Zucchero, limone e …

Zucchero, Limone e...

ZUCCHERO, LIMONE E...

DI

GIORGIO CASINI

Spettacolo a scenette in due atti

in vernacolo pisano

PERSONAGGI

JERRY - JUDY

LA MISSE

GIULIETTA E ROMEO

LA 'HIROMANTE

VIAGGIARE

DONNE E PUCI

BOBI

L'APPENDICITE

e artri centoquarantadue che 'un ve l'arrammento a uno a uno

perch, tanto, 'un si vedano e 'un si sentano mai

PRIMO ATTO

In scena: un tavolino con telefono, due sedie.

QUADRO 1 - JERRY (Il Presentatore), JUDY (La Presentatrice)

JERRY - (Entra da destra). Signore e signori, bnasera Mi pare 'he si dice 'os. Siccome i mi' amici, di l, 'un sono anche lesti, allora m'hanno detto: "Vai di l, gli dici 'he fra pono si principia, racconti du' barzellette intanto pigli un applauso, cos 'r diaccio s' rotto. Poi si viene noartri, si fanno le nostre scenette, 'r pubbrco contento matto, si va tutti a mangi' una pizza e 'un se ne 'hiacchera pi Loro discorran bene ma io, di barzellette ne sapr due o tre, tutte pi vecchie der primo topo, eppoi 'un le so raccont'. Sicch, per rompe' 'r diaccio bisognerebbe trov' quarcosa di pi di pi come dire?

JUDY - (Entra da sinistra). Signore e signori, bnasera Mi pare 'he si dice 'os. Siccome i mi' amici, di l, 'un sono anche lesti, allora m'hanno detto: "Vai di l, gli dici 'he fra pono si principia, racconti du' barzellette

JERRY - (La interrompe). Scusa. Scusa Judy

JUDY - (Si accorge di Jerry). Gu, Jerry, ci siei anche te? Cosa ci fai?

JERRY - Cosa ci fai te!

JUDY - Io devo raccont' du' barzellette.

JERRY - Tee? 'Un mi fa' stiant' da ride'!

JUDY - Come sarebbe a d'?

JERRY - Prima di tutto, le donne 'un son bne a raccont' le barzellette. E poi c'ero prima io. Me l'hanno detto a me.

JUDY - Chi te l'ha detto?

JERRY - Quelli di l.

JUDY - 'Un vero! Me l'hanno detto a me!

JERRY - Chi?

JUDY - Beh i ragazzi.

JERRY - Judy: guardami 'ndell'occhi; discorriamo piano piano, 'un ci facciamo sent' dar pubblico I ragazzi, di l, chi c'?

JUDY - Nessuno.

JERRY - Appunto. 'un venuto nessuno! Una 'ompagnia di diciotto attori, quattro elementi d'orchestra, cinque tecnici, l'aiuto regista, la truccatrice, 'r suggeritore, il buttafri, un portaceste...

JUDY - Trentacinque persone effetti luce con raggio laser, musiche dal vivo, una camionata di scene un anno e mezzo di lavoro ci siamo ridotti 'n due!

JERRY - D'artra parte, lo spettaolo va fatto!

JUDY - Te, barzellette ne sai punte?

JERRY - Tutte vecchie Idea! Facciamole raccont' dar pubblico!

JUDY - No, capace, poi, ci toccherebbe pagalli noi Invece: s. Trovato! Si potrebbe invent' de' personaggi, che vengan qui a raccont' le su' 'ose I 'ostumi, di l 'n camerino, ci sono

JERRY - E dove li trovi i personaggi?

JUDY - Se li immagina la gente! 'Un sono persone vere! Sono idee, sensazioni, fantasie, che la gente crede di vedelli

JERRY - Aspetta un po'. Dunque: si dice 'he qui, sur parcosceno, 'un c' nessuno ma il pubblico crede di vedecci un fotto di gente! Funzioner? Si divertiranno? Io c'ho quarche dubbio.

JUDY - Te siei troppo terra terra; 'un ce l'hai ll'immaginazione dell'artista! Bisogna sap' convince' lo spettatore di quer che c' e di quer che 'un c'. Per esempio: quer tavolino l; 'un c'! La gente crede di vedello perch fa parte della scena, ma 'un c' nulla. Tutto 'r parcosceno gli vto!

JERRY - 'Un c'? Allora io, prima, ar buio, quella stincata dove l'ho battuta? Oimmena, mi fa sempre male!

JUDY - Te lo 'mmagini te, che ti faccia male. Prova un po' a camin'. (Jerry zoppica). Ecco, lo vedi: vai zoppo perch un presentatore zoppo fa ride' dovrebbe Ma stincate 'un ne pi av' prese, se 'r tavolino 'un c'!

JERRY - (Confidenziale, al pubblico). A me, per, mi fa sempre male.

JUDY - I grandi autori di teatro, hanno sempre saputo rigir' cos bene le frittate, in modo da fatti crede' una 'osa ar posto d'un artra. Pigliamo, per esempio, Pirandello.

JERRY - No! Pirandello, per piac', lasciamolo sta' dov', povermo!

JUDY - Facevo per di'. Giulietta e Romeo, per esempio

JERRY - L'hai presa ariosa Verona, i Montecchi, i 'Apuleti

JUDY - Lo vedi che 'un capisci nulla? Possano esse' benissimo du' ragazzi d'oggi 'he s'immaginano d'esse' l'amanti scespiriani.

JERRY - Sii? E cosa si vede, 'osa si vede?

JUDY - Nulla! Son personaggi!

JERRY - Gi! Se li 'mmagina la gente! (Judy annuisce). Stammi a sent': a me cotesta storiellina de' personaggi che 'un esistano per si vedano, 'un che mi 'onvinca tanto. Pirandello l'ho sempre avuto 'nsu' 'orbelli da quando lo dovetti studi' a scla. E anche Scespi Scespire, 'ome si dice, m' sempre rimasto 'v, a traverso la gola!

JUDY - Un po' po' grebano siei sempre stato!

JERRY - Sar Ma se propio mi devo immagin' quarcosa, mi pare pi meglio pens' a' fatti e alle situazioni de' nostri tempi per esempio: Missitalia!

JUDY - Lo sapevo! Ma possibile 'he tu ciabbia ner capo sortanto 'oteste 'ose 'ost!

JERRY - Cos'hai 'apito? Missitalia per di' la frenesia 'he c'hanno le ragazze di vince' un concorso di bellezza. Quarsisiasi 'oncorso: Miss Toscana, Misse Spiaggia Misstrippa, miss cappa

JUDY - Stai attento: c' gente.

JERRY - O le mamme! Sono pi ostinate delle figliole! Esse' la mamma d'una Misse: te lo 'mmagini! Lo vedo: la mamma, la figliola 'R telefano c' (occhiataccia di Judy). Cio: ci s'immagina 'he ci sia ma l (Judy c. s.) virtuale! 'r tavolino, sembra 'he ci sii, ma 'nvece 'un c'! (Gli d una pedata). Oimmena! Addio quell'artro stinco! (Lamentoso). Missitalia

JUDY - Giuliettae Romeo!

JERRY - Missitalia!

JUDY - Giulietta e Romeo!

JERRY - Ora si guarda Missitalia! (Escono litigando).

= LA MISSE =

ELENA - ANGELA - GIOVANNI

Squilla il telefono. Elena entra fumando una sigaretta; indossa una variopinta vestaglia, capelli raccolti con bigodini. Ha in mano una boccetta di smalto; tiene le dita distese per fare asciugare le unghie. Siede al telefono, d un'ultima pennellata, chiude la boccetta e la posa; una boccata alla sigaretta, si guarda le unghie: soddisfatta. Prende il telefono con due dita.

ELENA - All-o?!... S, la 'asa der ragionier Cavalli... sarei la moglie, la signora Elena... no, Angela sarebbe la mi' figliola... Ah, m'aveva scambiata... la voce; grazie... s, c'ho la voce giovanile, via via ar telefano ci barattano... Grazie sor coso ma, a dillo a lei, ho passato la trentina... Scusi, con chi avrei 'r piacere di chiaccherare se 'un sono tanto 'mpacciosa... Commendator Raspetti?... Tanto piacere, scusi se mi trova co' bigodini e le babbucce. Ero dreto a fammi un po' po' ll'ugne. (Spegne la sigarette, si rassetta)...Cosa voleva? (Espressioni del viso: dalla incredulit alla gioia) No, via, fa la burletta?... Un concorso di bellezza?!... Commendatore, ho passato la 'varantina... Prima avevo detto trenta?... O sor Raspetti: er tempo passa per tutti!!... Ah, era per la mi' figliola. (Delusa)... S s, gnene do... Anch'io per, se mi metto un po' po' 'n ghingheri... se vado 'n discoteca, questi giovanottacci d'oggi, son bna a sbatacchianne tre o quattro alla per vorta!... Va bene; se preferisce la mi' Angela... Dove si deve and'?... Me lo far sap'... manda un incarato... cor un biglietto di 'onvozione... Arrivedella sor commendatore, si riguardi ora 'he si va nell'inverno... ossequi. (Attacca. Chiama). Angela!... Angela, vieni di qua bellina! (Entra Angela). Tu sapesse chi ha telefanato! 'Un lo 'ndovini mai!!

ANGELA - (Ha cuffia, grembiule e una spazzola per pulire i soffitti). O mamma, se 'un me lo dici 'ome faccio a 'ndovinallo.

ELENA - Butta via 'otesta spazzola e levati 'r grembiule! (Tenta di levarglieli).

ANGELA - Gnamo, mamma! Ci da fin' le faccende. fra pono passa Marco a prendimi.

ELENA - No no! Con quer ragazo, te 'un ti ci 'onfondi pi!

ANGELA - Perch? O se tanto bravo.

ELENA - Bravo?! Perch funzionario di banca e ple arriv', ar massimo, a fa' 'r vicedirettore provinciale?!

ANGELA - 'Un sarebbe ma pono!... Ma anche se restasse 'ome gli ora: impiegato di senda cogli scatti ogni tre anni, io gli vorrei sempre bene lo stesso.

ELENA - Te lo 'mmagini: aspett' tre anni per av' du' bicci d'aumento!

ANGELA - Ma 'r bene 'he ci si vle aumenta tutti i giorni... Ma poi, perch lo dovrei lasci'?

ELENA - Perch d'ora 'n avanti ciavrai a' tu' piedi grossi 'ndustriali, ministri, campioni dello sporte, divi der cinematografo e, forse... quarche rampollo d'una 'asa regnante...

ANGELA - Le 'ase regnanti? O se 'un ce ne son pi.

ELENA - 'Un vr di': quarche rivoluzione ple sempre succede'!!

ANGELA - Mamma: 'un avrai ma principiato a b'... Sei sempre stata una donna ar posto; o come mai, ora, fai 'otesti discorsi?

ELENA - (Breve pausa: si pavoneggia). Lo sai chi ha telefanato?

ANGELA - E dagli! No, 'un lo so!

ELENA - (Trionfante).Il commendator Ruspanti!!

ANGELA - E chi ?

ELENA - Come chi ?! Gli quello 'he organizza i 'oncorsi di bellezza... Ci deve av' un'agenzia.

ANGELA - E cercava propio me?

ELENA - S... Aveva cercato di me, ma io ho detto: no no, la mi' figliola poverina, bene 'he si levi quarche soddisfazione anco lei.

ANGELA - O 'ndove m'avr vista?

ELENA - Positivo s'era fri assieme: una bella signora, tutti la guardano... e anco 'hi c' assieme, rimane 'ndella memoria.

ANGELA - Siei sempre la solita!... Ma che concorso dovrebbe esse'?

ELENA - ...Missitalia!!

ANGELA - Ma se l'hanno fatto ora che po.

ELENA - Si vede gni ce ne vle un'artra... Angela!... Mi si brocca la circolazione! (Si siede).

ANGELA - Mamma, ti senti male? Rispondi, cos'hai?!

ELENA - (Faccia pietrificata come chi prova una grande gioia o un grande dolore). Angela, forse ti voglian fa'... Misse Universo!! (Scandisce quasi le sillabe).

ANGELA - Mamma, di di fri? A questi 'oncorsi ce ne sono a migliaia, vi 'he scergan propio me?

ELENA - Di certo! Ccosa ti manca? (Si alza). Bisogna principi' subito a fa' un po' d'esercizio. Levati quest'aggeggi. (Le toglie cuffia, grembiule e spazzolone).

ANGELA - Ma ci da fin' le faccende.

ELENA - 'Un di' cretinate! Una missitalia, forse missuniverso, che d 'r cencio 'n terra! D'ora 'n avanti ciavrai la 'ameriera personale!... E quando verranno ' principi a trovatti con fasci di rose 'os, li farai aspett' 'n antamera... M'arracomando le rose: rosse, come 'r fo dell'amore!

ANGELA - Mamma, 'un son ma bna, 'un mi ci mand'. Chiss quante ce n' meglio di me.

ELENA - Cotesto 'un lo devi di' neanche per burletta! Vieni: t'insegno a fa' la sfilata 'n passerella.

ANGELA - Te, la sai fa'?

ELENA - O 'un ho fatto ll'indossatrice!

ANGELA - S? quando?

ELENA - Tant'anni fa, all'Upmme.

ANGELA - Davvero?

ELENA - Avevano aperto 'r reparto abbigliamento subacqueo: ciavevo un bella tuta di gomma, le pinne a' piedi e 'n capo la 'uffia, ll'occhialoni e un par di bombole sulle spalle.

ANGELA - Allora sei prata.

ELENA - (Si toglie la vestaglia, resta con maglietta e pantaloni rosa shocking o altro colore "abbagliante"). Si 'amina 'os... guarda la falcata... ll'anca... ir petto un po' po' 'n dentro e un po' po' 'n fri... testa arta... la mano: a svitialampadine... (Questa battuta accompagna l'azione: camminata con piede a rientrare, anche ondeggianti, ventre e petto che si muovono in sincronia con il movimento delle gambe, una mano sul fianco l'altra in alto, un po' concava che gira su se stessa proprio come se tenesse una lampadina da svitare)...Ora prova te.

ANGELA - 'Un son ma bna... (Ripete l'azione ma incespica, sta per cadere). Te lo dicevo! Se mi succede davanti alla giuria, sto benino!

ELENA - Perch 'un c'hai le scarpe adatte... per forza 'ntrespoli. Ti ci vle un tacco arto... cos, ti fa la gamba slanciata... Ti faccio un vestitino... (Lo modella idealmente sul corpo di Angela). Sur davanti, aperto fin quaggi.

ANGELA - Ma io mi vergogno!

ELENA - O bimba, bisogna fa' ved'!... Sur fianco uno spacco fin quass, la minigonnella fin qui... carze nere...

ANGELA - No, 'un ci voglio and' vestita 'os! Chiss cosa dirrebbe la gente!

ELENA - Ma di chi sei figliola?!

ANGELA - Quello se 'un lo sai te.

ELENA - Principio a pens' che t'abbino barattata ner parcheggio de' bimbetti allo spidale: 'un mi somigli punto.

ANGELA - Ma dicevi 'he quando faceste la sfilata, anche te eri tutta 'operta dalla punta de' 'apelli alle dita de' piedi, colla tuta da subbe.

ELENA - Ma sotto 'un ciavevo nulla!! O bimba, la moda moda!!

ANGELA - Ci sar da ffa' un provino.

ELENA - No no: ha detto 'r commendatore vai subito a ffa' la finalissima... Manda la 'ollocazione.

ANGELA - Collocazione? Ma chi t'ha chiamato, l'ufficio del lavoro?

ELENA - Noo! Ha detto manda uno cor un biglietto di... consolazione.

ANGELA - Cosa s' vinto, 'r premio da dumila lire?

ELENA - No, un biglieto... una lettera per dicci 'ndove si deve and'.

ANGELA - Allora gli un biglietto di convocazione.

ELENA - O io cos'ho detto?... Per, 'un m'ha saputo di' chi lo porta: Pippo Baudo, Maicche Bongiorno... vedrai lo manda per Fabrizio Frizzi!

ANGELA - Figurati se quella gente viene 'n casa mia!

ELENA - Me l'ha detto 'r commendator Rasponi.

ANGELA - Come si 'hiama?... Prima m'avevi detto un artro nome.

ELENA - 'Un me lo rordo ma: Rasponi, Raspini... O 'un lo stesso?... Rampetti, mi pare.

ANGELA - Forse 'r commendator Raspetti?

ELENA - Brava, propio lui; lo 'onosci?

ANGELA - Ma 'r sor Ampelio: quello 'he sta gi ar primo piano.

ELENA - Quello tutto vecchio, pelato, colla pancia, che ci una gamba di legno e un braccio 'mpedito?

ANGELA - Propio lui.

ELENA - Ar telefano 'un me n'ero ma accorta di tutti que' defetti. E ci ll'agenzia delle misse?!

ANGELA - No: lavorava ar catasto, era 'apufficio. Gli andato 'n penzione sei mesi fa e lo fecero 'ommendatore perch ciaveva quarant'anni di servizio.

ELENA - E l'agenzia dello spettalo allora? L'ha messa su ora?

ANGELA - Gliera sempre garbato scrive' la musa, sonalla; te lo rordi 'on quer trombone 'un ci faceva mai dorm'! Ma 'un lo poteva di' perch ar catasto 'un volevano. Si vede ora, da penzionato s' dato la via.

ELENA - Magari, se 'un sar propio missitalia... toh, missetoscana, misprovinciadipisa... mispadule! Oh, tutto fa! (Suona il campanello)... Dev'esse' Frizzi! Corri, vagni a apr' a Fabrizio!!

ANGELA - (Esce a sinistra, rientra subito con Giovanni). Venga s'accomdi. Lei gli 'r cameriere der sor Ampelio, vero?

GIOVANNI - Sul libretto di lavoro c' scritto maggiordomo... Devo consegnare questa missiva. (Si fruga)...Dove l'ho messa?... Ah, eccola: signorina Angela Cavalli.

ELENA - Lesta, guarda 'osa c' scritto.

ANGELA - (Apre la busta e legge). Gentile signorina Angela, sarei contento di averla mia ospite al numero quarantatr di via Carabottaia...

ELENA - Ma questa 'asa 'v.

ANGELA - ...al quarto piano.

ELENA - O se la 'asa di tre piani.

GIOVANNI - La soffitta... M'ha fatto ripulire tutto. ho lavorato come un dannato. Guardate come sono ridotto: non ci sono rimasto mzzo.

ELENA - O cosa ci vle fa' 'n soffitta?

ANGELA - Lo dice qui: presenter il mio disco che finalmente sono riuscito a incidere. Lo offrir alla pi bella del palazzo: miscondominioviacarabottaiaquarantatre.

ELENA - Misse 'ondominio!? Misse 'asamento!! Ma io lo spacco tutto quer vecchiaccio!

ANGELA - Mamma carmati.

ELENA - Oimmena, mi si ribrocca la circolazione! (Si accascia su una sedia).

ANGELA - Ti senti male? (A Giovanni). Lei faccia quarcosa, lo vede la mi' mamma mre!

GIOVANNI - (Esce a destra, rientra subito con un bicchiere d'acqua).

ANGELA - Mamma, ti batte forte 'r cre? (Le tasta la fronte). Oimmei ci 'r sudorino diaccio! (A Giovanni). Ma si leva di 'v coll'acqua!! Mamma 'ome stai?

ELENA - (Vaneggia). Marco... Marco... lo scatto... ar sendo livello. (Si alza). Bimba, agguantalo! 'Un te lo fa' scapp'! Ci lo scatto... Marco... Marco... (Esce sorretta da Angela. Giovanni non sapendo che fare, beve l'acqua e le segue).

QUADRO 2 - JERRY, JUDY

JUDY - (Rientra con Jerry. Lo guarda con commiserazione). Ma dove li sei andati a trov' que' personaggi l?

JERRY - Perch, 'un eran ganzi?

JUDY - 'Un mi son ma divertita punto!

JERRY - Invece a me (occhiataccia di Judy). Allora, gi: dillo te cosa si deve fa'! Ce l'hai de' personaggi pi meglio?

JUDY - Ce l'ho s!

JERRY - E chi sarebbero?

JUDY - Giulietta e Romeo!

JERRY - Ridagnene! Ma una fissazione! La roba 'n costume, 'un vaa

JUDY - Di 'ostumi 'un ce ne voglianooo Son ragazzi d'oggiii!

JERRY - Allora guardamo questa Giulietta e questo Romeo! (Sistemano la scena a soggetto) Tanto, quando ti ficchi 'n capo una 'osa te, 'un c' verso di levatticela (Escono discutendo).

= GIULIETTA E ROMEO =

GIULIETTA - (Entra seguita da Romeo). No, no e no! Te l'ho detto tante vorte: la gelosia 'un la sopporto!

ROMEO - Ma chi geloso! T'ho chiesto dove glieri 'ndata; 'un t'avevo pi vista.

GIULIETTA - E allora, sendo te io dovrei sta' sempre a' tu' 'omandi; magari venitti anche a chiede' se posso and' di 'v, se posso and' di l, chi devo ved', chi 'un devo 'ncontr'...

ROMEO - Ora siei esagerata!... Lo devi 'ap che quando ci si vr bene, si cerca di sta' assieme. Appena c' un menuto libero, du' 'nnamorati si ritrovano, per parlassi, per dissi le 'ose...

GIULIETTA - Sai 'osa: e chiaccheri dimorto te! A te ti garba di pi fa'!

ROMEO - Dipende dalle circostanze, dalle situazioni 'he ci ritroviamo. Der resto, che ti voglio bene lo sai, che penso sortanto a te, che 'un m'arriesce di levattimiti... di levammititi... insomma tiratti fri dar cervello! Mi fai anche 'ntrafun' ' discorsi!

GIULIETTA - Le circostanze, eh? Le situazioni... t'intrafuni co' discorsi... Eppure mi garberebbe sentimmi di' le paroline dorci... che tutti ll'inamorati le dano alle su' ragazze.

ROMEO - Te guardi troppe telenovelle.

GIULIETTA - E te, troppi firme di Rambo!

ROMEO - Allora guarda: ti posso recit' Giulietta e Romeo che me l'arrammento sempre di 'vando si fece la recita colla scla.

GIULIETTA - Anche te l'hai recitata? Anche a scla mia si fece: io facevo Giulietta

ROMEO - E io Romeo; ora 'un me l'arrammento tanto bene.

GIULIETTA - Mi pare faceva 'os. (Si atteggia per declamare).

ROMEO - Aspetta! Ci vle 'r terrazzino... Alla mi' scla s'era fatto cor un tavolino che ci s'era messo una 'operta a fiori che un ragazzo della terza "E" l'aveva fregata dar letto di su' madre. Dreto ci stavano due della senda "B" tutti gattoni a regge' le gambe der tavolino perch 'un dasse barta.

GIULIETTA - Noi s'era preso la 'attedra der professore di scenze... Ma qui 'un c' nulla... c' una seggiola: monto su quella l. (Esegue).

ROMEO - Stai attenta a 'un ruzzol' di sotto. Sistemiamo la scena. (Dispone la sedia con la spalliera verso il pubblico, ci appende il suo giubbotto jeans). Ecco: si dice 'he questo gli 'r muro coll'edera 'he vien su.(Giulietta sale sulla sedia). La treccia!

GIULIETTA - Ce n'ho due! (Scioglie le trecce legate sul capo) Aspetta mi levo l'occhiali. Va bene?

ROMEO - Siei perfetta!...Ora si dice 'he gli di notte: un rifrettore ti si posa sur viso com'un raggio di luna... Qui si dice c' 'r giardino dove mi c'ero rimpiattato, cos 'un mi vedi. (Si acquatta da una parte. Piano, a Giulietta). Vai, attacca.

GIULIETTA - Vado?

ROMEO - (Piano).S.

GIULIETTA - (Declama, sospirando). Oimmei!...

ROMEO - (Declama, al pubblico). Chiacchera!... (Verso Giulietta). Oh, chiacchera dell'artro, angiolo luminiscente... Du' stelle der celo, di suro ciavevano da ff' e hanno dimandato a' tu' occhi d'and' lass ar su' posto, a sparge' la luce ner firmamento... E se ar posto de' tu' occhi ci fossero du' stelle, sarebbero loro a esse' 'lluminate dallo sprendore der tu' viso.

GIULIETTA - (Parla a se stessa). Oh, Romeo... Romeo; perch ti 'hiami Romeo. Lo sai 'he le nostre famiglie 'un si possan ved', sicch se tu ti 'hiamassi, metto 'r caso Ulinto, ci si potrebbe anche spos'... In fondo 'os' un nome... una rosa, te la pi chiam' cor un artro nome sar sempre un fiore 'olorato e 'mprofumato 'om'una rosa... Una cipolla, la pi 'hiam'... gardenia, puzzer sempre 'om'una cipolla, cos te, Romeo... volevo di': se tu ti 'hiamassi, Oronzio faccio per di', ciavreste sempre lo stesso viso, le listesse mani, i soliti piedi. Sareste sempre 'r solito 'ndividuo 'he mi garba a me. Allora, lo vedi? Gli sortanto 'r tu' nome 'he ci divide. Romeo... 'un ti 'hiam' pi Romeo; buttalo via 'r tu' nome e 'n cambio pigliami me.

ROMEO - /Si palesa).Ti chiappo alla parola! Chiamami amore, m'accontenter!

GIULIETTA - Chi sei te che, protetto dar nero della notte, mi vieni a spi' di sotto 'r terrazino?

ROMEO - 'Un ce l'ho pi un nome da ditti, ir mio l'ho buttato via perch era tu' nemo.

GIULIETTA - Ma te siei un Montecchi?! Romeo!!... Com'hai fatto a ven' fin'a qqui? Se, Dio ne guardi, ti vedano ' mi' parenti, ti spicinano!

ROMEO - Ho volato coll'ali dell'amore e 'r buio della notte, cor su' mantello mi nasconder alla vista de' tu' parenti.

GIULIETTA - Meno male gli notte e 'un mi pi ved', sennon t'accorgereste 'he son doventata tutta rossa perch m'hai sentito mentre ti dicevo 'he ti voglio bene... Era un discorso 'he facevo fra me e me e te 'un lo dovevi sent'... Ma dato 'he l'hai sentito, te lo rido ora con tutta la mi' anima. E anche te, siei 'nnamorato?... Un pono?

ROMEO - Sulla luna 'he t'inlumina 'r viso, te lo giuro!

GIULIETTA - No, 'un giur' sulla luna 'he gira, rigira, scomparisce, riapparisce e tutti ' mesi 'ambia 'r quarto.

ROMEO - Allora, su cosa lo devo giur'?

GIULIETTA - 'Un giur'! O, se propio vi, giuralo su di te che sei la 'osa pi cara 'he c'ho ar mondo.

ROMEO - Sur mio cuore!!

GIULIETTA - 'Un giura!... Quest'amore gli sempre un boccilo; quando si rivedremo sar doventato un ber fiore... Ora vai, bnanotte.

ROMEO - Mi mandi digi via? Ti volevo di' dell'artre 'ose.

GIULIETTA - Cosa mi volevi di'?

ROMEO - Che... ti voglio bene... che 'un ti vorrei pi lasci'... che starei 'v con te fin'a domattina... Giulietta... ti voglio bene!

GIULIETTA - O 'un me l'hai detto orora!

ROMEO - Ma anche te, me lo vi bene?

GIULIETTA - Di certo. Gli mezz'ora 'he sto qui sur palanchino, ritta sur un piede solo a ditti 'he ti voglio bene.

ROMEO - Giulietta... io... io... t'amo.

GIULIETTA - Guardiamo se si trova un bcio vr di' si va a pesc'.

ROMEO - Te la butti 'n burletta ma 'r mi' amore, ner cre... 'un ci sta pi... scoppia d'ugni 'osa!

GIULIETTA - 'Un ti devi preoccup': ora co' trapianti te ne fai mette' uno pi grosso; hai voglia d'infilacci ll'amore!

ROMEO - Allora mi ci vorrebbe un cre lungo di 'v... a Pontasserchiooo!...

GIULIETTA - Ora 'un fa' ll'esagerato... Per gli vero: l'amore come 'r mare che pi acqua ci levi e pi ce ne ritorna.

ROMEO - Fammi mont' sur terrazzino.

GIULIETTA - O ccome si fa: c'entro a malapena io cor un piede solo. Se ci monti anche te, si ruzzola di sotto.

ROMEO - Allora ascendi... e stai 'v accant'a mme.

GIULIETTA - 'Un posso... 'un c' ma scritto sur copione. Dice che si dano bnanotte, Giulietta rientra 'n casa e Romeo se ne va.

ROMEO - Lasciamo sta' 'r copione che 'un me lo rordo nemmeno pi, si fece 'n terza media... Dammi la mano t'aiuto a scende'.(Esegue).

GIULIETTA - Per, sei sempre 'r solito; si recitava 'os bene, io me la rordavo guasi tutta la mi' parte.

ROMEO - Anch'io, se 'un me l'ero scordata...

GIULIETTA - (Sospira). Povera Giulietta, gli toccato mor' cor su' Romeo. Ma prima s'erano sposati. Saranno stati felici?

ROMEO - Io credo di s. Magari, se campavano un pono di pi gliera meglio.

GIULIETTA - I grandi amori, son tutti 'os: durano un attimo. Quando te n'accorgi, son digi finiti.

ROMEO - Te guarda la Signora delle 'Amelie, Paolo e Francesca, Rodorfo e Mim...

GIULIETTA - Ernestino e la Beppina...

ROMEO - Chi sono?

GIULIETTA - Stanno ner mi' palazzo: lei ar primo piano, lui ar terzo!

ROMEO - Cosa c'incastra?

GIULIETTA - Anche loro si son lasciati: doppo diecianni 'he facevano all'amore si sono accorti 'he 'un si pigliavan di 'arattere!

ROMEO - Eh...ll'amore... (Sospira. Poi, realisticamente). Beh, ora ti lascio.

GIULIETTA - O quella? Prima eri 'nnamorato 'otto, volevi pigli' du' stelle per mettimele nell'occhi, ti ci voleva un cre pi grosso... e ora mi lasci?! O ccosa t'ho fatto?!

ROMEO - Ma ccos'hai 'apito? 'Un ti lascio ma! Dicevo ti lascio per di'... ti lascio ma no perch ti lascio... ma 'un ti lascio ma, 'un av paura... Seh, ti lascio...

GIULIETTA - Dano 'he quando ci si vr bene 'un si 'apisce pi nulla... Ma qui, anche a volessi male 'un si 'apirebbe nulla listesso!

ROMEO - Insomma: me ne vado.

GIULIETTA - M'abbandoni?

ROMEO - S... no... insomma: ritorno.

GIULIETTA - Quando?

ROMEO - A' fii!... Gnamo, Giulietta: 'un mi fa' fa' le 'scandescenze! Ritorno presto.

GIULIETTA - O ddove vai?

ROMEO - Vado... Eccola la gelosa! Eppoi gliero io a fa' ll'inquisitore, a vol' sap' dov'andava lei!... Bimba: vado 'ndove mi pare!!

GIULIETTA - Cosa c'incastra levassi 'n cattiva a cotesta maniera! Io 'un andavo a ffa' nulla di male.

ROMEO - Io 'nvece sono un delinguente! Io vado a ffa' le 'osacce...Lo sai 'osa devi fa'? Se mi vi aspett' bene, senn te ne vai vr di' me ne trovo 'hiss quante!

GIULIETTA - 'Un t'arrabbi' Romeino. Io facevo per di'.

ROMEO - 'Un me ne 'mporta! Me ne vado! Addio, Giuly... ci si vede!... (Esce).

GIULIETTA - Mamma mia: capace tutt'arrabbiato 'om' va a fin' sotto 'r purma. (Si affaccia in quinta). Romy... stai attento... passa di sulle strisce... Romy! (Rumore interno).Vai; passato 'r purma! (Esce chiamando). Romy... Romy...

QUADRO3 - JERRY, OLGA KIROMANOVA

= LA 'HIROMANTE =

JERRY - Finarmente m' riescito liberarmi da quella visionaria della mi' 'ollega. Vi voglio present' un personaggio un chicchino! Questo gli vero! O ve lo dovete immagin'? 'Un me lo rordo ma Mah: voi lo guardate e poi me lo sapete di'! Stasera, voglio affrontare un argomento partolarmente 'nteressante e d'attualit quale la magia! La magia: quel crogiolo di scnza che rimescola assieme arte, psicologia e tanta, tanta fantasia! Ma per capire meglio questa arte e illustrarla compiutamente al gentile pubblico qui presente stasera, abbiamo deciso di avvalerci della signora Annina Ghelarducci, in arte Olga Kiromanva: la maga di Portanva!... Eccola che arriva: accogliamola con un bell'applauso... (Entra la chiromante).Buonasera signora, ci dica: cosa ci mostrer stasera?

OLGA - Prima di tutto mi facci pos' la mi' robbina! Oimmena 'ome sono stracca: a ven' da Portanva a qqui mi c' vorsuto guasi un'ora... Con questo po' po' di fagotto fra le mani... son tutta sudata! Mi facci ripigli' fiato!

JERRY - Poteva prendere un tass.

OLGA - A ddire 'r vero, lo volevo pigli' ma prima di mettimi 'n viaggio io consurto sempre le stelle; 'un si sa mai, ll'incidenti fanno presto a succede': un tamponamento, un deragliamento, un dirottamento. Allora ho guardato dentro la mi' palla: o 'un ti ci visto Bossi 'he letava co' Sgarbi per via di 'vella 'osa dura 'he cianno... Sgarbi ner cervello e Bossi 'un ho capito bene dove... Insomma, per fagliela lunga e corta, nella 'onfusione avevo sbagliato a sincronizz' la palla sur programma specifo. O ccosa vle: con tutte 'veste onde 'n via satellite, c' la palla a vorte mi piglia anche ' programmi in lingua originale! Oh, sii ben chiaro: io leggo 'n tutti ' tipi di palla, da quella di vetro a quella di 'avolo!

JERRY - Quindi, lei avr una palla per ogni circostanza: per i tass, per i viaggi in automobile...

OLGA - Di certamente! Ce n'ho una c' dentro la figurina di Sciumche, 'r marito della Ferrari.

JERRY - Come 'ome?

OLGA - Lo dano sempre alla televisione: Sciumche 'nsulla Ferrari! Con quella pallina ll, ci ruzzava 'r mi' bimbo sulla spiaggia a Marina: facevano la pista della formula uno 'n sulla rena e ce la ruzzolava con tutti ll'artri bimbetti; vinceva guasi sempre lui. Oh, 'r nipote della maga!... Ora io 'vella pallina l'ho legata cor un filo alla parabola der satellite e di l ci vedo tutte le stelle che mi dano se mi posso mette' 'n viaggio. Perellappunto, dianzi ho visto quer sudicio di Giove 'he s'era rindoppato dreto ll'anello di Saturno per fa' franella 'on Venere, che dice gli tanto brava... le voci... Nettuno 'un s'era ma accorto di nulla e faceva la 'orte alla Vergine... diceva lei... ma alla vicerincontraria gliera entrato nella 'ostellazione der Caprorno... cos Marte, tutt'arrabbiato, voleva fa' la guerra!!... S' alleato co' sette satelliti di Giove ma Mercurio, che ci sempre la febbre arta e gli anco un po' po' fumino, s' alleato coll'Ariete e cor Toro per mette' un turo all'entrata della Via Lattea... I Gemelli, che 'un sapevan pi dove and' a pupp' s'enno risentiti e cor Sagittario hanno principiato a tir' le frecce; una andata a fin' nell'Acquaio 'ndove c'erano ' Pesci che loro 'un t'aprano bocca nemmeno se l'infili... e sicch lo Scorpione, quella bestiaccia, quando l'ha visti sortito fri coll'atomobile, ma 'un ci nemmeno la patente e io, allora ner ved' tutto 'vesto putiferio cos'ho detto?... Vieni vieni: sar meglio and' a ppiedi!... Ma ti ci vorsuto fa' anco la riprova, cos ho lasciato la pallina ciondoloni e son'andata a ved perinfino ner portamonete... 'un ciavevo punti 'varini e cos ho deciso: vado a ppiedi! Alle stelle si sa, bisogna dagni retta!

JERRY - Indubbiamente! Ma lei venuta qui per fa' quarche 'sperimento? Ha bisogno di quarcuno, per fare le carte?

OLGA - Io le faccio sempre le 'arte! Le 'arte da centomila!... Perlomeno da diecimila. A vvorte, le 'ose mi vanno benino e una cinquantina di mila lire l'arrimedio!... A dissela 'nfra noartri, l'importante di trov' quarcuno 'he ciabbia una faccia un po' po' 'ome la sua... S: occhio spento, colorito anemo, bocca e naso 'he quando ride paiano una barca a vvela... orecchi a sventola: gi, quelli ci vogliano per fa' vento alla barca ... papille dell'occhi 'he gni fanno lippe lappe, ce l'ha cinquantamila lire?

JERRY - Ma, credo di no, sono uscito senza portafoglio... ho solo pochi spiccioli: due o tremila lire... Forse cinquemila!

OLGA - Po' po' di pidocchioso! 'Un si vergogna a usc' senza srdi?! Ehh, aveva ragione la palla: oggi 'un dovevo sort' di 'asa!... Beh, mi dia le cinquemila lire e 'un se ne 'hiacchera pi.

JERRY - Eccole. Ma perch vuole questi soldi?

OLGA - Mi servano per ell'esperimento! Con cinquantamila veniva meglio! Pazienza, sar per quest'artra vorta! Mi dia la mano.

JERRY - Cosa ci vuol fare?

OLGA - Per leggila! O ccosa si credeva: 'he lo volessi spos'?! Gaoh bellino! Ma 'un ci s' mai guardato nello specchio? Pare un'incrocio fra un busdrogghe e Celentano... e la parte pi meglio l'ha presa dar busdrogghe!... Ma chi vle 'he lo pigli!!?

JERRY - Modestamente, vero... qualche piccolo successo con le donne, l'ho collezionato anch'io.

OLGA - Ma ccosa vr collezzion'! Ar massimo, quarche francobollo ciucciato! 'Un mi facci perde' tempo e mi facci ved' la mana, ci da legge' ll'urtime notizie... No!! O mamma mia 'he cose!!... 'Un ci posso crede': ll'amerani lasciano 'r Viette ammeNammeNamme... Bartali e Coppi si letano ar Giro di Francia... La Callasse ha debuttato ar teatrino de' Salesiani...

JERRY - Ma cosa va dicendo? Queste sono notizie di... quaranta cinquant'anni fa!

OLGA - Ooh!! Per cinquemila lire 'un gli posso ma legge' 'r giornale di domallartro! Ma sentilo bellino: 'un ci quarini e vr sap' le notizie fresche! Lo sa cosa deve fa' quest'artra vorta? Si 'ompra 'r giornale; cos rispiarma e ple legge' quer che gni garba a lei!... Ma me ne fai and'! Sto qui a perde' tempo e a casa c'ho la palla sur fo capace mi bolle e mi va tutto di fri... senn stasera 'osa 'ndovino!?

JERRY - Mi scusi... ma se non sa leggere la mano, doveva dirlo subito... Ma poi, ci aveva promesso di fare un esperimento...

OLGA - L'ho fatto... gli venuto. Poteva riesc' meglio ma con cinquemila lire cosa vr pretende'?

JERRY - Veramente io non ho notato niente di eccezionale... In cosa consisteva l'esperimento?

PLGA - Ma semprice: ner fa' pass' cinquemila lire dalla su' tasca nella mi' borsa!... Oooh, ma cosa si 'rede! Sono una maga, una veggente... io, ci veggio! Sono Orga Kiromanova la Maga di Portanva, 'un sono ma Anastasia Karomarone la 'hiromante der Portone!! (Al pubblico). Rordativelo e stioccativelo tutti bene nella 'hiorba: volete spezz' le 'atene dell'amore? Volete fa' ven' un coccolone ar capufficio per pigli' 'r su' posto?... Ci sono io: Orga Kiromanova!! Amori, affari, famiglia, destino... pidocchi, puci, mar di pancia... 'un vi sgomentate. Chiamatemi, chiamate Orga Kiromanova, la Maga di Portanva!!! (Esce).

JERRY - Signora...Le cinquemila lire!!! (La insegue. Rientra subito mogio mogio).

QUADRO 4 - JUDY, JERRY

JUDY - Sai 'osa: c'hai fatto 'na bella figura.

JERRY - O allora, se ciavevo cinquemila lire sole per le tasche

JUDY - Hai voluto fa' di testa tua! Se davi retta a me, si chiamava una ballerina o una 'antante Era pi meglio e risparmiavi tutti quei soldi!

JERRY - Io mi credevo 'he fosse un personaggio come quell'artri

JUDY - Bimbo: come si tratta di 'varini, meglio 'un fidassi nemmeno de' personaggi!

JERRY - Ora, se si fa un po' d'intervallo, vado a ved' se la trovo. Anche 'vesta gente vorr fum' una sigaretta, and' a be' quarcosa

JUDY - (Piano). 'Un le fa' sort' le gente: c' 'r caso 'he 'un ritornin pi! (forte) Prima dell'intervallo, vi voglio presentare du' altri personaggi.

JERRY - Du' altri innamorati?

JUDY - Du' sposi piuttosto anziani che decidano, per la prima vorta nella su' vita, d'and' a fa' una gita turista.

JERRY - Ma io sono stanco a sta' sul parcosceno, si dura una fata

JUDY - Te, siei nato stanco! Ora guardati questi personaggi e poi potrai anche fa' festa! (Escono).

=VIAGGIARE=

AGENORE, CLEMENTINA, NARCISO

CLEMENTINA - (Entra chiamando). Agenore, 'ndove siei? Ma possibile 'he quando ti si cerca 'un ti si trova mai!

AGENORE - (Entra sbadigliando). Deccomi Crementina; cosa c' da url' tanto, 'un piglier ma fo la 'asa?

CLEMENTINA - Sarebbe bene; armeno mi leverei la soddisfazione di vedetti corre' un po'. Oh, da quando gli ito 'n penzione 'un c' verso di vedello move' un dito!... Oddo, anco prima, grandi sudate 'un che n'abbi mai fatte. Rivava a casa, diceva gliera stracco da lavor', si buttava 'nsulla portrona e si riarzava per and' a letto... a dorm'!

AGENORE - O 'ndove vi sta' meglio che a letto... ar carduccio... tutto bello rincarzato... senza d' noia a nissuni...

CLEMENTINA - Appunto! Con te 'un c' perolo di 'ompromettisi, 'un av' paura.

AGENORE - Mi garba sta' l, ner mi' angolino.

CLEMENTINA - Nell'angolino... come la bandierina der cornere! Ora, vero: io 'un me ne 'ntendo ma a vvorte si vede alla televisione 'he quando battano 'r cornere... ogni tanto... gni ci 'ncastra di fa' g! Ma con te 'un c' perolo: si finisce sempre zer' a zero!

AGENORE - Ma anco te 'un siei mai 'ontenta. Te n'arrordi du' anni fa, quando s'andiede a Roma colla gita aziendale. Oh, anche 'vella vrta, mi pare, fui bno a ffa' g!

CLEMENTINA - Ar novantesimo menuto, per combinazione... e poi, sendo me, glieri anco 'n frigio... E sai, 'un c' nemmeno da sper' di potello rived' alla moviola, perch oramai...

AGENORE - Te chiaccheri tanto. Ma gli tutta 'vistione d'allenamento. Se mi devo allen' cor una squadra 'he sta sempre 'n panchina... pi che zer' a zero 'un ci scappa. E 'nvece se ciavessi per le mane una squadretta primavera... mi sembrerebbe di pot ffa' anche la 'oppa Uefa!!

CLEMENTINA - La 'oppa delle 'oppe... di vino! L, la tu' figura ce la fareste sta' sro. Per quello la fata 'un la sente. Ll'una giratina 'he fa per and' a be' 'r bicchierotto.

AGENORE - Di certo, ci vle per datti la cara, per datti la forza. Se 'un gni stiocchi un bussolo di vino ogni tanto...

CLEMENTINA - No! Ogni pono!... Ma ora si 'ambia. Si parte, si va a ffa' un br viaggio. bisogna mvesi, and' a giro, ved artri lghi!

AGENORE - Perch, quello 'he c' di l 'un ti soddisfa pi? Ess gli bellino: collo sciarbone, la dolcia...

CLEMENTINA - Cosa 'apisci? Artri lghi per di' artre gente, artre nazione, artre curture.

AGENORE - O come ffai a andacci?

CLEMENTINA - A piedi!... Sendo te, come fanno le gente a viaggi'? Vanno all'agenzie, pigliano un depilante; sai que' libbrini 'ndove c'enno tutte le figurine de' posti di foravia, comprano un biglietto e partano.

AGENORE - Ma ci vogliano ' 'varini!

CLEMENTINA - Gratisse 'un ti ci mandano di certamente.

AGENORE - E noartri, i 'varini 'ndove s'hanno?

CLEMENTINA - Que' poni 'he s' pigliato della lividazione... 'un s' anco toccato nulla.

AGENORE - Ma possano fa' ccomodo. Tante le vrte... 'un so: un bussolotto di vino per tirassi un po' po' s, c' da compr' un cardano per riscardassi un po' po' 'r letto.

CLEMENTINA - Pi cardano di te dove lo vi trov'! E 'n quanto a tiratti s, nemmeno cor un cricche da autotreni! Eppoi ho deciso: si va via e basta! E anco a te Agenore, l'aria forestiera ple dassi ti facci bno; se a Roma faceste guasi g, a Parigi, Londra, armeno un rigore ci sortir fri.

AGENORE - Crementina... anco una punizione a due... drento ll'area!

CLEMENTINA - Ora 'un t'allarg' tanto, Age.

AGENORE - O, com'esse', dov'hai 'ntenzione d'and'... Crme...

CLEMENTINA - Creme? E vainiglie! O 'un mi 'hiamo Crementina?

AGENORE - Lo so, ma gli un nomignolo 'he ti ci 'hiamavo 'os quand'eramo addamati. Te l'arrrdi, Crme?

CLEMENTINA - A' tempi delle 'averne... O che l'hai sempre nella memoria, Age?

AGENORE - Di certo; er cre resta sempre giovano, 'un invecchia.

CLEMENTINA - Beato lui!!

AGENORE - O 'ndove si dovrebbe and'? Ma perch t' sartata ner capo 'vest'idea?

CLEMENTINA - Te n'arrrdi la settimana di l riv quer fogliettino di recrame per and' a ffa' la gita a Terricciola. Gn'ho telefanato; dissano 'he mandavano uno per ispiegacci le 'ose. Doverebbe sta' pono, dissano sarebbe venuto oggi. Vedrai sar qui da un menuto all'artro.

AGENORE - Un br viaggetto lo faccio propio volentieri. Semo guasi vecchi e si ple di' che, da doppo 'r viaggio di nozze, 'un ci semo pi mossi di 'asa. Te n'arrrdi s'indiede a Cenaia a visit' le 'antine sociali... che mi ci spersi... 'un trovavo pi 'r verso di sort'... bene. Mi garberebbe ritornacci.

CLEMENTINA - Caso mai 'vesta vrta si va a' Bagni di 'Asciana! L 'un ti ci sperdi, pi sta' sro! (Campanello). Dev'esse' lui; ora 'un mi fa' f' delle figurette, Age (va ad aprire) Venghi, s'accomdi.

NARCISO - (Entra). Con permesso? Posso introdrmi?

CLEMENTINA - S s... sintro... sitro... duro. 'Nsomma 'vella robba ll.

AGENORE - Vienghi 'n casa. Se sta dell'artro 'nsull'uscio piglia una pormonite: c' riscontro.

NARCISO - Allora sar meglio... introdrmi un po' pi a fondo, per cos dire.

AGENORE - (A Clementina). A me, tutte 'veste 'ose dure 'he ci luil, 'un mi garbano ma tanto.

CLEMENTINA - Lo so, Age: gli tutt'invidia... (A Narciso). Lei com'esse', sarebbe propiamente lei? Voglio di': lei 'un ma un artro? Perch se lei fusse un artro me lo da. Sa, noartri s'aspettava lei.

NARCISO - Oddo signora, adesso mi mette dei dubbi. Ma no, non si preoccupi: sono proprio io. Anzi, permettemi di presentarmi: sono Narciso Parigini rappresentante dell'agenzia Mondocane, viaggi soggiorni escursioni safari sport cure termali massaggi abbronzature cure dimagranti in pillole pomate polverine e confezioni spray.

CLEMENTINA - Mamma mia 'vanta robba! Si stiocchi a sed'... Io 'nvece 'nder mi' piccolo sarei Crementina Porverosi. Deve sap' che da piccina stavo di 'asa a Lugnano 'nsur Arno. I ma, subbito doppo guerra messano su un traffetto di mobilia; facevano ll'armadi, le seggiole... ma 'un gnene 'omprava mai nessuno; cosa vle, ci vedevano scritto sopra "Mobili Porverosi", si sdubbiavano e l'andavano a compr' da un' artra parte.

NARCISO - Certo! La ragione sociale di una ditta deve prima di tutto illustrare il prodotto. Prenda ad esempio la nostra agenzia: Mondocane! Un mondo ed un cane che sta l a guardia dei nostri clienti... Lei signore, oso presumere, il signor Polveroso?

AGENORE - No, io sarei com'essere, se 'un gni dovesse d' tanto disturbo, Agenore Benincasa.

NARCISO - Comunque il marito della signora... Polverosa?

AGENORE - S, quando la pigliai gni diedi una sporveratina e ora gli Benincasa anco lei. Sarei com'esse' penzionato... dell'Inpisse. C' mai stato lei all'Inpisse?

NARCISO - No, che vuole, la mia attivit di tutt'altro genere.

AGENORE - Ci vadi, glienno tanto bni. Ma lo sa che le gente 'un le manderebbano pi via... A vrte mi ci tengano du' o tre ore prima di dimmi quer che mi devan di'. Ci vadi, di retta a me.

NARCISO - Bene, ascolter il suo consiglio. Ma piuttosto passerei ad illustrare il nostro carnet di viaggi: abbiamo moltissime combinazioni.

CLEMENTINA - No, guardi: di 'ombinazioni ci sempre 'velle di 'vando mi sposiedi. A dill'a lei 'nsur corredo ciavevo dodici di tutto...Magari ar mi' marito, un par di mutande di lana per quando s'entra nell'inverno, gni poterebbano fa' ccomodo.

NARCISO - Combinazioni nel senso di sistemazioni. Il rapporto fra viaggio e soggiorno. Abbiamo spostamenti in aereo, in treno, in nave con alberghi a tre, quattro... cinque stelle!

AGENORE - (A Clementina).Luil dev'esse' brio. Ci vr mand' coll'arioprano su cinque stelle... Io, ar pi ar pi posso mont' sur poggio di 'Anapone, che a furia di buttacci 'r sugo delle vacche, dreto 'asa gni c' venuta una 'ollinetta... Ma mi gira 'r capo. Eppoi 'hiss che freddo c' 'nsulle stelle!

CLEMENTINA - Per quello si piglia una bella franella di lana. L'hai sentito ci le 'ombinazioni.

NARCISO - Abbiamo il pacchetto MI-VA 3-0-2: otto giorni ai Caraibi. Con possibilit di estensione al blocco TU-PA, escursione alle Bermude.

CLEMENTINA - Sor coso!!

NARCISO - Narciso, per servirla.

CLEMENTINA - Stii a sent' sor Narciso! 'Un invii a tir' fri 'r brocco di mi' p' sennon dovento brutta!! Mi' p' colle bermude! O per cosa l'ha preso, povermo!?

NARCISO - Ma signora, non mi permetterei mai di esprimere giudizi sugli antenati. Del resto non c' nulla di male se suo padre porta i bermuda; mio padre, in estate, indossa calzoncini jeans attillatissimi e camicie floreali molto aperte sul petto villoso,

AGENORE - E didifatti si vede 'osa c' sortito fri! Ma anco a me 'un mi garbano i cara... i carabi... i 'arabinieri 'nsomma.

NARCISO - Non dovete preoccuparvi. C' per esempio, il Kappa trentatre. Una cosa eccezionale!

CLEMENTINA - Un cappone, via...

NARCISO - Pensate: quindici giorni alle isole Marianne...

CLEMENTINA - No no no! Lo 'onoscio 'r mi' marito: come vede una Marianna 'un capisce pi nulla! T'invia a batte' 'r corne... e le punizioni dar limite!

NARCISO - Non capisco.

CLEMENTINA - Capiscio io! Vero... Cassiraghi!?

NARCISO - C' compresa una visita alle isole Caroline. Pensate: un giorno e una notte sulle Caroline!

AGENORE - Davverooo!? Bene. Mi garberebbe!! (Occhiataccia di Clementina)... Voglio di': potrebbe esse' un'esperienza curturale. Io, di 'Arolina ho conosciuto sortanto la moglie di Renzino, sai 'vella sposona 'he stavano di 'asa vicino a Vergiglio lo 'mbianchino...

CLEMENTINA - ...Che ti lasci and' una manata ti fece un occhio nero perch cercavi d'allung' le mano. 'Un mi ci fa' ripens' sennon ti rifaccio ll'occhio nero!

NARCISO - C' un aereo, il volo VA-GIU delle ore 18,45. Fa uno scalo ad Amsterdam.

AGENORE - No, no: io, quando devo 'mbianc', lo scaleo me lo faccio 'mprest' da Vergiglio.

NARCISO - Simpatico... Amsterdam: in Olanda.

AGENORE - Per'ell'appunto. Cosa c'incastra and' a chiede' la robba alle gente 'he 'un si 'onosciano.

CLEMENTINA - Eppoi 'vest'Olanda chi e? 'Un vorrei fusse una di 'velle! Sa, 'r mi' marito da po 'he ci la bandierina der cornere gli doventato un gallerone!... 'Nsomma, gni garberebbe.

NARCISO - Continuo a non capire.

CLEMENTINA - Poi gnene spiego. Vadi avanti.

NARCISO - Se non volete fare soste intermedie ci sarebbe un volo diretto: il VA-FA alle 16.32

CLEMENTINA - Va a ffa'...alle 16.32... e arriva?

NARCISO - Alle 15.25

AGENORE - Der giorno doppo.

NARCISO - No, dello stesso giorno.

CLEMENTINA - Scusi sor Narciso. Ha detto parte alle quattr'e mmezzo...

NARCISO - S.

CLEMENTINA - E arriva alle tre e mmezzo.

NARCISO - S.

CLEMENTINA - Agenore, attastami la 'hiorba... 'un cho ma la febbre?

AGENORE - No, mi sembra di no.

CLEMENTINA - Allora tutto scemo luil! Ma come: arriva prima di part'! Ma allora cosa lo fanno part' a ffa'... se gli digi 'rivato?!

NARCISO - tutta una questione di fuso orario! Ci sono dei posti, pensate, dove si pu arrivare addirittura il giorno prima di essere partiti.

AGENORE - Aspetti un po' po', sor Narciso. Sicch vorrebbe di' che... putaso, uno piglia una sbornia qui, oggi; poi lo stioccano 'nsull'arioprano... 'riva da Marianna, metto 'r caso... come fusse ieri... Allora vr di' che la sbornia 'un l'ho anco presa!... E mi posso riimbria un'artra vrta... magari assieme a Carolina!!

NARCISO - Vedo che lei fa un po' di confusione. Ma per quanto riguarda i drink non ha motivo di preoccuparsi: i nostri hotels sono fornitissimi. Addirittura in Alaska potr trovare degli ottimi Martini... Naturalmente le bevande sono extra.

AGENORE - Se lo dice lei, sar anco vero... ma estra 'ome da Meno, quello 'he ci 'r barrino 'n cima alla strada, 'un ce n'!... O com'esse', in Alaska come ce l'abbino a av' 'r vino: bianco o nero?

NARCISO - Bianco, suppongo, il colore locale... Ma perch vogliamo andare proprio in Alaska... Con tutto quel ghiaccio!

CLEMENTINA - L'ha detto lei! Io 'un so nemmen dov'. Con tutti que' pacchetti: MI-VA, TU-PA, LA-TU-sorella... mi credevo fosse da andacci 'n brigighetta!

NARCISO - (Scandalizzato). Cosa dice!?! I nostri clienti in bicicletta!?! Ma il Mondocane viaggia in aereo, in vagone letto, in pulmann... con accompagnatore. Un nostro agente sar sempre con voi per spiegarvi le bellezze artistiche, la storia del Paese... la culinaria...

AGENORE - (Confidenziale). Di 'vello, un pono me ne 'ntendo anch'io.

CLEMENTINA - Ti 'heti!! Lassa di' 'r sor Narciso che di 'veste 'ose ne sa pi di te. Vadi avanti ma stii attento a 'un di' certe parole perch di l c' 'r mi' nepote, sta sempre a origliol' dreto ll'uscio.

NARCISO - Dicevo che il Mondocane vi assiste dalla partenza all'arrivo. Se, per esempio volete andare a Parigi, c' la combinazione TRANS-TU...

CLEMENTINA - Ehh!!!...Stii attentino. 'Un riinvii co' babbi!

NARCISO - Ma no, la sigla del viaggio. Dicevo: Wagon-Lits con Breakfast in Sleeping-Car... Hotel a quattro stelle con Petit-Dejuner e visita della citt con lussuoso autopulmann: il Louvre, gli Champs Elyses, l'Etoile, Notre Dame, i Boulevards, Montmartre...

AGENORE - Si deve and' assieme a tutta 'vella gente lli?

CLEMENTINA - No no, io ar massimo, ci posso ven' colla mi' ama Argene.

AGENORE - Io ci potrei port' Carolina... (Reazione di Clementina).

NARCISO - Ma sono le localit di Parigi che visiterete! E sar io ad accompagnarvi. Non avrete problemi con il francese perch, modestamente, io di lingue me ne intendo: il mio lavoro.

CLEMENTINA - O che lavoro fa luil?

AGENORE - Vedrai deve fa' 'r dentista.

CLEMANTINA - Cosa c'incastrano ' denti colla lingua?

AGENORE - La lingua batte dove 'r dente dle!

NARCISO - Allora, vogliamo andare a Parigi?

CLEMENTINA - Senta, sor Narciso Parigi.

NARCISO - Parigini... la prego.

AGENORE - Ecco vede: nortri... se si mangia un po' di pi... allora 'un vorrei... dicevo; l'arbergo l 'nsulle stelle... se s'avesse un bisogno, 'un si doverebbe ma and' sulla luna?

NARCISO - Non ci sono problemi. Con un piccolo supplemento si pu avere la sistemazione Acca 0023 - camera con bagno.

CLEMENTINA - Sar meglio 'he tu ti porti 'r costume: se ciai da fa' 'r bagno.

NARCISO - E poi la sera, il Moulin Rouge, le Folies Bergres... Pigalle... I locali notturni dove le mille donnine di Parigi si esibiscono... come le ha fatte... mamm!

AGENORE - Tutte gnude!?!!... Maremma spogliata!... Allora ci voglio marc' g... di destro... di sinistro, di testa, di rovesciata, di...

CLEMENTINA - Mondo 'ane!!!

NARCISO - Appunto: l'agenzia Mondocane vi offre donne e champagne!

CLEMENTINA - No, dicevo propio mondo 'ane per di': porca miseria!... Se ne vadi sa... prima 'he sorta fri da' gangheri!... 'Un ci si va pi a giro! Br mi' Narciso, vadi via!!

NARCISO - Ma signora non capisco.(Esce sotto l'incalzare di Clementina):

CLEMENTINA - Capiscio io!! Fri, fri di 'asa mia!! (Ad Agenore). E te, br mi' Rapanelli, vai di l! 'Un ti fa' pi ved' per una settimana! Vai ner tu' angolino, divertiti 'olla bandierina! E da qui in avanti dovrai accontentatti di marc' quarche autog!!... Marce... Pussa via... (Escono a soggeto).

SECONDO ATTO

In scena: una panchina.

QUADRO 1 - PASSAGGI DI PERSONAGGI VARI

GHEGHE - Gu Ghigo, finarmente sei rivato! Ti rendi 'onto? E' un'ora e mezzo 'he t'aspetto

GHIGO - O cosa ci vi fa', Gheghe, quando son rivato a Migliarino ho finito la benzina e m' toccato spinge' l' atumobile. E meno male 'he ci una cinquecento!... E come se 'un bastasse t'ho 'ntoppato ' 'arabinieri colla paletta arzata 'he mi volevano fa' la 'ontravvenzione.

GHEGHE - O perch?

GHIGO - Eccesso di velocit!

GHEGHE - Ma se la spingevi!?

GHIGO - Perell'appunto! Dice lui: "Toh, e io sto 'n mezzo alla strada a ferm' quelli 'he vanno a cento! O se mi treppano!? " Dovevi ved' 'r su' 'ollega: stava l cor un mestolo 'n mano e un pentolino, ci doveva av' la zuppa di 'avolo. Do io: "S' portato la merenda?" Dice lui: "Ce l'ha ordinato 'r capitano: andate sull'Aurelia e doppo Migliarino 'mboccate l'autostrada!"

GHEGHE - O Ghigo, ma li trovi tutti te?

GHIGO - Me l'ha spiegato 'r su' 'ollega: "Poverino, oggi 'un c' tanto cor cervello; ha avuto una brutta notizia, un lutto 'n famiglia". Stamattina andato 'n fureria: "Sor capitano, mi ci vle un giorno di permesso; deve sap' che m'ha telefanato 'r mi' fratello dice gli morto 'r mi' babbo... Ma poi le disgrazie 'un vengano mai sole; ci pensa: gli morto anche 'r babbo der mi' fratello!"

GHEGHE - Ho capito: allora l'ha mandato a 'mbocc' l'autostrada! Speriamo gni ciabbia messo anche i biscotti ar prasma nella tegamina!... Gnamo Ghigo, c'ho da 'nd a casa!

GHIGO - S, 'ndiamo Gheghe: devo and' a lavor'.

GHEGHE - Lavori?! O 'un eri disoccupato?

GHIGO - No, stavo nella 'assa.

GHEGHE - Da morto?!

GHIGO - No, nella 'assa della 'nterrogazione.

GHEGHE - O cos'? Un sistema nvo che usa nelle scle alimentari? Perch te, a sent i tu' discorsi, vai sempre l, vero?

GHIGO - Seh, c'ho la licenza media da... da... insomma me la diedero 'ome premio dopo diecianni di permanenza.

GHEGHE - Ma la 'assa dell'interrogazione, 'osa c'incastra?

GHIGO - Sarebbe la 'assa 'he m'hanno dato quando mi scaciarano dalla San Gob.

GHEGHE - Allora la 'assa integrazione!... Povero Ghigo, mi dispiace.

GHIGO - Grazie Gheghe... E cos m' toccato trovammi un artro posto dove and a lavor.

GHEGHE - Bravo Ghigo, hai fatto bene. Ora dove lavori?

GHIGO - In quella fattoria doppo le Rene, svortato lo stradone, c' quer palazzone che la stalla.

GHEGHE - E te lavori nella stalla?

GHIGO - S, ho principiato ieri. Siccome gni s'era 'nceppato 'r mungitore elettro, er fattore mi diede un secchio e un panchetto e mi disse: "Vai a munge' la Rossana, quella vacca di pelo rosso; in dieci minuti sei lesto. Fai alla sverta!"

GHEGHE - 'Un dev'esse' ma una 'osa 'omprata.

GHIGO - No no. S'impara subito. Ho preso 'r secchio e 'r panchetto, ci sono stato guasi un'ora.

GHEGHE - Come mai 'os tanto? 'Un ti riesciva?

GHIGO - A munge' ho fatto presto. Er secchio s' riempito subito... A falla mette' a sed' sur panchetto... ci sudato tre camicie!!

GHEGHE - Se ci ritorni portagni un canap, ple dassi che ci star un po' pi meglio, la tu' Rossana

Ora fammi scapp'!... Fammi scapp perch 'un ti sopporto pi! Addio Ghigo!

GHIGO - Addio Gheghe. (Escono)

DOTTORE - (Entra e chiama). Infermiera... infermiera!

INFERMIERA - (Entra). Eccomi, sor dottore. Si deve principi digi 'r giro de' pazienti?

DOTTORE - Prima mi dia quarche ragguaglio: com'hanno passato la nottata? Stanno bene?

INFERMIERA - Levato que' du' moribondi della stanza tredici, l'icchettus der quindici, l'urciola der ventisette, l'infarto der quattordici, 'r tifo der dodici...

DOTTORE - C' anche un tifoso?

INFERMIERA - S, der Pisa.

DOTTORE - Allora gli dimorto grave davvero. O quelli 'he gni s'era principiato la 'ura nva?

INFERMIERA - Que' quattro in isolamento alla stanza cinque?

DOTTORE - S, 'velli l: come stanno?

INFERMIERA - 'Un c' male... Uno sta sempre bene.

DOTTORE - Uno? E quell'artri tre?

INFERMIERA - Tutti morti!

DOTTORE - Morti!?... Ma quell'intruglio di medicine 'he gn'avevo preparato io, l'hanno preso?

INFERMIERA - Tutt'e tre... Uno 'un l'ha voluta. Se l' rovesciata tutta addosso, faceva le boccacce, 'un c' stato verso.

DOTTORE - Vagli a f' der bene alla gente!... Stasera ci riprovi!

INFERMIERA - Giusto. Ci vogliano ' letti liberi.

DOTTORE - Ora c' da f' quell'intervento... Gli pronta l'anestesia?

INFERMIERA - Ho preparato 'r bisturi... la puntura... 'Un vorr ma anco la seggiola elettra!?

DOTTORE - No no. Tante vorte si stacca la 'orrente... Nella siringa ce ne metta un po' di pi di roba. Succedesse 'ome l'artro giorno, se lo rorda quanto ci mise quell'omino a addormentassi.

INFERMIERA - Noi si faceva cont' per esse' suri di 'vando s'addormentava. Poveromo: "Uno, due, tre... dugentottantasei... dottore posso smette'?"

DOTTORE - "Contate un artro po'..."

INFERMIERA - "...tremilacentosette... dottore mi posso ferm?"

DOTTORE - "Continuate."

INFERMIERA - "Diciottomilaquattrocento..."

DOTTORE - "Ancora..." Poveromo... Io do quando 'riv Lass... era sempre a cont... "novantasettemilasettecentoquarantacinque... dottore, posso smette'?"

INFERMIERA - (Imita una voce ultraterrena). "Fai 'ome ti pare, figliolo... Ma 'un mi chiam' dottore. Qui mi 'hiaman tutti Sanpietro..."

DOTTORE - Son cose 'he possan succede'... Per, principio a avecci dell'allucinazioni.

INFERMIERA - Lei? O cosa si sente?

DOTTORE - L'artra sera ero andato ar camposanto a port' du' grisantemi a' mi' genitori; ner pass' trovai la tomba der Bartaloni... Beppino... che stava alle Quattro Strade... Era mi' criente.

INFERMIERA - Ecco perch l'ha trovato 'he stava ar cimitero.

DOTTORE - La fotografia 'nsulla lapide, pareva 'he mi parlasse, mi sorrideva... 'Nsomma mi ci fermai un pono a chiaccheracci.

INFERMIERA - Saddo 'he conversazione interessante!

DOTTORE - Ber mi' Beppino, gni dicevo, hai sempre patito di bronchi, la circolazione nelle gambe gliera sempre un po' 'ntasata... Ma quelle supposte 'he ti dissi di 'ompr, ti facevano bno?

INFERMIERA - 'Un n'avr ma risposto 'he lo fecero guar'!?

DOTTORE - Hai bisogno di nulla? Gni 'hiesi. E lui, cor una vocina 'he pareva sortisse da una tomba...

INFERMIERA - O di dove doveva sort'?

DOTTORE - Dice: "Dottore... 'un c' avrebbe ma nulla per i bi?..."

INFERMIERA - E 'un ce n'ha trovati artri, de' su' crienti? E s che ce n'ha 'ndirizzati tanti... Ma ora andiamo di l, c' da prepar' la 'nestesia... Senn dovranno allarg' 'r camposanto! (Escono).

NERINO - (Entra con Giorgino) Br mi' Giorgino, gli stata una 'osa dimorto 'ommovente.

GIORGINO - A' funerali, si sa... c' sempre quarcuno 'he piange... Ma chi che morto?

NERINO - La sor' Assunta... la moglie di Cecchino... Quello 'he gli sempre briao; sta fisso da Meo, che la povera Assunta, gni toccava andallo a raccatt' cor cucchiaino 'n fondo alle scale.

GIORGINO - E ora che la moglie 'un ce l'ha pi, come fa?

NERINO - Si trover una 'asa coll'ascensore!

GIORGINO - C'era anche lui allo strasporto?

NERINO - Dovevi sent' come piangeva! Lo dicevan tutti: in vent'anni da che sono sposati la prima vorta 'he si vedan sort' assieme!

GIORGINO - Sei andato fino ar camposanto?

NERINO - O cosa vi: tante vorte 'r vedovo si fermava a b' un poncino per rinfrancassi, c'era da riportallo a casa, povero Cecchino.

GIORGINO - L'urtima vorta 'he sono stato ar camposanto, ho visto una 'osa 'he m'ha rimescolato tutto... Ho detto: "Ar camposanto 'un ci ritorno pi! Nemmeno morto!"

NERINO - O cosa c'era di tanto trago?

GIORGINO - L all'uditorio...

NERINO - Dove?!

GIORGINO - Nella stanza dove ci ficcano ' morti prima di sotterralli. I morti di passaggio 'nsomma.

NERINO - Tante vorte uno ha bisogno d'un caff, una merendina... Com'hai detto 'he si 'hiama?

GIORGINO - C'era scritto sulla porta... uditorio... no, orditorio...

NERINO - Obitorio! Si 'hiama 'os.

GIORGINO - Se lo dici te... Insomma c'era un mo tutto sfragellato, dice gliera un muratore che era 'ascato dall'imparcatura, era andato a fin' dentro alla macchina per impast' 'r cimento... 'Un si ronosceva pi, era tutto a pezzettini.

NERINO - Doveva esse' 'mpressionante...

GIORGINO - C'era uno della questura, gni ci voleva un familiare per er ronoscimento ufficiale. La moglie, l accanto, 'un aveva 'r coraggio di guardallo... "Signora, basta una 'osina da nulla: un partolare, una catrice, un dente bato... 'r su' marito 'un ci aveva punti segni partolari?... E lei: "S... quando gliera tempaccio, tartagliava un po'!"

NERINO - Quer giorno, capace c'era 'r solleone!

GIORGINO - Toh, quando si dice le disgrazie... Beh, io vado a casa; bna Nerino!

NERINO - Ci si vede Giorgino. Stammi bene!

ADELE - (Entra da sinistra, gridando) O mascarzone!... Ora chiamo le guardie ti faccio arrest'!... Po' po' di delinguente! 'Un ci si sarva pi!... Da qui in avanti la borsa bisogner tenella legata ar collo cor una 'atena doppia cor un locchetto colla serratura a combinazione segreta!

PUCCIO - (Entra da destra) Che c', signora? Gli capitato quarcosa di po piacevole?

ADELE - Quer delinguente di bimbetto! Mi voleva strapp' la borsa! Meno male la tenevo strinta e 'un gli riuscito di fregammela!...

PUCCIO - Uno scippo! Bisogna sta' attenti: ci son troppi ragazzi 'he si danno alla violenza... Per me, la televisione che n'insegna... Era un ragazzino o un adulto?

ADELE - Era un bimbetto! Avr avuto si e no dodicianni!

PUCCIO - A me, m' capitata una 'osa simile l'altra settimana sull'autobsse, sentii quarcosa 'he mi rufolava dentro la tasca; meno male me n'accorsi... Provai a agguantallo ma lui fece in tempo a scende', io lo rincorsi: era un bimbetto di sette ott' anni. L'agguantai e gli dissi: " Ma 'un ti vergogni punto! Ti rendi 'onto di quer che fai a cotest'et! Ma 'r tu' babbo e la tu' mamma, come ci rimangano, quando lo verranno a sap?! "

ADELE - E lui cosa gni rispose?

PUCCIO - "Perch gnene devo fa' sap'? Tanto, quando 'r mi' babbo e la mi' mamma rubano quarcosa, me lo vengano a di' a me?! Si tengan tutto loro! Que' po' po' d'egoisti"

ADELE - In che mondo si vive! 'Un ci si sarva pi! Ora, alla borsa ci ficco un catenaccio! E un locchetto 'olla 'hiave 'ngrese!

PUCCIO - Brava signora! Io, al portafoglio ci messo la trappola per 'e topi! Arrivedegliela!

ADELE - Bravo signore! Bisogna stacci attenti alle nostre 'ose! Arrivedeglielo! (Escono)

QUADRO 2 - JERRY, JUDY

JERRY - Ma passan tutti di qui? Ma poi, tutti stasera! Tutti assieme!

JUDY - Per forza: quando s'incomincia a evocare i personaggi..

JERRY - Carma! Andiamoci pianino! 'Un vorrai ma fa' una seduta spirita? Io ho paura de' morti.

JUDY - Quali morti? Quale seduta? I personaggi, sono sortanto delle 'mmagini 'he vengan fri dalla fantasia dell'autore.

JERRY - Se mi riesce mette' le mani su quer bischero che ha scritto 'vesti po' po' di troiai!

JUDY - 'Un c' bisogno di prendersela tanto con quel povermo. Rifrettici un po': se questi personaggi li vedi, vle di' che l'accetti; quindi come se l'avessi inventati te. Te li siei immaginati: l'hai creati te!

JERRY - Ioo? (Al pubblico). Io no. Io 'un c'incastro! Io sono una persona seria. (Occhiataccia di Judy). Guasi Insomma: tutte 'veste bischerate, io 'un son bno a 'nventalle! (Entra Pino). Oh. Arriva Pino! (A Judy). Quel ragazzo l, io lo 'onosco: vero! 'Un 'nventato! Si 'hiama Pino. Siamo amici, lo 'onosco da tanto!

JUDY - Sei proprio suro? Chiaccheraci, e poi me lo saprai di' Ti lascio. Ci si vede (Esce).

= DONNE E PUCI =

PINO - (Si gratta vistosamente). Maremma rognosa! Gni pigliasse ll'aonco alle puci! Senti l come pinzano! Ti devano av' una fame...Saddo 'vant'era 'he 'un mangiavano!

JERRY - Alla grazia di Pino... Sei proprio te, vero?

PINO - O chi devo esse': un artro?

JERRY - In carne e ossa?

PINO - E puci! Maremma pinzaiola!

JERRY - Cosa ci fai solo solo?

PINO - Solo'? Saremo 'n dumila, maremma sciagattata! (Si gratta).

JERRY - O cosa ciai da grattatti tanto?

PINO - 'Un me ne ragion'! Devi sap' che stamattina mi' padre m'ha portato a caccia 'n quer boschetto dreto la 'oncimaia di Fondello per ved' se si beccava quarche passerotto. A furia di sta' fra le frasche, l'una 'osa 'he t'ho beccato son certe puci di servaggiume paian tartarughe! Attaccan certi morsi, maremma dentosa!... Ciavevo un barattolo di porverina per le piattole me la son data addosso: nate di 'ani, hanno fatto quarche stranuto ma 'un se ne vanno!

JERRY - Si vede ti voglian bene. L'animali s'affezionano, son meglio de' cristiani. Aspetti, 'r purma?

PINO - Si, devo and' in Avane a ved' la mostra.

JERRY - In Avane? Che mostra : quadri o fotografie?

PINO - No, sarebbe quella ragazzotta co' 'apelli steccoluti, cor un naso a cantuccio di pane, l'occhi strabi, piccina 'os, le gambe storte...che io la 'hiamo la mostra perch pare la sorella der mostro.

JERRY - E te... c'intrighi?

PINO - Ci sortii iersera, s'andiede ar cine, c'era un firme di Dracula.

JERRY - Metteva paura?

PINO - No, er firme no... ma lei...

JERRY - Mi fa piac' sent' che ti sei fatto la ragazza. Uscite spesso assieme?

PINO - Sortanto di sera.

JERRY - Ho capito: andate a cerc' l'angolini nascosti.

PINO - No... ci sorto di sera armeno, ar buio, 'un la vedo.

JERRY - Ma perlomeno, l'indole ce l'ha bna?

PINO - Per quello s, gli una brava ragazza.

JERRY - (Fra s) Falla esse' anche 'attiva... (Forte) L'importante quello. La bellezza fisa conta fin'a un certo punto. La donna, dev'esse' bella dentro.

PINO - Ma 'un la posso ma risvortol' com'un carzerotto per vedella bella, maremma pedalina! (Si gratta)... Oimmena 'veste puci! Mi fai un piac': mi di una grattatina, vr di' mi riposo un po' le mane... Ecco, bravo, propio l 'nsulla scapola... Ah bene...

JERRY - (Grattando). Ma se 'un ti garba, perch ci vai?

PINO - Per port' le puci a fa' una girata!! Mi pigli 'n giro? Lo sai 'he colle donne 'un son ma tanto bno a conquistalle.

JERRY - Siei timido?

PINO - Un pono... ma per...

JERRY - Ho capito: sei titubante.

JERRY - Porto un baschino 'vando fa freddo... ma 'r turbante...

JERRY - Beh, un pono... titbi.

PINO - No no, io 'velle 'osacce 'un l'ho mai fatte!

JERRY - Ma quali cosacce!... 'Un sei tanto abile a 'ntavol' 'r discorso cor una sconosciuta

PINO - Bravo. O com'hai fatto a 'ndovinallo?... Bisogna 'he m'accontenti di 'ver che trovo, bisogna che usca 'on quer che capita.

JERRY - Esca.

PINO - E la mazzacchera... cosa c'incastrano ' bci?

JERRY - Non si dice: usca; si dice: esca. Bisogna che esca...

PINO - Vr di', porta la 'anna e 'r burberino cos, se crede di 'omand' gnene do 'nsur capo! Perch gli un po' po' fumina la mi' Benita.

JERRY - Come si 'hiama?

PINO - Si 'hiamerebbe Trementina ma di soprannome la 'hiaman tutti Benita perch vle fa' sempre 'ome gni pare e rivoga certe po' po' di labbrate!...

JERRY - Povero Pino. Forse ti 'onverrebbe rest' 'n casa a guard' la tivv.

PINO - Magari a guard' quelle figliole tutte mezze gnude 'he chiaccherano ar telefano! A aveccene una per le mane 'un ci sarebbe da annoiassi.

JERRY - Eh, s: sono abbastanza procaci.

PINO - Anche senza 'r cacio... enno bne listesso.

JERRY - Ma se vi una donna di 'ver genere l, conosco un localino io, dove ce ne sono a bizzeffe.

PINO - Ma gli lontano?

JERRY - Cosa?

PINO - Quer paese l: Bizzeffe...C'ho anco 'r motorino a aggiust' dar meccano.

JERRY - No, 'un lontano. Poi, su un pezzo di 'arta ti faccio la mappa.

PINO - Starebbe meglio 'nduna scudella.

JERRY - Cosa?

PINO - La pappa. A mettila nella 'arta la perdo tutta per la via.

JERRY - T'indicher dov' questo locale.

PINO - Grazie Sandrino... Caso mai, colla stagnola regge un po' di pi.

JERRY - Ma 'nsomma: ci vi and' a trov' quarche donna o no?!

PINO - S s, ci vaccio... Anche perch la pappa 'un mi garba ma tanto...Una 'nzuppa 'olla cipolla 'un ce l'avreste ma?

JERRY - No!!... Allora: prima di tutto ti devi comport' da gentleman.

PINO - S s... O cos'?

JERRY - Gentleman... gli ingrese... un gentilmo

PINO - Ma io voglio trov' le donne, ma ll'mini 'ngresi, maremma sdrucciola!

JERRY - Allora stai attento. Seguimi.

PINO - S s, dove si va?

JERRY - In nessun posto! Dicevo: t'avvicini a una di queste dame...

PINO - 'Un so gio' a dama.

JERRY - 'Un importa. T'avvicini e cominci a parlare con nonchalance.

PINO - Gli bna?

JERRY - Chi?

PINO - Cotesta Noscia Lanse.

JERRY - Ma no!

PINO - Allora se un troiaio te la puppi te!

JERRY - francese!

PINO - Maremma risvortolata! Prima ll'ingrese, ora 'r francese: 'un mi manderai ma alla Nato?

JERRY - Pino, siei duro 'ome le pine verdi! Nonchalance una parola francese 'he vr di': con disinvortura... come se a uno 'un gnene 'mportasse niente.

PINO - Ma se 'un me ne 'mporta niente, 'osa ci vado a ffa'?

JERRY - A ved' di rimedi' quarche donnetta!

PINO - Ma quella francese l... Noscia Lanse... 'un rivogher ma quarche labbrata?

JERRY - Ma no; ti ci devi mett' a chiaccher' ammodino. Gli fai cap' che ti piace...

PINO - L'attasto!!!

JERRY - Ma cosa vi attastare?

PINO - Dipende...

JERRY - Prima gli fai quarche comprimento...

PINO - E poi l'attasto!!!

JERRY - Noo! 'Un gli pi mette' subito le mani addosso! Prima ci devi chiaccherare...

PINO - O ccosa gni devo di'?

JERRY - Ci parli... der pi e der meno.

PINO - O se a lei la matemata 'un gli garba?... Eppoi anch'io 'un son ma bno...

JERRY - Ci metti un po' d'eloquenza.

PINO - Dove?

JERRY - Ner discorso.

PINO - E tanto gli un panino 'r discorso, che lo stiappi 'n due e c'infili la loquenzia drento.

JERRY - Gli proponi d'appartarvi in un posticino... voi due soli...

PINO - E quando ci siamo appartamentati noi due soli... cosa gni do?!

JERRY - Nulla! L'attasti!!

PINO - Finarmente! Maremma porposa! A me questo 'oso, l'ingrese, 'ome si 'hiama... 'un mi garba ma punto. Chiacchera tanto ma ar conquibusse...

JERRY - Ma chetati! Te sei bno sortanto a rimorchi' le puci!

PINO - A pproposito: fammi d' una grattatina, me l'ero scordato... Te 'nvece ti credi d'esse' un gallerone co' tu' modi artoloti.

JERRY - 'Un sar Valentino ma quarche soddisfazione...

PINO - Valentino? Quello 'he quando 'amna sculetta tutto? Le tu' soddisfazioni 'un saranno ma di 'ver genere l, maremma valentina!?

JERRY - Rodolfo Valentino: tutte le donne le faceva svenire.

PINO - Perch? Gni puzzava 'r fiato?

JERRY - Era un mo affascinante: un divo der muto.

PINO - Porino gliera mutolo. Ma le mane per attast' ce l'aveva?

JERRY - Pino, siei un grebano; cerca di raffinatti un po'.

PINO - Mi metto a fa' 'r coso: 'r genti... 'r maggiordomo; vedrai mi 'ascan tutte a' piedi.

JERRY - Se 'nciampano.

PINO - Mi metto 'r vestitino bno, mi lustro tutto, entro nel lole tirato 'om'una strombola, vedrai...

JERRY - Ricordati di port' un po' di soldi. (Comincia a grattarsi). Se vi far colpo, dovrai offr' da bere alle dame.

PINO - Puppano?!

JERRY - In quei locali, si sa, bisogna fassi ved' generosi, offrire champagne, wisky...

PINO - ... Una gazzosina...

JERRY - Te lo 'mmagini: uno va ar nitte e beve una gazzosina! (Si gratta). Per, come pinzano... mi sa che me l'hai attaccate. A proposito: fatti un br bagno, 'un pi ma and' ar nitte colle puci.

PINO - Gli capace mi tocca pag' da b' anche a loro, 'un mi basta lo stipendio. Lo sai 'osa faccio? Vado in Avane dalla mostra: ple dassi 'he le puci, a vedella, dalla paura scappan tutte, maremma 'citofena!... Bna, ci si vede.

JERRY - Bravo, fammi sap', caso mai ci vengo anch'io dalla mostra. Oimmena 'ome mangiano!... (Escono grattandosi).

QUADRO 3 -

= BOBI =

FRANCESCA - PAOLO

FRANCESCA - (Entra con un guinzaglio in mano. Si sente abbaiare un cane. Parla in quinta) Bobi! Bobi! Stai bno, stai a cuccia lascialo sta' quer signore...vieni 'v Bobi; stai bno t'ho detto!

PAOLO - (Entra zoppicando). suo quer cane?! Ma che sistema di lasci' le bestie a giro...senza muserla e senza tenelli ar guinzaglio!

FRANCESCA - Ha ragione; ma 'r mi' Bobi gli tanto bravo: 'un'ha mai dato noia a nessuno.

PAOLO - Si vede ha principiato da ora! (Solleva il pantalone). Guardi 'v che morso 'he m'ha dato!

FRANCESCA - Io 'un vedo nulla.

PAOLO - Que' puntini rossi... Son l'impronta de' denti; vedrai m'ha rotto anche 'r pantalone!

FRANCESCA - Mi sembra 'mpossibile. Bobi gli un canino 'os tranquillo, pacifo: 'un farebbe male a una mosca.

PAOLO - A una mosca magari no; ma a me m'ha sciagattato 'r porpaccio!... Mi toccher and' zoppo per una settimana!

FRANCESCA - Ma guardi che dimorto probabirmente l'aver infastidito. Gni ha dato noia? L'ha scacciato cor una pedata?

PAOLO - Ioo?! Mi si seccasse la vista dell'occhi! 'Un l'ho nemmen guardato! Io, quando vedo un cane lo scanso: 'un mi garbano!

FRANCESCA - E fa male. I cani son bestie 'ntelligenti, s'affezionano; quando pigliano a vol' bene a una persona 'un si staccherebban pi.

PAOLO - E l'ho visto! Come difatti 'r porpaccio 'un me lo voleva pi lasci'!

FRANCESCA - Si vede che gni vle bene.

PAOLO - Mi toccher pigli' le punture... tante vorte mi pigliasse l'idrobo... l'ifodro... insomma 'vella robaccia l!

FRANCESCA - L'idrofobia, la rabbia. Ma no: Bobi un cagnolino da salotto, sano: sta sempre 'n casa... povero Bobi, gli sempre solo. Allora oggi, visto che era una bella giornata gli ho detto: (cantilenando come si fa con i bimbi) andiamo a fare due passi?... Potresti incontr' una canina bellina, pelosa, cor un fiocchino rosa sur collare?!

PAOLO - (Stessa cantilena). E 'nvece ha 'ncontrato un porpaccio, peloso, senza 'r fiocchino manca po me lo sbrana tutto!!

FRANCESCA - Tutti si ple sbagli' nella vita.

PAOLO - Ma da una 'anina a uno stinco c' la su' diferenza!... Oimmna 'ome mi fa male!

FRANCESCA - Davvero? Mi dispiace.

PAOLO - capace 'un potr sort' di 'asa per una settimana! E ora 'ome faccio?

FRANCESCA - Danneggia la tu' attivit?

PAOLO - Eh!

FRANCESCA - O cosa fai?

PAOLO - Beh... giro...

FRANCESCA - Fai 'r rappresentante?

PAOLO - No.

FRANCESCA - Allora 'he giri fai?

PAOLO - In citt... a vorte fin'a Marina.

FRANCESCA - (Riflette). Fai 'r vigile urbano?

PAOLO - No... giro... cos...

FRANCESCA - Ma che mestiere fai?

PAOLO - Punti.

FRANCESCA - Punti... per di'... nessuno?

PAOLO - (Annuisce).

FRANCESCA - Allora sei disoccupato?... 'Un ti preoccup': quando meno te l'aspetti, ti 'apita da lavor'. (Paolo non visto, fa cenni scaramantici). Ti fa sempre male?

PAOLO - Un po'. (Solleva il pantalone).E meno male ciavevo ' pantaloni pesi che un po' me l'hanno ammorbidito 'r morso. Ma si sono sciupati: capace ' denti cianno lasciato 'r bo.

FRANCESCA - Caso mai te li rammendo io. Son brava sai! Da bimbetta andavo a scla dalle sre che m'hanno 'nsegnato a rammend', a cuc' le vestine, a lavor' all'uncinetto...

PAOLO - Hai fatto la scla dalle sre?

FRANCESCA - S, era l vicino a casa mia, ci stavo tutto 'r giorno. 'R mi' babbo e la mi' mamma, mi ci portavano la mattina quand'andavano a lavor' e mi ripigliavano la sera quando smontavano.

PAOLO - Io ho fatto ll'industriali; ma 'un n'avevo voglia di studi', son sempre stato un po' vagabondo. A me mi garba gir'! Quante vorte ho buto a scla!

FRANCESCA - E 'un fai nulla nulla?

FRANCESCA - Propio nulla nulla magari no. A vorte mi 'apita d'and' a mette' le recrami nelle 'assette della posta... O senn vado sur Dmo a ved' di rimedi' quarche turista

FRANCESCA - Cosa fai: il cicerone?

PAOLO - ...'Un lo so.

FRANCESCA - Ma come: 'un sai cosa vai a ff' ar Dmo?

PAOLO - S ma quer signore l mi pare d'un aveccelo mai 'ncontrato. di Pisa?

FRANCESCA - (Ridendo). Cicerone quello 'he spiega ' monumenti a' forestieri. La guida turista, per capissi.

PAOLO - No, 'un me ne 'ntendo der campanile o der batistero.

FRANCESCA - Ma allora 'he lavoro ci fai?

PAOLO - 'Un che sii propio un lavoro; per a vorte, gli pi fatoso d'un lavoro... Oh: abborda una straniera, carala sur vespino, portala 'n quarche posto di forava, fagni 'ap che... magri quello, anche a gesti, si 'apisce subito... Ricarala sur vespino, riaccompagnala magari alla stazione senza fagni perde' 'r treno... oh... oh!! Eh!!

FRANCESCA - Gli propio una vita dura, povero... a proposito, come ti 'hiami?

PAOLO - Paolo, e te?

FRANCESCA - Francesca.

PAOLO - Paolo e Francesca, come que' due 'he s'erano 'nnamorati ne' tempi anti.

FRANCESCA - Ma finiron male perch 'r marito di Francesca l'ammazz tutt'e due.

PAOLO - E gli capace 'un lo 'ondannarano nemmeno all'ergastolo!... Invece ora...

FRANCESCA - Pure. (Ridono). Ora per devo and' via: ho finito 'r servizio.

PAOLO - Che servizio? 'Un sarai ma un sordato?

FRANCESCA - No, faccio la baby-sitter; guasi l'ora 'he ritornano i padroni e devo riport' a casa... quella creatura.

PAOLO - Quale creatura?

FRANCESCA - Er cane: Bobi... Guardo 'r cane quando i su' padroni 'un ci sono.

PAOLO - 'r tu' lavoro?

FRANCESCA - Bisogna arrangiassi. (Chiama in quinta). Bobi... Bobi!...

PAOLO - O se m'arrabbiassi?!

FRANCESCA - Perch? Cosa t'ho fatto? 'Un t'ho ma detto nulla di male!

PAOLO - No, dicevo: se mi venisse la rabbia... quella der cane.

FRANCESCA - 'Un c' perolo vaccinato.

PAOLO - Ma se la gamba seguita a fammi male?

FRANCESCA - T'appoggi a me. Si posa 'r cane, poi t'accompagno a casa, ti ci faccio ll'impacchi.

PAOLO - Ti caro sur vespino... anche Bobi!

FRANCESCA - Ci s'entra?

PAOLO - Come no! Si sta tutt'appiccati. (D.D. si sente abbaiare il cane).

FRANCESCA - (Parla in quinta). Bobi, basta... per oggi basta, finiscila! Per oggi siamo ar posto!... Quer signore l, serbalo a domani! (Prende Paolo per mano e lo conduce fuori dicendo a Bobi) Bobi, 'un capisci mai alla prima! Uno ar giorno s'era detto! Basta 'os... Uno ar giorno!!

QUADRO 4 -

= L'APPENDICITE =

ANNA (Giovane donna), GIULIO (Distinto signore, danaroso, anziano)

ANNA - (Entra seguita da Giulio). Ma 'nsomma! Me lo fa 'r piac'! La smetta di venimmi dietro!

GIULIO - Signorina... Io le volevo parlare...

ANNA - E io no! Sicch mi faccia 'r favore: giri ' tacchi e ritorni a casa! 'Un c'ho ma tempo da perde' io!

GIULIO - Mi contento d'un minuto.

ANNA - Un minuto solo?

GIULIO - Un minuto piccolo piccolo.

ANNA - E poi se ne va?

GIULIO - Lo giuro!

ANNA - Ma cosa vr giur'! 'Un siamo ma 'n tribunale!... Un minuto. E poi sfolla, eh?! (Guarda l'orologio). pronto? Meno tre, due, uno... via.

GIULIO - (Tace dondolandosi, un dito sulle labbra, non sa cosa dire).

ANNA - Allora ?!... 'R minuto passa...

GIULIO - Signorina...

ANNA -Trenta sendi...

GIULIO - L'ho vista passare... e l'ho seguita...

ANNA - Me ne son'accorta... E allora?

GIULIO - Io... ecco... le volevo dire...

ANNA - Cosa?

GIULIO - ...Mi vergogno!

ANNA - Allora mi vle di' quarcosa di po serio?!

GIULIO - (Annuisce). Eh...

ANNA - Se 'un se ne va, gni do una labbrata, lo mando allo spidale! E gli anche affortunato perch ci siamo propio davanti!

GIULIO - Davvero?

ANNA - Ma di dove viene? Quer casamento l davanti, o 'un l'ospidale!?

GIULIO - Ma sicura?

ANNA - Son sra si. Ci sono stata du' mesi fa.

GIULIO - Cosa ci and a fare?

ANNA - A fammi sbuzz! M'hanno operata.

GIULIO - Oh, poverina, quanto mi dispiace. E dove fu operata?

ANNA - All'appendicite.

GIULIO - Oh... Senta: io sono disposto a darle... dieci mila lire.

ANNA - (Sospettosa). O perch mi vle da' diecimila lire?...

GIULIO - Se mi fa vedere... No, mi vergogno!! (Volta le spalle a Anna).

ANNA - (Al pubblico, quasi divertita). Ma chi ce l'ha mandato? Con tanta gente 'he passa per la strada, o 'un vado a 'ncontr' propio luil!

GIULIO - (Sempre con le spalle voltate). Senta... sono disposto a darle diecimila lire... (Inghiottisce poi, rapidissimo). Se mi fa vedere dove stata operata.

ANNA - Cosa vr ved'?!

GIULIO - Il posto... l...

ANNA - Dell'operazione, eh?!

GIULIO - Si... ventimila.

ANNA - Ma lei tutto scemo!... O per chi m'ha preso!? La faccia finita, sa!

GIULIO - Trenta.

ANNA - Ma questo matto!... Io chiamo 'r centotredici... (Chiama). Centotrediciii... Crinica pissichiatricaaa...!

GIULIO - Arrivo fino a quarantamila!

ANNA - Ma da rvero!... Quarantamila lire?!...

GIULIO - No, no... cinquanta... mila.

ANNA - Ma allora lei ci deve av' tanti 'varini... E gli disposto a spendili 'os, per un capriccio...

GIULIO - Centomila!

ANNA - Centomila?

GIULIO - Centomila.

ANNA - (Tende la mano). Centomila!

GIULIO - (Estrae una banconota di tasca e la porge ad Anna).

ANNA - (Prende la banconota, la controlla e la infila nello scollo). D'accordo: glielo faccio ved'. Venga 'on me. (Lo conduce ad una estremit del palcoscenico). Vr ved' dove m'hanno fatto ll'operazione dell'appendicite?... (Indica in alto). Vede lass quella finestra colla luce ar terzo piano? L c' la sala operatoria, me l'hanno fatta l ll'operazione!... Arrivedeglielo... mi stii bene! (Esce velocemente).

GIULIO - (La insegue). Signorina... Centomila!...

QUADRO 5 - JERRY, JUDY e TUTTI

JERRY - Hai 'apito, eh? Quer signore distinto! Fammelo trov' per ella strada, gnene do quattro!

JUDY - Ma cosa vuoi dire? Ma chi vuoi trovare? Quer signore 'un esiste: un personaggio, una visione, un'immaginazione dell'autore.

JERRY - Allora posso smoccol' ll'autore!

JUDY - Stai carmo! 'Un successo niente. stata tutta un'invenzione, qui sur palco 'un c'ha messo piede, anima viva!

JERRY - Tutto 'nventato, eh? Tutto immaginato! Ho capito: l'una 'osa vera sono le stincate che ho picchiato ner tavolino (occhiataccia di Judy) che 'un c'! (Al pubblico, confidenziale) Se vedessite 'he lividi ci nelli stinchi (Forte). O le puci!? oh, quelle eran vere! Mi ci prude sempre, maremma rognosa!

JUDY - (Con commiserazione). Due pulci, si fa presto a raccattalle, caro mio!

JERRY - Sicch, dici che 'r pubbro s' immaginato tutto?

JUDY - Di certo!

JERRY - Speriamo 'he si sii 'mmaginato anche di divertissi.

JUDY - Speriamo! Facciamogli fa' l'urtimo sforzo: facciamogli immagin' che tutti i personaggi vengano a salutallo. (Chiama in quinta). Ragazzi: venite a salutare! (Tutti entrano). Ora, immaginiamo di cantare il nostro inno.

TUTTI - (A soggetto). No, quello si 'anta davvero! tutta la sera 'he s'aspetta! Forza, ragazzi! Attacca maestro! (INNO GOLIARDICO)

    Questo copione è stato visto: