Voci della terra


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VOCI DELLA TERRA

VOCI DELLA TERRA

di

Elena Marino

Nello spazio scenico un velo bianco centrale lunghissimo appeso. Dietro si intravvede una zona con TV e altri oggetti, come una stanza. Una luce dal basso illumina la "stanza", mentre un'altra luce dal fondo si accenderà per creare un gioco d'ombra sul velo. L'attore userà durante alcuni dei propri movimenti una luce di sicurezza a batteria o altra illuminazione maneggevole.
A destra e a sinistra davanti al velo e distanti almeno 2 metri ci sono due strutture il legno o metallo, due parallelepipedi vuoti 2x1x0,50 m., posizionate in modo che i 2 metri facciano da altezza. All'interno delle strutture si vedono due sgabelli alti.


PROLOGO
A luci accese, sull’ingresso del pubblico, si sente una voce registrata che dà informazioni di tipo storico sull'oracolo di Delfi con il tono di una visita guidata al museo. Tre attori (i tre sacerdoti e lo spettatore) vestiti normalmente con giacca e gonna e giacca e pantaloni prendono posto fra il pubblico. I tre sacerdoti chiacchierano e ridono fra di loro, come telvolta fa il pubblico prima dell'inizio di uno spettacolo.

SCENA I

I tre sacerdoti sono seduti fra il pubblico. Luci bianche sul palco, buio in sala. Parte la musica iniziale, a tutto volume. 
I tre sacerdoti ridendo e giocando come bambini corrono sul palco e si rotolano per terra, sempre ridendo e giocando.

Improvvisamente si spengono le luci sul palco e irrompe la musica ad alto volume, i tre sacerdoti si bloccano in un fermo immagine: 
L'attore dietro il velo accende la luce di sicurezza e compie la prima partitura di movimenti, dedicata al tema della sensazione di emergere dalla terra alla luce. Controluc. L'azione dura circa un minuto, per concludersi drasticamente con il riaccendersi delle luci sul palco, lo spegnersi della luce di sicurezza e l'interruzione della musica. Il senso è quello di due mondi separati eppure contenuti l'uno nell'altro: il dentro e il fuori, la veglia e il sonno, il davanti e il dietro, il sopra e il sotto...


SCENA II

EUNOE Basta! Siete dei gran maleducati! Vergognamoci! Non sono queste le regole... 
Ma non è mica colpa nostra se LEI non vuole farsi vedere... 
E allora è LEI la maleducata! 
No, il maleducato è LUI! 
Guarda! lascia stare! Non nominarlo nemmeno! 

I GRANDE SACERDOTE Ma di chi stai parlando?

EUNOE Ma di Apollo, no? E della Grande Madre Terra... beh, allora anche di Dioniso... allora anche di Persefone!

I SACERDOTE No, Persefone no, non si può nominare... 

II SACERDOTE ...troppa paura incute il suo nome oscuro e luminoso... regina degli abissi, abita negli Inferi, il casino è il suo regno, appena pensi a lei ti prende stupore e confusione, non si capisce più un cazzo di quello che stai dicendo... terribile è il suo potere...

EUNOE Sì, perché l'oscuro è qui, l'oscuro! l'obliquo è qui! l'obliquo! È l'ora della cerimonia dei grandi sacerdoti: raccontiamoci ancora una volta tutte queste fesserie!
...Ma sì, sì, è vero, l'obliquo è qui, l'obliquo, quello che non parla mai chiaramente... quello che risplende bello come il sole, nero come la notte... Quello che ha bisogno del tuo corpo fino a farti crollare a terra sfinita... 
Solo per tirare fuori qualche misera parola che nessuno comprende... 
Che schifo! Non si può mai fare le cose per bene, non funziona mai, mi sto stufando!
...Non fare così. Adesso basta. Regola numero uno: se vogliamo ottenere quello che vogliamo, dobbiamo farci venire in mente un'idea e provarci nonostante tutto. 
È semplice: se LEI non vuole farsi vedere, basta costringerla un po', e se insiste a lasciarmi qui da sola in compagnia di questi bigotti fissati e rammolliti, non mi resta che sfruttare la situazione a mio vantaggio...
Ma perché guardi lì e parli a loro? Devi parlare a me... e guardarmi quando parli! Regola numero due: loro non esistono finché non ci servono. Non esistono. Non esistono. Non esistono. Mi sento meglio. 
Provo per l'ultima volta a chiamarla con le buone:
Oracolo della Pizia, Sibilla, abbiamo bisogno di te...

I SACERDOTE La Sibilla non c'è!

EUNOE Voci da dentro, dalla terra, fatevi sentire!

I SACERDOTE Lasciatemi dormire!

EUNOE Fumi e vapori sulfurei... aereosol?

I SACERDOTE Finché mi sfotti così, cosa pretendi da me?

EUNOE È inutile, vedi? Non viene! Qui bisogna farsi venire in mente un'idea, trovare una soluzione... Ci proviamo senza di lei, in fondo non deve essere difficile, basta fare un po' gli invasati e incasinare le cose...
... + voce dell'attore nella "stanza"
Non so... a volte non mi sembra di vivere veramente... mi domando: perché esisto? A volte trovo una risposta... ma è confusa... è difficile da dire a parole... cioè... io so cos'è... a volte è chiaro anche l'oscuro... ma non c'è modo di spiegare... soprattutto qui... voglio dire: ci sono regole precise da rispettare... voi mi guardate con quella faccia severa... vi aspettate che io faccia determinate cose... fa parte del gioco, no? ...anche queste parole... quando tutto quello che vorrei fare è qualcos'altro!... sì, lo so cosa state pensando, ma lasciate perdere per un attimo, cazzo! tutti i pregiudizi che avete... muri, paure, meschinerie... a volte è chiaro, è come cadere, cadere senza più paura di cadere... oops! giusto un attimo di vertigine... sì, fallire in pieno... a volte mi sembra che sia questa la risposta... ma non so, non la capisco... eppure, sono felice quando ci penso. Splash! Stu-tum! ...Destini, responsi oracolari, parole poetiche... mescolate e confuse, ... rien ne va plus! ... rien ne va plus! ...les jeus sont fait... tocca a voi rimettere a posto il responso

Buio, musica ad alto volume. L'attore dietro il velo accende la luce di sicurezza e tenendola fra le mani compie la seconda partitura di movimenti: lotta con la luce ribelle. Controluce verde-blu. L'azione dura circa un minuto, per concludersi drasticamente con il riaccendersi delle luci sul palco, lo spegnimento della luce di sicurezza e l'interruzione della musica. 

SCENA III


EUNOE Caro pubblico, la Sibilla non c'è, non sappiamo dov'è, ma... si sa, è regola antica... se vuoi conoscere il tuo futuro ti devi arrangiare a capirci qualche cosa... troppo facile, bello mio! tutto su un piatto d’argento... sì!

I SACERDOTE Non funziona così! 

EUNOE No! 

I SACERDOTE Eh! 

EUNOE Appunto! Allora faccio da sola! Inizio io a raccontare la storia! (con molta enfasi) A Delfi un tempo... (crolla) 
Non ci riesco. (Pausa lunga) Niente da fare. 

II SACERDOTE Comincio a crederlo anch’io...

EUNOE Ti sei accorto che iniziamo a ripetere sempre le stesse cose? 

I SACERDOTE Sei tu che ripeti sempre le stesse cose e costringi me a darti, logicamente, sempre le stesse risposte!

EUNOE Cosa vorresti dire? Che sto invecchiando? 
Sai che provo il desiderio irresistibile di baciarli...? 

I SACERDOTE Tutti? 

EUNOE No, non tutti... Anzi, provo il desiderio irresistibile di bastonarli... 

I SACERDOTE Tutti? 

EUNOE No, non tutti. Solo i più svegli: gli altri non capirebbero mai, e allora perché bastonarli? Comunque bisogna resistere, anche se tutto ciò è irresistibile... 

I SACERDOTE Già, comunque... Ricomincia a raccontare la storia...

EUNOE A Delfi un tempo... ma molto tempo fa... Delfi, in Grecia... Già, in Grecia! Bella, la Grecia... 

I SACERDOTE Non ti distrarre! 

EUNOE ...A Delfi un tempo... ma molto tempo fa...
Delfi, in Grecia, bella la Grecia...

I SACERDOTE Non ti distrarre! 

EUNOE Delfi! Delfi! Che sia o no in Grecia non m’importa un accidente noi siamo qui ed è qui che bisogna giocare questo cavolo di partita ogni volta così perché non si vede? (urlato) Sibilla! non si vede mai dove si caccia ogni volta (urlato) Sibilla! ...forse che noi non facciamo tutto giusto tutto regolare non hai forse dimenticato tu qualche parola dei riti magici si sa che è sempre un casino dirli tutti giusti questi riti magici... 

I SACERDOTE (urlato) Non li abbiamo ancora detti i riti magici!

EUNOE Ah, già, è vero... 

I SACERDOTE (con dolcezza) Allora, andiamo, preparati per il rituale, vieni, su! vieni... (accompagna la sacerdotessa nel gabbiotto laterale, dove la sacerdotessa inizia a cambiarsi d'abito, indossando quello fanta hard sadomaso)

SCENA IV
Musica
I SACERDOTE Non si vede... Non si sente...

II SACERDOTE Io non dico niente...

I SACERDOTE Senza Sibilla che oracoli possiamo oracolare? ...Potremmo evocare il dio dell'oracolo scuoiando una pecora, nutrirci del sangue che cola dalle sue viscere... 

II SACERDOTE Io non sopporto la vista del sangue, neppure virtuale! 

I SACERDOTE E io sono vegetariano, pacifista e animalista!
...Allora organizziamo un'orgia sadomaso, tutti insieme, con la sacerdotessa... (dopo uno sguardo di commiserazione) 
II SACERDOTE ...ma ti sei visto? 

I SACERDOTE ...la vuoi pagare tu?

II SACERDOTE Io i soldi non ce li ho! 

I SACERDOTE Allora potremmo andare nel virtuale! ... piazziamo qui un megaschermo, qualcosa di eccessivo... 

II SACERDOTE Bravo! Lo paghi tu, però!

I SACERDOTE Io i soldi non ce li ho. ...Ma che cazzo di grandi sacerdoti siamo, allora? 

II SACERDOTE Siamo i sacerdoti della Pizia, la Sibilla... che non c'è, non so perchè, e siamo qui per servire l'oracolo di Delfi, anche se non siamo in Grecia ma alla periferia dell'Impero, ed è passato tanto tempo da quando tutto funzionava, adesso bisognerà arrangiarsi come si può, con quello che c'è, anche se è poco trendy, perchè è giunto il momento di porre la domanda... il pubblico è impaziente... è qui per questo... 

I SACERDOTE E allora che si fa?

Musica: OfficineSchwartz, n.5.
EUNOE (da dietro) Ma ci penso io!
(Viene avanti usando il frustino. Doma e spoglia i sacerdoti. Quando l'operazione è conclusa termina la musica)
E adesso si fa come dico io! Prendo pieno possesso dei presupposti oracolari, per il bene mio, vostro e loro... Gli affari vanno a rotoli, e si sa, gli affari sono affari... Sapete che provo il desiderio irresistibile di baciarvi? 

I e II SACERDOTE Tutti e due? 

EUNOE ...Non sono carini? ...No! Invece provo il desiderio irresistibile di bastonarvi, tutti e due, nessuno escluso, e se non capite tanto meglio! Guardatevi! A malapena in due ne fate uno intero...

Buio e musica ad alto volume. 
L'attore dietro il velo, vestito con una sottoveste femminile e con seni finti, accende la luce di sicurezza e compie la terza partitura di movimenti: lotta contro i muri. Controluce verde-blu. L'azione dura circa un minuto, per concludersi drasticamente con il riaccendersi delle luci sul palco, lo spegnimento della luce di sicurezza e l'interruzione della musica. 

SCENA V


I e II SACERDOTE Cosa? 

EUNOE Uomo, no?! 

I e II SACERDOTE Ahh!

EUNOE Potremmo farcela, abbiamo quasi tutto per il rituale della domanda... Cosa manca? Perché manca SEMPRE qualcosa! ... Manca SEMPRE qualcosa... Cosa manca?

I e II SACERDOTE La Sibilla!
(i sacerdoti come bestie feroci saltano addosso a S. e la atterrano, mentre lei cerca di fuggire e urla) 

EUNOE ...Ahhh! Ahhh!!! 
(Dopo un pò la sacerdotessa si rialza come nulla fosse e osserva i due che si stanno ancora dimenando per terra). Eh già! Manca sempre qualcosa! (pausa) 
Sì, ma io ho un'idea! Dimmi: qual'è il nostro problema più grande? 

I SACERDOTE Non troviamo più la Sibilla... 
EUNOE Giusto, e senza Sibilla niente oracoli... e senza oracoli...

II SACERDOTE ...niente money... 

EUNOE Esatto! E allora cerchiamo di capire come trasformare VOI in Sibilla! ...E che vada a farsi fottere quell'altra, se non vuol farsi vedere! 

I e II SACERDOTE Noi in Sibilla? 

EUNOE Ma sì, sì! Quello che conta è come si guardano le cose... il punto di vista! (Mentre parla usa la frusta sui due sacerdoti) ...Se noi riuscissimo a mettere insieme ciò che è parziale per ottenere l'intero, e ad estrarre nuovamente dall'intero il parziale, per poi dimenticarci del parziale e dell'intero e ottenere unicamente la trasfigurazione non trasfigurata del microcosmo, come una volta... allora il macrocosmo sarebbe di nuovo nelle nostre mani! ... Potremmo oracolare all'infinito, in una liberazione della mente e dei sensi, un'estasi smisurata, una visione ininterrotta, commerciabilizzabile, commerciabilizzabile, commerciabilizzatibilissima... 

II SACERDOTE Forse è più facile in inglese... 

II SACERDOTE Prova! 

EUNOE ...Business!!! 

I e II SACERDOTE ...Business! 

II SACERDOTE Ah, ho capito! 

I SACERDOTE Ma di cosa stai parlando? 

EUNOE La Sibilla! La Sibilla è solo una VUOTEZZA, uno spazio vuoto, un niente, attraverso il quale soffia il vento dell'Oracolo, il dio... 

I SACERDOTE Dioniso! 

EUNOE Dioniso o Apollo o Pinco Pallino poco importa... 
C'è qualcosa che soffia dentro qualcos'altro, e se il tutto funziona, vengono fuori i responsi... soldi a palate, capisci? Guardateli (indica il pubblico)... aspettano. 
Forse, dentro uno di voi due, nel profondo della vostra pelle c'è qualche rimasuglio di microcosmo, o forse un pò di buchi attraverso i quali può ancora passare il vento oracoloso del dio... 
Bisognerebbe esaminarvi da vicino, conoscervi meglio... Indagarvi, penetrarvi...

I SACERDOTE Aspetta un attimo...

II SACERDOTE ...scusa tanto...

I SACERDOTE Andiamoci piano!

EUNOE (cattivissima, con la frusta) A cuccia voi! ...seduti, su, da bravi... vi si vuol solo conoscere... capire chi siete, cosa potete fare... o non fare... vi si studia un pò... per voi, in fondo, è una chance... potreste diventare delle stars... Ma ci pensate? Le nuove sibille!

Musica
(Eunoe è fra il pubblico con la pistola-luce e grida indicazioni ai sacerdoti mentre illumina parti dei loro corpi. Uno alla volta spariscono i ragazzi dal palco quando non sono sotto il fascio di luce, e nella semioscurità si ritrovano fra il pubblico. Eunoe grida). 



SCENA VI
(I sacerdoti catturano Eunoe a sorpresa e la trascinano sul palco. Si sono impossessati della luce e della frusta della sacerdotessa) 

I SACERDOTE E adesso molla quell'aggeggio (con in mano il frustino e cattivo verso Eunoe che gli punta addosso la luce). 
Fai la brava... Ecco, vedi come è facile ubbidire? 

II SACERDOTE Cosa le facciamo fare? Eh?

I SACERDOTE Io direi che potrebbe fare la cubista... 

II SACERDOTE No! Io dico che potrebbe fare la lap dance! 

I SACERDOTE E allora farà sia la cubista che la lap dance! Balla!

II SACERDOTE Muovi il culo! 

EUNOE Ma io veramente...

I SACERDOTE Balla!

II SACERDOTE Muovi di più il culo! 

I SACERDOTE Voleva fare tutto lei, la grande sacerdotessa! Eh? Il businness! Sfruttarci! Ti facciamo vedere noi cosa sappiamo fare... E adesso la facciamo noi la Sibilla, ma a modo nostro, vero? Prima di tutto il vestito!

EUNOE No, il vestito no! È sacro...

Buio, musica ad alto volume: Max Zeni, n. 2. L'attore dietro il velo, vestito con una sottoveste femminile e con seni finti, accende la luce di sicurezza e compie la quarta partitura: la terra. Controluce verde-blu. L'azione dura circa un minuto, per concludersi drasticamente con il riaccendersi delle luci sul palco, lo spegnimento della luce di sicurezza e l'interruzione della musica. 



I SACERDOTE È cosa? (risate a non finire. Il primo sacerdote indossa il vestito della Sibilla che non è altro che il velo appeso, rivelando quanto c'è dietro. Nessuno pare accorgersi di quello che c'è dietro. Il II sacerdote fa capolino da dietro le spalle del primo, alternativamente a destra e a sinistra)
Ah! Come mi sento da Sibilla?

II SACERDOTE Io mi sento bene!
Io no, sto stretto.

I SACERDOTE Zitto tu!

II SACERDOTE Bravo, sgridalo quel rompicoglioni!

I SACERDOTE Non t'immischiare!

II SACERDOTE Ma cosa vuole quello?

I SACERDOTE Farti un occhio nero...

EUNOE (ridendo) Ma fatemi il piacere!... Andate a casa! E questa sarebbe la vostra Sibilla? Fornite anche l'oroscopo per caso?

I SACERDOTE Ah!

EUNOE Oddio, si sente male!

I SACERDOTE Aaaah!

EUNOE (Al pubblico) Dobbiamo intervenire?

I SACERDOTE L'oscuro è qui, l'oscuro, l'obliquo è qui, l'obliquo!

EUNOE (la sacerdotessa cade in ginocchio, convinta e felice)
Finalmente sei qui, sei arrivato, spirito dell'Oracolo! 
Adoriamolo! L'oscuro è qui, l'oscuro, l'obliquo è qui, l'obliquo! 

I SACERDOTE ... scomodi, chiusi nella testa, sospesi si guardano intorno non vedono altro che quello che hanno paura di vedere...l'oscuro è qui, l'oscuro, colui che complica ciò che è semplice... 
Del fumo, datemi del fumo profetico, (il tono degenera verso la richiesta di ... fumo) voglio il mio fumo profetico, il fumo, il fumo...
(la sacerdotessa interdetta, si rialza)
... il fumo, datemi il fumo, senza fumo non vedo niente... visioni, visioni, voglio le mie visioni...



SCENA VII

EUNOE (ridendo a più non posso) ... e voi... vorreste fare... le sibille da soli! 
(Pausa. Cambia completamente tono: prima rabbioso, poi amaro e triste) Basta! Non siamo degni di accedere ai sacri misteri dell'Oracolo! (Rimette a posto il vestito con venerazione)
(Sospira) È passato tanto, tanto tempo da quando tutto funzionava... Delfi, in Grecia ...bella la Grecia... 

I e II SACERDOTE Non ti distrarre! 

EUNOE Altri tempi. E adesso? Adesso non ci resta che giocare l'ultima carta! Ci serve un... (bisbiglia nelle orecchie dei due sacerdoti) 

I SACERDOTE Hai ragione. 

II SACERDOTE In tutto per tutto. 

EUNOE Ci serve un... 

I SACERDOTE Ci serve un...

II SACERDOTE Ci serve un. 

(occhiata di intesa fra i tre)

EUNOE ...gentile cliente estratto a sorte fra i fortunati presenti questa sera al nostro show... In diretta per voi: l'oracolo della Sibilla Pizia! La risposta più autorevole alle vostre domande più profonde... 

I SACERDOTE No, a una domanda sola... Ricordi la regola... 

EUNOE Hai ragione. Una domanda sola. 

II SACERDOTE Quella essenziale. 

EUNOE C'è solo una domanda giusta per tutte le risposte che vi potremmo dare... 

I SACERDOTE Dovete indovinare... 

II SACERDOTE Cioè, dovreste sapere cosa volete domandare! 

ENOE Sì, ma prima, estraiamo a sorte il fortunato... 

I SACERDOTE Biglietti della lotteria? 

EUNOE No: identikit! 

II SACERDOTE Identikit? 

EUNOE Identikit! Vediamo... maschio... 

I SACERDOTE bianco... 

EUNOE giovane... 

II SACERDOTE benestante... 

EUNOE sano... 

I SACERDOTE occidentale... 

EUNOE preferibilmente italiano... 

II SACERDOTE solo un problema di lingua!

EUNOE Gli oracoli sono già complicati per conto loro... Andiamo?

I e II SACERDOTE Andiamo!

(Musica: 99 Posse, n. 13. Sacerdoti e sacerdotessa, con andatura sexy e aggressiva, scendono fra il pubblico diffondendo il panico, a catturare la vittima predestinata, cioè "Lo Spettatore", che li segue un po' spaventato e ipnotizzato. Lo conducono sul palco, ci giocano sensualmente e lo legano alla sedia con catene. La sacerdotessa scaccia gli altri due sacerdoti e con l'inganno si lega ai guinzagli nei gabbiotti laterali, infine abbandona tutti lì e torna a sedersi fra il pubblico)

SCENA VIII


EUNOE (seduta fra il pubblico) Una domanda... una sola... quella giusta!...e conquisterai la risposta sul tuo destino!

LO SPETTATORE (da solo sul palco, legato alla sedia con catene, contento e imbarazzato e spaventato di essere sotto i riflettori) ... Grazie, vi ringrazio tutti... ma io veramente non è che sia poi così interessato, come dire, è una questione di serate, questa sera mi andava di venire un po’ a teatro, così una serata tranquilla, poi a me il teatro piace, anche il cinema eh! Anzi, a essere sincero quasi di più il cinema… è che questa sera non davano nulla di interessante, quello, come si chiama, l’ho già visto, quell’altro deve essere un mattone… no, eh? Non andate spesso al cinema… ma a me piace il teatro, comunque, infatti ci vengo, ho anche pagato il biglietto… che già se dici è gratis… ci vado perché tanto è gratis… e invece no, ci ho pure pagato il biglietto… che di solito è il comune, no, che ti fa andare a teatro gratis, purché ci vai pagano tutto loro… oh! Ma anche con il cinema così! Tessere, sconti, scontini, scontacci… una pacchia!
Non… non so più bene cosa dire… di solito mi viene bene la conversazione… del tipo: parliamo delle ultime notizie del telegiornale… no, eh? Siamo un po’ fuori dal mondo qui, eh? Come dire? Un po’ retrò! Eh? Non c’è niente di male, intendiamoci… è il postmoderno… il postmoderno, no… so anch’io cosa vuol dire il postmoderno… però pensavo che avevate più cose… come dire.. elettroniche… qualche piastra girevole, del sadomaso… incomma, quelle cose lì, per scuotere un po’ il pubblico che sennò s’addormenta… no, anche la signora Pizia, lì, fa il suo effetto, non dico di no… è che magari un po’ più disco… un po’ più De Sade… ci ho una cultura, io, su De sade… ragazzi!!!
(pausa)
Suvvia… ho capito… mi avete messo in mezzo, adesso mi tocca inventarmi qualcosa… 

EUNOE La domanda!

LO SPETTATORE Ah! Già, la domanda… stavo già pensando a qualche barzelletta, così , per passare il tempo insieme….
Già, la domanda… ma una domanda così a caso, del tipo “mi sposerò presto?”… no, eh? No...: assurdo! Figuriamoci se siamo qui riuniti, tutti insieme, in questa sala, per sapere dall’oracolo più famoso dell’antichità se io mi devo sposare o meno, che non so nianche se ho voglia di sposarmi io, tra parentesi, chiusa parentesi…
(pausa)
Io finora di questo spettacolo non ci ho capito niente, ma va bene così, no?…
(pausa)

EUNOE La domanda, la domanda per la quale sei stato prescelto fra così infinite possibilità di clienti…

LO SPETTATORE … Sì, ma bisogna pagare ancora per avere la risposta oppure è tutto a posto così… (pausa)
...no, era così per sapere… Allora, io alla signora Sibilla Pizia voglio chiedere…
ma cosa succede se sbaglio domanda? No, perché avete continuato a insistere: “la domanda giusta, la domanda giusta…”

EUNOE Se sbagli domanda non saprai nulla del tuo futuro e riceverai il premio di consolazione...

LO SPETTATORE Ah! Vabbé, la facevate tanto drammatica, ma voglio dire, se c’è comunque il premio di consolazione… e poi del futuro chi se ne frega, giusto… 
(pausa)
...no, si fa così per dire…
Dunque… mi potete dare qualche indicazione su come formulare questa domanda? 

EUNOE Chiedi ciò che per te è più importante…

LO SPETTATORE Eh! Eh eh!… posso? Davvero? Ma qui davanti a tutti?

EUNOE Certo!

LO SPETTATORE Ma non è che poi mi censurate, mi denunciate…

EUNOE No. Si tratta della cosa per te più importante?

LO SPETTATORE Eh beh! Ci ha la sua importanza nella vita di un uomo…

EUNOE (ipnotica, autoritaria...) Deve essere la cosa più importante nella tua vita... della tua vita... deve essere la cosa più importante... della tua vita... della tua vita... la cosa più importante... della tua vita, della tua vita...

LO SPETTATORE ...Ha la sua importanza… senza diventa difficile… certo che, oddio, dire proprio che sia la cosa più importante in assoluto… non saprei
(cambiando improvvisamente e drasticamente tono di voce, come fosse abitato da due peronalità) E allora no! Non è sicuramente questa la domanda giusta!

No, eh? Vabbè, ci penso un attimo… il lavoro, forse il lavoro e i soldi…

Il lavoro o i soldi?

Mah, un po’ l’uno e un po’ l’altro…

No, o l’uno o l’altro, bisogna scegliere!

Eh! … il lavoro da solo no, perché se non ti pagano… allora diciamo i soldi!

I soldi! Sei sicuro?

Sì! Va bene no? Una bella domandina sui soldi…

Se non lo sai tu, noi non lo sappiamo di certo… la vita è tua…

Ma sì, vai, i soldi… certo non i soldi da soli, i soldi dservonno a comprare altre cose, no…

E allora?

No, dicevo così per puntualizzare…

Allora sei pronto?
… Sì!… cioè, no!!! Fatemi pensare ancora un attimo… sto andando in crisi, mi state confondendo le idee… io volevo venire a teatro solo per rilassarmi…

Insultami.

Cosa?

Insultami!

Perché?

Dimmi di pensare, dimmi di essere ragionevole, dimmi di smetterla, di finirla di importunarti, dimmi che sei stufo, dimmi che non te ne frega niente, dimmi cos’è veramente importante per te…

Io sono una persona educata…

Il tempo che corre che s’infuria onde giganti del passato che stravolgono la tranquillità del presente, ciò che non esiste modifica ciò che esiste e rende vano il nostro correre verso il futuro, il tempo non si piega, non si slaccia i bottoni, non c’è bisogno di parlare per capirsi, siamo a pezzi, frantumati dagli istanti, tormentati e derubati dagli scocciatori che ci rubano ci rubano il tempo…
Ma cosa mi succede? Perché mi sento le voci dentro la terra? Cioè no, volevo dire...

(Urlando come un dannato) Toglietemi da qui! (improvvisamente calmo) Tranquilli, tutto a posto. Lo so che è uno spettacolo. Lo so. Tutto sotto controllo.
(Urlando come un dannato) Brutti stronzi! Perché non lo lasciate in pace il pubblico, perché? Che paga il pubblico! Se vuole dormire ha tutto il diritto di dormire! Le fanno apposta le stagioni di prosa! 
(cambiando tono, raddolcendosi)
... Spero che venga presto estate, così me ne vado in Grecia... bella, la Grecia! 
(Urlando come un dannato) Non ti distrarre!
(Piagnucolando) Sibilla! Io non lo so quale domanda ti devo fare, semplicemente perché me lo hanno detto solo stasera che dovevo farmi venire in mente quale sia la domanda più importante che vorrei fare... non lo so... immagino che debba essere a proposito di qualcosa di essenziale nella mia vita... dovrei pensarci... ci vuole tempo... (rianimandosi) Prometto che se mi liberate ci penso! Giuro che ci penso! Vi trovo anche la risposta io, se volete! Basta che mi togliete di qui! (Piagnucolando) Non li sopporto tutti questi occhi puntati addosso. Chissà cosa vedono...

Musica

Sibilla! Ti prego, vieni fuori! Parliamo! magari in due ci viene un'idea... 
(cambiando tono, diventando amaro e profetico) Appeso in alto come un vitello... con il giusto taglio di luce... il nostro cibo quotidiano... la prima questione è quella del necessario rituale, devi trovarci la domanda essenziale perché noi si possa trovare la vera risposta così sarà evocato lo spirito dell'oracolo, come ai bei tempi, e saremo tutti contenti, senza domanda nessuna risposta, sforzati datti una mossa cerca di essere geniale cerca di pensare per una volta almeno nella vita qual'è la cosa più importante per te qual'è la cosa essenziale, perché dopo tutto cambia, deve cambiare, stai bene attento a quello che dici! Tanto parlare non serve a niente... 

Buio e musica che aumenta progressivamente di volume: L'attore vestito con una sottoveste femminile e con seni finti, si gira molto lentamente con una posa statuaria: ha il volto bianco come una maschera di morte e rami d'albero fra le mani. Luce rossa. Lo spettatore legato sulla sedia al centro del palco si agita sempre più finché cade per terra con sedia e tutto. Grida e singhiozza. Si riaccendono le luci sul palco e s'interrompe la musica. 


SCENA IX


(Eunoe ritorna sul palco per osservare lo spettatore impazzito. La musica parte a bassissimo volume e lentamente aumenta sul finale della scena)

EUNOE (tono rassegnato) Niente, neppure questa volta... Chissà cosa vedono quando sono legati così al centro dell'Oracolo... Certo però che è una tortura costringerli a trovare la domanda... Eppure dobbiamo. Cos'altro possiamo fare? Si sa, è regola antica: se vuoi conoscere il futuro ti devi arrangiare... a capirci qualche cosa da solo... Troppo facile, bello mio! ... tutto su un piatto d'argento... sì! Non funziona così!
Comunque questo ce lo siamo giocato.
Anche questa volta un nulla di fatto. 
Destino... Destino! 
Ma almeno c'è il premio di consolazione... Ricordi? La consolazione! Andiamo... 
Mai sotto gli occhi del pubblico... certe cose non si fanno mai sotto gli occhi del pubblico...
(accompagna lo spettatore nel buio dentro uno dei gabbiotti. Si sente un urlo secco e altro rumore. Quando sale la luce, lo spettatore è appeso con un gancio da macellaio, semicorperto da un lenzuolo bianco sporco di sangue. Luce bianca di taglio, con atmosfera da Caravaggio. La sacerdotessa avanza con un piatto in mano da cui mangia carne e un bicchiere. Va a sedersi sulla sedia al centro del palco)
Niente da fare. 
(Pausa)
Comincio a crederlo anch'io. 
(Pausa)
Ti sei accorta che inizio a ripetere sempre le stesse cose? 
(Pausa)
Potremmo cambiare qualche battuta, no? 
(Pausa)
Per esempio? 
(Pausa)
Per una volta qualcosa di chiaro, esplicito, tranquillo... 
(Pausa)
Aaah! Chiaro... Ma è tutto ESTREMAMENTE chiaro! 
(Pausa)
Giusto. 
(Pausa)
Io mangio e voi no. ...Ma io mangio anche per voi. 
(Prende in mano un bicchiere) Io bevo e voi no. Ma io bevo anche per voi. 
Io rutto e voi no. ...Ma io rutto anche per voi. 
(Brinda) Salute!

Si abbassano le luci, si alza il volume della musica.

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