Vermi a Natale
VERMI A NATALE
di Stefano Montanari
atto unico
Presentazione
Anche VERMI A NATALE, pure ricavato da un racconto, un atto unico ma, a
differenza degli altri, si
tratta di un giallo classico con personaggi e ambiente chiusi. Come avviene di
norma nella testa dell'assassino, nel nostro
caso un assassino tecnicamente un po' anomalo, questi pensa di averla fatta
franca, eppure un particolare, anche se al vaglio di un investigatore non certo
brillante, lo tradir.
oOo
PERSONAGGI:
CONVIVENTE del dottor Trippa
POLIZIOTTO
Notaio VIOLA
Signora SANFILIPPO
GIANNINA(infermiera della signora Sanfilippo)
Ingegner GIULIANI
Onorevole ORNELLA Mangiagalli (moglie dell'ingegner Giuliani)
TEMPO: met gennaio ai tempi nostri.
Il palcoscenico diviso in parti che vengono di volta in
volta illuminate a seconda di dove si svolge
l'azione. Ogni altra soluzione di regia possibile.
oOo
SCENA 1
[Luci. Una vecchia scrivania
da poco prezzo, dietro cui una poltroncina sdrucita. Davanti alla scrivania
c'
un'altra poltroncina, non assortita con la prima. Sulla scrivania, ingombra
di carte e di penne, c' un calendarietto da tavolo. Nella stanza accanto una
radio trasmette musica napoletana a volume piuttosto alto. Entra la CONVIVENTE
del dott. Trippa. Sui 45 anni, alta, bionda, abbastanza slanciata. Vestita
elegantemente di scuro ma non in lutto.
Il POLIZIOTTO si alza di scatto dalla poltroncina dietro la scrivania su cui
sta seduto e porge la mano alla donna con un mezzo inchino.]
POLIZIOTTO: Accetti le mie
condoglianze, signora. Si accomodi, la prego [scosta la poltroncina di
fronte alla scrivania e la donna si siede. Si siede anche il Poliziotto].
Scusi il disordine, ma sa, qui siamo in tre gatti e c' tanto da fare... La
radio! [ad alta voce rivolto alla stanza accanto; ma la radio continua a
trasmettere allo stesso volume.
Il Poliziotto attende un attimo e poi, un po' pi forte:] La radio! [la
radio viene spenta] Oh, finalmente! Scusi, scusi, sa, ma qui... Ecco, vede,
[apre un raccoglitore di cartone da cui estrae qualche foglio] il medico
legale, nel suo rapporto, qui, vede?, non ha dubbi: si tratta d'infarto del
miocardio. Cuore. La... il decesso risale, con tutta probabilit, ai giorni
intorno al 25, a Natale. Forse il 24... In quei giorni, risulta, lei era
assente. Dove ...
CONVIVENTE: All'estero.
POLIZIOTTO: Esattamente... [comincia a prendere, quasi furtivamente, dei brevi appunti su quanto la donna dice]
CONVIVENTE: A Bali.
POLIZIOTTO: Bali? Ah, s, Bali... Dal...
CONVIVENTE: Dal 21.
POLIZIOTTO [prendendo in mano il calendarietto da tavolo e guardandolo]: E non... s, voglio dire...non si mai messa in contatto con suo marito?
CONVIVENTE: Telefonare, dice?
POLIZIOTTO: S, una telefonata a casa. Magari, sa, gli auguri...
CONVIVENTE: Da Bali non facile telefonare. E poi mio... mio marito ... lui era contrario a queste cose. Non voleva si buttassero soldi in stupidaggini. Se stai bene non hai bisogno di me - diceva - e le disgrazie si vengono a sapere subito.
POLIZIOTTO: Gi... E'... era una cosa abituale che lei viaggiasse sola?
CONVIVENTE: A lui... a mio marito non piaceva viaggiare. Pensi che l'unico paese estero in cui ha messo piede la Svizzera, a due passi dalla casa sul lago.
POLIZIOTTO: Pensi un po'... E lei viaggiava sola?
CONVIVENTE: Spero non creder alle chiacchiere.
POLIZIOTTO: Per carit! Mi dica: com'era organizzata la vita di suo marito?
CONVIVENTE: Per questo periodo, intende?
POLIZIOTTO: Durante la sua assenza.
CONVIVENTE: Be', lui aveva il suo lavoro. Lo studio di commercialista a Milano era aperto. In questo periodo c'era una transazione importante, cos mi pare di aver sentito. Non saprei dirle di che cosa si trattasse. Affari.
POLIZIOTTO: Qualcosa a che fare con l'azienda della Signora Sanfilippo?
CONVIVENTE: Pu darsi.
POLIZIOTTO: L'azienda...
CONVIVENTE: Si tratta di un'azienda di cui mio marito ... era [il Poliziotto allarga appena le mani e abbassa gli occhi] direttore generale.
POLIZIOTTO: Un'azienda in cui la signora Sanfilippo...
CONVIVENTE: La signora malata e non pu curarsene.
POLIZIOTTO: Capisco... Non vive a Milano, vero?
CONVIVENTE: In Toscana: a Punta Ala.
POLIZIOTTO: A Punta Ala... Come mai?
CONVIVENTE: Dovrebbe chiederlo a lei.
POLIZIOTTO: S, s... Grande personaggio stato la signora... Che tipo ?
CONVIVENTE: Che tipo ? Che domanda! Be', se intende che tipo dal punto di vista degli affari, stata un grande personaggio, l'ha detto lei. Come le dicevo, adesso, per, la sua malattia non le permette di occuparsi della ditta. Se vuol sapere com' personalmente...
POLIZIOTTO: Personalmente....
CONVIVENTE: Se debbo essere sincera fino in fondo... In confidenza, be', non che la signora sia una persona particolarmente gradevole. Del resto, capir, per fare la fortuna che ha fatto, a qualcosa si deve pur rinunciare.
POLIZIOTTO: E lei, la signora, ha rinunciato...
CONVIVENTE: ... alla famiglia, che non ha mai avuto, ad un minimo di cultura, forse anche d'istruzione, che non ha avuto il tempo di farsi... Dovrebbe sentirla...[sorride con aria appena beffarda]
POLIZIOTTO: Amicizie?
CONVIVENTE: Conoscenze, tante; amicizie... capir bene che con tutti quei soldi... Ma, mi scusi, mio marito non morto d'infarto?
POLIZIOTTO: S, s, appunto... Mi scusi, stavamo divagando. Sa, io vivo qui, in provincia... E, dunque, in sua assenza suo marito si era trasferito al lago?
CONVIVENTE: No, no, del tutto improbabile: al lago andavamo solo il sabato e la domenica.
POLIZIOTTO: Dunque la casa era disabitata per il resto della settimana.
CONVIVENTE: S.
POLIZIOTTO: Tenevate un gatto, per, nella villa.
CONVIVENTE: No.
POLIZIOTTO: Strano, in casa c' un inequivocabile odore di...-
CONVIVENTE:-...di gatto. S, l'ho sentito anch'io. Non avevamo animali, per.
POLIZIOTTO: Ne sar entrato uno da qualche parte... Tornando all'uso della villa solo per i giorni di festa, vuol dire che suo marito dormiva nella casa di Milano?
CONVIVENTE: S, presumo di s.
POLIZIOTTO: E, secondo lei, che motivo poteva avere, allora, per andare alla casa del lago e scendere nel sotterraneo?
CONVIVENTE: Non ne ho la pi pallida idea.
POLIZIOTTO: A proposito: come funzionava questo sotterraneo?
CONVIVENTE: Era un appassionato di vini: li collezionava.
POLIZIOTTO: E' una cantina un po' speciale, a quanto risulta.
CONVIVENTE: Speciale? Non direi: il sotterraneo composto da due stanze, una grande che serve da ripostiglio e, soprattutto, da archivio per i documenti vecchi dello studio...
POLIZIOTTO [interrompendo la Convivente]: Archivio... Quindi poteva essere andato a prendere un documento.
CONVIVENTE: E' possibile.
POLIZIOTTO: Scusi, l'ho interrotta. Diceva, il sotterraneo...
CONVIVENTE: Stavo per dire che la stanza pi piccola per i vini. In questa c' l'aria condizionata: la temperatura quella per conservare i vini. Tutte le bottiglie sono elencate nelle schede. Alcune valgono parecchio. Qualcuna rarissima. Se per questo che dice che la cantina speciale...
POLIZIOTTO: L'ascensore?...
CONVIVENTE: Al sotterraneo si pu arrivare attraverso una scala o con l'ascensore. L'ascensore arriva direttamente nella cantina dei vini e da questa si accede all'archivio.
POLIZIOTTO: E funziona solo con la chiave.
CONVIVENTE: S.
POLIZIOTTO: La porta della cantina tenuta aperta o chiusa?
CONVIVENTE: Chiusa, naturalmente.
POLIZIOTTO: A chiave?
CONVIVENTE:A chiave.
POLIZIOTTO: E la porta dell'archivio?
CONVIVENTE: Chiusa a chiave anche quella.
POLIZIOTTO: C' qualcuno... personale di servizio?
CONVIVENTE: Una donna solo per il sabato e la domenica.
POLIZIOTTO: Nessun altro?
CONVIVENTE: Il giardiniere che viene quando ne ha voglia.
POLIZIOTTO: E il gatto?
CONVIVENTE: Le ho detto che non abbiamo animali.
POLIZIOTTO: Gi, scusi. Hanno le chiavi di casa?
CONVIVENTE: Il giardiniere e la donna, dice? [il Poliziotto annuisce] Il giardiniere ha le chiavi del cancello e del garage. In garage ci tiene gli attrezzi. La donna di servizio no: lei viene solo quando ci siamo noi.
POLIZIOTTO: Quindi normale che nessuno si sia accorto di...
CONVIVENTE: Normale... S, normale.
POLIZIOTTO: E lei... Lei si accorta...
CONVIVENTE: Perch continuate tutti a farmi le stesse domande? Ho gi risposto cento volte...
POLIZIOTTO: Mi scusi, signora. Mi rendo conto che stanca, che la sto importunando, ma il dovere, capir... E poi anche per sua tranquillit.
CONVIVENTE: Tranquillit? Che cosa vuol dire?
POLIZIOTTO: Si tratta certamente di una disgrazia, non c' dubbio, ma le circostanze...
CONVIVENTE: Che cosa vuol dire, chiedo [alza un po' la voce]. Quali circostanze?
POLIZIOTTO: No, non si alteri, la prego. C' solo da chiudere la pratica. Non ci sono dubbi, le dico, stia tranquilla: una morte naturale, una disgrazia. A dire il vero c' qualche particolare che non riusciamo a spiegarci, ma questo succede spesso. In cantina, dove lei ha trovato il... suo marito, insomma, c'erano, l'avr visto, due bottiglie con il collo spaccato, un passito e un Grignolino, uno strano abbinamento, e il cadavere... s, cio, suo marito, aveva dei piccoli tagli intorno alla bocca, si direbbe provocati dai cocci. Al momento non ci spieghiamo... Dunque, dicevamo che lei si accorta...
CONVIVENTE: Come ho gi raccontato a tutti, fino alla noia, io sono rientrata nella mattinata del 10 da Bali, e dall'aeroporto sono venuta con... ho preso un taxi.
POLIZIOTTO: Non c'era suo marito ad aspettarla?
CONVIVENTE: Non gli piaceva guidare.
POLIZIOTTO: Capisco. Quindi, arrivata a casa...
CONVIVENTE: Arrivata a casa ho telefonato in studio ma non ho avuto risposta.
POLIZIOTTO: Subito? Ha telefonato subito, appena arrivata a casa?
CONVIVENTE: Subito? No, non proprio subito: dopo un'ora... due, forse.
POLIZIOTTO: Non si preoccupata?
CONVIVENTE: E perch avrei dovuto? Spesso mio marito fuori in qualche ufficio, in tribunale, da un cliente, in giro.
POLIZIOTTO: Non c'era qualcuno in studio? Una segretaria? Non c' una segretaria?
CONVIVENTE: S, c'... Ci sarebbe dovuta essere una segretaria che... Ma quella... Le ho telefonato a casa. Era malata, diceva, da due settimane e di mio marito non sapeva niente. Del resto lui non gradiva le telefonate: non sopportava il telefono. Solo in casi importantissimi... Era sordo... mezzo sordo... Al telefono non capiva bene.
POLIZIOTTO: E allora?
CONVIVENTE: Allora ho aspettato fino a sera, poi ho telefonato a qualche conoscente che lui frequentava.
POLIZIOTTO: Chi?
CONVIVENTE: Il notaio Viola e l'ingegner Giuliani.
POLIZIOTTO: E loro?
CONVIVENTE: Non l'avevano visto.
POLIZIOTTO:E dunque, che cosa ha fatto?
CONVIVENTE: Ho aspettato il mattino dopo e sono andata al lago.
POLIZIOTTO: Perch non andata subito?
CONVIVENTE: Glie l'ho detto: non ero preoccupata. Non avevo motivo per esserlo. Lei non lo conosce... A volte va a Roma e ritorna due o tre giorni dopo.
POLIZIOTTO: Andava [allarga le mani e abbassa lo sguardo con lo stesso gesto di prima].
CONVIVENTE: Andava.
POLIZIOTTO: Senza avvertire?
CONVIVENTE: Ma s, senza avvertire.
POLIZIOTTO: E perci anche stavolta...
CONVIVENTE: Come poteva avvertirmi se io non c'ero?... Adesso che mi ricordo, il 28 doveva essere proprio a Roma, mi pare.
POLIZIOTTO: Dal 28 dicembre al 10 gennaio, per...
CONVIVENTE: Ci sarebbe potuto tornare, o no?
POLIZIOTTO: S, certo... Quando va a Roma... quando andava a Roma, non dormiva, per caso, sempre nello stesso albergo?
CONVIVENTE: Ma s... almeno credo.
POLIZIOTTO: Non ha tentato di chiamare l'albergo di Roma?
CONVIVENTE: No.
POLIZIOTTO: Non ha nemmeno telefonato al lago?
CONVIVENTE: No... s... Non ricordo... Ma comunque sarebbe stato inutile: lui il telefono non lo sentiva.
POLIZIOTTO: Il cellulare... Aveva un telefono cellulare?
CONVIVENTE: Lei non vuole capire: come le ho gi detto, lui odiava il telefono. Non voleva che gli altri si accorgessero che non ci sentiva.
POLIZIOTTO: Cos andata al lago direttamente, senza telefonare.
CONVIVENTE: S.
POLIZIOTTO: E quando arrivata al lago era tutto a posto?
CONVIVENTE: In ordine, vuol dire?
POLIZIOTTO: In ordine, s.
CONVIVENTE: Mi parve che non ci fosse niente d'insolito, tranne il fatto che la porta d'ingresso era chiusa ma non a chiave. Perci ho pensato che lui fosse in casa.
POLIZIOTTO: Ha cercato e...
CONVIVENTE: Lui non c'era.
POLIZIOTTO: Allora scesa in cantina...
CONVIVENTE: S.
POLIZIOTTO: In ascensore o per le scale?
CONVIVENTE: In ascensore.
POLIZIOTTO: Ha notato qualcosa di strano?
CONVIVENTE: Di strano?
POLIZIOTTO: S, voglio dire: noi abbiamo trovato l'ascensore con la chiave infilata. Forse l'aveva lasciata lei. Era normale che la chiave restasse nell'ascensore?
CONVIVENTE: No.
POLIZIOTTO: E... lei ha dovuto chiamare l'ascensore dalla cantina o...
CONVIVENTE: No, era al piano.
POLIZIOTTO: E la chiave?
CONVIVENTE: Infilata.
POLIZIOTTO: E la porta della cantina: era aperta o chiusa?
CONVIVENTE: Prima di scendere ero andata per prendere la chiave, ma questa non c'era. Cos sono scesa e la porta era socchiusa. La chiave era infilata nella toppa.
POLIZIOTTO: Allora lei entrata e...
CONVIVENTE: ... e lui... [il Poliziotto annuisce con aria di circostanza] Ho chiamato l'ambulanza, anche se era evidente... l'odore...[il poliziotto ripete lo stesso gestori prima con le mani e con gli occhi]
POLIZIOTTO: Dove stava di solito la chiave?
CONVIVENTE: Mio marito era molto ordinato, meticoloso: un maniaco dell'ordine. Tutto doveva essere perfetto. Regolava gli orologi tutti i giorni...
POLIZIOTTO: Strano: l'orologio elettrico nell'ingresso era quasi otto giorni indietro...
CONVIVENTE: Sar rotto...
POLIZIOTTO: No, no: stamattina ho visto che era andato avanti regolarmente... Be', mi dica delle chiavi.
CONVIVENTE: Per le chiavi c'era una cassettina nella sua camera da letto dove tutte le chiavi, etichettate, stavano appese.
POLIZIOTTO: Nella sua camera da letto? Dormivate...
CONVIVENTE: Separati.
POLIZIOTTO: Era malato, suo marito?
CONVIVENTE: Diabete. Soffriva di una forma di diabete che si andava lentamente aggravando, tanto che il medico aveva detto che di l a poco sarebbe dovuto passare alle iniezioni d'insulina.-
POLIZIOTTO: -Dunque non era bene bevesse vino. Sa, anche mio padre...
CONVIVENTE [interrompendo il Poliziotto]: No. Infatti beveva pochissimo: giusto un dito, ogni tanto, per apprezzarne il sapore.
POLIZIOTTO: Il cuore?
CONVIVENTE: Sano, che mi constasse.
POLIZIOTTO: Chi frequentava la casa del lago?
CONVIVENTE: Non avevamo un grande giro di ospiti. Solo l'ingegner Giuliani e sua moglie Ornella, l'onorevole Mangiagalli, venivano relativamente spesso. Il notaio Viola, qualche volta.
POLIZIOTTO: Come raggiungeva il lago, suo marito?
CONVIVENTE: In automobile.
POLIZIOTTO: Anche se non amava guidare?
CONVIVENTE: Arrivare qui da Milano con i mezzi pubblici impossibile.
POLIZIOTTO: In taxi...
CONVIVENTE: Il taxi costa.
POLIZIOTTO: Come mai non c' l'auto di suo marito in garage, qui al lago?
CONVIVENTE: Non saprei.
POLIZIOTTO: Lei sa dov' l'automobile?
CONVIVENTE: Ce l'ho io: ho usato la sua per venire qui.
POLIZIOTTO: E dove l'ha presa?
CONVIVENTE: Era a Milano, nel garage di casa.
POLIZIOTTO: Grazie, signora. Le rinnovo le mie condoglianze... Mi scusi, tanto per completezza, vedo qui adesso che lei e il Dottore...
CONVIVENTE [allungando leggermente il collo per leggere il documento sulla scrivania]: S, vede l che non eravamo sposati. Fa differenza?
POLIZIOTTO: No, no, certo che no... Se posso permettermi, con tutta la riservatezza del caso, era una... un'unione... mi perdoni... era un'unione felice?
CONVIVENTE: Ci sono quasi trent'anni tra me e lui. E con questo?
POLIZIOTTO: Nulla, nulla... Posso... Potrei sapere perch non...
CONVIVENTE: Perch non eravamo sposati? Perch io sono sposata. E' un problema?
POLIZIOTTO: No, no, ci mancherebbe... Prima di... s, insomma, prima di unirsi con... lei faceva... era...
CONVIVENTE: La sua segretaria.
POLIZIOTTO: E' un mestiere
ingrato, il nostro: siamo degl'insopportabili ficcanaso. Mi scusi e di nuovo
condoglianze, signora. [Il Poliziotto si alza, gira intorno alla scrivania
mentre anche la donna si alza. Le luci si abbassano.]
SCENA 2
[Le luci si accendono sulla CONVIVENTE del dott. Trippa e sul notaio VIOLA, in piedi.]
VIOLA: Ecco la chiave. [porge la chiave alla Convivente che la prende]
CONVIVENTE: Ha trovato?
VIOLA:
Sono andato il 28 sera, tardi, come mi aveva detto lei. Mancava l'elettricit.
Sono entrato ma non si vedeva niente. Non sono nemmeno sceso in cantina. Del
resto non ci potevo mica tornare di giorno... E i giorni dopo non mi fidavo.
Magari c'era lui, o il giardiniere, o qualcuno che poteva vedermi... Come
facevo a sapere che lui era morto?
Fino al 10 lei non... e non sapevo proprio come rintracciarla.
CONVIVENTE: Non le venuto in mente di portarsi una torcia elettrica?
VIOLA: No... Una torcia elettrica, no...
CONVIVENTE: Senta, Viola, io non posso aiutarla altrimenti. Si arrangi.
VIOLA: Mi arrangio, s. Adesso, con tutta quella polizia in giro, come faccio ad andare gi nel sotterraneo? Sempre sperando che... Lei, forse...
CONVIVENTE: Io, con gli occhi addosso della polizia?
VIOLA: Non vorrei che quei documenti finissero in mano a Giuliani. Dopo avremmo chiuso. Domani devo essere a Punta Ala per l'ora di pranzo e se a quella salta il ghiribizzo di rifare il testamento, come temo, senza i documenti io...
CONVIVENTE: Andiamo, Viola, come fanno a finire in mano a Giuliani? La chiave ce l'ho solo io e, per un po', ce ne ha una la polizia. Lasci che faccia il testamento. Poi lo rifar, come al solito. Lei cerchi di non rovinare tutto: con un colpo di fortuna come questo...
VIOLA: S, s... Ma lo sa che a fine mese torna a Milano per farsi operare, vero? Ulcera, stavolta. L'intervento non si pu pi rimandare e lo sa che l'anestesista dice che se sopravvive a questa un miracolo? Non abbiamo tempo: bisogna sbrigarsi!
[Le
luci si abbassano]
SCENA 3
[Le luci si alzano su di una poltroncina su cui sta seduto il notaio VIOLA e un'enorme poltrona su cui sta semisdraiata la signora SANFILIPPO, avvolta in un plaid. Lei vecchia e immobile. Parla con accento milanese]
SANFILIPPO: Appena avevo rimesso tutto in ordine, ecco che questa roba mi scombussola tutto. Con l'operazione a fine mese, non posso mica aspettare i comodi altrui, io.
VIOLA: E' una grossa disgrazia, certo, ma, al di l del dolore, che tutti condividiamo, non si preoccupi: il testamento si pu rifare finch crede. Del resto l'abbiamo gi riscritto cos tante volte...
SANFILIPPO: Lei scriva, Viola! Lei faccia il suo mestiere che io la pago! L'uomo che avevo bisogno... Avevo trovato l'uomo che avevo bisogno, e adesso...
VIOLA: Ne troveremo un altro, signora... Lei lo sa, se ci fosse bisogno di me, io sono a disposizione. Per quel che posso...
SANFILIPPO:
Viola, era lui, lui, il Trippa era l'uomo adatto per mettere a posto tutto e
tutti. Aveva un'esperienza, una classe... Gli avevano appena pubblicato una
lettera al direttore del '24 Ore'. L'ha letta? S'intendeva di tutto.
Quando mi ha recuperato quei cinque miliardi io le ho detto che glie ne sar
grato.
VIOLA: A me?
SANFILIPPO: A lei che cosa?
VIOLA: Lei ha detto a me?
SANFILIPPO: Io le ho detto! Le: ho detto a lui, al Trippa!
VIOLA: Ah, ecco.
SANFILIPPO:
Io le ho sempre dato del lei a Trippa, anche se... Quando ho perso Eugenio ho
capito che avevo solo lui. Pensi che quando morto era notte e lui mi ha
telefonato subito da Milano che io non glie l'avevo neanche detto.
Aveva una sensibilit... Quando gli avevo detto che avevo lasciato la villa qui
di Punta Ala all'Eugenio, e pensi
che passato s e no un mese e poi l'ho perso - l'Eugenio ho perso - lui, il
Trippa, ha detto che dovevo lasciare anche i mezzi per mantenerla - la villa,
mantenere la villa - e per mantenere la creatura. Eugenio non pu mica
lavorare, aveva detto lui, lui il Trippa, dico. A tutto pensava... Vedeva
lontano, lui... Aveva una testa...
VIOLA: Eh, s, come lui ce n'erano pochi...
SANFILIPPO: C'era lui.
VIOLA: Lui e basta...
SANFILIPPO: S.
VIOLA: Be'...
SANFILIPPO: Il Trippa...
VIOLA: E' la vita... [allarga le braccia] Purtroppo, signora, dovr farsene una ragione. Allora che cosa facciamo stavolta?
SANFILIPPO:
L'Eugenio cancellato gi fin dall'altro testamento. Per forza. A proposito,
faccia fretta a
l'imbalsamatore. La Liuba la diamo al veterinario perch io dei cani non ne
voglio pi. Del resto la Liuba non
era mica come l'Eugenio. Lui capiva tutto, come un cristiano. Lei, invece...
Lei la Liuba, dico. Lei era una carogna.
Allora, nelle volont metta in modo che l'azienda rimanga al Giuliani e tutto
il resto vada all'Ornella.
VIOLA: Tutto il resto?
SANFILIPPO: Tutto.
VIOLA: E... e le altre persone?... Gli amici...
SANFILIPPO: L'Eugenio alla Giannina.
VIOLA: Imbalsamato?
SANFILIPPO: E' morto o non morto?
VIOLA: E' morto.
SANFILIPPO: E allora?
VIOLA: E...
SANFILIPPO: E basta.
[Le
luci si abbassano]
SCENA 4
[Le luci si alzano sul notaio VIOLA e GIANNINA, infermiera di mezz'et della signora Sanfilippo. Sono in piedi].
GIANNINA: Mi ascolti bene, notaio, non mi pare proprio che fossimo d'accordo cos.
VIOLA: Ma, Giannina, che cosa posso farci io?
GIANNINA: Io ho fatto quello che mi avevate chiesto. Lei e Trippa eravate molto sicuri: la signora Sanfilippo la manovriamo noi [fa la voce pi acuta, in falsetto], dicevate Io dovevo stare tranquilla: fare quello che mi avevate chiesto e stare tranquilla. Tranquilla un corno! Adesso mi date il cane morto imbalsamato! Lei deve proprio essere matto! [si batte la fronte con le dita riunite a pera].
VIOLA: Chi se l'aspettava che al dottor Trippa venisse un infarto!
GIANNINA: Io il cane l'ho fatto fuori come mi avevate chiesto. Infarto o non infarto, a me non interessa. O mi date i soldi o io...
VIOLA: O io che cosa?
GIANNINA: Io dir...
VIOLA: Dir che cosa? Che ha dato il potassio al barboncino? E con questo? Che prove ci sono? Che prove ha che ci coinvolgano? Che mi coinvolgano? Facciamo una bella autopsia a un cane imbalsamato? E se anche, per avventura, lo troveremo imbottito di potassio, io che cosa c'entro? Lo sa che la calunnia un reato
GIANNINA: Lei un verme!
VIOLA:
Senta, Giannina, io non mi offendo: lo so che lei di vermi se ne intende
eccome. Nove anni con la combriccola della Sanfilippo l'hanno resa un'esperta
conoscitrice di vermi e l'hanno resa un verme lei stessa, se un verme non lo
era gi prima. In fondo una catena: lei, la signora dico, i soldi li ha fatti
da quello sciacallo che e gli sciacalli, una volta morti, sono la preda
naturale dei vermi, di centinaia, di migliaia, di chiss quanti vermi.
Sopra uno sciacallo morto c' da banchettare per tutti: la legge della
natura. Attenti agli avvoltoi, per: quelli
aspettano le carogne degli sciacalli e, con quelli che volano intorno, i vermi
piccoli piccoli rischiano il pasto.
GIANNINA: Gli avvoltoi?
VIOLA: Gli avvoltoi.
GIANNINA: Vuol dire che Giuliani e sua moglie...
VIOLA: Appunto.
GIANNINA: ...sono tornati di moda.
VIOLA: Pare proprio di s.
GIANNINA: E quella storia dei 640 milioni?
VIOLA: E' bastato lasciar passare la buriana, poi quattro moine della signora Ornella, fatte come sa fare lei, e il gioco fatto. La signora Sanfilippo lei la conosce...
GIANNINA: Li ha messi nel testamento?
VIOLA: Sono tornati di moda, appunto.
GIANNINA: E lei?
GIANNINA: Anch'io rischio il pasto.
[Si
abbassano le luci].
SCENA 5
[Le luci si alzano sullo stesso scenario della prima scena. La radio trasmette musica napoletana a volume abbastanza alto. Il POLIZIOTTO seduto dietro la scrivania e di fronte a lui seduto l'ingegner GIULIANI: cinquant'anni, capelli neri impomatati, giacca di lana di Missoni, camicia aperta, un grosso anello al mignolo sinistro. Sta seduto di sbieco, un po' scompostamente, con le gambe accavallate].
POLIZIOTTO: Mi dispiace di averla incomodata a venire fin qua, ingegnere. Radio! [ad alta voce. Il volume della radio viene abbassato] Mi scusi.[fa un gesto con la mano per deprecare la maleducazione di chi sta nella stanza accanto] Capir, con tutte queste scartoffie da compilare, dobbiamo continuare ad importunare la gente...
GIULIANI: Non si preoccupi. La prego solo... sa, con tutto il daffare che c'...
POLIZIOTTO: Faremo prestissimo. Radio! [ad alta voce. La radio viene spenta e una porta viene sbattuta. Il Poliziotto alza gli occhi al cielo] Dunque, vediamo... Mi riassuma la posizione sua e quella del dottor Trippa.
GIULIANI: Scusi, ma se si tratta di una morte per cause naturali, che cosa pu interessare...
POLIZIOTTO: Non me ne parli, ingegnere! Si figuri che qua siamo in tre gatti e ci tocca fare di tutto, ma proprio di tutto, sa. Anzi, scusi se sono sfacciato, ma se ne potesse parlare con l'onorevole sua moglie [tenendo le mani appoggiate alla scrivania, accenna ad alzarsi dalla poltroncina con un leggerissimo inchino]... Magari un interessamento, una parolina buttata l, a Roma, nelle orecchie giuste...
GIULIANI: S, s, vedremo che cosa potremo fare. Abbiamo finito?
POLIZIOTTO: Mi perdoni, giusto pochi minuti, non di pi.
GIULIANI: S, ma...
POLIZIOTTO: Appena un momento. Dicevamo... S, mi potrebbe riassumere le posizioni reciproche sue e del dottor Trippa?
GIULIANI: Sono indagato?
POLIZIOTTO: Ma no, no! Ci mancherebbe anche questa! Le chiedo solo una mano, tanto per chiudere un caso che in pratica gi chiuso. Pensi: con tutto quanto c' da fare, e qui siamo in tre, in tre, le dico, ci tocca occuparci di un caso che non ha niente di sospetto, niente di strano. Uno muore d'infarto nella sua cantina... Abbia pazienza: lei e il dottor Trippa, dicevamo...
GIULIANI: Lo conoscevo... Ci conoscevamo. Come sa io sono proprietario di un'azienda che produce impianti di ventilazione e lui era il presidente dei sindaci.
POLIZIOTTO: L'azienda ha... qualche problema... cos mi dicono [alza ambedue le mani portandosele all'altezza della faccia e mostrando i palmi, come a scusarsi]...
GIULIANI: E' in ristrutturazione: la stiamo ripensando
POLIZIOTTO: Ripensando... S, certo [scrive]: ripensando. E con la signora Sanfilippo?
GIULIANI: La signora Sanfilippo una carissima amica mia e di mia moglie.
POLIZIOTTO: S, s, e...
GIULIANI: Che cosa vuol sapere?
POLIZIOTTO: Anche la signora ha un'azienda...
GIULIANI: Quando si ammal, nove anni fa, io mi offrii di mandare avanti anche la sua ditta. Per amicizia.
POLIZIOTTO: E in cambio...
GIULIANI:
Per amicizia, le ho detto! Lei pretese a tutti i costi di passarmi una piccola
quota azionaria, oltre
allo stipendio, beninteso.
POLIZIOTTO: E di dare una mano per le campagne elettorali di sua moglie.
GIULIANI: Ma queste sono cose che esulano da...
POLIZIOTTO: S, s, esulano... Il dottor Trippa...
GIULIANI: Il dottor Trippa aveva recuperato cinque miliardi che il commercialista della ditta aveva fatto sparire quando la signora si era ammalata. Sembrava che morisse. Anzi, sembrava morta. I medici avevano dato uno su mille che se la cavasse. Allora quel mascalzone...
POLIZIOTTO: E cos...
GIULIANI: E cos Trippa, che conosceva i giri, ci mise qualche anno e alla fine recuper i soldi, intasc la sua parcella adeguatamente proporzionata, divent un eroe, la signora... insomma venne nominato direttore generale della ditta.
POLIZIOTTO: Qui, dalle carte che ho, sembra che sia stato nominato direttore generale solo sei mesi fa?
GIULIANI: S... sei mesi fa.
POLIZIOTTO: Al posto suo.
GIULIANI: Al posto mio, s. Ma che c'entra questo? Io ho la mia...
POLIZIOTTO: Mi scusi: non c'entra. E lei lo aveva preso nel collegio sindacale della sua azienda di ventilatori.
GIULIANI: Impianti di ventilazione.
POLIZIOTTO: Scusi.
GIULIANI: S, l'avevo preso.
POLIZIOTTO: Perch, se posso?...
GIULIANI: La signora Sanfilippo avrebbe avuto piacere.
POLIZIOTTO: Capisco... Il dottor Trippa amministrava il patrimonio della signora?
GIULIANI: Gli sarebbe piaciuto.
POLIZIOTTO: E non...
GIULIANI: Stava lavorando per arrivarci e c'era quasi arrivato.
POLIZIOTTO: Chi lo amministra, al momento, il patrimonio?
GIULIANI:
Se l'amministra da s. Lei un'accentratrice. Non si fida di nessuno, tranne
di chi, poi, la frega.
Veda la storia del commercialista precedente, tanto per fare un esempio.
Purtroppo fatta cos... E allora fa da sola. Per, capir, la signora ha
avuto un'embolia cerebrale e ogni tanto, dice il medico... qualche piccolo
episodio....
POLIZIOTTO: Insomma, non pi capace di...
GIULIANI: No.
POLIZIOTTO: Lei, la signora, se ne rende conto?
GIULIANI: Non pienamente... No, credo di no.
POLIZIOTTO: A quanto ammonta?
GIULIANI:
Il patrimonio? E chi lo sa? Cento, duecento... Miliardi, naturalmente.
Immobili, titoli di ogni genere, una collezione di quadri, una di gioielli. Poi
c' la vecchia ditta... Penso che nemmeno Trippa conoscesse il valore.
Solo Viola al corrente, anche se una stima non credo sia mai stata fatta.
Viola il notaio che pi o meno ogni due mesi riscrive il testamento della
signora.
POLIZIOTTO: Perch lo riscrive?
GIULIANI: La signora Sanfilippo piuttosto volubile.
POLIZIOTTO: E l'ultimo testamento.
GIULIANI: L'ultimo testamento?
POLIZIOTTO: S, dico, l'ultima versione del testamento che cosa...
GIULIANI: E che ne posso sapere io?
POLIZIOTTO: Eh gi: si sapr quando verr l'ora. Il pi tardi possibile. [la radio viene riaccesa a volume dapprima bassissimo, un volume che si alza gradualmente]
GIULIANI: Il pi tardi possibile.
POLIZIOTTO: Era molto che non vedeva il dottor Trippa?
GIULIANI: Molto, s.
POLIZIOTTO: Dalla vigilia di Natale?
GIULIANI: Molto, molto di pi.
POLIZIOTTO [prendendo in mano il calendarietto da tavolo]: Da...
GIULIANI: Di pi, di pi.
POLIZIOTTO: E' mai stato nella villa del lago?
GIULIANI: Mai.
POLIZIOTTO: Non frequentava...
GIULIANI: No. Il lavoro e basta.
POLIZIOTTO: Quanto potr valere la ditta?
GIULIANI: La mia?
POLIZIOTTO: Quella della signora Sanfilippo.
GIULIANI: Niente.
POLIZIOTTO: Niente?
GIULIANI: Capir...
POLIZIOTTO: Che cosa?
GIULIANI: La ditta sta andando a catafascio.
POLIZIOTTO: Ma il dottor Trippa non...
GIULIANI: Appunto.
POLIZIOTTO: Per prima del dottor Trippa, lei...
GIULIANI: Io avevo la mia, di aziende da curare...
POLIZIOTTO: Eh, gi: lavoro, lavoro... Grazie della sua pazienza, ingegnere. Se pu, se ne ha occasione, mi ricordi a sua moglie.
GIULIANI: Vedremo se sar possibile...
POLIZIOTTO: Radio! [la radio viene spenta]
[Le
luci si abbassano]
SCENA 6
[Luci sull'ing. GIULIANI e sua moglie, l'onorevole ORNELLA Mangiagalli. Ognuno di loro ha le mani appoggiate su di un carrello da aeroporto colmo di valigie. Parlano sottovoce.]
GIULIANI: Non arrivava mai questo aereo. Sono stato tre ore ad aspettare.
ORNELLA: Siamo partiti alle undici invece che alle sette. Un'ora l'abbiamo recuperata in volo... Perch non mi hai detto niente?
GIULIANI: Per telefono? Ma c'era proprio bisogno di stare tre settimane in viaggio? America, Africa...
ORNELLA: Lo sai benissimo che con la storia dello scambio per il Giubileo, in Argentina ci dovevo andare. Poi, li vuoi o no i soldi per la fabbrica in Somalia? E allora... Ti pare che sia facile tappare tutti i tuoi buchi?
GIULIANI: S, s, ma intanto io...
ORNELLA: I documenti! Ci sono tutti?
GIULIANI: S, credo di s.
ORNELLA: Credi... Tu credi... Hai controllato s o no?
GIULIANI: Ma s, ci sono tutti.
ORNELLA: Ce li hai con te?
GIULIANI: [Esita] S, ma...
ORNELLA: Fa vedere!
GIULIANI: C' tutto, ti dico...
ORNELLA:Fammi vedere!
GIULIANI: Qui, con tutta la gente...
ORNELLA: Fammi vedere, ti dico![Da una borsa appoggiata sul carrello, Giuliani estrae con cautela un fascio di carte e lo porge a sua moglie che lo prende e comincia ad esaminarlo in fretta ma con attenzione. L'espressione di Ornella si fa sempre pi cupa man mano che vede i fogli]. Ma non ti sei accorto che sono fotocopie? Questa cartaccia!
GIULIANI: Fotocopie? No... io... Ma che cosa pensi, che potessi star l a leggermi i documenti?
ORNELLA: Ma che fretta c'era? Ti sei fatto prendere dal...
GIULIANI: Fretta? Che fretta c'era? Ma ti pare che...
ORNELLA: E' stato inutile... Be', se non altro quello si tolto dai piedi. Adesso...
GIULIANI: Adesso che?
ORNELLA: Il testamento...
GIULIANI: Lo cambier. Lo cambier per forza. Anzi, c' Viola apposta gi a Punta Ala. Il cane ormai l'hanno impagliato [Ornella fa un piccolo gesto d'impazienza] e Trippa fuori gioco per analoghe ragioni. Io non dico niente per scaramanzia, ma... Telefona subito alla Sanfilippo, prima che...
ORNELLA: Niente errori, per, adesso.
GIULIANI: Niente errori.
ORNELLA: Non si riesce a sapere qualcosa da Viola?
GIULIANI: Ma stai scherzando?
ORNELLA: Viola sta cercando di fregarci.
GIULIANI: Vuoi che non lo sappia?
ORNELLA: Non ti sei lasciato scappare fesserie quando ti hanno interrogato, spero.
GIULIANI: No, no. Quello un cretino e me lo sono rigirato come ho voluto. Figurati che striscia per avere una tua raccomandazione.
[Si
abbassano le luci]
SCENA 7
[Le
luci si alzano su di una scrivania piuttosto elegante dietro cui sta una
poltrona dallo schienale alto. Davanti alla scrivania c' un'altra poltrona,
pi piccola ma assortita con la prima. Pi discoste altre due poltrone
identiche.
Sulla poltrona dallo schienale alto seduta la CONVIVENTE del dott. Trippa.
Davanti a lei, in piedi, l'ing. GIULIANI.]
GIULIANI: Condoglianze, signora. [Giuliani accenna a porgere la mano ma la Convivente non allunga la sua. I gesti devono essere appena accennati].
CONVIVENTE [con espressione di chi sta discutendo affari]: Grazie.
GIULIANI: Il funerale... [Giuliani appoggia le mani allo schienale di una delle due poltrone che non sono di fronte alla scrivania].
CONVIVENTE [con la stessa espressione]: Domani alle dieci.
[Pausa durante la quale Giuliani sembra un po' imbarazzato].
GIULIANI: Aveva chiesto...
CONVIVENTE: Di vederla. S. Si accomodi, ingegnere, prego. Si sieda qui, di fronte a me.
GIULIANI [sedendosi nella poltrona indicata]: Aveva chiesto di vedermi per...
CONVIVENTE: Lei sa che noi non eravamo sposati, vero?
GIULIANI: S, ma...
CONVIVENTE [senza curarsi delle reazioni del suo interlocutore fino alla battuta di Giuliani: "Temo di no"]: Lei sa che lui, al di l del grande amore cui restato fedele fino all'ultimo: se stesso, aveva una passione per le donne alte, bionde e sottili; e, soprattutto giovani?
GIULIANI: Io non...
CONVIVENTE: Meglio se sue dipendenti. Il capo, comunque sia, esercita sempre una certa influenza, fascino, se vuole, sui sottoposti. Io stessa ero la sua segretaria e ho sostituito, sostituito in tutti i sensi, la segretaria che c'era prima di me. Adesso era venuto il turno mio di farmi da parte: largo ai giovani!
GIULIANI: Mi scusi, ma io...
CONVIVENTE:
Da tempo io non sono classificabile tra le donne giovani, questo certo. La
corporatura non pi quella di un giunco e il biondo dei capelli riceve il
soccorso regolare del parrucchiere. Di fronte ai suoi settantaquattro anni,
per, io sono una bambina. L'altra, lei la conoscer senz'altro, ne ha poco pi
di trenta. Una ghiottoneria!
Pensi che questa, se non fosse accaduta la... disgrazia, sarebbe diventata sua
moglie. Era pronto a sposarla.
Pettegolezzo da fonte ottimamente informata. Io sarei stata messa da parte,
senza tante cerimonie, come recita il regolamento del gioco. E' naturale che,
invecchiando, si rimbecillisca un po', e lui non faceva eccezione.
L'avrebbe sposata! Stavano facendo tutto di nascosto... Pensi l'ingenuit!...
Ma questo c'entra poco con i
nostri discorsi... Io avevo seguito, per quanto mi era possibile, perch lui
non me ne parlava di certo, tutta
l'operazione che si stava facendo sulla Sanfilippo. Non era mica la sua prima
preda, lei lo sa. Al suo attivo
aveva dei bei trofei. Nessuno, per, grasso come questo. Una miniera d'oro. E
che miniera! Lui faceva alleanze tattiche con chiunque gli convenisse, per poi
buttare l'alleato a mare, senza piet, quando questo non servisse pi o,
peggio, quando questo diventava d'intralcio. Per poi recuperarlo al bisogno,
magari. Lei e Viola alleati lo siete stati a turno insieme e separati, fino al
momento in cui la cosa gli era di qualche vantaggio.
Ufficialmente non aveva nemici. Anche quando tradiva, lo faceva lasciando
intendere alla vittima che quelle
erano le regole del gioco e che lui vi si atteneva con scrupolo, senza malizia.
Anche con me stava facendo cos,
glie l'ho detto: mai uno sgarbo, mai una parola di troppo...
GIULIANI: Signora...
CONVIVENTE: Io ho imparato molto da lui, sa. Saremmo stati una bella coppia, se solo lui fosse stato capace di giocare in doppio. Ma lui era il centro dell'universo. Era l'universo, anzi. Pazienza... Comunque, come le dicevo, io ho imparato molto. A fare e disfare alleanze e a giocare da sola, secondo il momento.
GIULIANI: Insomma, che cosa mi vuol dire?
CONVIVENTE: Lo sa che mio marito esiste ancora, vivo e vegeto? Quello vero, intendo. Mio marito aveva un viziaccio: il gioco. Tanto guadagnava con il suo lavoro, altrettanto perdeva giocando. Macch altrettanto: dieci, cento volte di pi. I creditori non ci davano tregua e quelli, quel tipo di creditore, dico, non guardano tanto per il sottile. Io, laureata da poco, ero la giovane di bottega, la segretaria, la tuttofare dello studio Trippa; lui ed io soli, in due ieri come oggi, e far cascare il Dottore fu un giochetto. Alta, sottile, bionda, disponibile... Farlo cascare d'accordo con mio marito, s'intende. Piano piano, spennando con pi o meno delicatezza Trippa, il quale, a sua volta, spennava meticolosamente e senza piet i suoi, per cos dire, 'clienti', pagammo tutti i debiti e adesso, con mio marito che ha messo la testa a posto, abbiamo un negozio e qualche soldo da parte.
GIULIANI: Perch mi racconta tutto questo?
CONVIVENTE: Lei un dilettante. Non si offenda se glie lo dico, ingegnere, ma io sono stata per anni all'universit dei mascalzoni e credo di potermi permettere di dirle che lei un dilettante.
GIULIANI: Ma che cosa...
CONVIVENTE: Questo il colpo del K.O. Io non m'intendo gran che di boxe, ma credo si dica cos. Il K.O. a contarsi i soldi in tasca, il K.O. all'aprir bottega tutte le mattine, il K.O. alla vita guadagnata con il cosiddetto 'sudore della fronte' e, magari, di qualche altro distretto anatomico meno nominabile. Capisce?
GIULIANI: Temo di no. [GIULIANI tenta di mantenere il controllo della situazione ma sempre pi a disagio]
CONVIVENTE: Cerchi di stare attento. La Sanfilippo faceva gola a tutti, a ronzare sul cadavere prossimo venturo ce n'erano a nugoli, per i meglio piazzati erano tre: Trippa, Viola e lei, lei in coppia con la famigerata onorevole Mangiagalli [Giuliani fa per alzarsi, offeso, ma la Convivente continua senza prendere in considerazione il gesto e Giuliani si risistema sulla poltrona]. La prima mossa, pur di poca importanza, era di liberarsi del barboncino al quale la Sanfilippo, nella sua demenza, aveva destinato una parte, magari piccola - ma perch rinunciarci? - del patrimonio. In quel momento lei era fuori gioco, in disgrazia per via della marachella di quei... 640 milioni che aveva tentato di sottrarre all'azienda.
GIULIANI: Ma come si...
CONVIVENTE: Naturalmente ho tutta la documentazione. Una bazzecola, comunque, ma la Sanfilippo c'era rimasta male e Trippa e Viola, allora in coppia, cercarono di acchiappare al volo l'opportunit per eliminarla. Non si aspettavano, per, che la signora Ornella fosse cos abile e la facesse tornare in sella in men che non si dica. Una vita spesa in Parlamento evidentemente insegna qualcosa. Ma torniamo ad Eugenio, il cane. Trippa e Viola convincono, senza grande fatica, in verit, l'infermiera della Sanfilippo a far ingoiare o ad iniettare un po' di potassio alla bestia e a farla secca. In cambio le promettono una fettina d'eredit, millantando un loro dominio assoluto sulla vecchia padrona. Origliando mentre Trippa, da bravo sordo, strilla al telefono, si possono venire a sapere delle cose.
GIULIANI: Perch mi racconta...
CONVIVENTE: A questo punto, senza il povero, innocuo Eugenio di mezzo, ma con lei e consorte resuscitati e di nuovo tra i piedi, ritorna tutto in gioco. Lei va a cena con Trippa il 23...
GIULIANI: Non vero!
CONVIVENTE: ...come risulta dall'estratto conto della carta di credito di Trippa che ho ricevuto a casa e come risulta da quanto mi ha detto il proprietario del Ristorante Washington. Questo primo errore glie lo perdono: lei non poteva sapere che cosa sarebbe accaduto in seguito ed ha accettato di andare al solito ristorante dove tutti e due siete conosciuti.
GIULIANI: Lei ha una fantasia... [Giuliani pronuncia queste parole con un filo di voce, mentre la Convivente continua a parlare]
CONVIVENTE:
Trippa si era accorto dell'abilit insospettata, comunque sottovalutata, della
signora Ornella e dell'inconsistenza di Viola. Sapeva di essere forte agli
occhi della Sanfilippo ma era preoccupato dalla sua
volubilit: qualche mese fa i coniugi Giuliani erano in disgrazia assoluta e
ora... Meglio appoggiare ufficialmente lei, ingegnere, affondando Viola. Perch
appoggiare lei che era pi forte? Perch, malgrado tutto, lei era molto pi
vulnerabile, rimandando a dopo, a Sanfilippo finalmente schiattata, qualche
colpo che sicuramente aveva in serbo per intascarsi l'eredit per intero.
Quest'ultima solo un'illazione mia, fatta perch conoscevo il mio pollo. Sia
come sia, bisognava allearsi con lei: la fase di gioco lo richiedeva. Le
promise che le avrebbe dato i documenti dei cinque miliardi e 640 milioni? [Giuliani
sobbalza sulla poltrona] S, ingegnere, alla Sanfilippo era stata tenuta
nascosta la prima cifra: si trattava di cinque miliardi e 640 milioni. Non
dimentichi che, dopotutto, io la segretaria di Trippa l'ho fatta sul serio, e
per anni, e certi... 'pasticci' - li chiamiamo cos? - non hanno grandi
misteri. Quel cinque sparito era un'arma di ricatto in pi verso di lei,
ovvio. Bene, le promise quei documenti? Forse. Non ho prove per questo, ma
direi di s, direi che andata cos. Probabilmente - lo dico perch ormai per
me lui era un libro aperto - non menzion mai i documenti degli affarucci che
sua moglie fa d'abitudine per lei. E proprio questo - forse, dico, ma non credo
di sbagliare - era lo strumento che sarebbe servito per ricattarla a tempo
debito per farsi consegnare un bel po' dei quattrini dell'eredit. Viola era
uno zero e tuttavia era molto meno attaccabile. Viola un fesso che Trippa e
lei avete usato quando serviva. Sua moglie, ingegnere, sua moglie che, mi
creda, ha tutta la mia ammirazione, era al contempo un elemento di forza e di
estrema debolezza.
A volte l'immunit, l'impunit, d alla testa, specie se goduta per tanti anni:
rende audaci, spericolati...
GIULIANI: Ma che cosa le viene in mente? Lei ...
CONVIVENTE: I soldi per la Somalia, ad esempio, o quelli per il finanziamento dei progetti industriali inesistenti, o i contributi agricoli. Ce n' da sbizzarrirsi, lei lo sa. Non fu una grande idea quello di lasciarlo scorrazzare, il buon Trippa, senza controllo fra le carte della sua azienda di ventilatori [Giuliani inizia il gesto meccanico per correggere 'ventilatori' con 'impianti di ventilazione', ma s'interrompe]. Per un occhio allenato bastano anche dei fogli strappati. Io ho imparato molto da lui... Tornando a noi, per farla breve, lei accompagn Trippa alla villa al lago...
GIULIANI: No!
CONVIVENTE: ...come risulta dal fatto che la macchina era in garage a Milano e come risulta pure dalla fattura dei pedaggi autostradali che, come tutte le fatture della ditta, arriva in studio. Questo errore un po' pi grave. Parecchio pi grave. Avrebbe dovuto pagare il pedaggio in contanti e non usare la tessera aziendale. Ma, diciamo, a quella fase lei era ancora impreparato. Bene, arrivate insieme alla villa, entrate, Trippa scende in ascensore e a lei viene la folgorazione: se stacco la corrente Trippa resta chiuso gi. E' senza la chiave del sotterraneo e, dunque, non ha modo di risalire. Gridi quanto vuole: qualche metro sottoterra e la prima villa, peraltro abitata solo saltuariamente, a mezzo chilometro costituiscono una sicurezza sufficiente.
GIULIANI: Senta, signora...
CONVIVENTE: L'orologio elettrico dell'ingresso restato fermo per tutto il tempo durante il quale mancata la corrente ed ha ripreso a funzionare quando lei la corrente l'ha riattaccata, segnando non la data e l'ora corrette ma ripartendo dalla mezzanotte del 1 gennaio. Altro piccolo errore, questo, ma lei aveva fretta e non poteva notare tutto. Bene, tornando indietro un passo, il 23 dicembre, io, la sua pseudo-mogliettina, sono in vacanza con mio marito, quello vero, dall'altra parte del mondo fino al 10 gennaio; lui, l sotto, ha a disposizione solo il vino per sopravvivere ma ha il diabete e pi di tanto... Due settimane abbondanti sarebbero state ampiamente sufficienti per ammazzarlo. Dopo, con comodo, lei sarebbe tornato alla villa a prendere i documenti. Il problema era la chiave della porta d'ingresso che aveva lui in tasca e che, ovviamente, non si poteva recuperare. Cos lei, con molta previdenza, usc, bloccando in qualche modo la porta in posizione socchiusa, o una finestra, magari.
GIULIANI: Ma che cosa sta dicendo? Lei ...
CONVIVENTE:
Un gatto, trovando un passaggio aperto, porta o finestra che fosse, entr in
casa lasciando delle avvertibilissime tracce olfattive. Il clima secco di
questi giorni ha mantenute pulite le zampe del gatto, senn le avrei potuto
dire che passaggio aveva lasciato aperto. L'allarme dell'antifurto non scatt
perch Trippa stesso l'aveva disattivato quando era entrato con lei la notte
del 23. Il tabulato della societ di vigilanza chiaro: dalla notte del 23
dicembre l'allarme non pi stato inserito. Lui, laggi, al buio, nel suo
preludio d'inferno, si fece prendere dal panico. In fondo era un vile.
Temerario senza ardimento, rapace senza audacia, crudele senza coraggio. Non
sono parole mie, sono di qualche scrittore di cui non ricordo il nome e che
pare quasi l'abbia conosciuto. Dunque, preso dal panico, per sopravvivere
spacc un paio di bottiglie che trov a tastoni e bevve, ferendosi la bocca con
i cocci. Un infarto da paura mise fine alle sue tribolazioni terrene. Doveva essere
non pi tardi della Vigilia di Natale. Il medico legale... Ma pu essere morto
anche dopo poche ore. Lui era abituato a fare male agli altri, ad aspettarsi
male in cambio, anche. Era il gioco. Per l, imprigionato al buio, era da
solo: non c'era nessuno da sacrificare per lui. L'8 gennaio, verso le 11 di
sera - vuole vedere l'estratto conto con la lista dei viaggi? - lei torn al
lago, scavalc il muro di cinta - e mi complimento per la sua ancora discreta
agilit - entr in casa, riattacc la corrente, e, come le ho gi detto,
l'orologio dell'ingresso torn in funzione; prese la chiave della cantina,
evidentemente avendo notato in una delle sue visite dove erano tenute, scese di
sotto e, sfidando il tanfo, cerc i documenti. Li trov o, meglio, trov quel
che c'era. Naturalmente, tanto per puntualizzare, lei non era potuto scendere
con l'ascensore perch per quello occorreva la chiave che stava infilata
nell'ascensore stesso qualche metro pi in basso. Quanto alla risalita, la
comp invece in ascensore, lasciando la porta della cantina aperta e dando,
cos, quella naturalezza che sarebbe mancata alla scena se Trippa fosse stato
trovato chiuso. Uscendo di casa, si limit a tirarsi dietro la porta, senza
chiuderla a chiave.
Giusto. Tutto esatto, vero? Ora converr con me che dovremo venire a qualche
compromesso. La polizia ha quasi tutto in mano ma non ha capito niente e sta
per chiudere l'inchiesta, se d'inchiesta si pu parlare. Non sarebbe difficile
farla riaprire, per. Allora, perch non accordarci da buoni amici, anzi, da
buoni colleghi? Si fa a met dell'eredit, beninteso quando sar l'ora, un'ora
che ci auguriamo sia la pi prossima possibile, io le
consegno i documenti suoi e di sua moglie, completi e in originale, e vivremo
tutti felici e contenti, vergini
di nuovo, nel reciproco oblio. Da una parte i soldi, dall'altra le carte. Che
ne dice?... [Giuliani porta la mano
verso la tasca dei pantaloni] No, ingegnere, lasci stare quella cosa che
le gonfia cos vistosamente la tasca,
la prego. Puntare una pistola ad una signora volgare, non da lei... Sappia,
ad ogni modo, che il povero Trippa era navigato e previdente e la piccola
telecamera che le sta proprio di fronte, un po' pi in alto della testa - se
lei fa attenzione la noter - ha registrato tutto e dubito che lei riuscirebbe
a trovare il registratore con il poco tempo che avrebbe a disposizione. I
documenti originali sono custoditi amorevolmente da un notaio all'
interno di una busta che sar aperta nel caso malaugurato mi succeda qualcosa.
Su, ingegnere, si rassegni:
pazientiamo insieme che i destini si compiano e facciamo da buoni fratelli!
[Si
abbassano le luci.]
SCENA 8
[La radio trasmette musica napoletana ad un volume moderato. La luce illumina GIULIANI e il POLIZIOTTO in piedi, di fianco alla scrivania, nell'ambiente della prima scena.]
POLIZIOTTO:
Ingegnere, mi scusi, mi scusi... Mi perdoni se la importuno ancora. Sono
desolato, sa, il mio proprio un lavoro ingrato, ma devo chiederle ancora
qualche spiegazione. Sono saltate fuori delle cose nuove
e...[cerca fra le carte sulla scrivania] Per esempio... ecco [trova
il foglio che stava cercando]: risulta qui
dall'estratto conto della carta di credito... [cerca con il dito tra le
varie voci riportate sul documento
mentre la radio aumenta gradualmente il volume e le luci si abbassano]
vediamo se lo trovo... ecco: risulta
qui dall'estratto conto della carta di credito...[il Poliziotto continua a
parlare al buio ma la radio ne copre
le parole]
[Sipario]
- Questo copione รจ stato visto: