Yutzy Brown

YUTZY BROWN

ORIGINALE DI SCIENCE - FICTION

di Pino Puggioni

PERSONAGGI

Yutzy Brown, giornalista di Deneb

Rod Knudsen, avvocato terrestre

1 Robot-poliziotto

2 Robot-poliziotto

Segretaria dell'avvocato Rod Knudsen

Commedia formattata da

Terra, anno 2653. La civilt terrestre si completamente meccanizzata. Tutto in mano ad elaboratissimi cervelli elettronici. Tutti coloro che abitano i pianeti esterni sono considerati provinciali. Yutzy Brown uno di questi. Conserva ancora la astuta intelligenza del coloniale e di conseguenza non accetta la pianificata civilt della Terra. Al contrario, l'avvocato Rod Knudsen considera tutti quelli che non ammettono la superiorit della civilt meccanica della Terra, degli esseri non completamente sviluppati. La scena rappresenta una sala arredata in maniera ultra-moderna. Macchine elettroniche. Pannelli pieni di spie elettriche. Qualche poltrona. Ambiente estremamente austero. E' l'anticamera della sala di riunione della Corte di Giustizia di Planetown.

Yutzy Brown - (accigliato, mezzo in disordine, entra scortato da due robot-poliziotto. Fa qualche passo) E' troppo! E' inaudito! Adesso basta! Vi ho seguito perch mi avete costretto. Ma debbo ribadire che in fatto di ospitalit. (Ironico) Voi... terrestri siete imprevedibili. Arrestare i visitatori dei pianeti esterni! Disgustoso!

Il primo Robot - (la voce metallica statica) Signore, ci duole avervi forzato a venire fin qua, ma cos ci stato ordinato.

Il secondo Robot - (stessa voce metallica) Dovete essere accusato di qualche cosa estremamente grave se per voi si scomodata l'Alta Corte di Giustizia. Sapete, sono persone intelligentissime.

Yutzy Brown - (furioso) Gi, io sarei il primo imbecille che si incontra per la strada! Mi avevano avvertito di essere cauto con le macchine della Terra, quando sono partito da Deneb, ma non pensavo si potesse arrivare a tanto. Insultato da robot.

Il secondo Robot - Non volevamo mancarvi di rispetto, signore. E' regola di noi androidi meccanici, servire nella maniera pi razionale possibile, senza interferire sulla personalit dell'uomo.

Yutzy Brown - Mi sembra che interferiate, invece. E come! da ci che ho visto in poche ore da quando sono sulla terra, si pu dire che l'intera cinta terrestre sia in mano vostra. Guardate voi per esempio. Due robot-poliziotto. Se me lo avessero detto su Deneb, non lo avrei creduto per nulla al mondo. Ma qui siamo sulla Terra e probabilmente le mie idee ed i miei convincimenti saranno giudicati una remora di tempi andati.

Il secondo Robot - Siete ancora in errore, signore, per quel che riguarda la civilt terrestre. I rapporti tra uomo e macchina sono rapporti correttissimi, e se i cittadini di Terra si fidano di noi, perch abbiamo in tutti i campi una visione critica pi obbiettiva di ogni singolo essere vivente.

Rod Knudsen - (entra dal fondo. E' vestito con una strana tunica. E' altezzoso sia come parla che come si muove) Il signor Yutzy Brown di Deneb? (Pausa in attesa di una risposta che non viene) Credo che debba essere cos. Sono Rod Knudsen vostro avvocato designato nel processo che la Intergalaxy Inc. vi ha intentato contro. Il legale della casa editrice sta gi svolgendo la sua indagine.

Yutzy Brown - Dunque la Intergalaxy che mi ha fatto trascinare da quei due cosi, come fossi un volgare malfattore! Forse perch non sono un terrestre o forse perch non ho quei requisiti elettronici nel cervello, che da quanto mi hanno detto (accenna ai due robot) sono tanto di moda sulla Terra!

Rod Knudsen - Signor Brown, comprendo il vostro punto di vista, e son qui per aiutarvi. Cercate di dimenticare per un attimo la vostra acredine. A quanto ho capito, da quello che mi hanno sommariamente accennato, dovete aver commesso un qualche reato contro una delle leggi della Costituzione Sociale della Terra.

Yutzy Brown - Ovviamente debbo arguire che per essere stato il perturbatore di questa legge della...

Rod Knudsen - ... Costituzione Sociale della Terra...

Yutzy Brown - ... Costituzione Sociale della Terra, debbo essere considerato un criminale. Ebbene non niente vero! Io sono un onesto denebiano e non ho commesso un fico secco!

Rod Knudsen - Prego, signor Brown. Quello che dite non ha alcun significato perch altrimenti non sareste qui. Poi credo sia meglio non dilungarci in questi nonsensi. L'Alta Corte si gi riunita per il processo.

Yutzy Brown - Ah, si gi riunita! Ed io dovrei presentarmi a questi signori per una accusa che non conosco?

Rod Knudsen - Per quel che riguarda ci, non vi bisogno che vi presentiate davanti alla Corte. La Costituzione terrestre rispetta la riservatezza di ogni cittadino. Spetta a noi avvocati fare da intermediari tra l'imputato ed il collegio giudicante.

Yutzy Brown - Bene! Cos non potr vedere in faccia neppure coloro che dovranno decidere se questa assurda accusa della Intergalaxy sia vera oppure falsa.

Rod Knudsen - Non dovete preoccuparvi per niente. L'Alta Corte emette verdetti di una obbiettivit esemplare. E ci grazie anche ai quattordici cervelli elettronici che collaborano con essa.

Yutzy Brown - (scoraggiato) Cos l'automazione ha raggiunto anche gli organismi giuridici.

Rod Knudsen - Signor Yutzy Brown, non ho tempo per spiegarvi come funziona l'ordinamento sociale della Terra. Mi duole ricordarvi che siete appena arrivato da uno dei pianeti esterni e - (marcando le parole) ...penso che non siate ancora in grado di apprezzare i vantaggi dell'automazione. Grazie alle macchine, infatti, l'umanit in grado, oggi, di non cadere in quegli errori che si commettevano nei secoli scorsi. Credo che la nostra epoca possa definirsi l'era della logicit. E ci grazie ai cervelli elettronici.

Yutzy Brown - Pu darsi, ma noi di Deneb non ne siamo troppo convinti.

Rod Knudsen - Non perdiamo altro tempo, signor Brown. Sono stato incaricato, data la vostra poca dimestichezza con le leggi terrestri, di difendervi e cercher di farlo nel modo migliore possibile. L'accusa che grava sulle vostre spalle di imbroglio tecnico-scientifico ai danni della casa editrice Intergalaxy Inc. di Planetown. Ho dato un'occhiata all'incartamento che vi riguarda e ho dovuto costatare che siete immerso nei guai fino al collo. (Lunga pausa. Da una tasca prende una sottile scheda perforata e legge) Dunque. Siete arrivato da Deneb due giorni or sono con una astronave della Trans Galatic Lines all'astroporto di York-town. Avevate una stanza prenotata all'Altair. Vi siete andato fermandovi poi in albergo per circa due ore. Successivamente avete preso un posto sullo stratoplano per Planetown delle 11,30. Siete arrivato qui alle 12,05 esatte. Da questo momento non abbiamo pi notizie di ci che avete fatto. Attendo da voi il racconto dei vostri successivi movimenti qui in citt.

Yutzy Brown - E' tutto scritto in quel sottile cartoncino?

Rod Knudsen - E' solamente una scheda segnaletica.

Yutzy Brown - (ironico) Vedo che il vostro servizio informazioni efficientissimo. Immagino che dovete ringraziare di ci le onnipresenti macchine.

Rod Knudsen - E' stato facile sapere di questi spostamenti perch siete uno straniero, cos tutti i vostri movimenti son stati registrati. Per il resto la vostra intimit e sar sempre rispettata. Ma adesso, sempre che vogliate essere difeso in maniera ortodossa, vi prego di raccontarmi tutto quello che avete fatto fino a questa mattina quando sono venuti a prendervi.

Yutzy Brown - Va bene! Vi racconter tutto. (Indicando i due robot) Ma quelle due scatole non sono avvocati. Non potrebbero andarsene?

Rod Knudsen - Non preoccupatevi. E' presto fatto. (Rivolto ai due robot) Conversazione privata. (i due robot si irrigidiscono).

Yutzy Brown - Che cosa avete fatto?

Rod Knudsen - Hanno interrotto i loro circuiti mnemonici. Ora sono disattivati; non ricorderanno nulla della nostra conversazione. (Indicando due poltrone) Sediamoci qua. (Si siedono) Ora raccontate pure.

Yutzy Brown - Be', non saprei da dove incominciare. In ogni modo i fatti sono fatti ed inoltre non voglio nascondere niente perch non ho nulla da rimproverarmi. Mi rifar un po' al passato affinch comprendiate meglio. Mi chiamo, come saprete, Yutzy Brown e sono nato a Deneb, uno dei pianeti esterni. Fin dall'Universit avevo sognato di fare lo scrittore. Non appena mi fu possibile entrai a far parte della redazione del The Planet Tribune , il principale quotidiano di Deneb, e fu l che imparai il mestiere. Dopo aver preso dimestichezza con la penna, cominciai a raccogliere del materiale per poter scrivere un libro. Visitai tutte le regioni selvagge di Deneb. Vidi foreste gigantesche piene di animali mai sognati da mente terrestre. Deserti immensi dai colori strani popolati da bellissime piante carnivore. Studiai fin nei piccoli particolari tutto il sistema planetario di Deneb. Furono cinque anni di duro lavoro di preparazione. Poi lasciai l'impiego al The Planet Tribune , e mi dedicai interamente alla stesura della mia opera. Scrissi la vita di un vagabondo dello spazio. Le sue scoperte. La sua esistenza. Le strane avventure che aveva incontrato. Le lotte per sopravvivere alla crudelt della natura. I suoi amori. Insomma un libro dedicato un po' a Deneb ed un po' a me stesso.

Rod Knudsen - Come fu accolto il libro?

Yutzy Brown - I circoli culturali di Deneb rimasero entusiasti. Vinsi anche un premio in sterline standard ed ebbi una lettera di presentazione per il Direttore della pi grande casa editrice dei Tre Sistemi. La Intergalaxy Inc.

Rod Knudsen - Dunque questo stato il motivo che vi ha portato sulla Terra. Pu essere un punto a vostro favore. Continuate.

Yutzy Brown - Sapete gi come sono arrivato a Planetown. Naturalmente mi recai subito alla Intergalaxy. Ero ansioso di conoscere il Direttore. Infatti se avesse accettato il mio libro, sarei diventato ricco e famoso. Confesso che le gambe mi tremavano un pochino al pensiero di conoscere la persona che faceva il bello ed il brutto nella letteratura contemporanea. Alla fine mi decisi. Mi feci coraggio ed entrai. Un ascensore mi condusse rapidamente ai piani superiori. Consegnai la lettera di presentazione ad una donna. (Si interrompe) In tutto quel caos di mezzi meccanici che avevo incontrato fino a quel momento, mi sembr un angelo.

Rod Knudsen - L'angelo in questione si chiama miss Ruth Ardis.

Yutzy Brown - Ah! La conoscete!

Rod Knudsen - S! E' uno dei testi a vostro carico. Ha detto che l'avete guardata come se foste un selvaggio in cerca di preda.

Yutzy Brown - Non ne avevo le intenzioni. Non mi degn neppure di uno sguardo del resto. Vidi che premeva alcuni pulsanti. Poi annunci in un visofono che era arrivata la pratica 2-5-7-5 BKL. Non mi diede neppure la soddisfazione di sentirle dire: il signor Yutzy Brown da Deneb. Solamente, pratica 2575 BKL. Per lei era arrivato un numero. (Ironico) Trascendenza moderna!

Rod Knudsen - E' un sistema molto pratico e razionale, signor Brown.

Yutzy Brown - (enfatico) S, razionale e... meccanico. Il signor 325 desidera conferire col signor 227. (Si ferma come per riordinare le idee) Una luce verde si accese su una porta metallica. La donna mi fece cenno di entrare. Non mi rivolse la parola nemmeno allora. Lo studio nel quale misi piede, era arredato con buon gusto ed una certa raffinatezza. Vi erano ampie poltrone di pelle, una magnifica scrivania di mogano ed una infinit di mobili metallici. Vi dovevano essere anche delle macchine elettroniche a giudicare da alcuni pannelli che vidi sulla destra della scrivania. Di fronte ad una poltrona spiccava una macchina rossa tutta scintillante di cromature. Credo fosse l'unica cosa che stonasse in quel magnifico studio. Rimasi qualche istante immobile. Una voce dura ed afona mi strapp bruscamente dalle mie riflessioni. Mi invitava ad accomodarmi. Feci un balzo indietro. Confesso che ora mi sentirei ridicolo. Ma quella voce sembrava uscire da una tomba.

Rod Knudsen - Probabilmente la voce che vi aveva interpellato era la voce di qualche robot.

Yutzy Brown - Avvocato, ci che per voi indubbiamente naturale, per me era ed anche adesso estremamente inconcepibile. Pensate: una voce -e che voce - che vi parla dal nulla senza darvi la possibilit di guardare un volto franco o ambiguo che dir si voglia!

Rod Knudsen - Vi prego di continuare. Non il caso di alterarsi.

Yutzy Brown - Risposi quasi per inerzia che stavo aspettando il Direttore della Intergalaxy Inc. La voce continu senza inflessione alcuna dicendomi che bench forse trovassi strana la situazione, stavo parlando con la mente coordinatrice della Inter-galaxy. Diciamo pure con il Direttore. Con tutta la pazienza che avevo imparato ad usare tra le foreste pantanose di Ulian, su Deneb II, cercai di essere pi chiaro. Debbo parlare - quasi urlai - con il Direttore della Intergalaxy, ed ammesso che siate voi, non capisco perch vi serviate di un microfono. Pare che su Deneb non siano ancora stati trovati dei microbi cos letali per i terrestri, da costringerli a parlare da lontano con un denebiano. Credete che la voce abbia mutato tonalit? No! (Parafrasando) Se proprio volete trovare un interlocutore, signor Brown, potete sedervi sulla poltrona posta davanti la macchina rossa. Sono io R.R. 212. Discuteremo subito del problema che vi interessa! (Pausa) Fra le tante cose eccentriche che avevo visto in poche ore sulla Terra, quella macchina le superava tutte. Un robot-direttore! Al diavolo le case editrici terrestri se sono tutte cos strane.

Rod Knudsen - Signor Brown, posso immaginare il vostro sbigottimento nell'esservi trovato di fronte ad una macchina che espleta le funzioni di direttore. Ma penso sia una cosa di estrema semplicit. Un cervello elettronico in un certo qual modo, la sola cosa che pu tutelare gli interessi del singolo in maniera oggettiva ed efficace. Pensate! La critica nei tempi passati era prerogativa di pochi individui che la usavano in maniera il pi delle volte soggettiva. Per una macchina, invece, tutte le simpatie o antipatie derivanti da una serie di circostanze fortuite, non hanno senso. Se un libro buono, buono per quel che . Se un'opera vale, verr confermata senza esitazione e senza pregiudizi. La macchina, infatti, non soffre di sottili rancori. Non ha piccole invidie. I suoi giudizi non sono a base di io sono meglio di te perch ... questa idea originale ma... . Non crea falsi idoli con giudizi errati od esoteriche visioni critiche. Per questi motivi molti cervelli elettronici sono installati sulla Terra in posti di alta responsabilit.

Yutzy Brown - Ma avvocato, non troppo anche per una macchina evolutissima, ricoprire queste cariche?

Rod Knudsen - Noto che su Deneb non si sa molto sui modernissimi mezzi direttivi. Qui sulla Terra tutto ha subito una evoluzione verso la completa automazione di ogni forma di attivit sociale. Ormai, gli uomini che presiedono alla direzione del governo sono degli esseri eccezionali, in un certo qual modo legati anche loro al giudizio di un cervello elettronico. Ma non questa la sede adatta per fare della politica sociale-amministrativa. Continuate pure il vostro racconto.

Yutzy Brown - Non sono d'accordo con voi in ci, e credo che lo potr dimostrare in seguito. Comunque, ritorniamo a quello che vi stavo narrando. Mi sedetti sulla poltrona indicatami e trassi dalla busta che avevo con me il manoscritto del mio libro. Uno strano robot, spuntato chiss da dove, mi si avvicin e prese dalle mie mani il libro senza che io osassi protestare. R.R. 212 lo present come A.C. 15 suo aiutante personale. A.C. 15 si diresse verso la macchina-direttore, apr uno scomparto e vi pose il mio manoscritto. Poi si allontan rimanendo immobile in un angolo. Stavo per parlare, quando R.R. 212 ricominci a gracchiare secondo il suo solito. Ho analizzato il vostro libro signor Brown, ed esso risulta meno che mediocre . (Si alza e va su e gi) Passarono alcuni attimi in perfetto silenzio. Ero come una statua di ghiaccio. Poi compresi. In un attimo quella maledettissima macchina aveva annullato tutti i miei sogni e cancellato tanti anni di duro lavoro. Parlai con voce eccitata chiedendo come avesse fatto in cos poco tempo ad emettere un verdetto tanto catastrofico. Me lo spieg in poche parole. La semplicit dell'operazione mi sconvolse addirittura. La maledetta aveva ridotto il mio libro in una serie di quarantadue equazioni algebriche. Poich la percentuale di quelle che avevano dato una soluzione non esatta era stata del 9,5 %, aveva ritenuto che il mio libro mancava di quel sostrato di logicit e di interesse che avrebbe potuto avvincere il pubblico. Liquidato! Capito, avvocato? Li-qui-da-to da una scatola di latta. Cominciai a parlare con estrema decisione a quell'ammasso di rotelle mezzo arrugginite del quid che soltanto l'anima umana pu comprendere. Ricordai a quella cariatide meccanica cosa fosse il pathos. Cosa i sentimenti dell'animo e tutte quelle stupide cose che fanno di una serie di parole un libro ben scritto. Mi trovai nel giro di pochi minuti sbattuto fuori dalla porta da A.C. 15 con in mano il mio manoscritto ed un foglio pieno di equazioni algebriche.

Rod Knudsen - Credo sia stata la logica conseguenza alle vostre offese.

Yutzy Brown - (risentito) Signor Knudsen, siete o no il mio avvocato? Ogni volta che me la prendo con quelle maledettissime macchine, ho l'impressione che le difendiate.

Rod Knudsen - Io non difendo per niente la funzione delle macchine, per il semplice fatto che sono profondamente convinto della loro utilit. Anzi penso che il loro aiuto sia per noi insostituibile.

Yutzy Brown - Data questa vostra convinzione, perch allora avete deciso di difendermi?

Rod Knudsen - Non questo il problema. Io, infatti, quando dalla vostra storia avr raccolto tutti gli elementi necessari per una visione completa della vostra situazione giuridica, li trasformer con l'aiuto di un calcolatore elettronico in simboli matematici, che successivamente consegner alla Corte. Saranno questi, insieme agli altri simboli raccolti dalla parte avversa, a stabilire se e come dovrete essere giudicato. Come potete constatare, sarete trattato con la massima obbiettivit. Yutzy Brown (sedendosi con un sospiro) ... da un cervello elettronico.

Rod Knudsen - (consultando un orologio) Vi prego di proseguire. Non abbiamo molto tempo.

Yutzy Brown - Cominciai a vagare per la citt con il mio manoscritto sotto braccio. Se avessi avuto denaro sufficiente sarei partito subito. Ma anche quella soluzione era da scartare. Essere scacciato da un posto poche ore dopo essere arrivato, non nel mio carattere. Prenotai una stanza in un modesto albergo e mi sistemai in attesa di poter risolvere quella difficile situazione. Quella sera andai a zonzo per le strade in cerca di una ispirazione. Poi, quasi attirato dal fascino sottile della carta stampata, mi fermai davanti ad una libreria. Fra i tanti libri che scorsi posti in vetrina, ne vidi uno che mi fece ripensare ai motivi della mia recente sconfitta. E credo che fu la assoluta mancanza di fiducia nei giudizi di R.R. 212, che mi spinse ad entrare. Comprai a caso il meno costoso dei libri che mi interessavano.

Rod Knudsen - E' lecito sapere cosa compraste?

Yutzy Brown - Un semplice libro di algebra! Mi sentivo eccitato. Direi conquistato da una sublime idea. Avevo la sensazione che il mio sub-cosciente stesse elaborando qualcosa di buono. Una idea pazzesca ma, date le circostanze, altrettanto logica. Non mangiai. Non avrei potuto. Rimasi tutta la notte pensando e ripensando, disteso sul mio letto. Ma alla fine avevo trovato.

Rod Knudsen - ... La maniera di mettervi nei guai.

Yutzy Brown - Avrei fatto vedere io a R.R. 212 chi fosse Yutzy Brown. Stolta macchina, che si permetteva di dare giudizi cos matematicamente sbagliati! Preparai il mio piano nei minimi dettagli. Copiai alcune cose dal libro e mi preparai ad affrontare il secondo round con R.R. 212.

Rod Knudsen - Siete un tipo testardo. Non so se ci potr giovare a vostro favore o a vostro danno. Yutzy Brown (ironico) La testardaggine stata sempre una mia prerogativa di successo! Il mattino dopo, ad un'ora decente, mi recai come il giorno precedente, al palazzo della Intergalaxy Inc. Questa volta, prima di essere ammesso alla presenza di Sua Maest R.R. 212 ci volle del bello e del brutto. Ma alla fine ci riuscii. Quello che proposi al cervello-coordinatore della Intergalaxy non pu che avere la vostra approvazione dato il vostro amore per il razionale. In sostanza dissi che ero rimasto completamente conquistato dalla teoria della consequenzialit matematica applicata alla letteratura. Anzi, in un lampo di genio, avevo cercato di precorrere i tempi mettendo in atto nei miei ultimi lavori una tecnica d'avanguardia.

Rod Knudsen - (un po' allarmato) Qual stato questo lampo di genio?

Yutzy Brown - (trionfante) Se un libro pu essere ridotto in equazioni matematiche, sarebbe stata cosa altrettanto facile trasformare alcune equazioni algebriche in libri: non vi sembra logico?

Rod Knudsen - (allarmatissimo) Ma vi rendete conto di cosa avete fatto?

Yutzy Brown - Certo! Ho dato la possibilit ad una mente meccanica di rendersi utile. Non questa la funzione delle vostre macchine? Non questo che debbono fare? Pensate! R.R. 212 ha riflettuto in un baleno poi ha sentenziato: (parodiando) Signor Yutzy Brown, bench non esista nella mia memoria cibernetica un ricordo che abbia attinenza con siffatta esperienza scientifica, tuttavia trovo la proposta estremamente logica. Se il risultato sar soddisfacente avremo aperto nuovi orizzonti alla letteratura di tutti i tempi.

Rod Knudsen - (scandalizzato) ...Nuovi orizzonti alla letteratura?

Yutzy Brown - S; e non solo nuovi ma anche lo-gi-ci. Non pensate?

Rod Knudsen - Non so. E le proposte furono accettate?

Yutzy Brown - S! E poich avevo gi copiato tre serie di equazioni di algebra che avevo comprato la sera prima, porsi i fogli al sempre presente A.C. 15.

Rod Knudsen - (si alza) Ma... ma... questo... quasi un imbroglio! Non ...non concepibile ......

Yutzy Brown - Non imbroglio, avvocato. Ma composizione pratica di una forma di espressione moderna . Se poi lo volete chiamare libro, per me va bene lo stesso.

Rod Knudsen - (esitante) Quale fu il responso della macchina?

Yutzy Brown - Equazioni esatte al millesimo! La percentuale degli errori commessi era stata dello 0,001 per cento. Secondo R.R. 212 avevo scritto tre capolavori. Essa si impegnava, inoltre, alla trasposizione delle mie equazioni in tre meravigliosi libri. Anzi disse che entro un paio d'ore sarebbero state pronte, perch pensava che il pubblico avrebbe dovuto conoscere quelle stupende opere al pi presto. Mi fece anche consegnare 25.000 sterline standard.

Rod Knudsen - Avete preso quel denaro?

Yutzy Brown - S, e ieri notte ho preso anche la pi bella sbronza della mia vita. (Indicando i due robot) Se non fosse stato per quelle due scatole, starei ancora dormendo. (Sbadigliando) Mi hanno svegliato appena un'ora fa.

Rod Knudsen - Qual il titolo dei vostri libri?

Yutzy Brown - Non lo so. Ho lasciato l'incombenza a quella cara macchinetta. La Segretaria (entrando) Avvocato, tutto pronto per i preliminari.

Rod Knudsen - (rivolto ai robot) Fine della conversazione privata. (/ robot si muovono) (Rivolto a Yutzy Browr) Rimanete qua. Vi comunicher al pi presto quale sar la sentenza dell'Alta Corte. Venite, signorina! (Si allontana seguito dalla segretaria).

Yutzy Brown - (si alza. Fa qualche passo su e gi. Si ferma per ammirare l'arredamento della sala. Da una tasca trae fuori una pipa, la riempie e accende con un comune fiammifero. Aspira qualche boccata di fumo) Un buon caff sarebbe l'ideale, ora. Ma forse una cosa troppo antiquata per costoro.

Il primo Robot - (quasi annusando) Nicotiana Tabacum! Non sapete, signore, che il fumo provocato dall'accensione di questa solanacea danneggia in modo grave l'organismo umano? Per questo motivo i terrestri non fumano ormai da molto tempo.

Yutzy Brown - (lo guarda infastidito) Botanico ed anche medico! Ma tu ed il tuo ... amico non siete poliziotti?

Il secondo Robot - S, signore, ma un buon robot-poliziotto deve sapere molte cose.

Il primo Robot - Ci costruiscono con molti circuiti mnemonici onde inserire in essi moltissimi ricordi. Tanti da scoraggiare ogni forma di criminalit.

Yutzy Brown - Cio?

Il primo Robot - Essendo altamente specializzati, siamo in grado di prevenire qualsiasi attentato contro la societ. Difficilmente un criminale pu sperare di ingannarci. Ci praticamente impossibile.

Yutzy Brown - Volete dire che sulla Terra non esistono pi ladri, banditi, assassini ed insomma tutti quei signori che rendono la vita movimentata agli onesti cittadini?

Il secondo Robot - Quasi! Perch per tutti costoro le possibilit di restare impuniti sono poche. Grazie al nostro impiego nel campo delle indagini poliziesche, la Terra stata alleviata dagli elementi turbolenti. Anzi, tra breve, sar difficile trovare un terrestre men che probo.

Yutzy Brown - (meditando) Che mancanza di fantasia! Hanno livellato anche l'iniziativa privata. Bisognerebbe darsi da fare.

Il primo Robot - Dicevate, signore?

Yutzy Brown - Oh, niente! Pensavo alla utilit di avere un siffatto corpo di polizia anche da noi su Deneb.

Il primo Robot - Avete molti criminali su Deneb?

Yutzy Brown - Gi! Sono tipi molto strani e poco raccomandabili. (Pensa un po'. Poi con un mezzo sorriso continua) La vostra attivit non mi del tutto sconosciuta, perch lo scorso anno ho partecipato io stesso ad una inchiesta per l'uccisione di uno scienziato elettronico. Fu una cosa lunga e complicata. Penso che con il vostro aiuto la questione sarebbe stata risolta in meno tempo.

Il secondo Robot - Potete esserne certo, signore.

Avremmo trovato una soluzione al caso ed avremmo arrestato l'assassino nel volgere d poche ore.

Yutzy Brown - (malizioso) Guardate che si trattava di qualcosa che esulava dai normali schemi investigativi!

Il primo Robot - Signore, sembra che voi abbiate poca fiducia sulle capacit delle intelligenze elettroniche.

Yutzy Brown - (piano) Infatti, amici. Nessuna fiducia. (Si siede ed accende nuovamente la pipa) Be', i fatti potrei anche narrarveli e voi potreste trarre da soli le vostre conclusioni. Sempre che vogliate. E se poi non arrivaste a comprendere, potrei darvi io la soluzione del problema.

Il secondo Robot - Non vi alcuna possibilit che ci possa accadere, signore. Se volete cominciare a raccontare, noi ci sforzeremo di risolvere il problema basandoci sugli indizi che ci darete.

Yutzy Brown - Accetto le vostre proposte. (Raccogliendo le idee) Mi sembra che il fatto accadde in luglio. S, fu proprio il 25 luglio dello scorso anno. La data importantissima. A quel tempo, io ero cronista del The Planet Tribune . Quella mattina ci telefonarono che presso l'Istituto di Ricerche Elettroniche, avevano ucciso il professor Arold Benson, capo del laboratorio di Elettronica Sperimentale X5. Sperando di scrivere un buon pezzo, mi precipitai sul luogo del delitto. Trovai la polizia gi all'opera. Conoscevo il capo della squadra omicidi, cos mi fu facile seguire lo sviluppo dell'inchiesta da vicino. I fatti, come mi vennero raccontati allora, sono questi.

Il primo Robot - Cercate di non omettere niente.

Yutzy Brown - Non vi preoccupate. La mattina del 25 luglio alle ore otto, il professor Arold Benson era entrato nel suo laboratorio. La sua segretaria, che era gi al lavoro, lo aveva salutato ed egli dopo un rapido accenno si era richiuso dentro. Dopo qualche minuto, la ragazza, aveva sentito dei rumori ed infine un urlo che le aveva fatto gelare il sangue. Aveva invocato aiuto. In pochi secondi tutte le vie di uscita dell'Istituto erano state sbarrate. Neppure un topo sarebbe potuto uscire inosservato. La porta del laboratorio fu abbattuta perch chiusa dall'interno. Il professore giaceva esanime al suolo con la testa fracassata. Una sbarra di ferro insanguinata posta vicino, faceva comprendere facilmente come quella fosse stata l'arma del delitto.

Il primo Robot - Scommetto che non trovarono traccia dell'assassino.

Yutzy Brown - Esatto! Il laboratorio era vuoto.

Il secondo Robot - Probabilmente era fuggito da qualche finestra.

Yutzy Brown - No. Ci risult subito impossibile. La stanza era priva di finestre.

Il secondo Robot - Allora il criminale si era eclissato dalla porta principale, senza che nessuno lo avesse notato.

Yutzy Brown - (con impazienza) Ripeto che la porta era chiusa dall'interno, che per entrare dovettero abbatterla, che la segretaria non aveva visto uscire nessuno.

Il secondo Robot - Mi sembra improbabile. Forse la segretaria era complice del bandito o dei banditi.

Il primo Robot - Oppure il laboratorio aveva qualche uscita segreta.

Yutzy Brown - Niente di tutto questo. La segretaria, torchiata a dovere e successivamente psicanalizzata, non fece altro che confermare la prima versione. Per quel che riguarda una eventuale uscita segreta, i muri del laboratorio furono quasi demoliti. Speciali rivelatori magnetici della polizia completarono l'opera. Risultato: l'unica uscita possibile era quella presso la quale era la scrivania della segretaria. E da l non era passato nessuno.

Il secondo Robot - Bench tutto questo sembri strano, una risposta logica a questo problema, deve esserci.

Yutzy Brown - Infatti c'era.

Il secondo Robot - Se volete continuare, immagino che debba esserci qualche altro elemento molto importante. Cosa risult dai primi interrogatori?

Yutzy Brown - Quello che vi ho detto. Non una virgola in pi, non una in meno. Durante le ricerche effettuate quella mattina nel laboratorio, fu analizzata, tra l'altro, anche la sbarra con la quale era stato ucciso il professor Benson. La sbarra apparteneva ad un laboratorio vicino, ed era attivata con Radio 223.

Il primo Robot - Allora era pericolosa?

Yutzy Brown - Probabilmente. Ma furono gli esperti ad occuparsene.

Il secondo Robot - Il Radio 223 fa parte della famiglia dell'Uranio 235, si trasforma in Attimo, l'Attimo' in Thorio 227 e quest'ultimo in Radio 223.

Yutzy Brown - Bene! Vedo che siete anche dei buoni fisici. La sbarra, contrassegnata KL 15, risult essere stata attivata con Thorio 227 la mattina del 15 luglio.

Il primo Robot - Scusatemi, signore. Avete detto che il delitto fu compiuto la mattina del 25 luglio.

Yutzy Brown - Esatto! La mattina del 25 luglio.

Il primo Robot - Allora ci deve essere un errore, perch il Thorio 227 per passare a Radio 223 ha bisogno di un periodo di trasformazione di quasi diciannove giorni. Perci se la sbarra trovata risultava attivata col Radio 223, vuol dire che dovevano essere trascorsi 18,9 giorni.

Yutzy Brown - E' quello che dissero anche gli esperti di Deneb. Ma da una accuratissima verifica, risult che la sbarra era stata attivata realmente dieci giorni prima.

Il secondo Robot - Se cos, manca qualche cosa per una visione pi logica del delitto. Non pu essere altrimenti!

Yutzy Brown - Purtroppo erano i soli elementi che conoscevamo anche noi. Chiesi il permesso di rimanere nel laboratorio e cominciai ad armeggiare un po' qua ed un po' l... Dopo infinite prove riuscii a far funzionare le strane macchine di cui era pieno il laboratorio. Tutte tranne una.

Il secondo Robot - Una macchina per lanciare oggetti pesanti?

Yutzy Brown - Nulla di cos semplice! Ci lavorai intorno per un po' e dopo due giorni scoprii cos'era. Mi accorsi che quando premevo una piccola leva, dentro una specie di grosso scomparto, grande circa un metro cubo, si formava una neb-biolina solcata da una miriade di piccoli lampi. Quando ritiravo la leva, tutto ridiventava normale. Incuriosito, misi dentro lo scomparto la prima cosa che mi capit. Credo fosse un cacciavite. Rimasi di sasso quando mi accorsi che al diradarsi della nebbiolina il cacciavite era scomparso.

Il primo Robot - Sar stato un disintegratore elettronico.

Yutzy Brown - Cos pensai anch'io. Ma rifacendo funzionare la macchina alla stessa maniera, pochi secondi dopo, l'oggetto che prima era scomparso era di nuovo al suo posto, integro e normale.

Il secondo Robot - Strano, non mi risulta che sulla Terra esista un ricostruttore di materia.

Yutzy Brown - Infatti... Continuai l'esperimento mettendo dentro la macchina il mio cronometro-calendario. Scomparve come l'altro oggetto. Poi, dopo aver ripetuto l'operazione che avevo svolto precedentemente, esso ricomparve. Lo presi in mano e... per poco non urlai per l'eccitazione. In un lampo avevo capito cosa fosse quella macchina.

Il primo Robot - Ma non l'abbiamo capito ancora noi!

Yutzy Brown - Un po' di pazienza e lo saprete anche voi. (Si riaccende lentamente la pipa) Ovviamente compresi anche come fosse avvenuto l'assassinio di Benson.

Il secondo Robot - (sembra preso da una specie di curiosit) Cosa era quella macchina? Io penso che...

Yutzy Brown - Calma, vi prego! Andai dalla polizia e dissi che avevo scoperto il meccanismo dell'omicidio e che sapevo pure chi era il criminale.

Il secondo Robot - Bene, immagino che lo arrestaste subito. Dunque la macchina...

Yutzy Brown - (interrompendolo) Ma neanche per sogno! Dissi che se lo volevano arrestare, avrebbero dovuto attendere la notte tra il 1 ed il 2 di agosto.

Il primo Robot - In verit una ben strana richiesta. Forse non eravate sicuro della vostra scoperta.

Yutzy Bhown - Ero sicurissimo di ci che stavo facendo. Ma ce ne volle per convincere il Capo della polizia a darmi retta. Fu una cosa faticosissima.

Il secondo Robot - Lo credo bene! Mi sembra una faccenda del tutto illogica. Cos facendo l'assassino sarebbe scappato!

Yutzy Brown - (sorridendo) Anzi, credo di poter dire che cos facendo l'assassino sarebbe arrivato. Bench fossi sollecitato dall'idea di raccontare ai miei lettori come avessi fatto per scoprire il delitto, consigliai agli organi inquirenti - ed in un certo qual modo fui agevolato dal fatto di conoscere il capo della squadra mobile - di divulgare la notizia secondo la quale le indagini erano ancora in alto mare.

Il primo Robot - La cosa mi sembra inverosimile. Forse tutto potrebbe risultare pi chiaro se conoscessimo le funzioni della macchina che avevate scoperto dentro il laboratorio del prof. Arold Benson.

Yutzy Brown - Sto per arrivarci. La sera del primo agosto, quelli della polizia mi vennero a prendere con la macchina e mi chiesero se eravamo pronti per andare ad arrestare quello strano omicida. Risposi che ero prontissimo. Ordinai all'autista di portarci all'Istituto di Ricerche Elettroniche. Vi arrivammo in pochi minuti. Li invitai a seguirmi e li condussi di filato nel laboratorio del prof. Benson. Sistemai alcune sedie attorno alla macchina che quasi mi aveva fatto impazzire, e li invitai ad aspettare con fiducia.

Il secondo Robot - Ma insomma cos'era quella macchina? Cos non potremo mai scoprire come sia stato commesso l'assassinio del prof. Benson!

Yutzy Brown - Fu quello che mi disse presso a poco anche il capo della polizia. Ecco quello che avevo scoperto dopo essermi indugiato nel laboratorio di Benson. Quando ci dissero che la sbarra era stata attivata al Thorio 227, e che questo ha un periodo di trasformazione di circa 19 giorni, pensai che vi fosse stato un errore. Ma quando misi dentro la strana macchina il mio cronometro-calendario, non mi sarei mai aspettato che stavo per assistere al pi strano esperimento che la storia ricordi. Infatti, l'orologio quando riapparve aveva segnato sul datario la data di sei giorni dopo. Capite, sei giorni dopo! Tutto risult chiaro. Benson aveva inventato la macchina del tempo!

Il primo Robot - La macchina del tempo? E' inconcepibile per il mio cervello!

Yutzy Brown - (esultante) E' una macchinetta che vi porta a spasso su e gi per il tempo. S, un gingillino di cro-no-e-let-tro-ni-ci-t. Semplicissimo. Dunque. L'assassino che tra parentesi era l'assistente del prof. Benson, un certo Giorgio Helt, era penetrato dentro la macchina la notte tra l'uno ed il due agosto. Era tornato indietro al 25 luglio, aveva ucciso il suo maestro - probabilmente per rubare successivamente i piani della macchina -e... per ragioni di fisica spazio-temporale sarebbe dovuto uscire dalla macchina la stessa notte dell'inizio della sua avventura, proprio mentre noi lo stavamo aspettando. Il tempo coincideva pi o meno al periodo di trasformazione Thorio 227 - Radio 223. L'unico errore che l'assassino aveva commesso era stato quello di portare con s nel passato la sbarra al Radio 223. E ci perch essa bench fosse tornata indietro, era rimasta definitivamente Radio 223, e non Thorio 227 come sarebbe dovuto essere se la sbarra fosse stata al suo primo 25 luglio.

Il primo Robot - ( un po' rauco. L'apparato fonico non funziona bene) Non rie...sco a segu...ire. Non caa..pisco. E l'assassino sta...to arresta..to...? (Il secondo robot fa una serie di rumori ma non parla).

Yutzy Brown - (impassibile) Era un bel pezzo che aspettavamo, cominciavo a dubitare delle mie teorie, quando mi accorsi che il cavo di alimentazione della macchina era stato rotto. Allora...

Rod Knudsen - (entra come una furia interrompendolo. Ha in mano quattro libri) Signor

Yutzy Brown - (mostrando un libro) questo per caso il libro di algebra da cui avete copiato le equazioni che avete dato alla macchina-direttore della Intergalaxy?

Yutzy Brown - (si alza e va a prendere il libro dalle mani di Rod Knudsen. Lo guarda un po') S, proprio questo.

Rod Knudsen - Volete leggerne il titolo?

Yutzy Brown - (lentamente) Elementi di algebra ad uso degli Istituti di Rieducazione Mentale. (Quasi d'un fiato) Era quello che costava di meno!

Rod Knudsen - (dandogli gli altri libri) Leggete qua, ora... leggete.

Yutzy Brown - (legge i titoli dei libri) Trullalero l. (Si ferma ma una occhiata di Rod Knudsen lo fa continuare) Gi gi t. (D'un fiato) Escol!

Rod Knudsen - (sempre pi furioso) Questi sono i titoli. Abbiate ora la cortesia di leggere una pagina di questi capolavori. Prego, una pagina qualsiasi. Solo affinch vi rendiate conto di ci che avete fatto. Di quali orizzonti letterari avete aperto...

Yutzy Brown - (apre a caso uno dei libri. Legge) ... il gi gu t si falla con la pirala di truguct. Se un abbo fa le febe trilla l con ula t.

Rod Knudsen - Questa stata la trasformazione ottenuta da R.R. 212 usando le vostre equazioni. I meravigliosi capolavori che avete ideato usando un libro di algebra per minorati mentali...

Yutzy Brown - (serafico) Siete voi, avvocato, che credete ciecamente nella intelligenza dei vostri cervelli elettronici. Non io...

Rod Knudsen - (esce quasi urlando) Questa mancanza di etica sociale. Fra poco vi porter la notizia dell'esito del giudizio. Aspettate e non muo vetevi. (Lunga pausa).

Il primo Robot - Si-gno-re...

Yutzy Brown - (voltandosi lentamente) Si?

Il primo Robot - Il deli...tto, come finL.to? La macchi...na tem...pora...le...

Yutzy Brown - Ah! Voi volete sapere la conclu-clusione della mia inchiesta? Bene, vi accontento subito. Quando vidi il cavo spezzato, capii che Helt era gi uscito dalla macchina. Chiamai la guardia di servizio e questa rispose di aver visto uscire il dott. Helt il giorno prima. Capii che con i miei esperimenti avevo rotto la sequenza principale spazio-tempo, facendo emergere dalla macchina l'assassino prima del tempo stabilito. Tutti mi guardavano aspettando che io dicessi qualcosa. Mi misi nei panni dell'omicida e pensai a cosa avrei potuto fare al suo posto per trarmi da quella strana situazione. Restava una sola cosa da fare. Mi feci dare l'indirizzo di Helt e gridai agli altri di seguirmi. Giungemmo davanti alla porta dell'assistente del prof. Benson con il cuore in gola. Sfondammo la porta e... ci trovammo davanti a due Helt.

Il secondo Robot - (dopo una serie di strani rumori) Due... Helt...?

Yutzy Brown - S, due assistenti, uguali, precisi. Uno era armato e stava per uccidere l'altro. Furono arrestati entrambi.

Il primo Robot - Ma... perch... due?

Yutzy Brown - Perch l'assassino usc ventiquattro ore prima. Conseguentemente nello stesso momento dovevano esistere due Helt. Uno che veniva dal futuro; l'altro che viveva nel nostro presente. Il primo si trovava nella necessit di uccidere il secondo per far sparire ogni possibile traccia del primo delitto. (/ due robot-poliziotto si irrigidiscono).

Rod Knudsen - (entra con un foglio in mano. E' stranamente freddo) Signor Brown, la vostra colpa stata dimostrata in maniera esauriente dalle prove presentate dalla accusa. Conseguentemente alla vostra trovata la Intergalaxy Inc. ha dovuto rinunciare ad R.R. 212 ed ad A.C. 15 con una perdita di diversi milioni di sterline standard. Naturalmente i libri da voi creati - credo sia il termine pi appropriato - sono stati ritirati. L'Alta Corte di Giustizia di Planetown vi ha riconosciuto colpevole, applicando - dato il caso - l'articolo I della Costituzione Sociale terrestre. (Legge dal foglio che ha con s) Avendo il detto Yutzy Brown di Deneb dimostrato la incongruenza e la estrema logica illogicit di R.R. 212 stato nominato Direttore della Intergalaxy Inc. con una forte raccomandazione per la presidenza di tutti i servizi informativi.

Yutzy Brown - (incredulo) Come avete detto?

Rod Knudsen - L'Alta Corte ha riconosciuto in voi delle qualit speculative di alto livello, cos non ha esitato ad applicare la prima legge che regola i rapporti tra uomo e macchina. Quando viene dimostrato che un uomo pu sostituire efficacemente un cervello elettronico, la macchina viene subito eliminata.

Yutzy Brown - (quasi tra s e s) Vedo che c' ancora qualcuno che riesce a ragionare. (Forte) Ringraziate da parte mia la Corte per il suo verdetto.

Rod Knudsen - Secondo l'Alta Corte siete quasi un genio per essere riuscito a turlupinare una intelligenza meccanica come quella di R.R. 212.

Yutzy Brown - Stento quasi a crederlo. (Fa per andarsene. Poi si volta verso i due robot-poliziotto. Ha un'aria scanzonata) Immagino che voi due vogliate appagare il vostro senso di giustizia. Ebbene sia! Helt fu arrestato. Anzi attualmente circa 2500 Giorgio Helt sono chiusi nelle carceri di Deneb in attesa di processo. Vi domanderete come ci possa essere accaduto? Cercate di far funzionare le vostre logicissime menti elettroniche. Quando si ruppe la sequenza spazio-temporale, si venne a creare una specie di spirale nel tempo, cosicch non si sa esattamente quanti assassini vennero fuori da quella macchina. Immagino che sia troppo difficile per capire, vero? Pensateci e troverete la soluzione logica.

Rod Knudsen - (intervenendo) Ma cosa questa storia di spirali...

Yutzy Brown - Prego, avvocato, ancora un attimo. Per quanto riguarda il prof. Benson, debbo dire che da quando gli ho salvato la vita, mi invita spesso a casa sua. E s, gli ho salvato la vita. Avete capito bene. E ci perch, avendo arrestato l'ultimo Giorgio Helt, quello che la notte tra il 1 ed il 2 di agosto si accingeva a tornare nel passato, abbiamo impedito un assassinio. (Si sente uno strano rumore proveniente dall'interno dei due robot. Una serie di lampi come di resistenze in corto circuito).

Il primo Robot - Co...o...me...! (Cade per terra. Il secondo robot fa qualche passo. Dal corpo esce del fumo. Fa dei rumori poi cade).

Rod Knudsen - (allarmato) Cosa successo?

Yutzy Brown - Credo che si siano bruciati i loro apparati elettrici. Ho raccontato loro di uno strano omicidio portato a termine con una macchina del tempo. Tanto per ingannare il tempo dell'attesa.

Rod Knudsen - Ma signor Brown, una macchina del tempo non esiste. E' solo fantasia di qualche scrittore!

Yutzy Brown - Esatto, avvocato! Esatto. Pensate quanti paradossi temporali potrebbe provocare una tale macchina. Sembra, per, che i vostri robot-poliziotto non abbiano la qualit fondamentale di un buon criminale: la fantasia. (Guarda l'orologio che ha al polso) Credo di essere un po' in ritardo. Sapete questi editori... Buon giorno.

FINE

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