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di

Angelo Longoni


SCENA 1
Ore ventuno (venerdì)

Una donna sui trentacinque anni sale sull’ascensore, preme il pulsante di terra, l’ascensore scende. Con sé ha una piccola borsa da viaggio, una borsetta e una busta di cartone di un negozio di abbigliamento. Le porte dell’ascensore si aprono ed entra un uomo sui quarant’anni, lui ha una borsa ventiquattrore. I due si sorridono e si salutano dimostrando di avere poca confidenza.

LAURA
Buona sera.

DANIELE
Oh, salve. Fatto tardi… stasera… eh?

LAURA
Sì… il venerdì… è sempre così…

DANIELE
Una giornataccia

LAURA
Non me ne parli…

DANIELE
Ma non ci davamo del tu noi?

Improvvisamente l’ascensore subisce uno scossone.

LAURA
Cos’è stato?

DANIELE
Non lo so…

L’ascensore subisce un altro contraccolpo.

LAURA
Oddio…











DANIELE
S’è fermato…

LAURA
Ma no… è impossibile…

DANIELE
Mi sa che si è proprio fermato…

LAURA
La corrente? E’ andata via la corrente elettrica…

DANIELE
No… le luci non si sono spente.

Daniele prova a premere alcuni tasti, ma l’ascensore rimane fermo.

DANIELE
Non va… non parte…

LAURA
Provi a schiacciare più forte.

Daniele esegue.

DANIELE
Non succede niente.

Anche Laura inizia a premere tutti i tasti.

LAURA
Niente…né sù né giù…

DANIELE
Proviamo con l’allarme?

LAURA
Sì… proviamo.

Daniele preme il tasto dell’allarme ma non succede nulla.

DANIELE
Mi sa che non funziona.

LAURA
Lo tenga premuto…

DANIELE
Non ci davamo del tu?

LAURA
Premilo… forte.

Daniele esegue ma l’allarme non scatta.

LAURA
Tienilo premuto…

DANIELE
Non va… non va.

LAURA
Che facciamo?

DANIELE
Non lo so… qualcuno se ne accorgerà, no? Voglio dire se l’ascensore è bloccato… lo si vede che è bloccato, no?

LAURA
Da cosa?

DANIELE
Bé… indica occupato…

LAURA
Ah certo.

Breve pausa di imbarazzo.

LAURA
Sì, ma chi lo può vedere? Al mio piano… non c’era più nessuno… ero rimasta solo io…

DANIELE
Sì… anche al mio… ero l’ultimo. Bé… però agli altri piani…

LAURA
Che ore sono?

DANIELE
(guarda l’orologio) Quasi le nove…

LAURA
Ed è venerdì… se ne vanno sempre tutti un po’ prima… il venerdì…

DANIELE
Bé qualcuno ci sarà… no? Ci sono sette piani… e poi c’è il guardiano… quello non se ne va mai…

Daniele inizia a battere rumorosamente sulle pareti dell’ascensore.

DANIELE
(gridando) Oh… oh… siamo rimasti chiusi… nell’ascensore… mi sentite? Oh… oh… siamo chiusi nell’ascensore… nell’ascensore porca puttana… oh… oh…

Anche Laura inizia a urlare.

LAURA
Aiuto… aiuto… siamo nell’ascensore…

Insieme picchiano sulle pareti dell’ascensore e urlano fino a quando non hanno più la forza di farlo.

LAURA
Niente… non sentono.

DANIELE
Può darsi che il custode sia lontano dalle scale… forse più tardi farà un giro per controllare.

LAURA
Dici? (breve pausa) ma quanto più tardi? Noi come facciamo a saperlo?

DANIELE
Non lo so… ma non se ne starà tutto il tempo nella sua guardiola, no?

LAURA
Quello sta sempre là dentro… o legge il giornale o guarda la tivù o fa le parole crociate. Lei lo ha mai visto… cioè tu l’hai mai visto da qualche altra parte?

DANIELE
Bé, no… ma noi ci dobbiamo provare ancora… a urlare dico.

Improvvisamente Daniele si blocca come se gli fosse venuta un’idea e inizia a frugarsi nella giacca.

DANIELE
Cazzo! Il cellulare… che imbecille…

LAURA
Certo… che idiota… non c’ho pensato.

Anche Laura cerca il proprio cellulare.

DANIELE
Adesso risolviamo tutto.

Entrambi trovano il proprio apparecchio e rimangono immobili a fissarlo.

DANIELE
Non c’è campo…

LAURA
Neanche il mio.

Insieme iniziano a muovere il proprio cellulare spostandolo lentamente nei vari punti dell’ascensore.

DANIELE
Niente… nemmeno una tacca.

LAURA
Assenza di rete…

DANIELE
Porca puttana troia… (guarda Laura) Scusa…

Laura prova ugualmente a inviare una telefonata.

LAURA
Io ci provo… (pausa) Niente… non prende…

DANIELE
E’ tutto cemento armato… il vano ascensore… è tutto cemento armato…

LAURA
Che facciamo?

DANIELE
Non so…

I due restano in silenzio qualche istante, poi Laura sorride, Daniele la guarda, lei ride ancora, anche lui ride più trascinato dalla risata di Laura.

LAURA
Non è possibile… è assurdo… è pazzesco.

Daniele cerca di riflettere.

LAURA
Suoniamo ancora l’allarme.

Laura preme il pulsante dell’allarme che però non dà alcun esito, poi inizia a premere nervosamente ancora tutti gli altri tasti. Daniele si accorge che la donna sta per avere una crisi nervosa.

DANIELE
Non funzionano… i tasti, è inutile…

I due restano a guardarsi imbarazzati.

LAURA
A che piano saremo?

DANIELE
Al quarto… o al terzo… più o meno.

LAURA
Non si romperanno le corde, vero?

DANIELE
Le corde? No… sono d’acciaio… perché si devono rompere?

LAURA
Siamo sospesi a… quanti metri saranno?

DANIELE
Non so… una ventina…

LAURA
Una ventina?

DANIELE
Più o meno.

LAURA
Se cadiamo da venti metri ci ammaziamo…

DANIELE
Ma no… siamo fermi… e poi ci sono dei blocchi di sicurezza. Se l’ascensore scende a una velocità più alta di quella prevista si blocca.

LAURA
E se non si blocca?

DANIELE
Siamo fermi… immobili… le corde non si sono rotte.

I due restano in silenzio per qualche istante.

LAURA
Oggi è il compleanno di mio marito… gli avevo anche preso un regalo. (mostra il pacco che ha con sé) Gli avevo organizzato una festa… al mare… Io devo andarmene… devo uscire… devo uscire… io devo…

DANIELE
Calma… calma… stai calma… non serve fare così… aspetta… cerchiamo di ragionare.

Laura capisce di aver esagerato e cerca di darsi un contegno.


LAURA
D’accordo… scusa… scusa… mi sono fatta prendere dall’agitazione… scusa…

DANIELE
Ragioniamo… questo non è l’unico ascensore qui dentro, no? Ce ne sono due qui in quest’ala… e altri due nell’altra.

Laura apre la borsa e nervosamente si accende una sigaretta.

DANIELE
Se negli uffici è rimasto qualcuno tra poco dovranno andarsene.

Daniele tossisce.

DANIELE
E possono uscire dall’ala sud o da questa… se decidono di uscire da questa vedranno che l’ascensore non funziona… o è bloccato o è occupato… e chiameranno l’altro.

Daniele tossisce ancora a causa del fumo. Laura fa vento con la mano per disperdere il fumo della sigaretta.

DANIELE
Gli ascensori sono due… l’altro corre proprio di fronte a questo quindi se sentissimo il rumore dell’altro ascensore potremmo urlare e sicuramente… visto che l’altro ascensore sta a un paio di metri da qui…

LAURA
Sì… ho capito… ho capito… e se escono dall’ala sud?

Daniele guarda Laura in silenzio, riflette.

DANIELE
E’ proprio necessario?

LAURA
Che?

DANIELE
La sigaretta… qui dentro… siamo già abbastanza stretti… no?

LAURA
Sono nervosa.

DANIELE
Sì, anch’io… ma c’è poca aria…

LAURA
Una sigaretta… che sarà?


DANIELE
Bé… visto che non sappiamo quanto tempo ci dobbiamo stare qua dentro…

LAURA
Cosa vuoi dire?

DANIELE
Voglio dire che se finisce l’aria siamo nella merda…

Laura fa un ultimo tiro alla sigaretta e poi la spegne a terra schiacciandola con la suola della scarpa.

LAURA
Scusa… scusa. Hai ragione non ci avevo pensato. Allora? Dicevi… se escono dall’ala sud?

Daniele riflette

DANIELE
Se escono dall’ala sud… non ci possono sentire.

Laura guarda Daniele con preoccupazione. Resta in silenzio qualche istante.

LAURA
E quelli delle pulizie?

DANIELE
E’ venerdì… vengono lunedì mattina presto, prima dell’orario d’ufficio.

LAURA
Cioè… tu vuoi dire che fino a lunedì…

DANIELE
Non lo so… non lo so… c’è il guardiano… no? Speriamo che lui ci senta…

LAURA
Sì… dobbiamo farci sentire da lui… dobbiamo farci sentire subito.

LAURA
(inizia a battere forte con le mani sulla porta dell’ascensore) Aiuto! Aiuto! Siamo chiusi dentro… nell’ascensore… aiuto.

DANIELE
(la guarda per qualche istante e poi si unisce a lei) Aiuto… aiuto… siamo nell’ascensore… aiuto.

BUIO

SCENA 2
Ore ventire (venerdi)

Daniele e Laura sono in piedi uno di fronte all’altra molto imbarazzati.

LAURA
Tu prima hai detto… che potrebbe finire l’aria… qui dentro. L’hai detto così… o pensi veramente che possa finire?

DANIELE
No… è che siamo in un posto chiuso… è giugno… fa un caldo pazzesco in questi giorni… e nel week-end l’aria condizionata la spengono…

LAURA
Quindi è pericoloso.

DANIELE
Bé qua dentro non c’è ricircolo d’aria…

Daniele si guarda intorno esaminando attentamente l’ascensore.

DANIELE
L’unica fessura è questa. (indica il piccolo spazio tra le due porte automatiche) Pochi millimetri.

Laura respira profondamente mettendosi una mano all’altezza dello stomaco.

LAURA
Che ore sono?

DANIELE
Le undici.

LAURA
Sono quasi due ore… adesso arriverà, no? Il guardiano… lo farà prima o poi un giro di controllo.

DANIELE
Ma sì… certo…

LAURA
Dovrebbero considerarli straordinari questi… dovrebbero pagarci…

I due si sforzano di ridere.

LAURA
Ho visto che ti stanno pubblicando un libro...

DANIELE
Sì… di interviste…

LAURA
Su da noi all’ufficio stampa… ci hanno detto che ce ne dobbiamo occupare da settimana prossima… per la promozione… stiamo cercando di farti avere delle interviste… qualche quotidiano… qualche settimanale…

DANIELE
Ah bene.

LAURA
(imbarazzata) Di solito sei tu che le fai… le interviste… adesso invece…

Daniele ride anche lui con un certo di imbarazzo. Anche Laura ride un po’ forzatamente. Tra i due scende il silenzio.

LAURA
Bé… sarai contento, no?

DANIELE
(poco convinto) Sì… sì…

Ancora silenzio.

DANIELE
Ma voi vi state occupando ancora del libro di Magliani?

LAURA
Sì… ma sai… con lui c’è poco da fare… le richieste arrivano da sole… anche dalla televisione… lo vogliono ovunque… poi da quando hanno fatto il film da “Il Killer” è diventato una star. Addirittura lo hanno fotografato per “Writer”.

DANIELE
Bé… il film però non ha incassato molto.

LAURA
Bé… in Francia sì… e poi lo stanno vendendo anche in America… comunque il romanzo è stato pubblicato, in Spagna, Germania e Francia.

Daniele si rabbuia.

LAURA
Tu l’hai letto?

DANIELE
Ho letto le recensioni… m’hanno fatto passare la voglia di leggerlo… dicevano già tutto.

LAURA
Bé… il libro è geniale…

Daniele sorride a denti stretti.

LAURA
Lui però non è molto simpatico…

DANIELE
Bé, si vede…

LAURA
E’ scorbutico… ma affascinante…

Daniele sorride forzatamente.

LAURA
E tu? Romanzi?

DANIELE
(imbarazzato) Bé… adesso no, però… magari tra un po’... non ho nemmeno il tempo…

LAURA
Bé certo, scrivi su un sacco di giornali…

Daniele si slaccia il collo della camicia, si toglie la cravatta.

DANIELE
Inizia a fare caldo eh?

LAURA
Sì…

Daniele si toglie la giacca e e sfila la camicia dai pantaloni, è evidentemente accaldato e nervoso. Anche Laura si toglie la giacca.

LAURA
Non ci crede nessuno se lo raccontiamo… bloccati qui… così… ci deve essere un sistema… no?

Daniele appare un po’ sofferente.

LAURA
Io ho una voglia pazzesca di fumare una sigaretta.

DANIELE
Meglio di no.

LAURA
Sì, lo so… lo so…

DANIELE
Ma non ti manca l’aria?

LAURA
Per fortuna non ancora.

Daniele è visibilmente agitato, respira profondamente più volte.

LAURA
Che dici? Proviamo ancora a chiamare? Magari il guardiano ha iniziato a fare il giro…

Daniele respira ancora profondamente poi i due insieme iniziano a battere sulle pareti dell’ascensore e urlano.

DANIELE
Oh… oh… allora? Siamo nell’ascensore…

LAURA
Aiuto! Aiuto!

DANIELE
Nell’ascensore… aiuto!

I due smettono gradatamente di urlare. Daniele appare molto affaticato.

LAURA
Non ci sentono.

DANIELE
Non ce la faccio più… basta.

LAURA
Dobbiamo continuare…

DANIELE
Mi manca l’aria… mi sento soffocare.

LAURA
E’ suggestione… forse non dovevamo parlarne…

Laura sfila dalla borsa una salviettina profumata e se la passa sul viso per rinfrescarsi.

DANIELE
Io non mi sento bene…

LAURA
Anch’io ho caldo adesso.

DANIELE
Non è solo per il caldo… è che io ho dei problemi che… è un po’ che mi capita…

Laura preme nuovamente tutti i tasti dell’ascensore.

LAURA
Niente… niente.

DANIELE
Cioè… mi capita che… ultimamente… insomma da un anno… ho dei malesseri che… non riesco a controllare…

LAURA
Ormai sono passate le undici… io non capisco… mio marito e mia figlia ormai dovrebbero aver avvisato qualcuno, dovevamo partire per il mare…

Daniele si prende con una mano il polso e inizia a contarsi i battiti cardiaci.

LAURA
Se non mi vedono arrivare… chiameranno qui in ufficio… penseranno che mi è successo qualcosa… mi verranno a cercare… no?

DANIELE
Mi succede così… improvvisamente… il cuore inizia a battere forte… mi si abbassa la pressione… poi sudo… mi viene un caldo… poi brividi di freddo… mi sento svenire.

LAURA
Il primo posto dove mi devono venire a cercare è qui… voglio dire… è normale… io farei così… tu no?

DANIELE
Mi sa che mi sta capitando anche adesso.

LAURA
Io avviso sempre se c’è un problema… oggi poi… il compleanno di mio marito…

DANIELE
Centoventi… di polso. Ho paura che… mi devo sdraiare.

Daniele si mette a sedere a terra e poi si sdraia appoggiando le gambe sulla parete dell’ascensore in modo che il sangue affluisca alla testa.

DANIELE
Mi sento male… mi sento svenire…

LAURA
Cosa… cosa devo fare?

DANIELE
Nella giacca… ci sono delle gocce… delle medicine… devo prenderle subito.

Laura inizia a frugare nella giacca di Daniele che è a terra.

LAURA
Non ci sono…

DANIELE
Nella tasca di destra…

LAURA
No… non ci sono…

DANIELE
Come “non ci sono”… ci devono essere.

Laura fruga la giacca di Daniele ma non trova quello che cerca.

DANIELE
Le ho sempre con me… sempre… non possono essere sparite.

LAURA
Niente…

DANIELE
Allora nella mia borsa.

Laura prende la borsa ventiquattrore e la apre. Inizia a cercare. La borsa contiene solo documenti, fogli, un paio di libri, penne, un’agenda e nient’altro.

LAURA
Non c’é… non c’è nemmeno qui.

DANIELE
(disperato) Non è possibile.

Laura tocca la fronte di Daniele.

LAURA
Sei tutto sudato.

DANIELE
Mi manca l’aria…

Daniele respira profondamente per cercare di ossigenarsi. Laura prende una delle sue salviettine profumate e inizia a passarla sulla fronte e sul viso di Daniele.

DANIELE
Sto male… sto male.

Laura prende il polso di Daniele e ne ascolta i battiti.

LAURA
E’ velocissimo…


DANIELE
Sì… ho bisogno di quelle gocce.

LAURA
Ma cosa sono? Per il cuore?

DANIELE
No… sono per calmarmi… oddio continua a peggiorare.

Laura inizia a preoccuparsi molto.

LAURA
Cosa posso fare?

DANIELE
Ho paura… ho paura. Sono sicuro che le avevo…

LAURA
Stai calmo… respira

DANIELE
Non vado mai in giro senza.

LAURA
Come si chiama la medicina.

DANIELE
Xanax.

LAURA
(stupita) Xanax? Sei sicuro?

DANIELE
Certo.

Laura inizia a frugare nella propria borsa, poi finalmente ne estrae un flaconcino medicinale.

LAURA
Cel’ho io.

DANIELE
Dammelo… dammelo.

Laura svita il tappo del flaconcino che quasi le viene strappato dalle mani di Daniele che subito inizia a farsi cadere delle gocce in bocca.

LAURA
Vacci piano… quante ne prendi?

DANIELE
Venticinque.

LAURA
Cazzo!

Daniele continua nella sua operazione poi restituisce il flaconcino a Laura.

DANIELE
Oddio… sto male… sto male. Le mani… non le sento più… le labbra… ho perso la sensibilità… ho le formiche nelle gambe.

Laura prende le mani di Daniele e inizia a massaggiarle.

LAURA
Adesso stai calmo hai preso le gocce… tra poco faranno effetto.

DANIELE
Ho sete… ho sete… mi capita così… ho la bocca asciutta… non riesco più a parlare…

Laura cerca ancora nella propria borsa e prende una bottiglietta di acqua minerale piena per poco più di metà. Prende la testa di Daniele e lo aiuta a bere qualche sorso.

DANIELE
Grazie… scusa… scusami… davvero.

LAURA
Ma cosa dici?

DANIELE
Scusami.

I due restano qualche istante in silenzio a guardarsi.

DANIELE
Ho freddo…

Daniele inizia a tremare e a battere i denti.

DANIELE
Ho freddo… freddo… mi dai la mia giacca, per favore?

Laura prende la giacca di Daniele e gliela stende sul petto. Ma Daniele continua a tremare. Allora Laura prende anche la propria giacca con la quale copre ulteriormente Daniele.

LAURA
Ma prima sudavi…

DANIELE
Sì… adesso ho freddo… mi succede sempre… prima caldo e poi freddo.

LAURA
Cosa devo fare?

DANIELE
Non lo so.

Laura inizia a battere ancora sulle pareti dell’ascensore.

LAURA
Aiuto… aiuto!! Ci sentite? Qualcuno ci sente?

Laura continua ancora un po’ e poi smette, scivolando a terra fino al pavimento.

LAURA
Non ci sente nessuno… nessuno.

Daniele continua a tremare.

LAURA
Stanno facendo effetto? Le gocce… ti senti meglio?

Daniele tremante fa segno di no.

DANIELE
Ho freddo… freddo… ho paura…

LAURA
Ma di solito quando ti capita cosa fai?

DANIELE
Vado… in ospedale…

LAURA
E cosa ti fanno?

DANIELE
Il cardiogramma…

LAURA
E poi?

DANIELE
Niente…

LAURA
Come niente?

DANIELE
Prendo le gocce e poi… passa… dopo…

LAURA
Dopo quanto?

DANIELE
Dopo… non so…

LAURA
Quindi non è pericoloso?

DANIELE
Non so… ho paura… ho paura…

LAURA
Hai ancora freddo?

DANIELE
S… sì… sì…

Laura massaggia Daniele sul petto e sulle braccia. Daniele ha un cedimento nervoso e inizia a piangere, un pianto trattenuto, quasi soffocato.

LAURA
Cerca di calmarti… coraggio… calmati.

Daniele non riesce a trattenersi e continua a tremare e a piangere. Laura continua a massaggiarlo per riattivargli la circolazione. Poi gli sente il polso.

LAURA
E’ ancora veloce… però meno di prima. Coraggio che passa. Dài…

Daniele resta in silenzio, tremante.

LAURA
Soffri di claustrofobia?

DANIELE
Non lo so…

LAURA
Tieni duro…

Daniele fa cenno di sì con il capo. Laura lo guarda e gli accarezza il viso per fargli coraggio. Gli sorride.

LAURA
Anche a me succedono cose simili, sai?Cioè… non proprio così… è per quello che ho sempre lo Xanax con me… attacchi d’ansia… fortissimi… mi prendono qui allo stomaco… è come se avessi una mano che mi stringe… mi stringe… spesso devo vomitare… anche se sono a stomaco vuoto… è terribile… t’assicuro… credevano che avessi un’ulcera… invece… è psicosomatico… forse anche per te è così… no?

Daniele fa ancora debolmente cenno di sì con il capo.

LAURA
E poi ho la sensazione di non esserci… non so se capita anche a te… come se non fossi più io… cioè mi sento come se fossi all’esterno… allora mi viene paura di impazzire… di perdere il controllo… di diventare matta. Con le gocce invece… dopo un po’ mi passa… e mi viene sonno, una stanchezza dolce… una sensazione bellissima… mi calmo e mi sdraio… dopo un po’ mi addormento… tranquilla… serena. Meglio, molto meglio di una canna di erba… di quella buona. Mio marito è contrario alle medicine… soprattutto agli psicofarmaci… io ci ho anche provato con l’omeopatia… fiori di Bach… erbe… valeriana e cose simili ma non mi fanno niente… io sono assolutamente allopatica.

Laura guarda Daniele.

LAURA
Come va?

Daniele non risponde.

LAURA
Ehi… ti ho chiesto come va?

Daniele tace.

LAURA
Oddio… ehi… mi senti?

LAURA
(prendendo il polso di Daniele per sentire i battiti cardiaci) Il cuore… si è calmato… oh… oh… rispondi. Cazzo… ma s’è addormentato.

BUIO

SCENA 3
Ore due (sabato)

Laura e Daniele sono seduti sul pavimento dell’ascensore. Lui si è appena svegliato, si strofina gli occhi ed il viso. Laura lo guarda e gli sorride.

DANIELE
Quanto tempo ho dormito?

LAURA
Due ore e mezza… forse di più…

DANIELE
Così tanto?

LAURA
Con venticinque gocce di Xanax… vorrei vedere… io ne prendo sette o otto per dormire la notte.

DANIELE
A me meno di venti non mi fanno niente… ma per me è diverso…

LAURA
Sì… ho visto.

Daniele guarda l’orologio.

DANIELE
Sono le due passate. E’ tardissimo. Bisogna urlare picchiare sulle pareti… farci sentire…

LAURA
L’ho già fatto…mezz’ora fa.

DANIELE
Ah… non ho sentito niente…

LAURA
Me ne sono accorta.

DANIELE
Niente… non ha risposto nessuno?

Laura scuote il capo in segno di diniego. I due restano in silenzio per qualche istante.

LAURA
Sono due ore che penso e ripenso a tutte le possibilità. Io non capisco… mio marito quando ha visto che non arrivavo… avrà provato a telefonarmi al cellulare… e visto che il telefono non prende… dovrebbe aver fatto qualcosa… possibile che non gli venga l’idea di venirmi a cercare qui in ufficio?

DANIELE
Forse è venuto o magari ha telefonato… e il guardiano gli ha detto che se ne sono andati via tutti… Forse ti sta cercando da qualche altra parte.

LAURA
Ma non è mai successo che sparissi così… senza avvisare… e nemmeno a lui è mai successo… non siamo abituati… siamo sempre organizzatissimi. Io dovevo uscire dall’ufficio, prendevo la metropolitana e ci dovevamo trovare in un punto perfetto per prendere la strada del mare.

DANIELE
Non credo che ti stia aspettando ancora… forse ha immaginato qualcosa… non so, un incidente… un malore. Magari ha telefonato in qualche ospedale… o è andato alla polizia. Restare chiusi in un ascensore non è la prima cosa alla quale si pensa.

LAURA
E’ anche solo con la bambina… chissà come sarà spaventata…

I due restano in silenzio alcuni istanti.

DANIELE
Quanti anni ha tua figlia?

LAURA
Cinque…

DANIELE
E come si chiama?

LAURA
Chiara…

DANIELE
Anch’io ho una figlia… ha sei anni… Carolina.

Laura guarda Daniele e sorride. Lui sfila dalla tasca dei pantaloni il portafoglio dal quale estrae due fotografie e le mostra a Laura.

DANIELE
Eccola.

LAURA
Che bella… ricciolona… ha degli occhi bellissimi. E questa è tua moglie?

DANIELE
Sì…

LAURA
Bella donna…

Daniele sorride in segno di assenso.

LAURA
Ha un viso… non so, mi sembra di averla già vista… non mi ricordo però…

Laura prende la propria borsa dalla quale estrae due fotografie che consegna a Daniele.

DANIELE
Chiara…

LAURA
Sì…

DANIELE
Biondissima… che bella.

LAURA
Lui è mio marito…

DANIELE
Ah… e il braccio ingessato?

LAURA
In montagna… sciando…

Daniele sorride, i due rimangono in silenzio qualche istante guardando le fotografie.

LAURA
Ma della tua famiglia… secondo te… nessuno ti verrà a cercare?

DANIELE
Non so… mia moglie e mia figlia non ci sono… sono… da mia suocera… in campagna… io le dovevo raggiungere… ma, loro mi aspettavano per domani mattina…

LAURA
Ma tua moglie avrà provato a telefonarti stasera…

DANIELE
Non credo… è un momento un po’… critico. Abbiamo avuto dei problemi ultimamente… e… insomma credo proprio che non mi abbia cercato stasera.

LAURA
Ah.

I due restano in silenzio.

DANIELE
Possiamo solo sperare che a tuo marito venga un’illuminazione… e che ti venga a cercare qui.

LAURA
A quest’ora ormai… non credo… hai ragione tu magari avrà chiamato la polizia… gli ospedali…

DANIELE
Tranne… qui.

LAURA
Chissà come sarà in pensiero… e avrà anche il problema di non farsi capire dalla bambina.

Laura annuisce. Daniele si passa le mani sulla faccia e si appoggia alla parete dell’ascensore.

LAURA
Come ti senti?

DANIELE
A pezzi… ma meglio… molto meglio…

LAURA
Ma ti capita spesso… quella crisi che hai avuto prima?

DANIELE
Sì… ultimamente sì…

LAURA
E sempre in luoghi chiusi?

DANIELE
No… assolutamente, mi è successo dal barbiere, in banca, in macchina, a casa di amici… la notte nel letto… la prima volta mi è successo in sauna… mi sono addormentato e sono rimasto dentro mezz’ora… ho avuto tre collassi di fila… m’hanno portato in ospedale in ambulanza, con l’ossigeno… sono stato malissimo ero sicuro di morire… ma proprio convinto. E’ finita… sto crepando, così, solo come un coglione. Arrivato in ospedale m’hanno fatto di tutto… cardiogramma… encefalogramma… esami del sangue… niente… era una crisi vasovagale… cioè… il caldo mi ha fatto crollare la pressione… il cuore ha dovuto battere fortissimo per via della vasodilatazione… insomma… è stato orrendo ma non sono crepato.

LAURA
E poi?

DANIELE
Sono stati così forti la paura e lo shock che a volte li riproduco. Cioè mi ricreo gli stessi sintomi… mi sento svenire… il cuore che arriva a centoquaranta… la pressione che crolla… la paura che aumenta… si mette in circolo l’adrenalina… che fa battere ancora più forte il cuore… insomma sto da cani… ma è solo la testa… è un fatto psichico… con lo Xanax riesco a controllarlo e a farmelo calmare. Non posso uscire di casa senza le gocce… c’è anche il rischio che se mi accorgo di averle dimenticate mi arriva subito la crisi…

LAURA
Ma è terribile… io pensavo di essere messa male… ma tu… (sorride)

DANIELE
E’ la paura… attacchi di panico… così li chiama il mio psichiatra… si curano con gli antidepressivi… ma quando arrivano i sintomi se ne vanno solo con lo Xanax.

LAURA
Quindi prendi anche gli antidepressivi?

DANIELE
Prozac.

LAURA
Fantastico… il Prozac è miracoloso…

DANIELE
Ah… lo conosci?

LAURA
Bé… ogni tanto… quando sono molto giù… solo per dei periodi… lo trovo euforizzante… dopo qualche giorno che lo prendo… mi sento un’altra… mi sembra di poter superare tutto…

DANIELE
Ah… bé… non si può dire che non abbiamo niente in comune, eh?

Laura sorride.

LAURA
Bé, effettivamente…

DANIELE
Ma ne hai? Con te voglio dire… qui… oltre allo Xanax… hai anche…

LAURA
Il Prozac? Certo…

DANIELE
Ah… meno male…

LAURA
Lo vuoi?

Daniele guarda l’orologio.

DANIELE
Sì… grazie, altrimenti interrompo la cura… avrei dovuto prenderlo stasera a casa… ma…

Laura cerca nella propria borsa, prende una confezione di pillole e ne dà una a Daniele.

LAURA
Quanti ne prendi?

DANIELE
Due al giorno… e tu?

LAURA
Io solo una.

Daniele mette in bocca la pillola, poi prende la bottiglia d’acqua e ne beve un sorso.

DANIELE
Questa è tutta l’acqua che abbiamo?

Laura fa cenno si sì.

DANIELE
Senti… ci sarebbe un problema da risolvere che… prima o poi… cioè, visto che siamo in questa situazione… è un po’ imbarazzante… ma insomma… non sappiamo quando usciremo di qui… e ci sono cose che non si possono evitare… né rimandare…

Laura guarda Daniele senza capire.

DANIELE
Per esempio adesso… quando ho queste crisi… per via dell’adrenalina… che va a stimolare le reni… c’è una vasocostrizione… e una grossa perdita di liquidi…

Non riesce a continuare, è imbarazzato.

DANIELE
Io cerco di resistere… ma non credo che ce la farò ancora per molto.

Daniele guarda Laura, esita.

DANIELE
Non so se hai capito…

LAURA
Devi andare in bagno?

DANIELE
Eh…

LAURA
Ma è una cosa urgente?

DANIELE
Urgentissima.

LAURA
Oh… madonna. E come si fa?

DANIELE
Appunto…

LAURA
Il fatto è che prima o poi succederà anche a me…

DANIELE
E’ imbarazzante lo so. Ma non se ne può fare a meno.

LAURA
E come pensi di fare?

DANIELE
Non so… appunto…

LAURA
Non abbiamo nemmeno un recipiente… qualcosa per… e anche se l’avessimo… come facciamo per buttarla via…

Daniele non sa che dire. Laura inizia a premere ripetutamente i tasti dell’ascensore.

LAURA
Niente… niente… (inizia a urlare) Ehi… aiuto! Ci sentite? Ci sentite? Siamo nell’ascensore…

Nessuno risponde. Laura guarda Daniele preoccupata.

LAURA
Non ce la fai a resistere, eh?

Daniele non risponde.

LAURA
Le porte… le porte… se tu riuscissi ad allargarle un po’… almeno un po’, tanto da riuscire a far passare il… capito come, no? Almeno cadrebbe tutto fuori… di sotto…

DANIELE
Giusto… brava… bella idea.

Daniele si alza e cerca di forzare le due porte scorrevoli dell’ascensore.

DANIELE
Sono dure… e poi scivolano…

Daniele ci riprova.

DANIELE
Niente da fare… però forse se ci fosse qualcosa di stretto e lungo… non hai qualcosa nella borsa? Se riuscissimo a fare una fessura almeno… qualcosa da infilare tra le due porte e fare leva. Basta distanziarle un po’… almeno entra anche un po’ d’aria.

LAURA
Ho un pettine di legno… è abbastanza resistente.

DANIELE
Ottimo.

Laura cerca nella propria borsa e sfila un pettine di legno dall’aria abbastanza robusta e subito lo consegna a Daniele che inizia a usarlo come leva tra le due porte.

DANIELE
E’ entrato… adesso devo cercare di non romperlo.

Daniele forza le due porte fino a riuscire a distanziarle di qualche centimetro.

DANIELE
Ce l’ho fatta… ce l’ho fatta… più di così ho paura di romperlo…

Daniele restituisce il pettine a Laura.

LAURA
Adesso per te dovrebbe essere più facile… ma per me?

DANIELE
Perché, tu adesso devi?

LAURA
No… no… però…

DANIELE
Vabbé… poi risolveremo anche per te…

I due si guardano un po’ imbarazzati.

DANIELE
Dunque adesso… io…

LAURA
Io mi volto… non guardo… tu non ti preoccupare… fai come se io non ci fossi… tranquillo… stai tranquillo… io non ci faccio caso… mi metto qui nell’angolo…

Laura si mette nell’angolo dell’ascensore dando le spalle a Daniele. Lui si volta avvicinandosi alla fessura nella porta.

LAURA
Ah…

Daniele si interrompe voltandosi verso Laura.


LAURA
Vuoi una delle mie salviettine profumate? Per dopo… per le mani… per…

DANIELE
Ah… sì…

Laura prende una salviettina la consegna a Daniele e subito torna a prendere la propria posizione nell’angolo. Daniele si avvicina alla fessura della porta. Laura si volta verso di lui.

LAURA
Aspetta… cosa vedi?

Daniele si interrompe ancora.

LAURA
Fuori la porta… c’è un’altra porta? Cioè… siamo a livello di un piano? No perché allora potremmo forzare tutte e due le porte e uscire.

DANIELE
No… c’è il muro… cemento… siamo a metà tra un piano e l’altro.

LAURA
Sei sicuro? Guarda meglio.

DANIELE
Sono sicuro… vuoi guardare tu?

LAURA
No… no… scusa… Fai, fai tranquillo… come se non ci fossi.

Laura si volta. Daniele si avvicina alla fessura della porta, inizia a slacciarsi i pantaloni poi il suo sguardo si dirige verso l’alto.

BUIO

SCENA 4
Ore sei (sabato)

Laura e Daniele si sono addormentati, sono seduti a terra con la testa appoggiata alla parete dell’ascensore. Ad un tratto si sente il rumore di un ascensore che passa accanto a loro. Laura si muove nel sonno, anche Daniele si muove ma non si sveglia. Il rumore dell’ascensore si avvicina sempre più, poi inizia ad allontanarsi. Laura e Daniele si muovono, sono in uno stato di semi incoscienza. Poi improvvisamente si rianimano insieme con molta fatica.

LAURA
L’hai sentito anche tu?

DANIELE
Un rumore…

LAURA
Mi sembrava un ascensore… qui di fianco… era l’ascensore… ma tu dormivi?

DANIELE
Io? No…

LAURA
Come no?

Laura inizia a picchiare sulle pareti dell’ascensore.

LAURA
Aiuto! Aiuto! Siamo qui… ci sentite?

DANIELE
Oh… oh… siamo chiusi nell’ascensore… oh…

LAURA
Aiuto… aiuto!

Nessuno risponde.

LAURA
Che ore sono?

DANIELE
Le sei e venti… è mattina.

LAURA
Allora poteva essere il guardiano… forse stava facendo un giro di controllo. E noi dormivamo… non è possibile… non ci posso credere… che idioti… L’unica occasione che avevamo per uscire di qui… l’abbiamo persa…


DANIELE
Aspetta… calmati… non è detto.

LAURA
Come no? Sei stato tu a dirlo, no? Se passa qualcuno di fianco a noi con l’altro ascensore ci può sentire… basta, basta… io non ci voglio più stare qui… voglio andare via…

Laura sta perdendo il controllo, Daniele cerca di calmarla.

DANIELE
Non fare così…

LAURA
Voglio andare via… via.

Laura prende a calci e a pugni le pareti dell’ascensore. Daniele cerca di fermarla.

DANIELE
Cerca di ragionare… non è detto che ci fosse qualcuno sull’ascensore.

LAURA
Che cazzo dici?

DANIELE
Forse il guardiano ha fatto un giro… ha visto che c’era un ascensore bloccato… o che segnalava occupato… ha voluto verificare se l’altro funzionava… e l’ha chiamato… forse l’ascensore era vuoto. Scendeva senza nessuno dentro. Tu non ti sei accorta se saliva o se scendeva?

LAURA
Mi stai prendendo per il culo?

DANIELE
No… ma il guardiano è sotto, al primo piano, giusto? Se l’ascensore è sceso vuol dire che il guardiano ha chiamato l’ascensore… però se è sceso e non è più salito può darsi che nell’ascensore non ci fosse nessuno.

LAURA
Non capisco.

DANIELE
Se uno chiama l’ascensore al piano terra significa che vuole salire… ma se non sale… significa che ha voluto solo controllare… forse ha capito che uno dei due ascensori non funziona e magari adesso… o tra qualche ora… chiamerà l’azienda… quella che ha istallato l’ascensore. Quelli vengono anche al sabato e alla domenica.

LAURA
No… non verrà nessuno… nessuno.

Laura cerca di pensare e di ragionare, poi si passa una mano tra i capelli, poi sul viso. Daniele resta a guardarla, senza sapere cosa fare. Laura inizia a piangere coprendosi il viso con le mani. Daniele le si avvicina, le mette una mano sulla spalla, poi le accarezza i capelli. Laura continua a piangere, Daniele l’abbraccia e lei si lascia stringere senza opporre nessuna resistenza. Il pianto di Laura si fa sempre più forte, incontrollabile. Daniele è seriamente preoccupato.

DANIELE
Non fare così… coraggio…

LAURA
Ho paura… stringimi… stringimi…

Daniele continua a tenerla stretta tra le braccia. Laura si stringe sempre di più a Daniele poi lo accarezza lungo la schiena. Anche Daniele la accarezza. I due corpi sono sempre più uniti. Una mano di Laura si infila sotto la camicia semisbottonata di Daniele il quale è visibilmente stupito ma anche colpito piacevolmente da quei gesti. Laura piange e contemporaneamente si fa più appassionata. Daniele, un po’ imbarazzato, la asseconda. Dopo pochi istanti Laura cerca la bocca di Daniele e lo bacia appassionatamente. Daniele è sempre più coinvolto e si lascia trasportare da Laura. I due si baciano con grande trasporto, i loro corpi si appoggiano ad una delle pareti dell’ascensore. E’ evidente che l’iniziativa è nelle mani di Laura. Daniele si limita a corrispondere in egual misura la passione di Laura. Le mani dei due si cercano, accarezzano i corpi liberandosi, nel loro percorso, di parte dei vestiti. Ad un tratto però Laura allontana Daniele da sé.

LAURA
No… no… scusa… scusa… oddio cos’ho fatto… perdonami…

DANIELE
No, perdonami tu… ho esagerato…

LAURA
No… sono stata io… ho iniziato io…

DANIELE
Scusa… non so che mi ha preso…

LAURA
Che vergogna chissà cosa penserai di me adesso…

DANIELE
Io? Niente… niente… assolutamente… anzi…

LAURA
E’ che mi sono fatta prendere dalla paura… quando piango io ho bisogno di essere abbracciata e… mi devo stringere a… ma scusa…

DANIELE
Anch’io. Anch’io ho avuto questo bisogno… è comprensibile… in questa situazione… e poi siamo molto emotivi… dico… tutti e due…

LAURA
Sì… sì…

Tra i due scende un silenzioso imbarazzo. Poi Daniele prende la confezione di Xanax e la porge a Laura.

DANIELE
Vuoi?

LAURA
Sì.

Laura prende lo Xanax e si lascia cadere alcune gocce nella bocca.

LAURA
Scusami… davvero, stavamo dormendo… e… svegliarsi così… mi sono sentita confusa… tu… tu… dici che la chiameranno… la ditta dell’ascensore, eh?

DANIELE
Sì… se il guardiano si è accorto… sì… credo di sì…

LAURA
Bene…

I due restano qualche istante in silenzio. Poi Laura inizia a ridere un po’ nervosamente. Daniele la guarda sorridendo ma senza capire.

LAURA
No… stavo pensando… a volte succedono cose assurde… no? C’è una persona che avrebbe pagato oro per trovarsi in questa situazione…

Daniele continua a non capire.

LAURA
Con te… voglio dire.

DANIELE
Con me?

LAURA
Sì… chiusi qui dentro…

DANIELE
E chi è?

LAURA
Bé… lo sai, no?


DANIELE
No… non so niente…

LAURA
Non fa altro che parlare di te… quando ti vede alla mensa o al bar… ti tiene gli occhi puntati addosso… è lei che ci ha presentati… una volta… non ti ricordi? Mi hai anche offerto il caffè.

DANIELE
Ma chi? Elena?

LAURA
Non dirmi che non te ne sei accorto. Anche lei lavora all’ufficio stampa… lei è pazza di te… ma lo sai, dài…

DANIELE
Veramente io…

LAURA
Ha persino chiesto di essere trasferita ai periodici… dove lavori tu.

DANIELE
Non ne so niente.

LAURA
Ma lei sa tutto di te… dice che sei una persona interessante, che hai un sacco di conoscenze… che fai un lavoro bellissimo.

DANIELE
Un lavoro bellissimo? Non me ne sono mai accorto… per me il mio lavoro è solo pagare le spese della mia famiglia… e t’assicuro che non sono poche. In realtà il mio lavoro mi fa schifo…

LAURA
Ma come? Elena dice che i tuoi articoli sono sempre…

DANIELE
Articoli? Scrivere di televisione è scrivere articoli? Intervistare qualche stronzo che si crede una celebrità è scrivere articoli? Lo sai per quali giornali scrivo io? Lo sai cosa interessa alle persone che leggono periodici femminili? Sapere quali vestiti indossare quest’inverno… come truccarsi, come pettinarsi, cosa fare per non perdere il marito… come comportarsi con l’amante… sapere se qualche stronza s’è rifatta le tette, il culo o la bocca… e io incontro e intervisto tutti gli imbecilli che per questa gente sono una specie di idolo. Bel lavoro, eh? Io faccio parlare donne e uomini che simulano di avere una vita vera… ma che con la vita vera non hanno un cazzo a che vedere.

Laura resta in silenzio.

DANIELE
E alla tua amica Elena piace il mio lavoro?

Daniele prende la sua borsa la apre, ne sfila una rivista, la apre e inizia a leggere.

DANIELE
“Alla televisione e ai flash dei fotografi preferisco di gran lunga stare con la mia famiglia nella mia fattoria in Maremma… Non c’è niente di meglio che essere madre per capire cosa conta davvero nella vita… per me essere madre è meglio di qualsiasi ruolo in qualsiasi film… Non mi vedo per niente come un sex-symbol… tutte le volte che mi guardo allo specchio mi dico: oddio che catastrofe…” Questo è quello che scrivo. Questa è la roba che ci sarà scritta sul mio libro.

Laura resta in silenzio a guardare Daniele.

LAURA
Perché lo fai?

DANIELE
Te l’ho detto… la mia famiglia costa. E il modo migliore per monetizzare la mia inutile laurea in lettere è questo… del resto non devo nemmeno lamentarmi… in fondo racconto le vite dell’élite culturale della nostra società… fotomodelle, attori, presentatori… vallette… calciatori.

Daniele sorride amaramente.

DANIELE
E forse non può nemmeno aspirare a qualcosa di meglio uno così carente di talento e di personalità…

LAURA
(ironica) Perché parli così di te? Non mi sembri carente di personalità… semmai sei carente di pose e di atteggiamenti… ma quelli ti possono sempre venire… hai ancora qualche speranza.

DANIELE
Grazie.

LAURA
E il talento non è una cosa che devi avere per forza… basta che te lo riconoscano due o tre persone che contano…

DANIELE
Come il tuo amico Magliani.

LAURA
Non solo lui. Basta che guardi bene quelli che contano qui dentro, come si comportano… Hanno tutti quanti lo stesso tipo di cinismo… e sai come lo chiamano? Mentalità vincente. Tutti, quelli dei periodici, quelli dei libri, quelli della pubblicità… quelli dello spettacolo… della moda. Tutti. E sono così anch’io… mi ci hanno fatto diventare. Anzi no… ho voluto diventare così… mi sono impegnata… l’ho desiderato… e adesso lo sono. Ho imparato a parlare… a guardare… a comportarmi… e mi piace… mi ci sono abituata… e ho scoperto che è così piacevole l’abitudine.

DANIELE
Lo so… lo so…

LAURA
Mi sento così tranquilla quando vedo persone simili a me… perché dovrei criticarle?
La cosa più importante è sapere cosa si é. Noi vendiamo cose… solo cose. Cose da leggere… o da guardare… non bisogna illudersi di essere altro. Dobbiamo andare incontro ai gusti della gente… assecondarli… e vendere, senza preoccuparci d’altro… non siamo noi che ci dobbiamo preoccupare, no?

DANIELE
Certo. Non siamo noi. Anzi… abbiamo il dovere di contribuire a spargere stronzate.

Daniele ride, anche Laura ride.

LAURA
Esatto. Noi non c’entriamo. E soprattutto noi siamo immuni alle stronzate che spargiamo.

Daniele sorride.

LAURA
Noi abbiamo solo il dovere di incarnare i gusti della gente, e di elaborarli esattamente come la gente se li aspetta.

DANIELE
Hai imparato bene la lezione.

LAURA
Ho seguito tutti i seminari aziendali. Non ne ho perso uno.

DANIELE
Anche la tua amica Elena?

LAURA
Bé… per lei i seminari sono come la bibbia… è fortunata, no? Come tutti quelli che credono in qualcosa…

DANIELE
Ecco perché le piaccio tanto… è solo per devozione aziendale.

LAURA
No… lei dice che sei un vincente…

DANIELE
Io? Bé… allora non capisce proprio un cazzo… Magliani è un vincente…


LAURA
Certo, lei non ti ha visto alle prese con lo Xanax.

DANIELE
E’ un privilegio che concedo a pochi intimi.

LAURA
Che fortuna che ho…

I due restano qualche istante in silenzio. Poi Laura sorride.

LAURA
Bé… se non altro abbiamo capito una cosa… che tutti e due lavoriamo in un posto che ci fa cagare.

DANIELE
Sì, e se non ci tirano fuori di qui in fretta c’è rischio che ci lasciamo la prova tangibile.

Laura ride. Daniele le si avvicina.

DANIELE
Hai notato una cosa? Malgrado tutto dopo che ci siamo… baciati… ci siamo molto aperti…

LAURA
Cosa vuoi dire?

DANIELE
Bé… che l’intimità… crea intimità… siamo riusciti a dirci che lavoriamo in un posto che ci fa schifo.

LAURA
In fondo tutti i posti fanno schifo…

DANIELE
E abbiamo in comune anche buona parte del prontuario farmacologico nazionale.

LAURA
Più o meno siamo tutti un po’ impasticcati…

DANIELE
Vuoi sminuire la mia teoria?

LAURA
E tu? Cosa vuoi?

Daniele si avvicina e bacia Laura.

LAURA
Siamo sposati.

DANIELE
Felicemente?

LAURA
Bé… che c’entra?

DANIELE
Un po’ c’entra.

Daniele bacia ancora Laura, lei si lascia baciare.

LAURA
Ho una figlia.

DANIELE
Anch’io.

LAURA
Ma almeno lo sai come mi chiamo?

DANIELE
Oddio… non me lo ricordo.

LAURA
Laura.

DANIELE
Io Daniele…

LAURA
Sì… lo so…

I due scivolano sul pavimento dell’ascensore e iniziano a fare l’amore.

BUIO

SCENA 5
Ore 15 (sabato)

Laura e Daniele sono sdraiati nell’ascensore, semisvestiti e abbracciati, i corpi stretti tra loro e avvinghiati insieme ai vestiti. Stanno dormendo. Lentamente si muovono, Laura si libera dall’abbraccio di Daniele si strofina gli occhi e si mette a sedere. Resta per qualche istante a guardare il disordine che le si presenta davanti agli occhi. Sembra incredula. Poi istintivamente apre la borsa da viaggio e ne sfila un vestito pulito. Lo indossa. Poi cerca la bottiglia dell’acqua e beve avidamente. Poi si ferma guarda quanta acqua è rimasta e quindi finisce di berla in un sorso. Inizia a frugare ancora nella borsa e trova una piccola confezione di cioccolatini. E’ decisamente affamata, ne scarta uno e lo mangia con gusto, subito ne scarta un altro e se lo infila in bocca. In quel momento Daniele apre gli occhi.

DANIELE
(assonnato) Che fai? Mangi?

LAURA
Cioccolatini, vuoi?

DANIELE
Sì.

Laura dà un cioccolatino a Daniele che subito lo scarta e se lo infila in bocca voracemente.

LAURA
Che ore sono?

DANIELE
Le tre.

LAURA
Le tre?

DANIELE
Del pomeriggio.

LAURA
Ma da quante ore siamo qui dentro?

DANIELE
(riflette) Sedici… diciassette.

Laura chiude gli occhi e appoggia la testa alla parete.

LAURA
Non l’ha chiamata la ditta dell’ascensore… il custode dico…

DANIELE
No…

Daniele vede la bottiglia dell’acqua e la prende.

DANIELE
E’ finita…

Laura guarda Daniele facendo cenno di sì.

LAURA
Scusa… ce n’era proprio un sorso.

Daniele sorride.

DANIELE
Ho letto da qualche parte di gente che è rimasta chiusa nell’ascensore per tanto tempo… ma tanto… tipo due settimane… venti giorni… una donna di servizio è riuscita a sopravvivere bevendo l’acqua di un secchio dove stavano degli stracci per lavare per terra… un uomo invece è riuscito a sopravvivere bevendo la sua pipì… pazzesco, no?

LAURA
Sì… cosa non si fa per sopravvivere, eh? Per stare aggrappati alla vita…

Daniele guarda Laura che rimane in silenzio e abbassa lo sguardo.

LAURA
(con tono amaro) Ma non solo dentro a un ascensore… tutti i giorni… cose insignificanti ma che danno un po’ di illusione… o cose di cui magari ci si vergogna… ma che danno la possibilità di respirare…

Daniele guarda Laura cercando di capire il significato delle sue parole.

DANIELE
Ti sei pentita di quello che è successo?

Laura guarda Daniele, sorride lievemente. Daniele scarta un altro cioccolatino.

LAURA
No… doveva succedere… sai quante volte ci ho pensato… se mi fosse capitata un’occasione… per caso… di… insomma è la prima volta… che… io non… non ho mai tradito mio marito.

Daniele guarda Laura e le sorride come per incoraggiarla a parlare.

LAURA
La mia vita è così… ferma… immobile… così perfetta nei ritmi… nelle ripetizioni… non c’è posto per cambiamenti di rotta. Dovevo andare al mare questo week-end. Mio marito ha preso una casa al mare con suo fratello e i suoi figli che hanno più o meno l’età di mia figlia. E’ un impegno che non saltiamo mai. Lo facciamo tutti per i bambini… sai. Preferiremmo starcene a riposare a casa ma invece, per i bambini… tutte le settimane ci mettiamo in coda per il mare e la domenica sera in coda per tornare. (sorride amara) Da aprile a ottobre… è da tre anni che facciamo così… la stessa vita. Mio marito e mio cognato che seguono le partite di calcio, alla radio alla televisione… mangiare il fritto di pesce al ristorante sulla spiaggia… i bambini che litigano, che piangono… e io che non vedo l’ora che torni lunedì per tornare in ufficio… così mi stanco di meno.

Daniele sorride come se capisse perfettamente le parole di Laura.

LAURA
Io e mio marito stiamo insieme da quasi dieci anni… io lo guardo e vedo il suo entusiasmo ancora uguale all’inizio… per lui la nostra famiglia è tutto… e io lo invidio… lui mi ama tantissimo… con me è sempre allegro, premuroso… e io mi sento in colpa… perché invece io non sono più come lui, anche se gli voglio bene… anche se non riesco a immaginarmi una vita senza di lui. Ci sono cose del nostro passato che lui ama e che conserva dentro di sé con gioia ma che per me non hanno più significato. Ascolta sempre una canzone che gli ho fatto conoscere io quando eravamo ancora fidanzati. Quando l’ascolta lui è felice… sorride, mi prende la mano, me la stringe… mi guarda con amore e a volte si commuove… come se il tempo non fosse passato. A me quella musica invece non interessa più… è lontanissima… non mi dà più nessuna emozione. E io mi sento in colpa… perché non ho nessun motivo per non amarlo più… e non posso dirgli che il mio amore si è usurato, consumato… così senza una ragione.

Daniele osserva Laura che si interrompe per un istante, cercando di trattenere la commozione. Daniele le accarezza il viso.

LAURA
Lui mi desidera, mi vuole… vuole fare l’amore ancora come una volta e io non so negarglielo anche se preferirei dormire. Non so dirgli di no… mi lascio toccare, accarezzare… e lentamente cerco di assecondarlo… e mi costringo ad eccitarmi e a volerlo. Lo faccio, perché mi peserebbe di più rifiutarlo, ferirlo… procurargli un dispiacere. E’ la persona che al mondo meriterebbe meno un dolore, una ferita. Non ho mai avuto nessun motivo per lasciarlo e nemmeno per tradirlo… La notte lo sento dormire di fianco a me così tranquillo, sento il suo respiro sereno… nel sonno lui allunga una mano e mi accarezza, quasi per essere sicuro che io sia ancora lì, al suo fianco e poi riprende a respirare tranquillo. Mentre io invece resto al buio a osservare il soffitto e non dormo, allora prendo lo Xanax… mi concentro sul mio respiro e non sul suo e finalmente riesco a dormire qualche ora. La sua dolcezza mi fa venire qui allo stomaco un grumo di sensi di colpa mischiato alla nostalgia di quello che eravamo… e mi sento incapace di reagire a qualsiasi cosa.

DANIELE
E adesso? Come ti senti?

LAURA
Non lo so… non lo capisco… mi piacerebbe sentirmi in colpa… ma…

DANIELE
Niente?

LAURA
Niente. Sono solo stupita del fatto che lui non sia venuto a cercarmi qui… Di solito lui pensa a tutto… a qualsiasi evenienza… possibilità… la nostra vita è fatta di meccanismi perfetti, collaudati, la baby sitter che si occupa della bambino quando noi siamo al lavoro… io che non sbaglio mai gli orari… che tengo sempre tutto sotto controllo… lui è abituato che le cose vadano perfettamente… organizzate al secondo… non è mai capitato un contrattempo, questa è la prima volta.

Daniele la guarda, sorride.

DANIELE
Sono finiti i cioccolatini?

Laura sorride e guarda nella propria borsa.

LAURA
Ce ne sono ancora due.

Laura ne passa uno a Daniele, i due iniziano a scartare i cioccolatini e li mangiano.

DANIELE
Sai che non ho mai provato la fame… quella vera.

LAURA
Nemmeno io.

DANIELE
L’ultima volta che ho mangiato è stato ieri a mezzogiorno… un insalata e una mozzarella.

LAURA
Più o meno anch’io.

DANIELE
Sono più di ventiquattro ore che non mangiamo…

LAURA
Io più che altro ho sete…

DANIELE
Sì… anch’io… poi il cioccolato… l’aumenta… dobbiamo resistere ancora fino a domani mattina… mancano quindici ore… più o meno…

LAURA
Quindici ore.

I due si guardano.

DANIELE
Bello questo vestito… ti sta bene.

LAURA
E’ per il mare… me lo sarei messo oggi…

Daniela accarezza il vestito di Laura, poi le accarezza il collo, la pelle delle spalle, il seno.

LAURA
Forse è meglio se…

DANIELE
Se?

LAURA
Non è il caso…

DANIELE
Non più?

LAURA
No è che… perché non mi parli un po’ di te?

DANIELE
Sì…

Daniele si avvicina a Laura e inizia a sussurrarle qualcosa nell’orecchie, lei ride, lui la bacia sul collo.

LAURA
No… non questo…

Daniele la bacia e le fa scivolare il vestito lungo la spalla. I due si abbracciano e scivolano sul fondo dell’ascensore.

BUIO

SCENA 6
Ore ventiquattro (domenica)

Laura e Daniele sono semisdraiati sul fondo dell’ascensore, incominciano ad essere visibilmente stremati ed hanno caldo. Ad un tratto Laura si piega su se stessa di scatto.

LAURA
Ah… ah…

Daniele le si avvicina preoccupato.

LAURA
Oddio… che dolori… che dolori.

DANIELE
Dove…

LAURA
Ah… qui… allo stomaco… che male… che male…

DANIELE
Ma così? Improvvisamente?

Laura fatica a parlare accusa ancora delle fitte all’addome.

DANIELE
Spiegami… cos’hai…

LAURA
Come degli aghi… qui (indica lo stomaco) un male atroce.

DANIELE
E’ lo stomaco che è vuoto… gli acidi gastrici…

Laura cerca di trattenersi dal mostrare il proprio dolore. Daniele apre la sua valigetta e inizia a cercare qualcosa.

DANIELE
Dovrebbero esserci… due o tre almeno… sono sicuro…

Daniele cerca ancora e finalmente estrae una confezione metallica con alcune pastiglie.

DANIELE
Eccole… ce ne sono solo tre… ma dovrebbero bastare.

Daniele estrae una pastiglia e la da a Laura.

LAURA
Cos’è?

DANIELE
Maalox. Prendilo… devi masticarlo…

LAURA
Sì, lo so… lo conosco.

DANIELE
Pure questo?

Laura fa segno di sì con la testa e intanto mastica la compressa di Maalox.

DANIELE
Come va?

LAURA
Dammene un altro.

Daniele esegue sorridendo.

DANIELE
Vacci piano che ne è rimasta solo una.

Laura mastica lentamente, il suo viso si distende mostrando un po’ di sollievo.

DANIELE
Va meglio?

Laura annuisce.

DANIELE
E’ l’acidità nello stomaco vuoto… il Maalox neutralizza gli acidi… non è grave… è solo la fame.

LAURA
Hai ragione tu sai? Non abbiamo mai sofferto la fame… questa fame.

Daniele sorride e annuisce.

LAURA
Per me la fame è sempre stata una cosa bella… fin da bambina… avere fame è una necessità in grado di dare piacere, soddisfazione… non questi dolori… questa sofferenza.

DANIELE
Lo vedi? Facciamo un lavoro che non ci piace ma che ci preserva dalla fame… Le insoddisfazioni, le frustrazioni… sono niente in confronto, no? In fondo siamo fortunati. Poteva capitarci di nascere qualche parallelo più a sud.

Laura annuisce con un sorriso, poi sorride respirando profondamente in segno di sollievo.


LAURA
Io non riesco più a capire che ore sono…

DANIELE
Abbiamo scavallato il sabato, é domenica… mezzanotte e mezza. Mi dai un Prozac per favore?

LAURA
Sì… me lo prendo anch’io…

Laura prende la confezione di medicine, dà un confetto a Daniele e uno lo prende per sé. Entrambi ingoiano le pastiglie.

LAURA
Vorrei dormire… dormire fino a lunedì mattina, non sentire più niente, né la fame, né la sete, né il tempo che deve passare.

DANIELE
Dormi.

LAURA
Non riesco…

DANIELE
Prendi un po’ di Xanax…

LAURA
Ho appena preso il Prozac…

DANIELE
Aspetta un’ora…

LAURA
Sì… mi sa che lo farò.

DANIELE
Anch’io… ho voglia di dormire… così se dormiamo abbassiamo il metabolismo e non soffriamo la fame.

Laura guarda Daniele, sorride, poi la sua espressione si trasforma in un leggero imbarazzo.

LAURA
Senti… a proposito di metabolismo… credo… credo sia arrivato il mio turno.

DANIELE
In che senso?

Laura è imbarazzata. Daniele se ne accorge.

DANIELE
Bé? Dimmi.

LAURA
Come avevi detto tu? “… ci sono cose che non si possono evitare… né rimandare…”

DANIELE
Ah! Ho capito.

LAURA
Come facciamo?

DANIELE
Bé, dài… quando è successo a me… eravamo meno in confidenza.

LAURA
Che vuol dire?

DANIELE
Nel frattempo… è successo qualcosa…adesso siamo più… capito, no?

LAURA
Ma non c’entra niente… l’imbarazzo è uguale… anzi… io sono una donna… mica posso… dài…

I due restano qualche istante a sorridersi imbarazzati.

LAURA
Che faccio?

DANIELE
Quello che vuoi… come vuoi… io non ti guardo, anzi (scherzando) mi metto in testa questo.

Daniele prende il sacchetto di carta contenente il regalo per il marito di Laura, lo rovescia facendo scivolare dal sacchetto una camicia colorata che cade a terra. Daniele si infila il sacchetto in testa. Laura si premura di raccogliere subito la camicia, strappa dalla testa di Daniele il sacchetto e rimette a posto la camicia.

LAURA
(innervosita) Chi t’ha detto di toccare?

DANIELE
(continuando lo scherzo) Bé… mi mettevo il sacchetto… per non vedere te… che… (ride)

LAURA
Non c’è niente da ridere…

DANIELE
(ride ancora) Sto scherzando…

LAURA
Non mi va di scherzare su queste cose… questo è il regalo per mio marito…

Il sorriso sulle labbra di Daniele si spegne, i due diventano seri.

DANIELE
Scusa.

Restano in silenzio qualche istante.

DANIELE
Che vuoi fare?

LAURA
(sgarbata) Niente.

DANIELE
Ma avevi detto che…

LAURA
Non importa cosa avevo detto.

Silenzio.

LAURA
Sono una cretina io… che ti ho detto delle cose mie, cose importanti che… in fondo tu chi cazzo sei? Eh? Se non si bloccava l’ascensore io e te non avremmo mai parlato… al massimo buon giorno, buona sera. Non ti ricordavi nemmeno il mio nome… poteva capitarti con un’altra era la stessa cosa… adesso avrai una storiella in più da raccontare qua dentro a qualche collega stronzo. Una bell’esperienza… quarantotto ore con una sconosciuta in un ascensore… e te la sei pure scopata… poteva andarti peggio, no?

DANIELE
(sarcastico) Bé, sì effettivamente… se mi capitava l’amministratore delegato…

LAURA
Ma vaffanculo.

DANIELE
Sto scherzando.

LAURA
Sì, scherza… scherza… ti volevo vedere se non avevo lo Xanax e il Prozac.

Daniele la guarda, sorride.

DANIELE
(ironico) Bé, io ti ho dato il Maalox.

Breve silenzio.

DANIELE
(conciliante) Scusa, non mi ricordavo che c’era dentro il regalo per tuo marito. Non ci ho pensato… (ironico) e poi nemmeno tu mi sembra… ci hai pensato molto…

LAURA
A cosa?

DANIELE
A tuo marito.

LAURA
Lo vedi che sei uno stronzo?

DANIELE
Ah sì? E perché sono uno stronzo? Perché m’hai confessato quanto ti fa soffrire non essere più innamorata di tuo marito? O perché è tanto una brava persona che non merita di essere mollato o tradito? Perché? Dimmelo. Solo perché tu hai aperto i rubinetti e io no? Perché non ti ho sbattuto in faccia tutti i miei problemi?

LAURA
Tu non ne hai bisogno… l’ho visto come stai… come sei ridotto.

DANIELE
Male… molto male… sono ridotto malissimo… per tante ragioni… ma non me ne frega un cazzo d’avere una facciata diversa da mostrare agli altri…
Noi due siamo uguali e siamo uguali a un sacco di altra gente… non sperare di essere originale. Possiamo tutti e due sopravvivere tranquillamente quarantotto ore senza mangiare e senza bere ma non senza farmaci.
Lo vuoi sapere cos’hai di diverso da me?

Laura non risponde.

DANIELE
Te lo dico io: il dosaggio. Qualche goccia in più, qualche pastigglia in meno, tutto qui.

Laura ha un gesto di disapprovazione ma resta in silenzio.

DANIELE
Sai qual’è il nostro problema? Recuperare serotonina. Lo sai cos’è, no? E’ un neurotrasmettitore tra le cellule e il cervello. Il Prozac è la pillolina magica che regola il livello di serotonina e ci fa essere tanto educati e controllati. Uno dice sei influenzato da questioni personali, privatissime, il papà, la mamma, i figli, la moglie, il marito… la società… un bel cazzo! Il problema è la composizione chimica dei nostri cervelli. Che facciamo? Mandiamo affanculo Freud, Jung e tutti gli strizzacervelli del cazzo? Forse. O è forse vero il contrario? Che è la vita che fa talmente schifo che il nostro cervello si rifiuta di produrre serotonina? Nel dubbio ci impasticchiamo… e cerchiamo di rubare qualche attimo di tranquillità alla vita. Lo sai cosa è successo qua dentro? Tra di noi? Un momento di vita condensato, concentrato… roba da laboratorio. Due cavie, maschio e femmina, chiuse in una scatola di sardine… la paura, il panico, l’accoppiamento, i bisogni corporali, l’aggressività… tutto quello che di solito succede in mesi di frequentazione qui invece, per magia, due giorni bastano e avanzano. Bello no?

Laura non parla resta in silenzio visibilmente offesa dalle parole di Daniele. Lui la osserva attendendo una reazione che però non arriva.

DANIELE
Va bene… vuoi che torniamo in pari? Vuoi che finiamo questo psicodramma? Te le dico anch’io delle cose mie, cose importanti. Così anche tu potrai avere qualcosa di carino da raccontare ai tuoi colleghi qui dentro.

LAURA
Non me ne frega niente.

DANIELE
Aspetta a dirlo. Non mi sottovalutare. Sai il tuo amico Magliani? La star che scrive romanzi di successo da cui traggono film ed è tradotto in mezzo mondo… quello scorbutico… ma affascinante? Bé… si scopa mia moglie… quella della fotografia. (sorride sarcastico) Da un anno.

Laura guarda Daniele e non può nascondere un’espressione di stupore.

DANIELE
Devi ammettere che questa è una notizia più interessante da diffondere in ufficio, no? Più interessante di quella che mi sono scopato te in ascensore. Come diceva la tua amica? “Un vincente”? Eccomi qua splendido e felice come s’addice a un vero vincente.

I due restano qualche istante in silenzio.

DANIELE
Capiscicperché la mia serotonina ha i coglioni un po’ girati? A me non pubblicano romanzi, ma solo interviste del cazzo… mia moglie si vede con un uomo di successo che di romanzi gliene pubblicano quanti ne vuole. Mia figlia mi guarda e mi domanda: “…papà, perché non vuoi più bene alla mamma?”. E ogni tanto crollo a terra col cuore che mi scoppia e la pressione a zero. T’assicuro che la mia vita me la immaginavo un po’ diversa.

Laura guarda Daniele e gli sorride.

LAURA
Mi spiace.

DANIELE
(ironico) No… non dire così, ti prego… era meglio quando mi davi dello stronzo… eri più credibile.

LAURA
No mi spiace davvero…

I due restano qualche istante in silenzio.

LAURA
Sai… non resisto proprio più.

Laura prende il sacchetto contenente il regalo per suo marito, delicatamente ne sfila la camicia che deposita delicatamente sulla borsa da viaggio. Poi avvicina a Daniele il sacchetto con un lieve sorriso. Daniele le risponde con un altro sorriso, poi prende il sacchetto e se lo infila in testa.

BUIO

SCENA 7

Daniele e Laura sono profondamente addormentati. Sono sdraiati sul fondo dell’ascensore cercando, nel sonno, la posizione più comoda. Nei loro movimenti incoscenti si avvicinano l’uno all’altro fino a quando i loro corpi si toccano e poi si abbracciano. In questa posizione continuano a dormire.

BUIO

SCENA 8

Daniele e Laura sono a terra svegli ma immobili, stremati.

LAURA
Che ore sono?

DANIELE
Non te lo dico… me l’hai chiesto dieci minuti fa…

LAURA
Non è vero sarà passata più di un’ora.

DANIELE
Dieci minuti.

LAURA
Che ore sono?

DANIELE
Me lo tolgo… l’orologio… non lo voglio più guardare.

LAURA
No… no…

Daniele si slaccia l’orologio dal polso e se lo mette in tasca.

LAURA
Quanto manca?

Daniele non risponde.

LAURA
Ho mal di stomaco…

DANIELE
Resisti… aspetta a prendere l’ultima pastiglia.

LAURA
Quanto abbiamo dormito?

DANIELE
Tanto…

LAURA
Quanto? Dimmi che ore sono…

Daniele non risponde.


LAURA
Quanto manca?

DANIELE
A cosa?

LAURA
A che ora arrivano quelli delle pulizie?

Daniele non risponde.

LAURA
Secondo te dovremmo urlare ancora?

DANIELE
Non lo so.

LAURA
Aiuto! Aiuto!

Laura subito dopo aver urlato si prende la testa tra le mani.

LAURA
Mi gira la testa.

DANIELE
Respira.

LAURA
Prendiamo un po’ di Xanax… almeno dormiamo ancora… e il tempo passa.

DANIELE
No… abbiamo lo stomaco vuoto… la pressione bassa… vuoi collassare?

LAURA
Cosa facciamo allora? Non ce la faccio più…

Laura si piega su se stessa per una fitta allo stomaco.

DANIELE
Coraggio.

LAURA
Ma tu non hai mal di stomaco?

DANIELE
L’intestino… mi fa malissimo… mi si è bloccato tutto… mi sono sforzato per resistere… dovrei andare in bagno…


LAURA
No, ti prego…

DANIELE
(tranquillizzante) No… no… tranquilla, t’ho detto che mi si è bloccato tutto…

LAURA
Tra quanto arrivano quelli delle pulizie?

Daniele scuote il capo.

LAURA
Ho fame.

Daniele non risponde.

LAURA
Ho fame… vorrei… vorrei un piatto di pasta con i pomodorini freschi, la mozzarella, i capperi… il basilico…

DANIELE
Io mi accontenterei di un pezzo di pane…

LAURA
Pane e prosciutto… un panino di quelli che mi vendeva il bidello quando andavo a scuola…

DANIELE
Il bidello… è vero… anch’io compravo i panini dal bidello… li faceva anche col salame… quando arrivava l’ora dell’intervallo ci precipitavamo tutti a comprarli… era la fame più bella che ricordo… restare a stomaco vuoto fino alle undici di mattina era già un sacrificio mostruoso…

LAURA
Io mi ricordo il pane tostato che mi faceva mia mamma… usava i panini all’olio, li tagliava a fette sottili sottili e le metteva nel forno… diventavano croccanti, dorate… le mangiavo con la marmellata o la nutella…

DANIELE
Basta… basta…

Laura inizia a piangere sommessamente.

LAURA
Mi vengono in mente un sacco di cose di quando ero bambina… è come se lo sentissi ancora il profumo del pane di mia mamma… la mattina, prima di andare a scuola. Mentre mangiavo lei mi spazzolava i capelli, me li pettinava con calma, delicata… mi faceva venire i brividi alla schiena… poi mi preparava la merenda da mettere nella cartella… era per l’intervallo ma non resistevo mai… me la mangiavo sempre alla seconda ora di lezione…

Daniele sorride.

LAURA
(piangendo) Non sarà mai più così… mai più… non torneranno mai quelle cose… me le ero dimenticate…

DANIELE
Adesso però ti sono tornate in mente.

Laura annuisce cercando di trattenere le lacrime.

DANIELE
E’ la fame… te le ha fatte ricordare…

Laura si asciuga le lacrime.

DANIELE
Io invece mi ricordo che da bambino mi faceva schifo andare al bagno della scuola, era sporco, puzzava, era di quelli alla turca, hai presente? Avevo paura di caderci dentro. E se mi scappava la cacca, piuttosto di andare in uno di quei gabinetti me la tenevo, ero capace di resistere ore. Poi però mi venivano dei dolori pazzeschi, non riuscivo più ad alzarmi dal banco… restavo piegato in due con delle fitte micidiali. Allora spesso dovevano chiamare mia mamma che mi veniva a prendere e mi portava a casa . E lì finalmente potevo scaricarmi. Quei dolori, gli stessi, identici… sono quelli che ho adesso.

Laura sorride smettendo di piangere.

DANIELE
Mi ricordo la faccia preoccupata di mia mamma che ogni volta pensava che avessi qualcosa di grave, un appendicite, o peggio… mi massaggiava la pancia adagio adagio… e malgrado il male che avevo anche a me venivano i brividi alla schiena. Povera mamma… non le ho mai detta la verità… perché mi vergognavo… un giorno o l’altro glielo devo dire. Chissà se se lo ricorda?

I due si guardano per un istante..

DANIELE
Bé, in fondo se non restavamo chiusi qui dentro non ci sarebbero mai tornate in mente queste cose.

Laura si piega ancora per un dolore.

LAURA
Dammi quella pastiglia.

Daniele prende l’ultima pastiglia di Maalox e la consegna a Laura che subito inizia a masticarla. Laura sospira di sollievo.

LAURA
Che ore sono?

Daniele non risponde. Laura si innervosisce.

LAURA
Cazzo che ore sono? Voglio saperlo… voglio saperlo…

DANIELE
Manca poco.

LAURA
Quanto?

Daniele sfila di tasca l’orologio e lo butta a terra vicino a Laura. Lei lo prende e guarda.

LAURA
Non capisco… non capisco… è pomeriggio… è mattino? (urlando) Che ore sono?

DANIELE
(esitando) Non lo so…

LAURA
Come? Cosa vuol dire?

DANIELE
Abbiamo dormito… non lo so… forse è mattino… forse pomeriggio… non lo so più.

Laura resta sbigottita per un istante poi si fa prendere dal panico.

LAURA
No… no… io non ce la faccio più… ho paura… ho paura…

DANIELE
Calmati per favore… calmati.

LAURA
Non voglio morire… non voglio morire…

Daniele si avvicina a Laura e l’abbraccia.

DANIELE
Non puoi morire…

LAURA
Sì… sì…

DANIELE
Ormai manca poco…

LAURA
Non respiro più… voglio uscire… mi manca l’aria… voglio uscire!

Improvvisamente si sentono dei rumori.

DANIELE
Hai sentito?

Laura fa segno di no con la testa.

DANIELE
Un rumore…

Si sentono altri rumori.

DANIELE
Ehi! C’è qualcuno? Mi sentite?

VOCE F.S.
Chi è?

DANIELE
Nell’ascensore… nell’ascensore… siamo rimasti bloccati… mi sentite?

VOCE F.S.
Sì…

DANIELE
Tirateci fuori… chiamate qualcuno…

VOCE F.S.
Sì… chiamo subito il guardiano…

Daniele si volta verso Laura.

DANIELE
Hai sentito? Ci tirano fuori… stanno venendo.

Daniele abbraccia Laura che si scioglie in un pianto nervoso. I due si stringono.

DANIELE
E’ finita… è finita…

LAURA
Sì… sì…

DANIELE
E’ finita… ce ne andiamo…

I due si distaccano l’uno dall’altro.

LAURA
Dobbiamo prepararci… sistemarci…

DANIELE
Sì… sì… dobbiamo rivestirci…

Il comportamento di entrambi si fa lentamente più freddo e razionale.

LAURA
Mi rimetto i vestiti che avevo, no? Questo lo tolgo.

DANIELE
Sì… è meglio.

Laura si rimette l’abito che aveva quando è entrata nell’ascensore. Daniele si infila la camicia nei pantaloni, si aggiusta, infila la giacca. I due si guardano a vicenda quasi a controllarsi l’un l’altro.

LAURA
Si vede qualcosa?

DANIELE
In che senso?

LAURA
Bé… si vede che? No, vero? Non si vede niente.

DANIELE
Ah… in quel senso… no… no, assolutamente… no.

I due sembrano impacciati, vogliono apparire distaccati l’uno nei confronti dell’altra, come se non fosse successo niente tra loro.

LAURA
Io… non…

DANIELE
Sì?

LAURA
No, dico… io non entrerò in particolari… con… con nessuno… mai…

DANIELE
Ah… sì… certo… nemmeno io, scherzi?

I due si guardano con un po’ di imbarazzo.

LAURA
Mi spiace se… sono stata… un po’…

DANIELE
No, non ti devi preoccupare… anch’io del resto… in qualche momento ho esagerato… non

LAURA
Ma no… in questa situazione… chiunque…

DANIELE
Sì… è stata dura…

LAURA
Sì… comunque grazie perché… mi hai aiutato…

DANIELE
Figurati… se non ci fossi stata tu… io… senza Xanax.

I due si sorridono. Poi si sente un rumore, l’ascensore subisce un piccolo scossone.

DANIELE
Si muove… si sta muovendo.

LAURA
Sì… sì…

DANIELE
Sta scendendo.

Laura raccoglie le proprie cose, Daniele prende la propria ventiquattrore. Tutti e due si sistemano davanti alle porte dell’ascensore che dopo poco si aprono. I due vengono accolti da una luce abbagliante, le due silouettes si stagliano in controluce. Daniele e Laura escono dall’ascensore. Le porte si richiudono alle loro spalle.

BUIO

SCENA 9

Si sente il rumore dell’ascensore che, completamente vuoto, si ferma ad un piano, le porte si aprono entra Laura vestita in modo differente dalle scene precedenti. Le porte si richiudono. Laura si guarda nello specchio si aggiusta i capelli. Dopo pochi istanti le porte si riaprono e sull’ascensore entra Daniele anch’egli vestito in modo differente.
I due si guardano e si sorridono.

LAURA
Ciao.

DANIELE
Ciao. (sorridendo) Fatto tardi… anche stasera… eh?

LAURA
Sì… il venerdì… è sempre così…

Silenzio.

DANIELE
Al mio piano non c’era più nessuno.

LAURA
Neanche al mio.

Daniele si avvicina alla pulsantiera dell’ascensore e preme il tasto ALT che subito blocca l’ascensore.

DANIELE
(scherzando) Si è fermato.

LAURA
(stando allo scherzo) Ma no… è impossibile…

Daniele si avvicina a Laura lentamente, lei sorride.

DANIELE
Mi sa che si è proprio fermato…

LAURA
Mi sa di sì. La corrente? Sarà andata via la corrente elettrica…

DANIELE
No… le luci non si sono spente.

LAURA
Per fortuna.

I due si toccano.

DANIELE
Se si deve fermare è meglio che poi possa ripartire quando lo vogliamo noi, no?

Laura sorride. Daniele l’abbraccia e poi la bacia.

LAURA
Come va?

DANIELE
Come sempre. E tu?

LAURA
Più o meno.

DANIELE
Devi partire per il mare?

LAURA
Sì… come sempre

DANIELE
A che ora?

LAURA
Tra un po’. E tu?Devi andare a casa?

DANIELE
Sì… più tardi.

LAURA
Allora possiamo aspettare, un po’?

DANIELE
Sì… possiamo. Sai… questo ascensore…

LAURA
Sì?

DANIELE
Ci ho pensato tanto…

LAURA
Anch’io.

DANIELE
Dovrebbe essere così sempre… basta premere Alt…

LAURA
Sì. Fermare tutto.

DANIELE
Quando ci pare… fermare il tempo.

LAURA
Sì… fermarci. Anche noi...

DANIELE
Sì… fermi, fermi, immobili. Anche per poco.

LAURA
Sì, anche per poco.

I due si baciano.

BUIO

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