Volevo il
Maggiordomo
Commedia in pi quadri
di
Mario Alessandro
Mario Alessandro Paolelli
Via Mar Rosso, 219
00122 Roma
tel.: 06 5682983 347 9264055
E-mail: merpeia@hotmail.com
www.marioalessandro.it
Copione protetto S.I.A.E.
Ad Albione.
PERSONAGGI (I.O.A.)
GIONA (uomo)
MARIA (donna)
MAGGIORDOMO (uomo)
BELLA (donna)
PRIMO QUADRO
Interno di un appartamento. C un divano fronte pubblico sulla destra, un mobile bar, una libreria, una sedia, un mobiletto con un telefono portatile sopra, un cestino della carta straccia, un tavolino davanti al divano con qualche rivista sopra, una pianta da appartamento, una televisione, una radio antica, uno stereo, una colonna porta CD con alcuni CD. Deve essere bene in vista una foto che ritrae i due padroni di casa, Giona e Maria. Dietro al divano, spostata un po a sinistra guardando la scena, c unentrata o, meglio, una sorta di piccolo corridoio che conduce al resto della casa.
Dopo qualche secondo appare, dal corridoio, Giona, un uomo dallet incerta, pu avere dai 35 ai 50 anni. E vestito in modo borghese, non elegante, ma si vede che comunque un uomo che ha cura di s, ha un soprabito sul braccio sinistro e, sempre sotto lo stesso braccio, un quotidiano, una lastra (nella classica busta da lastre) ed una cartellina con delle analisi. Nella mano destra ha una ventiquattrore. Entra in salotto.
GIONA (senza convinzione, un po stanco, con poca voce, provato da qualcosa) Ciao sorellina.
Si deve intuire che un uomo che sta tornando ora dallufficio ma con un grave problema che lo affligge. Luomo posa la valigetta accanto al divano, sistema il soprabito sulla sedia, butta il quotidiano sul divano, si allenta la cravatta. Tira fuori la lastra dalla busta, la guarda, diventa sempre pi triste. Ripone la lastra nella busta e si mette a leggere le analisi. Piange. Ripone le analisi e le mette, insieme alla lastra, sotto al cuscino del divano. Cerca di farsi forza.
Si avvia verso lo stereo, sceglie un CD e lo fa suonare a volume piuttosto alto. E laria Nessun dorma dalla Turandot di Giacomo Puccini, unopera lirica, che questuomo, evidentemente, conosce molto bene dato che, con i movimenti della bocca segue perfettamente la canzone. E un brano triste ma potente. Giona si sistema quasi in proscenio, come fosse davanti allo specchio, per cantare, anzi mimare dato che non emette un solo suono, lopera che sta ascoltando.
GIONA Neeessun dooormaaaa! Neeessun dooormaaa! / Tu puuure, o Priiiincipeeessaaa, / nella tua freeedda staaanzaaa / guaaaaaaaaardiii le steeelleee cheee treeemanooo d'amoooreeee... / eee diii speraaanzaaa! / Ma il mio misteeero chiuuuso in meeeee...
Dopo circa un minuto, giusto il tempo di far commuovere il pubblico, arriva Maria dal corridoio, visibilmente alterata per il volume troppo alto e va a spegnere lo stereo.
GIONA Eh, no, sul pi bello! Perch lo hai spento, sorellina?
MARIA (alterata) Ma a te ti sembra normale?
GIONA Chi?
MARIA (alterata) Eh, tua sorella!
GIONA Beh, s, sei normale, per dovresti uscire di pi, conoscere gente...
MARIA (alterata) Ma che stai dicendo? Ti sembra normale entrare in casa senza salutare ed accendere lo stereo a tutto volume? Ogni volta mi fai prendere un colpo!
GIONA Ma io ti ho salutata, sei tu che non mi hai sentito.
MARIA (alterata) Quante volte ti devo dire che se sono in cucina non posso sentirti se parli con voce normale!
GIONA Ma come faccio a sapere che sei in cucina?
MARIA (alterata) E tu per sicurezza urla un ciao quando entri!
GIONA Fammi capire: se allimprovviso senti qualcuno che urla per casa va tutto bene, se invece senti un po di musica, no!
MARIA Ah! Io a volte non ti sopporto proprio! (esce)
GIONA (rivolto verso il corridoio, ovvero a Maria che se ne andata) Ma scusa, se senti lo stereo quando meno te lo aspetti ovvio che sono io, no? (tra s) Non la capisco...
Giona riaccende lo stereo e ricomincia la pantomima del mimare lopera che stava ascoltando.
GIONA Neeessun dooormaaaa! Neeessun dooormaaa! / Tu puuure, o Priiiincipeeessaaa, / nella tua freeedda staaanzaaa / guaaaaaaaaardiii le steeelleee cheee treeemanooo d'amoooreeee... / eee diii speraaanzaaa! (finge di prendere il fiato per la frase seguente)
Ritorna la sorella Maria, sempre alterata. Spegne lo stereo unaltra volta.
GIONA Adesso che c che non va?
MARIA C che se tieni lo stereo cos alto non riesco a sentire il telefono!
GIONA Ma sta qui! (indicando il telefono sul mobiletto) Lo sento io il telefono.
MARIA Anche in cucina c il telefono se per questo. Ma la musica talmente alta che non lo sento!
GIONA Uffa!!! (si siede sul divano e nervosamente afferra il quotidiano)
Non appena Maria vede che Giona gli d le spalle, sostituisce il CD che c dentro lo stereo con uno di
quelli che stava nel porta CD. Compier questoperazione cercando di non farsi accorgere.
GIONA E che in questa casa non si ha un minimo di senso artistico! Uno torna stanco dal lavoro e cosa trova? Un ambiente castrante. Maria, tu mi castri!
MARIA Sposati allora! Trovati una bella mogliettina che non ti castri!
GIONA Dalla padella alla brace.
MARIA Guarda che statisticamente gli uomini sposati vivono di pi!
GIONA (tra s) Vivere di pi sarebbe bello vivere di pi (butta un occhio al cuscino del divano)
MARIA Che dici?
GIONA Dicevo che sarebbe bello essere accuditi, essere viziati, essere compresi, essere spronati, essere aiutati, senza dover essere sposati per ottenere tutto questo. Addirittura sarebbe fantastico avere accanto una persona che possa prevenire le tue richieste ancor prima che tu possa dire a!
MARIA (uscendo dalla stanza dopo aver compiuto la sostituzione) Quella persona esiste e si chiama moglie! E sposati, cos...(gesto dello smammare)
GIONA Aaaah... (si gratta) ogni volta che sento la parola moglie mi viene lorticaria!
Giona smette di grattarsi dopodich si accerta che la sorella non sia nei paraggi e si avvia verso lo stereo. Lo accende e si prepara a mimare lopera al centro del palcoscenico ma lo stereo suona Anima Mia de I Cugini di Campagna. Dopo qualche nota, giusto il tempo di far agghiacciare anche il pubblico, Giona va di corsa verso lo stereo, lo spegne, prende un fazzoletto di stoffa dalla tasca ed estrae il CD turandosi il naso. Si avvia verso il cestino della carta straccia e vi butta dentro il CD. Poi si accinge a riporre il fazzoletto in tasca ma ci ripensa e butta anche quello. Ripresosi dallo spavento butta ancora un occhio sul corridoio per vedere se arriva la sorella. Non vedendo nessuno va nel mobile bar, prende una bottiglia di whisky, la guarda e poi agisce come se dicesse tanto ormai, chissenefrega e si versa, in un bicchiere, unabbondante dose di liquore. Lo beve dun fiato, se lo sorseggia un po in bocca, mostrando immenso piacere, e lo manda gi. Poi torna al cestino della carta straccia, riprende il fazzoletto e ci pulisce il bicchiere. Butta il fazzoletto e ripone il bicchiere nel mobile bar. Va nel soprabito, prende dalla tasca una scatolina di gomme da masticare e se ne versa sette o otto in bocca. Le mastica avidamente per qualche secondo, fa la conchetta per sentirsi il fiato e le butta nel cestino. Si rimette a sedere sul divano per leggere il giornale.
GIONA (legge il giornale per qualche secondo poi, sempre prestando attenzione al giornale esclama a voce alta) Maria? ... (dopo un secondo) Maria?! ... (dopo un secondo) MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!!...
MARIA (arriva trafelata dal corridoio con uno straccio in mano) Che c? Che successo? CHE SUCCESSO???
GIONA (continuando a leggere il giornale come se niente fosse) Niente, che deve essere successo?
MARIA Madonna santa! Lo sai che non voglio che mi chiami in quel modo!
GIONA Sono i nostri genitori che hanno scelto il nome che porti, non colpa mia...
MARIA Non mi riferivo al nome, mi riferivo al modo di dire il nome.
GIONA E come vuoi che lo dica? Vuoi che gli cambio laccento? Vuoi che ti chiami Mria? Oppure preferisci Mari?
MARIA Spiritoso. Allora? Si pu sapere cosa vuole il principino?
GIONA (con voce da innamorato) Glielo porti un bicchiere dacqua al tuo fratellino, ino, ino, ino???
MARIA Lacqua? Tutto questo macello per un po dacqua? Ti faccio notare che io sto di l a rassettare la cucina mentre tu sei qui a leggerti il giornale bello bello!
GIONA Appunto. Visto che stai in cucina che ti costa portarmi un bicchiere dacqua?
MARIA Ma se mi chiami e mi fai venire qui non sono pi in cucina, o no?
GIONA Mica ti ho chiamato per farti venire, ti ho chiamato per chiederti se mi portavi un bicchiere dacqua.
MARIA E come facevo a sapere che volevi un bicchiere dacqua se non venivo?
GIONA Mi rispondevi che c? Comunque adesso lo sai, ti sei tolta la curiosit, contenta? (torna a leggere il giornale)
MARIA Ma se la cucina dallaltra parte della casa come faccio a sentirti?
GIONA Ecco perch strillo!
MARIA Lasciamo perdere v, senn qui finiamo a litigare come al solito.
GIONA E dai, un bicchieruccio dacqua al fratellino, ino, ino, ino...
MARIA Va bene, va bene... (sta per uscire quando ci ripensa e rientra) Hai bevuto.
GIONA (fingendosi distratto ed assorto nella lettura del giornale) Eh?
MARIA Hai bevuto!
GIONA (con aria colpevole) Chi, io? N-no.
MARIA Tu hai bevuto!
GIONA (alterato) Come fai a dire una cosa del genere!
MARIA Tu prendi sempre un bicchiere dacqua dopo aver bevuto il whisky!
GIONA Cio, adesso un delitto anche avere sete? Non posso aver avuto semplicemente le papille gustative secche? Non posso aver sudato nel salire le scale? Magari venendo a casa ho avuto voglia di fare footing ed avendo una bassa ritenzione idrica ora ho bisogno di una certa dose di liquidi per reintegrare il mio giusto equilibrio salino!
MARIA Le papille secche, eh? Ora vediamo! (va a vedere i bicchieri del mobile bar e li odora uno per uno, finch non prende quello incriminato) Questo sa di whisky!
GIONA E vorrei vedere! E un bicchiere da whisky, sa di whisky! Se tu prendessi in mano un bicchiere da whisky e sentissi lodore dellorzata allora s che ci sarebbe qualcosa di strano! (infervorandosi sempre di pi) Allora s che sarebbe il caso di chiamare la scientifica, prendere le impronte digitali, mettermi agli arresti domiciliari, chiamare quelli di CSI, analizzare il mio DNA e confrontarlo con i peggiori ricercati dalle polizie internazionali, avvisare Scotland Yard, mettermi sulla gogna in una pubblica piazza, darmi la pena capitale, gettarmi in prigione e buttare via la chiave! (si alza) Ma io dico signori giurati, che se mia sorella prende in mano un bicchiere da whisky e questo sa di whisky, allora non c colpa, non c dolo, c solo lo specchio di una societ che porta un uomo a casa, stanco dal lavoro, stanco dallaver reso i propri servigi alla societ, stanco ma felice di essere utile alla causa comunitaria. Stanco, signori, stanco ed assetato. Assetato di giustizia ma anche di acqua. S, di acqua. Ed per un bicchiere dacqua che lo stiamo giudicando. Siate quindi giusti, chiari e limpidi come lacqua che egli tanto desidera! Ho finito.
MARIA Ho capito, ho capito. Sappi che mi devi trenta secondi della mia vita e prima o poi ti presenter il conto! (esce, da fuori) Eppure lo sai quello che ti ha detto il dottore!
GIONA Il dottore (buttando un occhio alla parte di divano con sotto le analisi) anche il dottore oggi vorrebbe che io bevessi (dopo un momento, sempre col giornale in mano) Maria! ... (passa qualche secondo) Maria?! ... (passa qualche secondo) MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!!...
MARIA (arriva trafelata dal corridoio) Che successo? Che hai fatto???
GIONA Visto che stai di l mi porti anche le sigarette, per favore?
MARIA Non sto di l, non sto per niente di l, sto qua!!! E la smetti di farmi prendere certi colpi? Ti ho detto che non mi devi chiamare in quel modo!
GIONA Va bene, vorr dire che dora in poi ti chiamer Clarissa, contenta? Le porti anche le sigarette al tuo fratellinuccio? Eh? Gliele porti?
MARIA Non avevi smesso di fumare, tu?
GIONA S, ma smettere di fumare se in casa non c niente da fumare troppo facile. Ma se poi succede che io vado in un luogo dove c odore di tabacco o dove ci sono altre persone che fumano mi verr la voglia e ceder alla tentazione. Invece io devo prevenire, devo temprarmi, devo resistere, non devo arretrare davanti alle difficolt pi dure. Per cui io ho smesso di fumare ma voglio sempre tenermi accanto un pacchetto di sigarette. Io quel pacchetto lo devo scrutare, gli devo sorridere in modo sprezzante, gli devo far capire che posso stare senza di lui. Clarissa, io devo guardare il nemico negli occhi e dirgli: Non ho paura di te!.
MARIA Ma chi Clarissa?
GIONA Non ti piace Clarissa? Preferisci Amanda?
MARIA E piantala! Tu sei un masochista, ecco cosa sei. Come fai a smettere di mangiare se qualcuno ti passa sotto il naso un piatto di pasta! E poi smettila con questa faccenda del nome. Non colpa mia se il tuo nome non ti piace. In fin dei conti il mio un bel nome, ma troppo comune.
GIONA Ti assicuro che avrei preferito un nome comune, come dici tu, come Antonio, Giovanni o Andrea, piuttosto che il nome che porto.
MARIA E pur sempre un nome biblico...
GIONA Eh, no! La sai la storia! Sai benissimo come furono scelti i nostri nomi: a caso! Le buon anime dei nostri genitori aprirono a caso la Bibbia e presero il primo nome che gli capit sottocchio! A te capit Maria e a me proprio il libro di GIONA dovevano andare a pescare! GIONA! Ma che razza di nome Giona???
MARIA E non ti lamentare sempre! Pensa se ti capitava Matusalemme, o Giuda! Ce ne sono di peggiori!
GIONA E certo. Che ne sai di quello che ho passato a scuola! I ragazzi normali le chiamano Medie e Liceo, io li chiamo Purgatorio e Inferno! Allora Giona, salutaci la balena! Oddio, cos questa puzza di pesce, che arrivato Giona? Di un po Giona, ma vero che conosci Geppetto?
MARIA Ti vado a prendere lacqua e le sigarette. (esce)
GIONA Eh, brava, vai , vai... (si rimette a leggere il giornale, tra s e s) Giona, salutaci Moby Dick!... Bastardi... (a un certo punto legge qualcosa che attira la sua attenzione) No... No... Non ci posso credere... non ci posso credere... Maria! ... (passa qualche secondo) Maria?! ... (passa qualche secondo) MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!! MARIA!!!...
MARIA (arriva trafelata dal corridoio con le sigarette e un bicchiere dacqua) Madonna santa! Mi fai prendere un accidente! Non mi devi chiamare cos!!!
GIONA Che pizza! Guarda che sono io qui ad avere un nome raccapricciante, non tu! Per cui abbi un po di rispetto per chi soffre! Comunque, basta con le stupidaggini e leggi qui!
MARIA Non ho gli occhiali, non leggo nulla.
GIONA Eccoli i tuoi occhiali. (glieli porge prendendoli dal tavolino messo davanti al divano)
MARIA Grazie. Comunque non cera bisogno di urlare in quel modo!
GIONA Che ne so, magari eri in cucina, non mi sentivi...
MARIA (guardando verso il cielo) Che pazienza! Giobba dovevano chiamarmi, non Maria... d qua. Dove devo leggere?
GIONA Qui. Linserzione.
MARIA www le maliziose punto com. Vuoi avere calde emozioni? Chiamaci al numero...
GIONA Ma non quella! Questaltra pi in basso.
MARIA Scuola per maggiordomi. Finalmente anche lItalia ha il privilegio di formare dei veri maggiordomi. I pi rinomati insegnanti inglesi ti condurranno nella sapiente arte del servizio e della discrezione. Se vuoi una carriera sicura e brillante chiama il numero... E allora?
GIONA Come allora? Non sarebbe stupendo?
MARIA Diventare maggiordomo?
GIONA Ma no! Avere un maggiordomo!
MARIA Eh?
GIONA Fin da piccolo ho desiderato avere un maggiordomo. Tornare a casa ed avere qualcuno che ti porge la vestaglia, che ti chiede com andata al lavoro, che gi sa che hai avuto una giornata pesante e ti dice: Signore, ho pensato che avrebbe voluto una camomilla, gi pronta nel suo studio.. Che meraviglia!
MARIA Guarda che casomai non te ne fossi accorto c la maggiordoma qui, che ti fa le stesse cose da anni! E poi noi lo studio non ce labbiamo!
GIONA Che centra! Tu fai perch uno te lo chiede, non previeni! Se voglio una camomilla devo prima urlare MARIA!!! MARIA!!! e dopo, forse, me la porti. Oppure magari litighiamo e poi alla fine mi passata la voglia. E poi tu non hai classe, non hai il savoir-faire!
MARIA Tu sei scemo. Guarda che un maggiordomo costa e costa caro!
GIONA Certo che costa! Credi che non mi sia gi informato? Un maggiordomo inglese costa molto caro. Ma forse uno italiano...
MARIA Ma cosa stai dicendo? Sembrano fantasie di un bambino. Non mica un castello questo.
GIONA Meglio! Cos quando lo chiami arriva subito!
MARIA Giona!
GIONA Pensa a lui come ad un segno di distinzione, allora!
MARIA Se non abbiamo mai ospiti a chi lo facciamo vedere il tuo segno di distinzione! Non viene mai nessuno a trovarci tranne...
GIONA ... quella zitellona arricchita della tua amica.
MARIA Esatto, tranne quella zitellona arricch... ma che mi fai dire!!!
GIONA la verit! Ha fatto i milioni con le macellerie. Ma pure se ricca sempre macellaia resta! E ogni volta che viene ci porta della carne per manifestare la sua superiorit. Senza contare che fa sempre battute sul mio nome.
MARIA Non vero che ci porta sempre la carne e poi non cambiare discorso: a noi un maggiordomo non serve. E poi non saprei neanche dove metterlo.
GIONA Potremmo sistemarlo nella stanza che usiamo come dispensa.
MARIA E la conserva di pomodoro dove la metto, nella scarpiera?
GIONA Prometto di appenderti altre mensole in cucina!
MARIA Ma piantala! Lultima volta che hai provato ad appendere qualcosa abbiamo dovuto chiamare i pompieri!
GIONA Ecco! Lo vedi che ci serve qualcuno che in casa ci faccia questo tipo di lavoretti?
MARIA Ma la smetti con questa storia? Riprenditi il tuo giornale e i tuoi sogni. Mettersi un estraneo in casa, figurarsi! (esce)
GIONA (aspettando che la sorella esca) Un estraneo... a te ti ci vorrebbe un estraneo... per dare una pulita alle ragnatele! (rivolto alla sorella che sta in cucina) Pensaci bene, tieni presente che potrebbe darti una mano nelle faccende di casa anzi, le farebbe solo lui le faccende di casa, non dovresti neanche pi armeggiare in cucina!
MARIA (da fuori) Non se ne parla nemmeno. Se entra lui esco io!
GIONA (urlando) E ALLORA FATTA: DUE PICCIONI CON UNA FAVA! Vediamo il numero (prende il giornale)... c un telefonino... (va al telefono col giornale in mano per prendere il numero da chiamare) tre, quattro, sette, otto, ... sette, sette, uno... ... Pronto? La scuola per maggiordomi? Salve, sono il signor BALENA Giona Balena. ...Gi... divertente... senta, mi scusi per lora, se ci sono problemi richiam... ah, bene. Dunque, io vorrei assumere un maggiordomo. Potreste darmi il migliore della scuola?.. Certo, certo... anche subito. Le do lindirizzo...
Buio. Musica.
SECONDO QUADRO
Siamo sempre allinterno dello stesso appartamento e Giona seduto sul divano che legge il giornale. Dopo poco si sente il suono di un campanello: la porta. Dopo un altro paio di secondi si sente un altro squillo di campanello.
MARIA (da fuori scena, dalla cucina) La porta.
Squillo di campanello.
MARIA (da fuori scena, dalla cucina) LA PORTA!!!
Squillo di campanello. Arriva in salotto Maria, trafelata e con uno strofinaccio in mano.
MARIA Ma non lo senti il campanello?
GIONA Maria, gi che sei qui non potresti aprire la porta? Hanno suonato...
MARIA (andando fuori scena ad aprire la porta) E incredibile, se uno non lo vede non ci crede... (da fuori rientrando in scena) E per te.
GIONA Cosa?
MARIA La porta.
GIONA Quale porta?
MARIA Alla porta, per te!
GIONA E chi ?
MARIA Non lo so, un tale che chiede di te. Dice che lo hai chiamato tu.
GIONA E come si chiama?
MARIA Ma non lo so come si chiama!
GIONA Se non lo sai tu che lo hai conosciuto come vuoi che lo sappia io?
MARIA Senti coso! Io non posso stare qui tutto il giorno, che facciamo?
GIONA Che facciamo cosa?
MARIA CON QUELLO ALLA PORTA!
GIONA Mandalo via, non aspettavo visite, sar un venditore.
MARIA Come vuoi. Ah! Aspetta, mi ha dato il suo biglietto da visita.
Giona prende il biglietto e trasalisce.
GIONA (si alza dal divano) E lui! E arrivato! Dov? Fallo entrare!
MARIA Chi arrivato?
GIONA Fallo entrare, ti dico! E lui, il maggiordomo!
MARIA IL MAGGIORDOMO? Ma sei matto? Ma davvero hai...?
GIONA (quasi spingendo Maria fuori dalla stanza) Vai, vai, fallo entrare e non farmi fare brutte figure!
MARIA (uscendo) Io spero che sia uno scherzo! Ricordati quello che ti avevo detto!!!
GIONA E chi se lo scorda? Lho chiamato per quello! Allora... come mi sistemo... (si siede sul divano a gambe incrociate) cos... no, cos no... (si alza in piedi mettendo la mano sul divano e dandosi un tono) ... ecco cos dovrebbe andare ...
MARIA (entrando) Il coso arrivato. Stai attento a quello che fai! (esce, da fuori) Da quella parte. Il signor GIONA la sta aspettando.
Entra Ciro, il Maggiordomo. E vestito in maniera sobria ma elegante. E molto posato nei movimenti. Ha una valigia in mano che posa in terra da un lato.
MAGGIORDOMO E permesso?
GIONA (dandosi un tono) Prego, prego. Perdoni la domestica, solo un po irritabile.
MARIA (da lontano) Ti ho sentito!
GIONA Ehm... (schiarendosi la voce) dunque... dunque... dunque... dovero rimasto?
MAGGIORDOMO Al dunque, signore.
GIONA Gi, gi, al dunque. Dunque, tu sei un maggiordomo.
MAGGIORDOMO Esatto, signore.
GIONA E come ti chiami?
MAGGIORDOMO Ciro, signore.
GIONA Ciro? E di dove sei?
MAGGIORDOMO Di Napoli, signore.
GIONA Di Napoli? Ma non possibile! Voglio dire, immagino che ci sarai solo nato a Napoli, ma dove sei vissuto?
MAGGIORDOMO A Napoli, signore. E da quando sono nato che vivo a Napoli. Questa la prima volta che, se mi perdona lespressione, metto piede fuori dalla mia citt.
GIONA Ma incredibile! Un napoletano che parla un italiano cos perfetto non lavevo mai sentito, neanche una piccola inflessione dialettale, nulla! Ma i tuoi, tua madre e tuo padre, non sono originari di quelle parti...
MAGGIORDOMO Mia madre di Marina di Lago di Patria in provincia di Napoli, mentre mio padre di SantAngelo a Cupolo in provincia di Benevento, signore.
GIONA Ah!... E i tuoi nonni?
MAGGIORDOMO Da parte materna, mia nonna era di Santa Maria di Castellabate in provincia di Salerno mentre mio nonno era di Monteforte Irpino in provincia di Avellino. Invece da parte di padre...
GIONA (interrompendo) Ho capito, ho capito... campano purosangue... ovviamente hai delle referenze.
MAGGIORDOMO Ottime referenze, signore.
GIONA Poi me le farai vedere. Per Ciro non va bene come nome.
MAGGIORDOMO Non va bene, signore?
GIONA No, non va. E un nome che non si addice ad un maggiordomo di classe. Ti chiamerai James.
MAGGIORDOMO James, signore?
GIONA Si, James credo che possa andar bene. Ti piace?
MAGGIORDOMO Se piace a lei, signore.
GIONA Per forse un nome straniero sembra finto... che dici?
MAGGIORDOMO Forse cos, signore. Se posso permettermi potrebbe darmi un nome biblico. Dato il suo di nome, mi renderebbe, come dire, pi parte della famiglia.
GIONA Giusto! Giusto! Ma come fai a sapere che ho un nome biblico?
MAGGIORDOMO Lo ha detto prima la... la domestica, signore.
GIONA La domestica? Ah, gi. In realt mia sorella, ma di questi dettagli parleremo dopo. Allora facciamo cos. Apro a caso la Bibbia e vediamo cosa esce, ti va?
MAGGIORDOMO A caso, signore?
GIONA A caso, a caso. Eh?
MAGGIORDOMO Come desidera, signore.
GIONA (tra s) ... e che, solo io?... (a voce alta, prendendo la Bibbia ed aprendola a caso) Allora.. vediamo... qui! Fu allora che Davide, in tutta la sua potenza.... DAVIDE. Tra tanti nomi coloriti proprio Davide.
MAGGIORDOMO Non le piace, signore?
GIONA NO! No... troppo comune. Proviamo ancora... qui! Ecco verrai Emanuele, a portarci le meraviglie del creato.... NO! Neanche questo va bene, riproviamo... qui! E da allora Paolo cominci a cercare i frutti del.... Ma non possibile! Facciamo finta che dobbiamo sceglierlo per me il nome... qui! Melkisedek alzando le braccia.... Senti, (chiude il libro in tutta fretta e riponendolo) ho unidea. Proviamo col calendario. Vediamo che santo ricorre oggi e la facciamo finita. MARIA! Puoi vedere sul calendario della cucina che santo oggi? (rivolto a Ciro) Non si preoccupi per mia sorella, un po burbera ma tutta scena...
MARIA (dalla cucina) Ti ho sentito!
GIONA E ha un udito finissimo.
MARIA (dalla cucina) Oggi San Bernardo!
GIONA Bernardo!!!
MAGGIORDOMO Bernardo, signore?
GIONA Bernardo! Bernardo va bene! Sentiamo come suona. (cantato in modo lirico) BER-NAR-DO! (di nuovo con voce normale) Sai, sono un po fissato con la lirica. Su, rispondi: (cantato in modo lirico) BER-NAR-DO
MAGGIORDOMO (cantato in modo lirico) EC-CO-MI SI-GNO-RE!
GIONA Perfetto, ottimo!
Suona il campanello.
MARIA (da fuori) LA PORTA!
GIONA E ora parliamo un po dei tuoi compiti...
MARIA (da fuori, alla maniera di Giona) LA PORTA! LA PORTA! LA PORTA! LA PORTA! LA PORTA! LA PORTA! LA PORTA!
GIONA HO CAPITO, HO CAPITO, VADO!
MAGGIORDOMO Se il signore mi permette, questo potrebbe essere uno dei miei compiti.
GIONA Giusto, vai tu! E cerca di essere molto molto
MAGGIORDOMO Maggiordomo, signore?
GIONA Esatto! Molto Maggiordomo! Vai, vai! (Ciro esce e Giona si rimette a sedere sul divano. Tra s, tra il triste ed il felice) Un maggiordomo tanto lultimo sfizio
Ciro rientra in scena con un pacchetto in mano. Giona lo guarda.
GIONA Allora, chi era? Coshai in mano?
MAGGIORDOMO Dello spezzatino di vitella, signore.
GIONA (affranto) Oddio la macellaia
Bella entra in scena. Sulla quarantina, molto piacente, ingioiellata, vestita in modo un po pacchiano, sul leopardato, tigrato, etc
BELLA Ciao Giona! Spiaggiato sul divano come al solito? Ah ah ah (ride in modo volgare)
GIONA A cosa dobbiamo lonere?
BELLA Vi ho portato dellottimo spezzatino. Con quel tuo magro stipendio mi stai facendo deperire la mia amichetta. (noncurante della presenza del Maggiordomo in stanza) Chi il tizio che mi ha aperto la porta?
MAGGIORDOMO Il maggiordomo, signora.
BELLA Il maggiordomo?
GIONA (inorgogliendosi, si alza dal divano) Gi: il maggiordomo!
BELLA Piacere sono Bella. (porge la mano a Ciro che gliela bacia)
MAGGIORDOMO Effettivamente lo , signora.
BELLA Ah ah ah (solita risata volgare) Bella il mio nome, ma accetto il complimento.
MAGGIORDOMO Nomen omen, se mi permette.
BELLA Mi spiace ma non parlo lalbanese.
Entra Maria nellatto di asciugarsi le mani con uno straccio.
BELLA (verso Maria) Tesoro, sono passata a trovarti! (prendendo lo straccio e buttandolo addosso a Giona) Per tu smettila di fare i lavori di casa o non avrai mai delle unghie decenti! Ma tanto ormai avete un maggiordomo, giusto?
MARIA S, lultima trovata di mio fratello.
GIONA (avvicinandosi a Ciro e porgendogli lo straccio) Tuo fratello ha deciso di dare un tocco di classe a questa famiglia. Si chiama Bernardo! Ed un maggiordomo (ammiccando verso Bella), un vero segno di distinzione. Cosa che i gioielli o i soldi non sono.
MARIA Giona!
MAGGIORDOMO A proposito, signore, non abbiamo ancora ragionato sul mio stipendio.
BELLA Ah, no? (si accomoda sul divano) Beh, ragionateci adesso
GIONA Ehm certo, certo. Allora facciamo.. facciamo
BELLA E pur sempre un extracomunitario, non esagerare
MARIA Ecco, non esageriamo!
GIONA Non albanese!!! Allora facciamo cinquec (Ciro ammicca che non va bene) ottoc (Ciro ammicca che non va bene) mill (Ciro ammicca che non va bene) mille e duec(Ciro ammicca che non va bene) mille e cinquec (Ciro ammicca positivamente) mille e cinquecento euro al mese.
BELLA Io te ne do 2000.
MARIA-GIONA BELLA!
BELLA Lo so. Ma il merito va tutto al mio estetista.
GIONA Cos questa storia?
BELLA C che hai ragione. Un maggiordomo sarebbe proprio il segno di distinzione che mi serviva.
MARIA (approfittando del fatto) E vero, a Bella serve molto pi che a noi.
GIONA Non se ne parla! E mio! 2100!
MARIA GIONA!
BELLA 2300!
MARIA BELLA!
GIONA 2400!
MARIA GIONA!
BELLA 2500!
MARIA BELLA!
GIONA 2600!
MARIA GIONA!
BELLA 2700!
MARIA BELLA!
MAGGIORDOMO 2800!
MARIA BERNARDO!
BELLA 2900!
MARIA BELLA!
GIONA 3000!
MAGGIORDOMO (con la calata napoletana) AGGIUDICATO! (di nuovo in italiano) Anche perch la mia etica mi impone di dare la precedenza a chi ha voluto i miei servigi. Sempre mantenendo i 3000 ovviamente. Ora se il signore mi permette io mi ritirerei per sistemarmi. (riprende la valigia in mano)
GIONA (felice per la vittoria) Certo, certo! La domestica ti indicher eeehm, la signora ti far vedere la tua stanza.
MARIA Tu sei pazzo e non ti scordare che questa casa mia: non finisce qui! Ciao Bella, ti chiamo pi tardi.
Maria esce furiosa dalla stanza con Ciro che la segue.
BELLA Complimenti per il tuo maggiordomo, ma ci che voglio alla fine lo ottengo. Tieni a mente le parole di tua sorella: non finisce qui. Non disturbarti ad accompagnarmi, conosco la strada. Torna pure ad arenarti sul divano. (esce)
GIONA AH! Vai, cara, vai! Ride bene chi ride per primo! AH! Che soddisfazione! (si rimette sul divano) Che goduria! (facendo la vocina ad imitare Bella) sarebbe proprio il segno di distinzione che mi serviva tz vallo a cercare in mezzo ai controfiletti e alle lombate il tuo segno di distinzione AH! Che goduria!... (si rende conto di quello che ha fatto, guardando il pubblico affranto dalla spesa) 3000 euro al mese!!!
Inizia una musica soft, triste, malinconica (andrebbe bene qualcosa al pianoforte di Ludovico Einaudi dallalbum Divenire). Una musica che, facendo da contrappunto alle battute od alle situazioni comiche che si vengono a creare, ricordi, come leitmotiv, che si sta comunque guardando uno spaccato degli ultimi momenti di vita di un uomo.
Sullinizio della musica, Giona guarda sotto al cuscino del divano, l dove sono le analisi, o comunque fa un gesto in quella direzione. Prendo in mano una foto dove ci sono lui e la sorella. La guarda e la riguarda per poi rimetterla a posto. Sconsolato si rigetta sul divano alzando le spalle, come a dire chi se ne importa dei 3000 euro al mese, tanto manca poco.
Buio.
TERZO QUADRO
La scena inizia sul buio, con la musica Te voglio troppo bene di Gianni Celeste, tipica canzone strappa lacrime napoletana. Sulle parole della prima strofa si accendono le luci con il maggiordomo che sta riassettando il salotto, spostando qua e l le cose, lucidando, sistemando, etc Tra le altre cose appoggia con cura un bicchiere con un dito di whisky sopra ad un tovagliolino bianco messo sul tavolino, accanto al divano. Nel mentre, Ciro mima con la bocca e con i gesti il testo della canzone che sta sentendo ( lui che ha messo il CD nello stereo). Qui di seguito le parole:
Il terzo quadro ha inizio sul buio, con le prime strofe della canzone:
Senze
e te n'anno gi passate
senze e te n'anno gi vulato
i vasi
ma nnascur tutt' e cos
c'aggi fa
nun me importa chiu e camp
Sulla luce, si vede il maggiordomo, cos come descritto sopra:
MAGGIORDOMO (mimano le parole) Senze e te nun pozzu sta perche tu m'appartiene, pecche me piaci tu, / senze e te nun pozzu sta te voglio troppo bene, io veng'a do stai tu, / non vo asc ti si ficcate dint'a mente / nanz'all'uocchi si presente / la mia vita solo tua / di pi sempre di pi / senze e te nun pozzu sta mi sembra di impazzire, e chiamme semb'a te, / senze e te non ha pi senzo io vorrei morire, mur penzann'a te, / chistu fuoc' dind'o core / chiu s'appicce / comme e triste stare solo / va a ffern ca penzo a te. [NdA: la canzone non va necessariamente mimata fino qui. Va calibrata la giusta lunghezza a seconda delleffetto comico del pezzo sul pubblico]
Arriva Giona, di rientro dal lavoro, con soprabito e ventiquattrore. E visibilmente stanco, depresso. Entrando in stanza, nel momento in cui Ciro sta mimando il suo pezzo, si avvicina allo stereo (Ciro non se ne accorge) e lo spegne.
MAGGIORDOMO (non appena si accorge dello spegnimento dello stereo, si ricompone), Bentornato, signore.
GIONA (con il solito fazzoletto prende il CD e lo butta nel secchio facendo il gesto di turarsi il naso) Chi stato a mettere quel disgraziato sofferente nello stereo?
MAGGIORDOMO Far in modo che quel disgraziato non soffra pi nel suo salotto, signore.
GIONA Ecco, bravo. Certi cantanti quando iniziano a stare cos male vanno abbattuti subito, come i cavalli! Piuttosto non ti avevo chiesto delle referenze?
MAGGIORDOMO Certo signore.
GIONA Ah, bene, bene. (gli sopraggiunge unidea) Senti, visto che ti va di cantare, vediamo come te la cavi con i duetti (si va a sistemare davanti al divano)
MAGGIORDOMO I duetti signore?
GIONA Il Barbiere di Siviglia. Atto primo scena settima. Metti il tu il CD. E quello proprio accanto allo stereo.
Il Maggiordomo mette un CD, preme play e si avvia accanto a Giona. Parte la musica di Pensami di Julio Iglesias.
GIONA Ma cosa hai messo!?? (corre a spegnere lo stereo)
MAGGIORDOMO Il CD che mi ha indicato, signore.
GIONA E uno di quei dischi orrendi di mia sorella. (lo butta nel secchio come laltro poi sistema nello stereo il CD giusto e lo fa partire) Dicevo: il Barbiere di Siviglia. Atto primo scena settima. Il Conte d a Figaro una moneta e come per incanto a questultimo viene un idea per aiutare il Conte con la sua bella. (risata alla maniera lirica) AH AH AH AH AH! (torna davanti al divano accanto al Maggiordomo)
La musica inizia con il maggiordomo (nei panni di Figaro) e Giona (nei panni del Conte)che imitano la scena mimando gesti e parole. (NdA.: questa scena potrebbe essere facoltativa, ma oltre a sottolineare la passione di Giona per la lirica, fatto che diventer importante in seguito, avr un sicuro impatto comico sul pubblico). La prima battuta di Figaro, ma il maggiordomo non capisce subito quello che deve fare. Non appena per questi vede che Giona lo incita a parlare e doppia la successiva battuta del Conte, nel duetto, capisce quello che deve fare e prosegue anche lui nel gioco del playback.
FIGARO
Voi dovreste travestirvi /
per esempio / da soldato.
CONTE
Da soldato?
FIGARO
S, signore.
CONTE
Da soldato? E che si fa? /
Che si fa? / Che si faaa?
FIGARO
Oggi arriva un reggimento.
Oggi arriva un reggimento!
CONTE
S, e' mio amico il Colonnello,
mio amico il colonnello!
FIGARO
Va benon.
CONTE
Eppoi?
FIGARO
Cospetto! /
Dell'alloggio col biglietto /
quella porta s'aprir. /
Che ne dite, / mio signore? /
Non vi paaar? / Non l'ho trovata? /
Aaaaaah che invenzione, che invenzione prelibaaataaa
che invenzione, che invenzione prelibaaataaa
che invenzione, che invenzione prelibata, bella bella bella bella in verit!
S s, che invenzione, che invenzione prelibata, bella bella bella bella bella bella in veritaaa!
che invenzione bella bella in verit!
che invenzione bella bella in verit!
CONTE
(accavallato)
Che invenzioooone! /
Prelibaaaaata! /
Che invenzione, che invenzione prelibata, bravo, bravo, bravo, bravo in verit!
S s, che invenzione, che invenzione prelibata, bravo bravo bravo bravo bravo bravo in veritaaa!
che invenzione bravo bravo in verit!
che invenzione bravo bravo in verit!
Sul finale del duetto, proprio mentre la musica e la voce dei cantanti sono al loro culmine, sia nel volume che nellintensit dellinterpretazione, arriva Maria, con il solito strofinaccio in mano a testimoniare il suo daffare in casa, che cerca di intromettersi tra i due fin dal corridoio.
MARIA La porta! LA PORTA! LA PORTA, LA PORTA, LA PORTA!!! (va verso lo stereo e lo spegne. A stereo spento Maria dice la porta in modo lirico) LA POOOOOR-TAAAA!
GIONA (applaudendo) Brava!
MAGGIORDOMO (applaudendo anche lui) Complimenti signora, una bellissima voce.
MARIA (appare contenta dei complimenti del maggiordomo) Grazie! (tornando in s) Ma che voce e voce! (rivolta a Giona) Stanno suonando alla porta! (indicando il Maggiordomo) Cosa ci fai con quel coso se non apre neppure la porta di casa?
MAGGIORDOMO La signora mi perdoni: obliavo nellacme del duetto. Procedo subito. (esce)
GIONA Senti Maria, quello non un coso, il maggiordomo!
MARIA Visto che vive in casa nostra, anzi in casa mia, dovrebbe fare quello che gli dico!
GIONA Giusto.
MARIA Se giusto perch io sto con lo straccio in mano e lui no?
GIONA Vanno solo schedulate le mansioni e poi vedrai che mi ringrazierai. Ma lacme del duetto
MARIA Acme lo dici a tua sorella!
GIONA Appunto!
MARIA E poi a me neanche obliavo me lha mai detto nessuno. Quello ha qualcosa che non mi convince! A proposito, le hai ritirate poi le analisi?
GIONA (imbarazzato) S, s, certo. Tutto a posto.
MARIA Hai visto? Non ti avevo detto che non cera nulla di cui preoccuparsi?
Giona, con le lacrime agli occhi, in un impeto affettuoso stringe la sorella Maria tra le braccia.
MARIA (stretta nel suo abbraccio)Beh? Che c adesso?
GIONA (togliendo labbraccio, andando sul divano) Nulla, nulla. Torniamo pure a non sopportarci come al solito.
MAGGIORDOMO (entrando con un pacchetto in mano) Col vostro permesso vorrei introdurre degli arrosticini di pecora e la signora Bella.
GIONA (gettandosi sconsolato sul divano) Ma quella sta sempre qua!?!
MARIA Quella una mia amica!
Entra Bella, vestita, al solito, in modo appariscente.
BELLA Maria stai ancora cos? Non mi dire che ti sei scordata che dovevamo uscire?
MARIA No, no. Dammi un minuto che mi cambio. (esce sbuffando)
BELLA Tesoro, ogni volta che ti incontro hai uno straccio in mano. Secondo me dovresti rivedere le tue priorit. Ma i gusti son gusti.
MAGGIORDOMO De gustibus non est disputandum.
BELLA S, ma bisogna che cominciate ad insegnarli litaliano al vostro maggiordomo. (rivolta al maggiordomo) Ma non preoccuparti, alla seconda o terza generazione sarete perfettamente integrati.
GIONA Bella, sono molto stanco. Potresti aspettare la tua amica cercando di entrare in coma per il tempo necessario?
BELLA Tesoro hai una brutta cera! Smettila di nutrirti di plancton e mangia i miei arrosticini di pecora che ti rimetteranno in sesto. Sono freschissimi!
GIONA Hai sentito Bernardo? (cercando di imitare Bella) Sono freschissimi.
MAGGIORDOMO Sento ancora la pecora belare, signore.
BELLA Ah ah ah! Che divertente! Ah ah ah!
GIONA (rivolto a Bella) Io la sento belare ogni volta che parli... Va beh, tutti questi ovini mi hanno accentuato il mal di testa. Vado a cambiarmi. (passando vicino al maggiordomo gli mette una mano sulla spalla, sottovoce) Se sei fortunato ti ammorber con il suo ex marito, se sei sfortunato ti racconter la differenza tra filetto e controfiletto. Gioca danticipo!Beh, a dopo. Ah, mi raccomando: che la signora non stia pi con lo straccio in mano.
MAGGIORDOMO Far in modo che la signora abbia sempre le mani libere.
GIONA (verso Bella, in segno di saluto) Bella
BELLA Grazie!!!
GIONA (andandosene, sconfortato da Bella) Mmmmh
BELLA Come si dice Martini nella tua lingua? Pensi sia possibile averne uno? (afferra una rivista e la legge distrattamente)
MAGGIORDOMO Martini comprensibile, signora. Come lo vuole? Bianco, Rosso, Dry, liscio, on the rocks?
BELLA Lo sapevo. (tra s) Come si dice Martini in albanese? (scandendo ad alta voce) MAR-TI-NI!
MAGGIORDOMO CA-PI-TO: MAR-TI-NI!
BELLA Ecco bravo! Lo sapevo di essere portata per le lingue.
MAGGIORDOMO (mentre prepara il Martini) Se posso permettermi. Da quanto tempo si separata, signora?
BELLA Come fai a sapere che sono separata?
MAGGIORDOMO Eh, pecch? Pecch pecch 'N tiempo 'e tempesta ogni pertuso puorto.
BELLA (non capisce, allora cerca di far parlare il maggiordomo col linguaggio dei segni, cercando di mimare le proprie parole) Aiu-ta-ti coi se-gni!
MAGGIORDOMO No, volevo dire, una signora come lei non pu non aver avuto fior di pretendenti.
BELLA Che intuito! Infatti lo avevo sentito dire che i migliori detective sono dellest. Come quel James Bond, per esempio.
MAGGIORDOMO James Bond era inglese, signora.
BELLA Beh? LInghilterra sar pure ad est di qualcosa, no? E poi non sono separata, ma divorziata. Meglio cos, non avrebbe mai funzionato.
MAGGIORDOMO (dandole il Martini) Posso chiederle come mai?
BELLA Oh, beh, allinizio era tutto meraviglioso. Ma forse allinizio sempre meraviglioso. Poi per, appena la vita monotona di tutti i giorni ha cominciato a prendere il sopravvento stato come dopo una sbronza. Mi sono svegliata con un gran mal di testa e la voglia di non bere pi. Eppure pensavo fosse amore (triste, tracanna il Martini)
Maria appare dal corridoio, con la camicetta cambiata. E una camicetta con un disegno molto particolare.
MAGGIORDOMO Se posso permettermi lamore nata cosa! C' s la fase dell'innamoramento, del perdersi negli occhi dell'altro, del sentire un trasporto totale, del toccare quasi il cielo con un dito... ma l'amore non questo! L'amore fatto di condivisione, di ascolto, di cose fatte insieme, di progetti. L'amore fatto di sintonia, fatto di pensieri che si incontrano, che si cercano. L'amore fatto soprattutto di rispetto dell'altro: questo amore! E se non c' questo, anche se c' tutta la passione e tutto il sentimento, non c' amore! Oh, mi scusi. Mi ero lasciato trasportare dai miei pensieri, non volevo
Maria rimane incantata e intenerita dalle parole del maggiordomo.
BELLA Lo sai che mi hai quasi fatto piangere? Se non fosse che queste cose le avevo gi sentite a Sex and the City... (accorgendosi di Maria) Maria, ma che bella camicetta, non mi stanco mai di vederla!
MARIA Ho solo preso il primo straccetto che ho trovato. Possiamo andare. (esce rivolgendo unocchiata amichevole al maggiordomo)
BELLA (rivolta al maggiordomo) A proposito di straccetti, volevo raccontarti della vera differenza tra filetto e controfiletto ma sar per unaltra volta. (si avvicina al maggiordomo) Tremilacinquecento?
MAGGIORDOMO Ho una sola parola signora.
BELLA Una sola parola, ma non un solo prezzo. E io trover qual . Salutami il tuo fido padrone e dagli un bacio da parte mia, vedrai che gli far piacere.
MAGGIORDOMO Ne dubito, visto come la tratta, signora.
BELLA Chi disprezza compra. Quello innamorato cotto, come me!
MAGGIORDOMO Come lei? Ma anche lei sembra disprezzarlo!
BELLA Non faccio altro che giocare al suo gioco!
MAGGIORDOMO Se posso permettermi: se pigliano cchi mmosche cu 'na goccia 'e mele, ca cu 'na vott'acito! [NdA.: in napoletano, si catturano pi mosche con una goccia di miele che con una botte di aceto]
BELLA (restando un attimo interdetta) Eh?
MAGGIORDOMO Buona giornata signora. Riferir.
BELLA Ciao caro! (esce ancheggiando vistosamente)
MAGGIORDOMO Se 'a femmena cammina e move lanca, si nun zoccola poco ce manca!
Il maggiordomo inizia a mettere in ordine qua e l fischiettando il motivetto che aveva aperto il terzo quadro quando si accorge di qualcosa che spunta dal cuscino del divano. Tira fuori la lastra e le analisi e fa per riporle da qualche altra parte ma, incuriosito, non resiste e gli d unocchiata.
Inizia la musica triste. Il maggiordomo, ripone quello che ha trovato sotto al cuscino del divano. E visibilmente triste e scioccato. Guarda il pubblico.
MAGGIORDOMO Maronna do Carmine!
Buio.
QUARTO QUADRO
La scena inizia con il maggiordomo intento a riordinare qua e l. Entra in scena Maria, con indosso unaltra camicetta dal disegno molto particolare.
MAGGIORDOMO Buongiorno signora.
MARIA Buongiorno.
Maria si accorge di alcune cose fuori posto sul tavolino vicino al divano e comincia a riordinarle. Il maggiordomo se ne accorge e corre a riordinarle lui stesso per non farlo fare a Maria.
MARIA Eeeh! Quanta premura! Prima non aprivi neanche la porta!
MAGGIORDOMO La signora ha ragione ma gli ordini del signore sono stati precisi: lei non deve pi fare nulla.
MARIA Ha detto proprio cos?
MAGGIORDOMO Pi che altro ha detto: nun laggia pi ver co nu strofinaccnmano. Ed mio dovere rispettarne le ultime volont.
MARIA In che senso le ultime?
MAGGIORDOMO (cercando di riprendersi dalla gaffe) Nel senso che nella lista che mi ha dato queste le ha scritte per ultime.
MARIA Allora vado in cucina a preparare il pranzo.
MAGGIORDOMO Gi fatto, signora. Mi sono permesso di fare un sugo con le spuntature con cui la signora Bella ci ha omaggiato laltro giorno.
MARIA Ah. Molto bene. Senti, visto che ci siamo. Non hai visto Giona un po depresso in questo periodo? Lo vedo molto gi, assente
MAGGIORDOMO (dissimulando ci che sa) Non molto che sono a servizio presso di voi, signora. Non potrei dirle se lumore del signore peggio del solito o meno.
MARIA Gi, giusto. Allora vado, vado a trovarmi qualcosa da fare. Sempre che tu me lo permetta
MAGGIORDOMO Signora, se posso
MARIA S?
MAGGIORDOMO Che lavoro fa?
MARIA Oh, beh faccio la segretaria part-time in uno studio medico.
MAGGIORDOMO Ed un lavoro che le piace?
MARIA E un lavoro.
MAGGIORDOMO (quasi tra s) Nun ccosa pe voi, aggio capito. (a Maria) E come mai lavora l?
MARIA Quando i nostri genitori morirono io e Giona dovemmo sbrigarci a trovare qualcosa. Ormai sono ventanni che lavoro l. Mi ci sono abituata.
MAGGIORDOMO Capisco. Allora, sempre se posso permettermi, ha un sogno nel cassetto?
MARIA Come?
MAGGIORDOMO Una passione, signora, un hobby. Una luce a cui volgersi nei momenti di tristezza. (puntualizzando) Perch i momenti di tristezza possono capitare da un momento allaltro.
MARIA Beh, sono credente se quello che vuoi sap
MAGGIORDOMO (sovrapponendosi) Mi perdoni. Mi riferivo al sogno! A quello che si sempre voluto fare o essere! A quel pensiero felice che ci dovrebbe accompagnare ogni giorno, quel qualcosa a cui ci aggrappiamo. Quel senso di compiutezza e di realizzazione che ciascuno di noi dovrebbe sentire prima di addormentarsi per avere un motivo in pi per svegliarsi pi il giorno dopo
MARIA (sognante) Il sogno beh, ce lhai davanti.
MAGGIORDOMO Effettivamente la trovo molto attraente, signora.
MARIA (ridendo, con timidezza) Ah ah ah no, non dicevo parlavo della mia camicetta!
MAGGIORDOMO Prego?
MARIA La camicetta. Le disegno da me. Ho una sarta molto brava che mi segue in questa mia follia, ed ecco qua! (girando su se stessa per farla vedere bene) La moda mi sempre piaciuta, ma ormai
MAGGIORDOMO Ormai?
MARIA Alla mia et nessuno mi prenderebbe a lavorare nel campo. Ci sono migliaia di giovinette pronte a fare di pi e meglio.
MAGGIORDOMO Sul di pi, forse s, ma sul meglio mi permetto di dissentire, signora. Un sogno non ha et! Vero. Probabilmente troverebbe difficolt a trovare un impiego in quel campo ma ci sono altri modi per inseguire i propri sogni
MARIA Cio?
MAGGIORDOMO Capisco che la vita spesso ci mette di fronte a scelte non previste (tra s) e io ne so qualcosa, (a Maria) ma non per questo dobbiamo rinunciare del tutto a fare quello che ci piace!
MARIA S, forse hai ragione, ma come?
MAGGIORDOMO Guardandosi intorno, cercando di cogliere piccole opportunit!
MARIA Ma in che modo, non capisco!?
MAGGIORDOMO Ad esempio (riflettendo) c un mio amico che ha una squadra di calcio e proprio laltro giorno mi diceva che cercava unidea per le divise. Potrebbe interessarle?
MARIA (entusiasmandosi) Disegnare le divise di una squadra di calcio?! Ma non so se sono in grado! E se poi non ne sono capace???
MAGGIORDOMO Putesse, ricesse e facesse ereno tre fessi!
MARIA Come?
MAGGIORDOMO Tra gli autoctoni del mio paese vuol dire: Con i SE e i MA non si arriva a nulla!.
MARIA Una squadra di calcio? Mamma mia che emozione!!! Potrei no, ma che sto dicendo una camicetta una cosa, ma unintera divisa no, non fa per me. E poi non ci tengo pi di tanto
MAGGIORDOMO Signora, 'o cunfessore se po' dicere quacche busca, o miedeco no! Avanti! Non si faccia pregare! Lo so che le piace!
MARIA S, S CHE MI PIACE! Certo dovrei pensare a tutto: lo stemma, i calzettoni, i calzoncini, gli accappatoi. Servirebbe qualcosa che richiamasse i colori della citt a proposito, di che citt questa squadra?
MAGGIORDOMO (cercando di ricordare) Non mi sovviene al momento. Ma iniziava con la enne
MARIA NOVARA?
MAGGIORDOMO No, no
MARIA (con sommo entusiasmo) Il NAPOLI??? Disegnare le divise del Napoli, FANTASTICO!
MAGGIORDOMO No, no! Era una squadra pi piccola il NOCERA!
MARIA (un po meno entusiasta) Il Nocera? Superiore?
MAGGIORDOMO No, inferiore. Nocera inferiore.
MARIA Pure. Va beh, meglio di niente. Bisogner ben cominciare con qualcosa! Allora, chiama il tuo amico e digli che penso a tutto io! E grazie, GRAZIE! (gli d un bacio sulla guancia per poi andar fuori scena allegramente)
MAGGIORDOMO (carezzandosi la guancia) Povera signora. Questi saranno i suoi ultimi momenti di allegria. 'O peggio passo chillo d' 'a porta. Mi viene da piangere a pensare quanto star male eppure cos bella quando sorride
Entra Giona, triste, afflitto, sconsolato, depresso. E dimesso, con indosso una vestaglia e le pantofole.
GIONA Buongiorno Bernardo. Che aveva mia sorella? Non la vedevo cos allegra da quando le dissi che per motivi di lavoro mi sarei dovuto assentare per un mese.
MAGGIORDOMO Credo sia a causa del calcio, signore.
GIONA (distrattamente, come se non lo avesse sentito, si va a sedere sul divano) Il calcio, gi. (toccando il cuscino dove sotto ci sono le analisi) Anche quei valori ormai sono sballati. Ma bello vederla cos allegra. (quasi piangendo) Se solo sapesse perch sto male ma non deve saperlo. Noi non le diremo nulla, vero Bernardo?
MAGGIORDOMO Come il signore desidera.
GIONA Gi, ma tu non sai neanche di che sto parlando.
MAGGIORDOMO Se posso, signore, la signora Bella mi ha detto di mandarle un bacio.
GIONA Lo sapevo. Quella innamorata cotta, come me.
MAGGIORDOMO Ma se lei la tratta sempre male!
GIONA Chi disprezza compra. Non faccio altro che giocare come fa lei.
MAGGIORDOMO Vuie nun site nurmal(e)!
GIONA Sono anni che andiamo avanti cos. E il nostro gioco ma questo non certo il momento di giocare (tristissimo)
MAGGIORDOMO (tra s) Chest na case pazz! (a Giona) Certo, signore. (mentendo) Ma posso chiederle perch ultimamente cos depresso e malinconico?
GIONA (mentendo) Nulla, nulla, sono solo un po affaticato.
MAGGIORDOMO Posso farle una domanda, signore?
GIONA Dimmi pure.
MAGGIORDOMO Ha un sogno nel cassetto?
GIONA Come?
MAGGIORDOMO Un sogno nel cassetto. Una cosa lasciata a met. Un obiettivo mai raggiunto.
GIONA (ridacchiando, perdendosi nei suoi sogni) Da piccolino volevo fare lastronauta
MAGGIORDOMO Eh, s. Se 'a nonna mia teneva 'o coso 'a chiammavano 'o nonno! No, signore, io intendevo una passione, un hobby. Una luce a cui volgersi nei momenti di tristezza. (puntualizzando) Perch, e lei LO SA BENE, i momenti di tristezza possono capitare da un momento allaltro!
GIONA Ah, beh, certo. La lirica! Ho sempre desiderato di poter cantare unopera, in un teatro vero. Davanti ad un pubblico, ma ormai
MAGGIORDOMO Ma n chesta casa sonate tuttu quante sempo stess disc?Non bisogna mai darsi per vinti, signore. Io credo che soprattutto in questo momento della sua vita, che per me, per carit, un momento come un altro, forse avrebbe bisogno di tirarsi un po su. Di sparare qualche cartuccia che non ha ancora sparato prima che... insomma di non lasciare nulla di intentato. Di non lasciare le cose a met! E se lei ha questa passione, perch non provare?
GIONA Dici?
MAGGIORDOMO Forse le farebbe bene tenere la mente occupata in qualcosaltro, data la situazione che io non so!
GIONA Beh, per esempio proprio ieri sul giornale ho letto che stanno facendo dei provini per una rappresentazione. Non una grossa produzione, infatti la faranno in piazza.
MAGGIORDOMO E perch non ci prova, signore?
GIONA Ma stiamo scherzando? Dovrei rivedere il solfeggio cantato, dovrei fare delle lezioni private, studiare le arie principali, rivedere la storia dellautore per comprenderne i colori
MAGGIORDOMO Eh! Mo p accidere 'a zoccola mannamme 'a nave 'nfunno! Signore, secondo me lei gi bravissimo cos com. Non una grossa produzione, lo ha detto lei. Non pretenderanno molto
GIONA Beh, s, forse hai ragione ma c un grosso problema la Carmen! E c scritto che la faranno in francese, cos com stata scritta. E io non so una parola di francese! Potrei prepararmi un pezzo ma non conosco la lingua, la pronuncia, come faccio!?
MAGGIORDOMO S te fetene 'e piere, nun te lav e mane! In realt un finto problema, signore. Il francese lei lo sa!
GIONA Lo so?
MAGGIORDOMO Lo sa!
GIONA Lo so?
MAGGIORDOMO Lo sa, lo sa!
GIONA (quasi convinto) Lo so?
MAGGIORDOMO Lo sa!
GIONA LO SO!
MAGGIORDOMO LO SA!
GIONA Non lo so
MAGGIORDOMO Guardi, facciamo una prova. Come si chiamano quei pezzi di plastica che si usano per puntare quando si gioca a carte?
GIONA Fiche
MAGGIORDOMO Come si chiama quel panciotto senza maniche che si porta sotto la giacca?
GIONA Gilet
MAGGIORDOMO Il mobile col cassettone a ribalta che spesso funge da scrivania?
GIONA Trumeau
MAGGIORDOMO Il posto pieno di tavoli da gioco?
GIONA Casino
MAGGIORDOMO Il completo femminile con giacca e gonna?
GIONA Tailleur
MAGGIORDOMO Il pavimento di legno?
GIONA Parquet
MAGGIORDOMO Il pi alto della pallacanestro?
GIONA Pivot
MAGGIORDOMO La lista del ristorante?
GIONA Menu
MAGGIORDOMO Lul?
GIONA (infervorato) Cest moi!
MAGGIORDOMO O VIRE CA O SSAIE O FRANCESE!!!
GIONA Grazie, Bernardo, grazie! Sei un genio! Allora vado al provino e far del mio meglio! Hai ragione, certe cose meglio farle subito prima che arrivino i momenti tristi vado, esco subito, SUBITO!
MAGGIORDOMO Il pigiama, signore.
GIONA Certo, certo, il pigiama! (in modo lirico) IL PI-GIA-MAAAA!
MAGGIORDOMO (urlandogli in faccia) STATE ANCORA CO PIGIAM NDOSS! Forse meglio cambiarsi dabito, signore.
GIONA (uscendo dalla stanza) Ah, s, giusto, giusto, meglio cambiarsi CAMBIAAAARSIIII! Ta ran dan da, ta ran dan da.. (canticchia il motivo portante della Carmen di Bizet)
MAGGIORDOMO Io per non ho capito se 'e fatte d' 'a pignatta 'e ssape 'a cucchiara? oppure no? Ma chi le ha messe quelle analisi sotto al divano? Lui o lei? Chi che sa e chi che non sa? Io faccio finte niente ma quant triste questa situazione Ma era la porta?
MARIA (da fuori scena) Entra, entra pure, tesoro! Sapessi come sono emozionata! Ma non posso restare, sto andando dalla sarta! Che emozione, che emozione! Ma ti racconto tutto dopo! Ho poco tempo, ma tu resta pure che Giona in casa, ciao Bella!
MAGGIORDOMO Maronna do Carmine, tornata la piattola! La piattola carnivora!
BELLA (da fuori) Ciao cara! Gionaaaa! Indovina chi venuto a trovarti?
MAGGIORDOMO No, nun cha pozz fa! Io mi dileguo! (esce di corsa dalla stanza)
BELLA (entrando in scena col solito pacchetto in mano) Dov il caro maggiordomo? Ho chiesto alla mia cameriera filippina di insegnarmi qualche parola nella sua lingua. Il filippinio non sar poi tanto diverso dallalbanese in fondo, no? LAlbania e la Filippnia non sono sempre in Asia? Gionaaaaa! Oggi sabatooooooo. Indovina cosa ti ho portatoooooo???
GIONA (entrando in scena, infilandosi di corsa una giacca e con la cravatta in mano ancora da mettere al collo) Sentivo lodore di quella trippa da camera mia.
BELLA (poggiando il pacchetto sul divano ed andando a sistemare la cravatta a Giona. Prendendolo in giro) Sentivo lodore dalla camera, tutto qui? Non sei riuscito a pensare a nessunaltra battuta? Mi ti stai rammollendo, caro.
GIONA Hai ragione, ma in questo periodo ho altro per la testa
BELLA (continuando a fare il nodo alla cravatta di Giona) Non pensi sia il caso di seppellire laccetta di guerra prima o poi?
GIONA Lascia
BELLA (capisce lascia, voce del verbo lasciare) No che non lascio, ti voglio aiutare!
GIONA Lascia di guerra, non laccetta, lascia!
BELLA Io lascio, ma tu (tirando Giona molto vicino al suo viso) accetta!
GIONA Mi stai diventando sentimentale. Non che ti stai rammollendo anche tu?
BELLA Un amico mi ha detto che con il miele pi facile prendere una mosca
GIONA Vorrei, Bella, vorrei. Ma non ora. Non posso stare con te adesso. Ci aspettano tempi molto duri.
BELLA Lo so bene. Ho gi un matrimonio alle spalle
GIONA No, non capisci. (scansandola) Devo andare, ho la Carmen che mi attende.
BELLA (stizzita) Ora s che capisco! Vai, vai da lei! Almeno so il suo nome: Carmen! Cos, spagnola?
GIONA Ma no, francese
BELLA (piangendo) e non hai neanche il coraggio di negare!
GIONA Senti, non ho tempo adesso! Ne riparliamo... (fa per andarsene ma torna indietro) Anzi, parliamone subito!(prende Bella e la bacia)
BELLA (dopo il bacio) Perch lo hai fatto?
GIONA Un amico mi ha detto che certe cose meglio affrontarle subito
BELLA E Carmen?
GIONA (ridacchiando) E la Carmen di Bizet!
BELLA gi sposata, allora! Quindi non una cosa seria, vero?
GIONA Ciao Bella. Fatti trovare qui quando torno. Avr comunque bisogno di essere consolato (uscendo)
BELLA Ti aspetto! (accasciandosi sul divano, sventagliandosi con la mano) Accidenti, che uomo, che bacio! Se deve essere consolato forse la sta andando a lasciare ed io che non mi ero mai accorta di nulla. Ho bisogno di un Martini Maggiordomoooo! MAR-TI-NI!
Buio.
QUINTO QUADRO
Bella seduta sul divano, con un bicchiere di Martini in mano. Il Maggiordomo in piedi, accanto al divano.
BELLA Certo che li sapete fare bene i Martini dalle vostre parti. Ne posso avere un altro?
MAGGIORDOMO Se posso suggerire, forse sarebbe meglio mettere qualcosa a galleggiare nellalcool non gradirebbe uno stuzzichino?
BELLA S, va bene. (il Maggiordomo esce) Ma voglio un altro MAR-TI-NI! Ma quanto ci mette Giona? (guardando lorologio) E una vita che aspetto. La mia vita sta per cambiare e io sono qui che annego la mia felicit in un (urlando verso il Maggiordomo) MAR-TI-NI! E in questa casa non c mai niente da leggere (guardandosi intorno si accorge delle analisi che escono da sotto al divano) E questo cos? (tira fuori le analisi e cerca di leggerle) Una lastra? E di chi ? (legge un foglio allegato alla lastra) Ah! (poi prende il resto delle analisi e legge un foglio, il referto) E quindi oh! (si mette una mano sulla faccia e comincia a piangere) No, no! Non pu essere! Non pu essere! (piange) Ma chi ha messo qui queste che disgrazia pochi mesi solo pochi mesi
Entra il Maggiordomo con un vassoio di stuzzichini in mano.
MAGGIORDOMO Le ho portato qualcosa da (accorgendosi di Bella che piange leggendo il referto delle analisi) oh no! (appoggiando di corsa il vassoio per terra) Per carit, signora, rimetta subito tutto a posto. I signori possono tornare da un momento allaltro! (facendo alzare Bella e rimettendo le analisi sotto al cuscino del divano)
BELLA Allora anche tu sapevi?
MAGGIORDOMO S. Lho scoperto per caso mettendo in ordine. Ma sono certo che uno dei due non lo sa. Uno di loro serba il segreto e noi dobbiamo rispettare questa decisione.
BELLA Lo fa per non far soffrire laltro
MAGGIORDOMO S, signora.
BELLA E una tragedia. In fin dei conti ancora cos giovane. E poi, questa disgrazia proprio adesso che avevo pensato di che finalmente io e Giona avremmo potuto oh! Ecco perch mi diceva che non era possibile, non ora ho altro per la testa, mi diceva (piange) Ma chiss perch ne parlo con te. Chiss se capisci quello che dico
MAGGIORDOMO (sardonico) Se lei parla pi lentamente per me pi facile, signora ma non pianga. Deve essere forte. Lo deve essere anche per loro.
BELLA Certo, certo, hai ragione. Ma cosa posso fare?
MAGGIORDOMO Signo, chi fraveca e sfraveca nun perde maje tiempo. Sono certo che trover il modo.
MARIA (da fuori scena) Sono tornata!
BELLA E Maria, Maria! (agitata, si sistema sul divano)
MAGGIORDOMO Suggerirei alla signora di non far trapelare alcuna emozione.
BELLA Non ho alcuna intenzione di pelare alcunch, figuriamoci. In un momento come questo! Invece di dire stupidaggini dammi un altro MAR-TI-NI, che ne ho bisogno. Facciamo come se nulla fosse. Non sappiamo se lei sa!
MAGGIORDOMO E' voglia e l'abbuff 'e rum... nu fess nun addeventa maje babb! (si mette a preparare il Martini)
MARIA (entrando in scena) Bernardo dove sei? Ah, eccoti! Non so come ringraziarti! Non sai quanto mi hai resa felice! Sono tutta elettrizzata!
MAGGIORDOMO Ne sono felice, signora.
MARIA Sono appena stata dalla sarta e dobbiamo pensare ad un sacco di cose (accorgendosi di Bella) Bella! Sei ancora qui? Lo sai che disegner le divise della squadra del Nocera?
BELLA Il Nocera? Superiore?
MARIA No, Inferiore
BELLA Pure
MARIA Ma io ne sono felicissima, ho un mucchio di cose da raccontarti!
BELLA (cercando di far finta di nulla) Ah, s! Allora ne sono felice anchio! E cos importante essere felici (iniziando a commuoversi) La felicit molto, molto importante (scoppia in singhiozzi, si alza dal divano e va ad abbracciare lamica) Oh, povera Maria, povera Maria
MARIA Ma che c, che hai?
MAGGIORDOMO Nulla signora, che femmene, ciucci e crape tenene tutti 'a stessa capa. Tenga, prenda il suo MAR-TI-NI!
BELLA (prendendo il Martini) Grazie, sei la mia salvezza! (lo tracanna) Ma non posso restare, devo fare, fare qualcosa e so cosa fare!!! (rivolta a Maria) Ma tu sii forte sii forte (esce correndo via e piangendo)
MARIA Ma cosa successo?
MAGGIORDOMO Davvero non ne ho idea signora.
MARIA Me lo fai un piacere? Puoi andarle dietro e capire dov il problema? Sono sicura che una sciocchezza. Lultima volta che ha fatto cos era perch si era persa il numero di quella che le rifaceva le unghie. Io devo assolutamente fare una telefonata.
MAGGIORDOMO Subito signora.
MARIA Ma non chiamarmi signora. (con un po di timidezza) Puoi anche chiamarmi Maria
MAGGIORDOMO Come vuole lei, signora Maria. (esce)
MARIA Quant caro allora, dov il telefono eccolo! (afferra il telefono portatile sul mobiletto e si siede sul divano) Carla? Sono io, Maria. Ascolta. Ho pensato al verde, un verde molto molto chiaro per le partite in casa e un verde molto molto scuro per le partite in trasferta. Che ne pensi? (mentre parla nota un qualcosa che esce da sotto al cuscino del divano e sempre mentre parla tira fuori lastra, analisi e referto) Certo, serve per mantenere lo stesso colore ma con due diverse tonalit cos possono affrontare sia squadre con la divisa chiara che con la divisa scura (man mano che legge si fa pi seria, si rabbuia, si rattrista, si deprime) s, certo dei bordi chiari e scuri alternati s no che mi venuto un forte mal di testa s, magari ne riparliamo domani ciao. (chiude la telefonata. Con lentezza posa il telefono sul tavolino vicino al divano. Sempre con lentezza ripone il tutto sotto al cuscino del divano). Non me lhai voluto dire. (comincia a commuoversi) Il mio caro fratellone (cerca di reprimere le lacrime) ora capisco la pazzia del maggiordomo caro fratellone (scoppia a piangere). Ma far come vuoi tu (cerca di reprimere i singhiozzi e di riprendere il controllo) se tu non vuoi che io sappia facciamo come vuoi tu. Io non so nulla ma sar molto difficile per me non pensarci ogni santo momento (sta per mettersi a piangere unaltra volta ma si trattiene e si alza in piedi)
Entra il Maggiordomo.
MAGGIORDOMO Signora Maria lei sta tu stai piangendo.
MARIA (corre ad abbracciarlo) Bernardo Bernardo
MAGGIORDOMO Non chiamarmi Bernardo, chiamami Cir no, meglio Bernardo ma perch queste lacrime?
MARIA (staccandosi da lui) Quali lacrime? Ma no, era gioia. La gioia di avere un progetto cos importante da realizzare! Lhai chiamato il tuo amico? Dobbiamo fare presto, perch perch non si sa mai cosa pu succedere e magari tra un po sar cos indaffarata con altre cose che
MAGGIORDOMO Capisco, capisco benissimo. S, lho chiamato e gi aspetta i primi bozzetti via e-mail.
MARIA Benissimo! Ancora non so come ringraziarti per avermi dato questopportunit, sar il mio pensiero felice nei momenti tristi (fa per accarezzarlo)
GIONA (appena entrato in casa, da fuori, canticchiando il motivo della Carmen a tutta voce) Tan-dan-da-da, ta-dan-dan-da!!!
I due, imbarazzati, si staccano. Entra Giona che va da Maria e la fa ballare.
GIONA (sempre canticchiando il motivetto della Carmen) Param-pam-pa, param-pam-pa! Parampampa-paraparam-pam-pa!
MARIA Ma che succede?!
GIONA (fermandosi) Succede che il tuo caro fratellino debutter con la Carmen di Bizet, come cantante!
MAGGIORDOMO Le mie pi vive congratulazioni, signore!
MARIA Cantante lirico, tu?
GIONA E sempre stato il mio sogno! Certo, non far proprio il protagonista far una parte minore, molto minore in pratica far parte del coro per che importa! Star sul palcoscenico anchio e canter! Canter senza nessuno che mi spegne lo stereo quando meno me lo aspetto!
MARIA Stupendo! Sono molto, molto contenta per te cos potrai avere un pensiero felice e quando ci sar la prima?
GIONA Tra soli due mesi, infatti devo cominciare a provare subito! Non vedo lora che mi vediate su quel palco! Due mesi
MARIA-GIONA (insieme, con tristezza, guardando ognuno dalla parte opposta allaltro) speriamo di fare in tempo
GIONA (riprendendosi) E tutto questo grazie al mio caro Bernardo! Se non era per lui non avrei mai avuto il coraggio di presentarmi!
MARIA Io posso dire lo stesso!!! Lo sai che mi ha procurato un lavoro come stilista? Disegner le divise della squadra di calcio del Nocera!
GIONA Il Nocera? Superiore?
MARIA No, Inferiore
GIONA Pure va beh, uguale! Grazie, Bernardo.
MARIA Grazie Bernardo.
MAGGIORDOMO Sono molto lieto di esservi stato utile. Ma avete solo seguito un mio umilissimo consiglio. Infatti, come siamo soliti dire nel basso campano: Iammo 'a ffa 'mbressa!. Oppure, per spiegarmi meglio: 'E cane longhe addeventano sierpe". Vale a dire, meglio portare subito a termine le cose, onde evitare rimpianti lunico tempo che viviamo il presente
GIONA Allora perch non fare un brindisi? Un brindisi al presente?
MARIA S, un brindisi al presente!
GIONA Ce li prepari due Martini, Bernardo? Anzi fanne tre: giusto che tu brindi con noi!
MAGGIORDOMO Con piacere, signore!
BELLA (da fuori scena) HO SENTITO LA PAROLA MARTINI???
GIONA Bernardo, fanne quattro. (a Maria) Ma che gli hai dato le chiavi di casa???
BELLA (entra con un vassoio, incartato, molto voluminoso) Cera la porta aperta, dovete stare attenti, potrebbero entrare i ladri!
GIONA O peggio
MARIA Giona!
MAGGIORDOMO (con ironia) E stato lei lultimo a entrare, signore
GIONA Con te facciamo i conti dopo!
MARIA (a Bella) Tesoro, ma quanta roba hai portato???
BELLA Stante gli ultimi ehm sviluppi, ho pensato che lunica cosa che potevo fare era di aiutare cos: qui dentro c un chilo di fegato, che contiene tanta vitamina A, due chili di fegatini di vitella, sempre per la vitamina A, del pat di fegato doca, per la vitamina A, due chili di fegato alla veneta gi cotto, per la vitamina A e una quindicina di salsicce di fegato
MARIA-GIONA-MAGGIORDOMO-BELLA per la vitamina A.
GIONA Che con te ci voglia del fegato, gi lo sapevo cara
MARIA GIONA!
BELLA Lascialo stare. Ormai lo so che il suo modo per farmi dei complimenti
GIONA Ma come mai tutto questo interesse per la nostra salute?
BELLA Beh, per la vostra ma soprattutto per la
MAGGIORDOMO (tossisce per interrompere Bella) I drink sono pronti!
BELLA (prendendo un Martini) Bravo, vero? Gli ho praticamente insegnato la nostra lingua (indica al Maggiordomo il suo bicchiere)
MAGGIORDOMO MAR-TI-NI!
BELLA Visto?
MARIA (prendendo il suo Martini) Ma poi perch solo la vitamina A? Con tutte quelle che ci sono
BELLA Oh, beh, mi sono detta, se lhanno messa per prima dandogli la A sar certamente la pi importante di tutte, quella che far meglio. Per cui a che servono anche le altre?
GIONA (prendendo il suo Martini) Bella, seppur nella tua scandalosa semi infermit mentale, i tuoi ragionamenti non fanno una grinza!
MARIA Dunque, brindiamo?
BELLA E a cosa brindiamo?
GIONA Brindiamo al presente al presente che dura un attimo. (intristito) E che, come dice Bernardo, lunico attimo che viviamo.
BELLA Allora vorrei approfittare per fare un annuncio! Un annuncio che sono sicura vi lascer tutti di stucco: io e Giona ci sposiamo!
Tutti si stupiscono.
GIONA Bernardo, cosa le hai messo nel Martini?
BELLA Beh, dobbiamo ancora definire data, luogo, viaggio di nozze
GIONA E SPOSO!
MARIA Mi sono persa qualcosa?
Giona afferra Bella e la prende da parte.
GIONA Non nego che la cosa potrebbe vagamente, di striscio e molto alla lontana interessarmi ma ti ho spiegato che non il momento adatto!
BELLA (sottovoce) E invece proprio questo il momento giusto! So tutto, Giona. Le analisi sotto al divano, le ho viste.
GIONE (reagisce, imbarazzato, preoccupato. Sottovoce) Le hai viste!? Ma come? Non devi dire nulla, non voglio che Maria sappia
BELLA (sottovoce) Non dir nulla. Ma voglio esserti ancora pi vicino nel momento del bisogno.
GIONA (sottovoce) Dici cos perch non sai a cosa si va incontro. Sar un periodo terribile e
BELLA (sottovoce) Neanche tu lo sai. Ma tu ci sarai dentro volente o no, purtroppo, mentre io scelgo di farlo. Ripeto, voglio esserti vicino e voglio esserlo come compagna non come amica!
GIONA (commosso) Oh, Bella (si abbracciano)
MARIA Io io non capisco, ma meraviglioso, soprattutto adesso meraviglioso (si commuove e Bella corre ad abbracciarla)
MAGGIORDOMO Se i signori permettono vorrei approfittare anche io per dire una cosa.
GIONA Pare che sia la giornata degli annunci, vai Bernardo, vai!
Il Maggiordomo si inginocchia ai piedi di Maria.
MARIA Ma cosa fai?!!
GIONA Mi sono perso qualcosa?
MAGGIORDOMO Signora Mar Maria! (le prende le mani) Nel corso del tempo che ho avuto il privilegio di passare qui da voi ho potuto apprezzare la delicatezza del tuo carattere
GIONA (tossisce)
MARIA-BELLA GIONA!
MAGGIORDOMO ho potuto godere della radiosit del tuo viso, emozionarmi della vivacit del tuo estro
GIONA (tossisce)
Bella d una gomitata a Giona.
MAGGIORDOMO ed ho potuto toccare con mano tutte le altre splendide qualit del tuo meraviglioso essere donna e mi sono innamorato di te (Maria e Bella si commuovono, magari facendo entrambe lo stesso gesto). Io non ho molto da offrirti se non il mio lavoro ed il mio magro stipendio di tremila euro al mese
GIONA MAGRO???
BELLA (ancora commossa) Te ne offro quattromila!
GIONA BELLA!
MAGGIORDOMO che potrebbe per arrivare a quattromila se dovesse servire
GIONA BERNARDO!
MARIA (ancora commossa) Io io non so che dire
MAGGIORDOMO Aggia dcere s!
MARIA Io io vorrei, ma (ritraendo le mani) ma non sarebbe giusto, non adesso. Devo, devo dedicarmi ad altro adesso, non posso spiegarti
MAGGIORDOMO (sottovoce per farsi sentire solo da Maria) Non mi devi spiegare nulla. So tutto.
MARIA (sottovoce) Sai tutto? Ma come?
MAGGIORDOMO (sottovoce) Le analisi sotto al divano, le ho viste.
MARIA Ma allora
MAGGIORDOMO (alzandosi in piedi) Allora voglio esserti vicino ed essere l nel momento in cui avrai bisogno di qualcuno da stringere ed abbracciare.
MARIA (abbracciandolo) CIRO! CIRO! CIRO!
GIONA Non lhanno gi detta in televisione questa cosa?
BELLA E stupendo, meraviglioso!!! (piange e va ad abbracciare lamica togliendola dallabbraccio del Maggiordomo)
GIONA (andando dal Maggiordomo) A quanto ho capito diventeremo parenti (gli tende la mano che il Maggiordomo gli stringe) sei sicuro di quello che vuoi fare? Forse c una cosa che dovresti sapere
MAGGIORDOMO So gi tutto.
GIONA Sai tutto? Ma come
MAGGIORDOMO Il divano
GIONA Ah! E allora io io te ne sono immensamente grato. Lei ne avr tanto bisogno.
MAGGIORDOMO E io ne sono felice.
GIONA Beh, visto che siamo quasi parenti, per quello che riguarda lo stipendio direi che
MAGGIORDOMO Che serve un aumento viste le ultime offerte
GIONA Come un aumento!??
BELLA E se facessimo il viaggio di nozze insieme, nello stesso posto?
GIONA Come un aumento!??
MARIA Sarebbe bellissimo!
BELLA Potremmo andare in unisola o in un altro posto esotico!
GIONA Ma lui vuole laumento!
MAGGIORDOMO Dai, che i soldi sono lultima cosa! Non ci perdiamo nei particolari!
MARIA Allora, Giona, che ne dici?
GIONA Che dico che va bene, ecco che dico!
Tutti gioiscono.
GIONA (tornando triste) Solo che dobbiamo far presto.
Tutti si azzittiscono. Maria corre ad abbracciare il fratello Giona e piange.
GIONA (commuovendosi) Non piangere tesoro. Tu sei la prima a dover essere forte e poi e poi tra due mesi io ho il debutto in teatro e dobbiamo gi essere tornati! Mi hanno anche detto che la prossima opera sar in tedesco
MARIA Ma tu non lo sai il tedesco!
GIONA Certo che lo so: panzer, krapfen, leitmotif, Oktober Fest, Volkswagen e sacher torte!!!
BELLA Aspettate! (cerca qualcosa in tasca e trova un foglietto di carta. Lo legge guardando il Maggiordomo) Falnderim!
Tutti si guardano e non capiscono.
BELLA (di nuovo rivolta al Maggiordomo) Falnderim! Falnderim!
GIONA Ma che vuol dire?
BELLA Vuol dire ciao in albanese!
GIONA Ah ah ah ah ah (ride)
MAGGIORDOMO Ah ah ah ah ah (ride)
MARIA Ah ah ah ah ah (ride)
BELLA (non capisce perch tutti ridono ma inizia a ridere anche lei) Ah ah ah ah ah (ride)
Le risate sono miste al pianto. Ad un pianto di dolore.
Mentre tutti ridono e piangono le luci si abbassano leggermente mentre resta a luce piena un riflettore posto esclusivamente per illuminare la zona del divano dove sotto ci sono le analisi.
La scena si blocca. Tutti si fermano nelle loro posizioni. Le luci continuano ad abbassarsi fino a creare unatmosfera strana, irreale (magari con un gioco di controluce). Contemporaneamente inizia una musica soft, triste, malinconica. Si accende una luce pi forte su Giona che inizia a muoversi e parla al pubblico mentre gli altri personaggi restano congelati nellatmosfera di luci e musica. La musica si abbassa, facendo da tappeto musicale alle parole di Giona.
GIONA (con molta intensit) La commedia finisce qui. Io mi sposai con Bella. Bernardo si spos con Maria e Maria pochi mesi dopo il matrimonio mor. Gi, perch era lei ad essere malata e non io. Avevo chiamato un maggiordomo per fare in modo che non passasse gli ultimi momenti della sua vita con lo strofinaccio in mano per, sapete che vi dico? Vi dico che questa la realt, la realt con la quale combattiamo quotidianamente (accarezzando, sfiorando il viso di Maria) E la realt vuole che mia sorella muoia Ma questa una commedia! (prima con rabbia poi con felicit) E possiamo fare come vogliamo! E stasera tutti noi ci meritiamo un lieto fine.
Giona torna al suo posto, insieme agli altri, e le luci tornano normali. Di nuovo si sente il riso/pianto dei protagonisti. Lo squillo del telefono interrompe la scena. Il Maggiordomo va a rispondere.
MAGGIORDOMO Pronto?... Certo. Chi devo riferire?... Attenda, prego. (rivolto a Giona) E il laboratorio delle analisi.
Tutti si intristiscono.
GIONA (si avvicina al telefono e prende la cornetta) Pronto?... S, sono il signor Balena, mi dica in che senso?... S, quelle che ho preso qualche giorno fa (indicando il divano) Che vuol dire?... (mettendosi seduto) Non ho compreso bene, mi pu ripetere per cortesia?... Ne sicuro? Voglio dire, non si scherza con queste cose quindi stavolta non ci saranno ulteriori telefonate (si alza in piedi) Ma certo! Certo che mi far sentire e speri di non perdere il posto!!! DICA AL DIRETTORE CHE TRA POCO SAR L E GLI CONSIGLI DI FARSI TROVARE, BUONA GIORNATA! (chiude il telefono)
MARIA Ma cosa successo?
GIONA E successo che quegli incompetenti del laboratorio di analisi hanno confuso i campioni.
BELLA Che vuol dire?
GIONA (ride e piange) VUOL DIRE CHE MARIA NON MALATA! SI SONO SBAGLIATI, SI SONO SBAGLIATI!!!
MARIA (ride e piange) Oh, mio Dio
Tutti si riabbracciano nello stesso modo di prima. Ridono e piangono insieme. Ma stavolta sono lacrime di gioia. Anche stavolta c un leggero abbassamento di luci. Giona si stacca solo leggermente dal gruppo per rivolgersi al pubblico.
GIONA (al pubblico) Meglio, no? (riabbraccia tutti)
La musica si alza. Buio.
- FINE -
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