VENGO ANCHIO!
ovvero: come fare la guerra e vivere felici
ATTO UNICO
PARODIA COMICO-SATIRICA
DI
ALDO CIRRI
PERSONAGGI :
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
IL SEGRETARIO
IL CAPO DELLOPPOSIZIONE
Lazione avviene il 19 marzo 2003
Il giorno prima dellattacco americano in Iraq
SCENA
Lufficio di presidenza del consiglio dei ministri. Parete di sinistra: la porta di ingresso. Parete di fondo: attaccata alla parete la bandiera italiana un angolo della quale si staccato e pende verso il basso mostrando la porzione di un altro stemma sul quale si legge solo la parola Forza. Sulla destra della bandiera un poster di Veronica Lario (o altra modella che la ricordi) seminuda ed in posa sexy, alla base del poster un lumino acceso. Sulla sinistra della bandiera una grande finestra. Parete di destra: altri mobili da ufficio, attaccato alla parete, un grande specchio. Al centro una grande scrivania piena di carte, documenti, raccoglitori e tre o quattro telefoni. Dietro di essa una sedia ad alto schienale. Sulla sinistra della scrivania un enorme cestino per la cartaccia, pieno di fogli appallottolati, con su scritto OPPOSIZIONE, sulla destra della scrivania un inginocchiatoio con una targa metallica con su scritto A SILVIO, CON DEVOZIONE E FEDE, EMILIO
SIPARIO
SCENA PRIMA
Il presidente seduto alla scrivania, imbraccia una chitarra e sta provando una canzone. Ogni tanto smette di suonare ed annota accordi e musica su uno spartito. Canticchia il motivo di MEGLIO UNA CANZONE, la canzone scritta da Berlusconi insieme al cantante napoletano Mariano Apicella. (Nota: il testo seguente riportato esattamente dal libretto allegato al cd, con gli stessi errori di ortografia. necessario ricordare inoltre che il titolo della canzone stato ideato da Ignazio La Russa)
PRESIDENTE - ma ora s cosa sei per me vocca bella ca cchi bellla nun ce st vocca doce cca cchi doce nun ce st sultanto nanno f o core nun ce st o destino pe mm tengo sula tt st perdendo o suonno o cielo se f bl.
Improvvisamente si ferma, fa la faccia dubbiosa, alza uno dei telefoni e compone un numero.
PRESIDENTE - Mariano, ciao s, sono io senti (si copre mezza bocca con la mano come per non farsi sentire da oltre la porta) sei sicuro che sta e fa si scrivono con laccento? dici? C anche bella con tre elle? Licenza poetica napoletana? Se lo dici tu a chi? Ignazio? Per carit lascia perdere! Se ci mette le mai lui la volta che lopposizione richiede un emendamento sulla melodia, cos alla fine
Qualcuno bussa alla porta.
PRESIDENTE - (sobbalzando poi a mezza voce) Aspetta, stanno bussando (poi verso la porta) Chi ?
SEGRETARIO - (da fuori) Signor presidente, la corrispondenza.
PRESIDENTE - Un mo momento (di nuovo al telefono) Mariano ti devo lasciare , ciao ciao s ci risentiamo, vabbe ciao
Il presidente riattacca il telefono poi si alza di scatto e, trafelato, cerca un posto dove nascondere la chitarra. Gira per tutto lufficio, ma senza trovare un nascondiglio che faccia al caso suo.
SEGRETARIO - (c.s.) Signor presidente
PRESIDENTE - (correndo per lufficio in pieno marasma) Ho detto un momento!
Il presidente, dopo aver girato per tutto lufficio, incalzato dalla voce del segretario, non sapendo pi che fare, apre la finestra e butta la chitarra di sotto, poi corre alla scrivania e finge di concentrarsi sulle carte.
SEGRETARIO - (c.s.) Signor presidente
PRESIDENTE - (scocciato) Avanti!
SCENA SECONDA
Entra il segretario ed il presidente finge di essere impegnato in un profondo studio sulle problematiche di governo.
SEGRETARIO - (entrando) permesso? Buon giorno signor pre
Il Presidente lo interrompe con un gesto e continua a parlare tra se come se continuasse un ragionamento interrotto. Ha la penna in mano ed concentrato sopra un fascicolo.
PRESIDENTE - Dunque: lICI nellIRAP ci sta tre volte metto lIVA e porto uno, abbasso lIRPEF e (fra se) ma si potr abbassare lIRPEF? Bah, poi si vedr, magari chiedo a Gianfranco, (poi rivolto al segretario) che c?
SEGRETARIO - La corrispondenza signor presidente.
PRESIDENTE - Ah, lascia qui, grazie vai pure.
SEGRETARIO - Hem signor presidente di l c un tizio dellopposizione che vuole parlare con lei.
PRESIDENTE - (alzandosi di scatto) Chi ?
Il Segretario parla allorecchio del presidente, poi si allontana e prosegue il discorso ad alta voce.
SEGRETERIO - Sa quello magro, magro
Il presidente comincia a grattarsi addosso come se la notizia gli stesse provocando una reazione allergica.
PRESIDENTE - Che cosa vuole?
SEGRETARIO - Non so, ma piuttosto arrabbiato
Da fuori si sentono delle urla.
PRESIDENTE - (impaurito) Chi ?
SEGRETARIO - lui.
PRESIDENTE - (c.s.) armato?
SEGRETARIO - Non credo.
PRESIDENTE - (c.s.) Nemmeno un martello o una falce?
SEGRETARIO - Non, non credo, ma
PRESIDENTE - Ma cosa?
SEGRETARIO - meglio che lo veda da se.
PRESIDENTE - (intimorito) Va be fallo entrare.
SCENA TERZA
Il Segretario esce. Dopo pochi secondi si spalanca la porta di ingresso ed entra il rappresentante dellopposizione. molto magro, ha gli occhi infossati ed i vestiti che gli pendono addosso come se fossero di parecchie misure pi grandi. Ha la chitarra del presidente incastrata in testa ed furioso. Entra sbraitando ed urlando trattenuto a stento dal segretario. Il presidente, impaurito, fugge riparandosi sul lato destro della scrivania.
CAPO OPPOSIZIONE - (entrando) Dov, dov!
SEGRETARIO - Si calmi onorevole.
CAPO OPPOSIZIONE - (scorgendo il presidente) Ah, eccoti qui!
Poi il capo dellopposizione, dopo unacerrima lotta, riesce a sfilarsi la chitarra dalla testa ed, infuriato, getta i resti addosso al presidente che, nel tentativo di prenderli al volo, li lascia cadere a terra.
CAPO OPPOSIZIONE - Non ti bastava di buttar fuori dal governo un ministro al mese, ora butti anche le chitarre dalla finestra?
PRESIDENTE - (ricomponendosi) Q... quale chitarra?
CAPO OPPOSIZIONE - Quella come la chiami?
PRESIDENTE - (protestando) Io... io... chitarre cos spiaccicate non ne ho... non mia!
Il capo dellopposizione si avvicina e raccoglie i pezzi della chitarra, il presidente si allontana intimorito.
CAPO OPPOSIZIONE - (mostrandogli un pezzo della cassa armonica) Guarda qui!
PRESIDENE - (aguzzando la vista da lontano) Che... c?
CAPO OPPOSIZIONE - (leggendo una scritta sul legno) TIENILA SEMPRE SUL TUO CUORE, EMILIO, ora non mi verrai a dire che non tua?
PRESIDENTE - (a parte verso il pubblico riferendosi allautore della dedica) Ma tu guarda questo... prima o poi lo mando a fare Paperissima... (poi di nuovo al capo opposizione) hem... me lavevano rubata... devessere caduta dal piano di sopra...
CAPO OPPOSIZIONE - S, come no! Piuttosto invece di perdere tempo a strimpellare, lo sai che i tuoi amici hanno deciso di attaccare?
PRESIDENTE - (esterrefatto) Cosa?
CAPO OPPOSIZIONE - (ironico) Eh gi, al signor Giorgio Cespuglio (traduzione letterale di George Bush) preso un attacco di Talebanite con complicazioni Saddammiche, ha deciso di mandare esercito, marines ed aviazione a cercargli la cura in medio oriente.
PRESIDENTE - (allarmato) Segretario!
CAPO OPPOSIZIONE - Ecco bravo, datti da fare.
Il capo opposizione esce da sinistra.
PRESIDENTE - (al capo dellopposizione) Gr.. grazie... (gridandogli dietro) e mangia un po di pi, sei talmente magro che se a Montecitorio ti metti di profilo, ti segnano assente!
CAPO OPPOSIZIONE - (provocatorio da fuori scena) I bambini mi sono indigesti! Tu piuttosto guardati, sei tutto bolso e flaccido!
Il presidente, perplesso, si avvicina allo specchio si tocca il viso ed il collo, prova a tirarsi la pelle sulle tempie e sulle guance per vedere come starebbe con un robusto lifting.
PRESIDENTE - (fra se) Azz... ha ragione, quasi quasi rimpasto un po il governo e poi mi do una tiratina (poi urlando) Segretario!
Dalla porta rientra il segretario.
SCENA QUARTA
SEGRETARIO - Signor presidente?
PRESIDENTE - (urlando infuriato) Qui sta per scoppiare una guerra e io non ne so niente!
SEGRETARIO - (impassibile) Signor presidente, glielo stavo giusto per dire, ci deve essere un messaggio nella corrispondenza di oggi.
PRESIDENTE - (impacciato) Ah, gi... hem la posta... s, vediamo.
Il presidente si siede ed il segretario comincia a porgergli la corrispondenza.
SEGRETARIO - Dunque... questa una cartolina del presidente russo...
PRESIDENTE - (cominciando a grattarsi) Che dice?
SEGRETARIO - Ringrazia per lorologio doro e ha detto che lo fa tanto schifo.
PRESIDENTE - (esterrefatto) Gli fa schifo?
SEGRETARIO - No... aspetti... ah no, ecco, dice che lo fa tanto figo, la traduzione dal russo... sa
PRESIDENTE - Licenziate linterprete!
SEGRETERIO - Ma...
PRESIDENTE - Anzi no... rinchiudetelo per un anno dentro il Gabibbo!
SEGRETARIO - (rassegnato) S, signor presidente.
PRESIDENTE - Andiamo avanti.
SEGRETARIO - Poi... c una poesia dedicata a lei da parte di Emilio...
PRESIDENTE - Ti pareva... uff, vai avanti.
SEGRETARIO - (leggendo il foglio) ... il testo di una canzone, sempre da parte di Emilio..., una scatola di cioccolatini...
PRESIDENTE/SEGRETARIO - (allunisono) sempre da parte di Emilio.
SEGRETARIO - Una... (il segretario guarda il foglio, impallidisce e cerca di nasconderlo)
PRESIDENTE - Che cos?
SEGRETARIO - (imbarazzato) Niente, niente, signor presidente... sempre una co... cosa di Emilio.
PRESIDENTE - Fai vedere.
SEGRETARIO - ... la solita dedica...
PRESIDENTE - (seccato) Fai vedere!
Il segretario porge il foglio, il presidente lo guarda sbuffando rassegnato e lo porge al segretario.
PRESIDENTE - Buttalo nellopposizione.
Porgendo il foglio al segretario, il presidente lo gira per un attimo verso il pubblico e, in quellattimo, si vede chiaramente stampata sul foglio, limpronta di due labbra atteggiate a bacio stampate sulla carta con il rossetto. Il segretario appallottola il foglio e lo butta nel grosso cesto dellopposizione.
PRESIDENTE - Andiamo avanti.
SEGRETARIO - (scorrendo i fogli) Dunque... Emilio... Emilio... Emilio... Romano...
PRESIDENTE - Romano?
SEGRETARIO - S.
PRESIDENTE - E che vuole?
SEGRETARIO - (scorrendo velocemente la lettera) Dice che lultima volta che stato qui, deve aver dimenticato da qualche parte una cosa sua. Domanda se per caso labbiamo vista.
PRESIDENTE - (seccato da sotto la scrivania tira fuori una ruota di bicicletta da corsa) Rimandagliela per corriere.
Il segretario mette via la ruota e prosegue con la corrispondenza.
SEGRETARIO - ... Emilio... Emilio... Giorgio, eccolo!
PRESIDENTE - (eccitato) Fai vedere! (legge) Caro ecc. ecc... (scorre veloce il messaggio) Ah! Ecco qui! ... non abbiamo trovato armi nucleari, ma ci sono sostanze sospette che potrebbero essere armi chimiche di distruzione di massa, quindi domani per le truppe: 4.30 sveglia, 4.45 assetto di combattimento, 5.00 colazione al sacco, 5.15, ginnastica mattutina, 5.33 appello, 5.45 Decapitation attack: attacco aereo! Gliela faremo vedere noi al baffone numero due! (Il presidente smette di leggere e si appoggia allo schienale della poltrona, apparentemente esterrefatto) No!
SEGRETARIO - Che succede presidente?
PRESIDENTE - La guerra per domani!
SEGRETARIO - E allora?
PRESIDENTE - (dispiaciuto e impacciato) ...Io oggi volevo reintrodurre la festivit di S. Giuseppe... con i bign... (poi riprendendosi con fierezza) Ora per basta, saltiamo i preamboli e...
SEGRETARIO - (ridacchiando) ... e passiamo direttamente agli amboli!
PRESIDENTE - Che?
SEGRETARIO - (c.s.) Non ci faccia caso presidente, noi segretari siamo tanto spiritosi!
Il presidente lo guarda con sospetto ed il segretario si ricompone.
PRESIDENTE - (seccato) Lo spiritoso fallo con Romano, ora voglio subito il collegamento intercontinentale!
Il segretario alza il telefono.
SEGRETARIO - Qui la presidenza, subito il collegamento intercontinentale!
Il segretario riattacca il telefono.
PRESIDENTE - (guardandolo) Beh?
SEGRETARIO - Arriva subito.
Il telefono squilla ed il segretario risponde.
SEGRETARIO - S?... S, presidenza del consiglio... s... (cambia espressione) le bollette?
PRESIDENTE - Che succede?
SEGRETARIO - Hem... dice che ci sono delle bollette arretrate non pagate e che la compagnia telefonica non pu effettuare il collegamento intercontinentale.
PRESIDENTE - E allora?
SEGRETARIO - Hem... hanno mandato un fattorino alla posta a pagarle.
PRESIDENTE - (disperato) Non possibile... richiamali!
Il segretario solleva di nuovo il telefono.
SEGRETARIO - Qui la presidenza, occorre urgentemente...
Il presidente strappa il telefono di mano al segretario.
PRESIDENTE - (infuriato) Sono io! Che succede?... Ma mai possibile?... Non mi interessa, passatemi subito il collegamento intercontinentale!... si aspetto...
Il presidente guarda il segretario che allarga le braccia.
PRESIDENTE - (di nuovo al telefono) S, sono io... chi ? Il bar? (esterrefatto al segretario) Mi hanno passato il bar!
SEGRETARIO - (candido) A me un caff corretto grazie.
PRESIDENTE - (distrattamente) S, un caff corretto un cappuccino... (accorgendosi dellassurdit pesta una manata sul tavolo) Ma che cappuccino! Esigo la chiamata intercontinentale!... (al segretario) dice che lhanno finita, se la vogliamo per domani dobbiamo ordinarla subito.
Il presidente sta per esplodere, ma il segretario lo ferma.
SEGRETARIO - Mi perdoni, presidente, la prego lasci fare a me.
Il segretario prende la cornetta dal presidente, riattacca la comunicazione, fa un numero.
SEGRETARIO - S? Chiamata intercontinentale con spesa a carico del destinatario... s grazie
Pausa.
SEGRETARIO - Pronto? Yes? Here president... italian president... thank you
Pausa.
SEGRETARIO - Hello George! How are you?...
Il presidente comincia a gesticolare affinch il segretario gli passi la comunicazione. Il segretario si appoggia alla scrivania e comincia a parlare con George come se fosse un vecchio amico.
SEGRETARIO - Yes George, yesterday in the evening?... Ah good! Una festa?... Very good (poi serio) niente festa? Way... ah... No Martini, no party? Ma quello altro George! Ah, ah, very nice... ok, ok, ti passo my president, by... yes... by...
Il segretario porge al presidente la cornetta del telefono che gliela strappa di mano.
PRESIDENTE - George! Io ho letto tua lettera... s... hai deciso?... ma sei sicuro? Non che prendiamo fischi per fiaschi?... niente armi nucleari?... e allora?
Il presidente guarda il segretario e scuote la testa.
PRESIDENTE - E allora con che scusa?... ah... armi di distruzione di massa... azz... come? No, dicevo: azz... ma niente, un nostro modo di dire... che vuol dire?
Il presidente tappa la cornetta guarda interrogativamente il segretario che con una serie di gesti cerca di suggerire al Presidente il significato di azz da spiegare a Bush. Il segretario vuol intendere cazzarola e, per farlo capire al presidente cerca di descrivergli a gesti lelmo dei corazzieri (il cui nomignolo dato dai romani appunto: cazzarola). Comincia cos una sorta di gioco del mimo.
AZIONI DEL SEGRETARIO DIALOGO DEL PRESIDENTE
accenna alla forma dellelmo - una grossa testa!
mima la coda di cavallo sullelmo - con i capelli lunghi
fa cenno di no - niente capelli
mima laltezza dei corazzieri - una testa alta lunga
mima il movimento del corazziere a cavallo - una testa a dondolo
fa cenno di no e mima di nuovo il movimento - una testa a cavallo...
fa il cenno di saluto dei militari - un cavallo con il sole negli occhi...
PRESIDENTE - ( esasperato copre la cornetta con la mano e sussurra al segretario) Ma che vuoi dire?
SEGRETARIO - (sussurrando) La cazzarola dei corazzieri!
PRESIDENTE - (a George senza rendersene conto) La corazzola dei cazzarieli!
SEGRETARIO - (c.s.) No!
PRESIDENTE - (c.s.) La corazziela dei corazzoli!
SEGRTETARIO - (c.s.) No.
PRESIDENTE - (c.s.) La cazzariela dei cazzaroli!
Il segretario gli fa cenno di aspettare poi parlano entrambi allunisono.
PRESIDENTE/SEGRETARIO - La cazzarola dei corazzieri!
Entrambi tirano un sospiro di sollievo poi il presidente continua a parlare con Bush.
PRESIDENTE - No hem la cazzarola un (cerca lispirazione, poi ha un moto di trionfo per averla trovata) una nuova arma segreta montata sui nostri Tornado!
Il segretario si mette una mano sulla fronte disperato.
PRESIDENTE - Che cosa fa? hem non te lo posso dire, un segreto militare quanti Tornado ti posso mandare? (tappando la cornetta rivolto al segretario) Mi ha chiesto di inviare uno stormo di tornado per aereo di attacco! (di nuovo al telefono) George, stai tranquillo! Certo, ti mander tutta laviazione se occorre! S con le cazzarole sotto le ali certo lasciami qualche ora per organizzarmi stai tranquillo devo sentire il comando dellaeronautica si, anche quello dellesercito, s ok ok, ci sentiamo dopo ciao!
Il presidente riattacca il telefono, rimane qualche secondo calmo poi balza in piedi euforico.
PRESIDENTE - (fregandosi le meni) Andiamo anche noi, evviva!
SEGRETARIO - Dove?
PRESIDENTE - Andiamo a fare la guerra insieme agli americani!
SEGRETARIO - Con che?
PRESIDENTE - (calmandosi) Come con che? Con le nostre forze armate!
SEGRETARIO - Quali forze armate?
PRESIDENTE - Come quali? Lesercito, laeronautica, la marina...
SEGRETARIO - Non si pu.
PRESIDENTE - Come non si pu?
SEGRETARIO - (impacciato) E... non si pu...
PRESIDENTE - Ma stiamo scherzando! Te lo faccio vedere io, passami subito il capo di stato maggiore dellesercito!
Il segretario alza il telefono e compone un numero.
SEGRETARIO - Pronto! Qui lufficio della presidenza, parlo con il comando dellesercito?... no?... chi allapparecchio?
Il segretario alza di nuovo gli occhi al cielo, il presidente lo guarda con aria interrogativa.
SEGRETARIO - (coprendo con la mano la cornetta) di nuovo il bar.
Il presidente si prende la testa fra le mani.
SEGRETARIO - (al telefono) No... no... niente caff... cercavamo il comando delleser... (perplesso) ah... s? Il presidente lo guarda di nuovo con aria interrogativa.
SEGRETARIO - Dicono che il generale l...
PRESIDENTE - Fattelo passare.
SEGRETARIO - Hem... s... me lo passi per favore... come? andato al bagno?... ah.... (al presidente) dice che c quello della marina.
PRESIDENTE - (brusco) Dammi qua!
Il presidente strappa il telefono dalle mani del segretario.
PRESIDENTE - (seccato) Pronto!... come? Un caff macchiato? No, voglio il capo di stato maggiore dellesercito!
Pausa. Il presidente guarda il segretario con un ghigno come per dire: ora ti faccio vedere io.
PRESIDENTE - Pronto ammiraglio? lei? Bene, mi stia a sentire, Bush ha dichiarato guerra allIraq e sta mandando le sue forze armate, si deve tener pronto a dare lordine generale di mobilitazione, (trionfante) s andiamo anche noi!
Pausa.
PRESIDENTE - Come non pu? (rivolto al segretario tappando la cornetta) Dice che ha mandato un certificato di malattia.
Il segretario allarga le braccia.
PRESIDENTE - (di nuovo al telefono) Un certificato di malattia?... che cosha ammiraglio?... (stupito) emorroidi?... (arrabbiandosi) Vuol dire che sulla nave star in piedi!... Come?... Ma stiamo scherzando! (al segretario) Dice che la carta igienica in dotazione alla marina troppo ruvida.
Il segretario allarga le braccia.
PRESIDENTE - (di nuovo al telefono scocciato) Ammiraglio se non qui entro cinque min... come? Ha ununghia incarnita? (esasperato) Va bene, ho capito, mi passi il comandante dellesercito... s, aspetto. (al segretario tappando la cornetta) Ora vedrai che lavata di testa... tze! Cosa credono di prendermi in giro!... (di nuovo al telefono) S sono io... come? Non si trova il capo di stato maggiore dellesercito! Siete sicuri? Avete guardato in bagno?... Chi? (scocciato) va bene me lo passi. (al segretario) Mi passano il barista.
SEGRETARIO - Il barista? Che centra il barista.
PRESIDENTE - Dice che stato lultimo a vederlo. (di nuovo al telefono) S? S, sono io... si, il capo di stato maggiore dellesercito... s... dove? sicuro? Oh porco mondo!
SEGRETERIO - Che succede?
PRESIDENTE - (al segretario) Dice che quando sono venuti via dal Kossovo, se lo sono dimenticato l! (di nuovo al telefono) come? (arrabbiato) Ma cosa vuole che mi interessi se ha lasciato un conto di undici cappuccini e... azz... (esterrefatto) quarantacinque cornetti?... alla crema... no? (guardando il segretario) Solo ventidue alla crema, gli altri alla cioccolata.
SEGRETARIO - (ridacchiando) Gli saranno esplosi i trigliceridi?
PRESIDENTE - (arrabbiato al telefono) Non mi interessa! S mandi qui il conto... come? (al segretario) Il ministro delle finanze lo sa?
Il segretario annuisce.
PRESIDENTE - (al segretario tappando la cornetta con la mano) Non che poi dobbiamo fare una manovra fiscale aggiuntiva?
Il segretario scuote la testa.
PRESIDENTE - Non mi fido
Il presidente riattacca il telefono e fa un numero.
PRESIDENTE - Giulio? S, ciao, sono io s? Come? Gianfranco ha lautista con la divisa firmata e tu no? (sbuffa) Vabbe, vabbe, calmati, non piangere me ne occuper io... no, non ti chiamavo per quello ascolta: lesercito ha lasciato un conto di quarantacinque cornetti e undici cappuccini no, non abbiamo cambiato le razioni tattiche, s ventidue alla crema e ventitr alla cioccolata, che dici dobbiamo fare una manovra aggiuntiva? Non occorre? Sei sicuro che ce la facciamo a coprire le spese? (ascolta attento) Con che? il condono tombale?... (perplesso) Ah, ma solo per i cornetti alla cioccolata... e quelli alla crema come li paghiamo?... (sobbalzando a voce bassa) con laumento dellIrpef? (circospetto) Ma sei matto!... aspetta un momento...
Il presidente guarda il segretario pensando ad una scusa per allontanarlo.
PRESIDENTE - (al segretario) Hem... segretario.
SEGRETARIO - S, signor presidente?
PRESIDENTE - (non sapendo cosa inventarsi) Hem... vammi a prendere... (poi risoluto) lelenco delle ville ancora in vendita in Sardegna.
SEGRTARIO - Vado!
Il segretario esce.
SCENA QUINTA
Il presidente aspetta che il segretario sia uscito.
PRESIDENTE - (circospetto al telefono) Ma sei matto? Ho detto che avrei abbassato lIrpef e tu me la vuoi alzare? come non c altro modo? Certo che c! (ridacchia) Reggiti forte: andiamo in Iraq a prenderci il petrolio! Siii, Giorgio domani parte con la marina e laviazione come? Come portiamo qui il petrolio? Ma che ne so compreremo un po di taniche come con che soldi? Ma sei sempre a fare questione di soldi! come? dobbiamo aumentare lIrap per comprare le taniche? Vabbe, poi vedremo. Comunque, domani si parte e vedi di non scocciare con i finanziamenti!
Il presidente riattacca bruscamente il telefono.
PRESIDENTE - (fra se) Porco mondo, ogni volta che c da racimolare qualcosa, c sempre qualche ministro che fa problemi. (poi meditabondo), un momento, ma se non abbiamo petrolio, non abbiamo neanche il carburante per le forze armate (seccato) porcaccia miseria, ma tu guarda se mi doveva capitare un paese che va a legna!
Afferra il telefono e fa un numero.
PRESIDENTE - Pronto, sono il presidente del consiglio e. come? Chi lei? Limperatore della Cina? (furente) Giovanotto, non faccia lo spiritoso IO SONO VERAMENTE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E LEI SI QUALIFICHI!
Pausa. Il presidente assume unespressione affranta.
PRESIDENTE - No non voglio nessun cappuccino e nemmeno un caff macchiato (poi salta su di nuovo arrabbiato) VOGLIO IL COLLEGAMENTO INTERNAZIONALE CON IL PRESIDENTE BUSH! No, non voglio neanche i tramezzini!
SCENA SESTA
Dalla porta di ingresso rientra il segretario. Il Presidente lo guarda e allarga le braccia esasperato.
SEGRETARIO - Che succede?
PRESIDENTE - (scoraggiato) Di nuovo il bar. Non si riesce mai ad avere il collegamento internazionale.
SEGRETARIO - Mi permette signor presidente? Intanto dia unocchiata alla ville disponibili in Sardegna.
Il presidente porge la cornetta del telefono al segretario poi prende i depliant e li d unocchiata distratta.
SEGRETARIO - (al telefono) Il bar? Bene, qui la presidenza del consiglio dei ministri, passatemi subito il bar della Casa Bianca! Il presidente strabuzza gli occhi poi guarda il segretario che gli fa un cenno come per dire lascia fare a me.
SEGRETARIO - (c.s.) Withe House bar? Yes? I can find ther President Bush? Well! Good! Yes I need to speak with George thank you!
Pausa. Il presidente lo guarda esterrefatto.
SEGRETARIO - (rassicurando il presidente) Ora me lo passano... (dopo qualche secondo) George! How are you! Yes... yes...
PRESIDENTE - Passamelo!
Per alcuni attimi il presidente si sbraccia per farsi dare la cornetta dal segretario il quale, per fargli dispetto, continua a parlare a soggetto con il presidente americano, impedendo al presidente di prendere possesso della cornetta. Dopo un po di tafferuglio, il segretario passa la cornetta al presidente.
PRESIDENTE - (brusco) dammi qua! (parlando al telefono) S... Giorgio! S, s... ho capito... domani... s, me lhai gi detto... (fra se) mannaggia come facciamo... (a Bush) s... ma sei sicuro?... avete trovato armi di distruzione di massa? Dove?... nascosti in dei capannoni. Che cosa sono: cannoni, bombe nucleari, virus letali?... cosa? Scatole di cartone? (al segretario) hanno trovato delle scatole di cartone sospette nei depositi dellesercito iracheno. (a Bush) Scusa ma che c scritto sopra?... come? Consorzio Agrario di Bitonto?
Il presidente guarda esterrefatto il segretario che spalanca gli occhi.
PRESIDENTE - (a Bush) Avete controllato che cosa c dentro?... No?.... perch?... ah (guardando il segretario)... perch c scritto sopra... e che c scritto?... cosa?... antiparassitario per cavalletta diavola? (al segretario) Porco mondo, hanno trovato roba nostra! (a Bush) George, ma un antiparassitario!... unarma biologica di distruzione di massa? S... s, vabbe..., ma per le cavallette... (rassegnandosi a dare ragione a Bush) sempre unarma di distruzione di massa! S... s... certo, pericolosa, ma... sei sicuro che possiamo fare la guerra per un insetticida?
Il presidente ascolta.
PRESIDENTE - Colpa nostra? Che centriamo noi?... larma di distruzione di massa nostra! Ok, ok... calmati s, s veniamo anche noi... solo che... (imbarazzato) hem... ho tutte le forze armate impegnate... si, anche laviazione... s, sono tutte impegnate al bar... no! Volevo dire... che sono tutte impegnate al bar... al bar... al ba... battaglione addestramento reclute... che fanno?... Hem... (al segretario) Che fanno le truppe al bar?
SEGRETARIO - Si addestrano con le cazzarole!
PRESIDENTE - (dimpulso) Si addestrano con le cazzarole.
Subito dopo il presidente si morde le labbra conscio di aver detto una stupidaggine
PRESIDENTE - Ed ora che cosa gli dico?
SEGRETARIO - (illuminandosi) Il presidente americano conosce le divise delle nostre forze armate.
PRESIDENTE - Co... come? E che ne so io?
Il segretario si avvicina al Presidente e gli parla in un orecchio. Via via che il segretario espone la sua idea il viso del presidente si illumina. Durante tutta questa fase il presidente resta con la cornetta in mano e lontana dallorecchio dalla quale proviene la voce concitata di Bush. Dopo aver ascoltato il suggerimento del segretario il presidente si affretta a riprendere la conversazione con il presidente americano.
PRESIDENTE - George... hei George... s, allora tutto apposto! S, ti mando le forze armate... s, stai tranquillo... s, armati di cazzarole... s, quelle ultimo modello, le pi tremende... s, s, stai tranquillo.
Il presidente riattacca il telefono poi guarda il segretario che annuisce.
PRESIDENTE - Dici che si pu fare?
Il segretario annuisce di nuovo.
SCENA SETTIMA
Il presidente sospira, solleva di nuovo la cornetta del telefono e compone un numero.
PRESIDENTE - Pronto?... S? Santit lei? S... sono io... s... come? Sta partendo? (al segretario) Questo qui parte sempre! (poi di nuovo al papa) S santit... ma... nulla di serio, mi servirebbe un piccolo favore... s...
Il presidente guarda il segretario che annuisce di nuovo rassicurandolo.
PRESIDENTE - Santit... hem... mi potrebbe prestare un po di guardie svizzere?... Beh, non saprei...
Il presidente guarda il segretario che gli mostra cinque dita.
PRESIDENTE - Una cinquantina?
Il segretario annuisce.
PRESIDENTE - No... niente di serio... mi servono per...
Il presidente guarda interrogativamente il segretario che si avvicina e gli parla di nuovo allorecchio.
PRESIDENTE - (illuminandosi) Ah... per un incontro a calcetto con i marines americani... s... ora le spiego... a Bush, serve una fornitura di cinquanta cazzarole... che cosa sono le cazzarole?
Il presidente fa un gesto come per dire ancora!
PRESIDENTE - (paziente) Santit le cazzarole sono delle attrezzature di allenamento per il calcetto e quindi....
La conversazione al telefono sfuma.
SIPARIO
- Questo copione è stato visto:


