Viaggio a Betlemme

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BENVENUTO GESU’

Viaggio a Betlemme

Atto unico di Daniela Cologgi

(La rappresentazione sarà caratterizzata da un’impostazione del tipo “teatro nel teatro”. S’immagina infatti che i piccoli attori stiano preparando una recita sulla poesia di Gozzano “la notte santa” con un conseguente entrare e uscire dai propri ruoli. L’immedesimazione con i personaggi avverrà in maniera più decisa nella parte finale dello spettacolo. Con l’inizio della musicam Giuseppe e Maria, sul proscenio, a bordo di un asinello ricavato da un manico di scopa, viaggiano verso Betlemme. Il sipario è ancora chiuso dietro di loro. Il coro di angeli li segue e canta la prima canzone).

CANZONE: ANDARE A BETLEMME

L’asinello lemme lemme lungo la via di Betlemme,

con Giuseppe e con Maria per la lunghissima via.

Faticoso è questo viaggio e Maria si fa coraggio;

aspettando il suo Gesù lei guarda il cielo tutto blu.

Andare a Betlemme, andare a Betlemme

Quant’è lungo questo viaggio!

Andare a Betlemme, andare a Betlemme

Quant’è lungo questo viaggio!

Una stella luminosa brilla lassù premurosa

Resta ferma ad aspettare e presto il buio scompare.

A Betlemme lentamente

Sono giunti, ecco finalmente

Nella piccola città il Signore nascerà.

Andare a Betlemme, andare a Betlemme

Quant’è lungo questo viaggio!

Andare a Betlemme, andare a Betlemme

Quant’è lungo questo viaggio!

(Prima che finisca la musica, il sipario si apre, soprendo la città di Betlemme, con le sue locande. Il coro di angeli si dispone in fondo al centro della scena, mentre Giuseppe ripone l’asinello).

Giuseppe         - (recitando a memoria) “Consolati Maria, del tuo pellegrinare! Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei. Presso quell’osteria potremo riposare, che troppo stanco sono e troppo stanca sei”. (c’è un momento di silenzio) Se non sbaglio, a questo punto, nella poesia di Gozzano c’è qualcos’altro.

(Giuseppe mostra impazienza, e Maria guarda verso il coro degli angeli. Il 1° angelo viene richiamato con delle gomitate dai suoi vicini)

1°angelo          - (sempre recitando, imeprsonalmente e a voce molto alta) “il campanile scocca lentamente le sei” (tutti si tappano le orecchie) Ma non ci sarebbe qualche altra battuta per me?

Giuseppe         - Guarda che non c’è bisogno che urli così.

1°angelo          - La maestra ha detto di recitare ad alta voce, altrimenti non si sente niente. E poi, già ho poche battute; se poi neanche si sentono…

Maria               - Almeno cerca di stare attento: se te le dimentichi, ci fai perdere il ritmo.

1°angelo          - Dimenticare le battute? Beh, non ci vuole molto a dire l’ora esatta. Se mai, rischio di addormentarmi, se voi non recitate con un po’ più di vita!

Maria               - Adesso il campanile vuole fare il regista.

Giuseppe         - Va bene, andiamo avanti. Cercheremo di improvvisare un po’ sul testo. (a Maria) Tu sei molto stanca (bussa per finta alla porta dell’osteria) Bum, bum, bum (agli altri attori) Ho bussato.

Coro                - Ce ne siamo accorti.

Oste                 - (da fuori scena) Chi è?

Giuseppe         - Mia moglie ed io veniamo da Nazaret per fare il censimento. Abbiamo molta fame e siamo molto stanchi.

Maria               - E mi fanno male i piedi.

(Giuseppe le da una gomitata)

Oste                 - (esce) Ah, ah, ah, cercate un posto! Ma non sapete che oggi Betlemme è piena di forestieri?

Giuseppe         - Ma noi non sappiamo dove andare!

Oste                 - Le stanze sono piene zeppe!

1°angelo          - (declamando ad alta voce) “il campanile scocca lentamente le sette”.

(i vicini angioletti del coro si complimentano con lui e gli stringono la mano).

Maria               - Già le sette?

Giuseppe         - Accidenti, come passa il tempo!

Oste                 - Sapete, questa è una notte di prodigi: molta gente, qui a Betlemme, è in attesa di evento eccezionale…

(il coro degli angeli, sempre disposto ad un lato della scena, canta la canzone, accompagnando la musica con appropriati movimenti coreografici).

CANZONE: NOTTE DI PRODIGI

Notte azzurra e splendida notte favolosa,

notte di stelle, notte luminosa.

Notte azzurra e splendida notte favolosa,

notte di stelle, notte luminosa.

È una notte di poesia con le stelle in ogni via

Ogni angolo del cielo trasparente come un velo.

A Betlemme c’è fervore, c’è speranza e tanto amore;

al prodigio è tutta tesa questa notte dell’attesa.

Notte azzurra e splendida notte favolosa….

Questa notte di splendore è una gioia per il cuore

Tutti sembrano aspettare un evento eccezionale.

A Betlemme c’è fervore, c’è speranza e tanto amore;

al prodigio è tutta tesa questa notte dell’attesa.

Notte azzurra e splendida notte favolosa….

(Il coro torna al proprio posto)

Oste                - Guardate il cielo anche voi: non è meraviglioso? Ci fa sentire tutti più buoni.

Giuseppe         - Allora non sareste così gentile da ospitarci, stanotte? Mia moglie aspetta un bambino.

Maria              - E poi sta per nevicare.

Giuseppe         - Non sentite come fa freddo?

Maria              - Mi si sono gelati i piedi!

Giuseppe         - (a parte) E dagli, con questi piedi!

Maria              - Siate buono, aiutateci.

Oste               - Mah, forse posso fare qualcosa. Quanto denaro avete con voi?

Giuseppe         - Molto poco, quasi niente.

Oste               - (minaccioso) Io odio i forestieri, specie se non hanno soldi. Non c’è posto. Via!

(scompare velocemente dietro la porta dell’osteria)

Giuseppe         - Che razzista!

Maria               - Le persone non sono molto gentili con noi, qui a Betlemme, perché siamo forestieri e siamo poveri. Giuseppe, io sono molto stanca e fa tanto freddo. Sento che nostro figlio Gesù sta per nascere e comincio ad avere tanta paura.

(Maria al centro della scena, canta la canzone, accompagnata da Giuseppe e dagli angeli del coro che si avvicinano a lei)

CANZONE: DOLCE MARIA, NON TREMARE

Con questo freddo, con questa neve,

che sulla terra cade, che a terra cade giù lieve,

quanto dovremo ancora cercare

per riscaldarci, per poterci riposare?

Dolce Maria, no, non tremare,

il tuo bambino ti può riscaldare.

Dolce Maria, pensa a Gesù

No, non avere paura mai più.

Quanta fatica nel camminare

E non c’è un posto

Non non c’è un posto per mangiare

Non c’è locanda per farci dormire:

quanto dovremo ancora

dovremo ancora soffrire?

Dolce Maria, no, non tremare,

il tuo bambino ti può riscaldare.

Dolce Maria, pensa a Gesù

No, non avere paura mai più.

Dolce Maria, no, non tremare,

il tuo bambino ti può riscaldare.

Dolce Maria, pensa a Gesù

No, non avere paura mai più.

No, non avere paura mai più.

(finita la musica, il coro torna nella posizione iniziale)

Giuseppe         - (abbracciando Maria con tenerezza) No, non devi avere paura. Vedrai che ce la caveremo, noi e il nostro piccolo Gesù. Ora non perdiamoci d’animo e proviamo lì: Osteria del Moro. Mi sembra accogliente! Bum, bum, bum. (al coro) Ho bussato.

Coro               - Ce ne siamo accorti.

Giuseppe         - Oste del Moro, avete un rifugio per noi? Siamo così stanchi.

Oste Moro      - (uscendo dalla porta della sua locanda, minaccioso) Chi è che bussa?

Maria               - (nascondendosi dietro Giuseppe) Mamma mia, quant’è grosso!

Giuseppe         - (preoccupato) Non avere paura, Maria: ci penso io. (un po’ titubante)  Ehm, Oste del Moro, veniamo da Nazareth e abbiamo bisogno di mangiare e di dormire.

Oste Moro       - (sgarbato) E che me ne importa? Qui è già tutto pieno. Pare che stanotte tutti si siano dati appuntamento a Betlemme.

Maria               - Non avete neanche un panino?

Oste Moro       - (sempre sgarbato) Provate all’osteria più sotto.

(esce sbattendo la sua porta, e schiaccia un dito a Giuseppe che lancia un urlo)

1°angelo          - (con convinzione) “il campanile scocca lentamente le otto”.

(il coro degli angioletti applaude calorosamente)

Giuseppe         - (al coro) Beh? (tutti smettono di applaudire) Dobbiamo assolutamente sbrigarci a trovare una sistemazione. Si sta facendo tardi.

1° angelo         - Sono già le otto.

Maria               - Abbiamo capito, abbiamo capito. Bussiamo all’Osteria del Cervo Bianco.

Giuseppe         - Bum bum.

Coro                - Chi è?

Giuseppe         - O voi del Cervo Bianco…

Oste Cervo      - E’ inutile cercare posto. La locanda è piena di astronomi e di dotti, giunti da ogni parte del mondo per studiare le stelle.

(dall’Osteria del Cervo bianco esce un gruppo di maghi e astronomi)

1° astronomo   - (guardando dentro un binocolo di cartone) Oh, guardate: ecco la mia stella.

2° astronomo   - Mia? Sono giorni che ho avvistato quello splendore. Si chiamerà con il mio nome.

3° astronomo   - Mi dispiace contraddire i miei illustri colleghi, ma il primo avvistamento è stato il mio.

(cominciano a litigare tra loro)

Maria               - Ma perché litigate tanto? Che cosa cercate?

(da un lato appare una bambina vestita da Stella Cometa, con un grande mantello dorato a fare da scia)

1° astronomo   - (indicando la stella) Eccola: è lei, la stella più bella, che noi attendiamo.

(gli astronomi cantano la canzone, aiutati dal coro di angeli)

CANZONE: ATTENDIAMO LA COMETA

Guarda, guarda in su tutti gli astri più segreti

Guarda, guarda in su le galassie ed i pianeti

Siamo maghi e negromanti, a Betlemme siamo tanti

Siamo giunti a questa meta:

attendiamo la cometa, attendiamo la cometa.

Guarda, guarda in su tutti gli astri più segreti

Guarda, guarda in su le galassie ed i pianeti

Guarda, guarda in su tutti gli astri più segreti

Guarda, guarda in su le galassie ed i pianeti

L’universo noi scrutiamo e la stella che aspettiamo

Questa notte apparirà

Su Betlemme apparirà, su Betlemme apparirà.

Guarda, guarda in su tutti gli astri più segreti

Guarda, guarda in su le galassie ed i pianeti

È fra tutte la più bella questa luminosa stella;

su dal cielo guiderà

verso il re che nascerà verso il re che nascerà.

Guarda, guarda in su tutti gli astri più segreti

Guarda, guarda in su le galassie ed i pianeti

(finita la canzone, gli astronomi rientrano nella locanda).

Giuseppe         - (rivolgendosi all’interno dell’osteria) Oste del Cervo Bianco, ma possibile che, comunque, non avete per noi neanche un posticino stretto stretto? Un sottoscala?

Oste Cervo      - Quanto siete disposti a pagare?

Maria               - Non molto, temo.

Oste Cervo      - E allora via! (chiude loro la porta in faccia).

Maria               - Oh, Giuseppe, cosa facciamo adesso? E dove andremo, dove?

1°angelo          - “Il campanile scocca lentamente le nove”.

Giuseppe         - Mi sembra che questi interventi rovinino il pathos che si è creato.

1°angelo          - E per un po’ di pathos vorreste togliermi anche questa battuta? Mi oppongo!

Coro                - Siamo tutti con te.

Giuseppe         - Come non detto, andiamo avanti. Che c’è, adesso?

Maria               - Il pezzo dell’Ostessa dei Tre Merli.

Giuseppe         - Giusto. Bum, bum (fa finta di bussare all’Osteria dei tre Merli).

Ostessa            - (apre la porta) Beh? Vi sembra questo il modo di bussare? Per poco non mi buttate giù la porta!

Giuseppe         - Ostessa dei Tre Merli, vi prego… ehm, vi prego… (non ricorda più le battute).

Maria               - (recitando piattamente) Mia moglie aspetta un bambino, siamo molto stanchi, abbiamo viaggiato tanto…

Giuseppe         - Ecco, sì, è proprio così.

Ostessa            - Quindi avete bisogno di un posto dove ripararvi dal freddo.

Gius.Maria      - sì.

Ostessa            - E di un buon pasto, con il pane appena sfornato.

Gius.Maria      - (in crescendo) Sì.

Ostessa            - E di un bel letto caldo, con le lenzuola pulite.

Gius. Maria     - Sìì!

Ostessa            - Andate da un’altra parte (sbatte loro la porta in faccia).

Maria               - Che serataccia!

Giuseppe         - Non ti preoccupare: vedrai che qualcosa di buono succederà anche a noi.

(si sente una musica. Tutti rimangono immobili come per incanto. Appare la Stella Cometa).

Stella Cometa  - Giuseppe ha ragione. In questa notte speciale sta per accadere una cosa grande per lui e Maria. E per tutti gli uomini, gli uomini di tutto il mondo; gli uomini di oggi e gli uomini di ieri: romani, egizi, greci… (lentamente va via).

1°angelo          - “Il campanile scocca lentamente le dieci”.

(tutto ritorna come prima, e i personaggi si muovono di nuovo).

Giuseppe         - Bum bum (finge di bussare all’Osteria di Cesarèa. L’oste compare alla porta, silenzioso). Oste di Cesarèa, sono un povero falegname. Io e mia moglie veniamo da Nazareth. Siamo molto stanchi, abbiamo bisogno di mangiare e di dormire.

Maria               - E io aspetto anche un bambino.

Oste Cesarea   - (scoppia in una sonora risata) Cosa? Un falegname? Ma nel mio albergo ci sono gran signori, cavalieri e dame! Non accetto di ospitare gente miserabile come voi: non amo mischiare l’alta con la bassa gente.

1°angelo          - “Il campanile scocca le undici lentamente”.

Oste Cesarea   - E’ inutile che continuiate a cercare per le locande di Betlemme: per voi non c’è più posto!

Coro                - Per voi non c’è più posto!

(tutti gli osti entrano in scena per cantare la canzone, intorno a Giuseppe e Maria).

CANZONE: NON C’E’ PIU’ POSTO

No, no, no, non c’è più posto,

non c’è posto, andate via!

Negli alberghi non c’è posto

Per Giuseppe e per Maria.

No, no, no, non c’è più posto,

non c’è posto, andate via!

Negli alberghi non c’è posto

Per Giuseppe e per Maria.

Le locande sono piene nella notte di Betlemme,

tante stelle come gemme fanno luce da lassù.

Non c’è posto, è tutto pieno

Negli alberghi, in ogni via;

tanto grande è la fatica per Giuseppe e per Maria.

No, no, no, non c’è più posto,

non c’è posto, andate via!

Negli alberghi non c’è posto

Per Giuseppe e per Maria.

Tanto sonno, tanta fame e stanchezza per il viaggio

Ma Giuseppe fa coraggio alla sposa sua, Maria.

Ogni oste dice “no” alla mamma di Gesù

Sono troppi i forestier ed il posto non c’è più.

No, no, no, non c’è più posto,

non c’è posto, andate via!

Negli alberghi non c’è posto

Per Giuseppe e per Maria.

No, no, no, non c’è più posto,

non c’è posto, andate via!

Negli alberghi non c’è posto

Per Giuseppe e per Maria.

(gli osti vanno via. Giuseppe e Maria sono molto stanchi).

Maria               - Guarda Giuseppe: la neve!

Giuseppe         - ( imbarazzato perché in scena non accade niente) Ah, bella, sì. (al coro) Ma non si poteva usare un po’ di polistirolo)

1°angelo          - Accontentati: non siamo mica al Teatro dell’Opera!

Giuseppe         - (all’angelo) Che ora si è fatta?

1°angelo          - il campanile ha scoccato le undici lentamente. Ci siamo quasi.

Giuseppe         - Sì, bisogna affrettarsi.

Maria               - Giuseppe, fa troppo freddo: non so se resisterò.

Giuseppe         - Già, ormai non abbiamo molto da fare. Non ci sono più alberghi a cui bussare, nessuno ci vuole ospitare. Vieni vicino a me, Maria.

(da questo momento, la rappresentazione assume un tono più serio. Lentamente gli angeli del coro si spostano, scoprendo una capanna; poi si dispongono a semicerchio dietro di essa. Anche la Stella Cometa si trova lì).

Giuseppe         - Guarda, Maria: una stalla! Potrebbe essere il nostro rifugio per stanotte.

Maria               - Ma sentiremo freddo! E poi… sento che Gesù sta per nascere. Dovrà venire al mondo dentro una misera capanna?

Giuseppe         - Meglio che stare sotto la neve. E poi, guarda: ci sono un bue e un asinello che ci scalderanno con il loro fiato. La mangiatoia sarà una culla per il bambino. Per questa notte, una povera stalla sarà la nostra casa.

(Giuseppe e Maria, insieme al coro, cantano la canzone)

CANZONE: UNA CAPANNA

Lunga è la notte, che freddo fa! Solo l’amora calore ci dà.

Poi finalmente una capanna, una capanna fermiamoci là.

Una capanna, una capanna,

proprio là, in quella stalla Gesù nascerà.

Un asinello ed un bue vediamo

Col loro fiato ci riscalderemo;

un po’ di paglia per fare il letto,

la mangiatoia una culla sarà.

Non è una reggia, non è un castello,

è la dimora di un Re poverello.

Ora Maria aspetta serena:

in questa notte una mamma sarà.

Una capanna, una capanna………..

E nell’attesa il cielo si affanna,

volano gli angeli sulla capanna,

sono curiosi e preparano il coro

gloria, alleluia, Gesù nascerà.

Una capanna, una capanna………..

(Giuseppe e Maria si dirigono verso la stalla. Gli angeli del coro si dispongono intorno alla capanna, togliendo la visibilità dell’interno al pubblico. Rientra in scena la Stella Cometa.)

Stella Cometa  - Tutto è pronto, nella notte di Betlemme. La Stella Cometa è sopra la capanna, dove sta per nascere Gesù. Gli angeli volano nel cielo, aspettando il lieto evento, e si preparano a cantare in onore del Re bambino. Intorno c’è solo neve e silenzio. I pastori che vegliano i greggi nelle vicinanze sono stati chiamati verso la stalla, per visitare e rendere omaggio al bimbo divino che sta per venire al mondo.

(entrano in scena i tre pastori)

1°pastore         - Stavamo dormendo vicino alle pecore, quando all’improvviso abbiamo visto un bagliore. Un fanciullo vestito di bianco e circondato di luce ci ha parlato.

2°pastore         - “Vi annuncio una grande gioia: oggi nascerà per voi il Salvatore…”

3° pastore        - “Troverete un bambino in fasce, adagiato in una mangiatoia: adoratelo”.

(i tre pastori si girano verso la capanna, ancora coperta dagli angeli).

Stella Cometa  - Si avvicina il momento tanto atteso. (Citando dalla poesia di Gozzano) “Per quattro mill’anni s’attese quest’ora su tutte le ore”. “Venite pastori e massaie o genti vicine e lontane”. Ecco, è l’ora: finalmente il coro degli angeli canta…

1° angelo         - (si volta verso il pubblico) “Il campanile scocca la mezzanotte santa”!

(Parte la base musicale dell’ultima canzone. Gli angeli aprono il loro cerchio, scoprendo Gesù Bambino nella culla, tra Giuseppe e Maria. I pastori si inginocchiano, e altri personaggi del presepe fanno il loro ingresso in scena con i doni per il Bambinello. Tutti insieme cantano).

CANZONE: E’ NATO, ALLELUIA!

E’ nato, oggi è nato il bambino sovrano, alleluia!

È nato, oggi è nato, il divino sovrano, alleluia!

Gesù nella culla          - alleluia

Gesù non ha nulla       - alleluia

La sua stella risplende

L’amore diffonde.

Alleluia, alleluia, gloria alleluia!

Alleluia, alleluia, gloria alleluia!

E’ nato, oggi è nato il bambino sovrano, alleluia!

È nato, oggi è nato, il divino sovrano, alleluia!

Gesù poverello           - alleluia!

Tra il bue e l’asinello  - alleluia!

Lui ci porta salvezza,

non vuole tristezza.

Alleluia, alleluia, gloria alleluia!

Alleluia, alleluia, gloria alleluia

E’ nato, oggi è nato il bambino sovrano, alleluia!

È nato, oggi è nato, il divino sovrano, alleluia!

E gli angeli in volo     - alleluia

Che cantano in coro   - alleluia

Per la gioia e la pace

Che notte di luce!

Alleluia, alleluia, gloria alleluia!

Alleluia, alleluia, gloria alleluia!

Alleluia, alleluia, gloria alleluia!

Alleluia.

(alla fine della musica si chiude il sipario sulla scena del Natale)

FINE

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