LA MORTE IN VACANZA
Favola tragica in tre atti
di ALBERTO CASELLA
PERSONAGGI
SUA ALTEZZA LA MORTE
(S. A. Serenissima il Princ. Sirki dei Vitalba Alexandri)
Il duca LAMBERTO CATTOLICA
Il marchese CORRADO, suo figlio
Il barone di CESAREA, zio del Duca
Il conte DE LEVA
Il principe ALVARO DI SAN LUCA
Don MAURIZIO GLBOLI, nobile dei COLLALTA
SEVERO ARDENZA, scrittore
ALDO BUTI, pittore
FEDELE, primo servitore
SERVITORI e MECCANICI
La duchessa STEFANIA CATTOLICA
LUCIANA, sua figlia
ALDA DI CESAREA
GRAZIA MARIA SARA DI SAN LUCA, sorella del principe ALVARO
La contessa SELMA DE LEVA
La contessina FIORA, sua figlia
La principessa di SAN LUCA, madre d GRAZIA e ALVARO
ANNA e GORA, cameriere di casa Cattolica
ATTO PRIMO
Un grande e lussuoso salone al piano terreno d Villa Felicita, appartenente ai Duchi Cattolica. Tre vaste porte-vetrate, una centrale, nel fondo, due semi-laterali, nei lati obliqui del mezzo ottagono da cui la scena formata, danno sul giardino. Lungo le pareti corre una serie di divani, interrotta dalle porte-vetrate, in fondo: dal grande caminetto e da una porta a destra, da una porta a sinistra. Queste porte sono grandiose e danno adito, a destra, ad una vasta sala, detta studio, a sinistra, ad un'altra, detta di musica. Eleganza accura-tissima: senso di gaiezza, luce., aria: disordine simpatico di arredamento. Ad esempio, di contro i divani, poltrone, chalses-longues, sedie, sono disposte come se una comitiva movimentata le abbia da poco tempo lasciate. Ogni comodit; luci varie, frequenti e regolabili,, anche per tinte. A sinistra, un piano a coda. Nei centro della sala, larga tavola, per lettura e scrittura. E quindi, libri, giornali, riviste, carta, musica, tabacchi, servizio di bibite, ecc. 'Fiori e piante verdi. Grande lampadario al soffitto, e lampade ovunque, fisse, immobili, aeree, appese; perfino a livello dei divani, o a terra, rivolte al soffitto. Piccole librerie girevoli. L'impressione visiva dev'essere di gaiezza c. serenit. Sono le 23,30. Un primo chiavar di luna nel giardino, soffocato dalla grande, luce artificiale del salone, che appare deserto e silenzioso. Un momento di silenzio e di solitudine assoluti. Poi, lontanissime, si odono cornette varie e diverse di automobili: non molto rumore, le macchine, anche giungendo, fermano oltre il giardino, quindi non se ne sente quasi il motore.
Anna - (entra da destra) Eccoli! (Riordina nel salone, verifica le luci, riassetta).
Cora - (da sinistra) Son qua!... (Ad Anna) Hai sentito anche tu?...
Anna - Altro!... Stavo a farmi i ricci...
Gora - (va ad aprire interamente le porte a vetri: lume di luna) Giacomo! Giacomo!
Voce di Giacomo - (dal giardino) Ooh...
Gora - Arrivano! Vorranno la luce, in giardino?...
Voce di Giacomo - C' la luna!
Gora - (ad Anna) Saperli, i loro gusti!...
Anna - E i capricci...
Gora - Ti hanno disturbata?...
Anna - Sfido! son rimasta con mezzi ricci e mezzi cernecchi...
Gora - (a una tromba d'auto che squittisce pi vicina) Taci!...
Anna - Eh! devoti pure traversare il giardino... Io vado a mutarmi il grembiule. (Esce).
Gora - E a finirsi i riccioli... Che civetta! (Squilla il telefono, di cui l'apparecchio trovasi appeso alla parete di sinistra. Cora, senza fretta, vi si accosta: poi) Pronto... Cora... preparare le stanze?... son pronte!... ah, vanno subito a letto?... tutti?... Madonna!... una disgrazia?... Ah... meno male... credevo... s, s... avverto Anna e gli altri. Buona notte.
Anna - (rientrando) Chi sono?
Gora - Mah! Ha telefonato il custode che il signor Duca arrivato con l'automobile guasta... credo un urto... ma nessuna disgrazia. Dice che vanno subito nelle loro stanzc. su, tutto pronto, no?
Anna - Faccio il giro. (Esce).
Gora - S... e avvert i servitori.
Voci dal giardino
Maschili: - No, no... E' roba da nulla!...
Per... Senti, io chiamerei il medico...
Oh, Dio!... Signora Alda?.. Domani. Subito...
Femminili: - Ma certo!... Ho preso una paura... Io svenivo, quasi... No!.,. Desidera?... Vedremo!... Che luna!...
(Risate, esclamazioni, si uniscono alle voci in allegro frastuono, man mano avvicinandosi).
Gora - ( corsa verso la vetrata centrale e aspetta).
Fedele - (entra svelto da sinistra e si dispone di fronte a Cora, pronto ad aiutare i signori a togliersi soprabiti: in livrea).
(Entrano dalle porte vetrate: il duca Lamberto Cattolica, con Alda Di Cesarea al braccio; il barone Di Cesarea con la contessa Selma De Leva; la contessina Fiora De Leva e Luciano. Cattolica; Don Maurizio Calboli dei Collalta e Aldo Buti: porgono spolverini, scialli, sciarpe, veli, bastoni, cappelli, alla rinfusa, a Fedele e Coro, o li depongono qua e l: animazione).
Buti - Che luce!...
Don Maurizio - Gi. Venendo dal giardino...
Alda - (si butta in una poltrona) Morta!...
Il Barone - - Troppo correre! Ti rovini!...
Alda - Hai ragione, colpa dei prati...
Luciana - E di papa...
Il Duca - Mia?... Colpa vostra, giovent!...
Buti - Caro Duca, sei peggio di loro!
Don Maurizio - In tutto!
Alda - Scandaloso!...
LuclANA - (baciando il padre) II mio rom-picollo! ...
La Contessa Selma - (ha parlato finora con Fiora) Brava! Diglielo! Una cosa simile!...
Fiora - (al Duca) E il ginocchio?...
Il Duca - Pi nulla!...
Buti - E gli altri, vengono?...
La Contessa Selma - Con chi mio marito?
Il Duca - De Leva?... dev'essere con Corrado, credo!.. (Tutti parlano animatamente, chi seduto, chi in piedi).
Luciana - Io ho sete!
Alda - Anch'io! E sonno!... Vado subito a dormire.
Luciana - Aspettiamo gli altri!...
Alda - Oh, s...
Il Duca - (a Fedele) Rinfreschi! Chi vuole un sandwich?...
Luciana - Ci sto.
Fioka - Anch'io.
Alda - Anch'io.
Don Maurizio e il Duca - Brave!...
Alda - (corre al giardino) Vengono!
Luciana - (c.s.) Chi?...
Fiora - Tutti?... (Prende a braccio la madre e ambedue corrono in giardino).
Don Maurizio - (le segue).
Buti - (al Duca) Guarda tuo zio. Casi dal sonno.
Il Duca - (a Cesarea) Ziotto!...
Il Barone - Caro nipote mio, io, in genere, vado a letto alle novc. se non fosse per Alda!...
Il Duca - (a Buti) E' innamorato di sua nuora! ...
Buti - Ha ragione! ho 55 anni: posso dirlo!
Il Barone - Eh,,, mi par di rivivere col mio povero figliolo, a star con lei!... E, sapete,., son io che la spinge a restar giovane: seria... ma una donna, a ventotto anni, e vedova da tre, ha diritto di vivere...
Il Duca - Per, Alda non vuoi saperne di...
Il Barone - Si dice, si dice... poi! Comunque, non voglio che creda in un mio egoismo senile... Decider lei!
Buti - Certo, una compagna ideale...
Luciana - (dal giardino) Chi siete?...
Alda - (c. s.) Principessa? Stefania?... siete voi?...
Stefania - (di fondo al giardino) Noi! Papa tornato?
Corrado - (c. s.) Alda?...
Luciana - (c. s.) E' qui. Siamo quasi tutti.
Alda - (c. s.) Corrado?...
Il Barone - (che, alle voci, si alzato per ascoltare) Andiamo a incontrarli?...
Il Duca - Andiamo!
Il Barone - Senti che allegria!
Buti - Su, su... siamo ancora giovani, no?... (Si avviano svelti: il Duca si ferma presso la soglia e facendo agire alcuni commutato, riaccende una luce vivissima e azzurrastra nel giardino, che assume un aspetto fantastico: si vedono le ombre di chi giunge: il Barone e Buti sono usciti).
Voci dal giardino - No!... No!... E' un peccato! Con questa luna!... Plenilunio! No!... Spegnete!... Buio!... Via la luce! Profanatori!... Guastamestieri!... ... della luna!..
(Il Duca gira, i commutatori e in giardino toma l'ombra, col chiarore lunare).
Tutte le voci del giardino - (prolungate, squillanti, gioconde) Oooooh!...
Stefania - (entra di corsa, difendendosi scherzosa da taluno che la insegue) Basta! Basta! Basta!... piet!... (Vede il Duca, gli da un bacio) Aiutami!...
Alda, Luciana Fiora - (entrano inseguendo Stefania e gettandole addosso manciate di petali, bianchi, rossi, rosa, gialli e scarlatti) A te!... a te!... a te!...
Il Duca - (cerca di opporsi alla furia, floreale, ma aggredito alle spalle da):
Selma - (che corre su di lui e gli soffoca, il volto in un gran cespo di fiori) Arrendetevi, Duca!...
Corrado - (entra, fumando, placido) Che diavolo c'?... (/ precedenti corrono qua, e l, assalendosi, difendendosi, con risate, squittii, [irida, invadendo la stanza) Ohe!...
Alba - (a Corrado) Tu?... Munizioni, subito... !
Corrado - (scappa a prender fiori).
De Leva - (entra, incontra Corrado) Adagio!
Corrado - (tragicamente) Munizioni!
De Leva - Eh?...
Corrado - Qua... (Lo afferra, lo trascina, mentre entrano Severo Ardenza, Alvaro di San Luca carichi di fiori).
Alba - Ardenza!.. La poesia!... A me!... (Gli strappa dei fiori che butta: tutti prendono parte alla battaglia; entra la Principessa di San Luca, bellissima, con tutti i capelli bianchi: avvolta da un nugolo di fiori: rientrano Corrado e De Leva, distribuiscono e lanciano; il grido assordante: sopraggiungono Aldo Buti, il barone di Cesarea, Maurizio Calboli: sono travolti: compare Fedele con altri due servitori, portando su lievi tavolinetti a rotelle, in cristallo, i rinfreschi, i dolciumi, i liquori: Corrado si reca al pianoforte e vi suona una marcia two-steep: tutti si fermano, e, vedendo il servizio, applaudono: si formano delle coppie: le signore siedono: i signori le servono e si servono: le coppie dei danzatori inciampano nei fiori sparsi e perci smettono, correndo invece a rifocillarsi: Anna e Fedele hanno frattanto aiutato a togliere i soprabiti, ecc, come sopra; poi Anna, via; Fedele resta, in fondo: i camerieri, via, dopo aver disposto).
Stefania - (siede a sinistra) Una magnifica gita!...
Selma - (che parlava con Buti, si avvicina a Stefania e siede) Stupenda, davvero!... Il Castello un tesoro!...
Buti - Peccato che l'ala destra sia distrutta!
Stefania - Luciana?
Luciana - (dal fondo) Mamma?...
Stefania - Hai preso le fotografie?
Luciana - Dodici.
Corrado - (dal fondo) Fotografie?... Ma ci vorr una settimana per svilupparle tutte!
De Leva - (a Ardenza) E voi, vi siete inspirato a qualche capolavoro?
Ardenza - Oh! Certo, un luogo affascinante.
Buri - (sopraggiungendo) Chi?...
Ardenza - Parlavamo del castello.
Buri - Ah! S,., voglio tornarci con le tele... A proposito! (Va verso il fondo, a parlare con Fiora).
De Leva - Un sandwich?...
Buti - No: ma vi accompagno. (Risalgono).
Alda - (viene a sedere su una poltrona a destra).
Il Barone - (scende con la principessa di San Luca verso il gruppo di Stefania e di Selma De Leva).
Stefania - Come va, zio?...
Il Barone - Bene. Un po' stanco.
Stefania - (alla Principessa) E tu, Marina?
La Principessa - Ottimamentc. sebbene il tuo Corrado mi abbia fatto provare le vertigini...
Il Barone - E quel matto di mio nipote?...
Stefania - Lamberto?... Correva?....
Selma - No. Volava. Figurati!.,. A un certo punto, capita un trspolo, con due cavalli addormentati e un contadino sordo... Doveva essere sordo...
Il Duca - (sopraggiungendo) Che animale! E' stato un attimo!...
Stefania - Tu, per, sei imprudente!
Il Duca - Cara mia... un rettifilo come quello!
Alvaro - (che era in fondo a destra con Maurizio, si stacca e scende da Aldo) Sola?...
Alda - Ah! Muoio di sonno! Dalle otto di stamane che non mi fermo un momento!
Alvaro - Posso sapere perch avete cambiato di automobile?...
Alda - (fingendo smemoratezza) Ho cambiato ?...
Alvaro - Gi. Eravate sulla mia e siete andata in quella del Duca... Ci stavate male?...
Alda - Oh! no!... Ma, vi interessa?...
Alvaro - Cos... Una bella donna si tiene sempre volentieri nella propria automobile...
Alda - Come mascotte?...
Alvaro - Secondo... se non si guida...
lda - Avete torto!... Il duca Lamberto guidava e io gli ero vicinissima...
Alvaro - Ah!...
Alda - S... eppure, non siamo affatto rotolati...
Alvaro - Noto quel superlativo...
Alda - Vi-ci-nis-si-ma...?
Alvaro - Gi... Che avete, con me?
Alda - Nulla.
Alvaro - Non vero!
Alda - E' vero!
Alvaro - Provatemelo!...
Alda - Proviamolo!
Alvaro - Domattina, venite...vicinissima a me...
Alda - S. Dove?...
Alvaro - Dove voglio io.
Alda - Ah, no!
Alvaro - Volete sempre scherzare?.
Alda - Quanto pi posso!
Alvaro - Siete ingiusta...
Alda - Ma che volete? Che vi ami?...
Alvaro - O almeno, che vi lasciate amare...
Alda - Ma, figuratevi!... Da tutti!... E' la mia gioia!... Toh! volete un bacio?... ecco l! (Gli butta un bacio, sulle dita, fortissimo, poi s'alza e ridendo scappa).
Tutti - Oh!... Eh!...
Alda - (finge di arrossire) Che scandalo! (Ad Alvaro) Vedete?.. Sanno tutto!... La vergogna su me!... (Declama) Mila di Codia, - la svergognata che fece - da bandiera a tutte le biche... .
Corrado - (pronto al giuoco) O svergognata, ti sanno - ti sanno le prode dei fossi... Sotto di te mille volte - bruciata la stoppia, magalda!... .
Stefania - Ma Corrado!...
Luciana - Ah, ah... La mamma che si scandalizza!...
Fiora - Silenzio! Vogliamo Omelia!...
Il Duca - Giusto!... O dov' Grazia Maria?...
Luciana - Oh, bella!...
Stefania - Ma se era in giardino con noi!...
La Principessa - Dico bene! (Si alza) Sar a contemplare la luna!... Benedetta figliola!
Don Maurizio - (verso il giardino) Omelia!
Corrado - (verso il giardino) Princesse au-bois-dormant ...!
Alvaro - (c. s.) Sorella!...
B uti - Come! ... E vi accorgete ora ?... (Tutti si alzano: chi si dirige verso le porte, chi al giardino).
Stefania - Fedele!
Fedele - (accorre) Signora duchessa!...
Stefania - Avete vista la principessina di San Luca?...
Fedele - No, signora duchessa... vado a chiedere... (Dal giardino, giunge un grido acu-tissimo, di donna, pieno di terrore, di angoscia, di ribrezzo; tutti si voltano, corrono: ma nella luce lunare, inquadrata dalla porta a vetri centrale, ecco stagliarsi la figuretta alta, sottile, elegantissima di Grazia Maria Sara di San Luca: pallida, stravolta, convulsa.; tutta vestita di bianco, con un gran mantello nero a cappuccio, che le ricade dalle spalle; nella corsa agitata, i capelli le si sono sciolti e fluttuano, enormi, come una criniera; il grido sinistro da lei ripetuto, ma meno acuto, quasi un rantolo; tutti le sono attorno: schiamazzo, interrogazioni, stupore, a soggetto; movimento a vivacit: le battute seguenti sono rapidissime).
Il Duca - (ha sollevato Grazia sulle braccia e si fa largo) Presto!...
Corrado - Qua!... (Stacca un divanetto dalla parte di destra e insime a Maurizio lo trasporta verso il centro, per metterlo nella corrente d'aria, mentre Alvaro e De Leva trasportano un po' a sinistra la gran tavola del centro).
Il Duca - (depone Grazia sul divanetto) Largo! Lasciatele aria!...
Fiora - Oh, mio Dio!...
Selma - Che spavento!
Stefania - (suona un campanello) Anna!...
Luciana - Grazietta! ... (Tutti si affannano a far qualcosa; entra Anna a cui Stefania da un ordine, e scappa via).
La Principessa - Grazia! Grazia mia!...
Don Maurizio - Ma che avvenuto?...
Il Duca - Stefania, dei sali!...
Stefania - Ho mandato a prenderli! Ecco! (Si slancia a sinistra verso la cameriera Anna, che entra con un flacone e lo fa quindi aspirare a Grazia. Anna via) Riprende?...
Il Barone - Pare!...
La Principessa - S... s... apre gli occhi... Grazia!... Amor mio!...
Il Duca - Aspettate! Cercate, piuttosto!
Don Maurizio - Guardiamo in giardino!...
Corrado - Andiamo! (Escono. Li seguono Ardenza, De Leva, Alvaro, Buti, Fedele e i servi).
La Principessa - Dimmi!... Puoi parlare?
Fiora - Aspettate... Sembra che respiri male!
Buti - (rientrando) E' strano!... Non si vede nulla!
La Principessa - (solleva un poco la figlia) Puoi!?...
Grazia - S... Oh, sto meglio!... (Sorretta un po' da tutti, riesce a mettersi prima seduta, poi in piedi) ... Cosa?... Ah!... Dio! Che spavento!
La Principessa - Di che?...
Stefania - Cerca di parlare, Grazia!... qualche malvivente?...
Grazia - (accenna di no).
Ti. Duca - No?... Un'ombra?...
Grazia - (accenna di no).
Luciana - Un rumore?...
Grazia - (accenna di no).
Alda - Dio mio!
Corrado - (rientrando) Nulla!,,, Nulla!... Ha parlato?
Il Duca - Mah!
Corrado - Abbiam frugato dappertutto...
Don Maurizio - (rientrando con Ardenza) Niente!...
Ardenza - Che dice?...
De Leva - (rientrando; a Corrado) Avete visto qualcosa?
Corrado - Macch!... E voi?...
De Leva - Nemmeno.
Alvaro - (rientra coi servi).
Stefania - (mentre tutti si affollano intorno al divano) Bimba mia, cerca di spiegarci...
Grazia - Non so...
Selma - Pure!... Via... hai traveduto?...
Fiora - Forse... un animale?
Corrado - I cani son quieti...
Don Maurizio - Chi sa! una faina...
Grazia - No, no... nessun rumore... come dirvi?... Oh, mamma!... Ero vicino alla fontana... mi piaceva... sentivo le vostre risate... ed ero allegra anch'io... ma godevo a restar l, sola... in quella luce di luna... con tanta pace. stavo per muovermi. Pensavo che tu stessi per salutare e che dovessimo tornarcene alla villa. Ho detto: Ancora un momento... . Mi son alzata e son rimasta ferma, in piedi. Un attimo. Poi... poi ho sentito una ventata... sapete! come d'inverno... gelida! e non era il vento... tutte le foglie stavano immobili, intorno! Ho avuto l'impressione che qualcosa, non so!... qualcuno... corresse, dietro di me... allora, rabbrividendo, mi son voltata... Dio!... una grande ombra...
Ardenza - Un'ombra... di che?
Grazia - Non so... non so dire...
De Leva - (a Maurizio) Allucinazioni!
Grazia - Un'ombra senza forma., una grande ombra... e m' parso che attraverso l'ombra si vedessero egualmente il cielo, la luna, le stelle...
Alvaro - Via, Grazia!... ammetti che hai sognato!
Corrado - Poverina! un momento di...
Selma - Eppure!?
Il Duca - Di' un po', bambina... Ora come ora, mentre ci parli, la rivedi?
Grazia - Come?
Il Duca - S... ripensandoci, sai ricostruire... definire...
Grazia - Ma!... mi pare un sogno!
Il Duca - Oh! ecco, dunque! Bisogna proprio che ti convinca di questo, hai capito?... D'aver sognato! Capito?... Non ti deve restare un dubbio!... Vero principessa? ',
La Principessa - Certo, bimba mia!... Una allucinazione!
Corrado - Siamo corsi subito!...
Don Maurizio - Non c'era nessuno..
Il Duca - E poi... qui!
Luciana - Ci sono i fattori...
Fiora - I meccanici!...
Stefania - Io credo di capire... Grazia si , fermata a guardare la luna e quella luce l'ha abbacinata...
La Principessa - (a Grazia) Ti senti di arrivare fino all'automobile? Vorrei portarti in villa... E' meglio!...
Grazia - S...
Alvaro - Non hai pi paura?
Alda - Se mai, veniamo anche noi!...
Il Duca - Ma certo! Del resto, intendiamoci: non ci mettiamo delle idee...
Il Barone - Bravo!
Il Duca - Io desidero che Grazia si convinca di esser stata vittima, poverina, di un vero squilibrio ottico... e che se ne torni a casa serena e tranquilla!... No?... E' cos?...
Grazia - S, s... sto bene... che sciocca!...
Il Duca - No... non si tratta di questo! L'importante che tu dimentichi l'avvenuto e soprattutto che nessuno ci dia alcuna importanza!
Grazia - Oh, no! passata!... ora rido!
Luciana - Brava, la nostra piccola, che sorride!
Fiora - Povera!
Selma - Cara!
Corrado - Io vi accompagno!... (Le signore si dispongono a salire negli appartamenti, i principi di S. Luca ad andarsene).
Il Duca - No, Corrado... fammi il piacere... senti! (Lo trae a parte) Saranno sciocchezze... ma al "giorno d'oggi, meglio stare in guardia... Potrebbe darsi che Grazia avesse visto davvero un'ombra... qualche nottambulo... e l'avesse ingigantita... Io accompagno la principessa... tu fa' il giro del giardino, della serra, insieme a Fedele e agli altri... Avverti anche i fattori e i mezzadri. Intanto, io dar un'occhiata allo stradale e alle siepi. Sei armato?...
Corrado - S. E tu?
Il Duca - Ho la Walman. Ma torno subito. Son due chilometri. Mi faccio riaccompagnare con la macchina di Alvaro. Se non vedi nulla, va' a letto. Io torno e salgo in camera... (Ad Alvaro) Sono con voi...
Alvaro - Venite?
Il Duca - S. Signore e signori, vi d la felicissima notte!... Domattina, sveglia alle nove, alle dieci colazione in giardino, alle dieci e mezzo visita collettiva al castello" di San Luca...
Alda - Con battaglia di fiori...
Alvabo - Tra i castellani di San Luca e...
Corrado - ... la maestranza dei Cattolica!...
Lucana - Benissimo!
Tutti - Urr! Bravo! Accettato! Alla buon'ora!
Don Maurizio - Abbasso le ombre!
De Leva - Luce! La luce progresso!
Il Duca - Obbedisco! (Gira i commutatori: tutto il giardino si abbaglia di lampade policrome, con una luce pi veemente di quella interna).
Tutti - Urrah!
Corrado - Signori, addio! (Si inchina, si accomiata: un lungo sguardo a Grazia che se ne accorge).
Grazia - (scende un poco la scena, seguita da Corrado; tutti gli altri sono adunati alla porta centrale) Vi siete spaventato?
Corrado - Molto!... (Con simpatia appassionata) Che avete da dirmi?
Grazia - (semplice e con bont, leggermente confusa) Domani., riparleremo... va bene? Non posso promettere... Credo!...
Corrado - Grazie! (Scappa verso il fondo; si urta con Maurizio).
Don Maurizio - Ammattisci?
Corrado - S. Per farti compagnia!... Buona notte! buona notte! Fedele! qua! (Esce da destra).
Fedele - (risale; saluti, ossequi, baciamani, risate, promesse, cordialit; escono).
La voce di Luciana - (dal giardino) Grazia! Domattina, eh?
La voce di Grazia - (dal giardino, lontana) Va bene! Vi aspetto!
La voce di don Maurizio - (c. s.) E nel pomeriggio la Figlia di Jorio ! le ultime prove!
La voce Di Alvaro - (c. s.) Imparati la parte!
La voce di Alda - (c. s.) Addio, amore!
La voce di Alvaro - (c. s.) E' per me?...
La voce di Alda - (c. s.) E' per te!
Voci varie - Ahi! Scherza! scherza!...
Altre voci lontane - Fuoco di paglia, incendio di bosco!... La coda! Della volpe! Addio! A rivederci! Ciao! A domani!
La voce di Stefania - Lamberto, torna subito!
II Duca - Subito!... (I lontananti, cio i principi di S. Luca e il Duca, mandano un saluto alla voce che giunge fioco) Ooooh! ...
Le voci dei rimasti - (dal giardino) Ooooh! (Poi, una cornetta d'automobile. Il silenzio).
Tutti - (rientrano a gruppetti).
Stefania - Per, eh! Ci voluta un'ultima emozione!
Selma - Davvero! E che spavento!..
Stefania - Povera bambina!
Fiora - (viene avanti tenendo Luciano per la vita) Vieni a dormire con me, stanotte? io ho paura!
Lucana - S, s... che bell'idea! Andiamo subito ?...
Fiora - Andiamo! (A Stefania) Duchessa, buona notte!
La Duchessa - Addio, cara! (Si baciano).
Lucana - (alla contessa Selma) A rivederci!
Selma - Ciao, monella!
Lucana - Dormiamo insieme!
Selma - Le piccole vili! (Gli uomini, che erano attorno ad Alda, salutano Luciano e Fiora, le quali scompaiono a sinistra).
Stefania - (a Selma) Voi venite?
Selma - Oh, senz'altro! Sono veramente fatigue! ...
Alda - Anch'io! (Risalgono).
Stefania - Illustri uomini!...
(Tutti gli uomini baciano le mani di Stefania, di Selma e di Alda, e le accompagnano fino alla porto di sinistra da cui esse escono insieme a De Leva e al barone. Bufi, Maurizio e Ardenza si siedono su tre poltrone vicine e fumano in silenzio. Entra Corrado).
Corrado - Ancora qui?
Buti - Hai trovato nulla?
Corrado - Nulla! assolutamente nulla! Tutti a letto?
Maurizio - Quasi!
Corrado - Uff! son stanco! (Beve).
Buti - Che ore sono?
Corrado - Mezzanotte, poco pi!...
Ardenza ; - Santo cielo, o se la vita comincia ora?
Don Maurizio - Gi. Ma stata quella gita... Le altre sere, a quest'ora si balla, si suona, si fa un po' di flirt...
Corrado - Sentite. Andiamo nel mio studio. Vi offro l' old port , sigarette nubiane, poltrone di Cordova, due nudi di Zorn e un'ora di giuoco. Va?
Ardenza - Va!
Don Maurizio - Ca marche!
Buti - Eh! marchons! (Escono: passando, Corrado spegne le luci del giardino; scena vuota. Silenzio).
Il Duca - (viene dal giardino. Entra dalla porta a vetri centrale, canterellando. Fedele lo segue) II Marchese salito?
Fedele - Or ora, col signor Ardenza e il signor Buli e il signor Clboli.
Il Duca - Bene, chiudi! (Fedele chiude le vetrate. Il Duca si versa da bere, accende una sigaretta, sceglie qualche giornale).
Fedele - Domattina, signor Duca?
Il Duca - Alle otto,' i cavalli pronti. Esco col Barone di Cesarea e con Donna Alda. Torneremo alle nove.
Fedele - Bene, signor Duca.
Il Duca - Chiuso?
Fedele - Tutto.
Il Duca - Hai da fare?
Fedele - Vado in rimessa e al garage. Guardo che finiscano la pulizia delle macchine.
Il Duca - Allora sappimi dire se il guasto riparato. Io aspetto qua. E' strano: m' venuta un'insonnia curiosa. Quando torni, salir.
Fedele - (si inchina, esce).
Il Duca - Di'! ... Vedi anche se il Marchese Corrado si coricato.
Fedele - S, signore. (Esce).
Il Duca - (legge un giornale. E' seduto al tavolo con il viso al pubblico; una pausa, breve. si ode battere alla vetrata centrale, come con le nocche di una mano. Tre colpetti, cortesi).
Il Duca - (si volge di soprassalto) Eh?... (Ancora tre colpetti; il Duca si alza, va alla vetrata) Chi ?... (Giunto alla vetrata, si arresta. Sebbene la luce intensa della sala offuschi quella plenilunare, tuttavia attraverso i cristalli si vede un'ombra oscurissima, senza linee definite, la cui statura possente ma non superiore a quella di un uomo molto alto. Il Duca resta interdetto) Chi ?... (Indietreggia) Perdio! E' la sera dei fantasmi, questa? (Per meglio vedere all'esterno, spegne la luce; rimane accesa soltanto una fila di lampadine azzurrastre che corre, lungo le pareti sopra ai divani; l'oscurit quasi raggiunta; ora le tre grandi vetrate rifulgono contro il plenilunio; chiarissimi si vedono piante, aiuole, cespugli, un cielo terso dietro la vetrata; l'Ombra adesso pi formidabile, stagliata fra la luce e il cristallo. Il Duca visibilmente emozionato. Tituba. Estrae con decisione la rivoltella, apre con la sinistra mezza porta dell'invetriata, la trae a s, punta l'arma su l'Ombra). Dichiaratevi, o sparo! (Un attimo di silenzio) Attenzione!... Se uno scherzo di pessimo genere, finiamola!...
L'ombra - (fa un passo avanti).
Il Duca - Peggio per voi! (Fa scattare il grilletto, ma l'arma non funziona. Egli la guarda, ripunta, scatta... Invano).
L'ombra - (avanza ancora. Nulla di troppo tragico. Movenze nobili e dolci. E' la Morte. Lo scheletro rivestito da una sorta di maglia nera, che dal teschio al tarso e al carpo lo avviluppa completamente. Ma tutto avvolto in un vasto ferraiolo nero, che scende alle, caviglie, sotto al quale trapela la secchezza arida. Il teschio chiuso in una sorta di! lucco fiorentino, nero, il cui frontale abbassato fin sopra le cave orbite e i parietali sono incrociati ed avvolti sulla mandibola inferiore lasciando appena scoperta la superiore e le fosse nasali. D'altronde, la luce azzurrastra non lascia distinguere chiaramente. L'Ombra ha tenuto, finora, il lembo destro del mantello sull'omero sinistro, nascondendo completamente il volto; quando comincia a parlare, si scopre con un movimento del capo, cercando di non mostrarsi bene per non atterrire il suo interlocutore. I piedi sono calzati di babbucce alla orientale, nere. La sua voce umana, suadente, oratoria, flessuosa e calda) Pace, pace! Non allarmatevi... io sono un visitatore un po' importuno e originale... Ma permettetemi di spiegarmi. Non avete a temere di nulla. Vi prego anche di deporre quell'inutile arnese... Come avete visto, non funziona...
Il Duca - (indietreggia fin quasi ai divani, a .sinistra; come, paralizzato; ma tale influsso piuttosto causato da una forza a lui estranea e possente che non da semplice terrore. Meccanicamente osserva e tenta la rivoltella).
L'ombra - Vogliate persuadervi che quell'arma inutile contro di me! . Provate a scaricarla...
Il Duca - (guarda l'Ombra col volto di chi non comprende).
L'ombra - S... togliete le cartucce...
Il Duca - (eseguisce, come un automa).
L'ombra - Ora, provate a scattare... Funzioner...
Il Duca - (eseguisce: si ode. due, tre volte, lo scatto, forte e sicuro del percussore! L'arma funziona perfettamente: quindi, ecco il rumore, delle sei pallottole che cadono a terra dalla mano inerte del Duca).
L'ombra - Compreso? Ora, perdonatemi la sconvenienza, di tutto il mio procedere,,, era necessario. Vi spiegher. Avrei voluto, anzi, lasciarvi sparare; ma ho riflettuto: l'esplosione avrebbe destato tutti, i familiari e gli ospiti vostri; ed io avrei dovuto, forse, rinunciare al mio progetto.. Comunque, l'esperimento riuscito lo stesso. Io ho voluto che la vostra arma non funzionasse: ed stato cos. Credo vi basti tale prova per essere convinto di trovarvi in circostanze un po' eccezionali... Ma, non abbiate timore...
Il Duca - (resta immobile ed esterrefatto).
L'ombra - Ebbene? Non riuscite a comprendere? E' giusto... mi presenter. Siete intelligente e forte: dunque, senza altri ambagi, bene vi facciate esatto conto della situazione. sedetevi... l, ecco... cos... io siedo qua... (Eseguiscono. Il Duca in una poltrona a sinistra del tavolo che tuttora spostato, e l'Ombra sul divano ove poco fa era sdraiata Grazia).
L'Ombra - Signore... Io non faccio parte del vostro mondo! Adagio! non allarmatevi! Vi scongiuro, per il vostro bene e per quello di tutti i vostri parenti ed .amici, di ascoltarmi tranquillamente... oserei dire, serenamente... fra pochi minuti, noi saremo ottimi amici... Dicevo, dunque, che non appartengo al vostro mondo; lo frequento, lo visito spesso, vi faccio lunghe soste, lo conosco a perfezione... ma sono uno straniero... un vagabondo del Mondo... e vogliate intendere questa parola k mondo nel suo significato pi esteso... Cielo, Terra... piccolezze!... pensate agli astri, all'tere, al Tutto, al Nulla, all'Infinito, all'Inconoscibile, all'Eterno, al Cosmo... ci siete? Benissimo. Inquadrata cos la vostra mente, vi parr meno strano ci che sto per dirvi. Giacch, vedete, mio nobile signore, il mio nome vi far una certa impressione... Signor mio nobilissimo, vi dicevo dunque... (si alza, mollemente, gira dietro al tavolo e si avvicina al Duca) che io sono... o meglio, che io ero... fino a pochi momenti fa... la Morte!...
Il Duca - (balza in piedi, esterrefatto, con un roco rantolo spento in gola).
L'ombra - Ma, vi prego, non spaventatevi!... dovete pur capire che non mi presento a voi con le mie ordinarie mansioni n con propositi malevoli!... avrei potuto, altrimenti, cogliervi... ghermirvi... dovunque, comunque... nel giardino, poco fa... nell'automobile, oggi, stasera... qui stesso... mentre leggevate... nel vostro letto... lass... nascondermi sotto l'alcova... dietro una tenda... stendermi accanto al vostro sonno,.; un modo qualunque... Ho dell'esperienza... e, debbo riconoscerlo, una certa raffinatela artistica.,. Quando entro non mi si sente... passo inavvertita... ho i piedi pi lievi del pi fine velluto... Ed per questo che, avendo io bussato con ogni delicatezza alla vostra porta, e atteso il vostro consenso prima di entrare, voi dovete arguire e convenire che la mia presenza qua tutt'affatto scevra di intenzioni... letali, per usare un vostro termine classico... Dunque, ormai siete persuaso, no?... vero? Coraggio! Rispondete!
Il Duca - (con un fil di voce) . S...
L'ombra - Oh!... Meno male! A proposito, avete un figliolo straordinariamente simpatico...
Il Duca - (ha un sobbalzo).
L'ombra - E dagli! Ma siete curioso! L'ho incontrato dieci volte, stasera!... era simpatico, via!... a cercarmi!... Ah, ah, ah!... con tanto di lampadina elettrica... Povero ragazzo!... ma sfido io, quella povera bimba... (La voce diventa calda, commossa, quasi materna) Si presa una paura... . Ma torniamo a noi... ormai, possiamo intenderci completamente. sappiate, dunque, che ho deciso di prendere le mie vacanze. sicuro, io sono in vacanza. Vi stupisco? Comprendo, voi pensate che questa notizia favolosa, stupefacente, incredibile... L'umanit liberata dall'incubo! La grande ombra che si solleva e lascia respirare i poveri mortali... Eh! mio buon amico, saranno vacanze brevi, purtroppo!... Quattro, cinque, sette giorni!... Sicuro, avremo un periodo di tempo, senza catastrofi, n eccidi, n stragi, n cataclismi... ma posso farlo senza timore dell'eccessivo agglomeramen-to... c' sempre la grande riserva della guerra mondiale, che, se mai, fa equilibrio!... e io mi riposo. Ho il mio bravo permesso, salvo richiami imprevedibili. Che volete? A dirvela franca, ero stufa... sempre morti, sempre moribondi... ogni tanto mi fermavo per ammirare qualche forma di vita. Carino! , dicevo dentro di me. Il guaio questo; che il destino mi spinga a prendere proprio quello che pi mi piace; un supplizio; se prendere significasse conservare, andrebbe bene; ma una volta toccate dalle mie dita, o sfiorate dal mio alito, o lambite dal mio tabarro, le pi squisite creature della vita si irrigidiscono, perdono ogni attrattiva e finiscono per somigliare a me... Dunque, vacanze! Voglio gustare un po' la vita. Provare come si sta fra di voi, con voi... essere viva anch'io... sentire, pensare, fare, disfare, amare, godere, gioire, come voi... capite?... passo di qui, e vedo scritto: Villa Felicit. Buono! dico io, Mi nascondo, e vedo una comitiva deliziosa. E' ed il caso mio ! E cos, son venuta qua. Ho intenzione di divertirmi. Non sono pi la Morte. Sono un gentiluomo, che viene di lontano, a chiedervi ospitalit, a gustare la vostra letizia di vivere, a vivere, insomma!... Mi accettate?!...
Il Duca - Ma... naturalmente! quand' cos!... io non posso essere che... onorato... anzi...
La morte - Oh, permettete che vi esprima tutta la mia gioia, riconoscente!... (Trae di sotto al tabarro la mano destra, inguantata in camoscio nero fino all'ascella, e la porge al Duca; questi tituba un attimo, poi la stringe).
Il Duca - Immaginatevi! Debbo io farvi delle scuse!... Capirete, al primo momento... non vi nascondo che anche ora qualcosa di enorme, di pazzesco, di inverosimile, batte alle mie tem-pie... io mi chiedo se sono desto o se per caso non sia gi fra i defunti... Ma... vedo la mia casa... mi sento... mi sento vivo... insomma un fenomeno talmente assurdo... Beh! Signore... Signora... io sono a Vostra disposizione...
La morte - II Vostro nome, scusate?...
Il Duca - Duca Lamberto Cattolica...
La morte - Et?...
Il Duca - Quarantaquattro...
La morte - Li portate da giovanotto... Mi compiaccio... Avete anche l'aria di un uomo soddisfatto... La Vita, vi cara?...
Il Duca - Mah... veramente, s, ecco...
La morte - - Caro Duca, toglietevi da quello imbarazzo... Ripeto: voglio essere una creatura umana, che vuoi vivere fra i suoi simili... in una cerchia ristretta e sceltissima... Questa villa molto adatta: mi piace: ci resto: beninteso, se Voi foste di avviso contrario...
Il Duca - (ormai sedotto dall'inverosimile) Ma, Vi prego... volete umiliarmi?...
La morte - Troppo buono; ed ora, gli ultimi accordi...
Il Duca - Dite, dite pure...
La morte - Ecco qua; io, non ho abiti...
Il Duca - Eh... roba da niente... Domattina, potr fornirvi un guardaroba...
La morte - - Bravo! Frak... smoking... qualche completo...
Il Duca - Penso io... Mi affidate l'incarico?
La morte - A occhi chiusi! ...
Il Duca - E... per stasera?
La morte - Ma... non potreste cedermi una delle vesti da camera che usate voi... ;
II Duca - Ecco! un pigiama!... ne ho di grandissimi... Ve li mando tutti... Un momento: dove preferite essere alloggiato?... Ho un appartamento sgombro, nell'ala destra del Castello: era per un vecchio amico che non viene pi.
La morte - Un vecchio amico?...
Il Duca - Gi... Sua Altezza Serenissima il Principe Sirki dei Vitalba Alexandri...
La morte - Perbacco!... Ma lo conosco!... Un fior di gentiluomo!
Il Duca - Lo... lo... lo conoscete?... Era... ... malato....
La morte - Gi... s... era! Poveretto!
Il Duca - Forse che?
La morte - Eh, s... l'altro giorno... Tornavo appunto da Varsavia, dove fui occupatissimo. E passando da Marienwerden, l'ho incontrato...
Il Duca - Toh .. toh... toh.. (tanto per dire qualcosa) ... a saperlo...
La Morte - Gi... avrei potuto...
Il Duca - Certo... o almeno, vi avrebbe pregato... di salutarmi...
La Morte - Proprio!... Beh... che volete farci!... Ma era sciupato!...
Il Duca - Ah, s, eh?
La Morte - Oh!... irriconoscibile!... un patriota simile!...
Il Duca - Magnifico!... voleva appunto riposarsi un po'...
La Morte - Capisco. Mah! Oh, riposa egualmente!
Il Duca - (si fa il segno della Croce) Ma!... sicch, dicevamo...
La Morte - A proposito! Poich io devo assumere un nome, presso i Vostri parenti ed ospiti, mi pare conveniente di tenermi quello del Principe Sirki...
Il Duca - E' una buona idea... tanto, qui lo conoscevo solamente io!
La Morte - Ecco! Allora, siamo intesi...
Il Duca - Intesissimi.
La Morte - Un'ultima raccomandazione. Vi premetto che intendo divertirmi molto, in questi giorni di vacanza: niente preoccupazioni, niente misteri, niente seccature, niente fastidi... La mia presenza qua, sotto le vesti umane di vivente, un'egida per Voi tutti,, che avete cos la sicurezza di restare immuni da ogni disgrazia o infortunio. Non piccola prerogativa...
Il Duca - (s'inchina).
La Morte - Ma io sono anche capricciosissimo: detesto gli ostacoli. Domattina, io voglio essere per tutti il Principe Sirki, e basta. Non voglio n terrori, n ribrezzi, n smorfie. su questo punto non transigo. Siete avvertiti. Pretendo che mi si tratti da gentiluomo: donne e uomini devono a me questo riguardo: in caso contrario, io me ne andr subito, ma per tornare con ben altre funzioni. Siamo intesi?
Il Duca - (che comincia a inghiottire amaro) Perfettamente,,,
La Morte - Inutile aggiungere che la disciplina di questa ospitalit tutta in Voi, e da Voi solo deve dipendere; ve ne chiamo responsabile. Perci, resta anche inteso che nessuno di coloro che abitano Villa Felicit, o sogliono frequentarla e visitarla, dai dintorni o da lungi, dovr fuggirsene per uno sciocco sentimento di paura... 11 mio artiglio lo raggiungerebbe senza indugio e senza fallo, pi tardi...
Il Duca - Capisco!
La Morte - Da questo momento, io vivo! Sono un essere della Terra. Ah! Non potete immaginare cosa provi! (Sedotto involontariamente dal fascino nuovo) Se sapeste! Che gioia! E' come una linfa, da cui siano pervase le mie giunture aride... E' un'allegrezza, una rosea giocondit che si diffonde a poco a poco in me... Quasi io fossi veramente carnale, come voi... con quella stupenda sostanza di vita che la vostra carnalit! Con quel meraviglioso succo, che il vostro sangue... rosso, fiammante... tumultuoso... avido di sensazioni e di piacere... Capite?... capite?... Io... La Morte! La grande Ombra!... La implacabile... la Giustizier... io, io, io! che vi invidio da secoli, perche non posso avervi con me se non privi di tutte le seduzioni che vi fanno belli, di tutti i fascini che vi rendono simili al nostro Signore Immortale. Ah, non potete sapere che cosa sia questo!... Cosa, sia d'orrendo, di spaventoso, di triste, invidiare i piccoli uomini! Seguirli nel loro breve cammino, cos luminoso di ebbrezze, senza sapere altro che distruggerli, per non poterli imitare!... Scendere fra le vostre serenit, fra le vostro gioie, e non dividerle, non sorriderne, non goderne, e torcersi di desiderio, e imbestialirsi nel corromperle, nel rovinarle, nel devastarle, perche... ci impossibile possederle!... Scusate... ira momento di debolezza... (Riprendendosi) No... No... Che credete! Che avete creduto, Signore?! Non vero! Non che un capriccio! Uno strano capriccio. Sono le mie vacanze! Oli! Soltanto per ridere... per ridere un poco... giacch io ho tutto! tutto!... Ho la potenza infinita, ho la forza irresistibile e insormontabile... Non che un capriccio... per ridere... ridere... Ah, ah, ah! (Si abbatte sul divano, rodendosi dell'intimo male; un attimo; risorge) Siamo intesi. Io vado.
Il Duca - Andate?...
La Morte - S. Ho da impartire alcune disposizioni e debbo ottenere il placet definitivo per lemie vacanze da chi mi governa, Che ore sono, Duca?
Il Duca - E' la mezzanotte.
La morte - Fra poco ar di ritorno. Avrete la bont di aspettarmi?
Il Duca - Certamente. Intanto, far preparare le vostre stanze e vi condurr personal' mente al vostro ritorno. Capirete... non cosa di tutti i giorni ricevere... la Morte.
La Morte - ... Senza morire...
Il Duca - Ecco,
La Morte - Ami; per vivere di pi!
Il Duca - - Troppo buona! Scusate: per i vestiti abbiamo pensato Ma... il... il volto?...
La Morte - Gi! Voi credete che... che debba fare... ribrezzo?.,.
Il Duca - Oh! ribrezzo: vi pare? No! Ma... certo che... sapete bene... Gli uomini sono cos... E poi... volendo piacere... dico, come mortale...
La Morte - Troppo giusto! Sicuro! Anzi! E' un'osservazione piena di criterio...
Il Duca - E voi... cos potente... non avete modo di assumere addirittura le fattezze umane! Sarebbe una soluzione cos efficace...
La Morte - Oh, no!... Io posso ottenere le vacanze... vivere con voi, come voi, simulare la Vita, insomma!... Ma non posso mutare la mia sostanza... Debbo sempre restare la...
Il Duca - La...!?
La Morte - Gi.
Il Duca - Allora...
La Morte - Un momento!... Sciocca ch'io sono... L'Illusione... La Lampada dell'illusione!
Il Duca - Eh!...
La Morte - Sicuro!... Non ci pensavo! Dal momento ch'io prendo le vacanze, l'illusione ha ben poco da fare!... Capite?... Siamo i termini antitetici, opposti e contrari, che voi uomini combattete: della grande lotta se io mi arresto, quasi inattiva. l'illusione, dal canto suo, Dunque! ...
Il Duca - Dunque??...
La Morte - Ma diventiamo temporaneamente buonissime amiche!... E' un armistizio! Allora, io le chiedo la sua lampada: sono certa che me la presta. Pi d'una volta ricorsa a me per qualche favore. Ho accondisceso... Son sicura! Io porto la lampada in casa vostra, e siccome la sua luce non sar n paralizzata n contrastata dalla mia Ombra antagonistica, perch sar in vacanze e avr interesse a non oscurarla, cos voi vivrete, a mio riguardo, in perfetta illusione... Ognuno di voi mi vedr sotto l'aspetto del suo stesso desiderio, del suo sogno, del suo ideale,. Sar l'uomo della vostra perfezione, della vostra elezione, delle vostre chimere... Stupendo' Inarrivabile!
Il Duca - Ma, noi sappiamo, tuttavia...
La Morte - Che importa?... Saia una vita fittizia! Sapete ch'io sono la Morte: beh? Dal momento che il mio volto non ve lo dir!... e che il mio alito non vi avvelener! E' la forza dell'illusione! Nella vita, voi ammirate le cose belle in virt di questo filtro che le maschera, altrimenti, credete a me: la Gloria, l'Amore, la Felicit?... la Bellezza?... Guardatele, caro Duca, guardatele!... (Si scopre i lembi parietali del lacco e mostra per intero l'orribile, teschio che ride) A fra poco, amico mio!... Evviva la vita!... (Con un balzo formidabile si lancia verso la vetrata centrale, la sorpassa in un turbine del gran ferraiolo che sembra aprirsi nella raffica funerea come le ali d'un dmone, scompare nel chiarore lunare. Mentre il Duca, che appare sconvolto e turbatissimo, si dirige a sinistra chiamando: a Fedele!... Fedele!... , si ode un colpo di pistola: un altro; due, tre, susseguenti; poi, la voce di Corrado, dall'esterno, proveniente dalla sua finestra che da sul giardino: Fermalo!... Fermalo!...).
Il Duca - (terrorizzato) No!... no... no! Corrado! no! non puoi!...
Fedele - (entra da sinistra, spaventato) Signor Duca! che c'?...
Il Duca - Non niente! (Corre in giardino) Corrado!... no!... non sparare!... (Guarda attorno: non vede nulla).
La voce di Corrado - Ma s!... scomparso in fondo!...
Il Duca - Aspetta! ti dir!... vieni gi!... non sparare!... (Voci incomprensibili, dalle stanze superiori, di persone che, deste all'improvviso, si chiamano, s'interrogano).
Fedele - (che corso dietro al Duca) Chiamo Giovanni?
Il Duca - No!... e vi proibisco di muovervi! Potete andare a letto! E finiamola, con questi fantasmi!
Fedele - Forse il signor marchese ha spaiato contro la persona che era qui con lei?
Il Duca - Probabilmente... gi... un errore... senza conseguenze, per fortuna! Andate pure: buttatevi sul letto, restate vestito; vi chiamer, se avr bisogno. Intanto avvertite il meccanico di tener pronta la Lancia. Esco.
Fedele - S, signor Duca!... (Se ne va per il giardino, ma torna poco dopo).
Il Duca - (rientra).
Corrado - (compare da sinistra, la rivoltella in mano, ansioso) Papa! chi era?...
Il Duca - Un, momento!... era nulla! nessuno!... Come fo a spiegargli, ora?
Corrado - Spiegarmi?... Ma... (Si dirige verso il giardino).
Il Duca - Aspetta, ti dico!
Corrado - Che misteri son questi?
Don Maurizio - (entra alterato) Ebbene?
Il Duca - (scende la scena, furioso) E ora? come gliela spiego, io, la bomba?...
Corrado - (a Maurizio) Mah!
Don Maurizio - Cosa, mali! (Al Duca) Siete ancora alzato!...
Asdenza - (entra da sinistra) - Beh?
Buti - (lo segue. Tutti sono armati) Dove ?... (// Duca li guarda, tra l'esterrefatto e il comico. Non sa decidersi a dare la notizia, per timore d'essere creduto pazzo o esaltato. Non sa come resistere alle domande che diventeranno sempre pi incalzanti e numerose).
Un Meccanico - (dal giardino) Eccomi!... (E si presenta armato di fucile).
Il Conte de Leva - (entra da sinistra, in pigiama) Ah! siete qua?...
Don Maurizio - (al Duca) Ma volete spiegarci ?
Corrado - Papa!...
Anna - (entra da destra, semidiscinta, urlando) Signor Duca!... la signora Duchessa chiede... vuoi sapere! (Vede Corrado) Vuole anche lei, signor marchese!...
Il Conte de Leva - Si pu sapere?...
Il Barone di Cesarea - (entra da sinistra) Lamberto!... (Al primo che incontra) Cos'?... (Entra da destra Luciano in chimono, seguita da Fiora in vestaglia: molto turbate).
Il Duca - Santo Cielo! piovono!... vi spiegher tutto!... (Guarda l'orologio)... Ma ne avr il tempo?... E chi lo sa!... Dunque... Tu,. Luciana, corri su: rassicura la mamma e tutti gli altri... anche voi!... ai vostri posti! Insomma, sono il padrone di casa! Ubbidite!... Ah, la luce!... (Si precipita sul commutatori, accende. E' pallidissimo) Movetevi.'... sembrate istupiditi!... Diamine!... ma, diamine!... sapete dirmi che dia... che dia... che diamine c'?...
Corrado - Ma... lo chiedi a noi? Hai detto che sapevi tu!... qui c' aperto... io ho visto un'ombra fuggire in giardino... giocavo a poker con loro... mi affaccio... dato quanto avvenuto alla principessa ho sparato...
Il Duca - E' giusto! Chi ci pensava? per anche Lei!...
Corrado - Lei?...
Don Maurizio - Lei chi?...
Tutti - Chi, Lei?... Chi ?.,.
Il Duca - Lei, Lei, Lei... perfettamente!.,, sapete com'?... non ne posso pi... ora dico tutto! e sar quel che sar!...
Corrado - Sta male!
De Leva - Oh, poveretto!...
Il Barone - Ma tu hai la febbre!...
Il Duca - Ah, s?... lo sapevo io... ora mi piglian per pazzo!... Ah, no!... Ah, no!...
Corrado - Io vado a vedere... devo averlo ferito!... (Si volge verso il giardino).
Il Duca - Disgraziato!... vien qua!... non... non... non capisci?... che... che... (Rantola, soffoca) Che... vieni qua!... (Un urlo) Qua! Qua! Qua! non uscite!... (Tutti gli sono intorno per sostenerlo) Non ... non... non... Bere!... bere!... (Gli danno da bere; entrano, chi di qua, chi di l, discinte, arruffate, terrorizzate: Stefania, Alda, Selma, Gora, altre cameriere. Tramestio. Interrogazioni).
Il Duca - Qua! Qua! Conado!...
Corrado - Ma s, son qua!
Il Duca - Bene! sappiate... un momento... (Si slaccia, respira; tutti gli si aggruppano intorno: il terrore si propaga) Adagio!... Silenzio!... non bisogna mica contrariarla... E' venuta qua... piglia le vacanze... sicuro!... che c' di male? Dal momento che lo so io!... sono garante io!... capite?... rester poco... ma, contrariarla, no!... chiss!... quagli spari!... se tornasse... (Si erge tutto stravolto, grida) Se tornasse adirata?... Nell'altro modo?... Non capite? Non capite?... Vi dico... (Abbassa la voce) No!... bisogna che mi calmi... non crederete, se no!... (Si rialza, si calma) Datemi una sigaretta!... (Accenle, aspira) L!... Ora, del sangue freddo... inutile contradirmi... zio, tu sei medico... Sentimi il polso...
Il Barone - Agitato...
Il Duca - Ma non da malato, vero?... (Si tocca) Sano, dunque... salvissimo... di corpo e di mente... bisogna darmi fede... subito!... niente eccezioni!... siamo vittime di una mostruosa stranezza... ebbene, bisogna prenderla come l'ho presa io... fa una certa impressione, lo so!... . ma, in fondo, non nociva... anzi!... e poi, non c' verso!... o bere o affogare!... Un momento!... Fedele!... dov'?...
Fedele - (accorre dal fondo) Eccomi!...
Il Duca - Ti avevo ordinato di andar su!... Maledetta curiosit... Corri in guardaroba, piglia tutti i miei pigiama; ce n' diversi nuovi nuovi... e portali nell'appartamento del Principe... Sua Altezza Sirki di Vitalba... sar qui fra poco... prepara tutto... cinque minuti, e fila in camera tua! Non voglio ripeterlo...
Fedele - (via).
Il Duca - Dunque!... andato?... E' andato!... (Vede Cora e le altre cameriere e il meccanico) Potete andarcene!... Via!... (Cara e gli altri, via) Bene. Ora, a noi!... Ho avuto una visita... una visita eccezionale... immaginatevi, tutto quel che volete, la cosa pi sovrumana, paradossale, e... e colossale, che vi salta in mente... Giocate di fantasia... Uscite dai limiti del preveduto, varcate i confini del risaputo... L!... Op!... un bel salto! nel vuoto! nel fantastico! nell'irreale!... Ci siete? Oh, bravi! Allora, siete ancora, lontani di mille miglia!... (Al barone) Tu, che pensi? (Al Conte De Leva) E tu?... (Ad altri) E tu?... Ah! Ah! Ah!... Uno spirito?... E' poco! Un fantasma?... E' poco!... Uno spettro?... E' poco!... Un defunto? E' pochissimo! Coraggio! Aiutatemi! Perch vi giuro che ne soffoco! Dove siete col cervello?... Fuori?... Fuori?... molto fuori?... Vediamo!... Beh!... questo visitatore, inconcepibile, chimerico, , per sua natura, tutto ci che pi impressiona, devasta, spaventa l'animo umano! E' il terrore dell'umanit, l'apocalisse dei viventi! ed venuto qua!... Sicuro!... E ci torna... fra poco... ma ecco il buono! Ci siamo lasciati dieci minuti fa, in veri rapporti di amicizia!... E' un gentiluomo! Con noi, un gentiluomo! Sulla mia parola di Duca Cattolica!... Star qui qualche giorno... figuratevi che un leone, per ridurre le cose al minimo, sia entrato nel castello... dice: A Villa Felicit si deve star bene!. Ecco: entra; ma giura che sar un agnello... Ne da prova subito, leccando, a mo' di esempio, la manina, qua, di Luciana. Per, non vuoi seccature... Dice: Se qualcuno comincia a scappare lo mangio!... . Che cosa fate voi?... Eh?... Dite: Stia!... . Reagire, non si pu... facciamo buon viso!... Identiche condizioni... solamente, il leone ... ... orrendo, mostruoso, ... una belva antidiluviana... un Plesiosauro, un ittiosauro... e siamo ancora lontani dal vero... Ma il concetto questo. Perci, amici miei!... acqua in bocca!... ufficialmente, arriva Sua Altezza Serenissima il Principe Sirki di Vitalba Alexandri... Polacco, di madre Italiana... giovane... bellissimo... un Adone, col cervello di Dante, l'eloquenza di Cicerone, l'eleganza di Petronio Arbitro, le ricchezze di Creso, l'arte di Michelangelo, e via di seguito!.... Lo vedrete cos... Dovrete vederlo anche sapendochi .,. Chi scappa, muore!... Chi mostra di aver paura, muore! Chi cerca di svignarsela, muore!... Bisogna ridere... far l'amore... il flirt... giocare... Tutti i giochi: dalla passione al solitario... Domani, festa da ballo. E il resto, chi vorr spiegazioni pi esatte, me le chieder dopo... domattina... Volevo andare in citt a comprar abiti per l'ospite... Ma la Villa non la lascio! Corrado, andrai tu... Ne parliamo fra poco! Ora attenti: finisco! Grazia aveva ragione, l'ombra, il vento gelido... tutto vero! e anche Corrado ha visto bene... soltanto, non si cerca con la lampadina e non si sparano delle revolverate, contro... contro... contro... (Un attimo. la parola non vuoi uscire. Tutti, atterriti, sono I protesi verso il Duca. Il silenzio tragico. Ma dal giardino viene un grido: Chi va l!... . // Duca si volge, si fa largo, corre ai commutatori, fa la tenebra. La vetrata lascia vedere il chiaro di luna, stupendo. In fondo al giardino, sulla ghiaia lucida, si vede l'Ombra che si avanza come strisciando).
Il Duca - E' lei!... Torna!... Tutti su!... (Movimento generale di fuga) No! fermi! non fareste a tempo! gettatevi contro le pareti! Nessuno fiati! non un grido! Meglio cos! Capirete subito! (Tutti si addossano alle pareti, a destra e a sinistra, con le attitudini pi svariate dello stupore pauroso. Taluno siede sui divani. Il Duca accende le fioche lampade azzurre. L'Ombra giunta al limitare, ove si ferma senza toccarlo col piede. E' visibilissimo il teschio, eburneo nella cornice del ferraiolo e del lucco. Un brivido serpeggia lungo i divani. Il Duca si fa incontro all'Ospite, il quale solleva il mantello ed alza con l'arto una forma tondeggiante ed oscura che porge al Duca).
Il Duca - Nobilissimo Ospite, ben tornato!
La Morte - Caro Duca, ecco la lampada! Non posso entrare se non la lascio. E finch l'ho in mano io, il meraviglioso rubino dell'illusione non pi che un fondo di bottiglia spento! A voi!... Appendetela: in mano mortale torner a splendere e voi vedrete il vostro amico Principe Sirki... (Porge la lampada, che una sorta di poliedro a infinite facce, composto di un unico rubino grande come un globo voltaico; ha un gancio metallico per appenderlo. Il Duca lo prende. La Morte entra, e mentre il Duca sale su una poltrona per appendere il gioiello fantastico, essa osserva l'operazione, volgendo le spalle alla scena. Appena la lampada appesa al cornicione metallico della vetrata, in modo da restare pendula nel centro della soglia, il rubino emana una stupenda luce di pirpo, sanguigna. Il Duca scende.. La Morte si volge. Tutti hanno lo sguardo sbarrato su di lei. Ma il suo teschio appare mutato nelle sembianze di un adolescente efbico, Apollineo, dal divino sorriso. Il Duca la contempla, stupefatto) Ebbene, Duca! Le vacanze son cominciate! Evviva la vita!
Il Duca - Serenissimo Principe, il vostro letto vi aspetta!
La morte - Grazie. In verit muoio dal sonno!
Il Duca - (accenna con la mano verso la destra, inchinandosi alla Morte, che sorridendo si avvia, avviluppandosi il ferraiolo con un gran gesto eroico. Il Duca la segue. sulla porta di destra, quando la Morte passata, si ferma, gira un commutatore per illuminare la sala di studio che si intravede di scorcio, quindi fa un balzo indietro, si volge a tutti coloro che son rimasti impietriti alle pareti, ed esclama, come terminando l'interrotto discorso:) Aspettatemi! Torno subito!...
Corrado - Ma, infine, chi ?...
Il Duca - Silenzio!... (Poi, in un soffio) E' la Morte: ma, viva!... (Fugge, sulle orme dell'Ospite).
(Sipario rapidissimo, sulle fiamme del Rubino)
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
Lo scenario del primo atto. Nella sala a sinistra si svolger un trattenimento secondo quanto detto pi sotto, di musica, canto, balli esotici, tableaux vvants, con invitati e artisti di voga. Tutte le porte, spalancate, sicch la comunicazione fra le altre sale e il giardino completa e continua. Fra i divani e le poltrone, qualche grazioso tavolinetto, apparecchiato per cena fredda. E' prima sera. Piccola illumina-zione. In fondo, la grande lampada sanguigna. Scintillio di cristallerie e profusione di fiori. La vegetazione floreale del giardino talmente rigogliosa, da quando la morte non l'ha contaminata pi, che cespi di rose, di rampicanti, passiflore, vitalbe, ecc, penetrano dalle vetrate, incorniciandole stupendamente. Il giardino tutto oscuro. Sono trascorsi tre giorni. Abiti da sera per tutti. Le dame portano crisantemi oscuri alla cintola. I signori un crisantemo bianco all'occhiello. Durante l'atto, la scena come un . cte per- chi non vuoi stare nella sala di spettacolo, o vuoi sorbire una bibita o vuoi chiacchierare tranquillamente. All'alzarsi del velario sono in scena: Alda di Cesarea e Severo Ardenza.
Alda - ( in poltrona, in primo piano, a destra, fuma. Ha gi la toilette da sera) Che ore sono?
Ardenza - ( in poltrona, in primo piano, a sinistra, fuma. E' gi in abito) Le otto e mezzo. Avete anticipato.
Alda - Gi... che volete? Io, in camera, non so pi stare. Quando sono con gli altri, passi... ma da sola, non resisto. E' un incubo. Ogni volta che guardo nella specchiera, vedo un'ombra dietro la mia immagine. Torco lo sguardo e rabbrividisco scorgendo la mia stessa ombra nella parete... Di notte, non dormo pi. Tengo la luce sempre accesa. Ma invano... Nemmeno leggere, posso!...
Ardenza - Non so darvi torto!... lo non sono un vile: ma debbo confessare che un'impressione di continua pena mi accompagna nelle operazioni giornaliere. Ci credete? Ho paura a tener la penna in mano...
Alda - E notate che c' un fascino stiano, in tutto questo!...
Ardenza - (si alza, si avvicina ad Alda) Oh, certo!... Me ne sono accorto. Voi stessa...
Alda - Che devo dirvi?... Non sento repugnanza... Quando mi parla con quel viso di medaglia...
Ardenza - Siracusana...
Alda - Sar... Non le ho mai viste... Ma un viso di medaglia; con quella voce incantatrice, quel gesto stupendamente nobile... A-vete notato le sue mani costantemente inguantate?... Quando parla, ha un modo di snodarle, ad angolo retto col polso... sembra alzino un fiore... e piccole... lunghette, esili, sottili...
Ardenza - Siete innamorata!...
Alda - Dite meglio: affascinata. Io credo di provare ci che provano quelli uccelletti indiani che gli incantatori di serpenti mettono di fronte ai cobra... Ho letto qualcosa su tale argomento: aprono le ali, senza scuoterle;, fissano le pupille nelle pupille del mostro e finiscono per precipitarglisi in gola... Cos io... vorrei dire, cos noi!... almeno, noi donne!...
Ardenza - Gi!... la donna incline a gustare ogni frutto selvatico... esotico...
Alda - - Ma quando parlo con... Mio Dio!... non so ancora abituarmi a nominarla... diciamo Sua Altezza... (Si alza) Ardenza!... Ma ci pensate che voi, io, ognuno, qua, parla di Lei, come di un suo simile?...
Ardenza - Certo che, a rifletterci, siamo nella pi bizzarra situazione che sia mai capitata ad anima viva. Dite un po': una volta scomparso l'incubo... tornerete ragionevole?...
Alda - Spiegatevi.
Ardenza - S, dico... con me?...
Alda - O non lo sono?
Ardenza - Dal vostro punto di vista, forse!... Troppo! ma dal mio...
Alda - Sarebbe a dire?
Ardenza - (chinandosi per baciarla sull'omero) Mi spiego...
Alda - Ardenza!
Ardenza - Prometterai che il bell'Alvaro non mi faccia concorrenza...
Alda - Ma un ragazzo!...
Ardenza - Appunto! Il frutto acerbo...
Alda - Mi credete pervertita?
Ardenza - - No, raffinata...
Luciana - (viene dalla sala di sinistra, circospetta) Fiora?
Alda - - Luciana?
Luciana - (avanza) Ah! siete voi? Non osavo. Ho sempre timore d'incontrarmi da sola...
Ardenza - Con Sua Altezza?
Luciana - (fa cenno di tacere).
Ardenza - Io salgo un momento. (Via). Permettete ?...
Luciana - (ad Alda) Non vivo pi!
Alda - A chi lo dici! Ma devi stare attenta!... potrebbe offendersi!...
Luciana - Hai ragione!... Che vuoi?... cerco di vincermi, non ci riesco!... ed tanto bello!
Alda - Questo il male!
Luciana - Eppure, meglio cos, che...
Alda - L'altra sera, eh?...
Luciana - Oh!... (Chiude il viso fra le mani).
Alda - A che ora si comincia?
Luciana - Alle nove. L'orchestrina gi a posto, in balconata. Qualche artista arrivato. Il teatrino pronto.
Alda - (guardandola) Stai bene.
Luciana - E tu sei perfetta!
Alda - Eppure, dimmi un po': non c' qualcosa di stupendo in questo tragico episodio?
Luciana - Tu sapessi!... Io mi ci perdo! Mi chiedo a volte, se Dio non abbia voluto, non so!... darci un segno particolare della sua immensa potenza... Io prego!... prego sempre!... Stanotte, non ho chiuso un occhio: pensavo: se mio padre, la mamma... Dio!... piuttosto me, piuttosto me!...
Alda - Ma via, Luciana: non bisogna esagerare, poi!... (Conducendola verso i roseti) Ma guarda, piuttosto! da tre giorni, il giardino tutto in fiore. Le rose, che se ne vanno col settembre, hanno ripreso a fiorire come in estate; la vita, capisci? la vita senza la... capisci? Nulla di secco, di arido, di finito!... Guarda! E' un roseto senza pari!... Tutta una fiamma!... E le passiflore? Stupende!... Non bisogna troppo temere. Anch'io ho paura se penso a Lei... ma perch Lei, non per le conseguenze! ...
Luciana - Certo, s... come fare? voglio cercare di Fiora... era cos pallida! vieni?
Alda - No; sto qua. Ma tornate subito a farmi compagnia! ...
Luciana - Corro!... (Si slancia a sinistra, ma sulla porta si incontra con Sua Altezza la Morte; elegantissimo, in frak; arretra, sbianca).
Alda - Luciana! (Accorre) Altezza, buona sera!... (A Luciana) Cara! (A S. A.) E' tanto anemica!... non...
Sua Altezza - Ah, s?... anemica? Oh, poveretta!... (Sostiene Luciana che si rimette).
Luciana - Oh, Altezza!... che sciocca!... correvo!... ho visto un'ombra!... non mi aspettavo!... scusate!...
Sua Altezza - Scusare? di che? volete un liquore?... no?... state bene?
Alda - Certo, certo!... non le badate!... fa sempre cos!... anche ieri mi ha incontrata per le scale... poverina!...
Luciana - Permettete?... andavo...
Sua Altezza - Duchessina, a vostro piacere! (Mentre Luciana se ne va, Sua Altezza la segue con gli occhi, poi ha una risatina),
Alda - Che bravo! Ero sola!
Sua Altezza - Molto amabile!
Alda - Davvero!
Sua Altezza - Voi non avete paura?
Alda - Paura? E di che?
Sua Altezza - Di me!
Alda - (civettuola) Di voi?... Oh, forse... un po'... noi donne non possiamo aver paura che di coloro i quali ci rubano qualcuna delle nostre doti... E voi, Altezza, siete un ladro raffinato...
Sua Altezza - Cio?
Alda - Non mi capite? Significa che non sic te vanitoso...
Sua Altezza - E di che mai?
Alda - Oh! Avete tutte le fortune di Mille e una notte . Il Principe Azzurro!...
Sua Altezza - Donna Alda, scherzate?
Alda - No, ho un torto: la sincerit.
Sua Altezza - Anch'io.
Alda - Credo.
Sua Altezza - E l'imparzialit...
Alda - Meglio!
Sua Altezza - Non cos voi!
Alda - Ma s... sempre!
Sua Altezza - Non ora!
Alda - Vi assicuro!
Sua Altezza - Perche farvi smentire?
Alda - Parola!.,,
Sua Altezza - Sar!... E' un bel caso... Amica mia... permettetemi di chiamarvi cos!... Amica mia, parliamo a carte scoperte. siete un tipo strano. Vi ho capita subito! avete quel magnifico dono... come chiamarlo?... Vedete quella lampada?... E' un portento; eppure, non basta! Occorre aver la forza li tenerla accesa, costantemente, dentro di s... Proprio: la forza dell'illusione! altrimenti, qualsiasi soffio la pu spegnere. Credetemi, voi avete questo dono. Vi sembra strano, ch'io vi parli cos? Io?... II... Principe Sirki?... Ah, ah, ah!... (Abbassa la voce) Eppure, voi sapete chi sono, io!... S, s... lo sapete... Come? dite di no? no? no?
Alba - Ma... Certo... Sua Altezza.,.
Sua Altezza - E poi? Il titolo pu andare, e poi?....s... e poi?
Alda - Ma, principe! Che stranezza!
Sua Altezza - Oh, sapete difendervi! Ma, via! dal momento che io stesso ve ne parlo...
Alda - Eppure... credete...
Sua Altezza - Ma basta! basta! non capite che peggio...
Alda - Vi assicuro...
Sua Altezza - Oh, piccola menzogna vestita di seta!... come si ostina! E avete le pupille sbarrate!... Cominciate forse a perdere il vostro bel sangue freddo?... Andiamo! Confessate!... Non un dolce piacere spasmodico, per voi, confessare? Parlate dell'innominabile con l'innominato! Eh?... Io sento il fremito del vostro sangue nelle vostre arterie... Bel sangue, che si infuoca e s'imbruna, perch il mistero, il silenzio, l'obbligo, il segreto, lo accendono come una passione... Voi siete tutta voglia. Volete e non potete!... E' vero? vi seduce la follia d'essere folle... io so!... che volete ch'io non sappia!... ma tutto! confessate!... dite!... la parola che vi arde... vi brucia... Ecco, nella vostra gola, come un singhiozzo! Se io fossi... il principe Sirti, voi parlereste con un bacio... Ed io vi morderei a sangue quelle labbra che mi sbiancano... Suvvia!... un po' l'Amore dell'oscuro, dell'ignoto, quello che provate ora!... Siete come son tutte le donne allorch il fascino le attira con una vertigine irresistibile... di sapere... di provare... La passione fatta per tre quarti di curiosit... Siete un brivido che taluno deve percorrere con la mano... sui vostri capelli, forse, su la nuca, forse... (agisce, con un magnetico influsso sulla donna che cede) ... su queste braccia ignude, dove il semplice contatto di un'unghia lascerebbe una stimmate viola!... Viola! Viola!... che divina colorazione d'ogni crepuscolo!.,, non vi pare che la donna, quando quale voi siete in quest'ora, sia simile ad un crepuscolo che cade nella notte? oh, come siete trpida... chi vi parla?... ecco, voi sapete: non si ama il principe Sirki... non lo si ama come un mortale qualsiasi... vero?... per amarlo, ora, per darglisi e per averlo, per ottenere da lui quel sovrumano oblio d'ogni male, quello spasmodico bene del piacere, che l'uomo regala alla donna e la donna all'uomo, nell'atto di amarsi, bisogna agire altrimenti... si ottiene anche con me, ma in altro modo... pi semplice... eppur tremendo... pi puro... e tuttavia difficile... tormentoso... vero? basta chiudere gli occhi... un attimo! chiudere gli occhi... non aver pi riflesso di lampade illudenti... cos!... chiudere gli occhi... e darmi le mani... cos... sentirsele stringere cos... al polso... pi su... al gomito... cos... pi su... dove la carne pi carne... cos... e poi... dire, dire, dire... come voi direte... come voi dite... il nome! quel nome!...
Alda - (nell'attitudine in cui la Avvincente l'ha posta) ... La Morte!...
Sua Altezza - (lascia libera la donna) Ah, ah, ah!... magnifico!...
Alda - (si riprende; abbacinata; cerca scuotersi. Un torpore voluttuoso la domina. E' realmente come posseduta dalla realt del mistero) Perch... perch... non volevate...
Sua Altezza - E' vero!... ma con voi, potevo! io so! da quando vostro marito ... partito, per il gran viaggio, siete rimasta cos sola... veramente, non avete fatto a tempo di amarlo!... eravate appena uscita dallo stato di larva in cui una fanciulla aspetta l'annunciazione!... Nessuna maternit! Solo il ricordo, un po' brusco, di un evento straordinario!... Allora, vi rimasta la segreta ambascia di sapere senza conoscere: di avere visto senza guardare; e vi siete messa ad analizzare quel poco, fino a formularne tutto un trattato di scienza amorosa interiore... Nessuno ha capito che basta accendere una piccola fiamma vicino a questa essenza eh' in voi, per sviluppare l'incendio!... Io posso, nell'attimo, ottenere ci che altri potrebbero, forse in lungo tempo!... Cos' l'amore?... Una parola sfuggita a chi dovrebbe trattenerla. A voi sfuggita questa parola!... mi avete chiamato per nome! il suggello del segreto era come la valvola del vostro sentimento e dei vostri sensi... Potreste negare d'aver goduto, in quest'attimo, tutto ci che godreste in un'esistenza di passione?... La parola che avete pronunciato, dove, come, la risentite ora?
Alda - Come un rombo... nel cervello...
Sua Altezza - ... nelle vene?... nei sensi?...
Alda - ... s...
Sua Altezza -
Alda - ... s...
Sua Altezza - Povera, povera! veramente mi fate pena! sedetevi!... discorriamo... un capriccio feroce ch'io mi son tolto... guardatemi: sono il principe Sirki, come prima... so bene; pi difficile, ora. Ma voi avete spirito e... e un'energia, dir cos, macabra!... Pa?a, sapete?... fra poco!... ballerete, sarete allegra!... Passa! tutto passa!... E non crediate a un pessimo divertimento ch'io mi sia preso: No! C' ben altro, in me... Povera piccola donnina romantica, anche voi, a malgrado dello vostre arie superiori con questi eleganti gentiluomini che vi corteggiano... (Mutando, bruscamente) Io, non vi dispiaccio?...
Alda - Siete meravigliosamente bello!...
Sua Altezza - Se voi... se voi non sapeste chi sono... vi piacerei?
Alda - Mi piacete!
Sua Altezza - Ma, se non sapeste?
Alda - Infinitamente!...
Sua Altezza - Grazie... Comincio a godere l'amore, da uomo!... vedete: un male strano... Gi, non potreste comprendere!... Basta. Ascoltatemi. Io ho un'ora triste. Triste. Non vi stupite. La vita mi prende. Mi eccita e mi invoglia a scrutarla in tutta la sua complessa attivit. In tutti i suoi misteri... L'esperimento che ho compiuto' su di voi potr servirmi moltissimo... ho poco tempo... in tre giorni ho goduto molto... ma nulla, in confronto di ci che aspetto! ah! io temo perfino di urtare contro la volont cristallina di chi mi governa... io temo di cozzare contro me stessa... contro la mia sostanza... contro la mia natura... una beffa rischiosa a cui mi accingo!... che importa! ho ottenuto di restare fra voi come uno di voi... bisogna compiere l'opera... son triste, perche dubito!... pi tardi, voglio l'allegrezza, la gioia, l'ebriet... c' qualcosa di luminoso, nel mio desiderio umano, ch' pi bello e pi alto di tutta la tenebra in cui regno, al disopra di voi! Alda: vi ho ascoltato, ieri sera: suonate stupendamente, al piano. Volete?... Alda - Signore, che posso io?...
Sua Altezza - Suonate... qualcosa di grande... e di triste! Quando io mi abbatto sugli uomini e li trascino nell'ombra, nulla li segue, all'infuori della musica... Ed io, ravvolta nella mia notte eterna, sospesa fra il cielo che non conosco e la terra che non mi vuole, ascolto le vostre melodie che piangono, e vivono a mio dispetto oltre i confini della mia sconfinata ingordigia, e salgono attraverso me stessa, fino alle solitudini dell'altro mistero... Invano io cerco di raccoglierle sotto le pieghe del mio mantello che lambisce le stelle pi lontane; invano io le disperdo con disperati colpi di falce... esse proseguono la via... dove vanno? dove vanno? perche non sanno morire?... e dal fondo del mio rancore pieno di rimpianto, di nostalgia, di desiderio, e di invidia, fiorisce in me qualcosa di pi forte di me, che non sa pi maledire, che non sa pi condannare... che non sa altro che piangere!... (China su se stessa, tace, come vinta da un'angoscia. E' buio. Non c' luna. Sfatta di terrore sovrumano, ma sorretta da uno spirito d'irrealt, Alda, tacitamente, siede al piano, e, in sordina, accenna la Grande marcia funebre di Schubert, opera 55. Sua Altezza La Morte non rialza il capo. Una pausa. Mentre la musica prosegue, compare, da sinistra, Corrado; osserva, intuisce, fa cenno come per chiamare taluno dietro a se; la musica ora si alza, si eleva di tono, di ritmo: dietro a Corrado, la stanza, verso la soglia, si affolla, cos pure si animano silenziosamente le altre porte, sul giardino, e a destra, di uomini e donne, tutti gli ospiti di Villa Felicit. Quando l'ultima nota si spegne, tutti si ritirano, timorosi che Sua Altezza comprenda che essi hanno comprso. In questo momento, dal giardino si ode la voce di Grazia di San Luca).
Grazia - Eccoci!...
Sua Altezza - (balza a questa parola, ha l'atto di chi si ridesta; a Alda) La luce, la luce!
Alda - (con uno sguardo alla vetrata centrale in cui gi si delinea la figura di Grazia) Ah! E' per lei?...
Sua Altezza - S. E' la vita! Vi prego!...
Alda - (corre al fondo, gira i commutatori; la illuminazione si fa vividissima. Tutti s sono ritirati e cominciano poi ad affluire, a gruppi, come detto pi sotto, ostentando disinvoltura. Taluno, in giardino, saluta i principi di San Luca; ma Grazia gi sulla soglia, vestita di bianco, e sorride. E' ignara).
Sua Altezza - (che rimasta nel centro, si fa incontro a Grazia, Alda resta ferma, in fondo).
Grazia - Oh! Serenissima Altezza!
Sua Altezza - Serenissima Grazia!
Grazia - No, no!... troppi titoli!...
Sua Altezza - Come chiamarvi, allora?
Grazia - (con uno sguardo di confidenza) Grazia! ...
Sua Altezza - Siete buona...
(Entra il duca Lamberto con Alvaro di San Luca dal fondo).
Il Duca - (a Grazia) Leggiadrissima!...
Grazia - Munifico ospite!...
(Alda via a sinistra).
Il Duca - ( a Sua Altezza) Permettete, Altezza?... non conoscete ancora il fratello di Grazia, Alvaro di San Luca... (Presentando) Sua Altezza il principe Sirici dei Vitalba Alexandri... (A Grazia) Vi accompagno?
Grazia - S. Tolgo la pelliccia. (Si avviano a destra, escono).
Alvaro - (a Sua Altezza) Mi hanno parlato di voi, con una cronaca di lodi lusinghiere...
Sua Altezza - Ah, s?...
Alvaro - Ho dovuto assentarmi qualche giorno. Son tornato in tempo per la festa...
Sua Altezza - II Duca veramente un ospite degno del suo nome
Alvaro - Oh, certo! Mi dicono che in vostro onore danzeranno Mariuska Orkiloff e Wanda Steinberg...
Sua Altezza - Due celebrit...
Alvaro - Mondiali. Vengono ora da una tourne nell'America del Sud... La Orkiloff russa di Tolone; la Steinberg realmente viennese. Dicono anche che si adorino.
Sua Altezza - Ah! interessante!
Alvaro - E voi, Altezza, venite?...
Sua Altezza - Da Marienwerden, precisamente. Una breve visita al Duca che ho conosciuto intimamente anni or sono...
Alvaro - Avete portato un'animazione tale, a Villa Felicit!... mia sorella e mia madre sono flattes di avervi conosciuto. Vi trattenete?
Sua Altezza - Oh! poco, poco, purtroppo! il 29 ottobre. Il primo novembre dovr essere lontano!
Alvaro - Cos presto!
Sua Altezza - Ma! impegni improrogabili... peccato!...
Il Duca - (rientrando) Alvaro! (A Sua Altezza) Oh scusate!! (Ad Alvaro) La Principessa chiedeva di te. E' nella serra.
Alvaro - Vado. (A Sua Altezza) Permettete... (Via),
II Duca - Altezza, finalmente si pu parlarvi. Siete sempre assediato!...
Sua Altezza - Un assedio simpaticissimo!
Il Duca - Troppo buono! E, ditemi: tutto va secondo i vostri desideri?
Sua Altezza - Grazie. siete un ospite magnifico. Lo dicevo appunto al Principe.
Il Duca - Mi lusingate!...
Sua Altezza - No. E' quanto vi spetta. Per... strano! Sar forse perch io vado man mano abituandomi alla mia nuova personalit di Essere Umano; certo, che comincia quasi a... come dire?... a impressionarmi, s, la vostra urbanit cerimoniosa... sento che, mentre avete fatto ogni possibile per rendere agevole il mio periodo di vacanze, c' in voi lo sforzo di compiacere non tanto il Principe Sirki... quanto... l'Altro... o l'Altra... che dir si. voglia...
Il Duca - Ma...
Sua Altezza - Vi comprendo. Con voi io ho parlato a cuore aperto, quando venni. E' naturale che sapendo, sapendo tutto, dobbiate regolarvi giusta la vera situazione... Non dico... Non posso, assolutamente, muovervi il minimo appunto... no... ben altro... Sono io che entro in una nuova fase... Scusate: dove sono andati tutti?...
Il Duca - A ricevere invitati ed ospiti nella serra... finch voi non crediate di dare inizio alla festa...
Sua Altezza - Gi! E' chiavo! dite un po': tutti, qui, sanno ehi sono io?
Il Duca - Tutti coloro che abitavano in Villa la sera del vostro arrivo. E per forza: quelle revolverate... la lampada. A nessun altro stata fatta parola; fu una prudenza opportuna. Ne sarebbero nate delle complicazioni.
Sua Altezza - Bene. I Principi di San Luca, per esempio?
Il Duca - Ignorano.
Sua Altezza - Ne siete sicuro?
Il Duca - Sicurissimo.
Sua Altezza - Potreste affermare che nessuno abbia loro accennato?...
Il Duca - S, Altezza. Si parlato di voi come di un gran signore bizzarro e misterioso, che ha un passato alquanto... complesso, per avventure politiche... un po' strano in molte abitudini...
Sua Altezza - Sono contento. Molto con tento. E vi pregherei, caro Duca, di mantenere questo riserbo lodevolissimo. Io ho soltanto due giorni di vacanze. Il 2 novembre dovr gi aver ripreso il mio servizio. Vorrei, in questipochi giorni, vuotare la tazza...
Il Buca - Avete dei desideri per cui io possa servirvi?...
Sua Altezza - Chi sa!... se mai...
Il Duca - Io sono ai vostri ordini...
Sua Altezza - Ci conto. Volete dirmi qualcosa della festa?...
Il Duca - Oh! una festicciola di castello autunnale... C' qualche invitato che vi presenteremo: una cantante celebre, Fioriana Arquis; dir qualche romanza... Due danzatrici... quadri viventi... musica; magari, pi tardi, un po' di danze... cene fredde... un po' di champagne... inoltre, tutto ci che potrete desiderare.
Sua Altezza - (freddo) Scusate. I miei desideri sono questi... Prima di tutto, io intendo di sentirmi un nomo come voi, come gli altri... e su ci non ammetto ragioni...
Il Duca - Ma...
Sua Altezza - Pardon!... Non un falso uomo, una mascherata a spasso, un burattino vestito... niente affatto!... io penso, sento, ascolto, parlo, comprendo, so, come e pi di voi... e, quel che meglio, anche se dovesse stupirvi, io posso... (si guarda attorno cautamente) ...amare!... capite?... Amare!... Ho questa meravigliosa possibilit!... per quale intercessione superiore?... per quale miracolo?... non so. Non me ne curo. Soltanto, vi grido che io posso amare. E che amo. E' cos. La mia natura, la mia sostanza, materiate di odio, di rancore, di ostilit alla vita, si trasformano con una metamorfosi gigantesca, portentosa... non capisco affatto il fenomeno: lo sento!... E' una vampa che scalda le mie giunture secolari, che avviva il mio gelo eterno, che illumina le mie tenebre fonde... Ma queste sono parole: io voglio di pi!... Vi basti sapere che desidero tuffarmi in questa ebriet fino al pi .alto ritmo che sia concesso... Vedete?... Io mi paleso a voi come a un amico di cui non si diffida: caro Duca, non vi sembra abbastanza per un mortale?...
Il Duca - Oh, certamente! La vostra amabilit grande! Tuttavia., permettetemi... io non capisco... bene! Voi... amate?...
Sua Altezza - S.
Il Duca - Una... creatura umana?...
Sua Altezza - Gi.
Il Duca - Di questo... dir cos... di questo mondo?...
Sua Altezza - Di questo mondo. Certo.
Il Duca - Ma... scusate! In che modo amate, voi?... Come...
Sua Altezza - (con l'aria di spiegare, ma con l'evidente desiderio di persuadere se stesso) Capisco... Mi chiedete se il mio amore umano... o... oltre umano, vero?... Non avete torto. Infatti, l'Amore, basato su un egoistico senso di appropriazione, implica il possesso della cosa amata. Voi riflettete che io sono la Morte, vero ?...
Il Duca - Oh!... Non voi rei...
Sua Altezza - No... no... non vi allarmate... lasciatemi finire. E, quindi, pensate che l'amore, in me, debba esplicarsi con una rapina... no? La Morte ama una creatura umana: la vuole: la prende: cio... la porta via, nell'oltre mondo... E' cos?...
Il Duca - Non nego...
Sua Altezza - In fede mia, caro Duca, non ne so nulla!... Per, io penso che il vostro dubbio sia intempestivo. Ragioniamo: come Morte, io non posso amare: l'odio, o almeno il senso ostile contro la Vita, la mia intrinseca natura. Ci siete?... Ora, io sono, in questo momento, per cos dire, un corpus separatimi , una estrinsecazione della mia personalit, sono in vacanza, ho momentaneamente perduto gli attributi miei particolari. No?... Cosicch, a fi! di logica, io posso... notate, dico posso , posso presumere che i sentimenti del mio stato odierno siano inerenti alla nuova personalit da me assunta... e soltanto ad essa... e, quindi, temporanei... Effimeri... mi spiego?... Siete pallido come un lenzuolo!
Il Duca - Credete?...
Sua Altezza - Guardatevi!...
Il Duca - Forse, perch...
Sua Altezza - Di che temete?... Benedetto equivoco! Abituatevi un po' a considerarmi un vostro simile, in tutto e per tutto! (Eccitandosi) Non avete voi vissuto?... Questa bella fiaba che l'esistenza umana, non l'avete voi goduta a piene mani?... Dite, dite!... Cos' quest'amore, che gli uomini adorano pi d'ogni divinit, pi d'ogni mistero, pi d'ogni Icne?... Questa follia che vi trascina come una raffica, ed cos simile al mio volo rapinoso, e tuttavia mi ignota e nemica, mi sfugge e mi combatte, introvabile e inespugnabile?...
Il Duca - ( talmente terrorizzato che non sa n rispondere n ascoltare).
Sua Altezza - Ma io perdo il mio tempo!... mi accorgo che a questo mondo le dorme hanno molto pi spirito e pi criterio degli uomini! Donna Alda di Cesarea, poco fa, stata amabilissima, con me!... Eppure, le ho fatto confessare di conoscermi... e bene! Ha avuto parole affascinanti...|
II Duca - (con una speranza di paterno egoismo) Ah! Sarebbe forse... Donna Aida?...
Sua Altezza - Chi?...
Il Duca - La... l'oggetto., s, la mta... dei vostri sentimenti ?...
Sua Altezza - Oh! ora capisco! avete paura!... una ineffabile paura!... Per vostra figlia, vero? Ho capito: temete che l'amore per me, sia decisamente una formula di suicidio... chi mi ama, deve morire! Che sciocchezzai E' il principe Sirki che ama... e Villa Felicit il suo piccolo nido d'amore... (Dubbioso) Non posso credere, via! non posso credere diversamente... (persuasivo) ... se io non vorr... Perch vi assicuro che io non vorr... Al momento di andarmene, tutta la fttizia umanit presa a prestito per le mie vacanze, sar da me abbandonata come una veste inutile, una spoglia inservibile... Non potrei portarla con me!... Nelle mie mani, si ridurrebbe in polvere e in cenere... detriti... e cadranno quelle rose che son cresciute a miracolo... e l'ebriet di cui mi sono riscaldato in questa villeggiatura favolosa svanir a guisa di una nuvola leggera... e il sorriso luminoso che ho ammirato nelle cose e negli uomini, la stupenda luce, la gioia del risveglio, la quiete del sonno, l'edonismo complicato che intima essenza del mondo... tutto ci se ne andr, se ne andr... io stesso... io stesso, compir il misfatto! Io stesso troncher il filo mirabile della favola bella... E l'amore, s'io riuscir a conoscerlo tutto, anche l'amore si allontaner da me nell'attimo del risveglio, con le creature che me ne avranno concesso il dono stupendo!.,. Ah, vedete! Bisogna ch'io mi riconduca al fascino immortale e divino della mia missione eterna, dell'immane potenza che io rappresento, della suprema funzione che io esplico, del profondo e vasto dominio che io posseggo, per trovare consolazione a tanta perdita! Giacch, se prima fu un giuoco capriccioso, un esperimento ridanciano e sottile, una curiosit allegra e formale, oggi, oggi, io sento che il giuoco serrato, il capriccio passione, la prova tagliente!... Duca, non impallidite!... Son io, che ho paura!... Chi mi lega?... Chi mi avvince?... ho i polsi e le caviglie incatenate alla mia libert monellesca!... Ho paura!... Non un atomo di sangue in me, e tuttavia io lo sento battere e pulsare come se avessi cento arterie e mille vene! Piccolo, piccolo uomo, miserevole molecola di un infinito che mi appartiene, cos' questo?... Sei tu capace di intenderlo, di darmene ragione?... Al-l'infuori di me, chi vi governa?... chi vi conduce?... l'Amore?..; quale?... un semi-dio buffonesco e pretenzioso?... Ah, che insorge e risorge lo spirito del male sardonico e mostruoso!... E come tutto diventa minimo, se mi riaffondo nelle tenebre enormi del mio riso falcato!... Ascolta! se un piccolo piccolo insetto ti sfidasse, sotto la maschera di un pericolo ignoto, non rideresti tu, sicuro di schiacciarlo senza fatica?... E lasciami ridere, allora!... L'Amore?... Bellissima cosa!... Il principe Sirki piega il capo e l'adora!... Ma, non l'Altro'... Non temere! Al buon momento, io rider di questo reuccio prepotente e, per gratitudine, gli far grazia della vita nella persona di colei che lo avr recato alla mia gioia sulle piccole mani inconsce... E fosse pure tua figlia, non temere!... Io rido!... Ah, ah, ah! (Ride convulsamente, nella tagliola che stringe).
IlDuca - (serio, preoccupato) Allora, lei?
Sua Altezza - Non lo so. Non posso dirvelo!
Il Duca - Perche?...
Sua Altezza - Ecco una domanda superflua... Suvvia, non lei! E ora, a noi!... Fate quel che credete; siate voi il buon direttore della festa... approver tutto!... Soltanto, non vi occupate di me se talvolta mi isoler un poco... questione di nervi... Salgo un momento, per ridiscendere subito... A fra poco!... (Si allontana, esce a destra).
Il Duca - (resta un attimo perplesso, scuote il capo, esce a sinistra; la scena resta vuota alquanto; entra per un servo e chiude le vetrate; poi esce. Da sinistra giunge ora il suono di un'orchestrina molto accurata; si sentono voci varie, finalmente appare Corrado che sembra cercare una persona. Guarda, esce. Da destra entra Don Maurizio Calboli col barone).
Don Maurizio - Mah! ho visto il duca Lamberto correre affannosamente su per le scale.
Il Barone - E' diventata impossibile la vita!
Don Maurizio - Non vi lamentate, per carit!
Corrado - (entra da sinistra) Avete visto il babbo?...
Don Maurizio - S... or ora... saliva le scale... correva.
Corrado - Cerca me! ah, eccolo!
Il Duca - (da destra, entra, vede Corrado) Ah! ti cercavo! dove sono gli altri?
Corrado - Nella serra, quasi tutti.
Il Duca - Fammi il piacere allora di avvertirli che vengano, e mandami qua Luciana... ma senza dirle nulla...
Corrado - Come, nulla? Che c'? Altre novit ?...
Il Duca - Dopo, dopo... Va', ora!...
Corrado - (esce).
Il Duca - (al barone; dialogo rapido, nervoso) Tu: sai niente di Alda?...
Il Barone - Alda? Non capisco...
Il Duca - Ti ha parlato di qualcosa?
Il Barone - Mah! di che?
Il Duca - Meglio cos! Sorvegliala. Che non faccia pazzie. sua Altezza mi ha confessato di essersi innamorato...
Il Barone - Di chi?
Il Duca - Non so... Credevo fosse di Luciana. Mi ha detto di no... Ma... vagamente... non sono nemmeno sicuro.
Don Maurizio - Io non capisco cosa significhi, per lui, l'amore...
Il Duca - Nemmeno io... dice che cosa passeggera... che finir al suo partire...
Il Barone - Parte?...
Il Duca - S. Il primo novembre...
Corrado - (entrando) Ecco Luciana!
Luciana - (entrando) Che c'?...
Il Duca - Nulla... scusa... non ho pi bisogno... va' pure, bimba mia... (Luciana via) Domando e dico se c' o no da perdere la testa... Tutto ci senza capo n coda... (Agli altri) Ammetterete che... Cio! Dico!... Va bene che lui se ne va... ma quella disgraziata?... Non pensate che la povera creatura pu innamorarsi? Il principe indiscutibilmente bello!
Don Maurizio - Ecco dunque la necessit di metter sull'avviso la figliola.
Il Duca - Per questo ho chiamato Luciana. Poi m' sembrato buffo...
Il Barone - Altro che buffo! Alda mia! Bisogna affrettarsi!
Corrado - Scusate! E credete di poter salvare qualcosa, voi, avvertendole? Siamo nella ragna, ecco.
Il Duca - Perch sei cos cupo?
Corrado - Perche? Perch ho capito! Tutti perdon la testa... qua!... E le signore donne pi di noi!
Il Barone - Che?... Alda?...
Corrado - Alda c'impazzisce! Luciana ci intisichisce!... Fiora De Leva ci muore!
Il Duca - Corrado!
Corrado - E' cos! Non colpa loro! E' il fascino dell'ignoto che si nasconde sotto il sembiante pi ammaliatore!
Il Duca - (prendendo a parte Corrado) E... Grazia?
Corrado - (vivamente) Non sa, lei!
Il Duca - Che importa! Anzi!
Corrado - (improvvisamente colpito) Ah!... Bisogna avvertirla! No! No! E' troppo impressionabile.
Il Duca - Pensa a quel che dici! Grazia non resisterebbe... quanto meno, repugnerebbe da ogni incontro, da ogni colloquio col principe. sarebbe come votarla alla sua morte... capisci?
Corrado - S. E' terribile. Bisogner sorvegliare...
Il Duca - Penseremo, dopo... Ora, andate nella serra. Sar bene cominciare a condurre qui le signore, e ricevere intanto gli invitati, gli artisti. Mi raccomando! Son gli ultimi giorni! Pazienza e dell'eroismo! Non roviniamo tutto in un momento di debolezza! (Esce a sinistra, rapido. Il barone, Maurizio, Corrado, vanno al fondo, socchiudono le imposte, escono in giardino. Sorge la luna. L'orchestrina suona sempre. Da destra entra Alda seguitai da Alvaro).
Alvaro - Ascoltatemi!
Alda - Vi dico di lasciarmi in pace. In pace! In pace! (Siede nervosamente su una poltrona).
Alvaro - (fra i denti) Maledettissima Altezza!
Alda - Siete anche maleducato, qualche volta!
Alvaro - Scusate... mi scappata! (Da sinistra entra la principessa di San Luca, col Duca Lamberto. Alvaro parler con Alda a parte).
La Principessa - Io desidero sapere... vi sono dei misteri incomprensibili!
Il Duca - Vi prego! Saprete tutto! Pi tardi! Ora, impossibile...
La Principessa - Allora, Duca, io me ne vado!
Il Duca - Ma cosa avvenuto?
La Principessa - Un cumulo di reticenze... di sottintesi... di sotterfugi... Come! Siamo a-mici da quindici anni e... via!
Il Duca - Vi giuro che nel vostro interesse...
La Principessa - Chi quel principe?...
Il Duca - Ecco...
La Principessa - Anche adesso con Grazia... in giardino... e tutti, qui, parlano sotto-voce. (Vede Alvaro) Alvaro!
Alvaro - Eh?...
La Principessa - Io esigo che tu sappia...
Il Duca - Ebbene! Mi promettete di star quieta, se io dico tutto ad Alvaro e se Alvaro vi assicura che nulla di male vi taciuto?
La Principessa - S.
Il Duca - (al Alvaro) Vieni! (Alla principessa) Permettete ?...
La Principessa - (ad Aldo) Aldina! Voi dovete dirmi...
Alba - Principessa! Non so nulla!
La Principessa - Ma una congiura!
Alba - Posto che il duca dir tutto a vostro figlio...
La Principessa - E' vero!... Ma io... temo qualcosa... Quel principe!...
Alba - Sua Altezza?... Oh! Non abbiate timore!
La Principessa - Mi pare che corteggi Grazia con una insistenza...
Alba - Ma parte fra poco! Rassicuratevi...
La Principessa - (alla duchessa Stefania che entra col conte De Leva e Fiora; si sentono cornette varie di automobili in arrivo) Ah! Stefania!
Stefania - Ebbene?...
La Principessa - Sentite! (Vanno al fondo).
Alda - (a Fiora) E' arrivato qualcuno?
Fiora - Credo... Ho visto Severo Ardenza con due signori che non conosco...
De Leva - E' giunta la cantante...
Alba - Ah, s? Andiamole incontro.
(Entrano Bufi e Ardenza).
Buti - Signore! Il duca Lamberto prega di riunirsi... Ci sono molti invitati.
Ardenza - (a Fiora) Contessina? (Le da il braccio, si avviano a sinistra).
Buti - (esce con la principessa e la duchessa).
Alda - (a De Leva) Andiamo?
De Leva - Che vi diceva Sua Altezza, poco fa?
Alda - Oh! Tante cose! (Escono. Da sinistra giungono voci miste, risate, musica, rumor d sedie smosse. Da destra1, rientrano il Duca e Alvaro).
Il Duca - Ti dico di no! Mi ha minacciato di vendicarsi! Guai se parlo! Ho gi detto troppo, raccontando tutto a te.
Alvaro - Ma come nascondere alla mamma una simile enormit?
Il Duca - Senti: alle corte! Vuoi rovinare tutto? tutti?... Regolati!
Alvaro - Certo... avete ragione!
Il Duca - Pensaci! va'... chiamami Corrado! e non mostrare nulla! e rassicura la principessa! occupatevi di Sua Altezza... che non si veda pedinato e osservato, per! soprattutto, lasciarlo libero!
Alvaro - (va a sinistra, mentre ne vengono Buti e Ardenza).
Il Duca - Dov' il principe Sirki?
Buti - E' entrato ora in salone... Gli stanno presentando alcuni invitati. (Va a dare una occhiata a sinistra) Non entriamo?
Il Duca - Bisogna. D un ordine. (Suona) Giusto! Senza parere, fate passare la voce, a chi a parte del segreto, che Sua Altezza intende non sia rimarcata la sua assenza, se ci avvenisse... Dice che ha un po' di nervoso... Ingomma, in parole spicce: non seccargli l'anima, se si apparta. (Compare Fedele, in livrea bianca a velluti neri) E... che le signore e signorine sappiano comportarsi! (Entra, da sinistra Alda con Corrado; accendono una sigaretta, scendono lentamente la scena; la musica continua) N smorfie, n debolezze... Sono brutale, ma necessario... Io dovr occuparmi degli invitati...
Ardenza - Sta bene... (Si avvia a sinistra).
Buti - (a Alda) Siete usciti?
Alba - Ho l'emicrania...
Corrado - Ho sete...
Il Duca - Ardenza! Guardate che Alvaro sa tutto!
Ardenza - Bene! (Via).
Il Duca - (a Fedele) Restate nelle vicinanze e tenete altri due camerieri pronti per servire.
Fedele - S, signor Duca, (Va a. porsi presso la vetrata).
Buti - (esce a sinistra col Duca).
Alba - (sedendosi a sinistra dietro al piano) Troppa luce.
Corrado - (gira il commutatore; si fa una luce opaca, morbida. Non sono accese lampade di colore. Da sinistra viene il canto d'una romanza, attenuato. Voce di soprano).
Alba - Grazie.
Corrado - Figurati!
Alda - Come sei nervoso!
Corrado - Quanto tu sei triste.
Alda - Triste?
Corrado - Eh!
Alda - Ma tu, perche sei nervoso?
Corrado - E tu, perch sei triste?
Alda - Io sono vecchia... ubbie! Ma tu? che ragioni hai?
Corsado - Ne ho. E serie.
Alda - Non vuoi dirmele? Sono un po' la tua sorella maggiore. Hai sempre fatte a me le tue confidenze...
Corrado - (guardandosi prima intorno) Non capisco pi!
Alda - Sii franco. Potrei aiutarti. Grazia?...
Corrado - (annuisce) E' cos mutata!...
Alda - Sai... ha avuto sempre quel carattere romantico... sensibilissimo... basta un'ombra a spaurirla... una lucciola a farla gridare di gioia. Qualsiasi impressione pu turbarla...
Corrado - Vedi?... Hai gi capito!
Alda - No... Prima di tutto: cosa aspettavi?... So che le vuoi bene. Aspettavi una promessa?
Corrado - Quanto meno, una risposta. (Entrano da sinistra Selma De Leva e Sua Altezza, discorrendo. Egli le offre una sigaretta. Si fermano nel fondo a chiacchierare, pur ascoltando il canto; quasi dietro a loro, entra il Duca con un grosso signore in redingote; gli mostra la sala, fa cenno a Fedele che apra l'invetriala ed esce col personaggio illustre).
Alda - Attenzione!
Sua Altezza - (a Selma) Avete freddo?
Selma - No.
Sua Altezza - (vede una sciarpa l presso, la getta sulle spalle di Selma;, escono).
Alda - (a Corrado) Non ci ha visti! Il piano ci ha coperti!
Corrado - Sbagli! Chiunque non ci avrebbe veduti! Lui, s! Nulla gli sfugge! Hai notato, a mensa, coin i suoi occhi... cio, dovrei dire le sue occhiaie...
Alda - - Va l... sono occhi stupendi!
Corrado - Per forza! E' la lampada! Bello scherzo sarebbe, a fracassarla!
Alda - Che dici?... Impazzisci?
Corrado - Eh, no! So bene, so bene, che non c' nulla da fare!
Alda - Insomma, Grazia?
Corrado - Eccola!
Grazia - (entra da sinistra, con l'aria di cercare qualcuno. Non vede i due; credendosi sola, percorre la stanza con l'occhio, va alla vetrata, guarda fuori, lentamente rientra a sinistra. Corrado e Alda si guardano intenzionalmente).
Alda - Per lui?
Corrado - (fa un gesto per significare che cos).
Alda - Passer! E non me ne stupisce! Vuoi che ti confessi che io, sapendo tutto, conoscendo tutto, adoro questa mostruosa Chimera? La adoro! Capisci? (Presa da un subitaneo accesso di crisi isterica, gli stampa un grosso bacio sulla fronte) Toh!
Corrado - Che vuoi dire?
Alda - Nulla! (E ha un suo sorriso convulso) Ho scherzato! Ciao! (Getta la sigaretta e fugge a destra).
Corrado - (si alza, stupito, scuote la testa). Mah! Manicomio!
Grazia - (entra da sinistra, come prima, mentre di l risuonano grandi applausi, cessati i quali una voce annuncer: .II primo quadro: Amore e Psiche! Interpreti, la signorina Mariuska Orkiloff e il signor conte Veroli . Altri applausi. Grazia vede Corrado, si ferma come imbarazzata, poi cerca padroneggiarsi).
Corrado - Volete qualcosa?...
Grazia - No... sono un po' stanca... il frastuono...
Corrado - Ah!... (Silenzio).
Grazia - Ha cantato bene, vero?...
Corrado - Non ho ascoltato...
Grazia - Eravate fuori?...
Corrado - S... credo... (Silenzio. Da sinistra mormorio; si alzato il velario sul primo quadro plastico; entrano la principessa di San Luca e Stefania).
La Principessa - Ah, sei qui, Grazia?
Grazia - Ma s... ero un po' affaticata...
La Principessa - Stai male? (Da un'occhiata a Stefania, che- capisce, fa un cenno a Corrado... questi le si avvicina, ed entrambi rientrano in sala) Ma che hai, bambina mia? che hai?
Grazia - (nervosa) Che ho?... che devo avere?... nulla!... ero un po' stordita, ecco! Qui si sente lo stesso, e si pi... quieti...
La Principessa - Non questo... da due giorni sei stranita... hai un visuccio...
Grazia - Sto benissimo, mamma... ma credi, pi tormentoso... sentirsi chiedere sempre... non ho nulla... lo sai... in questa stagione, mi prende quel po' di malinconia... Passa!...
La Principessa - (vuoi dire, esita, non sa...).
Grazia - Osserveranno la tua assenza... eri con la moglie del senatore...
La Principessa - S... s... vado!... Ma stammi quieta!
Grazia - Ti assicuro! Siedo un po' qui e torno...
La Principessa - (a, malincuore si allontana, con frequenti soste, esce a sinistra).
Grazia - (viene a sedere ove poco prima era Alda; resta Vi pensierosa. Dalla vetrata rientrano Sua Altezza, il Duca, il Personaggio illustre, Selma. Dietro a loro, Fedele che sta per chiudere).
Il Duca - Vogliamo rientrare?
Sua Altezza - Grazie. Io vado a fumarmi una sigaretta in giardino... la mia solita passeggiata lunare... (Tutti si inchinano; in quel momento il conte De Leva entra da sinistra).
De Leva - Lamberto!... ti aspettano! c' il quadro patriottico e la questua di beneficenza...
Il Duca - Ah, veniamo! (Entrano tutti e quattro, a sinistra, di dove giunge la solita voce: Allegoria della pace e del lavoro nella vita che risorge - Questua per i piccoli orfani della guerra, promossa da Sua Eccellenza Creti, sotto il patronato della duchessa Cattolica . Mormorio, voci vaghe. sua Altezza ha ascoltato; da anche un'occhiata a sinistra; se ne ritrae; lentamente, va al fondo, guarda fuori; nervoso; torna indietro, si dirige a destra; si ferma, incerto; di l, vede Grazia che fino a questo momento era rimasta invisibile. Ha un soprassalto di meraviglia e di contento. Resta immobile a fissarla. Sul suo volto si riflette la intima crisi. Un sorriso, un'ombra, un desiderio, una malinconia. Un lungo tempo).
Grazia - (ha l'intuito di quello sguardo: alza gli occhi, vede Sua Altezza, ha come un brivido, ma non di paura, che inconscia- il brivido delle rivelazioni).
Sua Altezza - (restando fermo) Siete qui?
Grazia - (esilmente) S...
Sua Altezza - Da quanto?...
Grazia - Da un po'...
Sua Altezza - Soffrite, forse?...
Grazia - No...
Sua Altezza - Siete cos tenue...
Grazia - (ha un piccolo riso).
Sua Altezza - Ah! ma ridete?... strano... Vi credevo assolutamente triste... di quella tristezza che non ha requie in nulla... e con nessuno... Ridete, invece. Quel piccolo riso, che un sorriso con la voce... L'ho ascoltato altre volte... stamane, nel parco... ieri, nella serra... pure, mi sembra che non ridiate cos quando siete con gli altri... in comitiva. Vero?...
Grazia - Rido poco...
Sua Altezza - Siete una triste creatura, dunque ?...
Grazia - Triste, no... forse... no... Son contenta, dentro di me... Godo di tutto ci che mi da una sensazione... una vibrazione... ma ne godo con malinconia... E' il mio modo d'essere lieta...
- (Da sinistra viene il suono d'una Czarda lenta, esotica).
Sua Altezza - (si volge, vede Fedele, lo chiama con un cenno) Cercate il mantello della principessina e portatelo...
Fedele - (via).
Grazia - Perch?
Sua Altezza - Cos... mi pare che dobbiate aver freddo... Se mai... Dite: non vi annoio?
Grazia - Ooh!
Sua Altezza - Ecco: voi rispondete a Sua Altezza il principe Sirki...
Grazia - Bel nome...
Sua Altezza - Pu darsi., ma non nspondete all'uomo che vi parla...
Grazia - S, s...
Sua Altezza - Veramente?
Grazia - Veramente.
Sua Altezza - Grazie... Come siete unica nel mio passato e nel mio presente! Come lo sarete, nel mio avvenire!
Grazia - Parlatemi di voi: siete cos... come dire? lontano! Si sente, si vede, che giungete da lontano... Tutti lo capiscono, qui... Anch'io...
Sua Altezza - Che potrei dirvi?... Vengo, s, da lontano... Figuratevi un paese di nebbia e di tenebra... di gelo e di silenzio... d'immobilit e di immensit!... Tutti i fiori che vi crescono, sono bianchi... candidissimi... e tenui... tenui... Io adoro i gigli... Sembra che si consumino nello sforzo di crescere...
Grazia - E i crisantemi? Siete voi che avete desiderato questa decorazione floreale?
Sua Altezza - S... sono io... un capriccio!
Grazia - Di buon gusto... (Li solleva dalla cintola) Sono belli...
Sua Altezza - Volete anche il mio?... (Lo toglie dall'asola).
Grazia - (ne toglie uno dal fascio) Ve ne rendo uno dei miei...
Sua Altezza - Avete le mani come i gigli... Ascoltate, Grazia! Io vengo di lontano, s... e dovr tornare lontano... Fra poco... due giorni, appena! E io debbo dirvi... Non vi spaurite! Che posso fare, perch mi ascoltiate senza paura? (Grazia si alza, un po' nervosa, un po' timorosa, ma sorridente, con un riso puro, di bimba) Non avete paura, vero? Io sono cos certo di non volervene fare! di pensare a voi soltanto con pensieri di bene! Non conoscevo... non sapevo questo... Uno stranissimo senso di umilt e di fervore... di preghiera e di debolezza... Grazia! che c' in voi, nel vostro nome, nel vostro volto, nelle vostre mani? S'io potessi soltanto sfiorarle! S'io potessi soltanto chiamarvi per nome, lungamente, senza sosta, e incantarmi della musica che vi chiusa... e assopirmi nel sogno che vi fiorisce! No, non vi allontanate... io so che siete qui per me... O se non , ditemi subito che sbaglio... che un errore formidabile, un tranello tesomi da me stesso... C' un portentoso segno di vita in voi... che prende subito, che affascina, illumina, scalda... E' il Sole, forse... E' il vostro sole, il vostro stupendo sole, incandescente di gioia, che al mattino apre tutti i balconi, schiude tutti i germogli, avviva tutti i sorrisi! Grazia! Non siete voi la Vita, la immagine pi bella e pi radiosa della Vita, che fra le meraviglie create da Dio la meraviglia pi alta... C' tanto buio, dietro a me! Se sapeste! No: non potreste sapere! Come si potrebbe avvicinare la tenebra a quella luce stellare che portate in voi... Non posso! Non posso dirvi nulla! Bisogna che le grandi porte restino chiuse e ben chiuse! Non tentate di aprirle! Ah! io soffoco di ribrezzo e di gioia. Per poco, per poco, fate ch'io viva di voi, per questo poco, per questo miserevole poco, che mi varr pi dell'eternit... Un'elemosina al mio regno! Come spiegarvi? Sono un potente, e ho bisogno di pregare! Sono un despota, un imperatore, un formidabile sovrano... e ho necessit di chinare il capo davanti a una creatura che sappia di sole, di primavera, di cespugli in fiore, di ruscelli in corsa, di fanciulli giocondi, di mare, di cielo, tutto l'oro e tutto l'azzurro... tutti i colori e tutti i profumi! Grazia! Non vi spaventate! Io bevo le mie parole e me ne inebrio, come la Madre che chiama il suo figliolo morto! (Con un soffocato grido d'orrore, per la evocazione di se) Ah... io! io! io!!
Grazia - Signore! Altezza!
Corrado - (entra da sinistra, vede t due, si ferma).
Sua Altezza - (vede Corrado, si domina).
Grazia - (vede Corrado, lo guarda).
Corrado - Cercavo...
Sua Altezza - Ah! E... avete trovato?
Corrado - Ho... credo... di aver... trovato... Permettete... (Torna a sinistra: in questo momento l'orchestra interna intona su quartetto l'Adagio del Clair de Lune di Beethoven).
Sua Altezza - (dopo un'esitazione) Vi vuoi bene?
Grazia - S...
Sua Altezza - E voi?....Voi?... Lo amate?
Grazia - (tace).
Sua Altezza - Lo... amavate?.,.
Grazia - Un poco... forse...
Sua Altezza - E ora?... ora?...
Grazia - (tace).
Sua Altezza - No?... no?... no???... (Lunga pausa. Si odono distintamente le note dolorose salire).
Fedele - (da destra, recando il mantello).
Sua Altezza - (gli va incontro, prende il mantello) Andate pure, di l. (Fedele esce. sua Altezza rapidamente mette il mantello sulle spalle di Grazia) Volete?... Cos vi ho vista la prima sera... vicina alla fontana... sola...
Grazia - Voi...? eravate voi? (Con un fievole grido d cui si palesa la stupefazione per quanto le viene rivelato e insieme per l'intuizione dell'intimo tormento d'amore).
Sua Altezza - S... stavo per giungere... Da lontano vi ho vista, da lontano...
Grazia - Ah! ho tremato... sentivo che non poteva essere una vana cosa... una stolta paura infantile... Ho tremato nel pi profondo del cuore, come se un grande bene o un male infinito stessero per avvilupparmi, ad un tratto. Un'anima nuova... qualcosa di violento e di dolce, insieme, sbatte dentro di me, come un fascio d'ali... mi cerco, senza trovarmi... E' strano... quando parlavate dei vostri paesi lontani, pieni di nebbia e di silenzio, m' parso di conoscerli, come vi fossi nata... Mi dite stranissime cose ignote ch'io so... Voi stesso... (Mentre ella si confessa, Sua Altezza, discosto, la contempla e l'ascolta con una espressione nuova nel volto, di compiacenza e di cupidigia, simile a quella assunta durante il colloquio con Alda, di cui ripete e conferma l'esperienza sua Grazia. E' il predatore beffardo ed invitto che guata la preda, il cui puro smarrimento contrasta con la baldanza orgogliosa del principe) ... Voi stesso, cos misterioso, mi apparite come un antico compagno di viaggio, il cui ricordo affiora dall'oblio con sembianze gi note...
Sua Altezza - (sorridendo, cauto ed insinuante) Chi sa! Forse l'oblio che comincia! Un dolce dimenticare, un quieto smarrirsi, lungo le vie del sogno... (Si avvicina) Siete tanto al di fuori del mondo, voi, che nemmeno sapete per quali strade si possa smarrirsi... Io le conosco tutte. Ho "il sapore d'ogni vecchiezza e d'ogni saziet. Oggi, qui, guardo questo miracolo fresco con un rammarico immenso...
Grazia - (trasalisce) Perche rammarico?...
Sua Altezza - Perch si vorrebbe imprigionare ogni luce, quando si nelle tenebre...
Grazia - E non potete?... Vi dicono cos possente!
Sua Altezza - S... ma obbedisco a qualcuno pi possente di me... Ve l'ho detto; debbo partire...
Grazia - Oh, no!
Sua Altezza - Non volete?
Grazia - Non vorrei... oppure...
Sua Altezza - Oppure?
Grazia - (esita. Non sa dire. Lo guarda, spaurita, trepida. China il capo).
Sua Altezza - (le si accosta, parla a bassa voce, standole a tergo) Bisognerebbe che foste cos perdutamente obliosa da chiudere gli occhi con palpebre di sonno, e darvi tutta al volo di quelle ali che sbattono nel vostro dolce cuore, e smarrirvi per le vie dei paesi nebbiosi e silenziosi... (La supera, da tergo, di tutto il capo, la domina; ha in volto una luce malefica).
Grazia - (estatica) ... Cos...
Sua Altezza - ... aggrappati alla forza d'un tuo padrone, nomade e avventuroso, stringerti al suo Destino di zingaro e di re, con un nodo violento... (L'ha presa, con le mani guantate, sotto gli avambracci, e li solleva, finche Grazia glie li passa dietro la nuca smarritamente).
Grazia - (mentre un piccolo pianto le luccica negli occhi e le trema nella voce, scandisce) ... Son pronta...
Sua Altezza - (che si china su lei) Piangi?
Grazia - (non risponde, ma le lacrime sgorgano).
Sua Altezza - Hai paura?
Grazia - (accenna di s).
Sua Altezza - (fingendo di sciogliersi) Va'...
Grazia - (coti un subito grido) No! no! no!
Sua Altezza - (con un crudele riso le cerca la bocca virginale).
Grazia - ( sottomessa; un attimo: poi, mentre sta per essere baciata, una ribellione d'orrore le stronca le gamba; ti lascia scivolar fino a terra, vi resta in un gruppo bianco e nero).
Sua Altezza - (la guarda; beffardamente ride; irride; si allontana verso il giardino).
Grazia - (come ne ode i passi, si volge, si protende verso di lui, tremando, chiama con un filo di voce, simile al pianto riso di un bimbo) Amore... Amore...!
Sua Altezza - (si,ferma, si volta).
Grazia - (rialzandosi a fatica, come uscisse da un incubo) Scusami... non vero... sei Tu... (E gli va incontro, pianamente, trascinando dietro a s il lungo mantello nero: gli si abbatte sul petto, mormora ancora) Sei... Tu!
Sua Altezza - (La cinge alla vita, da un'occhiata verso sinistra).
Grazia - (asciugandosi gli occhi) Nascondimi! che non si accorgano!
Sua Altezza - (la trascina verso l'uscita) Vieni! torniamo subito! (Tiene fra le sue braccia tutta l'esile persona; rapidamente escono dalla vetrata. Sul limitare della porta a sinistra comparso Corrado, in tempo per vederli uscire. Sconvolto, spegne le luci della sala, in modo da poter osservare, attraverso i vetri del giardino, limpidissimo di luna; e infatti sono visibilissimi i due, che strettamente avvinti, ombre nere nel chiarore argenteo, lontanano).
Corrado - (disperatamente) L'ha presa! L'ha presa! E' gi nell'ombra! (Entrano da sinistra il Duca Lamberto, Buti, De Leva, Alvaro, attratti dai quel grido. Il canto finito. Ma l'orchestrina ha le ultime note che si spengono).
Il Duca - Che c'?
Corrado - L... l... l... (Accenna al giardino. Tutti guardano).
Alvaro - Sua Altezza?
De Leva - Con chi?...
Corrado - - Grazia!... La mia Grazia!... (Da sinistra, entrano in folla gli ospiti e gli invitati; davanti a tutti, la Duchessa 3 la Principessa).
Il Duca - (scorgendo le Signore, a Corrado) Taci!...
La Principessa - Cos'? Chi che chiama Grazia? Perch questo buio?...
Il Duca - (accendendo tutte le luci di colpo) Niente, Principessa! E' uno scherzo! Son questi ragazzi che giocano a nascondersi... E' vero, Corrado ?
Corrado - (rabbrividendo, accenna di s, mentre il Duca, Alvaro, Buti e De Leva cercano di coprire con la loro persona le vetrate, perch la madre non veda...).
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
La stessa scena del secondo atto: eguale decorazione floreale lussureggiante. La grande lampada dell'illusione, nel fondo. Semioscurit. E' la notte sul due novembre, circa le ventitr. Vuoto e silenzio. Nel giardino, le piante onduleggiano, sotto il vento. Squilla, una, due, tra volte, imperiosa, la suoneria del telefono.
Fedele - (entra sollecito da destra, va all'apparecchio: parla adagio) Pronto ?... Pronto?... Il signor Duca? lo chiamo subito. (Esce c. s. Da questo momento, nel giardino, la luna e le nuvole giuocano un lor giuoco sinistro di oscuramenti e di luminosit. Da destra, rapido, ma con l'incedere d'uomo preoccupato e turbato, quasi sulle punte dei piedi, entra, e va all'apparecchio, il Duca).
Il Duca - Pronto?... Pronto?... S... s... eh? Grazia?... Qui? No! vi aspettiamo da un'ora... qui, no!... E Alvaro? E' uscito?... Venite, s. (Chiude la comunicazione; va al fondo, mentre rientra Fedele; gli fa segno di richiuder la porta; ma si indugia sulla soglia, a scrutare nel giardino; brusco, a Fedele) II cappello... e il soprabito!
(Fedele, via: poi, subito, rientra, reca, porge).
Il Duca - Del fuoco, nel caminetto! (Esce, nervoso).
Fedele - (richiude la vetriata, guarda un attimo attraverso i vetri, viene al caminetto, da la accensione elettrica; bagliore bianco: esce. Vuoto, silenzio: urla di vento).
Sua Altezza - (entra da destra: in frak; il suo volto, di pura bellezza ellenica, velato, oscurato, patito; vastissimi gli occhi, dilatati: come posseduto dall' incubo della ragna in cui avvolto. Qualcosa di pi forte che non le umane passioni, agita la sua duplice personalit, divina ed umana; la sensazione del mistero oltre umano immanente. Avanza incerto: cade su una poltrona, a destra, presso il camino. Parler a bassa voce, armonizzandosi con le pause della raffica esteriore) Forse... forse!... (Si smentisce, crollando il capo) No! (Pi volte, con le mani guantate, fa l'atto, davanti ai suoi occhi sbarrati, di una morsa che stringa...) No! (Si alza, va sotto la lampada: ha un grido, che s smorza subito) Inganno! (Torna in avanti, siede) Forse... (Pregando) Dio eterno e misericordioso! (Cambia) No... no... non si pu... non sipu chiedere! Io stesso ho deluse le leggi! chi mi ascolta, pi, ora? Vuoto! e non essere pi io!... non potersi, da se stesso, strappare questa maschera maligna!... e non saper ridere pi, sotto la maschera che soffoca! (Tace, sfatto).
Alda - (entra, cauta, da sinistra, seguita da Corrado, a cui fa un cenno d'intesa; Corrado esce subito; resta ella sul limitare, alquanto; poi avanza un poco, senza per avvicinarsi a Sua Altezza, pavida. Il volto della donna emaciato: come ella parla, Sua Altezza non muove, n mostra di ascoltare; ma ascolta. Da qui in poi, sul suo volto la smorfia di una sofferenza cruda gli aprir nel sorriso convulso una ferita aperta e pietosa).
Alda - (resta a met della sala, titubante; parla quasi sottovoce, stentatamente, finch il coraggio non superi la prova) E' difficile! tanto difficile... si cos umili, e spauriti! vero che mi sentite ancor pi piccola e umile, ora, davanti a voi... in questa casa muta che vorrebbe gridare la sua preghiera e non sa se le necessario? Mandano me! Ebbene, mi manca il cuore! (Pausa) Voi stesso siete cos mutato! Eravate, l'altro giorno, tutto acceso d'entusiasmo e di fervore! allora, anche noi ci lasciavamo cullare dalla serenit di sorrisi che pareva fiorire dovunque... Non so... perche siete cos mutato? Mi sembra tanto strano, parlare rii questo, a voi. Pure, ho la sensazione che una creatura umana, e non una immensa divinit, sia l al vostro posto... sofferente il dolore come lo soffrono... come lo soffriamo... noi! Non adiratevi! e poi, no! son sicura! ci avete condotti voi, nell'assurdo! bisogna pure che tolleriate, se... Ma, parlate un poco! non sapr continuare... pregarvi... se non mi dite prima una parola,., qualcosa... (Silenzio, pausa),
Sua Altezza - (senza scuotersi) Che volete da me?
Alda - Ma voi, voi, che avete?
Sua Altezza - (indugia; poi alza il capo, la fissa, sempre tenendo le tempia fra le mani, quasi a contenervi il tumulto) Hai ragione! Avete tutti ragione! Ma io parler con te sola, che avvalorasti il mio errore... Ho male! Vedi: son come una crisalide vuota! Mi tagliai, un giorno, le mie vaste ali... (La guarda) Non era che uno scherzo sottile... Ma bisognava rammentarsi sempre, che certi rischi si superano a prezzo di ridere! E voi mi avete tolto questa salvezza. (Con impeto) E ora, ora, non so pi staccarmi di qua! m'hanno inchiodato a questo martirio come a una gogna! (Si alza) Ah, se mi fossi limitato a stringere te, fra le mie voglie insane, senza penetrare i misteri di quel Reuccio buffonesco che voi chiamate l'Amore! Ho guardato il sole, e me n' rimasto abbacinato il desiderio! Nemmeno ritrovo la strada al mio ritorno! (Ossessionato) Fra poco! fra poco! capisci!... mi richiamano! come fo?... come mi libero? Riprender il mantello di tenebre, la mia corsa d'uragano, le scorribande giustiziere, le vie sconfinate del mio regno... Ah! non pi libertario giustiziere, come fui, ma temendo, a ogni passo, ad ogni svolta, di incontrarmi lungo il cammino della mia cecit, nella creatura che m'ha mutato e stravolto, che m'ha tolto di tornar giocondo in perfidia, come credevo, e schernevole, e iniquo, e beffatore quale io fui e debbo essere, se ancora voglio essere Io , se voglio serbarmi l'imperio che a tal prezzo soltanto mi fu concesso e affidato! Puoi tu immaginare un Male, che pianga d'esser Male?... Una tristezza che s'attristi d'esser triste?... Potrebbe ardere il Fuoco, se d'esser Fuoco si dolesse? E l'Oceano inferocirsi in tempesta, se del suo iroso Potere avesse ombra e tormento? (Sottovoce) Dio, Dio... potrebbe Egli essere tale, se del suo sconfinato A-more temesse la sconfinata potenza? Tu vedi, tu vedi, ch'io son condotto ,a maledirmi d'avere varcato la soglia, e penetrato il recinto a cui m'han fatto nemico! E che vuoi da me?... Torna indietro! Non avvicinarti, non oltrepassare la tua soglia! Resta al tuo limitare, ch'io m'ebbi troppa pena, per avere invaso quello a cui mi era fatto divieto di venire, beffaggiandone la clausura con una luminaria d'orgoglio che m'ha accecato gli occhi!... Non son pi nulla: n di qua, n di l! Lasciami solo... debbo aspettare il consenso.,. (Si riabbatte).
Alda - Allora... volete voi parlare con altri?
Sua Altezza - Con una, se mai... e non ho fede di chiederlo... ho timore di tutto...
Alda - (torcendosi le mani) Pure... bisogna ch'io vi dica! Ascoltatemi! Di l... fuori... c' chi si dispera e piange... Voi potete acquietarlo.
Sua Altezza - In che modo?
Alda - (dimentica per un attimo del suo intento, si abbandona alla sua disperazione) Fate che ognuno di noi torni qual'era! Giungeste, e tutto si mut! Io stessa, che vi parlo, non ho pi pace... Ognuno guarda nelle vostre pupille fonde come nel mistero che non si raggiunge! Ogni gorgo, ogni abisso, ogni voragine, ha ormai il suo fascino! Ed io vi precipitai da me sola! E non aveste piet... Mi attorceste ai polsi le vostre sottili catene di Luce, perch io mi lasciassi trascinare lungo la china, fino alla caduta mortale... E certo, la mia vita non sar pi che il ricordo di quel grido che mi faceste gridare, con una confessione di cui ho l'orrore e il desiderio nel sangue... E certo vi cercher... d'alba in alba, di tramonto in tramonto, ah!... lasciatemelo dire... lungo le strade della malinconia, lungo le siepi della tristezza, non per salvamento, o in lusinga di gioia, ma per ritrovare l'attimo di follia in cui mi torceste, con tutte le spine roventi della volutt vestita di bellezza... Vi cercher col ricordo d'essere stata vostra, e nel desiderio e nell'offerta, disperatamente!... Vi chiamer... come quel giorno... come quel giorno! per essere vostra un'altra volta... un'altra terribile volta!
Sua Altezza - (improvvisamente colto dalla tragica visione di soluzione al suo male, ghermisce quel grido e vi si abbarbica, intuendone il valore di salvezza) Voi! ? voi! ? mi chiamerete?! CHI chiamerete!? L'illusione o la verit? Il principe Sirki, o...?
Alda - (convulsa) Vi chiamer... col vostro nome pauroso e incantevole, col nome dell'amante che non si pu lasciare e non si oblia... (E lo grida)... La Morte! La Morte! Ah, la dolcissima Morte, con quel meraviglioso volto di vita, che tuo, con quello stupor d'incantesimo, che tuo, con quel senso di sconfinata pace esaudita e perfetta, che tua... soltanto tua... e chiamandoti cos, mi parr di superar la mia vita... e di portartela in dono... (Singhiozza, abbandonata su un cuscino, riversa, soffocando le ultime parole dementi).
Sua Altezza - (trepidante, a se stesso) Ora vedo! vedo! (Spalanca le pupille della sua anima infoschit sul miraggio nuovo. Cauto, alla donna) Ditemi! Allora... allora... il fascino ch'io esercitai su voi, sotto le spoglie umane che quella lampada mi prest, ed io supposi caduche ed effimere: questo fascino, secondo voi, continuerebbe... anche dopo? Quando la lampada sar tornata alla vostra illusione, e non pi mi vedrete traverso il miraggio di quella fulgida menzogna?...
Alba - (accenna, senza muoversi, che s).
Sua Altezza - ... Ed io... rifattomi io ... ridivenuto quale ero, io... sarei per voi, egualmente, nel desiderio, come ieri?... come oggi...? (Silenziosamente accenna di s la Dolorosa; pi ne risplende, sul volto di Sua Altezza, il compiacimento liberatore)... E l'amore... . l'amore vostro, rester intatto?...
Alda - Ahim!... l'amore cieco!... non vede che il suo sogno!... si affonda, nella morte... non si muore...
Sua Altezza - (si volge a cercare l'Infinito che lo supera) Ah, Dio! Dio, misericordioso e giusto, che mi rendi a me stesso, e non mi togli il mio potere e pi grande di prima mi fai, pi vasto e libero, dominatore dell'ombra e della luce, Signore, come Te, della Tua vita!... (Improvviso Alda s'aderge, con un volto folle, terrorizzata dal nuovo pericolo per Grazia).
Alda - No! No! Aspettate! Non vi ho ancor detto! Per questo... perch la povera non soffra... la povera e piccola creatura... che non conosce menzogne... ne le suppone... e ha diritto di camminare nella sua striscia di luce... lungo le sue spalliere di fiori... per questo! bisogna che voi... prima di andarvene... che voi le to-gliate la sua cecit! Non avete compreso? Ma tutti, tutti, sono l, che aspettano! Aspettano ch'io torni a rassicurarli... Siate buono, come siete grande! Non crediate alle mie parole... O, se ci credete, risparmiate questo male a chi non saprebbe soffrirlo!...
Sua Altezza - Che dite?
Alda - Grazia! Grazia! Bisogna toglierle l'incantesimo! E' una povera cosa, tutta accesa di voi!... ma forse si salva! pu salvarsi... ascoltatemi! Bisogna spalancarle gli occhi, sulla verit! Io vedo, ora!... Vedo le piccole creature del mondo, abbacinate da un sogno d'amore, correre, correre, cieche, verso il nulla, gettando la povera vita dietro se stesse, per afferrare una chimera che abbellisce ed esalta anche la morte... Ora, vedo! Comprendo! Ma non dovete! non potete ghermirla, come avete fatto di me!... Io son perduta! verr,'... Ma lei... Che ne sa lei, della mia vita?... Che potrebbe comprendere, in questo enorme inganno, se non l'esaltazioni di perdersi... Piet, misericordia di lei!...
Sua Altezza - (senza risponderle, bruscamente si dirige verso il fondo).
Alda - (con un grido) No... no! Io ho visto su di voi la perfidia!... Ah, siete mostruoso!
Sua Altezza - (con voce soffocata) Basta!
Alda - (folle) Ma non vi lascio! Chiamer!
Sua Altezza - (torna indietro vivamente e percuote con un'occhiata sinistra la donna) Che vuoi fare contro di me...?
Alda - Io... io pregher, allora, quel Dio che ringraziavi di un dono rubato... io pregher io, perch ti colpisca nel tuo orgoglio, ti ferisca nel tuo stesso male! (Si inginocchia) No... no! perdonami! ma Lei, no, Lei, no!
Sua Altezza - Belvetta... Tacerai, se non vuoi perdere tutti!
Alda - (sgomenta,, vinta) E sono stata io!... sono stata io! (Ricade con un singulto soffocato, inerte).
Sua Altezza - (la guarda un attimo; torna al fondo. Si spalanca la porta vetrata: entrano il Duca e la Principessa di San Luca, vedono Alda, Sua Altezza, restano immobili, muti. Al Duca) Vi prego di allontanare questa signora. E' inferma!
Il Duca - (ha un impeto di reazione, che trattiene; poi, corre da Alda, la solleva, pesantemente 1'aiuta a trascinarsi a sinistra, di dove escono).
La Principessa - (a Sua Altezza) Scusate, Altezza... non avete veduto... la mia Grazia?
Sua Altezza - No...
La Principessa - La cerco... la cerchiamo da tanto...
Sua Altezza - Possibile? (Si domina, ritorna il raffinato Principe Sirki) Venite... Riposatevi! (La conduce a sedare) Siete molto turbata! che avviene?
La Principessa - Dovevamo venir qua... per salutarvi... Grazia salita a vestirsi... era tanfo inquieta... io aspettavo gi, con Alvaro... mio figlio, e non scendeva mai! L'abbiamo cercata... lutti i domestici... ho telefonato qua... niente; nessuno l'ha veduta.
Sua Altezza - La cercano tuttora?
La Principessa - S... (Nel giardino appaiono, ondeggiano, vaniscono, lampade rossastre, lanterne, fiaccole...).
Sua Altezza - Anche i signori di qui?...
La Principessa - II Duca ha pregato tutti... son fuori... con le fiaccole e le lanterne...
Sua Altezza - Li aiuteremo... La Principessa - S, vero?... Anche voi? Oh, lo spero tanto da voi!...
Sua Altezza - Perch mai?...
La Principessa - Non so... qualcosa grida, dentro di me, senza pace, che la mia bambina s' perduta... se n' andata dalla mia casa e dal mio cuore... fuggita da me con una veste leggera leggera... se n' andata nella notte, nel vento, a cercare forse il suo bene... a trovare, certo, il suo male, e nondimeno, io sono quieta ancora, nell'angoscia... perch voi non mancherete di darci il vostro aiuto... Siete cos eletto signore! e buono, certo, e giusto! Subito, ho pensato a voi!... non ho avuto paura!
Sua Altezza - Che le .avete detto?
La Principessa - A chi?
Sua Altezza - A... lei!
La Principessa - A Grazia?
Sua Altezza - (accenna di s).
La Principessa - Poca cosa... poca cosa...
Sua Altezza - Ditemi!
La Principessa - (si sbianca) Non potevo... non potevo mica dirle...
Sua Altezza - Dirle?...
La Principessa - No! non mi fate paura anche voi! Giacch tutto mi riempie di terrore, non mi fate paura anche voi! Non domandate nulla! Che pu raccontarvi, di strano, una mamma ? Vedete: non sono che una povera mamma, umile, semplice... Non c' altro, in me, se non il senso d'aver perduta me stessa! che volete chiedere a una mamma? Misteri? Ma se tutto cos chiaro, cos aperto! Cerco la mia figliuola! e non so altro! Aiutatemi, signore, senza la tortura di vane parole!
Sua Altezza - Perch Grazia sia fuggita, bisogna le abbiate parlato di qualcosa... Di qualcosa che non avrebbe dovuto sapere... E intendo conoscere la verit, per dare il mio aiuto!
La Principessa - Allora... allora... dovr pur dirvi!... Ma poco... e credo, credo inutile! Certo, voi gi lo sapete! C' cosa, al mondo, che voi non sappiate?... Era cos mutata! io le stavo attorno senza osare d'interrogarla troppo... si sempre timidi coi nostri figli... ma capivo! Non per voi, signore! ho dovuto, ieri! ho dovuto dirle... di non illudersi... di non sperare...
Sua Altezza - Le parole?... le parole?...
La Principessa - Di non credere...
Sua Altezza - A me?...
La Principessa - A voi...
Sua Altezza - II motivo?...
La Principessa - (tace).
Sua Altezza - Le avete palesato?...
La Principessa - No... tutto, no!
Sua Altezza - Fino a che punto...? Parlate, dunque!
La Principessa - Cercai di farle comprendere... come voi siate un signore d'altri tempi... di altri costumi... di una razza diversa dalla nostra...
Sua Altezza - (con un sottil sorriso) Un barbai o ?...
La Principessa - Ecco!
Sua Altezza - Non pu bastare... Dite, dite...
La Principessa - (spasimando) Ma che volete, da me?
Sua Altezza - Sapere!
La Principessa - Ma sono le povere favole di una Madre!...
Sua Altezza - Le ascolto!
La Principessa - Voi mi torturate nella doppia agonia della verit che conosco e della menzogna che mi imposta!
Sua Altezza - Impossibile mentire, con me! l Duca vi ha informata di tutto...?
La Principessa - (col silenzio annuisce).
Sua Altezza - Badate! Sapendo chi sono, e soprattutto chi sar fra un'ora, non mi potete nascondere la verit. Siete al corrente di tutto...?
La Principessa - S...
Sua Altezza - Da quando?
La Principessa - La scorsa notte...
Sua Altezza - E il vostro colloquio con... Grazia?
La Principessa - Stasera... in casa mia...
Sua Altezza - La Principessa vostra figlia uscita di qui, oggi, radiosa... Chi altri ha parlato con voi?...
La Principessa - Alvaro... Corrado... il Duca...
Sua Altezza - Bene. Ora, avanti. Le avete narrato, dunque, come io fossi una sorta di barbaro siberiano?... violento...? feroce...? sotto una maschera di perfezione, un mostro?...
La Principessa - ... Compatite...
Sua Altezza - - Compatisco. Comprendo perfettamente. Non me ne lagno. Solo, voglio saper tutto. E vi prometto il mio aiuto...
La Principessa - ... Grazia rimasta attonita... non ha parlato pi...
Sua Altezza - Sa ch'io parto?
La Principessa - S.
Sua Altezza - - Non ha aggiunto nulla?
La Principessa - Sorrideva...
Sua Altezza - Sorrideva? Le avete detto che io non tornerei pi?... che tutto finirebbe stanotte ?...
La Principessa - Non so... non so, se ci siamo riusciti...
Sua Altezza - Ha dato segno di temere qualche azione malevola, da parte mia...?
La Principessa - No...
Sua Altezza - Ma le avete insinuato il dubbio?...
La Principessa - Per forza...
Sua Altezza - (tituba un attimo; si decide) A pi tardi...
La Principessa - Che farete...? per piet... che volete fare? (Sua Altezza resta immobile, in un angolo, a destra, ma ecco spalancarsi la vetrata ed entrare Corrado, Alvaro, Buti, Ardenza, alcuni servitori; tutti recano lanterne o torce; sono stravolti, hanno le vesti in disordine, e portano le tracce di una ricerca affannosa; foglie e spini son rimasti confitti o attaccati agli abiti. Richiudono. Sua Altezza resta immobile, in un angolo, a destra, ma sul suo volto passa una prima nube di umana sofferenza, quasi la comprensione del dolore).
La Principessa - (ai sopravvenuti) Nulla?...
Alvaro - Aspettiamo... altri cercano... Siamo venuti per informarci... torniamo via... Sei sola?
La Principessa - Torna via! Torna via!
Corrado - Mio padre?
La Principessa - E' andato su, credo...
Corrado - Come mai siete sola, qui?
La Principessa - (esito).
Corrado - (volge gli occhi, vede Sua Altezza, comprende).
Sua Altezza - (esce a destra).
Corrado - Con lui?...
La Principessa - S...
Corrado - Ebbene?
La Principessa - Ha voluto sapere... gli ho detto...
Corrado - Che far?
La Principessa - Dice di voler aiutare...
Buti - Ha promesso?
La Principessa - Nulla. Non gli ho parlato che di ritrovarmi Grazia... Ma, entrando, col Duca, ho visto Alda inginocchiata l... Piangeva...
Corrado - (tende il pugno verso la porta da cui uscito Sua Altezza).
La Principessa - 1N0... no... ragazzo mio... non far cos... Siamo delle creature deboli... non far, cos!
Corrado - Voi restate qua?
La Principessa - Certo... Vorrei venire anch'io... non ho pi forza...
Corrado - Vado a chiamarvi mia madre...
La Principessa - S... s...
(Corrado, via; si ode la tromba di un'automobile, lontana).
Buti - Ecco gli altri!
La Principessa - Di dove vengono?
Ardenza - Han battuto i dintorni... Ora ci diranno...
La Principessa - Dove avete cercato?
Buti - Nel vostro parco... all'eremo... a San Govo...
Ardenza - ... Nel Convento degli Scalzi e nelle due Chiese.
Buti - Tutte le strade vicine...
Alvaro - (che andato al fondo) Piove... far tempesta...
La Principessa - (fa il segno della croce) Dio ci assista!...
Corrado - (rientrando) Vengono! vi aspettano di l... non volevano interrompere il vostro colloquio con Lui... (Agli altri) Andiamo?...
Alvaro - Aspetta! sentiamo le notizie. E' arrivata un'automobile..; (Lunga pausa. Silenzio, La madre,, tutta Manca, prega. Gli altri sono immoti. Il vento ulula. Qualche bagliore di lampi. Entrano dal fondo il Conte De Leva, Fedele, Don Maurizio Calboli, altri servi, imbacuccati, bagnati; passa fra i due gruppi un lungo sguardo negativo. Tutti restano immobili. La Madre prega. Da sinistra entrano la Duchessa Stefania, In Contessa Selma, Fiora De Leva; la prima- viene, subito dalla Principessa di San Luca, le altre fanno gruppo con gli uomini e parlano, sottovoce, ansiosamente; Corrado resta solo, a sinistra, fosco).
Stefania - Non ti accorare... Verr da s... Non pu darci tanto dolore...
La Principessa - (non sa pi rispondere; ma con gli occhi cerca la scomparsa. Entrano da sinistra il Duca Lamberto, Alda, Luciano).
Il Duca - Ebbene? (Gii astanti hanno un gesto di sconforto).
Corrado - Non importa! Ricominciamo! (Ai servi) Tornate fuori! Veniamo subito! (Escono i servi; al Duca) Prima di tutto, giacch siamo qui, due parole: se ne va senza dubbio?
Il Duca - Certo!....
Corrado - Allora, se possibile, che Grazia non lo veda pi...
Alda - Badate, sar peggio!...
Corrado - Non credo!... pianger... come piangono tutte le bimbe alla prima delusione...
Alda - Non lo sperate!...
Corrado - Allora, che vorreste?... (Entra da dstra Sua Altezza la Morte; conserva il volto apollineo, ma ha indosso il grande mantello tenebroso, i calzari e la cappa, come al suo primo ingresso; pallidissimo, gli occhi enormi e fondi. Ha un'imponenza fascinatrice. Tutti tacciono. Egli si ferina, poco oltrepassata la soglia. Allora Corrado fa un cenno di commiato e si dirige verso il fondo, seguito da tutti gli uomini, per uscire. Le signore fanno gruppo a sinistra. Ma Sua Altezza, con la destra inguantata, rivolge un semplice cenno a Corrado e trattiene i presenti. Obbediscono, tutti, sotto la magnetica influenza di un'augusta sovranit).
Sua Altezza - (voce opaca, dura, ma velata) Dove andate?...
Corrado - (con un'asprezza dominata dal senso di un occulto rispetto) A cercarla...!
Sua Altezza - Rimanete... (Al Duca) Non la troverete, voi. '(Tutti sobbalzano, temendo di capire, fatti ora pi consapevoli dalla presenza della Divinit che si approssima) ... Ma non bisogna temere... (Alla madre che tutta, protesa verso di lu) ... Io, son qua... e nessuno potrebbe cercare le strade dell'Ombra, senza di me... (Alla Principessa) Madre... io ti vedo bianca, e smarrita... Non esserlo!... Che hai creduto? Ch'io la portassi via?... Non pu morire! Non l'ho chiamata! potevo, chiamarla!... E' il castigo! Mi tagliai, un giorno, le mie vaste ali... E speravo di riprenderle, ai termine della giocosa avventura, senza sentire il bruciore avvelenato della sutura... Non fu permesso! Son caduto nella ragna... e la beffa s' volta contro di me, come una serpe maligna! Io lo ritrover, il tuo puro giglio smarrito! Nessuno potrebbe raccoglierlo, se veramente caduto nella notte, e chiama con piccola voce di strazio l'amor suo, che tutti vorreste profanarle, rivelando una s grande menzogna alla sua credula fede... Quando io l'avr ritrovata, ed essa verr qui, alle tue ginocchia materne... (Volgendosi verso Alda) Parla tu, parla tu!... di' tu a questa madre inconscia, quello che occorrer mentire, nascondere, illudere... (A tutti) Non la disilludete! lasciatela credere!... la sua luce! la sua lampada accesa... (Accenna alla lampada dell'Illusione, quasi disperatamente).
Alda - Voi... la ricondurrete?...
Sua Altezza - (con un triste sorriso) No... la ritrover... ma chiamer voi, per condurla... Non le parler... ho paura... (Al Duca) Richiamate i servi!
Il Duca - (per uscire).
La Principessa - (si alza, a fatica: a Sua Altezza) ... Aspettate!... io, io mi smarrisco... chi mi assicura... che voi... non la portiate via, la bimba mia, la bimba mia?
Tutti - (paurosi che la Morie non si adonti, fanno cenno alla Madre di tacere).
Sua Altezza - (come colpito dall'accusa, contro la quale reagisce il suo dolore umano) E come... come potete...?
La Principessa - S... s... io dir! io non posso tacere! se la mia figliola santa smarrita... se nel pericolo... che mi importa pi di tacere!... Ah! tutti possono, qui, aver terrore... non io!... oh, strappatemi la mia carne, prendetevi il mio sangue... ecco, qui... sono tua... sono tua... portami via, fra poco... quando riavrai la tua potenza sovrumana... portami via... se occorre una vendetta al tuo disinganno!... Io so tutto!... che mi potevan nascondere? Io conosco la tua frode e la ferita che ti strazia... Ma lei no!... Se la compiangi per il male che dal tuo gioco le venne, lasciale questo male, senza toccarla! E prendimi, prendimi!... (Tutti sembrano curvarsi, nell'attesa di un tragico evento).
Sua Altezza - No, Madre!... (Si avvolge nel ferraiolo, scompare dal fondo. Rientrano i domestici e si aggruppano. Scroscia la pioggia. Tutte le lampade si abbassano, si velano, si spengono. Ma rifulge quella del Rubino che arrossa la stanza. Ognuno, a capo chino, aspetta. La Madre prega. Da sinistra entra un servo con due grandi doppieri e candele accese; l pone a destra e a sinistra; esce. Quasi subito, dal fondo riappare Sua Altezza; ha il volto affondato nel tabarro. Fa un cenno; tutti gli uomini, frettolosi ma gravi, gli vanno incontro, escono; Sua Altezza rimane addossata alla vetrata, nel riverbero del raggio, immobile. Ed ecco rientra la teoria. Il Duca, Alvaro, Corrado, primi, sorreggendo Grazia che cammina come un automa, con forze proprie, attinte all'inverosimile energia della Speranza; seguono gli altri. Giunti che sono a mezzo della stanza, Grazia si stacca; lentamente avanza verso sua madre, le si inginocchia davanti, reclina nel grembo la testa. Il mantello nero le ricade; abbigliata con una tunica bianca, semplice e severa. Tutti fanno cerchio al gruppo, distanti, lasciando un varco al centro, per non coprire Sua Altezza. Lunga pausa di silenzio, rotto solo da un fioco gemito ininterrotto della Madre dolente).
Grazia - (si rialza, volge lo sguardo, cerca Sua Altezza; come lo scorge, arretra alquanto, lo fissa; il suo volto si illumina d felicit; la persona dritta, sicura; la voce, ferma, dolce, convinta; ma lontana, trasognata) Chiedo perdono... vi ho fatto pena... non ho supposto... avevo tanta pena, io stessa! (Alla madre) Non fuggivo, sai?... qualcosa mi ha spinta ad uscire, per cercare... per cercare il mio sogno... (Una campana, lontana e fioca, batte un ritmo di tocchi, non funebri, non lugubri, mistici, oranti. Una pausa. Ascoltazione...) Ecco!... Io aspettavo forse, questo segno... (A Sua Altezza) Mi dicevano che sareste partito... per non pi tornare... dicono che le vostre mani sono macchiate... vorrei vederle; mostratele... non per me... per loro! per tutti loro! io so! non ho dubbio! io sento la Vita, in me e fuori di me, chiamarmi a gran voce... e la mia Vita, siete Voi, mio Signore! Ah! Mio Signore! Come dolce farsi schiava di un nome! Ho camminato... la notte non mi ha dato timore... Anche voi, la prima volta, veniste con la notte... ed io, che tremavo, pensavo fosse terrore, e non era! Allora, vi ho cercato... son caduta presso la fontana... come la notte dell'apparizione... e sapevo che mi avreste trovata, voi solo! le ramaglie sono cresciute a dismisura, in questi giorni... m'hanno coperta, nascosta... N potevo parlare... ma vedevo lampade, fiaccole, ombre vaganti... Non erano, non erano, il mio Bene!... Allora ho preso sonno... (Pausa. Cambiando, con voce ora gaia ora angosciata) Ho cosi freddo!... freddo!... perch siete muti, tutti, come se aveste il mio freddo?... Che avviene? Ho ritrovato il mio Bene!... Bisogna sorridere!... Vero? Accendete le Ilici!... Io sono cos gaia!... il mio cuore, canta la sua canzone appassionata, dentro! Ma ho freddo! Mammina! Palla tu, col Principe Sirki... Ormai, si pu! Vedi che non partito e non parte! Non mi poteva lasciare!... Fate una festa grande grande, signor Duca! una festa bella e ricca, per salutare la mia gioia!... (A Sua Altezza) Ma Voi... non parlate pi, Voi? (Pausa lunga).
La Principessa - (si alza, a fatica) Figliola mia... come tremi!
Grazia - Ho freddo... scaldami!
La Principessa - (da un'occhiata a Sua Altezza, invocando).
Sua Altezza - (risoluto avanza) Ditele... ditele... ci che voi volete... di me!
Grazia - Che pu volere?... Non siete voi che volete?... Non siamo noi?... C' qualcuno che pu volere, fra di noi... ? O esiste veramente un mistero cos grande che io non possa capirlo...?
La Principessa - (o Sua Altezza) Voi... voi... soltanto voi, potete...
Grazia - (slacciandosi dalle braccia della madre, a Sua Altezza) Voi?...
Il Duca - (non reggendo pi, a Sua Altezza) Pochi minuti, quasi mezzanotte!
Sua Altezza - (ha un sobbalzo) S... (A Grazia) Udite, Grazia... Ci che vi hanno raccontato di me vero! Ho tradito il vostro piccolo cuore... Non sono colui che credete... che vi ho fatto credere... Oh! verr! Un giorno... forse presto... verr... avr lui pure il mio viso... la mia voce... sar, come me, un personaggio di sogno... con tutte le energie, le bellezze, le purit, le perfezioni... lo chiamerete con quel divino nome che mi avevate prestato... Amore! E tutto sar rifiorito... e la memoria di questo incontro svanir come la nebbia... Vedrete! Grazia!... Sono io stesso, che prego! Sono un malvagio distruttore, che si ferm a questa porta con l'intento di beffare l'altrui aspettazione... Bisogna rinnegare l'illusione che copr questo delitto. E superare la prova... Anche perch, ora, io sento di poter fuggire, con minor pena, se voi ci assicurate di saper resistere! Fa menzogna! Chiedetelo a tutti! Menzogna! Inganno! Persuadetevi!
Grazia - (da un'occhiata in giro; sorride).
Sua Altezza - Sorridete?... Non credete?... Ma, ascoltatemi! Lasciate ch'io parta... fra poco! Lasciate ch'io parta, senza voltarmi indietro, senza lo strazio di sapervi ferita... ah! ferita nel profondo... nel pi profondo del cuore... irrimediabilmente... Voi sorridete? Non siate incredula!... Io stesso m'incolpo... io stesso! Chino" la mia stolta superbia... mi d colpa!... Fui perverso... e non con voi sola... (Cerca intorno) Alda!... ditele voi... ditele voi... Uomini! Io vi affermo che qualcosa di orrendo mi si avviticchia addosso... un Male pi grande d'ogni male terreno!... (Con crescente parossismo di esaltazione) Debbo rispondere a qualcuno, io! Non potr tornare laggi... se questa bimba non mi rinnega! Ch'io l'amerei ancora, sapendo ch'ella mi ama, e dovr invece odiarvi tutti...! Fatela piangere... Fatela piangere di strazio... di delusione... Fate che perda quella terribile forza! Non vedete?... Sorride! Sorride! Ha la terribile energia... la divina possibilit... di sorridere, di amarmi, forse, ad onta della mia confessione!
Corrado - (tra il muto strazio di tutti)...Grazia!...
Sua Altezza - (a Corrado) E tu... tu che l'amavi! tu che l'ami! tu, tu! cerca tu! non puoi perderla! Non sai? E allora...? Pu essa riconoscere d'aver amato la...? Ah, ah, ah, (Ad Aldo) E tu pure! Tu che sai... Mi hai pregato di non trascinarla sulle tue strade di dolore... vedi bene, io ne ridevo; ora, ti prego! Ora che il pianto di quella madre... e il sorriso di quella bimba, mi han fatto conoscere per la prima volta il Dolore! Dille tu!... Persuadila!.,. Ch'io sentirei in eterno il suo pianto di bimba... Salirebbe a me, traversando l'infinito, come la tua musica che non sa morire... E la piet sanguinerebbe in me!... (Corrado, Alda, impossibilitati a far opera, piangono, muti. Alla madre) E allora... allora... volete voi perderla?... perderla?... Non capite che perduta, se non la salvate voi stessi?... Non capite...? Fatela piangere! Ha freddo!... E' per me, ch'ella soffre...! Se voi la confortate... se voi la riscaldate... se le date una calda e buona carezza... se la tenete sulle vostre ginocchia, e la cullate... Povera! Povera! E' una bimba! Pianger, ma di sconsolazione e di pena!... Vedi, vedi! Stalle presso... tientela vicina! La porterai, che tempo! al suo lettino bianco... Io non le toccher, le sue coperte! n toglier l'origliere al suo povero capo dolente! n verr, a notte, a destarla, con una lampada accesa! Odimi! Uditemi! Io debbo andare! E non A'Oglio che ella venga con me! . Se persegue a credere nel suo sogno, a farmi luce del suo sogno, ella stessa mi cercher, dopo , nell'ombra! (Con un urlo di sgomento a Grazia) No!... Non mi sorridere pi!... (A tutti) Siete inetti! inetti! pi di me! Io stesso vi ho sgomentati... ed perduta! (Un pianto muto su tutti. Alla Principessa) Madre! Guarda! Guarda! Elia sorride ed ferma!... Non vacilla!... Ha una persuasione implacabile... Madre! Guarda!... Io non so... io non posso piangere... Ma... nell'ora della mia dipartita... vedi... senza le vostre dolci lacrime... io piango!... Piango con un pianto che l'urlo angoscioso dell'Universo... Tutto il Dolore ch'io recai, nel tempo, all'Umanit ed alla Vita, io lo soffro, ora, nella mia effimera spoglia mortale... Ululer, fra le stelle dei Cieli, questo sconforto senza pace!... (Stravolto) Nemmeno tu!... Nemmeno tu!... E' perduta! Perduta!...
La Madre - No... no!... (Stringe Grazia, tutti V'attorniano. Sua Altezza resta solo, a destra).
Sua Altezza - (deciso, sta per disvelarsi) Allora... Allora... (Si riprende ancora) No... no! (Si trascina avanti, vacilla) Dio! Signore Iddio! (Cade ginocchioni) S'io varcai le soglie del mistero, e fu male... io solo, io solo, sconti la pena...! Toglimi il mio potere, piuttosto, ma salvala! Che troppo vorresti piagarla, dandole per Amore la morte!... (Lunga pausa di silenzio. Si rialza, volge lo sguardo, folle. Nulla. A Grazia) Non hai ascoltato?
Grazia - S.
Sua Altezza - Io vado!...
Grazia - (gi nell'estasi appassionata, con la fissit chimerica dell'abbandono) Andiamo...
Sua Altezza ; - Non puoi...
Grazia - Si pu sempre...
Sua Altezza - Non devi...
Grazia - Bisogna...
Sua Altezza - Guarda!... Guarda tua Madre!
Grazia - Povere mamme!... Si lasciano!...
Sua Altezza - Non. verrai...
Grazia - Verr... (Si stacca, con un balzo, dal gruppo, corre a lui, gli si aggrappa)
Sua Altezza - No, no!... Non sai... non sai ancora... chi sono!
Grazia - Lo so...
Sua Altezza - E' l'errore!...
Grazia - E' il mio bene!
Sua Altezza - E' l'inganno!.,. (La stacca , da s: restano, separati da un breve spazio, vicini) Allora... allora... (le prende una mano, la trascina follemente verso il gruppo, la lascia) allora... allora... ti dir che, se mi segui, finita!
Grazia - (radiosa) Non importa... Non importa!...
Tutti - Grazia!.
Sua Altezza - (a tutti) Lasciatela! Lasciatela sola!... Io la salvo!... (Tutti, sopraffatti, si ritirano lungo i divani della parete a sinistra; Grazia resta sola, avanti a loro, quasi nel centro. Sua Altezza si slancia alla vetrata, verso la lampada, a cui si rivolge con un disperato grido. Il suo volto, ora, invisibile) Spezzer l'incantesimo, o Vita!... (Con un colpo, fracassa la lampada, il cui bagliore si estingue; apre la porta invetriata, si volge, mostra a tutti il teschio crudele; viene di corsa, a destra, in avanti, si pone di fronte a Grazia) Mi vedi, ora...? mi vedi?... Sarai tu salva, finalmente?
Grazia - (non ha un crollo; sorride) Ti vedo... ti vedo... come prima... come sempre...
Sua Altezza - (ha un urlo, un rantolo; sembra rannicchiarsi nel mantello; tutti sono caduti in ginocchio, la Madre fa un passo verso Grazia, vacilla, cade ella stessa genuflessa. Si ode, nelsilenzio, battere la mezzanotte. Dai tralci che sovrastano la porta sul giardino, cominciano a cadere foglie morte. Con un urlo disperato e soffocato) Come prima...?
Grazia - Come prima... col tuo bel viso d'amore...
Sua Altezza - (come posseduto, si avvicina, silenzioso, alla fanciulla).
Grazia - (gli tende le braccia, gli si avvinghia al collo; Sua Altezza volge lo sguardo intorno, lentamente, paurosamente; cinge con gli arti ammantellati l'appassionata; ora, l'ha tutta contro di s; come ella rabbrividisce, ei la copre del mantello, sembra chiuderla in se stesso. Improvviso la stringe, tutta bianca nella tenebra del tabarro, nelle braccia che sanno portare : poi rialza in un impeto le cave orbite fonde, volgendole, ancora una volta in giro, quasi a cercare nel silenzio degli astanti la convinzione di non potere agire altrimenti; si aderge) Mia, dunque! Mia!... (Poi stringendo la creatura che sua, attraverso la soglia spalancata, superando i frantumi della lampada, esce e dilegua nell'eternit; precipitano al suo passaggio, spoglie di vita, ricadendo nel nulla, le sontuose decorazioni floreali, ricoprendo di ptali l'Appassionata che va...).
FINE
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