IL SECONDO TEMPO
Commedia in un atto
Di ORESTE BIANCOLI
PERSONAGGI
GIOVANNI
MANUELA
STEFANO
MARTA
ANDREA
Commedia formattata da
Un salotto-studio di una villa al mare. Dall'eleganza dei mobili, dall'arredamento curato con buon gusto in ogni particolare si capisce che la villa abitata non solamente nel periodo estivo. Infatti Andrea, che ha ormai superato le cinquanta primavere, e la sorella Flavia, di lui un poco pi vecchia, da quindici anni hanno ormai lasciato la vita della citt per ritirarsi nella tranquilla dimora situata sullo sperone di un piccolo golfo della Riviera di Levante e nascosta da ciuffi di pini. I mobili necessari sono un pianoforte a coda, una comoda poltrona, uno scrittoio e una radio.
Quando si alza la tela Giovanni, il cameriere, intento a cambiare l'acqua ai fiori. Sono da poco suonate le nove del mattino. Dalla strada giunge insistente il rumore di un clakson, come un richiamo.
Giovanni - Accidenti, che maniera!... Sverneranno il padrone!... (Il clakson continua. Giovanni si avvicina al balcone) Che c'?... (Come rispondendo a una domanda) S, sta qui!... Ma dorme!... (Rientra in scena). Scendono!... Chi sa chi sono?!... (Si avvia alla porta, ma proprio sulla soglia s'imbatte in Stefano, che entra seguito da una giovinetta, tutti e due in abito da viaggio).
Stefano - (sulla cinquantina, dall'aspetto gioviale, simpatico) Giovanni! Come: non mi riconosci pi?
Giovanni - Il signor Stefano!... Oh, scusi, sa; ma proprio non l'avevo riconosciuto... Sa, la vista comincia a tentennare...
Stefano - Di' piuttosto che io sono molto cambiato... La vecchiaia, mio caro Giovanni, la vecchiaia!... Quanto tempo, eh, che non ci si vedeva !
Giovanni - Molto, davvero... Chiss che improvvisata per il signor padrone!...
Stefano - Dorme ancora?... Il solito poltrone!... Sono gi le dieci passate.
Giovanni - Il suo orologio corre di un'ora...
Stefano - (guarda l'orologio) Hai ragione! Sono poco pi delle nove... l'automobile che ha corso di pi... Be': ma a che ora si sveglia, Andrea?...
Giovanni - Si corica tardi e, di solito, prima di mezzogiorno,., ma ora vado a svegliarlo... Sar cos contento di rivederla... e poi lo strom-bazzamento di poc'anzi, forse...
Stefano - Gi... (Ride). Ma non sapevo se era questa la villa... Lei (indica la giovinetta} voleva scendere a suonare il campanello, ma il clakson era pi comodo...
Giovanni - la sua figliola?...
Stefano - S... Manuela... Non te la ricordi?
Giovanni - Aveva meno di un anno!...
Stefano - Allora la troverai cresciuta... Ora ne ha tredici... E sembra ieri che...
Giovanni - Come si fatta bella!...
(Si sente rumore di passi).
Stefano - Che sia Andrea?
Giovanni - No; la signorina Flavia che scende... domenica, c' la messa... (Dalla porta) Signorina Flavia, c' il signor Stefano...
Voce di Flavia - Stefano!... (Entrando in scena) Che improvvisata! Come va? Come mai da queste parti?... E questa Manuela?... (Manuela la saluta accompagnando la stretta di mano con un accenno d'inchino). Che bella creatura!... Va', dammi un bacio... E vi fermate?... Faccio preparare la camera!...
Stefano - No, cara signorina, non si disturbi... Partiamo subito... (Giovanni via).
Flavia - Ma la colazione, s per...
Stefano - Nemmeno...
Flavia - Eh, ma che cattivo!... Venire per cos poco!...
Stefano - Un'oretta, per salutare gli amici...
Flavia - No, no, no, no... Cos non va bene. Diglielo tu, Manuela.
Manuela - Pap deve essere stasera a Roma!
Flavia - Caruccia, lei!... Pap deve essere stasera a Roma.... Caruccia!...
Stefano - Il lavoro, il lavoro che mi reclama... Sono assente da pi di un mese.
Flavia - Oggi domenica, e non si lavora. Lo dice il Vangelo...
Stefano - Sono un peccatore...
Manuela - E poi, pap lontano dai suoi affari!... A Santa Margherita, gli ultimi giorni, stava ore e ore a scrivere lettere...
Flavia - E tu ti sei divertita?...
Manuela - Quando sono con pap mi diverto sempre...
Flavia - Sentila, quant' caruccia!... Quando sono con pap.... Gli vuoi bene a pap?...
Manuela - Tanto!... Mi ha fatto anche da mamma!...
Flavia - Cara Marta!... Una santa, sai!... una santa !... Chiss come sarebbe felice di averti... di vederti cosi bella, cosi brava... E invece !...
Stefano - Non aveva che tre giorni, quando... Domani sono diciassette anni... Anche per questo voglio essere a Roma!... La mamma aspetta i nostri fiori... Vero Manuela?... Ma come bello qui!...
Flavia - (che ha guardato l'orologio) Scusate se guardo l'orologio... ma non vorrei perdere la messa delle dieci...
Stefano - C' la macchina, gi; si pu fare accompagnare; io aspetto Andrea.
Flavia - E Manuela scende con me al paese?... (A Manuela) Vuoi?
Manuela - Se pap permette...
Flavia - Ma certo che permette... Cara fi-gliolona!...
Stefano - Per Andrea un bel dormiglione!...
Flavia - Davvero!... Certo, Giovanni l'avr svegliato... Ma farlo alzare!... (Si avvicina alla porta) Andrea!... Andrea!... (Ritornando sui suoi passi) Sento che si muove...
Stefano - Sempre lo stesso... Anche da ragazzo arrivava ogni mattina tardi a scuola... E lavora, qui?
Flavia - Dovrebbe!... Ma se il piano non l'aprisse Giovanni tutte le mattine lui certo non lo toccherebbe!...
Stefano - Peccato! Da lui si aspettava molto...
Flavia - Dice che non si sente!... Ha composto un' Ave Maria proprio perch io ho insistito tanto... L'avevo promessa al parroco... Molto bella!... La suonano sempre ogni domenica mattina... Ora la sentirai anche tu, Manuela... andiamo che si fa tardi... Tra poco siamo di ritorno... (Manuela d un bacio al imdre). Quanto cara, anche un bacetto!... (La prende sottobraccio ed escono).
Stefano - (restato solo in scena si mette a curiosare intorno. Guarda una fotografia che quasi nascosta dal vaso di rose rosse; sfoglia la musica che sul pianoforte. Un fascicoletto attira la sua attenzione. Lo toglie dal leggo; lo porta pi vicino alla luce) Strano!... (Legge:) 18 aprile 1919... (Sente dei passi e rimette a posto, sul leggo, il fascicolo tolto).
Andrea - (infatti entra e si dirige con grande effusione verso l'amico) Scusami, Stefano!... (l'abbraccia) ma quel rammollito di Giovanni ha tanta paura del mio risveglio, che me lo son visto ai piedi del letto titubante e prudente... Se non aprivo gli occhi da solo a quest'ora ero ancora io a dormire e lui a bisbigliare il mio nome...
Stefano - (come seguendo altri pensieri) Ah!...
Andrea - E mi ha anche detto che hai fatto un baccano d'inferno con la tua macchina. Ma, per me, sai, nemmeno le cannonate!... Il sonno l'unica pace che mi restata... Sto cos bene in braccio a Morfeo... Mi dispiace solo che sia un uomo. Anzi, forse per questo che mi sveglio sempre di cattivo umore. (Ride). Ma stamane, no... Con questa bella improvvisata che mi hai fatto!... E Manuela?...
Stefano - scesa con tua sorella alla messa... Ora ritorna...
Andrea - Mi ha detto Giovanni che un raggio di sole!... Vi fermate qui?
Stefano - No... Grazie... Tua sorella ha anzi insistito... ma dobbiamo ripartire subito...
Andrea - Una volata, sicch!... Questo per non me lo meritavo!...
Stefano - Gi... Ma che vuoi...
Andrea - Immagino, gli affari...
Stefano - Appunto...
Andrea - (dopo una pausa) Ma che hai, Stefano?... Non ti senti bene?... Vuoi qualche cosa?
Stefano - No, perch?...
Andrea - Mi sembri preoccupato, assente...
Stefano - No... Forse un po' di stanchezza... Ci siamo messi in macchina presto...
Andrea - Siedi...
Stefano - Grazie... Preferisco respirare un po' d'aria. (Si avvicina alla finestra).
Andrea - Ti piace il mio eremo?
Stefano - Molto...
Andrea - Un piccolo angolo di paradiso. Per arrivarci, un tempo, fino a due anni fa, si faticava... Un viottolo da capre... Ora, dacch il senatore Tremi si fabbricato quella villa lass, hanno fatto la strada e in paradiso ci si arriva in automobile. Laggi (indica a destra) c' l'inferno. Il mondo dei bagnanti. Creature nude che si aggirano fra gli scogli, come le peccatrici dantesche... Viceversa sono poi tutte oneste e brave madri di famiglia e ragazze desiderose di esserlo. Questo paese , si pu dire, un preludio al matrimonio. Qui si sono sposate le nonne, qui si sposeranno le pronipoti... Le nonne si bagnavano con la sottana, le nipoti se la sono tolta, ma in compenso il matrimonio ci ha guadagnato in sincerit... E di qua (indica a sinistra) la grande distesa di mare e di cielo, i due grandi amici che con la voce del vento e i raggi del sole si comunicano l'un l'altro dolori e gioie... Se la musica avesse tante note quanti colori cambia il mare allora s che si potrebbero comporre le pi belle sinfonie... Invece sette note sono poche...
Stefano - E tu non le tocchi pi...
Andrea - Beethoven le ha sfruttate tutte... Non si farebbe che copiare... E poi da quei tasti si sprigiona una tal folla di ricordi che... preferisco girare il bottone della radio... l'unico contatto col mondo, la radio, e di notte le luci dei rari piroscafi che passano al largo... E allora penso se non era meglio partire, andare lontano, fra i negri, gli esquimesi, che so, per dimenticare...
Stefano - Che cosa?...
Andrea - Nulla, e tutto... (Si avvicina al tavolo). Ma parliamo di te... Non so, dall'ultima volta che ti vidi a Roma... Otto anni ormai, credo, mi sembri cambiato...
Stefano - Invecchiato!...
Andrea - No, cambiato... Non saprei come dirti... Vedi, credevo ti sentissi male, perfino...
Stefano - Chiss... Forse, anch'io, certi ricordi... Ne abbiamo tanti in comune... vero?
Andrea - Moltissimi... Dai banchi della scuola...
Stefano - E poi ancora... Mi piacerebbe rievocarli tutti... Vedi, mi ero fatto una festa al pensiero di rivederti, ma... ora, non so cosa sia... Sai, come quando si bambini e non si sa godere una gioia perch si pensa che finir...
Andrea - Non hai che restare...
Stefano - Non posso... E poi non quello... C' come un'ombra davanti a me, nei miei pensieri... Ho visto poco fa una... (Si riprende) Una fotografia... (La prende sul tavolo). Questa...
Andrea - l'unica che conservo di voi, della signora Marta e tua... La facesti quando andammo in gita in Svizzera... E sui ghiacci della Jungfrau... Ricordi?
Stefano - Ricordo!... (Guarda la fotografia) E lei, poverina, aveva tanto freddo... E io la sgridavo per essersi vestita leggera...
Andrea - No.
Stefano - S!... L'ho fatta anche piangere, una volta... Eri presente anche tu!... Com'era bella!... Vero?
Andrea - Bellissima!... Manuela le assomiglia?...
Stefano - Precisa!... Vedrai... (Ripone la fotografia). Le tieni davanti le rose rosse... Erano la sua passione... Tu gliene portavi sempre...
Andrea - Anche tu...
Stefano - S, ma meno di te... Domani gliene porter tante...
Andrea - Gi... Domani sono sedici anni... Ti avrei scritto...
Stefano - Come ogni anno, non lo dimentichi mai!... Nemmeno il giorno del suo onomastico...
Andrea - Santa Marta!...
Stefano - Senti, Andrea!... Vorrei chiederti una cosa!... No... un'altra volta...
Andrea - Perch?... Dimmi!...
Stefano - No... Un'altra volta... Ritorner...
Andrea - Ti prego... Sono io ora a pretenderlo...
Stefano - No... Le parole stonerebbero... Sarebbero pi grandi del pensiero. Perch, invece, in questi minuti che ancora rimangono, non mi suoni quella sinfonia di Beethoven... che piaceva tanto a Marta?... La settima... Ora, sai, la musica piace anche a me. Quando suona Manuela non mi stanco mai di ascoltarla.
Andrea - (che cerca nel leggo) La settima... Devo averla qui... Eccola... Vedi, c' anche la data scritta da Mart... dalla signora Marta... La suonavamo insieme e me la regal una sera che venni a trovarvi...
Stefano - Ricordo...
Andrea - (legge) 18 aprile 1919....
Stefano - 18 aprile 1919...
Andrea - (si seduto al pianoforte) il secondo tempo, quello che le piaceva di pi... (Si mette a suonare e Stefano si siede su una poltrona. La scena si oscura e, frammezzate alla musica, si odono le voci dei due).
Stefano - S, questa...
Andrea - Ma ho le mani arrugginite... tanto che non le muovo sui tasti... E poi bisognerebbe suonarla a quattro mani... (Continua a suonare).
Stefano - Lo diceva sempre anche Marta... (Nel commento sonoro della sinfonia, come in una dissolvenza cinematografica, la scena cambia, s che quando si riaccende la ribalta vediamo un'altro salotto, con altri mobili, con altri oggetto. Solo le rose rosse sono sul pianoforte. Ma non c' pi ora Andrea alla tastiera. C' Marta, e sulla poltrona Stefano, ringiovanito di qualche anno).
Marta - (che sar la stessa attrice che interpreta Manuela, un po' pi invecchiata e naturalmente veste come si usava nel 1919, continuando a muovere le mani sulla tastiera) Bisognerebbe suonarla a quattro mani... (Sbaglia una nota, si riprende, ma poi smette). troppo difficile... (Si alza dal pianoforte). Stefano?...
Stefano - (che legge il giornale) Hai smesso ?
Marta - S. troppo difficile!...
Stefano - Meglio cos!...
Marta - Sei cattivo!...
Stefano - Cattivo?... No, sincero... (Continuando a leggere). Sai, per mio gusto, io preferisco la Vedova allegra o la Bela Giggin.
Marta - Suono molto male, vero?...
Stefano - Non so, non me ne intendo...
Marta - Colpa tua, del resto... Non vuoi mai che suoni... Non ho pi agilit nelle mani... Da ragazza suonavo benissimo...
Stefano - Avevi quattro mani?...
Marta - Scemo!... E tu quattro zampe...
Stefano - Come un cane fedele...
Marta - Fedele, poi...
Stefano - Fedelissimo... Un marito esemplare a 18 karati, che per...
Marta - Un per?...
Stefano - ...desidera leggere il giornale in santa pace...
Marta - Bella compagnia, mi fai!... (Gli strappa il giornale). E butta via questo coso!... (Gli accarezza la testa). Vieni la sera a casa dall'ufficio di un umore che a cavarti una parola di bocca ci vuole Dio sa cosa...
Stefano - Ma in compenso parli tu...
Marta - Anche muta mi vorresti?...
Stefano - (ridendo) Muta, no... ma...
Marta - Del resto, sai, il silenzio un male epidemico...
Stefano - Vuoi che parliamo?... Va be'... Allora raccontami di Battista che si approfitta sui conti... il tuo tema preferito...
Marta - Che vuoi che me ne importi!... Sei stato tu ad affidargli la direzione della casa... Come se io non esistessi neppure...
Stefano - L'ho fatto per te, per toglierti una fatica... Non stai bene e devi riposarti...
Marta - Se credi che mi faccia piacere!...
Stefano - Va' un po' a indovinare le donne!... Chiss quante t'invidiano!...
Marta - Pu darsi... Ma a me non fa piacere... Ero stata abituata diversamente a casa mia... So quali sono gli obblighi e i doveri di una moglie...
Stefano - (ridendo) Saper amministrare con saggi criteri economici le spese quotidiane sgridando e licenziando i domestici, conoscere almeno tre lingue, suonare il pianoforte e farsi i vestiti da una sartina comprando le stoffe in liquidazione...
Marta - Quanto sei spiritoso!...
Stefano - Tutt'altro, amore mio, ti elogio!...
Marta - S, con quel tono!... Sai cosa ti meriteresti tu?... Una di quelle donne che m'intendo io... Che sanno solo spendere e spandere... Coperte di gioielli, piene di capricci e di altro...
Stefano - E invece io ho la fortuna di avere la saggezza in persona...
Marta - E puoi anche gridarlo forte!...
Stefano - Ecco: lo grido forte e... (guarda l'orologio) me ne vado perch faccio tardi...
Marta - (dolcemente) Esci?... Vai a teatro?...
Stefano - No... Stasera ho un'adunanza... Io lavoro, guadagno e tu, donna saggia, risparmi... Per chi, poi... se siamo due gatti?...
Marta - Pu sempre arrivare!...
Stefano - Chi?...
Marta - Un pupo...
Stefano - S, aspettalo!... Il Padreterno non ci deve aver messo in quella lista!...
Marta - Perch?... Laura ne ha avuto uno dopo quindici anni di matrimonio... Mi farebbe tanta compagnia!... Ecco, adesso, per esempio, non me ne importerebbe niente che tu vada via; lo terrei fra le braccia... 0 giuocherei con lui...
Stefano - Potrebbe anche essere una lei ...
Marta - lo stesso... Perch esci anche stasera?
Stefano - Stasera, iersera o doman da sera; che differenza c'?...
Marta - No, stasera diverso.
Stefano - (che gi sulla porta per uscire) Oh bella, e perch?...
Marta - L'avrei giurato che non te lo saresti ricordato!... Che giorno oggi?...
Stefano - Oggi?
Marta - Il 18 aprile...
Stefano - Sicuro... 11 18 aprile...
Marta - Lo vedi che non ti ricordi niente?... La data del nostro fidanzamento!...
Stefano - (ritornando sui suoi passi) Ah s vero!... Cosa vuoi, il matrimonio venuto dopo e ha cambiato tutto... Allora per questo che Andrea ha mandato le rose?...
Marta - Povero Andrea!... Lui non dimentica nulla... e non fu che il nostro confidente.... Mentre tu!...
Stefano - Hai ragione, amor mio... Ma mi vendicher per la data del matrimonio... Ti regaler tutto un giardino...
Marta - No, basta una rosa... Se lo ricorderai!...
Stefano - E come!,.. Quella s che una data scolpita!!...
Marta - Come una lapide mortuaria!
Stefano - Adesso la cattiva sei tu!... (Le si avvicina e le accarezza la testa). Ma hai ragione a essere arrabbiata con me... proprio imperdonabile dimenticarsi che il 18 aprile... Per Andrea!... (Scherzoso) Non vorrei che... Uhm,. non ci vedo chiaro!... Star con gli occhi bene I aperti...
Marta - Ecco : fammi anche un scena di gelosia per Andrea...
Stefano - Questo no... Geloso di Andrea, no. come un fratello per me!... Sarebbe mostruoso!... E poi la gelosia un abito che la mia coscienza ha riposto da tempo nell'armadio-delle robbevecchie...
Marta - Sar bene conservarlo nella naftalina, per...
Stefano - (scherzoso) Davvero?!... Vorresti forse intaccarlo con la tarma del dubbio?...
Marta - No... Ma lo meriteresti! E la colpa sarebbe tutta tua che non mi consideri nulla...
Stefano - Ah! Tu mi tradiresti perch ho dato i pieni poteri a Battista?...
Marta - Oh, non per quello!... C' dell'altro!... Non sarebbe n il primo n l'ultimo caso di una donna che commette una sciocchezza perch... Sai, la strada della noia quella dove si cammina peggio... facile cadere.
Stefano - Basta stare attenti dove si mettono i piedi... Su, dammi un bacio che faccio tardi...
Marta - Un bacio?!... Avrei voglia invece di graffiarti... Non so di farti del male!... Molto male !...
Stefano - Perch non sono geloso?... Ti prometto che lo sar... Che ti sorveglier come un secondino... che ti far delle scenate... (Guarda l'orologio). Ma non ora perch sono le nove e mezzo e mi aspettano... Domani... Sar geloso, di Andrea... di Battista, se vuoi... e anche di a quattro mani; parlargli quanto volevi, tanto l'uomo ideale per te... Avreste potuto suonare a quattro mani; tu parlarci quanto volevi, tanto lui, sordo, non ti avrebbe sentito... (Marta si rattristata). Be', che hai?... Perch quel musino?... Ti sei offesa per Beethoven?...
Marta - Lasciami stare... Va', va' che ti aspettano!...
Stefano - No, prima voglio vedere un sor-risetto... il 18 aprile...
Marta - Lasciami!... Lasciami stare... Stefano (toccandole il mento con l'indice, come si fa ai bambini) Su, su, da brava, un sorrisetto...
Marta - Ma lasciami, non son mica una bambina!... (Scoppia a piangere nascondendo il viso fra le mani).
Stefano - Marta!... (Cercando di toglierle le mani dui viso). Ma che ti prende?
Battista - (entrando) Il signor Andrea...
Stefano - (che sempre vicino alla moglie) Oh, caro Andrea!... Ti aspettavamo per il caff... Sar diventato freddo.
Andrea - (vedendo Marta piangere si fermato come perplesso) Si sente male?...
Stefano - No, piange perch le ho detto che Beethoven era sordo... L'avessi potuto immaginare !...
Marta - (riassettandosi il volto) Un momento di malinconia... Scusi, Andrea, se l'accolgo cos... tutt'oggi che avevo voglia di piangere... Siamo cos mal costruite noialtre donne!... Delle povere cose... (A Stefano) Ma tu va', Stefano, che fai tardi!...
Andrea - Esci?...
Stefano - Il consiglio d'amministrazione del Cotonificio mi aspetta gi da un quarto d'ora...
Marta - Va', amore, va'!...
Stefano - S, ma torno subito... (Chiama) Battista!... Cappello e soprabito. (Ad Andrea) Ti ritrovo?... Torno subito, ti dico... Fate un po' di musica... (Infila il soprabito che Battista gli porge). A proposito: quella tua composizione? Finita? Me la farai sentire... Giusto soffro un poco d'insonnia!... (D un bacio sulla fronte a Marta). Arrivederci... (Esce di fretta, seguito da Battista).
Andrea - (dopo una pausa) Quanto lavora, povero Stefano!...
Marta - S, molto!...
Andrea - Invidio la sua attivit, la sua vita! nato fortunato lui!...
Marta - Perch?...
Andrea - Vive in due mondi!... Quello del lavoro e della lotta, fuori, e quello del riposo e dell'amore qui, nella sua casa...
Marta - Un mondo che tutti si possono creare... No?...
Andrea - Non da soli...
Marta - Stefano la prova del contrario... Si costruito tutto con le sue mani...
Andrea - No, non tutto... Magari lui lo crede... ha saputo coltivare... Come i fiori... Il giardiniere H coltiva, ma chi d loro la forma, il colore, il profumo?
Marta - La natura!... E poi c' chi li coglie, e li uccide... E non solo i fiori... A proposito, che sventata che sono! Non l'ho ancora ringraziata di queste belle rose di oggi. Lei non si dimentica mai di noi !
Andrea - Se non mi ricordassi di voi, di chi dovrei ricordarmi? Di me?... Preferisco dimenticare il pi che posso di essere al mondo!...
Marta - Non contento del suo lavoro ?...
Andrea - Contento?... Vorrei esserlo!...
Marta - Non faccia l'ingrato!... Il suo ultimo pezzo orchestrale piaciuto molto; lo suonano in tutti i concerti...
Andrea - Ci non vuol dire che io sia contento. Tutt'al pi lo il pubblico che applaude... Essere soddisfatti di se stessi in arte come essere felici in amore... Arte e amore. Due parole uguali quasi, piccole, semplici, piane... e pur tanto lontane da noi... Un sogno l'amore, un'illusione l'arte... E questa mai si raggiunge senza quello... Chiss quale creatura divina aveva le sembianze di una Madonna del Lippi, e quale fuoco doveva avere acceso nell'anima di Wagner un'Isotta terrena!... Senza l'amore non c' che l'egoismo... il superuomo...
Marta - Ol'uomo, pi semplicemente...
Andrea - O la donna...
Marta - La donna?... Nulla di pi altruistico della maternit...
Andrea - Ma anche una madre pu far soffrire!... Sembra un bestemmia, vero?...
Marta - E infatti lo ...
Andrea - Forse!... Ma, vede, si crede di parlare in generale, e invece si fa sempre, un poco, dell'autobiografia... Io non ho pi la mamma e per questo forse bestemmio... Penso alla donna...
Marta - Alla donna o a una donna...
Andrea - Per un uomo innamorato una donna sono tutte le donne...
Marta - Innamorato!... Lei innamorato?... E perch non si eposa?...
Andrea - (sorridendo) Perch?... Perch non sono fortunato come Stefano!
Marta - Che c'entra Stefano?
Andrea - Nulla... Citavo un esempio di felicit...
Marta - Felicit?
Andrea - Di amore!... Non mi dir che Stefano non l'ama...
Marta - No, no, mi ama... Ma, come dire... s, a modo suo... Mi ama, lo so, lo spero forse, ina non mi capisce... Oppure sono io che non mi faccio capire... Non so... Ecco, vede, mi tratta pi come se fossi una sua bambina...
Andrea - Per renderla ancor pi felice, forse... I bambini lo sono sempre...
Marta - S, ma io sono sua moglie... E tuttavia non vivo con lui... Capisce?... Non siamo uno, siamo due... Le gioie si dividono, ma le pene, i dolori, no, sono solo suoi... E sono questi pi di quelle che uniscono... No, non mi lamento, veramente sarei un'ingrata... Ma vorrei essere pi cosa sua... Cos sono troppo mia, nella mia solitudine... Veda, per esempio, lui esce tutte le sere...
Andrea - Per lavorare!...
Marta - Spesso, ma anche per distrarsi, con gli amici, al circolo, al teatro... Anche a me piacerebbe, ma i miei desideri non li calcola... Sono la bambina... Un bacetto e, quasi quasi, se facessi i capricci, a letto senza frutta... Forse perch la moglie c', e la bambina no... E ognuno cerca e vuole quello che non ha...
Andrea - Tutti...
Marta - Anche lei?...
Andrea - Io?... Certo... Sapendo per che non l'avr mai... (si avvicina al pianoforte).
Marta - Perch cos pessimista?...
Andrea - Perch?... Le bende si tolgono a un ferito per sanargli le piaghe, non per curiosit o per averne piet.
Marta - Ma io vorrei curarle...
Andrea - Come?...
Marta - Come una mamma...
Andrea - Sono troppo profonde e sanguinanti, e... una mamma soffrirebbe al vederle... Le ho detto, lavoro perch l'arte un'illusione; lasciamo che anche l'amore sia un sogno... Sono due cose tanto lontane!... Avvicinarle, direbbero la realt... e sarebbe tristissimo... (Tocca distrattamente la tastiera del pianoforte e ne strappa un accordo). Questo, vede, il mio vecchio amico, il compagno della mia solitudine... Mi risponde come voglio io... Le sue corde vibrano e suonano perch sono io che lo voglio... E il giorno che sapr dire anche agli altri di me, allora nessuna anima di creatura terrena sar cos divina come quella che in esso io avr rinchiusa... Come il duetto del Tristano che di due voci fa un coro d'amanti!... (Guarda la musica). Ma lei stava suonando Beethoven...
Marta - (avvicinandosi al pianoforte) S, la settima, ma mi sono fermata... troppo difficile a due mani...
Andrea - Ce l'ha, a quattro?...
Marta - S... (Cerca fra la musica).
Andrea - Vogliamo cimentarci in due?...
Marta - Eccola... (La pone sul leggo).
Andrea - tanto che non la suono!... Far una pessima figura!
Marta - Sono indulgente!... Cominciamo dal secondo tempo, la mia passione!...
(Andrea sfoglia le pagine vicino al piano; poi, con Marta, cominciano a suonare. La scena si oscura, la musica continua e quando si riaccende la luce ritorna la scena del primo quadro con Andrea solo al pianoforte e Stefano in poltrona, come prima, che ascolta. Poche battute e la musica cessa).
Stefano - (dopo una lunga pausa) Grazie, Andrea... Hai rievocato tanti ricordi!...
Andrea - Mi dispiace!...
Stefano - Perch?
Andrea - Sono come le stanze chiuse dove sono i morti, i nostri cari... Fa quasi paura d'entrarci...
Stefano - Ma per essi che i nostri cari rivivono...
Andrea - E perch toglierli alla loro pace?...
Stefano - Per riaverli un poco con noi, per rivederli...
Andrea - E farli soffrire ancora... Con il nostro dolore...
Stefano - Dimenticarli, allora?...
Andrea - No, venerarli... Dar loro la pace.
Stefano - Ne ha avuta cos poco, povera Marta... E per colpa mia, sai!...
Andrea - Hai fatto tanto per lei!...
Stefano - No, Andrea... Per me!... Da egoista... Sapessi quanti rimorsi! Ogni cosa ne suscita uno... Anche ora; quella musica, quella data: 18 aprile!... Ricordi? Quando tu arrivasti lei piangeva... Ero stato io a farla piangere... E poi me ne andai subito... Avevo proprio un'adunanza... Ma potevo anche non andarci e restare con lei... Me l'aveva chiesto...
Andrea - Lavoravi molto, allora...
Stefano - S, ma la sera avrei dovuto tenermi libero per starle vicino... E invece uscivo, quasi per un desiderio di sfogare con gli altri la mia felicit, di farmi invidiare... Sapevo che al ritorno la ritrovavo sorridente, umile, buona... E ne approfittavo!...
Andrea - Oggi giudichi con un altro animo...
Stefano - Ne approfittavo, ti dico... E le toglievo tutte le gioie... Anche la casa... Ricordi che affidai tutto nelle mani di Battista... dando a lei, poverina, un grande dolore... Perch lo feci?... Perch le tolsi tutte le gioie, allontanandola dalle sue amicizie di giovent... tenendola chiusa in una casa come un tesoro nascosto?... Aveva venticinque anni quando la sposai... Ricordi?... Subito dopo la guerra. Te la presentai poco prima del fidanzamento... Ed ebbe subito una grande simpatia per te!...
Andrea - Amava molto la musica...
Stefano - E io disprezzavo quell'amore... Forse perch ero geloso... S, oggi capisco: ero geloso... E le dicevo di non esserlo umiliando, con un altro dolore, la sua vanit... Ero geloso, invece... Per questo la isolavo sempre pi dal mondo, credendo di poter far tutto per lei con il mio danaro... Solo con quello... Un fiore e una serra... D'oro, ma serra; una prigione...
Andrea - Ma no, Stefano...
Stefano - S, lasciami parlare... Ho paura delle tue parole!...
Andrea - Paura delle mie parole?...
Stefano - S, paura che mi facciano male... Che mi dicano di pi di quel che voglio... 18 aprile!... Ricordo che quella sera le promisi di ritornare subito a casa, invece feci tardi... Fu un'adunanza interminabile... Avrei potuto dire a quei signori : Andate al diavolo tutti quanti che io ho un angiolo di moglie che mi aspetta a casa. Invece quando tornai dormiva gi; e al mattino la vidi riposata, serena... Mi disse che avevate passato della musica fino a tardi...
Andrea - Mi sembra, infatti...
Stefano - Poi io dovetti partire, una settimana dopo, e tu le facesti buona compagnia... Me lo scrisse lei...
Andrea - Andammo insieme a qualche concerto !...
Stefano - Era il suo svago preferito! Chiss con che gioia avr accettato i tuoi inviti... Mi sembra di vederla... di sentirla cantare, felice... La sua voce... come quella di Manuela!... (Dopo una pausa) Andrea... Anche tu l'amavi?...
Andrea - Questo volevi chiedermi?... (Stefano china il capo). Vivevo del vostro amore... Era l'unica luce nella mia grande oscurit...
Voce di Manuela - Sono qui!... (Andrea ha come un sussulto).
Stefano - La senti, la voce, precisa... Manuela... lei che l'ha uccisa nascendo... Per farla rivivere pi felice, ma lei...
Manuela - (entrando, seguita da Flavia) Eccomi, pap... Buon giorno, signor Andrea!...
Andrea - (stringendole la mano) Manuela!... (a Stefano) Ma come cresciuta...
Flavia - E come assennata... Dovresti sentirla, ragiona da persona grande...
Manuela - un po' tardi, pap... Non sarai mica arrabbiato, eh?...
Flavia - Sentila lei... Non sarai mica arrabbiato... Quanto caruccia.
Manuela - Abbiamo fatto la strada a piedi fra i pini... Com' bello, qui!
Andrea - Perch non dici a pap che ti lasci con noi?...
Manuela - No. Domani voglio essere vicino a lui...
Andrea - Ma puoi ritornare!...
Manuela - Se pap mi lascia, volentieri...
Andrea - Certo che ti lascia... Vedi, una volta, in primavera, entr da quella finestra una rondine... Vuoi che il miracolo non si rinnovi ?...
Stefano - Tornerai, s...
Flavia - Ti preparo una bella camera sul mare...
Andrea - Suoneremo insieme...
Stefano - E ti dimenticherai del tuo pap...
Manuela - Dimenticarmi di te!... (Gli d un bacio).
Andrea - Invece ne parleremo sempre, ogni giorno, ogni ora...
Manuela - Ogni minuto...
Flavia - Ogni minuto. Sentila, cara!...
Manuela - (che vede anche lei la fotografia, la prende in mano) Oh, pap, una fotografia come quella che ho io. Era fra le carte della povera mamma!... (Ad Andrea) Questo lei, eh?...
Andrea - S, molto pi giovane...
Manuela - Come bella la mamma, qui...
Andrea - Come te, Manuela!...
Manuela - Povera mamma! (Ripone la fotografia, poi si volge e bacia il padre).
Stefano - tardi, cara... andiamo!...
Manuela - S, pap... (Stende la mano a Flavia) E grazie, signora...
Flavia - Un bacetto... (Si baciano).
Andrea - (che intanto ha preso dal vaso il mazzo di rose rosse le consegna a Manuela) Queste le porti alla mamma per me...
Manuela - Grazie...
Andrea - Attenta a non pungerti!... Aspetta: la carta da musica serve a qualche cosa... (Prende un foglio dal leggo e le involge). E adesso lascia che lo zio Andrea ti baci... Vuoi che sia tuo zio?...
Manuela - (ripete) Zio Andrea... S, mi piace... (Andrea la bacia sulla fronte).
Stefano - Ciao, Andrea... Fatti vedere qualche volta a Roma... E lavora...
Andrea - Chiss!... Addio Stefano!... (Stefano fa per salutare Flavia).
Flavia - Io scendo... (Escono tutti e tre).
Andrea - (alla finestra) Manuela, ricorda che aspetto la rondine.
Voce di Manuela - S... S, verr!...
Andrea - Arrivederci!...
Voce di Manuela - Arrivederci !...
Andrea - (si ritira dalla finestra, poi si avvicina allo scrittoio; apre un cassetto, prende alcune lettere legate... Scioglie il nastro. Le fa passare a una a una fra le mani, poi si alza, le butta nel caminetto e con un fiammifero le brucia. Ritorna alla finestra).
Giovanni - (entrando) Per che ora debbo preparare?...
Andrea - (sempre alla finestra) Non so; chiedilo alla signorina Flavia...
Giovanni - Si fermata in giardino a raccogliere fiori... Pochi con questo tempaccio...
Andrea - Siamo alle soglie dell'autunno. (Poi, fra se) Come lottano lass le nuvole... Spinte dal vento... Come i sentimenti nell'anima; e si direbbe che anche il cielo ha voglia di piangere e non pu...
Giovanni - Vedr che non tarder molto...
Andrea - (staccandosi dalla finestra) Sono pieno di brividi... Era chiusa la macchina del signor Stefano?...
Giovanni - Hanno tirato su la capottel...
Andrea - (come seguendo un pensiero) Speriamo che Ma nuela in prnda freddo. (Gio vanni e indrea, restato so lo, si fa.ett piano, ne strappa tre j tj . accordi; poi, pren dendosi la- ,ta fra le mani scop pia in pianto, mentre fuori il temporale incomincm a minac ciare con folgori e tuoni).
FINE
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