Via Roma n. 15

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VIA ROMA N°15

Commedia in due atti di Ferdinando Troiano

Titolo: Via Roma n° 15

Sottotitolo originale: E’ muorto ‘o nonno

Autore: Ferdinando Troiano n° posizione SIAE 267190

Genere: prosa (commedia comico brillante)

Lingua: italiano e dialetto napoletano

n° atti: 2

n° personaggi: 12 (8u– 4d) versione integrale

n° personaggi: 9 (6u – 3d) versione originale da richiedere all’autore

Durata: 120’

Rappresentata: dal 2001

Riassunto:La commedia è davvero brillante e si dipana su toni farseschi, a tratti esilaranti, che lasciano però spazio a qualche spunto di riflessione per il pubblico. In una famiglia, dove si vive spaccando il centesimo, dove l’avarizia domina il quotidiano,la scomparsa del nonno innesca tragici meccanismi che nulla hanno a che vedere con il dolore della dipartita. Ma il ritorno di uno dei figli, un chiarimento tra fratelli ed una svolta decisiva, apporteranno cambiamenti positivi?

- Per la visione integrale della commedia :

https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=aZp_f_CsZ-U

Personaggi in ordine di apparizione e grado di parentela

RAFFAELE : nipote del nonno, figlio adottivo di Arturo e Maria

VERONIKA : badante del nonno

CLEMENTINA : figlia del nonno, moglie di Mimi, madre di Ciccio e Nicola

ARTURO: figlio del nonno, marito di Maria, padre di Raffaele

MARIA| : nuora del nonno, moglie di Arturo, madre di Raffaele

MIMI’ : genero del nonno, marito di Clementina, padre di Ciccio e Nicola

CICCIO : nipote del nonno, figlio di Clementina e Mimi, fratello di Nicola

NICOLA : nipote del nonno, figlio di Clementina e Mimi, fratello di Ciccio

TONINO : figlio del nonno

HOSTESS- 2 GEMELLI– DONNA

ATTO I

Scenografia unica: Casa di oggi, pulita ma non moderna, con tavole e sedie al centro, un mobiletto antico sul lato destro ed un divanetto col telefono sulla sinistra. A sinistra: stanza del nonno. A sinistra in scena: la cucina. Al centro, comune, di sinistra:stanza. Al centro, comune di destra: ingresso  Quando il sipario si apre non c 'è nessuno sul palcoscenico, poi suona il campanello di casa.

SCENA 1 : RAFFAELE - VERONIKA - CLEMENTINA

RAFFAELE : (esce da sinistra, rivestendosi) Vengo! (bussano ancora, mentre lui infila i pantaloni) Sto arrivando! (si chiude il dito nella cerniera e bussano ancora) Ahhh! ! ! Mannaggia 'a pressa!

VERONIKA : (entrando dal fondo a destra) Finalmente! E quanto ci volere per aprire porta?

RAFFAELE : Pe' arapì niente, è solo…. che per arrivarci...

VERONIKA : E’ vero! Perché a quest’ora piccolo uomo dormire ancora!

RAFFAELE : E già, e quella po' è venuta a mezzogiorno! Veronìka sono le sette., me pozzo mai mettere a balla?

VERONIKA : Bravo, sono le siette, siette precise! Io venire siempre precisa! (alzando il tono della voce) E tu piccolo uomo dire a tua zia ora che viene!

RAFFAELE : Veronì e non gridare .. e per quanto ti prego ..  qua già ci fa male tutto l’emisfero tempio-occipitale! Che cosa?..... Che devo dire a mia zia? 

VERONIKA : Che io viene alle siette!!!

RAFFAELE : E va bene.. va bene glielo dico... ma chella che vuò ca se ne 'mporta? VERONIKA : Che importa? Tu conoscere poco tua zia, piccolo uomo!

RAFFAELE : Si, ma sta storia del piccolo uomo adda fernì, Verò …

VERONIKA : Pensa che ultima volta lei mi dare cinque euri di meno perché dire io arrivare siette e nu quarto (alterata)… cinque euri, piccolo uomo, cinque euri!

RAFFAELE : Cinque e u r i !? (rimarcando con sfottò) E ormai che so’ cinque euri? Fa na cosa, oì... la prossima volta che sto io qua…… viene 'e sette e nu quarto che te li do io i cinque euri !!... ma ammagare me faccio n'atu quarto d'ora 'e suoooooooonno (lungo sbadiglio, Veronìka lo guarda poi interrompe)

VERONIKA : E già, io poi viene siette e nu quarto, lei licenzia me e io finire in mezzo a strada perché piccolo uomo dormire! .. ma vai a fare camminata, come dite voi!!

RAFFAELE : Ma io lo facevo per te…… pe' te fa venì cu...

VERONIKA : Fare camminata, su su ..

RAFFAELE : Mò me ne vaco!... io po' secondo te, me mettevo a dà..

VERONIKA : Muovere! (lo fa alzare)Alza didietro di piccolo uomo e vai, su su!!

RAFFAELE : (alzandosi) 'E sette, 'e sette e nu quarto, ma tu sapisse a me...

VERONIKA : Muovere!! Fare camminata fa bene a piccolo uomo ..

RAFFAELE : (esausto) Aggio ditto me ne vado! (alterato) Me ne vado subito!, 'e corsa, (uscendo a sinistra)

VERONIKA : E dove uscire adesso?

RAFFAELE : Devo uscire con le pantofole? Mi posso andare a prendere almeno le scarpe?

VERONIKA : Io vado là, nonno dorme! Io fare zitto zitto e prendere medicine a lui.  (spostandolo) Via! Prendo io scarpe a piccolo uomo! Tu fare troppo burdell!! (esce a sinistra)

RAFFAELE : Ahhh!! Nun se supporta! Essa e piccolo uomo! Già tengo stu mal’e capa, un dolore intra-meningi che è da stanotte che …  Seh, cinque euri (ripetendo come lei)... e io po' ce devo a essa. Qua non si vede la croce di un soldo manco se….. (arriva una scarpa da sinistra, Raffaele resta un attimo interdetto, poi la raccoglie) Ma comme.. 'e scarpe nove... uh mannaggia., (va verso sinistra) Addò sta? Veronì... (arriva l'altra che lo colpisce, lui la raccoglie in tutta fretta e comincia ad infilarsele)…….  nooo!!.... Io me ne devo andare da questa casa! Me ne vaco 'a casa mia. Vado a dormire un altro poco che ne tengo pure bisogno! Dico io le scarpe “nuove”, comprate l’anno scorso  al mercato con i saldi di fine stagione di due anni fa? Chella m'e votte appriesso? Nooo, ma sta storia adda fernì! (mentre le allaccia, suona il campanello) E mò chi altro è? (apre in fondo) Ah, buongiorno zia …

CLEMENTINA : (entra dal fondo con una busta in mano e la posa sul tavolo) Buongiorno Rafè, ti ho svegliato?

RAFFAELE : (con intenzione) A parte che stanotte ho dormito poco e tu sai il perché.... ma comunque mi aveva già svegliato Veronìka.

CLEMENTINA : (sorpresa) Pecche? Veronìka già sta ca?

RAFFAELE : Sissignora, in camera del nonno.

CLEMENTINA : (tra sé) E' venuta precisa 'a disgraziata.

RAFFAELE : Non ho capito…. viene in ritardo e non va bene…… viene precisa è disgraziata, se po' sape chesta a che ora adda veni?

CLEMENTINA : Veronìka adda veni 'e sette, però se viene alle sette e mezzo è meglio!(stizzosa)

RAFFAELE : E allora pecchè nun le dice 'e veni e sette e mezza (imitando)

CLEMENTINA : Ma che ce tieni 'int'a sta capa, Rafè?

RAFFAELE : Stammatina nun t’o dico proprio! I bombardamenti! Spiega il concetto che non mi è ancora chiaro! Quindi, perché non gli dici di venire alle sette e mezza

CLEMENTINA : Si le dico di venire alle sette e mezza, po' amma priàa Dio ca vene  'e ll' otto!

RAFFAELE : Uh, Gesù! Io mò esco pazzo!

CLEMENTINA : Rafè, tu non capisci proprio niente. Se quella viene precisa, io a mezzogiorno devo prendere i soldi (facendo il gesto di dare dei soldi) e po.. po.. po.. po..po  glieli devo dare tutti quanti, uno sopra l'altro, quando invece basterebbe…. che so, un quarto d'ora di ritardo pe' sparagnà qualcosa.

RAFFAELE : E io 'o sapevo. Io lo sapevo dove volevi arrivare. 'O sparagno! 'O sparagno! Mi pare di sentire papà! Comme parla parla, parla sempe 'e sparagno. Non c’è  niente da fare, siete fratello e sorella, e per di più tutti e due figli…… a chillu cutecone che sta a la!

CLEMENTINA : A proposito... ha dormito stanotte?

RAFFAELE : Nossignore, non ha chiuso occhio! E non me l'ha fatto chiudere manco

a me. E na vota l'acqua, e na vota 'a caramella, e na vota l'ossigeno...

CLEMENTINA : (preoccupata) Ha avuto bisogno 'e l'ossigeno!!?

RAFFAELE : Come al solito... (imitando la voce del nonno)  "Nun pozzo sciatà, Rafè. Nun pozzo sciatà", gli ho messo la mascherina davanti alla bocca……. ho fatto finta di aprire la bombola, e isso….. dopo un poco "Ahh!! Va buono! Me sento meglio... chiudi…..(marcando e non più con la voce de nonno) ..chiudi … Rafè, chiudi l'aria che se no si consuma".        

CLEMENTINA: L’aria? E addò sta l’aria! Chella bombola è vacante  che saranno almeno tre anni!  

RAFFAELE : (risoluto) Zia Clementì! io sono arrivato quasi al limite, cerchiamo di trovare un’altra soluzione o altrimenti io esco pazzo!!

CLEMENTINA : Ma perché? Ci sta qualche problema?

RAFFAELE : (mostrando l’indice prima in verticale e poi indicando la camera) Un problema!! 'O nonno!

CLEMENTINA : Ahhh, Rafè, e come sei pesante. Sempre con la stessa storia. Ma tu lo sai che sei monotono? Eppure sei solo tu che ti lamenti, ti intossichi e ti distruggi, tutto cosa  pe sta vicino 'o nonno doie notte a settimana!

RAFFAELE : Tre notti! Tre notti a settimana da vent’anni a questa parte. Martedì, Sabato e Domenica. I giorni più belli della settimana, Sabato e Domenica, io li passo qua dentro, 'a zi…. ma a te ti pare giusto!?

CLEMENTINA : L'hai voluto tu, Rafè! Quando fu fatto il patto decidemmo di fare tre notti voi, tre notti noi e una notte la buonanima di don Saverio il portiere. Delle tre notti che fai tu qualcuno spettava a tuo padre…… e fuste tu ca … per generosità...

RAFFAELE : Per soldi, 'a zi! Quale generosità, lo feci per soldi! Avevo venticinque anni all’epoca e pensai di aver fatto l’affare! Per questo atto eroico riuscii a passare dalle dieci alle ventimila lire alla settimana che mi dava papà ...

CLEMENTINA : E allora che vuoi ? Vuol dire che te ne sei visto bene!

RAFFAELE : Po' fatto 'e chesto! (ironico) Ostriche e champagne tutte le sere! 'A zi, quelle…. ventimila lire  erano!

CLEMENTINA : Rafè, all’epoca, ventimila lire erano soldi!

RAFFAELE : Ahhh, hai visto? Ci sei arrivata addirittura tu, ma lui no!

CLEMENTINA : Ma a che cosa?

RAFFAELE : Alla svalutazione galoppante e alla moneta unica! All’euro! Papà oggi non mi dà più ventimila lire ma mi dà dieci euro … 

CLEMENTINA : E 'a colpa è dell'euro mica di tuo padre?

RAFFAELE : No, la colpa è sua perchènon si è adeguato, perché gli fa comodo logicamente...

CLEMENTINA : Ma tuo padre nun è così Rafè, lo sai com’è fatto, non è nu tipo che spenn’ e spann’.

RAFFAELE : Ah sicuramente! Lo conosciamo bene… ma io comunque aggia campà!

CLEMENTINA : ….e si sa che gli sfizi costano!

RAFFAELE : ‘A zi’ ma quali sfizi? Qui si tratta solo di sopravvivenza! Cu dieci euro a settimana io non ce la faccio... qualunque cosa compro, neanche il tempo di cambiarli… e me danno na vrangata ‘e spicce, cinquanta,venti e dieci centesimi che abboffano e sacche e fanno sulo rumore.

CLEMENTINA : Innanzitutto tuo padre lo fa per te. Ricordati che tu sei figlio unico, e per di più adottivo, quindi, facilmente viziabile. Tu è vero che eri già cresciuto e sei stato adottato in età adulta ma comunque tien’a capa troppo a guagliuciello. E il problema è questo …

RAFFAELE : E cioè?

CLEMENTINA : E’ che a voi giovani ve piace ‘e sta int’a casa e gravare così sulle spalle dei vostri genitori ..

RAFFAELE : Pe’ dieci euro?

CLEMENTINA : Parlo pure dei figli miei Raffè. Mò a Ciccio e Nicola certamente non mancano i mezzi, eppure siete tutti uguali, tutti ‘e ‘na manera! Anche a loro  piace di trovare il piatto pronto a mezzogiorno, di ritirarsi quando vogliono loro, scarpe di marca, vestiti, telefonini ..

RAFFAELE : E tu glieli compri?

CLEMENTINA : Io no, ma il padre sì.Il padre .. se fa fa’ …

RAFFAELE : E va bè, beati loro! A me papà invece nun se fa fa’ ‘e nisciuna manera.

CLEMENTINA : Che dici, Raffè … qualche anno fa al tuo compleanno non ti regalò il telefonino?!

RAFFAELE : Questo? (prende un telefonino dell’anteguerra, tipo radiotrasmittente)

CLEMENTINA : Hai visto?!

RAFFAELE : Sì, io l’ho visto! E tu lo hai visto? Quel giorno abbiamo festeggiato insieme… (guardando il telefonino) Abbiamo fatto quarant’anni tutti e due, è vero?

CLEMENTINA : Sei sempre esagerato. Va buò, comunque tornando a noi, tu t'he fa 'o cunto 'ncapa che la notte a tuo nonno dev'essere un piacere, non un dovere!

RAFFAELE : Ed è un piacere, 'a zi. E' un piacere! (stizzato) è solo che questo piacere mi sta costando un esaurimento nervoso, he capito... (esaurito) un esaurimento nervoso! !

CLEMENTINA : Ehhh, e come la fai lunga., devi esagerare sempre! Si tu penzasse solamente che quello un altro poco è, e po'... (fa il gesto della dipartita)

RAFFAELE : Ah sì? Quello un altro poco è, e po’ .. nun so quante volte l'ho sentito dire, chella n'atu poco è, e po' (gesto) .. chella n'atu poco è, e po' (gesto) .. 'A zi' (da pazzo) si nun nce stammo accorti, chisto nce atterra a tutti quanti.

CLEMENTINA : Raffè, è da capire...

RAFFAELE : Tiene sette vite come i gatti... dice che vuole arrivare a centoventi anni.. e chillo nce arriva 'a zi, chillo nce arriva...

CLEMENTINA : 'O nonno tiene un’età perciò è insopportabile!

RAFFAELE : Mammà dice che quando era giovane era peggio...

CLEMENTINA: E chella mammeta dice sulo fesserie...

VERONIKA : (uscendo da sinistra si dirige verso destra) Buongiorno, signora!

CLEMENTINA : (sprezzante) Buongiorno, Veronika!!

VERONIKA : Qualcuno sapere orario di orilogio, per favore!

RAFFAELE : Sono le sette e un quarto!

VERONIKA : Giesù, Giesù! Siette e nu quarto? Io essere qua da quindici minuti e tiempo vulato. Come vulato stu quarto d'ora. Come vulato stu quarto d’ora. (uscendo a destra)

CLEMENTINA : Ahhhh!! (mettendo una mano in bocca) Disgraziata! Chella è na disgraziata, he capito? (imitandola) Come volato stu quarto d'ora. Sfutte tu, po' a mezzogiorno facimme 'e cunte! Embè, oggi nun ti do nemmeno una lira.

RAFFAELE : Euro! Zia, Euro!!

CLEMENTINA : Si, Rafè. Non ci do niente perché è maleducata!

 RAFFAELE : Mò è maleducata mò. Insomma per te ogni scusa è buona. CLEMENTINA : (a denti stretti) Disgraziata!

RAFFAELE : 'A zi, penzammo 'o nonno! Qua la situazione è grave e tu lo sai! Io comunque una decisione l'ho presa!

CLEMENTINA : Famme sentì?

RAFFAELE : Non vengo più!

CLEMENTINA : Ma statte zitto!

RAFFAELE : Zia!  Ho deciso…..Vedete come dovete fare ma scordatevi che io faccio più una notte al nonno.

CLEMENTINA : Raffè tu lo sai, lo hai detto a me è come se non l'avessi detto a nessuno, è a tuo padre che lo devi dire… glielo hai detto?

RAFFAELE : Ancora no!

CLEMENTINA : E quindi..?

RAFFAELE : (deciso) E quindi tengo intenzione di dirglielo proprio oggi... a pranzo!

CLEMENTINA : E perché vuoi aspettare fino ad ora di pranzo? Quello mò deve venire. Avevamo appuntamento verso le sette, sette e mezzo.

RAFFAELE :…. No……. no!......... E' meglio che me ne vado!

CLEMENTINA : (ironica) Ma come? Tu così ti levi il pensiero!

RAFFAELE : Mò non è cosa...  me ne voglio andare a casa a dormire pecchè sto distrutto... e po'….. secondo me... detto così... sarà meglio prepararlo un poco... (suona il campanello)

SCENA 2 : RAFFAELE - CLEMENTINA - ARTURO – VERONIKA

CLEMENTINA : Questo dev'essere lui... (esce dal fondo a destra e poi rientra)

ARTURO : (entrando dal fondo) Buongiorno Clementi!

CLEMENTINA : Buongiorno Artù, qua ci sta tuo figlio che ti deve parlare di una cosa...

RAFFAELE : (tra sé) Ahè, e meno male che 'o vulevo priparà nu poco, nun l'ha fatto manco trasì! (ad Arturo) Ehmm….. si……. papà... se tratta d'o nonno...

ARTURO : AspèRafè, dopo se ne parla (Raffaele commenta gestualmente e allarga)  Guardate qua, guardate! (caccia una lista lunghissima)

CLEMENTINA : Che cos’è?

ARTURO : La ricetta!

RAFFAELE : (guardando la lista) 'Aspita, e quanti ingredienti!! CLEMENTINA : Mò aggio fernuto e fa na pastiera che ate è loco?

ARTURO : Ma quale pastiera Clementì, è la ricetta del medico!

CLEMENTINA : Sono medicine?

ARTURO : Sissignore, ho incontrato qua sotto il dottore De Felice e mi ha detto che ieri è venuto a visitare a papà...

CLEMENTINA : Sissignore, ci stavo io quando è venuto...  gli ho fatto pure una tazza di caffè!

RAFFAELE : (sottovoce) Addirittura!! Si asciuta pazza aiere.

ARTURO : Brava. Tu gli hai fatto il caffè e quello così ci ha ripagato, oì? (aprendo la lista) Guardate quà, guardate! Quante medicine. Sette scatole di supposte, cinque scatole di siringhe, quattro di pillole assortite e tre specie di sciroppi per la tosse. E chesta che schifezza è? E' un'esagerazione! Oh, chillo vene na vota 'o mese, ma chella vota che vene ci fa cacciare quello, quello e quello! ! !

RAFFAELE : Papà, quello è dottore...

ARTURO : ……Chillo è na sanguetta! (riguarda la lista) Ahè, e comme s'adda fa? E questo è un capitale non indifferente...qua minimo minimo se ne vanno cento e passa euro...

CLEMENTINA : Quanto!!??  Artù ma tu te siente buono?

ARTURO : Eh sì Clement., me sento buono!

RAFFAELE : (sempre ridendo) E meno male.......si no nce serveva n'ata ricetta... (ride)

VERONIKA : (esce da destra) Buongiorno, signore!

ARTURO : Buongiorno piccerè...

VERONIKA : Qualcuno sapere orario di orilogio, per favore!

ARTURO : Le sette e mezza!

VERONIKA : Giesù, Giesù! Siette e mezzo? Io essere qua da trenta minuti e tempo volato. Come vulata questa mezzora. Come vulata questa mezzora. (uscendo a destra)

CLEMENTINA : Ahhhh!! (imitandola in coro) E come vulata questa mezzora! (mette la mano in bocca) Ahhh! Non la sopporto! Artù quella da domani non viene più, he capito?

ARTURO : Ahhh, Clementi qua dobbiamo pensare a oggi tu già pensi a domani., hai capito che qua è una spesa non indifferente?

CLEMENTINA : Nossignore vediamo quello che dobbiamo fare...

ARTURO : Io ho pensato!! Vieni qua, sediamoci un momento e pensiamo... Rafè.. tu intanto piglia una penna per piacere!

RAFFAELE : (prende una penna e gliela dà) Ecco la penna!

ARTURO : (prova a scrivere) Questa non scrive.. Raffè dammene un'altra...

RAFFAELE : (ne prende un'altra) Prova chest'ata!

ARTURO : (prova ancora) Niente!

RAFFAELE : (prendendo tutte le penne) Papà cheste so' 'e penne. Pruovatelle tutte quante, chelle ca nun so' bone, si gettano!

ARTURO : (ne prova un'altra) E chesta manco scrive!

RAFFAELE : E so' tre!

ARTURO : (prova con un'altra) Eccola qua! Questa scrive!

CLEMENTINA : (raccogliendo tutte le penne unendole anche a quelle che non scrivevano) Astipa sti penne, Rafè!

RAFFAELE : E chelle che nun scrivevano … ?

ARTURO : Stanno lloco mmiezo! Astipa là dinto!

RAFFAELE : Ma si nun scrivono, pecche nun se iettano?

CLEMENTINA : Ma che vuò ittà?

ARTURO : Clementi, fosse pe' chisto se ittasse tutto cosa!

RAFFAELE : E astipamme pure 'e penne ca nun scrivono!...... Conserviamo….(mettendole a posto)

CLEMENTINA : (contenta) Artù!, aggio capito chello che vuò fa!

ARTURO : M'he capito, Clementi?

RAFFAELE : (tra sé) E meno male che si capiscono fra di loro!

ARTURO : Allora, cominciamo con gli sciroppi... Raffè, dimmi una cosa, 'o nonno stanotte 'a tenuto 'a tosse?

RAFFAELE : Papà chillo 'o nonno tene sempe 'a tosse.

ARTURO : Si, appunto per quello volevo sapere... ha tenuto la tosse che tiene sempre, o una tosse diversa…… na tossa cchiù forte!

RAFFAELE : No! Sempre la solita! 'A tosse che tene sempe!

ARTURO : Ahhhh……..oì! E gli sciroppi li cancelliamo

CLEMENTINA : E vai!! (gesto di vittoria)

ARTURO : Se…ko, Muco….Risolvon e Broncannolo.. e adesso ci stanno le supposte...

CLEMENTINA : Cancella Artù, cancella!

RAFFAELE : Ma come? Cancella 'e supposte?

CLEMENTINA : Rafè, 'e supposte nce l'aggia mettere io!

ARTURO : E nun adda essere na cosa tanto piacevole... nun penzammo sulo a nuie Rafè, cancellammo 'e supposte …(cancella)

CLEMENTINA : Artù, fa na cosa, te truove a cancellà, cancella pure le siringhe…. accussì nun 'o scummigliammo manco.. (Arturo cancella e Clementina accenna lo stesso gesto)

RAFFAELE : Avessa pigliàfriddo!

ARTURO : E’ giusto! E adesso ci sono rimaste le pillole...

RAFFAELE : E papà, almeno le pillole ‘e putisse accattà …

ARTURO : (offeso) Oh Oh! E pecchè nun nce l'avessa accatta? Clementi, ho detto che non gli voglio comprare le pillole?

CLEMENTINA : Ma quando mai?

ARTURO : Eh, he visto? Chillo facesse je in galera 'a gente!

RAFFAELE : Ehhh, scusate tanto. Avevo capito io male…

ARTURO : Certo è... che non vorrei fare spese inutili...

CLEMENTINA : Giusto, Artù, nemmeno io!

ARTURO : E poi si sa che le medicine fanno più male che bene...

RAFFAELE : (sottovoce) Specialmente 'a sacca!

CLEMENTINA : E vai Artù muoviamoci... vedimmo nu poco sti pinnule!

ARTURO : Allora... Pentolin. 'O Pentolin e per l'asma, è vè? (Clementina annuisce) E come va papà, ce la fa a... (Clementina non sa) …..Rafè….dimmi una cosa ma nella camera del nonno la ventilazione c'è? Cioè l’aria è a soddisfazione... la finestra della camera del nonno sta sempre aperta, spalancata… RAFFAELE : Pure a Natale, papà!

ARTURO : Ah, bravo, (trattandolo da bambino piccolo) E non la chiudere mai, he capito, così al nonno non ci viene l'asma...

RAFFAELE : No ... ma nce vene 'a bronchite, però!!

ARTURO : (a Clementina) Oh, ma chisto overo è scemo?

CLEMENTINA : E’ tuo figlio!

ARTURO : Adottivo, ,Clementììì, adottivo!! … Allora, cancello?

CLEMENTINA : E vai, và!

ARTURO : (cancellando) Cancelliamo Pen….tolin! Il Vasix! Il Vasix?? 'O Vasix a che serve Clementi?

CLEMENTINA : Il vasix è per... (fa un gesto con le mani come per dire che va giù e con le braccia leggermente allargate)

ARTURO : E per (imita il gesto)... pe' ghi  ncopp'a motocicletta?

CLEMENTINA: (ripete il gesto,muovendo le mani giù ma tendendo ad alzare i polsi verso l’alto )

ARTURO: (imitando esagerando) Ahh ….è pe mpennà!!

RAFFAELE: (commenta) Chillo è o viagra papà !

CLEMENTINA :…..E per... (ripete il gesto con un colpo secco voltando anche la testa da un lato come se si lasciasse andare)

ARTURO : E p’o torcicollo …

RAFFAELE : E' per andare in bagno, papà!

ARTURO :  E tanto nce voleva!!.. Allora è per urinare?

CLEMENTINA : E nun me veneva

ARTURO : E signatella!! Urinare, he capito! Rafè….. dimmi una cosa...

RAFFAELE : …… non lo so!!

ARTURO : E va bè ma se non mi fai parlare..

RAFFAELE : E io già so quello che mi vuoi dire …….non lo so, non so niente!!!

ARTURO : Ma come nun sai niente, quello tiene il pappagallo...

RAFFAELE :…e  io ogni tanto lo prendo e lo vado a svuotare nel gabinetto ma mi otturo il naso, chiudo gli occhi e nun pozzo sape quanta ne fa...

ARTURO : Si, ma in mano si sente, no?

RAFFAELE : (stizzito) Non si sente …

ARTURO : Voglio dire dal peso, no... si capisce

RAFFAELE : Non si capisce...

ARTURO : Niente proprio., non si capisce! (a Clementina) CLEMENTINA : Artù, stiamo inguaiati ( a Arturo)

ARTURO : Mannaggia... e quello chiude gli occhi e si ottura il naso, he capito., (un'idea improvvisa)….. le orecchie!, Clementi le orecchie (a Clementina)

CLEMENTINA : Che vuò dicere Artù?

ARTURO : Raffè senti una cosa a papà...

RAFFAELE : (con sopportazione) Parla!

ARTURO : Quando tu svuoti il pappagallo ci senti è così? RAFFAELE : E come non ci sento?

CLEMENTINA : (felice, insieme ad ARTURO) Ci sente, ci sente!

ARTURO : E allora senti che qualcosa scende!

RAFFAELE : Qualcosa scende sempre!

ARTURO : (felice, insieme a CLEMENTINA) Scende, scende!

CLEMENTINA E ARTURO : Allora la fa! La fa !

ARTURO: E cancella, cancè !

CLEMENTINA : E vai! (stesso gesto ma,si accorge dell’eccessività,finge dolore alla spalla, se la tocca e abbassa il braccio,incrociando lo sguardo con Raffaele che manifesta in volto tutto il suo ormai totale disappunto)   

ARTURO : (cancellando) Che c'è rimasto mò? Sanoxin per il cuore e il Teflon per le vene...

RAFFAELE : 'O core vatte, 'e vene 'e tene, sentite a me cancellate pure cheste e apparammo ‘o fatto!

ARTURO Clementi abbiamo finito, ci sono rimaste solo queste due scatole, direi di prenderne almeno una delle due…giusto? Perché se no pare che uno non sta con la coscienza a posto, tu che dici?

CLEMENTINA : Si, si... Artù …giusto una….per coscienza! !

RAFFAELE : Si, si, papà... pigliateve 'o pinnulo p'a coscienza! ARTURO : (tra sé) E' scemo, è scemo...

CLEMENTINA : E' tuo figlio, è tuo figlio...

ARTURO : E dalle! Bene .. io allora mò arrivo fino in farmacia...

CLEMENTINA : A quest'ora? E quella sta chiusa!

ARTURO : Nossignore, quella in piazza era di turno stanotte, mò che sono passato l'ho vista aperta.

CLEMENTINA : E allora vai... fai una corsa!

ARTURO : Si, vado .. (Clementina mette le mani nella borsa) no, no, Clementi, non preoccuparti per i soldi... ci penso io e poi facciamo i conti... non so nemmeno quanto viene, hai capito? (frena le mani di Clementina nella borsa) Quand’è dopo, quand’è dopo ..

CLEMENTINA : (cacciando il fazzoletto) Veramente io .. stavo cacciando 'o fazzoletto!

RAFFAELE : Papà ma tu mò te ne vai, io ti devo parlare... se tratta d'o nonno!

ARTURO : Quand’è dopo, Rafè. Io non ci metto niente... allora Clementi come siamo rimasti? Io vado in farmacia, prendo questo scatolo di pillole che quanto può costare? Cinque, sei euro? E quanto se ne possono andare? Due, tre euro per uno. Nun te preoccupa, quando torno ti porto lo scontrino e dividiamo, va bene!?

CLEMENTINA : Si, va bene, va bene! Quando torni faccaimo i conti…..

ARTURO : (mentre sta uscendo) Io direi., pigliamoci il Taflon che è per le vene... e quello il sangue passa di là, ammagare ci facciamo una bella pulezzata..

RAFFAELE :… ‘e filtre e carburatore!

ARTURO : ... l'importante che alla fine scende... (fa il gesto come la motocicletta seguito da Clementina)

RAFFAELE : .. 'a benzina!

ARTURO : …….a finestra sempre aperta che tira nu poco l'aria!

RAFFAELE : (insieme ad Arturo che esce come se fosse in moto) ... e parte!

ARTURO e CLEMENTINA : E vai va!

SCENA 3 : RAFFAELE - CLEMENTINA - VERONIKA

RAFFAELE : Mannaggia, mannaggia! Una volta che avevo pigliato coraggio! CLEMENTINA : Rafè, vedi come te lo dico... stai attento che tuo padre ti piglia a calci!

RAFFAELE : Ha ditto aspettame...

CLEMENTINA E aspettalo. quello viene non ci mette niente...

RAFFAELE : (sottovoce, ironico) Ho visto! E' asciuto apposto co 'a motocicletta!

VERONIKA : (grida da dietro) Aaaaaaaahhhh!!! (poi entra da sinistra correndo e va ad abbracciare Raffaele)

CLEMENTINA : Che è stato Veronì? Che è successo? ASSUNTA : (tremante) Signora....  nonno …! !

CLEMENTINA : Che ha fatto? Parla!

RAFFAELE : E che ha fatto, secondo te? Nce avrà miso cocche ata mana ncuollo come al solito...

VERONIKA : No! No! No!

RAFFAELE : No? E che tiene allora? Parla!

VERONIKA : No muove lui!

CLEMENTINA : Non si muove?

RAFFAELE : Embè!? Starà dormendo?

VERONIKA : No, no! Lui no dorme. No apre occhi e no muove lui!

CLEMENTINA : Né, ma si nun sta durmenno, me vuò dicere perché non si muove? VERONIKA : Io penso … nonno morto (impaurita).

RAFFAELE : E' muorto 'o nonno?

CLEMENTINA : (scuotendo Veronika) Né, nennè, ma tu che stai dicendo?

VERONIKA : Lui là dinto signora, io no so, io piange (le parole le tremano in bocca perché Clementina continua a sbatterla)

CLEMENTINA : Certamente che vado a  vedere. Io non ti credo, hai capito? (gridando) Non ti credo! (esce di corsa a sinistra)

RAFFAELE : (mentre Veronika piange lui la abbraccia e la consola) Vieni qua, non piangere …(a parte) ca nun ne vale a pena!

VERONIKA : No vero. Io piange invece. Vecchio andato via.

RAFFAELE : Ma addò è ghiuto? Veronì tu ti sarai sbagliata.

VERONIKA : (discostandosi) Tu nemmeno crede me, piccolo uomo?

RAFFAELE : E no! Piccolo uomo vorrebbe crederti e non sai quanto, ma si illuderebbe solamente. Sai quante volte ci ha fatto lo scherzetto? E poi quello stanotte mi pareva un grillo. Non ha chiuso occhio! Mi ha chiamato una continuazione...

VERONIKA : Io conosce morte, piccolo uomo, nonno andato via, lui morto.(piange forte)

RAFFAELE : E va bè, capisco che ti eri affezionata ma disperarsi così è esagerato …

VERONIKA : Si io dispera ma no per lui, per me. Dove andare adesso, Veronika ancora giovane.

RAFFAELE : Ma come te ne sei accorta?

VERONIKA : (piagnucolando) Si, ora Veronika racconto fatto. Quando io arriva mattina subito io prende pillole dentro cummò di nonno, ultimo tiretto. Io abbassa me quando prende pillole e nonno sempre mette sua mano dietro. Oggi lui non fare così e io … stupita! Meravigliata! Così io giro mia faccia verso dietro e vedo sua mano morta…

RAFFAELE : Ah, mano morta, quindi appoggiata … sul fattaposto… la mano …

VERONIKA : Morta! Non muove mano … appesa, moscia! Morta!

RAFFAELE : No, perché la mano morta da noi ..

VERONIKA : Morta!

RAFFAELE : Morta! Appunto! E quindi?

VERONIKA : Io toccare nonno e lui duro.

RAFFAELE : Cosa duro?

VERONIKA : Io sempre toccato nonno e lui tutto moscio!

RAFFAELE : (preoccupato) Che cosa?

VERONIKA : Nonno! Mano moscia, braccio moscio, tutto moscio! Solo una volta trovata cosa dura … sotto coperta io trovato cosa dura!

RAFFAELE : (si asciuga col fazzoletto) Che cosa?

VERONIKA : Telecomando! Ora invece essere tutto duro. Braccio duro, mano duro e anche …

RAFFAELE : Veronììì …

VERONIKA : Telecomando. Quello sempre duro. (piagnucolando) Io anche acceso televisore e messo “Segreto” che nonno no piace “Segreto”, a me piace “Segreto” ma lui no piace “Segreto” e mi dire sempre (imitando la voce del nonno) “Ma che schifezza te vide pe’ televisone che nun fa mai niente ‘e buono” e oggi lui no dire così (piange). Oggi lui non muovere, lui duro, lui freddo. Oggi lui morto e io piange (c.s.).

RAFFAELE : (abbracciandola) E non piangere Veronì che mi fai piangere pure a me! (piangono) Hai perso il posto, quanto mi dispiace, così giovane e già in mezzo a una strada!!! Ahhhh, che dispiacere! (abbracciandola) Allora è overo? (felice) Allora 'o nonno è muorto veramente?

CLEMENTINA : (entrando da sinistra, triste) E' morto, Raffè! E' morto veramente!

RAFFAELE : (è abbracciato da Veronika, di spalle alla zia; fa un gesto di gioia, poi subito lascia Veronika e corre ad abbracciare la zia, disperato) 'A zi' ! 'A zi' !

CLEMENTINA : 'O saccio Rafè! Lo so che dispiace, (gesti di gioia di Raffele) In fondo lo volevi bene pure tu. Vuol dire che era arrivato il momento suo.

RAFFAELE : E tanto ce vuleva?

CLEMENTINA : (scostandosi) Comme?

RAFFAELE : …….aggio ditto., tanto ce vuleva... pè capì che 'o vulevo accussì bene? L'aggio fatto primma muri! (la riabbraccia disperato) 'A zi'! 'A zi'! (ricomincia con i gesti di gioia)

CLEMENTINA : E che vuò fa Rafè! 'A morte chesto fa, te fa apprezza quello che non tieni chiù. E mò calmate, ià! Fatti forza! (lo lascia) Piccerè, andiamo a pulire la camera.

VERONIKA : No, signora. Io no pulire stanza. Io batante, no cameriera!

CLEMENTINA : Cammina, batante! Ahh, batante, stamattina bata a come parli e fatica!

VERONIKA : Ma io avere paura.

CLEMENTINA : Tu t'e mettere paura dei vivi, non dei morti! (spinge verso l’uscita Veronika che esce a sinistra) Rafè, tu mettiti a telefono e chiama i parenti. Avvisa a tua mamma…. ahè, tua mamma, sai  mò come la fai felice? E poi chiama pure casa mia.

RAFFAELE : Nun te preoccupà, nce penz'io!

CLEMENTINA :……Raffè, mi raccomando. Se ti risponde Mimì o uno dei ragazzi, preparali piano piano. Nun nce fa veni niente, (piangendo) Chilli 'o vulevano troppo bene a papà mio. (piangendo, commossa, esce a sinistra)

SCENA 4 : RAFFAELE - CLEMENTINA - ARTURO

RAFFAELE : E-ehhh! E comme! (sfregandosi le mani evidentemente eccitato) aahhh…. Quanta cose che aggia fa. Oggi che è? Mercoledì?... Giovedì, Venerdì e.. Sabato!  Sabato sera! Aggia asci 'e sette 'a sera e m'aggia arretirà e’ ll'otto da' matina doppo. E che aggia cumbinà. Adesso calma….. aggia fa sti quatte telefonate, accussì nce levammo 'o pensiero! (prende il telefono e compone il numero) Chiammo primmo 'o zio. Seh!.... L'aggià appriparà!....... Mò siente... pronto! 'O zi', si tu? Comme? Ah, si Nicola! Nicò, so'Rafele!..... e si, lo so che è presto, ma ti volevo dare una notizia... bella o brutta? Veramente non lo so. Bella non si può dire … ma nun è manco tanto brutta  però! Nicò! 'a vuò sentì si o no?.......E' muorto 'o nonno! .... Pronto! (allontana la cornetta perché disturbato da un urlo)... 'E che è stato?! (la riavvicina) ... Pronto, Nicò!? Ah, 'o zi' si tu?  Parla più forte che non sento niente! Ma che sta  succedenno? Ahhh, state festeggiando addirittura! E comme nun è overo? Zia Clementina sta preparando pure la camera! Se n'è accorta Veronìka. T'aggio ditto che è sicuro, stai senza pensiero! Eh, 'o saccio comme te siente, bello, libero, nun te pare overo.... (entra da sinistra Clementina….tosse di Raffaele) Nun nce può credere, è ove'? Nu piezzo 'e omme 'e chella manera….eh , purtroppo! Ma tu cerca 'e nun t'avvilì, però. Aspetta che mò ti passo 'a zia, accussì te cunsola essa... (dandole la cornetta) Sta disperato ‘o zì Mimì! ! !

CLEMENTINA : Eh, lo so! Lo so! (al telefono) Mimi! E che vuò fa? So' sempe 'e meglio ca se ne vanno, (gesti ovvi di Raffaele imita quando lei faceva il gesto di evviva!) Ti capisco, pur'io sto soffrendo comme a che……  e guagliuni, comme l'hanno pigliata? Soffrono? Soffrono? Ci credo. Chilli' 'o vulevano bene assai. Mai una volta, (guardando Raffaele) dico, mai una volta ca se fossero allamentate d'o fatto che ci facevano la notte. Mai!! E si, si….. Ma mò nun chiagnere però. Nun fa accussì, facciamoci coraggio……… (piangendo, gli dà la cornetta) Piglia, Rafè! (esce a sinistra, correndo).

RAFFAELE : Pronto! Si, si,.............. sta 'mparaviso,............. nu santo,............. seh, comme a isso nun nce ne stanno,...(gridando) 'o zi'!................... So' Rafele!................... Si è messa a piangere ed è corsa in camera del nonno. E ma e per forza, hai fatto troppo la parte tragica. Sì, hai esagerato! Senti, vieni fra poco? T'aspetto, allora. Ciccio e Nicola vengono con te? Va buò, nce vedimmo tra poco. Statte buono, (abbassa la cornetta) Eh, eh, eh…e abbiamo avvisato a quelli che vulevano bene 'o nonno, mò aggia avvisa a mammà, oì. (compone il numero, poi gridando) Mammà! Mammà, è muorto 'o nonno. Sissignore, dieci minuti fà. E' sicuro, nun te preoccupa. Ahè, tu!... Pienze ca quanno l'aggio ditto 'o zi' Mimi, m'è parso che aveva signato o Napule, tanto d' allucchi. Nun hai idea d'o....(bussano alla porta) Aspetta, stanno bussando…. Questo dev’essere papà….no, nun 'o ssape ancora...(bussano di nuovo) Vengo! (Raffaele posa la cornetta e và ad aprire in fondo)

ARTURO : E tanto ce vò?

RAFFAELE : (afferra la cornetta) Sto  parlando a telefono cu mammà.

ARTURO : Passamela un poco, oì.

RAFFAELE : (gli passa la cornetta, ma non gliela lascia) Aspetta, papà. T'aggia
dicere na cosa. Se tratta d'o nonno...............

ARTURO : N'ata vota? Aggio ditto se ne parla doppe...e lassa stu telefono, (gli strappa la cornetta di mano) Mari, dimme na cosa. Ma 'o Taflon nun è prescrivibile? No!?.... 'O sapevo! Ma tu he capito niente  fra tante medicine siamo andati a comprare giusto quella ca nun se prescrive. Diciassette euro!!! Diciassette euro a primma matina. Comme? Te dispiace? He vede a me tu! …. E va buo', vuol dire che quand’è Sabato non compriamo la carne. Eh, te dispiace... Ahhh! Comunque Clementina mi deve dare la metà … otto euro e cinquanta centesimi, e l’adda caccià……. Ci eravamo messi già d’accordo ..  ma che dici?... te dispiace, te dispiace 'e che? (a Raffaele) Io nun 'a capisco, Rafè.... (dà la cornetta a Raffaele)

RAFFAELE : (prende la cornetta) Mammà! E te l'ho detto pure che non sapeva niente!! Eh, va buò .. ci vediamo più tardi, t’aspetto! Ciao! …  Cià!

ARTURO : Rafè, ma non so niente di che? Che aggia sapè? Parla!

RAFFAELE : E....se tratta d'o nonno..............

CLEMENTINA : (entrando da sinistra) Rafè si devono avvisare pure le pompe funebri…..Uè, Artù! Rafè, glielo avevi detto? (Raffaele fà cenno di no) Me dispiace!

ARTURO : (s'incupisce, abbassa il capo, si siede affranto e rimane senza parlare per

almeno un minuto) E va buo'... che amma fà.................... lo sapevamo che......... , sarebbe potuto accadere da un momento all'altro. Purtroppo teneva un’età, era vecchio e.... c'era da aspettarselo. Certo che accussì, improvvisamente. 'O tiempo 'e je fino a' farmacia e turnà……quanto nce aggio pututo mettere, cinque minuti?

CLEMENTINA : Dieci, forse!

ARTURO : Ahh! Mannaggia 'a capa mia! Se mi fossi trattenuto!!


RAFFAELE : (gli mette un braccio sulla spalla) Forse è stato meglio così
papà. Avresti sentito le strilla di Veronikà e ti si sarebbe raggelato il sangue.
CLEMENTINA : Raffaele ha  ragione, Artù! Sei stato fortunato.

ARTURO :(caccia il pacchetto) Teh!..... 'O Taflon! Nun era
prescrivibile, e per giunta mò nun serve manco chiù. Diciassette euro buttati!
CLEMENTINA : Artù, ma te pare…Quanto? (calcato) Diciassette  euro!!

ARTURO : He capito? Diciassette euro…. Otto euro  cinquanta centesimi per uno.

CLEMENTINA : Tu e chi?

ARTURO : Io e te, Clementi.

CLEMENTINA : Nun abbiammo, Artù. Tu avevi detto due o tre euro  per uno....

ARTURO : E io che ne sapevo che veniva tanto?

CLEMENTINA : Ma pecche l'he pigliato?

ARTURO : Pecche il farmacista nun m’ha dato ‘o tiempo, ha battuto subito lo scontrino.

CLEMENTINA : Embè! E dicevi che non lo volevi più

ARTURO : E già! Accussì facevo 'a figura 'e quatto sorde.

CLEMENTINA : N'he fatte tante! Una 'e chiù, una 'e meno....

ARTURO : Clementi, caccia 'e sorde!

CLEMENTINA : Artù, nun te dongo manco nu centesimo… ARTURO : (minaccioso) Clementi, aggio ditto, caccia 'e sorde! CLEMENTINA : Artù, nun è cosa!

ARTURO : Aggio ditto....

RAFFAELE : Uè!... Nè!..... Papà!…..zia! Ma ‘a vulite fernì? 'O nonno sta ancora 'a là, sti cunti ‘e facite doppe l’esequie.

CLEMENTINA : Uh, Madonna!... L'esequie. Rafè, tu devi chiamare le pompe funebri.

RAFFAELE : 'A zi', nun me fà fa' sti cose, pe' piacere. Io non l’ho mai fatto, non so di che si tratta. Fallo fare a papà.

CLEMENTINA : Artù, vulisse............

ARTURO : Lassateme sta. Stongo troppo abbattuto.

CLEMENTINA : E' overo, Rafè. Ha avuto chillu colpo.

 RAFFAELE : Me 1' avevo scurdato…(prendendo fra le mani la scatola di Teflon)

CLEMENTINA : (togliendogliela di mano) E muoviti…chiama!.

RAFFAELE : Eh! Si, ho capito. E qual'è il numero?

CLEMENTINA : Trova nell’elenco: "Signori si parte"

RAFFAELE : (mentre cerca) "Signori si parte"?

CLEMENTINA : Sissignore! "Agenzia…… Signori si parte"

RAFFAELE : Ma che d'è? 'N'agenzia viaggi? Eh, eh! E' simpatico, però, eh?...... Giustamente quello è l'ultimo viaggio……. Ecco qua! (compone il numero) Signori si parte? Buongiorno! Volevo prenotare un viaggio! Ah, ah …(ride e completa la frase) Di sola andata, però, mi raccomando! Ah,ah, ah! Di sola andata!....... Scusate, ma mi è venuta così .. si va bè .. però non c’è bisogno di ridere …  E' serio, non stiamo scherzando          , sentite ..        ma .. ma … m'a facite dicere na parola?...... Ahhh!...  E va bene ca è "Signori si parte", ma quanno partite cu na resata vuie nun ve fermate chiù, però.  E' serio! Non è uno scherzo! E non ridete! Qui abbiamo un morto in casa! Dovreste venire in via Roma numero 15. Comme .. che ata veni a fa? V'ata venì a ritirà 'o nonno!

ARTURO : A ritirà? Ma che d’è nu pacco postale.

RAFFAELE : Come dovete venire? E io non lo so? A cavallo?

ARTURO : Veneno a cavallo?

RAFFAELE : Ah!.... i cavalli!! Quanti cavalli?.... Otto? (guarda Arturo che dice di meno) No, no! E' assai!!! No, non ho detto “a sei”….Aggio ditto “assai” ! Eh, e me sà che pure sei sno' troppi. (c.s.) Quattro? (c.s.) E' meglio due. (c.s.) Scusate un attimo! (mette una mano sulla cornetta) Papà ciucci nun nce ne stanno.

ARTURO : 'A machina!

RAFFAELE : Lo possiamo portare in machina?.................... Solo dalla Chiesa al Cimitero.

(Arturo annuisce) Si!............ E fino alla Chiesa? A spalla! (c.s.) E va bene lo stesso!! … Come? Ah, voi non lo portate a spalla. E’ questo è più un problema!!... E comme se fà? (c.s. ed indica Raffele) Ho capito, ho capito. E non fa niente……. (arrabbiato) Vuol dire che ce la vediamo noi. Faremo quest'ultimo atto d’amore. (sempre guardando Arturo ) Ce lo portiamo noi sulle spalle, io e i miei cugini! La bara? Mogano? (c.s.) Noo! Semplice! Ce la portate in serata .. va bè e noi qua stiamo. Per il pagamento..... (Arturo fà il gesto di "dopo") ...dopo, dopo. Alla consegna. Si! Si! Va bene! Domani mattina! Ho capito!..... I manifesti? Ah, fate pure i manifesti?.... Se a noi ci servono? (Arturo fà cenno di no) No! No! Grazie ma non ce ne sta bisogno.... (ormai saturo) ....iammo alluccanno nuie pe' miezo a via. Statevi bene!

ARTURO : Insomma, ‘e fà  semp’ 'o scemo … pure in questo momento!

RAFFAELE : Papà io facevo ‘o scemo ma ti garantisco ca stu telefonista manco stev tropp’ buono. Me pareva n’agenzia di animazione chiù che n’agenzia funebre.

CLEMENTINA : E allora, che ti ha detto?

RAFFAELE : Ha detto che il funerale si terrà domani mattina alle dieci ma che l’intervista telefonica non bastava e che tra poco veniva qualcuno di loro per organizzare il tutto.

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SCENA 5 – VERONIKA – ARTURO – CLEMENTINA – RAFFAELE -MARIA

VERONIKA : (entra da sinistra) Ecco fatto. Signora io finito di là. (ad Arturo) Signore, me dispiace, condoglianze.

ARTURO : Grazie, piccerè.

VERONIKA : Possibile sapere orario di orologio, per favore?

CLEMENTINA : (stizzita) Mmmm! E' ampressa! Ce vò tiempo fino a miezojuorno!

VERONIKA : Signora io già pulito stanza, cosa deve io fare?

CLEMENTINA : S'adda pulezzà ancora allà e 'o bagno

VERONIKA : Io dare mano di là ma gabinetto io no fare. Io batante, no pulizia

CLEMENTINA : E mò lo dici un’altra volta. Nennè qua stamattina viene gente che adda truvà pulito. (bussano alla porta) Rafè vai ad aprire. E tu pe' tramente vai a fà 'e servizi…….sta sfaticata. (Veronika esce a destra, facendo “il verso” a Clementina)

RAFFAELE : (apre in fondo) Entra mammà!

MARIA : (entra dal fondo, e si precipita su Arturo urlando) Artù, Artù!

ARTURO :(stretto nella morsa) Marì, accussì m'affuochi.

MARIA : (allenta la presa) Perchè? Perché doveva succedere?

ARTURO : E' passato a miglior vita, Mari.

MARIA : (disperata) Ma perche proprio a lui?

RAFFAELE : Meglio a isso che a uno 'e nuie.


MARIA : (c.s.) Che dici, Rafè? Che dici?

CLEMENTINA : Guardate comme 'o sape fà. Un'attrice nata.

MARIA : (indifferente) Uè, Clementi, stai pure tu cà? Non ti avevo vista! Condoglianze, eh!

CLEMENTINA : E grazie tante.

MARIA : (disperata, abbraccia Arturo,stringendolo) Pooovero marituccio mio.

RAFFAELE : (libera Arturo e la fà sedere) Mammà, non fare così.

MARIA : (tanto disperata) Ahhh! Rafè che brutta notizia, che brutta notizia che mi hai dato stamattina. Mi sono sentita venire meno. M'è mancata 'a forza dinte e cosce (normale fra se e per se) Meno male che stavo seduta, o si no io 'nterra me truvavo. (disperata) E così, ho cominciato a piangere …         

CLEMENTINA : P'a cuntentezza.

MARIA : (minacciosa) Ho cominciato a piangere da quando ho avuto la notizia, (disperata) e nel mentre che mi lavavo.. e piangevo, e nel mentre che mi vestivo … e piangevo …. e nel mentre che sono venuta qua …

TUTTI : E piangevo!

MARIA : No .. e pensavo! Ma ‘o nonno quant’anne teneva?

CLEMENTINA : Novantasette!

MARIA : Guardate … se n’è ghiuto giovane giovane … (piange smisuratamente)

RAFFAELE : Mammà e nun fa accussì  .. ma mò nun ce penzà! (si avvicina a Maria) Piangere serve a poco. Vieni cu me, ià, che te porto a vede 'o nonno.

MARIA : (mentre piange, di scatto) Rafè, ma si pazzo?

RAFFAELE : Nun te preoccupa, andiamo insieme. Morto non l’ho ancora visto, (a bassa voce) E si nun 'o veco, nun ce credo.

MARIA : E và tu, allora.

CLEMENTINA : Non gli vuoi dare nemmeno l'ultimo saluto?

MARIA : (a denti stretti) Vidi si nun sta sempe miezo.

RAFFAELE : Stiamo solo cinque minuti.

MARIA : Tu manco t'e fai 'e fatti tuoi, eh, Rafè? (si alza) E ghiamme a vedè. Artù, tu già sei entrato?

ARTURO : Ancora no.

MARIA : E vieni con noi!

ARTURO : No, vengo dopo quanno l’amma vestì.

MARIA : (a Raffaele, impaurita) Ma mica sta spugliato?

ARTURO : Ma qua' spugliato!

MARIA : O si no, sai che impressione! (a Raffaele che la tira per un braccio) Piano, Raffè, piano! Io sto tremando tutta quanta. E’ permesso! Io chiudo gli occhi Raffè, non lo voglio vedere, a me mi mette agitaz …(bussano alla porta) Ahhhhhh! (abbraccia Raffaele)

CLEMENTINA : E' la porta!

MARIA : Nu bicchiere 'e acqua! Marò, che paura, nu bicchiere 'e acqua!

ARTURO : (la prende) Vieni con me!Andiamo di là! Rafè và 'arapì 'a porta! (uscendo a destra, gli viene incontro Veronika) Veronì, piglia ‘nu bicchiere d’acqua alla signora.

MARIA : Marò, che paura, nu bicchiere 'e acqua! (escono a destra)

 (Veronika prende l’acqua ed esce a destra)

SCENA 6 – MIMI’ – RAFFAELE  – CLEMENTINA –  CICCIO - NICOLA  -  ARTURO  -  VERONIKA

Raffaele apre in fondo a Mimì che entra,vestito a lutto,  e si ferma sulla sinistra del palcoscenico mentre i suoi due figli si sistemano sulla destra insieme a Raffaele. Mimì è disperato e gli si avvicina Clementina che lo consola. I ragazzi, sicuri di non essere visti da Clementina che è tra le braccia di Mimì rivolta dalla parte opposta iniziano a festeggiare, supportati anche dallo stesso Mimi’. All’improvviso entra Arturo che dà un paio di ceffoni ai ragazzi che erano intenti ad esultare. Poi si fissa a guardare Mimi’.

MIMI' : (abbracciando Clementina, singhiozzando) Che disgrazia! Che disgrazia!

CLEMENTINA : Nun parlà, Mimi. Nun parlà e sfogati.

ARTURO : (entra da destra e si avvicina a Mimi) Mimi?

MIMI' : (lascia Clementina e afferra Arturo) Artù! Artù!

ARTURO : Non mi aspettavo che ...

MIMI' : Comme è potuto succedere, Artù? Comme è potuto succedere?

ARTURO : (lo consola) Eh, eh, Mimì, prima o dopo succede a tutti quanti. Oggi a lui, domani a te. (Mimi fà gli scongiuri) E' il destino.

MIMI' : Non ci voglio credere, non ci posso credere, (piangendo)

RAFFAELE : (a bassa voce) Guagliù, ma chisto chiagne overamente.

CICCIO : Allora apposta.

NICOLA : He vede a' casa che chiagnute ca s'ha fatto.

RAFFAELE : Overo?

CICCIO : Ha pigliato quatto, cinche cepolle,le ha sbucciate……… e una se l'ha miso dint'o fazzuletto.

RAFFAELE : He capito che è ghiuto penzanno!

ARTURO : Mò basta, Mimi. Assettate e calmate nu poco, (lo fà sedere)

NICOLA : (a Clementina) Condoglianze, mammà.

CICCIO : (c.s.) Pur'io, mammà.

NICOLA : Ma pure tu, che cosa?

CICCIO : Chelle che he ditto tu.

CLEMENTINA : Iate a dicere doie preghiere 'o nonno, ca ne tene bisogno. late.

(Ciccio e Nicola escono a sinistra)

ARTURO : Vuo' nu bicchiere 'e acqua, Mimi?

MIMI' : No, grazie, ne ho bevuti tanti 'a stammatina. Chillo, Rafele, m'ha dato chella notizia!!.

RAFFAELE : Chisto n'è n'ato. Famme sentì, stive venenno meno pure tu?

MIMI' : No, per fortuna che tengo un carattere forte. E' ove', Clementi?

CLEMENTINA : Hai voglia, Mimi!

ARTURO : Ce ne siamo accorti.

MIMI' : (a Raffaele) Però, tu nun tieni un poco di delicatezza. T'o dico annanze a

pateto, Rafè, tu non hai un minimo di tatto. "O zi'. E’ muorto 'o nonno". Né, ma accussì se dice?

RAFFAELE : Ma perchè? Come si dice?

MIMI' : …E ci stanno tanti modi per dare una notizia del genere!

RAFFAELE : Per esempio?

MIMI' : Vuoi un esempio? E te faccio 'n esempio. Ecco…. putive dicere….. che saccio.... "Pronto! Si tu 'o zi'?..... So' Rafele!...... Stongo a' casa d'o nonno. Te vulevo dicere ca stanotte 'o nonno nun è stato tanto buono. Ma nun te preoccupa, è cosa 'e niente. Ha tenuto sulo 'a tossa forta e nu poco 'e freva. All'inizio teneva 37…… 37 e mezza, po' chiano chiano, chiano chiano,chiano chiano, 'a temperatura s'è aizata……38…… 38 e mezza, è arrivata a 40.... Ha abbiato a respira sempe chiù affannosamente e 'o battito d'o core era sempe chiù lento, Sempe chiù affannosamente e 'o battito d’o core sempe chiù lento. Fino a quanno ha fatto un grande sospiro e 'o core nun ha battuto più….. O no, Artù?

ARTURO : Hai ragione, Mimi. Ma chillo 'e vote nun capisce proprio niente.

CLEMENTINA : E devi dire che lo avevo avvisato. Diglielo piano, ca Mimi, Ciccio e Nicola ci soffrono, chilli 'o vulevano troppo bene. E meno male! N'atu poco nce faceva veni ‘na cosa a Mimmuccio mio. (lo abbraccia)

RAFFAELE : Puveriello! Nun sapite comme s'è dispiaciuto.

CLEMENTINA : (mentre sono abbracciati) Artù? (si liberano) Tonino!.... Nun l'abbiamo avvisato.

ARTURO : Chi Tonino?

CLEMENTINA : Tuo fratello.

ARTURO : Mio fratello? Io frate nun ne tengo.

CLEMENTINA : Ma che dici? Tonino!

ARTURO : Tonino? E chillo Tonino è muorto!

CLEMENTINA : E'......è…...è muorto?

ARTURO : Ahè! E' muorto 'a mò? E' muorto 'a tante anne!

CLEMENTINA : Uh! Mamma mia! Dateme na seggia. (sta per svenire)

MIMI' : (spaventato) Clementi, uè. (la fà sedere) Che hai? Rafè, nu bicchiere 'e acqua, presto..

RAFFAELE : (affacciandosi a destra) Veroni, nu bicchiere 'e acqua, movete, fai presto.

ARTURO : Ma che è stato?

MIMI' : E lo domandi pure, Artù. Nun abbastava la perdita del padre, tu nce aviva dicere pure che era morto il fratello.

ARTURO : Il fratello? (Entra Veronika da destra e va a versare il bicchiere d’acqua)

MIMI' : Artù, ma tu te fusse rimbambito? Stavate parlando di tuo fratello Tonino, la buonanima.

ARTURO : La buonanima? E quello mica è morto?

MIMI’ : Artù lo hai detto mò che tuo fratello Tonino è morto.

ARTURO : Ma io ho detto è morto come per dire che per me non esiste più.

MIMI' : E passà nu guaio! E dici "E' morto"?

NICOLA : (entrando da sinistra) Che è stato, papà?

CICCIO : (c.s.) Che tene mammà?

MIMI' : Niente, niente! Un piccolo svenimento!

RAFFAELE : (c.s.) Veronì, stu bicchiere...

VERONIKA : Ecco, ecco! Bevi signora, bevi!

MIMI' : Damme cà! (le spruzza l'acqua sul viso) Clementi, non è vero. Tuo fratello Tonino è vivo. Quello Arturo ha scherzato.

CLEMENTINA : (rinvenendo) Ah!........ Meno male! Che contentezza… Che felicità….. Che gioia. Che sollievo……. Che t'anna appennere, Artù.

MIMI' : S'è ripigliata bona, ià.

VERONIKA : (a Ciccio che le si è avvicinato e le ha toccato il lato B) Ahi! ARTURO : Uè! E che allucchi?

VERONIKA : Lui toccare me!

CICCIO : Ma chi ti ha toccato?

MIMI' : (strattonandolo) Ma insomma si sempe tu?

VERONIKA : Io a te tagliare mano! Tu non tocchi me! Nonno pagare, lui si, tu no!

CLEMENTINA : Uè uè! E come ti permetti? Mio figlio nun t'ha proprio tuccato!

VERONIKA : Signora come fare voi a dire se avere occhi chiusi e stare cadavere?

CLEMENTINA : 'O ssaccio perchè sono la mamma e mio figlio sti cose nun he fà. (pausa) Cierti cose na mamma 'e sente!

VERONIKA : Signora io non so cosa voi sentire e nemmeno dove sentire, ma io sentito sua mano, e sua mano sentito qua! (se la poggia sul di dietro ed esce a destra seguita da Ciccio e Nicola)

CLEMENTINA : (innervosita)  Artù chesta è ll'urdema! (tutti la calmano) Artù chesta è 'a vota bbona! (c.s.) Se ne deve andare! Basta! Basta! Rafè, chiama a tuo zio Tonino.

RAFFAELE : Chi?

ARTURO : E insiste sa’.

CLEMENTINA : Artù, s'adda avvisa. Pure isso è ‘o figlio.

ARTURO : Pure isso è 'o figlio? 'O figlio 'e chi? Da quando se n'è andato a vivere all’estero avesse fatto nu juorno na telefonata pe' dicere "Nè, comme state?"  Nun s'è fatto mai sentì, nun s'è fatto mai vedè! Nun si è mai curato del padre, sai mò che se ne 'mporta si 'o pate è vivo o è muorto?

CLEMENTINA : Se non se ne importa vuol dire che non viene, ma nuie l’amma chiammà! Dobbiamo stare con la coscienza a posto.

ARTURO : Clementì sei solo tu che ti fai tanta scrupoli. Comunque si 'o vuò chiammà là sta 'o telefono.

CLEMENTINA : Raffè, sta il numero nella rubrica. Chiamalo tu.

RAFFAELE : Ma chi 'o canosce a chisto, mò! (sfogliando la rubrica)

CLEMENTINA : Ma comme non lo conosci se ha vissuto con noi per tanti anni.

RAFFAELE : Comme se chiamma! Tonino comme?

ARTURO : Comme a te, imbecille!

RAFFAELE : Ah, già! (lo cerca nella rubrica)

ARTURO: Rafè nun te scurdà ca stai a chiammà all’estero. Fà ampressa.

RAFFAELE : Rafele, Rafele, sempe Rafele, sulo Rafele. (compone il numero) Ogni cosa, Rafele. ...Pro…pronto! (guarda Arturo dubbioso)  So' Rafele! Raffael(in improbabile inglese) chi Rafele? Ehm …         Rafele 'e zi' Arturo… Zio Artùùr!! Chi è che parla? Nce sta zio Tonino? .... E me lo passate, pe' piacere? Please! ( guardando Arturo e facendo un gesto per sottolineare la perfetta parola in inglese) Grazie! Danksiò!   Era una donna.

CLEMENTINA : La moglie!

ARTURO : E non lo potevi dire a lei?

RAFFAELE : E' 'o zi' Tonino? 'O zi', io so' Rafele …..Rafael, come state? No, e forse non vi ricordate di me… io sono il figlio di Arturo………. No, quale onorevole? Arturo... ……… Ahè! Ma quale avvocato.... So' 'o figlio 'e Arturo, vostro fratello! E si dall’Italia. Si, grazie, zia Clementina sta bene e vi manda tanti saluti pure lei. Si, tutto a posto, non c'è male, grazie! Sì, io mi ricordo .. stavamo tutti insieme a casa di nonna .. comunque sono passati più di venti anni …

ARTURO : E movete!

RAFFAELE : E niente, vi chiamavo per  un motivo importante … e sì, vi volevo dire che io sto a casa del nonno... si, 'o nonno, vostro padre.... e niente, quello stanotte 'o nonno nun è stato tanto buono. Non è stato bene!! Ma nun ve preoccupate è cosa 'e niente. Ha tenuto sulo 'a tossa forta e nu poco 'e catarro. Yes, yes, catarro! Ma all'improvviso, però, c'è venuta 'a freva....

CLEMENTINA : Rafè, ma che stai dicendo....

ARTURO : Cà 'o telefono cammina.

RAFFAELE : All'inizio teneva 37….. 37 e mezza, nun steva tanto malamente, ma all'improvviso è sagliuta 'a temperatura....

ARTURO : E a me me sta saglienno ‘a  nervatura!

RAFFAELE : Saglie saglie, saglie saglie,saglie saglie…. 38……. 38 e mezza.. 39…..40…         

CLEMENTINA : Ma insomma nce 'o vuò dicere?

RAFFAELE : 'O respiro sempe chiù forte….. 'o battito d'o core sempe chiù lento... ….  'O respiro sempe chiù forte….. 'o battito d'o core sempe chiù lento...

ARTURO : E tu ca si sempe chiù luongo! Damme ccà! (gli strappa la cornetta) Tonì, songo Arturo. Si, stongo buono. Siente, stammatina, è muorto papà. Che fai? Vieni? E come te lo dovevo dire? Allora? O vuò piglià st’aereo p’a seconda vota dint’a vita toia?....  Vieni, o no? Il biglietto? Ma tu stai parlando del biglietto aereo? E non lo so! Ma a niente a niente te lo devo fare io il biglietto? Non si sente … Tonì ma tu stai buono? A chi fai venire? Io non ti capisco, si vuò venì nuie ca stammo … statte buono!  (a Raffaele) Ahhh, imbecille! Nce vuleva tanto?

RAFFAELE : Papà, io aggio fatto comme ha ditto  zi' Mimi!

ARTURO : E tu dai retta 'o zi' Mimi? (controscena di disappunto di Mimì poiescono a sinistra stanza nonno Raffaele e Mimì )

SCENA 7 – ARTURO – CLEMENTINA – HOSTESS – GEMELLI -DONNA

CLEMENTINA : Ma che ha detto, viene?

ARTURO : Ma che ne so, si sentiva a scatti, parlava del biglietto aereo!

CLEMENTINA : E tu che hai detto?

ARTURO : E che ho detto? Clementì mi hai sentito! Non si capiva niente mma seppure doveva essere secondo te io poi facevo il biglietto a lui?

CLEMENTINA : (lo schiaffeggia sul braccio da esaurita) E metti che lui non tiene soldi, metti che va facendo il mendicante per strada!

ARTURO : Ma che mendicante, lo hai sentito! Tiene il telefono a casa. Ha risposto la moglie, che fa il mendicante di nascosto … oh e poi non sono fatti nostri, vuol dire che non viene …

CLEMENTINA : (da esaurita gli dà un pizzico) Mmmmmm!!

ARTURO : Clementì, finiscila!

HOSTESS (entrando dalla porta d’ingresso insieme a due maggiordomi ed una cameriera) E’ permesso!

ARTURO : Avanti!

HOSTESS : La porta era aperta perciò …

ARTURO : Prego, prego, accomodatevi … ma chi siete e che vogliono questi? (indicando i tre che stanno riassettando l’appartamento, i due maggiordomi che con molta calma e pacatezza danno indicazioni alla donna che si dà da fare a pulire con movimenti lenti anch’essa e sempre uguali)

HOSTESS : Laddove c’è bisogno di noi, laddove c’è una dipartenza, un volo ..

ARTURO : ‘Aspita, e chist comm’hanno fatto? Stavano dietro la porta?

CLEMENTINA : (c.s.) Artù facci il biglietto!!! Ate che mendicante, chist adda essere uno importante!!! (c.s.) Artù facci il biglietto!!!

ARTURO : E me fai male! Appunto pecchè è uno importante nun so’ po’ pava iss stu biglietto? (c.s.) Aspè, fammi indagà! (all’hostess) Chiedo scusa, ma …avrete saputo della chiamata …

HOSTESS : E si, purtroppo! Sicuramente era un viaggio inaspettato …

ARTURO : Io infatti pensavo non venisse proprio …

HOSTESS : Ma a pagare non sarà lui …

ARTURO : Io mezza cosa l’avevo capito …

HOSTESS : Ma tutti voi!

ARTURO : Tutti noi … io e mia sorella! Noi due ne siamo! Hai capito .. pure il viaggio si è fatto pagare, quel farabutto!! ’A persona importante! Ma voi come avete fatto a venire così presto, io mò ho attaccato la telefonata, in questo momento esatto.

HOSTESS : Grazie alla lunga esperienza acquisita nel settore ci poniamo alla clientela in modo celere ed efficiente.

ARTURO : Sì, ma troppo efficiente, secondo me. Troppo celere.

HOSTESS : Siamo unici nel nostro genere. Chi non conosce il nostro modo di operare pensa che noi non sappiamo fare il nostro lavoro … ma noi non siamo un’agenzia qualunque...

CLEMENTINA : Va bè Artù , senza che perdiamo tempo, quant’è?

ARTURO : Sì, è vero. Scusateci ma noi stamattina stiamo combinati male e non abbiamo troppo tempo da dedicarvi. Chiudiamo questa storia altrimenti debbo uccidere mia sorella .. diteci quant’è e la facciamo finita una volta e per tutte …

HOSTESS : Ma avremo bisogno di informazioni al riguardo … dopo l’intervista telefonica segue un’intervista in diretta …

ARTURO : In diretta? Adesso?

CLEMENTINA : No, no Artù, io oggi non sono andata nemmeno dal parruccchiere.

ARTURO : No, sentite .. non vogliamo interviste in casa, Specialmente oggi ..

CLEMENTINA : Non siamo in condizione.

HOSTESS : Avete una foto?

ARTURO : Pure la foto? Ma chi la tiene sta foto?

CLEMENTINA : Ce l’ho io! (esce a sinistra)

ARTURO : Clementì dove vai che è tardi?

HOSTESS : E allora? La cassa?

ARTURO : Esatto .. cassa!!!

2 GEMELLO : (i maggiordomi si avvicinano minacciosi ad Arturo) Di abete?

ARTURO : (impaurito) Si .. ma ereditario!

1 GEMELLO : (fa i conteggi sulla calcolatrice a rotoli e dopo aver conteggiato e aver srotolato una buona parte fa il segno 3)

ARTURO : Quanto?

GEMELLI : Tremila euro?

HOSTESS : Il cassiere ha parlato!

ARTURO : Si, ma non ha parlato bene! E poi lo hanno detto in due!

HOSTESS E’ un solo corpo .. una sola anima .. una sola voce!

GEMELLI : Tremila!

ARTURO : E continuano ancora …

GEMELLI : Tremila euro!

ARTURO : Vedete bene …fossero… 

GEMELLI : Tremila euro!

ARTURO : Se so’ pure ‘ncantati tutti e due.

GEMELLI : Tremila euro!

ARTURO : (all’hostess) Sentite, ma si può fare una dilazione nel pagamento ..

HOSTESS : Adesso ci basterà un anticipo del trenta per cento …

ARTURO : Benissimo ..  cassiere!!

GEMELLI : Tremila!

ARTURO : Ha detto trenta per cento!

GEMELLI : Tremila!

ARTURO : Ahè chist’ stann ancora ‘ncantati!!!

2 GEMELLO : Né bello .. ma pecchè trenta per cento quanto fa?

ARTURO : Fa tremila!

GEMELLI : He visto?!

ARTURO : Signorì quello ha ragione 30x100 veramente fa 3000. Ma allora ci prendete in giro?

HOSTESS : Ma sì, vedete come ridono?

ARTURO : Ma sti duie sciem …

1 GEMELLO : E tiuuu ..

ARTURO : No, io non so’ scemo …

1 GEMELLO : E tiuuu ..

ARTURO : Io so’ diritto …

1 GEMELLO : E tiuuu ..

ARTURO : Ma e tiuuu che?

2 GEMELLO : E’ tiù .. è catarro .. starnutisce!

ARTURO : Si ma fa brutto però!!!

CLEMENTINA : (entra da sinistra) Ecco la foto!

2 GEMELLO : Sta bello!

ARTURO : P’o fatto ‘e chest … bellissimo!

2 GEMELLO : (lo afferra mettendogli le mani in viso) Ceramica!

ARTURO : (non si capisce) Piombatura!

CLEMENTINA : Che hai detto?

ARTURO : Piombatura! Prima il diabete, mò l’otturazione io non ho ancora capito questi che domande fanno….

HOSTESS : Lo so quello che state pensando, e non siete i soli .. tutti si meravigliano!! Perché la nostra agenzia è originale … basta con quegli abiti neri

GEMELLI : Basta! (lo spingono)

HOSTESS : Basta con gli occhiali scuri …

GEMELLI : E basta!! (lo strattonano)

HOSTESS : Basta con quelle facce tristi!!

GEMELLI : E bastaaaa!!!

ARTURO : (anticipandoli) E basta lo dico io .. ditemi quant’è e facciamola finita.

GEMELLI : Novecento!

CLEMENTINA : Artù muoviti dagli i novecento euro prima che cambiano idea! E il resto poi si vede!

ARTURO : (tra sé) Si, si .. e quanno ‘o vedono ‘o riesto! Clementì anticipo io!

CLEMENTINA : Si, si, vai tu!

HOSTESS : E ricordate che lo fate per lui … due preghiere e il suo viaggio sarà più confortevole.

ARTURO : (prende i soldi da una credenza e mentre mette i soldi sul tavolo assume un tono sempre più alterato fino ad innervosirsi completamente)  ! Oh Tonino … tu che per me sei morto già da un pezzo … fa che la tua salma arrivi tutta intera … perché sarò io .. ad aspettarti  … e a prendermi cura personalmente del tuo ormai putrefatto cadavere … e così sia … tè, tè, tè tè!!!

1 GEMELLO : E ciù ciù …

ARTURO : Salute!

2 GEMELLO : Che salute! Ha detto ciù ciù ..cioè è finito questo è?

ARTURO : E questo è .. novecento euro! Pensavo avesse starnutito…

HOSTESS : (a Clementina) Bene, parlo con lei che mi sembra meno colpita dalla immensa sciagura che ha colpito la sua famiglia …

CLEMENTINA : (contenta) No, no e a lui che dispiace … a me mi fa piacere!

HOSTESS : (la guarda stranita) Bene! Il nome del viaggiatore!!

CLEMENTINA : Antonio Buonocore! Detto Tonino!

HOSTESS : Facciamo scrivere proprio così “detto Tonino”. Sappiamo che non ne volete ma il nostro pacchetto è “all inclusive”. Conviene farne almeno uno. Almeno tutti sanno che sta qui .. lo vengono a salutare almeno …

ARTURO : Ma chi? Che quello non conosceva nessuno .. e poi oggi e domani al massimo poi se ne va … (a Clementina) viene la gente, sanno che è qui..

HOSTESS : Uno lo mettiamo, quaggiù, sotto il palazzo .. abbiamo già abbellito tutto l’ingresso … è bellissimo

ARTURO : Ma nemmeno fosse il principe di Scozia .. e sì  … facciamoci trovare pure il tappeto rosso! … Che dite? Lo portiamo nel tassì? Gli vogliamo far trovare i fiori?

HOSTESS : La macchina è già stata scelta e lo attende .. è una Limousine nera del ‘77 adattata proprio per le occasioni. E per i fiori, sentite a me, meglio dispensare! Tanto avrà una corona bellissima e gli andrà più che bene. Arrivederci! (escono)

CLEMENTINA : Artù, quella ha parlato pure della corona ma .. allora Tonino veramente è diventato ‘o Principe ‘e Scozia!

ARTURO : Fino a pochi minuti fa, a sentire te, tuo fratello chiedeva l’elemosina per strada. Da mendicante a Principe di Scozia! Clementì famme ‘o piacere! … ‘O principe ‘e Scozia che se fa pagà ‘o biglietto pe’ venì in Italia .. i che schifezza ‘e Principe!!!

MARIA : (entra da destra) (Clementina esce a destra)  Artù, Artù! (si precipita su di lui e lo abbraccia bloccandolo) Pecche aveva succedere?

ARTURO : N'ata vota! Mari, accussì m'affuochi! (tenta di liberarsi)

MIMI' : (entra da sinistra) Mari!

MARIA : (lascia la stretta e Arturo con chiari segni di dissenso esce a sinistra, stanza nonno) Mimi!

MIMI’ : Marì!!! (si abbracciano) Che disgrazia. Che disgrazia

Buio

SCENA 8 – CICCIO – NICOLA – RAFFAELE – MIMI’

Ciccio e Nicola in scena; Ciccio, al tavolo, sta facendo le parole crociate e Nicola, sul divano, gioca col cellulare.

CICCIO : (dopo qualche secondo) Nicò?

NICOLA: Dimmi?

CICCIO : Comme è muorto 'o nonno?

NICOLA : 'O nonno? E non lo so, sarrà muorto 'e vicchiaia!

CICCIO : Ve cchia ia  (controlla sulla enigmistica) E nun nce va!

NICOLA : Ma che cosa?

CICCIO : V e c c h i a i a!

NICOLA : Ma pecchè?…… Va truvanno 'e sape 'o nonno nuosto comm'è muorto?

CICCIO : E nun 'o saccio si parla d'o nonno nuosto!

NICOLA : Quanta lettere so'?

CICCIO : Due!

NICOLA : Due? E che può essere? (si alza e va da lui) Ma famme vede! Addò sta scritto?

CICCIO : (mostrandoglielo) Cà!   Quattro orizzontale!

NICOLA : (prende il giornale) E lascia! (cerca) Orizzontale!... Quattro orizzontale! (legge) La fine del nonno! (pausa poi sbatte il giornale in testa a Ciccio) Hii!

 CICCIO : E me fai male, cretino!

NICOLA : La fine del nonno.... va truvanno 'o nonno comm'è muorto!

CICCIO : E tu 'a sai 'a risposta?

NICOLA : E' no!

CICCIO : He visto ca nun 'a sai manco tu?

NICOLA : E'……."no", imbecille, la risposta!

CICCIO : No?

NICOLA : Sissignore! La fine del non........NO!

CICCIO : Ahh!.... La fine del nonno?...... Mò aggio capito!

NICOLA : He capito?

CICCIO : Ho capito! Ho capito! Si prendono le iniziali! NO...nno!

NICOLA : Ignorante! Le finali! Non...NO!

CICCIO : E sempe chell’ è, Nicò! Le iniziali o le finali sempe "no" è!

NICOLA : Ma in questo caso sono le finali, non ti chiedeva le iniziali!

CICCIO : Ho capito, Nicò! Ma m'avisse pigliato pe' ritardato? Ecco qua! Un

esempio pe' te fa vedè che aggio capito!

NICOLA : (riprende l'elenco) Famme sentì!

CICCIO : 17 verticale! Nicò, tu me siente?

NICOLA : Sissignore!

CICCIO : Le iniziali di Pavarotti! (pausa, i due si guardano in silenzio e si interrogano a gesti) Pavarotti! (c.s.)Pavarotti! (c.s.)

NICOLA : (esausto, gridando) E allora?

CICCIO : (con soddisfazione) E "Pa"! (Nicola trema)

NICOLA : E “Pu” (lo guarda per un attimo, poi rassegnato) Scrivi "Pa"!

CICCIO : (si siede e tutto contento scrive sull'enigmistica,sorride soddisfatto)….  E certo che è "Pa"! Iniziali di Pavarotti! dice 'a verità, Nicò. Certo che so' difficili sti cose, eh? Però sto imparando! Nicò, dalla settimana entrante passo a chelle 'e tre lettere! Prima o poi pure l'aggia fernì stu coso! Quanto nce pozzo mettere?

NICOLA : Una decina di anni!

CICCIO : E tanto chi me corre appriesso?

RAFFAELE : (entra da sinistra) Guagliù!......guagliù   nun sapite che stanno cumbinanno!

CICCIO e NICOLA : Ma chi?

RAFFAELE : Papà e 'o zi Mimi! Stanno vestenno 'o nonno!(ride)

CICCIO : E che nce sta 'a ridere?

RAFFAELE : Ahè! Chillo ‘o nonno erano sette anni che non scendeva dal letto! Tiene solo il vestito del matrimonio che è viecchio assaie e tene chillo d'a primma comunione....

CICCIO : Che è ancora chiù viecchio!

RAFFAELE : Che dici, Ciccì! Quello è vecchio ma almeno è più recente!

CICCIO: E' più nuovo?

NICOLA : Sicuro! Assai chiù nuovo!

CICCIO : (non convinto, si alza e comincia a fare i conti) Mah!

RAFFAELE : Stanno cercanno 'e nce mettere stu vestito 'ncuollo, ma non ci riescono di nessuna maniera! 'O cazone nun s'appuntava, 'a cammisa l'hanno tagliata con la forbice dietro la schiena e nce l'hanno 'nfilata a uso camice

CICCIO : Ma 'o nonno a quante anne s'ha fatto a primma comunione?

RAFFAELE : Ciccì e nuie che ne sapimmo?

CICCIO: Va buò!

RAFFAELE : Mò ci stavano infilando la giacca e 'i maniche nun nce capevano, uno 'o manteneva e chill’ato furzava, uno furzava e chill'ato 'o manteneva, nun putite immaginà quanto erano curiosi.

CICCIO : Ma ‘o nonno s'è spusato primma o doppe che s'è fatto 'a primma comunione?

NICOLA : Doppe, imbecille!

CICCIO : Allora è comme dico io! E"o vestito d'o spusalizio ca è chiù nuovo!

RAFFAELE : D'a primma comunione....

CICCIO : D'o spusalizio!

NICOLA : D'a primma comunione nostra, no chella d'o nonno, cretino!

CICCIO : Ahh! E vuie nun ve facite capì! (mentre gli altri due ridono, squilla il suo cellulare)

NICOLA : E’ lei?

CICCIO : Penso di sì! Shhhh! Prondo? … Si, ciao Simona! Dimmi pure …

NICOLA : (in apprensione, a Raffaele) Forse questo è il momento buono.

CICCIO : Già lo teniamo!

NICOLA : Che cosa?

CICCIO : Un telefonino! (Nicola fa un gesto di disapprovazione) … Non ci interessa, vai avanti … (a Nicola, con la mano davanti al ricevitore) Materasso matrimoniale compreso di lenzuola (Nicola c.s.) Già lo teniamo!

RAFFAELE : Né, ma chi è?

NICOLA : E’ Simona della Wind. Sta cercando in tutti i modi di far fare una ricarica a Ciccio. Gli sta offrendo l’impossibile.

CICCIO : Un Personal Computer.

NICOLA e CICCIO : Già lo teniamo.

RAFFAELE : Ma scusate, di quant’è sta ricarica?

NICOLA : Anche 5 euro!

CICCIO : Con fax e stampante … ma li teniamo … non li tenessimo ma li teniamo. Va bene, come vuoi! Simò però mi raccomando, proposte più consistenti altrimenti è tutto inutile!! Ciao ciao. (chiude la telefonata)

RAFFAELE : Hai occupato?

CICCIO : Ci volevi parlare?

RAFFAELE : Ma come? Quella parla di telefonino, materasso, computer .. ma perché non accettate.

CICCIO e NICOLA : Già li teniamo!

RAFFAELE : Cos’e pazzi!!! Ma perché non chiamano me?

CICCIO : Tu da quanto tempo non ricarichi il cellulare?

RAFFAELE : E quant’è? L’ultima volta … mi ricordo che faceva caldo … forse l’estate scorsa!

NICOLA : Uhhh .. Ciccio a Natale prossimo fa 7 anni!

CICCIO : Nun me faccio fa, nun me faccio fa!

NICOLA : Se lo contendono i più grandi gestori!

CICCIO : Nun me faccio fa, nun me faccio fa!

NICOLA : Tutti vorrebbero una sua ricarica, ma lui niente!

CICCIO : Nun me faccio fa, nun me faccio fa! Devo resistere!

RAFFAELE : Vuie nun state buono!!

Entra Mimi dalla sinistra, tutto sudato, prende uno straccio che sta sul tavolo e si asciuga la fronte

MIMI' : Mamma mia! (con affanno) Nicò, vai di là e prendimi un martello! E chiama pure a Veronika che ci serve una mano.

NICOLA : 'O martiello?

MIMI' : Fa’ ampressa, Nicò! (Nicola esce a destra)

RAFFAELE : Zio!? Ma che ata fà co' martiello?

MIMI' : ‘O martiello? Io 'o desse 'ncapa a pateto, 'o martiello! Niente meno si è messo in testa e nce mettere nu paro 'e scarpe 'e na quinnicina 'e anne fà!

RAFFAELE : Pure 'e scarpe?

MIMI' : Eh, si! Ha detto che senza scarpe nun pò je! (rientra Nicola con il martello, lo prende) Mò pe' tramente io martello 'ncoppa 'a ponta, pateto nce 'nzippa 'e scarpe! I che manicomio!.....(a Nicola) Veronika?

NICOLA : Mò viene!

MIMI’ : Dalle pure una bottiglia d’acqua .. accussi ci arrepigliamm nu poco!

ARTURO : (da dietro le quinte) Mimiii!

MIMI' : Sto venenno! Sto venenno!!! (col martello) 'A ccà dereta, oì! (esce a sinistra)

SCENA 9 – NICOLA – CICCIO – RAFFAELE – VERONIKA - CLEMENTINA

NICOLA : (ridendo assieme ai cugini) Che tarantelle!!!

RAFFAELE : Tarantelle? Chelle so’ barzellette!!

VERONIKA : Io sto qua … mi dire cosa volere?

NICOLA : Una bottiglia d’acqua di là Veronì …

CICCIO : (si atteggia ponendo le gambe su una sedia) A me invece mi porti un caffè con un po’ di latte a parte…. Guagliù  voi che prendete?

NICOLA : (togliendogli le gambe dalla sedia) Ma dove stai? Fuori al bar?

VERONIKA : E tu chiami Veronika per bottiglia di acqua?

RAFFAELE : (mentre prende la bottiglia) Nossignore, vanno trovando che ci dai una mano …

VERONIKA : Io dare mano? Tanti di voi qui e io dare mano? No no no no no … e io poi di là non vado! Nonno spogliato e io paura.

CICCIO : (si alza, impettito, e prende la bottiglia da mano a Raffaele) Non ti preoccupare, Veronika bella, Ci vado io! 

VERONIKA : Ah! Bravo a Ciccillo!

CICCIO : Veronì, per te questo ed altro .. quando vuoi!

Ciccio esce a sinistra, mentre Veronika sta per uscire a destra quando si sente dalle quinte di sinistra un gran fracasso di bottiglia e bicchieri rotti.

VERONIKA : Cosa essere successo?

NICOLA : (si alza di scatto e va verso sinistra) E secondo te?

RAFFAELE e VERONIKA : Caduto Ciccillo cu tutta butteglia?

CICCIO : (esce da sinistra, si lamenta, zoppica vistosamente e si mantiene la gamba) Ah! Aiah! (ai due che gli chiudono il passaggio dà una spinta) E levateve 'a 'nanze! Ah! Ahh!

RAFFAELE : Che te fà male?

CICCIO : Ahh! '….A coscia, 'a coscia! Nun ’o vide o sanghe!.......Ahhh!

VERONIKA : (avvicinatasi, sposta i due) Momento! Vedo scarda vetro uscire da muscolo quadricipide femorale di coscia di Ciccio!

NICOLA : Waaahhh! Veronì, manco a Grey’s Anatomy se riescono a spiegà meglio!!

RAFFAELE : Zitto! (osservando bene) E' overo! Ciccì, nun te movere!!

NICOLA : Metti la gamba qua! (glielo fà appoggiare su un’altra sedia) Hai ragione Veronì! E' proprio una scarda di vetro! Aspetta, Ciccì, mò t'a levo io....

RAFFAELE : Fermo, Nicò! Lassa fà a me, che nun me so perz na puntata … (infila una sorta di camice con benda)

NICOLA : Ma di che?

RAFFAELE : Dottor House! (zoppicando chiama a voce alta) Assistente!!!

NICOLA : Sono io … sono pronto!

RAFFAELE: (gridando) Infermiera .. infermiera …

NICOLA : (a Veronika) Infermiè ..

VERONIKA : Ah, io essere infermiera? Occupare io allora del malato … (lo accarezza)

CICCIO : Nonostante il dolore … me piace stu gioco!

RAFFAELE : Infermiera Veronika! Aizame 'e maniche d'a cammisa!

VERONIKA : (a Raffaele) Io no capito!

NICOLA : Alzare maniche sua cammisa!

VERONIKA : Ah, va bene! (esegue)

RAFFAELE : Non ti distrarre assistente … e mantieni la coscia al paziente!

NICOLA : Agli ordini!!(esegue)

RAFFAELE : Paziente Ciccillo!!

CICCIO : Dite, dottò?

RAFFAELE : Se senti dolore allucca e strilla! (cerca il pezzo di vetro ma non lo trova)

CICCIO : Dottore un consiglio …

RAFFAELE : Dimmi paziente!

CICCIO : Mittete ‘e lente che nun vide niente!

VERONIKA : (gli dà un paio di occhiali) Prego!

RAFFAELE : Grazie! (mette gli occhiali) Forse è meglio!! (Ciccio urla) Ah! Eccola! La vedo!!! La vedo!!! (cerca di toglierla) Ahhhhh! (la toglie)

CICCIO : (Un urlo terribile di Ciccio) Aaaahhh! Che dolore! Maronna Mia! Che dolore!

RAFFAELE : (prende lo straccio e glielo mette sulla ferita) E' fatto, è fatto! E’ finito ..

NICOLA : Rafè….. ma chillo è 'o straccio che ha usato papà per asciugarsi il sudore!

RAFFAELE : E che fa, il sudore disinfetta!

CICCIO : Ahhhh! (prende lo straccio e lo butta a terra) Ahhh!

CLEMENTINA : (entrando da destra) Che è successo?

CICCIO : Mammà! Mammà! (tende le braccia)

CLEMENTINA : 'O figlio mio! Ma che è successo!?

CICCIO : Me so’ ferito!

CLEMENTINA : Fa' vede! (osserva la ferita) Meno male che punti non ce ne vogliono! Rafè, prendi una garza e fategli una fasciatura (Raffaele prende una fasciatura). La bottiglia? (di scatto verso Veronika) Sì stata tu? L’hai fatto cadere tu!

VERONIKA : No signora, avere fatto tutto lui! (esce a sinistra)

CLEMENTINA : E' 'a verità? (a Ciccio)

CICCIO : Ahhh! Si, mammà! So' caduto io e 'a butteglia.

CLEMENTINA : Nicò, tu mantieni  il pantalone di tuo fratello così, mentre tuo cugino gli infascia la gamba da qua a qua. (si avvicina Raffaele) Raffè tu sai fa?

NICOLA : Azz, mammà sai fa?

CICCIO : Vicino a Dottor House …

CLEMENTINA : Allora vado che tengo da fare .. (esce a sinistra mentre cominciano le operazioni)

SCENA 10 – RAFFAELE – CICCIO – NICOLA – SIMONA (solo voce)

CICCIO : Rafè nun 'a fà troppo stretta!

RAFFAELE : Lascia fare a me Ciccì! Io, senza scherzi, ho fatto un anno di scuola infermieri !!

CICCIO : Ahhh! E me fai male! (mette la mano sulla gamba, col cellulare)

NICOLA : Pienze ca 'o nonno è muorto, e vide che te passa! A proposito Sabato che vulimmo fà?

RAFFAELE : Guagliù, chello che vulite vuie! (per l'enfasi stringe troppo la fascia)

CICCIO : Ahhh! Alle, Rafè! (gli squilla il cellulare ma tutti lo cercano, finchè non si scopre che il cellulare di Ciccio è stato fasciato, con la mano, sulla gamba)

RAFFAELE : Ma io sento un cellulare!

CICCIO : E’ il mio .. ma non lo trovo! (si alza e poi si accorge della cosa) Uh mannaggia Raffaele mannaggia!!!

NICOLA : (ridendo)Rafè, ma che he fatto? Nce 'nfasciato 'a coscia cu tutta 'a mana?

CICCIO : (comincia a camminare in quella posizione) E pure ‘o cellulare!! Guardate chisto che m'ha cumbinato, guardate!

RAFFAELE : (ride) Eh! Eh! Ma che fai? Eh! Eh! Te 'nfascio 'a mano, ‘o cellulare, e tu manco te ne accorgi?

CICCIO : Io mi stavo grattando, imbecille! (continuando a camminare)

NICOLA : E  rispondi no? (un po’ sorride un po’ indica Ciccio con disappunto)

RAFFAELE : (eseguendo) Aspè, mò mettiamo il vivavoce!!

CICCIO : Site duie sciem’!!

NICOLA : (ad alta voce) Pronto?

SIMONA : (solo voce) Pronto, sono Simona della Wind.

NICOLA : Ciao Simona sono Nicola, il fratello di Ciccio! Sei in vivavoce, ma hai chiamato un attimo fa.

SIMONA : Sì è vero ma stavolta la Wind ha rilanciato alla grande e non vuole mollare … sa, suo fratello è un ragazzo molto in gamba …

NICOLA : Si, molto in gamba!

CICCIO : Sta sfuttenn’?

SIMONA : Il signor Ciccio è lì?

CICCIO : Si, sono qui.

SIMONA : Bene signor Ciccio … vuole fare una ricarica di cinque euro?

CICCIO : Bellella … a me Simona me piace perché parte sempre con la stessa domanda. Simona bella, in questo momento non posso … ho le mani legate.

SIMONA : Ma attualmente com’è la sua posizione?

CICCIO : Un po’ scomoda per la verità!

SIMONA : Potrei farle aggiungere altri punti.

CICCIO : No, ma quali punti .. mamma ha detto che non ce ne vogliono … 

SIMONA : E allora sicuramente è una questione di fascia?

CICCIO : Hai colto in pieno il problema …

SIMONA : Bene, io le potrei far fare un cambio di fascia.

CICCIO : Veramente ci sta già pensando mio cugino …

SIMONA : Suo cugino?

CICCIO : Non lo conosci? Lo chiamavano Dottor House!

SIMONA : Lavora per la concorrenza?

CICCIO : No, non lavora per nessuno … dice che ha fatto un anno di scuola infermiere ma io non gli credo …

SIMONA : Come non detto, torniamo alla ricarica di cinque euro per cui io le offro un qualcosa di clamoroso che lei davvero oggi non può rifiutare

CICCIO : Sentiamo!

SIMONA : Un soggiorno per due a Parigi ..

CICCIO : Gia lo teniamo …

RAFFAELE : Ma che tieni? Che tieni?

CICCIO : Il soggiorno Raffè .. e lo teniamo a casa nostra senza bisogno di arrivare fino a Parigi.

RAFFAELE : Nicò ma tu non gli dici niente?

NICOLA : E sì appunto, pure tu Simò però .. se già in famiglia siamo in quattro …  un soggiorno per due è troppo piccolo!!

RAFFAELE : Duie sciem’!!

SIMONA : Allora una stanza da letto ..

NICOLA e CICCIO : Già la teniamo ..

SIMONA : Un televisore a led …

NICOLA e CICCIO : Già lo teniamo …

SIMONA : Una casa al mare ..

NICOLA e CICCIO : Già la teniamo ..

SIMONA : Uno schiaccianoci …

Nicola guarda Ciccio e Ciccio guarda Nicola, nell’attesa Raffaele che prima era senza parole sembra risvegliarsi e comincia ad andare in panico pensando che i due acconsentano a quella proposta inutile. Cerca di annuire per fargli dire il loro “Già lo teniamo” fino a che va in cucina e torna con uno schiaccianoci in mano, solo allora i due si convincono.

SIMONA : Signor Nicola … Ciccio … un bellissimo schiaccianoci?

NICOLA e CICCIO : Già lo teniamo .. (Raffaele fa un sospiro di sollievo e torna a fasciargli la gamba)

SIMONA : E allora vuol dire che sarà per la prossima volta .. a risentirci!

CICCIO : Rafè a che stai? (chiude la telefonata)

RAFFAELE : (ritornando alla fasciatura) Ho finito quasi!

SCENA 11 – RAFFAELE – CICCIO – NICOLA – MIMI’ - ARTURO

Urlo forte e secco di Mimi proveniente dalla quinta di sinistra

RAFFAELE : E' 'o zi Mimi!

CICCIO : E che è stato?

NICOLA : Iamme a vede! (esce verso sinistra, ma si porta la garza appresso con tutta la gamba di Ciccio) Venite !!

CICCIO : Aspetta! 'A coscia! 'A coscia! (cade dalla sedia)

RAFFAELE : Fermati, Nicò! (soccorre Ciccio)

NICOLA : (accorgendosi dell'accaduto, torna indetro) Che è stato?

RAFFAELE : E' caduto Ciccio (mantiene la garza)

NICOLA : Ciccì, te si fatto male? (torna con la garza in modo da fasciare Raffaele)

CICCIO : (altro urlo di Mimi da dietro le quinte) Và a vedè ch’è succieso Nicò!!

NICOLA : Vado! (fa un altro giro attorno a Raffaele, e và verso sinistra)

RAFFAELE : (cercando di liberarsi) Nicò, puose sta fascia?

MIMI' : (esce, spingendo Nicola che finisce su Ciccio) Ahhhh! 'O dito! 'O dito!

CICCIO : Ahhhh! 'A coscia! 'A coscia!

Frastuono generale. Raffaele, intanto, non riesce a liberarsi dalla garza, si allontana dalla mischia e crea con Nicola un ostacolo al passaggio di Arturo che entrando da sinistra col martello in mano, inciampa, cade, sbatte il martello sul piede di Mimi.

ARTURO : (entrando, cade col martello sul piede di Arturo) Ma che alluccat...

MIMI' : Ahhhh! 'O pede! 'O pede! (saltellando fà ricadere Ciccio che stava

rialzandosi in quel momento aiutato da Nicola)

CICCIO : (da terra) Ahhhh! 'A coscia! 'A coscia!

ARTURO : 'A capa mia! (tenendosi la testa) 'O musso! Che botta!

MIMI' : (che continua a saltellare) Ahhhh! 'O dito! 'O dito!

CICCIO : (c.s.) 'A coscia!

MIMI' : 'O pede!

ARTURO : 'O musso!

CICCIO : (c.s.) 'A coscia!

MIMI' : 'O pede!

ARTURO : 'O musso!

MIMI' : 'O pede!

ARTURO : 'O musso!

RAFFAELE : (gridando come per venderlo) 'O pede e 'o muuusso!!!

FINE 1° ATTO

                                             I I ATTO

Stessa scena. Clementina fascia il dito di Mimì mentre Raffaele, in ginocchio, gli fascia il  piede che è appoggiato sulla gamba di Arturo. Nicola fascia la gamba di Ciccio e Maria fascia la testa di Arturo. Entra Veronika da destra, trattiene per un po' la risata, poi non ce la fa più ed esce nuovamente a destra ridendo forte.

SCENA 1 : MIMI’ - ARTURO –RAFFAELE- CICCIO- NICOLA- GEMELLI- HOSTESS- MARIA

MIMI’ : Embè io non capisco quella che tiene da ridere!

ARTURO : Ahè! Che tene 'a ridere! Ma tu hai visto come stai combinato, Mimi?

MIMI’ : Artù, famme sta zitto!

MARIA : E sì! Statte zitto che è meglio! He fatto tuzzà a maritemo con la testa a terra! A costo di fargli venire un trauma cranico al marituccio mio! Bell’u marituccio mio!!! (lo abbraccia da dietro in una morsa)

ARTURO : (con gli occhi da fuori) Mari! Maria !! Mi stai affoca… ndo!

MARIA : (lo lascia) E io comme faccio senza di te! Spiegami, Artù! Si carenno 'nterra poco fa, battevi la testa più forte, tu mò, stavi a quell’altro mondo!

ARTURO : Ahh! Marì, aggio pacienza! Io ho sbattuto con il mento a terra, nun ho battuto la testa. ‘A capa già mi faceva male prima … la botta lo ha solo peggiorato. Mi hanno fatto inciampare questi duie imbecilli, (indicando Raffaele e Nicola)

RAFFAELE : Papà tu si trasuto all’improvviso cu chillu martiello mmano.... (sorridendo) ma poi almeno le ce le avete messe?

ARTURO : E no! Nun nce so' trasute 'e nisciuna manera!

MARIA : 'E scarpe? Volevate infilare le scarpe col martello!?

MIMI’ : Tuo marito, oì! Quando s'impunta! Ohh, quello si se vedeva a occhio nudo…... Na scarpa tantella, (indica) nu pede tanto! Nè, ma comme nce vuò 'nfilà? "Piglia 'o martiello, Mimi, lassa fà a me!" S'è visto, 'o martiello a che è servuto! Primma 'o dito e doppe 'o pede!

ARTURO : Mimi è capitato!

MIMI' : E sì, è capitato! Devi dire meno male che gli ho portato solo il martello!! Artù, si te purtavo ‘a cascetta de’ fierri … facevi una strage!

MARIA : (avendo terminato di fasciare Arturo, lo bacia) Bello, 'o marituccio mio!

ARTURO : (seccato) Marì, mi affochi! (si libera) Lassa fa! … Comunque, tutto è bene quel che finisce bene e l'importante è che l'abbiamo vestito. E' stata na faticata, eh, Mimi?

MIMI' : E per forza! Di due vestiti non ne facevano uno buono!

RAFFAELE : Ma mò sta tutto a posto?

ARTURO : Si! Si!

MIMI' : Dicimmo che si!

RAFFAELE : 'A giacca c'è trasuta?

ARTURO : Si! Si!

MIMI' : Dicimmo che si!

RAFFAELE : 'O cazone s'è abbottonato?

ARTURO : Si! Si!

MIMI' E ARTURO : Dicimmo che si! ARTURO : (continuando) Ahhh! Mimi!

MIMI' : Artù, ma pecche, secondo te, fa ‘na bella figura o nonno n’coppa o lietto? Chillo sta 'e chesto! ( si irrigidisce e fa una smorfia strana a soggetto)

ARTURO : (si alza poiché ha finito di fasciare)  E va buò… è il vestito che gli va leggermente stretto.

MIMI' : Azz, leggermente? Quello è talmente stretto che gli si è bloccata la circolazione... (tutti lo guardano) .... no, cioè…. volevo dire... gli va così stretto che nun po' manco sciatà... (tutti lo guardano) (c.s.) ....va buo’, ià! (bussano alla porta) Io pe’ tramente vaco a vedè assì trovo na mezza pantofola! (esce in fondo a sinistra, Ciccio e Nicola escono a destra)

RAFFAELE : (apre in fondo) No, veramente non saprei … prego!

HOSTESS : E rieccoci qua!

MARIA : Chi cercate, mi scusi … forse avrete sbagliato! (siede sul lato destro)

ARTURO : Zitta Marì per carità e pure voi fermi e zitti! (a parte) Clementì chist’, secondo me, vanno trovando il resto!

CLEMENTINA : Il resto? Ma se l’aereo ancora non è atterrato! (siede sul lato sinistro ed un gemello comincia l’acconciatura così come l’atro su Maria)

ARTURO : Signor cassiere, il signor Tonino è ancora in volo …

HOSTESS : Non è il cassiere.

ARTURO : Come, non è il cassiere? E’ lui! Clementì non era lui che ci ha fatto il biglietto stamattina?

CLEMENTINA : Si è preso pure i soldi …

ARTURO : L’anticipo! Il trenta per cento …

HOSTESS : Lui è il look creator!!! (entra Mimì dal fondo con un asciugamani sulla faccia e appena vede la donna con la frusta se la mette sulla testa, cercando di aggredirla ma poi fugge zoppicando per il palco fino ad uscire, seguito dalla donna)

ARTURO : Scusate ma non ho capito! Chi è?

HOSTESS : Il look creator .. il curatore di immagine … siamo un’agenzia nuova, alla moda, ed è questa la nostra forza.

1 GEMELLO : (starnutisce) E …Sciatuscio ..

MARIA : No, grazie!! L’ho fatto tempo fa …

1 GEMELLO : (starnutisce) E …Sciatuscio ..

MARIA : E non insistete ..

1 GEMELLO : (starnutisce) E …Sciatuscio ..

MARIA : Ma insomma …

2 GEMELLO : E’ catarro, signò!

ARTURO : E’ manco ce passa stu raffreddore!

HOSTESS : (ad Arturo) Per lei avevo preventivato una bella cosa .. l’estension!!!

ARTURO : Non ne ho bisogno, grazie! Ho giusto peso e giuste misure!

HOSTESS : Si, ma il tocco di classe, ci vuole!

ARTURO : E allora fate pure! (entra Raffaele)

HOSTESS : La vita va avanti miei cari e bisogna prepararsi… sempre più forti .. sempre più belli … è così che vorrebbe anche lui …è così che vorrà vedervi …

ARTURO : Ma chi?

CLEMENTINA : ‘O principe, Artù, ‘o principe ‘e Scozia!

ARTURO : Tonino?

HOSTESS : Sì, proprio il vostro Antonio Bonocore, detto Tonino. A proposito, l’annuncio è stato fatto … mi sono permessa di fare un piccolo omaggio floreale e di stendere un bel tappeto nell’androne apposta per l’occasione .. come voleva lei!! (gli infila una parrucca) Et voilà … il gioco è fatto! (quadro finale con i tre e le loro acconciature e Mimì che rientra stravolto e si posiziona a terra, mentre la donna si unisce agli altri per andar via) Andiamo e … buona giornata! (escono sul fondo)

ARTURO : Che brutta fine che ammo fatto!

MIMI’ : Clementì ma tu hai visto che mi hanno combinato?

CLEMENTINA : Quando mai, Mimì, stai bene.

MIMI’ : Seh, sto bene. Chesta n’è n’ata! Famme je a’ccuncià sti capill’. (esce in fondo, a sinistra)

MARIA : Aspè, vengo pure io! (lo segue)

RAFFAELE : Papà ma chi erano?

ARTURO : Non lo so, Raffè. (togliendosi la parrucca) Io non ci capisco niente … si tratta di tuo zio Tonino.

CLEMENTINA : ‘O principe ‘e Scozia!

ARTURO : E dalle c’o principe ‘e Scozia.

CLEMENTINA : Rafè mi devi credere , nemmeno il tempo di attaccare la telefonata con tuo zio Tonino stamattina che sono entrati questi due da quella porta e gli abbiamo dovuto fare il biglietto dell’aereo …

RAFFAELE : Al principe?

ARTURO : (sorridendo) Al principe!

CLEMENTINA : Il parrucchiere, quello tutto così, stamattina faceva il cassiere e oggi …

RAFFAELE : (sorridendo) Ha cambiato mestiere.

CLEMENTINA : (stizzita) Va buò, basta. Con voi non si può dire niente … (esce a destra)

ARTURO : Clementì, ma che ti arrabbi, vieni qua, Si semp’ tu! (esce a destra)

RAFFAELE : So’ semp’io? So’ loro che stanno allucinati, no io! (bussano alla porta) E mò chi ate è? (apre in fondo)

SCENA 2 : –RAFFAELE- CICCIO- NICOLA- TONINO

TONINO : (entra, in abito scuro, è agitatissimo e porta con sé un piccolo cuscino di fiori e un manifesto ancora chiuso) Oh my God … perché questo… perché .. why?

RAFFAELE : E sì, i guai non vengono mai tutti assieme!

TONINO : Chi fare questo, chi?

RAFFAELE : E’ il destino! Prego sedetevi!! (Tonino si accomoda e si dispera  riguardando ogni tanto il manifesto e il cuscino)

NICOLA : Rafè ma chi è?

RAFFAELE : Non lo so .. forse un amico del nonno!

CICCIO : Secondo me è ‘o schiattamuorto!

RAFFAELE : Troppo disperato, gli schiattamuorti non piangono, so’ abituati!

CICCIO : Chi domanda non fa errore!

NICOLA : Prova Raffè, ma con discrezione però!

RAFFAELE : (si avvicina a Tonino) Scusate signor …

CICCIO : (suggerendo) Becchino!

RAFFAELE : Becchi .. (Nicola si tira Raffaele)

NICOLA : Abbiamo detto con discrezione ..

RAFFAELE : E chill’ è chisto, oì .. (indicando Ciccio)

CICCIO : Becchino è italiano …

NICOLA : A parte si può dire anche necroforo ..

CICCIO : E allora vado io .. scusate signor microfono …

NICOLA : Ma qua’ microfono .. vieni qua!! (si tira Ciccio)

RAFFAELE : Ci penso io … (con un colpo di tosse desta l’attenzione di Tonino) .. scusate solo una domanda poi vi lasciamo piangere senza darvi fastidio, promesso.

TONINO : Please, fai pure .. ask me ..

RAFFAELE : Ask?

TONINO : Ask me .. dimmi pure … parla …

RAFFAELE : Dove essere …

TONINO : Where is … ?

RAFFAELE : Yes .. where is ..

TONINO : Ops .. come on baby .. where is … where is what?

RAFFAELE : Tauto!!

TONINO : (si alza, anìcora più imbestialito) Tauto?

RAFFAELE : Yes, tauto .. ‘a bara …

TONINO : ‘A bara? (sente dolore) Ahhh!!

NICOLA : Rafè abbara a te ca chisto te scassa ‘a curona ncapa!!

CICCIO : (ridendo) ‘A bara … ‘a bara cu abbara a te!!! Forte sta cosa!!

TONINO : You joke … voi scherzate!! (minacciandoli, i tre si fanno sempre più piccoli) Prendere in giro me … cosa significa questo! Ahhh! Io già tenere forte dolore di denti! Ahhh! (si dispera)

NICOLA : Ma Raffaele non voleva dire  …

TONINO : (cambia espressione) Raffaele? Tu si Rafele? Mio nipote?

RAFFAELE : Nipote?

TONINO : Sììì, you are different .. sei cambiato! Io ricordo te molto più giovane, più chiatto .. più ciccione e con brufoli schiattati per tutta la faccia!!

NICOLA : I che quadro che ha dipinto!

CICCIO : Rafè e tu tenive nu zio schiattamuorto e nun ‘o sapive?

NICOLA : Zitto Ciccì!!

TONINO : Ciccillo!! Tu sì Ciccillo .. e tu Nicola! Io fratello di Clementina, vostra mamma! Venite qua … come here! (li abbraccia) Voi piccolini quando io andato a Scozia! Ricordo vostra prima comunione .. e poi io andato …

RAFFAELE : A Scozia!!! E vi siete messo a fare il principe!

TONINO : Principe?

CICCIO : Hi che figura ‘e niente che avite fatto c’o principe, primma schiattamuorto, poi microfono …

RAFFAELE : (a Nicola) Avvisa a papà in cucina, Nicò, digli che è arrivato il principe! (Nicola esce a destra) Mi dovete scusare zio Tonì ma io non vi ricordavo proprio…  

TONINO : Don’t worry…. è cosa 'e niente… nun te n’ncaricà!!!

RAFFAELE : Vi ricordavo più magro …

TONINO : (nervoso) Nu fà niente! Tu no preoccupo…

RAFFAELE : Coi capelli lunghi ..

TONINO : Li ho tagliati!!!

RAFFAELE : Del resto voi andato via dopo comunione loro e io arrivare poco prima in famiglia .. sono stato adottato già grande!! Famme avvisà a papà che Nicola s’è perz!(ridono e Raffaele esce a destra)

SCENA 3 : MIMI’ - CICCIO- NICOLA- TONINO- RAFFAELE-ARTURO

MIMI’ : (esce da sinistra con una pantofola al piede fasciato, di quelle tipo conigletto) Rafè ma un paio di pantofole più decenti non ce ne stanno .. (vede Tonino) … uè, Tonì!

TONINO : Mimì! (si abbracciano) How are you .. come stai?

MIMI’ : Io bene … tu come stai!

TONINO : Bene, solo forte dolore denti ma bene! Scozia is wonderful e sono contento  della mia famiglia. Tu venire in Scozia .. casa mia sempre aperta per mia sorella e Mimi’!!

MIMI’ : Grazie Tonì molto gentile ma tu lo sai io l’apparecchio non lo sopporto …

NICOLA : (entra da destra) Zio Arturo mò viene!

MIMI' : Hai visto a Nicola?

TONINO : (con uno scatto di compiacimento sbatte il piede a terra e schiaccia il piede di Mimi) Aaaahhhhh! (dolore di denti)

MIMI' : (provando dolore) Ahhhh!

TONINO : Oh.. sorry!! Yes, meravigliosi. So’ cresciuti… I remember them piccolini!! (va verso i due) Nicola… (dà una pacca sulla spalla a Nicola e poi a Ciccio) … e Ciccillo! Your son!

CICCIO : No… io non tengo sonno!!!

TONINO : (ride) Uaaahhh!!! Che ridere, lui forte…  (dà una pacca sulla spalla a Ciccio che avendo la gamba fasciata fà un movimento  rischiando di cadere)  What’s happening…!

CICCIO : (fil di voce, facendoci l’eco) Te pozz’n appennere … 'a coscia!

TONINO : (vedendo la gamba) Che è stato?

CICCIO : Mi sono stroppiato… capisci stroppiato!!!

NICOLA : Si è ferito.. col vetro! Un pezzo di vetro nella gamba!

TONINO : Ohi!!! Vetro is dangerous… is malamente

MIMI' : Eh! Eh! Quello il ragazzo è distratto…

TONINO : (osserva il piede di Mimi) Solo lui?

MIMI' : Siamo tutti una famiglia! Nel bene e nel male!

TONINO : (gli stringe la mano ferita, all'improvviso) Bravo! Good.. all right!!! Ahhh (dolore di denti)

MIMI' : Ohiohhhhh! Ma all right ‘e che?(si mantiene il dito)

TONINO : Ahhhèèè! This is a tragedy!….. Ma voi state propt arruvinati?

MIMI' : Ancora no! Ma ce stai arruvinanno tu, però!

TONINO : Un morto di là, feriti di qua…  ma dove avere buttato bomba….uaaahhhhh!!! (dà una botta a Mimì)

MIMI’ : (tra sé) E chist’ manco sta buono!!!

TONINO : Quanto tempo è passato… Io ricordo loro piccoli che giocavano in casa…

MIMI’ : (a Ciccio e Nicola) E voi vi ricordate? A casa della nonna .. quando vivevamo tutti quanti qua?

NICOLA : Sì papà!

TONINO : Clementina e Maria .. sempre litigare!!  Trucco … capelli … sempre in quel bagno!

MIMI’ : Quel bagno era una conquista. Chi riusciva a trasì nun se chiudeva a chiave … metteva ‘e barricate!

TONINO : E tra le due cognatine?

MIMI’ : Non è cambiato niente! La guerra continua … ma ringraziando Iddio, da un paio di anni a questa parte, ognuno a casa sua però, per fortuna! Abbiamo continuato a vivere qui tutti insieme anche dopo che la signora .. cioè tua madre .. salute a noi …

TONINO : Morta!

MIMI’ : Appunto .. tuo padre, pace all’anima sua, in … (indicando la stanza)

TONINO : Condannato!!

MIMI’ : Appunto! Tu andasti in Scozia e noi qui .. !!

NICOLA : Io mi ricordo bene di nonna …

CICCIO : Pure io. Sempre nel letto .. nonna non parlava … non apriva gli occhi … e teneva quella macchina vicino sempre accesa che faceva un sacco di rumore …

MIMI’ : Io però a volte pensavo… ma si nun se sceta cu tutto stu burdello… sarà difficile ..

TONINO : Chissà… forse sì, forse no… qualcuno non ha voluto che noi vedessimo…

MIMI’ : Ti riferisci a tuo padre? Ma perché tu veramente pensi che …

TONINO : I don’t think … io non penso! I’m sure! … e anche la giustizia ne era certa!

MIMI’ : Perché la giustizia italiana …

TONINO : Non c’entra … lui ha confessato! Lo ha detto chiaramente che è stato lui!

RAFFAELE : (uscendo da destra) Guagliù, vogliamo andare? (agli zii) Papà sta venendo!!

CICCIO : Rafè, e io come faccio?

NICOLA : Rimani un poco qua, tanto noi non ci mettiamo niente!

CICCIO : Ma io voglio venì!

RAFFAELE : E vieni, ià! Ti appoggi a me, gradite un caffè, principe? Ve lo portiamo?

TONINO : Caffè, si grazie …

RAFFAELE : (a parte) ‘O zì … sgancia!

MIMI’ : Che cosa?

RAFFAELE : Vuole il caffè!

MIMI’ : Tonì ma che ‘e fa col caffè del bar .. non lo sanno fare! Mò ti do un po’ di caffè nostrano .. fatto con caffettiera napoletana .. voi andate che ci penso io! (inizia a preparare)

TONINO : Sorry boys … voi andate down… you see down…

NICOLA : No, io no, mi avete preso per mio fratello…

CICCIO : Dite, dite!!

TONINO : Down giù… just for ‘o purtone, ce sta my car….. (a Mimì) I rent a car… noleggiato machina… (ai ragazzi) è black… nera… station wagon nera ..

RAFFAELE : Comme a chelle d’i pompe funebri!

CICCIO : D’i schiattamuorte!

NICOLA : Necrofori!

RAFFAELE : (a bassa voce, agli altri due) Comunque, ‘a faccia ‘a tene!

CICCIO : E ‘a machina pure!

TONINO : You see car .... sit up siggiulino… 'ncoppa 'o siggiulino… you see na busta, one sacket… (a Raffaele) You see … sacchett!!?

RAFFAELE : No, e quello è sempre lui…

CICCIO : Dite, dite!!

TONINO : Sacchett’, una busta… (a Mimi) è salsiccia .. salsiccia scozzese .. scottish suciccia …

MIMI’ : Alle, io so’ Mimì … isso è Ciccio!

TONINO : Specialità della Scozia … wonderful…I can’t  venire qua.... comme si dice… cu e mane mmano. Portate sopra… up!! Andiamo, let’s go boys!!!

RAFFAELE : Va buo'. Ci vediamo tra poco. Vieni a ccà Ciccio! (lo mette a spalla)

NICOLA : Permettete! (c.s.)

CICCIO : Pure io! Aiahhh e piano…. Piano!

TONINO : Bravi ragazzi! Penso che loro hanno fatto me uno scherzo. (prende il manifesto senza aprirlo e indica il cuscino) Loro sempre giocato da quando piccolini. Ma spavento .. quando io arrivato giù .. vedere mio nome … ma perché Raffele chiama me principe, io non ricordo …

MIMI’ : Non ti so dire. Lo sai che Raffaele non è mai stato troppo normale. E’ stato adottato già grande ma ha vissuto la sua infanzia dai venticinque anni in poi insieme a Ciccio e Nicola che erano piccoli. Tu lo hai conosciuto a Raffaele?

TONINO : Oh, yes. Ma per poco tempo .. dopo comunione io andai via subito!

MIMI’ : E tua figlia? Quanti anni tiene mò?

TONINO : Katryne is eighteen .. diciotto anni la mia baby!

MIMI’ : ‘Aspita già tiene vent’anni? E che fa, studia?

TONINO : Studia .. studia and canta!

MIMI’ : Canta?

TONINO : Yes, very very well. Ha fatto il provino per Xfactor in Inghilterra e adesso è lì!

MIMI’ : Niente di meno? E’ brava allora … come la zia! Pure Clementina dice che l’avevano presa in una trasmissione quand’era piccola …

TONINO : Sì, Zecchino d’oro!

MIMI’ : E tua moglie?

TONINO : Connie is wonderful ma è sempre moglie .. rompe le balls ..

MIMI’ : Ah, pure in Scozia allora …

TONINO : Peggio, poi lei mezza italiana, no scottish completamente! Scassa assai!! Tomorrow lei parte …

MIMI’ : E dove va, dove va?

TONINO : Va a fare ancora provino per Masterchef  …

MIMI’ : Pure lei? Tutte televisive a casa tua!

TONINO : Uh, televisione per loro è vita! Solo Tv .. da mattina a sera!

MIMI’ : E Connie sa cucinare? (mette i due caffè sul tavolo)

TONINO : Manco the egg!

MIMI’ : Cosa?

TONINO : Manco l’uovo! Ma lei convinta e every month … ogni mese parte a fa provini a tutte trasmissioni di kitchen.

MIMI’ : Che costanza! … E tu?

TONINO : Che stommaco … a mangiare suo cucinato! (beve caffè)

MIMI’ : No, dico e tu .. nessuna trasmissione?

TONINO : A me piace trasmissione su isola …

MIMI’ : Ahhh!  Ah, l’isola dei famosi …

TONINO : But I can’t .. io non potere fare …

MIMI’ : E pecchè?

TONINO : Because io non famoso!

MIMI’ : Ma forse in Scozia … in Italia la potresti fare .. qua si prendono a tutti quanti! Altrimenti puoi fare quell’altra trasmissione … quella che stanno nella casa …(esce a destra Arturo non visto da Tonino ma da Mimì) Tuo fratello!!

TONINO : Oh, no! Fratello grande? (alzandosi)

MIMI’ : Si, il fratello maggiore!

TONINO : Oh, no! The big brother! Grande fratello a me no piace! Io odio Grande fratello, lo odio dal più profondo e quando vedo Grande fratello io … puah … io schifo. (si gira e se lo ritrova faccia a faccia) Arthur, fratello mio … (fa per abbracciarlo ma Arturo lo evita) Arthur, ma io non dicevo di te!

ARTURO : Arthur! (sorride, a Mimì) Mò so’ addiventato Arthur… 

TONINO : Arturo, ti va meglio?

ARTURO : Non va meglio. Il nome mio da bocca a te non deve uscire come lo pronunci lo pronunci .. né in italiano, né in inglese e nemmeno in ostrogota. (prende il caffè da mano a Mimì)

TONINO : Ma cosa ho fatto?

ARTURO : Che hai fatto? Sei scomparso! E non hai dato più segni di vita!

TONINO : Io ero sconvolto, dovevo ricominciare .. rifarmi una nuova vita …

ARTURO : E te la sei fatta … comunque mò stai qua! Sei venuto per tuo padre, sei venuto per vederlo finalmente su un letto di morte e vai, sta di là .. goditi il tuo momento di gloria. (beve il caffè e Mimì cerca di prepararsene un altro)

TONINO : Io ero triste .. ma tu eri più furioso di me. Tu hai portato me in aereoporto, hai abbracciato me, mi hai detto tu non tornare più, non chiamare, pensa a essere felice … e poi cosa è stato? Cosa è successo?

ARTURO : E’ successo che tutto è cambiato e tu sei stato il nostro primo pensiero … ma non eri rintracciabile e non lo sei stato per più di vent’anni. E dopo vent’anni si perdono tutti i diritti … se perde pure l’identità .. e tu per me sei morto Tonì! Mimì accompagnalo!! (Mimì lascia tutto e va da Tonino)

TONINO : Si, sono morto e grazie di avermi reso tutti gli onori al mio arrivo. (gli dà il cuscino e il manifesto) Speravo fosse uno scherzo … a joke! Ma adesso capisco tutto.

MIMI' : Tonì ti accompagno io … (lo prende per il braccio e lo porta con sè) Nun ti spaventare mò che lo vedi. Sta nu poco tisico, unu piezz’, ma è pure 'o vestito che gli va un poco stretto. Io vi voglio preparare casomai ve putesse fa’ impressione… (escono a sinistra)

SCENA 4 : - ARTURO –RAFFAELE- CLEMENTINA-VERONIKA-CICCIO-NICOLA-TONINO-MIMI’

ARTURO : (apre il manifesto e lo legge) Ma chi è stato? (cade sulla sedia, osservando il nome sul cuscino e sbattendolo a terra) Clementì …

CLEMENTINA : (entrando da destra) Artù .. Tonino? (le apre il manifesto e lei accenna uno svenimento) Gesù …

ARTURO : (sorreggendola) Clementì non è vero … tuo fratello sta di là in carne ed ossa ..

CLEMENTINA : Artù, tu nun ‘e pazzià! Tonino è la vita mia. (si riprende)

ARTURO : Clementì io non c’entro niente .. figurati se mi mettevo a fare una cosa simile. Chissà chi gli ha voluto fare uno scherzo del genere …

CLEMENTINA : (prende il manifesto) Ma lui l’ha visto?

ARTURO : Lui me lo ha dato … penso che l’ha trovato affisso all’ingresso del palazzo insieme a questo. (porgendole il cuscino di fiori)

CLEMENTINA : Povero piccolo .. sai che colpo che ha avuto? Dove sta?

ARTURO : Sta di là, con tuo marito.

CLEMENTINA : Vado da lui. Tu butta tutto. (esce a sinistra)

VERONIKA : (irrompe, entrando da destra) Signor Arturo, io volere sapere cosa fare ora.

ARTURO : Piccerè nun è ‘o mumento.

VERONIKA : Signora dire che io andare via ma io non sapere dove.

ARTURO : Io non so niente Veronì. Per me puoi pure restare qua.

VERONIKA : Grazie signor Arturo, io già sapevo, tu buono signore.

ARTURO : Anche tu buona.

VERONIKA : Poi tu anche vecchio ma tu no preoccupa…

ARTURO : E chi si preoccupa …

VERONIKA : Io fare badante a te come nonno .. io dare medicine

ARTURO : Non mi piacciono le medicine …

VERONIKA : Mettere catetere ..

ARTURO : Io no mettere catetere …

VERONIKA : Fino a che tu morire, come a nonno!

ARTURO : Piccerè, mi fai parlare? Come ti dicevo, tu la mattina puoi pure venire qua …

VERONIKA : Ho capito signore, grazie.

ARTURO : … ma nun saccio a chi ce truove, però?

VERONIKA : Chi trovare qua?

ARTURO : E non saprei! Il nonno stava in affitto e la casa la lasciamo. Tu la settimana prossima vieni qua e prova a bussare, chiunque ti apre tu glielo dici. Sentite io badante, io stare vicino, dare medicine, mettere catetere fino a quando tu schiattare, se ti prendono si furtunata e ti sei sistemata!

VERONIKA : Ma che dire tu?

ARTURO : Poi, prima a te chi ti pagava? VERONIKA : Signora Clementina!

ARTURO : E la signora Clementina per pagarti prendeva i soldi dalla tasca sua?

VERONIKA : No! Dalla burzetta.

ARTURO : Ahè, che c’entra ‘a burzetta. Era per dire che quelli che ti dava a te erano i soldi che uscivano dalla pensione del nonno. Mò 'o nonno nun ce sta chiù, 'a penzione neppure, addò 'e pigliamm 'e sorde pe’ t’e dà?

VERONIKA : Io deve lavorare .. io stare dove tu vuoi … a qualsiasi prezzo.

ARTURO : Veronì, si vuò fatica a' casa mia pe' senza niente …vide tu!

VERONIKA : Tu cattivo … no buono signore. Io pensavo figlia .. io invece solo serva, badante di vecchio padre. Io no finito qua. Io parlo co mio avvocato, fare causa a te e tua famiglia per lungo servizio senza contributi così fare lungo catetere a te senza sporcare mie mani.  (esce in fondo a destra)

ARTURO : (va verso di lei) Aspetta! Addò vai? (dal fondo, entrano figlio e nipoti) Stavate giù?

RAFFAELE : Sì, eravamo scesi a prendere un caffè…. Papà ci sta l’androne tutto apparecchiato …

ARTURO : Sì, lo so. La venuta del principe di Scozia…

RAFFAELE : Papà io non credo … io penso che tutto questo sia stato fatto per il nonno…

ARTURO : Seh, ‘o nonno. Quelli delle pompe funebri non si sono ancora visti.

RAFFAELE : Va bè … Tiè, questa l’ha portata zio Tonino.

NICOLA : E' salsiccia scozzese !! (esce a destra)

ARTURO : Si è sprecato!’

CICCIO : L'ha portata sulo per lui. (esce a destra)

ARTURO : Poi dice che uno è.

RAFFAELE : Se vede che n’ha pigliato d'a razza! (Arturo la mette in frigo) Perché correva Veronika?

ARTURO : Ma non lo so … io non ci capisco niente più ... (esce Raffaele a destra ed entra Tonino da sinistra con un fazzoletto e prende del ghiaccio dal frizzer, lo segue Mimì che intanto si appresta a bersi quel caffè che non ha ancora preso) Tonì, mi dispiace per il manifesto, credimi, io non ne sapevo niente.

TONINO : No preoccupa … tanto io morto lo stesso per te, no?

ARTURO : No e che c’entra … ti considero morto ma non al punto tale da farti fare manifesto … come vedi non l’ho fatto fare manco a papà.

TONINO : (entrando da sinistra) Ah, non so chi … forse i boys per scherzo .. a proposito tornati  ragazzi da bar ….

ARTURO : Si, si .. ma che hai?

TONINO : Male di molare!!! Dolore di denti … metto cosa fredda! Tu visto sasiccia?

ARTURO : Visto … visto è una grande parola. Speriamo la vedo nel piatto ..

TONINO : Oeee… Hai voglia tu! Sono … centoventi grammi di sasiccia!

ARTURO : 'Aspita! Mimì … oggi ci consoliamo!!!! (Mimì ha il caffè in mano)

MARIA : (entrando dalla comune di sinistra) Tonì!

TONINO : Oh Maria .. how are you? Come stai?

MARIA : Bene Tonì, bene! … malgrado la disgrazia! Ma sei venuto da solo? Quanti giorni resti?

ARTURO : Quali giorni, se ne va domani, subito dopo il funerale … Marì avvisa Clementina che Tonino ha ordinato ‘o cuonsolo .. cioè ha fatto in modo che ci mangiassimo qualcosa … quando vuole mettesse a fare un po’ di sugo ..

TONINO : Con salsiccia!

MARIA : (indicando stanza del nonno) Sta di qua?

ARTURO : Si, sta di là! (Maria, prende il caffè dalle mani di Mimì ed esce a sinistra) Grazie Mimì!

TONINO : (breve pausa in cui Mimì cerca altro caffè ma è finito) Sorry Artur, Mimmo dice che a daddy funerale domani, no possibile anticipare?

ARTURO : Anticipare?

TONINO : Si, tipo tra una, due ore.. in Italy no possible?

ARTURO : Ma pecchè a’ Scozia sì? Fanno i funerali lampo ‘a Scozia?

TONINO : Scozia fare subito!!

ARTURO : E qua no!! Qua siamo in Italia… qua fra due tre ore nun arriva manco ‘o tauto!!! (pausa, arrabbiato) L’esequie lampo… ‘a Scozia… teneno ‘o schiattamuorto aret’a porta!!! (c.s.) Tene ‘e cavalli abbascio ‘o purtone!! (c.s.) ‘O prevete fa l’estrema unzione pe’ telefono… 

TONINO : (impaurito) … ma io domani stare a Scozia… devo to be there… tengo che fa!

ARTURO : (sempre inveendo) Levatamill’a nanze!!

MIMI’ : (allontanando Tonino da Arturo) Tieni che fà? Tu mò si arrivato! Un viaggio in aereo …….. a machina a noleggio….

TONINO : Yes! Appunto...... ho preso un “pacchetto” last minute, offerta sensational….volo andata e ritorno con lunch…

MIMI’ : Lancio? D’a copp’ all’aereo?

TONINO : Nooo!!! Uahhh, no lancio, lunch… mangiare!!! (la cadenza da scozzese diventa man man molto partenopea e molto entusiasmante) So, volo andata e ritorno, mangiare, auto a noleggio con fuel carburante dentro, visita guidata della città, una stecca di Marlboro, tre accendini con la pila,  quattro borghetti e un cappellino del Napoli con le firme di tutti i giocatori, il tutto a 50 euro!

MIMI’ : (eccitato) Gruoss’!!!

TONINO : (smorza l’entusiasmo) ... però..”rientro in serata”! And so… I must go, devo andare!  

MIMI’ : (dispiaciuto, gli mette una mano sulla spalla) Me dispiace, però!

ARTURO : (che intanto ha osservato la scena meravigliato) Mimi… ?!?

MIMI' : (singhiozzando) Artù, che dici !!? Putesseme anticipà l'esequie?

ARTURO : Mimì, ma tu manco stai buono, allora!

MIMI’ : (a Tonino) Ci ho provato! Nun se po’ fa!

ARTURO : (esaurito) Lo vogliamo posticipare? Che ne dici? Così tu mò te ne vai e te ne torni tra qualche mese… o qualche anno!!! Nuie nun tenimm’ problemi!! E che nce vò! Facciamo un colpo di telefono all'agenzia e ce lo diciamo: "Ci dispiace, ma uno dei figli tene che fa, appena isso è disponibile nce ‘o fa sapè, piglia l’aereo e noi ci organizziamo il funerale del padre.. tanto in cucina teniamo il congelatore che è bello grande, no Mimì. Lo conserviamo bene bene, intatto, così quando decidi tu ‘o sotterrammo… che ne pienze?

MIMI' : (a Tonino, sorridendo) Nun 'o date retta! Sta pazzianno!

TONINO : Really… nun l’ avevo capito!..... ok….. mi hai convinto Artur… I stay here… rimango e lo faccio per te, lo faccio per Mimmo e lo faccio pure pe’ chella salsiccia…

ARTURO : E dalle co’a sasiccia!!

TONINO : So, I must chiamare my wife... (afferrando la cornetta) .. mia moglie, she wait for me.. non voglio che lei si preoccupa per me… Artur, can I…

ARTURO : (togliendogli la cornetta dalle mani) Ma can I ‘e che? Io nun permetto proprio niente. Usa il tuo cellulare, your cellular, pe’ chiammà a tua moglie!

TONINO : My cellular is scarico…

ARTURO: ( fra se) Buciardo!

TONINO: It’s real, is overo….e poi….pe’ na telefonata!

ARTURO : Pe' na telefonata, sissignore, pe' na telefonata in Scozia!

TONINO : Ok!!! (pausa) … I pay…

ARTURO : (a Mimi’) Che ha ditto?

MIMI’ : Ha detto, hai i peli?

ARTURO : Qualcuno… ma a te che te ne mporta?

TONINO : I said… I pay… io pago telefonata!!

ARTURO : Ahhh!!! Mò si che abbiammo a ragiunà. (alle meraviglie di Tonino) Che c’è ti pensavi che ti dicevo di no? Hai detto che me la paghi, e mò lo devi fare…

TONINO : Ma io ho le sterline.. di euro di spiccio non ho quasi niente.. ecco qua.. un euro!

ARTURO : Cammina! Un euro, pe' na telefonata internazionale! TONINO : Ten seconds, Artur. One euro for dieci secondi.

ARTURO : Un euro ogni dieci secondi?

TONINO : 10 cent al secondo.

ARTURO : Ce stongo!

SCENA 5 : MIMI’ - ARTURO –TONINO- CLEMENTINA- MARIA

TONINO : (a bassa voce) Tanto io non ci metto proto niente! (conta le parole sulle dita)"Hello, Connie, so’, Tonino, rimango, addò, papà, torno, dimane, cià….. Just ten.. dieci parole, eh, eh! (sta per comporre il numero)

ARTURO : Aspetta! Mimi, vieni a ccà. Tu sai cuntà, no?

MIMI' : E certo, Artù!

ARTURO : (a Mimi) Mittete ccà! (lo mette seduto vicino a Tonino) Appena isso dice "Pronto!", tu attacca a cuntà.

MIMI' : Va bene! (intanto entrano Maria e Clementina)

ARTURO : (a Tonino) Fà 'o nummero, a te!

TONINO : (componendo il numero) Zero… zero … otto, nove, dieci, undici, dod..

ARTURO : (di scatto, occupa il telefono) Stop! Che è stato? MIMI' : Ma chi adda cuntà io o isso?

ARTURO : Tu, Mimi’! He cuntà tu!

MIMI' : Ma sta a cuntà isso!

TONINO :  Ma io sto facendo il numero!

MIMI' : Vuie state cuntanno! Otto, nove, dieci, undici,....................

TONINO : E quello è il numero mio! 0 0 8 9 il prefisso, 10 11 12

MIMI' : Ma accussì me 'mbroglio, però.

ARTURO : Ha ragione Mimi. Fà 'o nummero zitto zitto a te. Mimi, stai pronto.

TONINO : (compone il numero) I must pay attention…  m'aggia sta accuorto. Non sia mai sbaglio il numero, so' sorde, (aspetta, poi appena dice "pronto" Mimi comincia a contare, e per tutto il tempo della telefonata, Arturo si frega le mani perchè Tonino parla molto ed incita Mimi a contare più in fretta) Hello Connie so' Tonino rimango addò papà torno dimane cià!(questa frase verrà detta tre volte in maniera velocissima e con intonazioni diverse) Comme? Nun he capito niente? Connie, I’m Tonino.. I stay here… resto ca!!! (grida)… si, non torno stasera. E nun poz.... ce stanno ospiti?.... mammy? Connie, e chella mammiti sta sempe a' casa nosta …m’a chiamma ospite.... e me lo mangio domani, don’t worry, nun se ietta, nun se ietta!! Mannaggia! Connie, mò basta, ti devo lasciare... Yes, t'aggia lassa!.... E si, yes! Stamme da troppo tempo………ma no, assieme, no assieme.... to telephone. Chesta ha capito che 'a voglio lassà. Connie, nun te pozz.... (disperato)...sta chiagnenno, don’t cry…. No woman, no cry! nun te voglio lassà.. ah, meno male, nun stai chiagnenno pe' chesto! E allora pecchè? Why, why, ‘e passà nu why… si, però, fà ampressa, let’s go ca chisto conta. (stacco) Katryne!….. un incidente?

CLEMENTINA : Gesù! Gesù!

MARIA : Povera figlia!

TONINO : Oh my God… oh my God… si ma no cry, che chiagne a fà? Sta a 'ospitale! It’s normal! Dove volevi che la portavano una che è andata sotto 'o city bus…

MARIA : Sotto 'o pulmann!

TONINO : City bus a due piani!!

CLEMENTINA : Uh, Maronna Santa!

TONINO : Sienti, Connie. Io sto perdendo molti money, euro, sterline pe' colpa toia, mò si nun… Aggio capito! I’understand.. Sta in coma! Ma now, in this moment nun me passa manco p'a capa, cià!!!Ahhh!!!

MIMI' : Ottantacinque!!!

ARTURO : Bene! 85! Facimmo stu cunto.

CLEMENTINA : Ma 'a guagliona....

TONINO : Artù, nun 'mbruglià…

MIMI' : Tonì ma chillo incidente ca....

MARIA : Guardate chillo tene 'a guagliona in coma, e penza 'e cunti.

ARTURO : ....   è presto fatto so’ 85 euro!

TONINO : 85 euro? Costata più telefonata che viaggio!? Sono 8 euro e 50 no 85.

CLEMENTINA : Toni, ma tu invece 'e penzà 'a guagliona, pienze 'e sorde.

TONINO : Guagliona? Chi guagliona?

MIMI' : Katrina… è ghiuta a fernì sotto 'o pulman!!

MARIA : … sta in coma.

TONINO : Nooo.. quella muore…  e ci siamo abituati… I know. La conosco...

MIMI’ : Fa sempre questo?

TONINO : Uhhh!! In continuazione…  last time… signora stende lavatrice… cade lavatrice … bababam .. in testa!

CLEMENTINA :  Ma che è de’ fierro sta guagliona?

TONINO : Nooo.. è morta!! She is attrice protagonista di soap opera più seguita della Scozia… qui in Italia avete soap opera.. cento… cento …

MARIA : Cento Vetrine..

TONINO : Esatto. A Scozia avere Cento Katrine…

CLEMENTINA : Ma è vero?

TONINO : Oh yes… questa Katrine muore una due volte a puntata…  Katrine è morta about … 37 o 38 volte .

MIMI' : Uh mannaggia ‘e telenovele… un altro poco e mi veniva un infarto. Cos’e pazze, cos’e pazz!! (testa china e ripete all’infinito con moderazione)

MARIA : Mi si è gelato il sangue… ma come si fa, come si fa! (c.s.)

TONINO : Today muore Katrine… domani un’altra Katryne…

CLEMENTINA : Pensavamo che si trattasse di tua figlia Katryne!

TONINO : Mia figlia? Ah, ma perchè voi, uahhhh, you believe, ah, ah,...che era mia figlia?

CLEMENTINA : ‘E passà niente, Tonì!Puozz passà niente …  (c.s.)

TONINO : Uahhhh, ah! Non posso credere che voi… Katryne… Ah, ah, ah!

ARTURO : Ah, ah, ah, 8,50 euro! Ah, ah, ah! Quanto m'e dai?

TONINO : I have sterline, Artù. After, io cerco un cambio. Now I can give you l’euro…(fa per darglielo, lo mette sul tavolo e Mimì se lo frega)

ARTURO : No! No! Aspetto. Doppe iamme a cagnà.

TONINO : Io vado in bagno a sistemare ghiaccio con fascicollo! (esce in fondo a sinistra) E’ di qua, vero?

SCENA 6 : MIMI’ - ARTURO –CLEMENTINA- GEMELLI- HOSTESS- MARIA-TONINO

ARTURO : Si, si sta di là. Questo in tanti anni non si è mai tolto il vizio di andare in bagno, mah! Ah, che male ‘e capa .. Ah, che male ‘e capa (anche lui ripete per un po’, poi vede l’hostess entrare di soppiatto seguita dai gemelli, stavolta in versione pasticcieri, che recano un carrello su cui è posizionato un vassoio di dolci) Ah, che male ’e capa (a Clementina)

CLEMENTINA : (accorgendosi di loro e continuando le sue imprecazioni) Uh, puozz passà niente!

HOSTESS : Sorpresa!

ARTURO : Ma guarda un po’!!!

CLEMENTINA : Che sorpresa …

ARTURO : Inaspettata! Voi oggi fate il pasticciere? Avete cambiato mestiere un’altra volta … e poi dicono che non c’è flessibilità!

1 GEMELLO : E sciù!

ARTURO : Mimi’ vuoi lo sciù!

MIMI’  : No Artù, nun me piace ‘o sciù.

1 GEMELLO : E sciù!

ARTURO : No grazie, nemmeno io lo preferisco …

1 GEMELLO : E sciù!

ARTURO : Né ma che amma fa cu stu sciù

MIMI’ : Io voglio ‘o babbà!

1 GEMELLO : E sciù!

2 GEMELLO : E sciù! E’ semp catarro!

ARTURO : Hi … sempe cu stu catarro.

MIMI’ : Ma nun se piglia manco niente però!

1 GEMELLO : Nu sciù. (lo prende e lo infila tutto in bocca)

MIMI’ e ARTURO : Salute!

2 GEMELLO : Fratè io prendo un fungo!

ARTURO : Stai attento che quello mischia!!

CLEMENTINA : Mò assaggio pure io!

MARIA : E pure io!

ARTURO : Mimì magnate ‘o babbà altrimenti te lo perdi. E io prendo la mia preferita. Una bella sfogliata riccia.

MIMI’ : Bona Artù!!!

ARTURO : Ma che fine ha fatto quella che sta sempre con voi?

MIMI : La shampista!

GEMELLI : (alzano la tovaglia del carrello) E’ qui! (la donna salta addosso a Mimì con la panna spray e lo fa nuovo nuovo)

TONINO: (entrando con il fazzoletto sul viso e con le mani tese in avanti col sapone negli occhi) Artù un asciugamani non c’è?

ARTURO : (con la bocca piena) Si, si (all’hostess rimasta impetrita) Lui è mio fratello … Tonino!

HOSTESS : Tonino?

TONINO : Buonocore!

HOSTESS : Il viaggiatore?

ARTURO : Si, si, proprio lui! Quello del lungo viaggio!

HOSTESS : (inginocchiandosi) Oh, mio Dio!

GEMELLI : (c.s.) Oh, mio Dio!

HOSTESS : Oh grandezza di Dio … (inchino) .. oh magnificenza!!! (esce)

GEMELLI : (escono con carrello ed annessa, dopo aver fatto inchino ) Via! Vai va!

TONINO : Ah, ecco l’asciugamani! (Si aciuga e poi la passa a Mimì)

CLEMENTINA : (soddisfatta) Sua Maestà .. il Principe! (ad Arturo) E tu che non ci credevi! Hai visto come ci so’ rimasti? Sembravano ipnotizzati dalla sua grandezza.

ARTURO : A me sembravano più che avessero visto un fantasma.

SCENA 7 : MIMI’ - ARTURO –TONINO- CLEMENTINA- MARIA

MARIA : (osserva bene il mobiletto antico che si trova sul lato sinistro) Artù, non ci avevo mai fatto caso. Lo sai che sto mobiletto mi piace?
ARTURO : 'Aspita, e quello non so quanto vale. Figuratevi che lo comprò la buonanima d'o nonno 'e papà,  in mano a uno che già allora vendeva la roba antica.
MIMI' : (asciugandosi) Uaa Artù, non è possibile!
ARTURO : Veramente, Mimi!
TONINO : Io capisco roba antica … (si avvicina) questo … è pezzo da buttare!
ARTURO : Ma che ne sai tu che ne vieni dalla Scozia, quello è un pezzo di antiquariato napoletano autentico.
TONINO : Ok.. ok… hai ragione tu!!! (inizia a prendere appunti per tutto il tempo)
ARTURO : (a Maria) E perché .. il comò che sta nella stanza da letto?
MARIA : Bello Artù, io di quello ne sono stata sempre innamorata.
ARTURO : Un capolavoro!!! Quello era di Luigi… aspè come si chiammava... Luigi...?
MIMI' : Luigi? Je nun ne saccio 'e Luigi…
ARTURO : (indicando la punta della lingua) Lo tengo qua, oì… Luigi.... ma non mi viene in mente…
MIMI' : Luigi,.... ah forse Gigino,.... Gigino il salumiere?  La buonanima?
ARTURO : Ma qua’ salumiere, Mimi! Quello è un Luigi famoso...
TONINO : Luigi sedicesimo….
ARTURO : Ahhhh, bravo! Non mi veniva il cognome! Lo hai visto?
TONINO : Visto, visto … butta anche quello!
ARTURO : Sì, mò lo butto … e quel quadro lo hai visto?  
CLEMENTINA : Bello! Talmente è fatto bene che mi sembra una fotografia! Ma perché, quello pure è antico?
ARTURO : Antico!! Quella è una copia autentica del maestro di Rafaello.
MIMI' : Chi Rafaello, Artù? Tuo figlio?
ARTURO : Ahèèè, mio figlio!!! Rafaello… il pittore!!!
TONINO : It’s na copia “autentica”?
ARTURO : Sicuro! E 'a pultrona? Vogliamo parlare della poltrona?
TONINO : E parliamo!

ARTURO : Quella è del Saponarò… del Sa... Sapo … Saponà … Saponàro…....

MIMI' : E’ la sedia del saponaro?

ARTURO : Ahè, quale sapunaro! Me l’hanno detto pure ma non so come si dissero….

TONINO : Savonarola!

ARTURO : Eh! Bravo! Chist pare accussì però ‘e cose ‘e sape!

MIMI' : Insomma, in tanti anni, 'o nonno è stato capace 'e s’accatta ‘o cummò 'e Luigi n'saccio comme, 'a seggia d'o sapunaro, sempre e solo … pe sparagnà.

ARTURO : (a Tonino) La senti?..... La voce dell'ignoranza!

TONINO : (ironicamente) La sua!

CLEMENTINA : A me me piace la tuletta!

MIMI’ : ‘A toilette… Clementì ma che dici? Chillo ‘o bagno nun se po’ proprio guardà!!!

CLEMENTINA : (arrabbiandosi) La toletta, la consolle… comm’a chiamme tu?

MARIA : Sai come starebbe bene nella nostra camera da letto, Artù?

ARTURO : Ma che cosa?

MARIA : La toletta!!

CLEMENTINA : E mò 'allaie! Quella me la devo portare 'a casa mia. Per ricordo!

MARIA : E allora nuie ce purtammo ‘o commò e i comodini! Per ricordo!

CLEMENTINA : E già! Io poi li lascio a te!

MARIA : E allora mi prendo il quadro!

CLEMENTINA : Tu, se lo vuoi, ti porti quello (indica il mobiletto), per ricordo.

MARIA : Ah, si! E 'o riesto t'o purtasse tu?

CLEMENTINA : Sicuro!

MARIA : (le spinge il braccio) Ma levate a nanze!

CLEMENTINA : Marì, nun me mettere 'e mmane 'ncuollo!

MARIA : (c.s.) Cammina! Famme 'o piacere!

CLEMENTINA : Mò che hai fatto questo, devi sudare pe' ave’ chillu coso. MARIA : Artù, tu 'a stai sentenno? Tu ‘a stai sentenno?

ARTURO : Io nun sento a nisciuno! (sedendosi) Tengo 'a capa che me volle!

MARIA : Ha detto devi sudare! Devi sudare a chi?! (pausa e poi a denti stretti) CLEMENTINA : (la afferra per il braccio) A te!! A te!!

MARIA : (afferrandola per i capelli)

MIMI' : (cerca di dividerle) Uè… uè ‘a vulite fernì, ‘o nonno sta ancora a llà!  (prende Clementina) Clementì, finiscila!

CLEMENTINA : Mimì, io nun m'o tengo, l'aggia vattere!

ARTURO : (tenendo Maria) Clementi, sora mia, ma non ti scordare che sei una signora!

MIMI’ : (c.s.) E finitela… Marì pure tu però… Clementì non t’abbassare a questi livelli…

ARTURO : Clementì, sei o non sei una signora?

MARIA : (si gira di scatto e dà uno schiaffo ad Arturo) Oeee!! Ma io che fosse, na cafona?

CLEMENTINA : No! Sì na vaiassa!

MARIA : Ahhhh! (si libera e afferra di nuovo per il collo Clementina, Mimi e Arturo cercano di dividerle ma all'improvviso irrompe Tonino, finendo col piede su quello di Mimi)

TONINO : (deciso) Oèèèèèèè! Stoooop!!! Baaaasta!!! (li divide a tutti e quattro)

MIMI' : (saltellando sul piede) Ahhhhh! Noo! Basta lo dico io! Chesta è 'a siconda vota, e statte accorto addò mitte sti zampe!!!

TONINO : (indicando i due uomini fasciati) It’s incredibile! Ferite alle gambe, ferite alla testa, malate di testa... this is not my family … questa non è una casa…

MIMI’ : E’ nu reparto d’o policlinico…

TONINO : Appunto! (Maria esce a destra)

ARTURO : (sedendosi e tenendosi il capo) Mamma mia e che male 'e capa! Questo succede sempre vedi… come appena finisce na persona che regge la famiglia, la famiglia si disunisce, si disgrega, s’appiccicano… chest’è ‘o mio chest’è ‘o tuoio!!!

TONINO : Non è vero… I before… prima… nel tempo che voi litigav.. litigiav… vi deuv’ mazzate, io preso penna e scritto cosa daddy aveva… così the divisione… spartenza is uguale pe’ tutte quante, no? (per qualche secondo nessuno parla)

ARTURO : Tipo?

TONINO : Example: mobiletto… comodini… comò… toletta… picture..quadro … then?

ARTURO : Pochi.. (sorpresa di Tonino)

MIMI’ : Si, sette otto, al massimo una decina..

TONINO : Ma di che?

ARTURO : Di denti!!

TONINO : Ma quali denti… i miei che mi fanno male ..  io ho detto then… poi… what else.. cosa altro!!

ARTURO : Ahh, oltre a questo qua… i mobili?

TONINO: Immobili?

ARTURO : Si, si!!

TONINO : Well! And which ones .. quali sono …

ARTURO : Come quali sono, quelli che hai visto! 'O cummò, 'a tuletta, ‘u mobiletto.

TONINO : I mobili?

ARTURO : Sissignore!

TONINO : I said immobili, no i mobili, io detto immobili, appartamenti, ‘e case! Ok, nothing! Daddy non ha comprato, he never fatto investimento?

MIMI' : Artù ma io mi ricordo che un investimento lo fece...

TONINO : E dove, where?

MIMI' : Al centro ..

TONINO : Centro is good!!

ARTURO : Ma quanno, Mimi?

MIMI' : Quanno menaie sotto chella signora anziana! Te l'he scurdato? (Tonino affranto)

ARTURO : Ahhh! So' passati tante anne! E po' 'a vecchia nun se facette niente.

MIMI' : E grazie. Chill’o nonno steva co’a bicicletta!

TONINO : Investimento… ‘a vecchia!

ARTURO : Aspè, però! Mò che ci penzo, papà qualcosa l'ha lasciato.

TONINO : Che cosa? 'A bicicletta?

ARTURO : Nossignore! Un appezzamento di terra in campagna.

MIMI’ : Ah, è vero Artù, ci siamo andati quattro o cinque anni fa…

TONINO : Appezzamento di terra, terreno? It’s large?

MIMI’ : Oh yes, it’s extra large..

ARTURO : Ehh! Si! E' bello grande!

MIMI' : Una bella distesa di terra!

TONINO : E quanto? How much large....

ARTURO : E quanto può essere....

MIMI' : E mò che ne sappiamo, così a occhio e croce.... Quanto a st'appartamento? ARTURO : No, Mimi, che dici? Per lo meno il doppio! Diciamo un 200 metri quadrati.... su per giù!

MIMI' : Eh! Diciamo così!

TONINO : Like this apartment? Grande?

MIMI' : Un poco più grande!!

TONINO : Un appezzamento?

ARTURO : Sissignore, accussì se dice! Un appezzamento!

TONINO : Nu ciardino! Garden… no appezzamento..

MIMI’ : Siente Tonì, nuie ‘o scozzese n’o sapimmo!!!

ARTURO : Ah, bravo Mimì.. e pò qualu ciardino, Tonì! Là nun cresce niente! E' tutta steppaglia.

TONINO : Ok, ok! (scrivendo l’ultimo appunto) So.. daddy aveva solo questo…

ARTURO : E sì! Questo è tutto!

TONINO : Allora…  pezzo di terra … e i mobili, ok?

ARTURO : Sentiamo!

CLEMENTINA : Ma che cosa?

ARTURO : Io ho già capito Clementì ma lass’o fa, voglio vedere dove vuole arrivare!!

TONINO : Ok.. Io dico divisione facile facile … chi prende mobili vecchi e chi prende the garden o appezzamento come dite voi.

ARTURO : E chi sarebbero i destinatari?

TONINO : Voi!

CLEMENTINA : Chi … noi?

TONINO : Tu e lui .. Arturo.

CLEMENTINA : E tu?

TONINO : Io? (sorride) Io non ho bisogno di niente …

CLEMENTINA : Ma nemmeno noi … è solo per un ricordo!

TONINO : Ricordo! Io sono andato via per dimenticare tutto e tu vuoi che io portare con me souvenir? Noo .. thank you Clementina, but I need not it .. non ho bisogno.

CLEMENTINA : Artù ma che stai aspettando … ma quanno c’o dici? (piange e Mimì la abbraccia)

ARTURO : Tonì tu devi sapere come sono andate le cose …

TONINO : Ricordo benissimo ma non sono venuto qua per rivivere quei giorni … io ho fatto tanto per dimenticare… (piange)

ARTURO : Tonì tu devi sapere …

TONINO : So tutto quello che devo sapere …

ARTURO : Tu nun sai niente. Sai quello che ci hanno voluto far credere, anzi no, quello che ci ha voluto far credere lui per un sacco di tempo.

TONINO : Fare credere? Tu Arturo eri con me e hai visto quello che ho visto io…

ARTURO : Ma che hai visto Tonì.. che hai visto?

TONINO : (urla) Ho visto morta my mother…  mia mamma!!

CLEMENTINA : Gesù! (abbraccia il marito)

ARTURO: L’abbiamo vista anche noi… e ci abbiamo sofferto quanto a te!!

TONINO : I know… lo so questo!! E lui? (indicando verso la stanza del padre) Spero che in prigione abbia sofferto anche lui… ma tanto… per quello che ha fatto!!!

ARTURO : E che ha fatto?

TONINO : Lo sai bene!!!

ARTURO : Pensavo di saperlo bene… infatti non sono mai stato in carcere a trovarlo… nemmeno una volta… nisciuno ‘e nuie!!! E’ stato solo…. comme a nu cane!!

TONINO : Meritava questo e pure peggio!!!

CLEMENTINA : Basta!!! Tu nun sai niente!!!

ARTURO : Lo sai come teniamo il numero tuo?

TONINO : Google … internet…??

ARTURO : No… noi non siamo tecnologici. Usiamo ancora la rubrica, è lui che ha scritto il numero tuo qua sopra, è lui che ti ha trovato… è stato poco in galera, data l’età, ma appena è uscito ti è andato cercando per mare e per terra e allora si è arreso quanno ha saputo ‘e te, dove stavi e che stive buono … lui è riuscito a fare quello che noi non siamo riusciti a fare in tanti mesi.

CLEMENTINA : Fosse stato per te Tonì, non avremo saputo mai niente… e te pare giusto?

TONINO : Voi sapete il motivo…

CLEMENTINA : Ma noi, noi che c’entravamo… pecchè nuie? Nu frato, na sora, che rappresentavano pe’ te? Estranei? Gente che t’aveva crisciuto…

TONINO : I was sad.. io avevo perso mia mamma…

CLEMENTINA : Anche noi!!

TONINO : Ma voi continuavate a dire che era inutile che viveva… che erano troppi anni che era così… che era felice di morire…

ARTURO : Ed era la verità…

TONINO : Siiiiiiiiiii… era questo che voleva, io lo so! Ma lui non doveva!!! Non doveva!!!

ARTURO : (urlando) Non lo ha fatto!!

CLEMENTINA : Artùùù! (piange)

ARTURO : Sei contenta, Clementì! Gliel’ho detto! (pausa) So’ stati ‘i guagliun’!!

TONINO : What?

ARTURO : I ragazzi… mio figlio, i figli suoi… era una sera che vollero provare la pista elettrica che il nonno gli aveva regalato per la prima comunione… (la scena diventa leggermente buia e la luce diviene più intensa su due bambini di 9-10 anni, a cui poi si aggiunge Raffaele, che montano una piccola pista di macchine) … la montarono nel corridoio e ci attaccarono la prolunga… mò se ti ricordi tante prese in quella casa non ce ne stavano…  e così… pensarono bene di staccarne una troppo importante!! (uno di loro apre la porta a destra e ci attacca la spina) Solo che i bambini a una cert’ora andarono a letto… (escono) e forse la situazione si poteva ancora apparare, se non fosse stato che tu stavi nel bagno… e Clementina si doveva asciugare i capelli. Bussò un sacco di volte… (Clementina prende una sedia, la piazza al centro dela comune, stacca la presa della pista ci attacca il phon, siede e si asciuga i capelli) … poi alla fine vide quella prolunga in mezzo al corridoio e ci attaccò il phon… quanto ci hai potuto mettere Clementì? Una mezzoretta? E allora diciamo… che forse stavamo ancora in tempo… ma poi arrivò Maria che si doveva passare la piastra… (entra Maria che sulla stessa sedia, di lato, si fa passare la piastra da Clementina) … e trascorse così un’altra mezzoretta… diciamo che forse stavamo ancora in tempo… se non fosse che io e Mimì, (mentre Maria e Clementina spostano la sedia, Mimì ed Arturo si avvicinano alla pista ed Arturo stacca la piastra e rimette la spina) vedendo la pista dei ragazzi ancora montata ci venne la cosa di ritornare anche noi un po’ bambini e attaccammo un’altra volta la pista e ci facemmo una di quelle corse di macchine che non si scordano più… vinsi io ma questo non ha importanza… quello che ha importanza è che si era fatto quasi mezzanotte e forse… eravamo ancora in tempo, ma non ci accorgemmo di nulla, anche quando l’andai a salutare per la buonanotte, (apre per un attimo la porta della stanza) la vidi diversa, il suo viso era lucente e quest’immagine che tengo in mente mi fa pensare che forse già allora non eravamo più in tempo.

CLEMENTINA : Artù, basta, per cortesia!!

ARTURO : E così io e Mimì dopo il gran premio di Monza decidemmo di andare a letto pure se faceva tanto di quel caldo che dormire tutti insieme divisi per due stanze come sempre, non era affatto piacevole … e tu Tonì alla fine uscisti finalmente dal bagno … (Tonino raggiunge la comune, prende il ventilatore e lo mette al centro) e fosti l’ultimo ad andare a dormire e poiché c’era caldo ma caldo assai vedesti la prolunga nel corridoio… (attacca la spina)

TONINO : (come in trance) E ci attaccai il ventilatore!!! (la luce torna gradualmente come prima)

ARTURO : Papà tornò dopo la solita partita a carte con gli amici … si rese conto subito della situazione e cercò di fare il possibile. Troppo tardi! Solo il tempo di salutarci nel sonno… andare al Comando dei Carabinieri e prendersi tutta la responsabilità di quello che era successo!!

TONINO : (pausa) E come hai saputo tutto questo!!!

ARTURO : Il suo avvocato! A cui era stato detto di non dire niente ma lui non ce l’ha fatta a tenere il segreto e se prima eravamo solo io e Clementina a saperlo adesso con te siamo in tre… anzi in quattro perché pure Mimì era all’oscuro di tutto … ed eccoci qua!!! (Clementina abbraccia Tonino) Come vedi Tonì siamo tutti responsabili… in maniera involontaria ma lo siamo tutti. Io tu Maria Clementina Mimì Ciccio Nicola Rafele… tutti!!! E pure lui lo è stato… (pausa con Tonino e Clementina che lo guardano)… se non avesse comprato la pista elettrica ai ragazzi!!! Che vuò fa… (bussano alla porta, ma non si muove nessuno. Bussano di nuovo.)

SCENA 8 : MIMI’ - ARTURO –TONINO- CLEMENTINA- MARIA – RAFFAELE – VERONIKA – CICCIO - NICOLA

RAFFAELE : (uscendo da destra) Vengo! Ma ve site ciuncate tutte quante, neh?

VERONIKA : (a Raffaele, entrando dal fondo) Sono venuta a prendere mio telefonino lasciato in camera nonno ..

RAFFAELE : Si, si, vai tu!

VERONIKA : (vedendo tutti in silenzio e pensierosi) Cosa è successo?

RAFFAELE : Veroni, e lo domandi pure? 'O nonno è muorto, non te lo scordare! VERONIKA : Ah si, vero! Dolore di famiglia!

RAFFAELE : Esatto! (Veronika esce a sinistra, Raffaele si avvicina al padre) Papà ma che è st.... (forte grido di Veronika da sinistra)...aaaaaaato.

VERONIKA : (urla da sinistra) Aaaaahh! (tutti arrivano in scena)

RAFFAELE : Che è stato?

VERONIKA : (esce da sinistra, correndo, ed abbraccia Raffaele, tremando) 'O nonno! ARTURO : Che ha fatto?

VERONIKA : Aperto.. (trema)... aperto occhi … (tutti  corrono nella stanza del nonno)

TONINO : Daddy!! Papà! (esce a sinistra)

ARTURO : Non puo' essere! (esce a sinistra)

CLEMENTINA : Non ci credo! (esce a sinistra)

MIMI' : Non è possibile! (esce a sinistra)

MARIA : Non sia mai! (esce a sinistra)

CICCIO : Ma addò iate? Non è vero! Nicò parla tu …

NICOLA : L’occhio avrà fatto solo qualche movimento .. è normale ..

RAFFAELE : Veronì parla .. ti ha solo guardata o ti ha pure toccata! (la scuote) VERONIKA : Lui guardato e poi fatto mano morta ..

RAFFAELE : Quindi … mano morta! Moscia, appesa …

VERONIKA : No, come dire tu piccolo uomo, mana morta su fattapposto, dietro! Mano morta, lui vivo!

CLEMENTINA : (entra da sinistra) Uh! Madonna! E'vivo! Rafè chiamma 'o dottore! (esce a sinistra)

ARTURO : (entra da sinistra e prende lo scatolo) Io ce porto 'o Taflon. He visto ca pure c'è servuto? (esce a sinistra)

MARIA : Mimi’ che disgrazia! Che disgrazia!

MIMI' : (esce da sinistra, sostenendo Maria che piange) Nisciuna disgrazia, Marì!   ‘O nonno nun era chell’ che amma semp penzato! E ‘a verità l’e sapè pure tu!

MARIA : Non oggi, Mimì … sto troppo sconvolta! (piangendo escono in fondo a destra)

NICOLA : (entra da sinistra) E' vivo!! Era morte apparente! (si siede)

CICCIO : (entrando con Nicola) Eh, eh! V'ha fatto fessi a tutte quante!

NICOLA : Pecche a te no?

CICCIO : (pausa) Pure  a me!!

RAFFAELE : (in trance) E' vivo! Nun è cagnato niente!

TONINO : (entra di corsa, da sinistra) E' cagnato, Rafè! Cambiato tutto! Volo to Scozia… vado a prendere nipote! Non l'ha mai vista! (esce a destra)

RAFFAELE : (c.s.) Nun è cagnato niente!

TONINO : (rientrando da sinistra) Rafè, sorry!

RAFFAELE : (c.s.) Nun è cagnato niente!

TONINO : You stay near nonno… fai notte vicino a nonno?

RAFFAELE : (c.s.) Tre! Tre notti a settimana da sette anni a questa parte! E nun è cagnato niente!

TONINO : Cambiato, Rafè! E' cambiato tutto!

RAFFAELE: (c.s.) No!

TONINO : Can I.. fare, posso fare io notti vicino a nonno?

RAFFAELE : (c.s.) No!

NICOLA : E' asciuto pazzo!

CICCIO : Nooo!

TONINO : Una notte, please, Raffele! RAFFAELE : (c.s.) No!

TONINO : Rafè, I.. ti prego!

RAFFAELE: (c.s.) No!

TONINO : Rafè, ti prego!

RAFFAELE : (c.s.) No!

TONINO : Rafè, ti pago!

RAFFAELE : No!

CICCIO : E’ asciuto pazzo sicuramente!

TONINO : I pay you… ten euro… dieci euro!

CICCIO e NICOLA : (da dietro) Si! Si!

RAFFAELE : (c.s.) No!

TONINO : Twenty… venti euro!

CICCIO e NICOLA : Si! Si!

RAFFAELE : (c.s.) No!

TONINO : Trenta euro!

CICCIO e NICOLA: Si! Si!

RAFFAELE : (c.s.) No! (Ciccio e Nicola abbandonano il campo)

TONINO : (esasperato) Fifty!!! Cinquanta euro!

RAFFAELE : Quante notti?

TONINO : One night… only night! Almeno una notte!

RAFFAELE : (rinsavito) Pure tutte e tre?

TONINO : Si! Si! Pure tutte e tre!

RAFFAELE : Affare fatto! (strappa le banconote dalle mani di Tonino)

CICCIO e NICOLA : Olèèèèè!

TONINO : Tu sei proto bravo ragazzo! Thank you, Raffy!

RAFFAELE : Non c'è di che!

TONINO : (esce in fondo) Torno presto, vaco e vengo!!

CICCIO : (andandogli incontro) Rafè, si ‘o masto!

NICOLA : Cinquanta euro! E tu continuavi a dicere ca no!

RAFFAELE : Nicò, io a stu zio non tanto lo capisco, inglese italiano napulitano e all'inzio non avevo capito tanto bene! Io penzavo che dovevo pagare io a lui!

CICCIO e NICOLA : Ahhhh!

VERONIKA : (rientra da destra felice e si avvicina a Raffaele) Io no perde posto, piccolo uomo. Io stare ancora qui co nonno.

RAFFAELE : Ma fà piacere, Veronì! So’ contento pur’io.

CICCIO : (zoppicante, la abbraccia) E vedè io comme so' cuntento! Veronì comme so' felice! Accussì nce vedimmo ancora...

VERONIKA : E leva tue mani di dosso … io taglia tue zampe! (lo schiaffeggia)

NICOLA : (separandolo) E vide nu poco si nun è sempe isso.... (Veronika esce a sinistra)

RAFFAELE : Guagliù mò tengo bisogno di una cosa … un prosecco! Amma brindà!

CICCIO : (gli squilla il telefono) Aviglioca, a vi’!

RAFFAELE : E’ Simona?

CICCIO : E chi po’ essere .. prondo!! Ue Simò, dimmi. Va bene .. sì …

NICOLA : Comme sì? Che ti ha chiesto?

CICCIO : Simò ho detto sì .. cinque euro, però. Non poiù di tanto. Va bene .. e nun chiagnere però .. noi stiano andando al bar proprio adesso! Allora possiamo … faccio mettere sul conto della Wind .. tutto a posto … ma nun chiagnere però, poi ci risentiamo … ciao … cià. (chiude la telefonata) Quant’è bellella .. stava piangendo!

NICOLA : Ma alla fine che ti ha offerto?

CICCIO : Rafè tu di che tenevi bisogno …

RAFFAELE : Un prosecco!

CICCIO : E scendiamo … tre prosecchi offerti dalla Wind … (inizia ad andare, mentre i due lo schiaffeggiano e lo prendono a calci)

ARTURO : (arriva di corsa, da sinistra,i presenti si preoccupano) Rafè, movete!

(afferra il telefono) 'O nummero!

CLEMENTINA : (con lui, afferra subito l'elenco e sfoglia velocemente) E' chisto! Artù, è questo, muoviti! Fà ampressa! (glielo mette davanti tremando tutta)

ARTURO : (componendo il numero) E nu mumento! Nun tremmà, o si no nun veco

niente!

CLEMENTINA : Sperammo ca nun è troppo tardi!(unisce le mani come per pregare)

ARTURO : Maronna mia, facce sta Grazia!.... Pronto! (affannato) ....Pronto! Hanno miso pure a musichetta!            Pronto! E' l'agenzia di pompe funebri? .... Si, si, "Signori si parte"! Chiamo per quella telefonata di prima!.... Quella di Via Roma, n°15,     eh, e si sono avviati già con la bara?.... No? Lassa fà a Dio!

CLEMENTINA : Maronna Mia te ringrazio!

ARTURO : .... No, e non li fate venire! E non serve più! .... lo sapete? E come fate a sapere che … si, si è svegliato! Era morto e poi … cos’e pazzi! Ma allora succede spesso? Quasi mai! E voi .. lo avete visto? Ma perché ci conosciamo? Ah si si!! E state là mò  … mannaggia a capa vosta .. va bè … arrivederci! Per l’anticipo? Ma quello che ho dato a voi .. e quelli erano per mio fratello … forse la spesa più bella che ho fatto in vita mia .. va bè! Vi aspetto allora … quando volete! Buona giornata!

CLEMENTINA : Ma chi era?

ARTURO : Il Cassiere .. cioè il parrucchiere … quello che faceva il pasticciere .. mò fatica all’agenzia funebre! Speriamo che almeno qua trova nu poco ‘e pace. Poi mi ha ricordato del biglietto aereo e dei 450 euro a testa che abbiamo cacciato … a proposito Clementì, mica le hai a portata di mano le 450?

CLEMENTINA : Quali 450.

ARTURO : I 900 del biglietto a tuo fratello …

CLEMENTINA : Ma non hai detto che è la spesa più bella che hai fatto … e pecchè te la devo rovinare!!

ARTURO : Clementì mi devi dare le 450 più 8 euro e 50 p’e medicine

CLEMENTINA: Pure? Artù, e stamme ancora a questo, io già me l’aggio scurdato…

ARTURO : Eh, ma io no però…

CLEMENTINA : E scuordatello… non vide che ca se more. Pienza a’ salute!

ARTURO : Clementì damme e sorde… otto euro e cinquanta…

CLEMENTINA : Uh, Artù, fa cunto che aggio telefonato in Scozia… (si guardano) ‘A Scozia! Tonino!!! Addò stà?

RAFFAELE : E’ andato all’aeroporto…

ARTURO : Fuie Clementì… Tonino ci deve dare ancora otto euro e cinquanta…

RAFFAELE : Ma addò iate… quello è andato con la macchina…

ARTURO : E nuie iammo c’a motocicletta… saglie Clementì!

CLEMENTINA : (lo abbraccia da dietro) Artù va chiano però… stamm pure senza casco…

Arturo risponde a soggetto, i due vanno via come se fossero in moto, Raffaele Ciccio e Nicola restano un attimo interdetti poi ridono)

FINE

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