DOPO LA RECITA
Una scena
di ITA BARALDI
PERSONAGGI
LO SCONOSCIUTO
MARTA
IL REGISTA CRAIA
IL FOTOGRAFO
VOCI
Lazione si svolge sul palcoscenico di un grande teatro, immediatamente dopo la recita di una commedia nuova
Commedia formattata da
Il Regista - Silenzio, silenzio, signori. Che il chiasso si abbia da fare sul palcoscenico, adesso? Signorina, dove andate? C' il fotografo, aspettate un momento! Avete perso la testa, anche voi? Giacomo, spostate quella tenda. Ecco, cos va bene.
Il Fotografo - Siamo pronti? Voi, signor Craia, mettetevi al centro. Pronto?
Voci - S.
Il Regista - Un momento, un momento. Signorina, non fate quella faccia, o il pubblico vi creder un'altra. Ricordate che siete la prima attrice. Sorridete, sorridete.
Marta - S, s... Ma capirete che...
Il Regista - Non capisco niente. Siete o non siete una grande attrice? Se non sapete dominare i vostri sentimenti...
Marta - Ma s, ma s, che cosa dite! Facciamo presto piuttosto.
Il Fotografo - Allora, pronto? (Pausa breve) L, ecco fatto. Un'altra, signor Craia? (Tramestio, voci basse degli attori, nessuna vivacit. Rumori leggeri di scene spostate, senza fretta).
Il Regista - Un'altra, dite? N0, no. Chiss se i giornali pubblicheranno questa. Avete visto? Gli attori istupiditi e io... io che non capisco pi niente. Sono vent'anni che faccio del teatro e non ho mai visto un pubblico simile. Avete assistito, voi?
Il Fotografo - Sono entrato in teatro alla fine del terzo atto. Venivo dall' Olimpia.
Il Regista - Che ve n' parso?
Il Fotografo - O Dio, sono rimasto... non saprei.,.
Il Regista - Anche voi, eh? E il pubblico? Ah, che pubblico! Insomma non mi raccappezzo. Un silenzio di tomba, quello lo avrete notato, spero. Io sudavo freddo, con gli attori qua, dietro il sipario, ad aspettare d'essere chiamati. Niente, non si sentiva volare una mosca. Nessuno s' mosso, nessuno ha applaudito. Uno strazio.
Il Fotografo - Sono rimasto male anch'io. Ma sapete, se la commedia non va... Non ara la prima volta...
Il Regista - Non va, non va... Come si fa a saperlo?
Il Fotografo - E' chiaro no? Se il pubblico non ha applaudito... ,
Il Regista - Dite?... (Pausa) Io ne ho visto ancora di teatri simili, pieni da sfondare le pareti. Alle prime di Pirandello, per esempio. Anche allora un pubblico, come dire, discorde a tutta prima, ma poi, a un tratto, quell'urto, quello scatto che si risolveva in successo o contrasto. Ma cos, come stasera, non era mai capitato, mai. E la prima attrice, l'avete vista? Che colpo dev'essere stato per lei! Devo vederla, scusate.
Il Fotografo - Le fotografie le mandate a prendere voi?
Il Regista - S, le mander a ritirare domattina.
Il Fotografo - Va bene. Arrivederci, signor Craia.
Il Regista - Arrivederci. (Pausa, rumor di passi) Ah, siete ancor qui, voi? Avete visto Marta?
Una
Voce - Vengo dal suo camerino.
Il Regista - Vado da lei.
Una
Voce - Non ve lo consiglio.
Il Regista - E' furiosa?
Una Voce - Peggio.
Il Regista - Si sente male?
Una Voce - Non so. Ma. pare morta, vi dico, morta. Non andate. Ha scacciato anche me.
Il Regista - Capisco.
Una Voce - Venite?
Il Regista - S, vengo. La vedr domattina. Che cosa ne dite voi?
Una Voce - Parliamo d'altro, volete? (Pausa) Questo argomento mi paralizza. Paralizza tutti, dopo quello che successo. Mentre mi struccavo mi tremavano le mani. (Le voci si allontanano, i rumori del palcoscenico riprendono e si spengono).
Lo Sconosciuto - (entrando) Per favore... scusate...
Una Voce - Eccomi, signore. Desiderate?
Lo Sconosciuto - Dov' il camerino della prima attrice?
Una Voce - In fondo a destra. Il nome scritto sulla porta.
Lo Sconosciuto - Grazie. (Pausa) E... dite, com' andata?
Una Voce - Male, pare. Bah, io non saprei come definire...
Lo Sconosciuto - Ah... (Bussando) Permesso?! Permesso...
Una voce di donna - (dall'interno) Bussano di nuovo. Signorina Marta, signorina! Non volete veder nessuno? (Pi forte) La signorina non vuol veder nessuno. (Meno aspra) Siete voi, signor Craia?
Lo Sconosciuto - Aprite, per piacere.
Una voce di donna - (c. s.) Chi siete?
Lo Sconosciuto - Aprite.
Marta - Apri e vattene, Caterina.
Lo Sconosciuto - Grazie al cielo. Un'impresa, arrivare fin qui. Par d'essere in un ministero. E' finito da molto?
Marta - Da mezz'ora circa. Perch ?
Lo Sconosciuto - Mah, non so... Mi aspettavo di trovar tanta gente qui da voi e... S, di solito, dopo le prime i giornalisti, gli ammiratori... no? E invece...
Marta - Invece...
Lo Sconosciuto - Invece vi trovo sola qui, quasi al buio. Non venuto nessuno?
Marta - Gli illustri personaggi ci sono stati, non abbiate paura. Ma siete in ritardo, se cercate raccomandazioni. Se volete proprio saperlo gli illustri personaggi sono stati qui nell'intervallo tra il secondo e il terzo atto.
Lo Sconosciuto - Peccato...
Marta - Perch ? Dite pure, fortuna. Perch il terzo atto stato accolto... Insomma, non se l'aspettava nessuno un'accoglienza simile e cos sono rimasti, non so dirvi come. Ma voi, chi siete?
Lo Sconosciuto - Non ha importanza chi io sia, vi pare? Uno qualsiasi. No? Anche quando vi avessi detto il mio nome che cosa sapreste di me? Il nome non Conta quando non celebre. Ero venuto a chiedervi... S, una raccomandazione.
Marta - A me? Arrivate in un cattivo momento. Di solito sono indulgente coi giovani, in mezzo a loro ho sempre fede.
Lo Sconosciuto - Ma, scusate, quanti anni avete? No, non voglio essere indiscreto. Comunque siete giovanissima; forse ventisei, no?
Marta - Ventotto.
Lo Sconosciuto - Il ragazzo che avete davanti pi vecchio, cio meno giovane di voi. Ho trentadue anni, signorina.
Marta - Non sono gli anni che contano. (Pausa) Permettete che mi tolga il trucco? S? Grazie. Sono stanca, o non so proprio... Sono... non riuscirei a spiegarlo. Eravate in teatro?
Lo Sconosciuto - No.
Marta - No? E perch ?
Lo Sconosciuto - Volevo sentire prima il giudizio della critica.
Marta - Niente, non posso dirvi niente. Dopo il secondo atto tutto era andato cos...
Lo Sconosciuto - Cos, come?
Marta - Il pubblico era discorde. Sapete ci sono anche quelli che non capiscono o che capiscono dopo. Insomma il pubblico pareva sorpreso dalla novit della concezione, dall'arditezza, ma ancora vivo, se non entusiasta. Ma voi non eravate l, non potete capire.
Lo Sconosciuto - Perch ? Conosco il dramma, ho letto il copione.
Marta - S? Allora siete un giornalista. Ma non vi siete accorto che sono come sospesa? Dovevate essere l, l, ad aspettare come me, come gli altri attori. Voi non avete sentito.
Lo Sconosciuto - Che cosa?
Marta - Il silenzio, quel silenzio. Sapete, il silenzio ha sempre una voce, ma quello... No, bisognava che ci foste stato per capire.
Lo Sconosciuto - Ho sentito qualche frase qua e l mentre venivo. Un amico mi ha detto...
Marta - Che cosa? Che cosa vi ha detto?
Lo Sconosciuto - Che se uno solo degli spettatori avesse avuto la forza di applaudire si sarebbe scatenato un uragano. Non ho voluto sentir altro, sono corso qui.
Marta - E poi?
Lo Sconosciuto - Basta. Non ho voluto sentir altro. Morto di stanchezza, di angoscia, ma sono corso qui.
Marta - Sedete. Volete prendere degli appunti? Se conoscete il dramma, s dico, se avete letto il copione-Forse avrete gi fatto l'articolo, no?
Lo Sconosciuto - Ecco...
Marta - (interrompendolo vivamente) Se sapeste con che animo ho studiato quella parte, con che cuore. Sono entrata nel vivo. Ma voi non potete capire. Avete fatto bene a venir qui. Mi lascerete il vostro nome, vi aiuter, potendo. Ci voleva uno sconosciuto perch riuscissi a dire tutto quello che sento, senza riguardo. Con Craia non avrei potuto, e neanche con Veretti. Conoscete Veretti, il primo attore? Magnifico, stato magnifico anche lui. E gli altri... posso giurarvi che stasera nessuno ha recitato , abbiamo proprio vissuto tutti il tormento dei nostri personaggi. Ma forse il pubblico non vuol vedere la vita com', alla ribalta. Capite? Proprio sconcertante. La platea, un cimitero di facce bianche e ferme... l. Ho visto dopo, ho capito quando mi sono accorta di esser io l'attrice, perch fino a quel momento avevo creduto, ero convinta di essere quella l... Emilia. (Pausa) Dovevate vedere come guardavo mia madre. No, insomma la signora Fabbriano che recitava quella parte. Scusate, non so pi, adesso mi riprende... E poi d'un tratto quel silenzio mortale. Voi capite, vero?
Lo Sconosciuto - S, s, continuate.
Marta - Venite con me. (Rumore di porta che sbatta e di passi; i due raggiungono la ribalta) Ecco, qui, non c' nessuno; sono andati via tutti. Guardate attraverso il sipario il teatro vuoto. Sentite? Sapete dirmi che cosa sia un teatro vuoto? (Silenzio) Adesso immaginate una folla di duemila spettatori. Sono l, seduti, mentre cala il sipario sull'ultima mia battuta che dice, lo sapete: Mamma, loro non soffrono molto, vero ? E resto mezza sospesa sulla sedia, curva su di lui che era venuto per piangere, e tanto soffre che non pu pi resistere e si accascia. E allora... per scuotermi da quell'incantamento, per liberarmi da quell'angoscia, per ritrovare me stessa, avrei dovuto sentire il pubblico, il mio pubblico delle prime scattare, applaudire... Insomma, capite? Invece l'urto non avvenuto, l'urto che aspettavo, che aspettavamo tutti. Erano l immobili, tutti, duemila facce bianche nel buio, come schiacciate. Immaginatele, potete? Ma voi tremate. Allora mi capite, vero? Mi capite. Immaginate che cosa sia stato per me, quel silenzio?
Lo Sconosciuto - Capisco, s. Calmatevi, cerchiamo di ragionare.
Marta - Non posso. Sono ancora come sospesa, tutta per aria, svanita, l. Ah, meglio che lui non sia venuto.
Lo Sconosciuto - Lui, chi?
Marta - L'autore. Ho desiderato tanto di conoscerlo che mi pareva di esserne innamorata. Io, io che non ho mai amato che i miei personaggi. Se fosse stato presente mi sarei buttata nelle sue braccia, come morta.
Lo Sconosciuto - Avreste fatto questo? Perch ?
Marta - Non so. Non l'ho mai visto, ma come se mi appartenesse. L'ho capito fino in fondo all'anima, potrei forse dirvi di lui cose che lui stesso ignora; perch se non ci conosciamo pure sarebbe riuscito a guardarmi dentro. So persino il gesto che avrebbe fatto accogliendomi nelle sue braccia in quel momento. E sono sicura che non avremmo detto nulla; morti tutti e due, col cuore fermo in quel cimitero di facce. Una commozione terrificante. Non so neanche piangerne, vedete, e parlando sento l'eco delle mie parole come e risonassero ancora in questo silenzio tanto diverso adesso, da prima. Dopo quelle parole non accaduto nulla, nulla. Un terribile nulla... adesso lo so.
Lo Sconosciuto - Pure, laggi, in platea, qualche cosa accaduto: se duemila persone sono rimaste paralizzate dalla vicenda, inchiodate a quei personaggi fuori della vita o troppo nella vita, vuol dire che l'autore li ha presi tutti nel cerchio della sua angoscia, nella trappola del suo pensiero. E' cos, credete che sia cos?
Marta - Forse... io...
Lo Sconosciuto - No. Voi dovete saperlo, sentirlo, dovete capire voi...
Marta - S, certo. Aspettate, lasciatemi pensare un istante. Vuol dire che tutti sono entrati nel dramma, come noi attori,.. Infatti, noi sembravamo sonnambuli, anche dopo; neppure la forza di commentare l'atteggiamento del pubblico abbiamo avuto. Inerti, come loro, infatti. Non ho rivisto nessuno e mi sono buttata sul divano del mio camerino sconvolta e stupita. S, s, anche il pubblico ha dunque sentito perch quel silenzio di duemila persone significava che anch'essi erano ormai nel dramma, personaggi tra noi personaggi. Un successo, allora? Ma successo non la sua esatta definizione. Il dramma ha superato i limiti della finzione, entrato nella vita... Come non l'ho capito?
Lo Sconosciuto - Occorreva ragionare. Ora ragioneranno quelle duemila persone con altre duemila, con altre migliaia di persone, e la rivelazione scioglier il mutismo, dar fremiti nuovi, agiter le mani, applaudiranno. Credete, sar cos.
Marta - S, torneranno tutti. Anch'io ora mi rendo conto. E l'autore verr? Verr domani sera? Ora pu venire.
Lo Sconosciuto - No, credo di no.
Marta - Perch ? Aveva promesso
Lo Sconosciuto - Gli autori hanno paura.
Marta - Ma lui un grande autore.
Lo Sconosciuto - Un grande autore? Anche i grandi autori hanno paura, forse pi degli altri. Anzi, certamente pi degli altri. Non verr.
Marta - Verrete voi domani sera? Questa commedia bisogna ascoltarla, non basta leggerla. Restate a vedermi, vi prego. Non avrete mai visto un'interpretazione simile. Un dramma, vi dico, sublime. No, non c' parola che renda... La vita, la vita cos com', semplice profonda. No? Proprio non potete restare?
Lo Sconosciuto - Non posso e non voglio. Ora che ho capito questo prodigio, non voglio sentire gli applausi. Domani sera il cerchio di incanto sar rotto. Teniamolo ancora chiuso noi due per un istante; ripetetemi, vi prego, la battuta finale: ripetetela.
Marta - (trasognata) Mamma, loro non soffrono molto, vero ?
Lo Sconosciuto - E restate cos, sospesa su di lui che venuto per piangere. Tanto soffre che non pu pi soffrire. E si accascia. Poi cala il sipario.
Marta - S, ecco: nessuno si muove, nessuno parla, pare che manchi loro il respiro. Io resto l, non riesco a svegliarmi, non vedo. Ma sento che qualche cosa accaduto...
Lo Sconosciuto - E se ne vanno come sonnambuli anche loro, senza accorgersi che non hanno applaudito. Fuori, sentiranno ancora le tenaglie addosso, per quella vita e quella morte cos vere.
Marta - Stasera sar un delirio, e l'autore verr.
Lo Sconosciuto - L'autore non ci sar; non pu esserci. Venite, ascoltiamo ancora insieme per un attimo questo silenzio. Chiudete gli occhi, appoggiatevi a me. Ecco: ascoltate... Era cos?
Marta - S, era cos... tragicamente cos.
Lo Sconosciuto - Prodigioso. Ecco: il mio vero grande successo.
FINE
- Questo copione è stato visto:


