Vite in privato

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Compagnia Filodrammatica
Vite in privato
Tre Atti

di

Noel Coward

Personaggi

         Amanda Prynne

         Vittorio Prynne , suo marito

         Sibilla Chase

         Elyot Chase, suo marito

         Luisa, cameriera

Private Lives” fu rappresentata per la prima volta il 18 Agosto 1930, al “King’s Theatre”di Edimburgo .

L’Editore Einaudi dichiara di non essere riuscito a rintracciare eventuali detentori dei diritti della presente traduzione.

Atto Primo

La terrazza di un albergo in Francia. Nel fondo, due porte finestre che immettono in due diversi appartamenti. Lo spa­zio della terrazza è diviso da una fila di arbusti in grossi vasi e sul davanti, parallela alla ribalta, una bassa balaustra in pie­tra. Da ogni lato della fila di arbusti è un gruppo di mobili da terrazza: sedia a dondolo, tavolino, due o tre sedie. Alle fine­stre, tende esterne arancione e bianco, perché siamo d’estate. Quando si alza il sipario sono circa le Otto di sera. Non mol­to lontano, si sente suonare un ‘orchestrina. Sibilla Chase apre la finestra di destra ed esce sulla terrazza. E’ bionda, molto carina, indossa un abito da viaggio molto elegante. Viene sul davanti, si stira le braccia con un leggero sospiro di soddisfazione e guarda il panorama con espressione estatica.

SIBILLA (chiamando) Elly, Elly, vieni a vedere com’è bello!

ELYOT (dall’interno) Vengo subito.

Dopo una pausa, giunge Elyot. Sulla trentina, snello, di pia­cevole aspetto, anche lui vestito da viaggio. Viene alla balau­stra, guardando pensosamente il panorama. Sibilla è accanto a lui e infila il braccio nel suo.

ELYOT Non c’è male.

SIBILLA    E’ paradisiaco. Guarda le luci di quel panfilo che si specchiano nell’acqua. Oh, caro, sono così felice!

ELYOT (sorridendo) Davvero?

SIBILLA E tu no?

ELYOT Ma certo. Straordinariamente felice.

SIBILLA Solo pensare che siamo qui tu e io, sposati!

ELYOT Sì: le cose si mettono benino.

SIBILLA Non prendermi in giro: non essere cosf blasé con le lune di miele, so io perché questa è la seconda per te.

ELYOT (accigliandosi) Che sciocchezze.

SIBILLA Ti secca che io abbia detto questo?

ELYOT Un pochino.

SIBILLA Tesoro, mi dispiace tanto... (gli si avvicina col viso) baciami.

ELYOT (eseguisce) Ecco.

SIBILLA Ummm, non esagerare l’entusiasmo!

ELYOT (baciandola nuovamente) Così è meglio?

SIBILLA Tre volte, ti prego; lo sai che sono superstiziosa.

ELYOT (la bacia) Sei davvero un tesoro.

SIBILLA Sei contento di avermi sposata?

ELYOT Certo che lo sono.

SIBILLA Quanto?

ELYOT Immensamente, incredibilmente.

SIBILLA Che delizia.

ELYOT Dovremmo tornar dentro a cambiarci.

SIBILLA Più contento di prima?

ELYOT Perché ritorni sempre su questo argomento?

SIBILLA L’ho sempre in mente; e credo che ci pensi anche tu.

ELYOT Neanche per sogno.

SIBILLA Era carina, vero? Amanda?

ELYOT Molto carina.

SIBILLA Più carina di me?

ELYOT Molto.

SIBILLA Elyot!

ELYOT Era graziosa e snellissima; aveva mani lunghe e sottili e gambe lunghe e sottili, e ballava come un angelo. A propo­sito, tu balli piuttosto maluccio.

SIBILLA Sapeva suonare il pianoforte così bene come lo suo­no io?

ELYOT Non lo sapeva suonare affatto.

SIBILLA (trionfante) Ah! E aveva il mio talento di organizza­trice?

ELYOT No; ma non aveva neppure una madre come la tua.

SIBILLA Mi pare che mia madre non ti sia simpatica.

ELYOT Simpatica! Non la posso soffrire!

SIBILLA Elyot! In fondo è buona!

ELYOT Io non vado mai a scavare in fondo.

SIBILLA Mi rende infelice il pensiero che non vuoi bene alla mamma.

ELYOT Sciocchezze! Credo che la sola ragione per cui mi hai

sposato sia stata per allontanarti da lei.

SIBILLA Ti ho sposato perché ti amavo.

ELYOT Oh, cara, cara, cara!

SIBILLA Ti amo molto più di quanto ti amasse Amanda. Non ti farò mai infelice come ha fatto lei.

ELYOT Ci facevamo infelici a vicenda.

SIBILLA Sai benissimo che era tutta colpa sua.

ELYOT (con veemenza) Sì; tutta sua. Assolutamente.

SIBILLA E’ stata una stupida a perderti.

ELYOT Ci siamo perduti a vicenda.

SIBILLA E’ lei che ha perduto te, col suo carattere violento e le sue scenate.

ELYOT Vuoi finirla di parlare di Amanda?

SIBILLA Ma sono molto contenta, perché se lei non fosse stata così cattiva, violenta e infedele, noi non saremmo qui adesso.

ELYOT Non è stata infedele.

SIBILLA Come lo sai? Scommetto che lo è stata. Scommetto che ti è stata infedele ogni cinque minuti.

ELYOT Ci vorrebbe una donna molto più intensa di Amanda per essere infedele ogni cinque minuti.

SIBILLA (ansiosa) La detesti, non è vero?

ELYOT No, non la detesto. Credo di disprezzarla.

SIBILLA (con soddisfazione) E’molto peggio.

ELYOT Eppure mi dispiace per lei.

SIBILLA Perché?

ELYOT Perché è una donna predestinata alla tragedia: non può fare a meno di rovinare ogni cosa.

SIBILLA Se è tutta colpa sua, non vedo perché importi tanto.

ELYOT Ha delle ottime qualità.

SIBILLA Considerando che ha fatto della tua vita un inferno, mi pare che tu sia molto buono verso di lei. La maggioranza degli uomini sarebbe vendicativa.

ELYOT A che scopo? Ormai tutto è passato, da tanto tempo.

SIBILLA Cinque anni non sono molti.

ELYOT (seriamente) Sì, sono molti.

SIBILLA Credi che potresti amarla ancora?

ELYOT Andiamo, Sibilla!

SIBILLA Lo potresti?

ELYOT No di certo, perché amo te.

SIBILLA Sì, ma me mi ami in un modo diverso: lo so.

ELYOT Forse più saggiamente.

SIBILLA Sono contenta. Preferisco questa specie d’amore.

ELYOT Hai ragione. L’amore non serve se non è saggio, comprensivo, privo di drammacità. Dev’essere qualcosa di calmo e di dolce, per distendere i nervi quando si è stanchi. Qual­cosa di stupendamente intimo, non agitato da scene e da ge­losie. Questo è ciò che desidero, che ho sempre desiderato. Tesoro, spero tanto che non sarà troppo monotono per te.

SIBILLA Amor mio, come se con te vi potesse essere mono­tonia.

ELYOT Sono molto più vecchio di te.

SIBILLA Non tanto.

ELYOT Sette anni.

SIBILLA (rannicchiandosi accanto a lui) La musica tace ades­so e si può udire il mare.

ELYOT Domattina faremo il bagno.

SIBILLA Non voglio abbronzarmi.

ELYOT Perché no?

SIBILLA Detesto quella tinta nelle donne.

ELYOT Va bene: l’eviterai. Spero che non la detesti negli uo­mini.

SIBILLA No. Agli uomini sta bene.

ELYOT Sei una creatura assolutamente femminile, non è vero?

SIBILLA Perché dici così?

ELYOT Ogni cosa al suo posto.

SIBILLA Che vuoi dire?

ELYOT Se ti fa piacere che io fumi la pipa, tenterò di abituar­mici.

SIBILLA Mi piace che un uomo sia uomo, se è questo che in­tendi.

ELYOT Mi comprenderai, saprai come fare con me?

SIBILLA Cercherò di comprenderti.

ELYOT Mi dirigerai senza che io me ne accorga?

SIBILLA (ritraendosi lievemente) Mi pare che tu sia un po’ duro adesso.

ELYOT Non ne ho affatto l’intenzione. Mi stavo solo chie­dendo.

SIBILLA Beh?

ELYOT Mi stavo chiedendo che cosa ti passasse per la mente, quali sono in realtà i tuoi progetti.

SIBILLA Progetti: oh Elly!

ELYOT Oltre all’amarmi e via dicendo, devi pure avere qual­che progetto.

SIBILLA Non ho la più pallida idea di che stai parlando.

ELYOT Allora è forse il subconscio, i vecchi istinti che conti­nuano a lavorare in profondità, cercando di trar partito da piccoli brandelli d’esperienza per servirsene in avvenire, in­tanto che te ne stai li a osservarmi attentamente come una gattina bionda, dallo sguardo acutissimo.

SIBILLA Come puoi essere così perfido?

ELYOT Ho detto gattina, non gatta.

SIBILLA Le gattine diventano gatte.

ELYOT Che questo ti serva di lezione.

SIBILLA (insinuando nuovamente il braccio sotto il suo) Che hai tesoro: hai fame?

ELYOT Niente affatto.

SIBILLA Sei diventato tutt’a un tratto cosf strano e anche un po’ crudele. Solo perché sono femmina. Questo non significa che io sia astuta e calcolatrice.

ELYOT Non ho detto nulla di simile.

SIBILLA Detesto il tipo di donna mezzo uomo che fa scalpore.

ELYOT Io detesto tutti quelli che fanno scalpore.

SIBILLA Direi che hai bisogno di un po’ di calma femminilità dopo Amanda.

ELYOT Perché vuoi ricominciare a parlare di lei?

SIBILLA E’ abbastanza naturale, no?

ELYOT Che cosa vuoi arrivare a sapere?

SIBILLA Perché hai lasciato che fosse lei a divorziare?

ELYOT Ha chiesto il divorzio da me per crudeltà mentale e fla­grante infedeltà. Ero andato a passare l’intero fine settimana a Brighton con una signora di nome Vera Williams. Aveva la più disgustosa spazzola per capelli che io abbia mai visto.

SIBILLA Cavalleria fuori luogo, la chiamerei! Perché non sei stato tu a chiedere il divorzio?

ELYOT Non sarebbe stato un gesto da gentiluomo, per quel che ciò può significare.

SIBILLA Se l’è cavata a poco prezzo, immagino.

ELYOT Ti prego una volta per tutte di smettere di parlare di lei.

SIBILLA Sì, caro Elly.

ELYOT Non voglio più né vederla né sentirne fare il nome.

SIBILLA Benissimo, tesoro.

ELYOT Siamo intesi?

SIBILLA Sì, tesoro. Dove avete trascorso la vostra luna di miele?

ELYOT A Saint Moritz. Adesso basta.

SIBILLA Detesto Saint Moritz.

ELYOT Anch’io; cordialmente.

SIBILLA Sciava bene?

ELYOT Vuoi pranzare qui sotto, o al Casinò?

SIBILLA Ti amo, ti amo, ti amo!

ELYOT Bene; ora andiamo a cambiarci.

SIBILLA Prima baciami.

ELYOT (baciandola) Al Casinò?

SIBILLA Sì. Ti piace giocare? Non me lo hai mai detto.

ELYOT Qualche volta.

SIBILLA Mi metterò a sedere dietro la tua sedia e ti porterò fortuna.

ELYOT Sarà fatale.

Rientrano nel loro appartamento. Breve pausa. Poi, dall’ap­partamento di sinistra entra Vittorio Prynne. t piuttosto piacente, fra i trenta e i trentacinque. Indossa un abito da viaggio chiaro. Annusa l’aria, guarda il panorama, quindi si volge verso la finestra.

VITTORIO (chiamando) Mandy?

AMANDA (dall’interno) Che vuoi?

VITTORIO Vieni fuori: il panorama è magnifico.

AMANDA Sono ancora bagnata: sono appena uscita dalla va­sca. Aspetta un attimo... (Vittorio accende una sigaretta. Amanda di lì a poco esce sulla terrazza. E’ graziosissima: volto dall’espressione gaia, figura perfetta. Indossa una ve­staglia). Mi prenderò una polmonite: ecco tutto.

VITTORIO (guardandola) Dio!

AMANDA Che c’è?

VITTORIO Sei meravigliosa!

AMANDA Grazie, tesoro.

VITTORIO Come una bella pubblicità per qualche nuovo pro­dotto.

AMANDA Niente di bizzarro, spero.

VITTORIO Stento a credere che sia vero! Tu e io, qui soli, spo­sati!

AMANDA (strofinando il viso sulla spalla di lui) Questa stof­fa è molto ruvida.

VITTORIO Non ti piace?

AMANDA Un po’ pesante, no?

VITTORIO Mi ami?

AMANDA Certo: perché mai sarei qui.

VITTORIO Più di...

AMANDA No, eh? Non ne parliamo.

VITTORIO No, ma mi ami più di quanto hai amato Elyot?

AMANDA Non me ne ricordo; è passato tanto tempo.

VITTORIO Non così tanto.

AMANDA Un’intera vita.

VITTORIO Vorrei rompergli il collo, che il diavolo se lo porti!

AMANDA (ridendo) Perché?

VITTORIO Perché ti ha reso infelice.

AMANDA Era reciproco.

VITTORIO Non dire sciocchezze. Era tutta colpa sua, lo sai be­nissimo.

AMANDA Sì, è vero, ora che ci penso.

VITTORIO Porco!

AMANDA Non essere così veemente, tesoro!

VITTORIO Non ti ratterò mai in quel modo.
AMANDA   Così va bene.
VITTORIO  Ti amo troppo.
AMANDA  Lui pure.
VITTORIO  Bell’amore quello. Una volta ti ha percosso, non è vero?
AMANDA                     Più di una volta.
VITTORIO                    Dove?
AMANDA                             In molti posti.
VITTORIO                    Che mascalzone.

AMANDA   Anch’io l’ho percosso. Una volta gli ho rotto in te­sta quattro dischi. Un’enorme soddisfazione.

VITTORIO Ci sarai stata spinta.

AMANDA Sì, ma non parliamone più, ti prego. E’ un tema poco

piacevole per la nostra sera di nozze.

VITTORIO Non sapeva quant’era fortunato.

AMANDA Guarda i lumi di quel panfilo come si riflettono sul­l’acqua. Di chi sarà mai?

VITTORIO Domani faremo il bagno.

AMANDA Sì, voglio abbronzarmi per benino.

VITTORIO (con rimprovero) Mandy!

AMANDA                             Perché? Che cosa c’è?
VITTORIO                            Detesto le donne abbronzate.
AMANDA                             Perché?
VITTORIO                            Non mi sembra stia loro bene.
AMANDA                             A me sta benissimo, tesoro.

VITTORIO Certo, se ti fa piacere.

AMANDA Sono assolutamente decisa. Ho un olio delizioso con

cui cospargermi e cospargermi tutta.

VITTORIO La tua pelle è tanto bella com’è.

AMANDA Vedrai. Quando sarò diventata di un bel marrone, t’innamorerai nuovamente di me.

VITTORIO Non potrei amarti più di quanto ti amo adesso.

AMANDA O caro! E io che speravo tanto che la nostra luna di miele sarebbe stata un continuo progresso.

VITTORIO Dove hai passato l’ultima?

AMANDA (amrnonendo) Vittorio!

VITTORIO Voglio saperlo!

AMANDA Saint Moritz. Era molto bello.

VITTORIO Detesto Saint Moritz.

AMANDA Anch’io.

VITTORIO Ha cominciato a litigare con te fin dagli inizi?

AMANDA Quasi dai primi giorni. Lo attribuivo all’altitudine del luogo.

VITTORIO                  E lo amavi?
AMANDA                   Sì, Vittorio.
VITTORIO                  Povera piccina.

AMANDA                   Cerca di non essere enfatico. (Si volge altrove).

VITTORIO (offeso) Mandy!

AMANDA Non credo di essere per nulla quella che tu imma­gini.

VITTORIO Cioè?

AMANDA Non sono mai stata una « povera piccina».

VITTORIO t un modo di dire, tesoro; null’altro.

AMANDA Ho sofferto molto e mi si è spezzato il cuore. Ma non era un cuore di bimba innocente. Era un cuore pieno di espe­rienza. Sono sempre stata esperta delle cose del mondo, trop­po cosciente. Questa è stata la causa di molte mie liti con Elyot. Lo irritavo perché egli sapeva che vedevo chiaro nel suo animo.

VITTORIO A me non importa quanto chiaro vedi nel mio animo.

AMANDA Caro. (Lo bacia).

VITTORIO Vedrai che ti farò felice.

AMANDA Davvero?

VITTORIO Occupandomi sempre di te, standoti vicino... somma lo sai.

AMANDA (lievemente pensosa) No, non lo so.

VITTORIO Credo che tu mi ami molto diversamente da come amavi Elyot.

AMANDA Lascia un po’ stare Elyot.

VITTORIO Però è come ti dico, non è vero?

AMANDA Ti amo in modo molto più calmo, se è questo che vuoi dire.

VITTORIO In modo più duraturo?

AMANDA Credo di sì.

VITTORIO Ti ricordi quando ci siamo conosciuti?

AMANDA Sì. Perfettamente.

VITTORIO Al ricevimento di Marion Vale.

AMANDA Sì.

VITTORIO Non fu splendido?

AMANDA Non mi pare. La sola cosa che gli tolse un po’ della sua assoluta banalità, fu il fatto che mi venne il singhiozzo.

VITTORIO Non me ne accorsi.

AMANDA Amore a prima vista.

VITTORIO E Elyot dove l’hai conosciuto?

AMANDA Al diavolo coi tuo Eiyot.

VITTORIO Mandy!

AMANDA Ti proibisco di nominarlo ancora. Ne ho fin sopra la testa di quel nome. Stai vaneggiando. Siamo qui, la prima sera di nozze, con la luna che sorge e la musica che suona, e non sai altro che parlarmi del mio primo marito. t addirittu­ra sacrilego.

VITTORIO Non ti arrabbiare.

AMANDA  Una cosa infastidente.

VITTORIO Mi perdoni?

AMANDA Sì; ma non farlo più.

VITTORIO Prometto.

AMANDA Sarà meglio che tu vada a cambiarti: non hai ancora fatto il bagno.

VITTORIO Dove pranziamo: giù nel salone o al Casinò?

AMANDA Credo che il Casinò sia più divertente.

VITTORIO Dove possiamo giocare alla boule.

AMANDA No, caro.

VITTORIO Non ti piace quel simpatico vecchio gioco?

AMANDA No; detesto quel simpatico vecchio gioco. Invece f a­remo un po’ di chemin de fer.

VITTORIO (apprensivo) Non al tavolo grande?

AMANDA Forse al più grande che c’è.

VITTORIO Non sarai mica un’appassionata giocatrice.

AMANDA Inveterata. E’ il caso che guida la mia vita.

VITTORIO  Che sciocchezza!

AMANDA  Come puoi dire che è una sciocchezza? E’ stato per caso che ti ho incontrato, è stato per caso che ci siamo innamorati, è per caso che siamo qui, specialmente dopo che sei stato tu alla guida. Tutto ciò che accade è per caso.

VITTORIO  Sai che così da vicino mi spaventi un poco.

AMANDA  La cosa promette di essere molto imbarazzante!

VITTORIO Adesso sei in qualche modo diversa, più sfrenata di quel che ti pensavo, più tesa.

AMANDA  Più sfrenata! Oh, Vittorio, non mi sono mai sentita meno sfrenata  in vita mia. Un po’ tesa sì, questo te lo concedo, ma è l’atmosfera di quando si è appena sposati: non potrebbe essere diversamente. La luna di miele è un divertimento di gran lunga sopravvalutato.

VITTORIO   Dici così perché hai fatto un’orrenda esperienza la prima volta.

AMANDA  Ecco che ricominci.

VITTORIO  Non può non averti resa un poco amara.

AMANDA La luna di miele, in verità, non fu un’esperienza così orrenda; il terribile è stato dopo.

VITTORIO E’ mio proposito farti dimenticare tutto.

AMANDA  Ma non ci riuscirai se ne parli continuamente.

VITTORIO  Vorrei conoscerti meglio.

AMANDA  E’ preferibile di no. La donna, tra virgolette, dovrebbe sempre conservare  per l’uomo, anch’egli tra virgolette,una certa dose di affascinante mistero femminile.

VITTORIO   E l’uomo? A lui non è permesso di avere un po’ di mistero?

AMANDA  Niente Affatto, trasparente come il  vetro.

VITTORIO  Ah, è così.

AMANDA  Non importa, tesoro; non è che funzioni nnecessariamente cosi.

VITTORIO  Sono contento di essere normale.

AMANDA Ben strana cosa l’esserne contento. Perché?

VITTORIO  Tu forse non sei normale?

AMANDA Non sono così sicura di esserlo.

VITTORIO Oh,Mandy, senza dubbio sei divinamente, dolcissimamente normale.

AMANDA  Non ho nessuna particolare passione per i cinesi o per le vecchie scarpe, se è questo che intendi.

VITTORIO (scandalizzato) Mandy!

AMANDA Credo davvero che siano poche le persone completa­mente normali nel fondo della loro vita privata. Tutto di­pende da una combinazione di circostanze. Se tutti quei vari cosi cosmici si fondessero nello stesso momento e ne spriz­zasse la scintilla giusta, chi sa che cosa non si potrebbe fare!

Questo è stato il guaio fra Elyot e me: eravamo come due acidi violenti che sobbollivano in un’orribile ampolla matri­moniale.

VITTORIO Non credo che tu sia cosi complicata come credi di essere.

AMANDA Non credo di essere particolarmente complicata, ma so che su di me non si può fare affidamento.

VITTORIO Mi spaventi terribilmente. In che modo si può fare affidamento su di te?

AMANDA Tendo molto a vedere le cose dal verso opposto.

VITTORIO Quali cose?

AMANDA La morale. Ciò che va fatto e ciò che non va fatto.

VITTORIO (con tenerezza) Sei tanto cara, tesoro.

AMANDA Grazie, Vittorio; ciò e molto incoraggiante! Ma ora bisogna che tu faccia il bagno. Vieni.

VITTORIO Baciami.

AMANDA (lo bacia) Si, caro, ma sbrigati; io non ho che da in­filarmi l’abito e sono subito pronta.

VITTORIO Dammi dieci minuti.

AMANDA Porterò i cocktail qui fuori, quando ce li avranno portati.

VITTORIO Benissimo.

AMANDA Va’ adesso, presto.

Scompaiono entrambi nel loro appartamento.

Dopo un momento di pausa, Elyot, viene sulla terrazza por­tando con attenzione un vassoio con due bicchieri. Lo posa sul tavolino.

ELYOT (chiamando) Sibilla!

SIBILLA (da dentro) Sì.

ELYOT Ho portato qui i cocktail: fa presto.

SIBILLA Non trovo il rossetto.

ELYOT Non importa: manda in cucina a vedere se c’è un po’di cocciniglia.

SIBILLA Non essere così stupido.

ELYOT Spicciati.

Elyot passeggia oziosamente vicino alla balaustra. Guarda a caso sulla terrazza accanto, poi contempla il panorama. Guarda la luna e sospira, poi siede su una sedia, col dorso voltato alla fila di arbusti, e accende una sigaretta. Amanda viene dalla sua camera pian piano, portando un vassoio con due cocktail allo champagne. Indossa un semplice e grazioso abito da sera; il mantello è gettato sulla spalla destra. Posa con cura il vassoio sul tavolino, mette il mantello sulla spal­liera di una sedia e siede con le spalle voltate verso Elyot. Toglie uno specchio dalla borsetta e si guarda. L’orchestra in basso attacca una nuova melodia. Tanto Elyot quanto Aman­da hanno un lieve sobbalzo. Dopo un istante, Elyot, sen­za accorgersene, comincia a canterellare il motivo che l’or­chestra sta suonando. E’ un’arietta romantica, sentimentale Amanda lo sente e a un tratto si porta la mano alla gola co­me se stesse soffocando. Quindi balza in piedi senza far ru­more e scruta attraverso gli arbusti. Elyot, sempre voltando le spalle, continua dimentico a canterellare. Amanda siede nuovamente, rilasciandosi con gesto quasi di disperazione. Quindi guarda ansiosamente da sopra alla spalla verso la porta-finestra nel caso che Vittorio stia ascoltando; poi, con un piccolo sorriso, comincia anche lei a canterellare la me­lodia, con voce chiara. Elyot s’interrompe e rimane senza fiato; balza in piedi e la guarda. Lei continua a cantare, fin­gendo di non accorgersi della sua presenza. Alla fine del pez­zo si volta lentamente: i due sono ora di fronte.

AMANDA Hanno avuto un grazioso pensiero a suonar questo, non è vero?

ELYOT (con voce soffocata) Che cosa fai qui?

AMANDA Sono in viaggio di nozze.

ELYOT Interessante: anch’io.

AMANDA Spero che tu ne provi gioia.

ELYOT Siamo appena agli inizi.

AMANDA Anche noi.

ELYOT Oh, Dio!

AMANDA Non posso fare a meno di pensare che questo sia lie­vemente un

peccato.

ELYOT Sei felice?

AMANDA Felicissima.

ELYOT Meno male. Allora tutto va bene?

AMANDA Tu sei felice?

ELYOT Infinitamente.

AMANDA Sono felice di sentirlo. Probabilmente c’incontrere­mo ancora qualche volta. Arrivederci. (Si volta).

ELYOT (con fermezza) Addio!

Amanda rientra senza voltarsi indietro. Egli la segue ritto, lo sguardo fisso in un’espressione di orrore sui volto. Sibilla sopraggiunge gaiamente: indossa un leggiadrissimo abito da sera.

SIBILLA Cocktail, per favore. (Elyot non risponde). Elly, che c’è?

ELYOT Mi sento molto strano.

SIBILLA Strano: che intendi dire? Male?

ELYOT Sì, male.

SIBILLA (spaventata) Che specie di male?

ELYOT Dobbiamo partire subito.

SIBILLA Partire?

ELYOT Sì, cara. Partire immediatamente.

SIBILLA Elly!

ELYOT Ho uno strano presentimento.

SIBILLA Devi essere impazzito.

ELYOT Ascoltami, tesoro. Bisogna che tu sia molto dolce, pa­ziente, comprensiva e non ti agiti, non faccia domande, o al­tro. Ho l’assoluta persuasione che tutta la nostra felicità fu­tura dipenda dalla nostra partenza immediata.

SIBILLA Perché?

ELYOT Non te lo posso dire il perché.

SIBILLA Ma siamo appena arrivati.

ELYOT Lo so; ma non si può fare altrimenti.

SIBILLA Che cosa è successo? Che cosa è successo?

ELYOT Non è successo nulla.

SIBILLA Hai perso il ben dell’intelletto.

ELYOT Non l’ho perso; ma lo perderò se rimarremo qui un’al­tra ora.

SIBILLA Non sei mica ubriaco?

ELYOT Non lo sono affatto. Quando avrei avuto il tempo di ubriacarmi?

SIBILLA Tesoro, scendiamo a pranzare, e vedrai che dopo ti sentirai meglio.

ELY0T E’ inutile che tenti di vezzeggiarmi. Parlo sul serio.

SIBILLA Ma ti prego, tesoro, sii ragionevole. Siamo appena arrivati; ho già disfatto i bagagli.E’ la nostra prima notte in­sieme. Non possiamo andar via adesso.

ELYOT Possiamo trascorrere la nostra prima notte insieme a Parigi.

SIBILLA Non ci si arriverebbe che alle ore piccole.

ELYOT (facendo grandi sforzi per essere calmo) Senti, Sibilla:

so che ti sembrerà una pazzia, un’assoluta mancanza di logi­ca e di buon senso, ma ti assicuro che in certe cose ho il dono della seconda vista. Ho capacità quasi medianiche... Ho la sensazione più straordinaria di un disastro imminente. Se ri­maniamo qui, accadrà qualche cosa di spaventoso. Lo so.

SIBILLA (con fermezza) Stupidaggini isteriche.

ELYOT Non sono stupidaggini isteriche. I presentimenti sono tutt’altro che sciocchezze. Ricordati di quella donna che an­nullò il viaggio sui Titanic. Tutto per un presentimento.

SIBILLA Non vedo che rapporto ci sia.

ELYOT Il rapporto c’è e come. Quella segui il suo istinto e Così si salvò la vita.

Chiedo solo che mi si consenta di seguire il mio istinto.

SIBILLA Vuoi dire che sta per accadere un terremoto o qual­che cosa del genere?

ELYOT E’ possibilissimo; davvero possibilissimo; o forse una violenta esplosione.

SIBILLA Non ci sono mai terremoti in Francia.

ELYOT Al contrario: proprio l’altro giorno c e stata una pic­cola scossa a Tolone.

SIBILLA Si, ma questo è al Sud, dove fa caldo.

ELYOT Non sottilizzare, Sibilla.

SIBILLA E quanto alle esplosioni, qui non c’è nulla che possa esplodere.

ELYOT Oh, davvero.

SIBILLA Sì, ma Elly...

ELYOT Tesoro, sii buona. Sopportami. Ti scongiuro di sop­portarmi.

SIBILLA Non capisco. E’ una cattiveria da parte tua far que­sto.

ELYOT Non sto facendo nulla. Ti sto soltanto chiedendo, scon­giurando di venir via di qui.

SIBILLA Ma qui mi piace.

ELYOT Ci sono migliaia di altri luoghi più belli.

SIBILLA Peccato che non ci siamo andati.

ELYOT Ascoltami, Sibilla...

SIBILLA Sì, ma perché ti comporti in questo modo, perché, perché, perché?

ELYOT Non mi chiedere perché. Accondiscendimi. Ti giuro che non ti chiederò mai più di accondiscendermi in nes­sun’altra cosa.

SIBILLA (decisa) Figurati se voglio partire stasera! t sempli­cemente ridicolo. Per oggi ho già viaggiato abbastanza e sono stanca.

ELYOT Sei ostinata come un mulo.

SIBILLA Ti dirò che mi piace essere cosi.

ELYOT (violentemente) Hai piantato i tuoi orribili piedini per terra e non intendi smuoverti di un centimetro, è così?

SIBILLA (con spirito) Proprio così.

ELYOT Se c’è una cosa al mondo che mi fa uscir dai gangheri è l’ostinazione più capricciosa. Avrei voglia di staccarti la testa con un’ accetta da macellaio.

SIBILLA Come ti permetti di parlarmi cosi, la prima sera del­la nostra luna di miele!

ELYOT Accidenti alla nostra luna di miele. Accidenti, acciden­ti, accidenti!

SIBILLA (scoppiando in lacrime) Oh, Elly, Elly...

ELYOT Smettila di piangere. Vuoi venirtene con me a Parigi,

sì o no?

SIBILLA Non sono mai stata cosi infelice in vita mia. Sei odio­so e brutale. La mamma aveva assolutamente ragione. Ha sempre detto che hai gli occhi malfidi.

ELYOT Farebbe meglio a non parlare. I suoi sono cosf ravvici­nati, che non c’è neanche il posto per uno spillo.

SIBILLA Non mi ami affatto. Vorrei essere morta.

ELYOT Vuoi venire o no, a Parigi?

SIBILLA No, no, non voglio venire.

ELYOT Oh, santo Dio! (Rientra a passi pesanti).

SIBILLA (lo segue, in gemiti) Oh Elly, Elly, Elly...

Vittorio esce a passi pesanti dal balcone di sinistra, seguito da Amanda.

VITTORIO Avevi certamente ragione quando hai detto che non sei normale. Ti stai comportando come una pazza.

AMANDA Niente affatto. Non ho fatto altro che chiederti un piccolo favore.

VITTORIO Un piccolo favore, davvero!

AMANDA Se partiamo adesso potremo essere a Parigi fra po­che ore.

VITTORIO Se attraversassimo la Siberia in treno, saremmo in Cina fra due settimane; ma non vedo la ragione di farlo.

AMANDA Oh, Vittorio caro... ti prego, ti prego... mostrati ra­gionevole, per amor mio.

VITTORIO Ragionevole!

AMANDA Sì, ragionevole. Sarò infelicissima se rimaniamo qui. Tu non desideri che io sia infelice durante tutta la mia luna di miele, vero?

VITTORIO Ma come diamine non hai pensato prima alla trage­dia di tua sorella?

AMANDA Me ne sono dimenticata.

VITTORIO Non ti puoi essere dimenticata una cosa simile!

AMANDA Avevo la memoria dei luoghi molto confusa. Ma quando ho visto il Casinò illuminato dal chiaro di luna, tutto mi è ritornato alla mente.

VITTORIO Quando è successo?

AMANDA Molti anni fa, ma è come se fosse stato ieri. La vedo ancora li, morta, con quella terribile espressione sui volto. E poi, tutte quelle orribili faccende per portare la salma in In­ghilterra. Una cosa orrenda.

VITTORIO Non ho mai saputo che avevi una sorella.

AMANDA Non ne ho più.

VITTORIO Qui sotto c’è qualche cosa.

AMANDA Non essere sciocco. Che cosa vuoi che ci sia sotto?

VITTORIO Beh, per dirne una, so che stai dicendo delle bugie.

AMANDA Vittorio!

VITTORIO Sii leale. Non è forse vero?

AMANDA Non capisco come tu possa essere cosi gretto e so­spettoso.

VITTORIO (paziente) Stai dicendo delle bugie, Amanda. Non è vero?

AMANDA Sì, Vittorio.

VITTORIO Hai mai avuto una sorella, viva o morta?

AMANDA Credo che ce ne sia stata una nata-morta nel 1902

VITTORIO Qual è la ragione di tutto questo?

AMANDA  Ti ho pur detto che non si può fare affidamento su di me.

VITTORIO    Perché hai tanta smania di partire?

AMANDA   Ti arrabbierai se ti dico la verità.

VITTORIO    Che cos’è?

AMANDA Ti ho avvertito.
VITTORIO  Dimmelo. Ti prego, parla.
AMANDA                                          Elyot è qui.
VITTORIO                                         Come?
AMANDA                                          L’ho visto.
VITTORIO                                         Quando?
AMANDA                                          Or ora, mentre tu eri in bagno.
VITTORIO                                         Dov’era?

AMANDA (esitando) Laggiù, vestito di bianco. (Indica al di là della balaustra).

VITTORIO (scettico) Vestito di bianco?

AMANDA Perché no? Siamo d’estate.

VITTORIO Menti di nuovo.

AMANDA No. E’ qui. Ti giuro che è qui.

VITTORIO Beh, e poi?

AMANDA Non posso godere la mia luna di miele con te, con la possibilità che Elyot compaia da un momento all’altro.

VITTORIO Davvero, Mandy?

AMANDA Non capisci che situazione antipatica? E’ la cosa più

imbarazzante che mi sia mai accaduta in vita mia.

VITTORIO Ti ha vista?

AMANDA No, stava correndo.

VITTORIO Perché correva?

AMANDA Che vuoi che ne sappia? Non esser noioso.

VITTORIO Beh, dal momento che non ti ha vista, la cosa non ha importanza, mi pare.

AMANDA Sì, che ne ha. Dobbiamo partirc subito.

VITTORIO Ma perché?

AMANDA Come si fa ad essere cosi terribilmente ostinati!

VITTORIO Non ho paura di lui.

AMANDA Nemmeno io. Non si tratta di aver paura. t solo una situazione imbarazzantissima.

VITTORIO Che mi venga un colpo se riesco a capire perché la nostra luna di miele dev’essere turbata dalla presenza di Elyot.

AMANDA La mia ultima lo fu!

VITTORIO Non credo affatto che sia qui.

AMANDA Ti dico che c’è. L’ho visto.

VITTORIO E’ stata certamente un’illusione ottica. La semioscu­rità è molto ingannevole.

AMANDA Ti assicuro di no.

VITTORIO Mi rifiuto assolutamente di cambiare all’ultimo momento tutto il nostro programma, solo perché tu credi di aver visto Elyot. E’irragionevole e ridicolo esigerlo da parte tua. Anche se fosse qui, non vedo che importanza potrebbe avere. Probabilmente si sentirebbe molto più imbarazzato di te, cosa che non sarebbe poi tanto male; e se ti desse noia in qualche modo, lo metterei a posto con due pugni ben assestati.

AMANDA  Sarebbe una cosa molto carina.

VITTORIO  Ora non parliamone più.

AMANDA  Vuoi dire che intendi seriamente rimanere qui e immagini che si possa dare una mano di bianco con tanta facilità all’intera faccenda?

VITTORIO  Non intendo partire, Mandy. Se comincio così presto a cederti, la nostra vita sarà insopportabile.

AMANDA (offesa)   Vittorio!

VITTORIO (calmo)  Ti sei montata la testa intorno a una situazione che  in realtà esiste solo nella tua testa

AMANDA ( dominandosi con sforzo)  Ti prego, Vittorio, ti prego: ti imploro per quest’ultima volta. Andiamo a Parigi, adesso, stasera. Lo dico con tutta l’anima….ti scongiuro….

VITTORIO (con dolce fermezza)  No, Mandy!

AMANDA Capisco adesso in tutta chiarezza che sono stata una pazza a sposare un vecchio signore grasso che non vuole scomodarsi dalla sua poltrona.

VITTORIO E’ inutile arrabbiarsi.

AMANDA    Sei un asino presuntuoso.

VITTORIO  (inorridito)  Mandy!

AMANDA  (arrabbiatissima)  Asino presuntuoso: l’ho detto e lo mantengo. Gonfio  della propria importanza.

VITTORIO  Amanda , controllati,

AMANDA   Vattene via da me. Mi riesce insopportabile pensare di essere sposata a tanta ispida grandiosità.

VITTORIO/con grande dignità)  Io sono al bar. Quando sarai pronta per scendere e andare a pranzo, me lo farai sapere.

AMANDA(gettandosi in una poltrona)  Vattene, vattene.

Vittorio esce nello stesso momento in cui dall’altra parte entra Elyot, seguito da Sibilla in lacrime.

ELYOT  Se non la smetti di strillare, ti ammazzo.

SIBILLA  Vorrei non averi mai conosciuto. Ah, perché ti ho sposato! Non mi meraviglio che Amanda ti abbia lasciato, se  ti sei comportato con lei come ti comporti con me. Ora scen­do giù a pranzare per conto mio: fa pure quel che vuoi.

ELYOT Va’ pure: spero che ogni boccone ti vada per traverso.

SIBILLA Oh, Elly, Elly... (Se ne va via in gemiti).

Elyot va ad appoggiarsi alla balaustrata e accende una siga­retta, cercando evidentemente di padroneggiare i suoi nervi. Amanda lo vede e viene anche lei verso la balaustrata.

AMANDA Per carità, dammene una.

ELYOT (le porge l’astuccio laconicamente) Tieni.

AMANDA (prendendo una sigaretta) Sono furibonda.

ELYOT (accendendo gliela) Anch ‘io.

AMANDA Che dobbiamo fare?

ELYOT Non lo so.

AMANDA Di chi è quel panfilo?

ELYOT Credo sia del duca di Westminster. E’ sempre così.

AMANDA Quanto vorrei esserci a bordo.

ELYOT Quanto vorrei che così fosse.

AMANDA Non c’è bisogno di essere sgarbati.

ELYOT C’è bisogno, eccome! Mai ho sentito un cosi urgente bisogno di essere sgarbato.

AMANDA E hai sempre avuto di queste urgenze, non è vero?

ELYOT Se cominci a litigare, Amanda, ti giuro che ti butto giù

dalla balaustra.

AMANDA Provaci, se sei capace: provaci!

ELYOT Hai combinato un bel guaio, al tuo solito.

AMANDA Io? E tu?

ELYOT Sei sempre stata un tormento, dal primo sfortunato giorno che ti ho messo gli occhi addosso, la mia vita con te e stata insopportabile.

AMANDA Oh, finiscila: non c’è senso a continuare in questo discorso.

ELYOT Non c’è nulla che serva. Non c’è mai via d’uscita.

AMANDA Uff a! Non essere melodrammatico.

ELYOT Vuoi un cocktail? Qui ce ne sono due.

AMANDA Anche qui ce ne sono due.

ELYOT Beviamo prima i miei.

Amanda attraversa il divisorio di arbusti e si porta sulla par­te di terrazza di Elyot. Egli le dà un cocktail e prende l’altro per sé.

AMANDA Perché non ubriacarci da gridare come due ossessi?

ELYOT Non credo che sia un buon rimedio. Lo abbiamo già fatto una volta ed è stato un rattristante fallimento.

AMANDA Sul principio era delizioso.

ELYOT Hai una memoria invereconda, Amanda. Alla tua sa­lute.

Alzano i bicchieri con solennità e bevono.

AMANDA Appena ti ho visto, ho cercato di convincerlo a par­tire, ma nulla è riuscito a smuoverlo.

ELYOT Come si chiama?

AMANDA Vittorio, Vittorio Prynne.

ELYOT (brindando) Al signor Vittorio Prynne e signora. (Be­ve). Anche la mia, nulla è valso a smuoverla.

AMANDA Come si chiama?

ELYOT Sibilla.

AMANDA (brindando) Al signor Elyot Chase e signora. (Beve). Povera ragazza: Dio la aiuti.

ELYOT Sei innamorata di lui?

AMANDA Certo.

ELYOT Com’è buffo!

AMANDA Non mi pare che ci sia nulla di particolarmente buffo al riguardo. Anche tu sei innamorato della tua, no?

ELYOT Certamente.

AMANDA Eccoti quindi servito.

ELYOT Eccoci quindi serviti.

AMANDA Com’è?

ELYOT Bionda, molto graziosa, suona deliziosamente il piano­forte.

AMANDA Gran consolazione.

ELYOT Il tuo com’è?

AMANDA Non desidero parlarne.

ELYOT Beh, non importa. Tanto verrà fuori un momento o l’altro e lo vedrò da me. Sa che sono qui?

AMANDA Sì, gliel’ho detto.

ELYOT (con sarcasmo) Questo semplificherà di molto le cose.

AMANDA Non aver paura, non ti farà male.

ELYOT Se fa tanto per avvicinarmisi, farò crollare l’hotel a fu­ria di urla.

AMANDA Sibilla sa che io sono qui?

ELYOT No; ho fatto finta d’esser preso da un presentimento.Ho cercato in ogni modo di convincerla a partire per Pa­rigi.

AMANDA Ho cercato anch’io; meno male che non siamo riusci­ti! Altrimenti ci saremmo probabilmente ritrovati a Rouen o da qualche altra parte.

ELYOT (ridendo) In qualche alberghetto malandato.

AMANDA (ridendo anche lei) Sarebbe stato peggio, molto peggio.

ELYOT Mi pare di vederci, alzati di buon’ora tutti e quattro, per ripartire in tutta fretta.

AMANDA (debolmente) Bellissimo! Davvero bellissimo.

ELYOT Stupendo!

Ridono incontenibilmente.

AMANDA Che è successo alla tua?

ELYOT Non l’hai sentita come strillava? Credo sia giù nella sala da pranzo.

AMANDA Il mio con grandi arie è sceso giù al bar.

ELYOT I   E’ davvero terribilmente difficile.

AMANDA La conosci da molto?

ELYOT Circa quattro mesi: ci siamo conosciuti a un ricevi­mento nel Norfolk.

AMANDA Coìi piatto, il Norfolk!

ELYOT Quanti anni ha il caro Vittorio?

AMANDA Trentaquattro o trentacinque, e Sibilla?

ELYOT  Arrossisco a dirtelo, solo ventitré.

AMANDA Ti sei dato allo scialo senza più ritegno.

ELYOT Non mi pronuncerò sulla tua scelta, finché non avrò conosciuto il caro Vittorio.

AMANDA Ti pregherei di non continuare a chiamarlo «caro Vittorio». t irritante all’estremo.

ELYOT Me lo vedo così. Tracagnotto, biondo, premurosissi­mo e con gli occhiali. Il caro Vittorio.

AMANDA Ti ho già detto che preferirei non parlarne. Io al­meno ho abbastanza buon gusto da astenermi dal pronuncia­re sarcasmi dozzinali sul conto di Sibilla.

ELYOT Dicevi che il Norfolk è piatto.

AMANDA Questo non si riferiva a lei, a meno che lei non l’ab­bia reso più piatto.

ELYOT La tua voce assume un tono acidulo ogni volta che la nomini.

AMANDA Non la nominerò più.

ELYOT Bene; e io lascerò in pace Vittorio.

AMANDA (dignitosa) Grazie.

Un breve silenzio. L’orchestra riprende la stessa melodia che loro hanno canterellato prima.

ELYOT Questa orchestra ha un repertorio notevolmente limi­tato.

AMANDA Pare che non conoscano altro che questo, vero?

(Siede sulla balaustrata e accompagna con voce dolce il mo­tivo dell’orchestra. I suoi occhi fissano il mare, lontano).

Elyot osserva Amanda cantare. Quando la melodia è finita, ella si volge verso di lui: ha le lacrime agli occhi. Elyot di­stoglie lo sguardo impacciato e accende un’altra sigaretta.

ELYOT Hai sempre avuto una voce dolcissima, Amanda.

AMANDA (un po’ roca) Grazie.

ELYOT Sono terribilmente dispiaciuto di tutto questo; te lo assicuro. Una cosa simile avrei fatto in modo che non fosse successa per tutto l’oro del mondo.

AMANDA Lo so. Dispiace anche a me. I~ proprio una bella di­sdetta.

ELYOT Partirò domani, qualsiasi cosa accada. Quindi non in­quietarti.

AMANDA Sei molto gentile.

ELYOT Ti auguro che tutto ti sorrida nella vita e che tu sia molto felice.

La musica, che ha continuato a suonare durante questa pic­cola scena, ripete insistentemente il ritornello. I due si guar­dano e ridono.

ELYOT Orribile motivetto che non smette mai.

AMANDA E’ straordinario il potere della musichetta.

ELYOT Che cosa ti ha ricordato esattamente?

AMANDA La pista di pattinaggio del Palace Hotel di mattina; col sole risplendente e tutti che roteavano in vivaci colori e tu inginocchiato dinanzi a me che mi mettevi i pattini.

ELYOT Eri caduta sul culetto pochi minuti prima.

AMANDA E’ stato ignominioso da parte tua ridere a quel mo­do, mi sono sentita così umiliata.

ELYOT Povero tesoro.

AMANDA Ti ricordi quando ci svegliavamo la mattina e an­davamo sul balcone a contemplare la vallata?

ELYOT Ombre azzurre sulla neve candida: una purezza che superava ogni immaginazione, al disopra d’ogni cosa al mon­do. Quanto è stato bello.

AMANDA E’ piacevole pensare che abbiamo avuto qualche mo­mento meraviglioso.

ELYOT Qualche momento... In realtà furono molti; ma sva­niscono nel dimenticatoio e ci si ricorda solo di quelli cat­tivi.

AMANDA Si, che sciocchi siamo stati a sciupare tutto... Scioc­chi, incredibilmente sciocchi.

ELYOT Anche tu senti così?

AMANDA (stancamente) Oh, sì.

ELYOT E perché mai è andata così?

AMANDA L’intera faccenda era troppo per noi.

ELYOT Eravamo così ridicolmente innamorati.

AMANDA    E’ ben buffo, no?

ELYOT (triste) Orribilmente buffo.

AMANDA Egoismo, crudeltà, odio, possessività, gretta gelo­sia. Tutte queste qualità si manifestarono in noi appunto perché ci amavamo.

ELYOT Forse esistevano comunque.

AMANDA No, è l’amore che le genera. Accidenti all’amore.

ELYOT Accidenti all’amore.

AMANDA Eppure, eccoci qui a ricominciare con due persone completamente diverse. Nuovamente inamorati, non è vero? (Elyot non risponde). Non è vero?

ELYOT No.

AMANDA Elyot.

ELYOT Non siamo nuovamente innamorati, e tu lo sai. Buona notte Amanda. (Si volge bruscamente e va verso la porta­finestra).

AMANDA Elyot... non essere sciocco torna qui.

ELYOT Devo andare a cercare Sibilla.

AMANDA Devo andare a cercare Vittorio.

ELYOT (violento) Beh, perché non vai?

AMANDA Perché non ne ho voglia.

ELYOT E’ vergognoso, vergognoso da parte nostra.

AMANDA No, sto malissimo. Se mi lasci un solo minuto diven­terò pazza. Non parliamo più di noi; parliamo di cose al di  fuori, qualsiasi argomento tu voglia, solo non lasciarmi fin­ché non mi sono rimessa.

ELYOT Va bene.

Segue un completo silenzio.

AMANDA Che cosa hai fatto in questi ultimi anni?

ELYOT Ho viaggiato. Ho fatto il giro del mondo, sai dopo...

AMANDA (in fretta) Si, silo so. Come è stato?

ELYOT Il mondo?

AMANDA Sì, il mondo.

ELYOT Molto divertente.

AMANDA La Cina dev’essere molto interessante.

ELYOT Molto grande, la Cina.

AMANDA E il Giappone...

ELYOT Molto piccolo.

AMANDA Hai mangiato pinne di pescecane, ti sei tolte le scar­pe e hai usato i bastoncini per mangiare, ecc, ecc...?

ELYOT Praticamente tutto.

AMANDA E l’India, e i roghi sul Gange e il Taj Mahal. Com’è il Taj Mahal?

ELYOT (guardandola) Incredibile; una sorta di sogno.

AMANDA Immagino che sarà stata la luna; devi averlo visto col chiaro di luna.

ELYOT (non distogliendo gli occhi dal volto di lei) Si; il chia­ro di luna è terribilmente ingannevole.

AMANDA E non ti è sembrata una scatola di cioccolatini? Ho sempre avuto l’impressione che potesse essere così.

ELYOT (tranquillamente) Cara, cara, ti amo tanto.

AMANDA E spero che avrai incontrato un elefante sacro. De­vono essere bianchi come la garza, credo, e molto molto do­cili.

ELYOT Non ho mai amato nessun’altra, neanche per un at­timo.

AMANDA (alzando la mano per protestare debolmente) No, no, non devi... Elyot... Basta.

ELYOT Anche tu mi ami, non è vero? Non c’è alcun dubbio in proposito, mi pare?

AMANDA No, non c’è alcun dubbio.

ELYOT Sei molto bella, sai, in questo benedetto chiaro di lu­na. Hai la pelle tersa e fresca e ti brillano gli occhi e diventi di minuto in minuto più bella, mentre ti guardo. Per me non  hai più mistero, tesoro, ti dispiace? Non c’è nulla di te ch’io non conosca, non ricordi, non desideri.

AMANDA Sono contenta, mio tesoro.

ELYOT Nel più profondo del mio cuore, più ardente di qua­lunque altro desiderio è il desiderio di averti di nuovo con me... Ti prego...

AMANDA (mettendo gli una mano sulla bocca) Non dire altro altrimenti piango.

Egli l’attira dolcemente fra le sue braccia ed essi rimangono silenziosi, completamente dimentichi di tutto, fuorché di lo­ro stessi e del momento che vivono. Quando finalmente si sciolgono dall’abbraccio, siedono un po’ ansanti sulla balau­stra.

AMANDA E ora? Oh caro, ora che facciamo?

ELYOT Non lo so; sono completamente smarrito.

AMANDA Dobbiamo pensare svelto, svelto.

ELYOT Fuggiamo?

AMANDA Insieme?

ELYOT Sì, certo, subito subito.

AMANDA Non possiamo, non possiamo; sai che non pos­siamo.

ELYOT Dobbiamo.

AMANDA A Vittorio si spezzerà il cuore.

ELYOT Anche a Sibilla, probabilmente; verrà fatto loro di soffrire comunque. Pensa che inferno sarà la loro vita se ri­maniamo con loro. Infinitamente peggio di qualunque altra crudeltà al mondo, far finta di amarli, mentre ci amiamo l’un l’altro così disperatamente.

AMANDA Dobbiamo dirglielo.

ELYOT Cosa?

AMANDA Chiamarli e dirglielo.

ELYOT Oh, no, no, è impossibile.

AMANDA E’ onesto.

ELYOT Capisco che sia onesto; ma è orribile soltanto a pen­sarci. Che dire? Come cominciare?

AMANDA Ci affideremo all’ispirazione del momento.

ELYOT Sarà un momento del tutto privo d’ispirazione. Un momento addirittura spaventoso! No, no, non possiamo: de­vi comprendere che non possiamo.

AMANDA Allora che cosa proponi di fare? Pensa che da un minuto all’altro possiamo vederceli davanti.

ELYOT Dobbiamo decidere immediatamente la via da segui­re. O andarcene insieme adesso, o restare con loro e non vederci mai più.

AMANDA Non dire assurdità: come vuoi scegliere?

ELYOT Non c’è da scegliere: vieni... (Le prende la mano).

AMANDA No, aspetta. E’ pura follia; ci è accaduto qualcosa. Non siamo in noi.

ELYOT Non lo siamo mai stati.

AMANDA Dove possiamo andare?

ELYOT Prima di tutto a Parigi: giù nella rimessa c’è la mia automobile pronta.

AMANDA Ci seguiranno.

ELYOT Non importa, quando la cosa è fatta.

AMANDA Io ho un appartamento a Parigi.

ELYOT Bene.

AMANDA In avenue Montaigne. L’ho affittato a Preda Law­son; ma lei è a Biarritz adesso, perciò e vuoto.

ELYOT Vittorio lo sa?

AMANDA No; sa che l’ho, ma non ha la minima idea di dove si trovi.

ELYOT Di bene in meglio.

AMANDA Ci comportiamo male, davvero male; ne soffriremo vedrai.

ELYOT Non se ne può fare a meno.

AMANDA Ricominciare con tutte quelle terribili liti.

ELYOT No, no; adesso siamo più vecchi e più saggi.

AMANDA Che differenza c’è? Basta che uno dei due sia per un momento nervoso, e saremo da capo.

ELYOT Finiscila di dire sciocchezze, Amanda.

AMANDA Cerco di ragionare.

ELYOT E riesci soltanto a essere perfettamente idiota.

AMANDA Idiota! E tu, allora?

ELYOT Senti, Amanda...

AMANDA Dio mio! Lo vedi?

ELYOT (l’afferra e la bacia) Cara, cara, non volevo offenderti...

AMANDA Non mi muovo di qui, se non facciamo un patto sa­crosanto di non litigare mai più.

ELYOT Facile da fare, ma difficile da mantenere.

AMANDA No, no; è col bisticciare che nasce il resto. Dobbia­mo promettere sui nostro onore che l’istante in cui ci accor­giamo di bisticciare l’uno o l’altro, smetteremo immediata­mente. Inventeremo una frase, una parola d’ordine che pro­nunciata da uno dei due interrompa di botto la conversazio­ne per almeno cinque minuti.

ELYOT Due minuti, cara, con opzione di rinnovo.

AMANDA Va bene. Che cosa diremo?

ELYOT (in fretta) Salomone Isacco.

AMANDA Benissimo.

ELYOT Andiamo andiamo.

AMANDA Cosa faremo se scendendo incontreremo uno di loro?

ELYOT Correremo come cervi.

AMANDA E per i vestiti?

ELYOT Io ho due valigie che non sono state ancora aperte.

AMANDA E io ho un piccolo baule.

ELYOT Manderemo il facchino a ritirarlo.

AMANDA Oh, è terribile.., è terribile..

ELYOT Vieni, vieni, non perdiamo tempo.

AMANDA Non dovremmo lasciar loro dei biglietti?

ELYOT No, no, no; telegraferemo da qualche parte lungo la via.

AMANDA Tesoro, non ne ho il coraggio; è una cattiveria trop­po grande; non ne

ho il coraggio...

ELYOT (la prende fra le braccia e la bacia violentemente) Vuoi far la brava, adesso?

AMANDA Sì, ma Elyot, tesoro...

ELYOT Salomone Isacco!

Fuggono insieme nell’appartamento di Elyot. Dopo un mo­mento Vittorio viene sulla terrazza e si guarda attorno ansio­so. Quindi rientra e si sente la sua voce che chiama: « Man­dy ». Torna infine sulla terrazza e viene ad affacciarsi alla ba­laustrata. Sente la voce di Sibilla che chiama «Elly» e si volge a guardare mentre lei viene sulla terrazza. Sibilla al vederlo, sobbalza leggermente.

VITTORIO Buonasera.

SIBILLA Buonasera... Cercavo... hm... cercavo mio marito.

VITTORIO Davvero curioso. Io cercavo mia moglie.

SIBILLA Una vera coincidenza. (Ride nervosamente).

VITTORIO (dopo una pausa) E’ molto bello qui, non è vero?

SIBILLA Bellissimo.

VITTORIO E’ molto che sei arrivata?

SIBILLA No, siamo arrivati solo oggi.

VITTORIO Un’altra coincidenza. Anche noi.

SIBILLA   Divertentissimo, davvero.

VITTORIO Ti andrebbe un cocktail?

SIBILLA Oh, grazie... veramente...

VITTORIO Ce ne sono due qui sul tavolino.

Sibilla guarda i due bicchieri vuoti sulla balaustrata e rialza la testa con aria di sfida.

SIBILLA Grazie, con piacere.

VITTORIO    Bene eccolo.

Sibilla passa dall’altra parte della terrazza. Vittorio le porge un bicchiere e prende l’altro per sé.

SIBILLA Grazie.

VITTORIO (con gaiezza un po’ forzata) Agli amici assenti. (Al­za il bicchiere).

SIBILLA (alzando il suo) Agli amici assenti! (Ridono entrambi senza gaiezza, quindi siedono sulla balaustrata sorseggiando pensierosamente i loro cocktail e guardando il panorama) E’ molto bello, vero? Il chiaro di luna e le luci di quel  panfi1o che si specchiano nell’acqua.

VITTORIO Chissà di chi sarà.

Sipario

Fine del Primo Atto

Atto Secondo

L’appartamento di Amanda a Parigi. Sono trascorsi alcuni giorni. La stanza è arredata graziosamente: caratteristica principale è un pianoforte a coda Steinway a sinistra, piutto­sto verso il fondo. Sul davanti, al centro, un ampio divano molto comodo e dietro di questo un tavolino. Un altro di-vano collocato a piacere; due o tre tavolinetti, un grammofo­no. Il resto è lasciato al gusto dell’arredatore. Quando si al­za il sipario sono circa le dieci di sera. Le finestre sono spa­lancate e si odono i diversi rumori di Parigi, ma non molto forti, perché l’appartamento è in alto. Amanda e Elyot sie­dono alla tavola, uno di fronte all’altro. Hanno finito di pranzare e indugiano col caffè e i liquori. Amanda è in pi­giama; Elyot indossa una comoda veste da camera.

AMANDA Abbiamo fatto bene a lasciar andar via Luisa. Temo che le stia venendo un raffreddore.

ELYOT Che le stia venendo un raffreddore! Non ha fatto altro che grugnire e soffiare tutta sera, come un intero branco di bisonti.

AMANDA (pensierosa) Un branco... Mi sembra che sarebbe meglio dire un gregge di bisonti.

ELYOT Puoi anche dire una covata o magari un banco di bi­sonti.

AMANDA Sì, amore. Un banco della Real Scuola Londinese di bisonti. Pensi che Luisa stia bene a casa sua?

ELYOT No; deve star malissimo.

AMANDA La famiglia la tratta male?

ELYOT (convinto) In modo orrendo. Credo che la battano continuamente, le diano da mangiare le cose più disgustose e le tirino la frangetta.

AMANDA (ridendo) Oh, povera Luisa.

ELYOT Sai bene come sono i francesi.

AMANDA Oh, sì, sì. E so anche come sono gli ungheresi.

ELYOT Come sono?

AMANDA Molto malinconici. Con tutti quei loro biscotti sa­lati, non c’è da meravigliarsi.

ELYOT E la pusta; ho sempre pensato che la pusta sia troppo

vasta, malgrado il Danubio.

AMANDA Hai mai attraversato il Sahara in cammello?

ELYOT Spesso. Quand’ero ragazzo, era una delle mie abitudi­ni. Mia nonna aveva una bellissima sella da cammello.

AMANDA Non c’è il minimo dubbio, i viaggi all’estero sono quel che ci vuole.

ELYOT Vuoi un po’ di cognac?

AMANDA Un pochino.

Elyot ne versa un poco nel suo bicchierino e nel proprio.

ELYOT Sono contento che non siamo usciti stasera.

AMANDA E neanche ieri sera.

ELYOT E neppure la sera prima.

AMANDA Non c’è ragione di uscire, quando si sta cosi bene in casa.

ELYOT Infatti.

AMANDA   E’ carino qui, vero?

ELYOT Stranamente tranquillo. Induce a riflettere sui nostri caratteri. Dovremmo esser letteralmente torturati dai rimor­si di coscienza.

AMANDA Ogni tanto lo siamo.

ELYOT Non abbastanza spesso.

AMANDA Abbiamo mandato a Vittorio e a Sibilla un bel bi­gliettino, non so più da dove; che altro possono pretendere?

ELYOT Sei ancor più spietata di me.

AMANDA Per conto mio sono grata al destino che mi ha mira­colosamente salvata. So adesso che non sarei mai stata felice con Vittorio. Sono stata una sciocca a prenderlo anche solo in considerazione.

ELYOT Hai fatto qualcosa di più della semplice considera­zione.

AMANDA Ah, senti: tu non puoi parlare. -

ELYOT Mi chiedo se si saranno incontrati o se saranno rimasti a soffrire soli.

AMANDA Non ne parliamo più, caro; è una cosa che ci fa male.

ELYOT Immagino che Vittorio o Sibilla, o forse tutti e due, capiteranno qui un giorno o l’altro.

AMANDA Indubbiamente. Non sarà una cosa piacevole, ti pa­re?

ELYOT (allegramente) Assolutamente orribile.

AMANDA Ti rendi conto che viviamo nel peccato.

ELYOT Secondo i cattolici no, perché i cattolici non ricono­scono il divorzio. Per loro, siamo sposati come prima.

AMANDA Sì, tesoro; ma noi non siamo cattolici.

ELYOT Non importa: è piacevole pensare che loro in certo qual modo ci sostengono. Siamo stati uniti in matrimonio al cospetto del cielo e lo siamo ancora.

AMANDA Può darsi che al cospetto del cielo siamo in perfetta regola; ma al cospetto della società ho l’impressione che sia­mo in un grosso pasticcio.

ELYOT Che ce ne importa?

AMANDA Ci sposeremo di nuovo, dopo che Sibilla e Vittorio avranno divorziato da noi?

ELYOT Direi di sì. Tu che ne pensi?

AMANDA L’idea del matrimonio mi fa paura.

ELYOT una faccenda maleodorante.

AMANDA Credo che quello che ci ha rovinati prima sia pro­prio il fatto di essere sposati e quindi agganciati l’uno all’al­tro pubblicamente.

ELYOT Sì. Questo certo, e anche il non sapere come trattarci.

AMANDA Credi che oggi lo sapremmo?

ELYOT Questa settimana è andata benissimo. Non abbiamo fatto quasi mai uso di Salomone Isacco.

AMANDA Salomone Isacco è troppo lungo: abbreviamolo in Salacco.

ELYOT Benissimo.

AMANDA Tesoro, sei molto carino con quella veste da camera.

ELYOT Sì, è davvero graziosa.

AMANDA Ti dà fastidio che venga a darti un bacio?

ELYOT Molto piacere, lady Agata.

Amanda gira attorno alla tavola, lo bacia, prende la caffettie­ra e torna al suo posto.

AMANDA Che sciocchi siamo stati a sottoporci a cinque anni di inutili sofferenze.

ELYOT Forse non sono stati inutili; forse hanno raddolcito e completato ciascuno di noi come un bel frutto maturo.

AMANDA Quando eravamo insieme, hai creduto veramente che io ti fossi infedele?

ELYOT Sì, praticamente ogni giorno.

AMANDA Anch’io credevo che tu lo fossi; e spesso mi sono tor­turata con visioni di tuoi amplessi con vedove orribili sui divani di qualche salotto.

ELYOT Perché vedove?

AMANDA Per dire la verità, pensavo a Clara Lavenham.

ELYOT Oh, Clara.

AMANDA (aspra) Perché hai detto «Oh, Clara» in quel modo? Mi è parso assai irriguardoso verso di me.

ELYOT (pensoso) Che deliziosa creatura era!

AMANDA Deliziosa, deliziosa, deliziosa!

ELYOT (gettandole un bacio) Tesoro!

AMANDA Hai mai avuto una relazione con lei? Intendo dire: dopo!

ELYOT Perché vuoi saperlo?

AMANDA Per curiosità.

ELYOT Pericoloso.

AMANDA Oh, adesso no; non è pericoloso. Non posso imma­ginare che durante questi cinque anni tu ti sia votato al celi­bato: non certo più di me.

ELYOT (balzando) Cosa?

AMANDA Dopo tutto, Clara era indiscutibilmente graziosa. Mi

è sempre sembrata un po’ troppo vivace; ma questo era pro­babilmente dovuto alla sua fondamentale stupidità.

ELYOT Che Vuoi dire col non esserti votata al celibato durante questi cinque anni?

AMANDA Che cosa pensi che voglia dire?

ELYOT Oh, Dio mio! (Abbassa gli occhi avvilito).

AMANDA Che c’è?

ELYOT Lo sai benissimo che c’è.

AMANDA (dolcemente) Non devi essere irragionevole: ho sem­plicemente cercato di dimenticarti. Ad ogni modo, certamen­te le tue avventure sono state più numerose delle mie.

ELYOT C’è una piccola differenza. Che io sono un uomo.

AMANDA Scusami un attimo che vado a prendermi un biscot­to al cumino e a cambiarmi la crinolina.

ELYOT La promiscuità non confà alle donne.

AMANDA Non confa agli uomini che le donne siano promiscue.

ELYOT (con sarcasmo) Già; dimenticavo che sei molto moder­na. Davvero le tue vedute progressiste mi sconcertano un poco.

AMANDA Non essere aspro, Elyot; in questi ultimi tempi non ho poi fatto una vita molto scapigliata. Cinque anni sono lunghi e se anche di tanto in tanto me ne sono scappata con qualcuno, non è mai stata una cosa seria.

ELYOT (alzandosi e mettendosi a passeggiare) Oh, basta, ti prego...

AMANDA E tu, allora?

ELYOT Vuoi proprio che te le racconti?

AMANDA No, non voglio.., ritiro tutto... non voglio.

ELYOT (con perversità) Sono stato pazzamente innamorato di una donna nel Sud Africa.

AMANDA Portava l’anello infilato al naso?

ELYOT Non dire cose disgustose.

AMANDA Ci stiamo tormentando inutilmente. Siedi, amore: ho paura.

ELYOT (lentamente) E va bene. (Siede pensieroso).

AMANDA Avremmo dovuto dire Salacco già da un secolo.

ELYOT Non c’è dubbio che siamo innamorati!

AMANDA Non dirlo con tanta amarezza. Cerchiamo, questa volta, di trarne il meglio, anziché il peggio.

ELYOT (tendendole la mano attraverso il tavolo) La mano, ti prego.

AMANDA (afferrandola) Eccola.

ELYOT Più serena?

AMANDA Molto di più.

ELYOT (dopo una breve pausa) Sei impegnata per questo bal­lo?

AMANDA Strano a dirsi lo ero; ma il mio cavaliere si è sentito male tutt’a un tratto.

ELYOT (alzandosi e andando al grammofono)  E’questa male­detta epidemia di vaiolo.

AMANDA No, in realtà si tratta di acciacchi al fegato.

ELYOT Allora lo ballerai con me, spero?

AMANDA (alzandosi) Ne sarò deliziata.

ELYOT (ballando) Piuttosto buono questo pavimento, non credi?

AMANDA Si, penso che ci voglia un po’ di borotalco.

ELYOT Adoro il borotalco.

AMANDA Chi èquella, la gran duchessa Olga distesa sotto il piano?

ELYOT Sì, suo marito è morto qualche settimana fa, sai, men­tre tornava da Pulborough. Triste davvero. Non lo si sa con esattezza, ma ci sono state le solite dicerie.

AMANDA Capisco.

ELYOT Ti ricordi i ricevimenti della vecchia lady Bundle?

AMANDA Sì;cosi divertenti!

ELYOT Hai mai notato a pranzo come soffiava fuori tutti que­gli omuncoli dal suo cornetto acustico?

Il disco finisce. Amanda siede sull’orlo del divano, pensie­rosa.

ELYOT A che pensi?

AMANDA A nulla di particolare.

ELYOT Va’ là, che conosco quel viso.

AMANDA Povera Sibilla.

ELYOT Sibilla?

AMANDA Sì: suppongo che ti ami terribilmente.

ELYOT Non così come dici; non ha fatto in tempo ad averne  la possibilità.

AMANDA Ritengo che sia terribilmente infelice.

ELYOT Smettila, Amanda; abbiamo già abbastanza sciorinato tutto questo.

AMANDA Certo abbiamo avuto il nostro bel da fare a cercare di giustificare noi stessi.

ELYOT Non è questione di giustificare noi stessi; quel che im­porta è il vero valore della situazione. L’istante stesso in cui ci siamo rivisti, abbiamo compreso che era inutile continua­re. Lo abbiamo compreso immediatamente, sebbene tentas­simo di convincerci che non era così. Quello di cui dobbiamo esser contenti è di aver rotto i ponti subito, anziché più tardi.

AMANDA Credi comunque che si sia dovuto fare?

ELYOT Senza dubbio; e le cose sarebbero andate infinitamen­te peggio che non adesso.

AMANDA E se non ci fossimo mai più incontrati? Saresti stato felice con Sibilla?

ELYOT Credo di sì.

AMANDA Oh, Elyot!

ELYOT Non c’è bisogno che tu faccia tanto l’afflitta. Sarebbe stato lo stesso con te e Vittorio. La vita sarebbe stata senza inciampi, amichevole e piacevolissima. Non credi?

AMANDA Povero Vittorio caro. Senza dubbio mi amava.

ELYOT Splendido.

AMANDA Quando l’ho incontrato ero così sola e depressa che avevo la sensazione d’invecchiare e di diventare un rudere non più desiderato da nessuno.

ELYOT Certamente è orribile cominciare a sentirsi un rudere.

AMANDA (pensosa) Mi guardava sconsolato come un delizioso spaniel, e io in certo qual modo mi sono sciolta come neve al sole.

ELYOT Dev’essere stato uno spettacolo edificante.

AMANDA Vittorio aveva in verità un grande fascino.

ELYOT Mi devi raccontare tutto sul tema.

AMANDA Aveva la mania di occuparsi sempre di me e di pro­teggermi.

ELYOT Col tempo avrebbe smesso, cara.

AMANDA Non essere scortese. Non c’è motivo d’esserlo.

ELYOT Non sono stato affatto scortese: ho semplicemente fat­to un’affermazione del tutto razionale.

AMANDA La tua voce era decisamente amara.

ELYOT Vittorio aveva delle bellissime gambe, vero? E delle orecchie deliziose.

AMANDA Non essere sciocco.

ELYOT Probabilmente la mattina doveva avere un aspetto rag­giante, ebbro e rovesciato sul guanciale.

AMANDA Non l’ho mai visto sul guanciale.

ELYOT Mi sorprende sentirlo.

AMANDA (in collera) Elyot!

ELYOT      E’ inutile arrabbiarsi.

AMANDA Che vuoi dire?

ELYOT Che sono stufo di sentirti cianciare e cicicì e cicicià, sempre di Vittorio.

AMANDA Senti, Elyot, una volta per tutte...

ELYOT Ah, cara, Salacco! Salacco! Due minuti... Salacco!

AMANDA Ma...

ELYOT (con fermezza) Salacco!

Siedono in silenzio, guardandosi. Amanda fa segno che vuo­le una sigaretta. Elyot si alza, le offre l’astuccio, poi accende la sigaretta a lei e a se stesso. Amanda si alza, va alla finestra, si ferma, guarda fuori. Elyot la raggiunge. Lei insinua il brac­cio sotto quello di lui; si baciano lievemente. Chiudono le tende, quindi vengono sul davanti e siedono sul divano, uno accanto all’altro. Elyot guarda l’orologio. Amanda alza le so­pracciglia interrogativamente; egli accenna di sì; entrambi sospirano udibilmente.

ELYOT L’abbiamo scampata bella!

AMANDA Colpa mia; ti chiedo perdono, tesoro.

ELYOT Sono stato irritante, lo riconosco. Sono certo che Vit­torio era simpaticissimo e che tu hai perfettamente ragione d’essere carina nei suoi riguardi.

AMANDA Estremamente generoso da parte tua. Amore! (Lo bacia).

ELYOT (piegandosi con lei sulla spalliera del divano) Credo che ti amo molto più di prima. Non è ridicolo? Metti su i piedi.

Amanda poggia le gambe sulle ginocchia di lui, si rannicchia­no nell’angolo del divano, la testa di lui sulla spalla di lei.

AMANDA Stai comodo?

ELYOT Quasi; aspetta un momento. (Si muove alquanto e si sistema con un sospiro).

AMANDA Per quanto tempo, mio Dio, per quanto tempo?

ELYOT (sonnacchioso) Che cosa, «per quanto tempo, mio Dio,per quanto tempo? »

AMANDA   E’ troppo perfetto adesso, perché duri.

ELYOT Donna di poca fede: questo è il tuo torto.

AMANDA Poca? Non ne ho affatto.

ELYOT Non credi in...? (Accenna in alto).

AMANDA No. E tu?

ELYOT (scuotendo la testa) No. E riguardo a...? (Accenna in basso).

AMANDA Oh, no!

ELYOT Non c’è qualcosa in cui credi?

AMANDA Oh sì, credo nell’essere buona con tutti, nel dare soldi alle vecchie mendicanti e nell’essere allegri più che si può.

ELYOT Vorresti essere sempre giovane, se potessi scegliere?

AMANDA No, non credo; specialmente se consistesse nel farsi iniettare orribili ghiandole di toro.

ELYOT Per te di mucca, cara. E di toro per me.

AMANDA Certamente viviamo in un’epoca meravigliosa.

ELYOT Troppo meravigliosa. Va bene, se si dà il caso che tu sia uno specialista in qualche campo e allora la tua concen­trazione è tale che non ti occupi più di tutto il resto. Ma per l’osservatore comune, è veramente troppo.

AMANDA (rannicchiandosi più appresso) Si, veramente troppo.

ELYOT Prendi la radio, per esempio.

AMANDA No, tesoro: lasciamo stare la radio.

ELYOT Gli aeroplani, allora, e gli elettroni e la televisione e le iniezioni di ghiandole di cui stavamo parlando.

AMANDA Dev’essere orribile per i poveri animali su cui si esperimenta.

ELYOT No, non quando gli esperimenti riescono. A Vienna credo sia possibile vedere intere file di vecchi topi decrepiti che sgambettano come file di girls.

AMANDA (ridendo) Davvero divertente!

ELYOT (nascondendo il viso nell’incavo della spalla di lei) Ti amo tanto.

AMANDA Non soffiare, amore; mi fai venire i brividi.

ELYOT (cercando di baciarla) Gira un po’ più in qui il viso.

AMANDA (condiscendente) Va bene cosi?

ELYOT (baciandola lentamente) Benissimo; ti ringrazio.

AMANDA (allacciando le sue braccia al collo di lui) Tesoro, sei tanto caro, dolce e attraente. (Trae in giù la testa di lui vicino alla sua: si baciano teneramente).

ELYOT (con dolcezza) Siamo stati dei veri pazzi deliranti a di­viderci, sia pure per un momento.

AMANDA Dei completi imbecilli.

ELYOT Io me ne resi conto quasi subito; e tu?

AMANDA Molto prima di aver la sentenza.

ELYOT Ho fatto quel maledetto viaggio intorno al mondo col cuore spezzato. Ho visto tante belle cose, amore. Il chiaro di luna su vecchissimi templi, strane danze barbare nei villaggi della giungla, fenicotteri scarlatti che volavano su un’acqua azzurro intenso. Una bellezza da togliere il respiro, ma che mi lasciava completamente freddo perché tu non eri là con me a vedere tutto questo.

AMANDA (baciandolo ancora) Portami via, ti prego, portami via subito, rifacciamoci del tempo perduto.

ELYOT La settimana prossima?

AMANDA Domani.

ELY0T E’inteso.

AMANDA Devo vedere quei deliziosi fenicotteri. (Pausa). In tutto, sono otto anni che ci amiamo. Tre di matrimonio e cinque di divorzio.

ELYOT Angelo. Angelo. Angelo. (La bacia con passione).

AMANDA (lotta debolmente) No, Elyot; basta adesso, basta...

ELYOT Perché basta? Tu stessa sai quanto ti piace che si fac­cia all’amore con te.

AMANDA (fra i baci) Ma è cosi da poco che abbiamo finito di pranzare.

ELYOT (balza in piedi abbastanza irritato) Dici delle cose dav­vero orribili.

AMANDA (accomodandosi i capelli) Non ci trovo nulla di orri­bile.

ELYOT Ti manca completamente il senso della seduzione.

AMANDA E’ difficile sentirsi seducenti quando si ha un crampo al collo.

ELYOT Perché non hai detto che avevi un crampo?

AMANDA (dolce) Ora è passato.

ELYOT Comodo il pretesto. (Si accende una sigaretta).

AMANDA (allungando la mano) Ne voglio una anch’io, per fa­vore.

ELYOT (buttando gliela) Tieni.

AMANDA Fiammifero?

ELYOT (impaziente) Un minuto, che diamine!

AMANDA Gentile e cavalleresco.

ELYOT (gettandole i fiammiferi) Tieni.

AMANDA (fredda) Grazie mille.

Un momento di silenzio.

ELYOT Riesci davvero ad essere più irritante di qualunque al­tro al mondo.

AMANDA Non riesco a vedere che cosa abbia fatto di così irri­tante.

ELYOT Manchi di tatto.

AMANDA Tatto. E tu manchi di considerazione.

ELYOT (passeggiando avanti e indietro) E’ così da poco che abbiamo finito di mangiare.

AMANDA Sì, da pochissimo.

ELYOT Queste specie di osservazioni rivelano uno spirito piut­tosto comune, temo.

AMANDA Ah sì? Davvero?

ELYOT Roba da far rabbrividire.

AMANDA Fai tante storie, perché ti sei sentito un pochino of­feso nella tua stupida vanità.

ELYOT Vanità? Che centra la vanità?

AMANDA Non sopporti il pensiero che qualche volta le nostre componenti chimiche, come le chiami tu, non si fondano bene.

ELYOT (deridendola) Componenti chimiche, come le chiami tu. Cerca di essere più esplicita, ti prego.

AMANDA Sai benissimo ciò che voglio dire; non cercare di trattarmi con degnazione.

ELYOT (forte) Sentimi Amanda...

AMANDA (a un tratto) Tesoro, Salacco! Per l’amor di Dio, Sa­lacco!

ELYOT Ma ascolta...

AMANDA Salacco, Salacco! Triplice Salacco!

Rimangono a guardarsi in silenzio per un istante; poi Aman­da si getta sul divano e nasconde il volto tra i cuscini. Elyot la guarda, poi va al pianoforte. Siede e comincia a suonare pi­gramente. Amanda alza la testa, si volge supina sui divano e ascolta. Elyot le getta un bacio e continua a suonare. Comin­cia a canterellare sottovoce, senza distogliere lo sguardo da lei. Quando ha finito il breve ritornello (a piacere) continua a suonare guardandola.

AMANDA Terribilmente romantico, tesoro.

ELYOT (sorridendo) Sì, molto romantico.

Attacca un’altra melodia. Amanda siede sul divano con le gambe incrociate e comincia a cantare; quindi si alza e sem­pre cantando va a sedersi sul piano. Cantano diversi vecchi motivi e finiscono con quello che li ha riuniti nel primo atto. Per finire Amanda scende e va a sedere sullo sgabello del piano accanto a lui: entrambi hanno le spalle semivoltate al pubblico. Lei gli posa la testa sulla spalla, finché le dita di lui scivolano dai tasti e si trovano abbracciati.

ELYOT (dopo un momento) Sei la donna più emozionante e più eccitante mai esistita.

AMANDA (si alza e si passa dolcemente la mano sulla bocca) Ca­ro, caro amore mio...

Egli le prende la mano e la bacia, quindi il braccio, poi si al­za e la abbraccia ardentemente. Lei lotta un poco, mezzo ri­dendo; gli sfugge, ma egli l’afferra e finiscono nuovamente sul divano, abbracciati, totalmente abbandonati alla passione del momento, ma il telefono trilla violentemente, facendoli balzare.

ELYOT Dio mio!

AMANDA Credi che siano loro?

ELYOT Chi lo sa!

AMANDA Nessuno sa che siamo qui, tranne Frida, la quale non chiama di certo.

ELYOT Allora devono essere loro.

AMANDA Che dobbiamo fare?

ELYOT (subitamente) Siamo decisi, è vero, amore... qualun­que cosa accada?

AMANDA Ora e sempre, tesoro.

ELYOT Allora non m’importa di nulla. (Si alza e va con aria di sfida al telefono che ha continuato a trillare durante la breve scena).

ELYOT (al telefono) Pronto... Pronto?... Come dice?... Com­ment? Madame qui?... Allò? Allò?... Qui, c’est ça. Oh, madame Duvallon... Qui, oui, oui. (Mette la mano sul microfo­no) E’ solo qualcuno che vuoi parlare con la cara madame Duvallon.

AMANDA E chi è?

ELYOT Non ne ho la più pallida idea. (Al telefono) Je regrette beaucoup, monsieur, mais madame Duvallon vient de par­tir... cette après midi, pour Madagascar. (Riaggancia) Brr... Mi ha fatto prendere uno spavento.

AMANDA Mi son sentita i brividi per la schiena.

ELYOT Cosa faremo se vengono qui all’improvviso?

AMANDA Ci comporteremo squisitamente.

ELYOT Con perfetto controllo?

AMANDA Sì; probabilmente io farò un inchino vecchia ma­niera.

ELYOT (siede sull’orlo del divano) Cose che dovrebbero es­sere spaventevoli non hanno nessuna importanza quando si èfelici, vero?

AMANDA Quel che èterribile èche non ci si può mantenere fe­lici.

ELYOT Non dire così, tesoro.

AMANDA vero. L’intera faccenda è una storiella non molto spiritosa.

ELYOT Intendi dire quella cosa sacra e splendida che èl’a­more?

AMANDA Sì, proprio così.

ELYOT (camminando in su e in giù con aria drammatica) Qual èil suo pieno significato? E’quanto mi chiedo nella mia in­cessante ricerca della verità fondamentale. Buon Dio qual è il suo pieno significato?

AMANDA Non prendermi in giro: parlo sul serio.

ELYOT (serio) Non esser seria, amor mio, faresti proprio il lo­ro gioco.

AMANDA Loro, chi?

ELYOT Tutti i futili moralisti che cercano di rendere la vita insopportabile. Ridi di loro. Sii irriverente. Ridi di tutto, del­le loro sacre dottrine antiquate. L’irriverenza fa venir fuo­ri tutta l’acredine che c’è nella loro maledetta luce e dol­cezza.

AMANDA Se rido di tutto, dovrò ridere anche di noi.

ELYOT Senza dubbio. Siamo oggetti di scherno anche noi.

AMANDA Quanto tempo durerà questo nostro ridicolo amore opprimente?

ELYOT Chissà?

AMANDA Avremo sempre voglia di tormentarci e di litigare?

ELYOT No, questo desiderio si attenuerà, insieme alla nostra passione.

AMANDA Oh caro, e questo ci andrà?

ELYOT Dipenderà da come si sarà giocato, se bene oppure no.

AMANDA E se uno di noi muore? Chi rimane continuerà a ri­dere?

ELYOT Sì, sì a più non posso.

AMANDA (prendendo gli la mano con malinconia) Questa è una cosa abbastanza seria, no?

ELYOT Ma niente affatto. La morte è una cosa da ridere: un piccolo mistero ingegnoso. Tutto un gioco di specchi.

AMANDA Tesoro, credo che tu stia dicendo delle sciocchezze.

ELYOT E così tutti gli altri, a lungo andare. Cerchiamo d’es­sere superficiali e compiangiamo i poveri filosofi. Soffiamo nelle trombette e godiamo della festa più che si può, come degli scolaretti idioti. Assaporiamo la gioia del momento. Vieni a darmi un bacio tesoro, prima che il tuo corpo sia pu­tredine e i vermi ti saltellino dentro e fuori dalle orbite.

AMANDA I vermi non saltellano, Elyot.

ELYOT (baciandola) Se anche ti dipingi tutta di verde e ti met­ti a ballare nuda in place Vendòme e corri via sfrenata con tutti gli uomini del mondo, non dirò una parola, finché ame­rai me più di tutti.

AMANDA Grazie, caro. Lo stesso vale per te; salvo che ti sor­prenda anche solo a guardare un’altra donna, ti ammazzo.

ELYOT Ti ricordi quella terribile scena che abbiamo avuto a Venezia?

AMANDA Quale in particolare?

ELYOT Quando in piazza hai comprato quel serpentello di le­gno dipinto e me lo hai messo sul letto.

AMANDA Ah, Carlo. Si chiamava Carlo. Si contorceva con tan­ta grazia.

ELYOT Una cosa orribile. Odiosa.

AMANDA Sì lo so. L’hai gettato dalla finestra nel Canal Gran­de. Non credo che te lo perdonerò mai.

ELYOT Quanto durò la lite?

AMANDA Continuò a intervalli per parecchi giorni.

ELYOT Il peggio fu a Cannes, quando il tuo ferro da ricci fe­ce un bel buco nella mia veste da camera nuova. (Ride).

AMANDA Bruciò anche il mio pettine e tutti gli asciugamani in bagno. E fu la prima volta che mi picchiasti.

ELYOT Non ti picchiai molto forte.

AMANDA Il direttore venne in camera e ci trovò che rotolava­mo sul pavimento, mordendoci e graffiandoci come pantere.Oh Dio, Dio... (Ride senza potersi fermare).

ELYOT Non dimenticherò mai la sua faccia.

Ridono convulsamente entrambi.

AMANDA Che cosa ridicola! Veramente ridicola.

ELYOT Eravamo molto più giovani, allora.

AMANDA E molto più sciocchi.

ELYOT Per dir la verità, la causa di quella lite fu Piero Bur­den.

AMANDA  Sapevi benissimo che non c’era nulla fra noi.

ELYOT  Non sapevo niente: sapevo che accettavi dei regali da lui.

AMANDA Regali: un volgarissimo fermaglio.

ELYOT Me lo ricordo benissimo: tutto scintillante di brillanti. Di un gusto atroce.

AMANDA Niente affatto: era molto carino. Ce l’ho ancora e lo porto spesso.

ELYOT E ti facevi in quattro a tormentarmi col tuo Piero Burden.

AMANDA No sei stato tu che con la tua immaginazione di ge­loso hai costruito una tua storia.

ELYOT Devi ammettere che era innamorato dite, no?

AMANDA Un pochino, forse. Nulla di serio.

ELYOT Però ti sei lasciata baciare. L’hai detto tu stessa.

AMANDA Beh, che c’è di male?

ELYOT Come, che c’è di male?

AMANDA A lui faceva molto piacere e a me non recava danno.

ELYOT    E io?

AMANDA Se non fossi stato cosi sospettoso e ficcanaso, non ne avresti mai saputo nulla.

ELYOT    E’ un bel modo di vedere le cose, devo dire!

AMANDA Oh caro, sono stufa di questo discorso.

ELYOT Anch’io: non ne posso più. (Va verso la tavola). Un po’ di cognac?

AMANDA No, grazie.

ELYOT Ne prenderò  un po’ io.

AMANDA Ne hai già bevuto due bicchierini non vedo perché tu ne voglia dell’altro.

ELYOT Per nessuna particolare ragione, comunque erano mol­to piccoli.

AMANDA Mi sembra così sciocco seguitare sempre la stessa cosa.

ELYOT (si versa un bicchierino) Non mi pare che tre bicchieri­ni di liquore in un’intera serata significhino seguitare e segui­tare senza cessa.

AMANDA     E’diventata un’abitudine per te.

ELYOT Fai tanto la grande, soltanto perché in questo momen­to tu non ne hai voglia.

AMANDA Non esser cosi stupido.

ELYOT (un po’ irritato) Senti, Amanda...

AMANDA Che cosa?

ELYOT Nulla.

Amanda siede sul divano e estraendo uno specchietto dalla borsetta, si guarda con occhio critico; poi si incipria e si dà un po’ di rosso.

ELYOT (un po’ aspro) Hai intenzione di uscire, cara?

AMANDA No; mi faccio seducente per te.

ELYOT Questa risposta mi spezza il cuore.

AMANDA Il compito della donna è di sedurre l’uomo. Vuoi guardarmi un momento?

ELYOT In realtà questo è Perfettamente vero.

AMANDA Oh no, non ècosì.

ELYOT Sì, è così.

AMANDA Oh smettila un po’.

ELYOT Peccato tu non abbia bevuto un altro po’ di cognac; ti avrebbe resa un pochino meno sgradevole.

AMANDA Non mi pare che abbia avuto effetti miracolosi su di te.

ELYOT Mordj, rnordi, mordi; come un piccolo aspide.

AMANDA Gli aspidi non mordono: pungono.

EI,YOT Sciocchezze: hanno un sacchettjno di veleno dietro i loro denti e mordono.

AMANDA Pungono.

ELYOT Mordono.

AMANDA (con esasperazione) Non me ne importa, hai capito? Non me ne importa E non m’importa se abbaiano o se corro­no come cerchi.

ELYOT (dopo una breve pausa) Hai visto spesso Piero Bur­den dopo il nostro divorzio?

AMANDA Sì, spessissimo

ELYOT Immagino allora che ti sarai fatta baciare ancora di più.

AMANDA Non sono affari che ti riguardano.

ELYOT Devi aver fatto una vita sregolata. (Amanda non ri­sponde,. egli cammina a grandi passi per la stanza). Senza al­cun freno.., molto divertente... Del resto, non ne hai mai avu­to molto.

AMANDA Sei veramente insopportabile; sarà perché sei ubria­co.

ELYOT Non sono affatto ubriaco.

AMANDA Non hai mai Sopportato l’alcol.

ELYOT Credo d’aver già detto che ho bevuto solo tre minutis­Simi bicchierini di cognac in tutta la serata. Neanche un bim­bo di due anni si ubriacherebbe con simile quantità.

AMANDA Al contrario: un bimbo di due anni si ubriacherebbe con un solo bicchierino.

ELYOT Interessantissimo. E un bimbo di quattro, un bimbo di sei e un bimbo di nove?

AMANDA (volgendo la testa altrove) Oh, smettila!

ELYOT (insistente) Sai, potremmo dar il via a un bellissimo di­battito sui pupi intemperanti.

AMANDA Non sei molto spiritoso, caro: faresti meglio a bere un altro po’ di cognac.

ELYOT Ottima idea. Farò proprio così. (Se ne versa un altro bicchierino e lo tracanna con aria di sfida).

AMANDA Asino ridicolo.

ELYOT Che cosa hai detto, scusa?

AMANDA Ho detto: asino ridicolo.

ELYOT (dignitoso) Grazie. (Un silenzio. Amanda si alza e met­te in moto il grammofono). Credo sarà meglio tu lo spenga.

AMANDA (freddamente) Perché?

ELYOT   E’ molto tardi e darà fastidio alla gente di sopra.

AMANDA Non c’è gente di sopra: c’è lo studio di un fotografo.

ELYOT Ce ne sarà di sotto, immagino.

AMANDA Sono a Tunisi.

ELYOT Non è la stagione adatta per Tunisi. (Spegne il gram­mofono).

AMANDA (glaciale) Riaccendilo, ti prego.

ELYOT Non me lo sogno neppure.

AMANDA Insomma, se insisti ad essere idiota e villano... (Si alza e riaccende il grammofono).

ELYOT Spegnilo. Mi dà ai nervi.

AMANDA Sei troppo eccitabile. Cerca di dominarti.

ELYOT Spegnilo.

AMANDA No.

Elyot si precipita sul grammofono. Amanda cerca di impedir­gli di toccare lo strumento. Lottano in silenzio per qualche. istante. Poi si sente la puntina stridere sul disco.

AMANDA Ecco: hai rovinato il disco. (Lo toglie e lo esamina).

ELYOT Ne sono ben contento.

AMANDA Porco odioso e insopportabile.

ELYOT (preso a un tratto dal rimorso) Amanda, tesoro... Sa­lacco.

AMANDA (furente) All’inferno tu e il tuo Salacco. (Gli rom­pe il disco in testa).

ELYOT (traballando) Bestiolina spregevole che non sei altro.(Le dà un ceffone in viso).

Amanda urla e si getta sul divano singhiozzando di rabbia, il volto affondato fra i cuscini.

AMANDA (lamentandosi) Oh... oh... oh...

ELYOT Perdonami, non volevo... Perdonami, tesoro, ti giuro che non volevo...

AMANDA Vattene, vattene, ti odio.

Elyot si inginocchia sul divano e cerca di farla voltare perché lo guardi.

ELYOT Amanda... ascolta... ascoltami...

AMANDA (si volta improvvisamente e gli assesta un pugno sul viso) Oh, ascolta, ascolta... Sono stufa di ascoltarti, male­detto sadico prepotente.

ELYOT (con grande dignità) Grazie. (Va verso la porta, in di­gnitoso silenzio. A manda gli lancia un cuscino che manca la mira e va a colpire una lampada e un vaso sul tavolino a mu­ro. Elyot ride forzatamente). Bello spettacolo, debbo dire.

AMANDA (violenta) Smettila di ridere così!

ELYOT (continuando a ridere) Divertentissimo davvero!

AMANDA (perdendo il controllo) Basta.., basta.., basta... (Gli corre addosso; lui le afferra le mani e si muovono per la stan­za, finché lui riesce a torcerle le braccia in modo che lei gli ri­mane di fronte, tremante di rabbia). Ti odio... mi senti? Sei presuntuoso, opprimente e assolutamente insopportabile.

ELYOT (urlando più di lei) Sei una bestiolina cattiva, malva­gia e impudica; non voglio più vederti finché vivo. (La spin­ge lontano da sé).

Amanda traballa e cade contro una sedia. Rimangono per un momento col fiato grosso a guardarsi.

AMANDA (molto tranquillamente) Questa è la fine, capisci? La fine: del tutto e per sempre. (Va alla porta che dà sul piane­rottolo, la apre con violenza. Lui le corre dietro e l’afferra per il polso).

ELYOT Non te ne andare così.

AMANDA Sì, sì me ne vado.

ELYOT Ti dico di no...

AMANDA E io ti dico di si... Lasciami. (Lui la tira indietro; lot­tano nuovamente. Questa volta è una lampada a stelo che cade a terra. Amanda, affannando, mentre lottano) Sei un mascalzone e io ti odio e ti disprezzo. Grazie a Dio mi sono accorta in tempo di quello che sei; sposarti di nuovo? Mai, mai e poi mai... Piuttosto morire in mezzo ai peggiori tor­menti.

ELYOT (nello stesso tempo) Finiscila, finiscila! Non ti sposerei nemmeno se tu ti trascinassi dinanzi a me in ginocchio; non sei altro che un gretto e maligno piccolo vampiro... Prego Dio che non ti faccia apparire mai più dinanzi ai miei occhi finché vivo...

A questo punto inciampano in un tappeto e cadono a terra, dove si rotolano in un parossismo di rabbia. Dalla porta aper­ta entrano silenziosamente Sibilla e Vittorio e rimangono a fissarli inorriditi. Finalmente Amanda si libera e si solleva a metà’ Elyot le afferra una gamba e lei cade contro un tavoli­no, facendolo andare a terra.

AMANDA (gridando) Bestia... bruto... porco... vigliacco... ma­scalzone... bestia.., bruto... demonio...

Amanda si precipita su Elyot che si sta sollevando da terra e gli dà un urtone che lo fa nuovamente cadere. Lei corre alla cieca a sinistra, esce sbattendo la porta nello stesso momento in cui lui balza in piedi, corre a destra ed esce sbattendo la porta. Vittorio e Sibilla, spaventati, si addentrano nella stan­za e si sprofondano sul divano.

Sipario

Fine Atto Secondo


Atto Terzo

La stessa scena dell’atto precedente. L’indomani mattina. Sono circa le Otto e mezzo. Vittorio e Sibilla hanno messo i due divani contro le porte di destra e di sinistra e sono sdra­iati su di essi, addormentati. Vittorio è dinanzi alla porta di Amanda, Sibilla dinanzi a quella di Elyot. La stanza è un caos, come è stata lasciata la sera prima. Quando si alza il si­pario, si sente stridere una chiave nella serratura della porta in fondo ed entra Luisa. E’ una ragazza dall’apparenza piut­tosto rude; regge una borsa di rete contenente commestibili vari; più particolarmente visibili sono uno sfilatino e della lattuga. Chiude la porta dietro di sé e nella semioscurità in­ciampa nella lampada a stelo che è per terra. Posa la borsa e va a tentoni verso la finestra. Tira le tende e la luce del sole inonda la stanza. Quando si guarda attorno, getta un piccolo grido d’orrore. Si accorge allora di Vittorio e di Sibilla che dormono tranquillamente; si avvicina e li osserva attenta­mente uno dopo l’altro; quindi scuote Sibilla per la spalla.

SIBILLA (svegliandosi) Oh Dio...

LUISA Buon jour, madame.

SIBILLA (disorientata) Cosa?... Ah... Buon jour.

LUISA Qu’est-ce que vous faites ici, madame?

SIBILLA Come... come?... Aspettate un momento... attendez un istant... Dio mio... Vittorio...

VITTORIO (assonnato) Che c’è? (balza in piedi). Ah, sì; mi ri­cordo. (Vedendo Luisa) Oh!

LUISA (con fermezza) Buon jour, monsieur.

VITTORIO Hm... bon jour... Che ora è?

LUISA (un po’ ottusamente) Eh, monsieur?

SIBILLA (mettendosi a sedere sul divano) Quelle heure est-il, s’il vous plait?

LUISA Neuf heures moins dix, madame.

VITTORIO Che ha detto?

SIBILLA Credo che abbia detto che sono circa le dieci.

VITTORIO (impadronendosi della situazione) Hm... voulez...hm... svegliare... reveiller monsieur et madame... hm... tout suite?

LUISA (scuotendo la testa) Non, monsieur. Il m’est absolu­ment défendu de les appeler jusq’à ce qu’ils sonnent. (Ri­prende la borsa e va in cucina).

Vittorio e Sibilla si guardano scoraggiati.

SIBILLA Che facciamo adesso?

VITTORIO (con decisione) Li sveglieremo noi. (Va verso la porta di Arnanda).

SIBILLA No, no, aspetta un momento.

VITTORIO Che c’è?

SIBILLA (lamentosamente) Non potrei affrontarli, in questo momento; davero non potrei; mi sento così sconvolta.

VITTORIO Anch’io. (Si porta sconsolato alla finestra).E’una magnifica mattinata.

SIBILLA Magnifica. (Scoppia in lacrime).

VITTORIO (va verso di lei) Andiamo non piangere.

SIBILLA Non posso farne a meno...

VITTORIO Ti prego non piangere...

SIBILLA tutto così sordido... Avremmo fatto meglio a non rimanere... A che serve?

VITTORIO Bisogna che li vediamo prima di tornare in Inghil­terra, dobbiamo aggiustare le cose.

SIBILLA (lasciandosi affondare sul divano) Dio mio, Dio mio,Dio mio, vorrei essere morta.

VITTORIO Zitta, zitta ora. Ricordati la tua promessa. Dobbia­mo uscire da questo impiccio insieme e sistemare la faccenda in un modo o in un altro.

SIBILLA (tirando su col naso) Cercherò di dominarmi; ma sono così... così stanca; è un secolo che non dormo come si deve.

VITTORIO Anch’io.

SIBILLA Se non fossimo arrivati in quel momento, si sarebbe­ro ammazzati.

VITTORIO Dovevano essere ubriachi.

SIBILLA Lei lo stava picchiando.

VITTORIO Di certo lui l’avrà picchiata poco prima.

SIBILLA Non avevo idea che ci si potesse comportare in quel modo; è talmente

disgustoso, degradante... proprio Elly...oh Dio... (Sta per piangere nuovamente, ma si trattiene).

VITTORIO L’hai scampata bella!

SIBILLA L’abbiamo scampata bella entrambi.

Amanda apre la sua porta e guarda nella stanza. E’ in abito da viaggio e ha con sé una valigetta. Sobbalza nel vedere Sibilla e Vittorio.

AMANDA Oh! ... Buon giorno.

VITTORIO (con infinito rimprovero nella voce) Ah, Amanda!

AMANDA Fammi il piacere di scostare il divano, perché possa uscire.

Vittorio scosta il divano; ella procede nella stanza e va verso la porta

VITTORIO                        Dove vai?

AMANDA                         Via.

VITTORIO                        Non puoi.

AMANDA                         Perché no?

VITTORIO                        Desidero parlarti.

AMANDA (stancamente) A che diamine serve?

VITTORIO Bisogna che ti parli.

AMANDA Ti assicuro che è una cosa molto irrispettosa. (Posa la valigetta accanto alla porta e viene sul davanti, verso Vit­torio).

VITTORIO Amanda, io...

AMANDA (con grazia, decisa a mettersi al disopra della situazio­ne) Immagino che sia Sibilla: molto lieta... (Sibilla le vol­ge le spalle). Senta, se assume questo atteggiamento, non so che cosa sia venuta a fare.

SIBILLA Sono venuta a vedere Elyot.

AMANDA Non ho il minimo desiderio di impedirglielo, è di là, probabilmente immerso in uno stupore alcolico.

VITTORIO Tutto ciò è molto spiacevole, Amanda.

AMANDA Lo riconosco anch’io; perciò voglio andarmene.

VITTORIO Così non fai che evitare una discussione che biso­gna fare una buona volta.

AMANDA Va bene, se insisti. Ma non ora: non mi sento. E’ ve­nuta Luisa?

VITTORIO Se Luisa è la domestica, è in cucina.

AMANDA Grazie. Forse gradirete un po’ di caffè; scusate un momento. (Va in cucina). SIBILLA Ah beh...! Ma come ha il coraggio?

VITTORIO (irritato) Il coraggio di che cosa?

SIBILLA Di essere così calma, come se nulla fosse accaduto.

VITTORIO Non vedo come avrebbe potuto comportarsi diver­samente.

SIBILLA E’ una cosa insopportabile.

ELYOT (apre la porta e guarda nella stanza. Vedendoli) Oh Dio... (Richiude la porta in fretta).

SIBILLA Elyot... Elyot. (Corre alla porta e bussa) Elyot...Elyot... Elyot...

ELYOT (di dentro) Vattene.

SIBILLA (cadendo sul divano) Oh, oh, oh... (Scoppia nuova­mente in lacrime).

VITTORIO Per l’amor di Dio, calmati.

SIBILLA Non posso, non posso... Oh, oh, oh...

AMANDA (rientra) Ho ordinato caffè e brioches: saranno qui a momenti. Chiedo scusa se la stanza è così in disordine. (Rac­coglie un CUscino e lo rimette a posto sul divano).

C’è un silenzio, interrotto solo dai singhiozzi di Sibilla. Amanda la guarda e poi guarda Vittorio; quindi torna nella stanza e chiude la porta.

VITTORIO      E’ inutile piangere così; non serve a nulla.

Dopo un momento, durante il quale Sibilla fa nuovi sforzi per dominare le sue lacrime; Elyot apre la porta immediata­mente dietro di lei, spinge via il divano con lei sopra e va ver­so la porta. t in abito da viaggio e ha con sé una valigetta.

SIBILLA (precipitandosi dietro di lui) Elyot, dove vai?

ELYOT Canada.

SIBILLA Non puoi partire così! Non puoi.

ELYOT Non vedo alcuna ragione di rimanere.

VITTORIO   E’ per Sibilla che deve rimanere.

ELYOT Credo che non ci siamo ancora conosciuti: molto lieto.

SIBILLA Devi restare, devi restare.

ELYOT Va bene, se insisti. (Posa la valigetta). Temo che la stanza sia un po’ sottosopra. Hai visto Luisa?

VITTORIO    E’ in cucina.

ELYOT Bene. Ordinerò il caffè. (Fa per portarsi verso la cu­cina).

VITTORIO (trattenendolo) No, vostra... hm... mia... hm...Amanda lo ha già ordinato.

ELYOT Ah, son contento che la vecchia sia già in faccende.

VITTORIO Bisogna mettere le cose a posto, sa.

ELYOT (guardandosi attorno) Si, è terribile. Faremo venire su il portinaio.

VITTORIO Si atteggia a disinvolto di proposito, ma non serve.

ELYOT Mi dispiace. (Silenzio).

VITTORIO (dopo una pausa) Che cosa bisogna fare?

ELYOT Non lo so.

SIBILLA (con vivacità) E’ orribile tutto ciò. Mi sento come in­sozzata; come se mi fossero strisciate addosso non so che su­dicie cose.

ELYOT Può anche darsi; il divano è molto vecchio.

VITTORIO Se non la smette di fare il disinvolto le rompo la testa.

ELYOT (alzando le sopracciglia) Non ha mai pensato che la disinvoltura possa coprire un vero e proprio imbarazzo?

VITTORIO In una situazione come questa, e cosa di pessimo gusto.

ELYOT Non peggiore di quel che sarebbe facendo dello strepi­to e lanciando invettive. A dire il vero, credo che questa si­tuazione sia assolutamente senza precedenti. Manchiamo di una precisa etichetta cui far riferimento. Continuerò a esser disinvolto.

SIBILLA Oh Elyot, come puoi...

ELYOT Sono molto dispiaciuto, Sibilla.

VITTORIO E’ abbastanza facile essere dispiaciuti.

ELYOT Al contrario. Lo trovo molto difficile. Di rado mi di­spiaccio di qualcosa. Questa è una vera eccezione: una gior­nata da segnarsi in rosso sul calendario. Dobbiamo tutti sfrut­tarla al massimo.

SIBILLA Non ti perdonerò mai, mai. Non avrei mai creduto che si potesse esser così insensibili e crudeli.

ELYOT Mi metto nei tuoi panni e — come ti ho detto prima —sono  dispiaciuto.

Un silenzio. Dopo un momento rientra Amanda. Ha eviden­temente deciso di condurre la cosa brillantemente e con spi­rito.

AMANDA (in tono mondano) Come! Il caffè non è ancora pron­to? Davvero, la servitù francese è molto lenta. (Sorride lie­tamente). Che splendida mattinata. (Va alla finestra). Adoro Parigi: è così allegra! Quei magnifici alberi dei Champs Ely­sées, e quegli spiazzi coi bambini che giocano e i tassì rossi. Si vede benissimo il Sacre Coeur, oggi: a volte invece è un po’ nebbioso, specialmente d’agosto, sapete, con tutta quell’afa che sale dalle strade.

ELYOT (seccamente) Sì, cara: lo sappiamo.

AMANDA (ignorandolo) Ed è paradisiaco abitare così in alto.Ho trovato questo appartamento tre anni fa, proprio per puro caso. Stavo al Plaza Athenée, proprio qui sotto...

ELYOT (con entusiasmo) Un albergo delizioso, con un cortile incantevole e una fontana che fa plop plop plop plop plop plop plop.

VITTORIO E’ ridicolo, Amanda.

ELYOT (continuando) Plop plop plop...

AMANDA (soverchiandolo) Sentimi Vittorio: mi rifiuto di par­lare di cose importanti finché non ho preso il caffè. Adesso non mi è possibile concentrarmi lo so.

ELYOT (sarcastico) Che modi, che equilibrio. Davvero invi­diabili. Riuscire a comportarsi, nella più imbarazzante delle situazioni, con tanto tatto, delicatezza e soprattutto... tanta fierezza. Prosegui Amanda; stai rendendo tutto così più fa­cile. Tra un istante giocheremo tutti al gioco dell’anello.

AMANDA Ti prego di non rivolgerti a me: non desidero par­larti.

ELYOT Splendido.

AMANDA E non bastasse, non lo farò più finché vivo.

ELYOT Cercherò di pormi al disopra.

AMANDA Mi è stato insegnato, fin dall’infanzia, che è scorret­to, per un uomo, picchiare una donna.

ELYOT Una tradizione assai scadente. Certe donne dovrebbero essere picchiate regolarmente, come i gong.

AMANDA Sei un mascalzone bell’e buono e un prepotente.

ELYOT E tu sei una sciattona screanzata e irascibile.

AMANDA (gridando) Sciattona davvero!

ELYOT Si, sciattona, sciattona e pescivendola.

VITTORIO Chiuda la bocca, porco che non è altro.

ELYOT Si occupi dei suoi maledetti affari.

Stanno per venire alle mani, quando Sibilla si precipita fra di loro.

SIBILLA Basta, basta, è inutile continuare cosi... Basta, vi sup­plico... (Ad A manda) Mi aiuti, su mi aiuti lei...

AMANDA Io non mi immischio. Se si vogliono picchiare, si picchino pure; forse l’aria diventerà comunque più respirabile.

SIBILLA Sì, ma...

AMANDA Venga in camera mia, forse vorrà lavarsi o altro.

SIBILLA No, ma...

AMANDA (con fermezza) Andiamo, venga.

SIBILLA Va bene. (Scuote la testa verso Elyot; Amanda la conduce con sé).

VITTORIO (bellicoso) Ora, dunque!

ELYOT Ora, dunque, che cosa?

VITTORIO Ritira quello che ha detto ad Amanda?

ELYOT Ma si, ritiro tutto, se solo smette di urlare.

VITTORIO (con disprezzo)E’anche un vigliacco.

ELYOT Non vede che vogliono che ci picchiamo?

VITTORIO No, non lo vedo, perché dovrebbero volerlo?

ELYOT Istinti femminili primitivi.., maschi guerrieri.., una co­sa molto divertente.

VITTORIO Crede di essere molto furbo, non è vero?

ELYOT Credo di esser un po’ più furbo di lei; ma questo ovvia­mente non è dir molto.

VITTORIO (violento) Come?

ELYOT Oh, via, si segga.

VITTORIO No.

ELYOT Beh, se permette mi siedo io; sono stanchissimo. (Sie­de).

VITTORIO Per l’amor di Dio. Si comporti da uomo.

ELYOT (pazientemente) Mi ascolti un momento. Tutta questa combattività è giusta, opportuna, estremamente tradiziona­le; ma se riflette un momento, si renderà conto che non ci porterà a nulla.

VITTORIO All’inferno tutto questo.

ELYOT Vorrei spiegarle che se lei mi colpisce, anch’io la col­pirà, e con tutta probabilità ugualmente forte, se non più forte. Ritengo d’esser forte quanto lei. Allora lei mi colpi­rebbe di nuovo e io di nuovo la colpirei e cosi di seguito fin­ché uno dei due non fosse messo knock out. Ora, se è capace di spiegarmi per bene in qual modo ciò possa migliorare la situazione, io mi tolgo la giacca e cominciamo immediata­mente a prenderci a pugni di santa ragione.

VITTORIO Mi alleggerirebbe lo spirito.

ELYOT Solo se vincerà.

VITTORIO Certo che vincerei.

ELYOT Vuole provare?

VITTORIO Sì.

ELYOT (balzando in piedi) Eccomi pronto. (Si toglie la giacca).

VITTORIO Un momento.

ELYOT Ebbene?

VITTORIO Che cosa intendeva col dire che loro vogliono che noi ci si picchi?

ELYOT Che sarebbe un vero balsamo per la loro vanità.

VITTORIO Ama Amanda?

ELYOT un combattimento o una discussione? Se si tratta di quest’ultima cosa, mi rimetto la giacca, perché non voglio prendermi un raffreddore.

VITTORIO Risponda alla mia domanda, la prego.

ELYOT Vuole una sigaretta?

VITTORIO (con impeto) Risponda alla mia domanda.

ELYOT una domanda un po’ sciocca, se la analizza.

VITTORIO Ama Amanda?

ELYOT (confidenzialmente) Stamane non molto in tutta sin­cerità; le dirò che mi piacerebbe tirarle il collo. Lei l’ama?

VITTORIO Questo non c’entra.

ELYOT Al contrario: è proprio il nocciolo dell’intera faccenda. Se l’ama ancora, potrà perdonarle e vivere con lei in pace e armonia fino al novantottesimo anno.

VITTORIO Lei ovviamente è ben più mascalzone di quanto pensassi.

ELYOT Lei nell’intera faccenda è completamente dalla parte della ragione: non creda che non me ne renda conto perfet­tamente. Ma è estremamente  increscioso.

VITTORIO Increscioso!

ELYOT Avrebbe potuto essere peggio.

VITTORIO Mi dispiace che la pensi così! Ma ora che cosa ha intenzione di fare? Questo è quel che voglio sapere. Che ha intenzione di fare?

ELYOT (improvvisamente serio) Non lo so, non m’interessa.

VITTORIO Immagino che si renderà conto di aver spezzato il cuore di quella povera creatura.

ELYOT Quale povera creatura?

VITTORIO Sibilla, chi altro?

ELYOT Oh, la cosa non è poi tanto grave. Le passerà e mi di­menticherà completamente.

VITTORIO Lo spero sinceramente.., per il suo bene.

ELYOT Anche Amanda mi dimenticherà completamente. Tut­ti mi dimenticheranno. Morissi pure in mezzo alle peggiori sofferenze, non importerebbe niente a nessuno.

VITTORIO Non dica simili sciocchezze.

ELYOT Mi deve perdonare se vedo tutto sotto una luce piut­tosto tetra ma il fatto è che tutt’a un tratto mi sento piutto­sto depresso.

VITTORIO Intendo divorziare da Amanda, citando lei come correo.

ELYOT Benissimo.

VITTORIO E Sibilla divorzierà da lei a causa di Amanda. Sa­rebbe follia da parte di voialtri tentare una difesa.

ELYOT Giusto.

VITTORIO E più presto sposerà Amanda, meglio sarà.

ELYOT Non sposerò Amanda.

VITTORIO                          Come?
ELYOT                                una donna malvagia d’indole spregevole.
VITTORIO                          Avrebbe dovuto pensarci prima.

ELYOT Infatti ci ho pensato.

VITTORIO (con decisione) Deve sposarla.

ELYOT Sposerei piuttosto un leopardo famelico.

VITTORIO (adirato) Mi stia a sentire. Sono stufo di queste storie. Se la sta cavando molto più facilmente di quel che si merita; può ritenersi fortunato se non le ho tirato un colpo di rivoltella.

ELYOT (con improvvisa veemenza) Se in lei ci fosse stata una scintilla di dignità, mi avrebbe sparato. Lei è tutto un agi­tarsi e incollerirsi, un o di quegli inglesi fatti di ovatta. La disprezzo.

VITTORIO (a denti stretti) Mi disprezza?

ELYOT Sì, profondamente, lei non è che un pallone gonfiato.

(Va nella sua camera e sbatte la porta, lasciando Vittorio am­mutolito dal furore).

Rientrano Amanda e Sibilla.

AMANDA (brillante) Beh, che cosa è successo?

VITTORIO (cupo) Non è successo niente.

AMANDA Dovresti vergognarti di ammetterlo.

SIBILLA Dov’è Elyot?

VITTORIO Là dentro.

AMANDA Che cosa sta facendo?

VITTORIO (voltandosi altrove, irritato) Che ne so io?

AMANDA Se tu fossi la metà dell’uomo che ti credevo, lui si starebbe bendando.

SIBILLA (con sfida) Elyot è forte quanto Vittorio.

AMANDA (adirata) Mi piacerebbe averne la prova.

SIBILLA Non c’è bisogno d’esser cosi vendicativa.

AMANDA Poco fa ha ingiuriato Elyot neanche fosse una taglia-borse, mi è sembrato; ora ne prende le difese.

SIBILLA Comincio a sospettare che lui non sia tanto da biasi­mare come credevo.

AMANDA Ah, davvero!

SIBILLA Non c’è dubbio che lei ha un carattere molto poco piacevole.

AMANDA un poco difficile tener dietro ai suoi repentini mu­tamenti di schieramento; ma è giovane e inesperta, perciò le perdono spontaneamente.

SIBILLA (riscaldandosi) Vedendo gli abissi di degradazione a cui l’età e l’esperienza l’hanno condotta, sono contenta d’es­ser come sono!

AMANDA (con dignità) Questo è eccessivamente insultante. E’ meglio che se ne vada altrove. (Fa un gesto vago con la ma­no).

SIBILLA Dopo tutto, Elyot è mio marito.

AMANDA Se lo porti via, per carità.

SIBILLA Lo farò di certo, se non starà attenta! (Va alla porta di Elyot e bussa). Elyot... Elyot...

ELYOT (da dentro) Chi è?

SIBILLA Fammi entrare, ti prego, fammi entrare, devo par­larti!

AMANDA Dio mi preservi dalle donne gentili!

SIBILLA Dovrebbe preservarla la sua stessa reputazione.

AMANDA (irritata) Oh, vada all’inferno!

Elyot apre la porta e Sibilla scompare nella sua camera. Amanda guarda Vittorio, il quale con le spalle voltate, guar­da fuori della finestra; quindi si aggira per la stanza, facendo qualche vano tentativo di rimettere un po’ di ordine. Lancia ancora un ‘occhiata a Vittorio.

AMANDA Vittorio.

VITTORIO (senza voltarsi) Che c’è?

AMANDA (triste) Niente. (Comincia a cercare di spingere uno dei divani per rimetterlo a posto).

Vittorio si volta, vede Amanda e va ad aiutarla in silenzio.

VITTORIO Dov’è che va messo?

AMANDA Là. (Dopo che lo hanno messo a posto, Amanda vi si siede; è un poco affannata). Grazie, Vittorio.

VITTORIO Non c’è di che.

AMANDA (dopo una pausa) Che cos’hai detto a Elyot?

VITTORIO Che era persino indegno di disprezzo.

AMANDA Bene.

VITTORIO Penso che tu sia matta, Amanda.

AMANDA L’ho spesso pensato anch’io.

VITTORIO Mi sento del tutto smarrito, del tutto disorientato.

AMANDA Non ti do torto. Non è che io mi senta poi tanto me­glio.

VITTORIO  Hai bevutoi ieri sera?

AMANDA   No di certo!

VTTORIO  Elyot aveva bevuto?

AMANDA   Sì….dei litri.

VITTORIO  Era solito bere anche prima?

AMANDA   sì, moltissimo: Tutte le sere veniva a casa barcollante e col singhiozzo.

VITTORIO  Che schifo!

AMANDA Sì, Davvero.

VITTORIO  Ti ha veramente picchiata ieri sera?

AMANDA  E molto. Sono tutta pesta da non essere più riconoscibile.

VITTORIO (sospettando una lieve esagerazione) Amanda!

AMANDA (mettendo gli una mano sul braccio) Oh, Vittorio, so­no cosi dispiaciuta di averti dato tanti guai! Davvero! Mi sono comportata in modo orribile, lo so; ma è accaduto in me qualche cosa di strano. Non so spiegarlo: non c’è scusa: ma mi vergogno di averti reso infelice.

VITTORIO Non mi riesce affatto di capirlo. L’ho tentato, ma non mi riesce. Tutto questo è cosi diverso da te.

AMANDA Non è davvero diverso da me, questo è il guaio...Non avrei mai dovuto sposarti; sono una buona lana, io.

VITTORIO Amanda!

AMANDA Non mi contraddire. So d’essere una buona lana.

VITTORIO Non avevo intenzione di contraddirti.

AMANDA Vittorio!

VITTORIO Mi sbigottisci... letteralmente.

AMANDA Continua, continua: lo merito.

VITTORIO Non sono venuto qui per accusarti: non c’è alcun senso in questo.

AMANDA Perché sei venuto?

VITTORIO Per sapere che cosa vuoi che faccia.

AMANDA Divorziare, credo, appena possibile. Io non farò nes­suna difficoltà. Partirò, andrò lontano, molto lontano: Ma­rocco o Tunisia o un altro paese qualunque. Probabilmente sarò colta da qualche terribile male e morirò laggiù, comple­tamente sola... Oh Dio!

VITTORIO E’ inutile che ti compassioni.

AMANDA Sembra che sia io la sola a farlo. Tant’è, allora, che me la prenda allegramente. (Tira su col naso). Sono del tut­to senza scrupoli: aveva ragione Sibilla!

VITTORIO (irritato) Sibilla è una stupida!

AMANDA (illuminandosi un po’) Si, piuttosto; pare anche a me. Non capisco perché Elyot l’abbia sposata.

VITTORIO Lo ami?

AMANDA Mi sembra così insipida...

VITTORIO Lo ami?

AMANDA certamente molto graziosa, mi pare, anche se in modo piuttosto superficiale, ma comunque...

VITTORIO                    Amanda!
AMANDA                     Si, Vittorio?
VITTORIO                    Non hai risposto alla mia domanda.
AMANDA                     Non me la ricordo più.

VITTORIO (volgendosi altrove) Sei scoraggiante... scoraggian­te...

AMANDA Non ti arrabbiare; la cosa è troppo seria per arrab­biarcisi.

VITTORIO Dici un sacco di stupidaggini!

AMANDA Ma no, ti assicuro. t ridicolo continuare a discutere fra noi. Farai molto meglio a tornartene in Inghilterra e af­fidare la faccenda al tuo avvocato.

VITTORIO E tu?

AMANDA A me non pensare.

VITTORIO Una sola cosa voglio sapere, che tu non mi dirai.

AMANDA Che cos’è?

VITTORIO Ami Elyot?

AMANDA No, lo odio. Quando lo rividi improvvisamente a Deauville, fu una strana impressione. Un’impressione che mi travolse: Elyot mi attraeva, come mi ha sempre attratta: ma solo la parte peggiore di me. Ora lo vedo.

VITTORIO Non riesco a capire perché. E’ terribilmente volgare e superficiale.

AMANDA Quella specie di attrazione non la si può spiega­re... e una sorta di componente chimica come la chiamate voialtri.

VITTORIO Sì, dev’essere così!

AMANDA Non pretendo che tu capisca e non credo in nessun modo di scusarmi. Elyot è stato il primo amore della mia vi­ta e malgrado tutti i dolori che ho patito per causa sua, dev’esserci rimasta una piccola scintilla che ha fatto fiamma quando mi sono ritrovata faccia a faccia con lui. Ho perso  completamente il controllo di me e mi sono comportata da sciocca, cosa che pagherò ben bene, non dubitarne. Ma forse un giorno quando tutto questo sarà morto e sepolto, tu e io potremo rivederci ed essere amici. Almeno, dobbiamo spe­rarlo. Addio Vittorio caro. (Gli tende la mano).

VITTORIO (gliela stringe macchinalmente) Desideri sposarlo?

AMANDA Piuttosto sposerei un serpente boa.

VITTORIO Non posso andarmene e lasciarti con un uomo che beve e ti picchia.

AMANDA Non devi inquietarti al pensiero di lasciarmi, quasi fossi una sorta di pacchetto. So badare a me stessa.

VITTORIO Hai detto appena adesso che volevi andartene a Tu­nisi, a morire.

AMANDA Ho cambiato idea: non è la buona stagione per Tuni­si. Andrò in qualche altro luogo. Credo che Brioni sia molto carina d’estate.

VITTORIO Ma non ti riesce d’esser seria un minuto?

AMANDA Ti ho detto che è inutile.

VITTORIO Se ti faciliterà le cose, non chiederò di divorziarmi.

AMANDA Vittorio!

VITTORIO Possiamo vivere separati finché Sibilla avrà otte­nuto la sentenza contro Elyot; poi dopo qualche tempo, la­scerò che sia tu a chiedere il divorzio.

AMANDA (volgendosi altrove) Sei proprio deciso a farmi par­lare seriamente, che io lo voglia o no.

VITTORIO Ti ho sposata perché ti amavo.

AMANDA Basta, Vittorio! Basta! Non voglio ascoltare!

VITTORIO E credo che ti amo ancora; non si può cambiare da un minuto all’altro. Tu non mi hai mai amato. Lo vedo ades­so; perciò forse tutto è andato per il meglio.

AMANDA Ho creduto di amarti: l’ho creduto in tutta sincerità.

VITTORIO Sì, lo so, non crucciartene.

AMANDA L’hai scampata bella.

VITTORIO Me lo son detto molte volte durante i giorni scorsi.

AMANDA E’ inutile ripetermelo.

VITTORIO Sei d’accordo su quanto ti ho detto per il divorzio?

AMANDA Si, sei davvero molto, molto generoso.

VITTORIO Ti risparmierà molte maldicenze. Può darsi che si possa persuadere Sibilla a non citarti.

AMANDA (lamentevolmente) Sì, può darsi.

VITTORIO Forse cambierà idea e rinuncerà a divorziare.

AMANDA Forse. Certo che è andata in camera sua con uno sguardo predace.

VITTORIO Saresti contenta se succedesse questo?

AMANDA Contentissima. (Ride a un tratto).

Vittorio la guarda curiosamente. Elyot e Sibilla escono dalla camera da letto. Per un momento c’è un silenzio imbaraz­zante.

SIBILLA (guardando Amanda con sguardo trionfante) Elyot e io abbiamo preso una decisione.

AMANDA Stupendo!

VITTORIO E qual è?

AMANDA Non essere sciocco, Vittorio: guardali in faccia.

ELYOT Intuizione femminile: molto difficile.

AMANDA (guardando Sibilla) Risolutezza femminile: molto lo­devole!

SIBILLA Aspetterò un anno a chiedere il divorzio da Elyot.

AMANDA Mi congratulo.

ELYOT (con sfida) Sibilla si è comportata come un angelo.

AMANDA Era, senza dubbio, il suo grande momento.

Entra Luisa portando un grande vassoio, con caffè, panini, burro ecc. Si ferma guardandosi attorno, perché non sa dove posarlo.

ELYOT Il faut la mettre sur la petite table à bas.

LUISA Oui, monsieur.

Elyot e Vittorio sgombrano in fretta il tavolinetto: Luisa vi posa il vassoio e torna in cucina. Sibilla e Amanda si guar­dano.

AMANDA Mi sembra tutto così amichevole.

SIBILLA Proprio così, grazie.

AMANDA Non vorrei rattristarla, ma anche Vittorio non in­tende divorziare.

ELYOT (alzando gli occhi, aspro) Come!

AMANDA Credo di averti già pregato una volta, stamane, di non rivolgermi più la parola.

ELYOT Ho detto soltanto « come»! Un’esclamazione generica esprimente grandissima soddisfazione.

AMANDA (a Sibilla) Si segga, la prego.

SIBILLA Temo che sia tardi. Prendo la «Freccia d’oro»; parte a mezzogiorno.

ELYOT (amorevolmente) Avrai il tempo per una tazza di caffè, almeno?

SIBILLA No; bisogna proprio che vada!

ELYOT Starò un pezzo senza vederti!

AMANDA (brillante) Vivrete separati? Che cosa saggia!

ELYOT (ignorandola) Ti prego, Sibilla: rimani!

SIBILLA (guardando Amanda con un lampo negli occhi) Va bene, ma solo per poco.

AMANDA Siedi, Vittorio, tesoro caro. (Tutti siedono in silen­zio. Amanda sorride dolcemente a Sibilla, solleva il bricco del caffè e del latte) Metà e metà?

SIBILLA Sì, per favore.

AMANDA (mondana) Come si potrebbe vivere senza il caffè della mattina? Me lo sono chiesto molte volte.

ELYOT Davvero?

AMANDA (fulminandolo con uno sguardo) Vittorio, lo zucche­ro a Sibilla. (A Sibilla) Mi sembrerebbe assurdo chiamarla diversamente da Sibilla; non è cosi?

SIBILLA Sicuro: io la chiamerò Mandy. (Amanda reprime un brivido; poi le porge la tazza). Grazie .

VITTORIO Che ora è?

ELYOT Se l’orologio funziona ancora dopo ieri sera, sono le dieci e un quarto.

AMANDA (porgendo a Vittorio una tazza di caffè) A te, Vitto­rio caro.

VITTORIO Grazie.

AMANDA Sibilla, lo zucchero a Vittorio.

ELYOT Vorrei un po’ di caffè, per favore.

Amanda lo versa e glielo porge in silenzio.

AMANDA (a Vittorio) Brioche?

VITTORIO (sobbalzando) Che cosa?

AMANDA Vuoi una brioche?

VITTORIO No, grazie.

ELYOT Io sì. E un po’ di burro e marmellata. (Si serve da so­lo).

AMANDA (a Sibilla) E’ mai stata a Brioni?

SIBILLA No. E’ nell’Adriatico vero?

VITTORIO Nel Baltico, credo.

SIBILLA Ero certa che fosse nell’Adriatico.

AMANDA Una mia zia vi andò una volta.

ELYOT (a bocca piena) Un tempo avevo una zia che era andata in Tasmania.

Amanda lo guarda impietrita. Lui le strizza l’occhio ed ella volge subito lo sguardo altrove.

VITTORIO Curioso, com’è diventato di moda il Sud della Fran­cia d’estate, vero?

SIBILLA Sì, molto curioso.

ELYOT E’ una cosa che mi ha fatto ridere per mesi interi.

AMANDA Per conto mio, penso che sia un tantino troppo cal­do, per quanto, certo, si possa stare nell’acqua tutto il giorno .

SIBILLA Sì, i bagni sono deliziosi!

VITTORIO Un mio amico ha una casa proprio all’estremità di Cape Ferrat.

SIBILLA Davvero?

VITTORIO Sì, proprio all’estremità.

AMANDA Dev’essere una meraviglia.

VITTORIO Sì, pare che gli piaccia moltissimo.

La conversazione langue alquanto.

AMANDA (con grande vivacità) Credo che viaggiare sia la co­sa che più mi piaccia al mondo. Mi dà sempre un’enorme sen­sazione d’avventura. Prima di tutto, l’eccitazione di fare i bagagli, far vistare il passaporto, eccetera; e poi l’emozione della partenza e quella di sentirsi trasportare da treni e piro­scafi e viceversa, e poi — la cosa più emozionante di tutte —arrivare in qualche città insolita, vedere persone insolite, mangiare cibi insoliti.

ELYOT E dopo fare insoliti rumori.

Amanda soffoca, Vittorio balza in piedi e cerca di aiutarla; ma lei lo allontana con la mano e continua a tossire soffo­cando.

VITTORIO (a Elyot) Bella idiozia, ha combinato.

ELYOT Come potevo sapere che avrebbe inghiottito di tra­verso?

VITTORIO (ad Amanda) Tieni, bevi un po’ di caffè.

AMANDA (cercando di riprendere respiro) Lasciatemi in pace.Mi passerà subito.

VITTORIO (a Elyot) Spreca troppo tempo a cercare di essere spassoso.

SIBILLA (pronta alla difesa)e’ inutile parlare così a Elyot: non è stata colpa sua.

VITTORIO Sì che è stata interamente colpa sua: coi suoi stupi­di scherzi.

SIBILLA Mi era parso che Elyot avesse detto una cosa diver­tente.

VITTORIO Beh, se è cosi, bisogna dire che ha un senso dell’u­morismo molto tarpato.

SIBILLA Meglio che non averne affatto.

VITTORIO Non capisco che cosa ci sia di spassoso nel compor­tarsi sempre senza serietà.

SIBILLA Lei non riuscirebbe ad essere spassoso neanche se ci si provasse con tutte le sue forze.

VITTORIO Non ci penso neppure, a provare.

SIBILLA Dev’essere una cosa molto triste, essere incapace di vedere il lato spassoso delle cose.

Amanda smette di tossire e guarda Elyot. Lui le ammicca di nuovo e Amanda sorride.

VITTORIO Il lato spassoso! Vorrei sapere cosa c’è di spasso­so in...

SIBILLA Ti commisero, Veramente ti commisero, da quando siamo partiti da Deauville.

VITTORIO certamente molto gentile da parte tua, ma del tut­to inutile.

SIBILLA E adesso ti commisero più che mai.

VITTORIO Perché adesso in modo particolare?

SIBILLA Se non lo capisci, non sarò io a dirtelo.

VITTORIO Non vedo la ragione per cui tu voglia cercare di litigare con me. Ho fatto del mio meglio per riuscirti piace­vole e confortarti.

SIBILLA Mi sei stato di gran conforto quando ho perso il baule.

VITTORIO Veramente non ho molta pazienza con la gente che non fa che perdere i bagagli.

SIBILLA Non è affatto vero che io perdo continuamente i ba­gagli. E’ la prima volta in vita mia che ho perduto qualche  cosa.

VITTORIO Stento a crederlo.

SIBILLA Ad ogni modo, se avessi dato una mancia sufficiente al facchino, tutto sarebbe andato bene. Le piccole economie non ripagano mai; anzi, sono assolutamente inutili...

VITTORIO Per carità, finiscila.

Amanda alza la mano come se stesse per intervenire, ma Elyot le afferra il polso. Si guardano per un istante; poi lei la­scia la sua mano in quella di lui.

SIBILLA (alzandosi da tavola) Come ti permetti di parlarmi in questo tono!

VITTORIO (alzandosi a sua volta) Perché è da giorni che mi stai irritando.

SIBILLA (offesa) Oh!

VITTORIO (andando verso di lei) Sei una delle donne più idio­te che abbia conosciute.

SIBILLA E tu sei l’uomo più villano che abbia incontrato!

VITTORIO Bene, allora siamo pari, no?

SIBILLA (con voce stridula) Una cosa sola, ti dico: avrai quel che ti meriti.

VITTORIO E sarebbe a dire?

SIBILLA Lo sai benissimo. E ti sta bene, giacché sei così de­bole di testa da permettere che quella donna ti circuisca tan­to facilmente.

VITTORIO E tu? Tu che ti lasci persuadere da quello sfaccen­dato immorale a prenderlo di nuovo con te!

Amanda ed Elyot ridono silenziosamente. Lui le invia un ba­cio attraverso la tavola.

SIBILLA Non è affatto come tu dici. Lo hanno vittimizzato, così come lo sei stato anche tu.

VITTORIO Vittimizzato! Che grossa balordaggine!

SIBILLA (furiosa) Non è una grossa balordaggine! A te piace tantissimo gridare e bestemmiare e minacciare; ma quando si arriva al dunque, sei debole come un fuscello. Anche un gat­to cieco sarebbe in grado di vedere che cosa ti stai prepa­rando.

VITTORIO (anche lui furente) Smettila con queste insinuazio­ni.

SIBILLA Io non sto insinuando nulla. Se penso a tutto ciò che hai detto di lei, non posso fare a meno di ridere; si, davvero,a vedere come ti tiene di nuovo.

VITTORIO Puoi parlare con tutta competenza, tu che hai avu­to l’intelligenza di sposare un ubriacone!

SIBILLA Questo è quel che ti ha detto lei! Avrei dovuto im­maginarmelo! Suppongo che ti avrà anche detto che lui l’ha picchiata!

VITTORIO Sì, me l’ha detto; e sono sicuro che è verissimo.

SIBILLA Ritengo che abbia omesso di raccontarti che ieri sera, lei, quella cara signora, si è bevuta quattordici bicchierini di cognac; e che la ragione per cui il loro matrimonio si è sciolto è che lei aveva l’abitudine di rincasare a qualsiasi ora della notte, barcollante e con il singhiozzo.

VITTORIO Se lui ti ha detto questo, è uno sfacciato bugiardo.

SIBILLA Non lo è... no, non lo è !

VITTORIO E se tu ci credi, sei una stupidella scervellata.

SIBILLA (urlando) Come osi parlarmi cosi! Come osi! Non sono mai stata cosi insultata in vita mia! Come ti permetti!

Amanda ed Elyot si alzano silenziosamente e, tenendosi per mano, vanno verso la porta in fondo.

VITTORIO E’ un sollievo enorme per me avere un pretesto per insultarti. Ti ho ascoltata piangere e lamentarti per giorni in­teri. Hai cosi frignato e detto tante di quelle insulsaggini da farmi quasi impazzire; e io ho dominato i miei nervi e ho continuato a cercare di aiutarti e a occuparmi di te, perché mi facevi pena. Fin dall’inizio ho sempre pensato che eri una stupida, ma devo dire che non m’ero ancora reso conto che eri anche una volpetta maligna!

SIBILLA (urlando) Basta! Basta! Bruto insopportabile che non sei altro! (Lo percuote sul viso).

Vittorio l’afferra per le spalle e la scuote come un sacco, men­tre Amanda ed Elyot escono sorridendo, con le loro valiget­te, e cala il sipario.

Fine

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