Vita di Galileo


Dramma

di Bertot Brecht

Titolo originale Leben des Galilei

Collaboratrice: M, Steffin

Musica: H. Eisler

Traduzione di Emilio Castellani

Giulio Einaudi editore SpA Torino - 1970

PERSONAGGI

Galileo Galilei

Andrea Sarti

La signora Sarti governante di Galileo, madre di Andrea

Ludovico Morsili giovane di ricca famiglia

Priuli procuratore dello Studio di Padova

Sagredo amico di Galileo

Virginia figlia di Galileo

Federzoni occhialaio, aiutante di Galileo

Il Doge

Consiglieri della Repubblica Veneta

Cosimo de' Medici Granduca di Firenze

Il ciambellano - Il teologo - Il filosofo - Il matematico

Una dama di corte - Un'altra dama pi giovane

Un valletto del Granduca - Due suore - Due soldati

La vecchia - Un prelato grasso

Due scienziati - Due monaci - Due astronomi

1408

Un monaco allampanato - Un cardinale vecchissimo

Padre Cristoforo Clavio astronomo

Frate Fulgenzio un monacello

Il Cardinale Inquisitore

Il Cardinale Barberini, poi Papa Urbano VIII

Il Cardinale Bellarmino

Due segretari ecclesiastici - Due giovani dame

Filippo Muzio scienziato

Gaffone rettore dell'Universit di Pisa

Il cantastorie - La mogliedel cantastorie

Vanni

Un funzionario - Un altro funzionario

Una guardia confinaria- Uno scrivano

Uomini, donne, ragazzi

1.

Galileo Galilei, docente di matematiche a Padova, crea le prove del nuovo sistema cosmico di Copernico.

Nell'anno mille seicentonove

splend chiara la luce della scienza

in una piccola casa di Padova.

Galileo Galilei accert coi suoi calcoli

che il sole sta fermo e la terra si muove.

Stanza di lavoro, miseramente arredata, di Galileo a Padova.

il mattino. Un ragazzetto, Andrea, figlio della governante, entra recando un bicchiere di latte e un panino.

galileo (si lava a torso nudo, sbuffando allegramente) Posa il latte sul tavolo, ma non chiudermi i libri.

andrea La mamma ha detto che c' da pagare il lattaio. Senn quello, tra poco, girer al largo della nostra casa, signor Galileo.

galileo Di' meglio: descriver un cerchio intorno a noi.

andrea Come volete. Se non paghiamo, descriver un cerchio intorno a noi, signor Galileo.

galileo E invece il signor Cambione, l'usciere giudiziario, viene qui dritto: dunque, che linea sceglie fra due punti?

andrea (con un ghignetto) La pi corta.

galileo Bravo. Ho qualcosa da mostrarti. Guarda dietro quelle mappe stellari.

Da dietro le mappe Andrea tira fuori un grande modello in legno del sistema tolemaico.

andrea Cos'?

galileo Un astrolabio: un aggeggio che fa vedere come si muovono gli astri intorno alla terra, secondo l'opinione degli antichi.

andrea E come?

galileo Esaminiamolo. Cominciamo dal principio: descrizione.

andrea In mezzo c' un sassolino.

galileo La terra.

andrea Tutt'intorno, una sopra l'altra, tante calotte.

galileo Quante?

andrea Otto.

galileo Sono le sfere di cristallo.

andrea Alle calotte sono attaccate delle palline...

galileo Le costellazioni.

andrea E qui ci sono dei nastri, con dipinte sopra delle parole.

galileo Che parole?

andrea I nomi degli astri.

galileo Per esempio?

andrea La pallina pi in basso la luna; c' scritto su. Quella sopra, il sole.

galileo Avanti, fa' muovere il sole.

andrea (muovendo le calotte) Bello. Ma noi siamo come intrappolati dentro.

galileo (asciugandosi) Gi. Anche a me, la prima volta che lo vidi, fece lo stesso effetto. A certi, lo fa. (Getta la salvietta ad Andrea perch gli asciughi le spalle)

Muri, calotte, ogni cosa immobile! Per duemil'anni l'umanit ha creduto che il sole e tutte le costellazioni celesti le girassero attorno. Papa, cardinali, principi, scienziati, condottieri, mercanti, pescivendole e scolaretti: tutti erano convinti di starsene immobili dentro questa calotta di cristallo. Ma ora ne stiamo uscendo fuori, Andrea: e ci attende un grande viaggio: Perch l'evo antico finito e siamo nella nuova era. Da cent'anni come se l'umanit si stia aspettando qualche cosa.

Le citt sono piccole, le teste altrettanto: piene di superstizioni e di pestilenze. Ma ora noi diciamo: visto che cos , cos non deve rimanere. Perch ogni cosa si muove, amico mio.

Io ho in mente che tutto sia incominciato dalle navi. Sempre, a memoria d'uomo, le navi avevano strisciato lungo le coste: ad un tratto se ne allontanarono e si slanciarono fuori, attraversando il mare. Sul nostro vecchio continente allora si sparse una voce: esistono nuovi continenti! E da quando le nostre navi vi approdano, i continenti ridendo dicono: il grande e temuto mare non che un po' d'acqua. E c' una gran voglia d'investigare le cause prime di tutto: per quale ragione un sasso, lasciato andare, cade, e gettato in alto, sale. Ogni giorno si trova qualcosa di nuovo. Perfino i centenari si fanno gridare all'orecchio dai giovani le ultime scoperte.

Molto gi stato trovato, ma quello che ancora da trovare, di pi. E questo significa altro lavoro per le nuove generazioni. A Siena, quand'ero giovane, una Volta vidi alcuni muratori discutere per pochi minuti intorno al modo di spostare dei blocchi di granito: dopodich, abbandonarono un metodo vecchio di mille anni per adottare una nuova disposizione di funi, pi semplice. In quel momento capii che l'evo antico era finitoe cominciava la nuova era. Presto l'umanit avr le idee chiare sul luogo in cui vive, sul corpo celeste che costituisce la sua dimora. Non le basta pi quello che scritto negli antichi libri.

S, perch, dove per mille anni aveva dominato la fede, ora domina il dubbio. Tutto il mondo dice: d'accordo, sta scritto nei libri, ma lasciate un po' che vediamo noi stessi. come se la gente si avvicinasse alle verit pi solenni e battesse loro sulla spalla; quello di cui non si era mai dubitato, oggi posto in dubbio. E il gran risucchio d'aria che s' levato da tutto questo, non rispetta neppure le vesti trapunte d'oro dei principi e dei prelati; e mette in mostra gambe grasse e gambe magre, gambe uguali alle nostre, insomma. risultato chei cieli sono vuoti: e a questa constatazione scoppiata una gran risata d'allegria.

Ma l'acqua della terra fa girare le nuove conocchie, e nei cantieri, nelle fabbriche di sartie e di vele, cinquecento mani si muovono insieme, secondo un nuovo sistema di lavoro.

Io prevedo che noi non saremo ancora morti, quando anche sulle piazzedei mercati si discuter di astronomia. Anche i figli delle pescivendole andranno a scuola. E gli abitanti delle nostre citt, assetati di cose nuove, prenderanno gusto a una nuova astronomia che faccia muovere un po' anche la terra. S' sempre detto che le costellazioni sono fissate a una volta di cristallo, in modo che non possano cadere. Ma adesso abbiamo preso coraggio e lasciamo che si librino da sole, senza aggancio; e son tutte impegnate in lunghi percorsi, come le nostre navi: disancorate e in viaggio.

E la terra allegramente ruota intorno al sole, e insieme a lei ruotano pescivendole, mercanti, principi e cardinali e perfino il Papa.

Ma l'universo nel giro di una notte ha perduto il suo centro, e la mattina dopo ne aveva un'infinit. Da un momento all'altro, guarda quanto posto c'. Le nostre navi vanno lontano, le nostre costellazioni girano lontano nello spazio, perfino negli scacchi un po' di tempo che le torri si muovono liberamente per tutta la scacchiera. Come dice il poeta? O alba del mondo...

andrea O prima alba del mondo! O soffio di vento che vieni da lidi ancora ignoti... E ora bevete il vostro latte, che poi viene un subisso di gente!

galileo Tu, intanto, hai capito quello che t'ho detto ieri?

andrea Cosa? Quella faccenda di Chippernico e della sua rotazione?

galileo Gi.

andrea No. Ma perch vi ostinate a farlo capire me? , difficile. Non ho ancora undici anni, li compir in ottobre.

galileo Proprio questo voglio: che anche tu lo capisca. Proprio perch lo si capisca io sto lavorando tanto, e mi compro quei libri che costano un occhio, invece di pagare il lattaio.

andrea Ma io lo vedo che il sole, la sera, sta in un punto diverso che al mattino. Dunque non sta fermo! Mai e poi mai!

galileo Tu lo vedi! Ma che vedi, tu? Un bel niente. Guardi come un allocco: molto diverso che vedere. (Spinge il portacatino di ferro al centro della stanza)

Questo il sole. Siedi. (Andrea si siede su una sedia. Galileo si mette dietro di lui) Dov' il sole? A destra o a sinistra?

andrea A sinistra.

galileo E come pu venirti a destra?

andrea To'! Se voi ce lo portate, si capisce.

galileo Si capisce? (Lo solleva con tutta la sedia e compie con lui un mezzo giro) Dov' il sole, adesso?

andrea A destra.

galileo E chi si mosso?

andrea Lui, no.

galileoE che si mosso, allora?

andrea Io.

galileo (mugghiando) No! Stupido! La sedia!

andrea Ma io ci stavo sopra!

galileo Appunto. La sedia la terra, e tu ci stai sopra.

signora sarti (che entrata per rifare il letto ed ha assistito alla scena) Si pu sapere che state facendo con mio figlio, signor Galileo?

galileo Sto insegnandogli a vedere, signora Sarti.

signora sarti Portandolo in giro per la stanza a cotesto modo?

andrea Lascia fare, mamma. Tu non puoi capire.

signorasarti Ah no? Tu invece capisci, tu? C' di l un giovane signore che vuole lezioni. ben vestito, e ha portato questa lettera di presentazione. (Gliela consegna) Gli montate la testa, al mio ragazzo: tra poco vorr darmi ad intendere che due pi due fa cinque. Gi fa una gran confusione di tutto quel che gli dite. Iersera mi dimostrava che la terra gira intorno al sole! S' messo in capo che un tale, un certo Chippernico, a furia di calcoli arrivato a questa scoperta.

andrea E non forse vero, signor Galileo? Non Chippernico che lo ha calcolato? Diteglielo voi!

signora sarti Ma come? Davvero gli raccontate bestialit di questa sorta? E lui va a chiacchierare a scuola, e poi da me vengono i Padri a protestare perch mette in giro cose contro la religione. Bel giudizio, signor Galileo!

galileo (che intanto fa colazione) Sulla base delle nostre ricerche, signora Sarti, Andrea ed io, dopo una vivace discussione, abbiamo fatto certe scoperte che non possiamo pi a lungo tenere celate al mondo. Sta sorgendo una nuova era, un'epoca di grandezza, un'epoca in cui sar una gioia vivere.

signora sarti Benone. Speriamo di poter pagare il latte in questa nuova epoca, signor Galileo. Fatemi almeno la cortesia di non disgustare anche questo signore, come avete fatto con gli altri. Io penso al conto del lattaio. (Via).

galileo (ridendo) Da brava, lasciatemi terminare il mio latte! (Ad Andrea) Dunque, abbiamo capito qualcosa, ieri!

andrea Gliel'ho detto solo per farla meravigliare. Ma non vero. Quella sedia dov'ero seduto, voi l'avete fatta girare solo di fianco, e non cos (accenna col braccio un moto da sotto in su), altrimenti, io sarei caduto: un fatto. Perch non avete fatto girare la sedia in avanti? Perch si sarebbe dimostrato che, se girasse cos anche la terra, io cadrei gi. Eccovi servito.

galileo Ma io ti ho dimostrato...

andrea E io invece stanotte ho scoperto che, se la terra girasse a quel modo, io tutte le notti me ne starei con la testa all'ingi. E anche questo un fatto.

galileo (prendendo una mela dal tavolo) Dunque: questa la terra.

andrea No, signor Galileo, non prendete sempre di questi esempi. Cos riuscite sempre ad aver ragione.

galileo (rimettendo gi la mela) D'accordo.

andrea Con gli esempi si riesce sempre a farcela, se si furbi. Solo che io non posso portare in giro mia madre su una sedia, come voi fate con me. Vedete dunque che bell'esempio: non vale niente. E anche se quella mela fosse la terra, non succederebbe proprio nulla.

galileo (ridendo) Sei tu che non lo vuoi sapere.

andrea Avanti, ripigliatela. Com' che di notte non sto a testa in gi?

galileo Dunque, questa la terra e questo sei tu. (Da un pezzo di legna per la stufa stacca una scheggia e la infigge nella mela) E adesso la terra ruota intorno a se stessa.

andrea E io adesso sto appeso con la testa all'ingi.

galileo Come? Guarda bene! Dov' la tua testa?

andrea (indicando la mela) Qui. Di sotto.

galileo Come, di sotto? (La fa ruotare all'indietro) Guarda! Non sta nello stesso punto? I piedi non sono pi alla base? Stai forse cos, quando giro la mela? (Toglie la scheggia e la rivolta sottosopra).

andrea No. E allora, perch non mi accorgo di girare?

galileo Perch giri insieme alla terra! Tu, e l'aria sopra di te, e tutto quello che sulla sfera!

andrea E perch sembra che sia il sole a muoversi?

galileo (fa ruotare di nuovo la mela con la scheggia dentro) Dunque: sotto di te tu vedi la terra, sempre uguale, che ti sta sempre sotto i piedi e che per te non si muove. Ma ora guarda in alto: ora, sopra la tua testa, c' la lampada; ma se io giro, adesso cosa c' sopra la tua testa, cio in alto?

andrea (seguendo il moto di rotazione) La stufa.

galileo E dov' la lampada?

andrea Sotto.

galileo Visto?

andrea Bella, questa! La far restare a bocca aperta.

Ludovico Marsili, un giovane di famiglia ricca, entra nella stanza.

galileo Che andirivieni, qui dentro!

ludovico Buongiorno, signore. Mi chiamo Ludovico Marsili.

galileo (legge attentamente la lettera di presentazione) Venite dall'Olanda?

ludovico Dove ho sentito molto parlare di voi, signor Galileo.

galileo La vostra famiglia ha dei possedimenti in Campania?

ludovico La mamma ha voluto che andassi un po' a dare un'occhiata a quel che succede nel mondo, eccetera.

galileo E in Olanda avete sentito, per esempio, che in Italia succede che ci sono io?

ludovico E siccome la mamma vuole che mi orienti un po' in fatto di scienza...

galileo Per lezioni private: dieci scudi al mese.

ludovico Benissimo, signore.

galileo Di che vi occupate?

ludovico Cavalli.

galileo Uhm.

ludovico Ho poca testa per la scienza, signor Galileo.

galileo Uhm. Cos stando le cose, quindici scudi al mese.

ludovico Benissimo, signor Galileo.

galileo Dovr mettervi a tavolino la mattina presto, andrai di mezzo tu, Andrea. Con questo sei eliminato. Tu capisci, perci non paghi.

andrea Me ne sto andando. Posso prendere la mela?

galileo S.

Andrea esce.

ludovico Dovrete portar pazienza con me. Specialmente perch nelle scienze tutto sempre diverso da quello che sembrerebbe secondo il buonsenso. Prendete per esempio quello strano tubo che vendono ad Amsterdam. L'ho esaminato minutamente: un fodero di cuoio verde e due lenti, una cos (disegna col gesto una lente concava) e un'altra cos (ne disegna una convessa). A quanto ho sentito dire, una ingrandisce, l'altra impicciolisce: di conseguenza, ogni persona normale crederebbe che si annullino. Macch! Si vede tutto cinque volte pi grande. La scienza! Chi ci capisce niente?

galileo Cosa si vede cinque volte pi grande?

ludovico Le punte dei campanili, i colombi: tutto quello che molto lontano.

galileo Le avete viste coi vostri occhi, quelle punte di campanile ingrandite?

ludovico Sissignore.

galileo E il tubo aveva due lenti? (Traccia uno schizzo su di un foglio) Era fatto cos? (Ludovico annuisce). Quand' che l'hanno inventato?

ludovico Credo, qualche giorno prima della mia partenza dall'Olanda. Comunque, solo da allora era in vendita.

galileo (quasi affettuoso) E perch studiare proprio la fisica? Perch non l'allevamento dei cavalli?

Entra la signora Sarti, non vista da Galileo.

ludovico La mamma pensa che sia necessario intendersene un pochettino. Oggi, sapete, nelle conversazioni mondane, non si parla che di scienza.

galileo Potreste scegliere una lingua morta, oppure la teologia: sono pi facili. (Si accorge della signora Sarti) Be', ci vediamo marted mattina! (Ludovico esce). Non mi guardare a quel modo. L'ho preso, s o no?

signora sarti Perch m'hai vista al momento buono. C' il procuratore dello Studio.

galileo Davvero? Fallo entrare subito, importante: forse ci rimedio cinquecento scudi. Allora non avrei pi bisogno di allievi!

La signora Sarti fa entrare il procuratore Priuli. Galileo, intanto, termina di vestirsi, continuando tuttavia a scarabocchiare cifre su un foglietto.

galileo Buongiorno, prestatemi un mezzo scudo. (D alla signora Sarti la moneta che Priuli ha tratto dalla scarsella) Signora, mandate Andrea dall'occhialaio a comprarmi due lenti: ecco le misure.

La signora Sarti esce col foglietto.

priuli Sono venuto a parlarvi della vostra richiesta per-che vi aumentino lo stipendio a mille scudi. Purtroppo non posso appoggiarla presso lo Studio. Sapete che i corsi di matematiche ormai sono poco frequentati. La matematica , diciamo, un'arte che non d pane. Non gi che la Repubblica non la tenga nel massimo conto. Non necessaria come la filosofia, n utile come la teologia, ma procura tali godimenti a chi vi esperto!

galileo (chino sulle sue carte) Amico mio, con cinquecento scudi non ce la faccio.

priuli Ma signor Galilei! Tenete due ore di lezione due volte la settimana. E la vostra notoriet vi procura cer-tamente allievi quanti ne volete, in grado di pagarsi le vostre lezioni private! Non date lezioni private?

galileo Fin troppe, caro signore! Non faccio altro che insegnare: e quando volete che studi? Benedett'uomo, io non sono un mostro di virt come i dottori della fa-colt di filosofia. Sono stupido, io. Non capisco niente di niente. Perci sono obbligato a turare i buchi della mia conoscenza. E quando ho il tempo di farlo? Quando posso compiere delle ricerche? Signor mio, la mia scien-za ancora assetata di sapere! Oggi come oggi, intorno ai massimi problemi, non esistono che delle ipotesi, Ma noi esigiamo di fornire prove! E come riesco a pro-gredire, se per sbarcare il lunario sono obbligato ad in-culcare, in ogni testa di rapa che abbia soldi per pagarmi, che all'infinito le parallele s'incontrano?

priuli Non dimenticate che, se la Repubblica forse non paga lautamente come certi principi, garantisce la libert d'indagine. Noi, a Padova, ammettiamo come audi-tori allo Studio persino dei protestanti! E gli conferia-mo tanto di laurea. E quando ci furono date le prove, le prove dico, signor Galilei, che Messer Cremonini teneva discorsi irreligiosi, non solo non l'abbiamo consegnato all'Inquisizione, ma gli abbiamo anche aumentato lo stipendio! Fino in Olanda si sa che Venezia la Repubblica dove l'Inquisizione non pu mettere il becco. E questo deve avere un certo valore per voi, che fate l'astronomo e lavorate in un campo dove da lungo tempo non si tiene pi nel dovuto rispetto l'insegnamento della Chiesa...

galileo Ma Messer Giordano Bruno, siete stati voi a consegnarlo a Roma. Perch diffondeva le teorie di Copernico.

priuli Non perch diffondeva quelle teorie - che del resto sono false - ma perch non era veneziano e non aveva neppure un impiego presso di noi. Lasciatelo pure da parte, quello che finito sul rogo. E, a proposito, permettetemi di darvi un consiglio: per quanta libert ci sia, conviene sempre non gridare ai quattro venti un nome su cui grava l'anatema ufficiale della Chiesa: neanche qui, nossignore, neanche qui.

galileo stato un gran buon affare, eh, per voi, la protezione della libert di pensiero ? Vi basta ammonire che altrove regna l'Inquisizione e c' puzzo di bruciato, per procurarvi ottimi docenti a basso prezzo. La salvaguardia dall'Inquisizione, ve la fate compensare pagando gli stipendi peggiori.

priuli ingiusto! Ingiusto! Che ne ricavereste, dall'a-ver tempo a volont per le vostre ricerche, se il primo ignorante monaco dell'Inquisizione pu gettare l'interdetto sulle vostre idee? Non c' rosa senza spine, non c' duca senza frati, signor Galilei!

galileo E a che serve la libert d'indagine senza tempo libero per indagare? E che ne dei risultati? Provate una volta tanto a mostrare ai nobiluomini della Signoria queste mie ricerche sulla caduta dei gravi (gli mostra un fascio di manoscritti) e domandategli se non credono che valgano qualche scudo di pi!

priuli Infinitamente di pi valgono, signor Galilei.

galileo Infinitamente no, ma cinquecento scudi di pi, s, signor mio.

priuli Vale scudi ci che frutta scudi. Se volete denaro, dovete produrre qualcos'altro. Voi vendete sapere: ma non potete pretendere di ricavarne pi di quanto esso frutta a chi lo compra. Per esempio, la filosofia che vende Messer Colombe a Firenze, ogni anno frutta al Granduca almeno diecimila scudi. I vostri studi sulle leggi della caduta dei gravi, senza dubbio, hanno sollevato grande scalpore: a Parigi come a Praga si applaude al vostro nome. Ma quei signori che laggi vi applaudono, non risarciscono lo Studio di Padova di quello che spende per voi. La vostra disgrazia, carissimo Galilei, sta nella vostra specialit.

galileo Capisco: libero commercio, libera ricerca... Libero commercio della ricerca, no?

priuli Ma signor Galilei! Che modo di vedere le cose! Lasciate che ve lo dica: non riesco a gustare fino in fondo le vostre battute di spirito. Non riesco a considerare i fiorenti commerci della nostra Repubblica come qualcosa di spregevole. Ma ancor meno, nella mia ormai vecchia carica di Procuratore dello Studio Patavino, mi sentirei di parlare in tono - scusate la franchezza - cos frivolo della ricerca scientifica. (Mentre Galileo getta occhiate piene di bramosia verso il suo tavolo di lavoro) Considerate le condizioni che regnano tutt'intor-no a noi! La frusta della schiavit sotto cui gemono le scienze in tanti luoghi! Nel cuoio degli antichi in-folio, l, ci hanno tagliato delle sferze! L non si deve sapere come cade un sasso, bens ci che Aristotele ha detto al riguardo: e gli occhi devono servire solo a leggere. A che scopo formulare nuove leggi sulla caduta dei gravi, l dove la sola legge che importa quella di cadere in ginocchio? Posate ora sull'altro piatto della bilancia la gioia infinita con cui la Repubblica accoglie il vostro pensiero, per ardito che possa essere! Qui voi potete effettuare le vostre ricerche! Qui potete lavorare! Nessuno che vi sorvegli, nessuno che vi opprima! I nostri mercanti, che sanno bene cosa voglia dire, nella lotta con la concorrenza fiorentina, un panno di qualit migliore, ascoltano con interesse il vostro appello: Progrediamo nella fisica! ; e quanto deve la fisica alla richiesta di migliori telai! I nostri cittadini pi eminenti s'interessano alle vostre indagini, vi vengono a visitare, vi chiedono di illustrare le vostre scoperte e sono gente il cui tempo prezioso! Non disprezzate i commerci, signor Galilei. Qui nessuno sopporterebbe che il vostro lavoro fosse sia pur minimamente turbato, che persone incompetenti vi creassero delle difficolt. Ammettetelo, signor Galilei: voi, qui, potete lavorare!

galileo (disperato) S.

priuli Quanto poi alle questioni materiali: perch non escogitate qualche altro bell'oggettino, come quel vostro compasso proporzionale? Con quello (conta sulla punta delle dita) anche chi era affatto digiuno di matematica, poteva tracciare delle linee, calcolare gl'interessi composti dei capitali, riprodurre in grande o piccola scala le piante degli immobili e determinare il peso delle palle da cannone.

galileo Una stupidaggine.

priuli Una cosa che ha entusiasmato, che ha fatto rimanere a bocca aperta i massimi esponenti della Signoria, e che vi ha fruttato del buon denaro, la chiamate una stupidaggine! Perfino il generale Stefano Gritti, m'han detto, con quell'ordigno capace di estrarre le radici quadrate!

galileo Uno strumento magico, in verit!... Ma, malgrado tutto, Priuli, m'avete fatto riflettere. Forse ho qualcosa per voi, caro Priuli, qualcosa del genere di cui mi state parlando. (Prende il foglio con lo schizzo delle lenti).

priuli Ah s? Questo risolverebbe la situazione. (Si alza) Galilei, noi lo sappiamo che siete un grand'uomo. Grande ma scontento, se mi consentite di dirvelo.

galileo S, sono scontento, ed proprio per questo che dovreste pagarmi, se aveste un briciolo di cervello! Perch sono scontento di me. E invece fate di tutto perch sia scontento di voi. Io ci prendo gusto, lo confesso, cari nobiluomini veneziani, a far mirabilia nel vostro famoso Arsenale, nei cantieri, nelle fonderie d'armi. Ma voi non mi lasciate il tempo di tener dietro alle speculazioni che in quei luoghi mi si affollano alla mente e che sono di grande portata per il mio campo di studi. Voi legate il muso al bue che trebbia. Ho quarantasei anni e non ho ancora portato a termine nulla che mi dia soddisfazione.

priuli Vi levo il disturbo.

galileo Grazie. (Priuli esce).

Galileo resta solo per qualche istante e comincia a lavorare. Entra correndo Andrea.

galileo (continuando il lavoro) Perch non hai mangiato la mela?

andrea Perch mi serve per quella l, per dimostrarle che gira.

galileo Andrea, stammi a sentire: non parlare ad altri delle nostre idee.

andrea Perch?

galileo Le autorit le hanno proibite.

andrea Ma se la verit!

galileo S, ma loro la proibiscono. E poi c' un'altra complicazione: noi fisici non possiamo ancora dimostrare che le nostre idee sono giuste. La stessa dottrina del grande Copernico non ancora dimostrata; soltanto un'ipotesi. Dammi le lenti.

andrea Il mezzo scudo non bastato. Ho dovuto lasciare in pegno il mio mantello.

galileo Come farai senza mantello, quest'inverno?

Pausa. Galileo colloca le lenti sul foglio, secondo lo schizzo.

andrea Che cos' un'ipotesi?

galileo quando si ritiene probabile una cosa, ma non si dispone di prove di fatto. Che la Felice (la vedi l sotto, davanti alla bottega del cestaro?) mentre si tiene il bambino al seno, gli dia il latte senza riceverne da lui, questa un'ipotesi, finch non si pu andar li a vederlo e a provarlo. Dinanzi alle costellazioni, noi siamo dei vermi dalla vista annebbiata, che riescono appena a distinguere. Le vecchie dottrine, quelle che valgono da millenni, cadono in rovina: sono costruzioni gigantesche, ma contengono meno legname dei puntelli destinati a tenerle in piedi. Molte leggi, ma che spiegano ben poco: mentre la nuova ipotesi ha poche leggi che spiegano molto.

andrea Ma voi, a me, avete provato tutto.

galileo No, solo che potrebbe essere cos. Capisci, un'ipotesi bellissima, e non c' niente che possa contraddirla.

andrea Vorrei fare anch'io il fisico, signor Galileo.

galileo Lo credo bene, data l'enorme quantit di problemi che restano da chiarire nel nostro campo. ( andato alla finestra e con grande interesse ha guardato attraverso le lenti) Guarda un po' qui dentro, Andrea!

andrea Madonna Santa! S'avvicina tutto. Guarda la campana del campanile, com' vicina! Leggo persino le lettere di rame: Gratia Dei.

galileo Cinquecento scudi piovuti dal cielo.

II.

Galileo Galilei consegna alla Repubblica Veneziana sua nuova invenzione.

Non tutto ci che fa un grand'uomo, grande

e a Galilei piaceva mangiar bene.

Udite ora, ma senza indignarvi,

la verit sul telescopio.

L'Arsenale di Venezia, presso il porto.

I Consiglieri della Signoria, col Doge alla testa. Da un lato l'ami-co di Galileo, Sagredo, accanto alla quindicenne Virginia Galilei: questa regge un cuscino di velluto sul quale posato un telescopio lungo circa 60 centimetri, avvolto in un fodero di cuoio color cre-misi. Su una tribuna, Galilei. Dietro di lui, il treppiede del telescopio, cui attende l'affilatore di lenti Federzoni.

galileo Eccellenze, venerabile Signoria! Nella mia qualit di docente di matematiche presso lo Studio di Padova e di rettore di questo vostro Grande Arsenale in Venezia, ho sempre tenuto per mio dovere, non solo di adempiere agli alti compiti dell'insegnamento, ma anche di giovare alla Veneta Repubblica con vantaggiose invenzioni. Con profonda gioia e in tutta umilt, ho oggi l'onore di presentarvi e di consegnarvi il mio nuovo cannone ottico o telescopio, da me costruito nel vostro famosissimo Arsenale in ossequio ai sommi principi scientifici e cristiani, risultato di diciassette anni di pazienti ricerche eseguite dal vostro devotissimo servitore. (Scende dalla tribuna e va a mettersi a fianco di Sagredo, ringraziando degli applausi. Sottovoce a Sagredo) Quanto tempo sprecato!

sagredo (sottovoce) Cos potrai pagare il macellaio, vecchio mio.

galileo S. E loro ci faranno quattrini. (Nuovi inchini).

priuli (sale sulla tribuna) Eccellenze, venerabile Signoria! Ancora una volta il grande libro delle arti vede una delle sue pagine pi gloriose coprirsi di caratteri veneti. (Applausi di cortesia). Un dotto di fama mondiale consegna a voi, ed a voi soli, questo smerciabilissimo arnese, perch lo fabbrichiate e lo gettiate sui mercati a vostro piacimento. (Applausi pi nutriti). E avete riflettuto, signori, che questo strumento ci permetter, in guerra, di conoscere il numero e i tipi delle navi nemi-che ben due ore prima che il nemico avvisti le nostre, cosicch noi, sapendo la sua forza, potremo decidere se inseguirlo, dargli battaglia o fuggire? (Applausi molto energici). E ora, Eccellenze, venerabile Signoria, il signor Galileo Galilei vi prega di accettare questo strumento di sua invenzione, questo attestato della sua ingegnosit, dalle mani della sua vezzosa figliuola.

Musica. Virginia avanza, fa una riverenza, porge il telescopio a Priuli che lo cede a Federzoni. Questi lo colloca sul treppiede e ve lo assicura. Il Doge e i Consiglieri salgono sul podio e traguardano.

galileo (sottovoce) Non ti garantisco di resistere fino in fondo a questa carnevalata. Costoro credono che si tratti solo di una macchinetta per far quattrini: ma ben pi di questo. Stanotte, l'ho puntato sulla luna.

sagredo E cos'hai visto?

galileo Che non ha luce propria.

sagredo Eh?

consiglieri Signor Galileo! Si pu vedere il forte di Santa Rosita! - Su quella barca laggi stanno pranzando. Pesce arrosto. Mi sento venire appetito.

galileo Sai che ti dico? Da mille anni l'astronomia ferma perch non ha posseduto il telescopio!

un consigliere Signor Galileo!

sagredo Ti stanno parlando.

consigliere Ci si vede anche troppo bene, con quest'aggeggio. Bisogner che dica alle mie donne di non fare pi il bagno sull'altana.

galileo Sai di che fatta la Via Lattea?

sagredo No.

galileo Io s.

consigliere Per un affare cos, signor Galileo, dieci scudi il meno che si possa chiedere.

Galileo s'inchina.

virginia (guida Ludovico verso suo padre) Babbo, c' Ludovico che vuol farti i suoi complimenti.

ludovico (imbarazzato) Complimenti, signore.

galileo L'ho perfezionato.

ludovico S, signore, ho visto. Gli avete fatto un fodero rosso. In Olanda era verde.

galileo (volgendosi a Sagredo) Mi sto perfino domandando se con quest'arnese non potrei provare la fondatezza di una certa dottrina.

sagredo Datti un po' di contegno!

priuli Galilei, ora i vostri cinquecento scudi non ve li toglie pi nessuno.

galileo (senza badargli) Naturalmente, mi guardo bene dal trarre conclusioni troppo affrettate.

Il Doge - un uomo grasso dall'aspetto modesto - si avvicinato a Galileo e, con goffa gravit, si sforza di potergli parlare.

priuli Signor Galilei: sua Eccellenza il Doge.

Il Doge stringe la mano a Galileo.

galileo Giusto, i cinquecento scudi! Soddisfatto, Eccellenza?

doge Peccato che la nostra Repubblica debba sempre cercare pretesti da fornire ai suoi notabili, per poter compensare in qualche modo i nostri sapienti!

priuli Gi, ma altrimenti mancherebbe l'incentivo: non vero, signor Galilei?

doge (sorridendo) Abbiamo bisogno di un pretesto.

Il Doge e Priuli conducono Galileo verso i Consiglieri, che lo attorniano. Virginia e Ludovico si allontanano lentamente.

virginia Ho figurato bene?

ludovico Mi parso di s.

virginia Ma che cos'hai?

ludovico Oh, niente. Forse un fodero verde andava bene lo stesso.

virginia Penso che tutti siano rimasti contenti di quello che ha fatto il babbo.

ludovico Io, invece, penso che comincio a capire qualcosa della scienza.


III.

10 gennaio 1610: Galileo, servendosi del telescopio, scopre fenomeni celesti che confermano il sistema copernicano. Ammonito dal suo amico delle possibili conseguenze di tali scoperte, Galileo afferma la sua fede nella ragione umana.

Milleseicentodieci, ai dieci di gennaio

Galilei vide che il cielo non c'era.

Stanza di lavoro di Galileo a Padova.

notte. Galileo e Sagredo, avvolti in pesanti mantelli, sono al telescopio.

sagredo (traguardando, a mezza voce) Il bordo esterno della falce tutto seghettato, irregolare, scabro. Sulla parte buia, vicino alla fascia chiara, si vedono dei punti luminosi. Uno dopo l'altro, emergono dall'oscurit. Da quei punti s'irradia la luce, invadendo zone sempre pi vaste, che vanno a confluire nel resto della parte chiara.

galileo Come spieghi quei punti luminosi?

sagredo Non pu essere.

galileo Come, non pu essere? Sono montagne.

sagredo Montagne su un astro?

galileo Montagne altissime. E le loro cime ricevono i primi raggi del sole nascente, mentre le pendici sono ancora nell'oscurit. Tu vedi la luce del sole scendere man mano dalle cime verso le vallate.

sagredo Ma questo contraddice a tutti gli insegnamenti d'astronomia da duemila anni in qua.

galileo S. Quello che hai visto ora, non mai stato visto da nessuno all'infuori di me. Tu sei il secondo.

sagredo Ma la luna non pu essere una terra con monti e valli come la nostra, allo stesso modo che la terra non pu essere una luna.

galileo La luna pu essere una terra con monti e valli, e la terra pu essere una luna. Un qualunque corpo celeste, uno tra migliaia. Guarda ancora. La parte in oscurit, la vedi proprio tutta buia?

sagredo No. Adesso che la guardo con attenzione, vedo che soffusa di un lieve chiarore grigiastro.

galileo E che luce pu essere?

sagredo?

galileo La luce della terra.

sagredo assurdo! Come pu mandar luce la terra, con le sue montagne e i boschi e le acque? La terra, un corpo freddo!

galileo Allo stesso modo che manda luce la luna. Perch tutt'e due sono astri illuminati dal sole: per questo risplendono. cos come la luna appare a noi, noi appariamo alla luna. Dalla luna, la terra si vede a volte in forma di falce, a volte di emisfero, a volte di sfera intera, e a volte, infine, non si vede affatto.

sagredo Dunque, fra la terra e la luna non ci sarebbe alcuna differenza?

galileo Evidentemente no.

sagredo Meno di dieci anni fa, a Roma, un uomo sal sul rogo. Si chiamava Giordano Bruno ed aveva affermato esattamente la stessa cosa.

galileo Certo. E noi ora lo vediamo. Non staccare l'occhio dal telescopio, Sagredo. Quello che stai vedendo, che non esiste differenza tra il cielo e la terra. Oggi, 10 gennaio 1610, l'umanit scrive nel suo diario: abolito il cielo!

sagredo spaventoso.

galileo Ho fatto un'altra scoperta, forse ancor pi strabiliante.

signora sarti (entra) Il signor procuratore.

Entra il procuratore Priuli, tutto affannato.

priuli Scusate l'ora tarda. Vi sarei obbligato di potervi parlare a quattrocchi.

galileo Il signor Sagredo pu ascoltare tutto quello che io ascolto, signor Priuli.

priuli Ma forse a voi non far molto piacere che questo signore sappia quello che accaduto. Una cosa, purtroppo, davvero incredibile.

galileo Oh, per quello, il signor Sagredo abituato a vedere e a sentire cose incredibili, in mia presenza!

priuli Ho paura, ho paura... (Additando il telescopio) Ah, eccolo qui, il vostro famoso aggeggio! Potete buttarlo via anche subito. Non val nulla, assolutamente nulla!

sagredo (che frattanto andato su e gi, inquieto, per la stanza) In che senso?

priuli Volete saperlo? Cotesta vostra scoperta, il vostro tanto decantato frutto di diciassette anni di ricerche, si pu acquistare per pochi soldi in tutta Italia, a qualunque angolo di strada! Fabbricato in Olanda, per l'esattezza! In questo stesso momento una nave olandese sta scaricando al porto una partita di cinquecento telescopi!

galileo Davvero?

priuli Trovo incredibile la vostra calma, signor Galilei.

sagredo Ma di che vi preoccupate, insomma? Lasciate che prima vi diciamo che questo strumento ha consentito al signor Galileo di compiere scoperte che sconvolgeranno le nostre teorie sull'universo.

galileo (ridendo) Guardate pure anche voi, Priuli.

priuli Lasciate allora voi che vi dica una cosa: a me basta la scoperta che ho fatto io col procurare a questa canaglia di messere il raddoppio della paga. E se i Consiglieri della Signoria, nella loro ingenua fiducia di aver assicurato alla Repubblica un oggetto che poteva essere prodotto solo qui, la prima volta che vi han guardato dentro, non han visto un merdaiolo ingrandito sette volte che vendeva per una miseria gli stessi identici tubi all'angolo accanto, ebbene, si trattato di mera fortuna!

Galileo ride di cuore.

sagredo Stimatissimo signor Priuli, forse io non sono in grado di giudicare il valore commerciale di questo strumento; ma il suo valore per la filosofia talmente smisurato che...

priuli Per la filosofia! E cos'ha da spartire un matematico come il signor Galilei con la filosofia? Signor Galilei, un tempo voi forniste alla Repubblica un'eccellente pompa idraulica; l'impianto d'irrigazione costruito sul vostro progetto funziona bene; le fabbriche tessili non fanno che lodare la vostra macchina, e come potevo, io, aspettarmi un tiro simile?

galileo Piano, Priuli, piano. Le rotte marine sono ancora lunghe, malsicure e dispendiose, perch in cielo manca qualcosa come un orologio di cui fidarsi, un segnavia per la navigazione. Ebbene, ho motivo di credere che col telescopio si possano vedere bene certe costellazioni che si muovono in maniera molto regolare. Con nuove carte astronomiche, Priuli, la marina forse risparmier milioni di scudi.

priuli Basta, basta. Vi ho gi ascoltato anche troppo. Come ringraziamento per la cortesia che vi ho usata, mi avete reso lo zimbello di tutta la citt. Passer alla storia come il procuratore che si fatto turlupinare da un tubo senza valore. Ridete pure, mio caro: i vostri cinquecento scudi, li avete intascati. Io per vi dico, e ve lo dico da uomo sincero qual sono: questo mondo mi nausea! (Esce sbattendo l'uscio).

galileo Quando si arrabbia, diventa quasi simpatico. Hai sentito? Un mondo dove non si possano fare affari, lo nausea!

sagredo Ne sapevi qualcosa, tu, di quegli strumenti olandesi?

galileo Per sentito dire. Ma quello che ho costruito per quei taccagni della Signoria era due volte meglio. Come posso lavorare, se ho sempre gli esattori alla porta? E Virginia ha realmente bisogno di aver presto una dote, non un'aquila, poverina. E poi, mi piace comprar libri, e non solo libri di fisica; e mi piace mangiar bene. Di solito, quando mangio bene che mi vengono le buone idee. Un'epoca corrotta, eh! Mi pagano meno di quel che pagherebbero il carrettiere che gli trasporta le botti di vino. Per due lezioni di matematica, quattro fascine di legna. Ora ce l'ho fatta a strappare quei cinquecento scudi, ma sono ancora pieno di debiti, alcuni vecchi di vent'anni. Cinque anni di tranquillit per le mie ricerche: mi sarebbero bastati per tutte le dimostrazioni!... Ora ti faccio vedere altre cose.

sagredo (esita a mettersi al telescopio) Mi sento un non so che di simile alla paura, Galileo.

galileo Ora ti mostrer una nebulosa della Via Lattea: ha uno splendore biancastro, come il latte, appunto. Dimmi un po': di che composta?

sagredo Sono stelle: innumerevoli.

galileo Nella sola costellazione di Orione vi sono cinquecento stelle fisse. Sono i molti, gl'infiniti altri mondi, gli astri lontanissimi, di cui parlava quel condannato al rogo. E lui non li aveva visti, solo presentiti!

sagredo Ma, ammesso pure che la nostra terra sia una stella, c' ancora un'enorme distanza da quello che dice Copernico, e cio che ruoti intorno al sole. Non c' nessun astro, in cielo, intorno a cui ne ruotino altri; men-tre intorno alla terra ruota pur sempre la luna.

galileo quel che mi domando, Sagredo. Da ier l'altro me lo domando. Ecco Giove. (Punta il telescopio) Vicino a lui ci sono quattro stelle minori, visibili solo con l'occhiale. Le vidi luned, ma non feci molto caso alla loro posizione. Le rividi ieri, e avrei giurato che s'eran mosse, tutt'e quattro. Ne ho preso nota... Ecco, si sono mosse ancora! Ma come! Ne avevo pur viste quattro! (Spostandosi) Guarda tu!

sagredo Ne vedo tre.

galileo E la quarta? Prendiamo le tavole. Dobbiamo calcolare i movimenti che hanno potuto compiere.

Si siedono tutti infervorati al lavoro. La scena si oscura, ma all'orizzonte si continua a vedere Giove e i suoi satelliti. Quando torna la luce, i due sono sempre seduti, avvolti nei pesanti mantelli.

galileo dimostrato. La quarta non pu che trovarsi dietro Giove, dove noi non possiamo vederla. Ed eccoti un astro intorno al quale ne ruota un altro.

sagredo Ma, e la calotta di cristallo su cui fissato Giove?

galileo Gi, dove va a finire? Come pu Giove essere una stella fissa, se altre stelle gli ruotano attorno? Non ci sono sostegni nel cielo, non c' nulla che stia fermo nell'universo! C' un altro sole, piuttosto!

sagredo Calmati. Pensi troppo in fretta.

galileo Macch in fretta! Sveglia, amico! Quello che vedi tu, non l'ha ancora visto nessuno. Avevano ragione!

sagredo Chi? I copernicani?

galileo E anche l'altro! Tutto il mondo era contro di loro, e loro avevano ragione. Questa si che piacer ad Andrea! (Fuori di s, corre alla porta e grida verso l'esterno) Signora Sarti! Signora Sarti!

sagredo Ora calmati, Galileo!

galileo Ora svegliati, Sagredo! Signora Sarti!

sagredo (scostando il telescopio) Vuoi smetterla di strillare come un ossesso?

galileo E tu, vuoi smetterla di startene li come un citrullo, quando abbiamo scoperto la verit?

sagredo Non sto affatto qui come un citrullo: semplicemente, il pensiero che possa essere la verit, mi fa tremare.

galileo Che?

sagredo Hai proprio perso ogni barlume di raziocinio? Davvero non ti rendi conto dei guai in cui ti cacci, se quello che hai visto vero? Se ti metti a gridare sulle pubbliche piazze che la terra una stella e non il centro del creato?

galileo Si, e che l'intero, smisurato universo con le sue stelle non gira affatto intorno alla nostra minuscola terra, come tutti hanno potuto credere!

sagredo E dunque, che esistono solo delle stelle? Dov' Dio, allora?

galileo Che vuoi dire?

sagredo Dio! Dov' Dio?

galileo Lass, no! Allo stesso modo che non sarebbe quaggi sulla terra, se gli abitanti di lass venissero qui a cercarlo!

sagredo E allora dov'?

galileo Io non sono un teologo! Sono un matematico.

sagredo Tu sei un essere umano, prima di tutto. E io ti domando: dov' Dio, nel tuo sistema dell'universo?

galileo In noi, o in nessun luogo!

sagredo (grida) Come ha detto il condannato al rogo?

galileo Come ha detto il condannato al rogo!

sagredo Ma proprio per questa ragione l'hanno bruciato! Nemmeno dieci anni fa!

galileo Perch non riuscito a darne le prove! Perch lo ha solo affermato! Signora Sarti! Signora Sarti!

sagredo Galileo, ti ho sempre conosciuto per uomo assennato. Pazientemente, a centinaia di scolari, per diciassette anni a Padova e per tre a Pisa, hai insegnato il sistema tolemaico, proclamato dalla Chiesa, confermato dalle Sacre Scritture su cui poggia la Chiesa. Lo hai ritenuto erroneo, concordando con Copernico: per lo hai insegnato.

galileo Perch non potevo dare nessuna prova.

sagredo E credi che questo basti a far cambiare le cose?

galileo Totalmente, cambiano! Guarda qui dentro, Sagredo! Io credo nell'uomo, e questo vuol dire che credo alla sua ragione! Se non avessi questa fede, la mattina non mi sentirei la forza di levarmi dal letto.

sagredo Allora stammi a sentire: io non ci credo. In quarantanni di esistenza tra gli uomini, non ho fatto che constatare come siano refrattari alla ragione. Mostragli il pennacchio fulvo di una cometa, riempili di inspiegabili paure, e li vedrai correre fuori dalle loro case a tale velocit da rompersi le gambe. Ma digli una frase ragionevole, appoggiala con sette argomenti, e ti rideranno sul muso.

galileo Non vero. una calunnia. Non capisco come tu possa amare la scienza, se sei convinto di questo. Solo i morti non si lasciano smuovere da un argomento valido!

sagredo Ma come puoi confondere la loro miserabile furbizia con la ragione!

galileo Non parlo della loro furbizia. Lo so: dicono che un asino un cavallo quando vogliono venderlo, e che un cavallo un asino quando vogliono comprarlo. E questo per la furbizia! Ma la vecchia donna che, la sera prima del viaggio, pone con la sua mano rozza un fascio di fieno in pi davanti al mulo; il navigante che, acquistando le provviste, pensa alle bonacce e alle tempeste; il bambino che si ficca in testa il berretto quando lo hanno convinto che piover, tutti costoro sono la mia speranza: perch tutti credono al valore degli argomenti. Si: io credo alla serena supremazia della ragione tra gli uomini. A lungo andare, non le sanno resistere. Non c' uomo che possa starsene inerte a guardarmi, quando io (prende in mano un sasso e lo lascia cadere a terra) lascio cadere un sasso e dico: questo sasso non cade. Non c' essere umano in grado di far questo. Troppo grande il potere di seduzione che emana dalla prova pratica; i pi cedono subito, e alla lunga tutti. Il pensare uno dei massimi piaceri concessi al genere umano.

signora sarti (entrando) Vi occorre qualcosa, signor Galileo?

galileo (che tornato al telescopio e sta prendendo annotazioni; in tono molto calmo) S: ho bisogno di Andrea.

signora sarti Andrea? a letto che dorme.

galileo Non potete svegliarlo?

signora sarti Ma perch avete bisogno di lui?

galileo Voglio mostrargli una cosa che gli far piacere. Una cosa che, da che mondo mondo, nessuno all'infuori di noi ha ancora visto.

signora sarti Sempre con quel vostro telescopio?

galileo S, col mio telescopio, signora Sarti.

signora sarti E perch dovrei svegliarlo quando cora notte? Ma siete impazzito? Deve dormire! Non penso nemmeno, a svegliarlo.

galileo Proprio no?

signora sarti Proprio no.

galileo Be', signora Sarti, forse potete aiutarmi voi. Sentite: stiamo discutendo, e non riusciamo a trovarci d'accordo su un punto: probabilmente perch abbiam letto troppi libri. una questione che riguarda il cielo, una questione di stelle. E cio: si deve credere che sia la stella pi grande a girare attorno alla pi piccola, oppure la pi piccola intorno alla pi grande?

signora sarti (diffidente) Con voi, signor Galileo, non si sa mai dove si va a finire. una domanda seria, o volete prendermi in giro come al solito?

galileo una domanda seria.

signora sarti Allora non mi difficile rispondere. Sono io che vi porto il pranzo, o voi che lo portate a me?

galileo Voi che lo portate a me. Ieri sapeva di bruciaticcio.

signora sarti E perch si era bruciato? Perch, mentre lo cuocevo, ho dovuto portarvi le scarpe. Vi ho portato le scarpe, s o no?

galileo probabile.

signora sarti Dal momento che siete voi quello che ha studiato e che pu pagarmi.

galileo Capisco. Capisco che non c' proprio nessun problema. Arrivederci, signora Sarti. (La signora Sarti, rincuorata, se ne va). E gente come questa non dovrebbe comprendere la verit? Ma se fanno balzi per afferrarla!

Tintinnio di una campanella che annuncia la messa mattutina. Entra Virginia, con indosso il mantello e tenendo in mano un lume che un globo di vetro ripara dal vento.

virginia Buongiorno, babbo.

galileo Gi alzata a quest'ora? Perch?

virginia Vado a messa con la signora Sarti. Viene anche Ludovico. Com' stata la notte, babbo?

galileo Chiara.

virginia Posso guardarci dentro?

galileo Perch? (Virginia non sa che rispondere). Non un balocco.

virginia No, babbo.

galileo Del resto, questo occhiale non proprio niente di che. Tra poco ne sentirai parlare dappertutto, li venderanno a tre scudi l'uno per le vie. L'avevano gi inventato in Olanda.

virginia Non ti servito a vedere cose nuove in cielo?

galileo Niente che t'interessi. Qualche macchiolina scura sulla sinistra di una grande stella. Bisogner che trovi il modo di attirarci su l'attenzione della gente. (Rivolgendosi a Sagredo) Se le chiamassi stelle medicee in onore del Granduca di Firenze? (Di nuovo alla figlia) A proposito, Virginia, pu darsi che ci trasferiamo a Firenze. Ho scritto a Sua Altezza, chiedendogli se non vorrebbe nominarmi matematico di Corte.

virginia (raggiante di gioia) A Corte!

sagredo Galileo!

galileo Mio caro, ho bisogno di tempo libero. Ho bisogno di poter trovare le prove. E voglio la marmitta piena! In quell'ufficio, non avr bisogno di rifriggere il sistema tolemaico agli scolari privati: avr tempo, tempo, tempo! di elaborare le mie prove: perch quello che son riuscito a fare finora, non basta. Non val nulla, un moncone miserevole, roba con cui non posso presentarmi davanti al mondo! Neanche una prova ho ancora in mano, che ci sia qualche corpo celeste che ruoti intorno al sole. Ma io le dar, queste prove: prove tali da convincere tutti, dalla signora Sarti al Papa. Quello che temo, piuttosto, che il Granduca finisca a non accettarmi.

virginia Ti accetter, babbo, ti accetter: con le nuove stelle e tutto il resto.

galileo Tu va' a messa, ora. (Virginia esce). Non sono avvezzo a scrivere ai grandi personaggi. (Porge una lettera a Sagredo) Ti pare che questa lettera vada bene?

sagredo (leggendo ad alta voce l'ultima parte della lettera) ... di null'altro desideroso che di scaldarmi ai raggi di quel nascente sole da cui la nostra epoca ricever luce... Ma se il Duca di Firenze ha appena nove anni!

galileo Appunto. Dici che troppo ossequiosa? Io, invece, temo che non lo sia abbastanza, che sia anzi troppo formale, quasi che volessi tenermi un po' sulle mie. Una lettera contegnosa, potrebbe scriverla chiunque si fosse conquistato dei buoni titoli come dimostratore di Aristotele: non io. Uno come me, se vuole trovare un impiego appena decente, ha da strisciare come un verme. E tu sai che io disprezzo coloro il cui cervello non capace di riempire lo stomaco.

La signora Sarti e Virginia passano davanti ai due uomini ed escono per la messa.

sagredo Galileo non andare a Firenze.

galileo Perch?

sagredo Perch li comandano i frati.

galileo Alla corte fiorentina ci sono dei sapienti di fama.

sagredo Dei servi, non dei sapienti!

galileo Li agguanter per il collarino e li pianter davanti al mio telescopio. Anch'essi soggiacciono alla seduzione delle prove. Copernico, non dimenticarlo, vole-va che credessero alle sue cifre: io chieder loro soltanto di credere ai loro occhi. La verit, quando troppo debole per difendersi, deve passare all'attacco. Li prender per il collarino e li costringer a guardare qua dentro!

sagredo Galileo, ti vedo camminare su una terribile strada. una notte di sventura, quella in cui l'uomo vede la verit; un'ora di accecamento, quella in cui crede il genere umano capace di ragionare. Di chi si dice che procede a occhi sbarrati? Di chi corre alla sua rovina! Credi che i potenti lascerebbero mai andar libero uno che conosce la verit, fosse pure in merito a stelle infinitamente lontane? Pensi che il Papa senta la tua verit, quando tu affermi che lui sbaglia, e non senta che lui che sbaglia? Ti aspetti di vederlo scrivere tranquillamente nel suo diario: Oggi, 10 gennaio 1610, abolito il cielo ? Come puoi pensare ad andartene dalla Repubblica, con in tasca la tua verit, con in mano il tuo occhiale, verso le trappole dei principi e dei frati? Finch si tratta della tua scienza, sei pieno di dubbi, ma basta che qualcosa ti sembri tale da agevolartene la pratica, diventi credulo come un bambino. Ad Aristotele non credi, al Granduca di Firenze s! Poco fa, mentre al telescopio stavi a guardare le nuove stelle, mi parso di vederti ritto sulle legna in fiamme; e quando hai detto che credevi all'efficacia delle prove, ho sentito puzzo di carne bruciata. Io amo la scienza, ma pi ancora amo te, amico mio. Non andare a Firenze, Galileo!

galileo Se mi pigliano, ci vado.

Davanti a un sipario appare l'ultima pagina della lettera.

Se alle nuove stelle da me scoperte do il nome egregio della Casa de' Medici, non isfugge certo alla mia mente che, se divinit ed eroi conseguiron gloria per esser elevati tra gli astri, in questo caso al contrario sar l'egregio nome de' Medici che a quelle stelle assicurer imperitura memoria; mentre io al vostro ricordo mi raccomando come un de' pi fedeli e devoti servitori di Vostra Altezza, che ascrive a suo sommo onore l'esser nato de' suoi sudditi. E nessun desiderio ho maggiore che di poter stare pi vicino all'Altezza Vostra, il nascente sole da cui la nostra epoca ricever luce.

galileogalilei

IV.

Galileo ha lasciato la Repubblica di Venezia per la Corte medicea, i cui sapienti accolgono con incredulit le sue scoperte al telescopio.

Dice il vecchio: dai tempi dei tempi son cos.

Dice il nuovo: se non sei buono, vattene via.

Casa di Galileo a Firenze.

Nella stanza da lavoro di Galileo, la signora Sarti sta facendo i pre-parativi di un ricevimento. Suo figlio Andrea, seduto al tavolo, riordina delle carte astronomiche.

signora sarti Da quando siamo felicemente arrivati a questa tanto decantata Firenze, non si vede altro che sa-lamelecchi e sviolinate. Tutta la citt sfila davanti al fa-moso occhiale, e io, poi, ho voglia a pulire i pavimenti! Se queste scoperte fossero di qualche importanza, i primi a saperlo sarebbero i reverendi Padri. Quattr'anni son rimasta a servizio da Monsignor Filippi, e mai che sia riuscita a spolverargli tutt'intera la biblioteca! Volumoni fino al soffitto, e mica libriccini di poesie! E quel bravo monsignore, a furia di star seduto davanti a tanta scienza, s'era buscato due libbre di ascesso sul sedere, e vuoi che un uomo cos non sappia il fatto suo? Anche oggi, con questi visitatori, faremo una tal figura, che domani non avr nemmeno il coraggio di guardare in faccia il lattaio. Sapevo quel che dicevo, io, quando gli raccomandavo di preparare a quei signori, prima di tutto, una buona cenetta: di metterli davanti a un bel piatto d'abbacchio, prima che cominciassero a sbirciare dal tubo. Ma s! (Imitando Galileo) Ho pronto ben altro, per loro! (Si sente bussare a pianterreno. Guardando dallo spioncino della finestra) Santo cielo! C' di gi il Granduca! E lui ancora all'universit! (Corre gi per la scala ed apre la porta).

Entra il Granduca di Toscana, Cosimo de' Medici, seguito dal ciambellano e da due dame di Corte.

cosimo Voglio vedere l'occhiale.

ciambellano Vostra Altezza dovr pazientare fino all'arrivo del signor Galilei e degli altri dottori dell'universit. (Alla signora Sarti) Il signor Galilei desiderava mostrare ai signori astronomi le stelle da lui recentemente scoperte, dette medicee.

cosimo Loro non ci credono all'occhiale, non ne vogliono sapere. Dov'?

signora sarti Di sopra, nella stanza da lavoro.

Il ragazzo, ammiccando, accenna alla scala, e al cenno d'assenso della signora Sarti, sale di corsa.

ciambellano ( un uomo molto anziano) Altezza! (Alla signora Sarti) Devo salire anch'io. Sono venuto ad accompagnarlo solo perch il precettore ammalato.

signora sarti Non pu succedergli nulla, a Sua Altezza. C' di sopra il mio ragazzo.

cosimo (entra al piano superiore) Buonasera.

I due ragazzi s'inchinano cerimoniosamente l'uno all'altro. Pausa. Poi Andrea si volta e riprende la sua occupazione.

andrea (parlando come il suo maestro) Che andirivieni, qui dentro!

cosimo Molte visite?

andrea Fanno un baccano indiavolato, guardano come allocchi e non capiscono un accidenti.

cosimo Capito. quello...? (indica il telescopio).

andrea S, quello. Ma ci sta scritto non toccare.

cosimo E quest'altro, che ? (indica il modello ligneo del sistema tolemaico).

andrea il tolemaico.

cosimo Fa vedere come gira il sole, no?

andrea S, cos dicono.

cosimo (si siede su una sedia e si prende il modello sulle ginocchio) Il mio precettore raffreddato, perci son potuto venire prima. Bello, qui.

Andrea inquieto, cammina su e gi a passi indolenti e indecisi, squadrando con diffidenza il piccolo estraneo; alla fine, non reggendo pi alla tentazione, tira fuori, da dietro un mucchio di carte geografiche, un altro modello di legno, che rappresenta il sistema copernicano.

andrea Ma in realt cos, naturalmente.

cosimo Cos, come?

andrea (indica il modello sulle ginocchia di Cosimo) Cos si crede che sia, e (indicando il suo) cos . La terra gira intorno al sole, capite?

cosimo Lo credi davvero ?

andrea Assolutamente. Ci sono le prove.

cosimo Realmente? Vorrei proprio sapere perch non mi hanno pi lasciato entrare quando c' il vecchio. Anche ieri sera venuto a cena.

andrea Pare che non gli credano, eh?

cosimo Come? Certo che gli credono.

andrea (di colpo, indicando il modello di Cosimo) Ridammelo. Tanto, tu non capisci neanche quello!

cosimo Perch li vuoi tutti e due?

andrea Ti ho detto di darmelo. Non un balocco da bambini.

cosimo Te lo ridar, te lo ridar. Ma tu, per, potresti essere un po' pi educato.

andrea Sei uno scemo, e piantala coll'educato! Avanti, dammelo, o le buschi.

cosimo Gi le mani, di'!

Cominciano a picchiarsi e vanno a rotolare sul pavimento, avviticchiati l'uno all'altro.

andrea T'insegner io a toccare i modelli! Arrenditi!

cosimo Ecco, si rotto. Ahi, mi storci la mano!

andrea Ora la vediamo, chi che ha ragione. Di' subito che la terra gira, o son botte!

cosimo Mai! Oh, brutto rossaccio, t'insegner io l'educazione!

andrea A me rossaccio? A me?

Continuano a lottare silenziosamente. Al pianterreno, entra Galileo insieme con alcuni dottori universitari. Li segue Federzoni.

ciambellano Signori, il signor Suri, precettore del Granduca, a causa di una lieve indisposizione non ha potuto accompagnare Sua Altezza in questa visita.

teologo Nulla di grave, speriamo.

ciambellano Assolutamente nulla.

galileo (deluso) Non c' Sua Altezza?

ciambellano Sua Altezza si trova al piano superiore. Prego lor signori di non voler indugiare. Tutta la Corte ansiosa di conoscere l'opinione degl'incliti docenti universitari sullo stupefacente strumento del signor Galilei e sulle mirabili nuove stelle.

Salgono. I ragazzi, che hanno sentito rumore dabbasso, smettono la lotta.

cosimo Ecco, arrivano. Lasciami andare.

Si rialzano in fretta.

visitatori (mentre salgono la scala) No, no, tutto in perfetto ordine. - Per quei casi di malattia segnalati nei vecchi quartieri, la facolt medica esclude che possa trattarsi di peste. I miasmi, con la temperatura attuale, li raffredderebbero. - La peggior cosa, in simili circostanze, il panico. - Nient'altro che la solita ondata stagionale di flussioni. - Non c' il minimo motivo di sospetto. - Tutto in perfetto ordine.

Arrivano in cima. Convenevoli.

galileo Altezza, sono felice di poter informare, alla vo-stra presenza, i dottori della vostra universit in merito alle mie scoperte.

Inchini cerimoniosi di Cosimo in tutte le direzioni, Andrea compreso.

teologo (vede il modello tolemaico che giace fracassato a terra) Si direbbe che qui si sia rotto qualcosa.

Cosimo, chinandosi rapidamente, raccoglie il modello e lo porge cortesemente ad Andrea, mentre Galileo, alla chetichella, toglie di mezzo l'altro modello.

galileo (davanti al telescopio) Come certamente noto a Vostra Altezza, da un po' di tempo noi astronomi incontriamo gravi difficolt nei nostri calcoli. Essi sono fondati su un sistema molto antico, che bens suffragato dalla filosofia, ma, a quel che pare, non lo altrettanto dai fatti. Secondo questo antico sistema - il tolemaico - i moti che si suppone vengano compiuti dagli astri, risultano assai complicati. Per esempio, il pianeta Venere dovrebbe compiere un moto di questo genere (disegna su una lavagna l'orbita epiciclica di Venere secondo la teoria tolemaica). Ma, anche ammettendo cotesti movimenti complicati, noi non siamo in grado di calcolare in anticipo l'esatta posizione degli astri: cio, non li troviamo mai nei punti dove dovrebbero essere. A questo si aggiunga che, di altri spostamenti, il sistema tolemaico non riesce assolutamente a fornire una spiegazione; tali sono, a mio avviso, i movimenti che com-piono alcune piccole stelle ruotanti intorno al pianeta Giove. Se lor signori sono d'accordo, potremmo incominciare con l'osservazione dei satelliti di Giove, le nuove stelle medicee?

andrea (indica lo sgabello davanti al telescopio) Sedete qui, prego.

filosofo Grazie, figliuolo. Ma ho paura che non sia una faccenda tanto semplice. Prima di far uso del vostro celebre occhiale, signor Galilei, gradiremmo la cortesia di una disputa sul tema se questi pianeti possano realmente esistere.

matematico Una disputa secondo le regole.

galileo Permettetemi un consiglio: cominciate col dare un'occhiata. Vi convincerete subito.

andrea Qui, prego.

matematico Certo, certo... Naturalmente voi sapete che, secondo le teorie degli antichi, impossibile che esistano stelle ruotanti intorno a un punto centrale diverso dalla terra, nonch stelle mancanti di un sostegno fisso nel cielo?

galileo S.

filosofo E, a prescindere dalla possibilit che tali stelle esistano, possibilit che il matematico (s'inchina al matematico) sembra porre in dubbio, potrei io, nella mia modesta qualit di filosofo, rivolgervi un'altra domanda, e cio: sono queste stelle necessarie? Aristotelis divini universum...

galileo Non potremmo parlare la lingua di tutti i giorni? Il mio collega Federzoni non conosce il latino.

filosofo importante che egli ci capisca?

galileo S.

filosofo Perdonate. Credevo che fosse il vostro meccanico.

andrea Il signor Federzoni, oltre che meccanico, anche uno scienziato.

filosofo Grazie, figliuolo. Se proprio il signor Federzoni insiste...

galileo Sono io che insisto.

filosofo La citazione perder il suo profumo, ma, dato che siamo in casa vostra... L'universo del divino Aristotele, con le sue sfere misticamente canore e il moto circolare dei suoi corpi celesti e l'obliquo angolo del corso del sole e i misteri delle tavole dei satelliti e le innumerevoli stelle del catalogo dell'emisfero australe e l'illuminata architettura del corpo celeste, forma una costruzione di s grande ordine e bellezza, che dovremmo sentirci esitanti al pensiero di turbare tanta armonia .

galileo E che avverrebbe se Vostra Altezza potesse ora osservare quelle stelle impossibili e non necessarie per mezzo di questo occhiale?

matematico Si potrebbe essere tentati di rispondere che un occhiale che ci mostra cose poco probabili, non pu essere che un occhiale poco attendibile, nevvero?

galileo Che intendete dire?

matematico Che sarebbe molto pi utile alla discussione, signor Galilei, se voi ci esponeste gli argomenti da cui siete indotto a supporre che, nella suprema sfera dell'immutabile cielo, possano darsi stelle ruotanti liberamente.

filosofo Argomenti, signor Galilei: argomenti!

galileo Ma che argomenti? Se per accertarsi del fenomeno basta dare un'occhiata a quelle stelle e ai miei rilievi! Signor mio, questa disputa sta perdendo ogni senso.

matematico Se fossi sicuro di non irritarvi ancor pi, mi permetterei di affacciare la possibilit che ci che si vede attraverso l'occhiale sia ben diverso da ci che nel cielo.

filosofo Non ci si potrebbe esprimere con maggior delicatezza.

federzoni Credono che abbiamo dipinto le stelle medicee sulla lente!

galileo Mi accusate di frode?

filosofo Ohib! Come potremmo? In presenza di Sua Altezza!

matematico Cotesto vostro strumento, per non chiamarlo vostro figlio, per non chiamarlo, diciamo meglio, il vostro discepolo, indubbiamente costruito con somma perizia!

filosofo E siamo convintissimi, signor Galilei, che n voi n alcun altro avrebbe osato fregiare dell'augusto casato granducale stelle la cui esistenza non sia al di sopra di ogni sospetto.

Generali, profondi inchini al Duca.

cosimo (guardandosi intorno in cerca delle dame d'onore) C' qualcosa che non va, con le mie stelle?

dama pi anziana Tutto in perfetto ordine, Altezza. Questi signori vogliono solo essere certi che ci siano, che ci siano realmente.

Pausa.

dama pi giovane Con questo occhiale si possono vedere anche tutte le ruote dell'Orsa Maggiore?

federzoni Certo. E anche tutto del Toro.

galileoDunque, signori, volete guardare o no?

filosofo Certamente, certamente.

matematico Certamente.

Pausa. Tutt'a un tratto Andrea si volta e attraversa rigido la stanza nell'intera sua larghezza. Sua madre lo acchiappa per un braccio.

signora sarti Che hai, Andrea?

andrea Sono stupidi. (Si divincola e fugge via).

filosofo Povero figliuolo!

ciambellano Altezza, vossignorie, mi permetto di ricordarvi che fra tre quarti d'ora ha inizio il gran ballo a Corte.

matematico Insomma, perch tergiversare? Presto o tardi, il signor Galilei dovr pur venire al sodo. Le sue lune di Giove dovrebbero perforare le calotte di cristallo. Tutto qui.

federzoni Non vorrete crederlo, ma non ci sono calotte di cristallo.

filosofo In tutti i libri di scuola sta scritto che ci sono, brav'uomo.

pederzoni Bisogner cambiare i libri di scuola.

filosofo Altezza, il mio illustre collega ed io ci fondiamo, niente meno, sull'autorit del divino Aristotele.

galileo (quasi ossequioso) Signori, una cosa credere all'autorit di Aristotele, e un'altra cosa sono i fatti, i fatti che si possono toccar con mano. Voi dite che, stando ad Aristotele, in cielo esistono le calotte di cristallo, e perci certi movimenti non possono darsi, perch le stelle dovrebbero perforare le calotte. Ma che direste se, quei movimenti, poteste constatarli? Forse arrivereste a concludere che non c' nessuna calotta. Signori, ve ne prego in tutta umilt: prestate fede ai vostri occhi!

matematico Caro Galilei, ho ancora l'abitudine, anche se possa parervi antiquata, di leggere ogni tanto Aristotele: e, ve ne assicuro, quando lo leggo, credo ai miei occhi!

galileo Sovente mi accade di vedere dottori di ogni facolt chiudere gli occhi davanti ai fatti e comportarsi come se nulla fosse. Mostro i miei rilievi e si sorride, pongo a disposizione il mio telescopio perch ognuno possa accertarsi, e si cita Aristotele. Lui non ce l'aveva, il telescopio !

matematico Oh, no di certo, no di certo!

filosofo (sussiegoso) Se qui ci si propone di trascinare nel fango Aristotele, l'autorit riconosciuta non solo da tutta l'antica sapienza, ma anche dai grandi Padri della Chiesa, ritengo superfluo continuare la discussione. Non mi presto a dispute prive di scopo concreto. Ho detto.

galileo La verit figlia del tempo e non dell'autorit. La nostra ignoranza infinita: diminuiamola almeno di un millimetro cubo! Perch voler essere adesso tanto in-telligenti, se potremo alla fine essere un pochino, un nonnulla meno sciocchi? A me toccata la singolare ventura di scoprile un nuovo strumento che trasporta un minuscolo spicchio dell'universo un poco, non molto, pi vicino ai nostri occhi. Vi prego di servirvene.

filosofo Altezza, signore, signori, ditemi: dove ci conduce tutto questo?

galileo Dove la verit possa condurre, forse cosa che turba lo scienziato?

filosofo (con veemenza) Signor Galilei, la verit pu portarci chi sa dove!

galileo Altezza! In tutta Italia, durante queste notti, si scrutano i cieli col telescopio. Le lune di Giove non fanno calare il prezzo del latte: per finora non si erano viste, e invece ci sono! E l'uomo comune ne deduce che forse potrebbe vedere molte altre cose, purch gli riuscisse di aprire gli occhi. questa speranza che voi dovete confermare! Non per quel che si sente dire intorno ai moti di alcune stelle lontane, che tutta Italia drizza gli orecchi: no, per la notizia che certi insegnamenti, sempre tenuti per incrollabili, ora incominciano a vacillare: e ognuno sa che sono molti, troppi, quegli incrollabili insegnamenti! Signori, non fate che difendiamo verit gi scosse alla base!

federzoni E voi dotti dovreste fare in modo di scuoterle del tutto.

filosofo Preferirei che il vostro aiutante non interloquisse in una disputa scientifica.

galileo Altezza! Quando lavoravo nell'Arsenale di Venezia, ogni giorno avevo a che fare con disegnatori, costruttori, meccanici e cos via. Da tutti loro ho appreso nuovi modi di fare molte cose. Sono illetterati: seguono l'evidenza dei loro cinque sensi e per lo pi non si preoccupano di dove quest'esperienza possa condurli...

filosofo Oh, oh!

galileo ... In ci molto simili ai nostri navigatori, i quali, un secolo fa, salparono dalle nostre coste senza sapere a quali altre coste avrebbero approdato, e se sarebbero approdati comunque. Quella sublime curiosit che fu la gloria vera dell'antica Grecia, oggi, a quanto pare, bisogna cercarla negli arsenali!

filosofo Dopo ci che ho udito, non ho alcun dubbio che il signor Galilei trover molti ammiratori tra gli arsenalotti!

ciambellano Sono dolentissimo di dover ricordare all'Altezza Vostra che questa conversazione altamente istruttiva ha superato il tempo previsto. Vostra Altezza deve riposarsi alquanto prima del ballo di Corte.

A un suo cenno, il Granduca s'inchina a Galileo. Il seguito si dispone in fretta a partire.

signora sarti (impedendo il passo al Granduca, gli offre un piatto di dolci) Una ciambella, Altezza?

La dama pi anziana trascina fuori il Granduca.

galileo (rincorrendoli) Signori, davvero: bastava che guardaste nel telescopio!

ciambellano Sua Altezza non mancher di richiedere, in merito alle vostre asserzioni, l'opinione di Padre Cristoforo Clavio, astronomo capo del Sacro Collegio in Roma e massimo fra gli astronomi viventi.


V.

Nemmeno la peste riesce a distogliere Galileo dalle sue ricerche.

a)

Stanza di lavoro di Galileo a Firenze.

mattina presto. Galileo chino sui suoi appunti presi al telescopio. Entra Virginia con una borsa da viaggio.

galileo Virginia! Cos' successo?

virginia Il convento ha chiuso, dobbiamo tornare subito a casa. Ad Arcetri ci sono cinque casi di peste.

galileo (chiama) Sarti!

virginia Qui, gi da stanotte la strada del mercato sbarrata. Nel vecchio quartiere, dicono, ne son gi morti due e altri tre sono moribondi all'ospedale.

galileo Hanno tenuto nascosta ogni cosa fino all'ultimo, come sempre.

signora sarti (entra) Che cosa fai, qui?

virginia C' la peste.

signora sarti Buon Dio! Faccio le valige. (Si siede).

galileo Macch valige! Prendete Virginia e Andrea. Io raccolgo i miei appunti. (Torna correndo al suo tavolo e in gran fretta raccoglie carte qua e l).

La signora Sarti fa indossare un mantello ad Andrea, che arrivato di corsa, e ammucchia un po' di biancheria da letto e di cibarie. Entra un valletto della Corte.

valletto In seguito al dilagare della malattia, Sua Altezza il Granduca partito dalla citt in direzione di Bologna. Ha per insistito perch anche al signor Galilei sia dato modo di mettersi in salvo. Tra due minuti ci sar un calesse alla porta.

signora sarti (a Virginia e Andrea) Uscite subito, voi due. To', prendete questa roba.

andrea Ma perch? Se non mi spieghi perch, non esco.

signora sarti C' la peste, figliolo.

virginia Aspettiamo il babbo.

signora sarti Siete pronto, signor Galileo?

galileo (avvolgendo il telescopio nella tovaglia) Scendete e fate sedere Virginia e Andrea nel calesse. Io vengo subito.

virginia No, non ce ne andiamo senza di te. Se cominci a imballare i libri, non sarai mai pronto.

signora sarti La carrozza arrivata.

galileo Virginia, sii ragionevole. Se non scendete e non vi sedete nel calesse, il cocchiere parte. Non una bazzecola, la peste.

virginia (protestando, mentre la signora Sarti la conduce via con Andrea) Aiutatelo a preparare i libri, senn non viene!

signora sarti (chiama dall'ingresso) Signor Galileo! Il cocchiere rifiuta di aspettare!

galileo Signora Sarti, io credo che non devo partire. Qui c' un gran disordine, sapete: appunti che sto prendendo da tre mesi, e che son buoni da buttar via se non ci lavoro su ancora una notte o due. E la malattia non solo qui, dappertutto.

signora sarti Signor Galileo! Vieni via subito. Sei pazzo!

galileo Precedetemi voi con Virginia e Andrea. Io verr dopo.

signora sarti Tra un'ora nessuno potr pi partire. Devi venire anche tu! (Ascoltando) Se ne sta andando: scendo a trattenerlo. (Via).

Galileo cammina in su e in gi. La signora Sarti ritorna, pallidissima. Non ha pi il suo fardello.

galileo Cosa state qui a fare? Volete che il calesse coi ragazzi parta senza di voi?

signora sarti Sono gi partiti. Virginia si dibatteva, han dovuto tenerla. A Bologna ci sar chi si prende cura di loro. Ma a voi, chi vi porterebbe da mangiare?

galileo Sei impazzita? Rimanere in citt per farmi da cucina!... (Prende in mano i suoi appunti) Non datemi del matto, signora Sarti. Non posso lasciare a mezzo queste annotazioni. Ho dei nemici potenti, devo raccogliere le prove per certe mie tesi.

signora sarti Non avete bisogno di scusarvi con me. Per non un comportarsi da persona sensata.

b)

Davanti alla casa di Galileo a Firenze.

Galileo esce dalla porta e osserva la strada. Passano due suore.

galileo (rivolge loro la parola) Sorelle, sapreste indicarmi dove posso trovare un po' di latte? Stamane non passata la lattaia, e la mia governante partita.

prima suora Botteghe aperte ce n' ancora solo nella citt bassa.

seconda suora Siete uscito di l, voi? (Galileo annuisce). proprio questa, la strada!

Le due suore si segnano, mormorano un'avemaria e fuggono. Pas-sa un uomo.

galileo (si rivolge a lui) Siete voi il fornaio che ci porta il pane? (L'uomo annuisce). Avete visto per caso la mia governante? Se ne dev'essere andata ieri sera, il fatto che da stamane non pi in casa.

L'uomo scuote il capo. Una finestra di fronte si apre: si affaccia una donna.

donna (grida) Scappate! C' la peste, l dirimpetto!

L'uomo corre via spaventato.

galileo Voi, sapete che ne della mia governante?

donna La vostra governante stramazzata a terra, laggi, in fondo alla strada. Probabilmente sapeva di avere la malattia, e per questo se n' andata. Bel riguardo verso il prossimo! (Sbatte la finestra).

Dei bambini vengono per la strada: vedono Galileo e fuggono gridando. Galileo si volta e vede sopraggiungere a corsa due soldati chiusi nelle corazze.

soldati Entra in casa, subito! (Con le lunghe picche spingono Galileo in casa e gli barricano l'uscio alle spalle).

galileo (dalla finestra) Avete notizie di quella donna?

soldatii Li portano al lazzaretto.

donna (riapparendo alla sua finestra) Non sapete che tutta la via qui dietro appestata? Perch non la sbarrate? (I due soldati tendono una fune attraverso la strada). Ma adesso non si pu pi entrare neanche in casa nostra! Non dovevate sbarrare qui: non ce n', qui, di malati! Ferma, ferma! Un momento, sentite! Mio marito fuori, come far ora a tornare? Bestie! Bestie! (Dall'interno la si ode singhiozzare e gridare).

I soldati se ne vanno. A un'altra finestra si affaccia una vecchia.

galileo Ci dev'essere il fuoco, l dietro.

vecchia Non spengono neanche pi, quando c' sospetto di peste. Solo della peste si preoccupano.

galileo Gi, non si smentiscono davvero! Cos tutto il loro sistema di governo. Ci mozzano via, come i rami malati di un fico che non d pi frutti.

vecchia Non giusto parlare cos. che non ce la fanno.

galileo Siete rimasta sola in casa?

vecchia S. Mio figlio mi ha mandato un biglietto. Per fortuna, ieri sera venuto a sapere che qui accanto era morto qualcuno, e non pi tornato. Undici casi, stanotte, nel quartiere.

galileo Sono pieno di rimorsi, perch non ho mandato via in tempo la mia governante. Io avevo da terminare un lavoro urgente, ma per lei non c'era nessun motivo di restare.

vecchia Tanto, non possiamo andarcene: e chi ci prenderebbe? Non abbiate rimorsi. L'ho vista, io, la signora. Se n' andata stamattina presto, verso le sette. Doveva sentirsi male, perch quando mi ha visto uscire dalla porta per ritirare il pane, ha fatto un giro per non toccarmi. Non voleva che chiudessero voi in casa. Ma quelli finiscono sempre per saper tutto.

Si ode un baccano di raganelle.

galileo Che cos'?

vecchia Fanno rumore per cacciar via le nuvole che contengono i germi della peste. (Galileo ride di cuore). E ci trovate da ridere, voi!

Un uomo viene per la strada e si ferma alla fune di sbarramento.

galileo Ehi, quell'uomo! M'hanno sprangato in casa e non ho da mangiare! (L'uomo gi scappato). Ma non potete lasciar morire di fame la gente! Ehi! Ehil!

vecchia Forse ci porteranno qualcosa. Altrimenti, appena fa notte, vi metter io una brocca di latte davanti all'uscio: se non vi fa paura.

galileo Ol! Ol! Bisogna pure che ci sentano!

Tutt'a un tratto, Andrea appare davanti alla fune. Ha il volto gonfio di lacrime.

galileo Andrea! Di dove sei spuntato?

andrea Ero gi passato prima, ho picchiato alla porta, ma non mi avete sentito. Mi hanno detto che...

galileo Non eri partito?

andrea S, ma in viaggio ce l'ho fatta a saltar gi. Virginia ha proseguito. Posso entrare?

vecchia No, non puoi. Devi andare dalle Orsoline. Forse ci troverai anche la mamma.

andrea Ci sono gi andato, ma non mi hanno permesso di vederla. Sta malissimo.

galileo Da tanto lontano arrivi? Son gi tre giorni che sei partito!

andrea Non ho potuto fare pi presto, dovete credermi. Mi hanno anche messo in prigione!

galileo (intenerito) Non pianger pi. Sai che nel frattempo ho scoperto una quantit di cose? Te le racconto, vuoi? (Andrea, singhiozzando, fa cenno di s). Sta' bene attento, senn non capisci. Ricordi che ti avevo mostrato il pianeta Venere? Non badare a quel chiasso, non nulla. Te lo ricordi? E sai che cosa ho visto? Che tale e quale alla luna! L'ho visto a forma di emisfero e anche aforma di falce. Che ne dici? Con una pallina e con un lume ti posso far vedere tutto. E questo dimostra che anche quel pianeta privo di luce propria. E si muove intorno al sole con un semplice cerchio. Non straordinario?

andrea (singhiozzando) Certo; ed un fatto.

galileo (sottovoce) Non sono stato io a trattenerla. (Andrea tace). Ma naturalmente, se non fossi rimasto io, non sarebbe successo.

andrea E ora, vi dovranno credere?

galileo Ora ho raccolto tutte le prove. Sai, appena finita questa storia, vado a Roma e gli faccio vedere tutto, quelli l.

Gi per la strada vengono due uomini mascherati, recando delle lunghe pertiche e dei mastelli. Sulla punta delle pertiche tendono pagnotte, attraverso le finestre, prima a Galileo, poi alla vecchia.

vecchia E l di fronte ci sta una donna con tre bambini. Mettetegli qualcosa sul davanzale.

galileo Ma io non ho niente da bere! In casa non c' acqua. (I due si stringono nelle spalle). Tornerete anche domani?

uno dei due (con la voce soffocata dal panno che gli copre la bocca) E chi sa oggi cosa sar domani?

galileo Se venite, potreste farmi avere un libriccino che mi serve per i miei studi?

uomo (con un riso sordo) Proprio il momento di pensare i libri! Sii contento, che hai un pezzo di pane!

galileo Ma quel ragazzo li, il mio allievo, verr lui a portarvelo perch me lo diate. la carta col tempo di rivoluzione di Mercurio, Andrea: non la trovo pi, vuoi cercarmela a scuola?

I due uomini sono gi scomparsi.

andrea Certamente, signor Galileo, ve la porter. (Via).

Anche Galileo si ritira. Dalla casa dirimpetto esce la vecchia e depone una brocca sulla soglia di Galileo.


VI.

Il Collegio Romano, istituto pontificio di ricerche scientifiche, conferma le scoperte di Galileo.

Poche volte vide il mondo

i maestri andare a scuola.

Clavio, il servo di Dio,

diede ragione a Galilei.

Una sala del Collegio Romano.

notte. Alti prelati, monaci e scienziati a gruppi Galileo, solo, se ne sta appartato. Atmosfera assai sbrigliata. Prima che inizi la scena, si levano risate omeriche.

prelato grasso (tenendosi la pancia dal ridere) Sciocchi! Inguaribilmente sciocchi! A cosa non crederebbe la gente, vorrei saperlo!

uno scienziato Per esempio, che voi sentiate un'invincibile ripugnanza per la buona mensa, monsignore!

prelato grasso Macch! Crederebbero anche a questo. Solo a ci che ragionevole, non credono. Dubitano dell'esistenza del diavolo; ma ammannitegli un po' la storiella della terra che rotola nel cielo come un sassolino in un tubo di scarico, e a quella ci credono. Sancta simplicitas!

un monaco (facendo il buffone) Uh, come gira in fretta! Mi sento le vertigini. Permettete, messere, che mi aggrappi a voi? (Si aggrappa, traballando buffamente, a uno scienziato).

scienziato Quest'ubriacona della terra anche oggi ha bevuto troppo! (Si aggrappa a un altro).

monaco Tenetevi saldi, che ruzzoliamo gi! Tenetevi, dico!

altro scienziato Guardate Venere, com' gi tutta di traverso! Le si vede il sedere solo a met. Aiuto!

Si forma una mischia di frati, che, tra grandi scoppi di risa, si muovono come se si sforzassero di non essere gettati fuori da una nave nella tempesta.

altro monaco Attenzione che non ci scaraventi sulla luna, amici: devono esserci dei picchi maledettamente aguzzi!

primo scienziato Punta bene i piedi!

primo monaco E non guardate in gi! Mi gira la testa!

prelato grasso (forte, all'intenzione di Galileo) Nel Collegio Romano non gira la testa a nessuno!

Grandi risate. Da una porta nel fondo entrano due astronomi del Collegio. Si fa silenzio.

un monaco E continuate a studiarci sopra? uno scandalo!

primo astronomo (furioso) Noi, no!

secondo astronomo A cosa si vuol arrivare? Clavio, non lo capisco... Staremmo freschi, se pensassimo di prendere per buono tutto quello ch' stato detto e affermato da cinquant'anni in qua! Nel 1572 appare nella sfera pi eccelsa - l'ottava, quella delle stelle fisse - una nuova stella, pi grande e pi splendente di tutte le circostanti; e dopo nemmeno un anno e mezzo, eccola scomparire di nuovo e finire nel nulla. Ci si deve doman-dare allora che ne dell'eternit e dell'immutabilit del cielo?

filosofo Se li lasciassimo fare, quelli ridurrebbero in briciole tutto il firmamento!

primo astronomo Gi, dove s'ha a arrivare? Cinque anni dopo ecco che Tycho Brahe, il danese, definisce l'orbita di una cometa che, partendo da dietro la luna, attraversa una dopo l'altra tutte le calotte delle sfere, quelle sfere su cui poggiano materialmente nel loro moto i corpi celesti: senza incontrare resistenza, senza che la sua luce venga minimamente deviata. Ci si deve domandare allora che ne di queste sfere?

filosofo Nemmeno parlarne! E un Cristoforo Clavio, il pi grande astronomo d'Italia e della Chiesa, ha potuto lasciarsi impegolare in discussioni del genere!

prelato grasso Che scandalo!

primo astronomo Eppure sempre l dentro, con l'occhio incollato a quello strumento del demonio!

secondo astronomo Principiis obsta! Tutto cominciato perch gi da troppo tempo ci serviamo delle tavole di quell'eretico di Copernico per calcolare una quantit di cose: la durata dell'anno solare, le date delle eclissi di sole e di luna, le posizioni dei corpi celesti...

un monaco Cos' meglio, dico io? Osservare le eclissi di luna con tre giorni di ritardo sul calendario, o rinunciare per sempre alla salvezza eterna?

monaco allampanato (viene al proscenio con la Bibbia aperta in mano e fanaticamente punta l'indice su una pagina) Che cosa sta scritto nella Bibbia? Sole, fermati in Gaban; e tu luna fermati nella valle di Avaln! Come pu fermarsi il sole se non si muove, stando alle teorie di questi eretici? O forse la Bibbia che mente?

secondo astronomo S, ci sono dei fenomeni che mettono in imbarazzo noi scienziati; ma necessario che l'uomo capisca proprio tutto?

I due escono.

monaco allampanato Costoro abbassano la patria del genere umano al livello di una stella errante. Uomini, bestie, vegetali, minerali, tutto cacciano su uno stesso carro e lo spediscono in giro per il deserto dei cieli. A dar retta a loro, non esiste pi n cielo n terra. Non In terra, perch un astro del cielo, e nemmeno il cielo, perch fatto di tante terre! Tra l'alto e il basso, tra l'effimero e l'eterno, non c' pi differenza. Che noi siamo destinati a scomparire, lo si sa; ma che debbano scomparire anche i cieli, dovevano venire loro a dirlo! Il sole, la luna, le stelle e gli uomini vivono sulla terra: cos fu detto e cos scritto; ma adesso, a sentire costui, anche la terra sarebbe una stella. Soltanto stelle: non c' altro! Arriveremo al punto che un giorno li sentiremo dire: non ci son nemmeno uomini e be-stie, anche l'uomo una bestia, esistono solo le bestie!

primo scienziato (a Galileo) Le caduto qualcosa in terra, signor Galilei.

galileo (che durante la battuta precedente aveva tratto di tasca il suo sassolino e, dopo aver giocherellato un po', lo aveva lasciato cadere sul pavimento; mentre si china a raccoglierlo) In aria, messere: m' caduto in aria!

prelato grasso (voltandogli le spalle) Che spudorato!

Entra un cardinale vecchissimo, sostenuto da un monaco. Tutti fanno ala in atto di reverenza.

cardinale vecchissimo Dunque, non sono ancora usciti? Ci vuol tanto per venire a capo di una simile inezia? Clavio, ormai, d'astronomia dovrebbe intendersene! A quanto mi si dice, questo signor Galilei toglie l'uomo dal centro dell'universo per relegarlo in un punto imprecisato ai margini. evidente perci che il signor Galilei un nemico del genere umano e va trattato in conseguenza. L'uomo, lo sanno anche i bambini, la gemma del creato, la suprema e prediletta creatura di Dio. Ed concepibile che Dio abbia voluto affidare un simile capolavoro, la sua pi sublime fatica, a una piccola stella fuori di mano e in perpetua corsa? Che abbia inviato in simile luogo il suo Divin Figlio? Esistono cervelli pervertiti fino al punto di prestar fede alle parole di questo schiavo della tavola pitagorica? Qua-le creatura di Dio pu tollerare tanto affronto? prelato grasso (sottovoce al cardinale) Badate che

qui.

cardinale vecchissimo Ah, siete voi? Be', i miei occhi non sono pi buoni come una volta, ma mi accorgo lo stesso che somigliate come due gocce d'acqua a un tale che abbiamo mandato al rogo anni fa... come si chiamava?

monaco L'Eminenza Vostra deve guardarsi dalle arrabbiature: il medico...

cardinale vecchissimo (scostandolo, a Galileo) Avete voluto degradare la terra, la terra di cui vivete e che vi d tutto! Sputare nel piatto che vi nutre! Ma a me non la date a intendere! (Respinge il monaco e comincia a camminare superbamente in su e in gi) Io non sono una nullit su una stella qualunque, che rotola un po' qua e un po' l! Io cammino con passo sicuro sulla terra, e la terra sta ferma ed il centro di tutte le cose, e io sto al centro e l'occhio del Creatore sta sopra di me. Intorno a me, fissate a otto calotte di cristallo, girano le stelle fisse e il grande luminare del sole, creato per diffondere luce su ci che mi circonda e anche su me, cosicch Dio possa vedermi. dunque chiaro e incontrovertibile che tutto fondato su di me, l'uomo, la pi sublime fatica di Dio, l'essere centrale che Dio cre a sua immagine e somiglianza, imperituro e... (D un crollo).

monaco Vi siete troppo scaldato, Eminenza.

In questo momento si apre la porta di fondo. Entra Cristoforo Clavio seguito dagli astronomi suoi discepoli. Attraversa a rapidi passi la sala, silenzioso e senza guardarsi intorno. Quando per uscire, parla ad uno dei monaci.

clavio Ha ragione. (Esce, seguito dagli astronomi; dietro di lui la porta rimane aperta).

Silenzio di morte. Il cardinale vecchissimo riprende i sensi.

cardinale vecchissimo Che c'? Hanno deciso?

Nessuno osa dargli la notizia.

monaco Eminenza, dobbiamo accompagnarvi a casa.

Il vegliardo viene trasportato fuori. Tutti abbandonano la sala, turbati. Un monacello, frate Fulgenzio, che faceva parte del gruppo dei discepoli di Clavio, fermo dinanzi a Galileo.

frate fulgenzio Signor Galilei, prima di andar via, padre Clavio ha detto: Adesso i teologi dovranno provvedere a rimettere in ordine il cielo . Avete vinto. (Esce).

galileo (cercando di trattenerlo) Lei, ha vinto! La ragione ha vinto, non io!

Il monacello uscito. Anche Galileo se ne va. Mentre varca la soglia, incontra un prelato di statura imponente: il Cardinale Inquisitore, accompagnato da un astronomo. Galileo s'inchina. Prima di uscire, rivolge sottovoce una domanda al guardiano.

guardiano (gli sussurra di rimando) Sua Eminenza il Cardinale Inquisitore.

L'astronomo guida il Cardinale Inquisitore verso il telescopio.


VII.

Ma l'Inquisizione pone all'indice la teoria di Copernico (5 marzo 1616).

A Roma Galilei fu invitato

nel palazzo di un cardinale.

Gli offrirono pranzi, gli offrirono vino

e poi gli espressero un piccolo desiderio.

Palazzo del Cardinale Bellarmino a Roma.

Si sta dando un ballo. Nel vestibolo - dove due segretari ecclesiastici giocano a scacchi e prendono appunti sugli ospiti - Galileo viene ricevuto da un gruppetto di dame e di gentiluomini mascherati. Sua figlia Virginia e il fidanzato di questa, Ludovico Marsili, lo accompagnano.

virginia Voglio ballare solo con te, Ludovico.

ludovico Ti si slacciata una spallina.

galileo

Quel tuo merletto un po' discinto, Fillide,

non riordinare: vago a me rivela

scompigli pi riposti

e ad altri pure. Tra gli sfolgoranti

doppieri delle sale, evoca a loro

angoli oscuri nel complice parco.

virginia Sentimi il cuore.

galileo (le mette una mano sul cuore) Batte.

virginia Voglio che mi trovino bella.

galileo necessario. Altrimenti ricominceranno a dire che la terra non gira.

ludovico E infatti non gira, signor Galileo. (Galileo ride). In tutta Roma si parla di voi. Ma da stasera, signore, si parler anche di vostra figlia.

galileo A Roma, dicono, facile sembrare belli, di primavera. Anch'io, probabilmente, somiglio a un Adone ben pasciuto. (Ai due segretari) Devo aspettare qui Sua Eminenza. (Alla coppia) Andate a divertirvi, voi.

virginia (tornando indietro di corsa, prima di passare nel salone) Babbo, dal parrucchiere di via del Vittorio c'erano altre quattro signore, ma io ho avuto la precedenza. Sapeva benissimo il tuo nome. (Via).

galileo (ai due scrivani che giocano a scacchi) Ma come? Giocate ancora alla vecchia maniera, passin passino? Oggi si gioca facendo scorrere liberamente i pezzi grossi su tutti i riquadri. La torre si muove cos (lo mostra), l'alfiere cos e la regina cos e cos. Almeno, si ha un po' di spazio per fare un piano d'azione!

primo segretario Che volete, uno stile che non si attaglia ai nostri miseri stipendi. Noi possiamo fare solo un passetto alla volta, cos (muove una pedina).

galileo Sbagliate, mio caro, sbagliate! Chi vive in grande, trova anche modo di farsi pagare le scarpe pi grandi! Dobbiamo adeguarci ai tempi, signori. Non bordeggiare sempre, ma spingerci al largo, una buona volta!

Il vecchissimo cardinale della scena precedente, accompagnato dal suo frate, attraversa tutta la scena. Vede Galileo, gli passa davanti, poi, esitando, si volta e lo saluta. Dal salone si ode, cantata da un coretto infantile, la prima strofa di un madrigale dell'epoca:

Quando la rosa si disfiora e muore

e sulla terra languidi

giacciono e smorti i petali,

a pensar mi sorprendo

come sia vano il giovami ardore.

galileo Roma... Gran festa, eh?

primo segretario Il primo carnevale che si festeggia dagli anni della peste. Vedete qui rappresentate tutte le maggiori famiglie italiane: gli Orsini, i Villani, i Nuccoli, i Soldanieri, i Cane, i Lecchi, gli Estensi, i Colombini...

secondo segretario (interrompendolo) Le loro Eminenze i Cardinali Bellarmino e Barberini.

Entrano il Cardinale Bellarmino e il Cardinale Barberini. Davanti ai visi tengono, appese ad un bastone, le maschere di un agnello e di una colomba.

barberini (puntando l'indice verso Galileo) Il sole sorge e tramonta e ritorna al luogo suo, dice Salomone. Che dice Galilei?

galileo Eminenza, ricordo che una volta, quand'ero alto cos (indica con la mano), trovandomi su una nave, mi misi a gridare: Veh, come si allontana la riva! Ora per so che la riva stava ferma e che la nave si allontanava.

barberini Furbo, furbo, eh, Bellarmino? Quello che si vede, cio che il firmamento gira intorno a noi, pu darsi che non sia vero, come dimostra l'esempio della riva e della nave. Mentre quello che vero, cio che la terra gira, non lo si pu vedere materialmente. Furbo, in verit. un fatto, comunque, che le sue lune di Giove hanno dato filo da torcere ai nostri astronomi! Anch'io purtroppo, Bellarmino, ai miei tempi ho letto qualcosa di astronomia. come un prurito che ti resta addosso.

bellarmino Perch non dovremmo adeguarci ai tempi, Barberini? Se l'uso di carte costruite sulle nuove ipotesi facilita il compito ai nocchieri delle nostre navi, tanto vale adoperarle. Dobbiamo solo confutare quelle dottrine che contraddicono la Sacra Scrittura. (Fa un cenno di saluto verso la sala da ballo).

galileo La Sacra Scrittura: Colui che serra il grano, il popolo lo maledir . Libro dei Proverbi.

barberini Il savio tiene riposta la scienza . Libro dei Proverbi.

galileo Dove non vi sono buoi, la stalla pulita; ma grande il vantaggio che viene dalla forza del bue .

barberini Meglio vale chi signoreggia il suo spirito che il prenditore di citt .

galileo S. Ma uno spirito infranto prosciuga le ossa . (Pausa). E... non grida forse la sapienza?

barberini Pu alcuno camminare sopra i carboni ardenti, senza scottarsi i piedi? ... Benvenuto a Roma, amico Galilei. Ricorderete la leggenda sull'origine di questa citt. Due fanciulletti ebbero ricovero e nutrimento da una lupa; e di quel latte, d'allora in poi, tutti i figli della lupa hanno dovuto pagare il prezzo. Ma, in scambio, la lupa procura ogni sorta di svaghi, celesti come terrestri: da una disputa scientifica col mio amico Bellarmino fino a tre o quattro dame celebri in tutto il mondo... posso mostrarvele? (Trascina Galileo verso il fondo, per mostrargli il salone. Galileo lo segue riluttante). No? Preferite annoiarvi con una discussione? E sia! Siete sicuro, amico Galilei, che voi astronomi non vo-gliate semplicemente rendere pi comoda l'astronomia? (Portandolo di nuovo verso il proscenio) Pensate in ter-mini di cerchi e di ellissi, di velocit uniformi e di mo-vimenti semplici, cio di cose conformi ai vostri cervelli. Ma supponiamo che l'Onnipotente si sia fitto in capo di far muovere le stelle cos (traccia in aria col dito un'or-bita complicatissima con un moto irregolare). Dove andrebbero a finire, allora, i vostri calcoli?

galileo Allora, Eminenza, l'Onnipotente ci avrebbe forniti di cervelli fatti cos (traccia col dito lo stesso movi-mento) perch potessimo credere che un movimento cos (ripete il tracciato immaginario) fosse il pi semplice possibile! Io ho fede nel cervello.

barberini Io, invece, lo considero inadeguato... (Pausa. A Bellarmino) Non risponde. troppo educato per dirmi che, secondo lui, inadeguato soltanto il mio cervello.

bellarmino Il cervello umano, amico mio, non pu fare molta strada. Intorno a noi non vediamo che storture, misfatti, debolezze. Dov' la verit?

galileo (con foga) Io ho fede nel cervello!

barberini (ai due segretari) Non scrivete nulla di tutto questo. Stiamo facendo un'amichevole discussione scientifica.

bellarmino Pensate un istante: quanta fatica, quanto studio costato ai Padri della Chiesa - e a tanti altri dopo di loro - il dare un po' di senso a un mondo abominevole come il nostro! Pensate alla cattiveria di quei padroni di terre che fanno fustigare i loro contadini seminudi sui campi, e alla stupidit di questi che, poveretti, li ricambiano baciandogli i piedi!

galileo Una vergogna! Venendo a Roma, ho visto...

bellarmino Ebbene, del senso ultimo di questi fatti, che ci riescono incomprensibili, ma di cui intessuta la vita, noi abbiamo reso responsabile un Ente supremo; abbiamo detto che con quei fatti si perseguono certe finalit, che tutto ci si spiega con l'attuazione di un immenso disegno. Non che con questo abbiamo ottenuto la fine di ogni inquietudine; ma adesso venite voi a rinfacciare all'Ente supremo di non aver le idee chiare circa i moti del mondo degli astri, mentre voi, invece, le avete chiare. una saggia condotta, questa?

galileo (prendendo il fiato per fare una dichiarazione) Io sono un devoto figlio della Chiesa...

barberini Che si pu fare con un tipo come costui? Vuole dimostrare, col massimo candore, che Domineddio ha commesso dei grossi spropositi in fatto d'astronomia! Domineddio, dunque, non ha studiato a fondo l'astronomia prima di scrivere la Bibbia? Ma andiamo, amico mio!

bellarmino Non sembra probabile anche a voi che il Creatore, in merito alla sua creazione, ne sappia pi degli uomini che lui stesso ha creati?

galileo Ma signori miei, nulla di strano che l'uomo, come non sa leggere giusto nel cielo, non sappia leggere giusto neanche nella Bibbia!

bellarmino Ma signor mio, l'interpretazione della Bibbia compito riservato ai teologi della Santa Chiesa, si O no? (Galileo non risponde). Vedete: finalmente ve ne state zitto. (Fa un cenno ai segretari) Signor Galilei, questa notte il Sant'Uffizio ha decretato che la teoria di Copernico, secondo la quale il sole il centro del mondo ed immobile, mentre la terra non il centro del mondo e si muove, folle, assurda ed eretica. Ho l'incarico di ammonirvi ad abbandonare tali dottrine. (Al primo segretario) Ripetete, per favore.

primo segretario Sua Eminenza il Cardinale Bellarmino al detto signor Galileo Galilei: Il Sant'Uffizio ha decretato che la teoria di Copernico, secondo la quale il sole il centro del mondo ed immobile, mentre la terra non il centro del mondo e si muove, folle, assurda ed eretica. Ho l'incarico di ammonirvi ad abbandonare tali dottrine .

galileo Che significa?

Dalla sala si ode, cantata da un coro infantile, un'altra strofa del canto:

Il tempo lieto non lasciar finire;

cogli la rosa, breve il suo fiorire.

Il Cardinale Barberini fa cenno a Galileo di tacere finch dura il canto. Ascoltano in silenzio.

galileo Ma i fatti? Credo di aver capito che gli astronomi del Sacro Collegio hanno riconosciuto la giustezza dei miei rilievi!

bellarmino E hanno espresso al riguardo la loro pi completa soddisfazione, in termini assai lusinghieri per voi.

galileo Ma i satelliti di Giove? Le fasi di Venere?...

bellarmino Il Sant'Uffizio ha emanato il suo decreto senza soffermarsi su questi particolari.

galileo Vi rendete conto che il progresso di ogni ricerca scientifica...

bellarmino ...Si trova assolutamente al sicuro, amico mio. E ci in conformit al pensiero della Chiesa, secondo cui non ci dato di conoscere la verit, ma ci consentito di cercarla. (Saluta un altro invitato nella sala) Siete libero di dissertare anche su queste dottrine, purch sotto forma di ipotesi matematiche. La scienza figlia legittima e dilettissima della Chiesa, signor Galilei. Nessuno di noi pensa seriamente che voi intendiate minare la fiducia nella Chiesa.

galileo (sdegnato) La fiducia pu esaurirsi, se si vuol troppo cimentarla!

barberini Davvero? (Con una sonora risata lo batte sulla spalla. Poi, guardandolo con gravit e parlandogli senza asprezza) Siate realista, amico Galilei. Anche noi lo siamo. Voi ci siete pi necessario di quanto noi lo siamo a voi.

bellarmino Non vedo l'ora di presentare il pi grande matematico d'Italia al commissario del Sant'Uffizio. Egli nutre per voi somma considerazione.

barberini (prendendo Galileo per l'altro braccio) E a questo punto, eccolo ridiventare agnello. Caro amico, avreste fatto bene a venire anche voi camuffato da bravo dottore conformista. proprio per potermi concedere un po' di libert che oggi porto la maschera. Sotto queste spoglie, pu darsi che mi sentiate mormorare: Se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo . Bene, rimettiamoci le nostre maschere.

Entrano nella sala, tenendo in mezzo Galileo.

primo segretario Hai capito bene l'ultima frase?

secondo segretario La sto scrivendo. E tu hai capito quando ha parlato della sua fede nel cervello?

Entra il Cardinale Inquisitore.

inquisitore terminato il colloquio?

primo segretario (come un automa) Prima venuto il signor Galilei con sua figlia, che oggi si fidanzata col signor... (L'Inquisitore lo interrompe con un cenno). Poi il signor Galilei ci ha parlato di un nuovo modo di giocare agli scacchi, diverso da tutte le regole, facendo muovere liberamente le pedine su tutta la scacchiera...

inquisitore (con lo stesso gesto) Il verbale.

Uno dei due segretari gli porge il verbale. L'Inquisitore si siede e lo scorre con lo sguardo. Due damigelle attraversano la scena: davanti all'Inquisitore fanno una piccola riverenza.

una damigella Chi ?

l'altra Il Cardinale Inquisitore.

Escono ridacchiando. Entra Virginia, guardandosi intorno come in cerca di qualcuno.

inquisitore (dall'angolo ove seduto) Siete voi, figliuola mia?

virginia (un po' spaventata, non avendolo scorto subito) Oh! Eminenza!

L'Inquisitore, senza alzare gli occhi, le tende la destra. Ella si avvicina e, genuflettendosi, gli bacia l'anello.

inquisitore Meravigliosa serata! Permettete che mi congratuli per il vostro fidanzamento: il vostro promesso appartiene a un'ottima famiglia. Vi tratterrete a Roma?

virginia No, Eminenza, per il momento. Devo fare molti preparativi per le mie nozze.

inquisitore Ah, dunque tornate a Firenze con vostro padre? Ne son lieto. Gli sarete preziosa, immagino. Gi, le matematiche non servono molto a rendere piacevole l'ambiente familiare. Ma il vostro fervore giovanile riuscir a trattenerlo coi piedi sulla terra. Lass (indica il cielo) facile, a un grand'uomo, perdersi.

virginia (senza fiato) Siete molto buono, Eminenza. Io non ci capisco niente, in quelle cose.

inquisitore No, eh? (Ride) vero, in casa del cacciatore non si mangian lepri. Sar curioso per vostro padre accorgersi, cara figliuola, che ci che sapete sugli astri, l'avete ascoltato da me. (Sfoglia il verbale) Leggo qui che i nostri innovatori, dei quali il vostro signor padre il capo universalmente riconosciuto un grand'uomo, uno dei pi grandi tra i viventi considerano alquanto esagerata l'idea che ci siamo fatta finora della nostra amata terra. Dai tempi di Tolomeo (un sapiente dell'antichit) fino ad oggi, si riteneva che l'intero universo creato, e cio tutto l'insieme delle sfere di cristallo al cui centro si trova la terra, si estendesse per circa venti volte il diametro terrestre. Un bello spazio, no? Ma gl'innovatori lo giudicano assolutamente troppo piccolo. Per loro, a quel che si sa, la misura dell'universo incredibilmente pi vasta, e la distanza fra la terra ed il sole - che a noi sempre parsa tutt'altro che disprezzabile - cos impercettibilmente piccola, in confronto alla distanza che divide la nostra misera terra dalle stelle fisse, poggianti sulla sfera pi eccelsa, che nei loro calcoli non ne tengon neppure conto. Davvero, non si pu dire che questi innovatori vivano su un piede di grandezza! (Virginia ride. Anche l'inquisitore ride). Ma di recente alcuni Padri del Sant'Uffizio si sono, direi, scandalizzati di una cotale immagine dell'universo, al cui pa-ragone quella in cui abbiamo creduto fin qui non che un'immaginetta da porre intorno al vezzosissimo collo di certe fanciulle; e si preoccupano all'idea che, visti a cos smisurata distanza, i preti e gli stessi cardinali ci facciano la figura di tante formiche. Non ci sarebbe da stupirsi se l'Onnipotente finisse col perdere di vista an-che il Papa! S, divertente... ma sono lieto di sapervi vicino a vostro padre, a questo grand'uomo, cara figliuola, che tutti noi amiamo e stimiamo tanto. Posso sapere chi il vostro confessore?

virginia Padre Cristoforo di Sant'Orsola, Eminenza.

inquisitore Gi. Sono contento, dunque, che torniate col vostro babbo a Firenze. Egli avr bisogno di voi: forse non ve ne rendete conto, ma il momento verr. Siete cos giovane, siete il sangue suo, e talvolta la grandezza un fardello non facile da portare per coloro cui Dio l'ha concessa, non facile. Quale uomo tanto grande non poter essere contenuto in una preghiera?... Ma vi faccio perder tempo, fanciulla cara. Il vostro fidanzato sar geloso di me; e forse anche vostro padre, se sapr che vi ho parlato di astronomia, per di pi secondo teorie superate. Andate a ballare, e non dimenticate di salutarmi padre Cristoforo.

Virginia fa una profonda riverenza ed esce di corsa.


VIII.

Un colloquio.

Galileo lesse il verdetto

e un monacello venne a trovarlo.

Era figlio di poveri contadini,

voleva sapere come acquistare il sapere,

voleva saperlo, voleva saperlo.

Palazzo dell'ambasciata fiorentina a Roma.

Galileo sta parlando con frate Fulgenzio.

galileo Parlate pure: il vostro abito vi d diritto di dire tutto quel che volete.

fulgenzio Ho studiato matematica, signor Galilei.

galileo Questo pu tornarci utile, se vi induce ad ammettere che due e due possono anche fare quattro.

fulgenzio Signor Galilei, non ho chiuso occhio da tre notti per tentar di conciliare il decreto, che ho letto, con le lune di Giove, che ho viste. Stamattina ho deciso di dire la messa e poi di venirvi a trovare.

galileo Per dirmi che le lune di Giove non esistono?

fulgenzio No. Sono riuscito a convincermi che il decreto stato saggio. servito a rivelarmi quanto possa essere rischiosa per l'umanit un'indagine libera da ogni freno: tanto, che ho preso la decisione di abbandonare l'astronomia. Ma ho pure sentito il bisogno di esporvi alcuni motivi che possono spingere anche un astronomo, quale ero io, a interrompere lo studio delle scienze esatte.

galileo So benissimo quali sono questi motivi.

fulgenzio Capisco la vostra amarezza. Alludete a certi poteri straordinari di cui dispone la Chiesa.

galileo Chiamateli pure strumenti di tortura.

fulgenzio Ma non si tratta solo di questo. Permettete che vi parli di me? Sono cresciuto in campagna, figlio di genitori contadini: gente semplice, che sa tutto della coltivazione dell'ulivo, ma del resto ben poco istruita. Quando osservo le fasi di Venere, ho sempre loro dinanzi agli occhi. Li vedo seduti, insieme a mia sorella, sulla pietra del focolare, mentre consumano il loro magro pasto. Sopra le loro teste stanno le travi del soffitto, annerite dal fumo dei secoli, e le loro mani spossate dal lavoro reggono un coltelluccio. Certo, non vivono bene; ma nella loro miseria esiste una sorta di ordine riposto, una serie di scadenze: il pavimento della casa da lavare, le stagioni che variano nell'uliveto, le decime da pagare... Le sventure piovono loro addosso con regolarit, quasi seguendo un ciclo. La schiena di mio padre non s' incurvata tutta in una volta, ma un poco pi ogni primavera, lavorando nell'uliveto: allo stesso modo che i parti, succedendosi a intervalli sempre uguali, sempre pi facevano di mia madre una creatura senza sesso. Donde traggono la forza necessaria per la loro faticosa esistenza? per salire i sentieri petrosi con le gerle colme sul dorso, per far figli, per mangiare perfino? Dal senso di continuit, di necessit, che infonde in loro lo spettacolo degli alberi che rinverdiscono ogni anno, la vista del campicello e della chiesetta, la spiegazione del Vangelo che ascoltano la domenica. Si son sentiti dire e ripetere che l'occhio di Dio su di loro, indagatore e quasi ansioso; che intorno a loro stato costruito il grande teatro del mondo perch vi facciano buona prova recitando ciascuno la grande o piccola parte che gli assegnata... Come la prenderebbero ora, se andassi a dirgli che vivono su un frammento di roccia che rotola ininterrottamente attraverso lo spazio vuoto e gira intorno a un astro, uno fra tanti, e neppure molto importante? Che scopo avrebbe tutta la loro pazienza, la loro sopportazione di tanta infelicit? Quella Sacra Scrittura, che tutto spiega e di tutto mostra la necessit: il sudore, la pazienza, la fame, l'oppressione, a che potrebbe ancora servire se scoprissero che piena di errori? No: vedo i loro sguardi velarsi di sgomento, e il coltelluccio cadere sulla pietra del focolare; vedo come si sentono traditi, ingannati. Dunque, dicono, non c' nessun occhio sopra di noi? Siamo noi che dobbiamo provvedere a noi stessi, ignoranti, vecchi, logori come siamo? Non ci stata assegnata altra parte che di vivere cosi, da miserabili abitanti di un minuscolo astro, privo di ogni autonomia e niente affatto al centro di tutte le cose? Dunque, la nostra miseria non ha alcun senso, la fame non una prova di forza, semplicemente non aver mangiato! E la fatica piegar la schiena e trascinar pesi, non un merito! Cos direbbero; ed ecco perch nel decreto del Sant'Uffizio ho scorto una nobile misericordia materna, una grande bont d'animo.

galileo Bont d'animo! Forse intendete dire che, dal momento che non c' pi niente, che tutto il vino bevuto e che le loro labbra sono secche, non gli resta che baciare la tonaca! Ma perch non c' pi niente? Perch mai l'ordine che regna in questo paese l'ordine che esiste in un magazzino vuoto? Perch non v' altra necessit che quella di lavorare fino a crepare? In mezzo a vigneti carichi di grappoli, ai campi folti di grano! Sono i vostri parenti contadini quelli che pagano le guerre scatenate dal vicario del pio Ges in Spagna e in Germania! Perch Ges ha posto la terra al centro dell'universo? Ma perch la cattedra di Pietro possa essere il centro della terra! solo di questo che si tratta. Avete ragione voi: non si tratta dei pianeti, ma dei contadini dell'Agro Romano. E non venite a parlarmi dell'alone di bellezza che emana dalla vecchiaia! Sapete come si sviluppa la perla nell'ostrica? Un corpo estraneo insopportabile, per esempio un granello di sabbia, penetra dentro al guscio, e l'ostrica, per seppellire quel granello, secerne calce; e in questo processo rischia la morte. Allora, dico io, al diavolo la perla, purch l'ostrica resti sana! Le virt non sono appannaggio unicamente della miseria, caro mio. Se i vostri genitori vivessero prosperi e felici, potrebbero sviluppare le virt della prosperit e della felicit. Oggi, invece, i campi esausti producono coteste virt di esaurimento, ed io le rifiuto. Amico, le mie nuove pompe idrauliche potrebbero operare miracoli ben maggiori di tutto quel grottesco affaccendarsi oltre l'umana capacit... Crescete e moltiplicatevi! perch le guerre spopolano i territori e i nostri campi sono sterili. Bisogna dunque proprio mentire alla tua gente?

fulgenzio (con grande agitazione) Dobbiamo tacere per il pi nobile dei motivi: la pace spirituale dei diseredati!

galileo Vuoi che ti mostri una pendola del Cellini? Me l'ha portata stamane il cocchiere del cardinale Bellarmino. Caro mio, come contentino per non turbare la pace spirituale dei tuoi genitori, le autorit mi offrono la mia porzione del vino che hanno vendemmiato dal sudore dei loro volti, i quali, come tu ben sai, sono fatti a immagine e somiglianza di Dio. Se mi adattassi a tacere, potrei anche ricavarne qualche utilit: vita facile, niente persecuzioni e via dicendo.

fulgenzio Signor Galilei, io sono un ecclesiastico.

galileo Sei anche un fisico. E che le fasi di Venere esistono, lo vedi. Guarda! (Indica oltre la finestra) Vedi l il piccolo Priapo, alla fonte vicino al lauro? Il dio degli orti, degli uccelli e dei ladri, l'osceno idolo contadino, vecchio di duemil'anni? Ha detto meno bugie di loro! Va bene, non ne parliamo, anch'io sono un figlio della Chiesa. Ma non avete mai letto l'ottava satira di Orazio? Proprio in questi giorni me la sto rileggendo, per ritrovare un po' d'equilibrio. (Afferra un libriccino) Sentite come fa parlare una statuetta di Priapo che si trovava negli orti Esquilini. Comincia cosi:

Ero un ceppo di fico, un legno poco servibile

quando il mio falegname, incerto se fare di me

Priapo od uno sgabello, fin col scegliere il dio...

Credete che Orazio, se per esempio gli avessero imposto di non parlare di uno sgabello, ma di mettere nella poesia un tavolo, lo avrebbe tollerato? Messere, il pretendere che, nel mio quadro dell'universo, Venere debba essere senza fasi, recare offesa al mio senso estetico! Come possiamo scoprire le macchine che regolano il corso dei fiumi, se ci si fa divieto di studiare la pi grande macchina che sta innanzi ai nostri occhi, quella del firmamento! E la somma degli angoli di un triangolo non pu variare a seconda degli interessi della Curia. E non posso calcolare le traiettorie dei corpi volanti in maniera da spiegare anche i voli delle streghe sui manici di scopa!

fulgenzio Ma non credete che la verit - se verit si far strada anche senza di noi?

galileo No, no, no! La verit riesce ad imporsi solo nella misura in cui noi la imponiamo; la vittoria della ragione non pu essere che la vittoria di coloro che ragionano. Tu parli dei contadini dell'Agro come se fossero il muschio che alligna sulle loro capanne! A chi mai pu passare per la mente che ci che a loro interessa, non vada d'accordo con la somma degli angoli di un triangolo? Certo che, se non si agitano, se non imparano a pensare, poco pu aiutarli anche il pi efficace sistema d'irrigazione. Per tutti i diavoli, vedo bene che sono ricchi di divina pazienza; ma la loro divina furia, dov'?

fulgenzio Sono stanchi.

galileo (gettandogli un fascio di manoscritti) Sei o non sei un fisico, figlio mio? Qui sta scritto com' che negli oceani avvengono le alte e le basse maree. Non lo puoi leggere, hai capito? To', e invece lo leggi? Sei un fisico, allora? (Frate Fulgenzio sprofondato nella lettura). Il frutto dell'albero della conoscenza! Ecco, lo azzanna subito. Sar dannato in eterno, ma non pu far a meno di azzannarlo, sciagurato ghiottone! A volte penso che mi lascerei rinchiudere in una prigione dieci tese sotterra, dove non penetrasse un filo di luce, purch in cambio potessi scoprire di che cosa la luce fatta. E il peggio che, tutto quello che scopro, devo gridarlo intorno: come un amante, come un ubriaco, come un traditore. un vizio maledetto, mi trasciner alla rovina. Quanto potr resistere a parlare solo coi muri? Questo il problema.

fulgenzio (indicando un passo del manoscritto) C' una frase che non capisco.

galileo Te la spiegher. Te la spiegher.


IX.

Dopo otto anni di silenzio, l'avvento di uno scienziato al soglio pontificio incoraggia Galileo a riprendere le sue ricerche nel campo che gli era stato proibito. Le macchie solari.

La verit nel sacco,

la lingua tra i denti,

otto anni tacque, poi non resist pi:

verit, fa' la tua strada.

Casa di Galileo a Firenze.

I discepoli di Galileo, Federzoni, frate Fulgenzio e Andrea Sarti (ormai un giovinotto) sono riuniti per una lezione sperimentale. Galileo, in piedi, sta leggendo un libro. Virginia e la signora Sarti cuciono il corredo.

virginia Com' bello cucirsi il corredo! Questa una tovaglia grande, per pranzi di gala. A Ludovico piace ricevere. Bisogna che sia fatta alla perfezione: sua madre bada a ogni punto. Quelli che non manda gi, sono i libri del babbo: anche lei come padre Cristoforo.

signora sarti Sono anni che ha smesso di scrivere libri.

virginia Credo che abbia capito di essersi sbagliato. A Roma, un grande dignitario della Chiesa mi spieg molte tose in fatto di astronomia. Le distanze sono troppo grandi.

andrea (scrive su una lavagna il compito assegnatogli per la giornata) Gioved pomeriggio: corpi galleggian-ti . Anche oggi ghiaccio; un bacile d'acqua; una bilan-cia; aghi di ferro; Aristotele. (Va a prendere i vari oggetti).

Gli altri consultano libri. Entra Filippo Muzio, uno studioso di mezza et: alquanto turbato all'aspetto.

muzio Potreste domandare al signor Galilei di ricevermi? Mi ha condannato senza neppure ascoltarmi.

signora sarti Ma lui non vuole ricevervi.

muzio Domandateglielo, e Dio ve ne render merito. Devo assolutamente parlargli.

virginia (va ai piedi della scala) Babbo!

galileo Che c'?

virginia Il signor Muzio.

galileo (interrompe bruscamente la lettura e va a capo del-la scala, seguito dai discepoli) Desiderate?

muzio Signor Galilei, ve ne prego, consentite che vi spieghi quei passi del mio libro che apparentemente suonano condanna alla teoria copernicana della rotazione della terra. Io...

galileo Che c' da spiegare? Quei passi concordano col decreto emanato dalla Congregazione del Sant'Uffizio nel 1616: ebbene? Siete nel vostro diritto. vero, siete stato nostro discepolo di matematica; ma questo non d a noi il diritto di sentirvi dire che due pi due fanno quattro. Voi avete pieno diritto di affermare che questo sasso (trae di tasca un sassolino e lo lascia cadere di sotto) in questo momento volato su fino al tetto.

muzio Signor Galilei, io...

galileo Non tiratemi in ballo le difficolt! Neanche la peste ha potuto fermarmi, quando facevo le mie rilevazioni.

muzio Signor Galilei, pu esserci di peggio della peste.

galileo Statemi a sentire: chi non conosce la verit soltanto uno sciocco; ma chi, conoscendola, la chiama bugia, un malfattore! Fuori di casa mia!

muzio (con voce atona) Avete ragione. (Esce).

Galileo ritorna nella sua stanza da lavoro.

federzoni Cos , purtroppo. Quello l certo non un genio, e tutto il suo valore sta nell'aver avuto voi per maestro. Ma adesso, per forza la gente dice: Ha ascoltato tutti gl'insegnamenti di Galileo, e ora deve ammettere che erano falsi .

signora sarti Poverino, mi fa compassione.

virginia Babbo gli voleva troppo bene.

signora sarti Virginia, vorrei parlarti delle tue nozze. Sei ancora tanto giovane, sei senza mamma, e tuo padre non fa che ficcare quei pezzi di ghiaccio nell'acqua. Al tuo posto, io non gli farei nessuna domanda riguardo al matrimonio. Lo sentiremmo dire, per una settimana di seguito, le cose pi orribili: a tavola, ben inteso, e in presenza dei ragazzi; non ha due soldi di pudore, lo sai, non ne ha mai avuto. Non intendo quegli argomenti, no: semplicemente, penso a quello che sar il tuo avvenire. Io non posso dirti nulla, sono troppo ignorante. Ma una faccenda seria come questa, non si deve affrontarla alla cieca. Io ti consiglierei di andare da un astronomo, uno di quelli veri, dell'universit, e farti fare l'oroscopo: cos almeno saprai che cosa ti aspetta. Perch ridi?

virginia Perch ci sono gi stata.

signora sarti (molto curiosa) E che ti ha detto?

virginia Che per tre mesi dovr fare attenzione, dato che il sole nell'Ariete, ma poi subir un influsso molto favorevole e le nubi si dissiperanno. Se non perder mai di vista Giove, potr avventurarmi in qualsiasi viaggio, perch sono dell'Ariete.

signora sarti E Ludovico?

virginia Lui del Leone. (Breve pausa). Dev'essere mollo sensuale. (Pausa). Conosco questo passo. il signor Gaffone, il rettore.

Entra Gaffone, rettore dell'Universit.

gaffone Sono venuto solo a portare un libro che probabilmente interesser vostro padre. Vi prego, per amor del cielo, non disturbate il signor Galilei. Non riesco a togliermi dalla mente l'idea che ogni minuto rubato al nostro grand'uomo un minuto rubato all'Italia. Ecco, depongo delicatamente il libro nelle vostre manine e me ne vado in punta di piedi. (Esce).

Virginia d il libro a Federzoni.

galileo Di che tratta?

federzoni Non so. (Compitando) De maculis in sole.

andrea Ah! Le macchie del sole! Anche questo! (Federzoni, stizzito, gli porge il libro). Senti la dedica! (Legge) A Galileo Galilei, tra i viventi autorevolissimo nelle scienze fisiche. (Galileo si nuovamente sprofondato nel libro che sta leggendo). Ho letto la memoria di quel Fabricius d'Olanda: dell'opinione che si tratti di sciami di pianeti tra la terra e il sole.

fulgenzio Non un'opinione dubbia, signor Galileo?

Galileo non risponde.

andrea A Parigi e a Praga sostengono invece che sono vapori emanati dal sole.

federzoni Uhm!

andrea Federzoni ne dubita, a quel che pare.

federzoni Fatemi il piacere di non occuparvi di me: ho detto uhm , e nient'altro. Non posso dubitare di nulla, io: il mio mestiere quello di limare le lenti, il vostro di adoperarle per osservare il cielo, e allora quelle che vedete non sono macchie, ma maculis ! Quante volte ve l'ho da ripetere che i libri, io, non li so leggere? Sono scritti in latino! (Furioso, gesticola con la bilancia. Uno dei due piatti cade a terra. Galileo, silenzioso, si alza e va a raccoglierlo).

fulgenzio Chi sa perch il dubbio appare agli uomini come una felicit.

andrea Da due settimane, ogni giorno di sole, salgo fin sulla terrazza in cima alla casa, sotto la tettoia. Tra le fessure della tettoia penetra un raggio sottilissimo, e io, con un foglio di carta, riesco a intercettare l'immagine rovesciata del sole. Vi ho veduto una macchia grossa come una mosca, indistinta come una piccola nuvola; camminava. Perch non ci mettiamo a studiare le macchie, signor Galileo?

galileo Perch stiamo studiando i corpi galleggianti.

andrea Le ceste da biancheria di mia madre sono piene di lettere: da tutta Europa chiedono la vostra opinione Ormai siete diventato troppo famoso, non potete pi tacere.

galileo Se Roma mi ha permesso di diventare famoso, perch sono stato zitto.

federzoni Ma ormai, non potete pi permettervi di star zitto.

galileo Potr permettermi, dico, di non finire arrostito in un fuoco di legna come un prosciutto!

andrea Ah! Credete che le macchie solari siano in rapporto con quella faccenda? (Galileo non risponde). Be', allora andiamo avanti coi pezzetti di ghiaccio. Questi non possono nuocere.

galileo Perfettamente! La nostra tesi, Andrea?

andrea Noi riteniamo che la propriet di galleggiare non dipenda dalla forma dell'oggetto, ma da ci che esso sia pi o meno pesante dell'acqua.

galileo Come dice Aristotele?

fulgenzio Discus latus platusque...

galileo Traduci, traduci.

fulgenzio Un disco di ghiaccio largo e piatto pu galleggiare sull'acqua, mentre un ago di ferro affonda .

galileo E perch il ghiaccio non affonda, secondo Aristotele?

fulgenzio Perch, essendo largo e piatto, incapace di dividere l'acqua.

galileo Bene. (Prende un pezzo di ghiaccio e lo pone nel recipiente) Ora io spingo con forza il ghiaccio fino sul fondo del bacile; e ora tolgo la pressione delle mani. Che cosa avviene?

fulgenzio Risale a galla.

galileo Perfettamente. Si direbbe dunque che, risalendo a galla, riesce a dividere l'acqua: no, Fulgenzio?

fulgenzio Ma perch galleggia, poi? Il ghiaccio pi pesante dell'acqua, dato che acqua condensata.

galileo E se fosse invece acqua rarefatta?

andrea Dev'essere pi leggero dell'acqua, senn non galleggerebbe.

galileo Eh, eh!

andrea Allo stesso modo che non pu galleggiare un ago di ferro. Tutti gli oggetti pi leggeri dell'acqua galleggiano e tutti i pi pesanti affondano. Come dovevasi dimostrare.

galileo Andrea, impara ad essere pi cauto nelle tue deduzioni. Dammi quell'ago. E un foglio di carta. Il ferro pi pesante dell'acqua, s o no?

andrea S.

Galileo posa l'ago sul foglio di carta e lo pone a galleggiare sul pelo dell'acqua. Pausa.

galileo Che cosa succede?

federzoni Galleggia! Sant'Aristotele... Nessuno aveva mai pensato a verificarlo!

Ridono.

galileo Una delle principali cause della miseria delle scienze sta, molto spesso, nella loro presunzione di essere ricche. Scopo della scienza non tanto quello di aprire una porta all'infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all'infinita ignoranza. Annotate ci che avete visto!

virginia Che c'?

signora sarti Tutte le volte che ridono cos, mi sento un piccolo brivido. Di che mai rideranno, penso.

virginia Il babbo dice che i teologi fanno suonare le loro campane e i fisici le loro risate.

signora sarti Be', se non altro, mi fa piacere che non guardi pi tanto in quel suo tubo. Quello era peggio.

virginia Adesso non fa che mettere dei pezzi di ghiaccio nell'acqua: non pu venirne gran male.

signora sarti Non lo so.

Entra Ludovico Marsili in vesti da viaggio, seguito da un servo che porta il bagaglio. Virginia gli corre incontro e lo abbraccia.

virginia Perch non mi hai scritto che venivi?

ludovico Mi trovavo nelle vicinanze; stavo visitando i nostri vigneti di Bucciole, e non ho potuto fare a meno di venire a trovarti.

galileo (come non vedendoci bene) Chi ?

virginia Ludovico.

fulgenzio Come? Non lo vedete?

galileo Ma gi, Ludovico! (Gli va incontro) Come stanno i cavalli?

ludovico Benissimo, signore.

galileo Festeggiamo l'avvenimento, signora Sarti. Portaci un boccale di vino siciliano, di quello vecchio!

La signora Sarti esce con Andrea.

ludovico Sei pallida, Virginia. L'aria dei campi ti giover. Mia madre ti aspetta per il settembre.

virginia Un momento, voglio mostrarti l'abito da sposa.

(Corre via).

galileo Siediti.

ludovico Mi dicono, signore, che alle vostre lezioni all'universit avete pi di mille studenti. A che lavoro vi state dedicando?

galileo Poco interessante. Sei passato per Roma?

ludovico S... Non voglio dimenticare di dirvi che mia madre vi manda i suoi rallegramenti per l'ammirevole tutto da voi dimostrato in occasione delle recenti gazzarre olandesi a proposito delle macchie solari.

galileo (asciutto) La ringrazio.

Rientra la signora Sarti con Andrea. Recano un boccale di vino e bicchieri. Tutti si raggruppano intorno alla tavola.

ludovico I romani hanno un nuovo soggetto di conver-sazione per questo febbraio. Padre Clavio ha detto di temere che questa faccenda delle macchie solari riporti a nulla quell'altra, della terra che gira intorno al sole.

andrea Non ha da preoccuparsi.

galileo E, a parte l'attesa delle mie nuove eresie, quali altre notizie dalla Citt Santa?

ludovico Saprete certamente che il Santo Padre vicino a morte.

fulgenzio Oh!

galileo E chi si prevede come successore?

ludovico Tutti parlano del Cardinale Barberini.

galileo Barberini!

andrea Il signor Galileo lo conosce.

fulgenzio un matematico, il Cardinale Barberini.

federzoni Uno scienziato sulla cattedra di Pietro!

Pausa.

galileo Eh s, ora hanno bisogno di uomini come lui, di uomini che sappiano qualcosa di matematica! Le cose si mettono in movimento. Federzoni, pu darsi che viviamo abbastanza da vedere il giorno in cui non avremo pi bisogno di guardarci intorno come malfattori per dire che due e due fanno quattro. (A Ludovico) Mi piace questo vino. E a te, Ludovico?

ludovico Mi piace.

galileo Conosco la collina sulla quale maturato. Il pendio ripido e sassoso, i grappoli quasi azzurri. Lo amo.

ludovico S, signore.

galileo Guarda come ombrato. Ed quasi dolce, ma, direi, si ferma al punto giusto. - Andrea, porta via cotesta roba: ghiaccio, bacile, aghi. - Amo le consolazioni della carne e non posso soffrire i vigliacchi che le chiamano debolezze. Affermo che il godimento delle cose un modo di lavorare utilmente.

fulgenzio Che cosa volete fare?

federzoni Ricominciamo a occuparci della terra che gira intorno al sole.

andrea (canticchia sottovoce)

La Bibbia dice che non gira, e i vecchi

sapientoni ne danno mille prove.

Domineddio l'agguanta per gli orecchi

e le dice: sta' ferma! Eppur si muove.

Andrea, Fulgenzio e Federzoni si dirigono rapidi alla tavola degli esperimenti e incominciano a sgombrarla.

andrea E se scoprissimo che gira anche il sole? Come la piglieresti, Marsili?

ludovico Perch siete cos eccitati?

signora sarti Signor Galileo, non ricomincerete, spero, con quello strumento del demonio!

galileo Ora ho capito perch tua madre ti ha mandato a trovarmi! Barberini sta per essere Papa! La scienza diventa una passione, la ricerca un gusto. Ha ragione Clavio: le macchie solari mi interessano. Ti piace il mio vino, Ludovico?

ludovico Vi ho detto di s, signore.

galileo Ti piace davvero?

ludovico (rigido) Mi piace.

galileo E non puoi accettare da un uomo il suo vino, oppure sua figlia, senza chiedergli di rinunciare al suo mestiere? Cosa ha a che fare con mia figlia l'astronomia? Le fasi di Venere influiscono in qualche modo sulla curvadelle sue chiappe?

signora sarti Non dite indecenze. Vado subito a cercare Virginia.

ludovico (trattenendola) I matrimoni nelle famiglie come la mia non avvengono solo seguendo l'inclinazione dei sensi.

galileo Ti hanno fatto aspettare otto anni a sposare mia figlia per tenermi in quarantena?

ludovico La donna che sar mia moglie dovr prendere posto in chiesa sul banco di famiglia.

galileo Vuoi dire che, se sul banco di famiglia sieder la figlia di un peccatore, i tuoi contadini potrebbero rifiutarsi di pagare il fitto?

ludovico In certo modo, s.

galileo Andrea, Fulgenzio, portate il riflettore e lo schermo! Faremo cadere sullo schermo l'immagine del sole, per risparmiarci gli occhi. il tuo metodo, Andrea.

Andrea e Fulgenzio eseguono.

ludovico Signor Galileo, a Roma vi eravate impegnato a non pi immischiarvi in quella disputa delle rotazioni.

galileo Ah, be'! Allora c'era un Papa conservatore.

signora sarti C'era! Sua Santit non ancora morto!

galileo Ci manca poco, ci manca poco!... Avanti, tracciate una rete quadrettata sullo schermo. Noi procediamo con metodo. E poi potremo rispondere alle loro lettere: eh, Andrea?

signora sarti Ci manca poco! Costui pesa cinquanta volte un pezzettino di ghiaccio, ma purch gli capiti qualcosa che gli torni comoda, ci crede ciecamente!

Viene eretto lo schermo.

ludovico Se Sua Santit dovesse morire, signor Galileo, il nuovo Papa, chiunque egli sia e per quanto amore possa portare alle scienze, dovr pur tenere conto del grande affetto che portano a lui le migliori famiglie italiane.

fulgenzio Dio ha creato il mondo fisico, Ludovico; Dio ha creato il cervello umano; Dio permetter il progresso delle scienze.

signora sarti Galileo, adesso tu ascolti me. Ho visto mio figlio cadere nel peccato con i tuoi esperimenti , con le tue teorie , con le tue osservazioni , senza poterci far nulla. Ti sei messo contro le autorit e gi una volta ti hanno ammonito. I pi importanti cardinali hanno cercato di convincerti, come si fa con un cavallo om-broso. Per un po' servito, ma due mesi fa, poco dopo l'Immacolata, ti sorpresi mentre, alla chetichella, ricominciavi con quelle osservazioni . Non dissi nulla: sapevo bene di che si trattava, ma scappai ad accendere un cero a san Giuseppe. Adesso troppo. Quando sei a quattr'occhi con me ti mostri ragionevole, mi dici che s, lo sai, devi trattenerti, perch una cosa pericolosa; ma bastano due giorni di esperimenti, e ritorni peggio di prima. Se io ho da finire all'inferno perch voglio rimanere appiccicata a un eretico, affar mio; ma tu non hai il diritto di calpestare coi tuoi piedacci la felicit di tua figlia!

galileo (accigliato) Portate il telescopio!

ludovico Giuseppe, rimetti il bagaglio nella carrozza.

Il servo esce.

signora sarti Non lo sopporter! Ma dovrete esser voi a dirglielo! (Corre via, ancora col boccale di vino in mano).

ludovico Vedo che avete proprio compiuto tutti i preparativi. Signor Galileo, la mamma e io trascorriamo nove mesi su dodici nelle nostre terre in Campania e possiamo assicurarvi che i nostri contadini non si lasciano distrarre dalle vostre memorie sulle lune di Giove. Troppo duro il loro lavoro nei campi. Ma, se venissero a sapere che ormai si possono attaccare impunemente le sante dottrine della Chiesa, potrebbero esserne turbati. Quegli infelici, non dovete scordarvelo, nella loro condizione di bruti, fanno un'accozzaglia di tutto. Sono come le bestie, n pi n meno: roba da non credere. Basta che circoli la voce che una pera cresciuta su un melo, e loro lasciano a mezzo il lavoro dei campi e si mettono a ciarlare.

galileo (con interesse) Dici davvero?

ludovico Bestie. Se vengono alla fattoria a lagnarsi per qualche inezia, la mamma costretta a far frustare un cune in presenza loro: per ricordargli qual il loro posto, non c' altro mezzo. Oh! forse voi, qualche volta, dal finestrino di una comoda carrozza, avrete visto il grano biondeggiare nei campi; avrete gi assaggiato le nostre olive e mangiato soprappensiero il nostro cacio; ma della fatica, della vigilanza continua che tutto questo esige, non ve ne fate nemmeno un'idea!

galileo Giovanotto, ti prego di credere che io non mangio mai il cacio soprappensiero. (Villano) Mi fai perdere tempo! (Grida verso l'esterno) Siamo pronti con lo schermo?

andrea S. Venite?

galileo Ma tu, Ludovico Marsili, non ti limiti a frustare i cani solo per ricordare ai contadini qual il loro posto: mi sbaglio?

ludovico Signor Galileo, avete un cervello meraviglioso. Peccato!

fulgenzio (stupito) Vi minacciava!

galileo Sicuro. Potrei istigare i suoi contadini a pensare in un modo nuovo. E anche i suoi servi, e i suoi fattori.

federzoni Ma come? Neanche loro sanno di latino.

gali leo Potrei scrivere in volgare, per i molti, anzich in latino per i pochi. Per le nuove idee, quella che ci serve la gente che lavora con le mani: agli altri non interessa conoscere l'origine delle cose. Quelli che vedono il pane solo quand' sulla tavola, non vogliono sapere come stato cotto: canaglie, preferiscono ringraziar Dio piuttosto che il fornaio! Ma quelli che, il pane, lo fanno, quelli sapranno capire che niente si muove da s. Tua sorella, Fulgenzio, mentre gira il torchio delle olive, non far le grandi meraviglie, anzi facilmente si metter a ridere, quando sapr che il sole non un aureo scudo nobiliare, ma una leva: e che, se la terra si muove, perch

il sole la fa muovere!

ludovico Rimarrete in eterno schiavo delle vostre passioni. Fate le mie scuse a Virginia. Credo sia meglio che non ci rivediamo.

galileo La dote rimane a vostra disposizione in ogni momento.

ludovico Buongiorno. (Se ne va).

andrea I nostri omaggi a tutti i Marsili!

federzoni Che ordinano alla terra di stare ferma, senn i loro castelli potrebbero andare a gambe all'aria!

andrea E ai Cenzi, e ai Villani!

federzoni Ai Cervilli!

andrea Ai Lecchi!

federzoni Ai Pierleoni!

andrea Che baciano i piedi al Papa a patto che se ne serva per schiacciare il popolo!

fulgenzio (anche lui intento agli strumenti) Il nuovo Papa sar un uomo illuminato.

galileo Suvvia, incominciamo a osservare queste macchie solari che ci interessano: a nostro rischio e pericolo, senza troppo contare sulla protezione del nuovo Papa.

andrea (interrompendolo) Ma con ogni probabilit di dissipare le ombre stellari di Fabricius e i vapori solari di Parigi e di Praga, e di dare le prove della rotazione del sole.

galileo Con qualche probabilit di dare le prove della rotazione del sole. Non m'importa di mostrare di aver avuto ragione, ma di stabilire se l'ho avuta. E vi dico: lasciate ogni speranza, o voi che vi accingete a osservare! Forse sono vapori, forse sono macchie; ma prima di affermare che sono macchie, cerchiamo di accertare se per caso sono pesci fritti. S, rimetteremo tutto, tutto in dubbio. E non procederemo con gli stivali delle sette leghe, ma a passo di lumaca. E quello che troviamo oggi, domani lo cancelleremo dalla lavagna e non lo riscriveremo pi, a meno che posdomani lo ritroviamo un'altra volta. Se qualche scoperta seconder le nostre previsio-ni, la considereremo con speciale diffidenza. E dunque, prepariamoci ora ad osservare il sole con l'inflessibile determinazione di dimostrare che la terra immobile! E solo quando avremo fallito, quando, battuti senza speranza, saremo ridotti a leccarci le ferite, allora con la morte nell'anima cominceremo a domandarci se per caso non avevamo ragione, se davvero la terra che gira! (Ammiccando) Ma se tutte le altre ipotesi, all'infuori di questa, ci si dovessero squagliare fra le dita, allora nes-suna piet per coloro che, senza aver cercato, vorranno parlare! Andrea, togli il panno dal cannocchiale e volgilo verso il sole! (Regola il riflettore).

fulgenzio L'avevo capito che vi eravate rimesso al la-voro. L'ho capito quando non avete riconosciuto Marsili.

Si mettono tranquillamente a lavorare. Nel momento in cui l'im-magine fiammante del sole appare sullo schermo, entra di corsa Virginia, vestita dell'abito nuziale.

virginia Babbo! L'hai mandato via! (Sviene).

Andrea e Fulgenzio accorrono a lei.

galileo Io devo sapere.


X.

Nei dieci anni seguenti le dottrine di Galileo si diffondono tra il popolo. Dappertutto scrittori satirici e cantastorie commentano le nuove idee. Il marted grasso del 1632, in molte citt d'Italia, i cortei carnevaleschi delle corporazioni traggono spunto dall'astronomia.

Piazza principale di una citt.

Una coppia di saltimbanchi dall'aria affamata, con una bimbetta di cinque anni e un bimbo lattante, compaiono su una piazza dove una folla, in parte mascherata, in attesa di veder sfilare il corteo. Trascinano vari fardelli, un tamburo e altri utensili.

cantastorie (picchiando il tamburo) Rispettabili cittadini, signore e signori! In attesa del grande corteo mascherato delle corporazioni, vi presentiamo una nuovissima canzone fiorentina, che si canta in tutta l'Italia superiore e che a prezzo di ingenti spese abbiamo potuto importare in questa terra. Titolo: le tremende teorie ed opinioni del signor Galileo Galilei, fisico di Corte, ovverossia anticipazioni sull'et futura. (Canta)

Lo dice il primo libro della Genesi:

quando Domineddio fece il creato

cre prima la terra e dopo il sole

e al sole comand: Girale intorno!

E da quel giorno tutto ci che vive

quaggi deve girare in girotondo.

Intorno al Papa i cardinali

e intorno ai cardinali i vescovi

e intorno ai vescovi gli abati

e poi vengono i nobili

E intorno a questi gli artigiani

e intorno agli artigiani i servi

e intorno ai servi i cani, i polli e i mendicanti.

E questo, buona gente, il grande ordinamento, ordo ordinum, come dicono i signori teologi, regula aeternis ossia la regola delle regole; ma dopo, cari amici, che cosa avvenne? (Canta)

Il saggio Galileo

diede un'occhiata al cielo

e disse: Nella Genesi

non c' nulla di vero!

Bel coraggio! Non cosa da poco:

oggi queste eresie

si diffondono come malattie.

Che resta, se si cambia la Scrittura?

Ognuno dice e fa quel che gli comoda

senza aver pi paura.

Rispettabili cittadini, queste teorie sono assolutamente impossibili! (Canta)

Se certe idee fan presa, gente mia,

cosa pu capitare?

Non ci saran pi chierici alla messa,

le serve il letto non vorran pi fare...

Brutta storia! Non cosa da poco:

il libero pensiero attaccaticcio

come un'epidemia.

Dolce la vita, l'uomo irragionevole,

e tanto per cambiare

far quel che ci talenta assai piacevole!

Buona gente, date ora uno sguardo a quella che sar l'et futura, secondo le previsioni del signor Galileo Galilei! (Canta)

I carpentieri si faranno la casa,

e non banchi di chiesa

e i ciabattini se ne andranno

per strada con le scarpe ai piedi.

E scacceranno i rustici

dalle lor terre i nobili

e il latte al prete non lo porteranno

ma lo daranno ai piccoli.

Brutta storia! Non cosa da poco:

il libero pensiero attaccaticcio

come un'epidemia.

Dolce la vita, l'uomo irragionevole

e tanto per cambiare

far quel che ci talenta assai piacevole!

moglie del cantastorie

Per quel che mi riguarda

anch'io vorrei cambiare:

bel ragazzo, stasera

ci vogliamo incontrare?

cantastorie

No, no, per carit, Galileo fermati!

Il libero pensiero attaccaticcio

come un'epidemia.

Ognuno ha da serbare il proprio rango,

chi in vetta e chi nel fango:

e fate a vostro grado, gente mia!

a due

Pover'uomo che dall'et remota

obbedisci al Vangelo e a chi governa

e porgi rassegnato l'altra gota

per conquistar la ricompensa eterna,

non obbedire pi, diventa saggio:

tempo ormai di vivere ciascuno a suo vantaggio!

cantastorie Rispettabili cittadini, mirate la strepitosa scoperta di Galileo Galilei, ossia la terra che gira intorno al sole! (Picchia energicamente sul tamburo).

La donna e la bambina si fanno avanti: la donna regge una grossolana riproduzione del sole, e la bambina, tenendo sulla testa una zucca raffigurante la terra, si mette a girarle intorno. Il cantastorie addita con gesto magniloquente la bambina, come se stes se per compiere un pericoloso salto mortale, mentre non fa che avanzare a passi sobbalzanti, obbedendo al rullare cadenzato del tamburo. Nuovo tambureggiare dietro le quinte.

voce stentorea (annuncia) La processione!

Entrano due uomini cenciosi tirando un carrettino: su un trono da burla sta seduto il Granduca di Firenze con una corona di cartapesta, vestito di tela di sacco, scrutando il cielo col telescopio. Sopra il trono, un cartello: In cerca di guai . Quindi, a passo di marcia, entrano quattro uomini mascherati che reggono una grande coperta. Si fermano e fanno rimbalzare in aria un fantoccio raffigurante un cardinale. Un nano, da un lato, innalza un altro cartello con la scritta: La nuova era . In mezzo alla folla, un accattone si erge sulle stampelle e con esse picchia il suolo a ritmo di danza, finch stramazza con fracasso. Appare un fantoccio di grandezza superiore all'umana, Galileo Galilei, che s'inchina verso il pubblico. Davanti a lui un bimbo porta una gigantesca Bibbia aperta, dalle pagine cancellate.

cantastorie Ecco Galileo Galilei, l'ammazza-Bibbia!

Grandi risate della folla.


XI.

1633: l'Inquisizione convoca a Roma lo scienziato

universalmente noto.

In basso fa caldo, in alto fa freddo,

rumorosa la via, silenziosa la corte.

Vestibolo e scala del Palazzo Medici in Firenze.

Galileo e sua figlia attendono di essere ammessi alla presenza del Granduca.

virginia Ci fanno aspettare.

galileo Gi.

virginia Guarda, c' ancora quell'uomo che ci ha seguiti fin qui. (Indica un individuo che passa davanti a loro senza guardarli).

galileo (la cui vista indebolita) Non lo conosco.

virginia L'ho gi visto spesso, in questi giorni. Mi d i brividi.

galileo Sciocchezze. Siamo a Firenze, non tra i banditi della Corsica.

virginia Sta scendendo il rettore Gaffone.

galileo Quello s che mi fa paura. un attaccabottoni idiota.

Gaffone, il rettore dell'universit, discende la scala. Alla vista di Galileo preso da visibile sgomento; passa impettito davanti ai due tenendo la testa rigidamente voltata dall'altra patte e facendo appena un lievissimo cenno di saluto.

galileo Che cosa gli preso? Anche oggi i miei occhi vanno male. Ci ha salutati o no?

virginia Appena. (Pausa). Che c' nel tuo libro? Potranno accusarlo di eresia?

galileo Tu bazzichi troppo la chiesa. E a furia di alzarti all'alba e di correre a messa, ti rovini la carnagione. Preghi per me, non vero?

virginia Ecco mastro Vanni, il fonditore: quello a cui hai fatto il progetto per l'officina. Ricordati di ringraziarlo delle quaglie che ci ha mandato.

Un uomo ha disceso la scala.

galileo Grazie ancora per le quaglie, mastro Vanni. Erano eccellenti.

vanni Stavano parlando di voi, di sopra. Tutto questo subisso di nuovi libelli contro la Bibbia, dicono che colpa delle vostre dottrine.

galileo Non so niente di libelli, io. Le mie letture preferite sono la Bibbia e Omero.

vanni Sar. Be', approfitto dell'occasione per dirvelo: noi artieri teniamo dalla vostra. Io dei moti delle stelle non me n'intendo molto; ma per me voi siete l'uomo che difende la libert d'imparare cose nuove. Per esempio, quel coltivatore meccanico che hanno in Germania e che voi mi avete descritto... E a Londra, solo in quest'ultimo anno, sono stati pubblicati cinque volumi di agricoltura. Potessimo almeno trovare un libro che ci parlasse dei canali d'Olanda! Quelli che mettono i bastoni tra le ruote a voi, sono gli stessi che proibiscono aimedici di Bologna di sezionare i cadaveri per le loro ricerche.

galileo Vi sentiranno, Vanni!

vanni Lo spero bene. Sapete che ad Amsterdam e a Londra hanno, nientemeno, il mercato del denaro? E anche scuole d'arti e mestieri, e fogli di notizie, che escono regolarmente. Qui non c' nemmeno la libert di guadagnare! I signori ce l'hanno con le fonderie: dicono che mettendo insieme tanti operai si favorisce l'immoralit dei costumi! Io sar sempre dalla parte di uomini come voi, signor Galilei. E se a qualcuno venisse in mente di darvi delle noie, ricordatevelo: avete amici in tutte le industrie, tutte le citt dell'Italia superiore sono con voi.

galileo Ma, per quello che so, non c' nessuno che voglia farmi del male.

virginia No?

galileo No.

vanni A mio giudizio, fareste meglio a partire per Venezia: ci sono meno tonache. Di l, potrete dar battaglia. Se volete, ho una carrozza e dei cavalli.

galileo Non sono fatto per la vita del fuggiasco. Mi piacciono le mie comodit.

vanni Certo. Ma da quello che ho sentito di sopra, si tratta di non perder tempo. Ho l'impressione che qui a Corte si sentirebbero molto sollevati, se proprio oggi non foste a Firenze.

galileo Ma per carit! Il Granduca mio discepolo. E se ci fosse qualcuno che volesse tendermi un laccio, il Papa risponder chiaro e tondo di no.

vanni Signor Galilei, mi pare che non sappiate distinguere i vostri amici dai vostri nemici.

galileo So distinguere il potere dall'impotenza. (Bruscamente si discosta).

vanni Come volete. Buona fortuna. (Esce).

galileo (tornando verso Virginia) Basta che uno patisca ingiustizie perch mi scelga per capo spirituale! E soprattutto nei momenti in cui pi mi nuoce! Ho scritto un libro sulla meccanica del firmamento, ecco tutto. Quello poi che gli altri vogliono farne o non farne, non affar mio.

virginia (a voce alta) Se la gente sapesse quanto hai disapprovato le pagliacciate dell'ultimo carnevale in tutte le citt d'Italia!

galileo S: offrire il miele a un orso vuoi dire perdere il braccio, se l'orso affamato.

virginia (sottovoce) stato il Granduca a dirti di venire, oggi?

galileo No, sono stato io a chiedergli udienza. Sar lieto di ricevere il libro: l'ha pagato. Chiedi a quel commesso, protesta perch ci fanno aspettare.

virginia (seguita dall'individuo, va a parlare al commesso) Signor Mincio, Sua Altezza informata che mio padre desidera parlarle?

commesso Che ne so io?

virginia Non questo il modo di rispondere.

commesso Ah no?

virginia Potreste essere pi cortese. (Il commesso le volta a mezzo le spalle, sbadiglia e guarda l'individuo. Virginia tornando indietro) Ha detto che il Granduca ancora occupato.

galileo Ho sentito che parlavi di cortesia. A che proposito?

Virginia Loringraziavo della sua cortese informazione, nient'altro. Non faresti meglio a lasciare qui il libro? Stai perdendo tempo!

gai.ileo Davvero che comincio a chiedermi che valore ha, questo mio tempo. Pu darsi che accetti l'invito di Sagredo e me ne vada per qualche settimana a Padova. La mia salute lascia a desiderare.

virginia Credi che riusciresti a vivere senza i tuoi libri?

galileo Una o due casse di vino siciliano, nella carrozza, ci starebbero.

virginia Ma non m'hai sempre detto che non resiste a essere trasportato? E la Corte ti deve ancora tre mesi di stipendio! Non te li spedirebbero, siine certo.

galileo vero.

Il Cardinale Inquisitore discende la scala.

virginia Il Cardinale Inquisitore.

L'Inquisitore passa davanti a Galileo e s'inchina cerimoniosamente.

virginia Babbo, che venuto a fare a Firenze il Cardinale Inquisitore?

galileo Non so. Ma hai visto? Per nulla scortese. Sapevo bene quel che facevo, quando decisi di trasferirmi a Firenze e di starmene zitto per tanti anni! Mi hanno colmato di elogi a tal punto, che adesso hanno da prendermi per quello che sono.

commesso (annuncia a voce alta) Sua Altezza il Granduca.

Cosimo de' Medici discende la scala; Galileo gli va incontro. Cosimo si ferma, con aria un po' impacciata.

galileo Desideravo umiliare a Vostra Altezza i miei dialoghi dei due massimi...

cosimo Bene, bene. Come vanno i vostri occhi?

galileo Cos cosi. Col permesso di Vostra Altezza, vorrei mostrarle...

cosimo La salute dei vostri occhi mi sta grandemente a cuore. Davvero, grandemente. Temo che abbiate guardato troppo a lungo e troppo sovente in quel vostro portentoso cannone; o sbaglio? (Si allontana, senza prendere il libro).

galileo Non ha preso il libro, eh?

virginia Babbo, ho paura.

galileo (sottovoce, deciso) Fa' come se nulla fosse. Non torniamo a casa, andiamo da Volpi, il vetraio. Mi sono messo d'accordo con lui: nel cortile della taverna accanto, c' sempre pronto un carro con delle botti vuote, se voglio uscire di citt.

virginia Sapevi...

galileo Non voltarti.

Fanno per avviarsi.

un alto funzionario (scendendo la scala) Signor Galilei, ho l'incarico d'informarvi che la Santa Inquisizione ha richiesto di interrogarvi a Roma e che la Corte granducale non pi in grado di opporre un rifiuto. La carrozza della Santa Inquisizione vi aspetta, signor Galilei.


XII.

Il Papa.

Una stanza del Vaticano.

Papa Urbano VIII - l'ex Cardinale Barberini - durante la vestizione sta dando udienza al Cardinale Inquisitore. Dall'esterno si ode un forte scalpiccio e trepestio.

papa (a voce altissima) No, no e no!

inquisitore Dunque, Vostra Santit si prepara davvero a dire ai suoi dottori di ogni facolt, ai rappresentanti degli ordini ecclesiastici e del clero tutto, qui convenuti con la loro ingenua fede nella parola di Dio tramandata dalla Scrittura, per udire dalla Santit Vostra la conferma di quella loro fede: si prepara dunque a dir loro che non si deve pi credere alla Bibbia?

papa Non voglio mettermi contro la tavola pitagorica. Questo poi no!

inquisitore Contro la tavola pitagorica o contro lo spirito del dubbio e dell'insubordinazione? Sono costoro che invocano la tavola pitagorica; ma ben altro, noi lo sappiamo. Il mondo percorso da un'inquietudine nefanda; e l'inquietudine dei loro cervelli, costoro la trasferiscono alla terra, alla terra immobile. Le cifre parlano chiaro : questo, il loro grido di battaglia! Ma donde provengono quelle cifre? presto detto: dal dubbio. Loro mettono in dubbio ogni cosa; e possiamo noi fondare la compagine umana sul dubbio anzich sulla fede? Tu sei il mio Signore, ma dubito che ci sia giusto . Questa la casa del mio vicino, questa la moglie del mio vicino, ma dubito che non possano essere mie . Ed ecco, d'altro canto, l'amore di Vostra Santit per le arti fitto oggetto di frizzi ingiuriosi, come quello che si legge sui muri delle case romane: Ci che non fecero i barbari, fecero i Barberini! E fuori d'Italia? Dio ha creduto di sottoporre a dure prove il Sacro Soglio. V' gente di corte vedute che non capisce la politica condotta da Vostra Santit in Spagna, che deplora il dissidio con l'Imperatore. Da tre lustri la Germania un banco da macello, dove ci si scanna a suon di citazioni della Bibbia. E ora che la peste, la guerra e la Riforma hanno ridotto il gregge cristiano a piccoli frantumi sparuti, per tutta l'Europa corre la voce che voi, in segreta combutta con i luterani svedesi, vi proponete d'indebolire l'Imperatore cattolico. E proprio adesso cotesti vermi di matematici volgono i loro cannocchiali al cielo e annunciano al mondo che anche qui, anche in quest'unico spazio che ancora non vi si contestava, Vostra Santit si trova a mal partito. lecito chiedersi: come mai tanto improvviso interesse per una scienza remota come l'astronomia? Che importanza pu avere il modo in cui quelle sfere girano? Ma in Italia, in questo paese dove tutti, fino all'ultimo degli stallieri, vanno ciarlando delle fasi di Venere sul funesto esempio di quel fiorentino, non v' nessuno che non pensi in pari tempo anche a tutto quello che si dichiara incontestabile nelle scuole e in altri luoghi, e che riesce cos sgradito! Che succederebbe se tutti costoro, deboli nella carne, inclini ad ogni eccesso, tenessero per valida istanza solo la loro ragione, come va predicando quel forsennato? Una volta che dubitassero se il sole si sia davvero fermato in Gaban, i loro sporchi dubbi potrebbero estendersi anche alle questue! Da quando si avventurano sugli oceani - e a questo non vi nulla da obiettare - tutta la loro fiducia va ad una pallina d'ottone che chiamano bussola, non pi all'onnipotenza di Dio! Questo Galilei fin da giovane si occup di macchine. Con le macchine pensano di far miracoli : ma quali? Di Dio non sentono pi bisogno; ma che sortii di miracoli saranno? Per esempio, non si deve pi par lare di alto e di basso: a loro non serve pi. Aristotele, che per tutto il resto considerano alla stregua di una vecchia ciabatta, ha detto (e questo lo citano): Se la spola del telaio girasse da sola, se il plettro della cetra suonasse da s, i maestri non avrebbero pi bisogno di aiutanti, n i padroni di servi . Ed quello che sta avverandosi, pensano. Quel malvagio sa ci che fa, quando scrive le sue opere d'astronomia non pi in latino, ma nell'idioma volgare delle pescivendole e dei lanaioli!

papa S, non stata una prova di buon gusto. Glielo dir.

inouisitore un sobillatore, un corruttore. I porti d'Italia sempre pi insistentemente chiedono, per le loro navi, le carte astronomiche del signor Galilei. Bisogner acconsentire: si tratta d'interessi materiali.

papa Ma quelle carte precisamente poggiano sulle sue affermazioni eretiche! Si tratta proprio dei moti di quelle stelle che, se non si ammette la sua dottrina, non possono esistere. Se si condanna la teoria, impossibile accettarle per buone!

inquisitore E perch no? Non si pu fare altrimenti.

papa Tutto questo scalpiccio mi da ai nervi. Perdonate, pi forte di me.

inquisitore Possa questo scalpiccio esser pi eloquente delle mie povere parole, Santit. Pensate: se tutti costoro dovessero tornarsene a casa col dubbio nel cuore!

papa Ma insomma, quell'uomo il pi grande fisico dei nostri tempi, il luminare d'Italia, non un arruffone qualunque! Ha degli amici potenti. Che diranno a Versailles? E alla Corte di Vienna? Che la Chiesa diventata un ricettacolo di marci pregiudizi! Non lo toccate!

inquisitore In pratica, non occorrer andar molto lontano. un uomo della carne. Capitoler subito.

papa Non ne ho mai visto un altro cos capace di godimento. Il pensiero stesso, in lui, una manifestazione di sensualit. Davanti a un vino vecchio come a un pensiero nuovo, non sa dir di no. E poi, non voglio condanne di fatti materiali. Non voglio che si senta gridare da una parte viva la Chiesa! e dall'altra viva la ragione! Ho dato il beneplacito al suo libro, a patto che concludesse col riconoscimento che l'ultima parola non spetta alla scienza, ma alla fede. E lui ha tenuto il patto.

inquisitore S, ma come? Nel suo libro discutono un uomo sciocco, che naturalmente sostiene le teorie di Aristotele, e un uomo intelligente che, non meno naturalmente, sostiene quelle del signor Galilei; e chi dei due, Santit, che pronuncia l'ultima parola?

papa Che volete ancora? Insomma, chi esprime il nostro pensiero?

inquisitore Non l'intelligente.

papa Davvero? Che sfacciato! Insomma, questo scalpiccio nei corridoi insopportabile. Tutto il mondo convenuto qui?

inquisitore Non tutto il mondo, Santit: la sua parte migliore.

Pausa. Il Papa ormai adorno di tutto punto.

papa Al massimo al massimo, lo si porti davanti agli strumenti.

inquisitore Non occorrer altro, Santit. Galilei di strumenti, se ne intende.


XIII.

22 giugno 1633: Galileo Galilei rinnega davanti all'Inquisizione la sua dottrina della rotazione della terra.

E fu un giorno di giugno, che presto pass

e fu un giorno importante per me e per te.

La ragione usci fuori dalle tenebre

e tutto un giorno stette dinanzi alla porta.

Palazzo dell'ambasciata fiorentina a Roma.

I discepoli di Galileo sono in attesa di notizie. Frate Fulgenzio e Federzoni giocano a scacchi secondo il nuovo metodo, con grandi spostamenti dei pezzi. Virginia, inginocchiata in un angolo, recita avemarie.

fulgenzio Il Papa non ha voluto concedergli udienza: niente pi discussioni scientifiche!

federzoni Era la sua ultima speranza... Glielo aveva ben detto, tanti anni fa, a Roma, quando era ancora il Cardinale Barberini: tu ci sei necessario! Adesso lo hanno, e se lo tengono stretto.

andrea Lo uccideranno. Non terminer i Discorsi delle nuove scienze .

federzoni (lanciandogli un'occhiata di straforo) Lo credi davvero?

andrea Non abiurer mai.

Pausa.

fulgenzio Quando la notte non si riesce a dormire, succede che il cervello continua a mulinare dei pensieri senza importanza. Stanotte, per esempio, non ho fatto che pensare: non avrebbe mai dovuto lasciare la Repubblica Veneta.

andrea Ma l non poteva scrivere il suo libro.

federzoni E a Firenze non poteva pubblicarlo.

Pausa

fulgenzio E pensavo anche: se almeno gli permettessero di tenere con s il suo sassolino, il richiamo alla ragione , quello che porta sempre in tasca!

federzoni Eh! Di tasche, l dentro, non se ne parla.

andrea (con un grido) No, non oseranno farlo! E anche se glielo faranno, lui non abiurer. Chi non conosce la verit uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, un delinquente!

federzoni Non lo credo neanch'io, e preferirei non vivere pi, se lui abiurasse. Ma quelli hanno la forza.

andrea La forza non pu tutto.

federzoni Forse.

fulgenzio (sottovoce) Da ventitre giorni carcerato. Ieri c' stato il grande interrogatorio. E oggi c' il consiglio.

(Avvedendosi che Andrea lo sta ascoltando, alza la voce) Quando venni qua a trovarlo, due giorni dopo il decreto, eravamo seduti li fuori, ed egli mi mostr il piccolo Priapo presso la meridiana del giardino - lo vedete l? - e paragon la sua opera ad una poesia di Orazio, perch anche in essa non c'era nulla da cambiare. Mi parl del suo senso della bellezza, che lo spingeva alla ricerca della verit. E mi cit il motto: Hieme et aestate, et prope et procul, usque dum vivam et ultra : e pensava alla verit.

andrea (a Fulgenzio) Gli hai detto che aria di sfida aveva al Collegio Romano, mentre quelli esaminavano il suo cannocchiale? (Fulgenzio scuote il capo). Si comportava come se nulla fosse. Si teneva le mani sul didietro, sporgeva in fuori la pancia e ripeteva: Vi prego, signori, ragionate un poco!

(Ridendo, imita Galileo).

Pausa.

andrea (alludendo a Virginia) Prega perch abiuri.

federzoni Lasciala stare. Da quando quelli l l'han fatta parlare, non sa pi dove ha la testa e dove i piedi.

Entra l'individuo losco di Palazzo Medici.

individuo Il signor Galilei sar qui tra poco. Forse avr bisogno di un letto.

federzoni Lo hanno rilasciato?

individuo previsto che il signor Galilei abiuri alle cinque, in una seduta dell'Inquisizione. Nello stesso istante suoner la grande campana di San Marco e verr grillato in pubblico il testo dell'abiura.

andrea Non ci credo.

individuo Il signor Galilei sar portato qui, all'uscita del giardino dietro il palazzo, per evitare assembramenti nelle strade. (Via).

Pausa.

andrea (improvvisamente, a voce alta) La luna una terra ed priva di luce propria. E Venere pure priva di luce propria ed simile alla terra e si muove intorno al sole. E quattro lune girano intorno al pianeta Giove, che si trova all'altezza delle stelle fisse e non fissato su una calotta. E il sole il centro del mondo e sta immobile nel suo luogo, e la terra non il centro e non immobile. E tutto questo, egli ce lo ha mostrato.

fulgenzio E la forza non pu fare che un uomo non veda ci che ha visto.

Silenzio.

federzoni Sono le cinque.

Virginia prega pi forte.

Non riesco pi a star fermo, no! Stanno uccidendo la verit.

(Si tappa gli orecchi con le dita. Frate Fulgenzio lo imita).

Ma la campana non suona. Dopo una pausa, riempita dal mor-morio delle preghiere di Virginia, Federzoni scuote la testa, in legno di diniego. Gli altri due abbassano le mani.

federzoni (rauco) Niente! Le cinque e tre minuti.

andrea Non cede.

fulgenzio Non abiura

federzoni No. Dio sia lodato!

Si abbracciano, deliranti di gioia.

andrea Dunque, la forza non basta! Non pu arrivare dove vuole! Dunque, la stupidit vinta e non invincibile! E l'uomo non teme la morte!

federzoni Oggi ha davvero inizio l'era della scienza: questo il momento della sua nascita. Pensa, se avesse abiurato!

fulgenzio Io non parlavo, ma ero all'agonia. O uomo di poca fede!

andrea Io invece lo sapevo.

federzoni Sarebbe stato come se dall'aurora fossimo ripiombati nella notte.

andrea Come se la montagna avesse detto: io sono acqua.

fulgenzio (s'inginocchia piangendo) Dio, ti ringrazio!

andrea Ma oggi tutto cambiato! L'umanit umiliata solleva la testa e dice: finalmente posso vivere! Questo quel che si ottiene, quando un uomo si alza in piedi e dice di no!

In questo istante si odono i rintocchi della campana di San Marco, Tutti restano impietriti.

virginia (balzando in piedi) La campana di San Marco! Non dannato!

Dalla via si ode un banditore leggere l'abiura di Galileo.

voce del banditore Io, Galileo Galilei, lettore di matematiche nell'Universit di Firenze, pubblicamente abiuro la mia dottrina che il sole il centro del mondo e non si muove, e che la terra non il centro del mondo e si muove. Con cuor sincero e fede non finta abiuro, maledico e detesto i suddetti errori ed eresie, e qualunque altro errore, eresia e setta contraria alla Santa Chiesa .

La scena si oscura. Quando torna la luce, si odono ancora i rintocchi della campana, che per cessano subito. Virginia uscita; i tre discepoli di Galileo sono sempre in scena.

federzoni Non t'ha mai pagato decentemente per il tuo lavoro! Non sei mai riuscito a pubblicare un libro tuo, e neanche a comprarti un paio di calzoni. Ecco il bel guadagno che hai fatto a lavorare per la scienza !

andrea (forte) Sventurata la terra che non ha eroi!

Galileo entrato. Il processo lo ha trasformato radicalmente, fin quasi a renderlo irriconoscibile. Ha udito le parole di Andrea. Per alcuni istanti si ferma sulla soglia, aspettando un saluto. Ma poich nessuno lo saluta, anzi i discepoli si allontanano da lui, egli avanza lentamente, col passo incerto di chi ci vede male, fino al proscenio; qui trova uno sgabello e si siede.

andrea Non posso guardarlo. Fatelo andar via.

federzoni Sta' calmo.

andrea (grida a Galileo) Otre da vino! Mangialumache! Ti sei salvata la pellaccia, eh? (Si siede) Mi sento male.

galileo (calmo) Dategli un bicchier d'acqua.

Frate Fulgenzio esce e rientra portando un bicchier d'acqua ad Andrea. Nessuno mostra di accorgersi della presenza di Galileo, che siede in silenzio, nell'atto di ascoltare. Giunge di nuovo, da pi lontano, il grido del banditore.

andrea Adesso riesco a camminare, se mi aiutate un po'.

Gli altri due lo sorreggono fino all'uscita. In questo momento Galileo incomincia a parlare.

galileo No. Sventurata la terra che ha bisogno di eroi.

ragazzo (legge davanti al sipario) Chi non vede come un cavallo cadendo da una altezza di tre braccia o quattro si romper l'ossa, ma un cane da una tale e un gatto da una di otto o dieci, non si far mal nissuno, come n un grillo da una torre, n una formica precipitandosi dall'orbe lunare? La natura non potrebbe fare un cavallo grande per venti cavalli, n un gigante dieci volte pi alto di un uomo, se non o miracolosamente o con l'alterar assai le proporzioni delle membra e in particolare dell'ossa, ingrossandole molto e molto sopra la simmetria dell'ossa comuni. Il creder parimente che nelle macchine artifiziali egualmente siano fattibili e conservabili le grandissime e le piccole, errore manifesto .

XIV.

1633-1642: Galileo Galilei vive fino alla morte in una villa dei dintorni di Firenze, prigioniero del l'Inquisizione. I Discorsi delle nuove scienze .

Dal milleseicentotrentatre

al milleseicentoquarantadue:

Galileo Galilei prigioniero della Chiesa

fino alla morte.

Grande stanza con una tavola, un seggiolone di cuoio e un mappamondo.

Galileo, vecchio e quasi cieco, intento ad un esperimento con una pallina lignea, che fa correre su una guida ricurva, anch'essa di legno; nell'anticamera seduto un frate di guardia. Si ode bussare alla porta. Il frate apre; entra un contadino con in mano due oche spennate. Dalla cucina sopraggiunge Virginia, ormai sulla quarantina.

contadino Devo consegnare queste.

virginia Da parte di chi? Io non le ho ordinate.

contadino Mi han detto di dire che da parte di uno di passaggio. (Via).

Virginia osserva stupita le oche. Il frate gliele toglie di mano e le esamina con diffidenza, poi, soddisfatto, gliele restituisce. Virginia, reggendole per i colli, le porta nella stanza principale a Galileo.

virginia Uno di passaggio ha fatto portare queste in regalo.

galileo Che roba ?

virginia Non riesci a vederle?

galileo No. (Si avvicina) Oche. C' qualche nome?

virginia No.

galileo (prendendogliene una di mano) Grossa. Potrei subito mangiarne un pezzetto.

virginia Ma non puoi gi aver fame: hai appena cenato! E siamo daccapo, coi tuoi occhi? Dalla tavola avresti dovuto vederle!

galileo Stavi nell'ombra.

virginia No, che non stavo nell'ombra. (Porta fuori le oche).

galileo Cuocile col pepolino e le mele.

virginia (al frate) Dovremo chiamare ancora l'oculista. Non riusciva a vedere le oche dalla tavola.

frate Chieder il permesso a Monsignor Carpula... Scrive ancora qualche volta?

virginia No. Il libro, lo sapete, me l'ha dettato. Le due pagine che vi ho dato, 131 e 132, erano le ultime.

frate una vecchia volpe.

virginia Non trasgredisce nessun precetto. Il suo pentimento sincero, e ci sono io che lo sorveglio. (Gli d l'oca) Dite in cucina che mettano ad arrostire il fegato con una mela e una cipolla. (Torna nella stanza grande) E ora prendiamo cura dei nostri occhi. Basta con cotesta pallina. Continua un poco a dettarmi la nostra lettera settimanale all'arcivescovo.

galileo Non mi sento. Leggimi un po' d'Orazio.

virginia Monsignor Carpula (tanta riconoscenza gli dobbiamo, lo sai? Anche gli ortaggi arrivati ieri! ) mi diceva la settimana scorsa, che l'arcivescovo gli chiede sempre se ti son piaciute le meditazioni e le citazioni che lui ti manda. (Si seduta, preparandosi a scrivere sotto dettatura).

galileo A che punto eravamo?

virginia Al quarto capoverso: In merito al giudizio espresso dalla Santa Chiesa circa i tumulti seguiti nell'Arsenale di Venezia, approvo il modo tenuto dal Cardinale Spoletti verso i funari sediziosi...

galileo Gi. (Detta) Approvo il modo tenuto dal Cardinale Spoletti verso i funari sediziosi, ossia ritengo che valga meglio distribuire loro buone minestre in nome della cristiana carit anzi che pagar di pi le lor gomene da navi e funi da campane: conciossiach appaia preferibile rafforzar in essi la fede anzi che la sete di guadagno. Dice San Paolo Apostolo che la beneficenza non fallisce mai il suo scopo... Che ti sembra?

virginia Bellissimo, babbo.

galileo Non rischia di essere preso come ironia?

virginia No. Piacer all'Arcivescovo. un uomo pratico, lui.

galileo Mi fido del tuo giudizio. Che c' d'altro?

virginia Una massima stupenda: Quando sono debole, allora sono pi forte.

galileo Nessun commento.

virginia Ma perch no?

galileo Continua a leggere.

virginia Acciocch possiate conoscere come la carit di Cristo assai superiore sia ad ogni conoscenza . San Paolo, Epistola agli Efesii, III, 19.

galileo Specialissime grazie rivolgo all'Eminenza Vostra per la meravigliosa citazione dell'Epistola agli Efesii: dalla quale, nella nostra inimitabile Imitazione, fui mosso a rinvenire ci che segue (cita a memoria): Colui che ascolta l'Eterna Parola libero da molte domande . Se mi consentito a tal proposito far cenno dei casi miei, osservo che tuttora mi si fa colpa di avere scritto in passato un libro sui corpi celesti nella lingua dei commerci. Non gi che io intendessi con ci proporre o approvare l'usanza di scrivere libri su materie di ben maggior levatura, come verbigrazia la teologia, nel gergo dei pastai. L'argomento a sostegno dell'uso del latino nella messa, ossia che l'universalit di quella lingua permette a tutti i popoli di assistere nella medesima guisa al Divin Sacrificio, non mi sembra molto ben scelto, inquantoch gl'incorreggibili detrattori potrebbero obiettare che in tal modo nessun popolo capir mai le parole delsacerdote. Ritengo si debba di buon grado rinunziare alla agevole comprensione delle cose sacre. Il latino dei pulpiti, che protegge l'eterna verit della Chiesa contro la bassa curiosit degli ignari, suscita un senso di confidenza se pronunciato da ecclesiastici di umile origine con l'accento del dialetto locale... No, cancella.

virginia Tutto?

galileoDal gergo dei pastai in poi!

Si ode bussare alla porta. Virginia va nell'anticamera. Il frate apre: entra Andrea Sarti, ormai uomo adulto.

andrea Buonasera. Sono in viaggio. Lascio l'Italia, vado In Olanda dove continuer ad occuparmi di scienza. Mi hanno chiesto di passare a fargli visita per poter dare sue notizie.

virginiaNon so se vorr vederti. Non sei pi venuto.

andrea Chiediglielo.

Galileo ha riconosciuto la voce: rimane seduto, immobile. Virginia rientra.

galileo E Andrea?

virginiaS. Debbo mandarlo via?

galileo (dopo una pausa) Fallo entrare.

Virginia fa entrare Andrea.

virginia (al frate) Non c' da preoccuparsi. Era un suo discepolo, perci ora suo nemico.

galileo Virginia, lasciami solo con lui.

virginia Voglio sentire che cos'ha da raccontarti. (Si siede).

galileo Avvicinati. Che fai di bello? Parlami del tuo lavoro. M'han detto che ti stai occupando di idraulica.

andrea Fabricius mi ha scritto da Amsterdam pregandomi d'informarmi della vostra salute.

Pausa.

Sto bene. Tutti hanno molte attenzioni per me.

andrea Sar contento di poterlo informare che state bene.

galileo Fabricius ne avr piacere. E informalo anche che vivo con una certa comodit. Grazie al mio profondo pentimento ho ottenuto il favore dei miei superiori, tanto che mi hanno concesso, sia pure entro limiti ristretti sotto il controllo ecclesiastico, di dedicarmi ai miei studi di scienza.

andrea Gi. Anche a noi giunta notizia che la Chiesa contenta di voi: la vostra totale sottomissione ha sortito gli effetti sperati. Si assicura che i suoi capi hanno constatato con viva soddisfazione che, da quando vi siete sottomesso, in Italia non pi apparso un solo scritto contenente nuove tesi scientifiche.

galileo (l'orecchio teso) Purtroppo ci sono paesi che non vivono sotto l'ala protettrice della Chiesa. Non vorrai dirmi che laggi quelle fallaci dottrine vengono ancora professate?

andrea Anche l, la vostra abiura ha provocato un contraccolpo salutare per la Chiesa.

galileo Davvero? (Pausa). Nessuna notizia da Cartesio? Da Parigi?

andrea S. Avuta notizia della vostra abiura, ha chiuso nel cassetto il suo trattato sulla natura della luce.

Lunga pausa.

galileo Sono preoccupato per alcuni scienziati miei amici, che furono da me indotti in errore. Hanno tratto giovamento dal mio esempio ?

andrea Per poter lavorare, ho deciso di recarmi in Olanda. Non si permette al bue ci che Giove non si permesso.

galileo Capisco.

andrea Federzoni si rimesso a limare lenti in una botteguccia a Milano.

galileo (ridendo) Non sa il latino, lui!

Pausa.

andrea Frate Fulgenzio ha abbandonato la ricerca scientifica ed rientrato nel grembo della Chiesa.

galileo Gi... (Pausa). Per me, i miei superiori prevedono un completo recupero delle energie spirituali. Sto compiendo progressi insperati.

andrea Ah.

virginia Sia lode a Dio.

galileo (burbero) Va' a occuparti delle oche, Virginia.

Virginia esce stizzita. Mentre passa per l'anticamera, il frate le rivolge la parola.

frate Quell'uomo non mi va.

virginia Non c' da preoccuparsi. Non sentite quello che dicono? (Uscendo) Ci hanno portato dei formaggini di capra, freschissimi.

Il frate la segue.

andrea Viagger tutta la notte, perch voglio passare il confine domattina all'alba. Ora vi lascio.

galileo Sarti, cosa sei venuto a fare? A turbarmi? Da quando sono qui, devo usare prudenza: nella vita e nei pensieri. Ho gi abbastanza ricadute!

andrea Non volevo davvero turbarvi, signor Galileo.

galileo Barberini li chiamava pruriti. Neanche lui ne andava del tutto esente. Ho ripreso a scrivere.

andrea Davvero?

galileo Ho terminato i Discorsi .

andrea Che? I Discorsi su due nuove scienze: la meccanica e la caduta dei gravi ? Qui?

galileo Oh, mi concedono l'uso di carta e penna. I miei superiori non sono degli sciocchi: sanno che i vizi radicati non si abbandonano da un momento all'altro. E mi proteggono da ogni spiacevole conseguenza col farsi congegnare ogni pagina che scrivo.

andrea Mio Dio!

galileo Dicevi?

andrea Vi lasciano pestar l'acqua nel mortaio! Vi danno carta e penna per tenervi buono! E voi, come avete potuto scrivere, con una simile prospettiva?

galileo Che vuoi? Sono schiavo delle mie abitudini.

andrea I Discorsi nelle mani dei frati! Quando ad Amsterdam, a Londra, a Praga venderebbero la camicia, per averli!

galileo Mi par di sentire Fabricius piagnucolare e picchiar colpi contriti sulla sua buona libbra di carne, mentre se ne sta al sicuro ad Amsterdam!

andrea Due nuove scienze praticamente perdute!

galileo Ma si sentir certamente sollevato, e non lui soltanto, nell'apprendere che ho messo a repentaglio gli ultimi miseri avanzi della mia pace domestica per farne una copia: di nascosto a me stesso, sto per dire, sfruttando, da sei mesi in qua, l'ultima oncia di luce delle notti pi chiare.

andrea Ne avete fatto una copia?

galileo La mia vanit mi ha finora impedito di distruggerla.

andrea Dov'?

galileo Se il tuo occhio ti d scandalo, strappalo : chi lo ha scritto, sapeva pi di me proteggere i suoi comodi. Ritengo che sia il colmo della follia il consegnarla ad altri; ma poich non sono stato capace di astenermi dal lavoro scientifico, tanto vale che ve la dia. l, dentro quel mappamondo. Se tu per caso meditassi di portarla in Olanda, sia chiaro che lo faresti sotto la tua piena responsabilit. In tal caso, l'avresti acquistata da una persona che ha accesso all'originale custodito presso il Sant'Uffizio.

Andrea si avvicinato al mappamondo. Ne toglie la copia del del manoscritto.

andrea I Discorsi ! (Sfoglia il manoscritto. Legge) mio proposito esporre una nuovissima scienza che tratta di un assai antico oggetto, il moto. Con l'aiuto di esperimenti ho scoperto alcune sue propriet che sono degne di essere conosciute .

galileo Dovevo pur impiegare in qualche maniera il mio tempo.

andrea Saranno i fondamenti di una nuova fisica!

galileo Nascondilo sotto il mantello.

andrea E noi pensavamo che aveste disertato! Io sono stato, di tutti, quello che pi vi ha dato addosso.

galileo Non mi pare ci sia nulla da ridire. Io ti ho insegnato la scienza e poi ho rinnegato la verit.

andrea Ma questo cambia tutto! Tutto!

galileo Davvero?

andrea Avete nascosto la verit! Contro il nemico. Anche sul terreno dell'etica ci precedevate di secoli.

galileo Spiegati, Andrea.

andrea Noi ripetevamo all'uomo della strada: Morir ma non abiurer. E voi siete tornato dicendoci: Ho abiurato, ma vivr. Noi allora: Vi siete sporcate le mani. E voi: Meglio sporche che vuote.

galileo Meglio sporche che vuote... Bello. Ha un suono di qualcosa di reale. Un suono che mi somiglia. Nuova scienza, nuova etica.

andrea Fra tutti, io avrei dovuto capirlo! Avevo undici anni, quando vendeste al Senato veneziano il telescopio che un altro vi aveva portato; e vidi come lo usaste per uno scopo immortale. Quando vi prosternaste al mocciosetto fiorentino, i vostri amici scossero il capo: ma lavostra scienza conquist un pi largo uditorio. Certo, vi siete sempre beffato degli eroismi. La gente che soffre mi annoia, - solevate dire; - la sfortuna generalmente dovuta a un errore di calcolo ; e quando ci si trova davanti un ostacolo, la linea pi breve tra due punti pu essere una linea curva .

galileoMi rammento.

andrea Poi, nel '33, quando credeste bene di ritrattare un punto delle vostre dottrine che era diventato popolare, dovevo capire che avevate semplicemente deciso di ritirarvi da una rissa politica ormai senza speranza, per continuare a dedicarvi al vero lavoro dello scienziato.

galileo Il quale consiste...

andrea ...Nello studio delle propriet del moto, padre delle macchine, che sole potranno rendere il mondo abitabile e ci permetteranno cos di demolire il cielo.

galileo Ah!

andrea Volevate guadagnar tempo per scrivere il libro che solo voi potevate scrivere. Se foste salito al rogo, se foste morto in un'aureola di fuoco, avrebbero vinto gli altri.

galileo Hanno vinto gli altri. E un'opera scientifica che possa essere scritta da un uomo solo, non esiste.

andrea Ma allora, perch avete abiurato?

galileo Ho abiurato perch il dolore fisico mi faceva paura.

andrea No!

galileo Mi hanno mostrato gli strumenti.

andrea Dunque non l'avete meditato?

galileo Niente affatto.

Pausa.

andrea (forte) La scienza non ha che un imperativo: contribuire alla scienza.

galileo E questo, l'ho assolto. Benvenuto allora nella mia sentina, caro fratello di scienza e cugino di tradimento! Vuoi comprare pesce? Ho pesce! E non il mio pesce che puzza, sono io. Io svendo, e tu acquisti. O irresistibile potere di questa merce consacrata, il libro! Gli basta guardarlo perch gli venga l'acquolina in bocca e ricacci gi tutti gl'improperi. La grande Babilonia, la scarlatta belva assassina, spalanca le cosce, ed ecco, tutto cambiato. Santificata sia la nostra congrega di trafficanti, di riverginatori e di tremebondi davanti alla morte!

andrea La paura della morte umana! E le debolezze umane non interessano la scienza.

galileo No !... Caro Andrea, anche nella mia attuale con dizione mi sento di orientarti un poco su tutto ci che interessa questa professione di scienziato, cui ti sei legato per l'esistenza.

Breve pausa.

galileo (con le mani professoralmente congiunte sull'adipe) Nel tempo che ho libero - e ne ho, di tempo libero - mi avvenuto di rimeditare il mio caso e di domandarmi come sar giudicato da quel mondo della scienza al quale non credo pi di appartenere. Anche un venditore di lana, per quanto abile sia ad acquistarla a buon prezzo per poi rivenderla cara, deve preoccuparsi che il commercio della lana possa svolgersi liberamente. Non credo che la pratica della scienza possa andar disgiunta dal coraggio. Essa tratta il sapere, che un prodotto del dubbio; e col procacciare sapere a tutti su ogni cosa, tende a destare il dubbio in tutti. Ora, la gran parte della popolazione tenuta dai suoi sovrani, dai suoi proprietari di terra, dai suoi preti, in una nebbia madreperlacea di superstizioni e di antiche sentenze, che occulta gli intrighi di costoro. Antica come le rocce la condizione dei pi, e dall'alto dei pulpiti e delle cattedre si suole dipingerla come altrettanto imperitura. Ma la nostra nuova arte del dubbio appassion il gran pubblico, che corse a strapparci di mano il telescopio per pun-tarlo sui suoi aguzzini. Cotesti uomini egoisti e prepo-tenti, avidi predatori a proprio vantaggio dei frutti della scienza, si avvidero subito che un freddo occhio scien-tifico si era posato su una miseria millenaria quanto artificiale, una miseria che chiaramente poteva essere eliminata con l'eliminare loro stessi; e allora sommersero noi sotto un profluvio di minacce e di corruzioni, tale da travolgere gli spiriti deboli. Ma possiamo noi ripu-diare la massa e conservarci ugualmente uomini di scienza?I moti dei corpi celesti ci sono divenuti pi chiari; ma i moti dei potenti restano pur sempre imperscrutabili ai popoli. E se la battaglia per la misurabilit dei cieli stata vinta dal dubbio, la battaglia della massaia romana per il latte sar sempre perduta dalla credulit. Con tutt'e due queste battaglie, Andrea, ha a che fare la scienza. Finch l'umanit continuer a brancolare nella sua nebbia millenaria di superstizioni e di venerande sentenze, finch sar troppo ignorante per sviluppare le tue proprie energie, non sar nemmeno capace di sviluppare le energie della natura che le vengono svelate. Che scopo si prefigge il vostro lavoro? Io credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell'esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all'intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza pu rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sar fonte che di nuovi triboli per l'uomo. E quando, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sar che un progressivo allontanamento dall'umanit. Tra voi e l'umanit pu scavarsi un abisso cos grande, che ad ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale... Nella mia vita di scienziato ho avuto una fortuna senza pari: quella di vedere l'astronomia dilagare nelle pubbliche piazze. In circostanze cos straordinarie, la fermezza di un uomo poteva produrre grandissimi rivolgimenti. Se io avessi resistito, i naturalisti avrebbero potuto sviluppare qualcosa di simile a ci che per i medici il giuramento d'Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza ad esclusivo vantaggio dell'umanit. cos stando le cose, il massimo in cui si pu sperare una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare per qualsiasi scopo. Mi sono anche convinto, Andrea, di non aver mai corso dei rischi gravi. Per alcuni anni ebbi la forza di una pubblica autorit; e misi la mia sapienza a disposizione dei potenti perch la usassero, o non la usassero, o ne abusassero, a seconda dei loro fini. (Virginia entrata con un vassoio: resta immobile ad ascoltare).

Ho tradito la mia professione; e quando un uomo ha fatto ci che ho fatto io, la sua presenza non pu essere tollerata nei ranghi della scienza.

virginia Babbo, hai il tuo posto nei ranghi della fede.

(Si fa avanti e posa il vassoio sulla tavola).

galileo Giusto. Ora debbo cenare. (Andrea gli tende la mano: Galileo la vede ma non la prende) Ormai anche tu insegni. Come puoi permetterti di stringere una mano come la mia? (Va verso la tavola) Oggi un viaggiatore di passaggio mi ha mandato due oche. Apprezzo sempre la buona mensa.

andrea Dunque, non pensate pi che sia cominciata una nuova era?

galileo Al contrario. Abbiti riguardo. Quando attraversi la Germania, riponi la verit sotto il mantello.

andrea (incapace di partire) Quanto al vostro giudizio sull'autore di cui abbiamo discorso, non so che rispondervi. Ma non posso credere che quella vostra crudele analisi sia l'ultima parola.

galileo Grazie, signore. (Comincia a mangiare).

virginia (accompagnando Andrea alla porta) Le visite degli amici del passato non ci fanno piacere. Lo mettono in agitazione.

Andrea esce. Virginia torna nella stanza.

galileo (mangiando) Non hai pensato chi pu aver mandato le oche?

virginia Andrea no.

galileo No, forse. Com' la notte?

virginia (alla finestra) Chiara.


XV.

1637: i Discorsi delle nuove scienze di Galileo oltrepassano i confini d'Italia.

Brava gente, meditate la fine:

la scienza fugg passando il confine.

Noi che abbiamo sete di sapere,

lui come me, restammo al di qua.

Custodite perci la luce della scienza,

fatene uso e non fatene spreco

perch non avvenga che una pioggia di fuoco

un giorno ci divori tutti quanti,

s, tutti quanti.

Cittadina italiana di confine.

Sono le prime ore del mattino. Alcuni ragazzetti giocano presso la sbarra della garitta di confine. Andrea, accanto ad un cocchiere, aspetta che le guardie confinarie abbiano esaminato i suoi documenti. Seduto su una cassa, intento alla lettura del manoscritto di Galileo. La vettura da viaggio ferma oltre la sbarra.

i ragazzi (cantano)

Maria sedeva su di un sasso,

la camicetta rosa addosso:

quella camicia, poverina,

com'era stinta e pallidina!

Ma quando il freddo inverno torn,

Maria la camicetta indoss:

sbiadito non vuol dir sdrucito!

guardia confinaria Perch lasciate l'Italia?

andrea Sono uno scienziato.

guardia (allo scrivano) Allora, sotto la voce: Motivo dell'espatrio , scrivi: scienziato. Devo esaminare i vostri bagagli. (Esegue).

primo ragazzo (ad Andrea) Fareste meglio a non star seduto l. (Indicando la capanna dinanzi alla quale sta seduto Andrea) Ci abita una strega, l dentro.

secondo ragazzo La vecchia Marina non una strega.

primo ragazzo Vuoi che ti sloghi una mano?

terzo ragazzo Altro, se una strega! Di notte vola per aria.

primo ragazzo E se non una strega, com' che in tutta la citt non le danno neppure un pentolino di latte?

seondo ragazzo Ma che volare per aria! Non c' nessuno che possa farlo. (Ad Andrea) O s?

primo ragazzo (alludendo al secondo) Giuseppe, lui. Non sa niente di niente. A scuola non ci va, non ha nemmeno un paio di calzoni sani!

guardia Che libro , quello l?

andrea (senza alzare gli occhi) Un libro del grande filosofo Aristotele.

guardia (diffidente) E chi ?

andrea Uno che morto.

I ragazzi, intanto, per canzonare Andrea che legge, gli girano intorno, fingendo anch'essi di leggere libri mentre camminano.

guardia Tu, guarda un po' se parla di religione.

scrivano (sfogliando) Non trovo nulla.

guardia Che sugo c', a frugare cosi? Chi ci verr mai a mostrare spontaneamente quel che vuole nascondere?

(Ad Andrea) Dovete firmare che abbiamo esaminato tutto.

Andrea si alza con molta calma e, sempre continuando a leggere, entra nella garitta con la guardia.

terzo ragazzo (allo scrivano, indicandogli la cassetta) C' qualcos'altro, avete visto? scriivano Quella? Ma prima non c'era?

terzo ragazzo Ce l'ha messa il diavolo! una cassa.

secondo ragazzo Ma no! di quello straniero!

terzo ragazzo Io non ci sarei entrato, l dentro. La vecchia, al cocchiere Passi, gli ha stregato i ronzini. Ho guardato io dal buco che la tormenta ha aperto nel tetto, e ho sentito benissimo che tossivano.

scrivano (che si era avvicinato alla cassa, esita e torna in dietro) Roba del diavolo, eh? Be', non si pu poi controllare tutto! Dove s'andrebbe a finire?

Ritorna Andrea, portando una brocca di latte; si rimette a sedere sulla cassetta e riprende a leggere.

guardia (che lo segue coi documenti) Richiudi le casse. C' tutto?

scrivano Tutto.

secondo ragazzo (ad Andrea) Dunque, siete uno scienziato. Ditemelo voi, allora: si pu volare per aria?

andrea Aspetta un momento.

guardia Passate pure.

Il cocchiere porta via i bagagli: Andrea prende la cassetta e fa per seguirlo.

guardia Un momento! E in questa cassetta?

andrea (tira fuori di nuovo il suo libro) Ci sono libri

primo ragazzo della strega.

guardia Sciocchezze ! Che magia si pu fare a una cassa?

terzo ragazzo Se ci mette lo zampino il diavolo...

guardia (ridendo) Qui serve a poco. (Allo scrivano) Su, aprila. (La cassetta viene aperta. Seccato) Quanti ce n'?

andrea Trentaquattro.

guardia (allo scrivano) Quanto tempo ti ci vorr?

scrivano (che ha incominciato a frugacchiare superficialmente dentro la cassetta) Tutta roba stampata. Per, allora, la colazione, me la salutate tanto. E io, quand' che riesco a fare una corsa di l? C' l'asta della casa del cocchiere Passi, e devo riscuotere tutti i pedaggi arretrati; ma se mi metto a scartabellare questo po' po' di libri...

guardia Eh no, quei soldi non dobbiamo perderli, (Smuove i libri col piede) Cosa vuoi che ci sia, l dentro!

(Al cocchiere) Su, porta via.

Andrea segue il cocchiere, che porta la cassetta di l dal confine: appena passato, infila nella borsa da viaggio il manoscritto di Galileo.

terzo ragazzo (indicando la brocca, lasciata l da Andrea) Guardate!

primo ragazzo E la cassetta gi dall'altra parte! Lo vedete se non c'era il diavolo?

andrea (voltandosi indietro) No, c'ero io: impara ad aprire gli occhi, tu. Il latte regolarmente pagato, e la brocca anche: sono per quella vecchia. E adesso s, posso-rispondere alla tua domanda, Giuseppe. Non si pu volare per aria su di un bastone, bisognerebbe che ci fosse dentro una macchina: ma una macchina cos non esiste ancora e forse non esister mai: perch l'uomo troppo pesante. Ma naturalmente, non si pu dire. Ne sappiamo troppo poco, Giuseppe, troppo poco. Davvero: siamo appena al principio.


SULLA VITA DI GALILEO 1

Premessa.

ben noto quale benefico influsso possa esercitare sugli uomini la convinzione di trovarsi alle soglie di un'epoca nuova. Il mondo che li circonda appare ai loro occhi imperfetto, suscettibile dei pi luminosi miglioramenti, pieno di possibilit gi intraviste e di altre mai prima sognate, docile cera in loro mano. Essi si sentono pieni di una freschezza mattinale, di forza, di inventiva. La fede corrente fino a quel momento viene trattata come superstizione, quanto ieri sembrava ovvio viene sottoposto a nuova indagine. Siamo stati dominati, dicono gli uomini, ma da ora in poi saremo i dominatori.

Nessun ritornello infiamm i lavoratori alla fine del secolo scorso con maggior forza del verso Muove con noi la nuova era 2; vecchi e giovani marciarono sotto la sua insegna, i pi poveri e stremati non meno di coloro che gi avevano conquistato qualche beneficio della civilt; tutti si sentivano giovani. E anche sotto il dominio dell'imbianchino si ebbe la misura dell'inaudita forza di suggestione di queste parole: anch'egli prometteva tempi nuovi. In quel momento tali parole mostrarono quanto erano vaghe e prive di contenuto. La loro indeterminatezza, che ora veniva sfruttata dai demagoghi, ne aveva da tempo esaurito ogni energia. L'epoca nuova fu ed qualcosa che investe tutto e nulla lascia inalterato, ma deve ancora rivelare il suo carattere; qualcosa in cui c' posto per ogni sogno, e che affermazioni troppo precise possono solo limitare. Si ama la fresca sensazione di ogni inizio, la condizione del pioniere; la figura dell'iniziatore piena di fascino. Si ama il sentimento di felicit di chi lubrifica una macchina nuova prima che essa dia prova della sua potenza; di chi in una vecchia carta geografica riempie uno spazio bianco, di chi sceglie il terreno per una casa nuova, per la propria casa.

Questo sentimento noto allo scienziato che fa una scoperta che cambier il mondo, all'oratore che compone un discorso tale da produrre una situazione nuova. Terribile il disinganno degli uomini quando scoprono, o credono di scoprire, di esser stati vittime di un'illusione, che il passato pi forte del presente, che i fatti non sono per loro ma contro di loro, che la loro epoca, l'epoca nuova, non ancora sorta. Allora essi soffrono come prima e assai pi di prima, perch ai loro sogni hanno sacrificato tante cose di cui ora avvertono la mancanza, si sono spinti troppo avanti ed ora vengono colti di sorpresa, il passato si vendica di loro. Lo scienziato o l'inventore, che prima di diffondere la sua scoperta uno sconosciuto, ma anche libero da persecuzioni, quando essa viene confutata e denigrata, diventa un truffatore e un ciarlatano, ahim anche troppo noto; e chi era oppresso e sfruttato, una volta soffocata la sua rivolta, diventa un sovversivo, condannato a speciali pene e repressioni. Al fervore segue allora lo spossamento, alla speranza forse esagerata una disperazione forse altrettanto esagerata. E chi non cade in preda al torpore e all'indifferenza, finisce peggio. Coloro in cui non si spenta la forza di agire per i propri ideali, la volgono ora contro quegli stessi ideali! Non c' reazionario pi implacabile dell'innovatore fallito, non c' nemico degli elefanti selvatici pi crudele dell'elefante addomesticato.

Eppure, pu avvenire che questi delusi vivano davvero in un tempo nuovo, un tempo di grandi rivolgimenti. Ma di tempi nuovi essi non sanno nulla.

In questi tempi il concetto stesso di novit viene falsato. Il vecchio e il decrepito si affacciano sulla scena e si spacciano per novit, o tali sono proclamati se vengono imposti in maniera nuova. E ci che effettivamente nuovo, essendo oggi condannato, viene dichiarato cosa di ieri, svilito a moda effimera, che ha fatto il suo tempo. Nuovo , ad esempio, il modo di combattere le guerre, mentre antiquato sarebbe un tipo di economia, appena abbozzata e ancora mai realizzata, che mira a rendere le guerre superflue. Nuovo il modo in cui la divisione della societ in classi viene consolidata, mentre antiquato sarebbe voler abolire le classi.

In tempi come questi le speranze degli uomini non vengono scoraggiate, bens ritorte in senso contrario. Si sperava di avere un giorno del pane da mangiare. Ora lecito sperare di avere uri giorno da mangiare delle pietre.

In mezzo alla tenebra che rapida si diffonde su un mondo delirante, attorniati da gesti sanguinosi e da non meno sanguinosi pensieri, tra la crescente barbarie, che sembra incalzarci irresistibile verso la guerra pi grande e spaventosa di tutti i tempi, ci difficile assumere un atteggiamento che si convenga ad uomini sulla soglia di un'era nuova e felice. Non forse vero che tutto fa prevedere la notte imminente, e nulla l'inizio di tempi nuovi? Non dovremo allora assumere un atteggiamento pi consono ad uomini che vanno incontro alla notte?

Ma che vane parole sono queste: era nuova ? Non forse invecchiata perfino l'espressione? Le voci che ce la gridano sono rauche. Ormai la barbarie stessa che si atteggia ad epoca nuova. La sua speranza, essa afferma, di durare mille anni.

Dovremo dunque restare ancorati ai tempi andati? Occuparci dell'Atlantide, sprofondata nel mare?

Forse, mentre giaccio sul mio letto e penso al mattino, penso a quello che gi trascorso per non pensare a quello che viene? Forse perci studio quell'epoca di splendore delle arti e delle scienze, passata da trecento anni? Voglio sperare di no.

Le immagini del mattino e della notte traggono in inganno. I tempi felici non nascono cos come il mattino succede a una notte di sonno.

Il quadro spassionato di una nuova epoca.

Premessa alla versione americana. Quando, nei primi anni del mio esilio, stavo scrivendo in Danimarca il dramma Vita d Galileo, nella mia ricostruzione dell'idea tolemaica dell'universo fui aiutato da alcuni assistenti di Niels Bohr, che stavano studiando il problema della disintegrazione dell'atomo. Era tra l'altro mia intenzione tracciare il quadro fedele di un'epoca nuova: impresa assai impegnativa, giacch intorno a me ognuno era convinto che alla nostra epoca per dirsi nuova mancasse tutto. Sotto quest'aspetto nulla era mutato quando, alcuni anni dopo, mi accinsi a produrre, in collaborazione con Charles Laughton, la versione americana del dramma. A met del nostro lavoro l' era atomica fece il suo esordio a Hiroshima. Dall'oggi al domani la biografia del fondatore della nuova fisica assunse un ben diverso significato. L'infernale potenza della grande bomba gettava una luce nuova e pi viva sul conflitto di Galileo con le autorit del suo tempo. Poche modifiche furono necessarie al dramma, e nessuna alla sua struttura. Gi nell'originale la Chiesa era rappresentata come un potere secolare, e la sua ideologia come, in fondo, permutabile con parecchie altre. Fin dal principio, come chiave di volta della gigantesca figura di Galileo era stato adottato il suo concetto di una scienza legata al popolo. Per secoli e in ogni parte d'Europa, il popolo, con la leggenda di Galileo , gli fece l'onore di non credere alla sua abiura, quando gi da gran tempo derideva gli scienziati come tipi strambi, dalla limitata ed emasculata astrattezza. (La stessa parola dotto ha in s qualcosa di ridicolo, un che di passivo, quasi di addestrato . Nel Bavarese la gente parlava dell' imbuto di Norimberga , col quale nei cervelli delle persone di non troppo viva intelligenza venivano immesse pi o meno a forza grandi quantit di nozioni, una specie di clistere intellettuale, che non le rendeva pi intelligenti. Anche se uno aveva trangugiato la scienza col cucchiaio , la cosa era considerata innaturale. I colti - e anche su tale parola grava questa fatale passivit - parlavano di una vendetta degli incolti , di un odio innato contro l' intelletto; e in effetti il disprezzo si mescolava spesso all'animosit; nei villaggi e nei sobborghi l' intelletto era considerato con sospetto, perfino con ostilit. Ma troviamo questo disprezzo anche nelle classi cosiddette elevate. Esisteva un mondo a parte, il mondo dei dotti . Il dotto era una bizzarra figura, impotente ed esangue, presuntuosa 1 e non troppo vitale).

Osservazione conclusiva sulla rappresentazione americana 2. Deve essere saputo che la nostra rappresentazione fu allestita nel periodo e nella nazione in cui era stata fabbricata e impiegata militarmente la bomba atomica, e dove la fisica atomica rimaneva avvolta nel pi fitto segreto. Il giorno in cui la bomba venne sganciata non sar facilmente dimenticato da chi si trovava negli Stati Uniti, ai quali la guerra col Giappone era costata effettivamente gravi sacrifici. I trasporti di truppe partivano dalla costa occidentale, e qui sbarcavano i feriti e le vittime delle malattie asiatiche. Quando i primi dispacci giornalistici arrivarono a Los Angeles, si comprese che era la fine della guerra temuta, il ritorno dei figli e dei fratelli. Ma la grande citt si diede a manifestazioni di stupefacente cordoglio. L'autore ud conducenti d'autobus e fruttivendole al mercato non esprimere altro che sgomento. Era la vittoria, ma con l'ignominia di una disfatta. Venne poi il segreto di cui i militari e i politici circondarono la gigantesca fonte di energia, e che suscit l'indignazione degli intellettuali. La libert della ricerca, lo scambio delle scoperte, la comunit internazionale degli scienziati, tutto era paralizzato da dirigenti su cui ora cadeva il pi pesante sospetto. Grandi fisici si affrettarono ad abbandonare il servizio del loro bellicoso governo; uno dei pi famosi accett una cattedra dove era costretto a sciupare il suo tempo insegnando i principi pi elementari, solo per non dover lavorare al servizio di questo governo. Scoprire qualcosa era diventato un'ignominia.

Esaltazione o condanna di Galileo?

Sarebbe un grave difetto della mia opera se avessero ragione quei fisici che mi dissero in tono di approvazione - che l'abiura galileiana vi appare come ragionevole, ad onta di alcune perplessit , per il fatto che essa consenti a Galileo di continuare i suoi studi scientifici, trasmettendoli ai posteri. In realt Galileo arricch l'astronomia e la fisica, nello stesso tempo in cui le svuot di gran parte del loro significato sociale. Col discredito che esse avevano gettato sulla Bibbia e sulla Chiesa, queste scienze avevano combattuto per un certo tempo sulle barricate in difesa di ogni progresso. Ciononostante, vero, il rivolgimento completo venne nei secoli seguenti; ma si tratt appunto di un rivolgimento, non di una rivoluzione; lo scandalo degener, per cos dire, in una disputa tra specialisti. La Chiesa, e con lei tutta la reazione, pot ritirarsi in buon ordine e conservare pi o meno intatta la sua forza. Per quanto concerne queste scienze, esse non riacquistarono pi quella funzione cos importante nella societ, non tornarono pi su posizioni cos vicine al popolo.

Il misfatto di Galileo pu esser considerato il peccato originale delle scienze naturali moderne. Della moderna astronomia, che interessava profondamente una classe nuova, la borghesia, perch appoggiava le correnti sociali rivoluzionarie dell'epoca, egli fece una scienza specialistica strettamente limitata, la quale naturalmente proprio grazie alla sua purezza , ossia alla sua indifferenza per il sistema di produzione, pot svilup- ! parsi relativamente indisturbata. La bomba atomica, come fenomeno tecnico non meno che sociale, il classico prodotto terminale delle sue conquiste scientifiche e del suo fallimento sociale.

L' eroe dell'opera non dunque Galileo, bens il popolo, come ha rilevato Walter Benjamin, bench con espressione a mio parere un po' troppo netta. Io spero che l'opera riesca a mostrare come la societ estorca ai propri individui quanto da essi le serve. L'impulso scientifico, che un fenomeno sociale, non meno voluttuoso e tirannico dell'impulso sessuale, porta Galileo su un terreno pericolosissimo e lo spinge in un doloroso conflitto col suo violento desiderio di altri piaceri. Egli punta il cannocchiale verso le stelle e si consegna ai suoi torturatori. Alla fine, coltiva la sua scienza come un vizio, in segreto, probbilmente in preda ai rimorsi. Di fronte a questa situazione, impossibile caldeggiare la sua esaltazione totale o la sua totale condanna.

Vita di Galileo non una tragedia.

Sorger quindi per i teatri il problema se rappresentare come una tragedia o come una commedia ottimistica. Ci si deve attenere, per il tono fondamentale, al saluto alla nuova epoca che Galileo pronuncia nella scena i, o a certe parti della scena xiv? Secondo le regole della costruzione drammatica attualmente predominanti, nella conclusione di un dramma che deve trovarsi il peso maggiore. Ma il presente lavoro non costruito su queste regole; esso mostra l'avvento di un'epoca nuova, e tenta di correggere alcuni pregiudizi su tale avvento.

Rappresentazione della Chiesa.

importante che i teatri tengano presente che, qualora la rappresentazione di questo dramma venga diretta principalmente contro la Chiesa cattolica, esso destinato a perdere gran parte della sua efficacia. Parecchi dei' personaggi che vi compaiono portano l'abito ecclesiastico. Gli attori che per questa ragione li volessero rendere odiosi, sbaglierebbero. N d'altra parte, ovvio, la Chiesa ha il diritto di vedere occultate le debolezze umane dei suoi membri: troppo spesso essa ha incoraggiato queste debolezze e represso il loro smascheramento. Ma il dramma non intende nemmeno gridare alla Chiesa: Via le mani dalla scienza! La scienza moderna una figlia legittima della Chiesa, che si emancipata e ribellata alla madre.

Nel dramma la Chiesa, anche l dove si oppone alla libera indagine scientifica, funge semplicemente da autorit costituita. Poich la scienza era una branca della teologia, essa un'autorit spirituale, la suprema istanza in fatto di scienza. Ma anche un'autorit secolare, suprema istanza in campo politico. Il dramma mostra la temporanea vittoria dell'autorit, non quella dell'istanza spirituale.

Se il Galileo del dramma non si scaglia mai direttamente contro la Chiesa, ci corrisponde alla verit storica. Non esiste alcuna sua proposizione in tal senso. Se fosse esistita, una commissione d'indagine efficiente come l'Inquisizione l'avrebbe senza dubbio scoperta. Rispondente alla verit storica pure la conferma delle scoperte di Galileo ad opera del massimo astronomo del Collegio Romano pontificio, Cristoforo Clavio (scena vi). Ed altrettanto esatto che Galileo aveva degli ecclesiastici tra i suoi discepoli (scene viii, ix e xiii).

Mi sembra gratuito voler satireggiare gli interessi secolari degli alti dignitari ecclesiastici (sia pure nella scena vii). Ma la maniera superficiale in cui questi dignitari trattano lo scienziato intesa qui a mostrare solo che, sulla scorta delle passate esperienze, essi ritengono di poter contare sulla pronta condiscendenza di Galileo. E non si ingannano.

Pensando ai nostri uomini politici borghesi, gli interessi culturali (e scientifici) di quei politici antichi sarebbero degni del pili alto elogio.

Il dramma rinuncia quindi anche a considerare le falsificazioni del protocollo del 1616, operate dalle autorit inquisitrici del 1633 e accertate dalla storiografia moderna, con alla testa lo studioso tedesco Emil Wohlwill. Senza dubbio il verdetto del 1633 fu da esse reso giuridicamente possibile; ma chi intende il punto di vista sopra accennato, capir che l'autore non era interessato a questo aspetto giuridico del processo.

Non pu esservi dubbio che Urbano VIII era spinto da animosit personale contro Galileo, e che diresse personalmente, nel modo pi odioso, l'azione promossa contro di lui. Il dramma sorvola su questo aspetto.

Chi intende il punto di vista dell'autore, capir che questo atteggiamento non significa ossequio per la Chiesa del secolo xvii, n per quella del secolo xx.

La rappresentazione della Chiesa come potere costituito non le vale naturalmente un verdetto assolutorio nel processo teatrale che questo dramma intenta ai persecutori dei campioni della libera indagine scientifica; ma sarebbe assai pericoloso, proprio oggi, voler conferire carattere religioso a una questione come la lotta di Galileo per la libert della scienza. L'attenzione verrebbe in tal modo disastrosamente stornata da quei poteri reazionari del giorno d'oggi che nulla hanno a che spartire con la Chiesa.

Il Galileo di Laughton.

Laughton espresse la novit della figura di Galileo nella sua epoca facendolo contemplare il mondo circostante come uno straniero, come chi guardi una cosa che abbisogna di chiarimento. Questo suo faceto contemplare trasformava i monaci del Collegio Romano in fossili. Del resto, egli mostrava di divertirsi alle loro primitive argomentazioni.

Ad alcuni diede noia che Laughton pronunciasse il discorso sulla nuova astronomia (scena i) a torso nudo; il pubblico poteva rimanere sconcertato al sentire un uomo seminudo pronunciare parole cos elevate. Ma proprio questa mescolanza di materia e di spirito interessava Laughton. Il piacere di Galileo , quando il ragazzo gli friziona la schiena, divenne grazie a lui una manifestazione spirituale. Del pari, Laughton sottolineava il fatto che Galileo torna a gustare il vino quando, nella scena IX, apprende che il papa reazionario sta morendo. Il suo modo di camminare beatamente su e gi, il suo giocare con le mani nelle tasche dei pantaloni, nel progettare nuove ricerche, sfioravano i limiti dell'irritazione. Nei momenti pi creativi di Galileo, Laughton mostrava una contraddittoria commistione di aggressivit e di inerme e vulnerabile debolezza.

Note.

1. La scenografia non deve indurre nel pubblico l'illusione di trovarsi in una stanza dell'Italia medievale o in Vaticano. Il pubblico deve conservare la persuasione di trovarsi in teatro.

2. Lo sfondo non deve limitarsi all'ambiente che circonda immediatamente Galileo; esso deve rappresentare altres, con fantasia e gusto artistico, l'ambiente storico. Tuttavia deve conservare la sua natura di sfondo (ci si pu ottenere se ad esempio la scenografia non brilla per colori propri, ma mette in evidenza i costumi degli attori; se mette in risalto la plasticit delle figure restando piatta, pur contenendo elementi plastici, ecc).

3. I mobili e gli accessori devono essere realistici (comprese le porte) e soprattutto suggestivi dal punto di vista storico-sociale. I costumi dovranno essere individualizzati e portare i segni dell'uso. Sono da sottolineare le differenze sociali, giacch nelle mode trapassate ci riesce difficile riconoscerle. I colori dei costumi saranno da graduarsi l'uno rispetto all'altro.

4. La disposizione dei personaggi deve mirare alla qualit dei quadri storici (non perch l'elemento storico risalti come suggestione estetica; questa norma vale anche per le opere contemporanee). La regia potr ottenere quest'effetto ideando titoli storici per vari avvenimenti. (Ad esempio, per la prima scena, si potrebbero impiegare i seguenti titoli: Il fisico Galilei spiega al suo futuro collaboratore Andrea Sarti la teoria copernicana e predice la grande importanza storica dell'astronomia - Per guadagnarsi da vivere, il grande Galileo da lezioni ad allievi ricchi - Galileo, che ha chiesto i mezzi per continuare i suoi studi, viene invitato dalle autorit universitarie a inventare strumenti economicamente proficui - Galileo costruisce sulle indicazioni di un viaggiatore il suo primo cannocchiale ).

5. L'esecuzione deve essere improntata a una tranquilla grandiosit. Bisogna evitare i continui cambiamenti di posizione e i movimenti meno significativi dei personaggi. La regia non deve mai dimenticare che parecchi discorsi e avvenimenti sono difficilmente accessibili, sicch necessario esprimere il senso fondamentale dell'azione scenica gi nelle posizioni. Il pubblico dev'essere sicuro che un'andatura, un alzarsi, un gesto hanno significato e meritano attenzione. Tuttavia i gruppi e i movimenti devono rimanere assolutamente naturali e realistici.

6. Gli interpreti dei dignitari ecclesiastici vanno scelti con particolare cura realistica. In nessun caso si ha di mira la caricatura della Chiesa; tuttavia il raffinato eloquio e la cultura dei principi della Chiesa del xvii secolo non devono indurre la regia a cercare tipi troppo spiritualizzati. In questo dramma la Chiesa rappresenta soprattutto il potere costituito; come tipi, i dignitari ecclesiastici devono assomigliare ai nostri banchieri e senatori.

7. La rappresentazione della figura di Galileo non dovrebbe mirare a stabilire l'immedesimazione e la partecipazione del pubblico; si dovrebbe anzi lasciare il pubblico libero di assumere piuttosto un atteggiamento di stupore, di riflessione, di critica. Galileo andrebbe rappresentato come un fenomeno del tipo di Riccardo III, dove l'adesione emotiva del pubblico raggiunta grazie alla vitalit di questa figura singolare.

8. Quanto pi serio l'impegno storico di una rappresentazione, tanto pi fruttuosamente pu risaltarne l'umorismo; quanto pi grandiosa la messinscena, tanto pi intima pu essere l'atmosfera della recitazione.

9. In s e per s, la potrebbe essere rappresentata senza eccessive modifiche dello stile teatrale corrente, all'incirca come un polpettone storico con un grosso protagonista. Tuttavia un'esecuzione convenzionale (che per non sarebbe necessariamente avvertita come tale dagli attori, e tanto meno se contenesse originali trovate registiche) indebolirebbe considerevolmente la forza vera del dramma, senza perci renderlo pi accessibile al pubblico. Gli effetti fondamentali del dramma andranno perduti se il teatro non adotter uno stile adeguatamente trasformato. L'autore abituato alla risposta non roba per noi : l'ha sentita anche in patria. Di fronte a lavori come questo, la maggior parte dei registi si comporta come avrebbe reagito un fiaccheraio di fronte a un'automobile all'epoca della sua invenzione, se, prendendola come un puro veicolo, senza curarsi delle istruzioni per l'uso, avesse attaccato davanti alla macchina dei cavalli, naturalmente in numero maggiore di quelli che attacca alla carrozza, dato che questa pi leggera. Anche questo fiaccheraio avrebbe risposto, se gli avessero indicato il motore: Non roba per noi .


1 Le note alla non poterono esser raccolte e riviste da Brecht per la pubblicazione. Essie vengono qui stampate nella forma non riveduta [Nota di Elisabeth Hauptmann]. - Traduzione di Mario Carpitella.

2 Dal testo di una canzone socialista tedesca [N. d. T.].

1 [In tedesco eingebildet, che significa contemporaneamente immaginario e presuntuoso].

2 Estate del 1947 a Beverly Hills, California, Usa, con Charles Laughton nella parte di Galileo.