

UOMO BASSO: Ieri, sai che giorno era ieri?

UOMO ALTO: Giovedì.

UOMO BASSO: Giovedì, giusto.

UOMO ALTO: E allora?

UOMO BASSO: Sono stato in ospedale, non ti ricordi?

UOMO ALTO: In ospedale, già… mi ero dimenticato. Problemi?

UOMO BASSO: Insomma C’è questo tubo nero, duro, lungo circa un metro e te lo ficcano in bocca, sai? Giù, fino in fondo, per guardarti nello stomaco con una luce.

Gli stronzi però hanno paura che glielo mordi capisci?

E allora per non farti mordere il loro tubo schifoso ti mettono tra i denti un affare tondo, di ferro, con della gomma attorno. E c’è un buco in mezzo, capisci?

UOMO ALTO: Ah sì?

UOMO BASSO: Poi te lo ficcano in gola e allora tu vomiti ma sei a digiuno, non puoi vomitare niente. E ti senti questo schifo che scende nello stomaco e ti si muove dentro.

UOMO ALTO: Be’, insomma, cosa ti hanno detto?

UOMO BASSO: Niente.

UOMO ALTO: Niente?

UOMO BASSO: Non mi hanno detto niente. Devo solo smettere di bere, tutto qui.

UOMO ALTO: Tutto qui? Vuoi dire che stai bene?

UOMO BASSO: Sì...

UOMO ALTO: E tu mi hai fatto venire a quest’ora per dirmi che stai bene?

UOMO BASSO: Non sei contento?

UOMO ALTO: Oh Cristo…

UOMO BASSO: Senti, mi spiace di averti svegliato. La prossima volta cercherò di farmi venire un’ulcera prima di chiamarti... o preferiresti un bel cancro?

UOMO ALTO: Ma cosa vuoi, si può sapere?

UOMO BASSO: Non dormivi vero?

UOMO ALTO: Certo che dormivo.

UOMO BASSO: Mica ce l’hai l’aria di uno che dormiva.

UOMO ALTO: Ah no?

L’UOMO BASSO ride un po’ forzatamente.

UOMO BASSO: No, hai l’aria di uno che se la spassava fino a cinque minuti fa.

UOMO ALTO: Devi essere pazzo.

L’UOMO BASSO ha uno scatto nervoso e alza all’improvviso il volume del registratore. L’UOMO ALTO subito lo spegne.

UOMO ALTO: Ma cosa ti passa per la testa? È notte, la gente dorme!

UOMO BASSO: Tu non domrivi però, non stavi dormendo, vero?

UOMO ALTO: Basta!

L’UOMO BASSO alza ancora il volume del registratore. L’UOMO ALTO lo spegne di nuovo.

UOMO ALTO: Svegli tutti!

UOMO BASSO: Tutti chi?

UOMO ALTO: Tutti… anche Anna.

UOMO BASSO: Non c’è Anna.

UOMO ALTO: Non c’è?

UOMO BASSO: Perché, tu non lo sai?

UOMO ALTO: No, non lo so.

UOMO BASSO: Se n’è andata.

UOMO ALTO: Ah, è per questo che mi hai chiamato?

UOMO BASSO: Forse… Anche.

UOMO ALTO : Anche?

UOMO BASSO: Ho sete! Non hai nemmeno portato la birra.

Lo so, sai?

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: Perché non me l’hai portata. La birra...  Te l’ha detto lei vero?

Te l’ha detto lei di non portarmela, non è così?

UOMO ALTO: Lei?

UOMO BASSO: Anna! Ti avrà detto… non portargliela che poi sta male.

Così ti avrà detto, lo dice sempre. Ha detto così vero?

L’UOMO ALTO non risponde, la sua espressione è cambiata, sembra disarmato, non riesce a ribattere.

UOMO BASSO: Credevi che non lo sapessi? Lo sapevo, voi non lo sapevate, ma io lo sapevo. Stavate scopando, vero? Mica stavi dormendo, dai…

Figurati se non stavate scopando, vi conosco tutt’e due.

UOMO ALTO: Mi spiace.

UOMO BASSO: Ti spiace? Non sei contento? Credevo che tu fossi contento, davvero.

UOMO ALTO: No, non sono contento.

UOMO BASSO: Be’, però te la scopavi.

UOMO ALTO: Ma cosa c’entra?

UOMO BASSO: Un po’ eri contento no?

UOMO ALTO: No, non ero contento?

UOMO BASSO: Non sono contento nanch’io. Del resto…

UOMO ALTO: Del resto?

UOMO BASSO: Non ci si può fare niente, è sempre un errore, una stronzata.  Noi possiamo essere amici di tutti... anche del peggior figlio di puttana...Ma non delle donne che abbiamo. Peccato però.

UOMO ALTO: Cosa?

UOMO BASSO: Che non c’è più niente da bere. Ma non hai sete tu?

UOMO ALTO: No, non ho sete.

UOMO BASSO: Non bevi mai tu? Ma come fai?

Tra i due scende un silenzio imbarazzante

UOMO BASSO: Vabbè, credo che tu debba andare no?

L’UOMO ALTO non risponde.

UOMO BASSO: Ma che razza di faccia fai adesso?  Sembra quasi che sei tu che…

UOMO ALTO: Che?

UOMO BASSO: Niente, niente.

UOMO ALTO: Mi dispiace di non averti portato da bere. Ma l’hai capito, non è stata colpa mia.

UOMO BASSO: Ho capito, ho capito… non è stata colpa tua… non solo.

L’UOMO ALTO resta immobile, non trova il coraggio di andarsene.

L’UOMO BASSO lo guarda per qualche istante poi lentamente inizia a ridere?

L’UOMO ALTO osserva l’amico senza capire, poi quasi trascinato si trova a ridere anche lui.

Ridono tutt’e due senza comprendere esattamente le ragioni.

UOMO BASSO: (ridendo) Però… però una birra potevi anche portarmela, no?

Lentamente, senza motivo, esattamente come è nato, il riso si spegne.

FINE

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