X-mas Factor – fiaba di Natale

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X-mas Factor

X-mas Factor

di Danilo Lamperti

fiaba di Natale per ragazzi

Sinossi

Babbo Natale vuole cedere il passo a qualcuno più giovane di lui, ma deve avere tutti i numeri per diventare il vero Babbo Natale. E per stare al passo con i tempi, organizza un casting in piena regola. Chi diventerà il nuovo vero Babbo Natale? Ma soprattutto, le cose stanno davvero così?

Questo testo nasce nel luglio del 2008, sotto l’ombrellone di un’isola greca, Andros. Come possa un testo che parla del Natale nascere in un luogo in totale antitesi con la classica ambientazione natalizia, non mi è dato di sapere.

Vero è che un’antica leggenda greca vuole che Babbo Natale sia la reincarnazione del dio greco Poseidone, trasformato in statua di ghiaccio dal suo alter-ego romano, Nettuno, e trasportato dalle correnti e da 100 sirene, al Polo Nord. Il fatto sarebbe avvenuto proprio al largo delle coste di Andros…

l’opera non è coperta da diritto d’autore e può essere liberamente rappresentata

in caso di rappresentazione

ti chiedo solo la cortesia di avvisare l’autore

che, su richiesta, potrà fornire anche le basi delle canzoni

viamontegrappa11@gmail.com

tel. 347.2329015
personaggi

Gianni Renna – Pony Express

Carlo Lumaca – collega di Gianni

Piero – Amico di Gianni

Laura – Amica di Gianni

Personal Looker

e un numero a piacere di suoi collaboratori

Pippo Rauco – presentatore X-mas Factor

Sara Tigiudico - giuria X-mas Factor

Bianca Imparziale - giuria X-mas Factor

Maria Nonso - giuria X-mas Factor

vallette del presentatore, cameramen e ciakista (facoltativi)

Erasmo Stazione – aspirante Babbo Natale

Luca Schermo – aspirante Babbo Natale

Babbo Natale (quello vero)


Scena I

Gianni, Piero e Carlo sono seduti intorno ad un tavolo. Gianni e Carlo indossano vistosi giubbini da Pony Express. Carlo ha in mano un giornale di enigmistica ed è tutto preso da un indovinello.

Gianni – …e così, caro Piero, non ce la faccio più! Sono stanco, stanco, stanco.

Piero  - Ma Gianni, perché dici così!

Gianni – Perché dico così? Guardami. E poi dimmi cosa hai davanti : un fallito! Cosa ho combinato nella vita? Niente! Oltre che a consegnare pacchi, pacchetti, pacchettini a destra e a manca non ho mai fatto nulla di buono.

Carlo – (tra se) Grossa la pancia, rosso il vestito, ogni tuo desiderio sarà esaudito. Chi sono?

Piero – Be’, sei un pony express… è il tuo lavoro…

Carlo – (tra se) Grossa la pancia… chi è? chi è?

Gianni – Sì, bel lavoro del cavolo!

Carlo – Uei, piano con le parole, eh! Ti ricordo che è anche il mio lavoro. (e torna a rimuginare tra se) Rossa la pancia, grosso il vestito… no… grossa la…

Gianni – Sì, scusa. Il fatto è che sei sempre in giro, sotto il sole, sotto la pioggia. Prendi il pacco. Carica il pacco. Consegna il pacco. E poi via per un’altra consegna. Mai un grazie. E se non consegni tutto entro il giorno sono guai.

Carlo – (tra se) Ogni tuo desiderio sarà esaudito… ma chi è?! Chi è?! Chi è?! (in crescendo)

Gianni - E così mi son trovato con in mano un pugno di mosche. Non ho una ragazza, non ho tempo per fare niente… per fortuna che ho voi come amici con cui potermi sfogare…

Carlo – (con aria trionfante, salta in piedi) Ci sono! Il Gabibbo! (I due lo guardano strano, senza capire) No, avete ragione. Il Gabibbo no!

Piero – D’accordo, hai ragione. Ma del resto ti è sempre piaciuto fare il pony express. Fin da piccolo. Dicevi che il tuo sogno più grande era fare il Pony Express, proprio come lo facevano i cow-boy, che percorrevano chilometri e chilometri a cavallo solo per portare qualche notizia e far felice qualcuno.

Carlo – (tra se) Allora è Shrek! No, Shrek è verde.

Piero – Mi fai venire in mente certe cose… Ma ti ricordi quella volta che tuo nonno era andato al ristorante con gli amici e aveva dimenticato a casa la dentiera?! E tu subito : vado io!

Carlo – (tra se) Le ciliegie! Le ciliegie sono rosse hanno la pancia…

Gianni – Sì, mi ricordo! Appena mi ha visto con la dentiera ha buttato la minestrina che aveva davanti e ha ordinato un stinco di maiale!

Carlo – (tra se) potrebbe essere il genio di Aladino. Non sapevo che era vestito di rosso, però…

Gianni – (facendosi prendere dai ricordi) e quella volta che siamo andati tutti in piscina? Sul più bello Laura si è accorta che aveva dimenticato il costume a casa. Che figura!

Piero – E tu subito: vado io! Hai inforcato la tua bicicletta e ti sei fatto 10 km in un baleno. E così le hai evitato di passare tutto il pomeriggio a guardare gli altri divertirsi.

Carlo – E quella volta che Luca è rimasto chiuso nel bagno della scuola senza carta igienica?

Piero e Gianni – (insieme, scattando in piedi) No Carlo, quella è meglio non raccontarla!


VADO IO? NO, TU NO!

da “Vengo anch'io? No, tu no!” di F. Fiorentini - D. Fo - E. Jannacci  (1967)

(Piero)

Era un giorno che faceva un caldo bestiale

Siamo andati tutti quanti con le bici al mare

Poi Laura si è accorta che non aveva il costume

E da sola si è isolata non sapeva che far.

(Gianni)                                             (Piero e Carlo)

Vado io.                                             No, tu no.

Vado io.                                             No, tu no.

Vado io.                                             No, tu no.

Ma perché? Io ci vo!

(Carlo)

Mi ricordo il giorno di nozze di Giorgio e Rosa

Con il padre che accompagna all’altare la sposa

Carlo era felice di fare da testimone

ma poi si accorge che le fedi non ha.

(Gianni)                                             (Piero e Carlo)

Vado io.                                             No, tu no.

Vado io.                                             No, tu no.

Vado io.                                             No, tu no.

Ma perché? Io ci vo!

(Piero)

La domenica del derby era arrivata.

Tutti ansiosi di vedere come sarebbe andata.

Fuori dallo stadio una coda infinita

Tocca a noi ma i biglietti nessuno li ha.

(Gianni)                                             (Piero e Carlo)

Vado io.                                             No, tu no.

Vado io.                                             No, tu no.

Vado io.                                             No, tu no.

Ma perché? Io ci vo!

(Carlo)

Dopo l’intervallo Luca non torna in classe.

Aveva detto non sto bene mi chiudo in bagno

Ma la carta era finita e non se n’era accorto

Disperato chiede aiuto tra gli odori che fa.

(Gianni)                                             (Piero e Carlo)

Vado io.                                             No, tu no.

Vado io.                                             No, tu no.

Vado io.                                             No, tu no.

In effetti… meglio di no!


Scena II

Entra Laura, correndo. Ha in mano un volantino colorato. E’ eccitata e non vede l’ora di dare la notizia.

Laura – Ci sono! Ho trovato! Ho la soluzione!

Tutti – La soluzione?!?

Laura – (Enfatica) Babbo Natale!

(tutti si guardano senza capire)

Carlo – (esplode) Ma certo! Come ho fatto a non pensarci prima! “Grossa la pancia, rosso il vestito. Ogni tuo desiderio sarà esaudito”. Semplice : Babbo Natale!

Gianni e Piero – (con tono di rimprovero) Carlo!

Carlo – No! Avete ragione. Non può essere Babbo Natale. (e torna a sedersi)

Piero – Babbo Natale? Che significa?!

Laura – La soluzione per Gianni : Babbo Natale.

Gianni – Per me?!?

Piero – Non capisco…

Carlo – (tra se) Eppure Babbo Natale ci poteva anche stare…

Laura – Ok, vi spiego meglio. Guardate qua. (E mostra il volantino)

Gianni – E cos’è?

Carlo – No, perché altrimenti chi può essere? Mmmm… Forse Bud Spencer…

Laura – Cercano Babbo Natale. Non un Babbo Natale qualsiasi, badate bene. “IL” babbo Natale.

Piero – Ma dai. Cosa racconti!?

Laura – E’ tutto vero, credetemi. E’ scritto tutto qui. (Leggendo il volantino) “Visto l’imminente ritiro dalle scene del Babbo Natale attualmente in carica, la Polo Nord Production, per restare al passo coi tempi, organizza la prima edizione di X-MAS FACTOR, il casting per la selezione del nuovo Babbo Natale. Se sei interessato presentati il giorno 23 dicembre – oggi – alle ore 16 – fra due ore – presso gli studi di Cinecittà. La selezione sarà trasmessa in diretta televisiva e … bla bla bla …” (Laura alza gli occhi dal volantino. I due la guardano basiti) (Entusiasta) Allora?

Gianni – (sillabando, sta realizzando) E io cosa c’entrerei con tutto questo?

Laura – Come “io che c’entro”? Tu hai delle ottime possibilità. Saresti un Signor Babbo Natale!

Gianni – Ma se non so fare niente!

Laura – Come, non sai fare niente? Sei un grande Pony Express…

Piero – (convinto, ormai rapito dall’idea di Laura) Già!

Laura – E se ci pensi bene, in fondo, Babbo Natale è un Pony Express anche lui, no?!


BABBO NATALE E’ COME NOI

da “Marlon Brando è sempre lui “ di Luciano Ligabue (1997)

(Laura, Piero e Carlo)

Noi abbiamo un vecchio motorino demodè

sfatto, ma non ci abbandona mai

il pacco è questo e va portato celermente qui

Mi raccomando. Ritardare : mai!

Carica più roba che più roba non si può

E via di corsa sgommando anche un po’

Uno dopo l’altro ogni pacco è consegnato

“E’ il cielo” dicono “che ti ha mandato!”

E Babbo Natale è un po’ uguale

Stesso film stesso ritua a a a ale

Anche lui fa le consegne

Carica la slitta e via

Non può certo ritardare

Tutto fatto con frenesia.

Lui con la slitta di legno

Con i motorini noi…

Babbo Natale è come noi

Babbo Natale è uno di noi

Se fuori piove o tira vento cosa sarà mai

Al massimo noi ci scaldiamo poi

Unico mandato : avere il pacco consegnato

E non importa il freddo che hai patito.

E Babbo Natale non è diverso

Ai Pony Express lui fa il ve e e e erso

Anche lui fa le consegne

Carica la slitta e via

Non può certo ritardare

Tutto fatto con frenesia.

Lui con la slitta di legno

Con i motorini noi…

Babbo Natale è come noi

Babbo Natale è uno di noi


Scena III

Carlo – (sorpreso dal movimento) Mi sono perso qualcosa?

Laura – Gianni sarà il nuovo Babbo Natale!

Carlo – Wow!

Piero – E non è tutto: andrà in TV.

Carlo – Doppio wow. (corre da Gianni) (Assillante) Posso venire con te? Dai portami con te! Ho sempre desiderato andare in tv. Dai! Ti prego, ti prego, ti prego…

Gianni – (scrollandosi di dosso Carlo) A parte il fatto che non è ancora deciso che vada…

Piero – Come no! Qui tutti pensiamo che sia un’idea fantastica.

Carlo – Anch’io. Anch’io.

Gianni – E poi, ammesso anche che vada…

Carlo – Si, si, si! Vengo anch’io, eh?

Gianni – Ho detto: ammesso anche che vada, non riuscirò mai a vincere.

Laura – E perché no?

Carlo – Già, perché no?

Piero – Le consegne a domicilio le sai fare.

Carlo – Già. Le consegne a domicilio le sai fare.

Laura – E bene, anche. Sempre puntuale.

Carlo – Già, sempre puntuale.

Piero – Per te è una missione, si può dire…

Carlo – Già, una missione.

Laura – Ce l’hai nel sangue…

Carlo – Eh sì, ce l’hai nel sangue.

Laura – (a Carlo) Ma hai finito di ripetere tutto?

Carlo – Eh già. E poi hai finito di ripetere tutto! (Tutti lo guardano. Realizza) Oh, scusate, torno a quello che stavo facendo. (tra se) “Grosso il vestito…”, no, “Rosso il vestito…”

Piero – E poi ce l’hai scritto anche nel cognome. Se ti chiami RENNA non sarà mica un caso.

Gianni – Appunto. Mi chiamo Renna, mica Babbo Natale. Al massimo vado bene per trainare la slitta. (risolutivo) E poi non ho carisma.

Carlo – (che non ha mai smesso di interessarsi a quello che si diceva) Be’, questo è vero.

Gianni – Babbo Natale ha fascino…

Carlo – Verissimo.

Gianni – Ha classe…

Carlo – Sacrosanto.

Gianni – Ha savoir-faire…

Carlo – (sta per annuire, poi si ferma) Questo non so cosa sia ma sono d’accordo lo stesso!

Gianni – E io tutte queste cose non le ho!

Carlo – Scolpito.

Laura e Piero – (rimprovero esasperato) Carlo!!!

Gianni – No, stavolta ha ragione. Non sono tagliato per queste cose.

Laura – E va bene. Ammettiamolo. Ma sono cose a cui si può rimediare.

Gianni – Sì, e come?!?

Laura – (prende le ‘Pagine Gialle’) Con queste.

Tutti – Le pagine gialle?!!?

Laura – Certo! Hanno una risposta a tutte le esigenze.

Carlo – Davvero? Allora chiedi : “Grossa la pancia, rosso il vestito…”

Piero – (A Carlo) Ma la vuoi finire? (A Lara) Sarebbe?

Lara – Mamma mia come siete antichi! Ah, gli uomini! Mai sentito parlare di “Personal Looker’

Gianni – “Personal…” che?

Laura – Personal looker. Sono esperti di stile e ti sanno consigliare al meglio per esprimere al massimo la tua personalità. Per avere carisma, insomma.

Carlo – Forte!

Piero – (A Carlo) Tranquillo, con te non funzionerebbe.

Laura – (che intanto ha cercato) Ecco ciò che fa al caso nostro : “Stanco di non essere considerato? Chiamami e tutti avranno occhi solo per te! Non aspettare. Chiama subito il 747.212121” A me un telefono!

Gianni – Siete sicuri di quello che state facendo?

Piero – Sicurissimi.

Laura – (che nel frattempo ha iniziato a comporre il numero) …21 …21 …21! Suona, è libero. Pronto? Buongiorno! Chiamo per un caso disperato. Benissimo. Via dei Platani, 14. Perfetto. (riattacca) Arriva subito.

Pers.Look. – (balzando in scena. E’ un tipo molto colorato, eclettico. Ha atteggiamenti molto vistosi, da professionista della moda. Volendo anche un po’ equivoco.) Eccomi qui, baby.

Piero – Però, quando si dice subito.

Pers.Look. – (indicando Carlo) E’ lui?

Carlo – No, che io?!?

Pers.Look. – Avete detto “caso disperato”

Laura – No, non così disperato. Ti presento Gianni Renna.

Pers.Look. – Meno disperato di quel che pensavo. Bene, baby. Allora iniziamo.


TI INVENTO

da “Mi vendo” di Renato Zero (1977)

(Personal Looker)

Faccio in fretta questo inventario,

brutta questa giacca e via,

cambia pure la camminata, questo sguardo è una follia...

Sei infelice e tu lo sai,

ma se solo ascolti i consigli miei.

Un grande futuro radioso e di successo avrai.

Metti questi occhiali da sole, danno mistero, ambiguitá...

Alza queste spalle un po’ storte, sicuro che si noterà!

Metti questo giubbotto e poi, seguimi e non ti pentirai.

Sono io la chiave dei tuoi problemi,

guarisco i tuoi mali, vedrai....

Ti invento... la grinta che non hai!

In cambio del tuo inferno... Ti dó due ali sai...

Ti invento... un'altra identitá!

Vedrai che poi il mondo... Certo ti noterà.

Ti reinvento eh già... Nulla ti fermerà...

Ora lavoriamo sul corpo,

cerca di imitare me.

Guarda questa mia camminata: la sai fare meglio di me!

Guarda questo sguardo mio… Devi solo farlo tuo!

E’ questa la chiave dei tuoi problemi,

guarisco i tuoi mali, vedrai...

Ti invento... la grinta che non hai!

In cambio del tuo inferno... Ti dó due ali sai...

Ti invento... la tua felicità!

Vedrai che poi il mondo... Certo ti noterà.

Ti reinvento eh già... Nulla ti fermerà...

Guardalo!

Ti invento!

Ti invento... la grinta che non hai!

In cambio del tuo inferno... Ti dó due ali sai...

Ti invento... un'altra identitá!

Vedrai che poi il mondo... Certo ti noterà.

La vestizione può essere fatta da una serie di collaboratori del Personal Looker, eventualemente vestiti tutti in modo uguale (tutti in bianco, tutti in nero o ciascuno di un colore diverso).


Scena IV

Pers.Look. – Ecco fatto. Così dovresti andare, baby.

Laura – Fatti un po’ vedere…

(Gianni si muove goffamente in scena nel suo nuovo look)

Pers.Look. – Sei uno schianto, Baby. Ora vado, mi aspetta un’altra missione impossibile.

Piero – Altri casi disperati come il nostro?

Pers.Look. – Peggio! Evitare l’invito a cena di mia suocera. Bye bye, baby. Vi mando la fattura a casa. Pagabile in 30, 60 o 90 giorni. O, se preferite, in comode rate mensili piccole piccole. E potete iniziare a pagare da giugno dell’anno prossimo. Leggere attentamente le avvertenze. E’ un presidio medico chirurgico. Tenere lontano dalla portata dei bambini. Aut.Min.Rich. numero…

Carlo – (che nel frattempo dava segni sempre maggiori di intolleranza) E vattene! Questo è peggio di me.

Piero – Dai Gianni, non puoi dire di non avere carattere, ora.

Gianni – Ah, no di certo! Aveva ragione il Personal Looker: (sarcastico) ora tutti avranno occhi solo per me.

Carlo – A me fai un po’ ridere (i due lo guardano storto) (facendosi il verso) Carlo! (si risponde da solo) Ok, ok, torno al mio indovinello…

Laura – Non dare retta a Carlo. Stai da favola. Anzi, ricordami che ti devo presentare un paio di amiche…

Gianni – Dai ragazzi non me la sento. Mi sento ridicolo.

Piero – Basta! Forza, di corsa a Cinecittà. Non vorremo mica arrivare tardi. Ormai abbiamo iniziato e andiamo fino in fondo.

Gianni – Abbiamo iniziato?!? Abbiamo iniziato?!? Voi avete iniziato, e ci devo andare di mezzo io!

Laura e Piero – Zitto e cammina! (E lo trascinano fuori dalla stanza)

(Mentre si spengono le luci, anche Carlo li segue, con la solita rivista in mano)

Carlo – (Tra se) “Grossa la pancia, rosso il vestito…”

buio

veloce cambio di scena eventualmente accompagnato da una musichetta adatta

luce

(A sinistra tre sedie, due sono occupate da due aspiranti Babbo Natale, una è libera. Sarà per Gianni. A destra tre sedie vuote ed eventualmente una scrivania. Saranno per la giuria.)

Carlo – (riprendendo quello che stava dicendo uscendo) “…ogni tuo desiderio sarà esaudito.” Ma chi può essere?

Gianni – … e io come al solito ci vado di mezzo! Non è giusto. (Non si accorge dei presenti)

Laura – Basta lamentarsi. Lo hai fatto per tutto il tragitto, direi che può bastare. E ricordati tutti gli insegnamenti del Personal Looker (gli sistema alla meglio i vestiti)

Piero – Noi ora dobbiamo andare. Ci hanno detto che non possiamo stare qui. Ti guarderemo da una stanza qui dietro.

Gianni – (terrore) Cosa?! Mi lasciate solo?!?

Laura – Sta tranquillo. Vedrai che andrà tutto bene. Andiamo Carlo.

(Gianni è in trance)

Carlo – (che nel frattempo si è avvicinato ai presenti) Ciao raga. Avrei un indovinello da sottoporvi…

Piero – (calmo) Carlo

Carlo – (incurante) “Grossa la pancia…”

Piero – (alza la voce) Carlo

Carlo – (non sente) “…rosso il vestito…”

Piero – (urlando) Carlo!

Carlo – (sussulta, spaventato) Eh?

Piero – (definitivo) Andiamo.

Carlo – (ai pretendenti) Devo andare. Per l’indovinello magari un’altra volta, eh? (Uscendo, a Gianni) Andiamo Gianni…

Laura – No, lui sta qui. Muoviti (E lo trascinano fuori)

Piero – (a Gianni) Tranquillo, andrà tutto bene (tutti via)

Gianni – (Non si è ancora accorto dei presenti) Andrà tutto bene, si! Intanto loro sono di là a godersi lo spettacolo e io qui a farlo! (Si gira e vede i presenti) (Di soprassalto, quasi spaventato) E voi chi siete? (Poi si rende conto del suo aspetto da “duro”) Cioè, volevo dire… (Cambia tono) Ciao fratelli, siete della cumpa? (I due lo guardano perplessi) Sì, insomma, qui anche voi per il provi? Per il posto del matusa con la barba?

Stazione – Per il posto di Babbo Natale, intendi?

Gianni – Bella zio, c’hai preso!

Stazione – Sì, sono qui per il casting. Erasmo Stazione, piacere.

Schermo – E io sono Luca Schermo. Anch’io qui per lo stesso motivo.

Gianni – E allora! Io sono Jo, Renny Jo, ma chiamatemi pure Babbo Natale!


VINCERO’!

da “What's my destiny Dragon Ball” sigla del cartone animato ‘DRAGON BALL Z’

(Schermo e Stazione)

Non sai

chi davanti hai

però presto lo scoprirai

se tu il coraggio avrai.

La mia forza sarà

un’idea-novità

taglierà con il passato.

E nessuno avrà 

una possibilità: 

te lo detto vincerò!

E’ il mio destino diventerò

Babbo Natale sì vincerò!

Perché non c'è

sfidante che

sia grande come me!

Vincerò!

Il concorrente che

mi sfiderà sei te

sei te!

Forza avanti su dai

fai vedere chi sei!

E’ il mio destino diventerò

Babbo Natale sì vincerò!

Perché non c'è

sfidante che

sia grande come me!

Vincerò!

Se vuoi provare a vincere

tu devi dare tutto di te!

Ma attento che

ancora non c’è

chi ha battuto me!

E’ il mio destino diventerò

Babbo Natale sì vincerò!

Perché non c'è

sfidante che

sia grande come me!

Vincerò!

Vincerò!


Scena V

Irrompe in scena Pippo Rauco, il presentatore.

Rauco – Buon giorno ragazzi. Tutto bene?

Tutti – Bene, grazie.

Gianni – Da Dio, fratello.

Rauco – Sapete chi sono io, vero?

Carlo – (corre in scena, carta e penna alla mano, inseguito da Piero e Laura) Noooo! Non ci posso credere: Pippo Rauco, il grande, vero, unico, insuperabile presentatore TV. Posso avere un autografo?

Laura – (che ha agguantato Carlo) Ma sei impazzito?

Piero – Vuoi rovinare tutto? (e lo trascinano via)

Carlo – (uscendo) Sig. Rauco, avrei eventualmente un indovinello da sottoporle : “Rosso…” (Piero tappa la bocca a Carlo. Escono)

Rauco – Esatto. Sono Pippo Rauco e sono stato chiamato a presentare questa serata.

Gianni – Figo!

Rauco – Purtroppo, ma per fortuna per voi, non si sono presentati altri candidati. Quindi la gara sarà limitata a vi tre soli. E’ tutto chiaro?

Tutti – Certo, signor Rauco.

Gianni – Limpido, pres.

Rauco – Bene. Allora tirate un bel sospirone, prendete fiato, accomodatevi ai vostri posti che iniziamo con la diretta. (a un’ipotetica regia) Qui tutto a posto. Possiamo iniziare.

(entrano ciakista e cameramen)

Ciakista – X-mas Factor, diretta TV, casting per Babbo Natale. Ciak. Diretta.

sigla della trasmissione – a piacere


Rauco – Signore e signori, buona sera e benvenuti a questo straordinario evento televisivo. Per la prima volta nella storia della TV, tre concorrenti selezionati tra milioni di candidati, si contenderanno niente po’ po’ di meno che il titolo di Babbo Natale, con tutti i doveri che questo titolo comporta.

Carlo – (durante la presentazione fa irruzione sulla scena e tutto gasato si piazza dietro il presentatore e saluta. Intervengono i solito Piero e Laura che lo trascinano fuori)


Rauco – E allora conosciamo i nomi e i volti dei pretendenti. (leggendo) Erasmo Stazione, ferroviere (fa partire l’applauso). Luca Schermo, esperto di computer (applauso) e Jo Renny (fatica a leggere il seguito) Personal Bringer ??!?

Gianni – Consegne a domicilio, fratelli


Rauco – E allora un bell’applauso anche a Jo! Bene. E ora che abbiamo conosciuto gli aspiranti Babbo Natale, ricordo che uno e uno solo di loro, al termine di questa memorabile serata, potrà vantarsi del titolo di Babbo Natale. Potrà lasciare definitivamente le vecchie abitudini e diventare l’unico, l’inimitabile, il vero Babbo Natale.

Carlo – (durante la presentazione entra con un grosso cartello con scritto a chiare lettere l’indovinello. Piero e Laura lo trascinano via)


Rauco – Sarà la nostra giuria a valutare e sarà la nostra giuria a decidere. E allora conosciamo i giurati che avranno questo arduo compito. Direttamente dalle passerelle della moda milanese: Sara Tigiudico. (applauso)

Tigiudico – (altezzosa) Bella cravatta, ma stona con i pantaloni che peraltro sono troppo corti. Il calzino decisamente demodè. Scarpa troppo lucida, ma può andare. Giacca ok. Sorvolo sulla pettinatura (e prende posto dopo aver stretto la mano al presentatore)

Rauco – (sarcastico) Polmoni a posto? E dopo questa bella radiografia, introduciamo il secondo giurato. E’ una delle più affermate arbitro della pallavolo internazionale : Bianca Imparziale.

(entra Bianca e stringe la mano a Rauco)

Rauco – Allora Bianca, ha già un’idea di chi potrà vincere questa gara?

Imparziale – Tutti partono con le stesse possibilità. Sarà il campo a decidere (e si accomoda)

Rauco – Terzo e ultimo giurato. Spietatissima critica cinematografica : Maria Nonso.

Nonso – (entra un po’ confusa e spaesata) E’ qui che devo entrare? Da chi devo andare? Ah, da lui?

Rauco – Benvenuta Maria. Prego, si accomodi pure…

Nonso – Ah, si… Dove? (le due colleghe le fanno dei cenni) Ah, sì, ecco… Forse la… Credo, almeno…

Rauco – Bene. E ora che la giuria è al completo, siamo pronti per iniziare la gara!

(I tre giurati potranno essere abbigliati in modo tale da ricordare al meglio la loro professione)


IO SONO QUI PER GIUDICARE

da “Nessuno Mi Può Giudicare” di Caterina Caselli / Gene Pitney (1966)

(Nonso, Tigiudico e Imparziale)

Il mio giudizio ti fa male, lo so...

Il mio giudizio ti fa male, lo sai!

Io sono qui per giudicare, sei pronto tu?

(il mio giudizio è spietato, lo so)

Se non mi piace una cosa la butto giù

(il mio giudizio è spietato, lo so)

E allora attento a te!

Tu devi piacere a me!

E se non ci riuscirai saranno guai

Guai per te!

Ognuno ha il dovere di fare meglio che può

(il mio giudizio è spietato, lo so)

Qualcuno alla fine mi piace qualcun’altro no!

(il mio giudizio è spietato, lo so)

E se scelto non sarai,

di certo tu capirai

che anche se implori o preghi da noi più niente

tu otterrai

Se hai sbagliato un giorno ora capisci che

Te la devi prender solo con te,

La colpa non è nostra e ti dico che

E’ inutile che insisti che vuoi da me!

 

E allora forza avanti fammi veder

Quello che sai fare senza sbagliar

Ed io stai sicuro prometto che

Il voto più alto sarà per te.

Io sono qui per giudicare, sei pronto tu?

(il mio giudizio è spietato, lo so)

Se non mi piace una cosa la butto giù

(il mio giudizio è spietato, lo so)

E allora fai ciò che puoi

Per stupire noi

E se non ci riuscirai saranno guai

Guai per te!

Se hai sbagliato un giorno ora capisci che

Te la devi prender solo con te,

La colpa non è nostra e ti dico che

E’ inutile che insisti che vuoi da me!

Io sono qui per giudicare, sei pronto tu?


Scena VI

Rauco – Conosciamo il primo concorrente: Erasmo Stazione

(Stazione si alza e va dal presentatore. Eventuale Jingle che accompagna il concorrente. Può essere usata la stessa sigla del programma già usata in precedenza)

Rauco – Allora, Erasmo, parlaci di te e della tua voglia di diventare Babbo Natale…

Stazione – Buona sera a tutti. Mi chiamo Erasmo Stazione. Professione : ferroviere. Da sempre la mia più grande passione sono i treni. …ciuffff ciuffff… (imita il suo del treno). Scusate questo piccolo tic che ho sin da quando ero bambino. Da piccolo giocavo solo con i trenini e mi volevo muovere solo in treno. …ciuffff ciuffff… E ancora adesso penso che il treno sia l’unico vero mezzo di locomozione che dovrebbe sostituire tutti gli altri mezzi di trasporto. Niente semafori, niente stop, niente inquinamento. …ciuffff ciuffff…

Rauco – Non male come idea. E come mai vuoi diventare Babbo Natale?

Stazione – (sempre più invasato) Come, come mai?!? Semplice no? Dare una nuova veste a Babbo Natale! …ciuffff ciuffff… Basta renne, che sporcano dappertutto. Basta slitte, che hanno un bagagliaio decisamente limitato. Ma un bellissimo, elegante e soprattutto capiente treno di Natale. E poi non si farebbe più la fatica di scendere nei camini delle case, senza contare che non tutte le case hanno un camino!

Rauco – E come penseresti di consegnare i doni, allora?

Stazione – La mattina di Natale, tutti i bambini si recheranno alla stazione più vicina a ritirare il proprio dono. Semplice no?

Rauco – Bene. Grazie Erasmo. E ora passiamo al prossimo concorrente : Luca Schermo.

(Schermo si alza e va dal presentatore. Eventuale Jingle che accompagna il concorrente.)

Schermo – Buonasera. Mi chiamo Luca Schermo e sono un esperto di computer. Anche un po’ hacker, se devo proprio dirla tutta. Con il computer riesco a fare di tutto. Serve un’informazione? Un oggetto? Io te li trovo. E sto lavorando a una grande idea: l’internet-trasporto. La possibilità cioè di spostarsi nel mondo attraverso internet! (gli suona il palmare) Scusate rispondo a questa mail e sono subito da voi. (Dopo aver un po’ maneggiato) Ecco fatto!

Rauco – E come mai questo interesse per Babbo Natale?

Schermo – Ma perché è roba vecchia. Tecnologia andata. Babbo Natale e il suo metodo di consegna hanno bisogno di una bella ventata di novità. Il servizio porta a porta è morto e sepolto! (suona il cellulare) Scusate (risponde) Pronto? Si, certo. Inserisci il PIN. Metti su ON. Clicca su Download. Fai il search. Attiva il Bluetooth e stai in wait. Vedrai che funziona. Ciao. (Torna in diretta) Dicevo?

Rauco – Il servizio porta a porta…

Schermo – Oh, già. Il servizio porta a porta è morto e sepolto. Internet è la soluzione. Basta letterine. Basta slitte. Basta gnomi. Basta consegne che non sai mai quando e cosa arriva. Un bel catalogo on-line. Ecco la soluzione. Il bimbo sceglie direttamente a video ciò che vuole e il regalo arriva a casa nel giro di 24, massimo 48 ore. E la fattura ai genitori. Grande idea, no?

Rauco – Decisamente innovativo! E ora conosciamo l’ultimo concorrente. Jo Renny!

(Gianni si alza e va dal presentatore. Eventuale Jingle che accompagna il concorrente.)

Gianni – Ciao raga. Il mio nome è Jo. Jo Renny. Ma per voi solo Jo! Cosa faccio nella vita? A tempo perso faccio il personal bringer, ma una persona con il mio carisma, il mio fascino e la mia esperienza potrebbero fare bene di tutto. Persino babbo Natale.

Rauco – (un po’ sconcertato prima, con scherno poi) E com’è che una persona del tuo carisma, del tuo fascino e della tua esperienza vorrebbe fare Babbo Natale?

Gianni – (un po’ meno convinto) Perche fa figo…

Rauco – (quasi ridendo) Perché… fa figo?!?...

Gianni – (sempre meno convinto) Perché solo io potrei fare bene Babbo Natale…

Rauco – Perché solo tu… (Ride di gusto e la risata coinvolge prima i giurati e poi anche gli altri concorrenti)

Gianni – (sconsolato, le risate aumentano) Ma che c’è da ridere…

Tutti – (ridendo) Perché solo tu puoi fare…

Gianni – (Sempre più angosciato, quasi urlando) Che c’è da ridere…

Tutti – (ridendo) …Babbo Natale?!?

Gianni – (non ne può più) Oh insomma, basta. Sono stufo. (E si toglie gli abiti ‘da duro’ per tornare il solito Gianni) E va bene! (Esce allo scoperto) Sono Gianni, Gianni Renna. Un semplice, povero ma onesto Pony Express. Nel mio lavoro ci metto sempre l’anima e non è mai successo che un pacco non sia arrivato a destinazione. Ma il lavoro è tutto quello che ho. E questa storia di diventare il nuovo Babbo Natale, beh, mi sembrava una bella cosa. Per provare prima di tutto a me stesso che valgo anch’io qualcosa. Che non sono solo un pony express.. Per provare a dare un senso alla mia vita.

Rauco – Un senso alla… (e continua a ridere seguito a ruota da tutti gli altri)

Gianni – Ma credo di aver sbagliato tutto. Scusate se vi ho fatto perdere tempo. Tolgo il disturbo…

Rauco – Ecco, sì. Vai, Gianni, vai!

(Gianni esce)


GIANNI GO HOME

da “Johnny B. Goode” di Chuck Berry

(Rauco, Schermo, Stazione, Nonso, Tigiudico, Imparziale)

Dai Gianni dicci perchè sei venuto qui

A raccontare cose che fan ridere

Ma tu credi davvero a ciò che dici a noi

O ti escon dalla bocca senza che lo vuoi

Ma ormai il danno è fatto ed è grave, sì!

Puoi solo migliorare se vai via di qui

Go, go, go Gianni go, go

Go Gianni go, go

Go Gianni go, go

Go Gianni go, go

Gianni go home

Tu dici che sei bello e che sei bravo assai

E che Babbo Natale bene tu farai

Ma sei un fallito, una nullità

La vita mai sorprese ti riserverà

E allora cosa aspetti, gambe in spalla, sì!

Sparisci! Vai via di qui

Go, go, go Gianni go, go

Go Gianni go, go

Go Gianni go, go

Go Gianni go, go

Gianni go home

Di gente come te è pieno il mondo sai

Ma con questa lezione spero capirai

Che ognuno deve stare al suo posto e poi

Alle cose grandi ci pensiamo noi

Ma ormai il danno è fatto ed è grave, sì!

Sparisci! Vai via di qui

Go, go, go Gianni go, go

Go Gianni go, go

Go Gianni go, go

Go Gianni go, go

Gianni go home


Scena VII

Rauco – Ed ora (ancora ridacchia) dopo questo inaspettato siparietto, veniamo al momento clou della nostra trasmissione. (Si rivolge alla giuria) Signori giurati. Abbiamo il verdetto?

Nonso – Il verdetto? Non lo so. E che cos’è? Non chiedete a me che io non so niente.

Tigiudico – Si, lo abbiamo il verdetto. anche se non è stato facile decidere.

Rauco – Entrambi i finalisti erano all’altezza?

Tigiudico – No. Dico, come si fa a mettersi d’accordo con due giurati vestiti così. Non un abbinamento azzeccato. Non un colore moda! Ah! Lascio la parola alla collega.

Imparziale – (busta in mano) Abbiamo considerato tutte le forze espresse in campo e l’originalità del gioco. E il vincitore, colui che da questo momento e per sempre rivestirà i panni di Babbo Natale, è… (pausa. Apre la busta) Il vincitore è … (fa per parlare ma viene interrotta da una voce fuori campo)

Babbo Natale – (fuori campo) Ma come vi permettete! (Entra in scena. E’ molto arrabbiato)

Rauco – E chi è questo?

Babbo Natale – Ma come vi permettete di scegliere VOI il nuovo Babbo Natale. Come vi permettete di giudicare. E soprattutto come vi permettete di mandarmi in pensione!

Carlo – (irrompe in scena) Wow, il vero Babbo Natale. Lui l’indovinello me lo risolve di sicuro (Laura e Piero lo agguantano, lo trattengono e restano in scena, in un angolo. Alle loro spalle rientra anche Gianni.)

Babbo Natale – Ma chi credete di essere per cancellare con una trasmissione, neanche tanto bella, anni e anni di tradizione!!

Carlo – Ma perché, allora non va in pensione?

Babbo Natale – (a Stazione) E tu? Tu che vuoi sostituirmi con un treno! Bravo! bella idea! Sempre che quel giorno non ci sia sciopero, se no lo spieghi tu ai bambini come mai non è arrivato Babbo Natale.

Stazione – In effetti agli scioperi non avevo pensato…

Babbo Natale – (A Schermo) E tu invece? Uomo della tecnologia! Certo, è utile la tecnologia. Anzi , sai cosa ti dico? Perché non facciamo il cenone di Natale in videoconferenza? Ognuno a casa propria collegato agli altri parenti via internet. Bello, no? Non ci sarebbe neanche il problema del cibo! Ognuno si cucina quello che vuole.

Schermo – (che non capisce) Grande idea. Non ci avevo pensato.

Babbo Natale – Niente. A furia di stare collegato ad internet gli si è scollegato il cervello. E tu Gianni?

Gianni – Non dirmi niente, ti prego. Sono già abbastanza mortificato così!

Babbo Natale – E invece no! Qualcosa la voglio dire anche a te (si addolcisce) Ho seguito la trasmissione, prima. In incognito. Volevo capire fino a dove si poteva arrivare… Tutti che si sono buttati sul Natale. Chi voleva dare un volto nuovo a Babbo Natale. Chi voleva mandarlo in pensione per mettere al suo posto qualcosa di più innovativo. Come se bastasse una trasmissione per cancellare anni e anni di letterine, di giocattoli, di renne, di slitte e di camini. Ma ce n’è davvero bisogno? Io dico di no! E con me lo dicono tutti quei bambini che ogni anno mi scrivono la loro letterina. Perché sanno che dentro quella letterina, prima ancora del regalo, c’è tutta la poesia e la magia del Natale.

Carlo – Io! io sono uno di quelli! Tutti gli anni scrivo la letterina a Babbo Natale. (capendo) Cioè… a te!

Babbo Natale – Lo so! (torna a guardare Gianni) E tu Gianni? Tu sei stato l’unico che non voleva cambiare nulla. Anzi, al contrario, ti sei attaccato alla forza del Natale e delle sue tradizioni per provare a cambiare qualcosa nella tua, di vita. E questo ti fa onore.

Gianni – Io avrei fatto tutto questo?

Babbo Natale – Certo! Forse non te ne sei accorto. Ma è stato così! E voglio premiarti per questo. Vieni qui, vicino a me. (si rivolge a tutti) Mi spiace deludervi. Io non ho nessuna intenzione di andare in pensione. Ne ora. Ne mai. (Torna rivolgersi a Gianni) Ma ho sempre bisogno di aiutanti in gamba. Il lavoro è tanto e bisogna farlo tutto in una notte sola. Più siamo, meglio è. Se ti va, quindi, potai aiutarmi nella distribuzione dei doni. Questo Natale e per tutti i Natale che vorrai.

Gianni – Vuoi dire che mi stai proponendo di essere un “quasi Babbo Natale” ?

Babbo Natale – Diciamo così…

Gianni – Se voglio!?! Ma certo che voglio! (Corre dai suoi amici) Avete sentito ragazzi? Non è meraviglioso?

Piero – Sei un mito!

Laura – Sono felice per te, Gianni!

Carlo – Ma è fantastico!

Gianni – Grazie, Carlo.

Carlo – No, dico: è fantastico! Ho la soluzione del mio indovinello (si porta in mezzo alla scena, tutti gli altri gli si fanno intorno) “Grossa la pancia, rosso il vestito. Ogni tuo desiderio sarà esaudito. Chi è?”  Ma come chi è? E’ Gianni Renna!

(Tutti ridono. Babbo Natale si sfila la casacca rossa e la mette a Gianni)


SARO’

da ‘I'll Make A Man Out Of You’ colonna sonora di Mulan


(Gianni)

Avevo dei dubbi

Mille anzi di più.

Tutto andava storto,

e non mi andava giù.

Ero il debole tra i deboli

E non ne potevo più.

Non riuscire a tirarsi un po’ su.

Poi con il Natale,

che porta con sé

tutta la magia

delle favole.

Ho capito che per farcela

Non è lontano ciò che vuoi

Quello che serve è tutto in noi

(Piero)       - E allora metticela tutta.

(Carlo)      - Se hai bisogno chiama.

(Laura)      - Io son convinta che ce la farai

(Piero)       - La tua vita cambierà

(Carlo)      - Molto meglio adesso andrà

(Laura)      - Tante belle cose ti riserverà

E sarò

Forte come è forte il vento

E vivrò

La mia vita senza timori.

E potrò

Affrontare tutte le situazioni

Quell’uomo sarò, non ti deluderò.

Di tutti i miei dubbi,

ora non ne ho più.

Niente andrà più storto,

certo che lo so!

La mia vita ora ha un senso

E questo io lo devo a voi

l’uomo che sarò io d’ora in poi.

E sarò

Forte come è forte il vento

E vivrò

La mia vita senza timori.

E potrò

Affrontare tutte le situazioni

Quell’uomo sarò, non ti deluderò.

E sarò

Forte come è forte il vento

E vivrò

La mia vita senza timori.

E potrò

Affrontare tutte le situazioni

Quell’uomo sarò, non mi deluderò.


In alternativa, o a seguire, ‘OH, Happy Day’ e/o qualsiasi altra canzone natalizia.

Fine


Indice delle Scene

Scena I : Sono un fallito – Canzone : Vengo anch’io, no tu no

Scena II : Puoi fare babbo natale – Canzone : Marlon Brando è sempre lui

Scena III : Non puoi mica andare così – Canzone : Mi vendo

Scena IV : I candidati – Canzone : What's my destiny Dragon Ball

Scena V : La giuria – Canzone : Nessuno mi può giudicare

Scena VI : La gara – Canzone : Johnny B. Goode

Scena VII : Babbo Natale – Canzone : I'll Make A Man Out Of You

Note dell’autore

Per ciascuna canzone sono stati indicati i personaggi che dovrebbero cantare. In alternativa tutte le canzoni possono essere affidate ad un coro, o drammatizzate lasciando al coro il solo ritornello.

L’opera è stata pensata per i personaggi indicati nel testo ma può essere liberamente personalizzata alle esigenze del gruppo che la deve rappresentare, aggiungendo o togliendo personaggi all’occorrenza.


… ovviamente l’antica leggenda greca che vuole Babbo Natale essere la reincarnazione di Poseidone è una mia invenzione.

Ma il resto è tutto vero.

Compreso il fatto che l’attuale aiutante di Babbo Natale è Gianni Renna, almeno finché non si stancherà di esserlo.

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