Voci di corte

VOCI DI CORTE

VOCI DI CORTE

Commedia in tre Atti 
di 
Albertina Giuliana Alberti


Personaggi

Ambrogio Filippini, ferroviere lombardo, marito di Giovanna

Giovanna Filippini, moglie di Ambrogio, lombarda a sua volta

Graziella, figlia di Ambrogio e Giovanna

Signora Bartolini, presunta vedova, ricamatrice toscana

Rosario Caputo, muratore siciliano

Rosalia Caputo, sorella di Rosario

Luciana Rimoldi, sorella di Davide, operaia tessile lombarda

Davide Rimoldi, fratello di Luciana, disoccupato, contrabbandiere

Gigi Restelli, muratore, corteggiatore di Graziella

John F. Patterson, militare americano in congedo

Una Guardia, di origine siciliana



Turate, 26 Gennaio 2002



Atto Primo


Scena I

Venerd sera. Linterno di un cortile lombardo agli inizi degli anni 50. Portici, fienili, stalle. Ai due lati del proscenio si fronteggiano le abitazioni di Ambrogio Filippini e di Rosario Caputo, pi rifinita la prima, indice di un qualche benessere, pi modesta la seconda, indice di una maggiore povert. Addossate alla parete della casa del Caputo vi sono una carriola ed alcuni attrezzi da muratore. Sul fondo si apre la casa della signora Bartolini. Questa collocata al primo piano e vi si accede da un ballatoio a ringhiera con una scala in pietra, che immette nel cortile. Unaltra scala, ma a pioli, appoggiata al muro di un fienile posto al primo piano. Sotto, dalla parte opposta a quella dove si trova labitazione della Bartolini, si apre lappartamento dei fratelli Rimoldi, povero ma dignitoso. Fuori dalla loro casa, accanto alla scala a pioli e bene in vista, c una fontana con la relativa vasca per il bucato. Accanto vi un cumulo di paglia (o di fieno) sufficientemente grande perch vi si possa nascondere un uomo e dei sacchi di polvere di cemento. Completano larredo scenico due sedie impagliate, sul proscenio, davanti allingresso dei Filippini, ed una panchetta (od una terza sedia) accanto allabitazione dei Caputo. 
E estate, allimbrunire, e sta per scoppiare un temporale. Lo si avverte dai tuoni che ogni tanto scuotono latmosfera. Alcune lenzuola stese ad asciugare svolazzano agitate dal vento. Anche al balcone della Bartolini sono stesi alcuni panni.
Allaprirsi del sipario, Rosario gi in scena: evidentemente preoccupato che il cemento non si bagni e lo sta trasferendo sotto il portico con la carriola, dopo di che lo copre con dei sacchi. La Bartolini si affaccia a sua volta ad osservare il cielo.

Giovanna: (uscendo di corsa con una tinozza di alluminio e dirigendosi verso le lenzuola) Madonna santa com brutto! (depone per terra la tinozza, si fa un veloce segno della croce e comincia a staccare le mollette. Gridando rivolta verso labitazione) Graziella! Graziella!
Graziella: (affacciandosi) Che c?
Giovanna: Dammi una mano a ritirare le lenzuola. Fra un po qui viene gi lira dIddio! (Graziella aiuta la madre)
Bartolini: (staccando la biancheria a sua volta) Che tempaccio! Mi sa che vuol proprio grandinare! 
Giovanna: Ho paura di s. (correndo sotto il portico, a Graziella) Forza! Pieghiamole!
Graziella: (stupita) Ma sono ancora bagnate!
Giovanna: E allora? Vuoi che restino tutte stropicciate?
Graziella: Ma poi si stirano, no?
Giovanna: (fissandola con intenzione) CHI le stira? Tu? Famm no parl, senn.
Graziella: (brontolando) Proprio il gusto di lavorare per niente!
Giovanna: (continuando a piegare la biancheria) Muccala, senn ti cambio i connotati!
Graziella: (protestando) Ma insomma! 
(Rosario, intanto, chiude a chiave la porta di casa, alza il bavero della giacca e con un vecchio ombrello sottobraccio esce correndo di corsa dal cortile. La sua uscita di scena sottolineata da un forte tuono, che fa sobbalzare Giovanna e la Bartolini. Graziella invece applaude)

Scena 2

Giovanna: (alla figlia, crollando il capo) Se gh de batt i man? Quell temp ch el fa d dann! Tira sottal portegh i cadregh, puttost! (Graziella indispettita esegue)
Luciana: (entra correndo. Ha un foulard in testa e tiene fra le mani la schiscetta. Al suo apparire la Bartolini rientra in casa ma resta ad origliare alla porta) Uff! Che tempaccio! Non credevo proprio di farcela a tornare senza bagnarmi! (entra in casa a deporre la schiscetta poi rientra in scena togliendosi il foulard. Alludendo alle lenzuola) Sono gi asciutte?
Giovanna: Quasi. Peccato! Ancora un quarto dora ed erano a posto. (a Graziella) A proposito: prendi lombrello e vai incontro a tuo padre, senn quel poveruomo arriva a casa fradicio.
Graziella: Cos ci bagnamo in due!
Giovanna: (a Luciana) La senti? La parola obbedienza non esiste nel suo vocabolario! (alla figlia, imperiosamente) Tira su quellumbrella e dag a moves! (Graziella entra in casa a prendere lombrello)
Luciana: (a Giovanna) Hai visto se tornato mio fratello? (A queste parole la Bartolini si riaffaccia al balcone fingendo di sistemare i fiori, in realt per ascoltare la conversazione)
Giovanna: (riflettendo) No, non mi pare di averlo visto. Io per sono stata dentro a casa fino a un momento fa. (a Graziella che nel frattempo si affacciata sulluscio con due ombrelli) Hai visto se Davide rientrato?
Graziella: Non mi pare. (Sbircia il balcone della Bartolini, che finge un grande interesse per le sue piante) No, no: di sicuro non rientrato (abbassando la voce) senn la Bartolini non starebbe sul balcone(si accorge di aver fatto una gaffe e si copre la bocca con una mano)
Luciana: E gi. (Scuote il capo e sospira) Stanotte non tornato a casa (Avviandosi verso luscio) Beh, vado a mettere qualcosa sul fuoco. (fa per entrare in casa)
Giovanna: (scuote il capo) Mah! (Un tuono improvviso, preceduto da un lampo accecante, fa sussultare le due donne. Improvvisamente comincia a piovere fortissimo)
Graziella: (piacevolmente sorpresa) Piove! (Canticchia) Piove, piove! La gatta fa le ove
Giovanna: (a Graziella) S ch anca m?
Luciana: Ormai non fa pi in tempo! LAmbrogio gi per strada di sicuro. (V in casa. Anche la Bartolini rientra nella propria casa)
Giovanna: Mi sa che te ghet resun! 

Scena 3

Graziella: (depone un ombrello su una sedia ed apre laltro, quindi danza sotto la pioggia canterellando) Le gocce cadono ma che fa
Giovanna: (alla figlia) Piantala de fa la stupida! (indicando le lenzuola) Le lenzuola sono ancora l che aspettano. (Graziella sbuffando chiude lombrello, raccoglie la tinozza con le lenzuola e ne da un capo alla madre. La campana suona a martello. Giovanna fa nuovamente il segno della croce. A Graziella) V in c a t luliv! 
Graziella: (uscendo) Ma che superstizione!



Giovanna: Ti v in c e tas! (Graziella entra in casa. La pioggia intanto aumenta di intensit con nuovi tuoni e fulmini. Giovanna mette al riparo il bucato pregando sommessamente) Ave Maria gratia plena, Dominus tecum

Scena 4

Graziella: (arrivando con un ramo dulivo) Ma a cosa serve bruciare lulivo?
Giovanna: A tenere lontano le disgrazie, no? E benedetto!
Graziella: (sottovoce, scettica) Figuriamoci!
Giovanna: Tu sent, ne?! Senza fed! E i fiammifer? Te hi minga purt ch ?Podi minga pizz el fog senza i fiammifer! (Graziella rientra in casa mentre la madre continua a snocciolare Ave Marie)

Scena 5

Ambrogio: (entra in scena bagnato fradicio, spingendo a mani una bicicletta e snocciolando imprecazioni. Indossa la divisa della Ferrovia con il relativo berretto) Porca sidela! V ch che roba! El pudeva minga piovv quand che seri a lavur? Nossignore! Quand l ura de nd a c! El par che il Padreterno labbia fa un patto coi padroni: loro ci bastonano di giorno, lui ci bastona di sera. (deposita la bicicletta su un lato della casa, bene in vista. Si toglie il berretto e lo depone su una sedia) 
Giovanna: (andandogli incontro) Mbrusin, te s bagnaa?
Ambrogio: (ironico) No, sunt pass tra una gotta e laltra. (al pubblico) Per ho dovuto pedalare forte, anzi, fortissimo!
Giovanna: (precedendolo in casa con le lenzuola) Ven dent a cambiass! (alla figlia, dallinterno della casa) Graziella, scalda un po dacqua!
Ambrogio: (togliendosi la giacchetta gocciolante) Sto ch de fora, se no bagni gi de per tutt! (strizza la giacca; al pubblico) I de vid i stradd! Lalluvione del Polesine! Dent de la ferrovia non si vedono pi neanche i binari. Tuta laqua de Lumazz l dr riv gi chinsc nde nun! Chiss duman? Una palta de la Madona! (Mentre parla ha appoggiato la giacchetta alla spalliera di una sedia e vi si seduto, togliendosi le scarpe ed i calzini. Chiamando verso linterno) Graziella! Portam ch un cadin dacqua!

Scena 6

Giovanna: (uscendo con un asciugamano che porge al marito) V ch che roba! Maserato! (esaminando la camicia fradicia) Pora m! Altra roba da lavare!
Ambrogio: (asciugandosi il volto) Ho incontrato il tarocco alla stazione.
Giovanna: Chi, el terun?
Ambrogio: S, propi l. Adess el fa l viaggiatur?
Giovanna: Boh! Tel me dumandet a m?
Graziella: (uscendo con una bacinella ed il sapone) Cosa ci faceva alla stazione?
Ambrogio: Lavar ciap l treno.
Graziella: Milano o Varese?
Ambrogio: Gu minga fa a ment! Vegneva gi el diluvi universa! (Immerge i piedi nella bacinella)
Graziella: Cosa sar andato a fare a Varese a questora? 
Ambrogio: Mi dispiace ma non ho avuto il tempo di intervistarlo.
Giovanna: (quasi fra s) TL scap via de cursa, propi quand l cuminci el tempural.
Ambrogio: Si vede che ai teruni ci piace lumido. (Giovanna lo guarda interdetta) Se ci piaceva lasciutto, restavan gi al so paes! (comincia a lavarsi i piedi, mentre Giovanna e Graziella gli tendono il sapone e lasciugamani)

Scena 7

Si odono improvvisamente due detonazioni a distanza ravvicinata.

Guardia: (urlando fuori scena) Fermo o sparo! Fermo! Fermo! (Un terzo sparo. Dopo un attimo in cui tutti restano immobili esterrefatti Davide irrompe nel cortile, si arrampica sul fienile, ritira la scala e si nasconde nel fieno) 
Bartolini: (si affaccia cautamente al balcone) Cosa c? Cos stato? Mi pareva di aver sentito degli spari.
Giovanna: (preoccupata) Quel ragazzo l finir per mettersi in guai seri!
Ambrogio: (alla moglie, alludendo alla Bartolini) Eh, sono le amicizie! Le cattive compagnie! (la Bartolini rientra in casa indispettita)

Scena 8

Guardia: (entrando nel cortile con una pistola in pugno) Mani in alto! (accorgendosi che Davide non c, si riprende. Ambrogio, Graziella e Giovanna si immobilizzano nella posizione in cui si trovano ed alzano le mani) Dov? Dov andato?
Ambrogio: Chi?
Guardia: Un uomo! Qui entrato un uomo.
Ambrogio: Per fortuna vegnen chi anca i donn!
Guardia: Faccia poco lo spiritoso, lei! Potrebbe essere proprio lei quello che cerchiamo.
Ambrogio: (stupito) Mi?!?
Guardia: (perlustra il cortile poi ritorna verso i tre. Ad Ambrogio) Dove si trovava lei mezzora fa?
Ambrogio: Alla stazione Nord.
Guardia: In che modo tornato a casa?
Ambrogio: In modo accelerato, anzi, espresso.
Guardia: (continuando a curiosare intorno) Alludevo al mezzo di trasporto.
Ambrogio: Ah! Sunt vegnu a c cunt la bicicletta. (indica la bicicletta) La ved? L ancam l, tuta bagnada.
Guardia: (esaminando la bicicletta) Vedo. Questa bicicletta non in regola. Non ha il fanale posteriore.
Ambrogio: (stupito fa per esaminare la bicicletta ma impedito dalla bacinella in cui ha messo i piedi) El sar salt via sotta lacqua. (Graziella gli porge lasciugamano. Alla guardia) Podi sbas i man o sono ancora sospettato? 
Guardia: (non badandogli, fra s) Eppure entrato qui, ne sono sicuro.
Ambrogio: Ma chi?
Guardia: Un contrabbandiere. Lei cosa fa per vivere?
Ambrogio: Di solito mangio. (La guardia lo fulmina con unocchiata. Giovanna tira il marito per una manica) Lavuri alle Ferrovie Nord. Ferroviere!
Guardia: Questo non le impedirebbe di fare anche il contrabbandiere. (raccoglie il berretto e lo esamina)
Ambrogio: (ironico) S: nel turno di notte vado in Svizzera a prendere le sigarette e nel turno di giorno le vendo sul treno ai pendolari.
Guardia: (adirato) Lei la deve smettere di prendere per il culo la gente! Io sono una guardia e devo far rispettare la legge.
Ambrogio: Se per ci mette una brisa de sal, la legge si rispetta meglio.
Guardia: Prego?
Giovanna: (scuotendo il marito di nascosto) Tass, Mbrusin!
Guardia: (estraendo un taccuino ed una penna dalla giacca) Dieci minuti fa un uomo inseguito dalle forze dellordine(prende il berretto e lo esamina, poi lo rimette al suo posto)
Ambrogio: (interrompendolo ironico) Le forze dellordine el sara lu? (Giovanna lo strattona sempre pi preoccupata. Anche la figlia sottovoce lo esorta a stare zitto)
Guardia: (ostentando una visibile pazienza, prosegue come leggendo su un invisibile verbale) E stato visto entrare in questo cortile. Il predetto uomo, dopo aver abbandonato il carico, sosteneva una colluttazione con il sottoscritto, in seguito alla quale mi vedevo costretto a ricorrere alle armi da fuoco. 
Giovanna: (preoccupata) E lha colpito?
Guardia: Magari! (Gli altri tirano un sospiro di sollievo. Con soddisfazione) Il carico stato comunque acquisito agli atti. (fissando negli occhi i tre, che sono ammutoliti) Conoscete questuomo?
Giovanna, Graziella, Ambrogio: (guardandosi in volto guardinghi) No, non so, boh
Guardia: Eppure entrato qui. Dunque probabile che abiti qua dentro.
Giovanna: (esitando) Non mi risulta che qua ci sia un contrabbandiere
Graziella: (con circospezione) Ma lei lha visto in faccia questo tizio?
Guardia: (adirato) No, aveva il volto coperto da un fazzoletto. Comunque se lo incontrassi lo riconoscerei lo stesso. Allora, qualcuno entrato qui, s o no?
Giovanna: MahMi seri dent in c a fa de mangi(Alla Bartolini, che nel frattempo si affacciata sul balcone a spiare ci che succede) Sciura Bartolini, lei per caso ha visto entrare un uomo nella corte?
Bartolini: (facendo la gnorri) Quando?
Guardia: (toccandosi la falda del berretto) Dieci minuti fa.
Bartolini: MahPioveva cos forte! Ce ne stavamo tutti in casa. Comunque, se fosse entrato un uomo, io lavrei visto di sicuro da quass
Ambrogio: (ironico) Se portava i calzoni, alla signora non sfuggiva di certo.
Bartolini: (risentita) Come ha detto, sor Ambrogio? Non sono sicura di aver capito bene!
Guardia: (interrompendoli reciso prima che la discussione degeneri) Quante famiglie abitano in questo cortile? (comincia ad annotare alcuni appunti sul taccuino)
Giovanna: Tre. La nostra, i Rimoldi e la sciura BartoliniAh no: quattro, gh anca el terun, (accorgendosi della gaffe) cio, un meridionale, che abita in quella casa l. (indica labitazione del Caputo). Ma adesso non c.
Guardia: (colpito) Ah! E si pu sapere dov andato?
Ambrogio: L and alla staziun, lu vist mi! No, quel l l po no vess un cuntrabbandier!
Bartolini: (restando sul balcone) Che ne sa, lei? E sempre l che traffica a tutte le ore: di giorno non lo si vede mai e la sera tutto un andare e venire con dei sacchi in spalla. (indicando i sacchi di cemento) Che ci sar dentro a quei sacchi? Mah! Io non ci metterei la mano sul fuoco!
Graziella: (indignata) Ma cosa sta insinuando, signora Bartolini? Rosario un bravo ragazzo. (la guardia intanto andata a controllare i sacchi) Fa il muratore e lavora anche fuori orario. I sacchi sono quelli del cemento!
Giovanna: (alla figlia) Rosario? Chi ti ha detto come si chiama? Da quando in qua c questa confidenza?
Graziella: Ma che confidenza! Ho letto il nome su una lettera. Il postino, dato che a casa non cera nessuno, glielha messa gi per terra, non glielha nemmeno infilata sotto la porta. Allora lho tirata su, se no si sporcava tutta, e.
Ambrogo: (interrompendola) E glielhai portata brevi manu
Graziella: (stupita) Beh, che male c?
Ambrogio: (nel frattempo si rimesso le scarpe ed i calzini) cercando di darle una sberla) C che ti i terun te de lassai perd, t cap? (Graziella si nasconde dietro la madre, la quale ha raccolto da terra il catino e lha appoggiato sopra una delle due sedie)
Guardia: (interrompendoli) Ricapitoliamo: in questa corte, detta la Filippina, abitano quattro famiglie. (Indicando i Filippini) La vostra come fa di cognome?
Ambrogio: Filippini.
Guardia: Ah, ecco!
Ambrogio: (sottovoce) L riv a c de Comm!
Guardia: Poi la famiglia Rimoldi, avete detto. Chi sono? Qual la loro casa?
Giovanna: (indicando luscio dei Rimoldi) E quella porta l. Son fratello e sorella, due orfanelli. Lei lavora alla DellAcqua, cotonificio. Lui(non sa cosa inventarsi)
Bartolini: (prontamente) Lavora in fonderia. Fa i turni. Stasera a casa non ce lo trova di sicuro!
Ambrogio: (ironico) Se lo dice la signora, ci pu credere. Ha una certa confidenza con la famiglia Rimoldi.
Bartolini: (non raccogliendo) Son due ragazzi che li ho visti crescere. Che vuole, siamo quasi parenti!
Ambrogio: (fra i dent) Eh s: parenti stretti!
Guardia: Comunque unocchiata gliela voglio dare. (si avvicina alla casa dei Rimoldi e bussa)

Scena 9

Luciana: Che c? (si affaccia spaventandosi visibilmente) Oh signore! Cos successo?
Guardia: Pura formalit. Stiamo facendo un controllo. Se non ha niente da nascondere, non deve preoccuparsi.
Luciana: (confusa e timorosa) Ma cosa sta cercando?
Guardia: Suo fratello. Lei ha un fratello, vero? (Luciana annuisce palesemente terrorizzata) E in casa? 
Luciana: (balbettando) N-no. E al lavoro.
Guardia: Posso controllare? 
Luciana: Prego. (entrano in casa. Gli altri restano fuori in silenzio guardando preoccupati in direzione del fienile. La Bartolini scende dabbasso) 

Scena 10 

Giovanna: (ad Ambrogio) Mi par che la burlanda la vegna lunga!
Ambrogio: (alludendo alla guardia) Me par anca m. 
Giovanna: Mah, speremm di non andarci di mezzo anche noialtri.
Graziella: Se trova le sigarette, povera Luciana!
Ambrogio: L pegg sel trova un qualchedun dalter!
Giovanna: (spaventata) Oh Signur, speremm de no! 
Ambrogio: (fa alcuni passi nella corte, parlando ad alta voce in modo da farsi udire da Davide) E meglio tenersi coperti, anche se ha smesso di piovere! Quest ch el gha la crapa dura! 
Giovanna: Fas no sent! (spiando la casa di Luciana) 
Bartolini: (arrivando vicino ai tre, sottovoce) Ma chi ? La nuova guardia comunale? 
Ambrogio: Pararia de s!
Graziella: Ma quando arrivata?
Ambrogio: Saran du mes! L anca lu vun del tacc!
Giovanna: Vegnen tucc de l i questurin!

Scena 11 

Guardia: (tornando nella corte, seguito da Luciano, e scuotendo il capo) Qua non c nessuno.Comunque
Bartolini: (interrompendolo) Ma non glielavevo detto che Davide in fonderia? Fa il turno di notte. E montato alle due.
Ambrogio: (alla guardia) Le dia retta. La signora di MONTAGGI se ne intende.
Bartolini: (piccata) Cosa la vuol dire, sor Ambrogio? La pensi piuttosto alla su figliola!
Guardia: (ad Ambrogio) Lei insiste a fare lo spiritoso. Stia attento ch la mia pazienza ha un limite.
Ambrogio: Ma cosho detto contro di lei?
Guardia: (fissandolo negli occhi) Acc nisciuno fesso, ha capito? Sta bene. Per ora va cos. (Alla Bartolini) Lei, signora, sposata? Abita con qualcuno? 
Bartolini: (agli altri) Ah, ma proprio un interrogatorio in piena regola! (alla guardia) No, guardi, io vivo da sola. Mio marito stato fatto prigioniero in Germania. Sono una vedova di guerra.
Ambrogio: Consolabile.
Bartolini: (fulminando con gli occhi Ambrogio ed asciugandosi una lacrima inesistente) S, proprio in-consolabile!
Guardia: (intenerita, cercando di consolarla) Ma magari potrebbe tornare.
Bartolini: (sussultando spaventata) E come? Dopo tutti questi anni? Sar di certo morto carbonizzato
Ambrogio: (al pubblico) O magari vivo e consolato!
Guardia: Ho sentito di soldati, che erano stati dati per morti e che sono tornati di recente alle loro case. Ha fatto qualche ricerca presso il consolato, il ministero?
Bartolini: E come? Bisognerebbe avere qualche conoscenza.
Guardia: (galante) Se permette me ne incarico io. Ho un cugino che lavora al ministero della difesa
Bartolini: (vivacemente) Ma non si disturbi, la prego. Ormai, che la vuole, si saranno perse anche le ossa del m povero marito.
Ambrogio: (sottovoce, al pubblico) E proprio quello che spera!
Guardia: Ad ogni buon conto, una ricerca al ministero non mi costa nulla. (Prendendo appunti sul taccuino) Come si chiamava suo marito?
Bartolini: (con forza) Non c bisogno che si disturbi cos tanto! Domani vengo in comune e le do tutti gli estremi. Grazie del pensiero. (ritorna in casa)




Scena 12

Guardia: (rimettendo a posto il taccuino e prendendo il blocco delle multe) Come crede. (si guarda nuovamente intorno) Per stassera ho belle che visto che non si cava un ragno dal buco. (si dirige verso la bicicletta di Ambrogio)
Ambrogio: Si pu sapere cosa sta facendo? Sta a vedere che adesso, dato che non ha beccato il contrabbandiere, viene a beccare me!
Guardia: La sua bicicletta non in regola.
Ambrogio: Ma glielho detto: devessere saltato via col temporale. Non ha visto che acqua? O era cos ciapato a curegh dr al cuntrabbander che non si accorto neppure che pioveva?
Guardia: Bravo! Continui a fare lo spiritoso. Sono cinquecento lire.
Ambrogio: (infuriandosi) Par cus? Par ul fanal? Cunt cincent franc a cumpri na bicicletta nova! Ma dove crede che vada a rubarli i soldi, io? Non sono mica uno come lei che tira la fine del mese a spese dello stato. Io lavoro, io!
Giovanna: (sottovoce, preoccupata) Tass, Ambrusin, tass!
Guardia: Ah, cos? (Riprende il blocco delle multe) Vilipendio a pubblico ufficiale. Senza contare la reticenza
Giovanna: (alla guardia) Ma cosa fa, signora guardia? Per favore, non gli dia tratto: ha la lingua lunga. Sapesse quante ne devo digerire io!
Guardia: Con la differenza che io non lho sposato
Ambrogio: (fra s) Per furtuna!
Graziella: (al padre, sottovoce) Pap, sta zitto!
Guardia: Farebbe meglio a dar retta a sua figlia. (tendendogli il foglietto della multa) Questo il verbale per la bicicletta. Ha cinque giorni per pagare la multa, dopo di che scatta la mora.
Ambrogio: (aggredendo la guardia, che fa un salto allindietro) Ghe fu scatt anca la biunda, sel fa svelta no a nd f di ball!
Graziella: (contemporaneamente a Giovanna) Zitto, pap!
Giovanna: Tass, Ambrusin, tass! (alla Guardia) Non lo fa per cattiveria, che
Guardia: (la interrompe) La prossima volta non mi limiter alla bicicletta. (ai presenti) Non vi conviene tenere bordone ai delinquenti. Questo contrabbandiere potrebbe costare caro a tutti quanti. Potreste essere accusati di connivenza, di falsa testimonianza, se non addirittura di associazione a delinquere. (Tutti, ma Luciana in particolar modo, appaiono impressionati) Pensateci bene. Stassera, per un pelo, non c scappato il morto (si tasta la mascella dove ha ricevuto un pugno) ma la prossima volta non la far franca, parola mia! (allontanandosi, ad Ambrogio) E lei si affretti a pagare quella multa!
Ambrogio: Ma non ho cinque giorni di tempo?
Guardia: (nel frattempo arrivato alluscita della corte) Chi ha tempo non aspetti tempo! (esce)

Scena 13

Ambrogio: (rincorre la Guardia, mentre Giovanna e Graziella lo trattengono. Luciana invece si disinteressa della scena, in preda ad una forte preoccupazione) Ma aspetti almeno la busta paga! (tornando sui suoi passi) Vigliacco! Le sta minga bun de metti i ung sul cuntrabbandier e se la ciapa cunt m!
Giovanna: L culpa tua! Te ghet la lingua troppa lunga!
Ambrogio: Nduv che v a truvai cincent franc prima della fin de la quindesina? Sunt minga un parassita come l che l se grata i ball tutt el d! Perch l minga and a cerc l David dent de la stalla, o su in staletta, in mezz ai ball de paja? Perch el gha la cannetta de veder! Oppur el ghe dava fastidi ludur del letam? E s che ai purscei la spuzza la ghe pias! (afferra il catino e getta lacqua in direzione delluscita della guardia. Lacqua sporca investe Rosario e sua sorella Rosalia che arrivano in quel momento. Rosario regge unampia valigia di fibra legata con una corda, Rosalia regge un grosso fagotto sul capo e tiene lombrello chiuso in una mano. Accorgendosi della gaffe, Ambrogio ed i suoi riparano velocemente dentro casa) Madona che disaster! (esce seguito dagli altri. Anche Luciana rientra lentamente nella propria casa)

Scena 14

Rosario: (osserva il cielo) In questo paese non fa che piovere.
Rosalia: (aprendo lombrello senza scomporsi) E piove pure acqua sporca! (attraversano la corte arrivando davanti alla porta di casa. Rosario depone la valigia ed estrae una grossa chiave, con la quale si accinge ad aprire la porta. Nel frattempo Ambrogio, la moglie e la figlia rimettono il naso fuori per spiare la nuova venuta)
Rosario: C siamo! Amoninne! (le cede il passo) 
Rosalia: (togliendosi il foulard, sospira ed entra) Amoninne!

Scena 15

Ambrogio: (uscendo nella corte, alla moglie ed alla figlia che lo seguono) Te cap se l nd a fa alla staziun? A vegnen propi gi cunt la piena! (il tuono rumoreggia)
Giovanna: Chi la sar? La so murusa?
Graziella: Ma no! Non vedete come gli assomiglia? Devessere sua sorella.
Ambrogio: (ironico) Nei cavei la ghe sumeja tantissimo. 
Giovanna: A ti la te sumea no de sicur!
Ambrogio: U, l minga culpa mia! L laria della corte. Laria della Filippina, il pelo te lo rovina. T se ricordet el terrun quand l riva su? Bello, riccio e nero. Te vedaret fra un quaj ann: pelati Cirio! State attente voi due che siete a rischio. (rientra) 
Giovanna: Va l, d no scemat! (lo segue)
Graziella: E una maledizione che funziona solo per gli uomini! (rientra anche lei)
Ambrogio: (dallinterno) Da adess anca par i donn! 
(La scena diventa completamente buia e nelle due case si accendono le luci mentre in lontananza si avverte ancora il brontolio del tuono) 

Scena 16

(Dopo una lunga pausa, Rosalia esce di casa con un secchio)
Rosalia: (cercando la fontana) Dove sar il pozzo? Nulla si vede! (scorge il rubinetto) Ah, ecco: ci sta una fontana. (mette il secchio sotto il rubinetto ed apre lacqua ponendosi in posizione di attesa. Dal fienile soprastante, Davide fa scivolare gi la scala poi inizia a scendere silenziosamente. Rosalia, che gli d le spalle, non se ne accorge. Quando Davide quasi a terra, urta la ragazza) 
Davide: (urtandola) Scusi, non lho fatto apposta! (Rosalia, spaventata, abbandona il secchio e corre a chiudersi in casa. Davide fa per rientrare in casa poi ci ripensa, raccoglie il secchio e lo riempie dacqua, quindi va a bussare alla casa dei Caputo col secchio in mano. Depone il secchio per terra, sistema la giacca poi si toglie il cappello. A Rosalia che si affacciata in silenzio) Scusi, signorina, (indica il secchio) il secchio, lha dimenticato. (Glielo tende) Glielho riempito. (Rosalia, senza far motto, gli toglie il secchio e gli sbatte la porta in faccia. Davide resta un attimo interdetto poi, crollando il capo, va verso la propria casa. Prima di entrare si volta al pubblico) Terrona! (Buio in scena)

Scena 17

Sabato mattina, verso lora di pranzo. E una bella giornata di sole. La radio trasmette una canzonetta. Graziella legge una rivista (Bolero Film o Grand Hotel) seduta fuori di casa. La Bartolini sprimaccia cuscini e coperte, facendo avanti e indietro dalluscio al balcone. Rosalia lava i panni in una tinozza. 

Giovanna: (entrando con una scopa ed uno strofinaccio, a Graziella) U, t: ciapa in man la scua e dagh a moves!
Graziella: (sospirando) Cosa devo fare?
Giovanna: Cum cosa devo fare?! Scu, nett Non lo sai ancora come si fa a tenere in ordine una casa? Come farai quando ti sposi?
Graziella: Se devo sposarmi per fare la serva, piuttosto resto zitella!
Giovanna: Sent ch che discurs! Ciapa in man ul strasc e mcala! I vetri sono ancora tutti da pulire.
Graziella: Ma se li ho lavati sabato scorso!
Giovanna: E alura? Adess hin vunc! E po el portegh l tutt pien de terra!
Bartolini: Eh, con quel temporale che c stato ieri! Ho sentito che ha fatto dei grandi disastri.
Giovanna: Ah s? Eh, ne venuta proprio gi tanta! Han dovuto aprire anche i tombini per far entrare lacqua che arrivava da Lomazzo. Mah.Se non si decidono ad allargare le fogneLa via Garibaldi era proprio un fiume.
Graziella: (prendendo uno straccio ed accingendosi a pulire i vetri) Sapete che uno c cascato dentro?
Bartolini: Dove? 
Graziella: Nel tombino.
Bartolini: Maremma bona!
Giovanna: E a te chi te lha detto?
Graziella: (vaga) La gente.
Giovanna: E dove lhai sentita la gente?
Graziella: (esitante) Dadalla Emma
Govanna: Ste s and a fa cus dalla Emma?
Graziella: (mentendo) Avevo bisogno del cotone per il lenzuolo.
Giovanna: La mattina bunura?
Bartolini: Di che colore lo sta ricamando, signorina Graziella?
Graziella: Rosso. A pois rossi.
Bartolini: (scandalizzata) Rosso?!? Un lenzuolo matrimoniale?
Giovanna: La sa fissNon c stato modo di farle cambiare idea. Cinq ghei de p, ma russ! Su da fa? Mazzala o tegnila!
Graziella: Invece il rosso un bel colore.
Bartolini: Limportante che piaccia al suo fidanzato.
Graziella: Gli piacer, gli piacer!
Giovanna: (sospettosa) Come fai ad esserne cos sicura? Non che mi nascondi qualcosa? 
Graziella: (cercando di sviare la madre) Ma no, ma no, dicevo cos. Oh insomma: se il rossa piace a me, piacer per forza anche a lui!
Giovanna: E chi sarebbe questo lui?
Graziella: (si affretta a pulire, nascondendo il viso pieno di rossore) Ma nessuno!
Bartolini: Eh, non ce la racconta giusta! (si mette a rammendare delle calze di nylon) Queste calzeA furia di rammendarle sembrano un ricamo. 
Rosalia: (reggendo un secchio pieno di biancheria lavata) ScusateDove posso stendere i panni? 
Giovanna: (dopo una pausa, durante la quale ha guardato la Bartolini come a chiedere aiuto) Sul filo.
Rosalia: S, ma quale?
Bartolini: Eh, ognuno cha i suoi. Bisogna che se li procuri.
Rosalia: Ah!S, per, adesso la biancheria dove la stendo?
Bartolini: Bisognava pensarci prima.
Graziella: (di slancio) La pu mettere sui nostri.
Rosalia: Grazie. Quali sono?
Giovanna: (fulminando Graziella con unocchiata) Sono questi. (indica alcuni fili che attraversano il cortile) Met sono nostri e met sono della signorina Luciana. La nostra parte quella di sinistra. (Rosalia, che si trova di fronte a Giovanna, comincia a stendere alla propria sinistra) Eh, no! Quella la destra.
Rosalia: No, la sinistra.
Giovanna: Sar la sinistra per lei ma per noi la destra!
Bartolini: E una questione di punti di vista! (rientra in casa propria. Rosalia comincia a stendere la biancheria, Graziella fa per aiutarla ma Giovanna la trattiene)
Giovanna: Ti v induv? V a lav i veder. Devono brillare come specchi! (la ragazza afferra lo straccio e rientra in casa indispettita. Giovanna la segue)

Scena 18

(Rimasta sola, Rosalia continua a stendere la biancheria. Silenziosamente entra la guardia, la quale si guarda intorno circospetta)

Guardia: (a Rosalia, toccandosi la visiera) Salutiamo!
Rosalia: (asciutta) Salutiamo.
Guardia: (tentando un approccio) Giorno di bucato?
Rosalia: Sissignore.
Guardia: Abita da molto in questo cortile?
Rosalia: Ieri sera arrivai.
Guardia: Ah! (riflette. Sospettosamente) Prima o dopo cena?
Rosalia: Prima. Qualcosa in contrario?
Guardia: No, no. Dicevo cos perch, qua dentro, ieri sera sono successe alcune cose
Rosalia: Quali cose?
Guardia: C stata una sparatoria.
Rosalia: Ah! (recisa) Io nulla vidi e nulla sentii!
Guardia: Comunque meglio che tenga gli occhi bene aperti. Si possono fare cattivi incontri E sicura di non aver visto un uomo? (mentre dice queste parole, Davide esce dalla propria abitazione con il cappello in testa. Scorgendo la guardia si immobilizza e silenziosamente tenta una ritirata. Rosalia lo vede, lui con gli occhi la supplica di non tradirlo. Rosalia resta impassibile)
Rosalia: Un uomocome?
Guardia: (non sa come spiegarsi) Un uomoAlto, con un cappello scuro(Davide si toglie il cappello arretrando. Contemporaneamente la Bartolini, che nel frattempo si affacciata a curiosare, cerca di richiamare lattenzione di Davide)
Bartolini: (a Davide) Psst! Psst! Ehi! (Istintivamente Rosalia alza il capo ed indica se stessa come a chiedere io?) Ma no, non lei! (Anche la guardia alza il capo in direzione della Bartolini. Davide ne approfitta per rientrare in casa. Alla guardia) Riverisco, signor Maresciallo!
Guardia: Guardia civica! Per quel servizio, sono a disposizione. Quando vuole.
Bartolini: (rientrando) Non si incomodi. Appena ho un minuto di tempo, le porto tutti i dati! (esce)

Scena 19

Guardia: (a Rosalia) Di dove siete?
Rosalia: Calascibetta, provincia di Enna.
Guardia: (stupita) Ma guarda la combinazione! Anchio sono di Calascibetta. (infervorandosi) Conoscete il locale di Ciccio Spera?
Rosalia: Losteria? Nossignore!
Guardia: (stupita) Non la conoscete?
Rosalia: Sissignore. Ma mai ci entrai. Solo i masculi vanno allosteria.
Guardia: Brava. Io l vicino abitavo. Sapete il vico di Santa Anastasia? (Rosalia annuisce) La porta verde, al numero quindici. Quella era casa nostra.
Rosalia: E non lo pi?
Guardia: (sospira) La vendemmo per trasferirci qui al nord. Ora stiamo in affitto! (sospira di nuovo)
Rosalia: Meschini!
Guardia: (riprendendo un tono confidenziale) Siete sposata? (Rosalia nega) Pure io sono ancora celibe. Vivete sola?
Rosalia: Con mio fratello. Venni in continente per assisterlo. Idd solo soletto. Nessuno gli pulisce la casa, nessuno cucina per lui. Idde nun have tempo per tutto. Durante il giorno travagghia, per mettere da parte i piccioli. Pure la notte, se capita
Guardia: (irrigidendosi) Ieri sera pure?
Rosalia: Ieri sera no. Venne a prendermi alla stazione, cos non potette travagliare. E si bagn per giunta. Pure io mi bagnai. Ma piove sempre cos tanto qui nel settentrione?
Guardia: (fa un gesto come a dire: Hai voglia!) Pure di pi!
Rosalia: Mizziga!
Guardia: (accingendosi ad andarsene) Beh, signorinasignorina?
Rosalia: Rosalia Caputo.
Guardia: Signorina Caputo, ho piacere di avervi conosciuta. Se vi serve qualcosa, (si toglie il berretto appoggiandoselo al petto) Franco Accatino qui per servirvi. Fra paesani ci si deve aiutare, non cos? (Rosalia mantiene unespressione anodina) Mi raccomando, tenete gli occhi bene aperti e non fidatevi di nessuno. (abbassando il tono) Sono settentrionali! (si tocca la falda del berretto ed esce. Rosalia finisce di stendere, poi raccoglie il secchio vuoto e si avvia verso casa. Davide, che nel frattempo si affacciato a controllare se la guardia se ne sia andata, esce di casa ed, incrociando Rosalia, si toglie il cappello).
Davide: Buongiorno! (Rosalia passa oltre senza degnarlo di uno sguardo. Scuotendo il capo) Son proprio terroni! (Sale velocemente le scale della Bartolini. Buio in scena)
Scena 20

Un giorno qualunque, destate. Graziella ricama una federa davanti alluscio.

Gigi: (sottovoce, affacciandosi al portone della corte) Graziella, Graziella!
Graziella: (sorpresa) Gigi!
Gigi: Vieni qua un momento!
Graziella: Sei matto? Se se ne accorge mia madre!
Gigi: Solo un momento! Dai, vieni fuori! (prende per mano la ragazza tirandola verso il centro della scena)
Graziella: Cosa c? Cosa volevi dirmi?
Giovanna: (fuori scena) Graziella! Dove sei? (Gigi si nasconde)
Graziella: (riprende in mano il ricamo) Sono qui! Cosa c?
Giovanna: (comparendo sulluscio con un bicchiere in mano) V un attimo dalla Luciana a farti prestare un bicchiere di riso, ch sono rimasta senza.
Graziella: (prendendo il bicchiere) Subito! (Giovanna rientra in casa. A Gigi) Che c?
Gigi: (prendendola per la vita) Niente: volevo vederti.
Graziella: Sei matto. Se mi vede mia mamma
Gigi: Domani sera esci con me?
Graziella: Per andare dove?
Gigi: A Cislago. Ci sono le giostre.
Graziella: Di sera? (scuote il capo) Figurati se mi lasciano! Ma ci andiamo solo io e te?
Gigi: Perch? Non bastiamo? Dai, ci sono anche i saltimbanchi e poi mio zio mi presta la lambretta. Vrromm! Vrromm!
Graziella: (lo zittisce) Ssttt! Lo sai com fatto mio pap. Poi, se siamo da soli.
Gigi: Uffa! Vengono anche il Roberto e la Carmela, contenta? (osservando la sua reazione) E anche la Rosetta.
Graziella: (punta sul vivo) La Rosetta? E lei con chi ?
Gigi: (facendo lo gnorri) Come con chi ? Con noi, no? (Gaziella fa il broncio, Gigi ride abbracciandola. Lei cerca di sottrarsi ed il bicchiere cade a terra andando in frantumi)
Graziella: (spaventata) O Dio! E adesso?
Gigi: (spingendo i cocci verso lingresso della corte con un piede) E adesso si fa cos.
Graziella: Senza bicchiere come faccio?
Gigi: Uff! Chiedi alla Luciana uno dei suoi. Allora vieni o no?
Graziella: Con la Rosetta? Cavaliere con due dame, fa la figura di un salame.
Ggi: Io di dama ne ho una sola.
Graziella: Chi ?
Gigi: La pi carina.
Graziella: E la pi carina chi sarebbe?
Gigi: (abbracciandola) Non lo sa? 
Graziella: La Rosetta?
Gigi: La Rosetta ci serve per buttare un po di fumo negli occhi ai tuoi. Allora, ci vieni?
Graziella: Devo chiedere a mio padre.
Gigi: Ma non puoi inventarti una scusa? Gli dici che vai a trovare unamica.
Graziella: Di sera?
Gigi: Ma dai! Non mi dirai che non sai inventare una frottola a tuo padre! (Confidenziale) Dai, ci divertiremo un sacco!
Graziella: (infervorandosi) Mi porti sullautoscontro?
Gigi: (afferrandola per la vita e facendola girare vorticosamente) Altroch! E anche sulle gabbie e sulla calcinculo!
Giovanna: (comparendo sulla soglia) I calci in culo ve li do io a tutti e due se non la smettete! (Graziella si stacca immediatamente da Gigi) Lo sai cosa succede se ti vede tuo padre?
Graziella: (confusa) Vado subito a prendere il riso! (corre in casa di Luciana)
Giovanna: (grave) Sar meglio! (a Gigi) Sar bene che non ti faccia trovare qui in giro. Se ti vede il mio Ambrogio, ti concia per le feste. 
Gigi: Io non so perch ce labbia tanto con me. Cosa faccio di male?
Giovanna: Di male non lo so. Di sicuro niente di bene. (rientra in casa. Gigi finge di uscire ma in realt si nasconde dietro ad un pilastro) 

Scena 21

(Il campanile suona mezzogiorno. Rientra Rosario, spingendo avanti a s la carriola. Ha unaria affranta.)

Rosario: Buon giorno! (entra in casa)
Graziella: (incrocia Rosario uscendo dalla casa di Luciana con un bicchiere colmo di riso in una mano) Ngiorno!
Gigi: (uscendo con un balzo dal suo nascondiglio) Ci troviamo alle nove, davanti alla stazione! Intesi? (La bacia rapidamente senza darle il tempo di sottrarsi. Parte del riso si rovescia per terra. Gigi si allontana. Graziella, costernata, cerca di raccogliere il riso da terra)
Giovanna: (uscendo in corte) Ah, s chi? (Graziella le porge il bicchiere semivuoto) Tutto qua? Non si mica sprecata! 
Graziella: Ne aveva poco anche per lei.
Giovanna: (osservando il bicchiere) E l me bicer?
Gaziella: (Fingendo di accorgersi solo in quel momento del cambiamento) Oh, mi ha dato uno dei suoi! Si sbagliata. Anchio non me ne sono accorta.
Giovanna: E gi! Chiss a cosa stavi pensando!
Graziella: (Dopo una pausa, riprendendo il cucito) Mamma
Giovanna: Quant te cuminci a parl cunt quela vus muresina lSa te voret cus?
Graziella: Domenica la festa del patrono a Cislago. Ci sono le giostre.
Giovanna: Ecco dove volevi andare a parare! Ghe sar anca quel balabiott l?
Graziella: Gigi? Non so, forse.
Giovanna: Ho capito: ci sar.
Graziella: Ma ci saranno anche la Carmela e la Rosetta!
Giovanna: Buona quella! (recisa) Io non voglio sapere niente. Parla con tuo padre.
Graziella: (supplichevole) Ma non potresti dirgli qualcosa anche tu?
Giovanna: Io? Insc a ciapi i m! No, no. Non voglio responsabilit. Adess lassami sta che gu de fa el risott! (rientra in casa. Graziella sospirando riprende a ricamare)

Scena 22

Davide: (esce circospetto dallappartamento della Bartolini, a Graziella) Che c? (le solleva il mento con un dito) Cos successo?
Graziella: (imbronciata) Niente! Mia mamma la solita! Non mi lascia mai fare niente!
Davide: (sedendosi a cavalcioni di una sedia accanto a lei) Perch? Cosa vorresti fare?
Graziella: Ma niente! Domenica la festa di Cislago
Davide: E allora?
Graziella: Ci sono le giostre! 
Davide: Tutto qua? Te la prendi tanto per le giostre?
Graziella: Ma bello! C tanta gente! 
Davide: Una confusione della Madonna!
Graziella: (animandosi) Ci sono anche i saltimbanchi!
Davide: (prendendola in giro) E la donna cannone!
Graziella: Ci sono le caramelle, la cicca americana, i gelati
Davide: Come no? E anche el firun, la tiraetaccaLo sai come si fa?
Graziella: A fare che cosa?
Davide: La tiraetacca. Si sputano nelle mani per tirarla. (Mima il gesto di sputare nelle mani e di tirare la pasta) Splash, splash,splashE voi la mangiate.
Graziella: Ma non solo questo. (esitando) C(si ferma imbarazzata)
Davide: (comprendendo) Ah, ecco! C uno! (Graziella annuisce) Ho capito perch la tua mamma non ti lascia! Chi ?
Graziella: Il nipote dellAliverti, il padrone del Rosario(indica luscio dei Caputo)
Davide: Quel che si dice un bel partito!
Graziella: Non lo so. A me i soldi non interessano. 
Davide: (accendendosi una sigaretta) Beh(parteggia per i genitori di Graziella) Si pu anche capire
Graziella: (inalberandosi) Cosa? Se neanche lo conoscono bene!
Davide: E tu lo conosci bene?
Graziella: Come faccio se non mi lasciano mai uscire!
Davide: Anche questo vero. 
Graziella: (dopo una pausa) Davide, mi fai provare a fumare?
Davide: Ma pensa te
Graziella: Solo un tiro!
Davide: Le donne non stanno bene a fumare.
Graziella: La Bartolini per qualche sigaretta la fuma.
Davide: Cosa ne sai, te?
Graziella: Va l che qualche volta la vedo attraverso i vetriDai, fammi fare un tiro!
Davide: (si guarda attorno, poi le passa la sigaretta) Solo uno, per. (Graziella aspira una boccata)
Giovanna: (forte, dallinterno) Graziella! Muoviti a preparare la tavola! (a Graziella il fumo va di traverso e comincia a tossire)
Davide: Lo sapevo io! (riprende la sigaretta)
Graziella: (rientrando di corsa) Non dirglielo a mia madre!
Davide: Ci mancherebbe anche questo! 

Scena 23

Rosalia: (uscendo nella corte con un cesto, si dirige verso la biancheria stesa. Fa palesemente fatica a staccarla, essendo piuttosto bassa)
Davide: (togliendosi il cappello) Permette? (comincia a d aiutarla)
Rosalia: (asciutta) Grazie. Faccio da me.
Davide: Che maniere! Volevo solo aiutarla! (alludendo alle lenzuola che toccano terra) Non vede che scopano per terra?
Rosalia: Come dice? (comprendendo) Ah, non importa.
Davide: E allora cosa le ha lavate a fare?
Rosalia: (interrompendo il lavoro) Sentite: con voi io non posso parlare. Il paese piccolo, la gente mormora. E poi il bucato un lavoro da donna.
Davide: (che nel frattempo ha continuato ad aiutarla) E un lavoro per chi lo fa. Chiss quante volte mi sono lavato la biancheria! E sono capace anche di stirarla, se necessario. 
Rosalia: (meravigliata) Cos si usa al nord? Non lo sapevo.
Davide: Cos si usa quando si orfani. Mia madre morta quandero piccolo.
Rosalia:(compassionevole) Meschineddo!
Davide: Cosa mi rappresenta sto meschineddo?
Rosalia: Volevo dire che foste sfortunato.
Davide: (commiserandosi con piaggeria per far breccia nel cuore della ragazza) Eh s. La fortuna non mai stata dalla mia parte. Siamo cresciuti in mezzo alle bombe. Famm, fredd, fum e fastidi! (piegano insieme le lenzuola)
Rosalia: (sospira) Pure noi subimmo la guerra! Nostro padre mor in Africa. Sperava di trovare un pezzo di terra(amara) E lo trov, infatti.
Davide: Grande?
Rosalia: Un metro per due, sotto la sabbia del deserto. Dieci figli lasci.
Davide: Caspita! Prolifico!
Rosalia: Li mand la Provvidenza!
Davide: (ironico) E s: Dio vede e Dio provvede!
Rosalia: E vostro padre, che ne fu?
Davide: (fa un gesto vago, vergognandosi) Se ne and prima che io nascessi.
Rosalia: Meschino! Unaltra donna? (Davide annuisce. Rosalia sospira) Eh, ci sono certe male femmine! (prende sottobraccio il cesto pieno di biancheria) Si sa: luomo uomo
Davide: (togliendole il cesto dalle man) Se permette, glielo porto io. E pesante per una donna.

Scena 24

Rosario: (comparendo sulla porta di casa, a Davide) Non c bisogno che vi scomodiate. Questo non lavoro per voi. Mia sorella Rosalia abituata alle fatiche: stata allevata come si conviene ad una donna onesta.
Davide: E chi dice niente? Cercavo solo di aiutarla. Credevo di farle un favore.
Rosario: (con orgoglio) Noi non abbiamo bisogno di questi tipi di favori. (A Rosalia) Il pranzo preparasti?
Rosalia: (fieramente) Lo preparai.
Davide: Cosha paura? Che le metta fuori il conto?
Rosario: Al nostro paese noi diciamo: mio nonno camp centanni, perch si fece li cazzi sua
Davide: Se per questo noi diciamo: Chi mangia la gallina degli altri, impegna la propria.
Rosario: A noi le galline manco ci piacciono. 
Davide: A me s. 
Rosario: (a Rosalia, che rimasta ad ascoltare) Rosalia, ritirati! (Rosalia fa per rientrare)
Davide: (porgendo il cesto a Rosalia) Tenga, signorina
Rosario: (parandoglisi minacciosamente davanti e togliendogli il cesto dalle mani) Allora non ci siamo capiti? Se avete qualcosa da dire a mia sorella, dovete rivolgervi prima a mia.
Davide: A lei? Ma pensa te. Facciamo il telegrafo senza fili!
Rosario: Da noi si usa cos. Luomo tentatore e la femmina debole. Perci, ognuno a casa sua. Quando la brocca fessa, chi la ripara pi?
Davide: Questo chi lo capisce bravo.
Rosario: Salutiamo! (rientra)
Davide: Salutiamo! (resta nella corte commentando il dialogo successivo)
Rosario: (a Rosalia, fuori scena) Se ti prendo ancora a parlare con quelluomo, a schifo finisce!
Davide: (mandandolo a quel paese) Ma v a ciap i ratt!
Rosalia: Fu lui a cominciare.
Rosario: Quello un tipo poco raccomandabile!
Davide: Grazie tante.
Rosalia: Eppure sembra nu bravo picciotto.
Davide: Brava!
Rosario: Non ti devi fidare delle apparenze. Tu sei appena arrivata e ancora non conosci lambiente e allora non ti devi fidare di nessuno.
Davide: U, non siamo mica in Sicilia!
Rosario: C non come al nostro paese
Davide: Capirai! Mafia e lupare: un bellambientino.
Rosario: Che ci si conosce tutti.
Davide: Sai che garanzia!
Rosario: Con questo ti giochi la reputazione.
Davide: Amen!

Scena 25 

Luciana: (esce di casa con una tazzina ed una forchetta per fare una frittata. Parla sullultima battuta, a Davide) Cosa fai? Parli da solo?
Davide: (ironico) S, dico il rosario.
Luciana: Ti farebbe proprio bene pregare ogni tanto! Vieni dentro ch, se ti vede la guardia
Davide: E gi passata.
Luciana: Oh Signore! Non ti avr mica visto?
Davide: Ma no!
Luciana: Quello uno che non si arrende. Non si dar per vinto fino a che non riuscir a trovarti.
Davide: Ma se non mi ha nemmeno visto in faccia, come fa a riconoscermi?
Luciana: Qui lo sanno tutti che fai il contrabbandiere. Prima o poi qualcuno parler.
Davide: (ostentando una sicurezza che in realt non possiede) Non parler nessuno! E poi, anche se parla qualcuno, non hanno prove.
Luciana: (sbalordita) Non hanno prove?!! Ma se ti hanno preso quasi con le mani nel sacco!
Davide: Quasi. Io il carico lho abbandonato fuori paese. Loro non possono mettere in relazione me con i sacchi che hanno raccolto per strada.
Luciana: E tutte le stecche che teniamo nel pollaio? Per fortuna la guardia ha perquisito solo la casa, altrimenti stavamo freschi tutti e due. A me non ci pensi? Non ci vai di mezzo solo tu!
Davide: (arrabbiandosi) La guardia non aveva il diritto di fare una perquisizione. Ci vuole lautorizzazione del giudice. Non gliela dovevi lasciar fare.
Luciana: Con lautorizzazione o no, intanto lha fatta. E se trovava le sigarette, ci sbatteva in galera tutti e due. Quando sei dentro, figurati se il giudice fa obiezioni sulla perquisizione! 
Davide: Un bravo avvocato per la fa.
Luciana: E chi ce li da i soldi a noi per pagare un avvocato? 
Davide: Ma s, non ti arrabbiare! Far sparire tutto quanto! Di sigarette qua non si vedr pi nemmeno lombra, (se ne accende una) tranne di quelle che fumo io.
Luciana: S, fuma, fuma! E intanto il tempo passa. Ma si pu sapere fino a quando hai intenzione di fare questo mestiere?
Davide: (si stringe nelle spalle) Fino a quando serve. Quando saremo ricchi
Luciana: (interrompendolo) E pi facile lasciarci la pelle o finire in galera che arricchirsi col contrabbando. Se tu ti trovassi invece un buon mestiere
Davide: (sarcastico) Un buon mestiere! Ti pare facile a te andare a bottega sotto padrone, alla mia et?
Luciana: (scuote il capo sospirando) Non questione det: sei tu che non lo vuoi un padrone. 
Davide: E allora? Non mica un delitto amare lindipendenza.
Luciana: Quando si dei poveretti come noi, non si possono avere pretese: bisogna abbassare il capo. (sospira) E pensare che lavevi un buon posto, un posto sicuro! Se non ti fossi fatto montare la testa dal Bestetti, adesso lavresti ancora.
Davide: (interrompendola) Io non mi sono fatto montare la testa da nessuno! Mi sono limitato a pretendere i miei diritti. Non mica colpa mia se le cose sono andate come sono andate.
Luciana: Il Bestetti, lui s che poteva fare la voce grossa, tanto lui ci aveva le spalle coperte. Invece a te, quando stato il momento di difenderti, i tuoi compagni della fabbrica ti hanno lasciato solo. E cos tu sei stato scaricato e il Bestetti lhanno fatto caporeparto. Io te lavevo detto che sarebbe andata a finire cos ma tu non mi ascolti mai! (Davide spegne la sigaretta col piede nervosamente)
Davide: Beh, hai finito?
Luciana: No che non ho finito. E andr avanti fino a che non la smetterai col contrabbando. Sai cosa dovevi fare invece? Finire gli studi, come voleva la povera mamma!
Davide: Forse, se tu non avessi dovuto toglierti anche il pane di bocca per farmi studiare, li avrei finiti. 
Luciana: (scuote il capo, incredula) Sarei anche morta di fame purch ti prendessi un diploma. E invece sei finito a fare il delinquente!
Davide: (innervosendosi) Delinquente?! Io mi limito a comperare le sigarette in Svizzera e a guadagnarci su qualcosa rivendendole in Italia. Cosa c di cos grave?
Luciana: Quando ci guadagni. Stavolta hai dovuto abbandonare il carico e sei pure ricercato dalla polizia. Lo chiami guadagno questo?
Davide: (sbuffa) Sono un commerciante e corro dei rischi come tutti i commercianti: una volta si vince, unaltra si perde. 
Luciana: (sarcastica) E unaltra volta si finisce in galera. O sottoterra, dipende da chi spara meglio.
Davide: Io non sparo. Sono le guardie a sparare. Figurati, io la pistola non ce lho neppure.
Luciana: (adirandosi) Smettila di dire bugie! Credi che sia scema? Lo so che ce lhai. Lho vista, lo so dove la tieni.
Davide: Ma perch non ti fai i fatti tuoi una buona volta?
Luciana: (furibonda) Sono anche fatti miei! (dopo una pausa, con tono accorato) Davide! Perch non ti cerchi una brava ragazza e non metti la testa a posto? Perch non chiudi col contrabbando e non ti procuri un lavoro meno pericoloso, pi regolare?
Davide: Perch, secondo te, lavorare in fonderia o su unimpalcatura, come fa quel povero Cristo di quel terrone l (indica labitazione del Caputo), meno rischioso? Povera illusa!
Luciana: Ma almeno non contro la legge!
Davide: Le leggi cambiano: oggi sono in un modo, domani in un altro. Prima della guerra era obbligatorio essere fascista, adesso solo a nominare la parola fascio ti sbattono dentro!
Luciana: (non sapendo come replicare alle parole del fratello) Cosa mi vieni fuori con questi esempi? 
Davide: (troncando la discussione) Senti, sono stanco. Sono tre notti che non dormo. Ho bisogno di rilassarmi. (muove alcuni passi verso il centro della corte)
Luciana: Dove vai? (alludendo alla Bartolini) Non andrai da quella l?
Davide: Quella l una donna come tutte le altre. Comunque, vado a fare una partita allosteria.
Luciana: Ma mangia prima qualcosa!
Davide: Pi tardi. Adesso non ho fame.
Luciana: Ma(Davide esce rapidamente dalla corte. Luciana resta a guardarlo scuotendo il capo poi sospirando rientra)

Scena 26

Ambrogio: (rientra sulla bicicletta fischiettando. Scendendo dalla bicicletta, ad alta voce) Giovanna? E pronto il risottino per il tuo maritino adorato? (calpesta il riso precedentemente versato da Graziella. Osservando il fenomeno, fra s) Sa ghe cus? Ghe st na spusa? (ad alta voce) U, Giuvanna! Chai cos tanto riso da buttare, che lo semini per la strada?
Giovanna: (sulla porta) Riso? Dove?
Ambrogio: (mostrandole il riso) Tal chiLa par la strada del Pollicino. 
Giovanna: (urla, realizzando laccaduto) Graziella! (rientra immediatamente in casa. Si sente il rumore di due ceffoni seguita da un pianto dirotto)
Ambrogio: Dona che piang, caval che suda, hin fals cume Giuda! (entrando canticchia) La piangi, la ridi, la va in castigo, la tira i bachett, tic-e-titecc! (sporgendo il viso dalluscio) E buona notte al secc! (Buio in scena) 


Fine Atto Primo


Atto Secondo


Scena 1

(E un pomeriggio di luglio. Le campane suonano a festa. Rosalia, sulle spine, d le spalle al pubblico ed affacciata al portone del cortile per vedere se arrivi il fratello. Intanto Luciana stende ad asciugare un paio di calze di nylon. Rientrando, incrocia Rosalia che sta tornando in casa a sua volta)

Luciana: Ngiorno!
Rosalia: (con rispetto) Buon giorno! (rientra in casa. La Bartolini si mette a ricamare una tovaglia sul balcone. Le campane suonano nuovi rintocchi. Rosalia, affacciandosi alla porta, scorge il fratello che rientra. E in canottiera, ha un badile sulle spalle ed un secchio con gli attrezzi da muratore in una mano. E visibilmente impolverato, stanco e accaldato. Andandogli incontro) A questora arrivasti?
Rosario: (riponendo gli attrezzi) Uora, uora finii.
Rosalia: Ti tenni la pasta in caldo ma colla divenne. (finisce di riporre gli attrezzi. Siede sulla panca ed asciuga il sudore con uno straccio) Che fai? Non ti lavi?
Rosario: S, ora lo faccio. 
Rosalia: (portando allesterno un catino e versandovi dentro una pentola di acqua calda) Se non ti spicci, la funzione finisce.
Rosario: La funzione? Io neppure mi reggo in piedi: sono troppo stanco.
Rosalia: Non bisogna perdere le abitudini religiose. E poi, se non frequenti la chiesa, come la trovi una fidanzata?
Rosario: E che? C bisogno di andare in chiesa per conoscere una ragazza? Ce ne sono anche qua dentro senza camminare tanto! (si toglie la canottiera e comincia a lavarsi)
Rosalia: (perplessa) Qua dentro? Nella corte? (sulluscio si affaccia Graziella) Ah beh (La ragazza si passa il rossetto sulle labbra senza far caso ai Caputo. Vedendo la ragazza, Rosario cerca di entrare in casa vergognandosi di essere spogliato. Tendendogli l asciugamani) Che fai? 
Graziella: (si accorge dei Caputo) Buon giorno!
Rosalia: Buon giorno! (Graziella rientra in casa. A Rosario che rimasto a spiare Graziella dentro casa) Ti vergogni? Una ragazzina ! (Rosario ritorna fuori. Aiutandolo a vestirsi, compiaciuta) Quante donne tengono un fratello come atta? Fortunata la ragazza che ti sposa!
Rosario: Ma se non tengo un quattrino!
Rosalia: (sicura) Se non lo tieni adesso, lo terrai pi avanti.
Rosario: Aspetta e spera! (siede sulla panca. Rosalia va prendergli un piatto di pasta e glielo mette in mano)
Rosalia: Certo che, fino a che lavori tu solo, poca strada facciamo!
Rosario: E che? Vorresti travagghiare anche tu? 
Rosalia: Perch no? Noi due siamo: due bocche da sfamare e uno solo che lavora. E che travagghia per due! Non giusto!
Rosario: Le donne have da stare in casa
Rosalia: Le settentrionali per a lavorare in fabbrica ci vanno.
Rosario: La fabbrica non cosa da fimmine!
Rosalia: E che? Non sono femmine le settentrionali? 
Rosario: S, ma sono fimmine particolari. Non sono come le nostre.
Rosalia: E che channo di diverso? 
Rosario: (non sa che dire) Niente(reciso) Comunque mia moglie have da stare a casa!
Rosalia: Intanto per io non sono tua moglie. E non sono neppure sposata perci, se vado in fabbrica, non succede niente.
Rosario: Come niente? E ai lavori di casa, chi ci pensa? Ci devo pensare io? 
Rosalia: No, ma.... (esitando per fargli digerire la pillola) Per dico per dire - sarebbe giusto che, lavorando tutti e due, luomo aiuti la donna nelle faccende domestiche.
Rosario: Rosalia! I maschi devono fare i maschi e le femmine, le femmine. Altrimenti non si capisce pi nulla.
Rosalia: Non si capisce pi nulla?!? Non lo sai che sei masculo?
Rosario: Certo che lo so. 
Rosalia: E tieni paura di dimenticarlo?
Rosario: No. 
Rosalia: E allora? Ti capit magari di sbagliarti quando fosti solo?
Rosario: (Non comprendendo) Di sbagliarmi a far che?
Rosalia: Che so: a metterti i vestiti? 
Rosario: Ma che minchia vuoi dire?
Rosalia: (cercando di spiegarsi) Voglio dire: quando cucinavi, ti mettevi la veste da donna?
Rosario: No.
Rosalia: E quando rassettavi? 
Rosario: Nemmeno.
Rosalia: E allora? Non mi pare che ti sei perso lorientamento!
Rosario: (non ha pi argomenti) NoMa che centra? Quello fu per causa di forza maggiore. Daltronde Necessit abbassa nobilt.
Rosalia: Lo vedi? E solo una questione di orgoglio. Essere fimmina o essere masculo non dipende dal lavoro che fai, dipende da altro.
Rosario: Che non lo so?
Rosalia: (alludendo ai genitali) Non parlo di quello! Parlo di questa! (indica la testa) Dammi retta: prima mi trovo un lavoro anchio e prima potremo risollevarci. E anche noi andremo a testa alta come questi settentrionali. E magari potrai pure sposarti.
Rosario: (sospira) Donne e buoi
Rosalia: (interrompendolo) Ma come? Non dicesti poco fa che ci stanno delle fimmine da sposare anche qua dentro?
Rosario: Dicevo per dire!
Rosalia: (con aria furba) E allora perch ti vergognavi tanto quando cera qui una certa signorina? Sta a vedere che te ne sei innamorato?
Rosario: Che dici? Quella troppo in alto per me: have fatto pure le commerciali. (pausa) E poi tiene un altro per la capa.
Rosalia: (un po delusa) Veramente? Come lo sapesti?
Rosario: La vidi che parlava con un collega.
Rosalia: Parlare non sposare! Qua stiamo al nordeNon come da noi che, quando due cominciano a parlarsi in pubblico, gi stanno davanti al prete. Qua tutta unaltra cosa. Le donne sono pi(cerca le parole) pi libere, ecco!
Rosario: E pi mignotte!
Rosalia: Ma che dici? (considerando la cosa) Mi pare invece una brava ragazza.
Rosario: Ed pure carina! (sospira)
Rosalia: (sedendosi con decisione accanto a lui) Rosario, non coi sospiri che farai strada nella vita! Ci vuole coraggio! Se la ragazza ti piace, pigliatela!
Rosario: Pigliatela? Hai detto niente!?! (Scuote il capo) Te lo vuoi mettere in capo che noi siamo meridionali? A noi, i settentrionali, non ci vogliono. Non gli piacciono quelli che come dicono qui? (riproducendo laccento lombardo) taccan su il cappell! Eppoi quella have altro per la testa. (tagliando corto) Comunque non so perch stiamo a perdere cos tanto tempo: non so nemmeno se mi piace!(entra in casa. Rosalia sospirando lo segue)

Scena 2

(Le campane suonano il Sanctus)

Giovanna: (esce frettolosamente dalla propria abitazione con un velo ripiegato fra le mani. Rivolta verso linterno, ad alta voce) Graziella! Muoviti ch siamo in ritardo! La terza gi suonata. (fra s) Anzi, queste mi sembrano gi le campane della benedizione. Possibile?
Graziella: (dallinterno, urlando) Arrivo!
Ambrogio: (dallinterno, ad alta voce) Giovanna! Dove hai messo i miei calzoni?
Giovanna: (parlando verso linterno, ad alta voce) Sono l sul tavolo, non li vedi?
Luciana: (uscendo frettolosamente in corte col libretto delle preghiere in mano ed il velo in testa, a Giovanna) Bisogna che ci spicciamo. La processione devessere gi avanti.
Giovanna: Appunto. (urlando) Graziella!
Graziella: (esce interrompendola) Eccomi, sono pronta!
Giovanna: (alludendo al rossetto) Tira via cala roba dalla boca! Dove credi di andare? Andemm in giesa, minga al cuncurs de miss Italia!
Graziella: Ma solo un po di rossetto!
Luciana: (protestando) Le sta bene! Su, glielo lasci! Le d colore!
Giovanna: Adess ghe d do sgiaff insc ghe culuri anca la faccia!
Graziella: (protestando) Ma mamma! 
Giovanna: Muoviamoci senn (Graziella e Luciana escono dalla corte precedendola. Tornando sui suoi passi, rivolta verso linterno della propria abitazione) Mbrusin, sta attent chel fer l amm cald!
Ambrogio: (fuori scena) E alura?
Giovanna: Minga de scutass!
Ambrogio: (fuori scena) Sun minga scemo!
Giovanna: (mentre esce, alla Bartolini) Non viene alla processione, signora Bartolini?
Bartolini: Ho qui un ricamo da finire. Una consegna urgente. Fo un salto in chiesa pi tardi per la benedizione.
Giovanna: (fra s) A Lourdes la duvaria and! (dallinterno della sua casa si ode un forte rumore, seguito a raffica dalle imprecazioni di Ambrogio)
Ambrogio: (fuori scena) Porcu Du! Maledetto etc.
Giovanna: Ambrusin, sa ghe cus?
Ambrogio: (dallinterno) T el t fer da stir!
Giovanna: Te s scut? Gu pias! Te lavevi d de sta attent!
Ambrogio: (comparendo sulluscio in mutande e agitando una mano) Porca Madon
Giovanna: (troncandogli la parola) Va dr no a bestemm!
Ambrogio: Cun tutt i post che ghera, propi sul tavul tel duvevi mett?
Luciana: (affacciandosi) Giovanna, non vieni?
Giovanna: (a Luciana) Subito! (vergognandosi per il marito) V in c che te set in mudand!
Ambrogio: E alura? La Luciana l abituada a ved el so fradel, (Luciana scappa via vergognandosi) la sciura Bartolini i omen l bituada a videi senza
Giovanna: (interrompendolo) Tass, bocca de fog! Dag a moves, puttost!
Ambrogio: A fa? A vegn in giesa? Come faccio con unustione di terzo grado?
Giovanna: (aspramente) Ogni scusa l bona! Sent, rangiass! Te la vedi tu col Padreterno! (esce)

Scena 3 

Ambrogio: (fra s) S, s, me la vedo io! (al pubblico) Avete visto come trattano un pover uomo? Un onesto lavoratore che si arrabatta dalla mattina alla sera per mand avanti la famiglia? Lo lasciano qui da solo, infermo, senza medicamento, senza soccorso! Tutti i d su e gi di treni della ferrovia Nord, col caldo, col freddo, colla luce, col buio. Avete capito? Questa la ricompensa! (soffia sulla scottatura) Accidenti, sel brusa!
Bartolini: (deponendo il ricamo ed affacciandosi) Che le successo, sor Ambrogio? Non andato alla funzione?
Ambrogio: (mostrandole la mano) Sono in infortunio. Ustione di terzo grado. Scusi le mutande.
Bartolini: Le pare? Fra noiE una vita che ci si conosce. Anchio non son potuta andare. Ho questa biancheria da finire.
Ambrogio: Biancheria da notte?
Bartolini: Da notte? Ma no, da giorno! Che non la vede che gli una tovaglia?
Ambrogio: Da qui sembrava piuttosto un lenzuolo.
Bartolini: Che burlone che gli , sor Ambrogio! (cambiando discorso) Ha visto quante rondini ci sono oggi?
Ambrogio: Eh s. Sono i merli che scarseggiano! Beh, vado a sbattere una chiara duovo. (riflette ad alta voce) Chiss se l dutur el me d un d de malattia? Ma! (rientra in casa)

Scena 4

Bartolini: (sottovoce in direzione della casa dei Rimoldi) Davide! Davide! (attende qualche istante poi chiama un po pi forte) Davide! (lascia il ricamo sul balcone e scende le scale. Davanti al portone della corte passa il soldato John il quale ha in mano un pacchetto legato con uno spago. Guarda nella corte poi v a controllare il numero civico. La Bartolini intanto attraversa il cortile e bussa alluscio dei Rimoldi) Davide, ci sei? (attende qualche minuto poi, non ricevendo risposta, ritorna sui suoi passi. Intanto Ambrogio, infilatisi i pantaloni, si affaccia sulluscio proprio mentre la Bartolini arraffa le calze di Luciana e se le mette in tasca. Ci fatto, la Bartolini sale velocemente le scale e rientra in casa)
Ambrogio: (sedendosi su una sedia e cominciando a fasciarsi la mano) Forse non ci sono i merli ma qualche gazza ladra c. Per, magari mi sbaglio!


Scena 5

(Rosalia versa dellacqua in un catino, mette un asciugamano sulle spalle e comincia a pettinarsi, poi immerge la chioma, che assai voluminosa, nellacqua e comincia a lavarsi i capelli)

Ambrogio: (osservando Rosalia, il cui viso nascosto dai capelli) Mah, chi tropp e chi minga! (alludendo ad entrambi) Mi e l fem una bella coppia! Sansone e Dalila. Mi sunt la Dalila, per!

Scena 6

(Si affaccia di nuovo John. Indossa una blusa militare, con la bustina infilata sotto la mostrina, e pantaloni civili. Fa qualche passo allinterno, calpestando i cocci del bicchiere)

John: (guardando per terra) What? Shit! Glass! (scorge Ambrogio e si dirige verso di lui) Excuse me.
Ambrogio: Yes?!?
John: (con spiccato accento americano) E questa la corte Filippina?
Ambrogio: YesQuesta la corte della Filippina. Mi sunt Ambrogio Filippini. (Dandogli la destra) Ambrusin, per gli amici.
John: Amici? (gli d una manata su una spalla) Oh yes! We are friends. Italiani brava gente.
Ambrogio: (massaggiandosi la spalla) L ancam pus brava sel tegn gi i man!
John: Please?
Ambrogio: Posso esserci utile in qualche cosa?
John: Im looking for a lady, Mrs. Bartolini.
Ambrogio: (fra s) La cognossen fin in America, la Bartolini! (a John) S, l chi ma l minga una lady.
John: (indicando Rosalia che, noncurante di loro, continua a lavarsi i capelli) Is she?
Ambrogio: No, la gha minga i sci.
John: Is she Mrs. Bartolini?
Ambrogio: No, quella l l no la Bartolini, l na terrona. 
John: Terrona? Whats terrona?
Ambrogio: Faccia color della terra. Terra. (batte il piede per terra) Tacco. Ha capito? Viene dal tacco, dalla Sicilia.
John: (raggiante) Ah, Sicilia! Well! (gli d una seconda pacca sulla spalla, realizzando) Bartolini is in Sicilia!
Ambrogio: M, se v innan zi insc, a v alluspedal!

Scena 7

Bartolini: (affacciandosi) Chi mi cerca? Mi pareva daver sentito il mio nome!
Ambrogio: (fra s) Non nominare il nome della Bartolini invano!
John: Ive something for you. A souvenir from your husband. Marito, capisce? (le mostra il pacchetto.
Bartolini: (agitata) Aspetti che vengo gi. (si toglie il grembiule dandosi una rassettata e si precipita nella corte. Rosalia intanto, che ha finito di asciugare i capelli, stende la salvietta sul filo dove prima cerano le calze di Luciana)
Ambrogio: (a John) Torna?
John: Chi?
Ambrogio: El sciur Antoni, il Mr. Bartolini. Sa anchio ho studiato un po lInglese. Ho fatto pratica con gli alleati.
Ohn: Ah, I seeLinea gotica?
Ambrogio: No, borsa neraOgnuno studia come pu.
Bartolini: (arrivando) Che mi voleva dire del m marito? Posso sapere lei chi ?
John: (mettendosi sullattenti) Sergente John Fitzgerald Patterson, primo dipartimento, seconda divisione mezzi corazzati fanteria, reparto sfondatori, South Carolina, U.S.A. (tendendole il pacchetto) Suo marito mi ha pregato di consegnarle questo.
Bartolini: (con raccapriccio) Cosa sono? Le sue ceneri?
John: Oh no! Antonio mi consegn questo parcel prima che lui andare to Germany.
Bartolini: (sospira annuendo) Me lo dissero che era stato portato in Germania il mio Antonio! (prendendo il pacchetto) Ma adesso dov?
John: (stupito) I dont know. Non ancora tornato?
Bartolini: (sospirando) Eh no. La sua ultima lettera mi arriv da Taranto nel 43. Da allora non ho saputo pi nulla.
John: Povero Antonio! Chiss dove lui finito! Speravo tanto di rivederlo. Io e lui grandi amici. Big big friends! Cos. (accosta gli indici)
Ambrogio: Culo e camicia.
John: Chi culo?
Ambrogio: Mi no. E nemmeno camicia.
Bartolini: (che intanto ha cominciato a scartare il pacchetto) Chiss cosa ci sar dentro?
John: Antonio ha voluto lasciare a lei sue cose pi care. Lui persona molto come dire? Molto molto sensible!
Ambrogio: El piangeva semper miseria! 
John: Lui grande love for his wife. Come diceva sempre? (fruga nella memoria) Ah s: la mia bella rigigiolona!
Bartolini: (correggendolo) Rifiholona! Eh, gli era un tipo scherzoso il m Antonio! Mah! (fra s) Mavesse mandato dei denari che ce nho cos di bisogno!
Ambrogio: Tanto ormai sarebbero carta straccia.
Bartolini: Eh, non si pu mai dire! 

Scena 8

(Giovanna e Luciana rientrano dalla funzione)

Giovanna: (contrariata ad Ambrogio) T vist? Semm riv che la prucessiun lera gi finida!
Ambrogio: L culpa mia, adess?
Luciana: (ad Ambrogio sottovoce) Cos successo?
Ambrogio: La Bartolini ha ricevuto posta dalla Germania.
Giovanna: (sottovoce al marito) Ghe riv el so mar?
Ambrogio: Ghe riv el testament!
Luciana: (sottovoce) Allora proprio morto!
Ambrogio: Non si sa, ma ci sono buone speranze!
John: (scorgendo Luciana, si pone sullattenti) Sergente John Fitzgerald Patterson
Ambrogio: Riposo, riposo.
Luciana: (imbarazzata) Piacere!
John: (a Luciana) Io molto amico di Antonio Bartolini.
Luciana: (con un timido sorriso) Oh, anche noi!
Bartolini: Non fo per dire, ma il m marito era amico di tutti. Era una pasta duomo. Oculato, risparmiatore! (comincia a togliere linvolucro che avvolge il pacchetto e ad aprirlo, togliendone gli oggetti ivi contenuti)
Ambrogio: (ironico) Diciamo pure taccagno!
Bartolini: (estraendo una lettera) E questo cos? (comincia a leggerla) Cara Gina(a John) Gina sono ioQuando ti giunger questa mia, forse io non ci sar pi - (fingendo un singhiozzo) com vero! Sono stato fatto prigioniero dai tedeschi
Giovanna: (contemporaneamente a Luciana) Por diavul!
Luciana: Poverino!
Bartolini: E mi deportano in un campo di concentramento. Fra poco il treno si metter in marcia e varcher, forse per sempre, la frontiera italiana. (si asciuga una lacrima) Un martire, ecco cos stato, un martire!
Ambrogio: (fra s) S, propi un martar. (Giovanna gli d una gomitata)
Bartolini: (fulminandolo con unocchiata) Lui non si voluto imboscare, come qualcun altro! (riprende a leggere) Ti rimetto alcune reliquie che forse ti aiuteranno a tenere vivo il mio ricordo nel caso, deprecato, che io non faccia ritorno.
Ambrogio: (ironico, sottovoce) Deprecatissimo! (Giovanna lo strattona)
Bartolini: (continuando a leggere) Ti rimetto lorologio, che apparteneva alla buonanima di mio padre (critica) Senza lancette! (scuote il capo) e che ha segnato gli attimi pi fatali della nostra vita. Come scrive bene!
John: Lui me insegnato parlare Italiano.
Ambrogio: Se sent!
Bartolini: Il quadrifoglio che trovammo nellorto del curato
Giovanna: (ad Ambrogio e Luciana) Sin and a fa in de lort del curat?
Bartolini: (leggendo) il giorno che cogliemmo il frutto dellamore (abbassa la voce, imbarazzata)
Ambrogio: (ironico) T cap adess? Frutto benedetto!
Bartolini: E che ci port tanta fortuna nel matrimonio. Fortuna: non ho pi un quattrino! Ti invio infine una foto che mi scatt il mio amico John con la sua Rolex very american. Tengo con me solo la medaglia della Madonna di Montenero, - (con disappunto) quella era doro! - che gi una volta mi salv la vita deviando la pallottola di un cecchino presso Roma (a John) E stato anche a Roma? (John annuisce) Non me laveva mai scritto!
Ambrogio: Pi che una lettera, sembra il giro dItalia!
(Mentre avviene la lettura i presenti si scambiano gli oggetti restituendoli alla Bartolini dopo averli ammirati)
Bartolini: (continuando a leggere) Sento gi il gelo dellinverno nordico penetrarmi nelle ossa. (a John) Ma dove si trovava quando ha scritto la lettera?
John: A Trieste.
Ambrogio: Cera la bora.
Bartolini: (ancora leggendo) Vorrei essere l con te per scaldarmi(tossicchia imbarazzata) al fuoco del tuo amore. Accogli calorosamente il mio amico John
Ambrogio: Non dubiti!
Bartolini: E stato per me pi che un fratello e vorrei che lo fosse anche per te.
Ambrogio: Non improbabile! 
Bartolini: Porto con me il ricordo della mia bella Italia, che forse non rivedr mai pi.(si asciuga unaltra lacrima) Ma Bartolini Antonio non vacilla: affronter il suo destino a testa alta, non come un coniglio codardo ma come un impavido leone. Se dovr cadere sotto gli artigli dellaquila germanica,  
Ambrogio: Avremo un bel giardino zoologico!
Bartolini: Lo far con la dignit di un vero soldato e di un autentico patriota!
Ambrogio: (contemporaneamente allultima battuta della Bartolini) Coglione! Giovanna: (gli d una gomitata pi forte delle altre; sottovoce) Tass!
Ambrogio: Viva lItalia!
Bartolini: Tuo per sempre Antonio. (si accascia su una sedia)
Luciana: (commossa) Che bella lettera!
Ambrogio: Patriottica, piena di passione!
John: Italiani tutti artisti!
Bartolini: E sempre stato un tipo focoso il mio Antonio! (si fa aria con la lettera)
Luciana: (alla Bartolini) Si sente bene?
Bartolini: Mi gira un po la testa.
Luciana: Vado a prenderle un bicchier dacqua. (fa per uscire di scena ma John la trattiene)
John: (estraendo dalla tasca una fiaschetta di whisky) Dont worry. Thats better than water. Acqua-vite, extra strong. (Porge la fiaschetta alla Bartolini)
Bartolini: (prendendo la fiaschetta) Grazie. (beve un sorso e la restituisce a John)
John: (offrendo la fiaschetta a Luciana) Do you?
Luciana: (ricusando) Grazie, non bevo mai alcolici.
John: (stupito) No? A drop sometimes very useful. Soldati al fronte (fa il gesto di bere a garganella) glu glu glu.
Ambrogio: (che nel frattempo venuto in possesso della lettera e la sta leggendo) Migliorava la mira! (a John) Senta un po: come mai questa lettera, che stata scritta il quindici febbraio 1944, arriva solo oggi, e cio sette anni dopo?
John: Well! (fa per bere un altro sorso ma la fiaschetta vuota, quindi la ripone nella tasca e si siede a cavalcioni di una sedia) Its a long tale!
Ambrogio: Noi abbiamo tempo. Si accomodi pure. (Tutti si dispongono attorno a lui ad ascoltare)
John: (cercando di riordinare le idee) Dunque: io e Antonio ci siamo conosciuti nel 44No, nel 43 a Brindisi.
Bartolini: (sorpresa) A Brindisi? Ma non era a Trieste?
John: (pazientemente) Yes, dopo. Prima Brindisi. (rievocandola) Bella citt Brindisi: sole, mare, belle ragazzeDo you know?
Bartolini: (seccata) S, s. Vada avanti.
John: O.K. (fruga nelle tasche cercando le sigarette) Wherere my cigarettes? Trova prima laccendino, poi il pacchetto con una sola sigaretta. La offre ai presenti) Do you want some? (tutti ricusano)
Ambrogio: Grazie, sono astemio. 
John: (accendendosi la sigaretta) My last cigarette! (con un gesto meccanico, ripone in tasca il pacchetto vuoto) 
Ambrogio: El par un condannato a morte.
Bartolini: Forse la signorina Luciana ha qualche pacchetto da venderle.
Luciana: (risentita) Io? Che idea! (si allontana seccata andando a prendere le calze che prima aveva steso ad asciugare)
Bartolini: Non volevo mica affonderla
John: (commiserandosi allegramente) No cigarettes, no alcool
Ambrogio: Eh, la vita dura! Se vuole ci addiziono la fiaschetta con un po di vino.
John: (incredulo) Yes?! Wonderful! (gli tende la fiaschetta. Ambrogio entra in casa a riempirla di vino)


Scena 9

Bartolini: (a John) Torniamo a Brindisi.
John: Well. Dopo l8 settembre soldati italiani (fa il pollice verso)
Giovanna: Purtroppo!
Bartolini: (insieme a Giovanna) Lo sappiamo, lo sappiamo!
Luciana: (che ha trovato lasciugamani di Rosalia al posto delle proprie calze, ritornando verso il gruppo) Di chi questo asciugamani?
Rosalia: (che rimasta per tutto il tempo seduta davanti a casa intrecciando dellaglio e scuotendo ogni tanto i capelli bagnati) Emio. Lho messo l solo un momento. Lo levo subito. (corre a togliere lasciugamani)
Luciana: E le mie calze? Le ha prese lei?
Rosalia: Che calze? Io non ho preso niente.
Luciana: Le mie calze di nylon. Stavano qui, al posto di questo asciugamani. Erano nuove!
Rosalia: Io non ho visto nessun paio di calze. (La Bertolini finge di interessarsi alle parole di John)
Luciana: Ma come? Signora Bartolini, le ha prese lei per caso?
Bertolini: (fingendo grande stupore) Io?!? Ma come le viene in mente? (Tutti fissano Rosalia)
Rosalia: (spaventata) Io non ho preso niente, ve lo giuro! Non cera niente quando ho messo qui lasciugamano!
Luciana: Com possibile? Non sono mica scema!

Scena 10

(Entra Davide. Cammina con passo veloce)

Luciana: Davide! Hai preso tu le mie calze di nylon?
Davide: Io? Ma sei matta?
Bartolini: Via, suo fratello non certo il tipo che si mette le calze da donna!
Davide: Appunto. (A Luciana) Dai, vieni in casa!
Luciana: Come? Vieni in casa?Erano un paio di calze nuove! 
Davide: Salteranno fuori! Dai, andiamo! (la trascina in casa)
Bartolini: Ma s, salteranno fuori! Quante storie per un paio di calze!
Giovanna: Beh, un paio di calze di nylon non costano proprio niente. (fissando Rosalia) Se qualcuno le ha prese, farebbe bene a farle saltare fuori! 
Rosalia: (gridando) Non sono stata io! (entra in casa sbattendo la porta)
Bartolini: (con intenzione) Se lo dice lei.(Va verso la propria abitazione)

Scena 11

Ambrogio: (uscendo con la fiaschetta) Vero Bonarda dell Oltrep. (la porge a John, il quale si affretta ad assaggiarlo. Guardandosi intorno) Sa gh success?
Giovanna: Nient! L che di terrun gh minga de fidass!
John: Very good! Io e Antonio commercio drink
Bartolini: (tornando sui suoi passi stupita) Davvero? Ma dove?
John: A Brindisi. 
Bartolini: (stupita) A Brindisi?!? Ma non era a Roma?
Ambrogio: Te cap lAntoni? A Brindisi el vendeval vin, a la so mi el ghe vend i ball! Magari adess el ghe vend la bira ai tudesch!
John: Noi fatto business: vino italiano and Coca-Cola american. Very very(fa con mano il segno di O.K.)

Scena 12

(Luciana in preda allansia esce a guardare se arrivi la guardia)

Giovanna: (a Luciana) A proposito, Luciana, intanto che mi ricordo, vado a prenderti il bicchiere di riso che mi hai prestato ieri
Luciana: Non c fretta.
Giovanna: E un attimo. (entra in casa velocemente. Luciana resta fuori dalluscio di Giovanna in attesa)
Ambrogio: (a John, defilandosi) Chel me scusa ma hin dr a cur el gir de Francia. V a sent chi l riv alla tappa. (rientra in casa)

Scena 13

John: (a Luciana) Marito un poco nervoso, eh?
Luciana: Non mio marito. E mio fratello.
John: (illuminandosi) No marito? Anchio no moglie. Im alone. Permette? (Si mette sullattenti) Sergente John Fitzgeral Patter
Luciana: (interrompendolo amabilmente) Si gi presentato prima.

Scena 14

Giovanna: (rientrando in scena con il bicchiere di Luciana pieno di riso, lo tende a Luciana) Ecco. Se mi ridai il mio bicchiere, siamo a posto.
Luciana: Il tuo bicchiere? Quale?
Giovanna: (stupita) Quello di ieri. La Graziella non mica venuta a prendere il riso col bicchiere?
Luciana: Il riso s, ma il bicchiere non laveva.
Giovanna: Ma come non laveva? Se glielho messo in mano io!
Luciana: Da me venuta senza. Mi ha detto che aveva dimenticato di portarlo.
Giovanna: Dimenticato? Ma glielho dato io, con queste mani! Era un bicchiere azzurro. Lavevo fatto arrivare coi punti della Cirio.
John: Oggi giorno di spariscimenti. Sparito calze, sparito bicchiere, sparito cigarettesBlue glass? (raccoglie un coccio del bicchiere, a Giovanna) Do you look for a blue glass like this?
Giovanna: Eh? Cosha detto?
John: Bicchiere. Thats glass. Suo bicchiere, signora!
Giovanna: (realizzando laccaduto) Te cap la busiarda? Lha scep el bicer e po la dis che la sa regurd no(dispiaciuta) Saveva no davegh na tusa insc falsa! La ti fa cred la luna par el su.Scusam, Luciana, te vedet anca ti che mi(si confonde)
Luciana: Ma s, dai, non pensarci! (rientra in casa)
Giovanna: (non ancora del tutto persuasa, a John) Scusi, lei, signor americano: dov che ha trovato il pezzo di vetro?
John: (indicando il luogo dove ha raccolto il coccio) There! Look! 
Giovanna: (lo segue e si china a raccogliere alcuni cocci) Eh gi, tel ch nduv l and a fin el bicer! La sentir i so, quand la riva!


Scena 15

(Mentre sono chini a raccogliere i cocci, entra nella corte la guardia. Al suo apparire Luciana velocemente si ritira)

Giovanna: (scorgendola si irrigidisce) Ngiorno! Lho fatto aggiustare il fanale!
Guardia: Mi fa piacere. Comunque, non sono qui per questo! (rivolto a John) Chi questuomo?
John: (mettendosi sullattenti) Sergente John Fitzgerald Patterson
Guardia: Riposo, riposo. (Lo ispeziona facendogli un giro completo intorno. John lo guarda sbalordito) Scommetto che lei ce lha un cappello!
John: Oh yes! Excuse me! (si affretta ad infilarsi il berretto)
Guardia: Non alludevo a quel cappello. Parlo di quello a tesa larga.
John: (non comprende) Please? I dont understand!
Guardia: Capisco io. Dove abita?
John: Me? At the moment in Milan. Hotel Bela Madunina, Piazzale Loreto. Do you know Piazzale Loreto? Mussolini(con un gesto indica luccisione di Mussolini)
Guardia: Conosco, conosco. (Alla Bartolini, che si sta allontanando con il pacchetto) Signora, quando vuole per quel servizio, sono a sua disposizione.
Bartolini: (vivacemente) Grazie ma non c bisogno che sincomodi. Proprio ora questo signore mi ha portato notizie di mio marito. Sa, sono stati insieme al fronte.
John: (sorridendo) Io e Mr. Bartolini grandi amici. Business together. Noi conosciuti a Brindisi.
Bartolini: Non mi ha ancora detto come siete finiti a Trieste. E a Roma? 
John: One moment. (Cerca le sigarette, il pacchetto ormai vuoto, lo appallottola e lo getta via. Di malumore) Shit! No cigarettes! (continua a frugare nelle tasche per cercare altre sigarette)
Guardia: (raccoglie il pacchetto) Vedo che fuma Philips Morris, sigarette americane.
John: (senza dargli importanza) Why not? Im american!
Guardia: Queste sigarette non sono regolamentari.
John: (non comprendendo) Regolamentari?
Guardia: Non hanno il bollo governativo. Dove le ha acquistate?
John: I dont remember. Non ricordo.
Guardia: Ah s? Gliela faccio tornare io la memoria! (estrae il blocco dei verbali e una penna)
John: What are you doing?
Guardia: In Italia le sigarette sono monopolio di stato. Chi non paga la tassa sulle sigarette, froda lo stato. Lei in contravvenzione.
John: Ma io ho pagato questo pacchetto? Perch adesso lei mi da multa? Io non capisce.
Guardia: Glielho detto: questo pacchetto privo di bollo. 
John: Whats bollo?
Bartolini: (sottovoce) La tassa. Tassa.
Guardia: Inoltre lei asserisce di non ricordare oppure finge di non ricordare dove ha acquistato il pacchetto.
John: (cercando di convincerlo) Yes! I dont remember. Io ho comperato cigarettes in Milano. Molti vendono cigarettes in Milano.
Guardia: E gi. Tutti contrabbandieri.
John: Cosa contrabbandieri?
Guardia: Non faccia lo gnorri! Lo sa benissimo: sono dei delinquenti e lei, se non un contrabbandiere ma deve ancora dimostrarmelo comunque connivente
John: (interrompendolo) Io non contrabbandiere. Io persona onesta. Io american, true american!
Guardia: S, s, me lha gi detto. Intanto mi favorisca un documento di identit. (John fruga nelle tasche, ne estrae un foglio spiegazzato e lo tende alla guardia. A John) Questo cos? 
John: (spiegando) Lei chiesto documenti, thats my documents. Do you see? U.S.A. Government. Io cittadino americano.
Guardia: (cercando di raccapezzarsi) Chi ci capisce bravo. (guarda la data) 1945? Questo foglio scaduto. Mi dispiace ma deve seguirmi al comando.
John: Perch? Che cosa ho io fatto?
Bartolini: Ma dove lo vuol portare? Guardi che questo signore non centra nulla!
Giovanna: (cercando di distogliere la guardia dal suo proposito) Signora Guardia, non lui la persona che cerca.
Guardia: E quel che vedremo. Intanto questo signore viene con me. (A John) Prego, mi segua. (lo precede fuori scena)
John: (disperandosi) Theres a mistake! Commissario, lei prende grosso granchio! (esce dietro alla guardia)
Guardia: (fuori scena) Non sono commissario!

Scena 16

Bartolini: (rientrando nella corte seguita da Giovanna) Son cose che non ci si crederebbe!
Giovanna: Davvero! (alludendo alla guardia) Quello l come il cane con la selvaggina: non contento fino a che non la fa saltare fuori. (rientra in casa scuotendo il capo)
Bartolini: Povero John! (riscuotendosi ed affrettandosi verso casa) Mah! Muoviamoci che cho da lavorare. (riguardando la lettera, sospira) Povero il m Antonio! Chi lavrebbe detto? A Brindisi! E poi anche a Roma! Magari si messo pure da parte un po di soldi. E pensare che non mha scritto mai nulla! Secondo me, c sotto qualcosa! (esce di scena)

Scena 17

(La scena resta vuota per qualche minuto, quindi Davide esce nella corte. Si accende una sigaretta quindi si avvia con decisione verso luscita della corte)

Luciana: (uscendo dietro di lui) Dove vai? Sei matto! La guardia appena andata via! Non puoi aspettare ancora un po?
Davide: (nervosamente, osservando lorologio) No, anzi, gi tardi!
Luciana: (timidamente) Quando torni?
Davide: Non lo so. Stanotte o forse domani mattina. Tu comunque non aspettarmi.
Luciana: Come se fosse facile!
Davide: Provaci almeno! Fa come se io non ci fossi.
Luciana: Come se fosse facile!
Davide: (cerca di trovare un esempio) Se io non esistessi, tu come faresti? Non puoi tenermi sempre attaccato alle tue gonne come quando ero bambino. Oramai sono grande, lo vuoi capire?
Luciana: (ironica) S, s, sei grande!
Davide: Non puoi arrivare dappertutto. Devi lasciarmi fare di testa mia.
Luciana: (sarcastica) Eh, si vede che belle scelte fai! 
Davide: Belle o brutte, sono le mie. Tu invece ora che cominci a pensare per te.
Luciana: Cio?
Davide: Spsati, fatti una famiglia, dei figli tuoi. E me lasciami perdere.
Luciana: Sposarmi, io? Alla mia et? Chi vuoi che mi voglia?
Davide: La zia Marietta si sposata che aveva pi di quarantanni. E comunque, se ti curassi un po, la tua figura la faresti anche tu. Guarda la Gina
Luciana: (risentendosi) Chi? La Bartolini? Hai trovato proprio un bellesempio! Guarda, meglio che cambi discorso
Davide: S, s. Chiudiamola qui tanto fiato sprecato. (si volta nuovamente per andarsene)
Luciana: (implorante, con la paura nella voce) Mi raccomando: non fare stupidate. (Davide fa un gesto infastidito. Esitando sottovoce) Non vuoi qualche panino da mangiare? 
Davide: No. Mi ingombrerebbe solamente. 
Luciana: Ti tengo in caldo la minestra per quando torni?
Davide: Non tenermi in caldo un bel niente. (guarda lora. Affrettandosi) Senti, tardi. 
Luciana: Sei sicuro che
Davide: (camminando frettolosamente) S, sono sicuro di tutto. E la maglia di lana non me la metto: luglio! (esce. Luciana resta sulla soglia del cortile mogia mogia, quindi incrocia le braccia e ritorna in casa)

Scena 18

(Entrano in scena Gigi e Graziella. Sostano sul portone. Graziella ha in mano il velo che le servito nella funzione)
Gigi: Allora, alle nove, sulla piazza della chiesa. Non farmi aspettare se no vado a prendere la Rosetta.
Graziella: (allarmata) Non hai detto che la portano il Roberto e la Carmela?
Gigi: Forse vogliono stare da soli.
Graziella: (mettendo il broncio) Lo fai davvero?
Gigi: Ma no! Lo sai che non ci tengo alla Rosetta.
Graziella: (rasserenata) Allora ciao! A stassera.
Gigi: Mi lasci cos?
Graziella: Cos come?
Gigi: Senza un segno daffetto, come un povero fesso qualunque.
Graziella: Ma qui mi vedono tutti!
Gigi: E allora? E cos che mi vuoi bene? (la attira a s cercando di baciarla. Graziella gli resiste con scarsa convinzione)
Graziella: Gigi, lo sai: non si pu(Gli sfugge. Sulla porta si gira) Alle nove, sulla piazza della chiesa. (Gigi si allontana. Dalla casa di Graziella si sentono due sonori ceffoni)
Giovanna: (fuori scena) Quest l per il bicer e quest l per la busia! (Graziella fuori scena piange rumorosamente) 

Scena 19

(La corte, un mese dopo. E pomeriggio inoltrato. Lontano si avverte il brontolio del tuono. Davanti alla casa di Rosalia, sventolano delle lenzuola. Sul portone, con aria preoccupata, sosta Giovanna la quale si sventola con un fazzoletto. Aspetta la figlia.)

Luciana: (rientra dal lavoro e indossa la divisa. A Giovanna) Che afa! (comincia a togliere la divisa)
Giovanna: T vist la m Graziella?
Luciana: No. Dov andata?
Giovanna: Lho mand in paes a t un butigliun de vin, che sun rest senzaSel manca, lAmbrusin el bruntola.
Luciana: (alludendo alla biancheria stesa) Si bagneranno tutte. 
Giovanna: Mi non me nintrigo! L na terrona, eh! Te de sta attenta a quel che te f. 
Luciana: Lui un bravo ragazzo (allarga le braccia)
Giovanna: (interrompendola) Anca l la pararia no cattivaSel fuss minga per quella storia d calzett!
Luciana: E gi. Non sono pi saltate fuori. Adesso dov?
Giovanna: (abbassando la voce) La v a meste dalla farmacista. Per, cito! Sel sa l so fradel, el vegn f un pandemoni! El vor minga che la sua surela la faga la serva!
Luciana: E cos il servo preferisce farlo lui.
Giovanna: Dabun! El sfacchina da mattina a sira cum un sin!
Luciana: (sospira) Mah, chi troppo e chi niente! (cambiando tono) Hai visto se mio fratello tornato?
Giovanna: Che mi sappia, no. A meno chel sia su(indica la casa della Bartolini).
Luciana: (stupita) Come, non lo sai? E andata a Firenze per il funerale di una sua zia.
Giovanna: Ah s? Ecco perch la se ved no da du d!
Luciana: Magari restasse a Firenze per sempre! Anche se, probabilmente non servirebbe a niente. Ci sarebbero altre Bartolini.
Giovanna: MahHo paura di s. Ghe voraria chel Davide el mettess la testa a posto, chel se truvass un quaj lavurett e chel se spusass, cos anche tu potresti
Luciana: (interrompendola) Fare cosa? (scuote il capo) Oramai, per me(cambiando discorso) La verit che Davide non sopporta di avere un padrone. In fondo a lui piace questa vita irregolare. Il suo sogno di mettere da parte un po di soldi e di andare in America. Dice che in America ci sono pi possibilit che in Italia. Intanto per non si muove di qui.
Giovanna: Non mi dirai che desideri che vada in America!
Luciana: No ma piuttosto che fare la vita che fa. Sai che la notte, quando non c, non riesco a dormire? Ho sempre paura che gli succeda qualcosa. E vita questa? Almeno occhio non vede, cuor non duole!

Scena 20

(Entra Davide, cappello sulle ventitr, sigaretta in bocca, mani in tasca)

Giovanna: Batti i pann, cumpar la stria! Parlavamo di te.
Davide: Male, suppongo. (Tuona. Guardando il cielo) Fra un po si mette a piovere.
Giovanna: Magari, insc el se rinfresca un po. Son tutta in unacqua!
Davide: (indicando le lenzuola di Rosalia) Quelle lenzuola si bagneranno tutte.
Luciana: E quel che dico anchio!
Giovanna: Io lho gi detto: io sono di Rovigo e degli altri non me ne intrigo! (entrando in casa) Te vist la m Graziella?
Davide: (mentendo) Mi pare, non ne sono sicuro.
Giovanna: Cum te s minga segur! Te l vista o te l minga vista?
Davide: (prendendo tempo) Voglio dire che ho visto una ragazza ma io ero di fretta e lei era dallaltra parte della strada.
Giovanna: La ghaveva in man un butigliun?
Davide: Mi pare.
Giovanna: Alura lera l. Oramai la duvaria ves ch.
Davide: Andava piano: il bottiglione era pesante.
Giovanna: Sa lha da ves pesant? Du liter de vin! (tuona nuovamente) Sperem che la se bagna no! (entra in casa imitata da Luciana)

Scena 21

(Davide resta in cortile a terminare la sigaretta. Arriva Graziella con il vino. Ha il viso corrucciato. Vedendo Davide, si affretta ad asciugare una lacrima)

Davide: (a Graziella) Cos? Ti morto il gatto? (Graziella nega a testa bassa) Allora cosa c da piangere?
Graziella: (scoppiando a piangere) Io non piango mica.
Davide: No, appena. Su, lo sai che diventi brutta quando piangi? Ti viene il naso rosso.
Graziella: (facendo spallucce) Per quel che mi interessa.
Davide: Ma forse a un certo Gigi gli interessa (Graziella piange pi forte. Rialzandole il mento e trascinandola in un angolo) Dai, ch se ti sente la tua mamma. (cerca nelle tasche) La vuoi una cicca americana? (Graziella nega, soffiandosi il naso. Nel frattempo rientra Rosalia con un fazzoletto scuro in testa ed un cestino infilato su un braccio. Un forte tuono scuote laria)

Scena 22 

Rosalia: (precipitandosi sulla biancheria) Ges Maria! (comincia a ritirarla)
Davide: (togliendosi il cappello, a Rosalia) Signorina
Rosalia: (ignorandolo e continuando il suo lavoro) Sempre piove in questo paese!
Davide: (fra s) Sar un mese che non viene gi una goccia! (Rosalia non gli bada) 
Giovanna: (facendosi sulluscio. A Graziella) A te set ch? Lera ura! (Gaziella si affretta ad asciugarsi gli occhi e a seguire la madre in casa)

Scena 23

Davide: (a Rosalia) Non c bisogno che si ammazzi cos, tanto non piove mica subito!
Rosalia: E che ne sa lei?
Davide: Quel tanto che basta per fare delle previsioni attendibili. Esperienza settentrionale!
Rosalia: Non c tuono senza pioggia. Esperienza meridionale! (entra in casa con la biancheria)
Davide: (al pubblico) Come cavare il sangue da una rapa. (Si accende unaltra sigaretta)





Scena 24

(Entra correndo Ambrogio in abiti da lavoro, spingendo la sua bicicletta)

Ambrogio: (urla) L se fa mal terrun! L se fa mal terrun!
Davide: Dove?
Ambrogio: L burl gi dallimpalcatura. Hin dr a purtal a c!
Davide: Cosa lo portano qui a fare? E meglio che lo portino allospedale! (fa per correre fuori dal cortile)
Ambrogio: (sistemando la bicicletta) Cun cus? Ghe vor na machina! (urla) Giovanna! (a Davide) Bisogna ciam la so surela!

Scena 25

(Gigi ed una comparsa portano in scena Rosario sdraiato su una scala (o una coperta))

Giovanna: (affacciandosi) Sa gh cus? (spaventandosi) O signur! Sa lha fa?
Davide: (aiutando a sdraiare Rosario) Mettiamolo qui sotto il portico. (Rosario emette un gemito di sofferenza) Stia calmo. Vedr che una cosa da niente. (Rosario emette un altro gemito) Adesso chiamiamo il dottore. (La comparsa corre fuori)
Ambrogio: Ghe minga unalter post duv mettel?

Scena 26

(Accorrono Graziella e Luciana)

Luciana: Oh signore! Cosa si fatto?
Graziella: Poverino! Ma come?! Lo mettono in terra cos?
Giovanna: Vado a prendergli un cuscino. (rientra. Intanto Davide andato a bussare a Rosalia)
Davide: Permesso? (Rosalia si affaccia sulluscio. A Rosalia) Scusi, signorina
Rosalia: Che c? (vedendo Rosario per terra si spaventa. Si precipita su di lui lasciando la porta spalancata) Madonna santissima! (si precipita su di lui) Rosario, che ti sei fatto? (Rosario geme, Rosalia lo scuote) Rosario! Rosario! Parlami!
Davide: Guardi che non mica morto!
Rosalia: (a Gigi) Che gli successo?
Gigi: (titubate) E caduto in cantiere.
Rosalia: Madonna santissima. E adesso, come facciamo?
Giovanna: (arrivando con un cuscino ed una copertina, sistema il cuscino sotto il capo di Rosario. A Rosalia, coprendolo con la copertina) Se no prende freddo!
Rosalia: (abbracciando il fratello) Rosario! Come ti senti?
Rosario: (con voce strozzata) Bene. Ah!
Rosalia: (agli astanti) Un dottore! Chiamate il dottore!
Davide: Adesso arriva lautoambulanza! (si slancia fuori dal cortile)
Luciana: (trattenendolo) Dove vai?
Davide: A chiamare la Croce Rossa. Se aspettiamo ancora un po questo qui tira la gambetta!
Luciana: Ma c in giro la guardia!
Davide: Uff! Qualcuno ci deve pur andare! (esce)

Scena 27

Ambrogio: (a Gigi, tirandolo in disparte) Ma com successo?
Gigi: (in leggero imbarazzo) Ha messo un piede in fallo. Sa la casa del dottore? Stiamo facendo la soletta. Lui stava portando su la malta. Era sulla scala. Ha allungato il piede per metterlo sullasse ma lasse non cera.
Ambrogio: O pover Crist! (Rosario geme) Chiss che toma!
Gigi: (annuisce) Ha fatto un volo di tre metri! Miracolo che sia ancora vivo!
Rosalia: (a Rosario) Rosario, come stai?
Rosario: Bene, bene, non ti preoccupare. Ahi!
Luciana: Non sarebbe meglio metterlo seduto?
Giovanna: Non si sa da che parte prenderlo. E tutto un dolore!
Ambrogio: (a Gigi) El t zio sal dis? (Gigi si stringe nelle spalle) Ho capito: el sciur Aliverti declina ogni responsabilit. (sottovoce al pubblico) Scommessa che l dis che lo cugnoss no?
Luciana: (a Rosalia) Adesso arriva lautoambulanza, ci mettono poco.
Rosalia: (spaventata) Lo portano allospedale? (si dispera) Allospedale! E chi lo paga? (urlando) Rosario, mi senti?
Ambrogio: La sentono anche gi in Sicilia, se grida ancora un po! (cercando di consolare Rosalia) Vedr: allospedale glielo rifanno come nuovo.
Giovanna: (sottovoce) Almen insc disen!
Rosario: (con un filo di voce) Rosalia! Non mi far portare allospedale. Non ce lo possiamo permettere. Chiama il dottore. Mi curerai tu a casa. Ci metter un po di pi a guarire ma
Ambrogio: Ma forse crepo prima. O sciur lu, l matt? Cosa ci passa per la testa? Il dottore non mica capace di ingessarlo.
Rosario: Ma io non ho la mutua! Come lo pago lospedale?
Ambrogio: Quest l un bel busillis! 
(Si ode la sirena dellautoambulanza)

Scena 28

Davide: (entra correndo) Stanno arrivando! (afferra la scala. Agli altri) Forza, datemi una mano, cos si fa prima! (Ambrogio, Davide e Gigi lo trasferiscono verso luscita della corte. Tutte le donne li accompagnano. A Rosalia) Lei meglio che ci segua. (escono tutti dal cortile)

Scena 29

(Rientrano Giovanna, Luciana e Graziella camminando lentamente. Si sente la sirena dellautoambulanza allontanarsi) 

Giovanna: (raccogliendo la coperta ed il cuscino) Por diavul! El me dispias propi! Cum a faran a pag luspedal?
Graziella: Non glielo paga lo stato?
Luciana: E no, se non hanno la mutua
Graziella: E allora cosa succede? Se non pu pagare, lo lasciano morire?
Giovanna: No, per quello no. Per dopo i soldi li vogliono.
Graziella: Ma se non li ha?
Luciana: Gli pignorano i mobili.
Giovanna: Par che la ratamaja che ghan in c!
Graziella: Vale a dire che, per salvarsi, deve restare senza mobilia? E se gli capita un altro incidente, cosaltro gli tolgono?
Giovanna: Certo, l minga giust: oltre che ad avegh la disgrazia, gh anca el penser de truv i dan
Luciana: (osservando la casa di Rosalia) V: ha lasciato la porta aperta. (v a chiuderla. Prima d una sbirciatina dentro)
Giovanna: Per quel che gh de rub
Luciana: A proposito di furto: sai che non mi faccio persuasa che sia stata la Rosalia a rubarmi le calze? 

Scena 30

Ambrogio: (rientrando nella corte) El gha nanca un oss intregh! Mah! Speriamo almeno che riporti a casa la pelle! (a Luciana) Ste disevet di calzett?
Luciana: Dicevo che mi sembra impossibile che la Rosalia abbia rubato le mie calze.
Ambrogio: Quand? El mes pass? (Giovanna e Luciana annuiscono) L minga st la Rosalia! Le st la (indica la casa della Bartolini)
Luciana: Chi? 
Giovanna: (contemporaneamente a Luciana) La sciura Gina? (Ambrogio annuisce)
Luciana: Ma se giurava e spergiurava di non essere stata lei!
Ambrogio: Femmina che giura, busa sigura!
Giovanna: Ma t, cuma te fet a savel?
Ambrogio: (indica se stesso) Ciumbia! Lho vista col corpo del reato! Testimone oculare!
Luciana: (arrabbiandosi contro la Bartolini) Che faccia di!
Ambrogio: (stupito) A m?!
Luciana: No, alla Bartolini! Ma pensa te! Che era una donnaccia lo sapevo ma che fosse anche ladra!
Giovanna: Quella l la se tacca a tuscos par tir la fin del mes! (feroce)
Luciana: Ah, ma quando torna, mi sente! Non se la passa liscia, no no, le faccio passare per sempre la voglia di rubare! 
Graziella: (ad Ambrogio, fingendo una leggerezza che non prova) Sono andati allospedale anche gli altri?
Ambrogio: El Davide lha cumpagn la Rosalia. El Gigi invec l and a c. (Graziella appare depressa)
Giovanna: Se diseva chi chel Rusari l po no pag luspedal. Magari dal so paes ghe mandan su un quajcos!
Ambrogio: S: peverun, tumates e scigull! 
Luciana: Beh, in ogni caso prender linvalidit.
Ambrogio: A gho i m dubbi: se lavora in nero, non becca una lira. Mah, speriamo che il sciur Aliverti el se metta una man su la cuscienza.
Luciana: (sulla porta di casa dei Caputo, richiudendola) E laltra sul portafoglio!
Giovanna: (impressionata) L propi una gran disgrassia! (Graziella silenziosamente comincia a piangere) M, ste ghet de piang? L minga un t parent!
Ambrogio: Che tusa sensibil! Tuttal so p! (A Graziella) U, Graziella! Tavar minga perd el c par l terun? (Graziella scuote il capo) Ah beh! Davegh un genero meridionale e magari grande invalido gho propi voja no! (Graziella silenziosamente rientra in casa. Tuona)
Giovanna: (rientrando) Ci, andemm in c prima chel taca a piov!
Luciana: (rientrando a sua volta) Oramai lestate andata!
Ambrogio: Ma va l! Quand chel trona luntan, pi no fin a duman! (comincia a piovere fortissimo. Tutti corrono in casa. Buio in sala)


Fine Atto Secondo


Atto Terzo


Scena 1

(Lindomani mattina, intorno alle otto. Graziella mette loccorrente per il cucito su una seggiola e si accomoda sullaltra a sistemare una vecchia gonna. Nella corte entra Gigi. Cammina con passo veloce, dirigendosi spedito verso labitazione dei Caputo. Scorgendo Graziella, si blocca in imbarazzo. Graziella, scorgendolo, abbandona il cucito e va verso di lui felice)
Graziella: Gigi!
Gigi: (riluttante) Sai qualcosa del Rosario? Come sta?
Graziella: Non so niente. Sua sorella non ancora tornata dallospedale. E tutta notte che l.
Gigi: Ah! Beh, allora vado. Torno pi tardi. (le volta le spalle)
Graziella: (disorientata) Come? Vai via cos?
Gigi: (rude) Come cos? Non posso mica stare qui a girare i polliciMio zio, lo sai, mi misura anche i minuti.
Graziella: (esitante) E dalla festa di S. Anna che non ti fai vedere pi
Gigi: Ho avuto da fare. Lo sai, lestate per i muratori il momento che si lavora di pi.
Graziella: Anche alla sera?
Gigi: Certo, anche alla sera. Quando arrivo a casa non cho nemmeno la forza di mangiare.
Graziella: Per per andare al Cavallino le forze le hai trovate
Gigi: (guardingo) Quando?
Graziella: Gioved scorso.
Gigi: (acre) Ah, mi spii? Ma brava!
Graziella: (affrettandosi a rabbonirlo) Ma no, figurati! Solo che, siccome hai detto che lavori sempre
Gigi: Io non ho affatto detto questo. Sei tu che mi metti in bocca le parole. Daltronde, uno che lavora dieci ore al giorno, qualche svago se lo potr pur permettere, mi pare!
Graziella: S, certo(esitando) Solo che io credevo che
Gigi: Che cosa?
Graziella: Che tu (velocemente) provassi un po di simpatia per me.
Gigi: E chi ha detto il contrario?
Graziella: Non mi sembra che si veda tanto!
Gigi: Ti sembra a te. (osservando la sua reazione di sottecchi) Forse perch non sai vedere. O forse perch non sai ascoltare. O forse, semplicemente, perch sei egoista. 
Graziella: Egoista? Io? Non capisco.
Gigi: Senti: se una vuol bene ad un ragazzo, glielo fa vedere, coi fatti, dico, non con le parole e basta. A te ti piace essere corteggiata, ti piacciono le paroline, la passeggiatina mano nella mano ma se solo ti chiedo un bacio, fai un sacco di storie. Se poi ti chiedo qualcosina di pi, apriti cielo! La tua parola preferita no!
Graziella: Ma Gigi, quello che tu mi chiedi non si pu fare!
Gigi: (sbuffando) Non si pu, non si pu! Sei tu che non vuoi! (tagliando corto) Senti, ne abbiamo gi parlato, inutile perdere tempo. (fa per uscire dal cortile. Graziella lo trattiene)
Graziella: (supplichevole) Ma se dicessi di s, saresti pi gentile con me?
Gigi: Pu darsi. Comunque, se questo un espediente per trattenermi, sbagli tattica. Usali con i ragazzini come te questi giochetti. 
Graziella: (sullorlo di una crisi di pianto) Giochetti? Ma Gigi!
Gigi: (reciso) Senti: un poveruomo che sfacchina dalla sera alla mattina come un somaro, ha diritto ad un po daffetto, mi pare. Ma io non sono un uomo, secondo te.
Graziella: Non sei un uomo?
Gigi: No, sono uno stupido perch sto qui a perdere tempo con una schizzinosa come te, che vuol farsi passare per una santarellina e magari invece peggio delle altre. E meglio che me ne vada. Il mondo pieno di donne, non vale la pena di perdere tempo con una mocciosa! (si avvia alluscita con decisione)
Graziella: (col pianto nella voce) Gigi! Ne possiamo parlare
Gigi: E quando? Prima impara a dire di s e poi, magari, ne riparliamo! (esce)

Scena 2

(Gaziella si rimette a cucire con evidente sofferenza interiore. Entrano Davide, in maniche di camicia, e Rosalia, la quale ha sulle spalle la giacca di Davide. Rosalia affranta. Al loro entrare Graziella alza il viso interrogativamente, pulendosi gli occhi velocemente)

Davide: (a Graziella) Sta meglio. E tutto ingessato come una mummia.
Rosalia: (crollando a sedere) Ges, che nottata! Non so pi dove tengo la testa!
Davide: Si vada a fare un pisolino. Cha la faccia come un cadavere!
Rosalia: (scuote il capo) Prima devo andare al cantiere a parlare col signor Aliverti. Gli devo dare la carta dellospedale.
Davide: Unora pi, unora meno
Graziella: E venuto Gigi, ad informarsi. E appena andato via.
Rosalia: (alzandosi) Lo vede? E meglio che vada! (cade affranta sulla sedia)
Davide: Ma se non si regge in piedi! Adesso le faccio preparare un caff(fa per entrare in casa)
Rosalia: (trattenendolo) Grazie, non si disturbi. Ha gi fatto tanto. Non so come ringraziarla. (Gli rende la giacca)
Davide: (riprendendola) La pu tenere ancora se le serve.
Rosalia: Grazie, prendo lo scialle. (entra in casa a prendere lo scialle)
Davide: Il temporale di ieri ha rinfrescato.
Graziella: E gi. (ha un nodo alla gola. Lascia il cucito ed entra in casa) 
Rosalia: (uscendo con lo scialle) Beh, sar meglio che mi avvii. LAliverti vicino alla stazione, vero?
Davide: Altro che vicino alla stazione. E sulla provinciale. Venga: laccompagno io con la bicicletta. 
Rosalia: No, grazie. Sulla bicicletta non sta bene.
Davide: Perch non sta bene? La metto sulla canna
Rosalia: Appunto. Non sta bene. Un uomo, una donna. Non si fa.
Davide: Guardi che non nasce mica un figlio.
Rosalia: Crede che non lo sappia? Per fare un figlio ci vuole ben altro.
Davide: (ironico) Cio?
Rosalia: Intanto bisogna scendere dalla bicicletta.
Davide: Come minimo.
Rosalia: E poi ci vuole la benedizione del Signore.
Davide: Se per quello, nascono anche senza la benedizione.
Rosalia: I miei no! Salutiamo! (esce)
Scena 3

Davide: (fra s) Hai capito? Ti d certe risposte che ti stendono! (A Graziella che si sta rimettendo seduta a cucire) Cosa fai, la dote? (le si siede accanto sbadigliando) Che notte, ragazzi! (abbassa il cappello sulla nuca) 
Graziella: S, la dote! Non la vedi? E un vestito di mia zia. Lo sto accomodando per me. (riprende a cucire a capo chino in silenzio. Davide si accende una sigaretta)
Davide: (a Graziella) Cosa c? Hai mangiato una scopa? (Graziella comincia a singhiozzare) Oh signore! Fai crescere i funghi con tutta questa umidit! Non starai mica piangendo per il Rosario, vero? Sta tranquilla: se la cava. E stato fortunato.
Graziella: Cosa vuoi che me ne importi a me del Rosario? E un bravo ragazzo ma a me
Davide: I bravi ragazzi non mi piacciono.
Graziela: Chi lha detto?
Davide: Non lo so. Deduco.
Graziella: (asciugandosi gli occhi) Gigi non un cattivo ragazzo
Davide: Ah, di Gigi che si tratta! Dovevo immaginarlo. Cosha fatto di male?
Graziella: (singhiozzando) Niente.
Davide: Allora cosa piangi a fare?
Graziella: Niente.
Davide: (ironico) Bella risposta! Esauriente soprattutto. (consolandola) Dai, non piangere. Non vale la pena di piangere per uno come Gigi! (Graziella piange ancora pi) Cos? Vi siete lasciati? (Graziella nega) Non ti vuole pi bene?
Graziella: Non lo so. Io credo di no.
Davide: Perch dici che non ti vuole pi bene?
Graziella: Perch parla in un modoDice che sono io che non gli voglio bene pi.
Davide: Ed ha ragione?
Graziella: (negando energicamente) No!
Davide: E allora perch lo dice?
Graziella: Perchnon glielo dimostro.
Davide: Cio?
Graziella: Dice che, per credermi, gli devo dare una prova, la prova del mio amore.
Davide: E quale sarebbe questa prova che ti chiede?
Graziella: (in grande imbarazzo) La provaQUELLA prova!
Davide: (comprendendo) Ah! E un bel furbetto il nostro Gigi!
Graziella: Cosa devo fare?
Davide: (alzandosi e spegnendo la sigaretta per terra) Non mi pare che ci siano molte alternative: amami o lasciami.
Graziella: Lasciarlo?
Davide: Tu la prova damore gliela vuoi dare, s o no?
Graziella: (impetuosamente) S(vergognandosi) No(costernata) Non lo so! Non capisco pi niente! Io vorrei che mi credesse ma quello che vuole lui non si pu fare! 
Davide: O Dio, non che proprio non si puIl problema non questo. E che lui ti fa un ricatto e i ricatti sono un cattivo sintomo.
Graziella: (ricominciando a piangere disperatamente) Lo vedi? Non mi vuole bene!
Davide: (sbadigliando) Ma no! Non essere cos definitiva! Dovresti prenderla con pi filosofia! Dai, non piangere! (fruga nelle tasche) Vuoi vedere un bel giochetto? (Graziella scuote il capo. Davide estrae due pacchetti di sigarette dalle tasche. Parlando come un imbonitore) E adesso, signore e signori, faremo un gioco di alta abilit! (lancia in aria i due pacchetti riprendendoli al volo) Op! Op! Non c trucco, non c inganno! (Graziella scuote il capo poi comincia a sorridere) Op! Op! Senza un piede! Senza laltro! (ruota il capo) Senza testa! (il cappello cade per terra. Davide si china a raccoglierlo lasciando ricadere per terra i due pacchetti di sigarette)

Scena 4

(Mentre Davide esegue il suo gioco, silenziosamente la guardia entrata nella corte ed ha assistito alla scena in disparte, in silenzio)

Guardia: (ironico, raccogliendo al volo un pacchetto) Bravo! I miei complimenti! Dove ha imparato a farlo questo giochetto?
Davide: (sarcastico) Al circo Togni.
Guardia: Ah! E un frequentatore dei circhi, lei?
Davide: (ironico) S: mi piacciono le bestie!
Guardia: E i prestigiatori anche! La gente svelta di mano, insomma.
Davide: (caustico) Bravo! Come ha fatto a capirlo?
Guardia: Intuito. Io le cose le afferro al volo. (leggendo sul pacchetto) Philips Morris, original american. Fuma sempre questa marca di sigarette?
Davide: (guardingo) Pi o meno. (pulisce il cappello con la manica della giacca)
Guardia: Complimenti! Si tratta bene! Magari ne ha anche altre di scorta, vero?
Davide: No, due pacchetti al giorno mi bastano. (Gira nervosamente il cappello fra le mani)
Guardia: Per! Lei senzaltro uno che non bada a spese. (lo ispeziona) Camicia di popeline, sigarette americane, cappello di marca.Posso vedere il suo cappello?
Davide: (tendendogli il cappello di malavoglia) E un Borsalino. Lho preso dal Pick, a Saronno.
Guardia: (osserva il cappello, poi glielo rende) Perch non se lo mette? C unaria frizzantina stamane. Stanotte piovuto. (Scuote il capo) Eh, clima nordico! (Davide riluttante) Forza, se lo metta. Non vorr prendere un raffreddore?!?
Davide: (si mette il cappello lentamente, quindi, con aria di sfida) Allora? E contento?
Guardia: (mettendosi in tasca il pacchetto di sigarette) Contentissimo!
Davide: Ma cosa fa? Perch si prende le mie sigarette?
Guardia: Intanto lei in contravvenzione. Queste sigarette sono prive di bollo. Evidentemente le ha prese di contrabbando.
Davide: E allora? Mi dia la multa, se vuole, ma mi lasci le mie sigarette. Io le ho pagate, non le ho mica rubate.
Guardia: Nossignore: lei ha rubato allo stato. E comunque questo pacchetto una prova a suo carico.
Davide: Prova di che? (Sbuffa) Oggi la giornata delle prove!
Guardia: Prova delle sue attivit illecite.
Davide: (diventando aggressivo) Lei al massimo pu darmi una contravvenzione per questi due pacchetti. E basta!
Guardia: Dimentica il cappello.
Davide: Che centra il cappello?
Guardia: Giovanotto, non mi faccia il finto tonto! Con me non attacca. Le ricordo che, circa un mese fa, un uomo con indosso questo cappello sfuggito ad un conflitto a fuoco con le forze dellordine rifugiandosi in questo cortile. Quelluomo portava un carico di sigarette che ha abbandonato per strada. Erano tutte Philips Morris originali americane, come queste. Due pi due fanno quattro.
Davide: Sarebbero tutte qua le sue prove? A me sembrano solo indizi.
Guardia: Devo chiederle di lasciarmi perquisire la sua casa.
Davide: Senza un mandato? Mi dispiace.
Guardia: Lo vede? Teme che possa trovare qualcosa che la comprometta.
Davide: Io non temo proprio niente. Se lei vuole che si rispettino le regole, cominci a rispettarle lei!
Guardia: Allora non le dispiacer se le faccio qualche domanda?
Davide: Cio?
Guardia: Dove si trovava la sera del 29 giugno?
Davide: E passato un mese e mezzo, come faccio a ricordarmi?
Guardia: Vedr che gliela faremo tornare noi la memoria! Mi segua.
Davide: Dove? Lei non ha nessun diritto di arrestarmi.
Guardia: Era solo un invito. Mi spiace che lei non voglia collaborare. Comunque, affari suoi: o mi segue spontaneamente o dovr farlo pi tardi con i carabinieri.
Davide: (reciso) Va bene. Tornate a prendermi, se volete! Non vedo perch devo facilitarvi il compito.
Guardia: Se questo che desidera, sar servito! Arrivederci! (si tocca il berretto e si allontana)
Davide: (sprezzante) Arrivederci! (Lo lascia uscire dalla corte, poi si volta repentinamente a Graziella, che ha assistito a tutta la scena in silenzio, spaventata) Tu non hai visto e sentito niente, va bene? Soprattutto con mia sorella! (entra in casa risolutamente. Graziella annuisce, raccoglie le sue cose e rientra anche lei)

Scena 5

(La scena rimane vuota per qualche minuto. Rosalia rientra tirandosi dietro lo scialle. E affranta. Siede sulla panchetta, togliendosi gli zoccoli e massaggiandosi i piedi)

Rosalia: Ges, che stanchezza! 
Davide: (entra in scena caricando una pistola. Rosalia balza in piedi spaventata. Tranquillizzandola) Stia calma! Non ce lho con lei!
Rosalia: Vorrei vedere! Dove sta andando? Cosa vuole fare?
Davide: Vado via. Sto nascosto per un po. 
Rosalia: (congiungendo le mani) Madonna santa! Perch?
Davide: E per una faccenda successa a giugno. Le guardie mi cercano. E meglio che mi allontani, anche per mia sorella. 
Rosalia: Ma allora vero quel che si dice in giro! 
Davide: E cio?
Rosalia: Che siete un contrabbandiere e anche pericoloso!
Davide: Ma che pericoloso dEgitto! Solo che dovr pur difendermi, no? Coi carabinieri non si sa mai! Quelli l prima di arruolarli gli danno una randellata in testa.
Rosalia: Perch?
Davide: Cos vedono se hanno la testa dura. Beh, vado. (fa alcuni passi verso luscita poi si ferma) Che peccato! Proprio adesso che(lascia in sospeso la frase)
Rosalia: Che cosa?
Davide: (in imbarazzo) Che leiS, insomma, che noi cominciavamo a entrare in confidenza
Rosalia: E giMa andate lontano?
Davide: Per adesso scappo in Svizzera. Poi magari vado in America.
Rosalia: (spaventata) In America? Per sempre?
Davide: (desolato) Non lo so. Sono stufo di fare questa vita da fuorilegge ma qui non posso restare: ormai sono segnato. 
Rosalia: (addolorata) E non tornerete pi? 
Davide: Forse fra qualche anno, quando si saranno dimenticati di me. Intanto lavorer, far fortuna. In America ci sono pi occasioni che in Italia, c pi ricchezza, pi libert! Non come qui da noi
Rosalia: (triste) Tutto il mondo paese!
Davide: (passando al tu) E allora perch non sei rimasta in Sicilia se dappertutto uguale?
Rosalia: (sedendosi) Perch mi illudevo che cambiasse qualcosa. Ma siamo noi che dobbiamo cambiare perch cambi anche il resto. Dobbiamo cambiare dentro.
Davide: (afferrandola con ambo le braccia) Ormai troppo tardi per farlo. Mi cercano. Non posso fare altro che scappare.
Rosalia: Come farai per andare in America? Ce li hai i soldi?
Davide: Ho messo qualcosa da parte.
Rosalia: E il passaporto?
Davide: Sarebbe troppo bello! Mah, in qualche modo far. (muove qualche passo) E meglio che vada. 
Rosalia: (fermandolo) Aspetta! (corre in casa e ne esce con un foglietto) Prendi questo indirizzo. E di un cugino nostro. Abita a Mendrisio. Lui sa come procurarti un passaporto.
Davide: (con diffidenza) Ma cos? Roba della mafia?
Rosalia: (sbuffando) Voi settentrionali vedete la mafia dappertutto. Quando si soli, in un paese straniero, bisogna aiutarsi. Digli che ti manda Rosalia Caputo.
Davide: E se mi domanda?
Rosalia: (interrompendolo) Quello uno che sa stare al suo posto. Adesso v, ch si fa tardi!
Davide: (con passione) Rosalia, non so come ringraziarti.
Rosalia: Non fa niente. Avevo un debito con te.
Davide: (deluso) Ah, solo per questo?
Rosalia: (lo guarda negli occhi in silenzio, scuotendo il capo. Riprendendosi) Quella pistola, te la vuoi proprio portare appresso? E se ti fermano alla frontiera? (Davide confuso, non sa cosa fare) Dalla a me. Da me non la verranno a cercare di certo. (Davide indeciso) La far sparire, st tranquillo. (Davide gliela consegna. Rosalia la nasconde nello scialle) E meglio che tu vada.
Davide: (come trasognato) S. (le d la mano) Rosalia
Rosalia: S?
Davide: (attirandola a s) Diglielo tu a Luciana
Rosalia: (ammaliata) Che cosa?
Davide: (la bacia con passione) Che vado via. 
Rosalia: (staccandosi da lui) Se ci vede la tua Bartolini!
Davide: Non c la Bartolini! (la bacia di nuovo) Addio! (corre via. Rosalia resta a guardarlo come trasognata)

Scena 6

Bartolini: (entrando in scena in abito da viaggio e con una valigia) Qualcuno mi ha chiamato? Mi pareva daver sentito il mio nome! (Buio in scena)





Scena 7

E la fine di settembre. Rosario, con una gamba ingessata, il busto ed un polso fasciati, sta cercando segando alcuni rami. Graziella lo osserva in piedi sulla porta di casa.

Giovanna: (allacciandosi un foulard sotto il mento, con la borsa della spesa infilata su un braccio. Indossa un golfino) Alura m v. 
Graziella: Va bene.
Giovanna: V che ghe su la minestra. Fala minga tac gi.
Graziella: No, sta tranquilla. 
Giovanna: E non fare entrare nessuno.
Graziella: Ma chi vuoi che entri?
Giovanna: Non si sa mai. Gh in gir i stroligh. Quei l, cunt la scusa de legg la man
Graziella: Daccordo. Ci star attenta. Hai finito?
Giovanna: S, ho fin. V se no vegni ndr p(si allontana. Graziella la accompagna fino allingresso della corte. Camminando) M te vet induv?
Graziella: Ma niente! Ti accompagno fino al portone! 
Giovanna: Ah b(uscendo) La minestra! Stagh attenta! (esce)
Graziella: Ma s. (agita la mano in segno di saluto e resta un attimo a guardare fuori dal cortile)

Scena 8

(Un ciocco di legno cade su un piede a Rosario)
Rosario: (saltellando in giro) Fottutissima miseria! (avvedendosi di Graziella che sta ritornando sui suoi passi) Scusasse! Non vi avevo vista!
Graziella: (sorridendo e mettendosi le mani sulle orecchie) Io non ho sentito niente!
Rosario: (fermandosi un attimo) Sto impedito. Meno male che riesco almeno a camminare.
Graziella: Non dovrebbe fare degli sforzi, combinato cos com.
Rosario: Non riesco a stare senza far niente. Altrimenti come passo il tempo?
Graziella: Fino a quando deve tenerlo il gesso?
Rosario: Fino a domani. Grazie a Dio, domani me lo tolgono. Non sembra vero ma passarono gi trentasei giorni da quando volai gi dal tetto.
Graziella: Beato lei!
Rosario: Beato me? Non so ancora se le ossa si sono aggiustate e voi mi dite beato?
Graziella: (affrettandosi a chiarire) Volevo dire: beato lei che va a lavorare e non sta pi a casa a fare la muffa come me.
Rosario: (galante) Con licenza parlando, a voi la muffa non si vede proprio. Siete bianca e rossa come una rosa.
Graziella: (arrossisce) Grazie. (sospira rattristandosi) Non tutti la pensano come lei.
Rosario: Perch non hanno occhi per vedere. E probabilmente non tengono neppure gli orecchi.
Graziella: (stupita) Perch? Cosho detto di cos strano?
Rosario: Di strano niente. Di bello, molte cose. Eh, questi settentrionali! Sono fortunati e non lo sanno! (Riprende a segare i rami. Graziella entra in casa e ne esce con un foglio su cui stampata il fac-simile di una tastiera dattilografica. In silenzio se la mette sulle ginocchia e comincia ad esercitarsi) Un poco mi dispiace di ricominciare a lavorare.
Graziella: (stupita) Ah s? Non si sente ancora bene?
Rosario: No. E che(precipitosamente) Non vi vedr pi muovervi nel cortile e non vi sentir pi cantare. Ricomincer a lavorare dalla mattina alla sera e sar fortunato se potr vedervi almeno la domenica.
Graziella: (intimidita) Beh, io non canto mica tanto bene. E quanto a ballare, non ci vado mai
Rosario: Signorina Graziella, state forse cercando complimenti?
Graziella: (confusa) Io? No. (ricomincia a digitare sul foglio) 
Rosario: (avvicinandosele, dopo essere rimasto un attimo ad osservarla) Mi permettete una domanda?
Graziella: Prego.
Rosario: Cos che state facendo?
Graziella: (mostrandogli il foglio) Mi alleno a scrivere a macchina. Forse mi prendono come dattilografa alla Mario Alberti. Il mio pap conosce uno che mi raccomanda.
Rosario: Ah! Anche qui funziona come al Sud, eh?!
Graziella: Ma, non so.
Rosario: Lo so io. (dopo una pausa) Ma perch avete cos voglia di andare a lavorare in un ufficio?
Graziella: (stupita) Beh, ovvio. Per guadagnare qualcosa ed essere indipendente.
Rosario: (sospira) Queste ragazze vogliono tutte lindipendenza! (dopo unaltra pausa) Ma a sposarvi, non ci pensate?
Graziella: E ancora presto. E poi, chi volete che mi sposi?
Rosario: Mi volete prendere in giro? Una bella ragazza come voi! Lo dite per burlarvi di me ma io scommetto che un fidanzato lo tenete e al momento buono lo tirerete fuori!
Graziella: No, davvero, non ho nessun fidanzato. Lei, invece, una fidanzata ce lha di sicuro. Porta lanello.
Rosario: (togliendosi lanello che porta allanulare) Questo? Ormai non vale pi niente. Io me ne venni al Nord e la mia fidanzata rimase al Sud. Io trovai un lavoro e lei trov un marito. 
Graziella: Mi dispiace.
Rosario: Eh, ci vuole pazienza! Si vede che non mi voleva abbastanza bene. Aveva fretta di sistemarsi.
Graziella: Sono sicura che trover presto unaltra fidanzata. I bravi ragazzi come lei sono rari. Scommetto che ci sono gi tante ragazze che le hanno messo gli occhi addosso.
Rosario: Con licenza parlando, a me non me ne fotte niente! (lentamente, osservando la sua reazione) Di una sola mimporta.
Graziella: Della sua vecchia fidanzata?
Rosario: Quella ormai acqua passata. No, no. (ricomincia a segare i rami) Purtroppo non so se questa ragazza mi vorrebbe. (esitando) Io sono meridionale.
Graziella: E questo cosa centra?
Rosario: Voi lo vorreste un meridionale?
Graziella: (in imbarazzo) Ma, non so.
Rosario: Vedete? (sega con forza. Studiandone la reazione) Magari il vostro fidanzato settentrionale.
Graziella: Non sono fidanzata, glielho gi detto.
Rosario: Per siete impegnata, vero?
Graziella: Insomma, proprio impegnata(ammutolisce per un nodo alla gola)
Rosario: Ho detto qualcosa che non va?
Graziella: No. E che(si strofina gli occhi) c un po di vento ed entra la terra negli occhi. (sovvenendosi) O Dio, la minestra sta bruciando! (si precipita in casa. Rosario resta un attimo soprappensiero poi riprende il lavoro)

Scena 9

(Furtivamente entra Gigi. Guarda se ci sia Graziella poi, rassicurato, si avvicina a Rosario, che gli d le spalle)

Gigi: Ciao, Rosario!
Rosario: (sobbalzando) O Gigi! Mi facesti paura!
Gigi: Come stai?
Rosario: Bene. Ti mand il signor Aliverti, vero?
Gigi: Pi o meno. Quando ti tolgono il gesso?
Rosario: Domani. Disse il medico che mi dovr rieducare ma io gi educato sono! Feci allenamento anche col gesso. Domani, appena torno dallospedale, vengo al cantiere.
Gigi: (esitando) EccoE meglio di no: sicuramente non sei gi in grado di lavorare. E poi, dopo il tuo incidente c stato un casino! Sono venuti i carabinieri, hanno fatto un verbaleAbbiamo paura che adesso arrivi anche la finanza.
Rosario: (meravigliato e stupito) Vero ? 
Gigi: (annuisce) Mio zio dice che, se non ti fai vedere per un po, meglio per tutti.
Rosario: (cominciando a capire) Per un po quanto?
Gigi: Non lo soqualche mese. Magari due, tre mesi.
Rosario: Due tre mesi? E come campo io?
Gigi: (porgendogli una busta) Beh, intanto mi ha detto di darti questi. 
Rosario: (estraendo alcune banconote) Cos? Mi d il benservito?
Gigi: Ma no! Magari qualcuno viene a chiederti com successo, se eri in regola. Sai come vanno queste cose. Se tieni la bocca chiusa, meglio.
Rosario: E che interesse avrei a parlare?
Gigi: E quello che dico anchio. Per qualcuno dice che sei stato tu a chiamare la finanza. 
Rosario: Io?
Gigi: S, lo so. Io non ci ho mai creduto per mio zio ha paura che tu ce labbia con lui. Sai com: la gente dice che i terroni sono vendicativi.
Rosario: (ironico, osservando le banconote) Mentre voi settentrionali siete generosi, vero? 
Gigi: (stringendosi nelle spalle, sul punto di andarsene) Allora, possiamo stare sicuri? Ci dai la tua parola che non vai a?
Rosario: (interrompendolo amaramente) A fare la spia? E alla mia sicurezza non ci pensate? Anchio vorrei essere sicuro di campare, di riuscire a lavorare come prima, di riavere il mio postoDevo pagare anche lospedale, sai? Questi soldi mi bastano appena.
Gigi: Se per i soldi magari possiamo darti qualcosina in pi. Non so, devo chiedere a mio zio.
Rosario: (arrabbiandosi) S, chiediglielo! E chiedigli anche se ce lha una coscienza perch non mi pare che si veda.
Gigi: Da, non fare cos. Tutto si aggiusta. (guarda lorologio) Scusa, si fatto tardi: devo scappare. Ciao, ci vediamo. (si avvia con decisione alluscita)
Rosario: (amaramente) Ci vediamo! (si siede in disparte a riflettere)

Scena 10

Graziella: (uscendo nella corte scorge Gigi) Gigi! (Gigi ritorna di malavoglia sui suoi passi) Te ne vai via cos? 
Gigi: (sulle sue) Cos come?
Graziella: Senza salutarmi neppure!
Gigi: Ma se eri dentro in casa! Comunque, ciao. (le volta le spalle)
Graziella: Ma, GigiMi tratti cos?
Gigi: Ah, ma sei proprio una lagna! Senti, a me le ragazze noiose mi fanno venire il latte alle ginocchia. (guarda lora) E tardi: Devo andare a lavorare.(esce. Graziella comincia a piangere senza ritegno)

Scena 11

Rosario: (dopo una pausa in cui ha osservato Graziella piangere) Non dovreste piangere per un tipo simile. Non ne vale la pena. (Graziella continua a piangere) Davvero. Appena comincerete a farvene una ragione ed a guardarvi attorno, vi accorgerete che non avete perso nulla.
Graziella: (fra le lacrime) S, ma ioLuiNoi(continua a singhiozzare)
Rosario: Voi, essiManca solo il tu. Che facciamo? Ripassiamo la grammatica?
Graziella: (non comprendendo) Come?
Rosario: (con pazienza) Quanto avete gi pianto per questo bellimbusto? Sarebbe meglio che ci metteste una pietra sopra.
Graziella: (soffiandosi il naso) Vorrei ma non ci riesco. Forse se fossi stata pi accondiscendente(si asciuga gli occhi) Io avrei voluto fare come voleva lui ma E adesso
Rosario: Lui vi ha lasciata.
Graziella: Non proprioNon lo so. Non si fa pi vedere, non mi cerca, quando lo trovo mi evita. Cosa devo fare?
Rosario: Niente dovete fare! Tirate dritto per la vostra strada e ringraziate Dio che siete ancora al vostro posto. (diventando improvvisamente sospettoso) Perch lo siete, vero?
Graziella: Sicuro! I miei genitori mi ammazzerebbero se
Rosario: (interrompendola) E farebbero bene! Non vi hanno mica fatta perch vi buttiate via con un - come lo chiamate qui ?- un barlafus come Gigi!
Graziella: Perch dice che Gigi un barlafus?
Rosario: A quello gli piacciono le femmine ma responsabilit niente! E lavorare nemmeno.
Graziella: Ma se dice che lavora anche di sera! Che suo zio lha messo a cottimo
Rosario: (interrompendola) Ma quando mai!? Sapete dove gli piace lavorare? Al Vulgiarina, per fare lo scemo con le ragazze, o al Cavallino, a giocare al poker e al biliardo. Il suo mestiere quello di Michelacc: mangiare, bere e andare a spass. E, scusate lespressione, fottere. 
Graziella: Ma allora perch lAliverti lo tiene?
Rosario: Perch suo nipote e perch gli fa comodo. Ha locchio lungo e la bocca larga.
Graziella: Cio?
Rosario: Scusate, non mi piace parlare male del prossimo. Comunque, date retta a me: lasciatelo perdere e ricominciate a cantare. Il piangere non vi fa bene. Lasciate piangere (indica se stesso) chi ne ha davvero motivo.
Graziella: (tirando su col naso) Forse avete ragione. (correndo in casa) O Dio! La minestra! (esce)

Scena 12

(Rosario si accascia sulla panca. Entra Rosalia con lo scialle ed una sporta sul braccio piena di tarassaco. Tiene un coltello da cucina in una mano)

Rosalia: (deponendo la sporta per terra) Eh, non ci sta pi niente nei campi! Ormai linverno viene! (osservando il fratello) E successo qualcosa?
Rosario: Mi licenziarono dal cantiere. (le tende la busta col denaro) Venne Gigi a darmi la buonuscita.
Rosalia: (arrabbiandosi) Hai capito? E questa la gratitudine dellAliverti. Fetuso! (cambiando tono) Dai, non te la prendere! (alludendo al denaro) Per un po possiamo campare. E intanto ti cercherai un altro posto. (porta il denaro dentro casa e ne esce con una bacinella. Si siede accanto a Rosario a pulire il tarassaco) Ho sentito che alla DellAcqua cercano delle operaie. La signorina Luciana me lo disse quando venne a scusarsi per le calze. 
Rosario: Tu? Lavorare in fabbrica? In mezzo agli uomini? Al nostro paese non si fa.
Rosalia: Al nostro paese non ci sono neppure le fabbriche. Ma, insomma, Rosario! Non ce ne venimmo qua al Nord per cambiare la nostra vita? Meglio stare in mezzo agli uomini che in mezzo alla miseria!
Rosario: (sospira parlando fra s) Eh! Quando le donne fanno luomo, luomo che fa?

Scena 13

(Entra Luciana di ritorno dalla fabbrica)

Rosalia: (andandole incontro impetuosamente) Scusate, Luciana, posso chiedervi una cosa? 
Luciana: S, certo! (si ferma per ascoltare) 
Rosalia: Laltro giorno mi diceste che nella vostra fabbrica cercano operaie. Vi ricordate?
Luciana: Certo.
Rosalia: Come si fa per avere il posto?
Luciana: Basta presentarsi allufficio personale. Posso accompagnarla io, se crede. Magari questo pomeriggio gliene parlo al caporeparto e domattina viene in fabbrica con me.
Rosalia: (giungendo le mani esultante) Madonna santissima!
Rosario: Domattina non si pu. Mi tolgono il gesso!
Rosalia: (delusa) E vero!
Luciana: Fa niente. Pu venire nel pomeriggio. 
Rosalia: (nuovamente esultante) Un lavoro! Avr un lavoro anchio!
Rosario: Non ti eccitare! Non ancora sicuro niente!
Rosalia: Non fare lo jettatore. (eccitatissima) Bisogna che mi prepari. Devo stirare il vestito. No, no: prima lo devo lavare!
Rosario: Non fa in tempo ad asciugare! Non siamo mica in Sicilia!
Rosalia: (felice) Per fortuna, Ros, per fortuna! 
(Luciana entra in casa sorridendo. Lungo stacco musicale)

Scena 14

(E autunno inoltrato. Entra in scena Davide. Cammina con passo veloce, guardandosi le spalle, ed ha il bavero alzato perch comincia a fare freddo e perch teme di essere riconosciuto. Va verso la casa di Rosalia. Sua sorella Luciana, che esce nella corte per gettare dellimmondizia, lo vede)

Luciana: (sorpresa e spaventata) Davide! Cosa fai qui?
Davide: Sono venuto a prendere le mie robe. Parto per l America.
Luciana: (frastornata) LAmerica?! E quando?
Davide: Domani mattina presto prendo la nave a Genova.
Luciana: (sgomenta) La nave? 
Davide: (ironico) Bisogna attraversare il mare per andare in America.
Luciana: Lo so ma(non sa pi che dire)
Davide: (troncandole la parola in bocca) Per favore, preparami la valigia. (Si dirige verso la casa di Rosalia. Intanto la Bartolini silenziosamente si affacciata ed scesa gi nella corte)
Luciana: (in ansia) E meglio che non ti fai vedere. Sai che hanno preso il Faustino? Dicono che ti abbia denunciato.
Davide: (deluso) V a fidarti degli amici! Non preoccuparti per me: mi fermo solo un minuto. Devo dire una cosa qui alla Rosalia(a Luciana che non si decide a partire) V, adesso! Io arrivo subito. (Luciana si affretta a rientrare)

Scena 15

Bartolini: (a Davide) Davide! Non ti sei fatto pi vedere!
Davide: Sono stato in Svizzera. Non te lhanno detto?
Bartolini: S, me lhanno detto ma avrei preferito che me lo dicessi tu.
Davide: Non c stato il tempo.
Bartolini: Ma potevi scrivermi, mandarmi una cartolina!
Davide: (ha fretta ed a disagio) Non ero mica a fare le vacanze.
Bartolini: S, per Come mai sei tornato?
Davide: (in imbarazzo) Mi servivano delle cose. E poi volevo salutare mia sorella prima di partire. (in fretta, mentendo) E naturalmente anche te.
Bartolini: Partire? Per dove? 
Davide: In America. Qui non c pi spazio per me.
Bartolini: In America?! O Dio! E quando torni?
Davide: Tra qualche anno. Non so. Dipende.
Bartolini: (accorata) E io? Come far senza di te?
Davide: Dai, Gina, che te la sei sempre cavata benissimo!
Bartolini: (acre) Che ne sai tu? (amara) Te ne vai via senza pi darmi notizie, non mi cerchi E adesso stavi per ripartire senza nemmeno salutarmi!
Davide: Ma no! (la abbraccia furtivamente) Ciao, Gina, grazie di tutto.
Bartolini: Di che cosa mi ringrazi? Io ti ho voluto bene davvero.
Davide: (non sapendo pi come chiudere) S, certo. Anchio.
Bartolini: (aggrappandosi a lui) Davide, portami via con te!
Davide: (sussultando) Sei matta? Sar gi unimpresa cos da solo, senza un lavoro, senza un permesso di soggiorno. Dai, lasciami andare. Se mi trovano le guardie, addio America! (si dirige verso luscio dei Caputo) 
Bartolini: (comprendendo la verit, con amarezza) E per lei che sei tornato, vero? Bugiardo!
Scena 16

(Sullultima battuta Rosalia apre la porta di casa, con il secchio in mano, e resta paralizzata dalla sorpresa vedendo Davide. La Bartolini assiste al colloquio in disparte)

Rosalia: Davide!
Davide: (slanciandosi verso di lei) Rosalia, volevo dirti(le si avvicina senza pi badare alla Bartolini)
Rosalia: (preoccupata) Non puoi stare qui! Ti cercano! Perquisirono tutte le case del cortile!
Davide: Mi fermo solo un attimo. La mia pistola, ce lhai ancora?
Rosalia: La gettai nello stagno del cimitero. (Davide ha unespressione di disappunto) Perch la cerchi?
Davide: In America potrebbe servirmi.
Rosalia: (con sorpresa e dolore) In America? (riprendendosi) Andasti da mio cugino?
Davide: S. Mi ha procurato lui il passaporto. Mi ha dato anche lindirizzo di un suo cugino di New York.
Rosalia: Ah, Giuseppe. Sta a Broccolino.
Bartolini: (avvicinandosi caustica) La signorina ha conoscenze anche negli Stati Uniti! E una donna di mondo!
Rosalia: (rude alla Bartolini) Ce lha con me?
Bartolini: Lei e la sua aria da santarellina! Sembra tanto perbenino e invece ci mette nel sacco tutti quanti!
Davide: (frapponendosi fra la Bartolini e Rosalia) Dai, Gina, lascia perdere.

Scena 17

Rosario: (affacciandosi sulla porta in canottiera) Rosalia! Quanto ci metti con quellacqua? 
Bartolini: (a Rosario, indicando Davide) Ha visto che bel genere di soggetti frequenta sua sorella?
Rosario: (duro, a Davide) Cosa vuole da Rosalia?
Davide: Non si preoccupi: me ne vado subito. E che mi ha fatto un piacere e volevo ringraziarla.
Rosario: (sospettoso) Che genere di piacere?
Bartolini: Bravo! Glielo chieda un po!
Rosario: (a Davide) Io lo so che generi di favori chiedete alle donne voi settentrionali!
Davide: (sarcastico) Voi meridionali invece no?!
Rosario: Noi le donne le rispettiamo.
Rosalia: (interponendosi fra i due) Rosario, non come pensi tu!
Bartolini: Magari pure peggio!
Davide: (a Rosario) Non le dia retta. E tutta gelosia.
Bartolini: (sprezzante) Gelosa io?!? E di chi dovrei essere gelosa? Di una ragazzetta da quattro soldi, che non cha attaccato niente a parte i capelli?
Rosalia: Lei non cha attaccato neppure quelli! In compenso, cara signora Bartolini, lei ha una grande abbondanza di anni. Ma non si vergogna, cos vecchia, a correre dietro a un ragazzo tanto pi giovane di lei?
Bartolini: (punta sul vivo) Vecchia io? (mentendo) Ma se non ho ancora compiuto i quarantanni!
Rosalia: Beh, li porta molto male! Sa cosa le dico? E meglio che vada a razzolare in un altro campo! Qua per lei non c pi niente da fare!
Bartolini: (respingendola indietro e passando al tu) Chi ti credi di essere per dettare legge? La regina Tait? Ma guardati! Una stracciona alta un soldo di cacio, ignorante come una capra! 
Rosario: (interponendosi fra le due donne, alla Bartolini) Non cominciamo a offendere!
Rosalia: Io sar anche ignorante ma lei una donna disonesta! E anche buttana, direi!
Davide: (interponendosi e cercando di dividerle insieme a Rosario) Smettetela! 
Bartolini: (spintonando Rosalia) Arrivi qua e credi di poterti prendere quello che non tuo! 
Rosalia: (sempre pi arrabbiata) Cosa?! 
Rosario: (trattenendola) Rosalia, lascia perdere!
Rosalia: (passando al tu) Lui non il tuo uomo! Tu sei sposata con un altro! 
Bartolini: Non vero! Io sono vedova!
Rosalia: Bugiarda! E quello che ti piacerebbe che fosse! 

Scena 18

Luciana: (affacciandosi alla corte) Cosa succede? 
Rosalia: E sei anche ladra! Ladra, bugiarda e malafemmina!
Bartolini: (esterrefatta) A me? Ma come ti permetti? (la aggredisce prendendola per i capelli. Davide le distoglie la mano)
Davide: Basta!
Luciana: (a Davide) Possibile che non puoi stare lontano dai guai? Vieni via che meglio!
Bartolini: (irridendo Luciana) S, se lo porti via il suo cucciolo, lo tenga bene attaccato alle sue gonne!
Luciana: (alla Bartolini) Meglio attaccato alle mie che a quelle di una donna come lei. Crede che non lo sappia che stata lei a rubarmi le calze?
Bartolini: (facendo la gnorri) Io?!?
Luciana: S, lei! E ha avuto anche il coraggio di dare la colpa a questa povera ragazza! (indica Rosalia) Vergogna! Se non si muove a ridarmele indietro, la denuncio ai carabinieri!
Bartolini: (sprezzante) Brava! Far proprio un piacere a suo fratello!

Scena 19

Giovanna: (entra nella corte correndo insieme a Graziella, provenienti dalla strada) Signur! Ghe ancam ch la guardia! (Vedendo Davide, Giovanna e Graziella si arrestano. Con apprensione) Davide! St f ch? Scappa intanto che sei in tempo! (Davide si slancia verso la propria casa)
Guardia: (comparendo sulla porta della corte) Troppo tardi! (A Davide) E inutile che cerchi di scappare! E meglio che ti arrendi. Ti dichiaro in arresto.
Davide: (fermandosi) A me? Ce lha un mandato?
Guardia: Sissignore! (estrae di tasca un foglio coi timbri) Lo porto con me da oltre un mese. (glielo mostra) Contento? Che stupido sei stato! Venire a casa in treno! Ti ha visto tutto il paese. Sei proprio poco furbo! Avanti, non fare storie! Vieni con me. Davide: (prendendo tempo) Perch? Di che cosa sono accusato?
Guardia: Come? Non lo sai? Contrabbando, detenzione illegale di arma da fuoco e tentato omicidio.
Davide: Omicidio? Ma se non morto nessuno! 
Guardia: Infatti ho detto tentato. Quanto allarma
Davide: (interrompendolo) Quale arma da fuoco? Dove lha vista lei larma da fuoco?
Guardia: Salter fuori, non ti preoccupare. Scommetto che ce lhai in tasca. Su, da bravo, dammela senza fare scherzi. O non vorrai che ci mettiamo a giocare al far west?
Davide: Mi pare che lunico ad aver voglia di giocare qui sia lei!
Guardia: E inutile che tergiversi. Ormai non puoi pi scappare. Metti le mani in alto e seguimi. (Davide alza lentamente le mani. Tutti sono paralizzati dalla paura)

Scena 20

Rosalia: (comparendo sulluscio con la pistola in pugno. Puntandola alle spalle della guardia) E meglio che le mani in alto le mettiate voi.
Rosario: (non si capacita pi di quello che succede) Mizziga! Rosalia!
Davide: (meravigliato a Rosalia) Rosalia, sei scema?
Guardia: (a Rosalia) Cosa volete fare? Di chi quella pistola?
Rosalia: Come? Non lo sapete? In Sicilia gli uomini tengono la lupara e le donne portano la pistola. Serve a difendersi dai malintenzionati. E anche dalle guardie come voi. Forza, posate larma a terra e datemi quel foglio! (si riferisce al mandato)
Guardia: (tergiversando) Vi state mettendo in un mare di guai.
Rosalia: Pu darsi. Allora? Sto aspettando.
Guardia: (getta la pistola a terra. Rosalia con un calcio la allontana da lui. Le tende il mandato) Me ne far dare un altro.
Rosalia: Non ne dubito! (gli indica di alzare le mani. La guardia esegue) Lei ha trovato un osso da rosicchiare e non lo moller tanto facilmente! (infila in tasca il mandato. A Davide) V, non perdere tempo! (Davide obbedisce macchinalmente. Luciana non sa pi quante ne abbia in tasca)
Guardia: Non la passerete liscia. Io faccio solo il mio dovere, faccio rispettare la giustizia.
Rosalia: Quale giustizia? A voi vi pare giusto mettere in galera uno che compra e vende delle semplici sigarette non le ruba, le paga! - e non vi sembra giusto invece mandare in galera uno come lAliverti. Perch non andate ad arrestare lui? Ha fatto ben di peggio che contrabbandare delle sigarette! Lui non rischia sulla propria pelle, non si sporca le mani: i rischi li fa correre agli altri! Lui per lo lasciate in pace! Anzi, lo chiamate signore. Magari vi allunga pure qualche bigliettone perch chiudiate un occhio! Non cos? A uno come lui fate tanto di cappello ma ai poveri diavoli come noi rosicate anche le costole!
Davide: (preoccupato che Rosalia si metta nei guai, alla guardia, che se ne sta sempre con le braccia alzate) Senta, non le dia retta. Ha il dente avvelenato perch suo fratello ha perso il posto. La pistola non mica sua. (a Rosalia) Ma non avevi detto che lavevi buttata nella boza del cimitero?
Rosalia: (sprezzante a Davide) Che dici!? (alla Guardia) Non gli date ascolto. Gli piace fare la parte delleroe. (mentendo) Crede di far colpo su di me. Poveraccio! Non lo sa che a me i settentrionali non mi piacciono proprio? (A Davide, sprezzante) E inutile che fai queste scene: lo so che sei fidanzato con la signora Bartolini.
Bartolini: (stupita) Con me!?
Luciana: (sottovoce a Davide) Davide, ti conviene muoverti!

Scena 21

(La guardia appare frastornata. Entra Ambrogio spingendo avanti la bicicletta)

Ambrogio: (Si arresta sbalordito) Sa gh success?
Giovanna: (ad Ambrogio sottovoce) La guardia la vor purt via el Davide ma la Rosalia la dis che l st l.
Ambrogio: A fa cus?
Giovanna: Boh?! A spar. La dis che la pistola l sua (Ambrogio appare scettico)
Davide: (alla guardia, riferendosi a Rosalia) Non le dia ascolto. E un po toccata.
Rosalia: E lui che non ci sta con la testa.
Guardia: (barcollando e prendendosi la testa fra le mani) Neanche io. (si accascia su una sedia) Credo di non sentirmi bene.

Scena 22

(Entra John su un sidecar carico di bottiglie di Coca-Cola ed altri oggetti)

John: (arrestandosi perplesso) Wow! Calamity Jane!
Davide: (approfittando della defaillance della guardia e traendo Rosalia in disparte) Come sarebbe che i settentrionali non ti piacciono?
Ambrogio: (riferendosi a Davide) L pus gelus dun terun!
Guardia: (lentamente, a Davide) Sentite: io e voi non ci siamo visti, va bene? 
Davide: (non comprendendo) Come sarebbe?
Guardia: (a Rosalia) Datemi quel mandato! (Rosalia glielo tende. La guardia lo piega lentamente e se lo mette in tasca. A Rosalia, che lo fissa sbalordita) Come si dice al nostro paese? Nulla vidi, nulla sentii (Rosalia abbraccia Davide raggiante)
Davide: (a Rosalia) Questo come dovrei interpretarlo?
Guardia: (a Rosalia) Posso riavere la mia pistola?
Rosario: (raccogliendola da terra e tendendola alla guardia) Prego.
Guardia: (a Rosalia) Mi dia anche laltra. (Rosalia gliela tende. A Davide) Dir che ve neravate gi andato, che ho trovato solo questa. E la vostra pistola, vero? (Davide annuisce) Tanto in America, armato, non vi farebbero neppure entrare. (Davide felice abbraccia Rosalia. Luciana corre in casa a prendere la valigia)
John: (ad Ambrogio indicando Davide) America?! Does he go to U.S.A.? 
Ambrogio: (annuisce) Ou, par de s! 
John: Oh, good! Ci vuole un brindisi! (stappa una bottiglia di Coca Cola e la beve)
Rosario: (intromettendosi fra i Davide e Rosalia) Adesso non esageriamo!
Davide: (a Rosalia) Mi aspetterai?
Rosalia: (annuendo) Non farmi aspettare troppo!
Davide: U! Non avrai mica intenzione di farmi le corna, eh?
Rosalia: Magari me le fai tu! (Davide la bacia)
Guardia: (a Davide) E meglio che si spicci! 
Davide: Vado. (a Rosalia) Scrivimi!
Rosalia: Saccio solo leggere! 
Davide: Impara! (a Luciana, che nel frattempo ritornata in scena con la valigia) Insegnale tu! (Luciana annuisce. Agli altri) Arrivederci!
Tutti: Arrivederci! Buon viaggio! (Luciana gli tende la valigia, Davide la abbraccia)
Davide: (a Luciana, riferendosi a Rosalia) Ciao, Luciana: stalle dietro! 
Bartolini: (sarcastica) Non mi pare che ne abbia di bisogno! 
Ambrogio: St attent che i merican hin tucc baloss!
John: Americani brava gente! (fa per battere una mano sulla spalla di Ambrogio ma questi si scosta velocemente)
Ambrogio: (a John) Calma! 
Davide Addio! (agita una mano in direzione di tutti)
Tutti: Addio! Arrivederci! (Davide esce. La Bartolini ritorna lentamente verso casa, sedendosi a piangere di nascosto sulla scala. Rosalia, che ha seguito Davide fino al portone, torna sui suoi passi lentamente, asciugandosi le lacrime anche lei. Rosario sospira non sapendo come consolare la sorella. Graziella dopo un attimo di indecisione si avvicina a John per curiosare fra la sua mercanzia. Ambrogio e Giovanna si avvicinano alla porta di casa. La guardia, sul proscenio, toglie i proiettili dalla pistola di Davide e si mette in tasca tutto quanto in silenzio. John consola Luciana)

Scena 23 

John: (a Luciana) Dont cry, segnorina Luciana! America grande paese! Suo fratello diventer ricco. (offrendole una Coca-Cola) Vuole? (Luciana scuote il capo e continua a piangere. Agli altri) Chi vuole Coca-Cola? Solo cinquanta lire!
Ambrogio: (a Giovanna) Quest ch lha truv lAmerica in Italia! (v a curiosare fra la mercanzia di John)
Giovanna: (ad Ambrogio) Sa la purt ch stavolta?
Ambrogio: Na quai mericanada di s! 
John: (a Luciana, offrendole la fiaschetta del whisky) Questo meglio. (Luciana lo guarda senza capire) No? 
Luciana: (asciugandosi gli occhi) Ma s! Un goccetto mi far bene. (beve)
Ambrogio: (alla guardia) Scusi, signora guardia: dato che in vena di assoluzioni, non che mi revoca quella multa per il fanalino?
Guardia: Come?! Non lha ancora pagata?
Ambrogio: Altroch! Non mi ha dato cinque giorni?! Ormai sono passati tre mesi! No, disevi se magari el me dava indr i dan.
Guardia: Restituire il danaro? Impossibile! Cosa fatta, capo ha.
Ambrogio: Se io, per, contravvenendo alla legge, avessi aspettato a pagare, magari adesso mi dava il condono?
Guardia: Pu darsi. Per cera il verbale
Ambrogio: Roba de matt! A vess tropp onest ghe se smena! Chi robb chi succeden minga in Merica! Vero, sciur mister John? 
John: America no tassa su cigarettes. No ladri, no contrabbandieri! (beve un goccio e ne offre un altro a Luciana la quale beve ancora)
Ambrogio: (ironico) I lader vegnen tutt ch in Italia!
Guardia: (si tocca il cappello uscendo) Ci vediamo!
Ambrogio: Speremm de no!

Scena 24

Giovanna: (ad Ambrogio) Mbrsin, cume mai in c te s vegn a c insc prest?
Ambrogio: Filo-ferro-tranvieri! Mezza giornata di sciopero! U, i compagni mhan casci a c!
Giovanna: (con timore) E m? Se te licenzien?
Ambrogio: Siamo in tremila! Poden minga licenzi tucc i tranvier e i ferruvier dItalia! Chil fa and i treni, se no?
Giovanna: (titubante) MaVoraria minga che
Rosario: (avvicinandosi ad Ambrogio) Signor Ambrogio, permette una domanda?
Ambrogio: Dica, dica
Rosario: E molto difficile farsi assumere in ferrovia?
Ambrogio: MaGhe voraria cugnoss un quai vun, avere qualche raccomandazione. Lei non conosce nessuno?
Rosario: Conosco lei.
Ambrogio: (con meraviglia) M? (considerando la cosa) Beh, lassem pass el sciopero, tant per sicurezza, po vedaremm quel che se po fa. (La musica di un allegro boogie-woogie si diffonde nellaria. Tutti si avvicinano a John il quale esibisce un giradischi portatile) Adess sa gh sci?
Graziella: Un giradischi? Che bello! (comincia a ballonzolare in giro)
Bartolini: Incredibile! Funziona senza filo!
Giovanna: I merican je pensan tucc!
Rosario: (sospirando) Eh, lAmerica!
Ambrogio: (osservando il giradischi e laltra mercanzia) El gha ch del tutt! El par el capell del prestigiatur!
John: (a Luciana) Will you dance with me?
Luciana: ( un po brilla) Io?! Non sono mica capace!
John: (incredulo) No?!! Its easy! Look! (la prende per mano e le mostra alcuni passi. Graziella li accompagna dimenandosi e battendo le mani)
Rosario: (avvicinandosi a Graziella) Signorina Graziella, permettete?
Graziella: (guarda prima verso il padre, il quale fa finta di non vedere, poi comincia a ballare con Rosario) Perch no? (Le due coppie continuando a ballare mentre gli altri li accompagnano battendo il tempo)
Ambrogio: Eh, i terun par bal hin cum i negri!

Scena 25

(Mentre le due coppie continuano a ballare, Ambrogio, Giovanna e Rosalia rientrano nelle loro case. Lentamente cominciano a cadere delle foglie che si accumulano sul proscenio. La luce si affievolisce.)

Rosalia: (viene ad un lato del proscenio con carta e penna e comincia a scrivere. La musica accompagna in sottofondo le sue parole. Le coppie continuano a danzare in silenzio uscendo momentaneamente di scena per permettere a Rosario di togliersi il gesso) Caro Davide, ho ricevuto ieri la tua ultima lettera. Io sto bene e cos spero di te. Come gi ti scrissi, io travagghio alla filatura per quarantaquattro ore la settimana. Domani faccio il secondo turno mentre tua sorella Luciana fa la giornata, come sempre. Rosario invece entrato in ferrovia, grazie al signor Ambrogio che lha preso in simpatia. (si ferma un attimo a guardare i ballerini) Anche Graziella lha preso in simpatia e forse, chiss Quanto alla signora Bartolini

Scena 26

Giovanna: (entra in scena correndo ed agitando un telegramma. Ad alta voce) Gh riv un telegrama par la sciura Gina! Signora Bartolini! C un telegramma per lei!
Bartolini: (affacciandosi) Per me? (Preoccupata) Che sar mai?
(corre gi nella corte. Tutti si affollano intorno a Giovanna, tranne Rosalia che resta nella sua posizione al proscenio. Parlando tutti insieme)
Ambrogio: El vegn dinduv? 
Graziella: Chiss cosa dice?
Giovanna: Chi lo manda?
Rosario: Guardiamo il timbro.
Bartolini: (che nel frattempo arrivata gi) Che emozione! (Stupita, guardando il timbro) Viene dalla Russia! (lo apre)
Ambrogio: (indicando la Bartolini) Sta a vid che l na spia del Kremlino!
Bartolini: (legge circondata da tutti quanti) Dopo e lunga e penosa malattia STOP (gli altri sottolineano gli Stop) Ho riacquistato la salute STOP Arrivo gioved primo aprile STOP Tuo Antonio STOP! (crolla seduta quasi esanime)
Giovanna: (prendendole di mano il telegramma e facendole aria) Signora Bartolini, non si sente bene? 
John: (felice) My friend Antonios back! Wonderful! (abbraccia impetuosamente Luciana, la quale appare un poco in imbarazzo)
Graziella: (sottovoce a Rosario) Adesso ci sar suo marito a tenerla docchio! 
Ambrogio: Bisogna festeggiare il ritorno del figliol prodigo! (va in casa e ne esce con un fiasco di vino ed alcuni bicchieri)
Giovanna: (alla Bartolini, che si riprende lentamente) Come va? Va meglio?
Bartolini: S, s. Ora mi passa. (si fa aria con il telegramma che intanto si ripresa)
Ambrogio: (servendole un bicchiere di vino) Un bicchierino?
Bartolini: S, s. Ne ho proprio bisogno. (beve. Ambrogio serve il vino a tutti i presenti che fanno cin cin toccando i bicchieri) 
Rosalia: (riprendendo a scrivere) La Bartolini ha smesso di fare la vedova inconsolabile. La guardia (Sulla strada passa la guardia la quale si tocca il beretto) fa sempre la guardia. John, lamericano, diventato di casa in questo cortile. Fa il commerciante ma con regolare licenza. (pausa) Scrivimi. Aspetto tue notizie, in attesa di rivederti. Tua Rosalia. (resta in silenzio fissando il vuoto. Intanto le coppie riprendono a danzare mentre si chiude il 

Sipario

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