Villa Felicita

Villa Felicit di Cattaneo Giuseppina

AUTRICE

GIUSEPPINA CATTANEO

http://giusicopioni.altervista.org/

POSIZIONE S.I.A.E. N 193077

Codice opera Siae 922727A

TITOLO

VILLA FELICITA

COMMEDIA IN DUE ATTI

Personaggi

FORTUNATO ospite marito di Dolores

DOLORES ospite

ALLEGRA titolare di Villa Felicita

ELEONORA ospite amica di Irene

IRENE ospite

DIAMANTE ospite

ALBERICO ospite

GAIO postino

CARLO cuoco

CLEOPATRA cameriera

SABINA inserviente

TRAMA

Nella hall di un albergo di Milano Marittima, una serie di ospiti si susseguono in scena con le proprie storie e le proprie caratteristiche. Fra loro un villeggiante inconsapevole, origina insoliti fraintendimenti che coinvolgeranno ospiti e personale dellalbergo fino a quando ...

ATTO PRIMO

Nella hall dellalbergo Villa Felicita. C una porta in fondo che collega la cucina e con la reception, una porta a destra e una porta a sinistra.

SCENA I

Dolores e Fortunato

FORTUNATO. (Entrano in scena da destra con una valigia a testa).

DOLORES. Eccoci che.

FORTUNATO. (Volgendo lo sguardo da dove entrato e indicando col dito) cara, ma ... evvest a te i Navigli come ai ingrosacc?

DOLORES. I Navigli? Quai de Navigli?

FORTUNATO. (Ironico) i Navigli de ... Veruna ads! Dom!

DOLORES. Ma ei mia a Mil i Navigli?

FORTUNATO. Ma sensotr che ai a Mil!

DOLORES. E perch meddicc che aiera a Veruna alura!?

FORTUNATO. A sere indre a scherz. Ma comunque ... a ta smi mia n po trop ingrosacc?

DOLORES. Come foi me a sa se in chl periodo che, i Navigli de Mil i ingrosacc!? Diolte a ta dight de chi laur che a ta ma fe burlazo i bras.

FORTUNATO. Mia in chsto periodo ma prpe inc.

DOLORES. E te come fet a sail se a ta se che? (Al pubblico) a cominse a preocupam.

FORTUNATO. Apunto perch a so che, che al so. (Al pubblico) o che alndre a dient ghecia!

DOLORES. Ma come avrevest i Navigli de Mil che!? A mal dight?

FORTUNATO. A te seindre a fam pr la pasiensa. Scolta Dolores, me mia dicc che an vegna in ferie a Mil?

DOLORES. A Mil? A Milano Marittima! Mia a Mil!

FORTUNATO. Come? Ans a Milano Marittima e mia ... a Mil?

DOLORES. Crto. A talse che m po de agn fa o est chl bl film ala televisi che aiera facc che in Emilia e che al mera piasit tat ma tat. Sa regordt ol film La polizia sconfitta? A ghera chl belispettore Grifis che ...

FORTUNATO. Ol mar! Eco cosa ai i Navigli ingrosacc! Ol mar! Ma come epdit fam chsto?! A te me portat al mar quando a tal sert che a so pie de reumatismi e che lacqua la porta umidit!

DOLORES. Lacqua del mar la porta umidit, la nef la porta umidit, lacqua del lac la porta umidit, lacqua chembif ala porta umidit, insoma, tela p f ads!

FORTUNATO. Mil! A Mil a gh n mia de umidit.

DOLORES. (Ammirando il bancone della reception) te, segna se ai bi chsce mobilcc. Al set che al sma un po ai mbi che al ghere in de s c ol me ispettore de polizia?!

FORTUNATO. Signur, ala t ispetur depertt. Te a ta se trp fisada con chi polisieschi le. Al set cosa fo da ads indannacc? A ta proebese de ard la televisi, e perci basta ard film polisieschi.

DOLORES. E no caro, se de n come faroi a tro modo pr copat? Se a ta stft. Se al mia la televisi al ergot dotr, a ta trot smpr vergot pr lamentat. SUONA IL CAMPANELLO PER SI TROVA AL BANCONE.

FORTUNATO. Me a ma sa lamnte finch a le n? Ecapit?! E te invece ... (non sa che dire) mochela de ronc quando a ta se sl pullman. Ai vardaa tcc adoma te.

DOLORES. Fortunato, al ma sma mia il momnt de tiraf chi laur che.

FORTUNATO. Al mai ol momnt quando al sa parla di t difcc, ma al smpr ol momnt quando al sa parla di me de difcc. (Ironico) spere prpe che a tabt posat be s chl pullman.

SCENA II

Dolores, Fortunato e Allegra

ALLEGRA. (Entra in scena dal fondo e si mette in mezzo ai due).

DOLORES. A ga so mia riada a durm perch erg dotr al roncaa pi de me.

FORTUNATO. Delb? E chi?

DOLORES. Agglo che denacc de me, ads.

FORTUNATO. (Rivolgendosi ad Allegra) le ala roncaa sl nst pullman?

DOLORES. Mia le, ma te!

FORTUNATO. A talse che a go i adenoidi infiamade.

ALLEGRA. Buongiorno. Benvenuti a Villa Felicita. Siete sicuri di voler alloggiare qui?

FORTUNATO. Me al vlie mia e ads che p o est le ... meno che meno.

DOLORES. (Affrettandosi) se certo che an vl ist che. Notr an s i coniugi Locatelli.

FORTUNATO. Se an vannacc isse mia am p tat.

DOLORES. Mochela doc. E chsce ai i nscc documncc.

ALLEGRA. (Prende la chiave numero 1) ecco la vostra chiave. Per le stanze, qui a destra. Vi avviso che la labat-jour di destra della vostra stanza, funziona, laltra invece no. inutile aggiustarla perch tanto si rompe sempre. Lultimo che ci ha provato poi, rimasto fulminato.

FORTUNATO. (A Dolores) me dorme in de banda destra. La scolte sciura Felicita, pders mia iga cs in pi?

ALLEGRA. Certamente. Io per non mi chiamo Felicita.

FORTUNATO. Lavrs iscmetit! Sa ciamale pr caso ... Mortisia? O se de n ... Mortina?

ALLEGRA. Mi chiamo Allegra.

FORTUNATO. (Ironico) ol nm gist pr le.

DOLORES. A presto allora signora Gioiosa.

FORTUNATO. Signora Allegria la sa ciama! La scusi. (Escono a sinistra).

DOLORES. Arrivederci e mi auguro che non vi facciate male. (Esce al fondo).

SCENA III

Eleonora e Irene

ELEONORA. (Arrivano dalla spiaggia, a destra. Da fuori scena) a ta se stacia p braa!

IRENE. Pr isse poc?

ELEONORA. Te ma, evvest che facia la fais?

IRENE. Ma certo. Per ol s m al gregnat! E la colpa al stacia tta t n per, a taghert mia de sinsigam.

ELEONORA. (Ironica perch voleva proprio stuzzicarla) cosa mai avroi facc? O adoma lesit lanuncio che a ghera scricc in dl negose: cercasi ragazza per la stagione estiva.

IRENE. Adoma? Dai, che a tle lesit apsta perch me a ta ds sta: (imitandosi) perch cercasi ragazza per la stagione estiva? Lavete persa?

ELEONORA. E la padruna ala ta sentit e ala ta ardat de trers.

IRENE. Le, ala ma ardat de trers, ol s m invece al gregnat. E in spiagia? Quando a ma facc finta de tecabega? Tcc i ga ardaa.

ELEONORA. (Imitano quello che successo) Irene, quanti anni ha tua madre?

IRENE. Mia madre? Mia madre ha 65 anni.

ELEONORA. Su, non raccontarmi frottole!

IRENE. Io non racconto frottole e non mento mai sullet delle persone. (Al pubblico) sla me et invece a cntes i bale. E grse!

ELEONORA. Noi siamo amiche e non capisco perch tu mi stia mentendo.

IRENE. E me che a so dientada p gnca: appunto perch siamo amiche, non capisco perch tu mi dica che sto mentendo.

ELEONORA. Perdonami, stai mentendo ed io ne ho la prova.

IRENE. Vediamo, vediamo questa prova! Mi dici perch mia madre non pu avere 65 anni.

ELEONORA. Non pu averne 65 perch lanno scorso ne aveva 64.

IRENE. E le tcc ai s meticcindre a gregn fort.

ELEONORA. E quate persune ai sera facc le e tte, ma prpe tte a gregn di nscc sproposcc. Ma come a ma so diertida a recit in chla manera.

IRENE. A ma delb p, se a pders mia recit, al set che noia la me eta? Smpr denacc a na scrivania tt ol de. E chl che porte a c al adoma tate scartofie.

ELEONORA. Ada che la me giornada al mia tat diversa dla t, me a sto tt ol de a laur in banca. E chl che porte a c al adoma ... solcc.

IRENE. Solcc?

ELEONORA. A schrse dai! Nmr, a porte a c adoma di nmer! Irene, notre an gaavrs de iga ol coragio de resci de pi in de eta.

IRENE. Al prpe pr chsto che a so la t amisa.

ELEONORA. E cosa lerst d? Sta co me al rescio?

IRENE. Otr che rescio! Prima o dpo a mindar a ciapale a fa finta de s chl che a gh mia adoma perch a notr a ga pias recit!

ELEONORA. Te, ada che an fa negot de mal n?! Invece de recit sura palco, notre an recita in doca al capita.

IRENE. (Mentre escono a sinistra) a fa teatr, al sa snt smpr zuene.

ELEONORA. (Mentre escono a sinistra) infati me a go vintretr agn.

IRENE. (Mentre escono a sinistra) vintretr agn? Ma se lampasat a ta ga nert vinted?

ELEONORA. (Mentre escono a sinistra) ahahahahaah ...........

SCENA III

Diamante e inserviente

DIAMANTE. (Entra da sinistra. Indossa un impermeabile, occhiali neri e cappello, si ferma a depositare la sua chiave).

INSERVIENTE. (Entra dal fondo con delle lenzuola) buongiorno. (La guarda e al pubblico) chsta la pnsa de s in montagna. Scuse ma ...

DIAMANTE. Dighela a me?

INSERVIENTE. La ma scse se a ma sa fo i s afare ... (al pubblico) scoltim, a pde mia sighet adoma a laur. (A Diamante) se ala ghs adoma n po de servl, pnse che la la pde pens che an sa troa mia in montagna e perci le ala pl mia s che ... in incognita.

DIAMANTE. Se. No! No, me a so mia in incognita. Me a so libera come laria e a so mia spusada.

INSERVIENTE. E l?

DIAMANTE. (Triste) l se, l al spusat!

INSERVIENTE. Ah, brt afare!

DIAMANTE. (Capendo che ha svelato il suo segreto e che potrebbe essere in pericolo) no! A gh nessun l. A ga so adoma me e basta.

INSERVIENTE. Ma certo, al saavroi mia! E come al sa ciama?

DIAMANTE. (Felice) Ferdinando, al sa ciama Ferdinando ol me amante. No! cio, lie d che Ferdinando al ol nm ... dela mantide che a go a c.

INSERVIENTE. Ah. Alura gnia amante a c?!

DIAMANTE. No, a c no, al che al mar cola fommla. No! Niente fommla e niente me amante.

INSERVIENTE. La ga mia de preocupas pr me, me a so na inserviente discreta. (Allunga il braccio e apre la mano) sinquanta euro.

DIAMANTE. Discreta e cara al ma sma. (Mentre le d i cinquanta euro) anse, carissima a dighers.

INSERVIENTE. Ol s segreto, al al sigr con me. A sar na tomba.

SCENA IV

Diamante, inserviente e Allegra

ALLEGRA. (Entrando dal fondo prima che linserviente abbia terminato la frase) mi avete chiamato?

INSERVIENTE. No, sciura Allegra. A sere indre adoma a ta chsta signurina a sistem na crta facenda.

ALLEGRA. La stava forse importunando?

DIAMANTE. No, mi ha solo estorto ...

INSERVIENTE. (Piano, facendole capire che potrebbe svelare tutto) amante ... amantide ...

DIAMANTE. No! A ma santendie che mi ha ... distolto ... ecco, distolto ... dai certi miei pensieri tristi.

ALLEGRA. Davvero lei ha dei pensieri tristi? Che bello! Se vuole io le dico i miei e li confrontiamo.

DIAMANTE. A ga fa negot se an fa notra olta? Ads a gaavrs napuntament. A so deperme e ando ...

INSERVIENTE. ... al mar! Mala mia forse dicc che alandaa al mar?

DIAMANTE. Se se, al mar. (Esce a destra).

ALLEGRA. Stia attenta a non annegare.

INSERVIENTE. E me ando a metafst iste lensi. (Esce a sinistra).

ALLEGRA. Stai attenta al primo gradino perch lo hanno appena sistemato.

SI SENTE UN RUMORE.

INSERVIENTE. Ahiaaaaaaaaaaaaaaaaa.

ALLEGRA. Speriamo che non sia da aggiustare di nuovo.

SCENA V

Allegra e postino.

POSTINO. (Felice) posta! Gh riat ol pust che al porta la posta pi bla del mont! A ghi de s contecc e felici perch a gh che ol pust Gaio. Buongiorno.

ALLEGRA. Buongiorno.

POSTINO. (Si ferma un attimo) me a so ol pust nf. A spere de s pi brao dl pust cc. (Si ferma un attimo e nota che il viso di Allegra cadaverico) la ma scse n, ma stala be?

ALLEGRA. Purtroppo si.

POSTINO. E, ela mia conteta?

ALLEGRA. No.

POSTINO. A edila isse, le ala gaavrs imbisogn de n po de sul cara la me sciura, dela mia come al smorta? Alandaghe na quac volte in spiagia e la eder che la ciaper bl culur.

ALLEGRA. In spiaggia c troppo sole, troppa sabbia, troppa acqua. E poi le persone l, sono sempre contente e solari e io mi deprimo di pi.

POSTINO. Uh. Alura pr tirala s de moral an pders ... vard bl film sentimentale che a gh s in televisi e che al fa scor n po de sanc in di ene. Cosa dighela? E prpe stasira ai fa t ol me film preferit: La vita meravigliosa.

ALLEGRA. Non il mio genere di film.

POSTINO. Al ma dispias. Ialsa cosa an fa? Le la ma dis che film che a ga pias e me ando a feci ol dvd.

ALLEGRA. Se proprio insiste ... il mio film preferito : Sepolta viva.

POSTINO. (Sconcertato) ah. Prpe bl film ... in dl s stato per me a ga consigliers de ard ... pr esempe ... La ricerca della felicit! Uh.

ALLEGRA. Preferisco qualcosa di pi ... terreno, come per esempio Bara con vista. Me lo trova il dvd?

POSTINO. Bara ... con ... vista ... e se stasira la portes invece a t bl balt? Come a ma pias a me i balletti. Alavrs zam est n, ma con le a gaards olentera am notra olta: Il lago dei cigni.

ALLEGRA. Cigni! Bellissimo!

POSTINO. Ala est che grazie ai cigni a ma troat punto dincontro?

ALLEGRA. Si, per io vorrei vedere un altro cigno.

POSTINO. Il brutto anatroccolo?

ALLEGRA. No, La morte del cigno.

POSTINO. (A denti stretti) come a so contet! Forse al mi che a ga daghe ol giornal e la s posta. Al ma dispias, ma a edile isse ai ga de sga adoma di fature e de tase. Come al ma nincrs quando a porte chi lau isse brcc!

ALLEGRA. Fatture e tasse. Che bello! la prima cosa carina che mi successa oggi. Grazie, stato molto gentile. (Entra al fondo).

POSTINO. (Triste) ol pust che al porta la posta pi bla del mont alendr che al va. A ghi de s tristi e infelici che ol pust Gaio al pi con votr. (Esce a destra).

SCENA VI

Alberico

ALBERICO. (Entra da destra inseguito da un cane. Entra trafelato, con i pantaloni strappati e urla verso destra) ai tgne blistrecc chl c! (Al pubblico) a me a ma pias i c n, tcc i tipi de c, tranne tipo per: chi che ai ma cor indre e chi che ai vl piam. Ard che braghe che a go che ads! Suono di cellulare. Risponde) se ... (mentre entrano in scena Irene ed Eleonora, Alberico continua la conversazione) gni in ferie ai ma las pos...

SCENA VII

Alberico, Eleonora e Irene

IRENE. (Da sinistra, pronta per una passeggiata in centro) a ta piasi i me sandai?

ELEONORA. (Da sinistra, pronta per una passeggiata in centro) no.

ALBERICO. Cos? A tal dighere mia delb n?

IRENE. Come no? Ma se ai mi compracc insma?!

ELEONORA. A sere indre a recit o no?!

ALBERICO. Ma comel posebol che lattrice ala le mia firm?

IRENE. (Sta uscendo a destra ma si ferma) attrice?

ALBERICO. Ma fa ergot ... also mia me ... invidela a sena e dpo ... portala anche a teatr ... al teatr Manz che l de c quase.

ELEONORA. (Sta uscendo a destra ma si ferma) teatro?

ALBERICO. Saral posebol che staghe vi na quac de e al scet chl casotche in de stde?

IRENE. (Piano) attrice ... teatr ... stde ...

ALBERICO. Al so che la sar stacia mia na bla scena ... ard de f ergot finch a rie mia. (Finge di continuare a parlare al telefono)

ELEONORA. (Piano) al regista! E a gal de sga regista del teatro Manzoni! Attle sentit anche te o n?

IRENE. Crto che o sentit! Se in scena a gh ol cast al perch al manca ol regista.

ELEONORA. A pde mia lasam iscapa nocasi dl gener, a go de fam scritur a tcc i costi.

IRENE. Otr facc. Ma come an pdi fa? An pl mia ind le e diga de scrituraga isse.

ELEONORA. A m egnitimmnt laur! An recit! Isse al vt chl che an s bune de fa. Me a faro la parte ... delinnamurada.

IRENE. E me a recitero la stesa part. A saro mia la pi scema me.

ALBERICO. Fim sa ergot. Se, va be. Ciao.

ELEONORA. (Gli si avvicina e lo abbraccia) ciao miciottone mio! A so la t micetta.

ALBERICO. (Meravigliato) dighela a me? (Al pubblico) tcc i animai inc agglas con me.

IRENE. (Imita la sua amica) ciao tigrotto mio! A so la t panterona.

ALBERICO. (Al pubblico) che a ga sis zoo che inturn?

ELEONORA. (Lo tira verso di s) i t cc ai ma flminat.

ALBERICO. (Al pubblico) e se che a gh mia ol temporal.

IRENE. (Lo tira verso di s) i t cc e i t lar ai ma fa dient mata.

ELEONORA. (Lo tira verso di s) i t cc, i t lar e i t oregi ai ma fa prt ol co.

ALBERICO. (Inizia a sciogliersi) al so mia se s contet o iga pura.

IRENE. I t bras ai isse bi musculus.

ALBERICO. (Si guarda le braccia) al sere mia che aiera isse.

ELEONORA. I t bras e anche i t gambe isse musculuse ai ma fa blig tt ol corp.

ALBERICO. A chi a gal dight.

IRENE. Alura, a mal fet sto contrattino?

ALBERICO. Eccome se al ma fa sto contrattino.

ELEONORA. Anche me al vle, tesoretto mio.

ALBERICO. Se, anche a te ol contrattino.

IRENE. (Si stacca da Alberico) grasie! Alura a ta so piasida.

ALBERICO. (La guarda meravigliato).

ELEONORA. (Si stacca da Alberico) anche me a ta so piasida n?

ALBERICO. Ma perch a sis leade s an sera isse comcc che.

IRENE. A ta se restat snsa parole quando a te me sentit n?

ELEONORA. E me so p braa n?

ALBERICO. E ... (guardando Eleonora) e la micetta? (Guardando Irene) e ... la panterona? Che f ale facc?

IRENE. (Ansiosa) sto contrat alura?

ELEONORA. (Ansiosa) an gai ol contrat alura?

ALBERICO. (Serio) tta chsta mesa in scena adoma pr viga contrat?

ELEONORA.IRENE. Se!

IRENE. A ta pdt ma fam contrat dopo chl che a to facc vt.

ALBERICO. Facc vt? Ma se o est negot!

ELEONORA. Me a to facc vt pi laur de le, a ta pdt mia di de n.

ALBERICO. (Guarda prima una e poi laltra) ma ... ma ...

IRENE. Al mia ira! Me a go facc vt de pi. Alura sto contrat?

ELEONORA. Se te a ta gal fe, tdere che a ta sa troere mia pentit.

ALBERICO. Va be! Va be! A fo ol contrat a tte d. (Al pubblico) isse i tire f di pe e fussura a ga guadegne!

IRENE. Grasie! Grasie!

ELEONORA. Come a so conteta! Ol me prim contrat!

ALBERICO. An fa indom ai quatr che, perch ads a go mia che i docmncc.

IRENE. Se, se, al va be anche indom. Eleonora an ga ol contrat! Evviva! (Esce a destra).

ELEONORA. Al sere, al sere che Milano Marittima al gaavrs porta frtna. Come a so conteta! (Esce a destra).

SCENA VIII

Alberico e Allegra

ALBERICO. (Al pubblico) gniac in ferie ai ta lasa pos. Spere de pd fal quando a saro pasat a miglior vita.

ALLEGRA. (Esce dal fondo mentre sta leggendo il giornale. La prima pagina porta la foto di un ricercato che assomiglia ad Alberico) diceva a me?

ALBERICO. No, no. A sere indre a diga al publico che in veta al sa laura trp. La me nica frtna al chla de s mia spusat con chle d mate che ai apena ndace de la. (Indica a destra dove le due ragazze sono uscite).

ALLEGRA. Il mio matrimonio invece stato bellissimo.

ALBERICO. Ah, delb? Al ma fa piaser t che a gh am di persune che ai sa regorda con paicere ol de dl s matrimne. E quael ol ricordo pi bl de chl de le?

ALLEGRA. Mio marito morto quello stesso giorno.

ALBERICO. Ocome al ma dispias.

ALLEGRA. Non deve dispiacersi, io ne sono stata felice.

ALBERICO. (Meravigliato) imagine. A dopo. (Al pubblico) ai ma smpr dicc che ol matrimonio la tomba dellamore! E ads al so con certsa che al ira. (Esce a sinistra).

SCENA IX

Allegra e Carlo

CUOCO. (Entra dal fondo) buongiorno Allegra.

ALLEGRA. Spero lo sia poco.

CUOCO. A go pront ol men per ol disn de dom. La lse se al va be. (Le mostra un foglio).

ALLEGRA. (Legge) primi piatti: penne ai peperoni, sfogliata con peperoni, cannelloni ai peperoni, peperoni ripieni di riso, insalata di pasta coi peperoni. (Guarda Carlo, il pubblico e di nuovo Carlo).

CUOCO. Se, al so, o metidet tont in pi dl solt.

ALLEGRA. (Prosegue) secondi piatti: salsicce con peperoni, polpettone ai peperoni, peperoni al tonno, pollo ai peperoni. (Guarda Carlo, il pubblico e di nuovo Carlo).

CUOCO. Al so, o esagerat n po a mddet ... ol polpet.

ALLEGRA. E ... niente contorni?

CUOCO. Per i contorni al sere mia prpe be cosa meddet, ma ala fi o troat tt: (Le consegna una lista): peperoni ripieni, peperoni in agrodolce, insalata di peperoni e per ultimo ...

ALLEGRA. Non dirmi ...

CUOCO. Involtini ...

ALLEGRA. Meno male.

CUOCO. ... di peperone.

ALLEGRA. Ci stanno molto bene. Si, si.

CUOCO. Gli involtini, ai come la ciliegina si peperoni.

ALLEGRA. Eh gi. Scusa Carlo, non per entrare nel merito della tua creativit, ma non pensi di aver esagerato con qualcosa nel men di domani?

CUOCO. Ma, a me al ma sma mia... ma se le la pensa che abe esagerat in vergot ... tire vi ... gli involtini.

ALLEGRA. Non sarebbe meglio togliere invece... qualche peperone?

CUOCO. Al sa pl mia! Ol peperone per me come una droga!

ALLEGRA. Posso anche capirlo, per non puoi spacciarla a tutti i nostri clienti un giorno s e un giorno no!

CUOCO. Forse la ga res ... cambiero ergot.

ALLEGRA. E che non ti venga in mente di aggiungere anche del peperoncino in tutti quei piatti.

CUOCO. Perch a pde mia?

ALLEGRA. Direi proprio di no.

CUOCO. Pecat. Ando a tiralivi alura.

ALLEGRA. Vedi di inserire anche dei dolci che sono molto graditi, come per esempio ... le fave dei morti e la torta di sangue.

CUOCO. Come la l. (Esce al fondo).

ALLEGRA. (Guarda la prima pagina del giornale e si accorge della foto del ricercato. Pensa) mi ricorda qualcuno che ho gi visto ... (Esce a destra).

SCENA X

Fortunato e Diamante

FORTUNATO. (Entra da sinistra) i fommle! Quando ai zuene ai pronte in d momnt! Quando invece ai cominsa an das coi agn ai ga de fa ol restauro de almeno unura.

DIAMANTE. (Entra da destra. Alla reception prende le chiavi che poi le cadono).

FORTUNATO. (Le raccoglie e gliele porge) che bi occhi che la ga!

DIAMANTE. (Che indossa gli occhiali scuri) grazie. (Preoccupata) al ga ria a t i me c anhe se porte i giai?!

FORTUNATO. Certo. cc isse ai sa t a cc seraiff.

DIAMANTE. (Al pubblico) mer che mtes du per de giai se de n anche erg dotr al pders conosim quando a sto col me amante ...

FORTUNATO. (Che sta ascoltando) le ala ga namante?

DIAMANTE. Amante? No! Nessun amante.

FORTUNATO. La ma scse, ere capit che le ala ghs ...

DIAMANTE. No, assolutamente, a so adoma ... (Si siede malinconica e parlando fra s e guardando sempre avanti) malada damur ...

FORTUNATO. (Si siede malinconico parlando fra s e guardando sempre avanti) la capese, come la capese sala? Anche ol me amore al ma fa mr gni de.

DIAMANTE. Ol me mal damur al pders fin ala svlta.

FORTUNATO. Ol me invece al finir mai purtroppo. Me lie nd a Mil e le invece la ma portat a Mil se, ma chl dl mar.

DIAMANTE. L al carino, la fommla che a soporte mia.

FORTUNATO. Tte i fommle spusade ai insopportabili. (Sento un dolore al petto e comincia a stare veramente male) ahia! A ma fa mal ol cr!

DIAMANTE. (Non si accorge di nulla) a talse mia come al ma fa mal a me quando a pnse ala me situasi!

FORTUNATO. (Sempre sofferente fino alla fine) madonname che dulur!

DIAMANTE. Al ma faghe mia pens al me de dulur.

FORTUNATO. A go pura che al sis riat ol me momnt ... la luce ... a edero pi la luce.

DIAMANTE. Come la capese, con l me a ma toca ds quase smpr al fosc.

FORTUNATO. La ma daghe i pastiglie che a go det in de borsa ... o se de n pr me al la f.

DIAMANTE. La f ... spere che ala ga sis prpe mia na f e che al ma lase mai anche se la situasi al mia de chle pi ble.

FORTUNATO. In de borsa ... i me pastiglie pr ol cr ...

DIAMANTE. I pastiglie! (Guarda lorologio e poi davanti) a go de ts lantibiotico! (Esce a sinistra) grasie che amml regordat!

FORTUNATO. Aiuto ... ndoal ... ala gne che... i me pastiglie ...

SCENA XI

Fortunato e Dolores

DOLORES. (Entra da sinistra) Fortunato! Cosa ta scedl?

FORTUNATO. Ol cr ...

DOLORES. (Prende dalla borsa due pastiglie e gliele d) ciap. De che poc a ta stare be, cosa farst sensa de me?! Ads posa momnt intat che ando a t la borsa che o lasat s de sura. (Esce a sinistra).

FORTUNATO. Eh se, prpe Fortunato di nome e di fatto.

SCENA XII

Fortunato e Alberico

ALBERICO. (Esce da sinistra con una valigetta, va a sedersi e inizia a leggere dei documenti ospedalieri. Poi vede Fortunato un po sofferente) al va tt be scir?

FORTUNATO. A parte i sntomela mai che a go, al va tt be, grasie.

ALBERICO. Dulur ... brt afare.

FORTUNATO. L dl sigr aia cons be ... alndre che al ga arda ad na cartella clinica. Elindre a laur anche in ferie? (Al pubblico) che al sis dutur?

ALBERICO. Ol laur al sars istacc ol me ltm penser, ma chle d ai sighetat e alura ...

FORTUNATO. (Al pubblico) al prpe dutur! Alndre che al ls d cartelle cliniche de d paziente! (A Alberico) se a ga fa negot, a pders domandaga de consigliam vergot pi i reumatismi?

ALBERICO. I reumatismi? Mah al saavrs mia ...

FORTUNATO. O capit, al mia specilaista de sta malatia.

ALBERICO. E no, a ga so prpe negot si reumatismi, pr frtna. A go gniam mia chla et.

FORTUNATO. I dutur zun ai la nostra speransa.

ALBERICO. Brao. Al chl che dighe a me.

FORTUNATO. Amml pnsa ala stsa manera me e l. Al ma scolte per, pr i me aciachi, cosa al ma consiglia alura?

ALBERICO. Se l alista isse mal, me a ga consigliers de fa ergot pr la s fama.

FORTUNATO. (Al pubblico) a so me, che a sto male e a go de cur la me fommla? Ma certo ... e se la fds le che la ma fa mal? Alura l al ma consiglirr de tutelam me pr dpo ...

ALBERICO. Esatto. Tutelare. Chi che ai fa, dpo, ai campa pi de chl che al sa pnse.

FORTUNATO. L al dis?

ALBERICO. Al smpr scedit isse con chi la facc chl che me a go consigliat.

FORTUNATO. A so Fortunato di nom e de fat. Staolta delb. E quando a pders ...

ALBERICO. Me ads a sars in ferie, per ... va be, an fa dom che ai quatr e quart. A gaal be?

FORTUNATO. Benissimo. (Al pubblico) meno mal che o troat dutur che al ma ter a guar de tcc i me mai.

SCENA XIII

Fortunato, Alberico e Dolores

DOLORES. (Entra da sinistra) ndom che a so pronta. (Vede Alberico, e si meraviglia) lispettore Grifis!

FORTUNATO. Eh?

DOLORES. Chlle al o lispettore Grifis! Ol protagonista del film La polizia sconfitta. det che o facc be a egn che in ferie? Me ... me ... me a ma sa fo fa olautografo.

FORTUNATO. Fermt. Mandoet! Ada che chlle al mia ol t ispettore, chlle al dutur.

DOLORES. dutur? Ma cosa a cntess p?! Al olispetur! (Sta per andargli vicino).

FORTUNATO. (La ferma) e me a ta dighe che al dutur! O apena parlat con l ment fa!

DOLORES. (Sta pe andare vicino) ol me ispetur! Me le lautografo.

FORTUNATO. (La ferma) te a ta ga domandt negot. Me le mia fa di figre a causa t.

DOLORES. Se a ta lt mia, stache, cominsa and in spiagia che me dpo a rie.

FORTUNATO. Certo che ando. E sbt. (Al pubblico) se isse n fal ol dutur al ss che chla mata che la ga sirca olautografo al la me fommla, ciao tam a guar. Me a ta spte in spiaga. Anse, se a ta gnt mia a ta ma fe piaser. (Esce a destra).

DOLORES. (Si avvicina ma poi si ferma) e se al fds delb mia l? (Lo guarda) no, no, al l. (Prosegue nelle sua direzione e poi si ferma di nuovo) e se invece al fds mia l? Che figra fars. Me a cons tt de l, da capo a piedi e perci, a contrle chl che al fa prima dendaga vis. (Si posiziona ad una distanza e comincia a fissarlo).

ALBERICO. (Prosegue nelle sue cose).

DOLORES. (Al pubblico) ivvest come la seraff e al drf i cc? Al l.

ALBERICO. (Prosegue nelle sue cose).

DOLORES. (Lo osserva ancora. Al pubblico) adoma l al mf ol lar sura isse. Livvest a otr o n? Al ol me ispettore Grifis!

ALBERICO. (Prosegue nelle sue cose).

DOLORES. (Osservandolo di nuovo. Al pubblico) con che grasia al mf ol dill dela ma destra. Ard che al mia sts de chelotra ma ne?! Al l, a go pi gnia dbe.

SCENA XIV

Alberico, Dolores e Carlo

CUOCO. (Entra dal fondo e appoggia un foglio sul mobile).

DOLORES. (Al pubblico) come a so emusiunada! Ol me idolo che denacc a me! Al ma sma mia ira! Alinvidero al me taol, infena ala me c alinvidero! Depertt! Indasa quando al cnters ai me amise!

ALBERICO. (Mentre Dolores parla Alberico esce a sinistra).

DOLORES. (Si gira e non lo vede pi) ma ... madoel in dacc? (A Carlo) al ma scse, al mia est in doca alndacc chliscior che alera che ment fa?

CUOCO. Al ma dispias, o mia est.

DOLORES. Se lera che sentazzo, al vl d che al in chsto albergo e perci prima o poi, mi prima che pi, alincuntrero de nf. El mia ira?

CUOCO. La faghe isse, la ma dighe ol nm che contrle sbt.

DOLORES. Grasie. Ispettore Grifis.

CUOCO. (Preoccupato) Ispettore Grifis? N crde che a ga sis mia che n ispettore, se de n me alaavrs sait.

DOLORES. Al varde che so mia scema n, che a gh ispetur. Al vler mia fa sa che al che perch al sar ndre a segu caso e laavr mia dacc ol s nn vero. Come a so conteta! Ando a fam bla. (Sta per uscire a sinistra e poi si ferma. Al pubblico) de pi de chl che a so zam. (Esce a sinistra).

CUOCO. Ispettore? A gh nispettore in dlalbergo? Grs a chla! ispettore delAsl che! Dl sigr se l che al prch al vl fa control a sorpresa in de csina. E se al troa ergot che al va mia be, amml far seraf! M che andaghe a metila apost sbt o se de n a ma sa troero prst snsa laur!

SCENA XV

Carlo e Allegra

ALLEGRA. (Entra dal fondo col giornale) Carlo, non sembra anche a te di aver visto gi questa persona?

CUOCO. La me cariera de cuoco rinada! A ma de zam l, in delangolo dla strada a sun ol mandul! Allegra, apena la ria la cameriera la mla mande de l, ala ga de tam a meta pst la csina. (Esce al fondo senza rivolgerle attenzione).

ALLEGRA. Quella sempre in ritardo. Carlo, allora che dici di questo ... (si gira e Carlo sparito) tipo?

SCENA XVI

Allegra e cameriera

CAMERIERA. (Entra da destra).

ALLEGRA. Sai che ti davo per annegata in mare? Oppure, pensavo fossi stata investita da un autobus.

CAMERIERA. Al ma dispias daga chsto dispiaser, o rompit adoma nongia.

ALLEGRA. Che scusa hai oggi per il tuo ritardo?

CAMERIERA. Nessuna scusa. Adoma na buona azione. A ma so fermada in d negose e a go comprat... (Si gira e prende dalla borsa un pacchettino e lo mostra ad Allegra) chsto! (Glielo porge).

ALLEGRA. Grazie mille, ma non dovevi.

CAMERIERA. La sa figre, al na stpidada.

ALLEGRA. proprio per questo che non dovevi.

CAMERIERA. E p dpo a so riada in ritardo anche perch ai ma dacc na brta notisia.

ALLEGRA. Mi dispiace, spero non sia davvero cos brutta.

CAMERIERA. La me csina la ma dicc che che ... a gh mort ol me zio in segonda.

ALLEGRA. Beato lui. Quanti anni aveva?

CAMERIERA. Sendu compicc la setimana pasada.

ALLEGRA. Tu non ci arriverai mai a quellet.

CAMERIERA. A, al so, me laure trp! Ai ma fa laur trp!

ALLEGRA. Non credo. Scusa, e la brutta notizia?

CAMERIERA. Ma se a glo apena dicia?!

SCENA XVII

Allegra, cameriera, Irene e Eleonora

IRENE. (Entra da destra ridendo) e cosa a faret col primstipendio de attrice?

ELEONORA. A me a go sgn bellissimo.

ALLEGRA. Anchio ho un sogno ed quello che le cameriere vadano a fare il proprio lavoro in cucina.

CAMERIERA. A so prpe decorde.

ALLEGRA. Quindi ... (indicando la cucina).

CAMERIERA. I sogn ai sa ciama sogn prpe perch ai mia la realt.

ALLEGRA. (La guarda di traverso) nel sogno ci metto anche lo stipendio allora.

CAMERIERA. Messaggio ricevuto. (Esce al fondo).

IRENE. (Ride) simpaticissima.

ELEONORA. Ala ga futuro come attrice. (Ad Allegra) anche le per n?

ALLEGRA. Grazie. In unaltra vita. Scusate. (Sempre col giornale mentre esce al fondo) eppure ... mi ricorda qualcuno.

IRENE. E quale sarsl ol t sogn?

ELEONORA. Col primstipendio le compr na villa gigante con det: teatr, na piscina granda, na biblioteca con det tt i libr vc e nf e na csina con cuoco a me disposisi pr tta la eta.

IRENE. Scsa Eleonora, ma a tagglaavre mai.

ELEONORA. E nche manera?

IRENE. Perch chla ... la sar la me villa!

ELEONORA. IRENE. (Ridono ed escono a sinistra).

SCENA XVIII

Alberico e Diamante

ALBERICO. (Ritorna da sinistra e si mette a leggere dei documenti).

DIAMANTE. (Entra in scena da sinistra e si mette a sedere. Talvolta guarda lorologio).

ALBERICO. (Prosegue nella sua lettura e talvolta lancia sguardi a Diamante).

DIAMANTE. (Se ne accorge e comincia a nascondere il viso con le mani, alza il bavero e abbassa il cappello. Fra s) che manera al sigheta a ardam?

ALBERICO. (Prosegue nella sua lettura e ogni tanto lancia sguardi a Diamante).

DIAMANTE. (Se ne accorge e comincia a nascondere il viso con le mani, bavero e cappello. Fra s) ma cosa a leral de me?!

SCENA XIX

Diamante, Alberico e Fortunato

FORTUNATO. (Rientra da destra) i fommle! A so in spiagia che laspte e le al gniam de ri. (Vede Diamante) buongiorno signorina. A sto mi ads.

DIAMANTE. (Non capisce) a so conteta pr l.

ALBERICO. (Alza lo sguardo sui due).

DIAMANTE. (Se ne accorge e si avvicina a Fortunato. Piano) li scolte, al pders fa finta de s ol me accompagnatore?

FORTUNATO. (Si sposta di poco) a so spusat. (Le si avvicina di nuovo) apunto pr chsto che a pde fa ol s accompagnatore.

DIAMANTE. dl chl tipo l? Chl tipo le al ma segue, a so sigra. Al varde, al varde come al fa a ardam!?

FORTUNATO. (Guarda Alberico).

ALBERICO. (Li guarda).

FORTUNATO. Buongiorno dottore.

ALBERICO. (Sospira spazientito e poi prosegue a leggere).

DIAMANTE. Dottore? L aia cons?

FORTUNATO. Se. Al dutur de chinnacc.

DIAMANTE. Al sa fa pas pr dutur pr fas mia scopr, chlle al investigatore privato mandat dala fommla del me amante. Cio, lie d dala fommla mantide.

FORTUNATO. La fommla della mantide?

DIAMANTE. Se, per a galispieghero pinnacc, ora al ma te. Al ma te o a so gniac derg. (Gli prende il braccio).

ALBERICO. (Gli cadono alcuni fogli e si abbassa a prenderli in modo che quando entra Dolores non viene visto).

FORTUNATO. Űn investigatore? Ma me a crde prpe mia che al sis ...

SCENA XIX

Diamante, Alberico, Fortunato e Dolores

DOLORES. (Entra in scena da sinistra e vede Fortunato a braccetto con Diamante) Fortunato!

FORTUNATO. (Si stacca subito da Diamante) ciao cara. A sere indre a spetat.

DOLORES. E de che intat a ta sannoiat mia. (Sta per uscire a destra).

FORTUNATO. (La segue) n po invece se, cara. A so apena egniss dala spiagia perch te a ta riat pi e a talse che snsa de te me a so prso.

DOLORES. In spiagia me e te an fa i cncc. (Sono fuori scena a destra).

ALBERICO. (Si rialza e guarda di nuovo Diamante).

DIAMANTE. (Fra s) a pde mia stache con chlla, a go pura.

SCENA XX

Alberico, Diamante e Allegra

ALLEGRA. (Entra dal fondo sempre col giornale).

DIAMANTE. (Ha unidea. Mentre esce a destra correndo) pap! Mama! Spetim! gne a me in spiagia con votr!

ALLEGRA. Non corra! Stamane stata passata la cera. (Si sente un fracasso. Ad Alberico) prima o poi tutti muoiono e bisogna aspettarselo da un momento allaltro.

ALBERICO. Eh, al scet isse diolte. (Prosegue a leggere).

ALLEGRA. (Guarda Alberico. Guarda la prima pagina del giornale. Lo guarda di nuovo. Gli va vicino e confronta il giornale con lui e poi finge di pulire il tavolo. E cos via. IL TUTTO OVVIAMENTE IN CHIAVE COMICA).

ALLEGRA. lui! lui identico! proprio lui! (Mostra al pubblico la foto della prima pagina dove c una foto somigliante ad Alberico, con scritto a lettere cubitali RICERCATO ASSASSINO DI DONNE VESTITE IN NERO) prima o poi tutti muoiono, bisogna aspettarselo da un momento allaltro.

SIPARIO

ATTO SECONDO

Come il primo atto.

SCENA I

Inserviente, Eleonora e Irene

INSERVIENTE. (Ha la testa fasciata. Sta svolgendo delle pulizie e procede per tutta la scena).

ELEONORA. (Entrano da destra) ai i tre, lapuntamnt col regista ail ai quatr e perci an ga am d ure de tep pr preparaga.

IRENE. Se, an ga tt ol tep.

INSERVIENTE. (Al pubblico) prpe d intellettuali!

ELEONORA. La ma scse, la dicc vergot?

IRENE. Pnse prpe che alera indre a parl de notr perch o sentit nmin la parola intellettuali. (Si siede e appoggia la borsa e il resto sul tavolo).

ELEONORA. (Si siede e appoggia la borsa e resto sul tavolo).

IRENE. (Piano a Eleonora) dai che an sa dirt con le. (Indicando la cameriera).

ELEONORA. (Recitano tutte e due e spesso si scambiano occhiate) scsm Irene, ma te de intellettuale a ta ghe prpe gran poc.

INSERVIENTE. (Fra s) al parlat la scta delEinstein.

IRENE. A, grasie. A ta se prrpe na bla amisa.

INSERVIENTE. (Che non sospetta niente) se al mia namisa che la dis la erit, la l che aia dighe chi? na nemica?

ELEONORA. Prpe!

INSERVIENTE. (Spolvera il tavolo dove si trovano certi oggetti di Irene).

IRENE. Go de spost i me laur?

INSERVIENTE. No. (Sposta tutto e pulisce).

ELEONORA. IRENE. (La guardano meravigliate).

ELEONORA. lie dit che a ta se ... (viene interrotta).

IRENE. Scolta, le sent pi negot. A te me ofendit.

ELEONORA. Ma n, lasa che a ta diga invece che... (viene interrotta).

IRENE. A to dicc che le sent bl negot de chl che a ta ma lt d!

ELEONORA. Beh, forse a ta ghe mia tcc i torcc a lim mia sent dpo chel che prima a to dicc.

IRENE. Be, per ... a pensaga be ... va be dai, dim pr chl che a ta lt.

ELEONORA. No, no, a ta ghe res, a ta dighe negot.

IRENE. Ma no, di pr che a ta scolte.

ELEONORA. O dicc de no, a ta ghe res a scoltam mia.

IRENE. Ma fa mia isse, parla doc.

INSERVIENTE. (Stanca a Eleonora) la scolte, la ga diga chl che la ga de diga e ala svlta se de n a van case indre munt me a tte d che a ma denunc.

ELEONORA. lie adoma scsam e dit che a ta se n bla persuna.

IRENE. Grasie. Me dighe per che te a ta se pi bl de me.

ELEONORA. No, no, te a ta se pi bla.

IRENE. No, a to dic che a ta se te, che a ta se pi bla de me.

ELEONORA. E me invece a dighe am, che te, a ta se pi bla de me.

INSERVIENTE. (Stanca) va be, a si ble tte d. Ma ads and o se de n a fi mia in tep pr ol vst appuntamento.

IRENE. Al ira! A ma sa regordae quase pi.

ELEONORA. An sa regordaa quase pi.

IRENE. (Mentre esce a sinistra) a te ricitat de Dio.

ELEONORA. (Mentre esce a sinistra) te invece a ta sma prpe vera.

INSERVIENTE. (Al pubblico) e chi aia capes chste d, al brao.

SCENA II

Inserviente e cuoco

CUOCO. A so rinat!

INSERVIENTE. Te a ta se rinat? E me alura che go la crapa rota?

CUOCO. La t crapa al rota perch a tle picada vi, la me rina invece al perch ... ma te cosa fet che? Va sbt a net la me csina.

INSERVIENTE. Scolta bellimbusto, me nte i stanse e te e la t Cleopatra a net la csina.

SCENA III

Inserviente cuoco e cameriera

CAMERIERA. (Entra dal fondo) Carlo, mte ndoe sto tont?

CUOCO. Ma in doca al sa meter tont Cleopatra?!

CAMERIERA. Scsa, al ira. (Lo prende e lo mette sotto il banco della reception).

CUOCO. Ma semata? Olispetur, zam al serer f la csina perch a gh na smagia, a ga manca adoma che al faghe seraf anche anche lalbergo. E chi ai snt dopo lAllegra.

CAMERIERA. (Prende il piatto e lo consegna allinserviente) scsa. Portl in csina.

INSERVIENTE. Me a porte bl negot. (Lo consegna al cuoco).

CUOCO. Me a so ol capo e me a ta dighe de port in csina chl tont che. (Lo consegna alla cameriera).

CAMERIERA. (Controlla lorologio) al ma dispias, ma me a so f servisio ads. (Riconsegna il piatto al cuoco).

CUOCO. Mochila tte d e port sto tont in csina se de n a do f. (Lo consegna allinserviente).

INSERVIENTE. Me a ga pnse gniac. (Lo consegna alla cameriera).

CAMERIERA. Me al ripete, a so f servisio. (Consegna il piatto al cuoco).

CUOCO. O dicc che chl tont che ...

SCENA IV

Inserviente, cuoco, cameriera e Alberico

ALBERICO. (Entra da destra velocemente) tim pr piaser.

CUOCO. ... al porte me in csina. (Si abbassa e alla cameriera a bassa voce) e te e con me. (La spinge al fondo).

CAMERIERA. Ma me ...

CUOCO. Fa sito e prepar le de gombt. (Fuori al fondo).

ALBERICO. A gh na mata che la ma cor indre, la ga dighe pr piaser che la ma mia est. La ma faghe sto piaser. (Esce di corsa a sinistra).

INSERVIENTE. (Guarda Alberico mentre esce) li staghe pr ct che sisteme tt me.

DOLORES. (Entra di corsa da destra con un notes e una biro) el vegnit decche olispetore Grifis?

INSERVIENTE. lersla d chlscior col vestit culur ............ e che al curia perch na mata al ga coria ndre?

DOLORES. Se, prpe l.

INSERVIENTE. No, al ma dispias ma lo mia est.

DOLORES. Mando saral indacc .... (Esce di nuovo a destra) ispettore Grifis, prima o dpo a ta ciapero!

INSERVIENTE. Al sere p mia de tcc chsce ispettori che a Villa Felicita. (Esce a sinistra).

SCENA V

Allegra poi Postino

ALLEGRA. (Entra da destra vestita di grigio o blu) sta arrivando. Spero che abbia la mia ordinazione.

POSTINO. (Entrando con un pacchetto) posta! Gh riat ol pust che al porta la posta pi bla del mont! A ghi de s contecc e felici perch a gh che ol pust Gaio. Buongiorno. co che ol giornal denc. (Lo mette sul mobile).

ALLEGRA. per me quel pacchetto?

POSTINO. Se. (Sta per darglielo ma quando parla se lo tiene e cos tutte le volte) ghel forse mort ol gat?

ALLEGRA. No, ma potrei morire io.

POSTINO. Le? Persune come le ai afa mr i otr!

ALLEGRA. Forse non oggi.

POSTINO. (La guarda e poi ride con ironia) le al trp simpatica, me a ma pias egn che de le, perch quando ando fo a so zo de fase.

ALLEGRA. Mi dia il mio pacchetto.

POSTINO. Prego al tt ol s. (Glielo porge).

ALLEGRA. (Lo prende e comincia ad aprirlo).

POSTINO. (Non guardando mai Allegra) indas cosa mai a ga sar det de bl in chl pachet. na frsta? cortl? O se de n ...

ALLEGRA. (Che avr aperto il pacchetto) una pistola.

POSTINO. O se de n na pistola? (Si rende conto di ci che ha appena detto) una pistola? (La guarda).

ALLEGRA. Si, una pistola.

POSTINO. (Con paura) lei ha una pistola!

ALLEGRA. Si, ho una pistola.

POSTINO. na pistola ... vera!

ALLEGRA. Si, una pistola vera. Lei sa come si usa?

POSTINO. No! Me al so apena apena come la sa dovra na pistola a acqua.

ALLEGRA. Io non lho mai usata e perci ... (la punta contro di lui titubante).

POSTINO. (Le va vicino e gliela abbassa) se a ga fa negot ... me a gaavrs de fin ol gir cola posta.

ALLEGRA. Ma come si user?

POSTINO. Ah, perch aia l dovr?

ALLEGRA. Potrebbe anche essere.

POSTINO. Ia sbaseso pr piaser.

ALLEGRA. Se capissi come si usa ...

POSTINO. Ma ghele mia i isrtusi?

ALLEGRA. Non so ... (guarda nella scatola) si!

POSTINO. Evviva. (Tenta di andarsene) beh, dato che la troat i istrusi ... me a pde anche nda.

ALLEGRA. (Prende le istruzioni sempre tremando) allora ... si prende la mira, si mette il dito indice sul grilletto e si comincia a ....

POSTINO. (Le si avvicina di corsa) ferma ... ferma ... (Gliela toglie e senza accorgersene, la punta contro di lei mentre le parla) i pistole ai sa punta mia cuntra i persune, ialsala?

ALLEGRA. Si, si, ho capito. Potresti ora abbassare tu la pistola?

POSTINO. Me? (Poi si accorge della pistola che tiene in mano e comincia a tremare) e cosa a ga foi me cola pistola?! (E simpaticamente la porge ad Allegra).

ALLEGRA. (Sempre tremando) e io come faccio?

POSTINO. (Gliela toglie simpaticamente e gliela rimette nella scatola) an fa che ammla mt det am in de scatola e che dopo le ai mt in d pst sigr. Uh?

ALLEGRA. Si, si, molto meglio.

POSTINO. Ol pust che al porta la pistola pi bla del mont...ehm ... lie d ol pust che al porta la posta pi bla del mont al va vi. A ghi de s tristi e infelici che ol pust Gaio al pi con votr. (Esce).

ALLEGRA. Meglio che la metta davvero in un posto sicuro. Dentro lurna di mia nonna. (Esce al fondo).

SCENA VI

Cameriera e inserviente

CAMERIERA. (Fuori dal fondo) al smpt tta colpa me.

INSERVIENTE. (Entra da sinistra).

CAMERIERA. La smagia ala-e mia vi e l colpa me. Ol taol al s rompit e al colpa me. Internet al funsiuna mia e al am colpa me.

INSERVIENTE. Internet al funsiuna mia?

CAMERIERA. Se, ads al colpa me perch olinternet al funsiuna mia.

INSERVIENTE. Internet al funsiuna mia?!

CAMERIERA. Se, internet al funsiuna mia, olinternet al funsiuna mia.

INSERVIENTE. Almposebol! Internet la pi grande rete di comunicazione attualmente esistente, definita "rete delle reti", "interete", "rete globale" o "la Rete". Capest?

CAMERIERA. Internet al funsiuna mia.

INSERVIENTE. (Arrabbiata esce a sinistra).

CAMERIERA. (Al pubblico) cosa a va disie ment fa? Al smpr tte colpa me. (Esce al fondo).

SCENA VII

Alberico poi Diamante e Fortunato

ALBERICO. (Entra da sinistra controllando lora. Ha con s una valigetta) de che mia tat ai gaavrs de ri, al sar mi che prapare ol tt.

FORTUNATO. (Entra da destra) chla la al dientata mata. Al ure che laspte in spiagia e ala s gniam de fas vt. A sondre a che parle sempr dla me fommla se erg l mia capit.

DIAMANTE. (Entra da sinistra con un braccio fasciato e vede alberico. Alza il bavero e ha paura).

FORTUNATO. (Vede Alberico) al zam riat ol me dutur specializat, me invece a go dend am a cambiam.

DIAMANTE. (Vuole uscire senza farsi vedere).

FORTUNATO. (Vede Diamante) buongiorno signurina. Al prpe sgn del destino ol nst, an sancuntra smpr.

DIAMANTE. Eh, pi che sgn dl destino, de chi la scricc la comedia.

FORTUNATO. Ma cosa de? Chi elistacc che al ga facc dl mal al s bl bras? La mal dighe e me la difendero. La ga adoma de diml e me ...

DIAMANTE. Al scedit ier quando a sere ...

FORTUNATO. La mal dighe! La mal dighe chi ca l stacc che me alistritole! Al denuce! A ga do munt de bte!

DIAMANTE. Al stacc ol paimnt.

FORTUNATO. Me a ga do pgn! Me al ... come?

DIAMANTE. A so slisada ier sl paimnt intat che andae de f.

FORTUNATO. Ah. Be, forse al mia ol caso ciapasla col paimnt.

DIAMANTE. Al ma sma anche a me.

FORTUNATO. Per con chi ai netatse!

DIAMANTE. Al fa negot, al va be isse. Se a ga fa negot, a gaavrs n po frsa.

FORTUNATO. Pde fa ergot pr le? A gh che ol dutur, dai che an ga fa t ol s bras.

DIAMANTE. No! Al ma sa visitat notr dutur.

FORTUNATO. (Le prende il braccio) spere che al ga faghe mia mal.

DIAMANTE. Ma n, apena, apena.

SCENA VIII

Alberico, Diamante, Fortunato e Dolores

DOLORES. (Entra da destra e vede Alberico) ol me ispettore! (Poi vede Fortunato e Diamante) Fortunato! Ma saral posebol che a ta sabt smpr con chsta signurina?!

FORTUNATO. Ma cosa cnss cara!

DIAMANTE. Me a serendre and.

DOLORES. A ta ma dighere mia che a te facc lamante?!

ALBERICO. (Non si accorge di nulla).

DIAMANTE. (Alzando il tono di voce per farsi sentire da Alberico) mantide? Se, se, a notr a ga pias la mantide.

FORTUNATO. La mantide?

DOLORES. La mantide?

DIAMANTE. Se, la mantide religiosa.

FORTUNATO. Ah, la mantide religiosa.

DIAMANTE. (Prendendo Fortunato a braccetto e avviandosi alluscita di destra) sa regordt pi de chla (alza il tono di voce per farsi sentire da Alberico) mantide che che a ma est al zoo, papi?

FORTUNATO. Zoo? Se a ga fa negot me ads a gaavr de parl col me dutur ... (Si gira verso Alberico).

DIAMANTE. (Lo rigira in fretta verso luscita a destra) papi, alera la mantide religiosa e p a ghera anche quella atea ... (Sono fuori a destra).

DOLORES. Papi? Mantide? (Mentre li segue) cosa ai sarandre a combin chi du le?! (Si ferma e guarda Alberico) ma me lers lautografo dal me ispetur. (Fa due passi verso lispettore e poi si ferma) per a gh ol papi e la mantide che aidacc de l ... (e fa due passi a destra. Poi si ferma e guarda Alberico) lautografo ... (Fa due passi verso lispettore e poi si ferma) a pde mia. (Mentre esce di lena a destra) ispettore, aspetti che ritorno!

SCENA IX

Alberico, Eleonora e Irene

ELEONORA. (Entrano da sinistra) adale.

IRENE. Fermt ment. A ma sa snte emosiunada.

ELEONORA. A chi gal dight!

IRENE. Me ando le vis.

ELEONORA. Sptm!

IRENE. Buongiorno.

ELEONORA. Che al sis buongiorno pr tcc.

ALBERICO. Buongiorno.

IRENE. co, an s che.

ELEONORA. Eh se, an s prpe che.

ALBERICO. de ... e anche me a so che.

IRENE. Al intl giraga inturn, notre an s che pr ol contrat. Prima de tt an vl sa quat al dra.

ELEONORA. Al pd d chl che al ga ia, ma al normal pr notre sa quat al dra.

ALBERICO. Űnan, i contracc ai dra tcc nan.

IRENE. N crde che la sis isse perch na me amisa la ga it contrat che al draa sic agn.

ELEONORA. Űnotra me amisa, invece, aggl it de tr agn.

ALBERICO. Al ma dispias ma me ann fo mia che i dre pi de an. A ghi de calcul che la salute n po ala olta ala cambia.

IRENE. Se, capese, per an al ma sma n po puch.

ELEONORA. A gan faghe almeno du.

ALBERICO. Scte, a pde mia. Prendere o lasciare. E p dpo a si otre che al vl. Decid ala svlta perch me a so in ferie e lers p godimle e mia sighet a pens al laur.

IRENE. Benissimo! Al va benissimo nan.

ELEONORA. Assolutamente se!

ALBERICO. Bene. Alura quase an ga s (Proseguendo a scrivere).

ELEONORA. E ... mia per s guluse ... de solcc (piano a Irene) domandega te quat an ve a ciap.

IRENE. (Piano a Eleonora) me? no, no, domandeghl te.

ELEONORA. Alista mia be a parl de solcc.

IRENE. Ma li st be a ciapai per. Dai, domandeghl te.

ELEONORA. Va be. (Ad Alberico) e ... quant an gaavrs ... de ciap notre ...

ALBERICO. Alura ... alincirca al ve f, calcolando anche ol ...

SCENA X

Alberico, Eleonora, Irene, Diamante, poi Dolores e Fortunato

DIAMANTE. (Entra da destra senza cappello e occhiali scuri e con limpermeabile aperto. arrabbiata) me le pi nascundim. (Si avvicina a Alberico) a so me! Se, a so me e le che al ma de be. Orando a mtt apst e p dopo a mi sciaress na olta pr tte sta facenda! (Esce a sinistra).

ALBERICO. (Quando Diamante le parla si gira e rimane impassibile e la segue fino quando esce di scena).

ELEONORA. (Ha assistito alla scena meravigliata) alera propre gnica.

IRENE. (Ha assistito alla scena meravigliata) e al smeaa che aggls con l.

DOLORES. (Entra da destra e rivolta a Fortunato) e che al sceda pi!

FORTUNATO. (Entra da destra con Dolores) che colpa a ga noi me se a ga regordae ol s padr!

DOLORES. Ah, e perch me a ga regordae mia la s madr? (Si accorge di Alberico) ispettore Grifis!

ELEONORA. IRENE. ALBERICO. (Si voltano alla loro destra per vedere con chi stesse parlando).

DOLORES. (Si avvicina a Alberico) a mal fa sto autografo?

ALBERICO. Ala l autografo de me?

DOLORES. Al faghe mia ol modesto ispetur.

ELEONORA. IRENE. Ispetur?

SCENA XI

Alberico, Eleonora, Irene, Dolores, Fortunato e cuoco

CUOCO. (Entra dal fondo) ispettore ...

DOLORES. Anche otr che pr lautografo?

CUOCO. (Ad Alberigo) al vgne de l e isse amml fenes p f. A sondre a dient mat al penser che l al firme i dcmncc che ai ma mander in rina.

ALBERICO. Come?

DOLORES. Per un autografo nig al mai ndacc in ruina.

CUOCO. L al essere viscido. Tcc i tipi compagn de l ai esseri viscidi.

ALBERICO. Ma cosa dighl p...

ELEONORA. Come lsa permt de parl isse al nst salvatore?!

IRENE. Se al fds mia pr l, notr an sars sensa laur ads.

CUOCO. Ah, a si, i s assistenti? A sis tcc tri viscidi!

ELEONORA. Al varde che al sa sbaglia, notre d an s mia i s assistenti.

IRENE. Prpe isse! E al sa prmte pi de dovr chl tno le! E al ga lase in pace che notre ads an ga de firm di documncc importanti.

CUOCO. E me a vi strases chi documncc! A so stf de persune compagn de otre che ...

ALBERICO. Me pnse che a ga sis...

FORTUNATO. Basta! Me a capese mia chl che alndre a scet, ma al ma sma mia ol casa de ciapasla col dutur.

ELEONORA. IRENE. CUOCO. Dutur?

ELEONORA. Al gavr na laurea.

IRENE. Dl sigr.

ALBERICO. Me a ga rie mia a cap chl ...

FORTUNATO. (Guarda lorologio) ads a ma toca a me, otr spet ol vst turno. Alura dutur? Cosa al ma consiglia?

DOLORES. Fortunato, ada che a ga sere me prima de te. Dutur ispetur, al ma faghe olautografo.

FORTUNATO. Dolores, mochela pr piaser.

ELEONORA. Anche notr an ghera napuntamento se l pr chl.

FORTUNATO. Negot de fa, ads a ma toca a me e p dpo otr. Gli ansiani i ga smpr la precedenza.

ALBERICO. Scsim n, ma pde parl ...

IRENE. E va be, va be, a mi speter ma al faghe p ala svlta. Ai ansiani adoma quando a ga fa comt.

DOLORES. E quando me alura?

CUOCO. Dopo de me sciura, smpr che ol dutur ispetur che denacc a me al sis am ntrec.

FORTUNATO. Al preparat tt?

ALBERICO. Me a capese mia. Ora a mte apst sto contrat e p dopo ...

SCENA XII

Alberico, Eleonora, Irene, Dolores, Fortunato, cuoco e Diamante

DIAMANTE. (Entra da sinistra) a so che! Spere che al sis contet de chl che al gh riat a f!

DOLORES. Oh Signur! Ciao autografo!

DIAMANTE. Lo lasacc! Al sar contet ads chi ai pagat! Ads al pl anche las-st de corm indre, al tt finit!

ALBERICO. Avrs facc cos me?!

ELEONORA. L al ga corit indre a chla scta le ... annera mia as de notre d?

IRENE. Che manera isse? An sei mia alaltesa per l?

DIAMANTE. Ah perch anche otre ...

ELEONORA. Se anche notre.

IRENE. Se, ma notre adoma pr nan. E le?

DIAMANTE. Me a ma so nincorzida ier.

CUOCO. Alura, an sa smeff le? Al ve ncc e an s che am.

DOLORES. Toca a me ads!

FORTUNATO. Ferma le! A sere indre a parl me col dutur. Alura dutur, erel indre a d?

ALBERICO. A go pronto ol s ... per a ga rie mia a cap perch ...

SCENA XIII

Alberico, Eleonora, Irene, Dolores, Fortunato, cuoco, Diamante e Allegra

ALLEGRA. (Entra dal fondo con la pistola allincontrario) fermi tutti!

DIAMANTE. La arde che la pistola aggla ndim dala banda sbagliada.

ALLEGRA. Grazie. (Gira la pistola) mani in alto!

URLANO E TUTTI ALZANO LE MANI IN ALTO TRANNE FORTUNATO CHE LE ALZA LATERALI.

DIAMANTE. (A Fortunato) la dicc in alto!

FORTUNATO. Pi de isse a ga rie mia! Ale be anche isse?

ALLEGRA. (Lo guarda e non molto convinta) mani in alto!

FORTUNATO. (Cerca di alzarle ma non riesce).

DIAMANTE. Al vte me.

DOLORES. Ferma! Zo i m!

TUTTI ABBASSANO LE MANI.

ALLEGRA. Ho detto mani in alto!

TUTTI ALZANO LA MANI TRANNE FORTUNATO CHE FATICA.

ALLEGRA. (Si avvicina a Alberico) e adesso come la mettiamo?!

ALBERICO. (Al pubblico, stanco) ma cosa li tcc de me?!

ALLEGRA. Mi vuole rispondere?

ELEONORA. Al responde doc.

IRENE. E al sa smef a respont perch se de n che, la sa mt mal.

ALBERICO. Ma cosa a goi de respontp?!

CUOCO. Al ga res, la sar mia na domanda: E adesso come la mettiamo?. E pro a fa na domanda con n po de sugo?

ALLEGRA. No!

DIAMANTE. E adesso come la mettiamo al na bellissima domanda. (Ad Alberico) al responde, e adesso come la mettiamo? Ah, come la mettiamo? (Si avvicina a Allegra e le prende la pistola) posso? (La punta contro Alberico) alura? Respondl? Come la mettiamo?

ALLEGRA. (Si riprende la pistola) qui non si scherza! Ma sapete chi costui?

OGNUNO DIRA CIO CHE PENSA IN CONTEMPORANEA.

ELEONORA. Regista!

IRENE. Regista!

DIAMANTE. Investigatore.

DOLORES. Ispettore Grifis.

FORTUNATO. Dottore.

CUOCO. Ispettore del lavoro.

ALLEGRA. Che diavolo state dicendo?

ELEONORA. Chsto al regista teatrale.

IRENE. Ű famoso regista teatrale che al ga l iscrituraga.

ALBERICO. Me scritur otre? A ga pnse p gniac! Me a so mia regista.

ELEONORA. Ma come no! Alo sentit me coi me orgie che al parlaa de n attrice che ala lia mia firm ol contrat!

IRENE. E p dpo la nminat ol teatro Manzoni, la scena che landaa mia be ...

ALBERICO. Attrice in del campo legale si intende una persona che promuove un giudizio civile, negot de pi. Ol me stde al ga na grana e alura ...

ELEONORA. (Prende la pistola di Allegra e la punta contro Alberico) lu al mia regista? Ma sa rndl cnt dla delusi me e dla me amisa perch notre an ga tegna?

IRENE. L, al truffatore!

ALLEGRA. (Riprendendosi la pistola) questa mia!

DOLORES. Me a capese mia comeippdit scambial per regista quando al l invece n atur. Alimmia conosit? Al ol lispettore Grifis! A mal fa alura sto autografo?

ALBERICO. Ma quale atur! Me o mai facc gnia film!

DOLORES. Cos? L al mia ol me ispettore Grifis? (Prende la pistola di Allegra e la punta contro Alberico) l al mia olatur che la facc olispettore Grifis?

ALLEGRA. (Riprendendosi la pistola) scusi ...

CUOCO. Magare al fds atur! Chsto al n ispettore del lavoro e al far seraf la cusina dela sciura Allegra. Se, e al sar adoma pr colpa me: la csina ala sbrls mia come la ga de s pr colpa de na smagia che ala mia l gn vi. (Si avvicina a Alberico con le braccia distese) al ma mte pr i mante, a so pront and in pres.

ALBERICO. Mante, csina, smagia ... ma otr a si tmacc! Me a so mia n ispetur del laur! Me a so semplice ...

CUOCO. Al mia n ispettore del lavoro? (Prende la pistola di Allegra e la punta contro Alberico) a l al ga ntersa mia la csina che me o netat de e ncc adoma prch a sere che al ghera l e che aiavrs controlada?!

ALLEGRA. (Riprendendosi la pistola) mia ... grazie.

DIAMANTE. Al colpa me, al che pr me. E un investigatore privato mandata dalla moglie del mio amante.

TUTTI. Amante?

DOLORES. Amante? Ma alera mia dicc che la ghera una mantide?

FORTUNATO. Se cara, la lasacc lamante e ads ala a f cola mantide.

DOLORES. E te come fet a sail?

FORTUNATO. Amma dicc la mantide.

DIAMANTE. Sciur investigatore privato, ho seraff la mia relazione, e perci ads al pl anche mocala di corm indre.

ALBERICO. Che relazione p? Che investigatore ... me a ga so mia corit indre a le e a nig. Me, le, ala conse gniac! E al mantersa prpe n bl negot se le la ga lamante o n.

DAIMANTE. Cosa dighl? Aldre a d che l al mia ... (Prende la pistola di Allegra ma Allegra non vuole lasciarla. Alla fine per riesce e la punta contro Alberico) ma l aialsa che o seraff la me relasi adoma perch a sere stfa che l al ma cors indre?!

ALLEGRA. (Riprendendosi la pistola) scusa ... ...

ALBERICO. A ga dighe, che me a ga corie ma indre! tr a sif indre a fam dient mat! Al pgio de st in n incubo!

FORTUNATO. Lasilsta tcc! A sindre che al fi dient bambo! Me capese mia come ippdit scambial pr verg dotr. (Ad Alberico) al dighe me chi cl l, o aia dis l?

ALBERICO. (Quasi piangendo) ai dighe l ...

FORTUNATO. Chliscior che, al dutur che al cra i malacc.

ALBERICO. Dutur? Me a so mia dutur ...

FORTUNATO. Ma come n? Crto che l al dutur.

ALBERICO. No, me a so mia dutur! Lasim ind ala me c.

FORTUNATO. Ma come? Ma se quando a go dicc de tcc i me dulur l al ma dicc che a ghere de tutel la me fama e isse dopo me sars stacc be.

ALBERICO. Me a so mia dutur, me a so negot de chl che otr dis che me sis. Me a so un assicuratore! Un assicuratore e basta! Ű semplice assicuratore. E quando al ma dicc che listaa mal, me a go consigliat na sigrasi a beneficio dla s fama! Chesse se al fds mort pr i s dulur, la s fama ala avrs pdit scot la sigrasi. E me pensae che anche otre (indica Eleonora, Irene e Fortunato) lif na sigrasi de me!

ELEONORA. na sigrasi?

IRENE. E gnia contrat pr ol teatr?

ELEONORA. co ol perch ala draa adoma n an!

FORTUNATO. nasigrasi sla eta.... e me a sere convinto che ... (sta per prendere la pistola dalle mani di Allegra quando lei non la molla).

ALLEGRA. E no, basta! Questa mia e la uso io! E la uso contro un ricercato della polizia!

TUTTI. Un ricercato!

ALLEGRA. Si, un assassino di donne vestite di nero, altro che assicuratore! (Indietreggia mentre gli punta la pistola).

TUTTE LE DONNE. (Si guardano e sospira chi non indossa il nero e preoccupata chi lo indossa).

ALBERICO. Me a so mia n assassino! A va dighe che a so sigradur e che lie adoma pas na setimana de vacansa. A val gire, credim!

ALLEGRA. Io ti ucc ... (agli altri) lo pu fare qualcuno per me? Ho paura della vista del sangue ... caldo. Lo adoro freddo.

TUTTI UNO ALLA VOLTA CONCITATI. Si io.

ALBERICO. No, a va preghe a so innocente. (Indietreggiando prende il giornale e si ripara. Far in modo che la prima pagina venga rivolta verso gli altri. Vi sar scritto LASSASSINO DI DONNE VESTITE DI NERO E STATO ARRESTATO).

DIAMANTE. Fermi! (Si avvicina a Alberico e gli toglie il giornale).

ALBERICO. (Pensando che volesse fargli del male) no, a va scngire, a so adoma sfrtnat sigradur! A ta preghe, a ta preghe, lasm ist!

DIAMANTE. (Legge) LASSASSINO DI DONNE VESTITE DI NERO E STATO ARRESTATO.

ALLEGRA. Cosa? (Le ruba il giornale e legge) lassassino stato arrestato ieri a Cervia.

ALBERICO. Avvlere dicc che a sere mia me. Chsto al mia albergo, chsto al manicomio. E me ando vi de che e sbt! Ando a t la me roba e scape. E a paghe gni centesm perch, cara la me sciura, me a va denunce!

TUTTI INSIEME ANCHE SOVRAPPOSTI.

FORTUNATO. Anche me ando vi.

DOLORES. E me a ta core indre.

FORTUNATO. An va a fin i nste ferie a Mil. Adoma a Mil. E che, an ga mt pi pe!

ELEONORA. A ma perdit ol nst tep che, ndom Irene.

IRENE. Se, ndom in delalbergo che in banda, ai ma dicc che a gh regista vero.

DIAMANTE. A troero erg dotr che al ma le be, basta che la sis mia na mantide.

CUOCO. E me cosa foi? A m egnivvoia de na bla peperonata! (Esce al fondo).

TUTTI SONO USCITI A SINISTRA.

ALLEGRA. (Al pubblico) quando mangio il pesce mi rimane sempre una spina in gola.

SIPARIO