Fermenti

FERMENTI

Commedia in quattro atti e sei quadri

di EUGENIO ONEILL

Rappresentata dal complesso artistico diretto da Ermete Zacconi

PERSONAGGI

NAT MILLER

RITA

ARTURO

RICCARDO

MILDRED

TOMMY

SID DAVIS - LILY MILLER

DAVID MAC COMBER - MURIEL MAC COMBER

WINT SELBY - BELLA - NORA - UN BARISTA

UN COMMESSO VIAGGIATORE

L'azione si svolge in una citt di provincia americana, il 4 luglio del 1906.

ATTO PRIMO

(Il salotto della casa dei signori Miller, in una citt di provincia del Connecticut, il giorno 4 luglio del 1906, festa nazionale. Il salotto e piuttosto grande con due porte alla parete in fondo. La porta di sinistra dello spettatore d, in faccia, ad un. salottino ed a fianco in cucina; La porta di destra d, in faccia, ad altro salottino e di fianco alla comune . Tra le due porte una grande credenza con due sedie ai lati. Alla parete di sinistra, sempre dello spettatore, un sof in primo piano, una poltrona poco discosta e un contro-credenza. Alla parete di destra: verso il fondo, porta a griglia che d sul giardino; una scrivania con sedia davanti e, in primo piano, finestra. Alla stessa altezza della finestra una poltrona. Al centro della scena una grande tavola, sulla quale scende la lampada col paralume verde. Le pareti della camera sono tappezzate con una carta a di-segni marrone e rosso cupo).

La Signora Miller - (di dentro) Tommy! Torna su-bito qui e finisci il tuo latte. (Nello stesso momento Tommy apporre nel vano della porta di sinistra: un bel ragazzotto rubicondo, bruciato dal sole, di 14 anni circa, coi capelli spartiti in mezzo e inumiditi e pettinati a frangia: sulle sue labbra c' ancora il segno del latte che stava bevendo. Sebbene pieno di energia compressa ed impaziente di cominciare la sua celebrazione della festa nazionale, il ragazzo esita obbediente all'appello della madre).

Tommy - (si volge verso l'esterno della scena e parla con accento persuasivo) Oh, mammina, sono pieno. E ti avevo chiesto il permesso e tu avevi risposto che andava bene. (Si sente la voce del babbo che parla alla moglie. Poi la volta della madre che dice forte).

La Signora Miller - Va bene, Tommy.

Tommy - Allora vado?

La Signora Miller - (correggendo) Si dice: posso andare.

Tommy - (impaziente, ma obbediente) Posso andare, mamma?

La Signora Miller - (sempre di dentro) Va pure.

- (Tommy si slancia verso la porta a griglia e sparisce come un cane da corsa che ha ricevuto il segnale della partenza).

Miller - (di dentro) E ricordati di sparare i mortaretti ben distante dalla casa! (Ma Tommy non ha sentito perch era gi sparito lasciando aperta la porta a griglia. Un momento dopo entra la famiglia dalla porta di sinistra. Primi sono Mildred e Arturo. Mildred ha 16 anni. E' alta e snella, piena di vivacit ed ha un bel sorriso. E' vestita con una camicetta ed una sottana secondo la moda dell'epoca. Arturo, il pia anziano dei ragazzi Miller, ha ventanni. E' grande, muscoloso, il tipo del terzino di " football " di quell'epoca. I suoi modi sono tipicamente caratteristici degli studenti universitari americani e inglesi. E' vestito secondo la moda estrema degli studenti dell'epoca, cio con le spalle ampiamente imbottite e i calzoni larghi alla vita e cos stretti al fondo che non si possono levare se prima uno non si tolto le scarpe).

Mildred - (inquisitoria, appena compaiono) Dove te ne vai oggi, Arturo?

Arturo - (con superiorit) Questo affar mio. (Con ostentazione tira fuori di tasca una borsa di tabacco e una grossa pipa di ciliegio e comincia a riempire la pipa).

Mildred - (incitandolo) Come se non lo sapessi! Vuoi sapere con che lettera comincia il suo nome? E. R. (Ride. Arturo lusingato da questo richiamo alle sue pretese dongiovannesche, ma considera non dignitoso di rispondere. Si avvia alla tavola, accende la pipa e prende il giornale del mattino e si sdraia nella poltrona al fondo sinistro della tavola cominciando a fischiettare mentre scorre i titoli della prima pagina. Mildred siede sul sof alla sinistra. Intanto la mamma e la loro zia Lily, la sorella del babbo, sono apparse nel vano della porta. La signora Miller sulla cinquantanni con capelli ca-stani striati di grigio. Ha modi materni: quelli di una energica madre di famiglia. Anche lei vestita di camicetta e sottana. Lily Miller, la sua cognata, ha quaran-tadue anni: grande, bruna e sottile, ha l'aspetto di una maestra di scuola zitella, accentuato dall'uso degli occhiali. Ma dietro le lenti i suoi occhi sono timidi e stanchi e da tutta la sua persona irradia un senso di timida bont. Anche la sua voce in contrasto al suo aspetto, perch carezzevole e piena di dolcezza. Anche lei indossa una camicetta e una sottana).

La Signora Miller - (mentre entra) Fargli prendere il latte pi difficile che... (Improvvisamente si accorge che la porta a griglia rimasta aperta) Santo cielo! Guarda che ha lasciato la porta aperta! Saremo mangiati vivi dalle mosche! (Mentre corre a chiudere la porta) Gliel'ho detto tante volte... e non serve a niente! Fiato sprecato. (Sbatte la porta per chiuderla).

Lily - (sorridendo) Diamine, non puoi mica pretendere che un ragazzo si ricordi di chiudere le porte, il giorno della festa nazionale. (Si dirige alla scomoda sdraia che si trova davanti atta scrivania di destra lasciando agli altri le sedie pi comode).

La Signora Miller - Sei sempre la stessa, Lily: trovi sempre le scuse per tutto quello che fa. Me lo guasterai, se continui cos. (Si lascia cadere sulla sedia a sdraio a destra dellatavola) Perbacco, che caldo! Non trovi? Sar una giornata tropicale. (Prende dalla tavola una rivista e comincia a dondolarsi, facendosi vento. Intanto sono apparsi sulla soglia suo marito e suo fratello, che fumano entrambi dei sigari, Nat Miller sulla cinquantina bene inoltrata, alto, sottile, un p curvo di spalle, un po' calvo, e vestito con una vaga ricerca di sobriet e di cura, evidentemente forzata sopra un istintivo disdegno d'ogni ricercatezza d'abbigliamento. Ha lo sguardo acuto e lievemente ironico. Sid Davis, suo cognato, ha quarantacinque anni; piccolo e grosso, calvo con la faccia ridente di un monello che non ha mai invecchiato. E' vestito di un abito che una volta deve essere stato piuttosto pretensioso per quanto troppo chiaro, ma che oggi sfida ogni descrizione quanto a taglio e colore).

Sid - (appena appaiono) Oh, un posto che mi piace davvero. La cittadina non molto interessante, vero, ma quando uno riuscito come me a conoscerla bene, non peggio di un'altra.

La Signora - Miller: Parli del tuo nuovo posto a Waterbury?

Sid - Gi. Dicevo che non ei si sta male: ma per in nessun posto si sta come a casa propria. (Quasi a sottolineare questa osservazione giunge proprio da uno o due passi fuori del 'porticato una serie di scoppi di mortaretti. E Tommy che inaugura la sua celebrazione della festa nazionale. La famiglia sobbalza nelle rispettive sedie).

La Signora Miller - Ah, quel ragazzo! (Si slancia verso la porta a griglia ed esce nel porticato chiamando) Tommy, ricordati quello che ti ha detto pap! Vai a sparare i tuoi mortaretti nel cortile di 'dietro, hai capito?

Arturo - Che sfacciato! L'ha fatto apposta per spaventarci.

Miller - (sardonico) Quel ragazzaccio ci metter la casa a fuoco prima di stasera.

ISid - Direi che il ragazzo impara a fare il Presidente. Il Presidente che vuole sparare. Roosevelt! (Ridono tutti).

Lily - Sei un bel matto, Sid! (Sid le sorride felice. La signora Miller ritorna di fuori, ancora irritata).

La Signora Miller - Finalmente sono riuscita a farlo andare nel cortile della cucina. Cos avremo un p di pace. (Quasi a contraddirla lo scoppio dei mortaretti riprende dal dietro della casa, verso ministra, e continua a intervalli durante la scena, non cos forte come la prima esplosione [ma sufficientemente sonoro per costituire una specie di punteggiatura alla conversazione).

Miller - Ebbene, che programma avete per oggi? Quanto a te, Sid, inteso che vieni al picnic del circolo con me.

Sid - (un po' imbarazzato) Si capisce! Voglio dire che sarei felicissimo... bene inteso che sei...

La Signora Miller - (guardando il fratello con sorridente preoccupazione) Ma!... so benissimo quello che vuol dire ili picnic del circolo.

Lily - (con un tono di forzata allegria che nasconde una profonda convinzione) No, questa volta non sar cos, Rita. Ormai Sid diventato astemio, da quando andato come redattore al quotidiano di Waterbury. Almeno me lha giurato ieri sera.

Sid - (evitando di guardarla, umiliato e cercando di scherzare) Sicuro... Mi hanno offerto la presidenza della lega degli astemi. (Tutti ridono).

La Signora Miller - Sei sempre lo stesso, e riesci a mettere tutto in ridere. Per, stai attento, sai? Stasera ci mettiamo a tavola alle 8: sar il pi buon pranzo che tu abbia mai mangiato e non voglio assolutamente che tu venga a casa... insomma che tu non sia in condizione di gustare come si merita un cos buon pranzo.

Lily - Oh, sono certa che lui oggi star proprio attento. Non vero, Sid?

Sid - (pi imbarazzato che mai, con accento melodrammatico) Lily, vi giuro che se qualcuno mi offre da bere, io l'uccider... voglio dire che l'uccider se muta idea! (Tutti ridono meno Lily che si morde le labbra).

La Signora Miller - E' proprio inutile di fargli la predica, Lily. A quest'ora dovresti saperlo. Non ci rimane che sperare per il meglio.

Miller - Voi due smettetela di punzecchiare il povero Sid. E' il giorno della festa nazionale e anche un povero giornalista ha il diritto di divertirsi quand' in vacanza.

La Signora Miller - Gi: ma io non mi preoccupavo soltanto di Sid...

Miller - (con una strizzata d'occhi agli altri) Cosa? Avresti il coraggio di insinuare che io sia mai stato...?

La Signora Miller - Ecco, se devo essere giusta non posso proprio -dire che tu sia stato veramente... Per mi ricordo benissimo che tu sei tornato parecchie volte da questo benedetto picnic del circolo... s, insomma non c'era proprio bisogno che qualcuno mi dicesse che tu non avevi bevuto soltanto acqua. (Sorride indulgentemente, Miller sogghigna).

Sid - (dopo una furtiva occhiata alla silenziosa Lily, cambia improvvisamente argomento volgendosi ad Arturo) E tu come ti proponi di festeggiare la giornata? (Arturo tace con aria seccata).

Mildred - (scherzando) Ve lo posso dire io, che lui non ha il coraggio.

La Signora Miller - (sorridendo) Immagino che andrai dai Rand.

Arturo - (con dignit) Io e Alberto portiamo Elsie ed Ethel Rand in barca. Andiamo a fare una colazione all'Isola delle fragole. E stasera io rimango dai Rand per pranzo.

Miller - Tu sei a posto, allora. Veniamo a te, Mildred?

Mildred - Io vado alla spiaggia in casa di Anna.

Arturo - (sarcastico) E, si capisce, che non ci sar presente nessun ragazzo vero? Nemmeno Gianni Dodd, per caso?

Mildred - (ride, poi con una mossa civettuola del capo) Puh! E che me ne importa di lui? Non sar mica il solo sulla 'Spiaggia.

Miller - Finitela voi due di punzecchiarvi. E quanto a voi, Lily e Rita, che progetti avete?

La Signora Miller - Veramente non so. Non ho ancora fatto nessun progetto. E tu Lily?

Lily - Neppure io. Quello che vorrai tu.

La Signora Miller - E allora io penso che si pu restare a casa a riposarsi e chiacchierare.

Miller - Quello lo potete fare tutti i giorni. Ma oggi il 4 di luglio! Propongo invece una passeggiata in automobile. Prendo la macchina e vi taccio fare un giro della citt sino al faro, e poi torniamo indietro. Sid e io vi lasciamo qui e ce ne andiamo al picnic . Che ne dite?

La Signora Miller - Io ci sto. E tu Lily?

Lily - E' una bella idea.

Miller - E allora siamo d'accordo.

Sid - (timido) Lily, volete venire con me ai fuochi artificiali sulla spiaggia, stasera?

La Signora Miller - Bravo, Sid. Conducila un po' fuori. La povera Lily non si diverte mai: sta sempre qui seduta a casa con me.

Lily - (lusingata e grata) 'Sicuro, che mi piacerebbe. Grazie, Sid. (Poi con uno sguardo apprensivo) Soltanto per se non tornate a casa... come sapete...

Sid - (di nuovo imbarazzato e umiliato) FI' proprio un'idea fissa! \(Ridono tutti ed anche Lily non sa reprimere un sorriso).

La Signora Miller - ( improvvisamente) Ma dov' Riccardo? Ce ne siamo completamente dimenticati. Ma dov' quel benedetto ragazzo? Eppure era con noi a colazione.

Mildred - Scommetto che s' chiuso a scrivere una poesia per Muriel Mac Comher quello scioccone! Oppure a 'fingere di scriverle, perch io penso che si contenti di copiarle...

Arturo - (va a guardare verso la stanza da pranzo) E ancora di l, che legge un libro. (Tornando indietro, con disprezzo) Santo cielo! Non fa altro che leggere. Non mi sembra proprio l'occupazione pi adatta in tempo di vacanza.

Miller - (sarcastico) Gi, ma lui ha letto anche i suoi libri di scuola, per quanto ti possa parer strano! Ed per quello che riuscito il primo della classe. Io spero che prima che tu finisca d'universit riusciranno ad insegnarti che bisogna imparare anche a leggere. Hai capito?

La Signora Miller - Questo mi fa ricordare che dovevo parlarti degli orribili libri che Riccardo sta leggendo. Gli dovrai fare una bella predica... (Si alza dalla poltrona) Ora vado su a prenderli. Li ho trovati nascosti sopra il suo armadio. Aspetta di vedere che razza di roba. (Esce dal fondo a destra).

Miller - (preoccupato di quello che sta per arrivare, a Sid, borbottando) Mi sembra che avrebbe potuto aspettare fino a domani prima di sollevare una questione simile... (Poi sorridendo) Tanto pi che la cosa non ha nessuna importanza. Quando penso ai libri che leggevo io quand'oro ragazzo...

Sid - E io no! Cos' che sta leggendo, Riccardo? Le avventure di Nick Carter?

Miller - Oh, no. E' da un pezzo che ha passato quella fase. Oggi legge libri di poesia. Poesia d'amore e, immagino, libri di socialismo, s lo devo dedurre da alcune straordinarie dichiarazioni che gli ho sentito fare. (Poi decidendosi) Forse meglio farla finita subito. Introduciamo l'imputato. (Chiama) Riccardo! (Non c' nessuna risposta: chiama pi forte) Riccardo! (Nessuna risposta allora strillando) Riccardo!

Arturo - (gridando anche pi forte) Ehi! Dik, svegliati! Pap ti chiama.

Riccardo - (dalla stanza da pranzo) Va bene. Vengo.

Miller - Accidenti! Quando ficca il naso in un libro, la casa potrebbe crollare, che lui non se ne accorgerebbe... (Riccardo appare sulla soglia della porta di sinistra, con il libro che stava leggendo in una mano che col dito segna la pagina. Sembra un po' sorpreso, come se fosse stato controvoglia richiamato in terra da un altro mondo. Ha 18 anni. Non lo si pu definire un bel ragazzo: mia non nemmeno brutto. Certo diverso dai genitori. Vi in lui una esasperata sensibilit e una intelligenza irrequieta, apprensiva, ribelle, timida e sognatrice. I suoi modi lo fanno apparire alternativamente un semplice ragazzo ingenuo e poi un piccolo istrione pieno di pose che recita una parte).

Riccardo - Mi volevi, pap?

Miller - Mi sembrava di averti chiamato tre volte! Vieni qui e siediti un po'. (Gli addita la sedia a sdraio alla destra della tavola, vicino alla sua).

Riccardo - (avanzando, coglie loccasione di recitare la sua parte di genio incompreso) Non ti avevo sentito, pap. Ero in un altro mondo. (Mildred, di nascosto, spinge avanti il suo piede cos che Riccardo inciampa e quasi cade. Mildred ride felice. Arturo fa altrettanto).

Arturo - Brava, Mildred! Cosi si sveglia.

Riccardo - (sorride un p tonto: ora tornato il ragazzo) Accidenti. Te lo faccio vedere io! (La spinge indietro sul sof e colla mano libera le fa il solletico, mentre continua a tenere il libro nellaltra. Mildred strilla).

Arturo - Forza, Dick! Ancora!

Miller - Ora basta. Smettiamola con questi scherzi di mano. E tu siedi qui, Riccardo. (Riccardo obbediente siede sulla poltrona alla destra della tavola di fronte al padre) Quali erano i tuoi progetti per oggi? Volevi andare alla spiaggia con Mildred?

Riccardo - (con disdegno) Con quella comitiva di ragazzette? Me ne guarderei bene!

Mildred - Lui non viene, semplicemente perch non viene Muriel. Scommetto che deve aver preso appuntamento con lei, in qualche posto.

Riccardo - (arrossendo) Tu stai zitta! (Al padre) Io pensavo di stare tranquillamente a casa - almeno per questa mattina.

Miller - Gi, ed aiutare Tommy a sparare i mortaretti, eh?

Riccardo - (con atteggiamento di dignit) Questo poi no. (Poi con aria di infinita superiorit) Io non crdo a questa sciocca celebrazione del 4 luglio... tutte queste frasi bugiarde circa la libert. Quando non c' nessuna libert!

Miller - (ammiccando) Ah! Riccardo!

Riccardo - (scaldandosi) E l'America dovrebbe essere la terra dei liberi e la culla dei coraggiosi! Invece la dovrebbero chiamare la terra degli schiavi... degli schiavi salariati che vengono calpestati dal tacco della classe capitalista... schiavi che muoiono di fame, che implorano pane per i figli, e non l'ottengono! Il 4 di luglio una farsa macabra!

Miller - (coprendosi la boccacon la mano per nascondere un sorriso) Queste sono parole grosse. Per faresti bene a non ripeterle fuori del seno della famiglia perch altrimenti ti ficcano in prigione.

Sin - E poi gettano via la chiave.

Riccardo - (cupamente) E che mi mettano pure in prigione! Ma allora che ne della libert di parola sancita dalla costituzione? Deve essere una tragica farsa anche quella. E voi celebrate pure il vostro 4 di luglio. Io celebrer, invece, il giorno nel quale il popolo tirer fuori di nuovo la ghigliottina e io potr vedere Pierpont Morgan trascinato alla sua giusta fine! (Il padre e Sid si divertono un mondo. Lily, invece, scandalizzata, ma, imitandoli, tenta di sorridere. Mildred fissa il fratello stupefatta perch la prima volta che sente fare questa tirata, soltanto Arturo prova l'offesa reazione del patriota).

Arturo - Che, dico, ragazzaccio sfacciato, smettila d dire tante corbellerie! Ti meriteresti un pugno nel naso per parlare a quel modo proprio il 4 di luglio!

Miller - (solenne) Figlio mio, se non sapessi che eri proprio tu che parlavi, avrei creduto che fosse capitato fra noi Carlo Marx.

Arturo - Lascia fare, pap. Aspetta finche non capita gi all'universit. Gliela facciamo passare noi quella rosolia!

Riccardo - (con disprezzo) Ah, gi! La tua universit. Tu immagini che non ci sia altro al mondo fuor che l'universit di Yale! Ma dopotutto che cos' Yale?

Arturo - Te ne accorgerai tu che cos'!

Sid - (incitandolo) Non ti lasciare imporre, Dick. D tutto quello che pensi!

Lily - (scandalizzata) Sid! Non dovreste incitare un ragazzo...

Riccardo - Ma che mi prendete proprio per un bambino, zia Lily?

Miller - (con aria di comica rassegnazione) Senti Riccardo; a tutte le ricorrenze della festa nazionale m' sempre toccato di dovermi subire un discorso da comizio. Dato che tu me ne hai favorito uno subito dopo colazione, spero di aver avuto il fatto mio, per tutta la giornata. (Tutti ridono).

Riccardo - (cupamente) S, s, ridete pure! Voi vi dite dopo di noi il diluvio. Ma state attenti! Perch potrebbe venire prima! Perch le masse del mondo non dovrebbero unirsi e rivoltarsi? Dopo tutto non hanno niente da perdere fuorch le catene che le tengono schiave. (Recita minacciosamente) L'ora si fa ardente, o Babilonia, anche se pare fresco sotto i tuoi salici piangenti! .

Miller - To! Non ; unica male. Ma non vedo il nesso. Forse una frase del libro che stai leggendo?

Riccardo - (con degnazione) No, quella poesia. E questa in prosa.

Miller - Infatti, si dice che siano due cose diverse. E che libri leggi?

Riccardo - (con sussiego)La rivoluzione francese di Carlyle.

Miller - Ah! Ora capisco di dove hai cavato la ghigliottina e l'idea di mandarci il povero Pierpont Morgan. (Poi con seriet) Ad ogni modo son contento che tu lo legga. E' un magnifico libro.

Riccardo - (con sorpresa poco lusinghiera) Ma come? L'hai letto anche tu?

Miller - Cosa vuoi? Anche un povero proprietario di giornale non pu fare a meno di leggere qualche libro di tanto in tanto.

Riccardo - (vergognoso) Non volevo mica dire... lo so che tu.... (Poi con fervore) Di, pap, non vero che un gran libro, sebbene... La parte dove tratta di Mirabeau... e quella su Marat e Robespierre...

La Signora Miller - (compare dalla porta di destra, con aria seccata) Lascia stare Robespierre, ragazzo mio. E dimmi subito dove hai nascosto quei libri, quelli che si trovavano sul tuo armadio e che ora devi aver nascosto in qualche altro posto. Va subito a prenderli e portali a tuo padre. (Per un momento Riccardo sembra colpevole e schiacciato, ma poi si ripiglia per mettersi sulla difensiva).

Miller - (che lo ha guardato e capito) Non il caso di farlo adesso, corriamo il rischio di rovinarci tutta la mattinata con quei maledetti libri. E del resto lui ha diritto di tenersi per s la sua biblioteca... naturalmente se non si tratta di opere troppo... Che genere di libri sono, Riccardo?

Riccardo - (con importanza) Ecco... per esempio c'...

La Signora Miller - Te lo dico io, se lui esita, cosi gli potrai dire due parole come si deve. (Poi addolcendosi) Non gi ch'io voglia farne colpa a lui. Deve essere qualche suo amico che vuole passare per molto audace e perverso e che deve avergli indicato quei libri...

Riccardo - No! Li ho scoperti da me, leggendone in riviste e in altri libri.

La Signora Miller - Sia come si voglia, il fatto che erano sul tuo armadio. Due erano di quel terribile Oscar Wilde, che misero in carcere per Dio sa quale depravazione...

Arturo - (improvvisamente con sicurezza) Perch era bigamo. (E siccome si scoppia a ridere) Che cosa avete da ridere? Se lo dico b perch lo so. Me lo ha detto un mio camerata. Suo padre l'assicur che Wild era stato arrestato perch aveva sposato due mogli-

Miller - (celando un sorriso dietro la mano) Allora deve essere proprio per quello.

La Signora Miller - Bella roba! Uno dei libri era intitolato Il Ritratto di un certo tale...

Riccardo - Il ritratto di Dorian Gray . E' uno dei pi bei romanzi che siano stati scritti.

La Signora Miller - A me sembrato un romanzacelo. E il secondo era un libro di versi. La ballata di non so che cosa. E poi c'era Kipling! ma quello forse non troppo male. E finalmente c'era un poema... uno molto lungo... il Ruba.... Come si chiama, Riccardo?

Riccardo - E Rubala di Omar Kayam. E quello il meglio di tutti!

Miller - Oh! Quello l'ho letto, Rita. Ne ho anzi una copia all'Ufficio del giornale.

Sid - (entusiasta) Anch'io l'ho letto. E un gioiello!

Lily - (con timido fervore) L'ho letto anch'io in Biblioteca. E mi piace: almeno in parte.

La Signora Miller - (scandalizzata) Ma che cosa dici, Lily?

Miller - Lo leggono tutti, oggigiorno, cara Rita. E non pare che faccia male a nessuno. Contiene cose bellissime... cose profondamente vere.

La Signora Miller - (un p stupita e ora anche un p incerta) Ma cosa dici... non capisco come tu... A me sembrato terribilmente pagano e sboccato, almeno quello che ne ho letto.

Lily - Eppure ci sono pensieri cos impressionanti... che ti colpiscono per la loro verit: Il dito eterno scrive: e dopo fatto un segno, e una parola, seguita. N vai piet od ingegno a far s ch'egli muti mezza linea, che un vocabolo solo egli reputi indegno .

La Signora Miller - (stupita come gli altri) Ma, Lily, la prima volta che ti 'sento recitare della poesia!

Lily - (si sente immediatamente colpevole e vuol scusarsi) Gi... curioso... Sono versi che mi erano rimasti fitti in mente, chi sa come...

Riccardo - (guardandola come se la vedesse per la prima volta) Brava, zia Lily! (Poi con entusiasmo) Ma quelli non sono i migliori. Ecco qui i pi belli! Oh! un libro di canzoni, oh una coppa di vino oh una forma di pane, e te, amor mio, vicino a me, a cantare nella solitudine.,-

Arturo - (che seccato dalle recitazioni poetiche era andato alla finestra d destra) Ohe! Guardate chi viene quel vecchio gufo di Mac Comber!

Miller - (seccato) David? E cosa diavolo vuole quel seccatore?.., Sid, comincio a credere che al picnic non ci lasceranno proprio andare...

La Signora Miller - (irritata) E venuto a quest'ora della mattina per essere sicuro di trovarci a casa. Nat, ricevilo tu. Andiamo Lily, a metterci il cappello. Chi sa cosa vorr quel vecchio scemo!... (Assieme a Lily esce da sinistra).

Arturo - Io me la svigno: ho giusto il tempo di prendere il tram delle 8 e 20.

Mildred - Lo devo prendere anch'io. Aspetta, Art, che mi metta il cappello! (Via di corsa da sinistra).

Arturo - (le grida dietro) Non posso aspettarti. Se fai in fretta mi raggiungi. (Alla porta di sinistra si ferma e si volta verso Riccardo, con un ghigno). Dick, c' caso che il vecchio venga a chiedere se tu abbia mire disonorevoli sopra sua figlia. Fila., finch sei in tempo!

Riccardo - (un p scosso, ma deciso ad affrontare il pericolo) Ma che credi, che abbia paura di lui?

Miller - (guardando il figlio, ed aggrottando le sopracciglia) Non riesco a capire cosa possa volere... Ma certo per lagnarsi di qualche cosa. E la cosa pi seccante che mi toccher di essere gentile con lui, perch uno dei maggiori clienti di pubblicit che abbia il giornale...

Sin - (con simpatia) Lo so. Ma spediscilo al diavolo lo stesso. Ha pi bisogno lui della pubblicit che tu dei suoi quattrini. (Si sente il suono di un campanello dal fondo).

Miller - Eccolo. E tu fila, Dick! Ma torna appena lui uscito, siamo intesi. Non ho ancora finito di parlarti.

Riccardo - Si, pap.

Miller - (a Sid) Anche tu faresti bene a squagliarti. Sai che i tuoi scherzi non piacciono al vecchio Mac Comber.

Sm - Sicuro: mi odia come la peste! Andiamo, Dick: aiuteremo Tommy a sparare i mortaretti. (Prende il braccio di Riccardo e con lui esce dalla porta di sinistra).

Miller - (si avvia verso la porta di destra e attraverso il salottino che la segue, rivolto verso l'ingresso saluta lospite con tono di forzata cordialit) Buon giorno, David. Entrate pure. Che buon vento vi porta qui in questo giorno glorioso? (Tina voce secca gli risponde'. Buongiorno . Ed un istante dopo David Mac Comber appare sulla soglia della porta di destra. E' un ometto sottile, rinsecchito, con la testa troppo grande per il suo corpo, una lunga faccia da cavallo con occhietti neri e una bocca che pare un taglio. Ha la stessa et di Miller ma completamente calvo e sembra dieci anni di pi vecchio. E vestito con molta cura di un vecchio abito nero) Ecco qui sedetevi e consideratevi a casa vostra. (Gli porge la. scatola dei sigari) Volete un sigaro?

Mac Comber - (acidamente, sedendosi sulla poltrona alla destra della tavola) Vi dimenticate che io non fumo.

Miller - (sforzandosi a ridere) Gi, vero. Sono proprio distratto. Vuol dire che fumer soltanto io. (Taglia coi denti la punta del sigaro quasi che desiderasse di mordere la testa di Mac Comber; e gli si siede di fronte).

Mac Comber - Mi avete chiesto che cosa mi ha portato qui, ed io vi rispondo subito. Debbo dire con dispiacere che qualcosa di sgradevole... forse la parola pi adatta sarebbe qualche cosa di vergognoso... che riguarda vostro figlio Riccardo!

Miller - (comincia a irritarsi, ma tenta di calmarsi) Andiamo, David, sono sicuro che Riccardo non ha fatto...

Mac Comber - (seccamente) Ed io invece sono sicuro di s. Spero che non mi accuserete idi essere un bugiardo.

Miller - Nessuno ha parlato di bugiardo. Io volevo dire soltanto che siete probabilmente in errore se credete...

Mac Comber - Io non sono in nessun errore. Ho le prove di quello che affermo... prove scritte, nella calligrafia originale idi Riccardo!

Miller - (seccamente) E allora veniamo al punto. Di che cosa l'accusate?

Mac Comber - Di essere immorale e pagano, oltre che di tentare d corrompere la purezza di mia figlia Murici. Ho portato con me alcune delle prove. (Estrae un portafoglio dalla tasca interna della giacca e ne cava fuori cinque o sei foglietti di carta che porge a Miller) Come vedete sono proprio scritte da lui, non potete negarlo. Leggetele e poi ditemi ancora che sono un bugiardo. (Miller ha preso i foglietti e li legge colle ciglia aggrottate. Intanto Mac Comber continua) Si vede che voi siete troppo occupato coi vostri affari per dedicare la cura che ci vuole all'educazione di Riccardo, per mia figlia affar mio, ed io non intendo che la sua purezza venga contaminata da un giovanotto la cui mente, a 'giudicare da quello che legge, tanto corrotta...

Miller - (facendo un tremendo sforzo, per dominarsi) Siete uno sciocco! Ma non capite che Riccardo semplicemente un povero ragazzo arrivato a quell'et in cui si sente il bisogno di ribellarsi contro qualsiasi autorit... e perci agguanta tutto quello che pu leggere di radicale e di rivoluzionario, semplicemente per far vedere che straordinario ribelle egli sia! E invece, se voi poteste leggere nel cuore di Riccardo lo trovereste quello di un gran ragazzone ingenuo, non meno puro e innocente di quello che sia Muriel! (Getta i foglietti di carta sulla tavola, con disprezzo) Questa roba per me non significa niente... ne pu corrompere Muriel! Io scommetto invece che lei conosce la vita molto pi di quello che voi immaginate... e probabilmente sa che sua madre non l'ha trovata sotto una foglia di cavolo!

Mac Comber - Adesso voi insultate mia figlia. Me ne ricorder.

Miller - Io non la insulto. Al contrario. Direi la stessa cosa della mia Mildred, che ha la sua stessa et.

Mac Comber - Io non so nulla di vostra figlia, se nonch conosciuta per una gran farfallina.

Miller - (coi pugni stretti si curva sulla tavola) David, ora mi pare che basti! Andate fuori! E fate presto, se non volete un calcio idi dietro per aiutarvi!

Mac Comber - Non c' bisogno che alziate le mani su di me. Me ne vado. Ma prima ho da darvi qualche cosa. (Estrae una lettera dal portafoglio, chiusa) E' una lettera di Muriel per vostro figlio. (La posa sulla tavola) E non crediate che non voglia farvi rimpiangere gli insulti che mi avete rivolto. Io ritiro tutta la pubblicit dei miei magazzini dal vostro giornale.

Miller - Sopprimetela pure e andate all'inferno!

Mac Comber - E' inutile che facciate del bluff.

Miller - Il bluff vostro; e io vi dico che da domani mi rifiuter di pubblicare i vostri annunzi, anche se voi mutaste idea. Non solo; ma comincer una campagna per incoraggiare degli altri commercianti ad aprire un grande magazzino in concorrenza col vostro, un magazzino onesto.

Mac Comber - (scosso, cogli occhi che si guardano attorno furtivamente) Tutte minacce vuote di contenuto. Sono certo che voi non oserete... (Poi finalmente dice un po' incerto) Buongiorno. (Si volge ed esce. Miller rimane in piedi a guardarlo. Poi la collera sparisce dal suo volto sul quale rimane soltanto una espressione di disgusto. Sid appare dalla porta di sinistra. S sta fa sciando una bruciatura sulla mano destra ma sul volto ha una espressione di soddisfazione).

Sid - Mi sono bruciato la mano con uno di quegli stupidi mortaretti di Tommy, ed ero tornato a casa per metterci sopra un po' di vaselina. Cosi ho sentito gli ultimi colpi della tua battaglia. Bravo, Nat. Hai parlato come si deve!

Miller - (poco convinto) Ho paura che serva a poco, perch lui sa benissimo che erano soltanto chiacchiere.

Sid - Questo invece quello che lui non sa, credi a me. Quel vecchio pirata ha la coscienza sporca.

Miller - S, ma tutti quelli che mi conoscono sanno che io non mi varrei mai del mio giornale per una vendetta personale.

Sid - Sicuro, tutti sanno che sei un brav'uomo, troppo buono per fare queste cose. (Osserva i foglietti sulla la-vola) E questi cosa sono? Li ha portati lui? (Li raccoglie e comincia a leggere).

Miller - Saggi della nuova libert... tolti da quei libri che ha trovato Rita... e che Riccardo passava a Muriel per istruirla. Sono l'origine del guaio. (Aggrottando le ciglia) Bisogna che faccia qualcosa per curare quel giovane anarchico altrimenti si caccer, e caccer me, in un mare di guai.

Sid - (che ha continuato a leggere foglietti, sorridendo, improvvisamente fischia) Accidenti! Questo si chiama sul serio una serenata appassionata! (Recita i seguenti versi con comica intensit): Cercare l'amore e smarrirlo fra le braccia bianche ed il seno in mezzo al bocciolo ed il fiore fra la tua gola ed il petto! .

Miller - (non sa reprimere un sorriso) Accidempoli! Questo m'era sfuggito! Te Io figuri il vecchio David che legge quella roba, la prima volta! Mi sarebbe piaciuto di vedere la sua faccia! (Poi, con nella voce un senso di rimprovero) Ma la cosa pi seria di quello che credevo! Questi versi sono spinti sul serio, troppo spinti, per essere mandati a una ragazza per bene. (Preoccupato) Credeva che fosse davvero innamorato di lei, come ci si innamora di una ragazza per bene alla sua et... cio chiaro di luna... le mani nelle mani... e un bacio di tanto in tanto. Ma questo invece... (Arrabbiato) Perbacco, se cos, egli si merita la lezione che Mac Comber dice che ho il dovere di dargli.

Sid - Certo, non gli si pu permettere idi mettere nei guai una ragazza per bene.

Miller - Il meglio di parlargli chiaro. (Con orgoglio) Sono sicuro che Riccardo mi risponder francamente, in ogni caso. Fin'ora non mi ha mai mentito.

Riccardo - (d. d.) No, basta, Tommy!

Sid - (si volge a guardare, poi sottovoce) Questa una buona occasione. Io me la svigno e vi lascio soli. Vado a vedere se le donne son pronte di sopra. Dovremo deciderci a partire, se dobbiamo andare davvero a quel picnic . (Sid non ha ancora raggiunto la porta di destra quando entra Riccardo dalla porta di sinistra, evidentemente nervoso per la visita di Mac Comber).

Riccardo - (adottando un tono di forzata semplicit) Come va la mano, zio?

Sid - Benissimo, grazie... mi fa ancora male. (Esce. Miller fissa il figlio con le sopracciglia aggrottate. Riccardo gli d un'occhiata di sotto in su e sente crescere la propria preoccupazione).

Riccardo - S, pap, che lo zio giusto un gran ragazzone come Tommy. Si divertiva a gettare i mortaretti nell'aria e poi a riprenderli sul dorso della mano e rilanciarli prima che scoppiassero, finch ne capit uno che esplose prima che avessero avuto tempo di fuggire.

Miller - Lascia stare i mortaretti. Devo parlarti di qualcosa di pi importante!

Riccardo - (apprensivo) E di che cosai, pap?

Miller - (improvvisamente gli posa le mani sulle spalle, poi quietamente) Senti, figliuolo. Io ti debbo fare una domanda alla quale voglio una risposta franca. Prima pero ti avviso che se la risposta s . io ti punir, e ti punir severamente, perch tu avrai fatto qualcosa che io non ammetto che uno dei miei figli debba fare. Ma tu finora non mi hai mai mentito; idi questo ne sono certo. E non credo che tu voglia mentirmi ora, anche se la bugia ti dovesse evitare la punizione, vero?

Riccardo - (impressionato, ma con dignit) Io non mentir, pap.

Miller - Tu non hai mica cercato con Muriel di lare qualcosa... qualcosa che non avresti dovuto fare... capisci cosa voglio dire?

Riccardo - (lo fissa per un momento come se non potesse capire. E poi, appena capisce, con uno sguardo di difesa indignazione) No! Che cosa credi che io sia? Come puoi immaginare...! Muriel non una ragazza di quella specie! Diamine, io... io l'amo! E la sposer appena finito l'universit! Su questo siamo intesi! Siamo fidanzati!

Miller - (con grande sollievo) Benissimo, Questo quanto volevo sapere. Non abbiamo pi niente da dirci. (Gli carezza la spalla).

Riccardo - Ma non capisco come tu abbia potuto credere... stato quel vecchio scemo di Mac Comber a dirti quello di me?

Miller - (scherzando) Ti sembra giusto di insultare il tuo futuro suocero? Ci vuole un po' di rispetto. (Poi, dopo un'occhiata al volto indignato di Riccardo, indica i foglietti sulla tavola) Dopotutto non puoi biasimare il vecchio David se rileggi quei saggi di letteratura che tu hai fornito alla sua ingenua figlia! Possono andare, in certo senso, per te che sei un nomo, ma...

Riccardo - (imbarazzato) Ah, ma io l'ho fatto soltanto perch volevo che anche lei guardasse in faccia la vita com'. Ha tanta paura della vita... paura di essere innamorata... paura di tutto. Ha persino paura idi permettermi di baciarla. E allora io ho pensato che a leggere quelle poesie... che sono balle, non vero pap. Chiss le avrebbero dato l'impulso a vivere la sua propria vita, e a non essere... insomma a non pensare sempre di aver paura.

Miller - Capisco. Per. (Prende la lettera dalla tavola) Eccoti una lettera di Muriel che suo padre mi ha incaricato di darti. (Riccardo prende la lettera un p incerto e con un'aria di apprensione. Miller aggiunge con un sorriso benevolo) Sar bene che tu ti prepari a ricevere il colpo. Ma non importa. Il mare pieno di pesci. (Esce).

Riccardo - (non lo ascolta ma fissa la lettera con una specie di affascinato terrore. Poi si fa coraggio, la apre e comincia a leggerla rapidamente. Man mano che la lettura procede il suo volto si fa sempre pi tragico. Finche alla fine sembra che stia per scoppiare in lacrime! Con uno sforzo egli reprime il pianto, e il suo volto percosso di umiliazione e di irritazione). Vigliacca! La odio! Ah, mi tratta cos, ? Le far vedere io! (Al suono di voci che giungono dalla destra egli nasconde rapidamente la lettera nella tasca interna della giacca e fa di tutto per apparire calmo e indifferente sforzandosi di fischiettare. Ma il motivo agonizza sulle sue labbra, mentre la madre e Lily entrano da destra. Sono vestite con tutta lelaborata ricercatezza degli automobilisti dell'epoca, ossia spolverini, veli, occhiali).

La Signora Miller - Meno male! grazie a Dio stiamo per andare. Speriamo che non ci siano pi visite, stamani. Che cosa voleva Mac Comber? Lo sai, Riccardo? Perch Sid non ha saputo dirci.

Riccardo - E neppure io. Chiedilo a pap.

La Signora Miller - (sente immediatamente che il figlio deve essere abbattuto e si volge a lui con preoccupazione) Ma, che cos'hai, Riccardo? Cosa c'?

Riccardo - (disperato) Non so... non mi sento bene... Mi fa male lo stomaco. )

La Signora Miller - (immediatamente piena d fervore per il figlio di cui carezza i capelli) Povero ragazzo! Che peccato...! Proprio in questo giorno di festa! (Volgendosi a Lily) Sar meglio che io resti a casa con lui, se sta male.

Lily - Ci rimango anch'io.

Riccardo - (sempre pi disperato) No! Vai pure, mamma. Non mi sento proprio male. E' cosa da nulla. Vai, vai. Ho bisogno di rimanere solo! (Poi, siccome si sente un'esplosione di mortaretti di Tommy molto pia forte delle altre, balza in piedi) Accidenti a Tommy e ai suoi spari! Non si pu avere un momento di pace in questa casa con quel benedetto ragazzo che imperversa! E accidenti anche alla festa nazionale! (Esce in un accesso di furia e di angoscia dalla porta del fondo a destra).

La Signora Miller - (lo fissa, preoccupata. Poi sospira filosoficamente) Non deve essere molto malato, a giudicare -da questa scena... (Scrolla il capo) E' uno strano ragazzo. Alle volte non riesco proprio a capirlo.

Miller - (entrando seguito da Sid, tutti e due vestiti da automobilisti) Andiamo, su. E tardi. Siete pronte?

La Signora Miller - Prontissime, Nat! (Escono tutti dalla porta di fondo a destra).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

(La stessa scena del primo atto. La tavola quasi apparecchiata e tutte le sedie sono al loro posto. La famiglia sta per mettersi a desinare. La signora Miller sta sorvegliando ed aiutando la cameriera Nora che prepara la tavola. Nora una ragazza di campagna, rozza, dalle mani pesanti, dai grossi piedi, ma bonacciona).

Nora - (si alza sulla punta dei piedi per raggiungere il candelabro sospeso sulla tavola e riesce a girare la chiavetta di una delle tre lampade: con accento di disprezzo) Accidenti, che alto!

La Signora Miller - (preoccupata) Attenta!

Nora - Sto attentissima, signora. (Ma nel muoversi per raggiungere la prossima lampadina elettrica batte contro la tavola).

La Signora Miller - Ecco! Lo dicevo io! Te l'avevo detto di stare attenta...

Nora - Diamine, ma che cosa ho fatto di male?

La Signora Miller - (con un grande sospiro e 'poi con accento di rassegnazione) Oh, niente. Non ti occupare delle altre lampade. Vai in cucina e aspetta finche suono.

Nora - (sollevata) Si, signora. (Si avvia verso la porta di fondo a sinistra).

La Signora Miller - Ma c' una cosa... (Nora si volta apprensiva) Anzi due cose. che ti ho detto tante volte, ma che sempre dimentichi. Stasera non passare i piatti, come fai sempre, dalla destra, e sta attenta di non sbattere laporta della cucina. Cerca di ricordarti.

Nora - S, signora. (Esce dalla porta di sinistra in fondo e la chiude con esagerata attenzione, mentre la signora Miller la osserva. La signora Miller sospira, poi cerca con difficolt di aprire linterruttore di un'altra lampada del candelabro. Mentre lo sta facendo Lily entra dalla porta di sinistra).

Lily - Aspetta, Rita, che lo faccio io. (Accende rapidamente le altre due lampade).

La Signora Miller - (grata) Grazie, Lily. Per me diventa sempre pi difficile perch sto 'diventando cos grossa.

Lily - Ma dov' Nora? E perch non lha fatto lei?

La Signora Miller - (esasperata) Oh, quella ragazza! Non me ne parlare... E' cos tonta. Aveva messo la tavola tutta all'inverso. Ho dovuto ricominciare da capo. Ma tu stai sempre ad aiutarmi. E non giusto, perch sei in vacanza. Hai bisogno di riposo dopo un anno di scuola su nelle montagne.

Lily - Ma tu sai che a me piace di far qualcosa. E poi mi d l'impressione d rendermi utile nella casa, invece di vivere da parassita...

La Signora Miller - (protestando) Parassita? Ma tu paghi la tua pensione.

Lily - Pago quasi niente. E tu e Nat acconsentite a prendere quel poco tanto per darmi l'illusione che non sono un'ospite e che posso restare a lungo. (Forzandosi a sorridere) Non capisco davvero come mi possiate tollerare: s! perch non dev'essere divertente avere attorno una vecchia zitella.

La ,Signora Miller - Ma cosa stai dicendo! Come se Nat ed io non fossimo felici di averti con noi!. (Cambia improvvisamente soggetto) Che ora ?

Lily - (guardando il proprio orologio) Le sette e un quarto.

La Signora Miller - Speriamo che non vengano troppo tardi a pranzo. (Sospira) Per quanto con quel maledetto picnic probabile che non arrivino tanto presto. (Lily sembra preoccupata e sospira. La signora Miller le d un rapido sguardo) Oh, guarda: hai messo il vestito nuovo, eh?

Lily - (imbarazzata) Gi, ho pensato che se Sid mi porta a vedere i fuochi di artificio, dovevo essere un po' presentabile.

La Signora Miller - (guarda da un altra parte) . Sicuro. (Una pausa: poi sforzandosi di essere naturale) Non ti devi stupire se Sid torna a casa un po'... allegro. Del resto prevedo che lo sar anche mio marito, e ci toccher di, stare a sentire tutte quelle sue vecchie storie a proposito di quando era bambino.

Lily - (inquieta) Non posso credere che questa volta Sid l'abbia fatto... dopo le promesse.

La Signora Miller - (evitando di guardarla) S, va bene. Ma gli uomini sono deboli. E mio fratello, un po' dbole, ma onesto e buono. (Lily tace, cogli occhi bassi mentre lai signora Miller aggiunge con intenzione) E guadagna anche bene a Water bue?; 40 dollari alla settimana. Oggi potrebbe davvero ammogliarsi senza preoccupazioni.

Lily - (sostenuta) Speriamo che trovi una donna che lo voglia: sebbene quando si tolto quello che spende per scommettere alle corse, giocare ai dadi e bere cogli amici, non ci rimanga molto peruna moglie, ammesso che non sprechi i suoi quattrini in, spese anche peggiori.

La Signora Miller - Oh, sono sicura che lui rinunzierebbe a tutte le sue abitudini, naturalmente se trova la donna che ci vuole. (Improvvisamente va dritta al fine) Lily, perch non cambi idea e non sposi Sid, e ne fai una persona seria. Tu lo ami, e lo hai sempre amato.

Lily - (sostenuta) Non posso amare un uomo che beve.

La Signora Miller - A me non. me la dai ad intendere. So benissimo che tu lo ami, e so anche che lui ti ama e ti ha sempre amato.

Lily - Gi, ma mai abbastanza per rinunziare a bere. No, inutile che tu chiacchieri, Rita, ne abbiamo discusso almeno cento volte, e io non muter idea finch Sid rimane lo stesso. Se mi desse la prova che egli cambiato... ma anche allora non so se potrei. Sono passati sedici anni, 'da quando io ruppi il nostro fidanzamento, ma quello che mi decise allora un timore, che ancora oggi presente: perch lo credo ancora capace di fare a chi lo sposasse quello che fece a me fidanzata: aver relazione con donnacce.

La Signora Miller - (protesta poco convinta) Ma lui ha sempre giurato che a quella cena ci fu trascinato dagli amici, ma che con quelle donnacce non aveva mai avuto niente a che fare.

Lily - S, ma io non lo credo. Non l'ho creduto allora, e non lo credo oggi. Ammetto che lui non avesse stabilito di proposito di andarci, ma... Oh, ma che serve di parlarne, Rita. Quello che fatto fatto. Per voi sapete quanto io voglia bene a Sid... nonostante tutto. So che nato cos per essere quello che , un'irresponsabile senza nessuna intenzione idi fare idei male, ma il male lo fa anche se non vuole. Perci non parlatemi di sposarlo... perch proprio non lo far mai.

La Signora Miller - (arrabbiata) E un grande scemo... ecco che cos'?

Lily - (calma) No. E lui!

La Signora Miller - Per un peccato un vero peccato... perch tu saresti stata una cos buona moglie... e avresti dovuto avere la tua casa e i vostri bambini!

Lily - (soffre, ma le poggia una mano sulla spalla affettuosamente) Non dovete impietosirvi per me. Io sono qui, grazie alla vostra bont e a quella di Nat, a vivere nella pi bella casa del mondo; e quanto ai ragazzi, io provo per loro lo stesso affetto come se fossero miei, senza aver dovuto pensare per metterli al mondo. E poi... E poi ci sono tutti i bambini e le ragazze a cu il faccio scuola. Mi sembra di essere una specie di seconda mamma per loro, e mi d gioia di aiutarli a crescere buoni nomini e buone donne. Cosicch dopo tutto non mi sento mica naia vecchia zitella, inutile.

La Signora Miller - (la bacia impulsivamente, con voce commossa) Tu sei una brava ragazza Lily... troppo buona per noi. (Si volta, asciuga furtivamente una lacrima e poi cambia improvvisamente il soggetto) Santo cielo! Mi stavo dimenticando di una delle cose pi importanti. Devo avvertire Tommy perch non mi tradisca con mio marito a proposito del pesce.. Tommy - sai, perch ho dovuto mandare lui a prenderlo, ed capace di scoppiare a ridere...

Lily - Ridere di che?

La Signora Miller - Ecco. Tu sai che Nat non vuole assolutamente mangiare del merluzzo.

Lily - So che dice che contiene un certo olio che lo avvelena.

La Signora Miller - (ridendo) Ma che veleno, figurati! Gli ho fatto mangiare il merluzzo per anni... soltanto tutte le volte gli ho detto che palomibo. Ce l'abbiamo anche stasera... e perci devo avvertire Tommy idi stare serio.

Lily - (ridendo) E non ti vergogni, Rita!

La Signora Miller - Vergognarmi? Ma nemmeno per ombra, perch a me il merluzzo piace ( Ride) Dov Tommy? In salotto?

Lily - No, in salotto c' Riccardo. Credo che Tommy sia fuori con Mildred. (La signora Miller esce dalla sinistra. Appena uscita, il sorriso scompare dalle labbra di Lily. La sua faccia si fa melanconica e guarda di nuovo nervosamente lora. Riccardo entra dalla sinistra camminando distratto. Sul volto ha un espressione di grande tristezza: trasuda dolore. Perch Riccardo, dopo un primo sfogo di umiliazione e di ira, ha cominciato a prendere una specie di soddisfazione del suo gran dolore, specialmente per lattenzione che ha destato in famiglia. Nello scorgere la zia d uno sguardo triste, poi si volta e sta per tornare verso il salotto quando Lily gli parla con tenerezza) Ti senti meglio, Riccardo?

Riccardo - (cupamente) Sto benissimo, zia. Non devi preoccuparti di me

Lily - (andando verso di lui) Ma sicuro che mi preoccupo di te. Non posso vederti soffrire cosi.

Riccardo - Oh, non ha importanza. Del resto niente ha importanza.

Lily - (posandogli una mano sulla spalla) Oh, ma non devi prendere le cose cos al tragico. Sai bene, qualche volta, per un nulla, pare che nasca una crisi e noi pensiamo che non ci sia speranza...

Riccardo - Quale crisi?

Lily - Quella che successa tra te e Murici.

Riccardo - (con disprezzo) Oh, lei! Non pensavo nemmeno pi a lei. Pensavo alla vita.

Lily - Ma... se noi amiamo veramente... stai tranquillo che capita qualcos'altro che d'innovo muta l'aspetto delle cose; e tutto torna come - era prima del malinteso e tutto finisce bene, da ultimo. Questa la vita.

Riccardo - (con tragica irrisione) La vita! La vita urna farsa! E tutto finisce male, da ultimo.

Lily - (un po' scandalizzata) Non dovresti parlare a quel modo. Per io so che tu non credi a quello che dici.

Riccardo - Sicuro che ci credo. Tu puoi divertirti col tuo stupido ottimismo, se ti fa piacere. Ma non chiedermi di essere cos cieco. Io sono un pessimista! (Poi con accento di crudele cinismo) E quanto a Muriel tutto finito. Io con lei scherzavo soltanto, cos per divertirmi un po': e lei l'ha preso sul serio, come una ciocca. (Con un crudele sorriso sulle labbra) Sapete bene quello che si dice delle donne e dei tramvai, sia Lily? Ne passa uno ogni tre minuti.

Lily - (questa volta veramente scandalizzata) Non mi piaci quando dici delle cose coni ciniche ed orribili. Non carino.

Riccardo - Carino! Voi donne non sapete pensare ad altro! Io sono fiero di essere un cinico. E' la sola cosa dia fare quando si vuol veramente guardare in faccia nella vita. Forse tu credi che io dovrei soffrire per Muriel... quella piccola vigliacca che ha paura di dire che la sua anima le appartiene e che continua a stare stretta alle gonne della sua mamma. Ebbene per me faccia pure! Il mare pieno di pesci!

La Signora Miller - (entra appena Riccardo ha finito di parlare) Oh, come Va, Riccardo? Avrai appetito, vero?

Riccardo - (protestando) Macch appetito! Tu non sai pensare ad altro, mamma: che al mangiare!

La Signora Miller - Debbo dire che non mi sono mai accorta che all'ora di pasti tu ti sia dimenticato idi sederti a tavola. (A Lily) Cosa stava dicendo dei pesci del mare?

Lily - (sorridendo) Dice che l'ha fatta finita con Muriel.

La Signora Miller - (seccamente, con una occhiata di rimprovero al figlio) Vorr dire che Muriel che l'ha fatta finita con lu! Bella idea la tua di mandare una ragazza per bene come lei degli estratti idi quei libri indecenti! (Riccardo, profondamente offeso, sdegna di rispondere, ma s dirige alla porta a griglia di sinistra e posa la mano sulla maniglia) Dove vai?

Riccardo - (con voce cupa, istrionicamente) Fuori, nella notte, solo con me! (Esce sbattendo la porta dietro di se).

La Signora Miller - (gridandogli dietro) Guarda di non andar troppo lontano, perch il pranzo quasi pronto e non intendo correrti dietro! (Si volge a Lily, ridendo) Quel ragazzo proprio un numero. Dovrebbe andare sul palcoscenico! (Lo imita) Fuori, nella notte... e non e ancora scuro! Dev'essere un'altra citazione di quei suoi libri. (Poi in tono normale) Ora non ci resta che aspettare il ritorno di quei due. E inutile che stiamo qui. Tanto vale che ce ne andiamo di l!

Lily - (tornando nervosa) Sicuro! (Le due donne escono dalla porta di fondo a sinistra. Appena sono uscite, la porta a griglia si riapre e Riccardo torna nella stanza),

Riccardo - (dalla soglia guardandole e citando il poeta) Esse non sanno il segreto del Cuore del poeta. (Si avvicina alla tavola e la esamina, specialmente i piattini di vetro che contengono olive e poi con sprezzo mormora) Cibo! (Ma il piatto delle olive sembra affascinarlo ed egli s avvicina alla tavola e finalmente ne solleva due e le ficca in bocca. Sta per stendere nuovamente la mano, quando la porta della cucina si socchiude e Nora si affaccia).

Nora - Signorino Riccardo, brutto ladro, lasciate stare le olive, altrimenti la signora dir che sono io che l'ho mangiate!

Riccardo - (ritira la mano come se fosse stato punzecchiato. E' troppo imbarazzato per non essere altro che un ragazzo colpevole) Io... io non mangiavo mica...

Nora - Oh, si capisce, non ci mancherebbe altro, voi vi contentavate di sentire il loro polso! (Poi minacciosamente) Attento a quello che ho detto altrimenti dico tutto alla mamma per difendermi. (Si ritira in cucina chiudendo la porta. Riccardo rimane combattuto fra sentimento di amara umiliazione e di violenta rivolta contro tutto e tutti. Si sente un fischio sommesso venire da fuori la porta a griglia. Riccardo sobbalza. Poi una voce mascolina chiama: a Ehi, Dick. Riccardo va' alla porta a griglia e appena riconosce chi lo chiama, il suo tono si fa pi rispettoso).

Riccardo - Ah, sei tu Wint. Entra. (Apre la porta e Wint Selby entra e si ferma subito dopo la soglia. Selby ha 20 anni ed un compagno di scuola di Arturo all'universit).

Wint - (entrando ed avvertendo Riccardo in tono sommesso) Non lo dire a nessuno! Non voglio che i tuoi sappiano che sono qui. Vai a dire ad Arturo che ho bisogno di vederlo per uni momento.

[Riccardo - Ma Arturo non c'. E andato fuori a pranzo, e non torner prima delle dieci di stasera.

Wint - (seccato) Accidenti! E io credevo che sarebbe tornato per il pranzo. E1 proprio un guaio.

Riccardo - Di che si tratta, Wint? Non potrei far io?

Wint - (lo giudica con un'occhiata) Potrei anche dirtelo, se sei capace di non aprir bocca.

Riccardo - Sicuro, che sono capace!

Wint - Ecco qui! Ho trovato oggi due ragazze allegre e ho preso appuntamento con loro per stasera, contando di poter calcolare su Arturo. Ma adesso troppo tardi per trovare qualcun altro e mi toccher di rinunziarci. Mi rimangono pochi soldi e non ce la faccio a pagare da bere a tutte e due.

Riccardo - (con timido desiderio di rendersi utile) Io ho undici dollari di economie. Te ne potrei prestare.

Wint - (lo guarda con benevolenza) Sei un amico, tu. (Poi scuotendo il capo) No, ragazzo, non voglio prendere in prestito i tuoi denari. (Ha un'idea) Piuttosto, dimmi un po': hai impegni per questa sera?

Riccardo - No.

Wint - E allora perch non vieni tu con me? (Poi rapido) Intendiamoci, non che ti voglia portare alla rovina. Ma sarebbe comodo se tu te ne stessi un po' a chiacchierare con Bella e le offrissi da bere, mentre io me la squaglio con Mari. (Strizzando l'occhio) Hai capito cosa voglio dire? E tu non avrai bisogno di far nulla, e nemmeno di bere un bicchiere di birra, se non avrai voglia.

Riccardo - (vantandosi) Ma per chi mi pigli? Per un bambino?

Wint - Vuoi dire Che non la prima volta?

Riccardo - Ma si capisce!

Wint - Voglio dire che sei gi stato fuori con delle ragazze... delle vere ragazze, di quelle in gamba, delle quali c' qualche cosa da fare... e non con queste mummie di qui?

Riccardo - (mente sfacciatamente) Ma che cosa credi? Si capisce che ci sono stato!

Wint - E hai ,gi bevuto qualcos'altro, oltre alle limonate?

Riccardo - Sicuro. Tante volte. Birra e cocktle!

Wint - (impressionato) Accidenti, la sai pi lunga di quello che credessi! (Esaminando il caso) Riuscirai a fare; in modo che i tuoi non lo vengano a sapere? Io non voglio che tuo padre poi se la prenda con me. Stasera puoi tornare alle 10 e mezzo o alle 11, se vuoi. Puoi inventare una scusa per star fuori fino a quell'ora? (Siccome Riccardo esita, lo incoraggia) Non dovrebbe essere difficile, il giorno della festa nazionale.

Riccardo - Sta tranquillo. Ci penso io.

Wint - Per non dirai una parola a nessuno, n? Ne ad Arturo ne a nessun altro. Te lo dico francamente, non mi sarei rivolto a te se non mi fossi trovato in questo guaio, e se non sapessi che tu vieni all'universit l'anno prossimo, e anche perch m'hai detto che non la prima volta. Non li voglio mica corrompere!

Riccardo - (con irrisione) Macch! Te l'ho gi detto che non sono un bambino.

Wint - E allora ci troveremo all'Albergo della Bella Spiaggia alle 9 e mezzo. Entra nella stanza dietro al bar. E non dimenticare di portare dei chiodi di garofano per toglierti il puzzo dell'alcool dal fiato.

Riccardo - Diamine, so benissimo quel che devo fare,

Wint - Allora arrivederci a stasera. (Si avvia per uscire ma quando ha aperto la porta a griglia si ricorda di qualcosa) A proposito: dir che sei una matricola dell'universit di Harvard, ricordatene. Non voglio che pensino che vado attorno con un ragazzo che va ancora al liceo,

Riccardo - Benissimo. Stai tranquillo. Arrivederci. (Chiude la porta dietro Wint, poi resta muto un momento con un'espressione di ribellione sul volto finch mormora a se stesso) Le far vedere io che non quello il modo di trattarmi! Glielo far vedere a tutti! (Si sente la porta d'ingresso della casa che sbatte e un momento dopo)

Tommy - (entra di corsa dalla sinistra verso il fondo) Dov' la mamma?

Riccardo - Di l. Dove vuoi che sia, grullo?

Tommy - Pap e zio stanno venendo. Mildred ed io li abbiamo visti dalla piazza. Sono contento, perch ho una fame, e tu? (Torna indietro correndo dalla sinistra in fondo, chiamando) Mamma! Stanno venendo! Andiamo presto a tavola! (Un secondo dopo la signora Miller compare dalla porta di sinistra accompagnata da Tommy che insiste) Ho una di quelle fami, mamma!

La Signora Miller - Lo so. Tu hai sempre fame: devi avere il verme solitario!

Tommy - Ci sono le aragoste, mamma?

La Signora Miller - Sicuro, ci sono le aragoste. E il pesce. Ricordati quello che ti ho detto del pesce. (Egli ride) Ti ho detto di star serio, Tommy! (Poi con un sorriso scherzoso a Riccardo) Oh, Riccardo, son contenta di vedere che sei tornato dalla notte! (Riccardo fa una grinta e le volta le spalle. Lily entra dalla sinistra in fondo nervosa ed apprensiva. Si sente dallesterno la voce di Sid che canta, ha signora Miller scrolla il capo, ma un sorriso umoristico le si disegna all'angolo della bocca) Ahi!-. Ahi! Ho paura, Lily...

Lily - (amara) Avrei dovuto immaginarmelo. (Mildred entra di corsa dalla sinistra in fondo, ridendo).

Mildred - Mamma, lo zio ... (Continua bisbigliando allorecchio della mamma).

La Signora Miller - Lascia stare! Tu non te ne dovresti nemmeno accorgere... alla .tua et! E non dovresti incoraggiarlo col ridere alle sue pazzie, hai capito?

Tommy - Non c' nessun bisogno di parlar piano, Mildred, credi forse che io non lo sappia? Lo zio si ubriacato di nuovo!

La Signora Miller - (lo prende indignata per il braccio) Tu stai zitto! Ma si mai sentito- stai diventando sfacciato! (Gli d una spinta) Va al tuo posto, siediti e non dire pi una parola.

Tommy - (offeso, strofinandosi il braccio mentre va al suo posto) Oh, mamma!

La Signora Miller - E anche voi due, Riccardo e Mildred, prendete posto. meglio che ti siedi anche tu, Lily: lo riceveremo qui, e gli faremo subito mangiare qualche cosa. Gli far bene. (Riccardo, conservando la posa del pessimista amaro e deluso siede al suo posto nella sedia destra delle due che voltano le spalle al pubblico. Mildred si siede nellaltra sedia che volge le spalle al pubblico, cio alla sinistra di Riccardo. Tommy gi andato a prendere posto nella sedia destra di quelle tre che guardano la ribalta. Lily siede in quella a sinistra della stessa fila, lasciando vuota quella di centro che destinata a Sid. Mentre prendono posto si ode sbattere la porta d'ingresso e si sentono le voci di Miller e di Sid che ridono entrambi e poi prudentemente calano di tono. La signora Miller va alla porta di sinistra in fondo e chiama) Venite pure qui! Non perdete tempo a lavarvi. Il pranzo sta per esser servito!

Miller - (allesterno) Va bene, Rita. Eccoci qua!

La Signora Miller - (va alla porta della cucina, lapre e chiama) Siamo pronti, Nora. Puoi servire la minestra. (La signora Miller si avvia alla porta di sinistra in fondo mentre Miller entra. Egli non brillo, soltanto gaio. La sua faccia tutta un sorriso dell'uomo contento di vivere. Il mondo gli sembra tanto bello che egli diventa quasi sentimentale a pensarci).

Miller - Eccoci qui, Rita! Puntuali come un orologio! Eccoci qui! (Miller lattira a s e le d un bacio fragoroso che va a finire su un orecchio perch lei volta la testa. Mildred e Tommy ridono. Riccardo si tiene da parte sdegnoso, fissando il piatto. Pure Lily sorride).

La Signora Miller - (tirandosi indietro imbarazzata e quasi arrossendo) Ma che fai, matto!

Miller - Eccoci qui!

La Signora Miller - Lo vedo che sei qui! E se non lo vedessi, tu me l'hai gi detto quattro volte!

Miller - (sorridendo felice) Andiamo, Rita, non trovare sempre da criticare. Non ti fa piacere di sentire una buona notizia? Che male c' se uno la ripete! (Le d una gioviale sculacciata. Tommy e Mildred scoppiano a ridere. Nora, che giusto entrata dalla porta di cucina con un'enorme zuppiera in mano, per poco non la lascia cadere mentre esplode in uno scoppio di risa).

La Signora Miller - (scandalizzata) Nat! Ma non ti vergogni?

Miller - Non ho potuto fare a meno! Proprio non ho potuto fare a meno! (Nora, sempre colla zuppiera tesa rigidamente, ride di nuovo).

La Signora Miller - (si volge verso Nora, indignata) Nora! (Porta subito qui quella minestra! (Si avvia con dignit al suo posto m capo alla tavola, a destra)!

Nora - (umiliata) S, signora. (Porta la zuppa al capo della tavola passando davanti a Miller).

Miller - (giovialmente) Ecco Nora! (Fa per darle un colpo come ha fatto con la moglie).

La Signora Miller - Nat! (Siede rigidamente).

Nora - (rimproverando con familiarit) Se mi fate ridere mi fate avere dei guai con la signora.

La Signora Miller - Nora!

Nora - (un po' risentita) S, signora. Sono qui. (Posa la zuppiera dinanzi alla signora Miller con fragore e poi passa attorno alla tavola riuscendo con difficolt a sgusciare fra larmadio della porcellana e le schiene delle sedie di fondo).

La Signora Miller - Tommy! Smettila di far girare il tuo anello della salvietta! Quante volte te lo devo dire? Mildred! Stai dritta! Vuoi diventare una gobba? Riccardo! Togli i gomiti dalla tavola!

Miller - (giungendo al suo posto a capo della tavola mentre si frega le mani di buon umore) Ma bene, ma bene, [ma bene. Fa piacere ritornare a casa nella pace della famiglia!

Nora - (esce verso la cucina e naturalmente lascia sbattere la porta).

La Signora Miller - (sobbalza) Oh! (Poi, esasperata) Nat, ti prego di non incoraggiare quella stupida col rivolgerle la parola, quando io faccio del mio meglio per insegnarle...

Miller - (scherzoso) Sta tranquilla, Rita, la tua parola legge! (Poi ridendo) Ci siamo divertiti un mondo, oggi! E Sid stato l'anima del pic-nic! Avreste dovuto sentirlo! Vi dico io che la gente si sganasciava dalle risa! Avrebbe dovuto fare l'attore!

La Signora Miller - (comincia col cucchiaione a riempire di minestra ciascuna delle scodelle dalla pila posta dinanzi a lei, mentre Nora torna con un piatto di mandorle salate) Dovrebbe venire a tavola e mangiare qualcosa per fargli passare pi presto la sbornia. (Chiama) Sid! Vieni subito qui! (Poi a Nora, porgendole un piatto d minestra) Ecco, Nora. (Nora comincia a passare le scodelle riempite dalla signora Miller) Siediti, Nat, per amor del cielo e cominciate tutti a mangiare. Non mi aspettate. Sapete bene che io non mangio la minestra.

Miller - (si siede, ma poi si curva per dire alla moglie in tono confidenziale) Rita... Sid un po' imbarazzato a venire a tavola... Gi voglio dire che un po non troppo, sai... ma ha trovato, oggi, tanti di quegli amici che... s, dovresti capire, non essere troppo severa con lui. La festa nazionale come Natale... viene solo una volta l'anno. Cerca di non accorgertene, vero? E anche voi ragazzi, avete sentito? E anche tu, Lily. Perch lui ha paura specialmente di te, Lily!

Lily - (con severa condiscendenza) Va bene, Nat! (Miller sorride di nuovo felice e chiama) Vieni pure, Sid, la navigazione libera. (Comincia ad inghiottire la minestra con molto appetito) Buona questa minestra, Rita! Proprio buona. (Un istante dopo Sid entra dal fondo a sinistra. E" in uno statoche si potrebbe descrivere come vago. I suoi movimenti rivelano una strana incertezza. Sul suo volto un ampio sorriso di monello: i suoi occhi hanno una confusa, ondeggiante vaghezza. Entrando fa un solenne intenso sforzo per apparire normale e assolutamente padrone di se stesso. Egli muove la mano inutilmente e parla con gravit scema),

Sid - Buona sera. (Tutti rispondono Buona sera tenendo gli occhi sul piatto; Sid si avvicina incerto verso il suo posto continuando il suo grave sforzo di sostenere la conversazione) Che bella sera. Io non mi ricordo di avere mai visto... un pi bel tramonto. (Egli inciampa nella sedia di Lily mentre cerca di passarle dietro e immediatamente tutto solenne cortesia) Mi dispiace, mi dispiace Lily. mi dispiace proprio.

Lily - (cogli occhi sul piatto ) Non c' di che.

Sid - (riesce finalmente a calarsi sulla sua sedia, mormorando a se stesso) Cosa stavo dicendo? Ah, tramonto. Ebbene cosa avete da dire? Non ha forse il sole il diritto di essere tra i monti? (Egli fa una pausa pensosa considerando il problema e poi guarda in giro i compagni di tavola uno dopo laltro fissando ognuno con uno sguardo vago, confuso, interrogativo, come se si trovasse di fronte a un grande mistero. Poi improvvisamente sorride e accenna di s con soddisfazione) Non vi pare? Non ho ragione?

Miller - (per confortarlo) Sicuro.

Sid - Sicuro! (Rimane silenziosa studiando la propria scodella come se contenesse uno strano enigma. Poi finalmente alza gli occhi e guarda la sorella alla quale chiede con stupore) Zappa?

La Signora Miller - Ma si capisce che zuppa. Che cosa credevi che fosse? E spicciati a .mangiarla.

Sid - (guarda di nuovo la sua minestra con stupore) Oh, guarda! (Poi improvvisamente) E sia pure! Vada per la zuppa! (Prende il cucchiaio e comincia a mangiare, ma dopo due tentativi nei quali ha cercato vanamente di trovare la propria bocca si rivolge melanconicamente al cucchiaio) Cucchiaio, questo il modo di trattare un amico? (Poi improvvisamente e comicamente arrabbiato posa il cucchiaio sulla tavola con un colpo) Abbasso il cucchiaio! (Alza il suo piatto di minestra e declama): Alla salute di quelli che son morti ed un vale per quelli che dovranno morire! (Inchinandosi solennemente a destra e a sinistra) Alla vostra salute, signore e signori. (Comincia a bere la minestra. Miller ride, Mildred e Tommy schiattano. Persino Riccardo dimentica la sua melanconia e non sa reprimere un sorriso, come del resto fa anche la signora Miller. Soltanto Lily rimane sostenuta e silenziosa).

La Signora Miller - (con serenit sforzata) ,Sid.

Sid - (la guarda un po' storto mentre abbassa la scodella della minestra dalle labbra) Eh?

La Signora Miller - Niente, niente. Lascia stare.

Sid - (gravemente offeso) Insomma tu osi rimproverarmi pubblicamente dinanzi a tutta la famiglia adunata...? Ma la minestra non liquida? E liquidi non devono essere bevuti? (Poi, Riferendosi a se stesso) Bevuti. E che cosa importa? Capita anche al migliore degli uomini essere bevuto. (Di nuovo guarda vagamente i commensali) Ho Ragione oppure ho torto?

La Signora Miller - Smettila e finisci la tua minestra. E soprattutto smettila di dire delle sciocchezze!

Sid - (volgendosi a lei, di nuovo offeso) Ooh, no, Rita. Se io fossi stato cos scemo da bere un'ala di pollo, allora tu avresti qualche... qualche scusa per... ima pensa che enorme sforzo rappresenta quello di mangiare la minestra col cucchiaio... cinquanta faticosi movimenti per ogni scodella... e miliardi di mangiatori di zuppa su tutto il globo terracqueo... se ci pensi fa paura questo spreco di energia! (Poi cupamente a se stesso) Io non user pi il cucchiaio! Perch se io voglio sviluppare i miei muscoli mi posso comprare un paio di manubri! (Beve il resto della sua minestra in una sorsata sola e poi sorride a tutti nuovamente felice) Dite un po' su, non ho ragione?

Miller - (che si sentiva soffocare dalle risa) Ah! Ah! Hai proprio ragione, Sid.

Sid - (lo guarda vagamente e poi scuote il capo con melanconia) Povero, caro Nat! Lui ha sempre torto, ma ha un cuor d'oro, un cuore dell'oro pi puro. Ed di nuovo ubriaco, mi duole di osservare, sorella; il mio cuore sanguina per te e per i tuoi poveri figli senza padre!

La Signora Miller - (sforzandosi di non ridere, severamente) Sid! Sta zitto per un minuto! E voi passatemi tutti le scodelle; perch se aspettiamo che quella ragazza venga a prenderle, staremo qui fino a domani. (Tutti passano le loro scodelle, che la signora Miller mette una sopra laltra e poi posa sul buffet. Mentre lo fa, Nora rapida entra dalla cucina con un piatto di pesce bollito. Sta per posarlo dinanzi a Miller quando Sid la vede e si alza in piedi facendole una profonda incerta riverenza) Ah, adesso vieni, Nora?

Sid - (rapidamente) Ah, luce per occhi affaticati, mia bellissima Isotta, mia Dulcinea dagli occhi stellati...

La Signora Miller - Sid!

Nora - (infinitamente lusingata gli d un'occhiata furba m incitante) Ah, signor Sid, vi basta una goccia per avere il vino sincero!

La Signora Miller - (offesissima) Nora, posa subito quel piatto!

Nora - (imbarazzata) S, signora. (Tenta frettolosamente di posare il pesce davanti a Miller ma siccome i suoi occhi fissano nervosamente la signora Miller, col piatto d un forte colpo al lato della testa di Miller).

Miller - Ahi! (I ragazzi, compreso Riccardo, esplodono in una risata).

Nora - (quasi lascia cadere il piatto) Oh, santo cielo! Vi ho forse ferito?

Miller - (strofinandosi il capo, bonariamente) No, niente di grave. Soltanto state pi attenta, Nora.

Nora - (grata) Si, signore. (Posa il piatto dinanzi a lui con un sospiro di sollievo).

Sid - (che sempre in piedi, con gravit ebbra) Attenta, Isotta, attenta! Avreste potuto colpirlo in qualche altro posto invece che alla testa. Mirate sempre alla lesta, perch cos non fa danno. (Tutti i ragazzi scoppiano a ridere, come pure Nora, persino Lily non riesce a sopprimere una risatina e ne furiosa).

Miller - (a Lilly) Ah! tu ridi?

Lily - Mi dispiace, Nat. Non l'ho fatto apposta. (Volgendosi furiosa a Sid) Volete sedervi e finirla di essere ridicolo! (Sid le d un'occhiata ferita e contrita e poi si lascia docilmente cadere sulla propria sedia).

Nora - (sorridendo bonariamente, d a Lily un colpetto rassicurante sulla schiena) Ah, signorina Lily, non ci fate caso. Non Io fa mica apposta! E soltanto perch ha bevuto!

La Signora Miller - Nora! (Nora esce di furia verso la cucina lasciando naturalmente sbattere la porta con un terribile tonfo. Un momento di silenzio mentre Miller serve il pesce di piatto in piatto e viene passato attorno, Nora torna con i legumi e poi sparisce di nuovo. Anche questi vengono serviti),

Miller - (sta per mettere il primo boccone di pesce in bocca quando si ferma improvvisamente e chiede alla moglie) Per caso questo non mica merluzzo?

La Signora Miller - (con una occhiata d'intesa a Tommy) Macch, ti pare! Sai bene che non pigliamo mai il merluzzo, per riguardo a te.

Miller - (rivolgendosi a tutti con la gravit di qualcuno che confessa le sue stranezze) Sicuro, mi duole dirlo, ma nel merluzzo c' un certo olio che lentamente mi avvelena. (A questa uscita Tommy non pu resistere pi ed esplode in una risata. La signora Miller, dopo un'inutile occhiata, lo imita: poi Lily scoppia a ridere istericamente e Riccardo e Mildred sono anch'essi colti dal contagio. Miller li guarda con un pallido sorriso sentendo un poco compromessa la propria dignit) Non capisco perch vi sembri tanto buffo il mio possibile avvelenamento.

Sid - (si guarda attorno, poi con lastuzia dellubriaco) Ah, ah, Nat! Sospetto un complotto. Questo pesce mi sembra rassomigliare moltissimo al merluzzo... (Con la forchetta indica drammaticamente la signora Miller) E poi guarda come sembra colpevole... una vera Lucrezia Borgia! Questa -donna ti ha lentamente avvelenato, per tanti anni!

Miller - (si rivolge alla moglie con accento addolorato) ' Ma proprio vero, Rita? Guardami negli occhi!

La Signora Miller - (asciugandosi le lacrime dagli occhi in tono di sfida) Sicuro, verissimo, se lo vuoi sapere. E non l'avresti mai sospettato se non fosse stato per quell'accidenti di Tommy, e poi perch Sid ci ha voluto ficcare il naso. La verit che tu hai mangiato il merluzzo per anni ed anni, e ti ha fatto bene, e son tutte chiacchiere quelle sull'olio speciale che contiene.

Miller - (profondamente offeso) Mi permetterai di conoscere il mio organismo meglio di tutti e ora che ci penso, mi son sentito male tutte le volte che ho mangiato del pesce! (Allontana il .piatto davanti a s con orgogliosa rinunzia) Questo non lo mangio.

La Signora Miller - (cinicamente) E chi ti obbliga? Ho fatto fare anche una aragosta e cos tu potrai mangiare di quella. (Riccardo improvvisamente scoppia di nuovo a ridere).

Miller - (volgendosi a lui, caustico) Sembri molto allegro, Riccardo. E, oggi, credevo che tu fossi l'originale della statua del dolore.

Sid - (con finta condoglianza) Lasciali fare, Dick. Lascia pure che dicano! Che cosa ne capiscono loro del cercare l'amore e smarrirlo fra le braccia bianche e il seno!

Miller - Controllati, Sid! Non sei al pic-nic !

Mildred - (ridendo) Ah, quello che! ha scritto a Muriel? (Volgendosi al fratello) Vergognati, cucciolo che non sei altro!

Riccardo - (seccato) Sta zitta, cosa mi importa di lei? Ve lo mostrer a tutti cosa m'importa di lei.

La Signora Miller - Ecco l'aragosta. (A Nora che entrata con una aragosta bollita) Portatela al padrone.

Tommy - Mamma, ne posso avere?

La Signora Miller - Niente affatto. Sono indigeste.

Miller - (si sente meglio dopo aver messo in bocca un p di aragosta, risoluto di dare alla conversazione un altro giro) Ti sei divertita alla spiaggia, Mildred?

Mildred - Oh, tanto, pap. L'acqua era meravigliosa.

Miller - Hai nuotato molto distante?

Mildred - S, per me, ma sai: gli altri vanno pi distante.

Miller - (sul suo volto viene un'espressione di ricordi lontani e si capisce che sta per cominciare una storia, gi ripetuta molte volte, di una sua avventura d'infanzia) A parlare di nuoto mi viene in mente il giorno che andai con Gim il rosso a fare un bagno e gli salvai la vita. (La fanciulla comincia a scambiare delle occhiate perch sanno quello che sta per venire)

Sin - (con una strizzatina adocchi furbesca in giro) Ah, ora ce la racconta d nuovo?

Miller - (volgendosi a lui) Di nuovo che cosa?

Sid - Niente, niente... va pure avanti col tuo nuoto... non ti occupare di me.

Miller - (gli d un occhiataccia, ma ripreso dallondata dei ricordi) Gim il rosso... e noi ragazzi lo chiamavamo il rosso perch aveva i capelli rossi.

Sid - (fa per parlare).

La Signora Miller - (vedendo che Miller sta per arrabbiarsi, l'interrompe con tatto) Sid, mangia il tuo pesce e finiscila! Continua, Nat.

Miller - (indispettito) Gi, ma se mi si interrompe ogni momento... (Si dedica allaragosta. e mastica in silenzio per un momento).

La Signora Miller - Ma no! nessuno t'interromper pi! (A Mildred) E come vanno i reumatismi della mamma di Anna, Mildred?

Mildred - Oh, sta molto meglio, mamma. Oggi scesa in acqua anche lei. Dice che l'acqua salata la sola cosa che le fa male ai calli.

La Signora Miller - Mildred! Ma che modi sono questi? Ti pare che a tavola si debba parlare di calli? (Tutti ridono).

Miller, - (nuovamente ossessionato dalle sue reminiscenze) Gi, come dicevo, eravamo in acqua io e il Rosso, e lui mi sfid a chi arrivava prima alla boa galleggiante, sapete bene che sta un miglio fuori. Accettai e cominciammo. Andavo tranquillo, quando improvvisamente mi parve di sentire dietro a me un affanno e poi qualcosa che somigliava a un grido: aiuto!. (Egli imita; gli occhi di tutti meno quelli di Sid sono fissati sul proprio piatto) Mi voltai e vidi il Rosso tutto bianco e stralunato che gridava ce Aiuto, Nat! Mi ha preso un crampo nella gamba . Mi venne in mente la boa. Ma la boa era ancora lontana una settantina di metri.

Sid - Novanta!

Miller - (stupito) Cosa dici?

Sid - Novanta metri! Io ho notato la distanza tutte le volte che hai salvato la vita del Rosso da trent'anni a questa parte e la media distanza alla boa risulta novanta metri. (C' uno scoppio di risate attorno alla tavola, Sid continua con accento di rimpianto) Ma perch non l'hai lasciato annegare quel Rosso? Io non l'ho mai conosciuto, ma non l'ho mai potuto soffrire.

Miller - E' una buona storia questa per i ragazzi, perch illustra il pericolo di essere incauti quando si nuota...

La Signora Miller - (viene in suo aiuto) Si capisce che una buona storia... e tu sei padrone di raccontarla tutte le volte che vuoi.

Miller - (con un malinconico sorriso di compassione) Sto diventando vecchio, mamma, e mi ripeto. Qualcheduno dovrebbe avvertirmi.

La Signora Miller - Ma che stai dicendo? Tu sei pi giovane di prima. (Si volta a Sid di nuovo irritata. Sid avr preso una porzione di aragosta) E tu mangia la tua aragosta e cos terrai la bocca chiusa.

Sid - (dopo uno o due bocconi) Aragosta! Lo sai Tommy che chi ha inventato l'aragosta tuo zio Sid? Non vero, Nat? (Poi improvvisamente con l'accento di un imbonitore da fiera) Signore e signori... venghino... In questa gabbia si vede l'aragosta. Voi non mi crederete, signore e signori, ma un fatto che questa interessante bivalve fa l'amore con la sua compagna soltanto una volta ogni mille anni ma, caro mio, con che gusto lo fa! (/ bambini scoppiano a ridere. Anche Lily e la signora Miller ridono sebbene non vogliano, e poi si sentono imbarazzate. Miller si sganascia, ma poi improvvisamente si riprende, scandalizzato).

Miller - Attento, Sid, attento. Sei in famiglia.

Tommy - (improvvisamente sottovoce alla mamma con uno sguardo di ammirazione stupita allo zio) Mamma! Guarda lo zio! Si mangia la zampa col guscio e tutto!

La Signora Miller - (terrificata) Ma, Sid, vuoi proprio ammazzarti? Portagliela via, Lily!

Sid - (dignitosamente) Ma a me piace pi il guscio dell'aragosta. Tutti i pi famosi epicurei preferiscono il guscio alla carne meno delicata dell'interno. Se io non mangio il guscio ci trovo nella carne un certo strano olio che lentamente mi avvelena... (Tutti tornano a ridere).

La Signora Miller - Ma ti decidi di andartene a letto, idiota?

Sid - (mormora cortesemente) Immediatamente... (Si volta per passare dietro a Lily, poi si ferma, fissandola dall'alto in basso) Ma prima aspettate. Ho ancora un dovere da compiere. Nessun giorno pu dirsi completo se non lo assolvo. Lily, rispondete una volta per tutte, volete sposarmi?

Lily - (con una risata isterica) No, di sicuro... e mai!

Sid - (chinando il capo) Sta bene! Siamo intesi! (Esce).

Miller - Ah! Ah! Ah! E' un bel tipo!

La Signora Miller - Ma non si dovrebbe ridere, perch serve solo a incoraggiarlo.

Lily - (improvvisamente si alza e rimane in piedi rigida) Precisamente: non si dovrebbe. Eppure anch'io ho riso... ed quello che lo incoraggia... quello che stata la sua rovina... il fatto che tutti ridono... E lui ha continuato... e la colpa nostra... perch siamo noi a incoraggiarlo... noi ad essere responsabili... e tutto quello che sappiamo fare di ridere!

Miller - (preoccupato) Andiamo, Lily, adesso non devi prendertela a questo modo. Non una faccenda tanto seria.

Lily - (amaramente) Forse... ma per me... lo o almeno lo era una volta. (Poi contrita) Mi dispiace, Nat. Non l'ho fatto apposta, Rita. Non so, non mi sento bene stasera. Se mi permettete, vado in salotto: mi riposo un poco sul sof.

La Signora Miller - Ma si capisce, Lily. Fa pure come ti senti. (Lily esce dalla sinistra in fondo).

Miller - (aggrottando le ciglia un p umiliato) Mah! Forse ha ragione. E' la prima volta che Lily sbottata fuori a quel modo. Era successo qualche cosa di speciale, Rita?

La Signora Miller - Che io sappia no: ammenoch non sia perch Sid aveva promesso di accompagnarla ai fuochi artificiali.

Miller - Dev'esser per quello. Allora, ce la porter io. Non voglio che rimanga triste.

La Signora Miller - (scrollando il capo) Ho paura che ormai abbia altro per il capo che i fuochi di artificio!

Miller - Ma! Speravo che le fosse completamente passata la debolezza per Sid.

La Signora Miller - Non le passer mai. (Pausa).

Miller - Beh. E' inutile che stiamo qui coll'aria di fare la veglia al morto. (Miller si alza e Riccardo, Mildred, Tommy e la signora Miller lo imitano: i bimbi sono tranquilli e un po' stupiti) Voi ragazzi andate in cortile e cercate di non far chiasso per permettere allo zio Sid di addormentarsi e alla zia Lily di riposare un momento.

Tommy - (con aria di rimpianto) Ma come? Non accendiamo i razzi e i fuochi del Bengala, pap?

Miller - Pi tardi, ragazzo, pi tardi. Non ancora buio abbastanza.

Mildred - Vieni, Tommy. Pap, ci penso io a farlo stare tranquillo.

Miller - Brava la mia Mildred! (Mildred e Tommy escono dalla porta a griglia. Riccardo rimane in piedi sprofondato nei suoi pensieri melanconici. Miller lo guarda e poi dice irritato) E tu, principe danese, cosa intendi di fare?

Riccardo - (misteriosamente) Io vado un po' fuori.

La Signora Miller - Nella notte!

Riccardo - Lo sai cosa penso? E' tutta colpa della zia Lily, se lo zio Sid va alla rovina. Perch lui l'ama, e lei continua la sfuggirlo e cos lo spinge verso la perdizione... Come tutte le donne anche lei vuol rovinare la vita di un uomo! Dunque lui fa bene a bere! Bere fino a crepare, deve. Cosa importa ad un uomo di morire dopo che stato trattato a quel modo! Io farei lo stesso, se fossi nei suoi panni!

La Signora Miller - (indignata) Riccardo! Smetti di parlare a quel modo.

Riccardo - (con amarezza. Cita i versi di Omar Khayam) Beviamo, i nostri sforzi per intendere donde venimmo e dove andrem, son vani!

Miller - (perdendo la pazienza) Ragazzo! Io ne ho avuto abbastanza di te, aggi! Tu ti credi d'essere chiss che cosa! Perci ti dico che d'ora innanzi mi farai il piacere di tenerti per te quei tuoi stupidi sfoghi da grullo... o te ne pentirai! Siamo intesi? (Senza aspettare risposta esce furiosamente dalla comune).

La Signora Miller - (ancora indignata) Riccardo, ho vergogna per te. (Segue il marito).

Riccardo - (rimane per un istante amareggiato, umiliato, calpestato, ora che persino suo padre diventato suo nemico, e sulla sua faccia s'esprime un'espressione di rivolta. Poi egli si sforza di sorridere cinicamente) E dopo tutto che diavolo me ne importa? Le far vedere io di che cosa sono capace! (Si volta ed esce dalla porta a griglia).

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

QUADRO PRIMO

(La retroscena di un bar in un piccolo albergo. E' una camera ristretta, meschina, fiocamente illuminata da due globi pieni di punteggiature di mosche sospesi nel mezzo del soffitto ad un lampadario di ottone. A sinistra, verso la ribalta, una porta dai battenti a molla che conduce al bar. Pi in alto nella porta contro la parete un piano elettrico. Nella parete! di fondo verso destra una porta che conduce alle scale e alle camere superiori. Nella parete di destra una finestra colle imposte chiuse., Ci sono tre tavole con quattro sedie attorno a ciascuna: una al centro verso la ribalta, Laltra alla destra verso il fondo e la terza al centro verso il fondo. Il pavimento sporco, disseminato con cicche di sigarette e punte di sigaro. Le pareti sono tappezzate di una cartaccia color zafferano, sporca e stinta. Sono le dieci di sera dello stesso giorno. Riccardo e Bella sono seduti alla tavola di centro, Bella alla sinistra e Riccardo vicino a lei che guarda la ribalta. Bella ha una ventina danni ed un biondina artificiale piuttosto graziosa, una tipica cocottina da studenti, ma del genere inferiore; vestita con esagerata vivacit di tinte, per deve fare da poco il suo mestiere e dopo tutto le resta ancora un po' di rimorso dietro la sua truccatura un po' esagerata e i suoi modi ostentatamente sfacciati. Dinanzi a Bella sta un bicchiere vuoto. Dinanzi a Riccardo un bicchiere mezzo vuoto di birra. Egli appare terribilmente timido imbarazzato e colpevole. Il piano elettrico sta suonando un motivo dell'epoca. Il barista, un tipico irlandese colla faccia bestiale e furba allo stesso tempo, sta guardando i due dallesterno al disopra della porta a molla che giunge solo all'altezza del suo petto).

Bella - (con un'occhiata impaziente a Riccardo, mentre fa suonare il ghiaccio nel proprio bicchiere vuoto) Su, bevi la tua birra. Cosa aspetti? Non sapr pi di niente.

Riccardo - (imbarazzato) La faccio aspettare apposta: mi piace di pi quando evaporata. (Ma ingoia rapidamente il resto del bicchiere come se si trattasse di una medicina disgustosa. Il barista ghigna abbastanza forte per essere inteso, Bella lo guarda).

Bella - (accennando al piano elettrico con disprezzo) Dite un po' Giorgio, questa canzone rappresenta l'ultima novit del paese? Ormai ha pi di due anni! Perch non vi procurate un po' di musica fresca per quel catenaccio di piano?

Il Barista - (con un ghigno) Ditelo al padrone, non a me. Noi non abbiamo l'abitudine, qui, di ragazze moderne come voi... altrimenti ci sceglieremmo anche noi.

Bella - Non fate lo spiritoso, con me. Capito? (Poi canterella sulla musica del piano elettrico guardando Riccardo) Milena, come vorrei toccarti. (Il barista ride. Bella ridendo a Riccardo) L'hai sentita gi cantare con queste parole?

Riccardo - (che scandalizzato a sentirle dire da una ragazza, cerca invece di assumere un'aria indifferente) Si capisce, tante volte. E' vecchia.

Bella - (avvicinando la propria sedia a quella di Riccardo e posandogli una mano sulla sua) E allora perch non ti muovi se sai cosa vogliono dire?

Riccardo - (terribilmente imbarazzato) Sicuro, ho sentito gi quella vecchia parodia tante volte. Ma per chi mi prendi?

Bella - Parola d'onore, non so proprio. Me lo sto domandando.

Il Barista - (con irrisione) Ma non lo capite che un gran vitaiuolo? Non ho mai visto uno spendaccione simile. Ho la testa che mi gira, da tutte le ordinazioni che m'ha dato!

Bella - (ride irritata; a Riccardo) Non lasciarti prendere in giro. Fagli vedere tu. Perch non ordini qualche altra cosa da bere?

Riccardo - (umiliato, ma virilmente) Ma certo, scusami. Ero distratto. Ordina quello che vuoi. (Si volge al barista che entrato dalla sinistra) Portate quello che la signorina ordina: e prendetene una anche voi per conto mio.

Il Barista - (avvicinandosi alla tavola con una strizzata d'occhio a Bella) Questo si chiama parlare! Lo dicevo io che voi sapete vivere! E allora, se non vi dispiace, mi prender un sigaro. (A Bella) E voi cosa volete... un altro come prima?

Bella - Sicuro. E non dimenticate di metterci il gin, come prima!

Il Barista - (con un sorriso d'intesa) State tranquilla stavolta, visto che si tratta di voi. (Poi a Riccardo) E voi che volete? Un'altra birra?

Riccardo - (timido) Una piccola. Non ho sete.

Bella - (incitandolo) Ma d un po', siete tutti fatti cos all'universit di Harvard? Se tu fossi a Yale ti ficcherebbero nel giardino di infanzia! Non fare il grullo! Se ti riempi di birra diventerai anche pi dormiglione. Ordina qualcosa come si deve. Quello che beve un uomo.

Riccardo - (risolutamente) Va bene. Portatemi un Martini secco.

Bella - (ai barista) E che abbia molta punta.

Il Barista - (con una strizzatimi d'occhi) Ho capito. Qualcosa che lo scaldi un po', eh? (Esce verso il bar, ghignando).

Bella - (guarda in giro la stanza, irritata) Porco mondo, che tana questa! (Riccardo stupito e scandalizzato da questa bestemmia e tiene gli occhi sulla tavola) Non ho mai visto un paese pi morto! (Volgendosi a lui) Ma dimmi, sul serio, ragazzo. Tua madre sa che sei fuori?

Riccardo - (sulla difensiva) Ah, vuoi fare dello spirito e prendermi in giro?

Bella - (lo guarda, poi adotta una nuova tattica e carezzandogli la mano) Ma no. Non avevo mica nessuna intenzione, mio caro. Non ti devi arrabbiare con me.

Riccardo - Io non sono arrabbiato.

Bella - ((affascinante) Che vuoi, io sono fatta cos. Tu mi sembri uno dei pi cari ragazzi che ho mai conosciuto... e sento che mi piaceresti un mondo, se non fosti cos freddo e indifferente...

Riccardo - Non sono freddo e indifferente. (Poi solennemente tragico) (Soltanto che stasera ho... la testa piena di pensieri.

Bella - E allora liberati da quei pensieri, lo son qui che aspetto. (Il barista entra, portando i liquori).

Il Barista - (posandoli sulla tavola, con una strizzatimi docchi a Bella) State sicura che questo ve lo scalda. Mezzo 'dollaro in tutto... compreso il sigaro, si capisce.

Riccardo - (tira fuori dalla tasca un rotolo di biglietti e consegna un dollaro fil barista, dicendo con esagerata disinvoltura) Tenete il resto. (Bella emette un'esclamazione di sorpresa e sta per protestare, ma poi ci ripensa. Il barista quasi non pu credere alla sua fortuna. Poi si affretta a intascare il dollaro, come se avesse paura che Riccardo cambi idea).

Il Barista - (con un tono di rispetto nella voce) Grazie, signore.

Riccardo - (con superiorit) Non mette conto.

Il Barista - Spero che il vostro Martini ecco vi piacer. Ve l'ho preparato con cura. (Si sente dal bar la voce del commesso viaggiatore che chiama: Ehi! c' nessuno qui? mentre si sente una moneta che batte sullo zinco del bar) Vengo. (Esce dalla sinistra).

Bella - (rimproverandolo gentilmente e rivelando nella voce una maggiore considerazione per la potenzialit finanziaria del suo cavaliere) Non avresti dovuto essere tanto generoso nella mancia, caro. Non bisogna abituarli male. Dieci cents sarebbero bastati.

Riccardo - Ah, ma non la niente. Io1 non sono avaro.

Bella - Come piace sentirtelo dire! (Con una occhiata verso la porta del bar si solleva la sottana, dinanzi allocchio attonito e affascinato di Riccardo, e cava un pacchetto di sigarette dalla calza) Dai un'occhiata al barista, ragazzo, e avvertimi quando lo vedi tornare. Ha detto che noi donne abbiamo il permesso di fumare soltanto nelle salette particolari di sopra.

Riccardo - (imbarazzato) Sta tranquilla. Ti avvertir.

Bella - (dopo aver acceso la propria sigaretta e aspirato il fumo porge il pacchetto a Riccardo) Non ne vuoi una? Tu fumi, vero?

Riccardo - (prendendone una) Sicuro! Ho fumato di nascosto negli ultimi due anni: ma l'anno prossimo avr il diritto, completo, vale a dire anche la pipa e isigari. (Accende la sigaretta con elaborata disinvoltura tira qualche boccata ma senza aspirare il fumo. Poi osservandola con preoccupazione stupefatta) Ma che fai? Non dovresti aspirare il fumo a quel modo! Gi, il fumo fa male alle ragazze, anche se non...

Bella - (cinicamente) Hai paura che mi impedir di crescere? Accidenti, sei proprio un numero! Se vai avanti cos finirai pastore! (Riccardo vergognoso. Bella lo scruta, poi alza il proprio bicchiere) E ora alla tua salute! Mostrami come si fa davvero a bere e vedrai che quello ti libera la testa dai pensieri. (Beve. Riccardo segue il suo esempio e tutti e due vuotano il loro bicchiere) Bene! Cos mi piaci! Ti senti meglio?

Riccardo - (fiero di s, con un timido sorriso) Lo credo io!

Bella - E vedrai che fra un momento ti sentirai ancora meglio... e allora forse non sarai pi tonto, freddo e distratto, vero?

Riccardo - Ma io non lo sono.

Bella - S, che lo sei. Forse perch io non ti piaccio.

Riccardo - Ma no, che mi piaci.

Bella - Davvero?

Riccardo - Sicuro, tanto.

Bella - Tesoro! (Gli offre la bocca, poi prende una sedia -e gli siede vicino) Perch non mi abbracci? (Egli lo fa timidamente) No, non a quel modo. Tienmi stretta. Non devi aver paura di farmi male. A me piace d'esser tenuta stretta. Specialmente quando un bel ragazzo come te, che mi stringe. (Gli scompiglia i capelli) Perbacco, hai dei bei capelli: lo sai? Davvero, mi piaci proprio! Ma perch sei cos poco espansivo? Mi trovi proprio tanto brutta?

Riccardo - Al contrario!... tu sei carina.

Bella - Lo dici come se non ci credessi.

Riccardo - Ma no: lo dico sul serio.

Bella - E allora perch non mi baci? (Gli porge le labbra. Egli esita, poi la bacia e immediatamente si tira indietro) Dio mio! che bacio! (Gli piglia la testa fra le mani, gli inchioda le labbra sulle sue e ce le mantiene. Riccardo sobbalza e cerca di svincolarsi. Bella ride) Mai che cosa hai, bambino? Non hai mai baciato cos, prima di oggi?

Riccardo - Ma certo. Tante volte!

Bella - Comincio proprio a credereche ho preso una cotta per te! E allora come si fa, eh? Dimmelo.

Riccardo - Ma... non so. (Poi con audacia) Anch'io son pazzo di te.

Bella - (baciandolo di nuovo) Pensa come si divertono di sopra Mari e il tuo amico Wint, mentre noi ce ne stiamo qui come due scemi! Va l... non coster molto! Per te lo farei anche gratis... parola d'onore ma, disgraziatamente, devo pur vivere e ho da pagarmi l'affitto... sai bene come sono le cose. Andiamo su. Vai a dire al barista che vuoi una stanza e fa presto.

Riccardo - (si avvia alla porta del bar, automaticamente: poi esita e nella sua testa si svolge una gran lotta, fra la timidezza, la nausea per lelemento denaro, il pudore e il sentimento delloffesa che fa a Muriel che si dibattono colla crescente ebriet che lo spinge verso il frutto proibito e che fa di quella povera prostituta una specie di un vampiro romantico e pericoloso. Ma finalmente si ferma e confessa sommesso) Non posso! . .

Bella - Oh, che hai tanta vergogna? Allora lo faccio io. (Si avvia alla porta).

Riccardo - (con angoscia) No... non voglio che tu ci vada... Ci rinunzio.

Bella - (scrutandolo mentre il furore le sprizza dagli occhi) Ci rinunzi? Me lo immaginavo! Mi hai tenuta qui tutta la sera a perdere il tempo con te, quando avrei potuto andar fuori e trovarmi qualcosa di meglio... un vero uomo, se ce ne sono in questo cimitero! E adesso ti vuoi squagliare. Non puoi mica negarmi di avere del denaro! Te l'ho visto quando hai pagato le consumazioni!

Riccardo - E chi ha detto che non ne ho? Se il denaro quello che ti preoccupa sono pronto a dartene lo stesso! (Ha tirato fuori dalla tasca il rotolo dei biglietti e ne consegna cinque a Bella).

Bella - (quasi incapace di credere ai propri occhi li afferra, poi ride e diventa immediatamente sentimentalmente grata) Grazie, bambino... Oh, grazie davvero... Perdonami per aver perso la pazienza e averti detto delle cose brutte, vuoi? Sei proprio un bravo ragazzo! Il migliore che ho mai conosciuto! (Lo bacia e Riccardo sorride fiero sentendosi eroico sotto pi di un riguardo) Sei proprio un amore! Grazie di nuovo!

Riccardo - (con superiorit e un p ebbro) Ma no... non mette conto... Sono proprio felice di averti fatto un piacere. (Poi, audacemente) Su... dammi un altro bacio, e cos saremo pari.

Bella - (baciandolo) Te ne dar mille, se li vuoi. Su vieni, mettiamoci un altro po' a sedere e beviamone un altro: e questa volta pag io per mostrarti la mia riconoscenza. (Chiama) Ehi, Giorgio! Portateci altri due bicchieri... come prima!

Riccardo - (con un avanzo di prudenza) Non so se posso ancora...

Bella - Un altro solo non ti far male. E poi devi bere perch l'offro io, (Siedono al posto di prima).

Riccardo - (risolutamente porta la sua sedia pi vicina a quella di Bella, un p' ebbro) Mi piaci proprio... ora che comincio a conoscerti. Sei proprio una brava ragazza.

Bella - Ah, questa buona. A chi la racconti? E se ti piaccio tanto, perch non hai accolto l'invito di poco fa? Questo quello che non capisco.

Riccardo - Avevo giurato di non farlo. (Il barista entra con le consumazioni).

Il Barista - (posandole sul tavolo) A1 vostro servizio. (Poi guardando il braccio di Riccardo stretto alla vita della ragazza) Oh, oh! Vedo che andiamo meglio, eh!

Riccardo - (sorride fra i fumi dell'alcool).

Bella - (d un dollaro al barista) Ecco qui. Stavolta offro io. Il resto! (Il barista le d il resto e lei come mancia gli lascia dieci cents, dopo di che egli esce. Bella alza il bicchiere) Alla tua salute... e grazie di nuovo. (Beve a sorsi).

Riccardo - (chiassosamente) Evviva! Evviva! (Beve la sua consumazione tutta di un fiato e poi sospira con esagerata soddisfazione) Perbacco, proprio buono. (Stringendosi a Bella) Dammi un altro bacio, Bella.

Bella - (lo bacia) Cosa volevi dire un momento fa, che avevi giurato d non farlo?

Riccardo - (solenne) Ho giurato di essere fedele.

(Bella - (cinica) Fino alla morte, vero? E chi la ragazza?

(Riccardo - (secco) Lascia tare.

Bella - (piccata) Perch? Non sono degna di parlare di lei, vero?

(Riccardo ' - [No, non volevo dire quello. Tu sei una brava ragazza. (Poi colia gravit dellebbro) Soltanto non dovresti fare questo mestiere. Non va bene... perch non cambi vita?

Bella - (secca) Ohe! Cosa ti salta in mente! Queste chiacchiere te le puoi risparmiare! Per cinque dollari vorresti anche farmi cambiare vita! Occupati degli affari tuoi e non ficcare il naso in quelli degli altri!

Riccardo - Ma io.., non avevo mica l'intenzione di offenderti.

Bella - Lo so, tu sei di quelli che dicono di avere delle intenzioni buonissime! Vi conosco! (Cambiando tono e argomento) E cos dunque tu sei fedele al tuo amore, unico e solo, vero? (Con un ghigno sprezzante) E lei, credi che lei ti sia fedele? Scommetto che proprio in questo momento sta filando con un altro. Non essere uno sciocco, bambino!

Riccardo - (alzandosi furioso) Ma come ti permetti di dire una cosa simile? Vergognati!

Bella - (non impressionata, crolla cinicamente le spalle) E va bene. Se preferisci di essere un ingenuo, a me non fa n caldo e n freddo.

Riccardo - Tu non la conosci perch altrimenti...

Bella - E non ci tengo a conoscerla. Smetti di parlare di lei, hai capito? (Bella fissa dinanzi a s amaramente. Riccardo smonta la collera in una tristezza sardonica. Da ora in poi egli diventa sempre pi. ebbro. Il barista e il commesso viaggiatore appaiono dietro i battenti della porta a molla: si vede il barista accennare a Bella mentre consegna una consumazione al commesso viaggiatore. Questo ultimo sogghigna ed entra in scena, spingendo il battente e portando la sua consumazione in mano. un individuo piuttosto grosso, gioviale, verso la quarantina, vestito con una certa eleganza a buon mercato e con la cordialit professionale e scherzosa del suo mestiere. Bella alza il capo al suo entrare e lui e lei si scambiano uno sguardo di completa conoscenza: infatti lei conosce il suo tipo a mente, come lui conosce il tipo della ragazza) .

Il Commesso - (mentre passa vicino a lei verso la tavola a destra, sorridendo cordialmente) Buonasera.

Bella - Buonasera.

Il Commesso - (sedendosi) Spero di non disturbare, macch volete: non ce la facevo pi a stare in piedi l al bar.

Bella - Oh! Quanto a me. (D a Riccardo uno sguardo di disprezzo) Non mi disturbate di sicuro.

Il Commesso - Mi fa piacere di sentirlo.

Riccardo - Oh! Diamoci al bel tempo, innanzi di cadere nella polvere, polvere lapolvere, e pestare a dormire, senza vino, senza musica senza canzoni e senza... poterci risvegliare . (Ha recitato improvvisamente questi versi. Poi si volge con un ghigno al commesso e poi a Bella) Beviamone un altro

Bella - No, ne hai bevuti anche troppi. (Riccardo rinunzia allimpulso, borbottando qualcosa).

Il Commesso - Che cos'? Un bimbo poeta o un bimbo attore?

Bella - Non so. Non sono riuscita a capire.

Il Commesso - Quand' cos, se la smetteste di dar lezioni ai pupi, si potrebbe parlare d'affari.

Bella - Oh, facile. (Scuote Riccardo per il braccio) Senti, bimbo. Qui c' un mio vecchio amico, il signor Smith di New Haven, che entrato proprio adesso. Vado un momento a sedermi alla sua tavola. E quanto a te faresti meglio di andare a casa.

Riccardo - (non guardando Bella e trucemente) A casa non ci torno pi! Glielo faccio vedere io!

Bella - Ah, s? Fa come vuoi. Soltanto lasciami andare. (Va a sedere al tavolo del commesso, Riccardo la guarda offeso).

Riccardo - Fai pure. Cosa m'importa di quello che tu fai?

Il Commesso - (mentre Bella s siede vicino a lui) Beh, che qualit di birra vuoi, figliuola?

Bella - La qualit che preferisco Martini al gin.

Il Commesso - Vedo che hai dei gusti stravaganti, lo noto con dolore.

Riccardo - (comincia a recitare con accento sepolcrale) Son pellegrino e vengo dal mistero, diretto al ciel, mostratemi il sentiero.

Il Commesso - (ghignando) Oh, questa bella! (Con finto incoraggiamento) Bravo, ragazzo, fateci sentire il resto. Questa ragazza non apprezza la poesia. Lei tutta prosa. Io invece ne vado pazzo.

Bella - (guardando Riccardo con disprezzo) Ha preso una bella sbornia: e il bello che non ha bevuto quasi niente!

Riccardo - (improvvisamente con enfasi) Quando ai pie della morte freddo e 'muto come un merlo spennato io sia caduto, colle ceneri mie latta una brocca, empi di vin fino alla bocca.

Bella - Figurati allora come sar cionco!

Riccardo - (la guarda cupamente, poi balza in piedi bellicosamente e al commesso) Non ci credo, che l'abbiate gi conosciuta. L'avete pescata qui, per la pri-ma volta! Lasciatela stare, avete capito? Voi non le farete niente... almeno finche sono io qui per proteggerla!

Bella - (ridendo) Oh, Dio bono! Senti che dice!

Il Commesso - Zitta! Ora ci divertiamo! Aspetta. (Si rivolge a Riccardo in tono esageratamente melodrammatico) Che tu sia maledetto! Pirata nero! Se io rifiuto di consegnarla a te, cosa accadr?

Riccardo - (minacciosamente) Che ti dar un pugno nel muso, ecco quello che accadr! (Si avanza verso la loro tavola).

Il Commesso - (fingendo terrore urla in voce in falsetto) Aita! Aita! (Il barista entra irritato).

Il Barista - Ehi! Cos' questo baccano? Che succede?

Riccardo - (ebbramente) Lui mi manca di rispetto!

Il Commesso - (strizzando rocchio) E lui voleva uccidermi! (Poi gli viene la brillante idea di liberarsi di Riccardo: serio al barista) Non una faccenda che mi riguardi: .ma se io fossi nei panni vostri metterei fuori questo ragazzo brillo. Si vede a prima vista che [minorenne!

Il Barista - (confuso) Lui m'aveva detto d'aver vent'anni.

Il Commesso - Gi; e io vi dico che sono il pap: ma voi non avete mica l'obbligo di credermi. Se non volete passare un guaio, vi consiglio di mandarlo in qualche altro bar perch, se capita qualcosa, le bugie le diranno loro.

Il Barista - Ma! (Poi si volge a Riccardo arrabbiato e gli d una spinta) Andiamo su. Non voglio guai, qui! Filate!

Riccardo - Non ho nessuna voglia di filarmela!

Il Barista - Ah, cos? (Gli d un altro spintone che quasi lo manda per terra).

Bella - (cinicamente) Sicuro, cacciatelo fuori! Ci ha seccati quel prepotente! (Riccardo si volge furiosamente e mena un pugno al barista).

Il Barista - (evita il pugno) Ah! E' cos, ? (Afferra Riccardo dalla nuca e dal sedere dei pantaloni e lo conduce ignominiosamente verso 'la porta del bar).

Riccardo - Lasciatemi andare, brutto vigliacco!

Il Barista - Sta zitto... o ti meno una sberla che te la ricordi per un pezzo! (Lo spinge traverso la porta a molla e un istante dopo si sente che lha cacciato fuori anche dal bar).

Il Commesso - ((ridendo) Devi riconoscere, che ho trovato il modo che ci voleva per liberarcene.

Bella - (improvvisamente sentimentale) Povero ragazzo! Speriamo che riesca ad arrivare a casa sano e salvo. In fondo imi piaceva... prima che si ubriacasse.

Il Commesso - Chi ?

Bella - H suo amico che sopra con Mari me l'ha detto, ma non ci ho fatto attenzione. Mi pare che si chiami Miller. Suo padre ha un giornale in questa borgatella, se non sbaglio.

Il Commesso - (con un fischio) Allora dev'essere il figlio di Natanie Miller.

Il Barista - (tornando dal bar) L'ho messo fuori, e con un calcio di dietro per aiutarlo a trovare la strada!

Il Commesso - (con una risatina ironica) Ah, s? C caso che quel calcio vi costi il posto. Conoscete Nat Miller, il proprietario del giornale di qui? Era suo figlio.

Il Barista - (con una faccia lunga) Chi l'ha detto?

Il Commesso - Lei. (Alzandosi) Sapete cosa vi dico? Sar meglio che io vada a tener d'occhio il ragazzo perch non gli succeda niente prima che arrivi a casa. Suo padre un brav'uomo. (Esce in fretta).

Il Barista - (furioso) Accidenti! Se quello scopre che sono stato io che ho servito le consumazioni a suo figlio, finita per me. (Si volge a Bella) E tu, perch non me l'hai detto! Brutta carogna!

Bella - Ehi! Non intendo di essere trattata a questo modo da un servaccio come te.

Il Barista - (ancora pi furioso) Ah, non intendi, eh? E ehi stato a dirmi di mettere tanto gin nel suo cocktail ? (D alla sedia di lei una scossa che quasi la getta per terra) Fila via... e fila presto... altrimenti chiamo la guardia dal cantone e ti faccio arrestare per adescamento! (Le d una spintane che la caccia contro la porta di fondo) T'ho detto, fila!

Bella - (apre la porta ed esce, poi torna e gli grida velenosamente) Te la far pagare, brutto schifoso, anche a costo di dover andare in prigione!

Il Barista - Minacce a vuoto!

Bella - Ah! s? Aspetta a domani e vedrai! (Esce infuriata).

QUADRO SECONDO

(La stessa scena del primo e secondo atto, il salotto di casa Miller. Sono le undici della stessa sera. Miller siede nella poltrona a sdraio a destra della tavola. E senza cravatta e colletto, senza giacca e senza scarpe. Indossa invece una vecchia veste da camera e delle ciabatte consunte. Ha gli occhiali e sta scorrendo un giornale. Si vede per che preoccupato e non presta molta attenzione a quello che legge. La signora Miller siede vicino alla tavola a destra, anch'essa rivolta verso la ribalta. Anche lei ha gli occhiali sul naso. Un cesto da lavoro posato sulle sue ginocchia e la Signora Miller s sforza di fare attenzione al ricamo che stai facendo. Ma non meno preoccupata del marito, ed anzi la sua ansiet t pi apparente. Lily siede nella poltrona dietro la tavola ed volta verso destra. Pretende di leggere un romanzo, ma distratta ed ha un'espressione melanconica, Mildred siede alla scrivania di destra e scrive di tanto in tanto due parole: e ogni volta si ferma e esamina i risultati. intensamente concentrata nel suo lavoro. Tommy siede sul sof n sinistra. E stata per lui una giornata faticosissima ed immensamente stanco e sonnacchioso, ma non lo vuole ammettere. Di tratto in tratto gli occhi gli si chiudono, il capo comincia a inclinarsi, ma egli non si arrende e appena intuisce che qualcuno della famiglia guarda nella sua direzione ripiglia un aspetto disinvolto e sveglio).

Mildred - (finalmente sembra soddisfatta delle due parole che ha scritto) Cos va bene. (Si alza e porta il foglio alla madre) Guarda, mamma. Ho fatto degli esercizi per trovare un nuovo modo di scrivere la mia firma. Non guardare alle altre. Guarda l'ultima. Non ti sembra che vada bene?

La Signora Miller - (come destata dalla sua preoccupazione) Ma, dico io, che idea questa, proprio ora...

Mildred - Ma insomma, ti piace o no?

La Signora Miller - (guardando distrattamente il foglio) S, mi piace, Mildred. (Le restituisce il foglio automaticamente).

Mildred - ( un p piccata, ma sorride) Che distrattona! Non l'hai nemmeno guardato. (Passa col foglio attorno alla tavola per mostrarlo alla zia Lily. Miller d un'occhiata furtiva alla moglie e poi quasi avesse paura di incontrare il suo sguardo torna a fissare il giornale).

La Signora Miller - (guardando nel vuoto dinanzi a se, sospira preoccupata) Oh, ima perch non torna a casa quel ragazzo!

Miller - Andiamo, Rita. Ormai non pu tardare molto. Non ti preoccupare.

La Signora Miller - Invece io sono molto preoccupata,

Lily - (osservando il saggio calligrafico di Mildred e sorridendo) E molto carino, Mildred. Ma non credi che forse ci sono troppi girigogoli?

Mildred - (delusa) Ma, zia, son proprio quelli che mi sono costati pi fatica.

La Signora Miller - (con un altro sospiro) Che ora ?

Miller - (cercando di scherzare) Bisogner che compri una pendola per questo salotto. Mi obblighi a tirare fuori l'orologio ogni due minuti! (Tira fuori l'orologio dal taschino del panciotto, con finta noncuranza) Soltanto le dieci passate.

La Signora Miller - Ma, come. Mi hai detto la stessa cosa un'ora fa! Nat, tu mi racconti delle storie - (per non impressionarmi. Fammi vedere quell'orologio.

Miller - (confuso) Ebbene... un quarto alle undici.-ma non mica tanto tardi, se tu pensi che il giorno della festa nazionale.

Mildred - (ha portato il suo foglio al padre e adesso glielo mette sotto il naso) Guarda, pap.

Miller - E' impressionante! Si potrebbe metterla ai piedi 'dello Statuto.

Tommy - Fammi vedere cosa hai scritto, Mildred.

Mildred - (crudelmente) A te? (Sei cos insonnolito che non riesci a vedere nulla.

Tommy - Io non sono insonnolito!

La Signora Miller - (lo fissa) Santo cielo, mi dimenticavo che eri ancora in piedi. Vai subito a letto, immediatamente. Avresti gi dovuto esserci da un pezzo!

Tommy - Ma oggi la festa nazionale. Non vero, pap?

La Signora Miller - (con un'altra occhiata accusatrice al marito) Ecco! al solito! (Poi seccamente a Tommy) Bai sentito quello che ti ho detto, ragazzo?

Tommy - Oh, mamma, non posso star su un altro poco?

La Signora Miller - Ho detto di no. Obbedisci senza discutere!

Tommy - (alzandosi faticosamente) Oh! avrei voluto stare su fino a che Riccardo...

Miller - (benevolo, ma fermo) Hai sentito cos'ha detto la mamma? Di non discutere. Quando lei ti dice di andare, bisogna che tu vada. (Tommy accetta la sentenza con rassegnazione e fa il giro dei baci e della buonanotte).

Tommy - (baciando Lily) Buonanotte, zia.

Lily - Buonanotte, caro. Dormi bene. Tommy - (dando un bacetto freddo a Mildred) Buonanotte, te.

Mildred - Buonanotte, te.

Tommy - (baciando Miller) Buonanotte, pap.

Miller - Buonanotte, bambino. Dormi sodo.

Tommy - (baciando la signora Miller) Buonanotte, mamma.

La Signora Miller - Buonanotte. Ohe! Non hai mica la febbre? Fammi sentire la tua fronte. No, sei fresco. Su, fai in fretta: e non dimenticare le tue preghiere.

Tommy - (va lentamente fino alla soglia, poi si volta improvvisamente avendo scoperto una nuova scusa) Ho da dirti una cosa, mamma. Quando sono andato su al cesso...

La Signora Miller - (secca) Quando sei andato dove?

Tommy - Al gabinetto.

La Signora Miller - Cos va bene.

Tommy - Lo zio Sid russava come un mantice e la sua camera proprio accanto alla mia. Ma come potr mai dormire mentre lui. (Ma vinto da un terribile sbadiglio).

La Signora Miller - Scommetto che tu dormiresti anche se fossi dentro al mantice. Su a letto, presto. (Tommy si rassegna, sorride insonnolito' ed esce. Appena liquidato il figlio la signora Miller ripresa dalla sua preoccupazione. Sospira, si muove inquieta e finalmente chiede) Che ora adesso?

Miller - Ma Rita, te lho detto un momento fa!

La Signora Miller - (risoluta) Non so come tu possa prenderla con tanta calma! E' mezzanotte, si pu dire, e Riccardo ancora fuori, e noi non sappiamo neppure dove sia andato.

Miller - Sento qualcuno, alla porta. Scommetto che lui, mamma.

La Signora Miller - (la sua ansiet si trasforma subito in collera) Digliene quattro, Nat, d retta a me! Tu sei troppo indulgente con lui: e questo la causa di tutti i guai! Avere avuto la sfacciataggine di star fuori fino a quest'ora! (Si sente la porta di casa che aperta e sbattuta, e poi qualcuno che fischietta una canzoncina).

Mildred - No! Non lui. E Arturo.

La Signora Miller - (sconfortata) Oh! (Un istante dopo Arturo entra da destra al fondo, fischiando sommesso, soddisfatto di se stesso).

Miller - (lo sogguarda da sopra agli occhiali senza troppo entusiasmo) Ah, sei tornato, eh? Credevamo che fosse Riccardo.

Arturo - E ancora fuori? E dov' andato?

Miller - E proprio quello che vorremmo sapere. Non l'hai mica incontrato?

Arturo - No. Io sono stato a pranzo dai Rand e non mi sono mosso fino adesso. (Si siede nella poltrona a sinistradella tavola verso il fondo) Probabilmente sar andato alla spiaggia a vedere i fuochi artificiali.

Miller - (fingendo una tranquillit che lungi dal provare) Naturalmente: proprio quello che ho cercato di far capire a tua madre.

La Signora Miller - Ma se andava a vedere i fuochi, perch non ce l'ha detto? Sapeva bene che non avremmo detto di no.

Mildred - (avvicinandosi ad Arturo, mostra una lettera che aveva nella cintura) Senti Arturo, stasera passavo davanti la casa di Muriel, quando la vidi farmi cenno dalla finestra; allora sono salita e dandomi questa lettera mi ha detto: (Dalla a Riccardo! e non ebbe modo di dirmi altro perch sua madre la chiamava. Ora io vorrei consegnargliela, ma se non viene...

Arturo - Verr tra poco... ad ogni modo gliela darai domani mattina.

Miller------------------ - (la guarda preoccupato, osserva di nascosto lorologio, poi ha un'ispirazione e si volge ad Arturo) Arturo, Io sai che Rand sostiene che tu hai una magnifica voce? Mi ha detto che tu canti sempre quando sei da loro. Vorrei sapere perch i tuoi talenti musicali li riserbi agli altri e non fai mai sentire anche a noi che sei capace di fare qualcosa,

Arturo - (compiaciuto) Avevo paura che mi pigliaste in giro.

Lily - (con fierezza) Arturo ha davvero una bella voce. Si esercita quando tu non sei a casa. Credevamo che non ti piacesse la musica, Nat.

Miller - Al contrario. Figuratevi che quando ero bambino... (Azione di tutti) No... non dico nulla! Mildred, puoi accompagnarlo?

Mildred - Per lo meno suono il piano altrettanta bene di Elsie Rand!

Arturo - (non raccoglie la punta e si schiarisce la voce) Stasera ho cantato molto, e non so se la mia voce...

Mildred - (prende la mano del fratello e lo trascina verso il piano) Andiamo, non fare il modesto. E per distrarre la anima.

Arturo - (segue Mildred nel salottino a destra in fondo dove accende il lume),

Miller - (alla moglie) Tommy non si sveglier. E quanto a Sid capace di dormire mentre c'1 il terremoto. (Poi improvvisamente guardando attraverso il salotto dove i sono andati i figli, seccato) Accidenti: nomini il diavolo e ne spuntano le corna. (Lily si alza e guarda attorno, quasi cercando un posto per nascondersi. Miller continua per calmarla) Lily, stai tranquillamente a sedere, leggi il tuo libro e non ti occupare di lui. (Lily siede di nuovo e si curva sul libro. Dal salottino giungono accordi del piano, mentre Mildred fa delle scale. Sid entra dallo stesso salottino. La sua effervescenza di prima sparita: egli ora soffre delle conseguenze dell'ubriachezza. E' nervoso, melanconico, pieno di rimorso, di disprezzo verso se stesso e nello stesso tempo di commiserazione. Ha gli occhi arrossati e gonfi e i pochi capelli che gli rimangono sono sconvolti e tesi. Sguscia nella stanza contrito, fingendo di guardare attorno ma, evitando di vedere le persone).

Sid - (sforzandosi a sorridere) Buona sera.

Miller - (ostentando naturalezza) Oh; buonasera, Sid. Hai fatto un pisolino? (Prima che Sid risponda giunge dal salotto la voce di Mildred).

Mildred - (dalla stanza accanto) Questo non lho suonato da tanto tempo! Far del mio meglio. (Comincia un accompagnamento).

Miller - (fa cenno a Sid di tacere) Sssst! Arturo ci canta una romanza. (Sid si appoggia alla libreria del centro in fondo. Arturo comincia a cantare. La sua voce non tanto male, ma canta con eccessiva sentimentalismo. L'effetto sui suoi ascoltatone immediato. Miller guarda di fronte a s meditando melanconicamente e il suo volto sembra farsi pi dolorosa e pi vecchio. Anche la signora Miller fissa il vuoto e la sua espressione diventa sempre pi dolente. Lily dimentica di leggere e la sua faccia si fa tragicamente melanconica. Anche Sid commosso sino nel profondo: sembra che stia per piangere. Alla fine della romanza, Miller si scuote, batte le mani entusiasticamente e dice) Bravo, Arturo, bravo! Hai proprio! una magnifica'voce. Ti piaciuto, vero, Rita?

Miller - S, ma era triste... terribilmente triste.

Miller - (verso la stanza) Un'altra... ma allegra!

Sid - (dopo avere inghiottito, scatta fuori) Nat e Rita e Lily... Intendo di chiedere scusa... per essere tornato a casa... come ci son tornato... non ho nessuna casa... Ma non intendevo...

Miller - Si capisce, Sid. Ormai tutto dimenticato.

La Signora Miller - (svegliandosi, con affettuosa commiserazione) Non fare il bambino, Sid; sappiamo tutti quel che capita nel picnic . Non ci pensare pi. (Il volto di Sid si illumina un p ma il suo sguardo si fissa su Lily con mutuo appello, sperandone una parola che non. viene. Essa continua a tenere gli occhi fissati sul libro e il corpo teso e rigido).

Sid - (finalmente sbotta disperatamente) Lily... non so proprio perdonarmi... per i fuochi artificiali. E voi volete... perdonarmi? (Ma Lily rimane implacabilmente silenziosa. Un'espressione di abbattimento passa sul volto di Sid. Nel salottino si sente la voce di Mildred).

Mildred - (dalla stanza accanto) Ma di questo conosco solo il ritornello. (E comincia un altro accompagnamento).

Miller - (va'in aiuto di Sid) Ssst! Ci canta un'altra romanza. Siediti, Sid. (Sid, a testa bussa, si rifugia nellangolo pi distante: quello di sinistra verso la ribalta e siede sul sof dove si accoccola con i gomiti sulle ginocchia, la faccia tra le mani e gli occhietti rotondi puerilmente rattristati. Arturo canta una canzone allegra).

Sid - (improvvisamente si volge verso Lily colla vote quasi stretta dai singhiozzi in una frenesia di confessione) Avete ragione, Lily... avete ragione, di non perdonarmi! Io sono un buono a nulla... ecco quello che sono! Sono buono soltanto a bere!... Sono un ignobile ubriacone... incapace di altro, e che su questo mondo non ci sto a far niente. Se avessi un po' di coraggio dovrei ammazzarmi, e sarebbe meglio per tutti!... Ma non ce l'ho, il coraggio... Sono anche vigliacco!... Un ubriacone vigliacco! (Nasconde il volto fra le mani e comincia a singhiozzare come un bambino. Questo troppo per Lily: tutte le sue risoluzioni di punire Sid sono vinte da una vampa di tenerezza. Essa corre e gli getta le braccia al collo... persino lo bacia teneramente e impulsivamente sulla sua testa pelata, e lo tranquillizza come se fosse un bambino. Anche la signora Miller e egualmente commossa. Si sollevata per andare dal fratello, ma Miller strizza l'occhio e scrolla vigorosamente il capo indicandole di rimettersi a sedere),

Lily - Andiamo! Non piangete, Sid! Mi fate troppa pena! Ma si capisce che vi perdono! (Forse che non vi ho sempre perdonato? Lo so che la colpa non vostra... Dunque non piangete!

Sid - (solleva la faccia lacrimosa ma umilmente grata .verso di lei. Una faccia che il sentimento di una coscienza in pace comincia a restituire alla sua espressione naturale di monello cresciuto in fretta) Mi perdonate davvero... so benissimo di non meritarlo... e voi potete proprio?...

Lily - (affettuosa) Ve l'ho detto che vi ho perdonato.

Sid - (bacia la sua mano umilmente, come un grosso cucciolo) Grazie, Lily. Non posso dirvi... (Nel salottino Arturo canta allegramente la canzone Mentre si aspetta in chiesa e dopo i primi due versi anche Mildred canta. Il volto di Sid si illumina e automaticamente egli comincia a battere il tempo con un piede, mentre continua a tenere stretta la mano di Lify. Quando la canzone giunge alla frase: Le mand un biglietto in cui aveva scritto Sid non pu oltre resistere e canta: Non posso venire a sposarti oggi... Perch mia moglie non mi d il permesso! . Appena finisce la canzonetta Arturo e Mildred ridono, e cos Miller e Sid. Lily sorride e soltanto la signora Miller rimane preoccupata come se non avesse inteso).

Miller - Ma bravi! L'avete eseguita proprio bene.

Sid - (volgendosi a Lily entusiasticamente) Dovreste sentire Vittoria Vesta a cantarla! E' proprio grande! Io la sentii cantare da lei... vi ricordate, quel viaggio che ho fatto a New York.

Lily - (il volto le torna triste nuovamente perch il suo ricordo di certi episodi di quel viaggio proprio il contrario di quello che egli le vorrebbe suggerire in questo momento. Gentilmente ritira la sua mano da quella di Sid, con un sospiro disilluso) Sicuro, mi ricordo, (Sid momentaneamente colto da un senso di colpevolezza. Lily torna a sedersi nella sua sedia).

La Signora Miller - (improvvisamente) Che ora adesso, Nat? (Poi, senza nemmeno dargli la possibilit di rispondere) Non ne posso proprio pi! Chiss cosa gli successo a Riccardo! Tutti i giorni si legge di ragazzi investiti da automobili.

Miller - (seccamente per nascondere la propria apprensione) Adesso non metterti in mente certe cose!

La Signora

Miller - E perch non potrebbe succedere, stasera che tutti quelli che hanno un'automobile son fuori, e tanti di quelli che guidano sono ubriachi? Oppure avrebbe potuto andare'al molo ed essere caduto in acqua! (Sul punto di un attacco isterico) Oh, io senta che dev'essere successo qualche cosa di terribile, e voi potete starvene seduti a sentir cantare delle canzonette e ridere come se... ma perch non fate qualcosa? Perch non andate fuori a cercarlo! (Scoppia in lacrime).

Lily - (le si avvicina rapidamente e l'abbraccia) Rita, non .devi metterti in questo stato! Finirai con sentirti male! Riccardo sta benissimo). Ho la sensazione assoluta che sta benissimo!

Mildred - (giunge in fretta dal salottino) Cosa successo? (Arturo appare sulla soglia dietro di lei. Mildred va dalla madre e le pone un braccio attorno alla vita) Su non piangere, mamma! Vedrai che Riccardo torna di qui a un minuto!

Arturo - Ma certo, torna di sicuro!

Miller - (si alzato in piedi, aggrottando le ciglia) Avevo deciso di andare a cercarlo, se non fosse tornato a mezzanotte. Prender l'automobile e andr verso la spiaggia. E meglio che tu venga con me, Arturo.

Arturo - Certo, pap. (Improvvisamente egli ascolta e dice) Ssst! C' qualcheduno di fronte alla casa... sta venendo qua. (Guarda fuori la porta a griglia) E lui. E' lu!

La Signora Miller - Dio sia lodato!

Miller - (con un sorriso inebetito) Accidenti! Glielo voglio far pagare tutto quello che ci ha fatto penare questa sera. (La porta a griglia aperta violentemente e Riccardo entra barcollando un poco e sbattendo le palpebre nella piena luce. La sua faccia di un pallore giallastro: sudato e i suoi occhi sono vitrei. Le ginoc-chia dei suoi pantaloni sono sporche e uno di essi strappato dalla picchiata che ha preso per terra sul marciapiedi dopo aver ricevuto il calcio del barista. Tutti lo fissano, troppo stupefatti per poter dire immediatamente qualche cosa).

La Signora Miller - Oh Dio! Che cosa gli successo? E' impazzito! Riccardo!

Sid - (il primo a riprendere la presenza di spirito, con un ghigno)Io lo so! E ubriaco!

Arturo - E' ubriaco, ecco che cos'! (Poi scandalizzato e predicatore) Hai una bella faccia tosta! Sfacciato!

Riccardo - (con un selvaggio gesto di sfida, istrionicamente declama)

A tradimento, Ei ci soffi la vita,

poi, senza meta, miseci in viaggio;

oh, a noi, e noi la coppa proibita,

e anneghiam la memoria dell'oltraggio! .

Miller - (severo e furioso muove un passo minaccioso verso di lui) Riccardo! Come osi...

La Signora Miller - (istericamente) Non lo picchiare, Nat!

Miller - (dominandosi, un p vergognoso di se stesso) No... non lo picchio!... Non lo picchio!

Riccardo - (fiero della senzazone che ha destato, recita con enfasi drammatica) E allora... allora verr, coronato di pampini... , (Ride con esagerato cinismo).

La Signora Miller - (fissandolo come se non potesse credere ai propri occhi) Riccardo! Tu sei ubriaco! Ragazzaccio cattivo!

Riccardo - (con una smorfia di irrisione sulle labbra citando Ibsen) Tu sei bella, Hedda Gabler! . (Improvvisamente la sua espressione cambia, i suoi occhi sembrano spegnersi e, abbandonata ogni posa, si rivolge umilmente alla mamma, come un piccolo bimbo malato) Mamma! Mi sento male!

La Signora Miller - (d un grido e si slancia verso di lui, ma Sid la ferma).

Sid - Lasciate che me ne occupi io! Io so come si fa. Andiamo, su, signorino! Andiamocene di sopra. Il tuo vecchio Sid ti cura lui. Fidati di me!

La Signora Miller - (fissando la porta da cui sono usciti, ancora terrificata) Ma una cosa terribile! Ci pensi, il nostro Riccardo! E hai sentito che parlava di una certa Hedda Gabler? Oh, dev'essere stato con una di quelle donnacce! (Nasconde la faccia sulla spalla di Miller e singhiozza. Miller, con unespressione stanca e preoccupata sul volto, cerca di calmarla. Lily, Mildred e Arturo restano in piedi imbarazzati, con volti stupefatti e scandalizzati).

Fine del terzo atto

ATTO QUARTO

QUADRO PRIMO

(La scena rappresenta un angolo della spiaggia lungo il mare. A destra una striscia di terra scura, sormontata da ciuffi d'erba. A sinistra sulla destra un sentiero con' duce verso questa collinetta, passando tra i cespugli che spuntano qua e l. Al centro della scena una barca stata tirata a riva e la sua prua stata trascinata sul banco di terra dove evidentemente legata a un tronco d'albero. Nel cielo la luna mette un chiarore soffice, misterioso, carezzevole. La prua della barca nell'ombra fatta dal salice, mentre la poppa vivamente illuminata dalla luna. In distanza, a intervalli, si sente debolmente l'orchestrina di un albergo della spiaggia. Riccardo siede sulla barca. Egli voltato verso sinistra e sorveglia il sentiero. E' in uno stato di ansiosa attesa e con le gambe d dei calci alla sabbia e rigira fra le mani il cappello di paglia che ha un nastro a colori vivaci).

Riccardo - (pensa ad alta voce) Devono essere le nove... Purch Muriel venga... speriamo che venga... ma sono proprio sicuro che ha scritto le nove? (Posa la paglietta sulla barca, estrae la lettera piegata dalla tasca e l'esamina al chiarore della luna). S, dice le nove. (Sta per rimettere la lettera in tasca ma si ferma e la bacia. Poi la nasconde rapidamente, vergognoso, guardandosi attorno come se avesse paura di essere visto) No, questo sciocco! No, non Io ... almeno quando si e veramente innamorati... (Balza in piedi) Accidenti! se non venisse!... E pensare che ieri sera a quest'ora ero all'Albergo della Spiaggia con Bella! Ah! l'avevo dimenticata! l'ho abbracciala e baciata... S! ma soltanto dopo essermi ubriacato; per non volli andare su con lei... e non ci sono andato... era tutta dipinta... Muriel mille volte pi bella!... con lei s che ci andrei di sopra... quando saremo sposati... ma allora sar un'altra cosa! (Guarda attorno a se verso il mare e il cielo) Che notte divina... come se fosse una notte speciale... per me e per Muriel... (Rimane a guardare la luna con faccia estatica. Da lontano un orologio comincia a suonare l'ora. Questo lo riconduce subitamente alla realt) Sono le nove... e non la vedo. (Guarda verso il sentiero) Forse l'hanno sorpresa e non l'hanno lasciata venire... (Con improvvisa esaltazione) Eccola che viene.,. Meno male! (D un gran sospiro di sollievo e poi si affretta) Per non le devo lasciar vedere che sono tanto contento... dovrei parlare della sua prima lettera... voglio farla soffrire... (Comincia a passeggiare in giro con esagerata noncuranza, volgendo la schiena al sentiero, colle mani in saccoccia e fischiettando una canzonetta allegra. Muriel entra dalla sinistra, lungo il sentiero. Ha 16 anni. E' una graziosa ragazza, aggraziata con grandi occhi ingenui e una voce carezzevole. E' in questo momento esaltata dalla audacia della sua avventura. Esita un momento nell'ombra ai piedi del sentiero, aspettando che Riccardo la veda: ma lui insiste a fischiettare colla schiena voltata e lei costretta a chiamarlo).

Muriel - Ehi, Dick!

Riccardo - (si volta simulando di essere disturbato in mezzo a profonde meditazioni) Oh, sei tu? Sono gi le nove? Per Diana, come passa il tempo, quando uno sta pensando.

Muriel - (avanzando verso di lui fino al limite dellombra. Un po' delusa) Credevo che tu mi saresti venuto incontro alla fine del sentiero. Scommetto invece che ti eri persino dimenticato che venivo.

Riccardo - (avvicinandosi un poco verso di lei, ma non troppo, disinvolto) No, che non l'avevo dimenticalo, ma ti pare! Soltanto che m'ero messo a pensare alla vita.

Muriel - Per una volta avresti potuto pensare invece a me, dopo tutti i pericoli che ho corso per poterti vedere! (Esitando timidamente al margine dell'ombra) Dick! Vieni qui, da me. Ho paura di venir l nella luce della luna, dove la gente potrebbe vedermi.

Riccardo - (andando verso di lei, sprezzante) Eccoci elle solite: sempre paura della vita!

Muriel - (piccata) Senti, Dick, hai una bella sfacciataggine di dirmi queste cose dopo tutti i rischi che ho corso per darti questo appuntamento, e per riuscire a scappare di casa! Io osservo che tu non ti sei preso il disturbo di mandarmi nessuna lettera!

Riccardo - No, perch dopo la tua prima lettera, io credevo che fra noi tutto fosse morto e finito.

Muriel - E scommetto che non te ne importava niente! (Sul punto di scoppiare in lacrime) Oh, sono stata proprio una grulla a venire qui! E meglio che me ne torni subito a casa e non ti parli mai pi! (Si volge verso il sentiero).

Riccardo - (impaurito, diventa immediatamente sincero e le afferra la mano) Oh, non andartene, Muriel! Te ne prego! Ma non volevo mica dir questo, te lo giuro. Se tu sapessi quanto ho sofferto quando ho ricevuto quella tua prima lettera e come mi ha fatto infinitamente felice stamattina la tua seconda lettera che mi ha dato Mildred.

Muriel - (sollevata, ma capisce che adesso ha il sopravvento) Non ti credo.

Riccardo - Domandalo a Mildred, com'ero felice. Lei te lo pu dire.

Muriel - Lei capace di dirmi tutto quello che tu le suggerisci, ma di quello che lei pu dirmi non me ne importa niente. Sei tu, tu, che devi giurarmi...

Riccardo - Te lo giuro!

Muriel - (con modestia) Allora va bene. Ti credo.

Riccardo - (fissandola in volto e con sincera adorazione nella voce) Come sei bella stasera, Muriel! Mi sembra un secolo dall'ultima volta che ci siamo visti! Se tu sapessi quanto ho sofferto!

Muriel - Ma anch'io.

Riccardo - (incapace di resistere alla sua posa letteraria e tragica) Avevo la disperazione nell'animo... (Recita drammaticamente) Qualcosa era morto in ognuno di noi E quel 'ch'era morto era la speranza! . (Poi con sincerit fanciullesca) Proprio cos! Era morta la mia speranza di felicit! Perbacco, Muriel, com' bello l'esser di nuovo assieme! (Timidamente le circonda la vita col braccio)

Muriel - (timidamente) Sono felice, se ti fa piacere. Fa tanto piacere anche a me.

Riccardo - Non vuoi lasciare che ti dia un bacio? Per piacere! (China il suo volto verso quello di lei),

Muriel - (chinando il capo dall'altra parte, timidamente)

- No. Non devi. No...

Riccardo - Ma perch non devo?

IMuriel - Perch... ho paura.

Riccardo - (vinto, ritira il braccio, e parla un po' stizzito) Naturalmente... non ti ho mai sentito dire altro! Hai sempre paura di tutto! Ma non mi lascerai mai baciarti?

Muriel - Certo... una volta o l'altra.

Riccardo - Ma quando?

Muriel - Presto, forse.

Riccardo - Allora, stasera?

Muriel - (ritrosa) Vedremo.

Riccardo - Me lo prometti?

Muriel - Te lo prometto... forse.

Riccardo - Benissimo. Ricordati che l'hai promesso. (Con blandizia) Ma perch stiamo qui? Vieni a sedere sulla barca.

Muriel - (esitante) E' tanto chiaro l.

Riccardo - Nessuno vedr. Lo sai che non c' mai nessuno da queste parti, la sera.

Muriel - (illogicamente) Lo so. E appunto per questo ho pensato che fosse il posto pi adatto. Per potrebbe esserci qualcuno.

Riccardo - (afferrandole la mano e trascinandola dolcemente) Non c' anima viva. (Muriel fa qualche passo fuori dell'ombra e si guarda attorno impaurita, mentre Riccardo insiste) Diamine, a che cosa serve allora la luna, se non la puoi nemmeno vedere!

Muriel - Ma soltanto la luna nuova. Non ce n' molto da vedere.

Riccardo - Ma io voglio veder te. E qui nell'ombra non ci riesco. Io voglio... voglio inghiottire tutta la tua bellezza...

Muriel - (a questo non pu resistere) E allora, va bene. Ma guarda che posso stare solo pochi minuti. (Si lascia condurre da lui verso la poppa della barca).

Riccardo - (implorando) Oh, ma non vuoi rimanere un po' con me? Te ne prego! (Egli laiuta a entrare nella barca e Muriel si siede sul sedile di poppa diagonalmente verso la ribalta sinistra.

Muriel - Giusto un momento. (Egli si siede presso di lei) Perch devo tornare presto a casa e mettermi a letto e far finta di dormire prima delle dieci. Perch a quell'ora che babbo e mamma vanno a letto, e la mamma non manca mai di dare un'occhiata in camera mia.

Riccardo - Oh, ma hai un mucchio di tempo.

Muriel - (vibrante) Dick, tu non hai idea che cosa ho dovuto fare per venire qui stasera! Per era divertente! Tu sai che pap mi ha punito obbligandomi tutte le sere ad andare a letto alle otto in punto. E io ho dovuto svestirmi completamente e mettermi a letto, perch alle otto e mezzo manda su la mamma per accertare se ho obbedito: e lei venuta e io ho fatto finta di dormire, e lei se n' tornata gi, e io mi sono alzata e vestita con tanta fretta... mi figuro come devo essere brutta.

Riccardo - Ma nemmeno per ombra! Sei una bellezza!

Muriel - E allora zitta zitta sono scesa dalla scala di servizio, e la scala scricchiolava e io avevo tanta paura che mi sentivo il cuore in gola. E poi ho filato fuori dal cortiletto di dietro, tenendomi allo scuro sotto gli alberi e... ma sono contenta di averlo fatto! Tu non ti rendi nemmeno conto come mi hanno punito per causa tua. Pap stato cos duro, cos cattivo che quasi sentivo di volergli male!

Riccardo - E tu non ti rendi conto di quello che io ho passato per te... e di quello che mi aspetta... per essere scappato fuori. (Poi oscuramente) E per quello che ho fatto ieri sera... quello che mi ha fatto fare la tua prima lettera!

Muriel - (resta terribilmente curiosa dal suo tono) E che cosa ti ha fatto fare la mia lettera?

Riccardo - (cominciando a gloriarsi) E' una storia troppo lunga... quello che passato passato. (Poi con sincerit) Il guaio che non tutto passato, te lo dica io! Quello che vado a prendere quando pap mi acchiappa!

Muriel - Raccontami, Dick. Comincia dal principio e dimmi tutto!

Riccardo - (tragicamente) Ecco qui: dopo che tuo padre se n' andato pap me ne ha dette di tutti i colori. E come se non bastasse, per torturarmi di pi, mi ha consegnata la tua lettera. Dopo che l'ebbi letta mi sembrava che fosse meglio morire. La vita mi appariva come una tragica farsa.

Muriel - Mi dispiace proprio, Dick, te lo giuro! Ma tu lavresti dovuto capire che io non ti avrei mai scritto di quelle cose, a meno che...

Riccardo - Io ho creduto che il tuo amore per me fosse finito. Avevo voglia di morire. Mi misi a pensare alla morte. E finalmente decisi di ammazzarmi.

Muriel - (vibrante) Dick! Non vero!

Riccardo - Sicuro! E pensavo: quando sono morto lei si pentir di avermi rovinato la vita! Ma il suicidio il gesto del vigliacco. Ecco quello che mi ha fermato. (Poi con un aspro mutamento di tono) E ad ogni modo, mi son detto, lei non merita questo sacrificio.

Muriel - (indispettita) Bella cosa da dirmi!

Riccardo - Siamo giusti: se tu scrivevi sinceramente, quello che c'era nella lettera, ti pare davvero che tu meritassi che uno si ammazzasse per te?

Muriel - Ma io ti ho detto che stato pap...

Riccardo - E allora io ho concluso: facciamola finita con le donne: perch sono tutte uguali!

Muriel - Ma io no!

Riccardo - Meglio dimenticarla e darmi al vizio e annegare i miei dolori! Tu sai che avevo messo da parte undici dollari per comprarti qualche cosa per il tuo compleanno: ma ho pensato, ormai lei morta per me, dunque, perch non potrei spenderli per vendicarmi? (Poi in fretta) Ma ne sono rimasti quasi cinque e posso ancora comprarti qualche cosa di bello.

Muriel - (vibrante) Cosa vuoi che me ne importi dei tuoi regali? Dimmi che cosa hai fatto!

Riccardo - (misteriosamente) Quando fu notte me la svignai di casa e me ne andai all'albergo della Bella Spiaggia.

Muriel - Sei andato l? (Scandalizzata) Ma un . posto orribile! Pap dice sempre che la polizia lo dovrebbe far chiudere.

Riccardo - (misteriosamente) E una brutta casa. E mi fecero entrare in una stanza segreta, dietro il bar. C'era; un mio amico che aveva portato on se due ballerine, e stavano tutti bevendo dello champagne.

Muriel - (inquieta per l'apparizione delle due ballerine) Dick! Spero che tu...

Riccardo - (non curante) Io mi presi un cocktail e poi mi accorsi che una delle ragazze mi stava guardando. Aveva degli occhi strani. (Poi insistendo sadicamente) Si chiamava Bella. E aveva dei capelli biondi,

Muriel - Scommetto che era tinta!

Riccardo - Non faceva che fumare una sigaretta dopo l'altra.

Muriel - E dopo... cos' successo?

Riccardo - (con noncuranza) Oh, abbiamo continuato a bere dello champagne e poi mi presi a pugni col barista e lo stesi a terra. Ormai lui era troppo ubriaco.

Muriel - E tu non eri ubriaco?

Riccardo - In quel momento soltanto un pochino, Ma dopo, s. (Con fierezza) Avresti dovuto vedermi quando sono arrivato a casa! Stavo per avere un attacco di delirium tremens !

Muriel - E meglio che non ti abbia visto! Non doveva essere un bel guardare. (Affascinata) E cosa poi successo con quella Bella... s... prima che tu tornassi a casa?

Riccardo - Venne a sedersi sulle mie ginocchia e mi baci.

Muriel - (sostenuta) Oh!... E tu l'hai baciata?

Riccardo - No. Io no.

Muriel - (disperata) S, che l'hai baciata! Tu menti e lo sai! Tu l'hai baciata! (Poi quasi piangendo) E dire che mentre facevi queste belle cose io me ne stavo a letto cogli occhi aperti, incapace di dormire chiedendomi come avrei potuto fare per rivederti, e piangendo disperatamente, mentre tu!... (Balza improvvisamente in piedi piangente e furiosa) Ti odio! Vorrei che tu fossi morto! Torno subito a casa! E non voglio vederti mai pi! E questa volta proprio sul serio! (Cerca di saltare fuori dalla barca ma egli la trattiene. Ormai tutta la sua posa l'ha abbandonato e non pi che un ragazzo impaurito e contrito).

Riccardo - ( implorando) Muriel! Aspetta! Ascolta!

Muriel - Non voglio sentir niente! Lasciami andare!; Se non mi lasci ti mordo la mano!

Riccardo - No, che non ti voglio lasciar andare! Devi lasciarmi spiegare! Io non ho mai!... Ahi! (Perch Muriel gli ha morso la mano e gli fa male cosicch egli lascia andare istintivamente la presa e Muriel salta fuori dalla barca e si avvia di corsa verso il sentiero. Riccardo le grida dietro con disperazione) E va bene! Va pure, se vuoi andartene - se non hai nemmeno il coraggio che io ti spieghi! Ti odio, ti odio! E andr a trovare Bella!

Muriel - (vedendo che egli non la segue si ferma, poi con sfida) Ah, s? E vai pure a trovarla... se quello il genere di ragazza che fa per te! A me cosa me ne importa? (Poi siccome Riccardo fissa il vuoto dinanzi a s, sedendo umiliato a poppa della barca, patetica figura di dolore offeso) Tu non puoi spiegar nulla! Cosa vuoi spiegare? ,Hai confessato idi averla baciata!

Riccardo - Non vero. Ho detto soltanto che lei ha baciato me.

Muriel - (sprezzante, ma tornando indietro un passo verso di lui) Gi e tu sei rimasto a sedere a lasciarti baciare!

Riccardo - Non la potevo soffrire. Non era nemmeno carina! E poi ho avuto una discussione con lei prima di andarmene, perch lei s'era permessa di fare l'insolente. Perch le avevo detto che io ti amavo e che non avrei potuto amare nessun'altra e che quindi mi lasciasse stare tranquillo.

Muriel - Ma un momento fa hai detto che volevi tornare a vederla...

Riccardo - L'ho detto apposta per punirti. (Con fervore) Te lo giuro, Muriel, non avrei potuto. Io amo te!

.Muriel - Quand' cos, allora... io ti amo ancora.

Riccardo - E allora torna sulla barca!

Muriel - (ritrosa) Si fa tardi e io devo andar via presto. (Riccardo le porge un braccio attorno alla vita: essa si stringe a lui) Mi dispiace... di averti fatto male alla mano.

Riccardo - Non stato niente. Anzi mi ha fatto pia cere... persino di essere morso.

Muriel - (impulsivamente gli prende la mano e la bacia) Ecco fatto. Ora guarito. (E confusa della propria audacia),

Riccardo - No, non dovresti... sciupare un bacio... sulla mia mano, (Poi tremando) Avevi detto... che mi avresti baciato.

Muriel - Ho detto, forse.

Riccardo - Te ne prego, Muriel. Lo sai... ne ho tanta voglia!

Muriel - Credi che allora canceller... i baci di quella l, E che te la far dimenticare... per sempre?

Riccardo - Puoi esserne sicura! Io non mi ricorder altro che idei tuo bacio... e non desiderer altro che .quello... sempre.

Muriel - (timidamente sollevando le proprie labbra) E allora... fa pure... Dick. (Egli la bacia tremante e per un momento le loro labbra rimangono unite, poi ella lascia cadere la testa sulla sua spalla e sospira soavemente) E' bella la luna, non vero?

Riccardo - (baciandole i capelli) Ma tu sei tanto pi bella! Non c' niente di pi bello! (Poi dopo una pausa) Ci pensi come sar stupendo quando saremo sposati?

Muriel - S... ma dovremo aspettare tanto.

Riccardo - Chiss, forse non occorre che vada all'universit. Pu darsi che pap mi dia un impiego lui. E allora potrei guadagnare abbastanza da...

Muriel - E' meglio che tu faccia quello che tuo pap giudica preferibile... e poi anche a me piacerebbe che tu andassi all'universit. (Carezzandogli la faccia) Povero Riccardo! Credi che ti punir molto severamente?

Riccardo - (con fervore) Non so e non me ne importa niente! So soltanto che nulla poteva trattenermi da venire a parlarti stasera! Tu tieni stretto tra le tue mani il mio destino! Tu sei il mio amore, il cuore della mia vita e mi sei pi cara della mia propria anima e ti adoro pi di Dio!

Muriel - (scandalizzata e felice) Ssst! E' peccato ire codeste cose.

Riccardo - (con adorazione) Dio come ti amo! Dio come ti amo... tesoro!

Muriel - Anch'io ti amo... amore! (Si baciano. Poi lei lascia di nuovo riposare il proprio capo sulla spalla di lui, poi entrambi restano seduti in estasi fissando la luna. Dopo una pausa come in sogno) Dove andremo a fare il nostro viaggio di nozze? Alle cascate del Niagara?

Riccardo - (con sprezzo) Dove vanno tutti gli scemi? No di sicuro! (Con appassionato romanticismo) No, andremo in qualche meraviglioso luogo lontano! (Invoca Kipling in suo aiuto) Andremo verso il gran sentiero... il sentiero che sempre nuovo... sulla strada di Mandalay! E vedremo sorgere l'alba fuor dall'Oriente di Cina!

Muriel - (incerta, ma felice) Sar bello!... proprio bello!, non vero? (Cala il sipario).

QUADRO SECONDO

(Il salotto della casa dei Miller. Sono circa le dieci della stessa sera. Miller seduto nella sua poltrona a sinistra della tavola. E sua moglie in quella di destra. Attraverso la porta a griglia di destra, si scorge la luna che disegna ombre per terra. Soltanto la lampada col paralume verde accesa: ed alla sua luce che Miller, cogli occhiali sul naso, sta leggendo un libro, mentre sua moglie, col cestino da lavoro in grembo, lavora ad un ricamo. Il volto della signora Miller ha una espressione di tranquilla soddisfazione. Anche la faccia di Miller ha perduto Varia preoccupata dell'atto precedente, sebbene egli sia ancora preoccupato per certi dubbi, quando ci pensa. Sulla tavola sono accatastati parecchi libri: quelli che sono stati sequestrati a Riccardo).

Miller - (sorride a qualche cosa che sta leggendo, poi chiude il libro e lo posa sulla tavola. La signora Miller alza gli occhi dal lavoro) Questo Bernard Shaw proprio comico, anche se le sue idee sono cos pazze.

La Signora Miller - (scherzando sorridente) Vedo proprio che anche tu, per, ti fai corrompere da quei libri. Son proprio contenta che Mildred mi abbia detto dove sia andato Riccardo.

Miller - (aggrottando un p le ciglia) Il fatto che noi conosciamo che stasera non fa niente di male, non vuol mica dire che sia cancellato quello che ha fatto ieri sera. Deve ancora avere la sua punizione per quello. La disciplina. Nella famiglia bisogna rispettare la disciplina. Non voglio che lui creda che a capo della famiglia ci sia un fantoccio. Gli dir che non lo posso mandare all'universit, visto che non mi posso fidare della sua seriet.

La Signora Miller - (immediatamente si rivolta) Non mandarlo all'universit? E perch? Tutta la gente che ha la tua posizione manda i figliuoli all'universit!

Miller - Se non mi lasci finire quello che dovevo dire! La mia idea era di dirgli che non lo posso lasciare andare all'universit... ma come una minaccia... ma poi dopo muter l'idea se lui si porta bene. (Dopo una pausa) E dove hai detto che sono andati Sid e Lily?

La Signora Miller - Sono andati alla spiaggia a sentire la banda. Si sono rappacificati!

Miller - Arturo andato a trovare Elsie Rand, scommetto!

La Signora Miller - Si capisce.

Miller - E dov' Mildred?

La Signora Miller - E' di sopra che scrive all'ultimo flirt. Ho dimenticato persino chi . Non riesco a ricordarmeli tutti. (Sorride).

Miller - (sorridendo) Cos tutta la famiglia a posto! A giudicare da tutte queste informazioni, bisogna concludere che noi viviamo in una atmosfera d'amore!

La Signora Miller - Dopo tutto noi abbiamo avuto la nostra parte, non ti pare? Non bisogna dunque privarne i nostri ragazzi.

Miller - (con un ghigno) Sai chi ho incontrato oggi per strada? Il padre di Murici! L'ho trovato docile come un agnellino. Mha detto che aveva accertato meglio le cose e ha trovato che io avevo ragione. E' stata proprio una buona giornata, Rita... (Dalla porta di fondo a destra si sente giungere il rumore della porta d'ingresso aperta e chiusa. La signora Miller guarda alzando gli occhiali dal naso).

La Signora Miller - (sottovoce) E Riccardo.

Miller - (adotta immediatamente un'espressione di gravit raschiandosi la gola) Ehm! (Si toglie gli occhiali, li rimette nell'astuccio e si alza un poco sulla poltrona. Riccardo entra lentamente dalla porta di fondo a sinistra. Cammina come in sogno, cogli occhi scintillanti di felicit e lo spirito ancora cos esaltato da dimenticare che minacciato di punizione. Porta il cappello di paglia in mano).

Riccardo - (come uno spirito che si rivolge a dei colleghi spettri) Buona sera.

La Signora Miller - (fissandolo un po preoccupata) Buona sera, Riccardo.

Miller - (capisce il suo stato d'animo) Buonasera, ragazzo. (Riccardo passa dietro la madre e giunge all'angolo estremo di sinistra verso la ribalta dove la luce pi sommessa e si siede sul sof, cogli occhi fissi nel vuoto e il cappello in mano).

La Signora Miller - (con un sospetto di paura) Santo cielo! Come sembra strano!

Miller - (con un sorriso rassicurante) Questa volta non alcool! E' amore.

La Signora Miller - (rassicurata solo a met, secca) Riccardo! Che cos'hai? Non dimenticare che il babbo stato ad aspettare tutto questo tempo perch deve parlarti molto severamente! (Volgendosi a Miller) Non essere troppo severo! (Si avvia alla porta di fondo a sinistra) Chiamami se hai bisogno di me! (Ella esce. Ric cardo ora ha l'aspetto del colpevole che aspetta la sentenza e cerca di leggere l'espressione del volto paterno con degli sguardi di sfuggita).

Miller - (con naturalezza, indicando la poltrona della moglie) Siediti, Riccardo, e non guardarmi cos impaurito. Nonostante le sciocchezze che hai fatto ieri sera, io continuo a credere che tu non sei sciocco. Ecco perch sono certo che tutto quello 'che potrei dirti te lo sei gi detto da te.

Riccardo - (umilmente col capo curvo) Lo so che sono stato un gran grullo.

Miller - (giudicando utile di insistere su questo punto, con aria di disgusto) Un grullo disgustoso!... Mi domando cosa avrebbe pensato Muriel di te, se ti avesse visto ieri sera, com'eri e come agivi.

Riccardo - (rabbrividendo) Lo so, pap.

Miller - (dopo una pausa, calmo) Benissimo, e allora questo liquida la faccenda del bere. (Fissa Riccardo acutamente, poi parla secco) Ma c' un'altra cosa che molto pi seria. Quella sgualdrina colla quale hai avuto a che fare ieri sera all'albergo della Bella Spiaggia! So tutto! Ecco qui il biglietto che ha lasciato a un usciere dell'Ufficio .del Giornale, stamattina. (Estrae dalla tasca una lettera e legge) Vostro figlio si ubriacalo la scorsa notte all'albergo della Bella Spiaggia. Il barista sapeva benissimo che era minorenne, ma questo non gli ha impedito di dargli tutto quello che ha chiesto. Lui si credeva fosse un bello scherzo di farlo ubriacare. Se aveste un po' di fegato, dovreste fargliela pagare a quel bastardo di un barista! .

Riccardo - Ma per io nella camera di sopra non ci sono andato. Te lo giuro pap, io non l'ho fatto!

Miller - Ma com' che ti sei trovato con quella donna? Dimmelo un po'.

Riccardo - Questo non te lo posso dire, pap. Dovrei fare la spia a qualcuno, e sono certo che tu non vuoi che faccia questo.

Miller - (un po' sorpreso) No. Questo no. Ehm... va bene: ti credo: e anche questo liquidato. (Poi dopo un rapido sguardo quasi furtivo a Riccardo si fa coraggio per il discorso che deve tenere e lo comincia con una faccia un po' vergognosa e una solennit esagerata) Riccardo, tu sei arrivato ad una et nella quale quando... S, insomma adesso sei un uomo completamente sviluppato in un certo senso, e perci naturale che tu abbia certi desideri che riguardano l'altro sesso...; certi sentimenti naturali... che domandano di essere soddisfatti... e che tu vorrai soddisfare... Eh... ecco, dato che la societ umana organizzata cos, non c' che un solo mezzo a tale scopo... Ci sono delle donne... una certa classe di donne... ci sono sempre state e ci saranno sempre finche la natura umana quella che ... Ma questo non vuol mica dire che tu debba frequentarle o conoscerle! Anzi, se tu puoi stare distante da loro, tanto meglio... ma se come ho da dire...? ehm... Vedi, Riccardo: quelle donne alle volte sono dei sepolcri imbiancati; voglio dire che tu potresti avere tutta la tua vita, tutta la tua salute rovinata se... (Improvvisamente non riesce pi andare avanti e conclude disperatamente) Oh, insomma, sono certo che voi ragazzi parlate di queste cose fra di voi e probabilmente ne sapete pi di quello che ne so io. Perch io confesso che non ho molta esperienza in materia. Io non ho mai avuto niente a che fare con simili donne, e ti giuro che sarebbe meglio anche per te se tu facessi altrettanto!

Riccardo - (con un senso di indignazione nella voce) Pap, non capisco come tu abbia potuto credere che io avrei potuto... adesso specialmente... quando tu sai che amo Muriel e che ho intenzione di sposarla. Preferirei morire piuttosto...

Miller - (con gran sollievo, entusiasticamente) Bravo, cos che si parla! Son fiero di te quando parli a quel modo! (Poi in fretta) E quand' cos, mi pare che ci giamo detto tutto, vero?

Riccardo - (dopo una pausa) Che punizione mi dai, pap?

Miller - Ah, gi! Decido di non mandarti all'universit...

Riccardo - (con fervore) Non vado all'universit? Bene! Murici credeva che tu mi ci volessi mandare. Io invece le spiegavo che avrei preferito che tu mi dessi un posto nel giornale perch allora ci si sarebbe potuto sposare prima. (Poi con un sorriso fanciullesco) Povero pap, ti andata male: perch quella non una punizione: bisogna che tu me ne trovi una pi seria.

Miller - (seriamente, ma nascondendo un sorriso) E allora tu andrai all'universit e ci starai fino alla laurea, ecco la mia risposta! Muriel ha molto pi buon senso di te! (Riccardo accetta la cosa filosoficamente) E adesso che abbiamo finito, chiama la mamma.

Riccardo - (apre la porta a griglia e chiama) Mamma ! (Un istante dopo la signora Miller entra, d unocchiata ai due e immediatamente si rende conto che tutto va bene e con tatto si astiene dal fare domande).

La Signora Miller - Che bella notte! La luna scende, quasi tramonta. (La signora Miller siede nella sua poltrona e sospira soddisfatta. Riccardo rimane presso la porta fissando la luna che gli illumina il volto).

Miller - (accennando col capo a Riccardo, strizzando rocchio alla moglie) Sicuro: non mi ricordo mai di aver visto una pi bella notte... con una luna pi meravigliosa. E tu, Riccardo?

Riccardo - (volgendosi a loro, entusiasticamente) Neppur io! Era proprio meraviglioso... gi alla spiaggia... (Si ferma improvvisamente sorridendo timido).

Miller - (guardando il figlio, dopo una pausa) Mi ricordo altre notti cos belle come questa... ma sono passati molti anni: quando tua mamma ed io eravamo giovani e decidemmo di sposarci.

Riccardo - (lo fissa stupefatto un istante, poi guarda prima il padre e poi la madre; poi di nuovo il primo, un po' curiosamente come se non li avesse mai visti prima. Poi sembra quasi disgustato e inghiottisce come se avesse sentito in bocca un gusto acido e finalmente il suo volto trasformato da un sorriso di timida comprensione e simpatia. Parla timidamente) Sicuro... e scommetto che anche quelle devono essere state notti meravigliose. Quasi quasi uno dimentica che la luna era la stessa anche allora...

Miller - (con voce emozionata) Hai ragione, Riccardo. (Si alza e si soffia il naso).

La Signora Miller - (con tenerezza) Sei un caro ragazzo, Riccardo! (Riccardo appare terribilmente vergognoso e imbarazzato, ma il padre viene in suo aiuto).

Miller - Stasera meglio che tu vada a letto presto, non vero, ragazzo? t

Riccardo - Non mi riuscirebbe di prender sonno. Non potrei invece uscire un momento fuori, finch non cala la luna?

Miller - Certo. Tuttavia meglio darsi adesso la buona notte. Non so di tua madre, ma quanto a me vado a letto difilato. Sono stanco morto.

La Signora Miller - Anch'io!

Riccardo - (le si avvicina e la bacia) Buona notte, mamma.

La Signora Miller - Buona notte. E non restare alzato troppo tempo.

Riccardo - (va dal padre e resta imbarazzato di fronte a lui) Buona notte, pap.

Miller - (pone il braccio attorno alla schiena di Riccardo e se lo stringe) Buona notte, Riccardo. (Riccardo si volge impulsivamente e lo bacia. Poi esce in fretta dalla porta a griglia. Miller fissa la porta, poi dice emozionato) E la prima volta che m'ha baciato; dopo tanti anni. Non credo che serva a nulla baciarsi tra padre e figli, dopo una certa et... ma questo bacio era diverso, aveva un significato. Sono certo che qualunque cosa la vita gli riserbi, egli sapr farci fronte. (Sospira con soddisfazione e lasciandosi cadere sulla poltrona, comincia a slacciarsi le scarpe) Ahi!, ho i piedi che mi fanno un male!

La Signora Miller - (ridendo) Scioccone, ma perch fai tutta questa fatica ora, se hai stabilito di andartene subito a letto?

Miller - (come se non ci avesse pensato prima, si ferma) Hai ragione.

La Signora Miller - (posa la mano sull'interruttore della lampada) Spengo la luce. Sei pronto?

Miller - Sicuro. Spegnila pure. (La signora Miller spegne. Nella oscurit che ne segue si scorge la luna che entra dalla griglia della porta del salotto. Si fermano un istante guardando fuori. Miller cinge con un braccio la moglie e dice a voce bassa) Eccolo l, il nostro Riccardo: pare la statua del sogno d'amore. (Poi sospira e parla con melanconica nostalgia). Come dice il poeta?

L'adolescenza chiudesi

Con la fiamma amorosa

Come la primavera

si chiude con la rosa!

(Poi abbandonando la melanconia, con un sorriso tenero alla moglie) Eppure la primavera non tutto, vero Rita? Anche l'autunno ha la sua bellezza. E ce l'ha anche l'inverno. Se si in due e ci si vuol bene!

La Signora Miller - (con semplicit) Hai ragione, Nat! (Lo bacia e poi si avviano fuori della luce lunare, nelloscurit del salotto in fondo a destra).

FINE

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