PROVINCIA
Commedia in tre atti
di GIUSEPPE ADAMI
PERSONAGGI
DONNA SPERANZA RONDARI
IL COMMENDATORE ARIENTI
ROBERTO SPANI
CONCETTA ARIENTI
DONNA TERESA SPANI
LAVVOCATO BONETTI
RENZO BUSTINI
CARLOTTA
LA BALIA
I BIMBI
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
Salone centrale al primo piano di palazzo Rondari. Arredamento d i vecchio stile ottocentesco, ma non senza sapore e buongusto. Nel fondo, ampia finestra. Porte laterali. sera. Dopopranzo. Fuori nevica.
(Entra la balia con una frotta di quattro o cinque bimbetti che ha un bel da fare a tenere e a accogliere intorno al tavolino da gioco cir quasi al centro del fondo. L'aiuta in ci Concettimi, una fresca elegante signorina ventenne. Dal lato opposto entrano donna Speranza e l'avvocato Bonetti. Bellissima signora sulla quarantina, la prima, piena di grazia e di fascino. Maturo e pacato uomo cinquantenne, il secondo, e tipicamente provinciale.
La cameriera ha recato il vassoio del caff e dei liquori che donna Speranza si dispone a servire).
La balia - Qua, piccoli, che se non fate tanto baccano, si gioca all'oca.
I bimbi - (esplodendo) Bene! Bene! Si gioca all'oca!
Speranza - (Mettendo lo zucchero) Tre, non vero?
Bonetti - Tre.
Speranza - Cognac o grappino?
Bonetti - Grappino abbondante.
Un bimbo - La mia paura nell'oca sono il Pozzo e la Prigione.
Altro bimbo - Eh! gi! Bella forza!
Un bimbo - Tu la sai l'oca?
Altro bimbo - Io no.
Un bimbo - E allora oca sei tu.
Concetta - Ma taci, impertinente, sapientone!
Un bimbo - pi grande di me e non sa l'oca!
Concetta - Meglio per te, se sei professore.
Un bimbo - Puoi dirlo, perch vinco sempre.
Concetta - Spaccone! La vedremo la tua grande bravura, stasera!
I bimbi - (impazienti) Ma quest'oca, dov'?
Concetta - quello che mi domando anch'io! Dov' l'oca, Speranza?
Speranza - Dev'essere l in quel cassetto, se non mi sbaglio.
Concetta - (che ha aperto) S, s. C'. (Ai bimbi) E allora, bravi e buoni, sedetevi a tavola, che se sarete savi, pi tardi ci sar...
I bimbi - Che cosa? Che ci sar, Concettina? Che cosa?
Concetta - Mah! Aspettate che mi informo. Che cosa ci sar pi tardi, per questi bimbi, Speranza?
Speranza - Ci sar il lattemiele coi cialdoni.
I BIMBI - (esplodendo) Evviva i cialdoni! Evviva il lattemiele! Evviva la zia Speranza!
Concetta - Ma zitti e cheti, che adesso si comincia. (I bimbi ammutoliscono. Il gioco comincia. Concettina lo guida e lo dirige) Avanti... Tu tiri per il primo.
Bonetti - (seduto vicino a Speranza, in primo piano a sinistra) E vorreste ridurre la vostra vita al nobile gioco dell'oca?
Speranza - Chi che lo dice?
Bonetti - Lo dico io. E aggiungo che siete troppo giovine, Speranza, per rinunciare al futuro che vi offro.
Speranza - Ci siamo!
Bonetti - E ci resteremo.
Speranza - Sicuro! ben per questo che m'accontento del presente: per restarci il pi a lungo, possibile.
Bonetti - Il presente malinconia.
Speranza - Ma non vero, avvocato! Non chiamerete malinconia il chiasso di quei bimbetti!
Bonetti - Fossero vostri, ancora ancora capirei.
Speranza - Aiuto! Troppa grazia Sant'Antonio!
Bonetti - Perch? Non vi piacerebbe aver dei figlioli?
Speranza - Per il momento me ne sono procurata gi uno adottivo. un po' cresciuto, veramente, ma potrebbe essere mio, perch poco su, poco gi, con sua madre, abbiamo la stessa et.
Bonetti - Cinque anni di differenza.
Speranza - Chi ve l'ha detto?
Bonetti - Voi.
Speranza - O bella! Quando?
Bonetti - Quando arrivato, quattro mesi fa.
Speranza - Che memoria!
Bonetti - Non dimentico mai nulla di quello che mi raccontate. Eravate al Collegio degli Angioli insieme. Ma Teresa, era tra le grandi, e voi tra le piccole. Cinque anni di differenza, ad una certa et non contano. A una cert'altra contano molto. Io non ho mai visto la madre di Roberto, ma son sicuro che oggi come oggi voi dovete sembrare sua figlia.
Speranza - E invece non affatto vero. Teresa una bellissima donna... Si pu giudicarne dal ragazzo che le assomiglia in modo impressionante.
Bonetti - Ah! Non c' che dire: un bel figliolone lo . A me come me, non mi va gi, non lo posso digerire. Ma questa un'altra faccenda. Qui c'entra la gelosia.
Speranza - (vivamente) Come sarebbe a dire?
Bonetti - Sarebbe a dire che da quando qui lui, i vecchi amici sono trascurati, negletti, messi in un canto.
Speranza - Mi pare che non possiate dirlo.
Bonetti - So bene: non ve n'accorgete. Ma lo sentiamo noi. Ossia, lo sento io.
Speranza - Non siete qui tutti i giorni, accolto sempre con la stessa cordialit?
Bonetti - La cordialit non mi basta.
Speranza - Allora siete voi che esigete di pi, non io che vi d di meno.
Bonetti - Ma ogni attenzione, ogni cura per l'altro.
Speranza - Come potete stabilire dei confronti? Roberto non che un ragazzo che mi stato affidato in tutela da sua madre e che devo ricondurre trasformato all'ovile. Voi, fuor di tutela, cos ad occhio e croce, siete gi. E all'ovile vorreste ricondurre me. No, avvocato. In me troverete sempre una grande amica ma niente pi. Al resto non bisogna pensarci.
Bonetti - Vi ci siete proprio fissata.
Speranza - Una fissazione, se mai, consigliata dall'esperienza.
Bonetti - Una rondine non fa primavera.
Speranza - Ma la mia primavera passata da un pezzo.
Bonetti - Altra fissazione o civetteria.
Speranza - Altra indistruttibile verit.
(Voci tumultuose dal tavolo da gioco).
Bimbo - Ma no! Ma no!
Bimbi - Ma s! Devi tornare indietro.
Bimbo - Io non voglio!
Bimbi - la regola! Per forza!
Concetta - Bisogna rassegnarsi, piccolo! Non protestare!
Speranza - Che c'? Che c'? Che succede?
Concetta - Ha fatto 71 e protesta perch deve tornare indietro.
Speranza - Ma sicuro, piccolo! Col 71 si torna al punto di prima.
(// tumulto cessa, il gioco riprende).
Bonetti - Come me. Io, con voi, faccio sempre 71.
Speranza - Eppure non sono l'oca.
Bonetti - No no. Non c' pericolo. Siete troppo furba, o troppo paurosa.
Speranza - Accontentarsi del proprio stato non paura n furberia1: saggezza. A che pr dovrei riempire la mia solitudine con un nuovo matrimonio? Basta quello che ho sofferto durante il primo. E in quanto ai figlioli, come si diceva dianzi, son sempre dispiaceri anche loro.
Bonetti - Ah! se mi prendete per esempio il vostro bel Roberto, lo so anch'io.
Speranza - Un dolore e una preoccupazione continui per quella sua! povera madre che non vive pi e mi scrive tutti i giorni, in grande pena com' per questo ragazzaccio.
Bonetti - E adesso, le cose, come si mettono?
Speranza - Pare che si stiano rimettendo a posto.
Bonetti - Ma che aveva fatto di cos grave da essere costretti ad allontanarlo da casa?
Speranza - S'era ingolfato in un giro di strozzini per una canzonettista. Ragazzate, in fondo. Ma un po' gravi.
Bonetti - E perch l'avevano internato in un manicomio?
Speranza - Per consiglio degli avvocati, che volevano sostenere la sua irresponsabilit.
Bonetti - Dovevan lasciarcelo, allora.
Speranza - scappato. Dopo una settimana riuscito a scappare. Ha! preso un tassametro e s' fatto ricondurre da Napoli a Roma. Sua madre se l' visto ricomparire, con gi settecento lire segnate. Ero a Roma, ospite loro, in quei giorni.
Bonetti - Lo ricordo benissimo.
Speranza - Ho assistito alla scena e a quella disperazione materna. Tra l'altro pareva che Roberto corresse dei rischi, minacciato da uno sfruttatore della canzonettista che voleva fargli la pelle. Breve: mi sono offerta di portarmelo via con me la sera stessa, e di tenerlo qui nascosto fino a che le cose non si fossero calmate. E devo dire la verit, con me si condotto sempre bene. In fondo un buon figliolo, docile, affezionato, e non ho proprio nulla da rimproverargli all'infuori delle sue continue liti con Concettina.
Concetta - Parlavate di me? (E si avvicina) Che dicevi?
Speranza - Dicevo all'avvocato che non riesco a spiegarmi la tua avversione per Roberto e quella di Roberto per te.
Concetta - Incompatibilit di carattere.
Speranza - Eccessiva per.
Concetta - Ne ho colpa io se non loposso soffrire?
Bonetti - Siamo in due.
Concetta - Anche lei?... Qua la mano, avvocato!
Bonetti - vero che io ho delle ragioni strettamente personali.
Concetta - Lo so! Lo sappiamo, civettone!
Speranza - Che ne vuoi saper tu, piccola chiacchierona?
Concetta - L'avvocato - innamorato - proprio cotto - giustamente assai seccato - di vedere - per la casa - un giovanotto. Sentite che poetessa?
Speranza - Io direi: che impertinente.
Concetta - Sar. Ma io e l'avvocato non vediamo l'ora' che faccia fagotto, il tuo baldo giovinotto.
Bonetti - Sacrosantotto! Cos faccio rima anch'io.
Concetta - E lo aiuteremo a far le valigie perch fili pi presto.
Bonetti - Temo solo che ne godremo poco i risultati.
Concetta - gi un risultato non vederlo pi. Non le pare?
I bimbi - (chiamando) Concettina? Concettina?
Concetta - Che c'?
Un bimbo - Chi fa 9 con 6 e 3, dove va?
Concetta - (domandandolo a Speranza.) Lo sai tu?
Speranza - Va al 26.
Concetta - (ai bimbi) Al 26.
Un bimbo - E nove con 4 e 5?
Speranza - Al 53.
Concetta - E zitti! Che a Montecarlo chi gioca non discute. (In cos dire torna al tavolo dove il gioco continua).
Bonetti - Dov' andato stasera?
Speranza - Non potevo costringerlo a giocare all'oca. Gli ho dato il permesso serale sino a mezzanotte.
Bonetti - Come ai soldati di bassa forza.
Speranza - Preciso. C' con lui Renzo Bustini.
Bonetti - Ah! Il nipote d'Adenti. Quel bel tomo!
Speranza - Povero ragazzo! Non riesce a concludere mai nulla' ed ha per Roberto un'adorazione.
Bonetti - Bene spesa!
Speranza - Ah! per lui, Roberto l'esponnte massimo di ogni perfezione, il modello d'ogni eleganza snobistica internazionale. E cerca di imitarlo in tutto.
Bonetti - Anche negli strozzini?
Speranza - Se gli riuscisse, credo di s.
Un bimbo - Oca!
Concetta - Ma bravo!
Un bimbo - Che faccio?
Concetta - Scappi e riconti il numero fatto.
Altro bimbo - Oh Dio... Sono in Labirinto!
Concetta - Paghi e devi restare in banco sino alla fine del gioco.
Altro bimbo - Che disdetta!
Concetta - il Signore che t'a castigato. Facevi il gradasso, dicevi che tu vinci sempre... Hai visto?
Bonetti - molto ricca la madre?
Speranza - Di chi? Di Renzo? morta.
Bonetti - No. Di quell'altro.
Speranza - S. Stanno bene. Il padre li ha lasciati in condizioni eccellenti. Era arrivato a liquidare la sua banca tre mesi prima di morire. Poi Teresa una1 donna energica e forte.
Bonetti - Pi d'averlo cacciato di casa!
Speranza - E forse stata un'ottima soluzione, perch con lui assente, credo che anche questa marachella la liquider con pochi biglietti da mille.
Un bimbo - Ottantacinque! Sono sull'85!
Concetta - Attento che adesso giochi con un dado solo, e devi cercare di far cinque.
Un bimbo - Tiro?
Concetta - Arrischiamola.
Un bimbo - (tirando il dado) Cinque! Vittoria!
Tutti - Vittoria! Vittoria!
Concetta - (accennando alla cameriera che entra col vassoio) E lattemiele al vincitore!
Tutti - Evviva il lattemiele! Evviva il vincitore! Evviva l'oca! Evviva la cameriera!
Roberto - (apparendo seguito da Renzo Bustini) Eh! Che baccano! Vi si sente gi dalle scale, passerotti!
Speranza - (con sorpresa) Roberto?... Gi di ritorno?
Roberto - Troppo divertente passeggiar sotto la neve.
Renzo - Non si sapeva pi dove sbattere. Che vile citt!
Speranza - Ti dovrai accontentare del lattemiele anche tu, come i bambini.
Robebto - In fondo, sono un bravo bimbo anch'io.
Renzo - Io preferisco un buon e ricco cognac, e me lo servo.
Speranza - (a Concettina che sta servendo i bambini) Concettina, servi tu Roberto?
Concetta - Io no. S'arrangi da solo.
Roberto - Sempre gentile e obbligante!
Concetta - Verso di lei, nessun obbligo.
Roberto - - Ma io me ne infischio.
Concetta - Bel frasario da carrettiere.
Speranza - (intervenendo) Ragazzi, non cominciamo.
Roberto - Io la smetto subito. Perch trattandosi di una povera zitellona inacidita, mi fa compassione.
Concetta - Povero bellimbusto da canzonettiste di primo numero e terzo rango!
Roberto - Canteranno sempre meglio di lei che pare una cornacchia!
Concetta - Fin che lo dice un merlo!
Roberto - Ma non per le sue reti!
Speranza - Ora basta davvero, ragazzi. Ve lo ordino io.
Roberto - Mi sprofondo in quella poltrona e non fiato pi. (E siede vicino all'avvocato).
Bonetti - E cos, come se la passa nella nostra cittadina, signor Roberto?
Roberto - Bene, avvocato.
Bonetti - Per lei sar un gran sacrificio.
Roberto - Di tanto in tanto un po' di tranquillit non fa male.
Renzo - Non esageriamo! Uno abituato come te, a passeggiar qui come se la spassasse in un cimitero.
Bonetti - cos che lei ama la sua citt?
Renzo - Ah! Io la odio! Dico la verit, la detesto!
Bonetti - Che le ha fatto di male?
Renzo - M'ha dato i natali. Le par poco?
Roberto - Certo che per un giovanotto di larghe vedute come Renzo, ci vorrebbe un altro campo d'azione...
Renzo - Meno asfissiante e deleterio!
Bonetti - Io ci son nato, guardi un po', e non me ne lamento. La mia carriera, modestamente, l'ho fatta tutta qui: E adoro la mia citt.
Renzo .......................... - questione di temperamento. Del resto, bisogna pure che qualcuno ci viva e ci rimanga. Lo dico per noi, cacciatori d'avventure, pionieri dell'imprevisto, filibustieri della grande aspirazione, dinamici contemporanei.
Bonetti - Ah! Lei tutto questo?... Non sapevo.
Renzo - L'atrofia, avvocato, la provincia, per chi ha qualche cosa in testa.
Bonetti - La ringrazio per la testa mia.
Renzo - Che c'entra? Lei ha una bellissima testa. Nessuno lo mette in dubbio. E ne ha dato in ogni occasione luminosissima prova. Ma io dico e sostengo che se il lavoro che ha fatto qui, lo avesse esplicato in un mare pi grande, chiss dove andava a finire, un ingegno ne come il suo.
Bonetti - (quasi lusingato) Questo vero.
Renzo - Per forza! E allora non potr rimproverare la nostra generazione che la poesia della citt natale non la sente pi, come non sente quella del focolare domestico, come non tollera pi il melodramma in musica. A me, cosa vuol che le dica, il tenore che si sgola per raccontarci i fatti suoi, m'ha sempre fatto ridere.
Roberto - Questo anche a me.
Bonetti - E a me niente affatto!
Renzo - Perch siamo di un'altra razza, avvocato. E se fossi io nei panni di Rob, non resterei qui cinque minuti di pi. Prenderei il largo!
Concetta - Magari lo prendeste subito tutti e due!
Roberto - Mi spiace di non poterla accontentare. Perch qui, a parte lei, son tutti cari, gentili e simpatici.
Concetta - Me ne infischio della sua simpatia!
Roberto - Che frasario da carrettiera!
Concetta - Se viene, la metto alle stanghe!
Roberto - Accetterei volentieri, per trascinarla in un burrone.
Concetta - Anche sanguinario?
Roberto - E cannibale.
Concetta - Con quei denti falsi.
Roberto - I denti falsi, io? Ah! questa poi no!
Concetta - E quello l d'oro, cos'?
Renzo - Un dente d'oro, dona. Me ne voglio far mettere uno anch'io!
Roberto - Io lo far fondere per regalarle l'anello di nozze.
Concetta - Non con lei, per. Piuttosto vado monaca di clausura.
Roberto - Ottima idea per levarsi dalla circolazione.
Speranza - Dico, ragazzi; ne avete ancora per un pezzo? E credete d'esser molto divertenti? Le vostre antipatie, reciproche, non potrebbero esser frenate da un po' di educazione comune?
Concetta - lui!
Roberto - lei. Io ero rientrato tranquillo, deciso di non rivolgerle nemmeno la parola, e s' rifiutata di servirmi, calcandovi sopra con una frase scortese.
Concetta - Non era scortesia: era l'espressione sincera del mio sentimento.
Roberto - A cui naturalmente ho risposto con l'espressione schietta del mio.
Speranza - Ma adesso che vi siete sfogati, occorre continuare?
Renzo - quella pignola di mia cugina che lo provoca.
Concetta - Pensa ai fatti tuoi, tu, e non venirmi a difendere il tuo Petronio. Stacci pure attaccato, cos scacceranno di casa anche te!
Renzo - Magari! Dio lo volesse! Perch se Roberto, da Roma l'han mandato in esilio qui, a me per forza, da qui mi spedirebbero a Roma. E se faccio tanto d'arrivarci, lo sai che bazza!
Concetta - Che ci faresti a Roma? Sentiamo.
Renzo - Le orge romane, tipo Nerone e Trimalcione o Eliogabalo.
Concetta - Va, va a letto, sbruffone, che ti conviene.
Speranza - Questa un'idea, sopra tutto per i piccoli.
La balia - Crollan di sonno, signora. Non resistono pi.
Speranza - Bisogna accompagnarli a casa.
Concetta - Vai tu o vado io?
Speranza - Vado io. Mi infilo un palet e un cappello mentre li preparate. (E suona per la cameriera).
Bonetti - Ho gi la macchina.
Speranza - Bene. Facciamo il giro e li deponiamo alle rispettive case.
Concetta - Io rimango ad aspettarti, se permetti.
Speranza - Con Roberto? (A Carlotta che entra) Pelliccia e cappello.
Concetta - Credi che abbia paura a restar sola con Roberto?
Roberto - Vuol che facciamo una bella cosa per non litigare?
Concetta - Ha un'idea?
Roberto - Una partita all'oca.
Concetta - Preferisco il baccarat.
Roberto - Meglio ancora, cos la pelo.
Concetta - Ho la stessa intenzione nei suoi riguardi.
(Un suono violento di campanello sorprende tutti).
Speranza - Han suonato.
Bonetti - A quest'ora?
Concetta - Chi sar? (Breve silenzio d'attesa).
Cameriera - (entrando) Telegramma, signora.
Speranza - Un telegramma?
Concetta - Telegramma?
Bonetti - Per chi?
Speranza - Per me, per me.
Renzo - (a Roberto) Hai visto? Treman tutti perch arriva un telegramma! Ah! la provincia! Che miseria!
Speranza - (che ha scorto il dispaccio passandolo a Roberto) mamma tua. (E infila la pelliccia che Carlotta ha portato).
Roberto - Disgrazie?
Speranza - No no. Anzi, tutto bene, a quel che pare. Dice che arriva domani per riportarti a casa.
Bonetti - (con gioia mal repressa) Davvero?
Concetta - (vacillando) No!... Non possibile!... (E s'abbatte a sedere coprendosi il volto con le mani).
Roberto - Non faccia commedie, lei!
Concetta - Son disperata! Non reggo pi! M'ammazzo!
Speranza - Basta, vero, Concetta! Fin che si scherza si scherza. Ma ogni gioco ha un limite. E se a te questa probabile partenza non fa dispiacere, lo fa a me, e molto. Capito?
Renzo - Ed io, come ci rester senza di te?
Roberto - Non pensarci. C' tempo a decidere.
Speranza - Andiamo, avvocato!
Bonetti - Ai suoi ordini.
Speranza - Allora ti ritrovo qui?
Concetta - Se riuscir a sopravvivere al dolore!
Speranza - Sei assolutamente incorreggibile!
(Escono tutti. I bimbi con la balia, l'avvocato con Speranza. Renzo rimasto).
Roberto - E tu?
Renzo - T'aspetto.
Roberto - A far che?
Renzo - Penso che non vorrai restare a tu per tu con mia cugina che non sarebbe davvero divertente.
Concetta - Caro, lui, lo scimmiotto, che vuol imitare il suo ciarlatano anche in questo.
Renzo - Non voglio imitar nessuno per tua regola! Voglio soltanto far baracca, se mi riesce.
Roberto - Bravo. E dove?
Renzo - Anche questo vero! Che citt senza risorse! Io le brucerei tutte queste vecchie sozze provincie!
Concetta - Caspita! Lui nato per la gran vita!
Renzo - Puoi dirlo forte!
Roberto - Senti, Renzo, io direi, dato anche che nevica, di andarcene a nanna. Poi domani si vedr.
Renzo - Hai delle idee?
Roberto - Forse s, e grandiose. Bisogna che ne combiniamo qualcheduna di grossa.
Renzo - Pi grossa , pi mi attrae.
Roberto - Stanotte ci penso.
Renzo - Da fedele ammiratore e discepolo, ubbidisco.
Concetta - Non farete sciocchezze, vero?
Roberto - Faremo cose da pazzi!
Renzo - Stanotte me le sogno! Addio, maestro! Ciao, Concetta...
Concetta - Ciao scapestrato mancato.
Renzo - Te ne accorgerai domani! (Esce).
(Appena uscito Renzo, Concetta con tono improvvisamente diverso esclama).
Concetta - Roberto mio!
Roberto - Zitta e prudenza! (Va alla porta, chiude a chiave. Va alla finestra e guarda).
Concetta - (che ne ha seguito i movimenti) Nessun pericolo?
Roberto - Nessuno.
Concetta - (precipitandosi fra le sue braccia) Amore caro! Tesoro unico, mio! (Lo bacia).
Roberto - (scostandosi) Attenta ai denti falsi!
Concetta - Non sapevo pi che inventare! Avevo esaurito il repertorio! Sei tu che mi costringi a ingiuriarti! Sapessi quanto ci soffro dentro di me!
Roberto - Non si direbbe a sentirti. C' dei momenti che mi sembri talmente naturale che finisco col crederci anch'io!
Concetta - E non si potrebbe smetterla questa sciocca commedia in faccia agli altri?
Roberto - La sciocchezza sarebbe di smetterla. Bisogna nasconderlo il nostro amore!
Concetta - Ho una voglia di gridarlo ai quattro venti! Di poter dire: s: gli voglio bene!... Perch te ne voglio, sai, e tanto! Ti ho voluto bene sino dal primo momento, appena t'ho visto. Quando Speranza t'ha presentato - ricordi l'occhiataccia dura di mio padre? ho subito sentito una certa cosa qui... come una freccia che mi trapassasse il cuore!
Roberto - Quel che successo a Santa Teresa!
Concetta - Press'a poco... E dopo, sai, quando per mettermi in guardia, m'hanno detto che mascalzone eri, pare impossibile, mi hai interessato anche di pi.
Roberto - Allora non rimpiango d'esserlo stato.
Concetta - Ma dimmi... Era proprio tanto bella questa canzonettista?
Roberto - Perch, insolentendomi me l'hai tirata fuori anche stasera?
Concetta - Per vedere se impallidivi.
Roberto - E sono impallidito?
Concetta - Mi pare che non t'abbia fatto nessunissimo effetto.
Roberto - Meno male che hai potuto constatarlo.
Concetta - L'hai dimenticata davvero?
Roberto - Credo di non averla ricordata mai se non quando c'era da pagarle i conti e non ne avevo.
Concetta - Ma adesso, pi, vero?
Roberto - Spero che li abbiano pagati tutti gli altri.
Concetta - Per, in fondo, trovo preferibile che un uomo, prima di sposarsi, abbia vissuto!
Roberto - Stai tranquilla che ho fatto il possibile. E ne trascino ancora le conseguenze.
Concetta - Quali?
Roberto - Queste, cara, queste: di dover nascondere, di dover mentire. Se fossimo andati subito a dire schiettamente: Signori, io e Concetta vogliamo fidanzarci, sai che succedeva? Ci avrebbero di colpo separati e sbattuti l'uno di qua e l'altra di l per impedirci i contatti e costringere te a non pensare pi a questo scioperato delinquente scacciato di casa per le sue malefatte. Sono sempre le accuse e le colpe che contano, non i sani propositi di ravvedimento. Quelli non si fidano. E forse dal loro punto di vista1 hanno ragione.
Concetta - E se adesso ti portano via, come facciamo?
Roberto - M'hai preso per un bagaglio che basta legarlo e spedirlo?
Concetta - Sai che il telegramma di tua madre mi ha atterrito e sconvolto? E quando Speranza m'ha rimproverato quella disperazione che credeva falsa, era proprio una disperazione vera che m'aveva preso!
Roberto - Per ora lascia che arrivi mia madre. Parler con lei, le esporr la nostra situazione, mi dar un consiglio e poi si vedr.
Concetta - E pap mio?
Roberto - Quello un osso pi duro.
Concetta - A chi lo dici!
Roberto - So che mi odia perch s' messo in testa che io gli corrompo Renzo e lo trascino alla perdizione! (Arrestandosi di colpo) Taci!
Concetta - (allarmata) Che c'?
Roberto - M'era sembrato... (Va alla porta di destra, ascolta) No... nessuno. Tutto calmo.
Concetta - Io preparo le carte del bac-carat...
Roberto - L'inganno che continua.
Concetta - Due veri truffatori all'americana.
(S'ode il tonfo del portone che si chiude).
Roberto - Ecco Speranza che torna.
Concetta - Riapri quella porta.
Roberto - (eseguendo) Fatto.
Concetta - Siedi e giochiamo.
Roberto - (sedendo al tavolino) Mescola.
Concetta - Taglia.
Roberto - Carte?
Concetta - No. Resto... con te e per sempre.
(Sentendo entrare Speranza muta tono).
Roberto - Truffatrice ignobile!
Concetta - Ho imparato da lei. Seguo i suoi sistemi!
Speranza - (che entrata) Oh! ci siamo! Mi pareva impossibile di trovarvi tranquilli.
Roberto - Sfido! Mi sta imbrogliando da mezz'ora!
Concetta - Non gli credere, Speranza. Lo sai che razza di filibustiere .
Speranza - Ma vi par proprio che sia molto di buon gusto dare questo continuo spettacolo di voi stessi? Eh! diamine! Un po' di buona volont basterebbe a dominarvi!
Concetta - Mi prover.
Speranza - Sarebbe tempo!
Concetta - Ma vedrai che non mi riesce.
Roberto - Non faccia sforzi! Non ci tengo!
Concetta - Vedi chi che mi esaspera?
Roberto - Sfido! Mi ha dichiarato un momento fa che suo padre mi giudica un perfetto cialtrone.
Concetta - Io non sono responsabile delle opinioni di mio padre.
Speranza - Ma puoi sempre dirgli a nome mio che gli auguro per te, un cialtrone che assomigli a Roberto.
Concetta - Se glielo dico mi d un ceffone!
Speranza - E perch? Che cosa ha fatto Roberto a tuo padre?
Roberto - Ma lasci andare, Speranza. Non guastiamoci con nuove discussioni la fine della serata. Tanto domani arriva mamma, e fra tre giorni finito tutto.
Concetta - Dato che si tratta di tre giorni soli, vuole che ci salutiamo da buoni amici a cominciar da stasera?
Roberto - Per me...
Concetta - Su, su... Non me lo lasci cadere in terra questo impulso! (Tendendogli la mano) Buona notte, Roberto.
Roberto - Sogni d'oro!
Concetta - Cercher di sognarmi di lei.
Roberto - Glielo consiglio.
Concetta - Presuntuoso! Addio, Speranza.
Speranza - Buona notte, cara.
Concetta - Vedrai che da domani sarai contenta di me!... (Ed esce).
Roberto - Perch ci tiene tanto a riconciliarmi con quella' frasca?
Speranza - Perch desidero che tutti ti vogliano bene.
Roberto - tanto cara, lei, Speranza. stata tanto cara con me durante questi mesi, che mi porto via un ricordo tra i pi commoventi della vita. E le assicuro che sempre, in qualsiasi momento di sconforto e di malinconia, penser alla sua casa, come a un rifugio tranquillo dove ho imparato a voler bene.
Speranza - Se tu sapessi, Roberto, quello che sei stato per me in questo periodo!
Roberto - Vuole che non capisca? Credoche non abbia sentito intorno a me questa tenerezza calda che pareva volesse travolgermi per allontanarmi dal mio passato e trascinarmi su una nuova strada?
Speranza - Tu sapessi con quanto dolore vedo avvicinarsi la tua partenza.
Roberto - Addolora tanto anche me.
Speranza - Oh! tu, ragazzo... Per te, da un giorno all'altro finita. Ti addormenti qui e ti risvegli nel sole di Roma con una freschezza che rinnova il tuo spirito. Sono io che rimango nel buio di prima. E stavolta, ti confesso, ho paura.
Roberto - Paura di che?
Speranza - Di niente e di tutto... Tu sentissi come mi pesa questa mia solitudine! Guarda... proviamo per un momento a tacere... (Un silenzio) Nessun rumore... La neve che cade, le strade deserte, e questo palazzone pieno di troppe stanze per una donna sola... Dieci anni, Roberto... dieci anni che vivo cos.
Roberto - Bisogna troncare questa malinconia.
Speranza - E lo credi facile?
Roberto - Semplicissimo: si decida e venga a Roma con noi.
Speranza - Non posso, Roberto.
Roberto - Perch non pu?
Speranza - Ho gli affari qui... Un sacco di noie... E poi, sai che scandalo sarebbe?
Roberto - Per chi?
Speranza - Per tutti. La provincia provincia, figliolo. Si direbbe: la vedovella non sa pi resistere, da quando si abituata' al ragazzo. E per non perderlo gli corre dietro.
Roberto - Chi potrebbe pensarlo?
Speranza - Tutti. A cominciare dall'avvocato che anche stasera non ha fatto che battere sul tasto della gelosia.
Roberto - Gelosia di che genere?
Speranza - Gelosia di te.
Roberto - Gelosia di me?
Speranza - Dice che da quando sei arrivato, lui stato messo in un canto e che non vedo che per i tuoi occhi.
Roberto - Mi par matto!...
Speranza - quello che penso anch'io...
Roberto - Ma un po' di vero c'.
Speranza - Trovi?
Roberto - Eh s, Speranza. Mi son sentito subito sin dai primi giorni cos superiore a lui, nella sua anima, che giustificavo quell'antipatia per me che certo non si preoccupava di nascondere.
Speranza - Ma no, caro. Non che tu fossi superiore o inferiore. Tu eri tutt'altra cosa. lui che non vuol capirla e non l'ammette. Sai che sono anni che quel pover'uomo s' ficcato in testa di sposarmi? E vi insiste con una costanza che fa rabbrividire! Figurati che bella prospettiva sarebbe per me, tornare alla vita di prima! Allora era un malato. Oggi un vecchio abitudinario e pedante.
Roberto - Troppo contrasto con la sua giovinezza, Speranza.
Speranza - No. Questo non c'entra. Non credere di lusingarmi.
Roberto - Nessuna lusinga. la verit. Lei ha l'et di Concetta.
Speranza - S. Con vent'anni di pi.
Roberto - Che non dimostra.
Speranza - il mio spirito ch' rimasto giovine. Quello s. E sono stata costretta a soffocarlo, reprimerlo, sacrificarlo. Tu dirai: colpa tua. Certo. Ma adesso, irrimediabile.
Roberto - qui che sbaglia.
Speranza - Che posso pi pretendere io? Accontentarmi di andare avanti cos e di vedermi giorno per giorno sfiorire... Ognuno nasce col proprio destino, Roberto... Ma non parliamo di tristezze... (Altro tono) Un cognac?
Roberto - Grazie. Volentieri.
Speranza - (mentre lo serve) Dimmi... di te.
Roberto - Di me?
Speranza - Che farai ora? Che idee, che progetti hai per il tuo futuro?
Roberto - Nessuno.
Speranza - un p poco.
Roberto - Mi adatter alla vita tranquilla.
Speranza - Ne farai felice tua madre.
Roberto - Mi metter a lavorare. Entrer in uno studio d'avvocato...
Speranza - Questo bene...
Roberto - Rincaser prima di mezzanotte...
Speranza - Ci guadagnerai in salute...
Roberto - E non guarder pi le donne.
Speranza - Questo non te lo credo.
Roberto - Perch no?
Speranza - Perch saranno le donne che guarderanno te.
Roberto - Son passati quei tempi!
Speranza - Per te? Cominciano adesso.
Roberto - Le donne non mi interessano pi.
Speranza - Da quando?
Roberto - Sapesse come s' cambiata la mia anima, da' quando l'ho incontrata! E come parto trasformato! Ecco: di questo che volevo parlarle, Speranza. Della mia partenza. Vorrei che m'aiutasse...
Speranza - Aiutarti a che?
Roberto - Non ho pi voglia di tornarmene a casa, per ora.
Speranza - E perch?
Roberto - Cos... non ne ho voglia... Basterebbe che lei dicesse a mamma che crede necessario ancora un periodo di lontananza e di calma, mamma si convincerebbe, non avrebbe difficolt a lasciarmi qui... Tanto oramai, alla mia lontananza s' abituata.
Speranza - No, no, Roberto. Sembrerebbe che io avessi qualche ragione per trattenerti. Non complichiamo le cose. Lasciamo che tutto vada come il destino ha stabilito. Tu te ne torni a casa, io riprendo la mia vita, e quel che stato stato. Non ci si pensa pi... o ci si pensa ancora, e il tuo ricordo mi aiuter a sopportare il peso di questa' mia solitudine.
Roberto - Ma come pu una creatura vibrante e sensibile chiudersi in una tomba? inumano.
Speranza - Povero Roberto! T'han sepolto vivo con me per farti espiare.
Roberto - Non lo rimpiango.
Speranza - E non eran poi colpe s gravi, le tue... Eran colpe d'amore... la cosa pi bella del mondo..., che a me sempre mancata.
Roberto - Non bisogna mai disperare... L'amore verr.
Speranza - Anche se arriva, bisogna scacciarlo.
Roberto - Non sar seminata soltanto di avvocati vecchi e noiosi, la citt. E anche se fosse, c' tanta luce, fuori!
Speranza - Non per me!
Roberto - La luce di tutti, per tutti... Ed da quella luce che pu scaturire inatteso e improvviso un nuovo destino. L'amore nell'aria, nell'attimo, in un silenzio, in un profumo che avvolge, in una mano che trema', in una primavera che fiorisce...
Speranza - Ma non in una neve che scende lenta lenta, cos... (S'alza stancamente, s'avvicina alla finestra. Roberto la segue) Guarda...
Roberto - Tutto buio...
Speranza - Tutto bianco...
Roberto - Tutto gelido e deserto...
Speranza - Come vuoi sciogliere quel gelo, o sollevar quel sudario? (Dall'esterno un orologio batte lenti rintocchi ovattati che continueranno fino alla fine). Ecco l'unica voce... Ed di tomba, anche questa.
Roberto - Mezzanotte...
Speranza - L'ora in cui rincaserai... (Risalendo) Sono affranta.
Roberto - Vada, vada a riposare, Speranza... Ha gli occhi cos stanchi..
Speranza - Son brutta?... Sciupata?
Roberto - No! tanto bella!
Speranza - Buonanotte... ragazzo...
Roberto - Buonanotte... signora... (Ma ella non si stacca. E Roberto sente che quelle mani stringono le sue. Non sa resistere pi. Con voce roca dall'improvviso desiderio esclama) Speranza... (E l'attira a se).
Speranza - (con la bocca sulla bocca) Roberto mio... (E gli si abbandona sfinita).
Fine del primo atto
ATTO PRIMO
La stessa scena. mattina.
(Carlotta d il passo al comm. Arienti. costui un uomo rude e massiccio, dallo sguardo vivissimo e autoritario, dal gesto secco e deciso).
Arienti - Sono ancora a letto?
Carlotta - Credo di s.
Arienti - A quest'ora?!
Carlotta - Sono appena le nove.
Arienti - E le par poco?
Carlotta - Ma alla signora ho gi portato il caff.
Arienti - E il giovinotto?
Carlotta - Chi? Il signorino Roberto?
Arienti - Dorme anche lui?
Carlotta - Non son sicura.
Arienti - Accidenti! Dormon tutti in questa casa!
Carlotta - Sa, iersera s' fatto tardi perch arrivata da Roma la signora Teresa, la' mamma del signorino.
Arienti - Ah! arrivata la madre?
Carlotta - Sissignore. C'era anche Concetta, la sua' bella e cara figliolona.
Arienti - Lo so, lo so.
Carlotta - Devo avvertire la signora?
Arienti - Le dica che se pu... se no, torno verso mezzogiorno. Saranno alzati per mezzogiorno, no?
Carlotta - sperabile. Ma vedr che viene adesso... (Esce).
Arienti - Purch non tardi molto... (Vede il telefono. Chiama) Studio Arienti?... Sono io... Sei tu, Pietro... Se venisse qualcuno, fa aspettare... Tarder qualche minuto. Inteso. (Stacca).
Speranza - (apparendo da sinistra) Che vuol dire questa improvvisata, commendatore?
Arienti - Scusi, sa, l'ora inopportuna, che non da visite. Ma non le far perdere molto tempo. Dir subito di che si tratta.
Speranza - Che successo?... S'accomodi.
Arienti - - Iersera capitato da me quell'idiota di mio nipote.
Speranza - Renzo?
Arienti - S. Lui. Pareva un esaltato, un pazzo, un energumeno. Lei sa - e se non lo sa glielo dico - che Renzo, da quando rimasto orfano, me lo sono allevato io.
Speranza - Lo sapevo.
Arienti - E appena finiti quei po' di studi, me lo son tirato con me a trafficar nelle sete.
Speranza - So anche questo.
Arienti - Perch non gli permetto di venirmi a dire come un forsennato che stufo di vivere tra questa miseria e che vuol partir col suo amico!
Speranza - Vuol partir con Roberto?
Arienti - S, mia cara signora. Ora le domando: chi se non il suo Roberto, pu avergli montata la fantasia? Chi, se non il suo Roberto, pu avergli inculcato queste nuove e balorde aspirazioni? Tutto sta nell'esempio, nel pessimo esempio.
Speranza - Ma che interesse pu avere Roberto a fuorviar suo nipote?
Arienti - Dica pure a' rovinarlo?!
Speranza - Appunto: che interesse pu avere? Io, se lo credo utile, gliene parlo. Sentir anche da lui come stanno le cose. E le prometto che far di tutto per rimediare.
Arienti - M'ha perfettamente capito, e la ringrazio e le tolgo l'incomodo. Se pu occuparsene subito mi far doppio piacere. E se non le spiace, ripasser a' mezzogiorno per averne notizia.
Speranza - Senz'altro, commendatore.
Arienti i - E se per caso avesse occasione di veder mio nipote, gli dica ben chiaro a nome mio, che se fa tanto da allontanarsi di qui, qui non ritorna certo, e per me ha1 finito di esistere. Altro che smargiassate, e proteste!
Speranza - Giustissimo.
Arienti - - Ma guardi un po' come basta poco a far precipitare un ragazzo!
Speranza - Stia sicuro che Renzo non precipiter.
Arienti - appunto per evitarlo che mi sono deciso di stroncare il male alla radice. Io, poi, per Renzo, avevo in serbo anche altre idee, se filava a dovere. E idee grosse, definitive, di quelle che mettono a posto uno per tutta la vita. Io ho una figlia.
Speranza - Che un amore.
Arienti - E un tesoro, per chi la sposa.
Speranza - E aveva pensato di darla a lui?
Arienti - Rientrava certo nelle possibilit.
Speranza - In tal caso la faccenda s'aggrava anche di pi.
Arienti - Se le dico che una bestia.
Speranza - Comincio a crederlo.
Arienti - Un bestione grosso cos! Ma l'avesse sentito come parlava! E che qui si muore, e che qui non pu vedersi pi, che la sua disgrazia d'esser nato in provincia!... Volevo ben vedere se nasceva fuori e non trovava me, come la sfangava.
Speranza - Sono montature che passano, fiammate di giovent.
Arienti - Gliele spengo io.
Speranza - A vent'anni si vuol sempre vedere il mondo pi largo e pare che non ci sia mai abbastanza posto per i nostri sogni. Poi ci si accorge che i nostri sogni sono sempre un tantino pi piccoli del mondo.
Arienti - Io, per sua regola, non ho sognato mai, e sgobbato sempre. E chi sgobba, mi piace, e chi non sgobba, me lo movo d'attorno. Altro che dargli mia figlia! Bastonate! Se devo collocarla, voglio saper prima con chi la colloco. Su questo punto sono e sar sempre di una intransigenza assoluta. Al giorno d'oggi, sa, rovinare una creatura si fa presto... Renzo suo cugino per modo di dire: non consanguineo. Sicch anche da quel lato l eravamo a posto.
Speranza - Vedr, commendatore, che tutto s'accomoda. Tra l'altro, Roberto, ha finita la sua condanna e riparte.
Arienti - Meglio cos. E mi perdoni se son venuto a importunarla in un'ora poco decente. (Si alza).
Speranza - Ma le pare!...
Arienti - Lei molto buona, gentile signora. Le sono molto riconoscente. Grazie. La riverisco. (Ed esce).
Speranza - E viene proprio a raccontarlo a me... (Suona. Appare Carlotta) Chiamami Roberto.
Carlotta - di l con Rustini.
Speranza - Ah! c' anche lui? Tanto meglio. Chiamameli. Tutti e due. (Carlotta esce). Anche le esaltazioni di quell'imbecille ci volevano!
(Roberto e Bustini entrano insieme).
Renzo - andato quel filibustiere di mio zio?
Speranza - T'avverto, ragazzo, che la faccenda si mette male.
Renzo - Dio m'assiste!
Speranza - Non mi pare che t'assista molto.
Renzo - Perch? Vuol scacciarmi?
Speranza - Senz'altro.
Renzo - quel che cerco!... Roberto, stavolta la volta che si va! a Roma insieme!
Speranza - Con che quattrini?
Renzo - Ah! li ho! Per il viaggio li ho.
Speranza - E per la permanenza?
Renzo - Quello un tantino pi difficile.
Speranza - Perch, bada, se vai, da lui non sperarci pi un centesimo. Me l'ha dichiarato bello e tondo.
Renzo - Ah s?
Speranza - S, caro. Ed fuori di s con tutti e due, e sopra tutto con Roberto.
Roberto - Volevo ben dire! La causa di tutto sono io. Il corruttore sono io! Il reprobo sono io. E poi domandano perch i delinquenti non si redimono! Perch non possono. Perch quando uno ha una macchia sulla coscienza, a togliersela non l'aiuta nessuno! L'umana misericordia questa!
Speranza - Come puoi dirlo? Se c' uno che stato aiutato e amato, sei proprio tu.
Roberto - Gi. Da lei. Da lei sola. Ma mia madre, pi dura di prima.
Speranza - Non vero.
Roberto - Glielo dico io! E in quanto a te, Renzo, vuoi un buon consiglio? Resta dove sei. Non muoverti che vorrei io essere al tuo posto.
Renzo - Te lo cedo quando credi, e gratis.
Roberto - Tu detesti la provincia, io comincio ad adorarla.
Renzo - Mondo birbo! triste per, dover sempre rinunciare a tutti i sogni!
Speranza - (a Roberto) Mamma pronta?
Roberto - Certamente.
Speranza - Vorrei parlarle prima che uscisse. Sentire un po' cosa son queste durezze.
Roberto - No... non le dica nulla, Speranza.
Renzo - E adesso tu, che mi consigli di fare?
Roberto - Mi par d'avertelo gi detto.
Renzo - Ma... ora come ora?
Roberto - Ora come ora che ora ?
Renzo - Nove e mezzo.
Roberto - E a che ora dovevi essere in studio?
Renzo - Alle nove.
Roberto - Allora corri. E per giustificarti, d a tuo zio che c' stato un arresto tramviario.
Renzo - Mi piego, ma non mi spezzo. Ci vediamo stasera?
Roberto - Perch no?
Speranza - (recisamente) No, Renzo.
Renzo - No?...
Speranza - No. Per Roberto mi sono impegnata io.
Renzo - (accasciato) Come crede... Buongiorno...
Speranza - Scusami, sai. Ma lo ritengo necessario.
Renzo - Pazienza!... (E avviandosi, sconsolatamente) destino che non me ne vada dritta una! (Ed esce).
Roberto - Povero figliolo!
|
che |
Speranza - Perch mi dicevi dianzi mamma non affettuosa con te?
Roberto - Perch si fida poco... perch ancora non mi crede... che le dicevo ora?... I grandi delinquenti non possono redimersi.
Speranza - Perch non vuoi che le parli io?
(Ma l'improvvisa entrata di Concetta in fresco costume da tennis spezza la risposta di Roberto).
Concetta - Good Bye!
Speranza - E di dove arrivi, tu?
Concetta - Dal tennis... Non senti che parlo inglese?
Roberto - Allora nessuna insolenza, stamattina, vero?
Concetta - No. No. Ho ben altro per la testa.
Speranza - Che c'?
Concetta - C' stato qui mio padre, vero?
Speranza - S. E mi ha parlato rude e reciso. un uomo tutto d'un pezzo.
Concetta - A chi lo dici!
Speranza - L'ha, naturalmente, a morte con Roberto, che crede il corruttore di Renzo.
Concetta - Questo mi secca.
Speranza - E credi che non secchi a me?... Bada, invece, che se c' uno che proprio ora, in presenza mia, gli ha dato il consiglio di tornarsene tranquillamente al lavoro e di rinunciare ad ogni idea sballata, stato Roberto.
Roberto - Tanto che mi pareva convinto.
Speranza - Sarebbe un tale errore impuntarsi sul contrario, specialmente conoscendo le idee di tuo padre su di lui e su te...
Concetta - Che c'entro io con lui?
Speranza - Tuo padre dice che te l'ha destinato come marito.
Concetta - A me? Ha dato di volta il cervello a mio padre?
Speranza - Ti riferisco le sue precise parole.
Concetta - Io casco dal settimo cielo! E digli che se lo pu levar dalla testa!
Roberto - Ah! Lei era dunque predestinata a nozze? Non sapevo.
Concetta - Io vi giuro che non so di dove questa storia sia saltata fuori, e che mi riesce nuovissima. Si vede che in casa mia se la fanno e se la dicono per conto loro, senza interpellarmi. Evidentemente non mi conoscono ancora. Perch se mio padre di marmo, io sono di bronzo. Matrimonio imposto? A me? Ci mancherebbe altro! Me lo scelgo io, se Dio vuole, lo sposo. E me lo scelgo bene... (E rivolgendosi a Roberto con monelleria) Per esempio, sul tipo suo!.
Roberto - Sta a vedere se io la vorrei!
Concetta - Potrebbe leccarsi le dita!
Roberto - Che mammoletta!
Concetta - Che mammalucco!
Speranza - Ragazzi! Ricominciamo?.. (A Concetta) Bada che tu m'avevi fermamente promesso...
(Teresa Spani, la madre di Roberto, in abito da passeggio, pelliccia e cappello, appare da destra. ancora una bellissima signora, figura imponente, distinzione perfetta).
Teresa - Buongiorno a tutti.
Roberto - Oh, mamma! Bene alzata.
Teresa - (abbracciando e baciando Speranza) Ho fatto tardi, no?
Speranza - Ma in compenso sei cos riposata, fresca, bellissima...
Teresa - Eh! Sai!... Mi sono aggiustata un po'; perch voglio far colpo alle mie vecchie maestre di collegio.
Concetta - La prenderanno per un'allieva!
Teresa - Sentila l, l'adulatrice!
Speranza - Vai stamattina?
Teresa - Non verresti con me?
Speranza - Son stata pochi giorni fa... Poi stamattina aspetto il fattore e non posso muovermi.
Teresa - Chiss che impressione mi far vent'anni... no, aspetta... son molti di pi... Sicuro! Quasi trent'anni dopo, ritrovare la mia infanzia e la mia giovinezza!
Roberto - (a Concetta) Lei che programma ha, oltre al matrimonio?
Concetta - E lei?
Roberto - Vorrei veder Renzo.
Concetta - Per convincerlo a sposarmi?
Roberto - Per convincerlo a rinunciare alle sue follie. E credo di avere un argomento che taglia la testa al toro. Cos riunisco i due scopi: rendere un servigio a lui, e rendere me simpatico a suo padre.
Concetta - Ci tiene molto?
Roberto - Enormemente.
Concetta - Allora, in marcia!
Roberto - A pi tardi, mamm...
Concetta - A rivederla, signora... Addio Speranza. Bye, byel... Ti saluto.
Roberto - (a Speranza) Vado e torno.
Speranza - Va bene.
Roberto - Andiamo, campionessa!
Concetta - Se le ricorda le parole del Griso?
Roberto - Chi il Griso?
Concetta - Quello di Don Abbondio, ignorante!... (E ripetendole con voce cavernosa, mentre esce) Questo matrimonio non si far n adesso, ne mai!....
Teresa - (appena usciti i ragazzi) Sarebbe lei?
Speranza - Non capisco...
Teresa - Non Concettina quella l?
Speranza - S. Concettina. E con questo?
Teresa - Bella figliola, veramente.
Speranza - Tanto buona, tanto brava; tanto per bene.
Teresa - Roberto iersera, me n'ha fatto una testa cos.
Speranza - (impallidendo) Roberto?
Teresa - Ora, sai, pensare a un matrimonio, prima di tutto mi par prematuro... E poi, e poi... Roberto deve ancora farsi una posizione, e voglio essere ben certa che ci si mette di buona lena... Adesso anche la storia di quella1 sgualdrina tutta a posto... Ma non per questo, sai, m'adagio nella convinzione che quel figliolo la smetta. un esuberante, un impulsivo, un sensuale... com'era del resto suo padre che, come vivo, poveretto, per le donne me ne ha fatte passar mica male...
Speranza - (impaziente, febbrile) Ma che storia mi racconti?...
Teresa - Come sei agitata, Speranza!
Speranza - Non riesco a capire di che si tratta.
Teresa - Lo so... M'ha detto anche questo... che nessuno, nemmeno tu, poteva neanche lontanamente immaginare una storia simile... Anzi, m'aveva fatto promettere che non te ne avrei parlato... Ma figurati se con te, con quello che ti devo, potrei aver dei segreti... So bene che in faccia a tutti, con Concettina si divertivano a far finta di litigare...
Speranza - A far finta di litigare?
Teresa - S... Ma che hai?
Speranza - (seccamente) Fa presto! Dimmi tutto!
Teresa - Perch t'agiti tanto?... T'ho gi detto. Tutto qui. Non c' altro. Io, bada, la credo una montatura che passa, e perci diffido e lascio tempo al tempo.
Speranza - Ma lui... t'ha confessato che innamorato di Concettina?
Teresa - E Concettina follemente di lui.
Speranza - Non possibile!
Teresa - lui che lo dice... Ma1 sai chi Roberto... Oggi si esalta di una cosa, e domani non se ne ricorda pi.
Speranza - E da quando sarebbe scoppiato questo folle e misterioso amore?
Teresa - Gi da qualche mese, dice sempre lui.
Speranza - Se non si son mai potuti soffrire,, ed avevo il mio bel da fare a tenerli in freno quando, ad ogni momento, si aggredivano!
Teresa - Lo facevano apposta.
Speranza - Per ingannare chi?
Teresa - Per ingannar tutti. Per tener segreta la cosa.
Speranza - E a che scopo?
Teresa - Lo sai tu? Dice che temevano d'avere opposizioni e contrasti.
Speranza - Ed hanno immaginato un trucco simile per questo?
Teresa - - Ragazzate, Speranza... Bambinate e nient'altro. Certo che, con te, avrebbe potuto parlarne.
Speranza - E se fosse vero me ne avrebbe senza dubbio parlato.
Teresa - - Come vero verissimo. Che, poi, non te ne abbia parlato non solo, ma mi abbia anzi raccomandato di tacertelo ha sorpreso anche me.
Speranza - (quasi a se stessa) In casa mia?... Sotto i miei occhi?
Teresa - Sai che ? Te lo dico io: trovandosi qui, isolato, sperduto, immalinconito, s' aggrappato all'unica figliola possibile che aveva sottomano e che sentiva per lui una certa simpatia.
Speranza - Di questa malinconia, non mi sono mai accorta, non me l'ha mai lasciata trapelare. Ora tu ammetterai che essere ingannata, anzi giocata in tal modo, non pu farmi molto piacere.
Teresa - Capisco benissimo. Quello che capisco meno perch tu voglia dar tanta importanza alla cosa. Io, per esempio, iersera, quando me ne parlava, son rimasta assolutamente indifferente e gelida.
Speranza - Per questo mi diceva della tua durezza, stamane.
Teresa - Non era durezza. Era scetticismo, mancanza di convinzione. Quanto pi egli mi esaltava la convinzione sua, tanto meno me ne lasciavo prendere. L'ho lasciato dire perch si sfogasse. Poi, quando s' ben sfogato, gli ho fatta una semplicissima domanda.
Speranza - E cio?
Teresa - Vuoi sposarti, gli ho detto. Sta bene. Nessuna difficolt...
Speranza - Allora tu gli hai gi dato il consenso?
Teresa - Aspetta... Non precipitare. Tanto, consenso o no, fuori di minorit e pu far quel che vuole. Ma tu sai che mio marito ha lasciato tutto a me. La padrona, fino a prova contraria, sono io, E allora gli ho fatto notare che prima di pensare a crearsi una famiglia, bisogna pensare d'avere i mezzi per mantenerla.
Speranza - E lui?
Teresa - L per l ci rimasto malissimo.
Speranza - E poi?
Teresa - E poi m'ha risposto che niente lo spaventava, perch deve a te la sua redenzione morale, e la sua ferma volont di rifarsi. Ma tu ci credi, Speranza?
Speranza - Concettina non una ragazza con cui si possa scherzare. E se dopo averla illusa, tutto sfumasse, la canagliata sarebbe peggiore. ben questo che dobbiamo evitare. Ne sarei io, in certo modo la responsabile verso suo padre. in casa mia che l'ha incontrata. Sono io che gliel'ho messa vicino. Adesso, se le cose stanno come tu dici, bisogna pensare a risolverle.
Teresa - Io credo che non ci convenga occuparcene.
Speranza - Ah no, cara! Bisogna preoccuparcene e subito.
Teresa - Prima di tutto t'ho confidato un segreto, senza esserne autorizzata. Quindi, tu, come tu, non devi far niente. Per te le cose sono e devono rimanere preciso di prima. Io, domani, me lo porto via, e chi s' visto s' visto.
Speranza - E Concettina?
Teresa - Concettina s'arrangi.
Speranza - E sei tu che rispondi cos?
Teresa - Che debbo farci, io?
Speranza - Ah! Tu non esiteresti di passar sopra al dolore di una delusione?...
Teresa - L'esperienza della vita, cara, m'ha insegnato a non preoccuparmi che di me stessa!
Speranza - A me, invece, m'ha insegnato a preoccuparmi anche dei figlioli degli altri.
Teresa - Ma nessuno pi di me ti pu essere grata per quello che hai fatto per mio figlio... So bene che cosa stato Roberto, per te!
Speranza - No, Teresa. proprio questo che non potrai saper mai!
(L'apparizione di Roberto tronca improvvisamente le loro parole. Ma quelle parole troncate determinano un freddo imbarazzo nel loro atteggiamento e sul loro viso).
Roberto - Tutto fatto. Tutto aggiustato, tutto risolto, tutto a posto. Lo sapevo io che l'avrei convinto. E se non cambia ancora idea, siamo a cavallo... (Le guarda, non capisce, chiede) Che avete?
Teresa - Che dobbiamo avere?
Roberto - Sei ancora qui?
Teresa - E dove dovrei essere?
Roberto - Non dovevi andare al Collegio?
Teresa - Adesso andr.
Roberto - Si pu sapere che c'?
Teresa - Ma niente... Si chiacchierava.
Roberto - E perch avete interrotto d'un tratto quando sono entrato io?
Teresa - Perch eran chiacchiere che non ti riguardavano.
Roberto - Per niente allegre, per, a quanto pare.
Teresa - N allegre, n tristi.
Roberto - Beh! fate voi...
Speranza - (che s' contenuta sin che ha potuto, con uno scatto) Roberto! Devo parlarti!
Teresa - No, Speranza! Non farai questo!
Speranza - S, Teresa.
Teresa - Non devi.
Roberto - Ma che succede? Che c'?
Speranza - Ora lo saprai...
Teresa - Come vuoi... fai quel che credi...
Speranza - Scusami, sai... ma necessario.
Teresa - ancora in tutela tua... Quindi sei tu l'arbitra. Io andr a far questa visita... Cos avrete tutto il tempo di spiegarvi liberamente... A pi tardi... (Esce).
Roberto - ( rimasto immobile col presentimento di una burrasca che sta per scoppiare. Infatti, appena uscita sua madre, Speranza gli si avvicina e affannosamente prorompe).
Speranza - Roberto... io soffro come non ho sofferto mai. Tu hai fatto di me, in un attimo, la cosa tua. Mi hai ridato il calore e la luce... Ora mi confesso come se parlassi a me stessa. Tu m'hai detto che nessuna passione eterna, ma tutte le passioni sono belle. vero. Tu m'hai detto che non bisogna preoccuparsi del domani per godere quel che la vita dona oggi. vero. Ma per il dono che t'ho fatto, per il bene che ho cercato di darti, per l'annientamento assoluto di tutto quello che di pi sacro, di pi puro, di pi segreto e incontaminato era in me, io ti imploro di aiutarmi a superare questo momento. Non ti accuso, non ti rimprovero... Non tu l'hai voluto. L'ho voluto io. Sono io che mi sono abbandonata a te. Sono io che t'ho preso. E ne assumo ogni responsabilit, ogni conseguenza. Ma una sola cosa esigo da te la sincerit. Anche brutale, anche definitiva E poi... un'illusione, l'ultima. Che non mi costringa a gridare a tutti la mia colpa, come farebbe una pazza cui d'improvviso si fosse tra volto il cervello. Ora io sento che sto per arrivare al limite della follia. E non voglio, m'intendi, non voglio per tua madre. L'unico mio terrore questo: che tua madre possa sapere... Ma se tu non mi vieni incontro, e mi tieni e mi vigili e mi soccorri, io grido, io lo grido anche a tua madre, cos sar finita per sempre, in un crollo catastrofico, irrimediabile, vergognoso... Ah! Sei impallidito... Ma non dirmi che le mie parole ti fanno paura... Non minaccio... prevengo. Non sono pi sicura di me... Ti espongo disperatamente l'animo mio, perch Roberto, e questa la mia maledizione, io ti amo... ti amo... ti amo! Ah! che vergogna... che vergogna
Roberto - No... Nessuna vergogna, signora... Se un attimo ci ha vinti, se poche ore di passione ci hanno bruciato, lei sempre in me, cos alta e cos forte!
Speranza - Ma sei tu che adesso devi trovare la forza di rispondermi senza esitazioni e senza inganni: che c' fra te e Concettina? Dimmi!
Roberto - Che devo dirle?
Speranza - La verit! Devi ripetermi ci che hai confessato a tua madre!
Roberto - L'ho fatto a fin di bene...
Speranza - Per il bene di chi?
Roberto - Di tutti... Per sviare ogni possibile sospetto...
Speranza - Sospetto su chi?
Roberto - Ma non capisce, Speranza?
Speranza - Non capisco... non capisco...
Roberto - Su lei... su me...
Speranza - Mai tua madre, mai nessuno sospetterebbe di me!
Roberto - Lo so...
Speranza - E allora?
Roberto - Ma non questo...
Speranza - E che cos'?
Roberto - Dio... che tortura!...
Speranza - Ma la tortura la mia... E voglio - capisci - voglio sapere!
Roberto - Se ho fatto questo... se ho detto questo, fu anche per salvare me stesso...
Speranza - Salvarti da che?
Roberto - Dio... Dio... mi lasci respirare...
Speranza - Sono io... sono io che non respiro pi...
Roberto - Fu per salvare me stesso... per dare a mia madre la prova che avevo cambiato vita... che mi proponevo di sistemarmi... di riprendermi, di crearmi un avvenire... Ma non pensavo che mamma ne potesse parlare con lei...
Speranza - E a chi avrebbe dovuto parlarne, se a me che essa ti ha affidato? E poi che cosa evitavi, anche se avesse taciuto? Avresti distrutto col suo silenzio la verit? qui che devi rispondermi... No, no, Roberto. Tu hai detto a lei ci che adesso non osi dire a me perch vedi la mia disperazione e mentendo vuoi illudermi ancora.
Roberto - No, signora... Non posso illuderla... Non posso illuderla pi...
Speranza - Meglio. Preferisco. Te ne avevo supplicato, ora, in un attimo di smarrimento e di angoscia. Ma adesso ho gli occhi bene aperti e l'anima ben salda... Adesso devi dirmi perch non hai parlato prima, perch hai creato l'inganno con uno stolido gioco che per tutti poteva servire, ma che era una cattiva azione verso di me!
Roberto - Ha ragione. Non dovevo. Lo so. Lei meritava che le aprissi intero l'animo mio...
Speranza - E perch non l'hai fatto?
Roberto - Le giuro che quella sera stessa m'ero deciso a parlarle, che stavo per confidarle tutto... Ma d'improvviso ho sentito che c'era in noi qualche cosa di fatale che inconsapevolmente ci trascinava l'uno verso l'altro... qualche cosa che nell'attimo superava e cancellava ogni possibilit di resistere e vincere.
Speranza - Una sola parola sarebbe bastata.
Roberto - Non potevo pi dirla, anche se l'avevo sulle labbra, perch oramai la rivelazione del mio segreto era distrutta da una rivelazione incredibile e nuova che m'aveva sconvolto, intontito, perduto!
Speranza - Ora so... ora basta... lei che tu ami... che sciagura su me!
Roberto - Lo so... lo vedo... E se potessi, in una esaltazione di tenerezza inginocchiarmi davanti a lei e trovar parole per distruggere questo male, per dimenticarlo insieme, darei la vita!
Speranza - Oh! per te dimenticare facile...
Roberto - Mai, mai, signora!
Speranza - Sono io che ripiombo nella mia solitudine piena di rimorso pauroso.
Roberto - questo che vorrei impedire!
Speranza - In che modo?
Roberto - Uno solo, Speranza. M'ascolti: quando, poco fa, Concettina uscita con ine dopo aver saputo le intenzioni di suo padre su Renzo e su lei, s' precipitata d'impeto, decisa d'affrontare la situazione per troncare ogni altra possibilit, confessandogli tutto. Quello che sia avvenuto non so. Ma so che suo padre che mi crede la rovina di suo nipote tanto pi mi creder la rovina di sua figlia e si opporr in modo assoluto alla nostra unione. Se cosi fosse, e cos certamente sar, lei gli dica che ha ragione, che stata una fantasia da ragazzi, che io sono indegno, e rinuncio, che domani parto, che non ci penso pi.
Speranza - Rinunci a lei? E perch?
Roberto - Perch capisco che necessario, che ho il dovere di assumermi le conseguenze della mia follia.
Speranza - Le tue rinunce adesso non servono pi... Servirebbero soltanto a fare un'altra vittima: quella povera figliola che ti ama. E a me che servirebbe? Glie potresti pi fare tu? Come potrebbe esistere ancora qualche cosa fra noi? Ma non hai visto che in questi due giorni, davanti a tua madre io non osavo pi nemmeno parlarti, non osavo nemmeno guardarti? in me, non in te, non nei tuoi inutili sacrifici, non nelle tue inutili parole che devo ritrovare la forza... Tu non devi preoccupartene pi. Lasciami al mio destino. Il tuo troppo pieno di gioia e d'amore.
La cameriera - (entrando) Il commendator Arienti vorrebbe parlare con la signora.
Roberto - Dica che la signora non pu.
Speranza - S, posso.
Cameriera - Faccio passare?
Speranza - Quando suoner.
Cameriera - (esce).
Roberto - Sapevo che sarebbe venuto... Mi ascolti, Speranza...
Speranza - No... lasciami. Se non vuoi incontrarlo, passa di qua.
Roberto - Speranza, la mia desolazione...
Speranza - Va, Roberto, va... Non desolarti... Forse ritrover la mia pace, se dal mio dolore potr nascere un bene... Non dir pi niente... lasciami... va'. (Roberto lentamente, desolatamente esce da. destra. Speranza con sicuro dominio di s stessa, suona. Un istante dopo appare Arienti).
Arienti - Lei, mi dir, che sono qui a seccarla ad ogni momento. Ma ad ogni momento succedono tali fatti nuovi e incredibili in casa mia, che non mi raccapezzo pi. Vuol saper l'ultima?
Speranza - Credo di saperla.
Arienti - A mia figlia ha dato di volta il cervello.
Speranza - E che cos' l'amore se non una follia?
Arienti - Ma le pazzie d'amore, cara signora, anche se scoppiano improvvise, si guariscon subito.
Speranza - Quando necessario, bisogna che guariscano.
Arienti - Altro che confessioni all'ultimo momento! Altro che ribellioni, lagrime, minacce! Prima che smuovan me han da nascere un'altra volta tutti e due! Mia figlia ad uno scioperato non la dar mai!
Speranza - Ciascuno arbitro dell'avvenire dei propri figlioli.
Arienti - Mi fa piacere che Io riconosca. E mi far pi piacere ancora se vorr essermi alleata e rendersi interprete di questa mia ferma volont col suo bel giovinotto.
Speranza - Non dovr fare molta fatica. L'ha gi capito da s...
Arienti - Meno male! Non gli supponevo tanto buonsenso.
Speranza - Tanto che egli stesso, poco fa, m'incaricava di dirle che con la sua partenza, sapr rinunciare e dimenticare.
Arienti - Benissimo.
Speranza - Gli uomini, in genere, i ragazzi, in specie, a dimenticare fan presto... Per noi pi difficile. Una donna se si impone la rinuncia, deve soffrire, enormemente soffrire per vincere.
Arienti - Meglio soffrire oggi che correre incontro alla rovina di tutta l'esistenza, dico io!
Speranza - Ma chi pu stabilire se l'amore sia una rovina o una salvezza?... Chi?... Non lei che si crede arbitro del cuore della sua figliola. Non io che per aver rinunciato all'amore mi sono chiusa in questa solitudine, desolata. No, non questo, Arienti, non questo che bisogna prefiggerci con fredda volont di padroni dell'altrui destino. Bisogna cercar di conoscere la potenza di questo amore, per stabilire se noi abbiamo o no il diritto di distruggerlo. Bisogna cercare di scendere nell'anima della; giovinezza anche se lontana oramai dall'anima nostra. Lei mi parlava di disperazione e di lagrime...
Arienti - Montature da ragazzi! Il nostro torto stato di non capirlo subito!
Speranza - E chi le dice di aver capito adesso? Chi le dice che l'improvvisa rinuncia di Roberto non sia che di parole e la disperazione di Concettina, non sia di amore vero, profondo, unico, grande, tale da farle superare ogni ostacolo con l'accanita fermezza di raggiungere il proprio sogno?
Arienti - I sogni di vent'anni son sogni!
Speranza - I sogni d'amore vanno oltre i vent'anni : durano tutta la vita.
(D'improvviso sulla porta di destra appare Concettino).
Concetta - (con voce ferma e sicura) Pap...
Arienti - Tu qui?
Concetta - S. Per dirti che ho visto ora Roberto...
Arienti - E con questo?...
Concetta - Egli parte domani...
Arienti - Se Dio vuole!
Concetta - Sa che tu ti opponi... Ma sa anche che non sono che sua... Non sar che sua, a qualunque costo, per sempre.
Arienti - Storie!
Concetta - Verit. Guardami; non c' lagrime nei miei occhi... Non c' tremito nella mia voce... Non c' dubbio nel mio cuore. L'importante amarci. Noi ci amiamo. E niente ci fa paura.
Arienti - Ne riparleremo pi tardi. Quando la testa ti sar tornata a posto e potrai ragionare. Ora troppo presto.
Concetta - ra come domani.
Arienti - Lascialo partire e poi vedrai dove va a finire il tuo domani!... Sai bene che chi cozza contro di me si frantuma! Non ce ne sar bisogno, spero... Hai troppo buonsenso per convincerti da sola...
Concetta - (intontita, sconvolta) No!... No!... Non possibile!... (E s'abbatte con uno scoppio di pianto).
Speranza - Ma come?... Hai detto che non piangevi... che eri forte... su... su...
Concetta - Soffro tanto!...
Speranza - - Non bisogna soffrire...
Concetta - Oh! Speranza!... Aiutami tu!
Speranza - S, cara... s... come se fossi la tua mamma...
Concetta - (serrandosi a lei) S... S...
Speranza - La tua mamma che rivive vicino a te, e ti raccoglie tra le sue braccia... ti consola... asciuga le tue lagrime... Tu non sai... Non puoi sapere a quali rinunce, a quali sacrifici possa arrivare una mamma.. Non lo sai, cara... non lo sai...
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
La scena come nel primo atto. sera.
Roberto - (entrando da sinistra seguito da Renzo) Zitto! Vien qua.
Renzo - Perch m'hai fatto alzare da tavola? Che c'?
Roberto - C' che ne ho piene le tasche dei simposi familiari!
Renzo - A chi lo dici! Io odio la famiglia!
Roberto - E tuo zio, dove lo metti?
Renzo - Quello non la mia famiglia: la mia disperazione.
Roberto - Se stai cheto e zitto, ti porto con me.
Renzo - A Roma?
Roberto - No. A spedire per Roma i bauli.
Renzo - C' una certa differenza.
Roberto - Per l'ultima sera l'unica orgia che posso offrirti... Aspetta un momento... (Va a destra, chiama) Carlotta? Carlotta?
Carlotta - (entrando) Desidera signorino?
Roberto - Se qualcuno mi cercasse, direte che io e Renzo siamo andati alla stazione a spedire il bagaglio.
Carlotta - Va bene, signorino.
Roberto - Vieni, Renzo?
Renzo - Ti seguo, come sempre, anima e corpo. Il guaio che in treno, dovr seguirti con l'anima sola. (Escono mentre da sinistra entra Speranza).
Speranza - Ah! brava Carlotta. Cercavo te. I bagagli sarebbe bene farli partir prima.
Carlotta - gi fatto, signora. Il signorino Roberto gi andato.
Speranza - Quando?
Carlotta - Adesso. In questo momento. andato col signor Renzo.
Speranza - Hai guardato se nella stanza han dimenticato niente?
Carlotta - Ho rovistato dappertutto, signora. Esaminati anche i cassetti.
Speranza - Stanotte lascia aperto, perch domani buttiamo all'aria tutto e si disfa la camera del signorino.
Carlotta - Si disfa la camera?
Speranza - S. Ho intenzione di trasformarla in un salotto per me.
Carlotta - una buona idea. D sul giardino, e c' il tiglio che quasi entra dalla finestra. Sa che profumo, a primavera?
Speranza - Da stordire.
Carlotta - Proprio.
Speranza - Tra cinque minuti, il caff lo servi qui.
Carlotta - S, signora. (Esce).
Concetta - (entrando dalla parte opposta) Speranza, cara, bella, adorabile... non ho ancora trovato un minuto per ringraziarti come volevo, e allora son scappata di tavola, dove s' piantata una discussione fra mio padre e l'avvocato, che non finisce pi.
Speranza - Su che. Sul mio quadro?
Concetta - Macch! Sui delinquenti.
Speranza - Sui delinquenti?
Concetta - Mio padre sostiene che chi delinquente , delinquente resta.
Speranza - E l'avvocato?
Concetta - Che un delinquente pu diventare una persona ammodo.
Speranza - Ci son tante persone ammodo che son peggio dei delinquenti!
Concetta - Ma sai mio padre a chi allude? A Roberto, per farmela intendere a me. E io, per non intendermela, via che son filata.
Speranza - Tutte discussioni inutili. il futuro che decider.
Concetta - Tu che cosa credi che decida?
Speranza - Bene per te. Non preoccuparti.
Concetta - Che Dio ti benedica! Ah! se non ti ci mettevi di mezzo tu, ero bell'e spacciata!
Speranza - Ho fatto quel che ho potuto.
Concetta - Di pi! Di pi! E adesso ho pi che mai un rimorso verso di te...
Speranza - Un rimorso verso di me?
Concetta - S... Di non essere stata schietta, di non avertene parlato prima. Avresti potuto diventare la nostra confidente e la nostra protettrice.
Speranza - Sono protettrice ugualmente, anche se non ho potuto essere confidente.
Concetta - Ma t'assicuro che colpa mia non fu. Quante volte ho detto a Roberto: smettiamola questa commedia! Non facciamo i buffoni! Questo litigare continuo mi ripugna! Macch! Non c' stato verso di fargliela entrare! Diceva che aveva paura, che temeva insidie dappertutto, e mi son dovuta acconciare e seguirlo.
Speranza - Non pensarci: Oramai!
Concetta - Non era bello, no, non era bello, soprattutto verso di te.
Speranza - Non ha importanza, cara!
Concetta - So bene che tu sei superiore. Una donna come te, se ne trovan poche.
Speranza - E quelle poche meglio non trovarle.
Concetta - Non dirlo! Che quando s' trattato di soccorrerci non hai esitato un minuto, e sei riuscita a smuovere quell'incrollabile e insormontabile macigno di mio padre che non era facile!
Speranza - La mia trovata stata ben quella di tentar un esperimento. Offriamo a questo ragazzo sei mesi di tempo, gli ho detto. Secondo quel che verr, lei potr decidere.
Concetta - Tu sola potevi convincerlo. Perch, per te, sai che gli scoppiata un'adorazione che ha del fantastico?
Speranza - Ne vai proprio la pena!
Concetta - Me l'hai stregato. Dice che non ha mai conosciuto una donna pi intelligente e pi interessante di te... Vuoi che te le combini le nozze?
Speranza - Per ricompensarmi per le tue?
Concetta - Pensa! Tu mia matrigna e suocera di Roberto!
Speranza - Che bella prospettiva!
Concetta - Mica male, per!
Speranza - Grazie, cara... Dispensami.
Concetta - Ah! Poi non sai?
Speranza - Giusto cielo! Che cosa?
Concetta - Altro matrimonio in vista.
Speranza - Di chi?
Concetta - Dell'avvocato Bonetti con la madre di Roberto.
Speranza - Oh guarda!
Concetta - Cara mia! L'avvocato partito in pieno. Corte spietata alla frutta e al gelato. Ti tradisce in casa tua. Che gentaglia gli uomini, per!
Speranza - Cominci gi ad accorgertene?
Concetta - Meglio subito che dopo.
(Ma il dialogo interrotto dall'entrata di donna Teresa, dell'avvocato Bonetti, e del commendator Arienti, che vengono dalla sala da pranzo).
Bonetti - (a Teresa) Domandi, domandi, a Donna Speranza, se non vero?
Speranza - Che cosa?
Bonetti - Che io supponevo che donna Teresa dovesse essere molto ma molto diversa da quel che . Lo confesso e ne faccio pubblica ammenda. La credevo una vecchia arcigna, autoritaria e bisbetica. E invece, guardate l, che fior di giovincella che mi son trovato davanti.
Teresa - Lo sai che un bel galantone, questo tuo avvocato?
Speranza - un pezzo che lo so. Ma per ha dimenticato di dirti che chi sosteneva a spada tratta il contrario, ero io.
Bonetti - Anche questo esattissimo.
(La cameriera ha recato il caff e i liquori che Speranza aiutata da Concettina, serve).
Speranza - (a Bonetti) A lei, tre... e grappino abbondante. (Ad Arienti) E lei? Non conosco ancora i suoi gusti.
Arienti - Caff amaro, e niente liquori.
Speranza - Ne prender nota. Eccola servita.
Arienti - Eccellente idea, perch, qui, conto di tornarci spesso.
Concetta - Non te l'avevo detto io che me l'hai stregato?
Arienti - A me, dove si mangia bene e si beve meglio, mi stregano sempre.
Speranza - Riferir i suoi elogi alla cuoca.
Arienti - Tedesca, vero?
Speranza - Addomesticata all'italiana, anzi alla provinciale.
Arienti - (a bassa voce) Senta un po', signora: a che ora parte questa gente?
Speranza - Col rapido delle undici.
Arienti - Allora c' tempo. Perch vorrei scambiare quattro parole in presenza sua con quel ragazzo.
Speranza - Dev'essere uscito per la spedizione dei bauli.
Arienti - Appena torna, mi fa un piacere, l'avverte?
Speranza - Senza dubbio, commendatore.
Teresa - E lei, Concettina, quando conta di fare una scappata a Roma?
Concetta - Pap? Hai sentito?
Arienti - Ho sentito, ho sentito... Niente da fare.
Concetta - Mi pareva impossibile che tu facessi qualcosa che pu farmi piacere.
Arienti - Caspita! La vittima!
Concetta - Almeno tu dorassi la pillola... dicessi mah! vedremo.
Arienti - Io non dico mai una cosa per un'altra. E non posso dire mah! vedremo, quando non ci vedo la possibilit. A Roma andrai a suo tempo.
Concetta - Questo gi un po' meglio.
Bonetti - Io invece, tra un mese sar l. Devo discutere una grossa causa in Cassazione.
Teresa - Non si dimentichi di noi.
Bonetti - Ma le par possibile?
Teresa - Ci metteremo a sua disposizione.
Bonetti - Pensi che son tre anni che manco dalla Capitale.
Teresa - Non la riconoscer pi.
Bonetti - Lo so bene: via dell'Impero, Mercati Trajanei, via dei Trionfi, tutte cose che ho visto soltanto al cinematografo.
Teresa - Le visiteremo insieme.
Bonetti - Cos mi sembreranno ancora pi belle.
Concetta - Avvocato, mi raccomando: non mi corrompa la suocera!
Arienti - (seccato) Sei scema? Hai altri appellativi 'da tirar fuori?
Teresa - Non m'ha mica offesa, signor Arienti!
Arienti - Lo so. Ma tutto a suo tempo, signora mia.
Concetta - Scusa, pap: m' scappata.
Speranza - Tu t'intendi di quadri, Teresa?
Teresa - Una volta me ne interessavo e qualcosa capivo.
Speranza - perci che ti domando. Dieci giorni fa capitato di qui un povero Cristo che voleva vendere una Madonna. E quando l'ho vista, son rimasta colpita dalla purezza dell'espressione e dalla vigoria della tinta. Breve: l'ho comprata per poche centinaia di lire. Ora, l'avvocato sostiene che si tratta di un Guercino.
Arienti - Sta a vedere se Guercino l'avvocato o il quadro.
Bonetti - La maniera, secondo me, quella.
Arienti - E che maniera sarebbe?
Bonetti - Lo sa che lei un gran scetticone? Prima mi nega la possibile riabilitazione del delinquente, adesso mi nega il Guercino...
Arienti - Oh! intendiamoci; io non nego ne affermo nulla. Se Guercino , ci resti, e tante congratulazioni a chi ha fatto l'affare. Ma non ammetto che un povero Cristo venga a vendere a poco prezzo un quadro di valore senza sapere che valore non ne ha!
(Roberto, seguito da Renzo, entra da destra).
Teresa - Spedito?
Roberto - Tutto fatto.
Speranza - Vuoi darci un'occhiata a questo quadro e dirmene la tua illuminata opinione?
Teresa - Figurati. Far del mio meglio per capirne qualcosa.
Arienti - Tanto, per quel che ne capiscono i competenti, il rischio minimo, e l'ignoranza massima.
Speranza - Concettina, accompagnali tu in camera mia. (Rapida a bassa voce) E trattienili di l, che tuo padre deve parlar con Roberto.
Concetta - Capito (Agli altri) Alla galleria dei quadri falsi e celebri, signori!... Per di qua... Biglietti alla mano... (Apre la porta. L'avvocato e Teresa escono. Renzo rimane).
Speranza - E lei non va?
Renzo - Non ho il biglietto.
Concetta - Entra, entra, che per stavolta passi con lo scappellotto.
Renzo - Non voglio perdere queste ultime ore con Roberto.
Concetta - Ma non capisci che mio padre gli deve parlare, idiota?
Renzo - Ah! potevi dirmelo subito. (Ed esce anche lui seguito da Concettina che richiude).
Arienti - (subito, piantandosi in faccia a Roberto) Non s'aspetti da me n un lungo discorso, n una paternale.
Roberto - (un poco aspro e sulla difensiva) Non ne sarebbe il caso.
Arienti - Non lei pu giudicare se sia il caso o no.
Roberto - Suppongo d'esser parte abbastanza interessata.
Arienti - ben qui che sbaglia. Lei non parte interessata un bel fico secco, perch, per me, lei o il primo che passa, sono identici.
Roberto - Me l'aveva gi detto.
Arienti - In tal caso, e per chiarire, le ripeto che lei non il fidanzato di mia figlia, come Concettina non la fidanzata sua.
Roberto - Chiarissimo.
Arienti - Io, per, le offro la possibilit di venire un giorno a chiedermene la mano.
Roberto - Questa una possibilit che credo abbian tutti.
Arienti - Precisamente. Soltanto che, siccome la signora Speranza qui presente, mi ha dichiarato, intercedendo e perorando la sua causa, che lei vuol rendersene degno, io le dico: sta bene. Accetto questa aspirazione. Anzi le aggiungo: mi dia la prova positiva, evidente, d'esser diventato un bravo figliolo, lavoratore ed onesto, e io son qua, pronto ad accoglierla.
Roberto - Mi ripete cose che so gi.
Arienti - Per aggiungere delle altre che ancora ignora.
Roberto - E quali?
Arienti - Queste: che io far di tutto, nel frattempo, per dissuadere mia figlia ad un eventuale matrimonio con lei.
Roberto - molto lusinghiero e molto generoso quel che si propone.
Speranza - molto ingiusto, anche.
Arienti - Perch?
Speranza - Non eravamo intesi cos, commendatore.
Arienti - Lo so. La mia affermazione pu apparire a prima vista spietata. Ma se faccio questo, lo faccio anche nell'interesse suo. Lo faccio per mettere a dura prova la volont di mia figlia. Sa, il tempo tempo, i mesi sono mesi. Sei, abbiamo stabilito. Bene. Ma sa quanti cambiamenti in sei mesi posson succedere? Se mia figlia resiste, allora vuol dire che il suo amore saldo e inflessibile, e non c' pi niente da fare. Se per caso non resiste, lei, aspettando, non avr perso nulla, anzi guadagnato un tanto. Le pare?
Roberto - Senta, commendatore. Senza tanto arzigogolare e tanto predisporre, qui i casi sono due: o io mantengo ci che ho promesso e lei constata il mio cambiamento di vita, e allora tutto va come deve andare. 0 io ripiombo nella vita d'un tempo e sar il primo a toglierle il disturbo.
Speranza - Ma perch divagate in ipotesi inutili e stolte? Dimenticate tutt'e due un precedente che ha pure la sua grande importanza, mi pare, e che costituisce una base indistruttibile. Dimenticate cio che questo amore esiste, gi fiorito, gi ammesso. Lei, commendatore, potr opporsi alla realizzazione di questo sogno d'amore, ma non all'amore in se stesso. Tu, Roberto, potrai assoggettarti pi o meno alle condizioni che ti son state proposte, ma non per questo tralascerai di voler bene a Concetta...
Arienti - E qui, la signora, come sempre ha ragione. La mia istintiva rudezza m'ha portato fuori di strada. vero. Giustissimo, e concludo con un augurio: Concettina s, o Concettina no, lei cerchi di riaffrontare la vita con seriet, con volont, con coraggio. L'importante questo. Tutto il resto son baggianate.
Roberto - Bene. La discussione finita. Possiamo richiamare gli assenti.
Speranza - Un momento.
Roberto - C' dell'altro?
Speranza - S. Voglio che vi stringiate la mano come due brave persone che devono legarsi per la vita.
Roberto - Nessuna difficolt.
Speranza - E lei?
Arienti - Io?... (Guarda Speranza. Capisce. Tende le braccia a Roberto e lo stringe a se) Meno chiacchiere... e cerca di rendermela felice, ragazzaccio!
Speranza - Oh! Adesso cominciate ad intendervi!
Arienti - Ed anche stavolta lo dobbiamo a lei.
Speranza - (per nascondere la commozione sua, va alla porta e chiama) Concetta... Teresa... Avvocato... (Al richiamo tutti rientrano. A Teresa) E dunque? Che ne dici?
Teresa - No. Guercino non .
Arienti - Me l'immaginavo.
Bonetti - Ma poco ci corre.
Arienti - Quel tanto che basta per non esserlo.
Teresa - Quanto l'hai pagato?
Speranza - Trecento lire.
Teresa - Beh! Per tremila lire lo vendi quando vuoi.
Bonetti - Sempre fortunata quella donna!
Speranza - Vuol ricomprarlo lei?
Bonetti - Al prezzo d'acquisto?
Speranza - No. Al prezzo di stima.
Bonetti - No no. Non voglio privarla di un capolavoro.
Renzo - Roberto, credo che sia ora di incamminarci.
Roberto - Mamma? Sei pronta?
Teresa - Vado a mettermi il cappello. (Esce).
Speranza - (a Bonetti) Li accompagna lei?
Bonetti - Volentieri, se non sono di troppo.
Speranza - Tutt'altro. Io non vengo.
Bonetti - Non viene?
Speranza - Detesto gli addii di stazione.
Arienti - Ha ragione da vendere. Niente di pi antipatico dello sventolio dei fazzoletti.
Speranza - O di pi doloroso.
Teresa - (rientrando) Eccomi pronta. (Abbracciandola) Che devo dirti, Speranza?
Speranza - Non dirmi nulla, che facciamo pi presto.
- Domani telegrafer... Poi scriveremo... poi t'aspettiamo prestissimo a Roma.
Renzo - Che far io, adesso, senza di te?
Roberto - Credi che vada laggi a far la bella' vita? Vado a lavorar come un negro, caro mio: Lo spasso finito. La bella vita questa che lascio. Mi par di dare un addio alla mia giovinezza.
Renzo - Io darei un addio a tutto e a tutti! Viaggerei dentro un baule, guarda!
Roberto - Torner a trovarti prestissimo.
Renzo - Davvero? Tornerai?
Roberto - S. Perch ho dei grossi interessi anche qui.
Concetta - Sarei io i tuoi interessi?
Roberto - No. Tu sei il mio capitale.
Renzo - Proprio un bel capitale!
Concetta - Sempre meglio di te!
Renzo - Ma a tuo padre rendi meno.
Roberto - Renzo mi dai una mano per le valigie?
Renzo - Anche tutte e due, subito!
Concetta - Carlotta! Presto! Le valigie.
Carlotta - Pronti, signorina! (E aiutata da Renzo che si fa in quattro, trasporta verso l'anticamera valigie, cappelliere, necessaires).
Arienti - (a Bonetti) Avvocato. Io rimango qui a far compagnia alla signora Speranza. Le affido la mia Concettina. Poi me la riconduce qui.
Bonetti - Senz'altro.
Teresa - (a Speranza) Come?... Tu non vieni?
Speranza - - Scusami, sai... Ma non voglio commuovermi.
Teresa - Che Dio ti benedica per tutto quello che hai fatto per il mio figliolo e per me.
Speranza - E che egli ti dia, tante soddisfazioni da essere orgogliosa di lui.
Teresa - Sar sempre a te che lo devo. (L'abbraccia ancora, s'asciuga una lagrima che spunta. Dice) Addio.
Speranza - Addio. Buon viaggio. (A poco a poco son tutti usciti. S'ode ancora dall'anticamera il brusio delle voci. Speranza rimasta immobile. Ora si sente la voce di Teresa che dice).
Teresa - Ah! i miei guanti! Ho dimenticato i miei guanti!
(E dopo un attimo Roberto riappare a cercarli).
Roberto - (arrestandosi di colpo di fronte a Speranza a capo chino mormora) Mi perdoni tutto il male che senza volere le ho fatto. (Le prende le mani, le bacia) Addio, Speranza...
Speranza - Buona fortuna, ragazzo... Che la vita ti doni tutto quello che ha negato a me.
Voce di Teresa - Roberto?... Sbrigati! tardi!
(Roberto esce di corsa. Speranza cade a sedere, affranta. Lungo silenzio. Speranza non resiste pi e coprendosi il volto con le mani scoppia in un pianto desolato e sommesso. Arienti, che lentamente rientra, le si avvicina, esita un poco, poi finalmente si decide e dice:)
Arienti - Sempre tristi le partenze...
Speranza - (risollevandosi ed asciugandosi le lacrime) Credevo che fosse andato anche lei.
Arienti - Non ritengo che fosse molto desiderabile la mia presenza. Gli baster Concetta. Ho preferito non abbandonare lei... In questi momenti la vicinanza di un amico, di un vero amico, pu essere di conforto.
Speranza - Le sono tanto grata...
Arienti - E sebbene questa nostra amicizia dati da pochi giorni, posso dirle con la mia abituale schiettezza, che nessuno l'ammira e la stima pi di me.
Speranza - Anch'io ho in lei una grande fiducia.
Arienti - Una consuetudine che si stronca bruscamente, cos, lascia un bel vuoto... E qui la vita offre ben poche risorse per riempirle. Per noi, uomini d'affari, c' il lavoro che occupa e preoccupa e non d tempo a pensare, ma per chi vive nella casa come lei, un'altra faccenda.
Speranza - Mi abituer.
Arienti - Era qui con lei da quattro mesi, vero?
Speranza - Quattro mesi.
Arienti - Son pochi e son tanti.
Speranza - Quanto basta per soffrire.
Arienti - Non si deve soffrir pi, quando si potuto superare la sofferenza pi grossa.
Speranza - (guardandolo sorpresa) Che vuol dire?
Arienti - Quella del distacco.
Speranza - vero.
Arienti - (fissandola a sua volta) Lei una brava, una buona e sopratutto una forte signora.
Speranza - (con un sorriso triste) Pu dirlo dopo aver sorpreso le mie lagrime?
Arienti - Posso dirlo dopo aver visto quello che gli altri non vedranno mai.
Speranza - (colpita e turbata) Lei?!...
Arienti - Io, s. Se mi permette, verr spesso a tenerle un po' di compagnia... Ne sar geloso l'avvocato, ma non importa. Quel che importa distrarsi... Organizzeremo qualche bella gita... qualche buon pranzetto... Sa, a me, piace mangiar bene. E mi sono accorto sta sera che in casa sua, si mangia benissimo. Vedr che a poco a poco tutto passa... No... non mi guardi stupefatta cos... Sappia soltanto che nessuno l'ha capita, in un attimo, pi profondamente di me.
Speranza - Arienti...
Arienti - Zitta... zitta... Non dica niente... Ci siamo intesi... Non voglio sapere... Non voglio che lei me ne parli... Cara signora siamo tutti di carne ed ossa, e non di solo spirito. I santi e i martiri lasciamoli al calendario. Accontentiamoci di essere delle brave persone per bene. E anche se le debolezze talvolta ci vincono, cerchiamo di ritemprarsi nell'inesauribile bont che in fondo a noi stessi, sempre.
Speranza - Ah! L'ho pagata cara la follia di un momento!
Arienti - Se l' strappato a brandelli dall'anima per darlo a mia figlia.
Speranza - Sono tanto colpevole!
Arienti - No. Se mai colpa ci fu, l'ha cancellata. E pu guardare ben alto e ben dritto, signora!
Speranza - Sapesse il bene che mi fanno queste sue parole!
Arienti - per dirgliele che le son rimasto vicino.
Speranza - Ora, quando sono usciti, quando ho sentito con un tonfo sordo, chiudersi la porta, e qui tornato il silenzio, m' sembrato di morire, di sentirmi seppellir viva col mio dolore e col mio rimorso. Dio ha voluto che una luce improvvisa illuminasse ancora l'anima mia.
Arienti - Bisogna ritornare alla vita.
Speranza - Riprender la mia pace... Tutto sar come prima... Coi bimbi che giocano... Concettina che vigila... Renzo che sogna... L'avvocato che sospira...
Arienti - E un nuovo amico che sa il suo segreto e l'aiuter a cancellarne il ricordo.
(lorologio della piazza batte a lenti rintocchi le ore).
Speranza - (con un brivido, alzandosi) Saran gi partiti?
Arienti - Son le undici... Partono ora.
(Un silenzio. Speranza lentamente si avvicina alla finestra e guarda verso la strada).
Speranza - Tutto buio...
Arienti - Meno male che da ieri non nevica pi...
Speranza - Si va sciogliendo...
Arienti - Ma sa che anche il tempo un bel matto? A fine marzo la neve!... La neve sulle soglie della primavera! Anche le stagioni hanno perso la testa...
Speranza - (quasi a se stessa) Ecco... Son partiti... (Lentamente risale).
Arienti - Per, stasera, in piazza, ho visto che il barometro sale. Ci avviamo al bello stabile... Vuol scommettere, Donna Speranza che domani c' il sole?
FINE
- Questo copione è stato visto:


