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AMANTIDE

VIPERA

COMMEDIA BRILLANTE IN TRE ATTI

DI

GIUSEPPE ARONNE

PERSONAGGI

VIOLA

GLORIA

FRANCESCA

MATILDE

JOLANDA

GIULIO

LUIGI

BRUNO

LA SCENA

( la dx e la sx  del pubblico)    

Un ingresso a sala. A dx le camere di Viola e Jolanda, a sx la camera di Giulio, Sul fondo l’uscita che a dx porta fuori dalla casa mentre a sx porta nello scantinato.

A sx c’è un tavolino con due poltroncine o due sedie e in fondo un divanetto (e qualche mobile a piacimento). Sulla parete di fondo c’è una cornice contenente una foto della mantide, nel terzo atto ce ne sarà anche un’altra contenente la foto di una vipera.

VIPERA – PRIMO ATTO

SCENA 1

Viola – Francesca – Matilde

All’apertura del sipario, scena vuota, dal fondo entrano Viola, Francesca e Matilde

Viola è vestita di azzurro, mentre Francesca e Matilde sono vestite di nero

Viola: ( piange)

Francesca: Smettila di piangere… manco fosse il primo.

Matilde: E non sarà neanche l’ultimo.

Viola: Perché… perché è toccato a me?

Francesca: Sei la prescelta.

Matilde: L’erede.

Viola: Ma io non la voglio la sua eredità.

Francesca: La zia è stata chiara… le sue ultime parole furono: “Tutto ciò che io possiedo sarà di…”

Matilde: …e mentre si spegneva, con l’ultimo filo di voce sussurrò…

Francesca: Viola.

Viola: Non so neanche in cosa consista l’eredità.

Matilde: Innanzitutto hai ereditato la sua maledizione.

Francesca: La zia, nonostante si sia sposata ben otto volte, non ha mai avuto figli e non per sua volontà, ma…

Matilde: …a causa della maledizione.

Francesca: Otto mariti e tutti morti alla prima notte di nozze.

Matilde: Mentre consumavano…

Viola: …cosa?

Francesca: La pastasciutta.

Matilde: Cosa si consuma la prima notte di nozze?

Viola: Non lo so… non ci sono mai arrivata alla prima notte di nozze.

Francesca: Eh già, l’allieva ha battuto la maestra… tu li fai fuori prima del fatidico sì… sette fidanzati e tutti morti dopo il primo bacio

Viola: (piange) Non ho potuto neanche assistere al funerale di nessuno di loro… non ho potuto dare neanche l’ultimo saluto… perché… perché?

Matilde: Perché le loro famiglie ti avrebbero linciato. Nessuno ne parla ma tutti sanno.

Francesca: Qui sarai al sicuro… per la legge non hai commesso nessun crimine, visto che la scienza non crede alle maledizioni e tanto meno al fatto che esse si possano tramandare di generazione in generazione.

Matilde: Ma per le credenze popolari è diverso… e tu sei in pericolo, perché sei considerata una strega.

Si sente suonare il campanello

Viola: Oh Dio! chi è?

Matilde: Avranno mica saputo?

Francesca: La caccia alla strega è iniziata.

Si risente suonare

Matilde: (a Viola) Chiedi chi è.

Viola: Chi io?

Francesca: Sì tu!  sbrigati.

Viola: (si avvicina al fondo) Chi è?

Voce uomo: Il parroco.

Viola: (alle due cugine) È il parroco!! (verso il fondo) Venga dentro.

Voce uomo: Fossi matto! Con la maledizione che pende in questa casa… otto uomini sono entrati senza più uscire.

Viola: Ma lei è un prete, può stare tranquillo.

Voce uomo: Sono un prete ma pur sempre un uomo… benedico questa casa e le anime che ci sono dentro.

Viola: La ringrazio per la sua benedizione, ne avevo veramente bisogno.

Voce uomo: Cosa dici! donna malefica. Non posso benedire il demonio… e tu lo sei… benedico le anime che tu hai divorato e prego per loro… addio.

Viola: (piange) Io non ho divorato nessuno… è stata la zia… io non volevo la sua eredità.

Matilde: Qui c’è il suo ritratto. (indica la parete di fondo, dove c’è un ritratto girato) Chi ha girato il ritratto della zia?

Francesca: Non lo so (si avvicina alla parete, gira il ritratto e c’è raffigurata una mantide religiosa).

Viola: E questa chi è?

Matilde: La zia, cara.

Viola: Come è magra…

Francesca: Dopo l’ottavo , L’immagine di lei rappresentata nei ritratti mutò nella mantide religiosa… colei che divora il maschio durante l’accoppiamento. 

Viola: Se li è mangiati? Non voglio stare qui. Voglio andare via. Non voglio l’eredità. Me ne vado.

Matilde: O qui! o il rogo. I parenti dei tuoi fidanzati ti stanno aspettando… a te la scelta.

Viola: (senza dire niente si avvia a dx ed esce)

Francesca: Rimane, ormai si è convinta.

Matilde: Faremo bene a lasciarla da sola?

Francesca: Io non posso restare, se tu vuoi, rimani.

Matilde: Con tutto quello che ho da fare… io me ne vengo con te.

Francesca: (verso dx) Noi ce ne andiamo, il frigo è pieno.

Matilde: Mangia tutto quello che vuoi,che alle provviste ci pensiamo noi.

Francesca: L’importante è che non hai nessun contatto con gli uomini.

Matilde: Non dovresti vederli neanche da lontano.

Francesca: Non aprire a nessuno mi raccomando.

Matilde: E ricordati che fuori di qui ti aspettano per farti la festa.

Francesca: E non è una festa di piacere, ciao.

Matilde: Ciao, a presto.

Entrambe escono dal fondo

SCENA 2

Viola – Bruno – Matilde – Francesca 

Viola: (entra da dx e si va a sedere. Si sente un rumore provenire da sx, si alza di scatto e si mette con la schiena contro la parete sul fondo a dx e rimane immobile).

Bruno: (entra da sx è vestito tutto di nero, ha un metro in mano, misura le pareti, quando si trova davanti Viola attaccata alla parete, le misura l’altezza e la larghezza delle spalle e esce a sx).

Viola: (si stacca dalla parete, si avvia a  sx, esce e rientra subito attaccandosi con le spalle sulla parete del fondo a sx rimanendo immobile).

Bruno: (entra da sx, ha in mano il metro, si dirige sul fondo a dx e rimane sorpreso a non vedere Viola. Prende delle misure alla parete e si avvia a sx. si ferma di colpo e si dirige verso il fondo a sx e osserva Viola, dando un’occhiata a dx come per dire: ma non era di la. Le riprende le misure e esce a sx).

Viola: (si stacca dalla parete e corre verso l’uscita di dx e esce).

Bruno: (entra da sx, osserva la parete sul fondo guardando un po’ a sx e un po’ a dx, si gratta la testa e esce dal fondo dirigendosi a sx).

Viola: (entra da dx con una scopa in mano e si mette sul lato della porta sx con la scopa alzata).

Matilde: (entra da sx).

Viola: (la colpisce con la scopa).

Matilde (cade a terra).

Francesca: (entra dal fondo, ha in mano una bambola che tiene nascosta, e vedendo a terra Matilde e Viola con la scopa in mano…) Ma sei impazzita? Cos’hai fatto?

Viola: C’era un uomo qua fino a un momento fa.

Francesca: Un uomo?

Matilde: (che nel frattempo si era alzata ) Ma guarda sta scema che botta che mi ha dato.

Viola: C’era un uomo vi dico ed è uscito proprio di lì. (indica a sx. A Matilde) E tu come hai fatto ad entrare da quella parte?

Matilde: Volevo controllare l’entrata secondaria.

Francesca: Questa casa ha due uscite, le aveva fatte fare la zia per potere scappare in caso di pericolo.

Matilde: Volevo vedere se era ancora agibile, comunque prego, per essere tornate a portarti la bambola.

Anche la bambola è vestita di azzurro

Viola: Dov’è?

Francesca: (gliela fa vedere)

Viola: (l’ afferra e se la stringe al petto) Me l’avete trattata bene?

Francesca: L’abbiamo perfino fatta sedere d’avanti.

Matilde: Caso mai patisse la macchina.

Francesca: Glielo diciamo?

Matilde: Meglio di no.

Viola: (continua a stringersi al petto la bambola)

Francesca: Abbiamo visto i parenti dell’ultima tua vittima girare da queste parti.

Matilde: Perciò mi raccomando non uscire per nessun motivo.

Francesca: A meno che tu non voglia finire sul rogo.

Matilde: Andiamo?

Matilde e Francesca: (escono dal fondo)

Viola: (che non aveva staccato la bambola dal suo petto, la posa su una sedia, seduta che guarda il pubblico e si avvia a dx. Quando arriva sulla soglia)

Voce bimba: Viola... ho freddo...  Viola... ho freddo...

Viola: (torna indietro di corsa afferra la bambola e se la stringe al petto) Ci sono qua io... ti scaldo io... stringiti a me...

Voce bimba: Voglio la mamma. Dov’è la mamma?

Viola: Ci sono io qua. Adesso la mamma arriva.

Voce bimba: ho freddo... Viola ho freddo.

Viola: no... no... (scaraventa la bambola per terra e esce di corsa a dx)

SCENA 3

Giulio – Viola – Luigi

Giulio: (entra dal fondo, vestito elegante con giacca e cravatta, ha una ventiquattrore e un giornale che posa sul tavolo. vede la bambola per terra, la raccoglie, la osserva guardandola negl’ occhi e la posa su una sedia. Si prende la ventiquattrore e esce a sx)

Viola: (entra da dx, si precipita ha prendere la bambola nel punto dove era caduta e non vedendola     la cerca) Dove sei? Vieni qui. Scusami, non lo farò più. (la vede, tira un sospiro di sollievo, la prende, e se la stringe al petto. Sta per avviarsi a dx, vede il giornale sul tavolo, lo prende e esce a dx)

Luigi: (entra dal fondo vestito da muratore, con in testa un berretto fatto da fogli di giornale, ha in mano un secchio. Esce a dx)

Giulio:(entra da sx, senza cravatta e giacca e si avvia a prendere il giornale, non vedendolo si guarda in torno e si accorge che manca la bambola che aveva posato sulla sedia)

Luigi: (entra da dx ha sempre il berretto in testa  e vedendo Giulio  rimane sorpreso)Cosa ci fa qui?

Giulio: Veramente dovrei chiederglielo io.

Luigi: Perché? questa è casa sua?

Giulio: No! ma occupo una stanza.

Luigi: Abusiva?

Giulio: Cosa?

Luigi: Lei è abusivo? Tranquillo posso chiudere un occhio.

Giulio: Ma che abusivo, mi ridia il giornale piuttosto.

Luigi: Quale giornale?

Giulio: Quello che ha in testa.

Luigi: ( si toglie il berretto e lo osserva) Vuole il mio berretto?

Giulio: No. Voglio il mio giornale.

Luigi: E lo vuole da me?

Giulio: Lo voglio perché è mio.

Luigi: Ma guarda questo che accattone.

Giulio: Cos’ha detto?

Luigi: Che lei è un accattone.

Giulio: Accattone lo sarà lei. Io compro non uno, ma due, dieci, mille giornali e poi li brucio tutti... (esce a sx)

Luigi: (guarda il berretto, lo disfa e si mette a leggere) Caccia al maniaco. Il maniaco del Parco Vittoria  ha colpito ancora, si presenta alle sue prede come un signore distinto, tutte le volte con un vestito diverso, colpisce e svanisce nel nulla... ma questa volta, forse ha commesso un errore. Una sua vittima è stata in grado di fare un identikit che pubblichiamo alla pagina sei ( gira il giornale per trovare la pagina ) la pagina sei non c'è...  sarà mica lui il maniaco? Vorrà sicuramente bruciare tutte le copie dove c'è il suo identikit... ecco perché vuole comprare tutti i giornali. (esce a dx)

SCENA 4

Matilde – Giulio – Luigi - Viola

Matilde: (entra dal fondo con una borsa che posa sul tavolino e guarda l'orologio) Oh mamma quanto si è fatto tardi... gliele lascio qui, capirà che sono sue (esce dal fondo).

Giulio: (entra da sx vede la borsa sul tavolo, si avvicina, guarda dentro e tira fuori delle mutandine da donna e dei reggiseni e li osserva)

Luigi: (entra da dx, col solito berretto,ha un  secchio in mano e vede Giulio con in mano le mutandine)

Giulio: (non sapendo cosa dire) Sono sue?

Luigi: (si avvicina, posa il secchio, prende le mutandine le osserva ) No! mi stanno strette (gliele ridà)

Giulio: (le posa dentro la borsa) La bambola?

Luigi: Quale bambola?

Giulio: Quella che era qui. Dove l’ha messa?

Luigi: Le sembro che ho l'età adatta per giocare ancora con le bambole?

Giulio: (lo guarda male e esce a sx)

Luigi: devo tenerlo d'occhio, qui ci sono le prove che è lui il maniaco. (tira fuori dal secchio una bottiglia di vino, la posa sul tavolo e guarda dentro al secchio ) E il panino? Lo avrò lasciato in macchina (esce dal fondo portandosi via il secchio)

Viola: (entra da dx, si dirige al tavolo, guarda dentro la borsa) Mi hanno portato la biancheria intima, meno male. (prende la borsa, vede la bottiglia di vino, la prende e esce a dx)

Giulio: (entra da sx, ha un bicchiere pieno di vino, lo posa sul tavolo e si siede)

Luigi: (entra dal fondo canticchiando, con un panino in mano, si avvicina al tavolo, si siede di fronte a Giulio, si accinge a prendere la bottiglia e nota il bicchiere) Quello è suo?

Giulio: Sì!

Luigi: E la bottiglia?

Giulio: Quale bottiglia?

Luigi: La bottiglia di vino.

Giulio: È di la.

Luigi: Ma guardi che ha proprio una bella faccia tosta.

Giulio: Come si permette?

Luigi: Non solo mi frega il vino, ma si porta via anche la bottiglia.

Giulio: Ci pensi bene prima di darmi un’altra volta del ladro, perché io la querelo.

Luigi: Lo faccia, mi quereli! Anzi ce l'accompagno io stesso in questura.

Si sente suonare il campanello

Luigi: Sono già qui?

Giulio: Chi?

Luigi: I carabinieri. Non scappi sa?

Giulio: Non scappo no, gli vado incontro. (esce dal fondo)

Luigi: Quello è un maniaco ladro... (prende il bicchiere) Questo è mio e me lo bevo io (beve e lo riposa sul tavolo)

Giulio: (entra dal fondo con in mano un cartone delle pizze da asporto che posa sul tavolo)

Luigi: Non l’hanno arrestata?

Giulio: No! mi hanno portato da mangiare e adesso se  permette... (vede il bicchiere vuoto) che fine ha fatto?

Luigi: Chi! Pietro? È tornato indietro.

Giulio: (prende il bicchiere e si dirige a sx)

Luigi: Dove va?

Giulio: A riempirlo.

Luigi: Vengo anch’io.

Giulio: In camera mia?

Luigi: Sì! così dimostro che mi ha rubato la bottiglia. (posa il panino sul tavolo)

Entrambi escono a sx

Viola: (entra da dx vede la pizza e il panino) Che care mi hanno portato la pizza e anche un panino. (li  prende e esce a dx)  

Luigi e Giulio entrano da sx , Giulio ha in mano il bicchiere pieno

Giulio: (si avvicina al tavolo e nota che manca il cartone) E la pizza? (posa il bicchiere sul tavolo)

Luigi: Io ero con lei! E sparito anche il panino. Ci sono i fantasmi.

Giulio: (si avvia verso il fondo)

Luigi: Dove va?

Giulio: Al ristorante. (via dal fondo)

Luigi: Vengo anch’io. (prende il bicchiere beve tutto d'un fiato e via dal fondo portandosi anche il bicchiere)

SCENA 5

Viola – Bruno -  Francesca – Matilde

Viola: (entra da dx con la bambola che stringe al petto e la mette sulla sedia alla dx del tavolo, seduta che guarda il pubblico) stai brava qui che vado a cercare la mamma.

Voce bimba: Viola non andare, ho freddo.

Viola: (da un bacio alla bambola e via dal fondo)

Bruno: (entra da sx, osserva la bambola, la prende e riesce a sx)

Francesca e Matilde  entrano dal fondo trascinando Viola. Sono molto arrabbiate.

Francesca: (a Viola) Ma sei matta? Dove volevi andare?

Matilde: Ma guarda questa… noi facciamo di tutto per proteggerla e lei...

Francesca: Dove stavi andando?

Viola: A cercare la mamma, ha freddo.

Matilde: Chi?

Viola: (si avvicina alla sedia dove aveva messo la bambola e non vedendola urla) L'hanno rapita!! Oh Dio! è scomparsa.

Francesca: Chi hanno rapito?

Viola: E ora cosa dico alla mamma? È colpa mia.

Francesca: Sarà di là.

Viola: (corre e esce a dx)

Matilde: Avvisiamo i carabinieri?

Francesca: E per cosa?

Matilde: Per il rapimento.

Francesca: Tu sei scema come quell'altra. Andiamo a vedere (esce a dx)

Matilde: (la segue)

Bruno: (entra da sx con la bambola e la posa sulla sedia a sx del tavolo e riesce a sx)

Viola: (entra da dx disperata) Come faccio, come faccio?

Francesca e Giulia: (entrano dietro a Viola)

Francesca: Calmati, vedrai che torna.

Viola: (piange) L’ho lasciata di nuovo da sola e non me lo perdonerò mai. Perché ti ho lasciata?

Matilde: (vede la bambola sulla sedia) Eccola, è qui!

Viola: (si avventa a prenderla e se la stringe al petto) Scusami. Ora sono qui e non ti lascio più.

Francesca: Adesso che l’ha trovata ce ne possiamo andare.

Matilde: Sono tranquilla a vederti più tranquilla.

Viola: Portatemi con voi.

Francesca: Sei matta se pensi di venire con noi, dopo tutto quello che hai combinato.

Viola: Che cosa ho fatto per meritarmi questo? E poi che cosa chiedo? Non chiedo mica la luna, chiedo solo un po' d'amore.

Francesca: tu non puoi amare, sei maledetta. E noi siamo le uniche persone a volerti bene. Ora  andiamo (si avvia verso il fondo)

Matilde: (si avvicina a Viola, le da un bacio)

Viola: No! cos’hai fatto?

Francesca: Lei può, è una donna.

Francesca e Matilde escono dal fondo

Viola: (parla con la bambola) Meno male che ci sei tu. Non ti abbandonerò mai. (se la stringe al petto e esce a dx) 

SCENA 6

Giulio – Luigi

Giulio e luigi entrano dal fondo

Giulio: Vorrei sapere perché è venuto anche lei.

Luigi: (ha il bicchiere in mano) Per farle compagnia

Giulio: Se uno non è invitato non viene.

Luigi: Per andare al ristorante c’è bisogno dell’invito?

Giulio: Se si è da soli no, ma per andare in compagnia serve l’invito.

Luigi: Quante storie per aver mangiato insieme… è più bello mangiare in compagnia.

Giulio: Se la compagnia è gradita.

Luigi: Ha ragione, con certe persone non bisognerebbe proprio starci, ma cosa vuole… io sono generoso con le persone sole.

Giulio: Meglio soli che male accompagnati.

Luigi: Ha ragione, la sua non è per niente una bella compagnia, sembra brontolo.

Giulio: Lasciamo perdere e mi dia quanto mi è dovuto.

Luigi: (riflette un attimo e gli porge il bicchiere)

Giulio: (lo prende) E di questo cosa me ne faccio?

Luigi: È quanto le è dovuto.

Giulio: Non mi riferivo al bicchiere ma al conto.

Luigi: Ah! il conto lo ha preso lei, sono sicuro. Come il cameriere lo ha portato lei lo ha preso (gli da una manata sul sedere) e se l’è  messo in tasca.

Giulio: (infastidito per la manata) Sto parlando del dovuto per quello che ha mangiato, visto che ho pagato tutto io.

Luigi: Io ero venuto solo per farle compagnia e non per mangiare.

Giulio: Ma se si è preso cinque antipasti, tre primi, due secondi, il dolce, la frutta e il caffè.

Luigi: E stato lei a chiedermelo, il cameriere è testimone, dopo che lei ha ordinato mi ha chiesto se prendevo qualcosa e io per non farle fare brutta figura ho preso, anche se in verità non avevo tutta questa fame.

Giulio: Io al suo posto mi sarei offerto di pagare.

Luigi: E io le ho letto nel pensiero e l’ho lasciata pagare.

Giulio: Ragionare con lei è peggio che lavare la testa all’asino.

Luigi: Non ha proprio niente da fare eh?

Giulio: Io ho fin troppo da fare.

Luigi:  E allora perché perde tempo a lavare le teste degli asini?

Giulio: Io non lavo le teste di nessuno! È inutile ragionare con la gente ignorante.

Luigi: Infatti io con lei non ci provo neanche.

Giulio: Parlando d’altro… lei cosa ci fa qui?

Luigi: Sono qui per lavoro.

Giulio: Per lavoro? Ma se finora non ha fatto altro che infastidirmi. E che lavoro fa?

Luigi: Sono stato assunto per imbiancare tutto lo stabile.

Giulio: E da chi?

Luigi: Non lo so, la cooperativa mi ha solo dato le chiavi per venire ad imbiancare tutto, esclusa una stanza, quella chiusa a chiave.

Giulio: La mia.

Luigi: E perché la chiude a chiave?

Giulio: Per la privacy .

Luigi: Per la che?

Giulio: La privacy.

Luigi: E che cos’è?

Giulio: Davvero non sa che cos’è la privacy? Dovevo immaginarlo, non è niente…. è solo che non voglio far sapere i fatti miei agl’altri.

Luigi: Ha qualcosa da nascondere?

Giulio Non ho niente da nascondere.

Luigi: E perché ci sono delle cose che non vuol far sapere?

Giulio: (è esasperato) Perché sono affari miei!! (via a sx)

Luigi: È lui il maniaco. Quando gli sono andato dietro non mi ha fatto entrare e ha chiuso la porta dicendomi di aspettare, ha qualcosa da nascondere. Andiamo a lavorare tenendo gli occhi aperti (esce a dx)

SCENA 7

 Francesca – Matilde – Viola

Francesca e Matilde entrano dal fondo

Francesca: Non ti avevo detto che devi sempre chiudere a chiave?

Matilde: È quello che ho fatto.

Francesca: Allora perché era aperto?

Matilde: Non lo so!

Francesca: Ammettilo che ti sei dimenticata.

Matilde: No.

Francesca: Se è uscita ti strappo i baffi pelo per pelo.

Matilde: Non puoi, non ho i baffi.

Francesca: Perché te li tagli tutte le mattine, vai a vedere dov’è e portala qua.

Matilde: (esce a dx)

Francesca: Ci manca solo che esce, una volta fuori non saprebbe neanche dove andare e se si imbattesse nelle persone sbagliate potrebbero anche…

Viola e Matilde entrano da dx

Viola: ( ha la bambola e corre ad abbracciare Francesca) Ciao, siete venute per portarmi con voi?

Francesca: Per quello deve passare ancora un po’ di tempo, ne  hai uccisi sette, mica uno.

Viola: (piange) Io non ho ucciso nessuno.

Francesca: (l’accarezza) Lo so che tu non hai colpe, la colpa è della zia che ti ha eletta sua erede. Lei li divorava la prima notte, mentre tu li avveleni.

Viola: Io non l’ho mai fatto, non ho mai avuto del veleno.

Francesca: Il veleno tu  ce l’hai dentro, aspetti che gli uomini si avvicinano (si avvicina a Viola e avvicina le sue labbra a quelle di lei) aspetti che le loro labbra siano vicine alle tue e quando si toccano,con quel bacio gli inietti il veleno! (l’allontana) Come una vipera lo inietta col suo morso….

Matilde: (a Viola) Vipera! (a Francesca) Per un momento ho pensato che tu….

Francesca: Che io cosa?

Matilde: Che la volessi baciare.

Francesca: A me piacciono gli uomini e posso averli, ma se la nostra Viola, fa tutto quello che le diciamo la salveremo, così che un giorno anche lei potrà amare. (si avvicina a Viola) vero Viola?

Viola: (piangendo) Non vi ringrazierò mai abbastanza, farò tutto quello che volete.

Francesca: Lo sai che noi ti vogliamo bene. Hai mangiato?

Viola: Sì, la pizza.

Francesca: (a Matilde) Le hai portato una pizza?

Matilde: Io no.

Francesca: (molla un ceffone a Viola) Ma allora non ci siamo capite, non devi uscire per nessun motivo… (gliene molla un altro) Intesi?

La bambola è caduta per terra

Matilde: Ma perché….

Francesca: (molla un ceffone anche a Matilde) …questo per avere lasciato aperto. (a Viola)  Io faccio di tutto per salvarti e tu….

Voce bimba: Viola…. Viola.

Viola: (si butta per terra a prendere la bambola)

Francesca: (la precede e la prende lei) Questa la portiamo via noi. (a Matilde) Andiamo. (via dal fondo)

Matilde: (la segue)

Viola: (è per terra e piangendo) no! lei no….. datemela.

Matilde: (rientra, gli da la bambola e un bacio e via dal fondo)

Viola: (si alza abbracciando la bambola e esce a dx)

SCENA 8

Bruno – Giulio – Luigi

Bruno: (entra dal fondo sempre col metro in mano e si siede su una sedia sul lato dx del tavolo)

Giulio: (entra da sx nota Bruno e si siede sull’altra sedia, sul lato sx del tavolo)

i due per qualche attimo si guardano senza dirsi nulla. Poi è Giulio a interrompere il silenzio

Giulio: Buongiorno…

 

Bruno: È già un po’ che è giorno, ma un buon giorno non lo è ancora stato.

Giulio: Quando si incontra un’altra persona le si da il buongiorno augurandole ottima salute.

Bruno: Lei augura ottima salute a tutti?

Giulio: Beh, diciamo di sì.

Bruno: E spera veramente che tutti godano di ottima salute?

Giulio: Beh…. Sì.

Bruno: (lo guarda con uno sguardo tetro) Sarà…. L’ha presa anche per lei?

Giulio: Anche per me? No, per me non ho preso niente.

Bruno: Lei augura ottima salute a tutti?

Giulio: Guardi finiamola qui. Lei come è entrato?

Bruno: Dalla porta.

Giulio: E come l’ha aperta?

Bruno: Con la chiave.

Giulio: E chi gliel’ha data?

Bruno: Il mio socio, per la consegna e il pagamento. Mi paga lei?

Giulio: Io? Io non la pago per niente.

Bruno: C’è stata una consegna a questo indirizzo e adesso lei mi deve pagare.

Giulio: Io non ho ordinato nulla.

Luigi: (entra da dx, a Bruno) Ha ordinato e adesso non vuole pagare?

Bruno: Esatto!

Luigi: L’ha fatto anche con me, mi ha invitato al ristorante, ha insistito perché mangiassi e poi voleva che pagassi tutto io.

Bruno: (a Giulio, che nel frattempo si era alzato, guardandolo male) Lei dice di augurare ottima salute a tutti e poi per lei non la prende? (col metro gli prende l’altezza e le misura le spalle) Ci vediamo presto e non gli auguro ottima salute, anzi….

Giulio: Non me ne faccio niente del suo augurio, cosa ha misurato?

Luigi: Farà il sarto e vorrà fargli un vestito….

Bruno: E che vestito….. ( ride e poi via dal fondo)

Luigi: Quanti ne ha ordinati?

Giulio: Quanti cosa?

Luigi: Vestiti.

Giulio: Ma nemmeno uno.

Luigi: A chi la vuole raccontare? Tutte le volte un vestito diverso eh?

Giulio: Non posso mica presentarmi sempre con lo stesso.

Luigi: Eh già… per non dare nell’occhio.

Giulio: Ma lei non è qui per lavorare?

Luigi: Certo.

Giulio: Allora lavori.

Luigi: E secondo lei cosa sto facendo?

Giulio: Sta rompendo le scatole a me, si stava molto meglio quando c’eravamo solo io e la signora.

Luigi: C’era una signora? E dove la messa?

Giulio: Chi?

Luigi: La signora?

Giulio: Ma che ne so, è un po’ che non si vede.

Luigi: E lei ha mai portato altre donne qui?

Giulio: No, la signora non vuole, è stata chiara. Le sue parole sono state: “I suoi porci comodi se li va a fare da un’altra parte, qui non deve entrare nessun’altra donna all’infuori di me.” A me sta bene, perché è già da un po’ di tempo che io e le donne non andiamo d’accordo.

Luigi: Lo so, lo so…

Giulio: Ma lei cosa ne sa? E poi che cosa le sto a raccontare. (esce a sx)

Luigi: Racconti, racconti… (esce a sx)

SCENA 9

Giulio – Gloria – Viola – Luigi  

Giulio: (da fuori) La vuole finire di venirmi dietro? Mi sta dando fastidio. (entra da sx e si dirige a  dx. quando arriva a metà scena entra Gloria)

Gloria: ( anche lei è vestita di azzurro e ha il vestito uguale a quello di Viola,( Viola e Gloria si devono assomigliare il più possibile. Devono avere due parrucche uguali )  entra di corsa da dx  e esce a sx)

Giulio: (alla vista di Gloria  si gira  per continuare a seguirla con lo sguardo ma è già uscita. Sicuro di essersi sbagliato si rigira e fa per avviarsi a dx)

Viola: (entra da dx, corre e esce a sx)

Giulio: (rimane al centro della scena sbalordito)

Gloria: (entra dal fondo e esce a sx)

Viola: (entra dal fondo e esce a dx)

Giulio: (non sa per dove guardare)

Viola: (entra da dx e esce dal fondo)

Gloria: (entra da sx e esce a dx )

Viola: (entra da sx insegue Gloria e esce a dx)

Giulio: (si dirige a dx) Adesso non mi scappi.

 Luigi (entra di corsa da sx )

Giulio:(lo sente arrivare e credendo che è  la donna si gira e lo afferra) Presa!

Luigi: (trovandosi tra le braccia di Giulio anche lui lo abbraccia)

Giulio: (sorpreso d’avere tra le braccia Luigi) Ma cosa fa? Mi abbraccia?   

Luigi: (tenendolo abbracciato) È lei che si è buttato tra le mie braccia come un bambino che si butta tra le braccia della mamma per sentire il suo calore, Tesoruccio….

Giulio: (si stacca) Ma che tesoruccio, e come si permette?

Luigi: Ma se ha fatto tutto lei.

Giulio: Io seguivo l’angelo.

Luigi: Adesso vede gli angeli?

Giulio: Sì, un angelo azzurro.

Luigi: Anche azzurro. E per dove sarebbe andato?

Giulio: (indica a sx, sul fondo e a dx) Per di là, per di là e per di là.

Luigi: Volava anche?

Giulio: Sì, forse, non lo…

Luigi: Si sente bene?

Giulio: Non lo so, al ristorante cosa ci hanno dato da bere?

Luigi: Un bottiglione di vino.

Giulio: (parla come fosse ubriaco) Lei l’ha bevuto e io mi sono ubriacato a guardarla, non mi era mai successo, l’effetto è arrivato a scoppio ritardato, è meglio se vado a dormire.

Luigi: Venga che la metto a letto io. (mette una mano sulle spalle di Luigi o lo prende in braccio)

Giulio: Nel letto mi ci metto da solo.

Luigi e Giulio escono a sx

Viola: (entra da dx, ha la bambola in braccio, la mette seduta su una sedia come se guardasse il pubblico) Adesso stai qui seduta e fai la brava, capito?  (esce a dx)

Voce bimba: Viola….. ho freddo…. Viola…. Ho freddo….   

FINE PRIMO ATTO

VIPERA – SECONDO ATTO

SCENA 1

Gloria – Viola – Francesca – Matilde  

Viola e Gloria hanno sempre lo stesso vestito azzurro, mentre Francesca e Matilde si sono cambiate e non sono più vestite di nero

Gloria: ( è seduta sulla sedia dove c’era la bambola e con voce da bambina) Viola ho freddo…. Viola ho freddo….

Viola: (entra di corsa da dx) Eccomi. (rimane sorpresa a vedere Gloria al posto della bambola) E tu cosa ci fai qui?

Gloria: (con voce normale)  Sono venuta a proteggerti.

Viola: C’è già chi mi protegge.

Gloria: Chi le cugine? Non fidarti di loro, quelle due sono il gatto e la volpe.

Viola: Mi vogliono bene. Siamo cresciute come sorelle, visto che dopo di te anche la mamma…. (piange) e tutto per colpa mia.

Gloria: Era destino e il destino nessuno lo può cambiare, ma ora devi andartene Viola.

Viola: Non posso, ho la maledizione.

Gloria: La maledizione della zia? Sarà…. Comunque io sono qui per aiutarti.

Viola: Non me lo merito, se non ti avessi lasciata sola, se fossi rimasta a scaldarti invece di andare a chiamare la mamma, forse….

Gloria: Era già tutto scritto, dovevo diventare un angelo.

Francesca: (da fuori) La vuoi aprire questa porta?

Matilde: (da fuori) Non riesco.

Francesca: (urla da fuori) Viola!! Accidenti a te! Vieni subito ad aprire!

Gloria: E questa sarebbe quella che ti vuole bene?

Viola: Non è cattiva, è fatta cosi, in fondo mi vuole bene.

Gloria: Ma molto in fondo, vai ad aprire va.

Viola: Sì ma vai via, non vorrei che ti vedessero.

Gloria: Non ti preoccupare, non possono vedermi.

Viola: Ma io ti vedo.

Gloria: Tu non c’entri, vai.

Viola: (esce dal fondo)

Francesca e Viola entrano dal fondo

Francesca: (arrabbiata) Come mai ci hai messo cosi tanto?

Viola: Ero a…

Francesca: …a parlare con la bambola. Io quella bambola te la brucio.

Viola: (istintivamente si mette davanti a Gloria come volesse proteggerla)

Francesca: Già sei scema di tuo, in più ti rimbambisci parlando con le bambole. 

Matilde: (entra da sx e si rivolge a Francesca) Sei entrata?

Francesca: La vipera si è decisa a venire ad aprire.

Matilde: Ho l’impressione che di là siano stati spostati alcuni mobili.

Francesca: (a Viola) Perché hai spostato dei mobili?

Viola: Io non ho fatto niente.

Francesca: Lo sai che non devi dire le bugie.

Viola: Lo giuro, non ho spostato nulla.

Matilde: In effetti sono troppo pesanti per lei.

Francesca: Qualcuno è stato qui?

Viola: No, nessuno.

Francesca: Giuralo!

Viola: (abbassa la testa e non parla)

Matilde: Se non vuoi giurare è perché qualcuno c’è stato, lo sai che se dici le bugie vai all’inferno.

Viola: Non voglio andare all’inferno.

Francesca: Allora dicci chi è stato qui!

Gloria: (si trova dietro a Viola) Non dirglielo.

Viola: ( si gira all’indietro per parlare con  Gloria) Non voglio andare all’inferno.

Gloria: Non ci andrai.

Viola: (sempre a gloria) Se dico le bugie ci vado.

Francesca: Con chi parli?

Viola: Con Gloria.

Francesca: Con chi scusa?

Viola: Gloria, la mia sorellina!

Francesca: Ed è stata lei ad aiutarti a spostare  i mobili?

Gloria: (a Viola) Sì.

Viola: Sì.

Francesca: Continui a prenderci in giro, ora ti schiarisco le idee (si trova alla sinistra di Viola, con la mano destra le molla un schiaffo)

Viola: (si trova al centro)

Gloria: (che si trova dietro a Viola, la sposta in dietro)

Matilde: (che si trova alla destra di Viola prende lo schiaffo. Arrabbiata a Francesca) Mi hai dato uno schiaffo?

Francesca: Lo volevo dare a lei, (a Viola) perché ti sei spostata?

Viola: Ma non è vero.

Matilde: (a Viola) Ti sei spostata? Allora prendi questo ( che si trova sempre alla dx di Viola gli molla uno schiaffo con la mano sinistra)

Gloria: (sposta Viola all’indietro)

Francesca: (che si trovava sempre alla sinistra di Viola, prende lo schiaffo. a Matilde) Sei scema? Perché mi hai dato uno schiaffo?

Matilde: Volevo darlo a lei.

Francesca: (si avvicina a Matilde e parla sottovoce) Questa cosa mi preoccupa, fino ad oggi non si era mai spostata quando gli mollavamo qualche schiaffo, lo ha sempre preso senza battere ciglio

Gloria: (a Viola)  Perché prendi gli schiaffi e non dici niente?

Viola: Perché tanto, dopo un po’ si stufano, se parlo continuano, l’esperienza aiuta.

Gloria: A continuare a prendere sberle, Viola devi reagire.

Viola: Loro mi stanno aiutando con la maledizione della zia, senza di loro non saprei cosa fare.

Gloria: Su questo ho i miei dubbi, ti hanno sepolta viva. Viola! Vattene!

Viola: No! lo stanno facendo per il mio bene. Sei tu a volermi male, vattene! Non ti voglio più vedere.

Gloria: Io sono qui per aiutarti.

Viola: Non lo voglio il tuo aiuto! (la spinge)

Francesca e Matilde: (si erano incantate a osservare Viola)

Francesca: (si avvicina a Viola) Ma con chi parli?

Viola: (senza pensarci indica in direzione di Gloria) Con lei.

Francesca: (sorride) Con lei? E dov’è?

Matilde: Lascia perdere, starà parlando con la bambola.

Viola: No! con Gloria.

Francesca: (le molla uno sberla)

Matilde: Non picchiarla poverina, parlava da sola come una scema.

Viola: Non sono scema.

Matilde: (le molla una sberla)

Francesca: (a Viola indicandole l’angolo in fondo a dx) A cuccia lì e non ti muovere!

Viola: (si siede per terra nell’angolo indicato)

Francesca: (trascina Matilde sul lato sx della scena )

Gloria: (si mette in mezzo alle due rimanendo leggermente più in dietro)

Francesca:Siamo tornate alla normalità, ha preso le sberle senza reagire.

Matilde: Però ha qualcosa di diverso, se ricordo bene, dopo averla lasciata qui, al nostro ritorno ci disse che c’era un uomo, noi ovviamente non le abbiamo creduto, ma se fosse vero?

Francesca: Sì è inventata tutto, come sarebbe entrato? Continuiamo così, deve avere fiducia in noi. Viola cara cosa ci fai ancora lì per terra? (si avvia verso Viola)

Gloria (che era rimasta in mezzo alle due, con Francesca alla sua dx, quando Francesca si avvia le fa lo sgambetto)

Francesca: (cade, si rialza e si rivolge a Matilde) Ma cosa fai?

Matilde: Io niente, ti sarai inciampata.

Francesca: (si avvicina a Viola)

Matilde: (la segue)

 

Gloria: (le segue rimanendo tra le due)

Francesca: (a Viola aiutandola ad alzarsi) Cara ora vieni dalle tue cuginette che ti vogliono tanto bene.

Viola: ( aiutata da Francesca si alza)

Gloria: (spinge Francesca)

Francesca: (cade nelle braccia di Viola, si libera e si rivolge a Matilde ) Perché mi hai spinto?

Matilde: Non ti ho spinto.

Francesca: E ci sarei volata da sola nelle sue braccia?

Matilde: Ma cosa ne so io, piuttosto, sbrighiamoci se vogliamo passare dal cimitero.

Viola: Andate a trovare la mamma? Posso venire anche io?

Francesca: Andiamo a trovare la zia, pace all’anima sua.

Matilde: (sguardo al cielo)  Speriamo che la sua anima sia volata in alto.

Francesca: (anche lei sguardo al cielo) E che ci resti…. Li hai presi i crisantemi?

Matilde: L’ho scordato, quando usciamo li compriamo.

Francesca: Lascia perdere, la zia spilorcia com’era avrebbe detto che i fiori per i morti sono sprecati.

Matilde: E anche per i vivi, hai mai visto la zia fare un regalo a qualcuno?

Francesca: Mai! (indica Viola)  Solo a questa, quando era piccina gli regalava delle caramelle che se non erano scadute poco ci mancava. (a Viola) Ti diceva sempre, per adesso prendi queste, che un giorno tutto quello che mi rimarrà sarà tuo.

Matilde: A te le caramelle e a noi niente, che spilorcia.

Francesca: Neanche i manifesti da morta si è fatta fare, se ci avesse lasciato i soldi glieli avremmo fatti fare noi.

Matilde: Aveva paura che ce li saremo tenuti.

Gloria: E aveva ragione.

Francesca: (a Viola) Cos’hai detto?

Viola: Niente.

Francesca: Mi era sembrato di sì…. Se non vedevamo il loculo con la sua fotografia e il nome non avremo neanche saputo che era morta.

Matilde: E non avremo potuto pregare davanti alla sua tomba.

Gloria: Ma non avevate detto che le sue ultime parole sono state…

Francesca: …ce lo disse il notaio. 

Matilde: Dobbiamo muoverci se vogliamo pregare anche davanti alle tombe dei fidanzati della vipera, sono tutti e sette in fila….

Francesca: Ora andiamo, (a Viola) e ricordati di non uscire. E soprattutto stai lontana dagli uomini se non vuoi che le tombe diventino otto.

Francesca e Matilde: (escono dal fondo)

Viola: Che care, vanno a pregare.

Gloria: Quelle due? Non sanno neanche come inizia il padre nostro, altro che pregare. Hanno detto che pregano davanti alle tombe dei tuoi fidanzati? Sette giusto? E come sono morti?

Viola: Avvelenati.

Gloria: E chi li ha avvelenati?

Viola: Io.

Gloria: E come?

Viola: Con un bacio.

Gloria: Sette fidanzati in quanto tempo?

Viola: In un mese.

Gloria: Sono un angelo e non posso dire le parolacce, altrimenti avrei detto che sei una…. (guarda in alto) chiedo scusa se l’ho pensato, tu credi a queste stupidaggini?

Viola: Te l’ho detto, ho ereditato la maledizione della zia.

Gloria: Spiega.

Viola: La zia divorava i suoi mariti la prima notte di nozze.

Gloria: Aveva fame.

Viola: (gli fa vedere il ritratto dove è raffigurata la mantide religiosa)  Eccola qua la zia .

Gloria: Quello è un insetto.

Viola: Loro mi hanno detto che è la zia, tu me le vuoi mettere contro a tutti i costi, non ti voglio più vedere. (via a dx)

Gloria: Uccidere con un bacio… la devo convincere che non è vero niente, le farò baciare un uomo. Ma dove lo trovo un uomo?

SCENA 2

Gloria – Luigi – Giulio – Viola

Luigi: (entra da sx col berretto di giornale in testa, portando un secchio da muratore e si dirige a dx passando davanti a Gloria)

Gloria: (quando Luigi le passa davanti le prende il berretto,  se lo mette in testa e inizia a girare per la scena)

Luigi: (arrivato sulla soglia di dx si ferma e guarda dentro il secchio) accidenti! Il pennello? (si gira per tornare in dietro e osserva il berretto che gira per la stanza “visto che non vede Gloria” si tocca in testa e si accorge d’essere senza berretto) E pensare che questa mattina non ho ancora bevuto (scappa e esce a sx).

Gloria: (si toglie il berretto, lo posa sul tavolo e esce a dx)

Luigi: ( entra da sx trascinando Giulio) Venga e mi dica se sono matto, in questa stanza c’è il mio berretto che vola.

Giulio: ( che si è cambiato il vestito entra dietro a Luigi si guarda in torno) Non vedo nessun berretto che vola.

Luigi: Eppure io l’ho visto.

Giulio: (vede il berretto sul tavolo) Ha ragione, guardi. Dopo tutto quello svolazzare si è stancato e adesso riposa sul tavolo.

Luigi: (lo vede, lo prende e lo lancia in aria) Vola! (il berretto cade per terra, lo raccoglie e lo rilancia in aria, ricade per terra e lo raccoglie)

Giulio: Non vede che è senza ali, come fa a volare? Un berretto che vola, ne racconti un’altra.

Luigi: E lei allora che ha visto l’angelo?

Giulio: Vorrà dire che tutti e due abbiamo avuto un momento un po’ così. (esce a sx)

Luigi: (da le spalle a dx)  Il momento un po’ così lo avrà avuto lui (osserva il berretto) Adesso tu voli o ti brucio (lo lancia in aria e questo cade,lo rilancia e ricade, continua e non vede)

Gloria e Viola: ( che entrano da dx) 

Gloria: Eccolo

Viola: E cosa ci fa qui?

Gloria: E che te ne importa, quello che conta è che fa al caso nostro. Ora tu lo baci e vediamo se lo avveleni.

Luigi: (che ha continuato a lanciare il cappello in aria, ogni volta spostandosi sempre più a sx fino a uscire)

Viola: Sei matta, non voglio arrivare a otto come la zia, e magari mi trasformo come lei (indica il ritratto della zia)

Gloria: Tu li hai mai visti questi tuoi fidanzati morti?

Viola: No.

Gloria: Questo non ti fa pensare?

Viola: Ci sono le tombe al cimitero, lo hanno detto loro…

Gloria: Bacialo e vedremo.

Viola: Non posso, bisogna mandarlo via, se sanno che qui c’è un uomo si arrabbiano e poi…. poverino è anche scemo.

Gloria: Hai ragione, uno che cerca di fare volare un berretto non dev’essere un genio. Ma tu ora lo baci (col suo piede schiaccia il piede di viola facendola urlare dal dolore e continua fino a quando entra Giulio)

Giulio: (sente l’urlo di Viola e entra da sx)

Gloria: (spinge Viola verso Giulio)

Giulio: (afferra Viola e rimane incantato ad osservarla)

Viola: (rimane pietrificata ad osservare Giulio)

Gloria: (dietro a Viola le sussurra) Bacialo.

Viola:(avvicina le sue labbra a quelle di Giulio e quando sta per baciarlo)  Non ce la faccio. (si libera dall’abbraccio di Giulio,  scappa e esce a dx)

Giulio: (è rimasto immobile come fosse imbalsamato)

Gloria: (osserva Giulio) Ma questo non è quello del berretto. Quasi, quasi… ( gli da un bacio e esce di corsa a dx)

Luigi: (entra da sx e vedendo Giulio che sembra imbalsamato si piazza di fronte  passandogli la mano davanti agli occhi)

Gloria: (entra da dx) Mi ero dimenticata…. (da una spinta a Luigi, facendolo cadere tra le braccia di Giulio)  

Giulio: (si riprende e abbraccia Luigi) L’angelo! Sì, baciami…. (fa l’atto per baciarlo si accorge di Luigi e si stacca) E lei cosa ci fa qui?

Luigi: Faccio l’angelo, ma non la bacio.

Giulio: E la donna? C’era una donna e stava per baciarmi.

Luigi: Questa mi sembra più grossa di un berretto che vola. Una donna stava per baciarla? Ma vada a lavare le teste degli asini che è meglio (esce a sx)

Giulio: Calma! Questa volta è vero (esce a sx)

SCENA 3

Bruno – Giulio – Luigi – Gloria  

Bruno: (entra dal fondo vestito di azzurro) Nonostante oggi sia il mio giorno di riposo devo venire a riscuotere, il mio socio dice che io ho consegnato e io devo riscuotere. Ma quello non mi vuole pagare. Adesso mi piazzo qui e non mi muovo finché non vengo pagato. (si siede alla dx del tavolo)

Giulio: ( entra da sx  non si accorge di Bruno)  Non mi do per vinto. Io l’ho vista e adesso la vado a cercare (si dirige a dx)

Luigi: (entrato da sx dietro a Giulio) Andiamo a cercarla.

Giulio: Ci vado da solo, non vorrei che vedendola si spaventasse.

Luigi: Spaventarsi vedendo me? Ma lei si è mai visto allo specchio, che crede! di essere bello?

Giulio: Non sarò bello, ma  piaccio.

Luigi: A chi?

Giulio: All’angelo…. (chiude gli occhi) darei qualunque cifra pur di trovarmelo qui, vestito  di azzurro, appena riapro gli occhi.

Bruno: (si era alzato e  piazzato di fronte a Giulio)

Luigi: Oddio, l’angelo!

Giulio: È qui?

Luigi: Sì, vestito di azzurro come diceva lei.

Giulio: Ringrazio il cielo per la dolce visione (apre gli occhi e a braccia aperte sta per abbracciare Bruno, ma fa un salto indietro) E questo chi è?

Luigi: L’angelo! E io che non le volevo crederle.

Giulio: E lei che ci fa vestito di Azzurro?

Bruno: Quando lavoro mi vesto di nero, quando ho i giorni di festa di azzurro, adesso mi dia ciò che mi è dovuto.

Giulio: Ma quale dovuto?

Bruno: Lei ha detto: “Darei qualunque cifra pur di trovarmelo qui vestito di azzurro”. A me basta prendere quanto mi viene per la consegna.

Luigi: Giusto, lei l’ha promesso e ora deve pagare.

Giulio: Io non ho promesso un bel niente e poi non so neanche di che consegna parla.

Bruno: (lo prende per il colletto della camicia) Non faccia il furbo con me.

Giulio: io non…. (rimane incantato alla vista di)

Gloria: (entra da dx e esce a sx)

Giulio: L’avete vista?

Luigi e Bruno: (non capiscono)

Giulio: Lei! L’angelo!

Luigi e Bruno: (si guardano perplessi)

Gloria: (entra da sx )

Giulio: (la indica) Eccola!

Gloria: (esce a dx)

Giulio: (la segue)

Bruno: (lo afferra) Dove va?

Giulio: Seguo l’angelo.

Bruno: Quale angelo?

Giulio: Sul serio non l’avete visto?

Luigi: No, volava troppo in alto, ma pensa te cosa si inventa per non pagare.

Bruno: Adesso per farle capire che non scherzo le do un anticipo (gli molla un pugno in un occhio)

Luigi: Gliel’ha scoppiato.

Giulio: (dal dolore si mette una mano davanti all’occhio)

Bruno: E ringrazi che non le ho scoppiato qualcos’altro, ci rivedremo presto. (esce dal fondo)

Luigi: chissà con quel qualcos’altro a cosa si riferiva. Ma anche lei però, farsi fare le

consegne e non pagarle.

Giulio: Non inizi anche lei con queste consegne e mi dica piuttosto se ha visto l’angelo.

Luigi: Venga a mettersi un po’ di ghiaccio sull’occhio. (esce a sx)

Giulio: (esce a sx)

SCENA 4

Viola – Gloria

Viola: (entra da dx seguita da Gloria) Non devi andare in giro, potrebbe essere pericoloso.

Gloria: Ma va, tanto non mi vede nessuno.

Viola: Appena arrivano Francesca e Matilde devo fargli sapere che qui ci sono degli uomini.

Gloria: Non devi dirgli proprio niente, anzi te ne devi andare e non farti più trovare.

Viola: E con che cosa vivo? Non ho niente.

Gloria: Hai i soldi che ti ha lasciato la mamma.

Viola: I soldi della mamma se li sono presi loro, mi fanno da tutrici così io non devo badare a niente perché pensano loro a tutto. Sono stata fortunata ad avere loro che mi vogliono così bene.

Gloria: Ti vogliono bene? Dimmi, quante volte sei uscita per farti una passeggiata?

Viola: Nemmeno una.

Gloria: Quante volte sei andata al cinema?

Viola: Mai… Ma posso vedere la televisione.

Gloria: Quante volte sei stata in mezzo alla gente? Al ristorante ad esempio.

Viola: Che cos’è?

Gloria: Non sai cos’è un ristorante? È un locale dove la gente va a mangiare… e magari dopo il ristorante va a ballare.

Viola: Come mi piacerebbe ballare, danzare abbracciata a un uomo e poterlo amare soprattutto.

Gloria: Non hai mai fatto l’amore?

Viola: No, mai.

Gloria: Sette fidanzati e non….

Viola: Gli ho visti tutti e sette solo per un giorno.

Gloria: E dove li hai conosciuti?

Viola: In casa…. Me li presentavano le cugine, stavamo un po’ da soli, mi davano un bacio, andavano via e poi la triste notizia della loro morte. (piange) Perché tutto questo è toccato a me? Non ho avuto l’opportunità di darti il mio amore e di ricevere il tuo, non ho potuto ricevere tutto l’amore della mamma perché anche lei è salita in cielo troppo presto, il papà non l’ho neanche conosciuto e le zie… (indica il ritratto della mantide) questa mi veniva a trovare quando ero bambina e poi non l’ho più vista, la mamma di Francesca e Matilde pensava solo a bere, non dava amore neanche a loro due figuriamoci a me. Da ragazzina sognavo di incontrare il principe azzurro e ancora adesso sogno di incontrare il mio principe, sogno di fare l’amore, sogno un giorno di avere dei figli a cui poter trasmettere tutto l’amore che ho, ma so che tutto questo rimarrà solo un sogno…. Gloria! ho deciso! vengo con te.

Gloria: Ma dove?

Viola: In cielo! Ho deciso, voglio stare con te in cielo. Sì, lassù dove finalmente mi potrò liberare della maledizione. Non solo di quella della zia ma anche della mia, perché io sono maledetta fin dalla nascita. Gloria! Aiutami.

Gloria: Tu sei scema, oh scusami non volevo. Si lassù si sta bene ma è meglio andarci il più tardi possibile. Io devo aiutarti a trovare il paradiso terreno, la felicità che non hai mai avuto. E per prima cosa bisogna che baci un uomo.

Viola: Non posso, non sopravvivrei sapendo di aver spezzato un’altra vita.

Gloria: Dobbiamo scoprire se hai realmente la maledizione o se questi sono tutti imbrogli di quelle due

Viola: E se fosse tutto vero?

Gloria: Sarebbe un bel casin…. (guarda in alto) scusa.  Viola bisogna che ti innamori.

Viola: Ma sono stata innamorata già sette volte.

Gloria: Quando eri con questi tuoi…. Diciamo fidanzati, cosa provavi?  Cosa sentivi dentro.

Viola: Niente.

Gloria: Allora non eri innamorata, eri lì con loro solo perché te li mettevano davanti…. (sospira) quando si è innamorati ci si sente leggeri, poi lo stomaco si stringe, il cuore batte a mille e le parole fanno fatica ad uscire dalla bocca perché vengono direttamente dal cuore e non hai occhi solo che per lui.

Viola: Tutte quelle cose lì? Io non le ho mai….  Un momento! Quando stavo per baciare quello sentivo…. No, però non lo bacio.

Gloria: Non c’è  amore senza bacio, non c’è bacio senza amore.

SCENA 5

Viola – Gloria – Giulio – Luigi – Bruno  

Giulio: (da fuori) Sono convinto di averla vista, la devo trovare.

Luigi: (da fuori) Non posso venire a tirarla fuori dai guai, ho anche da lavorare io.

Giulio: (da fuori)  Bravo, lavori e non si preoccupi per me, che so badare a me stesso.

Viola: Andiamo via prima che ci veda.

Gloria: Ma se ti vede è meglio, così vi innamorate e vi baciate.

Viola: Ho paura, vieni.  (via a dx)

Gloria: Torna qui! (le va dietro e esce a dx)

Giulio: (entra da sx) Eppure io dico che l’ho vista.

Gloria: (entra da dx e attraversa la scena)

Giulio: (la vede e quando le passa vicino gli si piazza davanti e si trovano l’uno di fronte all’altra) Adesso fermati.

Gloria: (sorpresa che Giulio l’abbia vista si gira per constatare che non ci fosse qualcuno dietro di lei) Mi vede?

Giulio: Certo che ti vedo ( le mette le mani sulle spalle)

Gloria: E mi tocca?

Giulio: (istintivamente le toglie le mani dalle spalle) Oh, mi scusi.

Gloria: E mi sente….

Giulio: Certo che ti sento e ti vedo. E che dolce visione. Dimmi il tuo nome, voglio saperlo.

Gloria: (con un filo di voce) Glo…. Gloria

Giulio: Gloria! Cosi l’angelo ha anche un nome.

Gloria: Sa anche che sono un angelo.

Giulio: Non puoi che esserlo con questa luce che illumina i tuoi occhi. Rimani qui e non ti muovere. (va verso l’uscita di sx)

Gloria: (scappa e esce a dx)

Giulio: ( arrivato sulla soglia, chiama) Lei…. Imbianchino.

Luigi: L’imbianchino ha un nome.

Giulio: E se non me l’ha mai detto, io come faccio a saperlo.

Luigi: Giusto! Luiiigi.

Giulio: Giuuulio…. Giulio. Venga a vedere l’angelo, la dolce fanciulla e vediamo chi ha le allucinazioni.

Bruno: (entra dal fondo e si mette dove c’era Gloria)

Luigi: (entra da sx) E vediamo dov’è quest’angelo.

Giulio: (indica in direzione dove c’era Gloria) Eccolo!  ( rimane di stucco nel vedere Bruno)

Luigi: (guarda in direzione di Bruno e poi osserva Giulio) Già non ci vedeva con tutti e due gli occhi, figuriamoci adesso che ne ha uno solo, sì che è vestito di azzurro ma scambiarlo di nuovo per un angelo e per giunta per una donna.

Giulio: (coprendosi l’occhio) E lei cosa ci fa qui?

Bruno: L’angelo, sarò il suo angelo custode finche non sarò risarcito.

Giulio: Facciamola finita, anche se non ho ricevuto nessuna consegna la risarcisco comunque, così me la levo dai piedi, quant’è?

Bruno: (gli porge un biglietto)

Giulio: (lo prende, lo guarda ) eeeehh….? Ma lei è scemo! (gli ridà il biglietto) Io non ce li ho tutti quei soldi!

Bruno: E allora non si fanno certi ordini se poi non si può pagare.

Giulio: Le ripeto che io non ho ordinato niente, l’unica che potrebbe aver ordinato qualcosa è la signora.

Bruno: E dov’è questa signora?

Giulio: Non lo so, è un po’ di tempo che non la vedo e ad esser sinceri non mi dispiace, perché non era neanche simpatica.

Luigi: Non era?

Giulio: Non è.

Luigi: Lei ha detto non era, ciò vuol dire che non lo è più e perciò lei….

Giulio: …io mi sono stufato di voi due. Me ne vado. (via a sx)

Bruno: Venga qui!!

Luigi: È lui per forza! Tutte le volte che sto per accusarlo scappa.

Bruno: Ma non andrà tanto distante con le gambe spezzate.

Luigi: Per prendersela così tanto gli dovrà una cifra non indifferente, ma cosa ha ordinato?

Bruno: (gli da un foglio)

Luigi: eheheheh. È lui!!! Facciamo sparire le donne.

Bruno: Dove sono le donne?

Luigi:  Le vede solo lui, anzi vede gli angeli delle fanciulle che lui ha…. Sa per i rimorsi…. Io avviso i carabinieri.

Bruno: Prima recupero i soldi, poi faccia cosa vuole.

Luigi: Va bene, ma dobbiamo tenerlo d’occhio, soprattutto se si cambia il vestito. E adesso andiamo. (esce a sx)

Bruno: (esce a sx dietro a Luigi)

SCENA 6

Viola – Gloria – Giulio – Luigi – Bruno

Viola e Gloria: (entrano da dx)

Viola: Ti ha visto?

Gloria: È il primo che mi vede oltre te e quando mi ha messo le mani sulle spalle sentivo….

Viola: Anche tu?

Gloria: Sì, anch’io Viola. Ma come è possibile?

Viola: Non lo so, dovrei chiederlo io a te, l’angelo sei tu.

Gloria: Gli angeli non si innamorano vero?

Viola: Perché tu…

Gloria: Sentivo dei brividi lungo la schiena.

Viola: Povera Gloria, cosa non fai per la tua sorellina. Ti sei voluta immedesimare in me per renderti conto di quello che ho provato io quando stavo per baciarlo. Ti voglio fare contenta e speriamo che tu abbia ragione, lo bacio!

Gloria: (gelosa) No!

Viola: Perché ora non vuoi?

Gloria: Perché se mi sbagliassi non me lo perdonerei mai di averti fatto uccidere un uomo. Bacia l’altro!  

Viola: E se ho la maledizione per l’altro non funziona?

Gloria: Sì ma l’altro non…. Ma cosa dico! Per essere sicuri non baciare nessuno, per il momento.

Viola: Ti sei resa conto che le cuginette hanno ragione?

Gloria: Il mio giudizio verso di loro non cambia. Prima di darti altri consigli, serve la prova del nove, fai un urlo e scappa.

Viola: Faccio un urlo e… scappo?

Gloria: Sì, urla e scappa!

Viola: (fa un urlo e scappa a dx)

Giulio: (entra di corsa da sx, e rimane sorpreso di vedere Gloria e le mette le mani sulle spalle)

 Sei tornata!

Gloria: Non è possibile….

Giulio: Cosa?

Gloria: Che tu….

Giulio: Che io?

Luigi e Bruno: (entrano da sx)

Luigi: ( si butta ad afferrare Giulio) Stia fermo, non la tocchi.

Giulio: Non la tocco, ma gliela voglio far vedere. Eccola lì! (indica Gloria)

Luigi: Non faccia il furbo, dove l’ha messa?

Giulio: (indica Gloria) Ma le dico che è lì!

Luigi: (lo scrolla) Dove l’ha messa?

Giulio: (indica Gloria) Gliel’ho appena detto!

Luigi: Lì dove?

Bruno: Non l’avrà mica messa…

Luigi: È vero, dove sono?

Bruno: Di sotto, andiamo.

Bruno e Luigi: (escono di corsa dal fondo andando a sx)

Giulio: (gli va dietro) Ma dove andate è qui!

Gloria: (scappa e esce a dx)

Giulio: (si gira e non vede più Gloria) No, un’altra volta no non è possibile. Devo andare da uno strizza cervelli. È vero! ho le allucinazioni, vado a farmi una doccia fredda (si avvia a sx)

Viola: (entra da dx) Signore?

Giulio: (si gira ) Eh no! (fa qualche passo verso di lei) È apparsa di nuovo, ma stavolta non ci casco. Tu non ci sei! ( si gira e si avvia a sx)

Viola: Signore! si fermi per favore.

Giulio: Mi fermo, parliamo, mi giro (si gira) e quando mi rigiro lei non c’è più.

Viola: Ha visto che ci sono?

Giulio: C’è ancora! (la tocca) Sei vera! E dove eri finita?

Viola: Dove? (ha un paio di occhiali in mano e se li mette) ha prendere gli occhiali. volevo che mi vedesse con gli occhiali

Giulio: Dammi del tu. Hai un viso d’angelo anche con gli occhiali.

Viola: Grazie… (si toglie gli occhiali)

Giulio: Stai a sentire, lo so che ci siamo appena conosciuti, ma siccome sto andando al ristorante…

Viola: Al ristorante? Non ci sono mai sta…. È tanto tempo che non vado al ristorante.

Giulio: Lo prendo per un sì.

Viola: Accetterei volentieri ma….

Giulio: Ma?

Viola: Si paga?

Giulio: Certo che si paga, paghi quello che mangi.

Viola: E se una non mangia può venire lo stesso e non pagare?

Giulio: Ma che ci si va a fare se non…. Ma tu dici questo perché…

Viola: (abbassa la testa perché si vergogna) Non ho i soldi per pagare.

Giulio: Secondo te, io ti inviterei al ristorante e poi permetto che paghi?

Viola: E dopo il ristorante si può andare a ballare?

Giulio: Mi hai letto nel pensiero, volevo chiedertelo io.

Viola: (entusiasta come una bimba che per la prima volta va alle giostre) Vado a sistemarmi e arrivo (via a dx)

Giulio: Che angelo…. Da quando è mancata mia moglie è la prima volta che provo certe emozioni di fronte a una donna.

Gloria: (entra da dx)

Giulio: Sei pronta? Bene, andiamo.

Gloria: Andiamo dove?

Giulio: Al ristorante.

Gloria: Al ristorante? Ma io non posso!

Giulio: Come mai hai cambiato idea?

Gloria: Io ho cambiato idea?

Giulio: Un attimo fa eravamo d’accordo che….

Giulio da le spalle a dx

Gloria: Sì lo so…. Ma io non posso venire al ristorante.

Giulio: Mi sembrava strano, infatti, sarebbe stato troppo bello.

Viola: (entra da dx) Andiamo.

Giulio: (si gira di scatto e rimane sorpreso di vedere Viola a dx) Come hai fatto a….  (indica a sx ) un momento fa eri qui e….

Viola:  (vede Gloria e gli va vicino) Come ho fatto? È che mi stufo a stare troppo tempo nello stesso punto e mi sposto in continuazione…. (a Gloria) e tu cosa ci fai qui?

Giulio: Come? cosa ci faccio? Stavamo discutendo,  come mai hai cambiato idea?

Viola: Ma chi ha cambiato idea?

Giulio: Tu!

Viola: Io? Volevo vedere se il tuo invito era convinto oppure no. (a Giulio) C’è qualcun altro oltre a noi in questa stanza?

Giulio:(si guarda intorno) No, ci siamo solo io e te.

Viola: Mi era parso di sentire dei rumori

Giulio: Saranno quei due.

Viola: Quali due?

Giulio: Non preoccuparti…. È meglio che non ci vedano, sennò non andiamo più via. Controllo se è libero e poi andiamo. (esce dal fondo)

Viola: (a Gloria) Perché mi racconti le bugie? Non ti vede!

Gloria: Non mi ha più visto da quando sei entrata tu! Se sono da sola mi vede…

Giulio: (entra dal fondo) Via libera andiamo (si avvia)

Gloria: Vengo anch’io.

Viola: No!

Giulio: (si ferma) Come no?

Viola: Chi a detto no?

Giulio: Tu.

Viola: Io ho detto no? Ah si mi dimenticavo, arrivo subito. (prende per mano Gloria e escono a dx)

Giulio: È un po’ strana… e questo mi affascina ancora di più.

Viola: (entra da dx con la bambola (sempre vestita d’azzurro) e la mette a sedere su una sedia come se guardasse il pubblico) Adesso possiamo andare.

Giulio e Viola: (escono dal fondo)

Voce bimba: Viola non andare…. Viola non andare….

Si abbassano le luci per dare l’impressione che sia passato un po’ di tempo

SCENA 7

Giulio – Viola

Trascorsi alcuni attimi (se si vuole si può mettere un sottofondo musicale) entrano dal fondo Giulio e Viola

Giulio: (entrando) Aspetta che accendo la luce, (mima di accendere la luce dall’interruttore a fianco all’ingresso di fondo e le luci si accendono) vieni.

Viola: (entra) Grazie per avermi fatto passare una serata indimenticabile, non sapevo che fuori ci fosse tanta vita, grazie! E grazie ancora.

Giulio: A te. Era da un po’ di tempo che non mi sentivo così bene ed è tutto merito tuo.

Viola: (ha stampata sul viso la felicità) No! è tuo e ti ringrazio ancora. Ma… tutta la sera assieme e non so neanche come ti chiami.

Giulio: Che sbadato, mi chiamo Giulio.

Viola: Io mi chiamo…

Giulio: …Gloria.

Viola: (rimane di stucco) Gloria? E come fai a saperlo?

Giulio: Me l’hai detto tu.

Viola: (il suo viso si spegne della sua luminosità, si avvicina alla bambola e la osserva con gelosia) Già, che sbadata, non mi ricordavo (prende la bambola sbattendola sul tavolo) è ora che andiamo a dormire, si è fatto tardi. (si avvia a dx)

Giulio: (la chiama) Gloria!

Viola: (si gira) Sì?

Giulio: (la prende per un braccio e la porta al centro della scena) E te ne vai cosi?

Viola: (inizia a battergli il cuore, parla con voce affannata) Sì, lasciami andare.

Giulio: Gloria io… (avvicina la sua bocca a quella di lei)

Viola: ( lo respinge) No.

Giulio: Perché?

Viola: (piange) Perché…. non farlo ti prego.

Giulio: Non resisto…. se non ti bacio muoio.

Viola: Appunto, non farlo!

Giulio: (la riprende al centro della scena ) Te lo ripeto, se non ti bacio muoio…. (lentamente inizia ad abbracciarla)

Viola: (il suo respiro si fa sempre più affannoso e lascia cadere la bambola)

Voce Bimba: Viola non baciarlo…. Viola non baciarlo

Mentre si baciano si chiude il sipario

FINE SECONDO ATTO

VIPERA – TERZO ATTO

SCENA 1

Viola – Gloria – Francesca  – Matilde

Sulla parete sul fondo a fianco al ritratto della mantide c’è una cornice girata

Viola: ( sempre vestita d’azzurro, all’apertura del sipario si trova al centro della scena, ha la felicità dipinta sul volto e fa dei piccoli passi di danza) Sono felice, sono felice!! Mi ama!

Gloria: (sempre vestita d’azzurro entra da dx) Ama Gloria.

Viola: Ma Gloria è un angelo e gli angeli non si innamorano.

Gloria: Gli altri può darsi, ma io invece…

Viola: Tu…?

Gloria: Mi sono innamorata. Sì! Io, la tua sorellina, ama lo stesso uomo che ami tu.

Viola: (diventa tristissima) Perché mi fai questo?

Gloria: Tu mi hai lasciato sola quando avevo bisogno di te e nonostante io ti supplicassi di rimanere con me, per il freddo, tu niente, te ne sei andata via.

Viola: Ero andata a cercare la mamma.

Gloria: Sì, ma quando sei tornata io ero già…

Viola: (piange) …tu eri…

Gloria: E tu adesso vuoi godere nonostante…

Viola: …tu non sei venuta qui per proteggermi ma per vendicarti. Io ho fatto l’amore con lui e lui mi ama.

Gloria: Lui ama Gloria! Com’è che ti chiama? Ti chiama Gloria. Quando dice che ti ama dice, ti amo Gloria. Viola non sa neanche che esiste. Lui ha fatto l’amore con Gloria.

Viola: Non è vero. Lui ha fatto l’amore con Viola.

Francesca: (sbuca da sx) Cosa hai fatto?

Matilde: (sbuca dal fondo) Brava!

Francesca: Nonostante noi ti avessimo messo in guardia.

Matilde: Nonostante ti avessimo consigliato…

Francesca: …tu hai voluto fare di testa tua.

Viola: Sì ho fatto di testa mia e d’ora in poi è quello che continuerò a fare. Non ho più bisogno dei vostri consigli. (a Gloria che era rimasta in scena) E nemmeno dei tuoi, sparisci!! (la spinge fino a farla uscire a dx)   

Gloria: (esce a dx)

Francesca e Matilde: (la osservano stupite, scambiandosi occhiate)

Viola: (va verso di loro arrabbiata)  Non mi fate più paura. Io non sono maledetta, ho fatto l’amore e l’ho baciato non una, ma mille volte ed è ancora vivo e vegeto. Adesso vado da lui, perché lo voglio baciare ancora, alla facciaccia vostra. ( gli fa una linguaccia e esce di corsa a sx)

Francesca e Matilde: (si guardano  scambiandosi un sorriso maligno)

Viola: (da fuori emette un urlo con quanta voce ha)

Francesca e Matilde: (non si scompongono e continuano a scambiarsi delle occhiate)

Viola: (entra da sx disperata dandosi degli schiaffi) No, no…. Perché? Voglio morire!  (abbraccia Francesca) Perché non vi ho dato retta, perché? (si stacca da Francesca e abbraccia Matilde) Perdonatemi.

Francesca: (l’accarezza) Stai tranquilla, noi non ti abbandoneremo, ti capiamo.

Matilde: C’è una cornice girata vicino al ritratto della zia.

Viola: È la mia, come mai è li?

Matilde: Non lo so (la gira e c’è raffigurata una vipera)

Viola: (alla vista della vipera urla) noooo….. ( scappa e esce a dx)

Francesca e Matilde: (si guardano e escono a dx)

SCENA 2

Luigi – Bruno

Luigi e Bruno: (entrano di corsa dal fondo provenendo da sx) (Luigi ha sempre il berretto in testa e bruno è vestito di nero)

Bruno: Ha sentito che urlo?

Luigi: Glielo avevo detto che dovevamo tenerlo d’occhio invece di aspettare di sotto.

Bruno: Ma è sicuro che sia lui?

Luigi: Ho letto l’articolo sul giornale, quello sul maniaco del parco vittoria, qui siamo vicini al parco. Appena sono arrivato qui l’ho sorpreso con una borsa piena di mutandine e reggiseni da donna.

Bruno: Perché esistono anche da uomo?

Luigi: Cosa?

Bruno: I reggiseni.

Luigi: Non faccia lo spiritoso, lo sa che mentre noi stiamo qui a parlare, starà stuprando quella povera donna che ha urlato?

Bruno: E che ci facciamo qui? Dobbiamo intervenire, vada a vedere.

Luigi: Se dobbiamo intervenire dobbiamo andare a vedere.

Bruno: Vada lei che io aspetto qui, caso mai scappasse gli sbarro la strada.

Luigi: E pensare che io dovevo solo imbiancare lo stabile. (esce a sx)

Bruno: (si mette sulla soglia a sx e guarda fuori)

SCENA 3

Bruno – Jolanda – Luigi

Jolanda: (una donna di mezza età,  molto in gamba, vestita giovanile con un paio di occhiali scuri e una borsetta in mano. Entra dal fondo e rimane sorpresa di vedere Bruno) E lei! cosa ci fa qui?

Bruno: (si gira e vede Jolanda) Si nasconda, non stia li. È  pericoloso.

Jolanda: Scusi?

Bruno: C’è un maniaco stupratore.

Jolanda: In casa mia?

Bruno: (sorpreso) Questa è casa sua?

Jolanda: Certo.

Bruno: Bene, deve sapere che….

Luigi: (entra di corsa e fa fatica a parlare) …è, è, è….

Bruno: È morta?

Luigi: No.

Bruno: Meno male.

Luigi: È morto.

Jolanda: Chi?

Luigi: (a Bruno) Lui.

Jolanda: Lui chi?

Luigi: Il maniaco.

Jolanda: C’è un maniaco qui?

Luigi: Sì, pensi che poco fa abbiamo sentito degli urli di donna che provenivano proprio da questa stanza.

Jolanda: Di donna? (tra se) Se ha portato delle donne qui dentro, mi deve pagare la penale. ( si toglie gli occhiali a Luigi e Bruno) Siete sicuri di ciò che avete detto?

Luigi: Sicurissimi.

Jolanda: E le avete viste?

Luigi: No, ma siamo sicuri che….

Jolanda: …ditemi cosa ci fate qui.

Luigi: Io imbianco.

Bruno: Io consegno.

Jolanda: E siete ancora qui?

Luigi: Io devo ancora finire perché l’ho dovuto tenere d’occhio.

Jolanda: (a Luigi) Avrebbe dovuto finire due giorni fa.

Luigi: Ci sono stati dei contrattempi.

Jolanda: (a Bruno) E lei?

Bruno: Io ho fatto una consegna e aspetto di essere pagato.

Jolanda: Prima devo controllare la merce, non vorrei che poi qualcuno si venisse a lamentare.

Bruno: Le assicuro che non è mai venuto nessuno a lamentarsi.

Jolanda: C’è sempre una prima volta. (a Luigi) Ancora qui? Si sbrighi che non voglio gente estranea per casa, avevo richiesto esplicitamente di finire tutto prima del mio ritorno.

Luigi: Se  non ho finito c’è un perché. Ho smascherato un abusivo maniaco stupratore qui in casa sua.

Jolanda: Ah già, e dov’è?

Luigi: Di là, morto. Terza stanza a destra.

Jolanda: È la stanza del signor Giulio.

Luigi: Lo conosce?

Jolanda: Certo che lo conosco, ma guarda che scalogna, è morto l’unico che mi doveva dei soldi. (a Bruno) Ma non poteva morire lei?

Bruno: (fa le corna e si tocca) E perché io?

Jolanda: Perché a lei glieli devo, andiamo a fare visita al defunto. (esce a sx seguita da)

Luigi e Bruno: (escono a sx)

SCENA 4

Francesca – Matilde – Jolanda

Francesca e Matilde: (entrano da dx)

Francesca: Ma dov’è? Dobbiamo assolutamente trovarla, se scappa per noi è la fine.

Matilde: Forse abbiamo esagerato!

Francesca: Ma no, tanto un po’ matta lo è già di suo, parla con la bambola. A volte parla addirittura da sola. Se dovesse raccontare qualcosa su di noi non le crederebbe nessuno, perciò più racconta e più la situazione va a nostro vantaggio. (si avvicina ai ritratti e li indica) La zia che si è trasformata in una mantide religiosa e lei che si è trasformata in una vipera, non c’è psichiatra che non ne confermerebbe l’infermità.

Matilde: Non vorrei che facesse qualche pazzia, ora che ha visto con i suoi occhi che quello è morto.

Francesca: Troviamola! Dobbiamo continuare a ribadirle che ci siamo noi a proteggerla, è di noi che si deve fidare.

Matilde: A volte mi chiedo se quello che stiamo facendo è giusto, dopotutto è cresciuta insieme a noi e in un certo senso è come se fosse nostra sorella.

Francesca: (si avvicina a Matilde con fare minaccioso e le punta un dito sul naso) Eh no bella! Adesso non ti puoi ritirare, oramai siamo in ballo e dobbiamo ballare, che ti piaccia o no. I soldi di sua mamma stanno per finire e ci servono i soldi della zia, perché l’unica cosa certa è che zia Jolanda è morta.

Jolanda: (entra da sx) Buongiorno.

Francesca: Zia…

Matilde: …Jolanda.

Francesca: Viva!

Jolanda: (si tocca) Sembra.  (si avvicina alle due)

Francesca e Matilde:  (scappano a dx)

Jolanda: Ferme!

Francesca e Matilde: (si fermano, si girano verso la zia e tremano)

Jolanda: Ma come? Dopo tutto questo tempo che non ci si vede non venite ad abbracciare la zia?

Francesca e Matilde: (accennano a un timido abbraccio)

Francesca: Ti troviamo bene.

Matilde: In carne.

Jolanda: Non mi posso lamentare. (si guarda intorno) E Viola? Non è con voi?

Francesca e Matilde (contemporaneamente e rispettivamente): No. Sì.

Jolanda: Sì o no?

Francesca: Sì e no. Devi sapere che è scappata ed è venuta qui perché ha trovato la porta aperta.

Jolanda: Aperta? L’avranno lasciata quei due.

 

 Francesca: Ecco spiegato quel sì e no! Sì perché è qui e no perché non ce l’abbiamo portata noi.

Jolanda: (a Francesca) La mia cara nipotina, sempre la risposta pronta. E ditemi, come mai tutto quello stupore nel vedermi?

Matilde: È che credevamo che tu…

Jolanda: …che io?

Francesca: beh che fossi….

Matilde: …morta.

Jolanda: (fa le corna) E perché?

Francesca: Il cimitero zia. Abbiamo visto la tua lapide con tanto di fotografia.

Jolanda: E avete creduto che io… (ride)  Ecco perché chiunque incontravo per strada, invece di rispondere al mio saluto, scappava facendo gesti vari. Care nipotine rassicuratevi, zia Jolanda è viva e vegeta e non ha nessuna intenzione di andare all’aldilà.

Francesca: (con un po’ di amaro in bocca)  Siamo felicissime zia.

Matilde: E perché il loculo allora?

Jolanda: Mi è capitata l’occasione di comprare l’unico dove non batte il sole, come sapete lo patisco e la fotografia perché cosi, sono sicura che quando sarà il momento, ossia il più tardi possibile, non ne metterete una che non mi piace e poi non avete notato che manca la data di nascita e quella di morte?

Francesca: Conoscendoti credevamo che non volessi fare sapere la tua età.

SCENA 5

Francesca – Matilde – Jolanda – Luigi – Bruno

Luigi e Bruno: (entrano da sx Luigi ha una busta in mano)

Luigi: (a Jolanda) Niente, non l’abbiamo trovato.

Francesca: Di chi parlano?

Luigi: Del morto maniaco.

Jolanda: Dicono di aver visto un cadavere nella terza camera.

Francesca: (falsa) Oh mio Dio, Viola potrebbe essere in pericolo.

Bruno: L’urlo che abbiamo sentito prima forse era il suo.

Luigi: C’era questa busta sul comodino,  c’è scritto per la signora Jolanda (fa  per aprirla)

Jolanda: E indirizzata a me e la apre lei?

Luigi: Sì, per vedere cosa c’è.

Jolanda: (gliela prende) Me la dia. Lei la privacy proprio non sa che cosa sia (apre la busta,  ci guarda dentro e la richiude) adesso può anche morire in pace.

Matilde: Perché?

Jolanda: Ha lasciato i soldi per l’affitto…. Bene! È ora che vada a darmi una rinfrescata e voi datevi da fare (a Luigi) e lei si sbrighi che non voglio gente per casa.

Luigi: Va bene vado, ma il maniaco morto c’era (esce a sx)

Jolanda: (a Bruno) Lei mi prenda le valige che sono qui fuori (indica verso il fondo) e venga che discutiamo della faccenda.

Bruno: Non sono mica qui per fare il facchino sa?

Jolanda: Vuole riscuotere o no?

Bruno: Voglio riscuotere e andarmene (esce dal fondo)

 Jolanda: (a Francesca e Viola) Voi due cercate Viola che la voglio vedere e verificare se mi state raccontando la verità o se state architettando un altro dei vostri piani, (verso il fondo) si sbriga o no?  

Bruno: Arrivo, ma quante sono? (entra con due o tre valigie e qualche borsa, nel camminare ne cade una, la  raccoglie e l’altra cade e a fatica segue Jolanda che esce a dx)

Matilde: E adesso cosa facciamo?

Francesca: Non saprei. E quei due da quant’è che sono qui? Avranno visto Viola? E di che maniaco parlano?

Matilde: Noi l’abbiamo lasciata qui credendo che fosse sola e invece…. come facciamo con la zia viva?

Francesca: Questo cambia tutti i nostri piani.

Matilde: I tuoi piani, perché ricordati che li hai fatti sempre da sola.

Francesca: Ma tu hai sempre condiviso.

Matilde: Avevo altra scelta? Ma adesso non voglio più condividerli.

Francesca: Sei libera di fare ciò che vuoi, d’altronde ognuno ha la sua testa e siccome noi siamo in due abbiamo due teste.

Matilde: Sapevo che avresti capito.

Francesca: (si avvicina a Matilde e le prende una mano e gliela accarezza) Certo che capisco. Ho capito che abbiamo due teste… ma un cervello solo! (gli stringe la mano e gli gira il braccio)

Matilde: (da le spalle a sx. fa delle smorfie di dolore) haia…. Haia…. Mi fai male….

Francesca: E chi è di noi due ad avere il cervello?

Matilde: Tu, ti supplico mollami il braccio.

Francesca: (continua a tenergli il braccio girato) Non ho capito bene, chi?

Matilde: ( facendo smorfie per il forte dolore si è messa in ginocchio) Tu, ce l’hai tu, solo tu…. Hai…. Hai …. Mi fai male.

Luigi: (entra da sx) Che succede?

Francesca: (molla la mano di Matilde)

Matilde: (l’afferra con l’altra mano e le tiene come se stesse pregando)

Luigi: (vedendo Matilde in ginocchio) Signorina che fa lì in ginocchio?

Francesca: Prega! Matilde le hai finite le preghiere?

Matilde: (si alza strofinandosi la mano) Sì.

Francesca:  Che cara, pensi che ha pregato anche per lei.

Luigi: Anche per me?

Francesca: Lei prega per tutti, soprattutto per i bisognosi.

Luigi: Ma io non ho bisogno.

Francesca: Se ha a che fare con nostra zia, ha molto bisogno di qualcuno che preghi per lei.

Luigi: Signorine io vi devo mettere in guardia, qui c’è qualcosa che non mi convince, ci sono stati degli urli e l’urlatrice non si è vista. Il maniaco morto è sparito e adesso chissà dov’è. Giù c’è qualcosa che vi voglio far vedere…. venite  (esce dal fondo andando a sx)

Francesca e Matilde (lo seguono e escono dal fono andando a sx)  

SCENA  6

Jolanda – Bruno – Francesca – Matilde – Luigi

Jolanda e Bruno (entrano da dx)

Jolanda: (si è cambiata) Poteva aspettarmi in camera invece di venire davanti alla porta del bagno, io non potevo immaginare che fosse lì.

Bruno: (la osserva con un certo interesse) Signora chiedo scusa, ma trovandomela di fronte all’improvviso e tutta nuda non ho potuto fare a meno di osservarla e le dico che lei ha un corpo da fare invidia alle altre.

Jolanda: Grazie. È sicuro che non c’è venuto apposta lì d’avanti?

Bruno: (falso)  Nooo, ma si figuri.

Jolanda: Adesso non andrà mica in giro a vantarsi di avermi vista senza veli, giusto?

Bruno: Mai, glielo giuro.

Jolanda: Facciamo così: Siccome io ho una reputazione da difendere, non la pagherò subito per impedirle di parlare a sproposito di questo incidente.

Bruno: Non pensavo che vederla nuda mi sarebbe costato così tanto. Pace per la mia parte ma devo dare la metà al mio socio e non posso neanche raccontargli che….

Francesca, Matilde e Luigi: (entrano dal fondo arrivando da sx)

Francesca: Zia non ci crederai, ma giù nello scantinato ci sono….

Jolanda: …delle bare.

Francesca: Lo sai?

Jolanda: Le ho ordinate io.

Bruno: Le ho consegnate io.

Matilde: E perché?

Jolanda: Volevo scegliermela personalmente sperando di usufruirne il più tardi possibile. Siccome le vendevano scontate le ho prese anche per voi, così non potete lamentarvi che non vi regalo mai niente.

Luigi: Allora le bare non erano del maniaco.

Jolanda: Ma questo maniaco c’è o no?

Luigi: C’è, l’ho letto sul giornale, (si toglie il berretto lo apre e lo da a Jolanda) guardi.

Jolanda: (legge) Caccia al maniaco…. Il maniaco del parco vittoria…. (interrompe la lettura) ma a visto di quand’è questo giornale?

Luigi: Sarà di qualche giorno fa.

Jolanda: È di dieci anni fa. Quel maniaco è un po’ che è al fresco. Vada a finire il lavoro altrimenti non la pago.

Luigi: (via di corsa a sx) 

Jolanda: (Francesca e Matilde)  Datevi da fare a trovare Viola e  poi andatevene che sono stanca e vorrei riposarmi un po’, prima di ripartire.

Francesca: Riparti?

Jolanda: Certo che riparto. Una vita di sacrifici e adesso ci si diverte.

Bruno: Signora non potremmo definire la nostra questione prima che parta?

Jolanda: Poi la definiamo. Vada a spostare le bare, le voglio più in fondo.

Bruno: Ma io non sono mica….

Jolanda:  …vada! O vuole che….

Bruno: …vado. (via dal fondo andando a sx)

SCENA 7

Jolanda – Francesca – Matilde – Giulio – Bruno  

Jolanda: Vorrei sapere che fine ha fatto il signor Giulio, di solito quando va via chiude la porta della sua camera a chiave. Voi non ne sapete niente?

Francesca: Noi non sapevamo neanche che esistesse, vero Matilde?

Matilde: Non sappiamo nemmeno che faccia ha.

Giulio: (entra da sx e ancora un po’ addormentato e si regge in piedi a fatica)

Jolanda: Buongiorno, ma dov’era?

Giulio: Sarà un buongiorno appena mi sarà passato il mal di testa. (riconosce Jolanda) Buongiorno signora- Dov’ero? Non lo so, mi sono svegliato sotto al letto (vede Francesca e Matilde e le osserva da vicino) non è lei.

Jolanda: Lei chi?

Giulio: Devo memorizzarmi la data di ieri, perché è la mia seconda data di nascita. Parlo di una ragazza che ho incontrato in questa casa benedetta e che mi ha fatto rinascere. Voi l’avete vista?  

Jolanda: Sta parlando di Viola, la stiamo cercando anche noi.

Giulio: Non stiamo cercando la stessa persona, io cerco Gloria.

Francesca e Matilde: (al nome di Gloria si scambiano un’occhiata)

Jolanda: Come ha detto?

Giulio: Si chiama Gloria.

Jolanda: (a Francesca e Matilde) Voi non ne sapete niente?

Francesca: Zia è giunto il momento di dirti la verità, vero Matilde?

Matilde: Vero.

Francesca: Prima ti abbiamo mentito.

Jolanda: Avete raccontato una balla? Ma non è da voi…

Francesca: Lo so che ogni tanto raccontiamo qualche bugia ma adesso mi devi credere, qui Viola non c’è venuta di sua spontanea volontà, ma ce l’abbiamo portata noi.

Jolanda: Questo lo avevo intuito.

Francesca: (sembra disperata) Zia aiutaci, non sappiamo più cosa fare con lei, Vero  Matilde?

Matilde: Vero.

Francesca: Siamo venute da te per un consiglio, prima che succeda l’irreparabile. Viola è impazzita! Ha tentato di ucciderci.

Jolanda: Ma chi? Quella dolce creatura?

Francesca: Che si trasforma in un assassina. (le fa vedere i ritratti) Questi ce li ha messi lei, dice che (indica il ritratto con la mantide) questa sei tu e (indica l’altro) che questa è lei. È convinta che voi siate i giustizieri degli uomini, perché gli uomini non meritano di vivere. Ha tentato di uccidere il signore.

Giulio: Non è possibile, vi sbagliate.

Francesca:  Viola ha tentato di ucciderla, l’ha narcotizzata e meno male che siamo arrivate in tempo io e Matilde altrimenti…  (a Jolanda) Zia! prima di andare dalle autorità, volevamo un tuo parere.

Jolanda: E cosa volete che dica. Sono molto sorpresa e amareggiata, ma se le cose stanno così, non possiamo far finta di niente.  

Bruno: (entra di corsa dal fondo arrivando da sx e si rivolge a Jolanda) Signora!! Le giuro che io non c’entro niente, stavo spostando le casse come mi aveva detto lei, me ne mancava una, la prendo per spostarla, mi cade e….

Jolanda: Se l’ha rotta non la pago.

Bruno: Non ho avuto il tempo di vedere se si fosse rotta. Nel cadere si è aperta e dentro, c’è  una fanciulla vestita di azzurro.

Jolanda: È Viola?

Bruno: No signora! aveva ancora un colorito normale.

Jolanda: Non parlo del colore, ma del nome.

Bruno: Non gliel’ho chiesto, non mi sembrava il caso.

Jolanda: Lasci perdere, andiamo a vedere.

Jolanda, Francesca, Matilde e Bruno: (escono dal fondo andando a sx)

Giulio: Io non ci vengo, se è lei non voglio vederla. Stento a credere che una fanciulla cosi dolce in realtà non sia altro che… (si siede al tavolo e da le spalle all’entrata sul fondo)

SCENA 8

Giulio – Gloria – Viola

Viola: (entra dal fondo arrivando da sx e si dirige di corsa a sx e esce)

Gloria: (anche lei entra dal fondo arrivando da sx e si accorge di Giulio) Giulio….

Giulio: (si gira) Gloria! ....o Viola?

Gloria: Gloria, Giulio aiutami.

Giulio: Come faccio a essere sicuro che sei Gloria? E dentro la cassa chi c’è?

Gloria: Io!

Giulio: Tu? Sei dentro la cassa e sei qui?

Gloria: Come la cassa si è aperta sono scappata, mi ci aveva chiusa Viola. È gelosa e vuole uccidermi a tutti i costi per averti tutto per lei, mentre mi chiudeva mi ha detto: “O sarà mio o di nessun’altra”. Ho paura Giulio (si stringe a lui)

Giulio: (la stringe a se) Stai tranquilla, ti proteggerò io. Non ho nessuna intenzione di perderti. Io ti…

Gloria: …anche io ti amo, ma non potremmo mai amarci finche tra noi ci sarà Viola…. (si stacca piangendo) Giulio mi dispiace, Addio. (via dal fondo andando a sx)

Giulio: (va verso il fondo ) Gloria aspetta…. (barcolla e si tiene la testa) accidenti che male. Continuo ad avere mal di testa….

Viola: (entra da sx è molto triste, ma gli occhi gli si illuminano quando vede Giulio) Giulio sei vivo!! (gli si butta per abbracciarlo ma…)

Giulio: (la respinge) Stammi lontano, non ti avvicinare.

Viola: (è molto sorpresa dell’atteggiamento di Giulio) Perché?

Giulio: Perché prima voglio sapere chi sei.

Viola: Non ti ricordi? Sono Vio…. Gloria.

Giulio: Allora ne esistono due visto che una è appena uscita di là. ( indica il fondo)

Viola: (sempre triste) Giusto, ti devo dire la verità. Perdonami, io sono Viola, Gloria è la mia sorellina che….

Giulio: …che tu hai tentato di uccidere.

Viola: Non è vero.

Giulio: E hai tentato di uccidere anche me!

Viola: (piange) Io non volevo, perdonami, non volevo ma tu hai insistito e l’amore che ho provato per te è stato più forte. Non è colpa mia, è colpa della maledizione, io sono maledetta  (gli fa vedere il ritratto della mantide ) vedi questa è la zia e (e quello della vipera) e questa sono io…. Non è colpa mia…. (tra i singhiozzi) non è colpa mia…. Perché io non posso amare? Cosa ho fatto di male? Giulio perdonami io ti amo e non ti avrei fatto del male  per nessun motivo al mondo

Giulio: Nasconderti dietro a questi ritratti non ti servirà a niente. Cosa credi? Di ottenere l’infermità mentale? Tu devi pagare per i tuoi crimini, hai tentato di uccidermi per gelosia, ammettilo sei gelosa di Gloria.

Viola: Non è vero, io voglio bene a Gloria.

Giulio: Tanto da chiuderla viva dentro una bara.

Viola: (continuando a piangere) C’ero io dentro la bara, volevo morire dopo la notizia della tua morte. Ma la bara si è aperta e allora sono corsa nella tua stanza per morire al tuo fianco, ma tu non c’eri più.

Giulio: Stammi a sentire…. Se ti azzardi a venirmi vicino e soprattutto se ti vedo vicino a Gloria non esiterò a farti del male, così ti risparmio la fatica. Sai, forse hai ragione…. (osserva il ritratto) una certa assomiglianza c’è, ma c’è una cosa che vi distingue…. (indica la vipera del ritratto) lei morde quando si sente minacciata, tu per il gusto di farlo.

Viola: (continuando a piangere) Non è vero, io ti amo….

Giulio: (va verso il fondo e chiama) Venite, la vipera è qui, correte prima che morda.

Viola: (continuando a piangere)  Non mi puoi fare questo, non me lo merito. (scappa a dx e esce)

Giulio: È inutile che scappi, devi finire in galera, quello è il posto adatto per te.

SCENA 9

Giulio – Jolanda – Francesca – Matilde – Bruno

Jolanda, Francesca, Matilde e Bruno: (entrano dal fondo)

Jolanda: Dov’è ?

Giulio: È scappata di la (indica a dx)

Francesca: E l’ha lasciata andare via così?

Giulio: E dove volete che vada…. (a Francesca e Matilde) Avevate ragione, mi ha detto che nei ritratti ci sono raffigurate la signora Jolanda e lei, che immaginazione…. 

Jolanda: (a Bruno) Lei aveva detto che aveva visto una ragazza?

Bruno: Ad essere sinceri non ho visto una ragazza, ma una bella ragazza.

Jolanda: Ma noi non abbiamo visto nessuno.

Francesca: Perché mentre il signore veniva ad avvisarci è corsa via.

Matilde: E adesso dove sarà andata Viola.

Giulio: No, era Gloria.

Francesca e Matilde: (si guardano)

Jolanda: Gloria? E chi gliel’ha detto?

Giulio: Lei stessa.

Jolanda: Ma non era qui con Viola?

Giulio: Dopo, prima ero con Gloria.

Francesca: Ma ci vuole prendere per il cu….

Jolanda: …ore. Il signor Giulio è talmente preso dal cuore da quanto è innamorato che…. Ma ci dica, cosa le ha detto Gloria?

Giulio: Che Viola l’aveva chiusa nella bara perché era gelosa.

Jolanda: Quando è arrivata Viola, Gloria era ancora qui?

Giulio: No, era appena uscita , ma voi non l’avete vista?

Matilde: No.

Giulio: come Gloria è uscita è entrata Viola da quella parte (indica a sx) e ha confessato che voleva uccidermi, anche se continuava a ripetermi che la colpa era della maledizione e tante altre storie. Quella donna è pericolosa, non riesco a capire, come mai una sia così dolce e tenera, mentre l’altra è così crudele (si tocca la testa) Non mi sono ancora ripreso del tutto, vorrei sapere cosa mi ha dato.

Jolanda: Non è meglio che vada a farsi vedere?

Giulio: E lasciare Gloria qui da sola? Mai! Vado solo un po’ in camera mia. Appena vedete Gloria fatemi il favore di venirmi a chiamare, ho tanto bisogno di vederla (esce a sx)

Francesca: Senz’altro…. (a Matilde) vai a prendere una fotografia di Gloria.

Matilde: Perché?

Francesca: Per fargliela vedere. Se non gliela facciamo vedere in fotografia, non so come possiamo fare altrimenti.

Matilde: Ma abbiamo solo foto di quand’era bambina.

Jolanda: Finitela! Trovatemi Viola e portatemela qui.

Francesca: Viva o morta?

Jolanda: Viva e in salute, perché se le torcete un capello vi faccio pentire,di essere venute al mondo.

Francesca: Ma zia…

Jolanda: (urla) Andate!

Francesca e Matilde: (scappano a dx)

Jolanda: (a Bruno che era rimasto li in disparte)  E lei è ancora qua?

Bruno: Non so dove andare.

Jolanda: Non ce l’ha una casa?

Bruno: Certo che ce l’ho ma non posso andarmene senza aver prima…..

Jolanda: …già. Guardi aggiustiamo tutto prima che parto. Adesso vado a riposare e se lei vuole venire….

Bruno: Nel letto?

Jolanda: Perché nel letto?

Bruno: Lei andrà bene a riposare nel letto e stava dicendo se vuole venire…

Jolanda: …più tardi. Vada pure e venga più tardi (esce a dx)

Bruno: Che figura di merda! Da quando l’ho vista tutta nuda ho perso la testa…. Ma che dico, Bruno! Prima il dovere e poi il piacere, non ti fare influenzare. Visto che non so dove andare la vado ad aspettare d’avanti alla porta di camera sua (esce a dx)

SCENA 10

Gloria – Giulio – Francesca – Matilde – Jolanda

Gloria: (entra dal fondo arrivando da sx e inizia a rovesciare il tavolo, le sedie e butta per terra qualcos’altro. Si da delle sberle, si dirige a sx e urla) Giulio, aiuto…. Giulio! (e si distende per terra al centro della scena)

Giulio: (entra di corsa da sx e vedendo Gloria stesa per terra si precipita a soccorrerla) Gloria, amore mio cosa ti hanno fatto…. e chi è stato?

Gloria: Viola, Voleva uccidermi. Ho tentato di difendermi ma non ci sono riuscita e sentendoti arrivare è scappata.

Giulio: (la stringe a se) Bisogna trovarla, ma fino a quel momento tu starai sempre con me, così non potrà farti del male.

Gloria: (si stacca) No, non voglio mettere in repentaglio anche la tua vita. Addio Giulio. (le da un bacio e scappa a dx passando in mezzo a Francesca e Matilde che erano appena entrate da dx)

Giulio: Fermatela!

Francesca e Matilde: (si guardano intorno)

Francesca: Chi?

Giulio: Gloria!

Francesca: (a Matilde) Non c’è la fa più, è impazzito.

Matilde: Sicuro che qui c’era Gloria?

Jolanda: (entra da dx) Siete qui? E Viola l’avete trovata?

Matilde: Ci sono troppe camere e tutte con doppia uscita.

Jolanda: (nota il disordine) Chi ha combinato sto casino?

Giulio: Viola!

Jolanda: (a Francesca e Matilde) Mettete apposto.

Francesca e Matilde: (eseguono)

SCENA 11

Jolanda – Giulio – Francesca – Matilde – Bruno – Viola

Bruno: (entra da dx sorreggendo Viola)

Viola: (entra da dx sorretta da Bruno, ha con se la bambola e tiene la mano dx chiusa)

Bruno: Signora l’ho trovata seduta dentro la doccia.

Giulio: (corre verso Viola)

Viola: (gli mette la mano davanti come per dirgli di star fermo. posa la bambola su una sedia, a fatica si sposta al centro della scena, per tutto il tempo si muove un po’ barcollando e parla con voce tremante e le lacrime agli occhi) Vi chiedo scusa, ma per una volta sola, lasciatemi parlare….  Io vi devo chiedere scusa a tutti. (si avvicina a Francesca e Matilde) Scusatemi se vi ho dato fastidio costringendovi fin da bambine a dividere con me la vostra esistenza e se qualche volta non vi ho obbedito. (a Jolanda) Scusami zia se ci siamo viste poco, ma le poche volte che mi venivi a trovare, il mio cuore si riempiva di gioia e ti chiedo scusa se ultimamente non ci siamo più viste. (prende la bambola) Ti ringrazio per essermi stata vicina in tutti questi anni, consigliandomi e guidandomi, ti chiedo perdono per essermi innamorata dello stesso uomo. (la riposa, a Giulio) E a te ti ringrazio, perché per una notte mi hai dato una gioia indescrivibile. Mi hai fatto toccare il cielo con un dito e ti chiedo perdono se mi sono intromessa tra te e (guarda la bambola) Gloria. Perdonatemi tutti ( alza e apre la mano che teneva chiusa e dalla stessa cade un tubetto e contemporaneamente anche lei cade a terra)

Le luci si spengono per permettere a tutti gli attori di uscire di scena compresa la bambola  

Nel più breve tempo possibile Viola si cambia vestito e se è possibile anche gli altri (escluso Luigi) almeno un pezzo. Se è possibile mettere un sottofondo musicale per l’attesa  

SCENA 12

Giulio – Jolanda – Viola – Francesca – Matilde – Bruno – Luigi – Gloria   

Si riaccendono le luci

Giulio e Jolanda: (entrano da dx)

Giulio: Io signora non potevo sapere che….

Jolanda: Viola e Gloria sono la stessa persona….

Giulio: non posso crederci….

Jolanda: purtroppo Gloria è morta da bambina e Viola non si è mai perdonata di averla lasciata sola per andare a cercare la mamma senza trovarla e quando ritornò, Gloria era ormai in fin di vita, trovammo Viola che abbracciava la sorellina ormai morta e le prometteva che non l’avrebbe lasciata mai più. Perciò c’è da supporre che ogni cosa bella la vuole dividere con la sorellina, finché non è arrivato l’amore…. Da subito voleva dividerlo con Gloria, ma come si sa la persona per cui si è innamorati non la si può dividere con nessuno e cosi e subentrata la gelosia e la meglio la avuta Gloria, perche l’animo generoso di Viola ha dato a Gloria il carattere più forte e per il bene che vuole alla sorella era pronta a ritirarsi

Giulio: Dopo tutto questo… crede che sono ancora in tempo per…. Altrimenti non me lo perdonerò mai.

Jolanda: Tranquillo. L’importante è che siamo riusciti ad evitare l’irreparabile e come si dice, tutto e bene quel che finisce bene.

Viola: ( entra da dx con indosso un  vestito rosa  e corre ad abbracciare Jolanda) Zia, grazie.

Jolanda: E di che? Vai dal tuo Giulio piuttosto, che è quello che desideri di più.

Viola: (accenna a un timido abbraccio)

Jolanda: Figlia mia, un  po’ più decisa che diamine (si avvicina all’uscita di dx) E voi avete finito? Perché non voglio nessuno per la casa quando me ne vado (a Giulio e Viola) esclusi voi, s’intende.

Giulio: Permette? (indica l’uscita di sx)

Jolanda: Andate pure.

Giulio e Viola: (escono a sx)

Francesca e Matilde: (entrano da dx vestite da imbianchine e un berretto di fogli di giornale in testa)

Francesca: Abbiamo finito tutto.

Jolanda: (indica i ritratti della mantide e della vipera ) Togliete quei ritratti.

Matilde: (si accinge a toglierli) Perché ti chiamavano la mantide?  La mangia uomini?

Francesca: Perché faceva la pu….

Jolanda: (interrompe) …eh no! Io non mi sono mai fatta pagare dagli uomini, diciamo che con loro facevo degli affari.

Francesca: Affari di letto.

Jolanda: Se erano carini perché no? Diciamo che diventavo loro socia , le società si fanno per essere sciolte e una volta sciolte mi toccava il cinquanta per cento. Solo il cinquanta, per non voler infierire. Cosa volete, ho sempre avuto un animo generoso, altrimenti…

Matilde: Ne hai avuto otto…

Jolanda: … Per otto. Sì, otto benefattori più generosi. Ma ho beneficiato di quasi tutti gli uomini del paese.

Francesca: Quasi tutti? Te ne è scappato uno? E chi è?

Bruno: (entra da dx vestito con pantaloncini e camicia colorati, un salva gente a forma di paperella)

Jolanda: (indica bruno) lui!  E dove vai vestito così?

Bruno: Al mare, non hai detto che andiamo in vacanza?

Jolanda: Secondo te!  Io che patisco il sole me ne vado in vacanza al mare?

Bruno: Mi vado a cambiare?

Jolanda: Adesso ti arrangi che si è fatto tardi. La macchina è pronta?

Luigi: (entra dal fondo vestito sempre da imbianchino col solito berretto in testa) È morto qualcuno che c’è un carro funebre con una bara dentro?

Jolanda: È la nostra macchina. Quella ha e con quella andiamo.

Matilde: E cosa ve ne fate della bara?

Jolanda: (guarda bruno) Se non dovesse reggere…. Ho  tutto l’occorrente per riportarlo a casa. Con quel che costano i trasporti funebri.

Luigi: Signora io ho finito.

Matilde: ha finito lui?

Luigi: Manco avessero fatto tutto loro (via dal fondo)

Francesca: Andiamo anche noi.

Matilde: Grazie zia per non aver…

Jolanda: Solo perché mi avete promesso che vi metterete a lavorare, andate

Francesca e Matilde: (escono dal fondo)

Jolanda: (a Bruno) Cosa fai lì impalato?

Bruno: Aspetto te.

Jolanda: E i bagagli?

Bruno: Li devo portare io?

Jolanda: No! il vicino! (urla) Sbrigati!

Bruno: (sobbalza, corre e esce a dx, rientra trasportando valigie e borse di ogni genere. Con le valigie e le borse che gli cadano in continuazione e esce dal fondo)

Viola e Giulio: (entrano da sx)

Giulio: Stiamo per partire anche noi.

Jolanda: Non volete rimanere?

Viola: No! dice che dobbiamo lasciare qui il nostro passato per rifarci una vita nuova altrove.

Jolanda: Contenti voi… Allora, arrivederci!  (da un bacio a Viola e esce dal fondo)

Giulio: Andiamo anche noi?

Viola: Aspetta…. (esce a dx per rientrare subito dopo con la bambola vestita sempre di azzurro)

Giulio: No, tutto il nostro passato deve rimanere qui.

Viola: Hai ragione ( da un bacio alla bambola e la  mette  seduta su una sedia come se stesse guardando il pubblico) Addio Gloria. (prende per mano Giulio e i due escono dal fondo)

Gloria: (entra da dx vestita come Viola, si avvicina alla bambola, la prende, le toglie il vestitino azzurro e sotto anche lei è vestita come loro. Le da un bacio) Arrivederci Viola.

Fine della commedia

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