Victoria… una storia vera

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            Genere : Storico

            Atto unico

            5 Donne

            5 Uomini                                           

              VICTORIA

        …. una Storia vera

                                        Atto unico

                                     di Concetto Venti

Argentina 1976 nascita di una dittatura. L’opera si ispira a fatti realmente avvenuti e a persone esistite. Si narra come possa nascere , svilupparsi e morire una dittatura , lasciando le sue conseguenze e ferite aperte ancora oggi.

Il testo è tutelato da SIAE posizione 220706. Per comunicazioni e/o materiale video/fotografico,scrivere a concetto.venti@tin.it

PERSONAGGI                          

Analia                           

Madres Leontina                      

Madres Hebe de Bonafini              

Cap. Adolfo Scilingo                  

Lidia Vierya                           

Maria Hilda Perez detta Cori       

Josè maria Donda detto Il Capo       

Yuyo                                   

Hijos   (due giovani)                                

Uomo del silenzio                            

Gli attori ( non tutti )  entrano dalla sala verso il palco / aprono il sipario ( velo ) strappandolo / in scena ci saranno altri attori già seduti su i gradoni in penombra / leggera cortina fumogena in scena/

                             Immagini della dittatura Argentina

                                               Filmato di un militare durante la lettura del comunicato radio, si veste con attenzione quasi maniacale

Voce Radio ( in sottofondo )= il giudice spagnolo Baldassar Garzòn a seguito delle indagini giudiziarie sulla scomparsa di cittadini Spagnoli negli anni della dittatura Argentina , ha emesso un mandato di cattura e chiesto l’estradizione per 46 cittadini argentini tra ex militari e forze dell‘ ordine  tra cui : ex presidente argentino Gen. Roberto Videla, Ammiraglio Emilio Masera, comandante Adolfo Donda, comandante Luciano Menende , Cristian Von Wernich (sacerdote ),tenente Ector Antonio Febres ,comandante Adolfo Scilingo,sergente Juan Antonio Azic ( ripetere in eco , la dettatura dell’elenco continua in sottofondo )

 Il Militare  avvicina una pistola alla tempia / sparo / cade / viene soccorso da una donna

Analia = …..è iniziato tutto con un gesto che può essere una fine…….così cominciò la mia vita ………..nuova …….vita  

                                            (  musica, canto  )

 .. in questo mondo…. io……..Analia : nata a Buenos Aires il 17 settembre 1979. Figlia di Graziela e Juan Antonio Azic. Una famiglia come tante altre . Un insieme di affetti , ricordi  tutti chiusi , difesi dalla la porta di casa . Ma la Storia non si ferma davanti a un portone, entra senza fare eccezioni. Con violenza ti spinge ad uscire di casa ! Provi a difenderti con la timidezza con l’indifferenza. Sarà inutile. Lì fuori c’è  l’ Argentina, in continuo conflitto con se stessa e con il mondo.  Con il velo della menzogna vuole  nascondere le sue atroci verità . Il silenzio è la musica dei tiranni. E tu non puoi non sentirlo, non puoi non sapere .  Devi, devi   : conoscere, cercare  per reagire , indignarti, lottare, sporcarti le mani.  Non hai scelta .  E se non vuoi, altri decideranno per te. Ma se vorrai, camminerai sulla strada che altri hanno iniziato ………

                                Filmato /Un ragazzo e una ragazza corrono inseguiti . La ragazza è incinta , cade due volte soccorsa dal ragazzo .Per nascondersi entrano in un portone / entrano in scena dalla sala correndo , trafelati .Lei si ferma e siede a terra , quasi cadendo.

Jose = nascondiamoci qui !

Cori = ( accovacciata su se stessa tremante, ansimante  )  credi che ci abbiano visti ?

Josè = … non lo so ! .. spero  di no !  sicuramente cercano  noi !  non sono entrati nella nostra casa , hanno bloccato la  strada..

 Cori = ho paura Josè !

Josè = sta calma , non ti agitare ! ( abbracciandola) vedrai ne usciremo fuori . 

Cori = Dio, ma cosa vorranno da noi !? . Siamo degli studenti non dei terroristi ! abbiamo le nostre idee ! e allora ?

José = ed è proprio li il problema ! noi abbiamo le nostre idee e non sono le loro ! non ci danno scelta o con loro o contro di loro ! che metti le bombe o no , che sequestri persone o no , per loro non ha importanza sei sempre un “ sovversivo “ ….

Cori = Sovversivo. Sembra quasi una bestemmia . Siamo sovversivi se insegniamo ai bambini a leggere e scrivere ? siamo dei sovversivi se diamo un pasto caldo ai senza tetto ? siamo dei sovversivi se insegniamo loro che la libertà non è solo avere la pancia piena ? Ma che vuol dire ? ( urlando ) Bastardi !!  Non vogliamo il vostro mondo di merda ….

Josè = ( quasi tappandogli la bocca ) zitta ! ci possono sentire .

Cori = mi fai rabbia ! come fai a stare sempre calmo ? Stiamo per avere un figlio ed ancora non ti conosco ! non hai mai voglia di urlare, strepitare, prendere a pugni che ti è contro ? hai mai dato uno schiaffo a qualcuno ?

Josè = ci si arrabbia anche in silenzio. Si una volta diedi uno schiaffo a un compagno di scuola. Ero alle elementari , proprio in questo quartiere, non ricordo se era la prima o la seconda classe. Avevo fatto amicizia un po’ con tutti, anche se adesso non ricordo più tutti i nomi e le facce.   Un giorno arrivò un nuovo compagno. Lui  non lo dimenticherò mai. Si chiamava Manuel.  Aveva metà del volto completamente bruciato. Il naso era quasi  scomparso , anche  l’orecchio e parte del sopracciglio, una palpebra copriva quasi tutto l’occhio i capelli solo per  metà del capo. La ferita era rossastra, lucida come se il tutto fosse accaduto da poco. Nessuno voleva dividere il proprio banco con lui. Il maestro lo capì e lo face sedere al mio fianco . Mi abituai a quel volto violentato , anche se facevo di tutto per guardarlo nel lato “buono “ . Lui lo capì , ma non mi disse mai nulla, parlava pochissimo, non gli chiesi mai cosa gli fosse successo. I compagni iniziarono a deriderlo. Quando vogliono i bambini sanno essere cattivi. Manuel  era povero gli regalai due quaderni una matita . Mi ringraziò , ma con distacco. Era fatto così. Un giorno , mentre il maestro spiegava non so che , sentii delle risate , come al solito.  Poi uno di loro pronunciò la parola “ Mostro “ . Vidi chi era, mi alzai e ………. cadde a terra sbattendo la testa non sò dove. Così difesi, a modo mio,  Manuel. Provo ancora oggi un senso di vergogna . Perché io ho avuto pena di lui e non è un buon sentimento.

Cori =  Non sei mai cambiato . ( jose si accerta che non ci sia nessuno ) ma come hanno fatto a sapere di noi ! chi è stato ?

Jose = non lo so . Troppi ragazzi sono scomparsi e non si sa dove vadano a finire .

Cori = Josè  !  pensi che li abbiano costretto a….

Josè = sono capaci di tutto . Col terrore la gente è costretta confessare o a stare zitta , non fare domande.. Ecco cosa vogliono. Molti ancora non sanno o non vogliono sapere . La gente scompare in silenzio , tutto tace, nessuno chiede anzi trovano un motivo, inventano una ragione

“ se li hanno presi avranno di sicuro fatto qualcosa “ .. e la coscienza è a posto.

Cori = …. Perderanno … e si rassegneranno a capire che non esiste un solo mondo possibile

                        Silenzio  / si stringono / poi Josè si alza ……  

Josè = ( guardando oltre )  stanno entrando in casa nostra  ! hanno sfondato la porta

Cori = povera mamma !

Joseè = non preoccuparti  la mamma è forte ! Bastardi … stanno buttando tutto dal balcone

Cori = ( cercando di alzarsi ) ..fammi vedere !

Josè = ferma !  è  pericoloso !!!! stai ferma , calmati ti potrebbe far male…dai Corita non ti muovere ! Ascoltami ! adesso io vado

Cori = no , vengo con te

Josè = ascoltami !  dobbiamo dividerci . Io scappo verso la strada parallela, saranno costretti a  seguirmi

Cori = no, no !

Josè = quando li avrò portati verso la piazza , tu scappi e ti metti in salvo .

Cori = no !

Jose = fa come ti ho detto ! ci vedremo a casa di Alfonsin, li staremo nascosti per un po’

Cori = non lo farò neanche…. ( Josè l’interrompe e la bacia con forza )

Josè= sei più …bella quando ti arrabbi ! ( la bacia ) ….mi raccomando ci tengo a ….voi due

            Josè corre via . Arrivano degli uomini , bloccano Josè altri Cori. Cori tenta di scappare , non riesce, l’afferrano, perde una scarpa. Buio/  Immagini / luce piazzata su Cori

Poliziotto = ferma non muoverti

Cori = lasciami

Polizziotto 2 = Presto, portiamola in macchina ! sta ferma puttana

Cori = tua madre è puttana

Josè = non cedere Cori

Poliziotto = …dai che adesso inizia la festa ( ride )

Polizziotto 3 = e fermo, sovversivo di merda

Polizziotto = in macchina presto, presto !!!

Cori = Josèèèèè

Josè = non arrenderti ! Corita … ti amo

                                               Musica / immagini ESNA

Corita=  (  viene incatenata e bendata )….ero una  ragazza argentina come tante . Con i miei  sogni , le mie idee,le mie ingenuità , con la certezza di essere padrona della vita e scrivere un futuro con Josè ,il mio compagno. Un’ avvenire  da vivere in un mondo che volevamo cambiare. Ma tutto finì quella notte. ESMA ( Escuela superior de macanica de la armada),una scuola militare trasformata in campo di concentramento.   Il mio ultimo indirizzo.  Mi rinchiusero in una stanza dove c’erano altre ragazze incinte come me. Per questo ci risparmiarono l’uniliazione dello stupro. La forza , la rabbia, iniziarono a venir meno , mi sentivo sconfitta.  Il mio corpo non era più mio. Era diventato solo uno strumento per il lavoro dei miei aguzzini. A me apparteneva solo paura e dolore. Ciò che vivevo non era vita e non mi era permesso morire. Non volevo morire , dovevo dar vita alla creatura che avevo in grembo . Non sò quanto tempo trascorse. Il giorno e la notte per noi non esistevano più . Un mondo senza tempo . Un ufficiale si occupava di noi si chiamava Ector   Antonio Febres, ci portò una culla i biberon  i corredini per bambini che sarebbero nati. Da quelle sue preoccupazioni, quei gesti , capimmo subito che le nostre creature ci sarebbero state rubate . Questa fu la nostra tortura più atroce. Arrivò il giorno del parto . Chiesi alla compagna più anziana, di aiutarmi . Si chiamava Lidia Vieyera . Mi portarono in un uno stanzino freddo, squallido , vidi due sedie e un tavolo al centro, capii che li avrei dato la luce alla mia creatura. Non ebbi il tempo per pensare , le doglie aumentarono !  non era il freddo e lo squallore di quel luogo a darmi pena , ma il continuo rumore delle catene che avevo sempre alle caviglie. No , No (grida )  “ vi prego toglietemi le catene … almeno adesso !! “  ………….. . Fuori dal mio carcere, altre urla ! ecco si sono accorti di noi vengano a liberare me e la mia creatura ! Il mondo ci ha trovato !! si,  siamo qua , fate presto !!!  Sarà una gran festa !!!  Sarà la festa dell’ Argentina …..…. . è nata la mia “ Victoria “

Durante il monologo i filmati della finale di calcio mondiale  Argentina - Olanda

            Due uomini entrano in scena uno tiene Corita  l’altro porta via la piccola       

                                                  Musica “ hilda “

Leontina = …… non è il bianco dei capelli  , non sono  le mani , le braccia che sembrano dei rami secchi,  non è il passo  sfiancato ,ma è  l’ accorgersi di un  presente che non vuoi vivere, che non ti appartiene,  è l’accorgersi che solo i ricordi   riempiono la tua giornata   ,ecco tutto questo ti dice che arrivato il tuo autunno. Il tempo ti regala  un meritato sapore di pace : con te , con il mondo …… io, questa stagione , non l’ho vissuto.  Ho bussato a tutte le porte , ho percorso tutte le strade di Buenos Aires …….dov’è la mia piccola Maria  Hilda dov’è ? (pausa )  . Dov’è mia figlia ! dov’’ è la creatura che porta in grembo ? La mia Corita !! si Corita la chiamiamo   …..in   Argentina non chiamiamo mai nessuno col proprio nome.  Corita  la piccola e suo marito Josè detto “ el Capo “ . Ripercorsi la strada che mia figlia aveva attraversato quella sua ultima sera . Chiesi, supplicai, elemosinai notizie, nulla.!!! Trovai solo questa scarpa . la mi piccola . Vidi più là un  suonatore ambulante e gli chiesi di suonare un valzerino peruviano che tanto piaceva alla mia “ Corita “ . Quelle note melanconiche accesero in me una forza segreta che solo una madre può avere ,la stessa forza che tutte la madri hanno quando danno la luce alle loro creature . Io dovevo nuovamente ridare vita a mia figlia !

Ero sola, in un mondo di silenzi, omertà, paura , indifferenza . Si l’indifferenza , la pena più forte. Sentii un battito del cuore che avevo dimenticato , fatto di dolore, speranza, rabbia . Un battere ,forte ,  rumoroso, che altri non sentono ,solo una madre può sentirlo …  il mio battere non era solo il mio. Altri cuori battevano come il mio, altre donne reclamavano i loro figli …si eccole  lì di fronte al palazzo del governo “ la casa rosada “ li dove altri avevano deciso il destino dei nostri figli . I nostri figli “ desaparecidos “. Una  generazione sequestrata torturata, scomparsa   A noi madri  la violenza più atroce “non poter piangere sui loro corpi “.

Mamma Hebe = Piangere . Col pianto non vai da nessuna parte , puoi solo affondarci dentro . Leontina = Occorreva.. altro. Lo trovai in altre madri e loro in me . Tutte insieme, più sentivamo il peso della assenza dei nostri figli , più sentivamo il morso della dittatura,  più  capivamo la loro vita, le loro battaglie , i loro sogni.  Partorite dai nostri figli . perché dalla loro scomparsa siamo nate noi “ Madri di plaza de Mayo “ Abbiamo compreso chi fossero i nostri figli, e così la loro lotta ha cominciato ad essere la nostra . Noi li ascoltiamo , li custodiamo dentro di noi . E’ questa la gravidanza più bella ….siamo incinte per sempre dei nostri figli. Li abbiamo in grembo ancora adesso. Quando dai alla luce un figlio , lo tieni tra le braccia , lo cresci, gli parli , poi, all’improvviso , ti scompare , smetti di vederlo. Ma una madre ha sempre dentro di se la sua creatura . la tocca, la cura, la nutre per sempre. I nostri figli ci hanno partorito a questa lotta, loro ci spingono per le strade per capire quello che desideravano e farlo nostro . Così li teniamo sulle nostre braccia. Ci sono!! sono qui !!! Nella testa , nel cuore, nella pancia, nella forza, nella vita .  Ed eccoci qui ! tutti i giovedì che Dio ci fa vivere siamo qui in questa piazza. Non ci siamo mai fermate e mai ci fermeremo ! Così abbiamo vinto la morte . Combattere per la vita e la verità è rivoluzione. Noi madri siamo vecchie, molte di noi sono morte. Anch’io lascerò questo mondo. Ma sono serena perché so che altri andranno avanti, perché  si comincia ogni giorno, l’importante è lasciare una traccia di vita, combattere perché non esiste un solo mondo possibile

             Scioglie il suo fazzoletto e lo porge ad Analia

Analia = Quante suole ho consumato, quanta voce ho speso, quanta rabbia ho ingoiato. Giorni, mesi, anni. Ed io lì sempre in prima linea con i miei compagni. Gioia e rabbia. L’incoerenza dei giovani  . ………………… : ricostruire un passato per costruire un futuro. Vivevo un presente che sembrava “ normale “ Tutta l’ Argentina voleva essere “ normale “ quindi , dimenticare.  Una intera generazione era scomparsa “ desaparecidos “ trentamila giovani nel nulla. Colpevoli solo di aver combattuto per il loro futuro contro la dittatura del Generale Videla , fantoccio della  CIA e non solo. E io Analìa  con i miei coetanei nati su questa terra argentina non potevamo rimanere normali .

Ragazza  1 = rompere il silenzio, cercare la verdad ……….

Ragazza 2 =donde estas

Ragazza 3 = dove sono

Ragazza 1 2 3 e altri = donde estas, donde estas

Madre = dove sono i nostri figli

Madre 2 = dove sono i nostri nipoti

                                Musica incalzante, filmati…… poi silenzio

Analia = bussammo a tutte le porte del potere

Ragazza = silenzio

Ragazza 1= chiedemmo alla stampa….

Ragazza 3= silenzio

Analia = il mondo ci ignorava !

Madre = bussammo alla porta della Chiesa

Analia = silenzio , blasfemo silenzio

Ragazza = silenzio,pesante silenzio, disgustoso silenzio……….colpevole silenzio

Analia = assassino  silenzio

Uomo del silenzio = Basta, basta, !   non vedete che è tutto inutile ! perché, perché  vi ostinate ? tutti , anch’io , vorremmo la verità . Ma il costo è troppo alto, insopportabile. Rassegnatevi. Adesso abbiamo quello che per troppo tempo abbiamo sognato ; la serenità , l’ordine ! Avete già dimenticato;  gli attentati i rapimenti i morti per le strade . Regnava solo la violenza in questo paese. Tutti contro tutti. Adesso  puoi finalmente, lavorare e tornare a casa senza essere ucciso in un attentato  per ragioni che non conosci o peggio non condividi.  Questo è quello che occorre a questo paese “ ordine  “ tutto il resto non conta. Abbiamo la fortuna di vivere in una terra ricchissima; foreste, miniere, terre sconfinate dove puoi comminare per giorni e giorni senza incontrare altri  uomini, immensi giacimenti di petrolio. Una ricchezza che non meritiamo.  Siamo sempre pronti a scannarci ! Abbiamo bisogno, urgenza che qualcuno metta “ordine” a questo caos a questa anarchia !  Dimentichiamo. Il passato non ci aiuta e non saremo noi a scriverlo . Dobbiamo vivere oggi. Il resto non conta . Chi governa questa nazione, lavora per questo e dobbiamo averne fiducia , gratitudine.  Perché, perchè, gridate  ? Occorre … silenzio ! Silenzio per dimenticare . E voi madri , smettete di marciare su quella maledetta piazza !!! Non voglio vedervi, no. Siete… pazze !!! Chiudetevi in casa e piangete ! il dolore va rispettato ma ci vuole  pudore . Si va in casa si chiude la porta e se senti gridare ti tappi le orecchie , se vedi qualcosa ti volti .Ho difeso così i miei figli e se li hanno arrestati, qualcosa devono aver pur fatto. 

Hebe = pazze ! così ci chiamano pensando di offenderci . Ogni giovedì siamo qui su questa

 piazza consapevoli di essere pazze. Pazze d’amore , pazze per il desiderio di ritrovare i nostri

figli. Un insulto è diventato il nostro orgoglio. Perché sono proprio i pazzi e i bambini quelli che

dicono la verità ! Solo i perversi pensano di aver fondato una città su una pianura propizia e su

questa terra  sorgono case, strade alzano le loro torri. Ma viviamo su una necropoli . Non

basta voltarsi dall’altra parte . Il silenzio diventa rumore, i sogni incubi.  Non basta lasciare ad

altri l’ incarico di scrivere la storia. Tutti scriviamo la storia anche chi non sa o non vuole

scrivere.

                                               Forte rumore o musica

Ragazza = Qualcosa si è spezzato !

Analia =  la crisi economica inizia a mordere il popolo argentino

Ragazza  3 = La dittatura inizia a capire che sta perdendo il potere

Ragazza 2 = Bisogna riaccendere il fuoco dell’ orgoglio nazionale.

Ragazza 22 =   cosa può per rinnovare l’orgoglio patriottico ?

 Rag 1 e rag 2 = un guerra ( ridono )

Ragazza 3 = il 2 aprile del 1982 la giunta militare occupa il territorio Inglese delle isole Folkland / Malvinas  rivendicando la terra  Nazionale

Ragazza 3 = centinaia di giovani reclute vengono scaraventate nelle gelide terre.

                                       Filmato guerra Malvinas

Ragezza “ = la risposta inglese non si fa attendere

Ragazza = pochi giorni di battaglia e l’esercito della signora Thatcher  rioccupa le isole

Ragazza 1 = l’umiliazione è forte , cocente  !

Ragazza 2 = la dittature è derisa

Ragazza = qualcuno si sveglia e comprende che il sogno , l’anestesia, è finita

Ragazza = qualcuno si sveglia e comprende che il silenzio “ fa male “ .

Ragazza 1 = qualcuno si sveglia e chiede, perchè

Ragazza = cadono le prime teste .

Ragazza 3 = l’ultimo dei boiardi , il generale Gualtieri è costretto a indire le elezioni

Ragazza 1 = l’Argentina inizia la sua lenta,  zoppicante strada verso la democrazia

Analia = più il Paese si “ liberava “ più l’indifferenza ci nauseava, più noi gridiamo “ Nunca mas “ mai più   ( due volte ) …..e loro sempre lì ( indica le madri di piazza de Mayo ) e chiedere con forza i corpi dei loro figli , la “ verdad “….. una verità che scorre nelle vene di tutti quei bambini rapiti alle loro madri ! e una verità così , forte, dolorosa, terribile non la fermi. E’ sangue

Ragazza = il paese ha un nuovo presidente non militare “ Raul Alfonsin “

            Musica allegra , cori dei ragazzi  poi si interrompe tutto bruscamente

I ragazzi si schierano fronte pubblico .Dal fondo sala entra un’ufficiale della marina , i ragazzi si allargano disponendosi a semi cerchio ( in penombra )       

entra un Ufficiale della Militare della Marina / indossa uniforme bianca impeccabile / musica rullante militare

Militare = “ la guerra sporca “ così la chiamammo . Una guerra tra ciechi . Da una parte loro i “ sovversivi “ accecati dalle loro ideologie. Dall’altra noi accecati dalla  “ ubbidienza “ .  Il nostro dovere : servire unicamente la patria .

Ragazza = chi vi ha dato questo “ incarico “ ?

Scilingo = La Nazione  / Il popolo

Ragazza = come ?

Scilingo = Il paese era devastato , sventrato dalle bombe, terrorizzato dai sequestri , omicidi commessi dai “ sovversivi “ . Regnava L’anarchia. / fu  silenzio del popolo che ci obbligò ad agire

Ragazza = i militari fanno la guerra . le battaglie …

Scilingo =  è vero la nostra fù  una guerra senza battaglie.

Ragazze = sequestravate, torturavate ! 

Ragazza 3 = così avete difeso la Patria ?

Ragazza = con gli stessi metodi del nemico

Ragazza 1 = cosa,chi  vi faceva pensare , che eravate nel giusto ?

Ragazza 2 = … nessun dubbio ?

Scilingo = . Le forze armate sono come devono essere . Devi avere totale fiducia nel tuo superiore , non avere dubbi non puoi e non devi discutere ogni ordine …. sarebbe la fine.

Ragazza 2 = gli ordini , l’ubbidienza ! il modo migliore  per lavarsi la coscienza .

Ragazza =  le urla dei torturati , il sangue, uno sguardo, non svegliano qualcosa di umano …

Scilingo = L’ uomo e il militare in un unico corpo . ( pausa) Sono  capitano di corvetta della marina Militare Argentina  . Mi chiamo Adolfo Scilingo . Si anch’io , come tutti , ho partecipato alla guerra sporca. Anch’io ho prestato servizio all’ ESMA. Ero responsabile della motorizzazione .. procuravo e preparavo le auto civili che venivano usate per il sequestro dei sovversivi.

Ragazza 1 = agivate come una banda

Ragazza 2 = auto civili, abiti civili

Scilingo = si  ! Tutta la Marina era un “banda “. In quel momento era così. Tutti, ognuno con i propri incarichi ! In guerra uno pulisce, l’altro cucina, altri uccidono. Significa che tutti partecipano alla guerra .

Ragazza = tutti colpevoli  ! nessun colpevole !

Scilingo = …no tutti “ responsabili “

Ragazza = già tutti : sordi, zitti, allineati

Madre = ma l’urlo di un torturato non può essere ignorato

Ragazza = quanti persone ha torturato ?

Scilingo = nessuna ….ma … ho assistito ad un interrogatorio …era una donna . Legata ai polsi e alle caviglie. Distesa su un tavolo, nuda, incappucciata. Si agitava continuamente e ancora di più quando la corrente della picana elettrica attraversava il suo corpo….una tortura “ perfetta “ …. Nessun segno sul corpo … ma nell’anima . Le urla si confondevano con la musica a tutto volume. Un medico era sempre pronto per evitare la morte. Seppi dopo, che la prigioniera non era una sovversiva. Pochi terroristi finivano in carcere . Era gente pronta a tutto e quando stavano per cadere nelle nostre mani si suicidavano…

Madre = dove sono, dove sono i corpi dei nostri ragazzi ?

Ragazza = dove sono scomparsi ?

Scilingo = ….in volo….

Ragazza = cosa vuol dire ?

Scilingo = ho partecipato  due volte. Ogni mercoledì 15 o 20 prigionieri venivano portati nell’autorimessa dell’ ESMA . Li informavano che sarebbero stati trasferiti nelle carceri del Sud e pertanto vaccinati.  Ma in realtà era  somministrata una dose di sedativi. Poi caricati su i camion e diretti all’aeroporto della Marina.  All’arrivo sembravano degli zombi , venivano caricati come dei sacchi nella stiva dell’aereo . Mentre si era in volo, venivano spogliati e un medico somministrava un’altra dose di PENTOTAL ….  arrivati in alta quota li prendevo ad uno ad uno e prima di gettarli tagliavo loro la pancia perché  rimanessero li in fondo al mare  per sempre

  ( esce )

                                                           Musica e filmato del Volo

Ragazzo =  si sono spenti da poco i forni di Treblinka,  Dachau, Auschwitz . Caino continua  a balbettare  la stessa terribile menzogna .  Su questa terra l’uomo crea e distrugge , da vita a bellezza e orrore , vita e morte.

Ragazza = Chi nega ai sui simili il diritto alla verità , al lutto , al rispetto del corpo, dimentica che  l’uomo di Neanderthal fu seppellito in una caverna su un letto di pino e ricoperto da un manto di fiori . Un rito che ci distingue dal resto del regno animale. Coloro che ci negano il diritto di seppellire i nostri morti non fanno altro che negare la nostra condizione umana.   

Ragazza = le prove degli orrori della dittatura più si accumulavano,  più sembravano assurde , irreali.

Ragazza = La corte federale emette le sue condanne  : omicidio pluriaggravato, privazione illegale della libertà , torture, furto. L’intero stato maggiore dell’esercito, marina  e polizia vengono condannati

Analia = la reazione dei militari non si fece attendere / sprezzante, crudele, determinata

Ragazza = I militari rivendicano  con forza “ ubbidienza dovuta “ e minacciano un nuovo golpe

 Madre = il governo nazionale fu messo all’angolo e vergognosamente cedette al ricatto.

Ragazzo = Il presidente Afonsin dichiara che “ ormai la casa è in ordine “

Ragazza = Il parlamento approva la legge dell’ Obbedienza dovuta.

Analia = chi ha torturato , ucciso ha solo eseguito un’ ordine superiore.

Madre = trentamila desaparecidos muoiono per una seconda volta.

                                                        Musica

Coro = dimentica ,dimentica,/ il passato è passato non  fermarti  /non  guardare indietro / cosa interessa a voi , /lasciate e dimenticate i vecchi con le loro colpe e i loro errori / dimentica,dimentica /  quel che conta è altro/ dimentica / dimentica / godi il presente / godi la vita / siamo tutti ricchi / ricchi

( le battute saranno dette da più ragazzi in crescendo ,poi getteranno in aria dei del denaro )

Un pesos un dollaro /  ( più volte )        

Ragazzo  = L’orgia del consumismo portò l’ Argentina nel salotto buono  del “ Primo Mondo “

Analia = ( defilata ) Tutto cambiava .Cambiava il mio corpo , cambiava l’Argentina. Il mondo cambiava ,  si frantuma si spezzava con forza : Crollavano gli ideali, le ideologie . In Europa crollava il muro di Berlino. Qui da noi il “ brillante “ presidente Menem riformava lo stato Argentino, cambiò a suo favore la costituzione .  Il  fondo monetario internazionale dettava le sue regole

                                                        Filmato Menem

Coro = Ricostruzione Nazionale /Dimenticare il passato/  liberismo sfrenato / privatizzazioni di imprese statali / licenziamenti di massa / viva il liberismo / Viva il presidente !!!!   / liberi, liberi / Viva il libero mercato / Tutti  ricchiiiiii

            La compagnia aerea Argentinas /venduta / gas de Estado /venduto/   la Empresa Nacional de Telecomunicaciones /venduta / L’acqua / venduta      

                                                          stop  

Ragazzo = il risveglio fu devastante !

Ragazza = il conto della festa fu alto !

Ragazza = tessuto sociale sconvolto.

Ragazza = la classe media scompare e fa la conoscenza della povertà.

Ragazza = chi ci prometteva ricchezza nega il nostro denaro !

Ragazza = la classa politica corrotta,  i partiti lontani , la democrazia ricattata  tradita

Madre = L’Argentina, nazione ricchissima,  fa l’ingresso nell’ affollato  “ terzo mondo “.

Ragazza = con una falsa ricchezza abbiamo comperato una vera povertà

Analia = il popolo è tradito , affamato, senza guida  

                                               Filmato “ caseroladas “ e disordini / i ragazzi avranno preso delle pentole battendole  con dei cucchiai o altro, per tutta la durata de filmato/ scenderanno tra il pubblico / Analia rimarrà in scena da sola /quando i ragazzi saranno usciti rimettere filmato del militare /

Madre = tanti “ Nessuno “ gridano “ que se vayan todos “ ( 2 volte in coro ) che se ne vadano

 tutti

sparo fermo immagine con donna che lo soccorre e lo tiene tra le braccia

Analia = ’Ottobre del 2002 . L’inizio della fine. Io Analia,  figlia di un militare accusato di tortura, sequestro, violenza. Nooooo  !!  no, non è vero  ! io che ho combattuto odiato,queste belve , io ne sono figlia ?? no,no,noooo, Come posso guardare in faccia i miei compagni ? no, non è possibile ! Devo , devo ( indicando il fermo immagine ) …ecco quello che devo fare !

Madre =  Questi gesti lasciali ai vigliacchi .

Analia = ma come posso continuare a respirare l’aria di casa mia , la stessa che ha respirato mio padre ? come , dimmi ….

Madre = Analia , calmati . Siamo tutti naufragati in un deserto e abbiamo sete….sete di verità.   ( fa un gesto col capo ed invita ad entrare in scena YuYo )

Yuyo = ( zoppicando )   Negrita !

Analia = Yuyo io ……

Yuyo = ( interrompendola ) Shh !  non dire nulla ! Credimi, ti capisco . So come ti senti . Sola,  un mondo vuoto, senza  luce. Ci sono stato anch’io in quel mondo .  Ho passato sette interminabili anni in mano ai quei bastardi . Solo, al buio . “ Noi siamo Dio “ . Questo avevano scritto sul muro. Ho sopportato, dolore, umiliazioni, paura. Ho dimenticato il mio nome ! Ero soltanto il detenuto 4-5-9. Non trovavo conforto neppure nella preghiera. Non potevo pregare non ne avevo diritto. Solo gli uomini possono pregare e io non lo ero., non ne avevo la dignità, ero solo il 4-5-9. Alla fine credi davvero che loro fossero Dio. Veri padroni della tua vita: giorno per giorno , attimo per attimo. E provi vergogna, per ogni attimo che hai rubato alla morte.  Un mondo  illuminato  da una luce “ nera “ .  Ma adesso sono qui a ritrovare  giorno per giorno, quel piccolo uomo che prima ero , voglio riavere il mio vero nome “ Yuio “ . Tu e io siamo sulla stessa strada e cerchiamo qualcosa sicuramente più grande di noi : la verità.   In questi anni ti ho avuto sempre al mio fianco.  Mi somigli molto.  La tua determinazione,  coraggio .  Qualcosa dentro di te ti spinge a spenderti per gli altri,  senza aver paura . Ho tre pallottole , qui nella gamba che i miei carcerieri mi hanno lasciato in eredità e sono proprio queste tre pallottole dentro di me che mi spingono ogni  giorno a continuare a lottare, perché sappiamo tu io e tutti i nostri compagni, che non esiste un solo mondo possibile .   Quando saremo davanti alla verità che cerco , che cerchiamo , saremo fragili , impauriti, sconvolti come bambini abbandonati .  Anche se  hai speso tutta la vita per conquistarla, la verità ti può far male (pausa ). Negrita credimi odio dovertelo dire , ma ci sono  fondati motivi che ci fanno credere che tu sia figlia di desaparecidos. Graziella a Juan Antonio Azic, non sono i tuoi veri genitori.  

                                                           Musica

                  Le madri e i ragazzi si stringono intorno a Analia ( urlo muto )

Madre  = ( si avvicina ) … da molto tempo abbiamo conservato il dubbio che tu sia figlia di desaparecidos. Ma abbiamo voluto e dovuto muoverci  con prudenza . Un errore sarebbe imperdonabile . Il sospetto è stato sempre compagno del dubbio . Ma il tentato suicidio di Jan Antonio, ci ha costretto a rompere il segreto !   anche adesso lo chiamiamo “ dubbio “ la certezza è solo dentro di te ! Solo tu puoi decidere di leggerla.

Analia = io…. Io non ho nulla ! non ho più un nome, una storia. Chi mi ha portato in questo mondo, chi mi ha nutrito , vestito ? chi mi ha allattato ? …un nome, una data, un luogo …… un passato ! Vi prego aiutatemi !  come posso vivere questo assurdo presente, come posso sognare un futuro… vi supplico, vi prego !  (piange ? )

Ragazza = …da tempo qualcuno ci ha messo sulla tua strada . Altri invece ci hanno portato su delle false tracce

 Ragazza = ( porgendo un album di foto ) chissà quante volte avrai le avrai guardato . E proprio da queste foto ingiallite dal tempo che sono nati i nostri primi sospetti . Oggi le guarderai con altri occhi

                        Analia sfoglia l’album / varie foto di desaparecidos proiettate sullo schermo/ poi    si fermerà sulla foto di Cori . Analia terrà la foto tra le mani .

Lidia = Quella ragazza si chiamava Maria Hilda Perez , tutti la chiamavamo  Cori. Io non so se tu sei sua figlia .  Però so che la piccina che ho tenuto in braccio aveva i tuoi occhi

Madre = c’è solo un modo per saperlo . L’analisi del dna dirà chi sei ! Tu sola puoi deciderlo !

                                               Musica con eco

Lidia = ( si avvicina a Analia  la abbraccia ) Ho vissuto in quell’  inferno chiamato ESMA .  Ero la più grande e tutte le ragazze.  Mi considerarono come una madre . Per due anni  fui mamma anch’io. Mi sentivo responsabile per questo , ne sentivo il peso . Li dentro il “male “ è padrone  di tutto . Dio è dimenticato, lontano o malato.  Hai solo “parole”. Io avevo solo quelle per curare , consolare le compagne .  Non potevamo guardarci negli occhi , eravamo sempre  bendate. In quel buio scoprii la forza  dei silenzi o il battere del cuore. Si ! parlavamo  così !  Mi vollero sempre vicina nel momento più importante . Divenni la levatrice delle partorienti .  In quel lerciume , in quello  squallore tra grida, pianti, in quell’inferno, dove si dava la morte, tua madre ti diede la vita. Con quale forza, con quale orgoglio gridò in faccia ai torturatori che era nata la più bella bambina del mondo ! Non staccava mai il suo corpo dalla sua bambina   . Era padrona di quella vita ! Sempre tra braccia ,quasi a soffocarla . Di nascosto cucimmo  del filo di cotone blu su lobi delle tue orecchie piccine . Un giorno ,forse, ti avremmo rivista e riconosciuta …… ….. poi … rubarono la sua  “ vita “ e la tua e vi portarono chissà dove … Io sono qui respiro, vivo!  Ma la mia vita non ha senso per me. E’  un peso,  anzi , una colpa ! Sarei dovuta morire li dentro, con gli altri , invece no ! la tortura continua !  credimi solo tu puoi darne fine ! Ho speso questi anni per  ritrovare tutti i bimbi che sono nati tra le mia mani , anche quella  piccina con i fili di cotone blu ! Quella che sua madre con orgoglio volle chiamare   “ Victoria “ ( musica a tempesta )

                                   Analia si alza guarda Lidia e Yuyo

Analia =  Lidia , Yuyo ! Come si può vivere al buio ?? Una tortura iniziata  venticinque anni fa , non trova fine.  Ho  paura  ( guardando la foto che ha tenuto tra le mani ) questa ragazza è sopravissuta alle torture in un campo di concentramento e ha  portato alla luce la sua bambina . E io ? io ho paura .

Madre = non devi violentarti .  Puoi lasciare tutto come prima , per noi sarai sempre Analia, continueremo sempre a volerti con noi , abbiamo bisogno di te , del tuo coraggio.

Analia = ..devo solo far uscire una goccia del mio sangue.

Madre = si ! ma il tuo mondo cambierà per sempre . Pensaci.

                        Porge il braccio nudo / qualcuno col camice bianco le si avvicina poi , con una siringa, estrae il sangue. / esce

                                             Lidia è stata vicina

Victoria = ( porgendogli la foto ) ….. non è bella mia madre ?

             

                                                           Canzone o poesia di Borges

           Madres entra con un foglio e lo porge a Analia  l’accarezza poi si defila

          Foto di Juan Antonio sostenuto da Graziella e in primo piano Analia

Analia = Secondo il Banco Nacional de Datos Genèticos , ho il 99.99 per cento di possibilità di essere la figlia Maria Hilda Perez e di Josè Maria Laureano Donda. La figlia di Cori e del Capo

Madre = sei nata all’ ESNA nel Marzo del 1976 e non ti chiami Analia.

Lidia = sei tu la piccina con i fili blu

Analia =  ( guardando lo schermo) due nomi in un corpo solo, entrambe sono me. Un passato da riscrivere, un altro da cancellare. Ecco la verità. Eppure non riesco a provare odio per Juan Antonio e Graziella .  Hanno avuto cura di me , sono stata davvero la loro figlia. Una figlia che la natura gli ha negato. Si , hanno rapito il mio corpo, ma è stato pur sempre un gesto d’amore. No, non riesco a odiarli ! Ecco la mia storia iniziata prima che io nascessi. Lo devo ai miei genitori a loro sacrificio che hanno pagato con la loro morte per darmi un mondo migliore. Ma sono vivi !! Perché io sono viva. Lo devo ad Analia che è dovuta sacrificarsi per la verità . Lo devo a me stessa. Ormai ho il deserto alle spalle. Adesso ho davanti una vita vera, da vivere istante per istante . E vivere significherà sempre , continuare a lottare per la verità .     Questa donna sapeva che non sarebbe sopravvissuta dopo avermi dato la vita , sapeva che il suo compagno sarebbe morto, sapeva che sua figlia sarebbe stata rapita,ma sapeva che il suo messaggio sarebbe arrivato . Nel mio nome c’è l’ultimo suo grido. E’ stata lei a vincere l’ultima partita . E’ per questo che io mi chiamo Victoria. ( alza in alto la mano con il gesto di Vittoria).

                                    

                                                           Musica

                                     Filmato di Victoria Donda Perez

                     Tutti usciranno di scena andando verso il pubblico ( forse)

                                                              FINE

 

                                    

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