L’ippocampo

LIPPOCAMPO

Commedia in tre atti

Di SERGIO PUGLIESE

PERSONAGGI

PIO

CAMILLO

DONATA

FRANCESCA

ELENA

SABINA

LUISA

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

La stanza di soggiorno nella casa di campagna di Pio e di Donata. Sul fondo ampia vetrata spalancata. Oltre la vetrata il giardino. A destra la sala da pranzo; a sinistra la scala che conduce alle camere da letto. In primo piano, a destra, un pianoforte a coda. Un confortevole buon gusto, un arredamento moderno e molto ordinato indicano che la casa abitata da gente giovane, quieta e precisa, che amministra la vita con metodo e facile saggezza, senza gravi preoccupazioni. Tali infatti sono i padroni di casa: Pio e Donata.

(All'alzarsi del sipario, la scena vuota. Da destra entra subito Pio. Cerca delle sigarette in un astuccio su di un tavolino. Dalla sala da pranzo giunge la voce di Donata che chiama: Pio! Pio!).

Pio - (ha trovato le sigarette, ne accende una) Eccomi!

Voce di Donata - Che cosa fai?

Pio - Cerco le sigarette. (Si siede comodamente su di una poltrona).

Voce impaziente di Donata - Ma Pio! (Pio non risponde,' dopo un istante entra Donata) .

Donata - Insomma, Pio, che modo di fare codesto? Prima che finisca la colazione lasci la tavola, i nostri amici?...

Pio - (tranquillo) Cara, la colazione finita.

Donata - Dovevi aspettare che mi alzassi io!

Pio - Non ne potevo pi! Che colazione, mio Dio! Francesca e Camillo non hanno fatto che litigare.

Donata - Povera Francesca! Ha tanti dispiaceri! Camillo incorreggibile.

Pio - Li avevi invitati per festeggiare la riconciliazione, eh? indubbiamente un successo la tua colazione! Peccato per! I tuoi tordi meritavano pi riguardi. Rifammeli domani.

Donata - S, caro. (Lo accarezza).

Pio - Io non saprei proprio vivere come quei due!

Donata - (con affettuosa condiscendenza) Lo so, caro.

Pio - Mi hai comprato la nuova carta da musica color paglia?

Donata - S, sul piano.

Pio - Questa sera finisco il valzer.

Donata - Bravo! E ora andiamo di l, in fretta. imperdonabile, li abbiamo lasciati soli.

Pio - l'unica cosa educata che potessimo fare!

Donata - Ma che dici?

Pio - Apprezzeranno molto la nostra delicatezza.

Donata - Io vado.

Pio - (trattenendola) Niente affatto! Bisogna lasciarli sfogare. (Dalla sala da pranzo giunge uno scoppio di voci).

Voce di Francesca - Non gridare! Non gridare!

Pio - Io voglio molto bene a Camillo, un amico ed l'editore della mia musica...

Donata - Francesca tanto simpatica...

Pio - Per, eh, bisogna ammettere, sono un po' turbolenti. (Rassegnato) Stando con loro s'impara almenoad apprezzare la nostra tranquillit. Mi vuoi bene, Donata?

Donata - Neanche un po', caro.

Pio - Naturalmente qualche piccola contrariet l'abbiamo anche noi! (Ingenuo) A che ora arriva oggi la tua mamma?

Donata - (con rimprovero) Pio! Vorresti dire che il soggiorno della mamma, qui da noi, non ti fa piacere?

Pio - (fintamente scandalizzato) Oh, Donata, come puoi immaginare una simile cosa? Sono in ansia. Non vedo l'ora che arrivi. (Preoccupato) A che ora?

Donata - (sorridendo) In fondo, voi due vi accapigliate un po', cos, per spirito di corpo, ma vi volete un ben dell'anima...

Pio - (non troppo convinto) Sicuro, sicuro... A che ora?

Donata - Ma che cosa?

Pio - ...arriva tua madre.

Donata - Ha detto nelle prime ore del pomeriggio. Tra poco sar qui.

Pio - Con che mezzo?

Donata - Ha preso a nolo una carrozza.

Pio - (con circospezione) Se avessero proibito la circolazione delle carrozze...

Donata - Pio!

Pio - Volevo dire... se avessero proibito la circolazione delle carrozze, sarebbe venuta a piedi, povera donna. Ci vuole tanto bene.!

(In sala da pranzo il litigio scoppia di nuovo violento).

Voce di Francesca - Ti ho visto, ti ho visto con i miei occhi...

Voce di Camillo - Sei una visionaria!

Voce di Francesca - Conserva un po' di dignit... per te stesso, almeno...

Pio - (sereno) Non hanno ancora finito.

Donata - Povera Francesca...

Pu - A Camillo farebbe bene una certa dimestichezza con tua madre. Lo calmerebbe - (Ammirato) una donna che ha tante risorse.

(Le voci continuano a giungere sempre pi irate).

Pio - Disturbiamo anche qui. Parlano troppo forte.

Donata - Sar meglio sloggiare, andiamo in giardino.

Pio - Ecco! - (S'incamminano verso il fondo, stanno per uscire, quando, dalla sala da pranzo, irrompe Camillo.

Camillo - (volgendosi ancora verso la sala da pranzo, inferocito) Visionaria, visionaria... (A Pio e Donata, severo) Dove andate?

Pio - Si usciva...

Camillo - Dovete scusarci...

Donata - Figuratevi, Camillo...

Camillo - Come pranzo di riconciliazione, non troppo riuscito, eh?

Pio - Forse un po' prematuro... Era meglio farlo gioved!

Donata - Vado di l, da Francesca. (Esce a destra).

Camillo - (sedendosi) Mi spiace per voi...

Pio - Nulla, nulla, caro! (Una lunga pausa imbarazzata) Vorresti, per caso, sentire il mio valzer, quasi finito...

Camillo - (distratto) Ti riuscito?

Pio - S, s... sono contento. Quando fai conto di lanciarlo?

Camillo - Subito, subito!

Pio - Ma no, Camillo! L'hai detto tu, bisogna lasciar sfogar l'altro mio valzer, quello delle Sirene , che hai stampato dieci giorni or sono. Un bel successo, eh?

Camillo - S... non c' male.

Pio - Hai fatto il contratto con la Radio?

Camillo - No.

Pio - Ieri mi hai detto di s.

Camillo - Ah, allora s. E se lo sai, perch me lo chiedi? (Ha continuato a lanciare verso destra occhiate irose. Si alza di scatto, digendosi verso la sala da pranzo. Evidentemente gli balenato un nuovo argomento polemico, vorrebbe approfittarne).

Pio - (lo afferra per la giacca) Non vuoi sentire il valzer?

Camillo - (risedendosi) Lo credi proprio necessario?

Pio - (dirigendosi al pianoforte, persuasivo). meglio. (Da destra entrano Francesca e Donata).

Donata - Faccio servire i liquori qui. Ho sempre quella vecchia acquavite, Camillo. Ne vorreste due dita?

Camillo - Volentieri.

Donata - E tu, Francesca?

Francesca - Grazie. (Accennando a Camillo). Spero che vi avr chiesto delle scuse...

Donata - Certo, certo... (Ha aperto uno stipo, mesce dei liquori).

Camillo - Io?

Francesca - Io forse? Donata capisce, vero?

Donata - Ma s, Francesca. Non parliamone pi.

Francesca - Non chiedevo che di trascorrere un'ora di pace con voi.

Camillo - E che posso farci se soffri d'allucinazioni?

Francesca - (amara) Allucinazioni?

Camillo - Si cacciata in testa che io faccia la corte a quella vedova, che sta nella villa qui accanto...

Pio - Sappiamo, sappiamo...

Camillo - (aggressivo) Che cosa sapete?

Pio - L'argomento della discussione. quindici giorni che non fate altro...

Camillo - una mania, la sua!

Francesca - (fremendo) Non farmi parlare, Camillo !

Pio - (chiude precipitosamente il pianoforte, si alza, prende sottobraccio Camillo, lo porta verso il giardino) Vieni, andiamo a fare una bella passeggiata. Il mio valzer te lo fischio. Senti, il motivo questo... (Esce con Camillo, fischiando le prime note del valzer).

Francesca - Ah, Donata, sapessi com' stancante dover difendere cos, con le unghie e coi denti, la fedelt del proprio marito!

Donata - Sei proprio convinta che Camillo abbia un debole per la nostra vicina?

Francesca - Eh, altroch! quindici giorni che le ronza intorno, da quando siamo venuti in campagna. Credi, non lo posso abbandonare un momento. Devo fargli una scenata tutti i giorni, tenerlo a briglia corta, se no mi scappa... Lo vedi, com'! Non cattivo, ma uno stupidone. Se fa tanto di conoscere una donnina qualsiasi, incomincia ad agitarsi, cambia cravatta tre volte al giorno, ordina dei vestiti nuovi, mi fa dei regali...

Donata - Li fa a te i regali? Meno male!

Francesca - S, il suo modo, per metter la coscienza in pace. Ah, cara Donata, quante ne ho passate! Tu non puoi nemmeno immaginarlo!

Donata - Povera Francesca, ti capisco...

Francesca - Tu sei l'unica donna che non pu capirmi! Sei una privilegiata. Un marito come il tuo! D la verit, tu non sai neppure che cos' la gelosia, eh? Neanche una sfumatura, un'ombra, in dieci anni di matrimonio?

Donata - (ridendo) Ti confesso di no. impossibile esser gelosa di Pio!

Francesca - Straordinario! Eppure un uomo seducente, molto pi bello di quel gnoccolone di Camillo, simpatico...

Donata - Ti prego di credere che le occasioni non gli sono mancate... Parecchie care amiche hanno provato, ma lui le disarma tutte, con il suo candore... Non se ne accorge nemmeno. Capirai, ora dormo tra due guanciali.

Francesca - Quale pu essere il vostro segreto?

Donata - Prima di tutto ci vogliamo bene...

Francesca - Si, ma sovente non basta... Anche Camillo, a suo modo, mi molto affezionato. (Colta da un sospetto) Ma forse, voi, dopo dieci anni di matrimonio, siete riusciti a conservare una... intimit coniugale, s, dico, una specie di luna di miele prolungata? (Indagando) Sempre lo stesso?...

Donata - Ti ho detto, ci vogliamo bene, ma, in dieci anni di sonni matrimoniali, naturalmente molte cose si placano... prendono il giusto ritmo...

Francesca - (pi tranquilla) Volevo ben dire!

Donata - ...pur conservando gran parte della loro piacevolezza.

Francesca - Ma allora quasi come da noi! s... s... anche noi... Ma perch Pio ti fedele, e Camillo no?

Donata - Dipende soprattutto dal temperamento di Pio. Vedi, mi sono convinta che si nasce fedeli, cos come si nasce col naso diritto, col naso storto o con un neo sulla guancia. Pio nato fedele.

Francesca - Sei fortunata!

Donata - La fedelt alla sua donna, alla sua casa, alle sue abitudini, per lui una specie di abito mentale, di seconda natura, senza i quali non saprebbe vivere...

Francesca - Un uomo unico!

Donata - Lui ha bisogno che la moglie sia sempre sorridente, che la casa sia allegra, che nessun sospetto turbi la sua tranquillit...

Francesca - Un angelo!

Donata - Non credere poi che per me sia sempre molto facile questo modo di vivere... Devo nascondergli ogni malumore, ogni contrariet, mostrargli un viso ridente anche quando sono furiosa, dirgli che la servit ottima anche quando ho licenziato la cuoca e mi ammattisco in cucina; se ho mal di testa, ingoiare delle pillole di nascosto; se ci sono dei debiti, arrangiarmi per pagarli. Ricordati che nella fedelt dei mariti c' sempre un po' d'egoismo.

Francesca - Gi, ma piuttosto di vedere quel grullo di Camillo fare il...

Donata - Vedi, per esempio, com' Pio nel suo lavoro! Guai se incontra un inciampo, una contrariet. Se non vigilassi io, senza parere, avrebbe da un pezzo smesso di comporre musica. Devo fargli lo spoglio dei giornali, quando parlano di lui, nascondergli i giudizi poco favorevoli, incoraggiarlo nei momenti di depressione e soprattutto trovare sempre molto bella ogni cosa ch'egli componga. Per poter lavorare, ha assoluto bisogno dell'approvazione, anzi dell'ammirazione di sua moglie. Non pu assolutamente farne a meno. uno degli aspetti della sua fedelt. Io me ne sono accorta, fin dai primi giorni, e sono dieci anni che mi prodigo. Se scrive un valzer, dico subito: meglio di Strauss; se compone una serenata: Schubert potrebbe invidiarti. Tempo fa si ciment in una sinfonia, che tuo marito neppure volle sentire, ma io imperturbabile: Beethoven! dissi, pare Beethoven!

Francesca - Ma tuo marito non s'accorge che esageri?

Donata - Certamente, un uomo intelligente. Egli sa benissimo che la sua sinfonia bruttina, tanto che l'ha chiusa subito nel cassetto, non s' stupito che Camillo non vo: lesse neppure sentirne parlare, ma che io lo paragoni a Beethoven gli fa piacere lo stesso.

Francesca - Quanto sono stupidi gli uomini, mica loro sanno come li vediamo in trasparenza noi donne, come li giudichiamo quando siamo tra noi! Quel ciondolone di Camillo che s'atteggia ad uomo fatale, che fa l'irresistibile, mentre non sa uscir di casa, se io non gli dico che soprabito deve mettere, se fa freddo, se fa caldo. Non trovi, Donata, che noi donne siamo pi intelligenti degli uomini?

Donata - Certo, siamo pi intelligenti. Gli uomini hanno semplicemente delle attitudini. Uno sa scrivere musica, l'altro disegnare delle case, un terzo mette l'orecchio sulla schiena d'un ammalato e indovina se ci sia o non ci sia una magagna nascosta, e poggiano la loro pretesa superiorit proprio su queste specifiche e circoscritte attitudini, che a noi fanno difetto. Ma come intelligenza generale, come superiorit mentale, come forza, non c' dubbio che siamo infinitamente pi dotate noi donne. Non li vedi? In duemila anni non si sono ancora accorti che noi facciamo finta di credere alla loro superiorit, perch ci troviamo il nostro tornaconto.

Francesca - Proprio cos! Non capiscono che chi comanda siamo noi. E quando vogliono fare da soli...

Donata - Per carit! Accadono cose incredibili!

Francesca - Gi! Ma intanto Camillo... Che cosa mi consigli di fare?

Donata - Dato il carattere di tuo marito, il metodo adottato da te mi sembra il migliore. Spaventarlo, fargli delle grandi scenate...

Francesca - S, s... Lo vedi! Ho perfino timore di esagerare. Sai, non vorrei che si stancasse. Purtroppo non abbiamo figli...

Donata - Non aver paura, Camillo non saprebbe vivere quindici giorni senza di te. Certo, i figliuoli sono una grande arma che il buon Dio ci ha dato...

Francesca - La tua Gabriella dov'?

Donata - Trascorre qualche giorno a casa dei nonni. I parenti di mio marito l'adorano, poveretti. Li incanta con le sue smorfiette.

Francesca - una bambina deliziosa.

Donata - Promette bene.

Francesca - Che diresti s pregassimo Pio di parlare a Camillo?

Donata - Per dirgli che cosa?

Francesca - Non so... fargli un po' di morale, dargli un buon esempio...

Donata - Non servir a gran che, ma si pu provare. Se non altro Pio potr scandagliare l'animo di Camillo e darti delle informazioni preziose. Non hanno neanche il senso della solidariet questi uomini. Si tradiscono l'un l'altro con estrema facilit.

Francesca - La vedova frequenta ancora la. vostra casa?

Donata - Elena? S, sovente. Non mica antipatica.

Francesca - Da me non mette pi piede. L'ultima volta le ho fatto un'accoglienza! Non potresti parlare pure a lei? Farle capire che sono sull'avviso? .

Donata - Io? Sai, tra noi donne... Adopereremo Pio anche per questo... Elena ha molta simpatia per lui...

Francesca - E non hai paura...

Donata - Di buttargli Pio nelle braccia? Non c' pericolo... (Pio entra dal fondo).

Pio - Nelle braccia di chi mi volete buttare?

Donata - In quelle di Elena.

Pio - Non sono delle brutte braccia...

Francesca - Per salvare Camillo!

Pio - E dovrei io?... Grazie, no. Elena una donnina divertente, ma un po' troppo estrosa per il mio gusto. Sempre dieci idee nella testa, e mille progetti per un pomeriggio. Quando viene a trovarci, ci scombussola tutta la giornata. In campagna s'annoia. Ha fatto male a passare l'estate qui.

Donata - (con un sorriso d'intesa a Francesca) Vedi?

Francesca - (piena d'ammirazione) Te beata!

Pio - (le guarda incuriosito) Oh! Che vi piglia?

Donata - Senti, Pio, Francesca ed io vorremmo parlarti un po' seriamente.

Pio - Ah!

Donata - Tu dovresti dare una buona paternale a Camillo...

Pio - Io?

Francesca - Fargli capire che sta per travolgere la sua casa. Che sono stanca, stufa, che cos non si va avanti...

Pio - Non glielo avete gi detto voi tutto questo?

Francesca - S, ma venendo da un amico.,.

Donata - Da uno spettatore imparziale...

Francesca - Da un buon marito, da un uomo come voi...

Donata - Gli far pi effetto.

Pio - Credete?

Francesca - Dovete dirgli che la sua nauseante frivolit minaccia di distruggere due vite!

Pio - Come avete detto? Ripetete, ripetete, per favore! La sua nauseante frivolit minaccia di distruggere due vite... (Ammirato) Bello! Gli parlo senz'altro!

Donata - Bravo!

Francesca - Che un uomo senza carattere, senza morale, un ciondolone smidollato...

Pio - Gli parlo, gli parlo, oh se gli parlo! Pensate se mi lascio sfuggire l'occasione di dire al mio editore che di una nauseante, avete detto nau-se-ante, vero? fri-vo-li-t, che un uomo senza carattere e senza morale, un ciondolone smidollato... Bene! Non ha neppur voluto sentire la mia sinfonia, e mi ha massacrato, con un lancio infame, la mia ultima canzone! Lasciate fare a me! (Chiamando verso il giardino) Camillo! Camillo! 'in giardino, non voleva rientrare fin che c'eravate voi. Andate. Gli parlo subito. (Le spinge verso sinistra. Donata e Francesca escono un po' inquiete).

Pio - (facendo dei cenni verso il giardino) Vieni ! Voce di Camillo - Sei solo?

Pio - Si. (Si siede comodamente).

Camillo - (apparendo sulla soglia di fondo) Se ne sono andate?

Pio - Si.

Camillo - (avanzando) Oh, un po' di pace!

Pio - Secondo. Siedi. Qui, davanti a me. (Seno, fissandolo in volto) Sei un ciondolone smidollato, Camillo!

Camillo - (stupito) Beh, che ti piglia?

Pio - Un uomo senza carattere, senza morale, d'una nauseante, dico nauseante frivolita, e che non capisce niente in fatto di musica! Questo ce lo aggiungo io.

Camillo - Sei impazzito?

Pio - (soddisfatto) Oh!

Camillo - (seccalo) Guarda, Pio, oggi non giornata buona per i tuoi scherzi...

Pio - Ah ! un pezzo che avevo voglia di dirti tutto questo! Non potevo, sei il mio editore... Hai il coltello per il manico. Ma ti assicuro che quanto ti ho detto risponde ad una mia profonda convinzione...

Camillo - (che incomincia ad adirarsi) Smettila!

Pio - Profonda convinzione che esterno per preciso e specifico incarico di tua moglie!

Camillo - (disarmato) Ah!

Pio - Ti metti subito tranquillo, eh? S, proprio cos, tua moglie mi ha incaricato di dirti che sei un... Avrei voglia di ripeterti tutto da capo... posso? Non so, mi fa bene.

Camillo - (serio) Lascia stare, Pio. Era molto arrabbiata Francesca?

Pio - Certo, non l'avevo mai vista cos agitata.

Camillo - Che diceva? -

Pio - (felice) Vuoi che ripeta?

Camillo - Ti sembra proprio il caso di fare dello spirito?

Pio - Gi, forse hai ragione. (Mutando tono) Parlo anch'io sriamente. Ha detto che la tua nauseante frivolit potrebbe distruggere due vite.

Camillo - Cos ha detto?

Pio - S.

Camillo - Mah!

Pio - Sei preoccupato? Anche tu, te le vai a cercare! Non potresti stare un po' tranquillo? Non sei pi un ragazzo. Diamine!

Camillo - Certo, con me deve avere molta pazienza, povera donna.

Pio - Vedi, se non ho ragione? Con i tuoi sistemi, vi rovinate l'esistenza, non sapete vivere. (Lo prende per un braccio, lo trascina davanti ad uno specchio) Guarda la tua faccia, in questo momento. Scura, rosa dai rimorsi, pare quella di un uxoricida!

Camillo - (distaccandosi) Tu non puoi capire, Pio!

Pio - Certo che non posso capire. Forse che quei pochi minuti di piacere, che rubacchi qua e l, ti compensano di tutti gli affanni, le menzogne, le discussioni, i patemi d'animo, i pericoli, che queste tue avventurette ti procurano?

Camillo - Non sembri nemmeno un uomo quando parli cos! Un uomo non fa questi'ragionamenti, queste partite di dare e avere. Un uomo sano, quando ha appetito e vede una tavola imbandita si siede e mangia, e non sta a chiedersi se gli torna conto di mangiare o di digiunare...

Pio - Vuoi bene a tua moglie?

Camillo - Che domande! Certo le voglio bene.

Pio - E ti addolora procurarle dei dispiaceri?

Camillo - Naturalmente.

Pio - Ho scoperto che sei perfino geloso...

Camillo - Perch non dovrei esserlo? (Offeso) Forse che Francesca non una donna piacevole, attraente? .

Pio - E come!

Camillo - Ha passato la trentina, ma non la dimostra affatto.

Pio - elegante, distinta...

Camillo - (compiaciuto) L'hai notato anche tu? E veramente una signora!

Pio - affezionata, perfetta padrona di casa. Quando sei incerto, anche per cose d'ufficio, ti consigli con lei?

Camillo - Sovente.

Pio - E ti d dei pareri avveduti?

Camillo - Devo riconoscere di s. intelligente.

Pio - Insomma, non potresti vivere senza di lei?

Camillo - (dopo una pausa) Mi sarebbe difficile!

Pio - E allora perch la tradisci?

Camillo - (spazientito) Come sei stupido! Lo fai apposta! Che ha da fare questo con quello!

Pio - Camillo, io sono per antonomasia il marito fedele, e sta bene, ma, tu lo sai, da scapolo non ero uno stinco di santo... Ho un passato piuttosto brillante. Ti ricordi Consuelo Rivas, quella cantante spagnola?

Camillo - E come!

Pio - Tutta Roma me la invidi per sei mesi...

Camillo - Anch'io! Ero gi sposato.

Pio - Scrissi per lei dodici tanghi.

Camillo - Chi li ha stampati?

Pio - La casa Antonicelli.

Camillo - E fallita.

Pio - Uh! Che cosa vorresti insinuare?

Camillo - Io? Niente. Dico che fallita.

Pio - Sei forse fallito tu, che di pezzi me ne hai stampato sessanta?

Camillo - Non ancora. Ala perch vai rinvangando questo tuo passato galante?

Pio - Per dimostrarti che non sono un seminarista, e che tuttavia, ora, non riesco a capirti...

Camillo - Scommetto che, anche da scapolo, tu non hai mai tradito le tue amanti?

Pio - Che intendi dire?

Camillo - Che, successivamente, sei stato fedele a tutte!

Pio - Lasciami pensare... Si, effettivamente... che scopo ci sarebbe stato? Quando s'era stanchi, ci si lasciava...

Camillo - (trionfante) Hai visto? Lo dicevo io! Tu sei un essere anormale! Al posto di tua moglie, non ti sarei nemmeno grato per questa tua gommosa e appiccicaticela fedelt! Tu offri a lei quanto hai gi offerto a tutte le altre, alle donnette qualunque, anche a quelle che, probabilmente, te ne facevano di tutti i colori. A loro tu rimanevi fedele sei mesi, un anno, quanto durava la relazione, a tua moglie sei fedele per la durata del contratto matrimoniale! Nessuna differenza, nessuna differenza!

Pio - Ha ragione Francesca, sei un essere senza morale!

Camillo - La tua fedelt un difetto costituzionale, una specie di gobba...

Pio - Di gobba?

Camillo - Sicuro, che tu hai trascinato indifferentemente nei quartierini da scapolo e nel talamo matrimoniale. Se fossi al posto di tua moglie...

Pio - una fissazione la tua di metterti al posto di mia moglie...

Camillo - Se fossi al posto di tua moglie, accoglierei la tua fedelt come un'offesa, come un insulto...

Pio - (un po' scosso) Beh, tu non sei mia moglie e noi viviamo tranquilli e, per quanto possibile, felici, malgrado la gobba.

Camillo - A proposito, luned passato nel mio ufficio Toni Rua, il critico musicale. Sai come ti ha soprannominato?

Pio - (inquieto) No!

Camillo - L'ippocampo!

Pio - L'ippocampo? Che cos'?

Camillo - Il cavalluccio di mare. Il pi fedele degli animali. Quando trova una compagna, l'attacca alla coda e se la porta dietro finch campa. Rua ha detto: fedele in tutto, come marito e come musicista: da dieci anni sta scrivendo sempre lo stesso pezzo...

Pio - (colpito) Cos ha detto?

Camillo - (con tono di benevola protezione) Non ci badare, Rua ha una lingua pestifera...

Pio - (cercando di fare l'uomo superiore) Certo che non ci bado... Si sa chi Rua!... Tu divaghi... Non stiamo parlando di me, ma di te, della tua pace domestica compromessa...

Camillo - Sistemer anche questo! Devo imparare ad essere pi prudente.

Pio - Perch ?... Hai intenzione di continuare?

Camillo - Come posso risponderti? Ogni volta mi dico: eh, l'ultima, basta Camillo, devi metter la testa a partito, e poi ci ricasco... Mi faccio degli scrupoli, sono tormentato dai rimorsi...

Pio - Lo vedi?

Camillo - (in estasi) Deliziosi rimorsi!

Pio - proprio pi forte di te?

Camillo - Ma la vita, capisci! l'uscire dal tran-tran di tutti i giorni, dal cerchio chiuso, il sentirsi ancora giovani, ancora sani, ancora piacenti. come il gusto dell'avventura, del viaggio all'estero. E l'affiorare dei ricordi, dei rimpianti... E, soprattutto, il dolce ritorno, dopo il viaggio, al focolare domestico... Soavissima, turbante sensazione, che non pu provare chi non mai uscito di casa.

Pio - Ah!

Camillo - Vuoi che te lo dica: tutte le volte che io tradisco mia moglie, dopo le voglio pi bene!

Pio - Ho capito! Questo sarebbe il lato morale dell'adulterio! (Un tempo) E con la bella Elena, a che punto sei?

Camillo - A un punto... pieno di delizie...

Pio - Ah!

Camillo - E una donna talmente bizzarra! Mi fa impazzire! Oggi pare che dica di s, domani di no. Oggi bianco, domani nero. Mi tormenta deliziosamente. Con lei ho sempre l'impressione di continuare a salire e scendere in un ascensore...

Pio - A me farebbe venire il mal di mare.

Camillo - Anche a me. Ma sar pi dolce il ritorno alla terra ferma, quando avr finito la navigazione.

Pio - (pensieroso) Non avrei mai immaginato che Elena fosse una donna tanto interessante! A vederla, cos, pare un tipo comune, una delle solite grulle che ci sono sulle spiaggie alla moda...

Camillo - Ma le donne, per conoscerle, bisogna vederle da vicino, smontarle, come un motore. L'amore di Elena sembra uno di quei piatti eccentrici e paradossali, roventi e gelati ad un tempo...

Pio - (colpito) Ripeti...

Camillo - S, uno di quei piatti freddi e caldi...

Pio - Eccentrici, paradossali, roventi e gelati ad un tempo. Bello 1 L'hai letto in un romanzo a puntate?

Camillo - Macch, lo dico io! Vedi, come sono queste cose? Ti accendono la fantasia, ti fanno diventare lirico... Sono una frustata all'intelligenza... Tu, per esempio, si sente che hai sulle spalle dieci anni di fedelt coniugale! Sei terra terra, senza volo. Hai la tranquilla melanconia dell'uomo che non ha nulla da rimproverarsi. Ne risente anche il tuo lavoro! Sicuro! molto tempo che volevo dirtelo.

Pio - (subito preoccupato) Le mie ultime canzoni sono tutte un successo...

Camillo - No, no... Forse il pubblico non s' ancora accorto, ma cali, cali...

Pio - Calo?

Camillo - Cali. Un artista non pu, non deve vivere come te. Non c' pi estro, non c' pi guizzo nella tua musica... C' del mestiere, ma non c' della passione.

Pio - I critici, i giornali non dicono questo...

Camillo - Gi! Tua moglie ti lascia vedere solamente i giudizi favorevoli!

Pio - (spaventato) vero! Sono stato molto tartassato in questi ultimi tempi?

Camillo - Non pi del solito, ma pu aumentare. Scusa, dimmi il motivo del tuo nuovo walzer, quello che fischiavi in giardino. Come fa... tralla-llara la...

Pio - Tralla-llara llala lalala... (canta il motivo).

Camillo - (lo ascolta attentamente, con aria dubbiosa) Da capo!

Pio - (ricanta il motivo).

Camillo - (ripete con Pio le ultime battute del valzer trascinandole -fiaccamente) molle!

Pio - Molle?

Camillo - Molle. Non brutto, ma molle.

Pio - In giardino ti era piaciuto.

Camillo - Pensavo ad altro! Non ha mordente, fiacco, un rosolio fatto in casa, ecco, un po' appiccicoso, come la tua fedelt...

Pio - Bada, Camillo, potrei offendermi...

Camillo - Saresti stupido. Lo dico per il tuo bene, perch stimo la tua arte e perch sono il tuo editore...

Pio - (va al pianoforte, preoccupatissimo, e suona il motivo, ascoltandosi) Un rosolio... fatto in casa... (Donata entra da destra).

Donata - Fai sentire il tuo nuovo valzer a Camillo?

Pio - Lo trova appiccicoso... (Continua a suonare).

Camillo - (che non vuole compromettersi) Si diceva cos, tanto per dire... ma, in sostanza, va benissimo, con qualche ritocco... Lo lanceremo in autunno! (Battendogli una mano sulla spalla, con condiscendenza) Bravo, Pio! Francesca dov'?

Donata - andata a casa.

Camillo - Vado a raggiungerla. Faremo pace. Credete, Donata, Francesca si allarma per nulla! Pensate se io ho del tempo da perdere con quella vostra amica, la vedovella, come si chiama, ah, Elena, mi sembra! L'ho vista s e no, due o tre volte, da quando siamo qui...

Donata - Sono contenta, Camillo. La povera Francesca si cruccia tanto...

Camillo - Senza motivo! Diteglielo anche voi. (Con un cenno di complicit a Pio) L'ho gi spiegato qui a Pio. Mia moglie non ha proprio ragione di lamentarsi di me, almeno da questo lato...

Pio - (sottovoce) Impostore, ipocrita...

Camillo - (a Donata, che fruga nella sua cesta da lavoro) Arrivederci, Donata. E ancora mille scuse.

Donata - A questa sera, Camillo.

Camillo - (piano a Pio, che continua a suonare) Molle... molle... ciac-ciac, niente da fare

(Esce dal giardino).

Pio - (chiude il pianoforte di scatto) Ha ragione! Questo valzer fiacco!

Donata - (che si avvicinata a lui) Ma che dici, Pio? bellissimo!

Pio - Donata, ti prego, questa volta non tirarmi in ballo Strauss!

Donata - (un po' stupita) Che hai, Pio? Ti assicuro che a me piace molto. (Lo accarezza) Dimmi, piuttosto, hai parlato a Camillo?

Pio - E come, ma lui...

Donata - Ha trovato brutto il tuo valzer. Non capisci? Gli hai fatto la morale, e lui, per vendicarsi, ti ha colpito nel punto debole! Che bambinone! Subito si lascia smontare... Camillo non pensa nemmeno una parola di quanto ha detto! maligno come una scimmia, ecco.

Pio - (pronto a lasciarsi persuadere) Credi che sia cos?

Donata - Certamente! E della sua relazione con Elena, ha negato tutto?

Pio - (incerto) S... s..

Donata - Incominci a credere anch'io che forse Francesca esagera... Camillo un leggerone, ma di serio, almeno questa volta, non c' nulla...

Pio - (amaro) Ah!

Donata - Pensi ancora al tuo valzer? Su, su, allegro! Ti assicuro che riuscito. Anzi, ti dir, per me una delle tue migliori composizioni. Pieno d'abbandono, di languore. Un motivo chiarissimo, orecchiabile. Una cosa deliziosa, insomma!

Pio - Sul serio?

Donata - Per me cos. Suonalo ancora una volta, tutto, che lo senta per benino. (Apre il pianoforte, gli poggia le mani sulla tastiera) Andiamo, Pio, su! Sar un successone!

(Pio riprende a suonare. Donata gli accarezza i capelli con gesto affettuoso, un po' meccanico per. Il suo sguardo, sopra la testa di Pio, assorto in altri pensieri. Si sente che questa opera di conforto diventata per lei un'abitudine, quasi una formula. La applica con fermezza e precisione, ma senza impegnare n cuore, n cervello, come se dovesse seralmente preparare una pozione d calmante, sempre composta con gli stessi elementi: un po' di cannella, un po' di valeriana, due cucchiaini di zucchero. Uno scalpiccio di cavalli, le campanelle della sonagliera, lo stridio delle ruote, annunciano che in giardino s' fermata una carrozza. Donata e Pio, intenti alla musica, non l'avvertono. Dal fonde entra Sabina, la madre di Donata. una donna appena matura e veste come se avesse venti anni di meno. Si ferma sulla soglia, guarda per qualche istante in silenzio Pio e Donata).

Sabina - (avanzando) Romeo suona, Giulietta ascolta...

Donata - Oh, mamma!

Sabina - Perfetto! Perfetto! Dite la verit, vi siete messi in posa per l'arrivo della suocera?

Donata - Cara mamma... (Si abbracciano).

Pio - Non abbiamo sentito la carrozza. (Si abbracciano).

Sabina - Sei ore, col cavalluccio, pian, pian... Che viaggio! Sono partita dalla citt stamane alle otto...

Donata - Non hai ancora fatto colazione?

Sabina - Come no? Oh, ci siamo fermati per la strada... Trattoria con stallaggio, come ai buoni tempi andati! Ho mangiato una frittata sotto una pergola, il vetturino ha bevuto mezzo litro di vin rosso, la giumenta ha ruminato un po' di fieno, agitando la coda, e le mosche non sapevano decidere se posarsi su di lei o su di me... Un viaggio da vecchia stampa! Divertente!

Donata - Sarai stanca!

Sabina - Un pochino. Per tranquillizzati, non ho intenzione di rifare il viaggio tanto presto. Faccio conto di passare con voi tutta l'estate...

Pio - (colpito) Ah!

Sabina - (lo guarda) Non sei contento?

Donata - (in fretta) Ma certamente, certamente,.. Pio felicissimo.

Pio - Felicissimo.

Sabina - Venite a vedere quanto bellina la mia carrozza. (/ tre si affacciano alla soglia del giardino).

Sabina - La cavalla si chiama Rosa, il vetturino Michele...

Pio - (scoppiando a ridere) Rosa ha un cappellino di paglia...

Sabina - Sicuro, guarnito di papaveri, con due buchi per passarci le orecchie...

Pio - (torcendosi) S, s...

Donata - Che hai Pio, da ridere cos?

Pio - Con... con i papaveri... (Indica vagamente verso Sabina).

(Sabina e Donata si guardano un po' stupite).

Sabina - Che ha? diventato... (Con un cenno per dire: matto).

Pio - Scusa, mamma, ...anche tu hai la paglia con i papaveri... Tu e Rosa avete lo stesso cappellino, messo nello stesso modo...

Donata - (cercando di mantenersi seria) Pio!

Pio - Per questo le mosche non sapevano scegliere! Confondevano!...

Donata - Insomma, Pio, basta!

Sabina - Lascia dire, Donata, lascia fare! Mi fermo tutta l'estate, avr tempo di ripagarlo... Stai tranquilla.

Donata - (che non pu trattenere il riso) Beh, vi lascio alle prese! Salgo un momento nella tua stanza, mamma, per vedere se tutto a posto. Appena pronto, ti chiamo. (Sale la scala e scompare).

Pio - Scusami, mamma, saltava agli occhi... tali e quali...

Sabina - (che andata davanti allo specchio) S, vero, si somigliano un poco, non l'avevo notato...

(Dal giardino entra Elena, una bella donnina, molto truccata, molto elegante. Parla sempre con voce pacata. Affronta con estrema semplicit le parole pi audaci e i discorsi pi perigliosi).

Elena - Si pu?

Pio - Oh, signora Elena! Avanti, avanti... Si stava litigando, qui, con mia suocera.

Elena - Allora...

Pio - Permetti, mamma. La signora Elena Sergati, la nostra bella vicina; la fortunata madre di mia moglie...

Sabina - Fortunata, perch ?

Pio - Perch ha una figlia come la sua...

Elena - E un genero come voi...

Pio - Ecco!

Elena - Oh, s, davvero, signora, avete un genero eccezionale, unico... Tutte le amiche di vostra figlia lo dicono...

Sabina - Eh... eh... Al posto di mia figlia avrei scelto di meglio...

Elena - La signora arrivata oggi?

Sabina - Pochi minuti fa. Mi fa piacere di vedervi. Temevo che i miei figlioli si fossero chiusi in una specie di romitorio. Io non sono fatta per vivere come loro.. Vedo invece che hanno delle amicizie... Meno male!

Elena - Signora, questo peggio di un romitorio!... Io mi annoio da morire...

Sabina - Ah! Chi sono i vicini? (Alla soglia del giardino).

Elena - Tre o quattro ville in tutto. C' Camillo Candiani, l'editore di musica... (Pio tossicchia) Quella del professor Gasperini...

Sabina - Il chirurgo?

Elena - S.

Sabina - Eh, un vecchione!

Elena - La mia...

Sabina - Qual'?

Elena - Laggi in fondo, tra i castagni.

Sabina - Carina!

Elena - Un'idea del mio povero marito di venire a costruire quass!

Sabina - (con simpatia) Vedova?

Elena - S.

Sabina - Anch'io. (Si guardano con comprensione)

Elena - Da tre anni.

Sabina - Oh, io con anzianit di servizio! Venticinque anni!

Pio - L'hai detto da sola!

Sabina - S, caro, per non lasciarlo dire a te!

(Guardando di nuovo il panorama) E questo tutto?

Elena - Pressapoco....

Sabina - Ma gi in paese, non c' nessuno?

Elena - Per carit! Tre chilometri a piedi, per andare al circolo dei villeggianti, dove trovi un colonnello a riposo che gioca a dama con dei ragazzini!

Sabina - Sei fortunato, Pio! Forse non mi fermer tutta l'estate! (Si ode muovere la carrozza, in giardino).

Sabina - Oh, Rosa e Michele stanno per partire! Vado a vedere se hanno scaricato tutti i bagagli. Non vorrei... (Esce dal fondo).

Elena - (avvinandosi a Pio) Sapete? Ieri mi arrivato un pacco cos!

Pio - Di che cosa?

Elena - Ho ordinato tutti i vostri dischi.

Pio - Avete fatto male...

Elena - Perch ?

Pio - Se lo dicevate a me, ve li facevo avere con lo sconto!

Elena - Che uomo! Io mi entusiasmo, e lui... pensa agli sconti...

Pio - (candido) Risparmiavate almeno duecento lire!

Elena - Avete gli occhi di menta mi piace molto. Le parole sono un po' stupide...

Pio - Molto!

Elena - Peccato!

Pio - Le scrivono cos! Niente da fare!

Elena - Mi piace anche quel passo doppio con le chitarre...

Pio - Avete comprato il notturno Usignoli nel bosco ?

Elena - S. L'ho ascoltato stanotte. Erano le due. Avevo messo il fonografo accanto al mio letto. La vostra musica m'accarezzava..,

Pio - (soddisfatto) la mia cosa pi riuscita. Camillo dice di no. Di Avete gli occhi di menta ne vende di pi! Ma io...

Elena - Mi sono addormentata pensando a voi..

Pio - Usignoli nel bosco l'ho scritta in viaggio di nozze... (Convinto) Donata mi ha sempre ispirato delle bellissime pagine di musica.

Elena - (Smontata) Siete impagabile!

Pio - Io?

Elena - Vi devo essere molto antipatica!

Pio - Voi? Al contrario. Anzi, simpaticissima. Siete una donna curiosa, divertente. Sto molto volentieri con voi, lo dicevo anche ieri a Donata!

Elena - Se fosse vero, l'ultima persona alla quale lo direste a vostra moglie!

Pio - (colpito) Ah! (La guarda).

Elena - Non ho ragione?

Pio - (ridendo, un po' perplesso) No, ha ragione Camillo! Voi siete una donna pericolosa...

Elena - Povero Camillo!

Pio - Uno di quei piatti eccentrici, paradossali, roventi e gelati ad un tempo...

Elena - Che dite?

Pio - una definizione di Camillo...

Elena - Un po' buffo il vostro amico.

Pio - Dice anche che lo fate andare in ascensore... su e gi...

Elena - (ride) Continuer ad andarci per un pezzo. Non lo sa fermare...

Pio - (contento) Ah, non lo sa fermare? Brava, Elena, continuate!... Ci ho gusto.

Elena - State tranquillo. Dalla cantina alle soffitte. E pensare che ad altri sarebbe cos facile fermarlo!

Pio - Basta premere un bottone! Ma lui, no!

Elena - Lui no. Mi annoio. Pio!

Pio - L'avevo capito. I miei dischi non bastano per distrarvi?

Elena - Vi confesso di no.

Pio - Anche questo l'avevo capito.

Elena - Addio, Pio. Ero venuta per salutare vostra moglie, ma immagino che ora avr da fare...

Pio - Tornate domani?

Elena - Non so. Perch non venite voi a casa mia a suonarmi qualche cosa...

Pio - Domani ho da lavorare. Combineremo.

Elena - Come volete. Arrivederci, Pio.

Pio - (accompagnandola alla soglia) Sentite, Elena, io non ho mai tradito mia moglie...

Elena - notorio...

Pio - ...ma se un giorno mi decido, vi giuro che sar con voi!

Elena - Bene, Pio, In questo caso, mettete una bandiera bianca alla vostra finestra. La vedr da lontano.

Pio - (ridendo) Far cos. Una bandiera bianca. (Si salutano con amicali cenni di mano. Elena gi scesa nel giardino. Pio ritorna in scena, si affonda in una poltrona, accende una sigaretta. un po' pensieroso. Da destra rientra Sabina).

Sabina - Quella signora andata via?

Pio - S.

Sabina - Allora, siete contenti d'avermi un po' con voi?

Pio - (freddino) Molto, mamma.

Sabina - (con un cenno al pianoforte) E l, la tua musichetta, come va? Sempre bene?

Pio - La mia musichetta? Non c' male.

Sabina - E rende sempre dei quattrini?

Pio - Ma s...

Sabina - Pare perfino impossibile! Bravo Pio!

Pio - Da non crederci, eh? Guadagno quasi pi di un dentista. a un dentista che volevi dare Donata, quando te l'ho chiesta in moglie?

Sabina - Non ricordo pi. passato tanto tempo. S, doveva essere un dentista.

Pio - Insomma, non sei pentita d'avermi dato tua figlia?

Sabina - Ammetto che siete molto uniti. Donata cos paziente, comprensiva, un angelo! impossibile non andare d'accordo con lei...

Pio - vero. Per, anch'io, sono un buon marito...

Sabina - (senza entusiasmo) S.

Pio - Moglie, casa, lavoro. Dopo dieci anni, siamo come due sposini. Mai una nube, mai un sospetto... Tu che avevi tanta paura degli artisti, devi riconoscere che io...

Sabina - Ma tu, caro, non sei un artista!

Pio - Non sono un artista?

Sabina - Figuriamoci un po', se avrei data la mia Donata ad un artista! Zitella, l'avrei preferita! Zitella tutta la vita!

Pio - (alzando la voce) Ma io che sono?

Sabina - Tu, caro? Tu non sei un artista. Sei un signore, un bravo signore, educato, gentile, ben vestito, che scrive su dei fogli di carta rigata, quando ha la casa in ordine e la moglie accanto...

Pio - Ah, io sarei solamente un bravo signore?

Sabina - Quando Donata mi disse che voleva sposare un compositore, andai su tutte le furie! Immaginavo che tu fossi veramente un musicista... uno di quegli uomini di genio, un po' pazzi... Appena rimasta vedova, ne conobbi uno! Un ungherese! Quello era un uomo! Una criniera di capelli, degli occhi con la febbre... Che cotta la mia! Ma dare mia figlia in moglie a un tipo simile...

Pio - Mentre io, invece...

Sabina - Appena ti ho visto, mi sono subito tranquillizzata. Quando poi ho sentito la tua musica...

Pio - Hai detto: affare fatto!

Sabina - Non che fossi entusiasta, ma Donata insisteva...

Pio - (scattando) Ah, cos? Non sono un artista per voi?

Sabina - Affatto, caro, affatto. l'unico titolo di merito che io ti riconosca di tutto cuore.

Pio - (furioso) E che cosa sono?

Sabina - Te l'ho detto. Un borghese, un tipico esempio di borghese, con tutte le qualit e ? i difetti della categoria. Amante dell'ordine, nemico delle complicazioni, fedele, cucciolone. ..

Pio - Vivo scrivendo musica, io!

Sabina - Oh, quella non ha importanza. Fai i della musica, cos come un altro riceve clienti, compila fatture...

Pio - (furibondo) Io, un borghese, un borghese?

Sabina - Perch ti arrabbi tanto? S, un borghese. Ti dir in confidenza, hanno un bel dirne male, ma finch ne rimarr uno, sar sempre il candidato ideale, per tutte le suocere del mondo!

Pio - Ah, basta, sono stufo...

Donata - (scendendo la scala) Non vi posso lasciare due minuti soli, che subito vi mettete a litigare...

Sabina - Dice che lo provoco, mentre non ho fatto che coprirlo di complimenti.

Donata - Che gli hai detto?...

Sabina - Che un bravo marito, che gli ho dato mia figlia volentieri, che un uomo tranquillo... ordinato...

Pio - Un cucciolone!

Donata - (dandogli un buffetto, ridendo) E, Pio, un po' cucciolone lo sei! (Lo accarezza, Pio la respinge) Sei un po' nervoso. Non t'abbiamo lasciato lavorare oggi, eh? Ora ti metti qui tranquillo, la mamma andr a riposare un poco, dopo il viaggio... (Pio si siede al pianoforte. Accenna il motivo del suo valzer. Donata riordina un cuscino. Sabina raccoglie la sua borsa, il cappello...).

Sabina - Hai visto i miei guanti?

Donata - Ssss... Li cercheremo dopo...

Pio - (cessando di suonare) Donata!

Donata - Caro?...

Pio - In casa c' una bandiera bianca?

Donata - (stupita) E che vuoi farne?

Pio - Metterla alla finestra della mia camera.

Donata - Perch ?

Pio - Cos!

Donata - Lavora, lavora, Pio. Noi andiamo.

Pio - Donata, ho voglia di tradirti...

Donata - (sorridendo) Va bene, caro. Ne riparleremo domani.

(Escono in punta di piedi. Pio al pianoforte ha ripreso la sua ultima composizione. Poco per volta il ritmo blando del valzer si muta, sotto le sue dita, in un tempestoso lacerante galoppo).

FINE DEL PRIMO ATTO

ATTO SECONDO

Un angolo di giardino, davanti alla villa di Pio. Sedie a sdraio, tavolini, tenda colorata.

(All'aprirsi del velario sono in scena Sabina, Pio e Donata. Pio sta combinando una complicata miscela di liquori e di ghiaccio in un capace bicchiere).

Donata - (togliendogli il bicchiere di mano) Basta, Pio! Questo il terzo. Non lo permetto assolutamente.

Pio - (brontolando) Ho sete!

Donata - Se hai sete, ti faccio portare una spremuta, ma liquori pi.

Sabina - Non sapevo che tuo marito avesse il vizio di bere!

Pio - Che vizio di bere! Due dita di cognac con un po' di ghiaccio...

Donata - Ti farebbe male!

Pio - (adirandosi) Insomma non sono un bambino, lasciatemi bere quello che mi pare! (Con una certa violenza, riprende dalle mani di Donata il bicchiere conteso).

Donata - (stupita) Pio!

Sabina - Anche violento, diventa!

Pio - Parlo sul serio! Sono stanco d'essere sotto tutela. Avete capito? Sono un uomo, come gli altri... con la sua volont... i suoi desideri...

Sabina - Il desiderio di ubriacarsi?...

Pio - E perch no, se mi fa piacere?

Donata - Pio oggi nervoso...

Sabina - Me ne sono accorta.

Donata - (affettuosa, avvicinandosi a Pio) Ha qualche preoccupazione che non vuole confidarmi e che io non sono ancora riuscita a scoprire...

Pio - La solita pretesa di conoscere ogni mio pensiero, d'indovinare ogni mio stato d'animo! Ci vuol altro!

Donata - Ma guarda, il mio buon Pio, che fa il complicato...

Pio - Ti prego di non chiamarmi: il mio buon Pio... insopportabile!

Donata - Come vuoi. (Un silenzio). fissato sul serio per domani il tuo viaggio in citt?

Pio - S - (Aggressivo) Forse hai qualche cosa in contrario?

Donata - Affatto. Ma di solito, con questo caldo, non ti muovi...

Pio - Si capisce, che me ne starei pacifico, al fresco, se potessi! Ho degli affari, degli impegni, devo guadagnare del denaro, io, anche se mia suocera parla del mio lavoro come d'un gioco per ragazzi...

Sabina - (a Donata) Che ha da fare in citt?

Donata - Deve parlare con i dirigenti d'una casa cinematografica per la musica di un film...

Sabina - (a Pio) Ti trattieni molto?

Pio - Che ne so? Un giorno, due, il tempo di concludere il contratto.

Donata - Sul serio, non vuoi che ti accompagni?

Pio - Hai paura che mi perda, che non sappia farmi dare il biglietto alla stazione?

Donata - Hai sempre preteso che tra te e gli orari, i bagagli e i facchini, ci fosse incompatibilit di carattere! Sono parole tue!

Pio - Forse che prima di sposare avevo una accompagnatrice? Avevo chi mi faceva le valigie? Chi consultava gli orari? Me la cavavo benissimo da solo! Non ho mai perso un treno!

Donata - Ma hai seminato tutti gli alberghi d'Italia di cravatte, di camicie, di vestaglie... lasciavi gli abiti appesi negli armadi, i pigiama sotto i cuscini... La tua donna di servizio mi diceva che, ogni volta che tornavi da un viaggio, dovevi rifarti il guardaroba !

Pio - Esagerazioni! Comunque, domani parto solo...

Donata - Per me, figurati! Non chiedo di meglio che rimanere qui tranquilla, con la mamma!

Pio - Ecco!

Sabina - Ti dar da fare qualche commissione.

Pio - (alzandosi) E va bene! Speriamo che tu non abbia dimenticato in citt una cappelliera, un baule o la cesta del bucato... (Esce dal fondo).

Sabina - (tragica) Povera figlia mia, sei una martire!

Donata - Mamma, non esagerare. Tu sai benissimo che Pio, di solito, il pi gentile degli uomini.

Sabina - Ma da qualche giorno...

Donata - Deve avere delle contrariet. In dieci anni di matrimonio non l'ho mai visto tanto inquieto. Stanotte non ha chiuso occhio. Girava e rigirava nel letto.

Sabina - Che pu essergli accaduto?

Donata - Mah! la prima volta che non si confida con me. molto strano...

Sabina - Se non si trattasse di Pio, io avrei dei brutti sospetti.

Donata - Che cosa dici, mamma? Pio? Ma le sue preoccupazioni dipendono unicamente dal lavoro. La sua musica. Camillo gli ha messo in testa che l'ultimo valzer non riuscito...

Sabina - Sar cos! (Guardando verso il giardino) Eccoli qui, Camillo e Francesca. Hanno fatto pace?

Donata - S, da due giorni...

Camillo - (entrando dal fondo con Francesca) Quali sono i programmi per oggi? (Salutando Sabina) Buon giorno, signora. Ci si annoia, eh, da queste parti?

Sabina - Discretamente.

Camillo - Ragazzi, oggi domenica!

Francesca - Ebbene?

Camillo - Niente, dicevo cos! In campagna c' almeno questa consolazione. La domenica non pi noiosa degli altri giorni. Dov' Pio?

Donata - In casa.

Sabina - Una belva!

Donata - Da qualche giorno un po' inquieto.

Francesca - vero. Me ne sono accorta anch'io.

Donata - Voi, Camillo, sapete che cosa abbia?

Camillo - Io? No!

Donata - Preoccupazioni per il suo lavoro?

Camillo - Non mi risulta.

Donata - Mi ha detto che il valzer non vi piaciuto...

Camillo - Si scherzava. E poi? Son dieci anni che continuo a dirgli che la sua musica non mi piace, e ci non toglie che seguiti a stampargliela e anche a guadagnarci del denaro. Pio lo sa benissimo.

Donata - Vedete di ridargli un po' di corda. Ditegli una volta tanto qualche parola cortese.

Camillo - Lasciate fare a me, Donata. Ora vado di l e ve lo riporto allegro e saltellante come un passero.

Donata - Bravo, Camillo. Mi raccomando. (Camillo esce a sinistra).

Sabina - Io userei un altro metodo.

Francesca - Eh, questi mariti! Per una ragione o per l'altra, danno sempre delle preoccupazioni...

Donata - (a Francesca) A proposito, vedo che tra voi ritornato il sereno.

Francesca - S. Abbiamo fatto pace. A dirla tra noi, riconosco che questa volta ho preso un abbaglio. Un eccesso di prudenza. Tra Camillo e la vedova non c' assolutamente nulla.

Donata - Sono contenta, Francesca. Volevo appunto avvertirti che oggi quella signora mi ha annunciato una sua visita. Non ti dispiace d'incontrarla?

Francesca - Affatto. Figurati, ho accettato anch'io per sabato un suo invito.

Donata - Ah! E che cos' che ti ha fatto cambiar parere tanto improvvisamente?

Francesca - (sibillina) Parecchie cose. Avevo sospettato Camillo ingiustamente.

Sabina - Io non mi fiderei.

Francesca - Sai, spesso gli uomini, apparentemente frivoli come Camillo, sono meno pericolosi di altri, che paiono insospettabili, fedeli, seri, e ne fanno invece di tutti i colori

Donata - Mi rallegro di vederti tanto ragionevole. Brava, Francesca.

Francesca - Mi vado convincendo che i mariti su per gi, si equivalgono tutti!

Sabina - Proprio cos!

Francesca - E allora meglio Camillo d'un altro. Almeno con lui sai con chi hai da fare Lo sorvegli, io tieni a catena... Gioca a carte scoperte, non tenta di carpire la tua buona fede... Preferisco cos! Non ho ragione, si gnora Sabina?

Sabina - (sospettosa) S, s... Luisa - (la cameriera, entrando da sinistra) Signora Sabina, arrivata la bicicletta! L'ha portata il fattore dalla stazione in questo momento.

Sabina - Finalmente! Dov'?

Luisa - In cortile. La liberano dall'imballaggio.

Sabina - Andiamo a vederla...

Francesca - La voglio provare anch'io... (E incammina a destra, seguita da Donata e di Sabina).

Sabina - (fermandosi in fondo, e accennando verso Francesca, gi scomparsa a destra) Figlia mia, falla cantare... quella sa qualche cosa!

(Pio e Camillo appaiono a sinistra).

Camillo - (a Sabina e Donata) Dove andate?

Donata - arrivata la bicicletta di mamma. Non venite?

Pio - (brontolone) Sappiamo come son fatte le biciclette!

Sabina - (guarda Pio, sospettosa, uscendo con Donata) Falla cantare, figlia. mia. Falla cantare...

(Pio e Camillo, rimasti soli, si sdraiano in due poltrone).

Camillo - Non se ne lascia scappare una, eh tua suocera? Ora anche la bicicletta!

Pio - Sta zitto! Ho una terribile paura eh non sappia andarci! Toccherebbe a me correrle dietro

Camillo - C' quella salitina, qui, dietro alla casa... par fatta apposta!

Pio - Ci mancherebbe anche questo! Ora che siamo soli, ci beviamo un bicchierino?

Camillo - S.

Pio - Forte?

Camillo - Fortissimo.

Pio - Lascia fare a me. Esplosivo. (Incomincia a preparare una miscela di liquori). Se stasera fossi brillo, che bella cosa!

Camillo - Hai dei guai, Pio?

Pio - Non sono guai... anzi! Gioie, dovrebbero essere, gioie!

Camillo - Non fare lo stupido! Forse te la sei presa perch ho detto che il tuo valzer?.

Pio - Ma no, Camillo. Figurati! Lo so bene che non capisci nulla di musica... Diversamente come potresti fare l'editore?

Camillo - Allora?

Pio - (offrendogli un bicchierino) Assaggi questo !

Camillo - (dopo un piccolo sorso) Accidenti! Bravo, Pio!

Pio - (soddisfatto) Eh! (Bevono con compunzione. Dal fondo entra Elena, si ferma un istante a guardarli).

Elena - (avanzando) Se invece di biechi fossero catinelle, ci caschereste dentro con la testa!

Camillo - Buongiorno, signora. una mistura di Pio...

Elena - (si siede tra loro due) Parevate due conigli, davanti a un serpente,,, Affascinati!

Camillo - (galante) Ora che ci siete voi, il serpente...

Elena - Ho capito. Volete offrirmi una galanteria combinando il serpente, Eva, il pomo... Non sforzatevi. Son cose vecchie. (Indicando il bicchiere) Si pu assaggiare?

Camillo - Subito! (A Pio, che da quando entrata Elena ha dato segni d'impaccio e di inquietudine) Su, Pio! Muoviti! Che ci hai messo? Cognac, ginepro...

Elena - Lasciate. Ne berr una sorsata dal bicchiere di Pio...

Camillo - (offrendole pronto il suo bicchiere) Ecco il mio!

Elena - (a Pio) Mica si muove, lui!

Pio - (cercando il bicchiere che ha posato sul tavolo) S...

Elena - (Camillo le ha messo il suo bicchiere nelle mani) Troppo tardi...

Camillo - Brava!

Elena - A voi, Camillo, farmi un piacere ora... Andate a chiudere il cancello del mio giardino. Il cancello piccolo, qui davanti. Temo di averlo lasciato aperto. Non vorrei che il cane scappasse...

Camillo - Ci corro...

Elena - Grazie.

(Camillo esce dal fondo).

Elena - (ridendo a Pio) Ecco fatto! Avete visto com' semplice rimaner soli?

Pio - (candido) Credevo sul serio che il vostro cane potesse scappare... (Elena ride) Ieri, per esempio, faceva baruffa sulla piazza del paese...

Elena - (posando il bicchiere di Camillo, al quale non ha ancora bevuto) Datemi il vostro bicchiere. (Pio eseguisce. Elena beve) Forte! Volevate ubriacarvi, Pio?

Pio - Tentavo.

Elena - Avete ricevuto il mio biglietto stamane?

Pio - (agitato) S. Scusate, Elena, l'ho trovato un po' pericoloso... Se Donata lo vedeva...

Elena - Nessun timore. La mia cameriera fidatissima. Le avevo detto di consegnarvelo se eravate in giardino da solo. Ha fatto cos?

Pio - Si.

Elena - Piuttosto, l'avete stracciato?

Pio - (colpito) No, non l'ho stracciato! (Atterrito) Elena, non ricordo pi che cosa ho fatto del vostro biglietto!

Elena - Diamine, Pio, sembrate un ragazzo.

Pio - Lo stavo leggendo, quando Donata venuta in giardino... allora l'ho cacciato in tasca... (Si fruga nelle tasche) Non c'! Non c'! No! qui! (Guarda dentro alla tasca esterna della giacca, senza avere il coraggio di estrarre il pezzo di carta) Si, questo. Oh! Mi pare d'avere una bomba in tasca. Potrebbe scoppiare da un momento all'altro e mandarmi la basa in frantumi...

Elena - Che strano uomo siete. Su, date qua. (Pio le consegna con circospezione il biglietto. Elena lo straccia in minuti pezzetti, che sparge in alcuni vasi e fra le piante di una aiuola. Pio sorveglia Voperazione molto inquieto).

Elena - Ecco fatto! Dunque, tutto a posto per la nostra gita di domani?

Pio - Credo.

Elena - Che cosa avete detto a Donata?

Pio - Le ho detto che andavo a combinare la musica di un film.

Elena - Benissimo. Con che treno partite?

Pio - Con quello del pomeriggio, alle quindici.

Elena - Niente affatto. Con quello parto io. Non volete, per caso, che ci vedano salire sullo stesso treno?

Pio - Non ce ne sono altri...

Elena - S. Quello del mattino, alle cinque e minuti...

Pio - (spaventato) Ma per scendere alla stazione del paese alle cinque, bisogna partire di qui alle quattro, alle tre, in piena notte!

Elena - (offesa) Vi fa paura la levataccia?

Pio - Non questo. Ma in vita mia non mi sono mai alzato prima delle dieci. Che cosa penser Donata a vedermi alzare alle tre del mattino?

Elena - Le direte che avete un appuntamento d'affari, in mattinata...

Pio - Ma Donata sa che...

Elena - Ditele qualsiasi cosa. Vostra moglie non pu aver sospetti! Con dieci anni di buona condotta, vi siete conquistato una inesauribile riserva di fiducia. Siete il monumento equestre della fedelt coniugale, Pio!

Pio - (rassegnato) Partir alle cinque.

Elena - Allora siamo intesi. Mi aspetterete alla stazione, all'arrivo del treno, al lato destro, sul piazzale...

Pio - Dove? Dove?

Elena - Ma se ve l'ho scritto! Al lato destro, dietro alle colonne...

Pio - Dalla parte della fontana?

Elena - S. Intesi su tutto? In fretta, Camillo sta arrivando...

Pio - S. (Colpito da un dubbio) Di fontane non ce ne sono due sul piazzale della stazione? Una a destra, una a sinistra...

Elena - (un po' nervosa) No, una sola, a destra. rotonda, ha un bordo di marmo verde, dei leoni che buttano acqua dalla bocca, e la sera dello Statuto illuminata. Va bene?

Camillo - (entrando dal fondo) Il cane era gi scappato!

Elena - (alzandosi) Non importa, non importa. Grazie ugualmente... (Consegnando a Camillo il bicchiere di Pio) Tenete.

Camillo - Ve ne andate?

Elena - Come no? Non ho ancora salutato Donata e vostra moglie... Dove sono?

Camillo - Provano la bicicletta della signora Sabina, dietro alla casa, sulla strada...

Elena - Ci corro...

Camillo - Se volete, vi accompagno...

Elena - Grazie, no. Arrivederci. (Esce a destra).

Camillo - Che strano ! Da cinque giorni non mi riesce pi di stare un momento con Elena. Appena mi vede, scappa! Meglio cos. Mia moglie era in allarme. Ora si mette tranquilla e appena torniamo in citt io ricomincio l'assedio. (A Pio che passeggia inquieto) Ma che hai, Pio, oggi, pari una tarantola! Non vuoi dirmi che ti accade?

Pio - (solenne) Camillo, ho preso una grande decisione!

Camillo - Smetti di scriver musica?

Pio - Parlo sul serio!

Camillo - Finalmente.

(Camillo fa per bere al bicchiere che gli ha consegnato Elena).

Pio - (togliendoglielo) Scusa, questo il mio!

Camillo - Ma no...

Pio - Il tuo quello l. (Indica sul tavolo).

Camillo - (sospettoso) Ah! Sei sicuro? Ad Elena avevo dato il mio bicchiere.

Pio - (cupo) Quello l.

Camillo - Ah! (Bevono entranbi in silenzio) Allora, la tua decisione?

Pio - Avevi ragione, tu! Non posso fare l'ippocampo per tutta la vita! Ho deciso di tradire mia moglie!

Camillo - Trasecolo, Pio!

Pio - Trasecola pure! Sto attraversando una grave crisi.

Camillo - Ah! E l'hai superata, decidendo di...?

Pio - S.

Camillo - Non facile diventare cos, all'improvviso, un marito infedele!

Pio - Lo si pu diventare anche da un minuto all'altro nello spirito... ed quello che conta!

Camillo - Ma per passare alla pratica, ci vuole tutta un'organizzazione.

Pio - Per questo mi confido con te. Ho bisogno dei tuoi consigli.

Camillo - Prima di tutto ci vuole il soggetto...

Pio - (modesto) Questo gi trovato...

Camillo - (sempre pi sospettoso) Qui? In questo deserto?

Pio - S.

Camillo - E chi ?

Pio - Certe cose non si chiedono.

Camillo - Ma agli amici si confidano. La conosco?

Pio - (precipitoso) No! una mia ammiratrice, abita in paese. Beviamo un altro sorso? (Versa).

Camillo - (ormai illuminato) Ah!

Pio - Domani, a quest'ora, non sar pi un ippocampo... Ci vediamo in citt!

Camillo - Per questo parti?

Pio - S. Ma non so come fare... dove andare... Sono inquietissimo. Da tre giorni non vivo pi!

Camillo - Te l'ho detto, bisogna essere organizzati!

Pio - Tu m'hai detto d'avere un quartierino? Possiedi la chiave?

Camillo - S.

Pio - Me la potresti imprestare?...

Camillo - Se vuoi.

Pio - Grazie. Mi togli da un grande imbarazzo.

Camillo - Via Manara, trentasette, scala a sinistra, interno nove.

Pio - Come faccio a ricordarmene? (Estraendo un taccuino) Posso scrivere?

Camillo - Scrivi.

Pio - E se Donata vede quest'indirizzo?

Camillo - Aggiungi : camiciaio, calzolaio, qual-checosa di simile...

Pio - Copista di musica. Io ne ho sempre bisogno.

Camillo - Bada per, che il quartierino l'ho preso a pigione insieme all'architetto Riverberi. Ci alterniamo. Non vorrei che quando arrivi tu, fosse occupato.

Pio - (spaventatissimo) Oh, Dio! E allora?

Camillo - Che vuoi che ti dica? Tornerai indietro !...

Pio - L'altro giorno eri pi incoraggiante!

Camillo - L'altro giorno si faceva dell'accademia, ora siamo davanti a un piano concreto... meglio che tu sia agguerrito. Versa un po'. (Pio eseguisce).

Camillo - (alzando il bicchiere) Allora, alla morte dell'ippocampo!

Pio - (senza grande entusiasmo, toccando il bicchiere di Camillo) S, alla morte.

Camillo - finito il piccolo cabotaggio, tra i pacifici coralli e le spugne famigliari, coda a coda con la compagna. Ora, libere galoppate per il selvaggio mare... Che l'adulterio ti sia lieve, Pio! (Bevono).

Pio - Mi sento un po' commosso, Camillo!

Camillo - Anch'io.

Pio - Mi sembra di essere un esploratore che parta per un lungo viaggio.

Camillo - A caccia di belve...

Pio - Tra le foreste vergini...

Camillo - (con una smorfia, correggendo) Diciamo sconosciute. pi opportuno.

Pio - (colto dal terrore) E se Donata, domani, volesse raggiungermi in citt?

Camillo - Perch dovrebbe farlo?

Pio - Non so, se avesse dei sospetti.

Camillo - Sta a te non fargliene venire...

Pio - Se scoprisse che la musica del film una invenzione?

Camillo - Devi fare in modo che non lo scopra. Sei solo al principio, pensa un po' quanti trucchetti, falsi appuntamenti, bugie, sotterfugi, dovrai propinarle da oggi in poi...

Pio - Ah! Terribile! E basterebbe un piccole inciampo, un contrattempo qualsiasi per...

Camillo - Certo: un incontro, una telefonata, un pettegolezzo, un niente pu mandarti all'aria i piani pi meticolosamente preparati. In questo genere di faccende, bisogna fare tutto il possibile perch le cose vadano liscie e poi... affidarsi un po' alla fatalit, alla buona stella...

Pio - Donata non mi perdonerebbe mai...

Camillo - Tutte le donne dicono cos, la prima volta!

Pio - Tu non conosci Donata! tanto schietta, limpida, diritta, lei! Non me la perdonerebbe mai! Tutta la mia vita sarebbe sconvolta!

Camillo - Caro mio, se s'incomincia con questi pensieri...

Pio - Non immaginavo che fosse talmente complicato! Tra mariti se ne para con tanta leggerezza...

Camillo - appunto delle cose pi gravi che si parla leggermente. un atteggiamento. Guarda i medici, con le malattie, quando sono tra loro...

Pio - Allora ammetti anche tu che l'adulterio sia una cosa grave?

Camillo - Come negarlo! Pensa a Clitennestra, per esempio...

Pio - Clitennestra?

Camillo - S, Clitennestra, Agamennone, Oreste. Il marito ucciso dall'amante della moglie, la moglie uccide l'amante del marito, il figlio uccide la madre e l'amante della madre...

Pio - (impressionato) Ah!

Camillo - un adulterio che fa chiacchierare la gente da venticinque secoli. Ha fornito l'argomento a centinaia di tragedie...

Pio - (pensieroso) In fondo, in fondo, chi me lo fa fare?

Camillo - (che da tempo lo vedeva arrivare) Certo, nessuno. Sei tu che hai deciso.

Pio - Siete tutti voi, che mi avete montato la testa... Non avevo da nascondere nulla, non mentivo...

Camillo - Gi!

Pio - La musica fiacca... La vita borghese... il tran-tran di tutti i giorni...

Camillo - Dipende dal temperamento. Forse tu puoi lavorare e vivere solo cos! Vuoi che ti dica la verit? Da tre giorni sembri un condannato a morte. Pare che in via Luciano Manara ti aspetti una ghigliottina.

Pio - (una pausa) Camillo! Questa volta ho deciso sul serio. Non ne faccio pi nulla!

Camillo - (contento) Non vai in citt?

Pio - No. Me ne sto qui, quieto, quieto... Domattina dormo fino alle undici...

Camillo - Non vuoi pi la chiave?

Pio - No. Te l'avevo chiesta cos, per la forma. Ma in cuor mio sapevo benissimo che non l'avrei usata!

Camillo - Rinunci per sempre?

Pio - Credo.

Camillo - E lei?

Pio - L'avvertir.

Camillo - Hai ragione. Non eri adatto per certe cose! Non t'impressionare, farai lo stesso della musica eccellente. Perch non scrivi una sinfonia sul tema dell' Ippocampo ? Un bellissimo titolo!

Pio - Trovi?

Camillo - La leggenda ha il suo lato poetico, che dovrebbe parlare alla tua sensibilit. Questi due esseri che s'uniscono per la vita e per la morte, che vanno uniti, coda a coda, fiduciosi, tra l'insidia dei gorghi...

Pio - (rapito) Un preludio sul mare, molto sonoro, molto colore orchestrale, le onde contro gli scogli... eh?... poi la discesa negli abissi quieti - violoncelli e legni - il cavalluccio marino che cerca la compagna, lo agguato delle meduse, l'incontro con la sposa... Un finale dolce - arpe e flauti - ...il cavalluccio e la compagna che muoiono insieme sulla rena, in una giornata di sole... (Accenna con la voce alcune note).

Camillo - Bello! Questa volta te la stampo, Pio!

Pro - Grazie, Camillo!

Camillo - (brindando) Alla tua nuova sinfonia, Pio! Al successo dell'Ippocampo!

Pio - (eccitato) Grazie! (Dal fondo del giardino giunge la voce di Francesca che chiama: Camillo! Camillo!).

Camillo - Che vorr mia moglie?

Pio - Domani, invece d'andare in citt, mi metto al lavoro...

Camillo - Bravo!

(Voce di Francesca: Camillo!).

Camillo - (rispondendo) Che cosa vuoi?

Luisa - (entrando) La signora dice d'andar sulla strada, subito.

Camillo - Che cosa c'?

Luisa - Bisogna regger la signora Sabina sulla bicicletta.

Camillo - Tocca a Pio! Tocca a Pio!

Luisa - No, signore. La signora non si fida del signor Pio. Ha paura che la mandi in un fosso ! (Pio ride. Camillo lo minaccia).

Luisa - (inflessibile) L'attendono, signore.

Camillo - E va bene. Metto in conto anche questo, Pio! (Esce dal fondo).

Pio - (tira un gran sospiro di sollievo) Casa. Luisa, com' bella la vita!

Luisa - II signore non pi di cattivo umore?

Pio - (preoccupato) Ero molto di cattivo umore, in questi giorni?

Luisa - Oh s, signore. Pareva malato. Anche a tavola. Riportavo in cucina i piatti quasi intatti. Ero mortificata, signore.

Pio - Ora tutto ritorna come prima! Ho fame, Luisa! Mi raccomando la cena! (Luisa fa per uscire. Pio s'avvicina ai vasi ove Elena ha buttato i frammenti della lettera).

Pio - Guardate, Luisa. Carta straccia, tra i fiori. Se la vede la signora, vi d una lavata di capo. (Ne raccoglie alcuni pezzi). Tenete portate in cucina.

Luisa - Grazie, signore. (Esce a sinistra).

Pio - (richiamandola) Eh! Buttateli sul fuoco!

Luisa - S, signore.

(Luisa esce a sinistra. Da destra entrata da qualche istante Elena).

Elena - Quel mio bigliettino vi d molto da fare !

Pio - (impacciato) No... no, per scrupolo...

Elena - L'eccessiva prudenza pi pericolosa dell'audacia.

Pio - Credete?

Elena - Se invece di me, fosse entrata vostra moglie, e vi avesse sorpreso a far tanto tramesto per due pezzetti di carta...

Pio - (gi inquieto) Avete ragione.

Elena - (sedendosi accanto a lui) Peccato che questa sera non possiate venire da me a suonarmi le vostre canzoni, come l'altra notte...

Pio - Gi, peccato...

Elena - Sapete a che ora siete uscito di casa mia?

Pio - Molto tardi.

Elena - Quasi alle due. Donata non s' accorta di nulla?

Pio - No. Aveva mal di testa ed andata subito a letto.

Elena - D'altronde, poteva benissimo esserci anche lei. stata una serata di musica pura. Avete suonato il pianoforte per tre ore di seguito, senza smettere un secondo... Una bella resistenza, Pio!

Pio - Ma la mia testa era un vulcano.

Elena - Non sapevate decidervi se dovevate abbracciarmi o no?...

Pio - Ecco..

Elena - Domani, in citt, le decisioni le prender io.

Pio - Sentite, Elena, voi siete tanto intelligente da rispondere con franchezza alla domanda che voglio farvi.

Elena - Certamente.

Pio - Domani si dovrebbe dare una positiva conclusione a particolari stati d'animo sorti tra di noi. L'iniziativa stata mia o vostra, Elena? Vi giuro che io non saprei rispondere.

Elena - stata mia! Vi siete fatto trascinare terribilmente.

Pio - Ah! Che cosa vi ha.indotto, s, a prendere questa iniziativa?

Elena - Mi piacete. Pio!

Pio - Perch ?

Elena - Come si pu rispondere?

Pio - Sono un uomo comune, Elena.

Elena - Non dico di no.

Pio - Fisicamente...

Elena - Non siete brutto.

Pio - S, come tanti altri... Non credo neppure che mi stimiate un mostro d'intelligenza. ..

Elena - Non necessario.

Pio - E nemmanco penso che vi siate innamorata dell'artista, del compositore. Voi siete una intenditrice, una raffinata. Avete una cultura musicale. Le mie canzonette, passione delle dattilografe, non credo che vi abbiano mai interessato molto.

Elena - Sono carine.

Pio - L'altra sera vi tenevate sveglia a furia di pizzicotti.

Elena - Suonavate da tre ore...

Pio - Di uomini come me, una donna come voi, ne ha intorno a dozzine.,. Perch , a Camillo, che su per gi ha lo stesso peso mio, avete detto di no e a me...

Elena - Non facile rispondere. Lasciatemi pensare. (Una pausa) Ecco, Pio, credo di aver trovato. Sapete che cos' che m'ha attirato in voi? Un sentimento banale, ma molto femminile. Il sapervi fedele ad una donna sola, inespugnabile, incorruttibile, irraggiungibile. fatale! Ci viene una voglia pazza di provare, di riuscire ove altre sono fallite...

Pio - (un tempo) Allora, se io non fossi l'ippocampo, il mostro marino, se io fossi un marito come tutti gli altri, anzi peggio degli altri, perderei per voi ogni attrattiva?

Elena - Molto probabilmente.

Pio - (solenne) Ebbene, Elena, anche a costo di perdervi, con voi non posso mentire. Non sono quello che tutti credono. Vivo di scrocco, su una fama usurpata. Sono alla mia ennesima esperienza. Tante ci sono passate. Tutte le interpreti delle mie canzoni, per esempio... Lo metto per condizione, dei volgari ricatti...

Elena - Ah!

Pio - (recitando ingenuamente) A volte faccio schifo a me stesso, credete! molto doloroso confessarmi tanto spietatamente, rischiare di diminuirmi ai vostri occhi, magari di perdervi, ma voglio che...

Elena - (con un sorriso) Non affaticatevi, Pio! Ho capito.

Pio - Che cosa?

Elena - Voi, domani, non volete pi venire in citt. Vi siete pentito.

Pio - (confuso) Ma no... dicevo questo per...

Elena - inutile! Vi ho detto, ormai ho capito.

Pio - (pieno d'ammirazione) Siete troppo intelligente per me!

Elena - Non vi sentite il coraggio d'andare fino in fondo... eh?

Pio - (umile) cos, Elena.

Elena - Da due giorni presentivo la sconfitta. Vi sentivo scivolar via, piano, piano...

Pio - (mortificato) Ha ragione Camillo. La mia una specie d'imperfezione fisica. Non posso. pi forte di me. Da quando abbiamo deciso la gita in citt, vivo in uno stato d'incubo. Non dormo, non mangio, tutto mi spaventa, tutto mi preoccupa. Se Donata mi chiede l'ora, divento rosso; alla domanda pi ingenua, rispondo balbettando o facendo una scenata... Sono molto ridicolo, Elena?

Elena - No.

Pio - Una specie di mollusco! Se mi distaccano dalla conchiglia ove sto rannicchiato, muoio. (Sconfortato) Non so separarmene. Sapete qual' stata la mia pi forte tentazione, in questi giorni, quella cntro cui ho dovuto pi lottare?

Elena - In un caso come il nostro, le tentazioni possono essere di varia natura...

Pro - La mia era di confessare tutto a Donata! Consigliarmi con lei... figuratevi!

Elena - Voi volete molto bene a vostra moglie!

Pio - Non lo so. Volete bene voi al vostro naso, al vostro pollice? Non sapete rispondermi. Ecco, cos per me. Donata come se fosse un mio braccio, una mia gamba, qualche cosa alla quale non possibile nascondere nulla, perch fa parte di noi...

Elena - Ho perso, Pio. Vi restituisco la libert. (Si alza).

Pio - Senza rancore?

Elena - Senza rancore. Con voi non si pu essere offesi. Siete una specie di mito. (S'incammina verso il fondo, Pio l'accompagna).

Pio - Siete la pi intelligente e la pi cara delle donne. V'accompagno fino al vostro cancello...

(Escono dal fondo. Da destra entrano Donata, Francesca e Sabina, a tempo per vedere i due allontanarsi).

Sabina - (accennando alla coppia) Hai visto?

Donata - (un po' nervosa) Ma s, ho visto... E con questo?

Sabina - Aveva detto che tornava subito a casa... invece...

Donata - Ebbene, s' fermata a far due chiacchiere con Pio...

Sabina - Quella donna non mi piace, ha ragione Francesca!

Francesca - S, Donata. Faresti bene a levartela di torno.

Donata - (scattando) Insomma, Francesca, parliamoci chiaro. Che cosa vogliono dire tutte le mezze frasi, le insinuazioni di questi giorni?... Che cosa c', che cosa sai?

Sabina - Ecco! Tra noi donne, solidariet ci vuole, franchezza...

Francesca - (impacciata) Non vorrei essere fraintesa...

Donata - Senti, ci conosciamo fin da ragazze noi due. Tu muori dalla voglia di dirmi qualche cosa. Parla.

Francesca - Tu potresti credere ad un mio sentimento meschino, a una specie di rivincita di moglie abbondantemente tradita...

Donata - Ah!

Sabina - Te l'avevo detto, che sapeva qualche cosa!

Francesca - Sai perch ho fatto improvvisamente pace con Camillo?

Donata - No.

Francesca - Perch Elena non l'amante di Camillo.

Sabina - (come per dire un'enormit) l'amante di Pio?

Francesca - (sommessamente) S...

Sabina - Noo!

Francesca - (a Donata) Mercoled sera, dove sei stata?

Donata - Mercoled? (Cercando) Ah... Avevo l'emicrania. Sono andata a letto molto presto.

Francesca - E Pio?

Donata - Anche lui. S' chiuso nella sua stanza.

Francesca - Non vero. Verso le undici uscito piano piano, cercando di non far scricchiolare la porta del giardino. Sai dov' andato?

Donata - (sempre pi agitata) Di'...

Francesca - Si introdotto nella casa di Elena. Il cancello era aperto, il cane alla catena, in cortile. Tutto preparato. Ho seguito la scena dalla mia finestra. Sorvegliavo Camillo e ho sorpreso Pio!

Sabina - enorme! Naturalmente sarete rimasta alla finestra per vedere quando usciva...

Francesca - S. Mi pareva una cosa incredibile...

Sabina - Allora?

Francesca - Ho aspettato tre ore. uscito, con le stesse precauzioni verso le due!

Sabina - (che non riesce a capacitarsene) Ah, questo poi! Farlo a pezzi, un infingardo simile!

Francesca - Domani Pio va in citt, non vero?

Sabina - S.

Francesca - Ebbene ci va anche lei. L'ho saputo dalla cameriera. Pio prender probabilmente il treno del mattino, lei quello delle tre.

Sabina - (abbracciando Donata) Figlia mia, non farmi quella faccia! Ci sono io, ci sono io, accanto a te...

Donata - Lascia stare, mamma.

Francesca - Ho creduto mio dovere parlare... cos puoi provvedere... difenderti...

Sabina - Vendicarti!

(Dal fondo entra Pio, allegrissimo. l'uomo che ha ritrovato la pace con la propria coscienza e con il mondo).

Pio - Finita la lezione di equilibrio? Quanti ruzzoloni? (Nessuno gli risponde. Egli tanto preso dal suo gioioso fervore, che non s'accorge della feroce ostilit dei presenti) Oggi sono stato un po' bisbetico! Beh, tutto passato! Anzi, vi chiedo scusa. Sono un buon figliolo, io! Riconosco i miei torti. In compenso questa sera sono allegrissimo. (Avvicinandosi a Donata) Donata, ho avuto l'ispirazione per una nuova sinfonia... Sai come vorrei intitolarla? L'ippocampo, l'animale fedele, quello che... (Le tre donne gettano un grido d'indignazione).

Sabina - il colmo, il colmo!

Donata - (trattenendo i singhiozzi) Non lo voglio pi vedere, non lo voglio pi vedere!

Sabina - Andiamo via, andiamo va!

(Sabina e Francesca prendono Donata tra di loro e V accompagnano verso la casa. Francesca prima di uscire, si ferma un istante e fa vigorosi cenni di disapprovazione a Pio, folgorato dallo stupore, mentre cala la tela).

FINE DEL SECONDO ATTO

ATTO TERZO

La stanza di soggiorno nella villa di Pio e di Donata, come al primo atto. La mattina del

giorno dopo.

(All' alzarsi del sipario sono in scena Camillo e Pio. Pio ha un aspetto stanco ed inquieto. Ila passato gran parte della notte in discussione con Donata, nel vano tentativo d'indurla a credere nella sua innocenza. Evidentemente ne uscito sconfitto).

Pio - (passeggiando nervosamente per la stanza) E ora che fa?

Camillo - (sconfortato) Continua a preparare le valigie. Vuole partire con il treno delle tre.

Pro - E sua madre l'accompagna?

Camillo - Naturalmente.

Pio - Ah! (Un tempo) Le hai riferito il nostro colloquio di ieri?

Camillo - Parola per parola. Ho fatto della psicologia, ho cercato di chiarire il tuo stato d'animo, le ho giurato che sei pi candido che mai...

Pio - E lei?

Camillo - Continua a ripetere quello che sai.

Pio - Le hai detto che ti ho fatto delle confidenze, che.tu sei testimone...

Camillo - Sono un testimonio senza credito!

Pio - impossibile che una donna intelligente come Donata non capisca... possibile? Abbiamo passato la notte a discutere! Si esasperava sempre di pi! Stamane ha deciso di lasciarmi.

Camillo - Le donne, quando le tocchi da questo lato, sono tutte ad un modo. Dimenticano ogni cosa, anche di avere dei cervelli per ragionare.

Pio - Ma sono innocente, tu lo sai, anzi...

Camillo - Sei innocente! Anche tu per, t'introduci di nascosto in casa d'una donna come Elena, e passi la notte a suonare il pianoforte !

Pio - Non vuole neppure credere che la gita in citt l'avevo gi mandata all'aria, per conto mio, prima che lei scoprisse..

Camillo - Ho ragione io! La buona condotta ha sempre un carattere negativo. Se hai peccato, ti procuri degli alibi, preordini una dimostrazione d'innocenza. Innocente sul serio, sei spacciato. Io, Francesca, son sempre riuscito a persuaderla.

Pio - Donata anche senza prove dovrebbe intuire...

Camillo - Come fa? La virt autentica manca di pubblicit, di evidenza. Se una donna tiene una cattiva condotta, tutti i conoscenti ne parlano, se virtuosa nessuno ne chiacchiera... Se tu esci con un colletto macchiato, se ne accorgono tutti, ma se pulito nessuno lo nota...

Pio - (che non stato ad ascoltare le dissertazioni di Camillo e s' avvicinato alla scala, tendendo l'orecchio) Francesca ancora di sopra?

Camillo - S.

Pio - Tua moglie una vipera!

Camillo - Capisco il tuo risentimento, ma non devi...

Pio - tutta colpa sua.

Camillo - Non peggiore delle altre. Ha molto sviluppato il senso della solidariet femminile. Ti crede colpevole, ti fa guerra...

Voce di

Francesca - Lo dico a Camillo.

Pio - Scusami, ma non voglio neppure guardarla in faccia... (Esce dal fondo, verso il giardino).

Francesca - (affacciandosi dalla scala) Camillo, Donata vorrebbe che qualcuno andasse alla stazione a prenderle i biglietti! Ci vai tu?

Camillo - Neanche per idea! Vuoi che io collabori a questa sciocchezza? (Energico) Vieni gi! Lascia Donata in pace.

Francesca - (scendendo la scala) inutile! Donata proprio decisa! Lo pianta. E fa benissimo!

Camillo - Ricordati, hai accusato un innocente!

Francesca - (ironica) Oh, naturalmente, se lo dici tu!

Camillo - Guardala, che muso! Ci sguazzi in tutto questo pasticcio!

Francesca - Approvo Donata.

Camillo - Sei quasi contenta, eh? che le cose volgano al tragico! Che bella lezione per Camillo, che bella lezione per Camillo! Sbagli, cara!

Francesca - una lezione anche per me! Avrei dovuto fare come Donata!

Camillo - Qui sta il punto! Donata parte a fondo, al primo sparo! Tu hai gi fatto troppe false partenze! Ormai tardi!

Francesca - (aggressiva) Provati, e vedrai!

Camillo - (battendo subito in ritirata) Io? Ma se lo sai che in fondo, ti sei sempre allarmata senza motivo! (Donata, seguita da Sabina, scende la scala).

Donata - (vestita da viaggio) Allora, per quei biglietti?

Francesca - Camillo non vuole andarci...

Camillo - No, Donata. Io disapprovo questa partenza.

Donata - (gelida) Non vi ho chiesto d'approvarla.

Camillo - Vi ripeto che Pio innocente!

Donata - Mamma, vuoi dire al fattore che vada alla stazione a prendere i biglietti?

Sabina - S, cara, non darti pensiero...

Camillo - (a Francesca) Andiamo. Sbroglia il campo.

Francesca - Donata pu avere bisogno di me...

Camillo - L'hai gi servita a dovere, non preoccuparti !

Francesca - (mentre Camillo la pilota fuori) Noi andiamo a fare un giro in giardino. Se ti occorre qualche cosa, chiama...

Donata - (si muove nervosa per la stanza in cerca di vari oggettini, che ripone in una capace borsa da viaggio) Va bene. Ti ringrazio. (A Sabina) Hai suonato per il fattore? (Camillo e Francesca escono).

Sabina - Non ancora.

Donata - Non vedo l'ora d'esser via da qui.

Sabina - Ti capisco, figlia mia!

Donata - Mi sento circondata da dieci anni di menzogne. Questa idea mi esaspera, mi fa diventare pazza! Essermi lasciata ingannare, prendere in giro cos...

Sabina - Il pi grande ipocrita della terra!

Donata - Ero fiera di lui, lo portavo d'esempio alle amiche... Gli dedicavo ogni pensiero, ogni ora della giornata, trascuravo perfino Gabriella... Ah, che povera sciocca!

Sabina - Era riuscito ad ingannare anche me, tutto detto! Gli trovavo un mucchio di difetti, ma avrei giurato anch'io...

Donata - Hai visto? Continua a mentire anche ora, anche ora! Dice che non vero, capisci? Avesse almeno avuto uno slancio di sincerit, di pentimento!

Sabina - Disgustoso!

Donata - Vorrei non vederlo mai pi! (Chiudendo la borsa) Allora per il viaggio siamo intesi su tutto, mamma?

Sabina - (un po' incerta) S...

Donata - Tu scendi direttamente a Roma e prepari in casa tua una stanza per me e Gabriella. Io vado dai suoi genitori, prendo Gabriella e domattina ti raggiungo.

Sabina - Scusa cara, ma la piccola la lascerai tranquilla, con i suoi nonni. A Roma in questi giorni fa troppo caldo.

Donata - Ripartiremo per qualche posto di montagna.

Sabina - Ci ho ripensato... meglio che tu parta sola.

Donata - E tu?

Sabina - Rimango qui, a sorvegliarlo. Cercher di rendergli la vita impossibile e ti terr la casa in ordine.

Donata - Per quel che m'interessa!

Sabina - Ma se lo lasciamo solo per quindici giorni, quando ritorni chiss che putiferio trovi! Donata - (volutamente calma) Ma io non ritorno pi, mamma, lo sai.

Sabina - (impressionala) Senti, Donata, parliamo tra noi due seriamente...

Donata - da ieri sera che non faccio altro.

Sabina - Hai visto che fino a questo momento ti ha dato corda... eccome! Ne ho fatto del chiasso! Ieri sera mancava poco che lo sbranassi...

Donata - Appunto! E mi stupisce che ora, proprio tu, abbia dei tentennamenti.

Sabina - Nessun tentennamento. Fai benissimo a dargli una buona lezione, che la ricordi per un pezzo... ma non bisogna esagerare in nulla...

Donata - Ah, perch ? Credi che io abbia scherzato... abbia fatto per burla?... Io lo lascio, lo lascio per sempre!

Sabina - Ti sei comportata in modo perfetto, cara! Lo hai annientato, benissimo! Ora te ne vai, stai quindici giorni fuori di casa, lo lasci affondare ben bene nel suo pantano, ti fai supplicare, invocare... e poi ritorni...

Donata - Ah, l'intendi cos, mamma?

Sabina - S, cara. Non fare sciocchezze! Ascolta tua madre che, malgrado le apparenze, ha in fondo un certo buon senso, e, soprattutto, pi esperienza di queste cose...

Donata - M'accorgo che fino ad oggi sono proprio vissuta tra persone che non riescono a capirmi e che io non capisco. Ma io, mamma - te lo vuoi mettere in testa anche tu? - faccio sul serio, ho deciso. Vado a chiudere le valigie. (Sale la scala e scompare).

Francesca - (entra dal fondo. Chiede a Sabina) Donata ancora di sopra?

Sabina - (preoccupata, con un cenno) S.

Francesca - (piena di fervore) Ho pensato che per fare il baule avr bisogno di me. Vado ad aiutarla.

Sabina - (fredda) S, tra noi donne ci vuole della solidariet, ma voi, ora, ne mettete un po' troppa, figliola!

Francesca - (sulla scala) Come dite, signora? (Sabina ha finalmente scorto Pio in giardino e lo chiama con cenni vigorosi. Francesca riprende a salire la scala e scompare nelle stanze superiori. Pio s'affaccia timido sulla soglia).

Pio - Mi cercavi?

Sabina - Ho l'abitudine di gesticolare per chiamare i fantasmi?

Pio - Ma...

Sabina - Belle prodezze hai combinato! (Pio si siede sconfortato in una poltrona) Guardalo un po' tranquillo lui! Sta per precipitargli la casa sulla testa... e il signore sta l, non si muove... Bada che mia figlia cocciuta come il suo povero padre, anzi come sua madre...

Pio - L'ho supplicata... le ho spiegato...

Sabina - Che cosa le hai spiegato?

Pio - Che non vero, che non ho fatto nulla di male...

Sabina - (indignata) E c'insiste! Sei davvero nauseante. Ha ragione Donata! Verrebbe voglia di piantarti, sul serio!

Pio - (disperato) Ma se cos...

Sabina - Non farmi perdere la pazienza! Voglio restar calma. Devi capire. ' proprio questo voler negare, questo stupido insistere nella menzogna, che esaspera Donata...

Pio - Che cosa posso fare?

Sabina - Confessare, chiedere perdono, mostrarti pentito!... Che cretino! Ti devo insegnare anche questo?

Pio - Eppure...

Sabina - Non sai che una confessione sincera serve sempre ad illudere una povera moglie? Le permette di sperare nel" pentimento, di credere che il male non irreparabile ..., che si tratta d'un errore senza conseguenze ... Neppure questo sai? E vuoi fare il marito infedele? Poveretto! Torna, torna alla cuccia. meglio.

Pio - Ma io...

Sabina - Andiamo, su, parlale subito! Puoi ancora salvare tutto... Sbrigati! (Donata apparsa sui primi gradini della scala).

Donata - (scendendo) Le chiavi del baule, le hai tu mamma? (Vede Pio, si ferma).

Sabina - Credo. Vieni gi. Tuo marito ti vuol parlare.

Donata - (di malavoglia) proprio necessario?

Sabina - S. (Fa dei cenni d'incoraggiamento a Pio, ed esce dal fondo. Donata s'avvicina alla borsa che ha lasciato su di, una seggiola, l'apre. Un silenzio).

Pio - (timido) Donata?

Donata - Che c' ancora?

Pio - Proprio mi vuoi lasciare?

Donata - (calma, quasi gentile) S, Pio.

Pio - Dopo dieci anni che ci vogliamo bene, che andiamo d'accordo?

Donata - Ora non andremmo pi d'accordo e non ci vorremmo pi bene.

Pio - Sei sicura di non pentirti?

Donata - Sono sicura.

Pio - Porti via anche Gabriella?

Donata - S. La legge dalla mia parte. La vedrai a Natale, a Pasqua.

Pio - Come possibile, Donata? Pensa a quello che siamo stati l'uno per l'altra, alla nostra vita comune, pensa a quel Pio che non sapeva vivere, se non gli eri vicino.

Donata - Io non lascio quello... Mi distacco da un Pio che non conoscevo e che non posso rimpiangere...

Pio - Io sono sempre lo stesso, tal'quale...

Donata - (amara) Anche ora, continui a mentire...

Pio - (dolorosamente) Capirai un giorno che io, proprio in questa occasione, ti ho offerto la pi grande prova di fedelt della mia vita!

Donata - (che vuol conservarsi calma, ma incomincia a innervosirsi) Non dire enormit! Non ricominciare! Ti supplico! Abbi piet dei miei nervi! v

Pio - Scusami, ti ripeto la stessa cosa di ieri, ti esaspero, ma...

Donata - Guarda, avrei sopportato tutto pi facilmente, se tu non avessi preso questo atteggiamento. ..

Pio - (colpito) Ah!

Donata - Lo so anch'io! Non sono n la prima n l'ultima donna tradita dal proprio marito! Molte altre prendono la cosa con pi disinvoltura, ci soffrono meno. Lo so, lo so. E magari avrei fatto anch'io come le altre, se tu non. avessi recitato per dieci anni la nauseante commedia del marito fedele...

Pio - Non era una commedia!

Donata - E soprattutto se ieri, oggi, sorpreso in flagrante, schiacciato dall'evidenza, non avessi continuato a mentire... a fingere, a fare l'ingenuo...

Pio - (a fatica) Ebbene, Donata, se necessario che io confessi...

Donata - Non dire stupidaggini! Che necessit vuoi che abbia di una tua confessione? Fai apposta a non capire. Non si tratta di questo... Comunque, ora, sarebbe troppo tardi!

Pio - No, 'Donata, non troppo tardi. Voglio confessare, dirti tutto, come vuoi tu...

Donata - Ah!

Pio - Incomincio a intravedere che avevi ragione! stata assurda la mia pretesa di negare.

Donata - Lo vedi?

Pio - S, s... ho commesso la sciocchezza... la sciocchezza... che tu sai...

Donata - La chiami una sciocchezza?

Pio - S, proprio. Una sciocchezza, una cosa meschina che mi ha umiliato, che ha procurato tanto dolore a te e a me.

Donata - (che vuol- resistere alla tentazione di sapere di pi) Ormai puoi tacere, ,Pio. inutile...

Pio - (lancialo) Mi ci sono trovato invischiato quasi senza accorgermene, quasi senza volerlo... Di mio ci ho messo ben poco...

Donata - inutile... inutile...

Pio - Tu lo sai, sono un debole... Lei dava cos poca importanza alla cosa, che ci accorgemmo d'aver finito, prima d'aver deciso d'incominciare...

Donata - ( pi forte di lei, deve interrogare) Da quanto tempo durava?

Pio - (incerto) Da qualche...

Donata - Non mentire, non mentire!

Pio - (sicuro) Da tre mesi!

Donata - Ah!

Pio - Tre mesi giusti. Mi ricordo che abbiamo incominciato il giorno del mio compleanno.

Donata - Dunque molto prima di venire quass?

Pio - S, ma ci siamo visti poche volte...

Donata - Quante?

Pio - Quattro, cinque.-., di sfuggita, di nascosto...

Donata - Dove?

Pio - In un alberguccio.

Donata - In che ore?

Pio - Di pomeriggio. Dalle tre alle quattro, in fretta... Lei aveva sempre un mucchio di commissioni da fare, - io non volevo destare i tuoi sospetti...

Donata - Che miseria, tutto questo!

Pio - S. Una triste cosa. Eravamo disgustati uno dell'altra. Un giorno non ci hanno fatto entrare nell'albergo, ci hanno detto delle parolacce...

Donata - Taci! (Un silenzio) E prima?

Pio - Come... prima?

Donata - S, prima di questa... sciocchezza... ce ne sono state altre?

Pio - (indignato) Oh, Donata!

Donata - Come in questi tre mesi - ed io non m'accorgevo di nulla - puoi avermi giocata durante dieci anni... Ho il diritto di sospettarlo.

Pio - (sincero) No... Donata... Malgrado tutto, non ne hai il diritto. Guardami in faccia, negli occhi.

Donata - (dopo una pausa) Va bene. Voglio crederti sincero.

Pio - Perdonami, Donata... Tutto ritorner come prima... Tu non puoi immaginare come sono stato scottato... come io sia pentito...

Donata - Come prima no, Pio. La fiducia scomparsa...

Pio - Ritorner anche quella!

Donata - Lo speri, eh?

Pio - S, perch la fiducia mi necessaria come l'aria, per essere un buon marito, per volerti bene...

Luisa - (entrando da sinistra) Signora, il fattore chiede se i biglietti per Roma deve prenderli di prima o di seconda classe.

Donata - (un tempo, guarda l'ora al polso) il tocco! Prima che ritorni dalla stazione con i biglietti... Non c' pi tempo... Digli che sospenda. Partir domattina. (Luisa esce).

Pio - (felice, afferrandole una mano) Donata!

Donata - (sciogliendosi) Ho detto che partir domattina... solo una questione d'orario.

Pio - Ti voglio tanto bene, Donata.

Donata - E anche se decidessi di rimanere, non credere di cavartela cos a buon mercato...

Pio - Accetto qualsiasi condizione...

Donata - Prima d tutto metteremo subito in vendita la villa. Non posso pi soffrire questa casa, con quella vicinanza... (Indica verso la villa di Elena) Mi rincresce per te, che ci stavi volentieri, ma...

Pio - (rassegnato) Venderemo la villa.

Donata - Anche Francesca non ho pi voglia di vedermela d'intorno... L'idea di dover sopportare i suoi sorrisetti, la sua commiserazione, io che mi vantavo... Cambierai editore.

Pio - Si potrebbe finire le vacanze in montagna.

Donata - Dove?

Pio - A Cortina, per esempio. un tuo vecchio desiderio... A Cortina quest'anno hai molti amici.

Donata - Vorrei gi essere via da qui!

Pio - Partiamo domani, col primo treno.

Donata - Sarebbe la cosa migliore.

Pio - fatto!

Donata - Vado a parlare con la mamma... Dovrebbe fermarsi lei... a chiudere la casa, se decido di...

Pio - Hai gi deciso, Donata!

Donata - (salendo la scala) Non contarci poi troppo. (Scompare).

(Pio rimane per un istante solo. Alla gioia dell' ottenuto perdono, subentrata una lieve malinconia. Guarda verso la porta, da dove scomparsa Donata, ha un gesto di rassegnazione. Dopo un istante, dal giardino, entra Camillo, guardingo).

Camillo - (chiamandolo sottovoce) Eih... eih!... Sei solo?

Pio - S.

Camillo - (avanzando) Ho saputo dal fattore che non c' pi bisogno dei biglietti... Non parte pi?

Pio - Partiamo insieme... domattina...

Camillo - Ah! Si convinta?

Pio - No. Mi ha perdonato.

Camillo - Come?

Pio - (con amarezza) Mi crede colpevole e mi ha perdonato. Ho dovuto inventarle una mia relazione con Elena. Ho fornito i particolari... ho confessato, ho fatto delle promesse, ho chiesto perdono...

Camillo - La scena classica del marito pentito!

Pio - Ecco!

Camillo - Finch continuavi a proclamare la tua bella innocenza...

Pio - Ero un bugiardo, mi piantava, portava via Gabriella...

Camillo - Te l'ho detto, quando si tratta di queste cose, le donne si dimenticano d'avere un cervello.

Pio - Mah!

Camillo - Comunque, niente drammi, niente complicazioni. Questo l'essenziale.

Pio - Sicuro!

Camillo - (guardandolo) Non mi sembri molto soddisfatto!

Pio - Lo sono, lo sono. Che potrei pretendere di pi?

Camillo - Ringrazia il cielo che sia finita cos!

Pio - Certamente. Certamente. Si vende la villa, si fa un viaggetto a Cortina e tutto liquidato, tutto rientra nella normalit. Io sono uno dei tanti mariti che ha fatto una scappatella, Donata una delle tante mogli che sa perdonare. Magari per la villa ci si ripensa, una bella casa, i terreni sono in rialzo, e la vendita si rimanda ad un altro anno. Il viaggetto a Cortina pi che sufficiente!

Camillo - Preferivi forse che ti piantasse, che scoppiasse la tragedia?

Pio - Figurati! Come puoi pensare una cosa simile? Sono un uomo tranquillo io, amo la vita di famiglia,' voglio bene a mia moglie' io...

Camillo - Allora?

Pio - Allora nulla, ecco! Osservo solamente che visto da vicino, tutto molto pi semplice di quanto ci s'immagini... Io non ho tradito mia moglie, ma se l'avessi tradita, le cose sarebbero andate pressapoco nello stesso modo.

Camillo - E sarebbero andate benone!

Pio - Per anni ed anni io ho pensato all'adulterio come ad una cosa contro natura, ad un cataclisma terribile, tutto il mio essere vi rifuggiva... Mi hai visto alla prova. Invece molto meno complicato, molto pi facile... Basta un biglietto ferroviario per Cortina, e tutto torna a posto!

Camillo - E come farebbe a esistere la societ, se fosse altrimenti? .

Pio - un vero peccato non approfittare di queste facilitazioni!

Camillo - Aih! Guardami in faccia, Pio!

Pio - Che hai?

Camillo - Incomincio a capire... Vedo dove andrai a finire...

Pio - Dove andr a finire? Nella pacifica quiete del riconquistato focolare domestico! Quello il mio posto!

Camillo - Tua moglie ha commesso veramente un grande errore.

Pio - Credi?

Camillo - Ti ha rilasciato una specie di cambiale in bianco... e ti ha insegnato il modo , di scontarla.

Pio - Macch, macch!

Camillo - Buono per un'infedelt! Tutto pagato in anticipo. La merce pu essere ritirata in qualunque momento.

Pio - Se lo meriterebbero!

Camillo - Tac! Ci siamo! Questa la prima vera incrinatura... In pochi istanti hai acquistato la mentalit del marito che...

Pio - Non ne sar mai capace! Avevi ragione, un complesso d'inferiorit il mio.

Camillo - Ci hanno pensato gli altri a guarirti. Per conservare il tuo modo di vivere, avevi bisogno della fiducia della tua donna... di apparire davanti a lei incorruttibile... Ti credono colpevole, colpevole sarai.

Pio - Donata non ha capito nulla di me...

Camillo - un errore di prospettiva. Le mogli si collocano fatalmente in un punto d'osservazione sbagliato.

Pio - Elena, un'estranea, ha intuito pi facilmente la mia vera natura.

Camillo - Avanti che il gallo canti due volte, tu tradirai la moglie e l'amico...

Pio - (ingenuo) Perch l'amico?

Camillo - Lo vedi? M'intendi!... (Con un saluto d'addio, verso la casa di Elena) Addio, Elena!

Pio - Ah! Elena!

Camillo - Vuoi il suo numero di telefono in citt? Cinquantanove, nove, cinquantanove. un numero facile. Puoi ricordarlo a memoria. Cinquantanove, la battaglia di San Martino.

Pio - Ho molta amarezza, Camillo!

Camillo - Povero Pio! Sei come un pesce tirato a secco, boccheggi! La metamorfosi dell'ippocampo! Il mostro marino diventa uomo. Non t'impressionare, passer! Vedrai che, dopo, non ti troverai male... Ci sono delle soddisfazioni anche da questa parte della sponda, da quella ove sto io!

Pio - Ciao, Camillo!

Camillo - Dove vai?

Pio - Ho mal di testa... Vado a fare una passeggiata verso il fiume...

Camillo - Vuoi che t'accompagni?

Pio - Scusami, ma preferirei restar solo... Per distrarmi penser alla mia nuova sinfonia...

Camillo - Ecco! (Guarda l'ora) Sovente Elena, verso mezzogiorno, va a bagnarsi nel fiume...

Pio - Ti assicuro che non ci pensavo!

Camillo - Eh, gi! Ha un piccolo costume bianco, una piccola cuffia azzurra...

Pio - Non sapevo...

Camillo - S, Pio, lo sapevi... pensaci un po' bene!

Pio - Ho altre preoccupazioni per la testa, ora!

Camillo - Sicuro!

Pio - Ti saluto, Camillo. Domani partiamo all'alba. (Triste) Forse per un mese o due non ci vedremo. Grazie di tutto.

Camillo - Su, animo, vecchio mio! Allegro! Vien qui, che ti abbracci.

Pio - (uscendo) ~ Arrividerci Camillo.

Camilllo - Ciao, Pio! (Gridandogli dietro) A Cortina, scendete all'albergo Dolomiti. ottimo! (Gli fa dei cenni di saluto. Lo guarda allontanarsi).

(Dalla scala scendono in fila Sabina, Francesca e Donata. Camillo si gira, le osserva, le chiama).

Camillo - Eih, voi, donne! Venite un po' qui! Vedete quell'uomo melanconico, che si dirige verso il bosco, calpestando l'aiuola? Guardatelo bene, tutte e tre, per l'ultima volta...

Francesca - Pio!

Sabina - Pio!

Donata - Mio marito!

Camillo - No! l'ultimo uomo fedele rimasto sulla terra. L'avete ucciso con le vostre mani! Va a morire, in silenzio, nella boscaglia!

(Fa dei cenni di saluto a Pio, ormai lontano, mentre cala la tela).

FINE

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