VITA COL PADRE
(Life with Father)
COMMEDIA IN TRE ATTI DI
Howard Lindsay & Russel Crouse
(1939)
(Traduzione di Domenico Pretolani)
Personaggi
(8 maschili + 8 femminili)
Annie 20 anni giovane cameriera irlandese
Vinnie Day 40 anni la madre
Clarence Day 17 anni figlio
John Day 15 anni figlio Whitney Day 13 anni figlio
Harlan Day 10 anni figlio
Mr. Clare Day 40/45 anni Il Padre
Margaret 50 anni la cuoca
Cora Cartwright 30 anni cugina di Vinnie
Mary Skinner 16 anni amica di Cora
Il Reverendo Dr. Lloyd 50 anni parroco
Delia 20 anni altra cameriera
Nora 40 anni ancora una cameriera
Dr. Humphreys 50 anni medico di famiglia
Dr. Somers 50 anni medico
Maggie 20 anni ennesima cameriera
Le Scene
Epoca: verso la fine degli anni 1880. Lintera azione si svolge nel soggiorno della casa in Madison Avenue.
Atto I: Scena 1 - Ora di colazione. Un mattino allinizio dellestate.
Scena 2 - Ora del the. Il giorno stesso.
Atto II: Scena 1 - Domenica, dopo la funzione in chiesa. Una settimana pi tardi.
Scena 2 - Ora di colazione. Due giorni dopo. (Durante la scena 2 il sipario viene chiuso per evidenziare un intervallo di tre ore.)
Atto III: Scena 1 - Met pomeriggio. Un mese pi tardi.
Scena 2 - Ora di colazione. Il mattino successivo.
Rappresentata la prima volta al Empire Theatre di New York City, la sera dell8 novembre 1939.
ATTO PRIMO
Scena 1
Il soggiorno di casa Day al 420 di Madison Avenue. Secondo lusanza del periodo Vittoriano, questa era il locale dove la famiglia si ritrovava per la prima colazione e, poich spesso era la camera pi confortevole di tutta la casa, serviva anche come soggiorno per la famiglia e i suoi intimi conoscenti.
C un ampio arco al centro della parete di fondo della stanza, attraverso il quale si pu vedere latrio di ingresso e le scale che conducono al piano superiore e sotto questa la rampa che conduce allo scantinato. La stanza pu venire chiusa verso latrio da una porta scorrevole nellarco. La porta dingresso della casa, a destra della scena, non visibile, ma spesso la si sentir sbattere.
Nel soggiorno la luce del sole entra attraverso la larga finestra di destra che guarda sulla Madison Avenue. La camera stessa arredata con mobili alquanto meno che comodi del periodo che il tardo 1880. Il colore generalmente impiegato per tendaggi e tappezzerie il verde. Sotto la finestra c una larga comoda poltrona nella quale il padre si siede di solito per leggere il suo giornale. Alla destra del centro c il tavolo che serve come tavolo del soggiorno con il suo copritavolo pulito e il portafrutta, ma adesso allargato opportunamente serve come tavolo per la prima colazione. Contro la parete di fondo, dallaltra parte dellarco, ci sono due consolle usate dalla servit come tavoli di servizio. A sinistra c un divano con un tavolo allestremit sinistra sul quale c un flash, delle fotografie incorniciate e altri ornamenti. Sulla parete di sinistra c un caminetto la cui mensola ricoperta con una mantovana. Sulla mensola c un orologio ed altri ornamenti e sulla cappa un grande specchio con una cornice Vittoriana. La stanza ingombra di ninnoli dellepoca con linevitabile albero della gomma e dei dipinti degli antenati dei Day che guardano gi dalle pareti. La stanza ha la calda qualit che deriva dallessere stata abitata da una famiglia cui piace la compagnia - una famiglia di considerevoli mezzi.
Allapertura del sipario, Annie, la nuova domestica, una ragazza irlandese , sta terminando di apparecchiare la tavola per la prima colazione. Dopo un incerta occhiata ai risultati, attraversa per portarsi alla consolle. Vinnie scende le scale ed entra nella stanza. Vinnie una donna di quarantanni affascinante, amabile e spiritosa. Ha una mente brillante che guizza rapidamente evitando ogni problema pratico, Essa ha capelli rossi.
ANNIE:: ngiorno signora.
VINNIE: Buon giorno, Annie. Come te la stai cavando?
ANNIE: Spero tutto bene, signora.
VINNIE: Adesso, non preoccuparti proprio perch oggi il tuo primo giorno. Ogni cosa sta andando per il meglio ma spero che nulla vada in modo sbagliato. (va alla tavola) Adesso vediamo, la tavola tutta a posto? (Annie la segue) La panna e lo zucchero vanno qui, a questa estremit.
ANNIE: Credevo in centro, signora; di modo che ognuno potesse raggiungerli pi facilmente.
VINNIE: Il signor Day si siede qui.
ANNIE (prende dalla consolle un vassoio di tovaglioli accuratamente arrotolati e messi nei loro portatovaglioli): Non so dove mettere i tovaglioli, signora.
VINNIE: Puoi vedere dove, guardando i portatovaglioli. (Li prende dal vassoio e li mette gi mentre gira attorno al tavolo. Annie la segue) Questo appartiene a Whitney - c sopra la sua iniziale, W; questo con sopra il cagnolino di Harlan, naturalmente. il bambino. Questa J sta per John e la C sta per Clarence. Questo stretto senza decorazioni il mio. E questo del signor Day. esattamente come il mio - salvo che un mattino stato piegato. E questo mi rammenta che bisogna essere sempre certi che il caff del signor Day sia caldo bollente.
ANNIE: Ah, il suo uomo prende caff anzich the al mattino?
VINNIE: Tutti prendiamo il caff, eccetto i due ragazzi pi giovani. Loro prendono il latte. E, Annie, parlando di mio marito d sempre il signor Day.
ANNIE: Far cos.
VINNIE (correggendola): S, signora, Annie.
ANNIE: S, signora.
VINNIE: E se il signor Day ti parla, devi dire: S, signore. Non essere nervosa - ti abituerai a lui.
(Clarence, il figlio maggiore, circa diciassettenne, scende dalle scale ed entra nella stanza. un ragazzo deciso, serio e di bellaspetto. Poich lanno prossimo andr a Yale, pensa di essere adulto. rosso di capelli.)
CLARENCE: Buon giorno, mamma. (la bacia)
VINNIE: Buon giorno, Clarence.
CLARENCE: Hai dormito bene, mamma?
VINNIE: S, grazie caro. (Clarence si dirige al posto del Padre e prende il giornale del mattino) (ad Annie) Noi iniziamo sempre con la frutta, salvo i due ragazzi giovani che prendono la farinata davena. (Annie porta la frutta e la farinata sulla tavola. Clarence, guardando il giornale, fa un leggero fischio)
CLARENCE: Caspita! Un altro naufragio nel New Haven. Queste cose disturbano sempre il mercato. A pap questo non piacer.
VINNIE: Vorrei che nel New Haven smettessero di avere dei naufragi. Se sapessero come sconvolgono tuo padre (si accorge che il vestito di Clarence stato strappato e rammendato) Anima mia, Clarence, cosa accaduto al tuo abito?
CLARENCE: Lho strappato. Me lo ha riparato Margaret.
VINNIE: Ti sta malissimo. Perch non hai indossato il completo blu?
CLARENCE: Quello ancora peggio di questo. Sai, c un buco lho bruciato.
VINNIE: Ah, s ma, non puoi andare in giro a mostrarti in queste condizioni. Dovr parlarne con tuo padre. Oh, tesoro!
(John, 15 anni circa, scende le scale ed entra nella stanza. John magro e un po troppo cresciuto. rosso di capelli.)
JOHN: Buon giorno, mamma. (la bacia)
VINNIE: Buon giorno, John.
JOHN (a Clarence): Chi ha vinto?
CLARENCE: Non ho ancora guardato.
JOHN: Lasciami vedere. (Cerca di portare via il giornale a Clarence)
CLARENCE: Stai attento!
VINNIE: Ragazzi, non spiegazzate quel giornale prima che labbia guardato vostro padre.
CLARENCE (a John): Certo!
(Vinnie si rivolge ad Annie)
VINNIE: Sar meglio che cominci a preparare le cose. Desideriamo che tutto sia pronto per quando scender il signor Day. (Annie esce) Clarence, subito dopo colazione, ho bisogno di te e John per spostare il piccolo scrittoio dalla mia camera nella vostra.
CLARENCE: Per quale motivo? Viene qualcuno a farci visita?
JOHN: Chi viene?
VINNIE: Non ho affatto detto che verr qualcuno. E non dite nulla al riguardo. Desidero che sia una sorpresa.
CLARENCE: Ah! Pap non lo sa ancora?
VINNIE: No. E credo che sia meglio parlargli del nuovo abito per te, prima che scopra la sorpresa dei visitatori.
(Annie entra con un vassoio sul quale sono due bicchieri di latte che pone sulla tavola ai posti di Harlan e Whitney )
(Whitney scende dalle scale e si precipita nella stanza. una ragazzo di circa tredici anni. Come conviene alla sua et un tipetto vivace e attivo. Ha i capelli rossi.)
WHITNEY: giorno (Bacia rapidamente la madre poi corre verso Clarence e John) Chi ha vinto?
JOHN: I Giants 7 a 3. Buck Ewing ha battuto un fuori campo.
WHITNEY: Lasciami vedere!
(Harlan arriva scivolando gi sul mancorrente. Entra nella stanza, corre dalla madre e la bacia. Harlan un amabile paffutello, di buon carattere, il pi giovane dei sei. Ha i capelli rossi.)
VINNIE: Come va il tuo dito, tesoro?
HARLAN: Mi prude.
VINNIE (baciandogli il dito): segno che sta guarendo. Ora non tormentarlo. Sedete ragazzi. Vai al tuo posto tesoro. (I ragazzi vanno alla tavola e si mettono ai loro posti. Clarence mette il giornale vicino al piatto del padre. John rimane in piedi in attesa di sistemare la sedia di Vinnie quando si seder.) Adesso, Annie, aspetta il signor Day, e non appena avr terminato la sua frutta (lascia la frase a mezzaria mentre il suono della voce del Padre tuona dal piano superiore)
VOCE DEL PADRE: Vinnie! Vinnie!
(Tutti gli sguardi si girano verso le scale. Vinnie corre ai piedi della scala, parlando mentre si sposta.)
VINNIE: Cosa c, Clare?
VOCE DEL PADRE: Dov il mio colletto?
VINNIE: Quale colletto?
VOCE DEL PADRE: Quello che ti ho dato ieri.
VINNIE: Non ancora stirato. Mi sono dimenticata di darlo a Margaret.
VOCE DEL PADRE: Ti avevo detto chiaramente che volevo indossare quel colletto oggi!
VINNIE: Possiedi un mucchio di colletti. Sceglitene un altro e scendi per la colazione.
VOCE DEL PADRE: Accidenti! Accidentaccio!
(Vinnie va a tavola, al suo posto. John gli sistema la sedia, poi a sua volta si siede. Whitney ha cominciato a mangiare.)
CLARENCE: Whitney!
VINNIE: Aspetta tuo padre, Whitney.
WHITNEY: Oh, ma sono di fretta! John, puoi prestarmi il tuo guanto per oggi? Sto andando a lanciare.
JOHN: Se non dovr giocare anchio!
WHITNEY: Ascolta, se ne avrai bisogno, siamo a giocare in quel grande campo allangolo della Settantacinquesima con Madison.
VINNIE: Fino laggi!
WHITNEY: Su quel terreno libero della Qquindicesima, stanno costruendo una casa.
VINNIE: Santo Cielo! Qui ci dirigiamo alla Quarantottesima per uscire di citt!
WHITNEY: Posso cominciare a mangiare, mamma? Ho promesso che sarei stato l alle otto.
VINNIE: Dopo la colazione, Whitney, devi studiare il tuo catechismo.
WHITNEY: Mamma, non potrei farlo nel pomeriggio?
VINNIE: Whitney, sai che devi imparare cinque domande ogni mattina prima di uscire di casa.
WHITNEY: Ma, mamma
VINNIE: Non eri molto sicuro di te stesso quando ti ho risentito ieri sera.
WHITNEY: Adesso le so.
VINNIE: Lasciami vedere. (Whitney si alza e si pone di fronte alla madre) Qual il tuo nome?
WHITNEY: Whitney Benjamin.
VINNIE: Chi ti ha dato questo nome?
WHITNEY: I miei padrini nel battesimo, per mezzo del quale sono diventato un membro di Cristo, il figlio di Dio, e unerede del Regno del Cielo. Mamma, se io non fossi stato battezzato, non avrei un nome?
VINNIE: Non agli occhi della Chiesa. Cosa hanno fatto allora i tuoi padrini per te?
WHITNEY: Essi hanno fatto, a nome mio, promessa e voto di tre cose.
(Il Padre fa la sua apparizione sulla scala e scende nella stanza. Il Padre nel pieno dei suoi quarantanni, di aspetto distinto, con grande fascino e vitalit, estremamente ben vestito in modo tradizionale. Ha i capelli rossi.)
MR. DAY (con cordialit): Buon giorno, ragazzi. (essi si alzano e gli rispondono) Buon giorno, Vinnie. (si avvicina a lei e la bacia) Hai dormito bene?
VINNIE: S, grazie, Clare.
MR. DAY: Bene! Sedetevi, ragazzi.
(Suona il campanello dingresso e si sente il fischio di un postino)
VINNIE: la porta, Annie. (Annie esce) Clare, questo tuo nuovo abito molto simpatico.
MR. DAY: dannatamente troppo stretto! (si siede al suo posto, a capotavola) Quale sar il problema con quei ragazzi di Londra? Ho scritto loro un anno fa dicendo che stavano facendo troppo stretti i miei abiti!
VINNIE: Hai messo su un po di peso, Clare.
MR. DAY: Peso esattamente come ho sempre pesato. (Inizia a sbucciare la sua arancia. I ragazzi si tuffano nelle loro colazioni. Annie entra con la posta. Fa per darla a Vinnie,. Il Padre la guarda.) Che cos questa? La posta? Questa viene a me.
(Annie d la posta al Padre ed esce col suo vassoio.)
VINNIE: Sai, Clarence appena riuscito a strappare il solo abito decente che ha.
MR. DAY (guardando tra la corrispondenza): Ce n una per te, Vinnie. John, dai questa a tua madre. (Gli passa la lettera.)
VINNIE: Mio caro Clare, sono spiacente, ma temo che Clarence abbia bisogno di un nuovo completo.
MR. DAY: Vinnie, Clarence deve imparare ad avere maggior riguardo per i suoi vestiti.
CLARENCE: Pap, pensavo che
MR. DAY: Clarence, sto mettendo a parte un migliaio di dollari per quando in autunno andrai a Yale, proprio per equipaggiarti, ma per questa estate non avrai nessun nuovo abito.
CLARENCE: Non potrei avere uno dei tuoi vecchi abiti da far stringere per me?
MR. DAY: Ogni abito che io possiedo ha ancora in s un mucchio di possibilit di utilizzo. Io indosso i miei vestiti fino a quando non sono completamente logori.
VINNIE: Bene, se tu vuoi che i tuoi abiti siano completamente logori, Clarence pu logorarli pi rapidamente di quanto possa fare tu.
CLARENCE: S, e, pap, tu non hai alcuna possibilit di logorarli. Ogni volta che prendi una nuova partita di abiti, mamma invia quelli vecchi al Centro Missionario. Mi auguro proprio di valere almeno quanto qualunque vecchio missionario.
(Annie ritorna con un piatto di bacon e uova e una caraffa di caff.)
VINNIE: Clarence, prima di paragonare te stesso ad un missionario, ricorda i sacrifici che loro fanno.
MR. DAY (ridendo sotto i baffi): Non so, Vinnie, penso che i miei abiti starebbero meglio su Clarence che su qualche Ottentotto. (a Clarence) Puoi prendere quel mio abito nero per farlo sistemare e adattarlo a te prima che tua madre ci metta sopra le sue mani.
(Annie sgombera la frutta.)
CLARENCE: Grazie, pap. (a John) Uno degli abiti di pap! Grazie, signore!
MR. DAY: Whitney, non mangiare cos in fretta.
WHITNEY: Vedi, pap, oggi vado a lanciare ed ho promesso di essere l per tempo, ma prima di andare devo studiare il mio catechismo.
MR. DAY: E questo perch ti preoccupa?
VINNIE (con vigore): Perch se non sa il suo catechismo non pu essere cresimato!
WHITNEY (invocando): Ma oggi vado a lanciare.
MR. DAY: Vinnie, Whitney oggi va a lanciare, potr essere cresimato qualche altra volta.
VINNIE: Clare, talvolta mi sembra che tu non ti preoccupi se i tuoi figli andranno in Paradiso o no.
MR. DAY: Oh, Whitney andr senzaltro in Paradiso. (a Whitney) Prima che tu arrivi, io sar gi l, Whitney. Far in modo che tu possa entrare.
VINNIE: Cosa ti rende cos sicuro del fatto che tu potrai entrarci?
MR. DAY: Perch, se non vorranno che io entri, far certamente un baccano del diavolo.
(Annie a fianco del Padre con il piatto di bacon e uova pronta per servirlo e si tira indietro alla sua sorprendente dichiarazione alzando il piatto.)
VINNIE (scandalizzata): Clare, spero che, quando arriverai in Paradiso, ti saprai controllare.
(Il Padre si gira per servirsi dal piatto, ma Annie, che non si ancora ripresa dalla visione del Padre che fa baccano davanti alle porte del Paradiso, lo sta tenendo troppo in alto per lui.)
MR. DAY (infuriato): Vinnie, quante volte ti ho chiesto di non assumere una ragazza che non sa nemmeno come si serve correttamente?
VINNIE: Clare, non vedi che nuova e sta facendo del suo meglio?
MR. DAY: Come posso servirmi se lei sta tenendo il vassoio sopra la mia testa?
VINNIE: Annie, perch non lo tieni pi basso?
(Annie abbassa il vassoio. Il Padre si serve, ma continua a parlare)
MR. DAY: Comunque, da dove arriva? E che cosa successo a quella che avevamo ieri? Non vedo che bisogno cera di assumere una ragazza.
VINNIE: Ah, tu non lo vedi!
MR. DAY: Tutto ci che voglio il servizio. (Annie serve nervosamente gli altri. Comunque, tanto velocemente quanto il Padre si inquietato, la furia gli passa ed egli, di buon umore, si gira verso Whitney.) Whitney, quando andremo in Paradiso dovremo organizzare una nostra squadra di baseball.
(I ragazzi ridono.)
VINNIE: Bisogna essere proprio come te per cercare di scherzare su queste cose.
MR. DAY: Vedi, da tutto quello che ho udito riguardo al Paradiso credo che sia un posto leggiadro e inefficiente. Probabilmente potrebbero trarre vantaggio da un uomo capace come sono io. (Batte tre volte sul pavimento. il suo abituale segnale per chiamare Margaret, la cuoca, dalla cucina sottostante.)
VINNIE: Perch vuoi Margaret? Cosa c che non va?
(Annie ha raggiunto la credenza e sta rumorosamente tirando su col naso.)
MR. DAY (distratto): Cos questo dannato rumore?
VINNIE: Shhh Annie.
MR. DAY: Annie? Chi Annie?
VINNIE: La ragazza. (Annie vedendo che ha attirato lattenzione, si affretta ad uscire in anticamera dove non possono vederla o sentirla.)
VINNIE: Clare, non ti vergogni di te stesso?
MR. DAY (sorpreso): Adesso cosa ho fatto?
VINNIE: Lhai fatta piangere parlandole come hai fatto.
MR. DAY: Non le ho detto una sola parola. Io mi stavo rivolgendo a te.
VINNIE: Desidererei che tu fossi pi cauto. abbastanza difficile trovare una ragazza e, a questa, le uniformi vanno proprio bene.
(Margaret, la cuoca, una piccola irlandese di circa cinquantanni, entra veloce nella stanza.)
MARGARET: Cosa desidera?
MR. DAY: Margaret, questo bacon ottimo. (Margaret raggiante e si schermisce) ottimo. preparato in modo eccellente.
MARGARET: S, signore!
(Essa sorride ed esce. Annie , che si ripresa, ritorna e inizia a servire il caff. Vinnie ha aperto la sua lettera e la scorre con lo sguardo.)
VINNIE: Clare, questa lettera mi da una buona idea. Per linverno prossimo ho deciso che non dar una serie di pranzi.
MR. DAY: Voglio sperare di no.
VINNIE: No. Al posto loro organizzer un grande concerto musicale.
MR. DAY: Cosa farai?
VINNIE: Un concerto.
MR. DAY (perentorio): Vinnie, non voglio avere la mia tranquilla casa trasformata in una Arena Romana con un mucchio di violinisti capelluti che saltellano attorno.
VINNIE: Non ho detto una sola parola circa violinisti capelluti. La signora Spiller mi ha scritto riguardo a questa adorabile giovane ragazza che verr per pochissimo.
MR. DAY: E quale strumento suona questo perfetto esemplare a buon mercato?
VINNIE: Lei non suona, Clare, lei fischia.
MR. DAY: Fischia? Buon Dio!
VINNIE: Fischia sedici differenti brani. Tutto per venticinque dollari.
MR. DAY (furiosamente): Non voglio pagare venticinque dollari per lesibizione di questa insignificante miseria umana.
(assaggia il suo caff, brontola, e batte nuovamente tre colpi sul pavimento)
VINNIE: Clare, posso sistemare la cosa in modo che non ti costi un solo penny. Se invito 50 persone e faccio loro pagare 50 centesimi a testa, ecco trovati i venticinque dollari.
MR. DAY: Non puoi invitare della gente a casa tua e far loro pagare lingresso.
VINNIE: Posso, se i soldi sono per il Fondo Missionario.
MR. DAY: E allora dove trovi i venticinque dollari per pagare a quella povera ragazza il suo fischiare?
VINNIE: Ora, Clare, non attraversiamo questo ponte prima di esserci arrivati.
MR. DAY: E se lo attraverseremo, mi coster venticinque dollari, Vinnie. Io mi oppongo a questa cosa musicale esattamente come mi sono opposto al tuo tentativo di riempire questa casa di parenti in visita. Ma perch non possiamo viverci da soli in pace e tranquillit?
(Margaret entra a precipizio nella stanza)
MARGARET: Cosa desidera?
MR. DAY (in modo severo): Margaret, che cos questo? (alza la sua tazzina di caff e la indica)
MARGARET: caff, signore.
MR. DAY: Non caff! Non puoi prendere dellacqua e dei chicchi di caff e arrivare ad ottenere questa roba! acqua sporca, ecco che cos: acqua sporca! Portalo via! Portalo via, ti ho detto!
(Margaret prende la tazza del padre e si precipita fuori. Annie fa per prendere la tazza di Vinnie)
VINNIE: Lascia stare il mio caff, Annie! Va benissimo cos!
(Annie lascia la stanza)
MR. DAY (adirato): Non va affatto bene! Ti garantisco che non riesco ad immaginare come sia riuscita a mettere insieme una simile atrocit. Ogni mattina scendo a questa tavola affamato
VINNIE: Se sei affamato, Clare, perch non mangi la tua colazione?
MR. DAY: Come?
VINNIE: Se sei affamato, perch non mangi la tua colazione?
MR. DAY (tagliando corto): Sto mangiando. (prende un boccone di bacon e lo mastica allegramente, i suoi occhi cadono su Harlan) Harlan, come va quel dito? Vieni qui e lasciamelo vedere. (Harlan va vicino a suo padre. Gli mostra il dito) Bene, sta guarendo proprio bene. Adesso non toccarti la crosta o ti rimarr la cicatrice, e noi non vogliamo cicatrici sulle nostre dita, vero? (sorride) Dopo quanto successo, suppongo ricorderai che i gatti non amano essere abbracciati. Va bene accarezzarli, ma non strizzarli. Ora torna al tuo posto e finisci la tua farinata davena.
HARLAN: Non mi piace la farinata davena.
MR. DAY (gentile): Ti fa bene. Torna a posto e mangiala.
HARLAN: Ma non mi piace.
MR. DAY (calmo ma con fermezza): Ti dir io cosa ti piace e cosa non ti piace. Non sei abbastanza grande per sapere certe cose. Non c nessuna ragione per non piacerti la farinata davena. buona.
HARLAN: La detesto.
MR. DAY (fermamente, ma non pi calmo): Adesso basta! Senza discutere! Mangia immediatamente quella farinata davena!
(Al contrario di Harlan, Whitney ha mangiato la sua farinata davena ad una velocit terrificante. Si ferma e mette gi il suo cucchiaio)
WHITNEY: Io ho finito la mia farinata davena. Posso andare?
MR. DAY: S, Whitney, puoi andare. (Whitney scende dalla sedia e corre verso le scale) Buona partita!
VINNIE: Whitney!
WHITNEY: Sto andando di sopra a studiare il mio catechismo.
VINNIE: Cos va bene! Vai pure.
WHITNEY (a mezza scala): Harlan, devi affrettarti a finire la tua farinata davena se vuoi venire con me.
(Durante la colazione il padre ha aperto e velocemente esaminato la sua corrispondenza. Ha appena trovato una lettera che, comunque, lo sconcerta)
MR. DAY: Non capisco perch ricevo sempre delle lettere dannatamente folli come questa!
VINNIE: Che cos, Clare?
MR. DAY: Caro amico Day: Ti abbiamo assegnato lesclusiva di vendita per Staten Island di Gioiello la macchina domestica per pop-corn.
CLARENCE: Credo che sia per me, pap.
MR. DAY: Allora perch non indirizzata a Clarence Day junior? (esamina la busta) Oh, ma lo ! Bene, mi dispiace. Non avevo lintenzione di aprire la tua corrispondenza.
(Margaret ritorna e depone una tazza di caff sul tavolo davanti al padre)
VINNIE: Non voglio immischiarmi in questa cosa, Clarence. Alla gente piace il pop-corn, ma non vanno tutti a Staten Island per acquistarlo.
(Il padre ha raccolto il giornale e lo sta leggendo. Beve il suo caff distrattamente)
MR. DAY: Un altro compleanno di Chauncey Depew.
VINNIE: Molto bene.
MR. DAY: Lui compie sempre gli anni. Due o tre volte allanno. Dannazione! Un altro naufragio a New Haven!
VINNIE: S. E questo mi fa ricordare una cosa. La signora Bailey stata qui ieri.
MR. DAY: Era su quella nave?
VINNIE: No, ma lei nata a New Haven. Clarence, gioved pomeriggio tu andrai a prendere il the con Edith Bailey.
CLARENCE: Oh, mamma, devo proprio?
JOHN (canticchiando): Mi piace il caff. Mi piace il the. Piaccio alle ragazze e loro piacciono a me.
CLARENCE: Daccordo, ma io non piaccio alle ragazze e loro non piacciono a me!
VINNIE: Edith Bailey una ragazza molto simpatica, non vero, Clare?
MR. DAY: Edith Bailey? Non mi piace. Non biasimo Clarence.
(Il padre si dirige alla sua sedia vicino alla finestra con il giornale e un sigaro. Gli altri si alzano. Harlan corre su per le scale. Annie inizia a pulire la tavola e, poco dopo, esce col vassoio dei piatti. Vinnie parla, in tono circospetto, ai due ragazzi)
VINNIE: Clarence, tu e John andate di sopra e fate quello che vi ho chiesto.
JOHN: Stai parlando del piccolo scrittoio, mamma?
VINNIE: Shhh! Andate!
(I ragazzi salgono abbastanza svogliatamente. Entra Margaret)
MARGARET: Se permette, signora, hanno portato un pacco con un dollaro da pagare al fattorino. Sono dei coltelli da cucina.
VINNIE: Ah s. Sono quei coltelli di Lewis & Congers. (prende la sua borsa dal cassetto della mensola e da a Margaret un dollaro) Ecco qua Margaret, dai a quelluomo questo dollaro.
MR. DAY: Fai un appunto di questo, Vinnie. Un dollaro e per che cosa servito.
VINNIE (guardando nella borsa): Clare, caro, mi dispiace ma avr bisogno di altro denaro.
MR. DAY: Per che cosa?
VINNIE: Stamani ti stavi lamentando del caff. Quella simpatica caffettiera francese si rotta e tu sai come si rotta.
MR. DAY: Non dartene pensiero, Vinnie. Se ben ricordo quella caffettiera costava cinque dollari e qualcosa. Ecco qui sei dollari. (Le d sei dollari) E quando li spendi, annota limporto esatto nel libro dei conti al piano terra.
VINNIE: Grazie, Clare.
MR. DAY: Non possiamo continuare, mese dopo mese, ad avere i conti di casa in un simile disordine.
VINNIE (si siede sul bracciolo della sedia del padre): Certo che no. Anzi, ho pensato ad un sistema che render perfetta la mia amministrazione.
MR. DAY: Sono veramente confortato di sentire ci. Di cosa si tratta?
VINNIE: Bene, caro Clare, tu non ti arrabbi affatto per quanto io spendo, bens per il fatto che io non riesco a ricordare per che cosa li ho spesi.
MR. DAY: Esattamente. Questa casa deve marciare su basi commerciali. Ecco perch insisto che tu tenga nota di tutto.
VINNIE: proprio questo il punto, Clare. Tutto quello che dovr fare tenere dei conti aperti, in questo modo i negozi terranno le registrazioni al posto mio.
MR. DAY: Aspetta un istante, Vinnie
VINNIE: Quando arriveranno le fatture, tu saprai esattamente dove sono finiti i tuoi soldi.
MR. DAY: Certo che voglio saperlo. Se facciamo cos, Vinnie, ci saranno abbastanza fatture.
VINNIE: S, e queste fatture aiutano sempre. Ti mostreranno esattamente dove spender i soldi. Ora se apriremo conti dovunque
MR. DAY: Per, Vinnie, non sono proprio sicuro di tutto ci.
VINNIE: Clare, tesoro, non detesti quelle discussioni che abbiamo ogni mese? Io certamente s. Se non ci fossero penso che, anche per te, significherebbe qualcosa.
MR. DAY: Daccordo, tanto per cominciare aprir un conto da Lewis & Congers e uno da Mc Creerys e vedremo come le cose procedono. (Scuote la testa dubbioso. Ottenuta la sua vittoria, Vinnie si appresta ad uscire)
VINNIE: Grazie, Clare. Ah oggi il parroco verr a prendere il the.
MR. DAY: Il parroco? Sono contento che tu mi abbia avvertito. Andr al club. Non attendermi a casa prima dellora di cena.
VINNIE: Vorrei che tu fossi un po pi interessato alle cose della chiesa. (Si avvicina alla poltrona del padre e guarda verso di lui con preoccupazione)
MR. DAY: Vinnie, la tua occupazione cercare di mandarmi in Paradiso. Se ci sar qualcosa di sbagliato nel mio biglietto, quando verr il momento, potrai sistemarlo. Tutti ti vogliono molto bene sono certo che anche Dio deve volertene.
VINNIE: Faccio del mio meglio, Clare. Non ci sarebbe Paradiso senza di te.
MR. DAY: Se tu sarai l, Vinnie, far in modo di venirci anchio, anche se dovessi scalare la recinzione.
JOHN (dal piano superiore): Mamma, labbiamo spostata. Occorre qualcosaltro?
MR. DAY: Che cosa stato spostato?
VINNIE: Non preoccuparti, Clare. Adesso salgo, John. ( Va fino allarco, si ferma. Si volta a guardare il padre) Oh, Clare, sono le otto e trenta. Non vorrai arrivare tardi in ufficio.
MR. DAY: C ancora abbastanza tempo. (Vinnie guarda nervosamente attraverso la porta, poi sale le scale. Il padre torna al suo giornale. Vinnie appena scomparsa quando qualcosa nel giornale provoca lindignazione del padre) Oh, Dio!
(Vinnie scende correndo dalle scale)
VINNIE: Cosa succede, Clare? Qualcosa non va?
MR. DAY: Per quale ragione Dio crea cos tanti di questi pazzi Democratici? Dannazione!
VINNIE (sollevata): Ah la politica. (ritorna a salire le scale)
MR. DAY (gridandole appresso): S, ma sta togliendoci il pane dalla bocca. una rapina ecco che cos, una rapina da strada maestra! LOnesto Hugh Grant! Onesto! Bah! Un bel maggiore eri e si guardi come cambiato! (Il padre si lancia in una vigorosa denuncia del Maggiore Hugh Grant, rivolgendosi a questo gentiluomo come se lo stesso fosse presente nella stanza, chiamato sul tappeto di casa Day per ascoltare lopinione del padre circa lultimo attacco di Tammany sul suo portafoglio) Se non sa amministrare questa citt senza inventare tasse ogni cinque minuti, sarebbe meglio che se ne andasse, lasciando il posto a qualcuno pi capace. Mi permetta di dire, egregio signore, che gli agenti immobiliari di New York City non tollereranno pi a lungo questa situazione. Mi dica una cosa questi aumenti di tasse sono destinati a miglioramenti pubblici oppure finiranno nelle tasche di qualcuno risponda onestamente a questa domanda, se pu, signor Onesto Hugh Grant! Ma non pu farlo! Io la penso cos. Bah! (Annie entra con il vassoio. Sentendo il padre parlare, fa un inchino e ritorna nellanticamera come se fosse indecisa se intromettersi tra il padre e il maggiore. Vinnie arriva dal piano terreno) Se lei non ferma il suo saccheggio sui portafogli dei buoni cittadini di New York, getteremo lei e il suo degno gruppo di consiglieri, fuori dallamministrazione della citt.
VINNIE: Annie, perch non stai pulendo la tavola?
ANNIE: Il signor Day ha un visitatore.
MR. DAY: Lavverto per lultima volta!
VINNIE: Oh, sciocchezze, Annie, sta solo leggendo il suo giornale. Suvvia, pulisci la tavola.
(Vinnie esce attraverso larco. Annie entra timidamente e comincia a pulire la tavola)
MR. DAY (sempre rimproverando il maggiore Grant): Noi la paghiamo con una buona retribuzione tonda per curare i nostri interessi e tutto quello che otteniamo inefficienza! (Annie si guarda attorno cercando di vedere il maggiore e, trovando la stanza vuota, deduce che i rimproveri del padre siano diretti a lei) So che lei un babbeo e fortemente la sospetto di essere un furfante. (Annie rimane come pietrificata. Whitney arriva dal piano terreno) corruzione ecco che cosa Tammany corrotto, e se non lo ferma lei, qualcun altro lo far!.
WHITNEY (al padre): Dov John? Sai dove sia John?
MR. DAY: Dick Croker taglieggia questa citt e lei il suo strumento.
(Vinnie arriva dal piano terreno e Harlan scende dal piano superiore. Il padre continua a parlare. Gli altri conducono contemporaneamente la loro conversazione, ignorando il padre ed il suo immaginario visitatore)
HARLAN: Mamma, dov John?
VINNIE: di sopra, caro.
MR. DAY: E per quanto la riguarda, Richard Croker solo perch sta nascondendosi dietro questi tirapiedi che ha piazzato nei pubblici uffici, non creda di poter sfuggire alle sue responsabilit legali.
WHITNEY (chiamando verso sopra): John, vado a prendere il tuo guanto!
JOHN (da sopra): Non perderlo! E non lasciare che nessun altro lo usi!
VINNIE: Annie, dovresti aver pulito la tavola da un pezzo ormai.
(Annie carica febbrilmente il suo vassoio, desiderosa di fuggire)
MR. DAY (alzandosi e gettando il giornale sulla sua sedia): Responsabilit legali perbacco, egregio signore, voglio dire responsabilit criminali!
(I ragazzi si dirigono verso la porta frontale)
VINNIE (iniziando a salire le scale): Ascolta stai attenta ad Harlan, Whitney. Non lasciare che vada dove la palla possa colpirlo. E tu, Harlan, fai quello che ti dice Whitney E non fate tardi per il pranzo.
(Il padre, avviandosi ad uscire, ha raggiunto larco, quando si ferma per una sparata finale verso il maggiore Grant)
MR. DAY: Non dimentichi cosa accaduto a William Marcy Tweed e se lei aumenter ulteriormente le nostre tasse la getteremo in prigione!
(Esce attraverso larco dirigendosi a sinistra. Dopo pochi secondi lo si vede passare dietro larco e dirigersi verso la porta esterna indossando il suo soprabito e portando il suo bastone e i guanti. Si sente la porta sbattere rumorosamente)
(Annie afferra il suo vassoio dei piatti ed esce attraverso larco dirigendosi a sinistra verso le scale dello scantinato. Un secondo dopo si sente un urlo di Annie e un tremendo rumore di piatti infranti)
(John e Clarence arrivano correndo da sopra e guardano gi dalla ringhiera delle scale. Quasi immediatamente sopraggiunge Vinnie)
VINNIE: Che cos stato? Cosa succede?
CLARENCE: La cameriera caduta dalle scale.
VINNIE: Non mi sorprendo, con tuo padre che la terrorizza cos. Perch mai non ha finito con la tavola, prima di cadere per le scale?
CLARENCE: Non credo che abbia voluto farsi male di sua volont.
VINNIE: E anche oggi come ogni giorno! Ragazzi, finireste voi la tavola? Ah, Clarence, non uscire di casa prima che ti abbia parlato. (Scende verso il piano terreno)
(Durante la scena seguente, Clarence e John tolgono la tovaglia da colazione migliore di Vinnie e la ripongono con cura nel cassetto della mensola, poi tolgono le prolunghe del tavolo, lo richiudono e rimettono il copritavolo e la ciotola della frutta)
JOHN: Di che cosa pensi voglia parlarti la mamma?
CLARENCE: Oh, probabilmente di Edith Bailey.
JOHN: Di che cosa parlate quando prendete il the, tu e una ragazza da soli?
CLARENCE: Non parliamo di nulla. Io dico: Bella giornata, vero? e lei dice: S, e io dico: Mi sembra che faccia un po pi caldo di ieri, e lei dice: S, a me piace quando fa caldo, a te no? e io dico: S. Poi aspettiamo che arrivi il the. E allora lei dice; Quante zollette? e io dico: Due, grazie, e lei dice: Ti piacciono i dolci? e io posso dire: S o posso dire: No, poi ci sediamo e ci guardiamo lun laltro per una mezzora. Poi io dico: Bene, tempo che io vada e lei dice: Devi proprio? e io dico: Mi ha fatto molto piacere vederti, e lei dice: Devi venire ancora e io dico: Verr, e vado via.
JOHN (scuotendo la testa): A molti ragazzi le ragazze piacciono.
CLARENCE: A me, no.
JOHN: E non ti sei mai accorto dei ragazzi, quando si innamorano di una ragazza le sciocchezze che questa riesce a fargli fare? E sembra che non si accorgano di comportarsi da stupidi.
CLARENCE: Daccordo, ma non certamente per Miss Sinceramente Tua!
(Vinnie ritorna dal piano inferiore)
VINNIE: Non capisco come si possa essere tanto maldestri.
CLARENCE: Si fatta male?
VINNIE: No, non si fatta male solamente isterica! Non ha senso. Vostro padre pu aver alzato la voce - e se lei non sa come prendere correttamente un piatto da portata, se lo merita - ma non pu averla minacciata di gettarla in prigione. Perbacco! Ah Clarence, desidero che tu sposti le tue cose nella stanza sul davanti. Dovrai dormire con gli altri ragazzi per una o due notti.
CLARENCE: Non ci hai detto chi sta per arrivare.
VINNIE (allegramente): La cugina Cora. Non una cosa simpatica?
CLARENCE: Certamente non simpatica per me. Non riuscir a dormire in quella stanza con quei bambini.
JOHN: Aspetta che pap si accorga che lei qui! Ci sar un putiferio.
VINNIE: John, non criticare tuo padre. molto ospitale una volta che si abituato allidea.
(Suona il campanello dellingresso. John e Vinnie vanno alla finestra)
JOHN: S, la cugina Cora. Ma c qualcuno con lei.
VINNIE (guardando fuori): Mi aveva scritto che avrebbe portato unamica. Staranno qui entrambe. (Una zoppicante Annie passa attraversando lanticamera) Finite con la stanza, ragazzi.
CLARENCE: Dovr dormire con gli altri ragazzi e prendere il the con Edith Bailey, tutto nella stessa settimana?
VINNIE: S, e faresti meglio a portare il vestito di tuo padre immediatamente dal sarto potr essere pronto per gioved.
(Vinnie scende nella hall per ricevere Cora e Mary, Clarence si affretta ad uscire trasportando le prolunghe del tavolo)
VOCE DI VINNIE (nellingresso): Cora, mia cara
VOCE DI CORA: Cugina Vinnie, sono cos felice di vederti! Questa Mary Skinner.
VOCE DI VINNIE: La figlia di Ed Skinner! Sono proprio felice di vederti. Lasciate le vostre borse nellingresso e venite al piano di sopra.
(Vinnie entra dirigendosi verso le scale. Cora la segue ma, vedendo John, entra nella stanza e si dirige verso di lui. Mary segue Cora timidamente. Cora unattraente cugina di campagna di circa trentanni. Mary una piacevole, graziosa sedicenne di provincia.)
CORA (vedendo John): Bene, Clarence, mi fa proprio piacere vederti!
VINNIE (entrando nella stanza): Oh, no, questo John.
CORA: John? Ma come, quanto sei cresciuto! Diventerai uomo prima di tua madre! (ride da sola a questa vecchia battuta di spirito) John, questa Mary Skinner (Essi si scambiano i convenevoli) Vinnie, ho tante cose da dirti. Ti avevo scritto che zia Carrie si spezzata l'anca. Questo successo la notte in cui Robert Ingersoll tenne la conferenza. Naturalmente lei non pot esserci; e fu una buona cosa per Robert Ingersoll che lei non fosse presente. (entra Clarence) Inoltre nonno Ebbetts non sta molto bene.
CLARENCE: Come stai, cugina Cora? Mi fa piacere vederti.
CORA: Questo non pu essere Clarence!
VINNIE: S, lui.
CORA: Santo Cielo! Ogni volta che ti vedo, ragazzo mio, sei cresciuto di un altro palmo. Lasciati guardare adesso vai al St. Paul, non cos?
CLARENCE (con dignit offesa): St. Paul! un bel pezzo che ho finito con il St. Paul! In autunno comincer a Yale.
MARY: Yale!!
CORA: Oh, Mary, questo Clarence Mary Skinner. (Mary sorride e Clarence, quello che detesta le donne, fa educatamente un cenno col capo e si allontana) Questo il primo viaggio di Mary a New York. Era cos eccitata quando ha visto una vettura a cavalli.
VINNIE: Dobbiamo condurre Mary a visitare la citt. Anzi ti dir voglio chiedere al signor Day di portarci tutti stasera per la cena da Delmonico.
MARY: Delmonico!
CORA: Oh, meraviglioso! Pensa, Mary Delmonico! E il cugino Clare un cos meraviglioso padrone di casa.
VINNIE: So che voi ragazze vorrete rinfrescarvi. Venite al piano di sopra. Clarence, ora lascer usare alle ragazze la tua camera; quando avranno finito potrai trasferirti e portare di sopra i loro bagagli. Adesso sono gi nellingresso. (comincia a salire con Cora) Ho assegnato a voi, ragazze, la camera di Clarence, ma lui non lo ha saputo fino a stamattina e perci non ha potuto ancora lasciarla libera.
(Vinnie e Cora scompaiono su per le scale)
(Mary segue pi lentamente e sul secondo gradino si ferma a guardare indietro. Clarence andato nellingresso con le spalle rivolte a Mary e guarda imbronciato in direzione dei loro bagagli)
CLARENCE: John, prendi i loro bagagli.
(John scompare in direzione della porta dingresso. Le voci di Vinnie e Cora si sono affievolite in distanza. Clarence si volta con lo sguardo torvo in loro direzione e si trova a guardare in pieno viso Mary)
MARY: Cora non mi aveva parlato di te. Prima dora non avevo mai conosciuto qualcuno di Yale.
(Lei gli lancia un devastante sorriso e con un sonoro nitrito da ragazza eccitata corre su per le scale. Clarence la segue con lo sguardo per qualche secondo, poi si gira verso il pubblico con uno sguardo da cosa mi sta succedendo adesso?.
Improvvisamente, comunque, il suo viso si rompe in un sorriso che indica che, qualsiasi cosa sia successo, a lui piace.)
SIPARIO
Scena 2
Lo stesso giorno. Allora del the.
Vinnie e il Parroco stanno prendendo il the. Il Reverendo Dr. Lloyd un uomo paffuto e agitato, molto cordiale e simpatico. Vinnie e il Dr. Lloyd hanno un grosso punto in comune: la loro devozione alla chiesa e ai suoi rituali. La devozione di Vinnie deriva dalla sua naturale piet; il Dr, Lloyd un po pi professionale.
Allapertura del sipario, il Dr. Lloyd seduto con una tazza di the. Anche Vinnie seduta e Whitney vicino a lei, rigidamente eretto alla maniera di un ragazzo che sta recitando. Harlan seduto vicino alla madre e osserva la performance di Whitney.
WHITNEY (recita): per adorarLo, ringraziarLo, per riporre in Lui tutta la mia fede, per invocarLo (esita)
VINNIE (prontamente): per onorare
WHITNEY: per onorare il Suo Santo Nome e la Sua Parola e per servirLo sinceramente tutti i giorni della mia vita.
DE. LLOYD: Qual il tuo dovere verso il tuo prossimo?
WHITNEY: Ehi! (Si concentra e fa una bella partenza) Il mio dovere verso il mio prossimo di amarlo come me stesso e di fare agli altri quello che vorrei che gli altri facessero a me; amare, onorare e aiutare mio padre e mia madre; onorare e obbedire
VINNIE: alle autorit civili
WHITNEY: s, alle autorit civili. Per per per
VINNIE (al Dr. Lloyd): Ma lo sa veramente.
WHITNEY: Conosco molto pi degli altri
DR. LLOYD: Bene, stato molto bravo per un ragazzo cos giovane. Sono certo che se si applicher ancora, da qui a domenica, potr sentirlo ancora con gli altri.
VINNIE: Dovrai studiare molto, Whitney, se vuoi che il Dr: Lloyd segnali il tuo nome al vescovo Potter domenica prossima. Devo confessarle, Dr. Lloyd, che in realt colpa mia. Invece di risentire a Whitney il suo catechismo, questa mattina gli ho permesso di andare a giocare a baseball.
WHIYNEY: Abbiamo vinto: 35 a 27.
DR. LLOID: splendido, bambino mio. Sono contento che la tua squadra abbia vinto. Ma vincere sul tuo catechismo una vittoria pi ricca e pi piena.
WHITNEY: Posso andare adesso?
VINNIE: S, tesoro. Ringrazia il Dr: Lloyd per averti ascoltato e vai pure.
WHITNEY: Grazie Dr. Lloyd.
DR.LLOYD: Di nulla, ometto mio.
(Whitney fa per uscire, poi torna indietro, prende un dolcetto e scappa via)
VINNIE: Il piccolo Harlan molto portato ad imparare le cose a memoria.
HARLAN (alzandosi in piedi): Posso scandire Costantinopoli. Vuole ascoltarmi? (sorridendo il Dr: Lloyd da il suo assenso. Harlan intona una specie di filastrocca) C ed O mi d CO, S con TAN & TIN esce fuori Costantin, con la O vicino ai POLI mi fa dir COSTANTINOPOLI.
DR.LLOYD: Ben fatto, bambino mio.
VINNIE (porgendogli una dolcetto dal vassoio per il the): Questo carino, tesoro. Ecco cosa ti do per averlo saputo dire cos bene.
(Harlan guarda rapidamente i dolci e poi il Dr. Lloyd)
HARLAN: Vuole che la ripeta ancora per lei?
VINNIE: No, tesoro, un dolcetto sufficiente. Vai fuori a giocare con Whitney.
HARLAN: Posso sillabare Huckleberry pie
VINNIE: Vai, caro.
(Harlan esce saltellando sul ritmo della sua canzoncina)
HARLAN: H-a-huckle b-a-buckle h-a-huckle-high. H-a-huckle b-a-buckle huckleberry pie!
DR. LLOYD (divertito): Lei e il signor Day devono essere molto orgogliosi dei loro bambini. (Vinnie raggiante) Avevo sperato di trovare il signor Day in casa questo pomeriggio.
VINNIE (evasivamente): Beh, arriva normalmente a casa dallufficio verso questora.
DR. LLOYD: Forse andato a fare una galoppata nel parco una cos bella giornata! Suppongo sia molto abile nellandare a cavallo.
VINNIE: Oh, s.
DR. LLOYD: Mi dica non mai stato sbalzato da cavallo?
VINNIE: Oh, no! Nessun cavallo sbalzerebbe il signor Day.
DR. LLOYD: Me lo chiedevo. Pensavo potesse aver avuto un incidente. Ho notato che, in chiesa, non si inginocchia mai.
VINNIE: Oh, ma quello non un incidente! Ma non vorrei che lei pensasse che non prega. Lo fa. Perch talvolta lo si sente pregare per tutta la casa. Ma non si inginocchia mai.
DR. LLOYD: Non si inginocchia mai? O povero me! Avevo sperato di poter parlare con lei e il signor Day circa il nostro progetto per la nuova chiesa.
VINNIE: Sono contenta di sapere che stiamo per avere una nuova chiesa.
DR. LLOYD: Ed io sono lieto di annunciare che ora siamo pronti a procedere. La sola cosa che ancora va fatta di raccogliere il denaro.
VINNIE: Nessuno avr esitazioni nel contribuire a questo.
(La porta dingresso sbatte)
DR. LLOYD: Forse, questo il signor Day.
VINNIE: Oh, no. Credo che sia difficile. (il padre compare nellarco) Ma lui!
MR. DAY: Dannazione! Mi ero dimenticato.
VINNIE: Clare, arrivi giusto in tempo. Il Dr. Lloyd qui per il the.
MR. DAY: Arrivo subito. (scompare dallaltro lato dellarco)
VINNIE: Far venire del the fresco. (Va al campanello e suona per la cameriera)
DR. LLOYD: Adesso possiamo parlare con il signor Day dei nostri progetti per la nuova costruzione.
VINNIE (conoscendo il suo uomo): Dopo che avr bevuto il suo the.
(Il padre ritorna nella stanza. Il Dr. Lloyd si alza)
MR. DAY: Come va, Dr. Lloyd?
(Clarence scende dalle scale e con impazienza si guarda in giro cercando Mary)
CLARENCE: Oh, ma pap.
DR. LLOYD: Molto bene, grazie. (si stringono la mano)
CLARENCE (a Vinnie): Non sono ancora tornate?
VINNIE: No! Clarence, no!
(Con disappunto Clarence si gira e risale le scale)
DR. LLOYD: un grande piacere incontrarsi con lei, signor Day. Eccetto una rapida occhiata la domenica, ho avuto ben poche occasioni di vederla.
(Il padre grugnisce e si siede. Delia, una nuova domestica, entra)
DELIA: S, signora?
VINNIE: Del the fresco ed una tazza per il signor Day. (Delia esce e Vinnie si avvicina la tavolo da the per iniziare la conversazione) Allora, Clare, hai avuto una giornata movimentata in ufficio?
MR. DAY: Dannatamente movimentata!
VINNIE: Clare!
MR. DAY: Molto movimentata. Sono stanco morto.
VINNIE: Ho ordinato del the fresco. (al Dr: Lloyd) Povero Clare, deve lavorare molto duramente. Viene sempre a casa stanchissimo. Sebbene, come faccia un uomo a stancarsi solamente sedendo alla scrivania tutto il giorno, non lo so. Suppongo che Wall Street sia un mistero per lei proprio come lo per me, Dr: Lloyd.
DR. LLOYD: No, no, tutto molto chiaro per me. Il mio pensiero va spesso alluomo daffari. Il ritratto di lui che mi piace quando lo immagino al termine della sua giornata di lavoro. Allora siede, questo accorto uomo daffari, circondato dai documenti che, per ore, sono stati molto accuratamente e duramente studiati. Io lo vedo che interrompe la sua fatica, alza per caso gli occhi e guarda fuori dalla finestra verso la luce del cielo di Dio e arriva a comprendere che il denaro e i documenti sono cose senza valore. (Il padre guarda verso il Dr. Lloyd con un certo sbalordimento) Egli realizza che tutte queste cifre di perdite e profitti sono senza alcuna importanza vanit e polvere. E vedo questo uomo tormentato chinare la testa e con gli occhi lucidi, decide di dedicare la propria vita a cose di gran lunga pi elevate.
MR. DAY: Ebbene, che io sia dannato!
(A questo punto, Delia ritorna con il the fresco per il padre)
VINNIE: Ecco il tuo the, Clare.
(Il padre nota la nuova domestica)
MR. DAY: Chi questa?
VINNIE (quietamente): La nuova cameriera.
MR. DAY: Dov quella che avevamo questa mattina?
VINNIE: Non pensarci, Clare.
MR. DAY: Quella che avevamo questa mattina era pi carina. (Delia, con un leggero risentimento, esce. Il padre aggredisce il the e i dolci con buon appetito) Vinnie, sono buoni questi dolci.
DR. LLOYD: Deliziosi!
VINNIE: Il Dr. Lloyd voleva parlarci circa i progetti per la nuova costruzione.
MR. DAY: La nuova cosa?
VINNIE: La nuova chiesa Clare, lo sai che stiamo progettando di costruire una nuova chiesa.
DR. LLOYD: Naturalmente stiamo cercando di raccogliere una grande quantit di denaro.
MR. DAY (conscio del pericolo): Bene, personalmente sono contrario alle chiese che saltano di qua e di l per tutta la citt. Ed anche accaduto che durante lultimo anno ho sofferto pesanti perdite sul mercato dannatissime pesanti perdite
VINNIE: Clare!
MR. DAY: sicch qualsiasi contributo io dar. dovr essere molto piccolo
VINNIE: Ma, Clare, per una cos degna causa!
MR. DAY: e se il vostro Comitato Finanziario penser che sia troppo piccolo, possono dar la colpa ai farabutti che dirigono la Ferrovia di New Haven!
DR. LLOYD: Limporto che ognuno dovr sottoscrivere gi stato deciso.
MR. DAY (irrigidendosi): Chi lo ha deciso?
DR. LLOYD: Dopo molte riflessioni, abbiamo trovato una formula che riteniamo onesta ed equanime. Essa divide il carico in modo leggero su coloro meno capaci di sopportarlo e in modo giusto su coloro le cui spalle sappiamo essere pi forti. Abbiamo ritenuto che i nostri membri sostenitori dovranno sostenere una somma pari al costo delle loro panche in chiesa.
(Al padre cade la mascella)
MR. DAY: Io pago cinquemila dollari per la mia panca!
VINNIE: S, Clare. Questo fa s che il nostro contributo sar di cinquemila dollari.
MR. DAY: Ma questo un furto! Sai quanto vale quella panca oggi? Tremila dollari. Ecco a quanto stata venduta lultima. Ho gi avuto una perdita netta di duemila dollari su quella panca. Frank Baggs mi ha venduto quella panca quando il mercato era al suo massimo. Egli sapeva che era il momento di vendere. (si gira verso Vinnie) E ti avverto che adesso, se il mercato sale, io provveder a liberarmi di quella panca.
VINNIE: Clarence Day! Come puoi parlare del tempio del Signore come se fosse una cosa che si pu vendere e acquistare a Wall Street!
MR. DAY: Vinnie, questa una questione di dollari e di cent, ed un qualcosa del quale non sai assolutamente nulla!
VINNIE: Il tuo parlare di religione in termini di dollari e cent mi sembra piuttosto vicino alla bestemmia.
DR. LLOYD: Adesso, signora Day, suo marito un uomo daffari ed ha un approccio pratico nei confronti di questo problema. Anche noi abbiamo cercato di essere pratici al riguardo abbiamo tutti gli elementi e le cifre.
MR. DAY: Oh, veramente! Quanto vi verr a costare la nuova costruzione?
DR. LLOYD: Credo che la somma che ho sentito menzionare sia di ottantacinquemila dollari o invece era di centottantacinquemila dollari?
MR. DAY: E qual il valore della propriet nella quale siamo ora?
DR. LLOYD: Ebbene, c piuttosto una disparit di opinioni al riguardo.
MR. DAY: E quanto dovete raccogliere per costruire la nuova chiesa?
DR. LLOYD: Ora , io ho visto questi numeri mi lasci pensare So che per qualcosa si pu far affidamento sullammontare dellipoteca.
MR. DAY: Ipoteca, eh? Quali sono i termini di ammortamento?
DR. LLOYD: Ammortamento? Questa parola non mi familiare.
MR. DAY: Tutto questo mi sembra piuttosto vago e poco solido. Certamente, sulla base di quanto ho sentito, non lascerei fare investimenti a nessuno dei miei clienti.
(suona il campanello alla porta dingresso)
DR. LLOYD: Gli abbiamo dedicato una grande attenzione. Non vedo come possa chiamarlo vago.
(Delia passa nellanticamera dirigendosi verso lingresso)
MR. DAY: Dr. Lloyd, lei predica che un giorno tutti dovremo rendere conto a Dio.
DR. LLOYD: Sar proprio cos!
MR. DAY: Bene, spero che Dio non voglia porle delle domande contenenti delle cifre.
(Si sente in anticamera la voce di Cora che ringrazia Delia. Vinnie si dirige verso larco giusto in tempo per incontrare Cora e Mary mentre entrano, pesantemente cariche di pacchetti che depongono. Il padre e il Dr. Lloyd si alzano)
CORA: Oh, Vinnie, che giornata! Siamo state in ogni negozio della citt e (scorge il padre) Cugino Clare!
MR. DAY (cordialmente): Cora, cosa fai a New York?
CORA: Siamo di passaggio, stiamo andando a Springfield.
MR. DAY: Siamo?
(Clarence scende dalle scale ed entra nella stanza con occhi solo per Mary)
VINNIE: Oh, Dr. Lloyd, questa la mia cugina preferita, la signorina Cartwright, e la sua amica, Mary Skinner. (si scambiano reciprocamente i saluti)
DR. LLOYD: Questa mi sembra che sia una riunione di famiglia. Devo proprio andare.
MR. DAY (prontamente): Addio, Dr. Lloyd.
DR. LLOYD: Addio miss Cartwright. Addio miss er
VINNIE: Clarence, non hai salutato il Dr. Lloyd.
CLARENCE: Addio, Dr. Lloyd.
VINNIE (al Dr. Lloyd): Laccompagno alla porta. (Il Dr. Lloyd e Vinnie escono continuando a parlare)
MR. DAY: Cora, tu sei la benvenuta come i fiori di maggio! Prendi un the con noi. (a Delia) Porta del the fresco e ancora un po di questi dolcetti.
CORA: Oh, abbiamo gi preso il the! Eravamo cos stanche di girare per negozi che abbiamo preso un the in centro. (Il padre, con un gesto lascia stare revoca lordine a Delia che toglie il tavolo da the ed esce)
MARY: Allhotel della 5 strada!
MR. DAY: Allhotel della 5 strada, eh! Chi hai detto che questa graziosa ragazzina?
CORA: la figlia di Ed Skinner. Bene, Mary, finalmente hai incontrato il signor Day. Ho parlato cos tanto di te con Mary, cugino Clare, che moriva proprio dalla voglia di conoscerti.
MR. DAY: Suvvia, sedetevi! Sedetevi! Se anche avete gi preso il the potete fermarvi un momento a fare quattro chiacchiere. A proposito, perch non vi fermate a pranzo?
(Vinnie entra giusto in tempo per sentire questa frase ed interviene rapidamente)
VINNIE: tutto a posto, Clare. Cora e Mary saranno a pranzo con noi.
MR. DAY: Molto bene! Molto bene!
CORA: Cugino Clare, non so come ringraziare te e Vinnie per la vostra ospitalit.
MARY: Certamente, signor Day.
MR. DAY: Bene, dovrete accontentarvi di quello che c.
CORA: No, intendevo dire
(Vinnie parla rapidamente nel tentativo di ritardare nel rivelare al padre che ha in casa degli ospiti)
VINNIE: Clare, sai che le ragazze stanno andando a visitare la zia Judith e si fermeranno a Springfield un mese intero?
MR. DAY: Che bello! Quanto tempo vi fermerete a New York, Cora?
CORA: Tutta la settimana.
MR. DAY: Splendido! Spero che ci vedremo qualche volta ancora, vero Vinnie?
(Cora lo guarda sbalordita e sta per parlare)
VINNIE: Avete trovato tutto quello che cercavate, nei negozi?
CORA: Proprio tutto.
VINNIE: Voglio vedere cosa avete preso.
CORA: Aspettavo proprio il momento per farti vedere. (si rivolge timidamente al padre) Ma mi dispiace che alcuni pacchetti non potranno essere aperti di fronte al cugino Clare.
MR. DAY: Devo lasciare la stanza? (ride della sua battuta)
CORA: Clarence, ricordati di portare i pacchetti su nella nostra camera o devo dire la tua camera? (al padre) Non stato gentile Clarence a cederci la sua camera per unintera settimana?
MR. DAY (improvvisamente conscio della cosa): Vinnie!
VINNIE: Vieni, Cora, non posso proprio aspettare per veder cosa c in quei pacchetti.
MR. DAY (minacciosamente): Vinnie, desidero parlare con te prima che tu salga.
VINNIE: Sar di nuovo gi tra un minuto, Clare.
MR. DAY: Voglio parlare con te adesso!
(Le ragazze sono scomparse su per le scale)
VINNIE: Verr di sopra tra un minuto, Cora. (si sente un debole va bene provenire dalle scale)
MR. DAY (la sua voce bassa ma severa): Queste due donne sono accampate in questa casa?
VINNIE: Insomma, Clare!
MR. DAY (alzando la voce): Rispondimi, Vinnie!
VINNIE: Solo un minuto controllati, Clare. (Vinnie, sentendo arrivare la tempesta, si precipita alle porte scorrevoli. Clarence sta lasciando lanticamera con i suoi pacchetti e, avendo anche riconosciuto il segnale di pericolo, quando Vinnie chiude unanta, lui chiude laltra rimanendo fuori in anticamera e lasciando il padre e Vinnie luno di fronte allaltro nel soggiorno) (In tono persuasivo) Ora, Clare, ammetti che ti sempre piaciuta Cora.
MR. DAY (esplodendo): Che cosa ha a che fare tutto ci con il suo installarsi nella mia casa portando con s orde di estranei?
VINNIE (con tono di rimprovero): Come puoi chiamare quella dolce ragazzina unorda di estranei?
MR. DAY: Perch non se ne vanno in albergo? New York piena di alberghi costruiti con lespresso proposito di alloggiare siffatti seccatori.
VINNIE: Clare! Due ragazze sole in un albergo! Chiss cose potrebbe loro accadere?!
MR. DAY: E va bene. Allora mettile sul primo treno. Se vogliono girovagare dannate zingare diamogli una mano! Aiutiamole a vagabondare!
VINNIE: Per cosa abbiamo preso una casa, se non possiamo mostrare un minimo di ospitalit?
MR. DAY: Io non ho comprato questa casa per mostrare ospitalit lho comprata per il mio personale comfort!
VINNIE: Ebbene, quanto potranno interferire con il tuo comfort, in quella piccola camera di Clarence?
MR. DAY: La seccatura , dannazione, che loro non vivranno l. Esse vivranno nella stanza da bagno! Ogni volta che vorr farmi un bagno, sar pieno di femmine che ridono scioccamente mentre si lavano i capelli. Dal tempo che ci metteranno si potr pensare che siano le Sette Sorelle del Sud. Ti dico che io questo non lo voglio! Mandale in albergo. Sar felice di pagare il loro conto, ma buttale fuori di qui!
(Clarence infila la sua testa tra le ante della porta scorrevole)
CLARENCE: Pap, mi dispiacerebbe che potessero sentirti disopra.
MR. DAY: E allora tieni chiuse queste porte!
VINNIE (con decisione): Clarence, apri queste porte aprile comunque. (Clarence le apre)
VINNIE (al padre, abbassando la voce ma conservando il suo spirito):Adesso, Clare, comportati bene! (il padre la osserva arrabbiato) Esse sono qui e continueranno a stare qui.
MR. DAY: Adesso basta, Vinnie! Ne ho abbastanza di questo argomento (si dirige alla sua sedia presso la finestra, borbottando) Dannazione!!
CLARENCE (a Vinnie): Mamma, la cugina Cora ti sta aspettando.
MR. DAY: Quello che non capisco perch questo sciame di locuste scenda sempre su di noi senza alcun preavviso. (si siede. Vinnie lo guarda; allora convinta della sua vittoria, sale per le scale) Dannazione! Dannata dannazione!!! (Segue con gli occhi Vinnie che sale le scale; ricorda di essere molto innamorato di lei) Vinnie! Vinnie cara! (ricorda di essere molto arrabbiato) Dannazione!!!
CLARENCE: Pap, questa sera non potrei venire insieme agli altri da Delmonico.
MR. DAY: Cosa stai dicendo? Delmonico?
CLARENCE: S, tu porterai mamma , Cora e Mary a cena da Delmonico.
MR. DAY (esplodendo): Dannazione! (a questo grido del padre, volando, Vinnie scende nuovamente dalle scale) Questo non lo voglio! Non lo voglio! (il padre scalpita rabbiosamente attraverso la stanza)
VINNIE (scendendo le scale): Clarence, le porte!
MR. DAY: Voglio rimanere qui, per Dio! Voglio rimanere qui! (Vinnie e Clarence, accorrendo chiudono nuovamente le porte scorrevoli)
VINNIE: Clare! Cosa succede adesso?
MR. DAY (con la calma della rabbia raggelata): Ho capito bene che questa sera non potr cenare nella mia propria casa?
VINNIE: Far bene ad entrambi uscire da questa casa. Tu hai bisogno di un piccolo cambiamento. Questo ti far sentire meglio.
MR. DAY: Ho una casa nella quale cenare. Dal momento che non posso cenare qui, questa casa in vendita!
VINNIE: Bene, tu non potrai cenare qui stasera perch non stato ordinato nulla.
MR. DAY: Lascia che ti dica che io sono pronto a vendere questo posto in questo stesso momento se non posso viverci in pace. Possiamo andare tutti a sistemarci sotto una palma e vivere dei frutti dellalbero del pane e di sottaceti.
VINNIE: Ma, Clare, Cora e Mary vogliono vedere qualcosa di New York.
MR. DAY: Ah, questo allora! Ebbene, non affar mio! Non sono una guida per Chinatown e Bowery. (Alzandosi, cammina impettito spalancando le porte scorrevoli. Arrivando alla base delle scale incrocia Mary che sta scendendo)
MARY: Mi piace la sua casa, signor Day. Potrei vivere qui per sempre. (Il padre emette un ruggito di disgusto e continua a salire. Mary entra in soggiorno ad occhi un po spalancati) Cora la sta aspettando, signora Day.
VINNIE: Oh, s. Salgo immediatamente. (sale le scale)
CLARENCE: Sono contento che ti piaccia la nostra casa.
MARY: Oh s, mi piace molto. Mi piace il verde.
CLARENCE: Anche a me piace il verde. (guarda i capelli rossi di lei)
MARY: Il rosso il mio colore preferito.
(Imbarazzato, Clarence si scopre improvvisamente a parlare di qualcosa cui non aveva pensato)
CLARENCE: Una cosa interessante riguardo ai colori. Il rosso un colore anche simpatico in casa; ma allesterno, troppo rosso pu essere spiacevole. Io penso, ad esempio, se tutti gli alberi e lerba fossero rossi. Allaperto il verde il colore migliore.
MARY (impressionata): giusto! Non avevo mai pensato alla cosa in questo modo ma quando ci pensi giustissimo! Scommetto che avrai successo a Yale.
CLARENCE (Compiaciuto, ma con modestia): Oh!
(Si sente sbattere la porta dingresso)
MARY: Mia madre vuole che io vada al College. Tu cosa ne pensi delle ragazze che vanno al College?
CLARENCE: Penso che sia una cosa giusta, se hanno voglia di buttare via tutto quel tempo prima che si sposino, voglio dire.
(John entra portando il Manuale dei Giovani)
JOHN: Ehil! Guardate! Un nuovo Manuale dei Giovani!
(Clarence e Mary gli lanciano un Hallo)
CLARENCE (dallalto della sua maturit): John si diverte con il Manuale dei Giovani. (John si siede e comincia a leggere. Clarence seccato da questo) John! (John lo guarda, interrogativo. Clarence indica col capo verso Mary. John ricordando le buone maniere si alza. Clarence si rivolge educatamente a Mary) Vuoi sederti?
MARY: Oh, grazie!
(Mary si siede. John si siede di nuovo rapidamente e si rituffa nel Manuale dei Giovani. Clarence si siede al fianco di Mary)
CLARENCE: Come stavo dicendo credo che sia giusto per una ragazza andare al College, se va ad un College femminile.
MARY: Ebbene, mamma vuole mandarmi alla Ohio Wesleyan perch Metodista. (Quasi come una confessione) Vedi, noi siamo Metodisti.
CLARENCE: Oh, che peccato! Non voglio dire che sia un peccato che tu sia Metodista. Ognuno ha il diritto di essere quel che vuole. Ma quello che voglio dire che noi siamo Episcopali.
MARY: S, lo so. Lho sempre saputo da quando ho visto il vostro sacerdote e il suo collare. (Il suo sguardo abbastanza triste per un istante, poi il suo volto si illumina) Oh, ora che mi ricordo mio padre era un Episcopale. Fu battezzato come Episcopale. stato Episcopale fino a quando spos mia madre. Era lei la Metodista.
(Il tono di Mary avrebbe sorpreso sua madre e anche Mary se lei fosse stata ad ascoltare)
CLARENCE: Scommetto che tuo padre un uomo simpatico.
MARY: S, lo . proprietario di una scuderia.
CLARENCE: Davvero? Allora ti devono piacere molto i cavalli.
MARY: Oh, io amo i cavalli! (essi si sentono felicemente uniti nel loro comune amore per i cavalli)
CLARENCE: Sono i miei animali preferiti. Mio padre ed io pensiamo entrambi che non ci sia nulla come i cavalli!
(Il padre scende dalle scale ed entra nella stanza. I ragazzi si alzano)
MARY: Oh, signor Day, sto trascorrendo dei momenti molto piacevoli qui!
MR. DAY: Clarence ti sta intrattenendo, eh?
MARY: Oh s, signore. Abbiamo parlato di tutto, colori, cavalli e religione.
MR. DAY: Oh! (rivolto a John): gi arrivato il giornale della sera?
JOHN: No, pap.
MR. DAY: Cosa stai leggendo?
JOHN: Il Manuale dei Giovani, pap.
(Whitney e Harlan arrivano dallanticamera. Whitney porta una piccola scatola)
WHITNEY: Guarda cosa abbiamo preso!
MR. DAY: Che cos?
WHITNEY: Il Salto della Pulce. Abbiamo messo insieme i nostri soldi e labbiamo comprato.
MR. DAY: proprio un bel gioco. Sapete come si gioca?
WHITNEY: S, lho giocato molte volte.
HARLAN: Fammi vedere come si gioca.
MR. DAY: Ecco, te lo faccio vedere io. (apre la scatola ed estrae bicchieri e dischetti)
MARY (A Clarence speranzosa): Uscirai a cena con noi questa sera?
CLARENCE (guardando il padre): Non lo so ancora ma se come sembra, comincio a pensare che verr.
MR. DAY: facile, Harlan. Devi schiacciare verso il basso con questo e fai saltare la piccola pulce nel bicchiere. Adesso guarda me (schiaccia e il dischetto salta gi dal tavolo) Il tavolo non abbastanza largo. Voi ragazzi, sar meglio se giocherete sul pavimento.
WHITNEY: Vieni, Harlan, io prender i rossi e tu prenderai i gialli.
MR. DAY: John, hai fatto i tuoi esercizi al pianoforte, oggi?
JOHN: Volevo esercitarmi questa sera.
MR. DAY: Meglio se lo fai adesso. La musica un piacere nella casa.
(John esce, incrociando Cora e Vinnie che scendono dalle scale)
VINNIE: Clare, sai cosa mi ha appena detto Cora? Lei e Clyde si sposeranno questo autunno!
MR. DAY: Oh, finalmente sei riuscita a tirarlo a riva, vero? (tutti ridono) Bene, un uomo molto fortunato. Cora, essere sposati il solo modo di vivere.
CORA: Se riusciremo ad essere felici solo la met di lei e della cugina Vinnie
VINNIE (che si avvicinata ai ragazzi): Ragazzi, non potreste giocare con quello sopra il tavolo?
WHITNEY: Il tavolo non abbastanza grande. Pap ci ha detto di giocare sul pavimento.
VINNIE: Anima mia! Guardati le mani! Delia sar pronta con le vostre cene tra pochi minuti. Andate subito a lavarvi le mani, poi tornate e mostrate a mamma se sono pulite.
(I ragazzi raccolgono il gioco e si allontanano contro voglia. Dalla stanza vicina si sente John che canta Nella vecchia fattoria)
MR. DAY (sedendosi sul divano con Mary): Vinnie, questa giovane fanciulla ha allincirca la stessa et che avevi tu quando venni a Pleasantville per salvarti.
VINNIE: Salvarmi! Tu eri venuto laggi per chiedermi di sposarti.
MR. DAY: la stessa cosa. Ti ho salvata dal rischio di trascorrere il resto della tua vita in quel buco di paese.
VINNIE: Cora, laltro giorno mi capitata nelle mani una fotografia di Clare scatta a Pleasantville. Voglio fartela vedere. Mi dirai poi tu, chi stato salvato! (Si avvicina al tavolo e comincia a rovistare nel cassetto)
MR. DAY: Non c tempo per questo, Vinnie. Se dobbiamo andare da Delmonico per la cena, sar meglio che ci prepariamo. Sono gi passate le sei!
CORA: Buon Dio! Sar meglio cominciare subito. Se dovr cenare in pubblico con un cittadino eminente come lei, cugino Clare dovr mostrarmi nel mio massimo splendore! (si dirige verso larco)
MARY: Io mi sono gi cambiata.
CORA: S, lo so. Mi dispiace, ma devo chiederti di salire con me e aiutarmi ad allacciare il vestito.
MARY: Naturalmente.
CORA: Ci vorr solo un minuto, poi tu potrai ritornare qui.
(Il padre si alza. Mary gli passa davanti e si dirige verso lanticamera, poi si gira e guarda indietro verso di lui)
MARY: Signor Day, lei sempre stato un Episcopale?
MR. DAY: Cosa?
MARY: Lei sempre stato un Episcopale?
MR. DAY: Sono sempre andato alla Chiesa Episcopale, s.
MARY: Ma lei non stato battezzato come Metodista o che altro? Lei stato battezzato come Episcopale?
MR. DAY: Pensandoci, credo di non essere stato battezzato affatto.
MARY: Oh!
VINNIE: Clare, non affatto divertente scherzare su un argomento come questo!
MR. DAY: Non sto scherzando adesso ricordo s, non sono mai stato battezzato.
VINNIE: Clare, ma ridicolo, tutti sono battezzati.
MR. DAY (Sedendosi con compiacimento): Bene. Io non lo sono.
VINNIE: Perch? Nessuno impedisce ad un bambino di essere battezzato!
MR. DAY: Tu conosci pap e mamma entrambi liberi pensatori ritenevano che il loro bambino avrebbe potuto decidere da solo queste cose.
VINNIE: Ma, Clare
MR. DAY: Ricordo che quando avevo dieci o dodici anni, la mamma disse: necessario pensare un po a lui. Suppongo alludesse a questo, ma non ricordo assolutamente che abbiano fatto qualcosa al riguardo.
(Lo shock per Vinnie tanto grande come se il padre avesse annunciato con calma di essere colpevole di omicidio. Lei si porta vicino a lui, fissandolo con orrore. Cora e Mary, presagendo linizio della battaglia, si ritirano verso lo scudo neutrale dellanticamera.)
VINNIE: Clare, sai che cosa stai dicendo?
MR. DAY: Sto dicendo che non sono mai stato battezzato.
VINNIE (in un panico improvviso): Allora, qualcosa al riguardo deve essere fatto subito.
MR. DAY (senza la minima preoccupazione): Adesso, Vinnie, non agitarti per nulla.
VINNIE: Nulla! (allora come solo una donna pu fare una domanda) Clare, perch non me lo hai mai detto?
MR. DAY: Che differenza avrebbe fatto dirtelo?
VINNIE (ritorna il panico): Non ho mai sentito di nessuno che non sia stato battezzato. Perfino i selvaggi dellAfrica nera
MR. DAY: Va tutto bene per i selvaggi e per i bambini. Ma se nel mio caso stata commessa una svista, adesso troppo tardi per correggerla.
VINNIE: Ma se non sei stato battezzato, non sei un Cristiano!
MR. DAY (alzandosi con rabbia): Perch? Al diavolo! Naturalmente sono un Cristiano! E un Cristiano dannatamente buono, anche! (La voce del padre fa capire a Clarence che la battaglia assume una maggiore forza. Velocemente salta alla porta scorrevole e la chiude escludendo s stesso, Mary e Cora dalla scena dellazione) Un Cristiano un sacco migliore di quegli asini cantasalmi che si fanno vedere in chiesa!
VINNIE: Non puoi esserlo se non sei stato battezzato.
MR. DAY: Io non voglio essere battezzato e voglio essere un Cristiano! Desidero informarti che sar un Cristiano a modo mio!
VINNIE: Clare, non vuoi che ci incontriamo in Paradiso?
MR. DAY: Ma naturalmente! E io ci andr!
VINNIE: Ma tu non puoi andare in Paradiso se non sei battezzato!
MR. DAY: Questo un mucchio di sciocchezze!
VINNIE: Clarence Day, non bestemmiare cos! Tu verrai in chiesa con me, un mattino, prima di recarti in ufficio e l verrai battezzato!
MR. DAY: Vinnie, non essere ridicola! Se tu pensi che io andr l e, alla mia et, star a ricevere uno spruzzo dacqua dal sacerdote, ti stai sbagliando!
VINNIE: Ma, Clare
MR. DAY: Questo tutto, Vinnie, basta cos! Adesso ho fame! (Si alza e si dirige alla porta. Non realizza che ora, lui e Vinnie, sono impegnati in una battaglia alla morte) Vado a vestirmi per il pranzo.. (Spalanca le porte rivelando Whitney e Harlan, che ovviamente sono stati segretamente ad ascoltare ed hanno sentito lintera rivelazione del paganesimo paterno. Il padre cammina impettito oltre loro su per le scale. I due ragazzi entrano nella stanza fissando la loro madre che rimasta immobile, troppo scioccata dalla insensibile empiet del padre per parlare o per muoversi.)
WHITNEY: Mamma, se pap non stato battezzato, non ha alcun nome. Agli occhi della Chiesa non ha nessun nome.
VINNIE: proprio cos! (rivolta a s stessa) E forse non siamo nemmeno sposati!
(Questo spaventoso pensiero si impossessa di Vinnie. I suoi occhi si girano lentamente verso i bambini e improvvisamente realizza la loro ambigua situazione. La sua mano corre alla bocca per nascondere un rapido singhiozzo dorrore mentre si chiude il sipario)
FINE DEL PRIMO ATTO
ATTO SECONDO
Scena 1
Lo stesso ambiente.
Il giorno seguente, Domenica. Dopo la Chiesa.
Quando il sipario si apre, la scena vuota. Vinnie, arrivando dallingresso, entra dallarco, vestita col vestito migliore della Domenica, portando il libro delle preghiere, il libro dei canti e una fredda indignazione. Non appena nella stanza, il padre attraversa lanticamera con la giacca a coda della Domenica, e il cappello si seta, portando guanti e bastone. Vinnie lo guarda al di sopra della spalla mentre egli scompare. Cora, Whitney e Harlan entrano nella stanza, Cora lanciando uno sguardo dietro al padre e poi verso Vinnie. Tutti e tre camminano come pensando che il suono di un passo possa essere la possibile causa di unesplosione, e parlano in tono sommesso.
HARLAN: Cugina Cora, prima che tu vada, vuoi giocare una partita alle pulci con me?
CORA: Fino allora della partenza, sar molto impegnata a fare i bagagli.
WHITNEY: Non si pu giocare la Domenica.
(Si sente la porta che si chiude; entra John che ansiosamente scruta nella stanza)
CORA: John, dove sono Clarence e Mary?
JOHN: Sono rimasti indietro in strada. (sale le scale. Whitney prende il cappello di Harlan dalla sua testa e si dirige verso larco)
VINNIE: Whitney, non appendere il tuo cappello. Voglio che tu vada da Sherry a prendere il gelato per il pranzo. D al signor Sherry, di fragole se ne ha. E porta Harlan con te.
WHITNEY: Va bene, mamma.(Afferra Harlan, trascinandolo con le buone maniere della sua et, saluta col capo ed esce)
CORA: Oh, Vinnie, mi dispiace lasciarti. Abbiamo trascorso una piacevole settimana.
VINNIE (con la voce tremante in un tono di scandalizzata apologia): Cora, chiss cosa potrai pensare di Clare, per la scena che ha fatto oggi, per strada, fuori dalla chiesa?
CORA: Cugina Vinnie, probabilmente ha pensato che sei stata tu a suggerire al Parroco quel sermone.
VINNIE (il tono cambia dallapologia allautodifesa con sottintesi di colpa): Ah s, devo andare a trovare il Dr. Lloyd per informarmi se siamo veramente sposati. No, il sermone sul battesimo stata una sua personale idea. Se oggi Clare non avesse urlato cos adesso lintera congregazione sa che lui non mai stato battezzato! Ah, ma sta per esserlo, Cora ricorda le mie parole sta per esserlo! Non posso proprio andare in Paradiso senza Clare. Perch mi sento malinconicamente sola, lontana da lui, anche se vado solamente nellOhio.
(Il padre entra tenendo il suo orologio nella mano. anche arrabbiato. Parla con calma)
MR. DAY: Vinnie, sono stato in sala da pranzo il tavolo ancora non stato apparecchiato.
VINNIE: Oggi pranzeremo pi tardi.
MR. DAY: Perch non posso avere i miei pasti al momento giusto?
VINNIE: Il treno delle ragazze partir alla una e trenta. Il loro taxi sar qui alluna in punto..
MR. DAY: Taxi? I tram a cavalli fermano proprio vicino alla nostra porta.
VINNIE: Ma hanno queste valigie cos pesanti.
MR. DAY: Clarence e John avrebbero potuto andare avanti a portare i loro bagagli. I taxi sono proprio uno spreco di denaro. Perch non abbiamo pranzato prima?
VINNIE: Non cera abbastanza tempo per un pranzo veloce e anche per la chiesa.
MR. DAY: Per quanto mi riguarda questa sarebbe stata una buona giornata per non andare in chiesa!
VINNIE (energicamente): Ci mancherebbe altro!
MR. DAY (accendendosi): Scommetto che lhai spinto tu a fare quel sermone!
VINNIE: Non sono mai stata cos mortificata in tutta la mia vita! Tu che batti i piedi nella navata, ruggendo il tuo dissenso, al massimo della tua voce!
MR. DAY: Quel Lloyd non ha bisogno di predicare a me come se fossi un qualunque dannato criminale! Volevo che lo sapesse e, per quanto mi riguarda, pu saperlo anche lintera congregazione!
VINNIE: Adesso lo sanno di sicuro!
MR. DAY: Questo mi sta bene!
VINNIE (implorante): Clare, sembra che tu non capisca a cosa serve la chiesa.
MR. DAY (dettando un nuovo Comandamento): Se c un posto che la Chiesa deve lasciare in pace , lanima di un uomo!
VINNIE: Clare, mio caro, non ricordi cosa si dice nella Bibbia?
MR. DAY: Circa la Bibbia, Vinnie, un uomo deve usare il proprio buon senso, se ne ha. Tu, ad esempio, saresti davvero in un bel pasticcio se io avessi donato tutto il mio denaro ai poveri.
VINNIE: Ebbene, questa proprio una stupidaggine!
MR. DAY: Parlando di soldi dove sono i conti di questo mese?
VINNIE: Clare, non ragionevole parlare dei conti di casa mentre sei arrabbiato!
MR. DAY: Dove sono questi conti, Vinnie?
VINNIE: Sono dabbasso sulla tua scrivania. (Il padre esce alquanto impazientemente. I numeri sono cose che lui capisce meglio delle donne) Che tempi! (a Cora) estremamente faticoso per una donna amare cos tanto un uomo come Clare.
CORA: S, gli uomini possono essere irritanti. Clyde mi irrita sempre cos tanto! Siamo stati fidanzati per sei anni, ma dal momento in cui mi ha chiesta in moglie nel preciso istante che ho detto s, ha cominciato a darmi per scontata.
VINNIE: Devi aspettartelo, Cora. Non credo che Clare sia mai venuto a dirmi che mi amava dopo il matrimonio. Naturalmente io so che mi ama, anche perch provvedo io a ricordarglielo. Devi pensare tu a ricordarglielo, Cora.
(Sbatte la porta)
CORA: Questi devono essere Mary e Clarence.
(C un momento di pausa. Le due donne guardano verso lanticamera poi si scambiano una specie di sorriso. Cora si alza, arriva fino allarco, sbircia allesterno poi si gira verso il pubblico e innocentemente chiama: sei tu, Mary?)
MARY (balzando nella stanza): S!
(Clarence attraversa lanticamera per andare ad appendere il suo cappello)
CORA: Dobbiamo cambiarci gli abiti e terminare di fare i bagagli. (inizia a salire)
(Clarence ritorna mentre Mary si avvia a salire le scale)
MARY (a Clarence): Non ci metter molto.
CLARENCE: Posso aiutarvi a fare le valigie?
VINNIE (scioccata): Clarence! (Mary inizia a salire. Clarence entra lentamente nel soggiorno alquanto imbarazzato. Vinnie raccoglie i suoi guanti ed il cappello, si incammina, si ferma a guardare Clarence, poi si avvicina a lui) Clarence, perch non ti sei inginocchiato in chiesa, oggi?
CLARENCE: Cosa, mamma?
VINNIE: Perch, oggi, non ti sei inginocchiato in chiesa?
CLARENCE (turbato): Non ho proprio potuto.
VINNIE: Ha qualcosa a che vedere con Mary? So che Metodista.
CLARENCE: Oh, no, mamma! Anche i Metodisti si inginocchiano. Me lo ha detto Mary. Non si alzano o si siedono tanto quanto noi, ma rimangono inginocchiati pi a lungo.
VINNIE: Se perch tuo padre non si inginocchia devi ricordare che non stato abituato ad inginocchiarsi in chiesa, ma tu invece s e devi farlo sempre e Clarence, tu vuoi farlo, non vero?
CLARENCE: Oh, s! Oggi volevo proprio farlo! Ho iniziato tu hai visto che ho iniziato, ma poi non ho proprio potuto.
VINNIE: Forse questo abito di tuo padre troppo stretto per te?
CLARENCE: No, non troppo stretto. Veste molto bene. Ma il Vestito. Mi sono successe cose molto importanti da quando ho cominciato ad indossarlo. Da quando lo porto non sono pi stato me stesso.
VINNIE: In che modo, Clarence? Che cosa vuoi dire?
(Clarence fa una pausa, poi esce a dire il suo problema)
CLARENCE: Mamma, con questo vestito, non riesco a fare cose che pap stesso non avrebbe fatto.
VINNIE: Ma una sciocchezza, Clarence e non inginocchiarsi in chiesa un sacrilegio.
CLARENCE: Ma fare inginocchiare i pantaloni di pap, mi sembra un sacrilegio ancora maggiore!
VINNIE: Clarence!
CLARENCE: No! Ricordi la prima volta che li ho indossati? Fu al party che Dora Wakefield fece per Mary. Sai cosa successe? Stavamo giocando alle sedie musicali e Dora Wakefield sedette improvvisamente proprio sulle mie ginocchia. Balzai in piedi cos rapidamente che poco manc si facesse male.
VINNIE: Ma fu tutto perfettamente innocente.
CLARENCE: Ma non era perch Dora si stava sedendo in grembo a me lei si sedeva sui pantaloni di pap. Mamma, ho bisogno di avere un vestito proprio mio. (Quello di Clarence un problema metafisico al quale Vinnie non pu far fronte in questo momento particolare)
VINNIE: Anima mia! Clarence tu devi parlare con tuo padre a questo proposito. Sono sicura che se tu lo avvicini nel giusto modo lo sai con tatto beh, egli vedr
(Mary arriva da sopra e si ferma esitante sotto larco)
MARY: Oh, scusatemi.
VINNIE: Tesoro! Hai finito con i bagagli?
MARY: Praticamente s. Non ripongo mai pettine e spazzola fino a che non sono pronta per chiudere la valigia.
VINNIE: Devo vedere Margaret riguardo al vostro cestino per far colazione in treno. Vi lascio qui soli. Ricordatevi che Domenica. (esce per scendere dabbasso)
CLARENCE: Spero che sia possibile avere qualche minuto per stare insieme, prima che tu parta.
MARY (per non confessare la propria impazienza): Cora cos tanto impegnata che avevo pensato di darle una mano.
CLARENCE: Allora, non hai voglia di restare con me?
MARY (con convinzione): Volevo dirti quanto mi ha fatto piacere la nostra amicizia.
CLARENCE: Mi scriverai quando sarai a Springfield, non vero?
MARY: Naturalmente, se tu mi scriverai per primo.
CLARENCE: Ma tu avrai tante cose da scrivere riguardo al vostro viaggio alla zia Judith e a quante cose ci sono a Springfield. Scrivimi appena arrivi l.
MARY: Pu essere che sar troppo occupata. Forse non avr tempo. (siede sul divano)
CLARENCE (con lautorit dei pantaloni del padre): Trovalo il tempo! Non diciamo assurdit! Tu mi scriverai per prima e dovrai farlo subito, il primo giorno! (siede accanto a lei)
MARY: Come sai che prender ordini da te?
CLARENCE: Ti faccio vedere. (lancia un rapido sguardo verso lanticamera) Dammi la tua mano!
MARY: Perch dovrei?
CLARENCE: Dammi la tua mano, al diavolo!
(Mary gliela d)
MARY: Cosa vuoi fare con la mia mano?
CLARENCE: La volevo soltanto. (tenendo la sua mano, si addolcisce un poco e le sorride. Anche lei si addolcisce. Le loro mani, strette insieme, riposano sul ginocchio di Clarence ed essi si rilassano felicemente) A cosa stai pensando?
MARY: Sto solo pensando.
CLARENCE: A cosa?
MARY: Ebbene, quando parlavamo di scriverci a vicenda, io speravo che tu mi avresti scritto per primo perch questo avrebbe voluto dire che ti piacevo.
CLARENCE (con la logica del maschio): Cosa ha a che vedere lo scriverti per primo con il fatto che tu mi piaci?
MARY: Oh, io ti piaccio?
CLARENCE: Certo che mi piaci. Tu mi piaci pi di qualsiasi altra ragazza abbia mai incontrato.
MARY (con la logica della femmina): Ma non ti piaccio abbastanza da scrivermi per primo?
CLARENCE: Non vedo come una cosa abbia a che fare con laltra.
MARY: Ma una ragazza non pu scrivere per prima perch una ragazza.
CLARENCE: Ma questo non ha senso. Se una ragazza ha qualcosa di cui scrivere e un ragazzo invece no, non c motivo perch non scriva lei per prima.
MARY (iniziando a muoversi lateralmente): Sai, i primi giorni che ero qui, avresti fatto tutto per me, e poi sei cambiato. Eri sempre molto divertente poi tutto dun tratto hai cambiato assumendo un atteggiamento serio, da adulto.
CLARENCE: Quando successo?
MARY: La prima volta che lo notai fu mentre rientravamo a piedi dal party di Dora Wakefield. Accidenti! Eri cos dignitoso! Da allora lo sei stato sempre. Ti vesti sempre come un adulto molto serio. (La faccia di Clarence cambia per come i pantaloni del padre riescano ad ossessionarlo. Poi osserva come le loro mani siano posate proprio su questi pantaloni e allora le allontana. Ovviamente langoscia sta crescendo. Mary nota lespressione del suo volto) Cosa succede?
CLARENCE: Mi sono appena ricordato di una cosa.
MARY: Che cosa? (Clarence non risponde, ma la sua faccia s) Oh, lo so. Questa lultima volta che stiamo insieme. (Lei appoggia la sua mano sulla sua spalla. Lui la respinge)
CLARENCE: Mary, per favore!
MARY: Ma, Clarence! Ci vedremo tra un mese. E ci scriveremo lun laltro anche. Spero che lo faremo. (si alza) Oh, Clarence, scrivimi per primo, per favore, perch questo mi far capire quanto ti piaccio. Ti prego! Ti far vedere quanto tu piaci a me! (Si getta sulle sue ginocchia e appoggia la testa sulle sue spalle. Clarence si irrigidisce con terribile sofferenza)
CLARENCE (con voce rauca): Alzati! Alzati! (Mary ritrae la sua testa e lo guarda fissa, poi schizza via dalle sue ginocchia e si allontana, coprendosi il volto e singhiozzando. Clarence va verso di lei) Non fare cos, Mary! Ti prego, non fare cos!
MARY: Adesso tu tu penserai che sono una ragazza sfacciata ed insolente.
CLARENCE: Oh, no!
MARY: Oh s, lo farai penserai che sono sfrontata.
CLARENCE: Oh, no non per questo!
MARY (speranzosa): perch oggi Domenica?
CLARENCE (disperato): No, sarebbe stato lo stesso qualsiasi altro giorno (sta quasi per spiegarsi, ma Mary si infiamma)
MARY: Oh, allora proprio perch non vuoi che io mi sieda sulle tue ginocchia!
CLARENCE: stato simpatico che tu labbia fatto.
MARY: stato simpatico! E per questo che mi hai detto di alzarmi! Non potevi proprio sopportare che mi sedessi l. Bene, non c pi bisogno che tu mi scriva per primo. Non c bisogno che tu mi scriva affatto perch getterei via le tue lettere senza nemmeno aprirle! (Il padre entra attraverso larco con una cartella di fatture nella mano e il libro dei conti sotto il braccio) Ora credo di sapere che non ti piaccio! Non voglio vederti pi! Io io io
(Si interrompe e inizia a correre verso le scale. Alla vista del padre si ferma, ma solo per un affannoso respiro, poi continua verso il piano superiore, incapace di trattenere i suoi singhiozzi. Clarence, che rimasto immobile tristemente indeciso, si gira per seguirla ma subito si ferma vedendo il padre fermo sotto larco, che lo guarda alquanto stupito. Clarence guarda da Clarence verso la ormai scomparsa Mary, poi nuovamente verso Clarence)
MR. DAY: Clarence, quella giovane sta piangendo in lacrime. Cosa significa ci?
CLARENCE: Mi dispiace, pap, tutta colpa mia.
MR. DAY: Sciocchezze! Cosa tentava di farti quella ragazza?
CLARENCE: Come? No, non era lei era che io da quanto tempo sei qui?
MR. DAY: Insomma, di qualsiasi cosa si sia trattato, Clarence, sono contento che tu ti sia difeso. Dov tua madre?
CLARENCE (disperato): Devo avere un nuovo abito devi darmi i soldi per comprarlo.
(Il libro dei conti del padre cade sul tavolo con un sordo tonfo mentre questi rimane a fissare Clarence con stupore)
MR. DAY: Giovanotto, ti rendi conto che ti stai rivolgendo a tuo padre?
(Clarence si fa miserabilmente piccolo e sprofonda in una sedia)
CLARENCE: Mi spiace, pap scusami tu non sai quanto sia importante per me. (Il tono implorante di Clarence provoca una pausa del padre)
MR. DAY: Un abito, eh? cos ? E per quale motivo dovrei ? (Il padre si rende conto di alcuni particolari e si gira a guardare nella direzione in cui scomparsa Mary, poi di nuovo torna a guardare Clarence) La tua esigenza di un nuovo abito, ha qualcosa a che vedere con quella signorina?
CLARENCE: S, pap.
MR. DAY: Perch, Clarence!? (Improvvisamente si rende conto che le donne hanno fatto il loro ingresso nella vita emozionale di Clarence e in lui nasce uno struggente desiderio di proteggere questo inesperto e indifeso membro del suo stesso sesso) Questo mi arriva proprio come un fulmine.
CLARENCE; Cosa succede, pap?
MR. DAY: Tu stai crescendo! Anche se posso capire che andando questo autunno al College s, hai certamente un et per incontrare le ragazze. Clarence, ci sono cose, riguardo alle donne, che io credo tu debba sapere! (Si alza, chiude le porte, poi torna a sedersi accanto a Clarence, esitando per un momento prima di parlare). S, credo per te sia meglio sentire queste cose da me che non doverle imparare da te stesso. Clarence, le donne non sono gli angeli che tu pensi possano essere! Bene, adesso come prima cosa, lascia che te lo spieghi. Vedi, Clarence, noi uomini dobbiamo mandare avanti questo mondo, e non un lavoro facile. Bisogna lavorare e bisogna pensare. Un uomo deve essere sicuro di quello che dice e di quello che fa. Deve ragionare sulle cose. Adesso prendiamo una donna una donna pensa no, mi sbaglio a questo riguardo una donna non pensa affatto! Lei si agita, si eccita! E si eccita per le pi stupide e dannate cose! Ora, io amo la mia sposa, tanto quanto ogni uomo, ma questo non significa che io debba sottostare ad un mucchio di sciocchezze! Per Dio! Non voglio cedere su questo! (Il suo sguardo gira attorno al punto dove ha avuto la sua ultima discussione con Vinnie)
CLARENCE: Cedere su cosa, pap?
MR. DAY (a s stesso): Questa una cosa per la quale non voglio sottomettermi. (Ora ha finito di spiegare le donne a Clarence e, adesso, spiega s stesso) Clarence, se un uomo pensa che una certa cosa sia sbagliato farla, non la deve fare. Se invece pensa che sia giusto farla, ebbene deve farla. Ora questo non ha nulla a che vedere con il fatto che egli ami, o meno, sua moglie.
CLARENCE: Chi dice il contrario, pap?
MR. DAY: Loro lo dicono!
CLARENCE: Chi, loro?
MR. DAY: Le donne! Loro si eccitano e poi cercano di eccitare anche te! Se tu puoi conservare ragione e logica nel discorso, riesci ad aver ragione, naturalmente. Ma se ne hanno loccasione, quasi subito girano il discorso sul fatto che tu le ami o meno. Giuro che non so come facciano! Non permetterglielo, Clarence! Non lasciarglielo fare!
CLARENCE: Capisco chiaramente cosa vuoi dire, pap. Se tu non stai pi che attento, lamore pu farti fare un mucchio di cose che tu non vorresti fare.
MR. DAY: Esattamente!
CLARENCE: Ma se tu stai in guardia e sai esattamente come trattare le donne
MR. DAY: Allora sei proprio a posto. Tutto quello che un uomo deve fare di essere risoluto. Tu sai quante volte devo essere con tua madre. Proprio adesso, con i conti di casa di questo mese
CLARENCE: S, ma cosa puoi fare quando piangono?
MR. DAY (sta un momento a pensare): Bene, proprio questo il problema. Tu devi far loro capire che quanto stai facendo solo per il loro bene.
CLARENCE: Capisco.
MR. DAY (alzandosi): Adesso, Clarence, sai proprio tutto sulle donne. (va al tavolo e si siede di fronte al suo libro dei conti, aprendolo. Clarence si alza e lo guarda)
CLARENCE: Ma pap,
MR. DAY: S, Clarence.
CLARENCE: Io pensavo che mi avresti parlato di
MR. DAY: Di cosa?
CLARENCE: Delle donne.
(Il padre capisce che Clarence si era aspettato che lui fosse pi specifico)
MR. DAY: Clarence, ci sono molte cose delle quali i gentiluomini non parlano! Io ti ho detto tutto ci che hai bisogno di conoscere. La cosa che devi ricordare sii risoluto. (Clarence si gira allontanandosi. Bussano alla porta scorrevole) S, avanti.
(Mary apre le porte)
MARY: Mi scusi!
(Mary entra. Il padre rivolge la sua attenzione al libro dei conti. Mary si dirige verso il divano, estrae il suo fazzoletto e continua attorno al divano. Clarence attraversa per incontrarla dietro il divano, deciso ad essere risoluto. Mary lo supera senza uno sguardo. Clarence si fa piccolo, poi, riprendendo la sua fermezza, ritorna sotto larco nel tentativo di impaurire Mary con uno sguardo. Mary continua a salire ignorandolo. Clarence rientra, sconfitto, nella stanza. Lancia uno sguardo infelice al suo vestito, poi decide di essere risoluto con suo padre. Si raddrizza e marcia verso di lui. A questo punto, fissando una fattura, lancia un grido di rabbia)
MR. DAY: Mio Dio!!
(Clarence si arresta. Il padre si alza e tiene la fattura in questione tra indice e pollice come pensasse che troppo repellente per toccarla. Vinnie entra scendendo dalle scale)
VINNIE: Cosa succede, Clare? Qualcosa non va?
MR. DAY: Io non mander un assegno a questa persona!
(Vinnie lo guarda)
VINNIE: Perch, Clare? Questo il solo cappello che io abbia comprato da Marzo ed era scontato di quaranta dollari.
MR. DAY: Io non metto in discussione che tu abbia comprato un cappello, n quanto tu labbia pagato, ma la persona da cui lhai acquistato questa signorina Mim non abilitata al commercio di cappelli o di qualsiasi altro articolo.
VINNIE: Non cero mai andata prima dora, ma un posto molto simpatico e non vedo perch tu debba sollevare elle obiezioni.
MR. DAY (esasperato): Io obietto perch questa maledetta persona non mette il suo nome sulle sue fatture! Mim cosa? Mim O Brien? Mim Jones? Mim Weinstein?
VINNIE: Come faccio a saperlo? solo Mim.
MR. DAY: Non solo Mim. Deve avere qualche altro nome, dannazione! Ora, io non ho mai emesso un assegno a favore di Charley o di Jimmy, e certamente non emetter un assegno a favore di Mim. Scopri quale sia il suo cognome ed io la pagher.
VINNIE: Daccordo. Daccordo. (si avvia ad uscire)
MR. DAY: Ancora un minuto, Vinnie. Non tutto.
VINNIE: Ma Cora deve partire a minuti, e non educato da parte mia
MR. DAY: Non pensare a Cora. Siediti. (Clarence va nellanticamera, guarda verso il piano superiore, poi passeggia inquieto su e gi per lanticamera. Vinnie, riluttante, si siede al tavolo di fronte al padre) Vinnie, sai che a me piace vivere bene, e voglio che anche la mia famiglia viva bene. Ma questa casa deve andare avanti su basi commerciali. Io devo sapere quanto sto spendendo e per che cosa. Ad esempio, se ricordi, due settimane fa ti diedi sei dollari per acquistare una nuova caffettiera
VINNIE: S, perch tu avevi rotto quella vecchia. Lavevi fatta cadere sul pavimento.
MR. DAY: Non sto parlando di questo. Sto semplicemente cercando
VINNIE: Ma stato proprio sciocco rompere quella simpatica caffettiera, Clare, e quel mattino il caff non aveva proprio nulla. Era lo stesso di sempre.
MR. DAY: Non vero! Era stato fatto in un modo dannatamente barbaro!
VINNIE: Non posso averne unaltra uguale. Quel piccolo negozio ha smesso di venderle. Dice che i dazi doganali non glielo consentono. E questo colpa tua, Clare, perch tu hai sempre votato a favore dellaumento dei dazi.
MR. DAY: I dazi doganali proteggono lAmerica dalle produzioni straniere a buon mercato (Parla come se pensasse di fare una citazione) Ora io trovo che
VINNIE: Daccordo per i dazi, ma questi fanno aumentare i prezzi ed pesante per tutti, specialmente per i contadini (Anche lei parla come facesse una citazione)
MR. DAY (annoiato): Prego Dio che tu non voglia discutere su di un argomento del quale non sai alcuna dannata cosa!
VINNIE: Io so anche troppo al riguardo. La signorina Gulick dice sempre che una donna intelligente deve avere delle opinioni
MR. DAY: Posso sapere chi questa signorina Gulick?
VINNIE: quella giornalista di cui ti ho parlato il biglietto costa un dollaro ogni gioved.
MR. DAY: E tu mi vorresti dire che un branco di femmine dalla testa vuota paga un dollaro per ascoltare unaltra femmina farfugliare su argomenti di attualit? Ascolta me, se vuoi saperne qualcosa!
VINNIE: Ma tu sei sempre cos agitato, Clare, e daltra parte la signorina Gulick dice che il nostro Presidente, che tu continui a sminuire, prega Dio che lo guidi e
MR. DAY (avendone abbastanza della signorina Gulick): Vinnie, cosa successo a quei sei dollari?
VINNIE: Quali sei dollari?
MR. DAY: Ti avevo dato sei dollari per acquistare una nuova caffettiera e adesso trovo che, a quanto pare, tu sei andata da Lewis & Congers e lhai fatta mettere in conto. Ecco qua la fattura: Una caffettiera cinque dollari
VINNIE: Cos tu mi devi un dollaro puoi darmelo subito. (gli tende la mano per riceverlo)
MR. DAY: Non far niente del genere! Che cosa hai fatto con quei sei dollari?
VINNIE: Ma, Clare, adesso non te lo so dire, caro. Perch non me lo chiedi in un altro momento?
MR. DAY: Oh, mio Dio!
VINNIE: Aspetta un momento! Ho speso quattro dollari e mezzo per quel nuovo ombrello che ti avevo detto che desideravo e che tu avevi detto che non ne avevo bisogno, ma che a me serviva moltissimo.
(Il padre prende la matita e annota nel libro dei conti)
MR. DAY: Adesso cominciamo ad avere qualcosa. Un ombrello, quattro dollari e mezzo.
VINNIE: Deve essere stato la settimana in cui ho pagato la signora Tobin per due giorni extra di lavatura.
MR. DAY (scrivendo la voce): Signora Tobin.
VINNIE: E questo sono altri due dollari.
MR. DAY: Due dollari.
VINNIE: Questo fa sei dollari e cinquanta centesimi. E cos sono altri cinquanta centesimi che tu mi devi.
MR. DAY: Io non ti devo niente! (Spinto dalla tattica di Vinnie verso la determinazione di inchiodare la sua mente di farfalla) Quello che tu mi devi una spiegazione su dove finito il mio denaro! Dobbiamo annotare su questo libro dei conti, voce per voce. (Inizia a selezionare le fatture per fare un controllo incrociato, ma la farfalla inizia nuovamente a volare)
VINNIE: Io faccio quanto meglio possibile per tenere nota delle spese. E tu stesso sai che la cugina Phoebe spende il doppio di quanto faccia io.
MR. DAY: Dannata cugina Phoebe! Non mi interessa come lei butti in giro i suoi soldi.
VINNIE: Oh, Clare! Come puoi dire cos? Pensavo che ti piacesse la cugina Phoebe.
MR. DAY: Daccordo! Mi piace la cugina Phoebe, ma posso cavarmela senza ascoltare tanto su di lei.
VINNIE: Dei tuoi parenti, tu ne parli abbastanza.
MR. DAY (offeso): Questo non leale, Vinnie. Quando parlo dei miei parenti per criticarli.
VINNIE: Se io non posso nemmeno parlare della cugina Phoebe
MR. DAY: Tu puoi parlare di lei quanto vuoi ma non voglio che dalla cugina Phoebe, o da chiunque altro, mi vengano ordini su come condurre la mia casa. Ora, il totale di questo mese
VINNIE (rettamente): Io non ho parlato di suoi ordini, Clare, non quel genere di persona!
MR. DAY (sbalordito): Non so cosa dici, adesso. Stai continuamente divagando. Io tento di farti vedere come mandare avanti questa casa su basi commerciali e tu svolazzi attorno ciarlando su ogni cosa di questo mondo. Devi solo spiegarmi
(Finalmente stretta allangolo, Vinnie realizza che arrivato il momento delle lacrime. Quietamente si gira verso di lui)
VINNIE: Non so cosa ti aspetti da me. Io mi sfinisco correndo su e gi per quelle scale tutto il giorno cercando di aver cura delle tue comodit di allevare i nostri bambini Io faccio la spesa e rammendo e, se ci non bastasse tu mi chiedi di essere anche una esperta contabile.
MR. DAY (colpito laddove Vinnie voleva colpirlo): Vinnie, io voglio essere ragionevole, ma non capisci? Io sto facendo cos per il tuo stesso bene. (Vinnie si alza con un gemito. Il padre la osserva con rassegnazione) Suppongo che dovr continuare a pagare le fatture, sperando di avere abbastanza soldi in banca per onorarle. Ma tutto molto scoraggiante.
VINNIE: Cercher di fare meglio, Clare.
(Il padre alza lo sguardo sul suo volto pieno di lacrime e si intenerisce)
MR. DAY: tutto quello che ti chiedo. (Si avvicina a lei e mette le braccia attorno alle spalle di lei) Vado gi a fare gli assegni e a firmarli. (Vinnie non sembra completamente consolata, cos egli cerca un argomento pi adatto per farla sorridere) Oh, Vinnie, forse non ho alcun diritto di firmare questi assegni, dato che secondo Nostro Signore non avrei alcun nome. Credi che la banca vorr delle garanzie o pensi che correranno il rischio?
(Il padre vorrebbe non mai aver detto questo)
VINNIE: giusto! Per rendere validi questi assegni dovrai farti battezzare subito!
MR. DAY (indietreggiando arrabbiato): Vinnie, alla banca non interessa se sono battezzato, o no.
VINNIE: Ebbene, interessa a me! E non importa cosa dica il Dr. Lloyd, io non sono affatto sicura che siamo davvero sposati.
MR. DAY: Dannazione, Vinnie, abbiamo quattro figli! Se non fossimo sposati, non ci sarebbero!
VINNIE: Oh, Clare, non vedi come la cosa seria? Devi fare qualcosa al riguardo.
MR. DAY: Ebbene, proprio adesso dovr fare qualcosa circa queste tue dannate fatture. (in tono aspro) Scendo al piano di sotto.
VINNIE: Non prima che tu mi abbia dato quel dollaro e mezzo.
MR. DAY: Quale dollaro e mezzo?
VINNIE: Il dollaro e mezzo che mi devi.
MR. DAY (completamente arrabbiato): Io non ti devo nessun dollaro e mezzo! Ti ho dato dei soldi per comperare una caffettiera per me e, chiss come, si trasformata in un ombrello per te.
VINNIE: Clarence Day, che razza di uomo sei! Cavillare per un dollaro e mezzo quando la tua anima immortale in pericolo! E che cosa pi
MR. DAY: Va bene, va bene, va bene. (estrae dal borsellino un dollaro e mezzo e lo porge a Vinnie)
VINNIE (sorridendo): Grazie, Clare.
(Vinnie si gira e abbandona la stanza. Il suo incedere verso il piano superiore una vera marcia di trionfo)
(Il padre ripone il suo borsellino, raccoglie le sue carte e, con grande dignit, si avvia ad uscire. Clarence lo incrocia sotto larco)
CLARENCE: Pap non mi hai risposto posso avere un vestito nuovo?
MR. DAY: No, Clarence! Mi dispiace, ma devo essere risoluto anche con te!
(Esce impettito. John scende dalle scale portando una borsa da viaggio che va a mettere verso la porta duscita. Ritorna a mani vuote e si avvia per risalire le scale)
CLARENCE: John, vieni qui un istante.
JOHN (entrando nella stanza): Cosa vuoi?
CLARENCE: John, hai dei soldi che tu possa prestarmi?
JOHN: Con lassegno di questa settimana, ho circa tre dollari.
CLARENCE: Non bastano. Volevo raccogliere abbastanza per comperarmi un vestito nuovo.
JOHN: Perch non te li guadagni i soldi? Come sto facendo io. Mi comprer una bicicletta una di quelle nuove, basse, e con entrambe le ruote uguali lo sai, sono una sicurezza.
CLARENCE: Come farai a guadagnare cos tanto?
JOHN: In pratica, ho gi un lavoro. Guarda questo annuncio che ho trovato sul giornale. (Da a Clarence un ritaglio che teneva in tasca)
CLARENCE (leggendo): Cercasi giovane energico che si occupi di vendita al dettaglio di articolo di necessit famigliare. Generose provvigioni. Rivolgersi al 312 Quattordicesima strada ovest. Gioved dalle 8 alle 12 Ascolta, John, lascia a me quel lavoro.
HOHN: Perch dovrei lasciare a te il mio lavoro? stato difficile trovarlo.
CLARENCE: Ma io devo avere un vestito nuovo.
JOHN: Forse potrei ottenere lavoro per entrambi (suona il campanello dellingresso) Ti dico io cosa far. Chieder a quelluomo.
MR. DAY (sollecitando dai piedi delle scale): Vinnie! Cora! C il taxi. Sbrigatevi! (Attraversa di fronte allarco dirigendosi verso lingresso)
CLARENCE: Possiamo andarci insieme il prossimo gioved come prima cosa.
JOHN: Oh, no, non devi Vado da solo. Ma metter una buona parola per te con il capo.
MR. DAY (da fuori): Vinnie! Cora! (arriva alla base delle scale e chiama) State arrivando? Il taxi sta aspettando!
VINNIE: Ti abbiamo sentito, Clare. Scendiamo tra un minuto.
(Il padre entra nella stanza)
MR. DAY: John, va di sopra e d loro di sbrigarsi a scendere.
(John va al piano di sopra. Il padre attraversa la stanza, va alla finestra, guarda allesterno e, poi, guarda il suo orologio)
MR. DAY: Ma coshanno queste donne? Non sanno che i taxi costano? Clarence va a vedere qual la causa di questo infernale ritardo!
(Clarence esce in anticamera)
CLARENCE: Stanno arrivando, pap.
(Mary scende con calma le scale. Supera Clarence senza uno sguardo e va verso il padre)
MARY: Addio, signor Day. Non so dirle quanto abbia apprezzato la sua ospitalit.
MR. DAY: Ma non nulla!
(Vinnie e Cora compaiono sulle scale e scendono. John le segue con le borse che porta alluscita)
CORA: Addio, Clarence. (entra nella stanza)
MR. DAY: Cora, possiamo salutarti gi, sul marciapiede.
VINNIE: Non c fretta. Il loro treno non partir che alluna e trenta.
MR. DAY: Il taxi costa soldi. Se devono aspettare meglio che lo facciano alla Stazione Centrale. Hanno messo una sala dattesa apposta.
CORA: stato un piacere rivederti, Clarence. (lo bacia)
(Margaret entra con un cestino della colazione)
MARGARET: Ecco la colazione.
MR. DAY: Va bene, va bene. Dalla a me. Andiamo!
(Margaret gliela consegna ed esce)
CORA: Dov John?
MR. DAY: gi uscito. Andiamo. (Esce per primo. Cora e Vinnie lo seguono. Mary si avvia)
CLARENCE: Mary, te ne vai senza nemmeno stringermi la mano?
MARY: Credo sia meglio cos. Ricordati che quando ti sono venuta vicino ti sei sentito contaminato. (Si avvia alluscita. Clarence la segue)
CLARENCE: Mary! (Lei si arresta. Lui la raggiunge sotto larco) Mi scriverai, non vero?
MARY: Mi scriverai tu per primo?
CLARENCE (deciso): No, Mary. Ci sono momenti in cui un uomo deve essere risoluto.
(Entra John)
JOHN: Mary, mamma dice che meglio se ti sbrighi a scendere prima che pap inizi a urlare. domenica.
MARY: Addio, John. Sono stata proprio contenta di aver fatto la tua conoscenza.
(Mary esce attraverso larco. Si sente la porta che si chiude. Clarence accenna un passo verso la porta, si ferma, soffre un momento. Poi torna verso la scrivania, prende un foglio, la penna e linchiostro e li porta sul tavolo. Si siede per scrivere una lettera)
CLARENCE ( scrivendo): Cara Mary
SIPARIO
Scena 2
La stessa stanza. Due giorni pi tardi. Il tavolo della colazione.
Harlan e Whitney sono a tavola pronti per iniziare la colazione. Clarence vicino alla finestra e legge il giornale. I posti di John, di Vinnie e del padre sono vuoti. Nora, una nuova cameriera, sta servendo la frutta e i cereali. Nora costruita pesantemente ed diretta verso la mezza et. Il campanello dellingresso suona e si sente il fischio del postino. Clarence lascia cadere il giornale e guarda fuori dalla finestra in direzione della porta. Nora si avvia attraverso larco.
CLARENCE: Lascia stare, Nora. il postino. Vado io. (Esce attraverso larco)
WHITNEY (a Nora): Hai dimenticato lo zucchero. Deve stare qui, tra me e il padre.
(Clarence rientra con tre o quattro lettere che esamina con impazienza. Poi il suo volto esprime assoluta depressione. Il padre, scendendo le scale, entra nel soggiorno)
MR. DAY: Buon giorno ragazzi! Manca John? (gridando) John! John! Sbrigati a scendere per la colazione.
CLARENCE: John ha fatto colazione presto, pap, poi uscito per vedere certe cose.
MR. DAY: Vedere cosa?
CLARENCE: John ed io pensavamo di trovare un lavoro per questa estate e guadagnare del denaro.
MR. DAY: Bene! Sedete ragazzi. (va alla sua sedia)
CLARENCE: Abbiamo visto uninserzione sul giornale e John andato a vedere di cosa si tratta.
MR. DAY: Perch non ci sei andato anche tu?
CLARENCE: Aspettavo una risposta ad una lettera. Ho scritto ma non arrivata risposta. Ecco la posta. (appare depresso)
MR. DAY: Che genere di lavoro pensavate di fare?
CLARENCE: Una specie di venditore, diceva lannuncio.
MR. DAY: Um, uhm. Bene, il lavoro non ha mai fatto male a nessuno. Ecco perch va bene. Ma, se lavorerai, lavora sodo. Il re Salomone aveva unidea giusta del lavoro. Qualunque cosa la tua mano trovi da fare diceva Salomone, impegnati dannatamente pi che puoi! Dov tua madre?
NORA: Se permette, signore, la signora Day non desidera fare colazione. Non si sente bene, per cui tornata nuovamente di sopra a coricarsi.
MR. DAY (in agitazione): Ora, perch tua madre mi fa questo? Lei sa che mi scombussola tutta la giornata quando non scende a colazione. Clarence vai a dire a tua madre che salir a vederla prima di andare in ufficio.
CLARENCE: S, signore. (sale le scale)
HARLAN: Che cosha mamma?
MR. DAY: Tua madre non ha nulla. una donna perfettamente sana. Avr un dolore o una fitta e invece di reagire, si lascia abbattere. (il postino fischia. Poi il campanello allingresso suona. Nora va a d aprire) Ragazzi, dopo colazione chiedete a vostra madre cosa ha bisogno da voi oggi. Whitney, tu ti occuperai di Harlan.
(Nora rientra con una raccomandata)
NORA: una raccomandata.
(La consegna al padre che subito strappa la busta per aprirla. Clarence arriva correndo dalle scale)
CLARENCE: Era ancora il postino?
WHITNEY: Era una raccomandata.
CLARENCE: S? E dov?
WHITNEY: Era per pap.
CLARENCE (nuovamente deluso): Oh. (siede alla tavola)
(Il padre ha aperto la lettera e la sta leggendo. Sconcertato gira il foglio e guarda la firma)
MR. DAY: Non ci capisco nulla. Qui c una lettera di una donna di cui non ho mai sentito parlare.
(Il padre affronta nuovamente la lettera. Clarence vede la busta, la prende e guarda preoccupato il francobollo)
CLARENCE: Pap!
MR. DAY: Oh, Dio!
CLARENCE: Cosa c, pap?
MR. DAY: Questa la pi dannata sciocchezza che abbia mai letto. Da quanto posso capire, questa donna pretende di essersi seduta sulle mie ginocchia e che la cosa non mi piaciuta. (Clarence comincia ad arrossire. Il padre prosegue a leggere ancora un po poi alza la lettera in faccia a Clarence) Riesci a capire che parola questa? (Clarence comincia febbrilmente a leggere quanto pi possibile, ma il padre lo interrompe) No, questa parola qui. (gliela indica)
CLARENCE: Sembra quasi curiosit.
(Il padre riprende la lettera. Gli occhi di Clarence lo seguono con bramosia)
MR. DAY (leggendo): Ho aperto la tua lettera con una certa curiosit (Smette di leggere ad alta voce fino a che gira la pagina)
CLARENCE: S? Vai avanti.
MR. DAY: Diamine, questa diventa sempre peggio! Continua a girare attorno ad un mucchio di smancerie patetico-sentimentali. (appallottola la lettera, attraversa la stanza e la getta nel camino. Clarence lo sorveglia con sgomento) Sar qualcuno che ha voluto farmi uno scherzo? Ma guarda se devo essere lo zimbello
(Vinnie scende veloce dalle scale. I suoi capelli sono divisi in due trecce che ricadono sopra le spalle. Sopra la camicia da notte indossa una mantellina di pizzo e una sottoveste a righe)
VINNIE: Cosa c, Clare? Qualcosa che non va?
MR. DAY (andando verso di lei): Non nulla solo una lettera dannatamente folle. Come stai, Vinnie?
VINNIE (debolmente): Non mi sento bene. Pensavo tu avessi bisogno di me, ma se non cos, torno a letto.
MR. DAY: No, ora che sei qui, siedi con noi. (sposta la sedia di lei) Metti del cibo nello stomaco. Ti far bene.
VINNIE (protestando): Non ho voglia di mangiare nulla, Clare.
(Nora entra con un vassoio di bacon e uova, si ferma al tavolo di servizio)
MR. DAY (con entusiasmo): una ragione in pi per mangiare. Ti rid forza! (Costringe Vinnie a sedersi poi si gira a parlare con Nora che si trova alle sue spalle) Qui (poi a Clarence) E questa, come si chiama?
CLARENCE: Nora.
MR. DAY: Nora! Dai alla signora Day un po di uova e bacon.
VINNIE: No, Clare! (Nora nel frattempo si portata col vassoio al fianco di Vinnie) No, portalo via, Nora. Non posso nemmeno sentirne lodore.
(La cameriera si ritrae e serve il padre; poi Clarence; infine serve il caff ed esce)
MR. DAY: Vinnie, proprio perch sei debole che devi alimentarti. Ogni malessere deve essere curato con fermezza. Ci di cui hai bisogno forza di carattere.
VINNIE: Io non capisco perch tu non voglia ascoltare un pochino le mie lamentele. Ricordo che quando tu avevi male di testa, urlavi, ti lamentavi e imprecavi abbastanza.
MR. DAY: Certamente urlavo! E questo per provare al mal di testa che io ero pi forte di lui. Io dabitudine posso imprecare, indipendentemente dalle mie condizioni.
VINNIE: Questo non un mal di testa. Penso di avere contratto un qualche germe. C in giro un mucchio di malattie. Molti dei miei amici hanno dovuto chiamare il medico. Potrebbe essere la stessa cosa.
MR. DAY: Scommetto che tutto frutto della tua immaginazione, Vinnie. Hai sentito che molte altre persone avere dei disturbi, ti sei spaventata e hai pensato di averli anche tu. Allora ti metti a letto e vuoi chiamare il medico. Il medico tutte sciocchezze!
VINNIE: Non ho detto di voler chiamare il medico.
MR. DAY: Spererei di no. I dottori credono di sapere un mucchio di dannate cose, ma non sanno nulla.
VINNIE: Ma Clare, quando si seriamente ammalati, devi fare qualcosa.
MR. DAY: Certo che devi fare qualcosa! Fatti coraggio questo il modo per curarsi!
VINNIE (con leggera ironia): E tu come farai per darmi coraggio?
MR. DAY: Io? Te lho detto bah! (Vinnie, disperata e debole, comincia a piangere. Il padre la guarda sbalordito) Che cosa ho fatto, adesso?
VINNIE: Oh, Clare stai zitto! (Si sposta dal tavolo al divano, dove cerca di controllare il suo pianto. Harlan scivola fuori dalla sua sedia e va accanto a lei) Harlan caro, stai lontano da mamma. Potresti prendere quello che ha lei. Whitney, se hai finito la tua colazione
WHITNEY (alzandosi): S, mamma.
VINNIE: Ho promesso alla signora Whithead di fargli avere la ricetta di Margaret per il budino isola galleggiante. Margaret lha gi messa per iscritto. E porta Harlan con te.
WHITNEY: Sta bene, mamma. Spero che ti sentirai meglio.
(Whitney ed Harlan escono. Il padre si avvicina e siede a fianco di Vinnie sul divano)
MR. DAY: Vinnie. (con contrizione) Non volevo farti star male. Stavo solo cercando di aiutarti. (da dei buffetti sulla mano di lei) Quando ti sei messa a letto, ho provato un momento di dannata solitudine. Cosicch, quando ho visto che ti stavi mettendo in testa di essere ammalata, ho voluto fare qualcosa. (continua a picchiettare sulla sua mano sempre pi vigorosamente pensando cos di essere rassicurante) Solo perch molti dei tuoi amici sono rimasti colpiti cos, non c ragione, Vinnie, perch tu debba immaginare di essere ammalata.
VINNIE (strappando via la sua mano): Oh, smettila Clare! esci da questa casa e vai in ufficio!
(Il padre leggermente sconcertato e alquanto indignato per questo rifiuto alla sua tenerezza. Si alza e esce nellanticamera, ritorna con cappello e bastone e esce di casa sbattendo la porta. Vinnie si alza e si avvia verso le scale.)
CLARENCE: Mi spiace che tu non ti senta bene, mamma.
VINNIE: Oh, andr tutto bene, Clarence. Ricordi, lultima volta che ho avuto una cosa del genere, il mattino dopo era passato tutto.
CLARENCE: Sei sicura di non volere il medico?
VINNIE: Oh no. Non ho proprio bisogno di lui e poi i medici preoccupano tuo padre. Non voglio che sia scombussolato.
CLARENCE: Non c nulla che possa fare per te?
VINNIE: Chiedi a Margaret di mandarmi una tazza di the. Prover a berlo. Adesso torno a letto.
CLARENCE: Va bene se John ed io usciamo oggi o avrai bisogno di noi?
VINNIE: Andate pure. Vorrei proprio essere lasciata sola.
(Esce verso le scale. Clarence si dirige verso il camino per recuperare la lettera di Mary. Entra Nora. Clarence si arresta)
CLARENCE: Oh! Nora vuoi portare una tazza di the alla signora Day, su in camera sua?
NORA: Va bene, signore. (esce)
(Clarence si affretta attorno al tavolo, raccoglie la lettera appallottolata, ed inizia a leggerla febbrilmente. La legge rapidamente fino alla fine, poi tira un profondo soddisfatto respiro. La porta sbatte. Egli si mette la lettera in tasca. John entra portando due pesanti pacchi.)
CLARENCE: Hai ottenuto il lavoro?
JOHN: S, per tutti e due. Guarda, lho portato con me.
CLARENCE: Che cos?
JOHN: Medicinali.
CLARENCE (sbigottito): Medicinali!? Hai trovato per noi di andare in giro a vendere medicinali!
JOHN: Ma un medicinale meraviglioso. (estrae una bottiglia dal pacco e legge sulletichetta) Balsamo Benefico di Bartlett una benedizione per lumanit Guarda cosa cura! (Porge la bottiglia a Clarence)
CLARENCE (leggendo): Una cura sovrana per raffreddori, tosse, catarro, asma, tonsilliti e gola infiammata; digestione difficile, disturbi estivi, coliche, dispepsia, bruciori di stomaco e difficolt respiratorie; lombaggini, reumatismi, disturbi di cuore, capogiri, dolori femminili; prostrazioni nervose, ballo di San Vito, itterizia e mal di pancia; carne crescente, occhi arrossati, mal di mare e foruncoli.
(Mentre Clarence legge tutta la lista rimane via via sempre pi impressionato)
JOHN: Vedi?
CLARENCE: Dice che fa bene per tutto!
JOHN: fabbricato secondo una formula segreta nota solo al dottor Bartlett
CLARENCE: Deve essere veramente un dottore!
JOHN (entusiasta): Lo vende ad un dollaro per bottiglia e noi riceviamo venticinque centesimi di commissione per ogni bottiglia.
CLARENCE: Bene, dobbiamo andare a venderlo?
JOHN: Ci ha assegnato lintera isola di Manhattan.
CLARENCE: straordinario! Chiunque sia ammalato deve aver bisogno di una di queste bottiglie. Potremmo cominciare chiamando gli amici di mamma e pap.
JOHN: Buona idea! Ma, aspetta un istante. E se ci chiedono se lo usiamo anche a casa nostra?
CLARENCE (leggermente preoccupato): Beh, s. Certo sarebbe meglio se potessimo dire cos.
JOHN: Ma non possiamo non lo abbiamo da abbastanza tempo.
(Nora entra con un vassoio con una tazza di the. Si avvicina al tavolo dove prende la zuccheriera e il bricco del latte, mettendoli sul vassoio)
CLARENCE: il the per la signora Day?
NORA: S.
(La sensazione di una buona idea si fa strada in Clarence)
CLARENCE: Glielo porter su io. Non preoccuparti.
NORA: Grazie. Attenzione, bollente!
(Esce. Clarence attende che sia sparita)
CLARENCE (guardando John): La mamma non si sentiva bene questa mattina.
JOHN: Che cosa aveva?
CLARENCE: Non so si lamentava, sentiva dei dolori.
JOHN (realizzando immediatamente lidea e consultando la bottiglia): Ecco, qui dice che cura i dolori femminili.
(Si guardano lun laltro. Clarence apre la bottiglia e annusa il contenuto. Anche John si avvicina e d una annusata. Poi annuisce a Clarence che immediatamente afferra un cucchiaio e lo riempie di medicina unendola poi al the. John, cercando di essere sicuro che la mamma venga curata abbastanza, versa ancora un po di medicina nel the direttamente dalla bottiglia mentre il sipario si chiude)
(Il sipario rimane chiuso per alcuni secondi per evidenziare un intervallo di circa tre ore)
(Quando il sipario si riapre gli avanzi della colazione sono stati puliti e la camera in ordine. Harlan sta dondolandosi sulla sedia del padre guardando dalla finestra come se stesse aspettando qualcuno. Margaret arriva scendendo dalle scale)
MARGARET: gi arrivato tuo padre?
HARLAN: Non ancora.
(Nora arrivando dalle scale con un bollitore per il the fumante e un asciugamani, incontra Margaret in anticamera)
MARGARET: Affrettati a portarli su. Il dottore li aspetta. Io devo uscire.
NORA: Dove stai andando?
MARGARET: A chiamare il parroco. (Nora sale le scale)
HARLAN: Sta arrivando una vettura.
MARGARET: Bene, spero che sia lui, povero uomo ma mi suona strano vostro padre con la vettura. (Si precipita di sotto)
(Harlan osserva qualcosa attraverso la finestra, poi corre al pianerottolo e urla gi, dietro a Margaret)
HARLAN: S, pap. Whitney lo ha trovato subito. (Torna di corsa alla finestra. La porta di casa sbatte e il padre attraverso larco sale di corsa al piano superiore. Whitney entra nella stanza) Perch ci hai messo cos tanto?
WHITNEY: Tanto? non ci ho messo tanto. Sono sceso con la sopraelevata , ho raccolto pap ed abbiamo fatto tutto il ritorno con la vettura.
HARLAN: Credevo non arrivassi pi.
WHITNEY: Ebbene, allinizio il cavallo non andava molto veloce. Il vetturino lo frustava e bestemmiava ma ancora non voleva galoppare. Allora pap parl personalmente al cavallo Come sta mamma?
HARLAN: Non lo so. Il dottore di sopra adesso.
WHITNEY: Bene, sar meglio che abbia la bont di essere ammalata altrimenti pap se la prender con me per averlo costretto a venire qui e specialmente con una carrozza.
(Il padre scende le scale brontolando tra s)
MR. DAY (indignato): Ma bene, perbacco! Mi sembra che dovrei essere tenuto almeno un poco in considerazione. Immagino di avere anchio dei sentimenti!
WHITNEY (speranzoso): Mamma non molto ammalata, vero?
MR. DAY: Come faccio a saperlo? Non mi hanno lasciato stare nella stanza con lei.
WHITNEY: Il dottore ti ha mandato fuori?
MR. DAY: No, stata tua madre, dannazione! (esce ed appende il cappello e il bastone, poi torna. Il padre forse irritato, ma anche preoccupato) Voi ragazzi, statevene qui tranquilli oggi.
WHITNEY: Potrebbe essere grave?
MR. DAY: Potrebbe esserlo, Whitney! Io non lo so! Nessuno mi dice mai nulla in questa casa. Nemmeno una dannata parola!
(Il dottor Humphreys scende dalle scale. il tipico dottore di famiglia di quellepoca con dei basettoni abbastanza folti da far colpo. Porta la sua cartella.)
DR. HUMPHREYS: La signora Day pi tranquilla adesso.
MR. DAY: Ma quanto ammalata? Che cosa le succede?
DR. HUMPHREYS: abbastanza ammalata, signor Day. Le ho dato un sedativo poco prima che lei arrivasse e dopo che lei ha lasciato la stanza gliene ho dato un altro. Ha un telefono?
MR. DAY: Un telefono!? No non credo in queste diavolerie! Perch?
DR. HUMPHREYS: Nulla. Mi avrebbe risparmiato qualche passo. Sar di ritorno tra dieci minuti. (Si gira per andarsene)
MR. DAY: Aspetti un momento Penso di avere il diritto di sapere cosa succede a mia moglie.
(Il Dr. Humphreys ritorna)
DR. HUMPHREYS: Che cosa ha preso per colazione la signora Day, questa mattina?
MR. DAY: Non ha mangiato nulla assolutamente nulla.
DR. HUMPHREYS: Ne sicuro?
MR. DAY: Ho cercato di farle mangiare qualcosa, ma non ha voluto.
DR. HUMPHREYS (tra s e s): Non riesco a capire.
MR. DAY: Capire cosa?
DR. HUMPHREYS: Questi violenti attacchi di nausea. quasi come se fosse stata avvelenata.
MR. DAY: Avvelenata!?
DR. HUMPHREYS: Cercher di essere di ritorno entro dieci o quindici minuti. (esce)
MR. DAY (cercando di rassicurare s stesso): Dannati dottori! Non sanno mai dire nulla di nessuno! Insomma, sar meglio che riesca a far star bene vostra madre, e alla svelta dannazione, o dovr sentirmi!
WHITNEY: Mamma guarir, non vero?
(Il padre guarda Whitney con durezza come se fosse un po arrabbiato con tutti senza porsi il problema)
MR. DAY: Certo che guarir!
HARLAN (andando dal padre): Spero che guarisca presto. Quando mamma a letto mi sento triste.
MR. DAY: cos, Harlan. Siamo tutti molto tristi. (si guarda attorno e la stanza gli sembra molto vuota) Voi, ragazzi, cosa pensate di fare oggi?
WHITNEY: Io devo finire di studiare il mio catechismo.
MR. DAY: Se questo che tua madre vuole, sar meglio che tu lo faccia.
WHITNEY: Lo so gi credo.
MR. DAY: meglio che tu ne sia certo.
WHITNEY: Non posso esserne certo senza qualcuno che mi risenta. Vorresti farlo tu?
MR. DAY (con improvvisa volont di essere utile): Sta bene. Ti risentir io, Whitney.
(Whitney va alla mensola del camino e prende il libro di preghiere di Vinnie. Il padre si siede sul divano. Harlan si arrampica al suo fianco.)
HARLAN: Se mamma sar ancora ammalata, leggerai per me, questa sera?
MR. DAY: Certamente, legger per te.
(Whitney apre il libro delle preghiere e lo porge al padre)
WHITNEY: Ecco qui pap. Solo la fine di questo. Mamma sa che il resto lo conosco. Guarda, comincia qui. (glielo indica)
MR. DAY: Daccordo. (leggendo) Quante parti ci sono in un Sacramento?
WHITNEY (recitando): Due: Il segno visibile esteriore e la grazia spirituale interiore.
(Il padre annuisce approvando)
MR. DAY: Qual il segno visibile esteriore, o la forma, nel Battesimo?
WHITNEY: Lacqua, nella quale la persona battezzata, nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo. Tu non sei stato battezzato, pap, vero?
MR. DAY (ignorandolo): Qual la grazia spirituale e interiore?
WHITNEY: Se tu non sei stato battezzato, perch io dovrei essere cresimato?
MR. DAY (ignorandolo ancora): Qual la grazia spirituale e interiore?
WHITNEY: La morte nel peccato e una nuova nascita nella rettitudine; essendo, per natura, nati nel peccato e figli della collera, attraverso il battesimo siamo fatti figli della grazia. per questo che ti arrabbi cos tanto, pap perch sei figlio della collera?
MR. DAY: Whitney, pensa ai fatti tuoi! Non devi porre domande a chi pi grande di te! Che cosa si richiede ad una persona per essere battezzata?
WHITNEY: Il pentimento, per il quale per il quale (si interrompe)
MR. DAY (chiudendo rapidamente il libro e restituendolo a Whitney): Non lo sai abbastanza bene, Whitney. meglio che studi ancora un po.
WHITNEY: Adesso?
MR. DAY (addolcendosi): No, non devi farlo subito. Adesso, vediamo adesso cosa dobbiamo fare?
WHITNEY: Io stavo lavorando con la mia cassetta degli attrezzi, fuori, nel giardino sul retro. (si sposta piano verso larco)
MR. DAY: meglio che non ti metta a martellare con tua madre, di sopra, ammalata. meglio se rimani qui.
WHITNEY: Non stavo martellando. Stavo facendo un lavoro dintaglio nel legno.
MR. DAY: Daccordo. E tu, Harlan possiamo giocare un po al gioco delle pulci?
HARLAN (andando lentamente verso Whitney): Stavo aiutando Whitney.
MR. DAY: Ah, bene. (i ragazzi escono. Il padre li segue sulla porta) Ragazzi non fate baccano. Dobbiamo rimanere molto tranquilli. (si ferma in anticamera e guarda su, preoccupato, verso Vinnie. Poi attraversa in punta dei piedi la stanza e si mette a fissare con grande tristezza fuori dalla finestra. Poi, sempre in punta di piedi, torna nellanticamera, savvicina alle scale che scendono e chiama sommessamente) Margaret! (Non c alcuna risposta. Allora alza leggermente la voce.) Margaret! (ancora nessuna risposta. Allora si lascia andare) Margaret! Perch non rispondi quando mi senti chiamare?
(A questo punto Margaret entra da destra, col cappello in mano, proveniente dalla porta d'ingresso)
MARGARET: Shh shh
(Il padre si gira rapidamente e vede Margaret)
MR. DAY: Ah, sei qui!
MARGARET (rimproverandolo): Dobbiamo stare tutti calmi, signor Day La signora Day molto ammalata.
MR. DAY (protestando): Lo so che ammalata. per questo che ti cercavo. Vai di sopra e rimani fuori dalla sua porta nel caso abbia bisogno di qualcosa. (Margaret inizia a salire) Ma, comunque, cosa facevi fuori casa?
MARGARET: Ero andata a cercare il Parroco.
MR. DAY (sobbalzando): Il Parroco!?
MARGARET: S, arriva subito. Sta pagando la vettura.
(Margaret continua a salire. Si sente sbattere la porta. Il Reverendo dr. Lloyd appare nellarco e incontra il padre nellanticamera)
DR. LLOYD: Sono profondamente colpito nel sentire della malattia della signora Day. Spero di poter essere utile. Vuole accompagnarmi da lei?
MR. DAY (con una traccia di ostilit): Adesso sta riposando. Non pu essere disturbata.
DR. LLOYD: Ma io sono stato chiamato.
MR. DAY: Il medico sar di ritorno entro pochi minuti e vedremo che cosa ci dir al riguardo. Sar meglio che entriate e aspettiate.
DR. LLOYD: La ringrazio (entra nella stanza. Il padre lo segue con riluttanza.) La signora Day stata un pilastro per la Parrocchia. Piaceva tanto a tutti. S, era veramente una bella donna.
MR. DAY: Mi auguro, buon Dio, che lei non stia parlando della signora Day come se fosse morta!
(Nora scende dalle scale e guarda dentro la stanza)
NORA: gi tornato il dottore?
MR. DAY: No. Ha bisogno di lui?
NORA: piuttosto inquieta. Parla nel sonno, si gira e si rigira.
(Nora scende al piano di sotto. Il padre guarda preoccupato verso la camera di Vinnie, poi guarda con rabbia verso lingresso)
MR. DAY: Il dottore ha detto che sarebbe tornato subito. (va verso la finestra)
MARGARET (arrivando da sotto): Il dottore sta arrivando. Lo stavo aspettando guardando fuori dalla finestra. (si dirige verso lingresso. Pochi istanti dopo entra il dottor Humphreys)
IL PADRE: Ebbene, dottore mi sembra che siano stati piuttosto lunghi questi dieci minuti.
DR. HUMPHREYS (indignato): Faccia attenzione, signor Day, se io devo essere responsabile della salute della signora Day, mi si deve consentire di gestire questo caso a modo mio.
MR. DAY: Certo, ma lei non pu gestire nulla se sta fuori casa.
DR. HUMPHREYS (infiammandosi): Ho lasciato questa casa perch (il dottor Somers, unimponente figura medica, entra e si ferma a fianco del dottor Humphreys) Questo il dottor Somers.
DR. SOMERS: Come state?
DR. HUMPHREYS: Mi sono reso conto che le condizioni della signora Day giustificavano che io chiamassi qui il dottor Somers, il pi presto possibile, per un consulto. Spero che ci incontri la sua approvazione.
MR. DAY (un po intimorito): Perch s, naturalmente. Qualsiasi cosa sia necessaria.
DR. HUMPHREYS: Di sopra, dottore! (I due dottori salgono. Il padre ritorna nella stanza, ovviamente scosso)
DR. LLOYD: Adesso la signora Day in buone mani, signor Day. In questo momento non c nulla che lei ed io possiamo fare per aiutarla.
(Dopo qualche istante di considerazione, il padre decide che c qualcosa che pu essere fatta per aiutarla. Si avvicina al Dr. Lloyd e gli indica la sedia accanto al tavolo. Ambedue si siedono)
MR. DAY: Dr. Lloyd c qualcosa che tormenta la mente della signora Day. Penso che lei sappia di cosa sto parlando.
DR. LLOYD: S, lei allude al fatto che non mai stato battezzato.
MR. DAY: Ho capito che lei sapeva, dal suo sermone di domenica scorsa (lo guarda un secondo indignato al ricordo) Ma non arrabbiamoci. Penso che sia meglio fare qualcosa al riguardo.
DR. LLOYD: S, signor Day.
MR. DAY: Quando i dottori scenderanno, vorrei che lei parlasse alla signora Day. Vorrei che le dicesse qualcosa.
DR. LLOYD (impaziente): Certo, ne sar felice.
MR. DAY: Lei veramente luomo giusto per farlo. Non deve essere sconvolta per questo Vorrei che lei le dicesse che il mio essere battezzato sarebbe solo una dannatissima sciocchezza.
(Non era questo che il Dr. Lloyd si aspettava e certamente questa non era la sua idea su come aiutare la signora Day)
DR. LLOYD: Ma, signor Day!
MR. DAY: No, lei deve ascoltare la sua parola su una cosa cos e adesso noi dobbiamo fare tutto il possibile per aiutarla.
DR. LLOYD (alzandosi): Ma il battesimo uno dei Sacramenti della Chiesa
MR. DAY (alzandosi): Lei il sacerdote e si suppone che lei debba portarle conforto e pace di spirito.
DR. LLOYD: Ma la soluzione molto semplice. Lei deve solo acconsentire a farsi battezzare.
MR. DAY: Questo fuori discussione! E sono sorpreso che un uomo adulto come lei possa suggerire una cosa del genere.
DR. LLOYD: Se lei veramente preoccupato circa la pace spirituale della signora Day, non crede
MR. DAY: Adesso mi ascolti se lei vuole solo metterla in agitazione su ci, non le permetter affatto di vederla. (si gira allontanandosi; il dr. Lloyd lo segue)
DR. LLOYD: Adesso signor Day, come lei ha detto, dobbiamo fare tutto il possibile
(I dottori scendono dalle scale. Il padre li osserva)
MR. DAY: Dunque, dottore, come sta? Cosa avete deciso?
DR. HUMPHREYS: Abbiamo appena lasciato la signora Day. C una stanza che possiamo usare per il consulto?
MR. DAY: Naturalmente. (Margaret inizia a scendere) Margaret, tu torna di sopra! Non voglio che la signora Day sia lasciata sola!
MARGARET: Devo fare alcune cose per il dottore. Torner di sopra non appena avr provveduto.
MR. DAY: Va bene, sbrigati. E, Margaret, conduci questi signori al piano di sotto, alla stanza da biliardo.
MARGARET: S, signore. Da questa parte, dottore al piano terra. (Esce seguita dal dr. Somers. Il padre trattiene il dr. Humphreys)
MR. DAY: Dr. Humphreys, lei sa adesso s, insomma, non grave, vero?
DR. HUMPHREYS: Dopo che avremo avuto il nostro consulto, parler con lei, signor Day.
MR. DAY: Ma certamente lei pu
DR. HUMPHREYS: Posso solo assicurarle che il dottor Somers far tutto ci che umanamente possibile.
MR. DAY: Insomma, non vorr dire
DR. HUMPHREYS: Cercheremo di non dilungarci troppo. (Esce. Il padre si gira a guardare il dr. Lloyd. visibilmente spaventato.)
MR. DAY: Questo Dr. Somers ho sentito spesso il suo nome si dice molto bene di lui, non cos?
DR. LLOYD: Oh, s certamente.
MR. DAY: Se Vinnie veramente se nessuno pu aiutarla, lui potrebbe non crede?
DR. LLOYD: Un bravissimo medico. Ma c un pi grande Aiuto, sempre presente nellora del bisogno. Rivolgiamoci a Lui in preghiera. Inginocchiamoci e preghiamo. (Il padre lo guarda, raddrizzandosi, poi si porta allaltro lato della stanza) Inginocchiamoci e preghiamo. (Il padre finalmente china il capo. Il Dr. Lloyd lo guarda e, senza inginocchiarsi nemmeno lui, solleva la sua testa e parla semplicemente in preghiera) Oh, Signore, guarda gi dal Cielo per vedere, visitare e sollevare questa Tua serva che dolente ed ammalata, ed estendi a lei la Tua abituale bont. Noi sappiamo che ha peccato contro di Te in pensieri parole e opere. Abbi misericordia di lei, o Signore, abbi misericordia di questa miserabile peccatrice. Dimentica
MR. DAY: Lei non una miserabile peccatrice e io lo so! (Allora il padre parla direttamente alla Divinit) O Dio! Tu sai che Vinnie non una miserabile peccatrice. una donna dannatamente buona! Non bisogna farla soffrire! Bisogna smettere, Ti dico, bisogna smettere!
(Vinnie appare sulle scale nella sua camicia da notte)
VINNIE: Cosa succede, Clare? Qualcosa che non va?
MR. DAY (non sentendola):Abbi misericordia, Ti dico, abbi misericordia, dannazione!
VINNIE: Cosa succede, Clare? Cosa c che non va?
(Il padre si gira, vede Vinnie e corre da lei)
MR. DAY: Vinnie, cosa stai facendo quaggi? Non devi uscire dal letto. Torna subito di sopra. (Egli ora ha le sue braccia attorno a lei)
VINNIE: Oh, Clare, ti ho sentito chiamare. Hai bisogno di me?
MR. DAY (profondamente commosso): Vinnie adesso so quanto bisogno ho di te. Guarisci Vinnie. Mi far battezzare. Te lo prometto. Mi far battezzare.
VINNIE: Lo farai? Oh, Clare!
MR. DAY: Far qualsiasi cosa. Andremo in Europa. Noi due soli non devi preoccuparti per i bambini o per i conti di casa (Vinnie perde i sensi contro le spalle del padre) Vinnie! (Si china per sollevarla)
DR. LLOYD: Chiamer il dottore. Ma non si preoccupi signor Day andr tutto bene adesso. (il padre solleva Vinnie nelle sue braccia) Siate benedetto per quello che avete fatto, signor Day.
MR. DAY: Che cosa ho fatto?
DR. LLOYD: Avete promesso di farvi battezzare!
MR. DAY (inorridito): Lho promesso? (con orrore il padre realizza di essere stato tradito e da s stesso) OH DIO!!!
FINE DEL SECONDO ATTO
ATTO TERZO
Scena 1
Lo stesso ambiente.
Un mese pi tardi. Met pomeriggio.
Vinnie seduta sul divano e ricama a piccolo punto. Margaret entra, come sempre a disagio, quando si trova al piano superiore.
MARGARET: Voleva parlarmi, signora?
VINNIE: S, Margaret, circa la colazione di domani mattina dobbiamo programmarla con molta cura.
MARGARET (perplessa): Ultimamente il signor Day non si lamentato con me circa le sue colazioni. Effettivamente sono stata baciata dalla fortuna!
VINNIE: Oh no, non questo. Ma domani mattina mi piacerebbe qualcosa per la sua colazione che sia una sorpresa per lui.
MARGARET (dubbiosa): Sorprendere il signor Day sempre abbastanza rischioso, signora. Il mio motto con lui sempre stato: Vai sul sicuro
VINNIE: Ma se pensiamo a qualcosa che gli piaccia in modo speciale, Margaret cosa ne dici delle aringhe affumicate?
MARGARET: Ebbene, gli ho gi preparato le aringhe, ma non ricordo di aver mai saputo se gli siano piaciute.
VINNIE: Ma non ha mai nemmeno detto che non gli sono piaciute, non cos?
MARGARET: In effetti non se ne mai trovato traccia sul pavimento, fatta comunque da lui.
VINNIE: E se il signor Day non dice che una cosa non gli piace puoi pensare che gli piaccia. Tentiamo la fortuna con le aringhe, Margaret.
MARGARET: Molto bene, signora. (si avvia alluscita)
VINNIE (innocentemente): E, Margaret, sarebbe meglio avere abbastanza colazione per due coperti in pi.
MARGARET (astutamente): Oh questo allora! Stiamo per avere ancora compagnia.
VINNIE: S, mia cugina. La signorina Cartwright, e la sua amica stanno tornando da Springfield. Temo che arriveranno qui proprio verso lora di colazione.
MARGARET: Bene, in questo caso sar meglio preparare anche qualcuno dei miei biscotti caldi della domenica mattina.
VINNIE: S. Noi sappiamo che al signor Day questi piacciono.
MARGARET: Lho mandato alla chiesa con quei biscotti per gli ultimi quindici anni. (Si sente sbattere la porta. Margaret va allarco per vedere) Oh, il signorino Clarence, signora. (esce per scendere mentre Clarence entra con un grosso pacco)
CLARENCE: Eccolo qua, mamma. (pone lo scatolone sulla tavola)
VINNIE: Oh, cera ancora al negozio! Non lavevano venduto! Sono proprio emozionata. Non ti piace, Clarence?
CLARENCE: Bene, fuori dallordinario.
VINNIE (disfacendo il pacco): Sai, lo avevo visto il giorno prima di ammalarmi. Stavo passeggiando nel reparto dei rigattieri e questo ha attirato la mia attenzione. Ero cos tentata di comprarlo! E per tutto il tempo della mia malattia non sono riuscita a levarmelo dalla testa. Non capisco come abbia potuto rimanere nel negozio per tutto questo tempo senza che qualcuno lo portasse via. (Lo estrae dalla scatola. un grosso cane Carlino di porcellana) Non questo la cosa pi graziosa che tu abbia mai visto? Comunque avr bisogno di un nastro . Ne ho visto uno da qualche parte. Oh s, lo so! (Va alla tavola ed estrae un nastro rosso dal cassetto)
CLARENCE: Non ancora rincasato John?
VINNIE: Non lho visto. Perch?
CLARENCE: Ebbene, tu sai che abbiamo lavorato. E John andato gi a ritirare i nostri soldi.
VINNIE: Che bello! (Lega il nastro attorno al collo del cane) Oh, Clarence, ho un segreto solo per voi due; indovina chi arriva domani a farci visita? la cugina Cora e Mary.
CLARENCE: S, lo so.
VINNIE: Come fai a saperlo?
CLARENCE: Ho ricevuto una lettera.
(John entra portando due pacchi di medicine)
VINNIE: John, hai mai visto nulla di cos tenero?
JOHN: Che cos?
VINNIE: un cane Carlino. Tuo padre non ha mai voluto che ne avessi uno vero ma non pu opporsi a uno di porcellana. Questo nastro ha bisogno di essere stirato. Lo porter gi e dir a Margaret di sistemarlo. (esce portandosi il Carlino con il nastro)
CLARENCE: Per quale motivo hai portato a casa delle altre medicine? (Poi, improvvisamente spaventato) Il Dr. Bartlett ci ha pagato, non vero?
JOHN: Oh, s!
CLARENCE (tirando un grosso sospiro di sollievo): Per un istante mi avevi spaventato. Quando sono andato da Mc Creerys per prendere il Carlino per mamma, ho ordinato il pi bel vestito che tu abbia mai visto. Il Dr. Bartlett ci doveva sedici dollari a testa e labito ne costava solo quindici. Non era una fortunata combinazione? Forza, dammi i miei soldi.
JOHN: Clarence, il Dr, Bartlett ci ha pagati in medicine.
CLARENCE: E tu hai permesso che ci pagasse con quel vecchio Balsamo Benefico!?
JOHN: E ci ha anche ringraziato per i servigi che abbiamo reso allumanit.
CLARENCE (agonizzante): Ma il mio abito!
JOHN: Dovrai proprio aspettare per il tuo abito.
CARENCE: Ma non posso aspettare! Devo averlo per domani ed inoltre loro stanno gi facendo le modifiche. Ho promesso che avrei pagato questo pomeriggio! Quindici dollari!
JOHN (cercando di aiutarlo): Perch non offri loro quindici bottiglie di medicina?
(Clarence lancia un breve disperato sospiro)
CLARENCE: Non le vorranno. Mc Creerys non vende medicine.
(John vicino alla finestra e guarda allesterno)
JOHN: Questa anche sfortuna. Sta arrivando pap.
CARENCE: Dovr chiedere a lui per questi quindici dollari. Odio comportarmi cos, ma dovr farlo ecco tutto dovr farlo.
JOHN: Preferisco non esserci quando lo farai. In ogni modo sar meglio nascondere queste. (Afferra i pacchetti e corre su per le scale. Si sente sbattere la porta. Il padre entra e guarda nella stanza)
CLARENCE: Buongiorno, pap.
MR. DAY: Come sta tua madre, Clarence? Dov?
CLARENCE: Sta bene. di sotto con Margaret. Ah, pap
(Il padre esce nella hall e lo sentiamo chiamare verso il basso)
MR. DAY: Vinnie! Vinnie! Sono a casa. (Ritorna nella stanza, portando il giornale)
CLARENCE: Pap, la mamma star abbastanza bene per venire con noi in chiesa, domenica.
MR. DAY: Molto bene, Clarence. Molto bene
CLARENCE: Pap, ti sei accorto che negli ultimi tempi non mi inginocchio pi in chiesa?
MR. DAY: Clarence, sta attento che non se ne accorga tua madre.
CLARENCE: E allora, questa mattina, ho ordinato un vestito nuovo!
MR. DAY (dopo unocchiata perplessa): Clarence, questa mi sembra una sciocchezza!
CLARENCE: Ma uno studente di College non pu trovarsi bene in un abito riadattato soprattutto in un tuo abito. Ecco perch non posso inginocchiarmi in chiesa con quello, non riesco fare nulla che non faresti tu.
MR. DAY: Ebbene, questa una cosa dannatamente buona! Se i miei vecchi abiti ti fanno comportare bene, non credo che tu abbia bisogno di altro.
CLARENCE (disperato): Oh, no! Tu sei tu, e io sono io! Io voglio essere me stesso! Daltra parte tu sei pi anziano e devo fare cose e che alla tua et non farei!
MR. DAY: Clarence, tu non devi fare nulla che non farei anchio.
CLARENCE: S certo, ma ascolta un momento: supponiamo che io voglia inginocchiarmi davanti ad una ragazza
MR. DAY: E perch mai, in nome del Cielo, dovresti voler fare una cosa del genere?
CLARENCE: Insomma, dovr pensare a sposarmi, un giorno. E dovr proporlo ad una ragazza, un giorno.
MR. DAY (esasperato): Prima di sposarti, ti guadagnerai da solo i tuoi abiti, spero. Non metterti in testa che io manterr te e anche tua moglie. E poi, Clarence, alla tua et
CLARENCE (precipitosamente): Oh, non sto certo per sposarmi subito, ma per quindici dollari posso avere un buon vestito.
MR. DAY (confuso ed irritato): Clarence! (Lo fissa. Nello stesso istante, Vinnie arriva attraverso larco) Perbacco, stai cominciando a parlare in modo folle come tua madre. (Si accorge di lei) Oh, hallo, Vinnie. Come ti senti, oggi?
VINNIE: Sto bene, Clare. (si baciano) Non devi precipitarti a casa dallufficio, tutti i giorni cos.
(Clarence si lascia cadere nella poltrona accanto alla finestra, deluso)
MR. DAY: Visto come stanno marciando gli affari non ci sarebbe nemmeno bisogno di andarci.
VINNIE: Ma sono settimane che non vai al tuo club.
MR. DAY: Non riesco a starci in quel dannato posto. Tu hai bisogno di rimetterti, Vinnie. Che cosa hai fatto oggi? (Si lascia cadere sul divano. Vinnie si mette in piedi dietro al divano. Il suo chiacchierio non riesce a distrarre il padre dal suo giornale)
VINNIE: Una lunga passeggiata e ho fatto un salto per fare visita alla vecchia signora Whitehead.
MR. DAY: Bene, questa una buona cosa.
VINNIE: E, Clare, stata la pi fortunata combinazione che potesse capitarmi. Ho delle magnifiche notizie per te! Chi pensi che ci fosse l? Il signor Morley!
MR. DAY (non individuandolo): Morley?
VINNIE: Non ricordi quel giovane simpatico sacerdote che sostitu il Dr. Lloyd una domenica?
MR. DAY: Ah, s! Quel giovane brillante ragazzo fece un sermone buono e assennato.
VINNIE: stata lunica volta che ti ho visto mettere cinque dollari nelle offerte!
MR. DAY: Ci dovrebbero essere pi sacerdoti come lui. Potrei andare daccordo con quel giovanotto senza alcuna difficolt.
VINNIE: Dunque, Clare, la sua parrocchia a Audubon sai, sulla strada sopra ad Harlem.
MR. DAY: E con questo?
VINNIE: Ma non meraviglioso? Nessuno ti conosce laggi. Sarai perfettamente al sicuro!
MR. DAY: Al sicuro? Vinnie, di cosa diavolo stai parlando?
VINNIE: Ho parlato di ogni cosa con il signor Morley e lui daccordo per battezzarti.
MR. DAY: Oh, lui il giovane presuntuoso! Dannatamente simpatico!
VINNIE: Possiamo arrivare lass una qualsiasi mattina non c' bisogno di appuntamento.
MR. DAY; Vinnie, tu stai facendo un sacco di progetti per nulla. Chi ha mai detto che mi far battezzare?
VINNIE (inorridita): Come, Clare! Tu lhai detto!
MR. DAY: Suvvia, Vinnie!
VINNIE: Tu me lhai promesso hai fatto la tua Promessa Sacra. Stavi proprio in questo punto e hai detto: Mi far battezzare. Lo prometto mi far battezzare!
MR. DAY: E se anche lo avessi detto?
VINNIE (sbalordita, torna e si mette di fronte a lui): Non sei un uomo di parola?
MR. DAY (alzandosi): Vinnie, questo successo in condizioni completamente diverse. Tutti pensavamo che tu stessi per morire, cos naturalmente ho detto cos per farti sentire meglio. Il dottore mi disse che proprio questo ti aveva curato. Ecco perch mi sembra ingrato da parte tua, insistere oltre su questo.
VINNIE: Clarence Day, tu hai fatto la tua Promessa Sacra!
MR. DAY (infastidito): Vinnie, tu eri ammalata quando io dissi cos. Adesso stai di nuovo bene.
(Margaret entra con il Carlino, che ora ha il nastro stirato di fresco legato attorno al collo. Lo appoggia sul tavolo)
MARGARET: Va bene cos, signora Day?
VINNIE (congedandola): Molto bene, Margaret, Grazie. (Margaret esce) Il mio star bene non ha nulla a che vedere con questo. Tu mi hai dato la tua parola! Tu hai dato al Signore la tua parola. Avresti dovuto vedere il signor Morley, come era desideroso di riportarti allovile. (Il padre tenta di sfuggire e si dirige verso larco quando, improvvisamente, il Carlino cattura la sua attenzione e si mette ad osservarlo come affascinato) E una delle prossime mattine, prima di andare in ufficio, ti recherai alla sua chiesa e ti farai battezzare. Se pensi per un istante che io
MR. DAY: In nome del Cielo, che cos questo?
VINNIE: Se pensi che ti permetter di aggiungere il peccato di aver infranto la tua Promessa Sacra
MR. DAY: Io voglio sapere che cos questo repellente oggetto!
VINNIE (a sua volta esasperata): perfettamente chiaro che cos un Carlino!
MR. DAY: Cosa fa in questa casa?
VINNIE (con tono di sfida): Io lo volevo ed io lho comprato.
MR. DAY: E tu hai speso dei soldi per questo?
VINNIE: Clare, non stiamo parlando di questo! Noi stiamo parlando di te. Non cercare di cambiare discorso!
MR. DAY: Quanto hai pagato per questa atrocit?
VINNIE: Non lo so. Ho mandato Clarence a prenderlo. Ascoltami, Clare
MR. DAY: Clarence, quanto hai pagato per questo?
CLARENCE: Non ho pagato nulla, lho fatto mettere in conto.
MR. DAY (guardando Vinnie): In conto! Dovevo immaginarlo. (a Clarence) Quanto era?
CLARENCE: Quindici dollari.
MR. DAY: Quindici dollari per questo pugno in un occhio?
VINNIE (in soccorso del Carlino): Non chiamare questa piacevole opera darte un pugno in un occhio! Star benissimo seduto su di un cuscino rosso accanto al caminetto in soggiorno.
MR. DAY: Non voglio che questo sieda in soggiorno! Inoltre, non vorr mai che stia nella stessa casa con me. Portatelo fuori di qui!
(si avvia verso le scale)
VINNIE: Tu stai usando questo come una scusa. Tu non uscirai da questa stanza finch non avrai fissato una data per il tuo battesimo.
(Il padre, allinizio della scala, si volta indietro)
MR. DAY: Ti dir una cosa! Non mi far mai battezzare finch questa spaventosa mostruosit in questa casa. (sale al piano superiore)
VINNIE (gridandogli dietro): Daccordo! (si avvicina al Carlino) Daccordo! Andr indietro questo pomeriggio e lui, domani mattina, come prima cosa verr battezzato.
CLARENCE: Ma mamma
VINNIE: Clarence, lo hai sentito dire che si far battezzare non appena avr portato questo cane fuori di casa. Tu ritorna di corsa da McCreerys con questo e assicurati che registri a nostro credito i quindici dollari.
(I quindici dollari suonano una campanella nella mente di Clarence)
CLARENCE: Ah, ascolta mamma, mentre ero da McCreery's, mi capitato di vedere un abito che mi piacerebbe molto e che costa solo quindici dollari.
VINNIE (dispiaciuta): Bene, Clarence, credo che il tuo abito dovr aspettare fino a che non avr fatto battezzare tuo padre.
CLARENCE (speranzoso): No. Io intendevo dire che labito costa esattamente quanto il Carlino, e se io scambio il Carlino con labito
VINNIE: S, perbacco! In questo modo il tuo abito non coster nulla a tuo padre! Che idea brillante, Clarence, pensare a questa soluzione!
CLARENCE (rapidamente): Far meglio ad andare subito, prima che McCreerys chiuda (Raccoglie la scatola, la velina e limballo)
VINNIE: S. Lasciami pensare. Se dobbiamo portare tuo padre fino a Audubon Clarence, sulla via del ritorno, fermati da Ryerson & Browns e d loro di mandare una carrozza qui, alle otto di domattina.
CLARENCE: Mamma, una carrozza! Pensi proprio di doverlo fare?
VINNIE: Insomma, dobbiamo arrivare fino a Audubon.
CLARENCE (come avvertimento): Ma tu sai cosa pensa pap delle carrozze.
VINNIE: Questa unoccasione importante.
CLARENCE (alzando le spalle): Daccordo! Una carrozza chiusa o una Victoria?
VINNIE: Prendi una delle loro vetture migliori del genere che usano per i funerali.
CLARENCE: Quelle costano due dollari allora! E se pap si arrabbia
VINNIE: Insomma, se tuo padre comincia a discutere domani mattina, tu ricordati
CLARENCE (ricordando il suo abito): Oh, lui sar daccordo! Lo abbiamo sentito tutti e due!
(Vinnie ha tolto il nastro dal collo del Carlino e sta per riporlo nella scatola)
VINNIE (con rimpianto): Lascio il mio cuore assieme a questo. (unidea nasce dentro di lei) Per se non lhanno venduto in tutto questo tempo, pu darsi che rimanga l per qualche settimana ancora. (D al cane una rassicurante carezza e lo infila nella scatola. Contenta, inizia a cantare Dolce Maria. Il padre scende le scale. Clarence prende il suo cappello e la scatola ed esce veloce e contento. Il padre lo osserva) Spero tu abbia notato che Clarence va a restituire il Carlino.
MR. DAY: segno che tu stai recuperando le tue facolt. (Vinnie sta quietamente cantando sottovoce con soddisfazione) bello sentirti cantare ancora Vinnie. (Improvvisamente ricorda qualcosa) Oh! gi in citt, mentre passeggiavo, mi sono fermato da Tiffanys e ti ho comprato una cosetta. Penso che ti piaccia. (estrae dalla tasca del panciotto una scatoletta e la porge a Vinnie. Lei la prende)
VINNIE: Oh, Clare. (La apre con impazienza) Che bellanello! (estrae lanello e se lo infila al dito ammirandolo)
MR. DAY: Sono contento che ti piaccia. (si sistema col giornale sul divano)
VINNIE: Non so come ringraziarti. (lo bacia)
MR. DAY: Come ringraziamento, gi sufficiente per me il fatto che tu sia nuovamente in piedi e in giro per casa. Quando tu eri ammalata, Vinnie, la casa era una tomba. Non cera agitazione.
VINNIE (sedendo al suo fianco): Clare, questo il pi adorabile anello che tu mi abbia mai comprato. Adesso che ho questo, non hai pi bisogno di comperarmi nessun altro anello.
MR. DAY: Bene, se non ne vuoi altri.
VINNIE: Quello che veramente mi piacerebbe adesso una simpatica collana di diamanti.
MR. DAY (allarmato): Vinnie, sai quanto costa una collana di diamanti?
VINNIE: Lo so, Clare. Ma non vedi? dandomi questo anello fai vedere che io significo almeno qualcosa per te. Ora, una collana di diamanti
MR. DAY: Buon Dio! Ancora non sai cosa tu significhi per me!? Siamo sposati da ventanni e io ti ho amata ogni minuto di essi.
VINNIE: Che cosa hai detto? (i suoi occhi luccicano di lacrime alla sicura dichiarazione del suo amore)
MR. DAY: Ho detto che siamo sposati da venti anni e che ti ho amata ogni minuto di essi. Ma se io devo comprarti un negozio di gioielliere per provartelo se non te lo ho dimostrato con le mie parole e le mie azioni, farei meglio (si volta e vede Vinnie che si asciuga gli occhi. Allora parla con rassegnazione) Che cosa ho fatto, adesso?
VINNIE: Va tutto bene, Clare sono solo cos felice.
MR. DAY: Felice?
VINNIE: Tu hai detto che mi ami! E questo bellanello una cosa che non mi aspettavo. Oh, Clare, mi piacciono le sorprese.
(Lei si rannicchia contro di lui)
MR. DAY: Questa unaltra cosa che non riesco a capire di te, Vinnie. Adesso mi piacerebbe sapere che cosa aspettarmi. Cos quando arriver sar preparato.
VINNIE (appoggiando la testa sulla sua spalla): S, lo so. Ma, Clare, la vita sarebbe piuttosto noiosa se sapessimo sempre che cosa sta arrivando.
MR. DAY: Bene, allora non certamente noiosa da queste parti. In questa casa non sai mai che cosa ti capiter lindomani.
VINNIE (a s stessa): Domani! (Comincia a cantare. Il padre la ascolta felice)
Ogni margherita della valle
sa il mio segreto, lo sa bene,
e adesso oso parlare,
Dolce Maria!
SIPARIO
Scena 2
La stessa stanza.
Il mattino seguente. A colazione. Tutta la famiglia ad eccezione di Vinnie e John sono a tavola e di buonumore.
JOHN (entrando): Mamma dice che scender subito. (si siede a tavola)
(Maggie, la nuova cameriera, entra con un vassoio di biscotti caldi e serve il padre. Non appena il padre prende un biscotto, alza lo sguardo su di lei e mostra una certa sorpresa)
MR. DAY: Chi sei tu? Come ti chiami?
MAGGIE: Margaret, signore.
MR. DAY: Non puoi essere Margaret. Abbiamo gi una Margaret in casa:
MAGGIE: A casa mi chiamano Maggie, signore.
MR. DAY (giovialmente): Daccordo, Maggie. (Maggie continua a servire i biscotti.) Ragazzi, se il suo nome Margaret, buon segno. Forse rimarr per un po. Sapete ragazzi, vostra madre si comporta allo stesso modo con i biscotti e con le cameriere. Non le vanno mai bene per diverse ragioni. Dunque, un giorno, circa quindici anni fa s, eri appena nato tu, John eh, caro mio, eri un bambino proprio brutto. (Tutti ridono alle spalle di John) Arrivavo a casa quella sera molto stanco e che cosa ti trovo niente cena, perch la cuoca se nera andata. Decisi allora che ne avevo proprio abbastanza e cos andai allagenzia di collocamento della Sesta Avenue e dissi allimpiegata di turno: Dove tenete le cuoche? Lei tent di tergiversare con un mucchio di spiegazioni e lungaggini burocratiche ma io mi diressi, senza esitazioni, nella stanza dove le ragazze erano in attesa, guardai il gruppo, vidi Margaret, la indicai e dissi: Prender quella! La condussi a casa, lei cucin la cena quella sera stessa, e lei, da allora, ha sempre continuato a cucinare per noi. Dannatamente bene, anche! (Batte col piede sul pavimento tre volte)
(Vinnie arriva, scendendo le scale, vestita di bianco. In qualche modo ha quasi lapparenza di una sposa che si reca al proprio matrimonio)
VINNIE: Buon giorno, Clare. Buon giorno, ragazzi.
(I ragazzi e il padre si alzano, Vinnie prende il suo cappellino e i guanti e li depone sulla sedia accanto al camino. Il padre va alla sedia di Vinnie e la scosta per lei, ammirando il suo aspetto da giorno di festa. Vinnie si siede.)
MR. DAY: Sedete, ragazzi. (Quando il padre ritorna alla propria sedia, si accorge che tutti i ragazzi sono vestiti col loro migliore abito domenicale) Tutti in tiro, questa mattina. Qual il programma per questa bella giornata? (Vinnie che ha cercato sempre di rimandare le crisi nella speranza di qualche miracolo che la aiuti, rimanda anche questa)
VINNIE: Ebbene, questo pomeriggio la madre di May Lewis dar un party per tutti i compagni della classe di danza di May. Harlan dovr andarci.
HARLAN: Non ci voglio andare, mamma!
VINNIE: Perch, Harlan, non vuoi andare a un party e mangiare torta e gelato?
HARLAN: May Lewis cerca sempre di baciarmi.
(Questa risposta viene accolta da una risata della famiglia)
MR. DAY (allegramente): Quando sarai un po pi grande, sarai tu a volere essere vittima delle ragazze che cercano di baciarti. Non vero, Clarence?
(Margaret entra di fretta)
MARGARET: Avete chiamato?
MR. DAY: Margaret, queste aringhe affumicate sono ottime. (Margaret fa il suo solito gesto di disapprovazione verso di lui) Era molto tempo che non mangiavamo pi aringhe. Sono contento che ti sia ricordata che mi piacciono.
MARGARET: S, signore.
(Margaret e Vinnie si scambiano uno sguardo dintesa. Margaret esce felice)
MR. DAY: Cosa succede stamani a Margaret? Biscotti caldi, anche!
VINNIE: Sa che ne sei goloso. (Suonano allingresso. Maggie va a vedere. Vinnie si agita nervosamente sulla sua sedia) Chi sar mai? Non pu essere il postino, gi venuto ieri.
MR. DAY (con malizia): Ultimamente, Clarence sta ricevendo un mucchio di raccomandate. Sta andando in porto questo affare, Clarence?
(La famiglia ride verso Clarence. Maggie entra dallarco con un porta abiti.)
MAGGIE: per lei, signor Day. Dove posso metterlo?
CLARENCE (adirato): Ah, questo per me, credo. Portalo disopra, Maggie.
MR. DAY: Aspetta un istante, Maggie, portalo qui. Lasciamelo vedere.
(Clarence prende la scatola da Maggie, che esce. La fa vedere al padre)
CLARENCE: Vedi? per me, pap Clarence Day, Junior.
MR. DAY: Lasciami guardare. Perch, questo arriva da McCreerys ed segnato A debito? Di cosa si tratta?
VINNIE: tutto a posto, Clare. Non nulla di cui ti debba preoccupare.
MR. DAY: Bene, ma almeno dovr sapere che cosa mi viene addebitato. Di cosa si tratta?
VINNIE: Adesso, Clare, smettila di agitarti. un nuovo abito per Clarence, e non ti costa un solo penny.
MR. DAY: Qui indicato: addebito di quindici dollari mi costa quindici dollari. E io avevo detto a Clarence
VINNIE: Clare, vuoi credere alla mia parola se ti dico che non ti costa un solo penny?
MR. DAY: Avrei piacere che tu me ne spiegassi il perch.
VINNIE (trionfante): Perch Clarence ha riportato il Carlino e ha preso labito in cambio.
MR. DAY: Certamente, ed essi mi hanno addebitato quindici dollari per il vestito.
VINNIE: Ma non ha senso, Clare. Noi gli abbiamo dato il Carlino per il vestito. Non vedi?
MR. DAY: Allora mi hanno addebitato quindici dollari per il Carlino.
VINNIE: Ma, Clare, non possono! Noi non abbiamo preso il Carlino. Labbiamo restituito.
MR. DAY (disorientato, ma non convinto): Ora, Vinnie, attendi un istante. C qualcosa di sbagliato nel tuo ragionamento.
VINNIE: Sono sorpresa, Clare, perch ritengo che tu sia bravo con i conteggi. Per me perfettamente chiaro.
MR. DAY: Vinnie! Stanno facendomi un addebito per una cosa o per laltra.
VINNIE: E tu non permetterlo!
(Il padre si alza e getta il suo tovagliolo sulla tavola)
MR. DAY: Dunque! McCreerys non regala vestiti e non regala Carlini. (Irritato cammina fino alla finestra) Vuoi farlo entrare nella tua (Guarda verso lesterno) Oh, Dio!
VINNIE: Cosa c Clare? Qualcosa che non va?
MR. DAY: Che nessuno vada ad aprire la porta.
VINNIE: Chi ? Chi sta arrivando?
MR. DAY: Quelle dannate donne sono tornate!
WHITNEY: Quali donne?
MR. DAY: Cora e quella piccola idiota. (Clarence si precipita pazzamente su per le scale tenendo stretta la scatola che contiene il suo vestito nuovo) Stanno tornando da noi, con armi e bagagli! (suonano alla porta) Non lasciatele entrare!
VINNIE: Clarence Day, non possiamo respingere i nostri parenti!
MR. DAY: Dille di risalire sullautomobile e guidare diritte fino allOhio. Se sono cos stravaganti fino al punto di prendere unautomobile quando il tram a cavalli passa proprio davanti alla nostra porta
(Maggie attraversa lanticamera per andare ad aprire la porta)
VINNIE: Adesso, Clare, stai tranquillo e controllati. Sono qui e non puoi farci nulla. (si dirige verso lanticamera)
MR. DAY (gridandole dietro): Insomma, perch ci piombano sempre addosso senza avvertire? dannate zingare!
VINNIE (dallarco): Shhh! Clare! (Poi nel suo tono pi accogliente) Cora! Mary! un piacere avervi nuovamente qui.
CORA: Come stai, Vinnie? Siamo state molto preoccupate per te!
VINNIE: Oh, adesso sto bene!
(Cora, Mary e Vinnie entrano. Cora si precipita nella stanza)
CORA: Salve Harlan! Whitney! Eccoci, cugino Clare. Siamo di nuovo qui! (Bacia il padre sulla guancia. Egli si ritrae rigidamente. Mary si guarda rapidamente attorno nella stanza cercando Clarence, poi saluta ed salutata dagli altri ragazzi) E John! Dov Clarence?
MARY: S, dov Clarence?
VINNIE: John, vai a cercare Clarence. Digli che Cora e Mary sono qui.
JOHN: S, mamma. (sale le scale)
VINNIE: Siete arrivate giusto in tempo per fare colazione con noi.
CORA: Abbiamo gi fatto colazione alla stazione.
VINNIE: Beh, in effetti noi abbiamo appena finito.
MR. DAY (freddamente dignitoso): Io non ho affatto finito la mia colazione!
VINNIE: Bene, allora siediti, Clare. (a Cora e a Mary) Margaret ci ha preparato le aringhe affumicate questa mattina e Clare cos goloso di aringhe. Perch non ci sediamo tutti? (indica i posti vuoti e le ragazze si siedono. Il padre riprende il proprio posto e ricomincia la colazione in un freddo silenzio. Maggie entrata nella stanza per ricevere ordini.) Maggie porta via queste cose. (indica i piatti davanti alle ragazze, e Maggie li toglie. Il padre prende una lettera dal suo mucchio di posta del mattino e la apre) Clare, non lasciare raffreddare le tue aringhe. (a Cora) Adesso dicci tutto di Springfield.
CORA: stato un mese meraviglioso ma raccontaci di te cugina Vinnie. Devi aver passato un terribile momento.
VINNIE: S, ero abbastanza ammalata, ma ora sto nuovamente bene.
CORA: Che cosa stato?
VINNIE: Ebbene, i dottori non lo sanno esattamente, ma hanno detto che questa che loro non hanno mai visto nulla del genere, qualsiasi cosa fosse.
CORA: Certamente hai abbastanza una bella cera, adesso. Non cos, Clare?
(Qualsiasi cosa contenga la lettera che sta leggendo, gli arriva come un colpo)
MR. DAY: Oh, Dio!
VINNIE: Cosa c, Clare? Qualcosa che non va?
MR. DAY: John! John!
(John sta salendo le scale con i bagagli delle ragazze. Arriva correndo gi dalle scale e va dal padre)
JOHN: S, pap?
MR. DAY: Siete andati in giro per questa citt a vendere delle medicine?
JOHN (un po impaurito): S, pap.
MR. DAY: Medicine per cani?
JOHN (indignato): No pap. Non medicine per cani!
MR. DAY: Dovevano essere medicine per cani!
JOHN: Non erano medicine per cani, pap
MR. DAY: Questa lettera della signora Sprague, dice che le hai venduto una bottiglia di questa medicina e che il suo bambino ne ha dato un po al loro cane e che questo lo ha ucciso! Adesso lei vuole dieci dollari da me per un nuovo cane!
JOHN: Ebbene, non avrebbe dovuto darla ad un cane. per gli uomini! Perch si tratta del Balsamo Benefico del Dr. Bartlett fabbricato secondo una formula segreta!
MR. DAY: Sei andato in giro tra amici e vicini a vendere quella dannata porcheria brevettata del dottor come si chiama?
JOHN: Ma una buona medicina, pap. Lho fatta provare a mamma
MR. DAY: Vinnie, cosa ne sai di tutto ci?
VINNIE: Nulla, Clare. Ma sono sicura che John
JOHN: No, volevo dire, mamma, quel giorno
MR. DAY: Questo troppo! Adesso devi andare in ogni casa dove hai venduto una bottiglia di quellintruglio e ricomprarle tutte.
JOHN (sgomento): Ma un dollaro a bottiglia!
MR. DAY: Non mi interessa quanto . Quante bottiglie hai venduto?
JOHN: Centoventotto.
MR. DAY (urlando): Centoventotto!!
VINNIE: Clare, te lho sempre detto che John sarebbe diventato un buon uomo daffari.
MR. DAY (pi calmo): Giovanotto, ti dar il denaro per ricomprarle cento e ventotto dollari. E dieci in pi per la signora Sprague. Questi sono centotrentotto dollari. Ma considerali come un anticipo sul tuo assegno! Questo significa che non prenderai pi nemmeno un penny fino a che questi centotrentotto dollari non mi saranno stati rimborsati!
(John si avvia verso lanticamera, compitando sulle sue dita, poi si volta e si rivolge sgomento al padre)
JOHN: Avr ventunanni!
(Il padre lo guarda. John si volta e sale le scale con le borse)
VINNIE (suadente): Clare, sai di aver sempre incoraggiato il ragazzo a guadagnarsi i propri soldi.
MR. DAY: Vinnie, ci penso io a questa faccenda. (C una pausa. Il padre si sprofonda nel suo giornale)
CORA (si intromette vincendo limbarazzo): Naturalmente, zia Judith saluta con affetto tutti voi
VINNIE: Sono anni che non vedo Judith. Se pensi che vive cos vicina, a Springfield prima che finisca lestate forse andr laggi.
CORA: Ah, nei prossimi giorni partir per Pleasantville. Nonno Ebbetts sta rapidamente peggiorando; questo il motivo per cui devo rientrare in fretta.
VINNIE: In fretta? Per, tu e Mary potete restare qui con noi qualche giorno almeno.
CORA: No, mi spiace doverti dare la notizia, Vinnie, ma non possiamo neanche fermarci per la notte. Partiamo oggi pomeriggio con il treno delle cinque.
VINNIE (dispiaciuta): Oh, che peccato!
(Il padre abbassa il giornale)
MR. DAY (cordiale): Bene, Cora, proprio bello rivederti. (A Mary) Signorina, penso tu ti sia divertita sei pi carina che mai.
(Mary ride ed arrossisce.)
WHITNEY: Scommetto che Clarence sar daccordo.
(Suonano all porta. Maggie attraversa per andare ad aprire.)
MR. DAY: Non pu trattarsi di unaltra raccomandata per Clarence. (A Mary, maliziosamente.) Mentre eri a Springfield il nostro postino stato piuttosto impegnato. Voi ragazze, sicure di non volere la colazione?
MARY: No, grazie (Si alza, va verso larco e resta in piedi guardando al piano di sopra, aspettando Clarence.)
CORA: Oh no, grazie, cugino Clare, abbiamo gi fatto colazione.
MR. DAY: Dovete almeno prendere una tazza di caff con noi. Vinnie, avresti potuto pensare ad ordinare un po di caff per le ragazze.
CORA: No, no, grazie, cugino Clare.
(Maggie appare di nuovo nellarco.)
MAGGIE: E il taxi, signora. (Esce.)
MR. DAY: Il taxi! Che taxi?
VINNIE: Il taxi che ci porter ad Audubon.
MR. DAY: Chi va ad Audubon?
VINNIE: Noi tutti. Cora, successa una cosa meravigliosa!
CORA: Cosa, cugina Vinnie?
VINNIE (felice): Clare sar battezzato stamattina.
MR. DAY (non crede alle sue orecchie): Vinnie cosa stai dicendo?
VINNIE (con determinazione): Sto dicendo che stamattina sarai battezzato!
MR. DAY: Non sar battezzato n stamattina n nessunaltra mattina!
VINNIE: Ieri mi hai promesso che ti saresti fatto battezzare non appena avessi restituito il Carlino.
MR. DAY: Non ho promesso niente del genere!
VINNIE: Certo che lhai fatto!
MR. DAY: Non ho mai detto niente di remotamente simile!
VINNIE: Clarence era proprio qui e lha sentito. Chiediglielo!
MR. DAY: Al diavolo Clarence! So cosa ho detto! Non mi ricordo esattamente, ma non era questo!
VINNIE: Beh, io mi ricordo. Ecco perch ho prenotato il taxi!
MR. DAY (improvvisamente ricorda): Il taxi! oh, mio Dio, quel taxi! (Si alza e guarda fuori dalla finestra, poi si volta e parla in modo perentorio.) Vinnie! Mandalo via!
VINNIE: Non far niente del genere. Mi accerter che tu vada in Paradiso.
MR. DAY: Non posso andare in Paradiso in taxi!
VINNIE: Beh, puoi avviarti in taxi! Non sono sicura se mai ti faranno entrare in Paradiso, ma so che non lo faranno se non sarai battezzato.
MR. DAY: Non possono tenermi fuori dal Paradiso per un tecnicismo.
VINNIE: Clare, smettila di cavillare! Potresti anche accettarlo devi fare la pace con Dio.
MR. DAY: Non ho mai avuto problemi con Dio prima che tu Lo provocassi!
(Mary stanca di aspettare Clarence e sceglie questo momento per interrompere.)
MARY: Signora Day?
(Vinnie le risponde alla svelta, come se si aspetti che Mary le fornisca unulteriore argomentazione.)
VINNIE: S, Mary?
MARY: Dove crede che sia Clarence?
MR. DAY: Stanne fuori, signorina! Se non fosse stato per te, nessuno avrebbe mai saputo se ero o no battezzato. (Mary scoppia in lacrime.) Maledizione! Dannazione!
VINNIE: Harlan! Whitney! Prendete i vostri cappelli della domenica. (Chiama al piano di sopra.) John! Clarence!
(Harlan e Whitney si avviano ad uscire, ma si fermano sentendo parlare il padre.)
MR. DAY (animato da nuovo fuoco): Vinnie, sei matta? Avevi progettato che i miei figli assistessero a questa indegnit?
VINNIE: Beh, Clare, saranno orgogliosi di te!
MR. DAY: Suppongo che Harlan sar il mio padrino! (Con determinazione.) Vinnie, inutile. Non posso andare fino in fondo con questa cosa e non lo far. E definitivo.
VINNIE: Beh, caro, se ti fa sentire cos
MR. DAY: Esattamente!
VINNIE: i ragazzi possono anche non venire.
(John entra.)
JOHN: S, mamma?
(Il padre vede John e gli si apre una via di fuga.)
MR. DAY: Oh John! Vinnie, non posso fare niente di simile stamattina. Devo portare John in ufficio e dargli i soldi per ricomprare quella medicina. (A John.) Quando penso a te in giro per la citt a vendere una medicina per cani!
JOHN (insiste): Non era una medicina per cani, pap.
MR. DAY: John, andiamo immediatamente in citt!
VINNIE: Non farai niente di simile! Mi hai fatto la tua Promessa Sacra il giorno che quasi morivo
JOHN: S, e sarebbe morta se non le avessimo dato un po' di quella medicina. Questo prova che una buona medicina!
MR. DAY (inorridito): Hai dato a tua madre un po' di quella medicina per cani!
VINNIE: Oh, no, John, dimmi che non lhai fatto! (Affonda debolmente nella sedia presso il fuoco.)
JOHN: S, mamma, ne abbiamo messa un po' nel tuo the quella mattina.
MR. DAY: Coshai fatto? Senza che lei lo sapesse? Ti rendi conto che avresti potuto uccidere tua madre? Hai ucciso il cane della Signora Sprague. (Dopo una pausa solenne.) John, hai fatto una cosa molto grave. Dovr valutare attentamente quale dovr essere la tua punizione per questo.
VINNIE: Ma, Clare
MR. DAY: No, Vinnie. Quando penso a quel giorno, con la casa piena di medici s, Cora, avevamo mandato a chiamare anche il prete. Avremmo potuto perderti! (Va verso Vinnie, veramente commosso, e le posa un mano sulla spalla.) Grazie a Dio, Vinnie, ora tutto a posto. Stai di nuovo bene. Ma quello che ho passato quel pomeriggio, come mi sentivo non lo dimenticher mai.
VINNIE: Non parlare cos, Clare. Lhai gi dimenticato.
MR. DAY: Cosa intendi dire?
VINNIE: Era il giorno in cui mi hai fatto la Promessa Sacra.
MR. DAY: Ma non avrei fatto nessuna promessa se non avessi pensato che stavi morendo e tu non avresti rischiato di morire se John non ti avesse dato quella medicina. Non vedi? Tutta la faccenda illegale!
VINNIE: Supponi che io fossi morta! Non farebbe nessuna differenza per te. Non ti importa se ci incontreremo in Paradiso o no non ti importa se rivedrai mai me e i ragazzi.
(Riesce quasi a piangere. Harlan e Whitney vanno verso di lei comprensivi, circondandola con le loro braccia.)
MR. DAY (afflitto): Ora, Vinnie, se ingiusta con me.
VINNIE: Non c problema, Clare. Se non ci ami abbastanza non possiamo farci niente.
(Ferito, il padre si allontana verso laltro capo della stanza.)
MR. DAY: Questo non centra niente! Amo la mia famiglia come qualsiasi altro uomo. Non c niente di ragionevole che non farei per voi, e lo sai! Tutti questi anni ho lavorato e lottato per provare (Ha raggiunto la finestra e guarda fuori.) C quel maledetto taxi! Vinnie, non stai abbastanza bene per andare fino ad Audubon.
VINNIE (vivacemente.) Sto bene abbastanza, se ci muoviamo.
MR. DAY: Ma il viaggio durer tutta la mattina. E quei taxi costano un dollaro lora.
VINNIE (con compiacimento): E uno dei loro taxi migliori. Quello costa due dollari lora.
(Il padre la guarda per un secondo, sconvolto poi esplode.)
MR. DAY: Allora perch non siete pronti? Mettetevi il cappello! Maledizione! Dannazione! Amen!
(Esce per prendere cappello e bastone. Vinnie sorpresa per un istante dalla sua resa improvvisa, poi si mette in fretta il cappello.)
WHITNEY: Guardiamoli partire! Su, cugina Cora, guardiamoli partire!
CORA: Non voglio perdermelo!
(Whitney, Harlan, e Cora si affrettano fuori. Vinnie si avvia, ma John la ferma sulluscita.)
JOHN (contrito): Mamma, non intendevo rischiare di ucciderti.
VINNIE: Ora, non preoccuparti di ci che ha detto tuo padre. (Tenera.) E tutto a posto, caro. (Lo bacia.) Si risolto tutto bene! (Esce. John guarda al piano di sopra, poi Mary, che andata alla finestra.)
JOHN: Mary! Ecco che arriva Clarence!
(John esce. Mary si siede nella poltrona del padre. Clarence scende le scale nel suo vestito nuovo. Entra nella stanza e va dritto verso Mary. Senza dire una parola, si inginocchia davanti a lei. Sono entrambi emozionati.)
(Il padre, con cappello e bastone, passa sotto larco per uscire. Vede Clarence inginocchiato ai piedi di Mary.)
MR. DAY: Oh, Dio!
(Clarence si rialza di scatto, imbarazzato. Vinnie rientra frettolosamente.)
VINNIE: Cosa succede? Qualcosa che non va?
CLARENCE: Niente, mamma (Poi, tanto per dire qualcosa.) Stai andando in ufficio, pap?
MR. DAY: No! Sto andando a farmi battezzare, dannazione!
(Si mette furiosamente il cappello ed esce impettito. Vinnie annuisce trionfante e lo segue. Il sipario inizia a scendere e mentre scende Clarence si inginocchia nuovamente ai piedi di Mary.)
FINE
- Questo copione è stato visto:


