RISSA COL DIARIO
Autopsia dun matrimonio
Di Carlo Terron
A Giancarlo Sbragia,
dopo e per averlo udito
impareggiabilmente monologare
La sonata a Kreutzer.
Riportati alla lettera, trascelti, raccordati, riassunti, concentrati, incastrati dialogicamente, parafrasati indovinati e commentati cronologicamente preposti o posposti, tutti ineccezionalmente i dati del discorso or vissuto or ricordato sono dedotti o impliciti, con puntuale fedelt, dai diari onnivori e fluviali che, con monotonia ossessivamente reiterante, dalle cime inaccessibili dellinquietante sottigliezza e insinuazione psicologica, non di rado rasente orli di delirante intolleranza, gi fino alle meschine crudelt della banalit pi petulante, Leone Tolstoi e sua moglie, Sofia Andreevna Bers tennero, ognuno il proprio, perfidamente puntato contro laltro, non senza un occhio ai posteri, sino alla morte (1910 lui, 1919 lei) per volumi e volumi. Parole dette, fatti riferiti, pensieri pensati, sentimenti vissuti, giudizi espressi, accuse confidate, avvenimenti testimoniati. Scritti, corretti, sottoscritti, ricopiati, conservati, pubblicati e consultabili: affilato strumento di tortura, da grafomani indefessi, quanto emeriti ed ambigui manigoldi di alto sadomasochismo, impareggiabili nellarte perversa e sofisticata dello sbranare sbranandosi: un inferno. Altro che Strindberg! Accade a coloro che si vogliono bene, come si sa: il maggior furto che lamore, ladro insuperato, possa perpetrare a danno dellodio, derubato sempre maldestro e soccombente in tal giostra. ( puranco vero, secondo Freud, che tutte le autobiografie sarebbero, in buonafede, sinceramente false. C molto da augurarselo, ma poco da sperarlo).
Interlocutori:
Sofia Andreevna Bers, vedova Tolstoi
Suo marito: Lev Nicolajevi_, profeta, scrittore, patriarca, conte e genio, in carica, naturalmente, nemmeno troppo in incognito.
In Russia. Dal 1862 al 1910 Preludio a un susseguirsi di sequenze lampeggianti nellombra intese, col minimo mutar dabito, dacconciatura, di modo, gesto e tono, possibilmente, per quanto dato, daspetto, onde sottolineare, non pi che tanto, il subentrante evolvere dalla giovinezza alla maturit come generata dallassordante terribilit funebre di una remota musica sacra grecoortodossa, palese mediazione al transito estremo dei mortali, appare una severa matrona dalla venust ben in ritardo sugli anni, che pur son gi sessantasei. in gramaglie strette, nascoste da un impenetrabile velo nero; compassata eleganza non priva di blasonata altezza. la contessa Sofia Andreevna nata Bers, recente vedova Tolstoi, reduce dalle esequie dellimmortale consorte. Le pende, ancora, dalle eburnee mani, il madornale rosario che la inorgoglisce nel suo pi noto ritratto della maturit. Incede lentamente fin nel cuore di un cerchio di luce che, taciuto, di colpo, il clangore del rito, evidenzia una monumentale poltrona scarlatta rasente un pianoforte a coda intera sulla quale ardono le candele di un sontuoso doppiere a molteplici braccia, contro lo sfondo di un gigantesco ritratto iperrealistico, a figura completa nello splendore della piena virilit, del granduomo, da credere di poterci addirittura colloquiare. Alti gli occhi, infatti, dopo aver indugiato a fissarlo meditando, essa si pone a sedere e, statuaria, si dedica alla commemorazione della propria vita trascorsa al suo fianco, in un silenzio che trafigge. Consum ore cos prima di sollevare il velo che le celava il volto, mentre, declinando progressivamente la luce, si lasciava riassorbire dalle tenebre. Quando riemerger dal buio, cadutole massicciamente ai piedi il funereo pelliccione, sar o creder o si figurer o vaghegger o delirer o cercher di dar da intendere di essere una fragile diciottenne, un sorriso di perla a fastigio dun etereo abito lilla pallido, colore sacro allinnocenza. rinata del milleottocentosessantadue, un chiaro mattino di primo autunno ubriaco del canto degli uccelli e qualche cane abbaia lontano sotto la cupola di un cielo immacolato dazzurro, dal cui obbligo lo scenografo esonerato, trattandosi di parole e parole che accadono anche se non rimangono fra quattro mura, estolte da migliaia di pagine, un oceano di parole. La signora, pardon: la signorina allunga la bella mano candida per afferrare, dal pianoforte, un plico fermato da un nastro rosa. Ne scioglie i nodi e si trova fra le dita un grosso quaderno dal quale le scivola a terra un biglietto accompagnato da un dagherrotipo. Raccattati, legge il primo e sorride assorta, stringendosi il quaderno al petto, nella contemplazione del secondo. Quindi, esasperante nella propria mancanza di fretta, prima di sfolgiarne le pagine, unultima azione ancora au ralenti, quella di accarezzare con un sorriso malevolo il ritratto.
SOFIA ANDREEVNA Gli manca solo una bella calligrafia. Non gli rassomiglia. Peccato, un gentiluomo cos fulgido e seducente, senza un particolare fuori posto. Andrebbero ricopiati. Lo saranno, lo saranno. Due righe ed ha un sussulto. Resta un attimo perplessa. Si alza, avvicinandosi alla parete per raggiungere uno di quei cosiddetti portavoce, elementari antenati del telefono, che, tramite un tubo a imboccatura labbra-orecchio, occluso da tappi rimovibili, mettevano in comunicazione con qualcuno Puoi scendere, maman?... No, no, rimani pure in lettura del tuo Pu_kin. Non importa, una semplice curiosit. Grazie lo stesso Era per Dimmi: cos la la aspetta Mi scappa la parola Un attimo solo, resta l. Riprende il quaderno per recuperarla alla memoria. Ecco. La Cos la gonorrea, maman? Di che si tratta precisamente?... (un sussulto) Maman!? Che ho detto? Non il caso di farmi una scenata Calmissima. Tu, piuttosto Io che ne so?... Sconveniente?... Lho letto un minuto fa. Per cosaltro lo domanderei a te?... Nel diario del conte Tolstoi Certo. Comincia cos: le prime parole Ma s che lo sai: prima di dare una risposta alla sua richiesta, ci tiene che conosca il suo diario, te ne ho palato ieri sera. Per lealt, dice peccato solo che sia quasi indecifrabile. Un gesto delicato e nobile che par tolto da uno dei suoi meravigliosi racconti. Mha commosso No, no, quella parola l si legge benissimo Ti dico, al principio: terza riga. Se non mi credi, te lo mando disopra, va bene? Maman, mi stai a sentire? Sembri spaventata Mi pareva Ha cominciato a tenere un diario a diciannove anni e s ammalato subito di quel male l, che ti devo dire?... Ora ne ha quanti ne ha? Maman? Trentaquattro, il conto presto fatto: venticinque anni fa Guarito? Di che guarito?... Non pi pericoloso?... Se non vuoi altro, figurati Che ti succede?... Sta a sentire: E sillaba dentro al portavoce decifrando dal quaderno: Kazan 17 marzo 1847 sar stato l di guarnigione, da allievo ufficiale, penso Da sei giorni sto in clinica, e, da sei giorni, mi sento quasi soddisfatto di me: mi son buscato la gonorrea s, la gonorrea, te lho detto - : Les petites choses produisent des grands effets hai ragione, pare che se ne vanti E che ne so?... Sicuro, esattamente: mi sento soddisfatto Di essersi buscato la gonorrea, certo, che ci devo fare?... Mah, cos dice. E precisa ovviamente per la ragione per la quale, di solito, la si busca. Testuale. Per quale ragione si busca la gonorrea? Non raccontarmi di non saperlo nemmeno tu. Della medicina tu sai tutto Insomma, cosa ho detto? Che mai sar sta gonorrea? Mi rivolger al dizionario Perch proibito?... Va bene, va bene, come non detto Ripeti, per cortesia, senza arrabbiarti. Quando mai te lho domandato!... Una Una costipazione? (dubbiosa) Sar S, s, E quando mai, per una costipazione ci si ricovera in clinica?... Sacrosanto. quello che penso anchio: hanno le mani bucate e la trachea delicata. Sfido che la nobilt russa, pur essendo padrona di met delle terre, piena di debiti Scusa, maman, lo chieder a lui Nemmeno questo? Stamattina, si vede, la mattina delle proibizioni. Pazienza Certo, certo, non arrabbiarti, come vuoi tu; non vorrei guastarti il tuo Pu_kin quotidiano.. Parola. Daccordo. Perch poi, a uno in procinto di diventare il proprio marito, non si deve potergli domandare com che s preso una costipazione di quella fatta, io non lo so proprio Appunto per quello, dici? Certo, ammetterai, almeno, che, per un inizio di diario piuttosto curioso. Accadeva ancora alle vergini preraffaellite di un secolo puritano. Bench - Oggi, magari un po meno. Si pone, la pia, al pianoforte e suona male Il bacio di Luigi Arditi che, per esser bello, va suonato brutto, come le opere di Mascagni. Ma preoccupata, in pensiero, e non lo suona male abbastanza.
SOFIA A. - Sempre lei che, terminato il valzer, s rimessa a sfogliare il diario del giovane pretendente, gi insigne ipocondriaco morale e, ben presto, mistico paranoie laico: 2 gennaio 1862. Ogni volta che ho inseguito il piacere, mi sono imbattuto nella noia; adesso che fuggo la noia, non faccio che imbattermi nel piacere. Ma poi piacere? C qualcosa di sbagliato nel mio destino Norme da seguire: fare bene, costi quel che costi, ci che hai deciso di fare, jusque au but; costringere, sempre, la tua intelligenza ad agire col massimo di forza e di resa Nessun timore di parlar chiaro alle persone che ti danno fastidio. Prima, farglielo capire, educatamente, ma senza esagerare; se non lo capiscono, dirglielo in faccia, dopo essersi scusato, ma non necessario Vivere equivale confessarsi: mai, dunque, una menzogna. Nulla, concernente luomo, stupido, trascurabile o vergognoso, specialmente ci che lo sembra e, quindi: pensare e dire, in qualsiasi occasione, tutto, sempre, ad alta voce, anche ci che deve cancellato il deve che dovrebbe rimaner segreto, come fosse gridato in piazza gridato in piazza! Vivo Vivo Vivo - altre sette date di solo vivo, lottava con due punti di domanda: vivo?? Con totale naturalezza, interviene, proseguendo alternativamente lui, sagoma, allinizio, appena intravista a una scrivania, emergente dalle tenebre, colosso barbuto, copia vivente del ritratto: evocazione della memoria vedovile pi che materiale individualit di presenza reale: il proprio diario personalizzato, per cos dire, voce e poco pi. Anche specialmente in questo, diverso dallavversaria fin troppo, in proseguo, nevroticamente reattiva e volubile al minimo soffio del sentimento, dellumore, del sospetto e di ogni frustrazione possibile, immaginabile e immaginaria, morbosa sensitiva, nella convinta, tesa ed isterica emozionalit provocata, a tratti, ed esaltata, dallapparente straniamento di lui, esasperante per la perentoria uniformit tonale al calor bianco: due opposte paranoie non ancora, ma ben presto, allo scontro diretto. In termini banali: essa recita, egli dice; in diversa guisa, entrambi, narcisi, si ascoltano. Terribile fare del teatro nella pi assoluta sincerit.
NICOLAIEVIC - (di seguito, senza distogliere lo sguardo da uno specchio a mano dove si sta osservando) mi piaccio e mi detesto, vorrei essere un altro e non mi cambierei con nessuno Ho trentanni e lanima una fogna: nettoyage! Mais a coute!... Urgenza improrogabile: prendere la rivincita a scacchi e smetterla colle carte; maledizione al gioco; non sono Dostoewskij, dopotutto.
SOFIA A. - (alterna) Ieri sera, di nuovo, ripulito, compreso lanello, regalo di zia Tatiana: rimorso. Riscattarlo al pi presto ed a qualsiasi costo E stupido: ancora gioco e ancora perduto: sale inutilit.
LEV N. - E altri debiti Ieri, lascivia tutto il pomeriggio, colpevolmente soddisfatta. Je mentends. Honte Carte e lussuria ancora. una via senza uscita. Due vizi sovrapposti si disturbano a vicenda. come soffrire dasma in montagna. Non ha senso. Idea originale, da sostegno per un racconto Rinunciato al sostegno: non detengo un decimo dellumorismo necessario. Andrebbe bene per Gogol, figurarsi Sbagliato anche Gogol. Lumorismo non sufficiente, ci vorrebbe il talento e la coerenza. Forfait lhonneur, la fante a Gogol. Falserebbe lironia calcando sul sarcasmo, suo unico regno incontrastato. Non crede a niente perch ha paura di tutto.
SOFIA A. - Forse, Turgheniev
LEV N. - Mon dieu!... Trop bonhomme. Fuor che scrivere mirabilmente bene, non sa far altro Sto buttando la mia vita dalla finestra, peccato dei peccati Mi sono alzato vergognosamente tardi e sotto il morso dei sensi, anche oggi. Il sesso mi fa dannare.
SOFIA A. - Tre quarti dora sprecati sotto la doccia.
LEV N. - In difetto di quattrini, si cerca di rimediare collacqua gelata. Cest un sale affaire. E fosse servito, almeno, ad ammansire la bestia. Ma pi forte di tutto. Per eliminare le tentazioni non c che un mezzo: soddisfarle, e non sempre riesce.
SOFIA A. - (nel sogguardare il ritratto, preoccupata) Considero il sesso femminile una calamit inevitabile come i flagelli naturali. Potendolo, starne alla larga. Io non posso.
LEV N. - Si fa per dire. Ah que je membte in ogni senso Intestino pigro. Dovrei fare pi moto Purgante.
SOFIA A. - (lei sempre dal diario, sintende) Vivo Vivo Continuo a vivere Debbo dormire di meno e pensare di pi. Domattina sveglia alle sei Alle sette Alle otto Sette e mezzo, ultimo termine.
LEV N. - Mi sono alzato alle nove. Ieri sera, dalla Anikeeva, lodi sperticate per i racconti. E peccato di vanit, di conseguenza.
SOFIA A. - (insospettita di suo) La Anikeeva?...
LEV N. - Anche la vergogna di s va a cicli: vanit a tutto spiano, pare che si siano messi daccordo: una scorpacciata di vanit.
SOFIA A. - E lunica giustificazione, se lo , alla sbornia per cui mhan dovuto riportare a casa a braccia Oh, no!...
LEV N. - Scusa sfacciata: mi sarei sbronzato anche senza. Sarebbe stato meno grave, tutto considerato.
SOFIA A. - Non curarti dellapprovazione di chi disprezzi o ti disprezza. Otto volte su dieci, essere antipatici un pregio.
LEV N. - Ma quando a disprezzarti sei tu stesso?... Discreto soggetto, pu venir buono anche questo. Una commedia?
SOFIA A. - Fa il bene, per in modo che nessuno se ne accorga. evangelico Questo un po meno, mi pare: Da non dimenticare: Amando il prossimo non escludere te stesso, sarebbe uningiustizia: anche tu ne fai parte. Vero, in fondo, per.
LEV N. - Lussuria, gioco e alcool; alcool, gioco e lussuria: la mia trimurti. mostruoso. Soprattutto, non ha senso manca di fantasia.
SOFIA A. - (riflessione personale) Scoperta la sua tattica di autodenigrarsi per farsi dar torto e uscirne valorizzato.
LEV N. - Completo fallimento della mia vita morale e materiale, altroch Ancora debiti.
SOFIA A. - Ma parla sul serio, o scherza? Forse, non ha avuto nemmeno quella misteriosa malattia. Si vuol solo male. Forse il suo modo di volersi bene.
LEV N. - Di questo passo finir sul lastrico e le terre non rendono mai abbastanza Tanto varrebbe liberarsene come ha fatto Turghenev, senza tanto starci a pensar su, prendendo in considerazione, pro e contro, senza fretta, questa avversata utopia delle campagne a chi le lavora, tornata fuori, e badino a se stessi. Rifletterci, evitando, per, di continuar a rimandare.
SOFIA A. - (personalissima) A listant, il ne faut pas exagerer, monsieur le compte!... (riprendendo a leggere) Ma c dellaltro C dellaltro sottolineato due volte Dellaltro! Che mai sar ?
LEV N. - Mantenersi, sempre, pi freddo che sia possibile e non rivelare alcun sentimento. Non capirebbero. Non capiscono mai.
SOFIA A. - Cosa non capiscono? Di nuovo sottolineato Al tavolo da gioco, non lasciar mai trapelare la tentazione di contare le vincite, le rare volte che ci sono; e le perdite, che non mancano mai. Perch?
LEV N. - Non pago davermi spellato a Faraone, Ogarv va calunniandomi che sono avaro. Mai passato per la mente. Tutto, ma avaro proprio no. Caso mai, il contrario Ingenuo io, che lo trovavo seducente.
SOFIA A. - E se avesse ragione?
LEV N. - Quanto poco luomo conosce se stesso!... Ha anche anche! torto. Bisogna andare in fondo. Sempre pi in fondo; imparare a perdere. E a diffidare delle apparenze. Guai trovarlo seducente. Non sarebbe che una delusione.
SOFIA A. - Vale anche per la vita. (stupita e calcando alla lettura) Penso a quel che penso (e lo ripete interrogativa) Penso a quel che penso? Oh bella!
LEV N. - Questione sempre aperta. Non desistere dal tornarci su. Sul seducente, intendo. Je sais.
SOFIA A. - Altre norme di comportamento: in societ curare i rapporti specialmente, o preferibilmente? Preferibilmente; con gente che occupa posizioni superiori alla tua Astuto, il sottotenente Badare a padroneggiare la conversazione, scegliendo gli argomenti difficili. Son, generalmente, pi facili di quelli facili e nessuno sazzarda a contraddirti, specie se discorri senza esserti levato i guanti E giudicato pi importante colui che si d importanza Resistere sempre allimpulso di lodare per essere lodati: uno scambio reciproco di monete false: mauvaise affaire; non derogare, viceversa, dallassicurarti, in ogni circostanza, la prima e lultima parola Cest un mot!
LEV N. - Oui. Senza saltare, di continuo, dal russo al francese e dal francese al russo come il branco di tutti codesti parvenus snobisti ed imbecilli.
SOFIA A. - Snobisti e presuntuosi?
LEV N. - Snobisti e presuntuosi. Satisfaite?
SOFIA A. - Bon! anche a prezzo di reprimere la tentazione di stringere tra le braccia un decollet plongeant, mai trascurare, nelle feste da ballo, dinvitare solo le donne di rango. Non mancano quelle attraenti anche fra di esse.
LEV N. - Persiste la malasorte: perdite, perdite ancora
SOFIA A. - e spleen Spleen? Perch spleen?... Mi lascio vivere
LEV N. - Ricco senza un soldo Dal principe Sergej Demitrovi_ per il posto; pi tardi, dal principe Andrej Ivanovi_ allo stesso scopo: tempo perso, come previsto
SOFIA A. - Per un aristocratico, lavorare un disonore. Stupefatti tutti e due. Fausse honte de ma fausse honte (lo ripete riflessiva e consenziente)
LEV N. - Del resto, per quanto mi concerne, in nessun luogo, servirei alcuna autorit Devo ordinare un frac nuovo per il ballo da Zakrevskij: impegno lorologio E venuto il momento di eclissarsi per un po, da Mosca. Non mi ci posso pi vedere. Latitanza da debiti.
SOFIA A. - Sono andato a letto passate le tre Dagli zingari. Serata senza alibi Sensualit struggente delle loro canzoni, una sorta di spudorato e innocente piacere erotico della sofferenza, ebbrezza della malinconia e via discorrendo Sensazione per un inizio di commedia ancora inafferrabile accatastata negli scantinati della memoria, a futuro impiego.
LEV N. - Ubriaco marcio, naturalmente Vita inutile, inutile, inutile Non una scoperta odierna. Un alibi, almeno un alibi qualsiasi, mon dieu. Silenzio breve ma intenso, poi lento, quasi afono: Sensualit, vanit, superbia, cupidigia, squallore morale e non ancora tutto: totale incontinenza. Entirement deracin. In basso fino alla vergogna di pensare, per giustificazione: dipende tutto dallessere russo, e un pizzico, perfino, di compiacimento. Schifo, schifo, schifo
SOFIA A. - Mais non, mais non, quesque vous disez ?
LEV N. - Non vivo, vegeto imputridendo:... pura dbacle (futile seriet). Debbo aver maggior cura delle mie unghie. Non sa idea quanto ci si badi in societ.
SOFIA A. - (sentitamente, con rimorchiata riflessione) forse, dovrei prender moglie
LEV N. - (subito) Ma chi? Degno di nessuna, indegno di tutte. Da qua, il mio successo colle donne e il mio insuccesso cogli uomini Ammogliarmi, oppure scrivere. Ma non soltanto questo: ne suffit pas. Doppio mantenuto, mai! Due prostituzioni, per quanto sommate, non fanno un uomo On verra, voici le problme Pi oltre, pi oltre Dove?...
SOFIA A. - Promemoria per domani, otto dicembre e fa freddo, la Neva ghiacciata. Visto che ho la tosse e 38 di febbre, la mattina niente ginnastica, lettura per unora almeno; fino al momento di andar a tavola: poi diario e meditazione ma su che?
LEV N. - sincero sincero sincero, basta colla truffa dogni giorno
SOFIA A. - Dopopranzo, di nuovo lettura, diario permettendo e bagno, se sar andata gi la febbre. Prima di notte, due lettere a Jasnaja Poljana, per zia Tatiana e per mio fratello Nikolenka, sempre pi malato, preavvertendoli del mio arrivo, decisione irrevocabile; e via, via da tutta questa gente troppo e troppo poco comme il faut. Alla sera, se non sar stanco, appunti per il nuovo racconto cosacco. Una inesplicabile tentazione: scrivere una lettera allo zar. Ma per dirgli che?..
LEV N. - Accantonati i cosacchi e lo zar. La febbre non cera pi e non ero stanco, per m parso che stesse per avvicinarsi un brutto dolore al solito dente del giudizio, disopra, ultimo a destra, e ho dato la precedenza al dente. Non venuto. Lho aspettato fino a mezzanotte e non s fatto vivo. Sono preoccupato. Nemmeno del maldidenti non ci si pu pi fidare. I denti non son di parola.
SOFIA A. - (partecipe) Raramente, ma sono fortune che capitano.
LEV N. - Vigliacco! Me vigliacco, me Riposato malissimo. Tutta notte disturbato da sogni ed incubi erotici Perdurante, anche oggi, una gran voglia di donna. Molto fastidiosa. Dovrei vestirmi per affrontare il gelo, e poi spogliarmi, un quarto dora dopo, dans lhabituelle maison de passe. Finir col rimediare vergognosamente, alla solita maniera, mi conosco. On sest jamais aussi vicieux quon voudrait ltre.
SOFIA A. - (con una certa difficolt nel decifrare) Penso che penso Penso di pensare che penso Penso che penso di pensare che penso di pensare che penso e cos via. Un baratro Dopo esser rimasta col diario sulle ginocchia sostenendosi la fronte on una mano cercando di evitare la meningite per venirne a capo, scuote graziosamente la testa, rinunciandovi, e riprende la lettura: Vertigini deliranti del pensiero Giornata perduta Vivo apparentemente Cancellato, e vistosamente sostituito con come fa? Ontosamente: vivo ontosamente. Ha di buono che si riesce a leggere.
LEV N. - Cosa rarissima poter scorgere lombra che cade sullacqua, e, quando la scorgi, non ti colpisce Che centra?
SOFIA A. - (seguitando dal quaderno di diario in suo possesso) Ricordarsi di creare loccasione per inserire limmagine nel racconto, sul finire Solita ossessione del pensare di pensare incatenati allinfinito
LEV N. - Il metodo adottato, fin dal principio, di comporre a capitoli brevi il pi conveniente, trovo. Ogni capitolo, possibilmente ogni paragrafo, non deve esprimere pi dun pensiero o dun sentimento il resto implicito e sottinteso ad ogni virgola. Bon!... Nutrirsi di sensazioni e vivere di idee, rischi connessi.
SOFIA A. - Sfogliato il diario di questi anni il maggior troncone in mano gi di Sofia: - scontento e depresso, avvilimento ad ogni foglio e, tuttavia, vivo
LEV N. - Niente di buono, poco di intelligente, molta reticenza, umiliante e pericoloso tiramolla del falso e del vero per non inutile Noia, noia Tempo grigio. I vapori della nebbia dissolvono le cime delle betulle. Attenzione allumidit E un giorno malato; nessuna voglia di niente, tranne i sensi che non disarmano mai. La sincerit dei sensi, unica verit sulla quale luomo pu contare: triste Malinconia da morire, in tanto desiderio di vivere. Uno scopo, uno scopo qualsiasi Il vecchio progetto, esempio, di una scuola. Ma che mi viene in mente?... Sono antipatico e non mi dispiace di esserlo, quando dovrei fare il contrario e cerco il contrario
SOFIA A. - Mais non, mais non!...
LEV N. - Riprendo il diario dopo quasi tre settimane. la mattina del primo di gennaio. C qualcosa di nuovo nellaria. Anzi, di antico Nikolenka poltrisce ancora a letto, consapevole e arreso al proprio destino, per niente disturbato da Dunja_a che sfaccenda cantando, indifferente a quanto stonata Io, tanto sgomento e, per lui, apparentemente cos elementare e naturale lidea della morte ora. Ma il giorno che lo incalzer assillante? - Penserebbe cos una pianta, se pensasse e, forse, pensano Ci non vuol dire che non patiscano anche le piante; dal patir fisico al patir morale il passo breve, ammesso che differenza ci sia. Riflessioni in cui uno si perde Chi pu scrutare nel cuore di un condannato a morte? Spesso, colui che si rassegna colui che, nel suo cuore, si ribella di pi La ziuccia traffica ai fornelli cucinando la torta al miele della mia infanzia. Ma non ho da saperlo, deve essere una sorpresa. Me lha rivelato, in segreto, Nikolenka. La fragranza s gi diffusa per tutta la casa me n tornato il sapore in bocca Purch non le si bruci Lho fatta felice proponendole di accompagnarla a messa. C ancora il vecchio pope che mi battezz Ha gi fatto preparare la slitta. Allungando il collo, al di l della grande stufa, la scorgo dalla finestra della mia camera, sulla maest della porta sono ancora visibili le tacche delle mie successive altezze da bambino Crescevo in fretta. Ho voluto misurare la prima da terra: sessantun centimetri; lultima: centosedici Souvenir denfance Bonne chance, douce tante, mamy inoubliable Sono in piedi da due ore. Mha svegliato una terribile crisi di tosse di Nikolenka, che trapassava i muri. Fuori, il termometro segna ventisei gradi sottozero. Non par vero, qua dentro, al caldo. La campagna, slargatasi miracolosamente sotto la neve, bianca come la neve, tutta un cristallo duno splendore religioso da ferire locchio: una bellezza che uccide. Quel che ho veduto stamattina, col cervello in festa, ubriaco di me, non lo vedr mai pi: la tragica felicit della vita. Che silenzio, che calma, che eterna solennit. Come ho fatto a non accorgermi prima di questo cielo cos alto, cos infinito?... E la beatitudine di averlo conosciuto, finalmente S, tutto vuoto, tutto ingannevole, vano, a paragone dellinfinit di questo cielo in pace nulla, pi nulla, esiste allinfuori di esso.. Sono ancora madido per la corsa matta a cavallo, zuppo del mio e del suo sudore. Me ne rimasto lafrore aspro ed amaro nelle narici, e uneccitazione incontenibile non cessa di esaltare tutti i muscoli del mio corpo. Provo limpulso, mentre attendo che mi si asciughi addosso per cacciarmi sotto la doccia, di straccarli in un pesante e sano lavoro da contadino. Nella fatica materiale sta la pulizia del cuore la felicit che dovere e la gioia che diritto: natura e semplicit Dio noiPersisto nel corteggiare lidea della scuola Ho trentaquattro anni, sono vecchio (?) Senza passato, senza futuro: una contraddizione dopo laltra Avesse un senso!... Eppure A un anno meno dei miei, Cristo era gi morto Ecco uno che sapeva scandalizzare giusto Preme mutar vita Essere utili a qualcuno per essere utili a se stessi. Non superbi, umili della propria umilt: tanto difficilmente facile?... Quanto tempo sciupato Lacqua calda, la camera tutta un vapore E un piacere spogliarsi Sono nudo e forte Perch il corpo non mente mai, lo spirito sempre? Perch?... Nikolenka, caro, perdonami: per la prima volta, da molto, ritrovo la felicit, e, di nuovo, ringrazio sinceramente Dio di essere vivo. Signore salvami, Signore salvami, Signore salvami (sempre nel diario, non dal diario) C un salvami di pi, e anche un Signore, naturalmente. Ne bastavano due. Ogni volta troppo: sono luomo del troppo.
SOFIA A. - Mah (disincantandosi, ritorna madamoiselle Bers) Quanta frenesia di vita. Come si fa a non innamorarsene?... Maintenant, je sais. a suffit (la voce un tono pi su, nel deporre il diario sul pianoforte) Rien faire. Je crains daimer le comte, maman! Un hasard, sans doute, nanmois, je lui repond: oui. Cest prendre, ou laisser: je prend. -3-
SOFIA A. - E arduo essere la moglie di Leone Tolstoi, quando Leone Tolstoi Leone Tolstoi. Io lo conobbi. Gli altri no: nessuno. L onore dur 48 anni, tredici giorni e alcune ore. Nemmeno la soddisfazione di celebrare le nozze doro. Io fui una donna comune, condannata a un destino eccezionale. Alle nozze doro, come una donna comune, ci avrei tenuto. Dio non volle. O fu lui. Capace. Perch, comune, fin che si vuole lo sappiano i posteri tutto era morto tra me e il mostro, distrutto dalla macina inesorabile di mezzo secolo di vita gomito a gomito (un secco, breve riso scheletrico): tutto, tranne lamore; la maledizione dellamore rimase quella del primo giorno.
LEV N. - (uno scherzo giunto da chissadove) Un romanzo!
SOFIA A. - Ma ci sarebbe voluto un Tolstoi. I propri romanzi lui li ha scritti in terza persona. Non li ha vissuti in proprio. Li ha fatti vivere agli altri.
LEV N. - Primo errore. Da qui in avanti, ogni numero delle successive sequenze sar introdotto, quasi un preludio, dalla citazione dei temi che si succedono nel connotare, uno dopo laltro i Quadri di unesposizione di Mussorskij, orchestrati da Ravel, o anche, indifferentemente, loriginale partitura per pianoforte
SOFIA A. - Ha detto: io sono luomo del troppo. E del presto, dellimpazienza e delleccesso dellassurdo, chiamiamolo pure dellassoluto. Lo nega, ma gli fa piacere sentirselo dire Mi fece la sua dichiarazione per lettera, dopo avermela anticipata a voce, una sera di met settembre che, a casa nostra, si ballva, approfittando che ero al pianoforte: Suonate, Sonia mi ha sempre chiamato Sonia, mai che mabbia dato la soddisfazione di chiamarmi col mio nome, Sofia. Respinto, rimosso sempre Continuate a suonare, non faceva che ripetermi, appoggiato col gomito al pianoforte; per non essere udito da chi stava danzando e io gi a pestare Il bacio di Arditi sulla tastiera Soffriva, era evidente, ma gli faceva comodo, poteva sfogarsi a parlare a pi non posso Conquistava e possedeva la gente colla parola larma naturale della sua seduzione persino coloro che non lo potevano soffrire: la sua sincerit cos diceva uno dei suoi assi nella manica al tavolo da gioco della posterit. Sempre vincente quandera sul piatto quella posta: il suo bluff infallibile.
LEV N. - (inserendosi spontaneamente nel monologo) Non era suonare, il tuo, Sonia, era lo scempio del suonare. (dolcissimo, e, perci tanto pi brutale) Un valzer degradato a una specie di mazurca zoppa, non si disposti ad ascoltarlo nemmeno da innamorati.
SOFIA A. - Non ho mai pensato di suonare bene.
LEV N. - Per suonavi.
SOFIA A. - Anche tu, Levo_ka.
LEV N. - (ed gi sarcasmo) Ti capisco. Cominciava il valzer dei mancini. Purtroppo, le squisitezze delle virtuosistiche dita del tuo prediletto Tereev, erano ancora di l da venire.
SOFIA A. - Dita per dita, pi fortunato te, cui non erano sconosciute quelle non meno virtuosistiche, mi figuro, delle oscenit della piccola Aksinia Anikanova. Non per niente, c scappato, correggimi se sbaglio, linevitabile bastardo. Ero gi matrigna prima di essere madre. Non capita a tutte le novizie, pensa un po. S messa a sfogliare vertiginosamente il troncone di diario della prima parte della vita del marito, presentemente in suo possesso il resto verr, via via, e trova, immediatamente, la pagina che ha in testa. 10 maggio 1855, innamorato come non mai Conciso quanto unepigrafe: non una pi, non una meno, le parole usate per me il 12 settembre 1862, quattranni pi tardi, al momento di coricarti, presumibilmente. E gliele mette sotto il naso, si fa per dire.
LEV N. - Implacabilit delle date. Coi propri rimpianti, ognuno si porta dietro anche i propri errori.
SOFIA A. - O le proprie colpe?
LEV N. - Nove volte su dieci, errore il nome che si d alle proprie colpe.
SOFIA A. - Sai che ho desiderato di ucciderla?
LEV N. - Non mi sorprende. Te lo meriti.
SOFIA A. - Vorrai dire se lo merita.
LEV N. - No, no: te lo meriti: tu.
SOFIA A. - a s s)o(la Quando la scorgo in cortile, pesante, invecchiata, grassa, brutta, disfatta viziosa, col bambino attaccato alle sottane, bello come te e sporco come lei oh!... Le sue prime opere zeppe di donne I passaggi dove si parla damore Le darei tutte, quelle pagine che lhanno reso celebre, pur di liberarmi dal mostro di questa gelosia che mi fa ingiusta ed egoista Se potessi distruggerlo e poi, dal suo cadavere, creare un altro uomo tale e quale lui, lo farei senza starci a pensare un momento. Perch; dio mio, perch devo essere tanto innamorata? Sempre di pi e sempre peggio. male amarsi male!... E lui, lo stesso: una malattia. E pensare la strana fiducia, la calma sicurezza dellinizio, tutto bello, tutto rassicurante, tutto come doveva essere Chi vuol farsi unidea del nostro matrimonio, legga, in Anna Karenina, la descrizione delle nozze di Levin e Ketty. fin paurosa la sua facolt di penetrare, analizzare, di spingersi nelle pi remote profondit dellanima: di rubareogni minimo trasalimento del cuore e della mente. Quel giorno, quelle ore furono le nostre. Ketty e Levin li hanno avuti solo in prestito. l, che, in tutti questi anni, ho cercato rifugio, e mi son sempre ritrovata e lho sempre ritrovato. Ma lui?... Soltanto nutrimento, pretesto da trasferire su una pagina immortale? Oh, passare un attimo, un attimo solo, Signore un lampo! attraverso la sua mente, mi basterebbe un attimo per quel lampo.
LEV N. - (nel cuore del suo stesso discorso) Realt e sincerit dovrebbero essere il dovere semplice e facile di una conquista complessa e difficile, ma naturale, Sonia. Il giorno che un narratore avr il coraggio di scrivere: La neve bianca come la neve bianca, sar uccisa la letteratura e resuscitata la verit.
SOFIA A. - (pi malinconia che rimprovero) La verit va celebrata nella vita, non cercata nel calamaio, Levo_ka Mi pare ieri. Venticinque settembre 1862, fredda e grigia giornata. Mero svelto dal cuore vi occupava cos poco spazio Mitropan Andreevic Polivanov per diventare la contessa Tolstoi. Vennero portati sei superbi cavalli da posta completi di cocchiere e attaccati alla carrozza nuova da viaggio e si part. Per le 24 ore da Mosca a Jasnaja Poljana, non ebbi il coraggio di rivolgergli la parola, non mazzardavo a dargli del tu. Rannicchiata in fondo ala carrozza, osavo appena sogguardarlo intimidita; pure, non fu mai gentile, sollecito, dolce e delicato come allora Ho conservato nel cuore la malinconia di quella pioggia. Una sensazione di timore e di dolore mi contraeva la gola. Era il congedo del luogo dovero nata, il distacco da una madre, da un padre, le mie sorelle, mio fratello e un grande sconosciuto davanti a me, di cui nullaltro sapevo che di volergli bene. Mai viaggio felice fu altrettanto infelice Allarrivo mi venne incontro il sorriso buono di zia Tatiana con unantica icona della Madre di Dio, e mio cognato Sergej Nikolaevic con il pane e il sale. Mi inginocchiai sulla soglia, mi feci il segno della croce, e baciai licona e i miei nuovi parenti Fate, Signore, che non debba dimenticare mai lo sguardo benevolo di Levo_ka in quel momento. il filo al quale rimasta appesa la mia vita (altro tono, e quanto estraneo!) Ero nella grande casa, che, da allora, sarebbe stata la mia casa della mia felicit dolorosa e dei miei dolori felici - : trentanni di gravidanze. (uninterminabile pausa, tirata allo spasimo e sibilata) e la vita dogni giorno, dogni ora, dogni minuto fissi in unidea fissa: lui Quella sera diventai sua moglie. Nel proprio diario, il giorno dopo, egli scrisse: 25 settembre 1862: Incommensurabile beatitudine. Tutto ci pu finire unicamente con la morte (in mano, il diario chiuso) Non ho bisogno di cercarlo. Lo so a memoria Fa paura baciare chi si ama, quando si ama. Per me, fu atroce. Il lato fisico dellamore disgustoso E offensivo; per la donna, offensivo: una violenza Mi abituer ma bestiale. -4- Diario contro diario. A incastro, dialogo e monologo, confessione e chiacchiera, scambievoli ed intrecciati: furto, prestito, regalo; a tratti gioco sinistro, vicendevoli, dal principio alla fine pi o meno.
SOFIA A. - 8 ottobre 1862: comincio un diario anchio. Il suo per me; il mio per lui intesi senza dircelo. Abbiamo trascorso queste due settimane insieme in semplicit di rapporti. stato tutto facile, diciamo facilitato, poich era lui il mio diario, non avevo nulla da nascondergli salvo che Pure, fa di tutto per non riuscire brutale. Pazienza Ieri, due volte. Evidentemente pi forte di lui (un faticoso sospiro) Non riesco ad abituarmi. Vorrei che non se ne accorgesse Evidente che non pensa che a quello; per anticipare il momento di andare a letto, ieri sera, arrivato a mettere avanti la pendola di mezzora, e deve essersi accorto che me ne sono accorta. Ha fatto finta di niente. Un bambino colto in fallo E la sua complessione, cos forte, cos esuberante e impulsiva E il suo temperamento: sangue di autocrati; tanti boiardi in famiglia ci saranno pur stati per qualcosa vorrei che non venisse stasera, per non coricarmi E lui lo percepisce, sente tutto ci che passa negli altri. E per dieci volte che sente, otto non consente. (altro sospiro) Si stizzisce per niente.
LEV N. - La disgusto. Da come subisce il mio piacere, chiaro che ne ha ribrezzo. Pure, non deve difettare di una propria segreta sensualit: bruna, quello sguardo fermo, a tratti imperioso, appena addolcito dalla miopia; la pelle olivastra tutti quei capelli che ragione ha di trattenersi? Non mente ed peggio che se mentisse. Ci non fa che mettermi di fronte alla bestia che dentro di me, lanimalesca lussuria di sempre. E, come sempre, i maggiori drammi si consumano in camera da letto.
SOFIA A. - Niente da tre giorni. Dovrei essere contenta e son qui, arrostita dai sospetti. Sta fuori a cavallo per ore e ore, la campagna seminata di isbe formicolanti di Aksinie pi giovani, pi fresche, pi belle, pi pulite di Aksinia e, certo, prive della mia ripugnanza. Conoscono, certo, il suo temperamento e non domanderebbero di meglio: il padrone!... Un dovere, e un onore. Stanotte, ho fatto un sogno orribile. In un giardino, arrivavano, a frotte, le contadine della tenuta, ragazze adulte; esultanti, allegre, altrettante Anikanove vestite da signore Per ultimo, lei, la Aksinia vera, in un procace abito di seta scura, attillatissimo, e trascinava per mano il bastardo pi allegro e sfacciato di lei. Cominciai a rivolgerle la parola, e fui, subito assalita da una tal colera che, strappatole il piccino, mi misi a farlo letteralmente a pezzi. Le mani, le gambe, la testa, tutto. A questo punto, arriva lui. Uno scoppio di pianto e Mi manderanno in Siberia comincio a urlare. Lui non dice niente e, calmo, in due e due quattro, rimette insieme i pezzi della creatura: non niente, Sonia, tranquilla, non niente, mi rassicura: guarda, solo un pupazzo.
LEV N. - (estraneo) I buoni sognano ci che i cattivi fanno, delegando i crimini alla fantasia. lunico caso in cui la vilt ci difende da noi stessi.
SOFIA A. - (concludendo come se lui non lavesse interrotta) io mi rassereno, per mi sento morire dalla vergogna.
LEV N. - C qualcosa di morboso che ci sfugge, in me, in lei, nel nostro rapporto, apparentemente cos schietto, confidente, tranquillo. Notte agitata, sonno pesante, mal di denti tosse e qualcosaltro che, in questo momento, dimentico.
SOFIA A. - E terrorizzato di essere tisico come suo fratello. Perch si sente sempre male, mentre sta meglio di tutti noi?...
LEV N. - Non so niente del suo passato. Quel Polianov, per esempio, erano quasi fidanzati, s o no?... Mai una parola una natura appassionata come la sua. E poco normale La gelosia del passato, i dubbi sul suo amore: il pensiero che, in buonafede, essa inganni se stessa: il massimo della colpa nel massimo dellinnocenza: je connais.
SOFIA A. - Due righe in fretta prima di coricarmi. La concupiscenza dei suoi sguardi durante tutta la cena. Che accadr fra poco? Dopo tre giorni di indifferenza? Mi lusinga e mi preoccupa nello stesso tempo.
LEV N. - Eh no, eh no! Come un pezzo di legno. Una rassegnazione, stata una rassegnazione! Il dovere coniugale sofferto come martirio. Ma si rende conto? Possedute tante donne pi sensibili di lei, e mai accaduto qualcosa del genere Rimorso per aver perso il controllo. In guardia dalla collera. Ma avrebbe perso la pazienza anche un santo. Averle chiesto scusa ha solo peggiorato le cose. Urge venire a una spiegazione. Magari qualcosa che dipende da me Non mi pare, tuttavia non impossibile. In guardia, per, anche dal chiedere troppo spesso scusa.
SOFIA A. - Cos no, cos no. In quei momenti perde ogni lucidit, ogni controllo, ogni ritegno, ogni rispetto e almeno tenesse la bocca chiusa.
LEV N. - Ancora insonnia fino alle tre, e, alle cinque, svegliato da un gran dolore di pancia. Totale sonno: due ore, poco pi, disturbate da sogni osceni ed erezione tormentosa che nemmeno un sedicenne, io che mi sono sempre fatto beffe delle smanie degli innamorati! E son qui, cotto pi di un adolescente incapace di tener le mani fuori dalle coperte peggio di un collegiale: la pi vergognosa delle schiavit Dolori per tutto il corpo, la testa da scoppiare Se continua cos, mi sento diventar pazzo, e se Dio non guarda gi pu finire che mi toglier la vita.
SOFIA A. - Non pi lui. Irriconoscibile. Bronci, silenzi, malumori, si arrabbia per niente, tratta male la servit, offende i contadini, scoppia di furore, cinque minuti dopo aver offerto loro le terre che si rifiutano di accettare per diffidenza, non del tutto ingiustificata. Che gli succede e che ci succeder al passo di queste idee anarchiche?... Tutto il suo comportamento, a volte, mi sembra senza senso.
LEV N. - Che ne stato del mio io che credevo di conoscere a fondo e a cui tenevo tanto, e ancora sgorga, talvolta, travolgendomi per la mia gioia o il mio spavento? Mi sento piccolo, nulla, mediocrit e nientaltro. E cos dal giorno che mi sono ammogliato colla donna che pur amo e che mi ama, perch fuori discussione perch lamo e mi ama Tutto quanto si legge in questo quaderno non che una falsa apparenza, una mezza verit, cieca, prudente e vile: un inganno giocato a me stesso. La realt assai peggiore. Spente le passioni vigorose, assopiti gli interessi possenti di un tempo ed era soltanto ieri Il pensiero che essa pu essere l, sopra la mia spalla, a leggere le mie parole, immiserisce e snatura ogni verit, ogni slancio, mentre solletica il gioco perverso di farle sapere ci che fingo di tenerle nascosto. Basta e ne avanza per farmi toccare tutta la banalit del vivere che ho aborrito fin dalla nascita. Maledetta lintesa, il patto convenuto!... E son mesi che ci vivo dentro, ogni giorno pi gi. odioso, terribile, insensato, incatenare la propria libert a delle realt materiali donne, bambini, salute, benessere, ricchezza: meschinit e nientaltro.
SOFIA A. - Come fa a non vedere che se stesso, a non rendersi conto che, per me, tutto il suo passato talmente spaventoso che, pur ponendolo al disopra di tutto, come lo pongo, non riuscir mai ad accettarlo? Oggi, ho avuto, allimprovviso, la sensazione che, ognuno di noi, si stia avviando, per conto proprio, su strade contrarie: io in cerca del mio modesto mondo fiducioso e malinconico; lui alla conquista del suo superbo universo diffidente e brutale. E, contemporaneamente, i nostri rapporti si van facendo volgari Anchio ho cominciato a perdere la fede nel suo amore. Mi bacia e penso: non sono la prima donna a cui vuol bene; mi sorride e mi dico: non affetto, concupiscenza. S, anchio sono stata innamorata, ma con la fantasia, nello spirito. Per lui, invece, s trattato di femmine vive, dai corpi reali, con un temperamento, un volto, unanima, dei sensi;e le ha ammirate, le ha desiderate, le ha volute e toccate e godute: le ha amate ha preteso da loro ci che pretende da me, adesso. La volgarit non mia, ma del suo passato. E il suo passato lui e non gli fa certo onore. Oh, se chi non sa, sapesse!
LEV N. - (minuziosamente meticoloso) Il mio passato che non si pu accettare?... Parliamone. (apre il proprio diario cercandovi una pagina particolare. Comincia a leggervi le prime parole e continua, quindi, a dire, con una naturale confessione) 29 novembre (alla lettera): Di donne non fui mai innamorato. Un forte sentimento somigliante allamore, per una donna, lho provato solo a 13 o 14 anni, ma non riesco a convincermi che fosse amore, trattandosi di una grassa cameriera il faccino, a vero dire, era parecchio grazioso - e poi, dai 15 anni in su, ho cominciato a provarlo per i ragazzi ma ladolescenza si sa il tempo pi sconclusionato della vita, non sai mai da che parte volga le ali: le passioni sono fuochi di paglia dalle vampate eccezionali e transeat: cest fini (una semplice intenzionalit) Se lo leggi, perch ti penta daverlo letto: per uomini uomini viceversa, ho perso la testa pi di una volta, anzi spesso, bene che si sappia. Il primo amore furono i due Pu_kin nessun rapporto col bardo - ; il secondo, Saburov; il terzo, Zybin e Djakov: il quarto Obolenskij, Blosfeld, Islavin; poi Gotler e alquanti altri. Di tutti questi uomini, ho seguitato ad amare soltanto Djakov il favorito.
SOFIA A. - (appena un gemito da non interferire sul flusso della schietta naturalezza della confessione in corso) Et a questue a signifique, mon Dieu?
LEV N. - Guarda, per conto mio, il segno fondamentale, infallibile, dellamore (un breve, amabile, impercettibile ghigno) la paura di offendere, o di non essere gradito di non piacere a colui che amo, semplicemente questa paura e basta. (ora palesemente provocatorio, bench, sempre, in chiave della maggior disinvoltura) Innamorato, proprio innamorato parlo sempre di uomini m accaduto di esserlo ancor prima della conoscenza della pederastia Lesempio pi probante di una simpatia, in qualche modo insolita, - diciamo Golier. Oltre che per lacquisto di certi libri, non , poi, che con lui ci siano stati rapporti pi numerosi che con gli altri. Per eh, s quando entrava nella stanza, mi sentivo investire da una vampa di rossore Lamore per Islavin, quello mi ha guastato tutti gli otto mesi di permanenza a Pietroburgo. Sebbene inconsciamente, di nullaltro mi preoccupavo che di piacergli piacergli e basta.
SOFIA A. - (masticato, quasi inafferrabile) Mi figuro che ci sarai riuscito.
LEV N. - (quanta crudelt nella vanit di una sillaba!) BehPiacere! Non c uomo che ho amato che non se ne sia accorto. Subito, sempre. Lo capivo dai loro grandi sforzi per non incontrare il mio sguardo; che resta il modo infallibile di guardare e di tirarsi addosso gli sguardi quando hanno un particolare significato. Spesso, con qualcuno, non trovando le condizioni morali comme il faut, o, magari, la suite de ne sais pas quelque-chose de non agreable, ho provato della repulsione, mai, per, una repulsione che non fosse mossa dallamore: mai.
SOFIA A. - Ti scongiuro, Levoka
LEV N. - (imperterrito, limpido) Verso i miei fratelli, mai provato questo speciale genere di attrazione. Geloso. Spesso. Di donne, beninteso, verso gli uomini amati, geloso, s, tanto. Comprendo benissimo lideale dellamore come dedizione assoluta e incondizionata, totale sacrificio di s alloggetto amato. , appunto, ci che ho provato. Ah, sono sempre stato innamorato di uomini piuttosto freddi nei miei riguardi; al massimo, ero amato per la stima intellettuale. Pi vado avanti negli anni, per, e pi di rado provo codesto sentimento. Quando lo provo, gi un po meno passionale e verso uomini che mi contraccambiano, vale a dire il contrario di prima. Quella, per, che ha sempre influito alquanto nelle scelte, stata la bellezza. Valga per tutti lesempio di Djakov Non potrei amare un uomo che non fosse un belluomo.
SOFIA A. - Basta, basta
LEV N. - (forse nemmeno lha udita) Non scorder, fin che vivo, le notti che si usciva insieme da Pirogovo con una voglia disperata di stringerlo fra le braccia e piangere. Cera parecchia sensualit in quegli slanci, ma non facile valutarne quanta Ecco. E non tutto. Tutto non si pu confidare nemmeno a se stessi (tuttaltro tono, senza, per, inficiare la spontaneit) Curiosit punita? Che te ne pare, Sonia? Non si pensa mai a tutto. Difetto di fantasia: gelosia limitata. Mai spingere locchio oltre la siepe. Soltanto la pupilla dellaquila non simpaura di fronte allo sgomento di certi orizzonti. Era meglio non leggere, che ne dici?
SOFIA A. - (fuori di s) No! Non vero. Menti, menti. Tu me trompe pour mpater. E la perversit del tuo narcisismo a suggerirtelo. Comincio ad imparare a capirti : autodenigrarsi per uscirne esaltato. Cest ton beguin.
LEV N. - (proseguendo con fredda autorit) Ma in testa, luomo, anche il pi giusto, pensa pensieri che meriterebbero il suicidio ed ancora dir niente. Sai, quella che noto in me una tendenza distruttiva di vandalo consistente nellimpulso a degradare quanto mi capita a tiro: ah, inquietare, turbare, corrompere, sarebbe, per me, la suprema delle tentazioni.
SOFIA A. - (trionfante nello sgomento) Sarebbe, hai detto sarebbe, non hai detto .
LEV N. - (c dolore? Semmai, una traccia) Tra sarebbe ed essere il passo breve, avrei dovuto dire, stavo per dire: , amor mio.
SOFIA A. - Ma tu non lo compirai mai quel passo.
LEV N. - Ne sei cos sicura? Vorrei poter dire altrettanto io.
SOFIA A. - Sicura. Tu sei buono.
LEV N. - E ben l il pericolo. Al limite. Sempre. In bilico su quella vertigine. Senn, che sapore avrebbe? Cosa avresti voluto: s allinclinazione, non alla realizzazione? Idealizzate, idealizzate, qualche cosa rester.
SOFIA A. - Non ti credo: il tuo programma di scandalizzare com che dici? Il tuo scandalizzare evangelico: la tua fissazione, la tua bestemmia.
LEV N. - Il mio vizio; perch non chiamarlo, semplicemente, il mio vizio?
SOFIA A. - Mi rifiuto persino di concepirlo.
LEV N. - Impara da me. Quello che non riesci a pensare in russo, continua a pensarlo in francese. Il francese portentoso per attutire gli urti. Il cuore delluomo, Sonia, capace di tutto. Hai idea il richiamo del torbido piacere della vergogna? Fa conto affacciarsi sulla soglia proibita di un paradiso capovolto.
SOFIA A. - (non senza una punta di sprezzante sarcasmo) Fanne un racconto, che sei tanto bravo, un racconto morale, si capisce, morale a tuo modo.
LEV N. - (una goccia di veleno in un calice di ammirazione) E una riserva di caccia gi occupata da Dostoewskij e io non sono un cacciatore di frodo.
SOFIA A. - (flebile: il crollo) Ti amo, Levoka, ti amo: basta. (un guizzo, appena appena, ancora, di cattiveria) Non uccidere il mio amore, non mi resta altro. Tu hai tutto, io solo quello. (rialzando il capo) Non farlo. Tanto, gi, perderesti la partita. Non ci riusciresti mai.
LEV N. - E una sfida?
SOFIA A. - (col tono che vorr linterprete; pu scegliere tra un estremo e laltro della tastiera) E una sfida: lamor mio non muore. -5-
SOFIA A. - Sono incinta. Non ha perso tempo. E dire che il mio amore era cos lontano dalla sensualit, da temere che non avrei mai avuto bambini. Signore, sii ringraziato. Ci varr a fugare tante ombre, spero.
LEV N. - Sar padre. Me lha comunicato stamattina come chi, avendo compiuto unazione eroica, si aspetta una medaglia al merito. Commovente. Inopinati effetti della paternit: stavo prendendo appunti per uneventuale nuova storia: m venuto un malditesta che mi dura ancora ed quasi lora di cena. Non poteva scegliere momento meno opportuno: nel pieno del lavoro. Non ho pi combinato niente per tutta la giornata, ed ho Pierre agonizzante, a met pagina, cogli occhi spalancati verso il cielo Chi Pierre? Non lo so ancora: ! e sar: uno che muore. Forse. O forse, no E continuer, poi, a conservare il nome Pierre?... Ma lei fatta cos e pazienza Perch ho accolto la notizia con indifferenza? Se ne risentita, anche senza darlo a vedere.
SOFIA A. - Lo credo bene.
LEV N. - Mha un po irritato ma, in me, non cera malanimo.
SOFIA A. - Mi precipito nello studio, gli afferro quel suo gran testone e gli mormoro allorecchio Avremo un bambino, Levoka. Lui non mette nemmeno gi la penna e mastica fra i denti: Ah s? Non potevi aspettare? Io! Non potevi aspettare io! Non poteva aspettare lui?
LEV N. - Non poteva aspettare il moribondo! Figurarsi, se poteva dispiacermi lannuncio di diventar padre. Incerto fra una virgola e un punto e virgola, l per l non ci sono andato su. Bastava che avesse pazienza un momento, lavrei abbracciata probabilmente.
SOFIA A. - Probabilmente! (presaga) Sar un punto e virgola.
LEV N. - Ma s. Lo dovrebbe pur sapere che passo un brutto momento. Tutto mi fa rabbia della mia vita, e anche lei. Eppure, le voglio bene. Niente. Non ci crede.
SOFIA A. - Da che, allora, questo perpetuo malumore, questa continua irritabilit, questa aggressiva villania?
LEV N. - Ma s, pu essere. Non devo scaricare su chi non ne ha colpa lo scontento che provo in me. Ma, a sua volta, chi non ne ha colpa, non dovrebbe approfittane per fare altrettanto, moltiplicato per dieci. Da parte di lei, non una parola. Solamente un sospiro regale, che conta pi d una requisitoria. La base di tutto sarebbe riprendere passione per qualcosa E indispensabile lavorare. Ma baster?... La verit che non sto bene fisicamente. Mi rimane tutto dentro. Dovrei avere la tosse, almeno la tosse Mi toglierei un sospetto E non viene!... Non un bel segno... E poi, quale lavoro? Scrivere Fantastico pasticcio cincischio, voglio e non voglio: non si pu scrivere per scrivere unicamente bene. Lo pu fare Turgheniev, soddisfatto di farsi dir bravo e gliene avanza: io no. Questo a lei non le passa nemmeno per la testa. rimasta a La dame au camelias.
SOFIA A. - Ha ragione. Sono incapace di crearmi degli interessi profondi Lui possiede tutto per essere felice: intelligenza, talento, ambizione, volont, ideali, e allora cosa va a cercare di pi? Ma io? Io, niente; limitata, mediocre, in tutto: lo so. Ho la mente occupata solo di lui e il terrore di perderlo. Si pu vivere, 24 ore su 24, esclusivamente di amore? Se si sente male e non passa giorno che un organo del suo corpo non suoni lallarme lo prendo alla lettera, e vado subito a pensare che mi debba morire non si sa mai, siamo tutti di passaggio; muoiono anche i geni, dopotutto e poi, lo ?... Va bene: mettiamo che lo sia. Ma, almeno, io non mi sto a lamentare di continuo; e s, dico, son pur qui con la spada di Damocle di una prima gravidanza sospesa sul capo, senza aver idea di come potr andar a finire pericolose come sono le prime gravidanze. Un conto esser bravi a scriverla, linfanzia, ben altro partorire materialmente. Peggio se si sente bene, le poche volte che si sente bene Chiss cosa mi combina, sano e robusto com Quando allegro, e non me lo nasconde, ho da scegliere fra rabbia, sospetto o invidia che lo sia e perch lo sia Unansia via laltra, una tensione continua, esasperata probabilmente dallo stato di gravidanza E sempre in giro, cavalo, calesse, slitta, bicicletta, a piedi, solo, in compagnia, a cercar di mettere su i contadini con quella balorda idea di fargli accettare le terre e non c verso che ne vogliano sapere. Pi si ostina e si arrabbia, secondo lui per il loro bene, e pi sospettano che cerchi di imbrogliarli. E lui tollera, sopporta, giustifica, torna alla carica A me non perdona niente, ad essi tutto, da sospettare addirittura della sua buonafede.
LEV N. - Son qui ancora senza calze e nessuno viene a mettermele. Ho un maldischiena che non stato possibile infilarmele e cominciavo, appena, adesso, a rimettermi dal maldidenti. Lei dice dalla gelosia. Cosa centra la gelosia col non poter masticare?... Dopo I Cosacchi non stato che un precipitare. Un ramo secco, ormai, c per niente Per pu anche esser dipeso dal matrimonio. Non a causa di lei, tanto cara quando non d fastidio; ma proprio dal matrimonio in se stesso, je sais La gelosia!... E solo per essermi lasciato sfuggire che la visita di Polivanov mi riuscita sgradevole. Si tenga fuori dai piedi. Mi importa tanto che, come lei non perde occasione di ripetere, siano stati a un passo dal fidanzasi!... E, intanto, tutte queste meschinerie nelle quali affondo come in una cloaca, soffocano ogni slancio. Eccettuata la sensualit, si capisce, quella resiste a tutto Non lo manifesta apertamente, avendo cominciato a gustare le risorse dellinfingardaggine, ma diventata il suo incubo: l atto, proprio non le piace. Tutte le scuse sono buone. Va bene, incinta, lo so, ma non si tratta che del secondo mese. Indossa la sua gravidanza come un guerriero antico la propria armatura inespugnabile! per recarsi alle crociate (esplosivo) Ma Polivanov no, non lo posso soffrire! Afferra un campanello a mano e lo scuote da forsennato, urlando: Calzeee!... Sono il pi spregevole dei maiali. Il pi spregevole dei maiali! E lo scrivo sul diario, a futura memoria, in lettere maiuscole sottolineate, perch un giorno, si sappia, se avr un biografo, chi sono stato. E infatti, lo fa. Anche ridicolo: anche ridicolo. E due punti esclamativi. Non vero ridicolo: tutto stato detto con una seriet intensa e sofferta, garantita dalla massima sincerit. Che, poi, possa anche aver fatto sorridere chi lha letto, un altro discorso. Dipende. Un genio evidentemente non tenuto ad essere un genio 24 ore su 24. Qualche volta ha anche lui il diritto di sonnecchiare -6-
SOFIA A. - Non sto bene e mi sento apatica. Ma non lo devo dire. Basta che io confidi al diario di star male, lui ribatte sistematicamente di sta peggio e di sentirsi moralmente distrutto. Materia o spirito, ci si ruba i disturbi a vicenda, come i bambini le caramelle. A un callo risponde con una sciatica, a una botta di malinconia con una voglia di suicidio. Si ha sempre la peggio. pi bravo!
LEV N. - (poco pi che tra s) Approssimativa in tutto, pur di ferire: era una colica. Ma non sono ancora riuscito a farle riconoscere lesistenza dei miei calcoli renali. Va insinuando, confrontati ai suoi, sono solo arie che mi d come vegetariano, lei polemicamente carnivora, di stretta osservanza.
SOFIA A. - La mia felicit mi sembra un ricordo di tanto tanto tempo fa. Stamattina, sveglia alle sei per andare a Tula. A far che a Tula? Ci devo andare, fa. Ma il perch lo sa solo lui. Io non sono ammessa. Detesta la casa perch detesta me, chiaro. Non ci si pu vedere. Ci sta solo col corpo. Quello sempre tra i piedi. Collo spirito, mai. Anche quando presente, barricato nel suo studio, come in una fortezza, come non ci fosse. Non riesco a sentirlo come un essere vivo: un fantasma, al massimo Ciononostante, in qualche recondito angolo di me stessa, il mio amore rimane inattaccato come un diamante; senza il cui sostegno non so ci che potrebbe accadermi Ieri si offeso non so nemmeno pi di che, ogni minuzia buona per non lha detto chiaramente. S messo al riparo di quellimmusonito e tacito rimprovero ipocritamente rassegnato, offensivo pi delle volgari e intollerabili sfuriate di cui maestro ad inventar pretesti. Eppure, piuttosto di niente, mi sono contentata. Significa, se non altro, che, nonostante tutto, qualche oscuro e vago legame fra noi esiste ancora; ridotta ad umilianti mendicit del genere: peggio lindifferenza, anche se sarebbe pi comoda e non mi risparmia nemmeno quella Mi sono ritrovata con un marito che non somiglia per niente al fidanzato che avevo conosciuto. Qualche volta, mi viene persino il sospetto di aver sposato un altro
LEV N. - Guarda caso, la medesima cosa capita a me.
SOFIA A. - Ma forse, sono io che esagero, sbagliando. Perch no? Sbaglia lui sono parole sue non ho diritto di sbagliar io?... Ogni volta che di ritorno se Dio mi facesse la grazia di non sbagliarmi, ma difficile: non mi sbaglio mai eviterei almeno la sensazione insopportabilmente dolorosa di gioia che provo sempre non c pericolo che una volta salti Mah, la ragione delle ragioni sta che, per quanto lui si dia da fare a convincermi di volermi bene, e io, ingenua, finisco col lasciarmi convincere, non pu amarmi come io amo lui. Il mio sentimento sono parole che, dal cuore, salgono alle labbra; il suo son frasi che dalle labbra non scendono al cuore. chiaro come il sole e limpido come il cielo, oggi che non ha mai fatto tanto bello, forse perch c un freddo secco che taglia la pelle. Senza questa passione che mi dilania, starei qui ad aspettarlo scrutando attraverso i vetri della finestra, con altrettanta tormentosa impazienza, rovinandomi le mani a forza di rosicchiarmi le unghie? No, non ci starei, le adopererei diversamente, col da fare che c in casa Ahhh!... la diversit tra noi due deriva che la mia sofferenza consiste nel gioire e la metto tutta l: la sua gioia consiste nel soffrire e la mette tutta qua. O viceversa. (in breve soprappensiero) Mi dispiace daver fatto un po di confusione, per, niente male questo pensiero. Da annotare subito per chiarirlo in seguito. (e si affretta a farlo).
LEV N. - (un incomprensibile brontolio) Non farci caso. Non farina del suo sacco, anche se sarebbe abbastanza stupido per portare la sua firma. Cest seulement la manire de je ne sais pas; un sot, sans doute. Niente paura, provvedo io a farlo scomparire. Appena il diario mi capita a tiro.
SOFIA A. - Non faccio che aspettare: tutta la vita, aspettare. Adesso fuori a cavallo, naturalmente. innamorato dei cavalli come non s nemmeno mai sognato di essere innamorato di me, neanche la met (a umore rovesciato) Povero Leva, anche lui. Passo dalla rabbia alla compassione Forse non ho mica il buon carattere che credo di avere. Dovrei studiarmi Possibile che un nulla riesca ad irritarlo? O vecchio o infelice, deve essere quello Malato, no! Ha un bel dire. Con tutti i suoi mali, che avrebbero gi portato sottoterra un toro, quello l, quando arriva a poco, arriva a ottantanni e ancora ancora: ci seppellisce tutti quanti Per nemmeno per lui un bel vivere.
LEV N. - Forse non hanno torto coloro che mi esortano a riprendere la penna. Rimettersi a scrivere. Ma c ancora qualcosa che metta conto di essere scritta?
SOFIA A. - Mah. Ognuno ha la sua croce. Io conosco bene la mia. Ma la sua? La croce di far collezione di croci. Meglio non approfondire Il ribrezzo del suo passato, forse. Del resto, lui il primo a riconoscerlo Per come si fa? Mi sento subito a disagio. Provo vergogna ad affrontare certi argomenti con lui, tranne che non si tratti di litigare La severit di certi suoi fugaci sguardi di traverso, lindugiare di certi suoi ostentati silenzi benigni, mi gelano. Per esempio, adesso, metto queste riflessioni sulla carta e mi disgusta lidea che le legger, perch questo il patto inconfessato e inconfessabile al quale nessuno dei due rinuncerebbe per alcuna ragione al mondo.
LEV N. - Niente come alcune perverse complicit in grado di salvaguardare certi profondi legami: il nostro appartiene a questa categoria Mi fa male farle del male. Ma la colpa anche sua, contorta com E, forse, questo mio rimorso non che il prezzo che mi sono imposto per pagarmene la soddisfazione, je mentend, moi.
SOFIA A. - (un sussurro) A proposito di contorsioni!
LEV N. - S, perch lamo e lamer sempre, purch rimanga nel sospetto che non sia vero Stamattina, insoddisfattissimo, stavo tentando di aggiustare gli stinchi a un vecchio capitolo zoppo de I cosacchi, quando vengo interrotto da un bacio sulla nuca, e nemmeno uno dei soliti baci timidi e anemici. Sentivo che non era uno scherzo come tante volte. bastato voltarmi e guardarla in faccia: piangeva; non diceva niente e piangeva. E non era per il piccolo e stupido dissidio di ieri sera, evidentemente: piangeva per piangere, che il massimo della tenerezza di una donna. Sono le cose, tra noi, che sconcertano e disarmano. Che dovevo fare? Io ho la commozione facile. Mi son messo a piangere anchio, senza informarmi perch piangessimo; non lho ritenuto necessario. Quando mi venne in mente ma gi erano parecchie le lagrime che avevo versate Sonia, mi sono azzardato a domandarle, perch stiamo piangendo? N pi e n meno, parola donore. Non lo so ha mormorato, e cera del rancore, del sospetto, e dellantipatia nella sua risposta, ne sono sicuro. Se non lo sa lei che ha cominciato, lo dovevo sapere io, colpevole solo di farle compagnia? Apriti cielo! finito in una litigata che, senza lintervento di quellangelo di zia Tatiana, ci si sarebbe presi per i capelli, si fa per dire. Risultato? Unarrabbiatura da farmi andar su la febbre e ho passato il resto della giornata a letto, al buio, per lemicrania, una volta tanto dalla parte destra anzich da quella sinistra come di solito, e non so cosa possa significare questo insospettato scavalcamento, probabilmente niente di buono. Ho notato, per, che lemicrania a destra mi vivacizza limmaginazione. Ben venga, cote que cote.
SOFIA A. - E finita cos. vero. Mica registra, per, le tre ore e dieci di singhiozzi miei, ripassandomi tutte le mazurke di Chopin, un tasto e una lagrima. Di quelle non rimarr documento. Ho un tal timore di amarlo, timore che si accorga fino a che punto, timore di annoiarlo a forza di udirselo ripetere, timore che non gliene importi niente da sentirmi paralizzata Ha tutti i torti? Siamo giusti: li ha? Mica si pu pretendere di aver per marito un santo che, tra laltro, quei pochissimi che ebbero il coraggio di prender moglie furono tutti dei pessimi mariti. Ma questo non vuol dire che, a me, manchino le buone ragioni. Mi si riconosca almeno questo Un granduomo, nessuno lo nega, ma non che in una giornata i suoi momenti di grazia siano poi tanto numerosi. E tu valli a indovinare! Diciamo la verit: il pi del tempo, pensa per pensieri convenzionali e parla per frasi fatte. Anche la bambinata del gioco inconfessato di questo scambio dei diari, non mica gusta. Certe pagine di diario, se devessere un diario, han da rimaner personali e segrete: a s per s, non a s per i posteri, facendo finta che non lo siano. Dico bene?
LEV N. - Non potresti dir peggio. Significa non aver capito niente. Della sincerit, della lealt, del coraggio, della provocazione, della vita: niente di niente.
SOFIA A. - Le prime parole dopo due giorni. Muto da 48 ore. Proprio persa la parola. sconvolgente vivere con un uomo simile. Di punto in bianco, torner di nuovo a concentrare il proprio amore sui contadini o sulle sue storie, e io torner a sentirmi come vedova, perch ama me come ha amato successivamente la scuola che ha avuto il capriccio di fondare con spreco di tanti quattrini buttati dalla finestra; la natura, gli amici, lesercito, la povera gente, i cavalli, le carte, la letteratura che ora dice di aborrire ed quando premedita qualcosa sua zia Tatiana che, avendogli fatto da madre, si sente in dovere di essere sempre dalla sua parte, ed venuto su com venuto su; gli uomini, le donne, tutti i vizi possibili, e ci a cui toccher quando verr il suo turno. Spartirlo, cederlo imprestarlo il mio destino Il popolo, il popolo; mi indispone col suo popolo Deve decidersi a scegliere, una buona volta, tra la famiglia e me che ne sono la personificazione, e il maledetto popolo per il quale spasima se non vuol essere giudicato un uomo volubile, impastato di egoismo. Mi si stringe il cuore, ma dovevo pur dirlo Post scriptum: Perdonami, Levoka, non pensavo quel che scrivevo. Per vero.
LEV N. - (uno che non ne pu pi, privo della forza di incollerirsi) E scrive e scrive; e parla e parla! Ho tutte le ossa rotte, un malditesta bilaterale cattivo segno da impazzire, un ascesso e un canino sottostante che si gonfia e si sgonfia a vista docchio; sudo freddo e brucio dal caldo ad onta che, nella camera, il termometro arrivi a malapena a due gradi sopra. Perch, naturalmente, coi polmoni nel mio stato, le donne di casa si son dimenticate di accendere la stufa. Non cera legna, m stato detto. E viviamo in mezzo a una foresta. Ma la contessa non ha creduto opportuno mandar a raccoglierne una bracciata. Via al pi presto. A Mosca, a Mosca!... Fosse mai una premonizione delle Tre sorelle? Cecov frequentava gi Jasnaja Poljana?
SOFIA A. - (placida come non s mai fatta conoscere) La gravidanza procede dincanto. lunica cosa che conta e che funziona, deo gratis. La creatura non fa che scalciarmi in grembo. Signore sii ringraziato. Probabilmente, un maschio. Ma non batterei ciglio anche se si trattasse di una femmina. Ormai, dalla vita accetto quel che mi offre senza lamentarmi.
LEV N. - Giornata splendida, se non fosse per il dolor di denti che non disarma e la vena varicosa che si rifatta viva. La conosco: non si limiter a questo. Ciononostante, son balzato a cavallo e via per forre e brughiere. Unocchiata allo specchio e mi son fatto spavento. sono terribilmente invecchiato; questestate, mi sono stancato di vivere, evidentemente. Ci non vuol dire, beninteso, che sia disposto a morire. Ho poco tempo, ma ho ancora tempo. Fare, fare!
SOFIA A. - (un affettuoso sogghigno) La sua paura della morte stata sempre tanta da impedirgli persino di immaginarla. Nei suoi scritti, quando deve descrivere qualcuno che muore, e nel quale tende a identificarsi, lo fa guardare in su e si mette a parlare del cielo, cambiando discorso. Mai che dica, chiaro e netto, che finisce sottoterra come un cristiano qualunque. Fa piangere collazzurro e colle nuvole, girando al largo dalle agonie. In questo insuperabile. Me lo ha fatto notare Turghenev, che deve essere un po invidioso. Sono tanto amici. Quando non stanno insieme Fin troppo amici e insieme.
LEV N. - Ancora una bella giornata. Tutte queste belle giornate in fila, fuori stagione, cominciano ad esagerare. Non normale. monotono Molti nuovi pensieri, mescolati a qualche sciocchezza Soprattutto uno, notevole: una concezione evangelica laica je mentend Farsi un nodo al fazzoletto che non si perda o non si sciupi aspettando. Pu dar frutto e venir buona.
SOFIA A. - Gli verr buona anche questa, non c da preoccuparsi. come il re Mida, diceva mia sorella maggiore che fu innamorata di lui, e forse, non ha ancora smesso di esserlo: rivali persino in famiglia E uno che sembra buttar via tutto e non butta via niente, anche a costo di pensar domani il contrario di ci che pensava ieri. A che preludono, per esempio, quelle note e note che accumula nel suo taccuino segreto?
LEV N. - Che brutto carattere. Riuscir mai a correggermi? Di fronte a tutti gli altri contadini, mentre mi davo da fare per persuaderli ad accettare le terre, ieri Razun, che il pi intelligente, mi ha detto una sfacciata bugia, io mi sono imbestialito, e unabominevole abitudine mi ha fatto scappare di bocca il vecchio ordine: Frusta! Ho aspettato di vedermelo trascinare davanti, ma non son riusciti a raggiungerlo, almeno cos mi hanno detto e io non ho approfondito. Intanto, mera passata. Chieder perdono. Cristo non frustava, chiedeva perdono. Non me ne sono ricordato. Devo essere da meno di Cristo?... Regola: dora in poi, mai rimproveri a nessuno prima che passino almeno due ore. ci che ho fatto. Ho chiesto perdono e gli ho dato tre rubli Ne sarebbero bastati due. Sonia non fa che lamentarsi che in casa i soldi non bastano mai Sar O non si sapr amministrare.
SOFIA A. - Va a Mosca. Non c stato verso di dissuaderlo Non me la conta mica giusta. Dice che star via una, due settimane. Ma quando mai dice la verit? A forza di esser sincero, diventa inevitabilmente bugiardo. Succede. Che far, sola, gravida, piena di sospetti, in questa grande casa, tutta scale, colma di vecchi e di scarafaggi? Vederlo uscir da quelluscio e sentire la mia anima andarsene con lui, la stessa cosa.
LEV N. - Curioso: ad onta del fastidio, pi si avvicina il momento di allontanarmi da casa, e pi la mia tensione con Sonia, si affievolisce.
SOFIA A. - Strano: nonostante la buona volont, pi si approssima la data, pur giustificata, della sua partenza, e meno convincenti me ne appaiono le ragioni. Il cuore non va mai daccordo colla mente, ecco il mio male.
LEV N. - Sono arrivato a Mosca. Stanco ma sollevato Ed gi noia Nuove ipoteche ottenute con relativa facilit Lambiente letterario, annusato ieri sera da Fet, misericordia, che disgusto!... Mi manca Sonia. Chi lavrebbe detto? Per farsi undea di ci che una persona significa per noi, basta esserne distaccati Sono stato a ginnastica Mi sono rimesso bene, persino allegro, e nessuna tentazione della tavola da gioco. In tanto male, questo bene Sorpreso di tanta energia. Me ne rendo conto dalla voglia fisica di cavalcare che mha ripreso, tenendomi lontano, finora, dalla visita alla solita maison de passe, in progetto prima di partire. Dicono che stata tutta rinnovata: uno splendore. Nessuna curiosit - e, anche dalla nostalgia di casa Bisogner trovare anche i soldi per restaurare la veranda Sento che questa la volta buona: ho deciso che le sole cose necessarie, nella vita, sono due: amore e lavoro. Anche sufficienti? Forse, ne aggiunger qualcunaltra strada facendo E non smettono le belle giornate. Quant bella la Russia quando fa bello!... Volevo ben dire, tanto per cambiare, si son rimessi a dolermi i denti. No, stavolta le gengive: una postema sanguinante, gonfia e grossa come un fagiolo E la mente in fiamme. Che ci sta ribollendo? Qualcosa che nasce?
SOFIA A. - (da Jasnaja Poljana) Essere soli da morire.
LEV N. - (dal suo albergo a Mosca) In compagnia, peggio Sai, cara, avendone la possibilit, la domanda che rivolgerei a Nostro Signore?
SOFIA A. - Sei sempre cos imprevisto, tu.
LEV N. - Signore, non vi sembrano troppi nove mesi per una gravidanza?
SOFIA A. - A me, non sarebbe mai venuto in mente.
LEV N. - (inopinatamente seccato per davvero) Non stento a crederlo. Figurarsi, colla fantasia che ti ritrovi!... Bon Dieu, sar mica incinto anchio! Sarebbe la salvezza O lultima caduta?
SOFIA A. - Rieccolo, di nuovo a casa. Strano effetto a sorpresa, mai verificatosi finora. Ho fatto uno sforzo non da poco su me stessa e son tornata, se non allegra, almeno tranquilla. Non c dubbio beata Vergine di Kazan, Vergine colla vu maiuscola (corregge lo scritto), astuto com, fa che non se ne accorga. Perderei anche quel poco vantaggio che ho conquistato - : non ho resistito, e, appena riapparso sulluscio sul quale temevo di non vederlo riapparire pi, gli ho gettato le braccia al collo Grosso sbaglio, la sincerit non paga. (carezzandomi il ventre) Pur nello stato in cui mi trovo, bastato questo a fargli passar per la testa la solita voglia di sempre ma come fatto? me ne sono accorta subito. Lunica cosa che, a me, non riesce a nascondere, la lussuria che non lo lascia mai. Ricordarsene per unaltra volta, quando ci sar, se ci sar E non so se sia meglio o peggio che ci sia. Riflette un po per cancellare se crede qualche frase dello scritto, e conclude col mimare ostentatamente unazione di nascondere il diario in un posto segreto, per facilissimo da individuare, come dire: son qua, prendimi: lapsus precedenti linvenzione dei lapsus.
LEV N. - (compilando il proprio) Sono stato, tutta la giornata, in pensiero per il mio torace. Devo aver avuto anche la febbre; si son fatti sentire i sensi. Non c altro che rassegnarsi: i polmoni, vecchio destino dei Tolstoi fin da Piotr il boiardo, amico di bagordi, ambasciatore e complice nellassassinio del figlio, di Pietro il Grande. (a voce) Lei dice raffreddore: sdrammatizzare negando la realt, lintenzione buona e la vedovanza un premio E una bambina, una bomboletta di porcellana, una adorabile matrio_ka tutta amore, incantevolmente ottusa e testarda.
SOFIA A. - Non vha dubbio, tornato da Mosca diverso: migliore e pi estraneo, peggiore e meno indifferente ad un tempo. Qualcosa gli succede.
LEV N. - Eppure, lamo e mi ama. Bisogna consentire a ognuno di voler bene come sa e come pu, il semplice segreto tutto qui. Perch mai sar tanto difficile il passaporto per amare? (un sorridente vagheggio, pi che altro pensato) Lamo, quando, silenziosa e imbarazzata, mi sta seduta a fianco mentre scrivo, mentre leggo, mentre mi abbandono a pensieri mediocri ed indegni a sentimenti indecenti e vergognosi, che essa presume nobili ed alti; quando mi rivolge certe ingenue e ridicole domande. Perch i tubi del camino sono diritti?... Lo scopo dei tappeti?... La ragione di vivere a lungo dei cavalli quando gli si vuol bene?...E, per poco, non vuol conoscere perch dispongano solo di quattro gambe Perch non tre o cinque o due? Sarebbero uccelli, cara, e la Natura non lo permette; quando tanto per interrompere il silenzio, accarezzandole la treccia dei pesanti capelli bruni che le incorona il capo, le sussurro allorecchio: che facciamo, Sonia? E lei, come leco.
SOFIA A. - (sussurro a sussurro) Che possiamo fare, Levoka? (duretta) Ma io so che cosa intendi fare.
LEV N. - (inudibile, prima di proseguire) E, mostrando di saperlo, non capisce di sciupar tutto - E ride senza ragione, del suo rider verde Non posso far a meno di amarla nemmeno quando si arrabbia e, in un batter docchio, idee e parole le si fanno aspre, irte di risentimento e armate di malevolenza e io taglio corto, pentendomi primancor daver finito di rispondere, stizzito: smettiamola, mi dai fastidio; mentre, in un lampo, mi trapassa il cervello un fascio di pensieri contraddittori, carichi di volontario rancore e involontaria indulgenza: la mia irrimediabile solitudine mista al compiacimento di sapermici immerso come nel mio elemento naturale il pesce lacqua, laria luccello - e lindifferenza nel constatare che, per lei, il tempo fluisce senza scopo e privo di senso tanto quanto pesa per me E, ciononostante, non passa un minuto senza inviarmi un sorriso disarmante da tanto chiede scusa e io non glielo restituisca in segno di pace: di nulla accaduto perch nulla accaduto Per, so, so, io so che ognuno di codesti screzi di nessun conto, di codesti dissidi per quanto insignificanti, di codeste tempeste di un secondo, rappresenta una piccola scossa, unimpercettibile incrinatura nel nostro sentimento, la minaccia duna minaccia, lombra dellombra di unombra sul nostro legame perch non esistono due secondi uguali nellanimo di un uomo e non c un dopo che non sia mai, pi come un prima: una minima cicatrice rimasta. Ma lei, se ne rende conto, lei che fiuta tutto, anche quello che non c, e, colla sola facolt di fiutarlo, se non c, lo suscita?... Nella volutt del cattivo odore, annusa ogni sfumatura: sentimento, umore, sensazione, colla vocazione incoercibile di tramutarla in sospetto: possiede la virt malsana di inquietare tutto quanto sfiora
SOFIA A. - Me?... La mia maledizione, Levoka: m sufficiente alzare gli occhi verso il pi sereno dei cieli per vederlo coperto di nubi; il solo stendere uno sguardo sulla limpida acqua di una sorgente, basta a intorbidarmela: le mie domande, amor mio, ho anchio le mie domande e pesano, sapessi quanto pesano. Nulla pesa pi duna piuma, quando pesa.
LEV N. - (nellindulgenza, duro; nel pi assoluto estraniamento) La sua letteratura, anche lei ha la sua letteratura (totalmente un altro e ora dice e scrive) La verit che continuo a non star bene E persiste la mancanza di tosse. Strano Ozio, ogni giorno pi ozio Le idee come seccate: dissociatesi.. Lavoro! Ma che fare? Cercle vicieux A proposito: morto, nella sofferenza, un bambino. Di tubercolosi, naturalmente. Non aveva che tredici anni. Perch? permessa la domanda? Lunica spiegazione la offre la fede nella discutibile nemesi della vita futura. Se essa non c, allora non c giustizia, la giustizia non pi necessaria e il pretenderla non che superstizione Seguendo il funerale, m venuta lidea di scrivere un Vangelo materialista; s, la vita di un Cristo materialista, sollevato dallingombro dei miracoli e ammennicoli del genere. Ci ho pensato tutto il tempo, mentre il Pope recitava la sua pantomima e gli altri dietro. E cos, ho privato quel fanciullo anche di quel po di piet cui aveva diritto. Quando me ne sono ricordato era gi sottoterra. Ai funerali della povera gente tutti hanno fretta Rimane da vedere se un Cristo materialista sta in piedi, ha un senso, voglio dire.
SOFIA A. - Rimane, prima, da vedere se concepibile Le pensa tutte. Si metter mai tranquillo? Mio Dio ha bisogno di costruirsi colle sue mani, ogni giorno, i triboli per torturare se stesso.. E per torturare chi gli sta vicino. Mah Esiste maggior crudelt di voler far del bene per forza a chi non ne vuol sapere?
LEV N. - (volubile) Da dieci anni, a dir poco, non ero investito da altrettanta ricchezza di immagini e di idee come negli ultimi tre giorni. E avevo temuto che la miagravidanza fosse finita in un aborto. Tutto torna a quadrare. Non scrivo dallabbondanza di idee. Letteralmente stroncato, da dover rinunciare alla ginnastica.
SOFIA A. - Di solito le chiama coliche.
LEV N. - Nuovamente angoscia e insonnia fino alla una, con sudori freddi come novit Lettera di Turghenev collaccusa di andare a raccontare in giro che lui un vigliacco, e mi sfida a duello. Risposta che son tutte chiacchiere e rifiuto la sfida con scuse e complimenti: non trovo incompatibilit tra letteratura e vigliaccheria. Cosa vuole dalla vita quello l? Non ne ha a sufficienza di essere Turghenev? Pretende anche il coraggio, adesso?... Tanto per far qualcosa, ieri ho riaperto la scuola, che, si capisce, non avr vita lunga nemmeno stavolta: la gente non vuol essere libera; pi difficile educare un uomo alla libert che affezionare un popolo alla schiavit. Ecco: di questo dovrebbe essere edotto lo Zar - Sono, soprattutto, i maestri a darmi pensiero. Hanno dei segreti disgustosi. Dice: siamo giovani, freddolosi e fatti per la compagnia. Va bene; fin che si trattasse di donne e di riscaldamento, ancora ancora dopotutto, i sessi non sono che due anche in Russia, ma non sono le stufe che mancano. Pare, per, che essi non se ne siano ancora dati per intesi, e, negli allievi, pu creare qualche confusione Il male che sono stato stanotte!... Salute definitivamente rovinata. Non c da farsi illusioni: la tubercolosi nessuno me la toglie; meno male che comincio ad abituarmi. Pazienza, sar quel che sar, che posso farci? Potrei provare colla filosofia, forse.
SOFIA A. - Non vero niente, son fissazioni sue. Per due fratelli che gli ha portato via la tisi, ne approfitta per farsi bello. solo un po di faringite. Ma vallo a persuadere che dipende unicamente dalla mania che ha di tuffarsi nudo, a nuotare, a tutte le ore, in tutte le stagioni, nelle acque gelate dello stagno; che, oltretutto, unindecenza, lui, che, col suo passato, trova da dire perch i suoi maestri si tengono caldi reciprocamente dormendo nello stesso letto. Crede di essere sempre un ragazzo e lo solo nella sua testa e per altre cose poco pulite e per niente confessabili. Vorrei vederlo alle prese coi miei dolori di testa. Al presente, non li ho, ma un puro caso, tocco ferro aspettandoli, e non tarderanno certo. Niente paura. Si trattava di meri disturbi neurovegetativi. Come tutta la famiglia Tolstoi, caratteriali da esposizione, una salute di acciaio.
LEV N. - A far pace da Turghenev, ancora indolenzito nellamor proprio. Dio del cielo, che crollo. Ne cest pas possible!... Baci e abbracci. Non ci si vedeva da Parigi. Irriconoscibile. Abbiamo pianto insieme tutto il pomeriggio. Non lo dico per vanit, ma dei due, quello che riuscito a versar pi lagrime sono stato io. Lo riconosce persino Sonia, quando non di cattivo umore.
SOFIA A. - Poca fatica, potresti essere suo figlio!
LEV N. - Non di buon umore. Comunque, s trattato di una delle pi belle giornate della mia vita.
SOFIA A. - Non stata una brutta giornata, diciamo pure. -6-
SOFIA A. - Quando mi azzardo a metter piede, qui, nel suo studio deserto, senza pensare a niente, mi assale un malessere, una sensazione mortale di freddo, di noia, di vuoto Se, viceversa, entrando, me lo figuro, seduto, l, alacre di quella vitalit incoercibile che ha la facolt di irradiare in qualsiasi situazione, il contrario Adesso, solo angoscia per tutto ci che stato vivo e non lo pi. (lancinante) Ahi! Dio, Dio Domando scusa, devo interrompere. Credo che ci siamo. Sono cominciate le doglie, s, s E via. Di corsa? Veda lei, tanto gi, non si illuda che sia cosa di cinque minuti. Infatti:
LEV N. - Non ha fretta. Ha perso le acque ieri e siamo sempre allo stesso punto. Non c pericolo che trascuri unoccasione di tirarla per le lunghe. Ha la vocazione della sacrificata, bisogna capirla. La fretta ce lho io. E che?... Un po di pazienza, pora donna, una primipara andr meglio in seguito, non dubiti, conte. Cara Sonia Sono ingiusto. Non posso stare in quella camera. Assistere al parto di una donna atroce, ma, anche, dal punto di vista filosofico, esaltante Tutto quel sangue, quelle grida: la ragione per cui ho interrotto la carriera militare Far veramente tanto male dar vita alla vita? Niente, nemmeno paragonabile agli animali. Ho visto partorire cavalle, mucche, pecore, cerve, perfino unelefantessa, da sottotenente, a Kazan: un silenzio riservato, composto, solenne la spontaneit Una donna disgustoso, esagitato falso. Forse soltanto una contadina sa partorire con naturalezza e dignit. Informarsi. Dignitosa animalit delle creature semplici. Si fa un nodo al fazzoletto. Ma, nel caso che si fidi della propria memoria, pu anche trascuralo Rieccola. bastato uno scialle di cachemir, un rosario che le frequenta le dita ed una severa malinconia sul volto per tramutare la fanciulla di ieri nella donna di domani, eguale e diversissima la sua volubile paranoia.
SOFIA A. - Fatto. Dovere assolto. Casa Tolstoi non pi minacciata di estinguersi. Ho partorito, ho sofferto il soffribile, mi sono alzata e sto rientrando lentamente nella vita Lui, suo figlio, mio figlio, tutto: unansia, una trepidazione Paura? Siamo l. Qualcosa, dentro di me, s come spezzata: qualcosa, sento, che mi far sempre male Mah Di fronte a lui son pi timida ancora, come se avessi da rimproverarmi non so che colpa nei suoi confronti Apprensiva, insicura che so? Alla merc di uninfluenza inafferrabile, ostile. Son diventata insicura pi di prima maldestra, impacciata, poco spontanea: insincera, anche insincera Cerco di nascondere tutto quanto, per uno stupido e falso senso di pudore; e, pi tento, meno ci riesco Voglio bene al piccolo solo perch figlio suo; questo non da buona madre e devo anche lottare contro il sospetto che goda del mio imbarazzo Certo, non pu non accorgersene e nemmeno non pensare, pu, che lui a guidarne i fili Fa paura ci che pu accadere nella sua testa. Mi toglie la pace. Il suo diario non che la superficie: ci ce crede, o che vuol far credere, o che crede di riuscire a far credere, di essere. Ma chi , veramente? Un maleficio, solamente un maleficio, si pu dire che sia. (esaltata dal proprio lucido delirio) basta che unidea la pensi e diventa subito la realt. Bisogna star attenti. Pu far molto male, in buonafede, a sua stessa insaputa Constato, non mi consolo. Nemmeno lui deve viver bene. La vivacit della mente, la ricchezza dellimmaginazione, la profondit del sentimento il meglio di lui, si va appannando, s assopito pi si avvicina ai comuni mortali, pi se ne allontana, mentre gli cresce dentro lo sento il vecchio, inesausto desiderio di perfezione, il cancro sceltosi per autodistruggersi. (uno slancio di generoso delirio) S come, s come arreso. Dio sa quel che darei per vederlo felice, allaltezza dove lavevo collocato. (uno scarto subitaneo di cattiveria risentita) Viceversa, tutto quanto ha saputo fare, dal giorno che, liberatomi il grembo, lho reso padre, stato ricominciare ad aver voglia, la sua voglia, quella voglia. Lui pensa che lamore sia tornato: gli tornata solo la voglia oltre a qualcosa che deve tenere in testa, lo sento Tutto mi pare concluso, tetro la pendola suona ed un lamento noioso il cane, affliggente zia Tatiana, aggressiva Du_ka, penosa la vecchia tata, infidi e malevoli i servi: un mondo spento E tuttavia se Leva Oh se Leva Basterebbe uno sguardo. Anche uno degli atroci sguardi della sua libidine S deciso di battezzarlo Sergej ma, tra noi, lo chiamiamo gi Sere_a. venuto in mente a zia Tatiana per prima. Del resto, era stata lei ad abituar tutti a chiamar lui Levoka fin da piccolo, quando prese il posto di sua madre. un bel bambino. Lui lo nega, naturalmente, per spirito di contraddizione. Non lo dice, ma avrebbe preferito una femmina, lo so, non c dubbio Ho appena letto, adesso, nel suo diario, data di ieri: questi nove mesi sono stati quasi i peggiori della mia vita e ho cercato di consolarmi con quel quasi. Ridotta a questo?... Del decimo, meglio non parlare. Mi domando solo quante volte mentre non si faceva scrupolo di dirmi in faccia, ad alta voce: Dov finito luomo che ero un tempo? dentro di s, in silenzio, s chiesto: Perch ho preso moglie?
LEV N. - (una collera mordace) Lultima! Adesso, si rifiuta al primo dovere di qualsiasi femmina dogni specie animale. Non pu allattare, dice, perch le vengono le ragadi ai capezzoli. Bella scusa a un marito che patisce quel che patisce causa leczema a cui va soggetto. Scusa tanto se non posso allattarlo io!
SOFIA A. - E mostruoso non aver cura del proprio bambino, chi dice il contrario? Ma che posso fare contro unimpotenza fisica? cattivo, ingiusto non volerlo ammettere. Nemmeno la pazienza per il breve tempo che guarisca Cos divento cattiva anchio, lultima cosa cui, per natura, sarei capace Ma perch devo continuare ad amarlo tanto? Che ho fatto di male per portare questa croce?... E anche fuori senza maglia di lana Dio, perdonagli anche tu: fa smettere di piovere. Per la campagna, acqua ne venuta gi abbastanza. (lettura puntuale e sillabata di una pagina del diario) Sonia, perdonami. Solo ora, mi rendo conto quanto sono colpevole nei tuoi confronti Volgare, crudele verso la creatura che mha dato la maggior felicit della vita e continua ad amarmi tanto, nonostante tutto. Riconosco che il mio comportamento, Sonia, non pu venir n dimenticato n perdonato. Ma, finalmente, ti comprendo sino in fondo e vedo chiaramente tutta la mia bassezza. Sonia, tesoro, sono colpevole perch sono malvagio: ma in me c anche un uomo migliore che, a volte troppo spesso - , dorme. Destalo. Cerca di dare, a lui, il tuo affetto; dimentica quellaltro e non serbarmi troppo rancore, Sonia Parole testuali del diario per chiedermi scusa. Poi, s incollerito, per nonsoch, ed a cancellato tutto, per fortuna leggibile lo stesso, e tanto pi offensivo. Apposta? Ne sarebbe capace e credo di s Ha coinciso con il periodo del mio terribile allattamento per il dolore alle mammelle. Io non potevo, proprio non potevo dar il latte al piccino e, a lui, non sembrava vero di imbestialirsi udendolo piangere. Un inferno, odio, addirittura. So io se avevo diritto al risarcimento di queste poche righe di tenerezza e di pentimento. Bene: si vede di no. Date e tolte, prima ancora che le leggessi. (un sospiro che uno strascico calpestato di regalit umiliata) Tanto sa essere piccolo un granduomo quando decide di essere piccolo! Non ci si intende pi. La malattia ed il bambino che avrebbero dovuto riavvicinarci, viceversa, ci ha allontanati Tanto amore cancellato senza lasciar traccia: un foglio tornato bianco Lui lincendio di un breve entusiasmo e poi freddo, insensibile, intensamente occupato senza slancio nella futilit quotidiana; io, afflitta, maldisposta, insofferente ed insopportabile di tutto e di tutti Chiuso, chiuso, chiuso: un muro in fondo a una strada senza uscita Mi son riletta Forse mi sbagliavo, certo esageravo Se s, devo convincermi che esageravo: lo amo sempre e nonostante: il mio punto fermo, la mia verit. Non devo, non posso lasciarla andare alla deriva.
LEV N. - No e no. Non mi ha mai voluto bene e non mi vuol bene. Nella migliore delle ipotesi, lo ha creduto. Ma non lo crede nemmeno pi, ha aperto gli occhi. E perch? Perch non mi ha mai desiderato n stimato. Non si desidera, e tanto meno si stima, uno come me. Al pi, si cerca di indovinarlo. E una volta indovinato, la bancarotta. Mi sta bene. Ho ricontrollato il suo diario. Una malcelata ostilit traspira da ogni parola. Capita spesso, nella vita. Se, da parte sua, stato un errore, terribile, povera donna. Intorno a noi un immiserimento, un insudiciarsi progressivo di tutto. Si crede solo a ci che si desidera e fino a quando lo si desidera. Ma poi?... Poi? Poi??... E non metto sulla carta che un minimo del minimo di quanto potrebbe macinare la mia mente (palese esagerazione mendace a scopo di inquietarla) E gi luna di notte, non posso dormire, e, tanto meno, raggiungerla nella sua camera con questo sentimento che mi opprime e mi paralizza. Ed essa, sempre cos lesta a lamentarsi appena sa di essere ascoltata, ora russa la contessa Tolstoi russa tranquillamente, pronta a svegliarsi nellassoluta certezza che io sia il tiranno ingiusto e crudele, e lei la vittima infelice e innocente della mia malvagia e carnefice fantasia, parti intangibili di un dramma immutabile, assegnate una volta per sempre. Posso precipitarmi nella sua stanza scuoterla e gridarle: sono gravido anchio, e di ben altra gestazione?
SOFIA A. - (un petardo dallegria) Oddio, che mi succede? Che bellezza! bastato accendere due candelieri e sprofondarmi in una poltrona per vedere il mondo alla rovescia e venir travolta dalla gioia: spensierata, pigra, pazza, non piglio pi niente sul serio e una voglia, ma una voglia di fare la civetta con chiunque, il primo che cpita, fosse pure Ale_a Gor_ok lo scemo, il giardiniere che decidiamo di licenziare sempre e non licenziamo mai. (scrive e sottolinea tre volte) Ricordarsi di licenziare Ale_a Gor_ok Ma che voglia di ridere, di sfogarmi ad accarezzare, a baciare qualcosa, una sedia, un mobile, quel che vien, viene. Ho giocato alle carte per quattro ore filate con zia Tatiana, dimenticandomi perfino della sua arteriosclerosi: la prova del nove; e pi lui si arrabbiava, e meno, a me, me ne importava. S cautamente informato se avevo bevuto, facendomi venire una voglia di vodka, subito soddisfatta, per dargli ragione: la fuga folle da un mausoleo di cadaveri mummificati, morti di seriet, lui compreso. Ah, come si sta bene a sentirsi bene. Avevo voglia che gli venisse voglia. Ma hai voglia che avesse voglia di accontentare la mia voglia! Sul finire, rifattasi seria, ha intrapreso a temperare una penna doca, lha intinta nellinchiostro e s apprestata a scrivere una lettera: Ma chre maman, avrebbe dovuto essere Levoka a scriverti; ma, avendo cavalcato tutto il pomeriggio, sotto lacquazzone, s dovuto mettere a letto aspettando la febbre, il mal di gola, la tosse, il catarro e tutto il resto, che gli impediranno, anche stavolta, di levarsi la curiosit se tubercolosi o bronchite. E, pertanto, prendo la penna e ti comunico io la bella notizia. Ho idea di essere d nuovo incinta. Ti dar conferma Gliela dette. una notizia che avrebbe diffuso altre dodici volte prima della menopausa -7- Lei. Tempo trascorso e trascorrer. Uneleganza severa, progressivamente avviata verso la maturit nei cupi colori della semplicit del bel vestito da signora della casa, labituale rosario che circola, distratto, tra le dita magre, forti e scattanti delle bianche mani aristocratiche, e un tintinnante mazzo di chiavi padronali alla cintura. Sta soffiando via la polvere dal grosso fascicolo del suo diario personale.
SOFIA A. - Da tanto tempo che non ci scrivo pi su, anche il diario s coperto di polvere, come tutto in questa vecchia casa. Ed ora, come i bambini, rieccomi ripresa dalla voglia di tornarvi a riannotare tutto ci che mi passa per la testa: cose vive, accomunate allo stesso destino delle tante cose morte, che, vive, gi furono: il camposanto della memoria Che impressione strana riprenderlo in mano. Timore o desiderio che lavvenire replichi il passato? Il senso della mia vita sta tutto chiuso in questa domanda Mai, forse, come in questo momento, ho provato tanta tenerezza verso d lui mi basta sapere che di l - tanta fiducia, tanto desiderio E tutto perch? Per un sentimento, se vogliamo, contraddittorio. Stanotte, ho sognato che ero vedova, in lutto stretto: la felicit di svegliarmi e accorgermi di non esserlo, ecco tutto. (in cauda venenum) Per, allerta, guai se lo sospettasse. Cesserebbe subito di volermi male, cio bene, a modo suo. Lo sento S, s. Il giorno che venisse meno quella parte di odio che c nel suo amore, cesserebbe anche quel po di bene che mi vuole e di cui devo imparare ad accontentarmi Ecco, per esempio, uno spunto da regalargli, ora che sembra essersi rimesso al lavoro un modo di tenerlo legato. Sono le idee che gli piacciono; le fa diventar subito realt: costeggiare lambiguo inverandolo di normalit, anche se, in ci, (tappandosi la bocca con uno schiaffo) meno naturale, forse, ma va pi in fondo, Dostoewskij. (e cancella subito vistosamente le ultime due righe) Cos va bene, si legge egualmente ed irrita di meno Ma, ormai, non c nemmeno pi soddisfazione a scriverlo, sperando di suggerirglielo, visto che a smesso di rubarmi il diario o finge di avere smesso, come faccio io ogni tanto. Ne capace: quello che egli chiama lo ha scritto un gioco da mostri, quel mostro!... Passo dopo passo, s inoltrata in territorio maritale, dove lui, seduto, riflette prendendo appunti. Una carezza sul capo arruffato, alla quale corrisponde con brutale amabilit, stringendole meccanicamente la mano, mentre gli sfugge un gemito:
LEV N. - Ahi, Cristo!
SOFIA A. - Devi portar pazienza. Non sei ancora in grado di ruotare la spalla. E ringrazia il cielo che soltanto una slogatura. Pensa se ti fossi fratturato lomero, o il femore o la colonna vertebrale! Nulla di pi facile. A meno fortunati, accaduto di peggio.
LEV N. - Potevo prevedere che il cavallo si sarebbe imbizzarrito e mi avrebbe staffato?
SOFIA A. - Pi prudenza, Levoka. Ma come dirlo al muro, tanto tu ti consideri sempre un giovanotto. Ti basta balzare in sella a Delirio e ti senti subito uno dei quattro cavalieri dellApocalisse.
LEV N. - Ti faccio una confidenza, Sonia. proprio cos. con Delirio che ti tradisco. Che vuoi? Ha un nome che una tentazione.
SOFIA A. - (placida. Proprio?) Anche con Delirio, caro. Un sorriso-sogghigno e lo riaccarezza, se possibile, con maggior dolcezza ancora.
LEV N. - Il tuo rivale di turno, tocca a lui Che fai in giro per la casa? Non questa lora delle tue investigazioni.
SOFIA A. - Cos
LEV N. - Durante i tuoi cos, di solito, confidi le tue pene al diario.
SOFIA A. - (equivoca) Da quando hai smesso di frugarlo, non ha pi senso.
LEV N. - Mai disperare.
SOFIA A. - Dici?
LEV N. - Penso.
SOFIA A. - Tolgo il disturbo. Ti faccio portare il the?
LEV N. - No. Della vodka, se proprio ti vuoi disturbare.
SOFIA A. - Desideri qualcosaltro?
LEV N. - No.
SOFIA A. - Non ti servo proprio a niente?
LEV N. - A niente.
SOFIA A. - Al caso, non hai che da suonare.
LEV N. - Al caso, suono.
SOFIA A. - Bene. Io vado a far compagnia a zia Tatiana, occupata coi suoi eterni solitari. Casomai Sere_a si spingesse fin qui, spediscimelo di sopra; io ho pi pazienza. Scusa lincomodo. lora della poppata di sua sorella. E sincammina. Lui afferra il campanello e la ferma.
LEV N. - A proposito, t mica venuta qualche idea per il titolo?
SOFIA A. - Il titolo? (piccola commedia muta della sorpresa)
LEV N. - Il titolo. Non che ci facessi conto, ma sera rimasti daccordo che ci avresti riflettuto pure tu.
SOFIA A. - Ti devo confessare che mera proprio passato di mente. Son cos poca cosa, io Non avevi pensato? Aspetta mi pare Non avevi pensato: Lanno 1805, o qualcosa di simile? Sbaglio? Debolino, daccordo.
LEV N. - Provvisorio. (a grande effetto) Che ne diresti: Guerra e pace?
SOFIA A. - (per nulla impressionata, anzi) Beh mi pare unesagerazione per un breve romanzo qualsiasi, no?
LEV N. - Non pi un romanzo vero e proprio, n breve n qualsiasi.
SOFIA A. - Ah no?... Ma guarda: bene. Guerra e pace?... Non mi piace. Non ti offendi mica, vero?
LEV N. - Figurati che la modestia di Molire si guardava bene dal trascurare il giudizio della propria serva sulle sue commedie. Potrei essere da meno?
SOFIA A. - (senza mai perdere tanto cos di imperturbabilit) Mah, va a sapere Guerra e pace e basta?
LEV N. - (gi un po innervosito) Guerra e pace n pi e n meno: punto l.
SOFIA A. - (giocato sempre con noncurante souplesse) S, s, non discuto, per carit ma preferivo il primo.
LEV N. - Ti sembrava un titolo, forse?
SOFIA A. - Non che fosse un granch, per: Guerra e pace. solo questione di abituarsi, del resto.
LEV N. - (evidentemente il pi debole lui) Ma ora il quadro s allargato, s allargato, Sonia: man mano che mi documento, la visione si estende nella mia testa uno sterminato affresco lanima della nostra Russia, messa a una prova suprema leroico ridotto a misura umana, ecco.
SOFIA A. - (impermeabile) Vedo! Se lo dici tu A me piacciono Les miserables
LEV N. - (un tollerante disprezzo non privo di rispetto) Lo so, ma non il caso Il titolo primitivo, capisci, non riesce pi a contenerlo.
SOFIA A. - E Guerra e pace invece ce la fa? Laffresco, dico, o il quadro che sia?...
LEV N. - Ce la fa.
SOFIA A. - Allora Non che ci balla dentro?
LEV N. - Non .
SOFIA A. - (e dalli) Non ti suona, piuttostogenerico, approssimativo e
LEV N. - E?
SOFIA A. - Tutto e niente. Mah chiss se piacerebbe allo Zar, quel titolo l?
LEV N. - Che centra lo Zar?
SOFIA A. - Siamo in Russia, no?
LEV N. - Che vuol dire? Mica, per ci, si scrive per lo Zar.
SOFIA A. - Anche per lo Zar. Che male c?
LEV N. - C, c. Per lo Zar! Mancherebbe altro!
SOFIA A. - Non vedo.
LEV N. - Io s Al solito, tu concepisci sempre tutto in piccolo.
SOFIA A. - Come, tu, sempre tutto in grande.
LEV N. - Gi, lumile pulce
SOFIA A. - E il superbo Leone.
LEV N. - Il n ostro insuperabile spartiacque.
SOFIA A. - (enigmatica) Eh, sicuro, mi rendo conto, se si tratta di un grande affresco Pi di Gogol, pi di Turghenev, pi di Dostoewskij
LEV N. - (perde la pazienza?) Che centra Turghenev, che centra Dostoewskij? Che centra Gogol, quel reazionario, poi?! Sono i corvi ad andare a branchi.
SOFIA A. - (pungente) Gi, e laquila vola solitaria.
LEV N. - Se non ti dispiace.
SOFIA A. - Che ne so, scusa, non mi si dice mai niente. Te ne ho sempre sentito parlar con ammirazione.
LEV N. - Lo credo bene fin che si parla di nasi e di cappotti!
SOFIA A. - Se cos Che stai tanto a farne un dramma? Devi essere tu a decidere, caro; a te che deve piacere Certo, il titolo pu decidere del destino di un romanzo. Guarda Dostoewskij: lui ha listinto del titolo. Citamene uno che sia sbagliato Guerra e pace non sar la fine del mondo Non far caso alle mie perplessit da donnetta, Levoka Non disporre dellistinto del titolo non vuol dir mica essere in peccato mortale, dopotutto. Per Delitto e castigo
LEV N. - (mordace) Vuol dire che nessuno ti impedisce di incaricare qualcuno influente di tastare il terreno cosa ne pensano a Corte, nest pas?
SOFIA A. - Eh, anche. E si avvia, vittoriosa, subito trattenuta da una scampanellata:
LEV N. - Ah, tu: conosci mica, per caso, di che colore abbia avuto gli occhi Napoleone?
SOFIA A. - (sorpresa per davvero, stavolta) Gli occhi, Napoleone?
LEV N. - Gli occhi, Napoleone. Mi servono i suoi occhi. Te, personalmente, sentiamo, come li avresti preferiti?
SOFIA A. - (subito) Verdi. Senza meno. Gusto mio, si capisceAl massimo, blu, un bellazzurro hai presente? lucido e profondo. Ma che ho a che farci, io? Bisognerebbe domandarlo a Giuseppina. Hai provato a consultare le sue memorie.
LEV N. - (apodittico) Non risulta che Giuseppina abbia scritto memorie.
SOFIA A. - Ma tu pensa. Sei sicuro? Con tutto ci che avrebbe avuto da raccontare.
LEV N. - Di lui o di se stessa?
SOFIA A. - Quello che deve aver passato!...Ne dubiti?
LEV N. - Sempre di pi ogni giorno: anche la pi veritiera delle autobiografie, per quanto in buonafede, sempre bugiarda, Sonia. Prova ne siano i nostri diari.
SOFIA A. - (impersuasa) Mi metti in crisi. Si allontanata in solitudine e riprende in mano il proprio diario.
LEV N. - (deciso, lingua e penna) Guerra e pace. Proprio cos. Tutto o niente. Non se ne parla pi. E occhi color nocciola.
SOFIA A. - (uneco) Come i suoi, naturalmente Gli manca il senso della misura. Che, per amor del cielo, non mi diventi unossessione. Devo guardarmi dallidea fissa della morte di Leva. Tanto varrebbe scegliere di vivere nella disperazione Anche perch non sarei mai capace di scrivere la pagina dei suoi funerali. Soffrirla, non avrei preoccupazioni. Ci sono allenata. Ma descriverla Occorrerebbe uno della sua altezza. Dovrebbe scriversela, da s, lui stesso, colla propria penna epica. Non sono io a dirlo, non so nemmeno cosa significhi di preciso. Cito una parola di Turghenev: Vostro marito, contessa, mi disse baciandomi la mano, lultima volta che lo andammo a trovare, e prima che si mettesse a piangersi addosso, lunico autore russo che possieda una scrittura epica. Sempre impeccabile, nelle belle frasi rare, quel caro uomo. E, difatti, lo scrive, sillabando le ultime parole: che possieda una scrittura epica. Proprio carino. Gi che ci sono, gli faccio sapere anche di essere di nuovo incinta. il modo pi innocente e meno sospetto, di scoprire se avr ripreso a leggerlo o no E, col prossimo, ancora uno di pi. La famiglia aumenta. Chiss se lui li conta? Esegue. -8-
LEV N. - Eccomi ormai, tutto preso dal confronto di Napoleone e Alessandro, come inebriato dalla nube di una vaga consapevolezza, di poterne trarre una gran cosa. (e via, leggendo, parlando e prendendo nota da varie fonti), esaltato dallidea di esplorare le loro psicologie, con tutte le vigliaccherie, le follie, le contraddizioni, le ipocrisie, i luoghi comuni, di coloro che avevano intorno, e di loro stessi verso se stessi: Napoleone uomo: un commediante insicuro disposto alla rinuncia il 18 brumaio davanti allAssemblea. Ds nos jours, les peuples sont trop eclars pour produir quelque chose de grand. Alessandro il Macedone si vantava di essere figlio di Giove e lo credevano sulla fandonia Tutta la spedizione in Egitto? Vanesia ribalderia gallica e nulla pi. Non uno degli storici bullettins che non sia consapevolmente falso. La pace di Presburgo? Escamotage puro Sul ponte dArcole cadde in una pozzanghera addirittura prima della bandiera Cattivo cavaliere. Nella campagna dItalia fa man bassa di quadri, sculture e qualsiasi cosa luccichi Cadaveri e feriti lo eccitano e gli danno piacere. Ama aggirarsi da solo sui campi di battaglia insanguinati, cosparsi di morti Sposa Giuseppina per vanit mondana: tipico parvenu! Rimasto, fino allultimo, sostanzialmente un plebeo: sottolinearlo. Ha scritto tre volte la relazione della battaglia di Rivoli. Ha mentito sempre: una seconda natura Interessanti, non lui, bens le folle che lo circondano miracolo della demagogia - . Da principio, unilateralit e beau jeux riguardo ai Marat e ai Barrs, dopo, a tentoni, presunzione e fortuna sfacciata: baro in ogni senso e circostanza: alla fine, vera follia: fair entrer dans son lit la fille de Csar: virilit zero e, naturalmente, cocu jusque la memoire Demenza totale, prostrazione e miseria ingloriosa, a santElena. Menzogna e grandezza solo perch grande la scala di misura della grandezza e della menzogna, in cui si colloca; ma, ristrettasi larena, non rimane che un patetico nulla; in fondo allanima, un piccolo uomo. E morte vergognosa Meno appariscente, per, duna complessit pi inquietante e sottile, lo zar Alessandro Talento, bont, sensibilit superiore livello di una nobile misura umana non ostentata, alla ricerca di altrettanto nel suo popolo Austerlitz, lagrime e sangue Pudore? Riservatezza? Malinconia? Timidit? Una selva di punti di domanda Evidenziarli e mantenerli aperti tutti. Lantagonista amletico, anche se Amleto non lo posso soffrire, come il suo autore. Rifletterci su E se lindecisione permane, che si senta: farne lalone, s: lalone del personaggio, alcunch di incompiuto, e cos via personaggio-ombra, tenuto in ombra, je mentend La Norijskina lo tradisce anche lui! Speranskij, liberazione dei servi Tilsit Disorientato (cancella la parola) stordito dalla grandezza. Erfurt Non conosco bene gli anni fino al 1812 Verificare Magnanimit ed esitazione: vittoria, trionfo, grandeur che impauriscono se stesso Disorientamento esteriore, per limpido danimo duro rigore. Morte. Se fu assassinio, meglio ancora. Il sospetto ci fu. Documentarsi. Attenzione ad evitare il solito dualismo dei contrari senza sfumature, tutto nero e tutto bianco. Non c perbenismo senza una sfumatura di cialtroneria, come non c cialtroneria senza una vena di perbenismo utilizzare esperienze personali. (mormorato appena) Ricordiamocene entrambi, Sonia, vale anche per noi due. Tempo bellissimo, il cielo, fuori, uno zaffiro liquido Siamo rincasati assieme, io e Sonia, dolce come non mai, finora. Di nuovo, pi nessuna ombra, un prodigio. Sono felice, questo sicuro, quanto pu essere felice a malapena un uomo tra un milione Lavoro!... Ieri sera, spiegazione serena tra noi due: c poco da fare: di nuovo incinta, e sono passate poche settimane che s sgravata. Crescer il baccano dei ragazzi in casa. Tenerli distanti dallo studio: o scrivo o gioco. Pazienza, i figli sono una benedizione, si dice. Se non fosse per la salute In compenso, efficace la ginnastica, la poca che posso fare collarto ingessato Sto pensando a una commedia. Ma non il caso, al presente, distrarsi dal romanzo (a voce, distinto meno alta) Avrei voglia, ma non devo, al momento, turbare la sua gravidanza. Ogni cosa a suo tempo Lo facesse apposta di farsi mettere incinta per evitare il dovere coniugale? Rimane soprappensiero, fisso in quel pensiero
SOFIA A. - Tregua. Che quiete, finalmente, la pace dei cuori grazie alla spontaneit del suo creare: la spinta vitale di ogni cosa che pensa e che fa fin la sua pigrizia, le sue stanchezze, i suoi malumori. La stessa naturalezza con cui, nel grembo, mi matura il frutto del suo spirito. Se si comportasse verso i suoi figli come si comporta verso le sue storie, non esisterebbe miglior padre al mondo; e io partorirei dei giganti, al posto delle tenere e gracili creature che metto regolarmente al mondo. Il romanzo cresce come un albero in via di generare una foresta. I tratti della comune realt, anche i pi umili, semplici e quotidiani, a momenti, sotto la sua penna, emanano la luce di una sorta di intangibile immensit. Non fa in tempo ad affidare alla carta quello che gli balza, gi adulto, nella mente, accumulando, a ritmo vertiginoso fogli e fogli quasi indecifrabili il pensiero pi svelto della mano- Alla sera, tardi, quando tutti sono a letto e, anche lui, dopo essersi divertito a far giocare i bambini, pi bambino di loro, non ancora stanco e quando mai lo stato? s ritirato nella sua camera, in compagnia dei propri personaggi curiosi di ci che faranno il giorno dopo, io entro nello studio e, nel silenzio, alla luce della lucerna, nemica dei miei occhi miopi, ma non ci bado, riunisco, decifro, ricopio in chiara calligrafia, non senza, talvolta, permettermi di riassestare la punteggiatura conta anche quella il suo scompigliato lavoro della giornata Trovandolo ordinato, alla mattina, rappresenter per lui la sorpresa che lo rassicura su se stesso e lo stimolo per procedere avanti, a sollievo dell eccitazione, delle emozioni, delle lagrime e dei tremendi mali di testa che la composizione gli procura (evidentemente orgogliosa) E il mio umile modo di collaborare E come lamplesso tacitamente inteso, dogni notte, di un amore superiore, diverso e insospettato, unicamente nostro: un amore pulito Ha finito per non dispiacermi nemmeno pi il titolo (umile, umile, umile, mah?!...) Mi sono, per cos dire, rassegnata anche a quello Ieri abbiamo avuto un delizioso bisticcio, per poco non degenerato in un antipatico litigio, a causa di un punto esclamativo. Glielavevo chiesto lo giuro con dolcezza; lui me lha negato villanamente per via, dice, che i sentimenti quando son profondi non hanno bisogno di essere teatralizzati; proprio cos: la sincerit lui la chiama teatralizzare. Era una frecciata contro di me. Ma si vede lui?... Capricci del genere Per, quel punto esclamativo, la serva di Molire ce lavrebbe preteso. Comunque, grazie egualmente, Levoka. Dimentica tutto di questo diario meschino come non scritto - : non dimenticare queste brevi righe che rimangono, diamante inattaccabile, il nostro esclusivo segreto Buon sonno, caro. Lo scrive e lo sottolinea. Un attimo soprappensiero. Vuol dire che il punto esclamativo cercher di contrabbandarlo, senza che lui se ne accorga, al momento che arriveranno le bozze da correggere.
LEV N. - (il tra s dun tra s) Me ne sono accorto. Aveva visto giusto: il faut ce qu il faut. Ma, se glielo dico, poi, il romanzo si convince daverlo scritto lei. -9-
LEV N. - Rapporti con Turghenev, di nuovo, tesi. un destino. Ieri, non c stato verso, mi son dovuto sorbire tre ore filate di lettura del suo nuovo libro. Mi sono addormentato. Ho limpressione che se ne sia avuto a male. Sonia insiste che ha ragione. Ma nemmeno io ho torto: larte per larte, ovverossia il ricamo per il ricamo. Quel poco che son riuscito a rimaner colle orecchie aperte, proprio non mi piace. E non perch mi senta Leone Tolstoi.
SOFIA A. - E invece s. La grande differenza tra voi due, che lui si dimentica sempre di essere un granduomo; tu, anche se non pare, non fai che ricordartene. Guai la superbia dellumilt!
LEV N. - Figurarsi. Per un uomo famoso, esiste una cosa sola pi insopportabile della fama: rendersi conto di averla ottenuta senza meritarla.
SOFIA A. - Dici te?
LEV N. - Dico entrambi. Me, dovrebbe conoscermi: non perdo la testa n per il bene n per il male che si dica del mio libro; e la stima per lui un po meno la simpatia, ultimamente resiste ancora, nonostante tutto.
SOFIA A. - (impersonalmente colloquiale) Il nonostante si riferisce allimmaginario sospetto che abbia messo gli occhi su sua sorella
LEV N. - (di continuo) Del resto, son sicuro che, di fronte a un intero pomeriggio di lettura di Guerra e pace sarebbe caduto in letargo lintero esercito napoleonico, Bonaparte compreso, naturalmente poco proclive ai piaceri della letteratura. Comincia gi un po a ripugnare a me stesso, quel libro. Provo un senso simile a quello che prova uno di fronte alle tracce dellorgia alla quale ha partecipato. una continua altalena dalle vertiginose altitudini dellebbrezza, alle abissali profondit dellavvilimento.
SOFIA A. - Non fa che assecondare laltalena dei suoi umori. Una ne pensa e cento ne combina. Ora ho da combattere anche contro una nuova, insospettata mania: il collezionismo delle porcellane. E mica cocci qualsiasi: Svres autentiche, depoca. Tutto, mai mi sarei aspettata di ridurmi a subir per rivali, piatti, tazzine, zuppiere da portata e vasi da fiori; a non mettere in conto, locchio della testa che costano e quelle che manda in pezzi. Le sue grandi mani che non gli obbediscono. Gli basta pigliar su qualcosa ed la fine del mondo, allinfuori del frustino e dei guanti altro non hanno conosciuto mai!..
LEV N. - Ma che diavolo di titolo aveva il racconto di Turghenev che mi ha ipnotizzato? Padri e figli no; quello maveva fatto dormire gi anni fa E raro che non mi capiti con Turghenev Mah, mi torner in mente. O, senn, provveder egli stesso a ricordarmelo. Non si lascer, certo sfuggire loccasione. Ma non si accorge che quello che gli manca il senso delleterno?
SOFIA A. - (sguardo di rassegnazione al cielo, rubato a Guido Reni) Attenzione: comincia la caccia a Dio. Provetto cacciatore com, mai una volta che riesca a colpirlo.
LEV N. - Dio sempre stato la cima del mio desiderio. Non si colpisce un desiderio, lo si conquista, caso mai.
SOFIA A. - Dio ci ha dato bersagli pi comuni, concreti e raggiungibili da colpire; excuse moi: da conquistare. Lassoluto non di questa terra, mon ami.
LEV N. - Lo dovrebbe essere Dio. Ma Dio il dubbio. Credi a Dio e Dio esiste; non crederci e non esiste. Assoluto e relativo, dipende dalluomo: Dio il nulla, Dio il tutto. Dio nessuno, Dio me.
SOFIA A. - (irritata suo malgrado) Dio Dio e basta. Piantiamola, Levoka, un po dumilt.
LEV N. - S, ecco: questo: Dio Dio e basta. La parola saggia fiorisce sempre sulle labbra dei puri di cuore.
SOFIA A. - (sconcertata) Misericordia, che ho detto?
LEV N. - (con seriet, involontariamente un po comica) Il vero, Sonia, unicamente il vero: il vero che ci sfugge sempre.
SOFIA A. - Ah, meno male. Mero presa spavento. Scusami, comunque, non lo far pi (cautamente cauta) Rintanato nel tuo tedio, son giorni che non metti il naso fuori di casa, pure il tempo splendido e la foresta in gloria. Nella stalla, Delirio non fa che nitrire e scalciare; che ne diresti di una lunga cavalcata? Farebbe bene anche a lui, povera bestia.
LEV N. - E unidea. Proviamo. A cavallo, rifletto pi facilmente. Effettivamente, per un po, si rende invisibile.
SOFIA A. - (in tutta la sua inconsapevole crudelt) E meglio. Schopenauer lo sta demolendo. Quando comincia collargomento di Dio, o si litiga o ci si suicida di noia. Non era il momento pi indicato a comunicargli il dubbio della settima gravidanza. Ecco un bersaglio che non sbaglia mai. Questa volta non ceder. Se sar maschio, dovr chiamarsi Nicolaj. Che ogni parto debba essere un litigio sullargomento e tutti debbano dire la loro!?... Nicolaj un santo autorevole, influente e generoso: da zar. Se sar femmina, mi dovr arrendere. Le femmine fanno parte del suo gregge; vorr essere lui a sceglierle il nome, regola del sultanato e ci si deve inchinare. Speriamo di no. Preferisco allevare dieci maschi piuttosto che una sola femmina. -10-
LEV N. - Visita alla prigione. Preparano i carcerati per un trasferimento. Rapati a zero, coi ceppi. Urla e scudisciate. Tanfo irrespirabile Uno di Vorolvo con la moglie prostituta, un vecchio: sessantasette anni, aria torva, pi morto che vivo, per incendio doloso, di che e perch?... Tace. Un ragazzo storpio, col mal caduco, per mancata iscrizione alla leva Ci mettono questi stracci e queste catene e via, ci spediscono! Dove?... Povera carne disumanizzata, bestiame a peso, mescolata insieme: colpevoli e innocenti, sani e malati, corrotti e puri, violenti e miti Non ne han trattenuto che uno, condannato a morte. Aspetta. Mesi, anni? S persa la data della domanda di grazia. Che non verr. Se vivr, sar solo per inerzia, perch sar stato cancellato dalla memoria.
SOFIA A. - (estremamente naturale) Se c stata condanna, lavr meritata. Gli uomini sono naturalmente cattivi. Succedono cose, in Russia, che gridano vendetta al cospetto di Dio.
LEV N. - Al cospetto di Dio, gli uomini gridano soltanto giustizia. Tu non sai cosa sia unesecuzione capitale. Io vidi a Parigi la ghigliottina allopera tagliare una testa.
SOFIA A. - Come fu che la vedesti?
LEV N. - Morbosa curiosit. E non lho mai pi dimenticato. Unoffesa alla vita. Era giovane, sano, forte, bello e colpevole. Pare. Non voleva morire. La notte prima, domand di fare lamore.
SOFIA A. - (saccorge dellempiet del proprio sarcasmo?) Innocente anche lui, probabilmente, secondo te.
LEV N. - Inimputabile, ad ogni modo. Un povero analfabeta, reo di aver accoltellato la moglie sorpresa a letto col proprio padrone. Domanda: chi, dei tre, era il vero colpevole: i due che pagarono colla vita, o colui che ne fu responsabile?
SOFIA A. - Ah gi. (direttamente ai posteri) Avendo conosciuto soltanto degli aristocratici, ha fatto del popolo la propria specialit: il suo grande amore non corrisposto causa di tutto. E gli hanno poi permesso di farlo?
LEV N. - Cosa?
SOFIA A. - Lamore, prima di lasciasi tagliare la testa.
LEV N. - Certo, era lultimo desiderio, vorrei vedere anche di no!
SOFIA A. - Che gusti!...
LEV N. - E da noi, alla sera, gran pranzo: diciannove invitati con caviale e champagne; le Tanie, figlia e cognata, agghindate come matrio_cke con gale dappertutto e Koko_nik ricamate in testa, e i bambini, tutti, cinture da cinque rubli in su. Dopo cena: conversazione: Impiccare? Necessario. Esiliare? Necessario. Picchiare in faccia i deboli e gli indifesi quando non ci son testimoni? Necessario. Che il popolo si ribelli, questo fa paura. Per, battere a sangue gli ebrei, non male, , anzi, normale Qualcuno pazzo: o loro o io. Io zitto per tutto il tempo (momentaneamente deciso, sottolineato come un titolo) Che fare? Scrivere una lettera allo Zar?... Non sarebbe preferibile rivolgersi direttamente a Dio? In fondo, il principale lui.
SOFIA A. - Da due giorni, ogni mattina febbre, e ogni era unatroce emicrania. Davanti a lui, mi sento come unappestata. Ma non gli d fastidio poich non si accorge nemmeno che esisto. Io, come sempre: la clausura in una gelosia rovente per tutto quanto lo interessa fuor di me Stamattina, leggendo una vecchia recensione de I Cosacchi, mi son resa conto quanto mi sia allontanata da tutto, mentre vita, affetti, giovinezza, belt, gioia, erano per le altre donne, quelle del romanzo E la primavera intorno, trillante dacqua e mormorar di fronde, stupenda fatta per lui. C infilato dentro come nella sua vera pelle: allegria, salute, forza: un bellanimale in fiore con me, chiusa in casa, avvilita e bastonata come un cane rognoso Solo madre. Ma basta? Per lui, basta?... Dalla sua mente fluiscono idee idee idee impazienti di diventar pagine. Qualche volta, mi fa la grazia di mettermene al corrente e sono tristemente felice che lo faccia. Lo capisco sempre. Ma a che serve? Non io le scriver!... Perch non ho un po pi di talento e lui un po meno?...! No, no, che dico? Cancellare.
LEV N. - (solo una voce da lontano) Ma non lo cancell. Pigramente, essa apre un libro e, pigramente prosegue nella lettura. Che fai che non ti si sente?
SOFIA A. - Penso.
LEV N. - Pensi?
SOFIA A. - Perch? proibito?
LEV N. - Proibito, no: strano.
SOFIA A. - Strano che pensi? O che tu lo trovi strano?
LEV N. - Pensavi leggendo?
SOFIA A. - Talvolta, mi accade di pensare anche leggendo quel poco che so pensare
LEV N. - E che leggevi? Essa gli porge ilo libro senza dir nulla e lui, stupito: Madame Bovary Tu?
SOFIA A. - No. Peggio, io peggio. Senza tentazioni, io!
LEV N. - Ah!... Bel romanzo tutto sbagliato. Ecco una storia da non doversi scrivere.
SOFIA A. - Vuoi dire?... Forse, da doversi vivere?
LEV N. - Luomo non dovrebbe mai essere la morta gora della sottomissione allistante materiale; dovrebbe sempre essere il centro propulsore di un dramma morale.
SOFIA A. - E non la stessa cosa, pressappoco? Tu, lo dovresti sapere.
LEV N. - Sempre e mai. Nous sommes tous ds egars, Sonia.
SOFIA A. - Trop egar pauvre madame Bovary ! Mah ! (senza darci alcuna importanza) Tutte le famiglie felici si rassomigliano, ogni famiglia infelice, viceversa, infelice a modo suo: tutto qui.
LEV N. - (esaltato) Momento! Come hai detto?
SOFIA A. - Non lo so: cosho detto?
LEV N. - Or ora, coshai detto or ora? Ripeti.
SOFIA A. - E importante?
LEV N. - Fondamentale. Ho avuto come un lampo improvviso. Tutte le famiglie felici hai detto - E comincia ad annotare, in fretta, sul primo pezzo di carta che si trova a tiro, anzi sul risvolto stesso della copertina del romanzo di Flaubert. si rassomigliano, ogni famiglia infelice dico bene? - ogni famiglia infelice, viceversa?...
SOFIA A. - infelice a modo suo. Una banalit.
LEV N. - Perfetto invece: il puro essenziale. Parlato. Insuperabile per entrare direttamente, dimpeto, nel cuore di un racconto. Sono salvo: fine dellansia. con queste precise parole che comincer un nuovo romanzo. Non ne posso pi di storia, di epica, di metafore, di disquisizioni, di pace e di guerra: solo realt di singoli individui: il quotidiano, il privato personale e basta. Tutte le famiglie felici si rassomigliano, ogni famiglia infelice, viceversa, infelice a modo suo. Un inizio che diventer famoso. Grazie.
SOFIA A. - Di niente. Dopo il rassomigliano, sar il caso di ricordarsi una virgola.
LEV N. - La ritieni opportuna?
SOFIA A. - Necessaria. Per scrupolo di concisione, potresti, in compenso, risparmiare il viceversa, (calcato) penso Bench, ne usciranno egualmente, prevedo, un paio di volumi.
LEV N. - Non cominciare, rovinandomi la partenza. Tu hai il genio del guasto, Sonia. Guardatene.
SOFIA A. - (fra i denti) Purtroppo. E magari
LEV N. - Non so perch, sento nascere una storia che chiede di aver per titolo il nome di una donna: Anna. Che ne dici?
SOFIA A. - Non disporr del cognome, questa signora?
LEV N. - Lo troveremo.
SOFIA A. - Generoso. Mi associ alla sua nascita? Quale onore! Cos, come sono?
LEV N. - O come desidereresti che tu fossi. Io non rifiuto niente della vita.
SOFIA A. - Volevo ben dire.
LEV N. - Talora, le parentele pi strette sono quelle al contrario.
SOFIA A. - Fa conto che labbia gi letto, in tal caso, il tuo libro.
LEV N. - Presuntuosa.
SOFIA A. - Scusa tanto -11-
SOFIA A. - Ieri Sere_a, un ometto ormai, chiacchierava dicendo: gli usignoli, la luna, lamore, la musica, sono le cose pi belle del mondo, vero mamma? Ne discorrevamo insieme e non me ne vergognavo, mentre Levoka, quando parla con me, sempre come volesse dirmi: che diritto ha tu, di sentire queste cose? Tu non sei in grado di provare alcun sentimento Lui ragiona, scrive, io sento, redigo il diario. Sinceri, non c dubbio: appena ci si legge reciprocamente, freddezza, imbarazzo e si diventa falsi Ieri ha dovuto allontanarsi ventiquattrore per la tenuta, ed io, qua, annoiata e disperata perch non era presente ad irritarsi come al solito. Conseguenza? Ho maltrattato la bambinaia senza nessuna colpa e me ne vergogno ancora. Perch lho fatto? Probabilmente, solo perch bella. Sono un essere spregevole, e non ero cos da ragazza (volubile allinterno di una dea fissa) La sua Anna sempre priva di stato civile: non viene al mondo. E non cresce Magari, non ne ha bisogno: la sostituisce benissimo la moglie del nuovo amministratore, Marija Ivanovna, giovane, piacente, brillante - e si capisce nichilista. Non ci manca niente per intendersi. Hanno lunghe e vivaci discussioni insieme. Si piacciono, salta agli occhi, e, questo mi fa uscir di senno. Dentro di me, le auguro tutto il male possibile ma proprio tutto per, al di fuori, chiss perch, sono particolarmente amabile. Scopro cos anche la mia ipocrisia. Spero e faccio di tutto perch suo marito si riveli inutile e se ne debba andare E che ci guadagno trasformandogliela in ricordo?... Probabilmente, ci perdo Sempre peggio. E liti liti liti Da ieri sera, appena di ritorno, per tutta la notte, fino allalba, se ne rimasto in terrazza a guardare le stelle. Non ho resistito e gli ho domandato perch. Perch aprile, mha risposto con uno starnuto, e s messo a letto col raffreddore, appena in tempo ad evitare il diluvio del temporale che si scaten 13 febbraio 1873, non resisto pi. Scruto nel mio animo e mi domando di cosa ho bisogno. E mi rispondo inorridita: ho bisogno damore, di giovinezza, di allegria, di correre, di cantare, di ballare, di muovermi, di viaggiare, di non essere sempre incinta: di chiacchiere vuote, di futilit, di sentirmi tra la gente, strappata alla monotonia e alla malinconia di questa campagna; via dallossessione dellordinato disordine di questa casa che mi opprime; ho bisogno di bei vestiti, ho bisogno di piacere, ho bisogno che mi si ridica che sono bella, che sono elegante: che mi si corteggi; ho bisogno che tutto questo sia visto, udito, condiviso, invidiato da mio marito: ho bisogno che, anche lui, esca dalla misantropia della sua vita concentrata, fuori dal suo egoismo feroce. (quasi flebile) vivere un po insieme a me, vicino a me lesistenza comune e mediocre di tutta la gente comune e mediocre: in pace Sono tutti andati a letto, ci vado anchio. Signore, preservami, durante la notte, dalla vergogna di quei sogni peccaminosi che mi hanno svegliata stamattina 11 novembre, il nove di questo mese, alle nove del mattino, il mio piccolo Petiu_ka morto di difterite. stato male due giorni, spirato in silenzio, senza un lamento: s spento. Lho allattato per un anno, due mesi e mezzo. Ha vissuto dal 13 Giugno 1873. Era un bambino sano, biondo allegro Quanto bene gli ho voluto, caro E ora non c che il vuoto Lhanno sepolto ieri, nella nebbia. Tanta, da lasciar appena intravedere la piccola bara bianca E non so collegare lui vivo con lui morto: luno e laltro mi sono accanto; ma come diversa questa creaturina calda, rosea, bionda, affettuosa, e questaltra fredda, rigida, seria, di cera. Era molto legato a me. Suo padre, come se non esistesse, e lui per suo padre. Era me. Avr pianto che io resti, mentre egli ha dovuto lasciarmi?
LEV N. - (la stonatura) Che ne dici Karenina?
SOFIA A. - (distante anni luce) Karenina?
LEV N. - Il nome. Per il titolo: Anna Karenina.
SOFIA A. - (automa) Anna Karenina, s, s E un nome poco russo.
LEV N. - (un borbottio) Poco russo Per suona bene. un bel nome che si tiene a mente.
SOFIA A. - (c.s.) Si tiene a mente, certo 17 febbraio 1874, per quanto ci pensi non c futuro. E lerba, sulla tomba di Petia, appena tornata verde, sar tempo di dissodarla per me. un presentimento tetro, continuo, che non so scacciare. Si concentra, armeggiando col rosario Per mormorare una preghiera -12- Grand pas de deux. Lun laltro a specchio, intenti a redigere il proprio diario, stessa data, quasi stesse parole
SOFIA A. - Il na pas pied. C qualcosa peggio dellinfelicit : c linferno. Realt inconfidabili persino a un diario.
LEV N. - diario.
SOFIA A. - Tanto varrebbe trasformare questa lunga interruzione in una rinuncia definitiva, bruciar tutto, e, per carit di patria, lasciar credere che Leone Tolstoi sia stato Leone Tolstoi. Depone la penna precedendo di poco lui.
LEV N. - e lasciar tutti convinti che Sofia Andreevna Bers, sia stata la compagna invidiabile, amorosa e fedele del tormentato Leone Tolstoi (parlato) Ormai, i nostri diari possono sovrapporsi. Non c nemmeno pi gusto a scambiarceli Riprendo di malavoglia la triviale, catastrofica Anna Karenina, persuaso, dentro di me, di non finirla mai. Dopo lentusiasmo iniziale, mi si andata corrompendo sotto la penna. Doveva essere brutta, grassa, opaca, volgare, la greve pesantezza della carne, ottusa; m diventata, ogni giorno pi bella, eterea, luminosa, raffinata: lincorporeit dello spirito inquieto Aveva visto giusto Sonia?... Ne ho fin sopra i capelli delle squisitezze, della sua sensibilit, dei languori del suo umore, delle volubilit della sua malinconia. Mi sta stregando, anima e carne, e pi mi strega pi la sento falsa Liberarsene, liberarsene al pi presto. una malsana malia.
SOFIA A. - Se Dio vuole, il romanzo demoniaco finito. Ho appena ricopiato le ultime pagine colla mia calligrafia migliore e una soddisfazione mai provata: finalmente, la Karenina uscita dalla sua vita. S deciso ad ammazzarla: lha suicidata con una morte atroce: stritolata sotto un treno e se ne liberato. Dico uneresia: se lavesse lasciata vivere, non avrei, forse, potuto fare a meno di essere io a uccidere lui! Resta che ha pur attraversato la nostra vita, e sta che non pu non aver lasciato tracce. Un chiodo ancora, il pi crudelmente rivelatore della mia croce. Pace, mio Dio, pace Lui gi tristissimo. Fa di tutto per non darlo a vedere, ma me, non mi inganna: la piange Il rimorso. Darebbe sicuramente nonsoch per resuscitarla: una morta viva per unamante morta. Saccosta al pianoforte e si ascolta monologare alternandovi arpeggi del remoto valzer di Arditi a qualche distratta carezza prodigata a un paio di guanti neri maschili, dimenticati sulla tastiera da nonsisachi, nonsisaquando.
SOFIA A. - Gli anni ci hanno peggiorati. Non si vive pi che per farsi male. La patriarcale concordia della famiglia Tolstoi!... Carnefici e vittime, tutti, di ognuno, non esclusi i figli. E lui in testa. Dovevate conoscerlo quando non lo conoscevate, mio caro Teneev: luomo, lartista, il fidanzato Il gigante possente e delicato che era Ormai, tutto al passato. Il santo laico posto tanto in alto dalla candida generosit del vostro cuore sensibile ed equivocamente osannato dallorda losca delle sanguisughe dei suoi ambigui seguaci i tenebrosi come li chiamo io - , un asceta squassato da uno spirito demoniaco. Pi che un sentimento, un impulso, un pensiero, ogni suo sentimento impulso e pensiero una rissa a coltello col sentimento, limpulso e il pensiero contrario. Di quanto male responsabile, la volont di bene, amico mio Io son qui a domandarmi se sia pi avvilente detestare chi si ama, oppure continuare ad amare chi si detesta. Il solo conforto rimasto al mio spirito deluso, sono i momenti che voi passate seduto a questo pianoforte, sulla cui tastiera cerco il contatto delle vostre dita Senza la vostra amicizia non avrei pi nulla, sapete cosa vuol dire pi nulla, caro Teneev?...
LEV N. - (una fredda, tagliente cattiveria) Adulterio; Sonia!... Se qualcuno le spiegasse, ora, che le smancerie del suo parlar tra s rivolta all amicizia spirituale di quello smidollato, mellifluo pianista da strapazzo, insinuatosi in casa come un ladro di polli, adulterio puro, la prima a cader dalle nuvole e a reagire indignata, sarebbe lei stessa. Leggi e conosciti, Sonia. (e sottolinea collericamente lultima frase)
SOFIA A. - (proseguendo il corso del proprio pensiero) E, in questo animo, dacch rimasto vedovo della sua adorata Anna Karenina, la rivale di ogni rivale passata presente e futura, contro la quale non c difesa, s accinto a tradurre il Vangelo a modo suo.
LEV N. - Lhai detto. Colui che sta ligio alla lettera della legge uno che, fermo sotto un fanale appesa a un palo, fin che rimane nellalone della sua luce, ci vede perfettamente. Il vero cristiano, invece, chi cammina reggendo davanti a s una lampada appesa allestremit di un bastone: la luce sempre davanti a lui e lo costringe a seguirla rischiarandogli il cammino.. Se guardi il tuo simile con occhio peccaminoso, hai gi commesso adulterio nel tuo cuore Io vedo. Ora, comincio a vedere.
SOFIA A. - Ma tu pensa!... La gran crisi. Poteva mancarti? Ne parleranno i posteri. Non fai mancare nulla, tu, ai posteri. Nemmeno i crampi del genio. Gli propini la tua biografa, preconfezionata, a puntate. Come ne parleranno i posteri? (autentica nel suo desolato scherno) Niente paura. A farne le spese sar io. Cest mon rle!
LEV N. - (ma unindulgenza che scende dallalto) Un marito, che non sia un complice, intuisce e deduce, Sonia.
SOFIA A. - (ma un rancore che geme) Un marito che non ti stima e non ti rispetta, spia e calunnia, Leva.
LEV N. - Posso vantar di aver avuto una buona maestra.
SOFIA A. - Ognuno ha i maestri che si merita.
LEV N. - (una virile ammissione di pena, finalmente) A far giganteggiare, nel cuore delluomo, la quercia della gelosia, basta spargervi una semente pi minuscola di un grano di miglio. In guardia, per, si pecca in due, ma si sconta uno per uno.
SOFIA A. - Tu ne dovresti saper qualcosa.
LEV N. - Proprio perch lo so. Ma essa come reagisce a questi primi botti della fastidiosa sentenziosit onde il granduomo si compiacque di incivettare la profetica oratoria moralistica della sua maturit? Rinuncia apparentemente a difendersi almeno per il momento e celebra una sorta di silenzioso trionfo, sostituendo le ovvie risposte e il facile disprezzo con una trafila esasperante di successive volatine, a tempo debito, sulla tastiera, del valzer galeotto allorigine di tutto, contro, lesplicativo monologare, per conto suo, dellavversario. Ascolta, in una parola; forse compatisce, certo non condivide. Con Tania, discorso sulla non resistenza al male. Abbiamo fatto lalba. Con tanti figli, una, almeno, che capisce. Perch? Perch la pi sensibile alla sofferenza Sonia, ancora uno dei suoi attacchi isterici: sempre grande teatro con piccole cattiverie. Ci sar stata una ragione. Ma nessuno, ormai, ci fa pi caso e si preoccupa di cercarla; fa parte del paesaggio. Si fa labitudine anche alle realt pi meschine. Quello che non bisogna dimenticare la sua indiscutibile sofferenza e averne pena Per, non si pu non trovare urtante la crudelt per la crudelt che non risparmia nemmeno se stessa Vita sempre pi impossibile. Scrivere qualcosa sul pericolo della vilt dovuta alla compassione: cristiano Stamattina, altra scenata, saltato ogni freno. In me mi insultava lartista finito, morto. Da intendere: non produce pi diritti dautore. Piet e rabbia insieme: ci squallido, ignobile e volgare: larte per larte corruzione, vizio; solamente larte per la vita virt: non lo comprende. E non la sola: verit giunta tardi. Strada senza uscita. Piantar tutto?... E tutti? Scomparire?... E la saggia idea di Certkov Il pensiero della morte mi fa meno paura di una volta forse, morire non poi tanto brutto come pare Ma sono sincero fino in fondo scrivendo questo?... Suona, suona, Sonia, non hai torto Nikita Solomoskij mi ha rivolto la consueta domanda: perch sono povero? Gli ho dato tre rubli e non gli ho saputo rispondere se non con la solita vergogna: tacendo Chiss?... Lo Zar, se qualcuno si prendesse la briga di scrivergli, cercando di spiegargli la situazione Una vedova di S_kino, con due bambini cenciosi e affamati, coperta di stracci e cieca da un occhio ha su una benda lercia, indurita come la cartapecora: il terrore vero terrore che mi domandasse il perch ha perso un occhio: La catena interminabile dei perch e dei perch dei perch, ossessione fin dalladolescenza La gente del mondo non capisce la gente di Dio, tutto qui. Pregare, raccomandano. Non risolve niente. Ha da essere discorso da pari a pari, mica da suddito a sovrano Da Dio a Dio Due vecchi denutriti, da non reggersi in piedi, che hanno perso tutto nellincendio di Golovaika, passano per la strada istupiditi, diretti chiss dove Sordido peccatore. Giornata consumata nellozio e nella lascivia, con lei, beata di sacrificarsi e di vivere la sua parte di vittima crocifissa; poi maldireni e starnuti fino allalba; serano scordate di accendere la stufa M venuta lidea duna commedia: n Gogol n Oblomov, e, tanto meno Turghenev. Vedremo Tutti lavorano, tranne me e ogni scusa buona: lavorare realmente e concretamente, intendo. C qualcosa che continua a non quadrare, chiaro Lettera da una signora di Mosca che ha delle visioni. Non specifica quali. La rappresentanza della nobilt di Tula, mio fratello compreso, si recano a Mosca per portare in regalo, al nuovo Zar, unicona antica, pagata settecento rubli. In contraccambio, fanno istanza che i nichilisti, responsabili dellattentato a suo padre, siano esemplarmente impiccati. Leggendo la supplica per lapprovazione guardavano me e mi sono rammentato di essere conte. Imparo che si pu impiccare anche esemplarmente. Evidentemente, non sufficiente che uno Zar, successore dAlessandro II, assuma il titolo di Alessandro III; deve, anche, sapere impiccare esemplarmente. Sullesemplarmente non ero daccordo e mi sono astenuto. Trovo che impiccare una libera prerogativa sovrana che non ha bisogno di avverbi, n di altre interferenze. Sarebbe unindebita ingerenza. Poni il caso che decida di impiccare non esemplarmente Non devo aver fatto una buona impressione. La madre del ragazzo di Lopotokovo, che mandano in Siberia per incendio di boschi, una donna energica e unumorista nata: venuta a chiedere degli sterpi da bruciare. Dice che hanno freddo. Glieli ho fatti dare. Perch no? Possono soffrire freddo anche gli adoratori del fuoco, anzi! Una volta tanto, stranamente, la contessa lei non dimentica mai di esserlo non ha fiatato Turghenev ha una paura blu di nominare Dio deve dipendere da dissapori tra loro nellinfanzia per, posto alle strette, costretto ad ammetter che c. consolante, depone per la sua fondamentale lealt. Comincio, per, anche a rendermi conto perch, essendogli amico e stimandolo, non lo posso soffrire: insipientemente inerte nella sua vita di lusso e di ozio, tale e quale la mia Gran scenata di Sonia era tempo, e si cominciava a stare in pensiero per il ritardo - . Cera stato a trovarmi Certkov. Ci ha sorpresi in camera mia che gli mostravo gli stivali che sono, finalmente, riuscito a confezionare, colle mie mani, fino allultimo chiodo, proprio nel momento che lui se ne provava uno, esclamando: complimenti; pesanti, se vogliamo, ma comodi e di lunga durata, trovo. S messa in testa chissach, ed stata la fine del mondo. Qual meraviglia, del resto? E gelosa fin di Delirio, per via dei baci che gli d tra gli occhi, e mi rendo conto che Certkov possa essere pi sospettabile di un cavallo, anche se non altrettanto bello: Certkov la conosce e non ci fa caso, per se n andato prima del convenuto, e io mi vergogno come un ladro e sono triste. Nel congedarsi, una stretta di mano che diceva pi di un lungo discorso. Avrebbe anche potuto essere interpretato, amici come siamo: perch non ti decidi a spezzare questa catena?... Hai stonato, Sonia, ci va un la. Noi s, siamo solo e veramente amici Con Tania, per quasi tutta la notte polemizzato sullistruzione femminile. Ha entusiasmo e idee ardite, pur non avendo mai fatto il nome di Ibsen. Non lavrei sopportato. Non vorrei, per, che se lo fosse procurato di soppiatto Sto leggendo Lao- Tz. Mi piace. Siamo l l con Confucio. Penso che lo tradurr Questa rivoluzione economica, se ne parla tanto senza riuscire a far comprendere ci che dovrebbe essere Molte speranze nel nuovo Zar, fa parte del rituale dellincoronazione Per non alimentare ulteriori equivoci, urge scrivere un libro, nero su bianco, che spieghi perch e come, da nichilista sono diventato cristiano centra, in parte, anche Budda -. Titolo: Confessione. Scommessa che non trover un editore. Pretendono solo storie damore e di lussuria, che lo stesso. (ed ora, il fanatismo propedeutico al calor bianco di uno che viene alla ribalta per annunciare un manifesto) Tenere unicamente i domestici evitando di chiamarli servi indispensabili allimprorogabile via alla perfezione; e, anche costoro, temporaneamente, fino a quando non si sia imparato a cavarsela da soli, lavori manuali pesanti compresi, come: cucire abiti, fabbricar mobili, confezionare calzature quelle, mi son gi fatto insegnare aggiustar veicoli, sarchiatura, tagliar legna, mungere, e cos via; niente escluso, anche filare e tessere, col tempo. Personalmente, vegetariano assoluto, gli altri, verranno dietro. Far di tutto per non fumare; the, s씅 Pesta meno, Sonia; dopotutto un valzer, non una schioppettata che rassomigli a un insulto Vita comunitaria, in tutto e per tutto, salvo i sensi quei sensi, je mentend. Tutti insieme, due camere bastano, una i maschi, laltra le femmine No, anzi quattro, anche una per la biblioteca, e unaltra per il lavoro in comune Alla domenica porte spalancate e pranzo collettivo insieme ai mendicanti di passaggio e ai poveri stanziali; il resto della giornata lettura e conversazione collettiva. Vita, abiti, cibo, ridotti al puro, minimo necessario vitale: meno bisogni, meno legami; meno legami, meno preoccupazioni; meno preoccupazioni, meno doveri: solo, intendo, i doveri doveri, je sais. Il segreto della felicit questo e nessun altro. Tutto il superfluo mobilio, carrozze, balalaike, pianoforte, cos la si smette collipocrisia della musica impiegata da paravento spirituale alla colpa - : vendere e dar via il ricavato. Colloquio col valzer, nest pas, contessa?!... Trattamento rigorosamente eguale per tutti, dal governatore allaccattone; sola, inevitabile eccezione: lo Zar e famiglia, proprio perch non se ne pu fare a meno per ragioni di rappresentanza. Contentarsi del poco e far del bene al prossimo ha da diventare lidea guida. E sobriet, morale e materiale, lunica parola dordine: tutto a disposizione di tutti; n padroni n servi.
SOFIA A. - (la rabbiosa allegria di unassordante strappata del valzer e, finalmente, parla) Amen. Quando non gli baster pi nemmeno la parte di Cristo, dal Vangelo sar costretto a rinculare sulla Bibbia. Nessuna preoccupazione: il ruolo di Mos ancora disponibile e ha meno concorrenti.
LEV N. - (estremamente impersonale da un momento allaltro, riguadagnando il suo posto consueto) E via, in corsa, cavalcando la superiore irrealt dellassurdo. Non si sembra pi nemmeno noi, e non lo siamo mai stati tanto. Pas de deux seconda parte, Sonia! A te. -13-
SOFIA A. - Udito? Eh gi, perch questo era il programma, uscito dalla storica crisi. Delirante, nevvero?... No, no: coerente. Parole sue. Una vota cos: il suo ideale: lutopia. Dei santi e dei visionari. Lho amato troppo per pensare anche dei folli o dei criminali. Solo qualche volta, quando non ne potevo pi, ho ceduto allavvilita tentazione di lasciarmene sfiorare la mente.
LEV N. - (il sarcasmo del genio) Salvato dallamore! E allora, sotto, nevvero, Sonia, i finti suicidi coi quali ci ricattasti per ventanni. Circoli ancora col contagocce del laudano in tasca, come un esplosivo, sempre a portata di mano, da lanciarci contro? La notte lo tenevi sul comodino, innescato per ogni evenienza. Infallibile nel dosaggio delle gocce: un numero sufficiente, sempre, a suscitare il panico dellirreparabile; mai bastevole a conseguirlo. E se non era il laudano, era lo stagno, o la scomparsa nei boschi o chissach: magistrale: unarte.
SOFIA A. - (ironicamente umile) Lamore! Te ne fai unidea? Lamore!
LEV N. - (duro) Appunto: linesauribile fantasia maledetta e contorta dellamore.
SOFIA A. - 17 settembre, il mio onomastico e lui non c e non ho sue notizie Non chiudo occhio la notte dallangoscia, non mangio quasi nulla, non so come faccia a stare in piedi, piango per niente la famiglia sulle mie spalle sempre pi egoisti tutti e, nemmeno a farlo apposta, per allontanarsi, lui va a scegliere questo momento Donnacce, zingare, contadine e chiss che altro di chiss quale sesso-. come se le vedessi, se gliele annusassi addosso. Cosa non ho pensato durante queste due settimane!... E Certkov, un chiodo fisso, sempre Certkov nellombra a congiurare Non facevano che scriversi, ultimamente Se immagino che, in questo momento, possono essere insieme Ah, mi fracasserei la testa nel muro
LEV N. - Grande isterismo durante la mia assenza: la casa in stato dallarme permanente Nessuna indulgenza per noi. Seminare solo per gli altri; diversamente, ci si smarrisce. Mai scordarsene.
SOFIA A. - Di ritorno, senza una parola di spiegazione. E venuto Bilikov da Somon. Cattive notizie. Rendita, di nuovo, quasi nulla. stato ceduto un appezzamento per comprare del bestiame inutile, con un raccolto insufficiente a nutrirlo. Io lho saputo a cose fatte. Verso codesto autentico furto contro i suoi figli, lui si comporta come non ne fosse nemmeno al corrente. Da augurarselo. Se lo fosse, peggio ancora. Ha lasciato fare, s fidato. Uno ci sar che si congratuler con lui: Certkov. A lui, gli basta.
LEV N. - (nella luna) Meschinit: possibile sentirsi triste perch la legna non prende fuoco? Eppure, mi cpita. Son gi di nervi, malessere dappertutto. Dormire, dormire a non svegliarsi pi.
SOFIA A. - E sempre pi buio nella mia anima. Pensieri, congetture, preoccupazioni, sospetti non fanno che sopraffarmi Se di gelo fosse possibile morire, penso sarei gi morta, e sarebbe almeno finita. Sono malta, devo essere malata. Nel cervello.
LEV N. - Non mi azzardo a dirlo, ma oggi mi sento proprio bene letto Erasmo S Che avvenimento stupido, diciamolo, la riforma di Lutero Oltretutto, soffriva di emorroidi io per fortuna e per ora, no. Mai avuto le emorroidi, lunico disturbo, credo, che mi manchi In seguito, non si pu dire Una congettura: che nella formulazione della riforma protestante, ci siano entrate, in qualche modo, anche le emorroidi? Non me ne stupirei, lumore quello. Basta un maldidenti a rendere catastrofica una filosofia. Non lasciar cadere lintuizione Atteso tutto il giorno il calzolaio che non s fatto vivo. Disappunto daver perso la lezione e chiss quando potr impratichirmi a tagliar le tomaie come si deve. Prevedibile lite con Sonia. Tanto vale, dice, spendere per comperare gli stivali nuovi al negozio, che buttare rubli per intestarsi a farsi insegnare a cucirseli da s rovinandosi le mani. Prova della sua incapacit a centrare il cuore del problema.
SOFIA A. - E cos butta via il tempo che potrebbe far fruttare tanto pi proficuamente.
LEV N. - Oui, une machine penser, nous nous entendons.
SOFIA A. - Non sta fermo un momento nei periodi che su di giri. Spazza, spolvera, apparecchia la tavola, sparecchia, lava le tendine; si rif il letto che, poi, bisogna ridisfare e rifare senza che se ne accorga fin che nella stalla a mungere le vacche. La roba che rompe con quelle mani anarchiche tanto belle un giorno!... Sorprendo lampi omicidi negli sguardi delle serve. Costa il vizio dei ricchi dediti allo sport della povert. Non glielo avessi mai detto. Ha minacciato di strozzarmi Come si fa a chiedere a Leone Tolstoi se pazzo? Leone Tolstoi pu solo essere saggio.
LEV N. - Adesso daranno la colpa a me. Andriu_a, che ficca i suoi ditini sbadati dappertutto, ha rovesciato il calamaio di nuovo il tappeto: un disastro. Mi sta fissando aspettando una sberla. Che faccio? Gliela d? Lo sgrido? Devo pensarci Dopopranzo, visto che il calzolaio non sera fatto vivo nemmeno oggi, sono andato io da lui. Come luminoso e, per cos dire, moralmente elegante nel proprio angolo buio e sporco che mette in risalto la sua naturale aristocrazia. Son rimasto incantato per quasi unora ad ammirare la precisione alacre e minuziosa delle sue mani grosse e deformate, impareggiabili nella maestria del proprio lavoro: ecco una faccia esemplare di quella cosa correntemente detta virt E gi sera e, tra una faccenda e laltra, ho ancora da decidere se sgridare o no Andriu_a Una lettera da Certkov. Uomo giusto, senza gioia e senza simpatia: due ragioni per volergli pi bene. insoddisfatto, domanda consigli per la gestione dellazienda e ne d per il prossimo volume delledizione nazionale dei miei scritti Una parola. Checch ne pensi mia moglie, il diritto dautore unimmoralit, questa specie di imposta di consumo sul pensiero e sulla fantasia va rifiutata. Saranno battaglie in casa Pazienza, non mi sento bene e vado a letto. lunico posto dove si sta bene, quando si sta male.
SOFIA A. - Gli anni si accumulano. Se ne andato un altro e non avrei da ripetere qui le stesse parole, salvo che sto aspettando, da un momento allaltro e nemmeno questo una novit il parto che dovrebbe essere gi avvenuto tanto naturale per lui da essere convinta che se ne sia dimenticato Curioso: partorire diventa sempre pi facile, tanto quanto vivere diventa sempre pi difficile. Sta architettando qualcosa di inconfessabile, non c dubbio Lettere che vanno e vengono colla sua eminenza grigia Prende continuamente appunti segreti, ed la terza volta, in due giorni, che mi interroga sulle sensazioni che mi desta La sonata a Kreutzer Insiste per conoscere se una musica sensuale. Mi son tenuta sulle generali per non incorrere nella sua ira, cercando di indovinare le sensazioni che desidera lui che desti. Sinceramente, che mi ricordi, non devo mai averla udita Forse forse, sentita nominare, a Mosca, da ragazza. (un sospiro nostalgico) A Mosca Cercher di saperne di pi da Teneev. Ma deve essere un pezzo per violino e orchestra, e la specialit di Teneev il pianoforte. Non pu per non conoscerla. Non ignora nulla di Beethoven La sonata a Kreutzer perch mai gli interesser La sonata a Kreutzer?... Ancora niente da annotare Ah, dimenticavo: finalmente, ieri, alle sei del mattino, in unora scarsa, senza difficolt, ho partorito Michail: un bimbo sano, robusto, superiore al peso, con un testone sproporzionato che stentava a passare. Il primo pianto, la prima poppata, e si subito addormentato tutto il contrario del mio povero Petia, cos fragile, cos gentile, partorito con tanta difficolt E adesso, con Mi_a, sono dieci in diciassette anni di matrimonio e non ne ho che trentasei. Ne verranno altri? Col temperamento di suo padre, probabile, anzi certo, se il cielo mi d vita.
LEV N. - Sono andato a letto alle undici e mi sono alzato presto per visitare una fabbrica di calze. I fischi che si sentono a verste di distanza vogliono dire che, alle cinque, il bambino si mette alla macchina e ci resta fino alle otto. Alle otto, manda gi un paio di sorsate di the poco meno lungo dellacqua calda e si rimette alla macchina fino a mezzogiorno: poi di nuovo dalla una fino alle quattro. Quindi, ancora dalle quattro e mezza alle otto di sera. Ecco ci che significano i fischi che noi ascoltiamo standocene a letto, imprecando perch ci disturbano il sonno. Altro che icone. Queste informazioni sono i regali da portare allo Zar.
SOFIA A. - 26 agosto 1882, ho il cuore a terra senza la forza di raccattarlo Ventanni fa, giovane, lieta, bella, ho cominciato a tenere questo diario; tutta la storia del mio amore per Leva, il bilancio della mia vita. In esso, non c, quasi, niente altro che amore, poca speranza e molta delusione E stasera, dopo ventanni, eccomi sola a rileggerlo, e a piangerci su Per la prima volta, egli ha sbattuto la porta e s chiuso a passare la notte nel suo studio Abbiamo litigato per delle sciocchezze; lho aggredito perch mai un pensiero per i bambini, perch non mi aiuta a curare Iliju_a che malato, e a cucirgli un giacchettino, lui che si vanta tanto di saperlo fare. Tutto sulle mie spalle Non lavevo mai visto cos. Ha reagito urlando che il suo unico pensiero di piantarla colla famiglia e andarsene per sempre. Per poco, non s messo a malmenare il bambino terrorizzato. Ho visto, visto subito, visto, non unallucinazione, lo giuro, dietro le sue spalle il ghigno odioso di Certkov, la rovina della nostra famiglia. Morir ma non dimenticher mai la scena. E il suo cristianesimo gli serve da passaporto per queste crudelt. Ebbene, non so che farci, sono gelosa anche del cristianesimo, anche di Cristo, se si mette fra di noi, confesso la mia bestemmia, e, se, in nome suo, diventato luomo brutale, egoista e repellente che diventato Aiuto, aiuto, Signore, mi si confondono le idee. Dammi la forza, Signore, di togliermi la vita: autorizzami a questo peccato mortale e che finisca la storia di questa disperazione Suonano le quattro, la prima luce inalba le cime delle betulle e non ho chiuso occhio Una verifica: se non mi raggiunge entro un minuto, ama unaltra Se supera il minuto, per Certkov. Nessuna meraviglia, con ci che mi ha confessato dessere stato capace da giovane. (dopo aver controllato lorologio) Il minuto passato: schifo, schifo! Si versa in mezzo bicchier dacqua, parecchie, ma calcolate, gocce di laudano da un contagocce a portata di mano e le assapora dopo aver preso a pugno un mobile qualsiasi nei pressi , la follia!
LEV N. - (lobiettivit dello spettatore imperturbabile) Segue la consueta scena madre, eccellente nella sua monotonia, per la verit. Iersera, verso notte, rincasando, ho incontrato una ragazza che non arrivava ai quindici anni; ubriaca, licenziosa, sfrontata e non sapevo che fare Lho fatto, naturalmente, sapendo, dentro di me, che lavrei fatto. Io ho cinquantasei anni. detto tutto: una differenza di quarantun anni di vergogna Siccome, mai come in questo momento, consigliabile evitare le chiacchiere, ho avuto la faccia tosta di denunciare la situazione alla polizia; a modo mio, beninteso. Ho sentito dire che quelle poverette, spesso, non hanno neanche quindici anni, ho reclamato; Lo sappiamo. Qualche volta anche meno, signor conte. Vizio. Loro dicono: miseria, ma vizio, conniventi le famiglie. Bisogna fa qualcosa. La faremo. Si tenta. Per, servir a poco. C sempre meno religione, signor conte Ho ribrezzo di me stesso: avverto oscuramente il pericolo di lasciarmi assediare dal gusto torbido e perverso della vergogna.
SOFIA A. - Sar, per caso, mica uninfluenza inconsapevole di Dostoewskij?
LEV N. - Qualcosa Qualcosa bisognerebbe fare, s. E da coloro che se ne approfittano che bisognerebbe cominciare. Ma le disposizioni, per la Resurrezione, dovrebbero venire dallalto. Ecco una crociata degna di uno Zar, invece di lasciarsi manovrare da un Rasputin. E magari nessuno si preoccupa nemmeno di aprirgli gli occhi Temo lantica maledizione della mia vita: nel male come nel bene, nulla, in me, che non mi riporti al esso: tout se tient! Sono terribilmente combattuto da due estremi tutti i momenti: slancio dello spirito e peso della carne, e godo di ingannare me stesso.
SOFIA A. - Gente gente gente. Nellincessante andirivieni a Jasnaja Polijana come alla Mecca, spuntato anche un tal professor Cesare Lombroso, psichiatra venuto dallItalia. Un vecchietto bassottello, rotondo come una botticella, ossequioso ed ingenuo. Ha in mente di scrivere un libro sui geni e va in giro per il mondo a far collezione dei pochi che sono rimasti. Pare che aver il cervello un po fuori di sesto debba essere il segno indispensabile a farli riconoscere. Linformazione ha lasciato indifferente Levo_ka. Non altrettanto, quando lospite, discorrendo amichevolmente del pi e del meno, gli ha detto, in faccia, con simpatica amabilit, che la Bibbia il libro a parer suo pi immorale che mai sia stato scritto e averlo pubblicato stata una cattiva azione di cui durano ancora gli effetti. Da ebreo, se c uno che dovrebbe sapere quel che si dice, lui. Non ha fatto nemmeno in tempo a finire il discorso, che Leva laveva gi cacciato via. Se non mi davo da fare io a farlo riportare alla stazione colla slitta, sarebbe ancora l fuori, sepolto dalla neve. Congedandosi, nel ringraziare il cocchiere, ha avuto ancora la buonagrazia di aggiungere: Il conte un tipo molto interessante. Rientra nella categoria a pieno titolo. Riferiscilo, coi miei ossequi a madame. Levrion ha obbedito. Ma, nel riferirmelo, lui che ci conosce, non ebbe lanimo di guardarmi negli occhi.
LEV N. - Pranzo in casa. A tavola cogli altri. Silenzio; appena il tintinnio delle posate. Me presente, sono imbarazzati, come intimiditi. la mia immagina di animale selvatico, imprevisto e spinoso che lei riuscita a insinuare in tutti. Sogguardano i miei umili cibi vegetariani senza nascondere il disgusto e malcelando la disapprovazione nel vedermi mangiare colle mani. Devono considerarmi, nella migliore delle ipotesi, un ruminante sfuggito dal suo recinto, un grosso coniglio che ha sbagliato mangiatoia Qualcuno ogni tanto, per tagliar laria, tenta un sorriso o un facezia, ed come un gorgoglio proveniente da qualcuno raggomitolato tra le coperte dun letto, che ride da s Pena e vergogna reciproche, di tutti Decisamente, comunicare coi miei non pi possibile Qualche rara volta, coi pi piccoli, giocando Qui non ascoltano nemmeno. Non gli interessa. Occupato, ognuno, colle sue vanit, a cominciare dal primogenito tutto preso dalla smania di scrivere: figurarsi: lambizione di superare il proprio padre: il dramma della mediocrit.
SOFIA A. - Le meschinit dellingegno! Si invidiano a vicenda.
LEV N. - Il pomeriggio mero proposto di esercitarmi un po nel cucito, ma venuta la Dmochov_kaja e ho dovuto rimandare: chiacchiere anzich sopraggitti Stavo cercando il promemoria e ho trovato una lettera di mia moglie. Povera donna, quanto mi odia!... Voglio cominciare e questa la debbo anche finire una cosa nuova: Le memorie di un non pazzo Faccio un esempio: ho visto in sogno mia moglie che mi ama. Incredibile ma vero. Soltanto, ormai, non mi ama che in sogno,. La veglia la tiene occupata quel languido musicista sempre appena uscito dal bagno, e le sue nenie pi esangui e slavate ancora: cura omeopatica dei loro spiriti sfiniti Devo assolutamente reprimere questo velenoso rancore che provo per loro Magari non sar bello morire, ma bello essere morti Ho voglia di una morte vera, autentica, consapevole e sana. Senza paura, senza disperazione: la morte di un albero, o di un bue Letta, per passarmi via, La Certosa di Parma; splendida! Cominciata senza entusiasmo finita in delirio. Come mai non la conoscevo ancora?
SOFIA A. - Lautore era un patito di Bonaparte, tutto qui.
LEV N. - Pu essere A ogni lettera spedita da una prigione che ricevo e sono tante mi domandavo se era giusto aiutare ed esprimere solidariet ai detenuti politici. Non ho mai voluto. Ora, per, finalmente, mi sono persuaso di non avere il diritto di rifiutarmi. (leggendo da una di tali lettere) Tutto vero le memorie della casa dei morti di Dostoevskij Una mano tesa verso di noi, deciditi, tovarich E vieni anche a dar unocchiata nelle carceri, signor conte Questa volta, devo proprio decidermi ad inviare una lettera allo zar
SOFIA A. - 5 marzo 1883, siamo a Mosca lontani dalla malinconia di quella tetra casa umida e piena di scarafaggi, via da quella campagna immobile. Cos la realt vista dal di fuori di quel carcere a vita: segnata a dito come moglie fortunata del granduomo onore e vanto di tutte le Russie. Strano effetto, io che so!... Come sempre, sento molto linfluenza del sole primaverile che splende cos luminoso e tiepido nel mio studiolo al piano di sopra. Qui, questinverno, seppur contro la sua volont, stata possibile un po di vita mondana; soddisfatta dei successi di Tania, quasi una signorina, ed anche di quelli procuratimi dal mio aspetto giovanile, godendo delle modeste gioie che offre il mondo. (candida civetteria) Non fanno che ripetermi che sono bella. Devo persuadermi che qualcosa di vero ci sia per due ragioni: perch sono in molti a dirmelo e perch Leva ne geloso. (uno dei rarissimi guizzi di spirito) Non come della Karenina, certo, ma con quella malafemmina chi ce la fa? Diciamo: mi conservo. Tre giorni fa, cio il due del mese, ho smesso di allattare Al_a e sto soffrendo il ben noto intimo dolore del primo distacco dal bambino amato. Esso si ripete ogni volta, e non c modo di evitarlo. Questa lundicesima.
LEV N. - (molto tra s) Sar poi autentico tutto codesto esaltarsi per redimersi nella corazza fulgida e impenetrabile della maternit?
SOFIA A. - 25 ottobre 1886, Jasnaja Polijana. (con secca cattiveria) In casa tutti, - specie lui e, dietro, come tante pecore, i figli grandi mi impongono il ruolo del castigamatti pagatore e basta. E io che, avendo ottenuto la procura dellamministrazione generale, credevo di aver risolto ogni problema! Era solo per lavarsene le mani, deviando le responsabilit. Mi son pagata lantipatia universale Ho preso ad amare loscurit. Non appena si avvicina la sera, mi chiudo in me stessa, mi rifugio al buio, come gli animali, richiamando alla mente le cose amate e morte della mia vita Allora vengono, silenziosi, i fantasmi a farmi muro intorno: una folla, ormai Ieri mi son perfino sorpresa a parlar da sola, convinta che mavrebbero risposto. Mi sono spaventata. Non uscir di senno, per caso?... Questa oscurit mi sempre pi cara; vuol forse dire che mi cara la morte? Strano a dirsi, lultimo periodo felice - sereno? No: felice - , anche se tormentato, sono stati i due mesi al capezzale ad assistere mio marito ero soddisfatta di servire a qualcuno felice di vedermelo l, in fondo a un letto. Avrei voluto, desiderato, che non guarisse pi Lass, per, le mie preghiere non hanno avuto seguito.
LEV N. - Da stampare, Sonia. Ti rendi conto?
SOFIA A. - Lo scrivo apposta: messaggio nella bottiglia, Lev Nikolaevi_ Adesso in piedi, quasi risanato
LEV N. - Quasi? Hai detto quasi? Ho inteso bene?
SOFIA A. - Ho scritto quasi. Verificherai. La mia calligrafia facile da decifrare quasi risanato e mi ha fatto capire che non gli sono pi necessaria: nuovamente buttata via come uno straccio: il mio destino Ma eri ammalato per davvero?
LEV N. - (ci gioca) Come adesso, poco di pi Ho falciato un po intorno alla casa, ma non sto ancora bene, sono stracco morto Bruciori di stomaco
SOFIA A. - Tosse?
LEV N. - Tosse no.
SOFIA A. - Non vuol proprio arrivare, questa tosse.
LEV N. - Per rigurgiti di bile, dolor di schiena, sudori freddi. Promette male: debolezza, pruriti, angoscia crescente; di conseguenza, insonnia; insonnia, quindi maggio debolezza, esasperazione del prurito e angoscie moltiplicate per miglioro, lentamente, si sa, ma miglioro, e chiedo scusa.
SOFIA A. - E un serpente che si morde la coda. Non sar tutta una menzogna?
LEV N. - Io non so mentire. So inventare.
SOFIA A. - (in terza persona, precorrendo Brecht) Me ne accorgo: compresa la verit Ci risiamo. Sta troppo sempre male, per non seppellirci tutti quanti.
LEV N. - Non le ho nemmeno risposto. Dietrofront e sono andato a fare un bagno. Non si pu nemmeno dire che la frattura fra noi due sia maggiore del solito. solo completa e irreparabile, nella fase che la stessa presenza urtante reciprocamente. Paci sempre pi pallide e brevi, rancori sempre pi lunghi e pi cupi.
SOFIA A. - S rimesso a fare il bagno: tre in soli quattro mesi: un primato per uno che ne faceva un paio al giorno. C sotto qualcosa. Sta a vedere che in arrivo Certkov. Lo si viene sempre a sapere collanticipo di ventiquattrore perch son le volte che si fa fare la barba e, se non troppo di malumore, si taglia le unghie da s Vado avanti per inerzia. La prossima settimana una scappata a Mosca a raccogliere fondi e a cercare di definire il problema della pubblicazione dei suoi scritti inevitabile scontro con la censura. Se non fossi io a muovermi deciderebbe per lui, e tutto al contrario, lamico del cuore, lasciandoci sul lastrico prima del tempo, assai pi prossimo che remoto Stanca stanca stanca. E stasera non potr andare a letto prima di aver trascritto il primo atto del dramma che sta scrivendo e non mi convince. Perch ho smesso di credere persino nella sua capacit artistica? Non mi piace che il titolo, nonostante la reboanza: La potenza delle tenebre, il titolo, s, bench si sente che si sente Giove. Del resto, ad onta del successo mondiale e di tutto quanto ha reso, non che mi piacesse tanto nemmeno Anna Karenina, ma l, almeno, cerano delle ragioni personali. Non c stata pi una seconda Guerra e pace. Guerra e pace colma di Dio, la Karenina ne totalmente priva Quando si dice le sorprese. Ieri sera, Sere_a afferra il violino, fa: chi conosce la Sonata a Kreutzer alzi la mano; e attacca con unarcata violenta. Sconvolgente la forza scardinante di quella musica. Ancora stamattina, ne ero sconvolta. Poi, lui guasta tutto. La rabbia, mentre ci si stava mettendo a tavola!... Attraverso le bambine le femmine sono in sua balia, perse per me mi ha fatto chiedere dei soldi per Gonja, la ladra. Io, gi irritata per il solito ritardo, e soldi a Gonja, la ladra! Ho mentito dicendo che soldi, in casa, non ce nerano, mentre qualche rublo, dalla spoliazione generale, era rimasto ancora. Poi, mi sono pentita e li ho accontentati, non prima, per, daver finito la minestra: un po di pace, almeno i momenti che si manda gi un boccone. Sul punto di alzarsi da tavola, gli hanno portato una lettera. Di Certkov, naturalmente; lastuto, perfido, infingardo, antipatico, sinistro Certkov, l apostolo prediletto che non piace a nessuno e sar la rovina di tutti. Bisognava vedere il suo sorriso nel cacciarsela in tasca e chiudersi nello studio a leggersela di nascosto. Se ne sono accorte anche le ragazze. Chiss dove la occulter?!... Dio. Dio, Dio!... Quanto mi odio per non riuscire a liberarmi da questo amore.
LEV N. - (astratto) Laudano!
SOFIA A. - 30 ottobre. Ha completato anche il secondo atto. Mi sono alzata presto e lho reso leggibile. Bello. Devo riconoscerlo. Per, uniforme, manca di teatralit, poco vario. Pazienza, la fantasia non risponde a comando, specie quando comincia ad appassire. Mah peccato. Invecchiano anche i genii.
LEV N. - 12 luglio, continuo a star male. Stanotte, mi son deciso, sono andato di sopra. Spiegazione. Non so come liberare me dalla sofferenza e lei dalla rovina dove sta precipitando 14 luglio, scrivo a memoria, il mercoled: quel giorno ho chiamato la moglie avevo bisogno di far lamore e lei, con fredda cattiveria e ostentata intenzione di ferirmi, s rifiutata. Non ho chiuso occhio tutta notte. E, la stessa notte, ho deciso di andar via da casa. Mi son preparato la mia roba e son tornato disopra a svegliarla. Non so cosa avessi dentro, linferno: bile, lussuria, avvilimento morale, ma soffrivo come una bestia. Lei si alzata ed venuto fuori tutto, tutto; le ho detto che ha cessato di essere mia moglie. Basta! Un aiuto per il marito? E quando mai? Essa non aiuta, anzi ostacola. Una madre per i figli? Non vuole, non ha mai voluto esserlo veramente. Una nutrice? Nemmeno. Compagna di notte? Ma, di quello, essa fa unesca, una grazia, un regalo, una concessione, un premio: un martirio!... E stato tremendamente penoso, e mi son reso conto che era tutto inutile minacciava di venir meno, tanto da dimenticare la sua arma infallibile: il laudano Mi prenderei a sberle per aver ceduto nuovamente alla piet, commettendo lo sbaglio di non andarmene nemmeno questa volta. Sento, per, che non potr evitarlo in seguito. Anche se provo una gran pena per i figli per questa famiglia che pare una famiglia e non una famiglia Ma contro la sua frenesia di autodistruzione non c rimedio, bisogna scomparire. Non esiste maggior difficolt, al mondo, del persuadersi, quando finita, che una cosa finita Guai rannicchiarsi nellovatta della vilt, allora -14-
SOFIA A. - Lultima offesa: il compito, che era mio, di copiare i suoi scarabocchi ricavandone un senso, senza una parola, ora passato a Tatiana, a Ma_a, ad Aleksandra che se lo contendono come altrettante favorite del sultano. Ed io, lesclusa, la moglie legittima ridotta a essere gelosa delle figlie. E le figlie della madre La sua natura demoniaca!... Ama morbosamente le figlie come morbosamente aborre i figli, probabilmente senza rendersene conto lui stesso. Ma, forse, se ne rende conto. Ha superato ogni barriera. Io sola conosco quanto oltre sia capace di andare. Io che custodisco nel cuore e nella carne il diario segreto del suo diario palese ed un diario che fa paura E c anche il rischio che sia peggiorato, perch, da qualche tempo, ogni suo scritto mi tenuto celato.
LEV N. - (occupato allo scrittoio) La tengo, quel poco che la tengo ancora, col diario e colle lettere Anche adesso, ne va in cerca senza trovarlo, come unape impazzita. Dove lo nascondo, questa volta, per farglielo trovare solo quando si sar convinta di non trovarlo pi? (si guarda intorno, fissa gli occhi in un angolo) Bon: il pi in vista sempre il posto meno sospettabile (e caccia il quaderno in fondo a uno stivale). Suona la pendola. gi passata lora che ne ha bisogno: il suo secondo oppio. Ora entra in crisi Eccola. E, infatti, gi l, sorpresa, o fintasorpresa, di incontrare lui.
SOFIA A. - Ah non esci a cavallo, oggi?
LEV N. - La cavalla s azzoppata.
SOFIA A. - Non c solo la cavalla nella scuderia. Ti faccio sellare Delirio?
LEV N. - Oggi mera venuta voglia della cavalla.
SOFIA A. - Vuoi bene alla cavalla?
LEV N. - Tanto.
SOFIA A. - Pur che si tratti di femmine, tu, a quale non vuoi bene?
LEV N. - Naturalmente Cercavi qualcosa?
SOFIA A. - Disturbo?
LEV N. - Tu non disturbi mai.
SOFIA A. - Non sali a riposarti, in camera tua?
LEV N. - Posso riposare anche qui.
SOFIA A. - Come ti pare.
LEV N. - Mi pare cos Cercavi qualcosa?
SOFIA A. - No. Perch?
LEV N. - Vedo che ti guardi intorno colla sospettosit di una volpe.
SOFIA A. - (vaga) Un libro, se ce nera una copia ma non importa non urgente.
LEV N. - Quale libro?
SOFIA A. - (provocante, provocante) Ridare unocchiata alla Sonata a Kreutzer (glissato) Collo scandalo che se n fatto, la censura in allarme
LEV N. - Lhai sotto il naso. Sta l (un gelido sarcasmo, indicandogliela in una libreria) non la vedi? Stretta tra Padre Sergio e La morte di Ivan Ili_.
SOFIA A. - Grazie.
LEV N. - Per carit.
SOFIA A. - Scusa.
LEV N. - Di niente.
SOFIA A. - Un improvviso desiderio di rileggerla. Tanto scandalo
LEV N. - Scandalizzare evangelico.
SOFIA A. - Il tuo terreno di caccia.
LEV N. - Lusingato. Buon pro A proposito, scusa tu.
SOFIA A. - Di che?
LEV N. - Vedo che fissi i miei stivali con disapprovazione. Me li son tolti perch ho freddo ai piedi; ma li rimetto subito.
SOFIA A. - Con comodo.
LEV N. - Se ben rammento, una volta avevi un debole per i miei piedi.
SOFIA A. - Proprio non ricordo. Prenderai freddo. Farai bene a rimetterli negli stivali. Se c una cosa fatta per i piedi, sono gli stivali.
LEV N. - Vuol dire che lavrai deciso tu. Un fugace sorriso malizioso attraversa il viso di lei. Avr intuito che l da frugare? Passandogli accosto.
SOFIA A. - Andrebbero anche spolverati questi stivali. E fa per raccoglierli e portarli via.
LEV N. - Lascia, lascia, c tempo.
SOFIA A. - Io vado, allora.
LEV N. - Va, va; tho vista volentieri. Essa torna nei suoi paraggi
SOFIA A. - E dallaltra mattina che non gli rivolgo la parola. Proprio pi forte di me. Fino alle due di notte mi aveva lasciata dormire tranquilla. Prima, si fermato dabbasso a lavarsi, impiegando non so quanto tempo; lavarsi, per lui, ormai, costituisce un avvenimento, come gli antichi eremiti, capaci di vivere una vita in una camicia. Quando salito in camera, ha cominciato un minuzioso discorso ancora sui suoi piedi. Gli si erano talmente induriti, mi spieg, che avevano cominciato a dolergli sotto le croste. Le croste? Faccio io, vorrai dire i calli. Le croste, le croste. Mi son sentita rivoltare tutta dal disgusto. Poi, si infilato nel letto ed rimasto a leggere per non so quanto ancora, scoperto, borbottando e ruttando come non ci fossi. Quando non gli servo per il suo piacere, per lui io non divento che un oggetto fastidioso Ci fosse uno capace di intuire il mio schifo per il lato fisico come s ridotto luomo che, in fondo sempre mio marito; lui che, una volta, si sarebbe ritenuto disonorato uscendo da casa senza i guanti profumati sarebbe morto di vergogna per un baffo pi corto di un millimetro. Ma non posso, non posso abituarmi, non mi abituer mai alla sporcizia, al cattivo odore, alla straccioneria. Non possibile. Non trovo che esiste alcuna incompatibilit tra il Cristianesimo e il sapone; e, se esiste, a tutto scorno del Cristianesimo. Possibile che luomo che ami ti debba fa vomitare, e che, ciononostante, tu lo debba continuare ad amare? Bisogna essere degenerati.
LEV N. - Fisicamente sveglio ma mentalmente in sonno. Tuttoggi pensato alla mia disgraziata famiglia. Moglie, figlie, figli, vivono accanto a me sforzandosi di mettere fra noi dei separs per mascherare la menzogna della loro vita e non guardano in faccia la verit Non so andar pi avanti, sono stanco Rien faire. Resuscitasse Cristo e trovasse chi gli pubblica il Vangelo, le signore gli chiederebbero lautografo e ancora, ancora Son tornate le figliole, sognano il matrimonio. Devo abituarmi allidea Ma no non si sposeranno mai. Lopposizione della loro madre di marmo. Gelosia? Non farsi mai uscir di bocca questa parola Malditesta, prurito e nervi a pezzi. In complesso, per, tutto in regola. Non mi manca nemmeno il consueto mal di pancia.
SOFIA A. - Si capisce, lui non sta mai tanto bene come quando sta male.
LEV N. - Vana resistenza contro le tentazioni oscene. Mi son recato in caserma, dai soldati per distrarmi. Forse stato peggio. In cortile, lavati, stirati e tirati a lucido, cera la cerimonia dellinganno delle reclute. Le hanno fatte giurare davanti alla bandiera. In paramenti solenni i Popi portavano le icone. Rullavano i tamburi e suonavano le fanfare. Poi il discorso del tenente: proibito ha cominciato Proibito, parola terribile. E non si tratta della legge del Signore, bens delle insensate, crudeli idiozie del regolamento militare. Per non togliermi il cappello, al passaggio dei Popi colle immagini, mi sono allontanato. Tutti si prendevano molto sul serio, in attesa della distribuzione della vodka Vivo fin che vivo, ma con meno gusto Ieri, molto disagio, ascoltando le eterne lamentele di Sonia sui fastidi delle propriet. Ne ha acquistato tante, povera donna, e lei stessa non sa cosa farne. ossessionata dal terrore della povert. Cupida, avara, dispotica, gretta, infelice Sta imbruttendo: i suoi movimenti, i suoi gesti si vanno irrigidendo: per lei esistere significa possedere, triste Sempre pi solo e sempre meno voglia di parlare Vado per funghi a passarmi via.
SOFIA A. - E quindi cena ad alto rischio. I ragazzi ne sono terrorizzati. Ma lui non ci fa caso: mitridatizzato e non trova ragione che gli altri facciano eccezione.
LEV N. - A cena, Sonia, ha raccontato come niente fosse che, guardando passare il treno, le venuta voglia di buttarcisi sotto. Ho sentito molta pena per lei. Poi, subito, mi son pentito della pena che sentivo e glielho ritirata. Si accontenti del laudano e lasci respirare la famiglia E cos Allora ho cominciato un nuovo paio di stivali. Mi vengono bene, pare Finalmente ho terminato la lettura di Oblomov. Che miseria. Per tirarmi su, mi son messo a spaccar la legna. curioso, trovo meno faticoso spaccar legna che mungere le vacche. Dipender dalla posizione Tania fa compassione, non si controlla pi. Civetta persino con Cingalov. E, almeno, fosse felice. Niente, sempre pi ansiosa, sempre pi angosciata. Ieri laltro si son messi a leggere, ad alta voce, insieme, come se si divertissero, La sonata a Kreutzer. Ed io ad ascoltare. Effetto terribile. Che gioco sta giocando? Non un racconto: un peccato mortale impiegato come cattiva azione: una chiamata di correa Tutto sar dunque stato inutile? Pure, a nessuno sfuggito dove andava a parare in alto e in basso. Non si accorge non vuole accorgersi, finge di non accorgersi che non contiene una parola che non sia contro di lei? Una storia degradante per chi lha concepita: gonfia di odio come un serpente gonfio di veleno?... O lo fa apposta? Dovrebbe detestarmi per averla scritta. Se ne son rese conto le figliole, ricopiandola Mai mero spinto tanto in basso: disonorare la donna per disonorare lei! Fanno bene a proibirla. Non hanno torto di scriverne come lo sfogo di un maniaco sessuale.
SOFIA A. - Probabilmente, lo . Ma quel che conta che possa sembrare anche il je accuse
LEV N. - (con ira) Di un marito tradito?
SOFIA A. - (severa) Di un moralista bisbetico. E tutto a posto. E pensare che se credesse veramente quanto dice e fosse coerente con ci che afferma di essere, forse sarebbe salvo. Il prezzo delluxoricidio poteva essere pi economico e pi conveniente. Ma non sa nemmeno lui pi quando sincero e quando ha solo la vanit di esserlo facendo la commedia con se stesso. E cos sbaglia le dosi, gli scappa la mano, e confonde le idee, recuperando toni da Santa Inquisizione. Chi oser mai parlare dellinsincerit in buonafede di Leone Tolstoi? Indistruttibile!
LEV N. - Sveglio per la costipazione intestinale, stanotte m venuto in mente un romanzo, titolo e tutto: Resurrezione: ogni mia colpa e responsabilit di giovane gaudente e senza Dio, a cielo aperto Terribile! Il destino! Tutto accaduto in meno di quarantottore. Abbiamo appena seppellito Vane_ka. Non par vero. Sette anni. Scarlattina No, no, che dico? Mica terribile: stato un grande avvenimento spirituale del quale avverto la grandezza: una prova suprema in cui, in un certo qual modo, centra laustera misericordia di Dio: tu las volu, mon Dieu. Ti ringrazio padre, ti ringrazio Non cos Sonia: Epuisant debat de lme, paradossalmente remissiva, amorevole, una dolcezza morbosa con tutti ma in un altro mondo. Dove?... Pioveva Poi ho sentito voglia di scrivere. E anche questo, nel male, un bene.
SOFIA A. - (appena un gemito) No, Levo_k non lo , non lo
LEV N. - Il mio testamento sarebbe, pressa poco, cos. Anzi, fintanto che non ne scriver un altro, cos: seppellirmi nel cimitero pi povero e in una cassa da poco prezzo come seppelliscono i mendicanti. Non fiori, non corone, non discorsi: una croce dacqua benedetta. Per, se questo fa dispiacere a coloro che mi devono seppellire, seguano pure luso solito con la messa funebre e il resto, purch nella massima semplicit e che costi poco Nessun annuncio ai giornali e nessun necrologio Nomino ordinatari e curatori di tutte le mie carte, mia moglie, V.G. Certkov e le figlie Tanja e Ma_a. Quello che si trova cancellato sono stato io e le figlie non devono occuparsene. Escluso i figli maschi. Essi non sanno niente di me
SOFIA A. - (impercettibile, senza interrompere) E tu, di loro?...
LEV N. - A proposito dei miei disgustosi diari da scapolo, dopo aver salvato le poche cose valide se ci sono - , distruggerli avec absolu droit de mpris. Certkov mha dato parola di farlo mentre sono ancora in vita. E, col grande immeritato affetto che ha per me e la sua esemplare rettitudine morale, sto tranquillo
SOFIA A. - (ancora pi sommessa) Non si far, non si deve fare, il mondo deve sapere
LEV N. - Il rimanente dei diari rimane com, a prova che, ad onta di tutte le bassezze e le meschinit dune jeunesse outrageuse, non fui abbandonato da Dio e, se non altro, da vecchio, ho cominciato a comprenderlo un po e ad amarlo come sono stato capace Per il resto delle carte, metterle in ordine e pubblicare esclusivamente ci che pu risultare utile agli uomini
SOFIA A. - (enigmatica come una preghiera) Si dovrebbe scartare il meglio
LEV N. - Prego i miei eredi di permettere a chiunque di pubblicare almeno il sillabario e i dieci volumi delle mie ultime opere. Cio, rinunciare ai diritti dautore
SOFIA A. - (ambigua nello spento calo ulteriore della voce) Nemmeno questo potr essere fatto. Sarebbe la miseria per chi ne ha pi bisogno.
LEV N. - (quasi, prevedendolo, a risposta) Preghiera solamente, non obbligo. Se lo farete, farete bene. Se no, pazienza, siete liberi. Vorr dire che non lavete potuto fare. Il fatto che i miei scritti, durante gli ultimi dieci anni siano stati venduti e abbiano reso quattrini, stata la colpa pi vergognosa della mia vita... Essa, immobile, scuote soltanto il capo. Vorrei, sul mio sepolcro, inciso solo questo motto di Chamfort: Sii mio fratello, o ti uccido.
SOFIA A. - secca e ( fredda: come ) dLoeptoteratura!...Non farebbe che confondere le idee. -15-
LEV N. - Sta per congedarsi lautunno, la pi bella stagione dellanno.
SOFIA A. - La stagione che io detesto e lo sa. Lo scrive per farmi dispetto.
LEV N. - Ho avuto gioia della venuta di Certkov. C stato uno scontro sgradevole, del resto in preventivo. Come sempre, Sonia s comportata in maniera brutale, insensata e cattiva; impossibile farla ragionare. Il giorno dopo, le cose erano ulteriormente peggiorate. Scomparsa nemmeno troppo originale - . I ragazzi son riusciti a stanarla e ritrascinarla a casa vaneggiante. stata prossima alla pazzia. Ha sofferto terribilmente e ha fatto soffrire rabbiosamente. Il solito demone della gelosia: insensata quanto infondata: femmine, maschi, vecchi e giovani, belli e brutti, estranei e parenti, persino animali e cose; i pensieri: ci che si legge e ci che si scrive: tutto! Niente pi si salva, ormai. Prigioniera di unossessione pazzesca.. Oh, se comprendere volesse, sempre, anche dire sopportare assolvere!... Ieri mi sono confrontato allo specchio, con un ritratto di tanti anni fa: c un limite a tutto, mon Dieu. Il tempo fluisce impercettibile e vertiginoso. Ne rimane ancora poco. Sempre meno. La cosa tremenda che, pi invecchi e pi senti preziosa la forza creatrice che ancora persiste estinguendosi lentamente, in te e ho paura di sprecarla non per quello a cui destinata. Nel pomeriggio, febbre, cara compagna, e ronzio alle orecchie, piuttosto nuovo, codesto.
SOFIA A. - Solo crudelt e persecuzione intorno. S indurito come ghiaccio, il cuore di Lev Nicolajevi_ Non c vita: lha preso nelle sue mani Certkov Sono fuori di me. Non riescono a star separati: stamattina, Leva da lui, stasera, lui da noi. Leva sul vecchio sof basso, lamico, dellanima, addosso, quasi a toccarlo, beati della familiarit del loro rapporto, mano nella mano, sguardo nello sguardo: due fidanzati. Sotto i miei occhi. In nome del Vangelo. Rivoltante!
LEV N. - Tania cara, mite, buna con uno sguardo pallido e affettuoso che inquieta e conquista
SOFIA A. - Ma mica lo pensa. Lo affida al diario perch rimanga scritto. Fa molto ottimo padre. Perch dei maschi non lo dice mai? Se qualcuno glielo facesse notare, gli eviterebbe una gaffe a futura memoria. I figli maschi li disprezza, gli danno ombra Pure, non sangue del suo sangue come le femmine! Pazienza, un fardello di pi sulle mie spalle.
LEV N. - Fa bene una lunga corsa in velocipede. rilassante. Insistere. Ha solo il manubrio duro.
SOFIA A. - Lho affrontato e lho scongiurato di aiutarmi a ristabilire il mio equilibrio cessando di respingermi dalla sua vita Ma non pu far nulla perch non me che ama, ama Certkov. Servendosi di ogni mezzo, quel serpente, ha preso in pugno un povero vecchio, debole e credulo, e gli fa fare ci che vuole. Lha promosso dio, motu proprio, spegnendo in lui ogni scintilla darte, sostituita dallaridit, dalla critica; dallafflizione, dalla noia, dallodio, dalla negazione, che corrodono, intristiscono e incattiviscono tutto ci che ha scritto durante gli ultimi anni: di un genio alacre, luminoso, sano e modesto, ha fatto un vecchio logoro, stizzoso e opaco Petru_ka da menare per il naso, fastidioso, intollerante, bisbetico e gretto, pieno di s come lui.
LEV N. - No. Muto muto. Negarsi di scriverlo bocca cucita: savoir sans avouer: silenzio, per carit di me.
SOFIA A. - Salute sempre vacillante: otite, reumatismi e coliche; ha fatto il malato immaginario per cinque giorni. Io, non altrettanto fortunata: appena unemicrania, a met mattina dileguatasi spontaneamente senza lasciar traccia. Lannoto, se no me la dimenticherei.
LEV N. - Ieri ho mietuto la segale. Bene; con Sonia niente di nuovo. Male. tutto il giorno che laccordatore traffica a romperci o timpani coi tasti del pianoforte, come se, per il concerto di stasera, dovesse arrivare Franz Liszt. Invece, ci sorbiremo Teneev il mellifluo, pi che sufficiente del resto per farci rider dietro fino a Mosca: il solista della contessa e, a venti passi, nelle isbe gelide, si muore di fame.
SOFIA A. - Coi suoi falsi mali, stato prossimo a rovinare il concerto. Ammirevole la signorilit e la buona educazione di Teneev, imperturbabile ad onta dei ripetuti tentativi di essere interrotto coi pi futili pretesti e le domande pi irritanti: ben tre volte solo durante il Chiaro di luna. Forse per la vergogna, dopo il concerto, il suo linguaggio s imbevuto di presagi. Ieri sera, alla fine ha detto a Sere_a: Pensavo che morire fosse facile; contavo molto sul ridicolo; invece no, mi accorgo che molto difficile Stamattina, ha detto a Tania: E bella una malattia lunga, lascia tutto per prepararsi alla morte Stasera, ha detto a me: Non nasce pensiero nella mia mente, che non vi sia scolpita dentro la morte. Non riesco ancora ad individuare dove stia la minaccia. Ma c, senza dubbio, e se si tratta di una cifrata dichiarazione di guerra, vedremo chi la spunter. La morte la mia arma, non la sua. Si fa delle illusioni se crede facile strapparmela di mano per usarmela contro. Serve a me. E sar la mia vendetta per la vergogna sua e di Certkov Mi sento male solo a pronunciarne il nome.
LEV N. - Potr mai liberarsi da tutte le sciocchezze in cui si perde, dalla fede nella futilit, e cominciare a confidare nella propria anima! E probabilmente dipende dipeso tutto da me: da codesto maledetto avvertire immancabilmente unirresistibile attrazione verso il contrario di ci che penso, che sento, che faccio Il mio maggior rimorso. Niente mi ha mai turbato tanto n mi son riconosciuto cos colpevole. Forse, piangere mi solleverebbe ma ho un mal di testa temo che farei peggio Gi, ci sono anche quelli: gli orrori dellautocrazia!? Dedicarci un libro? Sarebbe ancor poco. Un saggio?... Un articolo?... Panacee. allo zar, a tu per tu, che occorrerebbe fare il discorso.
SOFIA A. - (colpita e pensierosa) Allo Zar?... Allo Zar 7 settembre, nemmeno lannuale pellegrinaggio al monastero di Kazan senza contare i circa duemila telegrammi da tutto il mondo e lossequio dellumanit intera per lottantesimo compleanno di Leva Nikolaevi_. Si aspettava solo il telegramma dello Zar. S fatto attendere, per era una lettera autografa. Non lha neanche aperta, lho dovuto fare io. Speriamo che non giunga allorecchio dell Okrana Strano effetto realizzare di essere la moglie di Tolstoi come lo vede il mondo.
LEV N. - Agli uomini come ai gamberi piace di essere cotti vivi. Ieri, con Stasov e Rimskij Korsakov, al caff, sciocche chiacchiere, insinuazioni e pettegolezzi su Chaikowkij. Son fatti suoi, no? Nemmen per sogno: devono essere fatti di tutti: Cosa si dir a Corte? E i loro, e i nostri, allora? E i miei?... Era parecchio che non mi sentivo lanima cos frustrata. Urge ripristinare linferno. piuttosto urgente, ha bisogno di rclame. Ricordarsi di interessare larchimandrita di Costantinopoli. Darsi da fare.
SOFIA A. - Mero rinchiusa nel salone a strimpellare un po per conto mio, un forte colpo alla finestra quasi mi spaventa. Lev Nikolaevi_ mi convocava ad ascoltare la lettura della fine del suo romanzo evidentemente per obbligarmi a mentire. Deve essersi reso conto che non mi piace niente di Resurrezione. Tutto mi imbarazza, mi inquieta; per non dire che mi rivolta, in quelle pagine, cos false per voler essere sincere. Perch insiste se lo sa? Come non lo conoscessi! Alla sua et, con la scusa del rimorso morale, vederlo assaporare colla viziosit del goloso quelle scene di lussuria, di bordello in bordello rievocare, gustandola nel ricordo, la sua reale relazione con una serva di sua sorella a Pirogovo, come ci ha tenuto a farmi sapere nei minimi dettagli e intanto la sua mano Oh Me lha anche indicata, in seguito, questa Go_a, ormai vecchia, cisposa, cadente, di quasi settantanni, lercia e piuttosto ripugnante. Pensa solo a quelle cose. Non ha mai pensato che a quelle, in vita sua. Non se ne ricorda? Rimango del mio parere: il romanzo sforzato e ipocrita, pretende di essere morale ed solo lesaltazione della lascivia: la lascivia impotente di un vecchio: non gli fa onore. (un riso stretto e vetrificato) La sua natura di mujik, tenta di insinuare per giustificarsi: la sua morbosa natura di aristocratico decadente, corrotto e fariseo. E ha capito che lho capito. Andiamo pure ad assistere alla beatificazione della incolpevole peccatrice E meno male che La potenza delle tenebre bella, dicono tutti, e sar, ma continua a non piacermi sta avendo un successo che non si merita e convoglier a casa un po di soldi. Sempre che non provveda quella sanguisuga di Certkov a metterci su le mani. Finora, si stipendiavano soltanto le grandi mantenute, ora, in nome della solidariet umana, pure i discepoli favoriti. Anche stamattina, ha ottenuto un prestito, non sono riuscita a saper quanto. Non oso dirglielo, ma quel giovane _ecov che ladora, e verso il quale ha un atteggiamento tanto ambiguo, regolato sugli alti e bassi del suo malsottile lui s, davvero avrebbe fatto dieci volte meglio de La potenza delle tenebre, ci scommetto, a cominciare dal titolo. Badi a non provocarmi, perch senn E porta inavvertitamente alle narici, annusandolo il contagocce del laudano.
LEV N. - Niente, niente, non c niente da annotare; solo assaporare questa angoscia inesprimibile. Sto soffrendo il pi tormentoso dei dolori: lindifferenza. Un mal di denti, almeno, mi distrarrebbe avvertendomi di essere ancora vivo
SOFIA A. - 13 ottobre 1910 Sono annientato dalla notizia che ha, segretamente, affidato alle mani di Certkov un documento di rinuncia, dopo morto, al diritto dautore E questo vuol dire togliere di bocca, a figli e nipoti, lultimo tozzo di pane per vivere. Ma noi se sar al mondo sapremo ben difendere i nostri diritti.
LEV N. - Torpore, torpore. Mezzora fa entrata Sonia. Lo confesso: contavo che avesse voglia di litigare; io, tanta: un pizzicotto allanimo, almeno. Abbiamo parlato normalmente. Mi sentivo gi male; ora mi sento peggio. Stanno suonando le nove. Son rimasto qui, solo, al buio Sono depresso, invaso da un infantile intenerimento natalizio; emotivit, struggimento poetico. Ho le mani fredde, ho voglia di piangere e di voler bene e Sonia non c, Sonia fu. A pranzo, i figli: mediocri, rozzi, banali, volgari: nessuno. Sto pensando alle Memorie di un pazzo.
SOFIA A. - (serena e distesa) Devo ammettere che lascendente di Teneev su di me innegabile. questo che lui chiama adulterio?... Oggi venuto a farmi visita. Siamo rimasti poco da soli, pure bastato per sentir, quando andato via, un senso di rilassamento, una tenera gioia rasserenante, quali, da tempo, non mi avevano medicato lanima loppio del cuore Abbiamo parlato soltanto delle chiavi di contralto, soprano e tenore. Ma bisogna aver ascoltato come ne parla la musicalit della sua voce Per farmi passare la malinconia mi son fatta le carte, e, per due vote di fila, uscita la Morte Chi? Secondo natura, non a me che dovrebbe toccare (s accorta de significato di ci che ha detto?) Improvvisamente mi parso intollerabile morire, eppure, non passa, si pu dire, giorno, che non lo desideri. Io non appartengo alla categoria di coloro che pretenderebbero di essere immortali
LEV N. - quante cose da vincere ancora: il cuore che batte sempre a sproposito, Dio, al quale non riesco a sottomettermi come dovrei
SOFIA A. - Sfido, sempre in agguato per prenderne il posto!...
LEV N. - la lussuria che mi urla per tutte le membra, lorgoglio, lo sdegno, la collera, che mi devastano; linconfessata gelosia che mi tortura incessantemente senza ragione senza ragione? a quasi ottantanni per una moglie di quasi sessanta! Pazzesco, se non fosse disgustoso.
SOFIA A. - Sempre lo spettro della Sonata a Kreutzer. Ennesima disquisizione, anche per chi non la voleva sentire, sulla donna, maledizione del creato. (un risolino lacerante) Supremo ideale del Cristianesimo? Castit e celibato. Lui! Par di sognare. Benissimo quando si trattasse di un monaco, un asceta, un eunuco, uno vissuto casto. Conti alla mano: in quarantottanni di matrimonio, solo a me ha regalato sedici gravidanze tredici figli vivi pi tre non portate a termine e fanno diciannove; mentre fra un maltrattamento, un torto e unoffesa, non faceva che scongiurarmi me, donna giovane, ignara, che avrei potuto essere sua figlia che non sarebbe stato in grado n di lavorare, n di scrivere e gli sarebbe venuta lemicrania, se mi fossi rifiutata e non lavessi a.s.s.e.c.o.n.d.a.t.o. Questo il celibato e la castit del suo privato Cristianesimo. Lo devo dire e lo voglio far sapere: Io, Sofia Andreevna Bers, contessa Tolstoi, se non ho seguito mio marito nelle sue dottrine dipeso perch non mai stato n sincero n veritiero. (alto e calcato) Parto per Pietroburgo. Mi aspetta qualcosa da fare (enigmatica) Mistero. Convocazione in alto loco -16-
LEV N. - Sollievo della casa deserta e silenziosa. Soli a tavola, io e la governante. Mi sogguarda con un misto di timore e di reverenza come le icone di certi taumaturghi di pessimo carattere Si cerca di parlare senza aver nulla da dire: la malinconia di Venezia, la recitazione della Duse figurarsi La conversazione si polverizza da s. Silenzio. Pace, finalmente Non prende il t. Si scusa mormorando che le batte il nervoso. timida. Un viso aristocratico e severo, privo di sensualit un giudice che non rimprovera.
SOFIA A. - (il trionfo dellambiguit) Una grande notizia, Lev Nikolajevi_: il mondo intero pu conoscere la Sonata a Kreutzer. Revocato ogni interdetto alla pubblicazione. Non pi edizioni clandestine o estere Da chi?... Da chi aveva lautorit di revocarlo. Ringraziamenti?... Non importa; fra di noi, non usa. Avanzando verso la ribalta: Lui non fa che dire di dovergli scrivere. Io, modestamente, nome e cognome, ho domandato udienza e lho ottenuta a giro di posta: Direttamente alluditorio, a momenti una conferenza: Quasi quasi provo rimorso. Non so perch, so di averlo profondamente umiliato, ma stato necessario: semplice diritto alla difesa. Chi sa se lui sa?... Bon! Non ho fatto che dover raccontare dettagliatamente, in tutti i salotti, la mia visita allo Zar e il nostro colloquio da cima a fondo. Come interessa appassionatamente tutti! Ma il motivo vero e proprio, il motivo pi profondo del mio viaggio a Pietroburgo, non lindovina nessuno. Causa di tutto: la Sonata a Kreutzer. Questo racconto ha gettato su di me unombra. Non mero ingannata. Alcuni molti: troppi sospettano che sia stata ispirata dalla nostra vita coniugale; altri hanno manifestato compassione per me. Perfino lo Zar ha commentato: Mi fa pena la sua povera moglie. Lo zio Kostia, a Mosca, mha riferito che passo per una vittima e faccio piet a tutti. Bene: ho inteso dimostrare a me stessa quanto poco assomigli a una vittima, e ho voluto far parlare di me. Lho fatto istintivamente,. Certa di essere nel vero e nel giusto. Di riscuotere simpatia e successo presso limperatore ero sicura in anticipo. Non ho ancora perso la virt di attrarre le persone con la simpatia. E, appunto, con la semplicit delle parole e colla simpatia, lho conquistato. Ma, per me, era necessario anche qualcosaltro: riscattare questo ambiguo racconto di fronte alla totalit dellopinione pubblica. Adesso, nessuno pu pi ignorare che sono stata io a difenderlo presso il trono. Se il racconto fosse ispirato alla mia persona e ai rapporti con mio marito, non mi sarei certo data la pena di patrocinarne la divulgazione dellopera. Questo, almeno, lo si capir. I giudizi dello Zar su di me, che fanno il giro delle conversazioni, sono estremamente lusinghieri. Enchant, addirittura. Alla _emereteva ha confidato di essere ancora dispiaciuto daver avuto, il giorno delludienza, un affare urgente che gli ha impedito di poter prolungare la conversazione. La contessa Tolstaja Aleksandra Andreevna, mi ha scritto che ho prodotto unottima impressione. La principessa Urosova mi ha assicurato daver udito da _ukovskij che lo Zar mi ha trovata molto schietta, semplice, amabile e non avrebbe mai pensato che fossi ancora tanto giovane e bella, bont sua; in proprio, la principessa aggiunse che ero anche assai elegante, e non lo posso negare, pur facendo torto alla mia modestia. Tutto ci alimenta la mia legittima vanit femminile e mi compensa del torto che mio marito, non soltanto, non abbia mai cercato di elevarmi in societ, ma abbia, anzi, cercato sempre di tenermi bassa. Non ho mai potuto capirne la ragione (1 giugno 1891) Ci sar. Oggi il giorno meno infelice della mia vita tanto infelice. Se nulla osta, gradirei molto un applauso. Mi tirerebbe su. Ottenutolo e ringraziato con dignit, si riaccosta al suo immortale consorte: Ti reco gli omaggi dello Zar, Lev Nikolajevi_.
LEV N. - (aerea ironia) E la Zarina?
SOFIA A. - (la freccia del Parto) Non si pronunci.
LEV N. - Naturalmente. Sonia perde tempo coi dentisti. Le hanno strappato un altro dente e non era quello giusto. Ci mi conferma pi di ogni altra cosa, che stato uno sproposito, cedere ai figli la propriet. Non serve che a dissipare le rendite in spese sbagliate, superflue e dannose, costringendo il popolo a un lavoro degradante, improduttivo ed ingiusto Salute sempre peggio. Da non so quanto, non ho lettere di Certkov. Devono venir intercettate. Sonia? Probabilmente Sonia. Anzi, certo.
SOFIA A. - Da non crederci!... Magari. Lev Nikolajevi_ aveva dato a un contadino autodidatta, dei libri da rilegare. Da uno di questi, scivolata fuori una lettera dimenticata, di tanto tempo fa. La raccolgo. Sulla busta azzurra, sigillata, il mio nome. Apro, leggo e inorridisco. Scrive daver deciso di togliersi la vita, visto che amo un altro e non pu sopportarlo. Laltro era pare Teneev. Infantile. Capito lorigine della Sonata a Kreutzer, con tanto di uxoricidio? Non so se piangere o ridere: geloso di Teneev a tal punto da suicidarsi, ma pensa!... Perch non lha spedita? Perch ancora vivo? Perch non gli passava nemmeno per la testa di togliersi la vita, ecco perch. Stava qui a godersi le sue malattie. Commedia, grottesca commedia per se stesso Mah, e tuttavia, mi ha fatto piangere Che male amarsi male! Poi, avevo da preparare lalbero di Natale per i nipotini e mi ha aiutato. rimasto bravo a far lalbero di Natale. (torva) Poi poi non dovevo ricaderci. Ridiventa affettuoso, quando gli serve il mio corpo: la voglia a trasformarlo in essere umano e fin che gli dura la voglia.
LEV N. - Malattia Malattia Malattia Star male mi fa bene Meno male che sto male: tutto a saldo delle mie colpe senza saldo Sono vivo ma non vivo: bene La Cholevinskaija di nuovo in prigione. Non pu far un passo senza la Okrana alle calcagna, ma non si arrende: un vero uomo, quella donna. Pare che il procuratore abbia dichiarato che sarebbe ora di occuparsi anche di me. Ierlaltro, s, presentato un gendarme e ha ingenuamente ammesso di essere stato inviato qui a spiarmi. Adesso, ti avvisano anche prima. un progresso. Lo dovremo alla benevolenza dello Zar per mia moglie. Per un po di tempo ancora, le contesse, in Russia, servono a qualche cosa.
SOFIA A. - (progressivamente fino a una sorta di angoscia convulsa) Quanto gli rode che, appena posso, me ne vado a Mosca, per via della scuola dei figlioli e del contratto delleditore. Ma non posso, non posso pi consumare il mio tempo, in campagna, con lui, schiava ai suoi desideri che sono comandi. Sono stanca, vecchia, ho lanimo a pezzi, mi son lasciata, ormai, afferrare dalla pigrizia. Non c possibilit di vittoria nelle lotte contro la testardaggine del suo egoismo. Rammento il terrore durante la settimana di isolamento insieme dellinverno passato: un incubo. Sudiciume di fuori, sudiciume nelle due stanze dove ceravamo ridotti a vivere. Acqua, neve, e fango intorno;e, dentro: trappole contro le quali non si faceva che inciampare, suscitando squittii raggelanti: quattro trappole monumentali o erano cinque, o sei? con imprigionati dei topi giganteschi, impazziti e feroci, che le scuotevano senza tregua con un fracasso infernale. Fabbricar trappole, a quel tempo, era una specialit e un vanto di Lev Nikolajevi_. Topi, topi senza fine, aggressivi, colossali, nauseabondi E scarafaggi, neri, lucidi, scivolosi, una poltiglia bianca, fetida, e schifosa, schiacciati sotto i piedi dove avevano la vocazione a finire tutti. Topi e scarafaggi si divoravano a vicenda Scarafaggi e topi, topi e scarafaggi ovunque: lemblema della mia vita.. Odore di muffa, esalante dalle pareti umide, imposte che chiudono male, spifferi ad ogni finestra le stanze gelate, vuote, buie e il cielo grigio, la pioggia come aghi, loscurit alle due del pomeriggio, il quotidiano passaggio da un edificio allaltro per il pranzo e la cena, trascurando la lanterna e labbaiar dei cani; scrivere, scrivere, incatenato a quella scrivania senza aprir bocca, dalla mattina alla sera; i samovar che fanno solo fumo; mai unanima viva, contrariamente dalle altre stagioni sommersi dalla gente, come a Lourdes per toccare il santuomo in attesa, ognuno del proprio miracolo nonsisaquale I santi stanno bene sugli altari, in famiglia intrigano.
LEV N. - Sempre pi angosciante sopportare linfelice carattere di Sonia: egoismo, esclusione, fino al grottesco, dalla sua visuale, di tutto ci che non il suo io vanit, autocompiacimento, vittimismo, presunzione di tutto sapere e tutto condannare; sospetti, calunnie, un niente, la scaraventa in folli stati di farneticazione esplosiva Ieri sono passati di qui due giovani marinai fuggiaschi. Gli ho dato del denaro Anche i marinai, adesso! Urla per tutta la casa: la fine del mondo.. Mi fa male la gamba, ma non me ne importa assolutamente niente. Anzi, ne godo. La sinistra. Mi aspetto che invada anche la destra. Ma dovrebbe far presto, non ho pi molto tempo da perdere.
SOFIA A. - Non so liberarmi come dal presentimento dellattesa dun pretesto per farla finita Ho una voglia struggente di musica di suonare io stessa, anche male e non trovo mai un momento libero Teneev partito e non verr me lha allontanato colla sua inconcepibile gelosia Meno male che c un bel tramonto, e contemplarlo medica il cuore.
LEV N. - La corrispondenza si accumula ma non rispondo a nessuno. Vorrei scrivere soltanto a quel Gandhi vegetariano di ferro e ottimo digiunatore. Ma ha tante di quelle acca e kappa nel nome e nellindirizzo che non mi ci raccapezzo e continuo a rimandare. Sar che m venuta la testa debole e che desidero colpevolmente la morte Finalmente, una lettera di Certkov. Lho aperta subito. Dice che verr. Che caro amico. Sua moglie meno. Somiglia alla mia. Per, in meglio
SOFIA A. - S fatto fare la barba e s tagliato le unghie: Achille aspetta il suo Patroclo.
LEV N. - Avrei voluto sprofondare sottoterra, c stata una scenata odiosa. Mai tanta arroganza., tanto rancore, tanta violenza, tanta volgarit: una furia, saltato ogni freno. E tutto per averci sorpreso mentre ci si fotografava reciprocamente. Non ha risparmiato nemmeno, come si chiama?... il nuovo giocattolo mandatomi in regalo dallAmerica, di quelloriginale Edison: il fonografo, ecco, che si pu ascoltare la propria voce: in tanti pezzi! Certkov, che pur la conosce, era allibito Laudano, naturalmente, e spavento generale: svenimento delle ragazze e strilli dei pi piccini Tre gocce di pi ed era sufficiente! Adesso l che fruga tra le mie carte, rovescia i cassetti pi alcun riguardo.. Mi ricoglie il dubbio se non sarebbe preferibile andarsene, nascondersi in qualche parte, scomparire prendere esempio da lei, ma non per finta. Se non mi son ancora deciso solo per la convinzione che sottostare al veleno di questa vita, sia utile alla mia anima ma qui lotto male. Ovunque mi volgo, incomprensione, umiliazione, vergogna, sofferenza, e sempre lei, nemica implacabile e inafferrabile nellombra: servi denunciati, contadini fatti cacciare in prigione per niente, guardiani licenziati; tutti la derubano, tutti la perseguitano; il vecchio Suvurov che si lamenta; La contessa mi ha offeso, peccato, conte, oh, peccato E via, lungo questo insensato, demente, vanitoso, ingiusto, intollerabile cammino E ben obbrobriosa e insostenibile la resa dei conti contro la turpe libidine Oggi Certkov mi riferiva una conversazione con lei: lui il suo chiodo vive approfittando del lusso, sperpera e parla e giudica Tutta ipocrisia io, solo io, mi sacrifico e pago per tutti. Vorrei fuggire con tutto il cuore e non mi decido ad abbandonarla per, nemmeno lo escludo: vilt, vilt!... Una cosa so: rimanendo non lo faccio per me. Ma fino a quando potr resistere?... Non riesco pi a gettarle uno sguardo addosso senza un sentimento malevolo. Parlarle non possibile. Ho paura di me, di questo odio che mi sento crescere dentro come le radici tossiche di una pianta venefica Lei?!... E me, allora? Cosa meriterebbe la mia congenita perversit, la mia naturale depravazione? Ieri sera, riflettendo sul mio io pi segreto, per poco non m venuto da vomitare. Fuori e dentro non sono che una ripugnante latrina; solleva appena il coperchio della spiritualit (sghignazzando) la mia spiritualit! e sarai ammorbato dal tanfo nauseabondo del suo marciume Tutti si occupano della mia biografia. Non in una risulter traccia, per esempio, dei miei rapporti col settimo comandamento! Non un parola dellimmonda bruttura della masturbazione, mai interrotta, nemmeno quando cominci la dbcle delle case di tolleranza: mica sostituita da esse: rinfocolata N della brutale relazione ricordo perennemente bruciante con Aksinia E serve, e gentildonne, e contadine, e il bastardo illegittimatoe e sino al matrimonio: pi vergognoso e colpevole ancora: la sozza disonorante lussuria su mia moglie: nessun accenno d tutto ci nelle mie esemplari biografie!... Mea culpa, mea culpa, mea culpa. Perdono, Signore. Mi pento: di tutto delle azioni, dei sentimenti, dei pensieri di ci che ho detto e ho fatto, contro di te, contro i miei simili e anche contro me stesso: un po di piet per i peccatori me compreso. E piange silenziosamente.
SOFIA A. - (celestiale) Ti serve qualche goccia di laudano, Lev Nikolajevi_? Penso io a versartele su una zolletta di zucchero. Sentirai, buono, e reca un po di pace per tirar avanti e durare a lungo.
LEV N. - 26 ottobre 1910. Honte! Lamour coute chre aux vieillard
SOFIA A. - 26 ottobre 1910. Ancora. Ha ottantadue anni e senza tregua i sensi. Vergogna, non riesco a non amarlo.
LEV N. - (seguitando) Sono passato davanti alla stalla. Il puledro che ha preso il posto del povero Delirio, morto di vecchiaia, mi ha riconosciuto e mha salutato con un nitrito. Il sole dellautunno indorava la paglia sotto i suoi zoccoli Mi son tornate in mente le notti che vi trascorsi e la giovinezza e la bellezza di Dunja_a e mia e lintreccio delle nostre membra. Le volte che abbiamo fatto lamore Nudi, nello splendore della giovent che tutto redime. Pure, non ebbi mai un vero legame con lei: solo i nostri due giovani corpi, mai sazi di maschio e di femmina. Sento ancora, se le piego, le mie mani colme della sua carne. Gi da tempo, di lei, rimangono solo le ossa. Cosa sono queste ossa? Dove sono? E che rapporto hanno pi col riso di Dunja_a? Una volta, quelle ossa facevano parte di un essere vivo e riconoscibile che era Dunja_a il suo afrore umido e caldo che sapeva di fieno, il suo ridere alto che comunicava il piacere Ho freddo freddo. (perentoriamente gridato) Basta!
SOFIA A. - 28 ottobre 1910. Lev Nikolajevi_ se ne andato improvvisamente. Non ha lasciato che una lettera in cui dice di non cercarlo, che sparisce per sempre, in cerca di una vita appartata e tranquilla adatta a un vecchio. Non avevo nemmeno finito di leggerla che, dalla disperazione, mero gi buttata nello stagno. Mentre stavo normalmente affogando, Sa_a e Bulgakov, che sembravano l apposta, mi hanno tirata fuori e cos tutto da ricominciare. Perch mi hanno salvata?. Riescono sempre a salvarmi, una persecuzione 31 ottobre, non mangio e non bevo da quattro giorni. Ho male al cuore, ho sete, ho un po di fame e non ho niente da scrivere: lagrime e lamenti.. 2 novembre, i morti, stamattina un telegramma ci ha tirati gi dal letto che era ancora buio: Lev Nikolajevi_ si ammalato ad Astopovo Ha quaranta di febbre. Siamo partiti tutti da Tula: io, Tania, Audrju_a e uninfermiera, con un treno speciale per Astopovo. 3 novembre Astopovo Sono arrivati i medici. Si tratta di una brutta polmonite a sinistra. Non mi lasciano entrare da lui, naturalmente. Certkov? Probabilissimo 4 novembre, Lev Nikolajevi_ sta sempre peggio. Mi estenuo aggirandomi presso la stazioncina dove ricoverato. Viviamo nei vagoni ferroviari 5 novembre. Poche speranze. Meno male che, partendo, ho cacciato nella valigia un abito nero. Sar tutto da stirare, ma c. La coscienza mi arreca qualche disturbo. Soffro nellattesa dellirreparabile e per laffronto della proibizione di vedere mio marito, che poi non corra la voce che non mero precipitata ad assisterlo. Mi hanno garantito che Certkov non presso di lui. Non ci devo pensare 7 novembre, alle sei di stamattina, Lev Nikolajevi_ spirato. Ha lasciato detto che, ai suoi funerali, non vuole n Pope, n delegazioni ufficiali. Anche da morto, continua a scandalizzare. Mi hanno concesso di entrare soltanto in extremis, che, quasi, mi perdevo gli ultimi rantoli. Gente crudele. Nemmeno il tempo di dirgli addio e domandargli se aveva preparato la lettera per lo Zar. Me laveva promesso. Ma quando mai ho contato qualcosa per lui? Mi consola laver constatato personalmente che Certkov non cera e la camera non ha altre porte. Prima cosa da fare subito: avvertire lo Zar 16 dicembre 1910, tutto il paese di Iasnaja Poljana, uomini, donne, bambini, si raccolto oggi, a quaranta giorni dalla morte di Lev Nikolajevi_, presso la sua tomba, nella nuda terra, come da suo capriccio, coperta da rami e corone di abete. Per tre volte, si sono genuflessi, si sono tolti il copricapo e hanno cantato belle voci intonate una preghiera per i morti. Ho pianto molto, lhanno visto tutti; ho sofferto, ma non manifestato i doverosi rimorsi dovuti ai propri cari, in queste circostanze: ma quel che mi ha maggiormente commossa e sorpresa, stata la manifestazione di affetto di tanta gente anche sconosciuta. Proprio, non me laspettavo. E laffettuosit e la gentilezza con me, poi i compimenti; laspetto, leleganza Mhan riempita di condoglianze molto lusinghiere Ho gi scritto a mia sorella Tania, a mia figlia, ad Andrju_a, A Ilja a Teneev. Gli altri, domani, con comodo. Solo in un problema son rimasta incerta. Ma quando non si ha ancora pratica Avrei dovuto dar lettura, oppure no, del telegramma autografo di cordoglio indirizzatomi dallo Zar? Non lho fatto. E, forse, avrei dovuto farlo. Pazienza. Sar per la prossima volta Brrr!... Ho incamerato tanto di quel freddo che, senza una bella tazza di latte bollente e miele, rischio un malanno anchio, e faccio la sua fine. Sternuto. Fuori, neve. FINE
Dicembre 1983- Gennaio 1984
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